RELAZIONE sulla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esercizio dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico

    30.9.2013 - (2013/2198(ACI))

    Commissione per gli affari costituzionali
    Relatore: Carlo Casini
    (Procedura semplificata – articolo 46, paragrafo 1, del regolamento)

    Procedura : 2013/2198(ACI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A7-0302/2013
    Testi presentati :
    A7-0302/2013
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    Testi approvati :

    PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    sulla conclusione di un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esercizio dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico

    (2013/2198(ACI))

    Il Parlamento europeo,

    –   vista la lettera del suo Presidente del 12 settembre 2013,

       visto il progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esercizio dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico,

    –   visti il trattato sull'Unione europea e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 127, paragrafo 6, l'articolo 284, paragrafo 3, secondo comma, e l'articolo 295,

    –   vista la sua posizione definita il 12 settembre 2013 in vista dell'adozione del regolamento del Consiglio che attribuisce alla BCE compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi[1] e la relazione della commissione per i problemi economici e monetari, nonché il parere della commissione per gli affari costituzionali sulla proposta di tale regolamento[2],

       vista la dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo e del Presidente della Banca centrale europea del 12 settembre 2013, al momento del voto del Parlamento europeo per l'adozione della proposta di regolamento (UE) n. ... /2013 che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi[3],

    –   visti l'articolo 127, paragrafo 1, e l'articolo 46, paragrafo 1, del suo regolamento,

    –   vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali (A7-0302/2013),

    1.  approva la conclusione dell'accordo in allegato e, alla luce del contenuto dell'accordo, decide di allegarlo al suo regolamento;

    2.  incarica il suo Presidente di firmare l'accordo con il Presidente della Banca centrale europea e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea;

    3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione, compreso l'allegato, al Consiglio, alla Commissione, alla Banca centrale europea e ai parlamenti nazionali.

    • [1]              P7_TA(2013)0372.
    • [2]              A7-0392/2012 (relatore Marianne Thyssen e relatore per parere Andrew Duff).
    • [3]              Cfr. allegato alla risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 12 settembre 2013 sulla proposta di tale regolamento (P7_TA(2013)0372).

    ALLEGATO: ACCORDO INTERISTITUZIONALE tra il Parlamento europeo e la Banca centrale europea sulle modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esercizio dei compiti attribuiti alla Banca centrale europea nel quadro del meccanismo di vigilanza unico

    IL PARLAMENTO EUROPEO E LA BANCA CENTRALE EUROPEA,

    –            visto il trattato sull'Unione europea,

    –            visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 127, paragrafo 6,

    –            visto il regolamento del Parlamento, in particolare l'articolo 127, paragrafo 1,

    –            visto il regolamento (UE) n. .../2013 del Consiglio del ... che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi[1], in particolare l'articolo 20, paragrafi 8 e 9,

    –            vista la dichiarazione comune del Presidente del Parlamento europeo e del Presidente della Banca centrale europea, in occasione della votazione del Parlamento per l'adozione del regolamento (UE) n. .../2013 del Consiglio,

    A. considerando che il regolamento (UE) n. ... /2013 attribuisce alla Banca centrale europea (BCE) compiti specifici in relazione alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi, al fine di contribuire alla sicurezza e alla solidità degli enti creditizi e alla stabilità del sistema finanziario all'interno dell'Unione europea e di ciascuno Stato membro partecipante al meccanismo di vigilanza unico;

    B. considerando che l'articolo 9 del regolamento (UE) n. ... /2013 stabilisce che la BCE è l'autorità competente per lo svolgimento dei compiti di vigilanza che le sono attribuiti da tale regolamento;

    C. considerando che l'attribuzione di compiti di vigilanza implica per la BCE una responsabilità significativa al fine di contribuire alla stabilità finanziaria nell'Unione, facendo ricorso nel modo più efficace e proporzionato possibile ai propri poteri di vigilanza;

