Procedura : 2015/2282(INI)
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A8-0162/2016

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PV 12/09/2016 - 19
CRE 12/09/2016 - 19

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PV 13/09/2016 - 4.16
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P8_TA(2016)0335

RELAZIONE     
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29.4.2016
PE 575.286v02-00 A8-0162/2016

sull'attuazione dell'obiettivo tematico "promuovere la competitività delle PMI" (articolo 9, punto 3, del regolamento sulle disposizioni comuni)

(2015/2282(INI))

Commissione per lo sviluppo regionale

Relatore: Rosa D'Amato

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione dell'obiettivo tematico "promuovere la competitività delle PMI" (articolo 9, punto 3, del regolamento sulle disposizioni comuni)

(2015/2282(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013, "regolamento sulle disposizioni comuni", in particolare l'articolo 9, punto 3, che stabilisce l'obiettivo tematico "promuovere la competitività delle PMI",

–  visto il regolamento (UE) n. 1303/2013, "regolamento sulle disposizioni comuni", in particolare l'articolo 37, sugli strumenti finanziari sostenuti dai fondi SIE,

–  vista la propria risoluzione legislativa del 15 aprile 2014 sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla partecipazione dell'Unione a un programma di ricerca e sviluppo avviato da vari Stati membri a sostegno delle piccole e medie imprese che effettuano attività di ricerca(1),

–  vista la propria risoluzione del 5 febbraio 2013 su migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti(2),

–  vista la direttiva 2011/7/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali,

–  vista la sua risoluzione del 19 maggio 2015 sulle opportunità di crescita verde per le PMI(3),

  visto il programma COSME per le piccole e medie imprese,

–  visti il sondaggio dell'Eurobarometro sulle PMI, l'efficienza delle risorse e i mercati ecologici (Flash Eurobarometro 381) e il sondaggio dell'Eurobarometro relativo al ruolo del sostegno pubblico nella commercializzazione delle innovazioni (Flash Eurobarometro 394),

–  vista la propria risoluzione del 4 dicembre 2008 sulla strada verso il miglioramento dell'ambiente per le PMI in Europa – Atto sulle piccole imprese ("Small Business Act")(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008 dal titolo "Pensare anzitutto in piccolo (Think small first) – Uno "Small Business Act" per l'Europa" (COM(2008)0394),

–  vista la Carta europea per le piccole imprese adottata dal Consiglio europeo di Santa Maria da Feira del 19 e 20 giugno 2000,

  vista la propria risoluzione del 16 febbraio 2011 sugli aspetti pratici della revisione degli strumenti dell'UE per il sostegno al finanziamento delle PMI nel prossimo periodo di programmazione(5),

–  vista la propria risoluzione del 23 ottobre 2012 sulle piccole e medie imprese (PMI): competitività e opportunità commerciali(6),

–  vista la sua risoluzione del 14 gennaio 2014 sul tema "Specializzazione intelligente: collegamento in rete di centri di eccellenza per un'efficace politica di coesione"(7),

–  vista la propria risoluzione del 9 settembre 2015 sugli "investimenti a favore della crescita e della creazione di posti di lavoro: promozione della coesione economica, sociale e territoriale nell'Unione"(8),

–  vista la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (PMI)(9),

–  vista la comunicazione della Commissione del 10 giugno 2014, dal titolo "Ricerca e innovazione come fattori di rilancio della crescita" (COM(2014)0339),

–  vista la sesta relazione della Commissione del 23 luglio 2014 sulla coesione economica, sociale e territoriale, dal titolo "Investimenti per l'occupazione e la crescita",

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 intitolata "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2011 dal titolo "Politica industriale: rafforzare la competitività" (COM(2011)0642),

–  vista la comunicazione della Commissione del 9 novembre 2011 dal titolo "Piccole imprese, grande mondo – un nuovo partenariato per aiutare le PMI a cogliere le opportunità globali" (COM(2011)0702),

–  vista la relazione della Commissione del 23 novembre 2011 dal titolo "Ridurre al minimo indispensabile gli oneri normativi che gravano sulle PMI – Adeguare la normativa dell'UE alle esigenze delle microimprese" (COM(2011)0803),

–  vista la comunicazione della Commissione del 23 febbraio 2011 dal titolo "Riesame dello 'Small Business Act' per l'Europa" (COM(2011)0078),

  vista la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo "Il contributo della politica regionale alla crescita intelligente nell'ambito di Europa 2020" (COM(2010)0553),

–  vista la comunicazione della Commissione del 3 marzo 2010 dal titolo "Europa 2020 – Una strategia per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva" (COM(2010)2020),

–  vista la comunicazione della Commissione del 14 dicembre 2015 dal titolo "Investire nella crescita e nell'occupazione – ottimizzare il contributo dei Fondi strutturali e di investimento europei" (COM(2015)0639),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 30 luglio 2013 dal titolo "Colmare il divario in tema di innovazione" (2013/C 218/03),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 20 novembre 2014 dal titolo "Misure volte a favorire la creazione di ecosistemi di startup high-tech" (2014/C 415/02),

–  visto l'articolo 52 del proprio regolamento,

–  vista la relazione della commissione per lo sviluppo regionale (A8-0162/2016),

A.  considerando che la politica di coesione rappresenta il principale strumento per gli investimenti in crescita e occupazione nell'UE, con una dotazione di oltre 350 miliardi di euro fino al 2020; che i risultati tangibili degli investimenti della politica di coesione possono contribuire a modellare la crescita attuale e futura delle regioni all'interno degli Stati membri;

