Procedura : 2017/2069(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A8-0385/2017

Testi presentati :

A8-0385/2017

Discussioni :

PV 11/12/2017 - 19
CRE 11/12/2017 - 19

Votazioni :

PV 12/12/2017 - 5.14
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P8_TA(2017)0487

RELAZIONE     
PDF 683kWORD 116k
30.11.2017
PE 606.039v03-00 A8-0385/2017

sulla relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017 - Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Commissione per le petizioni

Relatore: Beatriz Becerra Basterrechea

Relatore per parere (*):

Csaba Sógor, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

(*) Procedura con le commissioni associate - Articolo 54 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 PARERE della commissione per le libertà civili,la giustizia e gli affari interni
 PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione
 PARERE della commissione per gli affari costituzionali
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017 - Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Il Parlamento europeo,

–  vista la relazione della Commissione del 24 gennaio 2017 dal titolo "Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico – Relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017" (COM(2017)0030),

–  vista la relazione elaborata a norma dell'articolo 25 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) sui progressi verso l'effettiva cittadinanza dell'UE 2013-2016,

–  visti i risultati della consultazione pubblica sulla cittadinanza dell'UE 2015, condotta dalla Commissione, e i risultati delle indagini Eurobarometro del 2015 sui diritti elettorali e sulla cittadinanza,

–  vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo,

–  visti gli articoli 2, 6 e da 9 a 12 del trattato sull'Unione europea (TUE), gli articoli da 18 a 25 TFUE e gli articoli 11, 21 e da 39 a 46 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (la Carta),

–  visto il rispetto dello Stato di diritto sancito dall'articolo 2 TUE,

–  visto l'articolo 3, paragrafo 2 TUE, che sancisce il diritto alla libera circolazione delle persone,

–  visto il diritto di petizione di cui all'articolo 44 della Carta,

–  visto l'articolo 165 TUE,

–  visto il diritto di petizione di cui all'articolo 227 TFUE,

–  visto il protocollo n. 1 del TFUE sul ruolo dei parlamenti nazionali nell'Unione europea,

–  visto il protocollo n. 2 del TFUE sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 29 febbraio 2016 sulla strategia per il mercato unico(1), in particolare il documento sui risultati della riunione informale dei centri SOLVIT tenutasi a Lisbona il 18 settembre 2015(2),

–  vista la sua risoluzione del 12 marzo 2014 dal titolo "Relazione 2013 sulla cittadinanza dell'Unione. Cittadini UE: i vostri diritti, il vostro futuro"(3),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2016 dal titolo "Apprendere l'UE a scuola"(4),

–  vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2016 dal titolo "Controllo dell'applicazione del diritto dell'Unione europea: relazione annuale 2014"(5),

–  vista la sua risoluzione del 2 febbraio 2017 recante raccomandazioni alla Commissione sugli aspetti transfrontalieri delle adozioni(6),

–  vista la sua risoluzione del 2 marzo 2017 sull'attuazione del programma "L'Europa per i cittadini"(7),

–  vista la proposta di regolamento del Consiglio concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e la sottrazione internazionale di minori (rifusione) (COM(2016)0411),

–  vista la relazione sulle attività del suo gruppo di lavoro sulle questioni relative al benessere del minore, in particolare le sue conclusioni(8),

–  vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2016 sulle attività della commissione per le petizioni relative al 2015(9),

–  visti il parere della commissione per le petizioni del 22 marzo 2017(10) e il parere della commissione per gli affari costituzionali del 1° giugno 2017(11) sulla relazione della Commissione europea sul controllo dell'applicazione del diritto dell'UE 2015,

–  viste le audizioni organizzate dalla commissione per le petizioni nel 2016 e nel 2017, in particolare: l'audizione pubblica congiunta dell'11 maggio 2017, organizzata dalle commissioni LIBE, PETI e EMPL, dal titolo "La situazione e i diritti dei cittadini dell'UE nel Regno Unito"; l'audizione pubblica dell'11 ottobre 2016 dal titolo "Ostacoli alla libertà dei cittadini dell'UE di circolare e lavorare nel mercato interno"; l'audizione pubblica del 4 maggio 2017 dal titolo "Lotta contro la discriminazione e protezione delle minoranze"; l'audizione pubblica congiunta del 15 marzo 2016, organizzata dalla DG Giustizia e consumatori della Commissione e dalle commissioni LIBE, PETI, AFCO e JURI del Parlamento europeo, dal titolo "La cittadinanza dell'Unione nella pratica", e l'audizione congiunta sull'apolidia, del 29 giugno 2017, organizzata dalle commissioni LIBE e PETI;

–  viste le audizioni della commissione PETI del 22 febbraio 2016, dal titolo "Ampliare l'ambito di applicazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (articolo 51)?", del 21 giugno 2016, dal titolo "Trasparenza e libertà di informazione all'interno delle istituzioni dell'Unione europea", e del 22 giugno 2017, dal titolo "Riconquistare la fiducia dei cittadini nel progetto europeo", unitamente alle precedenti audizioni tenutesi nell'ambito della presente legislatura sul diritto di petizione (23 giugno 2015) e sull'iniziativa dei cittadini europei (26 febbraio 2015),

–  visti gli studi commissionati nel 2016 e nel 2017 dal dipartimento tematico C del Parlamento europeo, su richiesta della commissione per le petizioni, dal titolo "Obstacles to the right of free movement and residence for EU citizens and their families" (Ostacoli al diritto di libera circolazione e soggiorno per i cittadini dell'Unione e i loro familiari), "Discrimination(s) as emerging from the petitions received" (Casi di discriminazione emersi nell'ambito delle petizioni ricevute), "The impact of Brexit in relation to the right to petition and on the competences, responsibilities and activities of the Committee on Petitions" (Ripercussioni della Brexit sul diritto di petizione e sulle competenze, responsabilità e attività della commissione per le petizioni) e "The protection pole of the Committee on Petitions in the context of the implementation of the UN Convention on the Rights of Persons with Disabilities" (Il ruolo di protezione svolto dalla commissione per le petizioni nel quadro dell'attuazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità),

–  visto l'articolo 52 del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per le petizioni e i pareri della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per la cultura e l'istruzione, della commissione per gli affari costituzionali e della commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (A8-0385/2017),

A.  considerando che la cittadinanza dell'UE e i diritti connessi sono stati inizialmente introdotti nel 1992 dal trattato di Maastricht e sono stati ulteriormente rafforzati dal trattato di Lisbona, entrato in vigore nel dicembre 2009, nonché dalla Carta;

B.  considerando che l'esercizio della cittadinanza presuppone quale condizione preliminare la garanzia e il godimento di tutti i diritti umani, in particolare i diritti economici, sociali e culturali;

C.  considerando che un approccio olistico votato al conseguimento degli obiettivi fissati nei trattati dell'UE, quali la piena occupazione e il progresso sociale, è fondamentale per consentire il reale godimento dei diritti e delle libertà connessi alla cittadinanza dell'UE;

D.  considerando che l'accesso alla cittadinanza dell'UE passa attraverso la cittadinanza di uno Stato membro, che è disciplinata dal diritto nazionale; che, al contempo, da tale istituto scaturiscono diritti e doveri che sono stabiliti dal diritto dell'Unione e non dipendono dagli Stati membri; che, in ragione di quanto precede, è altrettanto vero che tali diritti e obblighi non possono essere limitati in modo ingiustificato dagli Stati membri, ivi compresi i loro organi subnazionali; che, nell'ambito dell'accesso alla cittadinanza nazionale, gli Stati membri dovrebbero essere guidati dai principi del diritto dell'UE, quali i principi di proporzionalità e non discriminazione, entrambi ben definiti nella giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea; che, secondo i trattati, tutti i cittadini dell'Unione europea devono ricevere pari attenzione dalle istituzioni dell'UE;

E.  considerando che i cittadini dell'Unione confidano nel fatto che gli Stati membri, ivi compresi gli organi subnazionali, applichino sia il diritto dell'UE che le norme nazionali, condizione indispensabile per l'esercizio effettivo dei diritti derivanti dalla cittadinanza dell'Unione di cui essi sono titolari;

F.  considerando che la valorizzazione della cittadinanza dell'UE è correlata al miglioramento della qualità della democrazia a livello dell'Unione, al concreto godimento dei diritti e delle libertà fondamentali nonché alla possibilità accordata a ciascun cittadino di partecipare alla vita democratica dell'Unione;

G.  considerando che qualsiasi alterazione unilaterale della frontiera di uno Stato membro costituisce quanto meno una violazione dell'articolo 2, dell'articolo 3, paragrafo 2, e dell'articolo 4, paragrafo 2 TUE, oltre a mettere a rischio l'esercizio dell'insieme dei diritti derivanti dalla cittadinanza dell'Unione;

H.  considerando che il trattato di Lisbona ha consolidato i diritti e le garanzie inalienabili della cittadinanza dell'UE, tra cui la libertà di viaggiare, lavorare e studiare in un altro Stato membro, nonché il diritto di partecipare alla vita politica europea, di promuovere l'uguaglianza e il rispetto della diversità e di essere protetti dalla discriminazione, segnatamente quella basata sulla nazionalità; che l'esercizio sempre maggiore del diritto alla libertà di circolazione all'interno dell'UE nel corso dei decenni scorsi ha determinato l'emergere di famiglie miste, spesso con bambini, caratterizzate da diverse nazionalità; che, nonostante si tratti di una tendenza positiva ai fini del consolidamento della cittadinanza dell'UE quale istituto a sé stante, tale situazione comporta altresì esigenze specifiche e pone sfide che interessano diversi ambiti, ivi compresi aspetti di natura giuridica;

I.  considerando che la prospettiva del recesso del Regno Unito dall'Unione europea (Brexit) ha messo in luce l'importanza dei diritti di cittadinanza dell'UE e il loro ruolo fondamentale nella vita quotidiana di milioni di cittadini dell'Unione e ha accresciuto la consapevolezza all'interno dell'UE della potenziale perdita di diritti che la Brexit potrebbe comportare per entrambe le parti, con particolare riguardo per i 3 milioni di cittadini dell'UE residenti nel Regno Unito e l'1,2 milioni di cittadini del Regno Unito residenti nell'UE;

J.  considerando che, a seguito degli ultimi eventi verificatisi nel Regno Unito, la crisi umanitaria dei rifugiati, l'impatto sociale ed economico devastante delle politiche di austerità, gli elevati livelli di disoccupazione e povertà e l'ascesa della xenofobia e del razzismo nell'Unione europea mettono in discussione la fiducia riposta nel sistema dell'UE e più in generale nel progetto europeo;

K.  considerando che il diritto alla libera circolazione e l'esercizio di tale diritto sono fondamentali per la cittadinanza dell'UE e integrano le altre libertà del mercato interno dell'Unione; che i giovani europei attribuiscono particolare importanza alla libertà di movimento, che figura al primo posto in termini di riconoscimento e di popolarità tra i cittadini dell'Unione, e che considerano il risultato più positivo conseguito dall'UE dopo quello della pace;

L.  considerando che, come indicato in diverse petizioni ricevute, la libertà di circolazione e il suo esercizio sono stati violati da diversi Stati membri che hanno espulso o minacciato di espellere cittadini europei dal loro territorio;

M.  considerando che, come evidenziato da petizioni e denunce presentate alla Commissione e a SOLVIT, i cittadini dell'UE incontrano notevoli difficoltà nel godere dei loro diritti e delle loro libertà fondamentali a causa di problemi economici ed occupazionali di rilevante entità, aggravati dall'adozione di misure di austerità a livello dell'UE e degli Stati Membri, dagli oneri amministrativi e burocratici presenti nei paesi dell'Unione nonché dalla disinformazione e/o della mancanza di cooperazione da parte delle autorità degli Stati membri;

N.  considerando che il principio di non discriminazione sulla base del sesso, della razza, del colore della pelle, dell'origine etnica o sociale, delle caratteristiche genetiche, della lingua, della religione o delle convinzioni personali, delle opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, dell'appartenenza ad una minoranza nazionale, del patrimonio, della nascita, della disabilità, dell'età o dell'orientamento sessuale, sancito dall'articolo 21 della Carta, è l'espressione primaria della cittadinanza dell'Unione europea; che, come risulta dalle petizioni, tale principio è altresì essenziale ai fini dell'esercizio effettivo della libertà di circolazione;

O.  considerando che il rispetto dei diritti delle persone appartenenti a minoranze costituisce uno dei valori fondanti dell'UE sanciti dai trattati; che circa l'8 % dei cittadini dell'Unione appartiene a una minoranza nazionale e circa il 10 % parla una lingua regionale o minoritaria; che è necessario rafforzare l'effettiva protezione delle minoranze;

P.  considerando che il consolidamento dei diritti dei cittadini e delle istituzioni democratiche passa per la lotta alla discriminazione e alla disparità di genere, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

Q.  considerando che la sottorappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali, soprattutto in ambito politico e a livello dei quadri aziendali, ostacola lo sviluppo delle capacità e indebolisce la partecipazione delle donne alla vita democratica dell'UE;

R.  considerando che la partecipazione e la leadership femminili nei processi decisionali politici si trovano continuamente confrontate a diversi ostacoli, quali il persistere di stereotipi basati sul genere e le conseguenze della recente crisi economica, unitamente alle sue ripercussioni negative sulle questioni relative all'uguaglianza di genere;

S.  considerando che in tutta l'UE esistono forti disparità in termini di protezione delle vittime di violenza di genere e di violenza domestica nei casi di controversie familiari transfrontaliere;

T.  considerando che la discriminazione cui sono soggette le donne in tutta l'Unione costituisce un ostacolo all'uguaglianza; che le donne sono ancora sottorappresentate sia come elettrici che in posizioni direttive, tanto nei mandati elettivi, quanto nel servizio pubblico, nel mondo accademico, nei media o nel settore privato; che la diffusa pluralità delle discriminazioni subite dalle donne e il numero sproporzionato di donne che si trovano ad affrontare condizioni di povertà ed esclusione sociale rappresentano un ostacolo al pieno esercizio dei loro diritti di cittadinanza;

U.  considerando che il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, quale sancito dagli articoli 20 e 227 TFUE, e dell'articolo 44 della Carta, è uno dei pilastri della cittadinanza dell'Unione europea e figura al secondo posto fra i diritti di cittadinanza dell'UE più conosciuti, creando un'interfaccia tra i cittadini e le istituzioni europee attraverso un processo che deve essere aperto, democratico e trasparente;

V.  considerando che i diritti fondamentali dei cittadini dell'UE possono essere garantiti mediante un nuovo approccio all'interpretazione dell'articolo 51 della Carta;

W.  considerando che i cittadini europei sono direttamente rappresentati in seno al Parlamento europeo e hanno il diritto democratico di votare e partecipare alle elezioni europee, anche se risiedono in un altro Stato membro; che il diritto di voto alle elezioni europee e locali dei cittadini dell'Unione che hanno esercitato il diritto alla libertà di circolazione non è agevolato e promosso in modo uniforme in tutti gli Stati membri; che da diverse petizioni è emerso che esistono ostacoli burocratici e carenze di natura amministrativa o di altro tipo per quanto concerne l'esercizio del diritto di voto alle elezioni nazionali o regionali del proprio Stato membro d'origine per coloro che risiedono in un altro Stato membro; che vi sono cittadini che subiscono limitazioni di tale diritto democratico, come nel caso delle persone con disabilità negli Stati membri che, pur avendo ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, non hanno tuttavia assolto l'obbligo di riformare la normativa elettorale per consentire alle persone con disabilità di esercitare il proprio diritto di voto;

X.  considerando che i cittadini hanno il diritto di organizzare o sostenere, insieme ad altri cittadini dell'Unione di qualsiasi Stato membro, un'iniziativa dei cittadini europei che consenta loro di contribuire a definire l'agenda legislativa dell'UE; che l'iniziativa dei cittadini europei è un importante strumento di democrazia diretta che consente ai cittadini di partecipare attivamente alla definizione delle politiche e delle normative dell'Unione; che tale strumento dovrebbe essere trasparente ed efficace; che finora l'esercizio di tale diritto non si è rivelato soddisfacente;

