Procedura : 2016/0152(COD)
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Ciclo del documento : A8-0172/2017

Testi presentati :

A8-0172/2017

Discussioni :

PV 05/02/2018 - 20
CRE 05/02/2018 - 20

Votazioni :

PV 06/02/2018 - 5.4
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2018)0023

RELAZIONE     ***I
PDF 1254kWORD 193k
27.4.2017
PE 595.745v02-00 A8-0172/2017

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell’ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

(COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD))

Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

Relatore: Róża Gräfin von Thun und Hohenstein

Relatore per parere (*):

Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, commissione giuridica

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

ERRATA/ADDENDA
PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione giuridica(*)
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell’ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

(COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0289),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 114 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0192/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati inviati dal Consiglio federale austriaco, dal Consiglio nazionale austriaco e dalla Camera dei deputati lussemburghese, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 19 ottobre 2016(1),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e i pareri della commissione giuridica, della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0172/2016),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Titolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

recante misure volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione dei consumatori basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

 

 

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene talvolta tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni puramente commerciali.

(1)  Al fine di realizzare il pieno potenziale del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di consumatori di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai consumatori di altri Stati membri, sia online che offline. Per quanto in casi eccezionali tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi le pratiche di taluni operatori negano o limitano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o a tale proposito applicano loro condizioni che non sono oggettivamente giustificate. Stando agli studi condotti1bis, eliminare i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione in base alla nazionalità o al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea dei consumatori potrebbe promuovere la crescita e ridurre i prezzi medi in tutto il mercato interno.

 

___________________

 

1bis Cfr. la valutazione d'impatto della Commissione europea. Cfr. anche gli studi del dipartimento tematico del Parlamento europeo (1) “Extending the scope of the geoblocking prohibitiion: an economic assessment” http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/IDAN/2017/595364/IPOL_IDA(2017)595364_EN.pdf e (2) “The Geoblocking proposal: internal market, competition law and other regulatory aspects” http://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2017/595362/IPOL_STU(2017)595362_EN.pdf.

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(1 bis)  Il presente regolamento rappresenta soltanto una parte del quadro normativo nel cui ambito, insieme alla proposta di direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita online e di altri tipi di vendita a distanza di beni1bis e alla direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale1ter, mira a contribuire alla creazione di un mercato unico digitale

 

___________________

 

1bis COM (2015)0635.

 

1ter COM (2015)0634.

Motivazione

La presente proposta di regolamento è da considerarsi esplicitamente nel contesto di altre proposte legislative volte a creare un mercato unico digitale e dipende da queste ultime anche nella sua efficacia. È opportuno fare riferimento alla direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita e che abroga la direttiva 1999/44/CE e alla direttiva relativa a determinati aspetti dei contratti di fornitura di contenuto digitale e servizi digitali.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

(2)  In questo modo, le pratiche di taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Tuttavia possono sussistere diverse motivazioni all'origine di tali pratiche messe in atto delle aziende, in particolare dalle PMI e dalle microimprese. In molti casi, la divergenza degli ambienti giuridici, la relativa incertezza giuridica e i rischi associati per quanto concerne le leggi applicabili in materia di protezione dei consumatori e ambiente o etichettatura contribuiscono ad aumentare la reticenza degli operatori nello stabilire rapporti commerciali con i consumatori di altri Stati membri. In altri casi alcuni operatori creano una frammentazione del mercato al fine di incrementare i prezzi al consumo. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile e quale sia la responsabilità degli operatori nelle vendite dirette a consumatori provenienti da diversi Stati membri in conformità del presente regolamento dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  Il presente regolamento mira a impedire i blocchi geografici eliminando una barriera al funzionamento del mercato interno. Tuttavia, è necessario tenere in considerazione il fatto che molte differenze tra le legislazioni degli Stati membri, ad esempio le divergenze tra le norme nazionali, o la mancanza di un riconoscimento reciproco o di un'armonizzazione a livello dell'Unione, costituiscono tuttora ostacoli importanti al commercio transfrontaliero. Tali barriere continuano a causare la frammentazione del mercato unico, spesso costringendo gli operatori a ricorrere a pratiche di geoblocco. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero pertanto continuare a rimuovere tali ostacoli al fine di ridurre la frammentazione del mercato e completare il mercato unico.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica. Il presente regolamento mira a integrare l'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE. Non va interpretato come una sostituzione della suddetta direttiva, bensì come una sua integrazione, tramite la definizione di alcune situazioni in cui un diverso trattamento sulla base della nazionalità, del luogo di residenza o dell'ubicazione temporanea non può essere giustificato a norma dell'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE. Inoltre, i blocchi geografici ingiustificati e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

__________________

__________________

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

Emendamento     7

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie.

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno e il rispetto della libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi senza discriminazioni in base al paese di origine o del luogo di residenza, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie. Tali misure dovrebbero mantenere un equilibrio tra la protezione dei consumatori e la libertà economica e contrattuale degli operatori.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e clienti relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di contrastare la discriminazione diretta e indiretta, comprese quindi le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti. Tali altri criteri possono venire applicati , in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei clienti, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del cliente è stato emesso.

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione di un consumatore basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra un operatore e un consumatore relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di contrastare la discriminazione diretta e indiretta, comprese quindi le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea dei consumatori. Tali altri criteri possono venire applicati, in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei consumatori, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del consumatore è stato emesso.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 5 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(5 bis)  Il presente regolamento non dovrebbe applicarsi a situazioni puramente interne, in cui non si possa presumere l'esistenza di elementi transfrontalieri e in cui tutte le pertinenti attività connesse, tra l'altro, alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea, l'accesso a un'interfaccia online, l'accesso a beni o servizi o le operazioni di pagamento siano confinati all'interno di un unico Stato membro.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Considerando che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda l'ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, fatta salva tuttavia l'esclusione specifica prevista all'articolo 4 e la successiva valutazione di tale esclusione, di cui all'articolo 9. I servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi e che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, devono pertanto essere esclusi anch'essi, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti.

(6)  Posto che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda il relativo ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, fatta salva tuttavia l'esclusione specifica prevista all'articolo 4. È opportuno osservare, tuttavia, che dall'adozione della direttiva 2006/123/CE gli ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati parzialmente eliminati anche in altri settori.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  Dato il carattere specifico delle opere culturali la cui diffusione funziona secondo modelli commerciali particolari, il presente regolamento non dovrebbe incidere sui principi di territorialità del diritto d'autore nei diversi settori culturali.

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La discriminazione può interessare anche i servizi nel settore dei trasporti, in particolare per quanto riguarda le vendite di biglietti per il trasporto di passeggeri. Tuttavia, a tale proposito il regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio18, il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio19 e il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio20 contengono già ampi divieti di discriminazione riguardanti tutte le pratiche discriminatorie cui il presente regolamento intende porre rimedio. Inoltre, si prevede che il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio21 venga modificato in tal senso nel prossimo futuro. Pertanto, e al fine di garantire la coerenza con il campo di applicazione della direttiva 2006/123/CE, i servizi nel settore dei trasporti dovrebbero rimanere al di fuori del campo di applicazione del presente regolamento.

(7)  La discriminazione interessa anche i servizi che esulano dal campo di applicazione del presente regolamento, tra cui nei settori dei servizi audiovisivi, finanziari, delle comunicazioni elettroniche, dei trasporti o sanitari. I servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, dovrebbero pertanto essere esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, deve essere altresì escluso, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti. Per quanto concerne le comunicazioni elettroniche, la Commissione ha presentato una proposta relativa all'istituzione di un codice europeo delle comunicazioni elettroniche, che garantisce il rispetto del principio di non discriminazione17 bis. Per quanto riguarda i trasporti, il regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio18, il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio19 e il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio20 contengono già ampi divieti in materia di discriminazione riguardanti tutte le pratiche discriminatorie cui il presente regolamento intende porre rimedio. Inoltre, si prevede che il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio21 venga modificato in tal senso nel prossimo futuro. Per i servizi sanitari, la direttiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio21bis prevede già che il principio di non discriminazione in base alla nazionalità si applichi ai pazienti di altri Stati membri. Pertanto, e al fine di garantire la coerenza con l'acquis, i servizi nei settori, tra gli altri, dei servizi audiovisivi, finanziari, delle comunicazioni elettroniche, dei trasporti o sanitari dovrebbero, in questa fase, rimanere al di fuori del campo di applicazione del presente regolamento.

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__________________

 

17bisProposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il codice europeo delle comunicazioni elettroniche (rifusione), COM(2016)0590.

18 Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità (GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3).

18 Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità (GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3).

19 Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).

19 Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).

20 Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).

20 Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).

21Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).

21 Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).

 

21bisDirettiva 2011/24/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, concernente l'applicazione dei diritti dei pazienti relativi all'assistenza sanitaria transfrontaliera (GU L 88 del 4.4.2011, pag. 45).

Emendamento  13

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare le norme applicabili in materia fiscale, dato che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede una base specifica per intervenire a livello dell'Unione in tale ambito.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  A norma del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio22, la scelta della legge applicabile ai contratti stipulati tra un consumatore e un professionista che eserciti le sue attività commerciali o professionali nel paese in cui il consumatore ha la residenza abituale o diriga, in qualche modo le sue attività verso tale paese o verso una pluralità di paesi comprendenti tale paese, non può avere il risultato di privare il consumatore della protezione assicuratagli dalle disposizioni alle quali non è permesso derogare convenzionalmente ai sensi della legge del paese in cui il consumatore ha la residenza abituale. A norma del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio23, nelle questioni connesse a un contratto tra un consumatore e un professionista le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, il consumatore può proporre un'azione contro l'altra parte del contratto davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato in cui è domiciliato e l'azione dell'altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore.

soppresso

__________________

 

22 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

 

23 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

 

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sugli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare sulle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio25, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. In particolare, il semplice fatto che un operatore economico agisca in conformità alle disposizioni del presente regolamento non implica che egli diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore ai fini di tale applicazione.

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare il diritto dell'Unione applicabile riguardante la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare sulle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio25, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. La semplice conformità al presente regolamento non implica che un operatore economico diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore. In particolare, non si può considerare che un operatore, solo per le ragioni elencate, diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la sua residenza abituale o domicilio qualora detto operatore, agendo ai sensi degli articoli 3, 4 e 5, non blocchi né limiti l'accesso del consumatore alla propria interfaccia online, non lo reindirizzi a una versione della sua interfaccia online diversa da quella a cui il consumatore desiderava accedere inizialmente, indipendentemente dalla sua nazionalità o luogo di residenza, non applichi condizioni generali di accesso diverse nelle situazioni di cui al presente regolamento oppure qualora accetti strumenti di pagamento emessi in un altro Stato membro su base non discriminatoria. Inoltre, non si considera che un operatore diriga tali attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio qualora detto operatore, nel rispetto del presente regolamento, adotti le misure ragionevolmente attese o richieste dal consumatore ovvero obbligatorie per legge al fine di fornire al consumatore le informazioni e l'assistenza necessarie, in via diretta o indiretta, mettendo quest'ultimo in collegamento con qualsiasi terza parte che possa fornire l'assistenza richiesta.

__________________

__________________

24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o possono far parte delle informazioni precontrattuali o contrattuali. Tali condizioni si applicano in assenza di termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore ed i consumatori. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i consumatori non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento. Tuttavia, la possibilità di termini e condizioni negoziati o concordati individualmente su obblighi o diritti supplementari non dovrebbe determinare blocchi geografici o altre forme ingiustificate di discriminazione contemplate dal presente regolamento.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentire ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza.

(12)  I consumatori devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea. Tuttavia, nel caso di contratti con duplice scopo, qualora il contratto sia concluso per fini che parzialmente rientrano nel quadro delle attività commerciali della persona e parzialmente ne restano al di fuori e lo scopo commerciale sia talmente limitato da non risultare predominante nel contesto generale del contratto, la persona in questione dovrebbe altresì essere considerata un consumatore.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per aumentare le possibilità per i clienti di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori non devono impedire ai clienti attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o di stabilimento. Tali misure tecnologiche possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del cliente, compresa la tracciabilità attraverso l'indirizzo IP, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i clienti.

(14)  Per aumentare le possibilità per i consumatori di accedere alle informazioni relative a vendite di beni e alla prestazione di servizi nel mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori e i mercati online non devono impedire ai consumatori attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea. Il pieno e pari accesso alle interfacce online sotto forma di applicazione mobile dovrebbe comprendere la possibilità per il consumatore di scaricare qualsiasi versione dell'applicazione mobile che un operatore utilizza in uno o più Stati membri e accedervi. Le misure tecnologiche per impedire tale accesso possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del consumatore, compresa la tracciabilità di tale ubicazione attraverso l'indirizzo IP, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con un consumatore.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  Al fine di garantire ai consumatori la parità di trattamento ed evitare la discriminazione nella prassi, i siti, le applicazioni mobili e ogni altra interfaccia degli operatori dovrebbero essere progettati in modo da consentire l'inserimento dei dati nei moduli da uno Stato membro diverso da quello dell'operatore. In particolare, i siti dovrebbero consentire l'inserimento di indirizzi, di numeri telefonici, compresi i prefissi internazionali, di numeri di conti bancari, compresi codici IBAN e BIC, e di qualsiasi altro dato da uno Stato membro diverso da quello dell'operatore, se tali informazioni sono necessarie per completare un ordine attraverso l'interfaccia online di tale operatore, Non dovrebbe essere consentito chiedere a un consumatore di utilizzare solamente altri mezzi per effettuare un ordine, quali l'email o il telefono, a meno che questi non siano i mezzi principali per eseguire tali ordini per tutti i consumatori, compresi quelli dello Stato membro dell'operatore.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a clienti provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un cliente da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili al cliente in ogni momento.

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a consumatori provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un consumatore da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Gli operatori non dovrebbero avere l'obbligo di chiedere l'esplicito consenso del consumatore ogni volta che il medesimo visita la stessa interfaccia online. Una volta che il consumatore ha fornito il suo esplicito consenso, esso dovrebbe essere ritenuto valido per tutte le visite successive dello stesso consumatore alla stessa interfaccia online. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili al consumatore in ogni momento.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del cliente ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei clienti a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati clienti o a clienti in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò è necessario per tali ragioni.

(16)  In alcuni casi, il blocco o la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del consumatore ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione di uno Stato membro in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei consumatori a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l’accesso a determinati gruppi di consumatori o consumatori in determinati territori o reindirizzarli, nella misura in cui ciò possa essere necessario per tali ragioni.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei clienti attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni o prestare servizi, per motivi connessi con la nazionalità o il luogo di residenza o di stabilimento dei clienti non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i clienti dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti a prescindere dalla loro nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento. Ove necessario, gli operatori dovrebbero pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione qualora la mancata adozione di tali misure impedisse ai clienti interessati tale accesso pieno e paritario. Tuttavia, il divieto applicabile in tali situazioni non comporta che gli operatori commerciali non possano dirigere le loro attività verso Stati membri diversi o determinati gruppi di clienti ricorrendo a offerte mirate e termini e condizioni diversi, anche predisponendo interfacce online specifiche per paese.

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei consumatori attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni o prestare servizi, per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea dei consumatori non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i consumatori dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti, a prescindere dalla loro nazionalità, luogo di residenza o ubicazione temporanea. Ove necessario, un operatore dovrebbe pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione. Tuttavia, il divieto applicabile in tali situazioni non comporta che gli operatori commerciali non possano dirigere le loro attività verso Stati membri diversi o determinati gruppi di consumatori ricorrendo a offerte mirate e condizioni generali di accesso diverse, anche predisponendo interfacce online specifiche per paese, comprese quelle con diversi prezzi.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del consumatore. L'operatore offre invece la possibilità di consegnare tali beni presso un sito in uno Stato membro diverso da quello di residenza del consumatore, ivi compresa la possibilità di ritirare i beni presso un sito concordato tra l'operatore e il consumatore. In tale situazione, il consumatore dovrebbe poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi consumatori residenti nello Stato membro in cui i beni sono consegnati o ritirati. Ciò potrebbe significare che un consumatore straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna oppure provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni con i suoi mezzi privati. In questo caso, in conformità della direttiva del Consiglio 2006/112/CE1bis, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del consumatore.

 

___________________

 

1bisDirettiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  La terza situazione si configura laddove i consumatori intendano ricevere servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, per esempio e-book, musica, giochi e software online, a condizione che l'operatore detenga i diritti necessari o abbia acquistato la licenza per utilizzare tale contenuto nei territori pertinenti. Anche in questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi a tali criteri non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il cliente li riceva nella sede dell'operatore o in un luogo scelto da questi e diverso dallo Stato membro di cui il cliente è cittadino o in cui ha il suo luogo di residenza o di stabilimento. Tali situazioni riguardano, a seconda dei casi, la prestazione di servizi quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro né a effettuare la consegna transfrontaliera dei beni.

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il consumatore li riceva nella sede o in un luogo non situato nello Stato membro in cui il consumatore ha il suo luogo di residenza. Tali situazioni riguardano, a seconda dei casi, la prestazione di servizi, ad esclusione dei servizi forniti per via elettronica, quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro.

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono dirette, o se il cliente non è un consumatore, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile. Se, al contrario, esercita o dirige le sue attività verso lo Stato membro del consumatore l'operatore ha manifestato la sua intenzione di stabilire rapporti commerciali con i consumatori di tale Stato membro e ha quindi potuto tener conto dei costi connessi.

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono dirette, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  In tutte queste situazioni, le condizioni generali di accesso dovrebbero rispettare le leggi e i regolamenti dello Stato membro in cui l'operatore esercita le sue attività o verso cui dirige le sue attività. Un operatore non è tenuto a garantire che le condizioni generali di accesso rispettino le leggi e i regolamenti, o usare la lingua, dello Stato membro di residenza del consumatore a cui l'operatore non intende vendere.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 21 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 ter)  L'uso di una determinata lingua su un'interfaccia online di un operatore non può, di per sé, essere invocato per constatare l'intenzione dell'operatore di voler vendere a consumatori di un altro Stato membro.

Motivazione

L'intenzione dell'operatore deve essere chiarita nelle condizioni generali di accesso. In caso di dubbio non è possibile, esclusivamente sulla base dell'uso di una determinata lingua, partire dal presupposto che l'operatore si rivolga agli acquirenti di un altro Stato membro in cui è utilizzata tale lingua.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Considerando 21 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 quater)  Ai sensi della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1bis, in caso di un difetto di conformità dei beni di consumo al contratto, un consumatore ha diritto a chiedere al venditore la riparazione dei beni o la sostituzione degli stessi a titolo gratuito, a meno che ciò non sia impossibile o sproporzionato. La suddetta direttiva limita i costi che il venditore deve sostenere ai costi necessari a ripristinare la conformità dei beni. Inoltre, la direttiva non preclude, in talune circostanze, di limitare, ove necessario, il diritto del consumatore al risarcimento del costo della riparazione o della sostituzione a un importo proporzionato al valore che i beni avrebbero avuto qualora non vi fosse stato un difetto di conformità e all'entità del difetto di conformità. Se del caso, le norme in materia di informazioni precontrattuali, i requisiti linguistici, il diritto di recesso, il suo esercizio e le sue conseguenze, la consegna, e il trasferimento del rischio sono disciplinati dalla direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio1ter. La direttiva stabilisce, tra le altre cose, i costi a carico dei consumatori e degli operatori in caso di recesso da un contratto a distanza o fuori dai locali commerciali. L'applicazione del presente regolamento non dovrebbe pregiudicare le direttive 1999/44/CE e 2011/83/UE.

 

__________________

 

1bisDirettiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 maggio 1999, su taluni aspetti della vendita e delle garanzie dei beni di consumo (GU L 171 del 7.7.1999, pag. 12).

 

1terDirettiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori, recante modifica della direttiva 93/13/CEE del Consiglio e della direttiva 1999/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 85/577/CEE del Consiglio e la direttiva 97/7/CE del Parlamento europeo e del Consiglio (GU L 304 del 22.11.2011, pag. 64).

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio27 non sono tenuti al pagamento dell'IVA. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che rappresenterebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE non sono tenuti al pagamento dell'IVA nello Stato membro in cui sono stabiliti. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che imporrebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

__________________

 

27 Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

 

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  In ognuna di queste situazioni, agli operatori, in alcuni casi, può essere impedito di vendere beni o prestare servizi a determinati clienti o a clienti in determinati territori, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, in virtù di uno specifico divieto o di un requisito stabilito dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione. Le legislazioni degli Stati membri possono inoltre richiedere, conformemente al diritto dell'Unione, agli operatori di rispettare determinate norme per la fissazione del prezzo dei libri. Agli operatori non dovrebbe essere impedito di osservare tali leggi, ove necessario.

(23)  In ognuna di queste situazioni, agli operatori, in alcuni casi, può essere impedito di vendere beni o prestare servizi a determinati gruppi di consumatori o a consumatori in determinati territori, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore, in virtù di uno specifico divieto o di un requisito stabilito dal diritto dell'Unione o da atti legislativi di uno Stato membro conformi al diritto dell'Unione. Le legislazioni degli Stati membri possono inoltre richiedere, conformemente al diritto dell'Unione, agli operatori di rispettare determinate norme per la fissazione del prezzo dei libri. In aggiunta, le legislazioni degli Stati membri potrebbero richiedere che le pubblicazioni fornite per via elettronica possano beneficiare dello stesso trattamento preferenziale di aliquota IVA di cui godono le pubblicazioni su qualunque mezzo di supporto fisico, come stabilito dalla proposta di direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le aliquote dell’imposta sul valore aggiunto applicate a libri, giornali e periodici1bis. Agli operatori non dovrebbe essere impedito di osservare tali leggi, ove necessario.

