Procedura : 2016/2064(INI)
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A8-0200/2017

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PV 14/06/2017 - 17
CRE 14/06/2017 - 17

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PV 15/06/2017 - 7.5
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P8_TA(2017)0270

RELAZIONE     
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22.5.2017
PE 597.724v02-00 A8-0200/2017

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Commissione per i bilanci

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatori: José Manuel Fernandes, Udo Bullmann

(Procedura congiunta delle commissioni – articolo 55 del regolamento)

Relatori per parere (*):

Marian-Jean Marinescu, commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

Inés Ayala Sender e Dominique Riquet, commissione per i trasporti e il turismo

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
MOTIVAZIONE ‒ SINTESI DEI FATTI E CONSTATAZIONI
 PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
 PARERE della commissione per i trasporti e il turismo
 PARERE della commissione per il commercio internazionale
 PARERE della commissione per il controllo dei bilanci
 PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali
 PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
 PARERE della commissione per lo sviluppo regionale
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

MOTIVAZIONE ‒ SINTESI DEI FATTI E CONSTATAZIONI

Nel luglio 2015 è entrato in vigore il regolamento relativo al Fondo europeo per gli investimenti strategici, facendo seguito a intense trattative, in termini di contenuti e di tempo, tra la Commissione europea, il Consiglio e il Parlamento europeo. Nel corso di queste trattative il Parlamento europeo ha insistito su una serie di adeguamenti politici e tecnici ed è riuscito a migliorare in modo significativo la proposta della Commissione europea, precedentemente negoziata con la Banca europea per gli investimenti.

Panoramica dei risultati raggiunti dal Parlamento europeo nelle trattative a tre

In un considerevole spirito di buona cooperazione tra i gruppi politici, in 66 ore di trattative a tre, il Parlamento europeo è riuscito a raggiungere i risultati indicati di seguito.

•  Il FEIS garantirà una reale addizionalità. Molti progetti in grado di fare avanzare l'economia europea, come gli investimenti nell'efficienza energetica, nella banda larga e nei trasporti, sono privi di finanziamenti semplicemente perché troppo rischiosi. Il Parlamento europeo ha presentato orientamenti chiari, tramite criteri di ammissibilità, linee guida in materia di investimenti e un quadro di valutazione, sulla scelta dei progetti, in modo tale che gli investimenti orientati al futuro siano il chiaro obiettivo del FEIS.

•  Il finanziamento di 8 miliardi di EUR per il fondo di garanzia dell'UE è stato assicurato attraverso un ulteriore miliardo di EUR proveniente dai margini (ossia nuovi stanziamenti), determinando una riduzione dei tagli di 500 milioni di EUR ciascuno per Orizzonte 2020 e per il meccanismo per collegare l'Europa (rispetto alla proposta originaria della Commissione). Detto importo ha aumentato il contributo totale dei margini a 3 miliardi e ha ridotto di conseguenza il contributo dei due programmi.

•  Una potente struttura intermediaria. Considerando che gli Stati membri hanno annunciato di non essere intenzionati a impegnarsi nella struttura del FEIS e riconoscendo il ruolo proficuo svolto già attualmente dalle banche nazionali di promozione in Europa, il Parlamento europeo ha esteso il margine di manovra del FEIS con l'introduzione di una struttura intermediaria.

•  Sostegno alle piccole e medie imprese (PMI). Le PMI sono i motori della crescita e della creazione di posti di lavoro e devono pertanto beneficiare del FEIS in modo particolare, ma non esclusivo, tramite lo sportello PMI del FEI.

•  Un contributo significativo alla coesione economica, sociale e territoriale, nonché un incentivo per l'occupazione.

•  La prevenzione di una forte concentrazione geografica e tematica degli interventi del FEIS.

•   Il PECI fornisce consulenze gratuite ai promotori di progetti pubblici e i diritti a carico delle PMI non possono essere superiori a un terzo del loro costo, al fine di garantire un accesso equo al finanziamento del FEIS in tutta l'Unione.

•  L'estensione della garanzia a progetti in paesi terzi.

Il Parlamento europeo è riuscito ad ampliare le opportunità del FEIS di contribuire alla crescita e all'occupazione, promuovendo gli investimenti orientati al futuro, ai quali non era attribuita priorità nell'ambito della proposta originariamente prevista dalla Commissione europea e sostenuta dal Consiglio.

Qual è la situazione attuale dopo un anno e mezzo di attività del FEIS?

Il FEIS è attivo da circa un anno e mezzo. Anche se ciò non consente una valutazione completa né definitiva, le prove raccolte finora possono fornire una prima indicazione delle modalità di attuazione del regolamento.

L'impressione generale è che il FEIS abbia prodotto, da un punto di vista quantitativo, i risultati attesi rispetto al parametro di riferimento di 315 miliardi di EUR nei termini prescritti, mentre nello sportello PMI questi risultati hanno addirittura in gran parte superato le aspettative. Da un punto di vista qualitativo, tuttavia, vi è qualche perplessità in merito al fatto che il regolamento sia stato attuato interamente in linea con quanto previsto dai colegislatori. Anziché promuovere progetti innovativi, la BEI ha utilizzato la garanzia dell'Unione anche per promuovere progetti che sollevano dubbi in merito alla loro conformità ai criteri di selezione dei progetti che sono stati stabiliti. Anziché collaborare con le banche nazionali di promozione per individuare i migliori progetti in Europa e per fornire loro assistenza lungo tutto il ciclo del progetto, sembra che la BEI si metta in concorrenza con questi attori. Invece di una collaborazione proattiva con il Parlamento europeo, il flusso di informazioni non è stato ottimale.

Questa impressione è sottolineata da numerosi studi, accertamenti e valutazioni sul FEIS. La valutazione d'impatto indipendente più rilevante e recente, commissionata e pagata dalla Commissione europea, giunge alla conclusione che esistono varie carenze nell'attuazione del FEIS da parte della Banca europea per gli investimenti.

Di seguito sono elencati i risultati principali delle diverse valutazioni e relazioni.

•  Pertinenza. Nonostante il persistere del divario degli investimenti, il FEIS è stato pertinente nell'affrontare le esigenze di investimento e di mercato in Europa incentrandosi sul requisito del finanziamento ad alto rischio.

•  Effetto moltiplicatore e capitale privato. Con un effetto moltiplicatore del portafoglio di 14,1 per l'operazione sottoscritta e la mobilitazione del 63 % degli investimenti privati, il FEIS ha contribuito ad aumentare l'accesso ai finanziamenti e alla mobilitazione di capitale privato.

•  Addizionalità. Sebbene il volume delle sottoscrizioni da parte della BEI sia stato pressoché costante dal 2012 (circa 75 miliardi di euro), il volume delle attività speciali è cresciuto significativamente (da circa 4 miliardi di euro nel 2013 ai 20-24 miliardi pianificati nel 2016/18); inoltre, per il periodo fino al 30 giugno 2016, le nuove controparti rappresentavano l'85 % delle operazioni sottoscritte nell'ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione (IIW) e il 38 % nell'ambito dello sportello PMI (SMEW). Nonostante queste cifre, sembra che non tutti i progetti sostenuti tramite il FEIS siano veramente addizionali. Gli intervistati, nel corso dei sondaggi e delle interviste, hanno indicato che alcuni dei progetti finanziati avrebbero potuto essere finanziati senza il sostegno del FEIS. Per altri progetti l'investimento non avrebbe potuto essere realizzato nella stessa misura senza il sostegno del FEIS. Tuttavia, lo studio rileva che il comportamento a rischio della BEI per quanto riguarda le sue attività relative al FEIS è leggermente migliorato nel corso del tempo.

•  Complementarità con altre fonti di finanziamento dell'UE. I problemi principali sembrano essere la differenziazione degli obiettivi e delle condizioni di finanziamento del FEIS da altre fonti di finanziamento analoghe, che portano a una concorrenza con altri fondi dell'UE. Ciò vale in particolare per la complementarità con gli strumenti di debito nell'ambito dell'MCE, finalizzati allo stesso tipo di progetti che potrebbero essere finanziati dal FEIS nell'ambito dell'IIW, nonché per alcuni strumenti gestiti dalla BEI nell'ambito di Orizzonte 2020. Inoltre, la complementarietà con il COSME e InnovFin nell'ambito dello SMEW è elevata. Tuttavia, alcuni beneficiari hanno indicato che il FEIS è interessante in quanto è più conveniente rispetto ad altri investitori e il sostegno ha una maggiore durata rispetto agli strumenti di sostegno alternativi. Per quanto riguarda i fondi SIE, è riconosciuto un valore aggiunto nell'uso complementare del FEIS e dei i fondi SIE; tuttavia, le questioni normative complicano questa complementarità.

•  Quadro di valutazione. L'applicazione del quadro di valutazione rivela alcune carenze. In termini di valore aggiunto, i progetti vengono valutati dalla BEI in base a diversi criteri, come il contributo agli obiettivi del FEIS, l'addizionalità, la fattibilità economica e tecnica dei progetti e l'ottimizzazione degli investimenti privati. Tuttavia, sembra non esserci una definizione chiara su una soglia minima per criterio, né una ponderazione.

•  Efficienza della procedura. Il sostegno del FEIS è efficace in termini di approvazioni (un terzo degli investimenti previsti è stato mobilitato dopo un terzo della durata iniziale). Tuttavia, i beneficiari e gli intermediari hanno indicato la necessità di accelerare il processo di approvazione/dovuta diligenza.

•  Distribuzione geografica. Viene raggiunta un'ampia copertura globale per settore e Stato membro. Tuttavia, uno sguardo più attento rivela che al 30 giugno 2016 il sostegno del FEIS non era distribuito in maniera uniforme: l'UE-15 ha ricevuto il 91 % del sostegno del FEIS, mentre l'UE-13 ha ricevuto soltanto un semplice 9 % (escluse le operazioni che coinvolgono più paesi). Nell'ambito dell'IIW Regno Unito, Italia e Spagna avevano ricevuto il 63,4 %, mentre per lo SMEW Italia, Francia e Germania hanno ricevuto il 36,1 % del sostegno totale del FEIS.

•  Distribuzione settoriale. Per quanto riguarda i settori, le operazioni sottoscritte nell'ambito dell'IIW riguardavano sette settori del FEIS. Di questi, l'energia era dominante, pari al 46 % del totale dei finanziamenti del FEIS nell'ambito dell'IIW, superando pertanto il limite indicativo di concentrazione del settore del 30 %, come stabilito negli orientamenti strategici del FEIS. Le operazioni sottoscritte nell'ambito dello SMEW interessano quattro settori del FEIS. Di questi, il settore dominante era quello della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione (RSI), con il 69 % del finanziamento totale del FEIS nell'ambito dello SMEW.

•  Piattaforme d'investimento. È stata individuata una grave difficoltà nella creazione delle piattaforme d'investimento (non era stata creata alcuna piattaforma di questo tipo un anno dopo l'entrata in vigore del regolamento) ed è opportuno intensificare gli sforzi nel contesto del PECI per fornire assistenza tecnica in questo ambito. Inoltre, non è chiaro a tutte le parti interessate il ruolo della BEI in dette piattaforme. Gli intervistati hanno anche indicato che vi è un'elevata richiesta di progetti di innovazione, che sono al di sotto della soglia per i progetti del FEIS nell'ambito dell'IIW. Attualmente, sembra che l'esigenza di finanziamento di progetti di dimensioni minori non riceva una risposta adeguata attraverso la creazione di piattaforme o la distribuzione delle risorse tramite intermediari finanziari.

•  Comunicazione e visibilità. È necessario rafforzare la comunicazione relativa al FEIS tra le parti interessate ai fini di una maggiore sensibilizzazione, così da poter migliorare anche la cooperazione con le banche nazionali di promozione e i portatori di interesse locali.

•  PECI. Viene individuata la necessità di incrementare la comunicazione e la sensibilizzazione in materia di potenziali servizi, unitamente alla necessità di aumentare la capacità e rafforzare i legami con altri fornitori di servizi.


PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visti gli articoli 165 e 166 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, e in particolare l'articolo 14,

–  visto il regolamento (UE) 2015/1017 del Parlamento europeo e del Consiglio(1) (il regolamento sul FEIS),

–  vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio e alla Corte dei conti europea sulla gestione del fondo di garanzia del Fondo europeo per gli investimenti strategici, del 31 maggio 2016 (COM(2016)0353),

–  vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni del 1° giugno 2016 (COM(2016)0359),

–  vista la relazione annuale della Banca europea per gli investimenti al Parlamento europeo e al Consiglio sulle operazioni di finanziamento e di investimento del gruppo BEI nell'ambito del FEIS per il 2015(2),

–  visti il documento di lavoro - valutazione dei servizi della Commissione SWD(2016)0297, la valutazione del funzionamento del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) della Banca europea per gli investimenti(3), l'audit ad hoc dell'applicazione del regolamento (UE) 2015/1017 di Ernst and Young(4) e il parere della Corte dei conti europea(5),

–  vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (UE) n. 1316/2016 e (UE) 2015/1017 (COM(2016)0597),

  visto l'accordo di Parigi adottato in occasione della 21a sessione della Conferenza delle Parti (COP21) della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), svoltasi a Parigi, Francia, nel dicembre 2015,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo,

–  visto il parere del Comitato delle regioni,

–  viste le deliberazioni congiunte della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari a norma dell'articolo 55 del regolamento,

–  visti l'articolo 52 del suo regolamento, nonché l'articolo 1, paragrafo 1, lettera e), e l'allegato 3 della decisione della Conferenza dei presidenti del 12 dicembre 2002 sulla procedura relativa alla concessione dell'autorizzazione a elaborare relazioni di iniziativa,

–  visti la relazione della commissione per i bilanci e della commissione per i problemi economici e monetari e i pareri della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il controllo dei bilanci, della commissione per l'occupazione e gli affari sociali, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, della commissione per lo sviluppo regionale e della commissione per la cultura e l'istruzione (A8-0200/2017),

1.  prende atto della notevole carenza di investimenti in Europa, stimata dalla Commissione come minimo a 200-300 miliardi di EUR all'anno; sottolinea in particolare, in tale contesto, la necessità di finanziamenti ad alto rischio in Europa, soprattutto nei settori del finanziamento delle PMI, della R&S, delle TIC e delle infrastrutture dei trasporti, delle comunicazioni e dell’energia che sono necessarie per sostenere uno sviluppo economico inclusivo; esprime preoccupazione per il fatto che i dati più recenti sui conti nazionali non indichino alcun aumento degli investimenti dall'avvio del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), il che fa sorgere il timore che, senza un cambio di rotta, si continuerà ad avere una crescita modesta e il mantenimento di tassi di disoccupazione elevati, segnatamente tra i giovani e le nuove generazioni; sottolinea che colmare tale carenza di investimenti creando un clima favorevole agli investimenti in talune aree strategiche è essenziale per rilanciare la crescita, contrastare la disoccupazione, promuovere lo sviluppo di un'industria forte, sostenibile e competitiva e conseguire gli obiettivi politici a lungo termine dell'UE;

2.  sottolinea il ruolo svolto dal FEIS nel contribuire a superare le difficoltà ed eliminare gli ostacoli al finanziamento, nonché nel realizzare investimenti strategici, trasformativi e produttivi che presentino un livello elevato di valore aggiunto per l'economia, l'ambiente e la società, nel riformare e ammodernare le economie degli Stati membri, nel creare crescita e posti di lavoro per i quali non vengono ottenuti finanziamenti attraverso il mercato nonostante la fattibilità economica e nell'incoraggiare gli investimenti privati in tutte le regioni dell'UE;

3.  ricorda il ruolo del Parlamento quale previsto dal regolamento, in particolare per quanto riguarda il monitoraggio dell'attuazione del FEIS; riconosce, tuttavia, che è troppo presto per ultimare una valutazione globale fondata su dati fattuali del funzionamento del FEIS e del suo impatto sull'economia dell'UE, ma è del parere che sia di fondamentale importanza elaborare una valutazione preliminare, basata su dati completi riguardanti i progetti selezionati e respinti e le relative decisioni, al fine di individuare le possibili aree di miglioramento per il FEIS 2.0 e successivamente; invita la Commissione a presentare una valutazione esaustiva non appena le informazioni saranno disponibili;

Addizionalità

4.  ricorda che la finalità del FEIS consiste nell'assicurare l'addizionalità contribuendo a rimediare alle inefficienze del mercato o alle situazioni di investimento non ottimali sostenendo le operazioni che non avrebbero potuto essere effettuate, o non in pari misura, attraverso gli strumenti finanziari esistenti dell'Unione o attraverso fonti privati senza la partecipazione del FEIS; rileva, tuttavia, che è necessario chiarire ulteriormente il concetto di addizionalità;

5.  ricorda che si ritiene che i progetti sostenuti dal FEIS, pur finalizzati a creare occupazione, crescita sostenibile, coesione economica, territoriale e sociale conformemente agli obiettivi generali di cui all'articolo 9 del regolamento sul FEIS, forniscano addizionalità se presentano un rischio corrispondente a quello delle attività speciali della BEI quali definite all'articolo 16 dello statuto della BEI e nelle linee guida della BEI sulle politiche in materia di rischi di credito; ricorda che i progetti sostenuti dal FEIS devono tipicamente presentare un profilo di rischio più elevato rispetto ai progetti sostenuti tramite operazioni ordinarie della BEI; sottolinea che i progetti della BEI che presentano un rischio inferiore al rischio minimo relativo alle attività speciali della BEI possono anche essere sostenuti dal FEIS solo se è richiesto l'impiego della garanzia dell'Unione per garantire l'addizionalità;

6.  osserva che, sebbene tutti i progetti approvati a titolo del FEIS siano presentati come "attività speciali", una valutazione indipendente ha rilevato che alcuni progetti avrebbero potuto essere finanziati senza il ricorso alla garanzia dell'Unione;

7.  invita la Commissione, in cooperazione con la BEI e con le strutture di governance del FEIS, a redigere un inventario di tutti i finanziamenti della BEI sostenuti dall'UE che rientrano nei criteri di addizionalità e a fornire spiegazioni chiare ed esaustive degli elementi che dimostrano l'impossibilità di ottenerli con altri mezzi;

8.  rileva che potrebbe esservi una contraddizione tra gli obiettivi qualitativi e quantitativi del FEIS, nel senso che per conseguire l'obiettivo di attirare gli investimenti privati, la BEI potrebbe finanziare progetti meno rischiosi in ambiti in cui già esiste un interesse da parte di investitori; esorta la BEI e le strutture di governance del FEIS ad attuare un’effettiva addizionalità, come definita all’articolo 5 del regolamento FEIS, e a garantire che le inefficienze del mercato e le situazioni non ottimali siano affrontate integralmente;

