Procedura : 2013/2178(INI)
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17.2.2014
PE 524.718v02-00 A7-0121/2014

sull'ottimizzazione dello sviluppo del potenziale delle regioni ultraperiferiche mediante la creazione di sinergie tra i Fondi strutturali e gli altri programmi dell'Unione europea

(2013/2178(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Younous Omarjee

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'ottimizzazione dello sviluppo del potenziale delle regioni ultraperiferiche mediante la creazione di sinergie tra i Fondi strutturali e gli altri programmi dell'Unione europea

(2013/2178(INI))

Il Parlamento europeo,

–   visti l'articolo 349 e l'articolo 355, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che riconoscono uno status particolare alle regioni ultraperiferiche (RUP) e prevede l'adozione di "misure specifiche" che consentano la piena attuazione dei trattati e delle politiche comuni,

–   visto l'articolo 107, paragrafo 3, lettera a), del TFUE relativo al regime degli aiuti di Stato concessi alle regioni in oggetto,

–   visto l'articolo 174 e seguenti del TFUE, che stabiliscono l'obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale e definiscono gli strumenti finanziari a finalità strutturale per conseguirlo,

–   viste le comunicazioni della Commissione sulle RUP, in particolare la comunicazione del 17 ottobre 2008 dal titolo "Le regioni ultraperiferiche: un'opportunità per l'Europa" (COM(2008)0642),

–   visto le sue risoluzioni sulle RUP, in particolare la risoluzione del 20 maggio 2008 relativa ad una strategia per le regioni ultraperiferiche: realizzazioni e prospettive(1),

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo Regions 2020 – An assessment of future challenges for EU regions (Regioni 2020: valutazione delle sfide future per le regioni dell'Unione) (SEC(2008)2868),

–   visti il messaggio dell'Isola della Riunione, del 7 luglio 2008, scaturito dalla conferenza dal titolo L'Union européenne et l'Outre-mer: Stratégies face au changement climatique et à la perte de biodiversité (L'Unione europea e l'oltremare: strategie per far fronte al cambiamento climatico e alla perdita di biodiversità") e le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea del 25 giugno 2009 relative alla "Valutazione intermedia dell'attuazione del piano d'azione dell'UE sulla biodiversità e Verso una strategia dell'UE per le specie esotiche invasive",

–   visto il memorandum congiunto delle regioni ultraperiferiche del 14 ottobre 2009 sul tema: "Le regioni ultraperiferiche all'orizzonte del 2020",

–   vista la piattaforma comune del 6 luglio 2010 inviata al Presidente della Commissione, José Manuel Durão Barroso, dalla Conferenza dei deputati delle regioni ultraperiferiche al Parlamento europeo,

–   visto il memorandum congiunto elaborato da Spagna, Francia, Portogallo e dalle regioni ultraperiferiche, del 7 maggio 2010, sul tema " Una visione rinnovata della strategia europea per le regioni ultraperiferiche",

–   visto il contributo comune delle regioni ultraperiferiche del 28 gennaio 2011, relativo alla quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale,

–   vista la relazione dal titolo "Le regioni ultraperiferiche europee nel mercato interno: l'influenza dell'UE nel mondo", del 12 ottobre 2011, all'intenzione del Commissario Michel Barnier, illustrata da Pedro Solbes Mira,

–   vista la sua risoluzione del 18 aprile 2012 sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020"(2),

–   vista la comunicazione della Commissione del 20 giugno 2012 dal titolo: "Regioni ultraperiferiche dell'Unione europea: verso una partnership per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva" (COM(2012)0287),

–   vista la relazione curata dall'onorevole Serge Letchimy per conto del Primo ministro della Repubblica francese, dal titolo L'article 349 du Traité sur le fonctionnement de l'Union européenne: contribution à l'application du cadre dérogatoire au service d'un projet global de développement des régions ultrapériphériques ("L'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea: contributo all'applicazione del quadro derogatorio al servizio di un progetto globale di sviluppo delle regioni ultraperiferiche"),

–   visti i contributi comuni e i documenti tecnici e politici della Conferenza dei presidenti delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea e, in particolare, la dichiarazione conclusiva della XIX Conferenza dei presidenti delle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea del 17 e 18 ottobre 2013,

–   visto l'articolo 48 del suo regolamento,

–   vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A7-0000/2014),

A. considerando che gli atout, le risorse e le potenzialità delle RUP, riconosciuti dalla Commissione nella sua strategia del 2008 e nella sua comunicazione del 2012, riguardano settori fondamentali per l'Unione europea in termini di ricerca, innovazione e crescita e che non beneficiano di un sostegno e di finanziamenti adeguati a titolo dei fondi e programmi europei;

B.  considerando che le regioni ultraperiferiche constano di un insieme di arcipelaghi, di isole e di un'enclave nella foresta amazzonica e sono caratterizzate da vincoli specifici comuni che le differenziano da altre situazioni geografiche particolari dell'Unione (regioni insulari, montane e con scarsa densità demografica);

C. considerando che, alla luce degli obiettivi che l'Unione si è prefissata per realizzare la strategia "Europa 2020" per la crescita, la strategia "Orizzonte 2020", la strategia "Energia 2020", i programmi LIFE+ e Natura 2000 e le reti transeuropee nel settore delle telecomunicazioni, dei trasporti e dell'energia, le RUP costituiscono regioni d'eccellenza in grado di contribuire notevolmente a raccogliere tali sfide;

D. considerando, a tale proposito, l'importanza di incoraggiare gli investimenti di lungo periodo e di promuovere la forza innovatrice delle RUP per potenziare in modo duraturo lo sviluppo socioeconomico e migliorare le possibilità di riuscita delle diverse strategie dell'Unione;

E.  considerando che, per realizzare tali strategie, i Fondi strutturali e il Fondo europeo d'investimento per le RUP devono essere adeguati o completati al fine di permettere alle RUP di partecipare, in misura corrispondente al loro potenziale e conformemente alle loro intenzioni, alle grandi sfide dell'Unione europea;

