RELAZIONE     ***I
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22.5.2018
PE 597.506v03-00 A8-0171/2018

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale nell'Unione e abroga la direttiva 2013/32/UE

(COM(2016)0467 – C8-0321/2016 – 2016/0224(COD))

Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni

Relatore: Laura Ferrara

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DI MINORANZA
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce una procedura comune di protezione internazionale nell'Unione e abroga la direttiva 2013/32/UE

(COM(2016)0467 – C8-0321/2016 – 2016/0224(COD))

(Procedura legislativa ordinaria: prima lettura)

Il Parlamento europeo,

–  vista la proposta della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio (COM(2016)0224),

–  visti l'articolo 294, paragrafo 2, e l'articolo 78, paragrafo 2, lettera d), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma dei quali la proposta gli è stata presentata dalla Commissione (C8-0321/2016),

–  visto l'articolo 294, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

–  visti i pareri motivati inviati dal Senato ceco, dal Senato italiano e dalla Camera dei deputati romena, nel quadro del protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità, in cui si dichiara la mancata conformità del progetto di atto legislativo al principio di sussidiarietà,

–  visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2016(1),

–  visto il parere del Comitato delle regioni dell'8 febbraio 2017(2),

–  visto l'articolo 59 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni (A8-0171/2018),

1.  adotta la posizione in prima lettura figurante in appresso;

2.  chiede alla Commissione di presentargli nuovamente la proposta qualora la sostituisca, la modifichi sostanzialmente o intenda modificarla sostanzialmente;

3.  incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

Emendamento    1

Proposta di regolamento

Considerando 3

Testo della Commissione

Emendamento

(3)  Il sistema europeo comune di asilo è basato su norme comuni riguardanti le procedure di asilo, il riconoscimento e la protezione accordata a livello dell'Unione, le condizioni di accoglienza e un sistema di determinazione dello Stato membro competente per i richiedenti asilo. Nonostante i progressi compiuti finora nel progressivo sviluppo del sistema europeo comune di asilo, sussistono ancora disparità significative tra gli Stati membri per quanto riguarda i tipi di procedure usate, i tassi di riconoscimento, il tipo di protezione concessa, il livello di condizioni materiali di accoglienza e le prestazioni fornite ai richiedenti e ai beneficiari di protezione internazionale. Tali divergenze sono fattori determinanti dei movimenti secondari e compromettono l'obiettivo di garantire che, in un sistema europeo comune di asilo, tutti i richiedenti siano trattati in modo uniforme dovunque presentino domanda nell'Unione.

(3)  Il sistema europeo comune di asilo è basato su norme comuni riguardanti le procedure di asilo, il riconoscimento e la protezione accordata a livello dell'Unione, le condizioni di accoglienza e un sistema di determinazione dello Stato membro competente per i richiedenti asilo. Nonostante i progressi compiuti finora nel progressivo sviluppo del sistema europeo comune di asilo, sussistono ancora disparità significative tra gli Stati membri per quanto riguarda i tipi di procedure usate, i tassi di riconoscimento, il tipo di protezione concessa, il livello di condizioni materiali di accoglienza e le prestazioni fornite ai richiedenti e ai beneficiari di protezione internazionale. Tali divergenze compromettono l'obiettivo di garantire che, in un sistema europeo comune di asilo, tutti i richiedenti siano trattati con le norme più rigorose e nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e della convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati dovunque presentino domanda nell'Unione.

Emendamento    2

Proposta di regolamento

Considerando 6

Testo della Commissione

Emendamento

(6)  Una procedura comune di riconoscimento e di revoca della protezione internazionale dovrebbe limitare i movimenti secondari dei richiedenti protezione internazionale tra gli Stati membri, la cui causa sia la diversità delle normative, sostituendo le attuali disposizioni discrezionali con norme armonizzate e precisando i diritti e gli obblighi dei richiedenti così come le conseguenze della relativa inosservanza, e instaurare negli Stati membri condizioni equivalenti per l'applicazione del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche).

