Procedura : 2017/2266(INI)
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Ciclo del documento : A8-0055/2018

Testi presentati :

A8-0055/2018

Discussioni :

PV 14/03/2018 - 21
CRE 14/03/2018 - 21

Votazioni :

PV 15/03/2018 - 10.5

Testi approvati :

P8_TA(2018)0083

RELAZIONE     
PDF 411kWORD 63k
5.3.2018
PE 615.458v02-00 A8-0055/2018

recante una proposta di risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio che denuncia l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore

(14423/2017 – C8-0447/2017 – 2017/0241(NLE) – 2017/2266(INI))

Commissione per la pesca

Relatore: João Ferreira

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio che denuncia l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore

(14423/2017 – C8-0447/2017 – 2017/0241(NLE)2017/2266(INI))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (14423/2017),

–  visto l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore(1),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 43 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0447/2017),

–  vista la sua risoluzione legislativa del ...(2) sul progetto di decisione,

–  visto il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, che modifica i regolamenti (CEE) n. 2847/93, (CE) n. 1936/2001 e (CE) n. 601/2004 e che abroga i regolamenti (CE) n. 1093/94 e (CE) n. 1447/1999(3) ("regolamento INN"), in particolare l'articolo 8, paragrafo 8,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per la pesca e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0055/2018),

A.  considerando che l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore (di seguito "le Comore") dispone che le parti possano denunciare l'accordo stesso in caso di gravi circostanze, come ad esempio la mancata ottemperanza agli impegni da esse assunti in materia di lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (pesca INN);

B.  considerando che la pesca illegale rappresenta una grave minaccia per le risorse marine globali in quanto depaupera gli stock ittici, distrugge gli habitat marini, colloca i pescatori onesti in posizione di ingiusto svantaggio e distrugge i mezzi di sussistenza delle comunità costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo;

C.  considerando che l'UE deve fare tutto il possibile per garantire che gli accordi di pesca sostenibile stipulati con paesi terzi rechino benefici reciproci all'UE e ai paesi terzi interessati, comprese le loro popolazioni locali e i loro settori della pesca;

D.  considerando che l'obiettivo globale del protocollo associato all'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore era quello di rafforzare la cooperazione in materia di pesca tra l'UE e le Comore nell'interesse di entrambe le parti, istituendo un quadro di partenariato che consentisse di perseguire una politica sostenibile in materia di pesca, sfruttando ad un tempo le risorse ittiche in modo sostenibile nella zona economica esclusiva delle Comore, nonché di garantire un'opportuna quota, corrispondente agli interessi delle flotte UE, delle eccedenze ittiche disponibili;

E.  considerando che il primo accordo in materia di pesca tra la CEE e le Comore risale al 1988 e che le flotte degli Stati membri CEE/UE hanno da allora ottenuto accesso alle opportunità di pesca nel quadro di una serie di protocolli di attuazione;

F.  considerando che, secondo il rapporto UNCTAD "Esportazioni della pesca e sviluppo economico dei paesi meno avanzati", la cooperazione settoriale non si è sviluppata al di là di uno stato rudimentale, con uno scarsissimo impatto sull'industria della pesca, le condizioni degli sbarchi, la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico o la formazione tecnica di pescatori e osservatori; che il prezzo corrisposto dall'UE alle Comore per tonnellata di pesce (tonno) è pari al 15 % circa del prezzo all'ingrosso stimato per tonnellata;

G.  considerando che il 1° ottobre 2015 è stata notificata alle Comore la possibilità di essere identificate come paese terzo non cooperante per non aver esercitato un adeguato controllo dei pescherecci battenti bandiera delle Comore; che, dopo essere stato identificato come paese non cooperante nel 2017 ed elencato dal luglio 2017 in quanto tale dall'UE, che ha emesso un “cartellino rosso”, il paese non ha ancora adottato le misure correttive necessarie per risolvere i problemi identificati e combattere la pesca INN;

