RELAZIONE sulla relazione annuale in materia di fiscalità: come liberare il potenziale di crescita economica dell'UE

    30.4.2013 - (2013/2025(INI))

    Commissione per i problemi economici e monetari
    Relatore: Ildikó Gáll-Pelcz

    Procedura : 2013/2025(INI)
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    Ciclo del documento :  
    A7-0154/2013
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    A7-0154/2013
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    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulla relazione annuale in materia di fiscalità: come liberare il potenziale di crescita economica dell'UE

    (2013/2025(INI))

    Il Parlamento europeo,

    –   visti l'articolo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE) e gli articoli 26, da 110 a 115 e 120 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

    –   vista la proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2003/48/CE in materia di tassazione dei redditi da risparmio sotto forma di pagamenti di interessi, presentata dalla Commissione (COM(2008)0727),

    –   vista la proposta di decisione del Consiglio che autorizza una cooperazione rafforzata nel settore dell'imposta sulle transazioni finanziarie, presentata dalla Commissione (COM(2012)0631),

    –   vista la proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), presentata dalla Commissione (COM(2011)0121),

    –   vista la proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2003/96/CE che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità, presentata dalla Commissione (COM(2011)0169),

    –   vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2012 in materia di imposta sulle società: regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni (rifusione)[1],

    –   vista la comunicazione della Commissione del 27 giugno 2012 su modalità concrete di rafforzamento della lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale, anche in relazione ai paesi terzi (COM(2012)0351),

    ­–   vista la comunicazione della Commissione del 6 dicembre 2012 relativa a un piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale (COM(2012)0722),

    ­–   vista la raccomandazione della Commissione del 6 dicembre 2012 sulla pianificazione fiscale aggressiva (C(2012)8806),

    ­–   vista la raccomandazione della Commissione del 6 dicembre 2012 concernente misure destinate a incoraggiare i paesi terzi ad applicare norme minime di buona governance in materia fiscale (C(2012)8805),

    –   vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2012 intitolata "Rafforzare il mercato unico rimuovendo gli ostacoli fiscali transfrontalieri per le autovetture" (COM(2012)0756),

    –   vista la proposta di regolamento che istituisce un programma d'azione per l'imposizione fiscale nell'Unione europea per il periodo 2014-2020 (Fiscalis 2020), presentata dalla Commissione (COM(2012)0465),

    –   vista la relazione della Commissione sulle finanze pubbliche nell'UEM (European Economy n. 4/2012),

    –   vista la sua relazione sulle finanze pubbliche nell'UEM – 2011 e 2012 (A7-0425/2012),

    –   vista la relazione della Commissione sulle riforme fiscali negli Stati membri dell'UE (European Economy n. 6/2012),

    –   vista l'agenda fiscale attuale per il 2012 (Current Tax Agenda)[2] dell'OCSE,

    –   visto il rapporto dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti (Addressing Base Erosion and Profit Shifting)[3],

    –   visto il documento della Deutsche Bank del 5 ottobre 2012 in merito all'impatto dei regimi fiscali sulla crescita economica in Europa[4],

    –   vista la strategia UE 2020 (COM(2010)2020),

    –   viste le conclusioni del Consiglio ECOFIN del 10 luglio 2012[5],

    –   vista l'analisi annuale della crescita 2013 della Commissione (COM(2012)0750),

    –   viste le conclusioni del Consiglio del 12 febbraio 2013 relative alla relazione sul meccanismo di allerta 2013[6],

    –   viste le conclusioni dei Consigli europei del 29 giugno, del 19 ottobre e del 14 dicembre 2012,

    –   vista la dichiarazione finale dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 riuniti a Mosca il 15 e 16 febbraio 2013[7],

    –   visto il programma di lavoro della presidenza irlandese del Consiglio,

    –   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

    –   vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A7-0154/2013),

    A. considerando che le prospettive di crescita economica e di occupazione delle economie europee nel prossimo futuro sono scarse o negative, spesso a causa della poca attenzione dedicata nelle attuali politiche agli investimenti, alla competitività, all'occupazione e a un'imposizione fiscale equa ed efficiente; che la zona euro nel suo insieme sta vivendo una doppia recessione;