    D. considerando che l'attribuzione di poteri di vigilanza a livello dell'Unione deve essere bilanciata da appositi obblighi in materia di responsabilità; che, ai sensi dell'articolo 20 del regolamento (UE) n. ... /2013, la BCE deve pertanto rispondere dell'esecuzione di tale regolamento al Parlamento e al Consiglio quali istituzioni democraticamente legittimate a rappresentare i cittadini dell'Unione e gli Stati membri;

    E. considerando che l'articolo 20, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. ... /2013 stabilisce che la BCE coopera lealmente alle indagini svolte dal Parlamento, nel rispetto del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);

    F. considerando che l'articolo 20, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. ... /2013 prevede che, su richiesta, il presidente del consiglio di vigilanza bancaria della BCE proceda a discussioni orali riservate a porte chiuse con il presidente e i vicepresidenti delle commissioni competenti del Parlamento europeo riguardo i compiti di vigilanza della BCE, qualora tali discussioni siano richieste per l'esercizio dei poteri del Parlamento europeo ai sensi del TFUE; considerando che tale articolo stabilisce che le disposizioni relative all'organizzazione di tali discussioni garantiscano piena riservatezza conformemente agli obblighi di riservatezza imposti alla BCE in qualità di autorità competente ai sensi del pertinente diritto dell'Unione;

    G. considerando che l'articolo 15, paragrafo 1, del TFUE prevede che le istituzioni dell'Unione operino nel modo più trasparente possibile; che le condizioni in base alle quali un documento della BCE è considerato riservato sono stabilite nella decisione 2004/258/CE della BCE[2]; che tale decisione prevede che qualsiasi cittadino dell'Unione e qualsiasi persona fisica o giuridica che risiede o che ha la propria sede legale in uno Stato membro ha diritto di accedere ai documenti della BCE, alle condizioni e nei limiti previsti nella decisione; considerando che, ai sensi di detta decisione, la BCE più rifiutarsi di divulgare informazioni qualora specifici interessi pubblici o privati possano essere compromessi in seguito a tale diffusione;

    H. considerando che la divulgazione di informazioni relative alla vigilanza prudenziale degli enti creditizi non è a discrezione della BCE, ma è soggetta ai limiti ed alle condizioni stabiliti dal pertinente diritto dell'Unione cui sono soggetti sia il Parlamento sia la BCE; considerando che, ai sensi dell'articolo 37, paragrafo 2, dello statuto del Sistema europeo di banche centrali e della BCE (in appresso "statuto del SEBC"), le persone che hanno accesso ai dati coperti da una normativa dell'Unione che imponga uno specifico obbligo di riservatezza sono soggette all'applicazione di tali norme;

    I. considerando che il considerando 55 del regolamento (UE) n. ... /2013 specifica che tutti gli obblighi di relazione nei confronti del Parlamento sono soggetti agli obblighi inerenti al segreto professionale; che il considerando 74 e l'articolo 27, paragrafo 1, di tale regolamento prevedono che i membri del consiglio di vigilanza, del comitato direttivo, il personale della BCE e il personale distaccato dagli Stati membri partecipanti con incarichi di vigilanza sono soggetti agli obblighi inerenti al segreto professionale, quali stabiliti dall'articolo 37 dello statuto del SEBC e dai pertinenti atti del diritto unionale; considerando che l'articolo 339 del TFUE e l'articolo 37 dello statuto del SEBC prevedono che i membri degli organi direttivi e il personale della BCE e della banche centrali nazionali sono vincolati dall'obbligo del segreto professionale;

    J. considerando che, ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 4, dello statuto del SEBC, i verbali delle riunioni del consiglio direttivo della BCE sono riservati;

    K. considerando che l'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. .../2013 stabilisce che, ai fini dell'assolvimento dei compiti attribuitile dal presente regolamento, la BCE applica tutto il pertinente diritto dell'Unione e, se tale diritto dell'Unione è composto da direttive, la legislazione nazionale di recepimento di tali direttive;