H.  considerando che il precedente protocollo associato all'accordo di pesca con le Comore è scaduto il 30 dicembre 2016 e che non è stato rinnovato in quanto le Comore non si sono impegnate a lottare contro la pesca INN; che il protocollo ha ottenuto una dotazione finanziaria di 600 000 EUR all'anno, 300 000 dei quali destinati al sostegno della politica della pesca delle Comore, al fine di promuovere la sostenibilità e la sana gestione delle risorse della pesca nelle loro acque;

I.  considerando il fermo impegno dell'UE nella lotta contro la pesca illegale e contro qualsiasi attività che ne deriva e che tale impegno è contenuto nel regolamento INN;

J.  considerando che l'UE e i suoi Stati membri stanno proseguendo la cooperazione con le Comore in varie settori; che la denuncia dell'accordo di partenariato nel settore della pesca da parte dell'UE può essere revocata (se saranno adottate le necessarie misure correttive) e che la denuncia del presente accordo non esclude futuri negoziati di un altro accordo o qualsiasi altra forma di partenariato nel settore della pesca;

K.  considerando che la lotta contro la pesca INN non riguarda solo l'identificazione dei paesi terzi non cooperanti, ma anche la ricerca di soluzioni affinché le situazioni identificate siano corrette; che, senza assistenza esterna, l'Unione delle Comore non sarà in grado di migliorare le sue politiche di gestione marittima, in particolare delle risorse alieutiche, soprattutto per quanto riguarda le condizioni di sbarco, la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico o la formazione tecnica di pescatori e osservatori;

L.  considerando che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) includono, per la prima volta, un obiettivo in materia di conservazione e uso sostenibile dei mari e delle risorse marine (obiettivo 14);

1.  deplora che le Comore non abbiano adottato le misure correttive necessarie per risolvere i problemi identificati e combattere la pesca INN, nonostante i moniti dell'UE;

2.  ribadisce l'importanza di un effettivo controllo dello Stato di bandiera, la cui assenza è la causa alla radice della pesca INN; ritiene che le Comore dovrebbero soddisfare i propri obblighi derivanti dal diritto internazionale per quanto riguarda la vigilanza e il controllo dei pescherecci che battono la loro bandiera; ritiene fermamente che questa mancanza di sorveglianza e autorizzazione alla pesca consenta a tali pescherecci di effettuare impunemente attività di pesca INN;

3.  ritiene che le Comore dovrebbero rimanere impegnate nei confronti dell'UE e sfruttare questa occasione per mettere in atto le misure necessarie a migliorare la propria capacità di affrontare la pesca illegale;

4.  deplora che, in quasi trent'anni di accordi di pesca tra l'UE e le Comore – una delle cui componenti è stata incentrata sulla cooperazione e il sostegno allo sviluppo del settore della pesca delle Comore – non sia stato possibile conseguire risultati più tangibili nello sviluppo del settore, anche in ambiti come la capacità di monitoraggio e sorveglianza, lo sviluppo scientifico e la formazione tecnica di pescatori e osservatori;

5.  sostiene che gli strumenti di cooperazione allo sviluppo disponibili, in particolare il Fondo europeo per lo sviluppo (FES), devono essere adattati con maggiore efficienza al sostegno globale per lo sviluppo delle capacità nel settore della pesca;

6.  ricorda che le Comore hanno l'obbligo, a norma dell'accordo di partenariato nel settore della pesca firmato con l'UE e di altri strumenti internazionali, nonché nel quadro relativo al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 e degli OSS, di rispettare i principi di buona governance nel settore della pesca e della pesca responsabile, di mantenere gli stock ittici e di preservare l'ecosistema marino nella loro zona economica esclusiva;

7.  sottolinea la necessità di combattere la pesca INN a livello globale e di predisporre incentivi affinché gli Stati assumano seriamente le proprie responsabilità e applichino le necessarie riforme ai propri settori della pesca;

