Procedura : 2014/2150(INI)
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Ciclo del documento : A8-0208/2015

Testi presentati :

A8-0208/2015

Discussioni :

PV 11/04/2016 - 18
CRE 11/04/2016 - 18

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PV 12/04/2016 - 5.11
CRE 12/04/2016 - 5.11
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P8_TA(2016)0104

RELAZIONE     
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24.6.2015
PE 551.792v03-00 A8-0208/2015

sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive

(2014/2150(INI))

Commissione giuridica

Relatore: Sylvia-Yvonne Kaufmann

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive

(2014/2150(INI))

Il Parlamento europeo,

–       visto l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"(1),

–       viste le modalità pratiche convenute il 22 luglio 2011 fra i servizi competenti del Parlamento europeo e del Consiglio per l'attuazione dell'articolo 294, paragrafo 4, TFUE in caso di accordi in prima lettura,

–       vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2014 sull'adeguatezza della regolamentazione dell'Unione europea e sulla sussidiarietà e la proporzionalità ("Legiferare meglio" – 19a relazione riguardante l'anno 2011)(2),

–       vista la sua risoluzione del 27 novembre 2014 sulla revisione degli orientamenti della Commissione in materia di valutazione d'impatto e sul ruolo del "test PMI"(3),

–       vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2012 sul seguito della delega dei poteri legislativi e sul controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione(4),

–       vista la sua risoluzione del 13 settembre 2012 sulla 18a relazione riguardante l'anno 2010 – "Legiferare meglio" – applicazione dei principi di sussidiarietà e proporzionalità(5),

–       vista la sua risoluzione del 14 settembre 2011 su una migliore legiferazione, sulla sussidiarietà, la proporzionalità e la normativa intelligente(6),

–       vista la sua risoluzione dell'8 giugno 2011 su come garantire valutazioni d'impatto indipendenti(7),

–       viste le conclusioni del Consiglio sulla regolamentazione intelligente del 4 dicembre 2014,

–       vista la relazione della Commissione sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive (COM(2014)0368),

–       viste le precedenti comunicazioni della Commissione concernenti l'adeguatezza della regolamentazione dell'Unione europea (COM(2012)0746 e COM(2013)0685),

–       vista la relazione della Commissione in materia di sussidiarietà e proporzionalità ("Legiferare meglio" – 19a relazione riguardante l'anno 2011) (COM(2012)0373),

–       vista la comunicazione della Commissione "Legiferare con intelligenza – Rispondere alle esigenze delle piccole e medie imprese" (COM(2013)0122),

–       visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Monitoring and Consultation on Smart Regulation for SMEs" (SWD(2013)0060),

–       vista la comunicazione della Commissione intitolata "Legiferare con intelligenza nell'Unione europea" (COM(2010)0543),

–       visti gli orientamenti della Commissione del 2014 per la consultazione delle parti interessate,

–       visti la relazione finale del gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti sugli oneri amministrativi, del 24 luglio 2014, intitolata "Ridurre la burocrazia in Europa - Bilancio e prospettive", e in particolare il parere divergente di cui nell'allegato 12, espresso da quattro membri del suddetto gruppo con esperienza nella difesa dei lavoratori, della sanità pubblica, dell'ambiente e dei consumatori,

–       visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 26 novembre 2014(8),

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni intitolata "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE" (COM(2015)0215),

–       vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio intitolata "Proposta di accordo interistituzionale 'Legiferare meglio'" (COM(2015)0216),

–       viste la decisione della Commissione che istituisce la piattaforma REFIT (C(2015)3261) e la comunicazione della Commissione intitolata "The REFIT Platform – Structure and Functioning" (C(2015)3260),

–       viste la decisione del Presidente della Commissione europea sull'istituzione di un organismo di controllo normativo indipendente (C(2015)3263), la comunicazione della Commissione "Regulatory Scrutiny Board – Mission, tasks and staff" (C(2015)3262) e la comunicazione della Commissione "Standard Explanatory Memorandum" (C(2015)3264/2),

–       visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione intitolato "Better Regulation Guidelines" (SWD(2015)111),

–       visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–       visti la relazione della commissione giuridica e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A8-0208/2015),

A.     considerando che il programma REFIT rappresenta un elemento fondamentale della nuova strategia della Commissione per una migliore legiferazione;

B.     considerando che il programma REFIT mira a consolidare le procedure per una migliore legiferazione, a semplificare il diritto dell'UE e a ridurre gli oneri amministrativi e/o normativi, così come a intraprendere un percorso verso la buona governance basato sull'elaborazione di politiche fondate su elementi concreti, in cui svolgono un ruolo importante le valutazioni d'impatto e i controlli ex post, senza essere un succedaneo delle decisioni politiche;

C.     considerando che la Commissione ha istituito una nuova piattaforma REFIT a sostegno della sua attività nel quadro del programma omonimo, costituita da due gruppi: il "gruppo dei rappresentanti di governo", composto da esperti di alto livello dell'amministrazione pubblica di ciascuno Stato membro, e il "gruppo di portatori di interesse", composto da un massimo di 20 esperti, due dei quali rappresentano il Comitato economico e sociale europeo e il Comitato delle regioni mentre gli altri partecipano in rappresentanza del mondo economico, incluse le PMI, le parti sociali e le organizzazioni della società civile;

D.     considerando che il quadro di valutazione annuale REFIT consente di valutare i progressi compiuti in tutti i settori strategici e per ciascuna iniziativa identificata dalla Commissione, comprese le azioni intraprese dal Parlamento e dal Consiglio;

E.     considerando che l'accordo interistituzionale del 2003 "Legiferare meglio" è divenuto obsoleto a causa dell'attuale ambiente legislativo, creato dal trattato di Lisbona;

F.     considerando che negli anni scorsi l'agenda per una migliore regolamentazione ha contribuito a migliorare le pratiche legislative; che il vasto numero di denominazioni e programmi diversi che la Commissione ha introdotto nel settore – quali "migliore regolamentazione", "legiferare meglio", "regolamentazione intelligente", "adeguatezza della regolamentazione", "pensare anzitutto in piccolo", "controlli dell'adeguatezza" e "ABR Plus" – non offre una chiarezza e una trasparenza sufficienti quanto agli obiettivi delle misure adottate, in particolare per i cittadini, e che dovrebbe pertanto essere meglio sintetizzato;

G.     considerando che con la comunicazione "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE", del 19 maggio 2015, la Commissione propone ora un approccio coerente e unitario per legiferare meglio, che tiene conto dell'intero ciclo politico della legiferazione e che richiede l'interazione mirata di tutte le istituzioni, e che per tale motivo la comunicazione sarà esaminata in modo approfondito dal Parlamento onde raggiungere i risultati migliori possibile nell'interesse dei cittadini dell'Unione;

H.     considerando che le finalità e gli obiettivi dell'Unione esplicitati all'articolo 3 TUE hanno tutti uguale importanza; che la Commissione sottolinea che il programma REFIT non chiama in causa gli obiettivi di politica esistenti né dovrebbe ripercuotersi negativamente sulla salute e la sicurezza dei cittadini, dei consumatori, dei lavoratori o dell'ambiente;

I.      considerando che, nella seconda metà del 2014, la Commissione ha condotto consultazioni pubbliche sulla revisione dei suoi orientamenti in materia di valutazione d'impatto, nonché dei suoi orientamenti in materia di consultazione delle parti interessate;

J.      considerando che, nel definire il suo programma di lavoro per il 2015, la Commissione ha applicato per la prima volta il cosiddetto principio della discontinuità politica quale motivazione per il ritiro di un gran numero di proposte legislative pendenti;

K.     considerando che nel suo programma di lavoro per il 2015 la Commissione prevede di concentrare le proprie attività sulle grandi sfide economiche e sociali, e che la sua nuova struttura mira a garantire un approccio strategico coerente, aumentando così la trasparenza nell'UE e quindi l'accettazione da parte dei cittadini;

Migliore regolamentazione

1.      rileva la decisione del Presidente della Commissione Juncker di affidare al primo Vicepresidente della stessa competenze in fatto di migliore regolamentazione, una decisione che risponde alle richieste del Parlamento europeo e sottolinea l'elevata importanza politica di questo tema; si aspetta che tale nomina porti a una legislazione europea che sia della miglior qualità possibile, che risponda alle aspettative dei cittadini e delle parti interessate, e che garantisca che gli obiettivi pubblici strategici – comprese le norme in materia di consumatori, quelle ambientali e sociali e quelle in materia di salute e sicurezza – non siano compromessi;

2.      sottolinea che una migliore regolamentazione dovrebbe includere la "cultura" della pubblica amministrazione a tutti i livelli dell'Unione europea, tenendo presenti gli eccessi di burocrazia su scala UE e la necessità di semplificare la legislazione, e dovrebbe comprendere l'attuazione e l'applicazione degli atti dell'Unione a livello europeo, come anche a livello nazionale, regionale e locale, onde garantire una buona amministrazione e un atteggiamento ben disposto nei confronti dell'Europa a tutti i livelli;

3.      sottolinea che la Commissione dovrebbe dare la priorità allo sviluppo di determinate misure e concentrarsi sulla qualità della legislazione e su una migliore applicazione della legislazione esistente anziché sul numero di atti legislativi; sottolinea altresì, a tale proposito, che i costi non dovrebbero essere il fattore decisivo, ma che l'unico parametro di riferimento appropriato è la qualità della legislazione, e che il programma REFIT non deve essere utilizzato per compromettere la sostenibilità o le norme sociali né le norme sul lavoro, sull'ambiente e sui consumatori;

4.      suggerisce che la Commissione valuti l'introduzione di "clausole di temporaneità" in iniziative legislative limitate nel tempo, a condizione che ciò non generi incertezza giuridica, e includa, se del caso, "clausole di revisione" in misure legislative, allo scopo di valutare con regolarità il sussistere della pertinenza delle misure legislative a livello europeo;

5.      sottolinea che una norma europea sostituisce, generalmente, 28 norme nazionali, dando così fondamento al mercato unico e riducendo la burocrazia;

