RELAZIONE sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014

2.2.2016 - (2015/2231(INI))

Commissione per le petizioni
Relatore: Soledad Cabezón Ruiz
PR_INI_AnnOmbud


Procedura : 2015/2231(INI)
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Ciclo del documento :  
A8-0020/2016
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A8-0020/2016
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014

(2015/2231(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014,

–  visto l'articolo 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti gli articoli 11, 19, 41, 42 e 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

–  vista la decisione 94/262/CECA, CE, Euratom del Parlamento europeo, del 9 marzo 1994, sullo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore[1],

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulle attività del Mediatore europeo,

–  visto l'articolo 220, paragrafo 2, seconda e terza frase, del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le petizioni (A8-0020/2016),

A.  considerando che la relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2014 è stata ufficialmente presentata al Presidente del Parlamento europeo il 26 maggio 2015 e che il Mediatore europeo, Emily O'Reilly, ha presentato la relazione alla commissione per le petizioni il 23 giugno 2015 a Bruxelles;

B.  considerando che Emily O'Reilly è stata rieletta Mediatore europeo dal Parlamento europeo nella seduta plenaria del 16 dicembre 2014 a Strasburgo;

C.  considerando che la principale priorità del Mediatore europeo è garantire che i diritti dei cittadini siano pienamente rispettati e che il diritto a una buona amministrazione rifletta gli standard più elevati che ci si attende dalle istituzioni, dagli organi e dalle agenzie dell'Unione; che il Mediatore svolge un ruolo essenziale nell'aiutare le istituzioni dell'UE a diventare più trasparenti, efficaci e vicine ai cittadini, rafforzando così la fiducia dei cittadini nell'Unione;

D.  considerando che, secondo il sondaggio dell'Eurobarometro del maggio 2015, il 40 % dei cittadini ripone fiducia nell'Unione europea, mentre il 46 % è sfiduciato; che la capacità delle istituzioni di esercitare un controllo l'una sull'altra è fondamentale per migliorare il livello di soddisfazione fra i cittadini europei;

E.  considerando che l'articolo 24 TFUE dispone che "ogni cittadino dell'Unione può rivolgersi al Mediatore istituito conformemente all'articolo 228";

F.  considerando che l'articolo 228 del TFUE abilita il Mediatore europeo a condurre indagini riguardo a casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni, degli organi o degli organismi nonché delle agenzie dell'Unione, salvo la Corte di giustizia dell'Unione europea nell'esercizio delle sue funzioni giurisdizionali; che, ai sensi dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali, "ogni individuo ha diritto a che le questioni che lo riguardano siano trattate in modo imparziale, equo ed entro un termine ragionevole dalle istituzioni e dagli organi dell'Unione";

G.  considerando che, secondo quanto afferma l'articolo 43 della Carta, "qualsiasi cittadino dell'Unione o qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro ha il diritto di sottoporre al mediatore dell'Unione casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni o degli organi comunitari, salvo la Corte di giustizia e il Tribunale di primo grado nell'esercizio delle loro funzioni giurisdizionali";

H.  considerando che, secondo il primo Mediatore europeo, "si è in presenza di cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante"[2]; che ciò richiede che le istituzioni, gli organi e gli organismi dell'UE non solo rispettino i loro obblighi giuridici, ma siano anche orientati a uno spirito di servizio e assicurino che i membri della collettività siano trattati nel modo opportuno e godano appieno dei loro diritti; che la nozione di "buona amministrazione" dovrebbe essere intesa come un processo costante di miglioramento continuo;

I.  considerando che, nel 2014, 23 072 cittadini hanno chiesto assistenza ai servizi del Mediatore; che 19 170 cittadini hanno ottenuto consigli attraverso la guida interattiva presente nel sito web del Mediatore; che nel 2014 il Mediatore ha registrato 2 079 denunce e ha ricevuto 1 823 richieste di informazioni;

J.  considerando che, delle 2 163 denunce complessivamente trattate dal Mediatore, 736 rientravano nell'ambito del suo mandato, mentre 1 427 non vi rientravano;

K.  considerando che, delle 2 163 denunce trattate, in 1 217 casi il Mediatore ha dato consigli al denunciante o ha deferito il caso, in 621 casi il denunciante è stato informato che non era possibile fornire altri consigli e in 325 casi è stata avviata un'indagine;