(6)  Una procedura comune di riconoscimento e di revoca della protezione internazionale dovrebbe creare incentivi per i richiedenti a rimanere e integrarsi nel territorio dello Stato membro competente per l'esame delle loro domande di asilo, sostituendo le attuali disposizioni discrezionali con norme armonizzate e precisando i diritti e gli obblighi dei richiedenti così come le conseguenze della relativa inosservanza, e instaurare negli Stati membri condizioni equivalenti per l'applicazione del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche).

 

 

 

 

Emendamento    3

Proposta di regolamento

Considerando 7

Testo della Commissione

Emendamento

(7)  Il presente regolamento dovrebbe applicarsi a tutte le domande di protezione internazionale fatte nel territorio degli Stati membri, compreso alle frontiere esterne, nelle acque territoriali o nelle zone di transito, e alla revoca della protezione internazionale. È opportuno che le persone in cerca di protezione internazionale che si trovano nelle acque territoriali di uno Stato membro siano sbarcate sulla terraferma e che ne sia esaminata la domanda di protezione a norma del presente regolamento.

(7)  Il presente regolamento dovrebbe applicarsi unicamente alle domande di protezione internazionale fatte nel territorio degli Stati membri, compreso alle frontiere esterne, nelle acque territoriali o nelle zone di transito, e alla revoca della protezione internazionale. È opportuno che le persone in cerca di protezione internazionale che si trovano nelle acque territoriali di uno Stato membro siano sbarcate sulla terraferma e che ne sia esaminata la domanda di protezione a norma del presente regolamento.

Emendamento    4

Proposta di regolamento

Considerando 10

Testo della Commissione

Emendamento

(10)  È opportuno mobilitare le risorse del Fondo Asilo, migrazione e integrazione per fornire sostegno adeguato agli sforzi degli Stati membri nell'applicazione del presente regolamento e, in particolare, a quegli Stati membri i cui sistemi di asilo e di accoglienza subiscono pressioni specifiche e sproporzionate.

(10)  È opportuno mobilitare le risorse del Fondo Asilo, migrazione e integrazione per fornire sostegno adeguato agli sforzi degli Stati membri nell'applicazione del presente regolamento e, in particolare, a quegli Stati membri i cui sistemi di asilo e di accoglienza subiscono pressioni specifiche e sproporzionate. Dovrebbero essere messi a disposizione delle autorità locali e regionali e delle organizzazioni internazionali e della società civile finanziamenti adeguati, anche offrendo alle autorità locali e regionali la possibilità di accedere direttamente al Fondo Asilo, migrazione e integrazione.

Emendamento    5

Proposta di regolamento

Considerando 13

Testo della Commissione

Emendamento

(13)  Dovrebbe essere data al richiedente la possibilità effettiva di esporre all'autorità accertante tutti gli elementi pertinenti di cui dispone. Salvo limitate eccezioni il richiedente dovrebbe pertanto godere del diritto di essere ascoltato in un colloquio personale sull'ammissibilità o sul merito della sua domanda, secondo il caso. Affinché tale diritto possa essere esercitato concretamente, il richiedente dovrebbe essere assistito da un interprete e avere la possibilità di esporre in modo esauriente i motivi della sua domanda. Dovrebbe essergli concesso tempo sufficiente per prepararsi e conferire con il suo avvocato o altro consulente legale, e avere la possibilità di farsi assistere durante il colloquio. Il colloquio personale dovrebbe svolgersi in condizioni atte ad assicurare un'adeguata riservatezza e dovrebbe essere condotto da personale competente adeguatamente formato, tra cui, se necessario, personale di autorità di altri Stati membri o esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Il colloquio personale può essere omesso solo quando l'autorità accertante intende accogliere la domanda oppure reputa che il richiedente sia incapace o impossibilitato a sostenere un colloquio personale a causa di circostanze persistenti che sfuggono al suo controllo. In quanto elemento essenziale dell'esame della domanda, il colloquio personale dovrebbe essere registrato e il richiedente e il suo avvocato dovrebbero avere accesso sia alla registrazione sia al verbale o alla trascrizione del colloquio prima che l'autorità accertante decida o, in caso di procedura d'esame accelerata, contestualmente all'adozione della decisione.