6.      accoglie favorevolmente il pacchetto di misure del 19 maggio 2015, miranti a una migliore regolamentazione; sostiene il continuo impegno dimostrato dalla Commissione per quanto riguarda l'agenda "legiferare meglio"; mette in rilievo che l'esercizio delineato nella comunicazione sul programma REFIT dovrebbe essere inteso come un processo già in corso, volto ad assicurare che la legislazione in vigore a livello europeo sia commisurata alle finalità, consegua gli obiettivi condivisi fissati dai legislatori e soddisfi le aspettative dei cittadini, in particolare dipendenti, imprese e altre parti interessate;

7.      rileva l'impegno della Commissione di negoziare un nuovo accordo interistituzionale "Legiferare meglio" che tenga conto dei cambiamenti originati dal trattato di Lisbona e dell'accordo quadro tra il Parlamento e la Commissione stessa, che consolidano le migliori pratiche in settori quali la pianificazione legislativa, le valutazioni d'impatto, i controlli ex post sistematici della legislazione unionale e l'attuazione e la gestione degli atti delegati e di esecuzione, e ribadisce la propria intenzione di concludere i negoziati entro la fine dell'anno;

8.      si compiace che la Commissione abbia confermato che la sua strategia per legiferare meglio non è volta a deregolamentare determinati settori di politica o a mettere in discussione valori che consideriamo importanti, come la protezione sociale, la tutela ambientale e i diritti fondamentali, incluso il diritto alla salute;

9.      riconosce l'intensa attività di lungo termine condotta dal gruppo ad alto livello di parti interessate indipendenti, che ha presentato alla Commissione proposte intese a ridurre gli oneri amministrativi e ha individuato le migliori prassi per attuare la legislazione unionale negli Stati membri nel modo meno burocratico possibile; prende atto del fatto che quattro membri di detto gruppo si sono espressi a sfavore di varie conclusioni presentate nella relazione finale del gruppo stesso sugli oneri amministrativi e hanno fornito un parere divergente; si aspetta che la Commissione tenga conto delle preoccupazioni di tutte le parti interessate coinvolte nel processo;

10.    sottolinea l'importanza del dialogo sociale e del rispetto dell'autonomia delle parti sociali; sottolinea, in particolare in relazione all'articolo 9 TFUE, che le parti sociali possono, in conformità dell'articolo 155 TFUE, concludere accordi che possono portare a una legislazione dell'UE a richiesta congiunta delle parti firmatarie; si aspetta che la Commissione rispetti l'autonomia delle parti e i loro accordi negoziati e prenda seriamente in considerazione le loro preoccupazioni; evidenzia che l'agenda "legiferare meglio" non dovrebbe costituire un pretesto per ignorare o bypassare gli accordi raggiunti tra le parti sociali, e respingerebbe quindi qualsiasi valutazione d'impatto degli accordi delle parti sociali;

11.    ricorda che, nel corso della precedente legislatura, la scelta tra atti di esecuzione e atti delegati ha creato numerosi contenziosi a livello interistituzionale; ritiene quindi importante che si definiscano linee guida specifiche, come richiesto dal Parlamento europeo nella relazione approvata il 25 febbraio 2012;

12.    plaude all'intenzione annunciata dalla Commissione di semplificare la gestione delle sovvenzioni nel quadro della politica agricola comune (PAC), dei fondi di investimento e a finalità strutturale europei e di Orizzonte 2020;

Trasparenza e consultazione dei soggetti interessati

13.    accoglie con favore il riconoscimento da parte della Commissione dell'importante ruolo svolto dal processo di consultazione in relazione al programma REFIT; sottolinea che, in conformità dell'articolo 11, paragrafo 2, TUE, tutte le istituzioni dell'Unione europea sono tenute a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e con la società civile; invita le istituzioni a prestare particolare attenzione, nei negoziati relativi a un nuovo accordo interistituzionale, al dialogo obbligatorio e regolare con le associazioni rappresentative e con la società civile;

14.    osserva che, per il tramite di una maggiore trasparenza, è possibile assicurare un funzionamento più efficace dell'UE e aumentare la fiducia della società civile nei confronti dell'Unione;

15.    si compiace a tale proposito dell'affermazione della Commissione secondo cui il dialogo con i cittadini, le parti sociali e altre parti interessate del mondo economico e della società civile concorre a garantire una legislazione dell'UE trasparente, efficace e coerente, e appoggia l'intenzione della Commissione di indicare con maggiore precisione come arriva alle sue proposte, ad esempio nella forma di testi legislativi o di comunicazioni della Commissione;

16.    osserva che, nel quadro della sua strategia per legiferare meglio, la Commissione rafforza notevolmente il ruolo delle consultazioni pubbliche; nota che in futuro la Commissione procederà a una consultazione pubblica di dodici settimane a) prima di elaborare nuove proposte legislative e b) nel valutare le disposizioni legislative esistenti e nel verificarne l'idoneità e c) per elaborare tabelle di marcia e valutazioni d'impatto ex ante; osserva altresì che, dopo aver adottato una proposta, la Commissione darà inoltre ai cittadini e alle parti interessate l'opportunità di esprimersi in merito alla proposta entro otto settimane e trasmetterà tali pareri al Consiglio e al Parlamento;

17.    invita, in tale contesto, la Commissione a condurre una valutazione equilibrata e trasparente dei pareri e dei commenti di tutti i partecipanti alla procedura di consultazione e in particolare ad assicurare che le consultazioni pubbliche non possano essere sfruttate in modo improprio da associazioni di portatori di interessi ben organizzate e in possesso di notevoli mezzi finanziari; invita la Commissione a pubblicare le sue conclusioni al termine delle consultazioni;

18.    osserva che le valutazioni d'impatto andrebbero pubblicate solo dopo che la Commissione ha adottato l'iniziativa politica in questione; considera necessario, ai fini della trasparenza delle decisioni della Commissione, che le valutazioni d'impatto siano pubblicate anche quando quest'ultima decide di non presentare una proposta legislativa;

19.    constata che il Comitato economico e sociale, dotato di status consultivo, svolge un ruolo chiave nel rappresentare la società civile; osserva che il Comitato delle regioni, anch'esso dotato di status consultivo, svolge un ruolo importante nel rappresentare le autorità regionali e locali dell'UE, e nel valutare la messa in atto della legislazione dell'Unione; constata che, nel quadro del diritto vigente, le due istituzioni possono essere consultate in via preliminare dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione ogniqualvolta il Parlamento e il Consiglio lo reputino utile; è del parere che il fatto di consultarli adeguatamente su questioni specifiche con sufficiente anticipo e di trarre vantaggio dai loro specifici settori di competenza può contribuire agli obiettivi di una migliore legiferazione;

20.    ritiene che dovrebbe esserci una maggiore partecipazione delle autorità locali e regionali all'elaborazione delle politiche dell'Unione, in particolare sfruttando le competenze e le esperienze degli Stati membri, a livello regionale e locale, in una fase precoce della preparazione della legislazione; rileva che tutte le istituzioni devono osservare, nella loro attività legislativa, i principi di sussidiarietà e di proporzionalità;

21.    plaude all'intenzione della Commissione di rendere più trasparente il processo legislativo e di coinvolgere maggiormente i cittadini e i rappresentanti delle parti interessate nell'intero processo;

22.    si compiace della decisione della Commissione di condurre in futuro consultazioni pubbliche di quattro settimane anche sui progetti di atti delegati e su importanti atti di esecuzione, prima che gli Stati membri votino la propria posizione in seno alla commissione competente;

23.    invita la Commissione a rivedere i suoi orientamenti di valutazione, intensificando la partecipazione e la consultazione delle parti interessate e utilizzando il metodo più diretto per permettere ai cittadini dell'UE di prendere parte al processo decisionale;

24.    prende atto della nuova sezione "Lighten the Load – Have your Say" del sito Internet della Commissione su una migliore legiferazione e invita a un esame equilibrato e trasparente dei commenti pervenuti da parte della Commissione e della nuova piattaforma REFIT; ritiene tuttavia che il panel REFIT non dovrebbe essere troppo oneroso nei suoi processi e nelle sue deliberazioni, e che dovrebbe invece essere un organo in grado di fornire risposte rapide nonché un lavoro più dettagliato nel processo legislativo europeo; è del parere che la consultazione attraverso questo sito Internet della Commissione non possa sostituire le consultazioni pubbliche delle parti interessate;

Valutazioni d'impatto e valore aggiunto europeo

25.    osserva che le valutazioni d'impatto costituiscono un importante strumento a sostegno del processo decisionale in tutte le istituzioni dell'UE e ricoprono un importante ruolo nel miglioramento della regolamentazione; invita, a tale riguardo, la Commissione e gli Stati membri a essere più rigorosi nell'assolvere ai loro impegni e nel valutare l'impatto della legislazione futura ed esistente; sottolinea, tuttavia, che tali valutazioni non possono sostituire le valutazioni e le decisioni politiche, e che la libertà dei membri del Parlamento europeo di svolgere la loro attività politica non deve essere in alcun modo limitata;

26.    ritiene che una valutazione della competitività dovrebbe costituire una parte significativa del processo di valutazione dell'impatto; ritiene altresì che il progetto di orientamenti rivisti dovrebbe contenere indicazioni su come valutare e ponderare, nell'analisi finale, l'impatto sulla competitività; sostiene il presupposto che le proposte aventi un impatto negativo sulla competitività non dovrebbero essere adottate dalla Commissione, a meno che non siano presentate prove a sostegno di significativi benefici non quantificabili;

27.    ritiene che i principi di una migliore regolamentazione dovrebbero applicarsi anche alle decisioni relative al diritto derivato, oltre che al diritto primario; invita la Commissione, se del caso, a corredare gli atti delegati e gli atti di esecuzione di una valutazione d'impatto, prevedendo anche la consultazione delle parti interessate e dei gruppi portatori di interessi;

28.    ritiene che le valutazioni d'impatto debbano essere globali, e includere una valutazione equilibrata delle conseguenze economiche, sociali e ambientali in particolare, e che si debba valutare l'impatto sui diritti fondamentali dei cittadini e sulla parità tra donne e uomini; sottolinea come l'analisi costi-benefici sia solo uno dei numerosi criteri;

