Procedura : 2017/0802(NLE)
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A8-0166/2017

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PV 27/04/2017 - 5.6
CRE 27/04/2017 - 5.6

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P8_TA(2017)0137

RELAZIONE     
PDF 881kWORD 83k
19.4.2017
PE 602.806v02-00 A8-0166/2017

sulla proposta nomina di Ildikó Gáll-Pelcz a membro della Corte dei conti

(C8‑0110/2017 – 2017/0802(NLE))

Commissione per il controllo dei bilanci

Relatore: Indrek Tarand

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI Ildikó Gáll-Pelcz
 ALLEGATO 2: RISPOSTE DI Ildikó Gáll-Pelcz AL QUESTIONARIO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta nomina di Ildikó Gáll-Pelcz a membro della Corte dei conti

(C8‑0110/2017 – 2017/0802(NLE))

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 286, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio (C8-0110/2017),

–  visto l'articolo 121 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A8-0166/2017),

A.  considerando che la commissione per il controllo dei bilanci ha valutato le qualifiche del candidato proposto, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 286, paragrafo 1, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea;

B.  considerando che, nella riunione del 12 aprile 2017, la commissione per il controllo dei bilanci ha proceduto all'audizione del candidato designato dal Consiglio a membro della Corte dei conti;

1.  esprime parere positivo sulla proposta del Consiglio di nominare Ildikó Gáll-Pelcz membro della Corte dei conti;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio e, per conoscenza, alla Corte dei conti nonché alle altre istituzioni dell'Unione europea e alle istituzioni di controllo degli Stati membri.


ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI Ildikó Gáll-Pelcz

 

 

 

Esperienze lavorative

 

2000 -

(Nota: incarico attualmente sospeso per via dell'attività come deputato al Parlamento europeo)

 

 

Direttore di Istituto, capo dipartimento, docente universitario associato

 

 

Università di Miskolc, Istituto di Scienze economiche

Dipartimento delle Imprese commerciali

 

 

 

1992 - 2000

 

 

Vicecapo dipartimento, docente universitario associato, assistente, lettore

 

 

Università di Miskolc, Dipartimento di Economia aziendale

 

 

 

1989 - 1992

 

 

Vicedirettore, capogruppo del gruppo organizzativo

 

 

Università di Miskolc, Centro informatico

 

 

 

1985 - 1989

 

 

Analista di sistemi - ingegnere ricercatore in programmazione

 

 

Tüzeléstechnikai Kutató és Fejlesztő Vállalat (Azienda di ricerca e sviluppo delle tecnologie di combustione)

Università di Miskolc

 

Attività politiche e politiche settoriali:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Partecipazione alle commissioni:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Affiliazione politica e funzioni svolte in organizzazioni politiche:

 

 

1.7.2014 -

Vicepresidente del Parlamento europeo

 

16.11.2010 -

Membro dell'Ufficio di presidenza del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani)

 

2.6.2010 -

Membro del gruppo del Partito popolare europeo (Democratici cristiani)

 

2009 - 2010

Vicepresidente del parlamento ungherese

 

2006 - 2010

Parlamentare, membro e vicepresidente del gruppo parlamentare Fidesz-Alleanza civica ungherese

 

2002 - 2006

Membro del consiglio comunale della città di Miskolc, membro e vice capogruppo del raggruppamento politico Fidesz-KDNP

 

21.1.2016 - ... : Commissione d'inchiesta sulla misurazione delle emissioni nel settore automobilistico

 

24.6.2016 - ... : Commissione d'inchiesta incaricata di esaminare le denunce di infrazione e di cattiva amministrazione nell'applicazione del diritto dell'Unione in relazione al riciclaggio di denaro, all'elusione fiscale e all'evasione fiscale

 

2.12.2015 - ... : Commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto (TAXE 2)

 

12-2-2015 - 30.11.2015: Commissione speciale sulle decisioni anticipate in materia fiscale (tax ruling) e altre misure analoghe per natura o effetto

 

1.7.2014 - ... : Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

 

6.6.2010 - : Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

 

6.10.2010 - : Commissione per i problemi economici e monetari

 

6.10.2010 - 31.7.2011 : Commissione speciale sulla crisi finanziaria, economica e sociale

 

2008 - 2010 : Presidente della commissione d'inchiesta sull'utilizzo dei fondi dell'UE

 

2006 - 2010 : Membro della commissione per gli affari europei

 

2002 - 2006 : Presidente della commissione delle finanze e dell'audit

 

2006- : Vicepresidente del Fidesz-Alleanza civica ungherese

2005- : Presidente della sezione femminile dell'Alleanza

2004- : Membro del Fidesz-Alleanza civica ungherese

 

Istruzione e formazione

 

2004

Esperto fiscale certificato, Fiscalità internazionale

 

 

Penta Unió Oktatási Centrum Kft.

 

 

1996

 

 

Esperto contabile, consulente fiscale

 

 

Perfekt Rt.

 

 

1993

 

 

Contabile

 

 

Perfekt Rt.