    L. considerando che, fatte salve future modifiche o qualsiasi pertinente normativa futura, le disposizioni del diritto dell'Unione relativo al trattamento di informazioni ritenute riservate, in particolare gli articoli da 53 a 62 della direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio[3], impongono obblighi severi in materia di segreto professionale alle autorità competenti e al loro personale per la vigilanza degli enti creditizi; considerando che tutte le persone che esercitano o hanno esercitato un'attività per conto delle autorità competenti sono vincolate dall'obbligo del segreto d'ufficio; che le informazioni riservate che tali persone ricevono nell'esercizio delle loro funzioni possono essere comunicate soltanto in forma sommaria o aggregata, cosicché non si possano individuare i singoli enti creditizi, salvo che nei casi contemplati dal diritto penale;

    M. considerando che l'articolo 27, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. .../2013 prevede che, ai fini dell'assolvimento dei compiti attribuitile, la BCE è autorizzata, nei limiti e alle condizioni fissati dal pertinente diritto dell'Unione, a scambiare informazioni con le autorità e gli organi nazionali o unionali nei casi in cui il pertinente diritto dell'Unione consente alle autorità nazionali competenti di divulgare informazioni a detti soggetti o nei casi in cui gli Stati membri possono prevedere la divulgazione ai sensi del pertinente diritto dell'Unione;

    N. considerando che la violazione degli obblighi inerenti al segreto professionale in relazione ad informazioni in materia di vigilanza dovrebbe comportare sanzioni adeguate; che il Parlamento dovrebbe fornire un quadro appropriato per il trattamento dei casi di violazione dell'obbligo di riservatezza da parte dei deputati o del personale;

    O. considerando che la separazione organizzativa tra il personale della BCE incaricato di svolgere i compiti di vigilanza della Banca ed il personale con mansioni di politica monetaria deve essere tale da garantire il pieno rispetto del regolamento (UE) n. .../2013;

    P. considerando che il presente accordo non copre lo scambio di informazioni riservate concernenti la politica monetaria o altri compiti della BCE che non rientrano tra i compiti conferiti alla BCE ai sensi del regolamento (UE) n. .../2013;

    Q. considerando che il presente regolamento lascia impregiudicata la responsabilità delle autorità nazionali competenti nei confronti dei parlamenti nazionali conformemente alla legislazione nazionale;

    R. considerando che il presente regolamento non copre né pregiudica gli obblighi di responsabilità e notifica del meccanismo di vigilanza unico nei confronti del Consiglio, della Commissione o dei parlamenti nazionali;

    HANNO CONVENUTO quanto segue:

    I.         RESPONSABILITÀ, ACCESSO ALLE INFORMAZIONI, RISERVATEZZA

    1. Relazioni

    § Ogni anno la BCE presenta al Parlamento una relazione ("relazione annuale") sull'esecuzione dei compiti che le sono conferiti ai sensi del regolamento (UE) n. .../2013. Il presidente del consiglio di vigilanza presenta la relazione annuale al Parlamento nel corso di un'audizione pubblica. Il progetto di relazione annuale è messo a disposizione del Parlamento in via confidenziale in una delle lingue ufficiali dell'Unione quattro giorni lavorativi prima dell'audizione. Le traduzioni in tutte le lingue ufficiali dell'Unione sono quindi rese pubbliche. La relazione concerne, tra l'altro:

    i. l'esecuzione dei compiti di vigilanza;

    ii. la condivisione dei compiti con le autorità nazionali di vigilanza;

    iii. la cooperazione con altre autorità competenti nazionali/dell'Unione;

    iv. la separazione tra politica monetaria e compiti di vigilanza;

    v. l'evoluzione della struttura di vigilanza e dell'organico, incluso il numero e la composizione nazionale degli esperti nazionali distaccati;

    vi. l'applicazione del codice di condotta;

    vii. il metodo di calcolo e l'importo delle commissioni per le attività di vigilanza;

    viii. il bilancio destinato ai compiti di vigilanza;

    ix. l'esperienza in materia di segnalazioni sulla base dell'articolo 23 del regolamento (UE) n. .../2013 (segnalazione di violazioni).