8.  sostiene che la lotta alla pesca INN non dovrebbe incentrarsi esclusivamente sull'identificazione di paesi terzi non cooperanti e che, per lottare veramente contro tutte le forme di pesca illegale, è necessario reperire modalità di sostegno ai paesi, in particolare, i piccoli Stati insulari in via di sviluppo, come l'Unione delle Comore, in modo da consentire loro di cambiare le politiche di gestione dei mari;

9.  condivide con la Commissione e il Consiglio la necessità di applicare le misure di cui all'articolo 36, paragrafo 8 del regolamento INN per la denuncia di qualsiasi accordo bilaterale permanente nel settore della pesca con le Comore che prevede la cessazione dell'accordo in caso di mancata ottemperanza agli impegni da esse assunti in relazione alla lotta contro la pesca INN;

10.  prende atto delle altre conseguenze di cui all'articolo 38, paragrafo 8, del regolamento INN, relative tra l'altro ai divieti di noleggio, di cambio di bandiera e di accordi privati;

11.  sostiene tuttavia che tale denuncia non deve segnare la fine della cooperazione tra l'UE e le Comore nel settore della pesca; esorta la Commissione a cercare di garantire che questo rapporto possa essere riattivato al più presto, partendo dalla premessa che le comunità di pesca e le attività di pesca artigianale su piccola scala dovrebbero essere considerate essenziali allo sviluppo del paese e che, a tal fine, sarebbe opportuno stimolare gli investimenti e l'assistenza tecnica nei seguenti settori:

  sistema di amministrazione e governance della pesca, legislazione, apparato istituzionale, capacità di sviluppo delle risorse umane (pescatori, scienziati, ispettori e altri) nonché potenziamento del valore commerciale e culturale degli attrezzi e del pescato tradizionali delle Comore;

  capacità scientifiche e di monitoraggio, capacità di tutela delle coste nonché capacità di ispezione, vigilanza e controllo della qualità;

  creazione di strutture per la refrigerazione, la distribuzione e la lavorazione del pescato;

  costruzione e miglioramento delle infrastrutture per lo sbarco e la sicurezza nei porti e nei relativi accessi;

  rinnovo della flotta artigianale delle Comore al fine di incrementare la sicurezza e la loro capacità di permanenza in mare e di pesca;

12.  chiede l'inclusione di una clausola la quale preveda, qualora le Comore rimedino alle proprie carenze, che la procedura sia interrotta, con il ritiro del cartellino rosso, consentendo il ritorno della flotta comunitaria;

13.  invita la Commissione ad adottare le opportune misure per ripristinare una situazione di normalità, migliorando l'efficacia della lotta contro la pesca INN e consentendo alla flotta dell'UE di tornare nelle zone di pesca una volta rinegoziati i termini di un nuovo protocollo;

14.  invita la Commissione e il Consiglio, ognuno per quanto di sua competenza, a tenere il Parlamento pienamente informato senza indugio in merito agli sviluppi di tale processo;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dell'Unione delle Comore.

(1)

GU L 290 del 20.10.2006, pag. 7.

(2)

Testi approvati, P8_TA(0000)0000.

(3)

GU L 286 del 20.10.2008, pag. 1.


MOTIVAZIONE

L'Unione delle Comore (o semplicemente le Comore) è un complesso di tre isole principali, situate nell'Oceano Indiano occidentale, al largo della costa dell'Africa orientale. Dell'arcipelago, indipendente dal 1975, fa parte anche una quarta isola, Mayotte, che ha optato per la sovranità francese.

Secondo i dati del 2013, le Comore hanno una popolazione di circa 734 000 abitanti. Considerando il contesto storico, l'instabilità politica e la difficoltà di accesso alle risorse, le Comore sono classificabili fra i paesi meno avanzati, caratterizzati da un'economia fortemente dipendente dalle sovvenzioni e dall'assistenza tecnica provenienti dall'estero.