 

 

 

1991

 

 

Diploma specialistico in ingegneria commerciale

 

 

Università di Miskolc, Facoltà di Scienze economiche

Formazione ingegnere-economista, indirizzo gestione d'impresa

 

 

1985

 

 

Ingegnere meccanico, ramo progettazione di processi

 

 

Politecnico dell'Industria pesante

Facoltà di Ingegneria meccanica

 

Titoli

 

 

1997

 

 

DR. UNIV

 

 

Il ruolo del sistema d'informazione contabile nel funzionamento aziendale

 

 

 

 

 

1997

 

 

Ph.D. (dottorato di ricerca)

 

 

Aumento dell'efficienza economica utilizzando metodi moderni di analisi e di progettazione dei processi commerciali

 

 

 

2016

Dr. habil

Sfruttare il potenziale del mercato unico interno

 

 

 

Competenze linguistiche

 

Madrelingua: ungherese

altro

 

inglese

tedesco

russo

 

 

B2

B1

A1

 

 

1995

1984

1982

 

 

 

 

 

 

Altre attività professionali

 

Comitato accademico di Miskolc (MAB) dell'Accademia delle scienze ungherese

Membro della commissione speciale delle scienze economiche

Coordinatore del gruppo di lavoro per la consulenza aziendale

Membro del sottocomitato organizzativo

Vicepresidente della Società delle scienze economiche nella regione Borsod-Abaúj-Zemplén

 

Altre attività pubbliche

 

Presidente fondatore dell'associazione Miskolci Gráciák Egyesület

 

Onorificenze

 

Premio giovani ricercatori del Comitato accademico di Miskolc (MAB) dell'Accademia delle scienze ungherese (2000)

Premio Zoltán Mészleri (2000)

Diploma docente d'eccellenza (2005)

Riconoscimento dell'attività svolta per le donne (2008)


ALLEGATO 2: RISPOSTE DI Ildikó Gáll-Pelcz AL QUESTIONARIO

Esperienza professionale

1  Descriva l'esperienza professionale da Lei maturata nelle finanze pubbliche, nei settori della pianificazione o dell'esecuzione del bilancio, della gestione o del controllo di bilancio o dell'audit.

  Dal conseguimento della mia laurea, sto continuamente arricchendo le mie conoscenze nel campo della gestione d'impresa, della gestione finanziaria, del bilancio, del controllo di bilancio nella pubblica amministrazione attraverso le esperienze acquisite sia nel contesto ungherese (quale presidente della commissione delle finanze e dell'audit del parlamento ungherese e membro del consiglio comunale della città di Miskolc) che in quello internazionale (deputato al Parlamento europeo).

Vorrei richiamare l'attenzione sulle competenze da me acquisite nel campo della sorveglianza economica e di bilancio e nel settore finanziario. Ho utilizzato la mia qualifica di esperto e consulente fiscale sia nel settore privato che nella pubblica amministrazione. Il lavoro svolto presso diverse aziende mi ha fornito l'ottima opportunità di conoscere meglio le questioni legate all'audit e alla valutazione dell'impatto.

Dal 2010, in qualità di deputato al Parlamento europeo, ho dedicato particolare attenzione a due principali gruppi di funzioni: in primo luogo le fondamentali questioni economiche, del mercato interno, finanziarie, fiscali e di politica fiscale, in secondo luogo le questioni di bilancio.

Durante la mia carriera ho acquisito una profonda conoscenza teorica e un'esperienza pratica del funzionamento delle istituzioni dell'UE e dei vari tipi di processo decisionale e delle questioni collegate. Sono convinta che la mia esperienza diretta e quotidiana acquisita negli affari dell'Unione europea mi renda capace di operare in modo efficace in un ambiente di lavoro complesso e dinamico dal punto di vista della politica settoriale. Ritengo essenziale la comprensione del funzionamento dell'Unione europea, perché ciò può fornire una solida base professionale e informazioni fondate sulla situazione attuale, sugli eventuali problemi e sulle possibili soluzioni. Ritengo molto utile tale conoscenza per la Corte dei conti e per la posizione da ricoprire.

Durante gli anni passati al Parlamento europeo ho acquisito ulteriori importanti esperienze professionali anche nel campo dell'audit delle istituzioni dell'UE. In qualità di vicepresidente del Parlamento europeo ho ricoperto la carica di presidente dell'organo di controllo del bilancio dell'istituzione. Paragonando le attuali norme ungheresi in materia di gestione e controllo finanziario e audit interno ed esterno con quelle in vigore in passato, sono lieta di aver contribuito a favorire il processo dello scambio di esperienze sulle migliori prassi.

Nel Parlamento europeo ho svolto numerose volte la funzione di relatore oppure relatore ombra, tra l'altro nei casi sottoelencati di relazioni e pareri in ambito economico e di controllo dei bilanci:

Relazioni presentate come relatore

•  Relazione sulla governance del mercato unico nell'ambito del semestre europeo 2015

•  Relazione sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica il regolamento (CE) n. 184/2005 relativo alle statistiche comunitarie inerenti alla bilancia dei pagamenti, agli scambi internazionali di servizi e agli investimenti diretti all'estero per quanto riguarda il conferimento alla Commissione dei poteri delegati e di esecuzione al fine dell'attuazione di alcuni provvedimenti

•  Relazione sulla relazione annuale in materia di fiscalità: come liberare il potenziale di crescita economica dell'UE

•  Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il trattamento dei buoni

•  Relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio concernente il regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi (rifusione)

Relazioni presentate come relatore ombra

•  Relazione sulla protezione dei consumatori – Protezione dei consumatori per quanto concerne l'erogazione di servizi

•  Relazione sulla governance del mercato unico nell'ambito del semestre europeo 2014

•  Relazione sulla Banca europea per gli investimenti – Relazione annuale 2013

•  Relazione sul rapporto annuale della Banca centrale europea per il 2012

•  Relazione sul rapporto annuale della Banca centrale europea per il 2011

Pareri presentati come relatore

•  Parere sulla posizione del Consiglio sul bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2016 (IMCO)

•  Parere sul bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio finanziario 2014 – tutte le sezioni (IMCO)

Pareri presentati come relatore ombra

•  Parere sulla posizione del Consiglio relativa al progetto di bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2015 (IMCO)

•  Parere sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità bancaria europea per l'esercizio 2012

•  Parere sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni aziendali e professionali per l'esercizio 2012

•  Parere sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati per l'esercizio 2012

Mi auguro che le mie conoscenze ed esperienze nel settore possano risultare utili alla Corte per affrontare alcune delle sfide. Spero che la presente sezione della serie di domande confermi che durante lo sviluppo della mia carriera professionale sono stata sempre guidata dall'idea di diventare una professionista e una responsabile politica con ampia base teorica e ricca esperienza pratica. Inoltre, ritengo che il punto di forza della Corte risieda non soltanto nella sua diversità sotto il profilo nazionale, ma soprattutto nella diversità dell'esperienza professionale dei suoi membri.