    § Durante la fase di avvio di cui all'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento (UE) n. .../2013, la BCE trasmette al Parlamento relazioni trimestrali sui progressi conseguiti nell'attuazione operativa del regolamento, riguardanti tra l'altro:

    i. preparazione interna, attività organizzative e di pianificazione;

    ii. disposizioni pratiche stabilite al fine di adempiere all'obbligo di separare la politica monetaria e le funzioni di vigilanza;

    iii. cooperazione con altre autorità competenti nazionali/dell'Unione;

    iv. eventuali ostacoli incontrati dalla BCE nella preparazione dei propri compiti di vigilanza;

    v. eventuali casi o modifiche concernenti il codice di condotta.

    § La BCE pubblica la relazione annuale sul sito web del meccanismo di vigilanza unico. La newsletter della BCE ("information e-mail hotline") sarà ampliata al fine di includere questioni specifiche concernenti il meccanismo di vigilanza unico e la BCE convertirà i feedback ricevuti per posta elettronica in una sezione dedicata alle domande frequenti sul sito del meccanismo di vigilanza unico.

    2. Audizioni e discussioni orali riservate

    § Il presidente del consiglio di vigilanza partecipa ad audizioni pubbliche ordinarie sull'esecuzione dei compiti di vigilanza, su richiesta della commissione competente del Parlamento. La commissione competente del Parlamento e la BCE stabiliscono di comune accordo un calendario per tali audizioni da tenersi nel corso dell'anno successivo. Eventuali richieste di modifica al calendario concordato devono essere presentate per iscritto.

    § Il presidente del consiglio di vigilanza può inoltre essere invitato a partecipare ad ulteriori scambi di opinione ad hoc su questioni di vigilanza con la commissione competente del Parlamento.

    § Ove necessario ai fini dell'esercizio dei poteri del Parlamento ai sensi del TFUE e del diritto unionale, il presidente della commissione competente può richiedere riunioni speciali riservate con il presidente del consiglio di vigilanza, per iscritto e motivando la propria richiesta. Tali riunioni si tengono in una data stabilita di comune accordo.

    § Tutti i partecipanti alle riunioni speciali riservate sono soggetti ad obblighi di riservatezza analoghi a quelli che si applicano ai membri del consiglio di vigilanza ed al personale della BCE con compiti di vigilanza.

    § Su richiesta motivata da parte del presidente del consiglio di vigilanza o del presidente della commissione competente del Parlamento, e previo comune accordo, alle audizioni ordinarie, agli scambi di opinione ad hoc e alle riunioni riservate possono assistere rappresentanti della BCE nel consiglio di vigilanza o personale di vigilanza di grado elevato (direttori generali e direttori generali aggiunti).

    § Il principio di apertura delle istituzioni dell'Unione sancito dal trattato si applica anche al meccanismo di vigilanza unico. Le discussioni nel quadro delle riunioni speciali riservate seguono il principio di apertura tenendo conto delle circostanze del caso. Ciò implica uno scambio di informazioni riservate concernenti l'esecuzione dei compiti di vigilanza, entro i limiti stabiliti dal diritto dell'Unione. La divulgazione di tali informazioni può essere limitata dai vincoli di riservatezza previsti dalla legge.

    § Gli agenti del Parlamento e della BCE non possono divulgare le informazioni acquisite nel corso delle loro attività relative a compiti conferiti alla BCE ai sensi del regolamento (UE) n. .../2013, nemmeno dopo la cessazione di tali attività o dopo aver lasciato tale occupazione.

    § Le audizioni ordinarie, gli scambi di opinione ad hoc e le riunioni riservate possono coprire tutti gli aspetti dell'attività e del funzionamento del meccanismo di vigilanza unico coperti dal regolamento (UE) n. .../2013.

