Procedura : 2016/0151(COD)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0192/2017

Testi presentati :

A8-0192/2017

Discussioni :

Votazioni :

PV 18/05/2017 - 11.8
CRE 18/05/2017 - 11.8
PV 02/10/2018 - 7.7
CRE 02/10/2018 - 7.7

Testi approvati :

P8_TA(2018)0364

RELAZIONE     ***I
PDF 1887kWORD 258k
10.5.2017
PE 587.655v03-00 A8-0192/2017

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato

(COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD))

Commissione per la cultura e l'istruzione

Relatori: Sabine Verheyen, Petra Kammerevert

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione giuridica
 PARERE della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato

(COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0287),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, l'articolo 53, paragrafo 1, e l'articolo 62 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0193/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del ... (1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni del 7 dicembre 2016(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la cultura e l'istruzione e i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione giuridica e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0192/2017),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Titolo 1

Testo della Commissione

Emendamento

Proposta di

Proposta di

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

DIRETTIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato

recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato (direttiva sui servizi di media audiovisivi)

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video.

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida a causa dell'attuale convergenza tra la televisione e i servizi internet. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video. Tale convergenza dei media esige un quadro giuridico aggiornato onde riflettere l'evoluzione del mercato e raggiungere un equilibrio tra l'accesso ai servizi di contenuti online, la tutela dei consumatori e la competitività.

__________________

__________________

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 2

Testo della Commissione

Emendamento

(2)  Il 6 maggio 2015 la Commissione ha adottato la "Strategia per il mercato unico digitale in Europa"30, nella quale ha annunciato il riesame della direttiva 2010/13/UE.

(2)  Il 6 maggio 2015 la Commissione ha adottato la "Strategia per il mercato unico digitale in Europa"30, nella quale ha annunciato il riesame della direttiva 2010/13/UE. Nella sua risoluzione del 19 gennaio 2016 sul tema "Verso un atto per il mercato unico digitale"30bis, il Parlamento europeo illustra le proprie attese rispetto al riesame. Il Parlamento europeo aveva già sollecitato un riesame il 4 luglio 2013 nella sua risoluzione sulla televisione connessa30ter e il 12 marzo 2014 nella sua risoluzione sulla preparazione a un mondo audiovisivo caratterizzato dalla piena convergenza 30quater, indicando gli obiettivi di tale riesame.

__________________

__________________

30 COM(2015) 192 final

30 COM(2015) 192 final

 

30 bis P8_TA(2016)0009

 

30 ter P7_TA(2013)0329

 

30 quater P7_TA(2014)0232

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe rimanere applicabile unicamente ai servizi la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall’attività principale del fornitore del servizio, come parti autonome di quotidiani online che propongono programmi audiovisivi o video generati dagli utenti ove tali parti possano essere considerate scindibili dall’attività principale del fornitore del servizio. I servizi dei media sociali sono esclusi, tranne qualora forniscano un servizio che rientra nella definizione di piattaforma per la condivisione di video. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall’attività principale a seguito dei legami tra l’offerta audiovisiva e l’attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video caratterizzata dall'assenza di responsabilità editoriale. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva.

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe essere applicabile unicamente ai servizi la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall’attività principale del fornitore del servizio. Dal momento che i servizi delle piattaforme di media sociali fanno sempre più affidamento sui contenuti audiovisivi, essi sono pertinenti ai fini della direttiva 2010/13/UE nella misura in cui forniscano servizi rispondenti ai criteri che definiscono una piattaforma per la condivisione di video. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall’attività principale a seguito dei legami tra l’offerta audiovisiva e l’attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva. I giochi d'azzardo con posta in denaro, comprese le lotterie, le scommesse e altre forme di servizi di giochi d’azzardo, nonché i giochi in linea e i motori di ricerca, dovrebbero continuare a essere esclusi dall'ambito di applicazione della direttiva 2010/13/UE.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Le decisioni editoriali sono prese giorno per giorno, in particolare dai direttori dei programmi o caporedattori nel quadro di un palinsesto approvato. Il luogo in cui vengono prese le decisioni editoriali è il posto di lavoro abituale delle persone che le assumono.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 4

Testo della Commissione

Emendamento

(4)  Al fine di assicurare un'efficace attuazione della presente direttiva è essenziale che gli Stati membri tengano registri aggiornati dei fornitori di servizi di media audiovisivi e dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video sotto la loro giurisdizione e condividano periodicamente questi dati con le competenti autorità di regolamentazione indipendenti e con la Commissione. Tali registri dovrebbero comprendere informazioni sui criteri su cui è basata la giurisdizione.

(4)  Al fine di assicurare un'efficace attuazione della presente direttiva è essenziale che gli Stati membri tengano registri aggiornati e trasparenti dei fornitori di servizi di media audiovisivi e dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video sotto la loro giurisdizione e condividano periodicamente questi dati con le autorità e/o gli organismi competenti di regolamentazione indipendenti e con la Commissione. Tali registri dovrebbero comprendere informazioni sui criteri su cui è basata la giurisdizione.

 

(La parte del presente emendamento concernente "le autorità e/o gli organismi di regolamentazione" si applica a tutto il testo. L'approvazione dell'emendamento implica adeguamenti tecnici in tutto il testo).

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione delle procedure di cooperazione di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. È pertanto opportuno conferire al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA) il potere di fornire pareri sulla giurisdizione su richiesta della Commissione.

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione degli articoli 2, 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. È pertanto opportuno conferire al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA), composto di autorità e/o organismi di regolamentazione indipendenti nel campo dei servizi di media audiovisivi, il potere di fornire pareri non vincolanti sulla giurisdizione su richiesta della Commissione. È importante che l'ERGA e il comitato di contatto si tengano reciprocamente informati e cooperino con le autorità e/o gli organismi di regolamentazione.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio “Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE”31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi ben concepiti, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio. L’esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di un codice di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Sanzioni progressive che mantengano un elemento di proporzionalità sono in genere considerate un approccio efficace per far rispettare un regime. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio “Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell’UE”31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio, che costituiscono un utile strumento ausiliario e complementare all'attività legislativa. L’esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di un codice di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

__________________

__________________

31 COM(2015) 215 final

31 COM(2015) 215 final

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Al fine di garantire coerenza e fornire certezza alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di «incitamento all'odio» dovrebbe, nella misura appropriata, essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come «istigazione pubblica alla violenza o all'odio». Dovrebbero essere armonizzati anche i motivi sui quali si fonda l’istigazione alla violenza o all’odio.

(8)  Al fine di garantire coerenza e certezza giuridica ai cittadini dell'Unione, alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di «incitamento all'odio» dovrebbe essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come «istigazione pubblica alla violenza o all'odio». I motivi sui quali si fonda l’istigazione alla violenza o all’odio dovrebbero essere ampliati in linea con i motivi previsti dall'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la Carta).

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 8 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(8 bis)  Al fine di consentire ai cittadini di accedere alle informazioni, operare scelte con cognizione di causa, valutare il contesto dei media e usare, analizzare criticamente e creare in modo responsabile contenuti audiovisivi, occorre che essi dispongano di un livello avanzato di competenze di alfabetizzazione mediatica. Tali competenze di alfabetizzazione mediatica consentirebbero loro di comprendere la natura dei contenuti e dei servizi, avvalendosi dell'intera gamma di possibilità offerte dalle tecnologie delle comunicazioni, di modo che possano utilizzare i media in maniera efficace e sicura. L'alfabetizzazione mediatica non dovrebbe essere limitata all'apprendimento in materia di strumenti e tecnologie, ma dovrebbe mirare a dotare i cittadini delle capacità di riflessione critica necessarie per esercitare la capacità di giudizio, analizzare realtà complesse, riconoscere la differenza tra opinioni e fatti e opporsi a qualsiasi forma di incitamento all'odio. È opportuno promuovere lo sviluppo dell'alfabetizzazione mediatica per tutti i cittadini, indipendentemente dall'età.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, compresi i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica.

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, segnatamente i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti su tali contenuti, nello specifico contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Parimenti, i fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero fornire tali informazioni, nei limiti previsti dagli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Garantire l'accessibilità dei contenuti audiovisivi è un requisito essenziale nel contesto dell'applicazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità. Il diritto delle persone con una disabilità e degli anziani a partecipare e a essere integrati nella vita sociale e culturale dell'Unione è legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero adottare senza indugio misure adeguate e proporzionate per garantire che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione cerchino attivamente di rendere i contenuti accessibili alle persone con una disabilità visiva o uditiva. I requisiti di accessibilità dovrebbero essere soddisfatti attraverso un processo progressivo e continuo, tenendo conto dei vincoli pratici e inevitabili che potrebbero impedire la piena accessibilità, come i programmi o gli eventi trasmessi in tempo reale. Dovrebbe essere possibile elaborare misure di accessibilità adeguate attraverso l'autoregolamentazione e la coregolamentazione. Al fine di agevolare l'accesso alle informazioni e trattare i reclami sulle questioni relative all'accessibilità, è opportuno che gli Stati membri istituiscano un unico punto di contatto, che dovrebbe essere pienamente accessibile online.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  A livello nazionale e internazionale esistono orientamenti nutrizionali ampiamente riconosciuti, quali il modello di profilo nutrizionale dell’ufficio regionale dell’OMS per l’Europa, finalizzati a differenziare gli alimenti sulla base della loro composizione nutrizionale nell’ambito degli annunci pubblicitari televisivi di prodotti alimentari destinati ai bambini. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per ridurre efficacemente l’esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi a tali orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali.

(10)  Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che l'autoregolamentazione e la coregolamentazione, compresi i codici di condotta, contribuiscano efficacemente all'obiettivo di ridurre l’esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi agli orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali. L'autoregolamentazione e la coregolamentazione dovrebbero contribuire a tale obiettivo e dovrebbero essere monitorate con attenzione.

Emendamento     14

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Inoltre, gli Stati membri dovrebbero assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano finalizzati a ridurre efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alla promozione del gioco d'azzardo. A livello unionale e nazionale esistono diversi regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione intesi a promuovere il gioco d'azzardo responsabile, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive dei giochi d'azzardo.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell’Unione è necessario garantire l’efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica. Codici di condotta a livello dell’Unione, se correttamente applicati e opportunamente monitorati, potrebbero costituire un valido strumento per garantire un approccio più coerente ed efficace.

(12)  Al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell’Unione è necessario garantire l’efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Il mercato della radiodiffusione televisiva si è evoluto ed è ora necessaria una maggiore flessibilità per le comunicazioni commerciali audiovisive, in particolare per le norme quantitative concernenti i servizi di media audiovisivi lineari, l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione. L’emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

(13)  Il mercato dei servizi di media audiovisivi si è evoluto e sono ora necessarie una maggiore chiarezza e una maggiore flessibilità per garantire condizioni di parità più autentiche in relazione alle comunicazioni commerciali audiovisive, alla sponsorizzazione e all'inserimento di prodotti. L’emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Al fine di garantire l'efficacia della presente direttiva, in particolare per quanto riguarda la responsabilità editoriale dei fornitori di servizi di media, dovrebbe essere tutelata l'integrità dei programmi e dei servizi. Le modifiche alla visualizzazione dei programmi e servizi apportate dal destinatario di un servizio dovrebbero essere consentite.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 13 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 ter)  La misurazione indipendente del pubblico nel caso dei servizi di media audiovisivi, comprese le comunicazioni commerciali audiovisive, è necessaria per garantire un'informazione adeguata e trasparente ai fornitori di servizi di media audiovisivi e alle autorità e/o agli organismi di regolamentazione.

Motivazione

Questo nuovo considerando mira a sottolineare che la misurazione di norme quantitative, ad esempio le quote per le opere europee, richiede una misurazione indipendente per garantire la correttezza dei dati e la rilevanza di tali disposizioni.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i servizi o i programmi di media audiovisivi, promuovendo nel contempo il nome, il marchio, l’immagine, le attività o i prodotti di una persona fisica o giuridica. La sponsorizzazione costituisce pertanto una valida forma di pubblicità per gli inserzionisti e i fornitori di servizi di media audiovisivi, in quanto gli annunci di sponsorizzazione possono contenere riferimenti promozionali ai prodotti o ai servizi dello sponsor, pur non incoraggiandone direttamente l’acquisto. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l’esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Il contenuto dei programmi sponsorizzati non dovrebbe essere influenzato in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi.

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i contenuti audiovisivi. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l’esistenza di un accordo di sponsorizzazione. I contenuti sponsorizzati non dovrebbero essere influenzati in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  La liberalizzazione dell’inserimento di prodotti non ha portato alla diffusione prevista di questa forma di comunicazione commerciale audiovisiva. In particolare, il divieto generale di inserimento di prodotti, con alcune eccezioni, non ha assicurato la certezza del diritto ai fornitori di servizi di media audiovisivi. L'inserimento di prodotti dovrebbe pertanto essere consentito, salvo eccezioni, in tutti i servizi di media audiovisivi.

(15)  La liberalizzazione dell’inserimento di prodotti non ha portato alla diffusione prevista di questa forma di comunicazione commerciale audiovisiva. In particolare, il divieto generale di inserimento di prodotti, con alcune eccezioni, non ha assicurato la certezza del diritto ai fornitori di servizi di media audiovisivi. L'inserimento di prodotti dovrebbe pertanto essere consentito, salvo eccezioni, in tutti i servizi di media audiovisivi e in tutti i servizi delle piattaforme per la condivisione di video, poiché può creare entrate aggiuntive per i fornitori di servizi di media audiovisivi.

Motivazione

È necessario tenere conto dell'integrazione dei video generati dagli utenti nelle norme sull'inserimento di prodotti ai sensi della direttiva sui servizi di media audiovisivi.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  Al fine di tutelare la responsabilità editoriale dei fornitori di servizi di media, nonché la catena di creazione del valore in ambito audiovisivo, è fondamentale assicurare l'integrità dei programmi e dei servizi dei fornitori di servizi di media. I programmi e i servizi dovrebbero essere trasmessi in maniera integrale, inalterata e senza interruzioni. I programmi e i servizi non dovrebbero essere modificati senza il consenso del fornitore di servizi di media.

Motivazione

I soggetti terzi non dovrebbero essere in grado di modificare programmi e servizi senza il consenso del fornitore di servizi di media.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi, i programmi per bambini e i contenuti destinati principalmente a questi ultimi. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi per bambini e nei contenuti destinati principalmente ad essi. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  La norma secondo cui a un prodotto non dovrebbe essere dato indebito rilievo si è rivelata difficile da applicare nella pratica. Inoltre essa limita la diffusione dell’inserimento di prodotti che, per definizione, comporta un’esposizione relativamente importante per generare valore. I requisiti dei programmi che contengono l’inserimento di prodotti dovrebbero pertanto essere incentrati sulla chiara esigenza di informare i telespettatori circa l’esistenza dell’inserimento di prodotti e sulla necessità di garantire che l’indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi non sia compromessa.

soppresso

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Sebbene la presente direttiva non aumenti i tempi pubblicitari complessivi consentiti tra le ore 7 e le ore 23, per le emittenti è importante disporre di maggiore flessibilità e poter decidere quando trasmettere la pubblicità al fine di massimizzare la domanda degli inserzionisti e il flusso degli spettatori. Il limite orario dovrebbe pertanto essere abolito, mentre dovrebbe essere introdotto un limite giornaliero del 20% di pubblicità nella fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 23.

(19)  Per le emittenti è importante disporre di maggiore flessibilità e poter decidere quando trasmettere la pubblicità al fine di massimizzare la domanda degli inserzionisti e il flusso degli spettatori. Il limite orario dovrebbe pertanto essere abolito, mentre dovrebbe essere introdotto un limite giornaliero del 20% di pubblicità. È tuttavia necessario mantenere altresì un livello sufficiente di protezione dei consumatori al riguardo poiché tale flessibilità potrebbe esporre i telespettatori a una quantità eccessiva di pubblicità nelle ore di maggiore ascolto. Pertanto, è opportuno applicare limiti specifici nelle fasce di maggiore ascolto.

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Numerose emittenti fanno parte di grandi gruppi di media e trasmettono annunci che riguardano non soltanto i propri programmi e i prodotti direttamente derivati da tali programmi, ma anche i programmi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di media. Il tempo di trasmissione riservato agli annunci diffusi dall’emittente in relazione ai programmi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di media non dovrebbe essere incluso nella durata massima del tempo di trasmissione giornaliero che può essere concesso per la pubblicità e la televendita.

(20)  Numerose emittenti fanno parte di grandi gruppi di emittenti e trasmettono annunci che riguardano non soltanto i propri programmi e i prodotti collaterali e i servizi di media audiovisivi direttamente derivati da tali programmi, ma anche i programmi, prodotti e servizi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di emittenti. Inoltre, il tempo di trasmissione riservato agli annunci diffusi dall’emittente in relazione ai programmi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di emittenti non dovrebbe essere incluso nella durata massima del tempo di trasmissione giornaliero che può essere concesso per la pubblicità e la televendita.

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee e che a queste sia dato debito rilievo.

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee e che a queste sia dato debito rilievo. Ciò dovrebbe consentire agli utilizzatori dei servizi di media audiovisivi a richiesta di individuare e trovare facilmente opere europee, promuovendo nel contempo la diversità culturale. A tal fine, i titolari dei diritti dovrebbero avere la facoltà di qualificare come opere europee, nei loro metadati, i contenuti audiovisivi classificabili come tali e metterli a disposizione dei fornitori di servizi di media.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di garantire livelli adeguati di investimenti a favore delle opere europee, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di imporre obblighi finanziari ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti sul loro territorio. Tali obblighi possono assumere la forma di contributi diretti alla produzione di opere europee e all’acquisizione di diritti sulle stesse. Gli Stati membri potrebbero anche imporre prelievi da versare in un fondo, sulla base delle entrate realizzate con i servizi a richiesta forniti e destinati al loro territorio. La presente direttiva chiarisce che, dato il legame diretto tra gli obblighi finanziari e le diverse politiche culturali degli Stati membri, uno Stato membro è autorizzato a imporre tali obblighi finanziari anche ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti in un altro Stato membro, ma che forniscono servizi destinati al suo territorio. In questo caso gli obblighi finanziari dovrebbero essere imposti soltanto sulle entrate generate dal pubblico di tale Stato membro.

(22)  Al fine di garantire livelli adeguati di investimenti a favore delle opere europee, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di imporre obblighi finanziari ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti nella loro giurisdizione. Tali obblighi possono assumere la forma di contributi diretti alla produzione di opere europee e all’acquisizione di diritti sulle stesse. Gli Stati membri potrebbero anche imporre prelievi da versare in un fondo, sulla base delle entrate realizzate con i servizi a richiesta forniti e destinati al loro territorio. La presente direttiva chiarisce che, dato il legame diretto tra gli obblighi finanziari e le diverse politiche culturali degli Stati membri, uno Stato membro è autorizzato a imporre tali obblighi finanziari anche ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti in un altro Stato membro, ma che forniscono servizi destinati al suo territorio. In questo caso gli obblighi finanziari dovrebbero essere imposti soltanto sulle entrate realizzate con i servizi a richiesta e quelle generate dal pubblico di tale Stato membro. Se lo Stato membro in cui è stabilito il fornitore impone un contributo finanziario, esso tiene conto degli eventuali contributi finanziari imposti dallo Stato membro destinatario dei servizi.

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 26

 

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio, è necessario stabilire norme proporzionate su tali aspetti.

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. I contenuti illeciti, nocivi, razzisti e xenofobi e i discorsi di incitamento all'odio ospitati su piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Inoltre, la decisione di rimuovere tali contenuti, che spesso dipende da un'interpretazione soggettiva, può compromettere la libertà di espressione e di informazione. In tale contesto, al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio ospitati su piattaforme per la condivisione di video e al fine di proteggere e garantire i diritti fondamentali degli utenti, è necessario stabilire norme comuni e proporzionate su tali aspetti. Tali norme dovrebbero in particolare definire ulteriormente a livello unionale le caratteristiche dei "contenuti nocivi" e della "istigazione alla violenza e all'odio", prendendo in considerazione l'intenzione e l'effetto di tali contenuti. Le misure di autoregolamentazione e di coregolamentazione attuate o approvate dagli Stati membri o dalla Commissione dovrebbero rispettare pienamente i diritti, le libertà e i principi sanciti dalla Carta, in particolare all'articolo 52. Le autorità e/o gli organismi di regolamentazione dovrebbero conservare poteri di esecuzione efficaci in tal senso.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 26 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(26 bis)  Nella direttiva (UE) 2017/XXX [sostituire con il riferimento alla direttiva sulla lotta contro il terrorismo una volta pubblicata e aggiornare il numero di articolo], la pubblica provocazione a commettere un reato di terrorismo è definita come un reato connesso ad attività terroristiche ed è punibile come reato. Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie per garantire la pronta rimozione di contenuti che costituiscono una pubblica provocazione a commettere reati di terrorismo.

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Le comunicazioni commerciali sulle piattaforme per la condivisione di video sono già disciplinate dalla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che vieta le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, comprese le pratiche ingannevoli e aggressive utilizzate nei servizi della società dell’informazione. Per quanto riguarda le comunicazioni commerciali sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati nelle piattaforme per la condivisione di video, i divieti esistenti di cui alla direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché i divieti applicabili alle comunicazioni riguardanti le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica a norma della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, garantiscono una sufficiente protezione dei consumatori. Le misure contenute nella presente direttiva integrano pertanto quelle stabilite nelle direttive 2005/29/CE, 2003/33/CE e 2014/40/UE.

(27)  Le comunicazioni commerciali sulle piattaforme per la condivisione di video sono già disciplinate dalla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che vieta le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, comprese le pratiche ingannevoli e aggressive utilizzate nei servizi della società dell’informazione. Per quanto riguarda le comunicazioni commerciali sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati nelle piattaforme per la condivisione di video, i divieti esistenti di cui alla direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché i divieti applicabili alle comunicazioni riguardanti le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica a norma della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, garantiscono una sufficiente protezione dei consumatori e dovrebbero essere applicati a tutti i servizi di media audiovisivi. Le misure contenute nella presente direttiva integrano pertanto quelle stabilite nelle direttive 2005/29/CE, 2003/33/CE e 2014/40/UE e creano condizioni di parità per i servizi di media audiovisivi, i servizi di piattaforma per la condivisione di video e i video generati dagli utenti.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  Una quota importante dei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video non è sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme per la condivisione di video. Tali fornitori, tuttavia, in genere determinano l’organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi. Essi dovrebbero pertanto essere tenuti ad adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e proteggere tutti i cittadini dall'istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a sesso, razza, colore della pelle, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica.

(28)  Alcuni contenuti ospitati sulle piattaforme per la condivisione di video o sulle piattaforme dei media sociali non sono sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme. Tali fornitori, tuttavia, in genere determinano l’organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi. Essi dovrebbero pertanto essere tenuti ad adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e proteggere tutti gli utenti dall'istigazione al terrorismo o dall'istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età, genere, espressione di genere, identità di genere, orientamento sessuale, status in materia di soggiorno o salute. Tali motivi hanno lo scopo di specificare ulteriormente le caratteristiche della "istigazione pubblica alla violenza o all'odio", ma non dovrebbero essere considerati l'unico criterio in base al quale limitare la messa a disposizione di contenuti audiovisivi.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  In considerazione della natura del coinvolgimento dei fornitori nei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video, tali misure dovrebbero riguardare l'organizzazione dei contenuti e non i contenuti in quanto tali. I requisiti al riguardo di cui alla presente direttiva dovrebbero pertanto applicarsi fatto salvo l’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio34, che prevede, per taluni fornitori di servizi della società dell’informazione, un’esenzione dalla responsabilità per le informazioni illecite memorizzate. Nelle prestazioni di servizi di cui all’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE, tali requisiti dovrebbero applicarsi anche fatto salvo l’articolo 15 di tale direttiva, che non impone ai fornitori un obbligo generale di sorveglianza di tali informazioni né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite, senza tuttavia riguardare gli obblighi di sorveglianza in casi specifici e, in particolare, lasciando impregiudicate le ordinanze emesse dalle autorità nazionali secondo le rispettive legislazioni.

(29)  In considerazione della natura del rapporto dei fornitori con i contenuti ospitati sulle piattaforme per la condivisione di video, tali misure dovrebbero riguardare l'organizzazione dei contenuti e non i contenuti in quanto tali. I requisiti al riguardo di cui alla presente direttiva dovrebbero pertanto applicarsi fatto salvo l’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio34, che prevede, per taluni fornitori di servizi della società dell’informazione, un’esenzione dalla responsabilità per le informazioni illecite memorizzate. Nelle prestazioni di servizi di cui all’articolo 14 della direttiva 2000/31/CE, tali requisiti dovrebbero applicarsi anche fatto salvo l’articolo 15 di tale direttiva, che non impone ai fornitori un obbligo generale di sorveglianza di tali informazioni né un obbligo generale di ricercare attivamente fatti o circostanze che indichino la presenza di attività illecite, senza tuttavia riguardare gli obblighi di sorveglianza in casi specifici e, in particolare, lasciando impregiudicate le ordinanze emesse dalle autorità nazionali secondo le rispettive legislazioni.

__________________

__________________

34 Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).

34 Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell’informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  È opportuno coinvolgere il più possibile i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all’atto dell’attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. La coregolamentazione dovrebbe pertanto essere incoraggiata. Al fine di assicurare in tutta l’Unione un approccio chiaro e coerente a tale riguardo, gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di imporre ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video l’adozione di misure più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all’odio. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora tali contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria.

(30)  È opportuno coinvolgere il più possibile i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all’atto dell’attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. L'autoregolamentazione e la coregolamentazione dovrebbero pertanto essere incoraggiate. Gli Stati membri dovrebbero mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora i contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria, conformemente al diritto dell'Unione e nel rispetto della libertà di espressione e informazione nonché del pluralismo dei media.

__________________

__________________

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro.

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE e generalmente forniscono servizi di hosting conformemente all'articolo 14 di detta direttiva. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. Considerando l'ampio pubblico delle piattaforme per la condivisione di video e dei media sociali, è opportuno che lo Stato membro che esercita la giurisdizione su tale piattaforma si coordini con gli altri Stati membri interessati per la regolamentazione di tali piattaforme. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro. In tale contesto, il concetto di "fornitore della piattaforma per la condivisione di video" dovrebbe essere inteso nel senso più ampio del termine in modo da includere i fornitori di servizi lineari e le piattaforme per la ritrasmissione di servizi di media audiovisivi, indipendentemente dai mezzi tecnici utilizzati per la ritrasmissione, quali il cavo, il satellite o internet.

Motivazione

Le piattaforme per la condivisione di video e i media sociali possono rivolgersi a un pubblico presente in tutta l'Unione, ma solo lo Stato membro in cui si considera che siano stabiliti avrà giurisdizione su di essi. Pertanto è necessario che gli Stati membri cooperino efficacemente nell'ambito della regolamentazione di tali piattaforme, allo scopo di garantire il corretto funzionamento del mercato unico digitale e tutelare efficacemente i cittadini europei.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

(33)  Ѐ opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità e/o degli organismi nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità e/o gli organismi di regolamentazione dovrebbero essere dotati dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità e/o degli organismi nazionali di regolamentazione stabiliti dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale. In tale contesto è necessario che le autorità e/o gli organismi di regolamentazione sostengano i fornitori di servizi di media audiovisivi nell'esercizio della loro indipendenza editoriale.

Emendamento     36

Proposta di direttiva

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Al fine di garantire un'applicazione coerente del quadro di regolamentazione del settore audiovisivo dell'Unione in tutti gli Stati membri, la Commissione ha istituito l'ERGA con decisione del 3 febbraio 201436. Compito dell'ERGA è consigliare e coadiuvare la Commissione nel suo compito inteso a garantire un'attuazione coerente della direttiva 2010/13/UE in tutti gli Stati membri dell'Unione e facilitare la cooperazione fra le autorità nazionali di regolamentazione e fra queste e la Commissione.

(35)  Al fine di garantire un'applicazione coerente del quadro di regolamentazione del settore audiovisivo dell'Unione in tutti gli Stati membri, la Commissione ha istituito l'ERGA con decisione del 3 febbraio 201436. Compito dell'ERGA è agire quale gruppo consultivo di esperti indipendenti e coadiuvare la Commissione nel suo compito inteso a garantire un'attuazione coerente della direttiva 2010/13/UE in tutti gli Stati membri dell'Unione e facilitare la cooperazione fra le autorità e/o gli organismi di regolamentazione e fra le autorità e/o gli organismi di regolamentazione e la Commissione.

_________________

_________________

36 Decisione C(2014)462 final della Commissione, del 3 febbraio 2014, che istituisce il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi.

36 Decisione C(2014)462 final della Commissione, del 3 febbraio 2014, che istituisce il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  L'ERGA ha fornito un contributo utile a una prassi regolamentare coerente e ha prestato consulenza di alto livello alla Commissione su questioni di attuazione. È pertanto opportuno procedere al riconoscimento formale e al rafforzamento del suo ruolo nella presente direttiva. Il gruppo dovrebbe pertanto essere ricostituito in virtù della presente direttiva.

(36)  L'ERGA e il comitato di contatto hanno fornito un contributo utile a una prassi regolamentare coerente e hanno prestato consulenza di alto livello e indipendente alla Commissione su questioni di attuazione.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di consultare l'ERGA su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi e alle piattaforme per la condivisione di video. Il gruppo dovrebbe assistere la Commissione offrendo la propria competenza e consulenza e agevolando lo scambio di buone pratiche. In particolare, la Commissione dovrebbe consultare l'ERGA nell'applicazione della direttiva 2010/13/UE al fine di facilitarne l'attuazione convergente in tutto il mercato unico digitale. Su richiesta della Commissione, l'ERGA dovrebbe fornire pareri su diverse materie, fra cui la giurisdizione, i codici di condotta dell'Unione in materia di protezione dei minori e di incitamento all'odio e le comunicazioni commerciali audiovisive dei prodotti alimentari ad elevato contenuto di grassi, sale/sodio e zuccheri.

(37)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di consultare il comitato di contatto su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi e alle piattaforme per la condivisione di video. Il gruppo dovrebbe anche avere la possibilità di assistere la Commissione offrendo la propria competenza e consulenza e agevolando lo scambio di buone pratiche. La Commissione dovrebbe essere in grado di consultare il comitato di contatto nell'applicazione della direttiva 2010/13/UE al fine di facilitarne l'attuazione coerente in tutto il mercato unico digitale. Il comitato di contatto dovrebbe deliberare in merito ai pareri su diverse materie, fra cui la giurisdizione, i codici di condotta e le regole dell'Unione in materia di protezione dei minori e di incitamento all'odio e le comunicazioni commerciali audiovisive dei prodotti alimentari ad elevato contenuto di grassi, sale/sodio e zuccheri elaborate dall'ERGA, onde facilitare il coordinamento con la legislazione degli Stati membri.

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di imporre obblighi intesi ad assicurare la reperibilità e l'accessibilità dei contenuti di interesse generale nell'ambito di obiettivi definiti di interesse generale quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale. Tali obblighi dovrebbero essere imposti solo se risultano necessari per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. A tale riguardo gli Stati membri dovrebbero in particolare esaminare la necessità di un intervento normativo rispetto ai risultati derivanti dalle forze di mercato. Se decidono di imporre norme di reperibilità, gli Stati membri dovrebbero imporre solo obblighi proporzionati alle imprese, per legittime considerazioni di interesse pubblico.