Y.  considerando che la creazione dello spazio Schengen e l'integrazione dell'acquis di Schengen nel quadro dell'Unione hanno rafforzato notevolmente la libertà di circolazione nell'UE e rappresentano uno dei traguardi più importanti del processo di integrazione europea; che, nelle sue conclusioni nn. 9166/3/11 e 9167/3/11 del 9 giugno 2011, il Consiglio dell'Unione europea ha confermato che il processo di valutazione e la preparazione tecnica di Bulgaria e Romania in vista dell'adesione allo spazio Schengen si sono conclusi positivamente;

Z.  considerando che la sicurezza rappresenta una delle principali preoccupazioni dei cittadini dell'UE; che l'Unione europea dovrebbe adoperarsi affinché i suoi cittadini abbiano la sensazione che la loro libertà sia protetta e che la loro sicurezza sia garantita su tutto il territorio dell'Unione, assicurando nel contempo che le loro libertà e i loro diritti siano parimenti rispettati e protetti; che il terrorismo rappresenta una minaccia globale che deve essere affrontata in modo efficace a livello locale, nazionale e unionale al fine di garantire la sicurezza dei cittadini europei;

AA.  considerando che, in base alla valutazione d'impatto svolta della Commissione e allegata alla direttiva (UE) 2015/637 del Consiglio, del 20 aprile 2015, sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi(12), circa sette milioni di cittadini dell'UE viaggiano o vivono al di fuori dell'Unione in luoghi in cui il loro paese non dispone di un'ambasciata o di un consolato; che secondo le stime il numero di cittadini dell'UE non rappresentati aumenterà fino ad almeno 10 milioni entro il 2020; che i cittadini dell'UE che risiedono nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato hanno diritto a essere tutelati dalle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi altro Stato membro, alle medesime condizioni dei cittadini dello Stato in questione;

1.  prende atto della relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'UE 2017, in cui figura un elenco delle nuove priorità per settore d'attività per i prossimi anni; ricorda che la corretta applicazione del diritto dell'Unione è una responsabilità condivisa tra gli Stati membri e le istituzioni dell'UE; sottolinea al riguardo il ruolo cruciale della Commissione, in qualità di custode dei trattati, nell'attuazione degli articoli da 258 a 260 TFUE; osserva che è necessario che le priorità rispondano efficacemente alle preoccupazioni dei cittadini e che siano stabiliti impegni e azioni ben definiti e concreti per i prossimi tre anni; esorta la Commissione ad accelerare la sua politica volta a far rispettare la legislazione dell'UE, facendo ricorso a tutti gli strumenti e i meccanismi a sua disposizione;

2.  osserva che il diritto di petizione, il diritto di ricorrere al Mediatore europeo e il diritto di accesso ai documenti e ai registri sono elementi fondamentali e concreti della cittadinanza dell'UE e accrescono la trasparenza del processo decisionale; auspica pertanto che tali diritti siano promossi e posti in risalto quali elementi chiave della relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'UE e che siano rispecchiati in maniera adeguata in tale documento;

3.  pone l'accento sul fatto che l'esercizio effettivo del diritto di petizione è stato agevolato grazie al miglioramento del modo in cui le petizioni sono trattate in seno al Parlamento europeo e al lancio, a fine 2014, del portale della commissione per le petizioni, che consente di presentare le petizioni in modo semplice e di gestirle con maggiore efficienza, come illustrato anche nelle rispettive relazioni annuali della commissione per le petizioni; chiede che le prossime fasi del progetto siano portate a termine senza indugio, come da previsioni, in quanto ciò consentirà ai firmatari e ai sostenitori delle petizioni di seguire la procedura di petizione in modo molto più interattivo;

4.  evidenzia che l'esercizio effettivo dei diritti di cittadinanza presuppone il rispetto da parte degli Stati membri di tutti i diritti e le libertà sanciti dalla Carta; pone l'accento sul fatto che l'adozione di una governance democratica e partecipativa, il più elevato livello possibile di trasparenza e la partecipazione diretta di tutti i cittadini ai processi decisionali concorrono in ultima analisi a rafforzare la cittadinanza dell'UE; invita gli Stati membri a informare meglio i cittadini dell'Unione in merito ai loro diritti e doveri e a facilitare un accesso paritario a tali diritti, nonché un uguale rispetto degli stessi, sia nel paese di origine che in un altro Stato membro; sottolinea che alcuni Stati membri si sono avvalsi di clausole di non partecipazione con riguardo a determinate parti dei trattati dell'UE, creando differenze de facto nei diritti dei cittadini;

5.  esprime forte rammarico per il fatto che da quasi un decennio non siano stati conseguiti progressi significativi in merito all'adozione della direttiva dell'UE contro la discriminazione; invita tutte le istituzioni dell'Unione e gli Stati membri a riprendere con la massima urgenza i relativi negoziati; prende atto dell'impegno della Commissione di sostenere attivamente la conclusione di tali negoziati;

6.  si rammarica per la continua mancanza di progressi per quanto concerne la proposta di direttiva del 2008 recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; ribadisce il suo appello al Consiglio affinché adotti la proposta il prima possibile;

7.  è del parere che occorra aumentare l'efficacia delle politiche dell'UE in materia di lotta alla discriminazione e rimuovere gli ostacoli rimanenti; raccomanda alla Commissione di aggiornare le prime due direttive contro la discriminazione, vale a dire la direttiva 2000/43/CE del Consiglio e la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, per adeguarle alla versione attuale dei trattati e alla Carta;

8.  chiede l'adozione di un quadro normativo efficace e di misure di coordinamento a livello dell'UE e degli Stati Membri per assicurare un elevato grado di protezione sociale nonché posti di lavoro stabili e adeguatamente retribuiti; ritiene che tale approccio sia determinante per rafforzare i diritti e le libertà fondamentali derivanti dalla cittadinanza dell'UE;

9.  sottolinea che le misure di austerità adottate a livello dell'UE e degli Stati Membri hanno accentuato le disuguaglianze economiche e sociali, limitando profondamente l'esercizio effettivo dei diritti e delle libertà fondamentali derivanti dalla cittadinanza dell'UE;

10.  ricorda la sua risoluzione e la proposta della Commissione concernenti una direttiva esauriente sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative ai requisiti di accessibilità dei prodotti e dei servizi, ivi comprese le diverse modalità di trasporto; raccomanda ai legislatori di accelerare le attività relative all'adozione dell'atto europeo sull'accessibilità; accoglie con favore l'accordo interistituzionale raggiunto in merito all'attuazione del trattato di Marrakech sulla normativa UE in materia di diritto d'autore, come auspicato dalla commissione per le petizioni dal 2011, e ribadisce il suo appello a favore di una rapida ratifica di tale trattato da parte dell'UE e dei suoi Stati membri; invita tutti gli Stati membri a ratificare la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità nonché a firmare il relativo protocollo; è a favore di un'estensione dell'utilizzo della tessera d'invalidità dell'UE riconosciuta negli altri Stati membri al maggior numero possibile di paesi dell'UE; incoraggia questi ultimi ad agevolare la mobilità delle persone con disabilità e limitazioni funzionali nell'UE; sottolinea la necessità di migliorare l'accessibilità dei siti Internet dell'UE alle persone con disabilità;

11.  invita la Commissione a prendere provvedimenti più incisivi per combattere la discriminazione delle persone LGBTI e per contrastare l'omofobia, definendo azioni concrete da adottare a livello nazionale ed europeo; chiede al contempo alle istituzioni dell'UE di monitorare attentamente la situazione dei diritti delle persone LGBTI e di promuovere il riconoscimento dei diritti transfrontalieri di queste persone e delle loro famiglie nell'UE;

12.  ricorda che il principio della parità tra donne e uomini può essere attuato solo mediante l'integrazione strategica della dimensione di genere in tutte le politiche dell'UE, anche attraverso il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019; invita la Commissione a facilitare il pieno accesso ai servizi sanitari per la salute sessuale e riproduttiva in tutti gli Stati membri; invita la Commissione ad attuare misure efficaci per porre fine alla discriminazione e contrastare le dichiarazioni discriminatorie dirette contro le donne nell'UE e che incoraggiano gli stereotipi di genere; ribadisce la necessità di investimenti nell'educazione alla cittadinanza e civica come pure nell'educazione alla parità di genere in tutta Europa; richiama l'attenzione sui divari retributivo e pensionistico di genere nell'UE, che pregiudicano la possibilità di una reale autonomia economica per milioni di donne; evidenzia l'importanza della partecipazione politica dei giovani, in particolare delle donne e delle ragazze, e chiede un intervento più incisivo da parte della Commissione e degli Stati membri per favorire la loro partecipazione.

13.  si compiace che la Commissione abbia proposto che l'UE sottoscriva e concluda la propria adesione alla Convenzione di Istanbul; si rammarica tuttavia che la limitazione a due settori, ossia le questioni connesse alla cooperazione giudiziaria in materia penale nonché all'asilo e al non respingimento, sollevi incertezze giuridiche sulla portata dell'adesione dell'UE; esorta gli Stati membri ad accelerare i negoziati relativi alla ratifica e all'attuazione della convenzione di Istanbul; invita gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto a ratificare quanto prima tale convenzione, e invita la Commissione a presentare una proposta di direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne; si compiace della presentazione, da parte della Commissione, del pacchetto sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata e invita tutte le istituzioni a dare esecuzione quanto prima a queste misure; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere l'ingresso delle donne e la loro rappresentanza nelle posizioni direttive e a intraprendere azioni specifiche volte a rispondere alle esigenze dei cittadini vulnerabili che si trovino ad affrontare discriminazioni multiple intersezionali, affinché tali cittadini siano in grado di esercitare i loro diritti di cittadinanza, ad esempio mediante opportune strategie; invita il Consiglio ad intensificare gli sforzi per sbloccare la direttiva "Più donne alla guida delle imprese europee"; ribadisce la sua richiesta affinché la Commissione adotti il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 come comunicazione;

14.  ricorda che minoranze tradizionali coesistono da secoli con culture maggioritarie nel continente europeo; sottolinea la necessità che le istituzioni dell'UE svolgano un ruolo maggiormente attivo nella tutela delle minoranze, ad esempio promuovendo riunioni, seminari e risoluzioni di sensibilizzazione, nonché provvedimenti amministrativi concreti all'interno delle istituzioni dell'UE; reputa che l'Unione dovrebbe definire norme rigorose in materia di protezione delle minoranze, a partire dalle norme codificate negli strumenti di diritto internazionale, come quelli del Consiglio d'Europa, e che tali norme dovrebbero essere saldamente integrate in un quadro giuridico che garantisca la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in tutta l'Unione; incoraggia tutti gli Stati membri a ratificare senza riserve o ulteriore indugio la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, nonché ad attuare i trattati in buona fede; ricorda inoltre la necessità di attuare i principi elaborati nel quadro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE); deplora ogni retorica che inciti alla discriminazione in base alla nazionalità; incoraggia i governi nazionali a trovare soluzioni durature e a promuovere la cultura della diversità linguistica in tutti gli Stati membri e nell'UE nel suo insieme, andando oltre i confini delle lingue ufficiali dell'Unione, dal momento che sia i trattati sia la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea contengono riferimenti alla tutela delle minoranze nazionali e alla discriminazione in base alla lingua;

15.  esprime profonda preoccupazione per il numero di Rom in Europa vittime di registrazioni discriminatorie delle nascite, che pertanto non hanno documenti d'identità e si vedono negato l'accesso ai servizi di base essenziali nei rispettivi paesi di residenza e, di conseguenza, sono privati anche del godimento dei loro diritti nell'UE; invita gli Stati membri ad adottare immediatamente azioni correttive in questo senso, onde garantire l'esercizio dei loro diritti umani fondamentali e di tutti i diritti conferiti dalla cittadinanza dell'UE; esorta la Commissione a valutare e monitorare la situazione negli Stati membri e a proporre una legislazione giuridicamente vincolante per l'identificazione e la protezione delle persone la cui cittadinanza non è stata riconosciuta e che non hanno accesso ai documenti di identità;

16.  invita la Commissione e gli Stati membri a proporre azioni specifiche per rimuovere gli ostacoli alla libera circolazione, in linea con le risoluzioni del Parlamento europeo del 15 marzo 2017 sugli ostacoli alla libertà dei cittadini dell'UE di circolare e lavorare nel mercato interno(13) e del 28 aprile 2016 sulla salvaguardia dell'interesse superiore del minore in tutta l'UE sulla base delle petizioni presentate al Parlamento europeo(14);

17.  invita la Commissione a monitorare costantemente l'applicazione della direttiva 2004/38/CE negli Stati membri e ad adottare le misure appropriate per eliminare i potenziali ostacoli alla libera circolazione; accoglie con favore lo strumento di apprendimento online sul diritto alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione, che aiuta le autorità locali a comprendere meglio i diritti e gli obblighi derivanti dalla libera circolazione;

18.  riconosce gli sforzi compiuti dalla Commissione per aumentare la disponibilità e l'accessibilità dei punti multipli di informazione e assistenza in merito all'UE e ai diritti che questa conferisce ai suoi cittadini, quali la rete "Europe Direct", il portale "La tua Europa" e il portale europeo della giustizia elettronica, per meglio informare le persone in merito all'esercizio dei loro diritti in qualità di cittadini dell'UE; prende atto della proposta della Commissione relativa a uno sportello digitale unico che offra ai cittadini un accesso online semplice ai servizi di informazione, assistenza e risoluzione dei problemi in merito all'esercizio dei diritti all'interno del mercato unico;

19.  invita la Commissione a rafforzare la rete SOLVIT migliorando l'interazione tra i suoi servizi e i centri nazionali al fine di garantire un migliore seguito dei casi non risolti e ripetitivi nonché una più stretta articolazione tra i diversi strumenti di contrasto dell'UE quali EU PILOT e CHAP; invita al contempo gli Stati membri a promuovere fra i cittadini dell'Unione la rete SOLVIT e i suoi servizi, come pure altri meccanismi di ricorso e partecipazione cittadina, sia a livello dell'UE (ad esempio attraverso la commissione per le petizioni del Parlamento, il Mediatore europeo o l'iniziativa dei cittadini europei) sia a livello nazionale (ad esempio tramite i difensori civici locali, le commissioni per le petizioni o le iniziative legislative popolari);

20.  sostiene l'impegno della Commissione, espresso nella relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017, a organizzare una campagna di informazione e di sensibilizzazione a livello dell'Unione in merito ai diritti di cittadinanza dell'UE per aiutare i cittadini a comprendere meglio i loro diritti; sottolinea che i cittadini dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni necessarie per l'effettivo rafforzamento della cittadinanza europea, e che tali informazioni dovrebbero essere presentate in modo chiaro e comprensibile, affinché essi possano prendere decisioni informate sull'esercizio dei loro diritti sanciti dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; deplora al riguardo l'opacità e la mancanza di trasparenza dei negoziati relativi agli accordi che, come il partenariato transatlantico su commercio e investimenti (TTIP) o l'accordo economico e commerciale globale (CETA), riguardano gli aspetti basilari dell'esercizio della cittadinanza; raccomanda di promuovere la trasparenza e l'assistenza consolare proattiva in quanto strumenti più idonei a tal fine, come pure l'adeguata pubblicazione delle informazioni necessarie ad agevolare lo stabilimento dei nuovi arrivati;

21.  ricorda che l'accesso ai servizi sanitari, il coordinamento dei regimi di sicurezza sociale e il riconoscimento delle qualifiche professionali in altri Stati membri rappresentano ambiti in cui i cittadini dell'UE spesso incontrano difficoltà e chiede un'applicazione incisiva da parte della Commissione al fine di porre rimedio a tali situazioni;

22.  esprime preoccupazione per il crescente allontanamento dei cittadini dalla politica a seguito delle politiche di austerità e delle restrizioni ai diritti e alle libertà; sottolinea che è necessario accordare priorità alla lotta contro la xenofobia, il razzismo, la discriminazione e l'incitamento all'odio, il cui aumento è dovuto, tra l'altro, proprio a tali politiche di austerità e restrizioni ai diritti e alle libertà;

