Procedura : 2012/0061(COD)
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Ciclo del documento : A7-0249/2013

Testi presentati :

A7-0249/2013

Discussioni :

PV 15/04/2014 - 14
CRE 15/04/2014 - 14

Votazioni :

PV 16/04/2014 - 7.19
CRE 16/04/2014 - 7.19
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Testi approvati :

P7_TA(2014)0415

RELAZIONE     ***I
PDF 1001kWORD 926k
4.7.2013
PE 498.030v02-00 A7-0249/2013

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

(COM(2012)0131 – C7-0086/2012 – 2012/0061(COD)

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore: Danuta Jazłowiecka

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione giuridica
 PROCEDURA

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

(COM(2012)0131 – C7-0086/2012 – 2012/0061(COD)

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–   vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2012)0131),

–   visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 53, paragrafo 1, e l'articolo 62 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C7-0086/2012),

–   visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–   visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 settembre 2012(1),

–   visto l'articolo 55 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione giuridica (A7-0249/2013),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora intenda modificarla sostanzialmente o sostituirla con un nuovo testo;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Visto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Secondo il principio della libera circolazione dei lavoratori, ogni cittadino ha il diritto di trasferirsi liberamente in un altro Stato membro per lavorare e a questo scopo risiedervi, e lo protegge da ogni discriminazione, per quanto riguarda l'impiego, la remunerazione e le altre condizioni di lavoro, rispetto ai cittadini di quello Stato membro. Occorre distinguere fra la libertà di circolazione e la libertà di prestazione di servizi, che include il diritto delle imprese di prestare servizi in un altro Stato membro e quindi di inviare ("distaccare") temporaneamente i propri dipendenti in tale Stato membro per svolgervi l'attività necessaria per la prestazione del servizio.

(2) La libertà di prestazione di servizi include il diritto delle imprese di prestare servizi in un altro Stato membro e quindi di inviare ("distaccare") temporaneamente i propri dipendenti in tale Stato membro per svolgervi l'attività necessaria per la prestazione del servizio. Ai fini del distacco dei lavoratori, occorre distinguere fra tale libertà e il principio della libera circolazione dei lavoratori secondo cui ogni cittadino ha il diritto di trasferirsi liberamente in un altro Stato membro per lavorare e a questo scopo risiedervi, e lo protegge da ogni discriminazione, per quanto riguarda l'impiego, la remunerazione e le altre condizioni di lavoro, rispetto ai cittadini di quello Stato membro.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter) Al fine di garantire la conformità con la direttiva 96/71/CE senza gravare i fornitori di servizi di inutili oneri amministrativi, è essenziale che gli elementi fattuali cui fanno riferimento le disposizioni concernenti la prevenzione degli abusi e dell'elusione della presente direttiva siano considerati indicativi e non esaustivi. In particolare, non dovrebbe essere previsto un requisito secondo cui ogni elemento debba essere soddisfatto in ogni caso di distacco.

Emendamento 4

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco.

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco e introdurre a livello di Unione criteri più uniformi, che agevolino un'interpretazione comune. In tale contesto, è importante sottolineare l'importanza di strumenti di monitoraggio che assicurino la conformità con le norme applicabili, in particolare le condizioni di lavoro minime, nonché l'importanza di sanzionare quanti eludono tali norme.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) In caso di inosservanza, ad esempio ove si constati che non sussiste una effettiva situazione di distacco di un lavoratore, si applicano le disposizioni del regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I). Nel determinare quale legge sia applicabile ai sensi del regolamento Roma I, è opportuno tenere conto delle disposizioni che favoriscono maggiormente il lavoratore.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter) Tutti i provvedimenti introdotti dalla presente direttiva devono essere giustificati, proporzionati e non discriminatori, in modo da non creare oneri amministrativi e non limitare il potenziale delle imprese – in particolare delle piccole e medie imprese – in termini di creazione di nuovi posti di lavoro, tutelando nel contempo i lavoratori distaccati.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) È quindi necessario chiarire gli elementi fattuali costituivi che caratterizzano la natura temporanea inerente alla nozione di distacco, la quale implica che il datore di lavoro debba essere effettivamente stabilito nello Stato membro a partire dal quale avviene il distacco, come pure la relazione tra la direttiva 97/71/CE e il regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (di seguito "regolamento Roma I").

(5) È quindi necessario chiarire gli elementi fattuali costituivi che caratterizzano la natura temporanea inerente alla nozione di distacco, la quale implica che il datore di lavoro debba essere effettivamente stabilito nello Stato membro a partire dal quale avviene il distacco, come pure la relazione tra la direttiva 97/71/CE e il regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (di seguito "regolamento Roma I") al fine di garantire l'applicazione più ampia possibile di tale direttiva.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis) Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero fornire alla Commissione, se necessario, il sostegno, la supervisione e il giudizio relativamente all'attuazione della presente direttiva.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Come nel caso della direttiva 96/71/CE, la presente direttiva deve lasciare impregiudicata l'applicazione della legge che, a norma dell'articolo 8 del regolamento Roma I, disciplina i contratti individuali di lavoro, o l'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e del regolamento (CE) n. 987/2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

(6) Come nel caso della direttiva 96/71/CE, la presente direttiva deve lasciare impregiudicata l'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del regolamento (CE) n. 987/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, del regolamento (UE) n. 465/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2012, o degli articoli 45 e 46 del TFUE. Le disposizioni della presente direttiva non dovrebbero pregiudicare la possibilità, per gli Stati membri, di prevedere condizioni più favorevoli per i lavoratori distaccati.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Gli Stati membri garantiscono che siano disponibili le risorse necessarie affinché le verifiche siano efficaci e sia possibile, da parte dello Stato membro ospitante o di stabilimento, rispondere senza indebito ritardo alle richieste di informazioni come previsto nella presente direttiva.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) Le organizzazioni sindacali svolgono un ruolo importante nel contesto del distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, in quanto le parti sociali possono, secondo il diritto e/o la prassi nazionali, determinare i diversi livelli (alternativamente o contemporaneamente) delle tariffe minime salariali applicabili.

(8) In numerosi Stati membri le parti sociali svolgono un ruolo importante nel contesto del distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, in quanto possono, secondo il diritto e/o la prassi nazionali, determinare i diversi livelli (alternativamente o contemporaneamente) delle tariffe minime salariali applicabili. A questa facoltà dovrebbe accompagnarsi anche il dovere, per le parti sociali, di comunicare e informare in merito a tali tariffe.

Emendamento 12

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis) Alle autorità di vigilanza degli Stati membri spetta il compito più importante ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE. Solo tramite verifiche efficaci ed efficienti del rispetto delle condizioni di lavoro minime è possibile contrastare il lavoro nero. L'attività di controllo degli Stati membri non dovrebbe essere soggetta ad alcuna limitazione.

Emendamento 13

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) Affinché i diritti dei lavoratori distaccati possano essere tutelati, è essenziale che le norme siano adeguatamente ed effettivamente applicate; in caso contrario, è l'efficacia stessa delle norme dell'Unione vigenti in questa materia a essere compromessa. Una stretta cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri è quindi essenziale, senza trascurare l'importante ruolo, al riguardo, degli ispettorati del lavoro e delle parti sociali.

(10) Affinché i diritti dei lavoratori distaccati possano essere tutelati e per garantire il diritto delle imprese di prestare servizi in un altro Stato membro, è essenziale che le norme siano adeguatamente ed effettivamente applicate; in caso contrario, è l'efficacia stessa delle norme dell'Unione vigenti in questa materia a essere compromessa. È pertanto essenziale stabilire e mantenere una stretta cooperazione tra gli Stati membri, la Commissione e le pertinenti autorità nazionali, regionali e locali, sottolineando l'importante ruolo, al riguardo, degli ispettorati del lavoro e delle parti sociali.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis) Procedure di controllo efficaci negli Stati membri sono essenziali e vanno pertanto istituite in tutta Europa. Gli Stati membri dovrebbero fornire adeguati finanziamenti onde consentire alle autorità competenti di individuare e contrastare l'elusione delle norme applicabili. Gli Stati membri sono autorizzati a effettuare ispezioni efficaci, regolari e flessibili, necessarie a garantire l'assoluto rispetto della direttiva 96/71/CE e delle disposizioni della presente direttiva, purché tali ispezioni siano giustificate, proporzionate e non discriminatorie.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La fiducia reciproca, lo spirito di collaborazione, un dialogo continuo e la comprensione reciproca sono, a questo riguardo, essenziali.

(11) La fiducia reciproca, lo spirito di collaborazione, un dialogo continuo e la comprensione reciproca sono, a questo riguardo, essenziali. L'insufficiente cooperazione tra gli Stati membri continua a costituire un problema nell'applicazione della direttiva 96/71/CE, in quanto ostacola l'instaurazione di condizioni di parità tra le imprese e la tutela dei lavoratori. È opportuno che il mancato pieno rispetto della presente direttiva da parte degli Stati membri sia comunicato alla Commissione europea, la quale deciderà se avviare procedure d'infrazione ai sensi del trattato.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 12

(12) Per facilitare un'applicazione migliore e più uniforme della direttiva 96/71/CE, è opportuno prevedere un sistema elettronico per lo scambio di informazioni che agevoli la cooperazione amministrativa; è opportuno che le autorità competenti utilizzino, per quanto possibile, il sistema di informazione del mercato interno (IMI). Questo non deve comunque precludere l'applicazione di accordi bilaterali o di disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa.

(12) Per facilitare un'applicazione migliore e più uniforme della direttiva 96/71/CE, è opportuno prevedere un sistema elettronico per lo scambio di informazioni che agevoli la cooperazione amministrativa; è opportuno che le autorità competenti utilizzino, per quanto possibile, il sistema di informazione del mercato interno (IMI) unitamente ad altri strumenti collaudati di cooperazione, quali gli accordi o le disposizioni bilaterali.

Emendamento 17

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13) La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra gli Stati membri deve essere conforme alle norme sulla protezione dei dati personali della direttiva 95/46/CE e, per quanto riguarda la cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI), anche al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi dell'UE, nonché la libera circolazione di tali dati e al regolamento (UE) n. xxx ("regolamento IMI") sulla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI).

(13) La cooperazione amministrativa e un'assistenza reciproca rapida e di ampia portata tra gli Stati membri deve essere conforme alle norme sulla protezione dei dati personali della direttiva 95/46/CE e, per quanto riguarda la cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI), anche al regolamento (CE) n. 45/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2000, concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi dell'UE, nonché la libera circolazione di tali dati e al regolamento (UE) n. xxx ("regolamento IMI") sulla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno (IMI).

Emendamento 18

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis) È fonte di preoccupazione il fatto che gli Stati membri incontrino ancora numerose difficoltà nel riscuotere le ammende e sanzioni amministrative transfrontaliere e che sia necessario affrontare, nella legislazione futura, il reciproco riconoscimento delle ammende e sanzioni amministrative.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) È necessario definire in modo più concreto l'obbligo che spetta agli Stati membri di mettere a disposizione di tutti le informazioni sulle condizioni di lavoro e di renderle effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati.

(14) Le difficoltà di accesso alle informazioni relative alle condizioni di lavoro costituiscono molto spesso il motivo della mancata applicazione delle norme vigenti da parte dei prestatori di servizi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto garantire che tali informazioni siano messe a disposizione di tutti a titolo gratuito e siano rese effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati. Gli Stati membri dovrebbero altresì istituire punti di contatto per consentire ai lavoratori e ai prestatori di servizi di esercitare il loro diritto di ricevere informazioni, consulenza e sostegno.

Emendamento 20

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis) Se le condizioni di lavoro sono definite in contratti collettivi dichiarati di applicazione generale, gli Stati membri devono assicurare che tali contratti collettivi siano pubblicati e accessibili.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15) Gli Stati membri devono determinare i modi in cui i prestatori di servizi e i destinatari possono accedere facilmente a queste informazioni, di preferenza tramite un sito web, secondo i relativi standard di accessibilità. Tali siti devono comprendere in particolare quelli creati in applicazione della legislazione UE per promuovere l'imprenditorialità e/o lo sviluppo della prestazione transfrontaliera di servizi.

(15) Al fine di migliorare l'accessibilità delle informazioni, occorre istituire un'unica fonte di informazioni negli Stati membri. È necessario che ciascuno Stato membro istituisca un unico sito web ufficiale a livello nazionale, secondo i relativi standard di accessibilità, e altri mezzi di comunicazione idonei. Il sito web in questione dovrebbe contenere, in particolare, informazioni sulle condizioni di lavoro applicabili ai lavoratori distaccati sul territorio nazionale, fornendo inoltre link ai siti creati in applicazione della legislazione dell'Unione per promuovere l'imprenditorialità e/o lo sviluppo della prestazione transfrontaliera di servizi.

Motivazione

La situazione attuale, in cui le condizioni di lavoro vanno ricercate attingendo a diverse fonti, determina una scarsa consapevolezza delle norme e, di conseguenza, la loro mancata applicazione. La creazione di un'unica fonte di informazioni dovrebbe contribuire a migliorarne l'accessibilità, sia per i datori di lavoro che per i lavoratori.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre solo talune misure di controllo o formalità amministrative alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi. Tali misure e tali obblighi possono essere imposti soltanto se le autorità competenti non sono in grado di svolgere efficacemente il loro compito di vigilanza senza le informazioni necessarie e se tali informazioni non possono essere ottenute facilmente dal datore di lavoro dei lavoratori distaccati o dalle autorità dello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi entro un termine ragionevole, e/o se misure meno restrittive non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi delle misure nazionali di controllo ritenuti necessari.

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre un insieme essenziale di misure di controllo e formalità amministrative necessarie alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi al fine di prevenire e contrastare efficacemente le frodi e la concorrenza sleale. Gli Stati membri possono imporre tutte le misure di controllo e tutti gli obblighi amministrativi supplementari considerati necessari al fine di garantire un controllo efficace e l'ottemperanza alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17) Un sistema organico di misure preventive e di controllo che preveda anche sanzioni dissuasive, inteso a individuare e prevenire casi di lavoro autonomo fittizio, deve contribuire a combattere efficacemente il lavoro occulto.

(17) Ai fini di un'efficace applicazione delle condizioni di lavoro, occorre vietare tutte le forme di uso fraudolento dello status di "lavoratore autonomo" tese a eludere le disposizioni della direttiva 96/71/CE tramite un sistema organico di misure preventive e di controllo che preveda anche sanzioni dissuasive. Gli Stati membri devono garantire di aver predisposto meccanismi atti a individuare i casi di lavoro autonomo fittizio.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis) Per una efficace applicazione delle condizioni di lavoro, è necessario anche contrastare il falso lavoro autonomo. Ciò riveste un'importanza fondamentale al fine di evitare potenziali abusi. L'autorità competente dovrebbe disporre delle risorse necessarie per verificare se il presunto lavoratore autonomo in effetti non presti la sua opera, in misura rilevante e a più riprese, al medesimo datore di lavoro o non sia legato a quest'ultimo da qualche tipo di rapporto gerarchico.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Gli ispettorati del lavoro nazionali, le parti sociali e altri organismi di vigilanza svolgono a questo riguardo, e devono continuare a svolgere, un ruolo di fondamentale importanza.

(19) Gli ispettorati del lavoro nazionali, le parti sociali e altri organismi di vigilanza svolgono a questo riguardo, e devono continuare a svolgere, un ruolo di fondamentale importanza. L'attività degli organismi di vigilanza non dovrebbe essere soggetta ad alcuna limitazione.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20) Per tener conto della diversità dei mercati del lavoro e dei sistemi di relazioni industriali, a titolo eccezionale altri attori e/o organi possono esercitare funzioni di vigilanza su determinate condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, purché offrano alle persone interessate un grado equivalente di protezione ed esercitino la vigilanza in maniera non discriminatoria e obiettiva.

(20) Per tener conto della diversità dei mercati del lavoro e dei sistemi di relazioni industriali, le parti sociali e/o, a titolo eccezionale, altri organi nazionali possono esercitare funzioni di vigilanza su determinate condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, purché offrano alle persone interessate un grado equivalente di protezione ed esercitino la vigilanza in maniera non discriminatoria e obiettiva.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21) Le autorità ispettive e gli altri organi di vigilanza ed esecuzione degli Stati membri devono avvalersi dei dispositivi di cooperazione e di scambio di informazioni previsti dalla rispettiva legislazione per verificare se le norme applicabili ai lavoratori distaccati sono rispettate.

(21) Le autorità ispettive e gli altri organi nazionali di vigilanza ed esecuzione degli Stati membri devono avvalersi dei dispositivi di cooperazione e di scambio di informazioni previsti dalla rispettiva legislazione per verificare se le norme applicabili ai lavoratori distaccati sono rispettate.

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Gli Stati membri sono in modo particolare invitati ad adottare un approccio più integrato alle ispezioni del lavoro. Deve essere altresì esaminata la necessità di definire criteri comuni per stabilire metodi, prassi e norme minime comparabili a livello dell'Unione.

(22) Gli Stati membri sono in modo particolare invitati ad adottare un approccio più integrato alle ispezioni del lavoro. Deve essere altresì esaminata la necessità di definire criteri comuni per stabilire metodi, prassi e norme minime comparabili a livello dell'Unione. La definizione di criteri comuni non deve tuttavia comportare limitazioni per gli Stati membri nel loro impegno per combattere efficacemente il lavoro nero.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Per facilitare e rendere più efficace l'applicazione della direttiva 96/71/CE, sono necessari meccanismi efficaci che consentano ai lavoratori distaccati di presentare denunce o promuovere azioni legali, direttamente o tramite terzi designati (organizzazioni sindacali o altre associazioni, istituzioni comuni delle parti sociali), Restano salve le norme procedurali nazionali concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

(23) Per facilitare e rendere più efficace l'applicazione della direttiva 96/71/CE, sono necessari meccanismi efficaci che consentano ai lavoratori distaccati di presentare denunce o promuovere azioni legali, direttamente o, subordinatamente all'approvazione degli stessi lavoratori distaccati, tramite terzi designati (organizzazioni sindacali o altre associazioni, istituzioni comuni delle parti sociali), Restano salve le norme procedurali nazionali concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

Motivazione

È importante sottolineare che i terzi sono autorizzati a promuovere azioni legali per conto dei lavoratori distaccati soltanto se hanno ricevuto la loro approvazione.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) In considerazione della prevalenza del subcontratto nel settore dell'edilizia e per tutelare i diritti dei lavoratori distaccati, è necessario disporre che in tale settore almeno il contraente di cui il datore di lavoro è un subcontraente diretto possa essere tenuto responsabile, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, del pagamento ai lavoratori distaccati della retribuzione netta minima, delle retribuzioni arretrate e/o dei contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali previsti dalla legge o dai contratti collettivi, nella misura in cui rientrino nell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 96/71/CE. Il contraente non è tenuto responsabile se ha agito con la dovuta diligenza, che può consistere nell'adottare misure preventive concernenti le prove fornite dal subcontraente, anche, se del caso, sulla base di informazioni emananti dalle autorità nazionali.

soppresso

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) In casi specifici, altri contraenti possono, secondo la legge e la prassi nazionali, essere tenuti anch'essi responsabili in caso di inosservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva, o la loro responsabilità può essere limitata, previa consultazione delle parti sociali a livello nazionale o settoriale.

soppresso

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) L'obbligo di imporre una clausola di responsabilità al contraente quando il subcontraente diretto è un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro che distacca lavoratori è giustificato dal prevalente interesse pubblico della protezione sociale dei lavoratori. Questi lavoratori distaccati possono non essere nella stessa situazione dei lavoratori alle dipendenze di un subcontraente diretto stabilito nello Stato membro di stabilimento del contraente per quanto riguarda la possibilità di reclamare il pagamento di retribuzioni arretrate o rimborsi di imposte o contributi previdenziali indebitamente trattenuti.

soppresso

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda i mezzi di esecuzione in situazioni transfrontaliere delle sanzioni amministrative irrogate pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno e rischiano di rendere molto difficile, se non impossibile, garantire in tutta l'Unione ai lavoratori distaccati un livello di protezione equivalente.

soppresso

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) Per garantire l'effettiva applicazione delle norme sostanziali che disciplinano il distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, è necessaria un'azione specifica che renda possibile l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative irrogate. Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in questo campo è quindi una condizione indispensabile per assicurare un livello generale di protezione più elevato ed omogeneo, necessario per il buon funzionamento del mercato interno.

(28) Per garantire l'effettiva applicazione delle norme sostanziali che disciplinano il distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, è necessaria un'azione specifica che renda possibile l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative pecuniarie e/o ammende irrogate. Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in questo campo è quindi una condizione indispensabile per assicurare un livello generale di protezione più elevato ed omogeneo, necessario per il buon funzionamento del mercato interno.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Considerando 28 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(28 bis) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda l'esecuzione, in situazioni transfrontaliere, delle ammende o delle sanzioni amministrative irrogate pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno. Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in questo campo è quindi una condizione indispensabile per assicurare un livello più elevato, equivalente ed omogeneo di osservanza della legge.

Motivazione

Lo scopo principale delle sanzioni e delle ammende irrogate è garantire, grazie al loro carattere deterrente, il rispetto della legge; un livello equivalente di protezione dei lavoratori ne è il risultato secondario e indiretto.

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) L'adozione di norme comuni riguardanti l'assistenza reciproca per le misure di esecuzione e i costi connessi e di disposizioni uniformi per la notificazione delle decisioni relative a sanzioni amministrative dovrebbe permettere di risolvere alcuni problemi pratici di esecuzione transfrontaliera e garantire una migliore comunicazione e una migliore esecuzione delle decisioni emananti da un altro Stato membro.