L.  considerando che il Mediatore ha avviato 342 indagini, di cui 325 sulla base di denunce e 17 di propria iniziativa; che ha concluso 400 indagini, di cui 13 di propria iniziativa; che, per quanto attiene alle indagini concluse, 335 erano state presentate da singoli cittadini e 52 da imprese, associazioni e altre entità giuridiche;

M.  considerando che il Mediatore ha trasmesso 772 denunce ai membri della Rete europea di difensori civici, incluse 86 denunce trasferite alla commissione per le petizioni del Parlamento europeo, 144 alla Commissione e 524 ad altre istituzioni e organismi; che la maggior parte delle indagini riguardava la Commissione (59,6 %), seguita dalle agenzie dell'UE (13,7 %), dall'EPSO (9,4 %), da altre istituzioni (8,5 %), dal SEAE (3,8 %), dal Parlamento (3,5 %) e dall'OLAF (3,2 %);

N.  considerando che, delle indagini concluse dal Mediatore, il 21,5 % riguardava richieste di informazioni e l'accesso a documenti, il 19,3 % la Commissione nel suo ruolo di custode dei trattati, il 19,3 % procedure di concorso e selezione, il 16 % questioni politiche e istituzionali, l'11,3 % questioni relative all'amministrazione e allo statuto del personale, l'8,3 % l'aggiudicazione di gare d'appalto o sovvenzioni e il 6 % l'esecuzione di contratti;

O.  considerando che, per quanto attiene alle indagini concluse, 133 casi sono stati risolti dall'istituzione o archiviati dopo che è stata concordata una soluzione amichevole, mentre in 163 casi il Mediatore ha ritenuto che non vi fosse motivo di proseguire nelle indagini;

P.  considerando che in 76 casi non è stata ravvisata alcuna cattiva amministrazione; che in 39 casi è stata ravvisata cattiva amministrazione e in 13 casi si è fatto ricorso ad altre modalità per chiudere il caso; che nei casi in cui è stata ravvisata cattiva amministrazione, il Mediatore ha formulato osservazioni critiche in 27 casi e progetti di raccomandazioni in 12 casi;

Q.  considerando che la maggior parte delle indagini concluse nel 2014 ha avuto una durata compresa fra 3 e 18 mesi; che il tempo medio per la chiusura di un'indagine è stato di 11 mesi;

R.  considerando che le istituzioni si sono conformate all'80 % delle proposte del Mediatore; che rimane il 20 % delle proposte, che sono state presentate e devono ancora essere accolte;

S.  considerando che la commissione per le petizioni, la quale solo nel 2014 ha ricevuto ben 2 714 petizioni, è una componente importante del funzionamento istituzionale dell'Unione europea poiché avvicina il Parlamento europeo ai cittadini; che una stretta relazione tra il Mediatore europeo e la commissione per le petizioni migliorerebbe il livello di controllo democratico dell'attività delle istituzioni dell'UE;

1.  approva la relazione annuale per il 2014 presentata dal Mediatore europeo;

2.  si congratula con Emily O'Reilly per la sua rielezione a Mediatore europeo e per l'eccellente lavoro svolto; sostiene l'obiettivo del Mediatore di assistere le istituzioni dell'UE nei loro sforzi per fornire il migliore servizio possibile ai cittadini e a quanti risiedono in Europa; ritiene che l'attenzione rivolta dal Mediatore alla trasparenza come garanzia di una buona amministrazione abbia costituito un elemento fondamentale;

3.  saluta con favore e appoggia pienamente il fatto che il Mediatore si sia avvalso maggiormente del potere di avviare indagini strategiche di propria iniziativa; si compiace della nomina, all'interno del suo ufficio, di un coordinatore delle indagini di propria iniziativa e dell'introduzione di nuove norme interne in merito alle segnalazioni di illeciti da parte dei dipendenti (whistleblowing); elogia il Mediatore per gli sforzi compiuti nella riorganizzazione del proprio ufficio, che ha già prodotto notevoli risultati positivi in termini di efficienza; valuta positivamente e sostiene l'approccio orientato al futuro del Mediatore, come pure l'adozione della nuova strategia quinquennale "Verso il 2019", che introduce un approccio più strategico nelle modalità per affrontare i problemi sistemici e favorire la buona amministrazione;

4.  si compiace delle indagini avviate dal Mediatore nel 2014, in cui si possono identificare i seguenti temi chiave: la trasparenza all'interno delle istituzioni dell'UE, la trasparenza delle attività di lobbismo e delle sperimentazioni cliniche, i diritti fondamentali, le questioni etiche, la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE, i progetti e i programmi finanziati dall'UE e la politica di concorrenza dell'UE;

