Procedura : 2015/2039(INI)
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A8-0121/2015

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PV 27/04/2015 - 22
CRE 27/04/2015 - 22

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PV 28/04/2015 - 7.11
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P8_TA(2015)0107

RELAZIONE     
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31.3.2015
PE 546.870v03-00 A8-0121/2015

sul seguito dell'attuazione del Processo di Bologna

(2015/2039(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Krystyna Łybacka

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul seguito dell'attuazione del Processo di Bologna

(2015/0000(INI))

Il Parlamento europeo,

–    visto l'articolo 165 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–    vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, in particolare l'articolo 26,

–    vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 14,

–    vista la dichiarazione congiunta della Sorbona sull'armonizzazione dell'architettura del sistema europeo di istruzione superiore, sottoscritta a Parigi il 25 maggio 1998 dai quattro ministri competenti di Francia, Germania, Italia e Regno Unito (dichiarazione della Sorbona)(1),

–    vista la dichiarazione congiunta sottoscritta il 19 giugno 1999 a Bologna dai ministri dell'Istruzione di 29 paesi europei (dichiarazione di Bologna)(2),

–    visto il comunicato della conferenza dei ministri europei per l'Istruzione superiore svoltasi il 28 e 29 aprile 2009 a Lovanio e Louvain-la-Neuve(3),

–    vista la dichiarazione di Budapest e Vienna adottata il 12 marzo 2010 dai ministri dell'Istruzione di 47 paesi, con la quale viene ufficialmente varato lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS)(4),

–    visto il comunicato della conferenza ministeriale e terzo Forum sulle politiche di Bologna, tenutosi a Bucarest il 26 e 27 aprile 2012(5),

–    vista la strategia di mobilità 2020 per lo Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS), adottata dalla conferenza ministeriale SEIS tenutasi a Bucarest il 26 e 27 aprile 2012(6),

–    vista la direttiva 2013/55/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 novembre 2013, recante modifica della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali e del regolamento (UE) n. 1024/2012 relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno ("regolamento IMI")(7),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 settembre 2005, diretta a facilitare il rilascio, da parte degli Stati membri, di visti uniformi di soggiorno di breve durata per i ricercatori di paesi terzi che si spostano nella Comunità a fini di ricerca scientifica(8),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 febbraio 2006, sul proseguimento della cooperazione europea in materia di certificazione della qualità nell'istruzione superiore(9),

–    vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente(10) (EQF-LLL),

–    viste le conclusioni del Consiglio, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione (ET 2020)(11),

–    viste le conclusioni del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio, del 26 novembre 2009, sullo sviluppo del ruolo dell'educazione in un triangolo della conoscenza perfettamente funzionante(12),

–    viste le conclusioni del Consiglio, dell'11 maggio 2010, sull'internazionalizzazione dell'istruzione superiore(13),

–    vista la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, sulle politiche di riduzione dell'abbandono scolastico(14),

–    vista la raccomandazione del Consiglio, del 28 giugno 2011, intitolata "Youth on the Move – promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento"(15),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 10 maggio 2006, intitolata "Portare avanti l'agenda di modernizzazione delle università: istruzione, ricerca e innovazione" (COM(2006)0208),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 3 marzo 2010, intitolata "Europa 2020 – una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 26 agosto 2010, intitolata "Un'agenda digitale europea" (COM(2010)0245/2),

–    vista la comunicazione della Commissione, del 20 settembre 2011, intitolata "Sostenere la crescita e l'occupazione – un progetto per la modernizzazione dei sistemi d'istruzione superiore in Europa" (COM(2011)0567),

–    vista la relazione intitolata "L'istruzione superiore in Europa 2009: gli sviluppi del Processo di Bologna" (Eurydice, Commissione europea, 2009)(16),

–    vista la relazione intitolata "Focus sull'istruzione superiore in Europa 2010: l'impatto del Processo di Bologna" (Eurydice, Commissione europea, 2010)(17),

–    vista la relazione intitolata "Lo Spazio europeo dell'istruzione superiore nel 2012: rapporto di implementazione del Processo di Bologna" (Eurydice, Commissione europea, 2012)(18),

–    vista l'indagine condotta dall'Eurobarometro nel 2007 sulla percezione della riforma dell'istruzione superiore tra i docenti(19),

–    vista l'indagine condotta dall'Eurobarometro nel 2009 sulla percezione della riforma dell'istruzione superiore tra gli studenti(20),

–    vista la pubblicazione di Eurostat, del 16 aprile 2009, intitolata "The Bologna Process in Higher Education in Europe – Key Indicators on the Social Dimension and Mobility" (Il Processo di Bologna nell'istruzione superiore in Europa – indicatori chiave sulla dimensione sociale e sulla mobilità)(21),

–    vista la relazione finale della conferenza internazionale sul finanziamento dell'istruzione superiore tenutasi a Erevan, in Armenia, l'8 e 9 settembre 2011(22),

–    vista la sua risoluzione del 23 settembre 2008 sul Processo di Bologna e la mobilità degli studenti(23),

–    vista la sua risoluzione del 20 maggio 2010 sul dialogo università-imprese: un nuovo partenariato per la modernizzazione delle università in Europa(24),

–    vista la sua risoluzione del 13 marzo 2012 sul contributo delle istituzioni europee al consolidamento e all'avanzamento del Processo di Bologna(25),

–  visto il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS)(26),

–    visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–    vista la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0121/2015),