F.  considerando che l'attuale contesto di crisi socioeconomica ha effetti particolarmente gravi nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea, segnatamente in termini di competitività e occupazione, e che per rispondere al bisogno di crescita economica e far fronte al problema della disoccupazione, occorre apportare risposte urgenti e adeguate nel prossimo periodo finanziario e di programmazione;

G. considerando che l'articolo 349 deve essere utilizzato anche come base giuridica per permettere alle RUP, grazie a misure specifiche, di trovare il posto che spetterebbe loro nei diversi programmi dell'Unione suscettibili di sviluppare concretamente le potenzialità loro riconosciute;

H. considerando che le RUP possono divenire territori pilota e territori di eccellenza a vantaggio dell'intera Unione in settori quali: la biodiversità, l'ambiente, l'adattamento ai cambiamenti climatici e loro attenuazione, la gestione e il monitoraggio dei fenomeni climatici estremi, la ricerca, l'innovazione, lo spazio, l'industria aerospaziale, gli oceani, la crescita blu, l'assetto degli spazi marittimi e la governance marittima, la sismologia, la vulcanologia, le malattie emergenti, le energie rinnovabili, i trasporti, le telecomunicazioni, la capacità di effettuare interventi umanitari urgenti nei paesi terzi e la cultura,

I.   considerando che le RUP sono situate nei bacini marittimi dei Caraibi, dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Atlantico; che conferiscono all'Unione europea lo status di potenza marittima mondiale; che il loro posizionamento geostrategico contribuisce alla dimensione mondiale dell'Unione e che esse sono caratterizzate da risorse naturali, marine e alieutiche eccezionali, che rappresentano oltre il 50% della biodiversità mondiale;

J.   considerando che le RUP rappresentano una realtà unica e costituiscono un insieme comune, sia all'interno che all'esterno dell'Unione europea, che va promosso e sostenuto dalla Commissione, in particolare grazie all'attuazione di politiche comuni;

K. considerando che, per ottimizzare il potenziale delle RUP, occorre garantire un massimo di sinergie tra tutti gli strumenti, i fondi e i programmi dell'Unione;

Nuove prospettive per le RUP

1.  è convinto che il potenziale, gli atout, le risorse e l'esperienza delle RUP costituiscano un'occasione in più per l'Unione e gli Stati membri di raccogliere le sfide cui sono confrontati in termini di globalizzazione, capacità d'innovazione, crescita, coesione sociale, pressioni demografiche, cambiamenti climatici, prevenzione di gravi rischi di calamità naturali, energia, gestione sostenibile delle risorse naturali e preservazione della biodiversità;

2.  è convinto che il miglioramento dell'accesso delle RUP ai diversi programmi e fondi dell'Unione sia vantaggioso per l'intera Unione tanto a breve che a lungo termine; deplora l'orientamento raccomandato a livello europeo di ricorrere alla sola politica di coesione per finanziare la quasi totalità dei progetti di sviluppo delle RUP;

3.  sostiene la volontà della Commissione di attuare politiche volte a rafforzare l'autonomia, il risanamento economico e la creazione di posti di lavoro sostenibili nelle RUP, avvalendosi dei loro atout e di misure pratiche e innovative basate sull'articolo 349 del TFUE, nonché degli strumenti ad hoc, segnatamente nei settori dell'energia, dei trasporti e delle TIC, per ciascuno dei fondi e dei programmi che perseguono obiettivi in grado di valorizzare gli atout delle RUP ai fini dello sviluppo sostenibile;

4.  sottolinea altresì la necessità e l'importanza per le RUP che le politiche europee contribuiscano, anche tramite appositi strumenti fiscali e doganali, alla promozione e alla diversificazione della base economica delle economie delle regioni ultraperiferiche e alla creazione di posti di lavoro;

5.  ritiene che l'articolo 349 del TFUE costituisca una base giuridica idonea per l'adozione di misure specifiche per le regioni ultraperiferiche ma deplora il ricorso limitato e ridotto a tale disposizione del trattato che offre la possibilità di concedere un regime speciale in ragione della situazione di ultraperifericità;

6.  invita la Commissione a istituire un gruppo di contatto tra i Commissari europei competenti, il gruppo di lavoro interservizi che coordina le politiche in materia di RUP e i deputati delle RUP eletti al Parlamento europeo, allo scopo di fare il punto sui programmi previsti e/o avviati per questa categoria di regioni;

7.  sottolinea che le RUP, in quanto lontane dal continente europeo, rappresentano i vettori dell'influenza di un'Unione europea che diventa consapevole della propria dimensione mondiale e del proprio ruolo in un mondo in profondo mutamento;

8.  insiste affinché si presti un'attenzione speciale alle RUP in caso di calamità naturali, tenuto conto delle loro caratteristiche peculiari e ai sensi dell'articolo 349, che offre la possibilità di adottare misure specifiche, ricordando nel contempo l'importanza di coordinare i Fondi strutturali con il Fondo di solidarietà dell'Unione europea;

9.  è favorevole a che gli investimenti effettuati tramite i servizi di interesse economico generale nelle TIC, nei trasporti, nelle risorse idriche e nell'energia divengano una priorità in tali regioni e sostiene una maggiore coerenza dell'inquadramento degli aiuti di Stato nelle RUP, al fine di venire incontro agli obiettivi della strategia "Europa 2020";

10. è convinto della stretta correlazione esistente tra la presa di coscienza del ruolo mondiale che l'Unione può svolgere e l'attenzione prestata alle sue RUP; è altresì convinto che il grado di considerazione da parte dell'Unione e degli Stati membri del peso e della portata futura che rappresentano le loro scelte strategiche d'investimento nelle RUP non sia sufficiente e che tale situazione sia indice del fatto che l'Unione non investe abbastanza nella propria dimensione mondiale e internazionale; giudica indispensabile che le RUP migliorino le sinergie in materia di strumenti e di programmi onde promuovere la cooperazione internazionale di tali regioni nel mondo;