23.  riconosce che le azioni volte ad aumentare l'affluenza alle urne in occasione delle elezioni europee rappresentano una responsabilità condivisa tra l'UE e gli Stati membri; incoraggia questi ultimi a promuovere la partecipazione democratica informando meglio i cittadini del loro diritto di voto e di eleggibilità alle elezioni locali ed europee, attraverso molteplici canali e in un linguaggio accessibile, ed eliminando tutti gli ostacoli alla loro partecipazione, quali le discriminazioni economiche, sociali o linguistiche, le pratiche sleali o la corruzione; esorta gli Stati membri a rimuovere gli ostacoli all'accessibilità per i cittadini con disabilità e ad agevolare il voto a tutte le elezioni dei cittadini che risiedono, lavorano o studiano lontano dal proprio collegio elettorale, prevedendo ad esempio soluzioni di identificazione e di voto elettronici;

24.  ritiene che la riforma della legge elettorale potrebbe fornire all'Unione l'opportunità di divenire più democratica; sottolinea che migliaia di europei condividono questo punto di vista; ricorda la necessità di promuovere la partecipazione alle elezioni europee tramite un aumento della visibilità dei partiti politici a livello europeo e sottolinea che il rafforzamento del carattere europeo delle elezioni del Parlamento europeo è una responsabilità condivisa dell'UE e dei suoi Stati membri; esorta il Consiglio a includere liste che integrino la prospettiva di genere ed equilibrate per genere nella revisione del suddetto atto; invita la Commissione a trattare i reclami relativi all'esercizio del diritto di voto alle elezioni europee e comunali, a elaborare un piano d'azione concreto per l'introduzione del voto elettronico in occasione delle elezioni del Parlamento europeo a partire dalla prima data possibile e a rendere tale sistema maggiormente accessibile per tutti i cittadini dell'UE; esorta gli Stati membri a fare tutto il possibile per incoraggiare le persone che non possiedono la cittadinanza di alcuno Stato e che risiedono stabilmente in uno Stato membro dell'UE ad adottare la cittadinanza dello Stato membro ospitante, affinché possano godere appieno dei diritti di cittadinanza dell'UE; ritiene che i cittadini dell'UE che si trasferiscono e risiedono in un altro Stato membro dovrebbero avere la possibilità di esercitare il diritto di voto alle elezioni nazionali del loro paese d'origine; invita gli Stati membri che privano del diritto di voto i cittadini che scelgono di vivere in un altro Stato membro per un lungo periodo di tempo a introdurre condizioni più favorevoli che consentano loro di mantenere il diritto di voto alle elezioni nazionali; esorta la Commissione ad adottare le misure necessarie a consentire alle persone con disabilità di esercitare il loro diritto di voto senza alcuna forma di discriminazione; sostiene la possibilità di introdurre una carta d’identità europea in aggiunta ai documenti di identificazione nazionali;

25.  invita i partiti politici europei ad affrontare efficacemente il problema del calo dell'affluenza alle urne e dell'aumento del divario tra i cittadini e le istituzioni dell'UE; suggerisce che l'introduzione di liste transnazionali per coprire una quota dei seggi al Parlamento europeo fornirebbe un contribuito positivo alla promozione del concetto di cittadinanza dell'UE; esorta la Commissione a elaborare un piano d'azione concreto per l'introduzione del voto elettronico in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019; ritiene che la nomina, su scala europea, di candidati alla carica di presidente della Commissione da parte dei partiti politici europei costituisca un passo importante verso la creazione di un autentico spazio pubblico europeo; è tuttavia convinto che l'obiettivo di un'europeizzazione della campagna elettorale possa essere conseguito solo tramite attività paneuropee e reti che collegano media locali e nazionali, in particolare quelli pubblici (radio, televisione, seminari, Internet);

26.  prende atto della più recente comunicazione della Commissione (COM(2017)0482) riguardante l'iniziativa dei cittadini europei, contenente una proposta di revisione del regolamento (UE) n. 211/2011 del 16 febbraio 2011 al fine di migliorarne il funzionamento; auspica che la revisione del regolamento si traduca in uno strumento dell'iniziativa dei cittadini europei più trasparente, efficace e semplice, assicurando al contempo una partecipazione democratica e più ampia dei cittadini al dibattito europeo e alla definizione dell'agenda; evidenzia il ruolo legislativo di rilievo del Parlamento e l'importanza di una buona cooperazione con la Commissione durante la revisione del regolamento; invita la Commissione a includere le disposizioni volte a rivedere le condizioni dell'ammissibilità giuridica, i requisiti per la registrazione e le procedure di esame di un'iniziativa dei cittadini europei;

27.  ritiene che nell'interesse della cittadinanza dell'Unione sia necessario l'intervento della Commissione al fine di rafforzare la dimensione culturale europea; insiste affinché il programma "L'Europa per i cittadini" finanzi progetti maggiormente innovativi che possono avere un impatto sistemico; suggerisce la creazione del programma "Conosci l'Europa", parallelamente e come complemento al programma "L'Europa dei cittadini";

28.  propone alla Commissione, al fine di rafforzare la cittadinanza dell'Unione e il suo esercizio, di promuovere la designazione da parte degli enti locali di consiglieri competenti per gli affari europei, essendo questo il livello più vicino ai cittadini;

29.  raccomanda alla Commissione di istituire un registro del protocollo in tutte le sue sedi, ivi comprese le rappresentanze negli Stati membri, affinché i cittadini possano rivolgersi alle istituzioni dell'Unione per iscritto o di persona sulla base di adeguate garanzie;

30.  raccomanda alla Commissione di introdurre, in collaborazione con i servizi postali incaricati del servizio universale, un sistema di messaggistica con certificazione di contenuto, data e mittente, affinché i cittadini possano rivolgersi alle istituzioni europee per iscritto e a distanza sulla base di adeguate garanzie;

31.  esprime la convinzione che il diritto fondamentale alla libertà di espressione e di informazione, sancito dall'articolo 11 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, la libertà dei mezzi di comunicazione e l'accesso a una pluralità di voci nell'ambito della società e dei mezzi di comunicazione siano elementi indispensabili di una democrazia sana e rappresentino pertanto un fondamento costituzionale dell'appartenenza all'UE sancita agli articoli 2 e 6 TUE; sottolinea la necessità di una politica dell'Unione europea chiaramente definita per far fronte alla propaganda anti-europea e alle false informazioni, nonché per promuovere l'indipendenza dei mezzi di comunicazione pubblici dai governi; propone che un tempo minimo nelle trasmissioni dei mezzi di comunicazione pubblici in tutti gli Stati membri sia dedicato a contenuti connessi agli affari europei; suggerisce alle istituzioni dell'UE di procedere con la creazione di canali televisivi europei che trasmettono in tutti gli Stati membri e in tutte le lingue ufficiali dell'UE e di provvedere all'educazione dei cittadini in materia di alfabetizzazione mediatica già in giovane età; sostiene la diffusione di produzioni a stampa e multimediali in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea; evidenzia, a tale proposito, la necessità di ulteriori azioni di sensibilizzazione tra i giornalisti europei;

32.  ritiene che la diversità linguistica e la trasparenza siano strumenti fondamentali per avvicinare i cittadini all'UE e coinvolgerli nelle sue attività; rileva che l'accesso ai documenti rappresenta il 30 % delle indagini concluse dal Mediatore europeo nel 2016 e raccomanda pertanto di promuovere il diritto di accesso ai documenti e la traduzione del maggior numero possibile di documenti in tutte le lingue ufficiali dell'UE; è favorevole a intensificare il dialogo con i cittadini e incoraggia i dibattiti pubblici, affinché i cittadini dell'UE comprendano meglio l'impatto dell'UE sulla loro vita quotidiana e per consentire loro di partecipare agli scambi di opinioni, attraverso spazi nei programmi televisivi destinati a un pubblico selezionato; chiede una direttiva orizzontale sugli informatori che definisca canali e procedure adeguati per la segnalazione dei casi;

33.  sostiene la promozione di una cultura del servizio pubblico tra le istituzioni nazionali e dell'Unione e ritiene che l'UE dovrebbe dare l'esempio garantendo il massimo rigore in termini di trasparenza e a livello amministrativo, in conformità dell'articolo 41 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; propone che gli uffici locali dell'UE negli Stati membri siano trasformati in sportelli unici che offrano servizi completi ai cittadini dell'UE, in modo da ridurre la burocrazia e gli ostacoli che essa comporta nell'esercizio dei diritti di cittadinanza dell'Unione europea; sottolinea l'importanza del progetto "once only" (una sola volta), che elimina gli oneri inutili per le imprese europee che sono tenute a presentare ripetutamente gli stessi dati e gli stessi documenti nell'ambito delle loro attività transfrontaliere;

34.  sottolinea che l'istruzione accessibile svolge un ruolo essenziale ai fini dell'informazione dei futuri cittadini dell'UE in merito ai loro diritti; sottolinea l'importanza di incentivare lo sviluppo di competenze trasferibili che promuovano la comprensione interculturale e la partecipazione attiva in diverse società attraverso il programma Erasmus+; incoraggia gli Stati membri ad accordare maggiore spazio all'educazione civica incentrata in particolare sulla cittadinanza dell'UE e sulle questioni relative all'UE nei loro programmi scolastici, e ad adattare di conseguenza la formazione degli insegnanti; ricorda la necessità di incoraggiare gli insegnanti e i professionisti dell'istruzione a integrare le informazioni relative ai diritti e alla cittadinanza dell'UE nel loro insegnamento; sottolinea, in tale contesto, la necessità di promuovere e sviluppare ulteriormente le piattaforme online, affinché i professionisti dell'istruzione possano avere accesso a materiali didattici innovativi multilingue che li aiutino a ispirare e motivare gli studenti ad acquisire conoscenze sull'Unione europea; esorta la Commissione ad avviare una strategia di educazione alla cittadinanza europea comprensiva di una proposta di orientamenti, per elaborare un programma scolastico che potrebbe prevedere visite scolastiche alle istituzioni dell'UE;

35.  ricorda che, secondo l'attuale diritto dell'Unione, il recesso di uno Stato membro dall'Unione equivale alla perdita della cittadinanza europea per i suoi cittadini; si rammarica che il recesso del Regno Unito dall'UE costituirà il primo caso nella storia in cui dei cittadini sono privati dei diritti attribuiti loro dai trattati dell'Unione; sottolinea che è prevedibile che tale perdita di diritti avrà un grave impatto sulla loro vita quotidiana; sottolinea che qualsiasi accordo dovrebbe essere fondato sui principi di equità, simmetria, parità di trattamento, reciprocità e non discriminazione, nonché sul pieno rispetto dell’integrità del diritto dell'Unione, inclusa la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e il relativo quadro di applicazione; esorta entrambe le parti negoziali ad accordare priorità a tutti i cittadini interessati e a tutelare i loro diritti; invita le parti negoziali a mantenere nella massima misura possibile tutti i diritti sociali, economici e familiari derivati, in particolare i diritti all'assistenza sanitaria, a seguito del recesso del Regno Unito;

36.  propone l'istituzione di una festività pubblica europea il 9 maggio al fine di rafforzare il senso europeo di appartenenza alla famiglia europea;

37.  sollecita gli Stati membri a garantire che la loro legislazione nazionale sia sufficientemente chiara e dettagliata onde assicurare il rispetto del diritto alla libera circolazione dei cittadini e delle loro famiglie, di procedere in tale contesto con un'adeguata formazione delle autorità nazionali competenti e di diffondere con precisione informazioni dettagliate alle parti interessate, nonché a promuovere una buona cooperazione e un rapido scambio di informazioni con altre amministrazioni nazionali, in particolare nei casi riguardanti l'assicurazione e le pensioni transfrontaliere; chiede di migliorare la cooperazione tra gli Stati membri ospitanti e i consolati competenti, garantendo in tal modo un'adeguata rete di assistenza e un equo trattamento nei casi transfrontalieri, in particolare in quelli riguardanti la custodia di minori; esorta la Commissione a presentare una proposta legislativa sul riconoscimento transfrontaliero dei provvedimenti di adozione;

38.  invita il Consiglio dell'Unione europea e il Consiglio europeo a consentire a tutti i paesi che soddisfano i necessari criteri tecnici di aderire allo spazio Schengen, permettendo così a tutti i cittadini dell'UE di godere della piena libertà di circolazione senza l'ostacolo dei controlli alle frontiere;

39.  rammenta che la legislazione dell'UE in materia di sicurezza dovrebbe essere aggiornata e risultare efficace ed efficiente nel prevenire, individuare e reagire alle mutevoli minacce per la sicurezza; chiede l'urgente attuazione dell'Agenda europea sulla sicurezza, una migliore applicazione degli strumenti giuridici dell'UE esistenti in tale ambito e un coordinamento e uno scambio di informazioni più efficienti tra gli Stati membri e tra questi ultimi e le agenzie dell'Unione; plaude alle iniziative della Commissione volte a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza tra gli Stati membri; evidenzia che è importante rispettare appieno i diritti fondamentali nella lotta al terrorismo; sottolinea che l'armonizzazione dell'azione interna ed esterna dell'Unione nel campo della sicurezza è essenziale per garantire una protezione efficace dei cittadini dell'UE;

40.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per creare un'autentica ed efficace Unione della sicurezza che affronti tutti gli aspetti della minaccia terroristica;

41.  ritiene che la deradicalizzazione e la prevenzione della radicalizzazione siano priorità assolute per l'UE ed esorta vivamente a rafforzare i programmi intersettoriali specifici mirati all'istruzione, alle attività di volontariato e culturali, al lavoro giovanile nonché i programmi di deradicalizzazione a livello delle istituzioni, delle comunità locali, della società civile, delle comunità religiose e delle amministrazioni regionali; è del parere che una politica esaustiva in tale ambito debba essere accompagnata da processi di deradicalizzazione proattivi e a lungo termine nella sfera giudiziaria; sottolinea la necessità di elaborare strategie di inclusione sociale e politiche intese a contrastare le discriminazioni; invita gli Stati membri ad adottare un approccio olistico alla radicalizzazione e ad avvalersi delle competenze della Rete di sensibilizzazione al problema della radicalizzazione, creata su iniziativa della Commissione; sottolinea che la prevenzione della radicalizzazione può altresì essere sostenuta attraverso azioni finanziate da programmi dell'UE quali i Fondi strutturali e d'investimento europei, Orizzonte 2020 ed Europa per i cittadini;

42.  chiede un'attuazione integrale ed efficace della direttiva (UE) 2015/637 allo scopo di garantire la tutela consolare dei cittadini dell'UE che si trovano in paesi terzi in cui il loro Stato membro non è rappresentato;

43.  invita la Commissione a presentare una proposta per un nuovo formato più sicuro per i documenti di viaggio europei provvisori per i cittadini UE non rappresentati al di fuori dell'Unione i cui passaporti siano stati rubati, andati persi o distrutti o non siano temporaneamente disponibili, onde garantire che possano fare ritorno a casa in condizioni di sicurezza;

44.  evidenzia che è imperativo garantire un livello appropriato di diritti alle vittime di reato e terrorismo, senza discriminazioni e in tutta l'UE, e che tali persone dovrebbero essere trattate con rispetto e dignità nonché ricevere un sostegno adeguato in funzione delle loro esigenze individuali e delle esigenze dei loro familiari; sottolinea che un numero crescente di cittadini europei è stato vittima di attacchi terroristici in un paese diverso da quello di origine e, pertanto, chiede urgentemente l'introduzione di protocolli negli Stati membri a sostegno dei cittadini europei di un altro paese in caso di attacco terroristico, in linea con la proposta di direttiva COM(2015)0625 sulla lotta contro il terrorismo; pone l'accento sulla necessità di una direttiva specifica in materia di protezione delle vittime del terrorismo;

45.  deplora l'esistenza di ostacoli transfrontalieri nelle questioni di carattere civile o sociale, come il diritto di famiglia o le pensioni, che impediscono a molti cittadini di godere appieno della cittadinanza dell'Unione;

46.  deplora che le possibilità di ricorso per genitori e figli in caso di separazione o di divorzio non siano le stesse in ogni Stato membro, con la conseguenza che centinaia di genitori in Europa si sono rivolti alla commissione per le petizioni esortandola a essere più attiva, nonostante le competenze estremamente limitate di cui dispone in quest'ambito;

47.  chiede una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri al fine di garantire la protezione delle vittime della violenza di genere e che si tenga conto dell'interesse superiore del minore in caso di controversie familiari transfrontaliere;

48.  accoglie con favore l'introduzione del Corpo europeo di solidarietà per i giovani cittadini europei e chiede che tale iniziativa sia adeguatamente finanziata affinché i posti di lavoro di qualità non siano sostituiti dal volontariato non retribuito;

49.  invita gli Stati membri a mettere in atto misure di coordinamento e cooperazione per affrontare efficacemente le questioni della doppia imposizione e della discriminazione fiscale nei contesti transfrontalieri, nonché per tener meglio conto della realtà della mobilità dei lavoratori frontalieri; ritiene che le questioni relative alla doppia imposizione non siano attualmente trattate in modo adeguato nella misura in cui sono trattate nel quadro delle convenzioni fiscali bilaterali esistenti o dell'azione unilaterale di uno Stato membro, e che richiedano un'azione concertata e tempestiva a livello dell'UE;

50.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

(1)

Documento del Consiglio 6622/16.