29.    sottolinea che in numerosi Stati membri quali Svezia, Repubblica ceca, Paesi Bassi, Regno Unito e Germania, vi sono organismi indipendenti che forniscono ai governi un contributo costruttivo nell'ambito dei processi legislativi, al fine di tagliare la burocrazia per le imprese e i cittadini e di ridurre in modo misurabile e verificabile i costi associati all'obbligo di fornire informazioni; osserva che potrebbero essere prese in considerazione le migliori pratiche e le esperienze di organismi esistenti attivi nell'ambito del miglioramento della regolamentazione; prende atto della conversione del comitato per la valutazione d'impatto della Commissione in un comitato per il controllo normativo indipendente e auspica che l'inclusione di esperti indipendenti abbia un effetto vantaggioso sul processo della valutazione d'impatto in seno alla Commissione; insiste affinché il comitato per il controllo normativo svolga esclusivamente un ruolo consultivo e non emani pareri vincolanti; ribadisce che le valutazioni d'impatto devono essere coerenti, devono tenere conto di eventuali modifiche introdotte durante la fase di consultazione interservizi e dovrebbero basarsi, tra le altre cose, sulle stime dei costi aggiuntivi cui incorrerebbero gli Stati membri se non esistesse alcuna soluzione a livello europeo; ritiene che la proposta legislativa finale debba essere corredata del parere del comitato per il controllo normativo; propone di discutere nei prossimi negoziati relativi all'accordo interistituzionale se l'idea di un consiglio per il controllo normativo possa essere di interesse comune per le istituzioni quale mero organo consultivo;

30.    plaude al fatto che i gruppi di lavoro del Consiglio stiano adesso per esaminare, in una fase iniziale del dibattito sulle proposte legislative specifiche, le valutazioni d'impatto pertinenti della Commissione sulla base di un elenco di controllo indicativo; si rammarica, tuttavia, di come il segretariato del Consiglio non disponga ancora di una propria unità per la valutazione d'impatto e ritiene che la soluzione summenzionata possa contribuire all'adempimento degli obblighi da parte del Consiglio nel valutare eventuali modifiche sostanziali nei confronti delle proposte della Commissione;

31.    evidenzia che il Parlamento ha istituito internamente una direzione per la valutazione d'impatto e il valore aggiunto europeo, che offre una serie di servizi di valutazione d'impatto ex-ante ed ex-post per le commissioni parlamentari, esamina il valore aggiunto delle politiche future o attuali dell'UE e valuta le opzioni strategiche in ambito scientifico e tecnologico; osserva che, stando alle informazioni della Commissione, il Parlamento ha condotto internamente circa 20 valutazioni d'impatto in relazione alle modifiche nei confronti delle proposte della Commissione; rammenta alle commissioni specializzate del Parlamento di avvalersi con maggiore coerenza degli strumenti interni di valutazione d'impatto, in particolare ove siano previste modifiche sostanziali nei confronti della proposta originaria della Commissione; sottolinea, tuttavia, che ciò non deve condurre a una limitazione dei margini di manovra a disposizione dei deputati al Parlamento europeo;

32.    sottolinea la necessità di tenere conto di ognuno dei principi su cui si fonda l'Unione, compresi i principi di sussidiarietà e di proporzionalità; invita tutte le istituzioni dell'UE a considerare sempre gli effetti a breve e a lungo termine della legislazione;

33.    osserva che un periodo di riflessione successivo alla conclusione dei negoziati ma anteriore al voto finale, attualmente utilizzato per la revisione linguistico-legale, potrebbe essere utilizzato anche per il completamento della valutazione d'impatto e del controllo di sussidiarietà;

34.    ritiene che tutte le istituzioni dell'UE dovrebbero sviluppare un approccio metodologico comune per le valutazioni d'impatto e le invita a inserire tale aspetto, a titolo prioritario, nei prossimi negoziati relativi a un nuovo accordo interistituzionale; sottolinea il fatto che le prerogative legislative del Parlamento e del Consiglio intese a modificare una proposta della Commissione debbano restare intatte;

35.    esorta la Commissione a incrementare la sua procedura di consultazione, sia pubblica sia privata, con tutte le parti interessate, includendo i consumatori, al momento di preparare gli atti delegati e di esecuzione, nell'ottica di valutare le modalità per rafforzare la sensibilizzazione nei confronti delle proposte ancora provvisorie;

PMI e "Pensare anzitutto in piccolo"

36.    prende atto dell'impegno della Commissione di migliorare ulteriormente il test per le PMI, in particolare alla luce del fatto che le oltre 20 milioni di piccole e medie imprese (PMI) rappresentano il 99% di tutte le imprese nell'UE e che formano pertanto l'ossatura portante dell'attività economica, della crescita e dell'occupazione; è favorevole a prendere in considerazione soluzioni mirate e norme più flessibili sulla valutazione d'impatto per le PMI, purché sia possibile dimostrare che non compromettono l'efficacia delle disposizioni legali e che le esenzioni o le disposizioni più flessibili non favoriscono la frammentazione del mercato interno o non impediscono l'accesso a quest'ultimo; plaude pertanto all'impegno della Commissione di prendere in considerazione norme più flessibili per le PMI, inclusa un'esenzione assoluta per le microimprese, laddove ciò sia appropriato e possibile e non venga minato il conseguimento effettivo degli obiettivi sociali, ambientali ed economici delle disposizioni legali proposte;

37.    invita la Commissione a non abbandonare i suoi ambiziosi obiettivi di ridurre gli oneri amministrativi a carico delle PMI e a contribuire in questo modo a gettare le basi per la creazione di posti di lavoro di qualità e insiste affinché siano adottate misure per non compromettere gli obiettivi di pubblico interesse, tra cui norme semplici, ecocompatibili, sociali, inerenti alla salute e alla sicurezza e alla parità di genere; sottolinea che la diminuzione degli oneri amministrativi non deve comportare una diminuzione degli standard d'impiego o un incremento dei contratti di lavoro precari e che i lavoratori nelle PMI e nelle microimprese devono godere dello stesso trattamento e degli stessi elevati standard di tutela dei lavoratori delle imprese più grandi;

38.    sottolinea che la valutazione di nuove norme per quanto concerne il loro impatto sulle PMI non deve in alcun caso compromettere i diritti dei lavoratori;

39.    sottolinea che sono necessarie norme formulate con maggiore chiarezza che possano essere attuate in maniera semplice e possano aiutare tutti gli attori a operare all'interno dello Stato di diritto; che una regolamentazione più semplice e intelligente può agevolare un recepimento coerente e un'applicazione più efficace ed uniforme da parte degli Stati membri;

Valutazioni ex-post

40.    plaude al fatto che la Commissione stia rendendo l'analisi ex-post una parte integrante del miglioramento della regolamentazione; sottolinea che, nell'interesse della certezza giuridica per i cittadini e le imprese, tali analisi dovrebbero essere effettuate entro un sufficiente periodo di tempo, preferibilmente alcuni anni dopo il termine ultimo per il recepimento nel diritto nazionale; ricorda, tuttavia, che le valutazioni ex post non dovrebbero mai sostituirsi al dovere della Commissione, nel suo ruolo di custode dei trattati, di monitorare in modo efficace e tempestivo l'applicazione del diritto dell'Unione da parte degli Stati membri e di adottare tutte le misure necessarie per garantire una sua buona applicazione;

41. sottolinea l'importanza della valutazione ex-post e della valutazione relativa alle prestazioni delle politiche per quanto concerne l'esame dell'attuazione e dell'efficienza della legislazione e delle politiche dell'UE alla luce dei risultati previsti dall'autorità legislativa;

42.    reputa che i parlamenti nazionali dovrebbero essere coinvolti nella valutazione ex-post delle nuove normative, in quanto ciò sarebbe vantaggioso anche per le relazioni della Commissione e contribuirebbe a esaminare le diverse sfide nazionali poste dalle singoli leggi e normative;

L'attuazione della legislazione dell'UE da parte degli Stati membri

43.    osserva che, secondo la Commissione, un terzo degli oneri normativi e amministrativi della legislazione dell'UE scaturisce dalle misure di recepimento intraprese dagli Stati membri;

44.    riconosce che, nel caso delle direttive, gli Stati membri esercitano la prerogativa di decidere se adottare o meno a livello nazionale norme sociali, ambientali e di tutela dei consumatori più elevate rispetto alle norme minime di tutela concordate a livello di UE e plaude a qualunque decisione di agire in tal senso; ribadisce che tali norme più elevate non devono essere considerate alla stregua di "sovraregolamentazioni"; invita, tuttavia, le autorità nazionali competenti a tenere conto delle possibili conseguenze della cosiddetta pratica di "sovraregolamentazione" – con cui si aggiungono oneri burocratici superflui alla legislazione dell'UE – giacché essa potrebbe condurre a un'idea erronea dell'attività legislativa dell'UE, suscettibile a sua volta di alimentare l'euroscetticismo; chiede agli Stati membri, ai fini della semplicità, di rinunciare alle norme amministrative superflue in loco per quanto concerne l'attuazione delle direttive e dei regolamenti;

45.    incoraggia la Commissione e gli Stati membri a intensificare lo scambio delle migliori pratiche nell'attuazione e nell'applicazione delle direttive dell'UE; reputa che ciò incoraggerebbe le parti interessate, nonché le autorità locali e regionali, a partecipare alla determinazione delle difficoltà incontrate nell'attuazione delle politiche dell'UE a livello locale, regionale e nazionale;

46.    sottolinea l'interesse del Parlamento, quale braccio dell'autorità legislativa, a comprendere i reali effetti della legislazione dell'UE una volta attuata; invita pertanto la Commissione a garantire al Parlamento il pieno accesso a ogni valutazione in merito, includendo la fonte dei dati raccolti e i documenti preparatori;

47.    invita la Commissione, in considerazione dei gravi e persistenti problemi che si presentano nell'attuazione del regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, tra cui problemi di distorsione della concorrenza, a riesaminare la base scientifica, l'utilità e la fattibilità di tale regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profili nutrizionali; ritiene che gli obiettivi del regolamento (CE) n. 1924/2006, come quello di assicurare la veridicità delle informazioni fornite sugli alimenti e l'inserimento di indicazioni specifiche sul tenore di grassi, zuccheri e sale, siano ormai conseguiti dal regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori;

48.    evidenzia la dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi e la dichiarazione politica comune del 27 ottobre 2011 del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione sui documenti esplicativi e chiede alla Commissione di garantire che il Parlamento abbia accesso ai documenti esplicativi;

