Procedura : 2015/0906(COD)
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Testi presentati :

A8-0167/2016

Discussioni :

PV 08/06/2016 - 20
CRE 08/06/2016 - 20

Votazioni :

PV 09/06/2016 - 4.5
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0278

RELAZIONE     ***I
PDF 441kWORD 292k
2.5.2016
PE 578.532v03-00 A8-0167/2016

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti

(N8-0110/2015 – C8-0367/2015 – 2015/0906(COD))

Commissione giuridica

Relatore: Mady Delvaux

EMENDAMENTI
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti

(N8-0110/2015 – C8-0367/2015 – 2015/0906(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la richiesta della Corte di giustizia sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio (N8-0110/2015),

–  visti l'articolo 19, paragrafo 2, secondo comma, del trattato sull'Unione europea, l'articolo 256, paragrafo 1, l'articolo 257, primo e secondo comma, e l'articolo 281, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché l'articolo 106 bis, paragrafo 1, del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali il progetto di atto gli è stato sottoposto (C8-0367/2015),

–  visto l'articolo 294, paragrafi 3 e 15, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il regolamento (UE, Euratom) n. 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea(1), in particolare il considerando 9,

–  visto il parere della Commissione (COM(2016)0081)(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione giuridica e il parere della commissione per gli affari costituzionali (A8-0167/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio, alla Corte di giustizia e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Progetto di regolamento

Visto 1

 

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

visto il trattato sull'Unione europea, in particolare, l'articolo 19, paragrafo 2, secondo comma,

soppresso

Motivazione

L'articolo 19, paragrafo 2, TUE non costituisce una base giuridica appropriata per tale regolamento, in quanto il numero di giudici del Tribunale non viene modificato. La base giuridica pertinente va ricercata negli articoli 256, paragrafo 1, 257 e 281 TFUE, nonché nell'articolo 106 bis del trattato Euratom.

Emendamento    2

Progetto di regolamento

Articolo 1 – punto 1

 

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

1. la decisione (2004/752/CE, Euratom) del Consiglio, del 2 novembre 2004, che istituisce il Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea e, di conseguenza, l'articolo 62 quater del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea, nonché il suo allegato I, fatto salvo l'articolo 4;

1. la decisione (2004/752/CE, Euratom) del Consiglio1bis;

 

_______________

 

1bis Decisione (2004/752/CE, Euratom) del Consiglio, del 2 novembre 2004, che istituisce il Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea (GU L 333 del 9.11.2004, pag. 7).

Motivazione

È preferibile trattare le modifiche al protocollo nell'articolo 2, anche tramite l'esplicita abrogazione degli articoli introdotti all'epoca dalla decisione del Consiglio 2004/752/CE.

Emendamento    3

Progetto di regolamento

Articolo 2 – punto 2

Protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea

Articolo 62 quater

 

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

2. L'articolo seguente è inserito:

2. Il titolo IV bis è soppresso.

"Articolo 62 quater

 

Le disposizioni relative alle competenze, alla composizione, all'organizzazione e alla procedura di qualunque tribunale specializzato istituito ai sensi dell'articolo 257 TFUE figurano in un allegato al presente statuto."

 

Motivazione

Non vi è alcuna necessità di sostituire l'articolo 62 quater con un generico riferimento ai tribunali specializzati e a un allegato inesistente. L'intero titolo sui tribunali specializzati, che contiene solamente questo articolo, può essere abrogato. Naturalmente sarà possibile ripristinarlo in futuro se e quando verrà istituito un tribunale specializzato, come è avvenuto nel 2004.

Emendamento    4

Progetto di regolamento

Articolo 2 – punto 2 bis (nuovo)

Protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea

Allegato I

 

Progetto della Corte di giustizia

Emendamento

 

2 bis. L'allegato I è soppresso, fatto salvo l'articolo 4 del presente regolamento.

Motivazione

È preferibile abrogare esplicitamente l'allegato I nell'articolo concernente le modifiche al protocollo.

(1)

GU L 341 del 24.12.2015, pag. 14.

