Procedura : 2015/2257(INI)
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A8-0049/2016

Discussioni :

PV 11/04/2016 - 21
CRE 11/04/2016 - 21

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PV 12/04/2016 - 5.14
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P8_TA(2016)0107

RELAZIONE     
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4.3.2016
PE 569.848v03-00 A8-0049/2016

sul programma Erasmus + e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP - Un approccio di apprendimento permanente

(2015/2257(INI))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatore: Ernest Maragall

Relatore per parere (*):

Enrique Calvet Chambon, Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

(*) Procedura con le commissioni associate - Articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul programma Erasmus + e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP - Un approccio di apprendimento permanente

(2015/2257(INI))

Il Parlamento europeo,

  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e in particolare i suoi articoli 165 e 166,

  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 14,

  vista la dichiarazione di Copenaghen del 30 novembre 2002 su una cooperazione europea rafforzata in materia di istruzione e formazione professionale,

  viste le raccomandazioni del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull'istituzione di un quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale,

  viste le conclusioni del Consiglio, del 12 maggio 2009, su un quadro strategico per la cooperazione europea nel settore dell'istruzione e della formazione ("ET 2020")(1),

  vista la risoluzione del Consiglio del 27 novembre 2009 su un quadro rinnovato di cooperazione europea in materia di gioventù (2010-2018)(2),

  visto il regolamento (UE) n. 1288/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2013 che istituisce Erasmus +, il programma dell'Unione per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport(3),

  vista la raccomandazione del Consiglio, del 20 dicembre 2012, riguardante la convalida dell'apprendimento non formale e informale (2012/C 398/01)(4),

  vista la decisione n. 2241/2004/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ad un quadro comunitario unico per la trasparenza delle qualifiche e delle competenze (Europass)(5),

  vista la raccomandazione del Consiglio del 28 giugno 2011, dal titolo "Youth on the Move – Promuovere la mobilità dei giovani per l'apprendimento"(6),

  vista la raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente(7),

  vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro e il rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti(8),

–  vista la raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (EQF-LLL)(9),

–  visti i diversi strumenti di riconoscimento delle competenze, come il quadro europeo delle certificazioni (CEC), il sistema europeo di trasferimento dei crediti (ECTS), il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET) e il quadro europeo di abilità/competenze, qualifiche e occupazioni (ESCO),

  vista la comunicazione della Commissione, del 20 novembre 2012, dal titolo "Ripensare l'istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socioeconomici" (COM(2012)0669),

  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, del 28 gennaio 2014, sull'attuazione della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, sull'istituzione di un quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale,

  viste le conclusioni del Consiglio del 20 maggio 2014 sulla garanzia della qualità a sostegno dell'istruzione e della formazione,

  vista la dichiarazione dei ministri dell'Istruzione e della formazione professionale del 22 giugno 2015 su una nuova serie di risultati a medio termine nel campo dell'IFP per il periodo 2015-2020,

  vista la dichiarazione di Parigi sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione, adottata dalla riunione informale dei ministri dell'Istruzione dell'Unione europea a Parigi il 17 marzo 2015 (8496/15),

  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e il parere della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (A8-0049/2016),

A.   considerando che la mobilità ai fini dell'apprendimento e della formazione è importante per lo sviluppo personale, l'inclusione sociale dei giovani, il dialogo multiculturale, la tolleranza, la capacità di lavorare in un ambiente interculturale e la cittadinanza attiva, ed ha chiaramente dimostrato il suo potenziale atto a contribuire ad un'istruzione ed un'occupabilità di qualità elevata;

B.  considerando che la mobilità ai fini dell'apprendimento e della formazione dovrebbe essere ulteriormente rafforzata nel contesto degli attuali e futuri programmi dell'Unione europea nel campo dell'istruzione e della formazione, dell'occupazione e della politica di coesione;

C.   considerando che nel 2002 i ministri dell'UE responsabili dell'istruzione e della formazione professionale hanno avviato il "processo di Copenaghen", al fine di rafforzare la cooperazione europea in tale settore con l'obiettivo di migliorare le prestazioni, la qualità e l'attrattiva dell'istruzione e della formazione professionale (IFP) in Europa;

D.   considerando che il processo di Copenaghen si basa su priorità stabilite reciprocamente che sono riviste periodicamente con l'obiettivo, tra l'altro, di agevolare la mobilità e promuovere il ricorso alle varie opportunità di formazione professionale nell'ambito dell'apprendimento permanente;

E.  considerando che, secondo Eurostat, nel 2014 la disoccupazione nell'UE ha raggiunto ben il 10,2 %, nonostante si sia registrata una lenta ripresa; che nell'Unione europea la disoccupazione giovanile si attesta attualmente al 22,1 % e che solo il 51 % delle persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni lavora ed il divario di genere nel tasso di occupazione dei lavoratori di età più avanzata raggiunge il 13,6 %;

F.   considerando che l'apprendimento e la formazione professionale non formali e informali possono contribuire in modo determinante a dare una risposta alle sfide attuali dell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita, come ad esempio l'abbandono scolastico precoce, l'inaccettabile numero di giovani al tempo stesso disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione (NEET) e infine la penuria e le discrepanze in materia di competenze;

G.  considerando che il persistere di squilibri tra domanda e offerta di competenze nel mercato del lavoro è dimostrato dall'elevato tasso di posti vacanti registrato nelle previsioni economiche di autunno della Commissione per il 2015;

H.   considerando che le competenze linguistiche sono inferiori nell'istruzione e nella formazione professionale (IFP) e devono essere in particolare incentivate;

I.   considerando che è necessario ribadire l'impegno politico a sostegno dell'azione dell'UE in materia di apprendimento permanente e di istruzione e formazione professionale, segnatamente mediante attività a favore della mobilità, incentrate sullo sviluppo di competenze trasversali quali adattabilità, curiosità e capacità di imparare a imparare, nonché competenze interpersonali e civiche;

J.   considerando che, a causa dei recenti sviluppi socioeconomici, emerge ancora di più la necessità di rendere l'apprendimento permanente e i sistemi d'istruzione e formazione professionale (IFP) non solo più efficienti, ma anche più accessibili e inclusivi per i gruppi svantaggiati e per le persone con particolari necessità; che una più vasta accessibilità all'istruzione non dovrebbe avvenire a scapito della qualità di quest'ultima;

K.   considerando che il sostegno finanziario costante per le misure e le attività a favore della mobilità nell'ambito dell'apprendimento permanente e dell'IFP è fondamentale, in particolare nell'attuale periodo di crisi economica;

L.  considerando che il livello regionale e locale è fondamentale per sostenere le iniziative volte ad esplorare nuove vie per la mobilità al fine di garantire l'efficacia, la trasparenza e la qualità dei fondi e dei programmi destinati all'IFP; che la mobilità in materia di IFP dei giovani e dei tirocinanti promossa a livello regionale e locale dovrebbe essere coordinata in un ampio processo di governance democratica e partecipativa, inteso ad affrontare le questioni socioeconomiche e ambientali più importanti, che interessano le micro, piccole e medie imprese, le start-up, le comunità locali e le parti sociali;

M.   considerando che gli imprenditori, le camere di commercio e dell'industria, le camere dei mestieri e dell'artigianato nonché i sindacati e le altre parti sociali pertinenti dovrebbero partecipare attivamente alla concezione, all'organizzazione, alla diffusione e al finanziamento dell'IFP, inclusa la mobilità; che, nel progettare l'IFP, si dovrebbe integrare una dimensione sociale che includa settori quali commercio equo, imprese sociali e modelli di impresa alternativi quali le cooperative, che dovrebbe essere organizzata con i partner pertinenti in tali ambiti;

N.   considerando che, sebbene la mobilità giovanile debba essere incoraggiata per migliorare l'occupabilità, non deve diventare l'unica soluzione prevista per la disoccupazione giovanile;

Fare il punto dei risultati ottenuti e individuare le principali sfide

1.   ritiene che l'istruzione sia un diritto umano fondamentale e un bene pubblico che debba essere accessibile a tutti su un piano di parità; invita l'UE e gli Stati membri a far fronte a tutti i limiti socioeconomici che ostacolano la parità di accesso per tutti alle opportunità di IFP, ivi compresa la mobilità; riconosce che il ruolo e i risultati dei programmi e delle iniziative esistenti per la mobilità in materia di IFP dovrebbe essere migliorato in termini di accessibilità, apertura e inclusività, al fine di promuovere un approccio personalizzato all'istruzione, ridurre i tassi di abbandono scolastico e garantire pari accesso alle azioni di mobilità Erasmus+ per i gruppi svantaggiati e le persone con esigenze particolari; sottolinea pertanto la necessità di un insieme flessibile, diversificato e personalizzato di opzioni di mobilità, anche mantenendo una prospettiva di genere, nella formazione delle persone provenienti da un contesto migratorio e da famiglie economicamente svantaggiate, dei discenti provenienti da regioni remote o di persone con altre esigenze specifiche;

2.   ribadisce la necessità, nell'affrontare la questione della mobilità e dell'istruzione, di mantenere una prospettiva di genere e di tenere conto delle esigenze delle persone vittime di forme diverse di discriminazione, tra cui persone con disabilità, persone che si dichiarano LGBTI e persone provenienti da comunità emarginate; incoraggia, in tale prospettiva, l'adozione di ulteriori misure finalizzate a facilitare l'accesso delle persone di gruppi svantaggiati e delle persone con esigenze specifiche alle azioni di mobilità di Erasmus +;