Ritiro delle proposte legislative pendenti da parte della Commissione

49.    osserva che nel suo programma di lavoro per il 2015 la neoeletta Commissione ha messo al vaglio per la prima volta tutte le iniziative legislative pendenti secondo il principio della discontinuità politica;

50.    evidenzia che nella sua sentenza del 14 aprile 2015(9) la Corte di giustizia ha affermato che la Commissione può ritirare una proposta in qualunque momento nel corso della procedura di adozione di un atto dell'Unione secondo la procedura legislativa ordinaria, purché il Consiglio non abbia deliberato; invita pertanto la Commissione, ai fini dell'equilibrio interistituzionale, a consultare, nell'eventualità di un ritiro, in primo luogo il Parlamento, in particolare dopo la prima lettura, e a tenere debitamente conto delle sue posizioni; si riferisce in questo contesto in particolare alle risoluzioni del Parlamento del 15 gennaio 2015;

51.    evidenzia, inoltre, che la Corte di giustizia, nella medesima sentenza, fa riferimento alle argomentazioni del Consiglio secondo cui la Commissione, in caso di ritiro di una proposta legislativa, deve rispettare il principio di attribuzione delle competenze, il principio dell'equilibrio istituzionale, il principio di leale cooperazione, conformemente a quanto stabilito all'articolo 13, paragrafo 2, del TUE, nonché il principio di democrazia sancito dall'articolo 10, paragrafi 1 e 2, del TUE;

52.    sottolinea l'importanza di evitare duplicazioni nella legislazione;

o

o       o

53.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

(1)

GU C 321 del 31.12.2003, pag. 1.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2014)0061.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2014)0069.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2014)0127.

(5)

GU C 353 E del 3.12.2013, pag. 117.

(6)

GU C 51 E del 22.2.2013, pag. 87.

(7)

GU C 380 E dell'11.12.2012, pag. 31.

(8)

Documento CESE INT/750.

(9)

Sentenza della Corte di giustizia del 14 aprile 2015 nella causa C-409/13, Consiglio contro Commissione [ECLI:UE:C:2015:217].


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (28.5.2015)

destinato alla commissione giuridica

sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive

(2014/2150(INI))

Relatore per parere: Anthea McIntyre

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.   riconosce che REFIT rappresenta un importante primo passo verso la semplificazione della legislazione e la riduzione degli oneri amministrativi della regolamentazione gravanti sulle imprese, nonché verso l'eliminazione degli ostacoli alla crescita e alla creazione di posti di lavoro;

2.  accoglie favorevolmente il pacchetto della Commissione sul miglioramento della regolamentazione e lo ritiene un importante strumento per il fine che si vuole conseguire; chiede che REFIT sia incentrato e focalizzato sulla qualità della legislazione e sulla capacità di quest'ultima di tutelare e promuovere gli interessi dei cittadini dell'UE; rileva che le valutazioni d'impatto dovrebbero esaminare anche le conseguenze sociali e ambientali della mancata legiferazione e il relativo impatto sui diritti fondamentali dei cittadini a livello UE; insiste affinché il miglioramento della regolamentazione avvenga su base sia qualitativa che quantitativa;

3.  sottolinea che, nell'effettuare le valutazioni e i controlli dell'adeguatezza della legislazione, occorre dare maggior peso ai diritti fondamentali e sociali rispetto alle considerazioni economiche;

4.  rammenta che quattro membri del gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi, che rappresentano le posizioni dei lavoratori, la salute pubblica, l'ambiente e i consumatori, hanno adottato un parere che dissente dalla relazione finale adottata dal gruppo il 24 luglio 2014(1);

5.  sostiene l'impegno della Commissione per la riduzione della burocrazia; ritiene che la riduzione della burocrazia dovrebbe essere basata sui fatti e non dovrebbe in nessun caso indebolire la tutela dei lavoratori;

6.  ritiene che REFIT rappresenti un primo passo verso la riduzione degli oneri normativi non necessari e l'eliminazione degli ostacoli alla crescita e alla creazione di posti di lavoro; sottolinea tuttavia che il "miglioramento della regolamentazione" non deve servire da pretesto per la deregolamentazione al fine di sovvertire i diritti dei lavoratori o dei consumatori;

7.  rammenta le clausole orizzontali degli articoli 9 e 11 TFUE, che vanno tenute in considerazione nel definire e attuare le politiche e le attività a livello UE; sottolinea non solo la necessità di valutare i fattori finanziari e gli effetti a breve termine, ma anche il valore a lungo termine della legislazione, per esempio in termini di riduzione degli effetti pregiudizievoli sulla salute o di preservazione degli ecosistemi, fattori spesso difficili da quantificare; deplora che, di conseguenza, i costi e i benefici sociali e ambientali spesso non vengano tenuti in considerazione;

8.  esorta la Commissione a fornire definizioni chiare in merito alle attività correlate a REFIT quali la "valutazione", la "semplificazione", il "consolidamento" e la "revisione mirata" della legislazione vigente, al fine di garantire una maggiore trasparenza;

9.  accoglie con favore gli sforzi volti a semplificare la procedura legislativa in generale mantenendo nel contempo standard elevati; sottolinea l'esigenza di disporre di una legislazione più semplice e formulata con maggiore chiarezza, che rimuova le complessità e possa essere applicata agevolmente allo scopo di migliorarne l'osservanza e di rafforzare la tutela dei nostri lavoratori; rammenta l'importanza dei principi di sussidiarietà e proporzionalità;

10. ricorda alla Commissione che nello Small Business Act essa si è assunta l'impegno di attuare il principio del "pensare anzitutto in piccolo" nell'elaborazione delle sue politiche; ritiene che tale principio dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi e normativi supplementari che troppo spesso ostacolano il buon funzionamento delle nostre PMI, frenandone la competitività e riducendone la capacità d'innovazione e di creazione di posti di lavoro; invita la Commissione a riesaminare con urgenza lo Small Business Act per valutare come migliorarlo per renderlo più efficace, in linea con l'agenda per il miglioramento della regolamentazione;

11. sottolinea la necessità di adottare nei confronti del miglioramento della regolamentazione un approccio dal basso verso l'alto; rammenta la richiesta del Parlamento europeo di istituire un nuovo gruppo sul miglioramento della regolamentazione composto da rappresentanti delle parti interessate e da esperti nazionali; accoglie con favore la proposta della Commissione di istituire una piattaforma europea delle parti interessate in materia di miglioramento della regolamentazione; sottolinea che la piattaforma dovrebbe essere composta da pertinenti parti interessate, tra le quali i rappresentanti ufficiali della società civile, delle parti sociali, delle organizzazioni dei consumatori e della comunità imprenditoriale e in particolare delle PMI, cui è imputabile la creazione dell'80% dei posti di lavoro in Europa; sottolinea che la piattaforma europea delle parti interessate deve essere visibile e indipendente, essere in grado di trattare la questione degli oneri amministrativi derivanti da proposte legislative e del costo della conformità, e rispettare i principi di sussidiarietà e di proporzionalità; sottolinea che le proposte avanzate da detta piattaforma dovrebbero essere prese attivamente in considerazione dalla Commissione; sottolinea che la piattaforma dovrebbe inoltre proporre iniziative volte a migliorare la regolamentazione e ad aiutare gli Stati membri ad attuare la legislazione dell'Unione a livello nazionale;

12. rileva che la legislazione in materia di occupazione, salute e sicurezza rappresenta norme minime di protezione dei lavoratori che gli Stati membri possono rendere più rigorose; rammenta che la sovraregolamentazione ("gold-plating") da parte degli Stati membri può accrescere la complessità della regolamentazione e ridurne ulteriormente l'osservanza; ritiene che le misure di recepimento debbano essere semplici e chiare; raccomanda agli Stati membri di evitare di appesantire l'onere amministrativo in sede di recepimento della legislazione dell'UE nel diritto nazionale;

13. sottolinea che una legislazione intelligente deve rispettare la dimensione sociale del mercato interno prevista dal trattato, sottolinea che l'agenda REFIT non dovrebbe essere utilizzata per minare gli accordi raggiunti dalle parti sociali a livello europeo; sottolinea che l'autonomia delle parti sociali va rispettata; rammenta che l'articolo 155 TFUE sancisce che gli accordi stipulati con le parti sociali diventano legislazione dell'UE su richiesta congiunta delle parti firmatarie; accoglie con favore, al riguardo, la dichiarazione del Presidente della Commissione Juncker, il quale ha affermato che l'economia sociale di mercato può funzionare soltanto in presenza di un dialogo sociale e ha asserito di voler essere un Presidente del dialogo sociale;

14. insiste sul fatto che un lavoratore ha diritto alla tutela della salute e alla sicurezza sul luogo di lavoro nonché a condizioni di lavoro minime, indipendentemente dal fatto che lavori in un'impresa di piccole, medie o grandi dimensioni;

15. invita la Commissione a proseguire i negoziati sulla direttiva sul congedo di maternità;

16. invita la Commissione a rafforzare la tutela dei lavoratori; la invita in particolare a presentare una proposta sui disturbi muscoloscheletrici e il fumo passivo e ad effettuare i necessari aggiornamenti all'elenco degli agenti cancerogeni e mutageni;

17. invita la Commissione a consultare il Parlamento europeo e altre parti interessate prima di ritirare qualsiasi proposta legislativa;

18. sottolinea la necessità di garantire la prevedibilità, la certezza giuridica e la trasparenza affinché REFIT non diventi una fonte di permanente incertezza giuridica; sottolinea che qualsiasi modifica della legislazione deve essere valutata attentamente anche in una prospettiva di lungo termine; osserva che il principio di discontinuità politica e il ritiro della legislazione vigente non dovrebbero dare adito a dubbi sull'auspicabilità politica di perseguire obiettivi sociali;

19. deplora che la Commissione sia restia a esaminare la proposta di direttiva sulle società a responsabilità limitata con un unico socio nel contesto di REFIT; avverte che la proposta di direttiva potrebbe creare gravi problemi fornendo nuovi e facili modi di creare società fittizie (le cosiddette "letterbox companies"), nonché minando i diritti sociali dei lavoratori ed evitando il pagamento dei contributi sociali;

