Procedura : 2012/2004(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A7-0305/2012

Testi presentati :

A7-0305/2012

Discussioni :

PV 19/11/2012 - 26
CRE 19/11/2012 - 26

Votazioni :

PV 20/11/2012 - 6.18
Dichiarazioni di voto
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P7_TA(2012)0429

RELAZIONE     
PDF 169kWORD 136k
4.10.2012
PE 489.349v03-00 A7-0305/2012

sull'Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale

(2012/2004(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore: Heinz K. Becker

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale

(2012/2004(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 18 aprile 2012, intitolata "Verso una ripresa fonte di occupazione" (COM(2011)0173),

–   visto il documento di lavoro della sezione specializzata "Mercato unico, produzione e consumo" sulla comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal titolo "Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale", INT/606 del 22 febbraio 2012,

–   vista la proposta di regolamento del Consiglio sullo statuto della fondazione europea della Commissione dell'8 febbraio 2012 (COM(2012)0035),

–   vista la proposta di direttiva sugli appalti pubblici della Commissione del 20 dicembre 2011 (COM(2011)0896),

–   vista la proposta di regolamento relativo ai fondi europei per l'imprenditoria sociale della Commissione del 7 dicembre 2011 (COM(2011)0862),

–   vista la comunicazione della Commissione del 25 ottobre 2011 intitolata "Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale" (COM(2011)0682),

–   vista la comunicazione della Commissione del 25 ottobre 2011 sulla strategia rinnovata dell'UE per il periodo 2011-14 in materia di responsabilità sociale delle imprese (COM(2011)0681),

–   vista la comunicazione della Commissione del 13 aprile 2011 dal titolo "L'atto per il mercato unico – dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia. Insieme per una nuova crescita" (COM(2011)0206),

–   vista la comunicazione della Commissione del 27 ottobre 2010 intitolata "Verso un atto per il mercato unico – Per un'economia sociale di mercato altamente competitiva" (COM(2010)0608),

–   vista la proposta della Commissione del 6 ottobre 2010 relativa a un programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale (COM(2011)0609),

–   vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 - Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–   vista la proposta di regolamento della Commissione, del 6 ottobre 2011, relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 (COM(2011)0607),

–   vista la comunicazione della Commissione del 16 dicembre 2010 intitolata "La Piattaforma europea contro la povertà e l'esclusione sociale: un quadro europeo per la coesione sociale e territoriale" (COM(2010)0758),

–   vista la pubblicazione, del 2008, del programma di sviluppo delle Nazioni Unite e della Rete di ricerca europea EMES, dal titolo "Impresa sociale: Un nuovo modello per la riduzione della povertà e la creazione di occupazione"(1)

–   visto il parere esplorativo del CESE del 26 ottobre 2011 sul tema "Imprenditoria sociale e impresa sociale" IN/589,

–   vista la sua risoluzione del 19 febbraio 2009 sull'economia sociale(2),

–   vista la sua dichiarazione scritta (P7_DCL(2010)0084) adottata il 10 marzo 2011,

–   vista la sua risoluzione, del 13 febbraio 2012, sullo statuto della società cooperativa europea per quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori(3),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A7-0305/2012),

A. considerando che le imprese dell'economia sociale, che impiegano almeno 11 milioni di persone nell'Unione europea e che rappresentano il 6% di tutta la forza lavoro o il 10% di tutte le imprese europee, vale a dire 2 milioni di imprese, contribuiscono in modo significativo al modello sociale europeo e alla strategia Europa 2020;

B.  considerando che il diverso sviluppo storico ha determinato l'elaborazione di quadri giuridici notevolmente eterogenei negli Stati membri, per quanto riguarda le imprese di ogni categoria, incluse quelle dell'economia sociale e le imprese sociali;

C. considerando che la maggior parte delle imprese dell'economia sociale non sono riconosciute da un quadro giuridico a livello europeo e sono riconosciute solo a livello nazionale in alcuni Stati membri;

D. considerando che le conseguenze dell'attuale crisi sociale, economica e finanziaria come pure i mutamenti demografici, in particolare l'invecchiamento della popolazione, mettono a dura prova i sistemi di previdenza sociale, inclusi i regimi di sicurezza sociale obbligatoria e volontaria, e pertanto sarebbe opportuno promuovere sistemi innovativi in materia di assistenza sociale onde garantire una sicurezza sociale adeguata e corretta;

E.  considerando che l'Atto per il mercato unico e la strategia Europa 2020, entrambi volti a promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, e pertanto a migliorare la quantità e la qualità dei posti di lavoro e a combattere la povertà, sono fortemente correlati e che le imprese sociali possono contribuire in modo significativo con il loro potenziale innovativo e la loro capacità di apportare risposte appropriate alle necessità sociali;

F.  considerando che la Commissione riconosce che gli attori dell'economia sociale e le imprese sociali sono vettori importanti di crescita economica e di innovazione sociale, con il potenziale di creare posti di lavoro sostenibili, e che essi favoriscono l'inclusione dei gruppi vulnerabili sul mercato del lavoro;

G. considerando che le proposte della Commissione su un regolamento relativo ai fondi di imprenditoria sociale europei e il programma per il cambiamento e l'innovazione sociale devono essere accolti favorevolmente;

