Procedura : 2016/0011(CNS)
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Ciclo del documento : A8-0189/2016

Testi presentati :

A8-0189/2016

Discussioni :

PV 07/06/2016 - 2
CRE 07/06/2016 - 2

Votazioni :

PV 08/06/2016 - 12.13
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Testi approvati :

P8_TA(2016)0265

RELAZIONE     *
PDF 757kWORD 499k
27.5.2016
PE 578.569v02-00 A8-0189/2016

sulla proposta di direttiva del Consiglio recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno

(COM(2016)0026 – C8-0031/2016 – 2016/0011(CNS))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Hugues Bayet

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DI MINORANZA
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Consiglio recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno

(COM(2016)0026 – C8-0031/2016 – 2016/0011(CNS))

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Consiglio (COM(2016)0026),

–  visto l'articolo 115 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0031/2016),

–  visti i pareri motivati inviati dal parlamento maltese e dal parlamento svedese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0189/2016),

1.  approva la proposta della Commissione quale emendata;

2.  invita la Commissione a modificare di conseguenza la sua proposta, in conformità dell'articolo 293, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

3.  invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

4.  chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il suo progetto;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Le attuali priorità politiche nella fiscalità internazionale evidenziano la necessità di assicurare che l’imposta sia versata nel luogo in cui gli utili e il valore sono generati. È pertanto fondamentale ristabilire la fiducia nell’equità dei sistemi fiscali e consentire ai governi di esercitare effettivamente la loro sovranità fiscale. Questi nuovi obiettivi politici sono stati tradotti in raccomandazioni di azioni concrete nel quadro dell’iniziativa contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). In risposta all’esigenza di una maggiore equità fiscale la Commissione, nella sua comunicazione del 17 giugno 2015, definisce un piano d’azione per un’imposizione societaria equa ed efficace nell’Unione europea3 (piano d’azione).

(1)  Le attuali priorità politiche nella fiscalità internazionale evidenziano la necessità di assicurare che l’imposta sia versata nel luogo in cui gli utili sono generati e il valore è creato. È pertanto fondamentale ristabilire la fiducia nell’equità dei sistemi fiscali e consentire ai governi di esercitare effettivamente la loro sovranità fiscale. Questi nuovi obiettivi politici sono stati tradotti in raccomandazioni di azioni concrete nel quadro dell’iniziativa contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili (BEPS) dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). In risposta all’esigenza di una maggiore equità fiscale la Commissione, nella sua comunicazione del 17 giugno 2015, definisce un piano d’azione per un’imposizione societaria equa ed efficace nell’Unione europea3 (piano d’azione) e riconosce che una base imponibile consolidata comune per le società (CCCTB) completa, munita di un criterio di ripartizione appropriato ed equo, costituirebbe un vero fattore di cambiamento nella lotta contro le strategia di BEPS artificiali. Alla luce di tali elementi, la Commissione dovrebbe pubblicare, quanto prima possibile, una proposta ambiziosa relativa a una CCCTB e l'autorità legislativa dovrebbe portare a termine, il più rapidamente possibile, i negoziati su tale proposta cruciale.

 

  È opportuno tenere debitamente conto della risoluzione legislativa del Parlamento europeo del 19 aprile 2012 sulla proposta di direttiva del Consiglio relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB).

__________________

__________________

3 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio su un regime equo ed efficace per l'imposta societaria nell'Unione europea: i 5 settori principali d'intervento COM(2015) 302 final del 17 giugno 2015.

3 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio su un regime equo ed efficace per l'imposta societaria nell'Unione europea: i 5 settori principali d'intervento COM(2015) 302 final del 17 giugno 2015.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis)  L'Unione ritiene che la lotta contro la frode, l'evasione e l'elusione fiscali sia una priorità politica assoluta poiché le pratiche dannose come la pianificazione fiscale aggressiva sono inaccettabili dal punto di vista dell'integrità del mercato interno e della giustizia sociale.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  La maggior parte degli Stati membri, in qualità di membri dell’OCSE, si è impegnata ad attuare i risultati delle 15 azioni contro l’erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, pubblicati il 5 ottobre 2015. È quindi essenziale per il corretto funzionamento del mercato interno che gli Stati membri attuino come minimo i loro impegni in materia di BEPS e, più in generale, prendano provvedimenti per scoraggiare le pratiche di elusione fiscale e garantire un’equa ed efficace imposizione nell’Unione in modo sufficientemente coerente e coordinato. In un mercato di economie altamente integrate si avverte l’esigenza di approcci strategici comuni e di un’azione coordinata al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno e massimizzare gli effetti positivi dell’iniziativa contro il BEPS. Inoltre solo un quadro comune potrebbe impedire una frammentazione del mercato e porre fine ai disallineamenti e alle distorsioni del mercato attualmente esistenti. Infine, misure nazionali di attuazione che seguono una linea comune in tutta l’Unione fornirebbero ai contribuenti la certezza giuridica della compatibilità di dette misure con il diritto unionale.

(2)  La maggior parte degli Stati membri, in qualità di membri dell’OCSE, si è impegnata ad attuare i risultati delle 15 azioni contro la vera erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, pubblicati il 5 ottobre 2015. È quindi essenziale per il corretto funzionamento del mercato interno che gli Stati membri attuino come minimo i loro impegni in materia di BEPS e, più in generale, prendano provvedimenti per scoraggiare le pratiche di elusione fiscale e garantire un’equa ed efficace imposizione nell’Unione in modo sufficientemente coerente e coordinato. In un mercato di economie altamente integrate si avverte l’esigenza di approcci strategici comuni e di un’azione coordinata al fine di migliorare il funzionamento del mercato interno e massimizzare gli effetti positivi dell’iniziativa contro vere e proprie strategie di BEPS, prestando nel contempo un'attenzione adeguata nei confronti della competitività delle imprese che operano nel mercato interno. Inoltre solo un quadro comune potrebbe impedire una frammentazione del mercato e porre fine ai disallineamenti e alle distorsioni del mercato attualmente esistenti. Infine, misure nazionali di attuazione che seguono una linea comune in tutta l’Unione fornirebbero ai contribuenti la certezza giuridica della compatibilità di dette misure con il diritto unionale. In un'Unione caratterizzata da mercati nazionali molto eterogenei, una valutazione d'impatto globale di tutte le misure previste resta fondamentale per garantire che tale linea comune trovi un ampio sostegno tra gli Stati membri.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Dato che i paradisi fiscali possono essere classificati come trasparenti dall'OCSE, è opportuno che siano presentate proposte per aumentare la trasparenza dei fondi fiduciari e delle fondazioni.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  È fondamentale dotare le amministrazioni fiscali di risorse idonee per contrastare in maniera efficace il BEPS, migliorando in tal modo la trasparenza relativa alle attività delle grandi multinazionali, in particolare per quanto riguarda gli utili, le imposte versate sugli utili, le sovvenzioni percepite, le agevolazioni fiscali, il numero dei dipendenti e gli attivi detenuti.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  Per garantire la coerenza in relazione al trattamento delle stabili organizzazioni, è fondamentale che gli Stati membri applichino nella legislazione pertinente e nei trattati bilaterali in materia fiscale una definizione comune di stabile organizzazione conformemente all'articolo 5 del modello di convenzione fiscale sui redditi e il patrimonio dell'OCSE.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 quater)  Per evitare un'attribuzione incoerente degli utili alle stabili organizzazioni, gli Stati membri dovrebbero seguire le norme per l'imputazione degli utili alle stabili organizzazioni conformemente all'articolo 7 del modello di convenzione fiscale sui redditi e il patrimonio dell'OCSE e allineare la loro legislazione applicabile e i rispettivi trattati bilaterali a tali norme, in sede di riesame delle stesse.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  È necessario stabilire norme contro l’erosione della base imponibile nel mercato interno e il trasferimento degli utili al di fuori del mercato interno. Per contribuire al conseguimento di tale obiettivo sono necessarie disposizioni nei seguenti settori: limiti sulla deducibilità degli interessi, imposizione in uscita, clausola di switch-over, una norma generale antiabuso, norme sulle società controllate estere e un quadro per contrastare i disallineamenti da ibridi. Ove l’applicazione di tali norme dia luogo a una doppia imposizione, i contribuenti dovrebbero beneficiare di uno sgravio tramite una detrazione dell’imposta versata in un altro Stato membro o in un paese terzo, a seconda del caso. Le norme dovrebbero pertanto mirare non solo a contrastare le pratiche di elusione fiscale, ma anche a evitare la creazione di altri ostacoli al mercato, come la doppia imposizione.