9.  invita la BEI a garantire la trasparenza nella gestione dei fondi e per quanto riguarda l'origine di qualsiasi contributo pubblico, privato e di terzi e a fornire dati concreti, anche su progetti specifici e sugli investitori stranieri, e pone in evidenza gli obblighi di notifica al Parlamento previsti dal regolamento FEIS; ribadisce che tutti i potenziali futuri contributori di paesi terzi devono rispettare tutte le norme dell'UE in materia di appalti pubblici, diritto del lavoro e regolamenti ambientali e si aspetta che i criteri sociali e ambientali applicabili ai progetti della BEI siano pienamente rispettati nelle decisioni di finanziamento a titolo del FEIS;

Quadro di valutazione e selezione dei progetti

10.  rileva che, come previsto dal regolamento, prima di essere selezionato per il sostegno del FEIS un progetto deve essere sottoposto al processo di dovuta diligenza e a quello decisionale sia nelle strutture di governance della BEI che in quelle del FEIS; osserva che i promotori di progetti hanno espresso il desiderio di un riscontro rapido e di una maggiore trasparenza in relazione sia ai criteri di selezione che all'importo e al tipo o alla quota di un eventuale sostegno del FEIS; chiede una maggiore chiarezza al fine di incoraggiare ulteriormente i promotori di progetti a presentare domanda per il sostegno del FEIS, anche mettendo il quadro di valutazione a disposizione di quanto richiedono il finanziamento del FEIS; chiede che il processo decisionale sia accelerato e reso più trasparente per quanto riguarda i criteri di selezione e il sostegno finanziario, pur continuando a garantire un solido processo di dovuta diligenza al fine di tutelare le risorse dell'UE; sottolinea che per semplificare il processo di valutazione, in particolare per le piattaforme d'investimento, dovrebbe essere promossa la dovuta diligenza congiunta da parte della BEI e delle banche nazionali di promozione o una delega della prima nei confronti delle seconde;

11.  ritiene che dovrebbero chiariti ulteriormente i criteri di valutazione in base ai quali i progetti e le controparti ammissibili sono valutati; chiede agli organi direttivi del FEIS di fornire ulteriori informazioni sulle valutazioni effettuate di conseguenza su tutti i progetti approvati a titolo del FEIS, in particolare in merito alla loro addizionalità e al contributo alla crescita sostenibile e alla loro capacità di creazione di posti di lavoro, come definito nel regolamento; chiede, per quanto riguarda le controparti ammissibili, che per questi tipi di entità il raggiungimento dello status di partner ammissibile del FEIS sia disciplinato da severe norme in materia di governo societario nel rispetto dei principi dell’UE e delle norme dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL);

12.  ricorda che il quadro di valutazione è uno strumento per il comitato per gli investimenti (CI) per stabilire un ordine di priorità nell’utilizzo della garanzia dell’UE per le operazioni che presentano un punteggio e un valore aggiunto più elevato, e che deve essere utilizzato in tal senso dal comitato per gli investimenti; intende valutare se il quadro di valutazione e i suoi indicatori sono consultati, applicati e utilizzati in modo adeguato; chiede che i criteri di selezione dei progetti siano applicati correttamente e che questo processo sia reso più trasparente; ricorda che, a norma dell'allegato dell'attuale regolamento, nello stabilire l'ordine di priorità dei progetti, il comitato per gli investimenti deve attribuire pari importanza a ciascun pilastro del quadro di valutazione, indipendentemente dal fatto che il singolo pilastro presenti un punteggio numerico o sia composto da indicatori qualitativi e quantitativi senza punteggio; deplora che negli attuali quadri di valutazione, al terzo pilastro relativo agli aspetti tecnici dei progetti sia riconosciuto lo stesso peso attribuito al primo e al secondo pilastro, che riguardano l'elemento più importante dei risultati auspicati; critica il fatto che la BEI stessa ammetta che gli esperti del comitato per gli investimenti utilizzano il quarto pilastro soltanto a scopo informativo e non decisionale; chiede che i quadri di valutazione, ad esclusione delle informazioni commerciali sensibili, siano resi pubblici dopo che la decisione finale sul progetto sia stata presa;

13.  riconosce che potrebbero essere necessari alcuni anni per preparare nuovi progetti innovativi, che la BEI è sotto pressione per raggiungere l'obiettivo di 315 miliardi di EUR e che pertanto non ha avuto altra scelta che avviare immediatamente le attività del FEIS; esprime preoccupazione, tuttavia, per il fatto che la BEI, nell'attuazione del FEIS, abbia attinto alla riserva di progetti esistente, in larga misura con progetti a basso rischio, riducendo pertanto il proprio finanziamento tradizionale; teme che il FEIS non preveda un finanziamento complementare per progetti innovativi ad alto rischio; sottolinea che, sebbene un progetto venga considerato attività speciale, ciò non implica necessariamente che sia rischioso; sottolinea tuttavia che la classificazione come attività speciale potrebbe derivare anche dal fatto che il suo finanziamento è stato strutturato in modo artificialmente rischioso, il che significa che anche progetti a bassissimo rischio possono rivelarsi facilmente progetti ad alto rischio; sottolinea che l'utilizzo dei criteri relativi al progetto non deve essere in alcun caso indebolito soltanto per raggiungere l'obiettivo politico dei 315 miliardi di EUR in investimenti mobilitati;

14.  chiede che la BEI fornisca una stima della sua potenziale capacità di prestito annua a medio termine, tenendo conto del FEIS e dei possibili sviluppi normativi, prosegua la propria attività di prestito con quote di 70-75 miliardi di EUR all'anno, utilizzando i profitti, i rimborsi delle somme erogate nei programmi ecc., e utilizzi il FEIS come strumento complementare; osserva che ciò significherebbe che il volume di affari della BEI raggiungerebbe almeno 90 miliardi di EUR, anziché 75 miliardi di EUR in totale;

15.  ritiene importante esaminare se il previsto effetto leva dei 15 paesi sia adeguato per consentire al FEIS di sostenere progetti di alta qualità che comportano un rischio più elevato e chiede alla Commissione di fornire una valutazione in tal senso; ricorda che questo effetto leva dei 15 paesi è basato sul portafoglio e rispecchia l'esperienza di finanziamento della BEI nell'ottica di affrontare le inefficienze del mercato; chiede che la valutazione degli obiettivi pubblici sia svolta dal FEIS in mondo complementare rispetto al requisito del volume; propone di tener conto altresì degli obiettivi dell’Unione fissati alla conferenza di Parigi sul clima (COP21); invita la BEI a pubblicare l'effetto leva raggiunto finora e la metodologia di calcolo che ne è alla base;

16.  sottolinea che i progetti su piccola scala incontrano spesso difficoltà di accesso ai finanziamenti di cui necessitano; osserva con preoccupazione che i piccoli progetti sono dissuasi dal presentare domanda di finanziamento del FEIS, o sono persino considerati inammissibili al finanziamento, a causa delle loro dimensioni; sottolinea il notevole impatto che un piccolo progetto potrebbe tuttavia avere su scala nazionale o regionale; sottolinea la necessità di potenziare l'assistenza tecnica messa a disposizione dal polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) che è determinante nel fornire consulenza e assistenza ai promotori di progetti su piccola scala per quanto riguarda la strutturazione e il raggruppamento di progetti attraverso piattaforme d'investimento o accordi quadro; invita il comitato direttivo a esaminare la questione e a presentare proposte per correggere questa situazione;

Diversificazione settoriale

17.  sottolinea che il FEIS è uno strumento basato sulla domanda che dovrebbe, tuttavia, essere guidato dagli obiettivi politici stabiliti nel regolamento e definiti dal comitato direttivo; chiede una maggiore sensibilizzazione e una maggiore erogazione di informazioni nei confronti dei settori che presentano una domanda non soddisfatta di investimenti ma non sono riusciti ad avvalersi pienamente del FEIS; osserva, a tal proposito, che a livello macroeconomico dell'UE sarebbe necessario adottare un maggior numero di misure per stimolare la domanda di investimenti;

18.  si compiace che tutti i settori definiti nel regolamento sul FEIS siano stati coperti dal finanziamento del FEIS; sottolinea, tuttavia, che alcuni settori sono sottorappresentati, segnatamente i settori delle infrastrutture sociali, della sanità e dell'istruzione a cui è stato destinato solo il 4 % dei finanziamenti approvati del FEIS; osserva che ciò potrebbe essere dovuto a svariati fattori, ad esempio il fatto che alcuni settori potrebbero aver risentito di una mancanza di esperienza e di conoscenze tecniche per quanto riguarda l'accesso all'EFSI, oppure al fatto che, quando è stato avviato il FEIS, alcuni settori offrivano già migliori opportunità di investimento in termini di progetti redditizi e pronti all'uso; invita la BEI, in questo contesto, a esaminare come migliorare la diversificazione settoriale, collegandola agli obiettivi fissati nel regolamento nonché l'opportunità o meno di estendere il sostegno del FEIS ad altri settori;

19.  ricorda che l’accordo sul clima della COP21 approvato dall’Unione europea richiede un'importante transizione verso investimenti sostenibili che il FEIS dovrebbe sostenere pienamente; sottolinea che gli investimenti del FEIS dovrebbero essere compatibili con tale impegno; sottolinea la necessità di migliorare le comunicazioni in materia di cambiamenti climatici;

20.  sottolinea la necessità di aumentare la percentuale di risorse dedicate a progetti a lungo termine come le reti di telecomunicazione o a progetti aventi un livello di rischio relativamente elevato che è solitamente associato alle nuove e più avanzate tecnologie emergenti; rileva che gli investimenti nelle infrastrutture a banda larga e 5G, nella sicurezza informatica, nella digitalizzazione dell'economia tradizionale, nella microelettronica e nel calcolo ad alte prestazioni (HPC) possono ulteriormente ridurre il divario digitale;

21.  deplora la mancanza di limiti di concentrazione nella fase iniziale di lancio; ricorda che il settore dei trasporti ha versato il contributo maggiore al fondo del FEIS, pari a 2,2 miliardi di EUR su 8 miliardi di EUR, vale a dire oltre il 25 % del totale del fondo di garanzia; osserva con preoccupazione che il settore dei trasporti ha beneficiato solamente di circa il 13 % degli investimenti mobilitati e messi a disposizione finora nel quadro dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione del FEIS, fermandosi ben al di sotto del limite del 30 % fissato per ciascun settore specifico; invita il comitato per gli investimenti a prestare particolare attenzione ai progetti nel settore dei trasporti, essendo questi ancora molto poco rappresentati nel portafoglio di investimenti e considerando che il settore dei trasporti svolge un ruolo importante in termini di crescita economica e di sicurezza dei cittadini;

Governance

22.  osserva che le strutture di governance del FEIS sono state attuate integralmente all'interno della BEI; ritiene che per migliorare l'efficienza e la responsabilità del FEIS debbano essere esaminate le opzioni per rendere la struttura di governance del FEIS completamente separata da quella della BEI;

23.  ricorda che il direttore generale è responsabile della gestione corrente del FEIS, della preparazione e della presidenza delle riunioni del comitato per gli investimenti e della rappresentanza esterna; ricorda che il direttore generale è assistito dal vice direttore generale; deplora che, nella pratica, i rispettivi ruoli, in particolare quello del vice direttore generale, non siano stati definiti con chiarezza; invita la BEI a riflettere sulla precisazione dei compiti del direttore generale e del vice direttore generale con maggiore chiarezza, al fine di garantire la trasparenza e l'assunzione di responsabilità; ritiene importante che il direttore generale, assistito dal vice direttore generale, continui a fissare l'ordine del giorno delle riunioni del comitato per gli investimenti; propone, inoltre, che il direttore generale elabori procedure per affrontare i potenziali conflitti di interesse all'interno del comitato per gli investimenti, riferisca al comitato direttivo e proponga le sanzioni in caso di violazione nonché i mezzi per applicarle; ritiene che l'autorità del direttore generale e del vice direttore generale nello svolgimento di tali compiti risulterebbe rafforzata se entrambi disponessero di maggiore autonomia nei confronti della BEI; invita di conseguenza la BEI a esaminare le opzioni per aumentare l'indipendenza del direttore generale e del vice direttore generale;

24.  ricorda che gli esperti del comitato per gli investimenti sono responsabili della selezione dei progetti del FEIS, della concessione della garanzia dell'Unione e dell'approvazione delle operazioni con le piattaforme d'investimento e gli istituti o le banche nazionali di promozione; ricorda altresì che gli esperti sono indipendenti; è pertanto preoccupato per i conflitti d’interesse documentati da parte di membri del comitato per gli investimenti, che dovranno assolutamente essere evitati in futuro;

25  ritiene che la selezione dei progetti non sia sufficientemente trasparente; sottolinea che la BEI dovrebbe apportare miglioramenti in merito alla pubblicazione delle informazioni relative ai progetti che approva a titolo del FEIS, fornendo una motivazione adeguata dell'addizionalità e del quadro di valutazione, nonché al contributo dei progetti al conseguimento degli obiettivi del FEIS, con particolare attenzione all'impatto atteso delle operazioni del FEIS sulla carenza di investimenti nell'Unione;

26.  invita la BEI a riflettere sul modo in cui si potrebbe rafforzare la cooperazione con il comitato per gli investimenti, attraverso il direttore generale e il comitato direttivo; ritiene importante che il direttore generale partecipi alle riunioni del comitato direttivo, il che consentirebbe al direttore generale di informare il comitato direttivo in merito alle attività future;

27.  propone di esaminare le modalità di rafforzamento della trasparenza delle strutture di governance del FEIS per il Parlamento e l'aggiunta di un ulteriore membro a pieno titolo in seno al comitato direttivo nominato dal Parlamento; esorta gli organi direttivi del FEIS a condividere le informazioni con il Parlamento europeo su una base proattiva;

Banche nazionali di promozione

28.  ricorda che, per le loro competenze, le banche nazionali di promozione sono fondamentali per il successo del FEIS, in quanto sono vicine ai mercati locali e hanno familiarità con essi; trova che finora le sinergie non siano state sfruttate nella misura necessaria; constata che gli istituti nazionali rischiano di essere soppiantati dalla BEI e invita quest'ultima a migliorare la sua capacità di includere i partner nazionali e subnazionali; invita la BEI a sostenere il rafforzamento delle strutture bancarie pubbliche esistenti, al fine di promuovere attivamente lo scambio di buone pratiche e conoscenza del mercato tra detti istituti; ritiene, a tal fine, che le banche nazionali di promozione dovrebbero mirare a concludere accordi di cooperazione con il Fondo europeo per gli investimenti (FEI); riconosce che il FEIS e la BEI sono sempre più disposti ad acquisire un maggior numero di quote junior/subordinate con le banche nazionali di promozione e li esorta a continuare a procedere in tal senso; invita la Commissione e la BEI a esaminare l'utilità di integrare le competenze delle banche nazionali di promozione nel comitato direttivo;

Piattaforme d'investimento.

29.  ricorda che è opportuno rendere possibili investimenti diversificati con un'impostazione geografica o tematica contribuendo al finanziamento e al raggruppamento di progetti e fondi provenienti da fonti diverse; osserva con preoccupazione che la prima piattaforma d'investimento è stata istituita solo nel terzo trimestre del 2016 e che questo ritardo ostacola l'opportunità per i progetti di taglia ridotta di beneficiare dell'EFSI e lo sviluppo di progetti transfrontalieri; sottolinea la necessità di semplificare le norme per istituire piattaforme d'investimento; chiede alla BEI e al polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) di promuovere l'utilizzo delle piattaforme d'investimento quale strumento per raggiungere una diversificazione geografica e tematica degli investimenti;

30.  esorta gli organi direttivi del FEIS a prestare maggiore attenzione alle piattaforme d'investimento, al fine di ottimizzare i benefici che queste ultime possono apportare al superamento degli ostacoli agli investimenti, in particolare negli Stati membri caratterizzati da mercati finanziari meno sviluppati; invita la BEI a fornire alle parti interessate, compresi gli organismi nazionali, locali e regionali, maggiori informazioni sulle piattaforme nonché sulle condizioni e i criteri della loro creazione; riconosce il ruolo degli enti locali e regionali nell'individuare progetti strategici e incoraggiare la partecipazione;

31.  propone una discussione in merito alle modalità aggiuntive di promozione delle piattaforme d'investimento, ad esempio dando priorità all'approvazione dei progetti presentati attraverso una piattaforma, al raggruppamento di progetti di minore entità e di contratti di gruppo e alla creazione di meccanismi per finanziare i raggruppamenti di contratti; ritiene opportuno promuovere, in particolare, le piattaforme transnazionali, poiché molti progetti nel settore dell'energia e delle infrastrutture digitali hanno una dimensione transnazionale;

Strumenti finanziari

32.  ricorda che la BEI ha messo a punto nuovi strumenti finanziari per le finalità del FEIS allo scopo di fornire prodotti su misura per i finanziamenti ad alto rischio; esorta la BEI a incrementare ulteriormente il suo valore aggiunto concentrandosi su prodotti finanziari di maggior rischio, quali finanziamenti subordinati e strumenti del mercato dei capitali; esprime preoccupazione per le critiche dei promotori di progetti secondo cui gli strumenti di finanziamento forniti non sono compatibili con le esigenze dei loro progetti (i progetti ad alto rischio richiedono spesso importi anticipati per rilanciare gli investimenti e non somme esigue erogate su base annua) e per il fatto che gli investitori ribadiscano di non essere attualmente in grado di partecipare al finanziamento del FEIS a causa della mancanza di adeguati strumenti di private equity; invita la BEI a esaminare quanto sopra esposto in collaborazione con i promotori e gli investitori di progetti; invita la BEI, inoltre, a valutare in che modo lo sviluppo di obbligazioni verdi possa massimizzare il potenziale del FEIS nel finanziare progetti che presentano vantaggi ambientali e/o climatici positivi;

Diversificazione geografica

33.  si compiace che entro la fine del 2016 tutti i 28 paesi abbiano ricevuto un finanziamento del FEIS; osserva con preoccupazione, tuttavia, che al 30 giugno 2016 l'UE-15 aveva ricevuto il 91 % del sostegno del FEIS, mentre l'UE-13 ne aveva ricevuto solo il 9 %; si rammarica del fatto che il sostegno del FEIS sia andato per lo più a favore di un numero limitato di paesi in cui la carenza di investimenti registra già livelli inferiori alla media UE; osserva che nei paesi beneficiari, vi è spesso disparità di distribuzione geografica dei progetti finanziati dal FEIS; ritiene che vi sia un rischio di concentrazione territoriale e sottolinea la necessità di prestare maggiore attenzione alle regioni meno sviluppate in tutti i 28 Stati membri; invita la BEI a fornire ulteriore assistenza tecnica ai paesi e alle regioni che hanno beneficiato del FEIS in misura minore;