11. ribadisce che, per promuovere la creazione di sinergie tra i Fondi strutturali e gli altri programmi dell'Unione, è fondamentale adottare una prospettiva macroregionale ed elaborare strategie per le macroregioni che includono le RUP sfruttando le caratteristiche e le risorse di tali regioni;

12. invita le autorità nazionali e regionali ad avvalersi di un approccio basato su più fondi e ad attuare, nella misura del possibile e con la massima efficacia, punti di articolazione tra i Fondi strutturali e gli strumenti finanziari degli altri programmi dell'Unione europea;

13. invita la Commissione ad approfondire la strategia europea per le RUP in modo da permettere lo sviluppo delle opportunità di queste regioni, nonché a tenere conto dei loro vincoli strutturali e permanenti; chiede alla Commissione, in tale contesto, di dare seguito alle proposte avanzate dalle RUP in particolare nell'ambito dei loro piani d'azione;

Sinergie con il programma Orizzonte 2020

14. ritiene che le RUP abbiano le potenzialità per essere all'avanguardia nella ricerca e nelle tecnologie in settori interessati dagli obiettivi del programma Orizzonte 2020 quali lo spazio, l'aerospaziale, le biotecnologie, l'osservazione dei rischi naturali, la ricerca marina, la biodiversità, le energie rinnovabili, la salute, l'adattamento ai cambiamenti climatici e i trasporti intelligenti;

15. ricorda che uno degli obiettivi della politica di coesione 2014-2020 è il potenziamento della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell'innovazione;

16. si rammarica che le RUP, i cui progetti rispondono con molta difficoltà ai requisiti che consentono di ottenere un finanziamento dell'UE in ragione delle loro caratteristiche particolari, non abbiano beneficiato a sufficienza del programma quadro per la ricerca e lo sviluppo 2007-2013 e siano pertanto caratterizzate da tassi di partecipazione e di riuscita ridotti, facendo altresì registrare una presenza minore nelle reti europee della ricerca; invita a tal fine la Commissione ad attivarsi per sostenere la ricerca nelle RUP e favorire il raggiungimento di una massa critica;

17. ritiene che il FESR non potrà da solo permettere alle RUP di rispondere agli obiettivi della politica di coesione e delle strategie Europa 2020 e Orizzonte 2020; reputa, a questo proposito, che la Commissione debba adeguare e garantire l'accesso delle RUP al programma Orizzonte 2020 mediante la creazione di programmi specifici che favoriscano l'integrazione delle RUP nelle reti di ricerca e innovazione europee e internazionali; ricorda a tale riguardo che, nella sezione riguardante il programma "Ampliamento della partecipazione e diffusione dell'eccellenza", la strategia Orizzonte 2020 sottolinea l'esistenza di divari significativi, individuati attraverso il quadro di valutazione dell'innovazione dell'UE, tra il rendimento in materia di ricerca e di innovazione e le misure specifiche destinate a diffondere l'eccellenza e ad ampliare la partecipazione degli Stati membri e delle regioni in ritardo nell'ambito della ricerca e dell'innovazione;

18. chiede la valorizzazione e lo sviluppo strutturale delle università delle RUP, al fine di contribuire, in sinergia con Orizzonte 2020, a promuovere l'influenza europea e internazionale delle università, dei centri di ricerca, dei ricercatori e degli studenti delle RUP; ribadisce che i programmi che promuovono la mobilità interuniversitaria degli studenti, dei docenti e dei funzionari sono gravemente compromessi nelle RUP a causa degli oneri aggiuntivi derivanti dall'isolamento e dalla distanza di queste regioni;

19. rammenta che i programmi di ricerca e innovazione devono essere sufficientemente flessibili per adeguarsi alle nuove frontiere della conoscenza e alle nuove sfide al riguardo, ad esempio per quanto concerne gli alti fondali marini, che presentano un notevole potenziale;

20. pone l'accento sul crescente interesse economico suscitato dall'immensa ricchezza dei fondali marini, sull'enorme potenziale biogenetico, minerale e biotecnologico delle regioni ultraperiferiche in questi ambiti nonché sull'importanza di tenerne conto nel quadro della "nuova strategia europea per le RUP", nell'ottica di garantire lo sviluppo di un'economia della conoscenza fondata sul mare e la creazione di attività economiche dotate di un elevato valore aggiunto in settori quali la medicina, la farmacia e l'energia;

Sinergie con il mercato unico

21. invita la Commissione a trarre ispirazione dalle diverse conclusioni contenute nella relazione Solbes, al fine di accrescere l'integrazione e lo sviluppo delle RUP nel mercato interno;

22. sottolinea che nelle RUP la concorrenza non si concretizza allo stesso modo che nel resto dello spazio europeo e che in tali regioni il libero funzionamento del mercato non è possibile nella maggior parte dei settori relativi ai servizi di interesse economico generale, la cui attività non è attraente per l'investimento privato; mette in luce che nelle RUP l'offerta di prodotti di qualità a prezzi competitivi è possibile solo con un'adeguata compensazione da parte dello Stato e che la fornitura di tali servizi nelle RUP richiede un'urgente valutazione da parte della Commissione, in modo da prevedere una maggiore flessibilità e un migliore adeguamento dell'attuale quadro legislativo dell'Unione a questa realtà;

23. invita la Commissione a garantire una migliore osservanza delle disposizioni in materia di concorrenza, onde evitare situazioni di monopolio e intese illecite nelle RUP;

24. chiede alla Commissione di pubblicare una guida per le piccole e medie imprese delle RUP relativa al loro contributo al mercato interno, tenendo conto dei vari programmi e fondi europei in vigore in tali regioni;

25. invita la Commissione ad occuparsi degli oneri aggiuntivi e del problema dell'elevato costo della vita che interessano le RUP e a tenerne conto ai fini dell'elaborazione delle politiche europee;

