Procedura : 2013/2045(INI)
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Ciclo del documento : A7-0275/2013

Testi presentati :

A7-0275/2013

Discussioni :

PV 10/09/2013 - 17
CRE 10/09/2013 - 17

Votazioni :

PV 11/09/2013 - 5.17
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P7_TA(2013)0365

RELAZIONE     
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22.7.2013
PE 508.047v02-00 A7-0275/2013

sulla lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita

(2013/2045(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore: Joanna Katarzyna Skrzydlewska

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

affrontare la disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita

(2013/2045(INI))

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 14 giugno 2010 sulla "Promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti"(1),

–   viste la comunicazione della Commissione sull'iniziativa "Opportunità per i giovani" (COM(2011) 933), la sua risoluzione del 24 maggio 2012 sull'iniziativa "Opportunità per i giovani"(2)e la sua interrogazione con richiesta di risposta orale alla Commissione sull'iniziativa "Opportunità per i giovani"(3),

–   vista la comunicazione della Commissione sull'attuazione dell'iniziativa "Opportunità per i giovani"(COM(2012)0727),

–   vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Youth on the Move" (COM (2010) 0478),     

–   viste le conclusioni del Consiglio, adottate a Lussemburgo il 17 giugno 2011, in merito alla promozione dell'occupazione giovanile per conseguire gli obiettivi della strategia Europa 2020,

–   viste le conclusioni del Consiglio, del 7 febbraio 2013, su un'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile,

–   vista la proposta della Commissione del 5 dicembre 2012 dal titolo "Verso un quadro di qualità per i tirocini - Seconda fase della consultazione delle parti sociali a livello europeo a norma dell'articolo 154 del TFUE" (COM(2012)0728),

–   vista la comunicazione della Commissione del 5 dicembre 2012 relativa alla proposta di raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani (COM(2012)0729),

–   vista la relazione Eurofound del 13 giugno 2012 dal titolo "Youth Guarantee: Experiences from Finland and Sweden" (Garanzia per i giovani: esperienze in Finlandia e Svezia),

–   vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2013 su una garanzia per i giovani(4),

–   visto l'accordo politico raggiunto al Consiglio, il 28 febbraio 2013, su una raccomandazione del Consiglio relativa all'istituzione di una garanzia per i giovani,

–   vista la comunicazione della Commissione del 27 aprile 2009 dal titolo "Una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità – Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù" (COM(2009)0200),

–   vista la proposta di modifica del documento della Commissione "Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo sociale europeo e che abroga il regolamento (CE) n. 1081/2006 (COM(2011)0607),

–   vista la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo, del 30 gennaio 2012, dal titolo "Verso un risanamento favorevole alla crescita e una crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro",

–   vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2010 sulla mobilità e l'inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020(5),

–   vista la Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati elaborata dal Forum europeo della gioventù insieme alle parti sociali e ad altre parti interessate,

–   vista la relazione Eurofound del 22 ottobre 2012 dal titolo "NEET – Giovani che non studiano e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa"(6),

–   vista la relazione Eurofound del 21 dicembre 2012 dal titolo "Efficacia delle misure politiche per aumentare la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro"(7),

–   vista la relazione Eurofound del 29 aprile 2011 dal titolo "Aiutare i giovani lavoratori durante la crisi: i contributi delle parti sociali e delle autorità pubbliche"(8);

–   vista la sua risoluzione sull'integrazione dei migranti, gli effetti sul mercato del lavoro e la dimensione esterna del coordinamento in materia di sicurezza sociale nell'Unione europea (2012/2131(INI)),

–   vista la relazione Eurofound del 7 febbraio 2012 dal titolo "Recent policy developments related to those not in employment, education and training (NEETs)" (Recenti sviluppi politici relativi a coloro che non sono né occupati né iscritti a un corso di istruzione o formazione (NEET))(9),

–   vista la relazione Eurofound del 15 gennaio 2013 dal titolo "Il coinvolgimento attivo dei giovani con problemi di salute o disabilità"(10),

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per lo sviluppo regionale, della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A7-0275/2013),

A.  considerando che, nel giugno del 2013, il 23,5 % dei giovani attivi era senza lavoro, e che le percentuali variano dal 10% o meno in Austria e Germania a oltre il 64,2% in Grecia, il che è indice di nette differenze geografiche sia tra gli Stati membri che al loro interno; e considerando che, secondo i dati e le previsioni più aggiornati, in alcuni Stati membri la situazione dei giovani si aggraverà ulteriormente;

B.   considerando che la disoccupazione tra le donne di età inferiore ai 25 anni continua ad aumentare, passando dal 18,8% nel 2009 al 22,1% nel 2012 e che, secondo gli ultimi dati disponibili, si attesterebbe attualmente al 22,9%; considerando che fenomeni di scoraggiamento, autoesclusione e disaffezione verso il lavoro vanno sempre più diffondendosi: considerando che nel mercato del lavoro le giovani donne continuano ad affrontare condizioni peggiori rispetto ai giovani di sesso maschile, con una conseguente significativa perdita di potenziale di crescita economica per l'Europa derivante dal sottoutilizzo delle competenze di donne altamente qualificate;

C.  considerando che, nel 2011, 7,5 milioni di giovani tra i 15 e i 24 anni e 6,5 milioni tra i 25 e i 29 anni non erano né occupati né iscritti a un corso di istruzione o formazione (NEET), e che tra loro sono presenti membri di gruppi vulnerabili; e che ciò può comportare gravi ripercussioni sul piano personale e sociale, ad esempio future prospettive di lavoro caratterizzate da insicurezza, povertà ed esclusione sociale, o persino disfunzioni mentali e fisiche; considerando che è probabile che tali problemi aumentino in futuro e abbiano gravi ripercussioni finanziarie sui sistemi sociali degli Stati membri;

D.  considerando che il fatto che vi siano 14 milioni di NEET rende necessaria, da parte degli Stati membri e delle istituzioni europee, un'intensificazione degli sforzi per il reinserimento dei giovani nel mercato del lavoro; considerando che le esigenze dei giovani di tutta Europa sono molto varie e che, pertanto, i provvedimenti adottati per integrarli nel mercato del lavoro devono essere adeguati alle esigenze di ciascun gruppo specifico, e, ove possibile, includere politiche di valutazione personale;

E.   considerando che, nel 2011, la perdita economica connessa al disimpegno dei giovani dal mercato del lavoro è stata stimata in 153 miliardi di euro negli Stati membri, pari all'1,2% del PIL dell'UE(11); che tale somma supera di gran lunga la stima di 10 miliardi di euro necessari per creare 2 milioni di nuovi posti di lavoro per i giovani(12); e considerando che ciò rappresenta un gravoso onere sociale ed economico a lungo termine per l'intera Unione europea;

F.  considerando che la disoccupazione giovanile è un fattore che ha contribuito in misura importante al netto aumento delle migrazioni in atto in numerosi Stati membri; e che la mobilità e la migrazione sono solo rarissimamente una scelta, essendo solitamente dettate dalle necessità economiche;

G.  considerando che nell'UE sono necessari ingenti investimenti per creare crescita e occupazione, nonché per rafforzare la domanda interna; considerando che è necessario un pacchetto di investimenti pari al 2% del PIL dell'UE per migliorare sensibilmente la congiuntura economica a breve termine e la situazione del mercato del lavoro negli Stati membri; e che tale misura sarebbe benefica innanzitutto per i giovani, in quanto categoria più duramente colpita dalla crisi;

H.  considerando che i giovani sono particolarmente svantaggiati durante le crisi economiche, più di altri gruppi; considerando che per molti giovani l'attuale disoccupazione può tramutarsi in disoccupazione a lungo termine, aumentando notevolmente il rischio di una loro esclusione sociale; considerando che ciò ha conseguenze preoccupanti sui giovani, riducendone l'autostima, facendo in modo che le loro ambizioni restino irrealizzate, riducendone il reddito nonché le possibilità di carriera, e ritardandone l'ingresso in una vita adulta indipendente, compresa la creazione di una famiglia, e ripercuotendosi di conseguenza negativamente sulla situazione sociale, economica e demografica in Europa sia nel lungo che nel breve periodo, e accrescendo il rischio di povertà durante la vecchiaia a causa dei contributi sociali non versati durante la vita lavorativa;

I.    considerando che l'articolo 13 del trattato CE attribuisce espressamente alla Comunità la facoltà di combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o l'orientamento sessuale; e che, nonostante la direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, le giovani donne sono ancora soggette a discriminazioni fondate sull'età e sul genere quando entrano nel mercato del lavoro;

J.    considerando che, nonostante i livelli generalmente elevati della disoccupazione giovanile, nell'UE(13) circa quattro milioni di posti di lavoro sono vacanti a causa dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze; e che in alcuni settori, come quello informatico e della ricerca e sviluppo, vi è una persistente e crescente domanda di forza lavoro altamente qualificata che non viene soddisfatta;

K.  considerando che l'OIL ha raccomandato un bilancio di 21 miliardi di euro, pari allo 0,5% della spesa complessiva della zona euro, per attuare pienamente una garanzia per i giovani nell'UE;

L.   considerando che, nel contesto della strategia Europa 2020, l'UE si è impegnata ad aumentare i livelli di istruzione, a ridurre il tasso di abbandono scolastico portandolo al di sotto del 10% entro il 2020, a incrementare il tasso di completamento dell'istruzione universitaria o equivalente tra le persone di età compresa tra i 30 e i 34 anni fino ad almeno il 40% e a portare il tasso di occupazione delle persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni al 75%;

M.  considerando che la crisi ha portato a un aumento dei rapporti di lavoro precari, soprattutto tra i giovani, e che numerosi posti di lavoro a tempo pieno sono stati sostituiti con posti a tempo determinato, part-time o non retribuiti;

N.  considerando che sempre più spesso i giovani si vedono costretti ad accettare tirocini sia retribuiti che non retribuiti, e che tale circostanza costituisce un fattore di discriminazione nei confronti dei meno abbienti; considerando che occorre riconoscere il problema dello sfruttamento dei tirocinanti come forza lavoro a basso costo e che è quindi necessario stabilire una serie di criteri qualitativi per i tirocini;

O.  considerando che le PMI e le microimprese, che sono alla base della crescita economica e della creazione di posti di lavoro e il cui contributo è fondamentale ai fini del raggiungimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, hanno soppresso oltre 3,5 milioni di posti di lavoro e ridotto notevolmente le assunzioni in seguito alla crisi economica, e che la chiusura dei posti di lavoro ha interessato tutti i lavoratori, primi fra tutti i giovani;

P.   considerando che i giovani hanno diritto a un'occupazione di qualità in base alle loro competenze e che l'occupazione di qualità è fondamentale per la dignità e l'autonomia dei giovani europei;

Q.  considerando che la crisi economica, che si è palesata nel 2008, ha avuto ripercussioni negative sia sulla domanda che sull'offerta del mercato del lavoro, aumentando dunque drasticamente l'incertezza delle prospettive lavorative e rendendo essenziale per i disoccupati essere meglio informati circa le prospettive occupazionali; considerando che l'istruzione, la formazione e lo sviluppo di competenze sono spesso inaccessibili per le categorie meno favorite, compresi i giovani con disabilità;

R.   considerando che, grazie al loro orientamento alle competenze pratiche, i sistemi d'istruzione duali che coniugano l'insegnamento teorico e la formazione professionale, e i cicli universitari che combinano corsi accademici e formazioni pratiche, diffusi in alcuni Stati membri, hanno dimostrato la loro validità durante la crisi; considerando che la Commissione ha più volte constatato che un efficiente sistema d'istruzione duale può assicurare la fornitura continuata di una forza lavoro qualificata, mantenendo basso il tasso di disoccupazione giovanile;

S.   considerando che la transizione dal mondo dell'istruzione al mercato del lavoro rappresenta un momento decisivo nella vita dei giovani, determinandone le possibilità di carriera future, il reddito percepito nel corso della vita e la situazione sociale sul lungo periodo; e che, in tale contesto, la politica condotta nel campo dell'istruzione è inscindibile da quella relativa al mercato del lavoro;

T.   considerando che la crisi economica, che è iniziata nel 2008, ha avuto ripercussioni negative sia sulla domanda che sull'offerta del mercato del lavoro, aumentando dunque drasticamente l'incertezza delle prospettive lavorative e rendendo essenziale affrontare la questione degli investimenti degli Stati membri nella creazione di posti di lavoro, nella formazione e nell'istruzione; considerando che tra le conseguenze della crisi si può includere un aumento dei conflitti e delle tensioni sociali;

U.  considerando che i servizi per l'impiego svolgono un ruolo fondamentale nel mercato del lavoro e devono, pertanto, soddisfare standard elevati in fatto di qualità, che devono essere oggetto di controlli da parte delle autorità competenti; considerando che tali standard di qualità e i relativi controlli devono valere parimenti per i servizi per l'impiego sia pubblici sia privati;

V.  considerando che parte della soluzione al problema della disoccupazione può essere lo sviluppo di sistemi di istruzione e formazione professionale di alta qualità, con insegnanti e formatori altamente qualificati, metodi di apprendimento innovativi, infrastrutture e attrezzature di alta qualità, un'elevata rilevanza in relazione al mercato del lavoro e percorsi verso il proseguimento dell'istruzione e della formazione;

W. considerando che tra i temporaneamente occupati fino al 40% sono giovani, contro il 13% degli occupati in generale, e che un giovane su cinque teme di perdere il proprio posto di lavoro;

X. considerando che in alcuni Stati membri è possibile osservare un crescente divario tra le competenze dei laureati e i fabbisogni di competenze del mercato del lavoro;

Y.  considerando che il fatto di tenere conto delle esigenze del mercato del lavoro non deve precludere ai bambini la possibilità di acquisire una base iniziale di conoscenze quanto più ampia possibile, che costituisce la migliore garanzia per adeguarsi ai rischi di disoccupazione e alle incognite della vita; e che la maggior parte degli studi dimostra l'importanza di un'istruzione di qualità fin dai primi anni di scolarità al fine di evitare l'abbandono scolastico precoce e di integrare al meglio i bambini dei ceti sociali più svantaggiati nel mondo della scuola;

Z    considerando che le risorse educative aperte migliorano la qualità, l'accessibilità e l'equità dell'istruzione e favoriscono un processo di apprendimento interattivo, creativo, flessibile e personalizzato attraverso l'uso delle TIC e delle nuove tecnologie; che l'istruzione aperta promuove l'occupabilità sostenibile favorendo l'apprendimento permanente;