A.  considerando che, nell'attuale contesto economico, l'importanza del Processo di Bologna dovrebbe risiedere nel perseguimento degli obiettivi di sviluppo del livello di conoscenza e innovazione più elevato possibile per i cittadini mediante un ampio accesso all'istruzione e al suo continuo aggiornamento, e considerando che ciò dovrebbe rispecchiarsi nella revisione della strategia Europa 2020 e nell'attuazione del piano Juncker di investimenti per l'Europa;

B.   considerando che dalle analisi emerge che quasi un datore di lavoro su tre nell'UE riscontra problemi nella ricerca di lavoratori adeguatamente qualificati; che, dal punto di vista dell'obiettivo della riduzione dello squilibrio tra domanda e offerta di competenze nell'UE (divario tra le capacità professionali dei soggetti e la domanda del mercato del lavoro), la riforma di Bologna non ha avuto molto successo finora; che lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze è diventato una sfida centrale per l'Europa, che interessa tutti gli ambiti della società, dalla produttività e dall'efficienza delle imprese al benessere attuale e futuro dei giovani;

C.  considerando che il problema della disoccupazione giovanile non è migliorato molto dall'inizio della crisi del 2008; che alla fine del 2014 nell'UE i giovani disoccupati al di sotto dei 25 anni erano circa 5 milioni;

D.  considerando che, come è stato affermato da un filosofo, "la ricerca della verità e della bellezza dovrebbe essere il segno distintivo delle università", oltre al compito di preparare nuovi professionisti, scienziati, ingegneri, docenti, dottori, politici e cittadini;

E.   considerando che è importante ritenere le università i principali attori effettivi del Processo di Bologna oltre ai ruoli di sostegno in termini di coordinamento, regolamentazione e risorse delle istituzioni regionali e nazionali;

F.   considerando che tale iniziativa intergovernativa, portata avanti in collaborazione con il mondo accademico, ha comportato sforzi per dare una risposta europea comune ai gravi problemi esistenti in molti paesi, ma gli sforzi si soro rivelati insufficienti;

G.  considerando che il vero obiettivo del Processo di Bologna è quello di garantire la compatibilità e la comparabilità degli standard e della qualità dei diversi sistemi d'istruzione superiore, rispettando nel contempo l'autonomia delle università e contribuendo in tal modo alla creazione di uno spazio europeo realmente democratico e in grado di offrire pari opportunità ai cittadini;

H.  considerando che è necessario effettuare una valutazione dei progressi compiuti negli ultimi quindici anni, tenendo conto tanto dei successi, in termini di cooperazione intraregionale, quanto dei problemi che persistono e della copertura ineguale degli squilibri nel conseguimento degli obiettivi dichiarati;

I.    considerando che sebbene nella maggior parte dei paesi il Processo di Bologna abbia orientato e motivato le riforme nel settore dell'istruzione, in alcuni paesi potrebbe essere percepito, a causa di carenze comunicative e di una scarsa comprensione dei suoi veri ideali, come un onere burocratico;

J.    considerando che è importante riconoscere il carattere paneuropeo del Processo di Bologna, come pure il coinvolgimento di tutti i suoi attori, quali studenti, docenti, ricercatori e membri del personale non docente;

K.  considerando che un sostegno finanziario continuativo e crescente per l'istruzione, la formazione, inclusa la formazione professionale, la conoscenza e la ricerca riveste un'importanza cruciale soprattutto in questo periodo di crisi economica;

L.   considerando che, in questo contesto in continuo mutamento, è necessario riaffermare l'impegno politico alla base del Processo di Bologna e la partecipazione nella realizzazione del Processo stesso delle istituzioni europee, dei governi nazionali e di tutte le altri parti interessate;

Ruolo del Processo di Bologna

1.   osserva che l'istruzione e la ricerca sono uno dei principali pilastri della nostra società per quanto concerne la promozione dello sviluppo delle competenze, della crescita e della creazione di posti di lavoro; sottolinea che è fondamentale investire maggiormente nell'istruzione per combattere efficacemente povertà, diseguaglianze sociali e disoccupazione, in particolare quella giovanile, e promuovere l'inclusione sociale;

2.   osserva che il Processo di Bologna potrebbe contribuire a contrastare lo squilibrio fra domanda e offerta di competenze nell'UE, se consentisse agli studenti di acquisire e sviluppare le competenze richieste dal mercato del lavoro, e che in tal modo potrebbe conseguire un importante obiettivo per rafforzare l'occupabilità dei laureati;

3.   è consapevole del ruolo del Processo di Bologna per la creazione di un'Europa della conoscenza; evidenzia che la diffusione della conoscenza, l'istruzione e la ricerca rappresentano elementi chiave della strategia di Europa 2020 e contribuiscono a promuovere la cittadinanza europea; sottolinea tuttavia la necessità di consultazione all'interno della comunità dell'istruzione superiore (docenti, studenti e personale non docente) al fine di comprendere l'opposizione alle riforme correlate al Processo di Bologna, nonché la necessità di assicurare l'istruzione pubblica, gratuita e accessibile a tutti, che risponda alle esigenze della società;

4.   osserva che le riforme di Bologna hanno portato alla creazione di uno Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) e hanno permesso di conseguire importanti risultati, negli ultimi quindici anni, in termini di migliore comparabilità delle strutture dell'istruzione superiore, maggiore mobilità, miglioramento della qualità dei sistemi d'istruzione, come pure dell'attrattiva dell'istruzione superiore in Europa;