Sinergie con il programma LIFE+ e la strategia Energia 2020

26. ritiene che la creazione di sinergie e di finanziamenti complementari tra la politica di coesione, il programma LIFE+ e la strategia Energia 2020 possa ottimizzare il potenziale delle RUP in materia di gestione, conservazione e ricostituzione della biodiversità, adattamento al cambiamento climatico e sviluppo delle energie rinnovabili, consentendo nel contempo il raggiungimento degli obiettivi dell'Unione;

27. osserva che il programma LIFE + per il periodo 2014-2020 mira a cofinanziare progetti innovativi a favore della conservazione dell'ambiente e della lotta al cambiamento climatico; pone l'accento sull'importanza fondamentale di creare sinergie con gli obiettivi 5 e 6 della politica di coesione 2014-2020, e osserva che è indispensabile, a tal fine, rafforzare la partecipazione delle RUP al programma LIFE+;

28. deplora che, contrariamente al parere del Parlamento europeo e alle conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2009, l'azione preparatoria BEST non sia stata trasformata in un vero e proprio programma dedicato alle RUP e ai PTOM;

29. deplora che gli habitat e le specie animali e vegetali da proteggere nelle RUP francesi non siano stati inseriti nell'allegato I della direttiva 92/43/CEE habitat-fauna-flora, impedendo di fatto l'applicazione della direttiva nelle RUP francesi ed escludendone la partecipazione alle reti e ai programmi NATURA 2000;

30. invita la Commissione a elaborare un programma Natura 2000 specifico per le RUP, sulla base dell'articolo 349 del TFUE;

31. invita la Commissione a promuovere, tenendo conto dei buoni esempi e dei risultati raggiunti da talune regioni ultraperiferiche nel settore delle energie rinnovabili, misure volte al raggiungimento dell'autonomia energetica e degli obiettivi della strategia Energia 2020, e ricorda alla Commissione la sua proposta di creare un programma specifico nel settore dell'energia volto a ridurre i costi di approvvigionamento, delle infrastrutture e dei servizi forniti nelle RUP, allo scopo di incoraggiare le politiche in materia di energia rinnovabile, sulla base dei programmi POSEI e raggiungendo il miglior livello possibile di sinergie con altri assi d'azione dell'UE;

32. richiama l'attenzione sulla necessità di incoraggiare la valorizzazione del potenziale esistente nel settore delle energie rinnovabili delle isole, la cui dipendenza energetica dai combustibili fossili è aggravata dalla distanza e dall'isolamento geografico; ritiene che sia opportuno tenere conto della necessità di prevedere, nel quadro della politica energetica europea, strumenti che permettano di far fronte adeguatamente ai problemi posti dai sistemi energetici isolati;

Sinergie con i programmi europei per la gioventù

33. sottolinea che gli obiettivi 8, 9 e 10 della nuova politica di coesione sono l'occupazione, l'inclusione sociale, la lotta contro la povertà, l'istruzione, la formazione e la formazione professionale;

34. sottolinea che le RUP sono tra le regioni europee in cui si registrano i più elevati tassi di disoccupazione, in particolare giovanile; attira tuttavia l'attenzione sulla difficoltà di dare esecuzione ai fondi destinati alla garanzia per i giovani mediante il confinanziamento; si rammarica inoltre per l'assenza di disposizioni specifiche per le RUP nei programmi a favore dell'occupazione e dell'innovazione sociale e ricorda che tali regioni hanno incontrato difficoltà nel beneficiare delle possibilità offerte dal programma Progress; sollecita lo sviluppo dell'asse sociale attraverso la definizione urgente di un piano pilota per la lotta contro la disoccupazione nelle RUP; chiede che all'interno della Commissione siano create squadre d'azione specifiche per l'occupazione giovanile, nell'ottica di realizzare la garanzia per i giovani e provvedere alla mobilitazione del FSE e dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

35. invita la BEI a integrare le RUP nella sua iniziativa intitolata "Posti di lavoro per i giovani" e nel programma intitolato "Investire nelle competenze";

36. esprime preoccupazione per la grave fuga di competenze alla quale fanno fronte le RUP a causa dei forti tassi di disoccupazione e dell'insufficienza dei percorsi formativi proposti, allorquando una manodopera preparata e qualificata è indispensabile per generare una crescita sostenibile, soprattutto nei settori tradizionali o specifici di tali regioni, ma anche per dinamizzare lo sviluppo di nuove attività e far fronte alla concorrenza mondiale;

37. sottolinea che il nuovo programma Erasmus ha come obiettivo lo sviluppo di una società della conoscenza; mette in luce che la realizzazione di questo obiettivo è indispensabile per la realizzazione della strategia Europa 2020, secondo cui la conoscenza è il motore principale dell'economia europea; sottolinea dunque la necessità di creare maggiori sinergie tra il programma Erasmus e il FSE nelle RUP, in modo da dinamizzare le risorse umane e l'esperienza locale, che sono potenti motori della crescita;

38. sostiene lo sviluppo delle capacità universitarie delle regioni ultraperiferiche e di nuove filiere d'eccellenza, onde rafforzare l'attrattiva e l'influenza delle università delle RUP in Europa; appoggia lo sviluppo di partenariati interuniversitari, tra l'altro grazie all'apertura degli stessi alle università dei paesi terzi con i quali le regioni ultraperiferiche intrattengono relazioni privilegiate; chiede inoltre che i programmi ERASMUS+ ed EURES finanzino gli oneri di trasporto aggiuntivi dovuti al vincolo della distanza, così da permettere agli studenti delle RUP di beneficiare dei programmi europei di scambio formativo e alle università delle RUP di cercare di trarre maggior profitto dal programma ERASMUS MUNDUS tra gli Stati membri e i paesi terzi di tutto il mondo;

Sinergie con le reti transeuropee (trasporti, telecomunicazioni, energia)

39. fa riferimento alla relazione Teixeira sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia Europa 2020 (2011/2195(INI)), che esorta la Commissione a creare un programma specifico nel settore dell'energia, dei trasporti e delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione sulla base dei programmi POSEI, e segnatamente a istituire un quadro specifico per gli aiuti ai trasporti nelle RUP, in particolare a favore dei trasporti pubblici e dello sviluppo dei trasporti marittimi fra le isole;