(38)  La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di imporre obblighi intesi ad assicurare la rilevanza appropriata dei contenuti di interesse generale nell'ambito di obiettivi definiti di interesse generale quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale. Tali obblighi dovrebbero essere imposti solo se risultano necessari per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. Se decidono di imporre norme sulla rilevanza appropriata, gli Stati membri dovrebbero imporre solo obblighi proporzionati alle imprese, per legittime considerazioni di interesse pubblico.

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis)  I mezzi per ottenere tale accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, i servizi per l'accesso come l'interpretariato nella lingua dei segni, la sottotitolazione per i non udenti e gli ipoudenti, sottotitoli audio, l'audiodescrizione e una navigazione tra menù facilmente comprensibile. I fornitori di servizi di media dovrebbero essere trasparenti e proattivi nel migliorare tali servizi di accesso per le persone con disabilità e per gli anziani, indicando in modo chiaro nelle informazioni relative al programma e nella guida elettronica dei programmi la disponibilità di tali servizi, elencandone le caratteristiche di accessibilità e spiegandone le modalità di utilizzo, e garantendo che siano accessibili alle persone con disabilità.

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39)  La presente direttiva rispetta i diritti fondamentali e osserva i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. In particolare, essa è volta a garantire il pieno rispetto del diritto alla libertà di espressione, della libertà d'impresa e del diritto al controllo giurisdizionale e a promuovere l'applicazione dei diritti dei minori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea.

(39)  Gli Stati membri, al momento di attuare la presente direttiva, hanno l'obbligo di rispettare i diritti fondamentali e osservano i principi riconosciuti segnatamente dalla Carta. In particolare, gli Stati membri dovrebbero garantire che le leggi, le regolamentazioni e le disposizioni amministrative nazionali che recepiscono la presente direttiva non minino direttamente o indirettamente il diritto alla libertà di espressione, della libertà d'impresa e il diritto al controllo giurisdizionale e promuovano l'applicazione dei diritti dei minori e il diritto alla non discriminazione sanciti dalla Carta.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a – punto i

 

Testo della Commissione

Emendamento

i)  un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il cui obiettivo principale del servizio o di una sezione distinguibile di esso, è inteso alla fornitura di programmi, sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi di media, al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/21/CE. Per siffatto servizio di media audiovisivo si intende o una trasmissione televisiva come definita alla lettera e) del presente paragrafo o un servizio di media audiovisivo a richiesta come definito alla lettera g) del presente paragrafo;

i)  un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, il cui obiettivo principale del servizio o di una sezione distinguibile di un servizio più ampio, è inteso alla fornitura di programmi, sotto la responsabilità editoriale di un fornitore di servizi di media, al fine di informare, intrattenere o istruire il grande pubblico, attraverso reti di comunicazioni elettroniche ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/21/CE. Per siffatto servizio di media audiovisivo si intende o una trasmissione televisiva come definita alla lettera e) del presente paragrafo o un servizio di media audiovisivo a richiesta come definito alla lettera g) del presente paragrafo;";

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera a bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

"a bis)  "servizio di piattaforma per la condivisione di video", un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che risponde ai seguenti requisiti:

"a bis)  "servizio di piattaforma per la condivisione di video", un servizio, quale definito agli articoli 56 e 57 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, che risponde a tutti i seguenti requisiti:

i)  il servizio consiste nella memorizzazione di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

i)  una funzionalità principale del servizio consiste nella messa a disposizione al grande pubblico di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

ii)  l'organizzazione del contenuto memorizzato è determinata dal fornitore del servizio, anche con mezzi automatici o algoritmi, in particolare mediante "hosting", visualizzazione, attribuzione di tag e sequenziamento;

ii)  l'organizzazione del contenuto messo a disposizione pubblicamente è determinata dal fornitore del servizio, anche con mezzi automatici o algoritmi, in particolare mediante "hosting", visualizzazione, attribuzione di tag e sequenziamento;

iii)  l'obiettivo principale del servizio o di una sezione distinguibile di esso è la fornitura di programmi e video generati dagli utenti per il grande pubblico, al fine di informare, intrattenere o istruire;

iii)  l'obiettivo principale del servizio o di un servizio che è una sezione distinguibile di un servizio più ampio, è la fornitura di programmi e video generati dagli utenti per il grande pubblico, al fine di informare, intrattenere o istruire, oppure tale servizio svolge un ruolo significativo nella fornitura di programmi e video generati dagli utenti per il grande pubblico, al fine di informare, intrattenere o istruire; e

iv)  il servizio è messo a disposizione mediante reti di comunicazioni elettroniche ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/21/CE.";

iv)  il servizio è messo a disposizione mediante reti di comunicazioni elettroniche ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2002/21/CE.";

Emendamento     44

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera c

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  "programma", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, comprensivo di lungometraggi, video di breve durata, manifestazioni sportive, commedie di situazione (sitcom), documentari, programmi per bambini e fiction originali;

b)  "programma", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, comprensivo di lungometraggi, video di breve durata, manifestazioni sportive, commedie di situazione (sitcom), documentari, programmi per bambini, programmi di intrattenimento e reality e fiction originali;

Motivazione

Poiché si tratta di programmi interessati da restrizioni o da adeguamenti in ambito pubblicitario, è necessario estendere la definizione di "programma" onde includervi i programmi per famiglie che, come i programmi di intrattenimento e i reality, sono guardati sia dagli adulti che dai bambini.

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera d

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera b bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

b bis)  "video generato dall'utente", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento creato e/o caricato su una piattaforma per la condivisione di video da uno o più utenti;

b bis)  "video generato dall'utente", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento caricato su una piattaforma per la condivisione di video;

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera d bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera b ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  è inserita la seguente lettera b ter):

 

"b ter)  "decisione editoriale", una decisione adottata giorno per giorno al fine di esercitare la responsabilità editoriale;"

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera d ter (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera b quater (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

d ter)  è inserita la seguente lettera b quater):

 

"b quater)  "servizio di accesso", una funzione aggiuntiva del servizio di media audiovisivo che migliora l'accessibilità dei programmi per le persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità;"

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera e bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera k

 

Testo in vigore

Emendamento

 

e bis)  la lettera k) è sostituita dalla seguente:

"k)  "sponsorizzazione", ogni contributo di imprese pubbliche o private o di persone fisiche, non impegnate nella fornitura di servizi di media audiovisivi o nella produzione di opere audiovisive, al finanziamento di servizi o programmi di media audiovisivi al fine di promuovere il loro nome, il loro marchio, la loro immagine, le loro attività o i loro prodotti;"

"k)  "sponsorizzazione", ogni contributo diretto o indiretto di imprese pubbliche o private o di persone fisiche, non impegnate nella fornitura di servizi di media audiovisivi, servizi di piattaforma per la condivisione di video o video generati dagli utenti o nella produzione di opere audiovisive, al finanziamento di servizi o programmi di media audiovisivi o servizi di piattaforma per la condivisione di video o video generati dagli utenti al fine di promuovere il loro nome, il loro marchio, la loro immagine, le loro attività o i loro prodotti;"

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera e ter (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – punto 1 – lettera m

 

Testo in vigore

Emendamento

 

e ter)  la lettera m) è sostituita dalla seguente:

"m)  "inserimento di prodotti", ogni forma di comunicazione commerciale audiovisiva che consiste nell'inserire o nel fare riferimento a un prodotto, a un servizio o a un marchio così che appaia all'interno di un programma dietro pagamento o altro compenso;"

"m)  "inserimento di prodotti", ogni forma di comunicazione commerciale audiovisiva che consiste nell'inserire o nel fare riferimento a un prodotto, a un servizio o a un marchio così che appaia all'interno di un programma o di un video generato dagli utenti dietro pagamento o altro compenso;"

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 2 – punto 3 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)   al paragrafo 3, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

soppresso

"b)  se un fornitore di servizi di media ha la sede principale in uno Stato membro ma le decisioni editoriali sul servizio di media audiovisivi sono prese in un altro Stato membro, detto fornitore è considerato stabilito nello Stato membro in cui opera la maggioranza degli addetti allo svolgimento dell'attività di servizio di media audiovisivi;";

 

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera b bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 2 – paragrafo 4

 

Testo in vigore

Emendamento

 

a bis)  il paragrafo 4 è sostituito dal seguente:

4.  I fornitori di servizi di media cui non si applicano le disposizioni del paragrafo 3 si considerano soggetti alla giurisdizione di uno Stato membro nei casi seguenti:

"4.  I fornitori di servizi di media cui non si applicano le disposizioni del paragrafo 3 si considerano soggetti alla giurisdizione di uno Stato membro nei casi seguenti:

a)  se si avvalgono di un collegamento terra-satellite (up-link) situato in detto Stato membro;

a)  se si avvalgono di un collegamento terra-satellite (up-link) situato in detto Stato membro; oppure

b)  anche se non utilizzano un collegamento terra-satellite situato in detto Stato membro, se si avvalgono di una capacità via satellite di competenza di tale Stato membro.

b)  se si avvalgono di una capacità via satellite di competenza di tale Stato membro."

(L'emendamento intende modificare una disposizione contenuta nell'atto vigente – articolo 2, paragrafo 4, lettera m) – cui non si fa riferimento nella proposta della Commissione Si noti, tuttavia, che l'emendamento non aggiunge alcun punto sostanziale alla revisione della direttiva, ma si limita a introdurre una modifica necessaria ai fini della coerenza giuridica con la posizione dei relatori).

Motivazione

L'ubicazione del collegamento terra-satellite può cambiare in un periodo di tempo molto breve. Il chiarimento di questa disposizione consente agli organismi di regolamentazione nazionali di stabilire rapidamente quale sia la giurisdizione competente in un determinato momento.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 2 – paragrafi 5 bis e 5 ter

 

Testo della Commissione

Emendamento

5 bis.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione un elenco dei fornitori di servizi di media audiovisivi sottoposti alla loro giurisdizione e i criteri di cui ai paragrafi da 2 a 5 sui quali si fonda la loro giurisdizione. Essi quindi informano senza indugio la Commissione di qualsiasi modifica di detto elenco. La Commissione garantisce che i competenti organismi di regolamentazione indipendenti abbiano accesso a tali informazioni.

5 bis.  Gli Stati membri provvedono a mantenere un elenco dei fornitori di servizi di media audiovisivi sottoposti alla loro giurisdizione e i criteri di cui ai paragrafi da 2 a 5 sui quali si fonda la loro giurisdizione. Tale elenco include altresì le informazioni sugli Stati membri nei cui confronti viene messo a disposizione il servizio di media audiovisivi e sulle versioni linguistiche del servizio. Gli Stati membri garantiscono che le autorità e/o gli organismi di regolamentazione condividano tali elenchi con la Commissione e il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) attraverso una banca dati centrale e li mettono a disposizione del pubblico. Tali elenchi sono aggiornati, senza indugio, ogniqualvolta si verifichino cambiamenti.

5 ter.  Qualora, nell'applicazione degli articoli 3 e 4 della presente direttiva, gli Stati membri interessati non concordino in merito a quale Stato abbia la giurisdizione, essi sottopongono senza indugio la questione alla valutazione della Commissione. La Commissione può chiedere al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services, ERGA) di formulare un parere in merito entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta da parte della Commissione. Se la Commissione chiede un parere al gruppo, le scadenze di cui all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 4, paragrafo 5, sono sospese fino a che l'ERGA abbia emesso il parere.";

5 ter.  Qualora, nell'applicazione degli articoli 3 e 4 della presente direttiva, gli Stati membri interessati non concordino in merito a quale Stato abbia la giurisdizione, essi sottopongono senza indugio la questione alla valutazione della Commissione. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito entro 15 giorni dalla presentazione della richiesta da parte della Commissione. Il parere dell'ERGA è altresì trasmesso al comitato di contatto. Se la Commissione chiede un parere al gruppo, le scadenze di cui all'articolo 3, paragrafo 5, e all'articolo 4, paragrafo 5, sono sospese fino a che l'ERGA abbia emesso il parere.

 

La Commissione delibera stabilendo quale Stato membro abbia la giurisdizione in seguito alla richiesta dello Stato membro interessato o in seguito al parere fornito dall'ERGA.

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera b bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 2 – paragrafo 5 ter bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

b bis)  è inserito il seguente paragrafo:

 

"5 ter bis.  La Commissione adotta una decisione entro 1 mese dal ricevimento della notifica di cui al paragrafo 5 ter o della fornitura del parere da parte dell'ERGA."

Motivazione

L'obiettivo dell'emendamento è di fissare un termine entro il quale la Commissione adotta una decisione per risolvere la controversia relativa alla giurisdizione competente.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Articolo 3

"Articolo 3

1.  Gli Stati membri assicurano la libertà di ricezione e non ostacolano la ritrasmissione sul proprio territorio di servizi di media audiovisivi provenienti da altri Stati membri per ragioni pertinenti ai settori coordinati dalla presente direttiva.

1.  Gli Stati membri assicurano la libertà di ricezione e non ostacolano la ritrasmissione sul proprio territorio di servizi di media audiovisivi provenienti da altri Stati membri per ragioni pertinenti ai settori coordinati dalla presente direttiva.

2.  Gli Stati membri possono derogare in via provvisoria a quanto stabilito nel paragrafo 1 se un servizio di media audiovisivi erogato da un fornitore di servizi audiovisivi sotto la giurisdizione di un altro Stato membro:

2.  Gli Stati membri possono derogare in via provvisoria a quanto stabilito nel paragrafo 1, fatti salvi la libertà di espressione e di informazione e il pluralismo dei media, se un servizio di media audiovisivi erogato da un fornitore di servizi audiovisivi sotto la giurisdizione di un altro Stato membro:

a)  viola in maniera evidente, grave e seria gli articoli 6 o 12 o entrambi;

a)  viola in maniera evidente, grave e seria gli articoli 6 o 6 bis, paragrafo 1; oppure

b)  pregiudica o presenta un rischio serio e grave di pregiudizio per la pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza e della difesa nazionale; oppure

b)  pregiudica o presenta un rischio serio e grave di pregiudizio per la pubblica sicurezza, compresa la salvaguardia della sicurezza e della difesa nazionale, o per la salute pubblica;

c)  pregiudica o presenta un rischio serio e grave di pregiudizio per la sanità pubblica.

 

3.  Gli Stati membri possono applicare il paragrafo 2 solo se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

3.  Gli Stati membri possono applicare il paragrafo 2 solo se sono soddisfatte le seguenti condizioni:

a)  durante i 12 mesi precedenti la notifica di cui alla lettera b) del presente paragrafo, il fornitore di servizi di media ha, secondo lo Stato membri interessato, violato le lettere a), b) o c) del paragrafo 2 in almeno due occasioni;

a)  il fornitore di servizi di media ha, secondo lo Stato membri interessato, violato le lettere a) o b) del paragrafo 2;

b)  lo Stato membro interessato ha notificato per iscritto al fornitore di servizi di media, allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore e alla Commissione le pretese violazioni e i provvedimenti che intende adottare in caso di nuove violazioni;

b)  lo Stato membro interessato ha notificato per iscritto al fornitore di servizi di media, allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore e alla Commissione la pretesa violazione e i provvedimenti che intende adottare in caso di nuova violazione;

c)  le consultazioni con lo Stato avente giurisdizione sul fornitore e la Commissione non hanno consentito di raggiungere una soluzione amichevole entro il termine di un mese dalla notifica di cui alla lettera b);

c)  le consultazioni con lo Stato avente giurisdizione sul fornitore e la Commissione non hanno consentito di raggiungere una soluzione amichevole entro il termine di un mese dalla notifica di cui alla lettera b);

d)  il fornitore di servizi media ha violato il paragrafo 2, lettere a), b) o c) almeno una volta dopo la notifica di cui alla lettera b) del presente paragrafo;

d)  il fornitore di servizi media ha violato il paragrafo 2, lettere b) o c) almeno una volta dopo la notifica di cui alla lettera b) del presente paragrafo;

e)  lo Stato membro notificante ha rispettato il diritto di difesa del fornitore di servizi media interessato e in particolare gli ha concesso l'opportunità di esprimere la sue opinioni in merito alle pretese violazioni e ai provvedimenti che intende adottare. Esso tiene in debita considerazione tali opinioni nonché quelle dello Stato membro avente giurisdizione.

e)  lo Stato membro notificante ha rispettato il diritto di difesa del fornitore di servizi media interessato e in particolare gli ha concesso l'opportunità di esprimere la sue opinioni in merito alla pretesa violazione e ai provvedimenti che intende adottare. Esso tiene in debita considerazione tali opinioni nonché quelle dello Stato membro avente giurisdizione.

Le lettere a) e d) del paragrafo 3 si applicano solo relativamente ai servizi lineari.

 

4.  Entro tre mesi a decorrere dalla notifica dei provvedimenti adottati dallo Stato membro in applicazione dei paragrafi 2 e 3 e previa consultazione dell'ERGA, la Commissione adotta una decisione sulla compatibilità dei provvedimenti col diritto dell'Unione. Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro tre mesi dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

4.  Entro tre mesi a decorrere dalla notifica dei provvedimenti adottati dallo Stato membro in applicazione dei paragrafi 2 e 3 e previa consultazione dell'ERGA, la Commissione adotta una decisione sulla compatibilità dei provvedimenti col diritto dell'Unione. Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro un mese dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 2 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro revoca senza indugio i provvedimenti adottati.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 2 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro revoca senza indugio i provvedimenti adottati entro due settimane dalla data della decisione.

5.  I paragrafi 3 e 4 fanno salva l'applicazione di qualsiasi procedimento, rimedio giuridico o sanzione contro tali violazioni nello Stato membro che esercita la propria giurisdizione sul fornitore di servizi di media interessato.

5.  I paragrafi 3 e 4 fanno salva l'applicazione di qualsiasi procedimento, rimedio giuridico o sanzione contro tale violazione nello Stato membro che esercita la propria giurisdizione sul fornitore di servizi di media interessato.

6.  In casi urgenti gli Stati membri possono derogare alle condizioni di cui al paragrafo 3, lettere b) e c). I provvedimenti sono allora notificati al più presto alla Commissione e allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore di servizi di media, insieme ai motivi dell'urgenza per i quali lo Stato membro ritiene che l'urgenza sia tale da costituire una necessità di deroga da tali condizioni.

6.  In casi urgenti gli Stati membri possono derogare alle condizioni di cui al paragrafo 3, lettere b) e c). I provvedimenti sono allora notificati al più presto alla Commissione e allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore di servizi di media, insieme ai motivi dell'urgenza per i quali lo Stato membro ritiene che l'urgenza sia tale da costituire una necessità di deroga da tali condizioni.

7.  Fatta salva la possibilità degli Stati membri di procedere con i provvedimenti di cui al paragrafo 6, la Commissione verifica con la massima rapidità la compatibilità dei provvedimenti notificati con il diritto dell'Unione. Nel caso in cui giunga alla conclusione che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, la Commissione chiede allo Stato membro interessato di astenersi dall'adottare i provvedimenti previsti o di porvi fine con urgenza.

7.  Fatta salva la possibilità degli Stati membri di procedere con i provvedimenti di cui al paragrafo 6, la Commissione verifica con la massima rapidità la compatibilità dei provvedimenti notificati con il diritto dell'Unione. Nel caso in cui giunga alla conclusione che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, la Commissione chiede allo Stato membro interessato di astenersi dall'adottare i provvedimenti previsti o di porvi fine con urgenza entro due settimane dal momento in cui la Commissione giunge alla conclusione che tali misure sono incompatibili con il diritto dell'Unione.

8.  Gli Stati membri e la Commissione scambiano regolarmente esperienze e migliori prassi relative alla procedura stabilita ai paragrafi da 2 a 7 nell'ambito del comitato di contatto istituito a norma dell'articolo 29 e dell'ERGA.";

8.  Gli Stati membri e la Commissione scambiano regolarmente esperienze e migliori prassi relative alla procedura stabilita ai paragrafi da 2 a 7 nell'ambito del comitato di contatto e dell'ERGA.";

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

5)  l'articolo 4 è modificato come segue:

5)  l'articolo 4 è sostituito dal seguente:

a)   il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

a)   il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

"Articolo 4

"Articolo 4

1.  Gli Stati membri conservano la facoltà di richiedere ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose per quanto attiene agli articoli 5, 6, 6 bis, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, da 19 a 26, 30 e 30 bis, purché tali norme siano conformi al diritto dell'Unione.";

1.  Gli Stati membri conservano la facoltà di richiedere ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose per quanto attiene agli articoli 5, 6, 6 bis, 7, 9, 10, 11, 13, 16, 17, da 19 a 26, 30 e 30 bis, purché tali norme siano conformi al diritto dell'Unione, rispettino la libertà di espressione e di informazione e il pluralismo dei media e non contengano disposizioni discriminatorie in relazione alla nazionalità o al luogo di residenza del fornitore di servizi di media. Gli Stati membri informano la Commissione, l'ERGA e il comitato di contatto in merito a eventuali misure più dettagliate o rigorose e le rendono pubbliche.

 

a bis)   il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

2.  Uno Stato membro, nei casi in cui:

2.  Uno Stato membro, nei casi in cui:

a)  ha esercitato, a norma del paragrafo 1, la sua facoltà di adottare norme più dettagliate o più rigorose di interesse pubblico generale; e

a)  ha esercitato, a norma del paragrafo 1, la sua facoltà di adottare norme più dettagliate o più rigorose di interesse pubblico generale; e

b)  reputi che un'emittente soggetta alla giurisdizione di un altro Stato membro fornisca una trasmissione televisiva destinata in tutto o per la maggior parte al suo territorio;

b)  reputi che un fornitore di servizi di media soggetto alla giurisdizione di un altro Stato membro fornisca un servizio di media audiovisivo destinato in tutto o per la maggior parte al suo territorio;

può contattare lo Stato membro che esercita la giurisdizione al fine di conseguire una soluzione reciprocamente soddisfacente per qualsiasi problema sorto. Alla ricezione di una richiesta motivata da parte del primo Stato membro, lo Stato membro che esercita la giurisdizione chiede all'emittente di ottemperare alle norme di interesse pubblico generale in questione. Lo Stato membro che esercita la giurisdizione informa il primo Stato membro entro due mesi sui risultati ottenuti a seguito della richiesta. Ciascuno degli Stati membri può invitare il comitato di contatto istituito ai sensi dell'articolo 29 a esaminare il caso.

può contattare lo Stato membro che esercita la giurisdizione al fine di conseguire una soluzione reciprocamente soddisfacente per qualsiasi problema sorto. Alla ricezione di una richiesta motivata da parte del primo Stato membro, lo Stato membro che esercita la giurisdizione chiede al fornitore di servizi di media di ottemperare alle norme di interesse pubblico generale in questione. Lo Stato membro che esercita la giurisdizione informa il primo Stato membro entro due mesi sui risultati ottenuti a seguito della richiesta. Ciascuno degli Stati membri può invitare il comitato di contatto a esaminare il caso.

b)   al paragrafo 3, il seguente secondo comma è inserito dopo la lettera b) del primo comma:

b)   il paragrafo 3 è sostituito dal seguente:

3.  Il primo Stato membro può adottare misure appropriate nei confronti dell'emittente interessata qualora ritenga che:

3.  Il primo Stato membro può adottare misure appropriate nei confronti del fornitore di servizi di media interessato qualora ritenga che:

a)  i risultati conseguiti attraverso l'applicazione del paragrafo 2 non siano soddisfacenti; e

a)  i risultati conseguiti attraverso l'applicazione del paragrafo 2 non siano soddisfacenti; e

b)  l'emittente in questione si sia stabilita nello Stato membro che esercita la giurisdizione per aggirare, nei settori coordinati dalla presente direttiva, le norme più rigorose che le sarebbero applicabili se fosse stabilita nel primo Stato membro.

b)  il fornitore di servizi di media in questione si sia stabilito nello Stato membro che esercita la giurisdizione per aggirare, nei settori coordinati dalla presente direttiva, le norme più rigorose che gli sarebbero applicabili se fosse stabilito nel primo Stato membro.

Lo Stato membro che ha adottato provvedimenti a norma del paragrafo 2, lettere a) e b), dovrebbe suffragare i motivi su cui fonda la valutazione della presunta violazione.

Lo Stato membro che ha adottato provvedimenti a norma del paragrafo 2, lettere a) e b), dovrebbe suffragare i motivi su cui fonda la valutazione della presunta violazione.

Siffatte misure sono obiettivamente necessarie, applicate in modo non discriminatorio e proporzionate agli obiettivi perseguiti.

Siffatte misure sono obiettivamente necessarie, applicate in modo non discriminatorio e proporzionate agli obiettivi perseguiti.

c)   i paragrafi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:

c)   i paragrafi 4 e 5 sono sostituiti dai seguenti:

4.  Uno Stato membro può adottare misure in applicazione del paragrafo 3 solo se sono rispettate le condizioni seguenti:

4.  Uno Stato membro può adottare misure in applicazione del paragrafo 3 solo se sono rispettate le condizioni seguenti:

a)  esso ha notificato alla Commissione e allo Stato membro nel quale l'emittente televisiva è stabilita la propria intenzione di adottare tali provvedimenti, adducendo i motivi sui quali fonda la sua valutazione;

a)  esso ha notificato alla Commissione e allo Stato membro nel quale il fornitore di servizi di media è stabilito la propria intenzione di adottare tali provvedimenti, adducendo i motivi sui quali fonda la sua valutazione;

b)  solo se ha rispettato il diritto di difesa dell'emittente interessata e in particolare le ha concesso l'opportunità di esprimere la sue opinioni in merito alle pretese violazioni e ai provvedimenti che gli Stati membri notificanti intendono adottare;

b)  solo se ha rispettato il diritto di difesa del fornitore di servizi di media interessato e in particolare gli ha concesso l'opportunità di esprimere la sue opinioni in merito alle pretese violazioni e ai provvedimenti che gli Stati membri notificanti intendono adottare;

c)  previa consultazione dell'ERGA, la Commissione ha deciso che detti provvedimenti sono compatibili con il diritto dell'Unione, in particolare, che le valutazioni dello Stato membro che li adotta ai sensi dei paragrafi 2 e 3 sono correttamente motivate.

c)  previa consultazione del comitato di contatto e dell'ERGA, la Commissione ha deciso che detti provvedimenti sono compatibili con il diritto dell'Unione, in particolare, che le valutazioni dello Stato membro che li adotta ai sensi dei paragrafi 2 e 3 sono correttamente motivate.

5.  La Commissione decide entro tre mesi dalla notifica di cui al paragrafo 4, lettera a). Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro tre mesi dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

5.  La Commissione decide entro tre mesi dalla notifica di cui al paragrafo 4, lettera a). Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro un mese dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 3 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro interessato si astiene dall'adottare i provvedimenti previsti.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 3 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro interessato si astiene dall'adottare i provvedimenti previsti.

 

c bis)   il paragrafo 6 è sostituito dal seguente:

6.  Gli Stati membri assicurano, con i mezzi appropriati, nell'ambito della loro legislazione, che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione rispettino effettivamente le disposizioni della presente direttiva.

6.  Gli Stati membri assicurano, con i mezzi appropriati, nell'ambito della loro legislazione, che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione rispettino effettivamente le disposizioni della presente direttiva.

d)   il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:

d)   il paragrafo 7 è sostituito dal seguente:

7.  Gli Stati membri promuovono i regimi di coregolamentazione e autoregolamentazione attraverso codici di condotta adottati a livello nazionale nei settori coordinati dalla presente direttiva nella misura consentita dai loro ordinamenti giuridici. Tali codici sono concepiti in modo da poter essere largamente accettati dai principali soggetti interessati negli Stati membri. Essi stabiliscono chiaramente e senza ambiguità i loro obiettivi e forniscono un monitoraggio e una valutazione regolari, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati. Essi prevedono un'applicazione efficace, comprensiva altresì di sanzioni efficaci e proporzionate.

7.  La Commissione e gli Stati membri promuovono e agevolano i regimi autoregolamentazione e coregolamentazione attraverso codici di condotta adottati a livello nazionale nei settori coordinati dalla presente direttiva nella misura consentita dai loro ordinamenti giuridici. Tali codici sono largamente accettati dai soggetti interessati che agiscono nell'ambito della giurisdizione degli Stati membri interessati. Essi stabiliscono chiaramente e senza ambiguità i loro obiettivi. Le autorità e/o gli organismi di regolamentazione forniscono un monitoraggio e una valutazione regolari, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati in tali codici. I codici di condotta prevedono un'applicazione efficace e trasparente da parte delle autorità e/o degli organismi di regolamentazione, comprensiva altresì di sanzioni efficaci e proporzionate.

 

L'ERGA incoraggia i fornitori di servizi di media a scambiarsi le migliori prassi sui sistemi di coregolamentazione in tutta l'Unione.

I firmatari dei progetti di codici di condotta dell'Unione di cui all'articolo 6 bis, paragrafo 3 e all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, li presentano alla Commissione, congiuntamente alle modifiche o alle estensioni dei codici di condotta dell'Unione in vigore.

La Commissione agevola, in collaborazione con gli Stati membri, la messa a punto di codici di condotta dell'Unione, ove appropriato, conformemente ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità e in consultazione con il comitato di contatto, l'ERGA e i fornitori di servizi di media, tenendo conto delle migliori prassi individuate. I firmatari dei progetti di codici di condotta dell'Unione li presentano alla Commissione, congiuntamente alle modifiche o alle estensioni dei codici di condotta dell'Unione in vigore. La Commissione assicura a tali codici una pubblicità appropriata al fine di promuovere lo scambio delle migliori prassi.

La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione può se del caso pubblicare tali codici.

L'ERGA effettua un monitoraggio periodico e fornisce alla Commissione e al comitato di contatto una valutazione regolare, trasparente e indipendente per quanto concerne il conseguimento degli obiettivi stabiliti in tali codici di condotta dell'Unione.

 

d bis)   il seguente paragrafo è aggiunto dopo il paragrafo 7:

 

7 bis)  Se un organismo e/o un'autorità nazionale di regolamentazione indipendente conclude che qualsiasi codice di condotta o parti di esso si sono rivelati essere non sufficientemente efficaci, lo Stato membro dell'organismo e/o dell'autorità di regolamentazione in questione ha la facoltà di prescrivere ai fornitori di servizi di media soggetti alla sua giurisdizione il rispetto di norme più dettagliate o più rigorose in conformità della presente direttiva e del diritto dell'Unione e nel rispetto della libertà di espressione e di informazione e del pluralismo dei media. Tali norme sono comunicate senza indugio alla Commissione.

 

d ter)   il paragrafo 8 è sostituito dal seguente:

8.  La direttiva 2000/31/CE si applica se non altrimenti previsto nella presente direttiva. In caso di conflitto tra una disposizione contenuta nella direttiva 2000/31/CE e una disposizione della presente direttiva, prevalgono le disposizioni della presente direttiva, salvo quanto diversamente disposto in quest'ultima."

8.  La direttiva 2000/31/CE si applica se non altrimenti previsto nella presente direttiva. In caso di conflitto tra una disposizione contenuta nella direttiva 2000/31/CE e una disposizione della presente direttiva, prevalgono le disposizioni della presente direttiva, salvo quanto diversamente disposto in quest'ultima."

