Procedura : 2015/2284(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0227/2016

Testi presentati :

A8-0227/2016

Discussioni :

PV 15/09/2016 - 7
CRE 15/09/2016 - 7

Votazioni :

PV 15/09/2016 - 11.14
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2016)0361

RELAZIONE     
PDF 452kWORD 220k
5.7.2016
PE 578.543v02-00 A8-0227/2016

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Commissione per l'occupazione e gli affari sociali

Relatore per parere: Marian Harkin

Relatore per parere (*):

Jean-Paul Denanot, commissione per i bilanci

(*) Commissioni associate – Articolo 54 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per i bilanci
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006(1),

–  visto il regolamento (CE) n. 546/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2009, che modifica il regolamento (CE) n. 1927/2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(2),

–  visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(3),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sulle attività del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione nel 2013 e 2014 (COM(2015)0355),

–  vista la valutazione ex post del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) – Relazione conclusiva dell'agosto 2015,

–  vista la relazione speciale n. 7/2013 della Corte dei conti intitolata "Il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione ha fornito un valore aggiunto UE nel reinserimento dei lavoratori in esubero?",

–  vista la relazione 2012 dell'ERM di Eurofound dal titolo "mercati del lavoro, condizioni lavorative e grado di soddisfazione di vita dopo la ristrutturazione",

–  visto lo studio di Eurofound del 2009 dal titolo "Added value of the European Globalisation Adjustment Fund: A comparison of experiences in Germany and Finland (Il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione: un confronto fra le esperienze di Germania e Finlandia),

–  vista la relazione 2009 dell'ERM di Eurofound dal titolo "ristrutturazione in tempi di recessione",

–  vista la risoluzione del Parlamento europeo, del 29 settembre 2011, sul futuro del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(4),

–  vista la risoluzione del Parlamento europeo, del 7 settembre 2010, sul finanziamento e il funzionamento del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione(5),

–  viste le risoluzioni approvate fin dal gennaio 2007 sulla mobilitazione del FEG, comprese le osservazioni della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (EMPL) sulle domande di contributo presentate,

–  viste le deliberazioni del gruppo di lavoro speciale della commissione per l'occupazione e gli affari sociali sul FEG,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per l'occupazione e gli affari sociali e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0227/2016),

A.  considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito quale strumento di sostegno e solidarietà nei confronti dei lavoratori in esubero a seguito di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale; che il FEG mira a contribuire a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e a promuovere l'occupazione sostenibile, preparando i disoccupati a un nuovo lavoro e assistendoli in tal senso; che il FEG è stato creato per affrontare situazioni di emergenza offrendo un intervento rapido e assistenza a breve termine in risposta a problemi gravi e imprevisti del mercato del lavoro che prevedano esuberi collettivi su larga scala, a differenza del Fondo sociale europeo (FSE) che offre altresì un sostegno ai lavoratori in esubero, ma il cui scopo è di risolvere gli squilibri strutturali a lungo termine, principalmente attraverso programmi di formazione permanente; che il FEG dovrebbe continuare a operare al di fuori del QFP nel prossimo periodo di programmazione;

B.  considerando che negli ultimi anni la ristrutturazione si è diffusa, intensificandosi in taluni settori e investendone di nuovi; che le imprese sono responsabili degli effetti, spesso imprevisti, di tali decisioni sulle comunità e sul tessuto economico e sociale dello Stato membro; che il FEG contribuisce ad attenuare gli effetti negativi di tali decisioni di ristrutturazione; che un numero sempre maggiore di casi di intervento del FEG sono connessi alle strategie di ristrutturazione di grandi imprese e multinazionali, che solitamente vengono decise senza il coinvolgimento dei lavoratori e dei loro rappresentanti; che rilocalizzazione, delocalizzazione, chiusura, fusione, acquisizione, incorporazione, riorganizzazione della produzione ed esternalizzazione delle attività sono le forme più comuni di ristrutturazione;

C.  considerando che quando si spostano posti di lavoro o professioni, l'adattabilità e l'intraprendenza possono tuttavia essere ostacolate dall'insicurezza, perché le transizioni comportano un potenziale rischio di disoccupazione, salari più bassi e insicurezza sociale; che il reinserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del FEG avrà maggiori possibilità di successo se garantirà posti di lavoro di qualità;

D.  considerando che le cooperative riescono a gestire le ristrutturazioni in modo socialmente responsabile e che il loro particolare modello di governance basato sulla proprietà congiunta, sulla partecipazione democratica e sul controllo dei membri, così come la possibilità di fare affidamento sulle proprie risorse finanziarie e su reti di sostegno, spiegano la maggiore flessibilità e innovazione delle cooperative in termini di gestione del processo di ristrutturazione nell'arco della sua durata e di creazione di nuove opportunità imprenditoriali;

E.  considerando che l'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1309/2013 prevede che la Commissione presenti ogni due anni al Parlamento e al Consiglio una relazione quantitativa e qualitativa sulle attività svolte dal FEG nel corso dei due anni precedenti;

F.  considerando che non esiste un quadro giuridico europeo che disciplini l'informazione e la consultazione dei lavoratori, l'anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni, al fine di prevedere i cambiamenti e impedire le perdite di posti di lavoro; che il Parlamento, nella sua risoluzione del 15 gennaio 2013(6), ha chiesto alla Commissione, a norma dell'articolo 225 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di presentare non appena possibile e previa consultazione delle parti sociali una proposta di atto giuridico sull'informazione e la consultazione dei lavoratori, l'anticipazione e la gestione delle ristrutturazioni (seguendo le raccomandazioni dettagliate figuranti in allegato); che esistono differenze significative a livello nazionale per quanto concerne le responsabilità dei datori di lavoro nei confronti dei loro dipendenti nel processo di ristrutturazione; che le parti sociali europee sono state consultate due volte in materia e che la Commissione non ha agito; che la Commissione ha fornito risposte deludenti alle risoluzioni parlamentari in materia di informazione, consultazione e ristrutturazione, che mettono in evidenza la necessità di compiere passi concreti in tale settore; che è essenziale disporre di sistemi di relazioni industriali molto ben sviluppati che accordino ai lavoratori e ai loro rappresentanti diritti in materia di consultazione e informazione; che un rafforzamento della direttiva in materia di informazione e consultazione potrebbe contribuire a garantire che i negoziati per un piano adeguato possano avvenire in condizioni di equità e in modo tempestivo;

G.  considerando che la soglia minima di lavoratori in esubero è stata ridotta da 1 000 esuberi a 500 esuberi, con la possibilità di applicare il FEG in casi eccezionali o in mercati del lavoro di piccole dimensioni, laddove gli esuberi abbiano un'incidenza rilevante in termini di occupazione ed economia locale, regionale o nazionale;

H.  considerando che dal 1° gennaio 2014 anche gli ex lavoratori autonomi possono essere beneficiari ammissibili e ricevere assistenza; che la Commissione dovrebbe far sì che il FEG risponda alle esigenze specifiche dei lavoratori autonomi, il cui numero è in costante aumento; che, fino al 31 dicembre 2017, i giovani che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET) delle regioni ammissibili nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile possono fruire del sostegno fornito dal FEG per una quota pari al numero dei beneficiari interessati;

I.  considerando che l'attuale FEG non mira soltanto ad aiutare i lavoratori in esubero, ma anche a dare prova di solidarietà nei confronti di tali lavoratori;

J.  considerando che il FEG disponeva inizialmente di un bilancio pari a 500 milioni di EUR all'anno; che il bilancio attuale è pari a 150 milioni di EUR all'anno, con una spesa media annua di circa 70 milioni di EUR dalla sua introduzione;

K.  considerando il tasso di cofinanziamento iniziale del 50 %, aumentato al 65 % per il periodo 2009-2011, riportato al 50 % per il periodo 2012-2013 e attualmente pari al 60 %;

L.  considerando che fra il 2007 e il 2014 sono state presentate 134 domande di contributo da parte di 20 Stati membri con riferimento a 122 121 lavoratori interessati, per un totale di 561,1 milioni di EUR richiesti; che nel periodo 2007-2013 il tasso di esecuzione del bilancio si è attestato soltanto al 55 %; che tra il 2007 e il 2014 il maggior numero di domande di contributo è giunto dal comparto manifatturiero e, in particolare, dall'industria automobilistica, a cui appartengono 29 000 dei 122 121 lavoratori interessati (ossia il 23 % del totale di coloro che hanno presentato domanda); che ad oggi la crisi economica ha colpito maggiormente le aziende di piccole dimensioni con meno di 500 lavoratori;

M.  considerando che la Corte dei conti europea raccomanda che il Parlamento, la Commissione e il Consiglio valutino la possibilità di limitare i finanziamenti dell'Unione alle misure atte a fornire un valore aggiunto UE, anziché finanziare gli attuali regimi nazionali di sostegno al reddito dei lavoratori a norma dell'articolo 7, paragrafo 1, lettera b); che le misure previste dal FEG si dimostrano di maggiore valore aggiunto se utilizzate per cofinanziare servizi per lavoratori in esubero che non sono normalmente presenti nei sistemi di prestazioni di disoccupazione degli Stati membri, se questi servizi sono orientati ad attività di formazione e non a indennità e nei casi in cui tali misure sono state concepite ad hoc e sono complementari alla disposizione principale, in particolare per i gruppi di lavoratori in esubero più vulnerabili; che a tale riguardo è necessario investire nel potenziale degli ex dipendenti ed è di fondamentale importanza procedere a una valutazione approfondita delle esigenze del mercato del lavoro e delle competenze richieste a livello locale, che dovrebbe costituire la base per pianificare le attività di formazione e migliorare le competenze, ai fini di un rapido reinserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro; che gli Stati membri hanno l'obbligo di garantire l'efficace esecuzione del bilancio del FEG;

N.  considerando che il FEG non risolve il problema della disoccupazione nell'Unione; che per superare la crisi della disoccupazione nell'UE occorre collocare la creazione, la tutela e la sostenibilità dei posti di lavoro al centro della politica dell'UE; che i tassi di disoccupazione nell'UE, in particolare dei giovani e dei disoccupati di lunga durata, rendono urgente intraprendere azioni che consentano di offrire nuove prospettive professionali;

O.  considerando che il periodo di riferimento per la valutazione del FEG ai fini della presente relazione è il periodo 2007-2014; che la valutazione ex post della Commissione riguarda il periodo 2007-2013 e le relazioni di revisione della Corte dei conti interessano il periodo 2007-2012;

P.  considerando che i principi dell'uguaglianza di genere e della non discriminazione, che rientrano tra i valori fondamentali dell'Unione e sono sanciti dalla strategia Europa 2020, dovrebbero essere garantiti e promossi nell'ambito dell'attuazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione;

Q.  considerando che il reimpiego professionale tra le donne presenta tassi più elevati che tra gli uomini ma che esso è prevalentemente di natura temporanea e precaria, poiché esse sono costrette ad assistere i familiari contestualmente alla ricerca di una nuova occupazione e/o alla partecipazione a misure di riqualificazione professionale e poiché mancano strutture a prezzi accessibili e di elevata qualità di assistenza all'infanzia e dei malati;

R.  considerando che le donne sono colpite in modo sproporzionato dalla crisi e dalle politiche di austerità;

1.  prende atto della valutazione ex post del FEG e della prima relazione biennale; osserva che la Commissione adempie all'obbligo di presentazione delle relazioni che le è imposto; ritiene tuttavia che tali e altre relazioni non siano sufficienti a garantire pienamente la trasparenza e l'efficienza del FEG; invita gli Stati membri che hanno beneficiato del FEG a pubblicare tutti i dati e le valutazioni dei casi e a includere nella segnalazione dei casi una valutazione d'impatto di genere; incoraggia fortemente tutti gli Stati membri a rendere pubbliche le loro domande e relazioni definitive a norma del regolamento vigente in modo tempestivo; è del parere che, sebbene la Commissione adempia all'obbligo di presentazione delle relazioni che le è imposto, essa potrebbe rendere pubblici tutti i documenti relativi ai casi di intervento del FEG, tra cui le relazioni di missione interne, successive alle visite di controllo effettuate negli Stati membri in relazione alle domande di contributo in corso;

2.  si compiace del prolungamento da uno a due anni del periodo di finanziamento; ricorda che, secondo le ricerche di Eurofound, 12 mesi non sono un periodo abbastanza lungo per aiutare tutti i lavoratori in esubero, con particolare riferimento ai gruppi più vulnerabili, come i lavoratori poco qualificati, i lavoratori anziani, le donne e soprattutto i genitori soli;