 

__________________

 

1bisCOM(2016)0758.

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare, compresi i marchi di pagamento. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, non vi sono ragioni affinché gli operatori discriminino i clienti all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali transazioni modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere a sua volta espressamente vietata. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 vieta già a tutti i beneficiari, compresi gli operatori, di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro.

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare. A norma del regolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis e della direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter, i rivenditori che accettano uno strumento di pagamento basato su carta di un marchio e di una categoria specifici non sono in alcun modo obbligati ad accettare strumenti di pagamento basati su carta della stessa categoria ma di diverso marchio, oppure dello stesso marchio ma di diversa categoria. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, gli operatori non dovrebbero discriminare i consumatori all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali operazioni di pagamento modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere allo stesso modo espressamente vietata. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio1quater vieta già a tutti gli operatori di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro.

 

__________________

 

1bisRegolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 1).

 

1ter Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337, 23.12.2015, pag. 35).

 

1quater Regolamento (UE) n. 260/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 marzo 2012, che stabilisce i requisiti tecnici e commerciali per i bonifici e gli addebiti diretti in euro e che modifica il regolamento (CE) n. 924/2009 (GU L 94 del 30.3.2012, pag. 22).

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  La direttiva 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28 ha introdotto rigorosi requisiti di sicurezza relativamente agli ordini e al trattamento dei pagamenti elettronici, che hanno ridotto il rischio di frode per tutti i nuovi mezzi di pagamento e per quelli più tradizionali, in particolare per i pagamenti online. I prestatori di servizi di pagamento sono tenuti ad applicare la cosiddetta autenticazione a due fattori del cliente, un processo di autenticazione che convalida l'identità dell'utente di un servizio di pagamento o di un'operazione di pagamento. Per le transazioni a distanza, come i pagamenti online, i requisiti di sicurezza ancora più rigorosi, e richiedono un link dinamico all’importo della transazione e al conto del beneficiario, per proteggere l’utilizzatore riducendo al minimo i rischi in caso di errori o attacchi fraudolenti. In virtù di tali disposizioni, il rischio di frodi nei pagamenti per acquisti sul territorio nazionale od oltrefrontiera risulta identico e non dovrebbe essere usato come argomento per rifiutare o discriminare le transazioni commerciali all’interno dell’Unione.

(25)  La direttiva 2015/2366/UE ha introdotto rigorosi requisiti di sicurezza relativamente agli ordini e al trattamento dei pagamenti elettronici, che hanno ridotto il rischio di frode per tutti i nuovi mezzi di pagamento e per quelli più tradizionali, in particolare per i pagamenti online. I prestatori di servizi di pagamento sono tenuti ad applicare la cosiddetta autenticazione forte del consumatore, un processo di autenticazione che convalida l'identità dell'utente di un servizio di pagamento o di un'operazione di pagamento. Per le transazioni a distanza, come i pagamenti online, i requisiti di sicurezza ancora più rigorosi, e richiedono un link dinamico all’importo della transazione e al conto del beneficiario, per proteggere l’utilizzatore riducendo al minimo i rischi in caso di errori o attacchi fraudolenti. In virtù di tali disposizioni, il rischio di frodi nei pagamenti per acquisti oltrefrontiera è stato notevolmente ridotto. Tuttavia, nel caso di addebiti diretti in cui l'operatore non sia in grado di valutare adeguatamente l'affidabilità creditizia del consumatore, o se ciò implica la sottoscrizione di un contratto nuovo o modificato con i prestatori di servizi di pagamento, l'operatore dovrebbe poter richiedere il pagamento anticipato tramite bonifico SEPA prima di spedire i beni o di fornire il servizio. Un diverso trattamento è pertanto giustificabile nelle situazioni in cui non siano disponibili altri mezzi che consentano all'operatore di verificare l'affidabilità creditizia del consumatore.

__________________

 

28 Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337, 23.12.2015, pag. 35).

 

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull’applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l’obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione29 a determinati clienti o a clienti in determinati territori, sono generalmente considerate restrittive della concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE Anche quando non sono contemplati dall’articolo 101 del TFUE, nel contesto dell’applicazione del presente regolamento, essi pregiudicano il corretto funzionamento del mercato interno e possono essere utilizzati per eludere le disposizioni del presente regolamento. Le disposizioni di tali accordi e di accordi di altro tipo in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all’accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull’applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l’obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione29 a determinati gruppi di consumatori o a consumatori in determinati territori, sono generalmente considerate restrittive della concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE. Le disposizioni di tali accordi in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente nulle e prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all’accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

__________________

__________________

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all’applicazione dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all’applicazione dell’articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Gli Stati membri dovrebbero designare uno o più organismi incaricati di adottare misure efficaci per monitorare e garantire il rispetto delle disposizioni del presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire l'imposizione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive agli operatori in caso di violazione del presente regolamento.

(27)  Gli Stati membri dovrebbero designare uno o più organismi responsabili dotati dei poteri necessari per adottare misure efficaci per monitorare e garantire il rispetto delle disposizioni del presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire l'adozione di misure efficaci, proporzionate e dissuasive nei confronti degli operatori in caso di violazione del presente regolamento.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  I consumatori dovrebbero poter ricevere assistenza da parte delle autorità competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento, ad esempio attraverso l'uso di un modulo uniforme per i reclami.

(28)  I consumatori dovrebbero poter ricevere assistenza da parte degli organi competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero designare come organismi responsabili di fornire assistenza, tra l'altro, i punti di contatto per la risoluzione delle controversie online di cui al regolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio1bis.

 

________________

 

1bisRegolamento (UE) n. 524/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2013, relativo alla risoluzione delle controversie online dei consumatori e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE (regolamento sull'ODR per i consumatori) (GU L 165 del 18.6.2013, pag. 1).

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrà concentrarsi in particolare sull'eventuale estensione del divieto di discriminazione di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l’uso di opere tutelate dal diritto d’autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrebbe analizzare nel dettaglio l'impatto complessivo del regolamento sul mercato interno e sul commercio elettronico transfrontaliero. Essa dovrebbe concentrarsi in particolare sull'eventuale estensione del campo di applicazione del presente regolamento ad altri settori, tenendo debitamente conto delle specificità di ciascun settore. In particolare, la valutazione dell'estensione ai servizi audiovisivi dovrebbe basarsi su dati dettagliati relativi a prezzi e costi, di cui dispongono solo i prestatori di servizi. Pertanto, detti prestatori dovrebbero collaborare nell'ambito di tale valutazione onde permettere di determinare più facilmente se l'inclusione dei suddetti servizi nel campo di applicazione del presente regolamento possa portare allo sviluppo di modelli aziendali più efficaci rispetto a quelli attualmente utilizzati.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  Al fine di agevolare l’applicazione efficace delle norme stabilite nel presente regolamento, dovrebbe essere possibile ricorrere ai meccanismi per garantire la cooperazione transfrontaliera tra autorità competenti stabiliti dal regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio30 anche in relazione a tali norme. Tuttavia, poiché il regolamento (CE) n. 2006/2004 si applica solo riguardo alle norme sulla protezione degli interessi dei consumatori, tali misure dovrebbero essere adottabili solo nei casi in cui il cliente è un consumatore. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 2006/2004.

(30)  Al fine di agevolare l’applicazione efficace delle norme stabilite nel presente regolamento, dovrebbe essere possibile ricorrere ai meccanismi per garantire la cooperazione transfrontaliera tra autorità competenti stabiliti dal regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio30 anche in relazione a tali norme.

__________________

__________________

30 Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori (“Regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori”) (GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1).

30 Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell’esecuzione della normativa che tutela i consumatori (“Regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori”) (GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1).

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Al fine di consentire la proposta di provvedimenti inibitori volti a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori da atti che violino il presente regolamento, conformemente alla direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio31, tale direttiva dovrebbe a sua volta essere modificata in modo da includere un riferimento al presente regolamento nell’allegato I.

(31)  Al fine di consentire la proposta di provvedimenti inibitori volti a tutelare gli interessi collettivi dei consumatori da atti che violino il presente regolamento, conformemente alla direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio31, tale direttiva dovrebbe a sua volta essere modificata in modo da includere un riferimento al presente regolamento nell’allegato I. I consumatori dovrebbero altresì essere incoraggiati a utilizzare in maniera adeguata i meccanismi per la risoluzione extragiudiziale delle controversie concernenti obbligazioni contrattuali derivanti da contratti di vendita o di servizi online, ai sensi del regolamento (UE) n. 524/2013.

__________________

__________________

31 Direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (GU L 110 dell’1.5.2009, pag. 30).

31 Direttiva 2009/22/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa a provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori (GU L 110 dell’1.5.2009, pag. 30).

Motivazione

Si precisa che il sistema ODR può risultare il mezzo di risoluzione delle controversie appropriato in questo settore specifico.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  Gli operatori, le autorità pubbliche e le altre parti interessate dovrebbero avere tempo sufficiente per adeguarsi alle disposizioni del presente regolamento e garantirne il rispetto. Alla luce delle particolari caratteristiche dei servizi prestati per via elettronica diversi da quelli che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l’uso di opere tutelate dal diritto d’autore o di altri materiali protetti, è opportuno applicare il divieto di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b) soltanto a partire da una data successiva rispetto alla prestazione di tali servizi.

soppresso

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di contrastare efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai clienti di beneficiare pienamente di tali norme.

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di contrastare efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea dei consumatori, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai consumatori di beneficiare pienamente di tali norme.

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ovvero impedire la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti, compreso il blocco geografico, nelle transazioni con gli operatori all'interno dell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, a causa della natura transfrontaliera del problema e dell'insufficiente chiarezza del quadro giuridico vigente, ma, data la portata del problema e i suoi potenziali effetti sugli scambi nel mercato interno, può invece essere realizzato più efficacemente a livello dell'Unione, l'UE può adottare le misure necessarie in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(34)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ovvero impedire la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea dei consumatori, compreso il blocco geografico, nelle transazioni con gli operatori all'interno dell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, a causa della natura transfrontaliera del problema e dell'insufficiente chiarezza del quadro giuridico vigente, ma, data la portata del problema e i suoi potenziali effetti sugli scambi nel mercato interno, può invece essere realizzato più efficacemente a livello dell'Unione, l'UE può adottare le misure necessarie in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, il presente regolamento intende assicurare il pieno rispetto dei suoi articoli 16 e 17,

(35)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. In particolare, il presente regolamento intende assicurare il pieno rispetto dei suoi articoli 11 (Libertà di espressione e d'informazione), 16 (Libertà d'impresa), 17 (Diritto di proprietà) e 38 (Protezione dei consumatori),

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 1

Articolo 1

Obiettivo e campo d'applicazione

Oggetto

1.  Il presente regolamento intende contribuire al buon funzionamento del mercato interno, evitando le discriminazioni fondate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti.

Il presente regolamento intende contribuire al buon funzionamento del mercato interno, evitando le discriminazioni fondate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea dei consumatori, nonché integrare ulteriormente l'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE.

2.  Il presente regolamento si applica nei seguenti casi:

 

(a)  l’operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento;

 

(b)  l’operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, nello stesso Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento, ma il cliente è cittadino di un altro Stato membro;

 

(c)  l’operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro in cui il cliente si trovi temporaneamente senza che vi risieda o vi abbia il suo luogo di stabilimento.

 

3.  Il presente regolamento non si applica alle attività di cui all’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE.

 

4.  Il presente regolamento non pregiudica le norme applicabili in materia fiscale.

 

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell’Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell’articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012.

 

6.  Ove le disposizioni del presente regolamento siano in conflitto con le disposizioni dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE, prevalgono le disposizioni del presente regolamento.

 

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Articolo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 1 bis

 

Campo d'applicazione

 

1.  Il presente regolamento non si applica a situazioni puramente interne, nelle quali tutti gli elementi pertinenti della transazione siano limitati all'interno di un solo Stato membro.

 

2.  Il presente regolamento non si applica alle attività di cui all’articolo 2, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE.

 

3.  Il presente regolamento non pregiudica le norme applicabili in materia fiscale.

 

4.  Ove le disposizioni del presente regolamento siano in conflitto con le disposizioni dell’articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE, prevalgono le disposizioni del presente regolamento.

 

5.  Il presente regolamento non pregiudica il diritto dell'Unione applicabile riguardante la cooperazione giudiziaria in materia civile. La semplice conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1215/2012. In particolare, non si può considerare che un operatore, solo per le ragioni elencate, diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la sua residenza abituale o domicilio qualora detto operatore, agendo ai sensi degli articoli 3, 4 e 5, non blocchi né limiti l'accesso del consumatore alla propria interfaccia online, non lo reindirizzi a una versione della sua interfaccia online diversa da quella a cui il consumatore desiderava accedere inizialmente, indipendentemente dalla sua nazionalità o luogo di residenza, non applichi condizioni generali di accesso diverse nelle situazioni di cui al presente regolamento oppure qualora accetti strumenti di pagamento emessi in un altro Stato membro su base non discriminatoria.

 

Inoltre, non si considera che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio qualora detto operatore, agendo in conformità del presente regolamento, adotti le misure ragionevolmente attese o richieste dal consumatore ovvero obbligatorie per legge al fine di fornire al consumatore le informazioni e l'assistenza necessarie, in via diretta o indiretta, mettendo quest'ultimo in collegamento con qualsiasi terza parte che possa fornire l'assistenza richiesta.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 7 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, all'articolo 2, paragrafi 10, 20 e 30 del regolamento (UE) n. 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio32 e all'articolo 4, paragrafi 8, 9, 11, 12, 14, 23, 24 e 30 della direttiva (UE) 2015/2366.

Ai fini del presente regolamento:

 

(a)   "servizi prestati tramite mezzi elettronici" ha il significato attribuitogli all'articolo 7 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011;

 

(b)   "commissione interbancaria" ha il significato attribuitogli all'articolo 2, punto 10), del regolamento (UE) n. 2015/751;

 

(c)   "strumento di pagamento basato su carta" ha il significato attribuitogli all'articolo 2, punto 20), del regolamento (UE) n. 2015/751;

 

(d)   "marchio di pagamento" ha il significato attribuitogli all'articolo 2, punto 30), del regolamento (UE) n. 2015/751;

 

(e)   "operazione di pagamento" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 5), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(f)   "pagatore" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 8), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(g)   "prestatore di servizi di pagamento" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 11), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(h)   "conto di pagamento" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 12), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(i)   "strumento di pagamento" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 14), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(j)   "addebito diretto" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 23), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(k)   "bonifico" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 24), della direttiva (UE) 2015/2366;

 

(i)   "autenticazione forte del cliente" ha il significato attribuitogli all'articolo 4, punto 30), della direttiva (UE) 2015/2366;

__________________

 

32 Regolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 1).

 

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Si applicano inoltre le seguenti definizioni:

Ai fini del presente regolamento si applicano inoltre le seguenti definizioni:

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  “cliente”: un consumatore o un’impresa che ha la cittadinanza di uno Stato membro o ha la propria residenza o luogo di stabilimento in uno Stato membro e che intende acquistare o acquista un bene o un servizio all’interno dell’Unione, a scopo diverso dalla rivendita;

soppresso

Motivazione

Al fine di garantire la libertà contrattuale, i contratti B2B dovrebbero essere esclusi dal presente regolamento, con la conseguente applicazione dello stesso esclusivamente ai contratti B2C.

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita, che regolano l'accesso dei clienti ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il cliente;

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita netti, che regolano l'accesso dei consumatori ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il consumatore;

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie; l'acqua, il gas e l'energia elettrica sono considerati beni ai sensi del presente regolamento quando sono messi in vendita in volume limitato o in quantità determinata;

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione i) dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie, e ii) dell'acqua, del gas e dell'energia elettrica a meno che non siano messi in vendita in volume limitato o in quantità determinata;

Motivazione

Allineamento alla proposta sulle vendite online.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web e applicazioni, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai clienti l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web o parte di essi e applicazioni mobili, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai consumatori l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera f bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(f bis)  "mercato online": un servizio digitale che consente ai consumatori di concludere contratti di vendita o di servizi online con gli operatori sul sito web del mercato online o su quello dell'operatore che utilizza i servizi informatici forniti dal mercato online;

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 3

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 3

Articolo 3

Accesso alle interfacce online

Accesso alle interfacce online

1.  Gli operatori non possono bloccare o limitare attraverso l'uso di misure tecnologiche o in altro modo l'accesso dei clienti alle loro interfacce online per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente.

1.  Un operatore e un mercato online non possono bloccare o limitare attraverso l'uso di misure tecnologiche o in altro modo l'accesso dei consumatori alle loro interfacce online per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore.

2.  Gli operatori non possono, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, reindirizzare i clienti ad una versione della loro interfaccia online diversa da quella cui il cliente desiderava accedere inizialmente per via della sua struttura, della lingua usata o di altre caratteristiche che la rendono specificamente destinata ai clienti con una particolare nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento, a meno che il cliente non abbia dato preventivamente il proprio consenso esplicito al reindirizzamento.

2.  Un operatore non può, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore, reindirizzare un consumatore ad una versione della sua interfaccia online diversa da quella cui il consumatore desiderava accedere inizialmente per via della sua struttura, della lingua usata o di altre caratteristiche che la rendono specificamente destinata a un consumatore con una particolare nazionalità, luogo di residenza o ubicazione temporanea, a meno che il consumatore non abbia dato il proprio consenso esplicito al reindirizzamento.

 

Nel caso in cui l'operatore consenta al consumatore di esprimere una chiara preferenza su un account personale, modificabile in qualsiasi momento dal cliente, l'operatore è autorizzato a reindirizzare abitualmente tale consumatore a una specifica pagina di destinazione, a condizione che detta pagina consenta un accesso chiaro e semplice all'interfaccia online cui il consumatore desiderava accedere inizialmente.

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione originale dell'interfaccia online deve restare facilmente accessibile per il cliente in questione.

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del consumatore, la versione dell'interfaccia online cui il consumatore desiderava accedere inizialmente deve restare facilmente accessibile per il consumatore in questione.

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento di determinati clienti o di clienti in determinati territori sia necessario al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco o la limitazione dell'accesso ovvero il reindirizzamento di determinati gruppi di consumatori o di consumatori in determinati territori sia necessario per permettere a un operatore o a un mercato online di rispettare un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi di uno Stato membro conformi al diritto dell'Unione. L'operatore o il mercato online forniscono in maniera chiara ed esplicita una giustificazione della conformità nella lingua dell'interfaccia online cui il consumatore desiderava accedere inizialmente.

4.  Quando l’operatore blocca o limita l’accesso dei clienti a un’interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell’interfaccia online in conformità con il paragrafo 4, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione. Tale giustificazione è data nella lingua dell’interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

 

 

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 4

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 4

Articolo 4

Accesso a beni o servizi

Accesso a beni o servizi

1.  Gli operatori non applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente nelle seguenti situazioni:

1.  Un operatore non applica diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea del consumatore, nelle situazioni in cui il consumatore intende:

(a)  l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera nello Stato membro del cliente non viene effettuata da o per conto dell'operatore;

(a)  acquistare beni e l'operatore offre la possibilità di consegnare tali beni presso un sito in uno Stato membro diverso da quello di residenza del consumatore, ivi compresa la possibilità di ritirare i beni presso un sito concordato tra il consumatore e l'operatore;

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

(b)  ricevere dall'operatore servizi prestati tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

 

(b bis)  ricevere servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti rispetto ai quali l'operatore possiede i diritti necessari o ha acquisito la licenza di utilizzo di tali contenuti per tutti i territori interessati;

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al cliente nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il cliente ha la cittadinanza o in cui ha la residenza o il luogo di stabilimento.

(c)  ricevere dall'operatore servizi diversi da quelli prestati tramite mezzi elettronici e prestati al consumatore in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività in uno Stato membro diverso da quello in cui il consumatore ha la propria residenza.

 

1 bis.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non osta a che l'operatore applichi condizioni generali di accesso diverse in vari Stati membri o all'interno di un solo Stato membro, offerte ai consumatori in un territorio specifico o a un gruppo specifico di consumatori, a condizione che tali condizioni non siano applicate per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o all'ubicazione temporanea.

 

1 ter.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non implica l'obbligo per l'operatore di rispettare i requisiti giuridici nazionali o di informare i clienti in merito a tali requisiti qualora l'operatore non eserciti o diriga le sue attività verso lo specifico Stato membro.

2.   Il divieto di cui al del paragrafo 1, lettera b) non si applica agli operatori esentati dall’IVA in base alle disposizioni del titolo XII, capo 1, della direttiva 26/112/CE.

2.   Il divieto di cui al del paragrafo 1, lettera b) non si applica agli operatori esentati dall’IVA in base alle disposizioni del titolo XII, capo 1, della direttiva 26/112/CE.

3.   Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica quando una disposizione specifica prevista dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione impedisce all'operatore di vendere beni o fornire servizi a determinati clienti o a clienti in determinati territori.

3.   Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica quando una disposizione specifica prevista dal diritto dell'Unione o da atti legislativi di uno Stato membro conformi al diritto dell'Unione impedisce all'operatore di vendere i beni o fornire i servizi interessati a determinati gruppi di consumatori o a consumatori in determinati territori.