20. esprime preoccupazione per la valutazione in corso della legislazione sull'orario di lavoro allo scopo di semplificarla; suggerisce invece di intensificare gli sforzi per una sua corretta applicazione;

21. respinge la proposta di ritirare il regime di aiuti per la distribuzione di frutta (banane), verdura e latte negli istituti scolastici;

22. invita la Commissione a riesaminare il test per le PMI al fine di garantire che non comporti il rischio di una riduzione dei diritti in materia di salute, sicurezza e occupazione e delle tutele dei lavoratori nelle PMI;

23. invita la Commissione a esaminare con urgenza misure per affrontare l'impatto che le norme UE di recente applicazione in materia di IVA sui servizi digitali stanno esercitando sulle microimprese, in particolare per quanto riguarda i considerevoli oneri amministrativi, per consentire all'economia digitale di prosperare;

24. ricorda che il Commissario Biénkowska durante la sua audizione di conferma, ha dichiarato che la Commissione si sarebbe impegnata a prendere in considerazione il ritiro delle proposte che, secondo gli Stati membri, si basano su valutazioni d'impatto lacunose o contengono elementi che non sono stati oggetto di esame esauriente; invita la Commissione a dare conferma di tale impegno per iscritto;

25. osserva che l'impatto della legislazione può essere diverso a seconda che si tratti di grandi imprese o di PMI e che tale aspetto dovrebbe essere tenuto in considerazione durante il processo di elaborazione; sottolinea che tutti i lavoratori hanno diritto al massimo livello di tutela in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, indipendentemente dalle dimensioni del datore di lavoro o dal contratto vigente;

26. appoggia il continuo lavoro svolto dalla Commissione, riferendosi ad esempio alla conduzione di migliori valutazioni di impatto ed ex-post lungo l'intero processo legislativo, all'ulteriore rafforzamento dell'indipendenza, obiettività e neutralità delle valutazioni d'impatto e alla garanzia di maggiore trasparenza per quanto riguarda la misura in cui i progetti legislativi tengono conto delle osservazioni presentate nel corso delle consultazioni; chiede un controllo effettivo della legislazione per verificare che stia producendo l'effetto desiderato e per individuare gli ambiti che presentano incongruenze tra norme nuove ed esistenti e le misure inefficaci nel collegarle, in quanto rischiano di imporre oneri e costi significativi alle imprese che cercano di conformarvisi; sottolinea la necessità di una rigorosa attuazione della legislazione esistente;

27. mette in guardia contro l'applicazione di clausole di decadenza nella legislazione, poiché rischiano di creare incertezza giuridica e discontinuità legislativa;

28. ritiene che i principi di una regolamentazione migliore dovrebbero applicarsi anche alle decisioni relative al diritto derivato, oltre che al diritto primario; invita la Commissione a prendere le opportune misure per garantire che tutti gli atti di esecuzione e delegati nel settore dell'occupazione e degli affari sociali siano aperti a un più ampio controllo in modo semplice, chiaro e trasparente;

29. invita la Commissione a fornire una dettagliata valutazione d'impatto della direttiva sull'orario di lavoro; esprime inoltre preoccupazione per gli oneri imposti alle PMI dall'attuazione della direttiva REACH e per il conseguente impatto sull'occupazione nelle PMI europee del settore chimico; accoglie pertanto con favore la disponibilità della Commissione ad alleviare l'onere che grava sulle PMI che si conformano alla direttiva REACH, senza compromettere le norme in materia di salute, sicurezza e occupazione;

30. evidenzia il fatto che non vi sono criteri soddisfacenti per misurare "'efficacia" e "costi"; rileva che tali termini risultano inadeguati quando si parla di infortuni e malattie professionali; sottolinea che ciò potrebbe condurre all'assunzione di decisioni da parte dell'amministrazione e dei controllori, eludendo quindi i legislatori legittimi eletti democraticamente;

31. rimanda all'articolo 155 TFUE; invita le parti sociali a utilizzare gli strumenti per il miglioramento della regolamentazione, a ricorrere più spesso alle valutazioni d'impatto nei loro negoziati e a sottoporre gli accordi contenenti proposte di azioni legislative al comitato per la valutazione d'impatto della Commissione;

32. si oppone alla definizione di un nuovo obiettivo per la riduzione dei costi normativi, poiché esso ignora lo scopo perseguito dalla regolamentazione e i suoi corrispondenti benefici;

33. esorta le commissioni specializzate del Parlamento ad avvalersi con maggiore coerenza degli strumenti di valutazione d'impatto già a disposizione nell'istituzione, in special modo qualora si debbano apportare modifiche sostanziali alla proposta originaria della Commissione;

34. esprime saldo sostegno all'adozione di ulteriori misure nel settore degli appalti pubblici, come la promozione di lotti più piccoli per consentire alle PMI e alle microimprese di partecipare alle gare d'appalto pubbliche;

35. ritiene che i termini "semplificazione" e "riduzione dell'onere" siano privi di significato in una situazione sempre più complessa; sottolinea che le nuove tecnologie e procedure potrebbero compromettere la salute dei lavoratori rendendo necessarie nuove misure di tutela e che ciò può aumentare l'onere amministrativo;

36. esorta la Commissione a valutare con maggiore cura le conseguenze sociali e ambientali nonché l'impatto della sua politica sui diritti fondamentali dei cittadini, tenendo presente il costo della mancata legiferazione a livello europeo e il fatto che le analisi costi-benefici rappresentano solo una delle numerose serie di criteri possibili;

37. è convinto che solide valutazioni d'impatto costituiscano uno strumento importante a sostegno del processo decisionale e svolgano un ruolo decisivo nel miglioramento della regolamentazione; sottolinea, tuttavia, che tali valutazioni non possono sostituirsi a valutazioni e decisioni politiche.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

28.5.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

25

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Lampros Fountoulis, Agnes Jongerius, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Zdzisław Krasnodębski, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Patrick Le Hyaric, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Anthea McIntyre, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Ulla Tørnæs, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská, Inês Cristina Zuber

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Georges Bach, Amjad Bashir, Heinz K. Becker, Lynn Boylan, Mercedes Bresso, Tania González Peñas, Eva Kaili, António Marinho e Pinto, Evelyn Regner, Csaba Sógor, Michaela Šojdrová, Gabriele Zimmer

(1)

http://www.eeb.org/EEB/?LinkServID=93589C92-5056-B741-DBB964D531862603.


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (30.3.2015)

destinato alla commissione giuridica

sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive

(2014/2150(INI))

Relatore per parere: Giovanni La Via

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  plaude all'impegno espresso dalla Commissione nel programma REFIT a favore di un quadro normativo semplice, chiaro, armonizzato e prevedibile; mette in rilievo che l'esercizio delineato dalla comunicazione sul REFIT dovrebbe essere parte di un processo continuo, volto ad assicurare che la normativa vigente a livello europeo sia commisurata allo scopo, consegua gli obiettivi condivisi fissati dai legislatori e soddisfi le aspettative di cittadini, imprese e altre parti interessate;

2.  prende atto della prima edizione del quadro di valutazione annuale REFIT, che consente di valutare i progressi compiuti in tutti i settori strategici e per ciascuna iniziativa identificata dalla Commissione, comprese le azioni intraprese dal Parlamento europeo e dal Consiglio; ritiene che il quadro di valutazione dovrebbe essere integrato da una dichiarazione annuale relativa ai costi e ai benefici netti della legislazione europea approvata e abrogata dall'Unione, affinché si valutino in modo più esaustivo i progressi realizzati nell'eliminazione degli oneri burocratici superflui e la Commissione riconosca che spesso è il costo cumulativo della normativa a rappresentare un problema per le imprese;

3.  plaude all'intenzione annunciata dalla Commissione di tenere conto, nel valutare la legislazione esistente e quella futura, degli interessi specifici delle microimprese e delle PMI e di applicare a tali imprese regimi più snelli, introducendo deroghe e semplificazioni;

4.  ritiene inappropriato concedere alle PMI esenzioni generali dalla normativa; è del parere che le proposte che prevedono l'opzione di avvalersi di un regime più snello e di deroghe dovrebbero essere valutate caso per caso;

5.  mette in evidenza la stima della Commissione secondo la quale fino a un terzo degli oneri amministrativi connessi alla legislazione dell'UE è riconducibile alle misure nazionali di esecuzione o alla flessibilità delle opzioni di trasposizione possibili; esorta, pertanto, la Commissione, nel valutare il quadro normativo costituito da regolamenti e direttive, a promuovere il rilancio del principio del mercato interno e a evitare, per quanto possibile, che sia concesso un margine che consenta l'adozione di disposizioni nazionali divergenti;

6.  sostiene lo scopo di ridurre la burocrazia ed eliminare gli oneri normativi superflui poiché tali misure possono contribuire a garantire ai cittadini una protezione proporzionata e fondata su dati di fatto; esprime tuttavia preoccupazione per la possibile deregolamentazione, in particolare nei settori dell'ambiente, della sicurezza alimentare, della salute e dei diritti dei consumatori, che può prodursi con il pretesto di «ridurre la burocrazia»; chiede alla Commissione, in fase di valutazione dell'onere amministrativo della regolamentazione, di tenere in piena considerazione i benefici della legislazione in materia di ambiente e salute per i cittadini, l'economia, l'ambiente e la salute pubblica, mantenendo e potenziando nel contempo la competitività dell'UE; mette in rilievo, a tal proposito, che il parametro corretto per la valutazione è la qualità della legislazione e non il numero di atti normativi; ricorda l'indipendenza normativa degli Stati membri in quegli ambiti in cui il diritto dell'UE prevede soltanto norme minime; invita la Commissione a non ripiegare su un approccio meno ambizioso e chiede che non siano compromessi gli obiettivi di interesse pubblico, tra cui le norme ambientali e sanitarie;

7.  sottolinea che alcuni oneri amministrativi sono necessari se si vuole che gli obiettivi della normativa e il livello di protezione previsto siano rispettati adeguatamente, in particolare in materia di ambiente e tutela della salute pubblica, settori nei quali devono essere mantenuti gli obblighi di informazione;