(2)

Documento del Consiglio 14268/15.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2014)0233.

(4)

Testi approvati, P8_TA(2016)0106.

(5)

Testi approvati, P8_TA(2016)0385.

(6)

Testi approvati, P8_TA(2017)0013.

(7)

Testi approvati, P8_TA(2017)0063.

(8)

PE 601.177v04-00.

(9)

Testi approvati, P8_TA(2016)0512.

(10)

PE 597.698v03-00.

(11)

PE 603.107v02-00.

(12)

GU L 106 del 24.4.2015, pag. 1.

(13)

Testi approvati, P8_TA(2017)0083.

(14)

Testi approvati, P8_TA(2016)0142.


MOTIVAZIONE

Avvenuta con un ritardo di alcuni mesi, la pubblicazione della terza relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'Unione europea coincide il 25° anniversario dell'introduzione del concetto di cittadinanza dell'Unione europea, sancito nel trattato di Maastricht del 1992. Tale pubblicazione avviene in un periodo caratterizzato da una sfida senza precedenti: le conseguenze sui diritti di cittadinanza dell'UE del recesso di uno Stato membro, a seguito del referendum tenutosi nel Regno Unito il 23 giugno 2016. Questi due eventi fondamentali ricordano all'UE che è giunto il momento di valutare in modo approfondito i principali risultati conseguiti e le sfide ancora da affrontare. È giunto il momento di individuare i settori in cui resta ancora molto da fare e di raggiungere il consenso su un significato quotidiano, reale e fattuale di cittadinanza dell'UE, affinché i cittadini possano godere pienamente dei diritti e dei privilegi che ne derivano, che sono complementari alla loro cittadinanza nazionale e che talvolta si sovrappongono ai diritti garantiti dalle disposizioni nazionali.

La relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017(1) è un documento orientato al futuro che definisce le priorità della Commissione per il periodo 2017-2019 e che fa seguito alle relazioni del 2010 e del 2013 elaborate dalla commissione per le petizioni del Parlamento europeo in risposta alle corrispondenti relazioni della Commissione. Nella fase di preparazione della presente relazione, la Commissione ha consultato la società civile organizzando una consultazione specifica, due indagini sulla cittadinanza dell'UE e diversi eventi con i principali soggetti interessati, tra cui una audizione pubblica congiunta con le commissioni PETI, AFCO e JURI del Parlamento europeo, tenutasi il 15 marzo 2016.

Il fine ultimo delle politiche di cittadinanza dell'UE è far sì che tutti i cittadini dell'Unione europea si sentano a casa ovunque si trovino nell'UE e godano del loro status di cittadini europei, anche quando soggiornano nel proprio paese (secondo uno studio ECAS, soltanto circa il 20 % dei cittadini europei trae profitto dagli spostamenti transfrontalieri all'interno dell'UE e dal godimento di tali diritti). Ciò significa rafforzare i diritti dei cittadini dell'UE e assicurarsi e che tali cittadini possano effettivamente riconoscerne il valore nell'ambito della loro quotidianità. Significa anche promuovere i valori comuni dell'UE: uguaglianza e non discriminazione, partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell'UE e presenza di uno spazio pubblico europeo di sicurezza, pace e prosperità durevole in cui i cittadini possano esprimere le loro preoccupazioni e le loro idee sullo sviluppo dell'UE.

Il presente progetto di relazione fa una disamina delle azioni proposte dalla Commissione europea secondo la prospettiva delle petizioni ricevute dalla commissione per le petizioni nel periodo di riferimento 2014-2016. Le petizioni offrono informazioni di prima mano sulle reazioni dei cittadini in merito all'attuazione delle diverse politiche e rappresentano un barometro affidabile che misura il grado di soddisfazione nei confronti dell'UE e sono pertanto utilizzate dalla Commissione per monitorare l'applicazione del diritto dell'Unione negli Stati membri.

Secondo quanto accertato dalla Commissione, negli ultimi anni è aumentata la consapevolezza dei cittadini dell'UE dei loro diritti di cittadinanza. Il diritto di petizione, sancito nel trattato di Lisbona e nella Carta dei diritti fondamentali, è uno di questi diritti e secondo i risultati delle indagini condotte sembra essere uno dei più noti, accanto al diritto alla libera circolazione delle persone. 

- I casi di discriminazione di ogni genere rappresentano un tema ricorrente nelle petizioni: si tratta di discriminazioni dovute al sesso, alla nazionalità, all'orientamento sessuale, all'età, alla lingua e all'origine etnica. In tale contesto occorre porre in evidenza le tematiche della parità di genere e della tutela dei diritti delle minoranze (perdita della cittadinanza, istruzione, lingua, esercizio dei diritti elettorali). Altra questione è quella connessa alle problematiche delle coppie LGBTI che si spostano da uno Stato membro all'altro, in quanto spetta ancora agli Stati membri decidere se garantire o meno sul loro territorio il riconoscimento giuridico delle relazioni fra persone dello stesso sesso (e in particolare se estendere il matrimonio e/o le unioni registrate alle coppie dello stesso sesso), nonché determinare le conseguenze (finanziarie e di altra natura) che scaturiscono da tali relazioni, in particolare quando sono in gioco le funzioni genitoriali. La commissione per le petizioni ha ricevuto numerose petizioni che riguardano la discriminazione connessa alle difficoltà incontrate dalle persone con disabilità in tutti gli aspetti della vita quotidiana: i problemi sul posto di lavoro, le difficoltà di mobilità (fra cui, l'accessibilità dei mezzi di trasporto e degli edifici e i diritti dei passeggeri), l'assistenza sanitaria, l'accesso all'istruzione, la deistituzionalizzazione, il riconoscimento dello status, le pensioni, i permessi di parcheggio, la Carta europea della disabilità (che attualmente è soltanto nella fase pilota), le prestazioni sociali, i diritti elettorali, l'accesso all'occupazione e infine le questioni legate all'applicazione del trattato di Marrakech nell'UE. La direttiva orizzontale contro la discriminazione, attualmente in sospeso, appare come una richiesta forte che risuona in tutta l'UE. In modo analogo, occorre riconsiderare la revisione dell'articolo 51 della Carta dei diritti fondamentali, allo scopo di garantire un attento esame delle petizioni sui diritti fondamentali da parte della commissione per le petizioni.

- In particolare per quanto riguarda le minoranze, l'Unione europea deve adoperarsi molto di più per garantire l'efficace protezione dei suddetti valori a loro vantaggio. Ad esempio, nell'ambito specifico delle minoranze nazionali autoctone, l'UE non è stata in grado di sanzionare o di impedire le pratiche discriminatorie che hanno un impatto negativo sulle lingue e sulle culture delle persone appartenenti a tali gruppi. Sebbene i diritti di tali minoranze dovrebbero essere prevalentemente garantiti dagli Stati membri, i cittadini dell'Unione si aspettano un maggiore impegno a livello europeo, come conferma, tra l'altro, l'alto numero di petizioni presentate al Parlamento europeo a tale proposito.

- Se si considera che, secondo l'attuale diritto dell'Unione, il recesso equivale alla perdita della cittadinanza europea e che le singole regioni del Regno Unito non possono partecipare a negoziati separati per restare nell'UE, poiché i negoziati riguarderanno la totalità dello Stato membro, risulta ai nostri occhi ancora più evidente che la Brexit rappresenta una sfida enorme per i diritti dei cittadini. Le istituzioni dell'Unione dovranno affrontare tale sfida tramite i negoziati sulla Brexit con modalità che arrechino il massimo vantaggio ai cittadini dell'UE. La commissione per le petizioni ha ricevuto un gran numero di petizioni sulla Brexit (147 petizioni tra gennaio 2016 e giugno 2017), che riguardano gruppi di cittadini dell'UE che si trovano nel Regno Unito, cittadini britannici che vivono nell'UE nonché cittadini britannici residenti nel Regno Unito che vorrebbero conservare i diritti garantiti dai trattati. La maggior parte di tali petizioni fa riferimento alla cittadinanza dell'UE: lamentando l'eventuale perdita involontaria dei diritti, esprimendo preoccupazione per le ripercussioni pratiche della Brexit sulle famiglie residenti nel Regno Unito o nell'UE e sui pensionati e persino proponendo il mantenimento della cittadinanza dell'UE e i relativi diritti per i cittadini britannici dopo il recesso o chiedendo un regime speciale all'interno dell'UE riservato a tali cittadini.

- Altro tema che viene spesso affrontato nell'ambito delle petizioni è la partecipazione alla vita democratica dell'Unione e il godimento dei diritti elettorali da parte dei cittadini dell'UE che vivono all'estero, in un altro Stato membro, anche perché si tratta di un settore in cui l'applicazione di tali diritti richiede uno sforzo congiunto da parte dell'UE e degli enti locali. Al contempo, le petizioni segnalano casi di discriminazione sulla base della nazionalità, difficoltà con la procedura seguita dagli Stati membri per consentire ai loro cittadini di votare all'estero nonché la complessità della legislazione locale negli Stati membri ospitanti, che impone ai cittadini dell'Unione ulteriori formalità o condizioni per poter votare nelle elezioni locali. La questione della privazione del diritto di voto imposta ai cittadini da numerosi Stati membri è stata ripetutamente discussa nelle riunioni della commissione per le petizioni e sollevata presso altre commissioni, che si stanno adoperando in direzione di una revisione della legge elettorale negli Stati membri per quanto riguarda le elezioni europee. L'iniziativa dei cittadini europei (ICE), strumento fondamentale previsto dall'UE per consentire ai cittadini di partecipare attivamente alla vita istituzionale europea, è stata ripetutamente oggetto di uso improprio e, dopo una serie di deliberazioni della Corte di giustizia dell'UE, è attualmente all'esame della Commissione.

La giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea ha dato via via maggiore consistenza alla cittadinanza europea e ha posto in primo piano la libera circolazione in quanto diritto fondamentale da cui sgorga un'ampia serie di altri diritti essenziali. La libera circolazione è una delle conquiste più preziose dell'UE, nonché uno dei diritti più popolari e meglio conosciuti, poiché offre ai cittadini dell'Unione l'opportunità di viaggiare, studiare, fare affari, lavorare e vivere in altri paesi dell'UE. Negli ultimi anni, è stato registrato un numero crescente di petizioni relative ai problemi incontrati dai cittadini dell'UE nell'esercizio del diritto alla libera circolazione. Le statistiche evidenziano che le problematiche legate alla libera circolazione rappresentano circa il 25 % del totale delle petizioni ricevute. Le situazioni descritte nelle petizioni che destano maggiori preoccupazioni riguardano i diritti sociali e l'estensione della responsabilità dei lavoratori all'interno dell'UE, i diritti dei consumatori nel mercato interno digitale, dove i consumatori europei continuano ad avere difficoltà, facendo acquisti transfrontalieri online nell'UE, in relazione alle consegne, alle frodi e alle garanzie, il riconoscimento delle qualifiche professionali, la portabilità dei diritti previdenziali e sociali dei lavoratori all'interno della teoria e della prassi dell'UE e gli ostacoli all'accesso alle prestazioni sociali in quanto cittadini dell'UE (sovvenzioni, cumulo delle indennità, diritto all'assistenza sanitaria transfrontaliera). I cittadini europei hanno ancora difficoltà a trasferirsi o a vivere in un altro paese dell'UE, soprattutto per via di procedure amministrative lunghe o poco chiare, mancanza di informazioni e difficoltà nell'accesso ai servizi privati. I cittadini incontrano anche difficoltà a organizzare viaggi transfrontalieri che prevedano più di un modo di trasporto (mobilità multimodale), a contattare le autorità pubbliche e ad accedere all'assistenza sanitaria transfrontaliera.

- Alla luce di quanto precede, non si può sottolineare a sufficienza quanto sia importante trovare quanto prima una soluzione a tali problemi, poiché non si tratta semplicemente di esercitare i diritti garantiti dai trattati e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in quanto tali diritti sono direttamente collegati all'immagine dell'UE, alla sua popolarità e alla sua accettazione da parte dei cittadini e riguardano questioni al centro dei loro interessi e molto spesso al centro della loro quotidianità. In ultima analisi si tratta di un modo per ripristinare la fiducia nel progetto europeo, un sentimento che negli ultimi anni è sembrato indebolito, come appare dai risultati elettorali di tutto il continente.

In conclusione, la relazione contiene un lungo elenco di temi affrontati dalla Commissione, ma sostanzialmente manca una diagnosi realistica e l'indicazione di obiettivi concreti ed equilibrati da conseguire grazie a impegni ben definiti, per i prossimi tre anni. Per quanto si possano apprezzare i risultati conseguiti nonché nutrire speranze in merito alle iniziative future, occorre anche prendere atto che il testo della relazione lascia l'impressione di una volontà d'azione indipendentemente dalla volontà dei cittadini dell'UE, che passa attraverso l'enumerazione dei progetti e delle priorità politiche passati, presenti e futuri. Per favorire il conseguimento dei risultati prefissati sarebbe più utile sostituire tale enumerazione con azioni concrete, efficaci ed efficienti.

(1)

Relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017 - Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico (COM(2017)30 final/2.


