Procedura : 2016/2038(INI)
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A8-0223/2016

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PV 05/07/2016 - 10
CRE 05/07/2016 - 10

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PV 06/07/2016 - 6.10
CRE 06/07/2016 - 6.10
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P8_TA(2016)0310

RELAZIONE     
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29.6.2016
PE 580.528v02-00 A8-0223/2016

sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto

(2016/2038(INI))

Commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 2)

Correlatori: Jeppe Kofod e Michael Theurer

ERRATA/ADDENDA
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO 1: ELENCO DELLE PERSONE INCONTRATE (RIUNIONI DI COMMISSIONE, COORDINATORI E MISSIONI)
 ALLEGATO 2: SOCIETÀ MULTINAZIONALI E BANCHE INVITATE ALLE RIUNIONI DI COMMISSIONE
 ALLEGATO 3: DOCUMENTI DEL GRUPPO "CODICE DI CONDOTTA"
 ALLEGATO 4: FOLLOW-UP ECON/TAXE
 ANNEX 5: REPORT AD HOC DELEGATION NICOSIA
 ANNEX 6: REPORT AD HOC DELEGATION WASHINGTON
 PARERE DI MINORANZA
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto

(2016/2038(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 4 e 13 del trattato sull'Unione europea (TUE),

–  visti gli articoli 107, 108, 113, 115 e 116 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

–  vista la sua decisione del 2 dicembre 2015 sulla costituzione, le attribuzioni, la composizione numerica e la durata del mandato della commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 2)(1),

–  viste le rivelazioni del consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta (ICIJ), note come "LuxLeaks", sui ruling fiscali e altre pratiche dannose in Lussemburgo;

–  viste le rivelazioni del consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta (ICIJ), note come "Panama Papers", sull'utilizzo di società offshore, e in particolare i documenti pubblicati il 9 maggio 2016,

–  visti gli esiti dei vari vertici del G7, G8 e G20 in materia di tassazione internazionale, in particolare il vertice di Ise-Shima del 26 e 27 maggio 2016, nonché l'esito della riunione dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali del G20 tenutasi il 14 e 15 aprile 2016 a Washington,

–  vista la risoluzione sul programma d'azione di Addis Abeba adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 27 luglio 2015,

–  vista la relazione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economici (OCSE) del 30 novembre 2015, dal titolo "G20/OECD Principles of Corporate Governance" (Principi di governo societario del G20 e dell'OCSE),

–  viste le conclusioni del Consiglio ECOFIN sullo scambio di informazioni di natura fiscale sulle attività delle società multinazionali e sul codice di condotta sulla tassazione delle imprese dell'8 marzo 2016, sulla tassazione delle imprese, l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili dell'8 dicembre 2015, sulla tassazione delle imprese del 9 dicembre 2014 e sulla politica fiscale del 1° dicembre 1997, nonché la nota sulla discussione informale relativa ai Panama Papers in seno all'ECOFIN tenutasi il 22 aprile 2016,

–  vista la direttiva del Consiglio, dell'8 dicembre 2015(2), recante modifica della direttiva relativa alla cooperazione amministrativa(3),

–  visto il regolamento (CE) n. 659/1999 del Consiglio, del 22 marzo 1999, recante modalità di applicazione dell'articolo 108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea(4),

–  vista la direttiva 77/799/CEE del Consiglio, del 19 dicembre 1977, relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati membri in materia di imposte dirette e di imposte sui premi assicurativi(5),

–  vista la direttiva (UE) 2015/849 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2015, relativa alla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo(6),

–  visto il seguito congiunto, adottato dalla Commissione il 16 marzo 2016, alle raccomandazioni contenute nelle risoluzioni del Parlamento su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione e sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto,

–  vista la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione, che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione delle informazioni sull'imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali (proposta relativa alla comunicazione paese per paese)(7),

–  vista la proposta della Commissione sul pacchetto anti-elusione che consta di una comunicazione introduttiva(8), una proposta di direttiva del Consiglio in materia di lotta all'elusione fiscale(9), una proposta di direttiva del Consiglio sulla revisione della direttiva relativa alla cooperazione amministrativa(10), una raccomandazione sui trattati fiscali(11) e uno studio sulla pianificazione fiscale aggressiva(12),

–  viste la proposta di direttiva del Consiglio, presentata dalla Commissione nel 2011, relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) (COM(2011)0121) e la posizione del Parlamento del 19 aprile 2012 al riguardo,

–  viste la risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri, del 1° dicembre 1997, su un codice di condotta in materia di tassazione delle imprese(13) e le relazioni periodiche al Consiglio a cura del gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)",

–  visto l'accordo sulla trasparenza fiscale siglato dall'UE e dal Principato di Monaco il 22 febbraio 2016,

–  visto l'accordo firmato dall'UE e dal Principato di Andorra il 12 febbraio 2016,

–  visto l'accordo sulla tassazione dei redditi da risparmio firmato dall'UE e dalla Repubblica di San Marino l'8 dicembre 2015,

–  visto l'accordo sullo scambio automatico di informazioni finanziarie firmato dall'UE e dal Principato del Liechtenstein il 28 ottobre 2015,

–  visto l'accordo sulla tassazione per migliorare l'adempimento degli obblighi fiscali firmato dall'UE e dalla Confederazione svizzera il 27 maggio 2015,

–  visto l'accordo aggiornato tra Jersey e il Regno Unito del 30 novembre 2015 e il cosiddetto "cambiamento di opinione sull'interpretazione del paragrafo 2 dell'accordo tra Jersey e il Regno Unito sulla doppia imposizione",

–  visto l'accordo tra Guernsey e il Regno Unito sulla doppia imposizione quale modificato dall'accordo del 2009 sullo scambio di informazioni, firmato il 20 gennaio 2009 e in vigore dal 27 novembre 2009,

–  vista la sua posizione legislativa dell'8 luglio 2015 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2007/36/CE per quanto riguarda l'incoraggiamento dell'impegno a lungo termine degli azionisti e la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda taluni elementi della relazione sul governo societario,

–  vista la sua risoluzione del 16 dicembre 2015 recante raccomandazioni alla Commissione su come promuovere la trasparenza, il coordinamento e la convergenza nelle politiche sulle imposte societarie nell'Unione(14),

–  vista la sua risoluzione del 25 novembre 2015 sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto(15),

–  vista la sua risoluzione dell'8 luglio 2015 sull'elusione e l'evasione fiscale quali sfide per la governance, la protezione sociale e lo sviluppo nei paesi in via di sviluppo(16),

–  viste le varie audizioni parlamentari sull'elusione e l'evasione fiscali tenutesi presso i parlamenti nazionali e, in particolare, presso la Camera dei comuni del Regno Unito, il Senato statunitense, il Senato australiano e l'Assemblea nazionale e il Senato francesi, nonché le conseguenti relazioni,

–  vista la raccomandazione CM/rec(2014)7 del Consiglio d'Europa, del 30 aprile 2014, sulla protezione degli informatori,

–  visto il processo, attualmente in corso in Lussemburgo, indetto nei confronti di Antoine Deltour, Raphaël Halet e Édouard Perrin per il ruolo svolto nella pubblicazione dei cosiddetti documenti "LuxLeaks",

–  visti le decisioni in materia di aiuti di Stato assunte dalla Commissione in relazione a Fiat(17), Starbucks(18), i ruling belgi sugli utili in eccesso(19) e le decisioni di avviare indagini per possibili aiuti di Stato riguardo a McDonalds, Apple e Amazon,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 2) (A8 -0223/2016),

Considerazioni generali, fatti e cifre

A.  considerando che le rivelazioni sui "Panama Papers" e "LuxLeaks", rese note dal consorzio internazionale dei giornalisti d'inchiesta (ICIJ), hanno dimostrato l'urgente necessità che l'UE e i suoi Stati membri combattano l'evasione fiscale, l'elusione fiscale e la pianificazione fiscale aggressiva e si adoperino per aumentare la cooperazione e la trasparenza al fine di ripristinare la giustizia fiscale rendendo il nostro sistema fiscale più giusto e garantendo che le imposte sulle società siano versate nel luogo in cui viene creato il valore, non solo per quanto concerne gli Stati membri, ma anche a livello globale;

B.  considerando che la Commissione ha stimato che la portata dell'evasione e dell'elusione fiscali potrebbe raggiungere i 1 000 miliardi(20) di EUR l'anno, mentre, secondo i calcoli dell'OCSE(21), la perdita di gettito a livello globale è compresa tra il 4 e il 10% di tutte le entrate fiscali provenienti dall'imposizione sul reddito delle società, per un valore compreso tra 75 e 180 miliardi di EUR l'anno, ai livelli del 2014; che queste sono soltanto stime prudenti; che le ricadute negative di tali pratiche sui bilanci degli Stati membri e sui cittadini sono evidenti e potrebbero compromettere la fiducia nella democrazia; che la frode, l'evasione e la pianificazione aggressiva in materia fiscale erodono la base imponibile degli Stati membri e comportano pertanto una perdita di gettito fiscale, indebolendo le economie e le capacità dei governi in termini servizi pubblici, investimenti e previdenza sociale;

C.  considerando che in un quadro finanziario di mutuo controllo è inaccettabile che le risorse che dovrebbero essere generate mediante le tasse dovute in uno Stato membro siano poi effettivamente generate in un altro Stato membro mediante una pianificazione fiscale ingiusta e aggressiva;

D.  considerando che i paesi in via di sviluppo sono colpiti in maniera sproporzionata dall'elusione delle imposte sulle società, che si traduce in una perdita annua stimata di gettito fiscale pari a 100 miliardi di dollari USA (USD)(22), la quale li priva di risorse fondamentali per finanziare i servizi più essenziali e nuoce alle politiche di cooperazione allo sviluppo dell'UE;

E.  considerando che le rivelazioni relative ai "Panama Papers" ci ricordano che la questione dell'elusione fiscale va al di là delle società multinazionali ed è strettamente connessa alle attività criminali e che la ricchezza offshore è stimata a circa 10 bilioni di USD; che oltre 2,5 bilioni di USD di ricchezza offshore è detenuta in Svizzera

F.  considerando che i leader del G20 sono intervenuti nell'aprile 2009, chiedendo in particolare alle giurisdizioni offshore di firmare almeno 12 trattati sullo scambio di informazioni, allo scopo di porre fine all'era del segreto bancario; che diversi economisti hanno seriamente messo in dubbio l'efficacia di tali misure, spiegando che i trattati in questione hanno provocato il trasferimento dei depositi bancari tra diversi paradisi fiscali, ma non hanno comportato un rimpatrio sostanziale di fondi(23); che non è stata dimostrata una diminuzione degli investimenti di portafoglio nelle giurisdizioni offshore almeno prima del 2014 malgrado i recenti sforzi internazionali intesi a incrementare la trasparenza finanziaria; che è troppo presto per stabilire se l'introduzione dello scambio automatico di informazioni fiscali (standard comune di comunicazione di informazioni) si tradurrà in un'inversione di tendenza;

G.  considerando che, in base alle informazioni fornite dalla Banca dei regolamenti internazionali, tra il 2008 e il 2015 i depositi transfrontalieri presso i centri offshore sono cresciuti in media del 2,81 % all'anno, a fronte di una crescita dell'1,24 % appena nel resto del mondo(24); che i più importanti centri finanziari offshore in termini di depositi esteri sono le isole Cayman (663 miliardi di dollari), il Lussemburgo (360 miliardi), la Svizzera (137 miliardi), Hong Kong (125 miliardi), Singapore (95 miliardi), le Bermuda (77 miliardi), Panama (67 miliardi), Jersey (58 miliardi) e le Bahamas (55 miliardi); che nel corso degli ultimi anni i paradisi fiscali europei quali Andorra, Gibilterra, il Liechtenstein e la Svizzera hanno assistito a un declino o a una stagnazione dei depositi transfrontalieri, il che ha lasciato supporre un trasferimento delle attività offshore verso altre giurisdizioni e una ristrutturazione del settore offshore in ragione del crescente numero di accordi bilaterali sullo scambio di informazioni fiscali;

H.  considerando che i flussi di investimenti verso i centri finanziari offshore sono stimati a 72 miliardi di dollari nel 2015(25) e che sono cresciuti negli ultimi anni grazie ai maggiori flussi provenienti dalle società multinazionali ubicate nelle economie in via di sviluppo e in quelle in transizione, a volte sotto forma di investimenti "round-tripping"; che i flussi di investimenti verso entità a destinazione specifica rappresentano il grosso dei flussi di investimenti offshore; che nel 2015 il Lussemburgo è stato la principale destinazione di flussi di investimenti connessi a siffatte entità e che nello stesso anno sono risultati particolarmente elevati anche i flussi in entrata nei Paesi Bassi inerenti alle medesime entità; che la persistenza di flussi finanziari veicolati mediante meccanismi finanziari offshore evidenzia la necessità di creare una maggiore coerenza tra le politiche fiscali e di investimento a livello europeo e globale;

I  considerando che nell'aprile 2016 l'OCSE è stato incaricato di compilare una lista nera delle giurisdizioni non collaborative; che i criteri per individuare i paradisi fiscali vengono attualmente definiti dalla Commissione, la quale ha riconosciuto l'importanza di esaminare non solo i criteri di trasparenza e di cooperazione ma di considerare anche i regimi fiscali dannosi;

J.  considerando che le piccole e medie imprese (PMI) rappresentano i principali motori dell'occupazione in Europa e hanno creato circa l'85 % di tutti i nuovi posti di lavoro nell'UE(26)negli ultimi cinque anni; che in base ad alcuni studi(27) il versamento delle imposte di una società transfrontaliere è, in media, il 30 % inferiore rispetto a una società che opera in un solo paese; che ciò determina una grave distorsione della concorrenza, comporta una perdita di posti di lavoro ed equità nell'Unione e ostacola una crescita sostenibile;

K.  considerando che, secondo la definizione della Commissione, la pianificazione fiscale aggressiva consiste nel trarre vantaggio dagli aspetti tecnici di un sistema fiscale o dalle asimmetrie fra due o più sistemi fiscali al fine di ridurre il debito d'imposta; che la Commissione riconosce che la pianificazione fiscale aggressiva può assumere le forme più diverse, che conducono alla situazione in cui la normativa fiscale non è applicata secondo le modalità previste dal legislatore; che tra le forme principali di pianificazione fiscale aggressiva rientrano il trasferimento del debito, l'ubicazione delle attività immateriali e della proprietà intellettuale, prezzi di trasferimento strategici, disallineamenti da ibridi e strutture di finanziamento offshore; che le società ascoltate dalla sua commissione speciale hanno ribadito per lo più che pagano ingenti tasse e che il loro comportamento è legale; che soltanto una piccola percentuale di società ha finora ammesso pubblicamente che l'elusione delle imposte sulle società è una questione da affrontare in via prioritaria;

L.  considerando che quasi un terzo di tutti gli investimenti transfrontalieri delle imprese sono veicolati attraverso strutture finanziarie offshore; che la Commissione rileva che il 72 % dei trasferimenti degli utili nell'Unione europea si avvale dei prezzi di trasferimento e dell'ubicazione fiscalmente vantaggiosa della proprietà intellettuale e che il resto dei sistemi di trasferimento degli utili comporta il trasferimento del debito(28);

  considerando che i trattati fiscali bilaterali attribuiscono diritti impositivi tra i paesi di origine e quelli di residenza; che ai paesi di origine è spesso attribuito il diritto di imposizione sui redditi da attività d'impresa purché esista una stabile organizzazione nei paesi di origine mentre i paesi di residenza ottengono il diritto di imposizione sui redditi passivi, quali dividendi, canoni e interessi; che tale suddivisione dei diritti impositivi è fondamentale per comprendere i sistemi di pianificazione fiscale aggressiva;

N.  considerando che le prassi contabili consistono nel delineare la situazione finanziaria della società abbinando entrate e uscite, nonché guadagni e perdite al periodo di calendario in cui sono effettuate piuttosto che al periodo in cui hanno luogo effettivamente i flussi di cassa; che, se il reddito imponibile passa da una giurisdizione all'altra ed entrambe le giurisdizioni lo trattano in maniera diversa, vi è la possibilità di sfruttare le mancate corrispondenze; che, sebbene il pagamento di canoni possa essere giustificato da finalità commerciali, in assenza di un idoneo coordinamento fiscale tali canoni possono beneficiare di un trattamento fiscale vantaggioso in un paese, che comporta l'erosione della base imponibile in altri paesi;

O.  considerando che il 60 % di tutti gli scambi commerciali mondiali avviene a livello infragruppo ed è pertanto soggetto alle metodologie dei prezzi di trasferimento; che il 70 % di tutte le operazioni di trasferimento degli utili è effettuato mediante prezzi di trasferimento;

P.  considerando che la convergenza delle politiche fiscali dovrebbe altresì essere accompagnata da controlli più ampi e da un maggior numero di indagini sulle pratiche fiscali dannose; che la Commissione ha avviato nuove indagini formali sul trattamento fiscale delle imprese multinazionali; che la valutazione delle misure di politica fiscale da un'ottica di aiuti di Stato è un approccio che ha di recente acquisito importanza; che si impongono un'ulteriore riflessione e misure supplementari per meglio comprendere e affrontare l'interazione tra fiscalità e concorrenza; che la Commissione ha la possibilità di indagare su tutti i presunti casi di aiuti di Stato illeciti mediante trattamenti fiscali preferenziali in maniera non selettiva e imparziale; che, al momento dell'approvazione della presente relazione, erano ancora in corso diverse indagini della Commissione su questioni correlate agli aiuti di Stato; che taluni Stati membri hanno avviato procedure di recupero nei confronti di alcune imprese multinazionali; che taluni Stati membri hanno analizzato le ricadute delle loro politiche fiscali interne allo scopo di valutarne le incidenze negative sui paesi in via di sviluppo;

Q.  considerando che non è possibile separare la pianificazione fiscale aggressiva dalla pianificazione sociale aggressiva, come confermato dai lavori della sua commissione speciale (TAXE 2), in particolare nel corso dell'audizione di imprese multinazionali, il che dimostra chiaramente che gli schemi fiscali di società come McDonald's sono utilizzati anche come strumento per ridurre la retribuzione dei dipendenti;

R.  considerando che lo strumento migliore per combattere la pianificazione fiscale aggressiva è rappresentato da una legislazione ben concepita e attuata in maniera corretta e coordinata;

Ruolo delle specifiche giurisdizioni fiscali

S.  considerando che il Parlamento ha organizzato riunioni con i rappresentanti dei governi di Andorra, del Liechtenstein, del Principato di Monaco, di Guernsey e Jersey; che le isole Cayman hanno partecipato soltanto a una riunione dei coordinatori e non a un'audizione formale della commissione speciale; che l'Isola di Man ha declinato l'invito a comparire dinanzi alla commissione speciale e ha presentato invece un contributo scritto;

T.  considerando che alcune giurisdizioni fiscali contribuiscono attivamente a progettare le politiche fiscali aggressive per le imprese multinazionali che, in tal modo, possono avvalersi di tali opportunità per eludere le imposte; che in alcune giurisdizioni, nonostante gli impegni assunti da tali giurisdizioni di garantire lo scambio automatico di informazioni fiscali con altri paesi, l'aliquota dell'imposta sulle società, fissata per legge o effettiva, è prossima o pari allo 0 %; che alcune di queste giurisdizioni figurano sulle liste nere di diversi Stati membri; che determinati regimi fiscali di alcune giurisdizioni sono stati valutati dal gruppo "Codice di condotta (Tassazione delle imprese)", inducendo i paesi in questione a varare delle riforme;

U  considerando che tutte le predette giurisdizioni si sono impegnate a introdurre lo scambio automatico di informazioni entro il 2017, ad eccezione di Andorra e del Principato di Monaco, che vi procederanno nel 2018; che è importante verificare se vengano introdotti fin d'ora efficaci cambiamenti legislativi per garantire un effettivo scambio automatico di informazioni da avviare nel 2017;

V.  considerando che le scappatoie nella normativa, scambi d'informazione inefficaci e, più in generale, il mancato rispetto degli obblighi in materia di controllo, la mancanza di informazioni sui beneficiari finali e il segreto bancario e societario, nonostante la soppressione graduale delle norme sul segreto bancario, ostacolano l'operato inteso a porre fine dell'evasione e dell'elusione fiscali; che l'opacità di tali pratiche è utilizzata da alcuni agenti fiscali nel settore finanziario ai fini delle pratiche fiscali aggressive; che le iniziative a favore dello scambio automatico di informazioni tra paesi, al di là delle preesistenti convenzioni bilaterali in materia fiscale, sono state introdotte soltanto di recente; che, in assenza di un'applicazione efficace, le carenze dei sistemi incoraggeranno l'evasione e l'elusione fiscali;

W.  considerando che alcune giurisdizioni fiscali specifiche all'interno e all'esterno dell'UE non sono disposte a riformare i propri sistemi fiscali, nonostante le iniziative in corso su scala globale e nonostante il fatto che alcune di esse partecipino ai lavori dell'OCSE;

X.  considerando che le audizioni organizzate con Andorra, Guernsey, Jersey, Liechtenstein e Monaco (si veda l'allegato 1) hanno evidenziato che le condizioni per la registrazione di società offshore e le informazioni da fornire al riguardo variano da una giurisdizione all'altra; che le autorità fiscali ufficiali di alcune di queste giurisdizioni non dispongono di informazioni complete sui beneficiari finali di trust, fondazioni e società, o non le raccolgono né le rendono pubbliche; che Andorra, Liechtenstein, Monaco, San Marino e Svizzera hanno firmato accordi sullo scambio di informazioni con l'UE; che le isole del Canale hanno firmato accordi con il Regno Unito e hanno dichiarato la loro disponibilità a concludere accordi analoghi con altri Stati membri;

Y  considerando che la legislazione in vigore in alcune giurisdizioni non garantisce la buona governance, né garantisce il rispetto delle norme internazionali per quanto riguarda i beneficiari finali, la trasparenza e la cooperazione;

Z.  considerando che tali giurisdizioni sono territori dipendenti o associati di Stati membri e pertanto, sebbene autonomi, in parte soggetti alla legislazione nazionale ed europea; che gli Stati membri dovrebbero pertanto prendere in considerazione la possibilità di introdurre norme per garantire che i propri territori associati e dipendenti rispettino le norme più rigorose;

AA.   considerando che alcuni Stati membri hanno predisposto propri elenchi di giurisdizioni non collaborative e/o definizioni sostanziali di "paradisi fiscali" o "giurisdizioni fiscali privilegiate"; che vi sono grandi differenze tra tali elenchi sulle modalità di definizione o valutazione di giurisdizioni non collaborative o paradisi fiscali; che l'elenco dell'OCSE relativo alle giurisdizioni non collaborative non risponde alla propria finalità; che nel pacchetto fiscale del 17 giugno 2015 la Commissione ha pubblicato un elenco di giurisdizioni fiscali non collaborative, stilato sulla base di un "denominatore comune" basato su elenchi esistenti a livello nazionale; che a livello di Unione mancano ancora una definizione e un elenco comune di giurisdizioni non collaborative, sebbene siano urgentemente necessari; che in nessuno di tali elenchi figurano criteri chiari, misurabili ed esaustivi per il grado di segretezza di determinate giurisdizioni;

Ruolo degli istituti finanziari nella pianificazione fiscale aggressiva delle imprese multinazionali

AB.  considerando che alcuni istituti finanziari e studi contabili o legali hanno svolto un ruolo di intermediari nella creazione di strutture giuridiche complesse conducenti a schemi di pianificazione fiscale aggressiva utilizzati dalle imprese multinazionali, come evidenziato nell'ambito di "Luxleaks" e dei "Panama Papers"; che le scappatoie giuridiche, i disallineamenti e la mancanza di coordinamento, collaborazione e trasparenza tra paesi creano un ambiente che facilita l'evasione fiscale; che gli istituti finanziari sono nondimeno ausiliari chiave e indispensabili nella lotta contro la frode fiscale, in virtù delle informazioni sui conti finanziari e sulla titolarità effettiva di cui dispongono, e che è pertanto fondamentale che essi cooperino appieno e in modo efficace allo scambio di tali informazioni;

AC.  considerando che, nel corso della presente indagine, sono venuti alla luce diversi scandali in cui erano coinvolte banche; che gli istituti finanziari possono avvalersi di vari schemi di pianificazione fiscale aggressiva per aiutare i propri clienti a evadere o eludere le imposte; che le banche possono intervenire sul mercato per conto dei propri clienti e sostenere dinanzi alle autorità fiscali di essere i titolari effettivi di tali transazioni, consentendo ai clienti di beneficiare in modo indebito dei vantaggi fiscali concessi alle banche in ragione del loro status di banca o della loro residenza; che il ruolo svolto dalle banche (in particolare quelle che effettuano attività di banche di investimento) nel concepire ed attuare una pianificazione fiscale aggressiva dovrebbe essere considerato come duplice: in primo luogo, fornire una pianificazione fiscale aggressiva ad uso dei clienti, spesso utilizzando prodotti finanziari quali prestiti, derivati, pronti contro termine o qualsiasi strumento collegato ad azioni; e, in secondo luogo, utilizzare esse stesse una pianificazione fiscale aggressiva, attraverso proprie operazioni finanziarie strutturate interbancarie e proprietarie;

AD.  considerando che tutte le banche che sono comparse dinanzi alla commissione speciale hanno ufficialmente negato di avere in alcun modo consigliato ai propri clienti di evadere o eludere le imposte e di avere rapporti con studi contabili e legali a tal fine; che, tuttavia, le banche chiedono spesso pareri giuridici a studi contabili o di consulenza per convalidare i contratti che offrono ai propri clienti; che tali pareri giuridici retribuiti possono essere utilizzati per coprire operazioni di evasione fiscale ed evitare accuse di frode intenzionale ad opera delle banche;

AE.  considerando che alcuni dei principali istituti finanziari hanno aperto numerose società controllate in giurisdizioni fiscali speciali o in giurisdizioni con aliquote d'imposta societarie basse o molto basse al fine di eludere le imposte per conto dei loro clienti costituiti da società e privati o a proprio vantaggio; che diversi istituti finanziari hanno recentemente chiuso alcune delle loro succursali in tali giurisdizioni; che diversi istituti finanziari sono stati processati per frode fiscale o riciclaggio di denaro negli Stati Uniti e condannati a pagare sanzioni considerevoli, ma che nell'Unione europea sono stati avviati pochissimi procedimenti giudiziari;

AF.  considerando che le banche operano su un mercato competitivo e sono incoraggiate a promuovere schemi fiscali interessanti al fine di attrarre nuovi clienti e servire i clienti esistenti; che i dipendenti delle banche sono spesso sottoposti ad un'enorme pressione per convalidare i contratti dei clienti che consentono l'evasione e l'elusione fiscali, rischiando di essere licenziati se non lo fanno; che esistono conflitti di interesse e casi di "porte girevoli" tra i più alti dipendenti bancari e di società di consulenza e i rappresentanti delle amministrazioni fiscali; che le amministrazioni fiscali non sempre dispongono di un accesso sufficiente alle informazioni o di strumenti per indagare sulle banche e scoprire i casi di evasione fiscale;