H. considerando che le imprese sociali possono aiutare a fornire servizi sociali, che costituiscono elementi chiave di uno Stato sociale e contribuire così alla realizzazione degli obiettivi comuni dell'Unione europea;

I.   considerando che numerose imprese sociali incontrano difficoltà nell'accesso al finanziamento per ampliare le proprie attività e, pertanto, necessitano di forme di sostegno specifico e adattato, quali la banca sociale, gli strumenti di condivisione del rischio, i fondi filantropici o i (micro)crediti, specialmente nel caso delle microimprese delle PMI; che, a tal riguardo, i fondi strutturali e i programmi dell'UE svolgono un ruolo significativo nel facilitare l'accesso ai finanziamenti per le imprese sociali, anche per quelle a forte intensità di investimenti;

J.   considerando che la maggior parte delle imprese sociali sostiene la riforma politica promuovendo una buona governance, in particolare coinvolgendo dipendenti, clienti e/o soggetti interessati, e sostiene l'apprendimento reciproco e l'innovazione sociale, rispondendo così alle domande sempre più formulate dai cittadini, che chiedono che il comportamento delle imprese sia più etico, più sociale e più rispettoso dell'ambiente;

K. considerando che le imprese sociali, in ragione della loro natura e del loro modus operandi, permettono di costruire una società più solidale, più democratica e più attiva e offrono spesso - o dovrebbero offrire - condizioni di lavoro favorevoli nonché pari retribuzione per pari lavoro, e sostengono le pari opportunità per uomini e donne, permettendo così la conciliazione di vita professionale e vita privata;

L.  considerando che si prende atto della proposta della Commissione di aggiungere la nuova categoria di persone svantaggiate agli appalti riservati;

Introduzione

1.  accoglie con favore le comunicazioni della Commissione intitolate "Iniziativa per l'imprenditoria sociale" e "Verso una ripresa fonte di occupazione" contenenti raccomandazioni ai governi nazionali sul miglioramento delle condizioni quadro per le imprese sociali, in modo da offrire nuove opportunità e posti di lavoro, in particolare negli ambiti dell'assistenza sanitaria e sociale (il cosiddetto settore bianco) in rapida crescita e in campo ambientale (il cosiddetto settore verde), due ambiti che offrono nuove opportunità per l'economia sociale in senso ampio;

2.  indica che l'economia sociale è parte dell'economia di mercato ecosociale e del mercato unico europeo e sottolinea la sua elevata capacità di resistenza alle crisi e la solidità dei suoi modelli commerciali; sottolinea che le imprese sociali cercano spesso di rispondere a necessità sociali che non sono tenute presenti – o lo sono soltanto in modo inadeguato – dagli operatori economici o dallo Stato; sottolinea che i posti di lavoro nel settore dell'economia sociale avranno tendenza ad essere mantenuti a livello locale;

3.  sottolinea che per impresa sociale si intende un'impresa che, qualunque sia la sua forma giuridica:

a)  ha come obiettivo primario il raggiungimento di impatti sociali positivi misurabili in conformità all’atto di costituzione, allo statuto o a qualsiasi altro documento costitutivo dell’azienda, laddove l'impresa:

–   fornisca beni o servizi a persone vulnerabili, emarginate, svantaggiate o escluse;

–   fornisca beni o servizi utilizzando un metodo di produzione che risponde al suo obiettivo sociale;

b)  utilizza in modo prioritario i propri profitti per raggiungere il suo obiettivo primario invece di distribuirli e ha posto in essere procedure e regole predefinite per quelle circostanze eccezionali in cui i profitti sono distribuiti ad azionisti e soci, in modo da garantire che qualsiasi distribuzione di profitti non pregiudichi il suo obiettivo primario; nonché

c)  è gestita in modo responsabile e trasparente, in particolare coinvolgendo dipendenti, clienti e/o soggetti interessati dalle sue attività;

Azioni raccomandate per i vari tipi di imprese

4.  sottolinea che le attività svolte in vari settori dell'economia sociale da volontari, compresi i giovani all'inizio della loro carriera che veicolano entusiasmo e nuove competenze, e gli anziani, portatori di un ampio bagaglio di esperienza e di competenze avanzate, rappresentano un contributo importante alla crescita economica, alla solidarietà e alla coesione sociale e danno un senso alla vita di molte persone; chiede un riconoscimento e un appropriato sostegno finanziario e normativo a livello locale, nazionale ed europeo;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che le imprese sociali non siano svantaggiate rispetto ad altri tipi di imprese che si riserverebbero i settori redditizi dell'economia sociale; sottolinea che tali settori sono situati principalmente nelle zone urbane, cosicché gli altri settori meno redditizi, principalmente in zona rurale o periferica, in cui gli ostacoli logistici comportano costi più elevati, si vedono ridotti a un'offerta di servizi più scarsa e di qualità inferiore; sottolinea che gli utenti dovrebbero poter scegliere tra vari fornitori di servizi;