(29) L'adozione di norme comuni riguardanti l'assistenza reciproca per le misure di esecuzione e i costi connessi e di disposizioni uniformi per la notificazione delle decisioni relative a sanzioni amministrative relativamente alle situazioni di distacco dei lavoratori conformemente alla presente direttiva e alla direttiva 96/71/CE dovrebbe permettere di risolvere alcuni problemi pratici di esecuzione transfrontaliera e garantire una migliore comunicazione e una migliore esecuzione delle decisioni emananti da un altro Stato membro.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) La presente direttiva, pur stabilendo norme uniformi per l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni e criteri comuni per le procedure da seguire in caso di mancato pagamento, deve lasciar salva la facoltà degli Stati membri di stabilire il regime sanzionatorio o le misure di recupero previste dai rispettivi ordinamenti nazionali.

(30) La presente direttiva, pur stabilendo alcune norme uniformi per l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni e la necessità di rendere più efficaci le procedure da seguire in caso di mancato pagamento, deve lasciar salva la facoltà degli Stati membri di stabilire il regime sanzionatorio o le misure di recupero previste dai rispettivi ordinamenti nazionali.

Motivazione

Il capo VI non crea un sistema comune, bensì introduce soltanto alcune armonizzazioni volte a consentire l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni irrogate, aumentandone l'efficacia, seppure nel contesto dei diversi ordinamenti nazionali.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva stabilisce un quadro comune generale di disposizioni, misure e meccanismi di controllo intesi a migliorare e a uniformare l'applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE, comprendente anche misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti.

1. La presente direttiva stabilisce un insieme di disposizioni, misure e meccanismi di controllo specifici volti a consentire agli Stati membri di assicurare un'applicazione migliore e più uniforme nella pratica della direttiva 96/71/CE, comprendente anche misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti, lasciando impregiudicato il campo di applicazione della direttiva 96/71/CE.

La presente direttiva mira a garantire il rispetto di un appropriato livello minimo di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi, a facilitare l'esercizio della libertà di prestazione di servizi e a creare condizioni di concorrenza leale tra i prestatori di servizi.

La presente direttiva mira a garantire il rispetto di un appropriato livello di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi, soprattutto per quanto concerne l'applicazione delle condizioni di lavoro e di occupazione applicabili nel luogo in cui in cui è fornita la prestazione di lavoro, ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 96/71/EC, a sostenere il funzionamento del mercato interno, a facilitare l'esercizio della libertà di prestazione di servizi e a creare condizioni di concorrenza leale tra i prestatori di servizi.

2. La presente direttiva non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e dal diritto dell'Unione, ivi compresi il diritto o la libertà di sciopero e il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, secondo le leggi e le prassi nazionali, né il diritto di negoziare, concludere ed applicare accordi collettivi e promuovere azioni collettive secondo le leggi e le prassi nazionali.

2. La presente direttiva non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e a livello unionale nonché, se del caso, internazionale, ivi compresi il diritto o la libertà di sciopero e il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, secondo le leggi e le prassi nazionali, né il diritto di negoziare, concludere ed applicare accordi collettivi e promuovere azioni collettive secondo le leggi e le prassi nazionali.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) "autorità competente", l'autorità designata da uno Stato membro per esercitare le funzioni previste dalla presente direttiva;

a) "autorità competente", le autorità o gli organi, tra cui gli uffici di collegamento ai sensi dell'articolo 4 della direttiva 96/71/CE, designati da uno Stato membro e incaricati di esercitare le funzioni pubbliche previste dalla presente direttiva e dalla direttiva 96/71/CE;

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) "autorità richiedente", l'autorità competente di un Stato membro che presenta una domanda di assistenza, informazione, notificazione o recupero concernente una sanzione di cui al capo V;

b) "autorità richiedente", l'autorità competente di un Stato membro che presenta una domanda di assistenza, informazione, notificazione o recupero concernente una sanzione di cui al capo VI;

Motivazione

L'esecuzione transfrontaliera è regolamentata dal capo VI (non dal capo V).

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) "autorità adita", l'autorità competente di uno Stato membro alla quale è diretta una richiesta di assistenza, informazione, notificazione o recupero.

c) "autorità adita", l'autorità competente di uno Stato membro alla quale è diretta una richiesta di assistenza, informazione, notificazione o recupero di cui al capo VI.

Motivazione

È necessario chiarire ulteriormente a quale autorità ci si riferisce.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

Prevenzione degli abusi e dell'elusione

Insieme di disposizioni di esecuzione volte a prevenire gli abusi e l'elusione

 

1. Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE, le autorità competenti operano una valutazione generale di tutti gli elementi fattuali considerati necessari, tra cui, in particolare, quelli indicati ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo. Tali elementi sono intesi ad assistere le autorità competenti nell'effettuare le verifiche e i controlli e qualora abbiano motivo di ritenere che un lavoratore non sia da considerarsi distaccato ai sensi della direttiva 96/71/CE. Gli elementi di cui sopra intervengono come fattori indicativi nella valutazione complessiva e non possono, pertanto, essere considerati isolatamente. Essi sono adattati a ogni caso particolare e tengono conto delle specificità della situazione, nonché della natura delle attività. Il mancato soddisfacimento di uno o più fra gli elementi enunciati non significa automaticamente che una certa situazione non corrisponda a un distacco; può essere tuttavia utilizzato dalle autorità competenti a sostegno della valutazione, ai sensi dei paragrafi 2 e 3, dell'effettiva autenticità del distacco.

1. Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE le autorità competenti tengono conto degli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato in cui è stabilita per determinare se effettivamente essa esercita attività sostanziali diverse da quelle puramente interne di gestione o amministrazione. Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

2. Al fine di determinare se effettivamente un'impresa esercita attività diverse da quelle puramente interne di gestione o amministrazione, le autorità competenti operano una valutazione generale di tutti gli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato membro di stabilimento e, ove necessario, nello Stato membro ospitante. Gli elementi considerati possono essere, in particolare, i seguenti:

a) il luogo in cui l'impresa ha la propria sede legale e amministrativa, utilizza uffici, paga imposte, è iscritta in un albo professionale o è registrata presso la camera di commercio;

a) il luogo in cui l'impresa ha la propria sede legale e amministrativa, utilizza uffici, paga imposte e contributi alla previdenza sociale e, qualora previsto dal diritto nazionale, è iscritta in un albo professionale o è registrata presso la camera di commercio;

b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti;

b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti e quello da cui sono distaccati;

c) la legge applicabile ai contratti stipulati dall'impresa con i suoi lavoratori e con i suoi clienti;

c) la legge applicabile ai contratti stipulati dall'impresa con i suoi lavoratori e con i suoi clienti;

d) il luogo in cui l'impresa esercita la propria attività economica principale e in cui è occupato il suo personale amministrativo;

d) il luogo in cui l'impresa esercita la propria attività economica, che, in base a una valutazione temporale più ampia, non si limita alla pura gestione interna e/o alle attività amministrative, in cui è occupato il suo personale amministrativo e il settore in cui è occupato il lavoratore distaccato;

e) il numero anormalmente basso di contratti eseguiti e/o l'ammontare del fatturato realizzato nello Stato membro di stabilimento.

e) il numero di contratti eseguiti e/o l'ammontare del fatturato realizzato nello Stato membro di stabilimento, tenendo conto della situazione specifica, fra l'altro, delle imprese di nuovo insediamento e delle PMI nonché delle differenze quanto al potere d'acquisto delle valute dei diversi Stati membri.

La valutazione di questi elementi è adattata in funzione dei casi specifici e tiene conto della natura delle attività svolte dall'impresa nello Stato membro in cui è stabilita.

 

2. Per valutare se un lavoratore distaccato temporaneamente presta la sua attività in uno Stato membro diverso da quello in cui abitualmente lavora, sono esaminati tutti gli elementi fattuali che caratterizzano tale attività e la situazione del lavoratore.

3. Per valutare se un lavoratore distaccato temporaneamente presta la sua attività in uno Stato membro diverso da quello in cui abitualmente lavora, sono esaminati tutti gli elementi fattuali che caratterizzano tale attività e la situazione del lavoratore.

Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

Gli elementi considerati possono essere, in particolare, i seguenti:

a) l'attività lavorativa è svolta per un periodo di tempo limitato in un altro Stato membro;

a) l'attività lavorativa è svolta per un periodo di tempo limitato in un altro Stato membro; per calcolare la durata del distacco si applica l'articolo 3, paragrafo 6, della direttiva 96/71/CE;

b) il lavoratore è distaccato in uno Stato membro diverso da quello nel quale o a partire dal quale esercita abitualmente la propria attività secondo il regolamento (CE) n. 593/2008 e/o la convenzione di Roma;

b) il lavoratore è distaccato in uno Stato membro diverso da quello nel quale o a partire dal quale esercita abitualmente la propria attività secondo il regolamento (CE) n. 593/2008 e/o la convenzione di Roma;

c) il lavoratore distaccato ritorna o si prevede che riprenda la sua attività nello Stato membro da cui è stato distaccato dopo aver effettuato i lavori o prestato i servizi per i quali è stato distaccato;

c) il lavoratore distaccato ritorna o si prevede che riprenda la sua attività nello Stato membro da cui è stato distaccato dopo aver effettuato i lavori o prestato i servizi per i quali è stato distaccato;

d) il datore di lavoro che distacca il lavoratore provvede alle spese di viaggio, vitto e alloggio o le rimborsa, e in che modo;

d) il datore di lavoro che distacca il lavoratore provvede alle spese di viaggio, vitto e alloggio o le rimborsa; in tal caso, è contemplato anche il metodo di rimborso;

e) lo stesso posto è stato in precedenza ripetutamente occupato dallo stesso o da un altro lavoratore (distaccato).

e) lo stesso posto è stato in precedenza ripetutamente occupato dallo stesso o da un altro lavoratore (distaccato), oppure

 

f) l'impresa è in possesso di un modulo A1 valido, emesso in relazione al lavoratore distaccato.

Gli elementi fattuali sopraenunciati intervengono come fattori indicativi nella valutazione complessiva e non possono pertanto essere considerati isolatamente. I criteri sono adattati a ogni caso particolare e tengono conto delle specificità della situazione.

 

 

3 bis. Gli Stati membri possono introdurre ulteriori elementi da sottoporre all'esame delle autorità competenti, purché siano giustificati, proporzionati e non discriminatori. Gli Stati membri informano senza indugio la Commissione degli eventuali elementi aggiuntivi e li mettono a disposizione del pubblico, in modo preciso, chiaro e accessibile, in un unico sito web a livello nazionale. La Commissione notifica gli elementi aggiuntivi alle autorità competenti di tutti gli Stati membri.

 

3 ter. Gli Stati membri garantiscono, in conformità del diritto e delle prassi nazionali, che i lavoratori distaccati non siano dichiarati in modo fittizio come lavoratori autonomi.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Entro tre anni dal ...*, la necessità e l'adeguatezza degli elementi enumerati ai paragrafi 2 e 3 del presente articolo sono riesaminate in vista della definizione di potenziali nuovi elementi di cui tenere conto al fine di determinare se l'impresa è reale e se il lavoratore distaccato svolge temporaneamente il suo lavoro e, se del caso, viene presentata una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio in cui figurano le eventuali modifiche necessarie.

 

___________

 

* GU: inserire la data: due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 3 – comma 2 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

In sede di verifica dello status di lavoratore autonomo di una persona nello Stato membro ospitante, le autorità competenti possono tenere conto, in particolare, dei seguenti criteri:

 

a) il soddisfacimento degli obblighi a carico delle imprese nello Stato membro di stabilimento, quali la registrazione di un'attività lavorativa autonoma, il mantenimento di un ufficio, il pagamento di imposte, il possesso di una partita IVA, l'iscrizione a camere di commercio;

 

b) la retribuzione e l'esistenza di un rapporto di subordinazione fra un lavoratore autonomo e un'impresa, nonché la responsabilità finanziaria dei risultati dell'impresa;

 

c) attività di lavoro autonomo esercitate prima del trasferimento nello Stato membro ospitante.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Se l'autorità competente giunge alla conclusione, sulla base degli elementi fattuali di cui all'articolo 3, paragrafi 2 e 3, che non sussiste un'autentica situazione di distacco, le condizioni di lavoro applicabili al lavoratore sono quelle previste dalla legge stabilita ai sensi del regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I). Nel determinare quale legge sia applicabile ai sensi del regolamento Roma I, è opportuno tenere conto delle disposizioni che favoriscono maggiormente il lavoratore.

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Ruolo degli uffici di collegamento

Autorità competenti e uffici di collegamento

Ai fini della presente direttiva gli Stati membri designano, secondo la legge e/o la prassi nazionali, una o più autorità competenti, che possono comprendere gli uffici di collegamento di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE.

Ai fini della presente direttiva gli Stati membri designano, secondo la legge e/o la prassi nazionali, una o più autorità competenti, che possono comprendere gli uffici di collegamento di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE. L'ufficio di collegamento fornisce informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione e alle norme lavorative. L'ufficio di collegamento può anche vigilare sull'applicazione di tali norme.

Le coordinate delle autorità competenti sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati membri. La Commissione pubblica e aggiorna regolarmente l'elenco delle autorità competenti e degli uffici di collegamento.

Le coordinate delle autorità competenti e degli uffici di collegamento sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati membri e sono rese disponibili al pubblico. La Commissione pubblica e aggiorna regolarmente l'elenco delle autorità competenti e degli uffici di collegamento.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano rese pubbliche in modo chiaro, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano rese pubbliche gratuitamente in modo chiaro, trasparente, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

2. Per migliorare l'accesso all'informazione, gli Stati membri:

2. Per migliorare l'accesso all'informazione, gli Stati membri:

a) indicano chiaramente nei siti web nazionali, in modo dettagliato e comprensibile e in formato accessibile, quali condizioni di lavoro e/o quali parti della rispettiva legislazione (nazionale e/o regionale) devono essere applicate ai lavoratori distaccati nel loro territorio;

a) indicano chiaramente, in un unico sito web ufficiale nazionale e mediante altri strumenti idonei, in modo dettagliato e comprensibile e in un formato accessibile, quali condizioni di lavoro e/o quali parti della rispettiva legislazione (nazionale e/o regionale) devono essere applicate ai lavoratori distaccati nel loro territorio;

b) adottano le misure necessarie per rendere pubbliche su siti internet informazioni sui contratti collettivi applicabili (e sui soggetti cui si applicano) e sulle condizioni di lavoro che i prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri devono applicare in base alla direttiva 96/71/CE, se possibile indicando link a siti internet e altri punti di contatto, in particolare le parti sociali pertinenti;

b) adottano le misure necessarie per rendere pubbliche, sull'unico sito web ufficiale nazionale e mediante altri strumenti idonei, informazioni sui contratti collettivi applicabili (e sui soggetti cui si applicano) e sulle condizioni di lavoro che i prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri devono applicare in base alla direttiva 96/71/CE, se possibile indicando link a siti internet e altri punti di contatto, in particolare le parti sociali pertinenti;

c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi in lingue diverse dalla lingua o dalle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, e su richiesta in formati accessibili alle persone con disabilità;

c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi a titolo gratuito in inglese e nella lingua nazionale dello Stato membro di origine del lavoratore e del prestatore di servizi o, su richiesta, in altre lingue ufficiali dell'Unione, e non soltanto nelle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, illustrando le procedure per sporgere denuncia e i procedimenti giudiziari, come pure le sanzioni applicabili in caso di inadempienza, in formati accessibili alle persone con disabilità; sono rese facilmente accessibili a titolo gratuito ulteriori informazioni dettagliate sulle condizioni lavorative e sociali, comprese la salute e la sicurezza sul lavoro, applicabili ai lavoratori distaccati mediante diversi mezzi di comunicazione, tra cui i punti di contatto;

d) migliorano l'accessibilità e la chiarezza dell'informazione fornita sui siti web nazionali;

d) migliorano la pertinenza, l'accessibilità e la chiarezza dell'informazione, in particolare quella fornita sull'unico sito web ufficiale nazionale di cui alla lettera a);

e) indicano, se possibile, una persona di contatto dell'ufficio di collegamento incaricata di rispondere alle richieste di informazioni;

e) indicano una persona di contatto dell'ufficio di collegamento incaricata di rispondere alle richieste di informazioni e adottano misure per mettere le informazioni necessarie a disposizione delle imprese che distaccano e dei lavoratori distaccati;

f) tengono aggiornate le informazioni fornite nelle schede dei paesi.

f) tengono aggiornate le informazioni fornite nelle schede dei paesi.

3. La Commissione continua a prestare assistenza agli Stati membri in questo campo.

3. La Commissione continua a prestare assistenza agli Stati membri in questo campo.

4. Se, secondo le leggi, le tradizioni e le prassi nazionali, le condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE sono stabilite in contratti collettivi, come previsto dall'articolo 3, paragrafi 1 e 8, di tale direttiva, gli Stati membri si assicurano che le parti sociali ne prendano conoscenza e mettano a disposizione dei prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri e dei lavoratori distaccati le relative informazioni, in particolare per quanto riguarda le diverse tariffe minime salariali e i loro elementi costitutivi, il metodo utilizzato per calcolare la retribuzione dovuta e i criteri per la classificazione nelle diverse categorie salariali.

4. Se, secondo le leggi, le tradizioni e le prassi nazionali, tra cui il rispetto dell'autonomia delle parti sociali, le condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE sono stabilite in contratti collettivi, come previsto dall'articolo 3, paragrafi 1 e 8, di tale direttiva, gli Stati membri si assicurano che le parti sociali ne prendano conoscenza e mettano a disposizione le relative informazioni per quanto riguarda le diverse tariffe minime salariali e i loro elementi costitutivi, il metodo utilizzato per calcolare la retribuzione e i criteri per la classificazione nelle diverse categorie salariali. Le condizioni di lavoro e di occupazione sono rese disponibili in modo accessibile e trasparente ai prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri che distaccano lavoratori e ai lavoratori distaccati.

 

4 bis. I lavoratori distaccati hanno il diritto di essere informati dallo Stato membro ospitante in merito alle condizioni di lavoro e di occupazione applicabili.

 

Gli Stati membri istituiscono punti di contatto o designano altri organi o autorità ai quali lavoratori e imprese possano rivolgersi per ottenere informazioni, consulenza e sostegno in merito ai loro diritti e obblighi. Ciò vale sia per gli Stati membri ospitanti che per gli Stati membri di stabilimento.

 

La Commissione e gli Stati membri garantiscono un sostegno adeguato alle pertinenti iniziative delle parti sociali a livello unionale e nazionale finalizzate a informare imprese e lavoratori in merito alle condizioni applicabili stabilite nella presente direttiva e nella direttiva 96/71/CE.

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 6

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri cooperano strettamente e si prestano mutuamente assistenza per facilitare l'applicazione nella pratica della presente direttiva.

1. Gli Stati membri cooperano strettamente e si prestano mutuamente assistenza senza indugio per facilitare l'applicazione nella pratica della presente direttiva.

2. La cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nel rispondere alle motivate richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, ivi comprese indagini su casi di violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori o di presunte attività transnazionali illegali.

2. La cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nel rispondere senza indugio alle motivate richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE e a tutti i pertinenti articoli di questa direttiva, ivi comprese indagini su casi di violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori, e nell'avvio di azioni appropriate in linea con le norme e prassi nazionali e conformemente alla presente direttiva.

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino alle rispettive autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la legislazione nazionale.

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino senza indugio alle rispettive autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la legislazione nazionale e la direttiva 96/71/CE. Se i prestatori di servizi non forniscono tali informazioni, le autorità competenti interessate avviano le azioni opportune.

4. Nel caso in cui incontri difficoltà nel rispondere a una richiesta di informazioni o nell'effettuare controlli, ispezioni o indagini, lo Stato membro in questione ne informa sollecitamente lo Stato membro richiedente al fine di trovare una soluzione.

4. Nel caso in cui incontri difficoltà nel rispondere a una richiesta di informazioni o nell'effettuare controlli, ispezioni o indagini, lo Stato membro in questione ne informa sollecitamente lo Stato membro richiedente al fine di trovare una soluzione. Nell'eventualità di problemi persistenti nello scambio di informazioni o di un rifiuto permanente di fornire informazioni, la Commissione ne è informata e, se lo ritiene motivato, avvia una procedura d'infrazione. Nei casi in cui vi sia un rifiuto prolungato di fornire informazioni, ciò viene registrato dalla Commissione, anche al fine di creare un elenco pubblicamente accessibile di autorità segnalate per aver rifiutato in modo permanente di fornire informazioni.

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione. Uno specifico meccanismo d'urgenza è utilizzato per situazioni particolari in cui uno Stato membro sia venuto a conoscenza di particolari circostanze che richiedono un intervento urgente. In questi casi le informazioni sono comunicate entro 24 ore.

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione. Uno specifico meccanismo d'urgenza è utilizzato per situazioni particolari in cui uno Stato membro sia venuto a conoscenza di particolari circostanze che richiedono un intervento urgente. In questi casi le informazioni sono comunicate entro 24 ore. Ciò non osta a che le autorità competenti dello Stato membro ospitante adottino misure per indagare, prevenire e sanzionare le frodi.

6. Gli Stati membri dispongono che i registri nei quali i prestatori di servizi sono iscritti e che possono essere consultati dalle autorità competenti sul loro territorio possano anche essere consultati, alle stesse condizioni, dalle omologhe autorità competenti di altri Stati membri.