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Entità e/o persona

Servizio d'azione per i cittadini europei (ECAS)

 

Servizio Ricerca del Parlamento europeo

 

 


PARERE della commissione per le libertà civili,la giustizia e gli affari interni (9.11.2017)

destinato alla commissione per le petizioni

sulla relazione sulla cittadinanza dell'Unione 2017 – Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Relatore per parere (*): Csaba Sógor

(*)  Procedura con le commissioni associate – articolo 54 del regolamento

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

–  vista la comunicazione della Commissione del 31 gennaio 2017 dal titolo "Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico – Relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017" (COM(2017)0030),

–  vista la Carta sull'educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani,

–  visti i risultati della consultazione pubblica sulla cittadinanza dell'UE 2015, condotta dalla Commissione, e i risultati delle indagini Eurobarometro del 2015 sui diritti elettorali e sulla cittadinanza,

–  visti il trattato sull'Unione europea (TUE), il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea ("la Carta"),

–  visto il regolamento (UE) n. 1381/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, che istituisce un programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014-2020,

  visti i criteri di Copenaghen e il corpus di norme dell'Unione a cui un paese candidato deve ottemperare se intende aderire all'Unione ("l'acquis"),

–  viste le audizioni organizzate dalla commissione per le petizioni nel 2016 e nel 2017, in modo particolare l'audizione pubblica congiunta dell'11 maggio 2017 organizzata unitamente alle commissioni LIBE e EMPL sulla situazione e i diritti dei cittadini dell'UE nel Regno Unito, l'audizione pubblica dell'11 ottobre 2016 sugli ostacoli alla libertà dei cittadini dell'UE di circolare e lavorare nel mercato interno, l'audizione pubblica del 4 maggio 2017 sulla lotta contro la discriminazione e la protezione delle minoranze, e l'audizione pubblica congiunta del 15 marzo 2016 organizzata unitamente alla Commissione (DG Giustizia e consumatori) e alle commissioni LIBE, AFCO e JURI sul tema "La cittadinanza dell'Unione in pratica: i nostri valori comuni, i diritti e la partecipazione democratica",

–  vista la direttiva 2004/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri,

–  visti gli studi commissionati nel 2016 e nel 2017 dal dipartimento tematico C del Parlamento, su richiesta delle commissioni LIBE e PETI, dal titolo "Obstacles to the right of free movement and residence for EU citizens and their families"(Ostacoli al diritto di libera circolazione e soggiorno per i cittadini dell'Unione e i loro familiari),

–  viste le conclusioni del Consiglio dell'Unione europea nn. 9166/3/11 e 9167/3/11, del 9 giugno 2011, sulla conclusione del processo di valutazione e la preparazione tecnica di Bulgaria e Romania in vista dell'adesione allo spazio Schengen,

–  vista la notifica inviata dal primo ministro del Regno Unito al Consiglio europeo in data 29 marzo 2017 conformemente all'articolo 50, paragrafo 2 TUE,

–  vista la sua risoluzione del 5 aprile 2017 sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea(1),

–  viste la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie del Consiglio d'Europa,

–  visto lo studio commissionato nel 2016 dal dipartimento tematico C del Parlamento, su richiesta della commissione LIBE, dal titolo "Towards a Comprehensive EU Protection System for Minorities" (Verso un sistema europeo integrato di protezione delle minoranze),

–  vista la Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (convenzione di Istanbul),

–  vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata a New York il 13 dicembre 2006 e ratificata dall'Unione europea il 23 dicembre 2010,

–  vista la comunicazione della Commissione del 15 novembre 2010 dal titolo "Strategia europea sulla disabilità 2010-2020: un rinnovato impegno per un'Europa senza barriere" (COM(2010)0636),

–  viste le comunicazioni della Commissione sull'integrazione dei Rom (COM(2010)0133, COM(2012)0226, COM(2013)0454, COM(2015)0299 e COM(2016)0424), inclusa la comunicazione dal titolo "Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom fino al 2020" (COM(2011)0173),

–  vista la comunicazione della Commissione del 20 aprile 2016 dal titolo "Attuare l'Agenda europea sulla sicurezza per combattere il terrorismo e preparare il terreno per l'Unione della sicurezza" (COM(2016)0230),

–  vista la direttiva (UE) 2015/637 sulle misure di coordinamento e cooperazione per facilitare la tutela consolare dei cittadini dell'Unione non rappresentati nei paesi terzi e che abroga la decisione 95/553/CE,

A.  considerando che il trattato di Lisbona ha consentito di compiere importanti progressi a favore dei cittadini dell'Unione, consolidando i diritti e le garanzie della cittadinanza dell'UE, attribuendo valore legale alla Carta dei diritti fondamentali e integrando lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia nell'ambito legislativo dell'UE;

B.  considerando che, in virtù del TUE, l'Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia;

C.  considerando che, a norma dell'articolo 21 della Carta, è vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale;

D.  considerando che nella definizione e nell'attuazione delle sue politiche e azioni, l'Unione europea mira a combattere la discriminazione fondata sul sesso, l'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; che il principio di non discriminazione è l'espressione primaria della cittadinanza dell'UE;

E.  considerando che il diritto alla parità di trattamento è uno dei principi fondanti dell'Unione europea e un diritto fondamentale di tutti; che, nel definire la cittadinanza dell'Unione, l'articolo 9 TUE stabilisce esplicitamente che l'Unione deve rispettare il principio dell'uguaglianza dei cittadini, che beneficiano di uguale attenzione da parte delle sue istituzioni, organi e organismi; che circa l'8 % dei cittadini dell'Unione appartiene a una minoranza nazionale e circa il 10 % parla una lingua regionale o minoritaria; che non esiste un quadro giuridico dell'UE che garantisca i loro diritti in quanto membri di una minoranza, e che pertanto possono subire trattamenti diversi a seconda dello Stato membro in cui risiedono; che vi è una differenza tra la protezione delle minoranze e le politiche antidiscriminazione; che la parità di trattamento è un diritto elementare di tutti i cittadini, non un privilegio;

F.  considerando che, secondo la relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'UE 2017, dal 2012 sempre più persone hanno dichiarato di avere subito una qualche forma di discriminazione;

G.  considerando che gli enti per le pari opportunità sono fondamentali per combattere la discriminazione e assicurare l'effettiva attuazione della legislazione in materia di parità di trattamento; che non vi sono norme dell'UE concernenti gli enti nazionali per le pari opportunità che garantiscano che questi abbiano un mandato sufficientemente ampio e godano dell'indipendenza finanziaria e organizzativa necessaria allo svolgimento delle loro funzioni;

H.  considerando che la cittadinanza dell'Unione è complementare alla cittadinanza nazionale e non la sostituisce; che l'articolo 20 TFUE stabilisce che chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro è anche cittadino dell'Unione e, in quanto tale, gode dei diritti ed è soggetto ai doveri previsti dai trattati e dalla Carta;

I.  considerando che la libera circolazione, sancita dai trattati quale pietra miliare dell'integrazione europea, è una delle quattro libertà fondamentali dell'Unione europea nonché uno dei diritti dei cittadini dell'UE più apprezzati;

J.  considerando che il diritto alla libera circolazione e l'esercizio di tale diritto sono un elemento centrale della cittadinanza dell'UE; che i cittadini dell'Unione sono ancora suscettibili di dover affrontare una serie di ostacoli vecchi e nuovi nell'esercizio del loro diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno, quali la richiesta eccessiva di documentazione, procedure gravose per l'ottenimento dei diritti di soggiorno, difficoltà ad accedere ai servizi sanitari o lunghe procedure per avere accesso al lavoro o il riconoscimento delle qualifiche professionali; che alcuni cittadini europei sono stati soggetti a espulsione o a provvedimenti di allontanamento all'interno dell'UE;

K.  considerando che la creazione dello spazio Schengen e l'integrazione dell'acquis di Schengen nel quadro dell'Unione rafforza notevolmente la libertà di circolazione nell'UE e rappresenta uno dei traguardi più importanti del processo di integrazione europea; che, nelle sue conclusioni nn. 9166/3/11 e 9167/3/11 del 9 giugno 2011, il Consiglio dell'Unione europea ha confermato che il processo di valutazione e la preparazione tecnica di Bulgaria e Romania in vista dell'adesione allo spazio Schengen si sono conclusi positivamente;

L.  considerando che la sicurezza rappresenta una delle principali preoccupazioni dei cittadini dell'UE; che l'Unione dovrebbe far sì che i suoi cittadini abbiano la percezione che la loro libertà e la loro sicurezza siano protette e garantite in tutto il territorio dell'UE, assicurando nel contempo che le loro libertà e i loro diritti siano parimenti rispettati e tutelati; che il terrorismo è una minaccia globale che deve essere affrontata in modo efficace a livello locale, nazionale e unionale al fine di garantire la sicurezza dei cittadini europei;

M.  considerando che, secondo la valutazione d'impatto svolta dalla Commissione e allegata alla direttiva (UE) 2015/637, quasi sette milioni di cittadini dell'UE viaggiano o vivono al di fuori dell'Unione in luoghi in cui il loro paese non dispone di un'ambasciata o di un consolato; che secondo le stime il numero di cittadini dell'UE non rappresentati aumenterà fino ad almeno 10 milioni entro il 2020; che i cittadini dell'UE che risiedono nel territorio di un paese terzo nel quale lo Stato membro di cui hanno la cittadinanza non è rappresentato hanno diritto a essere tutelati dalle autorità diplomatiche e consolari di qualsiasi altro Stato membro, alle medesime condizioni dei cittadini dello Stato in questione;

N.  considerando che il trattato di Lisbona ha rafforzato la cittadinanza dell'UE, in particolare con l'introduzione dell'iniziativa dei cittadini europei, attraverso la quale i cittadini hanno la possibilità di chiedere l'intervento dell'Unione; che finora l'uso di tale strumento, che ha presentato problemi di ordine pratico e giuridico per gli organizzatori, non ha soddisfatto le attese in termini di impatto legislativo;

O.  considerando che l'esperienza dimostra che i paesi in fase di preadesione sono inclini a rispettare i criteri di Copenaghen in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali e a migliorare la situazione delle minoranze; che attualmente non esiste un quadro adeguato per garantire il rispetto di tali criteri dopo l'adesione e, di conseguenza, per proteggere i cittadini dell'UE dagli effetti di eventuali violazioni dei criteri di Copenaghen;

P.  considerando che attualmente, ad eccezione delle procedure d'infrazione, l'UE dispone di strumenti solo parzialmente efficaci per rispondere agli episodi sistematici e istituzionali di discriminazione, razzismo e xenofobia nei confronti delle minoranze negli Stati membri; che le procedure d'infrazione non contemplano le minacce che esulano dal campo di applicazione del diritto secondario dell'UE;

Q.  considerando che i cittadini Rom dell'UE costituiscono il gruppo minoritario più numeroso e vulnerabile dell'Unione; che in Europa i Rom sono oggetto di discriminazione ed esclusione sociale a più livelli; che le normative non vincolanti, come il Quadro dell'UE per le strategie nazionali di integrazione dei Rom, hanno svolto solo un ruolo limitato nel garantire il rispetto dell'obbligo degli Stati membri di osservare le norme fondamentali in materia di diritti umani sulla protezione delle minoranze e per far fronte alle manifestazioni di discriminazione a livello istituzionale;

R.  considerando che i cittadini europei con disabilità incontrano ancora notevoli difficoltà di accesso al mercato del lavoro, all'istruzione e alla formazione, sono esposti a un rischio più elevato di povertà ed esclusione sociale rispetto ai loro concittadini senza disabilità e faticano a partecipare appieno alla vita sociale e ad esercitare i loro diritti;

S.  considerando che la violenza nei confronti delle donne è ancora estremamente diffusa nell'UE; che l'Unione europea e gli Stati membri devono adottare tutte le misure necessarie per promuovere e proteggere i diritti di tutte le donne;

T.  considerando che, a norma dell'articolo 25 della Carta, "l'Unione riconosce e rispetta il diritto degli anziani di condurre una vita dignitosa e indipendente e di partecipare alla vita sociale e culturale";

U.  considerando che il rischio di privare del diritto di voto i cittadini che si trasferiscono dal proprio paese di origine in un altro Stato membro potrebbe limitare l'esercizio del diritto dei cittadini dell'UE di trasferirsi e soggiornare in un altro Stato membro;

V.  considerando che ciascuno Stato ha il potere sovrano di decidere, entro i limiti del diritto internazionale, chi sono i suoi cittadini; che gli apolidi sono spesso a rischio di detenzione e indigenza; che esiste una forte correlazione tra cittadinanza dell'UE e apolidia in ragione della possibilità di accesso alla cittadinanza dell'UE ovvero della perdita della stessa da parte degli apolidi che vivono negli Stati membri e ai quali viene concessa o revocata la cittadinanza dello Stato membro;

W.  considerando che alcune delle conseguenze più importanti del previsto recesso del Regno Unito dall'Unione europea riguardano lo status giuridico, i diritti e i doveri dei cittadini britannici che vivono nell'Unione e dei cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito a partire dal momento in cui il recesso diverrà effettivo;

X.  considerando che milioni di cittadini che si sono avvalsi del diritto di vivere, formare una famiglia, lavorare, studiare e andare in pensione nel Regno Unito e nell'UE-27 e che hanno preso importanti decisioni di vita sulla base di detti diritti si trovano ora ad affrontare grandi incertezze e timori per il proprio futuro;

1.  invita il Consiglio dell'UE e il Consiglio europeo a consentire a tutti i paesi che soddisfano i necessari criteri tecnici di aderire allo spazio Schengen, permettendo così a tutti i cittadini dell'UE di godere della piena libertà di circolazione senza l'ostacolo dei controlli alle frontiere;

2.  invita la Commissione a monitorare costantemente l'applicazione della direttiva 2004/38/CE negli Stati membri e ad adottare le misure appropriate per eliminare i potenziali ostacoli alla libera circolazione; accoglie con favore lo strumento di apprendimento online sul diritto alla libera circolazione dei cittadini dell'Unione, che aiuta le autorità locali a comprendere meglio i diritti e gli obblighi derivanti dalla libera circolazione;

3.  rammenta che la legislazione dell'UE in materia di sicurezza dovrebbe essere aggiornata e risultare efficace ed efficiente nel prevenire, individuare e reagire alle mutevoli minacce per la sicurezza; chiede l'urgente attuazione dell'Agenda europea sulla sicurezza, una migliore applicazione degli strumenti giuridici dell'UE esistenti in tale ambito e un coordinamento e uno scambio di informazioni più efficienti tra gli Stati membri e tra questi ultimi e le agenzie dell'Unione; accoglie con favore le iniziative della Commissione volte a rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza tra gli Stati membri e sostiene appieno uno scambio di informazioni più efficiente tra gli Stati membri e tra questi ultimi e le agenzie dell'Unione; evidenzia che è importante rispettare appieno i diritti fondamentali nella lotta al terrorismo; sottolinea che l'armonizzazione dell'azione interna e esterna dell'Unione nel campo della sicurezza è essenziale per garantire una protezione efficace dei cittadini dell'UE;

4.  invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a intensificare gli sforzi per creare un'autentica ed efficace Unione della sicurezza che affronti tutti gli aspetti della minaccia terroristica;

5.  ritiene che la deradicalizzazione e la prevenzione della radicalizzazione siano priorità assolute per l'UE ed esorta vivamente a rafforzare i programmi intersettoriali specifici mirati all'istruzione, alle attività di volontariato e culturali, al lavoro giovanile nonché i programmi di deradicalizzazione a livello delle istituzioni, delle comunità locali, della società civile, delle comunità religiose e delle amministrazioni regionali; è dell'opinione che una politica esaustiva in tale ambito debba essere accompagnata da processi di deradicalizzazione proattivi e a lungo termine nella sfera giudiziaria; sottolinea la necessità di elaborare strategie di inclusione sociale e politiche intese a contrastare le discriminazioni; invita gli Stati membri ad adottare un approccio olistico alla radicalizzazione e ad avvalersi delle competenze della Rete di sensibilizzazione al problema della radicalizzazione, creata su iniziativa della Commissione; sottolinea che la prevenzione della radicalizzazione può altresì essere sostenuta attraverso azioni finanziate da programmi dell'UE quali i Fondi strutturali e d'investimento europei, Orizzonte 2020 ed Europa per i cittadini;

6.  evidenzia che è essenziale proteggere i diritti fondamentali per consentire ai cittadini dell'UE di partecipare appieno alla vita democratica dell'Unione; fa riferimento alla sua risoluzione del 25 ottobre 2016 recante raccomandazioni sull'istituzione di un meccanismo globale dell'Unione in materia di democrazia, Stato di diritto e diritti fondamentali(2) quale ulteriore strumento in grado di migliorare la tutela e la promozione dei diritti umani – compresi i diritti di cittadinanza – e di accrescere la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni dell'UE;

7.  osserva che il diritto dei cittadini dell'Unione di rivolgersi al Mediatore europeo è uno dei diritti più importanti conferito dalla cittadinanza europea;

8.  ricorda che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno 2016, la maggioranza delle denunce ricevute dal Mediatore europeo ha riguardato una presunta mancanza di trasparenza, come evidenziato dalla Commissione nella sua relazione del 24 gennaio 2017 dal titolo "Sui progressi verso l'effettiva cittadinanza dell'UE 2013-2016"; è convinto che la trasparenza e l'integrità delle istituzioni dell'UE siano una condizione essenziale per creare un clima di fiducia tra i cittadini dell'UE, avvicinarli all'Unione europea, coinvolgerli nelle attività di quest'ultima e garantire loro il pieno godimento ed esercizio dei diritti di cittadinanza; sottolinea che i cittadini dovrebbero avere accesso a tutte le informazioni necessarie in tal senso e che tali informazioni dovrebbero essere presentate nella maniera più chiara e comprensibile possibile; chiede a tutte le istituzioni e gli organismi dell'Unione di colmare le lacune tuttora esistenti, in linea con le disposizioni di cui, fra l'altro, all'articolo 9 e all'articolo 10, paragrafo 3, TUE, all'articolo 15 TFUE, e agli articoli 41 e 42 della Carta;

9.  osserva che l'educazione civica e il dialogo interculturale aiutano i cittadini a comprendere meglio l'importanza della partecipazione sociale e politica, mentre l'educazione in materia di diritti umani li rende consapevoli dei propri diritti e insegna loro a rispettare i diritti degli altri; esorta gli Stati membri a includere l'educazione alla cittadinanza democratica e ai diritti umani all'interno dei programmi scolastici al fine di trasmettere ai discenti conoscenze, capacità di comprensione e competenze, nonché di fornire loro gli strumenti per agire attivamente in seno alla società a favore della difesa e della promozione dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto;