6.  sottolinea l'importanza di una strategia e di misure che promuovano l'imprenditorialità sociale e le imprese sociali innovative, in particolare per quanto riguarda i giovani imprenditori e le persone svantaggiate, onde assicurare un accesso più facile e migliore per gli imprenditori – tanto donne quanto uomini – ai programmi e al finanziamento dell'Unione e degli Stati membri; chiede che un sostegno adeguato continui ad essere assegnato al programma Erasmus per giovani imprenditori onde migliorare la sua attrattiva e visibilità, anche nell'economia sociale; ricorda, tuttavia, che il lavoro autonomo deve essere accompagnato da un orientamento sufficiente;

7.  osserva la diversità in seno all'economia sociale; sottolinea che lo sviluppo di un nuovo quadro giuridico a livello europeo deve essere facoltativo per le imprese e preceduto da una valutazione d'impatto onde tener conto dell'esistenza di diversi modelli di imprenditoria sociale nei vari Stati membri; sottolinea che le eventuali misure adottate dovrebbero dimostrare di offrire un valore aggiunto per tutta l'UE;

8.  sostiene le iniziative adottate a livello dell'UE volte a estendere e rafforzare il settore delle associazioni già ben sviluppato in vari Stati membri; chiede che sia adottato uno statuto europeo delle associazioni a complemento degli statuti giuridici esistenti a livello degli Stati membri;

9.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare una proposta di semplificazione del regolamento sullo statuto della società cooperativa europea;

10. accoglie favorevolmente lo studio della Commissione sulla situazione delle società mutualistiche in Europa, con la partecipazione attiva del settore; sottolinea che le società mutualistiche dovrebbero essere riconosciute, attraverso uno statuto europeo, come attori distinti e importanti nell'economia e società europea; sottolinea i vantaggi di uno statuto europeo delle società mutualistiche onde facilitare le loro attività transfrontaliere; incoraggia gli Stati membri che non abbiano ancora introdotto uno statuto nazionale per le società mutualistiche a farlo;

11. accoglie con favore la proposta della Commissione di un regolamento sullo statuto della fondazione europea;

12. ricorda che nel COM(2004)0018, la Commissione si è impegnata ad attuare dodici azioni concrete per sostenere lo sviluppo delle cooperative e si rammarica per il fatto che finora siano stati realizzati soltanto scarsi progressi; invita la Commissione a far prova di ambizione proponendo, conformemente all'iniziativa del 2004, misure supplementari volte a migliorare le condizioni di funzionamento delle cooperative, delle mutualistiche, delle associazioni e delle fondazioni, in modo da sostenere lo sviluppo dell'economia sociale in generale;

13. saluta favorevolmente l'adozione del pacchetto riveduto di regole sugli aiuti di Stato a livello europeo riguardante i servizi sociali e locali, ma incoraggia al tempo stesso la Commissione a chiarire ulteriormente tali regole, in modo da agevolarne la comprensione e l'applicazione da parte delle autorità locali e regionali, in particolare per quanto riguarda le imprese sociali;

Imprese che perseguono obiettivi sociali o che hanno un impatto sociale

14. sottolinea che le imprese sociali sono fornitori importanti di servizi sociali di interesse generale (SSIG); indica che in molti casi provengono o sono strettamente legate a organizzazioni della società civile, organizzazioni di volontariato e/o associazioni assistenziali che prestano servizi orientati sulla persona, destinati a rispondere a esigenze umane essenziali, in particolare quelle di soggetti in situazioni di vulnerabilità; sottolinea che le imprese sociali si trovano spesso in una posizione intermedia tra i settori tradizionali del pubblico e del privato attivi nella fornitura di servizi pubblici, ossia nel quadro degli appalti pubblici;

15. ritiene che la nozione di responsabilità sociale aziendale debba essere considerata in modo separato da quella di economia sociale e di imprese sociali, anche se le imprese commerciali con numerose attività nell'ambito della responsabilità sociale aziendale possono avere una forte correlazione con le imprese sociali;

Prospettive finanziarie – migliorare il contesto giuridico e fiscale

16. è convinto che il programma PSCI per il 2014-2020, con il suo asse "Microfinanza e imprenditoria sociale", contribuisca agli sforzi volti a garantire un migliore accesso ai microcrediti per le microimprese nell'economia sociale tenendo conto, al contempo, della diversità delle necessità di finanziamento delle imprese sociali;

17. è convinto che diversi strumenti finanziari – come i fondi europei per l'imprenditoria sociale, i fondi di capitale di rischio europee e i fondi europei "Angels" (EAF), siano necessari per facilitare l'accesso ai mercati finanziari delle imprese sociali;

18. sottolinea la necessità di sostenere le imprese sociali attraverso risorse finanziarie sufficienti a livello locale, regionale, nazionale e dell'UE, e mette in evidenza i fondi pertinenti del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (come il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo per lo sviluppo regionale, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, il programma per il cambiamento sociale e l'innovazione sociale nonché il programma Orizzonte 2020); chiede espressamente un sostegno per le imprese sociali, in particolare quelle che incoraggiano l'occupazione di qualità, che combattono la povertà e l'esclusione sociale e che investono nell'istruzione, nella formazione e nell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita;

19. sottolinea che sarebbe opportuno semplificare l'accesso al finanziamento dell'UE consentendo, al contempo, una flessibilità adeguata a livello degli Stati membri, e che si dovrebbero offrire possibilità di finanziamento e farle conoscere chiaramente e, inoltre, semplificare le esigenze organizzative, amministrative e contabili;