6. Gli Stati membri dispongono che i registri nei quali i prestatori di servizi sono iscritti e che possono essere consultati dalle autorità competenti sul loro territorio possano anche essere consultati, alle stesse condizioni, dalle omologhe autorità competenti di altri Stati membri.

7. Gli Stati membri garantiscono la riservatezza delle informazioni che scambiano. Le informazioni scambiate sono utilizzate solo in relazione alle questioni per cui sono state richieste.

7. Gli Stati membri garantiscono la massima riservatezza delle informazioni che scambiano. Le informazioni scambiate sono utilizzate esclusivamente in relazione alle questioni per cui sono state richieste e in conformità delle leggi e prassi nazionali, in particolare della legge sulla protezione dei dati personali.

8. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca sono prestate a titolo gratuito.

8. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca sono prestate a titolo gratuito.

9. La Commissione e le autorità competenti cooperano strettamente per valutare le difficoltà eventualmente sorte nell'applicazione dell'articolo 3, paragrafo, 10 della direttiva 96/71/CE.

9. La Commissione e le autorità competenti cooperano strettamente per valutare le difficoltà eventualmente sorte nell'applicazione dell'articolo 3, paragrafo, 10 della direttiva 96/71/CE.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 7

Testo della Commissione

Emendamento

Ruolo dello Stato membro di stabilimento

Ruolo degli Stati membri

 

1. In conformità dei principi stabiliti negli articoli 4 e 5 della direttiva 96/71/CE, nel periodo di distacco di un lavoratore in un altro Stato membro l'ispezione delle condizioni di lavoro da rispettare a norma della direttiva 96/71/CE spetta alle autorità dello Stato membro ospitante in collaborazione con lo Stato membro di stabilimento. Lo Stato membro ospitante esercita quindi un'azione di controllo e di monitoraggio e adotta tutte le necessarie misure di vigilanza o esecutive, in conformità dell'articolo 10 della presente direttiva e secondo le leggi e/o le prassi e le procedure amministrative nazionali, nei riguardi dei lavoratori distaccati sul proprio territorio. Le verifiche e i controlli possono, se necessario, essere effettuati dalle autorità dello Stato membro ospitante su propria iniziativa o su richiesta delle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, come previsto dall'articolo 10 e secondo i poteri di vigilanza previsti dalla legge, dalla prassi e dalle procedure amministrative nazionali dello Stato membro ospitante e conformi al diritto dell'Unione.

1. Lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi continua ad esercitare un'azione di controllo e di monitoraggio e ad adottare le necessarie misure di vigilanza ed esecutive, secondo le leggi, la prassi e le procedure amministrative nazionali, nei riguardi dei lavoratori distaccati in un altro Stato membro.

2. Lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi continua altresì ad esercitare un'azione di controllo e di monitoraggio e ad adottare le necessarie misure di vigilanza ed esecutive, secondo le leggi, la prassi e le procedure amministrative nazionali, nei riguardi dei lavoratori distaccati in un altro Stato membro. Questo obbligo non comporta il dovere per lo Stato membro di stabilimento di effettuare verifiche e controlli fattuali nel territorio dello Stato membro ospitante in cui è prestato il servizio.

2. Nei casi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1, lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi presta assistenza allo Stato membro in cui i lavoratori distaccati svolgono la loro attività per assicurare il rispetto delle condizioni previste dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva. Qualora lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi sia a conoscenza di fatti specifici che lascino presumere l'esistenza di irregolarità, comunica di propria iniziativa allo Stato membro in cui i lavoratori distaccati svolgono la loro attività le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1.

3. Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE, nei casi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1, lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi presta assistenza allo Stato membro ospitante per assicurare il pieno rispetto delle condizioni previste dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva. Lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi comunica senza indugio all'autorità competente dello Stato membro ospitante, di propria iniziativa o su richiesta di quest'ultimo, le informazioni di cui alla presente direttiva o necessarie ai fini dell'osservanza dell'articolo 3 della direttiva 96/71/CE.

3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni circa la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi, la sua buona condotta e l'assenza di violazioni delle norme in vigore. Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

4. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni per verificare il pieno rispetto della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, anche circa la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi, la sua buona condotta e l'assenza di violazioni delle norme in vigore. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono anche richiedere ulteriori informazioni per motivi imperativi di interesse pubblico. Le richieste sono sufficientemente motivate e specificano, in particolare, la ragione per cui è stata avanzata la richiesta. Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

4. L'obbligo di cui ai paragrafi 1 e 2 non comporta per lo Stato membro di stabilimento l'obbligo di effettuare controlli fattuali nel territorio dello Stato membro ospitante in cui è prestato il servizio. Tali controlli sono, se necessario, effettuati dalle autorità dello Stato membro ospitante su richiesta delle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, come previsto dall'articolo 10 e secondo i poteri di vigilanza previsti dalla legge, dalla prassi e dalle procedure nazionali dello Stato membro ospitante e conformi al diritto dell'Unione.

 

 

4 bis. Gli Stati membri che apprendono di lavoratori i quali vengono assunti per lavorare come lavoratori autonomi fittizi ne informano senza indugio le autorità competenti dello Stato membro ospitante.

 

4 ter. Le informazioni ricevute dalle autorità competenti sono trattate come confidenziali.

 

Conformemente al diritto unionale e nazionale in materia di protezione dei dati, gli Stati membri restano i responsabili ultimi della salvaguardia dei dati e dei diritti legali delle persone interessate e istituiscono, a tal fine, meccanismi di tutela appropriati.

 

4 quater. Gli Stati membri forniscono le risorse necessarie per garantire controlli e verifiche efficaci.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 8

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri, con l'assistenza della Commissione, adottano misure di accompagnamento per sviluppare, facilitare e promuovere gli scambi di personale responsabile della cooperazione amministrativa e dell'assistenza reciproca, nonché della vigilanza sul rispetto della normativa vigente.

1. Gli Stati membri, con l'assistenza della Commissione, adottano misure di accompagnamento per sviluppare, facilitare e promuovere gli scambi di personale responsabile della cooperazione amministrativa e dell'assistenza reciproca, nonché della vigilanza sul rispetto della normativa vigente. Gli Stati membri possono anche adottare misure di accompagnamento per sostenere le organizzazioni che forniscono informazioni ai lavoratori distaccati.

 

1 bis. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante e dello Stato membro di stabilimento sono incoraggiate a raccogliere e a valutare i dati specifici relativi al processo di distacco, nel rispetto del diritto unionale e nazionale in materia di protezione dei dati. Gli Stati membri sono parimenti incoraggiati a trasmettere i dati raccolti alla Commissione per l'elaborazione di sintesi.

2. La Commissione valuta la necessità di un sostegno finanziario diretto a migliorare la cooperazione amministrativa e ad accrescere la fiducia reciproca mediante progetti, comprese la promozione di scambi di personale e la formazione, nonché lo sviluppo, la facilitazione e la promozione di iniziative riguardanti le migliori pratiche, anche delle parti sociali a livello di Unione, come la creazione e l'aggiornamento di basi di dati o siti web comuni contenenti informazioni generali o settoriali sulle condizioni di lavoro da rispettare.

2. La Commissione valuta il fabbisogno di sostegno finanziario diretto a migliorare la cooperazione amministrativa e ad accrescere la fiducia reciproca mediante progetti, comprese la promozione di scambi di personale e la formazione, nonché lo sviluppo, la facilitazione e la promozione di iniziative riguardanti le migliori pratiche, anche delle parti sociali a livello di Unione, come la creazione e l'aggiornamento di basi di dati o siti web comuni contenenti informazioni generali o settoriali sulle condizioni di lavoro da rispettare. Qualora giunga alla conclusione che un tale fabbisogno esiste, la Commissione assicura un adeguato finanziamento.

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri possono imporre solo gli obblighi amministrativi e le misure di controllo seguenti:

1. Gli Stati membri possono imporre tutti gli obblighi amministrativi e le misure di controllo che reputino necessari ai fini di una efficace applicazione della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, tra cui in particolare:

 

a) l'obbligo di designare una persona di contatto nello Stato membro ospitante come rappresentante autorizzato dell'impresa che effettua il distacco, che può essere contattata dalle autorità competenti dello Stato membro ospitante ed è autorizzata a ricevere tutte le notifiche e i documenti ufficiali, nonché a negoziare e a concludere accordi vincolanti, se necessario, per conto del datore di lavoro con le parti sociali interessate dello Stato membro ospitante, secondo la legge e la prassi nazionali, durante il periodo in cui sono prestati i servizi;

 

b) le misure volte a combattere il lavoro nero;

c) l'obbligo di fornire una traduzione dei documenti di cui alla lettera b) può essere giustificato, purché si tratti di documenti di lunghezza non eccessiva e per i quali sono generalmente utilizzati modelli standard;

c) l'obbligo di fornire una traduzione dei documenti di cui al paragrafo 2 in una delle lingue ufficiali dell'Unione che sia anche una lingua ufficiale dello Stato membro ospitante;

d) l'obbligo di designare una persona di contatto abilitata a negoziare per conto del datore di lavoro, se necessario, con le parti sociali dello Stato membro nel quale ha luogo il distacco, secondo la legge e la prassi nazionali, durante il periodo in cui sono prestati i servizi.

 

2. Gli Stati membri provvedono a che le procedure e le formalità relative al distacco dei lavoratori possano essere espletate facilmente dalle imprese, per quanto possibile a distanza e per via elettronica.

2. Fatto salvo il paragrafo 1, gli Stati membri impongono gli obblighi amministrativi e le misure di controllo seguenti:

a) l'obbligo per i prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro di presentare alle autorità competenti nazionali responsabili, al più tardi all'inizio della prestazione del servizio, una semplice dichiarazione riguardante l'identità del prestatore di servizi, la presenza di uno o più lavoratori distaccati chiaramente identificabili, il loro numero previsto, la durata e il luogo previsti della loro presenza e i servizi che giustificano il distacco;

a) l'obbligo per i prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro di presentare alle autorità competenti nazionali responsabili, almeno cinque giorni lavorativi prima dell'inizio della prestazione del servizio, in una lingua ufficiale dell'Unione che sia anche una lingua ufficiale dello Stato membro ospitante o in un'altra lingua, se accettata dallo Stato membro ospitante, una semplice dichiarazione riguardante, in particolare, l'identità del prestatore di servizi, il numero previsto di lavoratori distaccati e i loro dati identificativi personali, se del caso, la persona di contatto designata ai sensi del paragrafo 1, lettera a), l'inizio e la durata prevista, il luogo in cui è prestato il servizio e i servizi che giustificano il distacco;

 

tale dichiarazione indica che il prestatore di servizi è stato informato delle condizioni minime di lavoro applicabili nello Stato membro ospitante e ha accettato di rispettarle ai sensi dell'articolo 3 della direttiva 96/71/CE;

 

il prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro è tenuto a notificare senza indugio alle autorità competenti dello Stato membro ospitante eventuali variazioni dei dati ivi contenuti occorse prima della prestazione del servizio o durante la stessa;

 

b) l'obbligo, per l'intera durata del distacco, di conservare o rendere disponibili in un luogo accessibile e chiaramente individuato, quale ad esempio il luogo di lavoro o il cantiere oppure, per i lavoratori mobili del settore dei trasporti, la base operativa nello Stato membro ospitante o il veicolo con il quale è prestato il servizio, copie cartacee o in formato elettronico dei seguenti documenti;

 

- un documento che attesti l'identità del lavoratore distaccato,

 

- il contratto di lavoro (o un documento equivalente ove siano specificate le condizioni di lavoro, come ad esempio un documento ai sensi della direttiva 91/533/CEE, comprese, se del caso, le informazioni supplementari di cui all'articolo 4 di tale direttiva),

 

- buste paga e attestazioni di pagamento di stipendi,

 

- fogli presenze,

 

- documentazione relativa alla sicurezza sociale di cui al regolamento (CE) n. 883/2004 (ad esempio il modulo A1),

 

- permessi di lavoro e di residenza nello Stato membro di stabilimento, nel caso di cittadini di paesi terzi, o copie di documenti equivalenti, emessi conformemente al diritto nazionale dello Stato membro di stabilimento,

 

- valutazione dei rischi per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro ai sensi della direttiva 89/391/CE.

 

Questi documenti sono altresì conservati o resi disponibili per un periodo di almeno due anni successivi al distacco.

2. Gli Stati membri provvedono a che le procedure e le formalità relative al distacco dei lavoratori possano essere espletate facilmente dalle imprese, per quanto possibile a distanza e per via elettronica.

3. Gli Stati membri provvedono a che le procedure e le formalità relative al distacco dei lavoratori possano essere espletate facilmente dalle imprese, per quanto possibile a distanza e per via elettronica.

3. Entro i tre anni seguenti la data di cui all'articolo 20, la necessità e l'opportunità dell'applicazione di misure nazionali di controllo sono esaminate tenendo conto delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di cooperazione e di scambio di informazioni, dell'elaborazione di documenti più uniformi, standardizzati, della definizione di principi comuni o di standard per le ispezioni nel campo del distacco dei lavoratori nonché dell'evoluzione delle tecnologie, al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche.

4. Entro i tre anni seguenti …* la Commissione esamina l'efficacia delle misure nazionali di controllo e della loro applicazione tenendo conto delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di cooperazione e di scambio di informazioni, dell'elaborazione di documenti più uniformi, standardizzati, della definizione di principi comuni o di standard per le ispezioni nel campo del distacco dei lavoratori nonché dell'evoluzione delle tecnologie, al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche.

 

___________________

 

* GU: inserire la data: due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 10

Testo della Commissione

Emendamento

Ispezioni

Controlli e ispezioni

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti appropriati controlli e meccanismi di vigilanza e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e a garantirne la corretta applicazione. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata regolarmente dalle autorità competenti, che identifica i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, è tenuto conto della realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità e della vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti appropriati ed efficaci controlli e meccanismi di vigilanza e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva e a garantirne la corretta applicazione, nonché a combattere il lavoro nero. Tali ispezioni possono basarsi principalmente su una valutazione dei rischi effettuata regolarmente dalle autorità competenti, che può identificare i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, è possibile tener conto, in particolare, della realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, dell'esistenza di lunghe catene di subappaltatori, dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità e della vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

2. Gli Stati membri si assicurano che le ispezioni e i controlli della conformità alla direttiva 96/71/CE non siano discriminatori e/o sproporzionati.

2. Gli Stati membri si assicurano che le ispezioni e i controlli della conformità alla presente direttiva e alla direttiva 96/71/CE non siano discriminatori e/o sproporzionati e assegnano le risorse necessarie a garantire tali ispezioni e controlli. In conformità della propria prassi, l'autorità competente fornisce all'impresa oggetto di ispezione o di controllo un documento di ispezione o di controllo che comprende tutte le informazioni utili.

3. Nel caso in cui, nel corso delle ispezioni e alla luce dei criteri di cui all'articolo 3, si presenti la necessità di disporre di informazioni, lo Stato membro in cui è prestato il servizio e lo Stato membro di stabilimento agiscono secondo le norme vigenti in materia di cooperazione amministrativa, ossia le autorità competenti cooperano secondo le regole e i principi di cui agli articoli 6 e 7.

3. Nel caso in cui, nel corso delle ispezioni e alla luce dell'articolo 3 della presente direttiva, si presenti la necessità di disporre di informazioni, lo Stato membro ospitante e lo Stato membro di stabilimento agiscono secondo le norme vigenti in materia di cooperazione amministrativa. In particolare, le autorità competenti cooperano secondo le regole e i principi di cui agli articoli 6 e 7 della presente direttiva.

4. Negli Stati membri in cui, secondo la legge e la prassi nazionali, spetta ai datori di lavoro e ai lavoratori stabilire le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE, in particolare le tariffe minime salariali e l'orario di lavoro, essi possono, al livello appropriato e alle condizioni stabilite dagli Stati membri, anche controllare l'applicazione delle pertinenti condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, purché sia garantito un livello di protezione adeguato, equivalente a quello risultante dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva.

4. Negli Stati membri in cui, secondo la legge e la prassi nazionali, spetta alle parti sociali stabilire le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE, in particolare le tariffe minime salariali e l'orario di lavoro, esse possono, al livello appropriato e alle condizioni stabilite dagli Stati membri in questione, anche controllare l'applicazione delle pertinenti condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, conformemente alle disposizioni giuridiche nazionali esistenti, purché tali condizioni di lavoro siano state debitamente comunicate ai sensi dell'articolo 5 della presente direttiva.

5. Gli Stati membri in cui gli ispettorati del lavoro non esercitano funzioni di controllo e di vigilanza sulle condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati possono in via derogatoria, consultate le parti sociali a livello nazionale, adottare o mantenere disposizioni che garantiscano il rispetto di tali condizioni, purché tali disposizioni garantiscano alle persone interessate un livello di protezione adeguato, equivalente a quello risultante dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva.

5. Gli Stati membri in cui gli ispettorati del lavoro non esercitano funzioni di controllo e di vigilanza sulle condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati possono in via derogatoria, consultate le parti sociali a livello nazionale, adottare, modificare o mantenere procedure e meccanismi che garantiscano il rispetto di tali condizioni, purché non siano discriminatori o sproporzionati come specificato all'articolo 10, paragrafo 2, della presente direttiva.

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 11

Testo della Commissione

Emendamento

1. Ai fini dell'esecuzione degli obblighi risultanti dall'articolo 6 della direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva, gli Stati membri provvedono affinché i lavoratori distaccati che ritengono di aver subito un pregiudizio in conseguenza di una violazione delle norme vigenti possano, anche nello Stato membro nel cui territorio sono o erano distaccati, ricorrere a efficaci meccanismi per denunciare direttamente i loro datori di lavoro e abbiano il diritto di proporre azioni giudiziarie o amministrative, anche dopo che abbia avuto termine il rapporto di lavoro nell'ambito del quale la presunta violazione è stata commessa.

1. Ai fini dell'esecuzione degli obblighi risultanti dalla presente direttiva e dalla direttiva 96/71/CE, gli Stati membri provvedono affinché i lavoratori distaccati che ritengono di aver subito un pregiudizio in conseguenza di una violazione delle norme vigenti possano, anche nello Stato membro nel cui territorio sono o erano distaccati, ricorrere a efficaci meccanismi per denunciare direttamente i loro datori di lavoro e abbiano il diritto di proporre azioni giudiziarie o amministrative, anche dopo che abbia avuto termine il rapporto di lavoro nell'ambito del quale la presunta violazione è stata commessa.

2. Quanto disposto al paragrafo 1 lascia impregiudicata la competenza degli organi giurisdizionali degli Stati membri, quale stabilita, in particolare, nei pertinenti strumenti del diritto dell'Unione e/o in convenzioni internazionali.

2. Quanto disposto al paragrafo 1 lascia impregiudicata la competenza degli organi giurisdizionali degli Stati membri, quale stabilita, in particolare, nei pertinenti strumenti del diritto dell'Unione e/o in convenzioni internazionali.

3. Gli Stati membri dispongono che le organizzazioni sindacali e altre parti terze, quali associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche che hanno, in base ai criteri stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali, un interesse legittimo a veder rispettate le disposizioni della presente direttiva, possano, per conto o a sostegno del lavoratore distaccato o del suo datore di lavoro, con la sua approvazione, promuovere ogni procedimento giudiziario o amministrativo diretto a ottenere l'applicazione della presente direttiva e/o l'esecuzione degli obblighi da essa risultanti.

3. Stati membri dispongono che le organizzazioni sindacali e altre parti terze, quali associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche che hanno, in base ai criteri stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali, un interesse legittimo a veder rispettate le disposizioni della presente direttiva e della direttiva 96/71/CE, possano, per conto o a sostegno del lavoratore distaccato o del suo datore di lavoro, con la sua approvazione, promuovere ogni procedimento giudiziario o amministrativo diretto a ottenere l'applicazione della presente direttiva e della direttiva 96/71/CE e/o l'esecuzione degli obblighi da esse risultanti.

4. Quanto disposto ai paragrafi 1 e 3 lascia impregiudicate le norme nazionali relative ai termini di prescrizione o ai termini entro cui possono essere proposte azioni simili e le norme nazionali di procedura concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

4. Quanto disposto ai paragrafi 1 e 3 lascia impregiudicate le norme nazionali relative ai termini di prescrizione o ai termini entro cui possono essere proposte azioni simili e le norme nazionali di procedura concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio. Tuttavia, gli Stati membri devono prevedere un periodo minimo di sei mesi per la presentazione di un reclamo in base alle norme nazionali di procedura.

 

4 bis. I lavoratori distaccati che avviano procedimenti giudiziari o amministrativi ai sensi dell'articolo 11, paragrafo 1, non possono ricevere alcun trattamento sfavorevole da parte del datore di lavoro. Gli Stati membri definiscono altresì, nell'ambito del diritto nazionale, le condizioni in base alle quali è possibile prolungare la durata del permesso di residenza dei lavoratori distaccati provenienti da paesi terzi fino alla conclusione di tali procedimenti.

5. Gli Stati membri provvedono a che siano istituiti meccanismi che consentono ai lavoratori distaccati di riscuotere

5. Gli Stati membri provvedono a che siano istituiti meccanismi che consentono ai lavoratori distaccati o a terzi che li rappresentano, con la loro approvazione, di richiedere e che consentono ai lavoratori distaccati di riscuotere almeno quanto segue:

a) le remunerazioni arretrate loro spettanti in base alle condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE;

a) le remunerazioni arretrate loro spettanti in base alle condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE;

b) il rimborso degli importi eccessivi, in relazione alla retribuzione netta o alla qualità dell'alloggio, trattenuti o dedotti dal salario in contropartita dell'alloggio fornito dal datore di lavoro.

b) il rimborso degli importi eccessivi, in relazione alla retribuzione netta o alla qualità dell'alloggio, trattenuti o dedotti dal salario in contropartita dell'alloggio fornito dal datore di lavoro.