AG.  considerando che, durante la crisi finanziaria del 2008, il salvataggio di molte banche e istituti finanziari coinvolti in casi di evasione fiscale è avvenuto utilizzando il denaro dei contribuenti, rendendo la loro condotta in materia fiscale ancora più deprecabile;

AH.  considerando che è importante riconoscere che non tutte le operazioni di finanza strutturata complesse (CSFT) sono indotte soprattutto da motivazioni fiscali e che i prodotti principalmente indotti da motivi fiscali sono solo una piccola parte del settore delle CSFT nel suo complesso; che gli importi coinvolti nelle operazioni di pianificazione fiscale aggressiva possono tuttavia essere molto elevati, con singole transazioni che talvolta riguardano finanziamenti di miliardi di euro e vantaggi fiscali del valore di centinaia di milioni di euro(29); che le autorità fiscali sono preoccupate per la mancanza di trasparenza delle CSFT utilizzate a fini di pianificazione fiscale aggressiva, in particolare quando parti separate di tali accordi sono attuate in giurisdizioni diverse;

AI.  considerando che gli istituti di credito dell'UE sono già soggetti ad obblighi pubblici di comunicazione paese per paese ai sensi della direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD IV); che occorre notare che nelle relazioni paese per paese sono emerse alcune carenze e che sarebbe opportuno affrontarle; che nessuno degli istituti finanziari comparso dinanzi alla commissione speciale ha sollevato un'obiezione significativa nei confronti degli obblighi di informativa; che alcuni di essi si sono espressi chiaramente a favore di tale obbligo e del suo sostegno affinché diventi una norma globale;

AJ.  considerando che la rendicontazione pubblica paese per paese riguardo ad alcuni documenti di istituti finanziari ha evidenziato notevoli discrepanze tra i loro utili complessivi conseguiti in giurisdizioni d'oltremare e la loro attività, l'importo delle imposte versate e il loro numero di dipendenti nelle stesse giurisdizioni; che la stessa rendicontazione ha evidenziato altresì una discordanza tra i territori in cui operano e dispongono di personale e quelli da cui traggono gli utili;

AK.  considerando che le banche e le imprese multinazionali presentatesi dinanzi alla commissione speciale non hanno risposto integralmente a tutte le domande poste dai deputati, e alcune delle questioni sollevate sono rimaste pertanto senza risposta o non ben definite; che in un secondo momento alcune di tali banche hanno inviato contributi scritti (si veda l'allegato 2);

Patent box, regimi agevolati in materia di conoscenze e attività di ricerca e sviluppo

AL.  considerando che i regimi connessi alla proprietà intellettuale, ai brevetti e alle attività di ricerca e sviluppo (R&S) sono ampiamente usati in tutta l'Unione; che sono utilizzati dalle imprese multinazionali per ridurre artificialmente la loro contribuzione fiscale complessiva; che l'azione 5 del piano d'azione dell'OCSE relativo all'erosione della base imponibile e al trasferimento degli utili (BEPS) fa riferimento al cosiddetto "approccio del nesso modificato"; che il ruolo del gruppo "Codice di condotta" è anche quello di analizzare e monitorare in modo efficace tali pratiche negli Stati membri;

AM.  considerando che il gruppo "Codice di condotta" ha analizzato i regimi di patent box europei, ma non ha concluso la sua analisi di regimi specifici; che, nel contempo, l'azione 5 del piano d'azione BEPS dell'OCSE fa riferimento all'approccio del nesso modificato come al nuovo standard per la concessione di incentivi nel settore R&S; che gli Stati membri hanno convenuto nel gruppo "Codice di condotta" di attuare l'approccio del nesso modificato nella propria legislazione nazionale a decorrere dal 2015; che hanno altresì concordato che gli attuali sistemi di patent box dovrebbero essere gradualmente eliminati di qui al 2021; che gli Stati membri sono fortemente in ritardo nell'attuazione dell'approccio del nesso modificato a livello nazionale;

AN.  considerando che vari studi della Commissione hanno chiaramente dimostrato che il nesso fra il patent box e le attività di R&S è spesso arbitrario e/o artificiale; che tale incoerenza può indurre a presumere che, nella maggior parte dei casi, detti regimi sono istituiti e utilizzati con finalità di elusione fiscale; che gli incentivi fiscali per i redditi generati mediante le attività di R&S, principalmente patent box, comportano spesso notevoli riduzioni del gettito fiscale per tutti i governi, compresi quelli che attuano tale politica; che sarebbe opportuno analizzare meglio come incoraggiare in modo ottimale le attività di R&S e l'innovazione nell'UE, che sono estremamente necessarie, senza creare pratiche fiscali dannose; che anche l'OCSE e il Fondo monetario internazionale (FMI) hanno confermato in varie occasioni di non ritenere che i patent box siano lo strumento adeguato per promuovere attività di R&S;

AO.  considerando che il ruolo centrale svolto dai patent box negli schemi di pratiche fiscali dannose è stato inizialmente rilevato nelle missioni d'informazione della precedente commissione speciale del Parlamento (TAXE 1) nei Paesi Bassi e nel Regno Unito, e successivamente confermato nella sua missione a Cipro; che in altri Stati membri esistono sistemi simili;

AP.  considerando che la totale assenza di qualsiasi approccio armonizzato tra gli Stati membri sulla questione dei pagamenti in uscita rappresenta un problema particolarmente pressante; che nel quadro attuale, privo di coordinamento, l'eliminazione della tassazione alla fonte ai sensi della direttiva sugli interessi e i canoni e della direttiva sulle società madri e figlie, unita alla mancanza di una ritenuta d'imposta su dividendi, corrispettivi e diritti di licenza e pagamenti di interessi in uscita in alcuni Stati membri, crea situazioni di vuoto che permettono di trasferire di fatto i profitti da qualsiasi Stato membro dell'Unione verso paesi terzi senza che siano tassati almeno una volta;

Documenti del gruppo "Codice di condotta" sulla tassazione delle imprese, del gruppo ad alto livello "Questioni fiscali" e del gruppo "Questioni fiscali"

AQ.  considerando che il mandato del gruppo "Codice di condotta" è definito nelle conclusioni del Consiglio ECOFIN del 1º dicembre 1997; che i documenti del gruppo "Codice di condotta" costituiscono una fonte essenziale di informazioni per i lavori della commissione speciale (come già indicato nella risoluzione del Parlamento del 25 novembre 2015);

AR.  considerando che alcuni documenti di seduta e verbali del gruppo "Codice di condotta" sono stati messi a disposizione dei deputati del Parlamento europeo a porte chiuse, nei locali del Parlamento, solo cinque mesi dopo l'inizio del mandato della commissione speciale; che, sebbene siano stati messi a disposizione ulteriori documenti, alcuni documenti e processi verbali non sono stati ancora divulgati, non sono disponibili o sono mancanti; che la Commissione ha affermato in una riunione informale di aver messo a disposizione della commissione speciale tutti i documenti in suo possesso provenienti dalla Commissione, e che gli eventuali altri documenti di riunione pertinenti provenienti dalla Commissione, sempre che siano stati in suo possesso, devono pertanto essere andati smarriti;

AS.  considerando che gli Stati membri hanno fornito risposte insoddisfacenti alle ripetute richieste del Parlamento di pubblicare integralmente i documenti interessati; che tale prassi è durata mesi; che i documenti in questione sono stati forniti a ricercatori dell'università di Amsterdam in seguito a una richiesta basata sulla direttiva sulla trasparenza; che recentemente essi sono stati nondimeno resi disponibili, ma solo in forma confidenziale, e che non possono essere utilizzati nel dibattito pubblico; che la trasparenza e l'accesso alle informazioni sono elementi essenziali dell'attività parlamentare;

AT.  considerando che in seno al gruppo "Codice di condotta" sono state esaminate questioni specifiche senza che ciò abbia portato a riforme concrete; che, ad esempio, le discussioni sui ruling sono in corso almeno dal 1999 e vi sono ancora difficoltà nell'implementare le raccomandazioni concordate, anche dopo le rivelazioni "LuxLeaks"; che l'esame dei regimi di patent box non è mai stato del tutto concluso nel 2014 e che non è stato avviato nessun altro esame, sebbene gli Stati membri siano in ritardo nell'attuare il nuovo approccio del nesso modificato;

La dimensione esterna: il G20, l'OCSE e l'ONU; coinvolgimento e conseguenze per i paesi in via di sviluppo

AU.  considerando che l'OCSE, l'ONU e altre organizzazioni internazionali sono parti interessate nella lotta contro l'erosione della base imponibile delle società; che vi è la necessità di garantire un'armonizzazione su scala mondiale delle pratiche su scala e l'applicazione di standard comuni come quelli proposti dall'OCSE nell'ambito del pacchetto BEPS; che dovrebbe essere istituito un forum intergovernativo a livello dell'ONU, con criteri di partecipazione meno selettivi rispetto all'OCSE o al G20, al fine di consentire a tutti i paesi, inclusi i paesi in via di sviluppo, di partecipare su base paritaria; che la riunione dei ministri delle finanze e dei governatori delle banche centrali dei paesi del G20, tenutasi a Washington il 14 e 15 aprile 2016, ha rinnovato il suo appello a tutti i paesi e a tutte le giurisdizioni affinché attuino gli standard della task force "Azione finanziaria" (GAFI) sulla trasparenza e la titolarità effettiva in relazione alle persone giuridiche e ai regimi giuridici; che alcuni membri del G20 hanno invocato uno scambio automatico di informazioni in merito alla titolarità effettiva e hanno chiesto che la GAFI e il forum globale sulla trasparenza e lo scambio di informazioni a fini fiscali presentino all'uopo proposte preliminari entro ottobre 2016;

AV.  considerando che, come osservato durante la missione d'informazione negli Stati Uniti, vi è una mancanza di trasparenza a livello mondiale, così come manca una definizione comune di titolarità effettiva; che tale mancanza di trasparenza è risultata particolarmente evidente per quanto riguarda le società di comodo e gli studi legali; che gli Stati Uniti stanno attualmente preparando l'attuazione del piano d'azione BEPS dell'OCSE;

AW.  considerando che il processo BEPS non include i paesi in via di sviluppo come partner negoziali paritari e non è stato in grado di fornire soluzioni efficaci ai problemi fiscali dei paesi più poveri, come esemplificato dalla rete planetaria di convenzioni fiscali che spesso impedisce ai paesi in via di sviluppo di tassare i profitti generati sul loro territorio;

AX.  considerando che esiste già una cooperazione su questioni fiscali comuni tra le pertinenti autorità dell'Unione europea e degli Stati Uniti, ma che manca una cooperazione analoga a livello politico, specie per quanto riguarda la cooperazione parlamentare;

AY.  considerando che nel luglio 2016 è previsto un simposio sulla tassazione, al fine di conseguire una crescita economica forte, sostenibile ed equilibrata; che il G20 ha invitato tutte le organizzazioni internazionali, compresa l'UE, a far fronte alle sfide in questione;

AZ.  considerando che l'audizione congiunta della commissione speciale (TAXE 2) e della commissione per lo sviluppo dal titolo "Conseguenze delle pratiche fiscali aggressive per i paesi in via di sviluppo" ha evidenziato che i problemi cui devono far fronte i paesi in via di sviluppo sono simili, ossia erosione della base imponibile, trasferimento degli utili, mancanza di trasparenza, sistemi fiscali divergenti su scala mondiale e mancanza di una legislazione internazionale coerente ed efficace; che i paesi in via di sviluppo risentono della pianificazione fiscale aggressiva; che le amministrazioni tributarie dei paesi in via di sviluppo non dispongono delle risorse e delle competenze per contrastare efficacemente l'evasione e l'elusione fiscali;

BA.  considerando che i membri del G20 hanno ribadito il loro impegno a garantire che si compiano sforzi per rafforzare le capacità delle economie dei paesi in via di sviluppo e incoraggiare i paesi sviluppati a rispettare i principi dell'iniziativa fiscale di Addis Abeba, definiti in occasione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 27 luglio 2015; che le opinioni e le priorità dei paesi in via di sviluppo sono essenziali per un efficace coordinamento globale;

BB.  considerando che il FMI e la Banca mondiale forniscono assistenza tecnica, tra cui strumenti destinati alle amministrazioni tributarie dei paesi in via di sviluppo sulle questioni fiscali internazionali, allo scopo di migliorare la capacità dei paesi in via di sviluppo di contrastare l'evasione e l'elusione fiscali e il riciclaggio di denaro sporco, in particolare in relazione ai prezzi di trasferimento;

BC.  considerando che il governo australiano ha annunciato l'intenzione di introdurre un'imposta sugli utili dirottati per le imprese multinazionali che eludono le imposte, che entrerà in vigore il 1º luglio 2017, nonché di creare una nuova task force dell'amministrazione tributaria;

Attività della commissione speciale del Parlamento (TAXE 2)

BD.  considerando che alcune delle misure proposte dalla Commissione sono il risultato diretto delle risoluzioni del Parlamento del 16 dicembre 2015 e del 25 novembre 2015; che la Commissione ha ora proposto, almeno in parte, importanti iniziative contemplate in dette risoluzioni; che altre misure fondamentali chieste nelle summenzionate risoluzioni non sono state ancora poste in essere, tra cui, ad esempio, una riforma del sistema di agevolazioni fiscali, disposizioni giuridiche efficaci per la tutela degli informatori e misure volte a contenere la promozione della pianificazione fiscale aggressiva e l'assistenza in materia da parte dei consulenti o del settore finanziario;

BE.  considerando che le implicazioni per l'Unione sono state analizzate e valutate, in particolare dalla commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 1), i cui lavori sono sfociati in una risoluzione approvata a larghissima maggioranza il 25 novembre 2015; che la risoluzione del Parlamento del 16 dicembre 2015 è stata anch'essa approvata a larghissima maggioranza; che la Commissione ha presentato una risposta congiunta alle risoluzioni del 16 dicembre 2015 e del 25 novembre 2015;

BF.  considerando che la commissione speciale TAXE 2, costituita il 2 dicembre 2015, ha tenuto undici riunioni, alcune di esse congiuntamente con la commissione per i problemi economici e monetari, la commissione giuridica e la commissione per lo sviluppo, in cui ha ascoltato il commissario responsabile per la concorrenza, Margrethe Vestager, il commissario per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, Pierre Moscovici, il commissario per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali, Jonathan Hill, il sottosegretario di Stato alle finanze dei Paesi Bassi, Eric Wiebes (in rappresentanza della Presidenza del Consiglio), esperti in materia di tassazione e sviluppo, rappresentanti di imprese multinazionali, rappresentanti di banche e deputati di parlamenti nazionali dell'UE; che essa ha altresì organizzato riunioni con i rappresentanti dei governi di Andorra, Liechtenstein, Principato di Monaco, Guernsey e Jersey e ha ricevuto un contributo scritto da parte del governo dell'Isola di Man (cfr. allegato 1); che ha inoltre organizzato missioni d'informazione negli Stati Uniti (cfr. allegato 6), per esaminare gli aspetti specifici del suo mandato riguardanti i paesi terzi, e a Cipro (cfr. allegato 5); che i membri della commissione speciale sono stati personalmente invitati a partecipare ai lavori del gruppo interparlamentare ad alto livello "TAXE" dell'OCSE; che la commissione speciale ha tenuto riunioni a porte chiuse a livello dei coordinatori in cui ha ascoltato rappresentanti del governo delle Isole Cayman, giornalisti investigativi e funzionari della Commissione; che tutte queste attività, che hanno fornito una grande quantità di informazioni molto utili sulle pratiche e i sistemi fiscali sia all'interno che all'esterno dell'Unione, hanno contribuito a chiarire alcune delle questioni rilevanti, mentre altre non hanno ricevuto risposta;

BG.  considerando che l'attività della commissione speciale è stata ostacolata dal fatto che soltanto quattro delle sette imprese multinazionali invitate hanno accettato di comparire di fronte ai suoi membri al primo invito (cfr. allegato 2);

BH.  considerando che, a causa del persistente rifiuto della Commissione e del Consiglio di dare la propria approvazione alla proposta di regolamento del Parlamento europeo relativo alle modalità dettagliate per l'esercizio del diritto di inchiesta del Parlamento europeo, le commissioni speciali e le commissioni d'inchiesta del Parlamento continuano a non disporre di poteri adeguati – essendo prive, ad esempio, del diritto di citare testimoni e di ottenere l'accesso ai documenti –, rispetto a commissioni analoghe dei parlamenti degli Stati membri o del Congresso degli Stati Uniti;

BI.  considerando che, per quanto riguarda le questioni fiscali, il Consiglio ha recentemente adottato, in varie occasioni, decisioni politiche preliminari di ordine generale senza tener conto delle posizioni del Parlamento né tanto meno aspettarle;

Conclusioni e raccomandazioni

1.  ribadisce le conclusioni delle sue risoluzioni del 25 novembre 2015 e del 16 dicembre 2015;

Seguito dato dalla Commissione e dagli Stati membri

2.  deplora il fatto che 13 Stati membri non dispongano di norme adeguate per contrastare la pianificazione fiscale aggressiva basata su un flusso dei dividendi esente da imposte; deplora altresì che 13 Stati membri non applichino alcuna forma di verifica del beneficiario effettivo nell'accettare una richiesta di riduzione della ritenuta d'imposta o di esenzione dalla medesima; si rammarica altresì del fatto che, a tutt'oggi, 14 Stati membri non si siano ancora dotati di norme sulle società controllate estere per prevenire la pianificazione fiscale aggressiva e che 25 Stati membri non abbiano norme volte a contrastare il trattamento fiscale disallineato di una società locale da parte di un altro Stato; deplora il fatto che sinora nessuno Stato membro abbia invocato un divieto delle strutture di pianificazione fiscale aggressiva;

3.  invita gli Stati membri e la Commissione ad adottare ulteriori proposte legislative sull'elusione dell'imposta sulle società, dato che gli Stati membri dispongono ancora di un margine per rafforzare le rispettive norme antiabuso al fine di contrastare l'erosione della base imponibile; deplora energicamente il fatto che gli Stati membri non abbiano discusso le raccomandazioni del Parlamento in seno a un gruppo di lavoro del Consiglio, né abbiano riflettuto sulla violazione dell'obbligo di leale cooperazione previsto dal trattato di cui si sono resi responsabili permettendo forme di elusione ed evasione fiscale aggressiva in altri Stati membri;

4.  accoglie con favore il pacchetto anti-elusione fiscale (ATAP) pubblicato dalla Commissione il 28 gennaio 2016, così come tutte le proposte legislative e le comunicazioni presentate in seguito (cfr. allegato 4); plaude all'adozione, da parte del Consiglio, della direttiva recante modifica della direttiva sulla cooperazione amministrativa al fine di introdurre la comunicazione per paese alle autorità tributarie, deplorando nel contempo che il Consiglio non abbia atteso né considerato la posizione del Parlamento europeo prima di stabilire la propria posizione e che non abbia previsto il coinvolgimento della Commissione nello scambio di informazioni; invita il Consiglio a raggiungere una posizione unanime e ambiziosa sul pacchetto ATAP e a mantenere la direttiva in materia di anti-elusione fiscale come una direttiva unica, al fine di attuare efficacemente le raccomandazioni dell'OCSE e andare oltre, così da realizzare le ambizioni dell'Unione e assicurare il corretto funzionamento del mercato unico, anziché indebolirlo; deplora energicamente il fatto che l'attuale progetto di posizione del Consiglio sia stato indebolito, in particolare con l'introduzione di una clausola di anteriorità (grand-fathering clause) sulla deduzione degli interessi e l'adozione di un approccio meno generale in relazione alla norma sulle società controllate estere; accoglie con favore l'iniziativa di pervenire, a livello di Unione, a una definizione e a un elenco comuni delle giurisdizioni non collaborative, nell'ambito della strategia esterna per un'imposizione effettiva; sottolinea che tale elenco dovrebbe basarsi su criteri oggettivi, esaustivi e quantificabili; ribadisce che in futuro sarà necessario intervenire maggiormente, in modo vincolante, per contrastare in modo efficace e sistematico l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili;

5.  ritiene che la direttiva sulla cooperazione amministrativa, che è stata sottoposta a due modifiche consecutive ad hoc (concernenti lo scambio automatico sui ruling fiscali e la comunicazione per paese), dovrebbe ora essere rivista interamente, in particolare, ma non solo, allo scopo di ridurre e infine sopprimere le attuali deroghe al principio dello scambio delle informazioni;

6.  sollecita la Commissione a presentare entro la fine del 2016 una proposta per una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), corredata di una chiave di distribuzione adeguata ed equa, che fornisca una soluzione globale per far fronte alla maggior parte delle pratiche fiscali dannose all'interno dell'Unione, apporti chiarezza e semplicità per le imprese e agevoli le attività economiche transfrontaliere all'interno dell'Unione; ritiene che il consolidamento rappresenti l'elemento essenziale della CCTB; è del parere che il consolidamento dovrebbe essere introdotto quanto prima e che qualsiasi sistema intermedio, compresa l'armonizzazione della sola base imponibile con un meccanismo di compensazione delle perdite, possa essere soltanto temporaneo; ritiene che l'introduzione di una CCCTB piena e obbligatoria stia diventando sempre più urgente; invita gli Stati membri a raggiungere tempestivamente un accordo sulla proposta relativa alla CCCTB quando essa sarà presentata e a dare poi rapidamente applicazione alla normativa; ricorda agli Stati membri che le differenze nei sistemi di tassazione delle società possono creare condizioni di disparità e una concorrenza fiscale sleale anche all'interno dell'UE;

7.  accoglie con favore il fatto che, il 12 aprile 2016, la Commissione ha adottato la proposta di direttiva che modifica la direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione, da parte delle imprese e delle loro controllate e succursali, di informazioni relative all'imposta sul reddito e una maggiore trasparenza in materia di imposizione societaria; deplora, tuttavia, che il campo di applicazione, i criteri e le soglie proposti dalla Commissione non siano in linea con le posizioni assunte in precedenza dal Parlamento e non consentirebbero quindi di raggiungerne gli obiettivi;

8.  plaude all'accordo raggiunto in seno al Consiglio l'8 dicembre 2015 sullo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali; deplora tuttavia che il Consiglio non abbia tenuto conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella sua relazione del 20 ottobre 2015 sulla proposta originaria della Commissione in materia; sottolinea che alla Commissione deve essere garantito pieno accesso alla nuova banca dati dell'Unione sui ruling fiscali; insiste sulla necessità di una banca dati esaustiva ed efficiente su tutti i ruling con potenziali effetti transfrontalieri; esorta gli Stati membri a porre in essere rapidamente il quadro legislativo necessario per avviare lo scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali;

9.  sottolinea che lo scambio automatico di informazioni comporterà il trattamento di un ingente volume di dati, e insiste sul fatto che le questioni relative all'elaborazione informatica dei dati interessati devono essere coordinate, alla stessa stregua delle risorse umane necessarie ai fini dell'analisi dei dati; chiede il rafforzamento del ruolo della Commissione nell'ambito di tale attività; invita la Commissione e gli Stati membri a monitorare l'attuazione della direttiva sulla cooperazione amministrativa a livello nazionale e a uniformarvisi pienamente, in particolare con l'obiettivo di verificare quanti Stati membri richiedono informazioni fiscali attraverso convenzioni fiscali bilaterali, anziché sulla base di detta direttiva; invita gli Stati membri a potenziare le rispettive amministrazioni tributarie dotandole di un organico adeguato onde garantire l'efficace riscossione delle imposte e contrastare le pratiche fiscali dannose, dal momento che la mancanza di risorse e le riduzioni di personale, unite alla mancanza di una formazione, di strumenti tecnici e di poteri investigativi adeguati, hanno gravemente ostacolato le amministrazioni tributarie in alcuni Stati membri; invita gli Stati membri a integrare le informazioni scambiate con le autorità fiscali e quelle scambiate con i supervisori finanziari e le autorità di regolamentazione;

10.  accoglie con favore il fatto che, il 12 maggio 2016, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito hanno annunciato la prossima creazione di registri pubblici dei titolari effettivi delle società; plaude alla Francia, che si è impegnata a creare un registro pubblico delle società fiduciarie; appoggia l'impegno del Regno Unito di imporre a tutte le società esterne al Regno Unito che acquistano immobili nel paese o stipulano contratti con l'amministrazione pubblica l'obbligo di dichiarare il titolare effettivo; invita tutti gli Stati membri ad adottare iniziative simili;

11.  deplora che il nuovo standard dell'OCSE per lo scambio automatico di informazioni finanziarie a fini fiscali non includa un periodo di transizione per i paesi in via di sviluppo, nonché il fatto che, rendendo questo standard reciproco, i paesi che hanno ancora una capacità insufficiente a creare l'infrastruttura necessaria a raccogliere, gestire e condividere le informazioni richieste, possano di fatto rimanere esclusi;

12.  osserva che il Forum congiunto sui prezzi di trasferimento ha incluso nel suo programma di lavoro per il periodo 2014-2019 lo sviluppo di buone pratiche volte a garantire che gli orientamenti dell'OCSE in materia corrispondano alle specificità degli Stati membri; osserva che la Commissione sta monitorando l'evoluzione dei lavori;

13.  sottolinea che il 70 % dei trasferimenti di utili avviene attraverso i prezzi di trasferimento e che il modo migliore per contrastare tale fenomeno è l'adozione di una CCCTB globale; invita nondimeno la Commissione a presentare una proposta legislativa concreta in materia di prezzi di trasferimento, tenendo conto delle linee guida dell'OCSE del 2010 sui prezzi di trasferimento per le imprese multinazionali e le amministrazioni fiscali; sottolinea inoltre che potrebbero essere necessari ulteriori sforzi per limitare i rischi di BEPS tra Stati membri dell'UE e paesi terzi che derivano dal quadro dei prezzi di trasferimento, in particolare dai prezzi dei beni immateriali, e che occorre esaminare attivamente le alternative globali all'attuale principio di libera concorrenza e testarne la capacità di garantire un sistema fiscale mondiale più giusto e più efficace;

14.  accoglie con favore il fatto che il commissario responsabile per la concorrenza, Margrethe Vestager, ha classificato i prezzi di trasferimento come ambito di interesse particolare nei casi di aiuti di Stato, in quanto sarebbero uno strumento comune utilizzato dalle imprese multinazionali per meccanismi di evasione o elusione fiscale quali i prestiti intragruppo; osserva che attualmente non esistono linee guida per identificare e disciplinare gli aiuti di Stato connessi all'ambito fiscale, sebbene questo tipo di aiuti di Stato abbia dimostrato di essere un preoccupante strumento di elusione fiscale; invita la Commissione a elaborare linee guida e a stabilire criteri chiari per definire meglio i limiti dei prezzi di trasferimento, così da poter meglio valutare i casi di aiuti di Stato; appoggia le conclusioni delle indagini della Commissione relativamente a Starbucks, Fiat e Amazon; sottolinea che è necessario che la Commissione abbia accesso a tutti i dati pertinenti;