34.  riconosce che il PIL e il numero di progetti approvati sono correlati; riconosce che gli Stati membri più grandi sono in grado di trarre vantaggi dai mercati dei capitali più sviluppati e hanno pertanto maggiori probabilità di beneficiare di uno strumento orientato al mercato, quale il FEIS; sottolinea che il minor sostegno del FEIS nell'UE-13 può essere attribuibile ad altri fattori, quali le piccole dimensioni dei progetti, la posizione periferica di una data regione e la concorrenza dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE); osserva con preoccupazione, tuttavia, il vantaggio sproporzionato che ne hanno tratto alcuni paesi e sottolinea la necessità di diversificare ulteriormente la distribuzione geografica, in particolare in settori cruciali quale l'ammodernamento e il miglioramento della produttività e la sostenibilità delle economie, focalizzando l'attenzione sullo sviluppo tecnologico; chiede alla Commissione di approfondire e di identificare le ragioni dell'attuale distribuzione geografica;

Polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI)

35.  attribuisce la massima importanza al funzionamento del PECI; ritiene che la sua missione di fungere da sportello unico per l'assistenza tecnica e la consulenza completa in tutte le fasi del ciclo del progetto risponda in gran parte alla crescente necessità di un sostegno in termini di assistenza tecnica presso le autorità e i promotori di progetti;

36.  si compiace che il PECI sia operativo dal settembre 2015, dopo una fase di attuazione rapida; riconosce che, dati il breve periodo di operatività e la carenza di personale nella fase iniziale, non sono stati pienamente sviluppati tutti i servizi del PECI e che l'attività si è incentrata prevalentemente sulla garanzia del sostegno allo sviluppo e alla strutturazione dei progetti, alla consulenza politica e alla selezione dei progetti; sottolinea la necessità che il PECI assuma esperti provenienti da diversi ambiti per calibrare meglio i propri pareri, la propria comunicazione e il proprio sostegno verso i settori che non utilizzano il FEIS nella massima misura possibile;

37.  è convinto che il PECI possieda le potenzialità per svolgere un ruolo fondamentale nell'affrontare molte delle lacune di attuazione del FEIS; crede fermamente che a tal fine il PECI debba adottare una posizione più proattiva nel fornire assistenza in settori come la creazione di piattaforme d'investimento, anche in considerazione dell'importanza di queste ultime nel finanziamento di progetti di minori dimensioni; sottolinea, inoltre, il ruolo del PECI nel fornire consulenza in merito all'impiego combinato di altre fonti di finanziamento dell'Unione e del FEIS;

38.  ritiene, altresì, che il PECI possa contribuire attivamente alla diversificazione geografica e settoriale, non solo coprendo tutte le regioni e un maggior numero di settori nella fornitura dei suoi servizi, ma anche offrendo assistenza alla BEI nelle operazioni di avvio; ritiene che il PECI possa svolgere un ruolo importante nel contribuire all'obiettivo della coesione economica, sociale e territoriale;

39.  ricorda che il regolamento sul FEIS conferisce un mandato al PECI per lo sfruttamento delle conoscenze locali al fine di agevolare il sostegno del FEIS in tutta l'Unione; ritiene necessari miglioramenti significativi in tale settore, in particolare una più stretta collaborazione con le istituzioni nazionali competenti; attribuisce grande importanza alla fornitura di servizi a livello locale, anche al fine di tener conto delle situazioni specifiche e delle esigenze locali, in particolare nei paesi che non possiedono istituti o banche nazionali di promozione; ritiene che, per tenere conto di questo aspetto, sia opportuno incrementare i collegamenti con altri fornitori locali;

40.  prevede che il PECI concluda le sue procedure di assunzione e raggiunga il massimo grado di copertura dell'organico senza ulteriori ritardi; esprime, tuttavia, perplessità in merito al fatto che la capacità di personale prevista sia sufficiente per consentire al PECI di fornire i servizi di consulenza necessari e far fronte a un aumento del carico di lavoro, nonché a un mandato di più ampio respiro;

41.  sottolinea che il PECI deve potenziare il profilo dei suoi servizi, migliorare la comunicazione e aumentare la sensibilizzazione e la comprensione in merito alle sue attività tra le parti interessate del PECI; ritiene che, per raggiungere tale scopo, sia auspicabile impiegare tutti i canali di comunicazione pertinenti, anche a livello nazionale e locale;

Portale dei progetti di investimento europei (PPIE)

42.  deplora che il portale dei progetti di investimento europei (PPIE) sia stato avviato dalla Commissione solo il 1° giugno 2016, circa un anno dopo l'adozione del regolamento sul FEIS; osserva che il portale è ora operativo e ospita attualmente 139 progetti; ritiene tuttavia che l'obiettivo finora raggiunto sia ancora molto lontano dal potenziale previsto al momento dell'adozione del regolamento sul FEIS;

43.  ritiene che il portale dei progetti di investimento europei fornisca una piattaforma di facile utilizzo affinché i promotori di progetti possano aumentare la visibilità dei loro progetti di investimento in modo trasparente; ritiene, tuttavia, che la chiave del successo del portale consista nell'aumentare la propria visibilità in misura significativa, al fine di conseguire un riconoscimento comune come strumento utile, affidabile ed efficiente sia tra gli investitori che tra i promotori di progetti; esorta la Commissione a impegnarsi attivamente in questa direzione attraverso solide attività di comunicazione;

44.  osserva che i costi relativi alla costituzione, allo sviluppo, alla gestione, all'assistenza e alla manutenzione, nonché all'hosting del PPIE sono attualmente coperti dal bilancio dell'UE nell'ambito della dotazione annuale di 20 milioni di EUR previsti per il PECI; ricorda, tuttavia, che le commissioni riscosse da promotori di progetti privati che registrano il loro progetto sul portale costituiscono entrate con destinazione specifica esterna per il PPIE e in futuro ne rappresenteranno la principale fonte di finanziamento;

Garanzia

45.  ricorda che l'Unione fornisce alla BEI una garanzia irrevocabile e incondizionata per le operazioni di finanziamento e di investimento a titolo del FEIS; è convinto che la garanzia dell'Unione abbia consentito alla BEI di assumersi un rischio maggiore per lo sportello relativo alle infrastrutture e agli investimenti (IIW) e abbia permesso di rafforzare e di concentrare all'inizio del periodo il finanziamento delle PMI e delle società a media capitalizzazione nell'ambito del COSME e di InnovFin con il sostegno dello sportello PMI (SMEW); ritiene che la soglia di 25 milioni di EUR, che sembra essere utilizzata dalla BEI per le sue normali operazioni di prestito, non dovrebbe applicarsi al FEIS, al fine di incrementare il finanziamento dei progetti più piccoli e agevolare l'accesso delle PMI e di altri potenziali beneficiari;

46.  sottolinea che, a causa di un significativo incremento che riflette l'elevata domanda del mercato, lo sportello PMI è stato ulteriormente rafforzato con 500 milioni di EUR provenienti dagli strumenti di debito IIW nell'ambito del quadro normativo vigente; si compiace del fatto che, grazie alla flessibilità del regolamento sul FEIS, il finanziamento aggiuntivo sia stato concesso a vantaggio delle PMI e delle piccole società a media capitalizzazione; intende monitorare attentamente l'assegnazione della garanzia nell'ambito dei due sportelli; osserva inoltre che, al 30 giugno 2016, le operazioni sottoscritte nel quadro dello sportello relativo alle infrastrutture e agli investimenti hanno raggiunto solo il 9 % del volume totale previsto;

47.  ricorda che il fondo di garanzia dell'UE è prevalentemente finanziato dal bilancio dell'UE; tiene conto di tutte le valutazioni pertinenti che suggeriscono che l'attuale tasso di copertura del fondo di garanzia del 50 % sembra essere cauto e prudente in termini di copertura delle perdite potenziali e che il bilancio dell'Unione sarebbe già protetto da un tasso-obiettivo rettificato del 35 %; intende esaminare se le proposte per un tasso-obiettivo più basso abbiano ripercussioni sulla qualità e sulla natura dei progetti selezionati; sottolinea che, finora, non ci sono stati richiami a causa di inadempienze di operazioni della BEI e del FEI;

Finanziamento futuro, capacità del fondo

48.  osserva che la Commissione ha proposto un'estensione del FEIS, in termini sia di durata sia di capacità finanziaria, e che ciò avrebbe un impatto sul bilancio dell'UE; esprime la sua intenzione di presentare proposte di finanziamento alternative;

49.  ricorda che gli Stati membri sono stati invitati a contribuire al FEIS al fine di ampliarne la capacità, consentendogli, in tal modo, di sostenere maggiori investimenti ad alto rischio; si rammarica del fatto che, nonostante tale investimento sia considerato una misura una tantum ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1466/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per il rafforzamento della sorveglianza delle posizioni di bilancio nonché della sorveglianza e del coordinamento delle politiche economiche, e dell'articolo 3 del regolamento (CE) n. 1467/97 del Consiglio, del 7 luglio 1997, per l'accelerazione e il chiarimento delle modalità di attuazione della procedura per i disavanzi eccessivi, gli Stati membri non abbiano preso questa iniziativa; chiede alla BEI e alla Commissione di fornire informazioni sugli eventuali sforzi intrapresi nel frattempo per convincere gli Stati membri a contribuire al FEIS e sulle possibilità di attrarre altri investitori; invita la Commissione e la BEI a intensificare i loro sforzi in questa direzione;

Complementarità con le altre fonti di finanziamento dell'UE

50.  osserva che la consapevolezza di sovrapposizioni e della concorrenza tra il FEIS e gli strumenti finanziari del bilancio dell'UE da parte della Commissione e della BEI ha portato all'adozione di linee guida che raccomandano l'uso complementare di finanziamenti del FEIS e dei fondi SIE; sottolinea che una combinazione di finanziamenti a titolo del FEIS e dei fondi SIE non dovrebbe in alcun modo nuocere al livello e all'orientamento dei finanziamenti dei fondi SIE; sottolinea, tuttavia, il persistere di differenze nei criteri di ammissibilità, nelle regolamentazioni, nei tempi di segnalazione e nell'applicazione delle norme sugli aiuti di Stato, che impediscono l'impiego combinato; accoglie con favore il fatto che la Commissione abbia iniziato ad affrontare tali differenze nella sua proposta di revisione del regolamento finanziario e auspica che tale revisione avvenga tempestivamente onde semplificare l'uso combinato dei fondi evitando concorrenza e sovrapposizioni; ritiene che siano necessari ulteriori sforzi e che il secondo e il terzo pilastro del piano di investimenti siano essenziali a tal fine;

51.  raccomanda che, nelle sue relazioni periodiche, la Commissione elenchi i progetti che beneficiano di una combinazione delle sovvenzioni a titolo del meccanismo per collegare l'Europa (MCE) con il FEIS;

52.  osserva che i progetti di partenariato pubblico-privato relativi alle infrastrutture dei trasporti dovrebbero di norma basarsi sul principio "chi usa paga", al fine di ridurre l'onere imposto sui bilanci pubblici e sui contribuenti per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture; sottolinea che è importante coordinare i vari tipi di finanziamento dell'UE al fine di garantire che gli obiettivi della politica dei trasporti dell'UE siano conseguiti in tutta l'UE e non promuovere fondi di tipo PPP a scapito dei fondi strutturali;

Fiscalità

53.  è profondamente preoccupato per il fatto che, i alcuni casi, la BEI sia stata spinta tramite il FEIS a fornire sostegno a progetti che sono stati strutturati utilizzando imprese in paradisi fiscali; esorta la BEI e il FEI ad astenersi dall'utilizzare o appoggiare strutture di evasione fiscale, in particolare regimi di pianificazione fiscale aggressiva o pratiche che non siano conformi ai principi della buona governance dell'UE in materia di fiscalità, come previsto dalla pertinente normativa dell'Unione, ivi comprese le raccomandazioni e le comunicazioni della Commissione; insiste affinché nessun progetto o promotore possa dipendere da una persona o da una società che operi in uno Stato appartenente alla futura lista comune dell'UE delle giurisdizioni fiscali non cooperative;

Comunicazione e visibilità

54.  osserva che molti promotori di progetti non sono a conoscenza dell'esistenza del FEIS o non possiedono un quadro sufficientemente chiaro di ciò che il FEIS possa offrire loro, degli specifici criteri di ammissibilità e delle azioni concrete da intraprendere in sede di richiesta di finanziamento; sottolinea che occorre compiere ulteriori sforzi, tra cui un sostegno tecnico mirato, nella rispettiva lingua dell'UE, negli Stati membri che hanno beneficiato in misura minore del FEIS, per sensibilizzare in merito a cosa sia il FEIS, ai prodotti e servizi specifici che offre e ai ruoli delle piattaforme d'investimento e delle banche nazionali di promozione;

55.  invita a tradurre tutto il materiale informativo e tutto il materiale riguardante la procedura di finanziamento in tutte le lingue degli Stati membri al fine di agevolare l'informazione e l'accesso a livello locale;

56.  esprime preoccupazione per il fatto che il sostegno diretto fornito agli intermediari finanziari, che sono poi responsabili dell'assegnazione dei finanziamenti dell'UE, possa portare a situazioni in cui il beneficiario finale non sia a conoscenza del vantaggio derivante dal finanziamento del FEIS, e chiede di individuare soluzioni per migliorare la visibilità del FEIS; invita pertanto la BEI a inserire nei contratti nell'ambito del FEIS una clausola specifica che spieghi chiaramente al promotore del progetto che il finanziamento ricevuto è stato reso possibile grazie al bilancio del FEIS/dell'UE;

Estensione

57.  riconosce che il FEIS da solo, e su scala limitata, non sarà probabilmente in grado di colmare la carenza di investimenti presente in Europa, ma che costituisce tuttavia un pilastro centrale del piano di investimenti dell'UE e mostra la determinazione dell'UE ad affrontare questo problema; invita a presentare ulteriori proposte sulle modalità per incentivare in modo permanente gli investimenti in Europa;

°

°  °

58.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alla Banca europea per gli investimenti nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.

(1)

GU L 169 dell'1.7.2015, pag. 1.

(2)

http://www.eib.org/attachments/strategies/efsi_2015_report_ep_council_en.pdf

(3)

http://www.eib.org/attachments/ev/ev_evaluation_efsi_en.pdf, settembre 2016.

(4)

Relazione del 14 novembre 2016, https://ec.europa.eu/priorities/sites/beta-political/files/ey-report-on-efsi_en.pdf

(5)

GU C 465 del 13.12.2016, pag.1.


PARERE della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (6.4.2017)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Marian-Jean Marinescu

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore la rapida attuazione del FEIS e gli investimenti che si prevede mobiliterà a favore delle operazioni approvate dalla BEI e dal FEI, che ammontano a oltre 160 miliardi di EUR e rappresentano oltre il 50 % dell'obiettivo di investimento totale da mobilitare entro il 2018; ricorda tuttavia che si dovrebbe tenere conto della differenza tra sottoscrizioni ed erogazioni; osserva inoltre che solo il 60 % circa degli investimenti totali previsti mobilitati dal FEIS proviene da finanziamenti privati, mentre la restante parte proviene dalla BEI (20-25 % in media) e da una combinazione di risorse da banche di promozione nazionali, autorità pubbliche e fondi UE (fondi SIE, MCE);

2.  ricorda che tutte le informazioni disponibili confermano la mobilitazione prevista degli investimenti FEIS, sottolinea però che è essenziale che i responsabili politici siano a conoscenza di quali volumi sono già stati trasferiti alle società; ritiene che il calcolo della percentuale degli investimenti privati erogati sia fondamentale nel valutare le prestazioni del FEIS; ritiene che ai fini della trasparenza dei dati forniti dalla BEI e dalla Commissione la pubblicazione degli importi erogati sarebbe molto importante;

3.  osserva che persiste un divario degli investimenti nell'UE e riconosce che il FEIS può contribuire a colmarlo; sottolinea che l'obiettivo del FEIS è quello di sostenere progetti sostenibili che stimolino l'economia reale e generino altresì benefici ambientali e sociali a lungo termine, assicurando addizionalità e qualità anziché massimizzare l'effetto leva o la velocità e i volumi di investimento;

4  si rammarica per la mancanza di informazioni in tempo reale relative all'importo della garanzia utilizzata; osserva che diverse valutazioni indicano un effetto leva di 14,1; invita il comitato direttivo del FEIS a rendere pubblico il moltiplicatore in tempo reale e ad avvalersi della metodologia di calcolo dell'OCSE;

5.  rileva che, al 31 gennaio 2017, i principali beneficiari erano: in termini assoluti Italia, Spagna, Francia, Regno Unito e Germania (oltre il 60 % degli investimenti totali mobilitati); pro capite Finlandia, Irlanda, Estonia, Spagna e Italia; in termini di GDP (in milioni di EUR) Estonia, Bulgaria, Spagna, Lituania e Portogallo;

6.  osserva che, secondo una valutazione indipendente(1), fino alla fine di giugno 2016 gli Stati membri dell'UE-15 avevano ricevuto più del 90 % del sostegno del FEIS mentre i 13 nuovi Stati membri avevano ricevuto meno del 10 %; si rammarica per gli squilibri nella distribuzione geografica del sostegno del FEIS fino ad oggi e ricorda che tre Stati membri non dovrebbero assorbire oltre il 45 % del totale dei finanziamenti nel quadro dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione del FEIS; invita pertanto il comitato direttivo del FEIS a monitorare e migliorare costantemente la distribuzione geografica, promuovendo l'equilibrio e migliorando la produttività e la sostenibilità nelle economie di tutti gli Stati membri;

7.  ritiene che la combinazione di sovvenzioni dell'Unione europea e strumenti finanziari possa contribuire all'addizionalità del FEIS; constata che solo undici progetti nel quadro dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione e due nel quadro dello sportello PMI, riconducibili a nove Stati membri, hanno beneficiato di finanziamenti misti del FEIS e dei fondi SIE; incoraggia ad adottare tempestivamente la revisione del regolamento finanziario e del regolamento omnibus, che permetterebbe di semplificare l'impiego combinato dei fondi SIE e del FEIS, onde evitare concorrenza e sovrapposizioni, garantire la complementarità e promuovere ulteriori sinergie;