(13)  Prima che l'autorità accertante adotti una decisione, dovrebbe essere data al richiedente la possibilità effettiva di presentarla con tutti gli elementi pertinenti di cui dispone. Salvo limitate eccezioni il richiedente dovrebbe pertanto godere del diritto di essere ascoltato in un colloquio personale sull'ammissibilità o sul merito della sua domanda, secondo il caso. Affinché tale diritto possa essere esercitato concretamente, il richiedente dovrebbe essere assistito da un interprete, da un rappresentante legale e da un mediatore culturale, ove necessario e adeguato, e dovrebbe avere la possibilità di esporre in modo esauriente i motivi della sua domanda. Dovrebbe essergli concesso tempo sufficiente e adeguato per prepararsi e conferire con il suo avvocato o altro consulente legale in relazione ai colloqui sull’ammissibilità e sul merito, e avere la possibilità di farsi assistere durante il colloquio. Il colloquio personale dovrebbe svolgersi in condizioni atte ad assicurare un'adeguata riservatezza e dovrebbe essere condotto da personale competente adeguatamente formato, tra cui, se necessario, esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo o, se del caso, personale di autorità di altri Stati membri . Il colloquio personale può essere omesso solo quando l'autorità accertante intende accogliere la domanda oppure reputa che il richiedente sia incapace o impossibilitato a sostenere un colloquio personale a causa di circostanze persistenti che sfuggono al suo controllo. In quanto elemento essenziale dell'esame della domanda, il colloquio personale dovrebbe essere registrato e il richiedente e il suo avvocato dovrebbero avere accesso sia alla registrazione sia al verbale del colloquio prima che l'autorità accertante decida. Nel caso in cui il richiedente sia un richiedente che ha bisogno di garanzie procedurali specifiche in conformità al presente regolamento, il richiedente dovrebbe avere la possibilità di fornire tali specifiche entro un termine ragionevole dopo il colloquio personale.

 

(L’emendamento riguardante le “garanzie procedurali specifiche” si applica a tutto il testo.)

Emendamento    6

Proposta di regolamento

Considerando 14

Testo della Commissione

Emendamento

(14)  È nell'interesse sia degli Stati membri sia dei richiedenti garantire un corretto riconoscimento del bisogno di protezione internazionale già nella fase della procedura amministrativa fornendo informazioni e sostegno legale di una qualità atta a determinare un processo decisionale più efficiente e qualitativamente superiore. A tal fine l'accesso all'assistenza e alla rappresentanza legali dovrebbe costituire parte integrante della procedura comune di protezione internazionale. Ai fini di una tutela effettiva dei diritti del richiedente, in particolare del diritto alla difesa e del principio di equità, e per garantire l'economia della procedura, è opportuno fornire al richiedente che ne fa richiesta, ferme restando le condizioni stabilite dal presente regolamento, assistenza e rappresentanza legali gratuite nel corso sia della procedura amministrativa sia della procedura d'impugnazione. L'assistenza e la rappresentanza legali gratuite dovrebbero essere fornite da persone in possesso delle necessarie qualifiche ai sensi del diritto nazionale.