2.  Quali sono stati i risultati più importanti della Sua carriera professionale fino ad ora?

  Ritengo che la mia carriera professionale sia arrivata a un primo punto di svolta nel 2000. La creazione dell'Istituto di Scienze economiche e di due dipartimenti (di Economia aziendale e delle Imprese commerciali) all'Università di Miskolc ha rappresentato una pietra miliare nella mia vita come professore e ricercatore universitario, che chiude il cerchio di quello che un docente universitario può sperimentare dal punto di vista professionale e scientifico.

Nel mio lavoro ho dato molto importanza alla garanzia di un'elevata qualità dell'istruzione (formazione a tempo pieno, per corrispondenza, corsi di dottorato). Il mio scopo con la creazione dell'Istituto era di fornire agli studenti conoscenze moderne e competitive in grado di adattarsi flessibilmente alle mutevoli esigenze del mercato e di rispondere ai requisiti dell'Unione europea. A questo scopo, collaborando con le università di diversi Stati membri, nell'ambito dei progetti dell'Unione europea abbiamo preparato materiali didattici che ho aggiornato continuativamente, inserendovi anche i risultati delle più recenti ricerche nazionali e internazionali.

Un altro mio risultato importante riguarda la mia attività come vicepresidente. Negli ultimi tre anni ho avuto l'onore di ricoprire una delle tre cariche di vicepresidente del Parlamento europeo, nell'ambito della quale sono stata responsabile dell'organismo di audit del Parlamento europeo, oltre che dell'accesso ai documenti. In questo periodo ho continuato la gestione delle numerose richieste provenienti dai privati, dai membri delle organizzazioni della società civile, dalle imprese e da altri soggetti interessati, e ho aiutato molte altre parti interessate a trovare una soluzione alle loro difficoltà. Per quanto riguarda il rafforzamento della visibilità e l'aumento dell'importanza del Parlamento, sono riuscita a influenzare positivamente la trasparenza e la rendicontabilità del Parlamento europeo a beneficio di tutti i cittadini e residenti dell'UE. Forse è stato anche in riconoscimento di questo lavoro che l'Aula mi ha dato di nuovo il voto di fiducia e mi ha riconfermata nel ruolo di vicepresidente.

3.  Qual è stata l'esperienza professionale da Lei maturata all'interno di organizzazioni o istituzioni internazionali multiculturali e multilinguistiche con sede al di fuori del Suo paese?

Nel lavoro svolto come vicepresidente del parlamento ungherese responsabile dell'Unione interparlamentare, poi come membro dell'Ufficio di presidenza del Parlamento europeo, grazie alla regolare collaborazione tra le delegazioni parlamentari ho acquisito anche delle esperienze internazionali, o piuttosto a livello globale. Occorre altresì rilevare che la collaborazione quotidiana con i deputati al Parlamento europeo mi ha aiutato a capire meglio come loro vedono noi ungheresi e come considerano il nostro modo di pensare e di svolgere i processi decisionali.

Del resto, la maggior parte della mia esperienza professionale riguardante il controllo dei bilanci l'ho acquisita fuori dai confini del mio paese. Come si nota anche dalla descrizione della mia carriera professionale, ho lavorato in un ambiente lavorativo – prima di tutto scientifico – estremamente eterogeneo. Anche durante la mia attività di docente universitaria ho avuto contatti regolari con operatori di diversi settori nonché con centri di ricerca scientifica di altri Stati membri.

Ritengo che l'apertura a nuove culture favorisca la comprensione e allo stesso tempo incoraggi l'individuo a condurre una regolare autoanalisi e ad ampliare la propria conoscenza. La diversità è un elemento essenziale dell'Europa. Personalmente riconosco come mia questa diversità e penso di poter dare il meglio prima di tutto in un ambiente multiculturale.

4.  Le è stato concesso il discarico, qualora la procedura fosse prevista, per le funzioni di gestione che ha esercitato in precedenza?

  Le attività da me esercitate fino ad ora non prevedevano alcuna procedura di discarico.

5.  Quali dei Suoi precedenti incarichi professionali sono stati il risultato di una nomina politica?

Ho iniziato la mia carriera politica nella vita pubblica di Miskolc, nell' Associazione per Miskolc (Összefogás Miskolcért Egyesület), di cui sono stata vicepresidente. Nel 2003, durante la sua ristrutturazione organizzativa, sono entrata a far parte del partito Fidesz - Alleanza civica ungherese. Nel 2005 sono stata eletta vicepresidente nazionale del partito e da allora, in occasione di ogni rinnovo, sono stata riconfermata nella mia posizione. Dallo stesso anno ricopro la carica di presidente della sezione femminile del partito.

Alle elezioni parlamentari ungheresi nel 2006 ho ottenuto il mandato attraverso la lista regionale di Borsod-Abaúj-Zemplén del mio partito, e nello stesso anno sono stata eletta vicepresidente del gruppo politico Fidesz.