Il settore della pesca è il secondo per importanza in tale paese, subito dopo l'agricoltura, ed è considerato una priorità strategica. Esso rappresenta il 10 % dell'occupazione e l'8 % del PIL (dati del 2013). Tali valori, peraltro, evidenziano una diminuzione dell'importanza del settore, in termini di importanza economica e occupazione, a causa della sua vulnerabilità a fattori esterni - tutte le attività di pesca nazionali (8 000 pescatori) sono a carattere artigianale e su piccola scala, basate sull'impiego di piccole imbarcazioni in fibra di vetro di 6-7 m di lunghezza, con motori di cilindrata non superiore a 25 CV ed equipaggiate con strumenti tecnici estremamente rudimentali, o di canoe non motorizzate.

Le riserve ittiche che possono essere sfruttate nella ZEE delle Comore – in maggioranza grandi specie pelagiche (tonno e pesce spada) – sono stimate in 33 000 tonnellate all'anno, ma le catture annuali effettuate dai pescatori locali si attestano a circa 16 000 tonnellate. Il resto del pesce viene sfruttato da flotte industriali straniere e sbarcato altrove. La lavorazione del pescato, compreso quello della flotta locale, avviene parimenti fuori dalle Comore.

Le relazioni bilaterali nel settore della pesca fra l'Unione europea (e predecessori) e le Comore risalgono al 1988. A partire dal 2006 però le loro relazioni sono state disciplinate da un accordo di partenariato nel settore della pesca che fornisce una contropartita finanziaria avente due componenti distinte: una per l'accesso alle risorse alieutiche e l'altra incentrata sul sostegno settoriale per lo sviluppo delle capacità locali.

L'accordo all'esame nella presente relazione prevede una contropartita finanziaria totale di 1 845 750 euro, dei quali il 49 % circa destinato al sostegno settoriale. Tale accordo ha permesso la concessione di 45 licenze per tonniere e 25 per pescherecci con palangari di superficie (suddivise fra Spagna, Francia e Portogallo). L'accordo impone inoltre ai pescherecci dell'UE che operano nell'ambito dell'accordo di impiegare un numero minimo di membri dell'equipaggio originari delle Comore e comprende una clausola di esclusività sulle specie da pescare.

Nonostante le condizioni stabilite nell'accordo e nel protocollo associato, la sua applicazione è stata soggetta a diverse costrizioni - soprattutto dovute alla pirateria - con il conseguente mancato utilizzo di dette licenze. Nel contempo, il coinvolgimento delle Comore in operazioni che violano il regolamento sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), consentendo in particolare il cambio di bandiera alle imbarcazioni coinvolte nella pesca INN, ha indotto l'UE a notificare alle Comore, nell'ottobre 2015, la possibilità di essere identificate come paese non cooperante - come poi avvenuto nel maggio e nel giugno 2017 (quando ha ricevuto il "cartellino rosso").

Data l'assenza di reazioni da parte delle autorità comoriane in tutto questo processo, la Commissione e il Consiglio europeo propongono la denuncia dell'accordo.

Nel complesso il relatore non ravvisa motivo di disaccordo rispetto a tale denuncia, ma è importante prestare attenzione a due questioni: la situazione sociale molto precaria nelle Comore; una serie di valutazioni effettuate dagli organismi delle Nazioni Unite che criticano la posizione di potere dell'UE quando si tratta di concludere accordi e determinare i prezzi del pescato (con il pagamento di un prezzo all'ingrosso del tonno inferiore a quello stimato) ed evidenziano altresì che gli accordi di partenariato non sono riusciti a sostenere lo sviluppo dell'industria locale.

Il relatore desidera far notare che, nei quasi trent'anni in cui l'UE ha mantenuto accordi di pesca con le Comore – comprendenti anche gli aspetti della cooperazione e del sostegno allo sviluppo del settore della pesca delle Comore – non è stato possibile conseguire risultati più tangibili nello sviluppo del settore, fra l'altro in settori quali la capacità di monitoraggio e vigilanza, il progresso scientifico o la formazione tecnica dei pescatori e degli osservatori.