B.  considerando che, a seguito della crisi economica e finanziaria, i livelli di povertà e di esclusione sociale sono aumentati in molti Stati membri, così come sono aumentate la disoccupazione di lungo periodo, la disoccupazione giovanile e le disuguaglianze sociali, e che le PMI possono pertanto svolgere un ruolo importante e di rilievo per la ripresa europea;

C.  considerando che i 23 milioni di piccole e medie imprese (PMI) dell'UE, che rappresentano circa il 99 % di tutte le imprese, apportano un contributo fondamentale alla crescita economica, alla coesione sociale, all'innovazione e alla creazione di occupazione di alta qualità, offrendo oltre 100 milioni di posti di lavoro, vale a dire due terzi dei posti di lavoro del settore privato, e mantenendo un tasso di crescita dell'occupazione doppio rispetto a quello delle grandi imprese; che solo il 13 % delle PMI europee è impegnato in attività commerciali e in investimenti nei mercati globali;

D.  considerando che le PMI europee sono molto diversificate e comprendono un gran numero di microimprese operanti a livello locale, spesso attive in settori tradizionali, e un numero crescente di nuove start-up e di imprese innovative a rapida crescita, nonché imprese dell'economia sociale incentrate su obiettivi e gruppi specifici; che questi diversi modelli aziendali hanno problemi diversi e quindi esigenze diverse; che la semplificazione della normativa europea, nazionale e regionale è di importanza cruciale al fine di facilitare l'accesso delle PMI al credito;

E.  considerando che le PMI si adattano con estrema facilità ai cambiamenti e sono in grado di stare al passo con i progressi tecnologici;

F.  considerando che il microcredito, mirato principalmente ai microimprenditori e alle persone svantaggiate che desiderano intraprendere un'attività autonoma, è fondamentale per superare gli ostacoli all'accesso ai servizi bancari tradizionali, e che l'iniziativa JASMINE (Azione comune a sostegno degli istituti di microfinanza in Europa) e l'asse "Microfinanza e imprenditoria sociale" del programma EaSI possono fornire un valido sostegno per migliorare l'accesso ai finanziamenti, anche per le imprese sociali;

G.  considerando che nel periodo di programmazione 2007-2013 la politica di coesione ha fornito sostegno alle PMI per un importo di 70 miliardi di euro, creando oltre 263.000 posti di lavoro nelle PMI, aiutandole inoltre a modernizzarsi grazie a un maggiore impiego delle TIC, delle competenze d'accesso, dell'innovazione o della modernizzazione delle pratiche di lavoro;

H.  considerando che nel periodo di programmazione 2014-2020 la politica di coesione continuerà a sostenere le PMI raddoppiando i fondi per il periodo 2007-2013 fino a 140 miliardi di euro;

I.  considerando che l'obiettivo tematico "promuovere la competitività delle PMI" (obiettivo tematico n. 3: OT3) è uno degli obiettivi tematici con la percentuale più alta di finanziamento globale (13,9 %) ed è di primaria importanza per la realizzazione degli obiettivi della politica di coesione e della strategia Europa 2020;

J.  considerando che le PMI ammissibili ai fondi SIE, nella misura in cui operano in un contesto competitivo e sono soggette a numerose restrizioni, anche in materia di liquidità, subiscono in modo particolare la complessità e l'instabilità della regolamentazione e gli oneri burocratici, in particolare l'assenza di proporzionalità tra i costi di gestione e gli importi erogati, i tempi di trattamento delle domande e la necessità di anticipare i fondi;

K.  considerando che l'introduzione della concentrazione tematica nella programmazione della politica di coesione per il periodo 2014-2020 ha fornito uno strumento efficace per la progettazione dei programmi operativi, con una maggiore attenzione alla priorità d'investimento al fine di disporre di risorse sufficienti a produrre effetti reali;

L.  considerando che gli accordi di partenariato e i programmi operativi previsti agli articoli 14, 16 e 29 del regolamento sulle disposizioni comuni costituiscono strumenti strategici destinati a orientare gli investimenti negli Stati membri e nelle regioni;

M.   considerando che le PMI assicureranno che la produzione industriale rappresenti una quota pari ad almeno il 20 % del PIL degli Stati membri da qui al 2020;

N.  considerando che solo una ridotta percentuale delle PMI europee è attualmente in grado di individuare e sfruttare le opportunità offerte dal commercio internazionale, dagli accordi commerciali e dalle catene globali del valore, e che solo il 13 % delle PMI europee ha operato a livello internazionale al di fuori dell'UE negli ultimi tre anni;

O.  considerando che il processo di internazionalizzazione delle PMI dovrebbe basarsi sulla responsabilità sociale delle imprese, sul rispetto dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori e sul livello più elevato possibile di protezione dell'ambiente, al fine di garantire una concorrenza leale e un aumento dell'occupazione di qualità;

1.  osserva che, grazie alla concentrazione tematica, i programmi operativi sono stati meglio orientati verso un numero limitato di obiettivi strategici, in particolare in termini di rafforzamento della crescita e di potenziale di creazione di posti di lavoro di qualità per le PMI, incluse le microimprese; ritiene che le PMI siano la forza motrice dell'economia europea nonché la chiave del successo della politica di coesione, ma che esse spesso affrontino sfide multiple a causa delle loro dimensioni; raccomanda pertanto di rafforzare ulteriormente il sostegno dei fondi SIE a favore delle PMI;