Per quanto riguarda le vendite di libri, il divieto di cui al paragrafo 1 non impedisce agli operatori di applicare prezzi diversi a clienti in determinati territori, qualora siano tenuti a farlo a norma di leggi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

Per quanto riguarda le vendite di libri, compresa la relativa versione elettronica, il divieto di cui al paragrafo 1 lascia impregiudicate le normative specifiche riguardanti i prezzi nei rispettivi Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 5

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 5

Articolo 5

Non discriminazione per motivi legati al pagamento

Non discriminazione per motivi legati al pagamento

1.  Gli operatori non possono applicare condizioni diverse di pagamento per la vendita di beni e la prestazione di servizi per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento del cliente, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

1.  Un operatore non può applicare condizioni diverse per un'operazione di pagamento per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o l'ubicazione temporanea del consumatore, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

(a)  i pagamenti vengono effettuati tramite transazioni elettroniche mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta all'interno dello stesso marchio di pagamento;

(a)  tale operazione di pagamento viene effettuata tramite una transazione elettronica mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta all'interno dello stesso marchio di pagamento e della stessa categoria;

(b)  il beneficiario può richiedere l'autenticazione forte del cliente da parte del pagatore a norma della direttiva (UE) 2015/2366; nonché

(b)  i requisiti di autenticazione sono soddisfatti a norma della direttiva (UE) 2015/2366; nonché

(c)  i pagamenti sono effettuati in una valuta accettata dal beneficiario.

(c)  l'operazione di pagamento è effettuata in una valuta accettata dall'operatore.

 

1 bis.  Ove giustificato da motivi oggettivi, il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude all'operatore il diritto di trattenere i beni o il servizio in questione finché non avrà ricevuto la conferma del fatto che l'operazione di pagamento sia stata adeguatamente avviata.

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori la possibilità di addebitare spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 e per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012. Le spese addebitate non superano i costi sostenuti dall'operatore per l’utilizzo dello strumento di pagamento.

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude a un operatore di addebitare le spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 o per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012, a meno che lo Stato membro di stabilimento dell'operatore non abbia vietato o limitato l'addebito di tali spese a norma dell'articolo 62, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2015/2366. Le spese addebitate non superano i costi diretti sostenuti dall'operatore.

 

2 bis.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non esclude la possibilità che l'operatore possa richiedere, in caso di addebito diretto, il pagamento anticipato tramite bonifico SEPA prima che i beni siano spediti o il servizio sia fornito se non ha altri modi per garantire che l'acquirente adempia al suo obbligo di pagamento.

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 6 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli accordi che, per quanto riguarda le vendite passive, impongono agli operatori l'obbligo di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulli.

Le disposizioni degli accordi che, per quanto riguarda le vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010, impongono agli operatori l'obbligo di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulle e prive di validità.

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 7 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Esecuzione da parte delle autorità degli Stati membri

Esecuzione

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'applicazione del presente regolamento. Gli Stati membri garantiscono che l'organismo o gli organismi designati responsabili del rispetto del presente regolamento dispongano di mezzi adeguati ed efficaci .

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'adeguata ed efficace applicazione del presente regolamento. Fatti salvi gli altri meccanismi di informazione e cooperazione, i suddetti organismi sono responsabili di garantire la cooperazione transfrontaliera con gli organismi degli altri Stati membri mediante mezzi adeguati.

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri stabiliscono le norme in materia di sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie affinché esse siano attuate. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

2.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle misure applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e ne garantiscono l'attuazione. Le misure previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

Emendamento     60

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Le misure di cui al paragrafo 2 sono comunicate alla Commissione e pubblicate sul sito web di quest'ultima.

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Ogni Stato membro conferisce la responsabilità di fornire assistenza pratica ai consumatori a uno o più organismi in caso di controversia tra un consumatore e un operatore derivante dall'applicazione del presente regolamento. Ogni Stato membro designa uno o più organismi cui compete tale compito.

Ogni Stato membro designa uno o più organismi cui compete fornire assistenza pratica ai consumatori in caso di controversia tra un consumatore e un operatore derivante dall'applicazione del presente regolamento.

Motivazione

Allineamento della struttura all'articolo 7, paragrafo 1.

Emendamento    62

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli organismi di cui al paragrafo 1 devono fornire ai consumatori un modello uniforme di modulo per presentare reclami agli organismi di cui al paragrafo 1 e all’articolo 7, paragrafo 1. La Commissione assiste gli organismi nell’elaborazione di tale modello.

soppresso

Motivazione

Regolamentazione superflua in quanto il modello di modulo potrebbe comprendere diverse violazioni come stabilito nel presente regolamento e riguardare due organismi differenti.

Emendamento    63

Proposta di regolamento

Articolo 9

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 9

Articolo 9

Clausola di revisione

Clausola di revisione

1.  Entro il [data: due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione riferisce sulla valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, ove necessario, è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento, alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici.

1.  Entro il [data: tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione riferisce sulla valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, ove necessario, è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento, alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici.

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il divieto di discriminazione di cui all’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), vada applicato anche ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l’uso di opere tutelate dal diritto d’autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di valutare l'impatto complessivo del presente regolamento sul mercato interno e sul commercio elettronico transfrontaliero. In particolare, la prima valutazione dettagliata stabilisce se il campo d'applicazione del presente regolamento deve essere ampliato per disciplinare ulteriori settori quali quelli dei servizi audiovisivi, finanziari, di trasporto, delle comunicazioni elettroniche o sanitari, tenendo debitamente conto delle particolarità di ciascun settore.

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Nell’allegato del regolamento (CE) n. 2006/2004 è aggiunto il seguente punto [numero]: “[numero] [titolo completo del presente regolamento] (GU L XX, XX.XX.anno, pag. X), solo nel caso in cui il cliente è un consumatore ai sensi dell’articolo 2, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. XXXX/anno”.

1.  Nell’allegato del regolamento (CE) n. 2006/2004 è aggiunto il seguente punto [numero]: “[numero] [titolo completo del presente regolamento] (GU L XX, XX.XX.anno, pag. X).

Emendamento    65

Proposta di regolamento

Articolo 11 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

L’articolo 4, paragrafo 1, lettera b), si applica tuttavia a decorrere dal 1° luglio 2018.

soppresso

(1)

Non ancora pubblicato nella Gazzetta ufficiale.


MOTIVAZIONE

I. Introduzione

Nel quadro del suo pacchetto in materia di commercio elettronico, il 25 maggio 2016 la Commissione europea ha presentato una proposta di regolamento recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento. Scopo del regolamento è garantire che i clienti dispongano delle stesse condizioni di accesso a beni e servizi rispetto ai consumatori locali. Il regolamento si basa sulle disposizioni della direttiva sui servizi (articolo 20), la quale già stabilisce il principio di non discriminazione, ma si è dimostrata di difficile applicazione pratica a causa dell'incertezza giuridica in merito a quali pratiche siano ritenute giustificate.

Il regolamento intende garantire maggiore certezza giuridica e applicabilità, definendo situazioni specifiche in cui la discriminazione basata sulla nazionalità o sulla residenza non può essere giustificata. Inoltre, la proposta di regolamento vieta il blocco dell'accesso ai siti web e l'utilizzo del reindirizzamento automatico senza il previo assenso del cliente. La proposta di regolamento prevede altresì disposizioni in materia di non discriminazione nell'ambito dei mezzi di pagamento accettati.

Il regolamento rientra nella strategia generale volta a incentivare il commercio elettronico transfrontaliero, elemento fondamentale per la crescita, assicurando un miglior accesso a beni e servizi, rafforzando la fiducia e offrendo maggiore certezza giuridica, nonché riducendo gli oneri amministrativi.

II. Posizione del relatore

Il relatore condivide l'obiettivo generale della proposta della Commissione, nello specifico la realizzazione del pieno potenziale del mercato interno in quanto area senza frontiere interne in cui è garantita la libera circolazione di beni e servizi. Il mercato interno è lungi dall'essere una realtà. Il commercio elettronico è un elemento determinante per la crescita, con tassi medi di crescita annua nell'UE superiori al 13 %. Tuttavia, solo il 15 % dei consumatori acquista online da un altro paese dell'UE e l'8 % degli operatori effettua vendite transfrontaliere (rispetto al 24 % di coloro che effettuano vendite interne). Operatori e consumatori affrontano continui ostacoli. Nell'ambiente online, questi ostacoli divengono subito evidenti; i consumatori, per esempio, non comprendono il motivo per cui debba essere loro vietato l'accesso a taluni siti web o non debbano poter acquistare determinati beni in altri Stati membri o debbano pagare un prezzo diverso unicamente a seconda della loro nazionalità o della residenza.

Allo stesso tempo, sussistono motivazioni chiaramente giustificate in merito a tale disparità di trattamento da parte degli operatori, tra cui per esempio il fatto che l'operatore non dispone dei necessari diritti di proprietà intellettuale in un determinato territorio. Oppure gli operatori possono valutare l'applicazione di condizioni di accesso diverse a causa, per esempio, dei costi aggiuntivi sostenuti per la distanza o le caratteristiche tecniche della prestazione del servizio o delle diverse condizioni di mercato.

La proposta della Commissione rappresenta un passo positivo nella giusta direzione. Garantisce maggiore chiarezza definendo situazioni specifiche in cui la discriminazione basata sulla nazionalità o sulla residenza non può mai considerarsi giustificata. Fa altresì chiarezza sul tipo di azioni ritenute inaccettabili, quali il divieto di bloccare l'accesso e le disposizioni in materia di non discriminazione nell'ambito dei mezzi di pagamento accettati. Tuttavia, la proposta della Commissione non chiarisce elementi importanti.

1.  Certezza giuridica per consumatori e operatori

Il relatore ritiene che uno dei motivi alla base dell'esitazione degli operatori nello stabilire rapporti commerciali con consumatori di altri Stati membri sia l'incertezza giuridica e i rischi associati per quanto concerne le leggi applicabili in materia di protezione dei consumatori, ambiente ed etichettatura. Tale questione non viene affrontata nella proposta della Commissione, che lascia una notevole incertezza sia per gli operatori sia per i consumatori.

In risposta a questo problema, il relatore propone un nuovo articolo 8 bis sulla legge applicabile e foro competente. L'articolo è inteso a chiarire che, nei casi in cui un operatore specifica chiaramente la propria intenzione di vendere a consumatori provenienti da uno o più Stati membri e in cui un consumatore di un altro Stato membro intende stipulare un contratto con detto operatore in base ai diritti concessi a norma dell'articolo 4 del presente regolamento, l'operatore adotterà per il consumatore lo stesso trattamento riservato ai consumatori locali. In altre parole, l'operatore sarà in grado di applicare i requisiti in materia di protezione dei consumatori, ambiente, etichettatura e sicurezza dei prodotti del proprio Stato membro. Analogamente, l'organo giurisdizionale competente dovrà essere quello dello Stato membro dell'operatore.

2.  Campo d'applicazione

Nell'interesse della proporzionalità, il relatore propone di limitare il campo di applicazione del regolamento esclusivamente ai consumatori, con un'importante eccezione, ovvero nel caso di contratti con duplice scopo e limitata attenzione al commercio, il soggetto dovrebbe altresì essere considerato un consumatore.

Il relatore può accettare in questa fase che l'ambito di applicazione del regolamento sia allineato per quanto possibile a quello della direttiva sui servizi, al fine di garantire la coerenza; in altre parole i servizi di interesse generale non economici, i servizi di trasporto, i servizi audiovisivi, i giochi d'azzardo, i servizi sanitari e alcuni servizi sono esclusi dal campo di applicazione del regolamento. Tuttavia, il relatore ritiene necessaria una valutazione nel quadro del primo riesame del regolamento.

Il relatore, tuttavia, non concorda con la Commissione sulla questione relativa al trattamento dei servizi prestati tramite mezzi elettronici per fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti. Ritiene che vi siano numerosi episodi di discriminazione in relazione ai servizi prestati tramite mezzi elettronici quali e-book, e-music, giochi o software. Propone pertanto di includerli nel campo di applicazione dell'articolo 4, a condizione che l'operatore abbia i necessari diritti per i territori interessati.

3.  Precisazioni ulteriori

Inoltre, il relatore propone varie precisazioni al progetto della Commissione, tra cui quelle indicate di seguito.

  Una precisazione relativa al fatto che il divieto di non discriminazione riguarda non solo la nazionalità e il luogo di residenza, ma anche l'ubicazione temporanea.

  Una precisazione che esclude le situazioni puramente interne senza elementi transfrontalieri (articolo 1 bis).

  Una semplificazione per quanto concerne l'accesso alle interfacce online di cui all'articolo 3. Il relatore ritiene che la disposizione relativa al consenso esplicito suggerita dalla Commissione sia troppo onerosa sia per le imprese sia per i consumatori e ritiene sufficiente imporre un obbligo di informazione sul reindirizzamento, nonché sul pieno accesso all'interfaccia originale. Il relatore chiarisce che le giustificazioni vengono date nella lingua dell'interfaccia online. Ritiene altresì che l'accesso alle interfacce online non debba essere limitato esclusivamente dagli operatori, ma anche dai mercati online.

  Una precisazione all'articolo 4 indica che gli operatori possono ancora applicare condizioni generali di accesso diverse tra Stati membri o all'interno di uno Stato membro, offerte ai consumatori su un territorio specifico o a un gruppo specifico di consumatori, purché non siano definite sulla base della nazionalità, della residenza o dell'ubicazione temporanea. In altre parole, un operatore sarà ancora in grado di offrire prezzi diversi su portali online diversi, purché un consumatore che utilizza un determinato negozio online da un altro Stato membro sia in grado di acquistare il prodotto alle stesse condizioni del consumatore locale.

  Una precisazione all'articolo 5 sui metodi di pagamento intesa a evitare un aumento dei rischi di frode connessa a determinati di metodi di pagamento chiarisce che l'operatore ha il diritto di trattenere un bene o servizio fino alla ricezione della conferma dell'avvenuta operazione di pagamento.


PARERE della commissione giuridica(*) (4.4.2017)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

(COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD))

Relatore per parere: Lidia Joanna Geringer de Oedenberg

BREVE MOTIVAZIONE

Il relatore valuta positivamente la proposta della Commissione, ma ritiene che non sia sufficiente per l'eliminazione dei blocchi geografici. La fornitura mediante mezzi elettronici di opere o servizi non audiovisivi tutelati dal diritto d'autore, tra cui e-book, software, giochi per computer e musica, dovrebbe essere inclusa nel campo di applicazione del regolamento a partire dalla data di entrata in vigore e, in occasione della prima revisione dopo due anni di applicazione, occorre valutare se anche le opere audiovisive debbano essere incluse nel campo di applicazione. Una condizione preliminare per tale inclusione consisterebbe tuttavia nel requisito che l'operatore disponga di una licenza di diritti d'autore per tali opere, oppure sia titolare di diritti in tutti i territori interessati. È inoltre necessario garantire la chiarezza giuridica per quanto riguarda il significato di "dirigere un'attività", in particolare nei casi in cui un operatore economico si proponga di raggiungere un determinato Stato membro e la scelta della normativa applicabile porti all'applicazione della legge dello Stato membro del consumatore. Non dovrebbe esservi alcun dubbio in merito a quale sia la normativa da applicare in tali situazioni. Tuttavia, è parimenti essenziale impedire agli operatori di discriminare in altri casi e obbligarli a vendere ai consumatori e agli altri operatori a prescindere dal paese di origine o di residenza del consumatore. La legge applicabile a tali operazioni "non dirette" dovrebbe pertanto essere quella dello Stato membro del venditore, non da ultimo al fine di rendere la vita più facile alle piccole e medie imprese, per le quali l'onere di garantire risorse per scambi commerciali efficaci con consumatori soggetti a diversi ordinamenti giuridici sarebbe sproporzionato. È fondamentale, infine, che il regolamento inizi ad applicarsi quanto prima.

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Titolo

 

Testo della Commissione

Emendamento

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei consumatori basate sul paese di origine, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

Motivazione

Il termine "nazionalità" è da sostituire con "paese di origine o di residenza" in tutto il testo.

Emendamento     2

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene talvolta tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni puramente commerciali.

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio in cui gran parte degli ostacoli al commercio è stata eliminata e in cui la libera circolazione, tra l'altro, di persone, beni e servizi sia garantita, e al fine di raggiungere gli obiettivi fissati nella strategia per il mercato unico digitale, non è sufficiente eliminare solo gli oneri amministrativi, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da taluni privati che introducano ostacoli incompatibili con i principi e le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro, in situazioni eccezionali, bloccano o limitano ingiustamente l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di consumatori di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso restrittive ai propri beni e servizi ai consumatori di altri Stati membri, sia online che offline. Tale prassi pregiudica lo scopo fondamentale del mercato interno, riduce le opzioni dei consumatori e il livello di concorrenza.

Emendamento     3

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno e di promuovere il potenziale di crescita di un mercato interno realmente integrato. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

Emendamento     4

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base del loro paese di origine o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sul paese di origine o il luogo di residenza possono verificarsi in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva ma che è necessario affrontare.

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17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

Emendamento     5

Proposta di regolamento

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Sebbene il presente regolamento riguardi specificamente i blocchi geografici, è opportuno prestare particolare attenzione al rafforzamento della fiducia dei consumatori nel commercio elettronico, garantendo una maggiore scelta e l'accesso a beni e servizi a prezzi più bassi.

Emendamento     6

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie.

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno e il rispetto della libera circolazione delle persone, dei beni e dei servizi senza discriminazioni in base al paese di origine o del luogo di residenza, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie. Tali misure dovrebbero mantenere un equilibrio tra la protezione dei consumatori e la libertà economica e contrattuale degli operatori.

Emendamento     7

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e clienti relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di contrastare la discriminazione diretta e indiretta, comprese quindi le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti. Tali altri criteri possono venire applicati , in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei clienti, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del cliente è stato emesso.

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sul luogo di origine o il luogo di residenza, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e consumatori relative alla vendita di beni e alla fornitura di beni e servizi immateriali all'interno dell'Unione. Si prefigge di prevenire la discriminazione diretta e indiretta. Per discriminazione indiretta si dovrebbe intendere l'applicazione di criteri di differenziazione diversi dal paese di origine o dal luogo di residenza dei consumatori, che, in termini deterministici o statistici, producono lo stesso risultato dell'applicazione diretta di tali criteri. Il presente regolamento si prefigge inoltre di disciplinare le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sul paese di origine, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei consumatori. Tali altri criteri possono venire applicati, in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei consumatori, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del consumatore è stato emesso. Il presente regolamento dovrebbe pertanto vietare il blocco ingiustificato dell'accesso ai siti web e ad altre imprese online, il reindirizzamento dei consumatori dalla versione di un paese a quella di un altro, la discriminazione dei consumatori in casi specifici di vendita di beni e servizi e l'elusione di tale divieto di discriminazione attraverso accordi sulle vendite passive.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Considerando che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda l'ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, fatta salva tuttavia l'esclusione specifica prevista all'articolo 4 e la successiva valutazione di tale esclusione, di cui all'articolo 9. I servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi e che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, devono pertanto essere esclusi anch'essi, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti.

(6)  Considerando che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda l'ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche alle opere non audiovisive tutelate dal diritto d'autore nonché ai servizi e ai beni immateriali forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti rispetto ai quali l'operatore possiede i diritti o ha acquisito la licenza di utilizzo di tali contenuti per tutti i territori interessati. Le opere audiovisive, ivi comprese le opere cinematografiche, e i servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi e che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento in attesa di un riesame completo della normativa. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, dovrebbe pertanto essere escluso anch'esso. Tuttavia, la Commissione dovrebbe esaminare la possibilità di includere i predetti elementi nel campo di applicazione del regolamento, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti

Emendamento     9

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La discriminazione può interessare anche i servizi nel settore dei trasporti, in particolare per quanto riguarda le vendite di biglietti per il trasporto di passeggeri. Tuttavia, a tale proposito il regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio18, il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio19 e il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio20 contengono già ampi divieti di discriminazione riguardanti tutte le pratiche discriminatorie cui il presente regolamento intende porre rimedio. Inoltre, si prevede che il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio21 venga modificato in tal senso nel prossimo futuro. Pertanto, e al fine di garantire la coerenza con il campo di applicazione della direttiva 2006/123/CE, i servizi nel settore dei trasporti dovrebbero rimanere al di fuori del campo di applicazione del presente regolamento.

(7)  La discriminazione interessa i servizi nel settore dei trasporti, in particolare per quanto riguarda le vendite di biglietti per il trasporto di passeggeri, anche se il regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio18, il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio19 e il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio20 contengono già ampi divieti di discriminazione. Inoltre, si prevede che il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio21 venga modificato in tal senso nel prossimo futuro. Pertanto, dopo la revisione del presente regolamento, i servizi nel settore dei trasporti dovrebbero essere inclusi nel suo campo di applicazione oppure il divieto di discriminazione per tutte le pratiche discriminatorie dovrebbe essere efficacemente applicato attraverso una normativa dell'Unione specifica per tale settore.

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18 Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità (GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3).

18 Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità (GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3).

19 Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).

19 Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).

20 Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).

20 Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).

21 Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).

21 Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).

Emendamento     10

Proposta di regolamento

Considerando 7 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(7 bis)  Il presente regolamento dovrebbe disciplinare anche la vendita di pacchetti di servizi. Tuttavia, un operatore non dovrebbe essere obbligato a vendere i pacchetti di servizi laddove non possieda il diritto di fornire parte di uno o più servizi inclusi in detto pacchetto.