8.  osserva che, nel quadro dei due sportelli, il 30 % dei finanziamenti del FEIS è stato utilizzato per le PMI, il 23 % in campo energetico (solo il 7 % per l'efficienza energetica), il 21 % per scopi di ricerca, sviluppo e innovazione e il 10 % per il settore digitale; ricorda che l'addizionalità costituisce un principio fondamentale affinché i progetti ricevano il sostegno del FEIS e si rammarica per la mancanza di informazioni in merito al livello di addizionalità dei progetti finanziati nonché al quadro di valutazione dettagliato; ricorda che il quadro di valutazione deve rappresentare un utile strumento decisionale; chiede trasparenza per quanto riguarda il sistema di punteggio e di valutazione e ne richiede la tempestiva pubblicazione dopo aver eseguito la valutazione di un progetto; sottolinea che sono necessari il pieno rispetto dei criteri di addizionalità e un'opportuna procedura di dovuta diligenza prima di concedere il sostegno; ritiene inoltre che si dovrebbe migliorare la diversificazione settoriale del FEIS;

9.  sottolinea la necessità di rivedere l'attuale definizione di addizionalità, rendendola più chiara ed efficace; ritiene che la valutazione dell'addizionalità potrebbe essere migliorata se il comitato per gli investimenti mettesse a disposizione il profilo di rischio di ogni progetto FEIS; ricorda che l'attuale regolamento consentiva di sostenere progetti con un livello di rischio inferiore al rischio minimo rispetto alle attività speciali della BEI; invita la BEI a garantire l'effettiva addizionalità e ritiene che il FEIS dovrebbe accettare solo progetti che la BEI riterrebbe inaccettabili a causa della loro natura rischiosa; ritiene inoltre che il FEIS non dovrebbe condurre a una ridefinizione dell'immagine dei progetti, come ad esempio l'ampio sostegno fornito dal FEIS a progetti nel campo dell'energia, dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili, che è andato di pari passo con una corrispondente riduzione delle normali operazioni di investimento della BEI in tali settori; chiede trasparenza nel processo decisionale garantendo la pubblicazione di dati finanziari aggregati relativi ai progetti finanziati dalla BEI;

10.  sottolinea la necessità di aumentare la percentuale di risorse dedicate a progetti a lungo termine come le reti di telecomunicazione o a progetti di natura relativamente rischiosa, caratteristica delle nuove e più avanzate tecnologie emergenti; rileva che gli investimenti nelle infrastrutture a banda larga e 5G, nella sicurezza informatica, nella digitalizzazione dell'economia tradizionale, nella microelettronica e nel calcolo ad alte prestazioni (HPC) possono ulteriormente ridurre il divario digitale;

11.  si rammarica che sebbene le caratteristiche degli investimenti in settori quali spazio o tecnologie di riduzione delle emissioni potrebbero rispettare i requisiti del FEIS, pochissimi progetti in questi settori siano stati finora finanziati nell'ambito del FEIS e ritiene che esso dovrebbe essere adeguato alle limitazioni di tali settori;

12.  considera importante, dal momento che l'obiettivo del FEIS è quello di destinare finanziamenti a progetti ad alto rischio, considerare quale fattore di rischio aggiuntivo il fatto che la regione in cui è attuato il progetto o da cui proviene il beneficiario sia caratterizzata da un basso livello di sviluppo;

13.  sottolinea la necessità di una più stretta cooperazione tra la BEI, alla guida del FEIS, e le banche o gli istituti nazionali e regionali di promozione, al fine di migliorare le prestazioni del FEIS a livello sia nazionale che regionale;

14.  rileva, tuttavia, che le banche o gli istituti nazionali o regionali di promozione non sono ugualmente radicati in tutti gli Stati membri e che la loro limitata diffusione geografica costituisce un ulteriore ostacolo alla copertura geografica del FEIS; ritiene che l'istituzione di banche o istituti nazionali o regionali di promozione dovrebbe essere un aspetto altamente prioritario per gli Stati membri e il FEIS, al fine di raggiungere le regioni che necessitano di sostegno; invita la BEI e la Commissione a garantire che le banche o gli istituti nazionali o regionali di promozione figurino tra le principali priorità del polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) e che siano forniti agli Stati membri il know-how e l'assistenza tecnica necessari; chiede alla Commissione di incoraggiare e sostenere l'istituzione di banche nazionali di promozione nelle regioni in cui la loro presenza è limitata, in modo da incentivare progetti su piccola scala e migliorare la diversificazione regionale e settoriale;

15.  invita la BEI, in considerazione dell'importanza di stanziare fondi a favore dei progetti e delle zone che presentano un elevato fattore di rischio, a non lasciare che il tasso di interesse dei finanziamenti concessi sotto forma di prestito si trasformi in un elemento di dissuasione e in un onere per i beneficiari; esorta inoltre la BEI a incrementare la trasparenza per quanto concerne il tasso di interesse e le commissioni applicati per i progetti FEIS in tutta l'Unione e a garantire che non si trasformino in elementi di discriminazione tra le diverse categorie di beneficiari o tra le regioni;

16.  sottolinea il ruolo fondamentale svolto dal PECI per il successo del FEIS; segnala il suo avvio promettente ma osserva con rammarico che finora non è riuscito a funzionare pienamente; sottolinea che dovrebbero essere forniti al PECI gli strumenti necessari, pari a un minimo di 20 000 000 EUR all'anno, affinché possa sostenere le proprie spese e sia in grado di condurre e intensificare i propri interventi e servizi; evidenzia altresì l'importanza di risolvere quanto prima il problema della carenza di personale affinché il PECI possa assumersi tutti i compiti e le responsabilità assegnatigli;

17.  invita il PECI ad accrescere la propria presenza nei paesi che hanno avuto difficoltà ad utilizzare il FEIS e in cui mancano le capacità amministrative per presentare progetti adeguati, in particolare i paesi beneficiari del Fondo di coesione; invita altresì il PECI a fornire consulenze puntuali al fine di sostenere progetti specifici ogniqualvolta vi sia un'elevata avversione al rischio oppure il rischio sia frammentato tra diversi investitori (come ad esempio nei progetti transfrontalieri/multinazionali oppure nei progetti infrastrutturali a lungo termine/che generano entrate);

18.  invita il PECI a collaborare con le istituzioni nazionali appropriate al fine di ottenere una copertura geografica e settoriale maggiormente equilibrata; sottolinea l'importante responsabilità del PECI nel portare il FEIS a livello locale e il suo ruolo quale sportello unico per la consulenza tecnica e finanziaria al fine di individuare, preparare e sviluppare progetti, nonché la sua missione di aggregare in modo proattivo progetti su piccola scala e istituire piattaforme d'investimento; sottolinea che tali compiti non sono stati portati a termine in misura sufficiente e che dovrebbero essere intensificati nel prossimo periodo;

19.  osserva che le piattaforme di investimento necessitano di più tempo per diventare operative; sottolinea il loro ruolo nell'aggregare progetti multipli di minore entità riguardanti il medesimo argomento o nel raggruppare e agevolare i progetti transfrontalieri;

20.  ricorda che una delle finalità del FEIS è di incentivare i progetti su piccola scala, innovativi e rischiosi, anche raggruppandoli, possibilmente mediante piattaforme di investimento, in cluster più ampi che sono maggiormente aperti agli investimenti; invita il PECI a prevedere l'istituzione di cluster regionali decentrati per potersi meglio adeguare alle specificità di un determinato settore o regione, come l'efficienza energetica nell'Europa sudorientale;

21.  chiede alla BEI di rafforzare la sua funzione consultiva e alla Commissione di intensificare gli sforzi in materia di comunicazione e divulgazione onde incrementare l'utilizzo del FEIS in tutti gli Stati membri e in tutte le regioni; si rammarica del fatto che molte parti interessate ignorino ancora l'esistenza del FEIS, le sue possibilità oppure le modalità per richiederne il sostegno; osserva inoltre che in alcuni casi i beneficiari erano ignari del fatto che stavano già usufruendo del sostegno del FEIS, soprattutto a causa della mancanza di trasparenza da parte dell'intermediario finanziario che non li aveva informati in merito al sostegno del FEIS; ritiene che la mancata consapevolezza in merito alla disponibilità del sostegno del FEIS, nonché il fatto di ignorare di star effettivamente beneficiando di tale sostegno, rappresentino entrambe opportunità perse per l'UE; sottolinea pertanto la necessità di una migliore campagna di comunicazione e sensibilizzazione;

22.  invita a tradurre tutto il materiale informativo e tutto il materiale riguardante la procedura di finanziamento in tutte le lingue degli Stati membri al fine di agevolare l'informazione e l'accesso a livello locale;

23  deplora il fatto che, a causa del FEIS, diverse linee di bilancio siano state ridotte per il periodo 2015-2020, con conseguenze negative per programmi come Orizzonte 2020 e il meccanismo per collegare l'Europa; ritiene che nel contesto della revisione del quadro finanziario pluriennale (QFP) sia opportuno correggere tale deficit di bilancio e che il FEIS debba essere finanziato da fonti indipendenti dai programmi dell'UE che sono già stati approvati; chiede alla Commissione di presentare un piano di rimborso completo in tal senso a partire dalla revisione del QFP;

24.  ribadisce l'importanza di concentrarsi sugli strumenti finanziari volti ad alimentare la proroga del FEIS (FEIS II); ritiene che il finanziamento a titolo del FEIS non dovrebbe sostituire le sovvenzioni provenienti da fonti di finanziamento dell'UE quali i fondi SIE, l'MCE e Orizzonte 2020; invita la Commissione a individuare fonti di finanziamento alternative per qualsiasi futura proroga;

25.  sottolinea l'esigenza di trasparenza nell'applicazione del quadro di valutazione per la selezione delle operazioni del FEIS, in particolare la necessità di informazioni accessibili, precise e aggiornate in merito all'addizionalità e al processo decisionale alla base della concessione della garanzia dell'Unione; invita la BEI a pubblicare tutte le informazioni sui risultati delle valutazioni di impatto relative alle operazioni condotte sul portale dei progetti di investimento europei (PPIE), spiegando il valore aggiunto e l'addizionalità per ogni singolo progetto finanziato; ritiene che la BEI dovrebbe pubblicare i dati analitici relativi a ogni progetto finanziato, incluse le operazioni di prestito realizzate nell'ambito del FEIS attraverso intermediari finanziari, le valutazioni ex ante ed ex post per ogni progetto, con una spiegazione degli indicatori e dei criteri di selezione e valutazione utilizzati; sottolinea, infine, che è necessario pubblicare i dati oggettivi relativi ai posti di lavoro, diretti e indiretti, creati attraverso il FEIS; esorta la Commissione ad aumentare il potenziale e la visibilità del PPIE;

26.  è del parere che prima dell'adozione della proposta di proroga del FEIS sarebbero stati auspicabili uno studio più approfondito e un'ulteriore valutazione del regolamento FEIS iniziale; si attende che le conclusioni della presente relazione, soprattutto per quanto riguarda la diversificazione regionale, la diversificazione settoriale, l'addizionalità, la trasparenza del processo di selezione del comitato direttivo e del comitato per gli investimenti, e le raccomandazioni della Corte dei conti saranno prese in debita considerazione durante l'elaborazione finale del regolamento che proroga il FEIS.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

3.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

49

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Bendt Bendtsen, Xabier Benito Ziluaga, José Blanco López, Reinhard Bütikofer, Jerzy Buzek, Edward Czesak, Ashley Fox, Adam Gierek, Theresa Griffin, Rebecca Harms, Eva Kaili, Kaja Kallas, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Jeppe Kofod, Jaromír Kohlíček, Peter Kouroumbashev, Zdzisław Krasnodębski, Miapetra Kumpula-Natri, Edouard Martin, Angelika Mlinar, Csaba Molnár, Dan Nica, Angelika Niebler, Morten Helveg Petersen, Herbert Reul, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Neoklis Sylikiotis, Dario Tamburrano, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Vladimir Urutchev, Martina Werner, Lieve Wierinck, Hermann Winkler, Anna Záborská, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pilar Ayuso, Rosa D’Amato, Françoise Grossetête, Barbara Kudrycka, Marian-Jean Marinescu, Victor Negrescu, Sofia Sakorafa, Davor Škrlec, Theodor Dumitru Stolojan

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

György Hölvényi, Julia Reda

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

49

+

ALDE

Kaja Kallas, Angelika Mlinar, Morten Helveg Petersen, Lieve Wierinck

ECR

Edward Czesak, Ashley Fox, Zdzisław Krasnodębski, Evžen Tošenovský

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Jaromír Kohlíček, Sofia Sakorafa, Neoklis Sylikiotis

PPE

Pilar Ayuso, Bendt Bendtsen, Jerzy Buzek, Françoise Grossetête, György Hölvényi, Krišjānis Kariņš, Seán Kelly, Barbara Kudrycka, Marian-Jean Marinescu, Angelika Niebler, Herbert Reul, Paul Rübig, Massimiliano Salini, Algirdas Saudargas, Theodor Dumitru Stolojan, Vladimir Urutchev, Hermann Winkler, Anna Záborská

S&D

José Blanco López, Adam Gierek, Theresa Griffin, Eva Kaili, Jeppe Kofod, Peter Kouroumbashev, Miapetra Kumpula-Natri, Edouard Martin, Csaba Molnár, Victor Negrescu, Dan Nica, Patrizia Toia, Martina Werner, Flavio Zanonato, Carlos Zorrinho

Verts/ALE

Reinhard Bütikofer, Rebecca Harms, Julia Reda, Davor Škrlec

2

-

EFDD

Rosa D’Amato, Dario Tamburrano

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Valutazione indipendente del piano di investimenti realizzata da EY nel 2016, disponibile al seguente indirizzo: https://ec.europa.eu/commission/publications/independent-evaluation-investment-plan_it


PARERE della commissione per i trasporti e il turismo (23.3.2017)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))  

Relatori per parere (*): Inés Ayala Sender e Dominique Riquet

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione comune che approveranno i seguenti suggerimenti:

1.  chiede alla Commissione di tenere in considerazione le osservazioni formulate dal Parlamento nella presente relazione di attuazione, in sede di valutazione e stesura della nuova proposta legislativa;

2.  plaude alla costituzione degli organi del FEIS e alla trasparenza della procedura per la selezione dei membri della relativa struttura di governance; invita gli organi del FEIS, tuttavia, a informare regolarmente il Parlamento, il Consiglio e il pubblico, nel dettaglio e in modo più trasparente, in merito ai progetti del FEIS; raccomanda che il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) intensifichi la comunicazione, tra l'altro, con le PMI e le microimprese;

3.  accoglie con favore gli orientamenti strategici approvati dal comitato direttivo del FEIS nel dicembre 2015, comprensivi di limiti indicativi di concentrazione geografica; osserva una distribuzione geografica sbilanciata dei beneficiari del FEIS; osserva che, durante il primo anno di attività, il 92 % di tutti gli investimenti si è concentrato nei paesi dell'UE-15, mentre solo l'8 % ha raggiunto i paesi dell'UE-13 e che, ad oggi, 10 Stati membri, per lo più nell'Europa centrale e orientale, hanno beneficiato delle operazioni solo nel quadro dello sportello per le PMI (SMEW) del FEIS; ricorda che il criterio del rapporto del PIL risulta pertinente, tra l'altro per assicurare la coesione economica, sociale e territoriale onde garantire una distribuzione equilibrata dei progetti, tenendo conto dell'attività economica complessiva di ciascun paese, della necessità di investimenti e del livello di occupazione; sottolinea che la concentrazione del capitale aumenta il divario economico e sociale nell'UE;

4.  ricorda che gli investimenti ad alto rischio non possono essere imposti e di solito non rendono in un ambiente caratterizzato da bassi tassi di crescita e domanda debole; esorta, di conseguenza, oltre a una ripartizione geografica equilibrata, a un maggiore accoppiamento del finanziamento del FEIS a uno sviluppo positivo della politica economica e fiscale;

5.  deplora la mancanza di limiti di concentrazione nella fase iniziale di lancio; ricorda che il settore dei trasporti ha versato il contributo maggiore al fondo del FEIS, pari a 2,2 miliardi di EUR su 8 miliardi di EUR, vale a dire oltre il 25 % del totale del fondo di garanzia; osserva con preoccupazione che il settore dei trasporti ha beneficiato solamente di circa il 13 % degli investimenti mobilitati e messi a disposizione finora nel quadro dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione del FEIS, fermandosi ben al di sotto del limite del 30 % fissato per ciascun settore specifico; invita il comitato per gli investimenti a prestare particolare attenzione ai progetti nel settore dei trasporti, essendo questi ancora molto poco rappresentati nel portafoglio di investimenti e considerando che il settore dei trasporti svolge un ruolo importante in termini di crescita economica e di sicurezza dei cittadini;

6.  esorta la Commissione a introdurre norme per la selezione di progetti sostenibili, collegandoli ai principali obiettivi strategici dell'Unione, quali ad esempio la mobilità a zero o basse emissioni, o alle iniziative già esistenti, come le reti ciclabili transeuropee, connesse con l'uso delle linee ferroviarie e con le iniziative che mirano a ristabilire i collegamenti ferroviari regionali transfrontalieri che sono stati abbandonati o smantellati(1);

7.  ricorda che i risultati del quadro di valutazione delle operazioni, sia approvate che respinte, devono essere resi pubblici in modo trasparente, accessibile e a cadenza regolare;

8.  esprime perplessità in merito all'addizionalità di alcuni dei primi progetti selezionati nel settore dei trasporti, che con ogni probabilità avrebbero potuto essere finanziati senza il FEIS;

9.  riconosce che i progetti infrastrutturali presentati alla BEI rientrano spesso nelle consuete operazioni di quest'ultima, essendo presentati da autorità sostenute da garanzie pubbliche e ponendo, quindi, un rischio inferiore; invita la BEI a esaminare altri parametri che potrebbero consentire a tali progetti di essere considerati come aggiuntivi e idonei al FEIS, nonché a rafforzare la promozione delle opportunità offerte dal FEIS tra i partner privati onde aumentare realmente il numero di progetti presentati nel quadro di tale bando iniziale del FEIS;

10.  chiede che il valore aggiunto europeo sia preso in considerazione nel processo di selezione e che il FEIS sia allineato agli obiettivi strategici dell'UE, in particolare per quanto riguarda i progetti transfrontalieri e altri progetti preidentificati nell'MCE nonché altre iniziative faro dell'UE nel settore dei trasporti (come ERTMS e SESAR); sottolinea che è opportuno tenere conto anche di altre priorità strategiche dell'Unione, quali ad esempio la mobilità a zero o basse emissioni, l'occupazione di elevata qualità, l'efficienza delle risorse, le infrastrutture sostenibili, la ricerca e l'innovazione nonché le sinergie tra le reti transeuropee nei settori dei trasporti, delle telecomunicazioni e dell'energia;

11.  esorta la Commissione a concentrarsi sugli investimenti nei progetti che contribuiscono a ridurre al minimo i costi esterni;