40. sottolinea la necessità di sviluppare nelle RUP sinergie tra le reti transeuropee, il meccanismo per collegare l'Europa, i programmi Civitas e Orizzonte 2020 nonché gli investimenti del FESR e del Fondo di coesione relativi ai trasporti, alle telecomunicazioni e all'energia;

41. ricorda che l'accessibilità riveste un ruolo centrale nel contesto dello sviluppo delle regioni ultraperiferiche, imponendo in molti casi l'esistenza in tali regioni di una complessa rete, interna ed esterna, di servizi di trasporto marittimo e aereo che crea condizioni difficili di mobilità e di accesso alle RUP, che non dispongano di alternative al trasporto aereo o marittimo e che devono inoltre far fronte all'aumento del prezzo dei trasporti, che già di per sé si ripercuote negativamente a livello economico e sociale;

42. si compiace dell'intenzione della Commissione di integrare le RUP nelle reti transeuropee, ma deplora l'esclusione della maggior parte di tali regioni dai corridoi prioritari e, quindi, dal finanziamento nell'ambito del MIE; invita la Commissione a rivedere tale esclusione nel quadro della sua strategia per l'ultraperiferia e a garantire l'attivazione di investimenti nei trasporti delle RUP per far fronte al loro isolamento e all'insularità; invita la Commissione ad attuare un quadro settoriale specifico nelle RUP che favorisca l'accessibilità e la connessione di queste regioni al continente europeo;

43. deplora che i progetti relativi alle autostrade del mare non siano progrediti a causa della priorità accordata ai collegamenti a corto raggio, escludendo così in modo discriminatorio le RUP; invita la Commissione a rivedere tale esclusione nel quadro della sua strategia per l'ultraperiferia;

44. sottolinea la necessità di rivedere l'inquadramento degli aiuti di Stato per i trasporti marittimi onde permettere la concessione di aiuti pubblici a favore dei collegamenti tra le RUP e i paesi terzi;

45. insiste sulla necessità di adeguare la classificazione degli aeroporti regionali in quanto essa non può limitarsi, nel caso delle RUP, a questioni di flusso di passeggeri e di redditività;

46. ritiene che, vista l'importanza dell'economia digitale, il problema del divario digitale tra le RUP e l'Europa costituisca un freno allo sviluppo e alla competitività delle RUP; osserva che il ritardo nella diffusione e nell'ammodernamento delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) nelle RUP aggiunge alla distanza geografica anche il ritardo digitale; propone di intensificare lo sviluppo delle TIC mediante l'estensione e l'ammodernamento delle reti, l'attivazione di sinergie con il FESR e un accesso agevolato per questi progetti ai finanziamenti della BEI; insiste inoltre sulla necessità di accordare a tali regioni un accesso prioritario ai programmi GMES e Galileo;

Sinergie con la politica marittima dell'Unione (PCP, FEAMP)

47. ricorda che le RUP contribuiscono a conferire all'Unione europea lo status di potenza marittima mondiale;

48. invita la Commissione a prendere maggiormente atto della sua dimensione marittima globale, delle possibilità che il mare, gli oceani e la crescita blu comportano per l'insieme dell'UE, della posizione strategica in cui si collocano le RUP e del ruolo che queste ultime possono svolgere per lo sfruttamento sostenibile di mari, oceani e zone costiere, nella governance marittima globale e nello sviluppo di un'economia della conoscenza basata sul mare;

49. constata la mancanza di sinergie tra la politica di coesione e una politica comune della pesca (PCP) che non tiene ancora sufficientemente conto delle realtà di queste regioni; insiste sull'importanza di mantenere un programma POSEI per la pesca e propone di sviluppare la ricerca e l'innovazione nell'economia marittima in quanto potenziali fattori di crescita;

50. sottolinea che le RUP dipendono dalle risorse alieutiche delle loro ZEE, le quali presentano una grande fragilità sul piano biologico ed ecologico, e che è quindi opportuno proteggere in modo adeguato ed efficace le loro zone biogeograficamente sensibili, in particolare accordando loro l'accesso esclusivo alle flotte locali che operano con battelli di pesca rispettosi dell'ambiente; sottolinea che è necessario garantire uno sfruttamento equilibrato e sostenibile delle risorse pur mantenendo le attività di pesca; chiede che, in futuro, anche gli accordi di pesca dell'Unione siano negoziati coinvolgendo gli attori delle RUP e siano pensati nell'interesse delle popolazioni locali sul lungo periodo; sollecita l'inclusione sistematica di un capitolo dedicato alle RUP nelle analisi di impatto;

51. deplora che il programma POSEI-pesca, che istituisce un regime di compensazione dei costi supplementari che incidono sullo smercio di taluni prodotti della pesca originari delle RUP, sia stato recentemente integrato nel Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e non sia quindi più un regolamento autonomo destinato specificatamente ed esclusivamente a tali regioni, riducendo così l'importanza della discriminazione positiva riconosciuta come un diritto delle RUP in virtù dell'articolo 349 del TFUE;

52. si rammarica del fatto che, nell'ambito della nuova PCP, gli aiuti al rinnovamento delle flotte non siano stati autorizzati per talune RUP in ragione della loro situazione;

Sinergie con la politica agricola comune

53. osserva che l'agricoltura è un settore dinamico, fonte di occupazione e che partecipa allo sviluppo di attività a forte valore aggiunto; ricorda nondimeno le specificità dell'agricoltura nelle RUP che incidono fortemente su tale attività, come le piccole dimensioni delle aziende o i limiti del mercato; rammenta che il terzo obiettivo della nuova politica di coesione consiste nel rafforzamento delle PMI nel settore agricolo;

54. osserva che, nelle RUP, l'agricoltura deve affrontare la questione della diversificazione e della competitività, nonché una serie di nuove sfide legate in particolare alla globalizzazione, alla liberalizzazione dei mercati, alla sicurezza alimentare e allo sviluppo sostenibile;

