Procedura : 2012/2151(INL)
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Ciclo del documento : A7-0339/2012

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A7-0339/2012

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PV 20/11/2012 - 3
CRE 20/11/2012 - 3

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PV 20/11/2012 - 6.19
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P7_TA(2012)0430

RELAZIONE     
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24.10.2012
PE 494.867v04-00 A7-0339/2012

recante raccomandazioni alla Commissione sulla relazione dei presidenti del Consiglio europeo, della Commissione europea, della Banca centrale europea e dell'Eurogruppo dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria"

(2012/2151(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Marianne Thyssen

Relatore per parere (*): Roberto Gualtieri, Commissione per gli affari costituzionali

(*) Commissione associata – articolo 50 del regolamento

(Iniziativa – articolo 42 del regolamento)

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE:RACCOMANDAZIONI PARTICOLAREGGIATE CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali (*)
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante raccomandazioni alla Commissione sulla relazione dei presidenti del Consiglio europeo, della Commissione europea, della Banca centrale europea e dell'Eurogruppo dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria"

(2012/2151(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012,

–   vista la dichiarazione dei capi di Stato e di governo dell'area dell'euro del 29 giugno 2012,

–   vista la relazione, del 26 giugno 2012, dei presidenti del Consiglio europeo, della Commissione europea, della Banca centrale europea e dell'Eurogruppo dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria",

–   visti gli articoli 42 e 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per gli affari costituzionali, della commissione per i bilanci e della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A7-0339/2012),

A. considerando che dalla firma del trattato di Roma l'Unione europea ha fatto passi avanti significativi verso l'integrazione politica, economica, fiscale e monetaria;

B.  considerando che l'Unione economica e monetaria (UEM) non rappresenta uno scopo fine a se stesso ma lo strumento per raggiungere gli obiettivi dell'Unione e degli Stati membri, in particolare la crescita equilibrata e sostenibile e un elevato livello di occupazione; che l'inclusione sociale e la solidarietà costituiscono i pilastri del modello sociale europeo e dell'integrazione europea in generale e che non è possibile non tenerne conto nelle future riforme dell'Unione;

C. considerando che in una società dell'informazione globalizzata diventa sempre più chiara la necessità di una maggiore integrazione europea basata sulla legittimità democratica, la responsabilità, la rendicontabilità, la trasparenza e il supporto dei cittadini;

D. considerando che una più stretta integrazione europea deve prevedere un maggiore coinvolgimento parlamentare sia a livello nazionale sia a livello dell'Unione;

E.  considerando che l'Unione si trova a un bivio e che occorre optare per una direzione chiara scegliendo o di unire le forze all'interno dell'UE e costruire un futuro per un'Unione forte e fondata sui valori e la solidarietà in un mondo globalizzato, o di ripiegarsi su se stessi ed adattarsi supinamente alla globalizzazione;

F.  considerando che la crisi economica, finanziaria e bancaria e l'attuale congiuntura economica negativa hanno condotto a un elevato debito pubblico e privato a livello nazionale e a problemi finanziari pubblici in diversi Stati membri che, insieme agli eccessivi squilibri macroeconomici, hanno presto influenzato lo sviluppo socioeconomico dell'area dell'euro e dell'Unione nel suo complesso in modo diretto e negativo;

G. considerando che tra il 2008 e la metà del 2012 il tasso di disoccupazione dell'UE-27 è aumentato da circa il 7% al 10,4%, con un totale di 25 milioni di disoccupati, e che oltre un giovane su cinque è senza lavoro (22%), con una disoccupazione giovanile che supera il 50% in alcuni Stati membri;

H. considerando che la creazione di posti di lavoro, la qualità dell'occupazione e la dignità del lavoro sono fondamentali per superare la crisi attuale;

I.  considerando che diversi Stati membri si trovano attualmente dinanzi a una situazione economica e finanziaria quanto mai difficile, aggravata da continue tensioni sui mercati delle obbligazioni sovrane, che si traducono in tassi debitori insostenibili per alcuni paesi e bassi o negativi per altri e, pertanto, in una notevole instabilità finanziaria ed economica;

J. considerando che le divergenze di competitività unite a un basso potenziale di crescita e a un'elevata disoccupazione, con disavanzi elevati ed elevati livelli di debito pubblico e privato, non solo danneggiano alcuni Stati membri, ma rendono vulnerabile l'intera area dell'euro;

K. considerando che gli eventi recenti hanno dimostrato chiaramente che l'area dell'euro non dispone di mezzi sufficienti per risolvere la crisi e per reagire in modo adeguato agli shock economici regionali e globali;

L. considerando che il ruolo importante svolto dall'euro quale seconda valuta di riserva internazionale per importanza, sia all'interno dell'area dell'euro che a livello globale, richiede una risposta forte e un'azione coordinata a livello europeo per riportare stabilità e crescita nell'economia;

M.       considerando che nell'ultimo decennio l'euro ha recato numerosi vantaggi ai cittadini dell'Unione, quali la stabilità dei prezzi, la soppressione dei costi di conversione valutaria all'interno dell'area dell'euro, l'impossibilità di svalutazioni concorrenziali nominali, il ribasso dei tassi di interesse, lo stimolo all'integrazione dei mercati finanziari e una maggiore facilità dei movimenti transfrontalieri di capitale;

N. considerando che la moneta unica non deve trasformarsi in un simbolo di divisione che minaccia l'intero progetto europeo, ma restare la valuta comune di un'Unione in grado di assumere decisioni di ampia portata per un futuro comune e prospero;

O. considerando che il progresso verso una vera Unione economica e monetaria (UEM) deve rispettare la volontà degli Stati membri che si avvalgono della clausola di esclusione (opt-out) dall'introduzione dell'euro per mantenere le loro rispettive valute nazionali;

P. considerando che l'adesione all'area dell'euro presuppone un livello elevato di interdipendenza economica e finanziaria tra gli Stati membri interessati e implica, di conseguenza, un coordinamento molto più stretto delle politiche finanziarie, fiscali, sociali ed economiche e il trasferimento di competenze dagli Stati membri all'Unione, associati a strumenti di vigilanza più rigorosi e a un'applicazione efficace; che, tuttavia, questa maggiore integrazione degli Stati membri che hanno come moneta l'euro, eventualmente completata da un gruppo di altri Stati membri che lo desiderano, deve essere sviluppata nel quadro di "due velocità, una sola Europa" al fine di evitare interventi a livello politico che porterebbero in ultimi analisi alla creazione di due Europe differenti;

Q. considerando che l'ultima ricerca Eurobarometro indica che a causa della crisi persistente si è registrato un netto calo della fiducia nelle istituzioni politiche a livello sia nazionale sia europeo, nonché un netto calo della percezione positiva dell'Unione da parte dei cittadini; che tuttavia l'Unione continua a essere per i cittadini l'attore più efficace per far fronte alla crisi economica;

R. considerando l'opportunità che gli attori politici a livello unionale e nazionale spieghino continuamente ai loro cittadini i vantaggi dell'integrazione europea e le implicazioni e le sfide della moneta unica, inclusi i costi e i rischi legati allo smembramento dell'area dell'euro;

S. considerando che 17 Stati membri hanno già adottato la moneta unica europea e che la maggior parte degli altri vi aderiranno non appena pronti;

T. considerando che non si può dubitare del futuro dell'UEM in generale e dell'irreversibilità dell'appartenenza all'area dell'euro e della moneta unica europea in particolare, giacché un'Unione forte è nell'interesse di tutti i cittadini;

U. considerando che la rinascita della fiducia rappresenta il compito principale per convincere i cittadini e le imprese europee a iniziare a reinvestire nell'economia e per creare le condizioni che consentano alle istituzioni finanziarie di erogare nuovamente crediti all'economia reale su basi ampie ma sicure;

V. considerando che rispondere alla crisi dell'euro è un problema complesso che richiede un impegno sostenuto e su più fronti, a tutti i livelli istituzionali e politici;

W. considerando che le istituzioni dell'Unione e i capi di Stato e di governo degli Stati membri in generale e degli Stati membri dell'area dell'euro in particolare svolgono un ruolo importante nel creare un'unione di bilancio tale che tutti i meccanismi di gestione della crisi dell'area dell'euro, come il Meccanismo europeo di stabilità (ESM), siano integrati in un assetto istituzionale in cui il Parlamento sia pienamente coinvolto in quanto colegislatore; che l'attuale struttura intergovernativa denota una grave carenza di legittimità democratica; che la valuta comune potrà essere stabilizzata solo se gli Stati membri saranno disposti a trasferire le competenze in materia di politica di bilancio al livello dell'Unione;

X. considerando che il ripristino della fiducia richiede anche che i capi di Stato e di governo e i loro ministri difendano e spieghino nei rispettivi Stati membri le decisioni politiche concordate a livello dell'Unione; che l'imputare all'Unione, come è avvenuto in alcuni casi, determinate decisioni impopolari si risolve in diffusione di percezioni particolarmente pericolosa che rischia di sgretolare l'Unione dal basso, di minare la solidarietà e, infine, di danneggiare la credibilità degli stessi leader nazionali e potenzialmente dell'intero progetto europeo;

Y. considerando che l'Unione è attualmente fragile dal punto di vista sociale; che diversi Stati membri sono impegnati in sforzi di riforma strutturale e in programmi di consolidamento estremamente gravosi; che l'unione politica è in ultima analisi la chiave per superare congiunture come queste, favorendo la solidarietà e portando avanti il progetto europeo;

Z. considerando che al vertice del Consiglio europeo e dell'area dell'euro del 28 e 29 giugno 2012 è stata ribadita l'intenzione di adottare le misure necessarie per garantire un'Europa finanziariamente stabile, competitiva e prospera e accrescere conseguentemente il benessere dei cittadini;

AA.  considerando che il divario crescente tra i paesi centrali e periferici dell'Unione non deve diventare strutturale; che è necessario creare un quadro permanente che consenta agli Stati membri in difficoltà di contare sul sostegno solidale degli altri Stati membri; che gli Stati membri che fanno appello alla solidarietà devono essere obbligati ad assumersi la propria parte di responsabilità nell'attuazione degli impegni in materia di bilancio, delle raccomandazioni specifiche per paese e degli impegni assunti nel quadro del Semestre europeo, in particolare in relazione al Patto di stabilità e crescita (PSC), al Patto Euro Plus, a Europa 2020 e alla procedura per gli squilibri macroeconomici, tenendo conto delle specifiche situazioni nazionali; che garantire la stabilità finanziaria di ciascuno Stato membro è per gli Stati membri una questione di interesse reciproco; che l'articolo 121 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sancisce che gli Stati membri considerano le loro politiche economiche questioni di interesse comune e le coordinano nell'ambito del Consiglio.

AB.  considerando che il completamento del mercato interno è della massima importanza per un ritorno alla crescita; che la Commissione, in quanto custode dei trattati, deve incrementare i suoi sforzi per imporre l'attuazione e il rispetto della vigente normativa sul mercato interno; che per un corretto funzionamento del mercato interno è necessario che le norme di integrazione del mercato siano maggiormente basate su regolamenti anziché su direttive;

AC.  considerando che non possono sussistere dubbi quanto al fatto che l'integrazione europea è un processo irreversibile e progressivo;

La via da seguire: la relazione dei quattro presidenti

AD.  considerando che, da un punto di vista democratico e tenuto conto delle disposizioni del trattato di Lisbona, è inaccettabile che il Presidente del Parlamento europeo, che è composto da deputati eletti in rappresentanza di oltre 502 milioni di cittadini europei, non sia stato coinvolto nella stesura della succitata relazione dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria";

AE.   considerando che è giunto il momento che i leader politici dell'Unione e nell'Unione diano prova di determinazione, creatività, coraggio, reattività e leadership al fine di rimuovere le restanti carenze che continuano a ostacolare il regolare funzionamento dell'UEM; considerando che il metodo intergovernativo ha raggiunto i suoi limiti e mal si adatta al processo decisionale democratico ed efficiente che il XXI secolo richiede; che è necessario fare un balzo in avanti verso un'Europa autenticamente federale;

AF.   considerando che la relazione dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria" indica senza ambiguità la via da seguire e cerca di rompere il ciclo di sfiducia ricorrendo a misure strutturali; considerando che la relazione deve prestare attenzione anche alla dimensione sociale;

AG.  considerando che il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012 ha chiesto al suo presidente di sviluppare una precisa tabella di marcia con tempi certi per la realizzazione di un'autentica UEM; che lo sviluppo di una visione globale a lungo termine tramite una tabella di marcia è un segnale importante che può contribuire a ristabilire la fiducia e a farla crescere man mano che la tabella di marcia verrà realizzata;

AH.  considerando che i progressi graduali compiuti nell'implementazione della tabella di marcia a lungo termine non forniscono alcuna soluzione immediata alla crisi e non devono ritardare le necessarie misure a breve termine;

AI.    considerando che non si può escludere la necessità di nuove modifiche del trattato per incrementare la legittimità democratica di un'UEM pienamente operativa; che sarebbe opportuno che la Commissione elencasse le iniziative legislative in corso che non devono essere ritardate dagli sviluppi istituzionali di lungo periodo;

AJ.   considerando che la realizzazione di un'autentica UEM all'interno dell'Unione richiederà a medio termine una modifica del trattato;

AK.  considerando che il pieno uso delle procedure e della flessibilità dei trattati in vigore per migliorare rapidamente la governance dell'UEM nel contesto della definizione di un autentico spazio politico europeo è una condizione indispensabile per costruire il consenso democratico necessario al successo di una futura completa riforma dei trattati;

AL.   considerando che il Parlamento europeo ha la facoltà di sottoporre al Consiglio proposte di modifica dei trattati - che dovranno poi essere esaminate da una Convenzione - per completare il quadro di un'autentica UEM accrescendo le competenze dell'Unione, soprattutto nel campo della politica economica, e rafforzando le risorse proprie e la capacità di bilancio dell'UE, il ruolo e la responsabilità democratica della Commissione e le prerogative del Parlamento;

AM. considerando che è opportuno e realistico concludere che una tale Convenzione non debba aver luogo prima delle prossime elezioni europee e che i connessi preparativi debbano iniziare prima di tale appuntamento;

AN.  considerando che le misure proposte in virtù dei trattati in vigore e le future modifiche a questi ultimi non devono escludere le clausole di opt-in per gli Stati membri e devono garantire l'integrità dell'Unione;

AO.  considerando che le future modifiche del trattato non devono ostacolare la rapida attuazione di quanto può essere già realizzato in virtù dei trattati esistenti; considerando che gli attuali trattati lasciano ampio margine a progressi concreti verso un'UEM basata su un quadro di politiche finanziarie, di bilancio ed economiche rafforzato e più integrato e su una più solida legittimità e responsabilità democratica;

AP.   considerando che finora il potenziale del trattato di Lisbona in materia di politiche occupazionali e sociali non è stato sfruttato appieno, innanzitutto per quanto riguarda:

-       l'articolo 9 del TFUE, in base al quale nel definire e attuare le politiche e le attività dell'Unione occorre tenere conto della promozione di un elevato livello di occupazione e della garanzia di un'adeguata protezione sociale;

-       l'articolo 151 del TFUE, il quale stabilisce che "l'Unione e gli Stati membri (…) hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione";

-       l'articolo 153, paragrafo 1 del TFUE in generale e la sua lettera h) in particolare, relativa alla "integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro";

AQ.  considerando che l'articolo 48, paragrafo 7, del trattato sull'Unione europea (TUE) prevede una procedura specifica per adottare secondo la procedura legislativa ordinaria un atto per il quale il TFUE richiede una procedura legislativa speciale; considerando che l'articolo 333 del TFUE contiene altresì disposizioni che permettono di fare ricorso alla procedura legislativa ordinaria nel quadro di una cooperazione rafforzata;

AR.  considerando che occorre puntare all'ambizioso obiettivo di garantire che tutti gli Stati membri compiano insieme passi importanti sulla via di una maggiore integrazione europea; che possono rivelarsi necessarie decisioni applicabili soltanto all'area dell'euro, ove imposto o giustificato dalla sua specificità, con la possibilità per altri Stati membri di opt-in eque e ragionevoli sulla base di diritti e obblighi equilibrati;

AS.   considerando che una strategia comune europea per i giovani è essenziale per contrastare la disoccupazione giovanile e scongiurare il rischio di perdere in Europa un'intera generazione;

Unione bancaria

AT.   considerando che finora le misure volte a stabilizzare il sistema finanziario sono state insufficienti a ristabilire pienamente la fiducia; che la Banca centrale europea (BCE), con una serie di misure eccezionali di assistenza temporanea sia per gli Stati membri sia per le banche, ha svolto un ruolo fondamentale in queste operazioni di salvataggio senza perdere di vista il suo obiettivo principale, ossia garantire la stabilità dei prezzi;