(2)

Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


MOTIVAZIONE

Il presente regolamento è il quarto a vertere sulla riforma della Corte di giustizia. Il primo ha introdotto una serie di modifiche concernenti i collegi giudicanti e il procedimento della Corte di giustizia e del Tribunale, mentre il secondo ha disciplinato le questioni relative ai giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica.

La terza parte della riforma si è rivelata essere la più controversa, in quanto relativa a un aumento del numero dei giudici del Tribunale. Inizialmente era stato previsto un passaggio da 28 a 40 giudici. Al termine della procedura, i colegislatori hanno concordato, sotto l'impulso del Consiglio, di portare a 56 il numero di giudici del Tribunale, onde consentire a ogni Stato membro di nominare due giudici ciascuno. Tale aumento è stato subordinato allo scioglimento del Tribunale della funzione pubblica e al ritrasferimento al Tribunale del contenzioso della funzione pubblica.

Il presente regolamento costituisce pertanto il seguito del terzo regolamento sulla riforma della Corte di giustizia. In concomitanza con la seconda fase dell'incremento del numero dei giudici del Tribunale, da 40 a 47, il Tribunale della funzione pubblica, che conta sette giudici, deve essere sciolto.

La proposta della Corte di giustizia è quindi logica e soddisfa una richiesta avanzata dai colegislatori. Si limita ad abrogare le disposizioni relative al Tribunale della funzione pubblica e a introdurre alcune modifiche collaterali e disposizioni transitorie. Tali modifiche comprendono naturalmente l'abrogazione del secondo regolamento sulla riforma della Corte di giustizia. Il relatore propone pertanto l'approvazione della proposta da parte del Parlamento europeo.

La relazione contiene alcuni emendamenti di natura tecnica che il relatore ritiene possano migliorare la legiferazione. Le disposizioni di modifica sono rese più chiare e il titolo sui tribunali specializzati è abrogato in toto, in quanto non sarà necessario sino all'istituzione di un nuovo tribunale specializzato. Gli emendamenti non incidono tuttavia sulla sostanza della proposta.

Al relatore preme sottolineare che la proposta contempla le modalità di trasferimento al Tribunale delle cause pendenti dinanzi al Tribunale della funzione pubblica. Le cause pendenti al 31 agosto 2016 dinanzi al Tribunale della funzione pubblica saranno trasferite nello stato in cui si troveranno a tale data. Nell'interesse della certezza del diritto, a tali cause sarà applicato il regolamento di procedura del Tribunale. Il relatore mette in evidenza che sarebbe opportuno modificare quest'ultimo per tenere conto, nell'ambito del contenzioso della funzione pubblica, delle specifiche norme in materia attualmente figuranti nel regolamento di procedura del Tribunale della funzione pubblica, in particolare gli articoli 108 e 109.

Sarà necessario modificare non solo il regolamento di procedura del Tribunale, ma anche la sua organizzazione interna. Il relatore concorda con la proposta formulata dalla Commissione nel suo parere(1) e ritiene che un numero più elevato di cause dovrebbe essere affidato a formazioni più ampie, laddove la loro importanza lo giustifichi, onde garantire la coerenza e la qualità della giurisprudenza. Sarebbe inoltre opportuno riflettere sulla possibilità di adeguare le regole e le prassi che disciplinano l'attribuzione delle cause per consentire la creazione di sinergie tematiche.

Il relatore desidera infine esprimersi in merito a una controversia giuridica che riguarda la modifica in questione. Secondo alcune affermazioni, dal momento che l'articolo 257 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea conferisce ai colegislatori la competenza di istituire tribunali specializzati, ma non fa esplicito riferimento a modifiche di tali tribunali e nemmeno al loro scioglimento, il Parlamento europeo e il Consiglio non potrebbero sciogliere i tribunali specializzati che essi stessi hanno creato. A giudizio del relatore, qualora un articolo consenta la creazione di un organo istituzionale, appare logico dedurne che esso ne consenta implicitamente anche lo scioglimento laddove un mutamento di circostanze lo richieda.

(1)

Parere della Commissione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti, COM(2016)0081 del 22.2.2016, punto 10.