AA. considerando che sia gli insegnanti scolastici che i docenti universitari si trovano ad affrontare sfide senza precedenti legate al quadro economico mondiale in rapida evoluzione, che richiedono lo sviluppo di nuove capacità e competenze, di approcci innovativi e di metodi moderni di insegnamento, quale fattore chiave per un'istruzione efficace e una maggiore occupabilità dei giovani;

AB. considerando che il 60% dei laureati è costituito da donne, spesso tuttavia inquadrate in posizioni sotto-qualificate o sottopagate; considerando che le donne sono anche vittime di differenze di genere sul piano delle condizioni di lavoro e di disoccupazione, il che si traduce in un divario salariale (attualmente del 16,2%) come pure pensionistico;

AC. considerando che l'occupazione femminile risente maggiormente dei fenomeni di flessibilità e precarietà rispetto a quella maschile; considerando che nel terzo trimestre del 2012, circa il 60% dei lavoratori part-time della fascia compresa tra i 15 e i 24 anni erano donne; mentre, nella stessa fascia di età, il 64% dei lavoratori temporanei con un livello di istruzione terziaria (laurea e post-laurea) erano donne;

AD. considerando che, nonostante l'articolo 19 del TFUE, la direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000 e la direttiva 2006/54/CE del 5 luglio 2006, le giovani donne sono ancora soggette a discriminazioni fondate sull'età e sul genere quando entrano nel mercato del lavoro; considerando che l'accesso al mercato del lavoro ufficiale è più difficile per le donne appartenenti a gruppi sociali vulnerabili, tra cui le minoranze etniche;

AE. considerando che la maternità costituisce spesso un ostacolo all'accesso al mercato del lavoro per le giovani madri e dunque contribuisce ad aumentare il divario di genere in materia di occupazione;

AF. considerando che le misure a favore dell'occupazione giovanile devono essere integrate in una strategia macroeconomica coerente, orientata al futuro e agli investimenti in grado di garantire le condizioni per la creazione di posti di lavoro sostenibili nel XXI secolo nonché un'efficace transizione dall'istruzione al lavoro;

1.   sottolinea che le misure delle politiche nazionali e dell'UE volte a promuovere l'occupazione giovanile devono essere coerenti e sinergiche, e dovrebbero porre l'accento in particolare su un'istruzione e una formazione (professionale) di qualità e fornire un'esperienza lavorativa, consentendo in tal modo ai giovani di trovare posti di lavoro stabili e validi sotto il profilo qualitativo; evidenzia che, offrendo ai giovani la possibilità di fare tirocini retribuiti in modo congruo e attività di volontariato di pubblica utilità, si consente loro di svolgere attività socialmente utili e di acquisire esperienza professionale;

2.   deplora che le attuali misure anticrisi, finalizzate alla riduzione della spesa pubblica nei paesi colpiti dalla crisi abbiano già determinato un impatto diretto negativo sui giovani a causa dei tagli nell'istruzione, nella creazione di posti di lavoro e nei servizi di sostegno;

3.   sottolinea che i giovani disoccupati provengono da categorie molto diversificate e che, di conseguenza, occorre operare una classificazione in base alle loro esigenze e capacità al fine di migliorare l'attuazione delle misure adottate; sarà necessario identificare le competenze chiave che consentano a tali giovani di accedere in modo più rapido, stabile e duraturo al mercato del lavoro; ritiene che occorra prestare particolare attenzione ai giovani che non possiedono alcun titolo, non sono né occupati, né iscritti a un corso di istruzione o formazione;

4.   invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25% nelle regioni, a elaborare un piano di ristrutturazione di un anno per far fronte alla disoccupazione giovanile attraverso la creazione di posti di lavoro per almeno il 10% dei giovani interessati;

5.   sottolinea la necessità di una politica per il mercato del lavoro attiva, globale e integrata, mirata alla creazione di posti di lavoro con provvedimenti specifici per i giovani, in modo da evitare lo spreco di risorse disponibili, da un lato, e ridurre la disoccupazione giovanile, anziché semplicemente "riciclarla", dall'altro; invita gli Stati membri a valutare se gli esempi di migliori prassi degli altri Stati membri siano applicabili al loro mercato del lavoro e ad adottare i provvedimenti giusti per combattere la disoccupazione giovanile; evidenzia le esperienze positive dei paesi con sistemi di istruzione e formazione professionale (IFP) e sistemi d'istruzione duali nel miglioramento della transizione dall'istruzione al mondo del lavoro, in quanto viene colmato il divario tra le competenze della formazione e le esigenze del mercato del lavoro; sottolinea che è compito della Commissione prestare un'assistenza attiva a tali sforzi e la invita a riferire periodicamente sulla riforma dei sistemi di formazione professionale negli Stati membri; evidenzia che occorre prestare particolare attenzione ai gruppi vulnerabili ad alto rischio di esclusione sociale, comprese le persone che non sono né occupate, né iscritte a un corso di istruzione o formazione (NEET);

6.   invita la Commissione a raccogliere esempi positivi di formazione dei giovani e a riunirli in un manuale da mettere a disposizione degli Stati membri;

7.   invita la Commissione a presentare ogni anno una relazione sulla riforma dei sistemi di formazione negli Stati membri e a dare così un contributo strutturale e di lungo periodo al miglioramento dell'impiegabilità dei giovani;

8.   invita la Commissione a elaborare orientamenti di qualità per un sistema di istruzione duale moderno, avvalendosi di un elenco di professioni fondamentali in Europa, ampiamente definite e non accademiche;

9.   sottolinea l'importanza del miglioramento delle norme di qualità nell'istruzione superiore e nell'istruzione professionale; sottolinea, inoltre, l'importanza dell'apprendimento delle lingue nel quadro dell'istruzione, della formazione e della riqualificazione;

10. sottolinea che il coinvolgimento di tutte le parti interessate a livello locale, regionale, nazionale ed europeo, compresi le parti sociali, i servizi per l'impiego, gli enti di formazione e istruzione, i singoli datori di lavoro, le ONG, e in particolare anche le organizzazioni studentesche e giovanili, è fondamentale per definire, attuare e monitorare con successo una serie di misure che promuovano l'occupazione giovanile e l'impiegabilità in maniera integrata; evidenzia che le misure intese a promuovere l'occupazione giovanile sostenibile e di qualità devono essere flessibili al fine di soddisfare le esigenze in continua evoluzione del mercato del lavoro; osserva la necessità di relazioni contrattuali flessibili e allo stesso tempo affidabili, di efficaci politiche di reinserimento nel mercato del lavoro e di sistemi di previdenza sociale moderni; sottolinea che un orientamento professionale tempestivo per i giovani, ben prima della conclusione del primo ciclo di studi secondari, è particolarmente importante in quanto richiede che genitori e istituti scolastici migliorino le capacità di assistenza e consulenza degli studenti nella scelta degli studi e, successivamente, delle carriere professionali;

11. invita gli Stati membri a intraprendere misure che pongano l'accento sui settori della scienza, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica nei loro programmi di istruzione al fine di adeguarsi agli sviluppi futuri previsti nel mercato del lavoro;

12. ribadisce il ruolo fondamentale della contrattazione collettiva nel promuovere e migliorare le condizioni di lavoro dei giovani lavoratori;

13. riconosce che l'investimento nelle competenze adeguate è un fattore importante nell'aiutare gli Stati membri a innovare e a riacquistare la loro competitività;

14. invita gli Stati membri a riconoscere le sfide senza precedenti del contesto economico globale in rapida evoluzione che insegnanti e docenti universitari si trovano ad affrontare; osserva che un fattore fondamentale per il successo dell'istruzione dei giovani e per le loro prospettive di lavoro è lo sviluppo di nuove abilità e competenze, di approcci innovativi e di metodi moderni di insegnamento e apprendimento;

15. invita gli Stati membri a incoraggiare e favorire la partecipazione dei giovani, e in particolare delle giovani donne, alla vita democratica, tramite l'istruzione, la società civile e le iniziative giovanili di qualità, e ad utilizzare strumenti nuovi ed esistenti che contribuiscano allo sviluppo della politica, rafforzando in tal modo lo sviluppo, il benessere e l'inclusione sociale dei giovani;

16. è profondamente preoccupato per i tagli di bilancio degli Stati membri nel campo dell'istruzione, della formazione e delle politiche della gioventù, che potrebbero far sì che i giovani siano esclusi sia dall'istruzione sia dal mondo del lavoro, e ricorda che gli stanziamenti di bilancio a favore dell'istruzione e della formazione sono un investimento necessario e inestimabile per il futuro;

17. chiede un rafforzamento della formazione e dell'aggiornamento professionale del personale docente, soprattutto rispetto alla didattica moderna e all'uso delle nuove tecnologie; osserva che l'apprendimento permanente inizia dall'istruzione nella prima infanzia e sottolinea che occorre promuovere, in modo ludico, soprattutto le competenze linguistiche;

18. mette in rilievo il ruolo dello strumento di garanzia sui prestiti dell'UE proposto per gli studenti di master a tempo pieno nell'UE e nei paesi terzi, inteso a facilitare ulteriormente la mobilità dei giovani e la classificazione multidimensionale delle università;

19. ritiene che si debba tenere conto, nel quadro di strategie di sviluppo territoriale integrate, delle esigenze locali e delle specificità territoriali per poter identificare le possibilità di lavoro, in particolare in ambiti innovativi quali i settori "verdi" e le imprese sociali;

20. chiede agli Stati membri e agli enti regionali e locali di definire strategie di sviluppo territoriale integrate, comprendenti elementi di formazione e occupazione, che inizino con l'adozione di provvedimenti atti a evitare l'abbandono scolastico precoce e a creare percorsi occupazionali per i giovani;

21. riconosce la situazione particolarmente difficile in certe regioni in cui il livello di disoccupazione tra i giovani è superiore al 25%; accoglie con favore il fatto che il sostegno dell'Unione all'occupazione giovanile sarà ulteriormente rafforzato attraverso l'iniziativa dell'UE a favore dell'occupazione giovanile, proposta con una dotazione massima di 8 miliardi di EUR per il periodo settennale dal 2014 al 2020; sottolinea al contempo che, secondo l'OIL, per un'efficace applicazione della garanzia europea per i giovani sarebbero necessari finanziamenti pari a 21 miliardi di EUR per la sola zona euro; concorda che gli stanziamenti specifici per l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e il relativo stanziamento a titolo dell'FSE andrebbero erogati anticipatamente;

22. sottolinea l'importanza di interventi immediati per combattere la disoccupazione giovanile e la disoccupazione giovanile di lungo periodo; mette in evidenza, inoltre, la necessità di offrire ai giovani un posto di lavoro a lungo termine, sostenibile e di qualità;

23. esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che le normative nazionali che interessano i giovani, e in particolare le normative nazionali basate sulla direttiva 2000/78/CE sull'uguaglianza in materia di occupazione, non siano utilizzate per discriminare l'accesso dei giovani alle prestazioni di previdenza sociale; ritiene che si debba fare molto di più per garantire che sia i dipendenti che i datori di lavoro siano consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri nell'ambito di questa normativa;

24. invita gli Stati membri ad aggiornare le loro strategie di sviluppo regionale affinché tengano conto delle misure volte a promuovere l'occupazione, inclusa quella giovanile;

25. accoglie con favore la decisione del consiglio EPSCO, del 28 febbraio 2013, di trovare un accordo in merito a una raccomandazione del Consiglio relativa all'attuazione di una garanzia per i giovani e invita gli Stati membri ad intervenire in maniera ambiziosa a livello nazionale ai fini dell'attuazione dei programmi di garanzia per i giovani; chiede l'estensione del gruppo bersaglio ai giovani di età inferiore ai 30 anni, compresi i laureati e coloro che abbandonano i sistemi di formazione senza aver ottenuto una qualifica; sottolinea che il successo di tale misura dipenderà fortemente da un'ampia gamma di fattori politici e di condizioni generali, quali investimenti adeguati nell'istruzione e nella formazione, infrastrutture e capacità dei servizi per l'impiego, disponibilità di posti per studenti e laureati, apprendistati e tirocini di qualità, nonché politiche generali finalizzate alla creazione di occupazione; chiede un seguito adeguato mediante i programmi nazionali di riforma degli Stati membri e, nel contesto del Semestre europeo; che siano agevolati il monitoraggio, la valutazione e il miglioramento continuo dei programmi di garanzia per i giovani; sottolinea che la garanzia per i giovani dovrebbe essere integrata nell'ambito più ampio delle politiche nazionali attive per il mercato del lavoro;

26. informa gli Stati membri che intende seguire da vicino tutte le loro attività finalizzate alla realizzazione della garanzia per i giovani e invita le organizzazioni giovanili a tenerlo aggiornato sulla loro analisi delle azioni degli Stati membri;

27. invita i parlamenti nazionali, unitamente alle organizzazioni giovanili, a ritenere i loro governi responsabili del conseguimento della garanzia per i giovani e a garantire che siano adottati provvedimenti concreti per assicurare che ciascun giovane (disoccupato o che ha abbandonato l'istruzione formale) entro quattro mesi riceva un'offerta qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio;

28. sottolinea che gli sforzi e i finanziamenti finalizzati all'attuazione dei programmi di garanzia per i giovani non devono andare a scapito degli sforzi e delle riforme strutturali richiesti in alcuni Stati membri per adeguare i sistemi d'istruzione e i mercati del lavoro alle sfide del futuro;

29. chiede alla Commissione europea di includere nei suoi programmi misure specifiche volte a combattere la disoccupazione giovanile in un'ottica globale e integrata, in linea con l'iniziativa prioritaria "Gioventù in movimento" della strategia Europa 2020.