2.  invita la Commissione e gli Stati membri a tenere conto del valore aggiunto dei progetti PMI per lo sviluppo e l'innovazione dei settori tradizionali, poiché così non soltanto si stimolerà la creazione di posti di lavoro, ma saranno anche mantenute le specificità delle imprese locali e regionali, nel rispetto dei principi di sostenibilità; sottolinea la necessità di tenere conto anche del contesto di tali settori e di non compromettere il delicato equilibrio tra le tecniche di produzione basate sulle conoscenze tradizionali e l'innovazione; sottolinea che le PMI svolgono un ruolo importante nel settore dei servizi, che sta subendo cambiamenti significativi dovuti alla digitalizzazione, e ritiene pertanto che il divario di competenze in materia di TIC dovrebbe essere affrontato ponendo maggiormente l'accento su una formazione e un'istruzione pertinenti;

3.  sottolinea che esiste un'esigenza generale di meccanismi che contribuiscano a semplificare il contesto imprenditoriale e ad accelerare il processo di creazione di nuove imprese attraverso il programma REFIT, al fine di sostenere la competitività delle PMI e l'assorbimento dei fondi SIE; sottolinea altresì la necessità di adempiere alle condizionalità ex ante;

4.  chiede alla Commissione di tenere conto dei principi del pacchetto dell'economia circolare nella realizzazione dell'OT3, al fine di promuovere una crescita economica più sostenibile e di generare nuovi posti di lavoro di qualità per le PMI, prestando particolare attenzione alla promozione di lavori verdi; ritiene importante, a tale riguardo, proseguire gli sforzi volti a promuovere la competitività verde delle PMI migliorando l'accesso ai finanziamenti, fornendo maggiori informazioni, semplificando la legislazione, riducendo gli oneri amministrativi, promuovendo la coesione elettronica e rafforzando la cultura imprenditoriale verde; sottolinea che una catena del valore più verde, che comprenda la rifabbricazione, la riparazione, la manutenzione, il riciclaggio e la progettazione ecocompatibile, può offrire considerevoli opportunità commerciali a numerose PMI, purché vi sia un mutamento nel comportamento economico e le barriere legislative, istituzionali e tecniche siano rimosse o ridotte;

5.  ricorda che le difficoltà incontrate dalle PMI sono in parte causate dal fatto che le politiche di austerità attuate dagli Stati membri e dall'Unione europea hanno soffocato la domanda;

6.  incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali a valutare il ricorso alle opportunità offerte degli strumenti finanziari; mette in risalto la necessità di garantire la trasparenza, la rendicontabilità e il controllo di tali strumenti finanziari e del programma "Iniziativa per le PMI", che mira a fornire sostegno finanziario alle piccole e medie imprese; sottolinea che gli strumenti finanziari dovrebbero essere sempre utilizzati coerentemente con gli obiettivi della politica di coesione e che andrebbe fornito adeguato sostegno tecnico e amministrativo;

7.  chiede che l'accesso al credito sia semplificato e meno regolamentato, tenendo conto delle caratteristiche particolari delle microimprese e delle nuove imprese e delle regioni in cui esse operano; si rammarica che gli investitori e le banche siano spesso restii a finanziare le imprese nelle fasi di avviamento e di prima espansione e che molte PMI, in particolare le nuove imprese di piccole dimensioni, incontrino difficoltà nell'ottenere accesso a finanziamenti esterni; chiede quindi alla Commissione, agli Stati membri e alle autorità regionali di prestare particolare attenzione al miglioramento dell'accesso ai finanziamenti per le microimprese e le nuove imprese che desiderano espandersi; pone l'accento sulla necessità di equiparare i tassi di interesse per il finanziamento delle PMI a quelli applicati alle imprese più grandi;

8.   ritiene che le piccole imprese europee tendano a fare affidamento su fonti di finanziamento come le banche e non siano pienamente consapevoli dell'esistenza di altre fonti di finanziamento o delle opzioni di finanziamento a loro disposizione; rileva che la Commissione, tenendo conto della frammentazione dei mercati, ha proposto una serie di iniziative, come l'Unione dei mercati dei capitali, con l'obiettivo di diversificare le fonti di finanziamento, agevolare la circolazione dei capitali e migliorare l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI;

9.  rileva l'assenza di dati fattuali sugli effetti e i risultati prodotti dagli strumenti finanziari nonché il debole legame esistente tra tali strumenti finanziari e gli obiettivi e le priorità generali dell'UE; invita la Commissione a migliorare ulteriormente la concessione di sovvenzioni invece di promuovere in primo luogo l'utilizzo di strumenti finanziari;

10.  rileva che nel periodo di programmazione 2007-2013 diversi ostacoli, quali gli effetti della crisi economica, la complessa gestione dei fondi strutturali e degli oneri amministrativi, nonché l'accesso limitato delle PMI ai finanziamenti e la complessità dell'attuazione dei regimi di sostegno, hanno condotto a un assorbimento insufficiente di tali fondi da parte delle PMI; avverte che vanno affrontate le ragioni alla base del basso tasso di assorbimento, al fine di evitare che si ripetano gli stessi problemi nel periodo di programmazione 2014-2020 e che la burocrazia eccessiva impedisca ad alcune PMI di richiedere i fondi disponibili; si rammarica per il carattere troppo generico e lacunoso degli studi esistenti sull'efficacia e sul reale impatto dei fondi SIE sulle PMI e chiede alla Commissione di elaborare in tempi brevi una valutazione al riguardo, in collaborazione con gli Stati membri, e di presentarla al Parlamento; sottolinea che una scarsa capacità amministrativa può ostacolare l'attuazione efficace e tempestiva dell'OT3;