Emendamento     11

Proposta di regolamento

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  A norma del regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio22, la scelta della legge applicabile ai contratti stipulati tra un consumatore e un professionista che eserciti le sue attività commerciali o professionali nel paese in cui il consumatore ha la residenza abituale o diriga, in qualche modo le sue attività verso tale paese o verso una pluralità di paesi comprendenti tale paese, non può avere il risultato di privare il consumatore della protezione assicuratagli dalle disposizioni alle quali non è permesso derogare convenzionalmente ai sensi della legge del paese in cui il consumatore ha la residenza abituale. A norma del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio23, nelle questioni connesse a un contratto tra un consumatore e un professionista le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, il consumatore può proporre un'azione contro l'altra parte del contratto davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato in cui è domiciliato e l'azione dell'altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore.

(9)  Il presente regolamento lascia impregiudicato il regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio22, in base al quale, nei casi in cui un professionista che eserciti le sue attività commerciali o professionali o diriga attivamente, in qualche modo, ovvero dichiari le sue attività verso un paese o verso una pluralità di paesi in cui il consumatore ha la residenza abituale, la scelta della legge applicabile ai contratti stipulati tra un consumatore e un professionista non può avere il risultato di privare il consumatore della protezione assicuratagli dalle disposizioni alle quali non è permesso derogare convenzionalmente ai sensi della legge del paese in cui il consumatore ha la residenza abituale. A norma del regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio23, nelle questioni connesse a un contratto tra un consumatore e un professionista le cui attività commerciali o professionali si svolgono nello Stato membro in cui è domiciliato il consumatore o sono dirette, con qualsiasi mezzo, verso tale Stato membro o verso una pluralità di Stati che comprende tale Stato membro, il consumatore può proporre un'azione contro l'altra parte del contratto davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato in cui è domiciliato e l'azione dell'altra parte del contratto contro il consumatore può essere proposta solo davanti alle autorità giurisdizionali dello Stato membro nel cui territorio è domiciliato il consumatore.

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22 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

22 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

23 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

23 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

Emendamento     12

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sugli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare sulle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/201225 del Parlamento europeo e del Consiglio, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. In particolare, il semplice fatto che un operatore economico agisca in conformità alle disposizioni del presente regolamento non implica che egli diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore ai fini di tale applicazione.

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare il diritto dell'Unione riguardante la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare le disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e la competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/201225 del Parlamento europeo e del Consiglio, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. In particolare, serve chiarezza giuridica riguardo al significato di "dirigere un'attività" e il semplice fatto che un operatore economico agisca in conformità alle disposizioni del presente regolamento non implica che egli diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1215/2012, in conformità con la pertinente giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea. Il semplice fatto che un operatore economico non blocchi/limiti l'accesso alla sua interfaccia online ai consumatori di un altro Stato membro o non applichi condizioni generali di accesso diverse nei casi previsti dal presente regolamento ovvero non applichi condizioni diverse per le operazioni di pagamento nel quadro del piano di pagamento non dovrebbe essere inteso come un'indicazione del fatto che le attività dell'operatore sono dirette verso lo Stato membro del consumatore. L'intenzione di dirigere un'attività verso lo Stato membro del consumatore non può essere considerata espressa solo laddove l'operatore economico rispetti gli obblighi giuridici di cui al presente regolamento. Se un operatore economico dirige le sue attività verso lo Stato membro del consumatore, anche quando tali intenzioni commerciali non vengono esplicitamente menzionate dalla sua interfaccia online, i consumatori non dovrebbero tuttavia perdere i benefici derivanti dal regolamento (CE) n. 593/2008 e dal regolamento (UE) n. 1215/2012, i quali dovrebbero continuare a essere applicati ai fini della certezza giuridica.

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24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 10 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Per quanto riguarda, tuttavia, le situazioni in cui un operatore economico fornisce l'accesso ai consumatori alla propria interfaccia online, senza applicare condizioni generali di accesso diverse per la vendita di beni o la fornitura di servizi, e in cui l'accettazione degli strumenti di pagamento emessi in un altro Stato membro non sono diretti verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale, la legge applicabile dovrebbe essere quella del venditore.

Emendamento     14

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il consumatore. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i consumatori non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

Emendamento     15

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentire ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza.

soppresso

Emendamento     16

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Le conseguenze per i clienti e per il mercato interno del trattamento discriminatorio in relazione alle transazioni commerciali relative alla vendita di beni o alla fornitura di servizi nell'Unione sono le stesse, indipendentemente dal fatto che l'operatore sia stabilito in uno Stato membro o in un paese terzo. Di conseguenza, e al fine di garantire che gli operatori concorrenti siano soggetti agli stessi obblighi al riguardo, le disposizioni di cui al presente regolamento dovrebbe applicarsi in ugual misura a tutti gli operatori che svolgono attività nell'Unione.

(13)  Le conseguenze per i consumatori e per il mercato interno del trattamento discriminatorio in relazione alle transazioni commerciali relative alla vendita di beni o alla fornitura di servizi nell'Unione sono le stesse, indipendentemente dal fatto che l'operatore sia stabilito in uno Stato membro o in un paese terzo. Di conseguenza, e al fine di garantire che gli operatori concorrenti siano soggetti agli stessi obblighi al riguardo, le disposizioni di cui al presente regolamento dovrebbe applicarsi in ugual misura a tutti gli operatori che svolgono attività nell'Unione.

Emendamento     17

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per aumentare le possibilità per i clienti di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori non devono impedire ai clienti attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o di stabilimento. Tali misure tecnologiche possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del cliente, compresa la tracciabilità attraverso l'indirizzo IP, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i clienti.

(14)  Per aumentare le possibilità per i consumatori di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori non devono impedire ai consumatori attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base al paese di origine oppure al luogo di residenza. L'accesso da parte dei consumatori alle interfacce online sotto forma di applicazione mobile non dovrebbe essere bloccato in alcun modo se i consumatori preferiscono accedere all'interfaccia online da loro scelta attraverso tali mezzi e se l'operatore offre questa opzione in uno Stato membro. Le misure tecnologiche che impediscono tale accesso possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del consumatore, compreso l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i consumatori.

Emendamento     18

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a clienti provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un cliente da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili al cliente in ogni momento.

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a consumatori provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un consumatore da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili al consumatore in ogni momento.

Emendamento     19

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del cliente ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei clienti a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati clienti o a clienti in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò è necessario per tali ragioni.

(16)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del consumatore ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati al paese di origine o al luogo di residenza del consumatore potrebbero essere giustificati solo qualora risultino necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione di uno Stato membro in conformità con il diritto dell'Unione che l'operatore deve rispettare quando svolge attività commerciali nello Stato membro interessato. Tali leggi potrebbero limitare l'accesso dei consumatori a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in un determinato Stato membro. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati consumatori o a consumatori in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò può essere necessario per tali ragioni. A tale proposito, il consumatore dovrebbe essere informato su un'interfaccia online circa lo scopo del blocco, della limitazione o del reindirizzamento verso una versione alternativa di un'interfaccia online.

Emendamento     20

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei clienti attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni o prestare servizi, per motivi connessi con la nazionalità o il luogo di residenza o di stabilimento dei clienti non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i clienti dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti a prescindere dalla loro nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento. Ove necessario, gli operatori dovrebbero pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione qualora la mancata adozione di tali misure impedisse ai clienti interessati tale accesso pieno e paritario. Tuttavia, il divieto applicabile in tali situazioni non comporta che gli operatori commerciali non possano dirigere le loro attività verso Stati membri diversi o determinati gruppi di clienti ricorrendo a offerte mirate e termini e condizioni diversi, anche predisponendo interfacce online specifiche per paese.

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei consumatori attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni, accettare determinate operazioni finanziarie ufficialmente dichiarate da un operatore o prestare servizi, per motivi connessi con il paese di origine o il luogo di residenza dei consumatori non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i consumatori dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti a prescindere dal loro paese di origine o luogo di residenza. Ove necessario, gli operatori dovrebbero pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione qualora la mancata adozione di tali misure impedisse ai consumatori interessati tale accesso pieno e paritario.

Emendamento     21

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna. In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del consumatore. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi consumatori residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un consumatore straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna. In questo caso, l'operatore non ha alcun obbligo di coprire eventuali costi aggiuntivi della consegna transfrontaliera. Inoltre, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del consumatore, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 19

 

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  La seconda situazione riguarda la fornitura di servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, come servizi di cloud computing, archiviazione dei dati, hosting di siti web e installazione di firewall. In questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio.

(19)  La seconda situazione riguarda la fornitura di servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi audiovisivi che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, come servizi di social networking, cloud computing, archiviazione dei dati, hosting di siti web e installazione di firewall. In questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 19 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(19 bis)  Qualora un operatore fornisca per via elettronica opere o servizi non audiovisivi tutelati dal diritto d'autore che non rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2010/13/UE, tra cui e-book, software, giochi per computer e musica, e per i quali tale operatore possieda i diritti o abbia acquisito la licenza di utilizzo di tali contenuti per tutti i territori interessati, dovrebbe essere parimenti impedito all'operatore di effettuare discriminazioni sulla base del paese di origine o del luogo di residenza del consumatore.

Emendamento     24

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi a tali criteri non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il cliente li riceva nella sede dell'operatore o in un luogo scelto da questi e diverso dallo Stato membro di cui il cliente è cittadino o in cui ha il suo luogo di residenza o di stabilimento. Tali situazioni riguardano, a seconda dei casi, la prestazione di servizi quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro né a effettuare la consegna transfrontaliera dei beni.

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi a tali criteri non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il consumatore li riceva nella sede dell'operatore o in un luogo scelto da questi e diverso dallo Stato membro di cui il consumatore è cittadino o in cui ha il suo luogo di residenza. Tali situazioni riguardano, a seconda dei casi, la prestazione di servizi quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro né a effettuare la consegna transfrontaliera dei beni.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono dirette, o se il cliente non è un consumatore, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile. Se, al contrario, esercita o dirige le sue attività verso lo Stato membro del consumatore l'operatore ha manifestato la sua intenzione di stabilire rapporti commerciali con i consumatori di tale Stato membro e ha quindi potuto tener conto dei costi connessi.

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono attivamente dirette, o se il consumatore non è un consumatore, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile. Se, al contrario, esercita o dirige le sue attività verso lo Stato membro del consumatore, tra l'altro mediante l'uso della lingua – eventualmente, a seconda della lingua, in combinazione con altri criteri – o tramite il riferimento a una moneta oppure grazie a una posizione dominante nei risultati dei motori di ricerca locali, manifestando la sua intenzione di stabilire rapporti commerciali con i consumatori di tale Stato membro, l'operatore dovrebbe essere in grado di tener conto dei costi connessi. Il divieto di discriminazione a norma del presente regolamento non va tuttavia inteso né come obbligo di consegna transfrontaliera dei beni in un altro Stato membro nel quale l'operatore non avrebbe altrimenti offerto tale possibilità di consegna ai propri consumatori, né come obbligo di consentire la restituzione dei beni in un altro Stato membro, o di sostenere i relativi costi aggiuntivi, laddove l'operatore non sia altrimenti soggetto a tale obbligo.

Emendamento     26

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio27 non sono tenuti al pagamento dell'IVA. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che rappresenterebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE del Consiglio27 non sono tenuti al pagamento dell'IVA. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati al paese di residenza o al luogo di residenza del consumatore, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che rappresenterebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

_________________

_________________

27 Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

27 Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

Emendamento     27

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  In ognuna di queste situazioni, agli operatori, in alcuni casi, può essere impedito di vendere beni o prestare servizi a determinati clienti o a clienti in determinati territori, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, in virtù di uno specifico divieto o di un requisito stabilito dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione. Le legislazioni degli Stati membri possono inoltre richiedere, conformemente al diritto dell'Unione, agli operatori di rispettare determinate norme per la fissazione del prezzo dei libri. Agli operatori non dovrebbe essere impedito di osservare tali leggi, ove necessario.

(23)  In queste situazioni, agli operatori, in alcuni casi, può essere impedito di vendere beni o prestare servizi a determinati consumatori o a consumatori in determinati territori, in virtù di uno specifico divieto o di un requisito stabilito dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione. Le legislazioni degli Stati membri possono inoltre richiedere, conformemente al diritto dell'Unione, agli operatori di rispettare determinate norme per la fissazione del prezzo dei libri. Inoltre, le leggi degli Stati membri possono stabilire che i servizi prestati e le pubblicazioni fornite mediante mezzi elettronici debbano poter beneficiare dello stesso trattamento preferenziale in termini di aliquota IVA delle pubblicazioni su qualsiasi tipo di supporto fisico, in linea con la direttiva del Consiglio che modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le aliquote dell'imposta sul valore aggiunto applicate a libri, giornali e periodici. Agli operatori non dovrebbe essere impedito di osservare tali leggi, ove necessario e nella misura in cui siano rispettati i principi e la normativa dell'Unione nonché i diritti fondamentali sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento     28

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull'applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l'obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione29 a determinati clienti o a clienti in determinati territori, sono generalmente considerate restrittive della concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE Anche quando non sono contemplati dall'articolo 101 del TFUE, nel contesto dell'applicazione del presente regolamento, essi pregiudicano il corretto funzionamento del mercato interno e possono essere utilizzati per eludere le disposizioni del presente regolamento. Le disposizioni di tali accordi e di accordi di altro tipo in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all'accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull'applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l'obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione29 a determinati consumatori o a consumatori in determinati territori, sono generalmente considerate restrittive della concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE. Anche quando non sono contemplati dall'articolo 101 del TFUE, nel contesto dell'applicazione del presente regolamento, essi pregiudicano il corretto funzionamento del mercato interno e possono essere utilizzati per eludere le disposizioni del presente regolamento. Le disposizioni di tali accordi e di accordi di altro tipo in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all'accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

_________________

_________________

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all'applicazione dell'articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all'applicazione dell'articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

Emendamento     29

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Gli Stati membri dovrebbero designare uno o più organismi incaricati di adottare misure efficaci per monitorare e garantire il rispetto delle disposizioni del presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire l'imposizione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive agli operatori in caso di violazione del presente regolamento.

(27)  Gli Stati membri dovrebbero designare uno o più organismi responsabili dotati dei poteri necessari per adottare misure efficaci per monitorare e garantire il rispetto delle disposizioni del presente regolamento. Gli Stati membri dovrebbero inoltre garantire l'imposizione di sanzioni efficaci, proporzionate e dissuasive agli operatori in caso di violazione del presente regolamento.

Emendamento     30

Proposta di regolamento

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  I consumatori dovrebbero poter ricevere assistenza da parte delle autorità competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento, ad esempio attraverso l'uso di un modulo uniforme per i reclami.

(28)  I consumatori dovrebbero poter ricevere assistenza da parte degli organi competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento, ad esempio attraverso l'uso di un modulo uniforme per i reclami.

Emendamento     31

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrà concentrarsi in particolare sull'eventuale estensione del divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrà concentrarsi sull'esame delle situazioni in cui le differenze di trattamento non possono essere giustificate a norma della direttiva 2006/123/CE, in particolare sull'eventuale estensione dell'applicazione dell'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi prestati e ai beni immateriali forniti tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere e servizi audiovisivi tutelati dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, rispetto ai quali l'operatore possiede i diritti o ha acquisito la licenza di utilizzo di tali contenuti per tutti i territori interessati, in attesa di un riesame completo della normativa riguardante tali servizi, in vista di una possibile estensione del suo campo di applicazione ad altri casi nonché dell'andamento dei prezzi al consumo e del potere d'acquisto nel mercato unico a seguito del presente regolamento. Inoltre, dovrebbe tenere conto degli sviluppi giuridici e tecnologici negli Stati membri per quanto riguarda la riforma del diritto d'autore, il settore dei servizi audiovisivi e la portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online per gli abbonati che sono temporaneamente assenti dal loro Stato membro di residenza. Tale prima valutazione dovrebbe inoltre prendere in considerazione l'eventuale estensione del campo di applicazione del presente regolamento ai servizi finanziari, di trasporto o sanitari. I prestatori di servizi audiovisivi dovrebbero collaborare in futuro nell'ambito della valutazione per determinare se l'inclusione dei suddetti servizi nel campo di applicazione del presente regolamento potrebbe portare allo sviluppo di modelli aziendali più efficaci rispetto a quelli utilizzati attualmente.

Emendamento     32

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  Al fine di agevolare l'applicazione efficace delle norme stabilite nel presente regolamento, dovrebbe essere possibile ricorrere ai meccanismi per garantire la cooperazione transfrontaliera tra autorità competenti stabiliti dal regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio30 anche in relazione a tali norme. Tuttavia, poiché il regolamento (CE) n. 2006/2004 si applica solo riguardo alle norme sulla protezione degli interessi dei consumatori, tali misure dovrebbero essere adottabili solo nei casi in cui il cliente è un consumatore. È opportuno pertanto modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 2006/2004.

(30)  Al fine di agevolare l'applicazione efficace delle norme stabilite nel presente regolamento, dovrebbe essere possibile ricorrere ai meccanismi per garantire la cooperazione transfrontaliera tra autorità competenti stabiliti dal regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio30 anche in relazione a tali norme. Tuttavia, poiché il regolamento (CE) n. 2006/2004 si applica solo riguardo alle norme sulla protezione degli interessi dei consumatori, è opportuno modificare di conseguenza il regolamento (CE) n. 2006/2004.

_________________

_________________

30 Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori ("Regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori") (GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1).

30 Regolamento (CE) n. 2006/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 ottobre 2004, sulla cooperazione tra le autorità nazionali responsabili dell'esecuzione della normativa che tutela i consumatori ("Regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori") (GU L 364 del 9.12.2004, pag. 1).

Emendamento     33

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di contrastare efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai clienti di beneficiare pienamente di tali norme.

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di contrastare efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base al paese di origine o al luogo di residenza dei consumatori, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai consumatori di beneficiare pienamente di tali norme.

Emendamento     34

Proposta di regolamento

Considerando 34

Testo della Commissione

Emendamento

(34)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ovvero impedire la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti, compreso il blocco geografico, nelle transazioni con gli operatori all'interno dell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, a causa della natura transfrontaliera del problema e dell'insufficiente chiarezza del quadro giuridico vigente, ma, data la portata del problema e i suoi potenziali effetti sugli scambi nel mercato interno, può invece essere realizzato più efficacemente a livello dell'Unione, l'UE può adottare le misure necessarie in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(34)  Poiché l'obiettivo del presente regolamento, ovvero impedire la discriminazione diretta e indiretta in base al paese di origine o al luogo di residenza dei consumatori, compreso il blocco geografico, nelle transazioni con gli operatori all'interno dell'Unione, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri, a causa della natura transfrontaliera del problema e dell'insufficiente chiarezza del quadro giuridico vigente, ma, data la portata del problema e i suoi potenziali effetti sugli scambi nel mercato interno, può invece essere realizzato più efficacemente a livello dell'Unione, l'UE può adottare le misure necessarie in base al principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 5 del trattato sull'Unione europea. Il presente regolamento si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

Emendamento     35

Proposta di regolamento

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In particolare, il presente regolamento intende assicurare il pieno rispetto dei suoi articoli 16 e 17,

(35)  Il presente regolamento rispetta i diritti fondamentali e i principi sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In particolare, il presente regolamento intende assicurare il pieno rispetto dei suoi articoli 11, 16 e 17,

Emendamento     36

Proposta di regolamento

Articolo 1 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Obiettivo e campo d'applicazione

Oggetto e campo d'applicazione

Emendamento     37

Proposta di regolamento

Articolo 2 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento intende contribuire al buon funzionamento del mercato interno, evitando le discriminazioni fondate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti.

1.  La finalità del presente regolamento consiste nel contribuire al buon funzionamento del mercato interno e nel conseguire un elevato livello di tutela dei consumatori, evitando i blocchi geografici fondati, direttamente o indirettamente, sul paese di origine o il luogo di residenza dei consumatori. Il presente regolamento definisce le situazioni in cui l'applicazione di condizioni di accesso diverse non può essere giustificata dai criteri oggettivi di cui all'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE.

Ove le disposizioni del presente regolamento siano in conflitto con le disposizioni dell'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE, prevalgono le disposizioni del presente regolamento. L'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE continua a essere pienamente applicabile alle situazioni non disciplinate dal presente regolamento e che rientrano nel campo di applicazione della direttiva 2006/123/CE.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento;

(a)  l'operatore vende beni o presta servizi, tra cui opere e servizi non audiovisivi tutelati dal diritto d'autore, o intende farlo, in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza;

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, nello stesso Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento, ma il cliente è cittadino di un altro Stato membro;

(b)  l'operatore vende beni o presta servizi, tra cui opere e servizi non audiovisivi tutelati dal diritto d'autore, o intende farlo, nello stesso Stato membro in cui il consumatore ha la residenza, ma il consumatore è cittadino di un altro Stato membro;

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro in cui il cliente si trovi temporaneamente senza che vi risieda o vi abbia il suo luogo di stabilimento.

(c)  l'operatore vende beni e presta servizi, tra cui opere e servizi non audiovisivi tutelati dal diritto d'autore, o intende farlo, in uno Stato membro in cui il consumatore si trovi temporaneamente senza che vi risieda.

Emendamento     41

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012.