AU.  considerando che l'indipendenza operativa che il trattato garantisce alla BCE nel campo della politica monetaria resta la chiave di volta della credibilità dell'UEM e della moneta unica;

AV.  considerando che la situazione precaria in cui versa il settore bancario in vari Stati membri e nell'Unione nel suo complesso minaccia l'economia reale e le finanze pubbliche e che il costo della gestione della crisi bancaria si ripercuote pesantemente sui contribuenti e sullo sviluppo dell'economia reale, con effetti di freno sulla crescita; che gli attuali meccanismi e strutture sono insufficienti per evitare effetti diffusivi negativi;

AW. considerando che gli Stati membri soffrono di un evidente asimmetria tra le banche che operano su scala europea e le passività potenziali a carico dei rispettivi Stati sovrani; che nel corso dell'attuale crisi è diventato palese che il legame tra banche ed emittenti sovrani è più forte e pericoloso all'interno di un'unione monetaria in cui il tasso di cambio interno è fisso e non esiste alcun meccanismo a livello dell'Unione per alleviare i costi della ristrutturazione bancaria;

AX.  considerando che l'interruzione del circolo vizioso tra emittenti sovrani, banche ed economia reale è fondamentale per il corretto funzionamento dell'UEM;

AY.  considerando che la crisi ha creato una dispersione dei tassi di interesse nonché causato una frammentazione di fatto del mercato unico per i servizi finanziari;

AZ.   considerando che il Parlamento ha reiteratamente e coerentemente sostenuto che sussiste l'urgente necessità di misure aggiuntive e di ampia portata per risolvere la crisi del settore bancario; che è opportuno effettuare una distinzione tra misure a breve termine volte a stabilizzare una situazione di crisi bancaria acuta e misure a medio e lungo termine - fra cui l'impegno del G20 all'attuazione piena, coerente e tempestiva delle norme concordate a livello internazionale in materia di capitale bancario, liquidità e leva finanziaria - finalizzate alla realizzazione di un'unione bancaria europea pienamente operativa;

BA.  considerando che tutte le misure adottate nell'ambito dell'unione bancaria non devono ostacolare il continuo corretto funzionamento del mercato interno dei servizi finanziari e la libera circolazione dei capitali;

BB.   considerando che gli istituti finanziari e i loro rappresentanti devono agire in modo responsabile e conformemente a elevati standard morali, al servizio dell'economia reale;

BC.  considerando che l'Unione necessita di un meccanismo di vigilanza unico europeo per gli istituti bancari; che, per garantire la necessaria fiducia nei mercati finanziari e la stabilità nell'ambito di un mercato unico dei servizi finanziari, è imprescindibile un quadro europeo che disciplini un sistema valido ed efficiente di garanzia dei depositi e di resolution (fallimento ordinato) degli istituti bancari;

BD.  considerando che tutte le misure volte a realizzare un'unione bancaria devono essere accompagnate da un miglioramento della trasparenza e della rendicontabilità delle istituzioni che la attuano;

BE.   considerando che occorre esaminare la questione se sia necessario imporre la separazione legale di determinate attività finanziarie ad alto rischio dalle banche depositarie all'interno del gruppo bancario, in linea con la relazione Liikanen;

BF.   considerando che tutte le autorità di vigilanza devono rilevare e risolvere tempestivamente i problemi al fine di evitare l'insorgenza delle crisi e preservare la stabilità e la resilienza finanziaria;

BG.  considerando che oggi la maggior parte dei poteri di vigilanza bancaria nell'Unione sono nelle mani delle autorità di vigilanza nazionali, mentre l'autorità europea di vigilanza (Autorità bancaria europea - EBA), istituita dal regolamento (UE) n. 1093/2010(1), ha un ruolo di coordinamento; che l'attuale sistema di vigilanza nazionale si è rivelato troppo frammentato per far fronte alle sfide attuali;

BH.  considerando che è indispensabile un meccanismo europeo di vigilanza efficace e di elevata qualità per assicurare che i problemi siano identificati e affrontati risolutamente, garantire parità di condizioni tra tutti gli istituti finanziari, ripristinare la fiducia transfrontaliera ed evitare la frammentazione del mercato interno;

BI.    considerando che tra il sistema di vigilanza europeo e le autorità nazionali di controllo debba essere concordata una chiara divisione delle responsabilità operative, in funzione delle dimensioni e dei modelli commerciali delle banche e dei compiti di vigilanza nonché in applicazione dei principi di proporzionalità e sussidiarietà;

BJ.    considerando che la vigilanza europea degli istituti bancari all'interno dell'UEM nonché il rafforzamento del ruolo dell'EBA nella preservazione del mercato interno sono priorità assolute per combattere la crisi; considerando peraltro che, ai fini della stabilità del mercato finanziario interno, occorre assicurare che i paesi la cui valuta è diversa dall'euro che decidono di accedere al meccanismo di vigilanza unico mediante una cooperazione stretta, devono accedere a una forma di partecipazione che garantisca un rapporto simmetrico tra obblighi accettati e impatto sul processo decisionale;

BK.  considerando che il meccanismo di vigilanza unico dovrà fin dal suo avvio coprire gli istituti finanziari che necessitano del sostegno diretto dell'Unione e gli istituti finanziari europei di importanza sistemica;

BL.   considerando che l'indipendenza del meccanismo di vigilanza unico europeo dall'influenza politica e industriale non lo dispensa dallo spiegare, giustificare e rispondere al Parlamento, periodicamente e ogniqualvolta la situazione lo richieda, delle azioni e decisioni assunte nell'ambito della vigilanza europea, considerato l'impatto che gli interventi di vigilanza possono avere sulle finanze pubbliche, sulle banche, sui lavoratori e sulla clientela; che una vera responsabilità democratica richiede anche l'approvazione parlamentare del presidente del consiglio di vigilanza del meccanismo di vigilanza unico, da selezionare con procedura aperta; l'obbligo della presidenza di riferire e di comparire dinanzi al Parlamento; il diritto del Parlamento di presentare interrogazioni scritte od orali, e il diritto di inchiesta del Parlamento secondo il disposto del TFUE;

BM.  considerando che in futuro l'ESM potrà, a determinate condizioni, finanziare direttamente le banche in difficoltà; che, per questi motivi, rendere operativo il meccanismo di vigilanza unico costituisce il compito principale e più urgente nella realizzazione dell'unione bancaria;

BN.  considerando che il corpus unico di norme (Single Rule Book) in corso di elaborazione da parte dell'EBA deve garantire la totale armonizzazione delle regole e la loro applicazione uniforme in tutta l'Unione; che il completamento del corpus unico sulla vigilanza bancaria e l'ulteriore armonizzazione e miglioramento dei requisiti prudenziali è necessario per l'efficace funzionamento del meccanismo di vigilanza unico in quanto l'autorità di vigilanza europea non può operare con norme prudenziali nazionali divergenti;

BO.  considerando che, dopo la creazione del meccanismo di vigilanza unico, le regole di voto in seno all'EBA devono essere oculatamente adattate al fine di facilitare la cooperazione costruttiva tra Stati membri appartenenti e non appartenenti all'area dell'euro e di permettere la piena considerazione degli interessi di tutti gli Stati membri;

BP.   considerando che le correnti procedure legislative relative al meccanismo di vigilanza unico vanno completate senza ritardi;

BQ.  considerando che al fine di attuare la nuova architettura finanziaria è essenziale sbloccare urgentemente i negoziati tra Parlamento e Consiglio sulle direttive relative ai sistemi di garanzia dei depositi e al sistema di indennizzo degli investitori, attualmente sospesi nonostante la loro cruciale importanza ai fini dell'introduzione di meccanismi comuni per la resolution degli istituti bancari e per le garanzie dei depositi dei clienti;

BR.   considerando che un quadro normativo europeo unico di garanzia dei depositi richiede requisiti uniformi, comuni e rigorosi per tutti i sistemi di garanzia dei depositi dell'Unione, allo scopo di ottenere lo stesso livello di protezione, assicurare lo stesso grado di stabilità dei sistemi e garantire parità di condizioni competitive; considerando che solo in tal modo è possibile instaurare le necessarie condizioni di flessibilità per tenere sufficientemente conto delle specifiche situazioni nazionali nel settore finanziario;

BS.   considerando che un fondo europeo unico di garanzia dei depositi caratterizzato da regimi di garanzia operativi e supportato da un adeguato livello di risorse finanziarie, tale dunque da rafforzare la credibilità e da infondere fiducia agli investitori, potrebbe costituire l'obiettivo a lungo termine una volta divenuti operativi un efficace sistema di resolution (fallimento ordinato) e un altrettanto efficace meccanismo di vigilanza;

BT.   considerando che la pianificazione preventiva, la rapidità, la tempestività degli interventi, la due diligence, l'accesso a informazioni di qualità e la credibilità sono condizioni fondamentali per gestire le crisi bancarie;

BU.  considerando l'opportunità di istituire un regime unico europeo per il risanamento e la resolution - a preferenza contestualmente al meccanismo di vigilanza unico - al fine di ripristinare la redditività delle banche in difficoltà e procedere alla liquidazione ordinata degli istituti finanziari non redditizi;

BV.  considerando che sul breve termine l'adozione dell'attuale proposta quadro della Commissione sulla gestione delle crisi bancarie deve avere massima priorità;

BW. considerando che l'obiettivo generale di un sistema di resolution e di un quadro di risanamento efficaci è quello di ridurre al minimo il ricorso potenziale alle risorse dei contribuenti per il risanamento e la resolution degli istituti bancari;

BX.  considerando che al fine di tutelare i risparmi privati è necessario mantenere una separazione funzionale garantendo un'efficace articolazione dei fondi europei di garanzia dei depositi e dei fondi di risanamento e resolution;

BY.  considerando che i meccanismi di resolution e i meccanismi di garanzia dei depositi, devono avere, soprattutto ex ante, una struttura finanziaria solida fondata sui contributi dell'industria, che preveda per i vari istituti finanziari un contributo congruo rispetto al rischio da essi rispettivamente rappresentato; i fondi pubblici nazionali e dell'Unione servirebbero per interventi di ultima istanza, da attuare in misura quanto più possibile ridotta;

Unione fiscale

BZ.   considerando che la relazione "Verso un'autentica Unione economica e monetaria" segna un importante passo in avanti dal momento che riconosce che il corretto funzionamento dell'UEM richiede non solo una rapida e risoluta attuazione delle misure già concordate nell'ambito del quadro rafforzato di governance economica (in particolare, il PSC e il trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance [TSCG]), ma anche un passo significativo verso l'unione di bilancio;

CA.  considerando che la solidità delle finanze pubbliche, l'equilibrio dei bilanci nell'arco del ciclo economico e prospettive di crescita sostenibile a medio termine nonché livelli adeguati di investimento pubblico sono altrettante condizioni essenziali per la stabilità economica e finanziaria a lungo termine, per lo stato sociale e per il pagamento dei costi della prevista evoluzione demografica;

CB.  considerando che il corretto funzionamento dell'UEM richiede una totale e rapida attuazione delle misure già concordate nell'ambito del quadro rafforzato di governance economica (quale la versione rafforzata del PSC e il Semestre europeo, integrati da politiche volte a stimolare la crescita; considerando che entro al massimo cinque anni dalla data di entrata in vigore del TSCG e previa valutazione dell'esperienza acquisita con la sua implementazione, occorrerà compiere i passi necessari, in conformità del TUE e del TFUE, per incorporare la sostanza del TSCG nel quadro normativo dell'Unione;

CC.  considerando che il Patto per la crescita e l'occupazione insiste sulla necessità di perseguire un consolidamento di bilancio favorevole alla crescita e invita a prestare particolare attenzione agli investimenti nei settori orientati al futuro; che la Commissione deve presentare proposte per identificare gli investimenti cui dare priorità nell'ambito dell'Unione e dei quadri di bilancio nazionali;

CD.  considerando che la crisi ha reso chiara la necessità di un salto qualitativo verso un'unione di bilancio più solida e democratica dotata di maggiori risorse proprie dell'Unione e di meccanismi più efficaci per correggere traiettorie di bilancio insostenibili, ridimensionare i livelli di debito e definire i limiti massimi superiori dell'equilibrio di bilancio degli Stati membri;

CE.   considerando che l'avvento di una "autentica UEM" deve essere sostenuto e accettato dai cittadini dell'UE e che, pertanto, occorre sottolineare la necessità di coinvolgere i responsabili decisionali, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a tutti i livelli politici;

CF.   considerando che i meccanismi aggiuntivi atti a garantire che tutti gli Stati membri rispettino gli impegni assunti nell'ambito delle rispettive procedure di bilancio devono rafforzare, anziché indebolire, l'attuale quadro di governance economica; che l'indipendenza del Commissario europeo per gli affari economici e monetari deve essere rafforzata e accompagnata da solidi meccanismi di rendicontazione nei confronti del Parlamento e del Consiglio; che occorre istituire un Tesoro europeo, guidato da un ministro europeo delle Finanze, responsabile individualmente nei confronti del Parlamento europeo;

CG.  che secondo i trattati in vigore si può ricorrere a tal fine alla clausola di flessibilità (articolo 352 TFUE); che la stessa può essere utilizzata anche per creare un Ufficio del Tesoro europeo, che costituisce un elemento fondamentale di un'autentica UEM;

CH.  considerando che l'articolo 136 del TFUE consente di adottare, secondo la procedura legislativa di cui agli articoli 121 e 126 del TFUE, misure specifiche per rafforzare il coordinamento e la sorveglianza della disciplina di bilancio degli Stati membri la cui moneta è l'euro; che tali norme prevedono l'eventuale delega di poteri alla Commissione per l'adozione di atti non legislativi di applicazione generale a integrazione o modifica di determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo; che il TFUE prevede la possibilità di conferire al Parlamento e al Consiglio la facoltà di revocare la delega alla Commissione;

CI.    considerando che, in conformità con i principi generali dell'ordinamento giuridico dell'Unione, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha il potere di garantire che nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati sia rispettato il diritto dell'UE, salvo nei casi in cui ciò sia esplicitamente escluso;

CJ.   considerando che i negoziati a livello di trilogo sul cosiddetto "two-pack" dovrebbero approdare a breve a risultati politici concreti;

CK.  considerando che il PSC è concepito come uno strumento di stabilizzazione ciclico che, consentendo agli Stati membri di registrare un deficit fino al 3%, permette di contrastare e assorbire gli shock economici in uno Stato membro; che tale politica anticiclica può funzionare solo se gli Stati membri raggiungono un surplus finanziario nei periodi favorevoli; che i meccanismi di assistenza finanziaria quale l'ESM sono interventi di ultima istanza;

CL.   considerando che gli Stati membri dell'UEM firmatari del TSCG devono comunicare i propri piani di emissione di debito pubblico alla Commissione e al Consiglio, consentendo il coordinamento tempestivo dell'emissione di debito a livello dell'Unione;

CM. considerando che, in virtù dei trattati in vigore, gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono conferire maggiori finanziamenti al bilancio dell'UE nel quadro della procedura sulle risorse proprie, introducendo imposte o prelievi specifici secondo la procedura di cooperazione rafforzata; che ciò va fatto dando specifica preferenza al collegamento con il quadro di bilancio dell'Unione europea già esistente e senza pregiudicare le funzioni tradizionali del bilancio dell'UE;

CN.  considerando che l'emissione comune di debito può rappresentare nel lungo periodo, previo soddisfacimento di rigorose condizioni, una possibile via complementare all'UEM; considerando che l'emissione comune di debito nell'area dell'euro con responsabilità solidale potrebbe richiedere modifiche dei trattati;

CO.  considerando che si sta stabilendo, come condizione necessaria all'emissione comune di debito, un quadro di bilancio sostenibile finalizzato al rafforzamento della governance economica, della disciplina di bilancio e dell'osservanza del PSC, unitamente a strumenti di controllo volti a prevenire il rischio morale;

CP    considerando che un'unione di bilancio più solida e integrata deve includere la confluenza graduale del debito in un fondo di riscatto (redemption fund);

CQ.  considerando che va ricordato che l'introduzione non credibile di strumenti per l'emissione comune di debito può portare a conseguenze incontrollabili e, a termine, alla perdita di fiducia nella capacità dell'area dell'euro di intervenire in modo incisivo;