15.  si rammarica del fatto che molte delle imprese multinazionali ascoltate non abbiano fermamente condannato le pratiche di elusione fiscale e di pianificazione fiscale aggressiva; evidenzia che le multinazionali possono facilmente concedere prestiti intragruppo artificiali a fini di pianificazione fiscale aggressiva; sottolinea che la preferenza per tale forma di finanziamento con capitale di debito va a scapito dei contribuenti, oltre che della stabilità finanziaria; invita pertanto gli Stati membri ad eliminare nelle rispettive legislazioni fiscali le differenze di trattamento impositivo tra strumenti di debito e strumenti di capitale;

16.  sottolinea energicamente che l'attività degli informatori è essenziale per rivelare le dimensioni dell'evasione ed elusione fiscali e che, di conseguenza, occorre garantire e rafforzare giuridicamente nell'UE la protezione degli informatori; osserva che la Corte europea dei diritti dell'uomo e il Consiglio d'Europa hanno avviato lavori in materia; ritiene che i tribunali e gli Stati membri dovrebbero assicurare la protezione dei segreti commerciali legittimi senza ostacolare, impedire o limitare in alcun modo la possibilità per gli informatori e i giornalisti di documentare e rivelare pratiche illegali, inique o dannose quando ciò riveste un interesse pubblico evidente e prevalente; deplora che la Commissione non preveda nell'immediato un'azione in materia, viste le recenti, significative rivelazioni fornite dagli informatori comunemente note come "LuxLeaks" e "Panama Papers";

17.  si compiace del fatto che la Commissione abbia avviato una consultazione pubblica sul miglioramento dei meccanismi di risoluzione delle controversie sulla doppia imposizione; sottolinea che la fissazione di un calendario chiaro per le procedure di risoluzione delle controversie è fondamentale per migliorare l'efficacia dei sistemi;

18.  accoglie con favore la comunicazione su una strategia esterna per un'imposizione effettiva, nella quale si invita la Banca europea per gli investimenti (BEI) a introdurre requisiti di buona governance nei suoi contratti con tutti gli intermediari finanziari selezionati; invita la BEI a introdurre una nuova politica di tassazione responsabile, partendo dalla revisione, nel 2016, della sua politica sulle giurisdizioni non cooperative e in stretto dialogo con la società civile; invita la BEI a subordinare la concessione di finanziamenti, sia diretti sia tramite intermediari, alla divulgazione di dati fiscali paese per paese secondo le disposizioni applicabili agli istituti di credito della quarta direttiva sui requisiti patrimoniali (CRD IV), nonché alla divulgazione di informazioni sulla titolarità effettiva; ribadisce che la BEI dovrebbe rafforzare le proprie attività di dovuta diligenza al fine di migliorare la qualità delle informazioni sui beneficiari finali e di prevenire in modo più efficace le operazioni con intermediari finanziari aventi precedenti negativi in termini di trasparenza, frode, corruzione, criminalità organizzata, riciclaggio di denaro, impatto sociale o ambientale, o registrati presso centri finanziari o paradisi fiscali offshore che fanno ricorso alla pianificazione fiscale aggressiva;

19.  invita la Commissione a emanare norme chiare in merito alla definizione di "sostanza economica", "creazione di valore" e "stabile organizzazione", al fine di affrontare, in particolare, la problematica delle società di comodo; invita gli Stati membri a invertire l'onere della prova quando si tratta del recupero di beni ottenuti attraverso attività criminali o del recupero di profitti illeciti;

20.  ritiene che la Commissione dovrebbe stilare un elenco degli evasori ed elusori fiscali transfrontalieri comune a tutta l'Unione, cui tutti dovrebbero avere accesso pieno;

Lista nera e sanzioni concrete per le giurisdizioni non collaborative e ritenuta d'imposta

21.  constata che, ad oggi, l'unica iniziativa concreta della Commissione sulle giurisdizioni non collaborative, compresi i territori d'oltremare, è stata la strategia esterna per un'imposizione effettiva; osserva che fino ad ora i criteri dell'OCSE per inserire in un elenco le giurisdizioni non collaborative non si sono dimostrati efficaci per far fronte al problema e non sono serviti come deterrente; sottolinea che vi sono ancora paesi terzi che tutelano le attività ottenute illegalmente, rendendone impossibile il recupero da parte delle autorità dell'UE;

22.  invita la Commissione a presentare quanto prima possibile una definizione e un elenco comuni dell'Unione delle giurisdizioni non collaborative (ossia una "lista nera di paradisi fiscali"), che siano basati su criteri solidi, trasparenti e oggettivi – tra cui l'attuazione delle raccomandazioni dell'OCSE, di misure di trasparenza fiscale, del piano d'azione BEPS e degli standard per lo scambio automatico di informazioni, nonché l'esistenza di pratiche fiscali dannose attive, la concessione di vantaggi a persone fisiche o giuridiche non residenti, l'assenza del requisito della sostanza economica e la mancata divulgazione della struttura societaria delle entità giuridiche (tra cui trust, enti di beneficenza, fondazioni, ecc.) o della titolarità di patrimoni o diritti –, e plaude all'intenzione della Commissione di giungere a un accordo su un tale elenco entro i prossimi sei mesi; invita gli Stati membri ad approvare detto accordo entro la fine del 2016; ritiene che, prima della costituzione dell'elenco, occorra prevedere una procedura per gradi, partendo da un dialogo costruttivo con la giurisdizione in cui sono state individuate le carenze, anche per conseguire un effetto preventivo; è dell'avviso che sarebbe necessario definire un meccanismo che consenta la cancellazione delle giurisdizioni dall'elenco se e quando sia stata conseguita o ripristinata la conformità; ritiene che la valutazione debba essere estesa anche ai paesi membri dell'OCSE;

23.  chiede un quadro normativo concreto dell'Unione per quanto concerne le sanzioni contro le giurisdizioni non collaborative incluse nella lista nera, compresa la possibilità di rivedere e, in ultima istanza, di sospendere gli accordi di libero scambio e gli accordi in materia di doppia imposizione nonché di vietare l'accesso ai fondi dell'Unione; osserva che la finalità delle sanzioni è quella di indurre modifiche nella legislazione delle giurisdizioni interessate; chiede che siano applicate sanzioni anche alle società, alle banche, alle società di consulenza contabile, agli studi legali e ai consulenti fiscali il cui coinvolgimento in attività illecite, inique o dannose in tali giurisdizioni è comprovato o che hanno provatamente agevolato regimi fiscali societari illeciti, dannosi o iniqui comportanti il ricorso a veicoli giuridici in dette giurisdizioni;

24.  invita la Commissione a preparare una normativa vincolante che vieti a tutte le istituzioni dell'UE di aprire conti o di operare nelle giurisdizioni incluse nell'elenco comune dell'Unione relativo alle giurisdizioni non collaborative;

25.  invita gli Stati membri a rinegoziare le loro convenzioni fiscali bilaterali con i paesi terzi, ricorrendo a uno strumento multilaterale, al fine di introdurre clausole antiabuso sufficientemente rigorose e impedire così il "treaty shopping" (ossia la scelta della convenzione contro le doppie imposizioni più vantaggiosa), includendovi una distribuzione dei diritti impositivi tra i paesi della fonte e quelli di residenza che rispecchi la sostanza economica e prevedendo una definizione adeguata di stabile organizzazione; sottolinea inoltre che tale processo sarebbe notevolmente più rapido se la Commissione ricevesse dagli Stati membri il mandato di negoziare tali convenzioni fiscali a nome dell'Unione; invita gli Stati membri a garantire un trattamento equo dei paesi in via di sviluppo in sede di negoziazione di dette convenzioni;

26.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa per una ritenuta d'imposta a livello UE, che sarebbe applicata dagli Stati membri, al fine di garantire che gli utili generati all'interno dell'Unione siano tassati almeno una volta prima di essere trasferiti al di fuori di essa; osserva che una proposta di questo tipo dovrebbe includere un sistema di rimborsi per impedire la doppia imposizione; sottolinea che un siffatto sistema generale di ritenuta d'imposta basato sul metodo del credito d'imposta ha il vantaggio di prevenire la doppia non imposizione e le attività BEPS, senza creare casi di doppia imposizione;

27.  deplora che Andorra e Monaco si siano impegnati a procedere allo scambio automatico di informazioni entro il 2018 e non entro il 2017; evidenzia che alcune giurisdizioni non collaborative come Andorra rispettano le norme relative allo scambio di informazioni, anche se si stanno trasformando in giurisdizioni a bassa imposizione; esprime preoccupazione per il fatto che l'accordo tra Andorra e Spagna in materia di doppia imposizione non garantisce attualmente un efficace scambio automatico di informazioni; invita la Commissione a monitorare con attenzione l'effettiva applicazione dello scambio automatico di informazioni previsto negli accordi firmati dagli Stati membri con ex o attuali giurisdizioni non collaborative;

28.  ritiene che il disallineamento ibrido tra Stati membri dell'UE e paesi terzi nella designazione di entità, come la struttura CV/BV nei Paesi Bassi utilizzata da numerose imprese americane, che determinano una doppia non imposizione, dovrebbe essere affrontato efficacemente nell'ambito della legislazione europea, a integrazione delle proposte della Commissione relative al pacchetto anti-elusione fiscale (ATAP);

Patent box, regimi agevolati in materia di conoscenze e attività di ricerca e sviluppo

29.  osserva che, finora, i regimi agevolati in materia di brevetti, conoscenze e R&S, non si sono dimostrati efficaci come avrebbero dovuto nel promuovere l'innovazione nell'Unione; deplora che siano invece utilizzati dalle imprese multinazionali per trasferire gli utili attraverso schemi di pianificazione fiscale aggressiva, come il ben noto "double Irish with a Dutch Sandwich"; è del parere che i patent box siano uno strumento inadatto e inefficace per raggiungere gli obiettivi economici; ribadisce che le attività di R&S possono essere promosse attraverso l'utilizzo di misure strategiche di ampio respiro, atte a promuovere l'innovazione a lungo termine e le attività di ricerca indipendenti, nonché attraverso le sovvenzioni, che vanno privilegiate rispetto ai patent box in quanto è minore il rischio siano oggetto di abusi nel quadro di schemi di elusione fiscale; osserva che il nesso tra patent box e attività di R&S è spesso arbitrario e che gli attuali modelli conducono a una corsa al ribasso per quanto concerne la contribuzione fiscale effettiva delle imprese multinazionali; invita gli Stati membri a eliminare gradualmente i patent box esistenti e a vietare al più tardi entro il 2021 l'introduzione di nuovi patent box;

30.  deplora il fatto che taluni Stati membri, in particolare nell'ambito del gruppo "Codice di condotta", abbiano finora trascurato tale problematica e debbano ancora presentare un calendario adeguato per farvi fronte;

31.  invita la Commissione, al fine di vietare l'uso improprio dei patent box a fini di elusione fiscale e di garantire che, se e quando utilizzati, essi siano collegati a una reale attività economica, a presentare proposte legislative vincolanti dell'Unione in materia di patent box che partano dall'approccio sul nesso modificato dell'OCSE, ovviando alle carenze in esso insite; sottolinea che la proposta della Commissione dovrebbe applicarsi a tutti i regimi di patent box emanati dagli Stati membri; invita nel frattempo tutti gli Stati membri a divulgare pubblicamente l'elenco delle società che beneficiano al loro interno di un regime di patent box;

32.  invita gli Stati membri a integrare nella direttiva sugli interessi e i canoni e nella direttiva sulle società madri e figlie una clausola in materia di tassazione effettiva minima (TEM) e a garantire che il Consiglio non conceda deroghe;

Banche, consulenti fiscali e intermediari

33.  deplora profondamente il fatto che alcune banche, consulenti fiscali, studi legali, società di consulenza contabile e altri intermediari hanno svolto un ruolo fondamentale e sono stati determinanti nell'elaborazione di schemi di pianificazione fiscale aggressiva per i loro clienti oltre ad aver aiutato anche i governi nazionali a elaborare i rispettivi codici e leggi in materia fiscale, creando un significativo conflitto di interessi;

34.  è preoccupato per la mancanza di trasparenza e di documentazione adeguata in seno agli istituti finanziari, tra i consulenti e presso gli studi legali per quanto riguarda i modelli specifici di titolarità e controllo societari raccomandati dai consulenti fiscali, finanziari e legali, come confermato dalle recenti rivelazioni dei "Panama Papers"; raccomanda, al fine di affrontare il problema delle società di comodo, di rafforzare i requisiti di trasparenza per quanto concerne la costituzione di società private;

35.  è preoccupato per la mancanza di trasparenza e di una documentazione adeguata nelle amministrazioni fiscali nazionali in merito agli effetti sulla concorrenza delle decisioni in materia di prezzi di trasferimento, alla configurazione dei patent box, ai ruling fiscali e ad altri elementi dell'imposizione societaria di carattere discrezionale;

36.  invita a rafforzare i codici di condotta esistenti relativi al settore della consulenza fiscale, in particolare al fine di tenere conto dei potenziali conflitti di interesse in modo tale che siano resi noti in modo chiaro e comprensibile; invita la Commissione a presentare un codice di condotta dell'Unione per tutti i servizi di consulenza affinché le situazioni relative ai potenziali conflitti di interesse siano rese note in modo chiaro e comprensibile; reputa che ciò debba includere un regime dell'Unione di incompatibilità per i consulenti fiscali onde impedire l'erogazione di consulenze al settore pubblico e privato nonché altri conflitti di interesse; sollecita al riguardo la Commissione a presentare una proposta per modificare il regolamento n. 573/2014 e la direttiva 2014/56;

37.  richiama l'attenzione sui rischi dei conflitti di interessi derivanti dall'erogazione di servizi di consulenza legale e fiscale e servizi di revisione contabile all'interno delle stesse società di consulenza contabile; sottolinea pertanto l'importanza di una netta separazione tra tali servizi; chiede alla Commissione di garantire un'attuazione e un monitoraggio adeguati della legislazione finalizzata a impedire tali conflitti e a valutare la necessità di rivedere la direttiva sulla revisione contabile, in particolare le disposizioni dell'articolo 22, e il regolamento sulla revisione contabile, nello specifico le disposizioni dell'articolo 5, nonché la definizione ivi contenuta di "incidenza rilevante" relativa ai servizi che non rientrano nella revisione contabile;

38.  osserva che i dipartimenti di diritto fiscale e di ricerca in materia fiscale delle università pubbliche sono chiaramente interconnessi con le grandi imprese di consulenza fiscale, il che porta a conflitti di interessi e a una mancanza dell'indipendenza che ci si attende dal mondo accademico; osserva che, nella situazione attuale, i consulenti fiscali sono formati per facilitare l'evasione fiscale usando il denaro pubblico dei contribuenti; chiede alla Commissione di avviare un'indagine sull'interconnessione del mondo accademico e della consulenza fiscale, affrontando come minimo le questioni del conflitto di interessi e del ricorso a istituti di istruzione finanziati con fondi pubblici per facilitare l'evasione fiscale delle imprese;

39.  invita gli Stati membri a stabilire sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive, comprese sanzioni penali, per i dirigenti di società coinvolti in casi di evasione fiscale e a prevedere la possibilità di revoca delle licenze commerciali per i professionisti e le imprese di cui è stato dimostrato il coinvolgimento nell'elaborazione o nell'utilizzo di schemi di pianificazione fiscale illecita e di evasione o nella fornitura di consulenza in merito al loro uso; chiede alla Commissione di valutare la fattibilità dell'introduzione di una responsabilità finanziaria proporzionale per i consulenti finanziari che partecipano a pratiche fiscali illecite;

40.  invita la Commissione a esaminare la possibilità di introdurre una responsabilità finanziaria proporzionale per le banche e gli istituti finanziari che agevolano i trasferimenti verso i paradisi fiscali noti, quali definiti nel futuro elenco comune dell'Unione dei paradisi fiscali e delle giurisdizioni fiscali non collaborative;

41.  invita la Commissione a imporre alle banche requisiti più rigorosi in merito alla comunicazione alle autorità fiscali degli Stati membri dei trasferimenti da e verso le giurisdizioni incluse nell'elenco comune dell'Unione dei paradisi fiscali e delle giurisdizioni fiscali non collaborative; invita gli Stati membri a garantire che le banche e altri istituti finanziari forniscano informazioni analoghe alle autorità fiscali e di regolamentazione; invita gli Stati membri a rafforzare la capacità delle loro amministrazioni fiscali per indagare sui casi di evasione ed elusione fiscale;

42.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa che introduca un obbligo di informativa per le banche, i consulenti fiscali e altri intermediari per quanto riguarda strutture complesse e servizi speciali legati alle giurisdizioni incluse nell'elenco comune dell'Unione di paradisi fiscali e di giurisdizioni non collaborative e concepiti e utilizzati dai loro clienti per facilitare l'evasione fiscale, le frodi fiscali, il riciclaggio di denaro o il finanziamento del terrorismo;

43.  invita la Commissione a effettuare un esame e un monitoraggio costanti dei derivati e delle operazioni di finanziamento tramite titoli utilizzando i dati registrati nei repertori di dati sulle negoziazioni in conformità delle disposizioni del regolamento (UE) n. 648/2012 e del regolamento (UE) 2015/2365, con l'obiettivo di individuare le operazioni strutturate in modo tale da produrre potenzialmente vantaggi fiscali significativi; insiste affinché la Commissione fornisca automaticamente alle pertinenti autorità fiscali degli Stati membri tutte le informazioni, inclusi i dati(30);

44.  invita la Commissione a presentare una proposta legislativa volta a garantire che sia gli enti creditizi stabiliti in uno Stato membro che le imprese ammesse alla negoziazione in un mercato regolamentato o in un sistema multilaterale di negoziazione all'interno dell'Unione includano nelle loro relazioni finanziarie annuali una descrizione del loro utilizzo delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del loro riutilizzo delle garanzie reali, nonché dati esaustivi e dettagliati sul contributo di tali operazioni ai loro utili al lordo di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti (EBITDA) e agli utili al netto delle imposte (EAT);

45.  invita la Commissione(31) a introdurre specifiche norme minime comuni antiabuso volte a respingere i vantaggi derivanti da determinati trasferimenti di attivi ibridi(32) i cui effetti consistono spesso nella deduzione dei redditi in uno Stato senza che tali redditi siano inclusi nella base imponibile dell'altro Stato o nella generazione di operazioni abusive di crediti d'imposta esteri;

46.  invita la Commissione a valutare la possibilità di introdurre norme comuni volte a frenare l'elusione fiscale sui redditi prodotti nell'UE attuata mediante interposizione; sottolinea inoltre che tali norme potrebbero essere simili a quelle applicate negli Stati Uniti(33);

Informatori

47.  ribadisce il ruolo fondamentale degli informatori nella rivelazione delle condotte scorrette, comprese le pratiche illecite o inique; ritiene che tali rivelazioni, che mettono in luce la portata del fenomeno dell'evasione e dell'elusione fiscali e del riciclaggio di denaro, siano chiaramente di interesse pubblico, come dimostrano le recenti rivelazioni nei casi "LuxLeaks" e "Panama Papers", che hanno messo in evidenza l'entità del fenomeno del trasferimento di attivi verso giurisdizioni a bassa imposizione; ricorda che la possibilità di individuare e perseguire legalmente gli evasori fiscali dipende essenzialmente dalla disponibilità e dalla qualità dei dati;

48.  si rammarica che la Commissione si stia limitando a monitorare gli sviluppi in diversi settori di competenza dell'Unione, ma non preveda di adottare misure concrete per far fronte al problema; esprime preoccupazione per il fatto che tale mancanza di tutela potrebbe mettere a rischio la pubblicazione di nuove rivelazioni, il che potrebbe causare una perdita di gettito fiscale legittimo a danno degli Stati membri; si rammarica profondamente del fatto che la Commissione non abbia fornito una risposta soddisfacente alle richieste contenute nei paragrafi 144 e 145 della risoluzione del Parlamento del 25 novembre 2015, né alle raccomandazioni contenute nella risoluzione del Parlamento del 16 dicembre 2015(34), in particolare alla richiesta di presentare un quadro giuridico chiaro sulla tutela degli informatori e affini prima della fine di giugno 2016;

49.  ribadisce il suo appello alla Commissione affinché proponga quanto prima un chiaro quadro giuridico per garantire l'efficace protezione degli informatori così come dei giornalisti e di altre persone connesse alla stampa che aiutano e facilitano la denuncia delle irregolarità; invita gli Stati membri a rivedere la loro vigente legislazione sulla tutela degli informatori, prevedendo la possibilità di astensione dai procedimenti giudiziari nei casi in cui gli informatori abbiano agito nel pubblico interesse; invita a prendere come modello gli esempi migliori di atti normativi relativi alla tutela di informatori che sono già in vigore in alcuni Stati membri;

Gruppo "Codice di condotta" e questioni interistituzionali

50.  deplora che, nonostante entrambe le commissioni speciali (TAXE 1 e TAXE 2) abbiano chiesto a più riprese l'accesso integrale ai documenti e ai processi verbali del gruppo "Codice di condotta", i deputati abbiano potuto consultare a porte chiuse solo un numero limitato di nuovi documenti, e che ciò è stato possibile solo cinque mesi dopo l'inizio del mandato della commissione TAXE 2; osserva che alcuni di questi documenti avrebbero dovuto essere pubblicati per consentirne il controllo pubblico e consentire un dibattito politico aperto sul loro contenuto; rileva inoltre che la volontà del Consiglio di accogliere tale richiesta continua a essere insoddisfacente;

51.  deplora che la Commissione, pur avendo fornito alcuni processi verbali interni delle riunioni del gruppo "Codice di condotta", non sia stata in grado di conservare tutte le registrazioni dei documenti distribuiti; ritiene che spetti alla Commissione tenere le registrazioni e le tracce di tutte le informazioni e di tutti i documenti diffusi che rientrano nelle competenze del gruppo "Codice di condotta", al fine di valutare il rispetto delle misure degli Stati membri a norma del trattato; invita la Commissione a intervenire con urgenza per migliorare la situazione recuperando tutta la documentazione; invita il Consiglio e gli Stati membri a collaborare con la Commissione in questo ambito;

52.  esorta gli Stati membri a migliorare la trasparenza e l'efficacia dei metodi di lavoro del gruppo "Codice di condotta", dal momento che sono uno dei fattori che ostacola qualsiasi potenziale progresso concreto nella lotta alle pratiche fiscali dannose; si rammarica di non avere ricevuto diversi documenti di seduta del gruppo "Codice di condotta", provenienti dal Consiglio o dagli Stati membri e fondamentali per la corretta esecuzione del mandato della commissione speciale; chiede la pubblicazione periodica dei risultati delle sue attività di vigilanza per quanto riguarda il grado di osservanza, da parte degli Stati membri, delle raccomandazioni formulate; chiede al gruppo "Codice di condotta" di elaborare una relazione annuale pubblica che identifichi e descriva le pratiche fiscali più dannose attuate dagli Stati membri durante l'anno; ribadisce il suo invito del 2015 al Consiglio a istituire un "comitato fiscale" a livello politico;

53.  constata, grazie a informazioni pubbliche, che il gruppo "Codice di condotta" ha esaminato 421 misure tra il 1998 e il 2014, identificandone 111 dannose (26 %), ma osserva che due terzi di tali misure sono state esaminate nei primi cinque anni di esistenza del gruppo; rileva che il controllo delle misure adottate dagli Stati membri è diminuito negli anni e che nel 2014 è stato esaminato solo il 5 % del totale delle misure; si rammarica che dal novembre 2012 il gruppo non abbia individuato alcuna misura fiscale dannosa; conclude che il gruppo "Codice di condotta" non è stato pienamente operativo nell'ultimo decennio e che la sua governance e il suo mandato richiedono una revisione urgente;

54.  ribadisce il suo invito del 2015 alla Commissione affinché proceda a un aggiornamento della relazione Simmons & Simmons del 1999 sulle pratiche amministrative, cui è fatto riferimento al paragrafo 26 della relazione del gruppo "Codice di condotta" del 1999 (relazione Primarolo (SN 4901/99));

55.  sottolinea che, anche se il Codice di condotta ha permesso di registrare alcuni miglioramenti, l'autonotifica, da parte degli Stati membri, delle misure potenzialmente dannose risulta inefficiente, i criteri per individuare le misure dannose sono obsoleti e il principio dell'unanimità per prendere decisioni in merito alla dannosità non si è dimostrato efficace; si rammarica del fatto che vari Stati membri si oppongano a una necessaria riforma del gruppo "Codice di condotta"; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a prendere gli opportuni provvedimenti per riformare quanto prima i criteri di individuazione delle misure dannose e gli aspetti connessi alla governance del gruppo "Codice di condotta" (compresi la struttura del processo decisionale e il monitoraggio dello smantellamento e dello status quo concordati, l'evitare eventuali ritardi, sanzioni in caso di mancata conformità), al fine di incrementarne la trasparenza pubblica e la responsabilità nonché garantire una forte partecipazione del Parlamento e l'accesso di quest'ultimo alle informazioni; pone l'accento sulle carenze e sulle altre informazioni pertinenti menzionate nell'allegato 3 (nuovo); osserva inoltre che, nel mettere a confronto l'elenco, predisposto dalla Commissione, di tutti i regimi fiscali formalmente esaminati dal gruppo "Codice di condotta" con i rispettivi documenti di riunione al punto della decisione e successivamente, in molti casi appare poco chiaro, in primo luogo, come si è giunti alla decisione, ad esempio perché i regimi per i quali vi era motivo di ritenere che fossero dannosi sono stati da ultimo dichiarati non dannosi e, in secondo luogo, riguardo ai casi in cui dalla valutazione è emersa la reale natura dannosa, se le conseguenti procedure di smantellamento sono state concluse in modo soddisfacente dagli Stati membri; sottolinea che alcuni Stati membri non hanno quindi rispettato gli obblighi di cui alle direttive 77/799/CEE e 2011/16/UE del Consiglio, dal momento che non hanno proceduto a uno scambio spontaneo di informazioni fiscali, anche nei casi in cui, nonostante il margine di discrezionalità accordato da tali direttive, sussistevano fondati motivi di attendersi che potessero esistere perdite di gettito fiscale in altri Stati membri ovvero risparmi d'imposta risultanti da trasferimenti fittizi di utili all'interno di gruppi; evidenzia che la Commissione non ha adempiuto al suo ruolo di custode dei trattati, come indicato all'articolo 17, paragrafo 1, TUE, non essendo intervenuta su questa questione e non avendo adottato tutte le misure del caso per garantire il rispetto, da parte degli Stati membri, dei loro obblighi, in particolare quelli di cui alle direttive 77/799/CEE e 2011/16/UE del Consiglio, nonostante fossero emerse prove del contrario;