5.  ricorda che, nel corso degli anni, il 20-30 % delle denunce ha riguardato la trasparenza e che le questioni relative alla trasparenza sollevate con maggiore frequenza riguardano il rifiuto delle istituzioni di consentire l'accesso a documenti e/o informazioni; ritiene che l'apertura e l'accesso ai documenti, conformemente all'articolo 15 TFUE e all'articolo 42 della Carta, rappresentino una parte essenziale del sistema di pesi e contrappesi istituzionali; è favorevole a eventuali iniziative che la Commissione e le altre istituzioni dell'UE intraprendano al fine di garantire un accesso equo, rapido e semplice per tutti alla documentazione dell'UE; prende atto con apprezzamento del miglioramento della trasparenza ottenuto grazie alla pubblicazione del registro pubblico dei documenti online; invita il Mediatore a indagare sulle questioni relative alla trasparenza in riferimento all'accesso del Parlamento europeo ai pertinenti documenti della Commissione concernenti le procedure d'infrazione e i procedimenti EU Pilot; ritiene che sia necessario identificare e predisporre meccanismi adeguati per garantire un vero dialogo interistituzionale;

6.   avverte che non tutte le disposizioni concernenti la convenzione di Aarhus e i regolamenti a essa collegati (regolamento (CE) n. 1367/2006 e regolamento (CE) n. 1049/2001) possono già dirsi adeguatamente ed efficacemente rispettate; ritiene che vi sia ancora un ampio margine di miglioramento in materia di trasparenza da parte della Commissione, segnatamente per quanto riguarda la disponibilità qualitativa e quantitativa di informazioni fornite ai singoli cittadini e alle organizzazioni della società civile qualora questi chiedano di accedere ai documenti; invita il Mediatore a condurre un'indagine sulla base della dettagliata petizione 0134/2012 su questi temi, al fine di identificare e rettificare eventuali casi di cattiva amministrazione che riguardino l'attuazione di tali regolamenti da parte delle istituzioni dell'UE interessate;

7.  si compiace delle indagini del Mediatore sui casi di "porte girevoli" riguardanti funzionari di alto livello dell'UE; prende atto che il Mediatore ha indagato sulle denunce di cinque ONG ed esaminato 54 fascicoli della Commissione; incoraggia il Mediatore a contribuire a elaborare e a introdurre criteri e meccanismi di attuazione chiari e dettagliati al fine di identificare, indagare e, ove possibile, prevenire i conflitti di interesse a qualsiasi livello delle istituzioni, degli organi e delle agenzie dell'UE;

8.  ritiene che la nozione di "conflitto di interesse" vada oltre la semplice questione della trasparenza e che garantire un'amministrazione pubblica europea libera da conflitti di questo tipo sia una preoccupazione fondamentale ai fini della costruzione di un'autentica democrazia europea nonché della salvaguardia della fiducia dei cittadini europei, fra i funzionari pubblici e in seno alle istituzioni; raccomanda al Mediatore di tenere conto, nelle sue indagini, delle disposizioni della convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, degli orientamenti dell'OCSE sulla gestione dei conflitti di interesse nella pubblica amministrazione nonché delle specifiche raccomandazioni di Transparency International;

9.  rileva che, in seguito alle indagini del Mediatore, la Commissione ha pubblicato documenti sull'ingresso della Grecia nella zona euro, la Banca centrale europea ha divulgato una lettera sulla crisi finanziaria indirizzata al governo irlandese e la Commissione ha seguito la raccomandazione del Mediatore di mettere a disposizione i documenti sulla riforma della politica comune della pesca, sebbene l'abbia fatto dopo che era stato raggiunto un accordo sulla riforma;

10.  plaude ai progressi compiuti verso una maggiore apertura nei negoziati in corso sul Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP), a seguito delle indagini del Mediatore incentrate sulla trasparenza di tali negoziati; rileva che il Consiglio ha pubblicato, nel frattempo, le direttive che l'UE sta utilizzando per negoziare il TTIP e che la Commissione ha annunciato piani per aumentare la trasparenza delle attività di lobbismo e ampliare l'accesso ai documenti del TTIP; prende atto delle preoccupazioni dei cittadini in merito alla trasparenza dei negoziati sul TTIP;

11.  ricorda che la commissione per le petizioni riceve numerose denunce di gruppi e cittadini anonimi che riguardano la mancanza di trasparenza dei negoziati sul TTIP, il che è indice di una profonda preoccupazione pubblica sulla questione a livello europeo;