    B.  considerando che dall'inizio della recente crisi del debito la struttura del gettito fiscale è mutata notevolmente in vari Stati membri e che i relativi effetti strutturali e ciclici di tale cambiamento sono difficili da individuare; che i principi della sussidiarietà e della governance multilivello dovrebbero essere tenuti pienamente in considerazione nell'elaborazione della politica fiscale, in linea con la pertinente legislazione degli Stati membri;

    C. considerando che la crisi, che ha messo in luce le carenze strutturali di alcune delle economie dell'UE e continua a nuocere al potenziale di crescita economica dell'UE, ha posto gli Stati membri dinanzi alla difficile sfida di pareggiare il bilancio e, allo stesso tempo, promuovere la crescita economica e l'occupazione;

    D. considerando che, dall'inizio del millennio, nell'UE si registra una tendenza verso la creazione di un regime fiscale maggiormente orientato alla crescita;

    E.  considerando che i regimi fiscali nell'UE dovrebbero avere un orientamento favorevole alle imprese, al fine di rafforzarne la capacità di creare crescita e occupazione;

    F.  considerando che, in un contesto di crescita lenta e di recessione, il rimborso tardivo delle imposte pagate in anticipo crea ulteriori problemi di liquidità per le aziende;

    G. considerando che l'impatto della crisi dovrebbe essere ridotto grazie a una politica fiscale compatibile con gli obiettivi della strategia UE 2020 e che ciò dovrebbe costituire una priorità;

    H. considerando che l'esigenza di ripristinare la credibilità delle politiche di bilancio e di ridurre il debito sovrano degli Stati membri comporta la necessità di modificare le spese di bilancio, attuare rapidamente riforme strutturali favorevoli alla crescita, migliorare i metodi di riscossione delle imposte e modificarne alcune, assicurandosi che, se del caso, sia assegnato carattere prioritario alle imposte che gravano sul capitale, le attività dannose per l'ambiente e alcune tipologie di consumo rispetto a quelle che gravano sul lavoro;

    I.   considerando che uno sviluppo intelligente e attivo delle politiche in materia di tassazione ambientale è fondamentale ai fini dell'applicazione del principio "chi inquina paga", del rilancio della crescita e della sostenibilità delle prospettive di crescita;

    Considerazioni generali

    1.  osserva che la politica fiscale permane a tutt'oggi di competenza nazionale e che pertanto è d'obbligo rispettare i diversi regimi fiscali degli Stati membri; osserva che il trasferimento di competenze in materia fiscale dal livello nazionale a quello dell'Unione esige una modifica del trattato, che richiede a sua volta l'accordo unanime di tutti gli Stati membri; osserva, tuttavia, che ciò non preclude l'efficace coordinamento delle intese fiscali a livello europeo; sottolinea che i principi della sussidiarietà e della governance multilivello dovrebbero essere tenuti pienamente in considerazione nell'elaborazione della politica fiscale, in linea con la pertinente legislazione degli Stati membri;

    2.  rileva che la concezione ottimale dei regimi fiscali dipende da numerosi fattori e differisce pertanto da paese a paese; sottolinea che sono indispensabili una pianificazione e un adeguamento adeguati delle politiche fiscali nel breve, medio e lungo termine;

    3.  sottolinea i miglioramenti registrati nell'ambito del coordinamento delle politiche fiscali, osservando tuttavia che i cittadini e le imprese dell'Unione operanti a livello transfrontaliero sono tuttora soggetti a costi, oneri amministrativi e lacune giuridiche considerevoli, che devono essere eliminati al più presto affinché cittadini e imprese possano godere pienamente dei benefici del mercato unico;