20. rileva che l'introduzione di nuove forme di sostegno finanziario sarà preceduta da un'analisi degli strumenti esistenti volta a verificarne l'efficacia e considera pertanto necessario dotarsi di strumenti che permettano di misurare e confrontare il rendimento sociale degli investimenti, al fine di favorire lo sviluppo di un mercato degli investimenti più trasparente;

21. ritiene necessario creare condizioni nelle quali le imprese sociali possano raggiungere l'indipendenza finanziaria e avviare attività di carattere commerciale;

22. ritiene che siano necessari processi di gestione responsabili sostenuti da un'adeguata sorveglianza e trasparenza dei meccanismi di finanziamento, al fine di mantenere le caratteristiche principali dell'imprenditoria sociale e delle imprese sociali;

Misure, sostegno e promozione

23. chiede uno studio comparativo, avviato dalla Commissione e condotto in cooperazione con le imprese sociali, sui vari quadri giuridici nazionali e regionali in tutta l'UE, e sulle condizioni di funzionamento e le caratteristiche delle imprese sociali, tra cui la loro dimensione, il loro numero e il loro ambito di attività, nonché sui sistemi nazionali di certificazione e di etichettatura;

24. sottolinea la notevole diversità presente tra le imprese sociali, in termini di struttura, dimensione, attività commerciale, economia e cooperazione; osserva che, accanto alle imprese sociali che occupano un ruolo di primo piano nel progresso del proprio settore e sono dotate di capacità adeguate al proprio sviluppo, vi sono anche imprese che necessitano di conoscenze specialistiche per la creazione, lo sviluppo e la gestione dell'impresa stessa;

25. ritiene che, per aumentare la competitività delle imprese sociali a livello dell'UE, si debba favorire la creazione di poli di innovazione sociale che abbiano un valore aggiunto non solo locale; ritiene inoltre che le imprese sociali, se ricevono adeguati incentivi, possano essere fondamentali per l'occupazione di lavoratori qualificati di età superiore ai 50 anni che sono usciti dal mercato del lavoro;

26. sostiene la proposta della Commissione di creare una piattaforma informatica multilingue, accessibile e facile da usare per le imprese sociali che consenta, fra l'altro, l'apprendimento in équipe e lo scambio dei modelli migliori, favorisca lo sviluppo di partenariati, faciliti la condivisione delle informazioni sull'accesso ai finanziamenti e sulle possibilità di formazione e serva quale rete per la collaborazione transfrontaliera; invita la Commissione e gli Stati membri ad accordare attenzione all'imprenditoria sociale nel quadro del metodo aperto di coordinamento;

27. sostiene la proposta della Commissione di istituire un gruppo di esperti sull'imprenditoria sociale (GECES) per osservare e valutare i progressi delle misure previste nella sua comunicazione COM(2011)0682;

28. invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la fattibilità e l'opportunità della messa a punto di un'"etichetta sociale europea" da assegnare alle imprese sociali, per garantire un migliore accesso agli appalti pubblici innovativi sul piano sociale senza infrangere le regole di concorrenza; suggerisce che le imprese detentrici di una tale etichetta siano oggetto di una sorveglianza periodica riguardo al rispetto delle disposizioni definite nell'etichetta;

29. chiede che per gli appalti relativi alla fornitura di servizi siano applicate le norme UE in materia di appalti pubblici utilizzando il principio dell'"offerta economicamente più vantaggiosa (MEAT)" anziché del "prezzo più basso";

30. chiede alla Commissione di migliorare la comprensione e le conoscenze relative alle imprese sociali e all'economia sociale e di migliorare la loro visibilità, sostenendo la ricerca universitaria, in particolare nel quadro dell'Ottavo programma quadro (Orizzonte), e di lanciare una relazione di attività annuale sulle imprese sociali e le loro performance sul piano sociale; invita gli Stati membri a dare seguito all'invito a presentare proposte della Commissione per disporre di statistiche affidabili sulle imprese sociali elaborate dagli istituti nazionali di statistica;

31. invita la Commissione e gli Stati membri a integrare le imprese sociali nei piani di azione in materia di occupazione e di inclusione sociale, e sostiene la creazione di un "Premio europeo dell'imprenditoria sociale" per riconoscere le sue ripercussioni sociali;

32. sottolinea che le imprese sociali richiedono il massimo appoggio e accettazione possibili grazie a uno sforzo di sensibilizzazione, e in particolare sottolineando i vantaggi che non rivestono un carattere puramente economico, e chiede che sia lanciata un'ampia campagna di informazione, con il sostegno della Commissione, degli Stati membri e delle parti sociali, mediante la creazione di un sito web multilingue accessibile che fornisca informazioni rapide e semplici sui prodotti e i servizi sociali destinati ai cittadini;

33. invita gli Stati membri a valutare i vantaggi dell'inclusione dei principi delle imprese sociali di imprenditoria sociale e di responsabilità sociale nei programmi di insegnamento delle scuole, delle università e di altri istituti di insegnamento nonché nei programmi di apprendimento lungo tutto l'arco della vita, al fine di contribuire a sviluppare competenze sociali e civiche e favorire il collocamento nelle imprese sociali; chiede anche alla Commissione e agli Stati membri di sostenere la formazione convenzionale e basata sul web degli imprenditori sociali e di promuovere una cooperazione più stretta fra imprese sociali, imprese commerciali e mondo accademico onde far meglio conoscere e meglio comprendere le imprese sociali e lottare contro eventuali stereotipi che possano esistere;