 

c) eventuali arretrati o rimborsi di imposte o contributi sociali indebitamente trattenuti dal salario del lavoratore. Gli Stati membri provvedono inoltre a che siano istituiti meccanismi che consentono il pagamento di imposte e contributi previdenziali dovuti, nonché di contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali.

Il presente paragrafo si applica anche nei casi in cui i lavoratori distaccati hanno fatto ritorno dallo Stato membro nel quale il distacco ha avuto luogo.

Il presente paragrafo si applica anche nei casi in cui i lavoratori distaccati hanno fatto ritorno dallo Stato membro nel quale il distacco ha avuto luogo e ai lavoratori distaccati che, ai sensi dell'articolo 3, paragrafo 3 ter, della presente direttiva, siano stati identificati come lavoratori autonomi fittizi.

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 12

Testo della Commissione

Emendamento

Subcontratto – Responsabilità solidale

Subcontratto

1. In relazione alle attività del settore edilizio di cui all'allegato della direttiva 96/71/CE, per tutte le situazioni di distacco previste dall'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, gli Stati membri dispongono, in modo non discriminatorio riguardo alla tutela dei diritti equivalenti dei dipendenti dei subcontraenti diretti stabiliti nel rispettivo territorio, che il contraente di cui il datore di lavoro (prestatore di servizi o impresa di lavoro temporaneo o agenzia di somministrazione di lavoro) è un subcontraente diretto possa, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, essere tenuto responsabile dal lavoratore e/o dai fondi o dalle istituzioni comuni delle parti sociali in caso di mancato pagamento:

 

a) delle retribuzioni nette arretrate corrispondenti alle tariffe salariali minime e/o dei contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali, se rientranti nell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 96/71/CE;

 

b) dei rimborsi di imposte o contributi sociali indebitamente trattenuti dal salario.

 

La responsabilità di cui al presente paragrafo è limitata ai diritti dei lavoratori acquisiti nell'ambito del rapporto contrattuale tra il contraente e il suo subcontraente.

 

2. Gli Stati membri dispongono che un contraente che abbia adempiuto gli obblighi di diligenza non sia tenuto responsabile in forza di quanto previsto dal paragrafo 1. Tali disposizioni sono applicate in modo trasparente, non discriminatorio e proporzionato. Esse possono comportare misure preventive adottate dal contraente concernenti la prova fornita dal subcontraente delle principali condizioni di lavoro applicate ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 96/71/CE, compresi i fogli paga e il pagamento dei salari, il rispetto degli obblighi contributivi e/o fiscali nello Stato membro di stabilimento e il rispetto delle norme vigenti in materia di distacco dei lavoratori.

1. Gli Stati membri adottano misure su base non discriminatoria per garantire che un'impresa che incarica direttamente o indirettamente un'altra impresa di fornire servizi a suo nome possa essere ritenuta responsabile oltre a, o al posto di, eventuali subcontraenti quanto al versamento di pagamenti dovuti ai dipendenti e/o di contributi previdenziali dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali.

 

La responsabilità di cui al presente paragrafo è limitata ai diritti dei lavoratori acquisiti durante il rapporto contrattuale fra il contraente e i suoi subcontraenti.

3. Gli Stati membri possono, nel rispetto del diritto dell'Unione, prevedere nell'ordinamento nazionale norme più rigorose in materia di responsabilità, in modo non discriminatorio e proporzionato, per quanto riguarda la portata della responsabilità del subcontraente. Gli Stati membri possono altresì, nel rispetto del diritto dell'Unione, prevedere tale responsabilità in settori diversi da quelli indicati nell'allegato della direttiva 96/71/CE. Gli Stati membri possono in questi casi disporre che il contraente che ha adempiuto gli obblighi di diligenza previsti dalla legislazione nazionale non sia tenuto responsabile.

2. Quanto disposto dal paragrafo 1 non pregiudica, nell'ordinamento nazionale, norme più rigorose in materia di responsabilità.

4. Entro i tre anni seguenti la data di cui all'articolo 20, la Commissione, in consultazione con gli Stati membri e con le parti sociali a livello di Unione europea, esamina l'applicazione del presente articolo al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche.

 

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 13

Testo della Commissione

Emendamento

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente articolo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative inflitte in uno Stato membro a prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti.

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente capo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative pecuniarie e/o ammende inflitte in uno Stato membro a prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti previste dalla direttiva 96/71/CE.

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o di notificare una decisione che impone una sanzione, se le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative vigenti nello Stato membro dell'autorità adita autorizzano un'azione in tal senso nel caso di reclami o decisioni simili.

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o contributi previdenziali retroattivi in conformità del regolamento (CE) n. 987/2009 o di notificare una decisione che impone una sanzione o il pagamento retroattivo di contributi previdenziali.

L'autorità competente dello Stato membro richiedente provvede affinché la richiesta di recupero di una sanzione o la notificazione di una decisione che impone una sanzione avvenga secondo le norme in vigore in tale Stato membro, mentre l'autorità competente adita provvede affinché tale recupero o notificazione nello Stato membro adito avvenga secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative in vigore in quest'ultimo.

L'autorità competente dello Stato membro richiedente provvede affinché la richiesta di recupero di una sanzione o la notificazione di una decisione che impone una sanzione avvenga secondo le norme in vigore in tale Stato membro, mentre l'autorità competente adita provvede affinché tale recupero o notificazione nello Stato membro adito abbia riconoscimento senza l'obbligo di ulteriori formalità e avvenga secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative in vigore in quest'ultimo e applicabili a richieste identiche o simili.

L'autorità richiedente non può chiedere il recupero di una sanzione o la notificazione di una decisione che impone una sanzione se e fintanto che la sanzione e il corrispondente reclamo e/o lo strumento che ne permette l'esecuzione nello Stato membro richiedente sono impugnati in tale Stato membro.

L'autorità richiedente non può chiedere il recupero di una sanzione o la notificazione di una decisione che impone una sanzione se e fintanto che la sanzione e il corrispondente reclamo e/o lo strumento che ne permette l'esecuzione nello Stato membro richiedente sono impugnati in tale Stato membro in conformità della sua legge e della sua prassi nazionali.

 

Se emerge che il prestatore di servizi non è effettivamente stabilito nello Stato membro di presunto stabilimento o che l'indirizzo o i dati relativi all'impresa sono falsi, le autorità competenti non interrompono il processo per motivi formali, ma compiono ulteriori indagini per identificare la persona fisica o giuridica responsabile del distacco.

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 14

Testo della Commissione

Emendamento

1. Quando l'autorità richiedente formula una richiesta di recupero di una sanzione o di notificazione di una decisione che impone una sanzione, l'autorità adita fornisce le informazioni e l'assistenza utili all'autorità richiedente per il recupero della sanzione e, per quanto possibile, per il corrispondente reclamo.

1. Quando l'autorità richiedente formula una richiesta di recupero di una sanzione o di notificazione di una decisione che impone una sanzione, l'autorità adita fornisce senza indugio le informazioni e l'assistenza richieste nonché utili all'autorità richiedente per il recupero della sanzione e, per quanto possibile, per il corrispondente reclamo.

La richiesta di informazioni concernente il recupero di una sanzione e la notificazione di una decisione ad essa relativa indica almeno:

La richiesta di informazioni concernente il recupero di una sanzione e la notificazione di una decisione ad essa relativa indica almeno:

a) il nome e l'indirizzo conosciuto del destinatario e altri dati o informazioni utili alla sua identificazione,

a) il nome e l'indirizzo conosciuto del destinatario e altri dati o informazioni utili alla sua identificazione,

b) lo scopo della notificazione o della richiesta di recupero, il termine entro il quale esso deve essere eseguito e le date pertinenti alla procedura di esecuzione;

b) lo scopo della notificazione o della richiesta di recupero, il termine entro il quale esso deve essere eseguito e le date pertinenti alla procedura di esecuzione;

c) una descrizione della natura e dell'ammontare della sanzione, del corrispondente reclamo in relazione al quale la richiesta è presentata e delle sue varie componenti;

c) una descrizione della natura e dell'ammontare della sanzione, del corrispondente reclamo in relazione al quale la richiesta è presentata e delle sue varie componenti;

d) ogni altra informazione o documento, anche di natura giudiziaria, concernente il reclamo o la sanzione;

d) ogni altra informazione o documento, anche di natura giudiziaria, concernente il reclamo o la sanzione;

e) nome, indirizzo e coordinate dell'autorità competente responsabile della valutazione della sanzione e, se diverso, dell'organismo competente da cui possono essere ottenute ulteriori informazioni sulla sanzione o sulle possibilità di impugnare l'obbligo di pagamento o la decisione che lo impone.

e) nome, indirizzo e coordinate dell'autorità competente responsabile della valutazione della sanzione e, se diverso, dell'organismo competente da cui possono essere ottenute ulteriori informazioni sulla sanzione o sulle possibilità di impugnare l'obbligo di pagamento o la decisione che lo impone.

2. Ai fini del recupero di una sanzione o della notificazione di una decisione che impone una sanzione nello Stato membro adito, ogni sanzione in relazione alla quale sia stata presentata una richiesta di recupero o di notificazione è trattata come una sanzione dello Stato membro adito.

2. Ai fini del recupero di una sanzione o di contributi previdenziali retroattivi o della notificazione di una decisione che impone una sanzione o il pagamento retroattivo di contributi previdenziali nello Stato membro adito, ogni sanzione o contributo previdenziale retroattivo in relazione ai quali sia stata presentata una richiesta di recupero o di notificazione sono trattati come una sanzione o contributo previdenziale retroattivo dello Stato membro adito.

3. L'autorità adita informa immediatamente l'autorità richiedente del seguito dato alla sua richiesta di notificazione o di recupero e, più in particolare, della data in cui lo strumento o la decisione sono stati trasmessi o notificati al destinatario.

3. L'autorità adita informa immediatamente l'autorità richiedente del seguito dato alla sua richiesta di informazioni, di notificazione o di recupero e, più in particolare, della data in cui lo strumento o la decisione sono stati trasmessi o notificati al destinatario. Lo stesso vale nel caso in cui vi siano ostacoli sostanziali a un efficace trattamento della richiesta.

L'autorità adita informa l'autorità richiedente anche dei motivi che ostano all'accoglimento di una richiesta di informazione, di recupero o di notificazione.

L'autorità adita informa l'autorità richiedente anche dei motivi che ostano all'accoglimento di una richiesta di informazione, di recupero o di notificazione.

 

3 bis. Le disposizioni relative al recupero di ammende o sanzioni si applicano anche alle ammende irrogate nel quadro di decisioni legali esecutive assunte da tribunali nazionali e di decisioni analoghe assunte nell'ambito di contenziosi di lavoro.

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 15

Testo della Commissione

Emendamento

1. Se, nel corso della procedura di recupero o di notificazione, la sanzione e/o il corrispondente reclamo sono impugnati dal prestatore di servizi in questione o da una parte interessata, la procedura di esecuzione transfrontaliera della sanzione irrogata è sospesa in attesa della decisione al riguardo dell'autorità nazionale competente.

1. Se, nel corso della procedura di recupero o di notificazione, la sanzione e/o il corrispondente reclamo sono contestati nello Stato membro richiedente dal prestatore di servizi in questione in conformità delle norme applicabili, la procedura di esecuzione transfrontaliera della sanzione irrogata è sospesa in attesa della decisione al riguardo dell'autorità nazionale competente dello Stato membro richiedente.

L'autorità richiedente informa senza indugio dell'impugnazione l'autorità adita.

L'autorità richiedente informa senza indugio dell'impugnazione l'autorità adita.

2. Le controversie concernenti le misure esecutive adottate nello Stato membro adito o la validità di una notificazione effettuata da un'autorità competente dello Stato membro adito sono sottoposte all'organo competente o all'autorità giudiziaria di tale Stato membro in conformità alle disposizioni legislative e regolamentari in esso vigenti.

2. Le controversie concernenti le misure esecutive adottate nello Stato membro adito o la validità di una notificazione effettuata da un'autorità competente dello Stato membro adito sono sottoposte all'organo competente o all'autorità giudiziaria di tale Stato membro in conformità alle disposizioni legislative e regolamentari in esso vigenti.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 16

Testo della Commissione

Emendamento

1. L'autorità adita trasferisce all'autorità richiedente gli importi recuperati in relazione alle sanzioni di cui al presente capo.

1. Gli importi recuperati in relazione alle sanzioni e/o ammende di cui al presente capo spettano all'autorità adita.

L'autorità adita può recuperare importi dalla persona fisica o giuridica interessata e trattenere la somma corrispondente alle spese sostenute in relazione al recupero, secondo le leggi, i regolamenti e le procedure o prassi amministrative dello Stato membro adito che si applicano a reclami simili.

 

2. Gli Stati membri rinunciano tra loro a qualsiasi rimborso delle spese derivanti dall'assistenza reciproca che si prestano in forza della presente direttiva o risultanti dalla sua applicazione.

2. Gli Stati membri rinunciano tra loro a qualsiasi rimborso delle spese derivanti dall'assistenza reciproca che si prestano in forza della presente direttiva o risultanti dalla sua applicazione.

Qualora il recupero presenti una difficoltà particolare, riguardi un importo molto elevato, l'autorità richiedente e l'autorità adita possono convenire caso per caso modalità di rimborso specifiche.

 

3. Nonostante quanto disposto al paragrafo 2, l'autorità competente dello Stato membro richiedente resta responsabile, nei confronti dello Stato membro adito, delle spese e delle perdite conseguenti ad azioni riconosciute infondate per quanto riguarda la sussistenza della sanzione, la validità del titolo emesso dall'autorità richiedente ai fini dell'esecuzione e/o l'adozione di misure cautelari.

 

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

16 bis. Entro tre anni da …*, la Commissione, dopo aver consultato gli Stati membri, riesamina l'applicazione del presente capo, tenendo conto in particolare delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative e/o ammende, al fine di proporre, se del caso, gli emendamenti o le modifiche necessari.

 

______________

 

* GU: inserire la data: due anni dopo l'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 18

Testo della Commissione

Emendamento

1. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra le autorità competenti degli Stati membri di cui agli articoli 6, 7, 10, paragrafo 3, 13, 14 e 15 sono attuate per mezzo del sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito dal [regolamento IMI].

1. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra le autorità competenti degli Stati membri di cui agli articoli 6, 7, 10, paragrafo 3, 13, 14 e 15 sono attuate, nella misura del possibile, per mezzo del sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito dal [regolamento IMI] nonché di altri strumenti collaudati di cooperazione, quali gli accordi o bilaterali.

2. Gli Stati membri possono continuare ad applicare gli accordi bilaterali concernenti la cooperazione amministrativa tra le loro autorità competenti per quanto riguarda l'applicazione e il monitoraggio delle condizioni di lavoro applicabili ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE, purché tali accordi non abbiano effetti negativi sui diritti e sugli obblighi delle persone e delle società interessate.

2. Gli Stati membri hanno la facoltà di applicare gli accordi bilaterali esistenti e di concluderne di nuovi concernenti la cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra le loro autorità competenti per quanto riguarda l'applicazione e il monitoraggio delle condizioni di lavoro applicabili ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE, purché tali accordi non abbiano effetti negativi sui diritti e sugli obblighi delle persone e delle società interessate.

3. Nel contesto degli accordi bilaterali di cui al paragrafo 2, le autorità competenti degli Stati membri utilizzano per quanto possibile l'IMI. In ogni caso, se un'autorità competente di uno degli Stati membri interessati ha utilizzato l'IMI, esso è utilizzato in ogni successiva procedura e prevale sui meccanismi previsti nell'accordo bilaterale per quanto riguarda la cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca.

3. Nel contesto degli accordi bilaterali di cui al paragrafo 2, le autorità competenti degli Stati membri possono utilizzare l'IMI ove possibile. In ogni caso, se un'autorità competente di uno degli Stati membri interessati ha utilizzato l'IMI, esso può essere utilizzato, ove possibile, in ogni successiva procedura.

Emendamento  61

Proposta di direttiva

Articolo 21 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Entro i cinque anni seguenti la scadenza del termine fissato per il recepimento, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'attuazione della presente direttiva, accompagnandola, se necessario, di appropriate proposte.

1. Entro i tre anni seguenti la scadenza del termine fissato per il recepimento, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo una relazione sull'attuazione della presente direttiva, accompagnandola, se necessario, di appropriate proposte.

(1)

GU C 351 del 15.11.2012, pag. 61.


MOTIVAZIONE

Il distacco dei lavoratori svolge un ruolo fondamentale nell'ambito della prestazione transfrontaliera di servizi e nello sviluppo del mercato interno. Ogni anno circa un milione di cittadini dell'UE vengono distaccati in un altro Stato membro. Questa categoria di lavoratori necessita di protezione, soprattutto in tempi di crisi, quando il loro potenziale e la loro competitività consentono di mantenere un certo livello di occupazione o addirittura aiutano a creare nuovi posti di lavoro. Dobbiamo adoperarci per sviluppare e migliorare la mobilità delle imprese europee nel mercato interno. Ciò contribuirà senza dubbio alla crescita economica e alla stabilità dell'Unione europea.

La libera prestazione di servizi (da distinguersi dalla libera circolazione dei lavoratori), in base alla quale viene effettuato il distacco, rappresenta uno dei pilastri del mercato interno e costituisce una base della mobilità transfrontaliera di migliaia di imprese europee. La garanzia della libera prestazione di servizi deve accompagnarsi alla tutela dei diritti dei lavoratori. In questo contesto, è indispensabile un approccio bilanciato per quanto concerne le misure e gli strumenti proposti. La cooperazione fra gli Stati membri deve essere ulteriormente rafforzata al fine di proteggere e analizzare meglio la categoria particolare dei lavoratori distaccati nel mercato interno europeo.

DIRETTIVA DI APPLICAZIONE

L'esperienza degli anni passati dimostra chiaramente che è necessario apportare con urgenza miglioramenti al fine di garantire una migliore attuazione, applicazione ed esecuzione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi. Esistono diversi problemi, tra cui il mancato rispetto dei diritti dei lavoratori, la carenza o l'inaccessibilità delle informazioni, i persistenti ostacoli alla cooperazione tra gli Stati membri nonché la non applicazione delle sanzioni nel contesto transfrontaliero. Inoltre, negli ultimi anni varie sentenze della Corte di giustizia hanno condotto a una delimitazione di determinate misure nel quadro giuridico relativo al distacco dei lavoratori. Pertanto, il 21 marzo 2012 la Commissione ha proposto una direttiva di applicazione contenente soluzioni e misure nuove. La direttiva di applicazione si basa sull'articolo 53, paragrafo 1, e sull'articolo 62 del TFUE, che dovrebbero essere mantenuti in nome della chiarezza del diritto.

La relatrice riconosce la necessità di apportare miglioramenti al fine di garantire una migliore attuazione, applicazione ed esecuzione della direttiva 96/71/CE, e accoglie quindi con favore la proposta della Commissione europea. La relatrice ritiene che la direttiva di applicazione debba in generale:

 contenere misure equilibrate al fine di tutelare sia i lavoratori distaccati che la libera prestazione di servizi;

 stabilire un quadro giuridico chiaro per la categoria dei lavoratori distaccati, in maniera tale da sfruttarne il potenziale e la competitività, soprattutto in tempi di crisi, per combattere l'aumento della disoccupazione;

 migliorare l'accesso alle informazioni, sia per le aziende che per i lavoratori, in modo da rendere il distacco più semplice e più sicuro;

 migliorare la cooperazione tra gli Stati membri al fine di tutelare meglio i diritti dei datori di lavoro;

 evitare inutili oneri burocratici per le aziende (specialmente le PMI), poiché questi potrebbero ostacolarne la mobilità nel mercato interno e la capacità di creare nuovi posti di lavoro.

Accessibilità delle informazioni (art. 5)

Poiché i problemi legati all'accessibilità, alla trasparenza e alla completezza delle informazioni sulle condizioni di lavoro sono spesso una delle cause della mancata applicazione delle regole, è necessario migliorare urgentemente l'accesso e la comunicazione delle informazioni. L'esistenza all'interno dell'Unione europea di diversi modelli per quanto concerne il mercato del lavoro e di diversi sistemi di relazioni industriali, in cui regole vincolanti generali vengono stabilite contemporaneamente o in alternativa dalle autorità nazionali o dalle parti sociali, rende difficoltosa l'individuazione delle condizioni di lavoro da applicare. Per risolvere questa problematica, la relatrice propone di introdurre un sito web nazionale unico per ciascuno Stato membro, che contenga tutte le informazioni necessarie sulle condizioni vincolanti di lavoro. La relatrice insiste inoltre sulla necessità di garantire l'accesso alle informazioni a livello dell'UE fornendo informazioni aggiornate, precise ed esaurienti nelle schede dei paesi pubblicate sul sito web della CE. Migliorare l'accesso alle informazioni, anche mettendole a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi in inglese e nelle altre lingue più importanti, favorirà l'eliminazione di una serie di problemi che, come mostra l'esperienza attuale, possono avere serie conseguenze sia per le imprese che per i lavoratori distaccati.