12.  ritiene che combinare le sovvenzioni dell'UE con strumenti finanziari possa anche assicurare l'addizionalità richiesta e che mobiliterà gli investitori a presentare progetti che, in caso contrario, non sarebbero stati realizzati; invita la BEI e la Commissione a promuovere la combinazione delle sovvenzioni dell'UE (vale a dire di vari meccanismi come l'MCE, Orizzonte 2020 e i fondi SIE) con il FEIS onde migliorare il profilo finanziario dei progetti infrastrutturali che forniscono un valore aggiunto europeo;

13.  osserva che, in generale, i progetti di partenariato pubblico-privato relativi alle infrastrutture dei trasporti dovrebbero basarsi sul principio "chi usa paga", al fine di ridurre l'onere imposto sui bilanci pubblici e sui contribuenti per la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture; sottolinea che è importante coordinare i vari tipi di finanziamento dell'UE al fine di garantire che gli obiettivi della politica dei trasporti dell'UE siano conseguiti in tutta l'UE e non promuovere fondi di tipo PPP a scapito dei fondi strutturali;

14.  mette in rilievo gli inizi promettenti del polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI) e riconosce la concentrazione geografica e settoriale degli investimenti registrata fino ad ora; invita il PECI a migliorare i suoi risultati complessivi e ad accrescere la sua presenza nei paesi in cui il FEIS sta incontrando difficoltà a prendere piede e dove mancano le capacità amministrative per presentare progetti adeguati, in particolare nei paesi beneficiari del Fondo di coesione; invita altresì il PECI a fornire consulenze puntuali al fine di sostenere progetti specifici nel settore dei trasporti ogniqualvolta sussiste un'elevata avversione al rischio oppure il rischio è frammentato tra diversi investitori (come nei progetti transfrontalieri/multinazionali oppure nei progetti infrastrutturali di lungo termine/che generano entrate);

15.  ritiene che sia necessario rafforzare la cooperazione tra la BEI, alla guida del FEIS, e le banche di promozione nazionali e regionali nonché le autorità locali, al fine di migliorare le prestazioni del FEIS, sia a livello nazionale che regionale, e il valore aggiunto per l'Europa;

16.  osserva con preoccupazione che il numero esiguo di progetti finanziati a titolo del FEIS nel settore dei trasporti sembrerebbe dimostrare le difficoltà incontrate dal settore nell'ottenere finanziamenti principalmente o esclusivamente da investitori privati, anche se le risorse erogate dall'MCE sono state pressoché esaurite e non sono disponibili altri finanziamenti unionali fino al 2020; esorta dunque a un rafforzamento finanziario dell'MCE per il prossimo quadro finanziario;

17.  deplora la mancanza di dati disponibili sul numero totale di operazioni sottoscritte nel quadro dello sportello per le PMI del FEIS e dei relativi investimenti, con particolare riferimento alla catena logistica del trasporto, nell'aeronautica e nel settore ferroviario, nonché il fatto che tale circostanza renda difficile verificare i progetti, i risultati, le esperienze positive e i parametri di riferimento; insiste affinché la mancanza di dati disponibili sia risolta; invita la Commissione a prestare particolare attenzione a fornire maggiore sostegno alle PMI nonché alle autorità locali e regionali;

18.  raccomanda che, nelle sue relazioni periodiche, la Commissione elenchi i progetti che beneficiano di una combinazione delle sovvenzioni a titolo dell'MCE con il FEIS;

19.  raccomanda di rafforzare la visibilità dei finanziamenti FEIS con una forte azione sul territorio attraverso una campagna informativa e il lancio di un logo FEIS.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

23.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Lucy Anderson, Inés Ayala Sender, Georges Bach, Deirdre Clune, Michael Cramer, Luis de Grandes Pascual, Ismail Ertug, Jacqueline Foster, Tania González Peñas, Dieter-Lebrecht Koch, Merja Kyllönen, Miltiadis Kyrkos, Peter Lundgren, Gesine Meissner, Cláudia Monteiro de Aguiar, Jens Nilsson, Markus Pieper, Gabriele Preuß, Christine Revault D’Allonnes Bonnefoy, Dominique Riquet, Massimiliano Salini, Jill Seymour, Claudia Țapardel, Keith Taylor, Pavel Telička, István Ujhelyi, Wim van de Camp, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Janusz Zemke, Roberts Zīle, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Hugues Bayet, Mark Demesmaeker, Bas Eickhout, Markus Ferber, Patricija Šulin, Matthijs van Miltenburg

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Herbert Dorfmann

(1)

www.missing-rail-links.eu


PARERE della commissione per il commercio internazionale (10.11.2016)

destinato alla commissione per i bilancie alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Emmanuel Maurel

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), essendo diretto a finanziare progetti rischiosi e innovativi, debba costituire uno strumento per stimolare la crescita nell'UE e per favorire lo sviluppo di un'industria solida, sostenibile e competitiva, a condizione che sia utilizzato contemporaneamente a strumenti efficaci di difesa commerciale; invita a rafforzare, a questo proposito, il ruolo del FEIS nel programma di coesione attraverso il miglioramento dell'equilibrio settoriale e geografico degli investimenti effettuati in questo contesto; ritiene che dovrebbero essere rimossi gli ostacoli all'uso complementare del FEIS e di altri strumenti dell'UE (principalmente i Fondi SIE) e che occorre ampliare i settori ammissibili del FEIS;

2.  ricorda che la Cina intende contribuire al FEIS e che la Commissione si è impegnata a far sì che nessuna forma di contropartita, soprattutto in materia di governance, venga concessa al paese a tale titolo; sottolinea che qualsiasi contributo da parte della Cina non deve essere collegato alla questione dello status di economia di mercato e invita la BEI a garantire la trasparenza nella gestione dei fondi e per quanto riguarda l'origine di qualsiasi contributo pubblico, privato e di terze parti, e a fornire dati concreti, anche su progetti specifici e sugli investitori stranieri, e pone in evidenza gli obblighi di rendicontazione nel regolamento FEIS; ribadisce il fatto che tutti i possibili futuri contributori di paesi terzi devono soddisfare tutte le norme dell'UE in materia di appalti pubblici, diritto del lavoro e regolamenti ambientali e si aspetta che i criteri sociali e ambientali applicabili ai progetti della BEI siano pienamente rispettati nelle decisioni di finanziamento a titolo del FEIS;

3.  ritiene indispensabile che l'Unione europea diversifichi il più possibile le sue fonti di finanziamento e attiri, in via prioritaria, gli investimenti privati;

4.  evidenzia che le PMI costituiscono la spina dorsale dell'economia europea, ma soltanto il 13% di esse opera oltre i confini dell'UE; è del parere che il FEIS, in sinergia con il programma COSME, dovrebbe attribuire la priorità all'internazionalizzazione delle PMI, sostenendo progetti concreti a favore delle attività di esportazione delle PMI europee; ribadisce la sua richiesta di migliorare gli strumenti esistenti e la comunicazione da parte della Commissione e della BEI sul supporto disponibile e di rafforzare il ruolo del Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH), dotandolo di una componente aiuti all'esportazione; ritiene che le PMI dovrebbero poter beneficiare di un interlocutore regolare per quanto riguarda tali questioni;

5.  accoglie con favore l'iniziativa della Commissione in merito all'avvio del piano europeo per gli investimenti esterni (PIE) per mobilitare tra i 44 e gli 88 miliardi di euro di investimenti in Africa e nei paesi del vicinato dell'UE, pur riconoscendo il ruolo degli investimenti privati nelle strategie di sviluppo; sottolinea che questi strumenti dovrebbero essere valutati regolarmente e non dovrebbero sostituire gli investimenti esistenti; essi devono inoltre rispettare il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, nonché il principio di addizionalità nei confronti di altri strumenti, ed essere destinati a progetti rischiosi, strutturali e, ove possibile, su piccola scala e orientati verso le necessità effettive dei paesi specifici, onde fornire miglioramenti tangibili delle condizioni di vita della popolazione locale, creando posti di lavoro locali dignitosi e contribuendo così a mitigare la crisi migratoria;

6.  richiede che, nel caso del piano per gli investimenti esterni, nessun investitore o responsabile di sviluppo di progetto possa dipendere da una persona o da una società che operi in uno Stato appartenente alla futura lista europea delle giurisdizioni fiscali non cooperative;

7.  ritiene che strumenti del genere debbano rispettare i principi e gli obiettivi dell'azione esterna dell'Unione europea, quali definiti all'articolo 21 del trattato sull'Unione europea e all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, e che il rispetto di questi principi debba, insieme ai risultati raggiunti, rientrare tra i criteri chiave di valutazione dell'efficacia del PIE, nelle relazioni sulla sua attuazione; sottolinea che il futuro PIE dovrà incoraggiare gli investimenti privati in Africa e nei paesi del vicinato dell'UE, al fine di contribuire ad affrontare le cause profonde della migrazione, l'attuazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU e l'accordo sul clima di Parigi;

8.  suggerisce che il PIE contribuisca al cofinanziamento di attività di microcredito destinate ai gruppi più vulnerabili;

9.  sottolinea il ruolo importante che potranno svolgere le delegazioni del servizio europeo per l'azione esterna dell'Unione europea nel contattare gli investitori e gli Stati beneficiari dei progetti; chiede che il Parlamento europeo sia strettamente coinvolto nel monitoraggio dell'attuazione del piano per gli investimenti esterni, sulla base di relazioni periodiche della Commissione sui progressi compiuti;

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

9.11.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

0

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laima Liucija Andrikienė, Maria Arena, Tiziana Beghin, David Borrelli, David Campbell Bannerman, Daniel Caspary, Salvatore Cicu, Santiago Fisas Ayxelà, Christofer Fjellner, Karoline Graswander-Hainz, Ska Keller, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, David Martin, Anne-Marie Mineur, Sorin Moisă, Alessia Maria Mosca, Franz Obermayr, Artis Pabriks, Franck Proust, Godelieve Quisthoudt-Rowohl, Inmaculada Rodríguez-Piñero Fernández, Marietje Schaake, Helmut Scholz, Joachim Schuster, Joachim Starbatty, Adam Szejnfeld, Hannu Takkula, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Klaus Buchner, Nicola Danti, Syed Kamall, Frédérique Ries, Fernando Ruas, Jarosław Wałęsa

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Philippe Loiseau


PARERE della commissione per il controllo dei bilanci (12.4.2017)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Hannu Takkula

SUGGERIMENTI

La commissione per il controllo dei bilanci invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che il piano di investimenti per l'Europa è parte di una strategia più ampia mirata a invertire la tendenza negativa rilevata negli investimenti pubblici e privati, mobilitando nuova liquidità finanziaria privata da immettere nell'economia reale, con l'obiettivo di promuovere investimenti sostenibili e strategici a lungo termine in tutta l'Unione; che il piano di investimenti si fonda su tre pilastri: mobilitare finanziamenti per gli investimenti, garantire che gli investimenti raggiungano l'economia reale e migliorare il contesto degli investimenti nell'Unione; che, ai fini della diversificazione geografica, è fondamentale migliorare il contesto d'investimento nell'Unione mediante la rimozione degli ostacoli agli investimenti; che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbe essere considerato un'integrazione delle altre misure necessarie per ridurre i divari tra i livelli di investimenti nell'Unione e, attraverso la sua azione in qualità di fondo di garanzia, uno stimolo per nuovi investimenti;

B.  considerando che il FEIS è stato inizialmente concepito per far fronte a diverse forme di fallimento del mercato e a situazioni di investimento subottimali derivanti da una serie di difficoltà normative;

C.  considerando che il FEIS è uno strumento significativo per contribuire alla coesione economica, sociale e territoriale, nonché per sostenere opportunità di lavoro, in particolare fornendo un valido sostegno alle PMI;

D.  considerando che è importante che il FEIS fornisca contributi appropriati al fine di rispondere adeguatamente alle esigenze del mercato e attrarre con successo considerevoli capitali del settore privato;

E.  considerando che la Corte dei conti europea ha pubblicato un parere nel quale osserva che "i progetti della Commissione europea di estendere ed aumentare la dotazione del fondo per gli investimenti al cuore del "piano Juncker" sono stati stilati troppo presto e con pochi elementi attestanti che detto aumento è giustificato"; che la Corte ha rilevato altresì che "la proposta è stata presentata senza una valutazione d'impatto esauriente" e ha posto in dubbio "la necessità di sopprimere la disposizione che subordina il proseguimento [...] del FEIS ai risultati di una valutazione indipendente";

F.  considerando che la Corte ha anche sottolineato il rischio che "l'effetto moltiplicatore del FEIS sia sovrastimato" e che gli obiettivi e risultati menzionati siano proiezioni non confermate da statistiche tangibili, accurate, chiare e aggiornate;

1.  osserva che il FEIS mira a valorizzare tramite la Banca europea per gli investimenti (BEI), con il sostegno a titolo del bilancio dell'UE, un totale di 315 miliardi di EUR in investimenti aggiuntivi e nuovi progetti nell'economia reale entro il 2018; ribadisce che il FEIS è uno strumento per stimolare gli investimenti privati e basati sul mercato;

2.  prende atto della valutazione della BEI sul funzionamento del FEIS, pubblicata a settembre 2016; si compiace dei flussi positivi di investimenti che il FEIS ha indirizzato alle PMI e constata che il 58 % dell'obiettivo di finanziamento delle PMI era stato raggiunto già a giugno 2016; accoglie con favore il parere n. 2/2016 della Corte dei conti intitolato "FEIS: una proposta prematura di estensione ed espansione" concernente la proposta della Commissione di estendere il FEIS (COM(2016)0597) e la sua valutazione dell'utilizzo della garanzia dell'UE e del funzionamento del fondo di garanzia (SWD(2016)0297);

3.  rammenta che tutti i progetti sostenuti dal FEIS dovrebbero soddisfare i criteri di addizionalità e che la base per tale valutazione dovrebbe essere documentata; lamenta che i quadri di valutazione per le operazioni approvate non vengano pubblicati; ricorda che tale mancata pubblicazione solleva problemi di trasparenza e responsabilità; sottolinea che sono necessarie una trasparenza e una pubblicità maggiori sui criteri dei principali progetti del FEIS al fine di incrementare la fiducia e l'attrattiva dei mercati per il FEIS quale efficace strumento di finanziamento;

4.  ricorda che l'obiettivo del FEIS, sostenuto dal bilancio dell'UE diversamente da altri strumenti attuali di finanziamento della BEI, consiste nell'identificare profili di progetti distinti, realmente addizionali, innovativi e più rischiosi unitamente a nuove controparti del settore privato, nonché nell'evidenziare il proprio potenziale di finanziare imprese di alta tecnologia e settori orientati al futuro, che dovrebbero essere al centro del programma di finanziamento;

5.  riconosce che l'avvio del FEIS ha rapidamente modificato il profilo e il modello aziendale della BEI in termini di processi e monitoraggio delle sottoscrizioni e dei contratti;

6.  ritiene che, per rispondere in maniera adeguata alla domanda di investimenti e per soddisfare meglio le esigenze di paesi e settori, sarebbe opportuno effettuare un'analisi preliminare a livello nazionale in merito alle possibili cause delle lacune del mercato e delle carenze d'investimenti privati negli ambiti e modelli di attività ascritti al FEIS;

7.  sottolinea che è fondamentale considerare e rafforzare il valore aggiunto europeo transfrontaliero nell'attuazione dei progetti selezionati e valutare se questi apportino un contributo effettivo agli attuali obiettivi politici ed economici comuni dell'UE;

8.  osserva che la distribuzione geografica dei progetti finora è stata disomogenea; ricorda che, a beneficio degli obiettivi di coesione e sostenibilità, è opportuno prendere in considerazione una migliore distribuzione geografica nell'attuazione della riserva di progetti del FEIS, tenendo conto del potenziale delle aree scarsamente popolate nell'UE e concentrandosi nel contempo su criteri di fattibilità, di praticabilità e finanziari, allo scopo di migliorare i risultati del fondo e di potenziare i suoi obiettivi primari; ricorda che, in quanto strumento basato sul mercato, il FEIS da solo non può risolvere il problema dei divari geografici tra i livelli di investimento nell'Unione;

9.  esorta il comitato direttivo e il comitato per gli investimenti del FEIS a garantire che i finanziamenti per i progetti non si concentrino in mercati o investimenti in cui siano meno ovvi o necessari;

10.  ribadisce che lo sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione ha raggiunto solo il 9% dell'obiettivo entro giugno 2016; incoraggia un ulteriore scambio di informazioni circa le possibilità offerte dal FEIS per le innovazioni più rischiose;

11.  chiede alla BEI di migliorare, nella misura del possibile, l'equilibrio geografico e di aprire maggiormente i settori concentrati nel portafoglio del FEIS, in particolare nell'ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione (IIW) e dello sportello per le piccole e medie imprese (SMEW), migliorando le sue attività di consulenza per l'elaborazione di progetti negli Stati membri e l'assistenza tecnica tramite il polo europeo di consulenza sugli investimenti (PECI), ivi compresa la possibilità di aumentarne il bilancio se giustificato;

12.  invita la BEI a semplificare la procedura di domanda e sottolinea la necessità di rafforzare l'interesse e la consapevolezza in merito al FEIS, nonché la sua visibilità, in particolare per le PMI negli Stati membri;

13.  invita la BEI a considerare anche la possibilità di aumentare il numero di settori ammissibili al finanziamento del FEIS (per includere, ad esempio, l'ambiente, la bioeconomia o l'infrastruttura sociale) o di adattare meglio il tipo e le dimensioni dei progetti alle esigenze di mercato negli Stati membri;

14.  ritiene che sia opportuno fornire agli attori locali e regionali orientamenti strategici o chiarimenti adeguati, in particolare in merito agli obiettivi, al posizionamento e alla possibile combinazione del FEIS con altri fondi dell'Unione o della BEI; sottolinea che il FEIS non dovrebbe essere considerato semplicemente un'altra fonte di finanziamento aggiuntivo e che la dovuta attenzione dovrebbe essere dedicata per evitare la sovrapposizione degli obiettivi o un doppio finanziamento;

15.  invita la BEI a considerare attentamente, durante il processo di selezione, la reale addizionalità e le nuove dinamiche nonché la grandezza dell'effetto moltiplicatore, che potrebbe variare da progetto a progetto, in particolare in settori in cui la BEI o il FEI non siano già stati impegnati, in casi di fallimento del mercato o in situazioni di investimento subottimali;

16.  esprime apprezzamento per l'aumento del volume delle attività speciali della BEI in conseguenza del primo anno e mezzo di esistenza del FEIS, il che rispecchia un'evoluzione della cultura del rischio e della politica di prestito prudenti della BEI;