3.  osserva che dalle valutazioni sul FEG si evince che i risultati degli interventi del fondo sono condizionati da fattori quali il livello di istruzione e le qualifiche dei lavoratori interessati, nonché dalla capacità di assorbimento dei mercati del lavoro pertinenti e dal PIL dei paesi beneficiari; sottolinea che tali fattori sono influenzati principalmente da misure a lungo termine che possono ricevere un sostegno efficace dai fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE); osserva la necessità di tener conto di tali fattori e della situazione locale del mercato del lavoro in ogni intervento del FEG; osserva che l'aumento delle sinergie tra il FEG e i fondi SIE è importante per ottenere risultati più rapidi e più efficaci; sottolinea che i fondi SIE possono fungere da misure di follow-up negli ambiti del sostegno del FEG, stimolando gli investimenti, la crescita complessiva e la creazione di posti di lavoro; sottolinea che gli interventi del FEG dovrebbero essere destinati a investimenti che contribuiscano alla crescita, all'occupazione, all'istruzione, alle competenze e alla mobilità geografica dei lavoratori e dovrebbero essere coordinati con i programmi dell'UE già esistenti, allo scopo di aiutare le persone a trovare un impiego e promuovere l'imprenditoria, soprattutto nelle regioni e nei settori che già risentono degli effetti avversi della globalizzazione o della ristrutturazione dell'economia; sottolinea che è opportuno optare per approcci integrati basati sulla programmazione plurifondo al fine di affrontare sostenibilmente il problema degli esuberi e della disoccupazione, mediante un'assegnazione efficace delle risorse e rafforzando il coordinamento e le sinergie, in particolare tra l'FSE e il FESR; ritiene fermamente che una strategia integrata di programmazione plurifondo ridurrebbe i rischi di delocalizzazione e creerebbe condizioni favorevoli per il ritorno della produzione industriale nell'UE;

4.  ritiene che il funzionamento del FEG abbia registrato un miglioramento dovuto alle riforme apportate al regolamento; prende atto che tale miglioramento ha semplificato le procedure di accesso al FEG per gli Stati membri e che ciò dovrebbe comportare un maggiore utilizzo di questo strumento da parte degli Stati membri; invita la Commissione a proporre azioni per rimuovere eventuali ostacoli relativi alla capacità amministrativa che hanno impedito la partecipazione al FEG; ritiene che il FEG non debba acquisire una funzione di stabilizzazione a livello macroeconomico;

5.  osserva che i ridotti stanziamenti destinati al FEG nel bilancio annuale sono stati sufficienti a fornire l'assistenza e l'accompagnamento necessari ed essenziali alle persone che hanno perso il posto di lavoro; pone tuttavia l'accento sul fatto che dal 2014 l'ambito di applicazione del FEG è stato ulteriormente ampliato per includere i NEET e il criterio della crisi e, nell'ipotesi di un aumento sensibile delle domande di contributo o di un'aggiunta di nuove prerogative, gli stanziamenti potrebbero non essere sufficienti e dovrebbero essere aumentati allo scopo di garantire il funzionamento efficace del FEG;

6.  sottolinea l'importanza di un dialogo sociale solido, basato sulla fiducia reciproca e la responsabilità condivisa, quale miglior strumento per cercare soluzioni consensuali e approcci comuni all'atto di prevedere, prevenire e gestire i processi di ristrutturazione; evidenzia che ciò può contribuire a impedire la perdita di posti di lavoro e pertanto a ridurre i casi di intervento del FEG;

7.  prende atto del sensibile aumento del numero di domande di contributo nel periodo di deroga 2009-2011, che ha consentito la presentazione di domande di contributo in base ai criteri connessi con la crisi, e che tale ambito di applicazione è stato nuovamente esteso in modo permanente al criterio relativo alla crisi e ai lavoratori autonomi nel periodo compreso tra il 2014 e il 2020; si compiace della proroga concessa a tale deroga dopo il 2013; osserva che oltre la metà del numero totale di progetti nel periodo 2007-2014 era connesso alla crisi; sottolinea che gli effetti negativi della crisi economica permangono in alcuni Stati membri;

8.  osserva che, tra il 2007 e il 2014, un importo globale di 542,4 milioni di euro è stato chiesto da venti Stati membri per 131 interventi destinati a 121 380 lavoratori;

9.  constata che i servizi della Commissione hanno apportato miglioramenti alla banca dati del FEG in cui i dati quantitativi relativi ai casi FEG vengono registrati a fini statistici, rendendo più agevole la presentazione delle domande da parte degli Stati membri e l'analisi e il raffronto delle cifre relative ai casi di intervento del FEG da parte della Commissione; rileva altresì che la Commissione ha incluso il FEG nel sistema comune di gestione concorrente dei fondi, il che dovrebbe comportare la presentazione di un maggior numero di domande corrette e complete e un'ulteriore riduzione del tempo necessario per una domanda presentata da uno Stato membro; osserva che tale sistema permette di semplificare le domande di contributo per gli Stati membri e sollecita la Commissione a velocizzare il trattamento delle domande così che il contributo finanziario possa essere fornito in maniera tempestiva massimizzandone l'impatto;

10.  invita la Commissione a prevedere in modo esaustivo gli effetti delle decisioni di politica commerciale sul mercato del lavoro dell'UE, tenuto anche conto delle informazioni documentate su tali effetti, come evidenziate dalle domande di contributo al FEG; invita la Commissione ad effettuare approfondite valutazioni d'impatto ex ante ed ex post, che comprendano anche l'aspetto sociale, inclusi i potenziali effetti sull'occupazione, la competitività e l'economia, e che riguardino anche l'impatto sulle piccole e medie imprese, assicurando un efficace coordinamento ex ante tra la Direzione generale per il commercio e la Direzione generale per l'occupazione; invita il Parlamento a organizzare regolari audizioni congiunte della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, al fine di contribuire a migliorare il coordinamento tra la politica commerciale e il FEG e il relativo monitoraggio; ritiene necessaria una promozione più forte dell'uso del FEG al fine di far fronte ai processi di delocalizzazione nonché alle crisi settoriali dovute alle oscillazioni della domanda mondiale; condanna fermamente qualsiasi iniziativa di considerare il FEG nella sua forma attuale e con la sua presente dotazione di bilancio uno strumento di intervento per i posti di lavoro persi nell'Unione europea in conseguenza a strategie commerciali decise a livello UE, compresi i futuri accordi commerciali o quelli già in atto; sottolinea la necessità di una solida coerenza tra le politiche commerciali e industriali e la necessità di modernizzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Unione europea;

11.  invita la Commissione a concedere lo status di economia di mercato solamente ai partner commerciali che soddisfino i cinque criteri da essa stabiliti; fa appello alla Commissione, a questo proposito, affinché attui una strategia chiara ed efficace riguardo alle questioni connesse alla concessione a paesi terzi dello status di economia di mercato, al fine di preservare la competitività delle imprese unionali e perseguire la lotta contro ogni tipo di concorrenza sleale;

12.  sottolinea che uno degli obiettivi principali del FEG è quello di aiutare i lavoratori che hanno perso il lavoro a causa di un importante mutamento a livello degli scambi commerciali di beni o servizi dell'UE, quale stabilito dall'articolo 2, lettera a), del regolamento; è del parere che un compito importante del FEG sia sostenere i lavoratori collocati in esubero a causa delle conseguenze negative di controversie commerciali; invita pertanto la Commissione a chiarire che la perdita di posti di lavoro causata da controversie commerciali che provocano un importante mutamento a livello degli scambi commerciali di beni o servizi dell'UE rientra pienamente nell'ambito di applicazione del FEG;

13.  insiste sul fatto che il FEG non può in nessun caso sostituire una seria politica di prevenzione e anticipazione delle ristrutturazioni; sottolinea l'importanza di una vera politica industriale a livello di UE, portatrice di una crescita sostenibile e inclusiva;

14.  chiede alla Commissione di effettuare studi sull'impatto della globalizzazione per settori e, sulla base dei risultati ottenuti, formulare proposte che incoraggino le imprese a prevedere le trasformazioni settoriali e a prepararvi i loro dipendenti a monte dei licenziamenti;

15.  sottolinea che taluni Stati membri hanno preferito utilizzare l'FSE anziché il FEG a motivo dei tassi di cofinanziamento più elevati dell'FSE, della maggiore rapidità di attuazione delle misure previste dall'FSE, della mancanza di prefinanziamento offerto dal FEG e della lunga procedura di approvazione dei contributi del FEG; ritiene tuttavia che l'aumento del tasso di cofinanziamento e la maggiore tempestività della procedura di presentazione e approvazione delle domande previsti dal nuovo regolamento risolvano alcuni di questi problemi; si rammarica del fatto che il sostegno del FEG non abbia ancora raggiunto i lavoratori in esubero di tutti gli Stati membri e invita gli Stati membri a offrire tale opportunità in caso di esuberi collettivi;

16.  richiama l'attenzione sul fatto che, secondo la relazione della Corte dei conti, la durata media di una domanda del FEG è di 41 settimane; chiede che sia fatto tutto il possibile per accelerare le procedure; accoglie con favore gli sforzi profusi dalla Commissione per ridurre al minimo i ritardi e snellire la procedura di domanda; sottolinea che è indispensabile, a tale proposito, rafforzare le capacità degli Stati membri e raccomanda vivamente che tutti gli Stati membri inizino ad attuare quanto prima le misure; osserva che ciò avviene già in molti Stati membri;

17.  osserva che in alcuni Stati membri, nelle parti sociali e nelle imprese è presente una grave disinformazione riguardo al FEG; invita la Commissione europea a intensificare la sua attività di comunicazione con gli Stati membri, le reti dei sindacati nazionali e locali e il pubblico; invita gli Stati membri a promuovere in modo tempestivo attività di sensibilizzazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti riguardo al FEG, allo scopo di raggiungere il maggior numero possibile di potenziali beneficiari, che potranno così trarre vantaggio dalle misure del FEG, e chiede una più efficace promozione dei benefici sulla base dei risultati ottenuti con il FEG;

18.  ricorda l'importanza delle salvaguardie che impediscono la delocalizzazione delle imprese beneficiarie di fondi dell'UE per un periodo definito, il che potrebbe comportare la necessità di programmi di sostegno aggiuntivi a causa degli esuberi;

Beneficiari del FEG

19.  accoglie con favore quanto concluso nella relazione della Corte dei conti, secondo cui alla quasi totalità dei lavoratori ammissibili al FEG sono state offerte misure personalizzate e ben coordinate, adeguate alle loro esigenze specifiche, e il tasso di ricollocamento è pari a quasi il 50 % tra i lavoratori che hanno beneficiato di assistenza; prende atto che l'assenza di un'attuazione tempestiva ed efficace dei programmi del FEG in taluni Stati membri ha determinato un sottoutilizzo del fondo; ritiene fondamentale la partecipazione dei beneficiari interessati o dei loro rappresentanti, delle parti sociali, delle agenzie locali per l'impiego e di altri soggetti interessati alla fase iniziale di valutazione e domanda di contributo per garantire risultati positivi per i beneficiari; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nello sviluppo di misure e programmi innovativi e a valutare in fase di revisione in quale misura l'elaborazione del pacchetto coordinato di servizi personalizzati abbia tenuto conto delle prospettive future del mercato del lavoro e delle competenze richieste e sia risultata compatibile con il passaggio a un'economia sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse; invita gli Stati membri, in linea con l'articolo 7 dell'attuale regolamento, a compiere ulteriori sforzi per orientare l'elaborazione del pacchetto coordinato di servizi personalizzati verso un'economia sostenibile ed efficiente sotto il profilo delle risorse; osserva che l'innovazione, la specializzazione intelligente e l'efficienza sotto il profilo delle risorse sono fondamentali per il rinnovamento industriale e la diversificazione economica;

20.  prende atto che nei 73 progetti analizzati nella relazione di valutazione ex-post della Commissione, la percentuale media dei beneficiari di età pari o superiore a 55 anni è stata del 15 %, mentre si è attestata sul 5 % per i beneficiari di età compresa tra i 15 e i 24 anni; accoglie pertanto con favore il risalto dato nel nuovo regolamento ai lavoratori giovani e meno giovani e l'inserimento dei NEET in talune domande di contributo; osserva che la percentuale media dei beneficiari di sesso femminile si è attestata al 33 %, rispetto al 67 % dei beneficiari di sesso maschile; osserva che tali percentuali rispecchiano la ripartizione di genere dei lavoratori, che può variare a seconda del settore interessato; chiede pertanto alla Commissione di garantire che l'assistenza FEG avvantaggi in egual misura le donne e gli uomini e invita gli Stati membri a raccogliere dati in una prospettiva di genere per osservare gli effetti sui tassi di reimpiego professionale delle donne che ne beneficiano; osserva inoltre che in alcune domande riguardanti il FEG il numero dei beneficiari destinatari è basso rispetto al numero complessivo dei beneficiari ammissibili, il che può condurre a un impatto subottimale;

21.  ritiene che l'inclusione dei NEET nelle domande di contributo del FEG spesso imponga diversi tipi di interventi ed è del parere che tutti i soggetti opportuni, comprese le parti sociali, le associazioni locali e le organizzazioni giovanili, debbano essere rappresentati nella fase di attuazione di ciascun programma e debbano promuovere le misure necessarie a garantire la massima partecipazione dei NEET; incoraggia in tale contesto gli Stati membri affinché dispongano di una forte agenzia di coordinamento per l'attuazione dei programmi, per garantire un sostegno dedicato e continuo onde assicurare il completamento del programma FEG da parte dei NEET e garantire il massimo utilizzo dei fondi del programma; ritiene che un riesame indipendente con particolare riferimento alla questione della partecipazione dei NEET servirebbe a individuare le buone prassi; è fermamente convinto che la deroga che consente l'inclusione dei NEET debba essere estesa fino al termine del periodo di programmazione, ossia dicembre 2020;