34. ritiene che l'introduzione di un quadro comune europeo in materia di pubblicazione dei dati garantirà un'informazione più chiara ed efficace degli investimenti nelle imprese sociali;

35. plaude all'impegno della Commissione di studiare e valutare un possibile utilizzo di brevetti dormienti per agevolare lo sviluppo delle imprese sociali e auspica che in un prossimo futuro siano adottate misure concrete;

36. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi e parlamenti degli Stati membri.

(1)

http://www.emes.net/fileadmin/emes/PDF_files/News/2008/11.08_EMES_UNDP_publication.pdf.

(2)

GU C 76 E del 25.3.2010, pag. 16.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2012)0071.


MOTIVAZIONE

Va fatto esplicito riferimento fin dall'inizio al sottotitolo della comunicazione della Commissione del 25 ottobre 2011 sull'"Iniziativa per l'imprenditoria sociale", poiché descrive in modo efficacemente conciso gli obiettivi dell'UE:

Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale.

L'obiettivo così formulato include sia il riconoscimento delle strutture esistenti sia l'apertura a nuove forme innovative nell'imprenditoria sociale, che saranno ugualmente necessarie in futuro per far fronte alle sfide sociali nel contesto della strategia Europa 2020 e per assolvere efficacemente ai propri compiti. I due pilastri della concezione europea possono essere sintetizzati come segue:

A.  è innegabile che vi sia un bisogno sempre maggiore di servizi sociali, ad esempio nel settore sanitario e infermieristico, se non altro alla luce dei cambiamenti demografici in atto e dell'invecchiamento della società.

B.   l'Europa si impegna per la crescita economica in modo da rafforzare la competitività globale e creare nuovi posti di lavoro che, stando alle previsioni unanimi, verranno per lo più individuati nei settori dell'"economia verde e bianca".

Le conclusioni confermano la correttezza dell'agenda politica perseguita dall'UE: dalla risoluzione sull'economia sociale del 2009, al Fondo sociale d'investimento del 2012, fino all'Iniziativa per l'imprenditoria sociale.

A differenza di molti altri settori dell'economia, l'imprenditoria sociale necessita di ulteriori strumenti di finanziamento. Alle iniziative della Commissione devono pertanto far seguito, quanto più tempestivamente possibile, misure adeguate a livello nazionale e regionale.

Per favorire un rapido sviluppo dell'imprenditoria sociale, unitamente alla promozione mirata delle persone e delle organizzazioni impegnate in dette attività, la relazione del Parlamento europeo qui presentata cerca di individuare condizioni generali chiare, precise e al contempo aperte per la successiva fase dell'economia sociale europea, caratterizzata da nuove opportunità.

La relazione riconosce altresì che la nuova fase dovrà essere accompagnata da un grado elevato di innovazione e sperimentazione, il cui successo o fallimento dovranno essere valutati dalle istituzioni europee insieme agli Stati membri, entro un periodo definito. Tali valutazioni consentiranno di trarre conclusioni concrete per i corrispondenti interventi di ottimizzazione, che permetteranno di continuare efficacemente con lo sviluppo a lungo termine dell'imprenditoria sociale.

In sintesi: il preciso inquadramento generale e i piani d'azione devono mantenere lo spazio per la diversità e la pluralità, dove già esiste, oppure lo devono creare, laddove manca.

Un'utile base in tal senso può essere rappresentata dalle misure proposte dalla Commissione, ad esempio la mappatura dell'imprenditoria sociale in Europa, la creazione di una banca dati per la certificazione o vaste piattaforme informatiche per il reciproco apprendimento. Analogamente, l'introduzione di una sorta di marchio di qualità potrebbe contribuire all'ulteriore crescita delle imprese sociali.

Due aspetti vengono spesso contrapposti:

1.   la definizione di imprenditoria sociale e la percezione della stessa includono nozioni come la pubblica utilità, i benefici per la società, l'impatto sociale e ambientale e fattori quali un maggiore rientro dei profitti o modelli per la partecipazione dei dipendenti e i principi di apertura e trasparenza.

2.   alla base dell'auspicato sviluppo positivo dell'imprenditoria sociale c'è la convinzione generalmente condivisa che le imprese sociali siano parte integrante dell'economia di mercato ecosociale nel mercato interno europeo; anche l'imprenditoria sociale necessita di una concorrenza regolata, che conduce a un continuo miglioramento della qualità e a sforzi volti a garantire una maggiore efficienza.

Lo scopo della presente relazione è tuttavia assicurare che questi due aspetti siano conciliati in modo da contribuire allo sviluppo positivo dell'imprenditoria sociale.