30. ricorda alla Commissione e agli Stati membri il loro impegno, nell'ambito degli obiettivi della strategia Europa 2020, a raggiungere un tasso di occupazione del 75% sia per le donne che per gli uomini, e avverte che l'attuale livello di disoccupazione giovanile potrebbe escludere una generazione di donne dal mercato del lavoro, aumentandone l'invisibilità e la vulnerabilità;

31. invita la Commissione e gli Stati Membri a monitorare e divulgare tutti i dati relativi alle politiche di lotta contro la disoccupazione giovanile (tra cui l'attuazione della garanzia per i giovani), elaborando statistiche regionali per i vari Stati membri e prestando particolare attenzione alla dimensione di genere;

32. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a elaborare chiare norme di qualità e indicatori relativi allo sviluppo di programmi di garanzia per i giovani nonché a promuovere il loro sostegno a tutti gli attori importanti per il conseguimento della garanzia per i giovani, quali le parti sociali nazionali, le autorità locali e regionali, i servizi per l'impiego e gli enti di formazione e istruzione; chiede l'agevolazione dei programmi di garanzia per i giovani mediante incentivi finanziari, compresi gli incentivi nel quadro degli appalti pubblici e i finanziamenti per la formazione in loco, che aiuteranno le imprese a presentare offerte di formazione e di lavoro sostenibili di alta qualità e rappresenteranno un investimento efficace e mirato nelle potenzialità dei giovani; sottolinea la particolare responsabilità delle imprese quanto all'offerta di tali possibilità;

33. invita la Commissione e gli Stati membri, in collaborazione con le parti interessate giovanili e con il Parlamento, a elaborare un piano di azione sull'occupazione giovanile che definisca misure a breve, medio e lungo termine; deplora che, nell'attuale dibattito, le misure a lungo termine siano presentate come soluzioni a breve termine; sottolinea che nel breve termine occorre incentrare l'attenzione sull'attenuazione immediata della crisi, per coloro che si trovano all'esterno e all'interno del mercato del lavoro, prestando particolare attenzione alla garanzia di un reddito di sussistenza e di opportunità sul mercato del lavoro; sottolinea che gli investimenti nell'istruzione e nella formazione, nella creazione di posti di lavoro, nei programmi di apprendistato e negli incentivi destinati ai datori di lavoro sono principalmente misure a medio ma anche a lungo termine che devono essere fermamente concordate tra tutti gli operatori e confermate per almeno cinque anni; sottolinea che in particolare la creazione di un sistema di formazione duale, l'apprendistato, la formazione sul posto di lavoro e l'integrazione dei giovani nel mercato del lavoro sono misure a lungo termine che richiedono quindi un impegno a più lunga scadenza;

34. raccomanda che, negli Stati membri in cui esiste un sistema di formazione duale, ai giovani fino ai 18 anni che non trovano un posto di apprendistato sia offerto un "apprendistato sostitutivo", quindi un programma di garanzia per i giovani, sotto forma di formazione professionale presso più datori di lavoro; raccomanda che, negli Stati membri in cui non esiste un sistema di formazione duale, siano adottate misure per l'attuazione di un sistema debitamente adeguato;

35. sottolinea che diverse fasce di età richiedono approcci diversi per affrontare le questioni dell'occupazione, focalizzandosi sull'inserimento nel mercato del lavoro per le fasce di età più giovani e sul miglioramento della sicurezza del posto di lavoro e della sicurezza sociale per le fasce di età più anziane;

36. invita la Commissione e gli Stati Membri a incoraggiare l'avvicinamento tra il mondo del lavoro e dell'istruzione affinché si strutturino percorsi formativi, come ad esempio quelli duali, che coniughino nozioni teoriche ed esperienza pratica per conferire ai giovani il necessario bagaglio di competenze sia generiche che specifiche; invita altresì la Commissione e gli Stati membri a investire a sostegno di una campagna di sensibilizzazione sulla formazione professionale (IFP) e sugli studi tecnici e imprenditoriali;

37. invita le istituzioni europee a dare il buon esempio eliminando dai loro siti web la pubblicità per i tirocini non retribuiti e ad erogare un'indennità minima sulla base del livello del costo della vita nel luogo in cui viene effettuato il tirocinio;

38. esorta gli Stati membri a elaborare nuove politiche del mercato del lavoro inclusive e mirate, che garantiscano ai giovani un inserimento rispettoso e un'occupazione significativa, per esempio creando reti d'ispirazione, accordi in materia di tirocini accompagnati da aiuti di carattere economico affinché il tirocinante possa spostarsi e vivere vicino al luogo in cui si svolge il tirocinio, centri di orientamento professionale internazionale e centri giovanili che offrano orientamento individuale in particolare in materia di organizzazioni sindacali e aspetti giuridici relativi al loro tirocinio;

39. invita gli Stati membri a elaborare, in collaborazione con tutti gli attori e le parti interessate, ulteriori strategie specifiche mirate ai NEET che dovrebbero combinare forme efficaci di reintegrazione nella scuola o di integrazione nel mondo del lavoro per i giovani che abbandonano prematuramente gli studi; invita pertanto gli Stati membri a presentare, nel quadro del Semestre europeo, le modalità con cui intendono progredire verso una maggiore integrazione dei NEET tramite la garanzia per i giovani e altri strumenti; sottolinea la necessità di aumentare l'occupabilità e la partecipazione dei giovani, stimolando l'apprendimento permanente e rendendo i regimi di sicurezza sociale più inclusivi e attivi; chiede la rimozione delle barriere pratiche e logistiche incontrate da giovani con esigenze più complesse o con disabilità quando entrano nel mercato del lavoro;

40. esorta gli Stati membri a intensificare gli sforzi atti a ridurre l'abbandono scolastico precoce e raggiungere così l'obiettivo stabilito dalla strategia UE 2020 di abbandoni scolastici non superiori al 10% entro il 2012; invita gli Stati membri a fare uso di un'ampia gamma di misure per la lotta all'abbandono scolastico precoce e all'analfabetismo, per esempio riducendo il numero di studenti per classe, fornendo assistenza agli studenti che non possono permettersi di completare il ciclo scolastico obbligatorio, ponendo maggiormente l'accendo sugli aspetti pratici nei programmi di studio, introducendo tutori in tutte le scuole e istituendo un meccanismo di seguito immediato degli studenti che abbandonano la scuola prematuramente; fa riferimento all'esempio della Finlandia che è riuscita a ridurre il numero di abbandoni scolastici esaminando con gli studenti la possibilità di un nuovo orientamento; invita la Commissione a coordinare un progetto sulle migliori prassi;

41. constata che già l'istruzione nella prima infanzia può, in modo ludico, porre le basi per un percorso educativo coronato da successo e sottolinea che, soprattutto in tale contesto, sono fondamentali la formazione pedagogica e un aggiornamento professionale specializzato del personale docente;

42. esorta gli Stati membri, date le condizioni sociali eccezionali create dalla crisi, a elaborare una strategia per fornire incentivi, inclusi incentivi finanziari, affinché gli studenti provenienti da categorie vulnerabili possano completare la propria istruzione secondaria;

43. sottolinea l'importanza di disporre di una rete pubblica di qualità delle residenze per studenti;

44. sostiene l'istituzione del programma "Erasmus per tutti", con un capitolo distinto dedicato ai giovani, accompagnato da una dotazione di bilancio separata, parallelamente alla concessione di un sostegno accresciuto a coloro che sono attivi nell'ambito del lavoro giovanile, in modo istituzionalizzato e non istituzionalizzato; è del parere che l'acquisizione di competenze, in particolare competenze trasversali (quali le competenze nelle TIC o quelle linguistiche), ad esempio studiando, lavorando o facendo volontariato all'estero, possa contribuire a promuovere la partecipazione attiva dei giovani nella società e, di conseguenza, l'integrazione europea, migliorando le loro prospettive sul mercato del lavoro, nonché la mobilità dei lavoratori in generale in tutta l'Unione;

45. sottolinea il ruolo fondamentale che il Fondo sociale europeo deve svolgere nella lotta alla disoccupazione giovanile e invita gli Stati membri e le autorità di gestione di tutti i programmi operativi a includere misure intese a conseguire tale obiettivo;

46. invita gli Stati Membri ad attuare le misure previste dai rispettivi programmi di garanzia per i giovani, tenendo conto di una prospettiva di genere in tutte le fasi della preparazione, della programmazione e dell'attuazione di tali misure; invita gli Stati membri a istituire centri per l'impiego dotati di personale adeguatamente formato, in grado di attuare efficaci politiche di sensibilizzazione e di prevedere percorsi specifici per le donne, anche per evitare la disoccupazione di lungo periodo e il rischio di esclusione sociale;

47. sottolinea che, affinché la garanzia per i giovani divenga realtà, è necessario il rispetto della contrattazione collettiva per i salari e del principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore;

48. sottolinea l'importanza che i giovani acquisiscano competenze trasversali, ad esempio per quanto concerne le TIC, la leadership, il pensiero critico, le competenze linguistiche e le capacità imprenditoriali, anche attraverso periodi di studio all'estero, così da migliorare le loro prospettive sul mercato del lavoro e la loro capacità di adattarsi ai futuri sviluppi del mercato del lavoro; invita gli Stati membri a dare maggiore importanza a queste competenze nei loro programmi scolastici;

49. riconosce le difficoltà che i giovani incontrano nel creare e sviluppare la propria impresa; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere i giovani imprenditori e i giovani lavoratori autonomi agevolando e semplificando l'accesso alle risorse finanziarie, riducendo gli oneri amministrativi, affrontando le problematiche della normativa in materia fallimentare e creando condizioni generali preferenziali che comprendano strumenti efficienti di consulenza e tutorato e la creazione di incubatori d'impresa;

50. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie al fine di incoraggiare, promuovere e sostenere l'imprenditorialità e il lavoro autonomo tra le giovani donne, fornendo loro formazione e consulenza e garantendo un accesso più facile al credito e al microcredito a condizioni agevolate e con agevolazioni fiscali, in particolare per le PMI;

51. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie a combattere lo stereotipo secondo cui quella imprenditoriale è un'attività rischiosa e prevalentemente maschile; sottolinea che, al fine di rafforzare la posizione complessiva delle donne sul mercato del lavoro e di promuovere l'imprenditorialità in modo più efficace, occorre adottare misure volte a sostenere la cooperazione regionale e internazionale tra imprenditrici e a incoraggiare la creazione di reti di piattaforme per lo scambio di esperienze e migliori pratiche;

52. accoglie con favore, nel contesto della promozione dell'attività lavorativa autonoma tra i giovani, il successore proposto per lo strumento Progress di micro finanza inserito nel programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) per il periodo 2014-2020, al fine di soddisfare meglio la domanda, anche tra i giovani che avviano piccole imprese, ivi comprese le imprese di start up degli studenti universitari; accoglie con favore l'impegno della BEI a prestare particolare attenzione agli investimenti che migliorano le opportunità dei giovani di accedere a posti di lavoro produttivi; sottolinea che tutti e tre i sottoprogrammi del programma EaSI prevedono modalità per combattere la disoccupazione giovanile;

53. sottolinea che, mentre l'economia basata su Internet crea 2,6 posti di lavoro per ogni lavoro "off line" perso, è importante che i giovani convertano le competenze elettroniche nell'ambito della programmazione, progettazione o marketing sociale in occupazione utilizzando i fondi europei e nazionali disponibili;

54. esorta a un ambizioso approccio olistico sia a livello europeo sia a livello nazionale che consideri in maniera integrata le iniziative nell'ambito di istruzione, formazione, occupazione di qualità e iniziative di lavoro autonomo e mobilità dei lavoratori, per tutti i giovani a tutti i diversi livelli; invita gli Stati membri ad avviare ampie consultazioni con le università e gli altri istituti di insegnamento onde adattare al meglio i loro programmi d'insegnamento e di formazione alle necessità del mercato del lavoro; in vista del prossimo periodo di programmazione 2014-2020, invita la Commissione a effettuare un'analisi esauriente dei programmi e delle risorse finanziarie dell'UE destinati all'istruzione, alla formazione e alla lotta contro la disoccupazione giovanile nel periodo di programmazione 2007-2013, e di riferire in merito al Parlamento e al Consiglio; sottolinea che la disoccupazione giovanile è legata alla debole crescita economica nella maggior parte degli Stati membri; evidenzia pertanto la necessità urgente di dare priorità a modalità di crescita favorevoli alla creazione di occupazione a vantaggio anche dei giovani, nonché di eliminare le barriere strutturali all'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro;

55. invita la Commissione europea a presentare una proposta per un programma finalizzato all'istituzione di un corpo europeo dei giovani con lo scopo di consentire ai giovani al di sotto dei 30 anni in tutta Europa di svolgere attività di volontariato in uno Stato membro diverso dal proprio per un periodo massimo di tre mesi; sottolinea che l'idea del corpo europeo dei giovani consiste nell'offrire ai giovani la possibilità di utilizzare e aggiornare le loro competenze educative e sociali, approfondire la loro conoscenza di un altro Stato membro e promuovere l'amicizia e l'integrazione nell'UE; sottolinea che l'attività svolta dal corpo dei giovani deve essere volontaria e non retribuita e non può sostituire i lavori esistenti nel paese visitato; ritiene che un corpo europeo dei giovani debba essere concepito in termini di partenariato pubblico-privato con l'obiettivo di istituire un programma in cui i giovani possano ricevere una singola sovvenzione che copra le spese di viaggio e di soggiorno per un periodo massimo di tre mesi;

56. ritiene che gli istituti di insegnamento e/o di formazione dovrebbero garantire ai propri studenti tirocini di integrazione curricolare al fine di permettere loro di acquisire esperienza nel settore prescelto e facilitare l'apprendimento e il collegamento con l'attività lavorativa;

57. invita gli Stati membri a migliorare la cooperazione e a rafforzare i partenariati tra le imprese e il settore scolastico a tutti i livelli, al fine di collegare più efficacemente i piani di studio alla domanda del mercato del lavoro, ad esempio ampliando le Alleanze per le competenze settoriali e le Alleanze per la conoscenza;

58. sottolinea l'importanza di promuovere la qualità dell'IFP al fine di trovare il giusto equilibrio tra istruzione e domanda del mercato del lavoro; ritiene che la promozione dell'IFP non dovrebbe avvenire a scapito dell'istruzione superiore; sottolinea che occorre migliorare l'interazione e la permeabilità tra l'istruzione professionale e l'istruzione superiore; sottolinea che sono necessari piani di studio più flessibili per agevolare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro e per consentire un miglior adattamento ai futuri sviluppi del mercato del lavoro;

59. invita la Commissione a proporre un quadro di qualità per i tirocini, basato sulla sua precedente proposta relativa alla Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati(14), contenente una definizione di tirocini di qualità con criteri per salari, condizioni di lavoro e norme sanitarie e di sicurezza adeguati; invita gli Stati membri e le parti sociali a garantire norme di qualità adeguate per i tirocini assicurando che questi ultimi rispondano alle esigenze dei giovani e li aiutino a sviluppare le competenze necessarie, che siano accompagnati da un monitoraggio obbligatorio, nonché a garantire standard qualitativi per i tirocini professionali, tra l'altro, al fine di evitare lo sfruttamento dei giovani come manodopera a basso costo; sottolinea la necessità di una promozione attiva e una sensibilizzazione in relazione a tali norme;

60. invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione ai tassi di disoccupazione giovanile elevati tra i migranti, dando priorità all'integrazione nel mercato del lavoro e alla considerazione delle politiche d'integrazione a tutti i livelli, dal momento che l'occupazione è la chiave per una buona integrazione; sottolinea che occorre tenere conto delle difficoltà incontrate dai giovani migranti nell'ottenere un orientamento professionale nonché monitorare e valutare l'integrazione dei giovani migranti nella società e nel mercato del lavoro;

61. invita la Commissione, gli Stati membri e le parti sociali europee ad adottare un approccio ambizioso in relazione allo sviluppo dell'Alleanza per l'apprendistato che sarà avviata a luglio 2013 e a sostenere anche le campagne europee, nazionali, regionali e locali per modificare la percezione dell'istruzione professionale; è d'avviso che l'Alleanza debba organizzare un forum per discutere periodicamente del monitoraggio della strategia europea di apprendistato con tutte le parti interessate a livello europeo, nazionale, regionale e locale; sottolinea che occorre mettere a disposizione finanziamenti per facilitare le attività di formazione transfrontaliere, consentendo alle aziende e alle organizzazioni delle parti sociali di partecipare alla creazione di sistemi di formazione duali;

62. invita gli Stati membri, in accordo con la Commissione, a stabilire misure e agevolazioni per i contratti di apprendistato e bonus per lo start-up delle imprese avviate da giovani sotto i 35 anni;

63. sottolinea la necessità di rafforzare il quadro di partenariato sociale e responsabilità sociale delle imprese e delle società affinché recepiscano meglio la Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati e la garanzia per i giovani;

64. invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere – nell'ambito delle decisioni relative al periodo di programmazione 2014-2020 – criteri più rigorosi e quantificabili concernenti l'impostazione, il monitoraggio e la valutazione degli obiettivi dei fondi strutturali, con target specifici in materia di lotta contro la disoccupazione giovanile misurabili anche in termini di genere (nel periodo 2007-2011 il 52% dei beneficiari dei fondi strutturali erano donne);

65. invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di un ulteriore adattamento dei fondi strutturali europei al fine di garantire un sostegno aggiuntivo ai settori della formazione e dell'accesso all'occupazione delle giovani donne nonché dell'assistenza all'infanzia;

66. ritiene che la politica di coesione dell'UE, sostenendo e integrando gli sforzi degli Stati membri volti a stimolare l'attività economica e a favorire l'occupazione in tutto il loro territorio, rappresenti uno strumento fondamentale con cui l'Unione può aiutare a superare l'attuale situazione grazie al suo ruolo di definizione e orientamento per l'attuazione delle necessarie riforme strutturali, alla concentrazione degli investimenti sulle azioni prioritarie volta a massimizzare l'impatto degli investimenti sulla situazione socio-economica di una regione o di uno Stato membro, nonché all'incentivazione dell'economia e al contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani; invita quindi gli Stati membri a utilizzare appieno e in modo coordinato i finanziamenti dell'UE disponibili (FESR, FSE, FC, FEASR e FEAMP), consentono così ai giovani di partecipare attivamente all'economia e alla società; sottolinea la necessità di tenere conto delle specificità regionali, alla luce del fatto che queste ultime possono determinare il successo o il fallimento delle iniziative dei giovani, in tutta l'UE e in particolare nelle regioni più svantaggiate e ultraperiferiche, dove occorrono investimenti volti a garantire la coesione economica, sociale e territoriale;

67. incoraggia gli Stati membri a promuovere opportunità di lavoro per i giovani nel loro territorio e a integrare tale situazione agevolando la mobilità dei giovani lavoratori che lo desiderino verso altri paesi dell'UE e nel resto del mondo(15); chiede misure volte a migliorare la loro formazione ed esperienza, nonché a rimuovere le barriere esistenti per gli apprendistati e i tirocini transfrontalieri; auspica che vengano compiuti ulteriori progressi nel riconoscimento reciproco delle qualifiche e delle competenze e un maggiore coordinamento dei sistemi nazionali di previdenza sociale, specialmente per quanto riguarda i sistemi pensionistici, nonché investimenti congrui e continuati nell'apprendimento delle lingue sin dalla prima infanzia;

68. invita gli Stati membri a portare avanti il processo di riforma e sviluppo di servizi pubblici per l'occupazione efficienti in modo da poterne indirizzare meglio gli approcci e le attività verso i giovani, come componente fondamentale di qualsiasi strategia di garanzia per i giovani; sottolinea inoltre la necessità di introdurre riforme dell'EURES al fine di abbinare attivamente coloro che cercano lavoro o che desiderano cambiare lavoro con i posti di lavoro vacanti, nonché di far conoscere l'EURES e la sua rete di consulenza e accrescerne la visibilità e disponibilità in quanto sistema di consulenza professionale che aiuta gli studenti ad acquisire consapevolezza delle opportunità lavorative esistenti; sottolinea la necessità di un più stretto coordinamento tra EURES e altri portali e servizi per i cittadini e le imprese (ad esempio "Il tuo primo lavoro EURES", i punti di informazione Europe Direct o la rete European Entreprise Network per le PMI), al fine di garantire una maggiore efficienza ed efficacia dei servizi prestati; accoglie con favore l'attività dei Direttori dei servizi pubblici dell'impiego (SPI) ed è favorevole alla sua istituzionalizzazione;

69. invita gli Stati membri, in assenza di dati specifici sui flussi migratori giovanili, a creare meccanismi di ricerca, monitoraggio e valutazione di tale mobilità che possano essere trasferiti a EURES per affrontare meglio tale fenomeno;

70. sottolinea altresì l'importanza di sensibilizzare maggiormente i giovani sul ricorso alla consulenza offerta nel quadro dei servizi pubblici per l'occupazione, di rafforzare i partenariati con le scuole e le università nonché di impegnarsi per una migliore integrazione con la rete EURES;

71. invita gli Stati membri a riconoscere adeguatamente e convalidare l'apprendimento e l'istruzione informale e non formale e le competenze acquisite, insieme ad altre esperienze professionali, come forma di valorizzazione delle competenze, in modo che i giovani possano ulteriormente dimostrare la loro istruzione e competenza in relazione a quanto richiesto per entrare nel mercato del lavoro;

72. invita la Commissione e gli Stati membri ad applicare la trasparenza e l'armonizzazione nel riconoscimento delle qualifiche all'interno dell'Unione, in particolare mediante il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, Europass e il quadro europeo delle qualifiche, a dare piena attuazione alla raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale e, soprattutto, a garantire il riconoscimento transfrontaliero dell'apprendimento informale e non formale; sottolinea l'importanza di attuare tali iniziative e di riferire in merito in modo tempestivo;

73. sottolinea che è necessario affrontare il problema dello "spreco di cervelli", in quanto ci sono giovani altamente qualificati e competenti che lavorano al di sotto delle loro potenzialità non utilizzando le loro reali competenze e qualifiche, il che comporta per loro effetti negativi in termini sociali e psicologici;

74. riconosce che la mobilità transfrontaliera del lavoro può in parte rappresentare una soluzione efficace per equilibrare la domanda e l'offerta di occupazione nell'Unione; invita al contempo gli Stati membri a prendere tutte le misure del caso per prevenire il fenomeno della "fuga di cervelli", mediante misure sostenibili atte a garantire che lavoratori altamente qualificati dispongano di opportunità di lavoro nel proprio Stato membro o nella propria regione;

75. considera la transizione dall'istruzione al lavoro un momento cruciale per i giovani; sottolinea l'importanza di misure che favoriscano una transizione sicura; invita pertanto gli Stati membri a sviluppare sistemi di consulenza e orientamento professionale personalizzati, nonché a rafforzare le misure a favore dell'orientamento e della consulenza, come anche i servizi di collocamento mirati, iniziando già nei primi anni della scuola secondaria, al fine di consentire ai giovani di compiere scelte informate sulla loro istruzione o formazione professionale futura, introducendo meccanismi che permettano di controllare le opportunità offerte e di valutare il tasso di successo nella transizione verso il mondo lavorativo di tali giovani;

76. sottolinea la necessità di elaborare un sistema che imponga a tutte le imprese di una certa dimensione di offrire tirocini nel quadro di un sistema di formazione duale - sempreché non si trovino in gravi difficoltà economiche - e di assumere i tirocinanti al termine del tirocinio;

77. chiede agli Stati membri di far sì che i giovani possano, se lo desiderano, ricevere un aiuto adeguato per le loro scelte professionali, per conoscere i loro diritti e il loro salario minimo;

78. invita gli Stati membri a integrare nei programmi universitari una formazione di base alla ricerca di occupazione;

79. ritiene che i sistemi scolastici dell'UE dovrebbero promuovere il principio di uguaglianza e pari opportunità; sollecita la promozione delle competenze necessarie nell'ottica di agevolare l'accesso alla formazione continua, condizione essenziale nella società della conoscenza;

80. evidenzia che tutte le risorse finanziarie investite nella lotta attiva alla disoccupazione giovanile devono essere impiegate efficacemente; invita gli Stati membri a introdurre un sistema di monitoraggio e valutazione per le misure occupazionali attuate, che sia pubblico e facilmente accessibile per i cittadini, nonché un sistema di verifica dell'efficacia di tali misure, al fine di muoversi sempre più in direzione di politiche basate sulle prove che possano anche essere condivise a livello dell'UE; a tale riguardo, osserva che la creazione di un sistema comune di indicatori di risultato e di impatto contribuirebbe alla valutazione quantitativa e qualitativa dei progressi realizzati nell'ambito di diversi programmi;

81. sottolinea che le organizzazioni giovanili devono avere un ruolo riconosciuto nel monitoraggio e, laddove applicabile, nell'attuazione delle politiche e delle iniziative intese ad affrontare la disoccupazione giovanile;

82. sottolinea la necessità di investire nella creazione di lavori "verdi" stabili e di qualità come modo per consentire ai giovani di condurre una vita dignitosa; chiede inoltre alla Commissione e agli Stati membri di mobilitare tutti i fondi disponibili per stimolare gli investimenti in particolare nei lavori "verdi" al fine di ridurre gli inaccettabili livelli di disoccupazione giovanile;

83. è d'avviso che occorrano strategie pedagogiche più allettanti, caratterizzate da un migliore inserimento regionale e dalla creazione di reti di piattaforme per lo scambio di esperienze e buone prassi tra regioni e Stati membri, che tengano conto dell'eterogeneità delle situazioni e si dimostrino flessibili in funzione delle esigenze specifiche e delle peculiarità delle singole regioni, definendo altresì settori prioritari per lo sviluppo di ciascuna regione;

84. invita gli Stati membri ad attuare misure intese ad affrontare le disuguaglianze di genere che siano atte a tenere conto delle esigenze dei gruppi sociali vulnerabili, tra cui i disabili, i migranti e le madri sole;

85. invita gli Stati membri ad attuare politiche volte a incentivare la presenza delle donne nei settori e nelle carriere in cui sono sottorappresentate, come nel campo scientifico e tecnologico (nel 2009 le donne rappresentavano solo il 33 % dei ricercatori nell'UE) e nell'ambito economico e finanziario, in quanto la scelta di tali percorsi renderebbe le donne più competitive sul mercato del lavoro;

86. invita la Commissione e gli Stati membri a combattere la segregazione di genere, sia nell'istruzione che nel mercato del lavoro, individuando percorsi educativi e formativi specifici e tutorati basati su un seguito continuo, attenendosi alle conclusioni contenute nella comunicazione della Commissione del 20 novembre 2012 dal titolo "Ripensare l'istruzione" (COM(2012) 669), combinando le politiche in materia di istruzione e di formazione con politiche mirate in materia di occupazione per le giovani donne, nonché promuovendo e incentivando l'occupazione femminile nei settori strategici dello sviluppo;

87. invita gli Stati membri a favorire l'accesso e la permanenza delle giovani donne nel mondo del lavoro, puntando alla qualità occupazionale e alla crescita professionale, per invertire i divari nell'ingresso nel mondo del lavoro, nelle carriere e nelle retribuzioni che da sempre contraddistinguono il rapporto tra donne e uomini in ambito lavorativo;

88. ritiene che per favorire il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, siano necessarie soluzioni politiche multidimensionali che integrino l'apprendimento permanente e azioni volte a combattere il lavoro precario e a promuovere il lavoro con diritti e le pratiche differenziate di organizzazione del lavoro, su richiesta della donna, in modo da evitare l'abbandono o l'interruzione della carriera;

89. invita gli Stati membri a sviluppare politiche appropriate in piena conformità con la legislazione europea e nazionale e a introdurre misure specifiche, tra cui programmi di formazione e di occupazione centrati sul lavoro, per garantire ai giovani di entrambi i sessi pari opportunità nell'acquisizione di esperienze lavorative concrete;

90. invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare e attuare politiche di integrazione e monitoraggio della prospettiva di genere che agevolino l'accesso dei cittadini disoccupati ai servizi di collocamento e di assistenza sociale;

91. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2010)0262.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2012)0224.

(3)

O-000106/2012; B7-0113/2012.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2013)0007.

(5)

GU C 131 E dell'8.5.2013, pag. 9.

(6)

Eurofound (2012), NEET: Giovani che non hanno un lavoro e non seguono un percorso scolastico o formativo: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo.

(7)

Eurofound (2012), Efficacia delle misure politiche per aumentare la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo.

(8)

Eurofound (2011), Aiutare i giovani lavoratori durante la crisi: i contributi delle parti sociali e delle autorità pubbliche; Ufficio delle pubblicazioni dell’Unione europea, Lussemburgo.

(9)

Eurofound (2012), Recent policy developments related to those not in employment, education and training (NEETs), Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo (http://www.eurofound.europa.eu/docs/erm/tn1109042s/tn1109042s.pdf)

(10)

Eurofound (2013), Il coinvolgimento attivo dei giovani con problemi di salute o disabilità, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo (http://www.eurofound.europa.eu/publications/htmlfiles/ef1226.htm)

(11)

Eurofound (2012), ‘NEET – Giovani che non studiano e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa’. Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo.