11.  prende atto della maggiore attenzione che la Commissione sta dedicando alla buona governance e alla qualità dei servizi pubblici; ricorda quanto sia importante per le PMI che gli appalti pubblici siano organizzati in modo trasparente, coerente e innovativo; esorta pertanto a rimuovere, per quanto possibile, gli ostacoli incontrati dalle PMI nella presentazione delle offerte, evitando l'introduzione di ulteriori requisiti a livello nazionale e applicando le disposizioni del quadro legislativo esistente allo scopo di risolvere il più rapidamente possibile le controversie relative agli appalti pubblici; valuta positivamente la direttiva 2014/24/UE e il documento di gara unico europeo (DGUE), che dovrebbero ridurre considerevolmente l'onere amministrativo per le imprese, in particolare le PMI; sottolinea la necessità di continuare ad applicare in maniera rigorosa le misure contro gli errori e le frodi senza aumentare gli oneri amministrativi, nonché di semplificare le procedure amministrative per prevenire gli errori; invita le amministrazioni aggiudicatrici che intendono raggruppare gli appalti ad assicurarsi di non escludere dal processo le PMI semplicemente a causa delle dimensioni del lotto finale, dato che gli appalti di maggiori dimensioni potrebbero comportare criteri più onerosi;

12.  rinnova i suoi inviti a rafforzare la trasparenza e la partecipazione di tutte le pertinenti autorità regionali e locali, degli attori della società civile, degli imprenditori e delle altre parti interessate, in particolare nel processo di definizione dei requisiti previsti dagli inviti a presentare proposte di progetto, al fine di rispondere in modo più mirato alle esigenze dei beneficiari finali; sottolinea pertanto la necessità di applicare e rispettare davvero il principio di partenariato anche nelle fasi di elaborazione, preparazione e attuazione degli accordi di partenariato e dei programmi operativi, nella maniera specificata nel regolamento sulle disposizioni comuni e nel codice di condotta sul partenariato; constata con preoccupazione che molte organizzazioni delle PMI negli Stati membri non vengono realmente coinvolte, ma spesso sono solo informate senza essere adeguatamente consultate; incoraggia le organizzazioni che rappresentano settori economici orientati al futuro, sostenibili ed ecoinnovativi a partecipare al partenariato, e invita la Commissione e gli Stati membri a rafforzare la loro posizione mediante l'assistenza tecnica e lo sviluppo di capacità;

13.  invita la Commissione e gli Stati membri a garantire maggiore coordinamento e coerenza fra tutte le politiche d'investimento dell'UE mirate alle PMI; osserva che il rafforzamento della sinergia tra i fondi SIE e altre politiche e strumenti finanziari destinati alle PMI consentirà di massimizzare l'impatto degli investimenti; plaude al proposito di facilitare l'accesso ai fondi SIE introducendo un "marchio di eccellenza" per i progetti che sono stati valutati "eccellenti" ma non sono finanziati da Orizzonte 2020; esorta gli Stati membri, in partenariato con gli attori sociali ed economici interessati, a creare o uno sportello unico a livello regionale, promuovendo in tal modo quelli già esistenti, oppure una piattaforma consolidata per i vari strumenti di finanziamento dell'UE destinati alle PMI ed anche per il supporto amministrativo alla preparazione e realizzazione dei progetti;

14.  mette in rilievo il ruolo che gli investimenti territoriali integrati (ITI), lo sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD), le strategie macroregionali e la cooperazione territoriale europea in generale potrebbero svolgere per il successo dell'attuazione degli obiettivi nell'ambito dell'OT3, alla luce del fatto che alcuni progetti possono riguardare aree transfrontaliere, e anche diverse regioni e paesi, e sono in grado di sviluppare pratiche innovative basate sul territorio;

15.  osserva che, secondo la prima valutazione pubblicata dalla Commissione, gli importi assegnati al sostegno delle PMI hanno registrato un aumento sostanziale rispetto ai periodi di programmazione precedenti; sottolinea che i fondi SIE, e in particolare i programmi operativi volti a sostenere la ricerca e lo sviluppo, offrendo regimi di finanziamento sostenibili e di semplice utilizzo potrebbero aiutare le PMI ad aumentare la propria capacità di presentare domande di brevetto all'Ufficio europeo dei brevetti;

16.  si duole dei ritardi nell'attuazione della politica di coesione durante l'attuale periodo di programmazione; ricorda che per le PMI l'accesso ai finanziamenti ha carattere d'urgenza e che, benché tutti i programmi operativi siano ormai stati approvati, l'attuazione vera e propria è ancora agli inizi; osserva che i ritardi creano lacune nell'attuazione della politica di coesione, ed esorta la Commissione a elaborare misure per accelerare l'eliminazione di tali ritardi;

17.  esorta la Commissione a monitorare e incoraggiare l'accelerazione dell'attuazione della politica di coesione, in particolare l'allestimento di progetti dotati di un potenziale di crescita sostenibile e capaci di generare posti di lavoro di qualità, concentrandosi anche sui progetti avviati nelle zone rurali al fine di creare nuovi servizi ed evitare lo spopolamento delle campagne; invita la Commissione a considerare, in sede di definizione dei criteri di ammissibilità, il valore aggiunto dei progetti in termini economici e sociali e il loro impatto ambientale;

18.  pone l'accento sul ruolo del Parlamento nella supervisione dell'attuazione orientata ai risultati per quanto concerne la politica di coesione; invita la Commissione a individuare e ridurre, nella fase più precoce possibile, gli ostacoli che impediscono di usare in modo efficiente i fondi destinati alle PMI e alle start-up, a ravvisare le potenziali sinergie tra i fondi SIE e tra questi e altri fondi che possono interessare le PMI, e a fornire raccomandazioni specifiche per l'azione e orientamenti ai fini dell'ulteriore semplificazione, del monitoraggio e della valutazione dell'uso di tali strumenti finanziari; nota che in questo settore le difficoltà sono aumentate, specialmente nelle regioni ultraperiferiche e nelle zone in cui la scarsa qualità delle infrastrutture essenziali ha come conseguenza un basso livello di investimenti privati;

