Procedura : 2015/0229(NLE)
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Ciclo del documento : A8-0147/2016

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A8-0147/2016

Discussioni :

PV 09/05/2016 - 18
CRE 09/05/2016 - 18

Votazioni :

PV 10/05/2016 - 6.4
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0209

RACCOMANDAZIONE     ***
PDF 380kWORD 97k
25.4.2016
PE 575.130v02-00 A8-0147/2016

concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni

(12773/2015 – C8-0354/2015 – 2015/0229(NLE))

Commissione per la pesca

Relatore: Gabriel Mato

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

concernente il progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni

(12773/2015 – C8-0354/2015 – 2015/0229(NLE))

(Approvazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (12773/2015),

–  visto il progetto di protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni (12776/2015),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 43 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), e paragrafo 7, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0354/2015),

–  visti l'articolo 99, paragrafo 1, primo e terzo comma, e paragrafo 2, nonché l'articolo 108, paragrafo 7, del suo regolamento,

–  visti la raccomandazione della commissione per la pesca e i pareri della commissione per lo sviluppo e della commissione per i bilanci (A8-0147/2016),

1.  dà la sua approvazione alla conclusione del protocollo;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e della Repubblica islamica di Mauritania.

BREVE MOTIVAZIONE

Contesto e caratteristiche del nuovo protocollo

Il primo accordo in materia di pesca con la Mauritania risale al 1989 e da allora si sono susseguiti diversi accordi che hanno consentito alle navi europee di pescare nelle acque di questo paese. L'accordo di associazione attuale è entrato in vigore nel 2006 ed è poi stato rinnovato nel 2012 per un periodo di 2 anni, fino alla fine del 2014.

Dopo lunghi negoziati, il 10 luglio 2015 l'Unione europea e la Mauritania hanno siglato un nuovo protocollo, che consentirà alle navi dell'UE di pescare nelle acque mauritane per un periodo di quattro anni. Il protocollo, applicato in via provvisoria dal 16 novembre 2015, stabilisce le possibilità di pesca per le navi adibite alla pesca di crostacei, eccetto aragoste e granchi, i pescherecci da traino non congelatori e i pescherecci con palangari di fondo per la pesca del nasello, i pescherecci adibiti alla cattura di specie demersali, le tonniere con reti a circuizione, le tonniere con lenze e canne e i pescherecci con palangari di superficie, i pescherecci da traino congelatori per la pesca pelagica e le navi per la pesca pelagica fresca. La categoria più significativa è quella dei pescherecci da traino congelatori per la pesca pelagica, per i quali si prevede un contingente di 247 000 tonnellate su un totale di 281 500 fissato per l'intera flotta.

La quota assegnata a quest'ultimo segmento, che nel protocollo precedente ammontava a 300 000 tonnellate, è stata quindi notevolmente ridotta per tener conto del livello di utilizzo da parte della flotta, il che ha inciso direttamente sulla contropartita finanziaria che l'Unione europea verserà al paese. Nonostante la riduzione delle possibilità di cattura, ci si attende che la flotta riuscirà a sfruttare meglio i contingenti grazie alle modifiche significative riguardanti le condizioni tecniche imposte dalla Mauritania e l'obbligo di assumere marinai mauritani a bordo delle navi.

La Mauritania si è impegnata a rivedere le quote assegnate alla flotta europea nel quadro della commissione mista istituita in virtù dell'accordo, nell'ottica dell'eventuale attribuzione di possibilità aggiuntive di cattura di specie demersali per i pescherecci da traino congelatori, purché vi siano eccedenze, il che permetterebbe il ritorno in Mauritania di questo tipo di navi, che già in passato hanno pescato nelle stesse acque.

La contropartita finanziaria che l'Unione europea verserà annualmente alla Mauritania per consentire l'accesso delle navi europee alla sua zona di pesca esclusiva ammonta a 55 milioni di euro, contro i 67 milioni previsti dal protocollo precedente. A ciò si aggiunge un contributo finanziario di 16,5 milioni per il periodo totale dell'accordo (4,125 milioni all'anno, contro i 3 milioni del protocollo precedente) destinato a stimolare lo sviluppo sostenibile del settore della pesca, come pure la tutela dell'ambiente nelle aree marine protette e nelle zone costiere. Tale rafforzamento del sostegno settoriale è volto a migliorare il contributo europeo all'avvio della nuova strategia settoriale per lo sviluppo sostenibile delle attività di pesca in Mauritania.