Nel 2009 sono stata eletta come uno dei vicepresidenti del parlamento ungherese. Ho ricoperto questo incarico fino all'inizio della nuova legislatura nel 2010. Anche durante queste elezioni ho ottenuto il mandato dalla lista regionale di Borsod-Abaúj-Zemplén. Nel 2010 sono stata eletta deputato al Parlamento europeo e dal 1° luglio 2014 ricopro il ruolo di uno dei vicepresidenti del Parlamento europeo.

6.  Quali sono state le tre decisioni più importanti cui ha partecipato nel corso della Sua carriera?

1. Lo sviluppo del mercato interno dell'UE

Il mercato unico oggi costituisce una priorità tra gli obiettivi politici europei ed è riconosciuto come una strategia che potrebbe aiutare a uscire dalle crisi economiche e assicurare una crescita a lungo termine. Tuttavia, non è sempre stato così. Negli ultimi sei anni e mezzo mi sono adoperata affinché il mercato interno unico riacquistasse il suo antico apprezzamento e noi potessimo svilupparne appieno le potenzialità.

Come relatore della relazione sulla governance del mercato interno, nonché come autore di numerose altre ricerche sul mercato interno, sono riuscita a ottenere risultati significativi per poter sviluppare ulteriormente e rafforzare i meccanismi già esistenti e creare migliori sinergie per l'applicazione più efficace della normativa relativa al mercato unico. Ho fatto molto per garantire che i problemi possano essere efficacemente risolti a livello nazionale e, laddove possibile, mediante strumenti informali. Le mie decisioni strategiche e i miei provvedimenti attinenti al tema hanno creato più possibilità per i consumatori, visto che le mie proposte hanno avuto come risultato primario la creazione di norme sulla qualità e prezzi più competitivi. Vorrei sottolineare che questo problema mi interessa non solo a livello politico, ma anche scientifico. Sono orgogliosa di affermare che nel 2017, sviluppando ulteriormente l'approccio generale dell'analisi economica della mia tesi di dottorato di ricerca, ho ottenuto il titolo scientifico "Dr. habil" con il mio lavoro scientifico sullo sfruttamento del potenziale del mercato unico.

  2. Definizione degli indirizzi della politica fiscale dell'UE

La recente crisi del debito ha sollevato una molteplicità di problematiche nuove nell'Unione europea, che impongono un corretto adeguamento delle politiche fiscali nel breve, medio e lungo periodo. Come relatore della relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto per quanto riguarda il trattamento dei buoni, nonché come relatore della relazione sulla proposta di direttiva del Consiglio concernente il regime fiscale comune applicabile ai pagamenti di interessi e di canoni fra società consociate di Stati membri diversi, ho potuto lavorare su questi adeguamenti fiscali, inoltre ho introdotto anche una nuova tendenza di politica economica riguardante la politica fiscale. Come una possibile soluzione, ho presentato una proposta per l'elaborazione di un sistema intelligente e coordinato chiamato "serpente tributario", il quale è stato finora incorporato in numerose proposte.

3. Le politiche della famiglia in Ungheria e in Europa

Come donna e come madre, uno degli obiettivi più importanti che mi sono posta sin dall'inizio della mia carriera politica è il sostegno alle donne e alle famiglie. Questa è anche la mia missione principale. Ho sempre lavorato affinché le misure di sostegno alle famiglie si indirizzassero chiaramente alle mutevoli tendenze demografiche. Grazie alle mie proposte, sono riuscita a rafforzare continuamente il sistema di tassazione favorevole alle famiglie, inoltre negli ultimi anni, con l'introduzione di una serie di misure di indennità di maternità supplementare (GYED), si è dato un ruolo prioritario anche all'accesso all'occupazione dei genitori con bambini piccoli. Grazie agli aiuti, una famiglia ungherese mediamente potrebbe avere a disposizione una fonte aggiuntiva di 3 000 euro nell'arco di quattro anni, ossia un importo significativo che va ad aggiungersi agli aiuti precedenti.

Indipendenza

7.  Il trattato prevede che i membri della Corte dei conti esercitino le proprie funzioni "in piena indipendenza". In che modo intenderebbe rispettare tale obbligo nello svolgimento delle Sue future mansioni?

Gli articoli 285 e 286 del TFUE stabiliscono che tutti i membri della Corte devono esercitare le proprie funzioni in piena indipendenza. Per questo ritengo che l'indipendenza dei membri della Corte dei conti europea sia uno dei punti più importanti, che deve essere rispettato da ogni membro, e che stabilisce anche quanto un candidato è capace di svolgere il proprio ruolo. Naturalmente rispetterò appieno le disposizioni del TFUE relative ai criteri di "indipendenza" e mi asterrò da ogni attività incompatibile o tale da compromettere l'esercizio delle mie funzioni.

8.  Detiene (oppure i Suoi parenti stretti, quali genitori, fratelli e sorelle, coniuge e figli, detengono) partecipazioni finanziarie o in un'impresa, o altri impegni di tale natura, che potrebbero entrare in conflitto con le Sue eventuali future funzioni?

  Né io né i miei parenti stretti deteniamo partecipazioni finanziarie o capitali che potrebbero entrare in conflitto con le mie eventuali future funzioni. Analogamente non persistono neanche altri impegni che potrebbero portare a tale conflitto.

9.  È disposta a comunicare al presidente della Corte tutti i suoi interessi finanziari e gli altri impegni, nonché a renderli pubblici?

  Come deputato al Parlamento europeo, anche attualmente rendo conto dei miei interessi finanziari e fornirò le informazioni necessarie riguardanti i miei interessi finanziari conformemente alle regole. Intendo rispettare appieno le disposizioni del TFUE relative ai potenziali conflitti di interesse che risultassero incompatibili con l'esercizio delle mie funzioni.