5.  Il presente regolamento lascia impregiudicati gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La semplice conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c), del regolamento (UE) n. 1215/2012. In particolare, laddove un operatore, conformemente agli articoli 3, 4 e 5, non blocchi o non limiti l'accesso dei consumatori alla propria interfaccia online, non li reindirizzi a una versione della propria interfaccia online diversa da quella cui il consumatore desiderava accedere inizialmente, indipendentemente dal suo paese di origine o luogo di residenza, e non applichi condizioni generali di accesso diverse nelle situazioni previste dal presente regolamento, non è possibile affermare, esclusivamente per i motivi summenzionati, che tale operatore stia dirigendo attivamente la sua attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio. Ciò non si applica tuttavia nel caso in cui sussistano ulteriori elementi, che vanno oltre la semplice conformità alle disposizioni obbligatorie, che indichino che l'operatore dirige le sue attività commerciali o professionali verso tale Stato membro.

Emendamento     42

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  "cliente": un consumatore o un'impresa che ha la cittadinanza di uno Stato membro o ha la propria residenza o luogo di stabilimento in uno Stato membro e che intende acquistare o acquista un bene o un servizio all'interno dell'Unione, a scopo diverso dalla rivendita;

soppresso

Emendamento     43

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita, che regolano l'accesso dei clienti ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il cliente;

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita, che regolano l'accesso dei consumatori ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il consumatore;

Emendamento     44

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie; l'acqua, il gas e l'energia elettrica sono considerati beni ai sensi del presente regolamento quando sono messi in vendita in volume limitato o in quantità determinata;

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie;

Emendamento     45

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web e applicazioni, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai clienti l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web e applicazioni, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai consumatori l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

Emendamento     46

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera h bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(h bis)  "blocchi geografici": restrizioni ingiustificate all'accesso a determinate interfacce online attraverso l'uso di misure tecnologiche o in altro modo per ragioni geografiche.

Emendamento     47

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli operatori non possono bloccare o limitare attraverso l'uso di misure tecnologiche o in altro modo l'accesso dei clienti alle loro interfacce online per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente.

1.  Gli operatori non possono bloccare o limitare attraverso l'uso di misure tecnologiche o in altro modo l'accesso dei consumatori alle loro interfacce online per motivi legati al paese di origine o al luogo di residenza del consumatore.

Emendamento     48

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli operatori non possono, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, reindirizzare i clienti ad una versione della loro interfaccia online diversa da quella cui il cliente desiderava accedere inizialmente per via della sua struttura, della lingua usata o di altre caratteristiche che la rendono specificamente destinata ai clienti con una particolare nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento, a meno che il cliente non abbia dato preventivamente il proprio consenso esplicito al reindirizzamento.

Gli operatori non possono, per motivi legati al paese di origine o al luogo di residenza del consumatore, reindirizzare i consumatori ad una versione della loro interfaccia online diversa da quella cui il consumatore desiderava accedere inizialmente per via della sua struttura, della lingua usata o di altre caratteristiche che la rendono specificamente destinata ai consumatori con un particolare paese di origine o luogo di residenza, a meno che il consumatore non abbia dato preventivamente il proprio consenso esplicito al reindirizzamento, alla versione a cui il consumatore desiderava accedere inizialmente.

Emendamento     49

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione originale dell'interfaccia online deve restare facilmente accessibile per il cliente in questione.

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del consumatore, la versione dell'interfaccia online cui il consumatore desiderava accedere inizialmente deve restare facilmente accessibile per il consumatore in questione.

Emendamento     50

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento di determinati clienti o di clienti in determinati territori sia necessario al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco o la limitazione dell'accesso dei clienti all'interfaccia online dell'operatore o il reindirizzamento di determinati consumatori o di consumatori in determinati territori sia necessario al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione cui l'attività dell'operatore è soggetta.

Emendamento     51

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei clienti a un'interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 4, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione. Tale giustificazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei consumatori a un'interfaccia online o reindirizza i consumatori a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 3, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione e spiegazione al consumatore. Tale giustificazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il consumatore desiderava accedere inizialmente.

Emendamento     52

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli operatori non applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente nelle seguenti situazioni:

1.  Gli operatori non applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati al paese di origine o al luogo di residenza del consumatore se:

Emendamento     53

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera nello Stato membro del cliente non viene effettuata da o per conto dell'operatore;

(a)  l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera nello Stato membro del consumatore non viene effettuata da o per conto dell'operatore ma che vengono ritirati presso un luogo concordato tra l'operatore e il consumatore in cui l'operatore svolge la propria attività;

Emendamento     54

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel vendere sotto forma non materiale o nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

(b bis)  l'operatore fornisce opere o servizi non audiovisivi tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti rispetto ai quali l'operatore possiede i diritti o ha acquisito la licenza di utilizzo di tali contenuti per tutti i territori interessati;

Emendamento     56

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al cliente nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il cliente ha la cittadinanza o in cui ha la residenza o il luogo di stabilimento.

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al consumatore nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il consumatore ha la cittadinanza o in cui ha la residenza.

Emendamento     57

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori la possibilità di applicare condizioni generali di accesso, compresi i prezzi di vendita, diverse da uno Stato membro all'altro od offerte ai consumatori di un determinato territorio o a gruppi specifici di consumatori.

Emendamento     58

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Gli operatori hanno la facoltà di non effettuare la consegna transfrontaliera dei beni o la fornitura transfrontaliera dei servizi se la consegna o la fornitura comportano costi aggiuntivi e/o richiedono ulteriori azioni da parte dell'operatore.

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 3 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Il divieto di cui al paragrafo 1 non si applica quando una disposizione specifica prevista dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione impedisce all'operatore di vendere beni o fornire servizi a determinati clienti o a clienti in determinati territori.

Il divieto di cui al paragrafo 1 si applica nel rispetto delle disposizioni specifiche previste dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione impedendo all'operatore di vendere beni o fornire servizi a determinati consumatori o a consumatori in determinati territori.

Emendamento     60

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Per quanto riguarda le vendite di libri, il divieto di cui al paragrafo 1 non impedisce agli operatori di applicare prezzi diversi a clienti in determinati territori, qualora siano tenuti a farlo a norma di leggi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

Per quanto riguarda le vendite di libri, il divieto di cui al paragrafo 1 lascia impregiudicate la normativa specifica riguardante i prezzi negli Stati membri, in conformità al diritto dell'Unione.

Emendamento     61

Proposta di regolamento

Articolo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 4 bis

 

Il presente regolamento non incide sulle norme applicabili in materia di diritto d'autore e diritti connessi.

Motivazione

L'accesso a opere protette dal diritto d'autore o ad altri materiali protetti e l'uso di tali opere o materiali dovrebbero continuare a esulare dall'ambito di applicazione del presente regolamento. In tal modo si evitano sovrapposizioni con altri elementi della legislazione dell'UE.

Emendamento     62

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli operatori non possono applicare condizioni diverse di pagamento per la vendita di beni e la prestazione di servizi per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento del cliente, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

1.  Gli operatori non possono applicare condizioni diverse di pagamento per la vendita di beni e la prestazione di servizi per motivi connessi con il luogo di origine o il luogo di residenza del consumatore, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

Emendamento     63

Proposta di regolamento

Articolo 6 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli accordi che, per quanto riguarda le vendite passive, impongono agli operatori l'obbligo di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulli.

Le disposizioni che, per quanto riguarda le vendite passive, impongono agli operatori l'obbligo, ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010, di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulle e prive di effetti.

Emendamento     64

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri stabiliscono le norme in materia di sanzioni applicabili in caso di violazione delle disposizioni del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie affinché esse siano attuate. Le sanzioni previste devono essere efficaci, proporzionate e dissuasive.

2.  Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di violazione del presente regolamento e adottano tutte le misure necessarie per assicurarne l'applicazione. Le sanzioni previste devono essere effettive, proporzionate e dissuasive.

Emendamento     65

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Le sanzioni di cui al paragrafo 2 dovrebbero essere comunicate alla Commissione e pubblicate sul sito web di quest'ultima.

Emendamento     66

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Entro il [data: due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione riferisce sulla valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, ove necessario, è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento, alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici.

1.  Entro il [data: due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], successivamente secondo necessità e almeno ogni quattro anni, la Commissione valuta l'applicazione del presente regolamento alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici e presenta una relazione in merito al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, se del caso, è accompagnata da una proposta legislativa intesa a rivedere il presente regolamento.

 

La relazione di cui al paragrafo 1 include una valutazione sull'eventuale ampliamento del campo di applicazione del presente regolamento, in particolare sull'estensione del divieto di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi forniti tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, nonché ad altri settori come la musica, gli e-book, i giochi e/o i software.

 

Inoltre, la relazione presta particolare attenzione ai possibili effetti economici sulle PMI e le start-up, all'efficacia delle misure nazionali di esecuzione di cui all'articolo 7 del presente regolamento e all'utilizzo e alla protezione dei dati personali.

Emendamento     67

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), vada applicato anche ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il campo di applicazione del presente regolamento deve essere ampliato per disciplinare ulteriori settori quali i servizi finanziari, i servizi di trasporto, i servizi delle comunicazioni elettroniche, i servizi sanitari e quelli audiovisivi, a condizione che l'operatore possieda i diritti o abbia acquisito la licenza di utilizzo di opere audiovisive, beni o servizi immateriali forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti per tutti i territori interessati.

Emendamento    68

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

L'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), si applica tuttavia a decorrere dal 1° luglio 2018.

soppresso

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno

Riferimenti

COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD)

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

IMCO

9.6.2016

 

 

 

Parere espresso da

 Annuncio in Aula

JURI

9.6.2016

Commissioni associate - annuncio in aula

19.1.2017

Relatore per parere

 Nomina

Lidia Joanna Geringer de Oedenberg

12.9.2016

Esame in commissione

29.11.2016

31.1.2017

 

 

Approvazione

23.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, Joëlle Bergeron, Marie-Christine Boutonnet, Jean-Marie Cavada, Kostas Chrysogonos, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Mary Honeyball, Sajjad Karim, Sylvia-Yvonne Kaufmann, António Marinho e Pinto, Jiří Maštálka, Julia Reda, Pavel Svoboda, Tadeusz Zwiefka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Daniel Buda, Jytte Guteland, Angelika Niebler, Virginie Rozière, Rainer Wieland

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Eugen Freund, Maria Noichl

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

EFDD

GUE/NGL Group

PPE

S&D

Verts/ALE Group

Jean-Marie Cavada, António Marinho e Pinto

Joëlle Bergeron

Kostas Chrysogonos, Jiří Maštálka

Pavel Svoboda

Eugen Freund, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Jytte Guteland, Mary Honeyball, Sylvia-Yvonne Kaufmann, Maria Noichl

Max Andersson, Julia Reda

3

-

EFDD

ENF

PPE

Isabella Adinolfi

Marie-Christine Boutonnet

Angelika Niebler

4

0

ECR

PPE

Sajjad Karim

Daniel Buda, Rainer Wieland, Tadeusz Zwiefka

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (10.2.2017)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

(COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD))

Relatore per parere: Eva Kaili

BREVE MOTIVAZIONE

Il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno è un elemento essenziale per garantire che clienti e operatori commerciali possano effettuare transazioni commerciali senza dover subire discriminazioni ingiustificate.

In quanto regolamento, imporrà obblighi vincolanti agli operatori commerciali a decorrere dalla data della sua entrata in vigore, in modo da consentire ai clienti di avere accesso ai prodotti e di acquistarli, prevenendo gli effetti delle discriminazioni fondate sulla nazionalità o sul luogo di residenza o di stabilimento, oppure sul servizio di pagamento. L'obiettivo del regolamento è quello di eliminare gli ostacoli ingiustificati al commercio elettronico e quindi consentire un decisivo passo avanti verso il completamento del mercato unico digitale.

Oltre a eliminare gli ostacoli che sono fonte di discriminazioni ingiustificate, il regolamento chiarisce che le imprese non sono obbligate a svolgere le loro attività in tutta Europa. Il regolamento riconosce la necessità di chiarimenti riguardo all'obbligo delle imprese di effettuare consegne a clienti al di fuori del territorio in cui si svolgono le loro attività. È fondamentale evitare di aggiungere oneri supplementari per gli operatori commerciali.

Il regolamento riconosce inoltre l'importanza della creazione di un autentico mercato unico digitale per tutti i cittadini e indica la via da seguire per altre importanti riforme giuridiche che vanno realizzate, tra cui, ma non solo, la riforma del diritto d'autore, la riforma del settore audiovisivo e la riforma della fiscalità. Andrebbero seguiti gli stessi principi in modo da giungere alla creazione di un mercato unico digitale che sia favorevole agli utenti e alle imprese.

Scopo del presente parere è quello di apportare miglioramenti e inserire chiarimenti in merito a una serie di punti, elencati in appresso.

Contenuto e campo di applicazione del regolamento

Il campo di applicazione del regolamento è allineato a quello della direttiva 2006/123/CE, in modo da garantire continuità e certezza giuridiche per gli operatori e i consumatori. Ciò significa, tra l'altro, che i servizi di interesse generale non economici, i servizi di trasporto, i servizi audiovisivi, il gioco d'azzardo, i servizi sanitari e alcuni servizi sociali sono esclusi dal campo di applicazione del regolamento. Per quanto riguarda il materiale protetto dal diritto d'autore e i contenuti audiovisivi, è importante far sì che siano realizzate le rispettive riforme prima di valutare se una potenziale inclusione possa avere effetti positivi per i consumatori e i settori simili.

Accesso alle interfacce online

La prevenzione dell'accesso alle interfacce online e il reindirizzamento del cliente sono considerate pratiche che provocano frustrazione ai clienti e la proposta di regolamento affronta la questione, garantendo che i clienti siano in grado di accedere all'interfaccia di loro gradimento in ogni momento, a prescindere dalla loro ubicazione geografica.

Discriminazione dei clienti basata sulla residenza

È vietato applicare termini e condizioni generali diversi ai clienti come conseguenza di una discriminazione basata sulla residenza. Il rispetto delle disposizioni del regolamento non dovrebbe tuttavia essere considerato una restrizione che impedisce agli operatori economici di sviluppare le loro attività in diversi Stati membri con offerte mirate e termini e condizioni differenti, purché un cliente straniero abbia la possibilità di accedere ai prodotti o ai servizi con gli stessi diritti e obblighi contrattuali applicabili alle operazioni nazionali. Inoltre, il rispetto del regolamento non comporta l'obbligo di provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni, né l'obbligo di accettare di ritirare tali beni dal paese di stabilimento o di residenza del cliente.

Discriminazione fondata sul pagamento

Le disposizioni del presente regolamento prevedono che gli operatori economici non possano respingere o attuare altri tipi di discriminazioni in materia di strumenti di pagamento. Più in dettaglio e per quanto riguarda gli strumenti di pagamento basati su carta, se un determinato marchio e una determinata categoria di pagamento sono accettati, il commerciante è tenuto ad accettare la stessa marca e la stessa categoria, indipendentemente dal paese di origine del metodo di pagamento in questione. Tale disposizione non obbliga i commercianti ad accettare tutti gli strumenti di pagamento basati su carta.

Applicazione e assistenza ai clienti

Si propone che gli Stati membri designino organismi incaricati di garantire l'effettiva applicazione del regolamento e che tali organismi abbiano altresì il compito di assistere i clienti in caso di necessità.

Revisione del regolamento

La prima valutazione rivestirà grande importanza, in quanto la Commissione europea dovrebbe valutare il campo di applicazione e l'attuazione della proposta, tenendo conto delle evoluzioni giuridiche in materia di diritto d'autore, fiscalità, servizi audiovisivi e portabilità dei contenuti online.

Data di applicazione

Il presente regolamento si applica a decorrere da 6 mesi dopo la data di pubblicazione, il che consentirà ai clienti di beneficiare dell'eliminazione degli ostacoli che causano una discriminazione ingiustificata.

EMENDAMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento     1

Proposta di regolamento

Titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO recante misure volte a impedire i blocchi geografici ingiustificati e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

Emendamento     2

Proposta di regolamento

Visto 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto il protocollo n. 1 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

Emendamento     3

Proposta di regolamento

Visto 1 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

visto il protocollo n. 2 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene talvolta tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni puramente commerciali.

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli, di vario tipo e sotto varie forme, incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene, in casi eccezionali, tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni non oggettive. Secondo le analisi effettuate nel quadro della valutazione d'impatto della Commissione europea, l'eliminazione dei blocchi geografici ingiustificati e di altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno potrebbe contribuire a un'espansione della dimensione del mercato dell'1,1 % e a una riduzione media dei prezzi tra -0,5 % e -0,6 %. Inoltre, come dimostrato dall'esito della consultazione delle parti interessate avviata dalla Commissione, ciò potrebbe contribuire a ridurre il livello di frustrazione dei clienti, che ha spesso origine nei blocchi geografici ingiustificati.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia di beni e servizi e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(2 bis)  Benché il presente regolamento miri a impedire i blocchi geografici e a eliminare in tal modo un ostacolo al funzionamento del mercato interno, è necessario tenere presente che molte altre differenze tra le legislazioni degli Stati membri, ad esempio le divergenze tra le norme nazionali, o la mancanza di un riconoscimento reciproco o di un'armonizzazione a livello dell'Unione, costituiscono tuttora ostacoli importanti che continuano a causare la frammentazione del mercato unico e, così facendo, spesso costringono gli operatori a ricorrere a pratiche di geoblocco. Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione dovrebbero pertanto continuare a rimuovere tali ostacoli al fine di ridurre la frammentazione del mercato e completare il mercato unico.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva. Il presente regolamento dovrebbe pertanto applicarsi tanto agli operatori quanto ai fornitori di servizi, e tanto ai beni quanto ai servizi.

__________________

__________________

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Il presente regolamento mira a chiarire l'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE. Non dovrebbe essere interpretato come un atto giuridico che sostituisce la suddetta direttiva, né per quanto riguarda l'ambito di applicazione della direttiva, in merito al quale il presente regolamento rispetta gli stessi principi, escludendo le attività di cui all'articolo 2, paragrafo 2, della direttiva dal suo ambito di applicazione, né per quanto riguarda gli effetti, dato che l'applicazione della direttiva 2006/123/CE è indipendente e complementare rispetto all'applicazione del presente regolamento. Il presente regolamento non può limitare la libertà d'impresa e la libertà contrattuale quali definite all'articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento     9

Proposta di regolamento

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie.

(4)  Pertanto, al fine di garantire il buon funzionamento del mercato interno, le misure specifiche previste dal presente regolamento, che fissa una serie chiara, uniforme ed efficace di regole su alcuni aspetti in particolare, sono necessarie. Tali misure dovrebbero mantenere l'equilibrio tra la protezione dei consumatori e la libertà economica e contrattuale degli operatori. A tale riguardo, agli operatori non dovrebbero essere imposti costi od oneri amministrativi sproporzionati né l'obbligo di consegna in tutti gli Stati membri. Inoltre, i nuovi obblighi imposti agli Stati membri non dovrebbero andare al di là di quanto è necessario per dare attuazione alle nuove norme.

Emendamento     10

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e clienti relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di contrastare la discriminazione diretta e indiretta, comprese quindi le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti. Tali altri criteri possono venire applicati, in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei clienti, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del cliente è stato emesso.

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e clienti relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di evitare la discriminazione diretta e indiretta. Per discriminazione indiretta s'intende l'applicazione di criteri di differenziazione dei clienti diversi dalla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, che producono, dal punto di vista deterministico o statistico, lo stesso risultato dell'applicazione diretta dei medesimi criteri. Il regolamento disciplina inoltre le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti. Tali altri criteri possono venire applicati, in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei clienti, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del cliente è stato emesso.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  A norma del considerando 29 della direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, la questione dell'esaurimento del diritto non si pone nel caso dei servizi, soprattutto dei servizi "on-line".

 

_______________________

 

1 bis Direttiva 2001/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione.

Emendamento     12

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sugli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare sulle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio25, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. In particolare, il semplice fatto che un operatore economico agisca in conformità alle disposizioni del presente regolamento non implica che egli diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore ai fini di tale applicazione.

(10)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile, in particolare sulle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e (UE) 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio25, compresa l'applicazione di tali atti e norme nei singoli casi. In particolare, il semplice fatto che un operatore economico agisca in conformità alle disposizioni del presente regolamento non implica che egli diriga le sue attività verso lo Stato membro del consumatore ai fini di tale applicazione. Per tale ragione, e al fine di garantire la certezza del diritto per gli operatori che rispettano il presente regolamento, è opportuno chiarire che il semplice fatto che un operatore garantisca l'accesso alla sua interfaccia online ai clienti di un altro Stato membro, non applichi condizioni generali di accesso diverse nei casi previsti dal presente regolamento, anche, se del caso, attraverso la conclusione di contratti, o accetti strumenti di pagamento di un altro Stato membro, non dovrebbe di per sé essere interpretato, ai fini della determinazione del diritto applicabile e della competenza giurisdizionale, come un'indicazione del fatto che le attività dell'operatore sono dirette verso lo Stato membro del cliente, a meno che ulteriori elementi non dimostrino l'esistenza di un'intenzione da parte dell'operatore di dirigere le attività verso tale Stato membro conformemente alla legislazione dell'Unione.

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_________________

24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

24 Regolamento (CE) n. 593/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali (Roma I) (GU L 177 del 4.7.2008, pag. 6).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

25 Regolamento (UE) n. 1215/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU L 351 del 20.12.2012, pag. 1).

Emendamento     13

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, obblighi basati sui prefissi telefonici, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

Motivazione

Possono verificarsi discriminazioni qualora gli operatori richiedano che il cliente disponga di un numero di telefono con un codice paese specifico per completare una transazione.