(14)  È nell'interesse sia degli Stati membri sia dei richiedenti garantire un corretto riconoscimento del bisogno di protezione internazionale già nella fase della procedura amministrativa fornendo informazioni e sostegno legale di una qualità atta a determinare un processo decisionale più efficiente e qualitativamente superiore. A tal fine l'accesso all'assistenza e alla rappresentanza legali dovrebbe costituire parte integrante della procedura comune di protezione internazionale in ciascuna fase della procedura. Ai fini di una tutela effettiva dei diritti del richiedente, in particolare del diritto alla difesa e del principio di equità, e per garantire l'economia della procedura, è opportuno fornire al richiedente, ferme restando le condizioni stabilite dal presente regolamento, assistenza e rappresentanza legali gratuite nel corso sia della procedura amministrativa, anche durante i colloqui personali, sia della procedura d'impugnazione. I richiedenti dovrebbero avere diritto a un ricorso effettivo avverso una decisione di non concedere l'assistenza legale gratuita dinanzi a un giudice e gli Stati membri dovrebbero garantire che l'assistenza e la rappresentanza legali non siano oggetto di restrizioni arbitrarie e che non sia ostacolato l'accesso effettivo del richiedente alla giustizia. L'assistenza e la rappresentanza legali gratuite dovrebbero essere fornite non appena la domanda di protezione internazionale sia stata registrata e da persone in possesso delle necessarie qualifiche ai sensi del diritto nazionale.

Emendamento    7

Proposta di regolamento

Considerando 15

Testo della Commissione

Emendamento

(15)  È possibile che taluni richiedenti necessitino di garanzie procedurali particolari, tra l'altro per motivi di età, genere, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, grave malattia o disturbi mentali oppure in conseguenza di tortura, stupro o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere. È necessario valutare sistematicamente se il richiedente necessita di garanzie procedurali particolari e individuare i richiedenti che hanno tale esigenza in tempi il più possibile brevi dal momento in cui manifestano la volontà di chiedere protezione e prima che sia assunta una decisione sul loro caso.

(15)  È possibile che taluni richiedenti necessitino di garanzie procedurali specifiche, tra l'altro per motivi di età, genere, orientamento sessuale, identità di genere, disabilità, grave malattia o disturbi mentali oppure in conseguenza di tortura, stupro, tratta, naufragio o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere. È necessario valutare sistematicamente se il richiedente necessita di garanzie procedurali specifiche e individuare i richiedenti che hanno tale esigenza in tempi il più possibile brevi dal momento in cui manifestano la volontà di chiedere protezione e prima che sia assunta una decisione sul loro caso.

Emendamento    8

Proposta di regolamento

Considerando 16

Testo della Commissione

Emendamento

(16)  Affinché i richiedenti che necessitano di garanzie procedurali particolari possano essere individuati in tempi il più possibile brevi, il personale delle autorità competenti a ricevere e registrare le domande dovrebbe essere adeguatamente formato a reperire i segni di vulnerabilità e dovrebbe ricevere istruzioni idonee a tal fine. Le ulteriori misure dirette a identificare e documentare i sintomi e i segni di tortura o altri gravi atti di violenza fisica o psicologica, compresi atti di violenza sessuale, nell'ambito delle procedure contemplate dal presente regolamento dovrebbero basarsi, tra l'altro, sul Manuale per un'efficace indagine e documentazione di tortura e altro trattamento o pena crudele, disumano o degradante (protocollo di Istanbul).

(16)  Affinché i richiedenti che necessitano di garanzie procedurali specifiche possano essere individuati in tempi il più possibile brevi, il personale delle autorità competenti a ricevere e registrare le domande dovrebbe essere adeguatamente formato a reperire i segni di vulnerabilità e dovrebbe ricevere istruzioni idonee a tal fine. Le ulteriori misure dirette a identificare e documentare i sintomi e i segni di tortura o altri gravi atti di violenza fisica o psicologica, compresi atti di violenza sessuale, nell'ambito delle procedure contemplate dal presente regolamento dovrebbero basarsi, tra l'altro, sul Manuale per un'efficace indagine e documentazione di tortura e altro trattamento o pena crudele, disumano o degradante (protocollo di Istanbul). Una valutazione delle vulnerabilità dovrebbe essere completata entro 30 giorni.