CR.  considerando che la crisi del debito ha indotto l'Unione, e in particolare la zona euro, a istituire in Europa nuovi strumenti di solidarietà finanziaria: il fondo europeo di stabilità finanziaria (EFSF), il meccanismo europeo di stabilità (ESM) e altri progetti relativi alla tabella di marcia per la realizzazione di un'autentica UEM; che, in termini quantitativi, l'impatto finanziario di tali strumenti è molto superiore al bilancio dell'Unione e che viene attualmente proposta l'idea innovativa di un bilancio centrale per la zona euro finanziato dai suoi membri, quale garanzia ultima di questa nuova solidarietà finanziaria;

CS.   considerando che la moltiplicazione degli strumenti di solidarietà rende arduo valutare il contributo effettivo di ogni Stato membro alla solidarietà europea, il quale è nettamente superiore ai contributi finanziari di ciascuno di essi al bilancio dell'Unione; considerando inoltre che l'eterogeneità degli strumenti esistenti, in termini di basi legali, di modalità di intervento e di Stati membri coinvolti, potrebbe rendere questo apparato complesso da gestire per i leader europei, difficoltoso da comprendere per i cittadini europei e difficilmente assoggettabile al controllo parlamentare;

CT.   considerando che l'ESM potrebbe essere integrato nel quadro giuridico dell'Unione attraverso la clausola di flessibilità (articolo 352 TFUE) in combinato disposto con l'articolo 136 del TFUE riveduto;

CU.  considerando che, in virtù dei trattati in vigore, le definizioni per l'applicazione della "clausola di non salvataggio" possono essere precisate dal Consiglio su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento (articolo 125, paragrafo 2, del TFUE);

CV.  considerando che alla troika vanno applicati standard elevati di rendicontazione democratica a livello europeo;

CW. considerando che le attività della Commissione nel contesto dell'unione economica e di bilancio devono basarsi su un corretto dialogo sociale e rispettare appieno l'autonomia delle parti sociali;

CX.  considerando la necessità di salvaguardare l'indipendenza del Sistema statistico europeo (SSE) a livello sia nazionale che europeo al fine di preservare la credibilità delle statistiche europee e il loro essenziale ruolo di supporto a una vera unione di bilancio (mediante standard qualitativamente elevati e un approccio di tipo sistemico per lo sviluppo, la produzione e la verifica dell'accuratezza delle statistiche del settore finanziario pubblico);

CY.  considerando che i principi di contabilità pubblica devono applicarsi uniformemente in tutti gli Stati membri ed essere sottoposti a meccanismi di audit interni ed esterni; che ciò rappresenta un essenziale complemento all'estensione dei poteri della Commissione e all'accentuazione del ruolo di coordinamento della Corte dei conti europea e delle corti dei conti nazionali nella verifica della qualità delle fonti nazionali utilizzate per determinare le cifre del debito e del deficit;

Unione economica

CZ.   considerando che è stato finora sottolineato soprattutto l'aspetto monetario dell'UEM mentre sussiste la necessità e l'urgenza di creare una reale unione economica, nella quale la strategia Europa 2020 rappresenti il quadro vincolante per la definizione e attuazione delle politiche economiche;

DA.  considerando che Patto Euro Plus, la Strategia Europa 2020 e i Patti per la crescita e l'occupazione devono essere incorporati nella legislazione UE e spianare la strada all'introduzione di un codice di convergenza per le economie degli Stati membri;

DB.  considerando che il Semestre europeo, come descritto nella parte preventiva del PSC, offre un idoneo quadro per coordinare le politiche economiche e di bilancio attuate a livello nazionale conformemente alle raccomandazioni specifiche per paese adottate dal Consiglio;

DC.  considerando che l'articolo 9 TFUE propugna "la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un'adeguata protezione sociale, la lotta contro l'esclusione sociale e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana".

DD.  considerando la necessità del consolidamento di bilancio, della riduzione degli squilibri macroeconomici eccessivi, delle riforme strutturali e degli investimenti per uscire dalla crisi e per garantire una crescita qualitativa e sostenibile e posti di lavoro in una società trainata dalla conoscenza che rispecchi la realtà dell'appartenenza all'UEM in un'economia sociale di mercato; considerando che le riforme strutturali portano risultati solo sul lungo termine;

DE.   considerando che il Patto per la crescita e l'occupazione, adottato al vertice europeo del 28 e 29 giugno 2012, può apportare un contributo decisivo alla crescita, all'occupazione e al miglioramento delle capacità concorrenziali europee; che l'Unione e gli Stati membri devono assumersi le proprie responsabilità e agire rapidamente per completare il mercato interno e sbloccarne il potenziale; che lo spostamento del focus sul Patto di crescita è da accogliere favorevolmente nonostante il fatto che il ricorso ai fondi strutturali per le misure a favore della crescita consista solo una riallocazione delle risorse esistenti, senza la previsione di nuove risorse finanziarie;

DF.   considerando che gli Stati membri devono realizzare senza indugio le riforme concordate con i loro programmi di riforma nazionali e che spetta ai parlamenti nazionali effettuare un controllo tempestivo e informato delle azioni dei loro governi in tal senso;

DG.  considerando che il pieno funzionamento del mercato interno è ostacolato dalle barriere ancora esistenti in alcuni Stati membri; considerando che per beneficiare della piena crescita potenziale economico dell'Unione è necessario completare il mercato interno in particolare in settori quali i servizi, l'energia, le telecomunicazioni, la normalizzazione, la semplificazione delle norme per gli appalti pubblici, le industrie di rete, il commercio elettronico e il regime del diritto d'autore;

DH.  considerando che senza un maggiore coordinamento nel settore fiscale l'approfondimento dell'integrazione economica e di bilancio risulterà compromessa; che la regola dell'unanimità nel settore fiscale ostacola i progressi nel settore, per cui lo strumento della cooperazione rafforzata deve essere usato con maggiore frequenza; che si può far riferimento al riguardo alla posizione del Parlamento sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) e sull'imposta sulle transazioni finanziarie (FTT); che nel settore fiscale è chiaramente sentita la necessità della convergenza tra le strutture dei sistemi tributari e delle basi imponibili; che il pregiudizio arrecato dalla concorrenza fiscale tra gli Stati membri è evidentemente in contrasto con la logica del mercato interno e necessita di una soluzione;

DI.    considerando che è importante che il risanamento dell'economia si accompagni a una politica del mercato del lavoro che stimoli la ricerca di impieghi e lo spirito imprenditoriale, riduca la disoccupazione strutturale, soprattutto dei giovani, delle persone anziane e delle donne, salvaguardando al tempo stesso il modello sociale europeo e rispettando pienamente il ruolo delle parti sociali e il diritto a negoziare e concludere accordi collettivi e a intraprendere azioni collettive ai sensi del diritto dell'Unione e delle leggi e prassi nazionali; che in tal senso l'integrazione dei mercati del lavoro degli Stati membri deve essere incoraggiata rafforzando la mobilità transfrontaliera dei lavoratori;

DJ.   considerando che per alcune questioni fondamentali di politica economica particolarmente importanti per la crescita e l'occupazione occorre far ricorso a un coordinamento vincolante a livello dell'Unione;

DK.  considerando che finanze pubbliche stabili e sostenibili significano non solo uso economico delle scarse risorse pubbliche, ma anche tassazione equa, progressività fiscale, riscossione delle imposte ben organizzata, lotta più efficace a tutte le forme di frode ed evasione fiscale, cooperazione e armonizzazione finalizzate a limitare la concorrenza fiscale, e un sistema tributario ben concepito che promuova lo sviluppo di imprese e la creazione di posti di lavoro;

DL.   considerando che gli Stati membri devono essere ritenuti responsabili dell'attuazione della strategia Europa 2020;

DM.  considerando che a metà percorso la strategia Europa 2020 dovrà essere oggetto di un riesame di medio termine che non esiterà a puntare il dito contro coloro che non rispettano gli obiettivi e che valuterà se gli obiettivi vadano affinati o adeguati e come si possa esercitare ulteriore pressione sugli Stati membri affinché conseguano gli obiettivi previsti,

DN.  considerando che la disponibilità di statistiche europee di alta qualità è il centro nevralgico della nuova governance europea, trattandosi di una precondizione al corretto funzionamento dei suoi principali processi di vigilanza e di imposizione delle regole, come il Semestre europeo, la procedura per gli squilibri macroeconomici e la Strategia Europa 2020;

DO.  considerando che occorre proseguire gli sforzi per modernizzare i metodi di produzione delle statistiche europee per garantirne gli elevati standard qualitativi, l'efficacia rispetto ai costi e l'adeguatezza delle risorse nonché per facilitarne l'opportuna divulgazione e l'accesso per le autorità pubbliche, i soggetti economici e i cittadini;

Dalla legittimità e responsabilità democratica all'unione politica

DP.   considerando che l'Unione deve la propria legittimità ai propri valori democratici, agli obiettivi che persegue e alle proprie competenze, strumenti e istituzioni;

DQ.  considerando che tale legittimità è duplice, essendo tratta dai cittadini rappresentati dal Parlamento europeo e dagli Stati membri rappresentati dal Consiglio;

DR.  considerando che, a causa della crisi in atto e di certe contromisure adottate per fronteggiare alla crisi, si è intensificato il dibattito sulla necessità di accentuare il carattere democratico del processo decisionale all'interno dell'UEM;

DS.   considerando che i leader politici e i rappresentanti delle istituzioni, delle agenzie e di altri organi unionali devono rispondere politicamente dinanzi al Parlamento, riferendo regolarmente e presentando annualmente il proprio lavoro e le proprie previsioni dinanzi alle sue commissioni competenti;

DT.   considerando che negli ultimi anni il Consiglio europeo ha cercato una via d'uscita dalla crisi, formulando numerose proposte in relazione alle quali i trattati non sempre assegnano una chiara competenza all'Unione;

DU.  considerando che la scelta - pur inevitabile in certi casi - della via intergovernativa, che non associa il Parlamento europeo in qualità di importante attore nella ricerca di una via d'uscita dalla crisi, deve essere deplorata;

DV.  considerando che per le proposte che rientrano nella competenza dell'Unione devono essere adottate decisioni nel quadro della procedura legislativa ordinaria, con la piena partecipazione del Parlamento;

DW. considerando che i poteri esecutivi della Commissione nell'approccio rules-based al quadro di governance economica, come previsto in particolare dal PSC e dal meccanismo di vigilanza macroeconomica rafforzati, devono essere oggetto di un controllo democratico ex post da parte del Parlamento europeo, nei confronti del quale la Commissione è responsabile;

DX.  considerando che gli strumenti intergovernativi che sono stati creati dall'inizio della crisi nel dicembre 2009 devono essere comunitarizzati;

DY.  considerando la necessità di rafforzare il controllo democratico, la partecipazione e la codecisione in relazione alla politica economica, monetaria e sociale, la tassazione, il quadro finanziario pluriennale e le risorse proprie; che a tale scopo devono essere attivate le clausole "passerella" esistenti;

DZ.   considerando che non è accettabile che il Presidente del Parlamento europeo non possa essere presente per l'intera durata delle riunioni del Consiglio europeo e del vertice dell'area dell'euro; che sarebbe opportuno trovare urgentemente una soluzione per questa assenza di legittimità democratica attraverso un accordo politico tra le due istituzioni;

EA.   considerando che è urgente affrontare l'attuale deficit democratico dell'UEM e collegare rigorosamente ogni ulteriore passo verso l'Unione bancaria, l'Unione di bilancio e l'Unione economica a una maggiore legittimità e responsabilità democratica a livello dell'Unione;

EB.   considerando che, in caso di trasferimento o di creazione di nuove competenze a livello dell'Unione o in caso di creazione di nuove istituzioni UE, è opportuno garantire parallelamente legittimità, controllo democratico del Parlamento e responsabilità di fronte a quest'ultimo;

EC.   considerando che nessun accordo intergovernativo tra Stati membri può creare strutture parallele a quelle dell'Unione; che tutti gli accordi che istituiscono regimi internazionali o sovranazionali devono essere soggetti al pieno controllo democratico da parte del Parlamento;

ED.   considerando che la produzione, verifica e pubblicazione di statistiche europee di alta qualità a cura di un autentico Sistema statistico europeo rappresenterebbe un contributo decisivo per la piena trasparenza e un efficace rendicontabilità pubblica nella concezione, gestione, implementazione ed esecuzione delle politiche dell'Unione a livello sia unionale che nazionale;

EE.   considerando che occorre rafforzare la collaborazione tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali sulla base del protocollo n. 1, onde migliorare lo scambio di opinioni e la qualità dell'attività parlamentare nel campo della governance dell'UEM a livello tanto unionale che nazionale; che tale collaborazione non deve essere considerata come la creazione di un nuovo organo parlamentare misto, che sarebbe tanto inefficace quanto illegittimo da un punto di vista democratico e costituzionale;

1.  ritiene necessario inserire la governance dell'UEM nel quadro istituzionale dell'Unione in quanto rappresenta un presupposto per rendere efficace l'azione dell'UE e per colmare l'attuale divario politico tra la politica nazionale e le politiche europee;

2.  invita tutte le istituzioni a procedere rapidamente massimizzando le possibilità offerte dai trattati esistenti e dai relativi elementi di flessibilità, e nel contempo a prepararsi alle necessarie modifiche dei trattati al fine di garantire certezza del diritto e legittimità democratica; ribadisce che l'opzione di un nuovo accordo intergovernativo deve essere esclusa;

3.  sottolinea che le misure proposte in virtù dei trattati in vigore e le future modifiche agli stessi non devono escludere le clausole di opt-in e devono garantire l'integrità dell'Unione;

4.  invita il Consiglio - che ha conferito apposito mandato agli autori della summenzionata relazione "Verso un'autentica Unione economica e monetaria", a cooptare immediatamente il Presidente del Parlamento europeo come coautore della proposta con pari diritti, al fine di rafforzarne la legittimità democratica;

5.  si compiace del fatto che il Presidente del Parlamento europeo, pur con un coinvolgimento finora solo informale, abbia richiesto alla commissione competente del Parlamento di esaminare le proposte nel merito insieme ai tre rappresentanti (sherpa) attualmente impegnati a negoziare con il Presidente permanente del Consiglio europeo per conto del Parlamento;

6.  conferma che farà pieno uso della sua prerogativa di sottoporre al Consiglio proposte intese a modificare i trattati - che dovranno successivamente essere esaminate da una Convenzione - al fine di completare il quadro giuridico di un'autentica UEM accrescendo le competenze dell'Unione, in particolare nel campo della politica economica, e rafforzando le risorse proprie e la capacità di bilancio dell'UE, il ruolo e la responsabilità democratica della Commissione e le prerogative del Parlamento europeo;

7.  invita i parlamenti nazionali a impegnarsi nel processo di elaborazione dei piani nazionali di bilancio e di riforma prima che vengano presentati all'Unione; intende proporre alla Convenzione di aggiungere esplicitamente questa competenza alle funzioni di cui godono i parlamenti nazionali in virtù delle disposizioni dell'articolo 12 del TUE;

8.  invita il presidente del Consiglio, in collaborazione con il Parlamento, a completare e ad approvare senza indugio, nel quadro della procedura legislativa ordinaria ex trattato di Lisbona, i progetti legislativi pendenti che sono bloccati dal Consiglio, in particolare quelli riguardanti la CRD IV (adeguatezza patrimoniale delle banche) e i sistemi nazionali di garanzia dei depositi;

9.  ritiene che un notevole miglioramento della legittimità e della responsabilità democratica unionale della governance dell'UEM, da conseguire attraverso il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo, sia un'assoluta necessità e un requisito indispensabile per qualsiasi passo avanti verso l'Unione bancaria, l'Unione di bilancio e l'Unione economica;

10. ritiene che, in virtù dei trattati in vigore, il coordinamento e la sorveglianza della disciplina di bilancio degli Stati membri la cui moneta è l'euro potrebbero diventare vincolanti ed essere assoggettati al controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea sulla mera base dell'articolo 136 del TFUE in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 6, ma che, sotto il profilo costituzionale, tale misura dovrebbe essere presa in considerazione soltanto se rafforza in maniera significativa il ruolo del Parlamento per quanto concerne l'applicazione dettagliata degli articoli 121, paragrafo 3, e 121, paragrafo 4, del TFUE, e per completare e attuare la procedura di sorveglianza multilaterale con l'ausilio di atti delegati sulla base dell'articolo 290 del TFUE; rammenta che, stando ai trattati, nel definire e attuare le politiche e le attività dell'Unione, occorre tenere conto della promozione di un alto livello di occupazione e della garanzia di una protezione sociale adeguata, introducendo, sulla base di strategie già esistenti, una nuova serie di linee guida per gli Stati membri, compresi parametri di riferimento sociali ed economici con norme minime da applicare ai pilastri principali delle loro economie;