5.   osserva che rimane ancora molto lavoro da svolgere nel Processo di Bologna nell'ambito dell'adeguamento dei sistemi d'istruzione alle esigenze del mercato del lavoro e del miglioramento dell'occupabilità e della competitività complessive, come pure dell'attrattiva dell'istruzione superiore in Europa; osserva che gli istituti di istruzione superiore (IIS) europei devono essere in grado di rispondere rapidamente ai cambiamenti economici, culturali, scientifici e tecnologici nella società moderna per utilizzare appieno il loro potenziale di promozione della crescita, dell'occupabilità e della coesione sociale;

6.   prende atto degli obiettivi per gli anni a venire e delle priorità nazionali per le azioni da intraprendere entro il 2015, secondo quanto delineato dalla conferenza ministeriale SEIS di Bucarest, nonché delle sue raccomandazioni per la strategia sulla mobilità 2020 per il SEIS, raccomandando la creazione di nuovi osservatori, nuovi approcci alle diverse comunità universitarie europee e nuovi sistemi di integrazione dei membri di dette comunità universitarie al processo di riforma del piano in questione;

Priorità e sfide

7.   esorta i paesi del SEIS ad attuare le riforme concordate, che mirano ad accelerare il conseguimento degli obiettivi del Processo di Bologna, e a rafforzare la credibilità del SEIS; incoraggia il sostegno ai paesi che riscontrino difficoltà nell'attuare tali riforme; caldeggia, in questo contesto, la creazione di ampi partenariati fra paesi e parti interessate;

8.   invita gli Stati membri a migliorare e aggiornare ulteriormente la valutazione degli istituti d'istruzione superiore, rispetto agli standard precedentemente stabiliti dai sistemi d'istruzione a livello internazionale, premiando l'eccellenza in vista dello sviluppo della conoscenza, della ricerca e della scienza;

9.   sottolinea l'importanza di tutelare la diversità dell'insegnamento, compresa la diversità delle lingue; esorta gli Stati membri ad aumentare le sovvenzioni agli studenti e ad assicurare che siano facilmente accessibili;

10. evidenzia la necessità di compiere ulteriori sforzi per sviluppare il SEIS e consolidare i progressi conseguiti nel perseguimento dei suoi obiettivi e in coordinamento con lo Spazio europeo dell'istruzione e della formazione, lo Spazio europeo dell'apprendimento permanente e lo Spazio europeo della ricerca;

11. invita tutte le parti interessate all'attuazione del Processo di Bologna a rafforzare la certificazione della qualità al fine di conseguire uno spazio europeo dell'istruzione superiore che migliori la sua attrattiva quale riferimento di eccellenza accademica in tutto il mondo;

12. esorta gli Stati membri, i paesi del SEIS e l'UE nel suo insieme a promuovere la comprensione e il sostegno del pubblico nei confronti del Processo di Bologna, anche agendo a livello locale per coinvolgere i cittadini nel raggiungimento degli obiettivi del Processo, in modo più efficace e dinamico;

13. precisa che la Commissione svolge un ruolo insostituibile nella creazione del SEIS e nel sostegno al Processo di Bologna e la esorta ad approfondire il proprio ruolo nel rilancio del Processo e nell'accelerazione degli sforzi volti a conseguire gli obiettivi stabiliti;

14. evidenzia la necessità di inserire negli obiettivi dichiarati la qualità dell'istruzione e della ricerca nel settore terziario; ritiene che uno degli indicatori del conseguimento di detti obiettivi sarebbe l'aumento dell'occupabilità dei laureati, che rientra anche fra gli obiettivi della strategia Europa 2020;

15. chiede che si porti avanti un dialogo fra governi e istituti d'istruzione superiore (IIS) e istituti di ricerca allo scopo di massimizzare l'impiego dei fondi disponibili e renderlo più mirato, come pure di cercare nuovi e diversi modelli di finanziamento per integrare il finanziamento pubblico; sottolinea, a questo proposito, l'importanza di Orizzonte 2020 nel condurre progetti collaborativi di ricerca tra gli IIS europei ed esprime preoccupazione per i continui tentativi di ridurre il proprio finanziamento mentre altri settori del bilancio rimangono immutati;

16. invita i governi a migliorare l'efficienza dell'utilizzo di finanziamenti pubblici nel settore dell'istruzione e a rispettare il principale obiettivo dell'Unione europea del 3% del PIL dell'UE da investire in R&S entro il 2020; sottolinea che un finanziamento ambizioso nel settore dell'istruzione e della ricerca è necessario in quanto costituisce uno dei principali strumenti atti a garantire a tutti l'accesso a un'istruzione di qualità, nonché a contrastare la crisi economica e la disoccupazione;

17. prende atto delle eventuali possibilità di finanziamento per l'istruzione superiore, l'istruzione e la formazione professionali che dovrebbero essere fornite dal FEIS; esprime la sua forte preoccupazione circa la riduzione di fondi prevista per Orizzonte 2020 che interessano i programmi direttamente correlati alla ricerca e all'istruzione, a favore del FEIS;

18. avverte che qualsiasi taglio in Orizzonte 2020 influenzerebbe senza dubbio la piena attuazione del Processo di Bologna ed esorta pertanto la Commissione a ritirare qualsiasi proposta in merito;

19. incoraggia tanto un approccio dall'alto al basso come uno dal basso all'alto, con il coinvolgimento dell'intera comunità accademica e delle parti sociali, e chiede l'impegno politico e la cooperazione dei ministri del SEIS nello sviluppo di una strategia comune per la realizzazione delle riforme di Bologna;