PARERE DELLA COMMISSIONE GIURIDICA SULLA BASE GIURIDICA

On. Pavel Svoboda

Presidente

Commissione giuridica

BRUXELLES

Oggetto:  Parere della Commissione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti, COM(2016)0081 –C8-0367/2015 – 2015/0906(COD))

Signor Presidente,

Nel marzo 2015 la commissione giuridica ha deciso su propria iniziativa, a norma dell'articolo 39, paragrafo 5, del regolamento, di esprimere un parere sull'opportunità della modifica della base giuridica richiesta dal Consiglio per la proposta in oggetto.

Le basi giuridiche proposte dalla Corte di giustizia sono, da un lato, l’articolo 19, paragrafo 2, del trattato sull’Unione europea (TUE), che riguarda il numero dei giudici del Tribunale, e, dall’altro, l’articolo 256, paragrafo 1, l’articolo 257 e l’articolo 281, secondo comma, del TFUE, che riguardano, rispettivamente, la competenza del Tribunale ed eventuali cambiamenti ad essi relativi, l’istituzione di tribunali specializzati mediante atti di diritto derivato e la modifica dello statuto della Corte di giustizia mediante atti di diritto derivato. La base giuridica comprende anche l’articolo 106 bis, paragrafo 1 del trattato Euratom, che riguarda la Corte di giustizia nella misura in cui è anche la Corte di giustizia della Comunità europea dell’energia atomica.

Il relatore per il regolamento ritiene che l'articolo 19, paragrafo 2, non debba fungere da base giuridica per la presente proposta in quanto non modifica il numero di giudici presso il Tribunale e ha proposto un emendamento in tale senso.

Lo scopo del presente parere è quello di determinare la validità e l'opportunità della modifica che sopprime l'articolo 19, paragrafo 2 come base giuridica.

I - Antefatti

Il presente regolamento è il quarto a vertere sulla riforma della Corte di giustizia. Il primo regolamento ha introdotto una serie di modifiche concernenti i collegi giudicanti e la procedura della Corte di giustizia e del Tribunale, mentre il secondo ha disciplinato le questioni relative ai giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica.

La terza parte della riforma si è rivelata essere la più controversa, in quanto relativa a un aumento del numero dei giudici del Tribunale. Inizialmente era stato previsto un passaggio da 28 a 40 giudici. Al termine del percorso, i colegislatori hanno concordato, sotto l'impulso del Consiglio, di portare a 56 il numero di giudici del Tribunale, onde consentire a ogni Stato membro di nominare due giudici ciascuno. Tale aumento è stato subordinato allo scioglimento del Tribunale della funzione pubblica e al ritrasferimento al Tribunale del contenzioso della funzione pubblica.

Il presente regolamento costituisce pertanto il seguito del terzo regolamento sulla riforma della Corte di giustizia. In concomitanza con la seconda fase dell'incremento del numero dei giudici del Tribunale, da 40 a 47, il Tribunale della funzione pubblica, che conta sette giudici, deve essere sciolto.

La proposta della Corte di giustizia si limita ad abrogare le disposizioni relative al Tribunale della funzione pubblica e a introdurre un piccolo numero di modifiche collaterali e disposizioni transitorie. Tali modifiche comprendono naturalmente l'abrogazione del secondo regolamento sulla riforma della Corte di giustizia.

Secondo alcune affermazioni, dal momento che l'articolo 257 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea conferisce ai colegislatori la competenza di istituire tribunali specializzati, ma non fa esplicito riferimento a modifiche di tali tribunali e nemmeno al loro scioglimento, il Parlamento europeo e il Consiglio non potrebbero sciogliere i tribunali specializzati che essi stessi hanno creato. A giudizio del relatore, qualora un articolo consenta la creazione di un organo istituzionale, appare logico dedurne che esso ne consenta implicitamente anche lo scioglimento laddove un mutamento di circostanze lo richieda.

II - Articoli pertinenti del trattato (la sottolineatura è aggiunta)

L'articolo 19, paragrafo 2, recita:

Articolo 19 del TUE

[...]

2. La Corte di giustizia è composta da un giudice per Stato membro. È assistita da avvocati generali.

Il Tribunale è composto da almeno un giudice per Stato membro.