8.  sottolinea che i cittadini europei hanno sempre espresso un sostegno convinto per gli interventi dell'UE in campo ambientale; sottolinea che l'esercizio di semplificazione normativa (REFIT), in particolare nel quadro del programma di lavoro della Commissione, non deve essere utilizzato come pretesto per abbassare il livello di ambizione su questioni di importanza vitale per la protezione dell'ambiente;

9.  ricorda che i quattro membri del Gruppo ad alto livello sugli oneri amministrativi rappresentanti i lavoratori, la salute pubblica, l'ambiente e i consumatori hanno adottato un parere discordante rispetto alla relazione finale del Gruppo ad alto livello del 24 luglio 2014(1);

10. sottolinea che una regolamentazione più semplice e intelligente assicura un recepimento coerente e un'applicazione più efficace e uniforme da parte degli Stati membri;

11. sottolinea che il 32% degli oneri amministrativi di origine UE deriva dalla decisione di alcuni Stati membri di andare oltre le prescrizioni legislative dell'Unione e dall'inefficacia delle rispettive procedure amministrative; osserva che è quindi essenziale evitare il "gold-plating", ovvero l'introduzione, in sede di recepimento delle direttive europee, di requisiti e oneri aggiuntivi rispetto a quelli definiti dal diritto dell'UE; reputa che tale pratica aumenti la complessità e i costi gravanti sulle autorità locali, regionali e sulle imprese pubbliche e private; è del parere che sia necessario concordare a livello di UE una definizione di "gold-plating" per garantire certezza nell'applicazione del diritto europeo e portare in giudizio i paesi che negano di ricorrere a tale pratica;

12. ritiene che la Commissione debba pubblicare, in particolare contestualmente alle consultazioni pubbliche, valutazioni d'impatto provvisorie che illustrino in modo esaustivo gli impatti che le opzioni proposte potrebbero avere;

13. ricorda alla Commissione che il Parlamento ha chiesto che l'indipendenza del Comitato per la valutazione d'impatto (IAB) sia rafforzata e, in particolare, che i membri dello IAB non siano soggetti a controllo politico; ritiene che lo IAB debba essere composto unicamente da persone adeguatamente qualificate che dispongano delle competenze per valutare l'analisi presentata in termini di impatti economici, sociali e ambientali pertinenti;

14. sottolinea che un'indagine sugli oneri e sui costi superflui da parte di coloro che non sono soggetti può essere un complemento fondamentale dell'analisi costi-benefici, ragion per cui le consultazioni e il dibatto pubblico sono essenziali e dovrebbero essere rafforzati dalla Commissione;

15. è contrario alla definizione di un obiettivo netto per la riduzione dei costi della regolamentazione poiché limita inutilmente il ventaglio di strumenti a disposizione per affrontare le questioni nuove o ancora irrisolte e trascura i benefici della regolamentazione che ne derivano;

16. è contrario all'idea di compensare i nuovi "oneri" normativi eliminando quelli esistenti; è del parere che una norma esistente, se crea un onere superfluo o risulta ormai obsoleta, debba essere abrogata, mentre, se persegue un fine utile i cui i benefici superano l'onere comportato, non debba essere abrogata solo perché è stato introdotto un nuovo provvedimento altrove;

17. sottolinea che, nello svolgimento delle valutazioni e dei controlli dell'adeguatezza (check-up) della legislazione in materia di ambiente, sicurezza alimentare e salute, le considerazioni qualitative di ordine ambientale e sanitario devono essere alla stregua delle considerazioni quantitative socioeconomiche, prendendo in considerazione le analisi effettuate nell'ambito delle procedure di valutazione d'impatto; sottolinea che, contrariamente ai costi per le imprese, i benefici a lungo termine per l'ambiente e la salute pubblica sono spesso più difficili da quantificare;

18. sottolinea che, nello svolgimento di tali valutazioni e check-up nel caso della legislazione in materia di ambiente, bisogna tener conto anche dell'importanza di assicurare pari condizioni in Europa, applicando e rispettando la legislazione in modo uniforme nei vari Stati membri;

19. sottolinea l'importanza di evitare duplicazioni nella legislazione;

20. è favorevole a un continuo miglioramento delle valutazioni d'impatto, sia ex ante sia ex post, onde promuovere un processo di definizione delle politiche basato su dati di fatto;

21. chiede alla Commissione di rafforzare l'efficacia e la visibilità del meccanismo EU Pilot, volto a offrire risposte rapide ed esaurienti alle domande dei cittadini e delle imprese sulla legislazione dell'Unione; sottolinea che la maggior parte delle domande trattate mediante EU Pilot riguardano violazioni connesse con i rifiuti e con gli obblighi di valutazione d'impatto ambientale, ambiti chiave per la salute pubblica e l'ambiente;

22. ribadisce che la Commissione ha già riconosciuto che le norme ambientali e la regolamentazione progressiva non ostacolano l'economia, ma favoriscono invece la crescita economica e la creazione di posti di lavoro;

23. chiede alla Commissione di rivedere gli orientamenti di valutazione, intensificando la partecipazione e la consultazione delle parti interessate e utilizzando il metodo più diretto per permettere ai cittadini europei di prendere parte ai processi decisionali;

24. sottolinea che una tutela elevata dell'ambiente e della salute pubblica crea innovazioni e opportunità per le imprese, giovando pertanto all'economia europea, in particolare alle PME nel contesto della transizione verso un'economia verde sostenibile incentrata su un'Europa più autosufficiente dal punto di vista energetico;

25. sottolinea che la politica ambientale dell'Unione ha favorito l'innovazione e gli investimenti in prodotti e servizi legati all'ambiente, creando posti di lavoro e opportunità di esportazione;

26. sottolinea che la gestione dei rischi e i dati scientifici sono alla base della tutela dell'ambiente e della salute nella legislazione dell'UE;

27. osserva che la Commissione sta conducendo un check-up della direttiva Uccelli e della direttiva Habitat; sottolinea che tali direttive rappresentano il fulcro degli sforzi profusi dall'Europa per fermare la perdita di biodiversità e ripristinare gli ecosistemi degradati e che il quadro normativo previstovi è flessibile e moderno, oltre a consentire alle imprese di adeguarsi e operare con successo;

28. è contrario, in tale contesto, a riaprire la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat;

29. prende atto con stupore del ritiro da parte della Commissione delle proposte sulla revisione della legislazione in materia di rifiuti e sulla trasparenza nella legislazione in ambito sanitario; prende atto con preoccupazione della dichiarazione della Commissione in merito alla sua intenzione di modificare la proposta sulla riduzione delle emissioni nazionali, senza fornire ulteriori informazioni; deplora che l'intenzione di ritirare le due proposte sia stata annunciata senza presentare un'analisi o elementi che giustificassero tale scelta e senza che i colegislatori e le parti interessate fossero stati previamente consultati; sottolinea che la Commissione si era assunta l'impegno, nel quadro del programma di lavoro per il 2015, di tener conto del parere del Parlamento europeo e del Consiglio prima di prendere una decisione definitiva in merito al suddetto programma, in particolare per quanto concerne il ritiro di proposte legislative; sottolinea che la maggioranza dei deputati al Parlamento europeo, in varie votazioni in plenaria, si è espressa a favore di mantenere immutato il pacchetto sull'economia circolare in esame; deplora profondamente che la Commissione abbia comunque ritirato la proposta sulla revisione della legislazione in materia di rifiuti e si rammarica dell'inutile spreco di tempo e risorse causato da tale ritiro; deplora la dichiarazione della Commissione della sua intenzione di ritirare la proposta di riesame della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici;

30. ricorda le conclusioni della relazione del Gruppo ad alto livello sugli oneri amministrativi dal titolo "Ridurre la burocrazia in Europa", in cui la legislazione ambientale non figura tra le più onerose; esorta la Commissione a tenere a mente tali conclusioni nel valutare se ritirare o mantenere ulteriori proposte ambientali; mette in evidenza, a tale proposito, che la stessa relazione ha riscontrato che la legislazione ambientale rappresenta solo l'1% degli oneri amministrativi superflui totali;

31. ritiene che la legittimità del programma REFIT dipenda dalla capacità di separare le questioni che riguardano l'adeguatezza e l'efficacia della regolamentazione dall'obiettivo politico perseguito e dagli inevitabili compromessi tra le parti interessate, di cui sono responsabili i legislatori; sottolinea, per quanto riguarda le azioni del programma REFIT previste all'allegato 3 del programma di lavoro della Commissione per il 2015 negli ambiti dell'azione per il clima e l'energia, dell'ambiente, gli affari marittimi e la pesca, della salute e la sicurezza alimentare, del mercato interno, l'industria, l'imprenditoria e le PMI, che è importante limitare la portata di tali azioni a una semplificazione e alla necessità di non pregiudicare gli obiettivi di politica pubblica;

32. invita la Commissione a non condurre valutazioni dei costi cumulativi separate e parziali al di là del REFIT, come previsto ad esempio nel caso delle normative e delle politiche dell'UE che maggiormente interessano l'industria chimica europea, integrando invece tale elemento nei check-up generali, onde assicurare che sia seguito un approccio equilibrato che tiene conto anche dei benefici derivanti dalla normativa in questione;

33. esorta la Commissione, visto il protrarsi di gravi difficoltà nell'applicazione del regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari, tra cui problemi di distorsione della concorrenza, a valutare il fondamento scientifico, l'utilità e la fattibilità di tale regolamento nonché eventualmente a eliminare il concetto di profilo nutrizionale; ritiene che gli obiettivi perseguiti dal regolamento (CE) n. 1924/2006, come quello di assicurare la veridicità delle informazioni fornite sugli alimenti e l'inserimento di indicazioni specifiche sul tenore di grassi, zuccheri e sale, siano ormai realizzati dal regolamento (CE) n. 1169/2011 relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori;

34. invita la Commissione a considerare seriamente il risultato dei lavori dell'iniziativa dei cittadini europei "Right2Water" e a garantire che le sue proposte siano attuate con soddisfazione generale di tutte le parti interessate, in particolare dei cittadini europei;

35. si attende che la Commissione svolga una consultazione strutturata, coinvolgendo anche il Parlamento europeo, prima di annunciare il ritiro di una sua proposta;

36. mette in rilievo l'obbligo per la Commissione, conformemente all'Accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, di fornire a tempo debito una motivazione dettagliata prima di ritirare qualsivoglia proposta su cui il Parlamento abbia già espresso la sua posizione in prima lettura, come nel caso della direttiva sulla trasparenza della fissazione dei prezzi dei medicinali e del relativo rimborso;