12.   si chiede se i lunghi ritardi nelle decisioni relative ad alcune iniziative legislative del Consiglio, quali ad esempio la direttiva orizzontale anti-discriminazione, congelata da oltre sei anni, o la ratifica del trattato di Marrakech per facilitare l'accesso ai testi pubblicati alle persone ipovedenti o con altre difficoltà ad accedere al testo stampato, non rientrino nella categoria della cattiva amministrazione, dato che creano molta frustrazione tra i cittadini interessati nei confronti delle istituzioni dell'UE; esorta il Consiglio, e in particolare le minoranze di blocco al suo interno, ad adottare le misure necessarie per porre rimedio a queste situazioni insostenibili; suggerisce al Mediatore di esaminare la questione nell'ambito delle sue competenze;

13.  accoglie con favore la maggiore e necessaria attenzione rivolta dal Mediatore alla trasparenza delle attività di lobbismo e il suo impegno per la creazione di un registro per la trasparenza obbligatorio, per far sì che i cittadini possano sapere chi sono i soggetti che cercano di influenzare i decisori dell'UE; plaude all'indagine del Mediatore sulla composizione e la trasparenza dei gruppi di esperti della Commissione, in particolare di quelli che forniscono consulenze sulla politica agricola comune (PAC), per la quale l'UE spende oltre un terzo del suo bilancio; sostiene il suo approccio nei confronti dei suddetti gruppi e incoraggia il Mediatore a continuare a controllare la trasparenza della loro composizione, al fine di garantire una rappresentanza equilibrata e l'equilibrio di genere all'interno dell'ampia gamma di gruppi di interesse, sia economici che non economici, in tutti gli ambiti politici;

14.  prende atto che oltre 7 000 istituzioni hanno aderito volontariamente al registro per la trasparenza, il che rispecchia la varietà di attori pubblici e privati con cui lavorano costantemente le istituzioni dell'UE; approva il sostegno del Mediatore al piano del Vicepresidente Timmermans di rendere il registro obbligatorio; plaude alla decisione della Commissione del 1° dicembre 2014 che obbliga tutti i membri e gli alti funzionari della Commissione a rendere pubblici tutti i contatti e le riunioni con i soggetti interessati e i lobbisti; concorda sul fatto che il registro dovrebbe comprendere informazioni sulle risorse umane e finanziarie di cui dispongono le organizzazioni lobbistiche, in modo da rispettare maggiormente le norme e le disposizioni vigenti sull'apertura e il buon governo nelle istituzioni dell'UE;

15.  incoraggia il Mediatore a rimanere vigile e determinato e a continuare a esortare la Commissione a garantire la piena trasparenza riguardo alla composizione e alle riunioni di tutti i gruppi di esperti, le piattaforme tecnologiche e le agenzie; ricorda le condizioni che aveva stabilito nel 2012, quando aveva revocato il congelamento del bilancio per i gruppi di esperti;

16.  rileva che nel 2014 il Mediatore ha svolto un ruolo essenziale nell'ambito della trasparenza delle sperimentazioni cliniche aiutando a definire la politica proattiva di trasparenza dell'Agenzia europea per i medicinali (EMA); osserva che, nell'ottobre 2014, l'EMA ha deciso di pubblicare proattivamente le proprie relazioni sulle sperimentazioni cliniche; incoraggia il Mediatore a continuare a monitorare le modalità con cui l'EMA rende disponibili i dati sulle sperimentazioni cliniche e a garantire che soddisfino i più elevati standard di trasparenza;

17.  invita gli Stati membri a essere più diligenti nella loro debita collaborazione con il Mediatore;

18.  esorta il Mediatore a continuare a promuovere una maggiore trasparenza delle sperimentazioni cliniche, in particolare riguardo alla valutazione della qualità dei risultati da parte dell'Agenzia europea per i medicinali; ricorda che è opportuno che tale valutazione si basi sul valore aggiunto dei farmaci innovativi e sul costo reale della ricerca, al fine di agevolare i modelli dei prezzi e dei finanziamenti degli Stati membri;

19.  invita il Mediatore a continuare a sostenere l'impulso verso una maggiore trasparenza nel settore ricerca e sviluppo, nell'ottica di assicurare l'accesso all'assistenza sanitaria, nell'ambito delle competenze del suo ufficio;

20.  accoglie con favore la nuova regolamentazione dell'UE sulle sperimentazioni cliniche, che impone di rendere disponibili le informazioni relative a tali sperimentazioni; rileva che la "Giornata internazionale del diritto di sapere" del Mediatore è stata dedicata, nel 2014, alla trasparenza dei dati delle sperimentazioni cliniche;