Emendamento     14

Proposta di regolamento

Considerando 11 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(11 bis)  Le divergenti modalità di fissazione dei prezzi nei singoli Stati membri non dovrebbero essere considerate pratiche discriminatorie.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentire ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza.

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, la locazione commerciale o la trasformazione e la lavorazione dei beni acquistati, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentono ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza. I clienti dovrebbero essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento solo quando acquistano un bene o un servizio per uso finale.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per aumentare le possibilità per i clienti di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori non devono impedire ai clienti attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o di stabilimento. Tali misure tecnologiche possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del cliente, compresa la tracciabilità attraverso l'indirizzo IP, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i clienti.

(14)  Per aumentare le possibilità per i clienti di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, ma non solo, gli operatori o eventuali altre parti che agiscono a loro nome, ivi inclusi gli intermediari e gli operatori di interfacce online finalizzate all'accesso, non devono impedire ai clienti attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o di stabilimento. Tali misure tecnologiche possono comprendere, in particolare, e senza tuttavia limitarsi a esse, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del cliente, compresa la tracciabilità attraverso l'indirizzo IP, la cronologia e/o gli schemi di navigazione, il monitoraggio o la localizzazione GSM, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i clienti.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 14 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(14 bis)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del cliente ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei clienti a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati clienti o a clienti in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò è necessario per tali ragioni. Se un operatore blocca o limita l'accesso a un'interfaccia online al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri, l'operatore dovrebbe fornire una chiara motivazione.

Emendamento     18

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del cliente ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei clienti a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati clienti o a clienti in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò è necessario per tali ragioni.

(16)  In alcuni casi, il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento senza l'assenso del cliente ad una versione alternativa di un'interfaccia online per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente potrebbero essere necessari per garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o dalla legislazione degli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Tali leggi possono limitare l'accesso dei clienti a determinati beni o servizi, ad esempio vietando la visualizzazione di contenuti specifici in alcuni Stati membri. Non si dovrebbe impedire agli operatori di rispettare tali requisiti e di bloccare o limitare l'accesso a determinati clienti o a clienti in determinati territori o reindirizzarli verso un'interfaccia online, nella misura in cui ciò è necessario per tali ragioni. Inoltre, l'applicazione del presente regolamento non dovrebbe impedire agli Stati membri di applicare le loro norme e i loro principi fondamentali in materia di libertà di stampa e di espressione.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei clienti attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni o prestare servizi, per motivi connessi con la nazionalità o il luogo di residenza o di stabilimento dei clienti non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i clienti dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti a prescindere dalla loro nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento. Ove necessario, gli operatori dovrebbero pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione qualora la mancata adozione di tali misure impedisse ai clienti interessati tale accesso pieno e paritario. Tuttavia, il divieto applicabile in tali situazioni non comporta che gli operatori commerciali non possano dirigere le loro attività verso Stati membri diversi o determinati gruppi di clienti ricorrendo a offerte mirate e termini e condizioni diversi, anche predisponendo interfacce online specifiche per paese.

(17)  In una serie di casi specifici, eventuali differenze nel trattamento dei clienti attraverso l'applicazione di condizioni generali di accesso, compreso il puro e semplice rifiuto di vendere beni o prestare servizi, per motivi connessi con la nazionalità o il luogo di residenza o di stabilimento dei clienti non possono essere oggettivamente giustificate. In tali situazioni ogni discriminazione di questo tipo dovrebbe essere vietata e i clienti dovrebbero perciò avere il diritto, alle condizioni specifiche previste dal presente regolamento, di effettuare transazioni commerciali alle stesse condizioni di un consumatore locale e accedere pienamente e in modo paritario ai diversi prodotti o servizi offerti a prescindere dalla loro nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento, o eventuali altri mezzi indiretti correlati a tali criteri che non possono essere oggettivamente giustificati ai sensi dell'articolo 20 della direttiva 2006/123 relativa ai servizi nel mercato interno. Ove necessario, gli operatori dovrebbero pertanto adottare misure per garantire il rispetto di tale divieto di discriminazione qualora la mancata adozione di tali misure impedisse ai clienti interessati tale accesso pieno e paritario. Tuttavia, il divieto applicabile in tali situazioni non comporta che gli operatori commerciali non possano dirigere le loro attività verso Stati membri diversi o determinati gruppi di clienti ricorrendo a offerte mirate e termini e condizioni diversi, anche predisponendo interfacce online specifiche per paese. Tuttavia, qualora siano applicate condizioni diverse a servizi o beni per ragioni oggettive, ciò non costituisce una discriminazione illegittima, come definito all'articolo 20 e nel considerando 95 della direttiva 2006/123/CE.

Emendamento     20

Proposta di regolamento

Considerando 17 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(17 bis)  L'articolo 6 del regolamento (CE) n. 593/2008 (Roma I) disciplina i contratti conclusi dai consumatori. A norma di tale articolo, un contratto concluso da un consumatore con un operatore è disciplinato dalla legge dello Stato nel quale il consumatore ha la residenza abituale, a condizione che l'operatore diriga con qualsiasi mezzo un'attività professionale o commerciale verso tale paese. Nei casi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettere da a) a c), il prestatore non dirige la sua attività verso lo Stato membro del consumatore. In tal caso, il regolamento Roma I stabilisce che il contratto non è disciplinato dalla legge del paese di residenza del consumatore. Si applica il principio della libertà di scelta (articolo 3 del regolamento Roma I). Lo stesso vale per quanto concerne la competenza giurisdizionale, disciplinata dal regolamento (UE) n. 1215/2012.

Emendamento     21

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, purché sia stato stipulato un contratto tra l'operatore e l'acquirente, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, incluse le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni. L'operatore non deve essere obbligato a consegnare i beni.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  La seconda situazione riguarda la fornitura di servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, come servizi di cloud computing, archiviazione dei dati, hosting di siti web e installazione di firewall. In questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio26.

(19)  La seconda situazione riguarda la fornitura di servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, come servizi di cloud computing, archiviazione dei dati, hosting di siti web e installazione di firewall. In questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio26. Eventuali differenze nel prezzo finale, che potrebbero verificarsi come conseguenza dell'applicazione di diverse aliquote IVA conformemente alla normativa applicabile nel luogo di consumo, non dovrebbero comportare l'applicazione di differenti condizioni di accesso.

__________________

__________________

26 Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto (GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1).

26 Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto (GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1).

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  Il divieto di discriminazione in tali situazioni non dovrebbe tuttavia essere considerato una limitazione del diritto degli operatori di sviluppare la loro strategia commerciale rivolgendo le loro attività verso uno Stato membro diverso o determinati gruppi di clienti e ricorrendo a offerte mirate e a termini e condizioni differenti, tra cui interfacce online specifiche per paese o per regione. Cionondimeno, allorché un cliente straniero cerca di accedere a tali interfacce online e offerte mirate, conformemente a una serie di termini e condizioni particolari, tale cliente dovrebbe beneficiare degli stessi diritti contrattuali ed essere soggetto agli stessi obblighi applicabili alle operazioni nazionali. A norma del presente regolamento, dovrebbe essere possibile introdurre limitazioni territoriali alla fornitura di servizi post-vendita derivanti da termini e condizioni accettati dal cliente, conformemente al diritto dell'Unione e alla legislazione nazionale adottata in virtù del diritto dell'Unione. Il rispetto del presente regolamento non dovrebbe comportare l'obbligo per gli operatori di provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni, né l'obbligo di ritirare tali beni dal paese di stabilimento o di residenza del cliente.

Emendamento     24

Proposta di regolamento

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE27 del Consiglio non sono tenuti al pagamento dell'IVA. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che rappresenterebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

(22)  Gli operatori che rientrano nel regime speciale di cui al titolo XII, capo 1, della direttiva 2006/112/CE27 del Consiglio non sono tenuti al pagamento dell'IVA nello Stato membro in cui sono stabiliti. Per tali operatori, quando prestano servizi mediante mezzi elettronici, il divieto di applicare condizioni generali di accesso diverse per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, comporterebbe l'obbligo di iscriversi per tenere conto dell'IVA di altri Stati membri e potrebbe comportare costi aggiuntivi, cosa che rappresenterebbe un onere sproporzionato, considerando le dimensioni e le caratteristiche degli operatori interessati. Pertanto, questi operatori dovrebbero essere esentati da tale divieto finché è applicabile il suddetto regime.

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_________________

27 Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

27 Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto (GU L 347 dell'11.12.2006, pag. 1).

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare, compresi i marchi di pagamento. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, non vi sono ragioni affinché gli operatori discriminino i clienti all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali transazioni modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere a sua volta espressamente vietata. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 vieta già a tutti i beneficiari, compresi gli operatori, di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro.

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare. A norma del regolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis e della direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 ter, gli operatori che accettano uno strumento di pagamento basato su carta di un marchio e di una categoria specifici non sono in alcun modo obbligati ad accettare strumenti di pagamento basati su carta della stessa categoria ma di diverso marchio, oppure dello stesso marchio ma di diversa categoria. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, non vi sono ragioni affinché gli operatori discriminino i clienti all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali transazioni modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere a sua volta espressamente vietata. La Commissione europea dovrebbe valutare il ricorso a incentivi per promuovere l'uso di servizi di pagamento europei. La Commissione dovrebbe inoltre valutare se stabilire un quadro giuridico che, nel rispetto del principio della libertà contrattuale, garantisca la protezione delle imprese e dei consumatori laddove la transazione avvenga attraverso modalità di pagamento alternative, inclusi le valute virtuali, altre transazioni di tipo blockchain e i portafogli elettronici. I dati personali generati dalle transazioni del commercio elettronico dovrebbero essere archiviati in centri dati dell'Unione, a prescindere dal luogo in cui ha sede la società di pagamento, a meno che il trasferimento di tali dati verso un paese terzo avvenga in conformità al regolamento (UE) 2016/679 e garantisca un adeguato livello di protezione per i consumatori e per le imprese. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 vieta già a tutti i beneficiari, compresi gli operatori, di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro. Gli operatori dovrebbero mantenere la facoltà di addebitare spese per l'uso di uno strumento di pagamento. Tuttavia, tale diritto dovrebbe essere soggetto alle restrizioni introdotte dall'articolo 62 della direttiva (UE) 2015/23661 quater, il che significa tra l'altro che tali spese aggiuntive non possono essere superiori al costo effettivo sostenuto dall'operatore.

 

__________________

 

1 bis Regolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 1).

 

1 ter Direttiva 2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE, 2002/65/CE, 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la direttiva 97/5/CE (GU L 319 del 5.12.2007, pag. 1).

 

1 quater Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337 del 23.12.2015, pag. 35).

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 bis)  Qualora un governo, una banca centrale o un altro organo di regolamentazione adottino provvedimenti intesi a limitare il flusso di capitale in entrata e in uscita dall'economia di uno Stato membro, quali ad esempio limitazioni relative ai capitali, il presente regolamento dovrebbe continuare ad applicarsi conformemente al diritto dell'Unione, alla legislazione nazionale applicabile e alle relative limitazioni imposte a norma del diritto dell'Unione. Pertanto, dovrebbe essere vietata qualsiasi discriminazione diretta o indiretta sulla base di fattori quali la nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento del cliente, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  I dati generati dal commercio elettronico e dalle operazioni online dovrebbero essere conformi al quadro legislativo relativo al traffico e all'ubicazione, alla conservazione, alla protezione e all'analisi dei dati, nel pieno rispetto del diritto dell'Unione. Le reti e i sistemi informativi dovrebbero funzionare conformemente alle pertinenti disposizioni della direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, garantendo la massima sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.

 

_____________________

 

1 bis Direttiva (UE) 2016/1148 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 luglio 2016, recante misure per un livello comune elevato di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi nell'Unione (GU L 194 del 19.7.2016, pag. 1).

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  I consumatori dovrebbero poter ricevere assistenza da parte delle autorità competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento, ad esempio attraverso l'uso di un modulo uniforme per i reclami.

(28)  I clienti dovrebbero poter ricevere assistenza da parte delle autorità competenti allo scopo di facilitare la risoluzione delle controversie con gli operatori derivanti dall'applicazione del presente regolamento, ad esempio attraverso l'uso di un modulo uniforme per i reclami.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il presente regolamento intende contribuire al buon funzionamento del mercato interno, evitando le discriminazioni fondate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti.

1.  Il presente regolamento intende contribuire al buon funzionamento del mercato interno, evitando le discriminazioni fondate, direttamente o indirettamente, sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti e definendo, fra l'altro, le situazioni in cui un trattamento differente, di cui all'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva 2006/123/CE, non potrà in alcuna circostanza essere giustificato, ad eccezione dei casi in cui potrebbero applicarsi condizioni differenti a beni e servizi per motivi oggettivi, conformemente al medesimo articolo della direttiva 2006/123/CE.

Emendamento     30

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il presente regolamento non può limitare la libertà d'impresa e la libertà contrattuale sancite dall'articolo 16 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

Emendamento     31

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012.

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012. In particolare, se in conformità del presente regolamento un operatore garantisce ai clienti l'accesso alla sua interfaccia online indipendentemente dalla loro nazionalità o luogo di residenza, non applica diverse condizioni generali di accesso nella vendita dei propri beni o nella fornitura dei propri servizi nei casi previsti dal presente regolamento, o accetta strumenti di pagamento emessi in un altro Stato membro su base non discriminatoria, non si ritiene che tale operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio, a meno che sia dimostrata l'esistenza di elementi aggiuntivi che rivelino la volontà generale dell'operatore di dirigere la sua attività verso tale Stato membro.

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini del presente regolamento si applicano le definizioni di cui all'articolo 7 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, all'articolo 2, paragrafi 10, 20 e 30 del regolamento (UE) n. 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio32 e all'articolo 4, paragrafi 8, 9, 11, 12, 14, 23, 24 e 30 della direttiva (UE) 2015/2366.

Ai fini del presente regolamento si applicano la definizione di "servizi prestati tramite mezzi elettronici" di cui all'articolo 7 del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011, le definizioni di "commissione interbancaria", "strumento di pagamento basato su carta", "marchio di pagamento", "carta di debito", "carta di credito" e "carta prepagata" quali enunciate, rispettivamente, all'articolo 2, paragrafi 10, 20, 30, 33, 34 e 35 del regolamento (UE) 2015/751 e le definizioni di "operazione di pagamento", "pagatore", "prestatore di servizi di pagamento", "conto di pagamento", "strumento di pagamento", "addebito diretto", "bonifico" e "autenticazione forte del cliente" quali enunciate, rispettivamente, all'articolo 4, paragrafi 5, 8, 11, 12, 14, 23, 24 e 30 della direttiva (UE) 2015/2366.

__________________

 

32 Regolamento (UE) 2015/751 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2015, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta (GU L 123 del 19.5.2015, pag. 1).

 

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Si applicano inoltre le seguenti definizioni:

Ai fini del presente regolamento si applicano inoltre le seguenti definizioni:

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  "cliente": un consumatore o un'impresa che ha la cittadinanza di uno Stato membro o ha la propria residenza o luogo di stabilimento in uno Stato membro e che intende acquistare o acquista un bene o un servizio all'interno dell'Unione, a scopo diverso dalla rivendita;

(c)  "cliente": un consumatore o un'impresa che ha la cittadinanza di uno Stato membro o ha la propria residenza o luogo di stabilimento in uno Stato membro e che intende acquistare o acquista un bene o un servizio all'interno dell'Unione, a scopo diverso dalla rivendita, il noleggio, la trasformazione o la lavorazione su scala commerciale; il presente regolamento contempla esclusivamente l'intenzione di utilizzo finale da parte di tale consumatore o impresa;

Emendamento     35

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita, che regolano l'accesso dei clienti ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il cliente;

(d)  "condizioni generali di accesso": tutti i termini, le condizioni e le altre informazioni, compresi i prezzi di vendita e i requisiti basati sui prefissi telefonici, che regolano l'accesso dei clienti ai beni o servizi offerti in vendita da un operatore, stabiliti, applicati e resi disponibili al pubblico da o per conto dell'operatore e che si applicano in assenza di un accordo negoziato individualmente tra l'operatore e il cliente;

Motivazione

Possono verificarsi discriminazioni qualora gli operatori richiedano che il cliente disponga di un numero di telefono con un codice paese specifico per completare una transazione.

Emendamento     36

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web e applicazioni, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai clienti l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

(f)  "interfaccia online": qualsiasi software, compresi siti web o parte di essi e applicazioni, gestiti da o per conto di un commerciante che serve a fornire ai clienti l'accesso a prodotti o servizi dell'operatore al fine di effettuare una transazione commerciale riguardo a tali beni o servizi;

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli operatori non possono, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente, reindirizzare i clienti ad una versione della loro interfaccia online diversa da quella cui il cliente desiderava accedere inizialmente per via della sua struttura, della lingua usata o di altre caratteristiche che la rendono specificamente destinata ai clienti con una particolare nazionalità, luogo di residenza o luogo di stabilimento, a meno che il cliente non abbia dato preventivamente il proprio consenso esplicito al reindirizzamento.

(Non concerne la versione italiana)

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione originale dell'interfaccia online deve restare facilmente accessibile per il cliente in questione.

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione dell'interfaccia online alla quale il cliente desiderava accedere inizialmente deve restare facilmente accessibile per il cliente in questione.

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento di determinati clienti o di clienti in determinati territori sia necessario al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

3.  I divieti di cui ai paragrafi 1 e 2 non si applicano qualora il blocco dell'interfaccia online, la limitazione dell'accesso o il reindirizzamento di determinati clienti o di clienti in determinati territori sia necessario al fine di garantire il rispetto di un requisito giuridico previsto dal diritto dell'Unione o da atti legislativi degli Stati membri conformi al diritto dell'Unione.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei clienti a un'interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 4, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione. Tale giustificazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei clienti a un'interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 3, è tenuto a fornirne una chiara motivazione ai clienti interessati. Tale motivazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli operatori non applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente nelle seguenti situazioni:

1.  Gli operatori non applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni o servizi per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o al luogo di stabilimento del cliente nelle situazioni in cui il cliente intende:

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera nello Stato membro del cliente non viene effettuata da o per conto dell'operatore;

(a)  acquistare da un operatore beni la cui consegna transfrontaliera nello Stato membro del cliente non viene effettuata da o per conto dell'operatore;

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

(b)  ricevere da un operatore servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al cliente nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il cliente ha la cittadinanza o in cui ha la residenza o il luogo di stabilimento.

(c)  ricevere servizi diversi da quelli di cui alla lettera b) da un operatore in uno Stato membro in cui tale operatore esercita la sua attività e allorché il cliente ha la cittadinanza o ha la residenza o il luogo di stabilimento in un altro Stato membro.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli operatori non possono applicare condizioni diverse di pagamento per la vendita di beni e la prestazione di servizi per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento del cliente, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

1.  Gli operatori non possono applicare condizioni diverse di pagamento, nell'ambito dei metodi di pagamento elettronico, ovvero i bonifici, gli addebiti diretti o gli strumenti di pagamento basati su carta di un marchio o di una categoria specifici, per la vendita di beni e la prestazione di servizi per motivi connessi con la nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento del cliente, l'ubicazione del conto di pagamento, il luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o il luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione, nei seguenti casi:

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  i pagamenti vengono effettuati tramite transazioni elettroniche mediante bonifico, addebito diretto o uno strumento di pagamento basato su carta all'interno dello stesso marchio di pagamento;

soppresso

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il beneficiario può richiedere l'autenticazione forte del cliente da parte del pagatore a norma della direttiva (UE) 2015/2366;

(b)  l'identità del pagatore o la validità dell'uso del metodo di pagamento possono essere verificate mediante l'autenticazione forte del cliente a norma della direttiva (UE) 2015/2366;

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  i pagamenti sono effettuati in una valuta accettata dal beneficiario.

(c)  le operazioni di pagamento sono effettuate in una valuta accettata dall'operatore.

Emendamento     49

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori il diritto di trattenere i beni o sospendere la fornitura del servizio sulla base di motivi oggettivi, fino a quando l'operazione di pagamento non sarà correttamente avviata.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori la possibilità di addebitare spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 e per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012. Le spese addebitate non superano i costi sostenuti dall'operatore per l'utilizzo dello strumento di pagamento.

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori la possibilità di addebitare spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 e per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012, purché non siano stati adottati, nelle normative nazionali degli Stati membri, divieti o limitazioni per quanto riguarda il diritto di imporre spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento a norma dell'articolo 62, paragrafo 5, della direttiva (UE) 2015/2366. Le spese addebitate non superano i costi sostenuti dall'operatore per l'utilizzo dello strumento di pagamento.

Emendamento     51

Proposta di regolamento

Articolo 6 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Gli accordi che, per quanto riguarda le vendite passive, impongono agli operatori l'obbligo di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulli.

Le disposizioni contrattuali che, per quanto riguarda le vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, impongono agli operatori l'obbligo di agire in violazione del presente regolamento sono automaticamente nulle e prive di effetto.

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'applicazione del presente regolamento. Gli Stati membri garantiscono che l'organismo o gli organismi designati responsabili del rispetto del presente regolamento dispongano di mezzi adeguati ed efficaci.

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi esistenti responsabili dell'applicazione del presente regolamento per quanto riguarda gli operatori e i clienti. Fatti salvi gli altri meccanismi di informazione e cooperazione, i suddetti organismi sono responsabili di garantire la cooperazione transfrontaliera con gli organismi degli altri Stati membri mediante i mezzi elettronici opportuni. Gli Stati membri garantiscono che l'organismo o gli organismi designati responsabili del rispetto del presente regolamento dispongano di mezzi adeguati ed efficaci.