37. deplora che la Commissione non abbia agevolato i negoziati su una nuova direttiva sulle borse di plastica e abbia persino minacciato pubblicamente di ritirare tale proposta poco prima del raggiungimento di un accordo tra i colegislatori nel nome del "legiferare meglio";

38. rammenta alla Commissione le prerogative dei colegislatori nel processo legislativo e la esorta a rispettare il loro diritto di emendare le proposte della Commissione; ricorda, altresì, la responsabilità dei colegislatori di rispettare i principi del legiferare meglio e, in particolare, gli accordi interistituzionali; ritiene, inoltre, che l'accordo interistituzionale sul legiferare meglio debba ormai da tempo essere rivisto e accoglie con favore un'eventuale iniziativa da parte della Commissione di avviare negoziati per aggiornare tale accordo;

39. ritiene che, se la proposta legislativa riguarda un settore complesso e dalla molte sfaccettature, dovrebbe essere prevista una seconda fase di consultazione che consista nella pubblicazione del progetto di atto normativo, accompagnato da una valutazione d'impatto provvisoria, sul quale tutte le parti interessate possono presentare osservazioni; è del parere che tale seconda consultazione assicurerebbe maggior rigore all'analisi della Commissione e una giustificazione più solida alle proposte approvate al termine di tale processo;

40. chiede alla Commissione di prorogare il mandato del Gruppo ad alto livello scaduto il 31 ottobre 2014, garantendo che i suoi membri siano immuni da qualsiasi tipo di conflitto di interesse e che un deputato al Parlamento europeo membro della commissione JURI ne faccia parte.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

26.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

62

0

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Zoltán Balczó, Catherine Bearder, Ivo Belet, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Nessa Childers, Alberto Cirio, Birgit Collin-Langen, Miriam Dalli, Seb Dance, Angélique Delahaye, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, Eleonora Evi, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Iratxe García Pérez, Elisabetta Gardini, Jens Gieseke, Sylvie Goddyn, Matthias Groote, Andrzej Grzyb, Jytte Guteland, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Jean-François Jalkh, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Kateřina Konečná, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Massimo Paolucci, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Bolesław G. Piecha, Pavel Poc, Annie Schreijer-Pierik, Renate Sommer, Dubravka Šuica, Tibor Szanyi, Nils Torvalds, Glenis Willmott, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nicola Caputo, Herbert Dorfmann, Linnéa Engström, Luke Ming Flanagan, Jan Huitema, Karol Karski, Merja Kyllönen, Anne-Marie Mineur, Alessandra Mussolini, James Nicholson, Aldo Patriciello, Marit Paulsen, Bart Staes, Theodor Dumitru Stolojan, Tom Vandenkendelaere

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marie-Christine Boutonnet, Anthea McIntyre, Emilian Pavel

(1)

http://www.eeb.org/EEB/?LinkServID=93589C92-5056-B741-DBB964D531862603


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (18.3.2015)

per la commissione giuridica

sul programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT): situazione attuale e prospettive

(2014/2150(INI))

Relatore: Othmar Karas

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto della comunicazione sul REFIT e del continuo impegno dimostrato dalla Commissione nei confronti dell'agenda per legiferare meglio; sottolinea che l'attività delineata dalla comunicazione sul REFIT dovrebbe essere intesa come un processo già in corso, volto ad assicurare che la normativa vigente a livello europeo sia commisurata alle finalità, consegua gli obiettivi condivisi fissati dai legislatori e soddisfi le aspettative di cittadini, imprese e di tutte le parti interessate; sottolinea che il programma REFIT dovrebbe essere incentrato sul miglioramento della regolamentazione e non dovrebbe minare l'uguaglianza di genere, le norme sociali, in materia di lavoro e di ambiente, o la protezione ambientale e dei consumatori;

2.  ritiene che sia necessario valutare attentamente, laddove si ravvisi in modo chiaro l'esigenza di un intervento a livello UE e questo rispetti i principi di sussidiarietà e di proporzionalità, se sia lo strumento non legislativo, oppure quello legislativo, e in quest'ultimo caso quale strumento legislativo, a essere più idoneo per conseguire l'obiettivo politico stabilito, mettendo in rilievo il valore aggiunto europeo; ritiene che sia necessario applicare una serie di indicatori per identificare appieno i costi di adempimento e amministrativi di un nuovo atto legislativo onde valutare meglio il suo impatto; sottolinea che tali indicatori devono basarsi su criteri chiari, esaustivi, quantificabili (ove appropriato) e multidimensionali, includendo quelli sociali, economici e ambientali, onde consentire una valutazione corretta delle implicazioni di un intervento o di un mancato intervento a livello di UE;

3.  invita la Commissione e gli Stati membri ad essere più rigorosi nel valutare l'impatto della regolamentazione futura ed esistente relativa alle PMI e alla competitività in generale; ritiene che una valutazione dell'impatto sulla competitività dovrebbe costituire una parte significativa del processo di valutazione dell'impatto; ritiene che il progetto di orientamenti riveduti debba contenere indicazioni su come valutare e ponderare nell'analisi finale l'impatto sulla competitività; sostiene il presupposto che le proposte aventi un impatto negativo sulla competitività dovrebbero essere respinte, a meno che non siano presentate prove a sostegno di significativi benefici non quantificabili;

4.  esprime rammarico per il fatto che le misure da sottoporre a riesame nel quadro di valutazione che accompagna la comunicazione sono tutt'altro che nuove, ma costituiscono piuttosto un elenco di misure che la Commissione era comunque obbligata a seguire in quanto le clausole di riesame contenute nella normativa originariamente approvata erano in scadenza; si aspetta che la nuova Commissione adotti un approccio più ambizioso rispetto agli obiettivi stabiliti nella comunicazione sul REFIT, in particolare nell'affrontare questioni spinose come quelle evidenziate nella consultazione "Top 10" delle PMI;

5.  ritiene che il concetto dei quadri di valutazione debba essere ripensato e contenere due documenti, uno contenente il piano di lavoro e l'altro, nuovo, che specifichi i progressi realizzati dalla Commissione, espressi in termini quantitativi; chiede che il secondo documento funga da base per una relazione annuale sui nuovi costi per le imprese, una dichiarazione facilmente comprensibile o un libro mastro, del "dare e avere" in termini di impatto amministrativo e normativo delle proposte approvate nell'anno legislativo precedente, uno strumento che sarebbe molto più utile e dimostrerebbe che la Commissione è consapevole del fatto che spesso il problema è il costo cumulativo della legislazione;

6.  ribadisce che nella normativa dell'UE le PMI necessitano di un'attenta considerazione; invita la Commissione, nell'ottica di fornire riscontri sul valore aggiunto dell'intervento dell'UE e sui suoi costi e benefici, a riconoscere l'importanza del principio del "pensare anzitutto in piccolo" negli orientamenti riveduti in materia di valutazione d'impatto, che dovrebbero includere un test obbligatorio per le PMI e una verifica della competitività, e ad analizzare debitamente l'impatto sociale, ambientale ed economico della normativa proposta;

7.  osserva che le proposte della Commissione adottate dal collegio dei commissari devono essere basate su un parere favorevole del comitato per la valutazione d'impatto in cui sia indicato che la relativa valutazione d'impatto è stata effettuata in modo soddisfacente;

8.  ricorda la sua posizione relativa all'esonero generale delle microimprese dalla normativa dell'UE, come stabilito nelle sue risoluzioni del 23 ottobre 2012 sulle "piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali "(1) e del 27 novembre 2014 sulla revisione degli orientamenti della Commissione in materia di valutazione d'impatto e sul ruolo del «test PMI»(2), ovvero che le deroghe devono essere valutate caso per caso per ogni proposta in modo da rispecchiare la strategia dell'inversione dell'onere della prova, secondo cui le micorimprese dovrebbero rimanere al di fuori dell'ambito di applicazione delle proposte, a meno che non sia dimostrato che debbano essere incluse; esorta fermamente la Commissione a consolidare i progressi conseguiti finora in questo campo, continuando a tagliare il costo della legislazione per le microimprese e per le PMI; richiama l'attenzione sulle raccomandazioni formulate in proposito nella sua citata risoluzione del 27 novembre 2014;

9.  osserva che secondo la posizione del Parlamento relativa al processo di consultazione "Top 10" e alla riduzione dell'onere normativo dell'UE a carico delle PMI, espressa nella sua risoluzione del 17 aprile 2014 su tale argomento(3), è necessario ridurre gli oneri della legislazione in materia di lavoro e rivedere sostanzialmente la direttiva sull'orario di lavoro, in quanto non è flessibile nei confronti delle microimprese e delle PMI; osserva, inoltre, che nella citata risoluzione il Parlamento aveva raccomandato, al fine di ridurre gli oneri della legislazione in materia di salute e sicurezza, che alle società con un basso profilo di rischio non fosse fatto obbligo di redigere valutazioni scritte su salute e sicurezza;

10. constata che l'onere amministrativo legato alla normativa dell'UE scaturisce fino a un terzo dalle misure nazionali di attuazione, inoltre ribadisce l'importanza di garantire che le norme siano recepite, attuate ed eseguite in modo rapido e coerente, nel quadro della semplificazione proposta, e sottolinea la necessità di evitare la sovraregolamentazione; invita la Commissione a includere criteri per valutare le misure di attuazione nazionali eccessive, nell'ottica di definire chiaramente la sovraregolamentazione nel quadro di valutazione della normativa dell'UE, affinché le innovazioni aggiuntive nei singoli Stati membri siano identificate come tali; sottolinea che una siffatta definizione deve rispettare il diritto degli Stati membri di applicare norme più rigorose qualora la normativa dell'UE preveda solo un livello minimo di armonizzazione;