    4.  osserva che una leale e sana concorrenza tra i diversi regimi fiscali nel mercato unico costituisce uno stimolo per le economie europee; sottolinea che, al contrario, una concorrenza fiscale dannosa ha un impatto economico negativo; sottolinea, alla luce del rapporto dell'OCSE sull'erosione della base imponibile e il trasferimento dei profitti, che sono fondamentali istituzioni funzionanti fondate su un quadro giuridico e amministrativo solido ed equo;

    5.  osserva che per conseguire l'equilibrio economico, oltre ad assicurare la conformità alle politiche fiscali sostenibili, è necessario attuare misure che promuovano la crescita, quali la lotta contro la frode e l'evasione fiscali, lo spostamento della tassazione verso settori fiscali maggiormente favorevoli alla crescita, incentivi fiscali realistici sia per i lavoratori autonomi sia per le piccole e medie imprese (PMI), al fine di promuovere in particolare le attività nei settori dell'innovazione e della R&S;

    6.  sottolinea che l'esistenza di un contesto fiscale chiaro, prevedibile, stabile e trasparente all'interno del mercato unico è nell'interesse delle imprese e dei cittadini, poiché la mancanza di trasparenza sulle norme fiscali limita le attività transfrontaliere e gli investimenti interni ed esteri nell'UE; suggerisce che dovrebbero essere messe a disposizione dei cittadini e delle imprese maggiori e migliori informazioni in merito alle norme, agli obblighi e alle regolamentazioni in materia fiscale in ciascuno Stato membro;

    7.  raccomanda agli Stati membri di procedere con cautela nella modifica delle imposte esistenti e nell'introduzione di nuove, garantendo che ciò avvenga in modo compatibile con la crescita e che i cittadini e il settore delle imprese dispongano di un periodo di tempo sufficiente e di mezzi adeguati per prepararsi alle nuove misure fiscali prima della loro entrata in vigore;

    8.  è preoccupato degli effetti che lo spostamento in molti Stati membri verso una più ampia tassazione dei consumi potrebbe avere in termini di disuguaglianze sociali; invita gli Stati membri a prestare attenzione a questo potenziale problema e a studiare attentamente le implicazioni negative dell'erosione della progressività del sistema fiscale nel suo complesso; ritiene che nel sistema IVA dovrebbe sussistere un certo grado di flessibilità e che, in casi debitamente motivati quali previsti dalla direttiva relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, ad esempio per quanto riguarda la cultura o le necessità di base, alcune categorie di prodotti potrebbero essere tassate con aliquote inferiori a quelle standard;

    9.  è consapevole che del fatto che il bilancio dell'UE, onde costituire un utile strumento per rafforzare la crescita, necessita di risorse proprie che garantiscano maggiore autonomia alla Commissione nelle sue proposte;

    Individuazione di risorse nascoste che potrebbero contribuire alla crescita economica attraverso la politica fiscale

    10. osserva che lo sviluppo economico dipende da fattori quali il lavoro, il capitale, il progresso tecnologico, l'efficienza nell'uso delle risorse e la produttività, e che la politica fiscale dovrebbe prestare una particolare attenzione a tali fattori nel breve, medio e lungo termine; sottolinea pertanto l'importanza di un processo decisionale concertato per raggiungere tale obiettivo;

    11. rileva che la politica fiscale dovrebbe essere elaborata puntando a rafforzare l'economia, anche mediante la creazione di strutture fiscali che stimolino la domanda aggregata a lungo termine, facilitino le attività orientate all'esportazione, favoriscano la creazione di posti di lavoro e promuovano lo sviluppo sostenibile;

    12. presuppone che gli aumenti d'imposta in alcuni settori, ad esempio le accise, potrebbero avere degli effetti positivi al convogliare risorse aggiuntive e, di conseguenza, potrebbero essere vantaggiosi per i cittadini e l'economia reale;

    13. sottolinea che gli incentivi fiscali a favore della ricerca e dello sviluppo produrrebbero probabilmente benefici a lungo termine, quali la crescita e la creazione di posti di lavoro nelle economie fondate sulle conoscenze, soprattutto se inseriti in una equilibrata strategia fiscale globale; ritiene che tale aspetto dovrebbe essere preso in considerazione a livello europeo e nazionale;