3.  invita la Commissione, gli Stati membri e gli attori chiave ad accrescere la visibilità dei programmi IFP al fine di rimuovere gli ostacoli culturali e combattere i fenomeni di mancanza di motivazione, di predisposizione proattiva e di competenze linguistiche, in particolare nei settori maggiormente interessati dalla disoccupazione giovanile; reputa che l'accessibilità di tali programmi debba essere garantita a tutti i cittadini senza discriminazioni; chiede che si prendano come target i gruppi a rischio di disoccupazione, ad esempio le persone con disabilità; chiede altresì che l'accesso all'IFP e alle qualifiche sia semplificato promuovendo la flessibilità dei percorsi di apprendistato e la permeabilità dei sistemi, come anche le opportunità di formazione per i gruppi con competenze di base insufficienti e i lavoratori con qualifiche di livello basso o medio; ricorda che l'equilibrio di genere nell'accesso a esperienze di questo tipo deve essere preso in considerazione, nel contesto di un'efficace promozione dei programmi di mobilità IFP tra le donne; ritiene, a tale riguardo, che dovrebbero essere fissati obiettivi ambiziosi e che bisognerebbe monitorare i progressi;

4.  sottolinea il divario di genere presente in tutta l'UE per quanto attiene all'istruzione, alle competenze e all'occupazione nei settori delle scienze, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM), e invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi pienamente rispetto al programma Erasmus+ e a utilizzare tale meccanismo come un'opportunità fondamentale per sviluppare l'istruzione STEM, al fine di accrescere la capacità delle donne di intraprendere una carriera in tali settori e di ridurre così l'attuale divario di competenze che li caratterizza;

5.  pone l'accento sull'importanza di uno spazio europeo comune dell'istruzione basato su una solida componente di mobilità – che includa non soltanto l'istruzione superiore ma anche l'IFP – che contribuisca alla creazione e allo sviluppo di un'identità europea più forte e di un sentimento di cittadinanza rafforzato;

6.  invita la Commissione e gli Stati membri a investire tutti i loro sforzi nel raggiungimento degli obiettivi della Strategia europea 2020 per l'istruzione e la formazione; ritiene che la mobilità debba tenere conto dell'aspetto dell'istruzione e della formazione professionale continua (CVET), dal momento che è fondamentale per migliorare e aggiornare le capacità e le conoscenze; sottolinea che l'apprendimento e l'IFP lungo tutto l'arco della vita sono fondamentali per migliorare le prospettive occupazionali dei disoccupati di lunga durata;

7.  ritiene che tale cooperazione dovrebbe portare a un riesame dei requisiti, con lo scopo di garantirne la pertinenza in termini di durata, contenuto, competenze e risultati dell'apprendimento, combinando nel contempo la mobilità nei centri di formazione e nei luoghi di lavoro, nonché dando la priorità a periodi di esperienza di più lunga durata (ad esempio sei mesi) rispetto ai loro equivalenti di più breve termine;

8.  rileva che le risorse europee assegnate a Erasmus+ e ai programmi IFP non sono proporzionate al numero e ai bisogni dei potenziali beneficiari della mobilità offerta da questi programmi, e di conseguenza invita gli Stati membri a promuovere accordi bilaterali che completino le azioni promosse da Erasmus+ e dai programmi europei IFP, in modo da rafforzare la mobilità dei giovani europei;

9.   riconosce il ruolo importante e i risultati dei programmi e delle iniziative esistenti a favore della mobilità, per esempio l'azione chiave 1 di Erasmus+, Europass, il sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET) e il quadro europeo delle qualifiche (EQF); invita la Commissione a creare una "e-card studentesca europea" che garantirebbe lo status di studente UE in un contesto di mobilità ed offrirebbe l'accesso ai servizi;

10.   sollecita la Commissione e gli Stati membri, nonché le agenzie dell'UE quali il CEDEFOP, ad agire onde migliorare i programmi di mobilità in materia di IFP affinché offrano un valore aggiunto a tutti i partecipanti in termini di qualifiche, riconoscimento e contenuto ed a garantire l'introduzione di norme di qualità relative agli apprendistati;

11.   sottolinea che le iniziative in in materia di mobilità contribuiscono a migliorare non solo i valori civici dei discenti e il loro senso di appartenenza all'Europa, ma anche le loro competenze accademiche e le prospettive occupazionali, e più specificamente le competenze legate alla capacità di risolvere i problemi, alla pianificazione e alla strutturazione, alla capacità di agire e adattarsi a nuove situazioni, allo spirito imprenditoriale, alla leadership e al processo decisionale, alle competenze di responsabilità sociale, alla conoscenza delle lingue straniere, all'attitudine alla comunicazione e al lavoro di squadra, nonché le competenze relative alla sfera personale che hanno un impatto in termini di occupabilità, ad esempio la fiducia, la motivazione, la curiosità, il pensiero critico e creativo e l'assertività;

12.   insiste sulla necessità di agevolare l'attuazione della mobilità prevista dal programma Erasmus + adottando azioni volte ad aumentare il tasso di successo delle applicazioni, semplificando l'elaborazione e l'uso di strumenti elettronici per la gestione della mobilità, organizzando campagne di sensibilizzazione sul valore dei programmi di mobilità in tutti gli istituti d'istruzione generale e professionale dell'Unione e fornendo un'informazione e formazione più mirate ai beneficiari e intermediari dei programmi e delle azioni, incluso il personale di scuole e università; sottolinea l'importanza, a tale proposito, del contributo apportato da European SchoolNet; chiede alla Commissione di ridurre gli attuali oneri amministrativi eccessivi e troppo complessi, sia per i richiedenti sia per le imprese e gli istituti di provenienza e ospitanti coinvolti nei progetti Erasmus +, al fine di facilitare e semplificare la procedura di domanda, registrazione e relazione e i progetti stessi; sottolinea inoltre che oneri burocratici eccessivi all'interno delle scuole e università interessate costituiscono un ostacolo alla semplice attuazione del programma;

13.   chiede alla Commissione di attuare iniziative volte a ridurre le barriere linguistiche e culturali nell'organizzazione dei programmi di mobilità; ritiene che dette iniziative dovrebbero poter valutare i progressi registrati nell'attuazione; sottolinea che i programmi di azione dovrebbero, in particolare, sostenere l'apprendimento degli elementi di base della lingua del paese ospitante; incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali e locali a esaminare le esigenze specifiche di apprendimento degli insegnanti e dei formatori dell'IFP, promuovendo e sostenendo lo scambio di migliori prassi, ed a offrire loro maggiori opportunità di sviluppo professionale; sottolinea l'importanza di elaborare un modello di formazione di base che possa fornire informazioni in merito alle caratteristiche principali della cultura imprenditoriale e lavorativa del paese di destinazione, nonché promuovere e fornire programmi specifici per la formazione del personale docente, nel contesto della gestione della mobilità da parte dei centri di formazione;

14.  mette in evidenza che le professioni legate all'IFP presentano la flessibilità necessaria per essere svolte ovunque, e che pertanto la mobilità nel contesto dell'IFP è uno strumento chiave di lotta contro la disoccupazione, in quanto rafforza l'impiegabilità, aiuta a ridurre il divario di competenze e agevola l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, in particolare per i giovani, fornendo quelle capacità e quell'esperienza unica che sono necessarie per essere competitivi nei mercati del lavoro di oggi nell'ambito dell'UE; ritiene che Erasmus+ aiuti a sviluppare capacità professionali specifiche e attitudini trasversali e trasferibili come lo spirito imprenditoriale, nonché l'ampliamento delle opportunità di partecipazione del settore produttivo, rappresentando così uno strumento efficace per il mercato del lavoro;

15.   sottolinea la rilevanza e l'importanza della visibilità dei marchi e dei loghi legati a Erasmus+ e ai relativi sottoprogrammi; ritiene che tali marchi dovrebbero trovare impiego soprattutto nelle pubblicazioni e negli opuscoli dedicati a Erasmus+;

16.  esprime il timore che Erasmus+ sia visto dai giovani soprattutto come un programma rivolto agli studenti della fascia di istruzione superiore; raccomanda quindi che si conferisca maggiore importanza alla necessità di rendere più visibili sul piano europeo, nazionale e regionale i diversi settori e i relativi sottoprogrammi, quali l'istruzione a livello scolastico (Comenius), l'istruzione superiore (Erasmus), l'istruzione superiore a livello internazionale (Erasmus Mundus), l'istruzione e la formazione professionali (Leonardo da Vinci) e l'istruzione degli adulti (Grundtvig), nonché i giovani (Gioventù in azione) e lo sport;

17.  invita la Commissione, gli Stati membri e gli enti pubblici per l'impiego a implementare la divulgazione e la conoscenza, segnatamente presso le PMI, del programma Erasmus+ e di altri strumenti volti a promuovere la mobilità nel settore dell'IFP; ritiene che massimizzare l'efficacia di questi strumenti possa consentire a più persone di trarre vantaggio da queste opportunità, cosicché l'obiettivo della mobilità possa essere raggiunto;

18.  sottolinea che è urgente consultare e/o coinvolgere l'industria e i servizi del settore sia pubblico sia privato, compreso il settore produttivo (segnatamente PMI e microimprese), nella concezione, l'elaborazione, l'esecuzione e il sostegno di programmi di mobilità IFP di qualità; ritiene che la selezione dei programmi dovrebbe tenere conto degli sbocchi professionali nelle imprese e organizzazioni ospitanti; è del parere che un partenariato flessibile e costruttivo basato sul dialogo, la cooperazione e le migliori prassi fra tutti gli attori interessati garantirà il successo e il valore aggiunto dell'IFP; è altresì del parere che sia necessario anche lo scambio di conoscenze e migliori prassi tra centri di formazione e imprese; invita la Commissione a tenere sempre presenti la domanda e l'offerta sul mercato del lavoro in seno all'UE, nonché la mobilità geografica e occupazionale, per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro; ritiene che ciò ridurrebbe il divario tra, da un lato, la formazione offerta e ciò che effettivamente attende i giovani in ambito imprenditoriale e, dall'altro, le esigenze di mercato nei settori a valore aggiunto (ad esempio, l'economia digitale e l'economia verde, l'energia, la difesa, il settore dell'assistenza e il risanamento delle abitazioni);