56.  osserva che alla commissione speciale è apparsa chiara la tendenza al sistematico ostruzionismo di alcuni Stati membri al conseguimento di risultati sul fronte della lotta all'evasione fiscale; rileva che le discussioni sulle pratiche amministrative (ruling) erano in corso da quasi vent'anni nell'ambito del "Codice di condotta"; condanna il fatto che vari Stati membri si siano dimostrati restii ad accettare lo scambio di informazioni sulle loro prassi in materia di ruling prima del caso LuxLeaks e che siano ancora restii ad applicare, nella legislazione nazionale, le istruzioni tipo messe a punto in sede di gruppo "Codice di condotta", nonostante gli impegni assunti dopo le rivelazioni di LuxLeaks;

57.  conclude che, pertanto, gli Stati membri hanno violato l'obbligo di leale cooperazione sancito dall'articolo 4, paragrafo 3, TUE e che la Commissione era a conoscenza della mancata conformità di taluni Stati membri al suddetto principio; sottolinea che la violazione del diritto dell'Unione da parte degli Stati membri e il mancato intervento della Commissione riguardo a tale violazione necessitano di un seguito;

58.  invita la Commissione a concedere al Parlamento un accesso permanente, tempestivo e regolare ai documenti di seduta e ai verbali dei gruppi del Consiglio che si occupano di questioni fiscali, tra cui il gruppo "Codice di condotta (tassazione delle imprese)", il gruppo di lavoro ad alto livello e il gruppo "Questioni fiscali"; invita la Commissione a utilizzare l'accordo raggiunto con il Parlamento sull'accesso ai verbali MVU/BCE quale esempio al riguardo;

59.  invita la Commissione, in caso di risposta insoddisfacente da parte degli Stati membri, a presentare una proposta legislativa, preferibilmente a norma degli articoli 116 o 352 TFUE, o nel quadro della cooperazione rafforzata, onde migliorare l'efficacia del gruppo "Codice di condotta";

60.  osserva inoltre che, dai documenti reperiti, emerge una tendenza al sistematico ostruzionismo di alcuni Stati membri al conseguimento di risultati sul fronte della lotta all'evasione fiscale; sottolinea che tali documenti dimostrano che l'ostruzionismo politico degli Stati membri ha impedito di realizzare progressi in particolare nell'ambito delle pratiche fiscali dannose nel campo dei patent box, dei trasferimenti di utili in entrata o in uscita, dei disallineamenti da ibridi, compresi gli accordi di prestito di partecipazione agli utili, del ruolo dei fondi d'investimento, delle pratiche amministrative, in particolare i ruling fiscali, e delle clausole di tassazione effettiva minima;

61.  sottolinea in particolare le seguenti richieste e osservazioni, con riferimento alle suddette categorie e ai documenti reperiti dalla sua commissione speciale; evidenzia tuttavia che il seguente elenco non è esaustivo, soprattutto vista la riluttanza degli Stati membri e della Commissione a garantire piena trasparenza sull'operato del gruppo "Codice di condotta" e di altri gruppi di lavoro pertinenti del Consiglio, rendendo un numero consistente di documenti, compresi i più recenti e importanti sotto il profilo politico, disponibile soltanto in una sala di lettura ad accesso limitato e impedendo quindi che il loro contenuto sia discusso e valutato pubblicamente, come nella presente relazione;

62.  invita la Commissione a includere nel quadro del semestre europeo la comunicazione delle misure adottate dagli Stati membri per assicurare un'imposizione effettiva nonché a intensificare gli sforzi volti a contrastare le pratiche fiscali transfrontaliere dannose e l'evasione fiscale, tra cui raccomandazioni per il rafforzamento delle amministrazioni fiscali nazionali;

63.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad adottare misure urgenti contro la frode fiscale, l'evasione fiscale, i paradisi fiscali e la pianificazione fiscale aggressiva, sia dal lato della domanda che dell'offerta; si rammarica che per diversi anni il Consiglio e soprattutto alcuni Stati membri non abbiano adottato azioni decisive in tale ambito e ricorda che gli Stati membri hanno la possibilità di istituire sistemi di cooperazione rafforzata (tra almeno nove Stati membri) per accelerare l'adozione di misure contro le pratiche fiscali dannose e illecite;

64.  chiede la creazione di un nuovo centro dell'Unione per la coerenza e il coordinamento delle politiche fiscali all'interno della struttura della Commissione, onde salvaguardare il funzionamento corretto e coerente del mercato unico e l'attuazione delle norme internazionali; ritiene che questo nuovo centro debba essere incaricato di monitorare le politiche fiscali degli Stati membri a livello dell'Unione, di garantire che gli Stati membri non attuino nuove misure fiscali dannose, di monitorare il rispetto da parte degli Stati membri dell'elenco comune dell'Unione delle giurisdizioni non collaborative, di garantire e promuovere la cooperazione tra le amministrazioni fiscali nazionali (ad esempio tramite la formazione e lo scambio di buone prassi) nonché di avviare programmi universitari in tale campo; ritiene che in tal modo il centro potrebbe aiutare a impedire nuove scappatoie fiscali derivanti dalla mancanza di coordinamento delle iniziative politiche degli Stati membri e potrebbe contrastare le pratiche e le norme fiscali che rischiano di compromettere od ostacolare il corretto funzionamento e la ragion d'essere del mercato unico, o di interferire in esso; è convinto che tale centro potrebbe anche fungere da punto di contatto per gli informatori, nel caso in cui gli Stati membri e le amministrazioni fiscali nazionali non prendano provvedimenti in seguito alla rivelazione di situazioni di evasione ed elusione fiscali o non conducano indagini adeguate in proposito; reputa che il centro potrebbe beneficiare del raggruppamento di competenze a livello dell'Unione e nazionale, in modo da ridurre gli oneri a carico dei contribuenti;

Dimensione esterna

65.  accoglie con favore la rinnovata attenzione per le questioni fiscali a livello di G8 e G20, che dovrebbe tradursi in nuove raccomandazioni; invita la Commissione a mantenere una posizione coerente a nome dell'Unione durante le prossime riunioni e i simposi ad hoc del G20; chiede alla Commissione di informare regolarmente il Parlamento in merito ai risultati e alle possibili conseguenze delle decisioni del G20 sulla lotta all'erosione della base imponibile dell'imposta sulle società, alle pratiche di pianificazione fiscale aggressiva e a qualsiasi flusso finanziario illecito;

66.  invita l'Unione, il G20, l'OCSE e l'ONU a collaborare maggiormente per promuovere orientamenti globali che risulteranno vantaggiosi anche per i paesi in via di sviluppo;

67.  appoggia la creazione di un organismo globale, nel quadro delle Nazioni Unite, dotato di risorse adeguate e di sufficienti mezzi supplementari, onde assicurare che tutti i paesi possano partecipare su un piano di parità all'elaborazione e alla riforma delle politiche fiscali globali; chiede all'UE e agli Stati membri di iniziare a lavorare a un ambizioso vertice mondiale sulla fiscalità, mirando a istituire un organismo intergovernativo di questo tipo;

68.  invita i consessi internazionali a concordare una definizione più rigorosa e precisa di titolarità effettiva per garantire una maggiore trasparenza;

69.  ribadisce il suo invito rivolto alla Commissione e agli Stati membri affinché conducano un'analisi delle ricadute delle politiche fiscali nazionali e dell'Unione, al fine di valutare l'impatto che esercitano sui paesi in via di sviluppo e rimuovere quelle che si ripercuotono negativamente su di essi;

70.  rileva che le uscite illecite di capitali spiegano in gran parte il debito dei paesi in via di sviluppo, mentre una pianificazione fiscale aggressiva è contraria ai principi di responsabilità sociale delle imprese;

71.  invita la Commissione a includere in tutti gli accordi commerciali e di partenariato clausole di buona governance, compresi sforzi volti ad attuare efficacemente le misure relative al BEPS e le norme in materia di scambio automatico globale di informazioni, nonché a garantire che gli accordi commerciali e di partenariato non possano essere utilizzati indebitamente da imprese o intermediari per eludere o evadere le imposte ovvero riciclare i proventi di attività illegali;

72.  invita l'OCSE e altri organismi internazionali ad avviare i lavori su un BEPS II ambizioso, che si basi principalmente su norme minime e obiettivi concreti in materia di attuazione;

73.  sottolinea che è opportuno migliorare il coordinamento tra la Commissione e gli Stati membri che partecipano al Gruppo di azione finanziaria internazionale (GAFI) affinché l'Unione faccia sentire la propria voce; sottolinea la necessità di elaborare orientamenti di attuazione dettagliati, in particolare per i paesi in via di sviluppo, nonché di monitorare lo sviluppo di nuove misure fiscali dannose;

74.  chiede, a questo proposito, la creazione di un gruppo di monitoraggio parlamentare a livello dell'OCSE volto a osservare e controllare la formulazione e l'attuazione di tale iniziativa;

75.  chiede l'istituzione di un dialogo strutturato tra il Parlamento europeo e il Congresso degli Stati Uniti sulle questioni fiscali internazionali; suggerisce di istituire sedi interparlamentari formali per trattare tali tematiche e di utilizzare altresì l'esistente quadro del dialogo transatlantico tra i legislatori; incoraggia l'UE e gli Stati Uniti a collaborare alla realizzazione del progetto BEPS dell'OCSE; prende atto di una significativa mancanza di reciprocità tra gli Stati Uniti e l'Unione europea nel quadro dell'accordo FATCA; promuove una cooperazione rafforzata tra gli USA e l'UE nel quadro dell'accordo FATCA per garantire la reciprocità, e invita tutte le parti coinvolte a partecipare proattivamente alla sua realizzazione;

76.  accoglie con favore il progetto pilota per lo scambio automatico di informazioni sulla titolarità effettiva tra le autorità fiscali lanciata lo scorso aprile dai cinque più grandi Stati membri dell'UE; chiede, in linea con l'intenzione dichiarata di questi paesi, che tale iniziativa sia estesa e costituisca la base di uno standard globale di scambio di informazioni simile a quello esistente per le informazioni finanziarie a fini fiscali;

77.  chiede, come prossimo passo nel processo volto ad accrescere la disponibilità di informazioni sulla titolarità effettiva e l'efficacia dello scambio di tali informazioni, l'istituzione a livello di Unione di un registro pubblico della titolarità effettiva, comprendente norme di accesso armonizzato alle informazioni sulla titolarità effettiva e contenente tutte le necessarie garanzie di protezione dei dati, che costituirebbe la base di un'iniziativa globale al riguardo; sottolinea, a questo proposito, il ruolo essenziale di istituzioni quali l'OCSE e le Nazioni Unite;

78.  chiede l'istituzione di un registro globale di tutti gli attivi patrimoniali detenuti da singoli individui, da imprese e da tutte le entità quali trust e fondazioni, a cui avrebbero pieno accesso le autorità fiscali e che includerebbe garanzie adeguate per tutelare la riservatezza delle informazioni in esso contenute;

79.  sottolinea la necessità di un approccio comune e globale UE/USA sull'attuazione degli standard dell'OCSE e sulla titolarità effettiva; evidenzia altresì che le clausole di buona governance e l'attuazione delle misure relative al BEPS andrebbero incluse in tutti i trattati commerciali futuri, onde garantire condizioni di parità, creare maggiore valore per l'intera società, lottare contro la frode e l'elusione fiscali e far sì che i partner transatlantici assumano una posizione di leadership nella promozione di una buona governance fiscale;

Altre raccomandazioni

80.  invita tutti i parlamenti nazionali a collaborare per garantire un controllo e una coerenza adeguati dei sistemi fiscali tra gli Stati membri; invita i parlamenti nazionali a restare vigili per quanto riguarda le decisioni dei loro governi in materia nonché a impegnarsi maggiormente nell'attività dei forum interparlamentari in materia fiscale;

81.  invita la Commissione a esaminare tutti i casi di aiuti di Stato illegali sottoposti alla sua attenzione, al fine di garantire l'uguaglianza di fronte alla legge nell'Unione; invita la Commissione a rispondere ricorrendo a una decisione con ingiunzione di recupero in tutti i casi in cui il presunto vantaggio fiscale sia considerato aiuto di Stato illegale; esprime preoccupazione per le accuse secondo cui il Lussemburgo accorderebbe oralmente ruling ai fini dell'elusione dell'obbligo di condivisione di informazioni a norma della direttiva sulla cooperazione amministrativa; invita la Commissione a monitorare e segnalare se gli Stati membri stanno sostituendo una pratica dannosa con un'altra dopo che nell'Unione sono stati realizzati progressi legislativi; invita la Commissione a monitorare e segnalare qualsiasi caso di distorsione del mercato dovuta alla concessione di uno specifico vantaggio fiscale;

82.  sottolinea che, ai fini di un'efficace riscossione delle imposte, le soluzioni digitali hanno potenziale per quanto riguarda la raccolta di dati fiscali direttamente dalle operazioni nell'economia collaborativa e la riduzione del carico di lavoro complessivo delle autorità fiscali degli Stati membri;

83.  osserva che le rivelazioni legate ai "Panama Papers" hanno documentato l'uso sistematico delle società di comodo da parte di società e di cittadini privati al fine di nascondere i patrimoni imponibili e i proventi della corruzione e della criminalità organizzata; accoglie con favore la decisione del Parlamento europeo di istituire una commissione d'inchiesta a tal riguardo e di continuare a lavorare sull'evasione e l'elusione fiscali e il riciclaggio di denaro; evidenzia l'immensa importanza politica dell'analisi del modus operandi delle autorità fiscali e delle società coinvolte nelle pratiche descritte nell'ottica di contrastare le scappatoie legislative;

84.  osserva che è necessario portare avanti il lavoro sull'accesso ai documenti degli Stati membri, della Commissione e del gruppo "Codice di condotta"; ribadisce che è necessario analizzare ulteriormente i documenti già a disposizione del Parlamento al fine di valutare adeguatamente la necessità di ulteriori misure politiche e iniziative strategiche; invita la futura commissione d'inchiesta a portare avanti questo lavoro e ad adottare un formato diverso rispetto a quello della commissione speciale, ricalcando più da vicino il modello di una commissione di interrogazione, come la commissione per i conti pubblici nel Regno Unito;

85.  invita il Consiglio a sfruttare appieno la procedura di consultazione del Parlamento, il che implica in particolare attendere il contributo di quest'ultimo prima di pervenire a un accordo politico e impegnarsi a tenere conto della sua posizione;

86.  si impegna a portare avanti i lavori avviati dalla sua commissione speciale, affrontando gli ostacoli incontrati nel compimento del proprio mandato e assicurando che sia dato un seguito adeguato alle sue raccomandazioni; incarica le autorità competenti di individuare il miglior assetto istituzionale per conseguire tale obiettivo;

87.  invita la propria commissione competente a dare seguito a queste raccomandazioni nella sua futura relazione di iniziativa legislativa sul medesimo argomento;

o

o  o

88.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri, ai parlamenti nazionali, all'ONU, al G20 e all'OCSE.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0420.

(2)

Direttiva (UE) 2015/2376 del Consiglio, dell'8 dicembre 2015, recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale (GU L 332 del 18.12.2015, pag. 1).

(3)

Direttiva 2011/16/UE del Consiglio, del 15 febbraio 2011, relativa alla cooperazione amministrativa nel settore fiscale e che abroga la direttiva 77/799/CEE (GU L 63 dell'11.3.2011, pag. 1) relativa alla reciproca assistenza fra le autorità competenti degli Stati Membri nel settore delle imposte dirette.

(4)

GU L 83 del 27.3.1999, pag. 1.

(5)

GU L 336 del 27.12.1977, pag. 15.

(6)

GU L 141 del 5.6.2016, pagg. 73-117.

(7)

COM(2016)0198.

(8)

COM(2016)0023, comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio, pacchetto anti-elusione: prossime tappe per assicurare un'imposizione effettiva e una maggiore trasparenza fiscale nell'UE.

(9)

COM(2016)0026, proposta di direttiva del Consiglio recante norme contro le pratiche di elusione fiscale che incidono direttamente sul funzionamento del mercato interno.

(10)

COM(2016)0025, proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2011/16/UE per quanto riguarda lo scambio automatico obbligatorio di informazioni nel settore fiscale.

(11)

C(2016)0271, raccomandazione della Commissione, del 28 gennaio 2016, relativa all'attuazione di misure contro l'abuso dei trattati fiscali.

(12)

Study on Structures of Aggressive Tax Planning and Indicators (Studio sulle strutture di pianificazione fiscale aggressiva e sugli indicatori), Unione europea, 2016.

(13)

GU C 2 del 6.1.1998, pag. 2.

(14)

Testi approvati, P8_TA(2015)0457.

(15)

Testi approvati, P8_TA(2015)0408.

(16)

Testi approvati, P8_TA(2015)0265.

(17)

SA.38375 - aiuti di Stato concessi dal Lussemburgo a Fiat.

(18)

SA.38374 - aiuti di Stato attuati dai Paesi Bassi a favore di Starbucks.

(19)

C(2015)9837, decisione della Commissione dell'11 gennaio 2016 sul regime di aiuti di Stato in forma di esenzione degli utili in eccesso SA.37667 (2015/C) (ex 2015/NN) attuato dal Belgio.

(20)

http://ec.europa.eu/taxation_customs/taxation/tax_fraud_evasion/a_huge_problem/index_en.htm, Commissione europea, 10 maggio 2016.

(21)

Measuring and Monitoring BEPS, Action 11 (Misurare e monitorare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili, azione 11) - relazione finale 2015, progetto dell'OCSE e del G20 sull'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili.

(22)

World Investment Report (relazione sugli investimenti nel mondo) 2015 - Reforming International Investment Governance (riformare la governance degli investimenti internazionali), UNCTAD, 2015.

(23)

http://gabriel-zucman.eu/files/JohannesenZucman2014

(24)

BRI 2016 - Locational banking statistics

(25)

http://unctad.org/en/PublicationsLibrary/webdiaeia2016d2_en.pdf

(26)

http://ec.europa.eu/growth/smes/, Commissione europea, 10 maggio 2016.

(27)

http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-1351_en.htm#_ftnref8 e Egger, P., W. Eggert e H. Winner (2010), "Saving taxes through foreign plant ownership" (Risparmio d'imposta mediante la proprietà di uno stabilimento estero), Journal of International Economics n. 81, pagg. 99-108; Finke, K. (2013), Tax Avoidance of German Multinationals and Implications for Tax Revenue Evidence from a Propensity Score Matching Approach (Elusione fiscale di multinazionali tedesche e implicazioni per il gettito fiscale - Elementi probatori di un approccio con l'incrocio di dati sulla propensione, mimeo.

(28)

https://polcms.secure.europarl.europa.eu/cmsdata/upload/a0cf64ee-8e0d-4b5f-b145-6ffbaa940e10/TheRoleFinancialSectorTaxPlanning_Draft_210316.pdf

(29)

OCSE, 2008, "Study into the role of tax intermediaries" (Studio sul ruolo degli intermediari in materia fiscale); http://www.oecd.org/tax/administration/39882938.pdf

(30)

Cfr. l'articolo 18 (Segreto professionale), paragrafo 3, del regolamento (UE) 2015/2365 sulla trasparenza delle operazioni di finanziamento tramite titoli e del riutilizzo e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012: http://eur-lex.europe.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32015R23654&fril=FR

(31)

I servizi della Commissione hanno infatti confermato che l'articolo 10 ("Disallineamenti da ibridi") della proposta di direttiva antielusione, del 28 gennaio 2016, si basa su un approccio di riconoscimento reciproco inteso a sanare le differenze nella qualifica giuridica delle entità ibride e degli strumenti finanziari ibridi ma non copre i trasferimenti di attivi ibridi che non riguardano i disallineamenti relativi alla qualifica giuridica.

(32)

L'OCSE definisce i "trasferimenti ibridi" come "strutture trattate come operazioni di trasferimento della proprietà di un'attività ai fini fiscali di un paese ma non già ai fini fiscali di un altro paese dove, generalmente, sono trattate come operazioni di prestito assistito da garanzia". Cfr. OCSE, marzo 2012, "Le Strutture Ibride: Tematiche di politica e compliance fiscale", http://www.oecd.org/.

(33)

Si veda, a titolo di esempio, i regimi degli "intermediari qualificati" e dei "negoziatori qualificati di strumenti derivati", nonché i regolamenti della sezione 871(m) dell'Internal Revenue Code degli Stati Uniti, che impone una ritenuta alla fonte su determinati importi derivanti da operazioni su derivati su azioni statunitensi quando tali importi sono versati a una persona non statunitense.

(34)

Testi approvati, P8_TA(2015)0457.


ALLEGATO 1: ELENCO DELLE PERSONE INCONTRATE (RIUNIONI DI COMMISSIONE, COORDINATORI E MISSIONI)

Data

Oratori

11.01.2016

•  Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane

17.02.2016

•  Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane

29.02.2016

Scambio di opinioni con la Presidenza del Consiglio

Alla presenza di Eric Wiebes, sottosegretario di Stato alle Finanze dei Paesi Bassi

14-15.03.2016

Scambio di opinioni con le giurisdizioni

Rob Gray, direttore di Income Tax, Guernsey;

Colin Powell, consigliere in materia di affari internazionali per il primo ministro, Jersey;

Clàudia Cornella Durany, sottosegretario di Stato per le questioni finanziarie internazionali, Andorra;

Katja Gey, direttrice responsabile degli affari finanziari internazionali, Liechtenstein;

Jean Castellini, ministro delle Finanze e dell'economia, Monaco.

 

Scambio di opinioni con le imprese multinazionali

Cathy Kearney, vicepresidente per gli affari europei, Apple;

Julia Macrae, direttrice affari fiscali EMEIA, Apple;

Adam Cohen, capo della politica economica (EMEA), Google;

Søren Hansen, amministratore delegato, Gruppo Inter-IKEA;

Anders Bylund, capo delle comunicazioni del gruppo, Gruppo Inter-IKEA;

Irene Yates, vicepresidente, imposte societarie, McDonald's.

 

Scambio di opinioni con i giornalisti d'inchiesta – a porte chiuse

Véronique Poujol, Paperjam;

Markus Becker, Der Spiegel.

 

21.03.2016

Scambio di opinioni con banche europee (parte prima)

Jean-Charles Balat, direttore finanziario, Crédit Agricole SA;

Rob Schipper, responsabile globale della fiscalità, ING;

Eva Jigvall, responsabile della fiscalità, Nordea;

Monica Lopez-Monís, responsabile principale del controllo della conformità e vicepresidente esecutivo di alto livello, Banco Santander;

Christopher St. Victor de Pinho, direttore esecutivo, responsabile globale della fiscalità del gruppo, Gruppo UBS AG;

Stefano Ceccacci, responsabile della fiscalità del gruppo, Unicredit.

 

04.04.2016

•  Margrethe Vestager, commissario per la concorrenza

 

Scambio di opinioni con banche europee (parte seconda)

Brigitte Bomm, direttore esecutivo, responsabile globale della fiscalità, Deutsche Bank AG;

Grant Jamieson, responsabile fiscale, Royal Bank of Scotland;

Grant Jamieson, responsabile della fiscalità internazionale, Royal Bank of Scotland.

 

15.04.2016

Missione a Cipro

Ioannis Kasoulides, ministro degli Affari esteri;

Michael Kammas, direttore generale, Aristio Stylianou, presidente, e George Appios, vicepresidente dell'Associazione delle banche cipriote;

Christos Patsalides, segretario permanente del ministero delle Finanze;

George Panteli, responsabile della politica fiscale, ministero delle Finanze;

Yannakis Tsangaris, commissario per gli affari fiscali;

Alexander Apostolides, Università di Cipro;

Maria Krambia-Kapardis, presidente del comitato esecutivo di Transparency International;

Costas Markides, membro del consiglio di amministrazione, fiscalià internazionale, KPMG Limited e Associazione dei fondi di investimento di Cipro;

Natasa Pilides, direttore generale, Cyprus Investment Promotion Agency;

Kyriakos Iordanou, direttore generale, Pieris Marcou, Panicos Kaouris, George Markides, Istituto cipriota dei dottori commercialisti;

Christos Karidis, responsabile della ricerca economica del dipartimento della Confederazione e segretario dell'Associazione dei consumatori impiegati;

Nikos Grigoriou, capo del dipartimento di politica economica e sociale della Federazione pancipriota del Lavoro.

 

18.04.2016

Riunione interparlamentare sul tema "Il pacchetto anti-elusione fiscale e altri sviluppi a livello UE e internazionale: esame e controllo democratico da parte dei parlamenti nazionali"

 

Scambio di opinioni con le giurisdizioni (parte seconda) – a porte chiuse

Wayne Panton, ministro per i Servizi finanziari, il commercio e l'ambiente, Isole Cayman

 

20.04.2016

Riunione congiunta delle commissioni ECON/JURI/TAXE

•  Jonathan Hill, commissario per la stabilità finanziaria, i servizi finanziari e l'Unione dei mercati dei capitali

 

2.05.2016

Riunione ad alto livello del gruppo parlamentare dell'OCSE in materia fiscale, in associazione con la commissione speciale del Parlamento europeo sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling), Parigi

Pascal Saint-Amans, direttore, centro per le politiche e l'amministrazione fiscale dell'OCSE;

Valère Moutarlier, direttore, Direzione generale Fiscalità e unione doganale, Commissione europea;

Michèle André, presidente della commissione Finanze del Senato;

Meg Hillier, presidente della commissione per i conti pubblici.

 

17-20.05.2015

 

Missione negli Stati Uniti d'America (Washington D.C.)