19.  sottolinea la necessità di un dialogo strutturato tra la Banca europea per gli investimenti e il Fondo europeo per gli investimenti al fine di migliorare e facilitare l'accesso delle PMI a fonti di finanziamento diversificate;

20.  mette in evidenza che tra i principali ostacoli che impediscono un ampio accesso delle PMI ai fondi SIE vi sono gli oneri amministrativi, il gran numero dei regimi di aiuto, la complessità delle norme e delle procedure, i ritardi nell'introduzione degli atti esecutivi e il rischio di sovraregolamentazione interna (gold-plating); chiede pertanto al gruppo ad alto livello sulla semplificazione di presentare proposte concrete, tenendo presente anche la strategia "legiferare meglio", per ridurre l'onere amministrativo e semplificare le procedure nella gestione dei fondi SIE per le PMI, mettendo l'accento in particolare sui requisiti relativi all'audit, alla flessibilità gestionale, alla valutazione del rischio e alla valutazione intermedia, al sistema dei controlli e alla coerenza con le regole di concorrenza e con le altre politiche dell'UE; chiede che tali misure di semplificazione rispettino i principi "solo una volta" e "pensare anzitutto in piccolo" dello Small Business Act (SBA) e siano concepite e attuate a livelli diversi in collaborazione con rappresentanti delle diverse categorie di PMI; invita il gruppo ad alto livello a comunicare regolarmente i risultati delle sue attività alla commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento, e invita la Commissione a consultare i rappresentanti degli Stati membri in merito alle questioni trattate dal gruppo;

21.  invita la Commissione a stabilire condizioni per gli aiuti di Stato, a livello nazionale e regionale, che non siano discriminatorie nei confronti delle PMI e che siano in linea con il sostegno della politica di coesione alle imprese, e a utilizzare pienamente i regimi di aiuto basati sul regolamento generale di esenzione per categoria, in modo da ridurre gli oneri amministrativi per le amministrazioni e i beneficiari e aumentare l'assorbimento dei fondi SIE, chiarendo nel contempo il nesso tra le norme relative ai fondi SIE per le PMI e le regole sugli aiuti di Stato;

22.  chiede alla Commissione di incoraggiare gli Stati membri a scambiarsi dati, conoscenze e migliori pratiche a tale riguardo, garantendo la presentazione di appropriate relazioni in proposito e motivandoli a sostenere progetti aventi un alto potenziale di creazione di posti di lavoro;

23.  invita la Commissione e gli Stati membri a trovare con urgenza una soluzione duratura per l'arretrato dei pagamenti relativi alla politica regionale e ad applicare adeguatamente la direttiva sui ritardi di pagamento (2011/7/UE), in modo da assicurare che le PMI, come partner dei progetti, non siano scoraggiate dal partecipare ai progetti e ai programmi di sostegno nel corso dell'attuale periodo di programmazione a causa dei ritardi di pagamento; ricorda inoltre che un più pieno rispetto di tale direttiva, che impone tra l'altro alle autorità pubbliche di effettuare entro 30 giorni i pagamenti per le merci e i servizi acquistati, contribuirebbe a creare le condizioni per la stabilizzazione e la crescita delle PMI;

24.  sottolinea che le strategie di specializzazione intelligente, sebbene non formalmente richieste come condizionalità ex ante nell'OT3, sono uno strumento fondamentale per garantire l'innovazione e l'adattabilità degli obiettivi tematici, e sottolinea al contempo che tali strategie dovrebbero essere mirate non solo all'innovazione guidata dalla scienza e dalla tecnologia ma anche a quella non basata sulla scienza; chiede alla Commissione di riferire al Parlamento in merito ai risultati delle strategie di specializzazione intelligente dedicate alle PMI a livello nazionale e/o regionale; mette in evidenza la coerenza delle strategie di specializzazione intelligente adottate da ogni singola regione con la relativa economia territoriale, nonché il problema dell'attuazione della specializzazione intelligente nelle aree non urbane che potrebbero essere prive di infrastrutture di supporto sufficienti; valuta positivamente la condizionalità ex ante relativa allo Small Business Act (SBA) nell'OT3, e invita gli Stati membri a intraprendere le azioni necessarie e ad accelerare la realizzazione degli obiettivi fissati nello SBA; sostiene il premio Regione imprenditoriale europea (EER, European Entrepreneurial Region), volto a individuare e premiare le regioni dell'UE che si sono distinte per strategie imprenditoriali lungimiranti che applicano i dieci principi dello SBA;

25.  chiede alle autorità di gestione di tener conto delle caratteristiche e delle competenze specifiche dei singoli territori, con particolare attenzione a quelli che soffrono di sottosviluppo, spopolamento e alti tassi di disoccupazione, in modo da promuovere sia i settori economici tradizionali che quelli innovativi; invita la Commissione a elaborare programmi specifici che includano tutti i pertinenti elementi di crescita sostenibile, intelligente e inclusiva per le PMI; ricorda l'esistenza del divario di genere, riconosciuto anche nello SBA, ed esprime preoccupazione per la persistente bassa partecipazione delle donne alla creazione e gestione di imprese; invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare l'attuazione di strategie specifiche a sostegno dell'imprenditoria giovanile e femminile nel contesto della crescita verde, come mezzo per conciliare la crescita dell'economia e dell'occupazione, l'inclusione sociale e la professionalità con la sostenibilità ambientale;

26.  chiede alla Commissione di istituire, nel quadro dei bilanci esistenti, una piattaforma partecipativa per la diffusione dei risultati dei progetti PMI, comprendente anche esempi di buone prassi realizzate nel quadro del FESR durante i periodi di programmazione 2000-2006 e 2007-2013;