Una simile valutazione impone, nel quadro della presente risoluzione, di formulare proposte destinate a contribuire alla continuità del sostegno allo sviluppo e a facilitare il miglioramento delle condizioni di pesca nelle Comore, delle attività collegate, della qualità della vita dei pescatori e delle comunità di pescatori.

In tale contesto di mantenimento della cooperazione fra l'UE e le Comore – in particolare per quanto riguarda la politica di sviluppo – è importante che la politica dell'UE e dei suoi Stati membri nei confronti di tale paese sia focalizzata sulle priorità strategiche, nel cui ambito il settore della pesca rappresenta un fattore centrale. In tale ottica, l'UE dovrebbe continuare a promuovere trasferimenti che permettano, in particolare, alle Comore di:

  migliorare il loro sistema di amministrazione e governance della pesca in termini giuridici e per quanto riguarda l'apparato istituzionale, la capacità di sviluppo delle risorse umane (pescatori, scienziati, ispettori ecc.) nonché il valore commerciale e culturale degli attrezzi tradizionali e del pescato delle Comore;

  sviluppare le proprie capacità scientifiche e di monitoraggio, di tutela della costa, d'ispezione, di vigilanza e di controllo della qualità;

  creare o rinnovare le strutture per la refrigerazione, la distribuzione e la lavorazione del pescato;

  costruire e migliorare le infrastrutture per lo sbarco e la sicurezza nei porti e nei relativi accessi;

  promuovere il rinnovo della flotta artigianale al fine di migliorare la sicurezza e la capacità di permanenza in mare e di pesca.

Il relatore ritiene che gli accordi di pesca sostenibile siglati dall'UE con paesi terzi debbano apportare benefici reciproci e dare priorità al rafforzamento della sovranità dei paesi terzi sui loro settori di pesca, allo sviluppo delle attività economiche a essa collegate e alla tutela delle risorse marittime, delle comunità di pescatori e dei lavoratori del settore. Tale tipo di sviluppo, e non il depauperamento delle risorse, rappresenta il modo più efficace e giusto di combattere la pesca INN.

Il relatore chiede, inoltre, che il Parlamento europeo sia immediatamente informato degli ulteriori sviluppi di tale processo.


PARERE della commissione per lo sviluppo (21.2.2018)

destinato alla commissione per la pesca

sulla proposta di decisione del Consiglio che denuncia l'accordo di partenariato nel settore della pesca tra la Comunità europea e l'Unione delle Comore

(2017/2266(INI))

Relatore per parere: Norbert Neuser

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per la pesca, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A.  considerando che per l'ultimo protocollo all'accordo di partenariato nel settore della pesca (APP), scaduto il 31 dicembre 2016, è stata stanziata una dotazione finanziaria di 600 000 EUR all'anno, dei quali 300 000 EUR destinati al sostegno della politica della pesca delle Comore al fine di promuovere la sostenibilità e la sana gestione delle risorse della pesca nelle loro acque;

B.  considerando che la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) che interessa le zone costiere delle Comore ha effetti negativi sulle attività di pesca locali e la biodiversità, minacciando il reddito e i mezzi di sussistenza dei pescatori su piccola scala, la sicurezza alimentare e lo sviluppo sostenibile delle Comore nonché, in ultima analisi, aggravando la povertà;

C.  considerando che le risorse marittime non sono illimitate; che il continente africano perde miliardi di dollari ogni anno per la pesca INN;

D.  considerando che, secondo la FAO, la pesca illegale corrisponde a circa 26 milioni di tonnellate di pesce all'anno, vale a dire oltre il 15 % delle catture totali mondiali; che la pesca eccessiva compromette la rigenerazione degli stock ittici, minaccia la biodiversità, l'ecosistema marino e la sicurezza alimentare, e comporta perdite economiche considerevoli;