21.  plaude all'indagine del Mediatore sulla protezione dei diritti fondamentali in tutti i casi relativi all'attuazione della politica di coesione dell'UE, che è stata elaborata per favorire la crescita e la creazione di posti di lavoro, affrontare il cambiamento climatico e la dipendenza energetica e ridurre la povertà e l'esclusione sociale;

22.  rileva che Orizzonte 2020 è, in ordine di importanza, il terzo pacchetto di investimenti di bilancio dopo la PAC e i Fondi strutturali, con un bilancio di quasi 80 000 milioni di euro, e che rappresenta un fattore chiave per lo sviluppo economico e sociale del futuro; invita il Mediatore a continuare a garantire la trasparenza dell'intero processo di analisi e assegnazione dei progetti nel quadro di Orizzonte 2020;

23.  invita Frontex a garantire il rispetto del benessere dei rimpatriati durante i voli di rimpatrio e a correggere le modalità di attuazione del proprio codice di condotta per le operazioni di rimpatrio congiunte; saluta con favore l'invito, che il Mediatore ha rivolto a Frontex, a istituire un meccanismo di denuncia individuale per le potenziali violazioni dei diritti fondamentali; invita il Mediatore a indagare ulteriormente sulla questione, alla luce dell'attuale aumento del numero di rifugiati ai confini dell'UE;

24.  plaude all'indagine del Mediatore in merito all'osservanza, da parte delle istituzioni dell'UE, dell'obbligo di introdurre norme interne in materia di segnalazione di illeciti da parte dei dipendenti; ricorda alle nove istituzioni dell'UE cui il Mediatore si è rivolto, fra cui la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio, di informare il Mediatore in merito alle norme di cui dispongono o di cui intendono dotarsi;

25.  elogia il Mediatore per le sue indagini sul diritto dei cittadini di partecipare al processo decisionale dell'UE e, in particolare, sul funzionamento dell'iniziativa dei cittadini europei (ICE); rileva che nel 2014 il Mediatore ha invitato gli organizzatori di ICE, le organizzazioni della società civile e altri soggetti interessati a fornire un feedback sull'ICE al fine di migliorarla; rileva con preoccupazione che i rappresentanti delle organizzazioni promotrici chiedono una migliore armonizzazione nonché un miglioramento dei metodi amministrativi impiegati per la raccolta e la registrazione delle firme; si attende ulteriori suggerimenti, con particolare riferimento alle limitazioni tecniche e relative alla protezione dei dati che attualmente caratterizzano il processo di raccolta delle firme; invita il Mediatore a condividere le sue esperienze e a contribuire alla prossima revisione del regolamento sull'ICE;

26.  plaude al tasso di conformità dell'80% con cui le istituzioni dell'UE si adeguano ai suggerimenti del Mediatore; è preoccupato per il persistente 20 % di non conformità; è consapevole che i suggerimenti del Mediatore non sono giuridicamente vincolanti; esorta le istituzioni, gli organi e le agenzie a reagire con prontezza, efficacia e senso di responsabilità alle osservazioni critiche e ai progetti di raccomandazione del Mediatore; sostiene il Mediatore nelle indagini future condotte nell'ambito del suo mandato e finalizzate all'identificazione di eventuali lacune giuridiche riguardo alla trasparenza nell'esecuzione del bilancio dell'UE;

27.  elogia il Mediatore per la sua iniziativa, adottata nella fase precedente le elezioni europee, di ospitare l'evento interattivo "Your wish list for Europe" (La tua lista dei desideri per l'Europa) nel tentativo di porre i cittadini al centro del processo decisionale;

28.  incoraggia il Mediatore a continuare a promuovere la Rete europea dei difensori civici per una migliore informazione dei cittadini dell'UE sulla suddivisione delle responsabilità tra il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali e regionali e la commissione per le petizioni; riconosce l'importante contributo della Rete nel favorire lo scambio di migliori pratiche e di informazioni per quanto riguarda il mandato e le competenze dei suoi membri; rileva che il 59,3 % delle denunce trattate nel 2014 rientrava nell'ambito di competenza di un membro della Rete; invita la commissione per le petizioni a diventare un membro più attivo di tale Rete e a rafforzare la sua collaborazione con la Rete sulle politiche comuni che rientrano nel campo di attività dell'Unione europea; rileva che nel 2014 il Mediatore ha trasmesso 86 denunce a questa commissione;