27.  rileva che la "guida intelligente all'innovazione dei servizi" elaborata dalla Commissione europea sottolinea l'importanza delle strategie di sostegno pubblico, sviluppate in consultazione con gli attori sociali ed economici a livello regionale, nell'offrire alle PMI un ambiente favorevole e nell'aiutarle a mantenere una posizione competitiva nelle catene di valore mondiali;

28.  sottolinea le sfide e le opportunità che attendono le PMI per adeguarsi e conformarsi alle recenti decisioni prese alla Conferenza COP 21;

29.  ritiene che sostegni e incentivi adeguati all'azione delle PMI possano offrire opportunità innovative per l'integrazione dei rifugiati e dei migranti;

30.  sottolinea che, essendo le PMI la principale fonte di occupazione nell'UE, la creazione di imprese dovrebbe essere agevolata mediante la promozione delle competenze imprenditoriali e l'introduzione dello spirito imprenditoriale nei programmi scolastici, come indicato nello SBA, e che, soprattutto nei progetti di microcredito, una formazione adeguata e il sostegno alle imprese risultano fondamentali mentre è necessaria una formazione specifica per preparare i giovani all'economia verde;

31.  invita la Commissione, in collaborazione con gli Stati Membri e le autorità di gestione, a stimolare la creazione di un ecosistema, composto di università, centri di ricerca, portatori d'interessi sociali ed economici e istituzioni pubbliche, che favorisca le competenze imprenditoriali, incoraggiando nel contempo le autorità di gestione a impegnare i fondi disponibili destinati all'assistenza tecnica, compresi gli usi innovativi delle TIC da parte delle PMI; osserva inoltre, a questo proposito, che l'assistenza tecnica prevista dall'obiettivo tematico 11 deve andare a beneficio di tutti i partner di cui all'articolo 5 del regolamento sulle disposizioni comuni, concernente il partenariato; chiede pertanto che sia garantito l'accesso delle organizzazioni territoriali delle PMI alle disposizioni dell'OT 11 e alle misure per lo sviluppo delle capacità;

32.  sottolinea che solo il 25% circa delle PMI con sede nell'UE svolge attività di esportazione nell'UE e che l'internazionalizzare delle PMI è un processo che richiede sostegno anche a livello locale; invita perciò la Commissione a fare maggior uso dei fondi SIE per aiutare le PMI a cogliere le opportunità offerte dal commercio internazionale e ad affrontare le sfide che esso pone, sostenendole nello sforzo necessario per far fronte ai costi di adeguamento e agli impatti negativi dell'aumentata concorrenza internazionale;

33.  invita la Commissione a prevedere, in sede di preparazione della politica di coesione per il periodo post-2020, maggiori finanziamenti per il rafforzamento della competitività delle PMI;

34.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2014)0364.

(2)

GU C 24 del 22.1.2016, pag. 2.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0198.

(4)

GU C 21 del 28.1.2010, pag. 1.

(5)

GU C 188 E del 28.6.2012, pag. 7.

(6)

GU C 68 E del 7.3.2014, pag. 40.

(7)

Testi approvati, P7_TA(2014)0002.

(8)

Testi approvati, P8_TA(2015)0308.

(9)

GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.


MOTIVAZIONE

L'obiettivo comune degli investimenti a titolo dei fondi SIE è quello di sostenere la realizzazione della strategia Europa 2020 dell'UE per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Ciascun fondo SIE finanzia 11 obiettivi tematici, e l'obiettivo tematico 3 (in appresso OT3) consiste nel "promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, del settore agricolo (per il FEASR) e del settore della pesca e dell'acquacoltura (per il FEAMP)", nonché le priorità d'investimento correlate per il FESR.

Le piccole e medie imprese (PMI) sono fondamentali per l'economia delle regioni dell'UE, sia in termini di occupazione che di competitività. Per il periodo 2007-2013 erano stati assegnati, con l'aiuto della politica di coesione, 70 miliardi di EUR al sostegno alle imprese, in particolare le PMI, e l'obiettivo per il periodo 2014-2020 è di raddoppiare tale importo (anche con il contributo degli strumenti finanziari). Nel nuovo periodo di programmazione, tra le varie possibilità vi è quella di investire nelle PMI attraverso l'OT3, consentendo al contempo investimenti nelle PMI nel quadro di altri obiettivi tematici.

Per il periodo di programmazione 2014-2020 sono stati assegnati oltre 63 miliardi di EUR a valere dei fondi SIE per l'obiettivo generale di promuovere la competitività delle PMI (cui si aggiungono quasi 31 miliardi dal cofinanziamento nazionale, per un totale di 94 miliardi di EUR).

Si attendono i seguenti risultati:

- verrà fornito sostegno a circa 801 500 imprese per la creazione diretta di 354 300 nuovi posti di lavoro. Unitamente al sostegno alle imprese per la ricerca e l'innovazione, ciò significa che il 5% di tutte le PMI dell'UE e l'8% delle nuove imprese riceveranno finanziamenti dall'UE;

- 396 500 microimprese e PMI (comprese le imprese cooperative e quelle impegnate nell'economia sociale) riceveranno fondi per investire nello sviluppo del capitale umano e nelle competenze dei lavoratori.

In termini di FESR, il sostegno alle PMI (OT3) costituisce uno dei quattro obiettivi tematici obbligatori e dovrebbe incentrarsi sulla promozione dell'imprenditorialità, lo sviluppo e l'attuazione di nuovi modelli aziendali, il sostegno alla creazione e all'espansione di capacità avanzate per lo sviluppo di prodotti e servizi e gli incentivi alla crescita sui mercati nazionali e internazionali.