22.  invita la Commissione a includere nella propria valutazione intermedia del FEG un'analisi specifica qualitativa e quantitativa del sostegno del FEG ai giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione (NEET), in particolare tenendo conto dell'attuazione del sistema di garanzia per i giovani e delle sinergie necessarie tra i bilanci nazionali, l'FSE e l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile;

23.  prende atto che, conformemente alla valutazione ex post, la percentuale media di accesso al contributo da parte dei beneficiari è stata, in tutti i 73 casi esaminati, pari al 78 %; di questi, 20 casi hanno registrato una percentuale di accesso al contributo da parte dei beneficiari pari o superiore al 100 %; insiste tuttavia affinché la percentuale massima di accesso al contributo sia in ogni caso pari al 100 %, ragion per cui l'utilizzo di cifre superiori al 100 % provoca una distorsione dei dati poiché ipotizza una percentuale di accesso al contributo sensibilmente più elevata di quella effettiva; rileva che ciò si verifica anche nel caso del tasso di esecuzione del bilancio; invita la Commissione ad adeguare le proprie cifre, per fornire una valutazione più esatta delle percentuali di accesso al contributo da parte dei beneficiari e dei tassi di esecuzione del bilancio;

24.  si compiace del fatto che molti beneficiari abbiano potuto ottenere dal FEG innanzitutto un nuovo impiego grazie a un'assistenza personalizzata nella ricerca del lavoro, l'aggiornamento delle proprie competenze attraverso programmi di formazione o assegni di mobilità; si compiace altresì del fatto che il FEG abbia potuto permettere ad alcuni dipendenti di indirizzarsi verso l'imprenditoria grazie a contributi per la creazione e il rilevamento di imprese; sottolinea pertanto i notevoli effetti positivi che il FEG avrebbe, secondo quanto riportato, sul piano dell'autostima, del senso di responsabilizzazione e della motivazione; sottolinea che l'assistenza a titolo del FEG ha aumentato la coesione sociale consentendo ai lavoratori di essere reimpiegati ed evitando le sfavorevoli trappole della disoccupazione;

25.  prende atto che, in base ai dati contenuti nella relazione ex-post, i beneficiari del FEG tendono ad avere un livello di istruzione relativamente più basso rispetto alla media e quindi competenze meno trasferibili, il che, in circostanze normali, riduce le loro possibilità di occupazione e aumenta la loro vulnerabilità sul mercato del lavoro; è del parere che il FEG possa offrire il miglior valore aggiunto UE quando sostiene i programmi di formazione e riqualificazione professionale dei lavoratori, soprattutto a favore dei gruppi vulnerabili meno qualificati, che privilegiano le competenze richieste dal mercato del lavoro e favoriscono l'imprenditorialità;

26.  rileva che da un'indagine condotta nell'ambito della valutazione ex post sono emersi risultati eterogenei, dal momento che il 35 % dei soggetti interessati ha affermato che la qualità della nuova occupazione era migliore o di gran lunga migliore, il 24 % ha dichiarato che la qualità era la stessa, mentre per il 41 % era peggiore o di gran lunga peggiore; raccomanda tuttavia, data l'assenza di dati sistematici su cui basare una valutazione, che la Commissione reperisca informazioni più dettagliate sugli effetti degli interventi del FEG e sulla qualità degli stessi in modo da poter successivamente compiere eventuali interventi correttivi;

Efficacia in termini di costi e valore aggiunto del FEG

27.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di migliorare l'esecuzione del bilancio del FEG mediante opzioni di flessibilità, chiaramente orientate ai risultati, all'incidenza e al valore aggiunto, senza pregiudicare un uso corretto e trasparente dei fondi e la conformità alle norme; è del parere che occorra accelerare le procedure di domanda al fine di aumentare l'efficacia del fondo per i lavoratori collocati in esubero; esprime preoccupazione per la disparità esistente tra le risorse richieste al FEG e gli importi rimborsati dagli Stati membri, rilevando che il tasso medio di esecuzione del bilancio è solo del 45 %; invita pertanto la Commissione a esaminare attentamente i motivi legati ai bassi tassi di esecuzione e a proporre misure volte a risolvere le strozzature esistenti e garantire un uso ottimale del fondo; osserva che il tasso di ricollocamento al termine del periodo di assistenza del FEG varia notevolmente dal 4 % all'86 % e sottolinea quindi l'importanza di misure attive e inclusive per il mercato del lavoro; rileva che la spesa a titolo del FEG in alcuni Stati membri ottiene costantemente risultati migliori rispetto ad altri; propone alla Commissione di continuare a fornire orientamenti e di consentire agli Stati membri di condividere le migliori pratiche sulla domanda di fondi al FEG e sul loro uso per garantire il massimo tasso di ricollocamento per ciascun euro di spesa;

28.  ritiene che non si dovrebbe aumentare il tasso di cofinanziamento del 60 %;

29.  osserva che, secondo la relazione di valutazione ex-post della Commissione, in media soltanto il 6 % dei fondi del FEG riguarda costi amministrativi e di gestione;

30.  prende atto che l'aspetto più significativo dell'efficacia in termini di costi emerso dalle consultazioni dei soggetti interessati è stato il numero di lavoratori reinseriti nel mondo del lavoro che ora versano tasse e contributi previdenziali invece di percepire indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali;

31.  rileva che, in vari casi di intervento del FEG, i costi più elevati per le azioni contemplate dall'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento FEG, indeboliscono l'impatto generale degli investimenti operati dal FEG; invita la Commissione ad affrontare il problema di tali costi introducendo limiti;

32.  prende atto della proposta contenuta nella valutazione ex post, secondo cui la valutazione dell'incidenza controfattuale costituisce un fattore importante per comprendere il valore aggiunto del FEG; si rammarica del fatto che non si dispone ancora di tale valutazione;

33.  approva la conclusione della Corte dei conti, secondo cui il FEG ha fornito un vero valore aggiunto per l'UE quando è servito a cofinanziare servizi per lavoratori in esubero o indennità normalmente non previste dai sistemi di indennità di disoccupazione degli Stati membri, il che contribuisce a favorire una migliore coesione sociale in Europa; sottolinea che ad oggi in alcuni Stati membri mancano sistemi di protezione sociale in grado di fronteggiare le necessita dei lavoratori che hanno perso il proprio posto;

34.  deplora il fatto che, secondo la Corte dei conti, un terzo del finanziamento del FEG compensi regimi nazionali di sostegno al reddito dei lavoratori senza alcun valore aggiunto UE; segnala che il nuovo regolamento FEG limita i costi delle misure speciali, quali le indennità per la ricerca di un lavoro e gli incentivi all'assunzione destinati ai datori di lavoro, al 35 % dei costi totali del pacchetto coordinato, e che le azioni sostenute dal FEG non sostituiscono le misure passive di protezione sociale previste dagli Stati membri nei loro sistemi nazionali; insiste sul fatto che il FEG non può essere utilizzato per sostituire gli obblighi delle imprese nei confronti dei lavoratori; incoraggia inoltre la Commissione a specificare, nel quadro della prossima revisione del regolamento, che il FEG non può essere utilizzato per sostituire gli obblighi degli Stati membri nei confronti dei lavoratori in esubero;

35.  si rammarica per il fatto che il tasso di esecuzione del bilancio oscilli dal 3 % al 110 %, con un tasso medio di esecuzione del 55 %; ritiene che tale situazione sia talvolta espressione di carenze in fase di pianificazione o di attuazione e che debba essere perfezionata migliorando l'elaborazione e l'attuazione dei progetti;

36.  si rammarica per la riduzione della dotazione finanziaria del FEG; invita la Commissione e gli Stati membri a prevedere un ulteriore sostegno al fondo, affinché le necessità siano soddisfatte; esorta la Commissione a provvedere affinché si disponga di personale sufficiente in relazione al carico di lavoro e si evitino inutili ritardi;

37.  ritiene che le misure del FEG e dell'FSE debbano essere utilizzate in modo complementare, per fornire sia soluzioni specifiche a breve termine che soluzioni più generali a lungo termine; prende atto della conclusione secondo cui generalmente gli Stati membri hanno coordinato in modo efficace il FEG con l'FSE e le misure nazionali concernenti il mercato del lavoro e del fatto che, nel corso della revisione effettuata dalla Corte dei conti, non sono emersi casi di sovrapposizione dei finanziamenti o di doppio finanziamento di singoli soggetti;

38.  si compiace delle conclusioni a cui giunge la relazione della Commissione sulle attività del FEG nel 2013 e 2014, quando afferma che nel 2013 e 2014 nessuna irregolarità in relazione ai regolamenti FEG è stata segnalata alla Commissione o rettificata;

Impatto sulle PMI

39.  prende atto che le PMI rappresentano il 99 % della totalità delle imprese dell'UE e danno lavoro alla maggior parte dei lavoratori dell'Unione; esprime preoccupazione, a tale proposito, per il fatto che il FEG abbia avuto un'incidenza molto ridotta sulle PMI, nonostante fossero chiaramente tra i suoi destinatari secondo determinati criteri; prende atto della spiegazione della Commissione secondo cui i lavoratori interessati dei fornitori a valle non sono mai stati esclusi intenzionalmente, ma invita la Commissione a riorientare il FEG a favore delle PMI, attori essenziali per l'economia europea, ad esempio dando maggiore rilievo a quanto stabilito all'articolo 8, lettera d), con riferimento alla necessità di identificare i fornitori, i produttori a valle o i subappaltatori delle imprese che licenziano, o esaminando i casi precedenti in cui il FEG ha erogato aiuti alle PMI, alle imprese sociali e alle cooperative, per promuovere le migliori prassi; sottolinea la necessità di tenere in maggiore considerazione la proporzionalità tra i lavoratori delle PMI e quelli delle grandi imprese;

40.  ritiene che l'uso della deroga alle soglie di ammissibilità debba essere aumentato, in particolare a favore delle PMI; sottolinea l'importanza del dispositivo di cui all'articolo 4, lettera b), dell'attuale regolamento per le PMI, in quanto permette la ristrutturazione nei settori dell'economia colpiti dalla crisi o dalla globalizzazione, su scala regionale e caso per caso; riconosce le sfide che interessano le domande di contributo in forza di tali disposizioni e invita la Commissione a facilitare gli Stati membri nell'affrontare tali sfide affinché il FEG costituisca una soluzione funzionale per i lavoratori in esubero; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a tenere conto del principio "pensare anzitutto in piccolo (think small first)" nelle fasi di programmazione e domanda di contributo;

41.  prende atto di una concentrazione delle domande di contributo nei settori manifatturiero e dell'edilizia e, in particolare, nell'ambito dell'industria automobilistica e aeronautica, dove gli aiuti sono forniti principalmente alle grandi imprese; invita gli Stati membri, al pari delle autorità regionali dotate di competenze esclusive, a sostenere in modo proattivo i lavoratori in esubero nelle PMI, nelle cooperative e nelle imprese sociali, agendo con la flessibilità prevista dall'articolo 4, paragrafo 2, dell'attuale regolamento, soprattutto con riferimento alle domande collettive presentate da PMI, e altre strutture che promuovono un sostegno più incisivo e un accesso più ampio per le PMI; invita inoltre a informare le PMI in merito alle possibilità offerte dal FEG; sottolinea che tali casi che prevedono l'assistenza alle PMI devono essere considerati come il principale valore aggiunto del FEG;

42.  si compiace delle conclusioni della relazione di valutazione ex-post della Commissione, che individua una tendenza positiva in relazione alle risorse utilizzate per promuovere l'imprenditorialità e al tasso di lavoro autonomo al termine delle misure; constata tuttavia che in tutti i casi contemplati dal FEG il tasso medio del lavoro autonomo è scarso, pari al 5 %, ed è opportuno ricorrere a misure allo scopo di stimolare l'imprenditoria, quali sovvenzioni di avvio e incentivi; sottolinea in tale contesto l'importanza dell'apprendimento permanente, del tutoraggio e delle reti peer-to-peer; ritiene che esistano ulteriori margini per migliorare il ricorso al FEG, da solo o insieme ad altri fondi quali i fondi SIE, per sostenere l'imprenditorialità e le attività delle start-up, ma sottolinea che il sostegno all'imprenditorialità dovrebbe essere basato su piani di attività sostenibili; invita gli Stati membri a sottolineare l'inclusione delle donne e delle ragazze nei programmi a favore dell'imprenditorialità;

43.  si compiace dell'impegno di numerosi Stati membri volto a intensificare il ricorso alle misure di sostegno all'imprenditorialità e all'economia sociale, in forma di sovvenzioni all'avviamento e di misure intese a promuovere l'imprenditorialità, le cooperative sociali e i servizi per i nuovi imprenditori;

Requisiti in materia di dati

44.  ritiene che, in uno scenario caratterizzato da taluni fattori di complicazione, quali possibili omissioni di dati, specificità regionali e nazionali, circostanze macro e microeconomiche diversificate, campioni ridotti e determinate ipotesi necessarie, l'approccio metodologico della Commissione debba essere rigoroso e trasparente adottando misure atte a contrastare le mancanze che complicano tale approccio;