Nell'ambito del nuovo accordo risultano colmate alcune lacune che avevano penalizzato il protocollo precedente in termini di utilità. A causa delle restrizioni imposte alla flotta non è stato possibile sfruttare in misura soddisfacente le possibilità di cattura, peraltro notevolmente ridotte in seguito all'eliminazione di attività di pesca tradizionali per la flotta europea, come quella dei cefalopodi.

Il nuovo accordo prevede un adeguamento delle zone di pesca per la flotta adibita alla raccolta dei frutti di mare e alla pesca dei piccoli pelagici, onde migliorare la convivenza con le flotte mauritane, nonché l'aumento delle possibilità di pesca per le flotte da traino per la pesca del nasello e i palangari di fondo.

Particolarmente rilevante è la modifica apportata al conteggio della forza lavoro mauritana che deve essere necessariamente ingaggiata sulle navi europee. Sebbene la proporzione rimanga al 60 percento, sono esclusi dal calcolo i posti relativi alla gestione delle macchine, il che risolve i problemi associati al livello di qualifica dei marinai mauritani.

Il nuovo protocollo, inoltre, prevede miglioramenti per la flotta adibita alla pesca di specie altamente migratorie, che potrà operare rispettando condizioni simili a quelle applicate da altri paesi terzi, dal momento che le misure di controllo e accesso sono state armonizzate con quelle previste dagli altri accordi sulla pesca del tonno.

Il protocollo apporta maggiore chiarezza, inoltre, sul metodo di applicazione della norma in base alla quale le navi europee sono tenute a donare il due percento delle catture pelagiche alle persone in stato di bisogno.

Sono state altresì effettuate modifiche profonde, in particolare all'articolo 1, volte a rafforzare la fiducia reciproca e la non discriminazione della flotta europea rispetto alle altre flotte straniere, prevedendo che a queste ultime siano applicate le stesse condizioni di conservazione imposte alle navi dell'UE. La Mauritania si impegna a pubblicare tutti gli accordi privati o pubblici con i paesi terzi, onde favorire una maggiore trasparenza, e a concedere alla flotta europea un accesso preferenziale alle sue eccedenze.

Posizione del relatore

Il nuovo protocollo costituisce un notevole passo avanti rispetto al precedente. I nuovi impegni assunti dalla Mauritania in materia di trasparenza e accesso preferenziale per la flotta europea sono positivi, tenendo conto dell'amara esperienza degli anni scorsi, quando la Mauritania ha aperto la pesca di cefalopodi nelle sue acque a flotte straniere, negando invece l'accesso a quella europea.

L'accordo con la Mauritania dovrebbe fungere da esempio per gli accordi che l'Unione sottoscriverà d'ora in avanti con altri paesi terzi e, pertanto, il relatore incoraggia la Commissione a seguire il medesimo percorso di trasparenza in tutti i negoziati bilaterali.

L'estensione a 4 anni della durata del protocollo, il più importante attualmente sottoscritto dall'Unione europea con un paese terzo, garantirà una maggiore stabilità alla flotta che pesca nelle acque mauritane.

Nell'accordo precedente, la scomparsa della categoria dei cefalopodi ha costituito un cambiamento drastico per la flotta europea, che ha comportato anche la demolizione di navi; pertanto, il relatore chiede alla Commissione di monitorare da vicino la situazione di tali popolazioni, come pure la stretta osservanza dell'accesso preferenziale alle eccedenze di pesca accordato alla flotta europea.

D'altro canto, perché il nuovo protocollo risulti più credibile agli occhi dei pescatori europei è fondamentale avere l'assoluta garanzia che le flotte non europee dovranno rispettare le stesse condizioni tecniche concernenti la conservazione e la gestione delle risorse, come pure che la Mauritania applicherà disposizioni finanziarie equivalenti in relazione ai canoni pagati dagli armatori e al contributo finanziario pubblico.

Un altro aspetto molto positivo è il maggiore equilibrio conseguito tra la contropartita finanziaria e le possibilità di pesca accordate. Ciò consente un notevole miglioramento del rapporto costi/benefici nell'accordo con la Mauritania, agevolato peraltro dalle modifiche apportate alle misure tecniche.

Nel contempo, il maggiore sostegno offerto alla pesca locale mauritana dimostra il deciso impegno dell'Unione europea a favore dello sviluppo delle flotte dei paesi con cui ha concluso accordi, nonché la volontà dell'UE di esportare il modello di sostenibilità ambientale, economica e sociale promosso nell'ambito della sua politica di pesca.