20. chiede un ulteriore sviluppo di programmi di studio che abbiano obiettivi chiari e forniscano le conoscenze e la combinazione di competenze generali e professionali necessarie non solo per preparare i laureati a rispondere ai requisiti del mercato del lavoro e dell'apprendimento permanente, ma anche e soprattutto per l'integrazione dei cittadini; sostiene la piena attuazione del quadro europeo per la certificazione delle qualifiche professionali;

21. sottolinea il ruolo delle materie STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) e la loro importanza per la società, l'economia e l'occupabilità dei laureati;

22. chiede la corretta attuazione del sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS) e del supplemento al diploma nel SEIS, strumenti fondamentali collegati al carico di lavoro dello studente e ai suoi risultati d'apprendimento, allo scopo di agevolare la mobilità e aiutare gli studenti a render conto dei propri risultati accademici;

23. evidenzia l'importanza di garantire il riconoscimento reciproco e la compatibilità dei titoli accademici per rafforzare il sistema di certificazione della qualità a livello europeo e in tutti i paesi che hanno aderito al SEIS, in conformità con la versione riveduta delle norme e degli orientamenti in materia di certificazione della qualità nello Spazio europeo dell'istruzione superiore; invita i paesi partecipanti al SEIS e le loro rispettive agenzie di certificazione della qualità ad aderire alle reti europee di certificazione della qualità (ENQA e EQAR);

24. incoraggia le parti nel Processo di Bologna, e in particolare la Commissione europea, a valutare periodicamente le competenze e lo squilibrio tra domanda e offerta di competenze nel momento in cui i laureati entrano nel mondo del lavoro;

25. sottolinea l'importanza dell'obiettivo della strategia Europa 2020 del 40% dei 30-34enni che completano l'istruzione universitaria e acquisiscono le abilità e le competenze adeguate per trovare un'occupazione soddisfacente;

26. sottolinea il valore dei quadri delle qualifiche per il miglioramento della trasparenza e chiede a tutti i paesi che partecipano al Processo di Bologna di garantire la compatibilità dei propri quadri nazionali con quelli del SEIS ed europei;

27. sottolinea che i quadri nazionali delle qualifiche in molti Stati membri devono ancora essere adattati al quadro europeo delle qualifiche nonché alle norme e agli orientamenti europei per la certificazione della qualità; osserva che molti quadri nazionali delle qualifiche non sono ancora registrati nel Registro europeo di certificazione della qualità dell'istruzione superiore (EQAR);

28. osserva che la mobilità di studenti, docenti, ricercatori e membri del personale non docente è una delle grandi priorità del Processo di Bologna; invita gli Stati membri ad aumentare le possibilità e la qualità della mobilità e sottolinea la necessità di rafforzare l'attuazione della strategia di mobilità 2020 per il SEIS nonché a conseguire l'obiettivo quantitativo del 20% per la mobilità degli studenti entro il 2020; evidenzia, a questo proposito, il ruolo cruciale del programma Erasmus+ e Orizzonte 2020 e l'importanza di garantirne la corretta ed efficace attuazione e promozione; sottolinea che le borse di studio concesse all'interno del programma Erasmus+ devono essere esenti da imposte e oneri sociali;

29. chiede un graduale inserimento della mobilità degli studenti nell'ambito del piano di studi ufficiale delle università;

30. sottolinea la necessità che nei programmi di mobilità dell'UE siano adeguatamente presenti gli studenti e i docenti dell'educazione artistica e musicale;

31. invita la Commissione e gli Stati membri a valutare, nell'ambito dei criteri di ranking per le università e gli istituti di alta formazione, il livello di partnership e di mobilità europea e internazionale che promuovono;

32. prende atto del ruolo centrale degli IIS nel promuovere la mobilità e nel produrre laureati e ricercatori con conoscenze e competenze che consentano loro di conseguire un'occupazione nell'economia globale;

33. esorta gli Stati membri, l'UE e il SEIS nel suo insieme a rafforzare la mobilità incrementando lo studio delle lingue, eliminando gli ostacoli amministrativi, fornendo meccanismi di sostegno finanziario adeguati e garantendo la trasferibilità delle sovvenzioni e dei crediti; osserva che la mobilità è ancora meno accessibile per gli studenti che appartengono alle fasce meno abbienti;

34. sottolinea, sia nel caso dell'elaborazione che in quello dell'attuazione dei programmi, il cambiamento del paradigma dell'istruzione verso un approccio maggiormente incentrato sullo studente e che guarda anche allo sviluppo della sua personalità; sottolinea l'importanza della partecipazione degli studenti alla governance dell'istruzione superiore;

35. sottolinea che i programmi di studio devono incentrarsi sulla domanda del mercato a lungo termine; evidenzia inoltre che l'occupabilità indica che gli studenti hanno acquisito un'ampia gamma di varie competenze che li preparano al mercato del lavoro e danno loro l'abilità per l'apprendimento permanente; incoraggia, a questo proposito, un dialogo attivo e una cooperazione nazionale e transfrontaliera fra università e imprese su programmi e tirocini nelle aziende, che contribuirebbero a contrastare la crisi economica, stimolare la crescita economica, costruire una società basata sulla conoscenza e offrire in tal modo opportunità di benefici reciproci in un senso sociale più ampio; incoraggia gli IIS a essere aperti a studi interdisciplinari, alla creazione di istituti universitari di ricerca e alla collaborazione con varie parti;

36. sottolinea la necessità di fornire ampie opportunità per l'apprendimento permanente e per forme complementari di apprendimento quali l'istruzione non formale e informale, fondamentali per lo sviluppo di competenze trasversali;