55. sottolinea la necessità di conservare il programma POSEI, che ha dimostrato la propria validità e si è rivelato adatto alle realtà delle RUP, ma che soffre di un sottofinanziamento cronico, a cui occorre porre rimedio con urgenza; sottolinea in questo contesto la necessità di dotare il programma POSEI delle risorse necessarie per aiutare i produttori delle RUP a superare gli effetti delle liberalizzazioni previste in diversi settori e legate alle politiche europee e alla conclusione di accordi internazionali in settori come quello del latte, dello zucchero, del rum, della carne e delle banane; pone inoltre in evidenza l'importanza economica, sociale e ambientale di tutte le produzioni agricole delle RUP; difende il mantenimento del regime POSEI in un quadro proprio e autonomo;

56. incoraggia la creazione di sinergie tra la politica di coesione e il FEASR per garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche attraverso l'ammodernamento, l'ampliamento delle reti di irrigazione, il riassetto del territorio, la formazione e la valorizzazione turistica dell'agricoltura sostenibile e delle comunità rurali;

57. invita la Commissione a dinamizzare la produzione agricola endogena e la commercializzazione sulla filiera corta, ossia una produzione locale di qualità che si sostituisca alle importazioni;

58. sostiene la creazione di DOP, DOC e di marchi locali nelle regioni ultraperiferiche e chiede una politica di promozione che risponda alle esigenze delle RUP e di difesa delle IGP;

Sinergie con la politica estera dell'Unione

59. deplora la persistente assenza di una correlazione tra i fondi europei, il FES, il FESR e l'ETC, in particolare nei progetti di cooperazione transfrontaliera, laddove tale correlazione è invece essenziale per il raggiungimento degli obiettivi dei fondi in questione; ribadisce in tal senso l'esigenza di assicurare che le modalità di programmazione del FES e del FESR siano compatibili;

60. invita la Commissione ad avviare una concertazione tra gli Stati membri dell'Unione, le RUP, i PTOM e i paesi ACP per rafforzare il dialogo e favorire l'integrazione delle RUP nei loro bacini geografici; sottolinea a tal fine il ruolo ancora più centrale che dovrebbero svolgere le delegazioni dell'UE al fine di agevolare il dialogo tra i vari attori della programmazione nelle RUP, nei PTOM e nei paesi ACP;

61. invita la Commissione a prendere maggiormente atto della posizione geostrategica delle RUP dovuta alla loro vicinanza geografica a vari continenti;

62. invita la Commissione a completare il piano d'azione "grande vicinato", al quale lavora dal 1999, e a individuare gli ostacoli e le soluzioni che consentano di agevolare l'integrazione regionale delle RUP nei rispettivi bacini geografici; ricorda in tale contesto le relazioni storico-culturali privilegiate di ciascuna RUP con taluni paesi terzi, nonché il potenziale sviluppo di relazioni economiche, commerciali e di cooperazione con diverse regioni del mondo;

63. invita la Commissione a tenere maggiormente conto dell'impatto degli accordi commerciali conclusi con i paesi terzi sulle economie delle RUP, esigendo la realizzazione sistematica di uno studio d'impatto preliminare sulla protezione dei prodotti cosiddetti sensibili, se del caso, e sull'equa compensazione dei pregiudizi arrecati alle specifiche filiere; chiede altresì la creazione di un meccanismo di consultazione delle autorità regionali di tali regioni; raccomanda alla Commissione di prevedere, per gli accordi internazionali in corso di applicazione, degli studi periodici che permettano di valutare e di tener conto della vulnerabilità dei mercati nelle RUP;

64. si rammarica che gli accordi conclusi con i paesi dell'America latina e con i paesi ACP non abbiano tenuto conto degli interessi delle RUP e che prima della negoziazione di tali accordi non sia stato effettuato alcuno studio d'impatto;

65. invita la Commissione a negoziare sistematicamente, negli accordi commerciali con i paesi ACP vicini alle RUP, un capitolo specifico a favore della creazione di un mercato RUP-ACP volto a conseguire una migliore integrazione delle RUP nel loro contesto geografico;

66. rammenta l'interesse che le RUP rivestono per l'Unione in termini di sviluppo e dispiegamento delle proprie capacità d'intervento umanitario in presenza di catastrofi naturali; raccomanda pertanto la creazione di una forza europea di protezione civile;

Sinergia con i programmi per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale

67. prende atto dei problemi fondamentali, in particolare l'esclusione sociale, a cui devono far fronte le regioni ultraperiferiche; rammenta che l'obiettivo 9 della nuova politica di coesione consiste nella promozione dell'inclusione sociale e nella lotta contro la povertà e tutte le forme di discriminazione; ricorda che il FESR prevede il sostegno alle popolazioni più povere come priorità di investimento;

68. plaude all'adozione del Fondo di aiuti europei agli indigenti (FEAD) e chiede che la sua applicazione sia particolarmente efficace nelle RUP;

69. osserva che in alcune RUP vi è una notevole necessità di alloggi, in particolare in ragione della forte crescita demografica registrata in alcuni di questi territori; incoraggia la creazione di un quadro di investimenti negli alloggi popolari e la messa a punto di disposizioni specifiche affinché gli aiuti che sostengono gli investimenti in questo settore non siano considerati come aiuti di Stato; osserva che talune RUP devono far fronte a un processo di desertificazione crescente, che determina il degrado dell'habitat caratteristico di tali zone, fenomeno questo che occorre contrastare attraverso aiuti alla riabilitazione urbana e alla promozione di attività economiche adeguate alle varie località, in modo da contribuire a trattenervi la popolazione;

Sinergie con il programma COSME e lo strumento di microfinanziamento Progress

70. osserva che alcune RUP si trovano in un ambiente a forte concorrenza industriale, in particolare a causa del basso costo della manodopera e dell'abbondanza di materie prime nei paesi vicini; rammenta che gli obiettivi 3 e 8 della politica di coesione 2014-2020 mirano al rafforzamento della competitività delle PMI e alla promozione dell'occupazione sostenibile di alta qualità;