45.  sottolinea che la relazione della Corte dei conti conclude che alcuni Stati membri non si sono posti obiettivi di reinserimento quantitativi e che i dati esistenti non sono adeguati per la valutazione dell'efficacia delle misure di reinserimento dei lavoratori nel mondo del lavoro; prende atto della dichiarazione della Commissione secondo cui il regolamento FEG non contiene obiettivi quantitativi di reinserimento e che le diverse misure del FEG possono essere esaminate con altri mezzi; raccomanda pertanto che gli Stati membri definiscano obiettivi di reinserimento quantitativi e operino una differenziazione sistematica tra FEG, FSE e altre misure nazionali specificamente destinate ai lavoratori colpiti da esuberi collettivi; invita inoltre la Commissione a fornire informazioni sul tipo e la qualità dei posti di lavoro trovati dalle persone reintegrate nel mercato del lavoro e sulla tendenza a medio termine per quanto concerne il tasso di reintegro conseguito mediante gli interventi del FEG; gli Stati membri dovranno inoltre operare un distinguo tra le due tipologie principali delle misure del FEG, vale a dire misure attive per il mercato del lavoro e sostegno al reddito a favore dei lavoratori, nonché fornire informazioni più dettagliate sulle misure a favore dei singoli partecipanti, al fine di consentire un'analisi dei costi e dei benefici più accurata delle diverse misure; chiede altresì alla Commissione di fornire dati sulle domande FEG non approvate a livello di Commissione e sui relativi motivi;

46.  rammenta agli Stati membri l'obbligo di fornire dati sui tassi di reinserimento 12 mesi dopo l'attuazione delle misure al fine di garantire il necessario monitoraggio dell'incidenza e dell'efficacia del FEG;

47.  sottolinea la necessità di semplificare le procedure di audit a livello nazionale, al fine di assicurare coerenza ed efficienza ed evitare inutili ripetizioni tra gli organismi operanti ai diversi livelli di controllo;

48.  raccomanda di intensificare i flussi di informazioni e i regimi di sostegno tra la persona di contatto a livello nazionale e i partner responsabili della gestione dei casi a livello regionale o locale;

49.  raccomanda che siano effettuate con maggiore regolarità revisioni inter pares, scambi transnazionali o partenariati di nuovi casi di intervento del FEG con casi di intervento del FEG precedenti, nell'ottica dello scambio di buone pratiche e di esperienze in materia di attuazione; raccomanda, pertanto, di creare una piattaforma di buone pratiche che sia facilmente accessibile e agevoli un migliore scambio di soluzioni integrate;

50.  prende atto delle perplessità espresse dai Servizi di ricerca parlamentare per quanto concerne la metodologia di calcolo dei benefici derivanti dal FEG; evidenzia la necessità di prevedere requisiti supplementari per gli indicatori di efficienza;

51.  invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere le disposizioni in materia di indennità di assistenza contenute nell'attuale regolamento sul FEG; invita, in tale contesto, gli Stati membri ad elaborare misure a favore di condizioni di lavoro e di formazione flessibili e, ove possibile, applicare tali misure nelle comunità locali, poiché le lavoratrici collocate in esubero potrebbero godere di una flessibilità geografica minore a causa degli obblighi di assistenza familiare;

52.  invita le autorità regionali e locali competenti, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a coordinare gli sforzi tra gli attori del mercato del lavoro per permettere un migliore accesso al sostegno finanziario del FEG nei casi di futuri esuberi; chiede, inoltre, una maggiore partecipazione delle parti sociali alle attività di controllo e valutazione del fondo e in particolare affinché esse possano incoraggiare i rappresentanti dei soggetti interessati femminili a fare in modo che si presti una maggiore attenzione agli aspetti di genere;

53.  invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di delegare a Eurofound la valutazione dei casi di intervento del FEG come richiesto all'articolo 20 del regolamento; ritiene che nell'ambito di tale proposta la Commissione possa dotare Eurofound delle risorse finanziarie necessarie, corrispondenti alle attuali spese per la valutazione del FEG e ai costi delle risorse umane; chiede inoltre, dal momento che il principale ostacolo al miglioramento delle valutazioni è l'assenza di dati adeguati, che la Commissione richieda agli Stati membri di fornire i dati pertinenti a Eurofound;

º

º  º

54.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.

(2)

GU L 167 del 29.6.2009, pag. 26.

(3)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2011)0431.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2010)0303.

(6)

Testi approvati, P7_TA(2013)0005.


MOTIVAZIONE

Contesto

Il FEG viene inizialmente creato dal regolamento (CE) n. 1927/2006, per dare prova di solidarietà nei confronti dei lavoratori che hanno perso il posto di lavoro in occasione di esuberi di massa, a seguito di modifiche strutturali rilevanti della struttura del commercio mondiale per effetto della globalizzazione, laddove tali esuberi abbiano ripercussioni negative significative sull'economia regionale o locale.

Nel periodo 2007-2009 i criteri di intervento prevedevano almeno 1 000 esuberi avvenuti in quattro mesi in un'impresa di uno Stato membro o in nove mesi, in particolare nelle PMI, in un settore incluso nella NACE 2, in una regione o in due regioni adiacenti a livello di NUTS 2. Nel 2009 la soglia è stata ridotta a 500 lavoratori. Dalla sua introduzione, gli Stati membri hanno anche avuto la possibilità di ricorrere al FEG in circostanze eccezionali o in mercati del lavoro di piccole dimensioni, che non soddisfacevano i criteri di intervento, laddove gli esuberi interessati abbiano avuto un'incidenza grave sull'occupazione e sull'economia locale.

Tra il 2009 e il 2011 e dal 2013 in poi l'ambito di applicazione del Fondo è stato esteso ai lavoratori in esubero per effetto della crisi finanziaria ed economica globale. Inoltre, dal 2013 sono stati inclusi i lavoratori autonomi e, nelle regioni ammissibili nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, una quota di NEET pari al numero dei beneficiari interessati.

•  Azioni ammissibili

L'assistenza finanziaria è stata inizialmente fornita per "misure attive per il mercato del lavoro che facciano parte di un insieme coordinato di servizi personalizzati volti a reinserire nel mercato del lavoro i lavoratori in esubero"(1). Nel regolamento del 2013 tale definizione è stata estesa includendo "nel mercato del lavoro dipendente o autonomo [...] in particolare i disoccupati svantaggiati, giovani e meno giovani"(2).

Le azioni ammissibili comprendono la formazione e la riqualificazione su misura, l'assistenza nella ricerca di un lavoro, il tutoraggio, la promozione dell'imprenditorialità, l'aiuto alle attività professionali autonome, alla creazione e al rilevamento di imprese da parte dei dipendenti nonché le indennità di soggiorno o di formazione.

Il finanziamento per tutte le azioni ammissibili è subordinato alla partecipazione attiva dei beneficiari interessati ad attività di formazione e di ricerca di occupazione. Inoltre non vengono finanziate le azioni di responsabilità delle imprese in virtù del diritto nazionale o di contratti collettivi nonché le misure passive di protezione sociale.

•  Finanziamento

Il FEG è un fondo per le emergenze non incluso nel quadro finanziario pluriennale. È stato creato un fondo di riserva da cui attingere i relativi stanziamenti annuali. Gli stanziamenti annuali del bilancio dell'UE a valere per il FEG sono stati ridotti da 500 milioni di EUR all'anno nel 2007 a 150 milioni di EUR per l'attuale regolamento. Il finanziamento medio destinato al periodo di 8 anni compreso tra il 2007 e il 2004 è stato di 70 milioni di EUR all'anno. Il tasso di cofinanziamento iniziale era del 50 %, portato a 65 % per il periodo 2009-2011, nuovamente ridotto al 50 % nel 2012 e 2013, e aumentato al 60 % per il regolamento del 2013 per il periodo compreso tra il 2014 e il 2020.

Previa approvazione della domanda di contributo del FEG da parte del Parlamento e del Consiglio, la Commissione verserà il contributo finanziario allo Stato membro interessato, con un'unica soluzione di pagamento a titolo di prefinanziamento del 100 %, in linea di principio entro 15 giorni. In un primo momento gli Stati membri erano tenuti a utilizzare il finanziamento del FEG entro 12 mesi, in seguito portati a 24 mesi nel regolamento del 2009, termine poi rimasto nel regolamento del 2013. Il primo regolamento prevedeva un'assistenza tecnica pari allo 0,35 % destinata alla Commissione, in seguito aumentata a 0,5 % nel regolamento del 2013.

•  Termini e relazioni

Il nuovo regolamento impone termini più rigorosi sia agli Stati membri sia alla Commissione. Ora gli Stati membri devono presentare una domanda di contributo entro 12 mesi dalla verifica degli esuberi e hanno a disposizione altre 6 settimane per rispondere a eventuali richieste di informazioni aggiuntive. La Commissione ha poi 12 settimane per portare a termine la sua valutazione. La Commissione presenta quindi una proposta al Consiglio europeo e al Parlamento europeo per ciascuna domanda di contributo ammissibile e deve ottenere l'approvazione di entrambe le istituzioni prima di versare l'importo concordato allo Stato membro.

Entro i 6 mesi successivi al completamento del programma del FEG, gli Stati membri devono presentare una relazione conclusiva alla Commissione sull'attuazione del FEG. Il regolamento del 2013 specifica più in dettaglio le informazioni da fornire con tale relazione conclusiva. Nel primo regolamento alla Commissione veniva chiesto di pubblicare una relazione annuale, mentre il nuovo regolamento prevede una relazione biennale. In particolare la relazione biennale deve soddisfare il nuovo requisito di riportare statistiche sul tasso di reinserimento per i lavoratori beneficiari. La Commissione è altresì tenuta a svolgere una valutazione intermedia sull'efficacia e la sostenibilità dei risultati ottenuti nonché una valutazione ex post in collaborazione con esperti esterni, al fine di quantificare l'incidenza del FEG e il suo valore aggiunto.

Nel primo caso, gli Stati membri sono responsabili della gestione di azioni nell'ambito del FEG nonché del controllo finanziario delle azioni. La Commissione deve adottare tutte le misure necessarie per verificare che le azioni finanziate siano realizzate nel rispetto dei principi di una sana ed efficiente gestione. I funzionari della Commissione possono realizzare le verifiche sul posto dando almeno un giorno di preavviso. Qualora il costo effettivo delle azioni previste dal FEG sia inferiore all'importo stimato, la Commissione chiederà agli Stati membri interessati la restituzione dell'importo corrispondente a titolo di contributo finanziario originariamente ricevuto.

Beneficiari

Nel complesso il FEG ha fornito misure personalizzate e ben coordinate a favore dei lavoratori in esubero. È molto importante che i lavoratori o i loro rappresentanti, le parti sociali e altri soggetti interessati partecipino in modo attivo alla redazione della domanda di contributo. Data la sua flessibilità, il FEG consente azioni innovative e interventi su misura. Dato che l'obiettivo del FEG è la promozione dell'occupazione sostenibile, è fondamentale valutare il numero di beneficiari reinseriti nel mercato del lavoro.

Secondo la valutazione ex post del FEG, il tasso di reinserimento professionale ha oscillato tra il 4 % e il 98 %, con un tasso medio di reimpiego del 49 %. I tassi di reinserimento professionale dipendono da taluni fattori, tra cui il livello di istruzione, l'età del beneficiario, i tassi di disoccupazione nella regione o a livello nazionale, l'urbanizzazione delle regioni, il profilo di competenze dei lavoratori, l'incidenza della crescita regionale, ecc. L'impatto dell'insieme delle politiche del FEG sui tassi di reinserimento professionale è stato analizzato con riferimento a due misure del FEG; gestione dei singoli casi e formazione/riqualificazione. È emerso che entrambe le misure sono in relazione positiva con i tassi di reinserimento professionale, sebbene soltanto la gestione dei singoli casi si sia rivelata significativa sul piano statistico.

I dati probatori dimostrano che il sostegno su misura, personalizzato e intensivo ai lavoratori in esubero porta spesso a risultati positivi. Si rivelano fondamentali anche la capacità di fornire misure aggiuntive a quelle nazionali e la flessibilità che caratterizza lo strumento. Tra gli altri risultati positivi per i beneficiari emergono impatti positivi a livello psicologico, maggiore adattabilità e flessibilità sul mercato del lavoro. Inoltre le prove dimostrano che il FEG ha contribuito alla coesione sociale, aiutando ampi gruppi di persone estremamente bisognose di assistenza. Ne sono conseguiti effetti di ricaduta positivi per le famiglie dei beneficiari e la comunità in senso più ampio.

L'analisi dimostra che l'importo della spesa totale per beneficiario del FEG (nei 73 casi valutati in fase di valutazione ex post) indica che i risultati ottenuti a livello di reinserimento professionale non presentano tendenze lineari coerenti e che tutti i fattori connessi con l'insieme delle politiche, la domanda e l'offerta hanno svolto un ruolo significativo nella determinazione dei tassi di reinserimento professionale. I dati indicano che tipi diversi di misure sono associati a tassi diversi di reinserimento professionale, anche se non emerge un modello chiaro e coerente secondo cui alle misure più onerose corrispondono tassi più elevati di reinserimento professionale.

Inoltre il confronto tra risultati e costi dei casi di intervento del FEG, e altri progetti analoghi di ridistribuzione non finanziati dal FEG, non delinea una struttura lineare chiara. In tale contesto è importante precisare che la valutazione ex post raccomanda che la valutazione dell'impatto degli interventi attraverso il confronto con un controllo credibile o il confronto operato mediante un gruppo di valutazione d'impatto controfattuale (VIC) costituisca un elemento essenziale per comprendere l'impatto e il valore aggiunto degli interventi sul mercato del lavoro. Si tratta di una prassi utile per comprendere in quale misura le modifiche osservate possono di fatto essere attribuite all'intervento in fase di valutazione.

Ne emerge inoltre una crescente concentrazione di programmi finanziati a livello europeo. Il documento di orientamento sui piani di valutazione, redatto dalla Commissione per il periodo di programmazione 2014-2020, definisce i requisiti di una VIC efficace e indica che è più semplice soddisfare tutte le condizioni suddette partendo con una programmazione adeguata fin dalle prime fasi. Pare al relatore che, attualmente, la VIC non sia stata utilizzata in sede di valutazione dei casi di intervento del FEG, per cui ritiene che la Commissione debba attenersi al proprio parere al riguardo.

Il livello di lavoro autonomo ha oscillato tra il 44 % e lo 0 %, con un tasso medio di lavoro autonomo del 5 %. I tassi di lavoro autonomo sono stati condizionati dalla portata dei sostegni imprenditoriali del pacchetto iniziale del FEG.

Valore aggiunto europeo

Per valore aggiunto europeo si intende la quantificazione della differenza determinata utilizzando il confronto tra il FEG e gli interventi degli Stati membri. È importante quantificare tale valore aggiunto, dal momento che esso contribuisce a giustificare o ad affrontare le azioni politiche condotte dall'UE, quali per esempio il FEG.

È possibile quantificarlo in quattro modi. In primo luogo, l'effetto complessivo che analizza in quale modo il FEG si integri nelle azioni esistenti, attraverso l'intensificazione, l'ampliamento, il sostegno, il potenziamento o il rafforzamento delle misure attive a favore del mercato del lavoro o delle politiche nazionali in materia di occupazione. I fatti analizzati a partire da molti casi di intervento del FEG indicano che il FEG ha prodotto un effetto complessivo significativo.

In secondo luogo, il FEG ha finanziato misure che hanno ampliato il sostegno esistente a favore di gruppi e in settori che, altrimenti, non avrebbero ricevuto alcun sostegno, quali per esempio i gruppi comprendenti lavoratori più giovani, persone ancora occupate e persone provenienti da un contesto migratorio. In terzo luogo, il finanziamento del FEG ha fornito sostegno a innovazioni locali/regionali, adottate a livello nazionale, nonché a innovazioni nazionali successivamente integrate.

In quarto luogo, i fatti dimostrano risultati positivi in termini di apprendimento per le organizzazioni interessate. Vi rientrano lo sviluppo di capacità in termini di gestione efficiente delle misure e la creazione di partenariati per realizzare le misure di intervento del FEG.

Riforme del FEG

Il FEG ha subito una serie di riforme dal 2006. Tra queste, la riduzione dei criteri di intervento da 1 000 esuberi a 500 esuberi. Ciò significa che il FEG è più accessibile a regioni e Stati membri più piccoli. Sono state presentate proposte di ulteriore diminuzione del numero di esuberi, che tuttavia hanno incontrato non poche resistenze. Il relatore ritiene tuttavia che gli Stati membri dovrebbero ricorrere più spesso all'articolo 4, paragrafo 2, il quale permette una domanda di contributo che non tiene conto della soglia dei 500 esuberi. Molte domande di contributo sono già state approvate applicando tale articolo.

Il periodo di intervento è stato esteso da 12 a 24 mesi. Ciò ha consentito a molti beneficiari di accedere a programmi di formazione o educativi più estesi. Il periodo di 12 mesi era piuttosto restrittivo, in particolare a fronte di ritardi da parte degli Stati membri nell'applicazione delle misure del FEG, e ciò ha comportato che per i beneficiari l'accesso a talune misure era alquanto limitato.

Ora i lavoratori autonomi possono accedere al FEG. Il relatore reputa importante tale riforma, dal momento che in taluni Stati membri i lavoratori autonomi beneficiano di una protezione sociale inferiore rispetto agli altri lavoratori. Tale situazione può scoraggiare chi desidera creare posti di lavoro e, quanto meno, il FEG può fornirgli la stessa rete di sicurezza esistente per gli altri lavoratori.

Il nuovo regolamento include altresì i NEET. Ciò accresce la portata del FEG e i fatti dimostrano che, massimizzando il numero di partecipanti, è possibile produrre economie di scala. Inoltre è una prova di solidarietà nei confronti dei giovani disoccupati che vivono in regioni ad alto tasso di disoccupazione.

Il livello di cofinanziamento rappresenta una problematica per taluni Stati membri che preferiscono ricorrere al FEG, per esempio in quanto offre un tasso di cofinanziamento più elevato. L'aumento dal 50 % a 60 % costituisce una soluzione determinante per spronare tali Stati membri a prendere in considerazione il FEG.

Per quanto riguarda l'inclusione del criterio della crisi, è bene notare che, nel periodo 2009-2011, in cui era in atto la deroga relativa alla crisi, il numero di domande di contributo del FEG ha registrato un sensibile aumento. Nell'ambito dell'attuale regolamento, riconosce che l'impatto della crisi del 2007 continua a farsi sentire in taluni settori/paesi e, inoltre, che il FEG dovrebbe essere in misura di rispondere a qualsiasi nuova crisi finanziaria o economica globale.

Relazione della Corte dei conti

La relazione della Corte dei conti conteneva 6 conclusioni e 3 raccomandazioni. Molte di queste sono già state trattate nella presente relazione, ma è bene ribadire alcuni punti. Si tratta in particolare della necessità per gli Stati membri di stabilire obiettivi di reinserimento quantitativi e di operare un distinguo tra il FEG e le altre misure nonché tra le due tipologie principali di sostegno fornito dal FEG. Una delle critiche mosse al FEG è che taluni Stati membri hanno utilizzato importi rilevanti di finanziamenti a titolo del FEG per compensare regimi nazionali di sostegno al reddito dei lavoratori. La Corte dei conti reputa che tale utilizzo del denaro europeo non fornisca un valore aggiunto, per cui è fondamentale che gli Stati membri valutino in modo specifico il valore aggiunto di tale tipologia di sostegno.

Tale relazione critica altresì la lunga procedura di approvazione del FEG. Le recenti riforme hanno comunque introdotto una procedura più rapida e molti Stati membri iniziano ad attuare le misure non appena inviano la domanda di contributo alla Commissione.

Secondo una delle raccomandazioni della Corte dei conti, le istituzioni dell'UE dovrebbero adeguare il quadro dell'FSE per farlo diventare un'alternativa al FEG. Tuttavia molte delle ragioni a sostegno di tale argomentazione sono state trattate nel nuovo regolamento, per esempio i termini.

(1)

Regolamento (CE) n. 1927/2006, articolo 3.

(2)

Articolo 7, paragrafo 1.


PARERE della commissione per i bilanci (25.5.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Relatore per parere: Jean-Paul Denanot

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i bilanci invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  rileva che i finanziamenti del FEG possono sostenere o integrare le azioni degli Stati membri nel settore dell'occupazione e degli affari sociali, ma non possono sostituire l'intervento primario e le responsabilità delle autorità nazionali e pertanto non dovrebbero compensare regimi nazionali di sostegno al reddito dei lavoratori; ricorda inoltre che gli Stati membri hanno la responsabilità di cofinanziare le azioni del FEG con le modalità previste nella legislazione nazionale e l'obbligo di garantire l'efficace esecuzione del bilancio del FEG;

2.  è convinto che il FEG rappresenti un valido strumento di sostegno e solidarietà dell'UE nei confronti dei lavoratori, che aiuta i disoccupati a rientrare nel mondo del lavoro, il cui obiettivo è contribuire a una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile e promuovere l'occupazione sostenibile in Europa; sostiene tuttavia che nell'ambito del FEG vi sia un notevole margine di miglioramento; ritiene in particolare che il FEG potrebbe offrire un miglior rapporto costi-benefici ed essere maggiormente concentrato sui risultati; ritiene che il FEG dovrebbe continuare a operare al di fuori del QFP nel prossimo periodo di programmazione;

3.  ritiene che non si dovrebbe aumentare il tasso di cofinanziamento del 60 %;

4.  osserva che, tra il 2007 e il 2014, un importo globale di 542,4 milioni di euro è stato chiesto da venti Stati membri per 131 interventi destinati a 121 380 lavoratori;

5.  rileva che il FEG dovrebbe essere un meccanismo che presta assistenza a breve termine quando è necessario reagire tempestivamente; si rammarica che, tra il 2007 e il 2013, il periodo medio di approvazione per ricevere assistenza dal FEG fosse di 303 giorni; accoglie con favore gli sforzi profusi dalla Commissione per snellire la procedura di domanda; indica che la riduzione del numero delle lingue ufficiali in cui deve essere tradotto un progetto di decisione potrebbe ridurre i tempi di almeno due settimane; evidenzia che eventuali ulteriori traduzioni richieste potrebbero essere realizzate dalla Commissione in un secondo momento;

6.  rileva che, tra il 2007 e il 2014, otto Stati membri non hanno fatto ricorso al sostegno del FEG a loro disposizione; invita la Commissione a esaminare tutti i casi in cui la capacità amministrativa e normativa o ostacoli di altro genere hanno impedito la partecipazione al FEG e a proporre azioni per rimuovere tali ostacoli;

7.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di migliorare l'esecuzione del bilancio del FEG mediante opzioni di flessibilità, chiaramente orientate ai risultati, all'incidenza e al valore aggiunto, senza pregiudicare un uso corretto e trasparente dei fondi e la conformità alle norme; è del parere che occorra accelerare le procedure di domanda al fine di aumentare l'efficacia del fondo per i lavoratori collocati in esubero; esprime preoccupazione per la disparità esistente tra le risorse richieste al FEG e gli importi rimborsati dagli Stati membri, rilevando che il tasso medio di esecuzione del bilancio è solo del 45 %; invita pertanto la Commissione a esaminare attentamente i motivi legati ai bassi tassi di esecuzione e a proporre misure volte a risolvere le strozzature esistenti e garantire un uso ottimale del fondo; osserva che il tasso di ricollocamento al termine del periodo di assistenza del FEG varia notevolmente dal 4 % all'86 % e sottolinea quindi l'importanza di misure attive e inclusive per il mercato del lavoro; rileva che la spesa a titolo del FEG in alcuni Stati membri ottiene costantemente risultati migliori rispetto ad altri; propone alla Commissione di continuare a fornire orientamenti e di consentire agli Stati membri di condividere le migliori pratiche sulla domanda di fondi al FEG e sul loro uso per garantire il massimo tasso di ricollocamento per ciascun euro di spesa;

8.  rileva che, secondo i Servizi di ricerca parlamentare, il FEG offre il miglior valore aggiunto europeo se usato per cofinanziare i servizi rivolti ai lavoratori in esubero che solitamente non figurano tra i servizi pubblici per l'occupazione degli Stati membri e se questi sono orientati ad attività di formazione e riqualificazione professionale e non a indennità;

9.  plaude al tasso di ricollocamento pari a quasi il 50 % tra i lavoratori che hanno beneficiato di assistenza per le richieste chiuse nel periodo 2013-2014; sottolinea, tuttavia, che i contributi del FEG dovrebbero svolgere un ruolo prospettico per finanziamenti settoriali anticipati, al fine di garantire un reinserimento duraturo nel mondo del lavoro ai lavoratori occupati in settori in espansione;

10.  osserva il carattere di breve termine del FEG e sottolinea la necessità di rafforzare le sinergie, l'addizionalità e il coordinamento tra il FEG, l'FSE e il FESR nonché le misure finanziate a livello nazionale e regionale, al fine di accompagnare le imprese in difficoltà in un processo transitorio che favorisca la creazione di posti di lavoro; propone a tal fine, rispettando le tradizioni e le consuetudini degli Stati membri, che le domande di intervento del FEG siano formulate dalle autorità responsabili della gestione dei fondi strutturali in ciascuno Stato membro, purché le autorità di gestione regionali dispongano di risorse amministrative e finanziarie sufficienti per garantire tale compito; propone che le domande di intervento del FEG siano pubblicamente accessibili;

11.  rileva che, in vari casi di intervento del FEG, i costi più elevati per le azioni contemplate dall'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento FEG, indeboliscono l'impatto generale degli investimenti operati dal FEG; invita la Commissione ad affrontare il problema di tali costi introducendo limiti;

12.  ritiene che l'uso diffuso della deroga alle soglie di ammissibilità, in particolare a favore delle PMI, la proroga dei periodi di riferimento nonché la possibilità di includere i lavoratori licenziati che forniscono servizi connessi ai lavoratori licenziati dell'impresa di riferimento debbano essere attentamente valutati caso per caso, cercando in ogni modo di limitare un utilizzo distorto della dotazione di bilancio del FEG;