17.  ritiene che le attività speciali della BEI sostenute dal FEIS debbano essere considerate vettori di addizionalità rispetto agli altri strumenti finanziari della BEI, del FEI o dell'Unione, onde far meglio fronte ai fallimenti del mercato o a situazioni di investimento subottimali;

18.  ritiene che l'effetto leva sia diverso da progetto a progetto, a seconda della loro portata, complessità e correlazione tra le importanti sfide settoriali e le aspettative dei beneficiari finali in un contesto di scarsità di fondi pubblici; ritiene che l'ipotesi di qualsiasi effetto leva medio possa essere misurata solo alla fine del ciclo di investimenti, tenendo conto al contempo delle peculiarità dei settori; propone di allineare la metodologia del moltiplicatore del FEIS alla metodologia suggerita dall'OCSE, tenendo conto dei progetti d'investimento nei quali gli investitori si sono impegnati o che rientrano in programmi nazionali che erano già in essere o sono stati annunciati prima dell'avvio del FEIS;

19.  invita la BEI a fornire ulteriori informazioni sull'effetto leva per operazione e non solo su base media, evidenziando anche al contempo il volume degli investimenti privati attratti; ritiene inoltre che l'efficacia degli interventi debba essere valutata sulla base del potenziale degli strumenti finanziari, prendendo nel contempo anche in considerazione i risultati quantificabili che è possibile ottenere;

20.  sottolinea l'importanza di non finanziare progetti che altrimenti sarebbero stati finanziati senza il sostegno del FEIS, poiché in tal modo si limiterebbe la condizione dei finanziamenti dei progetti che realmente necessitano del finanziamento del FEIS; invita pertanto la BEI, e in particolare il comitato per gli investimenti del FEIS, a prestare particolare attenzione al principio fondamentale dell'addizionalità, alla sua comprensione, interpretazione e attuazione, in modo da evitare di apportare modifiche sleali ai mercati;

21.  constata che l'addizionalità può rivelarsi difficile come strumento di misurazione, ragion per cui nella selezione dei progetti da finanziare dovrebbe essere attribuita pari importanza ad altri requisiti, come la capacità di innovazione;

22.  chiede di fornire informazioni complete e pertinenti sulla gestione qualitativa in merito all'attuazione degli obiettivi dichiarati del FEIS, mostrando la loro effettiva addizionalità e il loro impatto rispetto ai parametri, ma anche in vista della proroga del FEIS oltre il 2017;

23.  ritiene che debbano essere fornite informazioni pertinenti sulla gestione qualitativa di ciascun progetto coperto dalla garanzia del FEIS, basate sugli indicatori di monitoraggio o addizionalità, al fine di valutare il valore aggiunto e l'efficacia o il contributo alle politiche dell'UE; chiede alla BEI di inserire, nella sua relazione, una valutazione della qualità delle operazioni, della loro esposizione al rischio e dei loro costi di gestione;

24.  ritiene importante che, ai fini della mobilitazione di capitale del settore privato, la BEI sollevi gli investitori da alcuni rischi connessi ai potenziali progetti; invita la BEI a migliorare sia l'attrattiva che la visibilità del FEIS negli orientamenti sugli investimenti e nei progetti da finanziare, sviluppando ulteriormente una politica di sensibilizzazione più efficace tra i potenziali investitori privati e i promotori di progetti a livello locale e regionale;

25.  insiste, a fini di assunzione di responsabilità, sul fatto che lo sviluppo di investimenti orientati ai risultati debba essere periodicamente valutato dal comitato per gli investimenti mediante il quadro di valutazione degli indicatori, onde identificare progetti ben mirati in termini di impatto macroeconomico effettivo o di stimolo della crescita e della creazione di posti di lavoro, e chiede una panoramica oggettiva dell'addizionalità e del valore aggiunto di tali progetti, così come la loro coerenza con le politiche dell'Unione o le altre operazioni classiche della BEI;

26.  chiede alla BEI di divulgare tutte le informazioni sui risultati della valutazione dei progetti che ricevono la garanzia del FEIS effettuata in base al quadro di valutazione degli indicatori del FEIS e ai relativi criteri e ponderazioni, ivi compresi, tra l'altro, il loro contributo agli obiettivi del FEIS, l'addizionalità, la fattibilità economica e tecnica e l'ottimizzazione degli investimenti privati;

27.  chiede di migliorare la trasparenza della procedura di selezione delle operazioni e la divulgazione di tutte le informazioni operative concernenti le operazioni sottoscritte attraverso il quadro di valutazione degli indicatori, nonché la rendicontazione delle operazioni; ritiene, inoltre, che sia opportuno migliorare e documentare debitamente la consultazione con le autorità locali e regionali durante la valutazione dei progetti;

28.  chiede di semplificare le modalità di governance in modo da definire meglio le rispettive responsabilità della Commissione e della BEI, garantire l'indipendenza, prevenire i conflitti di interesse dei vari soggetti che partecipano al processo decisionale, in particolare i membri del comitato per gli investimenti del FEIS, e stabilire, ai fini dell'assunzione di responsabilità, chi debba rispondere dinanzi alle autorità di bilancio e legislative dell'UE del rendimento e della gestione dei rischi del FEIS;

29.  sottolinea che è opportuno aumentare e rafforzare la trasparenza e le disposizioni fiscali, in particolare per quanto riguarda la disposizione sull'elusione fiscale;

30.  ribadisce che il Parlamento deve svolgere un ruolo chiave nel monitoraggio del valore aggiunto e dell'addizionalità del FEIS;

31.  ribadisce il ruolo di revisore contabile della Corte dei conti europea, sancito dall'articolo 20 del regolamento relativo al FEIS; mette in evidenza il parere n. 2/2016 della Corte dei conti intitolato "FEIS: una proposta prematura di estensione ed espansione"; constata con preoccupazione l'osservazione della Corte secondo cui vi sono pochi elementi attestanti che il proposto aumento della garanzia dell'Unione sia giustificato; ricorda che le prerogative di revisione attribuite alla Corte dei conti, sancite all'articolo 287 TFUE, dovrebbero essere pienamente rispettate;

32.  lamenta che la proposta di proroga del FEIS non sia accompagnata da una valutazione d'impatto, come previsto dagli orientamenti per una migliore regolamentazione, né da una valutazione ex ante, come previsto dagli articoli 30 e 140 del regolamento finanziario per i programmi di spesa e gli strumenti finanziari; plaude alla proposta della Commissione (COM(2016)0597) relativa alla proroga del FEIS; si compiace dei miglioramenti proposti al regolamento relativo al FEIS; lamenta che la proposta non sia stata accompagnata da una valutazione d'impatto e che non rispetti i principi di una migliore regolamentazione; ricorda che, ai fini di un'eventuale proroga post-2020, la valutazione d'impatto dovrebbe essere effettuata prima di presentare la proposta al Parlamento europeo e al Consiglio;

33.  lamenta che il FEIS sia stato considerato un'eccezione al requisito del regolamento finanziario, benché il bilancio dell'UE fornisca la maggior parte dei finanziamenti per i fondi di garanzia e la garanzia di bilancio alla BEI comporti significative passività potenziali per il bilancio dell'UE;

34.  constata che l'impatto del rischio relativo al FEIS è stato sopravvalutato; conviene con l'osservazione della Corte dei conti secondo cui l'impatto del finanziamento del fondo di garanzia a titolo del bilancio dell'UE sarebbe stato inferiore se la Commissione avesse adottato le stesse ipotesi adottate per la proposta iniziale del FEIS;

35.  chiede che sia chiarita l'applicazione delle norme relative agli aiuti di Stato per i progetti che associano finanziamenti a titolo del FEIS e a titolo dei fondi strutturali.

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

12.4.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

19

2

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Jonathan Arnott, Inés Ayala Sender, Tamás Deutsch, Martina Dlabajová, Luke Ming Flanagan, Ingeborg Gräßle, Cătălin Sorin Ivan, Jean-François Jalkh, Arndt Kohn, Bogusław Liberadzki, Fulvio Martusciello, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Claudia Schmidt, Bart Staes, Hannu Takkula, Indrek Tarand, Marco Valli, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Julia Pitera, Miroslav Poche

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

19

+

ALDE

ENF

PPE

S&D

GREENS

Nedzhmi Ali, Martina Dlabajová, Hannu Takkula

Jean-François Jalkh

Tamás Deutsch, Ingeborg Gräßle, Fulvio Martusciello, Julia Pitera, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Claudia Schmidt, Joachim Zeller

Inés Ayala Sender, Cătălin Sorin Ivan, Arndt Kohn, Bogusław Liberadzki, Miroslav Poche, Derek Vaughan

Bart Staes, Indrek Tarand

2

-

EFDD

Jonathan Arnott, Marco Valli

1

0

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per l'occupazione e gli affari sociali (31.1.2017)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Romana Tomc

SUGGERIMENTI

La commissione per l'occupazione e gli affari sociali invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ritiene che l'obiettivo principale dei progetti finanziati a titolo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) dovrebbe essere quello di creare una crescita sostenibile e un mercato del lavoro in grado di offrire occupazione di qualità in Europa e quindi di migliorare il benessere dei cittadini dell'UE, la coesione sociale e l'inclusione; accoglie pertanto con favore il fatto che il Fondo abbia già contribuito a migliorare l'accesso ai finanziamenti;

2.  ricorda che il FEIS mira a colmare le lacune esistenti e a porre rimedio alle situazioni di investimento non ottimali nell'UE utilizzando fondi pubblici al fine di aumentare la disponibilità di risorse per finanziare il rischio, nonché di mobilitare capitali privati e garantire che gli investimenti raggiungano l'economia reale; ritiene che i progetti finanziati a titolo del FEIS dovrebbero creare una crescita di lungo termine sostenibile, inclusiva e guidata dall'innovazione, nonché stimolare la creazione di posti di lavoro, anche nelle regioni d'Europa in cui la disoccupazione è elevata e problematica, e investire in settori di fondamentale importanza per il futuro dell'Europa, in particolare attraverso il capitale sociale e umano e le infrastrutture e l'industria europee; sottolinea che tutti i progetti sostenuti dal FEIS dovrebbero basarsi sul concetto di addizionalità, il che significa che non si sarebbero potuti realizzare senza il sostegno del FEIS; appoggia la valutazione della BEI, che chiede una definizione migliore di addizionalità;

3.  osserva che il FEIS ha iniziato a funzionare in modo efficace, conseguendo già risultati concreti in alcuni Stati membri e quindi operando come strumento positivo per ovviare alla mancanza di investimenti e per combattere la disoccupazione in Europa attraverso un'azione coordinata;

4.  ritiene che il FEIS potrebbe costituire un passo importante per dimostrare l'efficacia di un uso più innovativo del bilancio dell'UE, volto a stimolare gli investimenti nell'economia reale; sottolinea che, secondo la Corte dei conti europea, è prematuro trarre conclusioni sulla sua efficacia generale;

5.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la maggior parte degli investimenti a titolo del FEIS è concentrata nelle cinque principali economie dell'UE, generando quindi ulteriori divergenze; si rammarica che in diversi Stati membri non sia ancora stato firmato o approvato neppure un progetto del FEIS;

6.  sottolinea che il FEIS deve essere considerato un piano di emergenza e incoraggia la BEI di fare il miglior uso del meccanismo per collegare l'Europa e di Orizzonte 2020 in modo complementare al FEIS; sottolinea che la BEI talvolta privilegia il FEIS rispetto a tali programmi; riconosce l'importanza di sostenere il prolungamento della durata del FEIS oltre il 2020 e il necessario aumento della garanzia di bilancio dell'UE, ma pone in evidenza la necessità di una valutazione d'impatto completa onde giustificare l'aumento proposto dalla Commissione;

7.  chiede che vengano rafforzate sia l'addizionalità dei progetti sostenuti dal FEIS allo scopo di migliorare la copertura geografica sia l'utilizzo delle risorse, soprattutto nelle aree gravate da elevati livelli di disoccupazione, al fine di ottenere un forte impatto nei dati sull'occupazione; sottolinea l'esigenza di sviluppare ulteriormente gli investimenti nei progetti transfrontalieri;

8.  sottolinea che la situazione degli investimenti in Europa va lentamente migliorando ma che il ritmo è ancora insicuro e può esservi un'inversione; sottolinea che i livelli di investimento sono ancora al di sotto del livello pre-crisi e che il divario degli investimenti rimane ampio, e ritiene in tal senso che il FEIS debba essere orientato verso qualsiasi tipo di progetto che conduca alla creazione di occupazione e alla crescita e allo sviluppo sostenibili;

9.  invita la Commissione, gli Stati membri e il gruppo BEI ad aiutare le PMI, le microimprese e le imprese sociali ad attingere più facilmente ai finanziamenti e quindi a rafforzare la loro capacità di crescere, di realizzare progetti e di creare occupazione di qualità, promuovendo il FEIS più efficacemente a consentendo un migliore accesso al supporto tecnico a livello locale; osserva che il finanziamento delle PMI sembra essere la componente di maggior successo dei finanziamenti del FEIS; nota che il successo dello sportello PMI è dovuto all'anticipazione di altre iniziative dell'UE per le PMI ma che esistono opinioni a favore del potenziamento di tale sportello purché vengano mantenuti i requisiti di qualità; raccomanda che alle PMI e alle microimprese sia data la possibilità di accedere alle informazioni sui finanziamenti disponibili;

10.  chiede alla Commissione e alla BEI di proseguire le loro campagne locali/nazionali per contribuire a illustrare e a promuovere i benefici del piano per gli investimenti in tutta l'Unione; accoglie con favore l'apertura di nuovi uffici da parte della BEI negli Stati membri allo scopo di fornire maggiore sostegno e migliorare altresì la cooperazione con le banche di promozione nazionali contribuendo a generare un maggior numero di progetti in zone con un alto livello di disoccupazione che finora hanno goduto di minore copertura;

11.  invita la Commissione e il gruppo BEI a moltiplicare i loro sforzi e a potenziare l'impatto sociale e occupazionale del FEIS mantenendo al contempo l'obiettivo del Fondo di contribuire a superare l'attuale divario degli investimenti nell'UE mobilitando finanziamenti privati a favore di investimenti strategici;

12.  plaude al rafforzamento della garanzia del programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) nel quadro dello sportello PMI del FEIS, nonché allo sviluppo dello strumento di equity del FEIS mirato a garantire un contributo adeguato allo sviluppo del mercato in ambiti quali l'impatto sociale; chiede un impegno continuo verso lo sviluppo dell'imprenditorialità sociale e dell'economia sociale e solidale al fine di ampliare ulteriormente gli obiettivi sociali, culturali e ambientali in ambiti quali la riduzione della povertà, l'assistenza sanitaria e lo sviluppo delle comunità;

13.  invita gli Stati membri a sviluppare piattaforme nazionali e regionali e a rafforzare la collaborazione con le varie parti interessate, comprese le parti sociali, per razionalizzare gli investimenti così da creare occupazione di qualità e migliorare la coesione economica, sociale e territoriale e per utilizzare il FEIS, ove appropriato, per operare investimenti intelligenti per lo sviluppo di servizi sociali, sanitari e di assistenza di alta qualità per i loro cittadini; invita la Commissione, il gruppo BEI e gli Stati membri a intensificare gli sforzi, a creare capacità, a fare opera di sensibilizzazione, a sviluppare un ecosistema adeguato e ad aumentare l'attrattiva degli investimenti in servizi sociali quali l'istruzione, la formazione, l'assistenza sanitaria e l'edilizia abitativa;

14.  ricorda che il forte interesse e la forte partecipazione ai progetti del FEIS da parte delle banche intermediarie di tutta l'UE per fornire finanziamenti alle PMI sono stati oltremodo fruttuosi;

15.  invita la Commissione a collaborare con il comitato direttivo del FEIS e a sfruttare tutte le opportunità esistenti per rafforzare l'accesso ai finanziamenti per le PMI, al fine di aumentare il volume complessivo delle azioni per questi strumenti;

16.  chiede alla Commissione europea e al gruppo BEI di permettere al FEIS di operare in più stretta collaborazione con i Fondi strutturali e con vari fondi e strumenti finanziari dell'UE, come i Fondi strutturali e d'investimento europei (SIE), il programma EaSI, il programma per la competitività delle imprese e le PMI (COSME), InnovaFin, lo strumento europeo Progress di microfinanza e altri fondi pertinenti, ma di evitare i doppi finanziamenti, al fine di assicurare un finanziamento ottimale ed efficace in modo più complementare; evidenzia che tale articolazione deve essere ulteriormente semplificata e che vanno eliminati gli ostacoli amministrativi; chiede pertanto un coordinamento adeguato tra le autorità competenti e che si miri anche alle regioni più colpite da alti livelli di disoccupazione e di povertà al fine di ridurre le disuguaglianze creando posti di lavoro di qualità e crescita sostenibile, promuovendo l'inclusione sociale e migliorando la sostenibilità ambientale; sottolinea che il FEIS dovrebbe svolgere una funzione supplementare e complementare in relazione alla politica di coesione;

17.  sottolinea che dai risultati iniziali emerge che gli Stati membri con una maggiore capacità tecnica e amministrativa, così come gli istituti finanziari, traggono maggiore vantaggio dal FEIS; avverte che tale situazione potrebbe comportare un ampliamento del divario tra regioni forti e regioni deboli; sottolinea che la BEI e la Commissione devono svolgere un ruolo più incisivo nel sostenere chi resta indietro attraverso una maggiore assistenza tecnica a livello locale e nel potenziare la capacità di alcuni paesi di trarre vantaggio dal FEIS;

18.  ricorda che, sebbene l'utilizzo dei finanziamenti del FEIS debba avvenire senza alcun orientamento o preallocazione regionale o settoriale, il FEIS si concentra prevalentemente su paesi in cui le lacune del mercato in termini di investimenti sono meno evidenti, il che induce a concludere che non viene riservata sufficiente attenzione al reale superamento delle lacune del mercato e ai vincoli che gravano sul mercato del lavoro; è del parere che il FEIS dovrebbe operare in modo più efficace con i Fondi strutturali per aiutare le regioni più deboli a superare le barriere e ritiene che lo sviluppo di un polo europeo di consulenza sugli investimenti che lavori a livello più locale, fornisca assistenza tecnica personalizzata e rafforzi le capacità, aumenterebbe il numero di domande;