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 7

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  all'articolo 5, la lettera d) è sostituita dal seguente:

(7)  l'articolo 5 è sostituito dal seguente:

 

"Articolo 5

 

Gli Stati membri garantiscono che un fornitore di servizi di media soggetto alla loro giurisdizione renda accessibili ai destinatari di un servizio, in maniera facile, diretta e permanente, quantomeno le seguenti informazioni:

 

a)  la sua denominazione;

 

b)  l'indirizzo geografico presso il quale è stabilito;

 

c)  i dettagli, compresi il suo indirizzo di posta elettronica o il sito internet, che permettono di contattarlo rapidamente e in maniera diretta ed efficace;

d)  lo Stato membro avente giurisdizione sui fornitori di servizi di media e i competenti organismi di regolamentazione o di vigilanza.";

d)  lo Stato membro avente giurisdizione su di esso e le competenti autorità e/o organismi di regolamentazione o di vigilanza."

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, all'origine razziale o etnica, alla confessione, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.";

"Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano gli elementi seguenti:

 

a)  istigazione finalizzata alla violazione della dignità umana;

 

b)  istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di una persona o di un gruppo di persone definito in riferimento alla nazionalità, al sesso, alla razza, al colore, all'origine etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alla confessione, all'opinione politica o di qualunque altro genere, all'appartenenza ad una minoranza nazionale, al patrimonio, alla nascita, alla disabilità, all'età, al genere, all'espressione di genere, all'identità di genere, all'orientamento sessuale, allo status di residenza o alla salute;

 

c)  istigazione al terrorismo."

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 9

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

9)  è inserito il seguente articolo 6 bis:

9)  è inserito il seguente articolo 6 bis:

"Articolo 6 bis

"Articolo 6 bis

 

1.  Gli Stati membri adottano misure appropriate, proporzionate ed efficienti per garantire che i servizi di media audiovisivi forniti dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione, che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, siano resi disponibili solo in maniera tale da garantire che i minori non li vedano o ascoltino normalmente. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma, non comportano alcun ulteriore trattamento dei dati personali e non pregiudicano l'articolo 8 del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.

 

Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, è soggetto alle misure più rigorose.

1.  Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi comunichino agli utenti informazioni sufficienti in merito al contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. A tal fine gli Stati membri possono avvalersi di un sistema di descrittori che indicano la natura del contenuto di un servizio media audiovisivo.

2.  Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media comunichino agli utenti informazioni sufficienti in merito al contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. A tal fine gli Stati membri possono avvalersi di un sistema di descrittori che indicano la natura del contenuto di un servizio media audiovisivo.

 

2 bis.  Gli Stati membri provvedono affinché le misure adottate per tutelare i minori dai servizi di media audiovisivi forniti da fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione, che potrebbero nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale, siano necessarie e proporzionate e rispettino appieno i diritti, le libertà e i principi sanciti nella Carta, in particolare quelli di cui al titolo III e all'articolo 52.

2.  Per attuare il presente articolo gli Stati membri promuovono la coregolamentazione.

4.  Per attuare il presente articolo gli Stati membri promuovono l'autoregolamentazione e la coregolamentazione.

3.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

5.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

 

________________

 

1 bis Regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati) (GU L 119 del 4.5.2016, pag. 1).

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

10)  l'articolo 7 è soppresso;

10)  l'articolo 7 è sostituito dal seguente:

 

"Articolo 7

 

1.  Gli Stati membri sviluppano, senza indebito ritardo, misure intese a garantire che i servizi forniti dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione siano costantemente e progressivamente più accessibili per le persone con disabilità. Tali misure sono sviluppate in consultazione con i soggetti interessati pertinenti, tra cui i fornitori di servizi di media e le organizzazioni delle persone con disabilità.

 

2.  Le misure di cui al paragrafo 1 includono l'obbligo per i fornitori di servizi di media di comunicare su base annuale agli Stati membri le misure adottate per rendere gradualmente più accessibili i loro servizi alle persone con disabilità e i progressi compiuti in materia. Gli Stati membri presentano alla Commissione una relazione sulle misure adottate dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione.

 

3.  Le misure di cui al paragrafo 1 incoraggiano i fornitori di servizi di media a sviluppare, in collaborazione con i rappresentanti delle organizzazioni delle persone con disabilità e gli organismi di regolamentazione, i piani d'azione sull'accessibilità finalizzati a rendere costantemente e progressivamente più accessibili i loro servizi alle persone con disabilità. Tali piani d'azione sono elaborati senza indugio e sono comunicati alle autorità e/o agli organismi nazionali di regolamentazione.

 

4.  Le misure sviluppate a norma del paragrafo 1 sono notificate alla Commissione, al comitato di contatto e all'ERGA senza indebito ritardo. La Commissione e l'ERGA agevolano lo scambio delle migliori prassi tra i fornitori di servizi di media.

 

5.  Gli Stati membri assicurano che le informazioni di emergenza, comprese le comunicazioni e gli annunci pubblici nelle situazioni di catastrofi naturali, messe a disposizione del pubblico attraverso i servizi di media audiovisivi, siano fornite in maniera accessibile alle persone con disabilità, includendo sottotitoli per le persone non udenti e ipoudenti, messaggi audio e descrizioni audio per eventuali informazioni visive e, ove possibile, l'interpretazione nella lingua dei segni.

 

6.  Gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi di media mirino, attraverso la loro acquisizione di contenuti, la loro programmazione e le loro politiche editoriali, a fornire servizi di accesso nell'ambito dei pacchetti offerti dai produttori di contenuti.

 

7.  Gli Stati membri incoraggiano i fornitori di servizi di media affinché consentano ai consumatori di reperire e guardare i contenuti accessibili, rendendo più accessibili in maniera coerente e adeguata i loro siti web, media-player, servizi basati su applicazioni online e mobili, comprese le app mobili, usati per la fornitura del servizio, in modo che gli utenti possano prenderne conoscenza, utilizzarli e comprenderli, e con modalità solide che favoriscano l'interoperabilità con diversi programmi utente e tecnologie assistive disponibili a livello di Unione e internazionale."

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 7 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 bis)  è inserito il seguente articolo 7 bis:

 

"Articolo 7 bis

 

Gli Stati membri conservano la facoltà di imporre obblighi volti a garantire che si dia debito rilievo ai servizi di media audiovisivi di interesse generale.

 

L'imposizione di tali obblighi è proporzionata e persegue obiettivi di interesse generale, quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione, la diversità culturale e l'uguaglianza di genere, che sono chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità al diritto unionale."

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10 ter (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 7 ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

10 ter)  È inserito il seguente articolo 7 ter:

 

"Articolo 7 ter

 

Gli Stati membri assicurano che i programmi e i servizi dei fornitori di servizi di media non siano modificati o sovrapposti senza il loro esplicito consenso, fatta eccezione per i servizi avviati dal destinatario di un servizio per uso privato."

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10 quater (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 8 – comma 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

10 quater)  all'articolo 8, il primo comma è sostituito dal seguente:

Gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione non trasmettano opere cinematografiche al di fuori dei periodi concordati con i titolari dei diritti.

"Gli Stati membri assicurano che i fornitori di servizi di media e i fornitori di piattaforme per la condivisione di video soggetti alla loro giurisdizione non trasmettano opere cinematografiche al di fuori dei periodi concordati con i titolari dei diritti."

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9

 

Testo della Commissione

Emendamento

11)  l'articolo 9 è modificato come segue:

11)  l'articolo 9 è sostituito dal seguente:

 

-a)   il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

1.  Gli Stati membri assicurano che le comunicazioni commerciali audiovisive fornite dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione rispettino le seguenti prescrizioni:

1.  Gli Stati membri assicurano che le comunicazioni commerciali audiovisive fornite dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione rispettino le seguenti prescrizioni:

a)  le comunicazioni commerciali audiovisive sono prontamente riconoscibili come tali. Sono proibite le comunicazioni commerciali audiovisive occulte;

a)  le comunicazioni commerciali audiovisive sono prontamente riconoscibili come tali e distinguibili dai contenuti editoriali; sono proibite le comunicazioni commerciali audiovisive occulte;

b)  le comunicazioni commerciali audiovisive non utilizzano tecniche subliminali;

b)  le comunicazioni commerciali audiovisive non utilizzano tecniche subliminali;

c)  le comunicazioni commerciali audiovisive:

c)  le comunicazioni commerciali audiovisive:

i)  non pregiudicano il rispetto della dignità umana;

i)  non pregiudicano il rispetto della dignità umana;

ii)  non comportano né promuovono discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, nazionalità, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale;

ii)  non comportano né promuovono discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, nazionalità, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale;

iii)  non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza;

iii)  non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la salute o la sicurezza;

iv)  non incoraggiano comportamenti gravemente pregiudizievoli per la protezione dell'ambiente;

iv)  non incoraggiano comportamenti pregiudizievoli per la protezione dell'ambiente;

d)  è vietata qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva per le sigarette e gli altri prodotti a base di tabacco;

d)  è vietata qualsiasi forma di comunicazione commerciale audiovisiva per le sigarette, le sigarette elettroniche e gli altri prodotti a base di tabacco;

e)  le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche non si rivolgono specificatamente ai minori né incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;

e)  le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche non si rivolgono ai minori né incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;

f)  sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive per i medicinali e le cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica nello Stato membro alla cui giurisdizione è soggetto il fornitore di servizi di media;

f)  sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive per i medicinali e le cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica nello Stato membro alla cui giurisdizione è soggetto il fornitore di servizi di media;

g)  le comunicazioni commerciali audiovisive non arrecano pregiudizio fisico o morale ai minori. Non esortano pertanto direttamente i minori ad acquistare o prendere in locazione un prodotto o un servizio sfruttando la loro inesperienza o credulità, né li incoraggiano direttamente a persuadere i loro genitori o altri ad acquistare i beni o i servizi pubblicizzati, né sfruttano la particolare fiducia che i minori ripongono nei genitori, negli insegnanti o in altre persone, né mostrano senza motivo minori che si trovano in situazioni pericolose;

g)  le comunicazioni commerciali audiovisive non arrecano pregiudizio fisico ai minori. Non esortano pertanto direttamente i minori ad acquistare o prendere in locazione un prodotto o un servizio sfruttando la loro inesperienza o credulità né mostrano senza motivo minori che si trovano in situazioni pericolose.

a)   il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

a)   il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

2.  Gli Stati membri e la Commissione invitano i fornitori di servizi di media a elaborare codici di condotta concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate che accompagnano programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini o vi sono incluse, relative a prodotti alimentari o bevande che contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto nutrizionale o fisiologico, in particolare i grassi, gli acidi grassi trans, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione eccessiva nella dieta generale non è raccomandata.

2.  Gli Stati membri e la Commissione invitano i fornitori di servizi di media a elaborare codici di condotta concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative a bevande alcooliche. Tali codici sono intesi a ridurre efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni commerciali audiovisive non appropriate di bevande alcooliche.

b)   sono inseriti i seguenti paragrafi 3 e 4:

b)   sono inseriti i seguenti paragrafi 3 e 4:

3.  Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative a bevande alcooliche. Tali codici dovrebbero essere usati per limitare efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali di bevande alcooliche.

3.  Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate che accompagnano programmi per bambini o vi sono incluse, relative a prodotti alimentari o bevande che contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto nutrizionale o fisiologico, in particolare i grassi, gli acidi grassi trans, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione eccessiva nella dieta generale non è raccomandata. Tali codici sono intesi a ridurre l'esposizione dei minori alle comunicazioni commerciali audiovisive di tali bevande e prodotti alimentari. Tali codici mirano a garantire che tali comunicazioni audiovisive commerciali non accentuino la qualità positiva degli aspetti nutrizionali di tali alimenti e bevande.

4.  La Commissione e l'ERGA invitano a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.”;

4.  La Commissione e l'ERGA garantiscono lo scambio delle migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione.

 

Ove necessario, la Commissione e l'ERGA, in collaborazione con gli Stati membri, agevolano l'elaborazione, la promozione e l'adozione di codici di condotta di livello unionale.

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 12

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 10

 

Testo della Commissione

Emendamento

12)  all'articolo 10, la lettera b) è sostituita dalla seguente:

12)  L'articolo 10 è sostituito dal seguente:

 

"Articolo 10

 

1.  I servizi di media audiovisivi o i programmi sponsorizzati rispettano le seguenti prescrizioni:

 

a)  il loro contenuto e, nel caso di trasmissioni radiotelevisive, la loro programmazione non sono in alcun caso influenzati in modo da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media;

b)  non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

b)  non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

 

c)  i telespettatori sono chiaramente informati dell'esistenza di un accordo di sponsorizzazione; i programmi sponsorizzati sono chiaramente identificati come tali attraverso l'indicazione del nome, del logo e/o di qualsiasi altro simbolo dello sponsor, ad esempio un riferimento ai suoi prodotti o servizi o un segno distintivo, in maniera appropriata al programma, all'inizio, durante e/o alla fine dello stesso.

 

2.  I servizi di media audiovisivi o i programmi non sono sponsorizzati da imprese la cui attività principale è la produzione o la vendita di sigarette, sigarette elettroniche e altri prodotti a base di tabacco.

 

3.  La sponsorizzazione di servizi di media audiovisivi o di programmi da parte di imprese le cui attività comprendano la produzione o la vendita di medicinali e di cure mediche può riguardare la promozione del nome o dell'immagine dell'impresa, ma non promuove specifici medicinali o cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione medica nello Stato membro che esercita la sua giurisdizione sul fornitore di servizi di media.

 

4.  I notiziari e i programmi di attualità non sono sponsorizzati. Gli Stati membri possono proibire la sponsorizzazione dei programmi per bambini o dei contenuti rivolti principalmente ai bambini.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 11

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  I paragrafi 2, 3 e 4 si applicano solo ai programmi prodotti dopo il 19 dicembre 2009.

1.  Il presente articolo si applica solo ai programmi prodotti dopo il 19 dicembre 2009.

2.  L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, destinati ai consumatori, a contenuto religioso nonché quelli il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini.

2.  L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, destinati ai consumatori e a contenuto religioso nonché i programmi per bambini o i contenuti rivolti principalmente ai bambini.

3.  I programmi che contengono inserimento di prodotti rispettano le seguenti prescrizioni:

3.  I programmi che contengono inserimento di prodotti rispettano le seguenti prescrizioni:

a)  il loro contenuto e, nel caso di trasmissioni televisive, la loro programmazione non sono in alcun caso influenzati in modo da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media;

a)  il loro contenuto e, nel caso di trasmissioni televisive, la loro programmazione non sono in alcun caso influenzati in modo da compromettere la responsabilità e l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media;

b)  non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

b)  non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

 

b bis)  non mettono indebitamente in rilievo i prodotti in questione;

c)  i telespettatori sono chiaramente informati dell'esistenza dell'inserimento di prodotti.

c)  i telespettatori sono chiaramente informati dell'esistenza dell'inserimento di prodotti.

I programmi che contengono inserimento di prodotti sono adeguatamente identificati all'inizio e alla fine della trasmissione e quando il programma riprende dopo un'interruzione pubblicitaria, per evitare ogni possibile confusione da parte del telespettatore;

I programmi che contengono inserimento di prodotti sono adeguatamente identificati all'inizio e alla fine della trasmissione.

In via eccezionale gli Stati membri possono scegliere di disapplicare le prescrizioni di cui alla lettera c), a condizione che il programma interessato non sia stato prodotto né commissionato dal fornitore di servizi di media stesso o da un'impresa legata al fornitore di servizi di media.

In via eccezionale gli Stati membri possono scegliere di disapplicare le prescrizioni di cui alla lettera c), a condizione che il programma interessato non sia stato prodotto né commissionato dal fornitore di servizi di media stesso o da un'impresa legata al fornitore di servizi di media.

4.  In ogni caso i programmi non contengono inserimento di:

4.  In ogni caso i programmi non contengono inserimento di:

a)  prodotti a base di tabacco o sigarette, né prodotti di imprese la cui attività principale è costituita dalla produzione o dalla vendita di sigarette o altri prodotti a base di tabacco;

a)  prodotti a base di tabacco, sigarette o sigarette elettroniche, né prodotti di imprese la cui attività principale è costituita dalla produzione o dalla vendita di sigarette, sigarette elettroniche o altri prodotti a base di tabacco;

b)  specifici medicinali o cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione nello Stato membro che esercita la sua giurisdizione sul fornitore di servizi di media.”;

b)  specifici medicinali o cure mediche che si possono ottenere esclusivamente su prescrizione nello Stato membro che esercita la sua giurisdizione sul fornitore di servizi di media.”;

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 14

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 12

 

Testo della Commissione

Emendamento

14)  l'articolo 12 è sostituito dal seguente e trasferito nel capo III;

14)  l'articolo 12 è soppresso;

Articolo 12

 

Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che i programmi forniti da un fornitore di servizi di media audiovisivi soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino normalmente. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma.

 

Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, è soggetto alle misure più rigorose, quali la criptazione e controlli parentali efficaci.”;

 

Motivazione

Cfr. l'articolo -2, em. 32.

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione assicurino che il loro catalogo contenga almeno il 20% di opere europee e che queste siano poste in rilievo.

1.  Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione assicurino che il loro catalogo contenga almeno il 30% di opere europee e che queste siano poste in rilievo. Tale quota include opere nelle lingue ufficiali del territorio in cui sono distribuite.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee, anche attraverso investimenti diretti nei contenuti e contributi ai fondi nazionali. Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione, che si rivolgono al pubblico nei loro territori ma stabiliti in altri Stati membri, di contribuire finanziariamente. In tal caso i contributi finanziari sono basati esclusivamente sulle entrate provenienti dagli Stati membri interessati. Se lo Stato membro in cui è stabilito il fornitore impone un contributo finanziario, esso tiene conto degli eventuali contributi finanziari imposti negli Stati membri cui si rivolge il fornitore. I contributi finanziari sono conformi al diritto dell'Unione, in particolare alla legislazione in materia di aiuti di Stato.

2.  Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee, tenendo conto della diversità culturale e linguistica dell'area territoriale nella quale prestano o alla quale rivolgono i loro servizi, anche attraverso investimenti diretti nei contenuti e contributi ai fondi nazionali. Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione, che si rivolgono al pubblico nei loro territori ma non ivi stabiliti, di contribuire finanziariamente. In tal caso i contributi finanziari sono basati esclusivamente sulle entrate relative ai servizi a richiesta provenienti dagli Stati membri interessati. Se lo Stato membro in cui è stabilito il fornitore impone un contributo finanziario, esso tiene conto degli eventuali contributi finanziari imposti negli Stati membri cui si rivolge il fornitore. I contributi finanziari sono conformi al diritto dell'Unione, in particolare alla legislazione in materia di aiuti di Stato.

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri disapplicano le prescrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 per i fornitori aventi un fatturato e un pubblico di modesta entità o se si tratta di piccole imprese o di microimprese. Gli Stati membri possono altresì disapplicare tali prescrizioni nei casi in cui queste sarebbero impraticabili o ingiustificate a causa della natura o dell'oggetto dei servizi di media audiovisivi a richiesta.";

5.  Gli Stati membri disapplicano le prescrizioni di cui ai paragrafi 1 e 2 per i fornitori aventi un fatturato e un pubblico di modesta entità o se si tratta di piccole imprese o di microimprese o produttori indipendenti. Gli Stati membri disapplicano altresì tali prescrizioni nei casi in cui queste sarebbero impraticabili o ingiustificate a causa della natura o dell'oggetto dei servizi di media audiovisivi a richiesta.";

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 19 – paragrafo 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

15 bis)  All'articolo 19, il paragrafo 1 è sostituito dal seguente:

1.  La pubblicità televisiva e le televendite devono essere chiaramente riconoscibili e distinguibili dal contenuto editoriale. Senza pregiudicare l'uso di nuove tecniche pubblicitarie, la pubblicità televisiva e le televendite devono essere tenute nettamente distinte dal resto del programma con mezzi ottici e/o acustici e/o spaziali.

"1.  La pubblicità televisiva e le televendite devono essere chiaramente riconoscibili e distinguibili dal contenuto editoriale. Senza pregiudicare l'uso di nuove tecniche pubblicitarie, la pubblicità televisiva e le televendite devono essere tenute chiaramente distinte dal resto del programma con mezzi ottici e/o acustici e/o spaziali.

(Il presente emendamento intende modificare una disposizione contenuta nell'atto vigente – articolo 19, paragrafo 1 – cui non si fa riferimento nella proposta della Commissione.)

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15 ter (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 19 – paragrafo 2

 

Testo in vigore

Emendamento

 

15 ter)  All'articolo 19, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

"2.  Gli spot pubblicitari e di televendita isolati, salvo se inseriti in trasmissioni di eventi sportivi, devono costituire eccezioni.

"2.  Gli spot pubblicitari e di televendita isolati sono ammessi negli eventi sportivi. Ad eccezione degli eventi sportivi, gli spot pubblicitari e di televendita isolati sono ammessi fatte salve le condizioni di cui all'articolo 20, paragrafo 2."

(Il presente emendamento intende modificare una disposizione contenuta nell'atto vigente – articolo 19, paragrafo 2 – cui non si fa riferimento nella proposta della Commissione.)

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 16

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 20 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

16)  All'articolo 20, paragrafo 2, la prima frase è sostituita dalla seguente;

16)  All'articolo 20, il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

La trasmissione di film prodotti per la televisione (ad esclusione delle serie, dei seriali e dei documentari), opere cinematografiche e notiziari può essere interrotta da pubblicità televisiva e/o televendite una volta per ogni periodo programmato di almeno venti minuti.”;

La trasmissione di film prodotti per la televisione (ad esclusione delle serie, dei seriali e dei documentari), opere cinematografiche e notiziari può essere interrotta da pubblicità televisiva e/o televendite una volta per ogni periodo programmato di almeno trenta minuti. La trasmissione di programmi per bambini può essere interrotta da pubblicità televisiva una volta per ogni periodo programmato di almeno trenta minuti, purché la durata programmata della trasmissione sia superiore a trenta minuti. La trasmissione di televendite è proibita durante i programmi per bambini. Nelle funzioni religiose non si inseriscono né pubblicità televisiva né televendite.

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 17

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 23 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La percentuale quotidiana di spot televisivi pubblicitari e di spot di televendita nella fascia compresa fra le ore 7 e le ore 23 non deve superare il 20%.

1.  La percentuale quotidiana di spot televisivi pubblicitari e di spot di televendita non deve superare il 20 %. Gli Stati membri mantengono la libertà di definire una fascia di maggiore ascolto, la cui durata non supera un periodo di quattro ore consecutive. All'interno di tale fascia di maggiore ascolto, la percentuale di spot televisivi pubblicitari e di spot di televendita non deve superare il 20 %.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 17

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 23 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il paragrafo 1 non si applica:

2.  Il paragrafo 1 non si applica:

a)  agli annunci effettuati dall'emittente in relazione ai propri programmi e ai prodotti collaterali da questi direttamente derivati ovvero in relazione a programmi di altre entità appartenenti al medesimo gruppo editoriale;

a)  agli annunci di autopromozione e di promozione trasversale effettuati dall'emittente in relazione ai propri programmi e ai prodotti collaterali e ai servizi di media audiovisivi da questi direttamente derivati ovvero in relazione a programmi, prodotti e servizi di entità appartenenti alla medesima emittente;

b)  agli annunci di sponsorizzazione;

b)  agli annunci di sponsorizzazione;

c)  agli inserimenti di prodotti;

c)  agli inserimenti di prodotti;

 

c bis)  agli annunci di servizio pubblico e agli appelli a scopo di beneficenza;

 

c ter)  ai fotogrammi neutri utilizzati per distinguere tra contenuto editoriale e comunicazioni commerciali audiovisive, e tra comunicazioni commerciali audiovisive;

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che i fornitori delle piattaforme per la condivisione di video adottino misure adeguate per:

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che i fornitori delle piattaforme per la condivisione di video adottino misure adeguate, proporzionate ed efficaci per:

a)  tutelare i minori da contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

a)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino alla violazione della dignità umana, o contenuti che istighino alla violenza o all'odio nei confronti di una persona o di un gruppo di persone definito in riferimento alla nazionalità, al genere, alla razza, al colore, all'origine etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alla religione o alle convinzioni personali, alle opinioni politiche o di altra natura, all'appartenenza ad una minoranza nazionale, al patrimonio, alla nascita, alla disabilità, all'età, al genere, all'espressione di genere, all'identità di genere, all'orientamento sessuale, allo status di residente o alla salute.

b)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza, all'origine nazionale o etnica.

b)  tutelare i minori da contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori.

2.  Tali misure consistono, come opportuno:

2.  Tali misure consistono, come opportuno:

a)  nel definire e applicare nei termini e nelle condizioni dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video i concetti di istigazione alla violenza o all'odio come stabilito al paragrafo 1, lettera b), e di contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, a norma rispettivamente degli articoli 6 e 12.

a)  nel definire e applicare nei termini e nelle condizioni dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video i concetti di istigazione alla violenza o all'odio come stabilito al paragrafo 1, lettera b), e di contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, a norma rispettivamente dall'articolo 6, lettere a) e b) e dall'articolo 6 bis. Ai fini del paragrafo 1, gli Stati membri garantiscono che tali misure basate sui termini e sulle condizioni siano autorizzate soltanto se le norme procedurali nazionali prevedono la possibilità per gli utenti di far valere i propri diritti dinanzi a un tribunale dopo essere venuti a conoscenza di tali misure;

b)  istituire e applicare meccanismi affinché gli utenti delle piattaforme per la condivisione di video possano segnalare o indicare al fornitore di piattaforme per la condivisione di video interessato il contenuto di cui al paragrafo 1 conservato sulla sua piattaforma.

b)  istituire e applicare meccanismi trasparenti e di facile utilizzo affinché gli utenti delle piattaforme per la condivisione di video possano segnalare o indicare al fornitore di piattaforme per la condivisione di video interessato il contenuto di cui al paragrafo 1 ospitato sulla sua piattaforma.

 

b bis)  istituire e applicare sistemi mediante i quali i fornitori di piattaforme per la condivisione di video spiegano agli utenti di tali piattaforme quale seguito sia stato dato alla segnalazione e all'indicazione di cui alla lettera b).

c)  istituire e applicare sistemi per verificare l'età degli utenti delle piattaforme di condivisione di video per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

c)  istituire e applicare sistemi per verificare l'età degli utenti delle piattaforme di condivisione di video per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori; tali sistemi non comportano alcun trattamento aggiuntivo di dati personali e non pregiudicano l'articolo 8 del regolamento (UE) 2016/679;

d)  istituire e applicare sistemi che consentano agli utenti delle piattaforme per la condivisone di video di valutare i contenuti di cui al paragrafo 1;

d)  istituire e applicare sistemi di facile utilizzo che consentano agli utenti delle piattaforme per la condivisone di video di valutare i contenuti di cui al paragrafo 1;

e)  dotarsi di sistemi di controllo parentale per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

e)  dotarsi di sistemi di controllo parentale sotto la vigilanza dell'utente finale e proporzionati alle misure di cui al presente paragrafo e al paragrafo 3 per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori; gli organismi o le autorità di regolamentazione indipendenti forniscono gli orientamenti necessari per garantire che le misure adottate rispettino la libertà di espressione e prevedano l'obbligo di informare gli utenti.

f)  istituire e applicare sistemi mediante i quali i fornitori di piattaforme per le condivisione di video spiegano agli utenti di tali piattaforme quale seguito sia stato dato alla segnalazione e all'indicazione di cui alla lettera b).

f)  istituire e applicare procedure trasparenti, di facile uso ed efficaci per la gestione e la risoluzione delle controversie tra i fornitori di piattaforme per la condivisione di video e i loro utenti in relazione all'attuazione delle misure di cui alle lettere da b) a f).

L'adeguatezza delle misure ai fini del paragrafo 1 è determinata alla luce della natura del contenuto in questione, del danno che può causare, dalle caratteristiche della categoria di persone da proteggere nonché dai diritti e dagli interessi legittimi, compresi quelli dei fornitori della piattaforma per la condivisione di video e degli utenti che hanno creato e/o caricato contenuti nonché dell'interesse pubblico.

2 bis.  L'adeguatezza delle misure ai fini del paragrafo 1 è determinata alla luce della natura del contenuto in questione, del danno che può causare, dalle caratteristiche della categoria di persone da proteggere nonché dai diritti e dagli interessi legittimi, compresi quelli dei fornitori della piattaforma per la condivisione di video e degli utenti che hanno caricato contenuti nonché dell'interesse pubblico. Le misure appropriate rispettano la libertà di espressione e informazione e il pluralismo dei media. Il contenuto più nocivo è soggetto alle misure più rigorose. Tali misure non conducono a misure di controllo ex-ante o al filtraggio dei contenuti nel momento in cui vengono caricati.

3.  Ai fini dell'attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri promuovono la coregolamentazione come disposto dall'articolo 4, paragrafo 7.

3.  Ai fini dell'attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri e la Commissione promuovono e agevolano l'autoregolamentazione e la coregolamentazione come disposto dall'articolo 4, paragrafo 7, garantendo che i codici di condotta siano conformi alle disposizioni della presente direttiva e rispettino pienamente i diritti, le libertà e i principi stabiliti nella Carta, in particolare all'articolo 52.

 

Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di piattaforme per la condivisione di video effettuino e pubblichino audit regolari delle loro prestazioni in conformità delle misure di cui al paragrafo 1.

4.  Gli Stati membri si dotano dei meccanismi necessari per valutare l'adeguatezza delle misure di cui ai paragrafi 2 e 3 adottate dai fornitori di piattaforme per la condivisione di video. Gli Stati membri affidano tali mansioni agli organismi designati a norma dell'articolo 30.

4.  Gli Stati membri si dotano dei meccanismi necessari per valutare e riferire in merito all'attuazione e all'efficacia delle misure adottate, tenendo conto della loro legalità, trasparenza, necessità, efficacia e proporzionalità. Gli Stati membri affidano tali mansioni agli organismi designati a norma dell'articolo 30. Gli organismi o le autorità di regolamentazione indipendenti forniscono gli orientamenti necessari per garantire che le misure adottate rispettino la libertà di espressione e prevedano l'obbligo di informare gli utenti.

5.  Gli Stati membri non impongono ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video misure più rigorose di quelle di cui ai paragrafi 1 e 2. Gli Stati membri possono imporre misure più rigorose in relazione ai contenuti illeciti. Nell'adozione di tali misure essi rispettano le condizioni stabilite dal diritto dell'Unione applicabile, quali, come opportuno, quelle di cui agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE o all'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE.

5.  L'articolo 8 si applica ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video:

 

5 bis.  Gli Stati membri assicurano che la sponsorizzazione e le comunicazioni commerciali audiovisive che sono immesse sul mercato, vendute o gestite da fornitori di piattaforme per la condivisione di video siano conformi ai requisiti degli articoli 9 e 10.

 

Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che le piattaforme per la condivisione di video impongano agli utenti che caricano contenuti di dichiarare se tali contenuti contengono pubblicità, contenuti sponsorizzati o inserimento di prodotti.

 

Gli Stati membri impongono alle piattaforme per la condivisione di video l'obbligo di assicurare che i destinatari del servizio siano chiaramente informati dei contenuti dichiarati o noti, tra cui pubblicità, contenuti sponsorizzati o inserimento di prodotti.

6.  Gli Stati membri garantiscono che siano disponibili meccanismi di reclamo e ricorso per la risoluzione delle controversi fra utenti e fornitori di piattaforme per la condivisione di video relativi all'applicazione delle opportune misure di cui ai paragrafi 1 e 2.