11. È del parere che un'autentica UEM non possa limitarsi a un sistema di regole ma richieda una maggiore capacità di bilancio sulla base di specifiche risorse proprie (tra cui una FTT), che dovrebbe, nel quadro del bilancio dell'UE, sostenere la crescita e la coesione sociale affrontando gli squilibri, le divergenze strutturali e le emergenze finanziarie che sono direttamente connesse all'Unione monetaria, senza compromettere le sue funzioni tradizionali di finanziamento delle politiche comuni;

12. è del parere che, in virtù dei trattati in vigore, l'articolo 136 del TFUE consenta al Consiglio, su raccomandazione della Commissione e con il voto dei soli Stati membri la cui moneta è l'euro, di adottare orientamenti vincolanti in materia di politica economica per i paesi della zona euro nel quadro del semestre europeo; sottolinea che un meccanismo di incentivi rafforzerebbe la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche; chiede che un accordo interistituzionale associ il Parlamento all'elaborazione e approvazione dell'analisi annuale della crescita e delle linee guida in materia di politica economica e occupazionale;

13. sottolinea, pur ribadendo la sua intenzione di intensificare la cooperazione con i parlamenti nazionali secondo il protocollo n. 1, che una tale cooperazione non deve essere considerata come la creazione di un nuovo organo parlamentare misto, il quale sarebbe tanto inefficace quanto illegittimo da un punto di vista democratico e costituzionale; evidenzia la piena legittimità del Parlamento quale organo parlamentare a livello unionale in vista di una governance rafforzata e democratica dell'UEM;

14. chiede alla Commissione di presentare quanto prima al Parlamento, previa consultazione di tutte le parti interessate e con il Parlamento in qualità di colegislatore, proposte di atti secondo le raccomandazioni particolareggiate in allegato;

15. conferma che le raccomandazioni rispettano il principio di sussidiarietà e i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione;

16. invita la Commissione, in aggiunta alle misure che possono e devono essere adottate rapidamente in virtù dei trattati esistenti, a elencare gli sviluppi istituzionali che possono rivelarsi necessari al fine di creare un'architettura UEM più forte, basata sulla necessità di un quadro finanziario integrato, di un quadro di bilancio integrato e di un quadro integrato di politica economica fondato sul rafforzamento del ruolo del Parlamento;

17. ritiene che le incidenze finanziarie della proposta richiesta debbano essere coperte da adeguati stanziamenti di bilancio;

18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e le raccomandazioni particolareggiate contenute in allegato alla Commissione, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Banca centrale europea, al presidente dell'Eurogruppo nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.

(1)

             GU L 331 del 15.12.2010, pag. 12.


ALLEGATO ALLA PROPOSTA DI RISOLUZIONE:RACCOMANDAZIONI PARTICOLAREGGIATE CONCERNENTI IL CONTENUTO DELLA PROPOSTA RICHIESTA

1.  Un quadro finanziario integrato

Raccomandazione 1.1: un meccanismo di vigilanza unico

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Occorre adottare quanto prima le attuali proposte della Commissione sul meccanismo di vigilanza unico europeo, al fine di garantire la reale applicazione delle norme prudenziali, il controllo dei rischi e la prevenzione delle crisi per quanto concerne gli istituti di credito nell'intera Unione.

È opportuno che la base giuridica, la forma e il contenuto della proposta prevedano la possibilità di una piena partecipazione di tutti gli Stati membri al meccanismo di vigilanza unico europeo, assicurando il pieno coinvolgimento nel processo decisionale degli Stati membri la cui moneta non è l'euro, in modo tale da garantire una relazione simmetrica tra gli obblighi accettati e l'impatto sul processo decisionale.

La partecipazione degli Stati membri dell'area dell'euro al meccanismo di vigilanza unico europeo dovrebbe essere obbligatoria.

La proposta andrà sottoposta a un controllo democratico approfondito da parte del Parlamento europeo entro i limiti stabiliti dai trattati.

La base giuridica dovrebbe coinvolgere il Parlamento europeo in qualità di colegislatore qualora il ruolo di codecisione del Parlamento europeo non potesse essere garantito nel quadro di un "pacchetto di misure di vigilanza". A norma dell'articolo 263 del TFUE, la Corte di giustizia dell'Unione europea esercita un controllo di legittimità sugli atti della Banca centrale europea, che non siano raccomandazioni o pareri, destinati a produrre effetti giuridici nei confronti di terzi.

La proposta dovrebbe far sì che tutti i compiti dell'Autorità bancaria europea (ABE), di cui al regolamento (UE) n. 1093/2010, continuino a essere svolti al livello dell'Unione e che le proposte siano conformi al buon funzionamento delle autorità europee di vigilanza, come previsto nel regolamento (UE) n. 1093/2010.

Il meccanismo di vigilanza unico deve rendere conto al Parlamento europeo e al Consiglio delle azioni e decisioni adottate nell'ambito della vigilanza europea e dovrebbe riferire alla commissione competente del Parlamento europeo. La responsabilità democratica richiede, tra l'altro, l'approvazione da parte del Parlamento del presidente del consiglio di vigilanza del meccanismo di vigilanza unico selezionato a seguito di una procedura aperta, l'obbligo del presidente di riferire e di essere ascoltato dal Parlamento europeo, il diritto del Parlamento europeo di presentare interrogazioni scritte od orali e il diritto d'inchiesta del Parlamento europeo a norma del TFUE.

Il meccanismo di vigilanza unico europeo dovrebbe essere indipendente dall'interesse politico nazionale e far prevalere gli interessi dell'Unione sugli interessi nazionali tramite un mandato dell'Unione e una governance adeguata.

I processi decisionali all'interno del meccanismo di vigilanza unico dovrebbero essere specificati nella proposta legislativa pertinente nel quadro della procedura legislativa ordinaria.

L'autorità di vigilanza europea dovrebbe avere la competenza e la responsabilità di:

–   sorvegliare gli istituti di credito dei paesi facenti parte del sistema, mantenendo però una chiara divisione delle responsabilità operative tra le autorità di vigilanza europee e nazionali in funzione delle dimensioni e dei modelli di business delle banche e della natura dei compiti di vigilanza;

–   agire in modo coerente con la necessità di preservare l'unità, l'integrità e la competitività internazionale del mercato interno al fine di garantire, ad esempio, l'assenza di ostacoli alla concorrenza tra gli Stati membri;

–   tenere debitamente conto dell'impatto delle sue attività sulla concorrenza e l'innovazione nel mercato interno, sull'integrità dell'Unione nel suo complesso, sulla competitività globale dell'Unione, sull'inclusione finanziaria, sulla protezione dei consumatori e sulla strategia dell'Unione per la crescita e l'occupazione;

–   proteggere la stabilità e la resilienza di tutte le parti del sistema finanziario degli Stati membri partecipanti, la trasparenza dei mercati e dei prodotti finanziari e la tutela dei depositanti, degli investitori e dei contribuenti, tenendo conto della diversità dei mercati e delle strutture istituzionali;

–   evitare arbitraggi normativi e garantire parità di condizioni;

–   rafforzare il coordinamento internazionale in materia di vigilanza e, se del caso, rappresentare l'Unione nelle istituzioni finanziarie internazionali;

–   in caso di inerzia delle autorità nazionali competenti, adottare le misure necessarie per ristrutturare, salvare o liquidare gli istituti finanziari in dissesto o il cui fallimento creerebbe preoccupazioni sotto il profilo dell'interesse pubblico.

Occorre destinare risorse sufficienti, in particolare risorse umane, agli organismi responsabili della vigilanza a livello sovranazionale al fine di garantire che dispongano delle capacità operative necessarie per lo svolgimento della loro missione.

Raccomandazione 1.2: garanzia dei depositi

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Il Parlamento europeo invita la Commissione a fare tutto il necessario affinché sia portata a termine quanto prima la procedura legislativa relativa alla rifusione della direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi, sulla base della posizione del Parlamento europeo del 16 febbraio 2012.

In considerazione dell'obiettivo a lungo termine di creare un quadro unico europeo di garanzia dei depositi, occorre applicare requisiti uniformi e rigorosi a tutti i sistemi di garanzia dei depositi dell'Unione, allo scopo di ottenere lo stesso livello di protezione globale, di assicurare lo stesso grado di stabilità dei suddetti sistemi e di garantire parità di condizioni in termini. Solo in tal modo è possibile creare i presupposti per applicare la necessaria flessibilità, onde tenere adeguatamente conto delle specifiche situazioni nazionali nel settore finanziario.

Le opzioni per la creazione di un fondo europeo unico di garanzia dei depositi, caratterizzato da sistemi di garanzia dei depositi funzionanti, provvisti di una dotazione finanziaria adeguata e pertanto atti a e rafforzare la credibilità e la fiducia dei depositanti, dovrebbero essere esaminate una volta che saranno operativi un meccanismo di risoluzione e un meccanismo unico di sorveglianza efficaci.

Al fine di tutelare i risparmi privati è necessario mantenere una separazione funzionale, garantendo al contempo un'efficace articolazione dei fondi di garanzia dei depositi e dei fondi di risanamento e di risoluzione.

I meccanismi di garanzia dei depositi, come pure i sistemi di risanamento e di risoluzione, dovrebbero avere una struttura finanziaria forte, costituita essenzialmente ex ante e basata sui contributi del settore, in cui il contributo di un determinato istituto finanziario dovrebbe rispecchiare il rischio relativo a tale istituto e i fondi pubblici nazionali e dell'Unione dovrebbero fungere soltanto da misura di emergenza ridotta al minimo possibile.

Raccomandazione 1.3: risanamento e risoluzione

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

L'attuale proposta di direttiva che istituisce un quadro di risanamento e risoluzione delle crisi degli enti creditizi e delle imprese di investimento dovrebbe essere adottata quanto prima al fine di istituire un sistema europeo per l'applicazione delle misure di risoluzione e aprire la strada, a medio termine, alla creazione di un sistema unico europeo di risanamento e risoluzione. È opportuno tener conto del fatto che determinati settori bancari dispongono già di meccanismi di protezione integrale e di strumenti di risanamento e di risoluzione che vanno riconosciuti, sostenuti e integrati nell'atto legislativo.

L'obiettivo generale di un'efficace sistema di risoluzione e di risanamento deve essere quello di minimizzare il potenziale utilizzo delle risorse dei contribuenti necessarie per il risanamento e la risoluzione delle crisi degli istituti bancari.

Al fine di tutelare i risparmi privati è necessario mantenere una separazione funzionale, garantendo al contempo un'efficace articolazione dei fondi di garanzia dei depositi e dei fondi di risanamento e di risoluzione.

I meccanismi di risanamento e di risoluzione, come pure i meccanismi di garanzia dei depositi, dovrebbero avere una struttura finanziaria forte, costituita essenzialmente ex ante e basata sui contributi del settore, in cui il contributo di un determinato istituto finanziario dovrebbe rispecchiare il rischio relativo a tale istituto e i fondi pubblici nazionali e dell'Unione dovrebbero fungere soltanto da misura di emergenza ridotta al minimo possibile.

La proposta dovrebbe altresì essere in linea con altri aspetti della risoluzione del Parlamento europeo del 7 luglio 2010 recante raccomandazioni alla Commissione sulla gestione transfrontaliera delle crisi nel settore bancario, quali l'armonizzazione delle normative in materia di insolvenza, le valutazioni comuni dei rischi, strumenti unici e una "scala d'intervento".

Raccomandazione 1.4: elementi aggiuntivi di un'unione bancaria

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

–   l'obbligo, laddove necessario, della separazione giuridica di determinate attività finanziarie particolarmente rischiose dalle banche dedite alla raccolta di depositi in seno al gruppo bancario, in linea con la relazione Liikanen;

–   la creazione di un quadro normativo coerente (basato sul principio "same risk, same rule") che assicuri l'inclusione nell'ambito di competenza delle autorità di regolamentazione dei soggetti non bancari che svolgono attività di tipo bancario e intrattengono rapporti con gli istituti di credito;

–   l'esecuzione di stress test credibili e regolari sulla salute finanziaria delle banche, che favoriscano la tempestiva identificazione dei problemi e un'efficace modulazione degli interventi;

–   un codice unico di vigilanza prudenziale per tutte le banche e un quadro macroprudenziale unico che prevenga l'ulteriore frammentazione finanziaria.

2.  Un quadro fiscale integrato

Raccomandazione 2.1: il pacchetto "two-pack"

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

La Commissione dovrebbe essere tenuta ad attuare efficacemente i compromessi che saranno raggiunti nel quadro dei negoziati sul pacchetto "two-pack" con il Parlamento europeo e il Consiglio nei seguenti ambiti:

–   istituzione di un calendario di bilancio comune;

–   riforma dei quadri di bilancio nazionali;

   valutazione dei piani di bilancio, ivi compresa una valutazione qualitativa delle spese e degli investimenti pubblici correlati agli obiettivi della strategia Europa 2020;

–   messa a punto di programmi di partenariato economici;

   monitoraggio più rigoroso applicato agli Stati membri la cui moneta è l'euro e che sono soggetti a una procedura per disavanzo eccessivo;

–   monitoraggio più rigoroso applicato agli Stati membri la cui moneta è l'euro e che rischiano di non rispettare gli obblighi nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi;

–   relazioni sull'emissione di debito;

–   presentazione di un'iniziativa che specifichi un insieme di programmi necessari per mobilitare ulteriori investimenti a lungo termine pari a circa l'1% del PIL per il potenziamento della crescita sostenibile e l'integrazione delle riforme strutturali necessarie.

Raccomandazione 2.2: la comunitarizzazione del patto di bilancio

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Sulla base della valutazione dell'esperienza acquisita con la sua attuazione, e a norma del TUE e del TFUE, il patto di bilancio dovrebbe essere recepito quanto prima nel diritto derivato dell'Unione.

Raccomandazione 2.3: la fiscalità

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

All'interno di un'unione economica, fiscale e di bilancio sempre più stretta occorre impegnarsi maggiormente per armonizzare i sistemi fiscali e per contrastare la concorrenza fiscale dannosa tra gli Stati membri, che è chiaramente contraria alla logica di un mercato interno. In primo luogo, nel caso in cui siano state esaurite tutte le possibilità di discussione e compromesso, nel settore fiscale è opportuno fare ricorso con maggiore frequenza a una cooperazione rafforzata (ad esempio per quanto concerne la creazione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società o di un'imposta sulle transazioni finanziarie) in quanto quadri armonizzati per i regimi fiscali rafforzeranno l'integrazione della politica di bilancio.

Raccomandazione 2.4: un bilancio centrale europeo finanziato da risorse proprie

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

In fase di elaborazione delle opzioni strategiche, la Commissione e il Consiglio dovrebbero essere tenuti a prendere in considerazione le posizioni del Parlamento europeo sul quadro finanziario pluriennale e le risorse proprie. Il Parlamento europeo ha più volte espresso l'urgente necessità di una riforma del sistema delle risorse proprie e di un ritorno allo spirito e alla lettera del TFUE, precisando che il bilancio dell'Unione deve essere finanziato unicamente dalle risorse proprie.

È necessario affrontare urgentemente la situazione che vede in contrasto fra loro le esigenze di finanziamento del bilancio dell'UE e il necessario risanamento dei bilanci degli Stati membri. È giunto quindi il momento di impegnarsi per un progressivo ritorno a una situazione in cui il bilancio dell'UE è finanziato da risorse proprie effettive, riducendo pertanto la pressione sui bilanci nazionali. Si ricorda inoltre che, nelle sue risoluzioni del 29 marzo 2007, dell'8 giugno 2011, del 13 giugno 2012 e del 23 ottobre 2012, il Parlamento europeo ha spiegato cosa intenda per un sistema basato su risorse proprie effettive e come si possa renderlo compatibile a breve termine con il necessario consolidamento fiscale a livello nazionale.

Ai fini di un maggiore coordinamento in materia di bilancio all'interno dell'Unione è necessario disporre di dati consolidati sui conti pubblici dell'Unione, degli Stati membri e degli enti locali e regionali, in linea con gli obiettivi dell'Unione. La Commissione dovrebbe pertanto inserire la raccolta di tali dati consolidati nelle prossime proposte legislative.

Raccomandazione 2.5: graduale confluenza del debito in un fondo di riscatto (redemption fund)

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Il debito eccessivo dovrebbe confluire gradualmente in un fondo di riscatto, sulla base della proposta formulata dal Consiglio tedesco degli esperti economici che prevede la creazione temporanea di un fondo alimentato dal debito eccedente il 60%, degli Stati membri che soddisfano determinati criteri, che sarebbe rimborsato su un periodo di circa 25 anni; il fondo così creato contribuirà, assieme all'attivazione di tutti i meccanismi esistenti, a mantenere il debito totale degli Stati membri al di sotto del 60% in futuro.