10.  È coinvolta in procedimenti giudiziari in corso? In caso affermativo, si prega di fornire delucidazioni.

  Sono coinvolta in un procedimento giudiziario, poiché ho presentato un esposto riguardante la violazione dei miei diritti personali presso il Tribunale municipale di Budapest.

11.  Detiene un ruolo attivo o esecutivo in politica e, se sì, a quale livello? Ha avuto incarichi di natura politica negli ultimi 18 mesi? In caso affermativo, si prega di fornire delucidazioni.

  Dal 2003 sono un membro attivo del Fidesz-Alleanza civica ungherese e dal 2006 sono il vicepresidente del partito.

12.  È disposta a dimettersi da ogni mandato elettivo o ad abbandonare ogni funzione attiva che comporti responsabilità in seno a un partito politico in caso di nomina a membro della Corte dei conti?

In caso di nomina mi dimetterò dalla carica di deputato al Parlamento europeo e lascerò l'adesione e il mio incarico di vicepresidente di cui al punto 11. Se necessario rinuncerò alla funzione di membro in tutte le fondazioni per conservare appieno la mia indipendenza durante il mio incarico.

13.  Come si comporterebbe di fronte a un caso di grave irregolarità, o addirittura frode e/o corruzione, in cui siano coinvolte persone provenienti dal suo Stato membro di origine?

La lotta contro i casi di frode o corruzione, così come la lotta contro le irregolarità nell'amministrazione, è estremamente importante per infondere nei cittadini europei la fiducia nelle istituzioni dell'UE. Qualora durante il controllo da me supervisionato sorgesse l'accusa di frode o corruzione, oppure mi accorgessi di un'attività illecita, inoltrerei questa informazione al presidente della Corte e avvertirei anche l'Ufficio europeo per la lotta antifrode, secondo l'accordo di cooperazione tra le due istituzioni. Non farei alcuna distinzione se i soggetti coinvolti fossero residenti in Ungheria. Se nel corso dell'accertamento di detti gravi illeciti sorgesse anche il minimo indizio o sospetto che non sono in grado di agire in modo indipendente, affiderei ad altri l'indagine e mi asterrei dall'esercitare le mie funzioni. Vorrei sottolineare che anche in qualità di vicepresidente del Parlamento europeo in tutti i casi di questo genere ho agito in maniera analoga, visto che ho informato il presidente del Parlamento delle richieste di accesso ai documenti riguardanti il mio paese, e ho chiesto la delega dei miei poteri a un altro vicepresidente.

Purtroppo, sono venuta a conoscenza di sospetti secondo i quali in passato qualcuno avrebbe usato il suo mandato presso la Corte anche per far apparire il suo paese in una luce più favorevole e proteggerlo da certe critiche. A mio parere questo è un comportamento reprensibile, una confusione fondamentale di ruoli. Indipendentemente dal fatto che queste opinioni siano fondate o meno, penso che sia già un problema che possano emergere dubbi di questo genere tra i contribuenti. Per conservare la buona fama dell'istituzione la mia intenzione è di moltiplicare gli sforzi affinché cose di questo genere non possano accadere.

Esercizio delle funzioni

14.  Quali dovrebbero essere le caratteristiche principali di una cultura di sana gestione finanziaria nell'ambito di qualunque amministrazione pubblica? Come potrebbe contribuire al suo rafforzamento la Corte dei conti?

Un'aspettativa fondamentale dei cittadini dell'UE è che gli strumenti finanziari siano utilizzati in modo ottimale, cosa che devono anche percepire. Il fatto di assicurare la completa rendicontabilità e il rispetto delle norme non significa necessariamente che i contributi finanziari saranno utilizzati in modo efficace nei progetti finanziati dall'UE.

Se per i cittadini non è chiaro se possono trarre benefici da questo sistema, allora non possiamo aspettarci che abbiano fiducia in esso. Questa mancanza di fiducia è emersa anche nel risultato del referendum sulla Brexit del 2016.

  A mio parere non c'è fiducia senza trasparenza. Per questo la Commissione deve illustrare i temi adatti davanti al Parlamento e in pubblico, e quello che presenta deve essere controllato in modo adeguato anche da un revisore esterno.

Di questa cultura sono parte essenziale l'approccio etico e la buona morale. Non è possibile regolare tutto attraverso la legislazione. La vita è sempre capace di produrre situazioni per cui non esiste una precisa descrizione normativa.

15.  Ai sensi del trattato, la Corte assiste il Parlamento nell'esercizio delle sue funzioni di controllo dell'esecuzione del bilancio. In che modo si potrebbe migliorare ulteriormente, a Suo avviso, la cooperazione fra la Corte e il Parlamento europeo (e in particolare la sua commissione per il controllo dei bilanci) per potenziare sia il controllo pubblico delle spese di carattere generale sia il loro utilizzo ottimale?

Posso affermare con certezza che con ogni mezzo a mia disposizione mi adopererò per facilitare e supportare in modo efficace e duraturo il lavoro comune della Corte dei conti europea e del Parlamento. In merito all'elaborazione delle relazioni, andrebbe garantito che esse siano quanto più esatte e affidabili, onde poter fornire riposte efficaci nel caso di eventuali repliche dell'organo controllato, e nel contempo devono essere recenti, dato che non solo interessano la commissione per il controllo dei bilanci e offrono l'occasione per dedurre rapidamente conclusioni dalle relazioni presentate, al fine di prevenire ulteriori danni o di introdurre rapidamente miglioramenti, ma anche consentono un'informazione il più possibile tempestiva dell'opinione pubblica. Mi sembra anche prioritario accelerare i controlli della gestione amministrativa e finanziaria nonché dei risultati.