David O'Sullivan, Ambasciatore UE;

Elise Bean, ex direttore e consulente principale della sottocommissione permanente per le inchieste;

Orrin Grant Hatch, presidenre della commissione Finanze del Senato, presidente pro tempore del Senato;

Charles Boustany, presidente della sottocommissione per le politiche fiscali;

Sander Levin, membro del Congresso, membro di alto livello della Committee on Ways and Means (commissione competente in materia di fiscalità) della Camera dei rappresentanti;

Richard Neal, membro di alto livello della sottocommissione per le politiche fiscali;

Earl Blumenauer, membro della Committee on Ways and Means della Camera dei rappresentanti;

Lloyd Doggett, membro della Committee on Ways and Means, membro di alto livello della sottocommissione per le risorse umane (ed eventualmente altri membri democratici);

Anders Aslund, ricercatore capo residente, Dinu Patriciu Eurasia Center, Atlantic Council;

Gianni Di Giovanni, presidente di Eni USA R&M, Eni;

Boyden Gray, socio fondatore, Boyden Gray&Associates;

Jillian Fitzpatrick, direttore, Affari governativi e politiche pubbliche, S&P Global;

Marie Kasparek, vicedirettore, programma Global Business and Economics, Atlantic Council;

Benjamin Knudsen, tirocinante, programma Global Business and Economics, Atlantic Council;

Jennifer McCloskey, direttore, Affari governativi, Information Technology Industry Council;

Susan Molinari, vicepresidente, Politiche pubbliche e affari governativi, Google;

Andrea Montanino, direttore, programma Global Business and Economics, Atlantic Council;

Álvaro Morales Salto-Weis, tirocinante, programma Global Business and Economics, Atlantic Council;

Anthony Wayne, ricercatore non residente, Atlantic Council;

Alexander Privitera, ricercatore capo, Johns Hopkins University;

Bill Rys, direttore, Affari governativi federali, Citigroup;

Pete Scheschuk, vicepresidente senior, Tassazione, S&P Global;

Garret Workman, direttore, Affari europei, Camera di commercio degli Stati Uniti;

Caroline D. Ciraolo, procuratore generale aggiunto f.f. responsabile della Sezione tributaria, Dipartimento della Giustizia;

Thomas Sawyer, consulente senior nelle controversie in materia di fiscalità internazionale;

Todd Kostyshak, consulente del viceprocuratore generale aggiunto in materia di reati fiscali, Dipartimento della Giustizia;

Mark J. Mazur, segretario aggiunto (Politiche fiscali) – Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti;

Robert Stack, vicesegretario aggiunto (Affari fiscali internazionali) – Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti;

Scott A. Hodge, presidente della Tax Foundation – Tax Foundation;

Gavin Ekins, economista e ricercatore – Tax Foundation;

Stephen J. Entin, ricercatore capo – Tax Foundation;

Scott Greenberg, analista – Tax Foundation;

John C. Fortier, direttore del progetto sulla democrazia, Bipartisan Policy Center;

Shai Akabas, direttore associato del Bipartisan Policy Center, progetto sulle politiche economiche;

Eric Toder, codirettore, Urban-Brookings Tax Policy Center;

Gawain Kripke, direttore per le politiche e la ricerca – OXFAM America;

Didier Jacobs, economista senior – OXFAM America;

Nick Galass, responsabile della ricerca dell'OXFAM in materia di disuguaglianze economiche – OXFAM America;

Robbie Silverman, consulente senior – OXFAM America;

Vicki Perry, vicedirettore del dipartimento Affari fiscali e della capo della divisione Fiscalità, (IMF);

Ruud De Mooij, vicecapo della divisione Fiscalità, (IMF);

Hamish Boland-Rudder, redattore online, ICIJ;

Jim Brumby, direttore, Servizio pubblico e prestazioni, Governance Global Practice;

Marijn Verhoeven, economista, Governance Global Practice;

Guggi Laryea, relazioni con la società civile europea e il Parlamento europeo, responsabile per le relazioni esterne e interne;

Rajul Awasthi, esperto senior del settore pubblico, Governance Global Practice;

Xavier Becerra, membro del Congresso, presidente della Conferenza democratica della Camera dei rappresentanti;

Ron Kind, membro del Congresso, membro della Committee on Ways and Means della Camera dei rappresentanti.

 

 

24.05.2015

Audizione pubblica congiunta delle commissioni TAXE/DEVE sul tema "Conseguenze delle pratiche fiscali aggressive per i paesi in via di sviluppo"

Attiya Waris, docente, Facoltà di giurisprudenza, Università di Nairobi;

Manuel Montes, consulente principale in materia di finanze e sviluppo, The South Centre;

Aurore Chardonnet, consulente per le politiche dell'UE in materia di fiscalità e disuguaglianze, OXFAM;

Savior Mwambwa, ActionAid International, responsabile della campagna "Tax Power";

Tove Ryding, EURODAD, responsabile per le strategie e la sensibilizzazione, Giustizia fiscale;

Sol Picciotto, professore, Università di Lancaster.


ALLEGATO 2: SOCIETÀ MULTINAZIONALI E BANCHE INVITATE ALLE RIUNIONI DI COMMISSIONE

Allegato 2.1: Elenco delle imprese multinazionali invitate

Impresa

Invitati/rappresentanti

Situazione (all'11/03/2016)

Apple Inc.

Timothy D. Cook

amministratore delegato

Partecipazione

Cathy Kearney, vicepresidente per gli affari europei

Julia Macrae, direttore affari fiscali EMEIA

Google Inc.

 

 

Nicklas Lundblad

direttore senior, politiche pubbliche e relazioni governative (EMEA)

 

 

Partecipazione

Adam Cohen, responsabile della politica economica (EMEA)

Fiat Chrysler

Automobiles

 

Sergio Marchionne

amministratore delegato

 

Invito declinato in data 11/03/2015

"Come saprete, il 29 dicembre 2015 abbiamo presentato ricorso al Tribunale dell'UE contro la decisione della Commissione secondo cui una delle nostre società in Lussemburgo avrebbe ricevuto aiuti di Stato. Anche il Lussemburgo contesta detta decisione dinanzi al Tribunale. Sebbene fortemente convinti di non aver ricevuto alcun aiuto di Stato in Lussemburgo in violazione del diritto dell'Unione, non riteniamo opportuno, alla luce della situazione attuale, partecipare alla riunione della commissione speciale né formulare ulteriori osservazioni. Pertanto, pur continuando ad apprezzare gli sforzi profusi dalla commissione e il suo desiderio di ascoltare il punto di vista delle imprese, siamo spiacenti di informarvi che non potremo partecipare al dibattito fino a quando la nostra causa non sarà risolta."

Gruppo Inter-IKEA

Søren Hansen

amministratore delegato

 

Partecipazione

Søren Hansen, amministratore delegato

Anders Bylund, capo delle comunicazioni del gruppo

 

McDonald's Corporation

 

 

Irene Yates

vicepresidente, imposte societarie

 

Partecipazione

Irene Yates, vicepresidente, imposte societarie

Starbucks Coffee

Company

 

 

Kris Engskov

presidente di Starbucks Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA)

 

Invito declinato in data 23/02/2015

"Dato che Starbucks intende impugnare la decisione della Commissione, annunciata il 21 ottobre 2015, secondo cui i Paesi Bassi avrebbero concesso determinati vantaggi fiscali al nostro impianto di torrefazione di Amsterdam (Starbucks Manufacturing EMEA BV), non possiamo accettare l'invito della commissione speciale del Parlamento europeo sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto.

Una volta che la questione sarà risolta, e Starbucks confida nel fatto che la decisione della Commissione sarà annullata in appello, saremo lieti di organizzare un incontro.

Ai fini della vostra attività di raccolta di informazioni è opportuno segnalare che Starbucks rispetta tutte le norme, linee guida e disposizioni legislative dell'OCSE e sostiene il processo di riforme fiscali promosso dall'Organizzazione, compresi il piano d'azione sull'erosione della base imponibile e trasferimento degli utili. Starbucks ha pagato in media un'aliquota globale d'imposta effettiva di circa il 33 per cento, cifra ben superiore all'aliquota media del 18,5 per cento pagata da altri grandi società statunitensi. "

Nome

Invitati/rappresentanti

Situazione al 04/04/2016

Crédit Agricole (FR)

Dominique Lefebvre

presidente

Invito accettato (15/03/2016)

Jean-Charles Balat,

direttore delle finanze, Gruppo Crédit Agricole

Deutsche Bank (DE)

Paul Achleitner

presidente

Invito accettato (16/03/2016)

a partecipare a una riunione il

4 aprile 2016

Rappresentante presente alla riunione

Brigitte Bomm, direttore esecutivo, responsabile globale della fiscalità, Deutsche Bank

 

Gruppo ING (NL)

Ralph Hamers

amministratore delegato

Invito accettato (08/03/2016)

 

R.N.J. Schipper

responsabile globale della fiscalità, ING

Nordea (SW)

Casper von Koskull

presidente e amministratore delegato

 

Invito accettato (09/03/2016)

 

Eva Jigvall

responsabile della fiscalità del gruppo, Nordea

Royal Bank of Scotland (UK)

Ross McEwan

amministratore delegato

Invito accettato (16/03/2016)

a partecipare a una riunione il

4 aprile 2016

Rappresentante presente alla riunione

Grant Jamieson, responsabile fiscale, Royal Bank of Scotland

Grant Jamieson, responsabile della fiscalità internazionale, Royal Bank of Scotland

Santander (ES)

Ana Patricia Botín,

presidente

Invito accettato (11/03/2016)

 

Monica Lopez-Monis Gallego

responsabile principale del controllo della conformità e vicepresidente esecutivo di alto livello, Banco Santander

Antonio H. Garcia del Riego

direttore esecutivo

direttore responsabile degli affari societari europei

UBS (CH)

Axel A. Weber

presidente

Invito accettato (14/03/2016)

 

Christopher Pinho,

direttore esecutivo, responsabile globale della fiscalità del gruppo

Unicredit (IT)

Giuseppe Vita

presidente

 

Invito accettato (08/03/2016)

 

Stefano Ceccacci

responsabile fiscale di Unicredit

Costanza Bufalini 

responsabile delle questioni europee e normative

Allegato 2.2: Elenco delle banche invitate


ALLEGATO 3: DOCUMENTI DEL GRUPPO "CODICE DI CONDOTTA"

Documento (1)

Data

Risultato

Documento di seduta n. 1, allegato 1

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'aprile 2006

La Commissione ha osservato che, specialmente in alcuni territori dipendenti o associati, lo smantellamento proposto includeva l'introduzione di un'aliquota dello 0 % o la completa abolizione dell'imposta sul reddito delle società e che pertanto non tutto il lavoro del gruppo "Codice di condotta" ha avuto un esito coerente o soddisfacente.

Documento di seduta n. 1, allegato 1

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'aprile 2006

La Commissione ha osservato che, a causa di compromessi politici, il gruppo "Codice di condotta" ha considerato adeguate alcune proposte di smantellamento che avrebbero potuto facilmente essere considerate insufficienti secondo i principi del codice.

Relazione del gruppo "Codice di condotta" al Consiglio

 

7 giugno 2005

Si afferma esplicitamente che in un caso il Lussemburgo non ha attuato lo smantellamento come concordato.

Documento di seduta n. 1, allegato 1

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'aprile 2006

Nonostante questo evidente inadempimento, il Consiglio non ha adottato alcuna misura al riguardo e il Lussemburgo non ha ricevuto alcuna contestazione politica né è stato esortato a rispettare i principi del codice di condotta e gli accordi.

Documento di seduta n. 1, allegato 1

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'aprile 2006

Il gruppo "Codice di condotta" ha concordato nel 1999 di escludere i regimi che favoriscono il settore del trasporto marittimo nonché la valutazione dei veicoli di investimento collettivo.

Documento di seduta n. 1, allegato 1

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'aprile 2006

Diversi Stati membri hanno rifiutato di rendere noto il loro punto di vista sul futuro del gruppo "Codice di condotta" per quanto riguarda la trasparenza, il mandato, la portata e i criteri dei lavori futuri. L'Ungheria e la Lituania hanno espresso riserve in merito alle modifiche dei criteri del codice; l'Irlanda e il Portogallo si sono detti contrari a qualsiasi estensione del campo di applicazione del codice ad altri settori d'imposizione.

Documento di seduta n. 2 e processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'11 aprile 2011

La Commissione ha formulato diverse proposte in merito a nuovi ambiti di lavoro quali l'ampliamento del lavoro sui disallineamenti, l'imposizione per gli espatriati e per i soggetti privati facoltosi e il riesame dei fondi comuni d'investimento immobiliare e dei veicoli di investimento collettivo. I Paesi Bassi e il Lussemburgo si sono detti contrari ad ampliare il lavoro sui disallineamenti, la Francia ha espresso riserve in merito al lavoro sugli espatriati, sui soggetti privati facoltosi e sui fondi d'investimento e il Regno Unito ha sostenuto l'importanza di concentrarsi sull'imposizione delle imprese piuttosto che sul suddetto ampliamento.

Processo verbale

 

Riunioni del gruppo "Codice di condotta" del 22 ottobre 2013 e del maggio 2013

Elementi significativi del codice tributario di Gibilterra oggetto di discussione almeno dall'11 aprile 2011 e non ancora concluso.

Processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" dell'8 novembre 2013

Il regime fiscale sulle vendite al dettaglio dell'Isola di Man è stato giudicato non dannoso, anche se vari Stati membri hanno espresso seri dubbi riguardo alla sua non dannosità.

Processo verbale

 

Riunioni del gruppo "Codice di condotta" del 29 maggio, del 22 ottobre e del 20 novembre 2013

Con riferimento ai patent box, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e, in misura minore, il Belgio si sono opposti a una valutazione esaustiva dei regimi di patent box nell'UE, nonostante fosse lecito supporre che i regimi in vigore fossero dannosi in base ai criteri contenuti nel codice.

Processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 3 giugno 2014

Spagna, Paesi Bassi, Lussemburgo e Regno Unito hanno ritardato ulteriormente il processo di riforma dei regimi di patent box, presentando a più riprese richieste supplementari nell'ambito del processo decisionale.

Relazione pubblica al Consiglio

 

Sessione del Consiglio ECOFIN del giugno 2015

Nonostante l'impegno ad adeguare pienamente le disposizioni giuridiche nazionali entro il 30 giugno 2016, gli Stati membri hanno registrato progressi molto limitati in termini di attuazione nel diritto nazionale dell'approccio del nesso modificato convenuto dai ministri già nel dicembre 2014, e alcuni paesi, fra cui l'Italia, hanno addirittura introdotto nuove misure in materia di patent box incompatibili con l'approccio del nesso modificato, dopo che era stato raggiunto un accordo su quest'ultimo, al fine di beneficiare di clausole di salvaguardia estremamente generose fino al 2021.

Processo verbale della riunione e documento di seduta n. 3

 

Riunioni del gruppo "Codice di condotta" del 25 maggio 2010 e del 17 ottobre 2012

Nella fase di elaborazione degli orientamenti concordati sui trasferimenti di utili in entrata, il Regno Unito si è opposto a qualsiasi approccio coordinato.

Processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 25 maggio 2010

Mancato accordo sul seguito da dare al lavoro del sottogruppo anti-abuso.

Processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 15 maggio 2009

Il Belgio e i Paesi Bassi dichiarano di opporsi a qualsiasi iniziativa volta a coordinare le misure di difesa contro il trasferimento di utili non tassati in uscita.

Processo verbale

 

Riunioni del sottogruppo "Codice di condotta" del settembre e dell'aprile 2014 e dell'aprile e del luglio 2015

Nel settembre 2014 gli Stati membri si sono accordati su una serie di orientamenti sui disallineamenti ibridi, nonostante iniziative ripetute e sistematiche di taluni Stati membri che hanno impedito di raggiungere un accordo molto più precoce su tali pratiche dannose, che sono oggetto di discussione in sede di gruppo "Codice di condotta" almeno dal 2008, aumentando pertanto in misura significativa l'attuale danno di bilancio arrecato dall'utilizzo ricorrente di tali regimi a fini di pianificazione fiscale aggressiva.

Processo verbale

 

Riunioni del gruppo "Codice di condotta" del 15 maggio e del 29 giugno 2009 e del 25 maggio 2010

Riunioni del sottogruppo anti-abuso del 25 marzo e del 22 aprile 2010

Riguardo ai disallineamenti ibridi, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e il Belgio e, in misura minore, Malta e l'Estonia hanno ritardato a lungo un'azione collettiva rapida, sostenendo che gli ibridi dovrebbero esulare del tutto dal Codice.

Processo verbale

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 13 settembre 2011

 

Riunioni del gruppo "Codice di condotta" dell'11 aprile e del 26 maggio 2011

Per quanto riguarda i fondi d'investimento, gli Stati membri hanno deciso di sospendere la discussione in merito alla dannosità presunta e potenziale di tali regimi.

 

Iniziative adottate da Regno Unito, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno di fatto spinto il gruppo a non proseguire ulteriormente i lavori in tale ambito.

Documento di seduta n. 2

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 4 marzo 2010

Per quanto riguarda le prassi amministrative, nessuno Stato membro ha provveduto in modo spontaneo e sistematico a uno scambio di informazioni sui propri ruling in passato.

 

Documento di seduta n. 4

 

Riunione del gruppo "Codice di condotta" del 10 settembre 2012

Di fatto, non era avvenuto alcuno scambio di informazioni su base spontanea riguardo ai ruling.

 

Conclusioni del Consiglio

 

Sessione del Consiglio ECOFIN del dicembre 2015

Per quanto riguarda le clausole di tassazione effettiva minima, gli Stati membri non si sono accordati su una revisione della direttiva sugli interessi e i canoni al fine di garantire che i privilegi concessi nel mercato unico per prevenire la doppia imposizione non risultino, nella realtà, in un'imposizione pari a zero o vicina allo zero, nonostante la pubblicazione della proposta della Commissione al riguardo nel 2011. Gli Stati membri si sono limitati a invitare il gruppo ad alto livello "Questioni fiscali" a esaminare ulteriormente la questione, anziché impegnarsi in interventi tempestivi ed efficaci.

 

Conclusioni del Consiglio

 

Sessione del Consiglio ECOFIN del marzo 2016

Gli Stati membri non sono giunti a un accordo sulle urgenti riforme del gruppo "Codice di condotta" e hanno rinviato al 2017 qualsiasi decisione al riguardo.

(1) Sulla base dei documenti e delle fonti disponibili pubblicamente


ALLEGATO 4: FOLLOW-UP ECON/TAXE

QUADRO DI VALUTAZIONE COMUNE ECON/ TAXE - FOLLOW-UP DELLE RACCOMANDAZIONI SULLE POLITICHE IN MATERIA DI IMPOSTE SOCIETARIE E RULING FISCALI

Raccomandazioni

RIF. ECON/TAXE

GRADO DI COMPLETAMENTO

POSIZIONE DELLA COMMISSIONE

TERMINE PER IL FOLLOW-UP

STATO AL CONSIGLIO

Comunicazione per paese obbligatoria e pubblica da parte delle imprese multinazionali in tutti i settori

A1

136-139

Parziale

Comunicazione per paese tra le autorità fiscali

Comunicazione per paese pubblica proposta il 12/4-Dati aggregati per il resto del mondo, tranne i paradisi fiscali

Proposta DAC4 presentata

 

Proposta presentata (12/04/2016)

DAC4: adozione prevista al Consiglio ECOFIN di maggio 2016

Procedura non iniziata

"Contribuente onesto" / RSI

A2

146

Nessuno

Da valutare nel quadro del processo di follow-up della strategia 2011 dell'UE in materia di RSI

Nessuna proposta legislativa prevista

Nessuna proposta legislativa prevista

Notifica obbligatoria da parte degli Stati membri delle nuove misure fiscali

 

 

Notifica obbligatoria di nuovi regimi fiscali da parte delle imprese di consulenza fiscale alle autorità fiscali

A3

96

Nessuno

 

 

 

Nessuno

Da seguire nell'ambito del gruppo "Codice di condotta", del Semestre europeo, dell'attuazione della DAC

Nessuna

Nessuna proposta legislativa prevista

 

 

 

 

Nessuna proposta legislativa prevista

Estensione a tutti i ruling dello scambio automatico di informazioni sui ruling fiscali, in condivisione con la COM e, entro certi limiti, pubblicazione degli stessi

A4

107-111

 

Parziale

Non è necessario estendere lo scambio automatico di informazioni sui ruling della normativa fiscale nazionale per non imporre un onere eccessivo sulle autorità fiscali

Cfr. 2015/2376/UE

Cfr. 2015/2376/UE

Trasparenza dei porti franchi

A5

Nessuno

Non è necessario modificare la legislazione in materia di IVA o dogane. La COM studierà con gli SM in che modo la legislazione sulle dogane e quella fiscale interagiscono nei porti franchi

Nessuna proposta legislativa prevista

Nessuna proposta legislativa prevista

Sviluppare una metodologia armonizzata per valutare il divario fiscale per le imprese - Prezzi di trasferimento

A6

122

Parziale

È stato costituito un gruppo di progetto Fiscalis

Nessuno

Nessuno

Protezione degli informatori

A7

144-145

Parziale

Sostiene gli sforzi volti a migliorare la protezione a livello nazionale. Un quadro giuridico UE per proteggere gli informatori è già previsto in diverse normative settoriali (protezione dei segreti commerciali, direttiva sulla revisione contabile, OICVM, regolamento sugli abusi di mercato)

Nessuna proposta legislativa prevista

Nessuna proposta legislativa prevista

Proposta relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB)

B1

100, 116-120

Parziale

La COM ha annunciato una proposta per novembre / dicembre 2016, incluse disposizioni in materia di regimi agevolati su brevetti / proprietà intellettuale / R&S e norme sulla stabile organizzazione

novembre / dicembre 2016

Procedura non iniziata

Riforma del gruppo "Codice di condotta"

B2

124-126, 128, 133

Parziale

Revisione interna in corso

Nessuna proposta legislativa

In corso - L'obiettivo è di conseguire un accordo nella seconda metà del 2016

Gruppo "Codice di condotta" - Secondo aggiornamento della relazione Simmons & Simmons del 1999

127

Nessuno

 

 

 

Orientamenti / futura proposta legislativa sui patent boxes e altri regimi preferenziali

B3

117, 121

Parziale

La COM continuerà a fornire orientamenti su come attuare l'approccio del nesso nell'ambito del gruppo "Codice di condotta"

Proposta legislativa solo se gli orientamenti non funzionano - nessun termine

In corso

Proposta relativa alle norme sulle società estere controllate

B4

121

Parziale

Coperta nel quadro della direttiva anti-elusione (ATAD);

Proposta presentata il 28/01/2016

Accordo politico previsto entro maggio / giugno 2016

Proposta di modificare la direttiva 2011/16/UE al fine di migliorare il coordinamento degli Stati membri in materia di verifiche fiscali

B5

Nessuno

La COM non intende presentare una proposta, poiché gli strumenti esistenti sono considerati adeguati allo scopo

Miglioramento della cooperazione nel quadro di Fiscalis

Nessuno

Nessuno

Introduzione di un codice comune europeo di identificazione fiscale (CIF)

B6

141

Parziale

La COM valuterà nel 2017 se presentare una proposta

2017

Procedura non iniziata

Proposta volta a consentire all'Unione di esprimersi all'unisono in relazione agli accordi internazionali in materia fiscale

C1

151-152, 154

Parziale

Strategia esterna della COM del 28/1/16 ("soft law"): sostegno ai paesi in via di sviluppo, inclusione dei principi di buona governance fiscale negli accordi commerciali, monitoraggio dell'eliminazione progressiva di misure fiscali dannose nell'ambito del gruppo "Codice di condotta"

 

Il Consiglio è generalmente restio a dare mandato alla COM di negoziare accordi fiscali dell'UE

Proposta per stabilire i criteri cogenti atti alla definizione di "paradisi fiscali"

C2

96, 122, 147-150

Parziale

Strategia esterna della COM del 28/1/16

Elenco di paradisi fiscali entro la fine del 2016

Non iniziato

Proposta di un catalogo di contromisure nei confronti delle società che si servono di paradisi fiscali

C3

153

Parziale

Nessuna contromisura UE (competenza nazionale)

La COM intende integrare norme in materia di buona governance fiscale nel regolamento finanziario nel quadro della revisione in corso

Nessuno

Nessuno

Proposta relativa alla stabile organizzazione

C4

121

Parziale

La definizione rientrerà nella proposta CCCTB.

Raccomandazione sulle misure contro l'abuso dei trattati fiscali (bilaterali) presentata nel gennaio 2016

Azioni sulle società fittizie trattate nel quadro della GAAR proposta nel gennaio 2016

Novembre / dicembre 2016 per la definizione di "stabile organizzazione"

 

Procedura non iniziata per quanto riguarda la definizione di "stabile organizzazione"

La raccomandazione sulle misure contro l'abuso dei trattati non è una priorità della Presidenza olandese.

 

 

Norme generali antiabuso in corso di negoziazione nell'ambito dell'accordo del Consiglio previsto per maggio / giugno 2016

Orientamenti UE riguardanti i prezzi di trasferimento

C5

95, 112, 120

Parziale

Attuazione delle raccomandazioni OCSE da controllare nel quadro del JTPF

Proposta legislativa solo se appropriata

Nessuna informazione

Proposta sui disallineamenti da ibridi e realizzazione di ulteriori analisi e studi

C6

122

Parziale

Parte della direttiva ATAD

Proposta presentata il 28/01/2016

Accordo politico previsto entro maggio / giugno 2016

Proposta di modificare il regime di aiuti di Stato dell'Unione laddove è connesso alla fiscalità

C7

130-134

Nessuno

La COM fornirà orientamenti sull'applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato alle pratiche di pianificazione fiscale delle società

Ciò consentirà di rimediare ad alcune lacune per quanto riguarda il recupero

Non è stato indicato un termine

 

Proposta di modifica della direttiva 90/435/CE del Consiglio, della direttiva 2003/49/CE, della direttiva 2005/19/CE e di altre pertinenti normative dell'Unione nonché introduzione di una norma generale antiabuso

C8

120

Parziale

L'ATAD introduce una norma generale antiabuso che integra le norme specifiche antiabuso

Proposta presentata il 28/01/2016

Accordo politico previsto entro maggio / giugno 2016

Proposta sul miglioramento dei meccanismi di composizione delle controversie transfrontaliere in materia di imposizione

C9

131, 138

Parziale

Impegno a presentare una proposta

Proposta entro l'estate 2016

Non iniziata

Introduzione di una ritenuta d'imposta o di una misura di effetto analogo al fine di evitare che gli utili escano dall'Unione senza essere soggetti a tassazione

C10

151

Parziale

La COM ritiene che le misure previste nell'ATAD siano sufficienti. Nessun impegno per una ritenuta d'imposta

Proposta presentata il 28/01/2016

Accordo politico previsto entro maggio / giugno 2016

Misure supplementari per colmare il divario fiscale

Definizione dei principi per le pratiche di amnistia fiscale / trasparenza per i regimi di condono fiscale

D1

113, 114, 123, 140, 167

Nessuna

Competenza nazionale

Nessuna proposta prevista

 

Titolarità effettiva di società e fiduciarie

 

Parziale

Delle procedure sono incluse nel quarto pacchetto antiriciclaggio (AML)- il quinto AML dovrebbe nuovamente estendere l'ambito di applicazione della direttiva

Proposta sul quinto AML prima dell'estate 2016

Gli Stati membri dovranno applicare il quarto AML

AZIONE DELLA COMMISSIONE INCLUSA SOLTANTO NELLA RISOLUZIONE TAXE

Capitolo della risoluzione TAXE

RIF. TAXE

POSIZIONE DELLA COMMISSIONE

Violazione dell'art. 17, par. 1, TUE

86, 89, 93

La CE ha promosso delle istruzioni tipo per lo scambio spontaneo di ruling fiscali transfrontalieri

Monitoraggio dell'attuazione da parte degli SM della direttiva 2015/2376

Violazione dell'art. 108 TFUE

86

La portata delle informazioni richieste dalla TAXE è più limitata di quella delle informazioni richieste dalla CE

Dichiarazioni secondo cui la CE non ha mancato ai suoi doveri di applicare le norme sugli aiuti di Stato

Diritto di inchiesta del Parlamento europeo

88

Preoccupazioni giuridiche e istituzionali della CE e del Consiglio trasmesse al Parlamento

Scambio automatico di informazioni

105, 157

La CE promuoverà lo scambio automatico di informazioni e appoggerà il rafforzamento delle capacità dei paesi in via di sviluppo

Attuazione delle raccomandazioni del Mediatore per quanto riguarda i gruppi di esperti

129

Pronta ad applicare le richieste del Mediatore e del PE

Paesi in via di sviluppo

156, 158, 160

Strategia esterna per definire il sostegno dell'UE ai paesi in via di sviluppo

Consulenti fiscali

162-164

Il regolamento 537/2014 dovrebbe risolvere il problema sollevato

Sostegno alle amministrazioni fiscali

170

Si veda il Semestre europeo e il programma di lavoro Fiscalis 2016

Accesso ai documenti

174

La CE continuerà a inviare documenti - Si vedano le lettere del Presidente alla CE

RACCOMANDAZIONI DALLA RISOLUZIONE TAXE CUI NON È STATA FORNITA UNA RISPOSTA

Capitolo della risoluzione TAXE

RIF. TAXE

Osservazioni

Accesso del gruppo "Codice di condotta" ai documenti

87

Trasmessa alla CE - Nessuna risposta della CE - Il mandato della TAXE 2 copre tale richiesta e vi sono negoziati in corso per l'accesso ai documenti

Tassazione degli utili nel territorio in cui sono generati

90

Trasmessa alla CE

Fine della concorrenza fiscale dannosa

91

Trasmessa agli SM e all'UE nel suo complesso

Impegno politico da parte degli SM

92

Trasmessa agli SM

Principio di leale cooperazione (riorganizzazione interna della CE)

93

Trasmessa alla CE - Nessuna risposta della CE

Concorrenza fiscale e paesi terzi

96

Si vedano le osservazioni alle raccomandazioni 156, 158 e 160

Lotta contro la frode fiscale

97

Trasmessa agli SM

Sostenere la crescita, gli investimenti e i posti di lavoro

98

Si vedano i fondi strutturali UE e la strategia Europa 2020

Scambio automatico di informazioni

99

Si vedano i commenti alle raccomandazioni 105, 107

Diritti d'autore

101

Trasmessa alla CE - Nessuna risposta della CE

Imprese multinazionali

102

n.d.