Lo slogan di un'organizzazione austriaca senza fini di lucro (Hilfswerk) riassume efficacemente il sentire comune:

           "Chiunque abbia bisogno di aiuto, merita di averlo"

"Concorrenza regolata": una caratteristica specifica dei servizi sociali è che sono spesso più economici nelle aree urbane che nelle aree rurali (motivi: densità logistica, distanze, ecc.).. In questo caso non può essere ammessa una concorrenza sregolata, perché altrimenti gli imprenditori orientati al profitto si concentrerebbero su singole aree mentre altri si orienterebbero verso "servizi inadeguati per i più disagiati".

La successiva fase di sviluppo dovrà prestare particolare attenzione a un modello di banca sociale, come avviene ad esempio in Austria, dove molte persone in condizioni sociali difficili trovano un sostegno efficace (ad es., la Zweite Sparkasse).

Verrà in futuro rivolta maggiore attenzione anche ai modelli di "franchising" sociale, considerando il possibile valore delle imprese sociali di questo tipo.

È giunto quindi il momento di concentrare gli sforzi per garantire il massimo sviluppo dell'imprenditoria sociale.

Perché il futuro comincia adesso!


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (19.6.2012)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale

(2012/2004(INI))

Relatore: Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la proposta della Commissione intesa a migliorare l'accesso ai finanziamenti per le imprese sociali attraverso la creazione di un quadro normativo per l'introduzione di strumenti di investimento a livello di UE; incoraggia la Commissione a proporre una legislazione concreta al più presto, tenuto conto del potenziale innovativo largamente inesplorato di queste imprese sociali; rileva che l'introduzione di nuove forme di sostegno finanziario sarà preceduta da un'analisi degli strumenti esistenti volta a verificarne l'efficacia e considera pertanto necessario dotarsi di strumenti che permettano di misurare e confrontare il rendimento sociale degli investimenti, al fine di favorire lo sviluppo di un mercato degli investimenti più trasparente; ritiene fermamente che siano necessari diversi strumenti finanziari, quali fondi europei per l'imprenditoria sociale o fondi europei di venture capital, l'emissione di obbligazioni di solidarietà e iniziative concernenti investitori specifici, e che questi debbano essere incoraggiati e promossi;

2.  sottolinea la notevole diversità presente tra le imprese sociali, in termini di struttura, dimensione, settore, cooperazione e in termini economici; osserva che accanto alle imprese sociali che occupano un ruolo di primo piano nel progresso del proprio settore e sono dotate di capacità adeguate al proprio sviluppo, vi sono anche imprese che necessitano di competenze essenziali per la creazione, lo sviluppo e la gestione dell'impresa stessa;

3.  ritiene che la definizione di impresa sociale proposta dalla comunicazione sull'iniziativa per l'imprenditoria sociale sia un passo positivo verso il riconoscimento della specificità di questo tipo di organizzazione; chiede che questa descrizione sia utilizzata da tutte le istituzioni dell'UE; insiste sulla necessità che la stessa descrizione sia utilizzata nella proposta di regolamento sui fondi europei per l'imprenditoria sociale; insiste inoltre affinché le tre dimensioni chiave che distinguono l'impresa sociale, vale a dire l'obiettivo/finalità sociale, l'attività imprenditoriale e la governance partecipativa, siano prese in considerazione;

4.  evidenzia che il concetto di "impresa sociale" o "social business" è associato inequivocabilmente a una governance d'impresa democratica che garantisca pienamente la democrazia economica, la partecipazione delle parti interessate e la trasparenza, nonché il ricambio della gestione d'impresa, in accordo con i principi dell'Unione Europea, dell'OCSE e delle Nazioni Unite; invita la Commissione a tenere conto di questi aspetti nell'analisi e nell'identificazione delle buone pratiche e dei modelli riproducibili, nonché nell'elaborazione delle banche dati pubbliche delle etichette e certificazioni applicabili alle imprese sociali in Europa, per migliorarne la visibilità e facilitare la comparabilità, oltre che nelle sue proposte di miglioramento del contesto giuridico;

5.  ritiene necessario creare condizioni nelle quali le imprese sociali possano raggiungere l'indipendenza finanziaria e avviare attività di carattere commerciale; rileva che, in molti Stati membri, i meccanismi finanziari e gli appalti al ribasso costringono le imprese sociali a concentrarsi sull'ottenimento di sovvenzioni e finanziamenti pubblici anziché sul miglioramento della qualità dei loro servizi o prodotti che contribuirebbe ad accrescere la loro competitività; sottolinea la necessità di ampliare l'accesso agli strumenti di debito e di capitale nella rispettiva fase dello sviluppo d'impresa, tenendo conto delle specifiche modalità in cui operano le imprese sociali;

6.  ritiene che per aumentare la competitività delle imprese sociali a livello europeo si debba favorire la creazione di poli di innovazione sociale che abbiano un valore aggiunto non solo locale; ritiene inoltre che le imprese sociali, se ricevono adeguati incentivi, possano essere importanti per l'occupazione di lavoratori qualificati di età superiore ai 50 anni che sono usciti dal mercato del lavoro;

7.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di adottare le misure necessarie affinché alle imprese sociali venga riconosciuta parità di trattamento nella partecipazione agli appalti pubblici;

8.  plaude all'iniziativa della Commissione di semplificare i principi contabili per le PMI, che contribuirà a rendere i risparmi ancora più efficienti;