I giudici e gli avvocati generali della Corte di giustizia e i giudici del Tribunale sono scelti tra personalità che offrano tutte le garanzie di indipendenza e che soddisfino le condizioni richieste agli articoli 253 e 254 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Sono nominati di comune accordo dai governi degli Stati membri per sei anni. I giudici e gli avvocati generali uscenti possono essere nuovamente nominati.

[...]

L'articolo 256, paragrafo 1, del TFUE recita:

Articolo 256 del TFUE

1. Il Tribunale è competente a conoscere in primo grado dei ricorsi di cui agli articoli 263, 265, 268, 270 e 272, ad eccezione di quelli attribuiti a un tribunale specializzato istituito in applicazione dell'articolo 257 e di quelli che lo statuto riserva alla Corte di giustizia. Lo statuto può prevedere che il Tribunale sia competente per altre categorie di ricorsi.

Le decisioni emesse dal Tribunale ai sensi del presente paragrafo possono essere oggetto di impugnazione dinanzi alla Corte di giustizia per i soli motivi di diritto e alle condizioni ed entro i limiti previsti dallo statuto.

[...]

L'articolo 257 del TFUE dispone che:

Articolo 257 del TFUE

Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possono istituire tribunali specializzati affiancati al Tribunale, e incaricati di conoscere in primo grado di talune categorie di ricorsi proposti in materie specifiche. Il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano mediante regolamenti su proposta della Commissione e previa consultazione della Corte di giustizia o su richiesta della Corte di giustizia e previa consultazione della Commissione.

Il regolamento sull'istituzione di un tribunale specializzato stabilisce le regole relative alla composizione di tale tribunale e precisa la portata delle competenze ad esso conferite.

[...]

L'articolo 281 del TFUE dispone che:

Articolo 281 del TFUE

[...]

Il Parlamento europeo e il Consiglio, deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria, possono modificare le disposizioni dello statuto, ad eccezione del titolo I e dell'articolo 64. Il Parlamento europeo e il Consiglio deliberano su richiesta della Corte di giustizia e previa consultazione della Commissione o su proposta della Commissione e previa consultazione della Corte di giustizia.

L’articolo 106 bis, paragrafo 1, del trattato Euratom recita come segue:

Articolo 106 bis del trattato Euratom

1. L'articolo 7, gli articoli da 13 a 19, l'articolo 48, paragrafi da 2 a 5, e gli articoli 49 e 50, del trattato sull'Unione europea, e l'articolo 15, gli articoli da 223 a 236, gli articoli da 237 a 244, l'articolo 245, gli articoli da 246 a 270, gli articoli 272, 273 e 274, gli articoli da 277 a 281, gli articoli da 285 a 304, gli articoli da 310 a 320, gli articoli da 322 a 325 e gli articoli 336, 342 e 344, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, nonché il protocollo sulle disposizioni transitorie si applicano al presente trattato.

[...]

III - Principio generale per la scelta della base giuridica

Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte di giustizia, "la scelta del fondamento normativo di un atto comunitario deve basarsi su elementi oggettivi, suscettibili di sindacato giurisdizionale, tra i quali figurano, in particolare, lo scopo e il contenuto dell'atto"(1). La scelta di una base giuridica non corretta può quindi giustificare l'annullamento dell'atto in questione.

Nel caso in esame occorre pertanto stabilire se la proposta:

1.  persegue un duplice scopo o ha più componenti, e uno di questi scopi o una di queste componenti è identificabile come principale o preponderante, mentre l'altro(a) è solo accessorio(a); oppure

2.  persegue contemporaneamente più obiettivi o possiede più componenti tra loro inscindibili, senza che uno di essi(e) abbia importanza secondaria e indiretta rispetto all'altro(a).

Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia, nel primo caso l'atto deve basarsi su un solo fondamento normativo, ossia quello richiesto dallo scopo o dalla componente principale o preponderante, mentre nel secondo caso l'atto dovrà basarsi sui diversi fondamenti normativi volta a volta pertinenti(2).

In questo caso, è chiaro che gli articoli 256, paragrafo 1, 257 e 281 del TFUE e l'articolo 106 bis, paragrafo 1 del trattato Euratom devono fungere da base giuridica congiunta in quanto riguardano diversi, ma altrettanto importanti, aspetti dello stesso problema, come verrà illustrato in appresso.