 

7.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

7.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

8.  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video o, se del caso, le organizzazioni che li rappresentano a questo fine, presentano alla Commissione progetti di codici di condotta dell'Unione nonché le modifiche dei codici di condotta dell'Unione in vigore. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione può conferire l'opportuna pubblicità a tali codici.

8.  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video o, se del caso, le organizzazioni che li rappresentano a questo fine, presentano alla Commissione progetti di codici di condotta dell'Unione nonché le modifiche dei codici di condotta dell'Unione in vigore. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione pubblica tali codici al fine di promuovere lo scambio delle migliori prassi.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 ter – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione un elenco dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video sottoposti alla loro giurisdizione e i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE, nonché al paragrafo 1, sui quali si fonda la loro giurisdizione. Essi aggiornano l'elenco con cadenza regolare. La Commissione garantisce che i competenti organismi di regolamentazione indipendenti abbiano accesso a tali informazioni.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione un elenco dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video che sono stabiliti o si ritengono essere stabiliti sul loro territorio conformemente ai criteri di cui al paragrafo 1, sui quali si fonda la loro giurisdizione. Essi aggiornano l'elenco con cadenza regolare. La Commissione garantisce che i competenti organismi e/o autorità di regolamentazione indipendenti e il pubblico abbiano un accesso facile ed efficace a tali informazioni.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 ter – paragrafo 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Qualora, nell'applicazione del paragrafo 1, gli Stati membri interessati non concordino in merito a quale Stato membro abbia la giurisdizione, essi sottopongono senza indugio la questione alla valutazione della Commissione. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito entro 15 giorni lavorativi dalla presentazione della richiesta da parte della Commissione.

Motivazione

Poiché le piattaforme per la condivisione di video normalmente sono destinate al pubblico in tutta l'Unione, potrebbero sorgere disaccordi tra gli Stati membri nella determinazione degli Stati membri competenti ai fini della presente direttiva. La Commissione, pertanto, dovrebbe essere in grado di intervenire per determinare lo Stato membro competente, così come avviene per gli altri servizi di media audiovisivi di cui all'articolo 3.

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 quater (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

19 bis)  è inserito il seguente articolo 28 quater:

 

"Articolo 28 quater

 

Gli Stati membri garantiscono che un fornitore di piattaforme per la condivisione di video soggetto alla loro giurisdizione renda accessibili all'utente, in maniera facile, diretta e permanente, quantomeno le seguenti informazioni:

 

a)  la denominazione,

 

b)  l'indirizzo geografico di stabilimento del fornitore;

 

c)  i dettagli, compresi il suo indirizzo di posta elettronica o il sito internet, che permettono di contattarlo rapidamente e in maniera diretta ed efficace;

 

d)  lo Stato membro avente giurisdizione su di esso e le competenti autorità e/o organismi di regolamentazione o di vigilanza."

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19 ter (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 29

 

Testo in vigore

Emendamento

 

19 ter)  l'articolo 29 è modificato come segue:

"Articolo 29

"Articolo 29

1.  È istituito un comitato di contatto sotto l'egida della Commissione. Esso è composto di rappresentanti delle competenti autorità degli Stati membri. È presieduto da un rappresentante della Commissione e si riunisce per iniziativa di quest'ultimo o su richiesta della delegazione di uno Stato membro.

1.  È istituito un comitato di contatto sotto l'egida della Commissione. Esso è composto di rappresentanti degli organismi o delle autorità competenti degli Stati membri e da quattro deputati al Parlamento europeo designati in qualità di osservatori ogni tre anni. È presieduto da un rappresentante della Commissione e si riunisce per iniziativa di quest'ultimo o su richiesta della delegazione di uno Stato membro. È incoraggiata la parità di genere nella composizione del comitato di contatto.

2.  I compiti del comitato di contatto sono:

2.  I compiti del comitato di contatto sono:

a)  agevolare l'effettiva attuazione della presente direttiva attraverso consultazioni regolari su ogni problema pratico che risulti dall'applicazione della stessa, in particolare dall'applicazione dell'articolo 2, nonché su ogni altro argomento su cui si considerino opportuni scambi di opinioni;

a)  agevolare l'effettiva attuazione della presente direttiva attraverso consultazioni regolari su ogni problema pratico che risulti dall'applicazione della stessa, in particolare dall'applicazione dell'articolo 2, nonché su ogni altro argomento su cui si considerino opportuni scambi di opinioni;

b)  esprimere pareri di propria iniziativa o su richiesta della Commissione in merito all'applicazione della presente direttiva da parte degli Stati membri;

b)  esprimere pareri di propria iniziativa o su richiesta della Commissione in merito all'applicazione della presente direttiva da parte degli Stati membri;

c)  essere una sede di scambio di opinioni per decidere quali argomenti affrontare nelle relazioni che gli Stati membri devono presentare a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, e per decidere quale metodologia seguire;

c)  essere una sede di scambio di opinioni per decidere quali argomenti affrontare nelle relazioni che gli Stati membri devono presentare a norma dell'articolo 16, paragrafo 3, e per decidere quale metodologia seguire;

d)  discutere i risultati delle consultazioni regolari tenute dalla Commissione con i rappresentanti di organizzazioni di radiodiffusione televisiva, produttori, consumatori, fabbricanti, prestatori di servizi, sindacati e con l'ambiente artistico;

d)  discutere i risultati delle consultazioni regolari tenute dalla Commissione con i rappresentanti di organizzazioni di radiodiffusione televisiva, produttori, consumatori, fabbricanti, prestatori di servizi, sindacati e con l'ambiente artistico;

e)  agevolare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione sulla situazione e lo sviluppo di attività di regolamentazione per quanto concerne i servizi di media audiovisivi, tenendo conto della politica audiovisiva dell'Unione, nonché dei pertinenti sviluppi nel settore tecnico;

e)  agevolare lo scambio di informazioni tra gli Stati membri e la Commissione sulla situazione e lo sviluppo di attività di regolamentazione per quanto concerne i servizi di media audiovisivi, tenendo conto della politica audiovisiva dell'Unione, nonché dei pertinenti sviluppi nel settore tecnico;

f)  esaminare gli sviluppi che si verificano nel settore su cui appaia utile uno scambio di opinioni.

f)  esaminare gli sviluppi che si verificano nel settore su cui appaia utile uno scambio di opinioni e fornire alla Commissione pareri in proposito.

L'emendamento intende modificare una disposizione contenuta nell'atto vigente (articolo 29), cui non si fa riferimento nella proposta della Commissione.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 21

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Articolo 30

"Articolo 30

1.  Ciascuno Stato membro designa uno o più organismi nazionali di regolamentazione indipendenti. Gli Stati membri garantiscono la loro indipendenza giuridica e funzionale da qualsiasi altro organismo pubblico o privato, lasciando impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori.

1.  Ciascuno Stato membro designa uno o più organismi e/o autorità nazionali di regolamentazione indipendenti. Gli Stati membri garantiscono la loro indipendenza funzionale ed effettiva dal rispettivo governo o qualsiasi altro organismo pubblico o privato, lasciando impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori.

2.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione esercitino i loro poteri in modo imparziale e trasparente nonché conformemente agli obiettivi della presente direttiva, in particolare per quanto attiene al pluralismo dei media, alla diversità culturale, alla tutela dei consumatori, al mercato interno e alla promozione della concorrenza.

2.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi e/o le autorità nazionali di regolamentazione esercitino i loro poteri in modo imparziale e trasparente nonché conformemente agli obiettivi della presente direttiva, in particolare per quanto attiene al pluralismo dei media, alla diversità culturale e linguistica, alla tutela dei consumatori, all'accessibilità, alla non discriminazione, al mercato interno e alla promozione della concorrenza. Gli Stati membri garantiscono che gli organismi e/o le autorità nazionali di regolamentazione non esercitino alcuna influenza ex ante sulle decisioni, le scelte o i layout editoriali. Le loro funzioni si limitano al controllo dell'applicazione della presente direttiva, del diritto nazionale e dell'adempimento degli obblighi fissati dalla legge.

Gli organismi nazionali di regolamentazione non chiedono né ricevono istruzioni da nessun altro organismo in merito all'espletamento delle mansioni loro assegnate a norma della normativa nazionale di attuazione del diritto dell'Unione. Ciò non osta alla supervisione a norma del diritto costituzionale nazionale.

Gli organismi e/o le autorità nazionali di regolamentazione non chiedono né ricevono istruzioni da nessun altro organismo in merito all'espletamento delle mansioni loro assegnate a norma della normativa nazionale di attuazione del diritto dell'Unione. Ciò non osta alla supervisione a norma del diritto costituzionale nazionale.

3.  Le competenze e i poteri degli organismi di regolamentazione indipendenti nonché le modalità di responsabilizzazione sono chiaramente definite dalla legge.

3.  Le competenze e i poteri degli organismi e/o autorità di regolamentazione indipendenti nonché le modalità di responsabilizzazione sono chiaramente definite dalla legge.

4.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano di sufficienti poteri di esecuzione per svolgere le loro funzioni in modo efficace.

4.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi e/o autorità nazionali di regolamentazione dispongano di sufficienti poteri di esecuzione per svolgere le loro funzioni in modo efficace.

 

4 bis.  Gli Stati membri assicurano che gli organismi e/o autorità nazionali di regolamentazione nominino un unico punto di contatto disponibile al pubblico per fornire informazioni o raccogliere reclami sulle questioni di accessibilità di cui all'articolo 7.

5.  Il capo di un organismo nazionale di regolamentazione o i membri dell'organo collegiale che svolge tale funzione nell'ambito di un organismo nazionale di regolamentazione possono essere licenziati solamente se non soddisfano più le condizioni richieste ai fini dell'esecuzione dei loro doveri stabiliti in anticipo dalla legislazione nazionale. Una decisione di licenziamento è resa pubblica, così come la dichiarazione delle motivazioni.

5.  Gli Stati membri definiscono nel diritto interno le condizioni e le procedure per la nomina e la rimozione del capo dell'organismo e/o autorità nazionale di regolamentazione o dei membri dell'organo collegiale che svolge tale funzione, compresa la durata del mandato. Eventuali modifiche prima del termine del mandato sono debitamente giustificate, sono soggette a un preavviso e sono rese disponibili al pubblico. Le procedure sono trasparenti, non discriminatorie e garantiscono il grado di indipendenza richiesto.

6.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione indipendenti dispongano di bilanci annuali distinti che sono resi pubblici. Gli Stati membri garantiscono altresì che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano delle risorse finanziarie e umane adeguate per consentire loro di svolgere le mansioni assegnate nonché di partecipare attivamente e di contribuire all'ERGA.

6.  Gli Stati membri garantiscono altresì che gli organismi e/o le autorità nazionali di regolamentazione dispongano di stanziamenti di bilancio annuali distinti per consentire loro di svolgere le mansioni assegnate nonché di partecipare attivamente e di contribuire all'ERGA. I bilanci sono resi pubblici.

7.  Gli Stati membri garantiscono l'esistenza di meccanismi efficaci a livello nazionale nell'ambito dei quali qualsiasi utente o fornitore di servizi di media o di piattaforma per la condivisione di video interessato da una decisione di un organismo nazionale di regolamentazione ha il diritto di ricorrere contro una decisione di un'autorità di regolamentazione che lo riguardi dinanzi a un organo di ricorso. L'organo di ricorso è indipendente dalle parti interessate dall'appello.

7.  Gli Stati membri garantiscono l'esistenza di meccanismi efficaci a livello nazionale nell'ambito dei quali qualsiasi destinatario di un servizio, i cui diritti personali siano chiaramente interessati dal contenuto audiovisivo, o fornitore di servizi di media audiovisivi o di piattaforma per la condivisione di video interessato da una decisione di un organismo nazionale di regolamentazione ha il diritto di ricorrere contro una decisione di un'autorità di regolamentazione che lo riguardi dinanzi a un organo di ricorso. L'organo di ricorso è indipendente dalle parti interessate dall'appello.

Tale organo di ricorso, che dovrebbe essere una corte, dispone delle competenze necessarie che gli consentano di svolgere le proprie funzioni in modo efficace. Gli Stati membri garantiscono che i meriti della causa siano debitamente tenuti in considerazione e che esista un meccanismo di ricorso efficace.

Tale organo di ricorso, che dovrebbe essere una corte, dispone delle competenze necessarie che gli consentano di svolgere le proprie funzioni in modo efficace. Gli Stati membri garantiscono che i meriti della causa siano debitamente tenuti in considerazione e che esista un meccanismo di ricorso efficace.

In attesa dell'esito del ricorso, resta in vigore la decisione dell'organismo nazionale di regolamentazione, a meno che non siano concesse misure provvisorie conformemente al diritto nazionale.”;

In attesa dell'esito del ricorso, resta in vigore la decisione dell'organismo nazionale di regolamentazione, a meno che non siano concesse misure provvisorie conformemente al diritto nazionale.”;

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 22

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

"Articolo 30 bis

"Articolo 30 bis

1.  È istituito il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services, ERGA).

1.  È istituito il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services, ERGA).

2.  Esso si compone degli organismi nazionali di regolamentazione indipendenti nel settore dei servizi di media audiovisivi. Essi sono rappresentati dai capi o da rappresentanti ad alto livello degli organismi nazionali di regolamentazione la cui principale responsabilità è la supervisione dei servizi di media audiovisivi o, se non vi sono organismi nazionali di regolamentazione, da altri rappresentanti selezionati secondo le procedure proprie. Un rappresentante della Commissione partecipa alle riunioni del gruppo.

2.  Esso si compone degli organismi e/o autorità nazionali di regolamentazione, che possono includere quelle autorità e organismi regionali di regolamentazione indipendenti con piena competenza nel settore dei servizi di media audiovisivi. Essi sono rappresentati dai capi o da rappresentanti ad alto livello degli organismi nazionali di regolamentazione la cui principale responsabilità è la supervisione dei servizi di media audiovisivi o, se non vi sono organismi e/o autorità nazionali di regolamentazione, da altri rappresentanti selezionati secondo le procedure proprie. Un rappresentante della Commissione partecipa alle riunioni del gruppo.

3.  L'ERGA ha le seguenti mansioni:

3.  L'ERGA ha le seguenti mansioni:

a)  consigliare e assistere la Commissione nei suoi lavori per garantire in tutti gli Stati membri un'attuazione coerente del quadro normativo relativo ai servizi di media audiovisivi;

a)  consigliare e assistere la Commissione, su sua richiesta, nel suo compito di garantire in tutti gli Stati membri un'attuazione coerente della presente direttiva;

b)  consigliare e assistere la Commissione in merito a qualsiasi questione connessa ai servizi di media audiovisivi che rientra nelle competenze della Commissione. Se giustificato al fine di consigliare la Commissione in merito a talune questioni, il gruppo può consultare i partecipanti del mercato, i consumatori e gli utenti finali al fine di raccogliere le informazioni necessarie;

b)  consigliare e assistere la Commissione, su sua richiesta, su questioni connesse ai servizi di media audiovisivi che rientrano nelle sue competenze.

c)  fornire uno scambio di esperienze e di buone prassi relative all'applicazione del quadro normativo per i servizi di media audiovisivi;

c)  fornire uno scambio di esperienze e di buone prassi relative all'applicazione del quadro normativo per i servizi di media audiovisivi;

d)  collaborare e fornire ai membri le informazioni necessarie per applicare la presente direttiva, in particolare per quanto attiene agli articoli 3 e 4;

d)  collaborare e fornire ai membri e al comitato di contatto le informazioni necessarie per applicare la presente direttiva, in particolare per quanto attiene agli articoli 3, 4 e 7;

e)  fornire pareri su richiesta della Commissione, in merito alle questioni di cui all'articolo 2, paragrafo 5 bis, all'articolo 6bis, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, nonché su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi, in particolare sulla tutela dei minori e l'istigazione all'odio.”;

e)  fornire pareri su richiesta della Commissione, in merito alle questioni di cui all'articolo 2, paragrafo 5 bis, all'articolo 6bis, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, nonché su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi, in particolare sulla tutela dei minori e l'istigazione all'odio.”;

4.  La Commissione ha il potere di adottare, mediante un atto di esecuzione, il regolamento interno dell'ERGA.”;

4.  La Commissione ha il potere di adottare, mediante un atto di esecuzione, il regolamento interno dell'ERGA.

 

4 bis.  L'ERGA dispone delle risorse finanziarie e umane adeguate per svolgere le proprie mansioni. Gli organismi e/o le autorità di regolamentazione partecipano attivamente e contribuiscono all'ERGA.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 23

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 33 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [data – non oltre quattro anni dall'adozione], e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione della presente direttiva.

Entro il [data – non oltre tre anni dall'adozione], e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione della presente direttiva e, se necessario, elabora ulteriori proposte per adattarla all'evoluzione del settore dei servizi di media audiovisivi, in particolare alla luce dei recenti sviluppi tecnologici, del grado di competitività del settore, nonché una relazione sulle pratiche, le politiche e le misure di accompagnamento sostenute dagli Stati membri nel campo dell'alfabetizzazione mediatica.

(1)

GU C 0 del 0.0.0000, pag. 0.

(2)

GU C 0 del 0.0.0000, pag. 0.


MOTIVAZIONE

Il 25 maggio 2016 la Commissione ha pubblicato la proposta di modifica della direttiva sui servizi di media audiovisivi (SMA).

Nel corso dell'ultimo mandato il Parlamento europeo, e in particolare la commissione CULT, cui spetta la competenza esclusiva in materia, ha invocato in diverse occasioni tale revisione alla luce dei rapidi sviluppi tecnologici e di mercato, della nascita di nuovi fornitori di servizi nonché dei cambiamenti nel comportamento dei consumatori, che hanno reso meno definita la linea di demarcazione tra servizi tradizionali e servizi a richiesta.

Nelle sue risoluzioni del 19 gennaio 2016 sul tema "Verso un atto sul mercato digitale unico", del 12 marzo 2014 sul tema "Prepararsi a un mondo audiovisivo della piena convergenza", del 4 luglio 2013 sulla "Televisione connessa" e del 22 maggio 2013 sull'attuazione della direttiva SMA, il Parlamento europeo ha esortato la Commissione ad aggiornare la direttiva, fornendo nel contempo chiare indicazioni preliminari ai fini della revisione.

I relatori accolgono pertanto con favore l'iniziativa della Commissione di proporre tale revisione in un momento cruciale per i servizi audiovisivi.

I relatori intendono affrontare i seguenti punti principali:

I. Convergenza dei media: allineamento delle disposizioni per i servizi lineari e non lineari, articoli da -2 a -2 septies

La revisione della direttiva mira ad adattare le norme attuali alla crescente convergenza dei mercati e delle tecnologie dei media in Europa. L'ambito di applicazione della direttiva è ampliato allo scopo di includere non solo i servizi di radiodiffusione tradizionale o a richiesta, ma anche i servizi di piattaforma per la condivisione di video nonché i video generati dagli utenti.

Al fine di allineare le disposizioni relative a tali servizi e creare condizioni di effettiva parità, il capo I è stato ristrutturato in modo da definire norme comuni per i servizi di media audiovisivi, i servizi di piattaforma per la condivisione di video e i video generati dagli utenti. Le disposizioni del capo I sono ugualmente applicabili a tutti i servizi rientranti nell'ambito di applicazione della direttiva. Sono stati introdotti sette nuovi articoli (emm. 32-38) che combinano diversi articoli dell'attuale direttiva e della proposta concernenti i seguenti punti:

-  istigazione alla violenza o all'odio, discriminazione (articolo -2);

-  protezione dei minori da contenuti nocivi (articolo -2 bis);

-  comunicazioni commerciali audiovisive, sponsorizzazioni (articolo -2 ter) e inserimento di prodotti (articolo -2 quater);

-  tutela delle opere cinematografiche (articolo -2 quinquies);

-  diritto di informazione per i destinatari di un servizio (articolo -2 sexies);

-  coregolamentazione, autoregolamentazione e codici di condotta (articolo -2 septies).

Tali modifiche alla struttura della direttiva sono fondamentali per conseguire un maggiore livello di allineamento tra i servizi lineari e non lineari. In tal modo la direttiva tiene conto delle realtà dell'attuale convergenza dei media, definendo al contempo norme eque in materia di concorrenza nei mercati dei media. Alla luce dei profondi cambiamenti occorsi nel comportamento dei consumatori e nella fruizione di contenuti e al fine di garantire, da un lato, un elevato livello di protezione dei consumatori e, dall'altro, condizioni di effettiva parità, sarebbe opportuno stabilire gli stessi requisiti minimi per tutti i servizi audiovisivi, quali i servizi di media audiovisivi e i video generati dagli utenti, sponsorizzati o meno.

II. Protezione dei minori

I relatori intendono continuare a garantire un elevato livello di protezione dei minori mantenendo un livello di protezione graduale in funzione della gravità dell'eventuale danno, come previsto all'articolo -2, paragrafo 1, lettera b), e paragrafo 2 (em. 32).

I relatori sottolineano che esistono strumenti tecnici per individuare i video a contenuto nocivo ed eliminarli. Tali strumenti non devono tuttavia compromettere la libertà di comunicazione. Si applica pertanto il principio "notifica e rimozione" ("notice and take down") di cui agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE (direttiva sul commercio elettronico).

III. Codici di condotta di coregolamentazione e di autoregolamentazione

I relatori non sostengono la proposta della Commissione per quanto riguarda la piena armonizzazione, sotto forma di coregolamentazione e autoregolamentazione, dei servizi di piattaforma per la condivisione di video. Dal momento che l'obiettivo della direttiva è quello di coordinare le politiche nazionali, si crea un livello minimo di armonizzazione che consente agli Stati membri di imporre norme più severe.

La creazione di codici di condotta di coregolamentazione e di autoregolamentazione è stata semplificata all'articolo -2 septies (em. 38) al fine di garantire la coerenza. Nel caso in cui uno Stato membro dimostri l'inefficacia di un codice di condotta, questi è libero di legiferare in merito alla questione trattata.

IV. Norme quantitative in materia di pubblicità, comunicazioni commerciali e inserimento di prodotti

Occorre un livello di flessibilità maggiore per quanto concerne le norme quantitative in materia di pubblicità.

Nonostante occorra maggiore flessibilità, la disposizione relativa alla durata massima degli spot televisivi è necessaria per mantenere un livello adeguato di protezione dei consumatori. Il limite giornaliero proposto, pari al 20 %, potrebbe esporre i telespettatori a una quantità eccessiva di pubblicità in prima serata. All'articolo 23, paragrafo 1 (em. 77), i relatori suggeriscono dunque che sarebbe opportuno imporre limiti più severi tra le 20.00 e le 23.00, con un limite del 20 % durante tale fascia oraria.

Inoltre, la disposizione inerente all'indebito rilievo in relazione all'inserimento di prodotti dovrebbe essere mantenuta nel nuovo articolo -2 quater della direttiva (em. 35).

Le comunicazioni commerciali relative a bevande alcoliche, tabacco e medicinali dovrebbero continuare a essere limitate.

I limiti previsti per le comunicazioni commerciali relative alla nutrizione dovrebbero essere fissati nei codici di condotta in modo da conseguire un maggiore livello di protezione.

V. Promozione di opere audiovisive europee

I relatori accolgono con favore la proposta della Commissione di potenziare la promozione delle opere audiovisive europee. I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee, pari al 30 %, e che a queste sia dato debito rilievo (em. 75).

I relatori suggeriscono altresì nel considerando 21 (em. 16) che gli Stati membri dovrebbero garantire che i titolari di diritti soggetti alla loro giurisdizione qualifichino come opere europee, nei loro metadati, i contenuti audiovisivi e li mettano a disposizione dei fornitori di servizi, in modo che questi ultimi possano determinare con facilità se le opere sono europee.

VI. Gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA)

I relatori esprimono apprezzamento per il contributo dell'ERGA quale organismo informativo e consultivo. Tuttavia, essi ritengono che, onde tutelare le prerogative degli Stati membri, l'ERGA non dovrebbe disporre di alcun potere decisionale. Al contrario, sarebbe opportuno conferire ulteriori competenze al comitato di contatto, istituito ai sensi dell'articolo 29 dell'attuale direttiva (em. 82).

Il comitato di contatto dovrebbe avere competenza decisionale esclusiva, anche per quanto concerne i pareri elaborati dall'ERGA. A tal fine, l'articolo -2 septies, l'articolo 2, paragrafo 5 bis, l'articolo 3, paragrafo 4, l'articolo 4, paragrafo 1 e l'articolo 4, paragrafo 3 (emm. 38, 42, 51, 54, 55, 56 e 57) sono modificati di conseguenza.

VII. Accessibilità

I relatori sono dell'opinione che le disposizioni in materia di accessibilità dovrebbero essere mantenute nel testo della direttiva. L'articolo 7 dell'attuale direttiva è così modificato: i fornitori di servizi di media devono intensificare i loro sforzi per quanto riguarda l'accessibilità dei servizi per le persone con disabilità visiva o auditiva. L'obiettivo dell'accessibilità dovrebbe essere raggiunto entro la fine del 2027. La formulazione proposta (em. 67) tiene conto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, lasciando al contempo sufficiente spazio di manovra in merito alle modalità per raggiungere tale obiettivo.

VIII. Altri punti

- Programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini

I relatori ritengono che tale concetto, introdotto dalla Commissione nella sua proposta, non sia né chiaro né giuridicamente solido, poiché i programmi inizialmente non destinati ai bambini, quali gli eventi sportivi o i talent show televisivi, potrebbero rientrare in tale categoria.

I relatori suggeriscono di mantenere i termini attuali ("pubblico di bambini" e "programmi per i bambini") nel considerando 16 (em. 12) nonché all'articolo -2 quater, all'articolo 10 e all'articolo 33, paragrafo 2 (emm. 35, 72 e 94).

- Adeguata rilevanza ai servizi di media audiovisivi di interesse generale (articolo 9 bis)

Al fine di salvaguardare il pluralismo e la diversità dei media, gli Stati membri hanno il diritto di adottare misure volte a garantire l'adeguata rilevanza ai servizi dei media audiovisivi di interesse generale (em. 70).

- Protezione dell'integrità del segnale dei fornitori di servizi di media (considerando 13 bis)

È della massima importanza garantire l'integrità del segnale dei fornitori di servizi di media. I terzi che non sono destinatari di un servizio non dovrebbero essere in grado di modificare i programmi e i servizi senza il consenso del fornitore di servizi di media interessato (em. 10).


PARERE della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare (1.2.2017)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato

(COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD))

Relatore per parere: Herbert Dorfmann

BREVE MOTIVAZIONE

Il 25 maggio 2016 la Commissione europea ha pubblicato la sua proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato.

La proposta è intesa a rispondere ai cambiamenti intervenuti a livello di mercato, consumi e tecnologia nel panorama dei media audiovisivi, a causa della sempre maggiore convergenza fra televisione e servizi distribuiti via internet. Nell'Unione la radiodiffusione tradizionale rimane forte in termini di ascolto, entrate pubblicitarie e investimenti in contenuti (circa il 30 % delle entrate). Tuttavia, le emittenti ampliano le loro attività online e nuovi operatori che offrono contenuti audiovisivi via internet (ad esempio i fornitori di video a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video) si affermano sempre di più e si contendono lo stesso pubblico. La radiodiffusione televisiva, i video a richiesta e i contenuti generati dall'utente sono però soggetti a norme diverse e a livelli differenti di tutela dei consumatori.

Gli obiettivi generali della proposta sono: 1) rafforzare la tutela dei minori e dei consumatori in generale mediante, dove possibile, norme europee audiovisive armonizzate, 2) garantire condizioni di parità tra le emittenti tradizionali, i servizi di media audiovisivi a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video e 3) semplificare il quadro legislativo, in particolare per quanto concerne le comunicazioni commerciali.

Il relatore per parere si compiace dell'iniziativa della Commissione di proporre un riesame dell'attuale quadro legislativo per tutti i fornitori di servizi audiovisivi.

Per quanto riguarda il quadro normativo, il relatore per parere ritiene essenziale rafforzare il ruolo dei codici di condotta per le autorità di regolamentazione e chiede una maggiore armonizzazione a livello dei codici di condotta nazionali, nonché l'elaborazione di codici di condotta dell'Unione.

Il relatore per parere sottolinea altresì la necessità di trovare un equilibrio tra la salvaguardia della libertà di espressione e la tutela degli spettatori, segnatamente di quelli vulnerabili. Ciò vale in modo particolare per le comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi, o relative a bevande alcoliche. La tutela degli spettatori, in particolare dei bambini, deve essere potenziata in modo efficace, segnatamente mediante l'uso di norme e di una terminologia uniformi nella proposta. La limitazione delle comunicazioni commerciali non adatte ai minori e ai bambini, come anche il divieto di inserimento di prodotti dovrebbero riguardare tutti i programmi per bambini e i contenuti rivolti a un pubblico infantile, piuttosto che i programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini.

Le piattaforme per la condivisione di video e i media sociali includono sempre più spesso nelle loro offerte materiale audiovisivo. Nella maggior parte dei casi questi servizi non rientrano nel campo di applicazione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (AVMS) o perché i fornitori non controllano la selezione e l'organizzazione del contenuto o perché il loro scopo principale non è offrire contenuti audiovisivi. Il relatore per parere ritiene che le piattaforme per la condivisione di video, che attualmente sono soggette a un regime "più leggero" nel quadro della direttiva sul commercio elettronico, dovrebbero dotarsi di un meccanismo di controllo obbligatorio atto a garantire che non siano caricati contenuti illegali o nocivi. Tutte le disposizioni intese a migliorare la tutela degli spettatori vulnerabili dovrebbero prevedere un meccanismo di controllo e di attuazione adeguato.

EMENDAMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento     1

Proposta di direttiva

Visto 1

Testo della Commissione

Emendamento

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 53, paragrafo 1, e l'articolo 62,

–  visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 53, paragrafo 1, e gli articoli 62 e 168,

Emendamento     2

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video.

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta, di social network e di piattaforme per la condivisione di video.

_________________

_________________

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

Emendamento     3

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe rimanere applicabile unicamente ai servizi la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio, come parti autonome di quotidiani online che propongono programmi audiovisivi o video generati dagli utenti ove tali parti possano essere considerate scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio. I servizi dei media sociali sono esclusi, tranne qualora forniscano un servizio che rientra nella definizione di piattaforma per la condivisione di video. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall'attività principale a seguito dei legami tra l'offerta audiovisiva e l'attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video caratterizzata dall'assenza di responsabilità editoriale. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva.

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe rimanere applicabile unicamente ai servizi la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio, come parti autonome di quotidiani online che propongono programmi audiovisivi o video generati dagli utenti ove tali parti possano essere considerate scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio. Nella misura in cui rappresentano un'importante fonte d'informazioni per i consumatori e dipendono sempre più da contenuti audiovisivi generati o messi a disposizione dai loro utenti, i social network dovrebbero essere inclusi nell'ambito di applicazione della direttiva 2010/13/UE qualora rientrino nella definizione di piattaforma per la condivisione di video. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall'attività principale a seguito dei legami tra l'offerta audiovisiva e l'attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video caratterizzata dall'assenza di responsabilità editoriale. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva.

Emendamento     4

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE"31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi ben concepiti, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio. L'esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di un codice di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Sanzioni progressive che mantengano un elemento di proporzionalità sono in genere considerate un approccio efficace per far rispettare un regime. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE"31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi ben concepiti, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio, il che può rappresentare un utile mezzo ausiliario o complementare per l'azione legislativa. L'esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di un codice di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Sanzioni progressive che mantengano un elemento di proporzionalità sono in genere considerate un approccio efficace per far rispettare un regime. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

_________________

_________________

31 COM(2015) 215 final.

31 COM(2015) 215 final.

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, compresi i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica.