9.  ritiene che l'introduzione di un quadro comune europeo in materia di pubblicazione dei dati garantirà un'informazione più chiara ed efficace degli investimenti nelle imprese sociali;

10. ritiene che i problemi del mercato delle imprese sociali risiedano, da un lato, nella mancanza di competenze adeguate, dall'altro, nell'insufficiente attenzione accordata alle specificità di tali imprese, e che, pertanto, sia importante non solo condividere le conoscenze a livello internazionale, laddove opportuno, così come nei singoli Stati membri, ma anche assicurare che siano disponibili, in tale contesto, servizi di consulenza, formazione (inclusa la formazione iniziale e la formazione permanente) e informazioni; ritiene che sostenendo e promuovendo l'impresa sociale si può sfruttare al meglio sia il suo potenziale di crescita che la sua capacità di creare valore sociale;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare programmi di formazione professionale, anche basati sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, diretti alle imprese che forniscono servizi sociali e/o beni e servizi destinati alle persone vulnerabili;

12. sottolinea che è essenziale migliorare la conoscenza delle imprese sociali, segnatamente di quelle che operano nel settore dell'economia sociale, mediante adeguate campagne informative; ritiene che a tal fine occorra dare maggiore visibilità ai vantaggi e alle finalità dell'imprenditoria sociale, ricorrendo a valutazioni e indicatori diversi da quelli di natura puramente economica; rileva che, in molti casi, le attività delle imprese sociali, in particolare di quelle che operano nel settore dell'economia sociale, sono ostacolate da problemi di consapevolezza o dagli stereotipi che le circondano; rileva pertanto che, dal punto di vista della Commissione, la priorità fondamentale è sensibilizzare maggiormente tutte le autorità pubbliche e in particolare le comunità locali, dal momento che l'utilizzo del potenziale locale potrebbe contribuire a coinvolgere tali comunità e, allo stesso tempo, a incrementare l'attrattività delle imprese sociali che operano nelle regioni interessate;

13. sottolinea l'opportunità prevista dalla comunicazione di favorire la partecipazione delle imprese sociali al mercato degli appalti pubblici; invita, a tale proposito, la Commissione ad adottare misure volte a incoraggiare l'utilizzo delle clausole sociali o degli appalti riservati alle imprese che danno lavoro a persone svantaggiate;

14. plaude all'impegno della Commissione di studiare e valutare un possibile utilizzo di brevetti dormienti per agevolare lo sviluppo delle imprese sociali e auspica che in un prossimo futuro siano adottate misure concrete.

15. invita la Commissione ad adottare i provvedimenti necessari per garantire che le norme elaborate dagli organismi europei di normalizzazione diventino più accessibili alle imprese sociali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

19.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

50

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Amelia Andersdotter, Josefa Andrés Barea, Zigmantas Balčytis, Ivo Belet, Reinhard Bütikofer, Maria Da Graça Carvalho, Giles Chichester, Jürgen Creutzmann, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Vicky Ford, Gaston Franco, Adam Gierek, Norbert Glante, Fiona Hall, Kent Johansson, Romana Jordan, Krišjānis Kariņš, Lena Kolarska-Bobińska, Philippe Lamberts, Bogdan Kazimierz Marcinkiewicz, Marisa Matias, Jaroslav Paška, Aldo Patriciello, Vittorio Prodi, Miloslav Ransdorf, Teresa Riera Madurell, Michèle Rivasi, Paul Rübig, Salvador Sedó i Alabart, Francisco Sosa Wagner, Konrad Szymański, Patrizia Toia, Ioannis A. Tsoukalas, Claude Turmes, Niki Tzavela, Marita Ulvskog, Vladimir Urutchev, Adina-Ioana Vălean, Kathleen Van Brempt, Alejo Vidal-Quadras, Henri Weber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Antonio Cancian, António Fernando Correia de Campos, Ioan Enciu, Roger Helmer, Jolanta Emilia Hibner, Ivailo Kalfin, Seán Kelly, Werner Langen, Mario Pirillo, Peter Skinner, Lambert van Nistelrooij

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Jorgo Chatzimarkakis


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (28.6.2012)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sull'Iniziativa per l'imprenditoria sociale – Costruire un ecosistema per promuovere le imprese sociali al centro dell'economia e dell'innovazione sociale

(2012/2004(INI))

Relatore: Małgorzata Handzlik

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce che le imprese sociali hanno la capacità di essere importanti forze trainanti dell'innovazione e, come tali, di fornire risposte agli attuali problemi economici e sociali e di contribuire in maniera significativa alla cooperazione transfrontaliera sostenendo, pertanto, la crescita del settore; incoraggia, pertanto, l'elaborazione di un efficiente quadro normativo di sostegno, che consenta di promuovere la diversità organizzativa delle imprese sociali, di rispondere alla natura e alla specificità delle loro attività e di concedere un sostegno finanziario ad hoc all'imprenditorialità sociale e alle imprese sociali, in particolare alle PMI, favorendo in tal modo la loro crescita e sostenibilità;

2.  ritiene che siano necessari processi di gestione responsabili sostenuti da un'adeguata sorveglianza e trasparenza dei meccanismi di finanziamento, al fine di mantenere le caratteristiche principali dell'imprenditorialità sociale e delle imprese sociali;