(5)  È necessario stabilire norme contro l’erosione della base imponibile nel mercato interno e il trasferimento degli utili al di fuori del mercato interno. Per contribuire al conseguimento di tale obiettivo sono necessarie disposizioni nei seguenti settori: limiti sulla deducibilità degli interessi e dei pagamenti di canoni, misure fondamentali di difesa contro l'utilizzo di giurisidizioni segrete o a bassa imposizione per finalità di BEPS, imposizione in uscita, una definizione chiara di stabile organizzazione, regole precise in materia di prezzi di trasferimento, un quadro per i sistemi di patent box, clausola di switch-over in mancanza di un trattato fiscale rigoroso dagli effetti analoghi con un paese terzo, una norma generale antiabuso, norme sulle società controllate estere e un quadro per contrastare i disallineamenti da ibridi. Ove l’applicazione di tali norme dia luogo a una doppia imposizione, i contribuenti dovrebbero beneficiare di uno sgravio tramite una detrazione dell’imposta versata in un altro Stato membro o in un paese terzo, a seconda del caso. Le norme dovrebbero pertanto mirare non solo a contrastare le pratiche di elusione fiscale, ma anche a evitare la creazione di altri ostacoli al mercato, come la doppia imposizione. Affinché si pervenga a una corretta applicazione di tali norme, è auspicabile che le autorità fiscali degli Stati membri siano dotate di risorse adeguate. Tuttavia, è altresì urgente e necessario stabilire un insieme unico di norme per il calcolo degli utili imponibili delle società transfrontaliere nell'Unione, trattando i gruppi societari come un'unica entità ai fini fiscali, allo scopo di rafforzare il mercato interno ed eliminare molte delle carenze dell'attuale quadro regolamentare dell'imposta societaria, che consentono la pianificazione fiscale aggressiva.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Nel tentativo di ridurre il proprio onere fiscale globale, i gruppi transfrontalieri di società ricorrono sempre più di frequente al trasferimento degli utili, spesso attraverso pagamenti di interessi gonfiati, da giurisdizioni fiscali a imposizione elevata verso paesi che applicano regimi fiscali più vantaggiosi. La norma relativa ai limiti sugli interessi è necessaria per scoraggiare tali pratiche in quanto limita la deducibilità degli oneri finanziari netti dei contribuenti (ossia l’importo di cui le spese finanziarie superano le entrate finanziarie). È pertanto necessario fissare una percentuale di deducibilità che sia riferita agli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA). Le entrate finanziarie esenti da imposta non dovrebbero essere compensate a fronte dei costi finanziari. Solo il reddito imponibile dovrebbe essere preso in considerazione per determinare l’importo degli interessi che può essere dedotto. Per agevolare i contribuenti che presentano rischi ridotti in relazione all’erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili, gli interessi netti dovrebbero essere sempre deducibili fino a un massimale fissato, applicato qualora comporti una deduzione superiore alla percentuale stabilita sulla base dell’EBITDA. Se il contribuente fa parte di un gruppo che redige conti consolidati, si dovrebbe prendere in considerazione l’indebitamento complessivo del gruppo ai fini della concessione ai contribuenti del diritto a dedurre importi più elevati degli oneri finanziari netti. La norma relativa ai limiti sugli interessi dovrebbe applicarsi agli oneri finanziari netti di un contribuente senza distinguere se i costi traggono origine da un debito contratto a livello nazionale, a livello transfrontaliero all’interno dell’Unione o in un paese terzo. Benché sia generalmente riconosciuto che anche le imprese finanziarie, ossia gli istituti finanziari e le imprese di assicurazione, dovrebbero essere soggette a limiti sulla deducibilità degli interessi, è parimenti riconosciuto che questi due settori presentano caratteristiche particolari che richiedono un approccio più adeguato alle loro esigenze. Dal momento che le discussioni in questo campo non sono sufficientemente conclusive nel contesto internazionale e unionale, non è ancora possibile prevedere norme specifiche per i settori finanziario ed assicurativo.

(6)  Nel tentativo di ridurre il proprio onere fiscale globale, i gruppi transfrontalieri di società ricorrono sempre più di frequente al trasferimento degli utili, spesso attraverso pagamenti di interessi o di canoni gonfiati, da giurisdizioni fiscali a imposizione elevata verso paesi che applicano regimi fiscali più vantaggiosi. Le norme relative ai limiti sugli interessi e sui canoni sono necessarie per scoraggiare vere e proprie pratiche di BEPS in quanto limitano la deducibilità degli oneri finanziari netti dei contribuenti (ossia l’importo di cui le spese finanziarie superano le entrate finanziarie) e dei pagamenti di canoni. Per quanto riguarda i costi relativi agli interessi è pertanto necessario fissare una percentuale di deducibilità che sia riferita agli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA). Le entrate finanziarie esenti da imposta non dovrebbero essere compensate a fronte dei costi finanziari. Solo il reddito imponibile dovrebbe essere preso in considerazione per determinare l’importo degli interessi che può essere dedotto. Per agevolare i contribuenti che presentano rischi ridotti in relazione all’erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili, gli interessi netti dovrebbero essere sempre deducibili fino a un massimale fissato, applicato qualora comporti una deduzione superiore alla percentuale stabilita sulla base dell’EBITDA. Se il contribuente fa parte di un gruppo che redige conti consolidati, si dovrebbe prendere in considerazione l’indebitamento complessivo del gruppo ai fini della concessione ai contribuenti del diritto a dedurre importi più elevati degli oneri finanziari netti. La norma relativa ai limiti sugli interessi dovrebbe applicarsi agli oneri finanziari netti di un contribuente senza distinguere se i costi traggono origine da un debito contratto a livello nazionale, a livello transfrontaliero all’interno dell’Unione o in un paese terzo. È generalmente riconosciuto che anche le imprese finanziarie, ossia gli istituti finanziari e le imprese di assicurazione, dovrebbero essere soggette a limiti sulla deducibilità degli interessi, eventualmente con un approccio più adeguato alle loro esigenze.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  In caso di finanziamento di progetti infrastrutturali a lungo termine di interesse pubblico mediante la concessione di prestiti a terzi e qualora il debito sia superiore alla soglia di esenzione stabilita dalla presente direttiva, è auspicabile che gli Stati membri abbiano la possibilità di concedere deroghe, a determinate condizioni, per i prestiti a favore di terzi destinati al finanziamento di progetti di infrastrutture pubbliche, in quanto in tali casi sarebbe controproducente l'applicazione delle disposizioni proposte in materia di limiti sugli interessi.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 6 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 ter)  Il trasferimento degli utili verso giurisdizioni segrete o a bassa imposizione rappresenta un particolare rischio per il gettito fiscale degli Stati membri nonché per il trattamento equo e non discriminatorio tra imprese che eludono le imposte e imprese adempienti sotto il profilo fiscale, sia grandi che piccole. In aggiunta alle misure di applicazione generale proposte nella presente direttiva per tutte le giurisdizioni, è fondamentale scoraggiare le giurisdizioni segrete e a bassa imposizione dal basare il loro regime di imposta sulle società e il rispettivo quadro normativo sulla custodia degli utili derivanti da elusione fiscale, senza nel contempo attuare adeguatamente le norme globali in materia di buona governance fiscale, quali lo scambio automatico di informazioni in materia fiscale, o dal praticare l'inadempimento tacito attraverso l'applicazione non corretta delle leggi fiscali e degli accordi internazionali, pur avendo assunto impegni politici in tal senso. Pertanto si propongono misure specifiche volte a utilizzare la presente direttiva come strumento per garantire che le giurisdizioni segrete e a bassa imposizione rispettino gli sforzi internazionali a favore della trasparenza e dell'equità in materia fiscale.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  L’imposizione in uscita ha la funzione di garantire che quando un contribuente trasferisce attivi o la propria residenza fiscale al di fuori della giurisdizione fiscale di uno Stato, detto Stato assoggetta ad imposta il valore economico di qualsiasi plusvalenza creata nel suo territorio, anche se tale plusvalenza non è ancora stata realizzata al momento dell’uscita. È pertanto necessario specificare i casi in cui i contribuenti sono soggetti a norme in materia di imposizione in uscita e sono tassati sulle plusvalenze non realizzate che sono state integrate nei loro attivi trasferiti. Al fine di calcolare gli importi è fondamentale stabilire un valore di mercato per gli attivi trasferiti basato sul principio di libera concorrenza. All’interno dell’Unione occorre esaminare l’applicazione dell’imposizione in uscita e illustrare le condizioni di conformità al diritto dell’Unione. In tali situazioni i contribuenti dovrebbero avere il diritto di versare immediatamente l’importo dell’imposta in uscita dovuta o di dilazionare il pagamento dell’importo dell’imposta, eventualmente maggiorato degli interessi e di una garanzia, su un certo numero di anni e di saldare il loro debito fiscale tramite pagamenti scaglionati. L’imposizione in uscita non dovrebbe essere applicata se il trasferimento degli attivi è di natura temporanea e a condizione che gli attivi siano destinati a tornare allo Stato membro dell’autore del trasferimento, se il trasferimento avviene allo scopo di rispettare requisiti prudenziali o a fini di gestione della liquidità o se si tratta di operazioni di finanziamento tramite titoli o attivi forniti come garanzia collaterale.