Raccomandazione 2.6: la lotta all'evasione fiscale

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

La libera circolazione dei capitali non può diventare un modo per eludere le tasse, in particolare per gli Stati membri la cui moneta è l'euro e che stanno affrontando o potrebbero dover affrontare grandi difficoltà in termini di stabilità finanziaria nell'area dell'euro. È pertanto auspicabile che la Commissione concluda, in linea con la sua importante iniziativa del 27 giugno 2012 di rafforzare la lotta contro la frode e l'evasione fiscale e una pianificazione fiscale aggressiva, accordi su scala internazionale e presenti proposte volte a migliorare la cooperazione e il coordinamento tra le autorità fiscali.

Occorre istituire un'imposta sulle transazioni finanziarie nell'ambito della cooperazione rafforzata a norma degli articoli da 326 a 333 del TFUE.

Raccomandazione 2.7: garanzia del controllo democratico del MES

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Il MES dovrebbe evolversi verso una gestione basata sul metodo comunitario e rendere conto al Parlamento europeo. Le principali decisioni, quali la concessione dell'assistenza finanziaria a uno Stato membro e la conclusione di memorandum, dovrebbero essere soggette a un controllo adeguato da parte del Parlamento europeo.

È opportuno che la troika nominata per garantire l'attuazione dei memorandum sia ascoltata dal Parlamento europeo prima di assumere le proprie funzioni; essa dovrebbe inoltre riferire su base regolare al Parlamento europeo ed essere sottoposta al suo controllo democratico.

Raccomandazione 2.8: garanzia della responsabilità e della legittimità democratica del coordinamento fiscale

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

L'intero meccanismo creato di recente per il coordinamento della politica fiscale dovrebbe essere accompagnato da sufficienti disposizioni volte a garantire la responsabilità e la legittimità democratica.

3. Un quadro integrato di politica economica

Raccomandazione 3.1: miglior coordinamento ex-ante della politica economica e miglioramento del semestre europeo

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

La Commissione dovrebbe assicurare che i compromessi che saranno raggiunti nel quadro dei negoziati sul pacchetto "two-pack" con il Parlamento europeo e il Consiglio siano attuati globalmente.

È opportuno prendere scrupolosamente in esame strumenti dell'Unione per la protezione sociale europea e norme sociali minime, come ad esempio la garanzia europea per i giovani, anche per combattere la disoccupazione giovanile.

La Commissione dovrebbe immediatamente presentare proposte conformemente alla procedura legislativa ordinaria per tradurre in legislazione derivata gli impegni assunti dai capi di Stato e di governo il 28 giugno 2012 per un "patto per la crescita e l'occupazione". In particolare, il quadro di coordinamento economico dovrebbe tenere debitamente conto dell'impegno dello Stato membro a "portare avanti un risanamento di bilancio differenziato e favorevole alla crescita rispettando il patto di stabilità e crescita e tenendo conto delle specificità dei singoli paesi" e a promuovere "investimenti nei settori orientati al futuro aventi un nesso diretto con il potenziale di crescita dell'economia".

La Commissione dovrebbe fornire un chiarimento in merito allo stato dell'analisi annuale della crescita. Il semestre europeo dovrebbe coinvolgere il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali.

Ai fini di un maggiore coordinamento in materia di bilancio all'interno dell'Unione è necessario disporre di dati consolidati sui conti pubblici dell'Unione, degli Stati membri e degli enti locali e regionali, in linea con gli obiettivi dell'Unione. La Commissione dovrebbe pertanto inserire la raccolta di tali dati consolidati nelle prossime proposte legislative.

Dopo aver considerato le diverse fasi del semestre europeo, secondo quanto disposto nel patto di stabilità e crescita rafforzato e nel meccanismo di vigilanza macroeconomica, è opportuno valutare la necessità di ulteriori atti normativi, tenendo conto degli aspetti seguenti:

-    lo sviluppo e il rafforzamento del mercato interno e la promozione dei legami commerciali internazionali sono elementi cruciali per stimolare la crescita economica sostenibile, aumentare la competitività e risolvere gli squilibri macroeconomici. Pertanto, la Commissione dovrebbe essere tenuta a considerare, nella sua analisi annuale della crescita, le misure che gli Stati membri devono ancora adottare per completare il mercato interno;

-    i programmi nazionali di riforma (PNR) e i programmi nazionali di stabilità (PNS) dovrebbero essere strettamente correlati. Un adeguato monitoraggio dovrebbe garantire la coerenza dei PNR e dei PNS;

-    il semestre europeo dovrebbe consentire lo sviluppo di maggiori sinergie tra i bilanci dell'Unione e degli Stati membri nell'ottica del conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020; in questo contesto, il semestre europeo dovrebbe essere sviluppato anche per includere indicatori in grado di misurare l'impiego efficiente delle risorse;

-    è opportuno rafforzare il coinvolgimento degli enti nonché dei partner locali e regionali nella pianificazione e attuazione dei programmi pertinenti al fine di incrementare il senso di responsabilità nei confronti degli obiettivi della strategia a tutti i livelli e garantire una maggiore consapevolezza sul campo in merito agli obiettivi e ai risultati di quest'ultima;

-    la Commissione dovrebbe adottare l'analisi annuale della crescita e il meccanismo di allerta entro il 1° dicembre di ciascun anno, dedicando un capitolo specifico all'area dell'euro. Essa dovrebbe comunicare integralmente le sue ipotesi e metodologie macroeconomiche di base;

-    la Commissione dovrebbe valutare con chiarezza, nell'analisi annuale della crescita, i principali problemi economici e fiscali dell'Unione e dei singoli Stati membri, proporre misure prioritarie per risolvere questi problemi, individuare le iniziative adottate dall'Unione e dagli Stati membri a sostegno di una maggiore competitività e degli investimenti a lungo termine, eliminare gli ostacoli alla crescita sostenibile, conseguire gli obiettivi stabiliti dai trattati e dall'attuale strategia Europa 2020, attuare le sette iniziative faro e ridurre gli squilibri macroeconomici;

-    gli Stati membri e le loro regioni dovrebbero, in particolare, coinvolgere più da vicino i parlamenti nazionali e regionali, le parti sociali, le autorità pubbliche e la società civile nell'elaborazione dei programmi nazionali di riforma, di sviluppo e di coesione e consultarli regolarmente;

-    la Commissione dovrebbe individuare chiaramente, nella sua analisi annuale della crescita, le potenziali ricadute transfrontaliere delle principali misure di politica economica attuate a livello di Unione e degli Stati membri;

-    i commissari incaricati del semestre europeo dovrebbero venire a discutere con le commissioni competenti del Parlamento l'analisi annuale della crescita, non appena sarà stata adottata dalla Commissione;

-    il Consiglio dovrebbe illustrare nel mese di luglio alla commissione competente del Parlamento europeo eventuali modifiche sostanziali apportate alle raccomandazioni specifiche per paese proposte dalla Commissione. La Commissione dovrebbe partecipare a tale audizione per esprimere il proprio parere sulla situazione;

-    gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni quanto più possibile dettagliate sulle misure e gli strumenti previsti nei programmi nazionali di riforma onde conseguire gli obiettivi fissati a livello nazionale, inclusi i termini di attuazione, gli effetti attesi, le potenziali ricadute, i rischi in caso di attuazione con esito negativo, i costi e, se del caso, l'utilizzo dei Fondi strutturali dell'Unione europea;

-    i meccanismi di incentivi rafforzerebbero la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche.

Raccomandazione 3.3: un patto sociale per l'Europa

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Secondo i trattati, in sede di definizione e attuazione delle politiche e delle attività dell'Unione occorre tenere conto della promozione di un elevato livello di occupazione e della garanzia di un'adeguata protezione sociale.

Le norme specifiche per la vigilanza vincolante della disciplina di bilancio nell'area dell'euro possono e devono integrare i parametri di riferimento fiscali e macroeconomici con quelli concernenti l'occupazione e gli aspetti sociali, al fine di garantire la corretta attuazione della suddetta disposizione mediante adeguate disposizioni finanziarie dell'Unione.

È opportuno istituire un patto sociale per l'Europa al fine di promuovere:

-    l'occupazione giovanile, con l'inclusione di iniziative come la garanzia europea per i giovani;

-    finanziamenti adeguati ed elevata qualità dei servizi pubblici;

-    salari dignitosi;

-    l'accesso all'edilizia popolare a prezzi accessibili;

-    una base minima di protezione sociale per garantire l'accesso universale ai servizi sanitari di base, indipendentemente dal reddito;

-    l'applicazione di un protocollo sociale per proteggere i diritti sociali e del lavoro fondamentali;

-    norme europee per la gestione della ristrutturazione in modo sociale e responsabile;

-    una nuova strategia in materia di salute e sicurezza che comprenda le malattie legate allo stress;

-    parità di retribuzioni e di diritti per un lavoro di pari valore per tutti.

4. Rafforzamento della legittimità e della responsabilità democratica

Raccomandazione 4.1: il dialogo economico

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

La Commissione dovrebbe essere tenuta ad attuare globalmente i compromessi che saranno raggiunti nel quadro dei negoziati sul pacchetto "two-pack" con il Parlamento europeo e il Consiglio.

Raccomandazione 4.2: i meccanismi finanziari di protezione europei

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Le attività svolte dall'EFSF/MES e da ogni altra futura struttura analoga dovrebbero essere sottoposte al regolare controllo e vigilanza democratici del Parlamento europeo, e la Corte dei conti così come l'OLAF dovrebbero essere coinvolti in dette azioni di controllo e vigilanza. Il MES dovrebbe essere comunitarizzato.

Raccomandazione 4.3: rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo e della cooperazione interparlamentare nel quadro del semestre europeo

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

-    Il Presidente del Parlamento europeo illustra al Consiglio europeo di primavera la posizione del Parlamento sull'analisi annuale della crescita. È opportuno negoziare un accordo interistituzionale al fine di associare il Parlamento europeo all'elaborazione e approvazione dell'analisi annuale della crescita e degli orientamenti per le politiche economiche e l'occupazione.

-    È auspicabile che la Commissione e il Consiglio siano presenti durante le riunioni interparlamentari tra i rappresentanti dei parlamenti nazionali e i rappresentanti del Parlamento europeo organizzate nei momenti chiave del semestre (vale a dire dopo la pubblicazione dell'analisi annuale della crescita e dopo la pubblicazione delle raccomandazioni specifiche per paese), consentendo in particolare ai parlamenti nazionali di tenere conto di una prospettiva europea in fase di discussione dei bilanci nazionali.

Raccomandazione 4.4: maggiore trasparenza, legittimità e responsabilità

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

-    Al fine di rafforzare la trasparenza, è opportuno che l'Ecofin e l'Eurogruppo siano tenuti a trasmettere al Parlamento europeo i documenti interni fondamentali, gli ordini del giorno e il materiale di riferimento prima delle loro riunioni. Inoltre, il presidente dell'Eurogruppo dovrebbe presentarsi periodicamente dinanzi al Parlamento europeo, ad esempio mediante audizioni da organizzare sotto l'egida della commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento europeo.

-    È necessaria la piena partecipazione del Parlamento europeo alla successiva elaborazione della relazione dei quattro presidenti, conformemente al metodo comunitario. Il Parlamento può essere coinvolto a livello di gruppo di lavoro (lavoro preparatorio) o a livello presidenziale (processo decisionale).

-    Sarebbe opportuno invitare il Presidente del Parlamento europeo a partecipare alle riunioni del Consiglio europeo e ai vertici dell'area dell'euro.

-    In caso di trasferimento o di creazione di nuove competenze a livello dell'Unione o in caso di creazione di nuove istituzioni dell'UE, è opportuno garantire un corrispondente controllo democratico da parte del Parlamento europeo e responsabilità nei suoi confronti.

-    Il Parlamento europeo dovrebbe tenere un'audizione e approvare la nomina del presidente del MES. Il presidente dovrebbe riferire su base regolare al Parlamento europeo.

-    È opportuno che il Parlamento europeo ascolti il/i rappresentante/i della Commissione nella troika prima che assumano le loro funzioni; questi ultimi dovrebbero inoltre riferire su base regolare al Parlamento europeo.

-    Il rafforzamento del ruolo del commissario per gli affari economici e monetari o la creazione di un ufficio del tesoro europeo deve essere collegato a strumenti adeguati di responsabilità e legittimità democratica, che prevedano procedure di approvazione e controllo da parte del Parlamento europeo.

-    Solo il rispetto del metodo comunitario, del diritto dell'Unione e delle sue istituzioni può garantire il rispetto della responsabilità e della legittimità democratica nell'Unione europea; a norma dei trattati, l'unione economica e monetaria (UEM) può essere istituita solo dall'Unione.

-    La moneta dell'Unione è l'euro e il suo parlamento è il Parlamento europeo; la futura architettura dell'UEM deve riconoscere che il Parlamento europeo è la sede della responsabilità a livello europeo.

-    Il processo mediante il quale viene elaborato un programma per il futuro dell'UEM deve coinvolgere appieno il Parlamento europeo, conformemente al metodo comunitario.

Tutte le decisioni relative al rafforzamento dell'UEM devono essere adottate sulla base del trattato sull'Unione europea; ogni deviazione dal metodo comunitario e un accresciuto ricorso agli accordi intergovernativi dividerebbe e indebolirebbe l'Unione europea, ivi compresa l'area dell'euro.


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (*) (12.10.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

Verso un'autentica Unione economica e monetaria

(2012/2151(INI))

Relatore per parere: Roberto Gualtieri (Iniziativa – articolo 42 del regolamento)

(*)       Commissioni associate – articolo 50 del regolamento

Mod

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

Suggerimento  1

Considerando O

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

O. considerando che 17 Stati membri hanno già adottato la moneta unica europea e che gli altri aderiranno all'euro non appena pronti;

O. considerando che 17 Stati membri hanno già adottato la moneta unica europea e che tutti gli altri, ad eccezione del Regno Unito, hanno l'obbligo di aderire all'euro non appena avranno soddisfatto i criteri di convergenza e i propri requisiti costituzionali nazionali;

Suggerimento  2

Considerando X

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

X. considerando che da un punto di vista democratico è incomprensibile che il Presidente del Parlamento europeo, che rappresenta più di 502 milioni di cittadini europei, non sia stato coinvolto nella stesura della relazione del 26 giugno 2012 del presidente del Consiglio europeo, in collaborazione con i presidenti della Commissione europea, dell'Eurogruppo e della Banca centrale europea, dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria";

X. considerando che il Parlamento europeo non è stato direttamente coinvolto nella stesura della relazione del 26 giugno 2012 del presidente del Consiglio europeo, in collaborazione con i presidenti della Commissione europea, dell'Eurogruppo e della Banca centrale europea, dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria";

Suggerimento  3

Considerando AC

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

AC. considerando che non si può escludere che potrebbero rivelarsi necessarie nuove modifiche del trattato per incrementare la governance di un'UEM pienamente operativa; considerando che sarebbe opportuno che la Commissione elencasse senza indugio i necessari sviluppi istituzionali nel lungo termine;

AC. considerando che i trattati europei in vigore offrono un ampio margine che consente di progredire considerevolmente verso un'Unione economica e monetaria fondata su un quadro di politica finanziaria, di bilancio ed economica rafforzato, più integrato e più equilibrato, nonché su una legittimità e responsabilità democratiche più solide; considerando che la realizzazione di un'autentica Unione economica e monetaria all'interno dell'Unione europea richiederà di precedere nel medio termine a una modifica del trattato;

Suggerimento  4

Considerando AC bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AC bis. considerando che i trattati prevedono già procedure appropriate per una governance multilivello, il che consente di avanzare verso un'autentica Unione economica e monetaria senza pregiudicare l'integrità dell'ordinamento giuridico e istituzionale dell'UE, adottando disposizioni nel quadro delle politiche fiscali ed economiche che si applicano in modo specifico agli Stati membri la cui moneta è l'euro e istituendo una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri nel quadro delle competenze non esclusive dell'Unione;

Suggerimento  5

Considerando AD

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

AD. considerando che le future modifiche del trattato non dovrebbero ostacolare la rapida applicazione dei risultati che si possono già conseguire in virtù dei trattati esistenti; considerando che si possono conseguire progressi considerevoli nell'ambito dell'attuale quadro istituzionale;