19.  sottolinea gli aspetti chiave da prendere in considerazione al momento di pianificare le azioni nel campo della mobilità e di valutarne l'attuazione, ossia: la capacità economica che consente ai discenti di impegnarsi nella mobilità; il riconoscimento degli studi, delle competenze e delle qualifiche tra i vari paesi, attraverso un sistema di crediti o di certificati; il livello di conoscenze linguistiche; l'organizzazione dei programmi o dei piani di studio; la spendibilità dei crediti e degli esami conseguiti dallo studente all'estero una volta rientrato nell'ateneo di provenienza; gli aspetti giuridici; le informazioni o la motivazione per completare gli studi; attività di orientamento e consulenza durante tutto il periodo di mobilità; la situazione personale degli studenti; invita pertanto la Commissione a migliorare gli indicatori e i criteri di valutazione per consentire un monitoraggio più sistematico dell'efficacia dei programmi europei UE e fare sì che sia possibile apportare i miglioramenti necessari;

20.  ricorda che oggi soltanto l'1 % dei giovani che seguono una formazione professionale in alternanza, tra cui i tirocinanti, sceglie la mobilità durante la formazione; sottolinea la vitale necessità di creare le condizioni per sviluppare la mobilità dei tirocinanti nell'Unione europea, al fine di dar loro le stesse possibilità offerte agli studenti universitari; incoraggia pertanto l'Unione europea a definire uno statuto del "tirocinante europeo"; invita l'UE e gli Stati membri a garantire che gli apprendistati e i tirocini restino opportunità formative e che non siano utilizzati come fonti di lavoro precario, non sostituiscano posizioni professionali e garantiscano condizioni di lavoro dignitose e diritti agli studenti, inclusi i diritti finanziari e correlati alla retribuzione; incoraggia inoltre la Commissione ad analizzare le implicazioni dello statuto di cui sopra, monitorare l'attuazione delle misure correlate, sollecitare tutte le parti interessate, incluse quelle dell'alleanza europea per l'apprendistato, a seguire le sue raccomandazioni al fine di migliorare le condizioni, la qualità e la disponibilità degli apprendistati nell'UE, ed a considerare tale questione come una priorità strategica;

21.  invita la Commissione a presentare – e gli Stati membri ad accogliere – una proposta per un regime UE sull'apprendistato che garantisca agli apprendisti e ai discenti IFP una serie di diritti; evidenzia il ruolo positivo che la "terza età" può svolgere nell'istruzione e nella formazione dei giovani al fine di massimizzare lo scambio intergenerazionale attraverso tirocini e attività di tutoraggio, nonché di agevolare l'apprendimento basato sull'esperienza all'interno di gruppi transgenerazionali; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a prendere misure concrete per garantire che non si faccia un uso scorretto degli apprendistati e dei tirocini nel quadro di Erasmus+ trasformandoli in uno strumento per ridurre il costo del lavoro;

22.  valuta positivamente il quadro europeo per la mobilità degli apprendisti di recente approvazione, come punto di partenza per perfezionare il programma Erasmus+, con lo scopo di accrescere e migliorare la mobilità di lunga durata nell'ambito dell'IFP; sollecita la realizzazione di un quadro per le iniziative a lungo termine in contrapposizione alle azioni incentrate unicamente sui progetti, onde istituire un sistema permanente e sostenibile che sia completamente operativo e prevedibile, e che incoraggi la libera circolazione delle capacità in Europa;

23.   osserva che l'abbandono scolastico precoce è uno dei problemi principali incontrati dai gruppi destinatari della mobilità e che un miglioramento delle opzioni nel campo della formazione professionale permette di diminuire il numero dei casi di abbandono nell'istruzione e nella formazione; sottolinea pertanto l'importanza dei risultati dei sistemi di istruzione nel ridurre l'abbandono scolastico precoce e nel fornire agli studenti migliori competenze trasversali che contribuiscono, da ultimo, ad adeguare le qualifiche alle esigenze del mercato del lavoro;

24.  pone l'accento sulla necessità di aiutare i giovani nella formazione professionale a superare le loro difficoltà mediante determinate misure complementari e di accompagnamento, quali il rafforzamento del carattere collettivo dei programmi di mobilità, un migliore tutoraggio e accompagnamento da parte degli istituti di provenienza e ospitanti prima e durante la loro mobilità, migliorando l'accesso alle informazioni di alta qualità sulle opportunità in materia di IFP, offrendo un orientamento specializzato ed attività e strumenti di consulenza nonché finanziando il sostegno linguistico per tutti i partecipanti senza restrizioni linguistiche;

25.  sottolinea la possibilità di identificare una serie di fattori che incidono sulle aspettative dei giovani nei sistemi di IFP, in particolare i fattori socioeconomici, la tipologia familiare e la mancanza di strumenti orientativi (e pedagogici) una volta che è stato completato il ciclo d'istruzione secondaria obbligatoria o durante i corsi di formazione professionale;

26.   sottolinea il ruolo chiave della mobilità ai fini dell'apprendimento e della formazione nell'affrontare le sfide sociali e culturali, al fine di massimizzare le possibilità per i giovani di sviluppare il proprio programma di azione nella società; ricorda che l'Unione europea ha incentrato i propri sforzi, in particolare mediante la strategia Europa 2020, sull'aumento della competitività della sua economia, sulla creazione di occupazione e infine sul rafforzamento della sua capacità di concorrenza internazionale nel terzo decennio del secolo; sottolinea, in tale contesto, l'importante ruolo della ricerca, dell'innovazione, della società digitale e della sostenibilità energetica, quali strumenti volti a fornire un più elevato valore aggiunto;

27.  sottolinea il ruolo dell'UE e degli Stati membri nello sviluppare e incoraggiare un sistema di IFP di elevata qualità e ben organizzato, attuando un approccio olistico che trovi un equilibrio tra istruzione teorica incentrata sulla professione interessata, formazione professionale ed istruzione formale, informale e non formale; invita gli Stati membri ad introdurre un approccio di "istruzione duale" all'interno dei sistemi di istruzione superiore di secondo grado o a rafforzare i sistemi esistenti mediante programmi di stage e tirocini, facilitando in tal modo l'integrazione sostenibile degli studenti IFP nel mercato del lavoro e rafforzando la loro partecipazione ai programmi di mobilità transnazionali; ricorda che, in generale, il miglioramento della qualità dell'IFP, in cooperazione con le parti sociali ed i servizi pubblici per l'impiego, è uno strumento per affrontare l'inclusione sociale, accrescere la partecipazione all'istruzione superiore, promuovere l'accesso degli studenti e facilitare l'integrazione nel mercato del lavoro, il che dovrebbe favorire la mobilità nel processo di apprendimento permanente;

28.  chiede che le questioni che attengono al Servizio volontario europeo (SVE), inerenti all'assicurazione dei partecipanti, all'approvazione, alla gestione della banca dati e al sostegno a favore dei volontari, siano affrontate in maniera mirata, onde evitare un calo della partecipazione;

29.  si rammarica del fatto che l'apprendimento non formale abbia perso visibilità e una quota di bilancio nell'ambito dell'attuale programma Erasmus+; sottolinea l'importanza dell'apprendimento non formale a livello europeo, soprattutto attraverso l'animazione socioeducativa e il volontariato nella terza età; chiede che l'apprendimento non formale e informale occupi un posto chiaro e visibile nel programma Erasmus+; chiede inoltre che sia prevista la possibilità di presentare domanda per progetti di istruzione di ampia portata per adulti, che sarebbero disciplinati dagli stessi principi delle alleanze delle abilità settoriali o delle alleanze della conoscenza;

30.   sostiene le sviluppo di tecnologie e infrastrutture moderne nel rafforzamento e nella modernizzazione dei sistemi nazionali di istruzione professionale per migliorare l'accesso e la qualità della mobilità; ritiene che, al fine di far fronte a squilibri a livello di competenze, si dovrebbe porre maggiormente l'accento sull'innovazione e lo sviluppo di nuove competenze accademiche e professionali, sulle piatteforme digitali di apprendimento e insegnamento, sulle tecnologie della vita, sulle tecnologie innovative per la valorizzazione del patrimonio cultuale e sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; ritiene fermamente che l'UE e gli Stati membri debbano garantire un'efficace strategia finalizzata ad adeguare le opportunità di lavoro attuali e future dell'economia circolare ai sistemi di IFP;

31.  osserva che nella transizione verso un'economia più digitale è in corso una ridefinizione delle posizioni lavorative e delle competenze; invita di conseguenza gli Stati membri e la Commissione a collaborare con il settore privato onde sviluppare strategie per l'acquisizione di capacità e programmi IFP a favore della riconversione dei lavoratori;

Accesso: migliorare le opzioni di mobilità per i giovani in formazione professionale

32.   promuove la creazione di un quadro, sul modello del precedente programma Leonardo da Vinci, cui andrebbe fatto riferimento nei bandi specifici relativi a Erasmus+, che individui nel modo più chiaro e preciso possibile le opzioni di mobilità per i giovani che studiano o che seguono una formazione professionale, soprattutto attraverso campagne trasversali lanciate dalle autorità pubbliche con la partecipazione coordinata di tutte le parti interessate che svolgono un ruolo attivo nell'IFP e possono incidere su di esse;

33.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a fornire risorse finanziarie sufficienti a sostegno dei programmi di mobilità, tenendo conto dei potenziali ostacoli finanziari; sostiene la necessità di esaminare la questione di dare più ampia visibilità al modo in cui le imprese integrano le indennità attribuite o la possibilità di fornire altri tipi di aiuto; ritiene altresì che dovrebbe essere garantita e monitorata, in vista di risultati positivi, la complementarità tra il Fondo sociale europeo ed Erasmus+;

34.   chiede che le sinergie tra le politiche e gli strumenti dell'UE che incidono sulla mobilità e sull'istruzione siano migliorate, in particolare che le misure del FSE e quelle del programma Erasmus + siano complementari tra loro, e che vi sia un maggiore coordinamento di tutte le azioni a qualsiasi livello di pianificazione (nazionale, regionale e locale);