10.  chiede un'attuazione integrale ed efficace della direttiva (UE) 2015/637 allo scopo di garantire la tutela consolare dei cittadini dell'UE che si trovano in paesi terzi in cui il loro Stato membro non è rappresentato;

11.  invita la Commissione a presentare una proposta per un nuovo formato più sicuro per i documenti di viaggio europei provvisori per i cittadini dell'UE non rappresentati al di fuori dell'Unione i cui passaporti siano stati rubati, smarriti o distrutti o non siano temporaneamente disponibili, onde garantire che possano fare effettivamente ritorno a casa;

12.  sottolinea che l'iniziativa dei cittadini europei rappresenta uno strumento innovativo per la democrazia partecipativa nell'Unione europea, attraverso il quale i cittadini hanno l'opportunità di dare forma alle proprie aspirazioni e contribuire all'elaborazione delle politiche dell'UE; segnala tuttavia che, onde garantire una maggiore efficacia dell'iniziativa, occorre colmare le carenze significative che interessano il suo funzionamento; esprime preoccupazione in merito al seguito dato dalla Commissione alle iniziative che hanno avuto esito positivo;

13.  evidenzia che è imperativo garantire un livello appropriato di diritti alle vittime di reato e terrorismo, senza discriminazioni e in tutta l'UE, e che tali persone dovrebbero essere trattate con rispetto e dignità nonché ricevere un sostegno adeguato in funzione delle loro esigenze individuali e delle esigenze dei loro familiari; sottolinea che un numero crescente di cittadini europei è stato vittima di attacchi terroristici in un paese diverso da quello di origine e, pertanto, chiede urgentemente l'introduzione di protocolli negli Stati membri a sostegno dei cittadini europei di un altro paese in caso di attacco terroristico, in linea con la direttiva 2017/541 sulla lotta contro il terrorismo; pone l'accento sulla necessità di una direttiva specifica in materia di protezione delle vittime del terrorismo;

14.  ritiene che, al fine di sostanziare i riferimenti alle minoranze e all'uguaglianza per tutti i cittadini dell'UE, di cui rispettivamente agli articoli 2 e 9 TUE, e di sfruttare più efficacemente il potenziale della cittadinanza dell'UE, l'Unione europea debba intensificare i suoi sforzi onde garantire la tutela dei valori fondanti dell'Unione e dei diritti delle minoranze;

15.  pone in evidenza il fatto che da secoli, in Europa, le minoranze nazionali, etniche, religiose e linguistiche convivono o coesistono con le culture maggioritarie; ritiene che l'osservanza da parte dell'UE dell'obbligo di rispettare, salvaguardare e rafforzare la diversità linguistica e culturale dell'Unione, sancito dal TUE, sia tra gli Stati membri che all'interno degli stessi, rafforzerebbe enormemente il legame tra i cittadini e il progetto europeo; reputa che l'Unione europea dovrebbe definire norme rigorose in materia di protezione delle minoranze, a partire dalle norme codificate negli strumenti di diritto internazionale, come quelli del Consiglio d'Europa, e che tali norme dovrebbero essere saldamente integrate in un quadro giuridico che garantisca la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti fondamentali in tutta l'Unione; incoraggia tutti gli Stati membri a ratificare senza riserve o ulteriore indugio la Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali e la Carta europea delle lingue regionali e minoritarie, nonché ad attuare i trattati in buona fede; ricorda inoltre la necessità di attuare i principi elaborati nel quadro dell'OSCE;

16.  si rammarica per la continua mancanza di progressi per quanto concerne la proposta di direttiva del 2008 recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o il credo, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale; ribadisce il suo appello al Consiglio affinché adotti la proposta il prima possibile;

17.  osserva che il regolamento UE che istituisce un programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza per il periodo 2014-2020 prevede che, per conseguire l'obiettivo di cui all'articolo 3, paragrafo 3 TUE, il programma deve promuovere e proteggere i diritti dei minori;

18.  ritiene che la discriminazione sistematica nei confronti dei cittadini Rom nei loro paesi di origine, nonché gli sfratti e le espulsioni cui sono soggetti quando esercitano il loro diritto alla libera circolazione e di soggiorno in un altro Stato membro, siano contrari al diritto fondamentale di non discriminazione sulla base dell'origine etnica e al diritto di circolare e risiedere in un altro Stato membro, e che ciò metta alla prova le basi dei diritti di cittadinanza dell'UE; invita gli Stati membri ad attuare registrazioni delle nascite senza discriminazioni e ad adottare misure correttive immediate al fine di garantire l'identificazione di tutti i loro cittadini, così da evitare che ai membri della comunità Rom sia negato l'accesso a tutti i servizi essenziali; invita inoltre gli Stati membri ad adoperarsi attivamente, mediante le rispettive autorità locali, per garantire la registrazione di tutti i minori; esorta la Commissione a valutare e monitorare la situazione negli Stati membri, a condividere le migliori pratiche sull'identificazione e la protezione delle persone la cui cittadinanza non è stata riconosciuta e che non hanno accesso ai documenti di identità nonché a lanciare campagne di sensibilizzazione sull'importanza delle registrazioni delle nascite;

19.  plaude al fatto che la relazione 2017 della Commissione sulla cittadinanza conferisce priorità alla necessità di accrescere e migliorare la partecipazione dei cittadini; osserva tuttavia con rammarico che la relazione non include alcun riferimento al diritto di petizione, al diritto di rivolgersi al Mediatore europeo, al diritto di accesso ai documenti o a come rafforzare tali diritti;

20.  condanna tutte le forme di discriminazione e violenza nei confronti delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali (LGBTI); incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad adottare leggi e politiche per contrastare l'omofobia e la transfobia; sollecita la Commissione a elaborare un'agenda che garantisca pari diritti e opportunità indipendentemente dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere, nel rispetto delle competenze degli Stati membri;

21.  ritiene che la libertà dei media e il libero accesso a un'Internet aperta siano un aspetto cruciale della democrazia;

22.  accoglie con favore l'adesione da parte dell'UE alla Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, firmata il 13 giugno 2017; si rammarica tuttavia che la limitazione a due settori, ossia le questioni connesse alla cooperazione giudiziaria in materia penale nonché all'asilo e al non respingimento, sollevi incertezze giuridiche sulla portata dell'adesione dell'UE; esorta gli Stati membri ad accelerare i negoziati relativi alla ratifica e all'attuazione della convenzione di Istanbul; sottolinea che, per essere più efficaci, le misure di contrasto alla violenza contro le donne dovrebbero essere accompagnate da azioni che promuovano l'indipendenza finanziaria delle donne; invita la Commissione ad affrontare ulteriormente la questione delle disuguaglianze economiche basate sul genere e dell'equilibrio tra vita privata e professionale;

23.  riconosce che la legislazione dell'Unione in materia di parità di trattamento impone l'istituzione di enti nazionali per le pari opportunità; invita la Commissione a elaborare linee guida destinate agli Stati membri sul funzionamento di tali enti e su come garantire loro l'indipendenza, l'efficacia, i poteri e le risorse – inclusa la rete europea di enti nazionali per le pari opportunità (Equinet) – necessari per affrontare il problema delle discriminazioni e promuovere la parità di trattamento; invita gli enti nazionali per le pari opportunità ed Equinet a svolgere le loro mansioni e a rafforzare la loro cooperazione nella lotta alle discriminazioni e nella promozione della parità di trattamento; ribadisce l'importanza del programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza 2014-2020 nel fornire un ulteriore sostegno pratico nella lotta alle discriminazioni a livello di base; invita la Commissione ad adottare una comunicazione sul suo impegno strategico a favore della parità di genere 2016-2019; rammenta che l'UE si fonda sul principio di uguaglianza tra uomini e donne e che tale principio può essere soddisfatto solo se integrato in tutte le politiche dell'Unione; prende atto dell'effetto sproporzionato delle molteplici discriminazioni nei confronti delle donne; incoraggia gli Stati membri a collaborare con le autorità regionali e locali, le autorità di contrasto, gli enti nazionali per le pari opportunità e le organizzazioni della società civile al fine di incrementare il monitoraggio dell'intersezionalità tra i vari motivi alla base delle discriminazioni;

24.  invita la Commissione e gli Stati membri, in quanto firmatari della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, a integrare le questioni concernenti l'accessibilità, la partecipazione, la non discriminazione e l'uguaglianza nella legislazione dell'UE in modo che i cittadini europei con disabilità godano dei propri diritti fondamentali su un piano di parità con gli altri cittadini;

25.  invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti finanziari, legislativi e di sostegno a loro disposizione per promuovere una società a misura di anziano e l'invecchiamento in buona salute per i cittadini europei, in particolare assicurando mercati del lavoro inclusivi, modelli di lavoro innovativi e flessibili, l'accesso alla formazione, la disponibilità di servizi sanitari di qualità e la diffusione di prodotti e servizi di sanità elettronica;

26.  prende atto dell'iniziativa del Corpo europeo di solidarietà, che offre ai giovani l'opportunità di prestare il proprio contributo volontario o di lavorare in progetti nel proprio paese o all'estero, e accoglie con favore l'iniziativa Volontari per l'aiuto umanitario, che consente ai cittadini europei di partecipare a programmi di assistenza umanitaria in tutto il mondo;

27.  ritiene che i cittadini che si trasferiscono e risiedono in un altro Stato membro dovrebbero avere la possibilità di esercitare il diritto di voto alle elezioni nazionali del loro paese d'origine; invita gli Stati membri che privano del diritto di voto i cittadini che scelgono di vivere in un altro Stato membro per un lungo periodo di tempo a introdurre condizioni più favorevoli che consentano loro di mantenere il diritto di voto alle elezioni nazionali;

28.  ribadisce la propria posizione secondo cui la salvaguardia dei diritti e degli interessi dei cittadini dell'UE-27 che vivono o hanno vissuto nel Regno Unito, nonché dei cittadini del Regno Unito che vivono o hanno vissuto nell'UE-27, deve essere considerata una priorità assoluta nei negoziati sull'accordo di recesso; ritiene inoltre che gli obblighi in capo al Regno Unito e all'UE in tal senso dovrebbero essere fondati sulla reciprocità, l'equità, la simmetria, la non discriminazione, la parità di trattamento e il pieno rispetto dell'integrità del diritto dell'Unione, inclusa la Carta dei diritti fondamentali e il relativo quadro di applicazione.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

6.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

44

6

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Asim Ahmedov Ademov, Gerard Batten, Monika Beňová, Malin Björk, Michał Boni, Daniel Dalton, Rachida Dati, Raymond Finch, Kinga Gál, Ana Gomes, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Filiz Hyusmenova, Sophia in ‘t Veld, Dietmar Köster, Barbara Kudrycka, Cécile Kashetu Kyenge, Juan Fernando López Aguilar, Monica Macovei, Roberta Metsola, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Csaba Sógor, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Udo Voigt, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Pál Csáky, Miriam Dalli, Gérard Deprez, Marek Jurek, Jeroen Lenaers, Elly Schlein, Barbara Spinelli, Axel Voss

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Max Andersson, André Elissen, György Hölvényi, Karin Kadenbach, Peter Kouroumbashev, Julia Reda, Sofia Ribeiro, Bart Staes, Julie Ward, Wim van de Camp

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

44

+

ALDE

Gérard Deprez, Filiz Hyusmenova, Sophia in ‘t Veld, Cecilia Wikström

ECR

Helga Stevens

GUE/NGL

Malin Björk, Barbara Spinelli, Marie-Christine Vergiat

PPE

Asim Ahmedov Ademov, Michał Boni, Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Pál Csáky, Rachida Dati, Kinga Gál, Monika Hohlmeier, György Hölvényi, Barbara Kudrycka, Jeroen Lenaers, Roberta Metsola, Sofia Ribeiro, Csaba Sógor, Traian Ungureanu, Wim van de Camp, Axel Voss

S&D

Monika Beňová, Miriam Dalli, Ana Gomes, Sylvie Guillaume, Karin Kadenbach, Dietmar Köster, Peter Kouroumbashev, Cécile Kashetu Kyenge, Juan Fernando López Aguilar, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Elly Schlein, Birgit Sippel, Julie Ward, Josef Weidenholzer

VERTS/ALE

Max Andersson, Julia Reda, Judith Sargentini, Bart Staes

6

-

EFDD

Gerard Batten, Raymond Finch, Kristina Winberg

ENF

André Elissen, Auke Zijlstra

NI

Udo Voigt

3

0

ECR

Daniel Dalton, Marek Jurek, Monica Macovei

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

(1)

Testi approvati, P8_TA(2017)0102.

(2)

Testi approvati, P8_TA(2016)0409.


PARERE della commissione per la cultura e l'istruzione (23.10.2017)

destinato alla commissione per le petizioni

sulla relazione sulla cittadinanza dell'Unione 2017 – Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Relatore per parere: Krystyna Łybacka

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  evidenzia il ruolo dell'istruzione, della formazione, della cultura e dello sport nella promozione dei diritti legati alla cittadinanza dell'Unione, della cittadinanza attiva e della solidarietà, nonché nel rafforzamento dei nostri comuni valori europei, in base all'articolo 20 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'articolo 9 del trattato sull'Unione europea; riconosce che, tramite la cooperazione e gli scambi transnazionali e interculturali, i programmi dell'UE, quali Erasmus+, il programma "Diritti, uguaglianza e cittadinanza", Europa per i cittadini e Europa creativa, contribuiscono agli obiettivi summenzionati;

2.  sottolinea che il programma "Europa per i cittadini" promuove una migliore comprensione dei diritti e dei doveri dei cittadini nell'UE; raccomanda pertanto che la prossima generazione di tale programma sia adottata con una base giuridica che consenta al Parlamento di essere coinvolto quale colegislatore alla pari del Consiglio e di disporre di più risorse umane e finanziarie al fine di aumentare il numero dei progetti sostenuti;

3.  sottolinea l'importanza di incentivare lo sviluppo di competenze trasferibili attraverso il programma Erasmus+, che promuove la comprensione interculturale e la partecipazione attiva in diverse società;

4.  ricorda che occorre proseguire gli sforzi per aumentare la consapevolezza dei cittadini dell'Unione in merito ai loro diritti e per assicurare che tali diritti siano applicati in modo uniforme in tutta l'UE, sottolineando le opportunità derivanti dall'appartenenza all'Unione; sottolinea il ruolo degli istituti scolastici nella sensibilizzazione dei giovani in merito ai diritti loro conferiti dall'UE e nel sostegno della cittadinanza attiva; invita la Commissione, in tale contesto, a fornire un quadro comune per l'apprendimento relativo all'UE negli istituti scolastici e incoraggia gli Stati membri ad adottare misure appropriate per assicurare che tale quadro sia effettivamente incluso nei programmi scolastici; condivide, inoltre, il parere della Commissione, secondo cui la promozione della conoscenza dei diritti legati alla cittadinanza dell'UE richiede una cooperazione a livello europeo, nazionale, regionale e locale; sottolinea, a tal fine, che dovrebbe essere fornita una formazione adeguata e specifica a ciascun livello, in particolare a livello regionale e locale;

5.  è del parere che, al fine di garantire che tutti i cittadini dell'UE godano effettivamente di pari diritti, i sistemi educativi dovrebbero essere economicamente accessibili e inclusivi, con particolare riguardo per le categorie più svantaggiate e vulnerabili, e dovrebbero offrire un'istruzione di alta qualità che promuova la cittadinanza attiva e un apprendimento permanente che risponda alle esigenze della società e dell'economia;

6.  ricorda la necessità di incoraggiare gli insegnanti e i professionisti dell'istruzione a integrare le informazioni relative ai diritti e alla cittadinanza dell'UE nel loro insegnamento; sottolinea, in tale contesto, la necessità di promuovere ulteriormente e sviluppare piattaforme online quali "School Education Gateway", "Teacher Academy" e "Open Educational Europe", affinché i professionisti dell'istruzione possano avere accesso a materiali didattici innovativi multilingue, compresi quelli adattati per studenti con esigenze speciali, che li aiutino a ispirare e motivare gli studenti ad acquisire conoscenze sull'Unione europea;