Chiarezza giuridica e proporzionalità delle misure proposte (artt. 3 e 9)

Al fine di garantire la chiarezza e la certezza giuridica è necessario stabilire un elenco di misure uniformi a livello dell'UE. In questo contesto due articoli della direttiva di applicazione risultano estremamente importanti: l'articolo 3 e l'articolo 9.

La relatrice propone di conservare il carattere indicativo degli elenchi figuranti in questi articoli. I due elenchi di criteri di cui all'articolo 3 devono combattere e impedire l'elusione delle norme, senza tuttavia condurre a situazioni in cui le imprese oneste vengano escluse da determinati mercati nazionali. Il distacco dei lavoratori non è un fenomeno nazionale ma un'attività transfrontaliera che richiede un quadro giuridico e un approccio comuni. Negli elenchi devono quindi figurare indicazioni comuni a livello dell'UE.

La definizione, all'articolo, 3 di un elenco di criteri comune è direttamente legata all'introduzione di un elenco comune di misure di controllo all'articolo 9. Per quanto concerne i controlli, la relatrice è decisamente a favore della chiarezza, che può essere garantita soltanto da un elenco comune di possibili misure di controllo. La certezza del diritto dovrebbe essere ottenuta comunicando chiaramente ciò che deve essere controllato.

La proporzionalità delle misure proposte costituisce un requisito fondamentale affinché esse siano accettate a livello dell'UE.

Cooperazione tra gli Stati membri (artt. 6, 7 e 18)

Vista la natura transfrontaliera dell'attività di distacco dei lavoratori, è necessaria una cooperazione adeguata ed efficace tra le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento e quelle dello Stato membro ospitante.

Per migliorare la cooperazione amministrativa tra gli Stati membri è opportuno garantire un migliore utilizzo del sistema IMI. La relatrice propone pertanto l'uso obbligatorio del sistema IMI ogniqualvolta sia possibile e la revisione delle scadenze proposte dalla CE, per favorirne il rispetto. Deve altresì essere garantita la tutela dei dati.


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (4.3.2013)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

(COM(2012)0131 – C7‑0086/2012 – 2012/0061(COD))

Relatore per parere: Malcolm Harbour

BREVE MOTIVAZIONE

La libera circolazione dei lavoratori e la libera prestazione di servizi sono principi fondamentali del mercato interno. Quando un'impresa procede al distacco di lavoratori in un altro Stato membro nell'ambito di una prestazione di servizi, la direttiva 96/71/CE sui lavoratori distaccati è intesa a tutelare i diritti di tali lavoratori e ad evitare il dumping sociale. L'esperienza dimostra che tale direttiva è stata ampiamente elusa ed insufficientemente applicata. In risposta a una tale situazione, la Commissione ha proposto una direttiva di applicazione.

Scopo di quest'ultima deve essere quello di garantire l'applicabilità delle disposizioni della direttiva 96/71/CE, assicurare condizioni di parità per le imprese, disincentivare l'elusione e salvaguardare la tutela dei diritti dei lavoratori.

Il relatore ha proposto l'inserimento di un testo aggiuntivo al fine di sottolineare gli obiettivi della direttiva 96/71/CE, concentrandosi sulla non discriminazione dei lavoratori in ragione della cittadinanza e sottolineando che la proposta di direttiva di applicazione deve rispettare i principi sanciti dalla direttiva 96/71/CE, migliorandone nel contempo l'applicazione e sanzionandone efficacemente l'elusione.

Il relatore ha inserito delle precisazioni in diversi ambiti, tra cui definizioni più chiare e delucidazioni sui ruoli e le competenze degli Stati membri e dei prestatori di servizi, quali ad esempio la prova dell'esistenza di un rapporto datore di lavoro-lavoratore prima del distacco. Il relatore propone altresì all'articolo 9 un numero minimo di misure di applicazione e un elenco aperto, vista l'assoluta importanza di lasciare agli Stati membri la necessaria flessibilità di adottare ulteriori provvedimenti per assicurare la corretta applicazione della direttiva 96/71/CE.

Per contrastare l'elusione, il relatore formula tre proposte principali. In primo luogo, in caso di inosservanza della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, all'impresa interessata si applicherà la pertinente legislazione in vigore nello Stato membro in cui il servizio è prestato e tutti i lavoratori interessati si considereranno lavoratori che esercitano il loro diritto alla libertà di circolazione all'interno dell'Unione ai sensi dell'articolo 45 del TFUE, che insiste sulla non discriminazione.

In secondo luogo, una modifica della base giuridica della proposta intesa a chiarire la presente direttiva riguarda la libera circolazione di lavoratori e servizi. In terzo luogo, sono previste severe sanzioni nei confronti degli Stati membri che si dimostrano non cooperativi allorché invitati a fornire le informazioni necessarie a verificare una situazione di distacco.

L'abuso delle catene di subappalto non è un fenomeno che colpisce unicamente il settore dell'edilizia, ragion per cui la responsabilità solidale dovrebbe essere estesa a tutti i settori. Essendo di difficile attuazione pratica, l'obbligo della dovuta diligenza è stato soppresso. Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure del caso, in base alle proprie esperienze e procedure, al fine di garantire l'attuazione della responsabilità solidale. Dovrebbe essere possibile introdurre o continuare ad applicare, a livello nazionale, disposizioni più severe. La Commissione, in collaborazione con il Parlamento europeo e il Consiglio, dovrebbe riesaminare l'applicazione dell'articolo in questione al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche.

Il relatore considera indispensabili, per la riuscita della direttiva proposta, una valida collaborazione amministrativa e un'assistenza reciproca. Benché il relatore ravvisi le potenzialità del sistema IMI per un rapido scambio di informazioni al di là delle barriere linguistiche, taluni Stati membri dispongono già di modalità altamente efficaci di cooperazione amministrativa, non basate sul sistema IMI. Gli Stati membri dovrebbero pertanto avere la facoltà di applicare accordi bilaterali extra IMI. Le autorità competenti devono fornire le informazioni richieste senza indugio e, ove queste non siano disponibili, devono dichiararne ufficialmente l'indisponibilità.

Onde incrementare le informazioni a disposizione dei lavoratori, le modalità di contatto delle autorità competenti dovrebbero essere pubblicamente accessibili. Inoltre, le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione dovrebbero essere messe gratuitamente a disposizione del pubblico in modo chiaro, trasparente, esauriente e facilmente comprensibile.

Ai fini di una migliore cooperazione amministrativa e reciproca assistenza, è opportuno che la Commissione presenti i risultati di una valutazione d'impatto sulla fattibilità di un sistema europeo di notifica o registrazione, basato sui sistemi preesistenti negli Stati membri e compatibile con essi. In secondo luogo, è necessario che la Commissione proponga la creazione di un registro europeo (una "black list") delle aziende riconosciute colpevoli di gravi violazioni della direttiva 96/71/CE e di altre normative dell'Unione in materia.

Il successo della direttiva di applicazione proposta e della direttiva 96/71/CE dipende non solo dalla volontà politica ma anche dallo stanziamento di risorse sufficienti: è per questa ragione che il testo proposto dal relatore obbliga gli Stati membri e la Commissione ad assegnare le risorse necessarie per garantire la corretta applicazione della direttiva 96/71/CE.

EMENDAMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2) Secondo il principio della libera circolazione dei lavoratori, ogni cittadino ha il diritto di trasferirsi liberamente in un altro Stato membro per lavorare e a questo scopo risiedervi, e lo protegge da ogni discriminazione, per quanto riguarda l'impiego, la remunerazione e le altre condizioni di lavoro, rispetto ai cittadini di quello Stato membro. Occorre distinguere fra la libertà di circolazione e la libertà di prestazione di servizi, che include il diritto delle imprese di prestare servizi in un altro Stato membro e quindi di inviare ("distaccare") temporaneamente i propri dipendenti in tale Stato membro per svolgervi l'attività necessaria per la prestazione del servizio.

(2) La libera prestazione di servizi include il diritto delle imprese di prestare servizi in un altro Stato membro e quindi di inviare ("distaccare") temporaneamente i propri dipendenti in tale Stato membro per svolgervi l'attività necessaria per la prestazione dei servizi. Ai fini del distacco dei lavoratori, occorre distinguere fra tale libertà e la libera circolazione dei lavoratori secondo cui ogni cittadino ha il diritto di trasferirsi liberamente in un altro Stato membro per lavorare e a questo scopo risiedervi, e lo protegge da ogni discriminazione, per quanto riguarda l'impiego, la remunerazione e le altre condizioni di lavoro, rispetto ai cittadini di quello Stato membro.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis) La presente direttiva non pregiudica l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e dalle convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, se del caso, e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3) Per quanto riguarda i lavoratori temporaneamente distaccati per prestare servizi in uno Stato membro diverso da quello in cui abitualmente lavorano, la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi definisce una serie di condizioni di lavoro e di occupazione che il prestatore di servizi deve rispettare nello Stato membro in cui ha luogo il distacco per garantire una protezione minima dei lavoratori distaccati.

(3) Per quanto riguarda i lavoratori temporaneamente distaccati per prestare servizi in uno Stato membro diverso da quello in cui abitualmente lavorano, la direttiva 96/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 1996, relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi definisce una serie di condizioni di lavoro e di occupazione che il prestatore di servizi deve rispettare nello Stato membro in cui ha luogo il distacco per garantire una protezione minima dei lavoratori distaccati. La presente direttiva non dovrebbe ostare a che norme giuridiche o stabilite mediante contrattazione collettiva garantiscano ai lavoratori distaccati condizioni più favorevoli, purché siano assicurate la parità di trattamento e la non discriminazione tra imprese e lavoratori locali e stranieri. La presente direttiva è intesa a migliorare l'attuazione della direttiva 96/17/CE nel pieno rispetto dell'articolo 26, paragrafo 2, dell'articolo 45, paragrafo 1, dell'articolo 45, paragrafo 2, dell'articolo 53, paragrafo 1 e dell'articolo 62 del TFUE, nonché della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis) La presente direttiva è intesa a migliorare l'applicazione della direttiva 96/71/CE. le sue disposizioni si applicano fatte salve le disposizioni della direttiva 96/71/CE.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter) Al fine di garantire la conformità con la direttiva 96/71/CE senza caricare inutili oneri amministrativi sui fornitori di servizi, è essenziale che gli elementi fattuali di cui all'articolo 3 della presente direttiva siano considerati indicativi e non esaustivi. Non dovrebbe essere previsto un requisito ai sensi del quale ogni elemento debba essere soddisfatto in ogni caso di distacco.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco.

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco e renderne possibile l'esecuzione, tenendo conto dei principi di proporzionalità e di non discriminazione. La presente direttiva non può pregiudicare il nucleo di condizioni di lavoro e di occupazione definite chiaramente dalla direttiva 96/71/CEE. L'eventuale elusione di queste norme deve comportare sanzioni, in particolare per quanto riguarda i termini e le condizioni di occupazione.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) Tutti i provvedimenti introdotti dalla presente direttiva devono essere giustificati, proporzionati e non discriminatori per non creare oneri amministrativi e non limitare il potenziale delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese, di creare di nuovi posti di lavoro, tutelando al contempo i lavoratori distaccati.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5) È quindi necessario chiarire gli elementi fattuali costituivi che caratterizzano la natura temporanea inerente alla nozione di distacco, la quale implica che il datore di lavoro debba essere effettivamente stabilito nello Stato membro a partire dal quale avviene il distacco, come pure la relazione tra la direttiva 97/71/CE e il regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (di seguito "regolamento Roma I").

(5) È quindi necessario chiarire gli elementi fattuali costituivi che caratterizzano la natura temporanea inerente alla nozione di distacco, la quale implica che il datore di lavoro debba essere effettivamente stabilito nello Stato membro a partire dal quale avviene il distacco, come pure la relazione tra la direttiva 97/71/CE e il regolamento (CE) n. 593/2008 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (di seguito "regolamento Roma I") al fine di garantire un'ampia applicazione di tale direttiva.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis) Il Parlamento europeo e il Consiglio dovrebbero fornire alla Commissione, se necessario, il sostegno, la supervisione e il giudizio riguardanti l'attuazione della presente direttiva.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6) Come nel caso della direttiva 96/71/CE, la presente direttiva deve lasciare impregiudicata l'applicazione della legge che, a norma dell'articolo 8 del regolamento Roma I, disciplina i contratti individuali di lavoro, o l'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e del regolamento (CE) n. 987/2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale.

(6) Come nel caso della direttiva 96/71/CE, la presente direttiva deve lasciare impregiudicata l'applicazione della legge che, a norma dell'articolo 8 del regolamento Roma I, disciplina i contratti individuali di lavoro, o l'applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e del regolamento (CE) n. 987/2009, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 settembre 2009, che stabilisce le modalità di applicazione del regolamento (CE) n. 883/2004 relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Le disposizioni della presente direttiva non ostano a che i diritti nazionali degli Stati membri prevedano e attuino condizioni più favorevoli per i lavoratori distaccati.

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis) Gli Stati membri garantiscono che siano disponibili le risorse necessarie al fine di rendere efficaci le verifiche e poter rispondere senza indebiti ritardi alle richieste di informazioni come previsto nella presente direttiva da parte dello Stato membro ospitante o di stabilimento.

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8) Le organizzazioni sindacali svolgono un ruolo importante nel contesto del distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, in quanto le parti sociali possono, secondo il diritto e/o la prassi nazionali, determinare i diversi livelli (alternativamente o contemporaneamente) delle tariffe minime salariali applicabili.

(8) Le parti sociali svolgono un ruolo importante nel contesto del distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, in quanto possono, secondo il diritto e/o la prassi nazionali, determinare i diversi livelli (alternativamente o contemporaneamente) delle tariffe minime salariali applicabili. Le parti sociali dovrebbero assumersi la responsabilità di fornire comunicazioni e informazioni in merito a tali tariffe.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10) Affinché i diritti dei lavoratori distaccati possano essere tutelati, è essenziale che le norme siano adeguatamente ed effettivamente applicate; in caso contrario, è l'efficacia stessa delle norme dell'Unione vigenti in questa materia a essere compromessa. Una stretta cooperazione tra la Commissione e gli Stati membri è quindi essenziale, senza trascurare l'importante ruolo, al riguardo, degli ispettorati del lavoro e delle parti sociali.

(10) Affinché i diritti dei lavoratori distaccati possano essere tutelati, è essenziale che le norme siano adeguatamente ed effettivamente applicate; in caso contrario, è l'efficacia stessa delle norme dell'Unione vigenti in questa materia a essere compromessa. È pertanto essenziale stabilire e mantenere una stretta cooperazione tra gli Stati membri, la Commissione e gli attori nazionali, regionali e locali pertinenti, ivi compresi, al riguardo, gli ispettorati del lavoro e le parti sociali.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11) La fiducia reciproca, lo spirito di collaborazione, un dialogo continuo e la comprensione reciproca sono, a questo riguardo, essenziali.

(11) Tenendo conto del fatto che la capacità dello Stato membro ospitante di individuare elementi fattuali circa l'impresa stabilita in un altro Stato membro è limitata, la collaborazione con lo Stato membro in cui essa è stabilita è essenziale e dovrebbe essere ulteriormente migliorata. La fiducia reciproca, lo spirito di assistenza, un dialogo continuo e la comprensione reciproca sono, a questo riguardo, essenziali.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12) Per facilitare un'applicazione migliore e più uniforme della direttiva 96/71/CE, è opportuno prevedere un sistema elettronico per lo scambio di informazioni che agevoli la cooperazione amministrativa; è opportuno che le autorità competenti utilizzino, per quanto possibile, il sistema di informazione del mercato interno (IMI). Questo non deve comunque precludere l'applicazione di accordi bilaterali o di disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa.

(12) Per facilitare un'applicazione migliore e più uniforme della direttiva 96/71/CE, è opportuno prevedere un sistema elettronico per lo scambio di informazioni che agevoli la cooperazione amministrativa; è opportuno che le autorità competenti utilizzino, per quanto possibile, il sistema di informazione del mercato interno (IMI). Questo non preclude comunque l'applicazione di accordi bilaterali o di disposizioni concernenti la cooperazione amministrativa. L'applicazione pratica dello scambio di informazioni per via elettronica per mezzo dell'IMI deve essere valutata in base alla sua funzionalità.

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis) Si è preso atto con preoccupazione che gli Stati membri registrano ancora molte difficoltà nel recuperare sanzioni amministrative transfrontaliere e riconosce la necessità di affrontare, nella legislazione futura, il reciproco riconoscimento delle sanzioni amministrative.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) È necessario definire in modo più concreto l'obbligo che spetta agli Stati membri di mettere a disposizione di tutti le informazioni sulle condizioni di lavoro e di renderle effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati.

(14) Spetterebbe agli Stati membri di informare la Commissione circa come intendono mettere a disposizione di tutti le informazioni sulle condizioni di lavoro e renderle accessibili ai lavoratori distaccati nonché ai prestatori di servizi di altri Stati membri.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis) Se le condizioni di lavoro sono definite in contratti collettivi considerati universalmente applicabili, gli Stati membri devono assicurare che tali contratti collettivi siano pubblicati ufficialmente e accessibili.

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis) Onde migliorare e facilitare l'assistenza reciproca e la cooperazione transfrontaliera tra le autorità competenti degli Stati membri, occorre sviluppare un sistema di notifica o di registrazione a livello di Unione basato sui sistemi esistenti negli Stati membri e compatibile con questi ultimi, nel rispetto delle norme in materia di protezione dei dati personali. Affinché il sistema in questione sia compatibile con il principio della non discriminazione e della concorrenza leale, sarebbe opportuno che la Commissione trasmettesse al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione d'impatto sulla fattibilità di un siffatto sistema.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre solo talune misure di controllo o formalità amministrative alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi. Tali misure e tali obblighi possono essere imposti soltanto se le autorità competenti non sono in grado di svolgere efficacemente il loro compito di vigilanza senza le informazioni necessarie e se tali informazioni non possono essere ottenute facilmente dal datore di lavoro dei lavoratori distaccati o dalle autorità dello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi entro un termine ragionevole, e/o se misure meno restrittive non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi delle misure nazionali di controllo ritenuti necessari.

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre solo le misure di controllo o formalità amministrative alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi. Tali misure di controllo o formalità amministrative devono essere proporzionate e non comprendere oneri amministrativi ingiustificati ed eccessivi. Tali misure e tali obblighi possono essere imposti soltanto se le autorità competenti non sono in grado di svolgere efficacemente il loro compito di vigilanza senza le informazioni necessarie e se tali informazioni non possono essere ottenute facilmente dal datore di lavoro dei lavoratori distaccati o dalle autorità dello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi entro un termine ragionevole, e/o se misure meno restrittive non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi delle misure nazionali di controllo ritenuti necessari.

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Considerando 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(16 bis) Qualsiasi valutazione dei rischi elaborata dalle autorità competenti deve essere intesa a identificare i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, occorre tener conto dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità, delle informazioni fornite dalle parti sociali sul campo, delle pratiche di elusione nonché della vulnerabilità di taluni gruppi di lavoratori.

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18) Per migliorare e uniformare l'applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE e ridurre per quanto possibile le disparità di applicazione esistenti nell'Unione, gli Stati membri devono provvedere nel loro territorio a ispezioni efficaci e appropriate.

(18) Per migliorare e uniformare l'applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE e ridurre per quanto possibile le disparità di applicazione esistenti nell'Unione, gli Stati membri devono provvedere nel loro territorio a ispezioni efficaci e appropriate. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata dalle autorità competenti e che tiene conto di elementi quali la realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, i problemi e le necessità particolari di specifici settori, le precedenti irregolarità, nonché la vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19) Gli ispettorati del lavoro nazionali, le parti sociali e altri organismi di vigilanza svolgono a questo riguardo, e devono continuare a svolgere, un ruolo di fondamentale importanza.

(19) Gli ispettorati del lavoro nazionali, le parti sociali e altre autorità di vigilanza svolgono a questo riguardo, e devono continuare a svolgere, un ruolo di fondamentale importanza.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23) Per facilitare e rendere più efficace l'applicazione della direttiva 96/71/CE, sono necessari meccanismi efficaci che consentano ai lavoratori distaccati di presentare denunce o promuovere azioni legali, direttamente o tramite terzi designati (organizzazioni sindacali o altre associazioni, istituzioni comuni delle parti sociali). Restano salve le norme procedurali nazionali concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

(23) Per facilitare e rendere più efficace l'applicazione della direttiva 96/71/CE, sono necessari meccanismi efficaci che consentano ai lavoratori distaccati di presentare denunce o promuovere azioni legali, direttamente o, se del caso con la loro approvazione, tramite terzi designati (organizzazioni sindacali o altre associazioni, istituzioni comuni delle parti sociali). Restano salve le norme procedurali nazionali concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) In considerazione della prevalenza del subcontratto nel settore dell'edilizia e per tutelare i diritti dei lavoratori distaccati, è necessario disporre che in tale settore almeno il contraente di cui il datore di lavoro è un subcontraente diretto possa essere tenuto responsabile, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, del pagamento ai lavoratori distaccati della retribuzione netta minima, delle retribuzioni arretrate e/o dei contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali previsti dalla legge o dai contratti collettivi, nella misura in cui rientrino nell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 96/71/CE. Il contraente non è tenuto responsabile se ha agito con la dovuta diligenza, che può consistere nell'adottare misure preventive concernenti le prove fornite dal subcontraente, anche, se del caso, sulla base di informazioni emananti dalle autorità nazionali.

soppresso

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) In casi specifici, altri contraenti possono, secondo la legge e la prassi nazionali, essere tenuti anch'essi responsabili in caso di inosservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva, o la loro responsabilità può essere limitata, previa consultazione delle parti sociali a livello nazionale o settoriale.

soppresso

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) L'obbligo di imporre una clausola di responsabilità al contraente quando il subcontraente diretto è un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro che distacca lavoratori è giustificato dal prevalente interesse pubblico della protezione sociale dei lavoratori. Questi lavoratori distaccati possono non essere nella stessa situazione dei lavoratori alle dipendenze di un subcontraente diretto stabilito nello Stato membro di stabilimento del contraente per quanto riguarda la possibilità di reclamare il pagamento di retribuzioni arretrate o rimborsi di imposte o contributi previdenziali indebitamente trattenuti.

soppresso

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda i mezzi di esecuzione in situazioni transfrontaliere delle sanzioni amministrative irrogate pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno e rischiano di rendere molto difficile, se non impossibile, garantire in tutta l'Unione ai lavoratori distaccati un livello di protezione equivalente.