35.   ribadisce la necessità di attuare misure volte a garantire il coordinamento, la complementarietà e la coerenza tra i fondi strutturali, incluso il FSE, e altri programmi come Erasmus+, a livello nazionale, regionale e locale;

36.  sottolinea la necessità di compensare gli studenti IFP ostacolati da una situazione socioeconomica svantaggiata attraverso misure quali un eventuale aumento degli importi delle sovvenzioni individuali della Commissione, oppure un incremento dei contributi degli Stati membri e di enti regionali e locali, di istituzioni intermedie o di ONG, siano esse finanziate a partire dal loro bilancio proprio o tramite iniziative di partenariato che coinvolgono imprese, fondazioni e organizzazioni che collaborano nell'ambito del sistema di qualificazione e formazione professionale nella loro regione o nel loro territorio;

Dalla mobilità all'occupabilità: convalida e riconoscimento dei risultati ottenuti con l'apprendimento, delle capacità e delle competenze

37.   sottolinea che l'acquisizione di nuove idee diversificate e creative all'estero può motivare e incentivare l'imprenditorialità e la creatività; sottolinea che le opportunità offerte dalla mobilità ai fini dell'apprendimento e della formazione, quali la creazione di reti internazionali, possono altresì avere effetti positivi sull'occupabilità, sulla cooperazione transnazionale e sulla competitività dell'Europa;

38.  osserva che le misure attuali e future per far fronte agli squilibri a livello di competenze dovrebbero non solo facilitare il coinvolgimento dei datori di lavoro, delle imprese e delle comunità locali, ma essere anche meglio allineate con le previsioni relative all'evoluzione del mercato del lavoro e alle future esigenze in fatto di competenze;

39.   sottolinea che esiste un'associazione positiva tra la mobilità ai fini dell'apprendimento e la mobilità e i redditi futuri, dal momento che i programmi di mobilità dell'UE e internazionali migliorano l'occupabilità dei partecipanti all'estero, come il Centro comune di ricerca della Commissione istituito nel 2013; sottolinea che gli apprendistati e i tirocini all'estero migliorano le competenze linguistiche dei partecipanti (il che avviene nel 79 % dei casi, secondo l'Eurobarometro 2013);(10)

40.   sottolinea l'importanza dei programmi di riqualificazione e di mobilità per i disoccupati di tutte le età e le persone minacciate da misure di ristrutturazione;

41.  richiama l'attenzione sulla disparità e sullo sviluppo disuguale dei sistemi di convalida e di riconoscimento tra gli Stati membri, nonostante un aumento della convergenza registrato negli ultimi dieci anni; sottolinea la necessità di migliorare la compatibilità tra i vari sistemi di istruzione e formazione professionale e di facilitare la convalida e il riconoscimento delle capacità e delle competenze acquisite nelle imprese o nei centri di formazione esistenti nei vari Stati membri, nonché di accrescere l'attrattiva del programma Erasmus+; invita gli Stati membri a migliorare l'attuazione dell'EQF(11) ed eliminare gli ostacoli; incentiva la definizione di uno standard europeo condivisibile e attuabile a tutti i livelli (nazionale, regionale e locale);

42.  incoraggia l'adozione di ulteriori misure finalizzate a promuovere il riconoscimento e la convalida dei risultati dell'apprendimento, ivi compresi quelli ottenuti attraverso l'istruzione non formale e informale, in particolare mediante un migliore uso degli strumenti esistenti, quali Europass e il sistema ECVET;

43.  ricorda che, grazie all'EQF, sono stati compiuti progressi di rilievo per quanto riguarda il sistema di riconoscimento dei titoli, dei crediti e dei certificati professionali, nonché di accreditamento delle competenze e delle attitudini acquisite nel contesto dell'IFP; chiede che siano definiti obiettivi specifici fra cui l'attuazione di un sistema di trasferimento e riconoscimento dei crediti pienamente operativo, basato sull'ECVET; incoraggia lo sviluppo di qualifiche comuni IFP che possano garantire il riconoscimento internazionale delle qualifiche;

44.  è favorevole a un Libro verde sull'istruzione, la formazione e la mobilità professionali, nonché sul riconoscimento delle capacità e delle competenze in Europa, da elaborare in stretta cooperazione con tutti i principali attori; ricorda che le attuali raccomandazioni concernenti l'IFP devono trovare piena attuazione; sottolinea che il mancato riconoscimento delle competenze ha un impatto negativo sull'obiettivo dei tassi di occupazione di Europa 2020 e ostacola la libera circolazione quale sancita dai trattati;

45.  è favorevole ad una maggiore mobilità in materia di occupazione, istruzione, apprendistati e tirocini nel contesto dei regimi nazionali di garanzia per i giovani, al fine di migliorare le competenze dei giovani e ridurre gli squilibri geografici a livello di competenze nell'UE;

46.  sottolinea l'importanza della Garanzia per i giovani e dell'Iniziativa per l'occupazione giovanile ai fini del sostegno degli apprendistati, dei tirocini, dell'IFP, degli inserimenti lavorativi e di ulteriori attività di istruzione che conducono all'acquisizione di una qualifica; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'assegnazione di risorse adeguate a tali programmi per l'intero periodo di programmazione 2014-2020;

47.   esorta a tradurre in tutte le lingue ufficiali dell'Unione il sito Internet EU Skills Panorama (Panorama UE delle competenze) al fine di renderlo una fonte di informazione accessibile a tutti sulle competenze necessarie in tutta Europa;

48.   prende atto dei progressi compiuti verso una qualità più elevata dell'IFP in molti Stati membri, sostenuti dal quadro europeo di riferimento per la garanzia della qualità dell'istruzione e della formazione professionale (EQAVET); incoraggia gli Stati membri che stanno attualmente elaborando un approccio di garanzia della qualità nazionale in conformità dell'EQAVET; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero intensificare gli sforzi al fine di garantire che le disposizioni in materia di garanzia della qualità prendano maggiormente in considerazione i risultati dell'apprendimento e che esse valorizzino e sostengano l'apprendimento non formale e l'apprendimento basato sul lavoro in un contesto formale o non formale, in funzione del contesto nazionale;

49.   sottolinea che i programmi di apprendistato dovrebbero essere condotti sotto la guida di un'autorità di vigilanza competente;

Verso programmi più efficaci, accessibili e inclusivi nel campo della mobilità

50.   invita la Commissione e gli Stati membri, anche in collaborazione con il CEDEFOP, a definire e rafforzare il ruolo delle istituzioni intermediarie, territoriali e settoriali, coinvolte nella preparazione, nella gestione e nel controllo della mobilità, esigendo nel contempo che attuino i più elevati standard di trasparenza, e a contribuire alla creazione di tali istituzioni a livello nazionale, regionale e locale;

51.  sottolinea l'importanza di tali istituzioni intermediarie, le quali devono disporre delle risorse umane e di bilancio necessarie per consentire l'organizzazione della mobilità e delle strutture di gestione per garantire il coinvolgimento della rete degli istituti di formazione professionale, e devono avere il potere e la capacità di stabilire accordi e alleanze operative con i potenziali partner sia a livello nazionale sia tra gli Stati partecipanti ai programmi di mobilità;

52.   sottolinea che è necessaria una tutela giuridica dei minori all'estero;

53.   sottolinea che le azioni e/o i servizi a favore della mobilità adattati alle esigenze di formatori, tutori e imprenditori dovrebbero essere incoraggiati e valorizzati nel quadro di ERASMUS+;

54.   sottolinea che regimi di cofinanziamento coerenti, complementari e ben coordinati a livello europeo, nazionale, regionale e locale sono necessari al fine di consentire ai centri di formazione di coprire i costi complessivi e pianificare e attuare iniziative permanenti;

55.   accoglie con favore il fatto che Erasmus+ abbia notevolmente esteso il numero di beneficiari dei programmi IFP tra i giovani che non frequentano un'università o un istituto di istruzione superiore;

56.   sostiene tutte le misure di accompagnamento necessarie, innanzi tutto quelle destinate ad aiutare e incoraggiare i tirocinanti che desiderano partecipare ai programmi di mobilità e in secondo luogo quelle che consentono loro di trasmettere meglio le competenze acquisite attraverso la mobilità e di sviluppare la loro assertività al fine di rendere visibili le loro competenze e la ricchezza della loro esperienza e trarne profitto;

57.   ritiene che i risultati dell'apprendimento ottenuti nel corso dell'apprendistato dovrebbero essere elaborati e discussi con l'apprendista, in linea con i principi dell'ECVET, prima che quest'ultimo inizi la sua formazione e dovrebbero essere previsti nel supplemento al certificato al termine della formazione;

58.  sottolinea l'importanza della qualità della formazione degli insegnanti, qualità che deve essere monitorata, valutata e controllata, e ribadisce la necessità di promuovere l'integrazione e la tolleranza nei programmi di mobilità;

59.   evidenzia l'esigenza di tirocini di qualità che consentano agli studenti di acquisire le competenze professionali richieste, oltre a mettere in luce la necessità di comunicare in modo adeguato a tutti i livelli con gli imprenditori per coinvolgerli in vista di un ulteriore riconoscimento dell'esperienza acquisita dai giovani che hanno beneficiato di programmi di mobilità;

60.  sostiene tutte le misure in linea con gli obiettivi di Erasmus + adottate dagli imprenditori, dalle ONG e dalla società civile per sviluppare programmi di mobilità per i giovani lavoratori e i tirocinanti, per settore di attività o in collegamento con gli organismi che rappresentano il settore industriale, quali le camere di commercio e dell'industria, oltre alle reti europee quali Eurochambres, e i sindacati; chiede il riconoscimento del ruolo delle camere dell'artigianato e dei loro centri di formazione nel sostenere la mobilità e aziende molto piccole; ritiene che tutte le misure adottate per migliorare i programmi IFP dovrebbero focalizzarsi anche sui settori che promuovono l'energia a zero emissioni di carbonio e la mobilità sostenibile;