Richiesta di indagine

103

n.d.

Cooperazione e coordinamento relativi ai ruling fiscali preventivi

104, 106, 115

 

CCCTB

122

Richiesta di una definizione UE di "pianificazione fiscale aggressiva"

Gruppo "Codice di condotta"

125

Maggiore trasparenza e rendicontabilità

Paradisi fiscali

155

Si ribadisce l'approccio unilaterale prescelto

Paesi in via di sviluppo

159

Invita gli SM a lavorare nell'ambito delle loro agenzie di aiuto allo sviluppo

Consulenti fiscali

161, 165

Si vedano le osservazioni alle raccomandazioni 162-164

Azioni ulteriori

166, 168, 169, 171, 172,173

Osservazioni specifiche inviate agli SM

 

 

  

CbCR: comunicazione per paese

DAC/DAC4: (quarta) direttiva relativa alla cooperazione amministrativa

RSI: Responsabilità sociale delle imprese

OICVM: organismi d'investimento collettivo in valori mobiliari

CoCG: gruppo "Codice di condotta"

CCCTB: proposta relativa a una base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società

CIF: codice di identificazione fiscale

GAAR: norme generali antiabuso

JTPF: Forum congiunto sui prezzi di trasferimento

ATAD: direttiva anti-elusione


ANNEX 5: REPORT AD HOC DELEGATION NICOSIA

Report Ad hoc Delegation

to Nicosia (Cyprus)

Friday, 15 April 2016

09.00 - 17.30

Disclaimer: This report reproduces a short, non-exhaustive summary of the different meetings held during the visit of the TAXE 2 Special Committee Delegation to Nicosia, Cyprus, 15 April 2016.. It is intended for internal European Parliament use only. It does not represent the position of the European Parliament and it was not agreed with the third parties involved in the programme of the visit.

Friday 15 April 2016

09.20 - 09.50   Meeting with Mr Ioannis KASOULIDES, Minister of Foreign Affairs of the Republic of Cyprus

10.00 - 11.00   Meeting with the Association of Cyprus Banks (ACB)

11.00 - 11.30  Meeting with Mr Christos PATSALIDES, Permanent Secretary, Ministry of Finance

11.30 - 12.30  Meeting with Mr Yiannakis TSANGARIS, Tax Commissioner and Mr George PANTELI, Head of Tax Policy Department, Ministry of Finance

13.00 - 14.30  Meeting with

  the European University Cyprus

  the Transparency International Cyprus

15.00 - 16.00  Meeting with

  the Cyprus Investment Funds Association (CIFA)

  the Cyprus Investment Promotion Agency (CIPA)

  the Institute of Certified Public Accountants of Cyprus

16.00 - 17.30  Meeting with trade unions

  the Cyprus Workers' Confederation (SEK)

  the Pan-Cyprian Federation of Labour (PEO)

 

taxe 2 COMMITTEE

Delegation to Nicosia, Cyprus

15 April 2016

Members

 

Alain LAMASSOURE, Chair

 

EPP

Burkhard BALZ

Danuta Maria HÜBNER

EPP

EPP

Jeppe KOFOD

S&D

Anna GOMES

S&D

Bernd LUCKE

ECR

Michael THEURER

ALDE

Miguel VIEGAS

GUE/NGL

Eva JOLY

Greens/EFA

Accompanying Members

Costas MAVRIDES

Lefteris CHRISTOFOROU

+ Accompanying staff

09.20 - 09.50  Meeting with Mr Ioannis KASOULIDES,

Minister of Foreign Affairs of the Republic of Cyprus

Mr Kasoulides started his introduction by stating that corporate taxation does not fall under his competence, but that of Mr Georgiades, Finance Minister who at the time was in Washington attending the Spring IMF-World Bank meetings.

He referred to the bail out in March 2013, and highlighted the economic results achieved since then under the economic adjustment programme. He noted that Cyprus' economy is based on (financial) services and hence proper measures against money laundering and corruption are in place in order not to risk Cyprus' reputation as a credible financial centre. Regarding the fight against tax avoidance and evasion, he noted that Cyprus is working together with the EU by implementing all EU Directives and although not an OECD member(1), Cyprus is committed to implementing BEPS recommendations as a member of the OECD Global Forum. Cyprus is also an early adopter of the new automatic exchange of information standard agreed at the OECD level. He also mentioned a bilateral FATCA Intergovernmental Agreement with the US that entered into force on 31 August 2015 and is implemented as of 1 January 2016.

As for Members questions, Mr Kasoulides replied that Cyprus has political relations as well as close economic connections with Russia. He added that Russian banks (and other enterprises) prefer Cyprus because of the Russian speaking community, the viable legal system and availability of services. Many Russian companies repatriate earnings to Russia and take advantage of the corporate tax rate (12.5%) of Cyprus. Regarding Ukraine, Mr Kasoulides explained that the Double Tax Treaty, based on the OECD Model Tax Convention, has been amended.

Mr Kasoulides insisted that Cyprus is not giving any preferential treatment to any foreign companies, but follows the OECD line particularly on tax avoidance. He continued that Cyprus is largely compliant on transparency according to the Global Forum and BEPS legislations are being prepared. About Panama Papers, he noted that it was too early to speculate, but it seems from media that only about six intermediaries were operating from Cyprus, and relevant authorities are investigating if they acted outside the law. The bank RCB, mentioned in the news in relation to Panama Papers, is currently being investigated by the Cyprus Central Bank.

At the end Mr Kasoulides expressed Cyprus' willingness to work constructively on a European common consolidated corporate tax base (CCCTB), but added that a common corporate tax rate remains a sovereign competence of the EU Member States. Cyprus' economy is based on services (as it is an international financial centre) and low tax rates offer certain economic advantages.

10.00 - 11.00  Meeting with the Association of Cyprus Banks (ACB)

  Mr Michael KAMMAS, Director General

  Mr Aristos STYLIANOU, Chairman

  Mr George APPIOS, Vice-Chairman

In the introduction, Michael Kammas, Director General of the Association of Cyprus Banks (ACB) explained that a distinction should be made on how enterprises are taxed and how taxation affects the whole economy. He noted that banks' profitability suffered due to a very high ratio of non-performing loans (around 55% on loans to households and non-financial corporations) and that debt-to-asset swaps have been issued in order to speed up loan restructurings.

As to the Members question on the cooperation between the banking sector and tax advisory industry (Big4), Mr Kammas underlined that the tax advisory services were outside the scope of banks' operations, and that, although clients may use such consultants, banks do not form part of such operations. Moreover, he emphasised that banks do not provide tax advice to their clients for aggressive tax planning, nor do they have contacts with accountants and lawyers to discuss tax planning.

He explained that Ultimate Beneficial Owner (UBO) is required according to the legislation, so every operation has to lead up to a person that has to be identified. Tax crime is also a predicate offence in Cyprus. Banks are required to check if there is some substance behind the bank transaction/operation and banks are checking e.g. sanction lists and that there are no criminal activities. Most banks are local and have no significant subsidiaries abroad. It is, however, still more difficult to check/monitor non-Cypriot customers/banks than local ones. Following the changes of 2015 when bank supervision was redesigned and strengthened, the Central Bank is currently checking, for example, certain transactions made in USD - given that the monitoring system in the US is even stricter. He continued that the US authorities may, if they have any doubts, start an enquiry and that they can even close the account as a sanction if Cypriot banks do not respond that enquiry.

He clarified that there was no money laundering in Cyprus, but because of the complex structures of companies in the country, there has been a need to upgrade due diligence processes(2).

Mr Kammas added that since the banking crisis of 2013 non-performing loan rations have dropped, while lending practices have not fully shifted away from an overreliance on collateral towards a more systematic use of risk-assessment tools. The new insolvency legislation of 2015 restricts the liability of guarantors to the amount exceeding the value of the collateral could affect the extent of the increase in provisions.

Mr Kammas complained that implementing the anti-avoidance measures, such as FACTA and CRS, means a lot of costs for banks but as he could not provide a specific number when asked by Members, he agreed to provide a written reply on this matter.

For the question on what is the added value of a low tax rate and what are the positive tax advantages in Cyprus, Mr Kammas explained that in the past 'offshore' companies were taxed at 4.25% and other companies at about 30%. Since the EU accession, every company in Cyprus is taxed at the same rate of 12.5%. He added that the matter is not so much about tax rate, but about stability; this means that it is the latter that preserves Cyprus' competitive advantage as a credible international financial centre.

In reply to a Member's question on the large Russian FDI stocks in Cyprus, and on access to offshore ownership envelopes that enabled Russian owners to avoid the post-Crimea sanctions, Mr Kammas explained that a large proportion of Russian companies are related to a Russian owner and many of them are trading companies having assets in Russia. They get dividends in Cyprus, which they repatriate to Russia as an investment. He continued that Cyprus represents a significant gateway for EU inbound and outbound investments, which is complemented by the traditional links that Cyprus has with central and eastern Europe, Russia and Middle East.

Regarding the question on 'Panama papers', he reassured that the documents are being investigated by the Central Bank of Cyprus and other relevant authorities.

11.00 - 12.30   Meeting with

  Mr Christos PATSALIDES, Permanent Secretary of the Ministry of Finance

  Mr Yiannakis TSANGARIS, Tax Commissioner

  Mr George PANTELI, Head of Tax Policy Department, Ministry of Finance

Christos Patsalides, Permanent Secretary of the Ministry of Finance, indicated that after enormous financial efforts, Cyprus has finally overcome a difficult period, and it has managed to outperform every major indicator and restore its current account balance. Moreover, he emphasised that Cyprus’ tax system is in full compliance with the EU and the OECD requirements against harmful tax practices. He also explained that in July 2014, the merger of the Department of Inland Revenue (Direct Taxes) and the Department of Value Added Tax (Indirect Tax) created a Single Tax Department which further strengthened the position of the Cyprus tax authorities.

The Chair complimented the way Cyprus implemented its adjustment plan and welcomed country’s successful economic recovery and exit from its three-year international bailout programme. He also indicated that fair(er) tax competition requires new rules and more transparency, both at the EU and global level.

Mr Patsalides presented a stocktaking of activities that Cyprus has taken in the context of improving international tax compliance, which is based on the standard for automatic exchange of financial account information, Common Reporting Standard (CRS), developed by the OECD. Cyprus had also signed the Multilateral Competent Authority Agreement in 2014 and Cyprus, as part of the Early Adopters Group of the OECD, has committed to the implement the Automatic Exchange of Information (AEOI) by 2017(3). On 2 December 2014, Cyprus and the US signed an intergovernmental agreement to implement the Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA).

Yiannakis Tsangaris explained his role as Tax Commissioner mentioning notably that he had been nominated in February 2016, and that his services were looking after tax implementation not initiating legislations. He also referred to the merger of two tax departments in July 2014 into a single department for all tax affairs.

Members' questions were related to incentives and tax exemptions relating to investment in IP rights, commonly known as the 'IP box' that is used in Cyprus. Under the G20/OECD base erosion and profit-shifting project, new entries to such schemes will not be permitted after mid-2016. However, companies that joined the Cyprus scheme before that deadline can benefit from substantial savings until mid-2021. The Cypriot 'IP Box' system (a maximum tax rate of 2.5% on income earned from IP assets and wider scope) regime applies to a wider range of income than any other European scheme.

Regarding the new 'IP box' regime, Mr Pantelis insisted that it was in line with the discussions within the EU Code of Contact Group and the intention was to follow the modified nexus approach (of the OECD). He noted that there was only a limited time to enter into the Cyprus scheme, since it will be closed to new entrants as from June 2016. Companies that qualify under the existing IP regime should be able to have access to the existing benefits until 2021, but new entrants (i.e. joining an IP Regime after June 2016) should follow the new 'IP box' regime rules. He concluded, however, that if there was a new guidance on IP regimes, they would be ready to comply with it.

Mr Panteli undertook to provide a written reply regarding statistics of the new registrations in the 'IP box' regime, and he indicated that about 10-15 companies are getting Rulings on their IP regimes. He pointed out that companies need time to reorganise themselves, referring to need of a transitional period.

He indicated that following the changes made to the definition of permanent establishment in the OECD Model Tax Convention that address strategies used to avoid having a taxable presence in a country under tax treaties, bilateral treaties may need to be modified or to be included within a multilateral agreement (under the OECD framework). The majority of the treaties concluded by Cyprus follow the OECD Model Treaty.

Moreover, there is no 'exit tax', and Cyprus does not impose any withholding tax on dividend, interest and royalty payments made to non-Cypriot resident recipients. Regarding transfer pricing, i.e. allocation of profits for tax and other purposes between parts of a multinational corporate group, the 'arm's length' principle is used for transactions in Cyprus. Mr Panteli did not reply to the question about Cyprus' position to include minimum effective taxation as part of the Interest & Royalty directive (currently being discussed in the Council), but explained that if a minimum effective taxation (rate) clause was agreed at EU level, Cyprus would comply with it.

Regarding tax rulings in Cyprus, Mr Panteli explained that the tax department has a long-established practice of providing written replies to requests for guidance on the interpretation of Cyprus tax law. This practice is under the control of Tax Commissioner and applications are addressed to him. He clarified the Tax Rulings Division of the tax department (about 5-6 staff members) will, on application, issue advance tax rulings (estimated about 20-25/week) regarding actual transactions proposed to be undertaken by existing or new entities. In the event of any discrepancy between the scenario presented in a tax ruling request and the actual transactions undertaken, the relevant District Tax Office may decline to apply the tax ruling, or inform the Tax Rulings Division of the actual facts, asking it to confirm or modify the initial ruling. However, he was not able to give an estimation on the tax losses that occurred due to such rulings granted to companies.

Regarding (ultimate) beneficial owners of companies, tax transparency, including transparency of trust/fiduciary arrangements and banking details, Mr Panteli indicated that at least one owner has to be a resident in Cyprus, and the details of (ultimate) beneficial owners are confidential and may only be disclosed by court order or as part of a verified tax investigation. Cyprus complies with Prevention of Money Laundering and Terrorist Financing directives, and all companies as well as trusts have an obligation to be registered, but confidential information in both registers are maintained for tax authorities and other supervisory authorities purposes. When implementing the fourth anti-money laundering directive, Cyprus would go through the implementation the creation of registries for (ultimate) beneficial owners and for trusts. Most FATF recommendations are already in place in Cyprus, except the creation of UBO registers. Cyprus, however, is against making these registers public, arguing of the importance of confidentiality, especially for trusts.

Mr Patsalides underlined that Cypriot authorities were ready to study all documents that Panama authorities would provide them officially. He continued that the Cypriot RCB Bank that has been identified by media in the context of 'Panama leaks' had immediately denied that they have granted any such 'unsecured' loans to Russia.

Mr Panteli continued that Cyprus (tax) authorities are doing the same that other countries are doing, i.e. assessing information that is available to the public, and the Central Bank of Cyprus is assessing the information to the extent that it may concern the Cypriot banking system or any suspicious-looking transactions. Moreover, in line Transparency and Anti Money Laundering laws, the Cyprus Securities and Exchange Commission have requested by April 20 all regulated entities to report if they maintain/maintained any relationship with the Panama firm or a third party representing it. He insisted that competent authorities have a power to investigate the leak of Panama papers, but he did not want to reply to a question on if a separate legal/juridical enquiry would be conducted. He was not responding to a Member's question about the potentially harmful effect of the 'notional interest' deduction scheme in Cyprus.

Mr Panteli, however, undertook to provide a written reply regarding how many accounts have registered (ultimate) beneficial owner in Cypriot banks.

Mr Patsalides, in reply to a question on the CCCTB and a criterion to be used for allocation of tax rebates, indicated that it was not an easy process (to agree amongst sovereign states) and that it would be better to leave it to markets to respond. They also favour the application of the "arm's-length principle" of transfer pricing, rather than a requirement of a permanent establishment or a common and consolidated corporate tax base. Mr Panteli noted that it was premature to start discussions on consequences of the reunification on (corporate) taxation.

13.00 - 14.30  Meeting with

  The University of Cyprus

  The Transparency International Cyprus

In his introductory presentation Alexander Apostolides, from the European University Cyprus, explained that Cyprus' economy is largely focused on professional services and on the financial sector. He referred to Eurostat statistics, stating that employment in accounting/auditing sector used mainly for tax planning purposes, increased during the crisis and currently employs around 20 000 persons in Cyprus. This represents a significant part of Cyprus' GDP (estimated up to 10%).

He indicated that there were no 'tax rulings' as such, but acknowledged that it depends on the interpretation/definition of tax rulings. (He added that no tax rulings were revealed in the 'Luxleaks' scandal). He explained that the Cypriot Inland Revenue Department merger with the VAT Service in 2014 had not been easy and that the merged Tax Department is only now starting to work efficiently. In his view, one of the weaknesses in this area (referring to fraud prevention and fight against tax evasion) was a lack of coordination between different authorities in Cyprus.

On the 'Panama papers' he explained the Cyprus Securities and Exchange Commission has noted in public that, at first sight, companies under its authority do not seem to be involved, although there is speculation on the Cypriot RCB Bank. He further emphasised that Cyprus was not an off-shore tax haven, and in recent years Cyprus has taken major steps in adopting all EU jurisdiction and international best practices for combating tax evasion and money laundering. In this context, he referred to the recent Audit Transparency report 2015 by Deloitte, as well as to the EU reports on anti-money laundering. He underlined as well that regulatory supervision is carried out by banking authorities and the ECB. Hence, regarding the Panama papers, he insisted that the date of transactions should be looked at, given that after 2013/2014 Cyprus was forced to change some part of its legislation.

Maria Konstantinou from Transparency International Cyprus (TIC) explained that currently they do not have a programme on money laundering (or tax evasion), but that TIC could consider launching one. She continued that these issues are not very high on the agenda for the (ongoing) election campaigns due to lack of interest. She referred to the new legislation on tax rulings (since October 2015) and highlighted the need for more cooperation between tax administration services.

Members noted the strengthening of the legal framework relating to corporate taxation seemed not be driven by the EU, but more for other purposes, although acknowledging the implications of the accession to the EU. Both panellists mentioned that before 2013, the impact of tax avoidance wasn't a subject of public discussion but most of the population welcomed the favourable tax treatments granted by Cyprus. Since 2013, there seems to be a change of mentality and a greater understanding of how tax avoidance impacts citizen's daily life.

Members also questioned that companies might not be interested to become domiciled in Cyprus, given that, e.g. non-residents are not subject to the Special Contribution for Defence, which is a tax which is levied on interests at a rate of 30% and on dividends at a rate of 17%. A company which is not tax resident in Cyprus is taxed on income accruing or arising only from sources in Cyprus.

Trusts are available in Cyprus, and the law is similar to the English law on trusts, but recent amendments to the Cyprus International Trust law have made Cyprus a favourable jurisdiction for the creation of a trust that are used for, amongst others, inheritance planning as well as tax planning.

On the concept of tax planning in Cyprus, Mr Apostolides explained that Cyprus has a competitive advantage through highly educated, qualified and multilingual workforce (i.e. certified accountants/auditors) for accounting firms, legal practices and the banking sector, but due to lower salary levels in Cyprus (compared to other EU MSs), 'brain drain' is an issue. This competitive advantage is complemented by good infrastructure available for such activities, as well as appropriate government regulations and a general policy of non-intervention in business operations.

He continued that registration of companies was one of the biggest weak points that the authorities need to tackle. He insisted, moreover, that sovereign states should have right to determine their corporate tax rate. He acknowledged nevertheless that harmonisation of legislation at the EU level would be welcomed, as for example, there are complications on the reporting of legitimate profit. He also called for more transparency on how much revenue is generated in Cyprus or in abroad. He acknowledged that in terms of banking regulation, Cyprus has progressed but this is less certain in terms of tax legislation.

Regarding FDIs related to Russia, Mr Apostolides indicated that double tax treaties are not meant for money laundering and round-trip investment, but that Russian owned companies use Cyprus financial centre as there is no withholding tax on profits remitted abroad, if their tax liabilities have been fulfilled in Cyprus. Double tax treaties also determine the ways in which profits are remitted abroad. He explained further that Cyprus offers an extensive network of favourable double tax treaties (not only with Russia), has no withholding taxes on dividends and interest paid, no capital gains on profits from the sale of shares and securities and exemption of taxes on foreign dividends and interest received.

Mr Apostolides undertook to share with the delegation, notably, a report of MoneyVAL on the “Special Assessment of the Effectiveness of Customer Due Diligence Measures in the Banking Sector in Cyprus” and a report by Deloitte on the 'Third Party Anti-Money Laundering Assessment of the Effective Implementation of Customer Due Diligence Measures with Regard to Cyprus’ Deposits and Loans.

15.00 - 16.00  Meeting with

  The Cyprus Investment Promotion Agency (CIPA)

The Cyprus Investment Promotion Agency (CIPA) was established as a registered not-for-profit company limited by guarantee, funded by the Cyprus government. "Invest Cyprus" is the brand under which CIPA takes the lead in promoting Cyprus as an attractive FDI destination. http://www.investcyprus.org.cy/

The Cyprus Investment Funds Association (CIFA)

The Cyprus Investment Funds Association (CIFA) was established in February 2013 with the purpose to become the collective voice and the reference point for all professionals and legal entities, offering services or engaged in the Investment Funds Industry in Cyprus. http://www.cifacyprus.org/english/cyprus-investment-funds/about-cifa/

  The Institute of Certified Public Accountants of Cyprus (ICPAC)

The Institute of Certified Public Accountants of Cyprus, established in 1961, is the competent authority for regulating the accounting/auditing profession in Cyprus. http://www.icpac.org.cy/selk/default.aspx

List of Participants:

Mr Costas Markides, Board Member, International Tax, KPMG Limited (CIFA)

Mrs Natasa Pilides, Director General (CIPA)

Mr Kyriakos Iordanou, General Manager, Mr Pieris Marcou, Mr Panicos Kaouris, Mr George Markides (ICPAC)

Mr Markides, Cyprus Investment Funds Association (CIFA) explained that it is making recommendations on tax measures, such as BEPS recommendations. Mr Iordanou, ICPAC indicated that, although it is the competent authority for regulating the accounting/auditing profession in Cyprus, it is working in parallel with the government, which is taking significant efforts to maintain Cyprus as credible financial centre. Tax legislation changes are being initiated by Cyprus along the line of BEPS, country-by-country reporting requirements, tax rulings, as well as specific legislative proposals from the EC.

Mr Markides, CIFA also mentioned that CIFA supports transparent country-by country reporting, including public disclosure (with the current threshold of €750 million turnover). However, Mr Iordanou, from ICPAC believed that information should be kept with tax authorities only, and that it should be first seen how it works before public disclosure. He continued that disclosure of the country-by-country reporting should be decided at the EU level and concerns on data protection need to be assessed. There is a working group within the tax administration department dealing with the implementation of country-by-country legislation and accountants can bring expertise to the government on this issue.

Mrs Natasa Pilides agreed with Mr Markides, explaining that CIFA works closely with the CIPA, which first took the initiative for the establishment of CIFA, as a part of the progress made in promoting Cyprus as a competitive investment funds jurisdiction.

Two years after the banking crisis and the rescue package coming into play, Cyprus not only survived, but also managed to surpass all expectations, according to the panellists. According to Mr Marcou, ICFPA was looking forward as Cyprus now concentrates on remaining a fully compliant and transparent jurisdiction, as to all related EU and international regulations. He mentioned, notably, the Foreign Account Tax Compliance Agreement (FATCA) with the United States, OECD’s Convention on Mutual Administrative Assistance in Tax Matters and the OECD’s BEPS Action Plan. He highlighted that Cyprus continues to enhance its competitiveness as an attractive international business centre. Mr Iordanou agreed that profit should be taxed where it is generated, but added that new realities such as e-commerce need to be taken into account. Regarding the question on notional profit, he confirmed that the 'arm's length principle' is used. Regarding transfer pricing, no regulatory framework is yet in place, but it is one of the top priorities and in a process of being developed on the basis of an Irish model (working group includes network of Big4). For a questions regarding whether Cyprus was looking for an opportunity for tax avoidance (by using measures like 'notional profit' deduction, tax rulings, 'IP box' regime and a policy of 'no exit' taxation), ICPA explained that they were looking for certainty and a simple tax regime.

Regarding hybrid mismatch arrangements, Mr Markides indicated that it is anticipated that Cyprus legislation will be amended to reflect the EU Parent-Subsidiary Directive provisions tackling hybrid loan arrangements (e.g. profit participating loans). With respect to hybrid loans, receipts from other EU Member States shall be taxable, when such payments are treated as tax deductible at the level of the payer company.

Regarding FDIs related to Russia, according to Mr Iordanou it is based on economic and financial (as well as historical) relations with Russia, and is not directly related to taxation, acknowledging, however, that relations with Russia could be dealt with more transparent manner.

Mr Marcou replied to the question on the sustainability of developments in Cyprus from the macroeconomic point of view, given that deposits were 5 times over GDP in 2013, and since decreased, but only to a level of 3 times over GDP, that deposit level (around 75 billion, ½ belongs to foreign entities) is above GDP but it was not crucial to the economy, nor 'unhealthy' given that Cyprus is an international financial centre. And, following the crisis, substantial amounts were converted to stocks. From CIPA point of view, for high portion of non-performing loans in the banking system necessitated practical measures (selling property or other collaterals) to complement legislative measures.