7.  sottolinea il ruolo svolto dalla mobilità nello sviluppo personale dei giovani attraverso un rafforzamento dell'apprendimento e degli scambi culturali, migliorando in tal modo la comprensione della cittadinanza attiva e del suo esercizio; incoraggia gli Stati membri a sostenere i programmi dell'UE che promuovono la mobilità;

8.  apprezza l'importanza della cultura, dell'arte e della scienza quali parti integranti di una cittadinanza attiva dell'UE; sottolinea il loro ruolo nel rafforzare il senso comune di appartenenza alla nostra Unione dei cittadini, nell'incoraggiare la comprensione reciproca e nel promuovere il dialogo interculturale;

9.  incoraggia la sensibilizzazione ai valori europei e ai diritti dei cittadini nell'UE tra gli studenti di ogni età attraverso l'istruzione formale, non formale e informale al fine di incentivare la comprensione interculturale e la solidarietà in Europa;

10.  ritiene che sia importante diffondere la conoscenza della cultura e dei valori europei tra i migranti facilitandone così l'integrazione, nonché promuovere occasioni di dialogo interculturale, valorizzando le culture di provenienza dei migranti e rafforzando le loro competenze chiave di cittadinanza;

11.  si compiace dell'intenzione della Commissione di potenziare l'impegno politico dei cittadini nella vita democratica dell'UE; incoraggia la promozione della partecipazione democratica intensificando il dialogo con i cittadini, migliorando la loro comprensione del ruolo della legislazione dell'UE nella loro vita quotidiana e sottolineando loro diritto di voto attivo e passivo nelle elezioni locali ed europee, ovunque essi vivano all'interno dell'UE; invita la Commissione a sfruttare, a tale proposito, i media sociali e gli strumenti digitali, con particolare attenzione all'aumento della partecipazione dei giovani e delle persone con disabilità; chiede lo sviluppo e l'attuazione di strumenti di democrazia digitale, quali le piattaforme online, per coinvolgere più direttamente i cittadini nella vita democratica dell'UE, incoraggiandoli pertanto a impegnarsi in essa;

12.  ricorda l'importanza di ampliare e approfondire un dialogo strutturato con i cittadini in relazione ai loro diritti, identificando così gli ostacoli che questi incontrano nell'esercizio di tali diritti e migliorando il controllo e l'efficacia dei programmi dell'UE e delle iniziative in questo settore;

13.  sottolinea il ruolo dei media e dei servizi della società dell'informazione e invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a istituire un quadro legislativo che favorisca il pluralismo, l'indipendenza dei media e la disponibilità di informazioni obiettive per i cittadini;

14.  invita la Commissione a sviluppare criteri specifici, con particolare attenzione agli aspetti educativi, per valutare l'attuazione e le prestazioni dei programmi europei che promuovono la cittadinanza attiva;

15.  evidenzia la necessità di garantire che i cittadini con disabilità e i cittadini vulnerabili possano godere pienamente delle opportunità e dei diritti concessi dalla cittadinanza dell'Unione; incoraggia tutti gli Stati membri dell'UE a istituire una tessera europea d'invalidità al fine di facilitare la mobilità delle persone con disabilità nell'Unione; sottolinea la necessità di migliorare l'accessibilità dei siti Internet dell'UE alle persone con disabilità;

16.  appoggia la revisione dell'Iniziativa dei cittadini europei (ICE), al fine di migliorarne l'accessibilità e la facilità di utilizzo; sottolinea la necessità di migliorare il funzionamento dell'ICE e la conoscenza del pubblico al riguardo affinché il suo potenziale possa essere sfruttato appieno per promuovere la partecipazione dei cittadini e il dibattito democratico;

17.  invita gli Stati membri ad attuare il piano di lavoro dell'UE per la gioventù per il 2016-2018 concentrandosi sulla promozione della cittadinanza attiva e sul rafforzamento dell'inclusione sociale e della partecipazione dei giovani alla vita democratica e civica nell'UE;

18.  sottolinea che l'elevato tasso di disoccupazione giovanile e l'incertezza delle opportunità future rimangono una fonte di preoccupazione importante per i giovani europei; ricorda, in tale contesto, gli obiettivi stabiliti nella dichiarazione e tabella di marcia di Bratislava di "creare un futuro economico promettente per tutti, preservare il nostro modo di vivere e offrire migliori opportunità ai giovani"; invita la Commissione a continuare a sostenere i giovani, fornendo loro nuove opportunità in materia di istruzione, formazione e impiego;

19.  sottolinea il ruolo svolto dai tirocini e dagli apprendistati nell'aiutare gli studenti e i laureati ad acquisire conoscenze pratiche ed esperienza professionale; sostiene, in tale contesto, la creazione di un'unica piattaforma centralizzata dedicata ai tirocini e agli apprendistati transfrontalieri, come proposto durante la consultazione pubblica;

20.  sottolinea l'importanza del volontariato quale componente essenziale dei programmi che promuovono la cittadinanza attiva; incoraggia lo sviluppo di programmi di studio che uniscano contenuti didattici e impegno civico nonché il riconoscimento del volontariato come attività che dà diritto a crediti formativi;

21.  sottolinea che il volontariato non può sostituire l'impiego retribuito e sottolinea l'idea di fondo che i lavori remunerati assicurano il senso di appartenenza a una comunità, il coinvolgimento e la partecipazione alla vita pubblica e, in ultima analisi, l'impegno civile;

22.  sottolinea il ruolo dello sport, in particolare a livello di base, poiché contribuisce alla cittadinanza attiva favorendo la comprensione reciproca e il rispetto e promuovendo nel contempo i valori e i principi dell'UE; incoraggia la Commissione a continuare a sostenere le iniziative sportive che promuovono la pratica della cittadinanza attiva e i valori civici, e quindi, lo sviluppo di un senso comune di appartenenza;

23.  incoraggia la Commissione a continuare a sostenere le azioni e le iniziative che promuovono i diritti dei cittadini e la cittadinanza attiva; sottolinea che le nuove iniziative in questo settore dovrebbero essere complementari a quelle esistenti e non dovrebbero incidere sui bilanci dei programmi attuali;

24.  si compiace dell'iniziativa della Commissione volta a realizzare uno strumento di e-learning per favorire una migliore comprensione e una corretta applicazione delle norme in materia di libera circolazione ad uso delle autorità locali e regionali e per creare un "portale unico digitale" con cui fornire online informazioni ai cittadini e alle imprese commerciali del mercato unico dell'UE; rileva che questi strumenti dovrebbero fornire informazioni coerenti e semplici da comprendere in merito ai diritti dei cittadini nell'UE e al loro esercizio pratico; ricorda che questi strumenti dovrebbero essere collegati a strumenti esistenti nel settore, come Europe Direct e Your Europe;

25.  sottolinea l'importanza svolta dallo scambio e dalla diffusione delle migliori pratiche per promuovere la conoscenza dei diritti dei cittadini dell'UE e il loro coinvolgimento nella vita civile e politica in tutta l'Unione europea;

26.  sottolinea l'importanza dell'opera di sensibilizzazione in materia di diritti dei cittadini dell'UE, in particolare tra i giovani, da parte dei deputati al Parlamento europeo e di altre figure europee di rilievo;

27.  sostiene la realizzazione e la diffusione di produzioni a stampa e multimediali in tutte le lingue ufficiali dell'Unione europea, con particolare riguardo alla sensibilizzazione dei cittadini dell'UE in merito ai loro diritti e al rafforzamento della loro abilità di far valere efficacemente tali diritti;

28.  sostiene l'idea che la cittadinanza europea contribuisca a creare una società europea più coesa, promuovendo la comprensione reciproca, il dialogo interculturale e la cooperazione transnazionale.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

10.10.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Isabella Adinolfi, Dominique Bilde, Andrea Bocskor, Nikolaos Chountis, Silvia Costa, Mircea Diaconu, Damian Drăghici, Angel Dzhambazki, María Teresa Giménez Barbat, Svetoslav Hristov Malinov, Curzio Maltese, Rupert Matthews, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Michaela Šojdrová, Helga Trüpel, Sabine Verheyen, Julie Ward, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski, Krystyna Łybacka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michel Reimon, Remo Sernagiotto

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Miltiadis Kyrkos, Jarosław Wałęsa, Patricija Šulin

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

24

+

ALDE

Mircea Diaconu, María Teresa Giménez Barbat

ECR

Angel Dzhambazki, Remo Sernagiotto

EFDD

Isabella Adinolfi

GUE/NGL

Nikolaos Chountis, Curzio Maltese

PPE

Andrea Bocskor, Svetoslav Hristov Malinov, Michaela Šojdrová, Patricija Šulin, Sabine Verheyen, Jarosław Wałęsa, Theodoros Zagorakis, Bogdan Andrzej Zdrojewski

S&D

Silvia Costa, Damian Drăghici, Miltiadis Kyrkos, Krystyna Łybacka, Luigi Morgano, Momchil Nekov, Julie Ward

Verts/ALE

Michel Reimon, Helga Trüpel

2

-

ECR

Rupert Matthews

ENF

Dominique Bilde

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+: favorevoli

-: contrari

0: astenuti


PARERE della commissione per gli affari costituzionali (16.11.2017)

destinato alla commissione per le petizioni

sulla relazione sulla cittadinanza dell'Unione 2017 – Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Relatore per parere: Cristian Dan Preda

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari costituzionali invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore i continui sforzi della Commissione per assicurare che i diritti dei cittadini dell'UE siano rispettati e incoraggia l'ulteriore protezione di tali diritti tramite l'attuazione delle disposizioni della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e le disposizioni pertinenti dei trattati dell'UE; ricorda che, a norma dell'articolo 9 TUE e dell'articolo 20 TFUE, è cittadino dell'Unione chiunque abbia la cittadinanza di uno Stato membro; è convinto che i cittadini dell'UE potranno esercitare pienamente i loro diritti solamente se i suddetti cittadini ne sono a conoscenza e se gli Stati membri e le istituzioni dell'UE si impegneranno fermamente a tutelarli; invita la Commissione a promuovere politiche e condurre campagne e attività finalizzate a sensibilizzare in merito ai diritti dei cittadini e agli strumenti disponibili per esercitarli;

2.  si impegna a migliorare la dimensione democratica delle elezioni europee tramite una riforma dell'attuale legge elettorale europea, al fine di aumentare la partecipazione dei cittadini e la loro fiducia nel sistema democratico dell'UE; ritiene che una trasparenza e una sensibilizzazione maggiori, un accesso effettivo e non discriminatorio all'informazione, nonché il rinnovamento delle pratiche democratiche, nuovi sistemi di voto, compresi gli strumenti di democrazia digitale, e una riduzione del divario digitale tra gli Stati membri in termini di infrastrutture digitali favoriranno lo sviluppo di un autentico spazio pubblico europeo; è convinto che un'informazione migliore e più mirata sulla politica europea e sull'impatto della legislazione dell'UE sulla vita quotidiana dei cittadini migliorerebbe l'affluenza alle urne nelle elezioni europee; ricorda la necessità di promuovere la partecipazione alle elezioni europee tramite un aumento della visibilità dei partiti politici a livello europeo e sottolinea che il rafforzamento del carattere europeo delle elezioni del Parlamento europeo è una responsabilità condivisa tra l'UE e i suoi Stati membri;

3.  avverte della possibile incertezza giuridica in merito ai diritti dei cittadini dell'UE che vivono nel Regno Unito e di quelli dei cittadini del Regno Unito che vivono nell'UE in conseguenza del recesso del Regno Unito dall'UE; ritiene che la tutela di tutti diritti indivisibili dovrebbe rappresentare una priorità nell'accordo di recesso del Regno Unito e nell'accordo sulle relazioni future tra l'UE e il Regno Unito e che un accordo su questi e altri diritti, quali l'accesso all'assistenza sanitaria, dovrebbe essere raggiunto tempestivamente; sottolinea che qualsiasi accordo dovrebbe basarsi sul principio di reciprocità e di non discriminazione; ricorda a tale proposito la sua risoluzione del 5 aprile 2017 sui negoziati con il Regno Unito a seguito della notifica della sua intenzione di recedere dall'Unione europea(1);

4.  ricorda che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2013 e il 30 giugno 2016, la maggioranza delle denunce ricevute dal Mediatore europeo ha riguardato una presunta mancanza di trasparenza, come evidenziato dalla Commissione nella sua relazione del 24 gennaio 2017 sui progressi verso l'effettiva cittadinanza dell'UE 2013-2016(2); è convinto che la piena trasparenza e integrità da parte delle istituzioni dell'UE siano una condizione essenziale per generare fiducia tra i cittadini dell'UE e consentire loro il pieno godimento ed esercizio dei loro diritti di cittadinanza; chiede a tutte le istituzioni e a tutti gli organismi dell'UE di affrontare le lacune tuttora esistenti, in linea con le disposizioni, tra l'altro, dell'articolo 9 e dell'articolo 10, paragrafo 3, TUE, dell'articolo 15 TFUE e degli articoli 41 e 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea;

5.  prende atto della proposta della Commissione di rivedere il regolamento riguardante l'iniziativa dei cittadini europei allo scopo di migliorarne il funzionamento; chiede a tal proposito alla Commissione, oltre alle necessarie modifiche tecniche, di includere disposizioni volte a rivedere le condizioni dell'ammissibilità giuridica e i requisiti per la registrazione di un'iniziativa dei cittadini europei nonché le procedure per il relativo esame, prendendo le mosse dalle sentenze del tribunale nelle cause "Minority SafePack" (T-646/13) e "Stop TTIP" (T-754/14); sostiene con vigore il regolamento quale importante strumento di democrazia partecipativa che, se sfruttato in tutte le sue potenzialità, potrebbe aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE e contribuire alla creazione di un'Unione europea maggiormente inclusiva;

6.  ritiene che, in considerazione del crescente impatto dell'universo online e dei social network sulla vita dei cittadini, le istituzioni europee dovrebbero continuare a sviluppare nuovi meccanismi e politiche pubbliche orientate a garantire i diritti fondamentali delle persone nell'ambiente digitale, dedicando particolare attenzione alla libertà di espressione, al diritto di riservatezza e alla protezione dell'onore, dei dati e della reputazione, in particolare nel caso dei minori;

7.  ritiene che la sicurezza dei cittadini dell'UE e la lotta contro il terrorismo dovrebbero figurare tra le principali priorità dell'UE; accoglie con favore le misure adottate dall'UE al fine di rafforzare l'Unione della sicurezza; chiede la rapida attuazione dell'interoperabilità dei sistemi di informazione dell'UE nei settori della sicurezza, della migrazione e della gestione delle frontiere, sistemi che dovrebbero tutti rispettare i principi dell'UE in materia di protezione dei dati; ricorda la necessità di trovare un giusto equilibrio tra la sicurezza e la protezione dei diritti fondamentali; sottolinea che il coordinamento dell'azione interna e esterna dell'UE nel campo della sicurezza è essenziale per garantire una protezione efficace dei cittadini dell'UE e la fiducia dei cittadini europei nella capacità dell'UE di essere una fonte di protezione; ricorda che la tutela consolare è essenziale per garantire tale protezione all'estero e ritiene che, in linea con le raccomandazioni della Commissione, sarebbe opportuno adottare ulteriori misure a favore dell'armonizzazione e dell'ammodernamento delle norme sui documenti di viaggio provvisori;

8.  ribadisce l'invito alla Commissione a rilanciare il processo di adesione dell'UE alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo in linea con gli obblighi derivanti dall'articolo 6 TUE, studiando soluzioni per affrontare le obiezioni sollevate dalla Corte di giustizia dell'Unione europea il 18 dicembre 2014; ritiene che l'adesione dell'UE alla Convenzione rappresenterebbe un miglioramento significativo ai fini della tutela dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE e contribuirebbe al raggiungimento di un sistema coerente di protezione dei diritti umani in Europa.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.9.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

14

5

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michał Boni, Mercedes Bresso, Elmar Brok, Pascal Durand, Danuta Maria Hübner, Diane James, Ramón Jáuregui Atondo, Alain Lamassoure, Morten Messerschmidt, Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Markus Pieper, György Schöpflin, Pedro Silva Pereira, Barbara Spinelli, Claudia Țapardel

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gerolf Annemans, Pervenche Berès, Jérôme Lavrilleux, Cristian Dan Preda, Jasenko Selimovic, Rainer Wieland

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

14

+

ALDE

Maite Pagazaurtundúa Ruiz, Jasenko Selimovic

PPE

Michał Boni, Elmar Brok, Danuta Maria Hübner, Alain Lamassoure, Jérôme Lavrilleux, Markus Pieper, Cristian Dan Preda, György Schöpflin

S&D

Mercedes Bresso, Ramón Jáuregui Atondo, Pedro Silva Pereira, Claudia Țapardel

5

-

ECR

Morten Messerschmidt

ENF

Gerolf Annemans

GUE/NGL

Barbara Spinelli

NI

Diane James

VERTS/ALE

Pascal Durand

0

0

 

 

N.B.: Pervenche Berès (S&D) comunica di aver altresì votato a favore del progetto di parere.