E.  considerando che la gestione sostenibile degli ecosistemi marini è determinante per limitare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici; che la COP 21 ha sottolineato l'urgenza di invertire la tendenza alla sovrapproduzione;

F.  considerando che l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) includono, per la prima volta, un obiettivo relativo alla conservazione e all'uso sostenibile dei mari e delle risorse marine (obiettivo 14);

1.  è consapevole che la pesca INN, sia marina sia di acqua dolce, è un grave problema economico e ambientale su scala mondiale, che minaccia la sostenibilità degli stock ittici, la sicurezza alimentare e la biodiversità degli oceani del mondo; sottolinea che la pesca INN pregiudica inoltre gli sforzi per la gestione della pesca e costituisce una forma di concorrenza sleale per i pescatori, in particolare delle flotte artigianali, e per altri soggetti che operano in conformità alla legge, con gravi ripercussioni sociali, economiche e ambientali; rileva che livelli elevati di pesca INN tendono a riscontrarsi più frequentemente nei paesi con una governance debole;

2.  evidenzia che i paesi in via di sviluppo sono particolarmente vulnerabili alla pesca INN a causa delle loro limitate capacità di controllo e di sorveglianza delle proprie acque, il che destabilizza ulteriormente la gestione delle loro attività di pesca; sottolinea che la pesca INN sottrae ai paesi in via di sviluppo entrate e risorse alimentari, in particolare quando si svolge nelle stesse zone di pesca in cui operano i pescatori locali su piccola scala;

3.  si compiace della politica di tolleranza zero praticata dall'UE contro la pesca illegale a livello mondiale;

4.  si rammarica che, in contrasto con il sostegno settoriale previsto dal protocollo dell'APP, le autorità delle Comore non abbiano adottato misure appropriate per istituire un registro nazionale dei pescherecci e per elaborare e attuare un piano d'azione nazionale e un quadro giuridico solidi contro la pesca INN operata in acque comoriane e da parte di navi battenti bandiera delle Comore, il che ha portato all'identificazione delle Comore come un paese non cooperante ai sensi del regolamento INN;

5.  si rammarica del fatto che, oltre alla scarsa capacità dell'amministrazione comoriana di contrastare la pesca INN, la Commissione abbia segnalato una mancanza di governance e un'insufficiente volontà politica di collaborare dimostrate dalle autorità nazionali delle Comore;

6.  chiede di rafforzare le capacità dei paesi in via di sviluppo in materia amministrativa ma anche in materia di mappatura e valutazione delle risorse; chiede inoltre misure intese ad aiutarli a sviluppare statistiche affidabili e obiettive, che contribuiscano all'elaborazione di politiche e strategie in ambito economico e in materia di vigilanza e di protezione della pesca legale;

7.  ricorda che le Comore hanno l'obbligo, a norma dell'APP firmato con l'UE e di altri strumenti internazionali, nonché nel quadro relativo al conseguimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 e degli OSS, di rispettare i principi di buona governance nel settore della pesca e della pesca responsabile, di mantenere gli stock ittici e di preservare l'ecosistema marino nella loro zona economica esclusiva;

8.  ricorda in particolare l'OSS 14, obiettivo 4, che mira a regolamentare efficacemente il prelievo delle risorse e a porre fine alla pesca eccessiva, alla pesca INN e alle pratiche di pesca distruttive, nonché ad attuare piani di gestione basati su dati scientifici, al fine di ricostituire gli stock ittici nel più breve tempo possibile riportandoli almeno a livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile determinato in base alle loro caratteristiche biologiche;