AD. considerando che il pieno uso delle procedure e della flessibilità dei trattati in vigore onde migliorare rapidamente la governance dell'UEM nel contesto della definizione di un vero e proprio spazio politico europeo è una condizione indispensabile per costruire un consenso democratico in vista di una futura modifica completa e riuscita dei trattati;

Suggerimento  6

Considerando AD bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AD bis. considerando che il Parlamento europeo ha la facoltà di sottoporre al Consiglio proposte di modifica dei trattati, le quali successivamente dovranno essere esaminate da una convenzione, al fine di completare la definizione di un'autentica UEM accrescendo le competenze dell'UE nel campo della politica economica e rafforzando le risorse proprie e la capacità di bilancio dell'Unione, il ruolo e l'obbligo di rendicontazione della Commissione e le prerogative del Parlamento europeo;

Suggerimento  7

Considerando AD ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AD ter. considerando che è realistico e appropriato ritenere che una tale convenzione non debba aver luogo prima delle prossime elezioni europee; considerando che i preparativi per tale convenzione dovrebbero iniziare già prima delle prossime elezioni europee;

Suggerimento  8

Considerando AE

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

AE. considerando che l'ambizione deve essere quella di garantire che tutti gli Stati membri compiano insieme passi importanti sulla via di una maggiore integrazione europea; che le decisioni che si applicano soltanto all'area dell'euro possono rivelarsi necessarie ove imposto o giustificato sulla base della specificità dell'area dell'euro, senza escludere la possibilità di opt-in per gli altri Stati membri;

AE. considerando che le misure proposte in virtù dei trattati in vigore e le future modifiche a questi ultimi non devono escludere le clausole di opt-in per gli Stati membri e devono garantire l'integrità dell'UE;

Suggerimento  9

Considerando AY bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AY bis. considerando che l'istituzione di un meccanismo di vigilanza unico sarà più legittima, trasparente ed efficace se esso è adottato in codecisione con il Parlamento europeo;

Suggerimento  10

Considerando AY ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AY ter. considerando che l'articolo 48, paragrafo 7, del TUE prevede una procedura specifica per l'adozione di un atto per il quale il TFUE richiede una procedura legislativa speciale secondo la procedura legislativa ordinaria; considerando che l'articolo 333 del TFUE contiene altresì disposizioni che permettono di fare ricorso alla procedura legislativa ordinaria nel quadro di una cooperazione rafforzata;

Suggerimento            11

Considerando AY quater (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

AY quater. considerando che va istituito un controllo parlamentare democratico sulle attività di vigilanza bancaria;

Suggerimento  12

Considerando BV

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

BV. considerando che sono necessari meccanismi aggiuntivi per garantire che tutti gli Stati membri rispettino gli impegni assunti nell'ambito delle loro procedure di bilancio individuali e che non si può escludere in tal senso che il ruolo del commissario europeo per gli affari economici e monetari debba essere rafforzato;

BV. considerando che sono necessari meccanismi aggiuntivi per garantire che tutti gli Stati membri rispettino gli impegni assunti nell'ambito delle loro procedure di bilancio individuali e che non si può escludere in tal senso che il ruolo del commissario europeo per gli affari economici e monetari debba essere rafforzato; che secondo i trattati in vigore la clausola di flessibilità (articolo 352 del TFUE) può essere usata a tal fine e per creare un Ufficio del Tesoro europeo, che costituisce un elemento fondamentale di un'autentica Unione economica e monetaria;

Suggerimento  13

Considerando BV bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

BV bis. considerando che l'articolo 136 del TFUE consente di adottare, secondo la pertinente procedura legislativa di cui agli articoli 121 e 126 del TFUE, misure specifiche per rafforzare il coordinamento e la sorveglianza della disciplina di bilancio degli Stati membri la cui moneta è l'euro; che tale normativa può prevedere la delega di poteri alla Commissione per l'adozione di atti non legislativi di applicazione generale a integrazione o modifica di determinati elementi non essenziali dell'atto legislativo; che il TFUE prevede la possibilità di conferire al Parlamento europeo e al Consiglio la facoltà di revocare la delega alla Commissione;

Suggerimento  14

Considerando BV ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

BV ter. considerando che, secondo i trattati, in sede di definizione e attuazione delle politiche e delle attività dell'UE occorre tenere conto della promozione di un elevato livello di occupazione e della garanzia di un'adeguata protezione sociale; che, sulla base di strategie già esistenti, è opportuno introdurre una nuova serie di orientamenti per gli Stati membri, compresi parametri di riferimento sociali ed economici con norme minime da applicare ai pilastri principali delle loro economie;

Suggerimento  15

Considerando BV quater (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

BV quater. considerando che, in conformità con le norme generali dell'ordinamento giuridico dell'UE, la Corte di giustizia dell'Unione europea ha il potere di garantire che nell'interpretazione e nell'applicazione dei trattati sia rispettato il diritto dell'UE, salvo nei casi in cui ciò sia esplicitamente escluso;

Suggerimento  16

Considerando BW

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

BW. considerando che i negoziati sui cosiddetti regolamenti "two-pack" dovrebbero approdare a breve a risultati politici concreti e che sarebbe opportuno che il Consiglio abbandonasse la sua riluttanza sull'argomento;

BW. considerando che è essenziale in primo luogo concludere i negoziati sui cosiddetti regolamenti "two-pack", che rafforzeranno ulteriormente gli attuali poteri della Commissione in materia di bilancio;

Suggerimento  17

Considerando BX bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

BX bis. considerando che in virtù dei trattati in vigore gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono conferire maggiori finanziamenti al bilancio dell'UE nel quadro della procedura sulle risorse proprie, introducendo imposte o diritti specifici secondo la procedura di cooperazione rafforzata; che ciò va fatto accordando preferenza specifica al collegamento con il quadro di bilancio dell'Unione europea già esistente e senza pregiudicare le funzioni tradizionali del bilancio dell'UE di finanziamento delle politiche comuni; che tale maggiore capacità di bilancio dovrebbe sostenere la crescita e la coesione sociale affrontando gli squilibri, le divergenze strutturali e le emergenze finanziarie che sono direttamente connesse all'Unione monetaria;

Suggerimento  18

Considerando BX ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

BX ter. considerando che il MES dovrebbe essere soggetto a un controllo adeguato da parte del Parlamento europeo;

Suggerimento  19

Considerando CB bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CB bis. considerando che il MES potrebbe essere integrato nel quadro giuridico dell'UE attraverso la clausola di flessibilità (articolo 352 TFUE) in combinato disposto con l'articolo 136 del TFUE riveduto;

Suggerimento  20

Considerando CB ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CB ter. considerando che, in virtù dei trattati in vigore, le definizioni per l'applicazione della "clausola di non salvataggio" possono essere precisate dal Consiglio su proposta della Commissione e previa consultazione del Parlamento europeo (articolo 125, paragrafo 2, del TFUE);

Suggerimento  21

Considerando CB quater (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CB quater. considerando che alla Troika vanno applicati standard elevati di rendicontazione democratica a livello europeo;

Suggerimento  22

Considerando CG

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CG. considerando che spetta agli Stati membri tenere fede senza indugio alle riforme concordate nei loro programmi di riforma nazionali;

CG. considerando che spetta agli Stati membri tenere fede senza indugio alle riforme concordate nei loro programmi di riforma nazionali e che spetta ai parlamenti nazionali effettuare un controllo tempestivo e informato delle azioni dei loro governi in tal senso;

Suggerimento  23

Considerando CJ

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CJ. considerando che un coordinamento vincolante a livello dell'Unione potrebbe essere considerato per alcune questioni fondamentali di politica economica particolarmente importante per la crescita e l'occupazione;

CJ. considerando che dovrebbero essere presi in considerazione criteri di convergenza a livello dell'Unione per alcune questioni fondamentali di politica economica particolarmente importanti per le misure di produttività e competitività delineate nella strategia "Europa 2020";

Suggerimento  24

Considerando CJ bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CJ bis. considerando che l'articolo 136 del TFUE consente al Consiglio, su raccomandazione della Commissione e con il voto dei soli Stati membri la cui moneta è l'euro, di adottare orientamenti vincolanti in materia di politica economica per i paesi della zona euro nel quadro del semestre europeo; che un meccanismo di incentivi rafforzerebbe la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche;

Suggerimento  25

Considerando CJ ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CJ ter. considerando che in virtù dei trattati in vigore il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione possono concludere un accordo interistituzionale onde prevedere, da una parte, la partecipazione previa del Parlamento europeo nell'elaborazione dell'analisi annuale della crescita, della raccomandazione della Commissione al Consiglio sugli orientamenti in materia di politiche economiche per i paesi della zona euro e della raccomandazione della Commissione al Consiglio sugli orientamenti in materia di occupazione, e, dall'altra, l'impegno del Consiglio a discutere e a tenere conto delle raccomandazioni del Parlamento sugli orientamenti per le politiche economiche e per l'occupazione e a introdurre misure di controllo attraverso il protocollo n. 1 sul ruolo dei parlamenti nazionali dell'Unione europea;

Suggerimento  26

Considerando CL

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CL. considerando che l'Unione detiene la legittimità dei propri valori democratici, degli obiettivi che persegue e delle proprie competenze, strumenti e istituzioni;

soppresso

Suggerimento  27

Considerando CM

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CM. considerando che, a causa della crisi in atto, il dibattito sulla governance dell'UEM ma anche sulla natura democratica del processo decisionale al suo interno ha acquisito maggior rilievo;

CM. considerando che dal 2008 l'intensa crisi finanziaria ed economica ha cambiato radicalmente il dibattito sul futuro dell'Unione europea e pone domande decisive sullo sviluppo politico e costituzionale dell'Europa e sul nostro posto nel mondo;

Suggerimento  28

Considerando CN

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CN. considerando che negli ultimi dieci anni il Consiglio europeo ha agito in modo responsabile nella gestione della crisi, formulando molte proposte finalizzate a uscire dalla crisi, ambito in cui i trattati non sempre assegnano una chiara competenza all'Unione;

CN. considerando che in questi anni il Consiglio europeo ha dovuto ricorrere alla gestione delle crisi e che ora è giunto il momento per un'analisi più rigorosa delle debolezze dell'UEM così come concepita dal trattato di Maastricht e per un esame approfondito delle implicazioni dell'unione fiscale per la governance economica dell'Unione, nonché per le competenze attribuite e per i poteri delle sue istituzioni;

Suggerimento  29

Considerando CP

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CP. considerando che le misure adottate a livello dell'Unione sono spesso percepite come "troppo poche, troppo tardive" a causa delle procedure derivanti dal processo legislativo democratico, dell'assenza di una sottostruttura istituzionale europea o di risorse proprie dell'Unione che consentano di intervenire direttamente per far fronte a una situazione di crisi;

soppresso

Suggerimento  30

Considerando CQ

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CQ. considerando che sono state individuate lacune nell'UEM e che dovrebbero essere eliminate definitivamente;

soppresso

Suggerimento  31

Considerando CR

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CR. considerando che le relazioni provvisorie e finali che saranno presentate al presidente del Consiglio europeo, rispettivamente, nei mesi di ottobre e di dicembre 2012 dovrebbero essere elaborate in stretta collaborazione con il Parlamento europeo, che insiste sulla necessità di essere pienamente coinvolto su un piede di parità, conformemente al metodo comunitario; che quanto sopra può essere garantito attraverso il coinvolgimento del Presidente del Parlamento europeo nel lavoro dei quattro presidenti, nonché attraverso i rappresentanti che dovranno essere nominati dalla Conferenza dei presidenti del Parlamento nel gruppo di lavoro a hoc del Consiglio sulla relazione dei quattro presidenti;

CR. considerando che il Presidente del Parlamento europeo è stato associato alla preparazione della relazione da presentare al Consiglio europeo di dicembre 2012 dal suo Presidente; che il Parlamento europeo ha nominato i propri rappresentanti nel gruppo di lavoro ad hoc;

Suggerimento  32

Considerando CS

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

CS. considerando che non è più accettabile che il Presidente del Parlamento europeo non possa essere presente per l'intera durata delle riunioni del Consiglio europeo e del vertice dell'area dell'euro; che sarebbe opportuno trovare urgentemente una soluzione per questa assenza di legittimità democratica attraverso un accordo politico tra le due istituzioni;

soppresso

Suggerimento  33

Considerando CS bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CS bis. considerando che è urgente affrontare l'attuale deficit democratico dell'UEM e collegare rigorosamente ogni ulteriore passo verso un Unione bancaria, un'Unione fiscale e un'Unione economica a una maggiore legittimità e responsabilità democratiche a livello UE;

Suggerimento  34

Considerando CT bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

CT bis. considerando che occorre rafforzare la collaborazione tra il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali sulla base del protocollo n. 1, onde migliorare lo scambio di opinioni e la qualità dell'attività parlamentare nel campo della governance dell'UEM tanto a livello europeo quanto a livello nazionale; che tale collaborazione non deve essere considerata come la creazione di un nuovo organo parlamentare misto, il quale sarebbe sia inefficace che illegittimo da un punto di vista democratico e costituzionale;

Suggerimento  35

Paragrafo -1 (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1. ritiene necessario collocare la governance dell'Unione economica e monetaria nel quadro istituzionale dell'Unione, il che è una condizione indispensabile per la sua efficacia e per colmare l'attuale divario politico tra le politiche nazionali e quelle europee;

Suggerimento  36

Paragrafo -1 bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1 bis. ritiene che un sostanziale miglioramento della legittimità e della responsabilità democratiche a livello di UE della governance dell'UEM attraverso il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo sia un'assoluta necessità e un requisito indispensabile per qualsiasi passo avanti verso un'Unione bancaria, un'Unione fiscale e un'Unione economica;

Suggerimento  37

Paragrafo -1 ter (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1 ter. invita tutte le istituzioni a procedere rapidamente, massimizzando le possibilità offerte dai trattati esistenti e dai relativi elementi di flessibilità, e nel contempo a prepararsi alle necessarie modifiche dei trattati al fine di garantire certezza del diritto e legittimità democratica; ribadisce che va esclusa la possibilità di un nuovo accordo intergovernativo;

Suggerimento  38

Paragrafo -1 quater (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

- 1 quater. sottolinea che il Parlamento europeo si occuperà della regolamentazione che conferisce compiti specifici alla BCE in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi, in congiunzione con le proposte sull'Autorità bancaria europea, e le tratterà come un unico pacchetto;

Suggerimento  39

Paragrafo -1 quinquies (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1 quinquies. ritiene che, in virtù dei trattati in vigore, il coordinamento e la sorveglianza della disciplina di bilancio degli Stati membri la cui moneta è l'euro potrebbero diventare vincolanti ed essere assoggettati al controllo della Corte di giustizia dell'Unione europea sulla mera base dell'articolo 136 del TFUE in combinato disposto con l'articolo 121, paragrafo 6, ma che, sotto il profilo costituzionale, tale misura dovrebbe essere presa in considerazione soltanto se rafforza in maniera significativa il ruolo del Parlamento europeo per quanto concerne l'applicazione dettagliata degli articoli 121, paragrafo 3, e 121, paragrafo 4, del TFUE, e per completare e attuare la procedura di sorveglianza multilaterale con l'ausilio di atti delegati sulla base dell'articolo 290 del TFUE; rammenta che, stando ai trattati, nel definire e attuare le politiche e le attività dell'UE, occorre tenere conto della promozione di un alto livello di occupazione e della garanzia di una protezione sociale adeguata, introducendo, sulla base di strategie già esistenti, una nuova serie di linee guida per gli Stati membri, compresi parametri di riferimento sociali ed economici con norme minime da applicare ai pilastri principali delle loro economie;

Suggerimento  40

Paragrafo -1 sexies (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1 sexies. È del parere che un'autentica Unione economica e monetaria non possa limitarsi a un sistema di regole ma richieda una maggiore capacità di bilancio sulla base di specifiche risorse proprie (tra cui una tassa sulle transazioni finanziarie), che dovrebbe, nel quadro del bilancio dell'UE, sostenere la crescita e la coesione sociale affrontando gli squilibri, le divergenze strutturali e le emergenze finanziarie che sono direttamente connesse all'Unione monetaria, senza compromettere le sue funzioni tradizionali di finanziamento delle politiche comuni;

Suggerimento  41

Paragrafo -1 septies (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

- 1 septies. è del parere che, in virtù dei trattati in vigore, l'articolo 136 del TFUE consenta al Consiglio, su raccomandazione della Commissione e con il voto dei soli Stati membri la cui moneta è l'euro, di adottare orientamenti vincolanti in materia di politica economica per i paesi della zona euro nel quadro del semestre europeo; sottolinea che un meccanismo di incentivi rafforzerebbe la natura vincolante del coordinamento delle politiche economiche; chiede che un accordo interistituzionale associ il Parlamento europeo all'elaborazione e approvazione dell'analisi annuale della crescita e delle linee guida in materia di politica economica e occupazionale;