Emendamento    9

Proposta di regolamento

Considerando 17

Testo della Commissione

Emendamento

(17)  È opportuno fornire ai richiedenti individuati come persone che necessitano di garanzie procedurali particolari un sostegno adeguato, compreso tempo sufficiente, così da creare i presupposti necessari affinché accedano effettivamente alle procedure e presentino gli elementi richiesti per circostanziare la domanda di protezione internazionale. Il richiedente che necessita di garanzie procedurali particolari dovrebbe essere esentato dalla procedura d'esame accelerata e dalla procedura di frontiera nei casi in cui queste procedure non gli consentano di ricevere sostegno adeguato. L'esigenza di garanzie procedurali particolari che possano evitare l'applicazione della procedura accelerata o della procedura di frontiera dovrebbe implicare altresì che al richiedente siano fornite garanzie supplementari nei casi in cui l'impugnazione non ha un effetto sospensivo automatico, al fine di rendere effettivo il mezzo di ricorso nella sua situazione specifica.

(17)  È opportuno fornire ai richiedenti individuati come persone che necessitano di garanzie procedurali specifiche un sostegno adeguato, compreso tempo sufficiente, così da creare i presupposti necessari affinché accedano effettivamente alle procedure e presentino gli elementi richiesti per circostanziare la domanda di protezione internazionale. Il richiedente che necessita di garanzie procedurali specifiche dovrebbe essere esentato dalla procedura d'esame accelerata e dalla procedura di frontiera nei casi in cui queste procedure non gli consentano di ricevere sostegno adeguato. Le autorità responsabili dovrebbero prendere le misure necessarie per fornire ai minori alternative alla detenzione nelle procedure di frontiera. I minori non accompagnati dovrebbero essere sempre esentati dalle procedure di frontiera.

Emendamento    10

Proposta di regolamento

Considerando 18

Testo della Commissione

Emendamento

(18)  Nell'intento di garantire una parità sostanziale tra i richiedenti di entrambi i sessi, è opportuno che le procedure di esame siano sensibili alle specificità di genere. In particolare i colloqui personali dovrebbero essere organizzati in modo da consentire ai richiedenti di entrambi i sessi che abbiano subito persecuzioni per motivi di genere di parlare delle esperienze passate. A tal fine le donne dovrebbero avere l'effettiva possibilità di essere ascoltate separatamente dal coniuge, partner o altro familiare. Ove possibile le donne e le ragazze dovrebbero interagire con interpreti e interlocutrici del loro stesso sesso. Le visite mediche su donne e ragazze dovrebbero essere affidate a operatrici sanitarie, tenuto conto in particolare della possibilità che la richiedente abbia subito violenze a sfondo di genere. È opportuno tenere debito conto della complessità delle domande con implicazioni di genere nelle procedure basate sui concetti di primo paese di asilo, di paese terzo sicuro e di paese di origine sicuro, e nella nozione di domanda reiterata.

(18)  Nell'intento di garantire una parità sostanziale tra i richiedenti di entrambi i sessi, è opportuno che le procedure di esame siano sensibili alle specificità di genere. In particolare i colloqui personali dovrebbero essere organizzati in modo da consentire ai richiedenti di entrambi i sessi che abbiano subito persecuzioni per motivi di genere o di orientamento sessuale di parlare delle esperienze passate. A tal fine le donne dovrebbero avere l'effettiva possibilità di essere ascoltate separatamente dal coniuge, partner o altro familiare. Ove possibile le donne e le ragazze dovrebbero interagire con interpreti e interlocutrici del loro stesso sesso. Le visite mediche su donne e ragazze dovrebbero essere affidate a operatrici sanitarie, tenuto conto in particolare della possibilità che la richiedente abbia subito violenze a sfondo di genere. È opportuno tenere debito conto della complessità delle domande con implicazioni di genere, ivi comprese le domande relative all'orientamento sessuale, all'identità di genere, all'espressione di genere e alle caratteristiche sessuali, nelle procedure basate sui concetti di primo paese di asilo, di paese terzo sicuro e di paese di origine sicuro, e nella nozione di domanda reiterata.