IV - Scopo e contenuto della proposta

La proposta abroga, all'articolo 1:

•  la decisione 2004/752/CE, Euratom, del Consiglio, del 2 novembre 2004, che istituisce il Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea;

•  Il regolamento (UE) n. 979/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo ai giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea.

L'articolo 2 introduce due nuovi articoli nello statuto della Corte:

•  Un nuovo articolo 50 bis stabilisce, al paragrafo 1, conformemente all’articolo 256, paragrafo 1, ultima frase, del TFUE, la competenza del Tribunale per quanto riguarda la funzione pubblica. Il paragrafo 2 reintroduce l’invito al tribunale competente per il contenzioso della funzione pubblica ad esaminare le possibilità di composizione amichevole delle controversie.

•  Un nuovo articolo 62 quater stabilisce, in termini generali, che le disposizioni relative alle competenze, alla composizione, all’organizzazione e alla procedura dei tribunali specializzati devono essere contenute in un allegato dello statuto. Il progetto di relazione propone di non inserire questo articolo in quanto è ridondante in assenza di un tribunale specializzato.

Gli articoli 3, 4 e 5 contengono disposizioni transitorie necessarie per il trasferimento di competenze.

V - Analisi e determinazione della base giuridica appropriata

La proposta della Corte di giustizia contiene cinque basi giuridiche:

•  L'articolo 19, paragrafo 2, del TUE non costituisce una base giuridica appropriata in quanto riguarda il numero di giudici presso il Tribunale, su cui la presente proposta non incide.

•  L’articolo 256, paragrafo 1, del TFUE è una base giuridica necessaria, in quanto consente che lo statuto sia modificato in modo da dare al Tribunale la competenza per altre categorie di casi. Questo aspetto è rilevante in quanto i trattati non danno espressamente al Tribunale la competenza per le controversie riguardanti il personale che coinvolgano membri del personale non soggetti allo statuto dei funzionari (vale a dire, il personale della Banca centrale europea e della Banca europea per gli investimenti).

•  L’articolo 257 del TFUE è una base giuridica necessaria, in quanto permette l’istituzione di tribunali specializzati come il Tribunale della funzione pubblica. È evidente che il legislatore può anche modificare o abolire i tribunali specializzati quando le circostanze lo richiedano: l’intero obiettivo dell’articolo 257 del TFUE è consentire una flessibilità sufficiente nell’architettura giurisdizionale dell’Unione.

•  L'articolo 281 del TFUE, secondo comma, è una base giuridica necessaria in quanto consente ai colegislatori di modificare lo Statuto della Corte di giustizia mediante la procedura legislativa ordinaria, in particolare per apportare le modifiche consentite dagli articoli 256, paragrafo 1 e 257.

•  L’articolo 106 bis, paragrafo 1, del trattato Euratom, è anche una base giuridica necessaria poiché prevede che varie disposizioni istituzionali del TUE e del TFUE, inclusi tutti gli articoli di cui sopra, siano anche applicabili alla Comunità Euratom. La mancanza di riferimento al presente articolo suggerirebbe che le regole di competenza giurisdizionale dell’UE e dell'Euratom potrebbero essere diverse, il che non è il caso.

Ne consegue che le basi giuridiche sono l’articolo 256, paragrafo 1, del TFUE, concernente l'estensione della competenza del Tribunale, l’articolo 257 del TFUE, primo e secondo comma, relativo ai tribunali specializzati e alla loro creazione, modifica o abolizione, l’articolo 281, secondo comma, del TFUE, riguardante la modifica dello statuto della Corte di giustizia, e l’articolo 106 bis, paragrafo 1 del trattato Euratom, in merito all’applicazione di tutte le modifiche di cui sopra anche alla comunità Euratom. L’articolo 19, paragrafo 2, del TUE non dovrebbe essere utilizzato come base giuridica della presente proposta dato che non riguarda il numero di giudici presso il Tribunale.

Le quattro basi giuridiche devono essere utilizzate in combinato disposto, in quanto esse riguardano vari aspetti del cambiamento. Lasciare fuori dalla proposta una qualsiasi delle basi giuridiche risulterebbe in un regolamento senza un sufficiente fondamento nei trattati.