Tenendo conto della definizione di PMI elaborata dalla Commissione, ossia un'impresa con meno di 250 lavoratori dipendenti, un fatturato annuo massimo di 50 milioni di EUR e/o un totale di bilancio annuo non superiore a 43 milioni di EUR, la relazione annuale 2014/2015 della Commissione sulle PMI europee rileva che nel 2014 queste hanno contribuito per il 71,4% all'aumento dell'occupazione nel settore delle imprese non finanziarie e hanno assunto quasi 90 milioni di lavoratori, pari al 67% dell'occupazione totale, generando il 58% del valore aggiunto del settore. Inoltre, quasi tutte le PMI (93%) sono microimprese con meno di 10 dipendenti. Circa tre quarti delle PMI sono attive nei cinque settori chiave: "commercio all'ingrosso e al dettaglio", "settore manifatturiero", "edilizia", "servizi alle imprese" e "servizi di alloggio e ristorazione".

In generale, nel periodo 2007-2013 la politica di coesione ha sostenuto 73 500 start-up e ha creato oltre 263 000 posti di lavoro nelle PMI. Durante il periodo 2007-2013 erano presenti 204 programmi operativi del FESR a sostegno della ricerca e dell'innovazione nonché della crescita e dello sviluppo delle PMI (circa 70 miliardi di EUR).

In particolare, i programmi operativi in cui la quota maggiore dei finanziamenti (oltre l'80%) è stata utilizzata per la ricerca, l'innovazione e ambiti correlati alle PMI sono:

- il "Programma operativo per lo sviluppo economico" nazionale (Ungheria);

- "Factores de Competitividade 2007-2013" (Portogallo);

- "Innovation og Viden" (Danimarca), "Sviluppo della competitività dell'economia bulgara" (Bulgaria);

- il programma operativo regionale per il Burgenland (Austria).

Circa metà dei finanziamenti del FESR in fase di valutazione sono stati assegnati agli "investimenti in imprese direttamente legati alla ricerca e all'innovazione" e alla rubrica generale "altri investimenti in imprese". La forma di finanziamento maggiormente utilizzata in tutte le categorie di spesa è quella dell'aiuto non rimborsabile, seguita da aiuti quali prestiti, sovvenzioni in conto interessi e garanzie, che si concentrano su priorità selezionate. In generale, i capitali di rischio e altre forme di finanziamento sono di gran lunga meno comuni.

Posizione del PE durante i negoziati per l'OT3 e coinvolgimento delle parti interessate

Il Parlamento europeo ha sempre sottolineato che "le piccole e medie imprese (PMI), essendo responsabili dell'85% dei nuovi posti di lavoro creati, costituiscono la spina dorsale dell'economia dell'UE e hanno un enorme potenziale in termini di creazione di posti di lavoro", che "20,7 milioni di PMI rappresentano oltre il 67% dell'occupazione del settore privato nell'UE, e che il 30% è riconducibile a microimprese". Il PE osserva inoltre che le PMI "sono i motori fondamentali della crescita economica a lungo termine dell'Europa e per le opportunità di creare posti di lavoro sostenibili nei 28 Stati membri".

Nel 2014 la commissione per lo sviluppo regionale ha affermato che "la politica di coesione per il periodo 2014-2020 costituisce uno strumento importante ed efficace per promuovere una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e per conseguire gli obiettivi di Europa 2020 sostenendo, mediante un'ampia serie di misure e di strumenti finanziari innovativi, l'avviamento e lo sviluppo delle piccole e medie imprese (PMI), incluse le microimprese, quali uno dei principali creatori di posti di lavoro nell'UE" e ha chiesto "agli Stati membri e alle regioni di prevedere meccanismi di informazione e di sostegno efficaci per consentire alle microimprese e alle PMI di beneficiare di fondi europei, nonché di adottare misure ambiziose nel quadro del meccanismo congiunto di condivisione dei rischi combinando le risorse di bilancio dell'UE provenienti in particolare dai programmi COSME e Orizzonte 2020 e dai Fondi strutturali e di investimento europei".

Nella risoluzione del 5 luglio 2011 sulla Quinta relazione della Commissione sulla coesione e sulla strategia per la politica di coesione dopo il 2013, il PE ha chiesto che "i principi fondamentali dello «Small Business Act for Europe», ossia i principi «Think Small First» e «Only once», siano annoverati tra le fondamenta della politica di coesione" e ha ritenuto che "tali principi dovrebbero essere applicati dagli Stati membri e dalle regioni nella definizione dei rispettivi programmi operativi"; ha inoltre valutato positivamente "l'efficace cooperazione tra la BEI e la Commissione nell'attuazione delle tre iniziative comuni – JESSICA, JEREMIE e JASMINE".

Durante i negoziati del FESR il Parlamento europeo ha introdotto l'elemento della cooperazione tra grandi imprese e PMI per gli investimenti produttivi, allo scopo di sostenere imprese di maggiori dimensioni nelle TIC, e ha approvato l'introduzione dello strumento finanziario "Iniziativa per le PMI", gestito indirettamente dalla Commissione e attuato dalla BEI; tuttavia, il PE ha chiesto di ridurre il massimale iniziale dell'iniziativa a 1,5 miliardi di EUR.

L'OT3 era uno dei temi in cui le autorità avevano la capacità di gestione più efficace e la concentrazione tematica era una sfida per l'UE12, soprattutto in termini di sostegno alle PMI, per via del fatto che nel periodo 2007-2013 il punto focale era il miglioramento delle infrastrutture.