Mr Iordanou explained that Cyprus is not offering tax accommodation, but helps to interpret the law, and there are no problems with tax rulings as administration is careful interpretation state aid. ICPAC added that companies providing administrative services have the responsibility to register other companies in Cyprus and law firms that provide such administrative services are supervised by the Bar Association, as are audit/accounting firms that provide administrative services supervised by the ICPAC.

16.00 - 17.30  Meeting with trade unions

  the Cyprus Workers' Confederation (SEK)

Christos Karidis, Head of Economics Research of the Confederation Department and the Secretary of the Association of Employed Consumers

  the Pan-Cyprian Federation of Labour (PEO)

  Nikos Grigoriou, Head of the Department of Economic and Social Policy of PEO

Both representatives explained that it would be difficult to have a single tax policy in the EU, as taxation is left to sovereign states, according to them. They are against tax evasion and called for more tax transparency including businesses and shipping industry. They indicated that, due to economic specificities of Cyprus, (corporate) taxation is comparably low. Amongst these specificities, they indicated the ongoing Turkish occupation and the purpose of the Special Contribution for Defence (tax) and that Cyprus did not receive any pre-accession assistance from the EU. Both trade unions were in favour of an enhanced tax transparency and tax justice, but indicated that a single taxation system at pan-EU level would not be easy to achieve, as each EU MS has created its own model and hence it would be difficult to draw a line at which all companies should be taxed, e.g. at the rate of 20%.

In their replies to 'Panama papers' related questions, both trade unions were satisfied with stricter rules that allow thorough investigations and more transparency and emphasised that they were strongly against tax evasion. Moreover, they complained that there was (still) a lot of bureaucracy and too slow movement from the government side. Cyprus has lost 10% of its GDP over the past few years and is among the top countries in non-performing loans. Unemployment is higher than 15% and long-term unemployment has seen the highest rise compared to all other European Member States. One young person out of three is currently unemployed and Cyprus has one of the highest emigration rates in the EU. Mr Grigoriou (PEO) stated that workers are obliged to pay their taxes, whilst companies can hide their income and have lower tax rates than 12.5%.

Mr Karidis (SEK) explained that social inequality was increasing in Cyprus, which was now in the 3rd worst position in the EU. Those involved in tax evasion were, according to SEK, stealing money from the group of people (normal citizens) that pay taxes; hence SEK is in favour of a fairer tax system and the distribution of the tax burden amongst workers and companies. He added that, although public finances are in a better shape, a broader tax reform would be key to development. Trade unions are asking the government and the parliament proceed with a tax reform, the last reform being in 2002. He moreover highlighted that the economic model of Cyprus needs to be diversified, because it is now heavily reliant on financial services, meaning that both manufacturing and agriculture sectors need to be developed.

Regarding contacts with trade unions in the occupied part of Cyprus, Mr Grigoriou (PEO) confirmed on-going collaboration and joint actions with the Turkish-Cypriots trade unions, mentioned e.g. a publication on a (possible) solution of the settlement and introduction of one currency. Mr Karidis (SEK) further added that they are also collaborating, and providing recommendations, such as on the social insurance schemes.

(1)

List of OECD Member countries - Ratification of the Convention on the OECD : http://www.oecd.org/about/membersandpartners/list-oecd-member-countries.htm

Members of the Global Forum : https://www.oecd.org/tax/transparency/membersoftheglobalforum.htm

(2)

http://taxinsights.ey.com/archive/archive-pdfs/2016g-00762-161gbl-cyprus-enacts-legislation-on-mandatory-exchange-of-information.pdf

(3)

https://www.oecd.org/tax/transparency/AEOI-commitments.pdf


ANNEX 6: REPORT AD HOC DELEGATION WASHINGTON

taxe 2 COMMITTEE

ad hoc Delegation

to the United States of America (Washington)

17-20 May 2016

Final Programme

Wednesday 18 May 2016

08.30 - 09.30  Meeting with Elise Bean, former Director and Chief Counsel of the Permanent Subcommittee on Investigations (ICRICT and the Levin Centre)

10.15 - 11.15   Briefing by the Congressional Research Service

Donald J. Marples, Specialist in Public Finance

Jane G. Gravelle, Senior Specialist in Economic Policy

11.45 - 12.15   Meeting with Orrin Grant Hatch, Chairman of the Senate Committee on Finance, President Pro Tempore of the Senate

12.45 - 14.15   Working lunch (finger food) with stakeholders co-organised with the Atlantic Council

16.00 - 17.00   Meeting with Sander Levin, Congressman, Ranking Member of the House Committee on Ways and Means, Richard Neal, Ranking Member of the Subcommittee on Tax Policy, Earl Blumenauer, Member of the House Committee on Ways and Means, Lloyd Doggett, Member of the House Committee on Ways and Means, Ranking Member of Subcommittee on Human Resources, Xavier Becerra, Congressman, Chairman of the House Democratic Conference and Ron Kind, Congressman, Member of the House Committee on Ways and Means

17.30 - 19.00   Meeting with Caroline D. Ciraolo, Acting Assistant Attorney General in charge of the Tax Division, Department of Justice (DoJ)

Thomas Sawyer, Senior Litigation Counsel for International Tax Matters and Todd Kostyshak, Counsel to the Deputy Assistant Attorney General for Criminal Tax Matters

Thursday 19 May 2016

9.30 - 10.45   Meeting with the US Department of the Treasury

Mark J. Mazur, Assistant Secretary (Tax Policy)

Robert Stack, Deputy Assistant Secretary (International Tax Affairs)

11.30 - 12.30  Meeting with the Tax Foundation

Scott A. Hodge, President of the Tax Foundation

Gavin Ekins, Research Economist

Stephen J. Entin, Senior Fellow

Scott Greenberg, Analyst

12.30 - 13.30   Working lunch (finger food) with academics/think tanks

John C. Fortier, Director of the Democracy Project, Bipartisan Policy Center

Shai Akabas Associate Director of Bipartisan Policy Center, Economic Policy Project

Eric Toder, Co-director, Urban-Brookings Tax Policy Centre

14.00 - 15.00 Meeting with OXFAM America

Gawain Kripke, Director of Policy and Research

Didier Jacobs, Senior Economist

Nick Galass, leads on the Oxfam's economic inequality research

Robbie Silverman, Senior Advisor

15.00 - 16.00 Meeting with International Monetary Fund (IMF)

Vicki Perry, Assistant Director in the Fiscal Affairs Department and Division Chief of the Tax Policy Division

Ruud De Mooij, Deputy Division Chief in the Tax Policy Division

16.00 - 17.00  Meeting with the International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ)

  Hamish Boland-Rudder, ICIJ’s online editor

17.30 - 18.30  Meeting with the World Bank

Jim Brumby, Director, Public Service and Performance, Governance Global Practice

Marijn Verhoeven, Economist, Governance Global Practice

Rajul Awasthi, Senior Public Sector Specialist in the Governance Global Practice (leads the tax policy and revenue administration workstream, primarily in the Europe and Central Asia (ECA) region)

Guggi Laryea, European Civil Society and European Parliament Relations Lead

taxe2 COMMITTEE

ad hoc Delegation to Washington, USA

17-20 May 2016

List of Participants

Members

 

 

Alain LAMASSOURE, Chair

EPP

Danuta Maria HÜBNER

EPP

Markus FERBER

Pablo ZALBA BIDEGAIN

EPP

EPP

Jeppe KOFOD

S&D

Neena GILL

S&D

Cătălin Sorin IVAN

Bernd LUCKE

S&D

ECR

Cora VAN NIEUWENHUIZEN

ALDE

Fabio DE MASI

GUE/NGL

Eva JOLY

Greens/EFA

 

 

+ Accompanying Staff

 

 

 

08.30 - 09.30  Meeting with Elise Bean, former Director and Chief Counsel of the Permanent Subcommittee on Investigations (ICRICT and the Levin Centre)

In her introduction, Elise Bean noted that Senator Carl Levin first hired her in 1985, to serve as an attorney on the US Senate Homeland Security and Governmental Affairs Committee. In 2003, she was appointed as Staff Director and Chief Counsel of the Permanent Subcommittee on Investigations(1). Ms Bean referred to investigations of the Subcommittee, notably: inquiries into offshore tax avoidance by Apple, Microsoft, and Caterpillar; undeclared UBS, LGT, and Credit Suisse accounts for wealthy US clients; and tax shelter sales by professional firms, including KPMG.

Ms Bean mentioned the recent hearing on business tax reform held by the Senate Finance Committee, which demonstrated politicians' willingness to engage in the reform of the US corporate tax system even before elections. In this context, Ms Bean explained that the Treasury Department had finalised its ‘customer due diligence’ rule, which requires, as of 2018, financial institutions –banks, mutual funds and others – to ascertain and verify who actually owns and profits from the companies that make use of their services, in other words the ‘beneficial owner’. She emphasised, however, that the Obama Administration’s new ‘customer due diligence’ rule appears to permit new loopholes for shell companies created for purposes of tax dodging, given that the rule allows financial institutions to identify a manager as the company’s ‘beneficial owner’ even when that manager has no true ownership role in the company. The definition of ‘beneficial owner’ as any individual who owns 25 % or more of the equity interests, and the possibility that a single individual with 'significant responsibility' can control the entity, may allow the real owners to hide behind an executive who can serve as a 'figurehead'. This definition, she said, may undo the work that some banks have already completed by developing systems to verify owners of shell companies seeking to open accounts. In fact, according to her, the rule weakens US anti-money laundering safeguards and makes it easier for terrorists, money launderers, tax evaders, and other wrongdoers to open US accounts without revealing their identity. Moreover, Ms Bean explained that the definition in the rule differs from that in the Proposed Incorporation Transparency & Law Enforcement Assistance Act (that requires the Treasury and the states to collect, maintain and update beneficial ownership information on legal entities for law enforcement purposes), thus causing further confusion. The rule does not extend the same due diligence requirements on accounts opened before its implementation as of 2018 (no retroactivity), creating what she called ‘a major gap’ in the information collected. Apart from drawing attention to certain US states, such as Delaware, Nevada or Wyoming, as being havens for shell companies, Ms Bean also mentioned South Dakota as a state hosting a vast number of trusts. She also explained that the Obama Administration was implementing the OECD BEPS action No 13 on country-by-country reporting, and was hoping to complete it before the end of the presidential term.

Regarding the Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA), which requires financial institutions to disclose data to the Inland Revenue Service (IRS) on any large financial accounts held by US taxpayers or by foreign entities in which US taxpayers hold a substantial ownership interest, Ms Bean shed some light on the problems regarding reciprocity, i.e. the US would not share as much data as it requires from its FATCA partners. For example, the US will not be providing account balances and will not give information on all US source income - just on certain kinds within the limits of US law. The FATCA law does not lay down threshold amounts for the accounts, as it requires all accounts belonging to US persons to be disclosed to the IRS. However, the regulations and intergovernmental agreements implementing the FATCA created thresholds. Hence, according to Ms Bean, the highest threshold – USD 400 000 for a couple living outside the US(2) – should be lowered.

In reply to criticisms from certain US politicians suggesting that endorsement of the EU state aid rules would focus particularly on US companies, Ms Bean stated unequivocally that all have the right to enforce their laws, and went on to say that such investigations seem to be based on factual matters, referring to the ‘Apple case’ that she had been involved in on the Permanent Subcommittee on Investigations.

She further stated that corporate tax avoidance should be tackled by putting an end to the deferral and inversion loopholes in the US corporate tax system, as active earnings/profits are generally not taxed until repatriated to the US. Thus, active foreign earnings are deferred from taxation until the earnings are remitted back to the US, at which point in time US corporate tax must be paid. However, taxes are reduced thanks to credits claimed for foreign taxes paid to other countries as well as other tax benefits, such as operating losses that the corporation may carry forward into future tax years or backward into prior tax years. The United States taxes the ‘worldwide’ income of domestic corporations, regardless of where the income is earned: this differs from the ‘territorial’ taxation system in which only the source country has jurisdiction over tax profits deemed to arise there.

In reply to questions by Members, Ms Bean explained that corporate rules in the US are set mainly at the state level, and many states do not require companies to disclose beneficial owners. As a result, the administration could only use existing bank secrecy regulations to go after shell companies.

She further explained in response to Members’ comments that the ‘Luxleaks’ scandal had not been ‘heard’ in the US. However, she acknowledged that the ‘Panama papers’ scandal represented another wake-up call regarding the need to put an end to corporations with hidden owners. She referred to a Global Witness undercover investigation broadcast recently (by the US news programme ‘60 Minutes’ - see link in footnote(3)) that demonstrated that US lawyers often suggest using anonymously-owned American companies in order to channel suspect (taxes) funds into the country.

She also said that the Levin Center (at Wayne State University Law School in Detroit) is organising training courses in the area of better parliamentary oversight and inquiry. Ms Bean added that she is very much in favour of public country-by-country reporting, taking the view that the impact on banks and financial institutions had been positive and that the same kind of reporting would be needed for multinational companies.

10.15 - 11.15   Briefing by the Congressional Research Service

Donald J. Marples, Specialist in Public Finance

Jane G. Gravelle, Senior Specialist in Economic Policy

The Congressional Research Service (CRS) works exclusively for the United States Congress, providing policy and legal analysis to committees and members of both the House and the Senate, regardless of party affiliation.

Ms Gravelle explained that reducing profit shifting and reforming the international tax system in the US and worldwide may involve a number of policy considerations and tradeoffs in the US. Some tax reform proposals have focused on broadening the tax base and lowering the rates of both individual and corporate income taxes. As regards efficiency, the current tax system favours the non-corporate sector overall. The corporate statutory tax rate of 35 % tends to be higher than the average marginal statutory rate for non-corporate business, which is estimated to average around 27 %. For example, of the USD 1.2 trillion in overseas profits reported by US companies in 2012, USD 600 billion was attributed to so-called tax havens: Bermuda, Ireland, Luxembourg, the Netherlands, Singapore, Switzerland, and the Caribbean islands dependent on the UK.

Ms Gravelle argued that it is the current US corporate tax rate and the general approach to taxing US multinational corporations (MNCs) that are encouraging companies to shift profits and keep money abroad.

In reply to the question related to 'stateless income/tax avoidance', Mr Marples explained that an important reason behind MNCs being able to pay such low rates is that they are allowed to avoid an estimated USD 695 billion in taxes on the USD 2.4 trillion that they hold offshore. In other words, the real problem with the tax code is not that US multinationals are paying too much, but rather the fact that they are allowed to avoid so much in taxes.

Ms Gravelle in her reply explained that despite of the real differences between the tax systems of the EU (territorial) and the US (worldwide), no major economy has a pure worldwide or a pure territorial tax system. The US system, in theory, taxes American corporations on their worldwide (or resident-based) income. She emphasised that transfer pricing manipulation can also theoretically be used to shift what is actually US source income to subsidiary corporations based in offshore tax havens. To avoid potential transfer pricing penalties, one avenue available to companies may be to obtain an advance pricing agreement (APA), either with the IRS (unilaterally) or with the IRS and another tax authority (bilaterally), covering inter-company pricing. While the US generally follows a ‘worldwide’ approach, corporations are typically allowed to defer paying taxes on income earned abroad until that income is brought home, or repatriated, in the form of a dividend payment to the US parent. Countries that have territorial tax systems generally also have some type of anti-abuse provision to protect their tax bases. Mr Marples noted that while it is true that the US statutory tax rate is 35 %, the wide swath of loopholes and breaks allow large profitable US companies to pay closer to 19.4 % on average, with many companies paying nothing at all. Statutory tax rates only tell part of the story. There is, however, an unsettled debate over whether and by how much the effective corporate tax rate in the US is higher than effective tax rates outside the US. Effective tax rates measure how much businesses really pay after all deductions and credits have been considered.

Ms Gravelle estimated that a total in profits to the sum of USD 2.6 billion remains to be repatriated eventually. She raised some concerns regarding intangible assets (such as those of Starbucks or Google), noting that if a ‘true’ arm’s length policy were adopted, most of the profit would be due in the US. In the case of Google, she was of the view that the UK decision was based on confusion over profits.

Ms Gravelle further noted that there are eight US states that could be considered as tax havens (but a federal level taxation remains). She highlighted the difference from, for example, Bermuda, where the problem is non-taxation, and went on to explain that the factors that make a country a successful tax haven include: low or non-existent tax rates applicable to foreigners; strict banking and financial secrecy laws; and a highly developed financial, legal and communications infrastructure. She argued that at the heart of the tax haven issue is the discrepancy between real economic activity and economic activity that is only apparent. She further stressed that the US is widely recognised as a leading source of offshore money: it emerged from the Union Bank of Switzerland tax evasion scandal that, at that bank alone, US clients had almost 20 000 Swiss-based accounts.

Ms Gravelle also explained that current law allows taxes to be deferred on income earned abroad until that income is repatriated to the US. Along with deferral, another basic feature of the US system is the foreign tax credit. The US taxes worldwide income on either a current or deferred basis, but it also allows credits for foreign taxes paid on a dollar-for-dollar basis against US taxes otherwise owed. Under the current US system, taxes on corporate profits at the individual level (dividends and capital gains) tend to be collected (thanks to tax treaties) on a residence basis. Deferral benefits US corporations because delayed taxes are reduced due to the time value of money. In the extreme, deferral could allow an American corporation to completely avoid US taxation on foreign source income if it never repatriates its overseas income, either because the income is being held abroad in financial assets or because it has been permanently reinvested (for example in plant and equipment). The income earned by foreign branches of US corporations, however, cannot be deferred. The credit is generally limited to the amount of taxes a corporation would pay in the credit’s absence, which is effectively just the US corporate tax rate multiplied by the amount of income earned abroad. In other words, a US corporation may claim foreign tax credit up to the point that reduces its US tax on foreign-earned income to zero, but no further. Concerning beneficial ownership, Ms Gravelle noted that eight US states do not require beneficial ownership information.

Finally, Ms Gravelle stated that it is unlikely that any major overhaul would happen before the US elections, but that reform needs to be budget-neutral, as the same level of revenue needs to be raised somehow. The principle of tax neutrality – that a tax system should neither encourage nor discourage specific economic decisions – prevails across the political spectrum. However, regardless of whether the US reforms its international tax system by following the territorial trend or by strengthening its worldwide system, all parties need to recognise more fully the importance of the high corporate tax rate, as tax reform proposals that do not reduce it will not substantially improve the position of US-based firms.

11.45 - 12.15   Meeting with Orrin Grant Hatch, Chairman of the Senate Committee on Finance, President Pro Tempore of the Senate

Orrin Grant Hatch, the most senior Republican member of the US Senate, was first elected to the Senate in 1976 and was most recently re-elected in 2012. He became the President Pro Tempore of the Senate on 6 January, 2015, and is also the longest-tenured Republican on the Senate Judiciary Committee. In the US Senate 2015-2016, Senator Hatch is a member of the Joint Committee on Taxation.

In his introductory remarks, Mr Hatch referred to the ongoing work of five separate bipartisan Finance Committee Tax Working Groups aimed at spurring comprehensive congressional tax reform efforts in the 114th Congress.

Mr Hatch was of the opinion that both Europeans and the US face the same situation, i.e. corporate taxation rules are outdated worldwide. An exchange of views with Mr Hatch, amongst others, was held on the OECD’s Base Erosion and Profit Shifting (BEPS) process, and included country-by-country reporting, the increased importance of transparency with a view to ensuring that profits are taxed where they are created, and ‘tax havens’ (also with reference to some US states).

Moreover, Mr Hatch had some concerns over the European Commission’s recent efforts on enforcement of state aid rules, stating that there was a general view in the US that all investigations were, in fact, focused on US firms. He further stated that of the five cases, 4.5 concerned US companies (the remaining 0.5 being Chrysler’s share in the Fiat case).

Mr Hatch was interested in the discussions related to TTIP and the possibility of including certain references to good governance on taxation (the chapter on investment protection was indicated by Members in this context as a possible way forward). In this context, the debate on the Trade Promotion Authority (TPA), which aims to ensure partnership between Congress and the administration in terms of bringing greater transparency to the negotiating process and ensuring that the US secures the most effective trade agreements possible.

Mr Hatch welcomed a proposal to engage in exchanges of views on these matters with MEPs on a regular basis.

12.45 - 14.15   Working lunch (finger food) with stakeholders co-organised with the Atlantic Council

Source: http://www.atlanticcouncil.org/:

The Atlantic Council promotes constructive leadership and engagement in international affairs, based on the Atlantic Community's central role in meeting global challenges. The Council provides an essential forum for navigating the dramatic economic and political changes defining the twenty-first century, by informing and galvanising its uniquely influential network of global leaders. The Council has administered programmes to examine political, economic as well as security issues to cover Asia, the Americas and other regions in addition to Europe. All its programmes are, however, based on the conviction that a healthy transatlantic relationship is fundamental to progress in organising a strong international system.

Participants invited by the Atlantic Council:

  Anders Aslund, Resident Senior Fellow, Dinu Patriciu Eurasia Center, Atlantic Council

  Gianni Di Giovanni, Chairman of Eni USA R&M, Eni

  The Hon. Boyden Gray, Founding Partner, Boyden Gray& Associates

  Jillian Fitzpatrick, Director, Government Affairs and Public Policy, S&P Global

  Marie Kasparek, Assistant Director, Global Business and Economics Program, Atlantic Council

  Benjamin Knudsen, Intern, Global Business and Economics Program, Atlantic Council

  Jennifer McCloskey, Director, Government Affairs, Information Technology Industry Council

  Susan Molinari, Vice President, Public Policy and Government Affairs, Google

  Andrea Montanino, Director, Global Business and Economics Program, Atlantic Council

  Álvaro Morales Salto-Weis, Intern, Global Business and Economics Program, Atlantic Council

  The Hon. Earl Anthony Wayne, Non-resident Fellow, Atlantic Council

  Alexander Privitera, Senior Fellow, Johns Hopkins University

  Bill Rys, Director, Federal Government Affairs, Citigroup

  Pete Scheschuk, Senior Vice President, Taxes, S&P Global

  Garret Workman, Director, European Affairs, US Chamber of Commerce

During the working lunch, delegation members shortly presented the work and the objectives of TAXE2 Special Committee, as well as the European Parliament’s initiatives vis-à-vis the fight against corporate tax avoidance.

16.00 - 17.00   Meeting with Sander Levin, Congressman, Ranking Member of the House Committee on Ways and Means, Richard Neal, Ranking Member of the Subcommittee on Tax Policy, Earl Blumenauer, Member of the House Committee on Ways and Means, and Lloyd Doggett, Member of the House Committee on Ways and Means, Ranking Member of the Subcommittee on Human Resources, Xavier Becerra, Congressman, Chairman of the House Democratic Conference, and Ron Kind, Congressman, Member of the House Committee on Ways and Means

Mr Levin said that the US has made progress in some areas of tax reform, but just like the Europeans, the US lags behind the international community in the fight to ensure transparent corporate ownership. He acknowledged that there is a need for more discussion among the partners, as there is no way Europe or the US can solve this issue on their own. In this context, he referred to tax competition and stressed that some corporate income is not taxed anywhere. However, he was of the view that singling out US companies would certainly not increase appetites for closer cooperation. He stated that several US companies were leaders in tax evasion, and considered the OECD recommendations to be very modest. However, he insisted that if tax competition to have the lowest tax rates and wages continues, both the EU and the US would be losers in this game. He recognised that the EU has been somewhat more flexible over the past years, as it is not a territorial issue as such. In this context, he referred to beneficial ownership, and stated that a recently announced US banking regulation requires US banks to obtain the identity of the beneficial owner of any legal entity holding an account.

There is also a need for overall international tax reform in the face of rising income inequality, Mr Levin said, referring to the opinion of the citizens, as US multinationals are estimated to hold USD 2.4 trillion offshore, deferring payment of taxes totalling USD 700 billion. He went on to stress that no country can keep cutting taxes and still provide the infrastructure and the government services its citizens need.

During the exchange of views, the discussion touched upon the bilateral tax treaties between the US and the EU (Member States), the investment chapter of the TITP negotiations (with a view to adding text on corporate taxation), the ‘Panama papers’, and the possibility of facilitating cooperation between the parties.

International tax reform poses a number of difficult questions about how profits should be allocated among subsidiaries of multinational corporations that manufacture and sell goods in a number of jurisdictions: Mr Levin stressed that at all events those profits should be taxed somewhere. He cited the case of Apple as an example of tax planning abuse which he had witnessed during his time in the Senate. Mr Levin gave the example of a 2013 investigation by the US Senate Permanent Subcommittee that discovered that Apple had three subsidiaries in Ireland, each of which claimed it had no tax residency anywhere. Having no tax residency anywhere is the holy grail of tax dodging. Moreover, he referred to the need to work together against manipulation of currencies, signalling out China in this context.

He concluded that if combating tax avoidance cannot be done through international cooperation, countries such as the US should take unilateral action to address the problem. Regarding the G7/G20 and the OECD, Mr Levin agreed that it is time to implement what has been agreed within the G20 framework. Hence, he suggested that both sides should continue to be in touch on a regular basis on these issues.

Mr Becerra referred to Hollywood (his congressional district is in Los Angeles), and specified the need to collect public revenues from MNCs that are 'stateless corporations' and do not contribute to the US economy. These companies’ corporate income is not taxed anywhere, and such tax advantages limited to certain big companies harm business in general, as they do not operate in a level playing field. Mr Kind referred to the perceptions of citizens in both the EU and the US regarding MNCs using tax havens and creating unfair tax competition.

17.30 - 18.30   Meeting with Caroline D. Ciraolo, Acting Assistant Attorney General in charge of the Tax Division, Thomas Sawyer, Senior Litigation Counsel For International Tax Matters, and Todd Kostyshak, Counsel to the Deputy Assistant Attorney-General for Criminal Tax Matters, Department of Justice (DoJ)

Ms Ciraolo introduced the Tax Division, which represents the US in virtually all litigation - civil and criminal, trial and appellate - arising under the internal revenue laws, in all states and federal courts except the United States Tax Court. It authorises, and either conducts or supervises, almost all prosecutions arising under the federal tax laws. It assists the Internal Revenue Service (IRS) in effectively enforcing the tax laws, as well as its investigations (the IRS is the investigative agency). The Tax Division also prosecutes criminal violations of the revenue laws. In this context, Ms Ciraolo mentioned the Memo of September 2015(4), which guides attorneys on corporate settlements and includes eligibility criteria for any credit when it comes to cooperation relating to a case of corporate misconduct. In settlement negotiations, companies will not be able to obtain credit for cooperating with the government unless they identify employees and turn over evidence against them, ‘regardless of their position, status or seniority’.

By law, the IRS cannot disclose IRS audit results, but, despite this, according to the speaker, the Tax Division’s tax litigation receives wide media coverage, leading to a significant multiplier effect on voluntary compliance.