37. chiede che si compiano sforzi per rafforzare il legame tra istruzione superiore, ricerca e innovazione, anche tramite la promozione dell'istruzione basata sulla ricerca, e pone l'accento sul programma Orizzonte 2020 quale importante meccanismo di finanziamento per stimolare la ricerca; chiede una migliore sincronizzazione tra le azioni che sostengono il Processo di Bologna, quali i programmi Orizzonte 2020 e Erasmus+;

38. chiede l'introduzione di percorsi di apprendimento più flessibili, che includano programmi di laurea comuni e studi interdisciplinari e che sostengano l'innovazione, la creatività, l'istruzione e la formazione professionali (IFP), l'istruzione duale e l'imprenditorialità nell'istruzione superiore, e chiede che si esplori il potenziale offerto dalle nuove tecnologie, dalla digitalizzazione e dalle TIC al fine di arricchire l'apprendimento e l'insegnamento, nonché di sviluppare ulteriormente un'ampia gamma di competenze e di nuovi modelli di apprendimento, insegnamento e valutazione;

39. esorta gli IIS, le amministrazioni pubbliche, le parti sociali e le imprese a intrattenere un dialogo continuo che agevoli e promuova l'occupabilità; sottolinea, a questo proposito, la necessità di incentrare la discussione su un potenziale inutilizzato dell'istruzione superiore per stimolare la crescita e l'occupazione; invita i paesi del SEIS e gli IIS a rafforzare la cooperazione in merito ai tirocini e agli apprendistati e a incrementare la mobilità in tale ambito; sottolinea che le parti interessate devono migliorare la collaborazione per innalzare le qualifiche iniziali, rinnovare una manodopera qualificata e migliorare l'offerta, l'accesso e la qualità dei servizi di orientamento alla carriera e all'impiego; osserva inoltre che occorre incoraggiare ulteriormente l'inclusione di tirocini nei programmi di studio nonché la formazione sul posto di lavoro;

40. sottolinea che è necessario consentire ai rifugiati statutari l'accesso a tutte le istituzioni nel SEIS, che possono consentire loro di creare una vita indipendente attraverso l'istruzione; sottolinea, inoltre, che è opportuno liberalizzare ulteriormente i permessi di soggiorno per i laureati alla ricerca di un'attività professionale qualificata; sottolinea che gli sforzi a favore del reciproco riconoscimento dei rifugiati statutari devono essere moltiplicati in particolare nell'ottica della mobilità di tali studenti;

41. sottolinea che agli Stati membri e a tutti gli IIS che hanno aderito al FEIS incombe la responsabilità di fornire un'istruzione di qualità che risponda alle sfide sociali ed evidenzia la necessità della loro stretta cooperazione al fine di raggiungere gli obiettivi stabiliti dal Processo di Bologna;

42. osserva che solo alcuni Stati membri hanno creato una strategia globale per includere gli studenti appartenenti a un contesto socioeconomico svantaggiato nell'istruzione superiore e affrontare pertanto il problema del cosiddetto filtro sociale;

43. chiede un maggiore coinvolgimento dei docenti della scuola secondaria nel Processo di Bologna in termini di promozione della qualità nella formazione dei docenti e nella mobilità professionale al fine di rispondere alle nuove necessità educative e di formazione di una società basata sulla conoscenza e di contribuire a migliorare il rendimento degli studenti;

44. evidenzia il ruolo dell'istruzione, la sua qualità e la missione di insegnamento nel formare le generazioni future, contribuendo a una più ampia coesione sociale ed economica nonché alla creazione di posti di lavoro, a maggiore competitività e potenziale di crescita; chiede, a questo proposito, un migliore riconoscimento della professione dell'insegnante;

45. chiede che si esplichino sforzi a livello economico e sociale per potenziare l'inclusione sociale, aprendo a tutti un accesso equo a un'istruzione di qualità, agevolando il riconoscimento dei titoli accademici e professionali, dei periodi di studio all'estero e della formazione precedente, dei programmi di competenze trasversali e dell'apprendimento non formale e informale, come pure offrendo un'istruzione pertinente a una popolazione studentesca diversificata, tramite l'apprendimento permanente;

46. evidenzia la dimensione sociale del Processo di Bologna; chiede di promuovere una maggiore partecipazione dei gruppi sottorappresentati e svantaggiati, anche mediante programmi di mobilità internazionali;

47. sottolinea il ruolo della mobilità dell'istruzione nell'apprendimento interculturale e che il Processo di Bologna deve attivarsi per promuovere la conoscenza e il rispetto interculturali degli studenti;

48. chiede che si esplichino sforzi per sviluppare una strategia per la dimensione esterna del SEIS grazie alla cooperazione con altre regioni del mondo, allo scopo di aumentare la sua competitività e attrattiva nel contesto globale, di migliorare la fornitura di informazioni sul SEIS, di rafforzare la cooperazione basata sul partenariato, di intensificare il dialogo politico e di riconoscere ulteriormente le qualifiche;

49. evidenzia la necessità di rafforzare la raccolta dei dati tra i paesi del SEIS al fine di identificare e rispondere meglio alle sfide del Processo di Bologna;

50. pone l'accento sulla necessità che la prossima conferenza ministeriale del SEIS, che si terrà a Erevan a maggio 2015, passi in rassegna in maniera obiettiva e critica i progressi compiuti e le carenze riscontrate nel conseguimento delle priorità stabilite per il periodo 2012-2015, nell'ottica di promuovere e consolidare ulteriormente il SEIS con il pieno sostegno dell'Unione;

o

o        o

51. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/SORBONNE_DECLARATION1.pdf

(2)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/BOLOGNA_DECLARATION1.pdf

(3)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/Leuven_Louvain-la-Neuve_Communiqu%C3%A9_April_2009.pdf

(4)

http://www.ehea.info/Uploads/Declarations/Budapest-Vienna_Declaration.pdf

(5)

http://www.ehea.info/Uploads/(1)/Bucharest%20Communique%202012(1).pdf

(6)

http://www.ehea.info/Uploads/%281%29/2012%20EHEA%20Mobility%20Strategy.pdf

(7)

GU L 354 del 28.12.2013, pag. 132.