(27) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda i mezzi di esecuzione, in situazioni transfrontaliere, delle sanzioni amministrative irrogate in relazione alle situazioni di distacco dei lavoratori ai sensi della definizione di cui alla direttiva 96/71/CE e alla presente direttiva, pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno e rischiano di rendere molto difficile, se non impossibile, garantire in tutta l'Unione ai lavoratori distaccati un livello di protezione equivalente. Dovrebbero essere esecutive le ammende e le sanzioni irrogate in ragione del mancato rispetto delle condizioni di impiego stabilite dalla magistratura del lavoro o per contrattazione collettiva.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28) Per garantire l'effettiva applicazione delle norme sostanziali che disciplinano il distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, è necessaria un'azione specifica che renda possibile l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative irrogate. Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in questo campo è quindi una condizione indispensabile per assicurare un livello generale di protezione più elevato ed omogeneo, necessario per il buon funzionamento del mercato interno.

(28) Per garantire l'effettiva applicazione delle norme sostanziali che disciplinano il distacco dei lavoratori per la prestazione di servizi, è necessaria un'azione specifica che renda possibile l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative irrogate relativamente alle situazioni di distacco dei lavoratori, ai sensi della definizione di cui alla direttiva 96/71/CE e alla presente direttiva. Il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in questo campo è quindi una condizione indispensabile per assicurare un livello generale di protezione più elevato ed omogeneo, necessario per il buon funzionamento del mercato interno.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29) L'adozione di norme comuni riguardanti l'assistenza reciproca per le misure di esecuzione e i costi connessi e di disposizioni uniformi per la notificazione delle decisioni relative a sanzioni amministrative dovrebbe permettere di risolvere alcuni problemi pratici di esecuzione transfrontaliera e garantire una migliore comunicazione e una migliore esecuzione delle decisioni emananti da un altro Stato membro.

(29) L'adozione di norme comuni riguardanti l'assistenza reciproca per le misure di esecuzione e i costi connessi e di disposizioni uniformi per la notificazione delle decisioni relative a sanzioni amministrative relativamente alle situazioni di distacco dei lavoratori, ai sensi della definizione di cui alla direttiva 96/71/CE e alla presente direttiva, dovrebbe permettere di risolvere alcuni problemi pratici di esecuzione transfrontaliera e garantire una migliore comunicazione e una migliore esecuzione delle decisioni emananti da un altro Stato membro.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30) La presente direttiva, pur stabilendo norme uniformi per l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni e criteri comuni per le procedure da seguire in caso di mancato pagamento, deve lasciar salva la facoltà degli Stati membri di stabilire il regime sanzionatorio o le misure di recupero previste dai rispettivi ordinamenti nazionali.

(30) La presente direttiva, pur stabilendo norme uniformi per l'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni relativamente alle situazioni di distacco dei lavoratori, ai sensi della definizione di cui alla direttiva 96/71/CE e alla presente direttiva, e criteri comuni per le procedure da seguire in caso di mancato pagamento, deve lasciar salva la facoltà degli Stati membri di stabilire il regime sanzionatorio o le misure di recupero previste dai rispettivi ordinamenti nazionali.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva stabilisce un quadro comune generale di disposizioni, misure e meccanismi di controllo intesi a migliorare e a uniformare l'applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE, comprendente anche misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti.

La presente direttiva stabilisce un insieme di disposizioni, misure e meccanismi specifici di controllo intesi a fornire assistenza agli Stati membri nell'attuazione e nel controllo dell'applicazione della direttiva 96/71/CE, comprendente anche misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti.

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La presente direttiva mira a garantire il rispetto di un appropriato livello minimo di protezione dei diritti dei lavoratori distaccati per una prestazione transfrontaliera di servizi, a facilitare l'esercizio della libertà di prestazione di servizi e a creare condizioni di concorrenza leale tra i prestatori di servizi.

La presente direttiva stabilisce le misure di applicazione necessarie per la parità di trattamento dei lavoratori distaccati relativamente alle condizioni di lavoro, di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE. Tali misure di applicazione sono intese a facilitare e a migliorare l'esercizio della libertà di prestazione dei servizi e a promuovere condizioni di concorrenza leale per i prestatori di servizi nel mercato interno.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La presente direttiva non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri e dal diritto dell'Unione, ivi compresi il diritto o la libertà di sciopero e il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, secondo le leggi e le prassi nazionali, né il diritto di negoziare, concludere ed applicare accordi collettivi e promuovere azioni collettive secondo le leggi e le prassi nazionali.

2. La presente direttiva non pregiudica in alcun modo l'esercizio dei diritti fondamentali riconosciuti dagli Stati membri, ivi compresi il diritto o la libertà di sciopero e il diritto o la libertà di intraprendere altre azioni contemplate dalla disciplina delle relazioni industriali negli Stati membri, secondo le leggi e le prassi nazionali, né il diritto di negoziare, concludere ed applicare accordi collettivi e promuovere azioni collettive secondo le leggi e le prassi nazionali.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) "autorità competente", l'autorità designata da uno Stato membro per esercitare le funzioni previste dalla presente direttiva;

a) "autorità competente", qualunque autorità od organismo designato da uno Stato membro e incaricata/o di esercitare funzioni pubbliche previste dalla presente direttiva;

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis) "Stato membro ospitante", lo Stato membro in cui il lavoratore è temporaneamente distaccato ai sensi della presente direttiva e della direttiva 96/71/CE.

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE le autorità competenti tengono conto degli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato in cui è stabilita per determinare se effettivamente essa esercita attività sostanziali diverse da quelle puramente interne di gestione o amministrazione. Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE le autorità competenti effettuano una valutazione globale degli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato in cui è stabilita per determinare se effettivamente essa esercita attività sostanziali. Durante tale valutazione, in particolare sono considerati gli elementi fattuali seguenti, di cui, se del caso, l'impresa che distacca i lavoratori fornisce prova alle autorità competenti:

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a) il luogo in cui l'impresa ha la propria sede legale e amministrativa, utilizza uffici, paga imposte, è iscritta in un albo professionale o è registrata presso la camera di commercio;

a) il luogo in cui un'impresa esercita la propria attività economica principale, ha la propria sede amministrativa, paga imposte e contributi sociali, è iscritta, in conformità del diritto nazionale, in un albo professionale o è registrata presso la camera di commercio,

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti;

b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti e il luogo da cui i lavoratori sono distaccati,

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) la legge applicabile ai contratti stipulati dall'impresa con i suoi lavoratori e con i suoi clienti;

c) la legge applicabile ai contratti stipulati dall'impresa con i suoi clienti;

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e) il numero anormalmente basso di contratti eseguiti e/o l'ammontare del fatturato realizzato nello Stato membro di stabilimento.

e) il numero anormalmente basso di contratti eseguiti e/o l'ammontare del fatturato realizzato nello Stato membro di stabilimento, tenendo conto della situazione specifica delle imprese di nuovo insediamento.

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

e bis) il lavoratore distaccato è munito di un modulo A1 valido per certificare quale normativa socio-previdenziale si applichi e questa costituisce una delle numerose indicazioni relative ad una situazione di distacco.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La valutazione di questi elementi è adattata in funzione dei casi specifici e tiene conto della natura delle attività svolte dall'impresa nello Stato membro in cui è stabilita.

soppresso

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1 e 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

Per valutare se un lavoratore distaccato temporaneamente presta la sua attività in uno Stato membro diverso da quello in cui abitualmente lavora, sono esaminati tutti gli elementi fattuali che caratterizzano tale attività e la situazione del lavoratore.

Ai fini di una migliore attuazione degli articoli 3 e 5 della direttiva 96/71/CE e per valutare se un lavoratore distaccato temporaneamente presta la sua attività in uno Stato membro ospitante, sono esaminati tutti gli elementi fattuali che caratterizzano tale attività e la situazione del lavoratore.

Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

Si tiene conto, in particolare, dei seguenti elementi,

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) il lavoratore distaccato ritorna o si prevede che riprenda la sua attività nello Stato membro da cui è stato distaccato dopo aver effettuato i lavori o prestato i servizi per i quali è stato distaccato;

c) il lavoratore distaccato viene abitualmente impiegato e si prevede che rientri nella sua sede abituale dopo aver effettuato i lavori o prestato i servizi per i quali è stato distaccato;

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e) lo stesso posto è stato in precedenza ripetutamente occupato dallo stesso o da un altro lavoratore (distaccato).

e) il lavoratore distaccato non sostituisce un altro lavoratore distaccato, salvo in casi di malattia o dimissioni;

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2 – lettere da e bis a e quater (nuove)

Testo della Commissione

Emendamento

 

e bis) il lavoratore distaccato non sostituisce un lavoratore in sciopero;

 

e ter) il lavoratore dipende dal proprio datore di lavoro dal punto di vista organizzativo e finanziario;

 

e quater) l'obbligo di retribuzione del lavoratore incombe all'impresa che ha concluso il contratto di lavoro.

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri adottano misure appropriate per prevenire, evitare e combattere l'elusione e/o l'abuso della presente direttiva da parte di imprese che cercano deliberatamente di negare ai lavoratori distaccati i loro diritti o di privarli di tali diritti.

Gli elementi fattuali sopraenunciati intervengono come fattori indicativi nella valutazione complessiva e non possono pertanto essere considerati isolatamente. I criteri sono adattati a ogni caso particolare e tengono conto delle specificità della situazione.

L'elenco degli elementi enumerati ai paragrafi 1 e 2 è indicativo e non esaustivo e non deve essere considerato isolatamente. La valutazione di tali elementi è adattata a ogni caso particolare e tiene conto delle specificità della situazione.

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Le coordinate delle autorità competenti sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati membri. La Commissione pubblica e aggiorna regolarmente l'elenco delle autorità competenti e degli uffici di collegamento.

Le coordinate delle autorità competenti sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati membri e sono pubblicamente accessibili. La Commissione pubblica e aggiorna regolarmente l'elenco delle autorità competenti e degli uffici di collegamento.

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano rese pubbliche in modo chiaro, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano gratuitamente rese pubbliche in modo chiaro, trasparente, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

Emendamento  51

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

2. Per migliorare l'accesso all'informazione, gli Stati membri:

2. Per migliorare l'accesso all'informazione, gli Stati membri, conformemente ai principi di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE:

Emendamento  52

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) adottano le misure necessarie per rendere pubbliche su siti internet informazioni sui contratti collettivi applicabili (e sui soggetti cui si applicano) e sulle condizioni di lavoro che i prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri devono applicare in base alla direttiva 96/71/CE, se possibile indicando link a siti internet e altri punti di contatto, in particolare le parti sociali pertinenti;

b) adottano le misure necessarie per rendere pubbliche su siti internet e mediante altri mezzi informazioni sui contratti collettivi applicabili (e sui soggetti cui si applicano) e sulle condizioni di lavoro che i prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri devono applicare in base alla direttiva 96/71/CE, se possibile indicando link a siti internet e altri punti di contatto, in particolare le parti sociali pertinenti;

Emendamento  53

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi in lingue diverse dalla lingua o dalle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, e su richiesta in formati accessibili alle persone con disabilità;

c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi nella lingua o nelle lingue dello Stato membro che procede al distacco, nella lingua dello Stato membro di origine del lavoratore e del prestatore di servizi e in inglese, e non solo in lingue diverse dalla lingua o dalle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, nonché descrivendo le procedure per sporgere denuncia e per avviare procedimenti giudiziari o amministrativi e le sanzioni applicabili in caso di inadempienza, e su richiesta in formati accessibili alle persone con disabilità; vengono altresì fornite informazioni su altri punti di contatto, come quelli previsti dalle parti sociali;

Emendamento  54

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

c bis) sono facilmente rese disponibili ulteriori informazioni dettagliate sulle condizioni lavorative e sociali, comprese la salute e la sicurezza sul posto di lavoro, mediante diversi mezzi di comunicazione, tra cui i punti di contatto;

Emendamento  55

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

e bis) migliorare o creare strutture per informare, consigliare e sostenere i lavoratori; se del caso, gli Stati membri si avvalgono delle infrastrutture esistenti, quali gli uffici di collegamento, singoli punti di contatto e di centri di consulenza.

Emendamento  56

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Se, secondo le leggi, le tradizioni e le prassi nazionali, le condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE sono stabilite in contratti collettivi, come previsto dall'articolo 3, paragrafi 1 e 8, di tale direttiva, gli Stati membri si assicurano che le parti sociali ne prendano conoscenza e mettano a disposizione dei prestatori di servizi provenienti da altri Stati membri e dei lavoratori distaccati le relative informazioni, in particolare per quanto riguarda le diverse tariffe minime salariali e i loro elementi costitutivi, il metodo utilizzato per calcolare la retribuzione dovuta e i criteri per la classificazione nelle diverse categorie salariali.

 

4. Se, secondo le leggi, le tradizioni e le prassi nazionali, e nel pieno rispetto per l'autonomia delle parti sociali, le condizioni di lavoro di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE sono stabilite in contratti collettivi, come previsto dall'articolo 3, paragrafi 1 e 8, di tale direttiva, gli Stati membri si assicurano che tali condizioni siano messe pubblicamente a disposizione dei prestatori di servizi provenienti da Stati membri ospitanti e dei lavoratori distaccati in modo accessibile e trasparente e possono coinvolgere le parti sociali a tale riguardo. Le relative informazioni riguardano in particolare le diverse tariffe minime salariali e i loro elementi costitutivi, il metodo utilizzato per calcolare la retribuzione e i criteri per la classificazione, nonché le condizioni di lavoro, a disposizione della autorità nazionali competenti. A tal fine, gli Stati membri possono prevedere un registro ufficiale.

Emendamento  57

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri assicurano che gli accordi collettivi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 8 della direttiva 96/71 siano soggetti a iscrizione nei registri ufficiali e alla pubblicazione. I termini e le condizioni dell'impiego di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71 stabilite negli accordi collettivi sono applicabili ad un'impresa con lavoratori distaccati solo a partire dalla registrazione e pubblicazione ufficiali di tali accordi.

Emendamento  58

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nel rispondere alle motivate richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, ivi comprese indagini su casi di violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori o di presunte attività transnazionali illegali.

2. Nel rispetto dei principi di cui all'articolo 4 e all'articolo 5 della direttiva 96/71/CE, la cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nell'obbligo di rispondere senza indebito indugio in modo rapido ed efficace alle richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle loro autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE e ai pertinenti articoli di questa direttiva, ivi comprese indagini su ogni violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori o su possibili casi di attività transnazionali illegali, e nell'avvio di azioni appropriate in conformità delle norme e prassi nazionali applicabili.

Emendamento  59

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino alle rispettive autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la legislazione nazionale.

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino alle loro autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la loro legislazione nazionale e la direttiva 96/71/CE. Laddove i prestatori di servizi non forniscono tali informazioni, le autorità competenti avviano azioni adeguate.

Emendamento  60

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis. Qualora uno Stato membro continui a rifiutarsi di mettere a disposizione le informazioni richieste, lo Stato membro richiedente può stilare un elenco delle autorità competenti che non cooperano e informarne la Commissione europea. La Commissione europea, previa verifica, stila un elenco pubblicamente accessibile delle autorità che le sono state segnalate dagli Stati membri come non disposte a cooperare.

Emendamento  61

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione.

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta o entro tre settimane se la risposta richiede un'indagine in loco, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione.

Uno specifico meccanismo d'urgenza è utilizzato per situazioni particolari in cui uno Stato membro sia venuto a conoscenza di particolari circostanze che richiedono un intervento urgente. In questi casi le informazioni sono comunicate entro 24 ore.

Uno specifico meccanismo d'urgenza è utilizzato per situazioni particolari in cui uno Stato membro sia venuto a conoscenza di particolari circostanze che richiedono un intervento urgente. In questi casi le informazioni sono comunicate entro 24 ore.

 

Fatti salvi i commi 1 e 2, alle autorità competenti e/o agli ispettorati dello Stato membro ospitante non è preclusa la possibilità di adottare misure immediate prevenire, individuare e sanzionare le frodi.

Emendamento  62

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6. Gli Stati membri dispongono che i registri nei quali i prestatori di servizi sono iscritti e che possono essere consultati dalle autorità competenti sul loro territorio possano anche essere consultati, alle stesse condizioni, dalle omologhe autorità competenti di altri Stati membri.

6. Gli Stati membri dispongono che i registri nei quali i prestatori di servizi sono iscritti e che possono essere consultati dalle autorità competenti sul loro territorio possano anche essere consultati, a condizioni confrontabili, dalle omologhe autorità competenti di altri Stati membri.

Emendamento  63

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7. Gli Stati membri garantiscono la riservatezza delle informazioni che scambiano. Le informazioni scambiate sono utilizzate solo in relazione alle questioni per cui sono state richieste.

7. Gli Stati membri garantiscono la riservatezza delle informazioni che scambiano, in conformità del diritto unionale e del diritto e delle prassi nazionali.

Emendamento  64

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9. La Commissione e le autorità competenti cooperano strettamente per valutare le difficoltà eventualmente sorte nell'applicazione dell'articolo 3, paragrafo, 10 della direttiva 96/71/CE.

9. In conformità del principio di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE, la Commissione e le autorità competenti cooperano strettamente per valutare le difficoltà eventualmente sorte nell'attuazione della direttiva 96/71/CE.

Emendamento  65

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

9 bis. Al fine di agevolare l'assistenza reciproca e la cooperazione transfrontaliera, la Commissione, entro ...*, presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una valutazione d'impatto sulla fattibilità di un sistema di notifica o di registrazione a livello di Unione basato sui sistemi in vigore negli Stati membri e compatibile con essi.

 

__________

 

*GU: si prega di inserire la data: due anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  66

Proposta di direttiva

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Ruolo dello Stato membro di stabilimento

Collaborazione tra lo Stato membro di stabilimento e lo Stato membro ospitante

Emendamento  67

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi continua ad esercitare un'azione di controllo e di monitoraggio e ad adottare le necessarie misure di vigilanza ed esecutive, secondo le leggi, la prassi e le procedure amministrative nazionali, nei riguardi dei lavoratori distaccati in un altro Stato membro.

1. In conformità dei principi stabiliti negli articoli 4 e 5 della direttiva 96/71/CE, lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi continua ad esercitare un'azione di controllo e di monitoraggio e ad adottare le necessarie misure di vigilanza ed esecutive, secondo le leggi, la prassi e le procedure amministrative nazionali, per quanto riguarda i lavoratori distaccati in un altro Stato membro. Tale responsabilità non riduce in alcun modo le possibilità di controllo, monitoraggio e adozione delle opportune misure di vigilanza e attuazione, anche per quanto riguarda le ispezioni delle condizioni di lavoro, da parte dello Stato membro ospitante.

Emendamento  68

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Nei casi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1, lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi presta assistenza allo Stato membro in cui i lavoratori distaccati svolgono la loro attività per assicurare il rispetto delle condizioni previste dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva. Qualora lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi sia a conoscenza di fatti specifici che lascino presumere l'esistenza di irregolarità, comunica di propria iniziativa allo Stato membro in cui i lavoratori distaccati svolgono la loro attività le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1.

2. Nei casi di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1, della presente direttiva lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi presta assistenza allo Stato membro ospitante per assicurare il rispetto delle condizioni previste dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva. Lo Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi comunica, di propria iniziativa o a seguito di una richiesta da parte dello Stato membro ospitante, allo Stato membro ospitante le informazioni di cui all'articolo 3, paragrafi 1 e 2, e all'articolo 9, paragrafo 1. Lo Stato membro di stabilimento, nello spirito dell'articolo 6, paragrafo 1, della presente direttiva, sostiene l'autorità competente dello Stato membro ospitante fornendo in tempo debito informazioni sull'osservanza dell'articolo 3 della presente direttiva.

Emendamento  69

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni circa la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi, la sua buona condotta e l'assenza di violazioni delle norme in vigore. Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni per verificare la piena conformità della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, comprese la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi, la sua buona condotta e l'assenza di violazioni delle norme in vigore. . Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

Emendamento  70

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. L'obbligo di cui ai paragrafi 1 e 2 non comporta per lo Stato membro di stabilimento l'obbligo di effettuare controlli fattuali nel territorio dello Stato membro ospitante in cui è prestato il servizio. Tali controlli sono, se necessario, effettuati dalle autorità dello Stato membro ospitante su richiesta delle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, come previsto dall'articolo 10 e secondo i poteri di vigilanza previsti dalla legge, dalla prassi e dalle procedure nazionali dello Stato membro ospitante e conformi al diritto dell'Unione.

4. I controlli sono effettuati, ove necessario, dalle autorità dello Stato membro ospitante, come previsto dall'articolo 10 e secondo i poteri di vigilanza previsti dalla legge, dalla prassi e dalle procedure nazionali dello Stato membro ospitante.

