Procedura : 2016/2101(INI)
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A8-0309/2016

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PV 25/10/2016 - 15
CRE 25/10/2016 - 15

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PV 26/10/2016 - 6.7
CRE 26/10/2016 - 6.7
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P8_TA(2016)0416

RELAZIONE     
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20.10.2016
PE 585.449v02-00 A8-0309/2016

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Alfred Sant

Relatore per parere (*):

Sofia Ribeiro, commissione per l'occupazione e gli affari sociali

(*) Commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (*)
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 121, paragrafo 2, e l'articolo 136,

–  vista la comunicazione della Commissione del 18 maggio 2016 sul semestre europeo 2016: raccomandazioni specifiche per paese (COM(2016)0321),

–  viste le conclusioni del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2016 (EUCO 26/16),

–  vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2016 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: analisi annuale della crescita 2016(1),

–  vista la comunicazione della Commissione del 7 aprile 2016 dal titolo "Semestre europeo 2016: valutazione dei progressi in materia di riforme strutturali, prevenzione e correzione degli squilibri macroeconomici e risultati degli esami approfonditi a norma del regolamento (UE) n. 1176/2011" (COM(2016)0095),

–  viste le relazioni della Commissione dal titolo "Analisi annuale della crescita 2016", "Relazione 2016 sul meccanismo di allerta" e "Progetto di relazione comune sull'occupazione", la raccomandazione della Commissione di raccomandazione del Consiglio sulla politica economica della zona euro e la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il Programma di sostegno alle riforme strutturali per il periodo 2017-2020, presentata dalla Commissione il 26 novembre 2015,

–  vista la relazione dei cinque presidenti del 22 giugno 2015 intitolata "Completare l'Unione economica e monetaria dell'Europa",

–  vista la sua risoluzione del 24 giugno 2015 sulla verifica del quadro di governance economica: bilancio e sfide(2),

–  vista la sua risoluzione del 1° dicembre 2011 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche(3),

–  vista la comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015 dal titolo "Sfruttare al meglio la flessibilità consentita dalle norme vigenti del patto di stabilità e crescita" (COM(2015)0012),

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2015, relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, al polo europeo di consulenza sugli investimenti e al portale dei progetti di investimento europei e che modifica i regolamenti (UE) n. 1291/2013 e (UE) n. 1316/2013 - il Fondo europeo per gli investimenti strategici(4),

–  vista la comunicazione della Commissione del 26 novembre 2014 dal titolo "Un piano di investimenti per l'Europa" (COM(2014)0903),

–  visto il Libro verde della Commissione del 18 febbraio 2015 intitolato "Costruire un'Unione dei mercati dei capitali" (COM(2015)0063),

–  vista la comunicazione della Commissione del 17 giugno 2015 dal titolo "Un regime equo ed efficace per l'imposta societaria nell'Unione europea: i 5 settori principali d'intervento" (COM(2015)0302),

–  viste le sue risoluzioni del 5 febbraio 2013(5) e del 15 settembre 2016(6) dal titolo "Migliorare l'accesso delle PMI ai finanziamenti",

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0309/2016),

A.  considerando che le previsioni della primavera 2016 della Commissione segnano un tasso di crescita dell'1,6 % per la zona euro e dell'1,8 % per l'UE nel 2016;

B.  considerando che l'Europa risulta ancora interessata da un profondo deficit di investimenti, e che è necessario aumentare la domanda interna e correggere gli squilibri macroeconomici, incrementando nel contempo gli investimenti nell'UE;

C.  considerando che la disoccupazione in generale (e quella strutturale in particolare) nell'Unione europea rimane una delle principali sfide cui gli Stati membri devono far fronte, poiché si attesta attualmente a un tasso molto elevato (10,5 milioni di disoccupati di lungo periodo nell'UE); che, sebbene i dati siano leggermente migliorati rispetto agli anni precedenti, i tassi di disoccupazione e disoccupazione giovanile generali nelle periferie europee sono ancora significativamente superiori al tasso medio registrato nell'Unione nel suo complesso;

D.  considerando che il calo dei prezzi del petrolio e la lenta crescita economica a inizio 2016 sembrano ulteriori fattori della diminuzione del tasso di inflazione a livelli inferiori allo zero;

E.  considerando che gli sviluppi politici quali l'esito del referendum nel Regno Unito e le relazioni con la Russia, nonché le incertezze nello sviluppo economico globale, hanno contribuito ulteriormente a inibire gli investimenti;

F.  considerando che l'afflusso di rifugiati negli Stati membri ha altresì messo a dura prova gli investimenti negli Stati membri;

G.  considerando che le raccomandazioni del semestre europeo agli Stati membri hanno un tasso di reattività simile alle raccomandazioni unilaterali dell'OCSE (29 % rispetto al 30 % nel 2014);

H.  considerando che, nella sua risoluzione sull'analisi annuale della crescita 2016, il Parlamento europeo ha accolto con favore la migliore combinazione di politiche sottolineando nel contempo la necessità di un'attenzione specifica alla zona euro; che il Parlamento ha altresì sottolineato l'importanza di aumentare gli investimenti, le riforme sostenibili e la responsabilità di bilancio, con l'obiettivo di promuovere ulteriormente i livelli di crescita e la ripresa in Europa;

Le sfide in Europa nel contesto del rallentamento economico globale

1.  osserva con preoccupazione che l'economia dell'UE crescerà meno rispetto alle previsioni economiche europee della primavera 2016, in quanto il PIL della zona euro dovrebbe aumentare solo dell'1,6 %, raggiungendo l'1,8 % nel 2017;

2.  sottolinea che le sfide dell'UE sono legate al deterioramento del contesto internazionale, alla mancata attuazione di riforme sostenibili e alle divergenze in termini di risultati economici e sociali raggiunti nelle diverse zone dell'Unione; sottolinea la necessità di aumentare la crescita, la coesione, la produttività e la competitività; ritiene che la mancanza di investimenti sostenibili e le carenze nel completamento del mercato unico privino l'Unione europea del suo pieno potenziale di crescita;

3.  accoglie con favore l'attenzione riservata dalla Commissione, nell'ambito delle sue raccomandazioni specifiche per paese 2016, alle tre priorità principali per rafforzare ulteriormente la crescita economica: promuovere gli investimenti per l'innovazione, la crescita e la creazione di posti di lavoro, portare avanti riforme strutturali socialmente equilibrate e incoraggiare una gestione responsabile delle finanze pubbliche; sottolinea, tuttavia, che la Commissione potrebbe fare di più per rafforzare la sostenibilità di bilancio conformemente al patto di stabilità e crescita, avvalendosi pienamente delle relative clausole di flessibilità, in linea con la comunicazione della Commissione del 13 gennaio 2015 (COM(2015)0012);

4.  riconosce l'importanza della coerenza tra gli strumenti della politica di coesione e il quadro più ampio di governance economica, nell'intento di sostenere gli sforzi di recupero necessari per raggiungere la conformità con le norme del semestre europeo; sottolinea, tuttavia, che la legittimità della politica di coesione deriva dai trattati e che tale politica è espressione della solidarietà europea, che come obiettivo principale ha il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale dell'UE mediante la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni, il finanziamento degli investimenti legati agli obiettivi di Europa 2020 e l'avvicinamento dell'UE ai suoi cittadini; è pertanto del parere che le misure che collegano l'efficacia dei fondi SIE con una sana governance economica dovrebbero essere applicate con discernimento e in modo equilibrato, ma solo in ultima istanza, e che i loro effetti dovrebbero essere segnalati; ricorda, inoltre, che l'applicazione di tali misure dovrebbe essere sempre giustificata e trasparente e dovrebbe tenere sempre conto della situazione socioeconomica specifica dello Stato membro in questione, al fine di non intralciare gli investimenti regionali e locali, che sono assolutamente essenziali per le economie degli Stati membri e, in particolare, per le piccole e medie imprese (PMI), dal momento che questi investimenti massimizzano la crescita e la creazione di posti di lavoro e stimolano la competitività e la produttività, soprattutto in periodi di forte pressione sulla spesa pubblica; attira l'attenzione, per quanto riguarda i casi dei due Stati membri oggetto delle decisioni del Consiglio del 12 luglio 2016, che hanno stabilito sanzioni nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, a norma dell'articolo 126, paragrafo 8, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sulla proposta della Commissione del 27 luglio 2016 e sulla successiva decisione del Consiglio dell'8 agosto di annullare le ammende che avrebbero potuto essere inflitte, tenendo conto della richiesta motivata degli Stati membri in parola, del difficile contesto economico, degli sforzi compiuti da entrambi nel settore delle riforme e dei loro impegni a rispettare le regole del patto di stabilità e crescita; ritiene in tale contesto che la proposta di sospendere una parte degli impegni del 2017 a titolo dei fondi SIE, nel quadro delle misure che collegano la loro efficacia con una robusta governance economica, dovrebbe tener conto del parere del Parlamento, espresso durante il dialogo strutturato;

5.  accoglie con favore l'approccio costante della Commissione volto a limitare il numero di raccomandazioni, nonché i suoi sforzi tesi a razionalizzare il semestre includendo principalmente temi chiave prioritari sul piano macroeconomico e sociale nell'ambito della definizione degli obiettivi strategici per i 18 mesi successivi; ribadisce che ciò agevola l'attuazione delle raccomandazioni in base a una serie esaustiva e significativa di criteri sociali ed economici esistenti; sottolinea che una riduzione del numero di raccomandazioni dovrebbe portare anche a un orientamento tematico migliore; sottolinea la necessità di ridurre le disparità economiche tra gli Stati membri e di raggiungere una convergenza verso l'alto;

6.  sostiene pienamente gli sforzi compiuti per garantire una maggiore titolarità nazionale nella formulazione e nell'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese come processo di riforma continuo; ritiene che, al fine di aumentare la titolarità nazionale e promuovere l'efficace attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese, e poiché le autorità locali e regionali devono attuare più della metà delle raccomandazioni specifiche per paese, queste ultime dovrebbero essere chiaramente enunciate in base a priorità strutturate e ben definite a livello europeo, con il coinvolgimento dei parlamenti nazionali e delle autorità locali e regionali ove opportuno; ribadisce che, alla luce della ripartizione dei poteri e delle competenze nei diversi Stati membri, l'attuazione delle raccomandazioni specifiche per paese potrebbe migliorare con la partecipazione attiva delle autorità locali e regionali e, a tal fine, sostiene la proposta di un codice di condotta per il coinvolgimento delle autorità locali e regionali nel semestre europeo, come proposto dal Comitato delle regioni; chiede agli Stati membri di garantire un adeguato controllo democratico dei programmi nazionali di riforma nei rispettivi parlamenti nazionali;

7.  sottolinea che la lunga crisi economica dell'Europa ha messo in evidenza la forte necessità di facilitare gli investimenti in settori quali l'istruzione, l'innovazione e la ricerca e sviluppo, rafforzando nel contempo la competitività dell'UE mediante il perseguimento di riforme strutturali sostenibili per stimolare la creazione di posti di lavoro di qualità e l'attuazione di politiche di bilancio responsabili volte a creare un contesto migliore per il lavoro, le imprese (in particolare le PMI) e gli investimenti; prende atto dell'impatto del Fondo europeo per gli investimenti strategici, dopo un anno di funzionamento; sottolinea l'importanza di rafforzare l'utilizzo del FEIS nelle regioni meno sviluppate e in transizione e il carattere realmente supplementare dei suoi investimenti pur intensificando gli sforzi per sviluppare piattaforme di investimento, anche a livello regionale;

8.  evidenzia che i tassi di disoccupazione tuttora troppo elevati, in particolare quelli della disoccupazione giovanile, dimostrano come la capacità di creare un'occupazione di qualità sia ancora limitata in vari Stati membri; sottolinea che sono necessari ulteriori interventi, in consultazione con le parti sociali e secondo le prassi nazionali, per rafforzare gli investimenti nelle competenze, rendere i mercati del lavoro più inclusivi e ridurre l'esclusione sociale e le crescenti disuguaglianze di reddito e ricchezza, mantenendo nel contempo una solida gestione di bilancio; osserva che sono necessarie misure di sostegno per facilitare l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le PMI, se si vuole affrontare in modo efficace la disoccupazione costantemente elevata in molti Stati membri;

9.  sottolinea che l'attuale situazione economica, che unisce eccedenze di liquidità a tassi di interesse prossimi alla soglia dello zero, prospettive di domanda debole e investimenti e spese limitati da parte delle famiglie e delle imprese, impone l'attuazione della nuova combinazione di politiche presentata dalla Commissione allo scopo di creare occupazione; osserva che la politica monetaria da sola non è sufficiente a stimolare la crescita se mancano gli investimenti e riforme strutturali sostenibili;

Priorità e obiettivi delle raccomandazioni del 2016

10.  sottolinea la raccomandazione della Commissione concernente l'uscita di tre Stati membri dalla procedura per i disavanzi eccessivi; conviene con la Commissione sul fatto che le attuali eccedenze elevate e significative delle partite correnti suggeriscono la necessità di stimolare la domanda e gli investimenti, in particolare quelli a lungo termine, per far fronte alle sfide future nel settore dei trasporti e delle comunicazioni, dell'economia digitale, dell'istruzione, dell'innovazione e della ricerca, dei cambiamenti climatici, dell'energia, della tutela ambientale e dell'invecchiamento demografico; invita la Commissione a continuare a promuovere politiche di bilancio responsabili e sostenibili che sostengano la crescita e la ripresa in tutti gli Stati membri, ponendo maggiore enfasi sugli investimenti e su una spesa pubblica efficace e sostenendo riforme strutturali sostenibili e socialmente equilibrate;

11.  prende atto che sono necessarie ulteriori misure per aumentare le opportunità di finanziamento, in particolare per le PMI, e ridurre i prestiti in sofferenza nella zona euro conformemente alla legislazione dell'UE, al fine di rendere più sani i bilanci delle banche e quindi aumentare la loro capacità di concedere prestiti all'economia reale; sottolinea l'importanza di completare gradualmente e attuare l'Unione bancaria e sviluppare l'Unione dei mercati dei capitali allo scopo di creare un contesto stabile per gli investimenti e la crescita ed evitare la frammentazione del mercato finanziario della zona euro;

12.  sottolinea il fatto che gli investimenti privati finora hanno registrato un ritardo e non sono riusciti a portare una crescita sostenibile e inclusiva nell'UE né a contribuire al miglioramento del contesto imprenditoriale; ritiene che la politica monetaria debba essere accompagnata da adeguate politiche fiscali miranti a migliorare la crescita nell'UE, in linea con le norme del patto di stabilità e crescita, comprese le clausole sulla flessibilità; rileva che gli investimenti a livello di governi subnazionali sono diminuiti drasticamente negli ultimi anni, pur attestandosi ancora a circa il sessanta per cento degli investimenti pubblici nell'UE; sottolinea che gli strumenti della politica di investimento, quali il Fondo europeo per gli investimenti strategici e i fondi strutturali e d'investimento europei, richiedono una combinazione adeguatamente calibrata e una complementarità tra di essi allo scopo di potenziare il valore aggiunto della spesa dell'Unione attirando risorse aggiuntive dagli investitori privati; sottolinea, pertanto, che il programma di sostegno alle riforme strutturali dovrebbe coinvolgere le autorità locali e regionali nella fase di ideazione del progetto delle riforme strutturali in questione;

Risposte politiche e conclusioni

13.  sottolinea la necessità di migliorare la capacità complessiva dell'UE di generare crescita, creare e mantenere posti di lavoro di qualità e quindi far fronte agli elevati livelli di disoccupazione istituendo un quadro normativo favorevole alla crescita; considera che la migrazione potrebbe contribuire a compensare gli effetti negativi dell'invecchiamento della popolazione, in funzione della capacità degli Stati membri di usare in modo migliore le competenze dei migranti e di adattare i sistemi di gestione della migrazione lavorativa alle esigenze del mercato del lavoro;

14.  sottolinea l'importanza di sistemi d'istruzione inclusivi che promuovano l'innovazione e la creatività e insegnino competenze pertinenti al mercato del lavoro, in particolare per quanto riguarda l'istruzione professionale; osserva che dovrebbe essere mantenuto un giusto compromesso, evitando una corsa al ribasso negli stipendi e negli standard occupazionali, tra i costi economici, sociali e umani secondo i valori dell'UE di solidarietà e sussidiarietà, concentrandosi nel contempo sugli investimenti nel capitale umano, nella ricerca e lo sviluppo, nel miglioramento dei sistemi d'istruzione e di formazione professionale, compreso l'apprendimento permanente; reputa che siano necessarie politiche ben concepite per promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo allo scopo di sostenere la produttività, creare una crescita sostenibile stabile e contribuire ad affrontare le attuali sfide strutturali, colmando così il divario di innovazione esistente con le altre economie;

15.  invita la Commissione ad assegnare la priorità alle misure volte a ridurre gli ostacoli a maggiori flussi di investimenti e scambi, che a livello di UE sorgono dalla mancanza di chiarezza in merito alle strategie da seguire, soprattutto nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni e dell'economia digitale; prende atto degli effetti sui prestiti bancari in seguito all'adozione dell'Unione bancaria e, a livello nazionale, degli ordinamenti giuridici onerosi, della corruzione, della mancanza di trasparenza nel settore finanziario, della burocrazia obsoleta, della digitalizzazione inadeguata dei servizi pubblici, dell'errata allocazione delle risorse, della presenza di ostacoli al mercato interno nel settore bancario e assicurativo e dei sistemi d'istruzione che continuano a non essere in sincronia con i requisiti del mercato del lavoro e del completamento del mercato unico;

16.  deplora il fatto che nell'ambito della strategia Europa 2020, primo programma dell'UE ad annoverare la lotta contro la povertà tra i suoi elementi, l'obiettivo di ridurre la povertà nell'Unione non sarà conseguito; ritiene che l'obiettivo della lotta contro la povertà dovrebbe essere incluso fin dalle prime fasi delle politiche dell'UE;

17.  sottolinea l'importanza di evitare un cuneo fiscale eccessivo sul lavoro, dato che un'imposizione fiscale eccessiva disincentiva gli inattivi, i disoccupati, le persone che costituiscono la seconda fonte di reddito familiare e i cittadini con un reddito basso a ritornare nel mondo del lavoro;

18.  prende atto delle discussioni in corso tra la Commissione e gli Stati membri sulla metodologia di calcolo del divario tra prodotto effettivo e potenziale;

19.  osserva che occorre adoperarsi per rimuovere le barriere agli investimenti che persistono negli Stati membri e consentire una combinazione più adeguata verso politiche che favoriscono la crescita sostenibile, con una vera attenzione alla spesa destinata alla ricerca e allo sviluppo; ritiene che il sostegno del settore pubblico e privato alla ricerca e agli istituti di istruzione superiore rappresenti un fattore cruciale per un'economia europea più competitiva e che la fragilità o l'assenza delle infrastrutture ponga taluni paesi in una condizione di grande svantaggio; sottolinea che non esistono requisiti ideali di politica di innovazione dell'UE validi per tutti ma che, per colmare il divario di capacità di innovazione nell'Unione, sono raccomandabili politiche in materia di innovazione sufficientemente differenziate negli Stati membri, basate sulle storie di successo che sono già state realizzate;

20.  accoglie con favore l'accordo conseguito alla conferenza sul clima di Parigi (COP 21) nel dicembre 2015 e invita gli Stati membri e la Commissione ad attuarlo;

Contributi settoriali al semestre europeo 2016

Politiche occupazionali e sociali

21.  ritiene che la Commissione e il Consiglio dovrebbero prefiggersi l'obiettivo di accompagnare i processi di risanamento di bilancio con misure volte a favorire la riduzione delle disparità e segnala che il processo del Semestre europeo dovrebbe contribuire a fornire risposte alle sfide sociali esistenti ed emergenti, assicurando quindi un'economia più efficace; osserva che gli investimenti sociali nel capitale umano devono costituire una misura complementare fondamentale dato che il capitale umano è uno dei fattori di crescita e un motore della competitività e dello sviluppo; chiede che le grandi riforme strutturali propugnate dalle raccomandazioni specifiche per paese siano accompagnate da una valutazione dell'impatto sociale degli effetti di tali riforme a breve, medio e lungo termine allo scopo di comprenderne meglio le conseguenze sociali, economiche ed occupazionali, in particolare l'impatto sulla creazione di posti di lavoro e sulla crescita economica;

22.  sottolinea che la disoccupazione, e in particolare quella giovanile, rimane un problema prioritario per le società europee e che, secondo la Commissione, la disoccupazione sta continuando a diminuire gradualmente, pur restando al di sopra dei livelli del 2008, con 21,2 milioni di disoccupati nell'aprile 2016 ed enormi differenze tra gli Stati membri; segnala l'esigenza di una valutazione qualitativa e quantitativa dei posti di lavoro creati onde evitare un aumento dei tassi di occupazione come mera conseguenza di un occupazione precaria o di un calo della manodopera; rileva che, nonostante i risultati conseguiti in termini di competenze e conoscenze, i sistemi di istruzione e di formazione di alcuni Stati membri non sono efficaci a livello internazionale e presentano crescenti lacune di competenze, fattore che concorre al fatto che il 39% delle imprese incontrano difficoltà nel trovare personale con le competenze richieste; insiste sul fatto che le raccomandazioni specifiche per paese assegnino una priorità più alta al superamento degli squilibri strutturali sul mercato del lavoro, inclusa la disoccupazione a lungo termine e l'asimmetria tra la domanda e l'offerta di competenze, e sottolinea la necessità di investire e sviluppare ulteriormente i sistemi di istruzione e di formazione, fornendo alla società gli strumenti e le capacità per riadattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro;

23.  segnala che dal 2008 al 2014 il numero di persone nell'UE a rischio di povertà e di esclusione sociale è aumentato di 4,2 milioni, attestandosi in totale a più di 22 milioni (22,3 %); osserva che la Commissione ha affermato che la maggior parte degli Stati membri sono ancora alle prese con la grave eredità sociale della crisi; chiede uno sforzo maggiore da parte della Commissione e degli Stati membri per ridurre la povertà, l'esclusione sociale e le disuguaglianze crescenti, al fine di affrontare le disparità economiche e sociali tra i diversi Stati membri e all'interno delle società; ritiene che la lotta alla povertà e all'esclusione sociale e la riduzione delle disuguaglianze debbano essere una delle priorità incluse nelle raccomandazioni specifiche per paese, in quanto aspetti fondamentali per conseguire una crescita economica duratura e un ritmo di attuazione socialmente sostenibile;

24.  ricorda che, come affermato dal Parlamento, le riforme socialmente responsabili devono basarsi sulla solidarietà, l'integrazione, la giustizia sociale e un'equa distribuzione della ricchezza, ossia su un modello che garantisca uguaglianza e tutela sociale, protegga i gruppi vulnerabili e innalzi il tenore di vita di tutti i cittadini;

25.  sostiene che la crescita economica deve garantire un impatto sociale positivo; plaude all'introduzione di tre nuovi indicatori in materia di occupazione nel quadro di valutazione macroeconomica; rinnova la richiesta che tali indicatori siano posti su un piano di parità con gli indicatori economici esistenti, garantendo che gli squilibri interni siano esaminati meglio e potenziando l'efficacia delle riforme strutturali; chiede a tale proposito, allo scopo di evitare un'applicazione selettiva, che si possa procedere a effettuare analisi approfondite, onde comprendere meglio il rapporto di causa-effetto tra politiche e azioni; propone di introdurre una procedura per gli squilibri sociali nell'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese per evitare una corsa al ribasso in termini di norme sociali, basandosi su un uso efficace dei parametri sociali e occupazionali nella sorveglianza macroeconomica; ritiene che l'eventuale equiparazione degli indicatori occupazionali con quelli economici debba essere accompagnata da una rivalutazione del ruolo del Consiglio EPSCO nel semestre europeo;

26.  ritiene che l'introduzione dei tre parametri occupazionali dimostri che la strategia europea per l'occupazione, compresi gli orientamenti per l'occupazione, riveste un ruolo importante nel processo di governance economica dell'UE, ma che siano necessari ulteriori sforzi, in particolare attraverso l'introduzione di parametri sociali;

27.  riconosce che la Commissione ha avviato i lavori per la creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali, tuttavia ribadisce l'esigenza di definire i risultati del processo di consultazione e di intraprendere nuove azioni efficaci mirate a conseguire un'UE più approfondita ed equa e a svolgere un ruolo rilevante nell'affrontare le disuguaglianze; evidenza a questo proposito la relazione dei cinque presidenti che sollecita una maggiore convergenza economica e sociale, ma riconosce l'assenza di una soluzione valida per tutti; ritiene, in questo senso, che ogni politica comune dovrebbe essere adattata ai singoli Stati membri; ritiene che l'azione europea debba affrontare altresì le disuguaglianze e le disparità di reddito negli Stati membri senza limitarsi a far fronte alla situazione di coloro che versano in maggiori difficoltà;

28.  riconosce che il semestre europeo è ora maggiormente incentrato sui risultati occupazionali e sociali; chiede agli Stati membri, nel rispetto delle loro prerogative, un'azione urgente per assicurare un lavoro dignitoso con salari sufficienti, l'accesso a un reddito minimo adeguato e alla previdenza sociale (fattori che hanno già ridotto il tasso di povertà dal 26,1% al 17,2%) e servizi pubblici di qualità, inoltre sostiene lo sviluppo e l'introduzione di un sistema di sicurezza sociale adeguato e sostenibile; invita la Commissione a sostenere e a scambiare le migliori prassi con gli Stati membri, onde migliorare la capacità amministrativa a livello nazionale, regionale e locale, in quanto si tratta di una sfida centrale per rilanciare gli investimenti a lungo termine e garantire la creazione di occupazione e una crescita sostenibile;

29.  sottolinea che l'offerta e la gestione dei sistemi di sicurezza sociale sono di competenza degli Stati membri e che l'Unione coordina ma non armonizza;

30.  riconosce che la fissazione delle retribuzioni è una competenza degli Stati membri che, in quanto tale, deve essere rispettata conformemente al principio di sussidiarietà;

31.  prende atto del fatto che la disoccupazione giovanile è calata, ma sottolinea che rimane ancora a livelli incredibilmente elevati, con oltre 4 milioni di persone con meno di 25 anni disoccupate nell'UE, di cui 2,885 milioni nell'area dell'euro; deplora il fatto che, più di 3 anni dopo il lancio dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, i risultati dell'attuazione della garanzia per i giovani siano così incerti e talvolta inefficaci; invita la Commissione a presentare nel mese di ottobre un'analisi approfondita della sua attuazione che serva da base per la prosecuzione del programma;

32.  ricorda che in molti Stati membri le indennità di disoccupazione calano anno dopo anno, a causa, tra l'altro, della disoccupazione di lunga durata, e che aumenta pertanto il numero di persone che vive sotto la soglia di povertà ed esclusione sociale; chiede di garantire adeguate indennità di disoccupazione affinché i cittadini possano vivere con dignità e misure per una integrazione agevole di tali cittadini nel mercato del lavoro;

33.  sottolinea il fatto che gli squilibri nei sistemi pensionistici sono fondamentalmente dovuti alla disoccupazione, al deprezzamento dei salari e alla precarizzazione del lavoro; chiede pertanto riforme che garantiscano adeguati finanziamenti per un primo forte pilastro delle pensioni che assicuri pensioni dignitose o almeno al di sopra della soglia di povertà;

34.  ricorda ancora una volta che la libera circolazione delle persone è fondamentale per migliorare la convergenza e l'integrazione tra i paesi europei;

35.  prende atto dell'aumento del numero di raccomandazioni (a cinque Stati membri) relative ai regimi di reddito minimo, tuttavia, considerando che le ampie diseguaglianze di reddito sono dannose non solo per la coesione sociale ma anche per la crescita economica sostenibile (come recentemente dichiarato sia dal FMI sia dall'OCSE), invita la Commissione a tenere fede alla promessa del presidente Junker pronunciata nel suo discorso inaugurale e intesa a fornire un reddito adeguato a tutti i cittadini europei attraverso un quadro europeo per il reddito minimo al fine di coprire le spese di sostentamento primario, rispettando nel contempo le prassi nazionali e il principio di sussidiarietà;

36.  esprime preoccupazione per l'aumento delle disparità di reddito in parte connesse a riforme inefficaci del mercato del lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure che migliorino la qualità dei posti di lavoro in modo da ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, unitamente a misure che innalzino i salari minimi a livelli dignitosi e rafforzino la contrattazione collettiva e la posizione dei lavoratori nei sistemi di determinazione delle retribuzioni al fine di ridurre la dispersione salariale; segnala che negli ultimi decenni alla dirigenza aziendale è stata destinata una quota maggiore dei benefici economici, mentre le retribuzioni dei lavoratori hanno registrato una stagnazione o un calo; ritiene che tale dispersione eccessiva degli stipendi aumenti le disuguaglianze e pregiudichi la produttività e la competitività delle imprese;

37.  esprime preoccupazione per il fatto che la disoccupazione di lunga durata resta ancora alta, attestandosi 10,5 milioni di persone nell'UE, e ricorda che l'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro è cruciale per garantire la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, nonché per la loro autostima; deplora pertanto la mancanza di misure da parte degli Stati membri nell'attuare la raccomandazione del Consiglio sull'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro; ribadisce la sua richiesta alla Commissione finalizzata a sostenere gli sforzi per creare opportunità di apprendimento permanente inclusive per lavoratori e disoccupati di tutte le età e per adottare quanto prima possibile misure per migliorare l'accesso ai finanziamenti dell'UE e mobilitare risorse supplementari ove possibile;

38.  ritiene che la protezione sociale, comprese le pensioni e i servizi quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, rimanga essenziale per una crescita equilibrata e inclusiva e per una vita lavorativa più lunga, nonché per creare occupazione e ridurre le disuguaglianze; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche che garantiscano la sufficienza, l'adeguatezza, l'efficienza nonché la qualità dei sistemi di protezione sociale durante tutto il ciclo di vita di una persona, garantendo una vita decente, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo l'inclusione con l'obiettivo di eliminare la povertà, soprattutto per coloro che sono esclusi dal mercato del lavoro e per i gruppi più vulnerabili;

39.  sottolinea gli ostacoli e le barriere, sia fisiche che digitali, che a tutt'oggi incontrano le persone con disabilità; auspica che il Disability Act varato dalla Commissione possa avere pronta attuazione e concentrarsi con efficacia sulle misure specifiche per promuovere l'inclusione e l'accesso;

Mercato interno

40.  accoglie con favore la presenza di un gran numero di raccomandazioni specifiche per paese mirate a sostenere un mercato unico integrato e ben funzionante, comprese le opportunità di finanziamento e di investimento che sostengono le imprese, in particolare le PMI, e a favorire la creazione di occupazione, l'e-government, gli appalti pubblici e il riconoscimento reciproco, ivi compreso il riconoscimento reciproco delle qualifiche; sottolinea che l'applicazione è fondamentale per rendere evidente l'impatto di tali ambiti strategici; ritiene a tale proposito cruciale che la Commissione presti la massima attenzione possibile, nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese, all'introduzione di riforme di lungo periodo con un impatto rilevante, soprattutto in relazione agli investimenti sociali, all'occupazione e alla formazione;

41.  osserva che il mercato unico rappresenta uno dei fondamenti dell'economia dell'UE e sottolinea che un mercato unico inclusivo, caratterizzato da una governance rafforzata che favorisce il miglioramento della regolamentazione e della concorrenza, costituisce uno strumento fondamentale per migliorare la crescita, la coesione, l'occupazione e la competitività nonché per salvaguardare la fiducia delle imprese e dei consumatori; invita pertanto la Commissione a monitorare i progressi compiuti dagli Stati membri e ribadisce l'importanza dell'inclusione formale del pilastro del mercato unico nel Semestre europeo in modo da consentire un monitoraggio continuo degli indicatori del mercato unico, consentendo una verifica e una valutazione sistematica dei progressi compiuti dagli Stati membri rispetto alle raccomandazioni specifiche per paese;

42.  si compiace che la Commissione sia determinata ad affrontare la mancanza di coordinamento fiscale all'interno dell'UE, in particolare le difficoltà incontrate dalle PMI a causa della complessità delle diverse normative nazionali sull'IVA; invita la Commissione a valutare la fattibilità di un coordinamento aggiuntivo e, in particolare, la possibilità di un approccio semplificato all'IVA nel mercato unico digitale;

43.  deplora le barriere tuttora esistenti oppure create che ostacolano il funzionamento corretto e l'integrazione del mercato unico; richiama l'attenzione, in particolare, sul recepimento e l'attuazione parziali della direttiva sui servizi da parte di numerosi Stati membri, e chiede alla Commissione di applicare in maniera più efficace quanto sottoscritto dagli Stati membri nell'ambito della legislazione dell'UE; ricorda l'impegno della Commissione di ricorrere, se necessario, alle procedure di infrazione per garantire la piena attuazione della normativa sul mercato unico di beni e servizi e nel settore digitale;

44.  evidenzia che alla base del sistema del riconoscimento delle qualifiche professionali vi sono i principi della fiducia reciproca tra gli ordinamenti giuridici e la mutua verifica della qualità delle qualifiche; osserva che sono necessarie ulteriori azioni per attuare meglio il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali; sottolinea che, data la frammentazione del mercato unico che limita l'attività economica e le possibilità di scelta per i consumatori, è essenziale un'applicazione corretta e una regolamentazione migliore in tutti i settori commerciali e per quanto riguarda sia la legislazione vigente sia quella futura; accoglie con favore l'attività di censimento delle professioni e delle qualifiche regolamentate, che consentirà di creare una banca dati pubblica interattiva suscettibile di sostenere i piani d'azione nazionali degli Stati membri;

45.  deplora che le raccomandazioni specifiche per paese lascino ancora spazio a carenze in materia di appalti pubblici, quali la mancanza di concorrenza e di trasparenza, e segnala che 21 Stati membri non hanno recepito pienamente il pacchetto legislativo, il che ha comportato distorsioni nel mercato; invita la Commissione a intervenire prontamente per garantire che gli Stati membri rispettino i loro obblighi giuridici, adottando le necessarie procedure di infrazione; invita la Commissione a monitorare sistematicamente in maniera efficiente e trasparente che le procedure amministrative non costituiscano un onere sproporzionato per le imprese o impediscano alle PMI di partecipare agli appalti pubblici;

46.  sostiene gli Stati membri nei loro sforzi volti a modernizzare i servizi dell'amministrazione pubblica, in particolare attraverso l'e-government, e sollecita una migliore cooperazione transfrontaliera, la semplificazione delle procedure amministrative e l'interoperabilità delle amministrazioni pubbliche nell'interesse di tutte le imprese e di tutti i cittadini, invitando nel contempo la Commissione, laddove la digitalizzazione dei servizi pubblici sia finanziata con il bilancio dell'UE, a impegnarsi in maniera più efficiente nel monitoraggio dell'uso appropriato delle risorse;

47.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione ai Presidenti del Consiglio, della Commissione, dell'Eurogruppo e della BCE, nonché ai parlamenti nazionali.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2016)0058.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2015)0238.

(3)

GU C 165 E dell'11.6.2013, pag. 24.

(4)

GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.

(5)

GU C 24 del 22.1.2016, pag. 2.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2016)0358.


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (*) (28.9.2016)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Relatore per parere: Sofia Ribeiro(*)

(*) (Commissione associata – articolo 54 del regolamento)

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che secondo la Commissione europea(1) la crescita economica rimane relativamente modesta e la ripresa resta irregolare, con alcuni paesi che registrano cali trimestrali;

B.  considerando che, come risulta dalle relazioni per paese(2), il divario di genere è ancora significativo e rimane uno dei principali ostacoli al raggiungimento dell'uguaglianza di genere e una forma inaccettabile di discriminazione di genere, e che sono necessari sforzi urgenti per ridurre il divario tra il tasso di occupazione maschile e quello femminile;

1.  osserva che le raccomandazioni specifiche per paese confermano le differenze esistenti tra Stati membri nel quadro del Semestre europeo e la necessità di una convergenza economica e sociale verso l'alto; sostiene che gli Stati membri devono continuare a riservare la priorità alle riforme, adattate ai vincoli delle loro politiche, che rafforzano la ripresa e la competitività sociale ed economica, nonché creare occupazione di qualità e promuovere la coesione sociale; rammenta pertanto che è necessario incrementare gli investimenti pubblici e privati, attuando riforme strutturali socialmente responsabili che riducano le disuguaglianze economiche e sociali, praticando la responsabilità fiscale e di bilancio e sfruttando al meglio i margini di flessibilità esistenti, in modo da renderla compatibile con la crescita economica e l'occupazione di qualità; ritiene che le parti sociali debbano essere direttamente coinvolte in tale processo di elaborazione e attuazione delle riforme strutturali, ove necessario, al fine di perfezionare l'attuazione insoddisfacente delle riforme; ribadisce che dette riforme devono innanzitutto permettere all'Unione europea e agli Stati membri di conseguire i cinque obiettivi della strategia Europa 2020 e insiste affinché tali riforme non indeboliscano la tutela dei lavoratori e delle PMI;

2.  ritiene che la Commissione e il Consiglio dovrebbero operare al fine di far sì che i processi di risanamento di bilancio siano accompagnati da misure per favorire la riduzione delle disparità e segnala che il processo del Semestre europeo dovrebbe fornire risposte alle sfide sociali in atto e a quelle future, assicurando quindi un'economia più effettiva; osserva che gli investimenti sociali in capitale umano devono comunque costituire una misura complementare fondamentale dato che il capitale umano è uno dei fattori di crescita e un motore della competitività e dello sviluppo; chiede che le grandi riforme strutturali propugnate dalle raccomandazioni specifiche per paese siano accompagnate da una valutazione dell'impatto sociale degli effetti a breve, medio e lungo termine allo scopo di comprendere meglio l'impatto sulla creazione di posti di lavoro e sulla crescita economica;

3.  sottolinea che la disoccupazione, e in particolare quella giovanile, rimane un problema prioritario per le società europee e che secondo la Commissione europea la disoccupazione sta continuando a diminuire gradualmente, ma rimane al di sopra dei livelli del 2008 con 21,2 milioni di disoccupati nell'aprile 2016 ed enormi differenze tra gli Stati membri; segnala l'esigenza di una valutazione qualitativa e quantitativa dei posti di lavoro creati onde evitare un aumento dei tassi di occupazione come mera conseguenza di un occupazione precaria o di un calo della manodopera; rileva che, nonostante i risultati conseguiti in termini di competenze e conoscenze, i sistemi di istruzione e di formazione dei alcuni Stati membri non sono efficaci a livello internazionale e presentano crescenti lacune di competenze, fattore che concorre al fatto che il 39% delle imprese si scontrano con difficoltà per trovare personale con le competenze richieste; insiste sul fatto che nelle raccomandazioni specifiche per paese viene data la massima priorità al superamento degli squilibri strutturali sul mercato del lavoro, inclusa la disoccupazione a lungo termine e l'asimmetria tra le competenze e sottolinea la necessità di investire e sviluppare ulteriormente i sistemi di istruzione e di formazione, fornendo alla società gli strumenti e le capacità per riadattarsi alle mutevoli esigenze del mercato del lavoro;

4.  sottolinea l'importanza degli investimenti privati, ma ritiene che anche la spesa pubblica debba essere promossa in modo efficiente ed efficace; ritiene fondamentale concedere ampio spazio agli Stati membri per investimenti in materia di formazione professionale e istruzione, nonché per garantire pari accesso, a partire da maggiori margini di sostegno nazionali al cofinanziamento per i principali progetti comunitari in questi settori; ritiene che gli Stati membri dovrebbero concentrarsi sulle fonti di spesa che aumenteranno la capacità produttiva in futuro e che avranno forti ricadute positive sull'economia nel suo complesso, in particolare attraverso l'istruzione e la formazione (accademica e professionale), la ricerca e lo sviluppo e le infrastrutture (trasporto, energia e comunicazione);

5.  segnala che dal 2008 al 2014 il numero di cittadini europei a rischio di povertà e di esclusione sociale è aumentato di altri 4,2 milioni, per cui ora essi sono oltre 22 milioni (22,3 %) nell'UE; osserva che la Commissione europea ha affermato che "la maggior parte degli Stati membri sono ancora alle prese con la grave eredità sociale della crisi"; chiede uno sforzo maggiore da parte della Commissione e degli Stati membri per ridurre la povertà, l'esclusione sociale e le disuguaglianze crescenti, al fine di affrontare le disparità economiche e sociali tra i diversi Stati membri e all'interno della società; ritiene che la lotta alla povertà e all'esclusione sociale e la riduzione delle disuguaglianze debba essere una priorità assoluta inclusa nelle raccomandazioni specifiche per paese, in quanto fatto fondamentale per conseguire una crescita economica duratura e un ritmo di attuazione socialmente sostenibile;

6.  ricorda che, come affermato dal Parlamento, le riforme socialmente responsabili devono basarsi sulla solidarietà, l'integrazione, la giustizia sociale e un'equa distribuzione della ricchezza, ossia su un modello che garantisca uguaglianza e tutela sociale, protegge i gruppi vulnerabili e innalzi il tenore di vita di tutti i cittadini;

7.  chiede il completamento del mercato interno europeo in quanto strumento più idoneo per conseguire la crescita e la lotta alla disoccupazione nell'UE, unitamente a un controllo parallelo dell'applicazione della legge e del rispetto delle norme;

8.  ricorda che la visione a lungo termine delineata nella strategia Europa 2020 è un buon primo passo, ma che questi obiettivi dovrebbero essere adattati alla realtà e alle esigenze dei diversi Stati membri, lasciando uno spazio politico sufficiente affinché gli Stati membri trovino la propria via verso le riforme adattate in base al contesto, consultando costantemente le parti interessate e garantendo nel contempo la centralità della strategia Europa 2020 rispetto ai loro obiettivi;

9.  ricorda l'invito del Consiglio europeo(3) ad utilizzare le relazioni annuali sull'uguaglianza di genere nel contesto del semestre europeo per migliorare l'integrazione della dimensione di genere;

10.  si rammarica dell'assenza dell'integrazione della dimensione di genere nella strategia Europa 2020 e invita la Commissione e il Consiglio a introdurre nella strategia stessa un pilastro sull'uguaglianza di genere e un obiettivo trasversale al riguardo;

11.  sostiene che la crescita economica deve garantire un impatto sociale positivo; plaude all'introduzione di tre nuovi parametri relativi all'occupazione nel quadro di valutazione macroeconomica; rinnova la richiesta che essi siano posti su un piano di parità con i parametri economici esistenti, garantendo che gli squilibri interni siano esaminati meglio e potenziando l'efficacia delle riforme strutturali; chiede che in materia si punti a evitare un'applicazione selettiva e consentir l'avvio di analisi approfondite, onde comprendere meglio i nessi causali tra politiche e azioni; propone di introdurre una procedura per gli squilibri sociali nell'elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese onde evitare una corsa al ribasso in termini di norme sociali sulla base di un uso efficace dei parametri sociali e occupazionali nella sorveglianza macroeconomica; ritiene che l'eventuale equiparazione dei parametri occupazionali ed economici debba essere accompagnata da una rivalutazione del ruolo del Consiglio EPSCO nel semestre europeo;

12.  ritiene che l'introduzione dei tre parametri occupazionali dimostri che la strategia europea per l'occupazione, compresi gli orientamenti per l'occupazione, riveste un ruolo importante nel processo di governance economica dell'UE, ma che vadano fatti ulteriori sforzi, in particolare attraverso l'introduzione di parametri sociali;

13.  riconosce che la Commissione ha avviato i lavori per la creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali, tuttavia ribadisce l'esigenza di definire i risultati della consultazione e a intraprendere nuove azioni efficaci mirate a conseguire un'UE più approfondita ed equa e a svolgere un ruolo rilevante nel superamento delle disuguaglianze; evidenza a questo proposito la relazione dei cinque presidenti che sollecita una maggiore convergenza economica e sociale, ma riconosce l'assenza di una soluzione valida per tutti; ritiene che ogni politica comune dovrebbe essere adattata ai singoli Stati membri; ritiene che l'azione europea debba affrontare la disuguaglianze e le disparità di reddito negli Stati membri e non dovrebbe limitarsi a far fronte alla situazione di quelli in maggiori difficoltà;

14.  riconosce che attualmente il semestre europeo è ora maggiormente incentrato sui risultati occupazionali e sociali; chiede agli Stati membri, nel rispetto delle loro prerogative, un'azione urgente per assicurare un lavoro dignitoso con salari sufficienti, l'accesso a un reddito minimo adeguato e alla previdenza sociale (fattori che hanno già ridotto il tasso di povertà dal 26,1% al 17,2%) e servizi pubblici di qualità e auspica lo sviluppo e l'introduzione di un sistema di sicurezza sociale adeguato e sostenibile; invita la Commissione a sostenere e scambiare le migliori prassi con gli Stati membri, per migliorare la capacità amministrativa a livello nazionale, regionale e locale, in quanto si tratta di una sfida centrale per rilanciare gli investimenti a lungo termine e garantire la creazione di occupazione e una crescita sostenibile;

15.  rileva che nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2016(4) la protezione sociale, comprese le pensioni e servizi quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, è considerata essenziale per una crescita equilibrata, inclusiva e capace di concorrere all'aumento del tasso di occupazione e alla riduzione del divario di genere;

16.  sottolinea che l'offerta e la gestione dei sistemi di sicurezza sociale sono di competenza degli Stati membri e che l'Unione coordina ma non armonizza;

17.  invita gli Stati membri a integrare la dimensione di genere e il principio di parità tra donne e uomini nei programmi nazionali di riforma e nei programmi di stabilità e convergenza stabilendo obiettivi qualitativi e misure che affrontino i persistenti divari di genere;

18.  riconosce che la fissazione delle retribuzioni è una competenza degli Stati membri che, in quanto tale, deve essere rispettata conformemente al principio di sussidiarietà;

19.  riconosce che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) è stato impostato per svolgere un ruolo rilevante come leva per investimenti e volano della crescita e della creazione di posti di lavoro; chiede alla Commissione di impegnarsi a fondo per promuovere il FEIS e per utilizzare le risorse ad esso destinate nelle regioni europee particolarmente colpite dalla disoccupazione e in quelle con scarsi o nulli livelli di partecipazione; chiede alla Commissione di seguire da vicino e controllare gli investimenti del piano Juncker al fine di valutare l'impatto economico e occupazionale degli investimenti in termini reali, con parallela analisi degli ostacoli riscontrati, in particolare per quanto concerne le PMI per le quali il piano non soltanto rappresenta una nuova fonte di finanziamento, ma fornisce anche assistenza tecnica e consulenza; chiede alla Commissione, allo stesso tempo, di continuare ad adoperarsi per migliorare l'ambiente delle imprese e le loro condizioni di finanziamento; sollecita un aumento degli investimenti sociali e ambientali e il sostegno alla partecipazione degli esponenti del settore sociale al funzionamento del fondo; sottolinea altresì l'importanza di garantire che le norme che disciplinano i programmi finanziati dal FEIS siano pienamente rispettate; ritiene che, come richiesto dal Parlamento, i progetti dovrebbero concentrarsi sulla qualità stimolando altresì la creazione di occupazione di qualità e la convergenza sociale verso l'alto; richiama nuovamente la rilevanza degli investimenti nel capitale umano e di altri investimenti sociali nonché sulla necessità di attuare efficacemente il pacchetto sugli investimenti sociali;

20.  sottolinea che ad oggi il Piano Juncker (FEIS) non ha ottenuto i risultati che si era prefissato in quanto i progetti da esso finanziati sono esclusivamente dedicati alle grandi infrastrutture che non creano un'occupazione sostenibile e duratura; evidenzia altresì che sono necessari interventi e investimenti a favore delle infrastrutture esistenti, oggi obsolete, e che necessitano di messa in sicurezza e ammodernamento;

21.  deplora che l'economia sociale sia stata dimenticata dalla Commissione nel suo pacchetto di valutazione/raccomandazioni; rammenta che il settore comprende 2 milioni di imprese, che danno lavoro a più di 14 milioni di persone, contribuendo a raggiungere gli obiettivi per il 2020; chiede alla Commissione e agli Stati membri di dare maggiore visibilità e riconoscimento alle imprese dell'economia sociale; ritiene che tale mancanza di riconoscimento influisca negativamente sull'accesso ai finanziamenti; chiede alla Commissione di presentare una proposta concernente uno statuto europeo per le cooperative, le associazioni, le fondazioni e le mutue;

22.  invita gli Stati membri a utilizzare il loro margine di bilancio per aumentare gli investimenti pubblici in settori favorevoli alla crescita, come le infrastrutture, l'istruzione e la ricerca;

23.  riconosce gli sforzi profusi da diversi Stati membri per attuare riforme strutturali onde migliorare la produttività, favorire la creazione di posti di lavoro, potenziare la competitività e migliorare il contesto imprenditoriale; ribadisce che in alcuni Stati membri le riforme attuate hanno favorito la flessibilità a scapito della sicurezza e pertanto insiste sull'esigenza di riequilibrare l'impostazione generale onde introdurre nuove riforme socialmente responsabili incentrate sul benessere dei cittadini e mirate a una crescita economica efficace e sostenibile, compatibile con le normative sociali dell'UE; ritiene tuttavia necessari ulteriori progressi, soprattutto per quanto riguarda l'inefficienza e in particolare negli Stati membri con eccessivi avanzi delle partite correnti, segnatamente mediante l'attuazione di misure per incanalare l'eccesso di risparmio verso l'economia nazionale e favorire quindi gli investimenti interni; segnala che per rilanciare una crescita energica e sostenibile e la convergenza sociale occorrono diverse altre riforme strutturali in sospeso, in settori come la politica di bilancio, la politica energetica e industriale, nonché riforme dei sistemi pensionistici e sanitari, la spesa pubblica e gli investimenti sociali, così come la transizione degli oneri fiscali dal lavoro in modo da favorire la creazione di posti di lavoro e incentivi per l'imprenditorialità e la creazione di occupazione;

24.  prende atto del fatto che la disoccupazione giovanile è calata, ma sottolinea che rimane ancora a livelli notevolmente elevati, con oltre 4 milioni di giovani (sotto i 25 anni) disoccupati nell'UE, di cui 2,885 milioni nell'area dell'euro; deplora il fatto che, più di 3 anni dopo il lancio dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, i risultati dell'attuazione della garanzia per i giovani siano così incerti e talvolta inefficaci; invita la Commissione a presentare nel mese di ottobre un'analisi approfondita della sua attuazione che serva da base per la continuazione del programma;

25.  ricorda che in molti Stati membri le indennità di disoccupazione calano anno dopo anno, a causa, tra l'altro, della disoccupazione di lunga durata, mentre aumenta il numero di persone sotto la soglia di povertà e di esclusione sociale; chiede di garantire adeguate indennità di disoccupazione affinché i cittadini possano vivere con dignità o azioni per una progressiva integrazione di tali cittadini nel mercato del lavoro;

26.  ricorda l'importanza di un controllo sistematico della trasparenza nelle pubbliche amministrazioni come criterio cruciale per un maggiore clima di fiducia in Europa e come fattore in grado di promuovere un circuito virtuoso di crescita e investimenti;

27.  è fermamente convinto che un contesto normativo più attento alle imprese e all'occupazione possa incoraggiare maggiori investimenti privati, la crescita e la creazione di posti di lavoro;

28.  insiste sul fatto che gli squilibri nei sistemi pensionistici siano fondamentalmente dovuti alla disoccupazione, al deprezzamento dei salari e alla precarietà del lavoro; chiede pertanto riforme che garantiscano adeguati finanziamenti per un primo forte pilastro delle pensioni che assicuri pensioni dignitose o almeno al di sopra della soglia di povertà;

29.  ricorda ancora una volta che la libera circolazione delle persone è fondamentale per migliorare la convergenza e l'integrazione tra i paesi europei;

30.  prende atto dell'aumento del numero di raccomandazioni (a cinque Stati membri) relative ai regimi di reddito minimo, tuttavia, considerando che le ampie diseguaglianze di reddito sono dannose non solo per la coesione sociale ma anche per la crescita economica sostenibile (come recentemente dichiarato sia dal FMI sia dall'OCSE), invita la Commissione a mantenere la promessa del presidente Junker nel suo discorso inaugurale, fornendo un reddito adeguato a tutti i cittadini europei attraverso un quadro europeo di reddito minimo fissato in grado di coprire i costi primari di base nel rispetto delle prassi nazionali e del principio di sussidiarietà;

31.  esprime preoccupazione per l'aumento delle disparità di reddito in parte connesse a riforme inefficaci del mercato del lavoro; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure che migliorino la qualità dei posti di lavoro al fine di ridurre la segmentazione del mercato del lavoro, unitamente a misure che innalzino i salari minimi a livelli dignitosi e rafforzino la contrattazione collettiva e la posizione dei lavoratori nei sistemi di determinazione delle retribuzioni in modo da ridurre la dispersione salariale; segnala che negli ultimi decenni ai gestori dell'impresa è stata destinata una quota maggiore dei benefici, mentre le retribuzioni dei lavoratori hanno registrato una stagnazione o un calo; ritiene che tale dispersione eccessiva degli stipendi aumenti le disuguaglianze e pregiudichi la produttività e la competitività delle imprese;

32.  è preoccupato perché la disoccupazione di lunga durata resta ancora alta, colpendo 10,5 milioni di persone nell'UE, e ricorda che l'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro è cruciale per garantire la sostenibilità dei sistemi di protezione sociale, nonché per la loro autostima; deplora pertanto la mancanza di azione da parte degli Stati membri nell'attuare la raccomandazione del Consiglio sull'integrazione dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro; ribadisce la sua richiesta alla Commissione di sostenere gli sforzi per creare opportunità di apprendimento permanente inclusive per lavoratori e disoccupati di tutte le età e di adottare misure al più presto per migliorare l'accesso ai finanziamenti dell'UE e mobilitare ulteriori risorse ove possibile;

33.  ritiene che la protezione sociale, comprese pensioni e servizi quali l'assistenza sanitaria, l'assistenza all'infanzia e l'assistenza a lungo termine, rimanga essenziale per una crescita equilibrata e per un prolungamento della vita lavorativa, nonché per creare occupazione e ridurre le disuguaglianze; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere politiche che garantiscano la sufficienza, l'adeguatezza, l'efficienza nonché la qualità dei sistemi di protezione sociale durante tutto il ciclo di vita di una persona, garantendo una vita decente, lottando contro le disuguaglianze e promuovendo l'inclusione con l'obiettivo di eliminare la povertà, soprattutto per coloro che sono esclusi dal mercato del lavoro e per i gruppi più vulnerabili;

34.  deplora che, nel suo pacchetto di raccomandazioni, la Commissione abbia ignorato la richiesta del Parlamento che fosse potenziata l'applicazione dell'articolo 349 del TFUE, in particolare attraverso l'adozione di misure specifiche, nell'ottica di una maggiore integrazione delle regioni ultraperiferiche nell'UE; ricorda che in dette regioni, che hanno caratteristiche e condizionamenti speciali, si registrano livelli di disoccupazione superiori al 30 %; ribadisce la necessità di applicare misure e programmi differenziati per ridurre le asimmetrie, in modo da potenziare al massimo la coesione sociale nell'UE; chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione alle zone rurali che affrontano numerose problematiche economiche, ambientali, demografiche e sociali; ritiene che si dovrebbero riservare la priorità alle regioni ancora confrontate a un elevato tasso di disoccupazione giovanile e a lungo termine e in cui la crescita della produttività rimane bassa, influenzando gli standard di vita e la competitività; invita al riguardo gli Stati membri a istituire programmi di investimenti specifici per le loro subregioni in cui i tassi di disoccupazione superino il 30%; ribadisce la sua richiesta alla Commissione di aiutare gli Stati membri nella progettazione e nel finanziamento, nell'ambito del quadro finanziario pluriennale come convenuto, di tali programmi di investimenti;

35.  chiede un maggiore impegno da parte della Commissione e degli Stati membri nell'applicazione della politica di coesione nell'affrontare le sfide demografiche, come previsto dall'articolo 147 del TFUE, in particolare nelle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici; ritiene che, nel quadro del semestre europeo, sarebbe opportuno rivolgere maggiore attenzione ai problemi demografici e contemplare aspetti che vadano oltre le conseguenze dell'invecchiamento della popolazione sui bilanci nazionali; ritiene che tali considerazioni dovrebbero essere incluse nelle raccomandazioni specifiche per paese mostrando una certa sensibilità non solo a livello nazionale, ma anche a livello regionale e locale; rammenta la necessità di rafforzare la coesione territoriale attraverso investimenti strategici in zone colpite da gravi problemi demografici al fine di aumentare la competitività, migliorare il tessuto industriale e la struttura territoriale e, infine, legare la popolazione al territorio;

36.  ritiene che la riduzione degli oneri amministrativi e dei costi di adeguamento alla normativa gravanti sulle imprese, in particolare sulle PMI, e l'abrogazione delle norme superflue, continuando a garantire elevati livelli di tutela dei consumatori, dei lavoratori, della salute e dell'ambiente, rappresentino un fattore chiave per conseguire gli obiettivi di crescita e occupazione;

37.  evidenzia che le sfide emergenti nell'UE dal 2015, come l'esigenza di accogliere i rifugiati, lottare contro il terrorismo e rafforzare la sicurezza, la crisi economica in atto, la crisi agricola e la crisi identitaria dell'Unione europea stessa, esigono notevoli sforzi di adattamento e un'attenta valutazione dell'applicazione di sanzioni agli Stati membri che si trovano in una situazione di disavanzo eccessivo; rammenta i notevoli sforzi di adattamento a queste nuove realtà che sono stati attuati; segnala l'importanza che la Commissione applichi e faccia rispettare in modo coerente e sistematico le regole del patto di stabilità e crescita; chiede alla Commissione e al Consiglio di valutare l'ipotesi di non applicare tagli del Fondo sociale europeo in quanto sanzioni agli Stati membri nel 2016, data l'attuale congiuntura, e tenere atto del fatto che ciò significherebbe la sospensione dell'attuazione del fondo nei paesi soggetti a sanzioni proprio nel momento in cui più ne hanno bisogno;

38.  sottolinea che i livelli di deficit degli Stati membri possono aumentare a causa del bisogno degli Stati di cofinanziare progetti finanziati dai fondi strutturali e d'investimento europei; rileva che, date le restrizioni di bilancio, molte regioni svantaggiate hanno meno possibilità di beneficiare dei fondi strutturali e d'investimento europei; chiede alla Commissione di rivedere le richieste di cofinanziamento in aree con un grave indebitamento o deficit;

39.  deplora che la posizione che ha espresso dopo l'approvazione in Aula abbia scarse possibilità di condizionare o modificare le raccomandazioni specifiche per paese in discussione ora; chiede il rafforzamento della democrazia nel processo del semestre europeo, a livello unionale e nazionale; chiede un ordine dei lavori in cui la posizione del Parlamento sia potenziata e tenuta in considerazione prima che il Consiglio prenda una decisione;

40.  deplora che il coinvolgimento delle parti interessate nel semestre europeo a livello nazionale e unionale UE sia ancora insufficiente, di bassa qualità e non adeguatamente monitorato; chiede alla Commissione e al Consiglio di formulare raccomandazioni forti , in particolare riguardo al coinvolgimento delle organizzazioni della società civile in un dialogo strutturato di qualità su un piano di parità con le parti sociali, per garantire visibilità, titolarità e responsabilità nei confronti dei cittadini, il che è essenziale per l'impegno democratico e la comprensione da parte della società del ruolo del semestre europeo;

41.  ricorda gli ostacoli e le barriere, fisiche e digitali che ancora incontrano i portatori di handicap; auspica che il Disability Act varato dalla Commissione possa avere pronta attuazione e concentrarsi con efficacia sulle azioni concrete per favorire l'inclusione e l'accesso;

42.  sottolinea l'importanza di ascoltare le istanze delle rappresentanze democratiche e sociali, che in particolare negli ultimi anni si sono espresse maggioritariamente per una revisione della procedura del semestre europeo soprattutto a favore di investimenti, qualità della spesa sociale, misure straordinarie per occupazione e formazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.9.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

12

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Tim Aker, Guillaume Balas, Brando Benifei, Mara Bizzotto, Enrique Calvet Chambon, David Casa, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Elena Gentile, Arne Gericke, Thomas Händel, Marian Harkin, Danuta Jazłowiecka, Agnes Jongerius, Jan Keller, Ádám Kósa, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Morten Løkkegaard, Dominique Martin, Elisabeth Morin-Chartier, Emilian Pavel, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Marek Plura, Sofia Ribeiro, Maria João Rodrigues, Anne Sander, Jutta Steinruck, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber, Tatjana Ždanoka, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Rosa D'Amato, Rosa Estaràs Ferragut, Tania González Peñas, Sergio Gutiérrez Prieto, Eduard Kukan, Flavio Zanonato, Gabriele Zimmer

(1)

Employment and Social developments in Europe, summer 2016, quarterly review (Occupazione e sviluppi sociali in Europa, estate 2016, analisi trimestrale) giugno 2016.

(2)

COM(2016)0095 definitivo/2.

(3)

Conclusioni del Consiglio sull'uguaglianza di genere 337/16.

(4)

COM(2016) 321 definitivo.


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (27.9.2016)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Relatore per parere: Catherine Stihler

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ribadisce l'importanza di un mercato unico ben funzionante, competitivo e integrato per la ripresa dell'economia europea dopo la crisi finanziaria; sostiene l'inserimento di raccomandazioni specifiche per paese tali da proiettarsi oltre gli obiettivi di bilancio e macroeconomici e consentire una gamma di strumenti politici più equilibrata, onde poter eventualmente realizzare una crescita sostenibile che favorisca il rafforzamento della stabilità, la crescita economica, il progresso ambientale, l'occupazione nonché una maggiore competitività, senza i quali non vi potrà essere una ripresa equilibrata; accoglie con favore questo rilancio, nonché la struttura semplificata delle raccomandazioni specifiche per paese; sottolinea che la frammentazione del mercato unico costituisce uno dei principali ostacoli a una maggiore crescita economica strutturale; chiede che siano rafforzati gli sforzi volti a combattere la frode e l'evasione fiscali;

2.  accoglie con favore la presenza di un gran numero di raccomandazioni specifiche per paese mirate a sostenere un mercato unico integrato e ben funzionante, comprese le opportunità di finanziamento e di investimento che sostengono le imprese, in particolare le PMI, e favoriscono la creazione di occupazione, l'e-government, gli appalti pubblici e il riconoscimento reciproco, ivi compreso il riconoscimento reciproco delle qualifiche; sottolinea che l'applicazione è fondamentale per rendere evidente l'impatto di tali politiche; ritiene a tale proposito cruciale che la Commissione presti la massima attenzione, nel contesto delle raccomandazioni specifiche per paese, all'introduzione di riforme di lungo periodo con impatto rilevante soprattutto in materia di investimenti sociali, occupazione e formazione;

3.  osserva che il mercato unico rappresenta uno dei fondamenti dell'economia dell'UE e mette in evidenza che un mercato unico inclusivo, caratterizzato da una governance rafforzata che favorisce il miglioramento della regolamentazione e della concorrenza, costituisce uno strumento fondamentale per migliorare la crescita, la coesione, l'occupazione e la competitività nonché per salvaguardare la fiducia delle imprese e dei consumatori; invita pertanto la Commissione a verificare i progressi compiuti dagli Stati membri e ribadisce l'importanza dell'inclusione ufficiale del pilastro del mercato unico nel Semestre europeo in modo da consentire un monitoraggio continuo di indicatori del mercato unico, consentendo una verifica e valutazione sistematica dei progressi compiuti dagli Stati membri rispetto alle raccomandazioni specifiche per paese;

4.  osserva che gli Stati membri svolgono un ruolo fondamentale nella buona governance e nel corretto funzionamento del mercato unico e devono, pertanto, esercitare insieme una titolarità e una gestione proattive del mercato unico, creando un nuovo slancio politico attraverso relazioni consolidate sullo stato di salute del mercato unico e l'inclusione formale di quest'ultimo come pilastro della governance nel Semestre europeo;

5.  prende atto della nuova articolazione delle raccomandazioni specifiche per paese nel 2016, che consente un più efficace sostegno mirato alle principali sfide individuate; sottolinea, tuttavia, che non vanno trascurati i progressi compiuti dagli Stati membri rispetto a tutte le raccomandazioni specifiche per paese e che vanno esaminate approfonditamente le difficoltà esistenti nell'attuazione;

6.  sottolinea l'importanza di garantire la coerenza tra le iniziative attuali e future della Commissione per il mercato unico e il processo del Semestre europeo, in particolare quelle che riguardano le strategie del mercato unico e del mercato unico digitale, del mercato interno dell'energia, dell'Unione dei mercati dei capitali e di Europa 2020; invita gli Stati membri a collaborare pienamente nell'attuazione delle strategie del mercato unico digitale e del mercato unico e a sostenere l'ulteriore sviluppo dell'economia collaborativa;

7.  invita la Commissione a tenere conto, in fase di elaborazione delle raccomandazioni specifiche per paese, delle politiche future, quali ad esempio le politiche concernenti l'Unione dei mercati dei capitali e il mercato unico digitale, nonché della situazione specifica di ciascun paese, al fine di preparare previamente gli Stati membri affinché garantiscano la corretta attuazione di tali politiche;

8.  sottolinea l'importanza di un processo inclusivo e trasparente capace di portare a riforme pertinenti e necessarie nell'ambito del Semestre europeo; mette in evidenza l'importanza di un dialogo continuo con le parti interessate per rafforzare la procedura del Semestre europeo;

9.  invita gli Stati membri ad adoperarsi il più possibile per promuovere un ambiente imprenditoriale sano attraverso un'ulteriore riduzione della burocrazia e il miglioramento dell'efficienza amministrativa e della qualità della legislazione, nonché attraverso gli investimenti e l'innovazione, l'efficienza energetica, la ricerca e sviluppo e la digitalizzazione, al fine di creare posti di lavoro, in particolare tramite microimprese, commercio elettronico, start-up e PMI;

10.  si compiace che la Commissione sia determinata ad affrontare la mancanza di coordinamento fiscale all'interno dell'Unione, in particolare le difficoltà incontrate dalle PMI a causa della complessità delle diverse normative nazionali sull'IVA; invita la Commissione a valutare la fattibilità di un coordinamento aggiuntivo e, in particolare, la possibilità di un approccio semplificato all'IVA nel mercato unico digitale;

11.  deplora le barriere tuttora esistenti oppure create che ostacolano il funzionamento corretto e l'integrazione del mercato unico; rileva in particolare il recepimento e l'attuazione parziali della direttiva sui servizi da parte di diversi Stati membri, e chiede alla Commissione di puntare a un'applicazione più efficace delle disposizioni che gli Stati membri hanno adottato nell'ambito della legislazione europea; ricorda l'impegno della Commissione di ricorrere, se necessario, alle procedure di infrazione per garantire una piena attuazione della normativa sul mercato unico di beni e servizi e nel settore digitale;

12.  sottolinea, tra le barriere ancora esistenti, gli ostacoli che impediscono alle persone con disabilità di beneficiare pienamente del mercato interno; auspica che il Disability Act varato dalla Commissione possa avere pronta attuazione e concentrarsi con efficacia sulle azioni concrete per favorire l'inclusione e l'accesso;

13.  ricorda come alla base del sistema del riconoscimento delle qualifiche professionali vi siano i principi della fiducia reciproca tra gli ordinamenti e della mutua verifica della qualità delle qualifiche; osserva che sono necessarie ulteriori azioni per attuare meglio il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali; sottolinea che, data la frammentazione del mercato unico che limita l'attività economica e le possibilità di scelta per i consumatori, è essenziale garantire un'applicazione corretta e una regolamentazione migliore in tutti i settori commerciali e per quanto riguarda sia la legislazione vigente sia quella futura; accoglie con favore l'attività di censimento delle professioni e delle qualifiche regolamentate, che consentirà di creare una banca dati pubblica interattiva intesa a sostenere i piani d'azione nazionali degli Stati membri;

14.  deplora che le raccomandazioni specifiche per paese lascino ancora spazio a carenze in materia di appalti pubblici, quali la mancanza di concorrenza e di trasparenza, dato che 21 Stati membri hanno omesso di recepire pienamente il pacchetto legislativo, il che ha portato alla distorsione del mercato; invita la Commissione a intervenire prontamente per garantire che gli Stati membri rispettino i loro obblighi giuridici, adottando le necessarie procedure di infrazione; invita la Commissione a monitorare sistematicamente in maniera efficiente e trasparente che le procedure amministrative non costituiscano un onere sproporzionato per le imprese o impediscano alle PMI di partecipare agli appalti pubblici;

15.  sostiene gli Stati membri nei loro sforzi volti a modernizzare i servizi amministrativi pubblici, in particolare attraverso l'e-government, e sollecita una migliore cooperazione transfrontaliera, la semplificazione delle procedure amministrative e l'interoperabilità delle pubbliche amministrazioni nell'interesse di tutte le imprese e di tutti i cittadini, invitando allo stesso tempo la Commissione, laddove la digitalizzazione dei servizi pubblici è finanziata dal bilancio dell'UE, a impegnarsi in modo più efficiente nel controllo dell'adeguatezza dell'uso delle risorse;

16.  rileva che diverse raccomandazioni specifiche per paese sono mirate alle competenze e ai mercati del lavoro; sottolinea che le giuste competenze e gli investimenti nella formazione iniziale e permanente sono fondamentali per garantire la produttività, la competitività e la crescita della produzione; invita la Commissione e gli Stati membri a proseguire i lavori nonché adottare e approfondire come priorità programmi di apprendimento permanente e digitali; insiste, tra l'altro, sulla necessità di consentire sia agli studenti sia agli apprendisti di svolgere, durante la propria formazione, un apprendistato, un tirocinio o un soggiorno studio all'estero, nonché di incoraggiarli in tal senso;

17.  accoglie con favore l'enfasi posta sui mercati del lavoro nelle relazioni nazionali, che mettono in evidenza gravi problemi strutturali quali la disoccupazione di lunga durata e la scarsa attuazione di politiche attive sul mercato del lavoro; sottolinea che troppi dei problemi individuati non sono stati affrontati ricorrendo a raccomandazioni specifiche.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.9.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Sergio Gaetano Cofferati, Daniel Dalton, Nicola Danti, Vicky Ford, Evelyne Gebhardt, Sergio Gutiérrez Prieto, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Eva Paunova, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Igor Šoltes, Ivan Štefanec, Catherine Stihler, Richard Sulík, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mylène Troszczynski, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Birgit Collin-Langen, Roberta Metsola, Julia Reda, Marc Tarabella

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Tim Aker, Franc Bogovič, Albert Deß, Sofia Ribeiro


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (13.9.2016)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche – attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Relatore per parere: Fernando Ruas

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  viste le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 2015 sulla promozione dell'economia sociale quale fattore essenziale dello sviluppo economico e sociale in Europa (15071/15),

1.  riconosce la coerenza maggiore del nuovo semestre europeo integrato, che consente possibilità di azione e di comunicazione maggiori con gli Stati membri e le parti interessate, a tutti i livelli, rafforzando in tal modo la titolarità nazionale e proponendo un numero minore di raccomandazioni, e concentrandosi su tre priorità principali come elementi stabilizzanti, ovvero promuovere gli investimenti, portare avanti le riforme strutturali e garantire una gestione responsabile delle finanze pubbliche, al fine di dare impulso alla crescita, alla creazione di posti di lavoro, di opportunità di formazione e apprendimento, di ricerca e innovazione; osserva che le misure volte a promuovere l'economia sociale attraverso progetti che incoraggino la crescita e le imprese sociali potrebbero tradursi in occupazione e prosperità nelle regioni; è del parere che il coinvolgimento delle autorità regionali e locali debba ancora essere potenziato e propone l'introduzione di un codice di condotta sul coinvolgimento di dette autorità nel semestre europeo, analogo a quello sul partenariato nell'ambito della politica di coesione;

2.  rileva che determinati Stati membri sono ancora alle prese con alti tassi di disoccupazione, in particolare per quanto riguarda i giovani e la disoccupazione di lunga durata; sottolinea che la capacità di sostenere i mercati del lavoro è ancora limitata in molti Stati membri e che i fondi della politica di coesione spesso rimangono la principale fonte degli investimenti a favore della crescita, lo sviluppo, l'occupazione e l'istruzione; sottolinea in tale contesto le opportunità esistenti nell'ambito del semestre europeo per individuare strumenti e meccanismi atti a garantire che la flessibilità concessa dal patto di stabilità e di crescita possa essere utilizzata in ambiti strategici di investimento per la crescita e l'occupazione sostenibili; chiede inoltre alla Commissione di aiutare gli Stati membri a utilizzare appieno il loro margine di bilancio per sostenere gli investimenti produttivi e ricorda il fatto che i vantaggi delle riforme strutturali si manifestano nel lungo termine; ritiene inoltre che, in sede di valutazione del semestre europeo in corso, sarebbe opportuno tenere conto del coinvolgimento dei beneficiari dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) per il periodo 2014-2020;

3.  sottolinea il ruolo fondamentale svolto dalle imprese dell'economia sociale nella creazione di uno sviluppo regionale più equo ed altamente competitivo, tramite la vasta gamma di modelli aziendali che perseguono obiettivi sociali ed ecologici; sottolinea la necessità di aumentare la visibilità dei partenariati esistenti tra autorità locali e regionali e organizzazioni dell'economia sociale negli Stati membri; invita la Commissione a presentare un piano d'azione dell'UE per le imprese dell'economia sociale al fine di sfruttare appieno il potenziale di una crescita sostenibile;

4.  è preoccupato per la mancanza di investimenti cumulativi, che colpisce la crescita sostenibile a lungo termine e la creazione di posti di lavoro di qualità, e, in tale contesto, si rammarica per l'adozione tardiva dei programmi operativi nell'ambito della politica di coesione durante l'attuale periodo di programmazione; sottolinea pertanto l'importanza di attuarli con rapidità e coerenza, in sintonia con altri programmi e iniziative finanziati dall'UE; ricorda a questo proposito che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) deve essere attuato in modo da essere complementare e addizionale rispetto ai fondi ESI affinché possa essere sfruttato l'intero potenziale dell'investimento pubblico e possa essere assicurato un maggiore equilibrio geografico; più in generale, ribadisce che le sinergie e le complementarità tra i diversi fondi, i programmi, le iniziative (compresi i programmi per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) e Orizzonte 2020) dell'UE e gli investimenti nazionali devono essere sfruttate in modo da massimizzare l'impatto degli investimenti previsti, ridurre le disparità territoriali e realizzare meglio gli obiettivi di Europa 2020; sottolinea altresì la necessità di rafforzare la governance a più livelli e di migliorare la qualità complessiva della pubblica amministrazione, sia orizzontalmente che verticalmente, con un'attenzione particolare per la capacità amministrativa, nonché di rafforzare le norme in materia di appalti pubblici, trasparenza, responsabilità e lotta contro la corruzione;

5.  riconosce l'importanza della coerenza tra gli strumenti della politica di coesione e il quadro più ampio di governance economica, nell'intento di sostenere gli sforzi di recupero necessari per raggiungere la conformità con le norme del semestre europeo; sottolinea, tuttavia, che la legittimità della politica di coesione deriva dai trattati e che tale politica è espressione della solidarietà europea, che come obiettivo principale ha il rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale dell'UE mediante la riduzione del divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni, il finanziamento degli investimenti legati agli obiettivi di Europa 2020 e l'avvicinamento dell'UE ai suoi cittadini; è pertanto del parere che le misure che collegano l'efficacia dei fondi SIE con una sana governance economica dovrebbero essere applicate con discernimento e in modo equilibrato, ma solo in ultima istanza, e che i loro effetti dovrebbero essere segnalati; ricorda, inoltre, che l'applicazione di tali misure dovrebbe essere sempre giustificata, trasparente e tenere sempre conto della situazione socioeconomica specifica dello Stato membro in questione, al fine di non intralciare gli investimenti regionali e locali, che sono assolutamente essenziali per le economie degli Stati membri e, in particolare, per le piccole e medie imprese (PMI), dal momento che questi investimenti massimizzano la crescita e la creazione di posti di lavoro e stimolano la competitività e la produttività, soprattutto in periodi di forte pressione sulla spesa pubblica;

6.  per quanto riguarda i casi dei due Stati membri che hanno formato oggetto delle decisioni del Consiglio del 12 luglio 2016, che ha stabilito sanzioni nel quadro della procedura per i disavanzi eccessivi, a norma dell'articolo 126, paragrafo 8, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), sottolinea la proposta della Commissione del 27 luglio 2016 e la successiva decisione del Consiglio dell'8 agosto di annullare le ammende che avrebbero potuto essere inflitte, tenendo conto della richiesta motivata degli Stati membri in parola, del difficile contesto economico, degli sforzi compiuti da entrambi nel settore delle riforme e dei loro impegni a rispettare le regole del patto di stabilità e crescita; ritiene in tale contesto che la proposta di sospendere una parte degli impegni del 2017 a titolo dei fondi SIE, nel quadro delle misure che collegano la loro efficacia con una robusta governance economica, dovrebbe tener conto del parere del Parlamento, espresso durante il dialogo strutturato;

7.  invita la Commissione a tenere maggiormente conto della strategia Europa 2020 e a perseguire in modo adeguato i suoi obiettivi principali migliorando l'attuazione della strategia stessa, effettuando un'analisi strategica nell'ambito del semestre europeo nonché proponendo misure e una metodologia volte a garantire un monitoraggio più efficace delle spese dei fondi dell'UE legate agli obiettivi di Europa 2020; ritiene che l'imminente revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP) consentirà di analizzare, valutare e, ove necessario, migliorare il valore aggiunto e il sostegno forniti dai fondi SIE ai fini del conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, cosa che è indirettamente connessa con i processi del semestre europeo;

8.  sottolinea l'importanza di riequilibrare le asimmetrie economiche generate dalle diverse politiche monetarie tra la zona euro e la zona non euro al fine di raggiungere gli obiettivi principali della politica di coesione territoriale;

9.  crede che sia fondamentale garantire la trasparenza e l'efficacia della spesa pubblica al fine di creare un contesto favorevole alla crescita; ritiene, inoltre, che la semplificazione delle procedure amministrative dovrebbe essere perseguita con maggior vigore, con l'obiettivo primario di ridurre gli oneri amministrativi; si compiace del fatto che vari Stati membri siano riusciti ad affrontare le raccomandazioni specifiche per paese nei rispettivi programmi operativi (PO), per mezzo di investimenti mirati o riforme intraprese nel quadro delle condizionalità ex ante; sottolinea che le raccomandazioni specifiche per paese potrebbero essere un utile strumento per diffondere opportunità di investimento e, assieme alle condizionalità ex ante nell'ambito della politica di coesione, potrebbero svolgere un ruolo fondamentale, dal momento che possono avere importanti conseguenze positive nel contesto più vasto degli investimenti; apprezza il fatto che gli investimenti dei fondi SIE contribuiscano già alla realizzazione di riforme strutturali e migliorino le prestazioni economiche complessive degli Stati membri, come formulato nelle raccomandazioni specifiche per paese, contribuendo al conseguimento degli obiettivi strategici dell'UE di creare crescita economica, posti di lavoro di qualità e sviluppo sostenibile in tutta l'Unione, incluse le regioni e le zone che presentano gravi svantaggi geografici o naturali;

10.  è del parere che il programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP) debba fornire agli Stati membri un supporto mirato, su base volontaria, per agevolarli nell'elaborazione e nell'attuazione delle riforme istituzionali, strutturali e amministrative, fungendo da sostegno addizionale e assicurando al contempo che non si verifichi un doppio finanziamento o una sovrapposizione di finanziamenti con altri strumenti dell'Unione o altri tipi di assistenza tecnica già in atto; invita in tale contesto la Commissione a presentare un unico documento strategico per la definizione delle priorità e dei criteri per l'utilizzo dell'SRSP in coordinamento con altre misure dell'UE di sviluppo delle capacità; sottolinea che la proposta di storno di finanziamenti dall'assistenza tecnica a titolo della politica di coesione al programma di sostegno alle riforme strutturali (SRSP), su iniziativa della Commissione, non è da intendersi come un precedente per proposte future.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

8.9.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Victor Boştinaru, Steeve Briois, Andrea Cozzolino, Rosa D'Amato, Michela Giuffrida, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Marc Joulaud, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Martina Michels, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Stanislav Polčák, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ramón Luis Valcárcel Siso, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Kerstin Westphal, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jan Olbrycht, Dimitrios Papadimoulis

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Czesław Hoc, Karol Karski, Julia Reda, Tatjana Ždanoka


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (28.9.2016)

destinato alla commissione per i problemi economici e monetari

sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: attuazione delle priorità per il 2016

(2016/2101(INI))

Relatore per parere: Bogdan Andrzej Zdrojewski

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  riconosce che per l'Europa la disoccupazione giovanile è una sfida perenne; rileva che la situazione occupazionale varia in modo significativo in tutta l'Unione europea; riconosce la vulnerabilità dei giovani rom, dei giovani appartenenti ad altre minoranze o immigrati e dei giovani disabili nel mercato del lavoro della maggior parte degli Stati membri; ricorda pertanto la necessità di riforme del mercato del lavoro che ribadiscano che l'istruzione è un diritto per ogni cittadino e il requisito fondamentale per l'integrazione, l'inclusione sociale e la lotta all'indigenza e all'esclusione;

2.  sottolinea inoltre l'urgenza di riforme che investano in progetti di istruzione e formazione duali, capaci di adeguare le capacità dei giovani alle esigenze attuali e future del mercato del lavoro, assicurando un impegno forte a contrastare discriminazioni e disparità, in linea con gli obiettivi della strategia Europa 2020; prende atto del fatto che la Commissione ha di recente adottato la nuova agenda di competenze per l'Europa; in tale contesto, ribadisce il proprio sostegno all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile nell'ambito della Garanzia per i giovani, quale strumento per aiutare gli Stati membri a offrire ai giovani un sostegno mirato in base alle loro esigenze; invita l'UE a mantenere l'impegno nei confronti del progetto Erasmus;

3.  pone in rilievo la necessità di proseguire gli sforzi per ridurre l'abbandono scolastico e promuovere l'istruzione dei giovani svantaggiati, in linea con gli obiettivi fissati dalla strategia Europa 2020; osserva che i risultati della relazione di monitoraggio del settore dell'istruzione e della formazione 2015 indicano che, nonostante alcuni progressi verso il conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020, esiste un rischio crescente di aumento delle diseguaglianze con l'esclusione delle persone più vulnerabili, compresi i giovani provenienti da ambienti socioeconomici diversi e i gruppi svantaggiati; richiama l'attenzione sulla necessità di aumentare il tasso di partecipazione al mercato del lavoro tra le giovani donne – in particolare dopo il congedo di maternità e tra le madri sole – e i giovani migranti, le persone poco qualificate e i giovani disabili, nonché tutti i giovani a rischio di discriminazione;

4.  sottolinea che le politiche a favore del mercato del lavoro in generale, e la corrispondenza delle competenze in riferimento alle politiche in materia di istruzione e formazione professionale (IFP) in particolare, devono mirare a creare e promuovere posti di lavoro di alta qualità e sicuri, in linea con l'agenda dell'OIL per un lavoro dignitoso; rileva che tali politiche devono contribuire a combattere i fenomeni del lavoro precario, dei contratti a zero ore e dei tirocini non retribuiti;

5.  accoglie con favore le iniziative della Commissione volte ad avviare le consultazioni sulla creazione di un pilastro europeo dei diritti sociali; reputa fondamentale che quest'iniziativa possa innescare lo sviluppo di abilità e competenze flessibili, misure di apprendimento permanente e un sostegno attivo all'occupazione di qualità;

6.  evidenzia che l'imprenditoria sociale è un settore in crescita che può rilanciare l'economia e al contempo alleviare le situazioni di privazione ed esclusione sociale e altri problemi sociali; ritiene pertanto che l'educazione all'imprenditorialità dovrebbe comprendere una dimensione sociale e occuparsi di temi quali il commercio equo, le imprese sociali e i modelli di impresa alternativi, quali le cooperative, nella prospettiva di realizzare un'economia più sociale, inclusiva e sostenibile;

7.  invita ad adottare misure per agevolare la transizione dei giovani dalla scuola al lavoro mediante l'offerta di tirocini e apprendistati di qualità e la garanzia di diritti chiaramente definiti per i giovani, che comprendano l'accesso alla protezione sociale, contratti scritti e vincolanti e un'equa remunerazione, onde garantire che essi non siano discriminati nell'accesso al mondo del lavoro;

8.  ricorda che il livello dei finanziamenti destinati all'istruzione negli Stati membri rimane basso rispetto alla situazione precedente alla crisi e chiede maggiori investimenti nelle infrastrutture e per assicurare la qualità e la pertinenza dei sistemi d'istruzione e di formazione attraverso tutti gli strumenti di finanziamento europei disponibili, in particolare i Fondi strutturali (FESR e FSE) e il FEIS; ribadisce che gli investimenti sostenibili nell'istruzione e nella cultura rafforzano l'occupabilità e contribuiscono alla crescita sostenibile e alla creazione di posti di lavoro di qualità nell'UE; invita inoltre gli Stati membri a orientare gli investimenti verso un'istruzione inclusiva che risponda alle sfide poste alla società, al fine di garantire parità di accesso e di opportunità per tutti, anche ampliando le opportunità di educazione nella prima infanzia e di apprendimento per gli adulti nonché agevolando il reinserimento nei percorsi di istruzione e formazione per i giovani che hanno abbandonato l'istruzione iniziale;

9.  sottolinea la necessità di riforme strutturali e di modernizzare i sistemi di istruzione scolastica e di istruzione e formazione professionale negli Stati membri, compreso un approccio globale nei confronti dell'apprendimento e dell'insegnamento, incoraggiando l'innovazione, la creatività e l'uso delle tecnologie digitali; sottolinea inoltre la necessità di promuovere un'interazione migliore fra l'UE e gli Stati membri e di facilitare lo scambio di pratiche migliori fra Stati membri;

10.  sottolinea la necessità di rafforzare le sinergie tra la cultura e l'istruzione e di promuovere l'educazione artistica quale strumento fondamentale per lo sviluppo del pensiero critico e di abilità e competenze creative e trasferibili, nonché dei valori civici che consentono ai discenti di diventare membri della società attivi, responsabili e aperti; ritiene che il rafforzamento degli investimenti pubblici sia indispensabile per preservare e migliorare la qualità dei sistemi sanitari e d'istruzione e la qualità dei servizi prestati ai cittadini, nonché per creare condizioni favorevoli allo sviluppo economico;

11.  evidenzia che i tassi di disoccupazione, tuttora troppo elevati, dimostrano che nella maggior parte degli Stati membri la capacità di creare posti di lavoro è ancora limitata; sottolinea che sono necessari ulteriori interventi, in consultazione con le parti sociali e conformemente alle prassi nazionali, per rendere i mercati del lavoro complessivamente più inclusivi; esprime preoccupazione per il fatto che nella maggior parte dei casi i nuovi posti di lavoro sono di bassa qualità, sono caratterizzati da salari bassi e condizioni precarie, e pertanto non sono in grado di stimolare significativamente i consumi e la domanda interna;

12.  ricorda il ruolo chiave che l'istruzione non formale e l'apprendimento informale possono svolgere per sviluppare e sostenere le competenze necessarie ai fini dell'occupabilità dei giovani come l'imprenditorialità, la leadership e lo sviluppo delle capacità, soprattutto tra i gruppi emarginati;

13.  pone in evidenza la necessità di migliorare la capacità generale dell'UE di creare e sostenere posti di lavoro di qualità e di contrastare in questo modo gli elevati livelli di disoccupazione, prendendo nel contempo in considerazione il fatto che la migrazione potrebbe svolgere un ruolo importante, anche mediante i programmi di istruzione, quando sono integrati da una spesa pubblica efficace, nell'ottica di investimenti sostenibili di alta qualità sul piano sociale e ambientale, al fine di integrare i lavoratori nel mercato del lavoro e ridurre la disoccupazione;

14.  sottolinea la necessità di tenere conto delle specifiche esigenze educative dei giovani immigrati e appartenenti a minoranze, nonché dei giovani disabili, nel rispetto della diversità culturale e linguistica dell'Unione;

15.  invita gli Stati membri ad aumentare l'attrattiva dei programmi e degli studi in materia di scienze, tecnologia, ingegneria e matematica (STEM), onde far fronte alle carenze esistenti in tali ambiti, nonché a intensificare lo sviluppo delle competenze digitali e dell'alfabetizzazione mediatica a tutti i livelli di istruzione;

16.  evidenzia il fatto che le riforme in materia di istruzione e formazione si sono dimostrate efficaci laddove le parti sociali sono state coinvolte nel quadro delle consultazioni del semestre europeo;

17.  accoglie con favore il contributo del programma Erasmus+ per promuovere la mobilità e gli scambi culturali in tutta l'Unione e con i paesi terzi; chiede una promozione e un utilizzo migliori degli strumenti europei per la trasparenza, la mobilità e il riconoscimento a livello europeo delle competenze e delle qualifiche acquisite, al fine di assicurare maggiori garanzie e certezze di integrazione professionale e sociale ai giovani che intendono approfittare della mobilità per moltiplicare le opportunità di apprendimento e inserimento nel mondo lavorativo; ribadisce anche la necessità di garantire opportunità di mobilità per la formazione professionale di giovani svantaggiati e persone vittime di varie forme di discriminazione;

18.  sottolinea l'importanza di conseguire la convalida delle competenze, delle capacità e delle conoscenze acquisite mediante l'apprendimento informale, non formale e lungo tutto l'arco della vita, entro il 2018, come stabilito nella raccomandazione del Consiglio del 20 dicembre 2012; osserva, a tale proposito, che il riconoscimento è fondamentale per migliorare l'accesso all'istruzione formale e a nuove opportunità professionali, al contempo rafforzando anche l'autostima e la motivazione a imparare; evidenzia che alcuni Stati membri hanno realizzato progressi importanti nell'elaborazione del quadro normativo pertinente, mentre altri hanno difficoltà a definire strategie di convalida globali; sottolinea pertanto la necessità di sviluppare strategie globali per consentire la convalida;

19.  evidenzia il fatto che le industrie culturali e creative contribuiscono in modo significativo all'occupazione giovanile, impiegando, in media, più giovani rispetto a qualsiasi altro settore; riconosce che nell'UE oltre 6 milioni di persone lavorano nel settore della cultura; sottolinea che un'ulteriore promozione delle industrie culturali e creative, nonché investimenti in dette industrie, saranno utili per creare nuovi posti di lavoro e per lottare contro la disoccupazione giovanile e pertanto invita a rafforzare l'uso degli schemi di finanziamento dell'UE, in particolare Orizzonte 2020 e il FEIS; sottolinea, in tale contesto, che le tecnologie di punta, i mezzi di informazione e le tecnologie informatiche caratterizzati da creatività sono di particolare interesse per i giovani;

20.  ribadisce che il programma Europa per i cittadini è l'unico programma dell'UE dedicato esclusivamente alla promozione della cittadinanza europea attiva, al rafforzamento della coesione sociale e alla realizzazione di opportunità economiche mediante la creazione di partenariati transnazionali, gemellaggi tra città e reti di città;

21.  sottolinea il ruolo chiave della ricerca e della scienza ai fini di uno sviluppo economico sostenibile e della cooperazione internazionale; raccomanda, pertanto, investimenti continui in ambito accademico e in quello della ricerca scientifica, nel quadro del programma Orizzonte 2020, fino a raggiungere l'obiettivo del 3% per la ricerca e lo sviluppo, come delineato dalla strategia Europa 2020.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.9.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

4

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Mircea Diaconu, María Teresa Giménez Barbat, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Stefano Maullu, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Bogdan Brunon Wenta, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Ernest Maragall, Emma McClarkin, Martina Michels


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

39

14

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Esther de Lange, Fabio De Masi, Anneliese Dodds, Markus Ferber, Jonás Fernández, Sven Giegold, Neena Gill, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Barbara Kappel, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Philippe Lamberts, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Fulvio Martusciello, Marisa Matias, Costas Mavrides, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Dimitrios Papadimoulis, Sirpa Pietikäinen, Alfred Sant, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Theodor Dumitru Stolojan, Kay Swinburne, Michael Theurer, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Cora van Nieuwenhuizen, Miguel Viegas, Beatrix von Storch, Jakob von Weizsäcker, Pablo Zalba Bidegain, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alain Cadec, Ashley Fox, Sophia in 't Veld, Thomas Mann, Emmanuel Maurel, Siôn Simon, Joachim Starbatty, Tibor Szanyi, Romana Tomc

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