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Ove non esistano altri meccanismi di informazione e cooperazione, è fatto ricorso alle strutture esistenti. Ai fini del presente articolo, è utilizzato il sistema di informazione del mercato interno ("IMI") istituito dal regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.

 

______________________

 

1 bis Regolamento (UE) n. 1024/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, relativo alla cooperazione amministrativa attraverso il sistema di informazione del mercato interno e che abroga la decisione 2008/49/CE della Commissione ("regolamento IMI") (GU L 316 del 14.11.2012, pag. 1).

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 8 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Assistenza ai consumatori

Assistenza ai clienti

Emendamento     55

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1.  Gli operatori indicano le condizioni generali di accesso ed eventuali restrizioni a norma del presente regolamento al più tardi all'inizio del processo di ordinazione, conformemente all'articolo 8 della direttiva 2011/83/UE.

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Ogni Stato membro conferisce la responsabilità di fornire assistenza pratica ai consumatori a uno o più organismi in caso di controversia tra un consumatore e un operatore derivante dall'applicazione del presente regolamento. Ogni Stato membro designa uno o più organismi cui compete tale compito.

1.  Ogni Stato membro conferisce la responsabilità di fornire assistenza pratica e informazioni ai clienti a uno o più organismi incaricati dell'applicazione, in caso di controversia tra un cliente e un operatore derivante dall'applicazione del presente regolamento.

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli organismi di cui al paragrafo 1 devono fornire ai consumatori un modello uniforme di modulo per presentare reclami agli organismi di cui al paragrafo 1 e all'articolo 7, paragrafo 1. La Commissione assiste gli organismi nell'elaborazione di tale modello.

2.  Gli organismi di cui al paragrafo 1 devono fornire ai clienti un modello uniforme di modulo per presentare reclami agli organismi di cui al paragrafo 1 del presente articolo e all'articolo 7, paragrafo 1. La Commissione assiste gli organismi nell'elaborazione di tale modello. Tali organismi hanno la responsabilità, fra l'altro, di accettare i reclami dei clienti, inoltrare i reclami agli organismi degli altri Stati membri e facilitare le comunicazioni fra clienti e operatori al fine di agevolare la risoluzione delle controversie.

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Entro il [data: due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni cinque anni, la Commissione riferisce sulla valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, ove necessario, è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento, alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici.

1.  Entro il [data: due anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento] e successivamente ogni tre anni, la Commissione riferisce sulla valutazione del presente regolamento al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale europeo. Tale relazione, ove necessario, è accompagnata da una proposta di modifica del presente regolamento, alla luce degli sviluppi giuridici, tecnici ed economici.

Emendamento     59

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), vada applicato anche ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

soppresso

Motivazione

L'accesso a opere protette da diritto d'autore o ad altri materiali protetti e l'uso di tali opere o materiali dovrebbero continuare a esulare dall'ambito di applicazione del presente regolamento. In tal modo si evitano sovrapposizioni con altri elementi della legislazione dell'UE.

Emendamento     60

Proposta di regolamento

Articolo 11 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Esso si applica a decorrere dal [data: sei mesi dopo la data della sua pubblicazione].

Esso si applica a decorrere dal [data: dodici mesi dopo la data della sua pubblicazione].

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell’ambito del mercato interno

Riferimenti

COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

IMCO

9.6.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ITRE

9.6.2016

Relatore per parere

       Nomina

Eva Kaili

6.7.2016

Esame in commissione

9.11.2016

 

 

 

Approvazione

26.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

13

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, David Borrelli, Jerzy Buzek, Angelo Ciocca, Edward Czesak, Jakop Dalunde, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Fredrick Federley, Ashley Fox, Theresa Griffin, András Gyürk, Rebecca Harms, Roger Helmer, Hans-Olaf Henkel, Eva Kaili, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Peter Kouroumbashev, Miapetra Kumpula-Natri, Janusz Lewandowski, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Csaba Molnár, Nadine Morano, Dan Nica, Angelika Niebler, Miroslav Poche, Carolina Punset, Michel Reimon, Herbert Reul, Algirdas Saudargas, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Claude Turmes, Vladimir Urutchev, Henna Virkkunen, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Amjad Bashir, Michał Boni, Gunnar Hökmark, Werner Langen, Olle Ludvigsson, Massimiliano Salini, Anne Sander, Davor Škrlec, Pavel Telička


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (24.1.2017)

destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante misure volte a impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell'ambito del mercato interno e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2009/22/CE

(COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD))

Relatore per parere: Therese Comodini Cachia

BREVE MOTIVAZIONE

Finalità e ambito di applicazione

La proposta della Commissione mira a migliorare l'accesso ai beni e ai servizi transfrontalieri impedendo la discriminazione diretta e indiretta da parte dei venditori sulla base della nazionalità, del luogo di residenza o del luogo di stabilimento di un cliente. In tal modo, la proposta definisce in modo più preciso il principio di non discriminazione enunciato in modo piuttosto vago all'articolo 20, paragrafo 2, della direttiva sui servizi (2006/123/CE).

Nello specifico, la proposta mira a vietare le forme ingiustificate di blocchi geografici tramite le quali i venditori bloccano l'accesso a interfacce online specifiche o reindirizzano i clienti a un'altra interfaccia online senza il loro consenso preventivo (articolo 3). La proposta impone, inoltre, ai venditori di applicare ai clienti condizioni generali di accesso uniformi indipendentemente dalla nazionalità, dal luogo di residenza o dal luogo di stabilimento del cliente – fatte salve le limitazioni del campo di applicazione illustrate di seguito (articolo 4). La proposta vieta infine la discriminazione per motivi legati al pagamento (articolo 5). È importante sottolineare che la proposta della Commissione non introduce un "obbligo di consegna", il che significa che gli operatori che non intendono rivolgersi ai mercati transfrontalieri non sono obbligati a effettuare la consegna di beni o servizi, ma soltanto a consentire ai clienti l'acquisto degli stessi alle stesse condizioni dei loro "clienti di riferimento" (ad es. tramite il ritiro presso i locali del venditore.)

Per quanto concerne il campo di applicazione, vanno sottolineati due aspetti importanti. Innanzitutto, il regolamento proposto si applica ai "clienti", intesi sia come "consumatori" (ovvero, persone fisiche) sia come imprese, laddove esse agiscano come utilizzatori finali e non effettuino acquisti a scopo di rivendita. In secondo luogo, il regolamento proposto non riguarda la fornitura di "servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti" (articolo 4, paragrafo 1, lettera b)), il che significa che, ad esempio, gli e-book o i servizi di streaming musicale non rientrano nel campo di applicazione del regolamento. Ciononostante, la Commissione ha inserito una clausola di revisione (articolo 9), in base alla quale la prima valutazione (due anni dopo l'entrata in vigore del regolamento) sarà effettuata, in particolare, allo scopo di valutare l'opportunità di sopprimere tale deroga.

La posizione generale del relatore

Il relatore è a favore della direzione e dell'equilibrio generali della proposta della Commissione e ritiene che essa rappresenti un importante passo avanti per lo sviluppo ulteriore del mercato interno. Un mercato interno pienamente funzionante è estremamente importante per le industrie culturali e, a lungo termine, dovrebbe contribuire a promuovere la diversità culturale e un patrimonio culturale comune in tutta l'Unione europea.

Ad eccezione di una serie di emendamenti finalizzati a chiarire alcune disposizioni o a migliorarne la leggibilità, gli emendamenti presentati dal relatore vertono su due aspetti principali:

La clausola di revisione

Il relatore appoggia sia la decisione della Commissione di escludere la fornitura di "servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti" dal campo di applicazione del regolamento sia la decisione di valutare tale deroga in occasione della prima revisione dopo due anni. I beni e i servizi culturali, quali gli e-book e i servizi di streaming musicale, si riferiscono a modelli di business distinti e presentano caratteristiche specifiche che richiedono un esame attento e più approfondito. Il relatore ritiene che sia corretto rivalutare la loro inclusione dopo due anni, ma sottolinea che il processo di revisione deve prestare particolare attenzione alla natura specifica dei beni e dei servizi culturali.

Il concetto di cliente e l'assistenza in caso di controversie

Come sopra illustrato, il regolamento proposto si applicherebbe ai clienti e alle imprese che effettuano transazioni commerciali come utilizzatori finali e non a scopo di rivendita, indicati collettivamente con il termine "clienti", conformemente alla definizioni dell'articolo 2, lettera c). Il relatore accoglie con favore questa impostazione. Tuttavia, nelle disposizioni proposte in merito all'assistenza e alla composizione delle controversie (articolo 8), la proposta della Commissione prevede che gli organismi designati forniscano assistenza solamente ai consumatori. Il relatore ritiene che l'assistenza dovrebbe essere fornita a tutti i "clienti" ai sensi del regolamento in esame. Ciò è importante sia per garantire la coerenza sia perché molte piccole imprese e microimprese, tra cui associazioni con personalità giuridica, si troverebbero in una situazione di grave svantaggio se fossero costrette ad affidarsi solamente ai tribunali per presentare ricorso. Ciò è particolarmente importante per molti operatori culturali, che spesso sono associazioni di volontari o aziende molto piccole. Inoltre, le controversie in merito alle quali gli organismi designati forniranno assistenza riguardano direttamente l'applicazione del regolamento in esame e non altre questioni che potrebbero derivare dalle transazioni commerciali.

Gli emendamenti proposti dal relatore mantengono l'approccio non prescrittivo privilegiato dalla Commissione, lasciando agli Stati membri la libertà di decidere quali organismi dovrebbero essere designati e le modalità con cui essi dovrebbero fornire assistenza in caso di controversie.

EMENDAMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  Al fine di realizzare l'obiettivo di garantire il buon funzionamento del mercato interno come spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale, come avviene tra gli Stati membri. Tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Ciò si verifica quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le app, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene talvolta tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni puramente commerciali.

(1)  È imperativo istituire uno spazio senza frontiere interne in cui la libera circolazione, tra l'altro, di beni e servizi sia garantita, nonché raggiungere i traguardi fissati nella nuova strategia per il mercato unico digitale. I restanti ostacoli ingiustificati dovrebbero essere eliminati al fine di garantire un mercato unico pienamente funzionante per i beni e i servizi, in particolare nel settore culturale, che è d'importanza cruciale per promuovere la diversità culturale, diffondere la cultura e generare un patrimonio culturale comune in tutta l'Unione. Non è sufficiente eliminare gli ostacoli solo a livello statale poiché tale eliminazione può essere compromessa da privati che introducano ostacoli incompatibili con le libertà del mercato interno. Tali ostacoli si verificano quando gli operatori commerciali operanti in uno Stato membro bloccano o limitano l'accesso alle loro interfacce online, come i siti web e le applicazioni, di clienti di altri Stati membri che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere (una prassi nota come blocco geografico). Altrettanto avviene quando alcuni operatori applicano diverse condizioni generali di accesso ai propri beni e servizi ai clienti di altri Stati membri, sia online che offline. Sebbene talvolta tale disparità di trattamento possa essere giustificata da fattori oggettivi, come stabilito dalla direttiva 2006/123/CE in altri casi gli operatori negano l'accesso a beni o servizi a consumatori che desiderano effettuare transazioni commerciali transfrontaliere, o applicano loro condizioni diverse per ragioni puramente commerciali.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Specificare in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

(2)  In questo modo taluni operatori segmentano artificialmente il mercato interno lungo le frontiere interne e ostacolano la libera circolazione delle merci e dei servizi, limitando così i diritti dei consumatori e impedendo loro di beneficiare di una scelta più ampia e di condizioni ottimali. Queste pratiche discriminatorie sono un fattore importante che contribuisce ai livelli relativamente bassi di transazioni commerciali transfrontaliere all'interno dell'Unione, in particolare nel settore del commercio elettronico, il che impedisce di sviluppare appieno il potenziale di crescita del mercato interno. Il presente regolamento specifica in quali circostanze un trattamento differenziato di questo tipo non sia in alcun modo giustificabile, il che dovrebbe offrire chiarezza e certezza del diritto a tutti i partecipanti alle transazioni transfrontaliere e dovrebbe garantire che le norme antidiscriminatorie vengano efficacemente applicate e fatte rispettare in tutto il mercato interno.

Emendamento     3

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

(3)  A norma dell'articolo 20 della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio17, gli Stati membri sono tenuti a garantire che i prestatori di servizi stabiliti nell'Unione non trattino in modo diverso i destinatari dei servizi sulla base della loro nazionalità o del loro luogo di residenza. Tuttavia, tale disposizione non è stata pienamente efficace nella lotta alla discriminazione e non ha sufficientemente ridotto l'incertezza giuridica, soprattutto a causa della possibilità di giustificare le differenze di trattamento che consente e delle conseguenti difficoltà di applicazione pratica. Inoltre, i blocchi geografici ingiustificati e le altre forme di discriminazione fondate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento possono verificarsi anche in conseguenza di azioni da parte di operatori residenti in paesi terzi, che non rientrano nell'ambito di applicazione di tale direttiva.

_________________

_________________

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

17 Direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno (GU L 376 del 27.12.2006, pag. 36).

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Il presente regolamento mira a evitare la discriminazione dei clienti basata sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento, compresi i blocchi geografici, nell'ambito delle transazioni commerciali transfrontaliere tra operatori e clienti relative alla vendita di beni e alla fornitura di servizi all'interno dell'Unione. Si prefigge di contrastare la discriminazione diretta e indiretta, comprese quindi le disparità di trattamento ingiustificate sulla base di altri criteri di differenziazione che producono lo stesso risultato, come l'applicazione di criteri basati direttamente sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento dei clienti. Tali altri criteri possono venire applicati , in particolare, sulla base di informazioni indicanti l'ubicazione fisica dei clienti, come l'indirizzo IP utilizzato per accedere a un'interfaccia online, l'indirizzo indicato per la consegna delle merci, la scelta della lingua effettuata o lo Stato membro in cui lo strumento di pagamento del cliente è stato emesso.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Considerando che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda l'ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, fatta salva tuttavia l'esclusione specifica prevista all'articolo 4 e la successiva valutazione di tale esclusione, di cui all'articolo 9. I servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi e che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, devono pertanto essere esclusi anch'essi, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti.

(6)  Considerando che alcuni ostacoli normativi e amministrativi per gli operatori sono stati eliminati in tutta l'Unione in alcuni settori dei servizi a seguito dell'attuazione della direttiva 2006/123/CE, per quanto riguarda l'ambito di applicazione materiale, occorre garantire la coerenza tra il presente regolamento e la direttiva 2006/123/CE. Di conseguenza, le disposizioni del presente regolamento si applicano, inter alia, anche ai servizi non audiovisivi forniti mediante mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti. Data la loro natura particolare, tali servizi sono attualmente contemplati in un'esclusione specifica prevista all'articolo 4, che sarà successivamente soggetta alla valutazione di cui all'articolo 9, relativamente alla natura specifica dei beni e dei servizi culturali. I servizi audiovisivi, compresi quelli la cui principale funzione consiste nel fornire accesso alla trasmissione di eventi sportivi e che sono forniti sulla base di licenze territoriali esclusive, sono pertanto esclusi dall'ambito di applicazione del presente regolamento. L'accesso ai servizi finanziari al dettaglio, compresi i servizi di pagamento, devono pertanto essere esclusi anch'essi, in deroga alle disposizioni del presente regolamento concernenti la non discriminazione in materia di pagamenti.

Emendamento     6

Proposta di regolamento

Considerando 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(6 bis)  Nella sua relazione sulla valutazione del presente regolamento, la Commissione dovrebbe tener conto del fatto che il principio di territorialità rimane un elemento essenziale del regime del diritto d'autore nell'Unione europea e che occorre dunque trovare un equilibrio tra la strategia intesa a contrastare i blocchi geografici e a promuovere i servizi transfrontalieri online, da un lato, e la necessità di salvaguardare la diversità culturale e il modello economico delle industrie culturali, dall'altro.

Emendamento     7

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  La discriminazione può interessare anche i servizi nel settore dei trasporti, in particolare per quanto riguarda le vendite di biglietti per il trasporto di passeggeri. Tuttavia, a tale proposito il regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio18, il regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio19 e il regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio20 contengono già ampi divieti di discriminazione riguardanti tutte le pratiche discriminatorie cui il presente regolamento intende porre rimedio. Inoltre, si prevede che il regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio21 venga modificato in tal senso nel prossimo futuro. Pertanto, e al fine di garantire la coerenza con il campo di applicazione della direttiva 2006/123/CE, i servizi nel settore dei trasporti dovrebbero rimanere al di fuori del campo di applicazione del presente regolamento.

(7)  La discriminazione può interessare anche i servizi nel settore dei trasporti, in particolare per quanto riguarda le vendite di biglietti per il trasporto di passeggeri. Le disposizioni del presente regolamento dovrebbero pertanto applicarsi anche a detti servizi.

_________________

 

18 Regolamento (CE) n. 1008/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 settembre 2008, recante norme comuni per la prestazione di servizi aerei nella Comunità (GU L 293 del 31.10.2008, pag. 3).

 

19 Regolamento (UE) n. 1177/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativo ai diritti dei passeggeri che viaggiano via mare e per vie navigabili interne e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 334 del 17.12.2010, pag. 1).

 

20 Regolamento (UE) n. 181/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, relativo ai diritti dei passeggeri nel trasporto effettuato con autobus e che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 1).

 

21 Regolamento (CE) n. 1371/2007 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario (GU L 315 del 3.12.2007, pag. 14).

 

Emendamento  8

Proposta di regolamento

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Il presente regolamento non dovrebbe pregiudicare le norme applicabili in materia fiscale, dato che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) prevede una base specifica per intervenire a livello dell'Unione in tale ambito.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento.

(11)  Le pratiche discriminatorie che il presente regolamento intende affrontare vengono messe in atto di solito attraverso termini e condizioni generali e altre informazioni stabilite e applicate da o per conto dell'operatore interessato, come presupposto per ottenere accesso ai prodotti o servizi in questione, e che vengono messi a disposizione del pubblico in generale. Tali condizioni generali di accesso comprendono, tra l'altro, prezzi, condizioni di pagamento e condizioni di consegna. Possono essere messe a disposizione del pubblico da o per conto dell'operatore attraverso diversi mezzi, come le informazioni divulgate dalla pubblicità o da siti web, o contenute nella documentazione precontrattuale o contrattuale. Tali condizioni si applicano in assenza di un accordo diverso negoziato individualmente e concluso direttamente tra l'operatore ed il cliente. Termini e condizioni negoziati individualmente tra l'operatore e i clienti non vanno considerati condizioni generali di accesso ai fini del presente regolamento. I termini e le condizioni non dovrebbero essere considerati negoziati individualmente se sono stati stabiliti da una delle due parti, senza che l'altra parte abbia potuto influenzarne il contenuto. Nel caso di un accordo tra un operatore e un cliente, dovrebbe incombere all'operatore l'onere di dimostrare che l'accordo sia stato negoziato individualmente.

Motivazione

Questa modifica mira a chiarire il significato di "accordo negoziato individualmente" al fine di assicurare che non includa termini e condizioni "prendere o lasciare" per l'utilizzo di un sito web, che potrebbero consentire i blocchi geografici per vie traverse. Questa modifica chiarisce, inoltre, che l'operatore è tenuto a dimostrare che un accordo è stato "negoziato individualmente".

Emendamento     10

Proposta di regolamento

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentire ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza.

(12)  Sia i consumatori che le imprese devono essere tutelati dalla discriminazione, diretta o indiretta, per motivi legati alla nazionalità, al luogo di residenza o di stabilimento quando agiscono come clienti ai fini del presente regolamento. Tuttavia, tale protezione non dovrebbe estendersi ai clienti che acquistano un bene o un servizio per la rivendita, poiché interesserebbe sistemi di distribuzione ampiamente utilizzati dalle aziende nelle relazioni tra imprese, quali la distribuzione esclusiva e selettiva, che in genere consentire ai fabbricanti di scegliere i propri rivenditori al dettaglio, nel rispetto delle regole di concorrenza.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  Per aumentare le possibilità per i clienti di accedere alle informazioni relative alle vendite di beni e alla prestazione di servizi per il mercato interno e ad aumentare la trasparenza, anche per quanto riguarda i prezzi, gli operatori non devono impedire ai clienti attraverso l'uso di misure tecnologiche o di altro tipo di avere pieno e pari accesso alle interfacce online in base alla nazionalità oppure al luogo di residenza o di stabilimento. Tali misure tecnologiche possono comprendere, in particolare, le tecnologie utilizzate per determinare l'ubicazione fisica del cliente, compresa la tracciabilità attraverso l'indirizzo IP, le coordinate ottenute tramite un sistema globale di navigazione satellitare o i dati relativi a un'operazione di pagamento. Tuttavia, il divieto di discriminazione per quanto riguarda l'accesso alle interfacce online non va essere inteso come un obbligo da parte dell'operatore di effettuare transazioni commerciali con i clienti.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento  12

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a clienti provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un cliente da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili al cliente in ogni momento.

(15)  Alcuni operatori usano diverse versioni delle loro interfacce online, per rivolgersi a clienti provenienti da diversi Stati membri. Ciò dovrebbe restare possibile, mentre reindirizzare un cliente da una versione dell'interfaccia online a un'altra senza il suo consenso esplicito dovrebbe essere vietato. Tutte le versioni dell'interfaccia online devono restare facilmente accessibili per l'utilizzo da parte del cliente in ogni momento.