VI - Conclusione e raccomandazione

La base giuridica appropriata per la proposta in oggetto è quadrupla: l’articolo 256, paragrafo 1, del TFUE, l’articolo 257, primo e secondo comma, del TFUE, l’articolo 281, secondo comma, del TFUE e l’articolo 106 bis, paragrafo 1, del trattato Euratom. L'articolo 19, paragrafo 2, del TUE non è quindi una base giuridica appropriata per la presente proposta.

Nella sua riunione del 21 aprile 2016, la commissione giuridica ha pertanto deciso, con 16 voti favorevoli, 3 contrari e 1 astensione(3), di raccomandare che la commissione giuridica e la Plenaria approvino pertanto l'emendamento che modifica la base giuridica.

Distinti saluti.

Pavel Svoboda

(1)

Causa C-45/86, Commissione/Consiglio (Preferenze tariffarie generalizzate), [1987] Racc. 1439, punto 5; Causa C-440/05, Commissione/Consiglio Racc. 2007, I-9097; Causa C-411/06, Commissione/Parlamento e Consiglio, Raccolta 2009, I-7585.

(2)

Si veda la succitata causa C-411/06, punti 46 e 47.

(3)

Erano presenti al momento della votazione finale Lidia Joanna Geringer de Oedenberg (1° vicepresidente), Jean-Marie Cavada (2° vicepresidente), Axel Voss (3° vicepresidente), Mady Delvaux (4° vicepresidente), Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Angel Dzhambazki, Rosa Estaràs Ferragut, Enrico Gasbarra, Heidi Hautala, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, Emil Radev, József Szájer, Cecilia Wikström, Josef Weidenholzer (in sostituzione di Evelyn Regner a norma dell'articolo 200, paragrafo 2, del regolamento).


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (21.4.2016)

destinato alla commissione giuridica

sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti

(N8-0110/2015 – C8-0367/2015 – 2015/0906(COD))

Relatore per parere: Danuta Maria Hübner

BREVE MOTIVAZIONE

Il 28 marzo 2011 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha presentato una proposta di modifica del proprio statuto sulla base dell'articolo 254, paragrafo 1, e dell'articolo 281, paragrafo 2, TFUE. A seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona, la proposta dovrebbe essere approvata, per la prima volta, nel quadro della procedura legislativa ordinaria.

La proposta legislativa presentata raggruppa più proposte, indipendenti l'una dall'altra, riguardanti i tre organi giurisdizionali che compongono la Corte di giustizia dell'Unione europea.

Riguardo alla Corte di giustizia, le proposte riguardano principalmente l'istituzione della carica di Vicepresidente della Corte di giustizia e la modifica delle norme relative alla composizione e al funzionamento della Grande sezione.

Un'altra parte della proposta è intesa a consentire la nomina di giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica. In un progetto di regolamento a parte è stato proposto di modificare l'articolo 62 quater dello statuto della Corte prevedendo, in generale, la possibilità di assegnare giudici ad interim ai tribunali specializzati. Per effetto delle proposte della Corte, sono stati adottati due regolamenti(1).

Per far fronte al maggiore carico di lavoro (le cause portate dinanzi al Tribunale sono aumentate del 65% tra il 2000 e il 2010 e, alla fine del 2010, vi erano 1 300 cause pendenti, a fronte di 527 cause chiuse nello stesso anno), la Corte di giustizia riteneva necessario, al fine di individuare una soluzione strutturale, aumentare di dodici componenti il numero dei giudici del Tribunale, portandolo a trentanove.

La Commissione e il Parlamento(2), in prima lettura, hanno accettato tale aumento del numero dei giudici. Tuttavia, gli Stati membri non sono riusciti a giungere a un accordo sulle modalità di nomina dei dodici giudici supplementari. Mentre i grandi Stati membri volevano che i giudici fossero nominati sulla base del merito, i piccoli Stati membri chiedevano un sistema di rotazione che garantisse anche a tali Stati di avere, a turno, due giudici in seno al Tribunale.

Nel luglio 2014 la Presidenza italiana ha invitato la Corte di giustizia a formulare una nuova proposta di riforma, proposta che è stata presentata dal Presidente della Corte nell'autunno 2014.