    § Non sono redatti verbali né viene eseguita nessun'altra registrazione delle riunioni riservate. Non sono rilasciate dichiarazioni alla stampa o altri mezzi di comunicazione. Ogni partecipante alle discussioni riservate firma ogni volta una dichiarazione solenne con la quale si impegna a non divulgare il contenuto di tali discussioni a terzi.

    § Solo il presidente del consiglio di vigilanza e il presidente e i vicepresidenti della commissione competente del Parlamento possono assistere alle riunioni riservate. Sia il presidente del consiglio di vigilanza sia il presidente e i vicepresidenti della commissione competente del Parlamento possono essere accompagnati da due membri del personale rispettivamente della BCE e del segretariato del Parlamento.

    3. Risposte alle interrogazioni

    § La BCE risponde per iscritto alle interrogazioni scritte che le sono rivolte dal Parlamento. Tali interrogazioni sono trasmesse al presidente del consiglio di vigilanza attraverso il presidente della commissione competente del Parlamento. La risposta alle interrogazioni è fornita nel più breve tempo possibile e comunque entro cinque settimane dalla loro trasmissione alla BCE.

    § La BCE e il Parlamento dedicano una sezione specifica del proprio sito web alle interrogazioni ed alle risposte di cui sopra.

    4. Accesso all'informazione

    § La BCE fornisce alle autorità competenti del Parlamento europeo almeno un resoconto completo e pertinente delle deliberazioni del consiglio di vigilanza ai fini della comprensione dei dibattiti, incluso un elenco commentato delle decisioni. In caso di obiezione da parte del consiglio direttivo a un progetto di decisione del consiglio di vigilanza ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 8, del regolamento (UE) n. .../2013, il Presidente della BCE comunica al presidente della commissione competente del Parlamento i motivi di tale obiezione, in linea con gli obblighi di riservatezza di cui al presente accordo.

    § In caso di liquidazione di un ente creditizio, le informazioni non riservate concernenti tale ente sono divulgate a posteriori, una volta che tutte le restrizioni alla fornitura di tali informazioni risultanti dagli obblighi di riservatezza abbiano cessato di applicarsi.

    § I diritti di vigilanza e un'illustrazione del relativo metodo di calcolo sono pubblicati sul sito web della BCE.

    § La BCE pubblica sul suo sito web una guida delle proprie prassi di vigilanza.

    5. Salvaguardia delle informazioni e dei documenti classificati della BCE

    § Il Parlamento applica garanzie e misure corrispondenti al livello di sensibilità delle informazioni o dei documenti della BCE e ne informa quest'ultima. In ogni caso, le informazioni o i documenti divulgati saranno utilizzati esclusivamente ai fini per i quali erano stati forniti.

    § Il Parlamento cerca l'accordo della BCE per qualsiasi divulgazione ad altre persone o istituzioni e le due istituzioni cooperano in qualsiasi procedimento giudiziario, amministrativo o di altra natura con il quale si richieda l'accesso a tali informazioni o documenti. La BCE può chiedere al Parlamento, in relazione a tutte o ad alcune categorie di informazioni o documenti forniti, di stilare un elenco delle persone aventi accesso a tali informazioni e documenti.

    II. PROCEDURE DI SELEZIONE

    § La BCE definisce e pubblica i criteri di selezione per la nomina del presidente del consiglio di vigilanza, indicando il peso attributo alle competenze, alla conoscenza degli enti e dei mercati finanziari ed alle esperienze in materia di vigilanza finanziaria e vigilanza macroprudenziale. Nel definire tali criteri, la BCE mira ai più elevati standard professionali e tiene conto della necessità di tutelare gli interessi dell'Unione nel suo complesso e la diversità nella composizione del consiglio di vigilanza.

    § La commissione competente del Parlamento è informata due settimane prima che il consiglio direttivo della BCE pubblichi l'avviso di posto vacante in merito ai dettagli, inclusi i criteri di selezione e la descrizione del profilo professionale specifico, della "procedura di selezione aperta" che il consiglio direttivo intende applicare per la selezione del presidente.