    14 riconosce che si potrebbero generare ulteriori entrate per gli Stati membri ampliando le basi imponibili già esistenti anziché aumentando le aliquote fiscali o introducendo nuove imposte;

    15. ricorda che le riduzioni d'imposta dovrebbero fondarsi su una politica fiscale solida e programmata in modo responsabile, nella quale la sostenibilità delle finanze pubbliche non sia messa a rischio in alcun modo, ed essere accompagnate da misure volte ad aumentare la competitività, la crescita e l'occupazione;

    16. ritiene che sia necessario creare a livello dell'intera UE, previa analisi approfondita, un sistema di informazione in materia fiscale, il cui scopo non sia armonizzare le diverse strutture fiscali nazionali, bensì facilitarne il coordinamento in modo continuo e trasparente, documentando le riduzioni e gli aumenti attuati in ciascuna struttura;

    17. nota che, per il funzionamento di tale sistema, il quadro del Semestre europeo costituirebbe una buona base, in quanto, congiuntamente ad altre misure macroeconomiche specifiche, potrebbe seguire lo sviluppo delle varie politiche fiscali dei diversi Stati membri, tenendo pienamente conto delle previsioni economiche generali, così come dei fondamenti e delle prospettive future degli Stati membri interessati, nonché degli obiettivi comuni europei; incoraggia, conseguentemente, la Commissione e gli Stati membri a integrare nel Semestre europeo una strategia preposta a ridurre la perdita di gettito fiscale;

    18. prende atto della cooperazione rafforzata nell'ambito dell'imposta sulle transazioni finanziarie che sarà adottata in 11 Stati membri, i quali insieme rappresentano i due terzi del PIL dell'UE,

    19. sottolinea che, nei paesi in cui i costi del lavoro sono elevati rispetto alla produttività e quindi la creazione di posti di lavoro è ostacolata, eventuali misure fiscali volte a ridurre tali costi e/o ad aumentare la produttività potrebbero essere esaminate, compiendo nel contempo sforzi decisi per incrementare la produttività; sottolinea che le riforme fiscali devono servire a promuovere la partecipazione al mercato del lavoro al fine di aumentare l'offerta di manodopera e promuovere l'inclusione; sottolinea, a tale proposito, che i diritti dei lavoratori e il ruolo delle parti sociali dovrebbero essere sempre pienamente rispettati;

    20. si compiace dell'iniziativa della Commissione relativa all'elaborazione di una guida unica per il calcolo delle imposte sulle società; invita gli Stati membri a trovare un accordo sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) e a iniziare ad applicarla; sottolinea che la posizione del Parlamento dovrebbe fungere da punto fondamentale di riferimento in tale ambito;

    21. sottolinea che la riduzione e l'eliminazione degli impedimenti di natura fiscale alle attività transfrontaliere nel mercato unico offrono un notevole potenziale di crescita e che la revisione della direttiva IVA, i lavori sulla CCCTB e lo sviluppo della cooperazione amministrativa in materia fiscale sono fattori di cruciale importanza per poter sfruttare appieno tale potenziale;

    22. chiede alla Commissione di intervenire immediatamente per rafforzare la trasparenza e la regolamentazione per quanto riguarda i registri delle società e i registri di fiduciarie e fondazioni;

    23. invita gli Stati membri a fornire il loro pieno sostegno alle iniziative della Commissione, in collaborazione con le autorità fiscali nazionali, volte a eliminare gli ostacoli fiscali connessi alle attività transfrontaliere, per migliorare ulteriormente il coordinamento e la cooperazione in questo ambito; esorta gli Stati membri a sfruttare appieno il potenziale dei programmi Fiscalis e Dogane; invita la Commissione a individuare ulteriori settori in cui la legislazione dell'UE e la cooperazione amministrativa degli Stati membri possono essere migliorate per ridurre la frode fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva;

    24. invita gli Stati membri ad agire con estrema cautela in un contesto di crescita lenta o di recessione nonché a evitare il rimborso tardivo delle imposte pagate in anticipo in quanto potrebbe creare ulteriori problemi di liquidità, in particolare per le PMI;