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, in particolare i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi e i fornitori di piattaforme per la condivisione di video offrano tutte le informazioni necessarie sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura di questi ultimi. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica.

Emendamento     6

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Il diritto delle persone con una disabilità e degli anziani a partecipare alla vita sociale e culturale e ad essere integrati in essa è legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero adottare misure adeguate e proporzionate per garantire che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione si adoperino per rendere quanto prima i contenuti accessibili alle persone con una disabilità visiva o uditiva.

Emendamento     7

Proposta di direttiva

Considerando 9 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 ter)  Le esistenti disposizioni volte a migliorare l'accesso ai servizi di media da parte delle persone con una disabilità visiva o uditiva dovrebbero essere rafforzate per assicurare la prosecuzione e la continuità degli sforzi compiuti dagli Stati membri e dai fornitori di servizi di media.

Emendamento     8

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  A livello nazionale e internazionale esistono orientamenti nutrizionali ampiamente riconosciuti, quali il modello di profilo nutrizionale dell'ufficio regionale dell'OMS per l'Europa, finalizzati a differenziare gli alimenti sulla base della loro composizione nutrizionale nell'ambito degli annunci pubblicitari televisivi di prodotti alimentari destinati ai bambini. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per ridurre efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi a tali orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali.

(10)  A livello nazionale e internazionale esistono orientamenti nutrizionali ampiamente riconosciuti finalizzati a differenziare gli alimenti sulla base della loro composizione nutrizionale nell'ambito degli annunci pubblicitari televisivi di prodotti alimentari destinati ai bambini. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione, ad esempio l'iniziativa EU Pledge e altre iniziative elaborate nel quadro della piattaforma d'azione della Commissione per l'alimentazione, l'attività fisica e la salute, siano utilizzati per ridurre efficacemente l'esposizione dei bambini alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi a tali orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali.

Emendamento     9

Proposta di direttiva

Considerando 10 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(10 bis)  Inoltre, gli Stati membri dovrebbero assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano finalizzati a ridurre efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alla promozione dei giochi d'azzardo. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione intesi a promuovere il gioco d'azzardo responsabile, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive dei giochi d'azzardo.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Analogamente, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alle bevande alcoliche. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive delle bevande alcoliche.

(11)  Analogamente, gli Stati membri dovrebbero assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alle bevande alcoliche. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive delle bevande alcoliche.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell'Unione è necessario garantire l'efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica. Codici di condotta a livello dell'Unione, se correttamente applicati e opportunamente monitorati, potrebbero costituire un valido strumento per garantire un approccio più coerente ed efficace.

(12)  Al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell'Unione è necessario garantire l'efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica. Codici di condotta a livello dell'Unione, se correttamente applicati e opportunamente monitorati, dovrebbero garantire un approccio più coerente ed efficace.

Emendamento     12

Proposta di direttiva

Considerando 12 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(12 bis)  Gli Stati membri dovrebbero fissare i limiti orari del "prime time". Tali limiti dovrebbero essere utilizzati nell'attuazione delle disposizioni della presente direttiva in materia di tutela dei minori.

Emendamento   13

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Il mercato della radiodiffusione televisiva si è evoluto ed è ora necessaria una maggiore flessibilità per le comunicazioni commerciali audiovisive, in particolare per le norme quantitative concernenti i servizi di media audiovisivi lineari, l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione. L'emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

soppresso

Emendamento  14

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi, i programmi per bambini e i contenuti rivolti a un pubblico di bambini. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi e nei contenuti rivolti a un pubblico di bambini. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

Emendamento  15

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio, è necessario stabilire norme proporzionate su tali aspetti.

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video e ai social network, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza, all'odio o al terrorismo, è necessario stabilire norme e meccanismi di controllo efficaci su tali aspetti.

Emendamento     16

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  Una quota importante dei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video non è sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme per la condivisione di video. Tali fornitori, tuttavia, in genere determinano l'organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi. Essi dovrebbero pertanto essere tenuti ad adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e proteggere tutti i cittadini dall'istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a sesso, razza, colore della pelle, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica.

(28)  Una quota importante dei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video o sui social network non è sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme per la condivisione di video. Tali fornitori, tuttavia, in genere determinano l'organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi. Essi sono pertanto tenuti ad adottare misure efficaci per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e proteggere tutti i cittadini dall'istigazione al terrorismo o alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a sesso, razza, colore della pelle, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica.

Emendamento     17

Proposta di direttiva

Considerando 31

Testo della Commissione

Emendamento

(31)  Nell'adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti nocivi e per proteggere tutti i cittadini da contenuti che istigano alla violenza o all'odio in conformità alla presente direttiva, i diritti fondamentali applicabili, quali stabiliti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dovrebbero essere attentamente bilanciati. Si tratta in particolare, a seconda dei casi, del diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati personali, della libertà di espressione e d'informazione, della libertà d'impresa, del divieto di discriminazione e dei diritti del minore.

(31)  Nell'adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti nocivi e per proteggere tutti i cittadini da contenuti che istigano al terrorismo, alla violenza o all'odio in conformità alla presente direttiva, i diritti fondamentali applicabili, quali stabiliti nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dovrebbero essere attentamente bilanciati. Gli Stati membri dovrebbero garantire che tutti i fornitori di servizi di media audiovisivi tengano conto dei principi fondamentali applicabili. Si tratta in particolare, a seconda dei casi, del diritto al rispetto della vita privata e della vita familiare e alla protezione dei dati personali, del diritto alla proprietà privata, della libertà di espressione e d'informazione, della libertà d'impresa, del divieto di discriminazione e dei diritti del minore.

Emendamento     18

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare la loro indipendenza e quindi l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

Emendamento     19

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a bis – punto i

 

Testo della Commissione

Emendamento

i)  il servizio consiste nella memorizzazione di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

i)  il servizio consiste nella memorizzazione o nella messa a disposizione di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

Emendamento     20

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera c

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  "programma", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, comprensivo di lungometraggi, video di breve durata, manifestazioni sportive, commedie di situazione (sitcom), documentari, programmi per bambini e fiction originali;

b)  "programma", una serie di immagini animate, sonore o non, che costituiscono un singolo elemento nell'ambito di un palinsesto o di un catalogo stabilito da un fornitore di servizi di media, comprensivo di lungometraggi, video di breve durata, manifestazioni sportive, commedie di situazione (sitcom), documentari, programmi per bambini, programmi di intrattenimento e reality e fiction originali;

Motivazione

Poiché si tratta di programmi di divulgazione interessati da restrizioni o da adeguamenti pubblicitari, è essenziale estendere la definizione di "programma" a programmi per famiglie come i programmi di intrattenimento e i reality, che sono seguiti sia dagli adulti che dai bambini.

Emendamento     21

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, all'origine razziale o etnica, alla confessione, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.

Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano istigazione al terrorismo o alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, all'origine razziale o etnica, alla confessione, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.

Emendamento     22

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 9

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6 bis – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.   Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi comunichino agli utenti informazioni sufficienti in merito al contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. A tal fine gli Stati membri possono avvalersi di un sistema di descrittori che indicano la natura del contenuto di un servizio media audiovisivo.

1.   Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi e i fornitori di piattaforme per la condivisione di video comunichino efficacemente agli utenti informazioni chiare, prima del programma e durante lo stesso, nonché prima e dopo ogni interruzione, in merito al contenuto che potrebbe danneggiare o disturbare i minori e, in particolare, nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale. A tal fine gli Stati membri si avvalgono di un sistema di descrittori che indicano la natura del contenuto di un servizio media audiovisivo.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 9

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6 bis – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.   La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

3.   La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se necessario, la Commissione e l'ERGA elaborano e promuovono l'adozione di codici di condotta di livello unionale.

Emendamento     24

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  l'articolo 7 è soppresso;

(10)  l'articolo 7 è sostituito dal seguente:

 

"Gli Stati membri adottano misure al fine di garantire che i fornitori di servizi soggetti alla loro giurisdizione rendano progressivamente i loro servizi accessibili alle persone con una disabilità visiva o uditiva, in linea con i loro obblighi di cui nella Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD).

 

Gli Stati membri esigono dalle emittenti soggette alla loro giurisdizione che trasmettano gli eventi di particolare rilevanza per la società in un modo accessibile alle persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità."

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera e

 

Testo in vigore

Emendamento

 

-a)   al paragrafo 1, la lettera e) è sostituita dalla seguente:

"e)  le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche non si rivolgono specificatamente ai minori incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;"

"e)  l'esposizione di bambini e minori a comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche è ridotta al minimo e tali comunicazioni non incoraggiano il consumo smodato di tali bevande e non accompagnano programmi rivolti a un pubblico di bambini, sotto forma di interruzioni pubblicitarie trasmesse durante, immediatamente prima o immediatamente dopo detti programmi, né sono incluse in essi, e sono vietate nella fascia oraria di massimo ascolto da parte di un pubblico di bambini;"

Emendamento     26

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera f bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a bis)  al paragrafo 1, è inserita la lettera seguente:

 

"f bis)  le comunicazioni commerciali audiovisive per i servizi di giochi d'azzardo non si rivolgono specificatamente ai minori e contengono la chiara indicazione dell'età minima al di sotto della quale i giochi d'azzardo non sono consentiti;"

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 2 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri e la Commissione invitano i fornitori di servizi di media a elaborare codici di condotta concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate che accompagnano programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini o vi sono incluse, relative a prodotti alimentari o bevande che contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto nutrizionale o fisiologico, in particolare i grassi, gli acidi grassi trans, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione eccessiva nella dieta generale non è raccomandata.

Gli Stati membri assicurano che le comunicazioni audiovisive commerciali relative a bevande non alcoliche o a prodotti alimentari ricchi di grassi, sale o zuccheri non accompagnino programmi che si rivolgono ai bambini o programmi trasmessi durante le ore di massimo ascolto da parte di un pubblico di bambini, né vi siano incluse. Gli Stati membri assicurano altresì che i fornitori di piattaforme per la condivisione di video prendano misure adeguate per evitare che dette comunicazioni commerciali audiovisive accompagnino contenuti rivolti a un pubblico di bambini o vi siano incluse.

Emendamento     28

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera a bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

a bis)  è inserito il paragrafo seguente:

 

"2 bis. Ai fini del paragrafo 1, lettere e) ed e bis), gli Stati membri determinano la fascia oraria di massimo ascolto da parte di un pubblico composto di bambini nel loro territorio in base alle situazioni nazionali rispettive."

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.   Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative a bevande alcooliche. Tali codici dovrebbero essere usati per limitare efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali di bevande alcooliche.

3.   Gli Stati membri adottano misure volte a ridurre al minimo l'esposizione dei minori alle comunicazioni commerciali relative a bevande alcoliche. Fatta salva l'adozione di misure normative, gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di iniziative di autoregolamentazione e di coregolamentazione, compresi codici di condotta, per ridurre ulteriormente al minimo l'esposizione dei minori a dette comunicazioni commerciali che accompagnano i programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da minori o che vi sono incluse.

Emendamento     30

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 3 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Gli Stati membri e la Commissione garantiscono l'elaborazione di codici di condotta di coregolamentazione concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative ai giochi d'azzardo. Tali codici di condotta sono utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali relative ai giochi d'azzardo.

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4.   La Commissione e l'ERGA invitano a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

4.   La Commissione e l'ERGA garantiscono lo scambio delle migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se necessario, la Commissione e l'ERGA elaborano e promuovono l'adozione di codici di condotta di livello unionale.

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 11 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.   L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, destinati ai consumatori, a contenuto religioso nonché quelli il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini.

2.   L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, i programmi destinati ai consumatori e i programmi a contenuto religioso nonché i programmi per bambini e i contenuti rivolti a un pubblico di bambini.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 14

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 12 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che i programmi forniti da un fornitore di servizi di media audiovisivi soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino normalmente. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma.

Gli Stati membri adottano tutte le misure necessarie per garantire che i programmi forniti da un fornitore di servizi di media audiovisivi soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma. La Commissione e l'ERGA elaborano norme tecniche a tal fine e garantiscono un meccanismo di attuazione efficace.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis – paragrafo 1 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che i fornitori delle piattaforme per la condivisione di video adottino misure adeguate per:

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che i fornitori delle piattaforme per la condivisione di video adottino tutte le misure necessarie per:

Emendamento     35

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis – paragrafo 1 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza, all'origine nazionale o etnica.

b)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino al terrorismo, alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza, all'origine nazionale o etnica.

Emendamento     36

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis – paragrafo 1 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che i programmi forniti da un fornitore di piattaforme per la condivisione di video soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino normalmente.

 

Tali misure possono includere strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma.

 

Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, è soggetto alle misure più rigorose, quali la criptazione e controlli parentali efficaci.

Motivazione

Lo scopo dell'emendamento è rafforzare la tutela dei minori nel contesto delle piattaforme per la condivisione di video.

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis – paragrafo 2 – comma 2 – parte introduttiva

 

Testo della Commissione

Emendamento

Tali misure consistono, come opportuno:

La Commissione e l'ERGA elaborano norme tecniche a tal fine e garantiscono un meccanismo di attuazione efficace. Tali misure consistono, come opportuno:

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis – paragrafo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

7.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

7.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se necessario, la Commissione e l'ERGA elaborano e promuovono l'adozione di codici di condotta di livello unionale.

Emendamento     39

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 23

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 33 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Entro il [data – non oltre quattro anni dall'adozione], e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione della presente direttiva.

Entro il [data – non oltre quattro anni dall'adozione], e successivamente ogni tre anni, la Commissione presenta al Parlamento europeo, al Consiglio e al Comitato economico e sociale una relazione sull'applicazione della presente direttiva. La relazione valuta l'efficacia delle pratiche di autoregolamentazione e di coregolamentazione in tutti gli Stati membri, in particolare alla luce delle pratiche pubblicitarie, laddove siano rivolte ai bambini e alle famiglie. Se la relazione stabilisce che i codici di condotta di autoregolamentazione attinenti alle comunicazioni commerciali audiovisive – ad esempio per prodotti alimentari poco salutari e bevande zuccherate – non hanno raggiunto i risultati previsti nel ridurre al minimo l'esposizione dei bambini e dei minori a dette comunicazioni commerciali audiovisive, la Commissione presenta una proposta intesa a regolamentare tale questione specifica.

Motivazione

È importante stabilire una clausola di revisione, in particolare per le pratiche pubblicitarie, onde tutelare in maniera adeguata i diritti, la salute e il benessere dei bambini.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato

Riferimenti

COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

CULT

9.6.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

ENVI

9.6.2016

Relatore per parere

       Nomina

Herbert Dorfmann

14.7.2016

Esame in commissione

29.11.2016

 

 

 

Approvazione

31.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

29

7

30

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marco Affronte, Margrete Auken, Pilar Ayuso, Zoltán Balczó, Simona Bonafè, Biljana Borzan, Paul Brannen, Soledad Cabezón Ruiz, Nessa Childers, Alberto Cirio, Mireille D'Ornano, Miriam Dalli, Angélique Delahaye, Mark Demesmaeker, Ian Duncan, Stefan Eck, Bas Eickhout, José Inácio Faria, Karl-Heinz Florenz, Francesc Gambús, Elisabetta Gardini, Gerben-Jan Gerbrandy, Jens Gieseke, Julie Girling, Sylvie Goddyn, Françoise Grossetête, Andrzej Grzyb, György Hölvényi, Anneli Jäätteenmäki, Benedek Jávor, Kateřina Konečná, Urszula Krupa, Giovanni La Via, Peter Liese, Norbert Lins, Valentinas Mazuronis, Susanne Melior, Miroslav Mikolášik, Gilles Pargneaux, Piernicola Pedicini, Pavel Poc, Julia Reid, Frédérique Ries, Daciana Octavia Sârbu, Renate Sommer, Claudiu Ciprian Tănăsescu, Estefanía Torres Martínez, Adina-Ioana Vălean, Jadwiga Wiśniewska, Damiano Zoffoli

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Inés Ayala Sender, Jørn Dohrmann, Herbert Dorfmann, Martin Häusling, Jan Huitema, Peter Jahr, Merja Kyllönen, Gesine Meissner, James Nicholson, Gabriele Preuß, Bart Staes, Tibor Szanyi, Tiemo Wölken

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Dieter-Lebrecht Koch, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (7.12.2016)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato

(COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD))

Relatore (per parere): Emma McClarkin

BREVE MOTIVAZIONE

Dal 2010 la direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva 2010/13/UE) fornisce un quadro normativo solido che stimola le industrie culturali e creative e protegge i consumatori vulnerabili, quali i minori, attraverso un approccio di armonizzazione minima alle norme applicabili all'industria europea dei servizi di media audiovisivi.

Alla luce delle nuove tecnologie, della domanda dei consumatori e della conseguente transizione continua dai metodi di trasmissione lineari verso metodi non lineari, la revisione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA) mira a creare condizioni più eque al fine di consentire alle emittenti e ai produttori di contenuti che utilizzano sia tecnologie nuove che tecnologie tradizionali di essere competitivi e di investire nel campo dei contenuti culturali, nonché di proteggere e di distribuire tali contenuti.

Ambito di applicazione

Il relatore ritiene essenziale che un'eventuale estensione dell'ambito di applicazione, in particolare per quanto concerne le piattaforme per la condivisione di video, non violi la direttiva 2000/31/CE (la direttiva sul commercio elettronico) e sia specifica per il settore audiovisivo. Gli attuali parametri della direttiva SMA sono utili perché includono già molte nuove tecnologie, grazie alla loro definizione incentrata sul tipo di produzione piuttosto che sul mezzo di distribuzione.

Qualsiasi ampliamento dell'ambito di applicazione deve assicurare lo stesso livello di protezione globale. Sotto il profilo geografico, l'ambito di applicazione della normativa attuale rimane appropriato e idoneo alla realizzazione di un mercato unico solido nel campo dei servizi di radiodiffusione.

Definizioni

Le definizioni stabilite dalla direttiva 2010/13/UE rimangono complessivamente pertinenti. Il relatore osserva che laddove si è verificata una convergenza dei media, è opportuno differenziare i contenuti con o senza responsabilità editoriale. Ciò impedirà eventuali violazioni della direttiva sul commercio elettronico, salvaguardando in particolare l'interpretazione del regime di responsabilità dei fornitori di servizi intermediari.

Paese di origine

Il principio del paese d'origine rappresenta l'elemento centrale della normativa in esame e qualsiasi tentativo di intaccarlo sarebbe controproducente per il settore dei servizi di media audiovisivi, per il mercato unico e per la capacità di distribuzione dei contenuti attraverso le frontiere. Detto principio semplifica l'onere normativo per le emittenti e stabilisce una chiara responsabilità giuridica ed editoriale in relazione alla proprietà dei contenuti.

La proposta della Commissione di autorizzare imposte nazionali sulle forniture transfrontaliere è contraria al principio del paese d'origine e costituisce un primo passo verso un approccio improntato al paese di destinazione. Per questo motivo, il relatore ha eliminato tale proposta dal progetto di parere della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori. La commissione IMCO deve impegnarsi per la tutela del principio del paese d'origine, poiché esso è fondamentale per diverse normative che rientrano nelle sue competenze, segnatamente la direttiva 2000/31/CE.

Tuttavia, è opportuno considerare i timori relativi all'elusione delle norme nazionali tramite il principio del paese d'origine. Pertanto, le possibilità per una maggiore cooperazione e per meccanismi di ricorso rafforzati e più rapidi per i singoli paesi dovrebbero essere esaminate ulteriormente.

Norme sulle comunicazioni commerciali

Sebbene una maggiore flessibilità in materia di comunicazioni commerciali sia apprezzabile, le modifiche a tali disposizioni non dovrebbero indebolire la protezione dei consumatori. Va valutata positivamente l'eliminazione della "debita prominenza" a proposito dell'inserimento dei prodotti, giacché in passato l'ambiguità normativa di tale termine ha limitato la possibilità delle emittenti di utilizzare questo flusso di entrate commerciali.

Tuttavia, la maggiore flessibilità in materia di minutaggio e di limiti quantitativi non tiene conto delle diverse modalità di finanziamento delle pubblicità nell'UE, sia in termini di impatto che di minuti. Ciò non comporterà un aumento delle spese pubblicitarie per la radiodiffusione lineare. Tale flessibilità genererà congestione nelle ore di punta, indebolendo l'impatto delle pubblicità e creando periodi di saturazione a discapito dei consumatori. Nell'interesse dei consumatori, il presente progetto di parere elimina le misure volte a deregolamentare il minutaggio della pubblicità.

Opere europee

Sebbene la promozione delle opere europee debba essere incoraggiata, il relatore ritiene che sia opportuno adottare un approccio orientato al mercato anziché stabilire disposizioni in materia di prominenza o reperibilità dei contenuti. Il ricorso alle quote dovrebbe essere limitato e in nessun caso dovrebbe superare le proposte della Commissione. Quote più ampie e disposizioni più specifiche equivarrebbero a un protezionismo dei mercati culturali e non consentirebbero di tener conto del mercato globale più ampio di cui fa parte il mercato unico digitale dell'UE. Gli investimenti nei contenuti europei sono ottimizzati laddove generati tramite la concorrenza e la domanda del mercato e non tramite prelievi fiscali e parametri di riferimento artificiali.

Autorità nazionali di regolamentazione

Le proposte della Commissione volte a migliorare l'efficacia delle autorità nazionali di regolamentazione sono necessarie per garantire un'attuazione universale e completa della direttiva SMA. Sebbene il gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (ERGA) svolga un ruolo importante nel coordinamento e nello scambio tra gli organismi di regolamentazione, l'onere della direttiva SMA ricade sugli Stati membri e sulle autorità nazionali di regolamentazione. Gli Stati membri dovrebbero stanziare risorse adeguate per tali organismi al fine di potenziarne le capacità e fornire procedure chiare di ricorso e di reclamo.

Protezione dei minori

Data la convergenza dei media, la revisione della direttiva SMA offre l'opportunità per livellare verso l'alto, ove necessario, la protezione dei minori nella sfera non lineare. È importante che qualsiasi nuova definizione o modifica dell'ambito di applicazione della direttiva SMA sia finalizzata a migliorare la protezione dei minori, pur assicurando agli Stati membri la flessibilità necessaria per far fronte alle attività illegali.

Accessibilità

Seppur essenziale per proseguire gli sforzi a favore di una generalizzazione dell'accessibilità, l'articolo 7 dell'attuale direttiva SMA dovrebbe essere mantenuto e migliorato tramite riferimenti a servizi di media audiovisivi che sono state soppressi dall'atto europeo sull'accessibilità. L'atto europeo sull'accessibilità, che include sia aspetti vincolanti che non vincolanti sulla fornitura di servizi di media audiovisivi(1), non riconosce in misura sufficiente le realtà e le necessità del settore dei media audiovisivi, il che potrebbe soffocare l'innovazione che in futuro rappresenterà il mezzo migliore per rispondere alle esigenze dei singoli consumatori.

EMENDAMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video.

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta, di media sociali e di piattaforme per la condivisione di video.

__________________

__________________

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

Motivazione

I media sociali rivestono un ruolo sempre più importante nella nostra società, soprattutto per le nuove generazioni, e costituiscono oggi un punto di accesso privilegiato ai contenuti dei media audiovisivi.

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe rimanere applicabile unicamente ai servizi la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio, come parti autonome di quotidiani online che propongono programmi audiovisivi o video generati dagli utenti ove tali parti possano essere considerate scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio. I servizi dei media sociali sono esclusi, tranne qualora forniscano un servizio che rientra nella definizione di piattaforma per la condivisione di video. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall'attività principale a seguito dei legami tra l'offerta audiovisiva e l'attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video caratterizzata dall'assenza di responsabilità editoriale. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva.

(3)  La direttiva 2010/13/UE dovrebbe rimanere applicabile unicamente ai servizi destinati a essere ricevuti da una porzione considerevole del grande pubblico sulla quale potrebbero esercitare un impatto evidente e la cui finalità principale è la fornitura di programmi destinati a informare, intrattenere o istruire. Il requisito della finalità principale dovrebbe essere considerato soddisfatto anche se il servizio ha un contenuto e una forma audiovisivi scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio, come parti autonome di quotidiani online che propongono programmi audiovisivi o video generati dagli utenti ove tali parti possano essere considerate scindibili dall'attività principale del fornitore del servizio. I servizi dei media sociali rappresentano per i consumatori un punto di accesso importante alle informazioni e si affidano sempre più al contenuto audiovisivo creato o messo a disposizione dagli utenti. I servizi dei media sociali sono generalmente esclusi dall'ambito della presente direttiva, ma occorre includerli qualora i servizi relativi rispondano a tutti i criteri che definiscono le piattaforme per la condivisione di video. Allo stesso modo, non dovrebbero essere inclusi i servizi di media audiovisivi che forniscono e distribuiscono contenuti di media audiovisivi e che non sono in concorrenza con trasmissioni televisive, ad esempio fornendo e distribuendo contenuti audiovisivi di utenti privati per la condivisione nelle comunità di interesse. Un servizio dovrebbe essere considerato un semplice complemento inscindibile dall'attività principale a seguito dei legami tra l'offerta audiovisiva e l'attività principale. I canali o altri servizi audiovisivi sotto la responsabilità editoriale di un fornitore possono essi stessi costituire servizi di media audiovisivi, anche se sono offerti nel quadro di una piattaforma per la condivisione di video caratterizzata dall'assenza di responsabilità editoriale. In questi casi spetterà ai fornitori la responsabilità editoriale di attenersi alle disposizioni della presente direttiva.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 bis)  Le decisioni editoriali sono prese giorno per giorno, in particolare dai direttori dei programmi o caporedattori nel quadro di un palinsesto approvato. Il luogo in cui vengono prese le decisioni editoriali è il posto di lavoro abituale delle persone che le assumono.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 3 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(3 ter)  I servizi di media audiovisivi a richiesta sono in concorrenza per il medesimo pubblico delle trasmissioni televisive e, date la natura e le modalità di accesso a tali servizi, l'utente sarebbe ragionevolmente portato ad attendersi una tutela normativa nell'ambito della presente direttiva. In considerazione di ciò e al fine di impedire disparità riguardo alla libera circolazione e alla concorrenza, il concetto di programma dovrebbe essere interpretato in una maniera dinamica, che tenga conto degli sviluppi nella fornitura del contenuto di servizi di media audiovisivi che si rivolgono a una porzione di pubblico considerevole e che sono considerati mezzi di comunicazione di massa.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione delle procedure di cooperazione di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. È pertanto opportuno conferire al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA) il potere di fornire pareri sulla giurisdizione su richiesta della Commissione.

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione delle procedure di cooperazione di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. È pertanto opportuno conferire al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA) il potere di fornire pareri, unitamente alle autorità nazionali di regolamentazione, sulla giurisdizione su richiesta della Commissione.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Al fine di garantire coerenza e fornire certezza alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di «incitamento all'odio» dovrebbe, nella misura appropriata, essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come «istigazione pubblica alla violenza o all'odio». Dovrebbero essere armonizzati anche i motivi sui quali si fonda l'istigazione alla violenza o all'odio.

(8)  Al fine di garantire coerenza e fornire certezza alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di "incitamento all'odio" dovrebbe, nella misura appropriata e ove applicabile agli Stati membri, essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come "istigazione pubblica alla violenza o all'odio". Dovrebbero essere armonizzati anche i motivi sui quali si fonda l'istigazione alla violenza o all'odio.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, compresi i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica.

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, compresi i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica. Le varie forme di descrittori di contenuti dovrebbero permettere di stabilire con sufficiente chiarezza se un contenuto può essere nocivo per i minori.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  A livello nazionale e internazionale esistono orientamenti nutrizionali ampiamente riconosciuti, quali il modello di profilo nutrizionale dell'ufficio regionale dell'OMS per l'Europa, finalizzati a differenziare gli alimenti sulla base della loro composizione nutrizionale nell'ambito degli annunci pubblicitari televisivi di prodotti alimentari destinati ai bambini. Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per ridurre efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi a tali orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali.

(10)  Gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che l'autoregolamentazione e la coregolamentazione, compresi i codici di condotta, siano utilizzati per ridurre efficacemente al minimo l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative a prodotti alimentari e a bevande ad alto contenuto di sale, zuccheri o grassi o comunque non conformi agli orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali, quali quelli elaborati nel quadro della Piattaforma d'azione della Commissione su dieta, attività fisica e salute e il modello di profilo nutrizionale dell'ufficio regionale dell'OMS per l'Europa. L'autoregolamentazione e la coregolamentazione dovrebbero contribuire a tale obiettivo.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Analogamente, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alle bevande alcoliche. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive delle bevande alcoliche.

(11)  Analogamente, gli Stati membri devono assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alle bevande alcoliche. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive delle bevande alcoliche.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 12

Testo della Commissione

Emendamento

(12)  Al fine di rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell'Unione è necessario garantire l'efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica. Codici di condotta a livello dell'Unione, se correttamente applicati e opportunamente monitorati, potrebbero costituire un valido strumento per garantire un approccio più coerente ed efficace.

(12)  Al fine di garantire un livello elevato di tutela dei consumatori e della salute pubblica e nel contempo rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione dei servizi transfrontalieri nell'Unione è necessario garantire l'efficacia delle misure di autoregolamentazione e coregolamentazione volte in particolare a tutelare i consumatori o la salute pubblica. Codici di condotta a livello dell'Unione, se correttamente applicati e opportunamente monitorati, potrebbero costituire un valido strumento per garantire un approccio più coerente ed efficace. Tali meccanismi dovrebbero assistere le autorità nazionali di regolamentazione nella stesura dei loro codici di condotta nazionali e contribuire a migliorare la coerenza nel recepimento della direttiva 2010/13/UE.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Il mercato della radiodiffusione televisiva si è evoluto ed è ora necessaria una maggiore flessibilità per le comunicazioni commerciali audiovisive, in particolare per le norme quantitative concernenti i servizi di media audiovisivi lineari, l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione. L'emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

soppresso

Motivazione

La norma quantitativa vigente per la pubblicità si è rivelata efficace nel bilanciare tutela dei consumatori e finanziamento dei media audiovisivi. La crescente offerta audiovisiva non dovrebbe giustificare un generale abbassamento del livello di tutela dei consumatori dai contenuti pubblicitari. L'abolizione della norma quantitativa interesserebbe anche settori non audiovisivi essenziali, come la stampa, che dipendono fortemente dalla pubblicità e che stanno già affrontando difficoltà finanziarie.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 13 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(13 bis)  Per garantire l'efficacia della direttiva 2010/13/UE, in particolare per quanto concerne la responsabilità editoriale dei fornitori di servizi di media, occorre salvaguardare l'integrità dei programmi e dei servizi. Terzi diversi dai destinatari del servizio non dovrebbero modificare i programmi e i servizi senza l'autorizzazione del fornitore di servizi di media in questione. Le modifiche alla visualizzazione dei programmi e servizi autorizzate o apportate dal destinatario dovrebbero essere consentite.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i servizi o i programmi di media audiovisivi, promuovendo nel contempo il nome, il marchio, l'immagine, le attività o i prodotti di una persona fisica o giuridica. La sponsorizzazione costituisce pertanto una valida forma di pubblicità per gli inserzionisti e i fornitori di servizi di media audiovisivi, in quanto gli annunci di sponsorizzazione possono contenere riferimenti promozionali ai prodotti o ai servizi dello sponsor, pur non incoraggiandone direttamente l'acquisto. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l'esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Il contenuto dei programmi sponsorizzati non dovrebbe essere influenzato in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi.