Suggerimento  42

Paragrafo -1 octies (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

- 1 octies. sottolinea, pur ribadendo la sua intenzione di intensificare la cooperazione con i parlamenti nazionali secondo il protocollo n. 1, che una tale cooperazione non deve essere considerata come la creazione di un nuovo organo parlamentare misto, il quale sarebbe inefficace e illegittimo da un punto di vista democratico e costituzionale; evidenzia la piena legittimità del Parlamento europeo quale organo parlamentare a livello UE in vista di una governance rafforzata e democratica dell'UEM;

Suggerimento  43

Paragrafo -1 nonies (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

-1 nonies. sottolinea che le misure proposte in virtù dei trattati in vigore e le future modifiche agli stessi non devono escludere le clausole di opt-in e devono garantire l'integrità dell'UE;

Suggerimento  44

Paragrafo 1

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

1. chiede alla Commissione di presentare quanto prima al Parlamento, previa consultazione di tutte le parti interessate e con il Parlamento europeo in qualità di colegislatore, proposte di atti secondo le raccomandazioni particolareggiate in allegato;

1. chiede alla Commissione di presentare quanto prima al Parlamento, previa consultazione di tutte le parti interessate e con valutazioni d'impatto complete, tutte le proposte legislative necessarie per realizzare la costruzione di un'autentica unione economica e monetaria e di tenere in debito conto le raccomandazioni particolareggiate del Parlamento in allegato;

Suggerimento  45

Paragrafo 2

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

2. conferma che le raccomandazioni rispettano il principio di sussidiarietà e i diritti fondamentali dei cittadini dell'Unione europea;

soppresso

Suggerimento  46

Paragrafo 3

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

3. invita la Commissione, in aggiunta alle misure che possono e devono essere adottate rapidamente in virtù dei trattati esistenti, a elencare gli sviluppi istituzionali che possono rivelarsi necessari al fine di creare un'architettura UEM più forte, basata sulla necessità di un'unione bancaria, fiscale ed economica;

3. conferma che farà pieno uso della sua prerogativa di sottoporre al Consiglio proposte intese a modificare i trattati, che dovranno successivamente essere esaminate da una convenzione, al fine di completare la definizione di un'autentica UEM accrescendo le competenze dell'UE, in particolare nel campo della politica economica, e rafforzando le risorse proprie e la capacità di bilancio dell'Unione, il ruolo dell'obbligo di rendicontazione della Commissione e le prerogative del Parlamento europeo;

Suggerimento  47

Paragrafo 3 bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

3 bis. invita i parlamenti nazionali a impegnarsi nel processo di elaborazione dei piani di bilancio e di riforma dei propri governi prima che vengano presentati all'UE; intende proporre alla Convenzione di aggiungere questa responsabilità esplicita alle funzioni di cui godono i parlamenti nazionali in virtù delle disposizioni dell'articolo 12 del TUE;

Suggerimento  48

Paragrafo 4 bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

4 bis. insiste sul completamento urgente del piano d'azione per il mercato unico, non da ultimo nel campo dei servizi;

Suggerimento  49

Allegato – Raccomandazione 1.1 – Paragrafo 8

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

L'organismo o gli organismi su cui ricade in ultima istanza l'autorità nel quadro del meccanismo di vigilanza unico europeo dovrebbero essere diretti da funzionari nominati previa conferma del Parlamento europeo.

I rappresentanti della BCE nel consiglio di vigilanza sono eletti dal comitato esecutivo della BCE previa conferma del Parlamento europeo.

 

Il presidente e il vicepresidente del consiglio di vigilanza sono eletti dai membri del Consiglio direttivo della BCE e scelti tra di essi previa conferma del Parlamento europeo.

Suggerimento  50

Allegato – Raccomandazione 4.4 – comma 1 bis (nuovo)

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

 

L'euro è la moneta dell'Unione europea e il Parlamento europeo è il parlamento dell'Unione europea, pertanto il Parlamento europeo è il parlamento dell'UEM;

Suggerimento  51

Allegato – Raccomandazione 4.4 – comma 3

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

- Sarebbe opportuno invitare il Presidente del Parlamento europeo a partecipare alle riunioni del Consiglio europeo e ai vertici dell'area dell'euro.

soppresso

Suggerimento  52

Allegato – Raccomandazione 4.4 – comma 5

Progetto di relazione della commissione competente

Suggerimento

Il Parlamento europeo dovrebbe tenere un'audizione e autorizzare la nomina del presidente del MES. Il presidente dovrebbe riferire su base regolare al Parlamento europeo.

Il Parlamento europeo dovrebbe tenere un'audizione e approvare la nomina del direttore generale del MES. Il direttore generale dovrebbe riferire su base regolare al Parlamento europeo.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

18

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alfredo Antoniozzi, Andrew Henry William Brons, Carlo Casini, Andrew Duff, Roberto Gualtieri, Enrique Guerrero Salom, Zita Gurmai, Gerald Häfner, Stanimir Ilchev, Constance Le Grip, David Martin, Morten Messerschmidt, Paulo Rangel, Algirdas Saudargas, Indrek Tarand, Rafał Trzaskowski, Manfred Weber, Luis Yáñez-Barnuevo García

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Zuzana Brzobohatá, Andrea Češková, Marietta Giannakou, Anneli Jäätteenmäki, Vital Moreira, Helmut Scholz, György Schöpflin


PARERE della commissione per i bilanci (11.10.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sulla relazione dei presidenti del Consiglio europeo, della Commissione europea, della Banca centrale europea e dell'Eurogruppo dal titolo "Verso un'autentica Unione economica e monetaria"

(2012/2151(INI))

Relatore per parere: Alain Lamassoure

(Iniziativa – articolo 42 del regolamento)

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito:

–   a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che la crisi del debito ha indotto l'Unione, e in particolare la zona euro, a istituire nuovi strumenti di solidarietà finanziaria in Europa: il fondo europeo di stabilità finanziaria (FESF), il meccanismo europeo di stabilità (MES) e altri progetti relativi alla tabella di marcia per la realizzazione di un'autentica Unione economica e monetaria; considerando che, in termini quantitativi, l'impatto finanziario di tali strumenti è molto superiore al bilancio dell'Unione, e considerando altresì che viene attualmente proposta l'idea innovativa di un bilancio centrale per la zona euro finanziato dai membri della stessa quale massima garanzia di questa nuova solidarietà finanziaria;

B. considerando che la moltiplicazione degli strumenti di solidarietà rende difficile valutare il contributo effettivo di ogni Stato membro alla solidarietà europea, il quale è nettamente superiore ai contributi finanziari di ciascuno di essi al bilancio dell'Unione; considerando inoltre che l'eterogeneità degli strumenti esistenti, in termini di basi legali, di modalità di intervento e di Stati membri coinvolti, potrebbe rendere questo apparato complesso da gestire per i leader europei, difficoltoso da comprendere per i cittadini europei e difficilmente assoggettabile al controllo parlamentare;

C. considerando inoltre che l'eterogeneità dei meccanismi di stabilizzazione esistenti rende difficile valutarne il possibile effetto combinato, soprattutto nei confronti degli Stati membri che non hanno ancora adottato l'euro o che hanno scelto di non adottarlo, ed è suscettibile di provocare carenze nei controlli a livello di sistema ed effetti reciproci di ricaduta tra i paesi che partecipano all'"unione bancaria" e quelli che non vi partecipano;

D. considerando che, in mancanza di adeguati dati consolidati sui conti pubblici dell'Unione, degli Stati membri e degli enti locali e regionali, risulta impossibile valutare la giusta combinazione di politiche all'interno della zona euro e nel resto dell'Unione; considerando che tali dati dovrebbero inoltre consentire di determinare quale porzione dei bilanci nazionali, regionali e locali sia destinata al finanziamento degli obiettivi dell'Unione, quali ad esempio la strategia Europa 2020; considerando che attualmente perfino l'ordine di grandezza di questi dati basilari risulta sconosciuto;

E. considerando che tutti i rischi e i benefici della zona euro hanno ripercussioni sulla totalità dell'Unione, e che la stabilità dell'euro è interesse di tutti gli Stati membri; considerando che ogni deviazione dal metodo comunitario e un accresciuto ricorso agli accordi intergovernativi dividerebbe e indebolirebbe l'Unione europea, ivi compresa la zona euro;

F. considerando che ogni divisione dell'UE sulla base dell'appartenenza alla zona euro o di qualsivoglia altro criterio, mette a rischio i successi dell'Unione e ne pregiudica le capacità;

G. considerando che il patto per la crescita e l'occupazione, adottato al vertice europeo del 28 e 29 giugno 2012, può contribuire notevolmente alla crescita, all'occupazione e al miglioramento della competitività europea, l'Unione e gli Stati membri devono assumersi le proprie responsabilità e agire rapidamente garantendo le risorse necessarie;

H. considerando che lo strumento della cooperazione rafforzata andrebbe utilizzato con maggiore frequenza in campo fiscale, e che si può fare riferimento alla posizione del Parlamento europeo sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) e sull'imposta sulle transazioni finanziarie (FTT) quale reale risorsa propria;

I. considerando che, indipendentemente dall'opzione istituzionale prescelta, il meccanismo di vigilanza unico che si prevede di creare per il settore bancario europeo avrà ripercussioni in termini di bilancio sulle autorità europee di vigilanza esistenti;

–   a includere nell'allegato alla proposta di risoluzione le seguenti raccomandazioni:

1. è opportuno che tutti gli impegni assunti dall'Unione o da alcuni dei suoi Stati membri e le garanzie da essi fornite nell'ambito dei nuovi strumenti di solidarietà europei, quali il FESF, il MES o altri progetti relativi alla tabella di marcia per la realizzazione di un'autentica Unione economica e monetaria, siano riassunti in un documento di sintesi allegato al bilancio dell'Unione;

2. per un maggiore coordinamento in materia di bilancio all'interno dell'Unione è necessario disporre di dati consolidati sui conti pubblici dell'Unione, degli stati membri e degli enti locali e regionali, in linea con gli obiettivi dell'Unione. La Commissione dovrebbe pertanto inserire la raccolta di tali dati consolidati nelle prossime proposte legislative;

3. è necessario affrontare urgentemente la situazione che vede fra loro in contrasto le esigenze di finanziamento del bilancio dell'Unione e il necessario consolidamento di bilancio negli Stati membri. È giunto quindi il momento di impegnarsi per un progressivo ritorno a una situazione in cui il bilancio dell'Unione sia finanziato da vere risorse proprie, riducendo pertanto l'impatto sui bilanci nazionali. Si ricorda inoltre che, nelle sue risoluzioni del 29 marzo 2007(1), dell'8 giugno 2011(2), del 13 giugno 2012(3) e del 23 ottobre 2012(4), il Parlamento ha spiegato cosa intenda per sistema basato su vere risorse proprie e su come si possa renderlo compatibile nel breve periodo con il necessario consolidamento fiscale a livello nazionale;

4. al contempo, la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di escludere, con spirito di solidarietà e coerenza, i contributi lordi degli Stati membri al bilancio dell'Unione - basati sull'RNL - dal computo del deficit strutturale, quale definito nel "two-pack", nel "six-pack" e nel trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'unione economica e monetaria, avendo cura tuttavia di evitare di creare un precedente suscettibile di condurre a una distorsione del metodo di calcolo unificato dei deficit strutturali;

5. tutte le decisioni relative al rafforzamento dell'Unione economica e monetaria devono essere assunte sulla base del trattato sull'Unione europea; ogni deviazione dal metodo comunitario e un accresciuto ricorso agli accordi intergovernativi dividerebbe e indebolirebbe l'Unione europea, ivi compresa la zona euro;

6. è necessario che la Commissione tenga conto delle conseguenze a livello di bilancio del meccanismo di vigilanza unico, segnatamente per quanto concerne le autorità europee di vigilanza esistenti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

10.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

2

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Richard Ashworth, Francesca Balzani, Reimer Böge, Zuzana Brzobohatá, Jean Louis Cottigny, James Elles, Göran Färm, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazábal Rubial, Salvador Garriga Polledo, Jens Geier, Ivars Godmanis, Ingeborg Gräßle, Lucas Hartong, Jutta Haug, Sidonia Elżbieta Jędrzejewska, Ivailo Kalfin, Sergej Kozlík, Jan Kozłowski, Alain Lamassoure, Giovanni La Via, George Lyon, Barbara Matera, Juan Andrés Naranjo Escobar, Nadezhda Neynsky, Dominique Riquet, Potito Salatto, Alda Sousa, Helga Trüpel, Derek Vaughan, Angelika Werthmann

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alexander Alvaro, Jürgen Klute, Georgios Papastamkos, Nils Torvalds, Catherine Trautmann

(1)

GU C 27 E del 31.1.2008, pag. 214.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2011)0266.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2012)0245.

(4)

per favorire il buon esito della procedura di approvazione del quadro finanziario pluriennale 2014-2020 (COM(2012)03882011/0177(APP))


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (12.10.2012)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul percorso verso un'autentica Unione economica e monetaria

(2012/2151(INI))

Relatore per parere: Pervenche Berès

(Iniziativa - articolo 42 del regolamento)

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito,

–    a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che tra il 2008 e la metà del 2012 il tasso di disoccupazione dell'UE-27 è aumentato, passando da circa il 7% al 10,4%, vale a dire 25 milioni di disoccupati, e che oltre un giovane su cinque è disoccupato (22%), con un tasso disoccupazione giovanile superiore al 50% in alcuni Stati membri;

B.   considerando che la creazione di posti di lavoro, un'occupazione di qualità e il lavoro dignitoso sono fondamentali per superare la crisi attuale;

C.  considerando che la tabella di marcia "Per un'Unione europea stabile e prospera", presentata al Consiglio europeo del giugno 2012 dal Presidente Van Rompuy, non affronta in maniera adeguata le politiche occupazionali e sociali, benché queste costituiscano un elemento fondamentale nella misura in cui l'Europa e, in particolare, i paesi dell'area dell'euro avanzano verso un'autentica unione economica e monetaria; che qualora non si affrontino tali aspetti, si correrà il rischio di adottare politiche economiche che non tengono conto di altri indicatori e che quindi non saranno efficaci in termini di occupazione e inclusione sociale;

D.  considerando che gli Stati membri devono adottare politiche economiche volte a salvaguardare e creare occupazione in un ambiente sempre più competitivo, sostenendo nel contempo la transizione verso un'economia più sostenibile; che le restrizioni nell'elaborazione delle politiche in materia economica e monetaria e la mancanza di un approccio equilibrato e globale aumentano il rischio di effetti prociclici delle iniziative originariamente destinate a stabilizzare i mercati finanziari;

E.   considerando che i processi di ristrutturazione e rilocalizzazione su vasta scala hanno provocato nell'UE la perdita di quasi due milioni di posti di lavoro negli ultimi tre anni e che non vi è stata una risposta europea per facilitare la gestione della ristrutturazione in maniera più responsabile dal punto di vista sociale ed economico;

F.   considerando che, in alcuni Stati membri, l'Unione europea deve uscire dal circolo vizioso di misure di austerità e recessione e sfruttare appieno il valore aggiunto dell'UE, non soltanto in termini di regolamentazione ma anche di politiche comuni;

G.  considerando che un'unione economica e monetaria dovrebbe in primo luogo essere al servizio dei cittadini e dell'economia reale, come base per migliorare il tenore di vita di tutti;

H.  considerando che finora il potenziale del trattato di Lisbona in materia di politiche occupazionali e sociali non è stato sfruttato appieno, innanzitutto per quanto riguarda:

– l'articolo 9 del TFUE, in base al quale nel definire e attuare le politiche e le attività dell'UE occorre tenere conto della promozione di un elevato livello di occupazione e della garanzia di un'adeguata protezione sociale;

– l'articolo 151 del TFUE, il quale stabilisce che "l'Unione e gli Stati membri (…) hanno come obiettivi la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che consenta la loro parificazione nel progresso, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire un livello occupazionale elevato e duraturo e la lotta contro l'emarginazione";

– l'articolo 153, paragrafo 1, del TFUE in generale e, in particolare, l'articolo 153, paragrafo 1, lettera h) ("integrazione delle persone escluse dal mercato del lavoro");

I.    considerando che l'euro è la valuta dell'Unione e che la sua gestione è prevista dal trattato innanzitutto nel quadro delle politiche economiche e sociali di cui agli articoli 121 e 148 che si applicano a tutti gli Stati membri;