(7)  L’imposizione in uscita ha la funzione di garantire che quando un contribuente trasferisce attivi e utili o la propria residenza fiscale al di fuori della giurisdizione fiscale di uno Stato, detto Stato assoggetta ad imposta il valore economico di qualsiasi plusvalenza creata nel suo territorio, anche se tale plusvalenza non è ancora stata realizzata al momento dell’uscita. È pertanto necessario specificare i casi in cui i contribuenti sono soggetti a norme in materia di imposizione in uscita e sono tassati sulle plusvalenze non realizzate che sono state integrate nei loro attivi o utili trasferiti. Al fine di calcolare gli importi è fondamentale stabilire un valore di mercato per gli attivi o gli utili trasferiti basato sul principio di libera concorrenza. All’interno dell’Unione occorre esaminare l’applicazione dell’imposizione in uscita e illustrare le condizioni di conformità al diritto dell’Unione. In tali situazioni i contribuenti dovrebbero avere il diritto di versare immediatamente l’importo dell’imposta in uscita dovuta o di dilazionare il pagamento dell’importo dell’imposta, eventualmente maggiorato degli interessi e di una garanzia, su un certo numero di anni e di saldare il loro debito fiscale tramite pagamenti scaglionati. L’imposizione in uscita non dovrebbe essere applicata se il trasferimento degli attivi o degli utili è di natura temporanea e a condizione che gli attivi o gli utili siano destinati a tornare allo Stato membro dell’autore del trasferimento, se il trasferimento avviene allo scopo di rispettare requisiti prudenziali o a fini di gestione della liquidità o se si tratta di operazioni di finanziamento tramite titoli o attivi forniti come garanzia collaterale. Tuttavia è auspicabile che in tali casi gli Stati membri prevedano deduzioni.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Troppo spesso le società multinazionali si adoperano per trasferire i loro utili nei paradisi fiscali senza versare alcuna imposta o versando imposte estremamente esigue. La nozione di stabile organizzazione intende offrire una definizioni precisa e vincolante dei criteri che dovranno essere soddisfatti per stabilire se una società multinazionale è ubicata in un determinato paese. Tale aspetto obbligherà le società multinazionali a versare le rispettive imposte in maniera equa.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter)  Il termine "prezzi di trasferimento" si riferisce alle condizioni e alle modalità concernenti le transazioni effettuate all'interno di un'impresa multinazionale, comprese le società figlie e le società di comodo i cui utili sono imputati a una società madre multinazionale. Si tratta di prezzi praticati tra imprese associate situate in paesi diversi per le rispettive operazioni infragruppo, come il trasferimento di beni e servizi. Poiché i prezzi sono fissati dai soggetti associati non indipendenti all'interno della stessa impresa multinazionale, è possibile che non rispecchino il prezzo di libero mercato. L'Unione dovrebbe garantire che gli utili imponibili delle imprese multinazionali non vengano trasferiti al di fuori della giurisdizione dello Stato membro interessato e che la base imponibile dichiarata dalle imprese multinazionali nel loro paese rispecchi l'attività economica ivi esercitata. Nell'interesse dei contribuenti è fondamentale limitare i rischi di una doppia non imposizione che può scaturire da una differenza tra due paesi in ordine alla determinazione della remunerazione in condizioni di libera concorrenza delle loro operazioni internazionali con imprese associate. Tale sistema non esclude il ricorso a una serie di manovre artificiose, in particolare per quanto concerne i prodotti per i quali non esiste un prezzo di mercato (ad esempio per i canoni o i servizi alle imprese).

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 7 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 quater)  L'OCSE ha elaborato l'approccio del nesso modificato nell'ottica di regolamentare il sistema dei patent box. Tale metodo garantisce che nell'ambito del sistema dei patent box possano beneficiare di un'aliquota d'imposta favorevole soltanto i redditi connessi direttamente alle spese di ricerca e sviluppo. Tuttavia per gli Stati membri è già evidente la difficoltà di applicare ai loro sistemi di patent box le nozioni di nesso e sostanza economica. Qualora entro gennaio 2017 gli Stati membri non abbiano ancora applicato in maniera integrale e omogenea l'approccio del nesso modificato per eliminare gli attuali regimi dannosi in materia di patent box, è opportuno che la Commissione presenti una nuova proposta legislativa vincolante a norma dell'articolo 116 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. La CCCTB dovrebbe eliminare la questione del trasferimento degli utili attraverso la pianificazione fiscale per quanto concerne la proprietà intellettuale.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 7 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 quinquies)  L'imposizione in uscita non dovrebbe essere applicata se le attività trasferite sono attività materiali che generano reddito attivo. I trasferimenti di tali attività sono una componente imprescindibile dell'effettiva assegnazione di risorse da parte di un'impresa e non sono finalizzati principalmente all'ottimizzazione fiscale e all'elusione fiscale, ragion per cui dovrebbero essere esonerati da tali disposizioni.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Date le difficoltà insite nel concedere un credito d’imposta per imposte versate all’estero, gli Stati membri tendono sempre più a esentare i redditi esteri dall’imposizione nello Stato di residenza. L’effetto negativo involontario di questo approccio è tuttavia quello di incoraggiare situazioni in cui redditi non tassati o soggetti a bassa imposizione entrano nel mercato interno e quindi circolano, in molti casi non tassati, all’interno dell’Unione sfruttando gli strumenti disponibili nell’ambito del diritto unionale. Le clausole di switch-over sono comunemente utilizzate per contrastare tali pratiche. È pertanto necessario prevedere una clausola di switch-over mirata ad alcuni tipi di redditi esteri, ad esempio le distribuzioni di utili, i proventi della cessione di azioni e gli utili delle stabili organizzazioni che sono esenti da imposta nell’Unione e sono originari di paesi terzi. Tali redditi dovrebbero essere imponibili nell’Unione se sono stati tassati al di sotto di un determinato livello nel paese terzo. Considerando che la clausola di switch-over non richiede il controllo sull’entità soggetta a bassa imposizione e che quindi la contabilità obbligatoria dell’entità può non essere accessibile, il calcolo dell’aliquota d’imposta effettiva può risultare molto complicato. Gli Stati membri dovrebbero pertanto utilizzare l’aliquota d’imposta legale quando applicano la clausola di switch-over. Gli Stati membri che applicano la clausola di switch-over dovrebbero concedere un credito per l’imposta versata all’estero al fine di evitare la doppia imposizione.

(8)  Date le difficoltà insite nel concedere un credito d’imposta per imposte versate all’estero, gli Stati membri tendono sempre più a esentare i redditi esteri dall’imposizione nello Stato di residenza. L’effetto negativo involontario di questo approccio è tuttavia quello di incoraggiare situazioni in cui redditi non tassati o soggetti a bassa imposizione entrano nel mercato interno e quindi circolano, in molti casi non tassati, all’interno dell’Unione sfruttando gli strumenti disponibili nell’ambito del diritto unionale. Le clausole di switch-over sono comunemente utilizzate per contrastare tali pratiche. È pertanto necessario prevedere una clausola di switch-over mirata ad alcuni tipi di redditi esteri, ad esempio le distribuzioni di utili, i proventi della cessione di azioni e gli utili delle stabili organizzazioni che sono esenti da imposta nell’Unione. Tali redditi dovrebbero essere imponibili nell’Unione se sono stati tassati al di sotto di un determinato livello nel paese di origine e in mancanza di un trattato fiscale efficace dagli effetti analoghi con tale paese. Gli Stati membri che applicano la clausola di switch-over dovrebbero concedere un credito per l’imposta versata all’estero al fine di evitare la doppia imposizione.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Norme generali antiabuso sono presenti nei sistemi fiscali per contrastare le pratiche fiscali abusive che non sono ancora state oggetto di disposizioni specifiche. Tali norme sono pertanto destinate a colmare lacune e non dovrebbero pregiudicare l’applicabilità di norme antiabuso specifiche. All’interno dell’Unione l’applicazione di norme generali antiabuso dovrebbe essere limitata alle costruzioni “di puro artificio” (non genuine); in caso contrario, il contribuente dovrebbe avere il diritto di scegliere la struttura più vantaggiosa dal punto di vista fiscale per i propri affari commerciali. È inoltre importante garantire che le norme generali antiabuso si applichino in modo uniforme in situazioni nazionali, all’interno dell’Unione e nei confronti di paesi terzi, così che l’ambito di applicazione e i risultati dell’applicazione in contesti nazionali e transfrontalieri siano identici.

(9)  Norme generali antiabuso sono presenti nei sistemi fiscali per contrastare le pratiche fiscali abusive che non sono ancora state oggetto di disposizioni specifiche. Tali norme sono pertanto destinate a colmare lacune e non dovrebbero pregiudicare l’applicabilità di norme antiabuso specifiche. All’interno dell’Unione l’applicazione di norme generali antiabuso dovrebbe avere per oggetto le costruzioni considerate dannose. È inoltre importante garantire che le norme generali antiabuso si applichino in modo uniforme in situazioni nazionali, all’interno dell’Unione e nei confronti di paesi terzi, così che l’ambito di applicazione e i risultati dell’applicazione in contesti nazionali e transfrontalieri siano identici.

 

Per affrontare adeguatamente i potenziali conflitti di interesse cui sono esposte le società di revisione contabile quando erogano servizi di consulenza fiscale, è opportuno modificare il regolamento (UE) n. 537/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Una costruzione o una serie di costruzioni possono essere considerate non genuine nella misura in cui conducono a una tassazione disomogenea di alcuni tipi di reddito, come quelli generati da brevetti.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 9 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 ter)  Gli Stati membri dovrebbero attuare disposizioni più dettagliate atte a specificare cosa si intende per costruzioni non genuine che utilizzano la loro giurisdizione fiscale. Le società che incentivano tali costruzioni non genuine dovrebbero essere soggette a sanzioni. Al fine di garantire un livello di protezione più elevato contro le pratiche di elusione fiscale, gli Stati membri dovrebbero incentrare il proprio intervento sulle costruzioni che sono state poste in essere allo scopo principale, o per uno degli scopi principali, di ottenere un vantaggio fiscale iniquo.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 9 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 quater)  Gli Stati membri dovrebbero disporre di un sistema di sanzioni previsto dal diritto nazionale e informarne la Commissione.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 9 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 quinquies)  Onde evitare la creazione di società a destinazione specifica, come le società fittizie o le società di comodo, con un trattamento fiscale agevolato, le imprese dovrebbero corrispondere alle definizioni di stabile organizzazione e di sostanza economica minima di cui all'articolo 2.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 9 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 sexies)  Dovrebbe essere vietato l'utilizzo di società fittizie da parte di contribuenti che operano nell'Unione. I contribuenti dovrebbero comunicare alle autorità fiscali elementi di prova che dimostrino la sostanza economica per ciascuna entità appartenente al loro gruppo nell'ambito dell'obbligo annuale di rendicontazione paese per paese.