    Lotta contro la frode e l'evasione fiscali e abolizione della doppia imposizione, della doppia non imposizione e delle misure discriminatorie nei confronti delle imprese dell'UE

    25. invita gli Stati membri a migliorare in maniera sostanziale la propria capacità di vigilanza, controllo e riscossione delle imposte, generando in tal modo risorse supplementari per promuovere la crescita e l'occupazione, come indicato nella strategia UE 2020; sottolinea che le migliori prassi nazionali per una maggiore efficienza dell'amministrazione fiscale dovrebbero essere compilate in modo trasparente, di preferenza in un codice europeo di migliori prassi nell'ambito del sistema di informazione in materia fiscale dell'UE, e tenute in debito conto; esprime preoccupazione per la tendenza esistente in diversi Stati membri di apportare tagli al personale e alle risorse di altro tipo presso le autorità tributarie e organismi simili; sottolinea che ne potrebbe derivare un indebolimento della capacità di fornire un servizio equo ed efficiente alle imprese e ai cittadini e di contrastare la frode e l'evasione fiscali; esorta pertanto gli Stati membri a stanziare adeguate risorse finanziarie e umane alle proprie amministrazioni fiscali nazionali e al personale addetto al controllo fiscale;

    26. invita gli Stati membri a migliorare la loro cooperazione amministrativa nel settore dell'imposizione diretta;

    27. reitera l'invito alla Commissione di fornire maggiori risorse di bilancio e personale alla DG TAXUD per assisterla nello sviluppo di politiche e proposte a livello dell'UE in materia di doppia non imposizione, evasione fiscale e frode fiscale;

    28. accoglie con favore la comunicazione della Commissione dal titolo "Piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale", la raccomandazione concernente misure destinate a incoraggiare i paesi terzi ad applicare norme minime di buona governance in materia fiscale e quella sulla pianificazione fiscale aggressiva;

    29. esorta gli Stati membri a lavorare attivamente in linea con la comunicazione e le raccomandazioni della Commissione, mediante l'adozione di azioni concrete e decise a livello di UE contro la frode e l'evasione fiscali, l'elusione fiscale, la pianificazione fiscale aggressiva e i paradisi fiscali, garantendo in tal modo una distribuzione più equa dello sforzo di bilancio e un maggiore gettito fiscale; esorta gli Stati membri ad attuare rapidamente, tra le numerose misure specifiche da prendere in questo contesto, le proposte della Commissione relative all'introduzione di una norma generale antiabuso al fine di contrastare le pratiche di pianificazione fiscale aggressiva, e a includere una clausola nelle rispettive convenzioni sulla doppia imposizione volta a prevenire casi di doppia non imposizione;

    30. osserva che, secondo le stime, ogni anno nell'UE un importo pari a mille miliardi di euro di gettito pubblico va perduto a causa della frode fiscale e dell'elusione fiscale; esorta gli Stati membri ad adottare le misure necessarie come minimo per dimezzare tale perdita entro il 2020;

    31. sottolinea che livelli ridotti di frode e di evasione rafforzerebbero il potenziale di crescita nell'economia in quanto rendono più sane le finanze pubbliche, il che a sua volta aumenterebbe i fondi pubblici a disposizione per promuovere gli investimenti e rafforzare l'economia sociale di mercato europea, e consentono alle imprese di competere a condizioni di parità;

    32. esorta gli Stati membri ad avviare negoziati seri e a concludere le procedure per tutte le proposte legislative in sospeso in materia di frode ed evasione fiscali, elusione fiscale, pianificazione fiscale aggressiva e paradisi fiscali; invita, tra l'altro, gli Stati membri a concludere il processo di revisione ed estensione del campo di applicazione della direttiva sulla tassazione dei redditi e, in seguito alla relazione del Parlamento, ad adottare e attuare senza indugio la proposta della Commissione relativa a un meccanismo di reazione rapida contro la frode in materia di IVA;