    § Il consiglio direttivo della BCE informa la commissione competente del Parlamento in merito alla composizione del gruppo di candidati all'incarico di presidente (numero di candidature, combinazione di competenze professionali, distribuzione in base al genere e alla nazionalità ecc.) nonché al metodo utilizzato per valutare i candidati al fine di stilare una breve lista di almeno due candidati ed eventualmente definire una proposta di nomina da parte della BCE.

    § La BCE trasmette alla commissione competente del Parlamento la breve lista di candidati all'incarico di presidente del consiglio direttivo. La BCE fornisce tale lista almeno tre settimane prima di presentare la propria proposta di nomina per l'incarico di presidente.

    § La commissione competente del Parlamento può presentare interrogazioni alla BCE per quanto riguarda i criteri di selezione e la breve lista di candidati entro una settimana dalla ricezione della lista. La BCE risponde per iscritto alle interrogazioni entro due settimane.

    § La procedura di approvazione comprende le fasi seguenti:

    o la BCE comunica al Parlamento le proprie proposte di nomina per l'incarico di presidente e vicepresidente, corredate di una spiegazione scritta dei motivi alla base della selezione.

    o La commissione competente del Parlamento procede a un'audizione pubblica dei candidati proposti per l'incarico di presidente e vicepresidente del consiglio direttivo.

    o Il Parlamento decide in merito all'approvazione della nomina del candidato proposto dalla BCE all'incarico di presidente e vicepresidente mediante una votazione in seno alla commissione competente e in plenaria. Il Parlamento cerca generalmente, in funzione del proprio calendario, di conseguire tale decisione entro sei settimane dalla proposta.

    § Se la proposta di nomina del presidente non è approvata, la BCE può decidere di attingere alla lista di candidati che avevano postulato inizialmente per l'incarico oppure di rilanciare la procedura di selezione, redigendo e pubblicando un nuovo avviso di posto vacante.

    § La BCE presenta al Parlamento qualsiasi proposta di destituire il presidente o il vicepresidente dall'incarico e ne illustra i motivi.

    § La procedura di approvazione comprende:

    o una votazione in seno alla commissione competente del Parlamento su un progetto di risoluzione e

    o una votazione in plenaria per approvare o respingere la risoluzione.

    § Qualora il Parlamento o il Consiglio comunichino alla BCE di ritenere che le condizioni per la destituzione del presidente o del vicepresidente del consiglio direttivo siano rispettate ai sensi dell'articolo 26, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. .../2013, la BCE trasmette le proprie osservazioni per iscritto entro un termine di quattro settimane.

    III. INCHIESTE

    § Qualora il Parlamento costituisca una commissione di inchiesta, ai sensi dell'articolo 226 TFUE e della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA, del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione[4], la BCE, ai sensi del diritto dell'Unione, assiste la commissione di inchiesta nello svolgimento dei suoi compiti in conformità del principio di cooperazione leale.

    § Tutte le attività di una commissione di inchiesta a cui la BCE fornisca assistenza si svolgono nel quadro della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA.

    § La BCE coopera lealmente alle indagini svolte dal Parlamento europeo, ai sensi dell'articolo 20, paragrafo 9, del regolamento (UE) n. .../2013, entro lo stesso quadro che si applica alle commissioni di inchiesta e sotto la stessa tutela della riservatezza quale prevista nel presente accordo per le riunioni orali riservate (I.2.).

    § Tutti i destinatari delle informazioni fornite al Parlamento nel contesto delle indagini sono soggetti ad obblighi di riservatezza analoghi a quelli che si applicano ai membri del consiglio di vigilanza ed al personale di vigilanza della BCE ed il Parlamento e la BCE stabiliscono le misure da attuare per garantire la protezione di tali informazioni.

    § Qualora la protezione di un interesse pubblico o privato, ai sensi della decisione 2004/258/CE, richieda che sia mantenuta la confidenzialità, il Parlamento si assicura che tale protezione sia rispettata e non diffonde il contenuto di tali informazioni.