(8)

GU L 289 del 3.11.2005, pag. 23.

(9)

GU L 64 del 4.3.2006, pag. 60.

(10)

GU C 111 del 6.5.2008, pag. 1.

(11)

GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.

(12)

GU C 302 del 12.12.2009, pag. 3.

(13)

GU C 135 del 26.5.2010, pag. 12.

(14)

GU C 191 dell'1.7. 2011, pag. 1.

(15)

GU C 199 del 7.7.2011, pag. 1.

(16)

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/099IT.pdf

(17)

http://eacea.ec.europa.eu/education/eurydice/documents/thematic_reports/122IT.pdf

(18)

http://www.ehea.info/Uploads/(1)/Bologna%20Process%20Implementation%20Report.pdf

(19)

http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl198_en.pdf

(20)

http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_260_en.pdf

(21)

http://ec.europa.eu/eurostat/documents/3217494/5713011/KS-78-09-653-EN.PDF/3eb9f4ec-dc39-4e51-a18b-b61eb7c2518b?version=1.0

(22)

http://www.ehea.info/news-details.aspx?ArticleId=253

(23)

GU C 8 E del 14.1.2010, pag. 18.

(24)

GU C 161 E del 31.5.2011, pag. 95.

(25)

GU C 251 E del 31.8.2013, pag. 24.

(26)

Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici e che modifica i regolamenti (UE) nn. 1291/2013 e 1316/2013 (COM(2015)0010).


MOTIVAZIONE

La dichiarazione di Bologna è stata firmata da ventinove paesi europei nel giugno 1999, con l'obiettivo di creare uno Spazio europeo dell'istruzione superiore (SEIS) entro il 2010. Lo scopo era e rimane quello di offrire agli studenti una gamma più ampia e trasparente di opportunità d'istruzione d'alta qualità, come pure di creare una procedura semplificata di riconoscimento, sia a livello interno che esterno, in tutti i sistemi d'istruzione superiore nazionali coinvolti. Nel frattempo, tutti gli attuali quarantasette membri del Processo di Bologna hanno introdotto importanti riforme nei loro sistemi d'istruzione superiore.

Sebbene i cambiamenti apportati dal Processo di Bologna avvengano principalmente a livello universitario, l'idea della creazione del SEIS è, in una certa misura, di natura politica. Tale iniziativa intergovernativa, ispirata dalla Commissione europea e sostenuta dal mondo accademico, si è impegnata a trovare risposte comuni ai problemi esistenti nei paesi partecipanti. Esempi di tali risposte sono la creazione delle condizioni per una maggiore mobilità, l'adattamento dei sistemi d'istruzione alle esigenze del mercato del lavoro, volto a migliorare l'occupabilità complessiva, come pure il potenziamento della competitività e dell'attrattiva dell'istruzione superiore in Europa, al fine di contribuire in modo significativo alla crescita della civiltà. Attualmente i paesi del Processo di Bologna stanno affrontando nuove sfide, quali la disoccupazione giovanile, i vincoli economici e i cambiamenti demografici.

Nell'ottica del perseguimento degli obiettivi dell'UE per la crescita e un'economia basata sulla conoscenza, il Processo di Bologna può svolgere un ruolo importante nella revisione della strategia Europa 2020 e nell'attuazione del piano Juncker di investimenti per l'Europa.

Negli ultimi 15 anni il Processo di Bologna ha ottenuto notevoli risultati in termini di qualità dell'istruzione, mobilità e riconoscimento accademico. Nel complesso, il Processo di Bologna ha conseguito una maggiore trasparenza e ha reso facilmente accessibili le informazioni sull'istruzione superiore europea, grazie alla valutazione comparativa dei risultati nazionali in rapporto ad obiettivi comuni.

Se, da un lato, tali risultati sono lodevoli, dall'altro vi sono ancora alcuni ambiti che necessitano di ulteriori sviluppi, ed è fondamentale dare nuovo slancio al Processo di Bologna perché possa affrontare le nuove sfide oltre a garantire la qualità e la trasparenza del SEIS.

Valutazione del Processo e nuove sfide

Allo scopo di individuare chiaramente la direzione che le riforme di Bologna devono prendere, è opportuno iniziare da una valutazione oggettiva del Processo e distinguere gli ambiti che necessitano di miglioramenti. Occorre pertanto considerare il contesto più ampio, che include la creazione dello Spazio europeo dell'istruzione e della formazione, dello Spazio europeo dell'apprendimento permanente e dello Spazio europeo della ricerca, che costituiscono, insieme al SEIS, elementi cruciali per la realizzazione dell'Europa della conoscenza.

A questo proposito, è essenziale sottolineare che l'intento del Processo di Bologna non è di uniformare i sistemi d'istruzione superiore, ma di farli convergere, grazie allo sviluppo di norme comuni di cooperazione, tenendo però sempre in considerazione la diversità e l'autonomia dei singoli paesi e di ciascuna università.