61.  raccomanda che tutti gli attori principali lavorino a strategie comuni intese a promuovere il ritorno a casa di tirocinanti e apprendisti IFP o la loro mobilità in altre parti d'Europa, pur rispettando le loro preferenze, con lo scopo di convogliare le conoscenze e le esperienze acquisite "all'estero" per correggere gli squilibri e rafforzare la coesione nelle loro zone di origine o in altre aree d'Europa svantaggiate sotto il profilo delle capacità;

62.   chiede alla Commissione e agli Stati membri di istituire e attuare in modo efficace una rete europea di laboratori e incubatori, fondamentale per stimolare alleanze per la conoscenza tra scuole, università e imprese e promuovere l'accesso alla formazione, alle esperienze, all'aggiornamento di docenti, all'apprendistato e alle start-up;

63.   invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere e rafforzare la rete europea dei centri scientifici (Ecsite), che riunisce i centri scientifici come luoghi di accesso alla cultura scientifica;

64.  chiede l'istituzione di un meccanismo di sportello unico per la condivisione dei dati e la creazione di strumenti di comunicazione al fine di fornire un servizio efficiente e conveniente per le persone in cerca di informazioni e di assistenza sui vari programmi di mobilità esistenti a livello UE, nazionale, regionale e locale;

65.  invita la Commissione a fornire statistiche aggiornate e a procedere a valutazioni e/o studi riguardanti Erasmus+ e altri programmi di mobilità IFP, laddove fattibile, al fine di misurare il loro impatto quando si tratta di far corrispondere esperienza lavorativa e posti di lavoro in relazione al tasso di assunzione, nonché ad analizzare i motivi per cui alcuni Stati membri sono all'origine di un maggior numero di candidature per attività IFP ed esperienze di apprendimento all'estero, e ad elaborare un piano volto ad accrescere la loro partecipazione; ritiene che le statistiche e le valutazioni che ne risulteranno dovrebbero essere integrate e prese in considerazione nell'ambito della valutazione di medio termine di Erasmus+;

66.   accoglie con favore le conclusioni concordate dai ministri dell'Istruzione e della formazione professionale a Riga il 22 giugno 2015, che propongono una nuova serie di risultati a medio termine nel campo dell'IFP per il periodo 2015-2020, e ne chiede la tempestiva e completa attuazione;

67.   sottolinea l'importanza di promuovere i vantaggi offerti dalla mobilità in termini di occupabilità e di competenze acquisite, al fine di mostrarne la reale utilità e ridurre la percezione del "tempo perso" nella formazione basata a priori su competenze puramente nazionali;

68.   incoraggia una migliore promozione e visibilità per i giovani e le imprese di piatteforme come Drop'pin@EURES, il cui obiettivo consiste nel facilitare la mobilità dei giovani in termini di apprendistati, tirocini, programmi di formazione e corsi di apprendimento elettronico delle lingue;

69.  incoraggia gli Stati membri a promuovere l'intera gamma di opportunità offerta dal nuovo programma Erasmus+, che offre ai giovani non solo la possibilità di studiare all'estero, ma anche occasioni di apprendistato e di tirocinio;

70.  è favorevole all'introduzione di un livello minimo di indennità, adeguato in funzione delle variazioni, fra Stati membri, delle condizioni di vita, dei prezzi e dei costi; appoggia l'idea secondo cui gli Stati membri dovrebbero introdurre misure che consentano di fornire, se del caso, il sostegno necessario, ad esempio per quanto riguarda l'alloggio e i trasporti, prestando un'attenzione particolare alle esigenze dei minori, come anche preparando gli studenti prima della loro esperienza internazionale, ad esempio attraverso l'orientamento professionale, l'insegnamento delle lingue e la comunicazione interculturale;

71.  chiede un riesame/revisione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) da incentrarsi su criteri che comprendano la valutazione preliminare dell'efficacia delle misure volte a combattere la disoccupazione, con una riduzione dei finanziamenti destinati alle disposizioni meno efficaci; ritiene che un approccio di questo tipo sia particolarmente importante in tempi di crisi come quelli attuali, caratterizzati da squilibri inaccettabili;

o

o o

72.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri.

MOTIVAZIONE

L'adozione del programma Erasmus + in sostituzione dei vari programmi precedenti ha comportato un notevole passo avanti per il concetto di mobilità all'interno dello spazio europeo dell'istruzione superiore.

Tuttavia bisogna anche registrare il peso specifico minore della mobilità per quanto concerne gli studi di formazione professionale (istruzione e formazione professionale, IFP o, in inglese, VET). Il precedente programma Leonardo aveva completato con successo la prima fase di realizzazione degli scambi e dei soggiorni a scopo contemporaneamente di studio e di lavoro in paesi diversi da quello di residenza.

Ma il fatto di compattare il tutto in un unico concetto (Erasmus +) da un lato, e le ricadute della crisi economica a partire dal 2008 dall'altro, hanno evidenziato un deficit strutturale nei programmi relativi alla mobilità e più particolarmente nel rapporto fra formazione e lavoro.

In questo settore emerge del tutto chiaramente in che modo le differenze in termini di concezione degli studi e dei relativi programmi, di organizzazione e di gestione degli istituti scolastici e di legami tra il mondo dell'istruzione e le imprese siano fonte di maggiore complessità, facciano aumentare i costi e inaspriscano le difficoltà operative per lo sviluppo della mobilità tra paesi e regioni europei.

Più specificamente, è evidente la difficoltà di portare a termine ad un livello sufficiente i processi di riconoscimento e di accreditamento degli studi e delle pratiche professionali tra i diversi paesi. L'adozione e l'attuazione graduale dei programmi ECVET ed Europass, eccellenti nella loro concezione, incontrano resistenze non sempre accettabili.

Le stesse realtà economiche e sociali dei vari Stati membri rivelano inoltre che è urgente reintrodurre questo tipo di istruzione professionale in tutta Europa. I dati relativi ai profondi squilibri nei tassi di disoccupazione tra le diverse regioni europee rendono da soli necessaria una serie di risposte adeguate.

Ci sono regioni con tassi reali vicini allo zero, mentre in altre zone si può osservare un anomalo consolidamento di tassi di disoccupazione superiori al 40 % tra i più giovani i quali, in molti casi, non hanno avuto la possibilità di portare a termine l'istruzione secondaria o la formazione professionale.

Le disparità di evoluzione delle diverse economie e le caratteristiche dei modelli di produzione di ciascun paese spiegano in gran parte questa inaccettabile disuguaglianza, ma al tempo stesso mettono in evidenza l'assurdità di Stati membri dell'Unione europea, compresa l'area dell'euro, che incontrano difficoltà a prima vista opposte e contraddittorie.

In alcuni casi si assiste a una vera e propria penuria di giovani qualificati atti a soddisfare le esigenze di una determinata economia produttiva, mentre in altri esistono situazioni di grave crisi sociale causata dall'incapacità di offrire uno sbocco lavorativo a migliaia di giovani che hanno da poco completato, con o senza successo, un ciclo d'istruzione nel loro paese.

È ben evidente, pertanto, che un'offerta ambiziosa e concreta di mobilità ai cittadini di entrambe queste realtà forma parte integrante di qualsiasi strategia globale per la ripresa economica e per la riduzione dei livelli di disoccupazione giovanile che attualmente sono del tutto inaccettabili per l'Europa nel suo complesso come lo sono per ciascun paese in particolare.

Tutto questo dimostra che è sempre più opportuno stabilire obiettivi più ambiziosi sul piano sia quantitativo che qualitativo per alcune delle linee di attività previste dal programma Erasmus +.

Allo stesso modo, è necessario accelerare il completamento delle procedure di riconoscimento, accreditamento e valutazione della qualità, le quali dovrebbero essere il quadro di riferimento comune per tutti gli Stati membri. Solo condividendo questo ambito si può aspirare a formulare e ad attuare i programmi di mobilità che i sistemi d'istruzione sono in grado di fornire e che l'economia produttiva deve accettare nel suo proprio interesse.

Ma in attesa di portare a termine il quadro comune europeo, possiamo già attuare politiche finalizzate a superare alcune delle difficoltà già evidenziate e in alcuni casi quantificate dalle diagnosi già disponibili

Innanzi tutto occorre che le nuove strategie da definire e realizzare soddisfino due esigenze imperative:

-essere pienamente condivise nella loro attuazione da parte dei sistemi educativi e produttivi di ciascun paese;

-essere in grado di offrire la massima flessibilità per adeguarsi a realtà molto diverse, riuscendo al tempo stesso a produrre determinati elementi comuni per facilitare il coordinamento e la massima operatività al servizio della mobilità concepita come un utile strumento di occupabilità e inclusione sociale.

In secondo luogo, è opportuno prendere in considerazione le caratteristiche ben specifiche che definiscono il gruppo di riferimento e che variano a seconda di una maggiore complessità o di problemi oggettivi da risolvere.

In effetti, se si considerano i fattori socioeconomici, le tipologie familiari e la maggiore o minore predisposizione a portare avanti efficacemente tutte le fasi del ciclo d'istruzione, occorre concludere che per questi studenti la mobilità europea non rappresenta un'opzione naturale e spontanea come lo è per gli studenti universitari.

Allo stesso tempo, in questo settore della formazione professionale non viene ancora attribuita la giusta importanza ai vantaggi naturalmente legati alla mobilità europea nel caso dell'istruzione superiore: aiuti economici per sormontare limiti precedenti, riconoscimento reciproco di studi, titoli ed esperienze, adeguata padronanza di una seconda o terza lingua, organizzazione dei programmi e dei relativi studi, aspetti giuridici di un contratto lavorativo.

Al riguardo vanno sottolineati anche gli effetti positivi già riconosciuti della mobilità sull'occupabilità.

In questo concetto va introdotta l'acquisizione dei valori di cittadinanza e di appartenenza all'Europa ma soprattutto quelli direttamente legati all'occupazione stabile e di qualità: la capacità di risolvere i problemi, l'organizzazione e la programmazione di attività, la reazione a situazioni nuove o impreviste, l'adozione di decisioni, ecc.