(12)

Ministero federale austriaco del lavoro, degli affari sociali e della protezione dei consumatori, gennaio 2012.

(13)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-12-380_it.htm?locale=en.

(14)

COM(2012) 0728 definitivo.

(15)

Mediante iniziative quali il programma MobiPro.


MOTIVAZIONE

La situazione dei giovani nel mercato del lavoro al momento attuale è molto difficile. La disoccupazione tra le persone in età produttiva raggiunge un livello pari all'11%, mentre tra i giovani questo indice è due volte superiore e ammonta al 23%. Oggi nell'Unione europea i disoccupati fino ai 25 anni di età sono oltre 5,5 milioni. Nei singoli Stati membri si presenta una significativa differenziazione - mentre in Germania e Austria il tasso di disoccupazione non supera il 9%, in Grecia e in Spagna immerse nella crisi è già superiore al 55%. La crisi economica, che in grado maggiore o minore ha toccato e tocca ancora i singoli paesi dell'UE, ha provocato non solo la mancanza di nuovi posti di lavoro, bensì anche una riduzione delle occupazioni già esistenti da parte dei datori di lavoro in cerca di risparmio. Inoltre, i licenziamenti riguardano con più frequenza gli occupati su base temporanea o di diritto civile o più propriamente giovani che entrano nel mercato del lavoro o che vi sono da non molto tempo. Da statistiche che riguardano l'Europa, risulta che tra i temporaneamente occupati fino al 40% sono giovani, contro il 13% degli occupati in generale. A questo bisogna aggiungere la mancanza di esperienza e la qualificazione inadatta alle necessità del mercato del lavoro. Questo stato di cose crea una prospettiva poco ottimistica per il giovane che entra nell'età adulta. La mancanza di lavoro e le prospettive di rapidi cambiamenti negativi per i giovani si riflettono sul peggioramento della situazione demografica in Europa. I giovani rimandano a un futuro prossimo indefinito la decisione di formare una famiglia e di divenire genitori, in quanto per loro si prospetta un futuro professionale incerto.

Per questo motivo, la lotta alla disoccupazione tra i giovani deve essere armonizzata con azioni basate sugli stimoli per una ripresa economica generale e sulle riforme della politica occupazionale. Sono necessarie iniziative volte al sostegno dell'imprenditoria, al mantenimento del maggior numero possibile di posti di lavoro già esistenti, ma soprattutto che inducano gli imprenditori alla creazione di nuovi posti di lavoro. L'effettivo miglioramento della situazione giovanile dipende in larga misura dal sostegno da parte dello Stato, dal rafforzamento della cooperazione tra i servizi per l'occupazione, i soggetti che prestano servizi di consulenza professionale, le istituzioni per la formazione e i servizi di sostegno ai giovani, che coinvolgano attivamente anche i partner sociali e i rappresentanti dei giovani o delle organizzazioni giovanili.

L'approvazione da parte del consiglio dell'EPSCO della garanzia per i giovani diventa un importante impulso politico. Scopo dell'iniziativa è garantire posti di lavoro, formazione superiore, istruzione professionale o stage per giovani fino ai 25 anni di età. Sembra che di fronte agli indiscutibili dati numerici, che indicano la struttura della disoccupazione giovanile, si debba allargare la cerchia dei beneficiari di tale sostegno ai possessori di titoli di studio fino ai 30 anni di età. I fondi destinati a questo scopo da una linea di bilancio separata e dal Fondo sociale europeo sono uno strumento di reale sostegno agli Stati membri nei difficili tempi di crisi. In tale contesto, bisogna fare particolare attenzione a elementi importanti che devono sussistere per garantire il successo di questa iniziativa, come un'adeguata struttura di funzionamento e di efficienza dei servizi pubblici e privati per l'occupazione e l'offerta di formazione di alta qualità, nonché di tirocini.

La totalità di queste azioni deve essere legata all'incremento del sostegno alle imprese e alle organizzazioni del settore terziario auspicando di partecipare ai programma di garanzia per i giovani, collaborando con i servizi pubblici e privati per l'impiego, anche tramite incentivi agevolazioni fiscali, sovvenzioni per i costi fissi del lavoro e la possibilità di accedere ai finanziamenti per la formazione in loco, che aiuterà e imprese a presentare offerte di formazione e di lavoro di alta qualità. È importante che gli Stati membri non si limitino alle soluzioni suggerite nella proposta della Commissione, ma che parimenti applichino strumenti comprovati dal punto di vista dell'efficacia in altri Stati membri e che permettano il completo adattamento alla situazione specifica dei singoli mercati del lavoro.

Per quanto concerne la situazione dei giovani, non si possono escludere i NEET o i non istruiti, non lavoratori, non formati o persone che hanno abbandonato prematuramente la scuola. La loro percentuale in Europa è cresciuta negli ultimi anni e si attesta, al momento, a oltre il 15%. È necessario osservare più da vicino questo fenomeno, tanto più che chi abbandona l'istruzione senza ottenere nemmeno una qualifica di base si condanna all'esclusione sociale. Gli Stati membri devono elaborare un approccio più specifico ai NEET, che unisca un apposito intervento basato sulla lotta all'abbandono precoce dell'istruzione e il reintegro delle persone che hanno abbandonato prematuramente la scuola, così come è necessario intraprendere strategie che rendano agevole la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro e un aumento dell'impiegabilità dei giovani, insieme alla rimozione delle barriere pratiche e logistiche incontrate da giovani con esigenze più complesse.

Indubbiamente uno dei più importanti motivi degli alti livelli di disoccupazione giovanile, accanto alla mancanza di esperienza professionale, è la qualificazione inadatta. Per questo motivo, è indispensabile una modernizzazione dell'istruzione, che si baserà sulla trasformazione della politica dell'istruzione in uno strumento di base al fine di investire nel futuro dei giovani e rivedere la loro situazione sul mercato del lavoro, attraverso l'adattamento dei programmi d'istruzione alle necessità presenti e future del mercato del lavoro. Per il raggiungimento di tale scopo, sarà d'aiuto un più efficiente sistema di consulenza professionale individuale. Questo deve essere reso accessibile già a livello della scuola media, con un sistema di monitoraggio delle future offerte di lavoro e a sostegno della futura occupazione, per fare in modo che le scelte riguardanti la direzione dell'istruzione superiore siano più coscienti e pensate.

Uno degli elementi importanti della politica d'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro è la promozione del lavoro autonomo. Tutte le azioni dirette allo sviluppo dell'imprenditoria e delle iniziative autonome e allo sviluppo dei talenti individuali devono essere continuate e sostenute. I giovani devono sapere come avviare la propria attività economica, dove ci si può rivolgere per un aiuto amministrativo e la creazione di un sistema di facilitazioni e condizioni preferenziali, sotto forma di esenzioni o di agevolazioni fiscali, deve incoraggiarli. È pertanto essenziale che l'idea del sostegno al lavoro autonomo e delle facilitazioni nella ricerca dei mezzi finanziari per l'avvio di un'attività sia portata avanti nel Programma dell'Unione europea per il cambiamento e l'innovazione sociale per il periodo 2014-2020.

La mobilità professionale diventa allo stesso modo uno strumento di lotta alla disoccupazione giovanile. Ci sono oltre un milione di offerte di lavoro registrate nell'UE. Tuttavia, questi posti restano vacanti poiché laddove sono accessibili mancano le persone ad essi interessate. Risiedere fuori dal proprio paese di origine non è popolare. È stato rilevato che solo il 2 % dei cittadini dell'UE vive in un paese dell'UE diverso da quello di origine. Poiché i giovani esprimono maggiore tendenza e capacità di trasferirsi in cerca di lavoro, bisogna facilitarla. Passi ulteriori sulla strada del riconoscimento reciproco delle qualifiche e delle competenze, nonché un miglior coordinamento dei sistemi di previdenza sociale, specialmente per quanto riguarda i sistemi pensionistici, e un significativo investimento nell'apprendimento delle lingue straniere, sono elementi indispensabili di sostegno alla mobilità. Una possibile soluzione è la continuazione della riforma dell'EURES, grazie a cui i giovani hanno accesso all'informazione e possono cercare attivamente posti di lavoro. È necessaria un'ulteriore promozione di questa istituzione, un incremento della sua visibilità e accessibilità, così come una correzione del sistema di consulenza professionale.

Degna di sottolineatura è altresì la creazione, nell'ambito del programma Erasmus per tutti, di una sezione specifica per i giovani con una linea di finanziamento separata e il sostegno ai gruppi di giovani che operano per la mobilitazione giovanile, ma non in forma istituzionalizzata. La conquista di varie competenze, anche in modo informale, promuoverà la partecipazione dei giovani nella società e migliorerà la loro concorrenzialità sul mercato del lavoro.

È molto importante assicurare ai giovani una pratica di alta qualità in vista di un titolo di studio, destinare un adeguato sostegno finanziario ai soggetti che organizzeranno questa pratica, introdurre un sistema di monitoraggio obbligatorio, che garantisca il mantenimento di un livello adeguato di tale pratica e la sua efficacia. È necessaria un'ulteriore forte promozione della pratica in vista di un titolo tra i datori di lavoro, che devono trattare questo sistema come una possibilità di preparazione delle persone in concrete situazioni di lavoro, di conseguenza come possibilità di ricerca e mantenimento di un lavoratore istruito e ben qualificato. Bisogna sostenere parimenti un'ulteriore evoluzione dell'istruzione professionale, organizzare e sostenere campagne europee e nazionali che promuovano l'istruzione professionale e monitorare le strategie europee di pratica professionale.

Allo stesso tempo, è molto importante che gli Stati membri riconoscano e confermino la formazione informale o le competenze acquisite fuori dal sistema ufficiale di istruzione. Queste possono dare un apporto positivo allo sviluppo personale di un giovane, incrementare la sua partecipazione come cittadino, rafforzare l'integrazione sociale e migliorare la situazione sul mercato del lavoro.

Bisogna parimenti segnalare il problema dello "spreco dei cervelli", che si basa sulla costrizione di giovani qualificati e competenti a un lavoro notevolmente inferiore alle loro potenzialità, cosa che genera effetti negativi non solo a livello sociale, ma anche a livello psicologico per loro stessi.

Riassumendo, tutte le azioni intraprese dagli Stati membri devono essere sottoposte a valutazione dal punto di vista dell'efficacia, i meccanismi introdotti devono essere monitorati nel corso della loro evoluzione e i mezzi stanziati devono essere effettivamente versati. La ben difficile situazione dei giovani richiede un intervento deciso e l'investimento di adeguate risorse finanziarie, ma nella situazione economica attuale in Europa, mentre domina la politica di consolidamento delle finanze, tali mezzi devono essere ben indirizzati e portare un'evidente correzione della situazione.


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (21.6.2013)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita

(2013/2045(INI))

Relatore per parere: Luís Paulo Alves

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  è preoccupato per l'inaccettabile livello di disoccupazione giovanile e, soprattutto, per le notevoli asimmetrie al riguardo tra le varie regioni e i diversi Stati membri, con percentuali che variano da meno del 10% a più del 60%; esprime altresì preoccupazione per il numero di giovani (i cosiddetti NEET) che non hanno un'occupazione e non seguono alcun percorso formativo o di studio (14 milioni tra i 15 e i 30 anni), ai quali si somma la precarietà lavorativa di un numero altrettanto elevato di giovani che pure hanno un lavoro; è del parere che l'unione di entrambe le situazioni metta a rischio l'esistenza stessa del progetto europeo, minacciando lo sviluppo economico e la vitalità di un'Europa unita nella qualità della vita e nelle condizioni di lavoro, il suo potenziale di crescita economica futura nonché la coesione economica, sociale e territoriale dell'Unione quale definita all'articolo 174 del TFUE; ritiene che la situazione descritta richieda interventi efficaci a livello nazionale, regionale, locale e di UE, anche per quanto concerne le aree rurali e urbane, in particolare alla luce delle difficoltà e delle sfide che l'Unione europea si trova attualmente ad affrontare nonché del fatto che essa ha più che mai bisogno di una gioventù forte e innovativa;

2.  è del parere che i giovani, per le loro caratteristiche socioeconomiche, costituiscano uno dei gruppi più vulnerabili dell'Unione in termini di occupazione, soprattutto nell'attuale situazione di crisi economica e finanziaria, alla luce dell'importanza di registrare una loro massiccia partecipazione al mercato del lavoro e del fatto che devono far fronte ai problemi occupazionali più gravi; ritiene che la politica di coesione dell'UE, sostenendo e integrando gli sforzi degli Stati membri volti a stimolare l'attività economica e a favorire l'occupazione in tutto il loro territorio, rappresenti uno strumento fondamentale con cui l'Unione può aiutare a superare l'attuale situazione grazie al suo ruolo di definizione e orientamento per l'attuazione delle necessarie riforme strutturali, alla concentrazione degli investimenti sulle azioni prioritarie volta a massimizzare l'impatto degli investimenti sulla situazione socio-economica di una regione o di uno Stato membro, nonché all'incentivazione dell'economia e al contributo alla creazione di nuovi posti di lavoro per i giovani; invita quindi gli Stati membri a utilizzare appieno e in modo coordinato i finanziamenti dell'UE disponibili (Fondo europeo di sviluppo regionale – FESR, Fondo sociale europeo – FSE, Fondo di coesione – FC, Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale – FEASR e Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca – FEAMP), che consentono ai giovani di partecipare attivamente all'economia e alla società in maniera per loro proficua sostenendo nel contempo, tra l'altro, i giovani imprenditori attraverso un progetto relativo a incubatori di imprese su scala europea che permette l'avvio da parte loro di attività imprenditoriali in un ambiente protetto; raccomanda, inoltre, di creare condizioni favorevoli per i capitali di rischio e sottolinea la necessità di tenere conto delle specificità regionali, alla luce del fatto che queste ultime possono determinare il successo o il fallimento delle iniziative dei giovani, in tutta l'Unione europea e in particolare nelle regioni più svantaggiate e ultraperiferiche, dove occorrono investimenti volti a garantire la coesione economica, sociale e territoriale;