La maggior parte dei governi locali è coinvolta direttamente e/o attraverso le rispettive associazioni nazionali nei comitati di sorveglianza dei programmi per il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), spesso per il Fondo sociale europeo (FSE) e talvolta per altri fondi. Tuttavia, vi è una grande variazione in merito alla loro influenza sull'attuazione dei programmi (dimensione delle strutture di partenariato, disponibilità di informazioni, chiarezza e lungimiranza del lavoro durante le riunioni). La maggior parte degli aspetti operativi del Codice europeo di condotta sul partenariato non sono applicati adeguatamente nel maggior numero dei casi. In sede di preparazione dei programmi operativi, le regioni sono spesso gli interlocutori privilegiati per i governi centrali e hanno maggiore influenza e potere sulle decisioni rispetto alle autorità pubbliche locali. In alcuni casi le associazioni nazionali delle autorità locali (contrariamente all'articolo 5 del regolamento recante disposizioni comuni sul partenariato) non sono partner a pieno titolo, bensì vengono semplicemente informate delle decisioni più importanti e non prendono parte al processo decisionale vero e proprio. Altre associazioni nazionali delle autorità locali hanno un ruolo più strategico per garantire l'efficacia dei fondi SIE: questa deve essere la via da seguire per migliorare l'assorbimento dei fondi SIE nell'attuale periodo di programmazione 2014-2020. La firma di un accordo tra governi centrali e altri livelli di governo garantirebbe una dichiarazione comune ai servizi della Commissione, maggiore titolarità delle priorità d'investimento, migliore conoscenza da parte delle autorità locali e regionali delle opportunità offerte dai fondi SIE e pertanto maggiore efficienza nell'uso concreto dei finanziamenti dell'UE.

Il riconoscimento dell'importanza delle autorità locali può essere inoltre analizzato mediante la dimensione territoriale dei programmi operativi, la capacità delle autorità di locali di accedere agli strumenti finanziari dell'UE e di utilizzarli e la loro nomina a organismi intermedi o beneficiari di un investimento territoriale integrato (ITI). Nella maggior parte dei casi, l'obiettivo della devoluzione di responsabilità sono, eventualmente, le aree urbane più ampie o le regioni. Si tratta di una mancata opportunità di coinvolgere aree locali di tutti i tipi nel processo decisionale in merito ai finanziamenti a beneficio dello sviluppo delle stesse.

Capacità amministrativa delle autorità locali

Per quanto concerne la semplificazione, la volontà di ridurre gli oneri amministrativi per i beneficiari non dovrebbe tradursi in costi supplementari per le autorità di gestione o le autorità locali cui sono state devolute le responsabilità.

I governi centrali dovrebbero fornire alle autorità locali disposte a impegnarsi maggiormente nella gestione dei fondi SIE più ampi poteri decisionali, a partire dalla selezione dei progetti. L'assistenza tecnica e un coinvolgimento precoce nelle discussioni sulle priorità d'investimento nelle future operazioni di finanziamento contribuiranno a tale processo.

Considerato che la maggior parte dei paesi e delle regioni ha iniziato soltanto ora ad avviare i programmi, vi è margine per le autorità di gestione e la Commissione per applicare in maniera più coerente il principio del partenariato quale enunciato nel regolamento e nel Codice di condotta.

Il successo dei programmi dei fondi SIE – e delle strategie che li sostengono mediante condizionalità ex ante – dipenderà dalla buona governance e dal loro avvio immediato, nonché dalla loro piena attuazione nei prossimi anni.

Strumenti finanziari per l'OT3

È possibile sostenere l'OT3 mediante strumenti finanziari, che dovrebbero essere concepiti sulla base di una valutazione ex ante. Tali strumenti possono essere istituiti a livello dell'UE, combinando i fondi SIE con altre risorse, allo scopo di incoraggiare le banche a concedere prestiti alle PMI. Anche a livello nazionale/regionale è possibile istituire strumenti finanziari, i quali vengono amministrati dalle autorità di gestione e consistono in prestiti o garanzie.

Secondo pacchetto di lavoro: quadro politico della relazione

Il miglioramento dell'efficienza nell'impiego delle risorse nelle PMI offre un enorme potenziale per ridurre i costi di produzione e aumentare la produttività. Si stima che un miglioramento nell'uso delle risorse equivarrebbe a un potenziale di risparmio complessivo di 630 miliardi di EUR l'anno per l'industria europea. Prevenire danni ambientali e procedere verso un'economia a basse emissioni di carbonio costituisce una sfida sociale che offre anche nuove opportunità di affari per le imprese che portano sul mercato prodotti e servizi "verdi". Le PMI necessitano di un contesto imprenditoriale favorevole, in cui le idee "verdi" possono essere facilmente sviluppate, finanziate e commercializzate. La rifabbricazione, la riparazione, la manutenzione, il riciclaggio e la progettazione ecocompatibile possiedono un enorme potenziale per diventare motori della crescita economica e della creazione di posti di lavoro, fornendo al contempo un notevole contributo nell'affrontare le sfide ambientali. Le PMI e gli imprenditori hanno bisogno di un contesto che offra loro sostegno per procedere verso un'economia circolare. Gli impegni internazionali dell'UE in ambiti quali la cooperazione per contrastare i cambiamenti climatici o le politiche di vicinato offrono opportunità concrete per le PMI europee con competenze "verdi" di accedere a nuovi mercati. Un contesto più favorevole e una maggiore cooperazione internazionale sono requisiti necessari per aiutare le PMI a integrarsi con successo nella catena del valore mondiale.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

1

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petras Auštrevičius, Daniel Buda, Salvatore Cicu, Viorica Dăncilă, Andor Deli, Ivana Maletić, Maurice Ponga, Davor Škrlec

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