Il concetto comprende altri elementi di carattere più individuale come la fiducia in sé stessi, lo spirito imprenditoriale, la curiosità innovativa o l'assertività personale.

Infine, da un riesame delle diverse situazioni che presentano sfide cui occorre dare una risposta urgente, emerge la necessità di registrare l'evidente disfunzione dovuta al fenomeno ormai presente da molto tempo in alcuni paesi e che va sotto il nome di abbandono precoce o prematuro degli studi superiori o professionali (in inglese Early school leaving).

Anche in questo caso la mobilità europea offre un'ampia gamma di possibili risposte volte a pervenire gradualmente alla scomparsa di questo tipo di decisioni personali che, alla lunga, producono un grave deficit sia sul piano sociale sia a livello produttivo.

Aggiungendo a queste riflessioni iniziali le considerazioni della strategia Europa 2020 concernenti l'obiettivo di creare un maggior numero di posti di lavoro e di promuovere la competitività globale, la ricerca di obiettivi e di linee di azione per l'Unione europea e per ciascun paese, l'elaborazione di politiche concrete da parte della Commissione europea e l'introduzione di modifiche o di miglioramenti nel programma Erasmus + trovano una giustificazione più che sufficiente.

1.  Ampliare e migliorare le opzioni di mobilità per gli studenti della formazione professionale.   In tale contesto, bisogna iniziare creando un quadro di riferimento che presenti con semplicità e chiarezza le possibilità a portata degli studenti: offerta accademica, localizzazione, settore professionale, offerta di tirocini professionali, imprese, durata, titolo al quale si punta, ecc.

2.  Adottare misure complementari e condivise tra il Fondo sociale europeo e il programma Erasmus +, affinché si rafforzino e si coordinino, evitando sovrapposizioni o doppioni nell'uso delle risorse europee e definendo in maniera adeguata le responsabilità dei diversi livelli (nazionale, regionale e locale).

3.  Stabilire come verrà configurato l'aumento delle risorse finanziarie necessarie per compensare le complessità e i problemi specifici del gruppo destinatario di questi programmi europei.   Bisogna ovviamente prendere in considerazione la partecipazione e gli sforzi di ciascuno degli operatori coinvolti: istituti d'istruzione, imprese, enti di gestione e d'intermediazione, famiglie e studenti, fondazioni e organizzazioni sociali, ecc.

4.  Definire programmi volti a rimuovere gli ostacoli e a creare un ambiente il più favorevole possibile al successo delle iniziative di mobilità: riduzione delle barriere linguistiche, conoscenza delle diverse realtà culturali e dei contesti socio-economici produttivi, ecc.

5.  Concordare un calendario preciso e obiettivi concreti per i programmi Europass, ECVET e EQAVET, che sul piano dell'UE sono chiamati a fornire, tra gli altri elementi altrettanto indispensabili per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi perseguiti, un certo grado di affidabilità e di fiducia reciproca.

6.  Affrontare in modo sufficientemente chiaro un elemento chiave quale la definizione degli operatori intermedi chiamati a svolgere le nuove funzioni e ad assumersi le nuove responsabilità operative al fine di garantire la mobilità, funzioni e responsabilità che attualmente risultano solo parzialmente coperte.   È in questo campo che emerge in maniera più netta la relativa debolezza della formazione professionale nel suo complesso contro l'indiscutibile capacità sviluppata dalla rete delle università europee che assicurano un risultato ottimale nel contesto delle loro relazioni bilaterali.

Per tutti questi motivi, la definizione di agenzie o di consorzi a livello regionale, composti in maniera paritetica da istituti d'istruzione e da imprese, costituirà la migliore risposta operativa.

7.  Aprire la strada che dalla mobilità deve portare all'occupabilità. La prima battaglia da vincere è quella relativa al riconoscimento degli studi, ma anche delle competenze acquisite e dell'esperienza professionale comprovata, anche quando si tratta di esperienze ottenute in altri paesi attraverso i programmi di mobilità

8.   Adeguare i rispettivi sistemi di istruzione per affrontare efficacemente il problema del divario tra le competenze richieste e quelle effettivamente disponibili (skills mismatch in inglese).

9.  Dedicare una particolare attenzione alla preparazione e alla mobilità dei docenti coinvolti nel processo di formazione professionale, con programmi di scambio pensati appositamente per loro con o senza la funzione di accompagnamento tutoriale di gruppi o alunni.

10.  Adoperarsi per costituire cluster di imprese di carattere settoriale o territoriale, che decidano di partecipare alla gestione diretta della mobilità accogliendo i tirocinanti e fornendo la possibilità di fare pratica lavorativa a scopo formativo.

Questo decalogo di orientamenti per un'azione politica si rivolge a tutti i protagonisti della relazione esistente tra formazione e lavoro, ma implica una esplicita leadership da parte della Commissione europea e delle agenzie specializzate del settore, con particolare riferimento al Cedefop, che dovrebbe svolgere un ruolo più incisivo e disporre di più ampie responsabilità definite e rispettate da tutti.

13.1.2016

PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sul programma Erasmus+ e altri strumenti per promuovere la mobilità in materia di IFP – Un approccio di apprendimento permanente

(2015/2257(INI))

Relatore per parere (*):

Enrique Calvet Chambon

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che, secondo Eurostat, nel 2014 la disoccupazione ha raggiunto ben il 10,2%, nonostante si sia registrata una lenta ripresa; che nell'Unione europea la disoccupazione giovanile si attesta attualmente al 22,1% e che solo il 51% delle persone di età compresa tra i 55 e i 64 anni lavora, mentre il divario di genere nel tasso di occupazione dei lavoratori di età più avanzata raggiunge il 13,6%;

B.  considerando che nel mercato del lavoro persistono squilibri tra domanda e offerta di competenze, come dimostra l'elevato tasso di posti vacanti nelle previsioni economiche di autunno della Commissione per il 2015;

1.  sottolinea che Erasmus e altri programmi nel settore della mobilità dell'istruzione e della formazione hanno contribuito all'integrazione europea, rafforzato l'idea di cittadinanza, agevolato lo sviluppo personale degli studenti e il pensiero critico, nonché promosso l'apprendimento di nuove lingue; evidenzia che questi programmi hanno avuto un impatto indiretto sull'occupazione, e ritiene che Erasmus+ non dovrebbe ridurre ma piuttosto amplificare i risultati raggiunti, in particolare preparando i giovani all'occupazione;

2.  sottolinea che il numero di periodi di studio completati all'estero a titolo del sistema Erasmus è in costante aumento dal 2008, nonostante la crisi economica, finanziaria e sociale; richiama l'attenzione sul fatto che, nel contempo, il numero dei tirocini all'estero è aumentato in modo esponenziale; ne deduce che i tirocini sono evidentemente considerati dai giovani come un'eccellente opportunità di migliorare la propria occupabilità; raccomanda alla Commissione nonché alle agenzie, agli organizzatori e alle istituzioni nazionali di prendere atto di questi sviluppi(12);

3.  mette in evidenza che le professioni legate all'istruzione e alla formazione professionale (IFP) presentano la flessibilità necessaria per essere svolte ovunque, e che pertanto la mobilità nel contesto dell'IFP è uno dei principali strumenti di lotta contro la disoccupazione, in quanto rafforza l'impiegabilità, riduce il divario di competenze e agevola l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, in particolare per i giovani, fornendo quelle capacità e quell'esperienza unica che sono necessarie per essere competitivi nei mercati del lavoro di oggi in seno all'UE; ritiene che Erasmus+ porti allo sviluppo di capacità professionali specifiche e di attitudini trasversali e trasferibili come lo spirito imprenditoriale, nonché all'ampliamento delle opportunità di partecipazione del settore produttivo, rappresentando così uno strumento efficace per il mercato del lavoro; incoraggia gli Stati membri a promuovere l'intera gamma di opportunità offerta dal nuovo programma Erasmus+, che offre ai giovani non solo la possibilità di studiare all'estero, ma anche occasioni di apprendistato e di tirocinio;

4.  sollecita la promozione e la valorizzazione della formazione in alternanza scuola-lavoro, ed esorta a migliorare la formazione professionale destinata a coloro che sono alla ricerca di un impiego e a coloro che già lavorano, prestando un'attenzione particolare ai gruppi sottoqualificati;

5.  ritiene che i programmi di mobilità dovrebbero fungere in primo luogo da strumento di arricchimento del proprio curriculum quando nel paese o nell'istituto di insegnamento di provenienza mancano opportunità educative specifiche; reputa, pertanto, che il valore aggiunto di un'esperienza di questo tipo dovrebbe essere un fattore importante nella scelta dell'istituto ospitante, e che i partecipanti ai programmi di mobilità dovrebbero essere consigliati e guidati dall'istituto di provenienza in merito alla scelta di opportunità educative o di esperienza professionale; ritiene che sia anche necessaria una verifica ex post dell'adeguatezza dei programmi di mobilità;

6.  chiede una migliore promozione dei programmi di mobilità per i livelli avanzati dell'istruzione superiore, al fine di raggiungere gli obiettivi di internazionalizzazione delle università e dei centri di ricerca europei;

7.  esprime il timore che Erasmus+ sia visto dai giovani soprattutto come un programma rivolto agli studenti della fascia di istruzione superiore; raccomanda quindi che si conferisca maggiore importanza alla necessità di rendere più visibili, sul piano europeo, nazionale e regionale, i diversi settori e i relativi sottoprogrammi, quali l'istruzione a livello scolastico (Comenius), l'istruzione superiore (Erasmus), l'istruzione superiore a livello internazionale (Erasmus Mundus), l'istruzione e la formazione professionali (Leonardo da Vinci) e l'istruzione degli adulti (Grundtvig), nonché i giovani (Gioventù in azione) e lo sport;