    § I diritti e gli obblighi delle istituzioni e degli organi dell'Unione quali stabiliti nella decisione 95/167/CE, Euratom, CECA si applicano mutatis mutandis alla BCE.

    § L'eventuale sostituzione della decisione 95/167/CE, Euratom, CECA mediante un altro atto giuridico o la sua modifica implicano una rinegoziazione della parte III del presente accordo. Finché un nuovo accordo sulle rispettive parti non sia stato conseguito, il presente accordo resta in vigore, inclusa la decisione 95/167/CE, Euratom, CECA nella sua versione alla data della firma del presente accordo.

    IV. CODICE DI CONDOTTA

    § Prima dell'adozione del codice di condotta di cui all'articolo 19, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. .../2013, la BCE informa la commissione competente del Parlamento sui principali elementi del codice di condotta proposto.

    § Su richiesta scritta della commissione competente del Parlamento, la BCE informa il Parlamento per iscritto in merito all'attuazione del codice di condotta. La BCE informa altresì il Parlamento della necessità di aggiornamenti del codice di condotta.

    § Il codice di condotta tratta questioni in materia di conflitti di interesse e garantisce il rispetto delle norme sulla separazione tra funzioni di vigilanza e funzioni di politica monetaria.

    V. ADOZIONE DI ATTI DA PARTE DELLA BCE

    § La BCE informa debitamente la commissione competente del Parlamento in merito alle procedure (incluso il calendario) che ha stabilito per l'adozione di regolamenti, decisioni, orientamenti e raccomandazioni ("atti"), che sono soggetti a consultazioni pubbliche ai sensi del regolamento (UE) n. .../2013.

    § La BCE informa in particolare il Parlamento sui principi e i tipi di indicatori o informazioni che utilizza generalmente per elaborare atti e raccomandazioni strategiche, al fine di rafforzare la trasparenza e la coerenza politica.

    § La BCE trasmette alla commissione competente del Parlamento i progetti di atti prima dell'inizio della procedura di consultazione pubblica. Qualora il Parlamento presenti osservazioni in relazione agli atti, queste ultime possono essere oggetto di uno scambio di opinioni con la BCE. Tali scambi di opinioni, di natura informale, si svolgono parallelamente alle consultazioni pubbliche aperte che la BCE mette in atto ai sensi dell'articolo 4, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. .../2013.

    § Una volta che la BCE ha adottato un atto lo trasmette alla commissione competente del Parlamento. La BCE informa altresì regolarmente il Parlamento per iscritto in merito alla necessità di aggiornare gli atti adottati.

    VI. DISPOSIZIONI FINALI

    1. L'attuazione pratica del presente accordo è valutata dalle due istituzioni ogni tre anni.

    2. Il presente accordo entra in vigore alla data di entrata in vigore del regolamento (UE) n. .../2013 oppure il giorno successivo alla firma del presente accordo, se posteriore.

    3. Gli obblighi in materia di riservatezza delle informazioni mantengono carattere vincolante per le due istituzioni anche dopo la cessazione del presente accordo.

    4. Il presente accordo è pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

    Fatto a Bruxelles, [data].

    Per il Parlamento europeo                                              Per la Banca centrale europea

    Il presidente                                                                             Il presidente

    M. Schulz                                                                    M. Draghi

    • [1]               GU L ...
    • [2]  Decisione 2004/258/CE della Banca centrale europea del 4 marzo 2004 relativa all'accesso del pubblico ai documenti della Banca centrale europea (GU L 80 del 18.3.2004, pag. 42).
    • [3]  Direttiva 2013/36/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, sull'accesso all'attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE (GU L 176 del 27.6.2013, pag 338).
    • [4]  Decisione 95/167/CE, Euratom, CECA del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione del 19 aprile 1995 relativa alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo, GU L 78 del 6.4.1995, pag. 1.

    MOTIVAZIONE

    L'accordo interistituzionale (AII) in esame è frutto di un negoziato complesso che si è concluso all'inizio di settembre 2013 e che ha permesso il voto positivo del Parlamento europeo sul regolamento riguardante il meccanismo di vigilanza unico (MVU)[1].