Innanzitutto, gli obiettivi del Processo di Bologna non sono stati conseguiti in modo uniforme nei vari paesi partecipanti. Risulta pertanto prioritario attuare le riforme concordate nei paesi del SEIS e consolidare l'approccio "dal basso all'alto". Ciò richiede impegno politico e cooperazione da parte del SEIS. Inoltre, è possibile sviluppare strumenti aggiuntivi e nuovi metodi di lavoro, come la formazione di raggruppamenti, che potrebbe aiutare i paesi che si trovano ad affrontare difficoltà a conseguire maggiori risultati e allo stesso tempo incoraggiare gli altri a progredire ulteriormente. Altri strumenti sono lo scambio di buone prassi, un impiego più esteso della "Bologna expert network" e un maggior coinvolgimento della comunità accademica. Inoltre, le nuove tecnologie e le risorse didattiche aperte (RDA), in particolare i corsi online aperti e di massa (MOOC), permettono alla conoscenza di varcare facilmente le frontiere, il che accresce il potenziale di cooperazione internazionale e contribuisce alla promozione degli istituti d'istruzione europei quali centri d'innovazione. È opportuno che anche queste potenzialità siano esplorate in modo più approfondito.

In secondo luogo, è necessario che l'apprendimento sia maggiormente incentrato sullo studente; tale aspetto non è sempre stato riconosciuto come componente significativa della struttura universitaria europea e non ha ricevuto un'adeguata considerazione nei programmi universitari. È opportuno cambiare il paradigma dell'istruzione, spostando l'attenzione da ciò che si insegna a ciò che gli studenti devono apprendere. Si ritiene che gli aspetti sociali del Processo siano fra le componenti più trascurate del SEIS.

Inoltre, non sempre gli ideali originari del Processo di Bologna sono stati presentati chiaramente, e sono stati talvolta fraintesi o mal interpretati nei paesi partecipanti. In alcuni casi il Processo è stato utilizzato per coadiuvare le riforme nazionali o è stato considerato come un obbligo da adempiere per il governo. È pertanto necessario fornire informazioni chiare sul Processo, per sensibilizzare il pubblico e rafforzare il sostegno dei cittadini per le riforme di Bologna, ottenendo così una partecipazione più efficace e dinamica al conseguimento degli obiettivi del Processo.

Inoltre, poiché la maggior parte dei finanziamenti ricevuti dagli istituti d'istruzione superiore europei (IIS) provengono da fonti pubbliche, i drastici tagli di bilancio avvenuti di recente hanno avuto ripercussioni sull'istruzione superiore. Occorre quindi continuare a investire e utilizzare i fondi disponibili in modo più efficace, ed è altresì raccomandabile sviluppare nuovi modelli di finanziamento.

Struttura e strumenti introdotti dal Processo di Bologna

Nel complesso, la maggioranza degli studenti nei paesi del SEIS è iscritta a corsi di studio che seguono la struttura a tre cicli introdotta dal Processo di Bologna. Occorre sottolineare che la ripartizione in tre cicli non rappresentava di per sé uno scopo, ma piuttosto, insieme ad altre importanti modifiche dei programmi di studi, un mezzo per migliorare la preparazione dei laureati alle esigenze del mercato del lavoro e alle sfide a livello sociale.

Inoltre, perché siano conseguiti gli obiettivi di Bologna, è necessario attuare in modo adeguato il sistema europeo di accumulazione e trasferimento dei crediti (ECTS). Sebbene si siano registrati progressi nell'accumulazione e nel trasferimento dei crediti in tutti i paesi del SEIS, rimane necessario rafforzare il legame tra crediti/componenti del programma e risultati d'apprendimento.

Per quanto concerne il supplemento al diploma (DS), occorre osservare che, nonostante siano stati compiuti passi avanti, circa il 70% dei paesi del SEIS non ha adempiuto a tutti i requisiti, fra cui quello di fornire a tutti i laureati il DS, redatto in una lingua europea di ampia diffusione, automaticamente e gratuitamente.

Lo sviluppo e l'attuazione del quadro nazionale delle qualifiche, a sua volta, costituisce ancora una sfida, anche a causa del fatto che la maggioranza dei paesi non ha ancora incluso le qualifiche non formali nel quadro nazionale. È necessario affrontare la questione del riconoscimento delle qualifiche di ciclo breve nel quadro delle qualifiche del SEIS per i paesi che le includono nei loro quadri nazionali, senza farne un obbligo per gli altri paesi, allo scopo di accrescere la loro comprensibilità e comparabilità a livello internazionale.

Sicuramente occorre anche consolidare il riconoscimento delle qualifiche conseguite all'estero, dei periodi di studio all'estero e della formazione precedente (compreso l'apprendimento non formale e informale), affinché gli studenti ne beneficino più direttamente. Dal momento che in oltre due terzi del paesi del SEIS la decisione finale sul riconoscimento delle qualifiche estere spetta agli IIS, i quali gestiscono anche il riconoscimento dei crediti conseguiti all'estero, è importante che tali istituti migliorino lo svolgimento di questo ruolo. Risulta essenziale, per il SEIS, lo sviluppo di politiche e prassi che promuovano ulteriormente il riconoscimento delle qualifiche.

Per potenziare il SEIS, inoltre, occorre continuare a sviluppare e integrare percorsi flessibili di apprendimento, promuovendo così la mobilità e l'apprendimento permanente.