8.  invita la Commissione, gli Stati membri e gli attori chiave ad accrescere la visibilità dei programmi IFP al fine di rimuovere gli ostacoli culturali e combattere la mancanza di motivazione, di predisposizione proattiva e di competenze linguistiche, in particolare nei settori maggiormente interessati dalla disoccupazione giovanile; reputa che l'accessibilità di tali programmi debba essere garantita a tutti i cittadini senza discriminazioni; chiede che si prendano come target i gruppi a rischio di disoccupazione, ad esempio le persone con disabilità; chiede altresì che l'accesso all'IFP e alle qualifiche sia semplificato promuovendo la flessibilità dei percorsi di apprendistato e la permeabilità dei sistemi, come anche le opportunità di formazione per i gruppi con competenze di base insufficienti e i lavoratori con qualifiche di livello basso o medio; ricorda che l'equilibrio di genere nell'accesso a esperienze di questo tipo deve essere preso in considerazione, nel contesto di un'efficace promozione dei programmi di mobilità IFP tra le donne; ritiene, a tale riguardo, che dovrebbero essere fissati obiettivi ambiziosi e che bisognerebbe monitorare i progressi;

9.  sottolinea il divario di genere presente in tutta l'UE per quanto attiene all'istruzione, alle competenze e all'occupazione nei settori delle scienze, della tecnologia, dell'ingegneria e della matematica (STEM), e invita la Commissione e gli Stati membri a impegnarsi pienamente rispetto al programma Erasmus+ e a utilizzare tale meccanismo come un'opportunità fondamentale per sviluppare le STEM, al fine di accrescere la capacità delle donne di intraprendere una carriera in tali settori e di ridurre così l'attuale divario di competenze che li caratterizza;

10.  ricorda che le persone con disabilità hanno esigenze particolari e necessitano pertanto di un sostegno adeguato per poter accedere ai programmi di borse di studio Erasmus+; invita quindi la Commissione a introdurre ulteriori misure miranti a garantire alle persone con disabilità un accesso senza ostacoli e non discriminatorio a tutti i programmi di borse di studio nell'ambito di Erasmus+;

11.  invita gli Stati membri a prevedere una formazione adeguata e a garantire lo sviluppo professionale continuo degli insegnanti e dei responsabili dell'istruzione nell'ambito dell'IFP, al fine di aiutarli a utilizzare i metodi di insegnamento più appropriati, basati sull'esperienza pratica e di vita reale;

12.  incoraggia la Commissione e gli Stati membri a fornire risorse finanziarie sufficienti a sostegno dei programmi di mobilità, tenendo conto dei potenziali ostacoli finanziari; ritiene che si dovrebbe valutare come dare più ampia visibilità al modo in cui le imprese integrano le indennità attribuite o la possibilità di fornire altri tipi di aiuto; ritiene altresì che dovrebbe essere garantita e monitorata, in vista di risultati positivi, la complementarità tra il Fondo sociale europeo ed Erasmus+; è favorevole all'introduzione di un livello minimo di indennità, adeguato in funzione delle variazioni, fra Stati membri, delle condizioni di vita, dei prezzi e dei costi; appoggia l'idea secondo cui gli Stati membri dovrebbero introdurre misure che consentano di fornire, se del caso, il sostegno necessario, ad esempio per quanto riguarda l'alloggio e i trasporti, prestando un'attenzione particolare alle esigenze dei minori, come anche preparando gli studenti prima della loro esperienza internazionale, ad esempio attraverso l'orientamento professionale, l'insegnamento delle lingue e la comunicazione interculturale;

13.  rileva i molteplici svantaggi cui sono ancora esposti, in termini di sicurezza sociale o riconoscimento delle competenze, coloro che si avvalgono del diritto alla mobilità e sottolinea che la mobilità nel quadro di Erasmus+ deve mirare a correggere tale aspetto;

14.  chiede che le questioni che attengono al Servizio volontario europeo (SVE), inerenti all'assicurazione dei partecipanti, all'approvazione, alla gestione della banca dati e al sostegno a favore dei volontari, siano affrontate in maniera mirata, onde evitare un calo della partecipazione;

15.  osserva che continuano a mancare informazioni sulle disposizioni di riconoscimento, il che significa che sono distanti dagli utenti e difficili da utilizzare o da comprendere;

16.  pone l'accento sull'importanza di uno spazio europeo comune dell'istruzione basato su una solida componente di mobilità – che includa non soltanto l'istruzione superiore ma anche l'IFP – che contribuisca alla creazione e allo sviluppo di un'identità europea più forte e di un sentimento di cittadinanza rafforzato;

17.  ricorda che, grazie al Quadro europeo delle qualifiche, sono stati compiuti progressi di rilievo per quanto riguarda il sistema di riconoscimento dei titoli, dei crediti e dei certificati professionali, nonché di accreditamento delle competenze e delle attitudini acquisite nel contesto dell'IFP; chiede che siano definiti obiettivi specifici fra cui l'attuazione di un sistema di trasferimento e riconoscimento dei crediti pienamente operativo, basato sul Sistema europeo di crediti per l'istruzione e la formazione professionale (ECVET); incoraggia lo sviluppo di qualifiche comuni IFP che possano garantire il riconoscimento internazionale delle qualifiche;

18.  è favorevole a un Libro verde sull'istruzione, la formazione e la mobilità professionali, nonché sul riconoscimento delle capacità e delle competenze in Europa, da elaborare in stretta cooperazione con tutti i principali attori; ricorda che le attuali raccomandazioni concernenti l'IFT devono trovare piena attuazione; sottolinea che il mancato riconoscimento delle competenze ha un impatto negativo sull'obiettivo dei tassi di occupazione di Europa 2020 e ostacola la libera circolazione quale sancita dai trattati;

19.  sottolinea che il riconoscimento in tutti gli Stati membri dei risultati e delle capacità e competenze acquisite da chi apprende è di fondamentale importanza; ritiene che i programmi di mobilità dell'UE abbiano un impatto diretto sull'apprendimento non formale e informale dei beneficiari, il che, in ultima analisi, migliora la loro occupabilità e capacità di adattamento al mercato del lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri a intensificare i loro sforzi per garantire il riconoscimento dell'apprendimento informale e non formale attraverso procedure di convalida delle capacità;

20.  si rammarica del fatto che l'apprendimento non formale abbia perso visibilità e una quota di bilancio nell'ambito dell'attuale programma Erasmus+; sottolinea l'importanza dell'apprendimento non formale a livello europeo, soprattutto attraverso l'animazione socioeducativa e il volontariato nella terza età; chiede che l'apprendimento non formale e informale occupi un posto chiaro e visibile nel programma Erasmus+; chiede inoltre che sia prevista la possibilità di presentare domanda per progetti di istruzione di ampia portata per adulti, che sarebbero disciplinati dagli stessi principi delle alleanze delle abilità settoriali o delle alleanze della conoscenza;

21.  invita la Commissione e gli Stati membri a investire tutti i loro sforzi nel raggiungimento degli obiettivi della Strategia europea 2020 per l'istruzione e la formazione; ritiene che la mobilità debba tenere conto dell'aspetto dell'istruzione e della formazione professionale continua (CVET), dal momento che è fondamentale per migliorare e aggiornare le capacità e le conoscenze; sottolinea che l'apprendimento e l'istruzione e la formazione professionale lungo tutto l'arco della vita sono fondamentali per migliorare le prospettive occupazionali dei disoccupati di lunga durata;

22.  invita gli Stati membri a migliorare l'esecuzione dei programmi di mobilità IFP e a rimuovere gli ostacoli ancora esistenti, nonché, lavorando fianco a fianco con la Commissione e le agenzie esecutive nazionali ed europee, come anche con i principali soggetti interessati, a proseguire la loro collaborazione volta a migliorare i programmi di mobilità IFP; ritiene che tale cooperazione dovrebbe portare a un riesame dei requisiti, con lo scopo di garantirne la pertinenza in termini di durata, contenuto, competenze e risultati dell'apprendimento, combinando nel contempo la mobilità nei centri di formazione e nei luoghi di lavoro, nonché dando la priorità a periodi di esperienza di più lunga durata (ad esempio sei mesi) rispetto ai loro equivalenti di più breve termine;

23.  invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare sia la qualità che l'offerta di apprendistati, in modo da garantire un apprendistato a ogni studente IFP, assicurando in tal modo un'IFP di qualità che migliori realmente i risultati del mercato del lavoro e fornisca ai giovani capacità e competenze che servano loro per la vita;

24.  invita la Commissione a presentare – e gli Stati membri ad accogliere – una proposta per un regime UE sull'apprendistato che garantisca agli apprendisti e ai discenti IFP una serie di diritti; evidenzia il ruolo positivo che la "terza età" può svolgere nell'istruzione e nella formazione dei giovani al fine di massimizzare lo scambio intergenerazionale attraverso tirocini e attività di tutoraggio, nonché di agevolare l'apprendimento basato sull'esperienza all'interno di gruppi transgenerazionali; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a prendere misure concrete per garantire che non si faccia un uso scorretto degli apprendistati e dei tirocini nel quadro di Erasmus+ trasformandoli in uno strumento per ridurre il costo del lavoro;

25.  raccomanda che tutti gli attori principali lavorino a strategie comuni intese a promuovere il ritorno o la mobilità di tirocinanti e apprendisti IFP in altre parti d'Europa, pur rispettando le loro preferenze, con lo scopo di convogliare le conoscenze e le esperienze acquisite "all'estero" per correggere gli squilibri e rafforzare la coesione nelle loro zone di origine o in altre aree d'Europa svantaggiate sotto il profilo delle capacità;