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i servizi o i programmi di media audiovisivi, promuovendo nel contempo il nome, il marchio, l'immagine, le attività o i prodotti di una persona fisica o giuridica. La sponsorizzazione costituisce pertanto una valida forma di pubblicità per gli inserzionisti e i fornitori di servizi di media audiovisivi, in quanto gli annunci di sponsorizzazione possono contenere riferimenti promozionali ai prodotti o ai servizi dello sponsor, pur non essendo autorizzati a incoraggiarne direttamente l'acquisto. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l'esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Il contenuto dei programmi sponsorizzati non dovrebbe essere influenzato in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 15 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(15 bis)  Al fine di tutelare la responsabilità editoriale dei fornitori di servizi di media, nonché la catena di creazione del valore in ambito audiovisivo, è fondamentale assicurare l'integrità dei programmi e dei servizi dei fornitori di servizi di media. I programmi e i servizi dovrebbero essere trasmessi in maniera integrale, inalterata e senza interruzioni. I programmi e i servizi non dovrebbero essere modificati senza il consenso del fornitore di servizi di media.

Motivazione

I soggetti terzi non dovrebbero essere autorizzati a modificare programmi e servizi senza il consenso del fornitore di servizi di media.

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

(16)  L'inserimento di prodotti non dovrebbe essere ammissibile durante i notiziari e i programmi di attualità, i programmi per i consumatori, i programmi religiosi e i programmi per bambini. In particolare, l'esperienza dimostra che l'inserimento di prodotti e la pubblicità integrata possono influenzare il comportamento dei bambini, in quanto essi spesso non sono in grado di riconoscere i contenuti commerciali. È pertanto necessario continuare a vietare l'inserimento di prodotti nei programmi per bambini. I programmi per i consumatori offrono consigli o presentano indagini sull'acquisto di prodotti e servizi. Se l'inserimento di prodotti in tali programmi fosse consentito, verrebbe meno la distinzione tra pubblicità e contenuti editoriali per il pubblico, che da tali programmi può attendersi un'indagine autentica e onesta di prodotti o servizi.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  La norma secondo cui a un prodotto non dovrebbe essere dato indebito rilievo si è rivelata difficile da applicare nella pratica. Inoltre essa limita la diffusione dell'inserimento di prodotti che, per definizione, comporta un'esposizione relativamente importante per generare valore. I requisiti dei programmi che contengono l'inserimento di prodotti dovrebbero pertanto essere incentrati sulla chiara esigenza di informare i telespettatori circa l'esistenza dell'inserimento di prodotti e sulla necessità di garantire che l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi non sia compromessa.

(17)  I requisiti dei programmi che contengono l'inserimento di prodotti dovrebbero pertanto essere incentrati sulla chiara esigenza di informare i telespettatori circa l'esistenza dell'inserimento di prodotti e sulla necessità di garantire che l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi non sia compromessa.

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Dato che l'aumento del numero di nuovi servizi ha comportato una scelta più ampia per i telespettatori, le emittenti dispongono di maggiore flessibilità per l'inserimento della pubblicità e degli spot di televendita ove ciò non pregiudichi indebitamente l'integrità del programma. Tuttavia, per salvaguardare le specificità del panorama televisivo europeo, dovrebbe rimanere limitato il numero di interruzioni autorizzate durante la trasmissione di opere cinematografiche e di film prodotti per la televisione, nonché durante la trasmissione di determinate categorie di programmi che necessitano ancora di una protezione particolare.

(18)  Sebbene l'aumento del numero di nuovi servizi abbia comportato una scelta più ampia per i telespettatori, è ancora necessario continuare a tutelare l'integrità dei programmi e i consumatori dalla frequenza sproporzionata della pubblicità e degli spot di televendita. Pertanto, per salvaguardare le specificità del panorama televisivo europeo, dovrebbe rimanere limitato e non soggetto a maggiore flessibilità il numero di interruzioni autorizzate durante la trasmissione di opere cinematografiche e di film prodotti per la televisione, nonché durante la trasmissione di determinate categorie di programmi che necessitano ancora di una protezione particolare.

Motivazione

L'emendamento sottolinea l'importanza di mantenere la norma dei 30 minuti fra le interruzioni pubblicitarie per le opere cinematografiche, poiché altrimenti si comprometterebbe in maniera eccessiva l'integrità dei programmi. Una modifica di tale norma sarebbe in contrasto con le abitudini dei consumatori, oltre a non corrispondere a un'impellente esigenza dei servizi di media audiovisivi.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Sebbene la presente direttiva non aumenti i tempi pubblicitari complessivi consentiti tra le ore 7 e le ore 23, per le emittenti è importante disporre di maggiore flessibilità e poter decidere quando trasmettere la pubblicità al fine di massimizzare la domanda degli inserzionisti e il flusso degli spettatori. Il limite orario dovrebbe pertanto essere abolito, mentre dovrebbe essere introdotto un limite giornaliero del 20% di pubblicità nella fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 23.

soppresso

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  Numerose emittenti fanno parte di grandi gruppi di media e trasmettono annunci che riguardano non soltanto i propri programmi e i prodotti direttamente derivati da tali programmi, ma anche i programmi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di media. Il tempo di trasmissione riservato agli annunci diffusi dall'emittente in relazione ai programmi di altre entità appartenenti allo stesso gruppo di media non dovrebbe essere incluso nella durata massima del tempo di trasmissione giornaliero che può essere concesso per la pubblicità e la televendita.

soppresso

Motivazione

Consentire ai gruppi di media di trasmettere liberamente gli annunci attraverso tutte le emittenti di loro proprietà, nell'ambito dei programmi di dette emittenti, nuocerebbe a una concorrenza leale nel settore, poiché avvantaggerebbe indebitamente gli operatori dominanti. Inoltre, produrrebbe un inutile aumento della pubblicità poiché tali annunci sarebbero esclusi dalle norme quantitative.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee e che a queste sia dato debito rilievo.

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo, ove fattibile e con mezzi appropriati, che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee senza compromettere il principio del pluralismo dei media e a condizione che tali misure non compromettano i servizi forniti al consumatore.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 21 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(21 bis)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero essere incoraggiati a promuovere la produzione e la distribuzione di opere europee, assicurando che i loro cataloghi ne contengano una quota e senza che ciò comprometta l'esperienza di visione dei consumatori.

Emendamento    22

Proposta di direttiva

Considerando 22

Testo della Commissione

Emendamento

(22)  Al fine di garantire livelli adeguati di investimenti a favore delle opere europee, gli Stati membri dovrebbero avere la facoltà di imporre obblighi finanziari ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti sul loro territorio. Tali obblighi possono assumere la forma di contributi diretti alla produzione di opere europee e all'acquisizione di diritti sulle stesse. Gli Stati membri potrebbero anche imporre prelievi da versare in un fondo, sulla base delle entrate realizzate con i servizi a richiesta forniti e destinati al loro territorio. La presente direttiva chiarisce che, dato il legame diretto tra gli obblighi finanziari e le diverse politiche culturali degli Stati membri, uno Stato membro è autorizzato a imporre tali obblighi finanziari anche ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti in un altro Stato membro, ma che forniscono servizi destinati al suo territorio. In questo caso gli obblighi finanziari dovrebbero essere imposti soltanto sulle entrate generate dal pubblico di tale Stato membro.

(22)  Al fine di garantire livelli adeguati di investimenti a favore delle opere europee, dovrebbe essere possibile per gli Stati membri imporre obblighi finanziari ai fornitori di servizi a richiesta stabiliti sul loro territorio. Tali obblighi possono assumere la forma di contributi diretti alla produzione di opere europee e all'acquisizione di diritti sulle stesse. I contributi finanziari possono essere prelevati soltanto internamente dagli Stati membri sui servizi a richiesta all'interno della loro giurisdizione, in conformità del principio del paese di origine.

Emendamento    23

Proposta di direttiva

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  Nel valutare, caso per caso, se un servizio di media audiovisivo a richiesta stabilito in un altro Stato membro sia destinato al pubblico nel proprio territorio, uno Stato membro può fare riferimento a indicatori quali la pubblicità o altre promozioni specificamente dirette a clienti nel suo territorio, la lingua principale del servizio o l'esistenza di contenuti o comunicazioni commerciali rivolti specificamente al pubblico nello Stato membro di ricezione.

soppresso

Emendamento    24

Proposta di direttiva

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  Gli Stati membri che impongono contributi finanziari ai fornitori di servizi a richiesta dovrebbero utilizzare tali contributi per un'adeguata promozione delle opere europee, evitando nel contempo i rischi di doppia imposizione per i fornitori di servizi. A tale riguardo, se lo Stato membro in cui è stabilito il fornitore impone un contributo finanziario, dovrebbe tenere conto dei contributi finanziari imposti dagli Stati membri destinatari dei servizi.

soppresso

Emendamento    25

Proposta di direttiva

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Al fine di garantire che gli obblighi di promozione delle opere europee non compromettano lo sviluppo del mercato e per permettere l'ingresso di nuovi operatori sul mercato, le imprese che non hanno una presenza significativa sul mercato non dovrebbero essere soggette a tali requisiti. Ciò vale in particolare per le imprese con fatturato modesto e pubblico ridotto e per le piccole imprese e le microimprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione33. Potrebbe inoltre essere inappropriato imporre tali obblighi nei casi in cui, data la natura o il tema dei servizi di media audiovisivi a richiesta, essi risulterebbero impossibili da mettere in pratica o ingiustificati.

(25)  Al fine di garantire che gli obblighi di promozione delle opere europee non compromettano lo sviluppo del mercato e per permettere l'ingresso di nuovi operatori sul mercato, le imprese che non hanno una presenza significativa sul mercato non dovrebbero essere soggette a tali requisiti. Ciò vale in particolare per le imprese con fatturato modesto e pubblico ridotto e per le piccole imprese e le microimprese quali definite nella raccomandazione 2003/361/CE della Commissione33. È inoltre inappropriato imporre tali obblighi nei casi in cui, data la natura o il tema dei servizi di media audiovisivi a richiesta o la concorrenza con opere europee equivalenti, essi risulterebbero impossibili da mettere in pratica o ingiustificati. Al tempo stesso, potrebbe essere utile un sistema che incentivi i contributi finanziari per la produzione di opere europee di qualità, ad esempio attraverso incentivi fiscali.

__________________

__________________

33 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

33 Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese (GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36).

Emendamento    26

Proposta di direttiva

Considerando 25 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(25 bis)  La Commissione dovrebbe garantire un finanziamento adeguato e geograficamente diversificato nell'ambito del programma "Europa creativa- MEDIA" per sostenere la diffusione transfrontaliera dei contenuti creativi, incluso il miglioramento della distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e la creazione di modelli di finanziamento innovativi per i contenuti creativi.

Emendamento    27

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio, è necessario stabilire norme proporzionate su tali aspetti.

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Sebbene l'arbitraria rimozione di detti contenuti, che spesso dipende da un'interpretazione soggettiva, può compromettere la libertà di espressione e di informazione, è necessario proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano, tra le altre cose, alla violenza, all'odio o al terrorismo. Occorre inoltre incoraggiare i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a mettere in atto misure volontarie in tali ambiti, in linea con il diritto nazionale e dell'UE e in conformità con le linee guida elaborate dalle autorità di regolamentazione, e fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1bis. Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, dovrebbe essere soggetto alle misure più rigorose.

 

______________________

 

1bis  Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (GU L 178 del 17.7.2000, pag. 1).

Emendamento    28

Proposta di direttiva

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  Una quota importante dei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video non è sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme per la condivisione di video. Tali fornitori, tuttavia, in genere determinano l'organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi. Essi dovrebbero pertanto essere tenuti ad adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale e proteggere tutti i cittadini dall'istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a sesso, razza, colore della pelle, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica.

(28)  Una quota importante dei contenuti memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video non è sotto la responsabilità editoriale del fornitore di piattaforme per la condivisione di video. Alcuni fornitori, tuttavia, dimostrano una capacità di determinare l'organizzazione dei contenuti, ossia programmi o video generati dagli utenti, anche in modo automatizzato o con algoritmi, in particolare tramite attribuzione di tag e sequenziamento. Essi dovrebbero pertanto essere tenuti ad adottare le misure appropriate per tutelare i minori dai contenuti che possono nuocere al loro sviluppo fisico e mentale, nella misura in cui hanno ottenuto un'effettiva conoscenza di tale contenuto, e proteggere tutti i cittadini dall'istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o di un membro di tale gruppo, definito in riferimento a sesso, razza, colore della pelle, religione, ascendenza o origine nazionale o etnica. Ove fattibile e disponibile, dovrebbe essere valutata la possibilità di ritirare tali contenuti mediante l'impiego di sistemi affidabili di riconoscimento automatico.

Emendamento    29

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  È opportuno coinvolgere il più possibile i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all'atto dell'attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. La coregolamentazione dovrebbe pertanto essere incoraggiata.

(30)  È opportuno coinvolgere il più possibile i soggetti interessati, comprese le organizzazioni della società civile, e i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all'atto dell'attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. La coregolamentazione trasparente e responsabile dovrebbe pertanto essere incoraggiata e supervisionata dalle competenti autorità nazionali di regolamentazione.

Al fine di assicurare in tutta l'Unione un approccio chiaro e coerente a tale riguardo, gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di imporre ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video l'adozione di misure più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora tali contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria.

Al fine di assicurare in tutta l'Unione un approccio chiaro e coerente a tale riguardo, gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di imporre ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video l'adozione di misure più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora tali contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria.

__________________

__________________

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

Emendamento    30

Proposta di direttiva

Considerando 31 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(31 bis)  Per garantire la tutela dei diritti fondamentali degli utenti, le autorità di regolamentazione degli Stati membri, in cooperazione con l'ERGA e la Commissione, dovrebbero emettere periodicamente degli orientamenti sulle condizioni applicabili alla rimozione dei contenuti nocivi, in conformità al diritto nazionale e unionale e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

Emendamento    31

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro.

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro. In tale contesto, il concetto di "fornitore della piattaforma per la condivisione di video" dovrebbe essere più ampio e comprendere anche i fornitori di servizi lineari e di piattaforme di ritrasmissione di servizi di media audiovisivi, indipendentemente dalla modalità tecnica di ritrasmissione utilizzata (ad esempio, cavo, satellite o Internet).

Emendamento    32

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte e relativi organi funzionalmente indipendenti. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale. È necessario introdurre taluni requisiti per gli Stati membri affinché dispongano di autorità di regolamentazione indipendenti ed efficaci. A tal fine, gli Stati membri dovrebbero definire una serie di requisiti, amministrativi e finanziari, finalizzati a sostenere l'indipendenza e l'efficacia delle autorità di regolamentazione.

Emendamento    33

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di consultare l'ERGA su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi e alle piattaforme per la condivisione di video. Il gruppo dovrebbe assistere la Commissione offrendo la propria competenza e consulenza e agevolando lo scambio di buone pratiche. In particolare, la Commissione dovrebbe consultare l'ERGA nell'applicazione della direttiva 2010/13/UE al fine di facilitarne l'attuazione convergente in tutto il mercato unico digitale. Su richiesta della Commissione, l'ERGA dovrebbe fornire pareri su diverse materie, fra cui la giurisdizione, i codici di condotta dell'Unione in materia di protezione dei minori e di incitamento all'odio e le comunicazioni commerciali audiovisive dei prodotti alimentari ad elevato contenuto di grassi, sale/sodio e zuccheri.

(37)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di consultare l'ERGA su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi e alle piattaforme per la condivisione di video. Il gruppo dovrebbe assistere la Commissione offrendo la propria competenza e consulenza e agevolando lo scambio di buone pratiche. In particolare, la Commissione dovrebbe consultare l'ERGA nell'applicazione della direttiva 2010/13/UE al fine di facilitarne l'attuazione coerente in tutto il mercato unico digitale. Su richiesta della Commissione, l'ERGA dovrebbe fornire pareri su diverse materie, fra cui la giurisdizione, i codici di condotta dell'Unione in materia di protezione dei minori e di incitamento all'odio.

Emendamento    34

Proposta di direttiva

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di imporre obblighi intesi ad assicurare la reperibilità e l'accessibilità dei contenuti di interesse generale nell'ambito di obiettivi definiti di interesse generale quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale. Tali obblighi dovrebbero essere imposti solo se risultano necessari per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. A tale riguardo gli Stati membri dovrebbero in particolare esaminare la necessità di un intervento normativo rispetto ai risultati derivanti dalle forze di mercato. Se decidono di imporre norme di reperibilità, gli Stati membri dovrebbero imporre solo obblighi proporzionati alle imprese, per legittime considerazioni di interesse pubblico.

(38)  La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di adottare misure intese ad assicurare la reperibilità e l'accesso ai contenuti di interesse generale in maniera non discriminatoria nell'ambito di obiettivi definiti di interesse generale quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale. Tali obblighi dovrebbero essere introdotti solo se risultano necessari e proporzionati per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. A tale riguardo gli Stati membri dovrebbero in particolare esaminare la necessità di un intervento normativo rispetto ai risultati derivanti dalle forze di mercato. Se decidono di introdurre norme di reperibilità, gli Stati membri dovrebbero adottare solo misure proporzionate riguardo alle imprese, per legittime considerazioni di interesse pubblico.

Emendamento    35

Proposta di direttiva

Considerando 38 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 bis)  Il diritto delle persone con disabilità e degli anziani a partecipare e ad essere integrati nella vita sociale e culturale dell'Unione è inscindibilmente legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. È pertanto importante garantire che la questione dell'accessibilità sia adeguatamente affrontata e promossa nella direttiva 2010/13/UE, in linea con la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità.

Emendamento    36

Proposta di direttiva

Considerando 38 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(38 ter)  I mezzi per ottenere l'accessibilità dovrebbero comprendere, tra gli altri, i servizi di accesso quali l'interpretariato nella lingua dei segni, la sottotitolazione per i non udenti e gli ipoudenti, i sottotitoli parlati, la descrizione audio e la navigazione tra menu di facile comprensione. I fornitori di servizi di media audiovisivi dovrebbero essere trasparenti e proattivi nel migliorare tali servizi di accesso per le persone con disabilità e per gli anziani, indicando in modo chiaro nelle informazioni relative al programma e nella guida elettronica dei programmi la disponibilità di tali servizi, elencandone le caratteristiche di accessibilità e spiegandone l'utilizzo, nonché garantendo che tali informazioni siano accessibili alle persone con disabilità,

Emendamento    37

Proposta di direttiva

Considerando 39 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(39 bis)  Le misure di autoregolamentazione e di coregolamentazione attuate a livello di Stato membro dovrebbero essere pienamente conformi agli obblighi di cui alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare l'articolo 52.

Emendamento    38

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a bis – punto i

 

Testo della Commissione

Emendamento

i)  il servizio consiste nella memorizzazione di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

i)  il servizio consiste nella memorizzazione o nella messa a disposizione di un numero importante di programmi o di video generati dagli utenti, per i quali il fornitore della piattaforma per la condivisione di video non ha responsabilità editoriale;

Emendamento    39

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a bis – punto ii

 

Testo della Commissione

Emendamento

ii)  l'organizzazione del contenuto memorizzato è determinata dal fornitore del servizio, anche con mezzi automatici o algoritmi, in particolare mediante “hosting”, visualizzazione, attribuzione di tag e sequenziamento;

ii)  l'organizzazione del contenuto memorizzato è determinata dal fornitore del servizio;

Emendamento    40

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera a bis – punto iii

 

Testo della Commissione

Emendamento

iii)  l'obiettivo principale del servizio o di una sezione distinguibile di esso è la fornitura di programmi e video generati dagli utenti per il grande pubblico, al fine di informare, intrattenere o istruire;

iii)  l'obiettivo principale del servizio o di una sezione di esso è la fornitura di programmi e video generati dagli utenti per il grande pubblico, al fine di informare, intrattenere o istruire;

Emendamento    41

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 1 – lettera d bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera b ter (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  sono inseriti i seguenti punti:

 

b ter)  "servizio di accesso", una funzione aggiuntiva del servizio di media audiovisivo che migliora l'accessibilità dei programmi per le persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità. I servizi di accesso includono i sottotitoli per non udenti e ipoudenti, le descrizioni audio, i sottotitoli parlati o audio e l'interpretazione nella lingua dei segni;

 

b quater)  "sottotitoli per non udenti e ipoudenti", il testo visivo sincronizzato per le informazioni audio relative a dialoghi e non, necessarie per comprendere il contenuto dei media;

 

b quinquies)  "descrizione audio", la narrazione audio aggiuntiva, intercalata ai dialoghi, che descrive gli aspetti significativi del contenuto visivo del programma che non possono essere compresi soltanto dalla traccia audio principale;

 

b sexies)  "sottotitolazione di parlato" o "sottotitolazione audio", lettura ad alta voce dei sottotitoli nella lingua nazionale quando il parlato audio è in un'altra lingua;

 

b septies)  "interpretazione nella lingua dei segni", la traduzione simultanea nella lingua nazionale dei segni di informazioni audio relative a discorsi e non, necessarie per comprendere il programma.

Motivazione

L'emendamento è connesso alla reintroduzione dei requisiti di accessibilità.

Emendamento    42

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 3 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 2 – paragrafo 3 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  se un fornitore di servizi di media ha la sede principale in uno Stato membro ma le decisioni editoriali sul servizio di media audiovisivi sono prese in un altro Stato membro, detto fornitore è considerato stabilito nello Stato membro in cui opera la maggioranza degli addetti allo svolgimento dell'attività di servizio di media audiovisivi;

b)  se un fornitore di servizi di media ha la sede principale in uno Stato membro ma le decisioni editoriali sul servizio di media audiovisivi sono prese in un altro Stato membro, detto fornitore è considerato stabilito nello Stato membro in cui opera una parte significativa degli addetti allo svolgimento dell'attività di servizio di media audiovisivi. Se una parte significativa di tali addetti opera in entrambi gli Stati membri, il fornitore del servizio di media si considera stabilito nello Stato membro in cui è adottata la maggioranza delle decisioni editoriali in relazione allo svolgimento dell'attività di servizio di media audiovisivi;

Emendamento    43

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 2 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  viola in maniera evidente, grave e seria gli articoli 6 o 12 o entrambi;

a)  viola in maniera evidente, grave e seria gli articoli 6, 7 o 12;

Emendamento    44

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 3 – lettera a

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  durante i 12 mesi precedenti la notifica di cui alla lettera b) del presente paragrafo, il fornitore di servizi di media ha, secondo lo Stato membri interessato, violato le lettere a), b) o c) del paragrafo 2 in almeno due occasioni;

soppresso

Emendamento    45

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 3 – lettera d

 

Testo della Commissione

Emendamento

d)  il fornitore di servizi media ha violato il paragrafo 2, lettere a), b) o c) almeno una volta dopo la notifica di cui alla lettera b) del presente paragrafo;

soppresso

Emendamento    46

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 3 – lettera e

 

Testo della Commissione

Emendamento

e)   lo Stato membro notificante ha rispettato il diritto di difesa del fornitore di servizi media interessato e in particolare gli ha concesso l'opportunità di esprimere la sue opinioni in merito alle pretese violazioni e ai provvedimenti che intende adottare. Esso tiene in debita considerazione tali opinioni nonché quelle dello Stato membro avente giurisdizione.

e)  lo Stato membro notificante ha rispettato il diritto di difesa del fornitore di servizi media interessato e in particolare gli ha concesso l'opportunità di esprimere le sue opinioni in merito alle pretese violazioni e ai provvedimenti che intende adottare entro un termine di 15 giorni dalla notifica di cui alla lettera b). Esso tiene in debita considerazione tali opinioni nonché quelle dello Stato membro avente giurisdizione.

Emendamento    47

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Entro tre mesi a decorrere dalla notifica dei provvedimenti adottati dallo Stato membro in applicazione dei paragrafi 2 e 3 e previa consultazione dell'ERGA, la Commissione adotta una decisione sulla compatibilità dei provvedimenti col diritto dell'Unione. Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro tre mesi dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

4.  Entro due mesi a decorrere dalla notifica dei provvedimenti adottati dallo Stato membro in applicazione dei paragrafi 2 e 3 e previa consultazione dell'ERGA, la Commissione adotta una decisione sulla compatibilità dei provvedimenti col diritto dell'Unione. Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se entro due mesi dalla sua ricezione, o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede, un'unica volta, tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 2 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro revoca senza indugio i provvedimenti adottati.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 2 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro revoca senza indugio i provvedimenti adottati entro due settimane dalla decisione delle Commissione.

Emendamento    48

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

6.  In casi urgenti gli Stati membri possono derogare alle condizioni di cui al paragrafo 3, lettere b) e c). I provvedimenti sono allora notificati al più presto alla Commissione e allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore di servizi di media, insieme ai motivi dell'urgenza per i quali lo Stato membro ritiene che l'urgenza sia tale da costituire una necessità di deroga da tali condizioni.

6.  In casi urgenti gli Stati membri, se il servizio fornito da un fornitore di servizi di media viola gravemente le condizioni di cui al paragrafo 2, lettere a), b) e c), possono derogare alle condizioni di cui al paragrafo 3, lettere b) e c). I provvedimenti sono allora notificati al più presto alla Commissione e allo Stato membro avente giurisdizione sul fornitore di servizi di media, insieme ai motivi dell'urgenza per i quali lo Stato membro ritiene che l'urgenza sia tale da costituire una necessità di deroga da tali condizioni.

Emendamento    49

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 4

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 3 – paragrafo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Fatta salva la possibilità degli Stati membri di procedere con i provvedimenti di cui al paragrafo 6, la Commissione verifica con la massima rapidità la compatibilità dei provvedimenti notificati con il diritto dell'Unione. Nel caso in cui giunga alla conclusione che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, la Commissione chiede allo Stato membro interessato di astenersi dall'adottare i provvedimenti previsti o di porvi fine con urgenza.

7.  Fatta salva la possibilità degli Stati membri di procedere con i provvedimenti di cui al paragrafo 6, la Commissione verifica con la massima rapidità la compatibilità dei provvedimenti notificati con il diritto dell'Unione. Nel caso in cui giunga alla conclusione che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, la Commissione chiede allo Stato membro interessato di astenersi dall'adottare i provvedimenti previsti o di porvi fine con urgenza entro il più breve tempo possibile.

Emendamento    50

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri conservano la facoltà di richiedere ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose per quanto attiene agli articoli 5, 6, 6 bis, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, da 19 a 26, 30 e 30 bis, purché tali norme siano conformi al diritto dell'Unione.

Gli Stati membri conservano la facoltà di richiedere ai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione di rispettare norme più particolareggiate o più rigorose per quanto attiene agli articoli 5, 6, 6 bis, 7, 9, 10, 11, 12, 13, 16, 17, da 19 a 26, 30 e 30 bis, purché tali norme siano conformi al diritto dell'Unione e non contengano disposizioni discriminatorie in relazione alla nazionalità o al luogo di residenza del fornitore del servizio.

Emendamento    51

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera c

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4 – paragrafo 4 – lettera c

 

Testo della Commissione

Emendamento

c)  previa consultazione dell'ERGA, la Commissione ha deciso che detti provvedimenti sono compatibili con il diritto dell'Unione, in particolare, che le valutazioni dello Stato membro che li adotta ai sensi dei paragrafi 2 e 3 sono correttamente motivate.

c)  previa consultazione dell'ERGA, la Commissione ha deciso entro due mesi che detti provvedimenti sono compatibili con il diritto dell'Unione, in particolare, che le valutazioni dello Stato membro che li adotta ai sensi dei paragrafi 2 e 3 sono correttamente motivate.

Emendamento    52

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera c

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4 – paragrafo 5

 

Testo della Commissione

Emendamento

5.  La Commissione decide entro tre mesi dalla notifica di cui al paragrafo 4, lettera a). Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro tre mesi dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

5.  La Commissione decide entro due mesi dalla notifica elettronica e formale di cui al paragrafo 4, lettera a). Detto periodo inizia il giorno successivo alla ricezione di una notifica completa. La notifica è considerata completa se, entro sei settimane dalla sua ricezione o dalla ricezione di ogni altra informazione supplementare richiesta, la Commissione non chiede ulteriori informazioni.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se la Commissione ritiene incompleta una notifica, richiede, un'unica volta, tutte le informazioni supplementari necessarie. La Commissione informa lo Stato membro della ricezione della risposta a tale richiesta.

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 3 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Se la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro interessato si astiene dall'adottare i provvedimenti proposti;

Se lo Stato membro interessato non comunica le informazioni richieste entro la scadenza stabilita dalla Commissione o se comunica informazioni incomplete, la Commissione adotta, entro due settimane dal termine del periodo stabilito o in seguito alla ricezione delle informazioni complete, una decisione nella quale si dichiara che i provvedimenti adottati dallo Stato membro a norma del paragrafo 3 sono incompatibili con il diritto dell'Unione. Laddove la Commissione decide che i provvedimenti sono incompatibili con il diritto dell'Unione, lo Stato membro interessato si astiene dall'adottare i provvedimenti proposti;

Emendamento    53

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera d

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4 – paragrafo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Gli Stati membri promuovono i regimi di coregolamentazione e autoregolamentazione attraverso codici di condotta adottati a livello nazionale nei settori coordinati dalla presente direttiva nella misura consentita dai loro ordinamenti giuridici. Tali codici sono concepiti in modo da poter essere largamente accettati dai principali soggetti interessati negli Stati membri. Essi stabiliscono chiaramente e senza ambiguità i loro obiettivi e forniscono un monitoraggio e una valutazione regolari, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati. Essi prevedono un'applicazione efficace, comprensiva altresì di sanzioni efficaci e proporzionate.

7.  Gli Stati membri promuovono i regimi di coregolamentazione e/o autoregolamentazione, ad esempio attraverso codici di condotta adottati a livello nazionale nei settori coordinati dalla presente direttiva nella misura consentita dai loro ordinamenti giuridici. Tali codici sono concepiti in modo da poter essere largamente accettati dai principali soggetti interessati sotto la giurisdizione degli Stati membri. Essi stabiliscono chiaramente e senza ambiguità i loro obiettivi e forniscono un monitoraggio e una valutazione regolari, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati. Essi prevedono un'applicazione efficace, comprensiva altresì di sanzioni efficaci e proporzionate, nella giurisdizione dello Stato membro.

I firmatari dei progetti di codici di condotta dell'Unione di cui all'articolo 6 bis, paragrafo 3 e all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, li presentano alla Commissione, congiuntamente alle modifiche o alle estensioni dei codici di condotta dell'Unione in vigore.

I firmatari dei progetti di codici di condotta dell'Unione di cui all'articolo 6 bis, paragrafo 3 e all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, li presentano per conoscenza alla Commissione, congiuntamente alle modifiche o alle estensioni dei codici di condotta dell'Unione in vigore.

La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione può se del caso pubblicare tali codici.

La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione pubblica tali codici e può, se del caso, condurre attività di sensibilizzazione al riguardo.