9.  invita la Commissione a proseguire il suo dialogo politico e settoriale in materia di pesca con le autorità comoriane, per conseguire il rispetto, da parte di queste ultime, delle disposizioni del regolamento INN e, in ultima analisi, la rimozione del paese dall'elenco dei paesi non cooperanti; invita, al contempo, a riorientare l'assistenza ricevuta dalle Comore a titolo di altri strumenti finanziari dell'UE affinché la popolazione non debba sostenere il costo di tale situazione;

10.  sottolinea che le autorità di controllo della pesca in tutto il mondo dovrebbero essere dotate di sufficienti risorse (umane, finanziarie e tecnologiche) che consentano loro di attuare pienamente le norme e le regolamentazioni in materia di pesca;

11.  è convinto che la lotta contro la pesca INN richieda un approccio multilaterale e dipenda in grande misura da una risposta coerente a livello internazionale, anche da parte degli Stati di bandiera, degli Stati costieri, degli Stati d'approdo e degli Stati di commercializzazione; ritiene che tale risposta debba basarsi sull'applicazione uniforme del diritto internazionale e delle regolamentazioni in materia di pesca INN e su un ampio e accurato scambio di informazioni; invita la comunità internazionale ad adottare misure analoghe a quelle adottate dall'Unione europea per chiudere i mercati ai prodotti ittici provenienti dalla pesca INN.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

20.2.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Ignazio Corrao, Mireille D'Ornano, Nirj Deva, Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Maria Heubuch, György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Arne Lietz, Norbert Neuser, Vincent Peillon, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Eleftherios Synadinos, Eleni Theocharous, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Thierry Cornillet, Paul Rübig, Rainer Wieland

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

21

+

ALDE

Thierry Cornillet, Paavo Väyrynen

ECR

Nirj Deva, Eleni Theocharous

EFDD

Ignazio Corrao, Mireille D'Ornano

GUE/NGL

Lola Sánchez Caldentey

PPE

György Hölvényi, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Cristian Dan Preda, Paul Rübig, Bogdan Brunon Wenta, Rainer Wieland, Željana Zovko, Anna Záborská

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Enrique Guerrero Salom, Arne Lietz, Norbert Neuser, Vincent Peillon

Verts/ALE

Maria Heubuch

1

-

NI

Eleftherios Synadinos

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

27.2.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

0

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Eugenia Aguilera García, Alain Cadec, David Coburn, Linnéa Engström, João Ferreira, Sylvie Goddyn, Mike Hookem, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, António Marinho e Pinto, Gabriel Mato, Norica Nicolai, Liadh Ní Riada, Ulrike Rodust, Annie Schreijer-Pierik, Remo Sernagiotto, Isabelle Thomas, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Jarosław Wałęsa

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Izaskun Bilbao Barandica, José Blanco López, Nicola Caputo, Ole Christensen, Rosa D'Amato, Norbert Erdős, John Flack, Elisabetta Gardini, Jens Gieseke, Anja Hazekamp, Maria Heubuch, Czesław Hoc, Yannick Jadot, France Jamet, Seán Kelly, Verónica Lope Fontagné, Linda McAvan, Francisco José Millán Mon, Nosheena Mobarik, Cláudia Monteiro de Aguiar, Rolandas Paksas, Daciana Octavia Sârbu, David-Maria Sassoli, Maria Lidia Senra Rodríguez, Nils Torvalds

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Liliana Rodrigues


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ALDE

António Marinho e Pinto, Norica Nicolai

ECR

Peter van Dalen, Remo Sernagiotto, Ruža Tomašić

ENF

Sylvie Goddyn

GUE/NGL

João Ferreira, Liadh Ní Riada

PPE

Alain Cadec, Norbert Erdős, Carlos Iturgaiz, Werner Kuhn, Gabriel Mato, Annie Schreijer-Pierik, Jarosław Wałęsa

S&D

Clara Eugenia Aguilera García, Liliana Rodrigues, Ulrike Rodust, Isabelle Thomas

VERTS/ALE

Linnéa Engström

0

-

 

 

2

0

EFDD

David Coburn, Mike Hookem

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy