Procedura : 2016/2080(INI)
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A8-0315/2016

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PV 30/11/2016 - 17
CRE 30/11/2016 - 17

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PV 01/12/2016 - 6.22
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P8_TA(2016)0477

RELAZIONE     
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28.10.2016
PE 587.462v03-00 A8-0315/2016

sulle dichiarazioni d'interessi dei commissari – Linee guida

(2016/2080(INI))

Commissione giuridica

Relatore: Pascal Durand

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulle dichiarazioni d'interessi dei commissari – Linee guida

(2016/2080(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 17, paragrafo 3,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 245,

–  visto l'allegato XVI del regolamento (orientamenti per l'approvazione della Commissione), in particolare il paragrafo 1, lettera a), terzo comma,

–  viste la sua decisione del 28 aprile 2015 concernente l'esame della dichiarazione di interessi finanziari di un commissario designato e l'interpretazione dell'allegato XVI, paragrafo 1, lettera a), del regolamento(1),

–  visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea(2), in particolare i punti relativi alla sezione II sulla responsabilità politica,

–  vista la sua risoluzione dell'8 settembre 2015 sulle procedure e le prassi relative alle audizioni dei commissari, insegnamenti da trarre dalla procedura 2014(3),

–  visto il codice di condotta dei commissari del 20 aprile 2011(4), in particolare i punti 1.3, 1.4, 1.5 e 1.6,

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione giuridica e il parere della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0315/2016),

A.  considerando che, conformemente all'allegato XVI, paragrafo 1, lettera a), del regolamento (orientamenti per l'approvazione della Commissione), il Parlamento può esprimersi sulla distribuzione dei portafogli da parte del Presidente eletto della Commissione e ha facoltà di chiedere qualsiasi informazione pertinente ai fini dell'adozione di una decisione sulle attitudini dei commissari designati; che il Parlamento si attende che gli siano comunicate informazioni esaustive per quanto concerne gli interessi finanziari dei commissari designati e che le loro dichiarazioni di interessi siano trasmesse per esame alla commissione competente per gli affari giuridici;

B.  considerando che, conformemente al punto 3 della sezione II (responsabilità politica) dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, i membri designati della Commissione assicurano la piena pubblicità di tutte le informazioni pertinenti, in conformità dei loro obblighi di indipendenza ai sensi dei trattati; che tali informazioni sono comunicate conformemente alle procedure intese a garantire una valutazione aperta, equa e coerente dell'intera Commissione designata;

C.  considerando che, in conformità della sua decisione del 28 aprile 2015 concernente l'esame della dichiarazione d'interessi finanziari di un commissario designato (interpretazione dell'allegato XVI, paragrafo 1, lettera a), del regolamento), l'esame, da parte della commissione competente per gli affari giuridici, della dichiarazione di interessi finanziari di un commissario designato non consiste solo nel verificare che la dichiarazione sia stata debitamente completata, ma anche nel valutare se il contenuto della dichiarazione medesima sia autentico e se da esso possa essere dedotta l'esistenza di un conflitto d'interessi;

D.  considerando che, conformemente all'allegato XVI, paragrafo 1, lettera a), del regolamento, il Parlamento valuta i commissari designati sulla base, tra l'altro, della loro indipendenza personale, soprattutto in considerazione del particolare ruolo di garante degli interessi dell'Unione che è assegnato alla Commissione europea dai trattati;

E.  ricordando a tale proposito che, nella summenzionata risoluzione dell'8 settembre 2015, il Parlamento europeo ha indicato che la conferma da parte della commissione giuridica dell'assenza di conflitti d'interessi costituisce un presupposto indispensabile per l'audizione dei commissari, soprattutto in considerazione del rafforzamento del mandato politico della Commissione dopo il Trattato di Lisbona;

F.  considerando che, nella summenzionata risoluzione dell'8 settembre 2015, il Parlamento europeo ha reputato importante che la commissione giuridica esprimesse alcune linee di indirizzo, sotto forma di raccomandazione o relazione di iniziativa, in modo da facilitare il processo di riforma delle procedure relative alle dichiarazioni d'interessi dei commissari, invitando nel contempo la Commissione a rivedere la normativa inerente alle dichiarazioni degli interessi dei commissari;

G.  ricordando che, conformemente al punto 1.3 del codice di condotta dei commissari – che verte sui principi di altruismo, integrità, trasparenza, onestà, responsabilità e rispetto della dignità del Parlamento – i commissari devono dichiarare tutti gli interessi finanziari e beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto d'interessi nell'esercizio delle loro funzioni e che questa dichiarazione riguarda anche le partecipazioni detenute dal coniuge o dal partner del membro della Commissione – quale definito dalle norme in vigore(5) – e che possono generare un conflitto d'interessi;

H.  ricordando che gli interessi finanziari che devono essere dichiarati riguardano ogni forma di partecipazione finanziaria individuale al capitale di un'impresa;

I.  ricordando che, conformemente al punto 1.4 del codice di condotta dei commissari, onde evitare ogni rischio di conflitto d'interessi, i membri della Commissione sono tenuti a dichiarare le attività professionali del loro coniuge o partner e che tale dichiarazione deve indicare la natura dell'attività, il nome della funzione esercitata e, ove opportuno, il nome del datore di lavoro;

J.  considerando che, conformemente al punto 1.5 del codice di condotta dei commissari, la dichiarazione degli interessi finanziari deve essere effettuata utilizzando un formulario allegato al codice di condotta stesso e che tale formulario deve essere compilato e reso disponibile prima dell'audizione dell'interessato designato dal Parlamento europeo, e deve essere rivisto durante il mandato in caso di cambiamento nei dati e almeno una volta l'anno;

K.  considerando che le informazioni contenute nel formulario sono limitate e insufficienti, non includono una definizione dettagliata di ciò che configura un conflitto d'interessi e non consentono pertanto al Parlamento di valutare adeguatamente, equamente e coerentemente l'esistenza di conflitti d'interessi reali o potenziali in relazione al commissario designato, né la sua attitudine a esercitare il mandato in ottemperanza al codice di condotta dei commissari;

L.  ricordando che, conformemente al punto 1.6 del codice di condotta dei commissari, i membri della Commissione non devono intervenire su questioni rientranti nel loro portafoglio allorché vi è un interesse personale, in particolare familiare o finanziario, che possa compromettere la loro indipendenza;

M.  ricordando che la Commissione è responsabile in ultima analisi della scelta del tipo e della portata delle informazioni da includere nelle dichiarazioni d'interessi dei suoi membri; che, di conseguenza, la Commissione è tenuta a garantire in modo accurato il livello di trasparenza necessario ai fini del corretto svolgimento della procedura di nomina dei commissari designati;

N.  considerando che, conformemente al punto 5 dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, il Parlamento può chiedere al Presidente della Commissione di ritirare la fiducia a un singolo membro della Commissione; che, in virtù del punto 7 di detto accordo, il Presidente della Commissione è tenuto a informare il Parlamento in caso di ripartizione delle competenze tra i membri della Commissione, in modo da consentire una consultazione parlamentare in merito a tali modifiche;

O.  considerando che nel complesso le attuali dichiarazioni di interessi finanziari dei membri della Commissione possono essere considerate un miglioramento rispetto al trattamento delle dichiarazioni nel 2008-2009, ma che non sono mancati episodi che hanno reso necessario un chiarimento ulteriore rispetto ad alcune dichiarazioni di interessi;

P.  considerando deplorevole che il codice di condotta dei commissari adottato nel 2011 ometta di affrontare adeguatamente varie raccomandazioni del Parlamento per quanto concerne i miglioramenti, con particolare riguardo alle dichiarazioni di interessi finanziari dei membri della Commissione, alle restrizioni all'impiego post-mandato e al consolidamento del comitato etico ad hoc incaricato di valutare i conflitti d'interessi; che, a questo proposito, occorre tenere conto anche delle posizioni espresse dal Parlamento in merito alle modifiche e ai miglioramenti al processo di audizione dei commissari designati;

Q.  considerando che uno dei pilastri della governance europea è il miglioramento dell'etica e della trasparenza all'interno delle istituzioni dell'UE al fine di rafforzare la fiducia dei cittadini nell'UE, soprattutto in considerazione dell'ampliamento del mandato politico della Commissione a seguito del trattato di Lisbona;

Osservazioni generali

1.  ricorda che l'obiettivo dell'esame delle dichiarazioni finanziarie dei commissari è di garantire che i commissari designati siano in grado di svolgere la loro funzione in totale indipendenza e di assicurare la massima trasparenza e responsabilità da parte della Commissione, conformemente all'articolo 17, paragrafo 3, del TUE, all'articolo 245 del TFUE e al codice di condotta dei commissari; osserva, al riguardo, che tale esercizio non dovrebbe essere limitato alla designazione della nuova Commissione, ma dovrebbe applicarsi anche in caso di posto vacante dovuto alle dimissioni volontarie o d'ufficio o al decesso di un commissario, all'adesione di un nuovo Stato membro o alla modifica sostanziale del portafoglio o degli interessi finanziari di un commissario;

2.  è del parere che la valutazione di un potenziale conflitto d'interessi debba essere fondata su elementi determinanti, oggettivi e pertinenti in relazione al portafoglio del commissario designato;

3.  sottolinea che per conflitto d'interessi si intende "qualsiasi interferenza tra un interesse pubblico e interessi pubblici e privati atto a incidere o che sembra essere atto a incidere sull'esercizio indipendente, imparziale e oggettivo di una funzione";

4.  conferma che la commissione giuridica ha la competenza e la responsabilità di svolgere un'analisi sostanziale delle dichiarazioni d'interessi finanziari attraverso un esame approfondito volto a valutare se il contenuto della dichiarazione di un commissario designato sia autentico e conforme ai criteri e ai principi enunciati dai trattati e dal codice di condotta e se da esso possa essere dedotta l'esistenza di un conflitto d'interessi e che essa deve poter proporre al Presidente della Commissione di sostituire tale commissario; chiede pertanto alla Commissione di fornire tutti gli strumenti fattuali e informativi alla commissione giuridica in modo da permettere un'analisi compiuta ed oggettiva;

5.  ritiene imprescindibile garantire alla commissione giuridica un lasso di tempo sufficiente ai fini dell'efficacia dell'analisi dettagliata;

6.  ricorda che la commissione giuridica esamina le questioni attinenti alle dichiarazioni d'interessi dei commissari designati con la massima riservatezza, garantendo al contempo, conformemente al principio di trasparenza, la pubblicazione delle sue conclusioni una volta ultimate;

7.  ritiene che, ove constati un possibile conflitto d'interessi, la commissione giuridica, oltre al tempo riservatole per le domande che intende porre al commissario designato, debba avere la facoltà di proseguire l'audizione e ottenere i chiarimenti necessari;

Procedura d'esame delle dichiarazioni di interessi finanziari prima dell'audizione dei commissari designati

8.  ritiene che la conferma da parte della commissione giuridica dell'assenza di conflitti d'interessi, fondata su un'analisi sostanziale della dichiarazione d'interessi finanziari, costituisca un presupposto indispensabile per la conduzione dell'audizione da parte della commissione competente(6);

9.  reputa a tale proposito che, in assenza di tale conferma o qualora la commissione giuridica accerti l'esistenza di un conflitto d'interessi, il processo di designazione del commissario designato si considera sospeso;

10.  ritiene che per l'esame delle dichiarazioni d'interessi finanziari da parte della commissione giuridica andrebbero applicate le seguenti linee guida:

a)  se, nell'ambito dell'esame della dichiarazione d'interessi finanziari, la commissione giuridica ritiene che, in base ai documenti presentati, la dichiarazione sia autentica, completa e non contenga alcuna informazione che lasci presupporre un conflitto d'interessi reale o potenziale in relazione al portafoglio del commissario designato, il presidente trasmette una lettera per confermare l'assenza di conflitti d'interessi alle commissioni responsabili per l'audizione o alle commissioni interessate in caso di procedura in corso di mandato;

b)  se la commissione giuridica ritiene che la dichiarazione d'interessi di un commissario designato contenga informazioni incomplete o contradditorie, o qualora l'esame di tali informazioni renda necessari ulteriori chiarimenti a norma del regolamento(7) e dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea(8), essa richiede al commissario designato di fornire le informazioni supplementari necessarie senza indugio e decide in seguito alla ricezione di tali informazioni e alla loro adeguata analisi; la commissione giuridica può decidere, ove opportuno, di invitare il commissario designato a un'audizione;

c)  se la commissione giuridica accerta un conflitto d'interessi sulla base della dichiarazione d'interessi finanziari o delle informazioni supplementari fornite dal commissario designato, essa formula raccomandazioni volte a risolvere tale conflitto; tali raccomandazioni possono includere la rinuncia agli interessi finanziari in questione o la modifica, da parte del Presidente della Commissione, del portafoglio del commissario designato; in casi più gravi, in assenza di altre raccomandazioni in grado di fornire una soluzione al conflitto d'interessi, in ultima istanza la commissione giuridica può concludere che il commissario designato non è in grado di esercitare le proprie funzioni a norma del trattato e del codice di condotta; il Presidente del Parlamento chiede al Presidente della Commissione quali ulteriori provvedimenti intenda prendere;

Procedura d'esame delle dichiarazioni d'interessi finanziari in corso di mandato

11.  insiste sull'obbligo di ciascun commissario di fare in modo che la sua dichiarazione d'interessi sia tempestivamente aggiornata ogni qual volta si verifichi una modifica dei suoi interessi finanziari e invita la Commissione a informare immediatamente il Parlamento in merito a ogni cambiamento o elemento che crei o che possa far insorgere un conflitto d'interessi;

12.  ritiene pertanto che la dichiarazione di interessi finanziari debba includere gli interessi o le attività presenti o passate degli ultimi due anni di natura patrimoniale, professionale, personale o familiare in relazione con il portafoglio proposto; osserva che essa dovrebbe altresì tener conto del fatto che l'interesse può riguardare un vantaggio per l'interessato o per soggetti terzi, vantaggio che può essere anche di natura morale, materiale o finanziaria;

13.  ritiene che qualsiasi modifica degli interessi finanziari di un commissario in corso di mandato o qualsiasi ripartizione delle competenze tra i membri della Commissione dia luogo a una nuova situazione per quanto concerne l'eventuale presenza di un conflitto d'interessi; è del parere che tale situazione debba pertanto formare l'oggetto di una procedura d'esame da parte del Parlamento in base alle disposizioni previste al paragrafo 10 della presente risoluzione e al punto 2 dell'allegato XVI (Orientamenti per l'approvazione della Commissione) del regolamento del Parlamento europeo;

14.  ricorda che la sostituzione di un commissario in corso di mandato avviene previa consultazione del Parlamento, conformemente all'articolo 246, secondo comma, del TFUE; ritiene che tale consultazione debba includere, tra l'altro, una verifica dell'assenza di conflitti d'interessi, conformemente al paragrafo 10 della presente risoluzione, nonché conformemente alle disposizioni dell'allegato XVI (Orientamenti per l'approvazione della Commissione) del suo regolamento(9) relative alle prerogative del Parlamento europeo in caso di modifica della composizione del collegio dei commissari o di modifica sostanziale delle competenze nel corso del mandato;

15.  ritiene che, laddove sia accertato un conflitto d'interessi in corso di mandato e qualora il Presidente della Commissione non dia seguito alle raccomandazioni del Parlamento volte a risolvere il conflitto d'interessi secondo la procedura prevista al paragrafo 10 della presente risoluzione, la commissione giuridica possa raccomandare al Parlamento di invitare il Presidente della Commissione a ritirare la fiducia a tale commissario a norma dell'articolo 17, paragrafo 6 del TUE e, ove opportuno, che il Parlamento inviti il Presidente della Commissione ad agire a norma dell'articolo 245, secondo comma, del TFUE al fine di far privare il commissario in questione del diritto a pensione o altri vantaggi sostitutivi;

Codice di condotta dei commissari

16.  rileva che il codice di condotta dei commissari riguardante l'imparzialità, l'integrità, la trasparenza, la diligenza, l'onestà, la responsabilità e la discrezione, adottato il 20 aprile 2011, presenta miglioramenti rispetto al precedente codice adottato nel 2004 per quanto attiene alla dichiarazione di interessi finanziari, dal momento che gli obblighi di comunicazione sono stati estesi ai partner dei commissari e in quanto la dichiarazione di interessi deve essere rivista ogni volta che cambiano le informazioni, e comunque almeno una volta l'anno;

17.  sottolinea che la credibilità della dichiarazione di interessi finanziari dipende dalla precisione del modulo proposto al commissario designato; è dell'avviso che l'attuale portata delle dichiarazioni d'interessi dei commissari sia troppo limitata e che il loro contenuto esplicativo sia ambiguo; invita pertanto la Commissione a rivedere il codice di condotta al più presto possibile, per assicurare che la dichiarazione di interessi finanziari fornisca alla commissione giuridica informazioni accurate, sulla base delle quali essa possa fondare la propria decisione in modo inequivoco;

18.  è del parere che, per avere un quadro più completo della situazione finanziaria del commissario dichiarante, le dichiarazioni d'interessi finanziari di cui ai punti da 1.3 a 1.5 del codice di condotta dei commissari dovrebbero includere tutti gli interessi finanziari e le attività del commissario designato e del coniuge o del partner, senza limitarsi in alcun caso a quelli "che potrebbero generare un conflitto d'interessi";