    Il Consiglio europeo del 28-29 giugno 2012 aveva sollecitato la creazione di un'Unione bancaria per i paesi della zona euro basata su tre pilastri, vale a dire una vigilanza bancaria unica, un fondo europeo (meccanismo) di risoluzione (per i fallimenti bancari) e un sistema di garanzia europea dei depositi. Le proposte della Commissione per un meccanismo di vigilanza unico (MVU), che attribuiscono alla Banca centrale europea (BCE) il compito della supervisione delle banche sia della zona euro sia degli Stati membri che desiderano partecipare all'MVU, sono state adottate il 12 settembre 2012.

    Il giorno successivo alla loro adozione da parte della Commissione, il Parlamento europeo ha votato una risoluzione sulle "Proposte concernenti un'unione bancaria europea (UBE)"[2], sottolineando "che ogni importante novità in materia di vigilanza, compreso il trasferimento di competenze ad altre istituzioni, deve essere accompagnato da un aumento della trasparenza e responsabilità di tali istituzioni dinanzi al Parlamento, che dovrà godere di pieni diritti di interrogazione e di pieni poteri in relazione alle procedure di nomina e di bilancio".

    Per questo motivo durante i negoziati tra il Parlamento e il Consiglio sulla proposta dell'MVU, il Parlamento ha chiesto che oltre al regolamento che conferisce compiti specifici alla Banca centrale europea in merito alle politiche che riguardano la vigilanza prudenziale degli enti creditizi, si concludesse un accordo interistituzionale (AII) tra il Parlamento e la BCE. Detto accordo interistituzionale avrebbe dovuto, a norma dell'articolo 20, paragrafo 9, del regolamento in questione, definire "le modalità pratiche dell'esercizio della responsabilità democratica e della supervisione sull'esecuzione dei compiti attribuiti alla BCE".

    I negoziati per definire detto AII tra Parlamento e BCE hanno avuto luogo tra maggio e settembre 2013 e si sono conclusi prima che il Parlamento votasse sulle proposte di regolamento il 12 settembre 2013. L'accordo raggiunto prevede un forte controllo parlamentare sull'esercizio dei compiti di vigilanza della BCE, attraverso regolari scambi di opinioni con la commissione parlamentare competente, discussioni orali a porte chiuse con l'Ufficio di Presidenza della stessa commissione, e infine un migliore accesso alle informazioni, comprese le parti non riservate dei verbali del consiglio di vigilanza. È garantita anche la piena collaborazione tra le due istituzioni nel quadro di indagini. Infine il progetto di AII prevede un controllo parlamentare sulla procedura di selezione del presidente del consiglio di vigilanza.

    Una dichiarazione dei Presidenti delle due istituzioni ha accompagnato il voto del Parlamento europeo sui testi legislativi dell'MVU, affermando il loro pieno sostegno al progetto di testo e di conseguenza invitando le due istituzioni ad adottare formalmente l'accordo interistituzionale al più presto.

    Su questa base il 12 settembre 2013, la Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo ha dato, all'unanimità, il suo accordo politico al progetto di accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo e la BCE.

    In conformità quindi dell'articolo 127 del regolamento del Parlamento europeo, il progetto di accordo è stato quindi sottoposto alla commissione AFCO per il suo esame sul merito. Detto esame si è concentrato su una valutazione globale della sua valenza istituzionale alla luce dei trattati, assolutamente positiva, e sulla questione se l'accordo proposto richiedesse una previa modifica del regolamento del Parlamento europeo, modifica che non si è rivelata necessaria.

    A quest'ultimo proposito, e viste le implicazioni non solo giuridiche di quest'accordo interistituzionale sul Parlamento europeo, se ne richiede anche la sua pubblicazione in allegato al summenzionato regolamento.

    ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

    Procedura semplificata – decisione

    17.9.2013

    Approvazione

    17.9.2013