Pur riconoscendo gli sforzi compiuti dai negoziatori, il relatore si rammarica che la Mauritania si sia opposta alle operazioni di scarico nel porto di La Luz e Las Palmas, costringendo così la flotta europea ad effettuare tutti gli sbarchi a Nouadhibou, con notevoli ripercussioni sull'occupazione in tale porto dell'UE. Il relatore invita la Commissione ad affrontare il problema nelle riunioni della commissione mista, onde trovare una soluzione che consenta gli sbarchi nei porti dell'isola di Gran Canaria, che offrono condizioni migliori per il controllo delle catture, nell'attesa che i porti mauritani dispongano di infrastrutture più sviluppate.

La commissione mista, inoltre, dovrebbe valutare seriamente ogni possibilità realistica di aumentare i contingenti di cattura accordati alla flotta europea, tenendo conto dell'evoluzione degli stock e includendo, se possibile, la categoria dei cefalopodi, anche se la pesca di tali specie dovesse limitarsi in un primo momento ai fini sperimentali, come pure di aumentare le possibilità di cattura di crostacei per la flotta di pescherecci da traino.

Il relatore sollecita altresì la Commissione ad appoggiare fermamente le iniziative intraprese insieme dagli operatori mauritani ed europei, come il progetto MACAPEL, nel contesto del quale si è formato un partenariato imprenditoriale che mira a sviluppare e a consolidare una struttura produttiva tecnologicamente avanzata e sostenibile per il settore della pesca pelagica e le relative attività in Mauritania.

In tale contesto, rammenta che la risoluzione del Parlamento sul ruolo della politica di coesione nelle regioni ultraperiferiche dell'Unione europea nel contesto della strategia "Europa 2020" (2011/2195(INI)) evidenzia "la necessità di trovare formule innovative specifiche che incoraggino un'integrazione regionale reale attraverso programmi e progetti comuni fra le RUP e i paesi terzi vicini". 

D'altra parte, il relatore sottolinea che il Parlamento, nella sua ultima relazione d'iniziativa sulla dimensione esterna della PCP (2015/2091(INI)), invita a garantire che le regioni ultraperiferiche beneficino della negoziazione di accordi bilaterali con i paesi terzi. Data la vicinanza di alcune di queste regioni alle acque mauritane, sarebbe più che giustificato prevedere un trattamento specifico delle stesse nel quadro dell'accordo di pesca con la Mauritania.

17.3.2016

PARERE della commissione per lo sviluppo

destinato alla commissione per la pesca

sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni

(12773/2015 – C8-0354/2015 – 2015/0229(NLE))

Relatore per parere: Ignazio Corrao

BREVE MOTIVAZIONE

La Mauritania è uno dei paesi più poveri e meno sviluppati al mondo, al 161° posto su 187 sulla base dell'indice di sviluppo umano 2014. Il 42% della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà (USAID).

L'economia rimane debole. La Mauritania soffre di un deficit alimentare strutturale, in quanto la tendenza alla desertificazione dei terreni coltivabili e i mezzi di produzione limitati fanno sì che soltanto lo 0,5% dei terreni sia disponibile per l'agricoltura. L'economia, pertanto, è incentrata sulle attività minerarie e sulla pesca, la quale genera circa il 5%-10% del PIL annuo. Le acque del paese sono tra le più ricche di pesce al mondo, ma l'opportunità di sviluppare l'economia mediante tale risorsa naturale non è adeguatamente sfruttata e sono pochissime le catture scaricate nei porti mauritani o sottoposte a una lavorazione locale.

Il 30% della popolazione (il 42,9% dei giovani) rimane disoccupato. È pertanto positivo che il protocollo imponga di reclutare pescatori mauritani (il 60% dell'equipaggio per i pescherecci per gamberi e le navi da traino pelagiche).

All'inizio del 2015 circa il 20%-30% della popolazione versava in condizioni di elevata sicurezza alimentare (Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite). In seguito alla crisi alimentare nel Sahel del 2012, un terzo della popolazione mauritana (circa un milione di persone) è rimasta a rischio di malnutrizione grave e acuta. La presenza di oltre 66 000 rifugiati del Mali in Mauritania continua a incidere sulla situazione della sicurezza alimentare, data la maggiore pressione sulle riserve alimentari e le risorse locali. In relazione a ciò, il protocollo stabilisce l'obbligo di distribuire il 2% delle catture pelagiche alle persone in stato di bisogno.

La durata prevista del protocollo è di quattro anni, dal 2015 al 2019. Si tratta di un accordo multispecie. Il contributo finanziario ammonta a 55 000 000 EUR/anno per i diritti di accesso, cui si aggiungono 4 125 000 EUR/anno a sostegno della promozione della pesca sostenibile.