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 9 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 septies)  Per migliorare gli attuali meccanismi di composizione delle controversie transfrontaliere in materia di tassazione nell'Unione, concentrandosi non solo sui casi di doppia imposizione ma anche sui casi di doppia non imposizione, è opportuno introdurre entro gennaio 2017 un meccanismo di risoluzione delle controversie con norme più chiare e tempi più stretti.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 9 octies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 octies)  La corretta identificazione dei contribuenti è fondamentale per uno scambio di informazioni efficace tra le amministrazioni fiscali. La creazione di un codice di identificazione fiscale europeo (CIF) armonizzato e comune costituirebbe il mezzo migliore per tale identificazione. Esso consentirebbe a terzi di identificare in modo rapido, facile e corretto nonché di registrare i codici d'identificazione fiscale nei rapporti transfrontalieri e fungere da base per un efficace scambio automatico di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati membri. La Commissione dovrebbe altresì adoperarsi attivamente per sviluppare un codice identificativo simile a livello globale, come ad esempio il sistema internazionale di identificazione dei soggetti giuridici (LEI) del comitato di sorveglianza sulla regolamentazione.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Le norme sulle società controllate estere (CFC) hanno come effetto la riattribuzione dei redditi di una società controllata soggetta a bassa imposizione alla società madre. La società madre diventa quindi tassabile per i redditi che le sono stati attribuiti nello Stato in cui è residente a fini fiscali. In funzione delle priorità politiche di tale Stato, le norme sulle società controllate estere possono riguardare un’intera controllata soggetta a bassa imposizione o essere limitate ai redditi artificialmente dirottati verso la controllata. È auspicabile porre rimedio a situazioni di questo tipo sia nei paesi terzi che nell’Unione. Al fine di rispettare le libertà fondamentali, l’impatto della normativa all’interno dell’Unione dovrebbe essere limitato alle costruzioni che comportano un trasferimento artificiale di utili dallo Stato membro della società madre alla società controllata estera. In tal caso gli importi dei redditi attribuiti alla società madre dovrebbero essere adeguati sulla base del principio di libera concorrenza, in modo che lo Stato della società madre tassi soltanto gli importi dei redditi della società controllata estera che non sono conformi a tale principio. Le norme sulle società controllate estere dovrebbero escludere dal loro campo di applicazione le imprese finanziarie fiscalmente residenti nell’Unione, comprese le stabili organizzazioni di tali imprese situate nell’Unione. Il campo di applicazione legittimo delle norme sulle società controllate estere all’interno dell’Unione dovrebbe infatti essere limitato a situazioni artificiali prive di sostanza economica, il che comporterebbe che i settori finanziario ed assicurativo, fortemente regolamentati, non sarebbero probabilmente interessati da tali norme.

(10)  Le norme sulle società controllate estere (CFC) hanno come effetto la riattribuzione dei redditi di una società controllata soggetta a bassa imposizione alla società madre. La società madre diventa quindi tassabile per i redditi che le sono stati attribuiti nello Stato in cui è residente a fini fiscali. In funzione delle priorità politiche di tale Stato, le norme sulle società controllate estere possono riguardare un’intera controllata soggetta a bassa imposizione o essere limitate ai redditi artificialmente dirottati verso la controllata. È auspicabile porre rimedio a situazioni di questo tipo sia nei paesi terzi che nell’Unione. L’impatto della normativa all’interno dell’Unione dovrebbe riguardare tutte le costruzioni di cui uno dei principali obiettivi consiste in un trasferimento artificiale di utili dallo Stato membro della società madre alla società controllata estera. In tal caso gli importi dei redditi attribuiti alla società madre dovrebbero essere adeguati sulla base del principio di libera concorrenza e delle pratiche fiscali improprie come le attività di riassicurazione captive, in modo che lo Stato della società madre tassi soltanto gli importi dei redditi della società controllata estera che non sono conformi a tale principio. È opportuno evitare sovrapposizioni tra le norme sulle società controllate estere e la clausola di switch-over.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  I disallineamenti da ibridi sono la conseguenza delle differenze nella qualificazione giuridica dei pagamenti (strumenti finanziari) o delle entità e tali differenze emergono quando i sistemi giuridici di due giurisdizioni interagiscono. L’effetto di tali disallineamenti è spesso una doppia deduzione (ossia una deduzione in entrambi gli Stati) o una deduzione dei redditi in uno Stato senza che tali redditi siano inclusi nella base imponibile dell’altro Stato. Per evitare tale risultato è necessario stabilire norme in base alle quali una delle due giurisdizioni interessata da un disallineamento dovrebbe fornire una qualificazione giuridica dello strumento ibrido o dell’entità ibrida e l’altra giurisdizione dovrebbe accettare tale qualificazione. Anche se gli Stati membri, nell’ambito del gruppo “Codice di condotta (tassazione delle imprese)”, hanno concordato linee guida sul trattamento fiscale delle entità ibride4 e delle stabili organizzazioni ibride5 all’interno dell’Unione, nonché sul trattamento fiscale delle entità ibride legate a paesi terzi, rimane necessario adottare norme vincolanti. Occorre infine limitare il campo di applicazione di tali norme ai disallineamenti da ibridi tra Stati membri. I disallineamenti da ibridi tra Stati membri e paesi terzi devono essere oggetto di ulteriore esame.

(11)  I disallineamenti da ibridi sono la conseguenza delle differenze nella qualificazione giuridica dei pagamenti (strumenti finanziari) o delle entità e tali differenze emergono quando i sistemi giuridici di due giurisdizioni interagiscono. L’effetto di tali disallineamenti è spesso una doppia deduzione (ossia una deduzione in entrambi gli Stati) o una deduzione dei redditi in uno Stato senza che tali redditi siano inclusi nella base imponibile dell’altro Stato. Per evitare tale risultato è necessario stabilire norme in base alle quali una delle due giurisdizioni interessata da un disallineamento dovrebbe fornire una qualificazione giuridica dello strumento ibrido o dell’entità ibrida e l’altra giurisdizione dovrebbe accettare tale qualificazione. Ove si verifichi un siffatto disallineamento tra uno Stato membro e un paese terzo, lo Stato membro dovrebbe garantire l'idonea tassazione di tali operazioni. Anche se gli Stati membri, nell’ambito del gruppo “Codice di condotta (tassazione delle imprese)”, hanno concordato linee guida sul trattamento fiscale delle entità ibride4 e delle stabili organizzazioni ibride5 all’interno dell’Unione, nonché sul trattamento fiscale delle entità ibride legate a paesi terzi, rimane necessario adottare norme vincolanti.

__________________

__________________

4 Codice di condotta (Tassazione delle imprese) - Relazione al Consiglio, 16553/14, FISC 225, dell’11.12.2014.

4 Codice di condotta (Tassazione delle imprese) - Relazione al Consiglio, 16553/14, FISC 225, dell’11.12.2014.

5 Codice di condotta (Tassazione delle imprese) - Relazione al Consiglio, 9620/15, FISC 60, dell’11.6.2015.

5 Codice di condotta (Tassazione delle imprese) - Relazione al Consiglio, 9620/15, FISC 60, dell’11.6.2015.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  È opportuno stabilire una definizione a livello di Unione e una "lista nera" esaustiva per i paradisi fiscali e i paesi, inclusi quelli dell'Unione, che falsano la concorrenza mediante la concessione di condizioni fiscali favorevoli. La lista nera dovrebbe essere integrata da un elenco di sanzioni nei confronti delle giurisdizioni non collaborative e degli istituti finanziari che operano nei paradisi fiscali.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  Una delle principali difficoltà incontrate dalle amministrazioni fiscali è l'impossibilità di accedere per tempo debito a informazioni esaustive e pertinenti sulle strategie di pianificazione fiscale delle imprese multinazionali. Tali informazioni dovrebbero essere accessibili in modo che le autorità tributarie possano reagire rapidamente ai rischi in ambito fiscale, valutando tali rischi con maggiore efficacia, concentrandosi sulle operazioni di controllo ed evidenziando le necessarie modifiche alla legislazione in vigore.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Considerando che uno dei principali obiettivi della presente direttiva è migliorare la resilienza del mercato interno nel suo complesso contro le pratiche transfrontaliere di elusione fiscale, tale obiettivo non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri che agiscono singolarmente. I regimi nazionali di imposizione delle società sono eterogenei e l’azione indipendente degli Stati membri si limiterebbe a riprodurre l’attuale frammentazione del mercato interno nel campo della fiscalità diretta. L’interazione di misure nazionali distinte comporterebbe la persistenza di inefficienze e distorsioni, con la conseguente mancanza di coordinamento. Misure correttive dovrebbero invece essere adottate a livello dell’Unione in quanto gran parte dell’inefficienza nel mercato interno si traduce principalmente in problemi di natura transfrontaliera. È pertanto fondamentale adottare soluzioni che funzionino per il mercato interno nel suo complesso e tale obiettivo può essere meglio conseguito a livello dell’Unione. L’Unione può quindi adottare misure in conformità al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Fissando un livello minimo di protezione del mercato interno, la presente direttiva mira soltanto a raggiungere il grado minimo di coordinamento all’interno dell’Unione essenziale per conseguire i suoi obiettivi.