    33. giudica con favore l'intenso lavoro a livello internazionale, nel settore della tassazione sulle società, volto ad affrontare il problema dell'erosione della base imponibile e del trasferimento dei profitti; ritiene che il rapporto dell'OCSE in materia costituisca un contributo essenziale e attende il successivo piano d'azione che sarà presentato in estate; si attende che i ministri delle Finanze del G20, avendo approvato il rapporto nella recente riunione svoltasi a Mosca, intraprendano un'azione coraggiosa e collettiva sulla base del citato piano d'azione;

    34. sottolinea, in linea con le valide osservazioni della Commissione, che le imposte ambientali sono tra quelle più favorevoli alla crescita in termini relativi; sottolinea che le imposte ambientali, oltre a generare gettito, dovrebbero essere impiegate in modo coerente e dinamico per mantenere gli sviluppi economici sulla strada della sostenibilità; invita la Commissione a presentare una valutazione esaustiva delle lacune esistenti in ambito di internalizzazione, seguita da adeguate proposte legislative;

    °

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    35. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai parlamenti nazionali.

    MOTIVAZIONE

    La recente crisi del debito ha sollevato una molteplicità di problematiche nuove nell'Unione europea che impongono un corretto adeguamento delle politiche fiscali nel breve, medio e lungo periodo. Alcuni paesi hanno già operato tali adeguamenti, altri invece devono ancora affrontarli. È imprescindibile sottolineare che la fiscalità rimane a tutt'oggi di competenza della sovranità nazionale e che pertanto i diversi regimi fiscali degli Stati membri devono essere rispettati, mentre le barriere del mercato interno e le incertezze e le incomprensioni derivanti dalle lacune giuridiche devono essere eliminate quanto prima.

    Come possibile soluzione alle problematiche sopra indicate, la relazione suggerisce la creazione di un cosiddetto "serpente fiscale" coordinato e intelligente, che invece di armonizzare i regimi fiscali di tutti gli Stati membri si limiti a coordinarli in modo da tenere conto delle riduzioni e degli aumenti d'imposta presenti nei sistemi nazionali.

    La relazione sottolinea che, al fine di ripristinare la credibilità della politica di bilancio e ridurre il debito sovrano, è inevitabile garantire la disciplina fiscale e introdurre riforme strutturali, ma che allo stesso tempo occorre attribuire priorità alle misure fiscali orientate alla crescita e alla promozione di imposte che colpiscano maggiormente i consumi rispetto al lavoro, in quanto le prime sono più idonee a stimolare la crescita economica e l'occupazione a lungo termine.

    Poiché la doppia imposizione e l'evasione fiscale continuano a rappresentare problemi di rilievo e causano notevoli perdite di bilancio all'Unione europea, gli ultimi paragrafi, conformemente al piano d'azione della Commissione pubblicato alla fine dell'anno scorso, richiamano l'attenzione sulla necessità di individuare con urgenza una soluzione a tali difficoltà.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Approvazione

    24.4.2013

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    37

    1

    1

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Jean-Paul Besset, Sharon Bowles, Udo Bullmann, Nikolaos Chountis, George Sabin Cutaş, Leonardo Domenici, Diogo Feio, Elisa Ferreira, Ildikó Gáll-Pelcz, Jean-Paul Gauzès, Sven Giegold, Sylvie Goulard, Liem Hoang Ngoc, Gunnar Hökmark, Wolf Klinz, Rodi Kratsa-Tsagaropoulou, Philippe Lamberts, Astrid Lulling, Hans-Peter Martin, Sławomir Nitras, Ivari Padar, Anni Podimata, Peter Skinner, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Sampo Terho, Marianne Thyssen, Ramon Tremosa i Balcells

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Fabrizio Bertot, Herbert Dorfmann, Sari Essayah, Krišjānis Kariņš, Olle Ludvigsson, Petru Constantin Luhan, Sirpa Pietikäinen, Nils Torvalds

    Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

    María Auxiliadora Correa Zamora, Iratxe García Pérez, Hubert Pirker