13.  invita la Commissione a migliorare l'assistenza tecnica esistente prestata agli Stati membri e a intensificare la comunicazione con questi ultimi sulle opportunità di assistenza del FEG onde aumentare il ricorso a tale fondo, e chiede che le domande di contributo finanziario a titolo del FEG da parte degli Stati membri, e tutta la relativa documentazione, siano rese pubbliche sul sito della Commissione europea;

14.  ritiene che l'intervento sociale a posteriori, spesso legato al rimborso dei finanziamenti degli Stati membri, renda invisibile l'impegno dell'Unione europea a sostegno dei lavoratori collocati in esubero; invita la Commissione europea a intensificare la sua attività di comunicazione con il pubblico e le reti dei sindacati nazionali e locali per meglio valorizzare l'azione sociale dell'Unione europea;

15.  invita la Commissione a includere nella propria valutazione intermedia del FEG un'analisi specifica qualitativa e quantitativa del sostegno del FEG ai giovani che non lavorano e non partecipano ad alcun ciclo di istruzione o formazione (NEET), in particolare tenendo conto dell'attuazione del sistema di garanzia per i giovani e delle sinergie necessarie tra i bilanci nazionali, l'FSE e l'Iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; è del parere che, in seguito a tale analisi, la deroga per i NEET dovrebbe essere prorogata oltre il 2017;

16.  chiede alla Commissione di effettuare studi sull'impatto della globalizzazione per settori e, sulla base dei risultati ottenuti, formulare proposte che incoraggino le imprese a prevedere le trasformazioni settoriali e a prepararvi i loro dipendenti a monte dei licenziamenti;

17.  ritiene che esistano ulteriori margini per migliorare il ricorso al FEG per i progetti volti a sostenere l'imprenditorialità e le attività delle start-up; invita la Commissione a esaminare ulteriormente questo aspetto;

18.  prende atto delle perplessità espresse di Servizi di ricerca parlamentare per quanto concerne la metodologia di calcolo dei benefici derivanti dal FEG; evidenzia la necessità di prevedere requisiti supplementari per gli indicatori di efficienza.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.5.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Jean Arthuis, Lefteris Christoforou, Jean-Paul Denanot, José Manuel Fernandes, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Vladimír Maňka, Ernest Maragall, Sophie Montel, Liadh Ní Riada, Jan Olbrycht, Younous Omarjee, Urmas Paet, Paul Rübig, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Paul Tang, Daniele Viotti, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Anneli Jäätteenmäki, Georgios Kyrtsos, Andrej Plenković, Ivan Štefanec, Nils Torvalds

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Rainer Wieland


PARERE della commissione per il commercio internazionale (25.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Relatore per parere: Agnes Jongerius

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  invita la Commissione ad effettuare approfondite valutazioni d'impatto ex ante ed ex post di tutti gli accordi commerciali, compresi i loro potenziali effetti sull'occupazione, la competitività e l'economia, incluse le piccole e medie imprese, nonché di tutte le iniziative legislative pertinenti, assicurando un efficace coordinamento ex ante tra la Direzione generale per il commercio e la Direzione generale per l'occupazione; è d'avviso che tutti i settori identificati come vulnerabili dovrebbero essere sottoposti a un attento monitoraggio e oggetto, ove necessario, di opportune misure specifiche e che le parti sociali, compresi i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, e gli Stati membri coinvolti in settori ad alto rischio dovrebbero essere debitamente informati e assistiti nella procedura di presentazione della domanda;

2.  osserva che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è uno strumento di solidarietà, istituito al fine di sostenere i lavoratori collocati in esubero in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale quali la mondializzazione o le crisi economica e finanziaria globali; sottolinea pertanto la necessità di una solida coerenza tra le politiche commerciali e industriali, giacché gli accordi commerciali possono esporre le imprese europee a una concorrenza più marcata con potenziali effetti negativi per quanto riguarda l'occupazione, e di una strategia industriale comune;

3.  ricorda la comunicazione della Commissione, del 14 ottobre 2015, dal titolo "Commercio per tutti - Verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497), nella quale essa riconosce che gli accordi commerciali possono generare effetti perturbanti per alcuni lavoratori e in determinate regioni quando la nuova situazione concorrenziale risulta troppo intensa, ma anche che il FEG è uno strumento essenziale, che apporta sostegno alle comunità colpite dalla perdita di posti di lavoro, come nel caso della chiusura di stabilimenti industriali all'interno dell'UE a causa della concorrenza internazionale;

4.  tenendo conto del fatto che il FEG è stato esteso a nuovi settori, invita gli Stati membri ad elaborare, sulla base di dette valutazioni d'impatto e di concerto con le parti sociali, compresi i rappresentanti delle imprese e dei lavoratori, strategie intese ad anticipare i previsti cambiamenti del mercato del lavoro; ritiene pertanto che il finanziamento, la pubblicità e il livello di semplicità del processo decisionale del FEG e il suo coordinamento con altri fondi unionali debbano essere valutati al fine di soddisfare le esigenze che potrebbero derivare da tali strategie;

5.  chiede alla Commissione di rafforzare la direttiva in materia di informazione e consultazione; sottolinea che i rappresentanti dei lavoratori e i sindacati dovrebbero essere tempestivamente informati di tutti i piani di ristrutturazione o chiusura di impianti derivanti dagli effetti del commercio, in modo che i negoziati per un piano sociale adeguato possano avvenire in condizioni di equità e di parità di accesso alle informazioni; è d'avviso che ciò consentirebbe di garantire che le imprese si assumano pienamente le proprie responsabilità;

6.  invita il Parlamento a organizzare regolari audizioni congiunte della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, al fine di contribuire a migliorare il coordinamento tra la politica commerciale e il FEG e il relativo monitoraggio;

7.  invita la Commissione ad abbassare la soglia di ammissibilità, pari attualmente a 500 esuberi, poiché essa ha come conseguenza pratica che solo le grandi società — che spesso sono globalmente redditizie — possano richiedere l'intervento del FEG; ritiene che, per garantire che siano assistiti i dipendenti delle imprese più piccole in settori direttamente colpiti dagli effetti della globalizzazione, la soglia dovrebbe essere abbassata a 100 esuberi; invita la Commissione a sostenere, oltre ai dipendenti delle imprese colpiti da misure di esubero, anche l'insieme dei settori colpiti, compresi i subappaltanti; incoraggia la Commissione a dare prova di maggiore flessibilità e reattività nell'utilizzazione del FEG; deplora il fatto che gli importi previsti dal fondo debbano troppo spesso essere anticipati dagli Stati membri;

8.  invita la Commissione a riorientare il FEG a favore delle PMI, attori essenziali per il dinamismo del tessuto economico europeo;

9.  chiede al Consiglio e alla Commissione di sbloccare i regolamenti volti a modernizzare gli strumenti di difesa commerciale al fine di renderli più rapidi, efficaci, efficienti e accessibili, anche alle PMI; sottolinea che strumenti di difesa commerciale efficienti e riformati eviterebbero il ricorso al FEG in casi di dumping sociale, ambientale o dei prezzi da parte di altri paesi;

10.  chiede alla Commissione di condurre nel contempo una strategia di sostegno a una politica industriale e di investimenti comune e di rafforzare gli strumenti di difesa commerciale dell'Europa;

11.  invita la Commissione a concedere lo status di economia di mercato solamente ai partner commerciali che soddisfino i cinque criteri da essa stabiliti; a questo proposito, fa appello alla Commissione affinché attui una strategia chiara ed efficace riguardo alle questioni connesse alla concessione a paesi terzi dello status di economia di mercato, al fine di preservare la competitività delle imprese unionali e perseguire la nostra lotta contro ogni tipo di concorrenza sleale;

12.  invita la Commissione a estendere la deroga all'iniziativa per l'occupazione giovanile oltre la fine del 2017;

13.  conviene con la Commissione che l'essenza stessa del FEG è assistere le persone che hanno perso il lavoro a seguito di una maggiore apertura del commercio; considera che un importante compito del FEG consista nel mitigare le conseguenze delle controversie commerciali e assicurare che gli oneri derivanti da decisioni politiche comuni a livello unionale siano ripartiti tra gli Stati membri dell'Unione; invita pertanto la Commissione ad assicurare sostegno alle imprese colpiti dai conflitti commerciali e ai loro dipendenti e propone inoltre di creare un meccanismo di intervento rapido per trattare le domande relative a controversie commerciali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

31

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, Marine Le Pen, David Martin, Emmanuel Maurel, Emma McClarkin, Anne-Marie Mineur, Alessia Maria Mosca, Franz Obermayr, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Hannu Takkula

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Klaus Buchner, Danuta Maria Hübner, Agnes Jongerius, Sander Loones, Bolesław G. Piecha, Frédérique Ries, Fernando Ruas, Lola Sánchez Caldentey, Judith Sargentini, József Szájer, Marita Ulvskog, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Rosa D’Amato, Emilian Pavel, Maurice Ponga, Marco Valli, Axel Voss


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (28.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Relatore per parere: Marco Valli

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

−  visto il regolamento (CE) n. 1927/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 dicembre 2006, che istituisce un Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (regolamento FEG)(1),

−  visto il regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006 (nuovo regolamento FEG)(2),

−  vista la relazione della Commissione del 22 luglio 2015 sulle attività del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione nel 2013 e 2014 (COM(2015)0355),

−  vista la relazione speciale n. 7/2013 della Corte dei conti sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, corredata delle risposte della Commissione(3) (relazione della Corte dei conti),

A.  considerando che il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) è stato istituito al fine di sostenere i lavoratori in esubero in conseguenza di trasformazioni rilevanti della struttura del commercio mondiale;

B.  considerando che l'articolo 19 del regolamento (CE) n. 1309/2013 prevede che la Commissione presenti ogni due anni al Parlamento e al Consiglio una relazione quantitativa e qualitativa sulle attività svolte dal FEG nel corso dei due anni precedenti;

C.  considerando che il FEG è stato creato per affrontare situazioni di emergenza puntuali e di durata limitata, a differenza dal Fondo sociale europeo (FSE) che offre anche un sostegno ai lavoratori in esubero, ma il cui scopo è di risolvere gli squilibri strutturali a lungo termine, in particolare attraverso programmi di formazione permanente;

1.  rileva che l'importo complessivo degli aiuti concessi a titolo del FEG dalla data della prima domanda fino al settembre 2015 ammontava a circa 545 milioni di euro dal bilancio dell'Unione e a circa 390 milioni di euro dai bilanci degli Stati membri, per un totale di 139 domande approvate presentate dagli Stati membri;

2.  ritiene necessario un maggiore ricorso al FEG per prevenire e affrontare i processi di delocalizzazione e per reagire alle crisi settoriali dovute alle fluttuazioni dei prezzi e della domanda a livello mondiale;

3.  apprende dalla relazione della Corte dei conti che quasi tutti i lavoratori ammissibili hanno potuto beneficiare di misure FEG personalizzate; osserva che i servizi offerti ai potenziali beneficiari erano generalmente adattati alle loro esigenze, con un conseguente incremento della loro possibilità di successo; constata inoltre che, in generale, il sostegno del FEG è stato ben coordinato con l'FSE e con le misure nazionali per il mercato del lavoro, in quanto le misure esistenti sono state integrate da misure aggiuntive del FEG, ideate specificamente per rispondere alle esigenze dei lavoratori;

4.  chiede alla Commissione di far sì che il FEG risponda alle esigenze specifiche dei lavoratori autonomi; sottolinea che le delocalizzazioni, così come altri fenomeni della globalizzazione quali la cosiddetta economia collaborativa e la robotica, stanno incidendo su settori importanti dell'economia europea, nei quali il numero dei lavoratori autonomi è in costante aumento;

5.  segnala che, in alcuni casi, i lavoratori in esubero precedentemente dipendenti dei fornitori di un'azienda colpita non hanno beneficiato del sostegno a titolo del FEG; prende atto della spiegazione della Commissione secondo cui i lavoratori interessati dei fornitori a valle non sono mai stati esclusi intenzionalmente, dal momento che la Commissione, in collaborazione con gli Stati membri, si adopera per trovare un ragionevole equilibrio tra una copertura completa e il tempo necessario per preparare e presentare una domanda; osserva che la Commissione dovrebbe includere ulteriori informazioni sui settori in cui i lavoratori hanno avuto maggiori probabilità di trovare un impiego e specificare se la formazione offerta sia risultata adeguata alle future prospettive economiche ed esigenze del mercato del lavoro delle regioni interessate dai licenziamenti;

6.  chiede alla Commissione di abbassare la soglia di ammissibilità al FEG, pari attualmente a 500 esuberi, portandola a 100 esuberi nel caso delle medie imprese e a 50 esuberi nel caso delle piccole imprese, in modo da garantire un sostegno ai lavoratori delle PMI, che, in generale, sono le più colpite dagli effetti della globalizzazione;

7.  rileva che, anche se non è previsto che l'FSE faccia fronte a eventi imprevedibili, tutte le misure di cui al regolamento FEG potrebbero parimenti essere applicate a titolo dell'FSE; osserva che tra i motivi principali per cui alcuni Stati membri hanno preferito ricorrere all'FSE anziché al FEG vi sono: il tasso di cofinanziamento più elevato dell'FSE, la maggiore rapidità di attuazione delle misure previste dall'FSE, la mancanza di un prefinanziamento da parte del FEG, la lunga procedura di approvazione dei contributi del FEG e le condizioni più restrittive nell'ambito del FEG;