71. osserva che le microimprese e le PMI delle RUP, il cui ritmo di creazione resta sostenuto malgrado la crisi, devono far fronte a maggiori difficoltà nell'accesso al finanziamento, che ne mette a repentaglio lo sviluppo e la durata;

72. plaude, a tale proposito, agli obiettivi del futuro programma COSME destinato a sostenere le PMI europee, in particolare per quanto concerne questioni di finanziamento e di conquista di nuovi mercati; accoglie con favore lo sviluppo dello strumento di microfinanziamento Progress; invita la Commissione a garantire un'attuazione efficace di questi programmi nelle RUP e plaude alla possibilità di instaurare un dialogo con la BEI e il Fondo europeo per gli investimenti su un eventuale contributo per migliorare l'accesso delle PMI delle regioni ultraperiferiche ai finanziamenti, nell'ottica di creare fondi di investimento di prossimità in ciascuna RUP e sviluppare i mercati regionali di capitale di rischio;

73. sottolinea la necessità di adattare lo sviluppo economico di ciascuna RUP in funzione del suo potenziale; osserva, ad esempio, che l'insufficiente capacità di smaltimento dei rifiuti conferisce un margine corrispondente di progresso in materia di occupazione e ambiente;

74. plaude al recente avvio della consultazione pubblica sul "Piano d'azione verde per le PMI"; invita pertanto la Commissione ad inserire nelle sue future conclusioni le problematiche e le competenze delle PMI delle RUP in tale ambito;

75. sottolinea che il turismo è uno dei motori principali dell'economia delle RUP; ritiene, a tale riguardo, che lo sviluppo e l'ammodernamento dei parchi alberghieri delle RUP, attraverso un sostegno congiunto del FESR e del programma COSME, sia indispensabile per favorire la diversificazione e lo sviluppo dell'offerta di turismo sostenibile nelle regioni ultraperiferiche;

76. propone la semplificazione delle politiche in materia di visti non soltanto per gli Stati membri dell'Unione, ma anche per alcuni paesi terzi, al fine di agevolare il turismo e favorire lo sviluppo di un turismo a multidestinazione tra le RUP e i paesi vicini;

Sinergie con il programma Europa creativa

77. osserva che alcune RUP sono caratterizzate da un forte multiculturalismo e che il loro vivaio culturale deve anche poter nutrire e nutrirsi di quello culturale europeo; chiede alla Commissione di aprire l'accesso al programma Europa creativa per i progetti originari delle regioni ultraperiferiche;

78. invita la Commissione a mettere a punto una strategia per lo sviluppo e la diffusione del patrimonio culturale delle RUP, ispirata al programma Euromed Heritage IV;

79. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

GU C 279 E del 19.11.2009, pag. 12.

(2)

GU C 258 E del 7.9.2013, pag. 1.


MOTIVAZIONE

La storia delle politiche che uniscono l'Unione europea e le regioni ultraperiferiche è stata fino ad oggi caratterizzata dall'attuazione di una politica centrale ed essenziale di solidarietà, attraverso gli strumenti della politica di coesione e di sostegno al settore agricolo e della pesca.

La presente relazione propone, attraverso il superamento delle visioni attuali, talvolta desuete, un ribaltamento dell'approccio affinché le politiche degli investimenti nelle RUP si aprano a nuovi ambiti e consentano lo sviluppo sostenibile di queste regioni. Ciò deve obbligarci a far uscire le RUP dalla loro chiusura nelle sole politiche regionali e agricole, per inserirle al meglio e ottenere il meglio dall'insieme delle politiche europee.

Il sostegno dell'Unione europea alle sue regioni ultraperiferiche non è la semplice espressione dell'attuazione di una solidarietà europea, bensì un sostegno vantaggioso per tutta l'Unione europea per la realizzazione dei propri obiettivi in termini di crescita, influenza a livello mondiale e partecipazione alla risoluzione delle grandi sfide globali. Che si tratti di dialogo con i paesi ACP, lotta al cambiamento climatico, salvaguardia della biodiversità, protezione delle barriere coralline, salute, mantenimento delle lingue regionali o diversità culturale, l'Unione europea è più forte insieme alle sue regioni ultraperiferiche per conseguire gli obiettivi insiti in suddette sfide. Inoltre, le regioni d'oltremare spagnole, portoghesi e francesi portano con sé le sfide e le ambizioni di un'Unione aperta e rivolta al mondo, agli oceani, alla ricerca, all'ambiente e all'eccellenza.

Investire nelle RUP e prendere coscienza sia dei loro contributi sia del loro ruolo significa investire nella costruzione di un'Unione europea all'avanguardia delle sfide globali. Nel momento in cui l'Unione europea attraversa una crisi che fa temere tendenze al trinceramento e alla chiusura al mondo, è fondamentale uscire dal prisma del "quanto costa" per far prevalere il contributo essenziale delle regioni ultraperiferiche all'ambizione globale del continente europeo. È questo percorso, scevro da qualsiasi visione pessimistica, che la Commissione e l'Unione europea devono oggi intraprendere.

Ciononostante è d'uopo constatare che troppo spesso le RUP sono dimenticate da coloro che lavorano per l'Unione europea e hanno il compito di rappresentarla nella sua interezza. Non di rado, sul sito della Commissione europea e delle agenzie a essa legate si trovano carte geografiche dalle quali le RUP sono scomparse, documenti tecnici su regioni composte da paesi terzi come i Caraibi, l'America latina, l'oceano Indiano, l'Africa nordoccidentale, nei quali non viene nemmeno menzionato che l'Unione europea vi è rappresentata dalle sue RUP. Inoltre, troppo spesso le RUP sono escluse quasi di proposito dai grandi progetti che devono condurre l'Unione a essere strutturalmente e materialmente collegata in tutte le sue parti. Troppo spesso alla posizione geografica ultraperiferica finisce per sommarsi la considerazione ultraperiferica riservata alle RUP dall'Unione europea.