La versione aggiornata di tale proposta prevede di raddoppiare il numero dei giudici della Corte, portandone il numero a cinquantasei, in tre fasi. Nel 2015 dovrebbero essere creati dodici nuovi posti per giudici; nel 2016 i sette giudici del Tribunale della funzione pubblica sarebbero integrati nel Tribunale e da ultimo, nel 2019, è prevista la creazione di altri nove posti.

È su questa base che Parlamento e Consiglio hanno raggiunto un accordo(3).

Il considerando 9 del regolamento adottato prevede che "nel settembre 2016 (...) i sette posti dei giudici presso il Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea ("Tribunale della funzione pubblica") dovrebbero essere trasferiti al Tribunale (...)".

La proposta attualmente all'esame è volta ad attuare la decisione di trasferire al Tribunale i sette giudici del Tribunale della funzione pubblica ‒ decisione adottata a norma del succitato regolamento ‒ trasferendo altresì al Tribunale la competenza del Tribunale della funzione pubblica. La proposta, nei termini sin qui illustrati, non solleva particolari problemi e il relatore propone di accettarla senza modifiche.

******

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione giuridica, competente per il merito, a proporre che il Parlamento europeo adotti la sua posizione in prima lettura facendo propria la domanda della Corte di giustizia senza modifiche.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Trasferimento al Tribunale dell’Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l’Unione e i suoi agenti

Riferimenti

N8-0110/2015 – C8-0367/2015 – 2015/0906(COD)

Commissione competente per il merito

Annuncio in Aula

JURI

26.11.2015

 

 

 

Parere espresso da

Annuncio in Aula

AFCO

26.11.2015

Relatore per parere

Nomina

Danuta Maria Hübner

3.12.2015

Esame in commissione

15.3.2016

 

 

 

Approvazione

20.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mercedes Bresso, Fabio Massimo Castaldo, Kostas Chrysogonos, Richard Corbett, Esteban González Pons, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Constance Le Grip, Jo Leinen, Morten Messerschmidt, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Paulo Rangel, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Claudia Tapardel, Josep-Maria Terricabras, Kazimierz Michał Ujazdowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Gerolf Annemans, David McAllister, Andrej Plenković, Cristian Dan Preda

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Axel Voss

(1)

Regolamento (UE, Euratom) n. 979/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo ai giudici ad interim del Tribunale della funzione pubblica dell'Unione europea (GU L 303 del 31.10.2012, pag. 83).

Regolamento (UE, Euratom) n. 741/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 agosto 2012, che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea e il relativo allegato I (GU L 228 del 23.8.2012, pag. 1).

(2)

Emendamenti approvati dal Parlamento europeo il 12 dicembre 2013 al progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale (02074/2011 – C7-0126/2012 – 2011/0901B(COD))(1).

Risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 15 aprile 2014 sul progetto di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il protocollo sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea aumentando il numero dei giudici del Tribunale (02074/2011 – C7-0126/2012 – 2011/0901B(COD)) (Procedura legislativa ordinaria: prima lettura).

(3)

Regolamento (UE, Euratom) 2015/2422 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2015, recante modifica del protocollo n. 3 sullo statuto della Corte di giustizia dell'Unione europea (GU L 341 del 24.12.2015, pag. 14).


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Trasferimento al Tribunale dell'Unione europea della competenza a decidere, in primo grado, sulle controversie tra l'Unione e i suoi agenti

Riferimenti

N8-0110/2015 – C8-0367/2015 – 2015/0906(COD)

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

JURI

26.11.2015

 

 

 

Commissioni competenti per parere

 Annuncio in Aula

AFCO

26.11.2015

 

 

 

Relatori

 Nomina

Mady Delvaux

18.2.2016

 

 

 

Contestazione della base giuridica

 Parere JURI

JURI

21.4.2016

 

 

 

Esame in commissione

15.3.2016

 

 

 

Approvazione

21.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

4

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Enrico Gasbarra, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Dietmar Köster, Gilles Lebreton, Emil Radev, József Szájer, Axel Voss

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angel Dzhambazki, Heidi Hautala, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Cecilia Wikström

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Josef Weidenholzer

Deposito

2.5.2016

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