8.  osserva che, in molti casi, gli Stati membri incontrano ulteriori difficoltà nel dimostrare che gli esuberi collettivi soddisfano i criteri di intervento del FEG e che tale compito è ancora più impegnativo quando sono coinvolte diverse PMI; invita pertanto la Commissione ad affrontare le succitate carenze per far sì che il FEG rappresenti una valida soluzione per i lavoratori in esubero;

9.  apprende che la qualità e la disponibilità dei dati sul reinserimento è stata compromessa da una serie di diversi fattori; sottolinea che gli Stati membri non hanno, in genere, fissato obiettivi quantitativi di reinserimento, e che, in alcuni casi, i servizi d'impiego pubblici o privati, all'atto di raccogliere i dati sul reinserimento, non hanno operato una distinzione sistematica tra il FEG, l'FSE e le altre misure nazionali; chiede alla Commissione di fornire ogni anno una valutazione completa dei risultati ottenuti per ciascun intervento del FEG e di fornire dati sulle domande FEG non approvate a livello di Commissione e i relativi motivi;

10.  sottolinea il fatto che alle autorità degli Stati membri non è stato imposto di operare distinzioni tra le misure attive per il mercato del lavoro, come la formazione e l'aiuto alle attività professionali autonome, e il sostegno al reddito per i lavoratori subordinati; rileva inoltre l'assenza di informazioni specifiche che consentano di individuare i progetti cofinanziati dall'FSE che avrebbero potuto effettivamente rispondere ai criteri di intervento del FEG, al fine di contribuire alla misurazione dell'impatto del FEG; chiede alla Commissione di esaminare la questione e di presentare una relazione sul numero e la portata dei progetti dell'FSE che soddisfano i criteri di intervento del FEG;

11.  constata che i servizi della Commissione hanno apportato miglioramenti alla banca dati del FEG in cui i dati quantitativi relativi ai casi FEG vengono registrati a fini statistici, rendendo più agevole la presentazione delle domande da parte degli Stati membri e l'analisi e il raffronto delle cifre relative ai casi di intervento del FEG da parte della Commissione; rileva altresì che la Commissione ha incluso il FEG nel sistema comune di gestione concorrente dei fondi, il che dovrebbe comportare la presentazione di un maggior numero di domande corrette e complete e un'ulteriore riduzione del tempo necessario affinché una domanda presentata da uno Stato membro sia adottata dal Parlamento e dal Consiglio; osserva che, per motivi di trasparenza e di responsabilità democratica, la Commissione avrebbe dovuto garantire l'accesso del pubblico a tutti i documenti relativi ai casi di intervento del FEG;

12.  rileva che i formulari di domanda del FEG non contengono alcuna informazione sulle imprese i cui lavoratori sono stati interessati da misure collegate al FEG; chiede alla Commissione di fornire dati più precisi e di valutare se la chiusura e/o gli esuberi siano conseguenza di una delocalizzazione della produzione da parte delle aziende in paesi terzi o in altri Stati membri che applicano politiche fiscali aggressive per attrarre investimenti; chiede che la Commissione valuti uno strumento che obblighi le aziende che spostano la produzione fuori dall'UE a contribuire alle misure di reinserimento per i lavoratori in esubero;

13.  ritiene che il FEG dovrebbe poter fornire il suo contributo finanziario in maniera tempestiva, al fine di massimizzarne l'impatto e consentire ai lavoratori interessati di beneficiare delle misure finanziate quanto prima possibile dopo essere stati collocati in esubero; richiama l'attenzione sul fatto che, secondo la relazione della Corte dei conti, la durata media di una procedura di approvazione del FEG è di 41 settimane; riconosce che la Commissione sta cercando di ridurre al minimo i tempi di attesa, ove possibile; rileva inoltre che, secondo la regolamentazione in vigore, alcune parti della procedura non possono essere abbreviate; invita la Commissione a comunicare se le modifiche apportate alle domande e ai moduli in formato elettronico abbiano contribuito a ridurre la durata della procedura relativa al FEG;

14.  prende atto della dichiarazione della Commissione che il regolamento FEG non contiene obiettivi quantitativi di reinserimento e che le diverse misure del FEG possono essere esaminate con altri mezzi; sottolinea che è stato difficile valutare chiaramente il successo dello strumento e il suo reale contributo in quanto strumento unico per il reinserimento professionale dei lavoratori; segnala che il pacchetto coordinato di servizi personalizzati cofinanziato dal FEG deve essere bilanciato con altre azioni e deve completarle per fornire un "valore aggiunto dell'UE", con vantaggi chiari e tangibili per l'Unione e i suoi cittadini;

15.  rammenta che i contributi finanziari a valere sul FEG dovrebbero essere orientati in primo luogo verso misure attive a favore del mercato del lavoro volte a reintegrare rapidamente i beneficiari in un'attività lavorativa sostenibile, anche esterna al settore di attività iniziale; constata che le misure intese a fornire ai lavoratori un sostegno al reddito sono state individuate in tutti i casi menzionati nella relazione della Corte dei conti, e che tali misure hanno rappresentato il 33 % dei costi rimborsati per tutti i casi del FEG; segnala che il nuovo regolamento FEG limita i costi delle misure speciali di durata limitata, quali le indennità per la ricerca di un lavoro e gli incentivi all'assunzione destinati ai datori di lavoro, al 35 % dei costi totali del pacchetto coordinato, e che le azioni sostenute dal FEG non sostituiscono le misure passive di protezione sociale previste dagli Stati membri nei loro sistemi nazionali.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

20.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Zigmantas Balčytis, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Bogusław Liberadzki, Verónica Lope Fontagné, Dan Nica, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Michael Theurer, Marco Valli, Derek Vaughan, Anders Primdahl Vistisen, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Richard Ashworth, Caterina Chinnici, Cătălin Sorin Ivan, Benedek Jávor, Karin Kadenbach, Marian-Jean Marinescu, Markus Pieper, Julia Pitera, Miroslav Poche, Patricija Šulin

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Georg Mayer

(1)

GU L 406 del 30.12.2006, pag. 1.

(2)

GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.

(3)

GU C 182 del 27.6.2013, pag. 3.


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (20.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Relatore per parere: Tamás Deutsch

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che dalle valutazioni sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) si evince che i risultati degli interventi del fondo sono condizionati da fattori quali il livello di istruzione e le qualifiche dei lavoratori interessati, nonché dalla capacità di assorbimento dei mercati di lavoro pertinenti e dal PIL dei paesi beneficiari; sottolinea che tali fattori sono influenzati principalmente da misure a lungo termine che possono ricevere un sostegno efficace dai fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE); osserva la necessità di tener conto di tali fattori e della situazione locale del mercato del lavoro in ogni intervento del FEG, assicurando nel contempo che alla richiesta di assistenza faccia seguito un intervento nel più breve tempo possibile; si rammarica per i ritardi nell'attuazione e per le strozzature derivanti dall'inflessibilità di talune misure del FEG e dalle lacune nella legislazione nazionale in alcuni Stati membri e sottolinea la necessità di rendere più flessibili i finanziamenti del FEG;

2.  osserva che, sebbene l'ambito tematico e i settori di intervento dei fondi strutturali e d'investimento europei (SIE) (in particolare il Fondo sociale europeo) e del FEG siano spesso simili, quest'ultimo è stato istituito allo scopo di reagire rapidamente alle situazioni che possono presentarsi, mentre i fondi SIE hanno un ciclo di programmazione pluriennale; osserva che l'aumento delle sinergie tra il FEG e i fondi SIE è fondamentale per ottenere risultati più rapidi e più efficaci; sottolinea che i fondi SIE dovrebbero fungere da misure di follow-up negli ambiti del sostegno del FEG, stimolando gli investimenti, la crescita complessiva e la creazione di posti di lavoro; sottolinea che gli interventi del FEG dovrebbero essere coordinati con i programmi dell'UE già esistenti, come le iniziative per l'occupazione giovanile, nonché con i programmi e le strategie nazionali e le fonti private, allo scopo di aiutare le persone a trovare un impiego e promuovere l'imprenditoria, soprattutto nelle regioni e nei settori che già risentono degli effetti avversi della globalizzazione o della ristrutturazione dell'economia; esprime preoccupazione per la mancanza di una valutazione dell'efficienza e dell'efficacia del FEG e chiede una panoramica più completa dei finanziamenti e del loro utilizzo nel caso di Stati membri specifici;

3.  chiede alla Commissione che, nel processo di attuazione del FEG, ivi incluse la sua prossima relazione e le eventuali proposte, fornisca informazioni sul tipo e la qualità dei posti di lavoro trovati da chi è stato reintegrato nel mercato del lavoro e sulla tendenza a medio e lungo termine per quanto concerne il tasso di reintegro conseguito mediante gli interventi del FEG; invita, in tale contesto di misurazione dei risultati del FEG in termini di occupazione e riorientamento professionale tra i beneficiari, a indicare con maggiore precisione in quali settori i lavoratori hanno probabilità di trovare occupazione e se la formazione offerta è adeguata alle prospettive economiche e alle esigenze del mercato del lavoro nelle regioni interessate dai licenziamenti; chiede inoltre alla Commissione, alla luce di quanto sopra, che, nell'ambito della definizione delle misure sostenute dal FEG, tenga conto delle prospettive future del mercato del lavoro, in particolare nei settori orientati al futuro, e delle competenze effettivamente richieste e che fornisca un'analisi dettagliata della realizzazione di tale requisito nelle sue relazioni e valutazioni; invita a effettuare una valutazione esaustiva delle aspettative degli Stati membri che chiedono il sostegno del FEG, delle ragioni che impediscono agli Stati membri di presentare domanda nonostante le necessità, nonché delle eventuali opzioni per l'adattamento delle soglie di ammissibilità;

4.  sottolinea l'importanza dell'elaborazione di un pacchetto coordinato di servizi personalizzati a favore dei lavoratori, in consultazione con le parti sociali e le autorità regionali;

5.  ritiene pertanto che, al fine di consolidare ulteriormente le misure volte a contrastare gli effetti della crisi, sia fondamentale destinare risorse a investimenti che contribuiscano alla crescita e all'occupazione, all'istruzione, alle competenze, alla mobilità geografica dei lavoratori e alle condizioni dei mercati del lavoro; accoglie positivamente, in questo contesto, il fatto che l'ambito della ricerca e dell'innovazione risulti essere quello cui è stata destinata la maggior parte delle risorse a titolo del Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) nell'attuale periodo di programmazione;

6.  sottolinea la necessità di aumentare l'utilizzo del FEG promuovendo la domanda da parte degli Stati membri, il che renderà necessario un incremento del suo finanziamento e del cofinanziamento dell'UE, e invita la Commissione a valutare la possibilità di aumentare il livello massimo di sostegno fornito dal FEG dal 60 % all'85 % nelle regioni in cui il livello complessivo di disoccupazione è notevolmente superiore alla media del paese; si rammarica che la Commissione non abbia fornito nelle sue valutazioni relative al FEG un'analisi regionale dei beneficiari, che avrebbe potuto illustrare l'utilizzo del FEG nelle regioni con tassi di disoccupazione già significativi o con una disoccupazione strutturale elevata nel settore sostenuto; esorta, parimenti, gli Stati membri a conferire alle regioni un ruolo più importante nel processo di presentazione delle domande di finanziamento;

7.  rammenta che i fondi SIE stanno contribuendo in modo significativo a contrastare le conseguenze economiche e sociali della crisi, ad attenuare gli effetti negativi della globalizzazione e a promuovere gli obiettivi a lungo termine della crescita e dell'occupazione sostenibili; sottolinea che è opportuno optare per approcci integrati basati sulla programmazione plurifondo al fine di affrontare sostenibilmente il problema degli esuberi e della disoccupazione, mediante un'assegnazione efficace delle risorse e rafforzando il coordinamento e le sinergie, in particolare tra il Fondo sociale europeo e il FESR; ritiene fermamente che una strategia integrata di programmazione plurifondo ridurrebbe i rischi di delocalizzazione e creerebbe condizioni favorevoli per il ritorno della produzione industriale nell'UE;

8.  ritiene che un'assegnazione efficiente delle risorse implichi di rispettare il principio di sussidiarietà ed evitare la duplicazione del sostegno che potrebbe essere fornito più efficacemente dagli Stati membri; invita la Commissione, a tal proposito, ad adoperarsi affinché i pagamenti diretti in contanti a titolo del FEG non sostituiscano né integrino le indennità nazionali di disoccupazione, come pure a dedicare ulteriore attenzione alla raccomandazione 2 della relazione speciale n. 7/2013 della Corte dei conti europea;

9.  chiede alla Commissione di garantire l'accesso del pubblico a tutti i documenti connessi ai casi coperti dal FEG, al fine di garantire una maggiore trasparenza dell'intero processo decisionale e di finanziamento;

10.  osserva che l'innovazione e l'efficienza sotto il profilo delle risorse sono fondamentali per il rinnovamento industriale e la diversificazione economica, che a loro volta sono essenziali per contrastare gli effetti dei cambiamenti strutturali nelle regioni e nei settori più colpiti dalla globalizzazione o dalla crisi economica e finanziaria, e rammenta il ruolo svolto in questo contesto dalle strategie di specializzazione intelligente;