29.  incoraggia il Mediatore a indagare, in coordinamento con la Corte dei conti europea, sui programmi e i progetti finanziati dall'Unione europea, con particolare riferimento al finanziamento dei progetti volti a ridurre le disparità di sviluppo;

30.  concorda con il Mediatore sul fatto che le istituzioni dell'UE dovrebbero garantire che i loro servizi siano accessibili alle persone con disabilità e che tali persone abbiano accesso alle informazioni e ai mezzi di comunicazione; esorta le istituzioni a garantire che gli ambienti di lavoro siano aperti, inclusivi e accessibili alle persone con disabilità, affinché queste ultime possano partecipare in modo effettivo e completo alla vita politica e pubblica;

31.  chiede un incremento del bilancio annuale dell'ufficio del Mediatore;

32.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione, unitamente alla presente relazione, al Consiglio, alla Commissione e al Mediatore europeo, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai loro difensori civici o agli organi competenti analoghi.

MOTIVAZIONE

Emily O'Reilly è stata rieletta Mediatore europeo dal Parlamento europeo nella seduta plenaria di Strasburgo del 16 dicembre 2014.

Il 26 maggio 2015 Emily O'Reilly ha presentato la sua relazione annuale 2014 a Martin Schulz, Presidente del Parlamento europeo. Il 23 giugno 2015 ha presentato la sua relazione in occasione della riunione della commissione parlamentare per le petizioni, la commissione competente per i rapporti con la sua istituzione.

La base giuridica del mandato del Mediatore europeo è l'articolo 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE). Il Mediatore è abilitato a ricevere le denunce relative a casi di cattiva amministrazione nell'azione delle istituzioni dell'Unione europea[3].

Il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo è previsto dall'articolo 24 del TFUE e dall'articolo 43 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Con l'entrata in vigore del trattato di Lisbona, il mandato del Mediatore è stato ampliato a includere possibili casi di cattiva amministrazione nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC), compresa la politica europea di sicurezza e di difesa (PESD).

La definizione del Mediatore di cattiva amministrazione, sottoscritta dal Parlamento europeo e dalla Commissione europea, è la seguente: "Si ha cattiva amministrazione quando un organismo pubblico non opera conformemente a una norma o a un principio per esso vincolante". Per le istituzioni ciò implica il rispetto dello Stato di diritto, dei principi di buona amministrazione e dei diritti fondamentali. La Carta dei diritti fondamentali include il diritto a una buona amministrazione come diritto fondamentale dei cittadini dell'Unione europea (articolo 41) e la Carta è vincolante per le amministrazioni delle istituzioni dell'Unione europea.

Nel 2014, il Mediatore ha avviato 325 indagini basate su denunce e 17 indagini di propria iniziativa e ha archiviato 387 indagini basate su denunce e 13 indagini di propria iniziativa. Le principali fonti di denuncia sono stati i singoli cittadini (335) e le imprese, le associazioni e altre entità giuridiche (52).

Per quanto riguarda l'origine nazionale delle denunce, la Spagna è in cima alla lista (309), seguita dalla Germania (219), dalla Polonia (208) e dal Belgio (147). Il fatto che molte denunce provengano da uno Stato membro non significa necessariamente che un numero proporzionalmente equivalente di indagini venga avviato. Ad esempio, i dati per il 2014 mostrano che in relazione alle 147 denunce del Belgio sono state avviate 50 indagini mentre le 309 denunce della Spagna hanno portato all'apertura di solo 19 indagini.

Delle 342 indagini avviate dal Mediatore, 204 (59,6%) hanno riguardato la Commissione europea, 47 (13,7%) gli organismi dell'UE, 29 (8,5%) altri organismi, 32 (9,4%) l'Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO), 12 (3,8%) il Parlamento europeo, 13 (3,8%) il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) e 11 (3,2%) l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF). Poiché la Commissione è la principale istituzione dell'Unione europea le cui decisioni hanno conseguenze dirette sui cittadini, è logico che tale organismo sia il principale oggetto delle denunce da parte dei cittadini.

Per quanto riguarda l'oggetto delle indagini archiviate dal Mediatore, le richieste di informazioni e l'accesso a documenti sono in testa (86), seguite dalla Commissione in veste di custode dei trattati (77), dalle procedure di concorso e di selezione (77), dalle questioni istituzionali e politiche (64), dall'amministrazione e dagli statuti dei funzionari (45), dall'aggiudicazione di appalti o sovvenzioni (33) e dall'esecuzione di contratti (24).