19.  invita la Commissione e il gruppo BEI a impegnarsi più attivamente nelle consultazioni con gli Stati membri e le parti interessate in cooperazione con le autorità pubbliche, le banche di investimento pubbliche nonché le banche di promozione nazionali e le parti sociali, in particolare nei paesi che fino ad oggi hanno dimostrato un risultato insoddisfacente in termini di sfruttamento del Fondo; ritiene che il FEIS dovrebbe concentrarsi in particolare su progetti volti a ridurre la disoccupazione e su progetti che vertono su investimenti sociali nelle capacità presenti e future delle persone di impegnarsi nel mercato del lavoro, che presentano un elevato valore aggiunto europeo e contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi della strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e che promuovono la coesione e gli investimenti nel capitale umano; reputa importante che il FEIS copra settori chiave per l'UE nonché gli obiettivi del trattato di rafforzamento della coesione economica, sociale e territoriale e di riduzione delle disparità regionali; ritiene che i progetti riusciti riducano la disoccupazione;

20.  invita la Commissione e il gruppo BEI a sostenere gli Stati membri ad aumentare, nella misura del possibile, sia in generale che nel quadro del FEIS, gli investimenti in progetti miranti all'inclusione sociale e al rafforzamento della sostenibilità ambientale nelle regioni meno abitate nonché in quelle più isolate e ultraperiferiche più duramente colpite dalla crisi, al fine di ridurre le divergenze, in particolare per quanto concerne la disoccupazione e i livelli occupazionali, e nelle regioni e nei paesi con tassi elevati di disoccupazione e povertà che sono particolarmente penalizzate dalla mancanza di investimenti in opportunità di lavoro con conseguenti disoccupazione, esclusione ed emigrazione;

21.  invita la Commissione a intensificare la campagna di comunicazione sul FEIS e a fare opera di sensibilizzazione in merito al FEIS predisponendo per le PMI informazioni chiare e comprensibili, che forniscano esempi specifici e illustrino come ottenere un finanziamento e quali tipologie di progetti ricevono i finanziamenti del FEIS;

22.  ricorda che per il FEIS non è stata ancora eseguita alcuna valutazione e analisi delle cause del divario degli investimenti, delle esigenze di mercato e di come affrontarle al meglio; invita la Commissione a fornire una valutazione in tal senso; reputa più che deludente che la Commissione, nella valutazione del FEIS, non abbia riportato il numero, i tipi e le prospettive di posti di lavoro creati fino ad oggi grazie al Fondo e non abbia valutato il suo impatto di genere; invita la Commissione a porre in essere obiettivi occupazionali e a garantire che il contributo del FEIS alla crescita e all'occupazione sia adeguatamente misurato e monitorato, a studiare e valutare l'impatto dei progetti FEIS sul numero di posti di lavoro creati e l'impatto reale di questi investimenti sui posti di lavoro diretti e indiretti, e a registrare i risultati raggiunti grazie al Fondo in tutti i settori e paesi, ponendo in particolare l'accento sulle PMI;

23.  ricorda l'importanza di pubblicare regolarmente nuove cifre e nuovi aggiornamenti, comprese le valutazioni indipendenti, attingendo all'esperienza acquisita sinora; riconosce le difficoltà che comporta la valutazione di questa componente, considerati i tempi necessari perché i progetti giungano a maturazione, e invita a tal riguardo il gruppo BEI a elaborare i migliori metodi di raccolta e analisi di tali risultati in occasione della prossima valutazione, tenendo altresì conto dell'impatto a lungo termine al di là della durata del FEIS; ritiene che siano necessari maggiori sforzi per stabilire indicatori basati sul risultato che misurino gli obiettivi e le realizzazioni di ogni progetto; si compiace che esistano le relazioni sulla crescita e l'occupazione per gli strumenti attivati nell'ambito dello sportello PMI del FEIS e le relazioni d'impatto sociale nell'ambito dello strumento finanziario di garanzia del programma EaSI e degli strumenti pilota d'impatto sociale dello sportello PMI, e incoraggia la prosecuzione dell'utilizzo di tali relazioni;

24.  ritiene che i progetti infrastrutturali transfrontalieri siano fondamentali per la realizzazione del mercato unico, nonché per migliorare le opportunità di impiego; invita la Commissione e il polo europeo di consulenza sugli investimenti a concentrarsi sull'erogazione del supporto tecnico e sulla creazione di capacità per incrementare il numero di tali progetti e accrescerne la qualità e l'impatto;

25.  invita gli Stati membri a definire priorità di investimento nazionali più chiare anche per quanto riguarda la creazione di posti di lavoro e gli investimenti sociali e a elaborare progetti in collaborazione con il polo europeo di consulenza sugli investimenti; ritiene che la BEI dovrebbe garantire un adeguato ritorno continuo di informazioni con la Commissione per quanto riguarda le eventuali barriere normative che potrebbero impedire la realizzazione di buoni progetti ai diversi livelli; chiede alla Commissione di lavorare in più stretta cooperazione con gli Stati membri nel processo del semestre europeo, per aiutarli a iniziare quanto prima possibile ad attuare le raccomandazioni, in particolare attraverso la realizzazione di riforme economiche e sociali, in tal modo eliminando le barriere nazionali agli investimenti e creando un contesto favorevole alle imprese; ricorda che solo il "triangolo virtuoso", costituito da riforme strutturali identificate nelle raccomandazioni specifiche per paese, politiche di bilancio responsabili e investimenti, può condurre al successo; sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza del FEIS, che dovrebbe rendere conto al Parlamento garantendo la diffusione di informazioni di bilancio dettagliate e corrette nonché l'accesso ai dati finanziari relativi ai progetti finanziati dalla BEI;

26.  accoglie con favore la proposta della Commissione che prevede, nella seconda fase del FEIS, di aumentare la trasparenza delle modalità di selezione dei progetti obbligando il comitato per gli investimenti del FEIS a spiegare le sue decisioni e a motivare la concessione del sostegno, nonché la proposta di rendere pubblico il quadro di valutazione dei progetti del FEIS non appena questi siano stati firmati, senza divulgare informazioni commercialmente sensibili; osserva che indicatori quali la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo di competenze rivestono un'importanza fondamentale.

27.  plaude al fatto che la Commissione, in stretta collaborazione con la BEI, rafforzerà ulteriormente la comunicazione sul FEIS e sul polo europeo di consulenza sugli investimenti nell'intento di accrescere la consapevolezza circa la disponibilità dei finanziamenti e dell'assistenza tecnica in tutta l'Unione; sostiene che le informazioni sulle soluzioni di finanziamento, sull'assistenza tecnica e sulle procedure, inclusi esempi di buone pratiche e studi di casi, possono stimolare nuove idee e incentivare le iniziative di investimento;

28.  sottolinea la necessità di garantire che i progetti del FEIS rispettino la Carta dei diritti fondamentali dell'UE, compreso il diritto a condizioni di lavoro giuste ed eque; evidenzia, in particolare, la necessità di garantire il rispetto dei diritti di informazione e consultazione dei lavoratori.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.1.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

10

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Laura Agea, Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Enrique Calvet Chambon, Ole Christensen, Martina Dlabajová, Lampros Fountoulis, Arne Gericke, Marian Harkin, Czesław Hoc, Agnes Jongerius, Rina Ronja Kari, Jan Keller, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jean Lambert, Jérôme Lavrilleux, Patrick Le Hyaric, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Javi López, Thomas Mann, Dominique Martin, Joëlle Mélin, Elisabeth Morin-Chartier, João Pimenta Lopes, Georgi Pirinski, Terry Reintke, Sofia Ribeiro, Robert Rochefort, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Romana Tomc, Yana Toom, Ulrike Trebesius, Marita Ulvskog, Renate Weber, Jana Žitňanská

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Georges Bach, Heinz K. Becker, Lynn Boylan, Dieter-Lebrecht Koch, Paloma López Bermejo, Edouard Martin, Evelyn Regner, Csaba Sógor, Helga Stevens, Flavio Zanonato

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Marco Valli

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

41

+

ALDE

ECR

PPE

S&D

VERTS/ALE

Enrique Calvet Chambon, Martina Dlabajová, Marian Harkin, Robert Rochefort, Yana Toom, Renate Weber

Arne Gericke, Czesław Hoc, Helga Stevens, Ulrike Trebesius, Jana Žitňanská

Georges Bach, Heinz K. Becker, Dieter-Lebrecht Koch, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Jérôme Lavrilleux, Jeroen Lenaers, Verónica Lope Fontagné, Thomas Mann, Elisabeth Morin-Chartier, Sofia Ribeiro, Claude Rolin, Anne Sander, Sven Schulze, Csaba Sógor, Romana Tomc

Brando Benifei, Vilija Blinkevičiūtė, Ole Christensen, Agnes Jongerius, Jan Keller, Javi López, Edouard Martin, Georgi Pirinski, Evelyn Regner, Siôn Simon, Jutta Steinruck, Marita Ulvskog, Flavio Zanonato

Jean Lambert, Terry Reintke

 

10

-

EFDD

ENF

GUE/NGL

NI

 

Laura Agea, Marco Valli

Dominique Martin, Joëlle Mélin

Lynn Boylan, Rina Ronja Kari, Patrick Le Hyaric, Paloma López Bermejo, João Pimenta Lopes

Lampros Fountoulis

 

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


PARERE della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (11.10.2016)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Nicola Danti

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  osserva che il Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS), che è a pieno regime da tempo relativamente breve, è stato avviato con successo, ha ottenuto risultati concreti e ha rilanciato gli investimenti per superare la carenza di investimenti e l'assenza di competitività in Europa attraverso un'azione coordinata; sottolinea, tuttavia, che il processo va accelerato in misura significativa per ottenere risultati ancora più tangibili, soprattutto negli Stati membri in cui i finanziamenti del FEIS hanno registrato un basso livello, affinché lo strumento possa realizzare appieno i suoi obiettivi;

2.  sottolinea che il principio guida del FEIS è quello di mobilitare investimenti privati basati sul mercato e guidati interamente dalla domanda e sollecita pertanto la Commissione a valutare le opportunità di utilizzare le garanzie del FEIS per incoraggiare la partecipazione di più ampie fonti di investimento, quali i fondi pensione, il fondo sovrano di investimento e gli investimenti sociali, come cofinanziatori di progetti chiave;

3.  sottolinea che dovrebbe essere garantita una maggiore addizionalità del FEIS per i progetti in relazione alle normali attività della BEI, come definito dall'articolo 5 del regolamento UE 2015/1017; sottolinea che, poiché i fondi del FEIS sono stati reindirizzati dai programmi UE a ricerca, innovazione e infrastrutture, il FEIS dovrebbe sostenere gli investimenti strategici relativi ai progetti che non possono ottenere finanziamenti a causa di carenze del mercato, condizioni di investimento non ottimali o elevati livelli di rischio; sollecita, a questo proposito, la Commissione a effettuare una valutazione approfondita dell'addizionalità dei progetti già finanziati nell'ambito del FEIS e, sulla base dei risultati, a impostare regole e criteri chiari per definire l'addizionalità; ricorda, inoltre, che nel determinare i criteri relativi al ricorso alla garanzia dell'Unione, il FEIS dovrebbe tenere conto non solo della redditività, ma anche degli effetti positivi nel lungo periodo per il mercato unico in termini di crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, creazione di posti di lavoro e coesione;

4.  osserva che, nonostante i vari progetti positivi in materia di infrastrutture e innovazione, l'elevato tetto minimo dei progetti (50 milioni di EUR) limita il numero di progetti che possono essere attuati attraverso il FEIS, in particolare nei piccoli Stati membri; chiede, pertanto, una riduzione del tetto minimo per il finanziamento dei progetti;

5.  sottolinea che, sebbene lo sportello PMI del FEIS sia un successo e rappresenti una buona opportunità per le start-up, le PMI e le imprese a media capitalizzazione di ottenere rapidamente un finanziamento, occorrono ancora miglioramenti anche per quanto riguarda gli investimenti nello sportello relativo alle infrastrutture e all'innovazione; accoglie, pertanto, con favore l'intenzione della Commissione di ampliare e rafforzare lo sportello PMI; sottolinea la necessità di esplorare le risorse finanziarie per sostenere le PMI nel realizzare progetti a livello internazionale e sollecita la creazione di ulteriori opportunità di ottenere finanziamenti per i progetti delle PMI con un più alto profilo di rischio, in particolare nel settore digitale; ricorda, inoltre, che non devono essere tralasciati nemmeno i progetti che prevedono grandi investimenti, in particolare i progetti in materia di infrastrutture e innovazione; sottolinea la necessità di mettere a disposizione fondi per la trasformazione digitale, al fine di sostenere le PMI interessate dal passaggio al digitale, favorire uno sviluppo tecnologico nuovo e innovativo, con una più stretta cooperazione tra imprese consolidate e start-up;

6.  osserva che il forte interesse e la forte partecipazione delle banche intermediarie ai progetti del FEIS in tutta l'Unione nel fornire finanziamenti alle PMI hanno avuto un notevole successo; incoraggia la Commissione a collaborare con il comitato direttivo del FEIS e a sfruttare tutte le possibilità esistenti nell'ambito del regolamento del FEIS per rafforzare l'accesso ai finanziamenti per le PMI, al fine di aumentare il volume complessivo delle azioni per questi strumenti e consentire al FEI di finanziare un volume supplementare significativo di operazioni;

7.  chiede un migliore coordinamento e migliori sinergie tra il FEIS e gli altri fondi dell'UE, in particolare i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE), al fine di promuovere una spesa più efficace, una maggiore coesione in Europa e garantire un'ampia copertura geografica del FEIS, soprattutto nei paesi con un basso livello di finanziamenti a titolo del FEIS per ottenere una maggiore omogeneità degli investimenti e una riduzione delle disparità regionali.; chiede, inoltre, una maggiore cooperazione con le banche di promozione nazionali, le autorità regionali e locali e le parti interessate, incluso un ulteriore incentivo a creare piattaforme d'investimento per aggregare le opportunità di investimento settoriali e geografiche;

8.  sottolinea la necessità di accrescere la trasparenza delle operazioni del FEIS e diffondere ulteriormente le informazioni sui progetti e i loro risultati ai cittadini e ai potenziali beneficiari; sollecita la Commissione a dedicare maggiori sforzi a livello di comunicazione e consulenza mirate ad aumentare la visibilità del FEIS; propone di mettere a disposizione delle PMI delle informazioni chiare e comprensibili, che forniscano esempi concreti e che illustrino come ottenere un finanziamento e quali progetti ricevono i finanziamenti FEIS;

9.  ritiene che tutti i contratti firmati tra la BEI e i suoi clienti, sia pubblici che privati, debbano essere divulgati in modo sistematico, al fine di comprovare l'addizionalità dei progetti del FEIS e dimostrare al pubblico le rigorose norme applicabili ai progetti finanziati dal FEIS; sottolinea la necessità di potenziare il Portale dei progetti di investimento europei (PPIE), il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH), al fine di stabilire un collegamento con l'economia reale, compresa la cooperazione rafforzata con le banche di promozione nazionali, dare visibilità ai progetti e fornire un'assistenza tecnica di qualità ai potenziali promotori;

10.  ritiene che il FEIS sia uno strumento utile per il completamento e il miglioramento del mercato unico; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di rafforzare il terzo pilastro del "Piano di investimenti per l'Europa", anche nel contesto del processo del semestre europeo, al fine di rendere il contesto normativo dell'UE più certo, omogeneo e favorevole agli investimenti, concentrandosi in particolare sugli obiettivi strategici quali il completamento di un mercato interno pienamente integrato, competitivo e ben funzionante e lo sviluppo di un mercato unico digitale spinto dall'innovazione, e sulle principali azioni a sostegno di tali obiettivi; osserva che gli impegni del FEIS nei progetti del settore digitale sono altamente insufficienti;

11.  chiede agli Stati membri e alle parti interessate di valutare ulteriormente e promuovere le opportunità di investimento nel settore dei contenuti e dei servizi digitali, delle infrastrutture a banda larga ad alta velocità e per le telecomunicazioni, che costituiscono una premessa essenziale per il reale esercizio dei diritti dei consumatori in materia di accesso ai contenuti, qualità dei servizi e costi bassi; sottolinea l'importanza di superare le disparità di sviluppo delle infrastrutture tra le regioni in Europa e tra zone urbane e rurali; sottolinea l'importanza di finanziare l'istituzione di centri tecnologici nelle regioni meno industrializzate, al fine di ridurre le disparità regionali e rivitalizzare le economie locali, garantendo posti di lavoro di alta qualità e sostegno allo sviluppo di abilità;

12.  accoglie con favore la recente proposta della Commissione di estendere il FEIS oltre il 2018, per superare l'attuale carenza di investimenti in Europa e di continuare a mobilitare capitali del settore privato.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Catherine Bearder, Dita Charanzová, Carlos Coelho, Lara Comi, Anna Maria Corazza Bildt, Daniel Dalton, Nicola Danti, Dennis de Jong, Pascal Durand, Vicky Ford, Ildikó Gáll-Pelcz, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, Sergio Gutiérrez Prieto, Robert Jarosław Iwaszkiewicz, Liisa Jaakonsaari, Antonio López-Istúriz White, Marlene Mizzi, Eva Paunova, Jiří Pospíšil, Virginie Rozière, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Olga Sehnalová, Igor Šoltes, Ivan Štefanec, Catherine Stihler, Róża Gräfin von Thun und Hohenstein, Mylène Troszczynski, Mihai Ţurcanu, Anneleen Van Bossuyt, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Birgit Collin-Langen, Morten Løkkegaard, Julia Reda, Marc Tarabella, Sabine Verheyen


PARERE della commissione per lo sviluppo regionale (13.10.2016)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Mercedes Bresso

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo regionale invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  ricorda che la politica di investimento principale dell'Unione è la politica di coesione, il cui obiettivo è ridurre le disparità regionali e contribuire alla strategia dell'Unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva; osserva i risultati iniziali del Fondo europeo per gli investimenti strategici (FEIS) nella mobilitazione degli investimenti privati, soprattutto a favore delle PMI; ricorda che il FEIS deve contribuire anche alla coesione economica, sociale e territoriale e che sono necessari sforzi per accrescere le sinergie e la complementarità tra il FEIS e i fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) e altri programmi dell'UE; sottolinea l'importanza di garantire l'addizionalità del FEIS rispetto ad altri programmi finanziati dall'UE e iniziative della BEI, un aspetto finora spesso trascurato nel processo di attuazione, risolvendo carenze di mercato o condizioni di investimento non ottimali;

2.  plaude ai progetti di investimento approvati dal consiglio di amministrazione della BEI da cui emerge una serie di operazioni a maggior rischio che non sarebbero state finanziate dalle istituzioni finanziarie o da operazioni della politica di coesione; osserva, tuttavia, che molte delle operazioni concernono l'intervento dei fondi SIE e i criteri di ammissibilità, in particolare per quanto attiene al Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR); chiede un profilo di rischio più elevato per i progetti di investimento approvati, per portare più valore all'economia e coprire nicchie di mercato che altrimenti rimarrebbero fortemente carenti di investimenti;