3.  evidenzia che, al di là della crisi economica attraversata dall'Europa, esistono tra l'altro questioni strutturali legate alle politiche in materia di istruzione e occupazione che necessitano di un miglioramento; ritiene che siano necessarie strategie pedagogiche più allettanti, caratterizzate da un migliore inserimento regionale e dalla creazione di reti di piattaforme per lo scambio di esperienze e buone prassi tra regioni e Stati membri, che tengano conto dell'eterogeneità delle situazioni e si dimostrino flessibili in funzione delle esigenze specifiche e delle peculiarità delle singole regioni, definendo altresì settori prioritari per lo sviluppo di ciascuna regione nonché promuovendo il ricorso a strategie di passaggio alla vita attiva più efficienti (con una forte interrelazione tra scuola e lavoro, in particolare attraverso sistemi di formazione duale o tirocini tematici durante gli studi) e l'introduzione di percorsi professionali più sicuri; pone l'accento sulle allarmanti conseguenze della crisi economica per la condizione dei giovani; invita gli Stati membri a evitare tagli sostanziali in settori importanti quali l'istruzione, la ricerca e l'innovazione in quanto, insieme ad altri effetti negativi della crisi economica e finanziaria, essi non solo rappresentano un serio ostacolo alla lotta contro la disoccupazione giovanile, ma impediscono altresì l'attuazione di future strategie di investimento specificatamente dedicate ai giovani;

4.  è dell'idea che, alla luce del fatto che il mercato dell'occupazione è caratterizzato dalla scomparsa e dalla creazione di posti di lavoro in vari settori dell'economia e che ogni anno il 15% dei posti di lavoro scompare a fronte dell'apertura di altrettante posizioni lavorative, sia opportuno optare per un approccio globale in grado di anticipare i cambiamenti nell'ambito di una politica occupazionale autenticamente efficace; ritiene essenziale concepire politiche di qualificazione in grado di promuovere efficacemente gli sforzi in materia di apprendimento lungo tutto l'arco della vita agevolando una riqualificazione professionale di qualità nonché l'adeguamento, iniziale e permanente, delle competenze alle esigenze delle attività economiche e delle imprese in tutte le regioni; sottolinea in tale contesto l'importanza di colmare il divario tra istruzione e mercato del lavoro ponendo altresì l'accento sulla mancata corrispondenza tra le competenze acquisite nel corso degli studi e i posti di lavoro odierni, nonché sull'importanza di attuare misure atte a tutelare e sostenere i disoccupati durante la loro ricerca di nuove opportunità; è del parere che le misure adottate debbano essere strettamente interconnesse, in modo da contribuire a incentivare e promuovere la produttività nonché gli investimenti privati e pubblici in settori con un elevato potenziale di crescita, prevenendo altresì l'aggravarsi della carenza di figure professionali già scarsamente disponibili;

5.  sollecita gli Stati membri e gli enti regionali e locali a incrementare l'efficacia delle politiche in materia di istruzione e occupazione, che devono poggiare su tre aspetti fondamentali:

     –   un approccio lungimirante finalizzato a una migliore anticipazione dei cambiamenti del mercato del lavoro e al collegamento dello stesso all'istruzione e alla formazione;

     –   un maggiore coinvolgimento di tutti gli attori pubblici e privati interessati, come insegnanti, genitori, studenti, imprese, scuole e organizzazioni giovanili, ivi incluse le organizzazioni non governative (ONG);

     –   un approccio regionale che preveda meccanismi finalizzati a una migliore individuazione dei problemi, garantisca una maggiore efficienza dei processi decisionali e indichi chiaramente quali sono le esigenze formative in stretta collaborazione con i soggetti interessati;

     ritiene che si debba tenere conto, nel quadro di strategie di sviluppo territoriale integrate, delle esigenze locali e delle specificità territoriali per poter identificare le possibilità di lavoro, in particolare in ambiti innovativi quali i settori "verdi" e le imprese sociali;

6.  auspica un'azione congiunta dei fondi europei, in particolare degli strumenti della politica di coesione, dell'FSE e del FESR, per stimolare gli investimenti nella crescita e nell'occupazione nonché per rispondere rapidamente alla preoccupante situazione descritta; rileva che le PMI sono il motore dell'Europa, la pietra angolare dell'occupazione e i principali attori in vista dell'uscita dalla crisi; ritiene quindi necessario offrire loro un miglioramento dell'accesso ai finanziamenti e del contesto imprenditoriale in cui operano; incoraggia la BEI (Banca europea per gli investimenti) a investire nella creazione di posti di lavoro per i giovani, sfruttandone gli effetti positivi indiretti, con la condizione che i suoi prestiti siano concessi in via principale alle PMI; invita a rivolgere un'attenzione particolare alle regioni più duramente colpite dalla disoccupazione giovanile e pone l'accento sul fatto che i fondi strutturali e di investimento europei possono aiutare le imprese, in particolare le PMI, ad assumere i giovani e a ridurre la disoccupazione giovanile, contribuendo altresì all'adozione delle necessarie misure per il mercato del lavoro, l'istruzione e la formazione al fine di sostenere il passaggio dei lavoratori ai mercati del lavoro locali grazie all'acquisizione di nuove competenze e all'apprendimento di nuovi mestieri (compresi, tra l'altro, i lavori verdi, quelli richiesti dalle tendenze demografiche, dalle nuove tecnologie e dalla diversificazione dell'occupazione nelle aree rurali); chiede agli Stati membri e agli enti regionali e locali di definire strategie di sviluppo territoriale integrate, comprendenti elementi di formazione e occupazione, che inizino con l'adozione di provvedimenti atti a evitare l'abbandono scolastico precoce e a creare percorsi occupazionali per i giovani;

7.  si compiace delle azioni della Commissione volte a combattere la disoccupazione giovanile in quanto, unitamente all'Iniziativa dell'UE per l'occupazione giovanile e soprattutto alla garanzia per i giovani, rappresentano, anche in linea con la strategia UE 2020, un tentativo di proporre soluzioni per stimolare la creazione di posti di lavoro dignitosi, sostenibili e di qualità nonché le pari opportunità per giovani, in modo da promuovere l'inclusione sociale, ridurre la precarietà e il rischio di povertà, offrire ai giovani un senso di dignità e una vita indipendente contrastando altresì la fuga dei cervelli; è del parere che dette azioni debbano inoltre stimolare e rafforzare non solo i programmi di mobilità esistenti ma anche un miglior riconoscimento delle competenze e delle qualifiche all'interno dell'UE, promuovendo altresì una maggiore cooperazione transfrontaliera e regionale nonché riducendo nel contempo gli ostacoli amministrativi esistenti ed eliminando le barriere che attualmente si frappongono agli apprendistati e ai tirocini, in modo da contrastare meglio le discrepanze geografiche tra domanda e offerta di lavoro nel quadro di una tabella di marcia per il futuro di un'Unione economica e monetaria più coesa dal punto di vista economico, sociale e territoriale; invita gli Stati membri e le autorità regionali e locali ad attuare rapidamente le misure elaborate nel quadro del regime di garanzia per i giovani e a promuovere lo scambio di modelli di successo che abbiano generato tendenze positive in termini di riduzione della disoccupazione giovanile, in particolare tra i cosiddetti NEET; constata, tuttavia, che i finanziamenti per la lotta alla disoccupazione giovanile sono inadeguati, e sottolinea che i 6 miliardi di EUR proposti per il finanziamento dell'Iniziativa dell'UE per la disoccupazione giovanile per il periodo 2014-2020 non sono sufficienti per un'azione che incida in maniera significativa sulla condizione dei giovani.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

20.6.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Francesca Barracciu, Jean-Jacob Bicep, Victor Boştinaru, John Bufton, Alain Cadec, Nikos Chrysogelos, Rosa Estaràs Ferragut, Brice Hortefeux, Danuta Maria Hübner, Filiz Hakaeva Hyusmenova, Vincenzo Iovine, María Irigoyen Pérez, Seán Kelly, Mojca Kleva Kekuš, Constanze Angela Krehl, Petru Constantin Luhan, Ramona Nicole Mănescu, Vladimír Maňka, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Ana Miranda, Jens Nilsson, Jan Olbrycht, Wojciech Michał Olejniczak, Markus Pieper, Tomasz Piotr Poręba, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Kerstin Westphal, Hermann Winkler, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Giommaria Uggias

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Susy De Martini, Miroslav Ouzký, Marit Paulsen


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (20.6.2013)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulla lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita

(2013/2045(INI))

Relatore per parere: Emilio Menéndez del Valle

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che le politiche in materia d'istruzione e di formazione hanno un ruolo fondamentale nella lotta all'elevato tasso di disoccupazione giovanile; che per tenere il passo di un mercato del lavoro in rapida evoluzione sono necessari maggiori investimenti mirati nell'istruzione e nella formazione professionale (IFP), nell'istruzione superiore e nella ricerca, nonché programmi di studio flessibili e una più efficace cooperazione tra le imprese e il settore dell'istruzione;

B.  che i sistemi di istruzione duali dipendono da una stretta collaborazione tra i settori pubblico e privato, con un ampio coinvolgimento delle parti sociali; che gli Stati membri in cui esiste una forte interazione istituzionalizzata tra il sistema di istruzione e il mercato del lavoro registrano un tasso di disoccupazione giovanile straordinariamente basso;

C. considerando che i tirocini rappresentano uno strumento utile per agevolare e favorire la transizione dei giovani dal sistema educativo al mercato del lavoro; che i tirocini devono rientrare in una strategia di formazione; che i datori di lavoro abusano regolarmente dei tirocini per trovare lavoratori a basso costo e con una protezione minima; che sempre più spesso i giovani europei devono accettare svariati tirocini non remunerati o sottopagati prima di poter ottenere un impiego permanente;

D. considerando che la crisi finanziaria si è aggravata e che i tagli di bilancio e altre politiche di austerità, soprattutto negli Stati membri con economie più fragili, hanno ridotto i livelli di insegnamento e conseguito un impatto negativo diretto sulle prospettive dei giovani di accedere all'istruzione e all'occupazione e di rimanervi; considerando, inoltre, la grande pressione fiscale che grava in molti Stati Membri sul mondo imprenditoriale;

E.  considerando che, nel 2011, 7,5 milioni di giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e 6,5 milioni di giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni erano disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (i cosiddetti NEET); che gli Stati membri devono garantire la protezione sociale e condizioni di vita dignitose ai lavoratori che perdono l'impiego e ai giovani che non riescono a trovare lavoro;

F.  considerando che la Banca europea per gli investimenti (BEI) può finanziare investimenti in paesi in cui il tasso di disoccupazione giovanile è superiore alla media UE; che la BEI potrebbe avere un orientamento regionale a favore degli investimenti strategici intesi a migliorare e ad aumentare le possibilità di lavoro e a sviluppare le capacità di innovazione;

G. che la presa in considerazione delle esigenze del mercato del lavoro non deve precludere ai giovani l'acquisizione di una base iniziale di conoscenze quanto più ampia possibile, in quanto costituisce la migliore garanzia per adeguarsi ai rischi di disoccupazione e alle incognite della vita; che la maggior parte degli studi dimostrano l'importanza di fornire un'istruzione di elevata qualità fin dai primi anni di scolarità al fine di evitare l'abbandono scolastico e di integrare al meglio nella vita scolastica i bambini dei ceti sociali più svantaggiati;

H. considerando che le risorse educative aperte migliorano la qualità, l'accessibilità e l'equità dell'istruzione e favoriscono un processo di apprendimento interattivo, creativo, flessibile e personalizzato attraverso l'uso delle TIC e delle nuove tecnologie; che l'istruzione aperta promuove l'occupabilità sostenibile favorendo l'apprendimento permanente;

I.   considerando che l'abbandono scolastico prematuro ostacola considerevolmente lo sviluppo economico e sociale dell'Unione e che sono necessarie misure integrate al fine di conseguire l'obiettivo della Strategia Europa 2020 di ridurre il tasso di abbandono scolastico a meno del 10%; che i giovani che abbandonano prematuramente la scuola sono più spesso disoccupati e a rischio di esclusione sociale; che sarebbe opportuno sviluppare programmi di reinserimento scolastico che offrono una seconda opportunità a quanti hanno abbandonato la scuola, prestando particolare attenzione ai gruppi vulnerabili che sono esposti a un maggiore rischio di esclusione sociale in modo da promuovere la loro partecipazione attiva alla società;

J.   considerando che i docenti scolastici e universitari si trovano ad affrontare sfide senza precedenti legate al quadro economico mondiale in rapida evoluzione, che richiedono lo sviluppo di nuove capacità e competenze, di approcci innovativi e di metodi moderni di insegnamento, quale fattore chiave per un'istruzione efficace e una maggiore occupabilità dei giovani;

K. considerando che i programmi dell'UE a favore della mobilità nel campo dell'istruzione e della gioventù e l'apprendimento precoce delle lingue straniere accrescono le prospettive occupazionali e incoraggiano la mobilità sul mercato del lavoro; che i programmi di mobilità per i giovani per il periodo 2014-2020 devono offrire l'opportunità concreta di acquisire conoscenze nonché nuove competenze, contribuendo all'aumento dell'occupazione giovanile;

L.  considerando che, nell'ottica del Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2014-2020, è necessaria un'analisi esaustiva dei fondi UE investiti a favore dell'istruzione, della formazione e della lotta alla disoccupazione giovanile nell'arco del programma 2007-2013; che un approccio integrato e un effetto sinergico fra i vari programmi e risorse di finanziamento nazionali e UE contribuiranno all'attuazione efficace dei provvedimenti a favore dell'occupazione giovanile; che le politiche dell'Unione europea devono essere recepite a livello locale e nazionale e tradotte in azioni concrete sul territorio;

M. considerando che, nonostante i livelli generali elevati della disoccupazione giovanile, alcuni settori come la ricerca e lo sviluppo (R&S), le tecnologie dell'informazione e delle telecomunicazioni (TIC) e l'assistenza sanitaria hanno sempre maggiore difficoltà a coprire i posti vacanti con personale qualificato;

1.  è profondamente preoccupato per i tagli di bilancio degli Stati membri nel campo dell'istruzione, della formazione e della gioventù, che potrebbero far sì che i giovani siano esclusi sia dall'istruzione sia dal mondo del lavoro, e ricorda che gli stanziamenti di bilancio a favore dell'istruzione e della formazione dovrebbero essere considerati un investimento necessario e inestimabile per il futuro; richiama l'attenzione sulla necessità di utilizzare in modo più efficiente i fondi europei al fine di agevolare la creazione di posti di lavoro per i giovani;