Nel 2014 il Mediatore ha agito relativamente a 2 163 denunce ricevute. In 1 217 casi i suoi servizi hanno dato consigli o trasmesso il caso (per esempio a un membro della Rete europea di difensori civici o alla commissione per le petizioni), in 621 casi il denunciante è stato informato che non avrebbe potuto ricevere altri consigli e in 325 casi è stata avviata un'indagine.

Qualora possibile, il Mediatore cerca di giungere a un risultato positivo operando per una conciliazione amichevole soddisfacente per entrambi, denunciante e istituzione interessata. Nel 2014, sono state trovate conciliazioni amichevoli in 133 casi e in 163 casi il Mediatore ha ritenuto che non fosse giustificata alcuna indagine ulteriore. Se, tuttavia, non è possibile raggiungere una conciliazione amichevole il Mediatore chiude il caso con un'osservazione critica o elabora un progetto di raccomandazione.

Si emette l'osservazione critica quando l'istituzione non è più in grado di eliminare il caso di cattiva amministrazione, la cattiva amministrazione non ha implicazioni generali o non è necessario un seguito da parte del Mediatore. Il Mediatore può anche emettere un'osservazione critica, quando ritiene che un progetto di raccomandazione non sarebbe efficace o nei casi in cui l'istituzione interessata non accetti un progetto di raccomandazione, ma il caso di cattiva amministrazione non giustifichi l'elaborazione di una relazione speciale per il Parlamento.

L'osservazione critica, tuttavia, funge da conferma per il denunciante che la sua denuncia era giustificata e indica chiaramente all'istituzione interessata dove ha agito in modo errato, cosicché possa evitare tale azione in futuro. Nel 2014 il Mediatore ha rivolto osservazioni critiche alle istituzioni in 27 casi.

Le osservazioni ulteriori sono uno strumento che il Mediatore utilizza quando nel trattare un caso individua un'opportunità di migliorare la qualità dell'amministrazione. Le osservazioni ulteriori da parte del Mediatore non sono destinate a criticare l'istituzione interessata, ma vanno considerate come guida e consigli su come l'istituzione potrebbe migliorare la qualità dei propri servizi.

Per informare l'opinione pubblica e assicurarsi che le istituzioni imparino dai propri errori, ogni anno il Mediatore pubblica sul proprio sito web uno studio sul seguito dato dalle istituzioni

alle sue osservazioni critiche e invita le istituzioni a reagire.

Il Mediatore ha riscontrato casi di cattiva amministrazione in 39 dei casi archiviati e ha elaborato 12 progetti di raccomandazioni.

Un progetto di raccomandazione è emesso nei casi in cui l'istituzione interessata possa eliminare un caso di cattiva amministrazione o nei casi in cui la cattiva amministrazione sia grave o abbia implicazioni generali. Nel caso di un progetto di raccomandazione l'istituzione interessata è tenuta a norma del trattato a inviare un parere circostanziato al Mediatore entro tre mesi.

Se un'istituzione UE non riesce a rispondere in maniera soddisfacente a un progetto di raccomandazione il Mediatore può redigere e inviare una relazione speciale al Parlamento europeo. La relazione speciale è lo strumento di ultima istanza del Mediatore e costituisce l'ultimo passo del Mediatore nel trattare un caso di denuncia. Da questo punto è il Parlamento a decidere le ulteriori iniziative, quali l'elaborazione di una risoluzione. Le relazioni speciali sono presentate alla commissione per le petizioni, che è responsabile per le relazioni con il Mediatore. Nel 2014 il Mediatore non ha presentato alcuna relazione speciale al Parlamento.

Per quanto riguarda i temi delle denunce della relazione annuale del Mediatore emerge che il tema dell'accesso del pubblico ai documenti delle istituzioni UE è chiaramente predominante ed ha innescato una grande quantità di denunce. Di tutte le inchieste chiuse nel 2014, 86 casi (21,5%) riguardavano l'accesso ai documenti.

Le istituzioni sono vincolate dal trattato a svolgere la loro attività nel modo più trasparente possibile, al fine di promuovere la buona governance e garantire la partecipazione della società civile. L'articolo 15, paragrafo 3 del TFUE e l'articolo 42 della Carta dei diritti fondamentali prevedono un diritto di accesso ai documenti delle istituzioni. Questo diritto è recepito nel regolamento (CE) n. 1049/2001.