11. ritiene che i principi di una regolamentazione migliore dovrebbero applicarsi anche alle decisioni relative al diritto derivato, oltre che al diritto primario; invita la Commissione e le sue agenzie, se del caso, a corredare gli atti delegati e di esecuzione con una valutazione d'impatto obbligatoria, prevedendo anche la consultazione delle parti interessate e dei gruppi portatori di interessi, tutte le volte in cui l'impatto di tali atti potrebbe essere ritenuto considerevole; chiede, a tal fine, che gli orientamenti sugli atti di esecuzione vengano modificati, conformemente agli orientamenti generali in materia di atti delegati; sottolinea che i colegislatori, nella legislazione di primo livello, dovrebbero essere quanto più specifici possibile nel definire le finalità degli atti delegati e di esecuzione; osserva che la risoluzione del Parlamento del 4 febbraio 2014 sull'adeguatezza della regolamentazione dell'Unione europea e sulla sussidiarietà e la proporzionalità(4), ha sollecitato la Commissione a intensificare il suo riesame relativo all'applicazione del principio di proporzionalità, specialmente per quanto riguarda il ricorso agli articoli 290 e 291 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativi agli atti delegati e di esecuzione;

12. approva l'intenzione della Commissione di migliorare le valutazioni come aspetto centrale di una legislazione intelligente; rileva che le valutazioni forniscono informazioni affidabili sull'effettivo impatto di un atto normativo sui destinatari di quest'ultimo e chiede, a tale proposito, che le parti interessate destinatarie partecipino in modo formale e complessivo al processo di valutazione;

13. chiede la rinegoziazione e l'aggiornamento dell'accordo interistituzionale sul miglioramento della legiferazione, onde tenere conto del trattato di Lisbona e dell'accordo quadro tra il Parlamento e la Commissione, e sviluppare e consolidare le migliori pratiche in settori come la pianificazione legislativa, le valutazioni d'impatto, le sistematiche valutazioni ex post delle disposizioni normative dell'UE, l'attuazione e la gestione degli atti delegati e di esecuzione;

14. invita la Commissione a introdurre una metodologia relativa alla determinazione degli obiettivi quantitativi per la riduzione degli oneri amministrativi a livello europeo; prende atto delle esperienze positive di alcuni Stati membri nel fissare gli obiettivi di riduzione netti allo scopo di ridurre i costi di adempimento; chiede che tale metodologia sia discussa in seno al proposto e nuovo gruppo di alto livello sugli oneri amministrativi e, ove accolta, tenuta in considerazione nelle future valutazioni d'impatto;

15. chiede che le parti interessate pertinenti, ivi comprese le parti sociali, le associazioni degli imprenditori, le organizzazioni per la protezione dei consumatori, le organizzazioni ambientaliste e sociali e le autorità nazionali, regionali e locali, siano maggiormente coinvolte nelle verifiche sulla sussidiarietà e sulla proporzionalità, nella valutazione degli oneri amministrativi (ivi incluso l'impatto positivo e i costi generati dall'adempimento della normativa), nella scelta della base giuridica, nella valutazione dell'adeguatezza della regolamentazione e nella valutazione ex-post, nonché nel monitoraggio dell'attuazione e dell'applicazione della normativa dell'UE a livello nazionale; ritiene che tali controlli e valutazioni potrebbero essere migliorati ricorrendo a un riesame inter pares tra gli Stati membri; plaude all'intenzione della Commissione di istituire un nuovo gruppo di alto livello sul miglioramento della regolamentazione che includerà parti interessate ed esperti indipendenti nazionali sotto la responsabilità del vicepresidente; propone che a tale gruppo sia conferito un mandato solido, affinché possa essere un organo consultivo efficace e indipendente;

16. ritiene che una valutazione d'impatto squilibrata o incompleta, ovvero l'assenza di una valutazione d'impatto, debba dar luogo all'eventuale abrogazione o riesame dell'attuale legislazione dell'UE nel quadro del programma REFIT;

17. sottolinea la necessità di un approccio ascendente alla deregolamentazione; invita la Commissione, pertanto, a istituire un "Forum europeo delle parti interessate" sul miglioramento della regolamentazione e sulla riduzione della burocrazia, con l'obiettivo quantificato di ridurre gli oneri amministrativi del 25% entro il 2020; sottolinea che il forum debba includere le relative parti interessate, ivi incluse le parti sociali, le associazioni dei consumatori e la comunità imprenditoriale; rileva che le proposte del forum dovrebbero essere prese attivamente in considerazione dalla Commissione, che dovrebbe affrontare tali proposte conformemente al principio "conformità o spiegazione"; ritiene che il forum potrebbe fungere da piattaforma per le imprese o i gruppi collettivi che operano a livello nazionale o europeo affinché forniscano input diretti a sostenere i principi del miglioramento della regolamentazione o contribuiscano alla riduzione della burocrazia per quanto concerne la normativa applicabile al loro settore;

18. invita la Commissione a garantire che le consultazioni con le parti interessate siano trasparenti e tempestive, e che le loro conclusioni siano analizzate sia sotto il profilo quantitativo che qualitativo, affinché anche i punti di vista della minoranza siano tenuti in debita considerazione; ritiene fondamentale che le parti interessate abbiano l'opportunità, fin dalle fasi iniziali del processo legislativo, di commentare gli aspetti ritenuti inutilmente onerosi nelle proposte della Commissione, basandosi sulla pubblicazione di una valutazione d'impatto provvisoria inoltrata al comitato per la valutazione d'impatto, nella fase che precede la proposta legislativa definitiva e la valutazione, ad esempio attraverso il coinvolgimento del futuro gruppo di alto livello di esperti sul miglioramento della regolamentazione;

19. invita la Commissione a inquadrare l'esercizio REFIT nel più ampio contesto della definizione e dell'attuazione del programma di lavoro e delle priorità fondamentali della Commissione, riallacciandolo a queste;

20. esorta la Commissione, nel preparare gli atti delegati e di esecuzione, a intensificare le consultazioni, sia pubbliche sia private, con tutte le parti interessante, ivi compresi i consumatori, nell'ottica di valutare come assicurare una migliore sensibilizzazione in merito alle proposte ancora provvisorie; è fermamente convinto che gli sforzi intesi a migliorare i contributi delle parti interessate prima delle raccomandazioni condurranno a una legislazione migliore; plaude, a tale riguardo, a eventuali iniziative volte a comparare il processo di consultazione sulle regole e sulle norme ancora provvisorie con le procedure seguite in altre giurisdizioni, nell'ottica di sviluppare le migliori prassi;

21. ritiene che le parti interessate, le autorità locali e regionali e gli Stati membri debbano essere maggiormente coinvolti nell'individuazione delle difficoltà attuative specifiche a livello locale, regionale e nazionale e fornire un riscontro alla Commissione; chiede l'utilizzo di indicatori per misurare i costi di adempimento e i costi della non regolamentazione (sulla falsariga del "costo della non Europa"); chiede che tali indicatori siano esaustivi e adatti per valutare gli eventuali vantaggi e svantaggi, così come i costi e i risparmi, di un approccio in materia di mercato unico, sia in termini qualitativi che quantitativi;

22. ritiene che la valutazione del REFIT e gli ulteriori sforzi intesi a migliorare la regolamentazione debbano seguire la transizione verso la digitalizzazione dell'economia, della società e della pubblica amministrazione; ritiene che l'impiego su vasta scala dello strumento REFIT e l'utilizzo dei controlli sull'adeguatezza possano contribuire anche alla valutazione della coerenza delle aree normative nel quadro più ampio del mercato unico digitale;

23. plaude all'eventuale elaborazione di orientamenti interni per migliorare la qualità delle consultazioni e la loro valutazione; ritiene che in merito alla complessità delle scelte politiche operate in un determinato settore sia necessario specificare maggiormente le domande che emergono nell'ambito delle consultazioni, formulandole in modo tale che siano chiaramente comprensibili; ritiene che, se è proposto un atto normativo in un settore complesso, debba essere prevista una seconda fase di consultazioni, pubblicando un progetto di atto normativo, accompagnato da una valutazione d'impatto provvisoria, su cui tutte le parti interessate possano esprimersi; è del parere che tale seconda fase assicurerebbe maggior rigore all'analisi della Commissione e rafforzerebbe qualsiasi proposta approvata seguendo la procedura;

24. ricorda che il commissario Bieńkowska, durante l'audizione di conferma, si era assunta l'impegno, a nome della Commissione, di valutare l'opportunità di ritirare una proposta qualora i membri ritengano che la valutazione d'impatto presenti delle imperfezioni, oppure che taluni elementi non siano stati opportunamente considerati; invita la Commissione a confermare per iscritto che quella illustrata è la politica seguita dall'intero collegio dei commissari;

25. sottolinea che è necessario migliorare la politica di comunicazione dell'UE per quanto concerne la legislazione dell'UE, rispetto alla quale l'agenda sul miglioramento della regolamentazione costituisce una base preziosa per far sì che l'azione dell'UE sia comprensibile e tangibile; chiede alla Commissione di sviluppare ulteriormente il portale "La tua Europa", in collaborazione con gli Stati membri, onde semplificare l'accesso delle PMI alle informazioni pratiche, in un formato multilingue, sulle prossime consultazioni, sulle pertinenti norme dell'UE e sulla loro applicazione negli Stati membri;

26. accoglie con favore e sostiene l'intenzione della Commissione di avviare, nel medio termine, una serie di nuove valutazioni e controlli di idoneità sull'efficienza della vigente normativa dell'UE e dell'applicazione delle disposizioni del trattato, tra cui i ritardi nei pagamenti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

17.3.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

12

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Sergio Gaetano Cofferati, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Dennis de Jong, Pascal Durand, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Antanas Guoga, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Antonio López-Istúriz White, Jiří Maštálka, Eva Paunova, Jiří Pospíšil, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová, Mylène Troszczynski, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Jussi Halla-aho, Kaja Kallas, Othmar Karas, Emma McClarkin, Jens Nilsson, Julia Reda, Adam Szejnfeld, Lambert van Nistelrooij, Josef Weidenholzer, Kerstin Westphal

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

José Blanco López, Andrea Bocskor, Roger Helmer, György Hölvényi, Emilian Pavel

(1)

GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 40.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2014)0069.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2014)0459.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2014)0061.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALE IN COMMISSIONE

Approvazione

16.6.2015

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

2

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Laura Ferrara, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sajjad Karim, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, Jiří Maštálka, Emil Radev, Julia Reda, Pavel Svoboda, József Szájer, Axel Voss

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Durand, Angel Dzhambazki, Jytte Guteland, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Angelika Niebler, Cecilia Wikström

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