Le relazioni della Corte devono essere più tempestive ed esplicite affinché possano risultare utili al Parlamento. Sebbene la realtà sia spesso complessa e complicata e raramente esistano delle formulazioni puramente in bianco o nero, intensificherei l'impegno per l'uso di un linguaggio chiaro, poiché il Parlamento ha bisogno di poter giudicare in quale misura l'esecuzione di una politica settoriale si possa considerare un successo o un fallimento.

Per quanto riguarda la necessità di avere tempismo ed essere attuali, sono consapevole che sono stati fatti numerosi tentativi per velocizzare gli audit, la qual cosa naturalmente non deve essere a scapito della qualità, tuttavia ho l'impressione che anche in questo campo ci siano ancora possibilità di miglioramento. Vorrei citare come esempio la relazione speciale sulle spese legate alla migrazione (n. 9/2016), osservando che quando una relazione pubblicata nel marzo del 2016 esamina le spese solo fino al 2014 perde in modo significativo la propria rilevanza.

In una data relazione di audit naturalmente si deve far riferimento alle ragioni della parte controllata e le consultazioni richiedono tempo, tuttavia vorrei evidenziare che non c'è bisogno di arrivare a un consenso in ogni caso con la parte controllata. Non avrei paura di tali divergenze di opinioni.

Allo stesso tempo ritengo che siano molto utili i pareri della Corte che esaminano le iniziative legislative della Commissione. Vorrei citare anche due attuali esempi positivi: uno di questi è il parere sulla revisione del regolamento finanziario dell'UE, l'altro è il documento sulla proroga del FEIS, i quali, a mio avviso, sono in grado di aiutare significativamente il lavoro dei legislatori. Si deve andare in questa direzione nel futuro. Come deputato so precisamente di che cosa ha bisogno il Parlamento europeo, per questo monitorerò attentamente le esigenze dei membri della commissione CONT al fine di una cooperazione efficace.

16.  Quale ritiene sia il valore aggiunto del controllo di gestione e come pensa che i risultati debbano essere integrati nelle procedure di gestione?

  Gli audit di gestione sono uno dei sistemi con cui i contribuenti, i creditori e i dirigenti possono controllare e visionare i risultati delle diverse attività governative.

Sono convinta che con l'adeguato rafforzamento dei controlli della gestione finanziaria e dei risultati sia possibile ottenere numerosi incrementi di efficienza nell'utilizzo degli stanziamenti dell'UE. Credo fermamente che si dovrebbe prestare particolare attenzione all'utilizzo adeguato degli stanziamenti. Accertamenti completi in un settore, ma anche controlli singoli dell'utilizzo degli stanziamenti in loco, potrebbero verificare concretamente le lacune nel conseguimento degli obiettivi e quindi, tramite raccomandazioni pertinenti, contribuire a far cessare o prevenire le irregolarità, svolgendo un ruolo importante verso una maggiore efficienza nell'impiego degli stanziamenti dell'UE.

I controlli dei risultati sono pertanto assai importanti, non solo per assicurare i principi di efficiente esecuzione del bilancio, ma anche per conseguire un miglioramento anno dopo anno nel rischio di errore nei singoli settori politici e per perseguire ulteriori miglioramenti nell'impiego degli stanziamenti. I controlli dei risultati naturalmente possono avvenire sia all'interno che all'esterno dell'istituzione.

A mio parere, il valore aggiunto di un'indagine esterna risiede nel fatto che l'autorità esterna è completamente indipendente e i risultati sono definiti non solo per le autorità ma anche per il Parlamento, e quest'ultimo può trarre autonomamente conclusioni dalle raccomandazioni. Va da sé che le risultanze delineate nel contesto dei controlli dei risultati possono trovare riscontro in maniera diversa nell'ambito gestionale. La prima possibilità sarebbe quella che, in un clima di fiducia e positività tra controllori e controllati, l'organo sottoposto ad accertamenti possa convincersi dell'opportunità di applicare le misure che il controllore propone all'organo controllato. Un'altra possibilità potrebbe essere quella che l'istituzione gerarchicamente a capo dell'organo controllato si attenga alle raccomandazioni e conclusioni della Corte dei conti e le attui nella sua sfera di competenza. In tale campo anche il Parlamento europeo può avere un ruolo rilevante, in quanto interviene con decisioni quando lo ritiene doveroso.

Tutto sommato, penso che anche all'interno del quadro dei controlli dei risultati sia importante verificare in modo permanente e regolare i provvedimenti adottati in conseguenza dei risultati e delle raccomandazioni della Corte dei conti.

Il tasso di errore in sé fornisce solo in parte un quadro completo sull'efficienza delle politiche settoriali dell'UE. L'analisi dei risultati e degli effetti ha un'importanza particolare, visto che possiamo immaginare casi in cui tutto si è svolto in modo regolare ma la realizzazione del progetto non ha portato più vicino al raggiungimento degli obiettivi. A cosa vale costruire un ponte se non ci sono strade di accesso? In che misura un tale progetto contribuisce all'incremento dell'occupazione oppure all'accelerazione della crescita economica di una determinata regione?

Il controllo di gestione, tuttavia, non può avvenire a scapito del controllo della regolarità. So quanto è importante per il Parlamento poter conoscere il tasso di errore per ciascun settore di spesa. Di pari importanza è la stabilità, la mancanza di cambiamento nel tempo della fornitura equilibrata dei dati, poiché solo in questo modo si possono riconoscere i trend e operare raffronti nel tempo e nello spazio.

17.  In che modo si potrebbe migliorare la collaborazione tra la Corte dei conti, le istituzioni nazionali di audit e il Parlamento europeo (commissione per il controllo dei bilanci) per quanto riguarda l'audit del bilancio dell'UE?