(14)  Considerando che uno dei principali obiettivi della presente direttiva è migliorare la resilienza del mercato interno nel suo complesso contro le pratiche transfrontaliere di elusione fiscale, tale obiettivo non può essere sufficientemente realizzato dagli Stati membri che agiscono singolarmente. I regimi nazionali di imposizione delle società sono eterogenei e l’azione indipendente degli Stati membri si limiterebbe a riprodurre l’attuale frammentazione del mercato interno nel campo della fiscalità diretta. L’interazione di misure nazionali distinte comporterebbe la persistenza di inefficienze e distorsioni, con la conseguente mancanza di coordinamento. Misure correttive dovrebbero invece essere adottate a livello dell’Unione in quanto gran parte dell’inefficienza nel mercato interno si traduce principalmente in problemi di natura transfrontaliera. È pertanto fondamentale adottare soluzioni che funzionino per il mercato interno nel suo complesso e tale obiettivo può essere meglio conseguito a livello dell’Unione. L’Unione può quindi adottare misure in conformità al principio di sussidiarietà di cui all’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo. Fissando un livello minimo di protezione del mercato interno, la presente direttiva mira soltanto a raggiungere il grado minimo di coordinamento all’interno dell’Unione essenziale per conseguire i suoi obiettivi. Tuttavia una revisione del quadro giuridico in materia fiscale per affrontare le pratiche di erosione della base imponibile mediante provvedimenti normativi permetterebbe di ottenere un risultato migliore nel garantire condizioni eque nel mercato interno.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  La Commissione dovrebbe effettuare un'analisi dei costi e dei benefici e valutare le possibili conseguenze di un'imposta ingente sul rimpatrio dei capitali provenienti da paesi terzi a bassa imposizione.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 14 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 ter)  Tutti gli accordi commerciali e gli accordi di partenariato economico di cui l'Unione è parte dovrebbero includere disposizioni sulla promozione della buona governance in materia fiscale ai fini di una maggiore trasparenza e della lotta alle pratiche fiscali dannose.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  È opportuno che la Commissione valuti l’attuazione della presente direttiva tre anni dopo la sua entrata in vigore e presenti al Consiglio una relazione al riguardo. Gli Stati membri dovrebbero comunicare alla Commissione tutte le informazioni necessarie per tale valutazione,

(15)  È opportuno che la Commissione ponga in essere un meccanismo di monitoraggio specifico per garantire la corretta attuazione della presente direttiva e un'interpretazione omogenea delle sue misure da parte degli Stati membri. È altresì opportuno che valuti l'attuazione della presente direttiva tre anni dopo la sua entrata in vigore e presenti al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione al riguardo. Gli Stati membri dovrebbero comunicare al Parlamento europeo e alla Commissione tutte le informazioni necessarie per tale valutazione.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis)  "contribuente", un'entità societaria che rientra nell'ambito di applicazione della presente direttiva;

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 bis)  "costi dei canoni", i costi imputabili ai compensi di qualsiasi natura versati per l'uso o la concessione in uso del diritto di autore su opere letterarie, artistiche o scientifiche, comprese le pellicole cinematografiche e il software, eventuali brevetti, marchi di fabbrica o di commercio, disegni o modelli, progetti, formule o processi segreti o per informazioni concernenti esperienze di carattere industriale, commerciale o scientifico oppure per qualsiasi altro attivo immateriale; sono considerati canoni i compensi per l'uso o la concessione in uso di attrezzature industriali, commerciali o scientifiche;

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(4 ter)  "giurisdizione segreta o a bassa imposizione", qualsiasi giurisdizione che dal 31 dicembre 2016 soddisfa uno dei seguenti criteri:

 

(a)  mancanza di uno scambio automatico di informazioni con tutti i firmatari dell'accordo multilaterale sull'autorità competente, conformemente allo standard comune di comunicazione dell'OCSE;

 

(b)  mancanza di un registro recante i beneficiari effettivi finali di società, trust e strutture giuridiche equivalenti adempienti almeno alle norme minime definite nella direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio 1bis;

 

(c)  esistenza di disposizioni legislative o amministrative o pratiche che concedono un trattamento fiscale favorevole alle imprese indipendentemente dal fatto se effettuano una vera attività economica o hanno una presenza economica significativa nel paese in questione;

 

(d)  un'aliquota d'imposta sulle società inferiore al 60 % dell'aliquota media ponderata dell'imposta sulle società nell'Unione.

 

__________________

 

1bis Direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 2005/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 2006/70/CE della Commissione (GU L 141 del 5.6.2015, pag. 73).

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  "stabile organizzazione", una sede fissa di affari situata in uno Stato membro, attraverso la quale una società di un altro Stato membro esercita in tutto o in parte la sua attività; tale definizione si applica anche nei casi in cui si ritiene che le società che svolgono attività digitali interamente dematerializzate abbiano una stabile organizzazione in uno Stato membro se mantengono una presenza significativa nell'economia di tale paese;

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 ter)  "paradiso fiscale", una giurisdizione contraddistinta da uno o più dei seguenti criteri:

 

(a)  imposizione assente o soltanto nominale per i non residenti;

 

(b)  esistenza di leggi o pratiche amministrative che impediscono l'efficace scambio di informazioni in materia fiscale con altri governi;

 

(c)  esistenza di disposizioni normative o amministrative che impediscono la trasparenza fiscale o assenza dell'obbligo di esercitare un'attività economica sostanziale.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 quater)  "sostanza economica minima", gli elementi, tra cui anche l'economia digitale, che consentono di definire un'impresa sulla base di criteri fattuali come l'esistenza di risorse umane e materiali della struttura, la sua autonomia di gestione, la sua realtà giuridica e, se del caso, la natura dei suoi attivi;

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 quinquies)  "codice di identificazione fiscale europeo" o "CIF", un codice secondo la definizione contenuta nella comunicazione della Commissione, del 6 dicembre 2012, relativa a un Piano d'azione per rafforzare la lotta alla frode fiscale e all'evasione fiscale;

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 sexies)  "prezzi di trasferimento", i prezzi ai quali un'impresa trasferisce beni fisici o attivi immateriali o fornisce servizi a imprese associate;

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 septies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 septies)  "patent box", un sistema per calcolare il reddito derivante dalla proprietà intellettuale (PI) che soddisfa i requisiti per beneficiare di agevolazioni fiscali attraverso l'instaurazione di un nesso tra le spese ammissibili effettuate al momento della creazione degli attivi di PI (espresse in proporzione delle spese globali connesse alla creazione degli attivi di PI) e il reddito derivante da tali attivi di PI; tale sistema limita gli attivi di PI ai brevetti o ai beni immateriali aventi una funzione equivalente e contribuisce alla definizione di "spese ammissibili", di "spese globali" e di "redditi derivanti da attivi di PI";

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 octies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 octies)  "società fittizia", ogni tipo di entità giuridica priva di sostanza economica e creata per fini meramente fiscali.

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 2 – comma 1 – punto 7 nonies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 nonies)  "persona o impresa associata a un contribuente", il caso in cui la prima persona detiene una partecipazione superiore al 25% nella seconda o in cui una terza persona detiene una partecipazione superiore al 25% in entrambe.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 2 – punto 7 decies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 decies)  "disallineamento da ibrido", qualsiasi situazione tra un contribuente in uno Stato membro e un'impresa associata, quale definita nell'ambito del vigente regime di imposizione delle imprese, in un altro Stato membro o in un paese terzo, in cui i risultati indicati in appresso sono imputabili alle differenze nella caratterizzazione giuridica di uno strumento finanziario o di un'entità:

 

(a)  lo stesso pagamento, le stesse spese o le stesse perdite sono dedotti sia nello Stato membro in cui il pagamento ha origine, le spese sono sostenute o le perdite sono subite, sia in un altro Stato membro o paese terzo ("doppia deduzione"); oppure

 

(b)  a un pagamento è applicata una deduzione nello Stato membro o nel paese terzo in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione del medesimo pagamento nell'altro Stato membro o paese terzo ("deduzione senza inclusione").

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli oneri finanziari eccedenti sono deducibili nell’esercizio fiscale in cui sono sostenuti solo fino al 30 per cento degli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) o fino a un importo di 1 000 000 EUR, se superiore. L’EBITDA si calcola aggiungendo ai redditi imponibili gli importi corretti per l’imposta relativi agli interessi passivi netti e altri costi equivalenti agli interessi nonché gli importi corretti per l’imposta relativi a svalutazioni e ammortamenti.

2.  Gli oneri finanziari eccedenti sono deducibili nell’esercizio fiscale in cui sono sostenuti solo fino al 20 % degli utili del contribuente prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) o fino a un importo di 2 000 000 EUR, se superiore. L’EBITDA si calcola aggiungendo ai redditi imponibili gli importi corretti per l’imposta relativi agli interessi passivi netti e altri costi equivalenti agli interessi nonché gli importi corretti per l’imposta relativi a svalutazioni e ammortamenti.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli Stati membri possono esentare dall'ambito di applicazione del paragrafo 2 gli oneri finanziari eccedenti sostenuti su prestiti a terzi, utilizzati per finanziare un progetto di infrastrutture pubbliche di una durata minima di 10 anni e che uno Stato membro o l'Unione considerano di interesse pubblico generale.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L’EBITDA di un esercizio fiscale che non è completamente assorbito dagli oneri finanziari sostenuti dal contribuente nel medesimo esercizio fiscale o in quelli precedenti può essere riportato agli esercizi fiscali successivi.

4.  L’EBITDA di un esercizio fiscale che non è completamente assorbito dagli oneri finanziari sostenuti dal contribuente nel medesimo esercizio fiscale o in quelli precedenti può essere riportato agli esercizi fiscali successivi per un periodo di cinque anni.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli oneri finanziari che non possono essere dedotti nell’esercizio fiscale in corso a norma del paragrafo 2 sono deducibili fino al 30 per cento dell’EBITDA negli esercizi fiscali successivi allo stesso modo degli oneri finanziari relativi a detti esercizi.

5.  Gli oneri finanziari che non possono essere dedotti nell’esercizio fiscale in corso a norma del paragrafo 2 sono deducibili fino al 20 % dell’EBITDA nei cinque esercizi fiscali successivi allo stesso modo degli oneri finanziari relativi a detti esercizi.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 4 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  I paragrafi da 2 a 5 non si applicano alle imprese finanziarie.