I programmi comuni costituiscono un altro importante aspetto del SEIS, come pure una componente essenziale dell'internazionalizzazione dell'istruzione superiore; l'accreditamento di tali programmi deve essere agevolato.

Mobilità e qualità dell'istruzione superiore

La mobilità non dipende soltanto dalla struttura, ma anche da un'organizzazione adeguata e dalla certificazione della qualità. Al fine di promuovere la mobilità, occorre utilizzare in modo corretto gli strumenti forniti dal Processo di Bologna. Risulta altresì necessario rafforzare le procedure di riconoscimento, migliorare la qualità dei servizi per gli studenti nelle università di accoglienza, stabilire meccanismi di sostegno finanziario, garantire il trasferimento delle sovvenzioni e dei crediti, promuovere l'apprendimento delle lingue straniere e incoraggiare la partecipazione a programmi europei quale Erasmus+. Inoltre, le sovvenzioni concesse all'interno del programma Erasmus + dovrebbero essere esenti da imposte e oneri sociali.

È essenziale, poi, creare un contesto maggiormente favorevole alla mobilità di docenti e membri del personale, la quale può contribuire allo sviluppo delle pratiche di ricerca, insegnamento e apprendimento, come pure all'ammodernamento della gestione e dell'amministrazione.

Altamente prioritari per molti paesi sono il miglioramento della qualità dell'istruzione superiore e la creazione di sistemi di certificazione della qualità. Le norme e gli orientamenti europei per la certificazione della qualità, che rappresentano un obiettivo fondamentale per il SEIS, sono stati oggetto di revisione e saranno sottoposti all'approvazione della conferenza ministeriale che si terrà a maggio 2015 a Erevan. Il passo successivo sarà metterli in pratica adeguatamente e rafforzare la cooperazione sulle certificazioni di qualità in tutto il SEIS.

Dimensione sociale

Nonostante l'impegno di stabilire obiettivi misurabili relativi all'ampliamento della partecipazione complessiva all'istruzione superiore e dell'accesso dei gruppi sottorappresentati, meno del 20% dei sistemi d'istruzione ha definito obiettivi quantitativi per i gruppi sottorappresentati. La promozione dell'inclusione sociale e di pari opportunità d'accesso rimane una sfida per il Processo di Bologna, così come la mobilità internazionale per i gruppi sottorappresentati e svantaggiati. Nel contesto degli sforzi volti ad aumentare il numero di studenti nell'istruzione superiore, è necessario adoperarsi per migliorare i tassi di completamento degli studi.

L'occupabilità costituisce un altro importante aspetto della dimensione sociale ed è fonte di grandi preoccupazioni. Nell'ambito del Processo di Bologna, l'occupabilità è intesa come “la capacità di ottenere un’occupazione iniziale significativa, o diventare lavoratori autonomi, mantenere un’occupazione e muoversi all’interno del mercato del lavoro”(1). In questo contesto, il ruolo dell’istruzione superiore consiste nel fornire agli studenti le conoscenze, le abilità e le competenze di cui hanno bisogno sul luogo di lavoro, e nel garantire loro l'opportunità di sviluppare tali abilità per tutta la loro vita lavorativa.

Occorre concentrarsi sulla promozione dell'occupabilità instaurando un dialogo continuo con i datori di lavoro, attuando programmi basati sulle competenze e monitorando lo sviluppo di carriera dei laureati.

Dimensione esterna

La dimensione esterna del SEIS è destinata ad acquisire importanza sempre maggiore Occorre concentrare l'attenzione sulla promozione del SEIS allo scopo di accrescere la sua attrattiva e competitività a livello mondiale, il sostegno della cooperazione e della creazione di reti tra IIS (in particolare nei paesi limitrofi al SEIS), il riconoscimento delle qualifiche e lo sviluppo di programmi comuni e di collaborazione a tutti i livelli.

Priorità per il prossimo futuro

Lo sviluppo culturale, economico e sociale richiede un settore dell'istruzione superiore coerente, trasparente e di alta qualità. Gli obiettivi del Processo di Bologna forniscono all'istruzione superiore europea il mezzo essenziale per affrontare le sfide odierne. Tuttavia, il conseguimento di tali obiettivi richiede ancora molto lavoro. Sebbene siano stati chiaramente registrati numerosi risultati e una significativa convergenza strutturale, sono anche emerse nuove sfide. Allo scopo di affrontarle e dare nuovo slancio al Processo, è fondamentale concentrarsi sulla corretta messa in pratica della struttura attuale e degli strumenti esistenti, porre rimedio alle loro carenze e adottare un approccio maggiormente incentrato sullo studente e i suoi risultati. Occorre altresì rafforzare i legami tra istruzione superiore e ricerca, agevolando il dialogo tra il mondo scientifico e la società e promuovendo i benefici dell'uso delle innovazioni tecnologiche nell'insegnamento e nell'apprendimento. È necessario, inoltre, promuovere la sincronizzazione tra le azioni che sostengono il Processo di Bologna, quali i programmi Orizzonte 2020 ed Erasmus+.

(1)

Gruppo di lavoro sull'occupabilità, conferenza di Bologna, Lovanio/Louvain-la-Neuve 28-29 aprile 2009.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

24.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Angel Dzhambazki, Jill Evans, Emmanouil Glezos, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Fernando Maura Barandiarán, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sylvie Guillaume, György Hölvényi, Dietmar Köster, Ilhan Kyuchyuk, Ernest Maragall, Emma McClarkin, Liadh Ní Riada

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto

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