11.  esprime preoccupazione, tuttavia, per la lentezza dei miglioramenti e per le grandi disparità rilevate tra i risultati delle regioni nell'ambito dell'innovazione, come pure per le carenze riscontrate nell'attuazione delle strategie di specializzazione intelligente negli Stati membri; prende atto, a questo proposito, delle iniziative della Commissione, quali le piattaforme tematiche di specializzazione intelligente e i partenariati strategici europei di cluster per la specializzazione intelligente, e chiede alla Commissione di informare periodicamente il Parlamento sulla loro attuazione;

12.  si rammarica che, in tutti i casi interessati dal sostegno del FEG, il tasso medio degli impieghi autonomi sia pari ad appena il 5% del tasso di ricollocamento complessivo; ricorda, a tal proposito, la necessità di impiegare e pianificare il sostegno a titolo dei fondi SIE in modo tale da potenziare la percezione positiva e le potenzialità del lavoro autonomo, dell'imprenditorialità e della creazione di imprese, incentrando l'attenzione sulla creazione di nuovi servizi, in particolare nelle aree rurali, dal momento che attualmente accusano ritardi in questo ambito rispetto alle aree urbane;

13.  osserva che per richiedere gli attuali finanziamenti del FEG è necessario che 500 lavoratori siano messi in esubero da un'unica società, ma che gli Stati membri più piccoli hanno maggiori difficoltà a raggiungere tale tasso marginale rispetto agli Stati membri più grandi e, pertanto, l'attuale soglia minima dovrebbe essere adeguata ai tassi di occupazione nazionali e non soggetta a una quota;

14.  osserva che in alcuni casi interessati dal FEG il numero dei beneficiari cui sono destinati i finanziamenti è troppo basso rispetto al totale dei beneficiari ammissibili, il che fa sì che l'impatto positivo delle risorse investite a livello locale o regionale non sia ottimale;

15.  invita le istituzioni dell'UE e le autorità nazionali e regionali/locali, allo scopo di massimizzare l'efficacia degli interventi del FEG e contribuire al rapido reintegro dei lavoratori in esubero nel mercato del lavoro, a semplificare e accelerare il processo decisionale e a garantire la tempestività dei pagamenti ai beneficiari a titolo del FEG, dal momento che il periodo medio di 303 giorni, ossia 10 mesi, per l'approvazione della domanda FEG deve essere urgentemente ridotto per massimizzare l'effetto previsto; sottolinea che è indispensabile, a tal proposito, rafforzare le capacità degli Stati membri per consentire una compilazione delle domande più rapida ed efficiente;

16.  valuta positivamente le misure a sostegno dell'imprenditorialità, sotto forma di sovvenzioni di avvio, incentivi all'imprenditorialità e servizi per i nuovi imprenditori; ritiene che tali misure saranno più utili se verranno offerte ai partecipanti in forma combinata;

17.  prende atto del successo del FEG nei confronti dei beneficiari di età inferiore ai 25 anni; constata l'insuccesso nei confronti dei beneficiari di età superiore ai 55 anni; chiede che nell'ambito del FEG vengano migliorati i metodi applicati ai beneficiari più anziani e che venga incoraggiato il suo uso per la reintegrazione dei giovani nel mercato del lavoro;

18.  si rammarica che, in alcuni casi interessati dal FEG, le azioni previste all'articolo 7, paragrafo 4, del regolamento (UE) n. 1309/2013 – attività di preparazione, gestione, informazione e pubblicità, nonché di controllo e di rendicontazione – rappresentino una percentuale relativamente elevata dei costi complessivi, il che comporta che gli investimenti dell'UE siano assorbiti da procedure amministrative, invece che essere destinati a un numero maggiore di beneficiari;

19.  osserva che nell'ambito di alcune misure del FEG attuate, i criteri di intervento di cui all'articolo 4, paragrafi 1 e 2, del regolamento (UE) n. 1309/2013 possono essere considerati troppo flessibili, il che compromette gli obiettivi chiari dello strumento di finanziamento a livello locale e regionale;

20.  raccomanda alla Commissione e agli Stati membri di redigere statistiche sulle potenziali perdite di posti di lavoro per quanto concerne uomini e donne, onde stabilire il modo migliore per sfruttare i finanziamenti;

21.  invita la Commissione a esaminare le attività finanziate, tenendo conto della necessità di garantire che i beneficiari più vulnerabili non siano privati delle risorse e che queste ultime siano utilizzate nella maniera più efficace;

22.  raccomanda alla Commissione di sostenere gli Stati membri nello sviluppo di misure e programmi innovativi con cui aiutare gli Stati membri a trarre maggiori benefici dal FEG.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

5

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Mercedes Bresso, Andrea Cozzolino, Rosa D’Amato, Bill Etheridge, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Andrew Lewer, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Monika Smolková, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Monika Vana, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniel Buda, Salvatore Cicu, Viorica Dăncilă, Andor Deli, Ivana Maletić, Maurice Ponga, Davor Škrlec


PARERE della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (25.4.2016)

destinato alla commissione per l'occupazione e gli affari sociali

sulle attività, l'incidenza e il valore aggiunto del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione tra il 2007 e il 2014

(2015/2284(INI))

Relatore per parere: Vilija Blinkevičiūtė

SUGGERIMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per l'occupazione e gli affari sociali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che i principi dell'uguaglianza di genere e della non discriminazione, che rientrano tra i valori fondamentali dell'Unione e sono sanciti dalla strategia Europa 2020, dovrebbero essere garantiti e promossi nell'ambito dell'attuazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione;

B.  considerando che il reimpiego professionale tra le donne presenta tassi più elevati che tra gli uomini ma che esso è prevalentemente di natura temporanea e precaria, poiché esse sono costrette ad assistere i familiari contestualmente alla ricerca di una nuova occupazione e/o alla partecipazione a misure di riqualificazione professionale e poiché mancano strutture a prezzi accessibili e di elevata qualità di assistenza all'infanzia e dei malati;

C.  considerando che le donne sono colpite in modo sproporzionato dalla crisi e dalle politiche di austerità;

1.  constata che la variazione nel profilo di genere dei beneficiari del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG), che in media sono donne per il 33% e uomini per il 67%, dipende dal settore e dal fatto che questo sia a prevalenza maschile o femminile(1);

2.  chiede alla Commissione di tener conto della particolare situazione delle donne e di garantire di conseguenza, nei limiti del possibile, che l'assistenza FEG avvantaggi in egual misura le donne e gli uomini;

3.  invita la Commissione e il Consiglio a mantenere le disposizioni in materia di indennità di assistenza contenute nell'attuale regolamento sul FEG, al fine di consentire un miglior sostegno alle donne che svolgono compiti di assistenza(2); osserva tuttavia che tali misure non devono sostituire gli obblighi cui sono soggetti gli Stati membri; sottolinea che gli Stati membri e i datori di lavoro devono sviluppare condizioni di lavoro e di formazione che consentano la condivisione della custodia e delle responsabilità parentali tra i generi;

4.  invita la Commissione a raccogliere dati sull'entità degli aiuti a titolo del FEG assegnati sotto forma di indennità di assistenza come disposto dall'articolo 7, paragrafo 1, lettera b), dell'attuale regolamento sul FEG e sui loro effetti sui tassi di reimpiego professionale delle donne che ne beneficiano;

5.  invita gli Stati membri ad attuare le misure di reimpiego professionale nelle comunità locali in cui si sono registrati esuberi consistenti, in modo da evitare i trasferimenti e le separazioni dalla famiglia e/o dai figli; constata, in tale contesto, che ciò è particolarmente importante per le lavoratrici collocate in esubero, che potrebbero godere di una flessibilità geografica minore a causa degli obblighi di assistenza familiare;

6.  rileva che in tutti i casi contemplati dal FEG il tasso medio del lavoro autonomo è pari al 5 % e invita la Commissione a stabilire misure nel quadro del FEG allo scopo di promuovere e stimolare l'imprenditoria, incoraggiando in particolare l'imprenditoria femminile e sociale; sottolinea l'importanza in tale contesto della formazione d'impresa e dell'apprendimento permanente e in particolare del tutoraggio e delle reti peer-to-peer; ribadisce le potenzialità che offrono le imprese sociali, le cooperative, le mutue e i modelli di impresa alternativi nel responsabilizzare economicamente le donne e promuovere l'inclusione sociale; ricorda che il FEG deve dare priorità ai programmi che aiutano le donne e le ragazze ad accedere ai settori tradizionalmente a prevalenza maschile, quali le TIC, la scienza, la matematica, l'ingegneria e la tecnologia (STEM) e che le sinergie tra le materia STEM e le arti e le industrie creative (STEAM) hanno grandi potenzialità in materia di innovazione e maggiore rappresentanza delle donne; invita gli Stati membri, la Commissione e i datori di lavoro a sottolineare l'inclusione delle donne e delle ragazze, in particolare le giovani non impegnate in corsi di studio o nei programmi STEM e STEAM del FEG;

7.  sottolinea che l'assistenza a titolo del FEG ha fornito un contributo positivo per affrontare considerevoli problemi sociali e legati al mercato del lavoro, aumentando la coesione sociale e consentendo ai lavoratori di essere reimpiegati e di contribuire pertanto al reddito familiare o aiutando le persone a rimanere attive nella ricerca di un lavoro, evitando le sfavorevoli trappole della disoccupazione; constata inoltre che il reimpiego professionale evita la fuga della manodopera e la mobilità forzata; sottolinea che l'assistenza del FEG dovrebbe altresì contribuire alla creazione di posti di lavoro decorosi e sostenibili; sottolinea che occorre prestare una particolare attenzione alle giovani donne;

8.  deplora l'assenza di dati disaggregati per genere nella valutazione dei casi di attuazione del FEG a livello degli Stati membri e invita pertanto gli Stati membri a raccogliere dati in una prospettiva di genere;

9.  chiede alla Commissione di monitorare e valutare il bilancio FEG per stabilire gli effetti a lungo termine sui beneficiari, in particolare per quanto riguarda il profilo di genere;

10.  invita le autorità regionali e locali competenti, le parti sociali e le organizzazioni della società civile a coordinare gli sforzi tra gli attori del mercato del lavoro per permettere un migliore accesso al sostegno finanziario del FEG nei casi di futuri esuberi; chiede, inoltre, una maggiore partecipazione delle parti sociali alle attività di controllo e valutazione del Fondo e in particolare affinché esse possano incoraggiare i rappresentanti dei soggetti interessati femminili a fare in modo che si presti una maggiore attenzione agli aspetti di genere.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

3

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Catherine Bearder, Beatriz Becerra Basterrechea, Malin Björk, Vilija Blinkevičiūtė, Anna Maria Corazza Bildt, Viorica Dăncilă, Iratxe García Pérez, Anna Hedh, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Elisabeth Köstinger, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Angelika Mlinar, Maria Noichl, Marijana Petir, Pina Picierno, João Pimenta Lopes, Terry Reintke, Jordi Sebastià, Michaela Šojdrová, Ernest Urtasun, Jadwiga Wiśniewska, Anna Záborská, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Rosa Estaràs Ferragut, Kostadinka Kuneva, Constance Le Grip, Evelyn Regner, Marc Tarabella

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Julia Reid, Marco Zanni

(1)

Valutazione ex post del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG) – Relazione finale, direzione generale per l'Occupazione, gli affari sociali e l'inclusione – Commissione europea, agosto 2015.

(2)

Articolo 7, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (UE) n. 1309/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013, sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (2014-2020) e che abroga il regolamento (CE) n. 1927/2006, GU L 347 del 20.12.2013, pag. 855.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

21.6.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Tiziana Beghin, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Marian Harkin, Czesław Hoc, Danuta Jazłowiecka, Jan Keller, Ádám Kósa, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Javi López, Morten Løkkegaard, Thomas Mann, Dominique Martin, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Marek Plura, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Romana Tomc, Yana Toom, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Daniela Aiuto, Georges Bach, Lynn Boylan, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Joachim Schuster, Csaba Sógor, Neoklis Sylikiotis, Flavio Zanonato, Gabriele Zimmer

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Paul Tang


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

48

+

PPE

 

S&D

ECR

ALDE

GUE/NGL

Verts/ALE

EFDD

ENF

NI

Georges Bach, David Casa, Danuta Jazłowiecka, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Ádám Kósa, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Thomas Mann, Marek Plura, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Csaba Sógor, Romana Tomc

Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Ole Christensen, Elena Gentile, Jan Keller, Javi López, Edouard Martin, Emilian Pavel, Georgi Pirinski, Joachim Schuster, Paul Tang, Marita Ulvskog, Flavio Zanonato

Arne Gericke, Czesław Hoc

Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Marian Harkin, Morten Løkkegaard, Yana Toom, Renate Weber

Lynn Boylan, Paloma López Bermejo, Neoklis Sylikiotis, Gabriele Zimmer

Terry Reintke, Tatjana Ždanoka

Laura Agea, Daniela Aiuto, Tiziana Beghin

Mara Bizzotto, Dominique Martin

Lampros Fountoulis

0

-

 

 

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Avvertenza legale - Informativa sulla privacy