19.  ritiene che gli interessi familiari di cui al punto 1.6 del codice di condotta dei commissari dovrebbero essere inseriti nelle dichiarazioni d'interessi finanziari; invita a questo proposito la Commissione a individuare un modo equo per identificare gli interessi familiari suscettibili di creare un conflitto d'interessi;

20.  ritiene che, al fine di estendere e migliorare le norme in materia di conflitto d'interessi, le dichiarazioni di interessi dovrebbero includere anche i dettagli di eventuali rapporti contrattuali del commissario designato suscettibili di generare un conflitto d'interessi nell'esercizio delle sue funzioni;

21.  deplora il fatto che il codice di condotta ometta di regolamentare adeguatamente il requisito previsto dall'articolo 245 TFUE secondo cui i membri della Commissione "assumono l'impegno solenne di rispettare, per la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi […] ed in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l'accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi";

22.  deplora il fatto che il codice di condotta non delinei un qualsiasi requisito di cessione, nonostante il fatto che tali requisiti debbano costituire uno standard in qualsiasi regime deontologico; ritiene prioritario che tale aspetto sia regolato quanto prima;

23.  rileva che il codice di condotta non stabilisce alcun concreto lasso di tempo per sottoporre la dichiarazione anteriormente all'audizione, da parte del Parlamento, dei commissari designati; considera tale requisito come un aspetto fondamentale nella revisione del processo di audizione dei commissari designati;

24.  deplora il fatto che la Commissione non riferisca regolarmente sull'attuazione del codice di condotta dei commissari, in particolare per quanto concerne le loro dichiarazioni di interessi; ritiene che il codice di condotta debba essere modificando introducendovi reclami o sanzioni nei casi di violazioni, con l'eccezione dei casi di colpa grave come indicato agli articoli 245 e 247 del TFUE;

25.  deplora, in particolare, della risposta negativa del Presidente della Commissione alla richiesta del Mediatore europeo di pubblicare, in maniera proattiva, le decisioni adottate in merito alle autorizzazioni delle attività post-mandato degli ex commissari, nonché i pareri del comitato etico ad hoc; sottolinea che la mera pubblicazione dei verbali delle riunioni della Commissione non è sufficiente per fornire al Parlamento e alla società civile un'idea approfondita dell'interpretazione nella pratica dei "potenziali conflitti d'interessi" e delle politiche in materia di integrità elaborate in proposito dal comitato etico ad hoc;

26.  sottolinea che a tutti gli ex commissari è fatto divieto, per diciotto mesi, di fare pressione e "difendere la causa della loro impresa, del loro cliente o del loro datore di lavoro presso gli altri commissari o il loro personale su questioni appartenenti al loro portafoglio", ma che essi hanno diritto a percepire per tre anni una generosa indennità transitoria di fine mandato il cui importo si situa tra il 40% e il 65% dell'ultimo stipendio base;

27.  accoglie con favore il fatto che il codice di condotta abbia introdotto una disposizione in merito alla riassegnazione di fascicoli fra membri della Commissione in caso di rischio di conflitto d'interessi, ma deplora il fatto che:

(a)  non vi sia una definizione dettagliata di cosa costituisca un conflitto d'interessi;

(b)  la disposizione si limiti a questioni inerenti al portafoglio del commissario interessato, e trascuri quindi i doveri del commissario in quanto membro di un collegio;

(c)  non vi siano criteri per il Presidente per decidere sulla riassegnazione, né alcun quadro vincolante per informare il Parlamento o una procedura da porre in essere ove un commissario manchi di notificare un conflitto d'interessi oppure ingaggi un'attività incompatibile con la natura delle sue funzioni;

28.  invita la Commissione a rivedere urgentemente il codice di condotta dei commissari del 2011 al fine di prendere in considerazione sia le raccomandazioni del Parlamento nelle sue ultime risoluzioni che l'evoluzione degli standard generali di eticità e trasparenza esigibili da tutte le istituzioni dell'UE; raccomanda che la Commissione modifichi il suo codice di condotta dei commissari nell'ottica di garantire che:

(a)  i commissari dichiarino tutti gli interessi finanziari, compresi i beni patrimoniali e le passività al di sopra di 10 000 EUR;

(b)  i commissari dichiarino tutti i propri interessi (partecipazioni azionarie, appartenenza a consigli di amministrazione, incarichi di consulenza e consiglio, appartenenza a fondazioni vicine, ecc.) nell'ambito di tutte le imprese di cui hanno fatto parte, compresi gli interessi familiari prossimi, nonché i cambiamenti verificatisi a seguito della presentazione della loro candidatura;

(c)  i familiari a carico dei commissari e/o diretti rendano note le stesse informazioni come i coniugi e partner;

(d)  i commissari chiariscano completamente gli obiettivi delle organizzazioni con le quali essi e/o il rispettivo coniuge e/o figli a carico sono coinvolti, allo scopo di stabilire se esista un qualsiasi conflitto d'interessi;

(e)  i commissari dichiarino la loro eventuale affiliazione a organizzazioni non governative, associazioni segrete, o associazioni che occultano la loro esistenza svolgendo attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi pubblici;

(f)  i commissari e i familiari a loro carico dichiarino la loro eventuale affiliazione a organizzazioni non governative, e ogni donazione a ONG superiore a 500 EUR;

(g)  il codice di condotta venga modificato conformemente alle disposizioni dell'articolo 245 TFUE allo scopo di prorogare di tre anni le restrizioni all'impiego post-mandato dei commissari;

(h)  il codice di condotta comprenda requisiti di cessione specifici;

(i)  i commissari designati presentino le loro dichiarazioni entro un termine stabilito e con sufficiente anticipo, in modo da consentire al comitato etico ad hoc di presentare al Parlamento i propri pareri sui potenziali conflitti d'interessi in tempo utile per le audizioni in Parlamento;

(j)  i commissari incontrino esclusivamente i rappresentanti dei gruppi d'interesse iscritti nel registro per la trasparenza, che contiene informazioni sui soggetti che cercano di influenzare l'elaborazione delle politiche in seno alle istituzioni dell'UE;

(k)  i commissari debbano presentare, al momento della loro nomina, una dichiarazione firmata mediante la quale accettano di comparire dinanzi a qualsiasi commissione del Parlamento europeo in riferimento alle attività del loro mandato;

(l)  la dichiarazione sia pubblicata in un formato compatibile con piattaforme "open data", in modo da poter essere facilmente trattata all'interno di banche dati;

(m)  la procedura per la riassegnazione di fascicoli in caso di conflitto d'interesse sia migliorata, tenendo conto delle funzioni del commissario in quanto membro del collegio, introducendo criteri in materia di onestà e discrezionalità per la decisione del Presidente di riassegnare i fascicoli, applicando una procedura vincolante per casi in cui il commissario ometta di fornire informazioni circa un possibile conflitto d'interessi e introducendo una procedura vincolante per informare il Parlamento in merito ai succitati casi;

(n)  la Commissione debba riferire su base annuale in ordine all'attuazione del codice di condotta dei commissari e garantisca procedure di reclamo e di sanzione non solo in casi di infrazioni gravi, ma anche nel caso di violazione dei requisiti, per quanto concerne in particolare la dichiarazione di interessi finanziari;

(o)  siano definiti i criteri per il rispetto dell'articolo 245 del TFUE, che impone ai commissari "doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l'accettare, dopo la cessazione (del mandato), determinate funzioni o vantaggi";

(p)  le decisioni relative alle autorizzazioni delle attività post-mandato degli ex commissari e i pareri del comitato etico ad hoc siano pubblicate in maniera proattiva;

(q)  il comitato etico ad hoc sia composto da esperti indipendenti che non abbiano precedentemente ricoperto la carica di commissario;

(r)  il comitato etico ad hoc elabori e pubblichi una relazione annuale sulle proprie attività includendo, qualora lo ritenga opportuno, raccomandazioni sul miglioramento del codice di condotta o sulla sua applicazione.

29.  chiede alla Commissione di avviare negoziati con il Parlamento al fine di introdurre le modifiche eventualmente necessarie nell'ambito dell'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea;

30.  chiede alla commissione per gli affari costituzionali di introdurre nel regolamento del Parlamento, in particolare all'allegato XVI, le modifiche eventualmente necessarie per l'attuazione della presente risoluzione;

31.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

(1)

Testi approvati, P8_TA(2015)0096.

(2)

GU L 304 del 20.11.2010, pag. 47.

(3)

Testi approvati, P8_TA(2015)0287.

(4)

C(2011)2904.

(5)

Membro stabile di un'unione di fatto, quale definito nel regolamento n. 2278/69 (GU L 289 del 17.11.1969) e all'articolo 1, paragrafo 2, lettera c), dell'allegato VII dello statuto dei funzionari.

(6)

Si veda la risoluzione del Parlamento europeo dell'8 settembre 2015 sulle procedure e le prassi relative alle audizioni dei commissari, insegnamenti da trarre dalla procedura 2014, paragrafo 4.

(7)

Cfr. l'allegato XVI, punto 1, lettera a), del regolamento.

(8)

Cfr. l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, sezione II, paragrafo 3.

(9)

Cfr. l'allegato XVI, punto 2 del regolamento del Parlamento europeo.


MOTIVAZIONE

Contesto

L'allegato XVI del regolamento del Parlamento europeo concernente gli orientamenti per l'approvazione della Commissione prevede che "il Parlamento ha facoltà di chiedere qualsiasi informazione pertinente ai fini dell'adozione di una decisione sulle attitudini dei commissari designati e si attende un'informazione esaustiva per quanto concerne i loro interessi finanziari. Le dichiarazioni d'interesse dei commissari designati sono trasmesse per esame alla commissione competente per gli affari giuridici".

Tale disposizione purtroppo non menziona la portata esatta dell'esame a cura della commissione giuridica, in particolare per quanto riguarda la questione di sapere se l'esame debba limitarsi a un'analisi formale delle informazioni fornite o se invece debba costituire un'analisi sostanziale. A seguito delle difficoltà pratiche generate da una disposizione così poco dettagliata (difficoltà che si sono rivelate particolarmente consistenti nel corso della procedura di nomina dell'ultima Commissione europea), i coordinatori della commissione giuridica hanno deciso di chiedere chiarimenti alla commissione per gli affari costituzionali, competente, tra l'altro, per l'interpretazione del regolamento del Parlamento.

L'interpretazione raccomandata dalla commissione per gli affari costituzionali è stata approvata in Aula il 28 aprile 2015. Tale interpretazione afferma quanto segue:

"L'esame, da parte della commissione competente per gli affari giuridici, della dichiarazione di interessi finanziari di un commissario designato non consiste solo nel verificare che la dichiarazione sia stata debitamente completata, ma anche nel valutare se dal contenuto della dichiarazione medesima possa essere dedotta l'esistenza di un conflitto d'interessi. Spetta allora alla commissione competente per l'audizione decidere se richiedere o meno al commissario designato informazioni supplementari".

Questa interpretazione conferma che l'analisi deve essere sostanziale e introduce la possibilità di porre ulteriori domande alla commissione competente per l'audizione.

Al contrario, nella risoluzione dell'8 settembre 2015 sulle procedure e le prassi relative alle audizioni dei commissari, insegnamenti da trarre dalla procedura 2014, il Parlamento insiste sul ruolo della commissione giuridica, nella misura in cui "ritiene che il controllo delle dichiarazioni degli interessi finanziari dei commissari designati da parte dalla commissione giuridica dovrebbe essere migliorato; [...]; ritiene altresì che la conferma da parte della commissione giuridica dell'assenza di conflitti di interessi, fondata su un'analisi sostanziale delle dichiarazioni degli interessi finanziari, costituisca un presupposto indispensabile per la conduzione dell'audizione da parte della commissione competente" (paragrafo 4).

Pertanto, il Parlamento "reputa [...] importante che la commissione giuridica esprima alcune linee di indirizzo nei prossimi mesi, sotto forma di raccomandazione o relazione di iniziativa, in modo da facilitare il processo di riforma delle procedure relative alle dichiarazioni degli interessi dei commissari " (paragrafo 13).

La commissione giuridica ha chiesto di poter approvare una relazione d'iniziativa al riguardo per rispondere all'invito rivoltole in Aula.

La posizione del relatore

Il relatore si propone di definire la portata dell'esame delle dichiarazioni d'interessi condotto dalla commissione giuridica. A tal fine, intende occuparsi sia delle procedure interne del Parlamento, nell'ambito della nomina della nuova Commissione e per la durata del suo mandato, sia degli obblighi in materia di trasparenza che i membri della Commissione devono rispettare.

In generale, il relatore conferma la posizione del Parlamento, ovvero che la verifica dell'assenza di conflitti d'interessi non possa essere posta sullo stesso piano della valutazione delle competenze del candidato e che debba costituire pertanto un presupposto indispensabile per l'audizione. Egli ritiene tuttavia che la nozione di conflitto d'interessi debba essere fortemente limitata a elementi oggettivi e verificabili e sia intesa esclusivamente in relazione a un determinato portafoglio.

Il relatore conclude dunque che la commissione giuridica ha il compito sia di valutare l'esistenza di un conflitto d'interessi potenziale, sia, ove necessario, di formulare raccomandazioni volte a porvi fine. Tali raccomandazioni possono includere la rinuncia a determinati interessi finanziari o la modifica del portafoglio. Onde garantire il corretto svolgimento di tale esame, il relatore ritiene che la commissione giuridica debba chiedere informazioni supplementari in caso di dichiarazione dubbia, incompleta o contraddittoria.

Egli sostiene altresì che il controllo delle dichiarazioni d'interessi finanziari e più in generale dei potenziali conflitti d'interessi concernenti i membri della Commissione deve andare al di là della mera procedura di nomina della Commissione. A tal fine, il relatore ritiene che qualsiasi modifica sostanziale degli interessi finanziari di un commissario in corso di mandato o qualsiasi ripartizione delle responsabilità tra i membri della Commissione dia luogo a una nuova situazione per quanto concerne l'eventuale presenza di un conflitto d'interessi e dovrebbe pertanto formare l'oggetto di una procedura d'esame da parte del Parlamento.

Il relatore si rivolge inoltre alla Commissione europea, responsabile in ultima analisi della scelta delle informazioni da includere nelle dichiarazioni d'interessi dei suoi membri. Il relatore propone dunque alla Commissione una serie di modifiche al suo codice di condotta nonché alle sue dichiarazioni d'interessi allo scopo di garantire che queste ultime includano le informazioni sufficienti alla valutazione degli interessi finanziari dei commissari e che il Parlamento sia al corrente di tutte le modifiche.

Il relatore reputa inoltre opportuno invitare la commissione per gli affari costituzionali a introdurre nel regolamento del Parlamento europeo, in particolare all'allegato XVI, le modifiche eventualmente necessarie per l'attuazione delle linee guida individuate nella relazione.


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (28.9.2016)

destinato alla commissione giuridica

sulle dichiarazioni di interessi dei Commissari - Linee guida

(2016/2080(INI))

Relatore per parere: Ingeborg Gräßle

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione giuridica, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 245,

A.  considerando che nel complesso le attuali dichiarazioni di interessi finanziari dei membri della Commissione possono essere considerate un miglioramento rispetto al trattamento delle dichiarazioni nel 2008-2009, ma che non sono mancati episodi che hanno reso necessario un chiarimento ulteriore rispetto ad alcune dichiarazioni di interessi;

B.  considerando deplorevole che il codice di condotta dei commissari adottato nel 2011 ometta di affrontare adeguatamente varie raccomandazioni del Parlamento per quanto concerne i miglioramenti, con particolare riguardo alle dichiarazioni di interessi finanziari dei membri della Commissione, alle restrizioni all'impiego post-mandato e al consolidamento del comitato etico ad hoc incaricato di valutare i conflitti d'interessi; che, a questo proposito, occorre tenere conto anche delle posizioni espresse dal Parlamento in merito alle modifiche e ai miglioramenti al processo di audizione dei commissari designati;

C.  considerando che uno dei pilastri della governance europea è il miglioramento dell'etica e della trasparenza all'interno delle istituzioni dell'UE al fine di rafforzare la fiducia dei cittadini nell'UE, soprattutto in considerazione dell'ampliamento del mandato politico della Commissione a seguito del trattato di Lisbona;

Miglioramenti nel quadro del codice di condotta del 2011

1.  rileva che il codice di condotta dei commissari riguardante l'imparzialità, l'integrità, la trasparenza, la diligenza, l'onestà, la responsabilità e la discrezione, adottato il 20 aprile 2011 (C(2011)2904) presenta miglioramenti rispetto al precedente codice adottato nel 2004 per quanto attiene alla dichiarazione di interessi finanziari, dal momento che gli obblighi di comunicazione sono stati estesi ai partner dei commissari e in quanto la dichiarazione di interessi necessita di essere rivista ogni volta che cambiano le informazioni, e comunque almeno una volta l'anno;

Follow-up alle raccomandazioni della commissione CONT

2.  denuncia il fatto che il codice di condotta del 2011 non sia riuscito a soddisfare tutte le raccomandazioni emesse dalla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento il 2 marzo 2011(1) e sottolinea, in particolare, che ai commissari dovrebbe essere richiesto di dichiarare tutti i loro interessi finanziari o beni patrimoniali e non soltanto gli interessi o beni "che potrebbero generare un conflitto d'interessi nell'esercizio delle loro funzioni", che non sussiste obbligo di dichiarare debiti e passività e che per i minori a carico non sono richieste le stesse informazioni che per il coniuge;

3.  sottolinea, in particolare, che ci si aspetta che i commissari valutino essi stessi cosa possa creare un conflitto d'interessi, in mancanza di una chiara definizione o di un quadro normativo che li guidi, in particolare alla luce del ruolo della Commissione di guardiana dei trattati;

Attuazione da parte della Commissione

4.  esprime preoccupazione riguardo allo studio aggiornato intitolato "Codice di condotta dei commissari – Migliorare l'efficacia e l'efficienza" (IP/D/CONT/IC/2014-053), che ha individuato una serie di carenze nelle dichiarazioni di interessi degli attuali membri della Commissione, e in particolare:

(a)  con riferimento agli incarichi svolti negli ultimi dieci anni in fondazioni od organismi analoghi, nella misura in cui lo scopo dell'organizzazione non sia sufficientemente chiaro da formulare una valutazione circa l'esistenza di un possibile conflitto d'interessi;

(b)  con riferimento alla descrizione della natura delle "altre attività professionali";

(c)  con riferimento alla dichiarazione di possesso di azioni, titoli e altre proprietà dell'azienda oppure diritti corrispondenti a beni e altre attività immateriali;

(d)  con riferimento agli immobili, dal momento che i commissari dichiarano immobili che costituiscono abitazioni ad uso esclusivo del proprietario, nonostante questo tipo di immobile sia esentato dall'obbligo di dichiarazione;

sottolinea che non si dovrebbe trarre alcuna conclusione affrettata, ovvero non sostenuta da fatti emersi da un'analisi approfondita dei dati finora raccolti;

5.  si rammarica del fatto che il codice di condotta ometta di regolamentare adeguatamente il requisito previsto dall'articolo 245 TFUE secondo cui i membri della Commissione "assumono l'impegno solenne di rispettare, per la durata delle loro funzioni e dopo la cessazione di queste, gli obblighi […] ed in particolare i doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l'accettare, dopo tale cessazione, determinate funzioni o vantaggi";

6.  deplora il fatto che il codice di condotta non delinei un qualsiasi requisito di cessione, nonostante il fatto che tali requisiti debbano costituire uno standard in qualsiasi regime deontologico; ritiene prioritario che tale aspetto sia regolato quanto prima;

7.  rileva che il codice di condotta non stabilisce alcun concreto lasso di tempo per sottoporre la dichiarazione anteriormente all'audizione, da parte del Parlamento, dei commissari designati; considera tale requisito come un aspetto fondamentale nella revisione del processo di audizione dei commissari designati;

8.  si rammarica del fatto che la dichiarazione sia pubblicata soltanto in formato PDF, difficile da inserire in una banca dati digitale;

9.  si rammarica che la Commissione non riferisca regolarmente sull'attuazione del codice di condotta dei commissari, in particolare per quanto concerne le loro dichiarazioni di interessi; ritiene che il codice di condotta debba essere modificando introducendovi reclami o sanzioni nei casi di violazioni, con l'eccezione dei casi di colpa grave come indicato agli articoli 245 e 247 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

10.  si rammarica, in particolare, della risposta negativa del Presidente della Commissione alla richiesta del Mediatore europeo di pubblicare, in maniera proattiva, le decisioni adottate in merito alle autorizzazioni delle attività post-mandato degli ex commissari, nonché i pareri del comitato etico ad hoc; sottolinea che la mera pubblicazione dei verbali delle riunioni della Commissione non è sufficiente per fornire al Parlamento e alla società civile un'idea approfondita dell'interpretazione nella pratica dei "potenziali conflitti d'interessi" e delle politiche in materia di integrità elaborate in proposito dal comitato etico ad hoc;

11.  sottolinea che a tutti gli ex commissari è fatto divieto, per diciotto mesi, di fare pressione e "difendere la causa della loro impresa, del loro cliente o del loro datore di lavoro presso gli altri Commissari o il loro personale su questioni appartenenti al loro portafoglio", ma che essi hanno diritto a percepire per tre anni una generosa indennità transitoria di fine mandato il cui importo si situa tra il 40% e il 65% dell'ultimo stipendio base;

12.  accoglie con favore il fatto che il codice di condotta abbia introdotto una disposizione in merito alla riassegnazione di fascicoli fra membri della Commissione in caso di rischio di conflitto d'interessi, ma si rammarica che:

(a)  non vi sia una definizione dettagliata di cosa costituisca un conflitto d'interessi;

(b)  la disposizione si limiti a questioni inerenti al portafoglio del commissario interessato, e trascuri quindi i doveri del commissario in quanto membro di un collegio;

(c)  non vi siano criteri per il Presidente per decidere sulla riassegnazione, né alcun quadro vincolante per informare il Parlamento o una procedura da porre in essere qualora un commissario ometta di notificare un conflitto di interessi oppure ingaggi un'attività incompatibile con la natura delle sue funzioni;

Raccomandazioni

13.  raccomanda che l'inesistenza di conflitti d'interessi costituisca un requisito preliminare per lo svolgimento delle audizioni dei commissari e che, pertanto, i formulari per la dichiarazione degli interessi finanziari siano compilati e resi accessibili prima dell'audizione del commissario da parte della commissione competente del Parlamento europeo e siano sottoposti a revisione almeno una volta l'anno e ogni qualvolta intervenga una modifica dei dati;

14.  chiede alla Commissione, in quanto garante ultima del livello di trasparenza necessario per il corretto svolgimento della procedura di nomina dei commissari europei, di migliorare in modo sostanziale i formulari per la dichiarazione degli interessi finanziari da parte dei commissari, in modo che il Parlamento possa valutare correttamente sia l'esistenza o meno di conflitti d'interessi, reali o potenziali, dei commissari, che la capacità degli stessi di esercitare il mandato;

15.  invita la Commissione a rivedere urgentemente il codice di condotta dei commissari del 2011 al fine di prendere in considerazione sia le raccomandazioni del Parlamento nelle sue ultime risoluzioni che l'evoluzione degli standard generali di eticità e trasparenza esigibili da tutte le istituzioni dell'UE; raccomanda che la Commissione modifichi il suo codice di condotta dei commissari nell'ottica di garantire che:

(a)  i commissari dichiarino tutti gli interessi finanziari, compresi i beni patrimoniali e le passività al di sopra di 10 000 EUR;

(b)  i commissari dichiarino tutti i propri interessi (partecipazioni azionarie, appartenenza a consigli di amministrazione, incarichi di consulenza e consiglio, appartenenza a fondazioni vicine, ecc.) nell'ambito di tutte le imprese di cui hanno fatto parte, compresi gli interessi familiari prossimi, nonché i cambiamenti verificatisi a seguito della presentazione della loro candidatura;

(c)  i familiari a carico dei commissari e/o diretti rendano note le stesse informazioni come i coniugi e partner;

(d)  i commissari chiariscano completamente gli obiettivi delle organizzazioni con le quali essi e/o il rispettivo coniuge e/o figli a carico sono coinvolti, allo scopo di stabilire se esista un qualsiasi conflitto d'interessi;

(e)  i commissari dichiarino la loro eventuale affiliazione a organizzazioni non governative, associazioni segrete, o associazioni che occultano la loro esistenza svolgendo attività diretta ad interferire sull'esercizio delle funzioni di organi pubblici, e ogni donazione a ONG superiore a 500 EUR;

(f)  i commissari e i familiari a loro carico dichiarino la loro eventuale affiliazione a organizzazioni non governative, e ogni donazione a ONG superiore a 500 EUR;

(g)  il codice di condotta venga modificato conformemente alle disposizioni dell'articolo 245 TFUE allo scopo di prorogare di tre anni le restrizioni all'impiego post-mandato dei commissari;

(h)  il codice di condotta comprenda requisiti di cessione specifici;

(i)  i commissari designati presentino le loro dichiarazioni entro un termine stabilito e con sufficiente anticipo, in modo da consentire al comitato etico ad hoc di presentare al Parlamento i propri pareri sui potenziali conflitti d'interessi in tempo utile per le audizioni in Parlamento;

(j)  i commissari incontrino esclusivamente i rappresentanti dei gruppi d'interesse iscritti nel registro per la trasparenza, che contiene informazioni sui soggetti che cercano di influenzare l'elaborazione delle politiche in seno alle istituzioni dell'UE;

(k)  i commissari debbano presentare, al momento della loro nomina, una dichiarazione firmata mediante la quale accettano di comparire dinanzi a qualsiasi commissione del Parlamento europeo in riferimento alle attività del loro mandato;

(l)  la dichiarazione sia pubblicata in un formato compatibile con piattaforme "open data", in modo da poter essere facilmente trattata all'interno di banche dati;

(m)  sia rivista la sezione 1.3 del codice di condotta, nella quale si stabilisce che i commissari devono dichiarare tutti gli interessi finanziari o beni patrimoniali che potrebbero generare un conflitto di interessi nell'esercizio delle loro funzioni, e in particolare la definizione di conflitti di interessi, al fine di assicurare che tutti gli interessi finanziari e le regole pertinenti siano definiti chiaramente e che siano forniti ai commissari, sia designati che in carica, orientamenti esaurienti sulle modalità di applicazione della sezione 1.3 del codice di condotta;

(n)  la procedura per la riassegnazione di fascicoli in caso di conflitto di interesse sia migliorata, tenendo conto delle funzioni del commissario in quanto membro del collegio, introducendo criteri in materia di onestà e discrezionalità per la decisione del Presidente di riassegnare i fascicoli, applicando una procedura vincolante per casi in cui il commissario ometta di fornire informazioni circa un possibile conflitto d'interessi e introducendo una procedura vincolante per informare il Parlamento in merito ai succitati casi;

(o)  la Commissione debba riferire su base annuale in ordine all'attuazione del codice di condotta dei commissari e garantisca procedure di reclamo e di sanzione non solo in casi di infrazioni gravi, ma anche nel caso di violazione dei requisiti, per quanto concerne in particolare la dichiarazione di interessi finanziari;

(p)  siano definiti i criteri per il rispetto dell'articolo 245 del TFUE, che impone ai Commissari "doveri di onestà e delicatezza per quanto riguarda l'accettare, dopo la cessazione (del mandato), determinate funzioni o vantaggi";

(q)  le decisioni relative alle autorizzazioni delle attività post-mandato degli ex commissari e i pareri del comitato etico ad hoc siano pubblicate in maniera proattiva;

(r)  il comitato etico ad hoc sia composto da esperti indipendenti che non abbiano precedentemente ricoperto la carica di commissario;

(s)  il comitato etico ad hoc elabori e pubblichi una relazione annuale sulle proprie attività includendo, qualora lo ritenga opportuno, raccomandazioni sul miglioramento del codice di condotta o sulla sua applicazione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.9.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Inés Ayala Sender, Ryszard Czarnecki, Dennis de Jong, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Jens Geier, Ingeborg Gräßle, Verónica Lope Fontagné, Georgi Pirinski, Petri Sarvamaa, Claudia Schmidt, Bart Staes, Marco Valli, Derek Vaughan, Tomáš Zdechovský, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Cătălin Sorin Ivan, Andrey Novakov, Julia Pitera, Richard Sulík

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

John Stuart Agnew, Edouard Ferrand

(1)

Lettera dell'on. De Magistris, presidente della commissione per il controllo dei bilanci, all'on. Lehne, presidente della Conferenza dei presidenti di Commissione.


ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

13.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Therese Comodini Cachia, Mady Delvaux, Rosa Estaràs Ferragut, Enrico Gasbarra, Gilles Lebreton, António Marinho e Pinto, Julia Reda, Evelyn Regner, Pavel Svoboda, József Szájer, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Sergio Gaetano Cofferati, Pascal Durand, Evelyne Gebhardt, Constance Le Grip, Virginie Rozière

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