Verso un quadro integrato in materia di politiche occupazionali e sociali

J.    considerando che i quattro elementi costitutivi essenziali evidenziati nella tabella di marcia dell'UEM dovrebbero essere integrati con un quinto elemento, denominato "Verso un quadro integrato in materia di politiche occupazionali e sociali", al fine di promuovere:

– il rispetto dell'autonomia delle parti sociali riconosciuto dall'articolo 152 del trattato e l'istituzione di un dialogo tripartito a livello di UE per controllare e discutere dell'evoluzione dei salari in relazione alla produttività, all'inflazione e alla domanda interna, alla disoccupazione e alle disparità di reddito;

– l'introduzione di una garanzia europea per i giovani;

– un quadro europeo per la qualità dei tirocini e degli apprendistati;

– l'applicazione di un protocollo sociale per proteggere i diritti sociali e del lavoro fondamentali;

– un patto per gli investimenti sociali, che comprenda l'assegnazione del 25% dei fondi per la coesione al Fondo sociale europeo;

– una nuova strategia in materia di salute e sicurezza;

e, a integrazione delle misure adottate dagli Stati membri:

– servizi pubblici adeguati e accessibili;

– salari che permettano una vita dignitosa e redditi minimi per prevenire la povertà in situazione lavorativa;

– parità di retribuzione e di diritti per un lavoro di pari valore per tutti;

– l'accesso ad alloggi popolari adeguati e a prezzi accessibili;

– una politica dell'occupazione attiva e integrata;

– la creazione di una base minima di protezione sociale che garantisca l'accesso universale ai servizi sanitari essenziali e la sicurezza dei mezzi di sussistenza;

K.  considerando che, per quanto riguarda lo squilibrio globale dell'area dell'euro e la situazione attuale in termini di disoccupazione, la Commissione dovrebbe valutare la fattibilità e il valore aggiunto dell'introduzione di un'indennità minima di disoccupazione;

L.   considerando che la Commissione deve rafforzare e promuovere la mobilità, che può contribuire a ridurre la disoccupazione, in maniera equa per evitare la fuga di cervelli e le disuguaglianze sociali, garantendo l'accesso alla protezione sociale e la trasferibilità dei diritti pensionistici; che occorre ribadire che i lavoratori distaccati dovrebbero essere retribuiti adeguatamente e non essere utilizzati come una forma di concorrenza sleale;

M.  considerando che sono necessarie una maggiore sorveglianza degli effetti delle politiche economiche e monetarie sulla situazione sociale e sul mercato del lavoro e misure per eliminare le conseguenze sociali negative di tali politiche; che, nel quadro del semestre europeo, occorre pertanto integrare le disposizioni relative alla sorveglianza delle politiche economiche nazionali con politiche sociali legate alla creazione di occupazione;

N.  considerando che una maggiore sorveglianza di diverse dimensioni macroeconomiche, quali gli investimenti e i consumi, le disparità nella distribuzione del reddito, la disoccupazione, la povertà e le disparità tra le regioni, è fondamentale dal momento che la crisi attuale ha aggravato gli squilibri macroeconomici, riducendo in tal modo la convergenza reale all'interno dell'area dell'euro;

O.  considerando che la Commissione dovrebbe includere, nella sua valutazione dei programmi di bilancio nazionali degli Stati membri, la promozione degli obiettivi di crescita, occupazione e degli obiettivi sociali della strategia UE 2020, e dovrebbe sviluppare un approccio sistematico per quanto riguarda le raccomandazioni, affrontando tutti i casi in cui gli Stati membri non progrediscono verso il conseguimento dei vari obiettivi;

P.   considerando che si valuta positivamente l'impegno del Consiglio di eliminare gli ostacoli ancora esistenti alla mobilità dei lavoratori e che gli Stati membri dovrebbero abolire immediatamente tutte le restrizioni alla libertà di accesso al lavoro per i lavoratori rumeni e bulgari;

Q.  considerando che il Consiglio e la Commissione hanno sottolineato il loro impegno di affrontare la disoccupazione giovanile come una delle massime priorità dell'UE; che gli Stati membri con il tasso più elevato di disoccupazione giovanile non hanno presentato un piano nazionale per l'occupazione giovanile per evitare che quest'ultima diventi una disoccupazione strutturale;

R.   considerando che una strategia comune europea per i giovani è essenziale per contrastare la disoccupazione giovanile e il rischio di perdere un'intera generazione in Europa;

Verso un'unione bancaria

S.   considerando che l'euro è un corollario del mercato interno, ovvero che tutte le parti interessate da quest'ultimo devono impegnarsi pienamente per ripristinare il corretto funzionamento dell'area dell'euro;

T.   considerando che un'unione bancaria deve essere accompagnata da una regolamentazione e una supervisione più incisive; che il sistema finanziario ha altresì la funzione di sostenere la crescita, la creazione di occupazione e la sostenibilità della protezione sociale;

U.  considerando che l'istituzione di un'unione bancaria avrà ripercussioni sull'occupazione nel settore bancario degli Stati membri;

Verso un quadro fiscale integrato

V.  considerando che il risanamento di bilancio e la ripresa economica richiedono un livello stabile dei consumi interni e un adeguato contributo allo Stato sociale e ai sistemi di sicurezza sociale, che si possono conseguire solo con elevati livelli di occupazione di qualità in un'economia competitiva, salari dignitosi e un'equa ripartizione degli oneri;

W. considerando che la Commissione e il Consiglio dovrebbero garantire che gli orientamenti politici per il risanamento di bilancio siano pienamente coerenti con gli obiettivi di sviluppo sociale e sostenibile dell'Unione, sulla base dell'articolo 9 del TFUE, e che siano complementari agli obiettivi del pacchetto di misure per la crescita e l'occupazione (in modo da permettere la riduzione del debito pubblico), in particolare gli obiettivi incentrati sullo sviluppo sostenibile e l'occupazione di qualità; che occorre tenere presente che i salari e le pensioni non sono una semplice variabile economica, ma in primo luogo il reddito di cui i cittadini hanno bisogno per vivere;

X.  considerando che occorre rafforzare la governance sociale e migliorare il suo coordinamento a livello europeo, parallelamente alla governance economica europea, al fine di garantire una sorveglianza e un monitoraggio attenti degli obiettivi occupazionali e sociali della strategia Europa 2020, nonché effetti sinergici e un processo coerente di definizione delle politiche;

Y.  considerando che "un'autentica Unione economica e monetaria" deve essere sostenuta e accettata dai cittadini dell'UE e che, pertanto, è necessaria la partecipazione dei responsabili politici, delle parti sociali e delle organizzazioni della società civile a tutti i livelli politici;

Z.   considerando che un rafforzamento del ruolo del commissario per i problemi economici e monetari dovrà essere accompagnato da un rafforzamento del ruolo del commissario per l'occupazione e gli affari sociali, per garantire un approccio equilibrato dell'economia sociale di mercato e che, nello stesso spirito, il Consiglio EPSCO dovrebbe essere rafforzato e organizzato in una formazione dell'area dell'euro;

AA. considerando che l'attuale crisi ha dimostrato l'esistenza e l'aggravamento di squilibri interni, che richiedono la definizione di stabilizzatori automatici a livello di UE o dell'area dell'euro;

Verso un quadro integrato di politica economica

AB. considerando che un'interazione equilibrata tra le politiche economiche e monetarie, da un lato, e le politiche occupazionali e sociali, dall'altro, è essenziale dal momento che il modello sociale europeo è un fattore importante per garantire l'equa distribuzione del reddito senza distruggere la coesione sociale, il che comprometterebbe la ripresa economica; che è opportuno introdurre parametri di riferimento sociali minimi per evitare il peggioramento delle disuguaglianze sociali e garantire una protezione sociale adeguata;

AC. considerando che la maggior parte degli Stati membri non ha presentato un piano nazionale per l'occupazione nel quadro del rispettivo programma nazionale di riforma per il 2012 e che la Commissione non ha insistito con gli Stati membri affinché lo presentassero; che un quadro integrato e rafforzato di politica economica deve includere i principi di sviluppo sostenibile e occupazione, nonché il benessere e la coesione sociali;

AD. considerando che l'adozione del patto per la crescita rappresenta un passo nella giusta direzione e richiede un'adeguata attuazione; che a questo dovrebbero seguire iniziative politiche comparabili nel settore sociale;

AE. considerando che il controllo dell'accesso al mercato dei capitali deve dipendere dagli effetti sull'occupazione generati dagli investimenti; che lo strumento della cooperazione rafforzata potrebbe inoltre essere utilizzato al fine di alleggerire l'imposizione fiscale sul lavoro, trasferendo gli oneri, in particolare, alle attività dannose per l'ambiente;

AF. considerando che la dimensione democratica del semestre europeo deve essere potenziata, anche con il rafforzamento del ruolo del Parlamento europeo tramite una procedura di codecisione e permettendo a quest'ultimo di definirne il calendario, il contenuto e la metodologia in stretta cooperazione con i parlamenti nazionali e in interazione con le parti sociali e la società civile;

AG. considerando che la Commissione deve assicurare una maggiore comparabilità dei programmi nazionali di riforma e definire parametri di riferimento comuni per la loro valutazione;

– a includere nell'allegato alla proposta di risoluzione che approverà le seguenti raccomandazioni:

Raccomandazione 1

Verso un quadro integrato in materia di politiche occupazionali e sociali quale patto sociale per l'Europa

Il Parlamento europeo ritiene che lo strumento legislativo da adottare debba mirare a disciplinare gli aspetti seguenti:

Le regole specifiche di una supervisione vincolante della disciplina di bilancio nell'area dell'euro possono e devono integrare i parametri di riferimento fiscali e macroeconomici con riferimento specifico ai parametri di riferimento occupazionali e sociali, al fine di garantire la corretta attuazione della suddetta disposizione e la sostenibilità del modello sociale quale strumento della competitività dell'UE.

Esso deve essere basato su quattro elementi costitutivi:

1)   le politiche:

In base ai trattati, occorre tenere conto della promozione di un elevato livello di occupazione e della garanzia di un'adeguata protezione sociale nella definizione e nell'attuazione delle politiche e delle attività dell'UE. Pertanto, occorre migliorare la governance sociale, uno dei cui fondamenti sarebbe una politica dell'occupazione attiva e integrata, parallelamente all'istituzione di una governance economica europea, rispettando l'autonomia delle parti sociali e del dialogo sociale.

2)   la definizione di strumenti per:

– l'introduzione di una garanzia europea per i giovani;

– un quadro europeo per la qualità dei tirocini e degli apprendistati;

– servizi pubblici adeguati e accessibili;

– salari che permettano una vita dignitosa e redditi minimi per prevenire la povertà in situazione lavorativa;

– la protezione sociale e la trasferibilità dei diritti pensionistici;

– l'accesso ad alloggi popolari adeguati e a prezzi accessibili;

– una base minima di protezione sociale per garantire la parità di accesso ai servizi sanitari essenziali e la sicurezza dei mezzi di sussistenza;

– l'applicazione di un protocollo sociale per proteggere i diritti sociali e del lavoro fondamentali;

– parità di retribuzioni e di diritti per un lavoro di pari valore per tutti;

– una nuova strategia in materia di salute e sicurezza;

3)   nuove iniziative legislative concernenti:

– la possibilità per i parlamenti nazionali di richiedere alla Commissione un'iniziativa legislativa, sotto forma di una "carta verde", sulla base dell'articolo 352 del trattato;

4)   risorse finanziarie adeguate per gli investimenti sociali, che devono essere stabilite in un patto per gli investimenti sociali:

– il 25% dei fondi a sostegno della coesione per il FSE;

– obbligazioni per il finanziamento di progetti per investimenti sociali;

– obiettivi comuni in materia di investimenti per l'istruzione.

Raccomandazione 2

Il garante europeo dovrebbe avere la competenza e la responsabilità di:

– includere la supervisione basata sulla responsabilità sociale delle imprese e il ruolo del sistema finanziario a sostegno della crescita, della creazione di occupazione e della sostenibilità della protezione sociale;

Raccomandazione 3

Ogni missione della Troika in uno Stato membro deve includere un membro dell'ILO.

Raccomandazione 4

La cooperazione rafforzata deve essere utilizzata con maggiore frequenza laddove un approccio dell'UE si sia dimostrato impossibile nell'ambito dell'imposizione fiscale (come l'istituzione di una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) o di una tassa sulle transazioni finanziarie, la divisione degli oneri tra lavoro e capitale o un'imposizione fiscale che rispetti l'ambiente), dato che i quadri armonizzati per l'imposizione fiscale rafforzeranno l'integrazione della politica di bilancio e favoriranno il finanziamento dei servizi pubblici, la creazione di occupazione e la transizione energetica.

Raccomandazione 5

La libera circolazione dei capitali non può diventare un modo per eludere le tasse, in particolare per gli Stati membri la cui moneta è l'euro e che stanno affrontando o potrebbero dover affrontare grandi difficoltà in termini di stabilità finanziaria nell'area dell'euro e quindi di finanziamento dei servizi pubblici. La Commissione dovrebbe pertanto concludere accordi su scala internazionale e presentare proposte volte a migliorare la cooperazione e il coordinamento tra le autorità fiscali.

Raccomandazione 6

Le diverse fasi del semestre europeo dovrebbero essere sancite dalla legislazione come segue:

– lo sviluppo e il rafforzamento del mercato interno e del modello sociale, nonché la promozione dei legami commerciali internazionali sono elementi cruciali per stimolare la crescita economica, aumentare la competitività e risolvere gli squilibri macroeconomici; occorre pertanto che la Commissione tenga conto, nella sua analisi annuale della crescita, dei passi compiuti dagli Stati membri per completare il mercato interno e favorire la sostenibilità del modello sociale;

– occorre istituire una conferenza biennale tripartita, che includa tutti i membri del Consiglio, per discutere le questioni sociali nazionali che hanno ricadute a livello di Unione, la garanzia per i giovani e l'indennità minima di disoccupazione;

– la Commissione dovrebbe valutare con chiarezza, nell'analisi annuale della crescita, i principali problemi economici e fiscali dell'Unione e dei singoli Stati membri, proporre misure prioritarie per risolvere questi problemi, individuare le iniziative adottate dall'Unione e dagli Stati membri a sostegno di una maggiore competitività, della transizione energetica, della creazione di occupazione e degli investimenti a lungo termine, eliminare gli ostacoli alla crescita sostenibile, conseguire gli obiettivi stabiliti dai trattati e dall'attuale strategia "Europa 2020", attuare le sette iniziative faro e ridurre gli squilibri macroeconomici;

– gli Stati membri e le loro regioni dovrebbero coinvolgere più da vicino i parlamenti nazionali e regionali, le parti sociali, le autorità pubbliche e la società civile nell'elaborazione dei programmi nazionali di riforma, di sviluppo e di coesione e consultarli regolarmente;

– gli Stati membri dovrebbero fornire informazioni quanto più possibile dettagliate sulle misure e gli strumenti previsti nei programmi nazionali di riforma per il conseguimento degli obiettivi fissati a livello nazionale, inclusi il piano nazionale per l'occupazione, i termini di attuazione, gli effetti attesi, le potenziali ricadute, i rischi in caso fallimento dell'attuazione, i costi e, se del caso, l'utilizzo dei Fondi strutturali dell'Unione europea.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

16

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Jean-Luc Bennahmias, Phil Bennion, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Philippe Boulland, Milan Cabrnoch, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Minodora Cliveti, Emer Costello, Karima Delli, Richard Falbr, Thomas Händel, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Veronica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu, Andrea Zanoni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Malika Benarab-Attou, Edite Estrela, Ria Oomen-Ruijten, Antigoni Papadopoulou, Csaba Sógor, Gabriele Zimmer


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

15.10.2012

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

32

8

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Burkhard Balz, Jean-Paul Besset, Sharon Bowles, George Sabin Cutaş, Rachida Dati, Leonardo Domenici, Derk Jan Eppink, Diogo Feio, Elisa Ferreira, Ildikó Gáll-Pelcz, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Philippe Lamberts, Werner Langen, Astrid Lulling, Hans-Peter Martin, Sławomir Witold Nitras, Anni Podimata, Antolín Sánchez Presedo, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Sampo Terho, Marianne Thyssen, Ramon Tremosa i Balcells

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marta Andreasen, Philippe De Backer, Vicky Ford, Roberto Gualtieri, Sophia in ‘t Veld, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Gay Mitchell

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Alejandro Cercas, Knut Fleckenstein, Vittorio Prodi, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Wim van de Camp

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