Se l'Unione europea è un progetto con aspirazioni di integrazione, le RUP non possono più essere lasciate da parte e considerate come un fattore di svantaggio da coloro che costruiscono l'Unione europea di domani.

Se la posizione ultraperiferica costituisce un fattore di svantaggio per le RUP, per l'Unione ciò rappresenta l'esatto contrario: un'opportunità.

L'articolo 349 del TFUE riconosce alle RUP le difficoltà e le specificità a esse proprie, dal momento che queste difficoltà e specificità esistono, sono presenti, concrete e reali. Un trattamento specifico e su misura per tali regioni non significa un trattamento di favore, giacché si tratta di un trattamento di integrazione, l'unico capace di permettere un'integrazione equilibrata e completa delle RUP nell'Unione. Voler integrare le RUP senza considerare ciò che, per esse, deve essere adattato in modo diverso, significherà, col tempo, contribuire a rafforzare in modo duraturo gli svantaggi che nascono dalla loro situazione ultraperiferica nei confronti del continente europeo. Significherà, alla fine, escluderle in maniera duratura dall'Unione europea. Se le regioni dell'oltremare europeo si trovano nell'ultraperiferia del continente, il continente europeo si trova anch'esso nell'ultraperiferia delle regioni del suo oltremare.

A partire dal 2014 deve pertanto realizzarsi un vero e proprio cambiamento, non solo per accogliere con favore o riconoscere le opportunità e le possibilità che offre l'oltremare europeo per l'Unione, ma per concretizzare queste opportunità e queste possibilità che rappresentano anche il divenire comune di un'Unione che integra nelle sue visioni proprie e nelle sue prospettive intrinseche di sviluppo le sue regioni d'oltremare. A partire da ciò, si dovrà anche realizzare il concetto di oltremare europeo che consideri le RUP e i PTOM come partecipi di una stessa realtà.

Orizzonte 2020, Energia 2020, Life +, Erasmus, le reti transeuropee dell'energia, dei trasporti e delle telecomunicazioni, non possono più collocare l'oltremare nell'ultraperiferia delle loro priorità e obiettivi. L'insieme di queste strategie e strumenti deve servire a colmare il deficit d'integrazione delle RUP rispetto allo spazio europeo e a capire che le potenzialità delle RUP possono aiutare in modo significativo l'Unione europea a raggiungere gli obiettivi che si è prefissata. Ciò non è stato fatto dalla Commissione europea né dall'Unione europea negli ultimi anni; esiste un vero e proprio divario da colmare e serve un sussulto di immaginazione per cambiare questa situazione.

La politica agricola comune, la politica comune della pesca, il mercato interno e le regole che li definiscono devono in futuro riuscire, su alcuni aspetti, e continuare, su altri aspetti, a tener sempre più conto delle specificità geografiche, geoeconomiche e climatiche delle RUP. Senza ciò, né la PAC né la PCP né il mercato interno potranno permettere alle regioni ultraperiferiche un'integrazione sostenibile e armoniosa nell'insieme europeo.

La politica commerciale, la politica estera e la politica di sviluppo dell'Unione non possono nemmeno più considerare l'oltremare come regioni di minore importanza per l'Unione. Le regioni d'oltremare sono un prolungamento dell'Unione nel mondo, i loro interessi economici non possono sempre essere sacrificati a vantaggio di considerazioni continentali non solo egoiste ma, più tragicamente, scevre di qualsiasi visione geostrategica e geoeconomica, nelle quali la matrice delle RUP non è né considerata né integrata. Ciononostante, esiste una stretta correlazione tra la presa di coscienza della dimensione mondiale che l'Unione può avere e l'attenzione che essa riserva alle sue RUP e ai suoi PTOM. La manifesta dimenticanza da parte dell'Unione delle sue RUP e PTOM nella maggior parte delle sue politiche estere (commerciali, marittime, diplomatiche e di sviluppo) è un chiaro indice degli investimenti insufficienti da parte dell'Unione nella sua dimensione globale e internazionale.

È dunque creando e promuovendo sinergie tra i fondi strutturali per le RUP e tutti gli altri fondi, strategie e politiche dell'Unione che potranno essere realizzate queste prospettive per l'Unione e per le RUP. È anche attraverso la creazione di programmi e strumenti ad hoc, che permetteranno alle RUP di occupare il posto e la dimensione loro riservati in un'Unione europea risolutamente aperta sul mondo e consapevole della sua geografia, della sua storia, dei suoi vettori di crescita e influenza, che le nuove sfide comuni potranno essere colte.

Sebbene si possa essere concordi sulla visione strategica che può essere riservata alle RUP, oggi è importante far prevalere un approccio pragmatico affinché in tutte le politiche dell'Unione le costrizioni, gli ostacoli e i blocchi siano eliminati per consentire la piena partecipazione delle RUP.

Non dobbiamo più limitarci a difendere le RUP in Europa, ma dobbiamo soprattutto promuoverle e farle vincere.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

11.2.2014

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Luís Paulo Alves, Francesca Barracciu, Catherine Bearder, Victor Boştinaru, Nikos Chrysogelos, Ryszard Czarnecki, Francesco De Angelis, Tamás Deutsch, Rosa Estaràs Ferragut, Danuta Maria Hübner, Iñaki Irazabalbeitia Fernández, Seán Kelly, Constanze Angela Krehl, Jacek Olgierd Kurski, Petru Constantin Luhan, Iosif Matula, Erminia Mazzoni, Miroslav Mikolášik, Jens Nilsson, Jan Olbrycht, Younous Omarjee, Markus Pieper, Ovidiu Ioan Silaghi, Monika Smolková, Georgios Stavrakakis, Nuno Teixeira, Lambert van Nistelrooij, Justina Vitkauskaite Bernard, Kerstin Westphal, Joachim Zeller, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Karin Kadenbach, Evgeni Kirilov, Marie-Thérèse Sanchez-Schmid

Supplenti (art. 187, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ivana Maletić

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