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

26.9.2017

POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI

della commissioneper i diritti della donna e l'uguaglianza di genere

destinato alla commissione per le petizioni

sulla relazione sulla cittadinanza dell'UE 2017 - Rafforzare i diritti dei cittadini in un'Unione di cambiamento democratico

(2017/2069(INI))

Relatore per parere: Ángela Vallina

EMENDAMENTI

La commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere invita la commissione per le petizioni, competente per il merito, a prendere in considerazione i seguenti emendamenti:

Emendamento    1

Proposta di risoluzione

Visto 6 bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

- vista la proposta di regolamento del Consiglio concernente la competenza, il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale, e la sottrazione internazionale di minori (rifusione) (COM(2016)0411),

Emendamento    2

Proposta di risoluzione

Considerando A bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

A bis. considerando che il rafforzamento dei diritti dei cittadini e delle istituzioni democratiche comprende la lotta alla discriminazione e alla disuguaglianza di genere in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

Emendamento    3

Proposta di risoluzione

Considerando H bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

H bis. considerando che la sottorappresentazione delle donne nelle posizioni decisionali, soprattutto in ambito politico e aziendale, ostacola lo sviluppo delle capacità e indebolisce la partecipazione delle donne alla vita democratica dell'UE;

Emendamento    4

Proposta di risoluzione

Considerando H ter (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

H ter. considerando che la partecipazione e la leadership femminili nei processi decisionali politici continuano ad essere ostacolate, ad esempio dal persistere di stereotipi basati sul genere e dalle conseguenze della recente crisi economica, nonché dalle sue ripercussioni negative sulle questioni di uguaglianza di genere;

Emendamento    5

Proposta di risoluzione

Considerando H quinquies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

H quinquies. considerando che esistono forti disparità nella protezione delle vittime della violenza di genere e della violenza domestica in tutta l'UE nei casi di controversie familiari transfrontaliere;

Emendamento    6

Proposta di risoluzione

Considerando J bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

J bis. considerando che la discriminazione cui sono soggette le donne in tutta l'UE costituisce un ostacolo all'uguaglianza; che le donne sono ancora sottorappresentate sia come elettrici che in posizioni direttive, nei mandati elettivi, nel servizio pubblico, nel mondo accademico, nei media o nel settore privato; considerando che la diffusa pluralità delle discriminazioni subite dalle donne e il numero sproporzionato di donne che affrontano la povertà e l'esclusione sociale sono ostacoli al pieno esercizio dei loro diritti di cittadinanza;

Emendamento    7

Proposta di risoluzione

Paragrafo 1

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

1. prende atto della relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'UE 2017, in cui figura un elenco delle priorità per settore d'attività; esprime dubbi sul fatto che tali priorità possano dare una risposta efficace alle preoccupazioni dei cittadini; si rammarica per la mancanza di impegni concreti e ben definiti per il prossimo triennio;

1. prende atto della relazione della Commissione sulla cittadinanza dell'UE 2017, in cui figura un elenco delle priorità per settore d'attività; esprime dubbi sul fatto che tali priorità possano dare una risposta efficace alle preoccupazioni dei cittadini; si rammarica per la mancanza di impegni concreti e ben definiti per il prossimo triennio; ritiene che non sia stata prestata la debita attenzione all'inclusione dell'uguaglianza di genere come priorità, visto che essa figura solo come elemento secondario nell'ambito della tematica finale "Rafforzare la sicurezza e promuovere l'uguaglianza";

Emendamento    8

Proposta di risoluzione

Paragrafo 4

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

4. manifesta il proprio rammarico per il fatto che da quasi un decennio sono stati conseguiti scarsi progressi riguardo all'adozione della direttiva europea contro la discriminazione; invita tutte le istituzioni dell'UE a concludere quanto prima i relativi negoziati;

4. manifesta il proprio rammarico per il fatto che da quasi un decennio sono stati conseguiti scarsi progressi riguardo all'adozione della direttiva europea contro la discriminazione; invita tutte le istituzioni dell'UE a concludere quanto prima i relativi negoziati, prestando la debita attenzione all'inclusione della dimensione di genere;

Emendamento    9

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 ter (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 ter. si compiace della proposta della Commissione di sottoscrivere e concludere l'adesione dell'Unione europea alla Convenzione di Istanbul e ribadisce il proprio appoggio all'adesione dell'Unione europea alla Convenzione di Istanbul su una base ampia e senza riserve; chiede un miglioramento della raccolta di dati disaggregati su tutte le forme di violenza oggetto della Convenzione, in collaborazione con l'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), al fine di elaborare una metodologia comune per confrontare le banche dati e le analisi; invita tutti gli Stati membri che non lo abbiano ancora fatto a ratificare quanto prima la convenzione di Istanbul; invita la Commissione a proporre una direttiva sulla violenza contro le donne;

Emendamento    10

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 quater (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 quater. invita il Consiglio ad intensificare gli sforzi per sbloccare la direttiva "Più donne alla guida delle imprese europee";

Emendamento    11

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 quinquies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 quinquies. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure specifiche per affrontare le esigenze dei cittadini vulnerabili che si trovino ad affrontare discriminazioni multiple intersezionali che impediscono loro di esercitare i propri diritti o di partecipare pienamente alla società, quali le donne con disabilità, le minoranze etniche, le donne immigrate e le donne profughe, o coloro che devono affrontare la povertà e l'esclusione sociale;

Emendamento    12

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 sexies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 sexies. ribadisce che assicurare la capacità di coloro che si trovano ad affrontare la discriminazione multipla intersezionale, come le donne e le ragazze con disabilità, di esercitare i loro diritti di cittadinanza prevede un approccio olistico che coinvolga politiche mirate, dalla raccolta di dati intersezionali a programmi educativi e a misure di inclusione sociale; invita la Commissione e gli Stati membri a formulare e pubblicare strategie per affrontare la discriminazione intersezionale;

Emendamento    13

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 septies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 septies. sottolinea la necessità di contrastare la violenza di genere di cui sono oggetto le donne e le ragazze e le persone LGBTI nella politica e nella sfera pubblica più ampia, comprese la molestia e l'intimidazione online;

Emendamento    14

Proposta di risoluzione

Paragrafo 40 octies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 octies. ribadisce la sua richiesta affinché la Commissione adotti il suo impegno strategico per la parità di genere 2016-2019 come comunicazione; ricorda che l'UE si basa sul principio della parità tra donne e uomini e che tale principio può essere realizzato solo attraverso l'integrazione strategica in tutte le politiche dell'UE;

Emendamento    15

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 nonies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 nonies. si compiace della presentazione, da parte della Commissione, del pacchetto sull'equilibrio tra vita professionale e vita privata e invita tutte le istituzioni a dare esecuzione quanto prima a queste misure;

Emendamento    16

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 undecies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 undecies. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere una maggiore cooperazione in situazioni in cui i lavoratori beneficiano di prestazioni e pagano contributi in diversi Stati membri dell'UE, rafforzando lo scambio transfrontaliero di informazioni tra le varie autorità preposte alla sicurezza sociale, in modo tale che si possa tener debito conto di tutti i contributi del calcolo dei diritti pensionistici; richiama l'attenzione sul persistere dei divari retributivo e pensionistico di genere nell'UE, che, combinati con le misure di austerità e i tagli a livello di settore pubblico, pregiudicano la possibilità di una reale autonomia economica per milioni di donne;

Emendamento    17

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 duodecies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 duodecies. invita la Commissione e gli Stati membri ad utilizzare attivamente i fondi dell'UE come strumenti per rafforzare l'uguaglianza di genere; chiede in particolare l'applicazione dell'integrazione di genere nella PAC e nelle politiche di coesione rurale;

Emendamento    18

Proposta di risoluzione

Paragrafo 6 terdecies (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

6 terdecies. esorta la Commissione a proseguire l'integrazione di genere in tutte le politiche dell'UE, prestando particolare attenzione alle valutazioni d'impatto e alle valutazioni ex-post della legislazione e delle politiche;

Emendamento    19

Proposta di risoluzione

Paragrafo 9 bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

9 bis. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere in modo permanente la rappresentanza delle donne in posizioni direttive, in particolare nel processo decisionale politico e nei consigli di amministrazione, e a facilitare l'ingresso delle donne nelle posizioni dirigenziali eliminando gli stereotipi di genere e incoraggiando la partecipazione femminile alla formazione sul posto di lavoro, insieme ad altri strumenti politici come l'equilibrio tra vita professionale e vita privata, per consentire loro di esercitare pienamente i loro diritti di cittadinanza dell'UE;

Emendamento    20

Proposta di risoluzione

Paragrafo 9 ter (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

9 ter. sottolinea che l'educazione di qualità alla cittadinanza per tutte le età, sia formale, informale che non formale, è fondamentale per l'esercizio sicuro dei diritti democratici dei cittadini e il funzionamento di una società democratica e per superare la discriminazione e il pregiudizio, nonché la disparità di genere; ribadisce la necessità di investimenti nell'educazione alla cittadinanza e nell'educazione civica e nell'educazione per la parità di genere in tutta Europa;

Emendamento    21

Proposta di risoluzione

Paragrafo 9 quater (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

9 quater. sottolinea l'importanza della partecipazione politica dei minori e dei giovani, in particolare delle donne e delle ragazze; chiede un maggiore intervento da parte della Commissione e degli Stati membri per garantire i diritti dei minori e stimolare la loro partecipazione;

Emendamento    22

Proposta di risoluzione

Paragrafo 10 bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

10 bis. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere ulteriori misure per garantire l'accesso equo e paritario delle donne a tutte le sfere politiche, culturali e sociali come condizione necessaria per l'effettivo esercizio dei diritti di cittadinanza nell'UE;

Emendamento    23

Proposta di risoluzione

Paragrafo 11

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

11. ritiene che la riforma della legge elettorale in base all'iniziativa legislativa del Parlamento europeo costituisca un'occasione imperdibile per l'Unione per divenire più democratica; sottolinea che migliaia di europei condividono questo punto di vista, come dimostra l'iniziativa dei cittadini europei "Let me Vote", intesa a consentire ai cittadini di votare nel proprio luogo di residenza; plaude alla Commissione per aver esaminato le possibilità dei cittadini di altri Stati membri dell'UE che hanno esercitato il loro diritto alla libera circolazione di votare nelle elezioni nazionali del paese in cui risiedono; esorta la Commissione a elaborare un piano d'azione concreto per l'introduzione del voto elettronico in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019;

11. ritiene che la riforma della legge elettorale in base all'iniziativa legislativa del Parlamento europeo costituisca un'occasione imperdibile per l'Unione per divenire più democratica; sottolinea che migliaia di europei condividono questo punto di vista, come dimostra l'iniziativa dei cittadini europei "Let me Vote", intesa a consentire ai cittadini di votare nel proprio luogo di residenza; plaude alla Commissione per aver esaminato le possibilità dei cittadini di altri Stati membri dell'UE che hanno esercitato il loro diritto alla libera circolazione di votare nelle elezioni nazionali del paese in cui risiedono; invita il Consiglio a includere liste equilibrate per genere che alternano candidati femminili e maschili nella prossima revisione della legge elettorale europea; esorta la Commissione a elaborare un piano d'azione concreto per l'introduzione del voto elettronico in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 2019;

Emendamento    24

Proposta di risoluzione

Paragrafo 12

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

12. esprime la convinzione che la libertà dei mezzi di comunicazione e l'accesso a una pluralità di voci nell'ambito della società e dei mezzi di comunicazione siano elementi indispensabili di una democrazia sana; sottolinea la necessità di una politica dell'Unione europea ben definita per far fronte alla propaganda anti-europea e alle false informazioni; propone che le istituzioni dell'UE procedano alla creazione di un canale televisivo europeo che trasmetta in tutti gli Stati membri;

12. esprime la convinzione che la libertà dei mezzi di comunicazione e l'accesso a una pluralità di voci nell'ambito della società e dei mezzi di comunicazione siano elementi indispensabili di una democrazia sana e che l'alfabetizzazione mediatica sia fondamentale e dovrebbe essere sviluppata in età precoce; sottolinea la necessità di una politica dell'Unione europea ben definita per far fronte alla propaganda anti-europea e alle false informazioni; propone che le istituzioni dell'UE procedano alla creazione di un canale televisivo europeo che trasmetta in tutti gli Stati membri;

Emendamento    25

Proposta di risoluzione

Paragrafo 12 bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

12 bis.  invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere misure volte a contrastare le dichiarazioni discriminatorie contro le donne nonché gli stereotipi di genere;

Emendamento    26

Proposta di risoluzione

Paragrafo 15 bis (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

15 bis. invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare adeguati strumenti per l'integrazione della dimensione di genere, a cooperare strettamente con le autorità e le comunità locali per prevenire violazioni e indagare in materia e a fornire le necessarie cure e assistenza alle donne sfruttate sessualmente, discriminate ed emarginate sul mercato del lavoro;

Emendamento    27

Proposta di risoluzione

Paragrafo 15 ter (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

15 ter. chiede una cooperazione rafforzata tra gli Stati membri al fine di garantire la protezione delle vittime della violenza di genere e che si tenga conto dell'interesse superiore del minore in caso di controversie familiari transfrontaliere;

Emendamento    28

Proposta di risoluzione

Paragrafo 15 quater (nuovo)

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

 

15 quater. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare misure efficaci per aumentare le opportunità delle donne e delle ragazze di partecipare a programmi dell'UE che coinvolgano la mobilità transfrontaliera in qualità di studenti, insegnanti e ricercatrici;

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.9.2017

 

 

 

(1)

Testi approvati, P8_TA(2017)0102.

(2)

COM(2017) 0032.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

22.11.2017

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Marina Albiol Guzmán, Margrete Auken, Beatriz Becerra Basterrechea, Heinz K. Becker, Andrea Cozzolino, Pál Csáky, Eleonora Evi, Peter Jahr, Rikke Karlsson, Jude Kirton-Darling, Svetoslav Hristov Malinov, Notis Marias, Marlene Mizzi, Cristian Dan Preda, Gabriele Preuß, Laurenţiu Rebega, Virginie Rozière, Yana Toom, Jarosław Wałęsa, Cecilia Wikström, Tatjana Ždanoka

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Michela Giuffrida, Demetris Papadakis, Julia Pitera, Sven Schulze, Igor Šoltes, Ángela Vallina

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Martina Anderson, Inés Ayala Sender


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

23

+

ALDE

ECR

PPE

 

S&D

 

VERTS/ALE

Beatriz Becerra Basterrechea, Yana Toom, Cecilia Wikström

Rikke Karlsson

Heinz K. Becker, Pál Csáky, Peter Jahr, Svetoslav Hristov Malinov, Julia Pitera, Cristian Dan Preda, Sven Schulze, Jarosław Wałęsa

Inés Ayala Sender, Andrea Cozzolino, Michela Giuffrida, Jude Kirton-Darling, Marlene Mizzi, Demetris Papadakis, Gabriele Preuß, Virginie Rozière

Margrete Auken, Igor Šoltes, Tatjana Ždanoka

2

-

ECR

ENF

Notis Marias

Laurenţiu Rebega

4

0

EFDD

GUE/NGL

Eleonora Evi

Marina Albiol Guzmán, Martina Anderson, Ángela Vallina

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Note legali - Informativa sulla privacy