Emendamento  71

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis. Gli Stati membri, con l'assistenza della Commissione, adottano misure di accompagnamento per sviluppare, agevolare e promuovere lo scambio tra le parti sociali, nonché per garantire che le organizzazioni che forniscono informazioni ai lavoratori distaccati ottengano sostegno.

Emendamento  72

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) l'obbligo, durante il periodo di distacco, di mettere o mantenere a disposizione e/o di conservare in un luogo accessibile e chiaramente individuato nel suo territorio, come il luogo di lavoro o il cantiere, o per i lavoratori mobili del settore dei trasporti la base operativa o il veicolo con il quale il servizio è prestato, copie cartacee o elettroniche del contratto di lavoro (o di un documento equivalente ai sensi della direttiva 91/533/CEE, comprese, se del caso, le informazioni aggiuntive di cui all'articolo 4 di tale direttiva), dei fogli paga, dei cartellini orari e delle prove del pagamento delle retribuzioni, o di documenti equivalenti;

b) l'obbligo, durante il periodo di distacco, di mettere o mantenere a disposizione, entro un termine ragionevole, e/o di conservare, a scelta del prestatore di servizi, in un luogo accessibile e chiaramente individuato nel suo territorio, come il luogo di lavoro o il cantiere, o per i lavoratori mobili del settore dei trasporti la base operativa o il veicolo con il quale il servizio è prestato, copie cartacee o elettroniche del contratto di lavoro (o di un documento equivalente ai sensi della direttiva 91/533/CEE, comprese, se del caso, le informazioni aggiuntive di cui all'articolo 4 di tale direttiva), dei fogli paga, dei cartellini orari e delle prove del pagamento delle retribuzioni, o di documenti equivalenti emessi in conformità del diritto nazionale dello Stato membro di stabilimento;

Emendamento  73

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c) l'obbligo di fornire una traduzione dei documenti di cui alla lettera b) può essere giustificato, purché si tratti di documenti di lunghezza non eccessiva e per i quali sono generalmente utilizzati modelli standard;

c) l'obbligo di fornire una traduzione dei documenti di cui alla lettera b) può essere giustificato, purché si tratti di documenti importanti per stabilire la natura del distacco e la conformità con la direttiva 96/71/CE, di lunghezza non eccessiva e per i quali sono generalmente utilizzati modelli standard;

Emendamento  74

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Gli Stati membri assicurano che tutti i requisiti amministrativi e le misure di controllo siano pubblicamente disponibili ai prestatori di servizi e siano aggiornati periodicamente.

Emendamento  75

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Entro i tre anni seguenti la data di cui all'articolo 20, la necessità e l'opportunità dell'applicazione di misure nazionali di controllo sono esaminate tenendo conto delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di cooperazione e di scambio di informazioni, dell'elaborazione di documenti più uniformi, standardizzati, della definizione di principi comuni o di standard per le ispezioni nel campo del distacco dei lavoratori nonché dell'evoluzione delle tecnologie, al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche.

3. Entro i tre anni seguenti la data di cui all'articolo 20, la necessità, l'opportunità e la sufficiente efficacia dell'applicazione di misure nazionali di controllo sono esaminate tenendo conto delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di cooperazione e di scambio di informazioni, dell'elaborazione di documenti più uniformi, standardizzati, della definizione di principi comuni o di standard per le ispezioni nel campo del distacco dei lavoratori nonché dell'evoluzione sociale, economica e delle tecnologie del distacco, al fine di proporre, se del caso, le necessarie modifiche per assicurare controlli efficaci delle condizioni di impiego da parte delle autorità competenti dello Stato membro ospitante.

Emendamento  76

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti appropriati controlli e meccanismi di vigilanza e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e a garantirne la corretta applicazione. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata regolarmente dalle autorità competenti, che identifica i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, è tenuto conto della realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità e della vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti controlli e meccanismi di vigilanza efficaci e adeguati e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e a garantirne la corretta applicazione. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata dalle autorità competenti, che identifica i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi.

Emendamento  77

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri si assicurano che le ispezioni e i controlli della conformità alla direttiva 96/71/CE non siano discriminatori e/o sproporzionati.

2. Gli Stati membri si assicurano che le ispezioni e i controlli della conformità alla direttiva 96/71/CE non siano discriminatori e/o sproporzionati.

 

In conformità della propria prassi, l'autorità competente fornisce all'impresa oggetto di ispezione o di controllo un documento di ispezione o di controllo che comprende tutte le informazioni utili.

Emendamento  78

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri in cui gli ispettorati del lavoro non esercitano funzioni di controllo e di vigilanza sulle condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati possono in via derogatoria, consultate le parti sociali a livello nazionale, adottare o mantenere disposizioni che garantiscano il rispetto di tali condizioni, purché tali disposizioni garantiscano alle persone interessate un livello di protezione adeguato, equivalente a quello risultante dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva.

5. In conformità dell'articolo 5 della direttiva 96/71/CE, gli Stati membri hanno il diritto di utilizzare disposizioni in linea con la legge e la prassi nazionali per assicurare il rispetto della direttiva 96/71/CE in modo tale da garantire alle persone interessate un livello di protezione adeguato, come definito dalla direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva.

Emendamento  79

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Ai fini dell'esecuzione degli obblighi risultanti dall'articolo 6 della direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva, gli Stati membri provvedono affinché i lavoratori distaccati che ritengono di aver subito un pregiudizio in conseguenza di una violazione delle norme vigenti possano, anche nello Stato membro nel cui territorio sono o erano distaccati, ricorrere a efficaci meccanismi per denunciare direttamente i loro datori di lavoro e abbiano il diritto di proporre azioni giudiziarie o amministrative, anche dopo che abbia avuto termine il rapporto di lavoro nell'ambito del quale la presunta violazione è stata commessa.

1. Ai fini dell'esecuzione degli obblighi risultanti dall'articolo 6 della direttiva 96/71/CE e dalla presente direttiva, gli Stati membri provvedono affinché i lavoratori distaccati che ritengono di aver subito un pregiudizio in conseguenza di una violazione delle norme vigenti possano, a prescindere dal fatto che si tratti dello Stato membro di stabilimento dell'impresa o dello Stato membro ospitante, ricorrere a efficaci meccanismi per denunciare direttamente i loro datori di lavoro e abbiano il diritto di proporre azioni giudiziarie o amministrative, anche dopo che abbia avuto termine il rapporto di lavoro nell'ambito del quale la presunta violazione è stata commessa.

Emendamento  80

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri dispongono che le organizzazioni sindacali e altre parti terze, quali associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche che hanno, in base ai criteri stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali, un interesse legittimo a veder rispettate le disposizioni della presente direttiva, possano, per conto o a sostegno del lavoratore distaccato o del suo datore di lavoro, con la sua approvazione, promuovere ogni procedimento giudiziario o amministrativo diretto a ottenere l'applicazione della presente direttiva e/o l'esecuzione degli obblighi da essa risultanti.

3. Gli Stati membri dispongono che le organizzazioni sindacali e altre parti terze, quali associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche che hanno, in base ai criteri stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali, un interesse legittimo a veder rispettate le disposizioni della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, possano, per conto o a sostegno del lavoratore distaccato o del suo datore di lavoro, se del caso con la sua approvazione, promuovere ogni procedimento giudiziario o amministrativo diretto a ottenere l'applicazione della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva e/o l'esecuzione degli obblighi da esse risultanti.

Emendamento  81

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 – comma 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che siano istituiti meccanismi che consentono ai lavoratori distaccati di riscuotere

Gli Stati membri provvedono a che siano istituiti meccanismi che consentono ai lavoratori distaccati o a coloro che agiscono in loro nome di richiedere e ai lavoratori distaccati di riscuotere

Emendamento  82

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b) il rimborso degli importi eccessivi, in relazione alla retribuzione netta o alla qualità dell'alloggio, trattenuti o dedotti dal salario in contropartita dell'alloggio fornito dal datore di lavoro.

v) il rimborso degli importi eccessivi o degli importi relativi ai viaggi, al vitto e all'alloggio automaticamente detratti dagli stipendi per i quali non è stato fornito alcun rimborso dal datore di lavoro.

Emendamento  83

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera b bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis) pagamenti degli arretrati o rimborsi fiscali o contributi di previdenza sociale indebitamente trattenuti dallo stipendio del lavoratore.

Emendamento  84

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

5 bis. I lavoratori distaccati che avviano procedimenti giudiziari o amministrativi non possono ricevere alcun trattamento sfavorevole da parte del loro datore di lavoro.

Emendamento  85

Proposta di direttiva

Articolo 12

Testo della Commissione

Emendamento

[...]

soppresso

Emendamento  86

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente articolo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative inflitte in uno Stato membro a prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti.

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente articolo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative riguardanti casi di distacco dei lavoratori ai sensi della direttiva 96/71 e della presente direttiva, inflitte in uno Stato membro a prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti.

Emendamento  87

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o di notificare una decisione che impone una sanzione, se le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative vigenti nello Stato membro dell'autorità adita autorizzano un'azione in tal senso nel caso di reclami o decisioni simili.

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o contributi previdenziali retroattivi in conformità del regolamento (CE) n. 987/2009/CE o di notificare una decisione che impone una sanzione o il pagamento della previdenza sociale retroattiva in conformità del regolamento (CE) n. 987/2009/CE, se le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative vigenti nello Stato membro dell'autorità adita autorizzano un'azione in tal senso nel caso di reclami o decisioni simili.

Emendamento  88

Proposta di direttiva

Articolo 14 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis. Le disposizioni relative al recupero di ammende o sanzioni o di contributi previdenziali retroattivi si applicano anche alle ammende comminate nel quadro di decisioni esecutive di legge da parte dei giudici nazionali.

Emendamento  89

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità adita può recuperare importi dalla persona fisica o giuridica interessata e trattenere la somma corrispondente alle spese sostenute in relazione al recupero, secondo le leggi, i regolamenti e le procedure o prassi amministrative dello Stato membro adito che si applicano a reclami simili.

L'autorità adita può recuperare importi dalla persona fisica o giuridica interessata e trattenere la somma corrispondente alle spese sostenute in relazione al recupero, secondo le leggi, i regolamenti e le procedure o prassi amministrative dello Stato membro adito che si applicano a reclami simili. Se l'autorità adita detiene costi connessi sostenuti nell'ambito del recupero, essa informa l'autorità richiedente e fornisce una giustificazione di tali costi.

Emendamento  90

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra le autorità competenti degli Stati membri di cui agli articoli 6, 7, 10, paragrafo 3, 13, 14 e 15 sono attuate per mezzo del sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito dal [regolamento IMI].

1. La cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca tra le autorità competenti degli Stati membri di cui agli articoli 6, 7, 10, paragrafo 3, 13, 14 e 15 sono attuate per mezzo del sistema di informazione del mercato interno (IMI) istituito dal regolamento (UE) n. 1024/2012 e ove ritenuto necessario dallo Stato membro interessato con altri mezzi di cooperazione previsti, come gli accordi bilaterali.

Emendamento  91

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri possono continuare ad applicare gli accordi bilaterali concernenti la cooperazione amministrativa tra le loro autorità competenti per quanto riguarda l'applicazione e il monitoraggio delle condizioni di lavoro applicabili ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE, purché tali accordi non abbiano effetti negativi sui diritti e sugli obblighi delle persone e delle società interessate.

2. Se del caso, e in conformità dei principi stabiliti dalla direttiva 96/71/CE, gli Stati membri sono liberi di applicare gli accordi bilaterali concernenti la cooperazione amministrativa tra le loro autorità competenti per quanto riguarda l'attuazione della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva, purché tali accordi non abbiano effetti negativi sui diritti e sugli obblighi delle persone e delle società interessate.

 

Entro il ...  * la Commissione europea valuterà l'interazione tra l'IMI e gli accordi bilaterali.

 

__________

 

*GU: si prega di inserire la data: 5 anni dall'entrata in vigore della presente direttiva.

Emendamento  92

Proposta di direttiva

Articolo 18 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Nel contesto degli accordi bilaterali di cui al paragrafo 2, le autorità competenti degli Stati membri utilizzano per quanto possibile l'IMI. In ogni caso, se un'autorità competente di uno degli Stati membri interessati ha utilizzato l'IMI, esso è utilizzato in ogni successiva procedura e prevale sui meccanismi previsti nell'accordo bilaterale per quanto riguarda la cooperazione amministrativa e l'assistenza reciproca.

3. Nel contesto degli accordi bilaterali di cui al paragrafo 2, le autorità competenti degli Stati membri utilizzano per quanto possibile l'IMI. In ogni caso, se un'autorità competente di uno degli Stati membri interessati ha utilizzato l'IMI, esso è utilizzato, se del caso, in ogni successiva procedura.

PROCEDURA

Titolo

Applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Riferimenti

COM(2012)0131 – C7-0086/2012 – 2012/0061(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

EMPL

18.4.2012

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

IMCO

18.4.2012

Relatore per parere

       Nomina

Emilie Turunen

8.5.2012

Esame in commissione

18.9.2012

10.10.2012

28.11.2012

 

Approvazione

21.2.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

15

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Adam Bielan, Preslav Borissov, Birgit Collin-Langen, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Cornelis de Jong, Christian Engström, Vicente Miguel Garcés Ramón, Evelyne Gebhardt, Małgorzata Handzlik, Malcolm Harbour, Philippe Juvin, Sandra Kalniete, Edvard Kožušník, Toine Manders, Hans-Peter Mayer, Franz Obermayr, Sirpa Pietikäinen, Phil Prendergast, Mitro Repo, Heide Rühle, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Emilie Turunen, Bernadette Vergnaud, Barbara Weiler

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jürgen Creutzmann, Ildikó Gáll-Pelcz, María Irigoyen Pérez, Constance Le Grip, Antonyia Parvanova, Marc Tarabella, Kyriacos Triantaphyllides, Rafał Trzaskowski, Patricia van der Kammen

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Norbert Glante


PARERE della commissione giuridica (29.4.2013)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

(COM(2012)0131 – C7‑0086/2012 – 2012/0061(COD))

Relatore per parere: Klaus-Heiner Lehne

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella sua relazione i seguenti emendamenti:

Emendamento  1

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco.

(4) Per prevenire, impedire e combattere l'elusione e/o la violazione delle norme applicabili da parte di imprese che traggono indebito o fraudolento vantaggio dalla libertà di prestazione di servizi sancita dal trattato e/o dall'applicazione della direttiva 96/71/CE, è necessario migliorare l'applicazione e il monitoraggio della nozione di distacco e introdurre a livello di Unione criteri più uniformi, che agevolino un'interpretazione comune.

Emendamento  2

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis) Tutti i provvedimenti introdotti dalla presente direttiva devono essere giustificati, proporzionati e non discriminatori di modo che non creino oneri amministrativi e non limitino il potenziale delle imprese, in particolare delle piccole e medie imprese, di creare nuovi posti di lavoro, tutelando al contempo i lavoratori distaccati.

Emendamento  3

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis) È opportuno che le autorità competenti procedano a una valutazione generale di tutti gli elementi oggettivi al fine di determinare se un lavoratore è realmente distaccato. Ove non possa esserne fornita la prova, gli Stati membri interessati dovrebbero collaborare strettamente e senza indugio al fine di scegliere il diritto applicabile al contratto di lavoro, basando la propria decisione sul regolamento Roma I.

Emendamento  4

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis) È opportuno che la prossima revisione del regolamento IMI tenga conto del fatto che l'IMI incorpora quanto è attualmente disciplinato nel quadro di accordi bilaterali.

Emendamento  5

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14) È necessario definire in modo più concreto l'obbligo che spetta agli Stati membri di mettere a disposizione di tutti le informazioni sulle condizioni di lavoro e di renderle effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati.

(14) È necessario definire in modo più concreto l'obbligo che spetta agli Stati membri di mettere a disposizione di tutti, a titolo gratuito, le informazioni sulle condizioni di lavoro e di renderle effettivamente accessibili non solo ai prestatori di servizi di altri Stati membri, ma anche ai lavoratori distaccati interessati.

Emendamento  6

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis) È opportuno che i lavoratori distaccati godano del diritto individuale di essere informati e di ricevere consulenza sui loro diritti e obblighi e sulle condizioni di lavoro e d'impiego applicabili.

Emendamento  7

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre solo talune misure di controllo o formalità amministrative alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi. Tali misure e tali obblighi possono essere imposti soltanto se le autorità competenti non sono in grado di svolgere efficacemente il loro compito di vigilanza senza le informazioni necessarie e se tali informazioni non possono essere ottenute facilmente dal datore di lavoro dei lavoratori distaccati o dalle autorità dello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi entro un termine ragionevole, e/o se misure meno restrittive non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi delle misure nazionali di controllo ritenuti necessari.

(16) Per garantire la corretta applicazione e controllare il rispetto delle norme sostanziali che disciplinano le condizioni di lavoro dei lavoratori distaccati, gli Stati membri devono imporre solo talune misure di controllo o formalità amministrative alle imprese che distaccano lavoratori per la prestazione di servizi. Ai fini della chiarezza giuridica, le eventuali misure di controllo e gli eventuali obblighi devono essere uniformi a livello di Unione e possono essere imposti soltanto se le autorità competenti non sono in grado di svolgere efficacemente il loro compito di vigilanza senza le informazioni necessarie e se tali informazioni non possono essere ottenute facilmente dal datore di lavoro dei lavoratori distaccati o dalle autorità dello Stato membro di stabilimento del prestatore di servizi entro un termine ragionevole, e/o se misure meno restrittive non permetterebbero di raggiungere gli obiettivi delle misure nazionali di controllo ritenuti necessari.

Emendamento  8

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22) Gli Stati membri sono in modo particolare invitati ad adottare un approccio più integrato alle ispezioni del lavoro. Deve essere altresì esaminata la necessità di definire criteri comuni per stabilire metodi, prassi e norme minime comparabili a livello dell'Unione.

(22) Gli Stati membri sono in modo particolare invitati ad adottare un approccio più integrato alle ispezioni del lavoro. Vi è altresì la necessità di definire criteri comuni per stabilire metodi, prassi e norme minime comparabili a livello dell'Unione.

Emendamento  9

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24) In considerazione della prevalenza del subcontratto nel settore dell'edilizia e per tutelare i diritti dei lavoratori distaccati, è necessario disporre che in tale settore almeno il contraente di cui il datore di lavoro è un subcontraente diretto possa essere tenuto responsabile, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, del pagamento ai lavoratori distaccati della retribuzione netta minima, delle retribuzioni arretrate e/o dei contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali previsti dalla legge o dai contratti collettivi, nella misura in cui rientrino nell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 96/71/CE. Il contraente non è tenuto responsabile se ha agito con la dovuta diligenza, che può consistere nell'adottare misure preventive concernenti le prove fornite dal subcontraente, anche, se del caso, sulla base di informazioni emananti dalle autorità nazionali.

(24) In considerazione della prevalenza del subcontratto nel settore dell'edilizia e per tutelare i diritti dei lavoratori distaccati, si raccomanda che in tale settore almeno il contraente di cui il datore di lavoro è un subcontraente diretto possa essere tenuto responsabile, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, del pagamento ai lavoratori distaccati della retribuzione netta minima, delle retribuzioni arretrate e/o dei contributi dovuti a fondi o istituzioni comuni delle parti sociali previsti dalla legge o dai contratti collettivi, nella misura in cui rientrino nell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 96/71/CE. Il contraente non può essere tenuto responsabile se ha agito con la dovuta diligenza, che può consistere nell'adottare misure preventive concernenti le prove fornite dal subcontraente, anche, se del caso, sulla base di informazioni emananti dalle autorità nazionali.

Emendamento  10

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25) In casi specifici, altri contraenti possono, secondo la legge e la prassi nazionali, essere tenuti anch'essi responsabili in caso di inosservanza degli obblighi derivanti dalla presente direttiva, o la loro responsabilità può essere limitata, previa consultazione delle parti sociali a livello nazionale o settoriale.

soppresso

Emendamento  11

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26) L'obbligo di imporre una clausola di responsabilità al contraente quando il subcontraente diretto è un prestatore di servizi stabilito in un altro Stato membro che distacca lavoratori è giustificato dal prevalente interesse pubblico della protezione sociale dei lavoratori. Questi lavoratori distaccati possono non essere nella stessa situazione dei lavoratori alle dipendenze di un subcontraente diretto stabilito nello Stato membro di stabilimento del contraente per quanto riguarda la possibilità di reclamare il pagamento di retribuzioni arretrate o rimborsi di imposte o contributi previdenziali indebitamente trattenuti.

soppresso

Emendamento  12

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda i mezzi di esecuzione in situazioni transfrontaliere delle sanzioni amministrative irrogate pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno e rischiano di rendere molto difficile, se non impossibile, garantire in tutta l'Unione ai lavoratori distaccati un livello di protezione equivalente.

(27) Le disparità esistenti tra gli ordinamenti degli Stati membri per quanto riguarda i mezzi di esecuzione in situazioni transfrontaliere delle sanzioni amministrative irrogate pregiudicano il buon funzionamento del mercato interno e rischiano di rendere molto difficile, se non impossibile, garantire in tutta l'Unione ai lavoratori distaccati un livello di protezione equivalente. Tuttavia, è opportuno che gli Stati membri assicurino che siano previste sanzioni e/o ammende amministrative efficaci al fine di garantire il rispetto della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva.