Emendamento    54

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 5 – lettera d bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 4 – paragrafo 8 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

d bis)  è aggiunto il seguente nuovo paragrafo:

 

"8 bis.  La presente direttiva non pregiudica la facoltà degli Stati membri di imporre obblighi intesi ad assicurare l'accessibilità e l'opportuna visibilità dei contenuti di interesse generale nell'ambito di obiettivi definiti di interesse generale quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale.";

Emendamento    55

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 8

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, all'origine razziale o etnica, alla confessione, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.

Gli Stati membri garantiscono mediante appositi mezzi applicabili che i servizi di media di audiovisivi erogati dai fornitori di servizi media sottoposti alla loro giurisdizione non contengano istigazione alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, all'origine razziale o etnica, alla confessione, alla disabilità, all'età o all'orientamento sessuale.

Emendamento    56

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 9

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6 bis – paragrafo 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  La Commissione incoraggia gli Stati membri a sviluppare l'alfabetizzazione mediatica quale strumento adeguato alle esigenze future per rafforzare la capacità dei minori di comprendere la differenza fra contenuto e comunicazioni commerciali.

Motivazione

I bambini guardano molti contenuti originariamente non indirizzati a loro. Sviluppare l'alfabetizzazione mediatica è un valido strumento adeguato alle esigenze future per rafforzare la capacità dei bambini di comprendere la differenza fra contenuto e comunicazioni commerciali.

Emendamento    57

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 9

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 6 bis – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

3.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di servizi di media a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. La Commissione, congiuntamente con l'ERGA, è incoraggiata a elaborare codici di condotta di livello unionale.

Emendamento    58

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 10

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 7

 

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  l'articolo 7 è soppresso;

(10)  l'articolo 7 è sostituito dal seguente:

 

"Articolo 7

 

1.  Gli Stati membri sviluppano misure per assicurare che i servizi forniti dai fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione siano resi progressivamente più accessibili per le persone con disabilità. Tali misure sono elaborate in consultazione con le parti interessate pertinenti, compresi i fornitori di servizi di media e le organizzazioni delle persone con disabilità.

 

2.  La Commissione e l'ERGA agevolano lo scambio di migliori prassi tra i fornitori di servizi di media audiovisivi.

 

3.  Le misure di cui al paragrafo 1 prevedono l'obbligo per i fornitori di servizi di media di riferire annualmente agli Stati membri in merito alle misure adottate e ai progressi compiuti in relazione al progressivo aumento dell'accessibilità dei loro servizi per le persone con disabilità. Gli Stati membri provvedono affinché tali informazioni siano rese pubbliche.

 

4.  Le misure di cui al paragrafo 1 incoraggiano i fornitori di servizi di media audiovisivi a sviluppare e rendere accessibili al pubblico piani d'azione relativi al progressivo aumento dell'accessibilità dei loro servizi per le persone con disabilità. Tali piani d'azione sono trasmessi alle autorità di regolamentazione nazionali.

 

5.  Gli Stati membri assicurano che le informazioni di emergenza, inclusi i comunicati e gli annunci pubblici in caso di calamità naturali, messe a disposizione del pubblico mediante i servizi dei media audiovisivi siano fornite, ove possibile, in maniera accessibile per le persone con disabilità, inclusi i sottotitoli per non udenti e ipoudenti, l'interpretazione nella lingua dei segni nonché i messaggi e le descrizioni audio di eventuali informazioni visive.

 

6.  Gli Stati membri assicurano che i fornitori dei servizi di media audiovisivi mirino, mediante la loro acquisizione di contenuti, la loro programmazione e le loro politiche editoriali, a fornire servizi di accesso all'interno dei pacchetti offerti dai produttori di contenuti.

 

7.  Gli Stati membri assicurano che i fornitori dei servizi di media audiovisivi rendono maggiormente accessibili i loro siti web, le applicazioni on line e i servizi mobili, incluse le applicazioni mobili, utilizzati per la fornitura del servizio, in maniera coerente e adeguata per la percezione, l'utilizzo e la comprensione da parte degli utenti, e con modalità robuste che favoriscano l'interoperabilità con diversi agenti utenti e tecnologie assistive disponibili a livello unionale e internazionale.

Emendamento    59

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c – punto ii

 

Testo in vigore

Emendamento

 

-a)  il paragrafo 1, lettera c), punto ii, è modificato come segue:

"ii)  non comportano né promuovono discriminazioni fondate su sesso, razza o origine etnica, nazionalità, religione o convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale;

"ii)  non comportano né promuovono discriminazioni fondate su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione o convinzioni personali, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, appartenenza a una minoranza nazionale, patrimonio, nascita, disabilità, età o orientamento sessuale;"

(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/ALL/?uri=CELEX%3A32010L0013)

Motivazione

In linea con l'articolo 21 of della Carta dei diritti fondamentali dell'UE.

Emendamento    60

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a bis (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera c – punto iv bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a bis)  è aggiunto il punto seguente:

 

iv bis)  non sono rivolte ai minori;"

Emendamento    61

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a ter (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera e

 

Testo in vigore

Emendamento

 

-a ter)  il paragrafo 1, lettera e), è modificato come segue:

e)  le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche non si rivolgono specificatamente ai minori né incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;

e)  le comunicazioni commerciali audiovisive per le bevande alcoliche o a elevato tenore di caffeina non si rivolgono specificatamente ai minori né incoraggiano il consumo smodato di tali bevande;

(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/EN/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010L0013&qid=1476777414550&from=FR)

Motivazione

L'emendamento è volto a limitare la pubblicità delle bevande energetiche.

Emendamento    62

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera -a quater (nuova)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 1 – lettera g bis (nuova)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

-a quater)  è aggiunto il punto seguente:

 

"g bis)  sono vietate le comunicazioni commerciali audiovisive che accompagnano programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini o che vi sono incluse."

Emendamento    63

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera a

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

a)  il paragrafo 2 è sostituito dal seguente:

soppresso

"2.  Gli Stati membri e la Commissione invitano i fornitori di servizi di media a elaborare codici di condotta concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate che accompagnano programmi il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini o vi sono incluse, relative a prodotti alimentari o bevande che contengono sostanze nutritive e sostanze con un effetto nutrizionale o fisiologico, in particolare i grassi, gli acidi grassi trans, gli zuccheri, il sodio o il sale, la cui assunzione eccessiva nella dieta generale non è raccomandata.

 

Tali codici dovrebbero essere usati per ridurre efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali di alimenti e bevande a elevato tenore di sale, zuccheri o grassi o che non soddisfino altrimenti gli orientamenti nutrizionali nazionali o internazionali. Tali codici dovrebbero far sì che le comunicazioni audiovisive commerciali non accentuino la qualità positiva degli aspetti nutrizionali di tali alimenti e bevande.

 

La Commissione e l'ERGA invitano a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se del caso la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.”;

 

Emendamento    64

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 3

 

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative a bevande alcooliche. Tali codici dovrebbero essere usati per limitare efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali di bevande alcooliche.

3.  Gli Stati membri e la Commissione incoraggiano l'elaborazione di autoregolamentazione e di coregolamentazione, compresi i codici di condotta concernenti le comunicazioni audiovisive commerciali non appropriate relative a bevande alcooliche. Tali codici, basati sulle migliori prassi negli Stati membri, dovrebbero essere usati per limitare efficacemente l'esposizione dei minori alle comunicazioni audiovisive commerciali di bevande alcooliche.

Emendamento    65

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 – lettera b

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione e l'ERGA invitano a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se del caso la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

4.  La Commissione e l'ERGA invitano a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di autoregolamentazione e di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se del caso, e in conformità ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità, la Commissione considera la possibilità di elaborare codici di condotta di livello unionale, sulla base delle migliori prassi negli Stati membri;

Emendamento    66

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

11 bis)   è inserito il seguente articolo:

 

"Articolo 9 bis

 

Gli Stati membri hanno facoltà di adottare appropriate misure non discriminatorie per assicurare l'opportuna visibilità dei servizi di media audiovisivi di interesse generale. Tali misure sono proporzionate e perseguono obiettivi generali, quali il pluralismo dei media, la libertà di espressione e la diversità culturale, chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità al diritto unionale.

 

Tali misure sono imposte solo se risultano necessarie per conseguire obiettivi di interesse generale chiaramente definiti dagli Stati membri in conformità con il diritto dell'Unione. A tale riguardo gli Stati membri esaminano in particolare la necessità di un intervento normativo rispetto ai risultati derivanti dalle forze di mercato. Se decidono di imporre norme di reperibilità, gli Stati membri impongono solo obblighi proporzionati alle imprese, per legittime considerazioni di interesse pubblico."

Emendamento    67

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 11 ter (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 9 ter (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

11 ter)  È inserito il seguente articolo:

 

"Articolo 9 ter

 

Gli Stati membri garantiscono che i programmi e i servizi dei fornitori di servizi di media non possano essere modificati, ad esempio tramite sovrapposizioni (overlay) di natura commerciale, senza il consenso di questi ultimi."

Motivazione

I soggetti terzi non dovrebbero essere autorizzati a modificare programmi e servizi senza il consenso del fornitore di servizi di media.

Emendamento    68

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 12

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 10 – paragrafo 1 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)  non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

b)  non incoraggiano l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

Emendamento    69

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 11 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, destinati ai consumatori, a contenuto religioso nonché quelli il cui pubblico è composto in misura significativa da bambini.

2.  L'inserimento di prodotti è ammesso in tutti i servizi di media audiovisivi, fatta eccezione per i programmi di informazione e attualità, destinati ai consumatori, a contenuto religioso nonché quelli per bambini.

Emendamento    70

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 13

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 11 – paragrafo 3 – lettera b

 

Testo della Commissione

Emendamento

b)   non incoraggiano direttamente l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

b)   non incoraggiano l'acquisto o la locazione di beni o servizi;

Emendamento    71

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 14

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 12 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che i programmi forniti da un fornitore di servizi di media audiovisivi soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino normalmente. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma.

Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che i programmi forniti da un fornitore di servizi di media audiovisivi soggetto alla loro giurisdizione che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, come la pubblicità di bevande alcooliche o del gioco d'azzardo, siano messi a disposizione del pubblico solo in maniera tale da escludere che i minori li vedano o ascoltino normalmente. Tali misure possono includere la scelta dell'ora di trasmissione, strumenti per la verifica dell'età o altre misure tecniche. Esse sono proporzionate alla potenziale nocività del programma.

Emendamento    72

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 14

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 12 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, è soggetto alle misure più rigorose, quali la criptazione e controlli parentali efficaci.

Il contenuto più nocivo, come la violenza gratuita e la pornografia, è soggetto alle misure più rigorose, quali la criptazione e controlli parentali efficaci, unitamente alle misure di cui al paragrafo 1;

Emendamento    73

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione assicurino che il loro catalogo contenga almeno il 20% di opere europee e che queste siano poste in rilievo.

1.  Gli Stati membri garantiscono che, ove fattibile e con mezzi appropriati, i fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione assicurino che il loro catalogo contenga almeno il 20 % di opere europee. I contributi finanziari sono conformi al diritto dell'Unione, in particolare alla legislazione in materia di aiuti di Stato, e non hanno ripercussioni negative sui consumatori.

Emendamento    74

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee, anche attraverso investimenti diretti nei contenuti e contributi ai fondi nazionali. Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione, che si rivolgono al pubblico nei loro territori ma stabiliti in altri Stati membri, di contribuire finanziariamente. In tal caso i contributi finanziari sono basati esclusivamente sulle entrate provenienti dagli Stati membri interessati. Se lo Stato membro in cui è stabilito il fornitore impone un contributo finanziario, esso tiene conto degli eventuali contributi finanziari imposti negli Stati membri cui si rivolge il fornitore. I contributi finanziari sono conformi al diritto dell'Unione, in particolare alla legislazione in materia di aiuti di Stato.

2.  Gli Stati membri possono chiedere ai fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta stabiliti nella loro giurisdizione di contribuire finanziariamente alla produzione di opere europee, anche attraverso investimenti diretti nei contenuti e contributi ai fondi nazionali.

Emendamento    75

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 13 – paragrafo 4 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  La Commissione garantisce un finanziamento adeguato e geograficamente diversificato nell'ambito del programma "Europa creativa – MEDIA" per sostenere la diffusione transfrontaliera di contenuti creativi, compreso il miglioramento della distribuzione digitale delle opere audiovisive europee e la creazione di modelli di finanziamento innovativi per i contenuti creativi.

Emendamento    76

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 15 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 14 – paragrafo 1

 

Testo in vigore

Emendamento

 

15 bis)  l'articolo 14, paragrafo 1, è modificato come segue:

"1.  Ciascuno Stato membro può adottare misure compatibili con il diritto dell'Unione volte ad assicurare che le emittenti soggette alla sua giurisdizione non trasmettano in esclusiva eventi che esso considera di particolare rilevanza per la società in modo da privare una parte importante del pubblico di tale Stato membro della possibilità di seguire i suddetti eventi in diretta o in differita su canali liberamente accessibili. In tale caso, lo Stato membro interessato redige un elenco di eventi, nazionali o meno, che considera di particolare rilevanza per la società. Esso vi provvede in modo chiaro e trasparente e in tempo utile. Inoltre, lo Stato membro determina se tali eventi debbano essere disponibili in diretta integrale o parziale o, laddove ciò risulti necessario o opportuno per ragioni obiettive di pubblico interesse, in differita integrale o parziale."

"1.  Ciascuno Stato membro può adottare misure compatibili con il diritto dell'Unione volte ad assicurare che le emittenti soggette alla sua giurisdizione non trasmettano in esclusiva eventi che esso considera di particolare rilevanza per la società in modo da privare una parte importante del pubblico di tale Stato membro della possibilità di seguire i suddetti eventi in diretta o in differita su canali liberamente accessibili. Lo Stato membro impone altresì alle emittenti soggette alla sua giurisdizione di trasmettere tali eventi di particolare rilevanza per la società in modo accessibile alle persone con limitazioni funzionali, incluse le persone con disabilità. In tale caso, lo Stato membro interessato redige un elenco di eventi, nazionali o meno, che considera di particolare rilevanza per la società. Esso vi provvede in modo chiaro e trasparente e in tempo utile. Inoltre, lo Stato membro determina se tali eventi debbano essere disponibili in diretta integrale o parziale o, laddove ciò risulti necessario o opportuno per ragioni obiettive di pubblico interesse, in differita integrale o parziale."

(http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010L0013&qid=1476777414550&from=IT)

Motivazione

L'emendamento è connesso alla reintroduzione dei requisiti di accessibilità di cui all'articolo 7.

Emendamento    77

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 16

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 20 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

La trasmissione di film prodotti per la televisione (ad esclusione delle serie, dei seriali e dei documentari), opere cinematografiche e notiziari può essere interrotta da pubblicità televisiva e/o televendite una volta per ogni periodo programmato di almeno venti minuti.

La trasmissione di film prodotti per la televisione (ad esclusione delle serie, dei seriali e dei documentari), opere cinematografiche e notiziari può essere interrotta da pubblicità televisiva e/o televendite una volta per ogni periodo programmato di almeno trenta minuti. Nessuna pubblicità o televendita è inserita durante le funzioni religiose o i programmi per bambini.

Emendamento    78

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 16 bis (nuovo)

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 22

 

Testo in vigore

Emendamento

 

(16 bis)  l'articolo 22 è modificato come segue:

"La pubblicità televisiva e la televendita delle bevande alcoliche devono conformarsi ai seguenti criteri:

"La pubblicità televisiva e la televendita delle bevande alcoliche e a elevato tenore di caffeina devono conformarsi ai seguenti criteri:

a)  non rivolgersi espressamente ai minori, né, in particolare, presentare minori intenti a consumare tali bevande;

a)  non rivolgersi espressamente ai minori, né, in particolare, presentare minori intenti a consumare tali bevande;

b)  non collegare il consumo di alcolici con migliori prestazioni fisiche o con la guida di autoveicoli;

b)  non collegare il consumo di alcolici o di bevande a elevato tenore di caffeina con migliori prestazioni fisiche o con la guida di autoveicoli;

c)  non creare l'impressione che il consumo di alcolici contribuisca al successo sociale o sessuale;

c)  non creare l'impressione che il consumo di alcolici o di bevande a elevato tenore di caffeina contribuisca al successo sociale o sessuale;

d)  non indurre a credere che gli alcolici possiedano qualità terapeutiche, stimolanti, calmanti o contribuiscano a risolvere situazioni di conflitto psicologico;

d)  non indurre a credere che gli alcolici o le bevande a elevato tenore di caffeina possiedano qualità terapeutiche, stimolanti, calmanti o contribuiscano a risolvere situazioni di conflitto psicologico;

e)  non incoraggiare il consumo smodato di alcolici o presentare in una luce negativa l'astinenza o la sobrietà;

e)  non incoraggiare il consumo smodato di alcolici o di bevande a elevato tenore di caffeina o presentare in una luce negativa l'astinenza o la sobrietà;

f)  non insistere sul forte grado alcolico come qualità positiva delle bevande.

f)  non insistere sul forte grado alcolico o sull'elevato tenore di caffeina come qualità positiva delle bevande.

Motivazione

L'emendamento è volto a limitare la pubblicità delle bevande energetiche.

Emendamento    79

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 17

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 23 – paragrafo 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La percentuale quotidiana di spot televisivi pubblicitari e di spot di televendita nella fascia compresa fra le ore 7 e le ore 23 non deve superare il 20%.

1.  La percentuale quotidiana di spot televisivi pubblicitari e di spot di televendita in una determinata ora d'orologio non deve superare il 20%.

Emendamento    80

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 17

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 23 – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il paragrafo 1 non si applica:

soppresso

a)   agli annunci effettuati dall'emittente in relazione ai propri programmi e ai prodotti collaterali da questi direttamente derivati ovvero in relazione a programmi di altre entità appartenenti al medesimo gruppo editoriale;

 

b)   agli annunci di sponsorizzazione;

 

c)   agli inserimenti di prodotti.

 

Emendamento    81

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 18

Testo della Commissione

Emendamento

18)  Il capo VIII è soppresso;

soppresso

Motivazione

L'emendamento è volto a ripristinare l'articolo 27 della direttiva 2010/13/UE che contiene importanti misure in materia di tutela dei minori nelle trasmissioni televisive.

Emendamento    82

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 bis

 

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri garantiscono che i fornitori delle piattaforme per la condivisione di video adottino misure adeguate per:

1.  Fatti salvi gli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, gli Stati membri incoraggiano e garantiscono l'adozione, da parte dei fornitori delle piattaforme per la condivisione di video, di misure adeguate per:

a)  tutelare i minori da contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

a)   tutelare i minori da contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico o mentale dei minori;

b)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, alla razza, al colore, alla religione, all'ascendenza, all'origine nazionale o etnica.

b)  tutelare tutti i cittadini da contenuti che istighino alla violenza o all'odio nei confronti di un gruppo di persone o un membro di tale gruppo definito in riferimento al sesso, alla razza, al colore, alla religione o confessione, alla disabilità, all'ascendenza, all'origine nazionale, etnica o sociale, alle caratteristiche genetiche, alla lingua, alle opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, all'appartenenza a una minoranza nazionale, al patrimonio, alla nascita, all'età o all'orientamento sessuale;

 

b bis)  limitare l'esposizione dei bambini alla pubblicità di prodotti alimentari e bevande non salutari nelle piattaforme per la condivisione di video.

2.  L'adeguatezza delle misure ai fini del paragrafo 1 è determinata alla luce della natura del contenuto in questione, del danno che può causare, dalle caratteristiche della categoria di persone da proteggere nonché dai diritti e dagli interessi legittimi, compresi quelli dei fornitori della piattaforma per la condivisione di video e degli utenti che hanno creato e/o caricato contenuti nonché dell'interesse pubblico.

 

Tali misure consistono, come opportuno:

2.  Tali misure possono consistere, come opportuno:

a)   nel definire e applicare nei termini e nelle condizioni dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video i concetti di istigazione alla violenza o all'odio come stabilito al paragrafo 1, lettera b), e di contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori, a norma rispettivamente degli articoli 6 e 12.

a)   nell'illustrare i diritti e doveri degli utenti e nel definire, nei termini e nelle condizioni dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video, i concetti di istigazione alla violenza o all'odio come stabilito al paragrafo 1, lettera b), e di contenuto che potrebbe nuocere allo sviluppo fisico o mentale dei minori, a norma rispettivamente degli articoli 6 e 12, e degli orientamenti emessi dalle autorità di regolamentazione degli Stati membri di cui al paragrafo 4;

b)   istituire e applicare meccanismi affinché gli utenti delle piattaforme per la condivisione di video possano segnalare o indicare al fornitore di piattaforme per la condivisione di video interessato il contenuto di cui al paragrafo 1 conservato sulla sua piattaforma.

b)   istituire e applicare meccanismi di facile utilizzo affinché gli utenti delle piattaforme per la condivisione di video possano segnalare o indicare al fornitore di piattaforme per la condivisione di video interessato il contenuto di cui al paragrafo 1 conservato sulla sua piattaforma.

c)   istituire e applicare sistemi per verificare l'età degli utenti delle piattaforme di condivisione di video per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

c)   istituire e applicare sistemi o altre misure tecniche per verificare l'età degli utenti delle piattaforme di condivisione di video per quanto attiene ai contenuti noti che potrebbero nuocere gravemente allo sviluppo fisico e mentale dei minori;

d)   istituire e applicare sistemi che consentano agli utenti delle piattaforme per la condivisone di video di valutare i contenuti di cui al paragrafo 1;

d)   istituire e applicare sistemi che consentano agli utenti delle piattaforme per la condivisone di video di valutare i contenuti di cui al paragrafo 1;

e)   dotarsi di sistemi di controllo parentale per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori;

e)   dotarsi di sistemi di controllo parentale per quanto attiene ai contenuti che potrebbero nuocere allo sviluppo fisico e mentale dei minori;

f)   istituire e applicare sistemi mediante i quali i fornitori di piattaforme per le condivisione di video spiegano agli utenti di tali piattaforme quale seguito sia stato dato alla segnalazione e all'indicazione di cui alla lettera b).

f)   istituire e applicare sistemi e procedure trasparenti, efficaci e di facile utilizzo mediante i quali i fornitori di piattaforme per le condivisione di video gestiscono e risolvono le problematiche presentate dagli utenti di tali piattaforme e comunicano, come opportuno, quale seguito sia stato dato all'applicazione delle misure di cui alle lettere da a) a f).

 

Gli Stati membri incoraggiano le piattaforme per la condivisione di video, non appena acquisita la conoscenza o la consapevolezza di un contenuto illegale, a provvedere immediatamente alla rimozione di tale contenuto o a disabilitare l'accesso allo stesso, in linea con la direttiva 2000/31/CE;

 

2 bis.  L'adeguatezza delle misure ai fini del paragrafo 1 è determinata alla luce della natura del contenuto in questione, del danno che può causare, dalle caratteristiche della categoria di persone da proteggere nonché dai diritti e dagli interessi legittimi, compresi quelli dei fornitori della piattaforma per la condivisione di video e degli utenti che hanno creato e/o caricato contenuti nonché dell'interesse pubblico, e della tutela della libertà di espressione e di informazione.

3.  Ai fini dell'attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri promuovono la coregolamentazione come disposto dall'articolo 4, paragrafo 7.

3.  Ai fini dell'attuazione delle misure di cui ai paragrafi 1 e 2, gli Stati membri promuovono la coregolamentazione come disposto dall'articolo 4, paragrafo 7.

4.  Gli Stati membri si dotano dei meccanismi necessari per valutare l'adeguatezza delle misure di cui ai paragrafi 2 e 3 adottate dai fornitori di piattaforme per la condivisione di video. Gli Stati membri affidano tali mansioni agli organismi designati a norma dell'articolo 30.

4.  Gli Stati membri si dotano dei meccanismi necessari per valutare la trasparenza, la necessità, l'efficacia e l'adeguatezza delle misure di cui ai paragrafi 2 e 3 adottate dai fornitori di piattaforme per la condivisione di video e per riferire in merito. Gli Stati membri affidano tali mansioni agli organismi designati a norma dell'articolo 30. Pertanto, gli Stati membri forniscono i necessari orientamenti per garantire che le misure adottate rispettino la libertà di espressione e la necessità di informazione degli utenti. Tali orientamenti potrebbero essere elaborati in cooperazione con la Commissione e l'ERGA;

5.  Gli Stati membri non impongono ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video misure più rigorose di quelle di cui ai paragrafi 1 e 2. Gli Stati membri possono imporre misure più rigorose in relazione ai contenuti illeciti. Nell'adozione di tali misure essi rispettano le condizioni stabilite dal diritto dell'Unione applicabile, quali, come opportuno, quelle di cui agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE o all'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE.

5.  Gli Stati membri non impongono ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video misure più rigorose di quelle di cui ai paragrafi 1 e 2. Gli Stati membri possono imporre misure più rigorose in relazione ai contenuti illeciti. Nell'adozione di tali misure essi rispettano le condizioni stabilite dal diritto dell'Unione applicabile, quali, come opportuno, quelle di cui agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE o all'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE.

6.  Gli Stati membri garantiscono che siano disponibili meccanismi di reclamo e ricorso per la risoluzione delle controversi fra utenti e fornitori di piattaforme per la condivisione di video relativi all'applicazione delle opportune misure di cui ai paragrafi 1 e 2.

 

7.  La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

7.   La Commissione e l'ERGA invitano i fornitori di piattaforme per la condivisione di video a scambiare le migliori prassi relative ai sistemi di coregolamentazione applicati in tutta l'Unione. Se opportuno, la Commissione agevola l'elaborazione di codici di condotta di livello unionale.

8.  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video o, se del caso, le organizzazioni che li rappresentano a questo fine, presentano alla Commissione progetti di codici di condotta dell'Unione nonché le modifiche dei codici di condotta dell'Unione in vigore. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione può conferire l'opportuna pubblicità a tali codici.

8.  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video o, se del caso, le organizzazioni che li rappresentano a questo fine, presentano alla Commissione progetti di codici di condotta dell'Unione nonché le modifiche dei codici di condotta dell'Unione in vigore, in conformità agli orientamenti di cui al paragrafo 4. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito ai progetti, alle modifiche o alle estensioni di tali codici. La Commissione conferisce l'opportuna pubblicità a tali codici nella promozione delle migliori prassi.

Emendamento    83

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 – paragrafo 1 – comma 1

 

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di piattaforme per la condivisione di video non stabiliti sui loro territori ma aventi l'impresa madre o una controllata sul loro territorio o che fanno parte di un gruppo di cui un'altra entità è stabilita sul loro territorio, sono considerati stabiliti sul loro territorio ai fini dell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 2000/31/CE.

Gli Stati membri garantiscono che i fornitori di piattaforme per la condivisione di video

 

a)   non stabiliti sui loro territori ma aventi l'impresa madre o una controllata sul loro territorio o che fanno parte di un gruppo di cui un'altra entità è stabilita sul loro territorio,

 

b)   stabiliti in un altro Stato membro ma che si rivolgono a un pubblico sul loro territorio, siano considerati essere stabiliti sul loro territorio ai fini dell'articolo 3, paragrafo 1 della direttiva 2000/31/CE.

Emendamento    84

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini dell'applicazione del secondo comma, se vi sono diverse controllate ciascuna delle quali è stabilita in diversi Stati membri o, se vi sono diverse altre entità del gruppo, ciascuna delle quali è stabilita in diversi Stati membri, gli Stati membri interessati garantiscono che il fornitore indichi in quale di questi Stati membri esso si ritiene stabilito.

Ai fini dell'applicazione del secondo comma, se vi sono diverse controllate ciascuna delle quali è stabilita in diversi Stati membri o, se vi sono diverse altre entità del gruppo, ciascuna delle quali è stabilita in diversi Stati membri, il fornitore è considerato stabilito nello Stato membro in cui opera la maggioranza degli addetti allo svolgimento dell'attività.

Motivazione

Dare alle piattaforme per la condivisione di video la possibilità di scegliere lo Stato membro in cui sono considerate stabilite ai sensi della presente direttiva sarebbe sproporzionato, poiché legittimerebbe pratiche di "forum shopping" (ricerca della giurisdizione più conveniente). L'ubicazione della maggioranza degli addetti rappresenta un criterio chiaro e affidabile per determinare in quale paese dell'Unione è stabilita la piattaforma.

Emendamento    85

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 ter – paragrafo 2

 

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione un elenco dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video sottoposti alla loro giurisdizione e i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 1, della direttiva 2000/31/CE, nonché al paragrafo 1, sui quali si fonda la loro giurisdizione. Essi aggiornano l'elenco con cadenza regolare. La Commissione garantisce che i competenti organismi di regolamentazione indipendenti abbiano accesso a tali informazioni.

2.  Gli Stati membri comunicano alla Commissione un elenco dei fornitori di piattaforme per la condivisione di video stabiliti nella loro giurisdizione o considerati tali, e i criteri di cui all'articolo 3, paragrafo 1, nonché al paragrafo 1, sui quali si fonda la loro giurisdizione. Essi aggiornano l'elenco con cadenza regolare. La Commissione garantisce che i competenti organismi di regolamentazione indipendenti abbiano accesso a tali informazioni.

Emendamento    86

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 19

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 28 ter – paragrafo 2 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Qualora, nell'applicazione del paragrafo 1, gli Stati membri interessati non concordino in merito a quale Stato abbia la giurisdizione, essi sottopongono senza indugio la questione alla valutazione della Commissione. La Commissione può chiedere all'ERGA di formulare un parere in merito entro 15 giorni lavorativi dalla ricezione della richiesta.

Motivazione

Poiché le piattaforme per la condivisione di video si rivolgono solitamente al pubblico di tutta l'Unione, è possibile che vi siano disaccordi tra gli Stati membri nella determinazione dello Stato membro competente ai fini della presente direttiva. La Commissione, pertanto, dovrebbe essere in grado di intervenire per determinare lo Stato membro competente, così come avviene per gli altri servizi di media audiovisivi di cui all'articolo 3.

Emendamento    87

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 21

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 – paragrafo 4

 

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano di sufficienti poteri di esecuzione per svolgere le loro funzioni in modo efficace.

4.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano di sufficienti poteri di esecuzione e risorse per svolgere le loro funzioni in modo efficace.

Emendamento    88

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 21

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 – paragrafo 4 bis (nuovo)

 

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Gli Stati membri assicurano che gli organismi nazionali di regolamentazione nominino un unico punto di contatto disponibile al pubblico per fornire informazioni o raccogliere reclami sulle questioni di accessibilità di cui all'articolo 7.

Emendamento    89

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 21

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 – paragrafo 6

 

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione indipendenti dispongano di bilanci annuali distinti che sono resi pubblici. Gli Stati membri garantiscono altresì che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano delle risorse finanziarie e umane adeguate per consentire loro di svolgere le mansioni assegnate nonché di partecipare attivamente e di contribuire all'ERGA.

6.  Gli Stati membri garantiscono che gli organismi nazionali di regolamentazione indipendenti dispongano di bilanci annuali distinti che sono resi pubblici. Gli Stati membri garantiscono altresì che gli organismi nazionali di regolamentazione dispongano delle risorse finanziarie e umane sufficienti per consentire loro di svolgere le mansioni assegnate nonché di partecipare attivamente e di contribuire all'ERGA.