6.  I paragrafi da 2 a 5 non si applicano alle imprese finanziarie. La Commissione deve riesaminare l'ambito di applicazione del presente articolo se e allorché sarà raggiunto un accordo a livello di OCSE nonché all'atto di determinare se l'accordo OCSE in questione può essere attuato a livello di Unione.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Stabile organizzazione

 

1.  Si ritiene che una sede fissa di affari utilizzata o gestita da un contribuente costituisca una stabile organizzazione se lo stesso contribuente o una persona con un forte legame esercita attività commerciali nello stesso luogo o in un altro luogo nello stesso Stato membro e:

 

(a)  tale luogo o un altro luogo costituisce una stabile organizzazione per il contribuente o la persona con un forte legame in virtù del presente articolo, oppure

 

(b)  l'attività globale risultante dalla combinazione delle attività esercitate dal contribuente e dalla persona con un forte legame con il medesimo luogo, o dallo stesso contribuente o dalle persone con un forte legame con i due luoghi, non ha carattere preparatorio o ausiliario, purché le attività commerciali esercitate dal contribuente e dalla persona con un forte legame con il medesimo luogo, o dallo stesso contribuente o dalle persone con un forte legame con i due luoghi, costituiscano funzioni complementari che fanno parte di un'operazione commerciale coerente.

 

2.  Se una persona agisce in uno Stato per conto di un contribuente e, così facendo, conclude abitualmente contratti o svolge abitualmente il ruolo principale che conduce alla conclusione di contratti che sono sistematicamente conclusi senza alcuna modifica sostanziale da parte del contribuente, e tali contratti sono:

 

(a)  conclusi a nome del contribuente, oppure

 

(b)  destinati alla cessione di beni appartenenti a tale contribuente, o che il contribuente ha il diritto di utilizzare, ovvero che sono destinati alla concessione del diritto d'uso di tali beni, oppure

 

(c)  destinati alla prestazione di servizi da parte di tale contribuente,

 

si ritiene che il contribuente abbia una stabile organizzazione in tale Stato per tutte le attività che tale persona esercita per il contribuente, a meno che le attività di tale persona abbiano carattere ausiliario o preparatorio in modo tale che, se esercitate in una sede fissa di affari, non fanno di questa sede fissa di affari una stabile organizzazione ai sensi del presente paragrafo.

 

3.  Gli Stati membri allineano a tale definizione la loro legislazione applicabile e i trattati bilaterali contro la doppia imposizione.

 

4.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati riguardo ai concetti di carattere preparatorio o ausiliario.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 4 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 ter

 

Utili imputabili alla stabile organizzazione

 

1.  Gli utili che in uno Stato membro sono imputabili alla stabile organizzazione di cui all'articolo 4 bis includono anche gli utili che essa potrebbe prevedibilmente realizzare, soprattutto nelle sue relazioni con altre parti dell'impresa, se queste fossero entità separate e indipendenti che esercitano la stessa attività e a condizioni analoghe, tenendo conto degli attivi e dei rischi della stabile organizzazione interessata.

 

2.  Se uno Stato membro rettifica gli utili imputabili alla stabile organizzazione di cui al paragrafo 1 e li tassa di conseguenza, gli utili e le imposte in altri Stati membri dovrebbero anch'essi essere rettificati di conseguenza al fine di evitare la doppia imposizione.

 

3.  Nell'ambito dell'azione 7 dell'OCSE relativa all'erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili, l'OCSE sta riesaminando le norme di cui all'articolo 7 del suo modello di convenzione che verte sugli utili imputabili alle stabili organizzazioni e, una volta aggiornate le norme in questione, gli Stati membri adeguano la legislazione applicabile di conseguenza.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 4 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 quater

 

Giurisdizioni segrete o a bassa imposizione

 

1.  Gli Stati membri possono imporre una ritenuta alla fonte sui pagamenti effettuati da un'entità di uno Stato membro a favore di un'entità situata in una giurisdizione segreta o con un basso livello di imposizione.

 

2.  I pagamenti che non sono destinati direttamente a un'entità situata in una giurisdizione segreta o a bassa imposizione, ma per i quali è ragionevolmente lecito ritenere che siano destinati indirettamente a un'entità situata in una giurisdizione segreta o a bassa imposizione, ad esempio per il tramite di semplici intermediari in altre giurisdizioni, sono anch'essi coperti dal paragrafo 1.

 

3.  A tempo debito, gli Stati membri aggiornano gli eventuali accordi sulla doppia imposizione che attualmente precludono l'applicazione di una ritenuta alla fonte di tale livello, allo scopo di eliminare qualsiasi ostacolo giuridico a questa misura di difesa collettiva.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un contribuente è soggetto ad imposta per un importo pari al valore di mercato degli attivi trasferiti, al momento dell’uscita, meno il loro valore a fini fiscali, in una delle seguenti situazioni:

1.  Un contribuente è soggetto ad imposta per un importo pari al valore di mercato degli attivi trasferiti, al momento dell'uscita degli attivi, meno il loro valore a fini fiscali, in una delle seguenti situazioni:

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua sede centrale alla sua stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo;

(a)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua sede centrale alla sua stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo nella misura in cui lo Stato membro della sede centrale non dispone più del diritto di sottoporre a imposizione gli attivi in ragione del trasferimento;

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua stabile organizzazione situata in uno Stato membro alla sua sede centrale o a un’altra stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo;

(b)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua stabile organizzazione situata in uno Stato membro alla sua sede centrale o a un’altra stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo nella misura in cui lo Stato membro della stabile organizzazione non dispone più del diritto di sottoporre a imposizione gli attivi trasferiti in ragione del trasferimento stesso;

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  un contribuente trasferisce la sua stabile organizzazione al di fuori di uno Stato membro.

(d)  un contribuente trasferisce la sua stabile organizzazione in un altro Stato membro o in un paese terzo nella misura in cui lo Stato membro della stabile organizzazione non dispone più del diritto di tassare gli attivi trasferiti.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini dell’applicazione della lettera c) del primo comma, ogni trasferimento successivo di attivi verso un paese terzo dalla stabile organizzazione situata nel primo Stato membro e alla quale gli attivi sono effettivamente collegati è considerato una cessione al valore di mercato.

Ai fini dell’applicazione della lettera c) del primo comma, ogni trasferimento successivo di attivi, compresi gli utili, verso un paese terzo dalla stabile organizzazione situata nel primo Stato membro e alla quale gli attivi sono effettivamente collegati è considerato una cessione al valore di mercato.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua sede centrale alla sua stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell’accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE);

(a)  un contribuente trasferisce attivi, compresi gli utili, dalla sua sede centrale alla sua stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell’accordo sullo Spazio economico europeo (accordo SEE);

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  un contribuente trasferisce attivi dalla sua stabile organizzazione situata in uno Stato membro alla sua sede centrale o a un’altra stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell’accordo SEE;

(b)  un contribuente trasferisce attivi, compresi gli utili, dalla sua stabile organizzazione situata in uno Stato membro alla sua sede centrale o a un’altra stabile organizzazione situata in un altro Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell’accordo SEE;

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  gli attivi trasferiti sono successivamente trasferiti in un paese terzo;

(b)  gli attivi trasferiti, compresi gli utili, sono successivamente trasferiti in un paese terzo;

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 4 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  il contribuente è in stato di fallimento o di liquidazione.

(d)  il contribuente è in stato di concordato preventivo, di fallimento o di liquidazione.

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 5 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Il presente articolo non si applica ai trasferimenti di attivi di natura temporanea quando gli attivi sono destinati a tornare allo Stato membro dell’autore del trasferimento.

7.  Il presente articolo non si applica ai trasferimenti di attivi di natura temporanea quando gli attivi sono destinati a tornare allo Stato membro dell'autore del trasferimento, né ai trasferimenti di attività materiali trasferite per generare reddito a partire da attività economiche attive. Per beneficiare dell'esenzione, il contribuente deve provare alle sue autorità fiscali che il reddito di fonte estera deriva da un'attività economica attiva. Ciò potrebbe essere fatto mediante un certificato delle autorità fiscali estere.

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 5 bis

 

Prezzo di trasferimento

 

1.   In conformità del documento dell'OCSE del 2010 dal titolo "Principi applicabili in materia di prezzi di trasferimento destinati alle imprese multinazionali e alle amministrazioni fiscali", gli utili che sarebbero stati realizzati da un'impresa, ma che non hanno potuto esserlo a causa delle condizioni che seguono, possono essere inclusi negli utili di tale impresa e tassati di conseguenza:

 

(a)  un'impresa di uno Stato partecipa direttamente o indirettamente alla direzione, al controllo o al capitale di un'impresa dell'altro Stato; oppure

 

(b)  le stesse persone partecipano direttamente o indirettamente alla direzione, al controllo o al capitale di un'impresa di uno Stato e di un'impresa dell'altro Stato; e

 

(c)  nell'uno e nell'altro caso, le due imprese sono, nelle loro relazioni commerciali o finanziarie, vincolate da condizioni concordate o imposte, che differiscono da quelle che sarebbero concordate fra imprese indipendenti.

 

2.  Allorché uno Stato include tra gli utili di un'impresa dello Stato in questione – e tassa di conseguenza – degli utili sui quali un'impresa dell'altro Stato è stata tassata in tale altro Stato, e gli utili così inclusi sono utili che l'impresa del primo Stato avrebbe realizzato se le condizioni tra le due imprese fossero state quelle che sarebbero esistite fra imprese indipendenti, l'altro Stato procede a un adeguamento opportuno dell'entità dell'imposta che è stata riscossa sugli utili in questione. Nel determinare tale adeguamento, si tiene debitamente conto delle altre disposizioni della presente direttiva e, se necessario, le autorità competenti degli Stati si consultano.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri non esentano un contribuente dall’imposta sui redditi esteri che il contribuente ha percepito come una distribuzione di utili da un’entità in un paese terzo o come proventi derivanti dalla cessione di azioni detenute in un’entità in un paese terzo o come redditi di una stabile organizzazione situata in un paese terzo in cui l’entità o la stabile organizzazione è soggetta, nel paese di residenza dell’entità o nel paese in cui è situata la stabile organizzazione, a un’imposta sugli utili a un’aliquota legale dell’imposta sulle società inferiore al 40 per cento dell’aliquota legale che sarebbe stata applicata nell’ambito del regime dell’imposta sulle società vigente nello Stato membro del contribuente. In tali situazioni il contribuente è soggetto all’imposta sui redditi esteri con una detrazione dell’imposta versata nel paese terzo dal suo debito d’imposta nel suo Stato di residenza a fini fiscali. La detrazione non supera l’ammontare dell’imposta, calcolato prima della detrazione, imputabile ai redditi che possono essere tassati.