2.  invita gli Stati membri ad individuare, con il sostegno della Commissione, i giovani che non partecipano ad alcuna forma di istruzione, formazione o che non hanno occupazione (i cosiddetti NEET), al fine di presentare loro offerte di tirocinio e di formazione di qualità perché possano acquisire le competenze e l'esperienza necessarie al loro inserimento professionale o al loro reinserimento nel sistema scolastico in corsi di formazione adatti alle loro difficoltà;

3.  invita gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per contrastare l'abbandono scolastico, ridurre il livello di abbandono e garantire una seconda possibilità di istruzione della migliore qualità possibile, così da ridurre il numero dei NEET maggiormente vulnerabili alla disoccupazione di lungo termine;

4.  insiste sulla necessità di garantire l'istruzione e la formazione per tutti; ribadisce l'importanza del ruolo delle regioni nelle politiche in materia di formazione, di occupazione e di mobilità e invita a utilizzare tutti i mezzi a disposizione delle regioni per agevolare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro e per aiutarli a diversificare le loro competenze;

5.  chiede un rafforzamento della formazione e dell'aggiornamento professionale del personale docente, soprattutto rispetto alla didattica moderna e all'uso delle nuove tecnologie; osserva che l'apprendimento permanente inizia dall'istruzione nella prima infanzia e sottolinea che occorre promuovere, in modo ludico, soprattutto le competenze linguistiche;

6.  chiede agli Stati membri e alle istituzioni competenti di promuovere le scienze, le tecnologie, l'ingegneria e la matematica nei loro programmi educativi nell'ottica di soddisfare le attuali domande del mercato del lavoro;

7.  invita a creare un sistema comune di indicatori di risultato e di impatto inteso a valutare i progressi realizzati nell'ambito dei diversi programmi, che includa misure a favore dell'occupazione nell'ottica della loro efficacia ed efficienza e non soltanto della loro attuazione finanziaria;

8.  invita gli Stati membri a promuovere la partecipazione giovanile alla formulazione di politiche settoriali legate al loro sviluppo; ritiene che il fatto di consentire ai giovani di partecipare veramente e non essere solo osservatori e /o beneficiari contribuirà a conferire una maggiore legittimità e un valore aggiunto alle politiche della gioventù;

9.  chiede un maggior uso dei sistemi d'istruzione duali, che combinano insegnamenti teorici e pratici; sottolinea l'importanza di coinvolgere le parti sociali nella definizione di un sistema di istruzione duale di qualità; invita la Commissione europea a elaborare orientamenti di qualità per un sistema di istruzione duale moderno, avvalendosi di un elenco di professioni fondamentali in Europa, ampiamente definite e non accademiche;

10. invita la Commissione a chiedere attivamente sostegno e iniziative nonché altre forme di cooperazione con il settore privato per affrontare i problemi della disoccupazione giovanile, e incoraggia la creazione di partenariati con le imprese e di partenariati pubblico-privati; accoglie con favore la proposta della Commissione di istituire una Alleanza europea per i tirocini; si aspetta che la Commissione, dopo aver consultato le parti interessate, prepari un quadro di qualità europeo trasparente per i tirocini;

11. invita gli Stati membri ad adottare un quadro di qualità giuridicamente vincolante sui tirocini, gli stage, e gli apprendistati, che preveda anche una remunerazione decente e il riconoscimento delle conoscenze acquisite come esperienza lavorativa e a migliorare l'offerta di servizi di consulenza e di orientamento per i giovani in una fase precoce così da aumentare la loro capacità di prendere decisioni bene informate sulle loro carriere future e agevolare il loro accesso al mercato del lavoro;

12. invita gli Stati membri a migliorare la cooperazione e a rafforzare i partenariati tra le imprese e il settore scolastico a tutti i livelli, al fine di collegare più efficacemente i piani di studio alla domanda del mercato del lavoro, ad esempio ampliando le Alleanze per le competenze settoriali e le Alleanze per la conoscenza;

13. esorta gli Stati membri a eliminare le attuali barriere agli apprendistati, ai tirocini e agli stage transfrontalieri, al fine di assicurare una migliore corrispondenza fra l'offerta e la domanda di opportunità di formazione sul lavoro per i giovani, migliorando in tal modo la mobilità e l'occupabilità, segnatamente nelle regioni frontaliere;

14. sottolinea l'importanza di promuovere la qualità dell'IFP al fine di trovare il giusto equilibrio tra istruzione e domanda del mercato del lavoro; ritiene che la promozione dell'IFP non dovrebbe avvenire a scapito dell'istruzione superiore; sottolinea che occorre migliorare l'interazione e la permeabilità tra l'istruzione professionale e l'istruzione superiore; sottolinea che sono necessari piani di studio più flessibili per agevolare l'accesso dei giovani al mercato del lavoro e per consentire un miglior adattamento ai futuri sviluppi del mercato del lavoro;

15. sottolinea l'importanza del miglioramento delle norme di qualità nell'istruzione superiore e nell'istruzione professionale; sottolinea l'importanza dello studio delle lingue straniere nelle scuole e nell'IFP come presupposto per l'ulteriore rafforzamento delle capacità, la mobilità e una migliore riuscita dei giovani nel mercato del lavoro; invita gli Stati membri a incoraggiare l'inclusione dello studio delle lingue straniere nei loro sistemi di istruzione;

16. invita gli Stati membri a sostenere il riconoscimento dell'istruzione non formale in quanto essa svolge un ruolo fondamentale in termini di preparazione dei giovani al mercato del lavoro, sviluppando le competenze interpersonali fondamentali richieste dai datori di lavoro; sottolinea l'importanza di diffondere rapidamente le buone prassi in materia di accesso delle ragazze e delle donne alle formazioni tradizionalmente considerate più "maschili", segnatamente nel settore delle nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione;

17. sottolinea l'importanza che i giovani acquisiscano competenze trasversali, ad esempio per quanto concerne le TIC, la leadership, il pensiero critico, le lingue e le capacità imprenditoriali, anche attraverso periodi di studio all'estero, così da migliorare le loro prospettive sul mercato del lavoro e la loro capacità di adattarsi ai futuri sviluppi del mercato del lavoro; invita gli Stati membri a dare maggiore importanza a queste competenze nei loro programmi scolastici;

18. invita gli Stati membri a promuovere il lavoro autonomo tra i giovani migliorando l'istruzione imprenditoriale; sottolinea che è necessario prestare particolare attenzione alla riduzione dell'avversione al rischio tra i giovani quale premessa per il successo imprenditoriale; chiede di agevolare fiscalmente le imprese fondate e gestite dai giovani al fine di sviluppare la cultura d'impresa e la possibilità di creare nuovi posti di lavoro.

19. invita la Commissione e gli Stati membri a mettere in pratica la trasparenza e l'armonizzazione nel riconoscimento delle qualifiche all'interno dell'Unione, in particolare mediante il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale, Europass e il quadro europeo delle qualifiche, a dare piena attuazione alla raccomandazione del Consiglio sulla convalida dell'apprendimento non formale e informale e soprattutto a garantire il riconoscimento transfrontaliero dell'apprendimento informale e non formale; sottolinea l'importanza della tempestiva attuazione di tali iniziative e della relativa rendicontazione;

20. accoglie con favore il dispositivo di garanzia per i giovani e invita gli Stati membri a impegnarsi ad attuare tale dispositivo in modo efficiente e tempestivo, anche attraverso la creazione di partenariati tra i servizi pubblici del lavoro e gli istituti educativi, come un modo per sostenere i giovani dopo gli studi; sottolinea la necessità di estendere tale garanzia a tutti i giovani fino ai trent'anni di età;

21. sottolinea la necessità di stanziare finanziamenti sufficienti per il meccanismo di garanzia per i giovani attraverso il Fondo sociale europeo e altri Fondi strutturali dell'UE e ricorda che la creazione di posti di lavoro destinati ai giovani costituisce uno degli obiettivi fondamentali della politica di coesione sostenuta sia dal FESR che dal FSE; sottolinea, tuttavia, che tali sforzi non possono sostituire gli sforzi e le riforme strutturali che devono rendere i sistemi d'istruzione e i mercati del lavoro in alcuni Stati membri idonei alle sfide del futuro;

22. invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare obiettivi e indicatori chiari per il dispositivo di garanzia per i giovani, in modo da poter misurare e valutare in modo efficace l'impatto di tale iniziativa;

23. sottolinea la rilevanza dei programmi di mobilità per gli studenti e invita gli Stati membri a sostenere il previsto aumento dei fondi destinati al finanziamento di tali programmi nel nuovo quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020; mette in rilievo il ruolo dello strumento di garanzia sui prestiti dell'UE proposto per gli studenti di master a tempo pieno nell'UE e nei paesi terzi, inteso a facilitare ulteriormente la mobilità dei giovani e la classificazione multidimensionale delle università;

24. chiede alla Commissione europea di includere nei suoi programmi misure specifiche volte a combattere la disoccupazione giovanile in un'ottica globale e integrata, in linea con l'iniziativa prioritaria "Gioventù in movimento" della strategia Europa 2020.

25. invita gli Stati membri a garantire che i giovani abbiano maggiore accesso alle offerte di lavoro e alle offerte di tirocini e che nei corsi universitari degli studenti si includa una formazione di base su come cercare lavoro;

26. ricorda che i sistemi scolastici dell'Unione devono promuovere il principio di uguaglianza e pari opportunità; sollecita la promozione delle competenze necessarie nell'ottica di agevolare l'accesso alla formazione continua, condizione essenziale nella società della conoscenza.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

18.6.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Zoltán Bagó, Lothar Bisky, Piotr Borys, Jean-Marie Cavada, Silvia Costa, Santiago Fisas Ayxela, Mary Honeyball, Petra Kammerevert, Emma McClarkin, Emilio Menéndez del Valle, Marek Henryk Migalski, Katarína Neveďalová, Doris Pack, Chrysoula Paliadeli, Monika Panayotova, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid, Marietje Schaake, Marco Scurria, Hannu Takkula, László Tőkés, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Milan Zver

Supplenti presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Liam Aylward, Ivo Belet, Nadja Hirsch, Iosif Matula, Georgios Papanikolaou, Kay Swinburne, Inês Cristina Zuber

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Vasilica Viorica Dăncilă


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (30.5.2013)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sul tema "Combattere la disoccupazione giovanile: soluzioni possibili"

(2013/2045(INI))

Relatore per parere: Roberta Angelilli

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che la disoccupazione giovanile delle donne (al di sotto dei 25 anni) continua ad aumentare ­– infatti è passata dal 18,8% nel 2009 al 22,1% nel 2012 e, secondo gli ultimi dati disponibili, si attesterebbe ora al 22,9%; considerando che fenomeni di scoraggiamento, autoesclusione e disaffezione verso il lavoro vanno sempre più diffondendosi: considerando che nel mercato del lavoro le giovani donne continuano ad affrontare condizioni peggiori rispetto ai giovani di sesso maschile, con una conseguente significativa perdita di potenziale di crescita economica per l'Europa derivante dal sottoutilizzo delle competenze di donne altamente qualificate;

B.  considerando che nell'UE oltre 2 milioni di posti di lavoro non possono essere occupati; considerando che la crisi ha anche causato il ritiro di un gran numero di donne dal mercato del lavoro, il che rappresenta un sottoutilizzo del capitale umano e delle competenze; considerando che accrescere la partecipazione delle donne è un obiettivo politico urgente;

C. considerando che i costi spesso elevati dei servizi di assistenza all'infanzia, unitamente alla loro insufficiente disponibilità, si ripercuotono negativamente sull'occupabilità delle giovani madri;

D. considerando che i giovani sono uno dei gruppi sociali maggiormente colpiti dall'attuale deterioramento del mercato del lavoro, essendo essi più esposti alla disoccupazione, alla precarietà e a salari bassi, anche se hanno livelli più elevati di istruzione rispetto alle generazioni precedenti;

E.  considerando che è in crescita il numero di laureati che sono sovraqualificati per i posti di lavoro vacanti nel mercato del lavoro o che mancano di esperienza professionale nel settore in questione;

F.  considerando che il 60% dei laureati è costituito da donne, spesso tuttavia inquadrate in posizioni sottoqualificate o sottopagate; considerando che le donne sono anche vittime di differenze di genere sul piano delle condizioni di lavoro e di disoccupazione, il che si traduce in un divario salariale (attualmente al 16,2%) come pure pensionistico;

G. considerando che l'occupazione femminile risente maggiormente dei fenomeni di flessibilità e precarietà rispetto a quella maschile: nel terzo trimestre del 2012, circa il 60% dei lavoratori part-time della fascia compresa tra i 15 e i 24 anni erano donne; considerando che, nella stessa fascia di età, il 64% dei lavoratori temporanei con un livello di istruzione terziaria (laurea e post-laurea) erano donne;

H. considerando che, secondo il sondaggio di Eurobarometro pubblicato il 26 febbraio 2013 su donne e ineguaglianze di genere nel contesto della crisi, i datori di lavoro utilizzano criteri di genere nella selezione del personale a detrimento della professionalità e delle competenze femminili: nelle domande di selezione la prima preoccupazione per un datore di lavoro è relativa alla maternità (49%), seguita dalla flessibilità lavorativa (35%) e dall'aspetto fisico (33%), mentre per gli uomini prevale la richiesta di esperienza (40%) e qualifiche professionali (38%);

I.   considerando che i giovani NEET (che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione) sono 7,5 milioni, ovvero il 12,9% dei giovani europei di età compresa tra i 15 e i 24 anni, che i costi causati da tale condizione ammontano all'1,2% del PIL dell'UE e che oltre il 30% dei disoccupati di età inferiore ai 25 anni nell'UE lo è da oltre 12 mesi; considerando che il tasso di donne NEET tra i 15 e i 24 anni è passato dal 12,9% del 2009 al 13,4% nel 2011 (per gli uomini tra i 15 e i 24 anni il tasso è passato dal 12,4 al 12,9%);

J.   considerando che sussiste il crescente pericolo che si venga a creare in futuro una "generazione perduta" di giovani, all'interno della quale le donne sono un gruppo a rischio in quanto a disoccupazione;

K. considerando che le donne dipendono maggiormente dalle prestazioni sociali attualmente soggette a tagli a causa della crisi economica, il che genera la cosiddetta "nuova discriminazione"; considerando che il 31,4% delle donne di età compresa tra i 18 e i 24 anni sono a rischio di povertà e di esclusione sociale (rispetto al 28,3% degli uomini della stessa fascia di età);