3.  esorta la Commissione e la BEI a intensificare gli sforzi e a introdurre meccanismi che comprendano un insieme di criteri per garantire la verifica dell'addizionalità;

4.  invita la Commissione a presentare, in collaborazione con la BEI – al fine di valutare l'utilità del finanziamento del FEIS, le prospettive di finanziamento future nonché il suo eventuale ampliamento – un'analisi completa dei progetti finora finanziati, compreso il pilastro per le PMI, e a fornire dati e informazioni completi sui progressi dello sportello PMI;

5.  prende atto della pubblicazione, il 22 febbraio 2016, dei nuovi orientamenti della Commissione sull'uso complementare dei fondi SIE e del FEIS nonché la pubblicazione della Commissione e della BEI, del 18 marzo, sulle regole del FEIS relative alle piattaforme di investimento; osserva tuttavia che la quantità di sinergie tra il FEIS e i fondi SIE è ancora estremamente ridotta, e invita la Commissione, la BEI, le banche e gli istituti nazionali e regionali di promozione, nonché le autorità preposte alla gestione, ad accelerare la definizione e l'attuazione di ulteriori sinergie al fine di garantire una copertura geografica più ampia del FEIS;

6.  esprime preoccupazione in merito alla proposta della Commissione di coprire la quota degli investimenti a rischio più elevato per mezzo dei fondi SIE piuttosto che del FEIS quando gli strumenti saranno combinati; ritiene che ciò determini incertezza giuridica nell'uso dei fondi SIE e sia contrario alla motivazione originaria alla base del FEIS di fornire agli investimenti dell'UE una maggiore capacità di assunzione del rischio;

7.  esprime preoccupazione per il ruolo limitato del Parlamento nell'attuazione del FEIS e per la mancanza di trasparenza circa i criteri specifici di selezione dei progetti e gli importi stanziati in ciascun caso, molti dei quali non sono divulgati;

8.  osserva che gli orientamenti e l'azione della Commissione per il conseguimento delle sinergie non sono sufficientemente dettagliati; rileva che finora l'uso complementare dei fondi SIE e del FEIS si basa su un approccio dal basso e orientato alla domanda proveniente da autorità e attori locali;

9.  ritiene che la Commissione, la BEI, il Comitato delle regioni, gli Stati membri e le autorità preposte alla gestione, comprese quelle di livello regionale, dovrebbero cooperare maggiormente onde garantire che siano presentati più progetti integrati e complementari tra FEIS e fondi SIE, dal valore aggiunto europeo, per promuovere lo sviluppo territoriale e le politiche di coesione; osserva che i progetti in ambito di economia circolare potrebbero fornire un esempio di progetti integrati FEIS-fondi SIE in quanto, da un lato, promuovono il ruolo delle autorità locali e regionali nel consentire la transizione verso un'economia sostenibile, competitiva ed efficiente nell'uso delle risorse e, dall'altro, rientrano nel profilo di investimento dei progetti finanziabili dal FEIS;

10.  ritiene che sia essenziale tener conto delle diverse necessità di sviluppo economico e infrastrutturale delle regioni e della diversità territoriale degli Stati membri, garantendo al tempo stesso che l'ammissibilità dei progetti sia preservata da qualsiasi interferenza che possa tradursi in un'eccessiva dispersione dei fondi; sottolinea l'importanza di mettere a punto anche progetti tematici o transfrontalieri che potrebbero apportare un ulteriore valore aggiunto europeo e una maggiore coesione e, pertanto, reputa opportuna l'elaborazione di orientamenti unificati relativi ai progetti transfrontalieri; incoraggia tutti gli Stati membri a individuare le banche nazionali e regionali di promozione, che sono essenziali per la costituzione di piattaforme di investimento a concentrazione tematica o regionale, nonché ad agevolarne la partecipazione;

11.  invita la Commissione e gli Stati membri, al fine di accelerare l'attuazione dei progetti del FEIS e delle relative sinergie con i fondi SIE, ad agevolare l'impiego di modelli di finanziamento alternativi, come i partenariati pubblico-privato, nonché a semplificare il quadro legislativo delle norme sugli aiuti di Stato; invita gli Stati membri a predisporre riserve di progetti di investimento maturi con l'aiuto del Polo di consulenza, strutturandoli in modo ottimale onde garantire un maggiore utilizzo degli strumenti finanziari e maggiori complementarietà tra il FEIS e i fondi SIE;

12.  invita la Commissione e la BEI a investire sforzi nel sostenere le regioni non partecipanti attraverso investimenti nell'assistenza tecnica in loco, onde consentire l'equilibrio regionale delle operazioni relative ai progetti; ritiene che occorra accelerare la creazione di piattaforme di investimento locali, che costituiscono un punto d'incontro per i fondi pubblici e i finanziamenti privati;

13.  fa riferimento all'esperienza tratta dalle operazioni della politica di coesione, che indica che la necessità di un'assistenza tecnica ai beneficiari privati e pubblici è più presente a livello regionale e locale; chiede pertanto alla Commissione e alla BEI di coinvolgere gli intermediari finanziari e le organizzazioni ombrello in modo flessibile e aperto; ritiene che nelle regioni dell'UE in cui si riscontrano scarsi risultati sarebbe opportuno avviare una rigorosa campagna di comunicazione sui progetti d'investimento del FEIS;

14.  reputa che, laddove integrino i finanziamenti SIE, i progetti del FEIS debbano rispettare i requisiti di concentrazione tematica; ritiene necessario accelerare l'attuazione dei progetti del FEIS e tener conto delle priorità degli Stati membri nel quadro dei fondi SIE e del FEIS;

15.  ritiene che la selezione delle operazioni di finanziamento del FEIS e la gestione dei progetti dovrebbero essere più trasparenti, affidabili e basate su criteri definiti e, ove necessario, dovrebbero coinvolgere gli attori locali e regionali già in una fase precoce; osserva la necessità di rafforzare la partecipazione delle autorità locali e regionali alla selezione dei progetti di interesse locale e regionale; sottolinea che il Polo europeo di consulenza sugli investimenti (EIAH) e il comitato per gli investimenti del FEIS dovrebbero avvalersi delle competenze delle autorità regionali e locali al fine di promuovere progetti integrati e complementari tra FEIS e fondi SEI; segnala che, a tale scopo, l'EIAH dovrebbe svolgere un ruolo attivo nel consentire ancor più agli enti locali e regionali di sfruttare al meglio il FEIS; incoraggia gli Stati membri e le autorità regionali e locali a presentare nel Portale dei progetti di investimento europei i progetti che potrebbero fruire del finanziamento complementare del FEIS e dei fondi SIE, al fine di attrarre investimenti sul loro territorio;

16.  sottolinea la necessità di rafforzare la piattaforma nazionale e regionale a sostegno del coordinamento e delle sinergie tra i fondi dell'UE e altri programmi; incoraggia altresì l'introduzione, a livello degli Stati membri, di strumenti amministrativi che consentano di indirizzare i progetti presentati per il finanziamento verso gli strumenti appropriati, a seconda della natura del progetto;

17.  chiede alla Commissione di evitare la sovrapposizione degli obiettivi per cui i finanziamenti del FEIS sono destinati a progetti che potrebbero essere finanziati altrettanto adeguatamente dai fondi SIE; chiede, alla luce dell'importanza dell'addizionalità e della complementarietà, una maggiore visibilità dei fondi SIE e una migliore comunicazione in merito, invece dell'attuale tendenza piuttosto unilaterale della Commissione a porre l'accento sul FEIS;

18.  rammenta che il Parlamento deve svolgere un ruolo fondamentale nel monitorare l'impatto di queste strategie e di questi progetti, con l'obiettivo di promuovere l'occupazione e la crescita economica e sostenibile; ricorda che il Parlamento deve altresì svolgere un ruolo importante nel monitoraggio dell'impatto delle sinergie e delle complementarietà tra il FEIS e i fondi SIE e gli altri programmi dell'Unione.

ESITO DELLA VOTAZIONE FINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

11.10.2016

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pascal Arimont, Franc Bogovič, Mercedes Bresso, Rosa D’Amato, Krzysztof Hetman, Ivan Jakovčić, Constanze Krehl, Louis-Joseph Manscour, Iskra Mihaylova, Jens Nilsson, Andrey Novakov, Konstantinos Papadakis, Mirosław Piotrowski, Stanislav Polčák, Julia Reid, Terry Reintke, Liliana Rodrigues, Fernando Ruas, Monika Smolková, Maria Spyraki, Ruža Tomašić, Ramón Luis Valcárcel Siso, Matthijs van Miltenburg, Lambert van Nistelrooij, Derek Vaughan, Joachim Zeller

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Viorica Dăncilă, Josu Juaristi Abaunz, Bronis Ropė, Peter Simon, Branislav Škripek, Damiano Zoffoli


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (23.3.2017)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per i problemi economici e monetari

sull'attuazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici

(2016/2064(INI))

Relatore per parere: Jill Evans

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per i bilanci e la commissione per i problemi economici e monetari, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  prende atto con disappunto del fatto che soltanto il 4 % dei finanziamenti del FEIS — sia nell’ambito dello sportello relativo alle infrastrutture e all’innovazione che di quello delle PMI — è stato destinato all’obiettivo tematico di cui all’articolo 9, paragrafo 2, lettera g), del regolamento sul FEIS e che i settori della cultura e dell'istruzione abbiano approfittato solo di una minima parte di quel 4 %;

2.  sottolinea inoltre la necessità di pervenire a una distribuzione geografica più equilibrata dei finanziamenti a titolo del FEIS; ricorda che la maggior parte dei progetti FEIS vengono approvati nelle regioni economicamente più floride dell'Europa occidentale; chiede pertanto che siano effettuati maggiori sforzi per indagare ulteriormente ed esaminare le esigenze e le carenze specifiche nei paesi che si avvalgono in misura minore del sostegno del FEIS e per fornire maggiore assistenza tecnica e supporto locale e settoriale al fine di assicurare che il FEIS raggiunga tutti gli Stati membri;

3.  sottolinea l'interesse degli operatori del settore culturale e creativo (SCC) al finanziamento del FEIS, come pure il potenziale dello sportello per le PMI del settore; deplora tuttavia la mancanza di interesse nei confronti del FEIS, delle sue opzioni di finanziamento e dei suoi strumenti; insiste sulla necessità che la Commissione adotti nuove iniziative di comunicazione e intensifichi quelle esistenti, che necessitano di essere adeguate alle esigenze del SCC e realizzate a livello locale negli Stati membri, anche attraverso i desk Europa creativa;

4.  osserva che il SCC consiste prevalentemente di piccole e medie imprese con un maggiore grado di rischio; constata a tale riguardo che le piattaforme di investimento possono agevolare il raggio d'azione dei fondi FEIS, in quanto possono raggruppare progetti di minore entità e contratti di gruppo; esorta gli organi direttivi del FEIS a prestare maggiore attenzione alle piattaforme di investimento al fine di ottimizzare i benefici che queste ultime possono apportare, superando gli ostacoli agli investimenti; invita la BEI a fornire alle parti interessate maggiori informazioni sulle piattaforme; osserva che le associazioni europee attive nella cultura e nell'istruzione dispongono di reti di associazioni con conoscenza settoriale e geografica che potrebbe contribuire a indirizzare meglio le misure di sensibilizzazione; rileva il notevole potenziale che il Polo europeo di consulenza sugli investimenti potrebbe fornire per creare piattaforme di investimento che a loro volta possano favorire una distribuzione geografica e settoriale più equilibrata;

5.  ritiene che il SCC necessiti anche di consulenza mirata, che consenta di comprendere le possibilità e le procedure di finanziamento a titolo del FEIS, e che gli intermediari finanziari necessitino di sostegno per comprendere meglio il SCC e le sue esigenze; accoglie con favore, a tale riguardo, la proposta 2.0 del FEIS di aumentare il ruolo del Polo europeo di consulenza sugli investimenti e di rafforzarne la presenza a livello nazionale, regionale e locale; insiste sul fatto che il Polo debba disporre di risorse adeguate per essere in grado di fornire un sostegno mirato ai settori dell'istruzione e della cultura, in tutte le fasi della procedura;

6.  invita la Commissione e il gruppo BEI ad accumulare e a integrare le competenze concentrandosi nello specifico sugli investimenti culturali nel Polo; chiede che il Polo collabori quanto più strettamente possibile con le banche di sviluppo nazionali e con quanti partecipano al SCC con l'obiettivo di prestare un sostegno ottimale;

7.  osserva che nella maggior parte degli Stati membri la legge non consente a scuole e università di contrarre prestiti in denaro e che il FEIS è perlopiù inadeguato per tale settore; deplora che, nonostante siano stati sottratti finanziamenti a Orizzonte 2020, il sostegno del FEIS per la ricerca e l'innovazione non abbia arrecato un beneficio adeguato alle università pubbliche; insiste pertanto affinché i finanziamenti siano restituiti a Orizzonte 2020;

8.  osserva che le persone provenienti da aree rurali si trovano in netto svantaggio per quanto riguarda l'accesso all'istruzione e, pertanto, chiede il miglioramento della connettività, delle infrastrutture e dell'accessibilità;

9.  chiede maggiori sinergie tra il FEIS e gli altri fondi dell'Unione europea, in particolare i fondi SIE, Orizzonte 2020 e lo strumento di garanzia di Europa creativa; esorta la Commissione a far avanzare lo strumento di garanzia di Europa creativa tramite il FEIS, a vantaggio delle PMI; sottolinea che il Polo può svolgere un ruolo fornendo informazioni su come combinare i fondi dell'UE e che consulenza e formazione dovrebbero essere fornite di conseguenza; esorta la Commissione a fornire un portale online a sportello unico per consentire ai potenziali beneficiari nel settore della cultura e dell'istruzione di valutare tutte le opzioni di finanziamento e analizzare come queste possano essere combinate in modo efficace; si compiace a tale riguardo delle linee guida della Commissione recentemente pubblicate e concernenti la combinazione di fondi FEIS con fondi SIE.

ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE

DA CUI IL RELATORE PER PARERE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Il seguente elenco è redatto su base puramente volontaria sotto l'esclusiva responsabilità del relatore per parere. Nella preparazione del progetto di parere il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità:

Ente

Banca europea per gli investimenti

Fondo europeo per gli investimenti

Unione internazionale del Cinema

Associazione Pearle (Performing Arts Employers' Associations League Europe)

Culture Action Europe

Associazione europea delle università

European Association of Institutions in Higher Education (EURASHE)

Piattaforma per l'apprendimento permanente

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.3.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

22

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Jill Evans, Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Andrew Lewer, Svetoslav Hristov Malinov, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Bogdan Brunon Wenta, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Therese Comodini Cachia, Dietmar Köster, Emma McClarkin, Martina Michels

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

22

+

ECR

Andrew Lewer, Emma McClarkin

GUE/NGL

Nikolaos Chountis, Martina Michels

PPE

Andrea Bocskor, Therese Comodini Cachia, Svetoslav Hristov Malinov, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Bogdan Brunon Wenta, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Milan Zver

S&D

Giorgos Grammatikakis, Petra Kammerevert, Dietmar Köster, Krystyna Łybacka, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Julie Ward

Verts/ALE

Jill Evans, Helga Trüpel

1

-

EFDD

Isabella Adinolfi

1

0

ENF

Dominique Bilde

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

15.5.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

63

10

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nedzhmi Ali, Gerolf Annemans, Jonathan Arnott, Jean Arthuis, Hugues Bayet, Pervenche Berès, Reimer Böge, Udo Bullmann, Lefteris Christoforou, Gérard Deprez, Manuel dos Santos, José Manuel Fernandes, Jonás Fernández, Eider Gardiazabal Rubial, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Barbara Kappel, Othmar Karas, Bernd Kölmel, Zbigniew Kuźmiuk, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Olle Ludvigsson, Marisa Matias, Gabriel Mato, Costas Mavrides, Clare Moody, Luigi Morgano, Siegfried Mureşan, Victor Negrescu, Luděk Niedermayer, Jan Olbrycht, Stanisław Ożóg, Urmas Paet, Pina Picierno, Paul Rübig, Pirkko Ruohonen-Lerner, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Jordi Solé, Theodor Dumitru Stolojan, Patricija Šulin, Eleftherios Synadinos, Paul Tang, Michael Theurer, Isabelle Thomas, Ramon Tremosa i Balcells, Marco Valli, Tom Vandenkendelaere, Miguel Viegas, Daniele Viotti, Marco Zanni, Stanisław Żółtek

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Xabier Benito Ziluaga, Richard Corbett, Andrea Cozzolino, Bas Eickhout, Heidi Hautala, Ramón Jáuregui Atondo, Eva Kaili, Krišjānis Kariņš, Jeppe Kofod, Eva Maydell, Nils Torvalds, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Julia Reda, Bart Staes, Jarosław Wałęsa, Lambert van Nistelrooij


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

63

+

ALDE

Nedzhmi Ali, Jean Arthuis, Gérard Deprez, Petr Ježek, Urmas Paet, Michael Theurer, Nils Torvalds, Ramon Tremosa i Balcells

ECR

Zbigniew Kuźmiuk, Stanisław Ożóg

PPE

Reimer Böge, Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Esteban González Pons, Ingeborg Gräßle, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Danuta Maria Hübner, Othmar Karas, Krišjānis Kariņš, Georgios Kyrtsos, Alain Lamassoure, Gabriel Mato, Eva Maydell, Siegfried Mureşan, Luděk Niedermayer, Jan Olbrycht, Paul Rübig, Theodor Dumitru Stolojan, Tom Vandenkendelaere, Jarosław Wałęsa, Tomáš Zdechovský, Lambert van Nistelrooij, Patricija Šulin

S&D

Hugues Bayet, Pervenche Berès, Udo Bullmann, Richard Corbett, Andrea Cozzolino, Jonás Fernández, Eider Gardiazabal Rubial, Roberto Gualtieri, Cătălin Sorin Ivan, Ramón Jáuregui Atondo, Eva Kaili, Jeppe Kofod, Olle Ludvigsson, Costas Mavrides, Clare Moody, Luigi Morgano, Victor Negrescu, Pina Picierno, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Paul Tang, Isabelle Thomas, Daniele Viotti, Manuel dos Santos

VERTS/ALE

Bas Eickhout, Heidi Hautala, Julia Reda, Jordi Solé, Bart Staes

10

-

ECR

Bernd Kölmel

EFDD

Jonathan Arnott, Marco Valli

ENF

Gerolf Annemans, Marco Zanni, Stanisław Żółtek

GUE/NGL

Xabier Benito Ziluaga, Marisa Matias, Miguel Viegas

NI

Eleftherios Synadinos

2

0

ECR

Pirkko Ruohonen-Lerner

ENF

Barbara Kappel

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

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