Emendamento    90

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 22

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 bis – paragrafo 3 – lettera d

 

Testo della Commissione

Emendamento

d)  collaborare e fornire ai membri le informazioni necessarie per applicare la presente direttiva, in particolare per quanto attiene agli articoli 3 e 4;

d)  collaborare e fornire ai membri le informazioni necessarie per applicare la presente direttiva, in particolare per quanto attiene agli articoli 3, 4 e 7;

Emendamento    91

Proposta di direttiva

Articolo 1 – punto 22

Direttiva 2010/13/UE

Articolo 30 bis – paragrafo 3 – lettera e

 

Testo della Commissione

Emendamento

e)  fornire pareri su richiesta della Commissione, in merito alle questioni di cui all'articolo 2, paragrafo 5 bis, all'articolo 6bis, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, nonché su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi, in particolare sulla tutela dei minori e l'istigazione all'odio.;

e)  fornire pareri su richiesta della Commissione, in merito alle questioni di cui all'articolo 2, paragrafo 5 bis, all'articolo 6 bis, paragrafo 3, all'articolo 9, paragrafi 2 e 4, nonché su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi, in particolare sulla tutela dei minori, l'istigazione all'odio, il pluralismo dei media e la tutela della libertà di espressione e di informazione.";

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell’evoluzione delle realtà del mercato

Riferimenti

COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

CULT

9.6.2016

 

 

 

Parere espresso da

       Annuncio in Aula

IMCO

9.6.2016

Relatore per parere

       Nomina

Emma McClarkin

17.6.2016

Esame in commissione

10.10.2016

9.11.2016

28.11.2016

 

Approvazione

5.12.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

3

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Dita Charanzová, Carlos Coelho, Sergio Gaetano Cofferati, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Dennis de Jong, Pascal Durand, Vicky Ford, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, Liisa Jaakonsaari, Philippe Juvin, Antonio López-Istúriz White, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Olga Sehnalová, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jussi Halla-aho, Anna Hedh, Kaja Kallas, Emma McClarkin, Roberta Metsola, Julia Reda

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Andrejs Mamikins, Andrey Novakov, Tonino Picula, Traian Ungureanu

(1)

"servizi di media audiovisivi e relative apparecchiature con capacità informatiche avanzate per consumatori", proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi COM(2015)615 final, 2015/0278(COD)


PARERE della commissione giuridica (16.1.2017)

destinato alla commissione per la cultura e l'istruzione

sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato

(COM(2016)0287 – C8-0193/2016 – 2016/0151(COD))

Relatore per parere: Daniel Buda

BREVE MOTIVAZIONE

La proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato è volta a modernizzare il panorama dei media audiovisivi, aggiornandolo sui cambiamenti occorsi a livello di mercato, consumi e tecnologia. La sempre maggiore convergenza tra televisione e servizi distribuiti via Internet e i nuovi modelli commerciali emergenti, quali video a richiesta e contenuti generati dall'utente, rendono necessario riesaminare l'ambito di applicazione della direttiva sui servizi di media audiovisivi (direttiva SMA), nonché la natura delle norme applicabili a tutti gli operatori del mercato, incluse le norme sulla tutela dei minori e sulla pubblicità.

La proposta, che rientra nella strategia per il mercato digitale unico adottata il 6 maggio 2016, si fonda sui risultati della valutazione REFIT prevista dal programma di lavoro della Commissione per il 2015. Tale quadro giuridico aggiornato dovrebbe garantire un equilibrio tra competitività e tutela dei consumatori, agevolare l'accesso ai servizi di contenuti online e garantire un livello di protezione adeguato e uniforme, in particolare proteggendo i minori e tutti i cittadini da contenuti nocivi e dall'incitamento all'odio su Internet.

Nello specifico, gli obiettivi primari della proposta si concentrano su tre problematiche principali: a) la tutela dei minori e dei consumatori sulle piattaforme per la condivisione di video; b) la promozione di condizioni più eque tra le emittenti tradizionali, i servizi di media audiovisivi a richiesta e le piattaforme per la condivisione di video; e c) la semplificazione del quadro legislativo nel suo complesso mediante norme più chiare e flessibili in materia di comunicazioni commerciali.

La direttiva SMA disciplina attualmente le emittenti e determinati servizi di video a richiesta e impone agli Stati membri di introdurre norme minime per la regolamentazione dei servizi di media audiovisivi in settori coordinati specifici. Così facendo, la direttiva istituisce il principio del paese di origine per la regolamentazione dei servizi di media nel proprio ambito di applicazione, con alcune eccezioni volte a evitare abusi. La nuova proposta mira a includere le piattaforme per la condivisione di video nel proprio ambito di applicazione, oltre a imporre nuovi obblighi per quanto concerne i servizi a richiesta.

La proposta prevede l'allineamento delle norme in materia di tutela dei minori da programmi che possono nuocere al loro sviluppo fisico, mentale o morale per quanto riguarda i servizi di radiodiffusione televisiva e a richiesta. Inoltre, il testo introduce contingenti quantitativi al fine di garantire la promozione dei contenuti dell'UE da parte dei servizi a richiesta nonché la possibilità per gli Stati membri di imporre obblighi finanziari ai servizi a richiesta soggetti alla loro giurisdizione e, a determinate condizioni, ai servizi stabiliti in un altro Stato membro ma che si rivolgono al loro pubblico nazionale, creando in tal modo condizioni più eque. La proposta concede inoltre una maggiore flessibilità a tutti i servizi di media audiovisivi, inclusa la radiodiffusione televisiva, in merito all'inserimento di prodotti e alla sponsorizzazione, conciliando così la promozione della competitività e la tutela dei consumatori. Infine, il testo estende il suo ambito di regolamentazione ai servizi delle piattaforme per la condivisione di video, che non hanno la responsabilità editoriale dei contenuti che memorizzano, ma che organizzano tali contenuti, imponendo norme per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dall'incitamento all'odio.

Il relatore ritiene che la proposta dovrebbe inoltre prefiggersi l'obiettivo di garantire l'effettivo rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. In questo contesto, la produzione e la promozione di opere europee sono un importante obiettivo e, a tale proposito, sarebbe possibile salvaguardare la diversità culturale dell'Europa garantendo un elevato livello di tutela dei diritti d'autore, assicurando un'equa retribuzione agli autori e ai titolari di diritti e incoraggiando gli investimenti nei settori culturale e creativo. In tal senso, il principio di territorialità e il valore generato dai diritti di esclusività sono entrambi elementi cruciali per il successo del settore audiovisivo e per la sua sostenibilità finanziaria, tenendo conto delle caratteristiche e degli interessi specifici degli Stati membri di piccole e medie dimensioni nonché il loro contesto culturale e la loro diversità.

Il relatore ritiene inoltre che le nuove norme introdotte dalla proposta di modifica dovrebbero garantire la conformità con il diritto dell'Unione, nel rispetto, tra l'altro, dei diritti fondamentali dei cittadini europei, del principio di proporzionalità e della trasparenza.

Oltretutto, per quanto concerne le misure contro i contenuti nocivi e l'incitamento all'odio, è necessario tenere conto del fatto che la libertà di parola e di espressione è un diritto fondamentale, non una giustificazione a cui ricorrere per dissimulare tali pratiche.

Nel quadro dell'estensione dell'ambito di regolamentazione della direttiva 2010/13/UE, il relatore sottolinea la necessità e l'importanza di allineare i servizi di media audiovisivi lineari e non lineari. Gli obblighi e i diritti dei servizi tradizionali dovrebbero essere in linea con quelli dei nuovi operatori; tale aspetto dovrebbe essere pienamente integrato nel processo di revisione della direttiva SMA.

Per concludere, il relatore accoglie positivamente la proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante modifica della direttiva 2010/13/UE relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi in considerazione dell'evoluzione delle realtà del mercato e propone le seguenti modifiche al fine di rafforzare il ruolo del settore dei media audiovisivi da tutti i punti di vista, inclusi quello economico, sociale e culturale:

EMENDAMENTI

La commissione giuridica invita la commissione per la cultura e l'istruzione, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di direttiva

Considerando 1

Testo della Commissione

Emendamento

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video.

(1)  L'ultima modifica sostanziale della direttiva 89/552/CEE del Consiglio27, successivamente codificata dalla direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio28, era stata apportata nel 2007 con l'adozione della direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio29. Da allora il mercato dei servizi di media audiovisivi ha subito un'evoluzione significativa e rapida a causa della graduale convergenza tra la televisione e i servizi internet. L'evoluzione tecnica rende possibili nuovi tipi di servizi ed esperienze per gli utenti. Le abitudini dei telespettatori, in particolare delle giovani generazioni, sono cambiate notevolmente. Nonostante lo schermo televisivo principale conservi un ruolo importante nella condivisione delle esperienze audiovisive, molti telespettatori sono passati ad altri dispositivi, portatili, per la visione di contenuti audiovisivi. I contenuti televisivi tradizionali rappresentano ancora una quota considerevole del tempo medio giornaliero di visione. Tuttavia nuovi tipi di contenuti, come i video di breve durata e i contenuti generati dagli utenti, acquisiscono crescente importanza e si sono affermati nuovi operatori, fra cui i fornitori di servizi di video a richiesta e di piattaforme per la condivisione di video. È quindi necessario un quadro giuridico aggiornato onde riflettere l'evoluzione del mercato e raggiungere un equilibrio tra l'accesso ai servizi di contenuti online, la tutela dei consumatori e competitività.

__________________

__________________

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

27 Direttiva 89/552/CEE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 3 ottobre 1989, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati Membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 298 del 17.10.1989, pag. 23).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

28 Direttiva 2010/13/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 marzo 2010, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi (direttiva sui servizi di media audiovisivi) (GU L 95 del 15.4.2010, pag. 1).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

29 Direttiva 2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive (GU L 332 del 18.12.2007, pag. 27).

Emendamento    2

Proposta di direttiva

Considerando 5

Testo della Commissione

Emendamento

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione delle procedure di cooperazione di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. È pertanto opportuno conferire al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA) il potere di fornire pareri sulla giurisdizione su richiesta della Commissione.

(5)  Per stabilire la giurisdizione è necessario valutare le situazioni di fatto alla luce dei criteri definiti nella direttiva 2010/13/UE. La valutazione di tali situazioni di fatto può condurre a risultati contrastanti. Nell'applicazione delle procedure di cooperazione di cui agli articoli 3 e 4 della direttiva 2010/13/UE è importante che la Commissione possa fondare le sue constatazioni su fatti affidabili. La Commissione dovrebbe avere il potere di chiedere al gruppo dei regolatori europei per i servizi di media audiovisivi (European Regulators Group for Audiovisual Media Services - ERGA), che si compone degli organismi nazionali di regolamentazione indipendenti nel settore dei servizi di media audiovisivi, di fornire pareri non vincolanti sulla giurisdizione al fine di facilitare il coordinamento con la legislazione degli Stati membri.

Emendamento    3

Proposta di direttiva

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE"31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi ben concepiti, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio. L'esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di un codice di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Sanzioni progressive che mantengano un elemento di proporzionalità sono in genere considerate un approccio efficace per far rispettare un regime. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

(7)  Nella comunicazione al Parlamento europeo e al Consiglio "Legiferare meglio per ottenere risultati migliori – Agenda dell'UE"31 la Commissione ha sottolineato che, nel vagliare le soluzioni politiche, prenderà in considerazione sia gli strumenti normativi sia quelli non normativi, basati sul modello della prassi comunitaria e sui principi per legiferare e colegiferare meglio32. Numerosi codici esistenti nei settori coordinati dalla direttiva hanno dimostrato di essere ben concepiti, costituendo uno strumento alternativo o complementare utile per l'azione legislativa, in linea con i principi per legiferare e colegiferare meglio. L'esistenza di un meccanismo di sostegno legislativo è considerata un fattore di successo importante nel promuovere il rispetto di codici di autoregolamentazione o di coregolamentazione. Gli Stati membri devono garantire il rispetto dei codici di autoregolamentazione o di coregolamentazione. È altrettanto importante che i codici stabiliscano obiettivi e finalità specifici che consentano un monitoraggio e una valutazione periodici, efficienti, trasparenti e indipendenti degli obiettivi fissati dai codici. Sanzioni progressive che mantengano un elemento di proporzionalità sono in genere considerate un approccio efficace per far rispettare un regime. Tali principi dovrebbero essere corroborati da codici di autoregolamentazione e coregolamentazione adottati nei settori coordinati dalla presente direttiva.

__________________

__________________

31 COM(2015) 215 final.

31 COM(2015) 215 final.

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation.

32 https://ec.europa.eu/digital-single-market/communities/better-self-and-co-regulation.

Emendamento    4

Proposta di direttiva

Considerando 8

Testo della Commissione

Emendamento

(8)  Al fine di garantire coerenza e fornire certezza alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di «incitamento all'odio» dovrebbe, nella misura appropriata, essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come «istigazione pubblica alla violenza o all'odio». Dovrebbero essere armonizzati anche i motivi sui quali si fonda l'istigazione alla violenza o all'odio.

(8)  Al fine di garantire coerenza e fornire certezza ai cittadini dell'Unione, alle imprese e alle autorità degli Stati membri, la nozione di «incitamento all'odio» dovrebbe essere allineata alla definizione contenuta nella decisione quadro 2008/913/GAI del Consiglio, del 28 novembre 2008, sulla lotta contro talune forme ed espressioni di razzismo e xenofobia mediante il diritto penale, che definisce l'incitamento all'odio come «istigazione pubblica alla violenza o all'odio». Dovrebbero essere armonizzati anche i motivi sui quali si fonda l'istigazione alla violenza o all'odio.

Emendamento    5

Proposta di direttiva

Considerando 9

Testo della Commissione

Emendamento

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, compresi i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano informazioni sufficienti sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica.

(9)  Al fine di permettere agli spettatori, in particolare i genitori e i minori, di prendere decisioni informate sui contenuti da guardare, è necessario che i fornitori di servizi di media audiovisivi offrano tutte le informazioni necessarie sui contenuti che possono nuocere allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minori. Tale obiettivo potrebbe essere conseguito, ad esempio, mediante un sistema di descrittori di contenuti che indichino la natura dei contenuti. I descrittori di contenuti potrebbero essere disponibili in forma scritta, grafica o acustica e, ove possibile, essere conformi ai sistemi di rating di descrittori disponibili localmente.

Emendamento    6

Proposta di direttiva

Considerando 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(9 bis)  Il diritto delle persone con una disabilità e degli anziani a partecipare e a essere integrati nella vita sociale e culturale dell'Unione è legato alla fornitura di servizi di media audiovisivi accessibili. Pertanto, gli Stati membri dovrebbero adottare misure adeguate e proporzionate per garantire che i fornitori di servizi di media soggetti alla loro giurisdizione cerchino attivamente di rendere i contenuti accessibili alle persone con disabilità visiva o uditiva entro il 2027. I requisiti di accessibilità devono essere soddisfatti attraverso un processo progressivo e continuo, tenendo conto dei vincoli pratici e inevitabili che potrebbero impedire un'accessibilità completa, come i programmi o gli eventi trasmessi in tempo reale.

Emendamento    7

Proposta di direttiva

Considerando 11

Testo della Commissione

Emendamento

(11)  Analogamente, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare che i codici di condotta di autoregolamentazione e di coregolamentazione siano utilizzati per limitare efficacemente l'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative alle bevande alcoliche. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi, in particolare quelli volti a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive delle bevande alcoliche.

(11)  Analogamente, gli Stati membri dovrebbero essere incoraggiati ad assicurare un uso efficace dell'autoregolamentazione e della coregolamentazione per porre fine efficacemente all'esposizione di bambini e minori alle comunicazioni commerciali audiovisive relative ai prodotti alcolici. A livello unionale e nazionale esistono alcuni regimi di coregolamentazione o di autoregolamentazione allo scopo di commercializzare in modo responsabile le bevande alcoliche, anche nelle comunicazioni commerciali audiovisive. Tali regimi dovrebbero essere ulteriormente promossi e gli Stati membri dovrebbero essere autorizzati a compiere ulteriori passi nella stesura di linee guida nazionali, in particolare quelle volte a garantire che messaggi di consumo responsabile accompagnino le comunicazioni commerciali audiovisive dei prodotti alcolici.

Emendamento    8

Proposta di direttiva

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Il mercato della radiodiffusione televisiva si è evoluto ed è ora necessaria una maggiore flessibilità per le comunicazioni commerciali audiovisive, in particolare per le norme quantitative concernenti i servizi di media audiovisivi lineari, l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione. L'emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

(13)  Il mercato dei servizi di media audiovisivi si è evoluto ed è ora necessaria una maggiore flessibilità e chiarezza, in particolare in per quanto riguarda le norme esistenti concernenti l'aumento della competitività, la creazione di una reale parità di condizioni per le comunicazioni commerciali audiovisive nonché l'inserimento di prodotti e la sponsorizzazione. L'emergere di nuovi servizi, anche senza pubblicità, ha ampliato la scelta per i telespettatori, che possono facilmente passare a offerte alternative.

Emendamento    9

Proposta di direttiva

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i servizi o i programmi di media audiovisivi, promuovendo nel contempo il nome, il marchio, l'immagine, le attività o i prodotti di una persona fisica o giuridica. La sponsorizzazione costituisce pertanto una valida forma di pubblicità per gli inserzionisti e i fornitori di servizi di media audiovisivi, in quanto gli annunci di sponsorizzazione possono contenere riferimenti promozionali ai prodotti o ai servizi dello sponsor, pur non incoraggiandone direttamente l'acquisto. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l'esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Il contenuto dei programmi sponsorizzati non dovrebbe essere influenzato in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi.

(14)  La sponsorizzazione rappresenta uno strumento importante per finanziare i servizi o i programmi di media audiovisivi, promuovendo nel contempo il nome, il marchio, l'immagine, le attività o i prodotti di una persona fisica o giuridica. La sponsorizzazione costituisce pertanto una valida forma di pubblicità per gli inserzionisti e i fornitori di servizi di media audiovisivi, in quanto gli annunci di sponsorizzazione possono contenere riferimenti promozionali ai prodotti o ai servizi dello sponsor, pur non permettendo di incoraggiarne direttamente l'acquisto. Gli annunci di sponsorizzazione dovrebbero continuare ad informare chiaramente i telespettatori circa l'esistenza di un accordo di sponsorizzazione. Il contenuto dei programmi sponsorizzati non dovrebbe essere influenzato in modo tale da compromettere l'indipendenza editoriale del fornitore di servizi di media audiovisivi.

Emendamento    10

Proposta di direttiva

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  La liberalizzazione dell'inserimento di prodotti non ha portato alla diffusione prevista di questa forma di comunicazione commerciale audiovisiva. In particolare, il divieto generale di inserimento di prodotti, con alcune eccezioni, non ha assicurato la certezza del diritto ai fornitori di servizi di media audiovisivi. L'inserimento di prodotti dovrebbe pertanto essere consentito, salvo eccezioni, in tutti i servizi di media audiovisivi.

(15)  La liberalizzazione dell'inserimento di prodotti non ha portato alla diffusione prevista di questa forma di comunicazione commerciale audiovisiva. In particolare, il divieto generale di inserimento di prodotti, con alcune eccezioni, non ha assicurato la certezza del diritto ai fornitori di servizi di media audiovisivi. L'inserimento di prodotti dovrebbe pertanto essere consentito, salvo eccezioni, in tutti i servizi di media audiovisivi, poiché può creare reddito aggiuntivo per i fornitori di servizi di media audiovisivi.

Emendamento    11

Proposta di direttiva

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Dato che l'aumento del numero di nuovi servizi ha comportato una scelta più ampia per i telespettatori, le emittenti dispongono di maggiore flessibilità per l'inserimento della pubblicità e degli spot di televendita ove ciò non pregiudichi indebitamente l'integrità del programma. Tuttavia, per salvaguardare le specificità del panorama televisivo europeo, dovrebbe rimanere limitato il numero di interruzioni autorizzate durante la trasmissione di opere cinematografiche e di film prodotti per la televisione, nonché durante la trasmissione di determinate categorie di programmi che necessitano ancora di una protezione particolare.

(18)  Sebbene l'aumento del numero di nuovi servizi abbia comportato una scelta più ampia per i telespettatori, è ancora necessario continuare a tutelare l'integrità dei programmi e i consumatori dalla sproporzionata frequenza della pubblicità e degli spot di televendita. Pertanto, per salvaguardare le specificità del panorama televisivo europeo, dovrebbe rimanere limitato, e non essere soggetto a maggiore flessibilità, il numero di interruzioni autorizzate durante la trasmissione di opere cinematografiche e di film prodotti per la televisione, nonché durante la trasmissione di determinate categorie di programmi che necessitano ancora di una protezione particolare.

Motivazione

Occorre sottolineare l'importanza di mantenere la regola dei 30 minuti fra le interruzioni pubblicitarie durante le opere cinematografiche, poiché dette interruzioni perturberebbero eccessivamente l'integrità dei programmi e non corrispondono alle abitudini dei consumatori, né a una necessità imperativa dei servizi di media audiovisivi.

Emendamento    12

Proposta di direttiva

Considerando 19

Testo della Commissione

Emendamento

(19)  Sebbene la presente direttiva non aumenti i tempi pubblicitari complessivi consentiti tra le ore 7 e le ore 23, per le emittenti è importante disporre di maggiore flessibilità e poter decidere quando trasmettere la pubblicità al fine di massimizzare la domanda degli inserzionisti e il flusso degli spettatori. Il limite orario dovrebbe pertanto essere abolito, mentre dovrebbe essere introdotto un limite giornaliero del 20% di pubblicità nella fascia oraria compresa tra le ore 7 e le ore 23.

soppresso

Motivazione

L'emendamento è inteso a sopprimere la proposta della Commissione di eliminare l'attuale approccio alle comunicazioni commerciali che prevede il 20 % per ora d'orologio. Il sistema attuale previsto dalla direttiva 2010/13/UE è efficace e consente la generazione e il reinvestimento degli introiti in contenuti di qualità, evitando, al tempo stesso, la saturazione delle ore di punta con gli spot, cosa che potrebbe danneggiare i consumatori. Si veda anche la motivazione dell'emendamento al considerando 13.

Emendamento    13

Proposta di direttiva

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo che i loro cataloghi contengano una quota minima di opere europee e che a queste sia dato debito rilievo.

(21)  I fornitori di servizi di media audiovisivi a richiesta dovrebbero promuovere la produzione e la distribuzione delle opere europee garantendo, mediante mezzi appropriati, che i loro cataloghi contengano una quantità minima di diverse opere europee e che a queste sia dato debito rilievo. Per quanto riguarda la tutela e la promozione della produzione e della diversità culturale europee, occorre rispettare il principio di territorialità e il principio del paese di origine.

Emendamento    14

Proposta di direttiva

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio, è necessario stabilire norme proporzionate su tali aspetti.

(26)  Nuove sfide si presentano, in particolare in relazione alle piattaforme per la condivisione di video, su cui gli utenti, in particolare i minori, fruiscono in misura crescente di contenuti audiovisivi. In tale contesto, i contenuti nocivi e i discorsi di incitamento all'odio memorizzati sulle piattaforme per la condivisione di video destano crescente preoccupazione. Al fine di proteggere i cittadini e, in particolare, i minori dai contenuti nocivi e dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio, è necessario stabilire norme comuni e proporzionate su tali aspetti, senza minacciare in alcun modo il diritto fondamentale alla libertà di espressione e lasciando impregiudicata la direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis.

 

__________________

 

1 bis Direttiva 2000/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2000, relativa a taluni aspetti giuridici dei servizi della società dell'informazione, in particolare il commercio elettronico, nel mercato interno (GU L 178 del 17.07.2000, pag. 1).

Emendamento    15

Proposta di direttiva

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Le comunicazioni commerciali sulle piattaforme per la condivisione di video sono già disciplinate dalla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che vieta le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, comprese le pratiche ingannevoli e aggressive utilizzate nei servizi della società dell'informazione. Per quanto riguarda le comunicazioni commerciali sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati nelle piattaforme per la condivisione di video, i divieti esistenti di cui alla direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché i divieti applicabili alle comunicazioni riguardanti le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica a norma della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, garantiscono una sufficiente protezione dei consumatori. Le misure contenute nella presente direttiva integrano pertanto quelle stabilite nelle direttive 2005/29/CE, 2003/33/CE e 2014/40/UE.

27.  Le comunicazioni commerciali sulle piattaforme per la condivisione di video sono già disciplinate dalla direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, che vieta le pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, comprese le pratiche ingannevoli e aggressive utilizzate nei servizi della società dell'informazione. Per quanto riguarda le comunicazioni commerciali sui prodotti del tabacco e i prodotti correlati nelle piattaforme per la condivisione di video, i divieti esistenti di cui alla direttiva 2003/33/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, nonché i divieti applicabili alle comunicazioni riguardanti le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica a norma della direttiva 2014/40/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, garantiscono una sufficiente protezione dei consumatori e dovrebbero essere applicati a tutti i media audiovisivi. Le misure contenute nella presente direttiva integrano pertanto quelle stabilite nelle direttive 2005/29/CE, 2003/33/CE e 2014/40/UE.

Emendamento    16

Proposta di direttiva

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  È opportuno coinvolgere il più possibile i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all'atto dell'attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. La coregolamentazione dovrebbe pertanto essere incoraggiata.

(30)  È opportuno coinvolgere attivamente i fornitori di piattaforme per la condivisione di video all'atto dell'attuazione delle misure appropriate da adottare ai sensi della presente direttiva. La coregolamentazione dovrebbe pertanto essere incoraggiata.

Al fine di assicurare in tutta l'Unione un approccio chiaro e coerente a tale riguardo, gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di imporre ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video l'adozione di misure più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora tali contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria.

Al fine di assicurare in tutta l'Unione un approccio chiaro e coerente a tale riguardo, gli Stati membri non dovrebbero avere la facoltà di imporre ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video l'adozione di misure più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva per proteggere i minori dai contenuti nocivi e tutti i cittadini dai contenuti che istigano alla violenza o all'odio. Gli Stati membri dovrebbero tuttavia mantenere la facoltà di adottare misure più rigorose qualora tali contenuti siano illeciti, purché le misure siano conformi agli articoli 14 e 15 della direttiva 2000/31/CE, e di adottare misure in relazione ai contenuti di siti web che contengono o diffondono materiale pedopornografico, come richiesto e autorizzato a norma dell'articolo 25 della direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio35. I fornitori di piattaforme per la condivisione di video dovrebbero inoltre avere la possibilità di adottare misure più rigorose su base volontaria.

__________________

__________________

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

35 Direttiva 2011/93/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 dicembre 2011, relativa alla lotta contro l'abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori e la pornografia minorile, e che sostituisce la decisione quadro 2004/68/GAI del Consiglio (GU L 335 del 17.12.2011, pag. 1).

Emendamento    17

Proposta di direttiva

Considerando 32

Testo della Commissione

Emendamento

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro.

(32)  I fornitori di piattaforme per la condivisione di video di cui alla presente direttiva forniscono servizi della società dell'informazione ai sensi dell'articolo 2, lettera a), della direttiva 2000/31/CE, e generalmente forniscono servizi di "hosting" conformemente all'articolo 14 di detta direttiva. Tali fornitori sono pertanto soggetti alle norme sul mercato interno di cui all'articolo 3 di tale direttiva se sono stabiliti in uno Stato membro. È opportuno garantire che le stesse norme si applichino ai fornitori di piattaforme per la condivisione di video che non sono stabiliti in uno Stato membro al fine di salvaguardare l'efficacia delle misure per la tutela dei minori e dei cittadini stabilite nella presente direttiva e garantire per quanto possibile condizioni di parità, se tali fornitori dispongono di un'impresa madre o di una controllata stabilita in uno Stato membro o se i suddetti fornitori sono parte di un gruppo e un'altra entità di tale gruppo è stabilita in uno Stato membro. A tal fine è opportuno adottare disposizioni per determinare in quale Stato membro i fornitori debbano ritenersi stabiliti. In applicazione delle norme in materia di stabilimento di cui alla presente direttiva e alla direttiva 2000/31/CE, la Commissione dovrebbe essere informata in merito ai fornitori soggetti alla giurisdizione di ciascuno Stato membro.

Emendamento    18

Proposta di direttiva

Considerando 32 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(32 bis)  La direttiva, in linea con la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e in particolare con l'articolo 11, mira a sancire nel diritto dell'UE l'indipendenza delle autorità di regolamentazione del settore dei media audiovisivi, garantendo che tali autorità siano giuridicamente distinte e funzionalmente indipendenti dall'industria e dal governo, non sollecitino né accettino istruzioni da nessuna industria né governo, operino in maniera trasparente e responsabile come stabilito dalla legge e siano dotate di poteri sufficienti.

Emendamento    19

Proposta di direttiva

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

(33)  Le autorità di regolamentazione degli Stati membri possono raggiungere il necessario grado di indipendenza strutturale solo se sono costituite come entità giuridiche distinte dal governo. È pertanto opportuno che gli Stati membri garantiscano l'indipendenza delle autorità nazionali di regolamentazione dal governo, dagli organismi pubblici e dall'industria in modo da assicurare la loro indipendenza e di conseguenza l'imparzialità delle loro decisioni. Il requisito dell'indipendenza dovrebbe lasciare impregiudicata la possibilità per gli Stati membri di istituire regolatori incaricati della vigilanza di diversi settori, come l'audiovisivo e le telecomunicazioni. Le autorità nazionali di regolamentazione dovrebbero essere dotate dei poteri di esecuzione e delle risorse necessarie per lo svolgimento dei loro compiti in termini di personale, competenze e mezzi finanziari. Le attività delle autorità nazionali di regolamentazione stabilite dalla presente direttiva dovrebbero assicurare il rispetto degli obiettivi di pluralismo dei mezzi di informazione, diversità culturale, tutela dei consumatori, mercato interno e promozione della concorrenza leale.

Emendamento    20

Proposta di direttiva

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  L'ERGA ha fornito un contributo utile a una prassi regolamentare coerente e ha prestato consulenza di alto livello alla Commissione su questioni di attuazione. È pertanto opportuno procedere al riconoscimento formale e al rafforzamento del suo ruolo nella presente direttiva. Il gruppo dovrebbe pertanto essere ricostituito in virtù della presente direttiva.

(36)  L'ERGA ha fornito un contributo utile a una prassi regolamentare coerente e ha prestato una consulenza indipendente e di alto livello alla Commissione su questioni di attuazione. È pertanto opportuno procedere al riconoscimento formale, al rafforzamento e a un ulteriore chiarimento del suo ruolo di coordinamento nella presente direttiva. La direttiva dovrebbe pertanto formalizzare il ruolo dell'ERGA come consulente indipendente ed esperto della Commissione, e come forum per lo scambio di esperienze e buone pratiche fra le autorità di regolamentazione nazionali. All'ERGA dovrebbe essere affidato in particolare un ruolo consultivo specifico per quanto riguarda le questioni di giurisdizione e l'emissione di pareri su codici di condotta dell'Unione basati sulla coregolamentazione.

Emendamento    21

Proposta di direttiva

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  La Commissione dovrebbe avere la facoltà di consultare l'ERGA su qualsiasi questione relativa ai servizi di media audiovisivi e alle piattaforme per la condivisione di video. Il gruppo dovrebbe assistere la Commissione offrendo la propria competenza e consulenza e agevolando lo scambio di buone pratiche. In particolare, la Commissione dovrebbe consultare l'ERGA nell'applicazione della direttiva 2010/13/UE al fine di facilitarne l'attuazione convergente in tutto il mercato unico digitale. Su richiesta della Commissione, l'ERGA dovrebbe fornire pareri su diverse materie, fra cui la giurisdizione, i codici di condotta dell'Unione