Motivazione

Questo emendamento mira a specificare che un'interfaccia non dovrebbe restare solamente accessibile al cliente, ma deve anche essere utilizzabile per consentire lo svolgimento di transazioni.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero analoghi clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

(18)  La prima di queste situazioni è quella in cui l'operatore vende beni la cui consegna transfrontaliera non viene effettuata da lui o per suo conto nello Stato membro di residenza del cliente. In tale situazione, l'acquirente deve poter acquistare beni esattamente alle stesse condizioni, inclusi i prezzi e le condizioni relative alla consegna di cui godrebbero i clienti residenti nello Stato membro dell'operatore. Ciò può significare che un cliente straniero debba ritirare il bene in tale Stato membro o in un altro Stato membro in cui l'operatore ne effettua la consegna In questo caso, non occorre effettuare l'iscrizione al registro IVA nello Stato membro del cliente, né provvedere alla consegna transfrontaliera dei beni.

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  La seconda situazione riguarda la fornitura di servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, come servizi di cloud computing, archiviazione dei dati, hosting di siti web e installazione di firewall. In questo caso, non è richiesta la consegna fisica, poiché i servizi vengono forniti per via elettronica. L'operatore può dichiarare e pagare l'IVA in modo semplificato in conformità delle norme sul mini sportello unico per l'IVA (MOSS) previste dal regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio26.

(Non concerne la versione italiana)  

__________________

26 Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio, del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto (GU L 77 del 23.3.2011, pag. 1).

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi a tali criteri non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il cliente li riceva nella sede dell'operatore o in un luogo scelto da questi e diverso dallo Stato membro di cui il cliente è cittadino o in cui ha il suo luogo di residenza o di stabilimento. Tali situazioni riguardano, a seconda dei casi, la prestazione di servizi quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro né a effettuare la consegna transfrontaliera dei beni.

(20)  Infine, l'applicazione di condizioni generali di accesso diverse per motivi connessi a tali criteri non dovrebbe essere giustificata neppure nel caso in cui l'operatore fornisca servizi e il cliente li riceva nella sede dell'operatore o in un luogo scelto da questi e non nello Stato membro di cui il cliente è cittadino o in cui ha il suo luogo di residenza o di stabilimento. Tali situazioni potrebbero riguardare la prestazione di servizi quali l'alloggio in alberghi, le manifestazioni sportive, il noleggio auto e la vendita di biglietti d'ingresso per festival musicali o parchi divertimento. In tali circostanze, l'operatore non è tenuto a iscriversi al registro dell'IVA in un altro Stato membro né a effettuare la consegna transfrontaliera dei beni.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono dirette, o se il cliente non è un consumatore, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile. Se, al contrario, esercita o dirige le sue attività verso lo Stato membro del consumatore l'operatore ha manifestato la sua intenzione di stabilire rapporti commerciali con i consumatori di tale Stato membro e ha quindi potuto tener conto dei costi connessi.

(21)  In tutti questi casi, in virtù delle disposizioni sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali e sulla competenza giurisdizionale di cui ai regolamenti (CE) n. 593/2008 e (UE) n. 1215/2012, se l'operatore non esercita la propria attività nello Stato membro del consumatore o le sue attività non vi sono dirette, il rispetto del presente regolamento non comporta costi aggiuntivi per l'operatore associati alla giurisdizione o a differenze nella normativa applicabile. Ciò vale anche quando il cliente non è un consumatore bensì un'impresa che effettua acquisti come utilizzatore finale e che quindi effettua transazioni in modo del tutto simile a un consumatore. Se, al contrario, esercita o dirige le sue attività verso lo Stato membro del cliente, l'operatore ha manifestato la sua intenzione di stabilire rapporti commerciali con i clienti di tale Stato membro e ha quindi potuto tener conto dei costi connessi.

Motivazione

Questo emendamento è finalizzato a chiarire che le imprese che effettuano acquisti come utilizzatori finali si comportano come consumatori e non rientrano nella nozione di "cliente" stabilita dal regolamento e che non insorge alcun costo aggiuntivo, indipendentemente dal fatto che il "cliente" sia un consumatore o un'impresa.

Emendamento     17

Proposta di regolamento

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  Il regolamento dovrebbe tener conto del principio di proporzionalità, in particolare per le microimprese e le piccole e medie imprese, e del diritto degli operatori di mercato di selezionare il mercato indirizzando le loro attività verso specifici Stati membri o determinate categorie di clienti. Il regolamento dovrebbe pertanto garantire un equilibrio tra il principio della libertà di iniziativa commerciale e la libertà di scelta della strategia commerciale, da un lato, e la necessità di superare le pratiche ingiustificate di blocco geografico nei confronti di clienti e imprese dei diversi Stati membri.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare, compresi i marchi di pagamento. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, non vi sono ragioni affinché gli operatori discriminino i clienti all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali transazioni modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere a sua volta espressamente vietata. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 vieta già a tutti i beneficiari, compresi gli operatori, di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro.

(24)  Ai sensi del diritto dell'Unione, gli operatori sono liberi, in linea di principio, di decidere quali mezzi di pagamento accettare, compresi i marchi di pagamento. Tuttavia, una volta effettuata la scelta, tenuto conto del quadro giuridico vigente per i servizi di pagamento, non vi sono ragioni affinché gli operatori discriminino tra i clienti all'interno dell'Unione rifiutando di effettuare alcune operazioni commerciali, o applicando a tali transazioni modalità di pagamento diverse, per motivi legati alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento del cliente. In questo particolare contesto, l'ingiustificata disparità di trattamento per motivi legati all'ubicazione del conto di pagamento, al luogo di stabilimento del prestatore dei servizi di pagamento o al luogo di emissione dello strumento di pagamento all'interno dell'Unione dovrebbe essere a sua volta espressamente vietata. Occorre inoltre ricordare che il regolamento (UE) n. 260/2012 vieta già a tutti i beneficiari, compresi gli operatori, di esigere che i conti bancari siano ubicati in un determinato Stato membro per accettare un pagamento in euro.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  La direttiva 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28 ha introdotto rigorosi requisiti di sicurezza relativamente agli ordini e al trattamento dei pagamenti elettronici, che hanno ridotto il rischio di frode per tutti i nuovi mezzi di pagamento e per quelli più tradizionali, in particolare per i pagamenti online. I prestatori di servizi di pagamento sono tenuti ad applicare la cosiddetta autenticazione a due fattori del cliente, un processo di autenticazione che convalida l'identità dell'utente di un servizio di pagamento o di un'operazione di pagamento. Per le transazioni a distanza, come i pagamenti online, i requisiti di sicurezza ancora più rigorosi, e richiedono un link dinamico all'importo della transazione e al conto del beneficiario, per proteggere l'utilizzatore riducendo al minimo i rischi in caso di errori o attacchi fraudolenti. In virtù di tali disposizioni, il rischio di frodi nei pagamenti per acquisti sul territorio nazionale od oltrefrontiera risulta identico e non dovrebbe essere usato come argomento per rifiutare o discriminare le transazioni commerciali all'interno dell'Unione.

(25)  La direttiva 2015/2366/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28 ha introdotto rigorosi requisiti di sicurezza relativamente agli ordini e al trattamento dei pagamenti elettronici, che hanno ridotto il rischio di frode per tutti i nuovi mezzi di pagamento e per quelli più tradizionali, in particolare per i pagamenti online. I prestatori di servizi di pagamento sono tenuti ad applicare la cosiddetta autenticazione a due fattori del cliente, un processo di autenticazione che convalida l'identità dell'utente di un servizio di pagamento o di un'operazione di pagamento. Per le transazioni a distanza, come i pagamenti online, i requisiti di sicurezza ancora più rigorosi, e richiedono un link dinamico all'importo della transazione e al conto del beneficiario, per proteggere l'utilizzatore riducendo al minimo i rischi in caso di errori o attacchi fraudolenti. In virtù di tali disposizioni, gli acquisti transfrontalieri non comportano un rischio più elevato di frodi nei pagamenti rispetto agli acquisti sul territorio nazionale, il che significa che il rischio di frodi nei pagamenti non dovrebbe essere usato come argomento per rifiutare o discriminare le transazioni commerciali all'interno dell'Unione.

__________________

__________________

28 Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337, 23.12.2015, pag. 35).

28 Direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2015, relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, che modifica le direttive 2002/65/CE, 2009/110/CE e 2013/36/UE e il regolamento (UE) n. 1093/2010, e abroga la direttiva 2007/64/CE (GU L 337, 23.12.2015, pag. 35).

Emendamento     20

Proposta di regolamento

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  I dati e i metadati generati dal commercio elettronico e dalle transazioni online dovrebbero essere conformi al quadro legislativo relativo al traffico di dati e alla loro ubicazione, conservazione, protezione e analisi, in modo da rispettare pienamente il diritto dell'Unione. Al di là di detto requisito minimo, le imprese che praticano il commercio elettronico dovrebbero essere incoraggiate a sviluppare modelli imprenditoriali innovativi che si avvalgono del minor numero possibile di dati, comportano la raccolta dei soli dati minimi necessari per la loro finalità legittima e li conservano per un periodo quanto più breve possibile.

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull'applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l'obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione a determinati clienti o a clienti in determinati territori, sono generalmente considerate restrittive della concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE Anche quando non sono contemplati dall'articolo 101 del TFUE, nel contesto dell'applicazione del presente regolamento, essi pregiudicano il corretto funzionamento del mercato interno e possono essere utilizzati per eludere le disposizioni del presente regolamento. Le disposizioni di tali accordi e di accordi di altro tipo in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all'accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

(26)  Il presente regolamento non dovrebbe incidere sull'applicazione delle norme sulla concorrenza, in particolare degli articoli 101 e 102 del TFUE. Gli accordi che impongono agli operatori commerciali l'obbligo di non praticare vendite passive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione a determinati clienti o a clienti in determinati territori, sono generalmente considerate limitare la concorrenza e non possono, di norma, essere esentati dal divieto di cui all'articolo 101, paragrafo 1, del TFUE Anche quando tali accordi non sono contemplati dall'articolo 101 del TFUE, nel contesto dell'applicazione del presente regolamento, essi pregiudicano il corretto funzionamento del mercato interno e possono essere utilizzati per eludere le disposizioni del presente regolamento. Le disposizioni di tali accordi e di accordi di altro tipo in materia di vendite passive che richiedono all'operatore di agire in violazione del presente regolamento dovrebbero pertanto essere automaticamente prive di validità. Tuttavia, il presente regolamento, in particolare le disposizioni relative all'accesso a beni o servizi, non dovrebbe pregiudicare gli accordi che limitano le vendite attive ai sensi del regolamento (UE) n. 330/2010.

__________________

__________________

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all'applicazione dell'articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

29 Regolamento (UE) n. 330/2010 della Commissione, del 20 aprile 2010, relativo all'applicazione dell'articolo 101, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea a categorie di accordi verticali e pratiche concordate (GU L 102 del 23.4.2010, pag. 1).

Emendamento     22

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrà concentrarsi in particolare sull'eventuale estensione del divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

(29)  Il presente regolamento sarà sottoposto regolarmente a valutazione, al fine di proporre le modifiche eventualmente necessarie. La prima valutazione dovrà concentrarsi in particolare sull'eventuale estensione del divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso o la vendita di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati. La prima valutazione dovrebbe tener conto degli sviluppi giuridici negli Stati membri relativamente alla riforma del diritto d'autore, ai servizi di media audiovisivi e alla portabilità transfrontaliera dei servizi di contenuti online.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di contrastare efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai clienti di beneficiare pienamente di tali norme.

(33)  Al fine di conseguire l'obiettivo di prevenire efficacemente la discriminazione diretta e indiretta in base alla nazionalità o al luogo di residenza o di stabilimento dei clienti e di offrire mezzi di ricorso efficaci ai clienti che se ne ritengono vittime, è opportuno adottare un regolamento direttamente applicabile in tutti gli Stati membri. Ciò è necessario per garantire che le norme antidiscriminatorie vengano applicate in modo uniforme in tutta l'Unione ed entrino in vigore simultaneamente. Solo un regolamento garantisce il grado di chiarezza, uniformità e certezza del diritto necessario per consentire ai clienti di beneficiare pienamente di tali norme.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento;

(a)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro diverso dallo Stato membro in cui il cliente ha la sua residenza o il suo luogo di stabilimento;

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, nello stesso Stato membro in cui il cliente ha la residenza o il luogo di stabilimento, ma il cliente è cittadino di un altro Stato membro;

(b)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, nello stesso Stato membro in cui il cliente ha la sua residenza o il suo luogo di stabilimento, ma il cliente è cittadino di un altro Stato membro;

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'operatore vende beni e presta servizi, o intende farlo, in uno Stato membro in cui il cliente si trovi temporaneamente senza che vi risieda o vi abbia il suo luogo di stabilimento.

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento     27

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Il presente regolamento non pregiudica le norme applicabili in materia di diritto d'autore e diritti connessi.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la residenza abituale o il domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012.

5.  Il presente regolamento non pregiudica gli atti del diritto dell'Unione riguardanti la cooperazione giudiziaria in materia civile. La conformità al presente regolamento non implica che un operatore diriga le sue attività verso lo Stato membro in cui il consumatore ha la sua residenza abituale o il suo domicilio ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, lettera b), del regolamento (CE) n. 593/2008 e dell'articolo 17, paragrafo 1, lettera c) del regolamento (UE) n. 1215/2012.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Articolo 2 – comma 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie; l'acqua, il gas e l'energia elettrica sono considerati beni ai sensi del presente regolamento quando sono messi in vendita in volume limitato o in quantità determinata;

(e)  "bene": qualsiasi bene mobile materiale ad esclusione dei beni oggetto di vendita forzata o comunque imposta dalle autorità giudiziarie;

Motivazione

Il caso specifico qui illustrato, sebbene ripreso dalla definizione di beni della direttiva sui diritti del consumatore (2011/83/CE), non appare rilevante ai fini del regolamento sui blocchi geografici ingiustificati.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione originale dell'interfaccia online deve restare facilmente accessibile per il cliente in questione.

In caso di reindirizzamento con l'esplicito consenso del cliente, la versione originale dell'interfaccia online deve restare facilmente accessibile per l'utilizzo da parte del cliente in questione.

Motivazione

Questo emendamento mira a specificare che un'interfaccia non dovrebbe restare solamente accessibile al cliente, ma deve anche essere utilizzabile per consentire lo svolgimento di transazioni.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Articolo 3 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei clienti a un'interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 4, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione. Tale giustificazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

4.  Quando l'operatore blocca o limita l'accesso dei clienti a un'interfaccia online o reindirizza i clienti a una diversa versione dell'interfaccia online in conformità con il paragrafo 3, è tenuto a fornirne una chiara giustificazione. Tale giustificazione è data nella lingua dell'interfaccia online cui il cliente desiderava accedere inizialmente.

Emendamento   32

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti;

(b)  l'operatore fornisce servizi tramite mezzi elettronici, ad esclusione dei servizi che consistono principalmente nel fornire l'accesso e l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti o nella loro vendita;

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al cliente nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il cliente ha la cittadinanza o in cui ha la residenza o il luogo di stabilimento.

(c)  l'operatore fornisce servizi diversi da quelli di cui alla lettera b), e tali servizi sono prestati al cliente nei locali dell'operatore o in un luogo fisico in cui l'operatore esercita la sua attività, in uno Stato membro diverso da quello di cui il cliente ha la cittadinanza o in cui ha la sua residenza o il suo luogo di stabilimento.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non preclude agli operatori la possibilità di addebitare spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 e per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012. Le spese addebitate non superano i costi sostenuti dall'operatore per l'utilizzo dello strumento di pagamento.

2.  Il divieto di cui al paragrafo 1 non impedisce agli operatori di addebitare spese per l'utilizzo di strumenti di pagamento basati su carta le cui commissioni interbancarie non sono oggetto del capo II del regolamento (UE) 2015/751 e per i servizi di pagamento ai quali non si applica il regolamento (UE) n. 260/2012. Le spese addebitate non superano i costi sostenuti dall'operatore per l'utilizzo dello strumento di pagamento.

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'applicazione del presente regolamento. Gli Stati membri garantiscono che l'organismo o gli organismi designati responsabili del rispetto del presente regolamento dispongano di mezzi adeguati ed efficaci .

1.  Ogni Stato membro designa uno o più organismi responsabili dell'applicazione del presente regolamento. Gli Stati membri garantiscono che l'organismo o gli organismi designati responsabili del rispetto del presente regolamento dispongano di mezzi adeguati ed efficaci, anche tramite meccanismi per la cooperazione transfrontaliera.

Motivazione

Seppur mantenendo lo spirito della proposta della Commissione e consentendo agli Stati membri di determinare quale organismo o quali organismi designare e le modalità per garantire la conformità, questo emendamento sottolinea che qualsiasi disposizione deve includere meccanismi per la cooperazione transfrontaliera atti a garantire l'efficacia.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Articolo 8 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Assistenza ai consumatori

Assistenza ai clienti

Motivazione

Poiché il regolamento non si applica solamente ai "consumatori" ma anche alle imprese che effettuano transazioni come utilizzatori finali ("clienti"), l'assistenza e i meccanismi di composizione delle controversie dovrebbero includere tutti i "clienti" ai sensi del regolamento in esame.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli organismi di cui al paragrafo 1 devono fornire ai consumatori un modello uniforme di modulo per presentare reclami agli organismi di cui al paragrafo 1 e all'articolo 7, paragrafo 1. La Commissione assiste gli organismi nell'elaborazione di tale modello.

2.  Gli organismi di cui al paragrafo 1 devono fornire ai clienti un modello uniforme di modulo per presentare reclami agli organismi di cui al paragrafo 1 e all'articolo 7, paragrafo 1. La Commissione assiste gli organismi nell'elaborazione di tale modello.

Motivazione

Poiché il regolamento non si applica solamente ai "consumatori" ma anche alle imprese che effettuano transazioni come utilizzatori finali ("clienti"), l'assistenza e i meccanismi di composizione delle controversie dovrebbero includere tutti i "clienti" ai sensi del regolamento in esame.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), vada applicato anche ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati.

2.  La prima valutazione di cui al paragrafo 1 viene effettuata, in particolare, allo scopo di stabilire se il divieto di discriminazione di cui all'articolo 4, paragrafo 1, lettera b), vada applicato anche ai servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti, a condizione che il commerciante abbia i necessari diritti per i territori interessati. La valutazione tiene conto delle specificità dei beni e dei servizi culturali tutelati dal diritto d'autore.

Motivazione

La clausola di revisione è finalizzata, in modo specifico, alla valutazione della possibilità di estendere l'ambito di applicazione del regolamento al fine di includere i "servizi prestati tramite mezzi elettronici, la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e permettere l'uso di opere tutelate dal diritto d'autore o di altri materiali protetti". Questa modifica sottolinea che le specificità dei beni e dei servizi culturali devono essere tenute pienamente in considerazione nella valutazione.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell’ambito del mercato interno

Riferimenti

COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

IMCO

9.6.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

CULT

9.6.2016

Relatore per parere

       Nomina

Therese Comodini Cachia

7.7.2016

Approvazione

24.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

1

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Angel Dzhambazki, Jill Evans, María Teresa Giménez Barbat, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Luigi Morgano, Momchil Nekov, John Procter, Michaela Šojdrová, Yana Toom, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Sylvie Guillaume


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Impedire i blocchi geografici e altre forme di discriminazione dei clienti basate sulla nazionalità, il luogo di residenza o il luogo di stabilimento nell’ambito del mercato interno

Riferimenti

COM(2016)0289 – C8-0192/2016 – 2016/0152(COD)

Presentazione della proposta al PE

25.5.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

IMCO

9.6.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

ITRE

9.6.2016

CULT

9.6.2016

JURI

9.6.2016

 

Commissioni associate

       Annuncio in Aula

JURI

19.1.2017

 

 

 

Relatori

       Nomina

Róża Gräfin von Thun und Hohenstein

17.6.2016

 

 

 

Esame in commissione

29.9.2016

6.3.2017

21.3.2017

 

Approvazione

25.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

30

3

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Sergio Gaetano Cofferati, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Dennis de Jong, Pascal Durand, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Morten Løkkegaard, Eva Maydell, Marlene Mizzi, Marcus Pretzell, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Jasenko Selimovic, Ivan Štefanec, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Roberta Metsola, Franz Obermayr, Julia Reda, Ulrike Trebesius, Sabine Verheyen

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

David Coburn, Pál Csáky, Andor Deli, Dieter-Lebrecht Koch

Deposito

27.4.2017


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

30

+

ALDE

EFDD

PPE

 

 

S&D

 

 

Verts/ALE

Dita Charanzová, Morten Løkkegaard, Jasenko Selimovic

Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Marco Zullo

Pascal Arimont, Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Pál Csáky, Andor Deli, Dieter-Lebrecht Koch, Eva Maydell, Roberta Metsola, Andreas Schwab, Ivan Štefanec, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Sabine Verheyen

Sergio Gaetano Cofferati, Nicola Danti, Evelyne Gebhardt, Lidia Joanna Geringer de Oedenberg, Maria Grapini, Liisa Jaakonsaari, Marlene Mizzi, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová, Catherine Stihler

Pascal Durand, Julia Reda

3

-

EFDD

ENF

David Coburn

Franz Obermayr, Marcus Pretzell

4

0

ECR

GUE/NGL

Daniel Dalton, Ulrike Trebesius, Anneleen Van Bossuyt

Dennis de Jong

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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