Emendamento  13

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32) Gli Stati membri devono adottare adeguati provvedimenti, anche di natura amministrativa e giudiziaria, e comminare sanzioni effettive, dissuasive e proporzionate in caso di inosservanza degli obblighi imposti dalla presente direttiva.

(32) Gli Stati membri devono adottare adeguati provvedimenti, anche di natura amministrativa e giudiziaria, e comminare sanzioni effettive, dissuasive e proporzionate in caso di inosservanza degli obblighi imposti dalla presente direttiva. Una buona cooperazione tra gli Stati membri è essenziale per la corretta applicazione della direttiva 96/71/CE e per l'instaurazione di condizioni di parità per imprese e lavoratori.

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. La presente direttiva stabilisce un quadro comune generale di disposizioni, misure e meccanismi di controllo intesi a migliorare e a uniformare l'applicazione nella pratica della direttiva 96/71/CE, comprendente anche misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti.

1. La presente direttiva stabilisce disposizioni, misure e meccanismi di controllo per garantire una migliore e più uniforme applicazione nella pratica, da parte degli Stati membri, della direttiva 96/71/CE, ivi comprese misure dirette a prevenire e sanzionare ogni violazione ed elusione delle norme vigenti.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) "autorità competente", l'autorità designata da uno Stato membro per esercitare le funzioni previste dalla presente direttiva;

a) "autorità competente", le autorità pubbliche designate da uno Stato membro per esercitare le funzioni previste dalla presente direttiva;

Emendamento  16

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera a – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Le autorità competenti possono comprendere gli uffici di collegamento di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE.

Emendamento  17

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera a – comma 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Le coordinate delle autorità competenti sono comunicate alla Commissione e agli altri Stati membri. La Commissione pubblica e aggiorna regolarmente l'elenco delle autorità competenti e degli uffici di collegamento.

Emendamento  18

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) "autorità richiedente", l'autorità competente di un Stato membro che presenta una domanda di assistenza, informazione, notificazione o recupero concernente una sanzione di cui al capo V;

b) "autorità richiedente", l'autorità competente di un Stato membro che presenta una domanda di assistenza, informazione, notificazione o recupero;

Emendamento  19

Proposta di direttiva

Articolo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) "autorità adita", l'autorità competente di uno Stato membro alla quale è diretta una richiesta di assistenza, informazione, notificazione o recupero.

c) "autorità adita", l'autorità competente di uno Stato membro alla quale è diretta una richiesta di assistenza, informazione, notificazione o recupero di cui al capo VI.

Emendamento  20

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE le autorità competenti tengono conto degli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato in cui è stabilita per determinare se effettivamente essa esercita attività sostanziali diverse da quelle puramente interne di gestione o amministrazione. Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

1. Ai fini dell'applicazione della direttiva 96/71/CE le autorità competenti tengono conto degli elementi fattuali che caratterizzano le attività esercitate da un'impresa nello Stato membro in cui è stabilita per determinare se effettivamente essa distacca lavoratori nel territorio di un altro Stato membro nel quadro di una prestazione transnazionale di servizi. Gli elementi considerati possono essere solamente i seguenti:

Emendamento  21

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti;

b) il luogo in cui i lavoratori distaccati sono assunti e quello da cui sono distaccati;

Emendamento  22

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) il luogo in cui l'impresa esercita la propria attività economica principale e in cui è occupato il suo personale amministrativo;

d) il luogo in cui l'impresa esercita la propria attività economica, la quale, secondo una valutazione basata su un orizzonte temporale più ampio, non si limita alla pura gestione interna e/o alle attività amministrative;

Emendamento  23

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

e) il numero anormalmente basso di contratti eseguiti e/o l'ammontare del fatturato realizzato nello Stato membro di stabilimento.

soppresso

Motivazione

La soppressione mira a tenere conto della situazione delle PMI di nuovo insediamento, che sin dall'inizio possono ottenere un contratto e avvalersi di lavoratori distaccati. In tale situazione esse avrebbero automaticamente un fatturato più basso nello Stato membro di stabilimento ma ciò non influirebbe sulla reale natura dell'impresa nella situazione di stabilimento.

Emendamento  24

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

Gli elementi considerati possono essere i seguenti:

Gli elementi considerati possono essere solamente i seguenti:

Emendamento  25

Proposta di direttiva

Articolo 3 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis. Entro tre anni dalla data di cui all'articolo 20, la necessità e l'adeguatezza degli elementi citati ai paragrafi 1 e 2 del presente articolo sono riesaminati in vista della definizione di potenziali nuovi elementi di cui tener conto al fine di determinare se l'impresa è reale e se il lavoratore temporaneamente distaccato svolge il suo lavoro, nell'ottica di proporre, laddove adeguato, eventuali modifiche o emendamenti necessari.

Emendamento  26

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare siano rese pubbliche in modo chiaro, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per far sì che le informazioni relative alle condizioni di lavoro e di occupazione di cui all'articolo 3 della direttiva 96/71/CE che i prestatori di servizi devono rispettare, incluse quelle stabilite in contratti collettivi, siano rese pubbliche a titolo gratuito e in modo chiaro, esauriente e facilmente accessibile a distanza e per via elettronica, in formati e secondo standard web che permettano l'accesso alle persone con disabilità, e per far sì che gli uffici di collegamento o gli altri organismi nazionali competenti di cui all'articolo 4 della direttiva 96/71/CE siano in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

Emendamento  27

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi in lingue diverse dalla lingua o dalle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, e su richiesta in formati accessibili alle persone con disabilità;

c) mettono tali informazioni a disposizione dei lavoratori e dei prestatori di servizi nelle lingue più pertinenti, diverse dalla lingua o dalle lingue nazionali del paese in cui i servizi sono prestati, se possibile presentando sinteticamente in un foglio illustrativo le principali condizioni di lavoro applicabili, e su richiesta in formati accessibili alle persone con disabilità;

Emendamento  28

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. La cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nel rispondere alle motivate richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, ivi comprese indagini su casi di violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori o di presunte attività transnazionali illegali.

2. La cooperazione degli Stati membri consiste, in particolare, nel rispondere senza indugio alle richieste di informazioni e di controlli, ispezioni e indagini da parte delle autorità competenti in relazione a situazioni di distacco di cui all'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, ivi comprese indagini su casi di violazione delle norme applicabili al distacco dei lavoratori.

Emendamento  29

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino alle rispettive autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la legislazione nazionale.

3. Per rispondere a una richiesta di assistenza proveniente dalle autorità competenti di un altro Stato membro, gli Stati membri dispongono che i prestatori di servizi stabiliti nel loro territorio comunichino alle rispettive autorità competenti tutte le informazioni necessarie per il controllo delle loro attività secondo la legislazione nazionale. Laddove i prestatori di servizi non forniscono tali informazioni, le autorità competenti dello Stato ospitante devono avviare azioni adeguate, ove opportuno in collaborazione con le autorità competenti dello Stato di stabilimento.

Motivazione

Le autorità competenti degli Stati ospitanti devono applicare in modo efficace le norme unionali e nazionali in materia di diritto del lavoro. Laddove sia individuata una violazione e, per qualsiasi ragione, non sia possibile avviare un'azione legale nello Stato ospitante, entrambi gli Stati devono collaborare per assicurare che il prestatore di servizi sia ritenuto responsabile, fornisca l'adeguata retribuzione ai lavoratori distaccati e affronti le pertinenti sanzioni penali.

Emendamento  30

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Nel caso in cui incontri difficoltà nel rispondere a una richiesta di informazioni o nell'effettuare controlli, ispezioni o indagini, lo Stato membro in questione ne informa sollecitamente lo Stato membro richiedente al fine di trovare una soluzione.

4. Nel caso in cui incontri difficoltà nel rispondere a una richiesta di informazioni o nell'effettuare controlli, ispezioni o indagini, lo Stato membro in questione ne informa sollecitamente lo Stato membro richiedente al fine di trovare una soluzione. Qualora perdurassero problemi nello scambio di informazioni, la Commissione deve intervenire per assistere gli Stati membri nella ricerca di una soluzione.

Emendamento  31

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione.

5. Gli Stati membri trasmettono per via elettronica quanto prima possibile, entro due settimane dal ricevimento della richiesta o entro un mese se la risposta presuppone un'ispezione in loco, le informazioni richieste da altri Stati membri o dalla Commissione. Se la richiesta presenta carattere di urgenza, le informazioni devono essere trasmesse entro tre giorni dal ricevimento della medesima.

Emendamento  32

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Uno specifico meccanismo d'urgenza è utilizzato per situazioni particolari in cui uno Stato membro sia venuto a conoscenza di particolari circostanze che richiedono un intervento urgente. In questi casi le informazioni sono comunicate entro 24 ore.

soppresso

Emendamento  33

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7. Gli Stati membri garantiscono la riservatezza delle informazioni che scambiano. Le informazioni scambiate sono utilizzate solo in relazione alle questioni per cui sono state richieste.

7. Gli Stati membri garantiscono la riservatezza delle informazioni che scambiano, in conformità delle norme dell'Unione in materia di protezione dei dati nonché delle loro leggi e prassi nazionali.

Emendamento  34

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni circa la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi, la sua buona condotta e l'assenza di violazioni delle norme in vigore. Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

3. Le autorità competenti dello Stato membro ospitante possono parimenti chiedere alle autorità competenti dello Stato membro di stabilimento, per ciascuna prestazione o per ciascun prestatore di servizi, di fornire informazioni circa la legalità dello stabilimento del prestatore di servizi. Le autorità competenti dello Stato membro di stabilimento comunicano tali informazioni nei modi previsti dall'articolo 6.

Emendamento  35

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

a) l'obbligo per i prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro di presentare alle autorità competenti nazionali responsabili, al più tardi all'inizio della prestazione del servizio, una semplice dichiarazione riguardante l'identità del prestatore di servizi, la presenza di uno o più lavoratori distaccati chiaramente identificabili, il loro numero previsto, la durata e il luogo previsti della loro presenza e i servizi che giustificano il distacco;

a) l'obbligo per i prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro di presentare alle autorità competenti nazionali responsabili, entro l'inizio della prestazione del servizio, una dichiarazione riguardante l'identità del prestatore di servizi, la presenza di uno o più lavoratori distaccati chiaramente identificabili, il loro numero previsto, la durata e il luogo previsti della loro presenza e i servizi che giustificano il distacco;

Emendamento  36

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

c) l'obbligo di fornire una traduzione dei documenti di cui alla lettera b) può essere giustificato, purché si tratti di documenti di lunghezza non eccessiva e per i quali sono generalmente utilizzati modelli standard;

c) la possibilità di richiedere la traduzione dei documenti di cui alla lettera b) può essere giustificata, purché si tratti di documenti di lunghezza non eccessiva e per i quali sono generalmente utilizzati modelli standard;

Emendamento  37

Proposta di direttiva

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

d) l'obbligo di designare una persona di contatto abilitata a negoziare per conto del datore di lavoro, se necessario, con le parti sociali dello Stato membro nel quale ha luogo il distacco, secondo la legge e la prassi nazionali, durante il periodo in cui sono prestati i servizi.

d) la possibilità di richiedere la designazione di una persona di contatto abilitata a negoziare per conto del datore di lavoro, se necessario, con le parti sociali dello Stato membro ospitante, secondo la legge e la prassi nazionali, entro il periodo in cui sono prestati i servizi.

Emendamento  38

Proposta di direttiva

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti appropriati controlli e meccanismi di vigilanza e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e a garantirne la corretta applicazione. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata regolarmente dalle autorità competenti, che identifica i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, è tenuto conto della realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità e della vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

1. Gli Stati membri provvedono affinché siano predisposti efficaci controlli e meccanismi di vigilanza e siano effettuate nel loro territorio efficaci e adeguate ispezioni dirette a controllare la conformità alle disposizioni della direttiva 96/71/CE e della presente direttiva e a garantirne la corretta applicazione. Tali ispezioni si basano principalmente su una valutazione dei rischi effettuata regolarmente dalle autorità competenti, che identifica i settori d'attività in cui nel loro territorio si concentra la presenza di lavoratori distaccati per la prestazione di servizi. Nel procedere a tale valutazione dei rischi, è tenuto conto della realizzazione di grandi progetti infrastrutturali, dei problemi e delle necessità particolari di specifici settori, delle precedenti irregolarità e della vulnerabilità di talune categorie di lavoratori.

Emendamento  39

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Gli Stati membri dispongono che le organizzazioni sindacali e altre parti terze, quali associazioni, organizzazioni e altre persone giuridiche che hanno, in base ai criteri stabiliti dalle rispettive legislazioni nazionali, un interesse legittimo a veder rispettate le disposizioni della presente direttiva, possano, per conto o a sostegno del lavoratore distaccato o del suo datore di lavoro, con la sua approvazione, promuovere ogni procedimento giudiziario o amministrativo diretto a ottenere l'applicazione della presente direttiva e/o l'esecuzione degli obblighi da essa risultanti.

soppresso

Emendamento  40

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4. Quanto disposto ai paragrafi 1 e 3 lascia impregiudicate le norme nazionali relative ai termini di prescrizione o ai termini entro cui possono essere proposte azioni simili e le norme nazionali di procedura concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio.

4. Quanto disposto ai paragrafi 1 e 3 lascia impregiudicate le norme nazionali relative ai termini di prescrizione o ai termini entro cui possono essere proposte azioni simili e le norme nazionali di procedura concernenti la rappresentanza e la difesa in giudizio. Tuttavia, le norme nazionali di procedura devono prevedere un periodo minimo di sei mesi per la presentazione di un reclamo.

Emendamento  41

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 1 – comma 1 – alinea

Testo della Commissione

Emendamento

1. In relazione alle attività del settore edilizio di cui all'allegato della direttiva 96/71/CE, per tutte le situazioni di distacco previste dall'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, gli Stati membri dispongono, in modo non discriminatorio riguardo alla tutela dei diritti equivalenti dei dipendenti dei subcontraenti diretti stabiliti nel rispettivo territorio, che il contraente di cui il datore di lavoro (prestatore di servizi o impresa di lavoro temporaneo o agenzia di somministrazione di lavoro) è un subcontraente diretto possa, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, essere tenuto responsabile dal lavoratore e/o dai fondi o dalle istituzioni comuni delle parti sociali in caso di mancato pagamento:

1. In relazione alle attività del settore edilizio di cui all'allegato della direttiva 96/71/CE, per tutte le situazioni di distacco previste dall'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 96/71/CE, gli Stati membri sono esortati a introdurre un sistema secondo cui il contraente di cui il datore di lavoro (prestatore di servizi o impresa di lavoro temporaneo o agenzia di somministrazione di lavoro) è un subcontraente diretto possa, in aggiunta o in luogo del datore di lavoro, essere tenuto responsabile dal lavoratore e/o dai fondi o dalle istituzioni comuni delle parti sociali in caso di mancato pagamento:

Emendamento  42

Proposta di direttiva

Articolo 12 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2. Gli Stati membri dispongono che un contraente che abbia adempiuto gli obblighi di diligenza non sia tenuto responsabile in forza di quanto previsto dal paragrafo 1. Tali disposizioni sono applicate in modo trasparente, non discriminatorio e proporzionato. Esse possono comportare misure preventive adottate dal contraente concernenti la prova fornita dal subcontraente delle principali condizioni di lavoro applicate ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 96/71/CE, compresi i fogli paga e il pagamento dei salari, il rispetto degli obblighi contributivi e/o fiscali nello Stato membro di stabilimento e il rispetto delle norme vigenti in materia di distacco dei lavoratori.

2. Gli Stati membri possono disporre che un contraente che abbia adempiuto gli obblighi di diligenza non sia tenuto responsabile in forza di quanto previsto dal paragrafo 1. Tali disposizioni, se introdotte, sono applicate in modo trasparente, non discriminatorio e proporzionato. Esse possono comportare misure preventive adottate dal contraente concernenti la prova fornita dal subcontraente delle principali condizioni di lavoro applicate ai lavoratori distaccati di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 96/71/CE, compresi i fogli paga e il pagamento dei salari, il rispetto degli obblighi contributivi e/o fiscali nello Stato membro di stabilimento e il rispetto delle norme vigenti in materia di distacco dei lavoratori.

Emendamento  43

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente articolo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative inflitte in uno Stato membro a prestatori di servizi stabiliti in un altro Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti.

1. Fatti salvi i mezzi che sono o possono essere previsti dalla legislazione dell'Unione, i principi dell'assistenza e del riconoscimento reciproci e le misure e procedure di cui al presente capo si applicano all'esecuzione transfrontaliera delle sanzioni amministrative pecuniarie e/o ammende inflitte a prestatori di servizi stabiliti in uno Stato membro nei casi di inosservanza delle norme vigenti in materia di distacco dei lavoratori in un altro Stato membro.

Emendamento  44

Proposta di direttiva

Articolo 13 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o di notificare una decisione che impone una sanzione, se le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative vigenti nello Stato membro dell'autorità adita autorizzano un'azione in tal senso nel caso di reclami o decisioni simili.

2. L'autorità richiedente può, secondo le leggi, i regolamenti e le prassi amministrative nazionali vigenti, chiedere all'autorità competente di un altro Stato membro di riscuotere una sanzione o di notificare una decisione che impone una sanzione.

Emendamento  45

Proposta di direttiva

Articolo 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 14 bis

 

Motivi del rifiuto

 

Le autorità competenti dello Stato membro adito possono rifiutare una richiesta di recupero o di notificazione di una decisione se la richiesta è incompleta o non corrisponde manifestamente alla relativa decisione o se i costi per il recupero della sanzione/ammenda sono sproporzionati rispetto all'importo da recuperare.

Emendamento  46

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

1. L'autorità adita trasferisce all'autorità richiedente gli importi recuperati in relazione alle sanzioni di cui al presente capo.

1. Gli importi recuperati in relazione alle sanzioni e/o ammende di cui al presente capo spettano all'autorità adita.

Emendamento  47

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità adita può recuperare importi dalla persona fisica o giuridica interessata e trattenere la somma corrispondente alle spese sostenute in relazione al recupero, secondo le leggi, i regolamenti e le procedure o prassi amministrative dello Stato membro adito che si applicano a reclami simili.

soppresso

Emendamento  48

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Qualora il recupero presenti una difficoltà particolare, riguardi un importo molto elevato, l'autorità richiedente e l'autorità adita possono convenire caso per caso modalità di rimborso specifiche.

soppresso

Emendamento  49

Proposta di direttiva

Articolo 16 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3. Nonostante quanto disposto al paragrafo 2, l'autorità competente dello Stato membro richiedente resta responsabile, nei confronti dello Stato membro adito, delle spese e delle perdite conseguenti ad azioni riconosciute infondate per quanto riguarda la sussistenza della sanzione, la validità del titolo emesso dall'autorità richiedente ai fini dell'esecuzione e/o l'adozione di misure cautelari.

soppresso

Emendamento  50

Proposta di direttiva

Articolo 16 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 16 bis

 

Clausola di revisione

 

Entro tre anni dalla data di cui all'articolo 20, la Commissione, in consultazione con gli Stati membri, riesamina l'applicazione del presente capo, in particolare tenendo conto delle esperienze acquisite e dell'efficacia del sistema di esecuzione transfrontaliera di sanzioni amministrative e/o ammende, al fine di proporre, se del caso, gli emendamenti o le modifiche necessari.

PROCEDURA

Titolo

Applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Riferimenti

COM(2012)0131 – C7-0086/2012 – 2012/0061(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

EMPL

18.4.2012

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

JURI

26.10.2012

Relatore per parere

       Nomina

Klaus-Heiner Lehne

26.11.2012

Relatore per parere sostituito

Evelyn Regner

Esame in commissione

21.1.2013

 

 

 

Approvazione

25.4.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Luigi Berlinguer, Sebastian Valentin Bodu, Christian Engström, Marielle Gallo, Giuseppe Gargani, Sajjad Karim, Klaus-Heiner Lehne, Antonio Masip Hidalgo, Alajos Mészáros, Bernhard Rapkay, Evelyn Regner, Dimitar Stoyanov, Rebecca Taylor, Alexandra Thein, Cecilia Wikström, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Piotr Borys, Eva Lichtenberger, Angelika Niebler, József Szájer

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Sylvie Guillaume, Jürgen Klute, Jacek Olgierd Kurski


PROCEDURA

Titolo

Applicazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori nell'ambito di una prestazione di servizi

Riferimenti

COM(2012)0131 – C7-0086/2012 – 2012/0061(COD)

Presentazione della proposta al PE

21.3.2012

 

 

 

Commissione competente per il merito

Annuncio in Aula

EMPL

18.4.2012

 

 

 

Commissione(i) competente(i) per parere

Annuncio in Aula

IMCO

18.4.2012

JURI

26.10.2012

 

 

Relatore

Nomina

Danuta Jazłowiecka

16.2.2012

 

 

 

Esame in commissione

28.11.2012

20.2.2013

29.5.2013

19.6.2013

Approvazione

20.6.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

18

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Jean-Luc Bennahmias, Phil Bennion, Pervenche Berès, Milan Cabrnoch, David Casa, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Marije Cornelissen, Emer Costello, Frédéric Daerden, Karima Delli, Sari Essayah, Richard Falbr, Thomas Händel, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Martin Kastler, Ádám Kósa, Jean Lambert, Verónica Lope Fontagné, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Traian Ungureanu, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Jürgen Creutzmann, Ria Oomen-Ruijten, Evelyn Regner, Birgit Sippel, Sampo Terho

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ricardo Cortés Lastra, Jürgen Klute, Alexander Graf Lambsdorff, Marita Ulvskog, Jacek Włosowicz

Deposito

4.7.2013

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