1.  Gli Stati membri non esentano un contribuente dall’imposta sui redditi esteri non derivanti da una attività economica attiva, che il contribuente ha percepito come una distribuzione di utili da un’entità in un paese terzo o come proventi derivanti dalla cessione di azioni detenute in un’entità in un paese terzo o come redditi di una stabile organizzazione situata in un paese terzo in cui l’entità o la stabile organizzazione è soggetta, nel paese di residenza dell’entità o nel paese in cui è situata la stabile organizzazione, a un’imposta sugli utili a un’aliquota dell’imposta sulle società inferiore al 15 %. In tali situazioni il contribuente è soggetto all’imposta sui redditi esteri con una detrazione dell’imposta versata nel paese terzo dal suo debito d’imposta nel suo Stato di residenza a fini fiscali. La detrazione non supera l’ammontare dell’imposta, calcolato prima della detrazione, imputabile ai redditi che possono essere tassati. Per beneficiare dell'esenzione, il contribuente deve provare alle sue autorità fiscali che il reddito di fonte estera deriva da un'attività economica attiva. Ciò può essere fatto mediante un certificato delle autorità fiscali estere.

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il paragrafo 1 si applica anche all'interno dell'Unione.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 6 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il paragrafo 1 non si applica ai seguenti tipi di perdite:

2.  Il paragrafo 1 non si applica alle perdite estere.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Le costruzioni non genuine o una serie di costruzioni non genuine poste in essere essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale che è in contrasto con l’oggetto o la finalità delle disposizioni fiscali che sarebbero state altrimenti applicabili sono ignorate ai fini del calcolo dell’imposta sulle società dovuta. Una costruzione può comprendere più di una fase o parte.

1.  Le costruzioni non genuine o una serie di costruzioni non genuine che, essendo state poste in essere con lo scopo principale o avendo fra gli scopi principali quello di ottenere un vantaggio fiscale che è in contrasto con l’oggetto o la finalità delle disposizioni fiscali che sarebbero state altrimenti applicabili, non sono genuine tenuto conto di tutti i fatti e di tutte le circostanze pertinenti e sono ignorate ai fini del calcolo dell’imposta sulle società dovuta. Una costruzione può comprendere più di una fase o parte.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Quando le costruzioni o una serie di costruzioni sono ignorate a norma del paragrafo 1, l’imposta dovuta è calcolata con riferimento alla sostanza economica in conformità al diritto nazionale.

3.  Quando le costruzioni o una serie di costruzioni sono ignorate a norma del paragrafo 1, l’imposta dovuta è calcolata con riferimento alla sostanza economica in conformità dell'articolo 2.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 7 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri stanziano risorse adeguate in termini di personale, competenze e dotazioni di bilancio per le rispettive amministrazioni fiscali nazionali, in particolare per il personale addetto al controllo fiscale, nonché risorse per la formazione del personale dell'amministrazione fiscale ponendo l'accento sulla cooperazione transfrontaliera in ambito di frode fiscale ed elusione fiscale, e sullo scambio automatico di informazioni, allo scopo di garantire la piena attuazione della presente direttiva.

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La base imponibile di un contribuente include i redditi non distribuiti di un’entità se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

1.  La base imponibile di un contribuente include i redditi di un’entità se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  nell’ambito del regime generale applicabile nel paese dell’entità, gli utili sono soggetti a un’aliquota effettiva dell’imposta sulle società inferiore al 40 per cento dell’aliquota effettiva che sarebbe stata applicata nell’ambito del sistema di imposizione delle società vigente nello Stato membro del contribuente;

(b)  gli utili dell'entità sono soggetti a un’aliquota dell’imposta sulle società inferiore al 15 %; l'aliquota è valutata sulla base dell'utile prima delle operazioni poste in essere dai paesi in questione per ridurre la base imponibile soggetta all'aliquota; l'aliquota è rivista ogni anno in funzione dell'evoluzione economica del commercio mondiale;

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera c – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  oltre il 50 per cento dei redditi ottenuti dall’entità rientra in una delle seguenti categorie:

(c)  oltre il 25 % dei redditi ottenuti dall’entità rientra in una delle seguenti categorie:

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – lettera c – punto vii bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(vii bis)  redditi da beni scambiati con il contribuente o le sue imprese consociate ad eccezione dei beni standardizzati di questo tipo che vengono scambiati regolarmente fra parti indipendenti e per i quali esistono prezzi pubblicamente osservabili;

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La lettera c) del primo comma si applica alle imprese finanziarie solo se oltre il 50 per cento dei redditi dell’entità appartenente a tali categorie deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese consociate.

La lettera c) del primo comma si applica alle imprese finanziarie solo se oltre il 25 % dei redditi dell’entità appartenente a tali categorie deriva da operazioni con il contribuente o le sue imprese consociate.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri non applicano il paragrafo 1 quando un’entità è residente a fini fiscali in uno Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell’accordo SEE o nel caso di una stabile organizzazione di un’entità di un paese terzo situata in uno Stato membro, salvo qualora la costituzione dell’entità sia interamente fittizia o nella misura in cui l’entità realizza, nel corso della sua attività, costruzioni non genuine che sono state poste in essere essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.

2.  Gli Stati membri non applicano il paragrafo 1 quando un'entità è residente a fini fiscali in uno Stato membro o in un paese terzo parte contraente dell'accordo SEE o nel caso di una stabile organizzazione di un'entità di un paese terzo situata in uno Stato membro, salvo qualora la costituzione dell'entità non superi una prova di sostanza o nella misura in cui l'entità realizza, nel corso della sua attività, costruzioni non genuine che sono state poste in essere essenzialmente allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale. Nel caso specifico delle compagnie di assicurazione, il fatto che una società madre riassicuri i propri rischi attraverso le sue stesse controllate è considerato non genuino.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 10 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Disallineamenti da ibridi

Disallineamenti da ibridi tra gli Stati membri

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 10 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Se due Stati membri danno una diversa qualificazione giuridica al medesimo contribuente (entità ibrida), comprese le sue stabili organizzazioni situate in uno o più Stati membri, e ciò porta a una situazione in cui lo stesso pagamento, le stesse spese o le stesse perdite sono dedotti sia nello Stato membro in cui il pagamento ha origine, le spese sono sostenute o le perdite sono subite sia in un altro Stato membro, o a una situazione in cui un pagamento è dedotto nello Stato membro in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione del medesimo pagamento nell’altro Stato membro, la qualificazione giuridica attribuita all’entità ibrida dallo Stato membro in cui il pagamento ha origine, le spese sono sostenute o le perdite sono subite è seguita dall’altro Stato membro.

Se due Stati membri danno una diversa qualificazione giuridica al medesimo contribuente (entità ibrida), comprese le sue stabili organizzazioni situate in uno o più Stati membri, e ciò porta a una situazione in cui lo stesso pagamento, le stesse spese o le stesse perdite sono dedotti sia nello Stato in cui il pagamento ha origine, le spese sono sostenute o le perdite sono subite sia in un altro Stato, o a una situazione in cui un pagamento è dedotto nello Stato in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione del medesimo pagamento nell’altro Stato, la qualificazione giuridica attribuita all’entità ibrida dallo Stato in cui il pagamento ha origine, le spese sono sostenute o le perdite sono subite è seguita dall’altro Stato.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 10 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Se due Stati membri danno una diversa qualificazione giuridica allo stesso pagamento (strumento ibrido) e ciò porta a una situazione in cui è applicata una deduzione nello Stato membro in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione del medesimo pagamento nell’altro Stato membro, la qualificazione giuridica data allo strumento ibrido dallo Stato membro in cui il pagamento ha origine è seguita dall’altro Stato membro.

Se due Stati danno una diversa qualificazione giuridica allo stesso pagamento (strumento ibrido) e ciò porta a una situazione in cui è applicata una deduzione nello Stato in cui il pagamento ha origine senza una corrispondente inclusione del medesimo pagamento nell'altro Stato, la qualificazione giuridica data allo strumento ibrido dallo Stato in cui il pagamento ha origine è seguita dall'altro Stato.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 10 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri aggiornano i rispettivi accordi sulla doppia imposizione con i paesi terzi o negoziano collettivamente accordi equivalenti per rendere le disposizioni del presente articolo applicabili alle relazioni transfrontaliere tra gli Stati membri e i paesi terzi.

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 bis

 

Disallineamenti da ibridi in cui sono coinvolti paesi terzi

 

Qualora un disallineamento da ibridi tra uno Stato membro e un paese terzo comporti una doppia deduzione, lo Stato membro rifiuta la deduzione di tale pagamento, a meno che non lo abbia già fatto il paese terzo.