26.  sottolinea che è urgente consultare e/o coinvolgere l'industria e i servizi del settore sia pubblico che privato, compreso il settore produttivo (segnatamente PMI e microimprese), nella concezione, l'elaborazione, l'esecuzione e il sostegno di programmi di mobilità IFP di qualità; ritiene che la selezione dei programmi dovrebbe tenere conto degli sbocchi professionali nelle imprese e organizzazioni ospitanti; è del parere che un partenariato flessibile e costruttivo basato sul dialogo, la cooperazione e le migliori prassi fra tutti gli attori interessati garantirà il successo e il valore aggiunto dell'IFP; è altresì del parere che sia necessario anche lo scambio di conoscenze e migliori prassi tra centri di formazione e imprese; invita la Commissione a tenere sempre presenti la domanda e l'offerta sul mercato del lavoro in seno all'UE, nonché la mobilità geografica e occupazionale, per rispondere alle esigenze del mercato del lavoro; ritiene che ciò ridurrebbe il divario tra, da un lato, la formazione offerta e ciò che effettivamente attende i giovani in ambito imprenditoriale e, dall'altro, le esigenze di mercato nei settori a valore aggiunto (ad esempio, l'economia digitale e l'economia verde, l'energia, la difesa, il settore dell'assistenza e il risanamento delle abitazioni);

27.  osserva che nell'attuale contesto economico, caratterizzato da un elevato tasso di disoccupazione giovanile e da uno squilibrio tra la domanda e l'offerta per quanto riguarda le capacità, i programmi di mobilità nel settore dell'istruzione e della formazione professionale devono essere maggiormente allineati alle esigenze specifiche del mercato del lavoro;

28.  osserva che nella transizione verso un'economia più digitale è in corso una ridefinizione delle posizioni lavorative e delle competenze; invita di conseguenza gli Stati membri e la Commissione a collaborare con il settore privato onde sviluppare strategie per l'acquisizione di capacità e programmi IFP a favore della riconversione dei lavoratori;

29.  sottolinea i risultati positivi del precedente programma Erasmus per i giovani imprenditori, come anche il ruolo dell'IFP nella promozione di uno spirito imprenditoriale tra i giovani europei; auspica pertanto un rafforzamento delle iniziative dell'UE a sostegno dell'imprenditorialità giovanile e della creazione di start up innovative;

30.  sostiene il programma Erasmus della Commissione per giovani imprenditori, che dà agli imprenditori del futuro la possibilità di imparare al fianco di imprenditori esperti che gestiscono piccole imprese nei paesi partecipanti; sottolinea il carattere vantaggioso per tutti di tali scambi, che consentono ai nuovi imprenditori di acquisire le capacità indispensabili per gestire con successo un'impresa, dando nel contempo agli imprenditori con esperienza la possibilità di trarre vantaggio da una nuova prospettiva per la loro attività economica e consentendo loro di espandere le loro reti professionali e di entrare in nuovi mercati;

31.  valuta positivamente gli strumenti messi a punto dalla Commissione, ad esempio il Quadro europeo delle qualifiche (EQF), Europass, EURES e la piattaforma Opportunità di apprendimento e qualifiche in Europa (Ploteus), che forniscono informazioni sull'IFP e sulla mobilità, ma si rammarica del fatto che tali strumenti siano sottoutilizzati o poco conosciuti; invita la Commissione, gli Stati membri e gli enti pubblici per l'impiego a implementare la divulgazione e la conoscenza, segnatamente presso le PMI, del programma Erasmus+ e di altri strumenti volti a promuovere la mobilità nel settore dell'IFP; ritiene che massimizzare l'efficacia di questi strumenti possa consentire a più persone di trarre vantaggio da queste opportunità, cosicché l'obiettivo della mobilità possa essere raggiunto; ritiene che la consultazione e/o il coinvolgimento del settore produttivo ai fini del concepimento e dell'aggiornamento di tali strumenti creerebbe un valore aggiunto e renderebbe più facile rispondere alla domanda del mercato del lavoro; rileva che sono necessari sforzi più intensi da parte della Commissione al fine di ridurre la burocrazia, sia per i richiedenti che per le imprese e gli istituti ospitanti, e insiste sul fatto che una trasparenza, una semplicità e una chiarezza maggiori nell'esecuzione dei programmi contribuirà a risolvere problemi verificatisi in passato relativamente ai pagamenti; invita gli organismi responsabili a indagare sulle carenze riscontrate al riguardo e ad affrontarle, se del caso, quanto prima;

32.  si compiace del miglioramento delle regole per l'accesso ai documenti relativi ai programmi in tutte le lingue ufficiali dell'UE; rileva che la qualità della traduzione dovrebbe essere migliorata onde evitare che i partecipanti debbano confrontarsi con ambiguità e malintesi;

33.  ritiene che la mobilità nel settore dell'IFP incoraggi la mobilità professionale e non soltanto quella accademica; invita la Commissione a promuovere tale mobilità professionale attraverso meccanismi per l'adattamento professionale e il sostegno linguistico, così da garantire che le esperienze negli altri paesi siano positive e ben gestite; sottolinea che una buona conoscenza delle lingue straniere è essenziale nella vita lavorativa e si compiace del fatto che le competenze linguistiche dei partecipanti ai progetti Erasmus+ saranno migliorate grazie a test linguistici e corsi di lingue online standardizzati (ad esempio, attraverso il portale OLS);

34.  sottolinea l'esistenza di 20 partenariati transfrontalieri EURES che accompagnano circa 600 000 lavoratori di regioni frontaliere che vivono nei loro paesi natali e lavorano nel territorio di un altro paese, aiutandoli a sormontare le difficoltà amministrative, giuridiche e organizzative che caratterizzano la ricerca di un lavoro e l'assunzione in un contesto transfrontaliero; sottolinea che detti partenariati sono importanti per promuovere la mobilità nelle regioni transfrontaliere e incoraggia gli Stati membri a sostenerli e a promuoverli maggiormente, in particolare presso i giovani;

35.  valuta positivamente il Quadro europeo per la mobilità degli apprendisti di recente approvazione, come punto di partenza per perfezionare il programma Erasmus+, con lo scopo di accrescere e migliorare la mobilità di lunga durata nell'ambito dell'IFP; sollecita la realizzazione di un quadro per le iniziative a lungo termine in contrapposizione alle azioni incentrate unicamente sui progetti, onde istituire un sistema permanente e sostenibile che sia completamente operativo e prevedibile, e che incoraggi la libera circolazione delle capacità in Europa;

36.  osserva che il Quadro europeo per la mobilità degli apprendisti potrebbe essere visto come un "percorso" specifico per alleviare la disoccupazione giovanile agevolando una transizione efficace dall'istruzione e dalla formazione al mercato del lavoro; chiede che si prevedano a favore degli studenti IFP migliori opportunità di svolgere tirocini nei paesi vicini, ad esempio mediante il finanziamento delle spese di viaggio di quegli studenti che continuano a vivere nel loro paese di origine;

37.  sottolinea l'importanza della Garanzia per i giovani e dell'Iniziativa per l'occupazione giovanile ai fini del sostegno degli apprendistati, dei tirocini, dell'IFP, degli inserimenti lavorativi e di ulteriori attività di istruzione che conducono all'acquisizione di una qualifica; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire l'assegnazione di risorse adeguate a tali programmi per l'intero periodo di programmazione 2014-2020;

38.  rileva che le risorse europee assegnate a Erasmus+ e ai programmi IFP non sono proporzionate al numero e ai bisogni dei potenziali beneficiari della mobilità offerta da questi programmi, e di conseguenza invita gli Stati membri a promuovere accordi bilaterali che completino le azioni promosse da Erasmus+ e dai programmi europei IFP in modo da rafforzare la mobilità dei giovani europei;

39.  chiede un riesame/revisione del Quadro finanziario pluriennale (QFP) da incentrarsi su criteri che comprendano la valutazione preliminare dell'efficacia delle misure volte a combattere la disoccupazione, con una riduzione dei finanziamenti destinati alle disposizioni meno efficaci; ritiene che un approccio di questo tipo sia particolarmente importante in tempi di crisi come quelli attuali, caratterizzati da squilibri inaccettabili;

40.  invita la Commissione a fornire statistiche aggiornate e a procedere a valutazioni e/o studi riguardanti Erasmus+ e altri programmi di mobilità IFP, là dove fattibile, al fine di misurare il loro impatto quando si tratta di far corrispondere esperienza lavorativa e posti di lavoro in relazione al tasso di assunzione, nonché ad analizzare i motivi per cui alcuni Stati membri sono all'origine di un maggior numero di candidature per attività IFP ed esperienze di apprendimento all'estero, e ad elaborare un piano volto ad accrescere la loro partecipazione; ritiene che le statistiche e le valutazioni che ne risulteranno dovrebbero essere integrate e prese in considerazione al momento della valutazione di medio termine di Erasmus+.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.1.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Guillaume Balas, Tiziana Beghin, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Jane Collins, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Kostadinka Kuneva, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Anthea McIntyre, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Jutta Steinruck, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Ulla Tørnæs, Marita Ulvskog, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Georges Bach, Sergio Gutiérrez Prieto, Krzysztof Hetman, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Csaba Sógor, Neoklis Sylikiotis, Flavio Zanonato, Gabriele Zimmer

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

María Teresa Giménez Barbat, Angelika Mlinar

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

17.2.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Angel Dzhambazki, María Teresa Giménez Barbat, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Rikke Karlsson, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ilhan Kyuchyuk, Ernest Maragall, Marlene Mizzi, Elisabeth Morin-Chartier, Paul Nuttall, Hannu Takkula

(1)

GU C 119 del 28.5.2009, pag. 2.

(2)

GU C 311 del 19.12.2009, pag. 1.

(3)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 50

(4)

GU C 398 del 22.12.2012, pag. 1.

(5)

GU L 390 del 31.12.2004, pag. 6.

(6)

GU C 199, del 7.7.2011, pag. 1.

(7)

GU L 394 del 30.12.2006, pag. 10.

(8)

GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 29.

(9)

GU C 111, del 6.5.2008, pag. 1.

(10)

http://ec.europa.eu/public_opinion/flash/fl_378_en.pdf

(11)

Cfr. raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l'apprendimento permanente (GU C 111 del 6.5.2008, pag. 1-7).

(12)

Cfr. lo studio "Student and staff mobility in times of crisis", DAAD (German Academic Exchange Service), dicembre 2014, finanziato dalla Commissione.

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