3.  sottolinea che il riconoscimento delle imprese sociali a livello europeo non deve limitarsi all'inclusione di obiettivi sociali in alcune imprese commerciali, ma deve tenere conto anche delle specificità di ogni categoria di imprese sociali, in particolare di quelle dell'economia sociale e solidale; a tale scopo insiste sulla necessità di adottare e applicare in particolare strumenti di finanziamento che permettano a queste imprese di svolgere le loro attività sulla base dei propri scopi e obiettivi e di stabilire solidarietà tra di esse; insiste inoltre sul fatto che una migliore conoscenza delle imprese sociali e una valutazione qualitativa, multilaterale e indipendente delle loro attività permetterebbero di valorizzare i loro apporti alla società nel suo insieme e di comprendere come la coesione sociale sia fonte di ricchezza socioeconomica e non unicamente un costo;

4.  accoglie favorevolmente la proposta relativa al microcredito per sostenere le PMI europee;

5.  evidenzia l'importanza del contributo delle imprese sociali, in tutti i settori, al rafforzamento della coesione e dell'inclusione sociale nonché alla comprensione e al soddisfacimento delle esigenze dei consumatori in generale, e dei consumatori vulnerabili in particolare; sottolinea che le imprese sociali mirano principalmente a soddisfare bisogni sociali o di interesse generale nonché a rispondere alle richieste crescenti dei cittadini di comportamenti etici, maggiormente rispettosi dell’essere umano, dell’ambiente, della natura, delle norme sociali e di solidarietà;

6.  invita la Commissione a adottare misure destinate ad accrescere nell'opinione pubblica la conoscenza delle attività delle imprese sociali e la fiducia nei loro confronti e a incoraggiarla a sostenere attivamente questo tipo di imprese;

7.  invita gli Stati membri a promuovere, stimolare e sviluppare le entità dell'economia sociale, eliminando gli ostacoli che impediscono l'avvio e la crescita delle imprese sociali, promuovendo la formazione e la riabilitazione professionale nell'ambito delle entità dell'economia sociale e aumentando gli aiuti destinati agli imprenditori delle imprese sociali;

8.  sottolinea che le imprese sociali, proprio per la natura delle loro attività e il modus operandi, favoriscono la creazione di una società più coesiva, democratica e 'attiva', capace di contribuire alla creazione di posti di lavoro e a una crescita economica sostenibile e inclusiva, in particolare promuovendo la solidarietà e la sostenibilità, la coesione e l'inclusione sociale, un'occupazione stabile e di qualità nonché la conciliazione della vita personale, familiare e lavorativa;

9.  ritiene che la responsabilità sociale delle imprese e le "imprese sociali" siano aspetti complementari della stessa politica e debbano pertanto essere sviluppati in maniera coordinata, senza sovrapporsi agli sforzi profusi dagli Stati membri;

10. è del parere che la riforma delle norme in materia di appalti pubblici dell'Unione offra una buona opportunità per migliorare l'osservanza delle norme sociali, ampliare la partecipazione e incrementare l'accesso delle imprese sociali agli appalti pubblici; accoglie con favore il regime per i servizi sociali che figura nella proposta della Commissione sulla revisione delle direttive sugli appalti pubblici e sottolinea l'importanza di questo strumento per le amministrazioni aggiudicatrici locali al fine di fornire servizi di qualità a sostegno della coesione sociale;

11. prende atto della proposta della Commissione di aggiungere la nuova categoria di persone svantaggiate agli appalti riservati; sottolinea il potenziale delle nuove disposizioni in materia di appalti riservati a sostegno di uno sviluppo sociale e territoriale innovativo nel rispetto dei principi dell'aggiudicazione competitiva degli appalti;

12. invita la Commissione a realizzare una valutazione d'impatto esauriente al fine di elaborare una strategia a lungo termine tesa a salvaguardare gli obiettivi sociali e ambientali e a promuovere la partecipazione delle imprese sociali agli appalti pubblici, senza ostacolare l'aggiudicazione competitiva degli appalti o favorire l'elusione delle norme; invita gli Stati membri a eliminare gli ostacoli all'avvio e allo sviluppo delle attività economiche delle entità dell'economia sociale, in particolare per quanto riguarda l'implementazione delle procedure amministrative.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

21.6.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Sergio Gaetano Cofferati, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Cornelis de Jong, Christian Engström, Evelyne Gebhardt, Malcolm Harbour, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Sirpa Pietikäinen, Robert Rochefort, Heide Rühle, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Emilie Turunen, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Raffaele Baldassarre, Mario Borghezio, Simon Busuttil, Pier Antonio Panzeri, Laurence J.A.J. Stassen, Marc Tarabella, Kyriacos Triantaphyllides, Anja Weisgerber, Kerstin Westphal


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.9.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Philippe Boulland, Milan Cabrnoch, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Minodora Cliveti, Marije Cornelissen, Emer Costello, Andrea Cozzolino, Frédéric Daerden, Sari Essayah, Thomas Händel, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Nicole Sinclaire, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jan Kozłowski, Svetoslav Hristov Malinov, Antigoni Papadopoulou, Birgit Sippel, Csaba Sógor

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Cornelia Ernst

Note legali - Informativa sulla privacy