Il Mediatore europeo collabora strettamente con le sue controparti negli Stati membri. La cooperazione si esplica nel quadro della Rete europea dei difensori civici, che comprende i difensori civici nazionali e regionali, le commissioni per le petizioni e gli organi corrispondenti degli Stati membri dell'Unione europea, i paesi candidati all'adesione all'UE, e altri paesi dello Spazio economico europeo e/o lo spazio Schengen. La commissione per le petizioni è membro a pieno titolo di tale Rete.

Le denunce che non rientrano nel mandato del Mediatore possono in molti casi essere gestite meglio dalla Rete, ad esempio da un difensore civico nazionale o regionale. Nel 2014 il Mediatore ha trasmesso 636 denunce ai membri della Rete europea di difensori civici, 86 delle quali alla commissione per le petizioni. Altre denunce sono state trasmesse alla Commissione (144) e ad altre istituzioni e organismi, compreso SOLVIT.

Ad anni alterni, la Rete organizza seminari per i difensori civici nazionali e regionali. Nel 2014, il Mediatore europeo e il Public Services Ombudsman for Wales (Regno Unito) hanno organizzato insieme il 9° seminario regionale della Rete, svoltosi a Cardiff.

L'articolo 33, paragrafo 2, della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità prevede l'istituzione di un quadro dell'UE incaricato di promuovere, proteggere e monitorare l'attuazione della Convenzione. Il Mediatore europeo, la commissione per le petizioni del Parlamento e la sua commissione per l'occupazione e gli affari sociali, l'Agenzia per i diritti fondamentali, la Commissione europea e il Forum europeo sulla disabilità sono tutti membri di tale quadro.

Il compito del Mediatore europeo è quello di proteggere i diritti delle persone con disabilità e garantire che l'amministrazione dell'UE sia consapevole delle sue responsabilità riguardo a tali diritti. I cittadini che ritengono che un'istituzione dell'UE non agisca conformemente alla CDPD hanno il diritto di rivolgersi al Mediatore per porvi rimedio. Nei primi mesi del 2014 un esperto nazionale distaccato è entrato nell'équipe del Mediatore per fornire assistenza nel definire il programma di lavoro sulla disabilità e nel ricercare i modi per raggiungere meglio i cittadini e il personale dell'UE in modo da informarli sui loro diritti ed obblighi nel quadro della CDPD.

Il Mediatore incontra regolarmente membri e funzionari delle istituzioni dell'UE per discutere in che modo migliorare la qualità dell'amministrazione, per sottolineare l'importanza di una buona gestione delle denunce e per garantire un adeguato follow-up alle sue raccomandazioni e relazioni.

Il bilancio del Mediatore è una sezione indipendente del bilancio dell'UE. Il bilancio 2014 del Mediatore ammontava a 9 857 002 EUR e l'organigramma dell'istituzione comprende 67 posti.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

28.1.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Margrete Auken, Beatriz Becerra Basterrechea, Soledad Cabezón Ruiz, Pál Csáky, Miriam Dalli, Eleonora Evi, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Sylvie Goddyn, Daniel Hannan, Peter Jahr, Rikke Karlsson, Jude Kirton-Darling, Svetoslav Hristov Malinov, Notis Marias, Marlene Mizzi, Julia Pitera, Gabriele Preuß, Sofia Sakorafa, Yana Toom, Bodil Valero, Jarosław Wałęsa, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Enrique Calvet Chambon, Jérôme Lavrilleux, Gabriel Mato, Ángela Vallina, Axel Voss, Rainer Wieland

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

25

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Enrique Calvet Chambon, Yana Toom,

ECR

Daniel Hannan, Rikke Karlsson, Notis Marias,

EFDD

Eleonora Evi,

PPE

Pál Csáky, Peter Jahr, Jérôme Lavrilleux, Svetoslav Hristov Malinov, Gabriel Mato, Julia Pitera, Axel Voss, Jarosław Wałęsa, Rainer Wieland,

S&D

Soledad Cabezón Ruiz, Miriam Dalli, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Jude Kirton-Darling, Marlene Mizzi, Gabriele Preuß,

VERTS/ALE

Margrete Auken, Bodil Valero, Tatjana Ždanoka,

1

-

ENF

Sylvie Goddyn,

3

0

GUE/NGL

Marina Albiol Guzmán, Sofia Sakorafa, Ángela Vallina

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

  • [1]  GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.
  • [2]  "Il mediatore europeo – Relazione annuale 1999 ((2000/C 260/01), GU C 260 dell'11.9.2000, pag. 1.
  • [3]  Ai fini del presente documento, il termine "istituzione" comprende anche gli organi, le agenzie e gli uffici dell'Unione.