La Corte svolge un ruolo essenziale nel fornire informazioni importanti e regolari al Parlamento europeo sull'esecuzione del bilancio dell'UE. Per questo, a mio parere, il dialogo tra le due istituzioni ha un significativo valore aggiuntivo.

La comunicazione deve essere assolutamente bidirezionale. Un efficace e stretto coordinamento servirà a identificare meglio le aree prioritarie di attività, fornendo tempestivamente ai membri della COCOBU le opportune informazioni nelle specifiche aree di interesse.

La relazione annuale della Corte sull'esecuzione del bilancio dell'UE, irrinunciabile per la procedura annuale di discarico, può fornire un quadro generale dei sistemi utilizzati nei vari settori di intervento. Va sottolineata inoltre l'importanza delle relazioni speciali elaborate dalla Corte, siccome contribuiscono in modo importante all'ulteriore sviluppo di alcuni settori: richiamano l'attenzione sulle carenze specifiche e formulano anche raccomandazioni per risolverle.

Accoglierei con favore, ad esempio, anche le decisioni del Parlamento europeo, in conformità al suo nuovo regolamento interno entrato in vigore il 1° gennaio 2017, sull'elaborazione delle relazioni d'iniziativa, che si baserebbero sulle relazioni speciali della Corte dei conti europea, le quali attraverso il lavoro dei parlamentari incrementano il valore aggiunto.

Se eletta quale membro della Corte, provvederò in ogni modo a che i documenti da me forniti al Parlamento contribuiscano efficacemente all'attività della COCOBU. L'efficace comunicazione bilaterale sarà l'elemento chiave delle mie relazioni con il Parlamento.

Sarò disponibile a tenere incontri regolari con tutti i membri interessati della commissione per discutere i temi che stanno a cuore al Parlamento. Ritengo che anche questo possa aiutare la Corte ad affrontare meglio le questioni legate alla protezione degli interessi dei contribuenti europei.

La Corte dei conti europea riesce a svolgere bene il suo lavoro se durante questo può fare affidamento sull'attività delle istituzioni nazionali di controllo. In questo modo possiamo evitare la duplicazione del lavoro e le inutili "molestie" dei beneficiari di sovvenzioni nonché l'aumento degli oneri amministrativi. Questa collaborazione naturalmente ha una tradizione consolidata nell'ambito dell'INTOSAI. Si è riusciti a conseguire progressi significativi per quanto riguarda l'armonizzazione dei metodi. È importante che i risultati delle verifiche nazionali possano essere integrati nell'attività della Corte dei conti europea. Tuttavia, vedo ulteriori possibilità anche per effettuare controlli congiunti.

Ritengo molto importante che anche le istituzioni nazionali di controllo intensifichino l'audit della gestione dei fondi dell'UE negli Stati membri. È un esempio assolutamente valido e lungimirante quando queste relazioni vengono discusse dai parlamenti nazionali, che formulano conclusioni concernenti i contenuti delle relazioni migliorando così la futura efficacia dell'uso delle risorse finanziarie. Nel parlamento ungherese, in qualità di presidente della commissione incaricata di vigilare sull'impiego dei fondi stanziati dall'UE, il mio compito era proprio questo.

A tale riguardo, ritengo molto importante l'ulteriore diffusione dell'uso degli attestati nazionali di audit. Sono consapevole del fatto che per gli Stati a struttura federale non è sempre facile, ma si tratta di un passo che rafforza la cultura della chiara assunzione di responsabilità e della rendicontabilità.

Raccomando che gli organi nazionali di controllo, in qualità di revisori indipendenti esterni e nel rispetto dei principi internazionali di audit, possano rilasciare attestati nazionali di audit sulla gestione dei fondi dell'UE, i quali sarebbero destinati ai governi degli Stati membri. Questi attestati potrebbero quindi essere utilizzati durante le procedure di discarico, secondo un processo interistituzionale utile a tal fine, da introdurre in futuro.

18.  In che modo si potrebbe sviluppare ulteriormente, a Suo avviso, la stesura di relazioni da parte della Corte dei conti in modo da dare al Parlamento europeo tutte le informazioni necessarie sull'accuratezza dei dati forniti dagli Stati membri alla Commissione europea?

Poiché una parte sostanziale del bilancio dell'UE viene eseguita in gestione concorrente, la qualità, la completezza e la tempestività delle informazioni fornite dagli Stati membri determinano fondamentalmente la qualità della successiva analisi e la qualità delle garanzie fornite dalla Commissione.

Anche dalle relazioni annuali della Corte emerge che le direzioni generali della Commissione europea nella preparazione delle relazioni sulle attività annuali usano prevalentemente le informazioni fornite dalle autorità degli Stati membri (per es. relazioni di audit). Le ricorrenti relazioni annuali della Corte dei conti, a mio avviso, evidenziano la persistenza di carenze (prima di tutto di precisione) nel lavoro delle autorità di controllo, che la verifica della Commissione finora non è riuscita a evitare.

Per i motivi di cui sopra, credo che le relazioni della Corte dei conti europea debbano continuare a richiamare l'attenzione sui punti deboli, che si tratti dell'imprecisione dei dati forniti dagli Stati membri oppure delle carenze nel lavoro di controllo effettuato dalla Commissione. La Corte dovrebbe spiegare, nel modo più chiaro e dettagliato possibile, quali sono i punti deboli e come dovrebbero essere eliminati.

Ritengo che, sebbene gli Stati membri siano più o meno consapevoli delle raccomandazioni, vi siano grandi differenze nella loro attuazione a livello nazionale. Conseguentemente, a livello nazionale vi sono pochi elementi che dimostrino cambiamenti nella politica e nella pratica quotidiana.