L.  considerando che come conseguenza della crisi i giovani accedono più tardi al mercato del lavoro; considerando che, nonostante l'articolo 19 del TFUE, la direttiva 2000/78/CE del 27 novembre 2000 e la direttiva 2006/54/CE del 5 luglio 2006, le giovani donne sono ancora soggette a discriminazioni fondate sull'età e sul genere quando entrano nel mercato del lavoro; considerando che l'accesso al mercato del lavoro ufficiale è più difficile per le donne appartenenti a gruppi sociali vulnerabili, tra cui le minoranze etniche;

M. considerando che gli obiettivi della strategia Europa 2020 prevedono di raggiungere un tasso di occupazione del 75% per le persone di età compresa tra i 20 e i 64 anni e un tasso di abbandono scolastico inferiore al 10%, e di sottrarre al rischio di povertà almeno 20 milioni di persone;

N. considerando che la maternità costituisce spesso un ostacolo all'accesso al mercato del lavoro per le giovani madri e dunque contribuisce ad aumentare il divario di genere in materia di occupazione;

1.  accoglie con favore l'adozione da parte del Consiglio della raccomandazione sull'istituzione di una garanzia per i giovani;

2.  invita gli Stati Membri, in particolare quelli con il più alto tasso di disoccupazione giovanile, ad attuare con urgenza le misure previste dalla garanzia per i giovani a favore di tutti i giovani di tutte le formazioni ed estrazioni sociali fino all'età di 30 anni, tenendo conto anche di una prospettiva di genere in tutte le fasi della preparazione, della programmazione e dell'attuazione di tali misure; invita gli Stati membri a istituire centri per l'impiego dotati di personale adeguatamente formato, in grado di attuare efficaci politiche di sensibilizzazione e di prevedere percorsi specifici per le donne, anche per evitare la disoccupazione di lungo periodo e il rischio di esclusione sociale;

3.  sottolinea che, affinché la garanzia per i giovani divenga realtà, sono necessari investimenti pubblici che promuovano la creazione netta di occupazione, creino posti di lavoro permanenti con contratti di lavoro adeguati e garantiscano il rispetto della contrattazione collettiva per i salari e il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore;

4.  invita gli Stati membri ad attuare misure intese ad affrontare le disuguaglianze di genere che siano atte a tenere conto delle esigenze dei gruppi sociali vulnerabili, tra cui i disabili, i migranti e le madri sole;

5.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie al fine di incoraggiare, promuovere e sostenere l'imprenditorialità e il lavoro autonomo tra le giovani donne, fornendo loro formazione e consulenza e garantendo un accesso più facile al credito e al microcredito a condizioni agevolate e con agevolazioni fiscali, in particolare per le PMI;

6.  invita gli Stati membri ad attuare politiche volte a incentivare la presenza delle donne nei settori e nelle carriere in cui sono sottorappresentate, come nel campo scientifico e tecnologico (nel 2009 le donne rappresentavano solo il 33 % dei ricercatori nell'UE) e nell'ambito economico e finanziario, in quanto la scelta di tali percorsi renderebbe le donne più competitive sul mercato del lavoro;

7.  invita gli Stati membri a sostenere i programmi di apprendimento permanente e le opportunità di riqualificazione professionale che renderebbero più facile il passaggio da un lavoro a un altro sia per gli studenti di sesso femminile sia per le donne che sono già entrate nel mercato del lavoro;

8.  ricorda alla Commissione e agli Stati membri il loro impegno nei confronti degli obiettivi della strategia Europa 2020 consistenti nel raggiungere un tasso di occupazione del 75% sia per le donne che per gli uomini, e avverte che l'attuale livello di disoccupazione giovanile può lasciare una generazione di donne fuori dal mercato del lavoro, aumentandone l'invisibilità e la vulnerabilità;

9.  invita la Commissione e gli Stati membri a combattere la segregazione di genere, sia nell'istruzione che nel mercato del lavoro, individuando percorsi educativi e formativi specifici e tutorati basati su un continuo follow-up, attenendosi alle conclusioni contenute nella comunicazione della Commissione del 20 novembre 2012 dal titolo "Ripensare l'istruzione" (COM(2012) 669), combinando le politiche in materia di istruzione e di formazione con politiche mirate in materia di occupazione per le giovani donne, nonché promuovendo e incentivando l'occupazione femminile nei settori strategici dello sviluppo; rileva che tali attività sarebbero finalizzate a prevenire l'abbandono scolastico precoce e a garantire che le competenze acquisite siano adeguate a soddisfare le esigenze attuali e future del mercato del lavoro;

10. invita la Commissione e gli Stati membri a valutare perché gli strumenti nazionali di lotta contro la disoccupazione giovanile, soprattutto tra le giovani donne, non sono efficaci, e a favorire lo scambio delle buone prassi e dei modelli che a livello europeo hanno portato a risultati positivi – quali la riduzione del tasso di abbandono scolastico precoce, il reintegro nel circuito educativo, l'efficace transizione dal mondo dell'istruzione al mondo del lavoro, la riduzione del tasso di disoccupazione giovanile, e l'accesso all'impiego dei gruppi svantaggiati;

11. sottolinea che la creazione di nuove opportunità di lavoro deve essere accompagnata dall'attuazione di misure volte a favorire la conciliazione della vita familiare e lavorativa, a incoraggiare donne e uomini a condividere le responsabilità domestiche, ad agevolare il reinserimento delle giovani madri nel mondo del lavoro garantendo un'offerta sufficiente tanto di strutture di assistenza all'infanzia accessibili, anche sul piano economico, e di buona qualità (asili nido diurni, scuole materne e attività ricreative pubbliche per i bambini) quanto di servizi per gli adulti a carico, nel quadro sia del settore pubblico sia di quello privato; rileva che tali misure evitano il rischio di abbandono e di interruzioni della carriera per le madri, nonché la rinuncia o il ritardo nel creare una famiglia, evitando così la loro esclusione professionale e sociale e riducendo il rischio che i loro figli debbano trovarsi in condizioni di povertà e di esclusione sociale; invita in tale contesto il Consiglio a trovare una posizione comune con il Parlamento in merito alla direttiva sul congedo di maternità;

12. invita gli Stati membri a favorire l'accesso e la permanenza delle giovani donne nel mondo del lavoro, puntando alla qualità occupazionale e alla crescita professionale, per invertire i divari nell'ingresso nel mondo del lavoro, nelle carriere e nelle retribuzioni che da sempre contraddistinguono il rapporto tra donne e uomini in ambito lavorativo;

13. chiede che siano adottate misure specificamente mirate a gruppi di giovani donne con speciali esigenze, come le disabili, le immigrate, le donne appartenenti a minoranze, le donne con scarsa formazione o che ne sono del tutto prive, le vittime di violenza di genere, o le donne che hanno abbandonato la prostituzione o sono uscite dal carcere e per le quali trovare un lavoro dignitoso è ancora più difficile;

14. invita la Commissione e gli Stati membri a organizzare campagne e a fornire informazioni sufficienti sui programmi che offrono possibilità di assunzione e accesso a strutture di assistenza sociale e all'infanzia;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l'uso del telelavoro sia nelle imprese che nell'amministrazione pubblica, in modo da offrire ai giovani la possibilità di intraprendere una carriera mobile e dinamica;

16. ritiene che per favorire il reinserimento delle donne nel mercato del lavoro siano necessarie soluzioni politiche multidimensionali che integrino l'apprendimento permanente ed azioni volte a combattere il lavoro precario e a promuovere il lavoro con diritti e le pratiche differenziate di organizzazione del lavoro, su richiesta della donna, in modo da evitare l'abbandono o l'interruzione della carriera;

17. invita gli Stati membri a sviluppare politiche appropriate in piena conformità con la legislazione europea e nazionale e ad adottare misure specifiche, tra cui programmi di formazione e di occupazione centrati sul lavoro, per garantire ai giovani di entrambi i sessi pari opportunità nell'acquisizione di esperienze lavorative concrete;

18. invita la Commissione e gli Stati membri ad elaborare e attuare politiche di integrazione e monitoraggio della prospettiva di genere che agevolino l'accesso dei cittadini disoccupati ai servizi di collocamento e di assistenza sociale;

19. invita gli Stati membri a sostenere e riconoscere i modelli di istruzione non formale e informale e il lavoro nelle organizzazioni giovanili come strumenti che consentono agli studenti di creare i primi legami con il mercato del lavoro;

20. invita la Commissione e gli Stati Membri a monitorare e divulgare tutti i dati relativi alle politiche di lotta contro la disoccupazione giovanile (tra cui l'attuazione della garanzia per i giovani), elaborando statistiche regionali per i vari Stati membri e prestando particolare attenzione alla dimensione di genere; chiede inoltre che l'attuazione e il monitoraggio di tali politiche sia inserito nel quadro del Semestre europeo e nelle raccomandazioni specifiche ai singoli paesi;

21. invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere – nell'ambito delle decisioni relative al periodo di programmazione 2014-2020 – criteri più rigorosi e quantificabili concernenti l'impostazione, il monitoraggio e la valutazione degli obiettivi dei fondi strutturali, con target specifici in materia di lotta contro la disoccupazione giovanile misurabili anche in termini di genere (nel periodo 2007-2011 il 52% dei beneficiari dei fondi strutturali europei sono state donne);

22. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie a combattere lo stereotipo secondo cui quella imprenditoriale è un'occupazione rischiosa e prevalentemente maschile; sottolinea che, al fine di rafforzare la posizione complessiva delle donne sul mercato del lavoro e di promuovere l'imprenditorialità in modo più efficace, occorre adottare misure volte a sostenere la cooperazione regionale e internazionale tra imprenditrici e a incoraggiare la creazione di reti di piattaforme per lo scambio di esperienze e migliori pratiche;

23. invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di un ulteriore adattamento dei fondi strutturali europei al fine di garantire un sostegno aggiuntivo ai settori della formazione e dell'accesso all'occupazione delle giovani donne nonché dell'assistenza all'infanzia;

24. plaude all'annuncio della Commissione di destinare 6 miliardi di euro all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nell'ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020; ricorda inoltre come, degli 82 miliardi di euro di fondi europei non assegnati da riprogrammare a favore di iniziative contro la disoccupazione giovanile annunciati a gennaio 2012, ne siano stati utilizzati solo 16 (marzo 2013); chiede che tutti gli stanziamenti siano abbinati a una migliore e più celere programmazione ed esorta la Commissione a incoraggiare lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri a tale riguardo; invita gli Stati membri ad assumersi il massimo impegno finanziario possibile, anche attingendo fondi dai bilanci nazionali, per combattere la disoccupazione giovanile tenendo conto nel contempo delle questioni di genere;

25. invita gli Stati membri, in accordo con la Commissione, a stabilire un piano di incentivi fiscali finalizzati all'implementazione dell'occupazione giovanile e al sostegno delle imprese di giovani "under 35", attraverso incentivi alle imprese, in particolare le PMI, per l'assunzione di giovani a tempo indeterminato; suggerisce, a tal fine, che gli Stati membri – come proposto dalla Commissione nel pacchetto a favore dell'occupazione – potrebbero utilizzare lo strumento della compensazione salariale e la riduzione del cuneo fiscale, prevalentemente dei contributi previdenziali e assistenziali versati dai datori di lavoro;

26. invita gli Stati membri, in accordo con la Commissione, a stabilire misure e agevolazioni per i contratti di apprendistato e bonus per lo start-up delle imprese avviate da giovani "under 35"; ritiene in particolare che gli Stati membri dovrebbero garantire maggiori e migliori servizi di sostegno all'avviamento, campagne di sensibilizzazione sulle opportunità e sulle prospettive legate al lavoro autonomo, maggiore collaborazione tra servizi per l'impiego, e sostegno alle aziende anche attraverso l'utilizzo di (micro)finanziamenti;

27. esorta la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere e a consultare obbligatoriamente le organizzazioni giovanili e le parti sociali nelle decisioni, nelle politiche e nei programmi connessi alla lotta contro la disoccupazione giovanile, come pure nell'attuazione, nel monitoraggio e nell'ulteriore sviluppo della garanzia per i giovani, dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e dell'alleanza europea per l'apprendistato; invita le ragazze a partecipare in misura maggiore alle attività delle organizzazioni giovanili e studentesche nonché alle attività delle ONG, al fine di rafforzare la loro posizione e aumentarne l'influenza;

28. invita gli Stati membri a promuovere la diversità di genere nelle équipe di lavoro e nei luoghi di lavoro al fine di ottenere migliori risultati sul lavoro;

29. invita gli Stati membri a porre in atto politiche d'incitamento alla permanenza nella vita attiva, soprattutto per le giovani donne.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

29.5.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Marije Cornelissen, Edite Estrela, Iratxe García Pérez, Mikael Gustafsson, Mary Honeyball, Lívia Járóka, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Constance Le Grip, Astrid Lulling, Barbara Matera, Elisabeth Morin-Chartier, Krisztina Morvai, Norica Nicolai, Siiri Oviir, Antonyia Parvanova, Joanna Senyszyn, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Marc Tarabella, Marina Yannakoudakis, Anna Záborská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Roberta Angelilli, Rosa Estaràs Ferragut, Mariya Gabriel, Nicole Kiil-Nielsen, Katarína Neveďalová, Chrysoula Paliadeli, Antigoni Papadopoulou, Angelika Werthmann

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

9.7.2013

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

1

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Regina Bastos, Edit Bauer, Heinz K. Becker, Jean-Luc Bennahmias, Phil Bennion, Pervenche Berès, Vilija Blinkevičiūtė, Milan Cabrnoch, Alejandro Cercas, Ole Christensen, Derek Roland Clark, Minodora Cliveti, Marije Cornelissen, Emer Costello, Andrea Cozzolino, Frédéric Daerden, Karima Delli, Sari Essayah, Richard Falbr, Marian Harkin, Nadja Hirsch, Stephen Hughes, Danuta Jazłowiecka, Ádám Kósa, Jean Lambert, Patrick Le Hyaric, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Csaba Őry, Siiri Oviir, Konstantinos Poupakis, Sylvana Rapti, Licia Ronzulli, Elisabeth Schroedter, Joanna Katarzyna Skrzydlewska, Jutta Steinruck, Ruža Tomašić, Traian Ungureanu, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Roberta Angelilli, Jan Kozłowski, Ria Oomen-Ruijten, Gabriele Zimmer

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Anneli Jäätteenmäki, Jacek Włosowicz

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