 

Qualora un disallineamento da ibridi tra uno Stato membro e un paese terzo comporti una deduzione senza inclusione, lo Stato membro rifiuta la deduzione o la mancata inclusione di tale pagamento, a seconda dei casi, a meno che non lo abbia già fatto il paese terzo.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 10 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 ter

 

Aliquota effettiva

 

1.  La Commissione sviluppa un metodo comune per il calcolo dell'aliquota effettiva in ciascuno Stato membro in modo da consentire l'elaborazione di una tabella comparativa delle aliquote effettive in tutti gli Stati membri.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 10 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 quater

 

Misure contro gli abusi dei trattati fiscali

 

1.  Gli Stati membri modificano i propri trattati fiscali bilaterali per includervi le seguenti disposizioni:

 

(a)  una clausola per garantire che entrambe le parti dei trattati si impegnino a favore del pagamento delle imposte quando sussistono attività economiche ed è creato valore,

 

(b)  un addendum per specificare che l'obiettivo delle convenzioni bilaterali, al di là di evitare la doppia imposizione, è la lotta all'evasione e all'elusione fiscali,

 

(c)  una clausola per una norma generale antielusione basata su un test per la verifica delle finalità principali, quale definita nella raccomandazione della Commissione del 28 gennaio 2016 relativa all'attuazione di misure contro l'abuso dei trattati fiscali (C(2016)0271),

 

(d)  una definizione di stabile organizzazione, ai sensi dell'articolo 5 del modello di convenzione fiscale dell'OCSE.

 

2.  La Commissione elabora, entro il 31 dicembre 2017, una proposta relativa a un "approccio europeo ai trattati fiscali", allo scopo di istituire un modello europeo di trattato fiscale che in ultima istanza potrebbe sostituire le migliaia di accordi bilaterali conclusi da ciascuno Stato membro.

 

3.  Gli Stati membri si astengono dal firmare trattati bilaterali con giurisdizioni che non rispettano le norme minime dei principi di buona governance in materia fiscale concordati a livello di Unione e ne denunciano la firma.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 10 quinquies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 quinquies

 

Buona governance in materia fiscale

 

1.  La Commissione include disposizioni sulla promozione della buona governance in materia fiscale, allo scopo di aumentare la trasparenza e di lottare contro le pratiche fiscali dannose, negli accordi commerciali internazionali e negli accordi di partenariato economico di cui l'Unione è parte firmataria.

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 10 sexies (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 10 sexies

 

Sanzioni

 

Gli Stati membri stabiliscono le norme sulle sanzioni applicabili alle violazioni delle disposizioni nazionali adottate a norma della presente direttiva e prendono tutte le misure necessarie per garantirne l'attuazione. Le sanzioni previste sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano senza indugio alla Commissione tali norme e misure, nonché eventuali successive modifiche delle stesse.

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 11 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Riesame

Riesame e monitoraggio

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La Commissione valuta l’attuazione della presente direttiva tre anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Consiglio una relazione al riguardo.

1.  La Commissione valuta l’attuazione della presente direttiva tre anni dopo la sua entrata in vigore e presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione al riguardo.

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione tutte le informazioni necessarie per valutare l’attuazione della presente direttiva.

2.  Gli Stati membri comunicano al Parlamento europeo e alla Commissione tutte le informazioni necessarie per valutare l'attuazione della presente direttiva.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 11 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  La Commissione istituisce un meccanismo specifico di monitoraggio per garantire il pieno e adeguato recepimento della presente direttiva e la corretta interpretazione di tutte le definizioni fornite e delle azioni richieste dagli Stati membri, onde disporre di un approccio europeo coordinato nella lotta contro l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 11 bis

 

Numero di identificazione fiscale europeo

 

La Commissione presenta una proposta legislativa relativa a un numero di identificazione fiscale del contribuente europeo, armonizzato e comune, entro il 31 dicembre 2016, allo scopo di rendere lo scambio automatico delle informazioni fiscali più efficiente e affidabile in seno all'Unione.

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 11 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 11 ter

 

Scambio automatico obbligatorio di informazioni in materia fiscale

 

Per garantire la piena trasparenza e la corretta applicazione delle disposizioni della presente direttiva, lo scambio di informazioni in materia fiscale è automatico e obbligatorio, come prevede la direttiva del Consiglio2011/16/UE1 bis.

 

_______________

 

1 bis Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 64 dell'11.3.2011, pag. 1).


MOTIVAZIONE

Secondo uno studio dell'OCSE, la pianificazione fiscale aggressiva delle multinazionali costa ai bilanci statali tra i 100 e i 240 miliardi di dollari ogni anno in tutto il mondo. Ciò rappresenta tra il 4 e il 10% del gettito mondiale dell'imposta sulle società e, soprattutto, un'ingente perdita di reddito per gli Stati, che ne riduce in proporzione la capacità di investire per promuovere l'occupazione, combattere la povertà e sviluppare efficaci sistemi sanitari universali.

La costruzione di un'Unione economica e monetaria deve passare attraverso l'armonizzazione della fiscalità europea. Una tassazione delle imprese equa ed efficiente deve diventare la pietra angolare del mercato unico.

Per realizzare un mercato unico affidabile, gli Stati membri devono trovare un accordo sulla questione della fiscalità.

Per garantire il corretto funzionamento del mercato unico e il successo dell'Unione dei mercati dei capitali, è indispensabile un approccio coordinato e armonizzato per quanto riguarda l'attuazione dei sistemi fiscali.

Il relatore accoglie con favore la proposta della Commissione, che considera un passo avanti verso la limitazione dell'evasione fiscale delle multinazionali. Ritiene, tuttavia, che la proposta acquisirebbe una maggiore chiarezza ed efficienza con gli emendamenti proposti.

L'obiettivo principale della relazione è quello di garantire che le imprese paghino le tasse nel luogo in cui realizzano gli utili.

A tal fine, il relatore ha deciso di introdurre definizioni precise e vincolanti delle condizioni che garantiscono che una multinazionale sia effettivamente insediata in un determinato paese, essendo questo l'unico modo di obbligarla a pagare le tasse in maniera equa. Allo stato attuale, le multinazionali si organizzano troppo spesso per trasferire gli utili verso paradisi fiscali senza aver versato alcuna imposta.

Il relatore ha precisato e uniformato la legislazione sui brevetti. Finora le multinazionali si sono servite degli incentivi al deposito di brevetti per ridurre artificialmente l'entità degli utili realizzati, il che risulta svantaggioso per i paesi veramente innovativi. Il Parlamento propone di assoggettare tali multinazionali a una tassa di uscita allorché rimpatriano il frutto dei brevetti verso paesi a bassa tassazione.

Il relatore ha inoltre rafforzato il ruolo del Parlamento europeo, il quale dovrebbe essere l'organo preposto alla verifica dell'applicazione della direttiva in questione nei 28 Stati membri. Esso dovrebbe inoltre poterne effettuare una valutazione indipendente per misurarne l'efficacia.

Infine, il relatore deplora che la Commissione non abbia ancora presentato alcuna proposta legislativa sulla CCCTB. In effetti, la base imponibile comune consolidata per l'imposta sulle imprese dovrebbe permettere alle imprese di beneficiare di uno sportello unico per la compilazione delle dichiarazioni fiscali e di consolidare tutti gli utili e le perdite incorse all'interno dell'UE.


PARERE DI MINORANZA

a norma dell'articolo 56, paragrafo 3, del regolamento

Presentato da Bernd Lucke

La relazione evidenzia la richiesta di rendere fiscalmente deducibili i pagamenti di interessi entro e non oltre il 20% dell'EBITDA. Ritengo che si tratti di una norma inappropriata, dannosa e che ostacola gli investimenti. I pagamenti di interessi rappresentano i costi dei progetti di investimento. Pertanto in quanto tali dovrebbero essere sempre possibile farli valere, altrimenti l'utile fiscale sarebbe troppo elevato. In tale contesto si rivela problematico anche il piano anti BEPS dell'OCSE che raccomanda un limite del 30%.

Con la proposta contenuta nella relazione Bayet verranno danneggiate numerose imprese con seri propositi di investimento. È sbagliato approvare norme per la lotta a comportamenti errati in ambito fiscale che danneggiano anche le imprese che versano onestamente le rispettive imposte. Inoltre ai fini dell'elusione fiscale si ricorre soprattutto ai prestiti infragruppo per trasferire gli utili in territori a bassa imposizione. Pertanto sarebbe stato più ragionevole limitare soltanto la deducibilità degli interessi relativi a prestiti infragruppo. I pagamenti di interessi corrisposti a terzi esterni dovrebbero invece essere deducibili in maniera illimitata.

La possibilità prevista nella relazione Bayet, ovvero il riporto a nuovo fino a cinque anni dei pagamenti di interessi non deducibili, è di scarso aiuto per le imprese che finanziano investimenti reali. Se si tratta di un grosso progetto d'investimento ricadono su più anni ingenti oneri per interessi che non lasciano margine per il riporto a nuovo degli interessi.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno

Riferimenti

COM(2016)0026 – C8-0031/2016 – 2016/0011(CNS)

Consultazione del PE

10.2.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

25.2.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

AFET

25.2.2016

IMCO

25.2.2016

LIBE

25.2.2016

 

Pareri non espressi

       Decisione

AFET

23.2.2016

IMCO

23.2.2016

LIBE

17.2.2016

 

Relatori

       Nomina

Hugues Bayet

21.1.2016

 

 

 

Esame in commissione

11.4.2016

23.5.2016

 

 

Approvazione

24.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

15

21

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Esther de Lange, Fabio De Masi, Markus Ferber, Jonás Fernández, Elisa Ferreira, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Petr Ježek, Othmar Karas, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Sander Loones, Bernd Lucke, Ivana Maletić, Costas Mavrides, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Beatrix von Storch, Pablo Zalba Bidegain

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Enrique Calvet Chambon, David Coburn, Eva Joly, Thomas Mann, Emmanuel Maurel, Siôn Simon, Roberts Zīle

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Kostas Chrysogonos, Sylvie Guillaume, Sabine Lösing, Virginie Rozière, Jutta Steinruck, Jarosław Wałęsa

Deposito

27.5.2016

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