Come membro della Corte dei conti vorrei collaborare più strettamente con voi per migliorare la gestione finanziaria dell'UE. Se vogliamo costruire un sistema finanziario europeo in grado di riconquistare la fiducia dei cittadini, allora l'UE dovrebbe avviare delle riforme adeguate, e in breve tempo; e non solo a Bruxelles, ma in tutta l'Unione. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di fornire informazioni complete, pertinenti e tempestive sulla loro governance, gestione finanziaria, sistemi di controllo interno e di audit interno. In presenza di carenze, la Commissione dovrebbe avviare una stretta collaborazione con gli Stati membri al fine di garantire tutte le informazioni necessarie per poter effettuare una valutazione informata dei sistemi degli Stati membri per l'esecuzione del bilancio dell'UE.

Inoltre, riconosco la fondatezza delle preoccupazioni riguardanti i costi e i benefici del fornire informazioni, tuttavia se il nostro obiettivo comune è quello di garantire che l'organo di bilancio disponga di una valutazione di audit di altissima qualità, come richiesto dagli standard internazionali, non si deve risparmiare alcuno sforzo. Ciò è tanto più importante in quanto il problema molto spesso consiste non nella mancanza di informazioni, ma nell'incapacità delle autorità nazionali di controllo o dei revisori esterni di usarle correttamente.

Una delle principali conclusioni della relazione annuale della Corte, ampiamente dibattuta sia in seno al Parlamento che al Consiglio, è il tasso di errore stimato riferito dalla Corte. Avendo seguito le deliberazioni in materia di discarico negli ultimi anni, accolgo con favore il fatto che la Corte aumenti ogni anno le informazioni di base relative alle cause degli errori. A mio parere, abbiamo ulteriori possibilità per ridurre gli errori, ma per individuarli precisamente servirebbe procedere a uno scambio di opinioni con le parti interessate.

Inoltre, mi adopererò affinché la Corte monitori in modo più attento e regolare lo stato di realizzazione delle raccomandazioni formulate nelle relazioni annuali di discarico del Parlamento europeo. Queste relazioni includono numerose richieste che si ripropongono anno dopo anno, la cui esecuzione avviene solo molto lentamente o non avviene affatto. Ciò è oltremodo frustrante. Per questo la Corte deve controllare in modo più deciso e deve rafforzare la sua attività di monitoraggio. Il Parlamento deve essere consapevole della misura in cui le sue raccomandazioni vengono eseguite.

Menzionerei tra le più importanti sfide attuali la questione della cosiddetta "galassia bilancio". Come il commissario dell'UE competente per il bilancio recentemente ha evidenziato durante una sua visita al Parlamento, l'aumento dell'esternalizzazione delle finanze pubbliche fuori dal bilancio dell'UE danneggia la trasparenza, potrebbe violare il principio dell'unità del bilancio e rende possibile un controllo meno ampio per le istituzioni di audit. Quando la Corte ha solo competenze ristrette, queste tendenze preoccupanti devono essere contrastate.

Come ho già illustrato rispondendo alla domanda n. 15, si deve prestare particolare attenzione alle priorità dei legislatori nel caso delle questioni importanti per i cittadini europei. Considero la Corte uno stretto alleato del Parlamento, la nostra missione è comune: la protezione degli interessi dei contribuenti europei. Dobbiamo assicurare che ogni euro sia stanziato per finalità specifiche e che i fondi dell'UE vengano ben utilizzati e dobbiamo combattere contro ogni forma di spreco, quali spese ingiustificate, cattiva gestione e frode.

Vorrei inoltre evidenziare che la Corte nel 2016 ha preparato 36 relazioni speciali. Sulla disoccupazione giovanile, per esempio, sono state preparate 4 relazioni recentemente. Proporrei la concentrazione tematica, visto che il Parlamento europeo non è in grado di elaborare con la debita accuratezza relazioni in numeri così elevati. Spesso queste relazioni estremamente preziose e dense di contenuti non ricevono quell'attenzione che giustamente spetterebbe loro. Sono consapevole di quanto la commissione CONT abbia provato a migliorare l'elaborazione di queste relazioni speciali, finora purtroppo senza successo. Tuttavia, forse, con la concentrazione tematica anche la Corte potrebbe contribuire a risolvere questo problema, visto che un numero inferiore di relazioni, ma allo stesso tempo contenenti più informazioni rilevanti, potrebbe essere utilizzato meglio dal Parlamento.

Ulteriori domande

19.  Ritirerebbe la sua candidatura se il parere del Parlamento in merito alla Sua nomina a membro della Corte fosse sfavorevole?

Sì, visto che per il mio lavoro è essenziale che ci sia la fiducia nei confronti della mia persona da parte del Parlamento; in mancanza di questa non sarei capace di svolgere adeguatamente le mie attività.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Rinnovo parziale dei membri della Corte dei conti - candidato ungherese

Riferimenti

07080/2017 – C8-0110/2017 – 2017/0802(NLE)

Consultazione / Richiesta di approvazione

10.3.2017

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

CONT

16.3.2017

 

 

 

Relatori

       Nomina

Indrek Tarand

15.3.2017

 

 

 

Esame in commissione

12.4.2017

 

 

 

Approvazione

12.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

2

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Inés Ayala Sender, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Jean-François Jalkh, Arndt Kohn, Bogusław Liberadzki, Claudia Schmidt, Bart Staes, Indrek Tarand, Marco Valli, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Caterina Chinnici, Monika Hohlmeier, Andrey Novakov, Markus Pieper, Julia Pitera

Deposito

19.4.2017

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