******

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a raccomandare l'approvazione, da parte del Parlamento, del progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

15.3.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Louis Aliot, Nicolas Bay, Ignazio Corrao, Doru-Claudian Frunzulică, Nathan Gill, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Linda McAvan, Norbert Neuser, Maurice Ponga, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Elly Schlein, Pedro Silva Pereira, Eleni Theocharous, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Louis-Joseph Manscour, Paul Rübig, Jan Zahradil, Joachim Zeller

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michèle Rivasi, Estefanía Torres Martínez

16.3.2016

PARERE della commissione per i bilanci

destinato alla commissione per la pesca

sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni

(12773/2015 – C8-0354/2015 – 2015/0229(NLE))

Relatore per parere: Eider Gardiazabal Rubial

BREVE MOTIVAZIONE

Il protocollo relativo al periodo 2012-2014 è scaduto il 15 dicembre 2014. Le attività di pesca della flotta europea nella zona di pesca della Repubblica islamica di Mauritania sono pertanto sospese in attesa della firma e dell'applicazione provvisoria del nuovo protocollo.

Autorizzata dal Consiglio, la Commissione europea ha negoziato, a nome dell'UE, il rinnovo del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Mauritania. In esito a tali negoziati, il 10 luglio 2015 è stato siglato un nuovo protocollo. Il nuovo protocollo copre un periodo di quattro anni a decorrere dalla data di applicazione provvisoria, cioè dalla data della firma.

L'obiettivo del protocollo è offrire alle navi dell'Unione europea possibilità di pesca nelle acque mauritane, tenendo conto delle valutazioni scientifiche disponibili e in particolare di quelle formulate dal Comitato per la pesca nell'Atlantico centro-orientale (COPACE), nel rispetto dei pareri scientifici e delle raccomandazioni della Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell'Atlantico (ICCAT) ed entro i limiti dell'eccedenza disponibile.

L'obiettivo è altresì rafforzare la cooperazione tra l'Unione europea e la Mauritania ai fini dell'istituzione di un quadro di partenariato per lo sviluppo di una politica di pesca sostenibile e lo sfruttamento responsabile delle risorse alieutiche nella zona di pesca della Repubblica islamica di Mauritania, nell'interesse delle due Parti. Il sostegno settoriale è stato rafforzato rispetto al periodo precedente al fine di aiutare la Repubblica islamica di Mauritania nell'attuazione della sua nuova strategia nazionale settoriale in materia di sviluppo sostenibile delle attività di pesca.

La contropartita finanziaria annua, pari a 59 125 000 EUR, è basata sui seguenti elementi:

•  un totale ammissibile di catture pari a 261 500 tonnellate per le categorie di pesca 1, 2, 3, 6 e 7 e un quantitativo di riferimento di 20 000 tonnellate per le categorie di pesca 4 e 5 del protocollo, corrispondenti a un importo annuo di 55 000 000 EUR per i diritti di accesso e

•  un sostegno allo sviluppo della politica settoriale della pesca della Repubblica islamica di Mauritania, pari a 4 125 000 EUR all'anno. Tale sostegno risponde agli obiettivi della politica nazionale in materia di pesca e segnatamente ai bisogni della Mauritania in termini di sostegno alla cooperazione scientifica e tecnica, formazione, sorveglianza delle attività di pesca, tutela dell'ambiente e infrastrutture di sviluppo.

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La commissione per i bilanci invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a raccomandare l'approvazione, da parte del Parlamento, del progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione del protocollo che fissa le possibilità di pesca e la contropartita finanziaria previste dall'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e la Repubblica islamica di Mauritania per un periodo di quattro anni.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

16.3.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean Arthuis, Reimer Böge, Lefteris Christoforou, Jean-Paul Denanot, Gérard Deprez, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Jens Geier, Esteban González Pons, Monika Hohlmeier, Anneli Jäätteenmäki, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Ernest Maragall, Siegfried Mureşan, Jan Olbrycht, Urmas Paet, Paul Rübig, Petri Sarvamaa, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Paul Tang, Indrek Tarand, Inese Vaidere, Marco Valli, Daniele Viotti, Marco Zanni, Auke Zijlstra, Stanisław Żółtek

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Nils Torvalds

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Clara Eugenia Aguilera García, Renata Briano, Alain Cadec, Richard Corbett, Diane Dodds, Linnéa Engström, Ian Hudghton, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Ulrike Rodust, Remo Sernagiotto, Ricardo Serrão Santos, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, Anja Hazekamp, Maria Lidia Senra Rodríguez

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Ferrara

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