Ms Ciraolo argued that the Tax Division has a role in improving legislation by submitting to Congress proposals for legislative amendments to ensure that the government’s litigating positions are consistent with applicable law and policy. The measures that are currently taken include prosecutions of taxpayers who seek to conceal foreign accounts and money- laundering prosecutions. On the issue of beneficial ownership, she referred to the recent Treasury’s Customer Due Diligence (CDD) Final Rule for financial institutions. The US Treasury has announced measures to address critical vulnerabilities in the US financial system, following actions taken by other countries in response to the ‘Panama papers’ disclosures. Moreover, she indicated that, in parallel, the Administration has announced that it will propose legislation that would require beneficial ownership information to be reported to FinCEN,(5), effectively creating a registry of such information, which would enhance AML and anti-corruption enforcement.

With respect to the question whether certain US states share information with the IRS, Mr Sawyer referred to information-sharing programmes in place between the IRS and federal, state and municipal governmental agencies that are aimed at enhancing voluntary compliance with tax laws. In this context, Mr Kostyshak referred to the need to ensure the protection of taxpayer confidentiality (privacy) rights.

In reply to Members’ questions on the ‘Panama papers’ leak, Mr Kostyshak noted that the US Department of Justice has launched a criminal investigation into international tax avoidance schemes uncovered by this leak.

The Tax Division continues to play a lead role in investigations and prosecutions involving the use of foreign tax havens. In this context, Ms Ciraolo referred to, for example, UBS AG, Switzerland’s largest bank, which was providing banking services to US customers with undeclared accounts. A prosecution agreement amounting to USD 780 million in fines, penalties, interest and restitution was reached with this economic operator. The Tax Division continues to prosecute UBS clients, using information obtained through the deferred prosecution agreement. She also explained that the Voluntary Disclosure Initiative, concerning unreported offshore accounts, resulted in an unprecedented number of taxpayers, almost 15 000, attempting to ‘return to the fold’ and paying back taxes, interest and penalties due, probably totalling at least some hundreds of millions of dollars.

Ms Ciraolo clarified that the Treasury/IRS (or anyone else) may draft regulations, but the introduction of new legislation is ultimately a matter for Congress. Regarding tax law, the Treasury/IRS can issue a regulation (which has the force of law). Recently the Treasury and the IRS proposed regulations to further reduce the benefits and limit the number of corporate tax inversions, including by addressing earnings stripping.

With respect to a question on Delaware, Ms Ciraolo replied that both the Tax Division and the IRS seek whatever information is available, but there is not much at the state level, as many states do not generally have/collect much information of this kind. Some states are very cooperative, others less. With regard to Nevada, she considered that it was ‘an active jurisdiction for a lot of investigations’.

Ms Ciraolo explained that the IRS Whistleblower Office pays money to people who blow the whistle on persons who fail to pay the tax that they owe. If the IRS uses information provided by the whistleblower, it can award the latter up to 30 % of the additional tax, penalty and other amounts it collects. Given that proceedings may take years - this includes appeal rights, which are prerequisites for the payout of a whistleblower award - there is now a proposal that the IRS Whistleblower Office should send annual letters to whistleblowers to notify them that the IRS still has their claim under consideration. She also noted that such a programme is expensive and requires many resources, given that the IRS office receives thousands of claims each year, many of which are not actionable because the information is not specific or credible or is already known by the IRS. However, she also highlighted the successes of the programme in tax collection, noting that since 2007 it has enabled the IRS to collect over USD 3 billion in tax revenue. As the IRS is preparing a new study on the tax gap(6) (the last study, in 2006, estimated the average annual tax gap for 2008-2010 to be USD 458 billion), Ms Ciraolo wondered whether it will show any evolution, and if so of what kind.

Thursday 19 May 2016

9.30 - 10.45   Meeting with the US Department of the Treasury

Mark J. Mazur, Assistant Secretary (Tax Policy)

Robert Stack, Deputy Assistant Secretary (International Tax Affairs)

Mr Stack started the meeting by acknowledging that the work done by the EP was excellent and that he was working in close cooperation with the European Commission (EC). He also stated that within the OECD/G20 BEPS process, the EC and the US have an agreement on the main lines, but also have some differences. The US is committed to complying with the four minimum standards, notably on 'country-by-country reporting' (CbCR), 'Treaty shopping', 'patent boxes’ and 'hybrid mismatch arrangements'.

As regards the Deductibility of Interest, which certain MNCs use for tax avoidance by lending within the group more than their entities earn, Mr Stack noted that the US has proposed 10 % (although, the OECD/BEPS allow countries to fix their cap in a ‘corridor’ between 10 % and 30 % of the earnings before interest, taxes, depreciation and amortisation (EBITDA)).

As regards country-by-country Reporting, the Obama Administration was currently implementing BEPS Action 13. All multinationals will be required to file their CbCR. He insisted that the US Administration was also working with the EU and the OECD to match the timelines (January 2016 data would be made available).

Regarding effective anti-abuse provisions in all tax treaties, he indicated that the US is following the new OECD model in bilateral treaties, but inclusion of such provisions from the existing treaties in the proposed Multilateral Convention (MC) would require approval by the Senate. He insisted that the US has the strongest anti-treaty shopping provisions and that the US cannot be used as a way to treaty-shop. According to him, a strong and effective CbCR programme would provide the IRS with an important tool to identify situations involving not only potential transfer pricing issues, but also the potential application of judicial concepts, such as determining whether income is effectively connected with business activities conducted in the US. The CbCR would be provided with the Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) partners.

Mr Stack was of the view that the EU does not have effective CFC rules, because of the ECJ Cadbury Schweppes Ruling,(7) and that developing countries were in some way 'victims' of it.

Furthermore, in reply to Members, Mr Stack explained the difference between regulation and bills etc., saying that the holes in legislation are filled by rules, which build up around legislation, and added that tax laws (due revenue impact) have to go through both Houses.

Mr Mazur stated that the President's proposals may be part of the Budget proposal (which may cover several legislative proposals that have an impact on, for example, budget appropriations) or a single, stand-alone proposal for tax legislation. Generally, such legislative proposals cannot be made retroactively, as they are part of the budget proposal, which is annual or otherwise timelined.

In answer to questions from Members, Mr Stack indicated that big MNCs are 'permanently investing' their profits, so they do not need to declare them as taxable earnings in the US tax declaration. According to him, this treatment gives them an incentive to keep money 'offshore', and not to repatriate profit to the US. The US system is 'quasi territorial', as the system is based in part on a residence principle, applying US taxes on a worldwide basis to US firms while granting foreign tax credits to alleviate double taxation. The system, however, also permits US firms to defer foreign-source income indefinitely—a feature that approaches a territorial tax jurisdiction.

Mr Stack indicated that the problem of tax havens such as Bermuda was 'solved' by exchange of information, and continued that there was an enormous variety of tax rates, referring to certain EU Member States, such as Ireland, Luxembourg and the Netherlands.

Regarding disclosure of country-by-country reporting to the public, Mr Stack underlined that within the OECD framework, the information was meant for the tax administrations only. Hence, the EU's proposal would create a disadvantage and remove all incentives for the US to cooperate. He also emphasised that the problem is future cooperation with other OECD members, and that this would give them an excuse to do whatever they wished, not necessarily going beyond BEPS, but certainly harming comprehensive implementation. He was 'laughing' about the EU proposal to include tax havens in the proposal, as exchange of information would not help. He stated that the US is drafting rules to prohibit keeping earned income in those tax havens. Mr Stack also questioned whether a policy change only two days after the Panama Papers leak was the right thing, since it did not follow the line of the US Administration.

Mr Stack emphasised that the US was not against public reporting, but that business criticised it without making a strong case against it, and that the US could block it in the OECD – but that the EU's proposal harmed the 'consensus' method as, even if a 'consensus was achieved, the EU later on decided to go its own way'. The information is meant for the tax administrations as a risk assessment tool and should be kept confidential (referring to China and some other countries that would be using it for their own purposes).

Mr Stack, in reply to a question related to Delaware, explained that state law regulates Limited Liability Companies (LLCs) and determines whether single-member LLCs are allowed, and that depending on choices made by the LLC and the number of members, the IRS will treat an LLC as either a corporation, a partnership, or part of the owner's tax return (a ‘disregarded entity’). Specifically, if a single-member LLC does not choose to be treated as a corporation, the LLC is a ‘disregarded entity,’ and the LLC's activities should be reflected in its owner's federal tax return. Moreover, Mr Stack noted that ‘trusts are different for federal tax purposes, for reasons not quite understood by the Treasury’.

Mr Mazur, on the subject of inversion – the practice of re-incorporation in low-tax countries – hinted at various MNCs trying to break up business entities such as Pfizer. The new rules, the government’s third wave of administrative action against inversions, would, according to him, make it harder for companies to move their tax addresses out of the US and then shift profits to low-tax countries using a manoeuvre known as 'earnings stripping'. Moreover, Mr Mazur added that the misuse of companies to hide beneficial ownership is a significant weakness in the US anti-money laundering/counter financing of terrorism regime that could only be resolved by legislative action, and that a proposal is now under the consideration of Congress.

Last but not least, Mr Mazur complained that the state aid investigations carried out recently by the European Commission were focused on US companies, stating that even the FIAT case was largely American (Chrysler part).

11.30 - 12.30  Meeting with the Tax Foundation

Scott A. Hodge, President of the Tax Foundation

Gavin Ekins, Research Economist

Stephen J. Entin, Senior Fellow

Scott Greenberg, Analyst

Mr Hodge introduced the Tax Foundation, stating that it was oldest NGO in the US working on tax policy advocacy both at the federal and state levels. Corporate taxation is a highly competitive tool, when MNCs are seeking opportunities to reduce taxes; however, he indicated that more tax competition is needed between countries. He explained the differences as regards the effective tax rate and the statutory tax rates in the US. He was of the view that Congress was not focused enough to create a US tax system for the 21st century, as over the years the federal tax code has expanded dramatically in size and scope and tax complexity creates big costs for American households and businesses. He stated that the TAXE Committee’s work is valuable, as it brings more transparency and public debate.

Mr Entin explained that it is now well known that the US has the highest corporate income tax among the leading industrialised nations – economists have determined that the US has the third highest corporate income tax among the 165 nations surveyed. Only Chad and the United Arab Emirates levy a higher corporate tax rate than the US. He stated that the US taxes foreign-source income at a much lower effective rate than it taxes domestic source income of US multinationals. Regarding tax rates, Mr Hodge referred to the OECD study and compared US effective tax rates with those of France and Germany, demonstrating that US tax rates were much higher.

Regarding the question on Delaware, he indicated that there are many companies but they are not only there for tax purposes. Moreover, Delaware is not the only US state offering easy access to those looking to create an anonymous corporate entity, with Wyoming, Nevada, California and others also being implicated in such practices. Mr Ekins explained that the US tax code treats corporations differently from other forms of business. Specifically, corporate income is subject to two levels of taxation: once at the entity level, through corporate income tax, and once at the individual level, through individual income tax. However, income earned by pass-through businesses, such as partnerships, is not subject to any entity-level taxes, and is only taxed through individual income tax. He clarified further that, for example, 'S-corporations' are taxed in a different way from corporations. He also pointed to the problem of it being difficult to define where corporate income is generated if production is in one country, but components are made in several other countries and the final product could be consumed in other counties.

With reference to the presidential election process, some of ideas of the candidates were criticised by the Tax Foundation, in that it would bring in revenue, but not necessarily economic growth. Mr Entin referred also to the recent proposal from Senator Hatch regarding a move from corporate tax to the shareholder. However, he added that the US has a highly progressive income taxation system in comparison with other OECD countries. According to him, deferral creates an additional problem, however, because it encourages US multinationals to retain foreign profits overseas instead of repatriating them to the US parent company. The result is that US multinationals in recent years have accrued an estimate of over USD 2 trillion in overseas assets.

Mr Entin explained inversion used by MNCs by acquiring a very small foreign company, then moving the joint headquarters abroad. He indicated that the Treasury is changing the interpretation of the so-called 80/20 rule and is discouraging inversions by tightening the rules governing intra-company loans to prevent what is known as ‘earning stripping’.

Mr Hodge summed up and stated that a corporate tax reform that reduces the corporate tax rate and moves toward a competitive territorial tax system would not only discourage inversions, but also would encourage investment and create jobs. He was also of the view that definitions should be harmonised and that the 'Arm’s length' principle on transfer pricing was not a correct measure.

12.30 - 13.30   Working lunch (finger food) with academics/think tanks

John C. Fortier, Director of the Democracy Project, Bipartisan Policy Center

Shai Akabas Associate Director of Bipartisan Policy Center Economic Policy Project

Eric Toder, Co-director, Urban-Brookings Tax Policy Center

Source: http://bipartisanpolicy.org/about/who-we-are/ :

The Bipartisan Policy Center is a non-profit organisation that combines the best ideas from both parties to promote health, security and opportunity for all Americans. BPC drives principled and politically viable policy solutions through the power of rigorous analysis, painstaking negotiation and aggressive advocacy.

Source: http://www.taxpolicycenter.org/ :

The Tax Policy Center is a joint venture of the Urban Institute and Brookings Institution. The centre is made up of nationally recognised experts in tax, budget, and social policy who have served at the highest levels of government. TPC provides timely, accessible analysis and facts about tax policy to policymakers, journalists, citizens and researchers.

During the discussion, Members learned about the views of the invited experts on the ongoing elections and on how the US corporate tax system may be reshaped on the basis of the proposals of the candidates.

14.00 - 15.00   Meeting with OXFAM America

Gawain Kripke, Director of Policy and Research

Didier Jacobs, Senior Economist

Nick Galass, leads on the Oxfam's economic inequality research

Robbie Silverman, Senior Advisor

Mr Silverman introduced Oxfam America actions regarding corporate taxation, notably stating that it is examining why and how approaching tax responsibility beyond legal compliance benefits companies and the developing countries in which they operate. He referred to their research study that concluded that the 50 biggest US businesses have USD 1.4 trillion held offshore, while overall the use of tax havens allowed US firms to reduce their effective tax rate on profits from the US headline rate of 35 % to an average of 26.5 % between 2008 and 2014. He stated that for every USD 1 spent on lobbying, these 50 companies collectively received USD 130 in tax breaks, although noting that it was difficult to obtain facts on federal lobbying. Moreover, he stated that Oxfam estimates that tax avoidance by US corporations costs the economy some USD 111 billion a year, but it was also fuelling the global wealth divide by draining USD 100 billion from the poorest countries.

Mr Silverman explained the dysfunction of the corporate taxation system with multiple levels, referring to two sets of rules for MNCs and others for SMEs. He stated that almost no company pays the US headline rate of 35 % but on average only 26.5 %. He called therefore for increased transparency and mentioned country-by-country reporting. He was of the view that the EU's threshold of a turnover above EUR 750 million was too high. He noted that 'beneficial ownership' was a key priority and explained that the Obama Administration has proposed legislation in this regard with some shortcomings, for example, concerning the control test.

Mr Jacobs also singled out some African countries and loopholes in corporate taxation systems worldwide that allow US firms to seek to reduce their tax bill by ‘profit-shifting’. He was also of the view that, regarding 'beneficial ownership', there should be a test to check who is the person responsible for controlling the money, and the proposal of the Obama Administration does not include trusts. Moreover, he stated that US companies report to the US Treasury, and the US Treasury provides information to those countries that have signed up to the FATCA. However, a problem arises regarding the exchanged information, as there is no (full) reciprocity from the US side.

Mr Silverman called for the EU to push forward and eventually get the US on board. He therefore agreed that it is important to have a joint agenda between the US and the EU. Regarding the Panama Papers, he indicated that it was difficult to determine what was legitimate and what was not, hence transparency would be a key priority also for legitimate uses of tax havens, referring to Delaware, which offers certain benefits to businesses. He emphasised the need for further efforts to engage developing countries in the OECD framework.

15.00 - 16.00   Meeting with the International Monetary Fund (IMF)

Vicki Perry, Assistant Director in the Fiscal Affairs Department and Division Chief of the Tax Policy Division

Ruud De Mooij, Deputy Division Chief in the Tax Policy Division

According to Ms Perry, changes and behaviours mirror those of other countries and hence it is likely that the US will make a shift to direct tax on investments. She mentioned the tax incentives, such as tax holidays for foreign direct investments, that need to be examined at both ends. Regarding tax evasion and tax planning, Ms Perry indicated that they require skills. Taxes should be paid where value is created, and there should be a balance between the right of sovereign states to decide on corporate taxation and tax competition between countries.

Mr De Mooij explained that the BEPS process is relevant to developing countries and that there is a platform for elaborating a 'tax toolkit' for BEPS implementation in developing countries in compliance with the OECD framework. International organisations are collaborating on a full range of issues and providing technical assistance to developing countries. As for developing economies, strengthening domestic tax systems is urgent owing to declining development assistance. While public revenues would need to be recovered from domestic sources, strengthening tax compliance is necessary with due consideration to countries’ differing circumstances. He explained that some of the strategies that multinationals use to reduce their tax liabilities – notably base erosion and profit shifting –would be likely to have a big impact if they could, somehow, be quantified. He added that Google, Starbucks and other household names have famously managed to pay very little corporate tax. This issue is not just a concern for advanced economies, however, and it is likely to represent an even greater concern for developing countries.

Ms Perry indicated that the OECD has set the standards, but it is not clear how they will be implemented, as they are very technical. She condemned the fact that the negotiations at the OECD were among the developed countries. She noted differences in corporate taxation policies and tax competition, in whether taxation is at the corporate level or based on income from capital. Rates of corporate income taxation, however, have been reduced more often than increased. She noted that taxation is rarely far from the news, but it has seldom been so central to public debate, in so many countries, as it is now.

16.00 - 17.00  Meeting with the International Consortium of Investigative Journalists

  Hamish Boland-Rudder, ICIJ’s online editor

Mr Boland-Rudder explained the investigations carried out by the International Consortium of Investigative Journalists (ICIJ), referring to the 'LuxLeaks' case and to the Panama Papers, a case in which the German-based newspaper Süddeutsche Zeitung oversaw the probe. The Panama Papers investigation has had a massive global impact as, for example, it led to the resignation of Iceland’s prime minister, official investigations were opened worldwide and an immediate censorship drive was instituted in China. He mentioned also that the OECD had started a tax investigation in France. Following the Panama Papers, OECD countries seem to have strengthened their collaboration, and some governments are now even meeting bilaterally.

Mr Boland-Rudder explained the difference between the ICIJ’s work and WikiLeaks, notably mentioning that the ICIJ does not publish anything of a private nature. The ICIJ is looking after public interests and exercising 'group' pressure. Tax investigations would be carried out using all sources of information, both public and non-public, or through better cooperation with tax jurisdictions or tax administrations in the country concerned.

Regarding the 'LuxLeaks' case, Luxembourg prosecutors are now seeking jail time for whistleblowers. He therefore underlined the need to protect whistleblowers, as some countries/jurisdictions already do, as they are individuals who are acting in the public interest.

Mr Boland-Rudder noted the importance of follow-up, with certain whistleblowers becoming victims even though they are serving the general public. He praised the TAXE Committee for having helped to keep the public debate alive since 'LuxLeaks' in 2014. He indicated that there is a lot of work to be done, as the Panama Papers leak includes more than 11.5 million financial and legal records and since it exposes a system that enables crime, corruption and wrongdoing, hidden by secretive offshore companies. There is no doubt that there is a problem of global tax avoidance generally. According to him, the ICIJ will, as a next step, be focusing on Africa, since the continent is faced with a major problem of illicit financial flows.

17.30 - 18.30  Meeting with the World Bank

Jim Brumby, Director, Public Service and Performance, Governance Global Practice

Marijn Verhoeven, Economist in the Global Practice on Governance

Rajul Awasthi, Senior Public Sector Specialist in the Governance Global Practice (leads the tax policy and revenue administration workstream, primarily in the ECA region)

Guggi Laryea, European Civil Society and European Parliament Relations Lead

Mr Brumby explained that the Bank is strengthening cooperation with other international organisations through a platform with the OECD, the IMF and the UN, as there are enormous expectations globally on corporate taxation. In this context, he referred to offshore financial centres, to the Panama Papers, and to illicit financial flows. He explained that the Bank has changed its policy regarding funding to private sector support by the International Finance Corporation (IFC)(8), a member of the World Bank Group. This was due to the fact that 75 % of investments went to firms using offshore financial centres, according to research undertaken by Oxfam. He noted that loan operations are development-policy friendly, notably based on budget support, for example a reform of fiscal systems on both sides, public spending and revenue collection/taxation, as was the case with a project in Indonesia. He added that the Bank would not engage with countries that do not apply certain standards, such as the internationally recognised tax governance criteria, and that the IFC lending policy has been reviewed accordingly.

In response to questions, Mr Brumby explained that the Bank has a reasonably strong role to play, while admitting that the OECD/G20 process has stronger legitimacy. The Bank covers 165 countries – a large number (maybe most) of which are developing countries. The Bank has country offices that have an ‘insight' into developing countries, and in this context, he explained that Pakistan, for example, might turn to them to reform their tax system/policy. He also indicated that technical assistance is provided through projects, for example on better definitions as regards tax law, such as on 'beneficial ownership'.

As for the questions related to the Panama Papers, Mr Brumby noted that the capacity of a tax system is a choice and that many of them have certain peculiar aspects that were likely created on purpose. He added that addressing key aspects of base erosion and profit shifting is an important exercise – and a difficult one, both technically and politically. He pointed out that the BEPS process brings new challenges to developing countries, which is why the platform of the international organisations is creating a toolkit for international taxation issues. Moreover, he noted that transfer pricing rules and transferring assets were complex issues and that there were many different ways of conducting them. For example, he indicated that the pricing of commodities was a straightforward way for tax administrations to value transactions. However, the OECD’s arm’s length principle on transfer pricing would leave other means to value transactions and would be difficult to accept, as 'one model' would not fit all countries. According to Mr Brumby, it would not be the best way for certain transactions and certain countries, and such rules would require an effective dispute resolution procedure.

Mr Verhoeven explained that a threshold of a turnover in excess of EUR 750 million is so high that many developing countries do not need to comply with the transparency requirements. Regarding the public disclosure of the country-by-country reports, he indicated that such information is intended for tax authorities. However, if it were disclosed (by everyone), it might change the way in which it would be conducted, as it would leave a ‘footprint’ of the operations. He gave the example of the Bahamas, which would report no operations or 0 %, whereas India would report all company operations but probably report no (profit) taxes.

Mr Brumby emphasised that the OECD Global Forum was very successful, for example for the exchange of information, but the process was not perfect. He noted, for example, that country-by-country reporting was not a global solution for developing countries, as there might not necessarily be a lot of confidentiality and the information sharing with developed countries would not be on an equal footing. He further praised the OECD Peer Review process, mentioning the recent report on Cyprus.

(1)

The Permanent Subcommittee on Investigations was originally authorised by Senate Resolution 189 of 28 January 1948. Website: https://www.hsgac.senate.gov/subcommittees/investigations/media/permanent-subcommittee-on-investigations-historical-background

(2)

Reporting by U.S. Taxpayers Holding Foreign Financial Assets : https://www.irs.gov/businesses/corporations/summary-of-fatca-reporting-for-u-s-taxpayers

(3)

http://www.cbsnews.com/news/anonymous-inc-60-minutes-steve-kroft-investigation/

(4)

https://www.justice.gov/dag/file/769036/download

(5)

A United States person that has a financial interest in or signature authority over foreign financial accounts must file an FBAR (Report of Foreign Bank and Financial Acccounts) if the aggregate value of the foreign financial accounts exceeds USD 10 000 at any time during the calendar year.

(6)

https://www.irs.gov/uac/the-tax-gap

(7)

http://curia.europa.eu/juris/liste.jsf?language=en&num=C-196/04

Judgment - 12/09/2006 - Cadbury Schweppes and Cadbury Schweppes Overseas

Case C-196/04

https://www.uclouvain.be/cps/ucl/doc/centre-jrenauld/documents/WP_4_Study_Impact_of_ECJ_Rulings_Direct_Taxation.pdf

(8)

https://www.oxfam.org/en/research/ifc-and-tax-havens


PARERE DI MINORANZA

presentato a norma dell'articolo 56, paragrafo 3, del regolamento

Paloma López Bermejo

Le multinazionali hanno utilizzato strumenti giuridici grazie ai quali hanno potuto eludere il pagamento delle imposte dovute, sottraendosi ai propri obblighi fiscali nei confronti della società. La globalizzazione del capitalismo e, nell'ambito dell'UE, la libera circolazione dei capitali, hanno dato luogo ad un'erosione della base imponibile ed allo sviluppo di sistemi per il trasferimento degli utili.

I recenti scandali hanno evidenziato il fallimento dell'attuale sistema economico e la sua incapacità di risolvere il problema.

Accogliamo con favore molte delle raccomandazioni della TAXE 2, in particolare il ritiro della licenza bancaria per gli istituti bancari che favoriscono la frode fiscale e la richiesta di un registro di ricchezza a livello globale. Tuttavia, la TAXE 2 non è riuscita ad andare alla radice della questione. In ultima analisi, la relazione si conclude assolvendo le cause reali ed i veri responsabili della situazione attuale, tralasciando le soluzioni davvero in grado di risolvere il problema.

Sottolineiamo pertanto la necessità di:

- un controllo pubblico del sistema bancario e finanziario;

- restrizioni alla circolazione dei capitali;

- un vertice a livello dell'ONU per definire una tabella di marcia e un piano d'azione comune per porre fine ai paradisi fiscali.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

21.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

25

6

9

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Hugues Bayet, Fabio De Masi, Frank Engel, Markus Ferber, Ashley Fox, Ildikó Gáll-Pelcz, Sven Giegold, Neena Gill, Danuta Maria Hübner, Ramón Jáuregui Atondo, Othmar Karas, Jeppe Kofod, Zdzisław Krasnodębski, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Fulvio Martusciello, Marisa Matias, Emmanuel Maurel, Bernard Monot, Evelyn Regner, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Paul Tang, Michael Theurer, Cora van Nieuwenhuizen, Marco Zanni

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, David Casa, Ana Gomes, Cătălin Sorin Ivan, Danuta Jazłowiecka, Barbara Kappel, Krišjānis Kariņš, Paloma López Bermejo, Olle Ludvigsson, Thomas Mann, Pirkko Ruohonen-Lerner, Nils Torvalds

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Ferrara


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

25

+

ALDE

Michael Theurer, Nils Torvalds

ECR

Ruohonen-Lerner

ENF

Bernard Monot

GUE

Fabio De Masi, Marisa Matias

PPE

Ildikó Gáll-Pelcz, Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Fulvio Martusciello, Theodor Dumitru Stolojan

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Neena Gill, Ana Gomes, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Jeppe Kofod, Olle Ludvigsson, Emmanuel Maurel, Evelyn Regner, Peter Simon, Paul Tang

VERTS/ALE

Sven Giegold, Philippe Lamberts

6

-

ALDE

Cora van Nieuwenhuizen,

PPE

David Casa, Markus Ferber, Danuta Jazłowiecka, Krišjānis Kariņš, Georgios Kyrtsos

9

0

ECR

Ashley Fox, Zdzisław Krasnodębski

EFDD

Laura Ferrara, Marco Zanni

ENF

Barbara Kappel

GUE/NGL

Paloma López Bermejo

PPE

Frank Engel, Othmar Karas, Thomas Mann

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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