Emendamento    11

Proposta di regolamento

Considerando 18 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(18 bis)  Per violenza di genere si dovrebbe intendere la violenza diretta contro una persona a causa del suo genere, della sua identità di genere o della sua espressione di genere o che colpisce in modo sproporzionato le persone di un particolare genere. Tale violenza può provocare un danno fisico, sessuale, emotivo o psicologico, o una perdita economica alla vittima. La violenza di genere dovrebbe essere considerata una forma di discriminazione e una violazione delle libertà fondamentali della vittima e comprende la violenza nelle relazioni strette, la violenza sessuale, compresi lo stupro, l'aggressione sessuale e le molestie sessuali, la tratta di esseri umani, la schiavitù e varie pratiche dannose, quali i matrimoni forzati, la mutilazione genitale femminile e i cosiddetti "reati d'onore". Le vittime femminili della violenza di genere e i loro figli hanno spesso bisogno di un'assistenza e protezione specifiche a motivo dell'elevato rischio di vittimizzazione secondaria e ripetuta, di intimidazione e di ritorsioni connesso a tale violenza".

Emendamento    12

Proposta di regolamento

Considerando 20

Testo della Commissione

Emendamento

(20)  L'interesse superiore del minore dovrebbe costituire una considerazione preminente degli Stati membri nell'applicazione del presente regolamento, conformemente all'articolo 24 della Carta e alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989. Nella valutazione dell'interesse superiore del minore, gli Stati membri dovrebbero in particolare tenere debitamente conto del benessere e dello sviluppo sociale del minore, compresa l'estrazione sociale. In virtù dell'articolo 12 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, relativo al diritto del minore di esprimersi, l'autorità accertante dovrebbe dare al minore la possibilità di sostenere un colloquio personale, a meno che il colloquio non sia manifestamente contrario al suo interesse superiore.

(20)  L'interesse superiore del minore dovrebbe costituire una considerazione preminente degli Stati membri nell'applicazione del presente regolamento, conformemente all'articolo 24 della Carta e alla convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo del 1989. Nella valutazione dell'interesse superiore del minore, gli Stati membri dovrebbero in particolare tenere debitamente conto del benessere e dello sviluppo sociale del minore, compresa l'estrazione sociale. In virtù dell'articolo 12 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, relativo al diritto del minore di esprimersi, l'autorità accertante dovrebbe garantire il diritto di un minore ad essere ascoltato per mezzo di un colloquio personale, a meno che il colloquio non sia manifestamente contrario al suo interesse superiore. Le procedure di frontiera non dovrebbero mai applicarsi ai minori non accompagnati. Gli Stati membri dovrebbero adottare le misure necessarie per garantire che siano disponibili alternative alla detenzione. I minori non dovrebbero essere mai trattenuti nell'ambito di procedure di frontiera, nelle zone di transito, alle frontiere esterne o in qualsiasi fase durante la determinazione della loro domanda di asilo.

Emendamento    13

Proposta di regolamento

Considerando 21

Testo della Commissione

Emendamento

(21)  La procedura comune razionalizza i termini temporali previsti per l'accesso alla procedura da parte del richiedente, per l'esame della domanda da parte dell'autorità accertante e per l'esame delle impugnazioni in primo grado da parte delle autorità giudiziarie. Poiché un numero sproporzionato di domande simultanee può rischiare di ritardare l'accesso alla procedura e l'esame delle domande, può risultare talvolta necessaria una certa flessibilità che permetta di prorogare tali termini in via eccezionale. L'efficienza del processo implica tuttavia che la proroga in tal senso sia un'extrema ratio: gli Stati membri dovrebbero esaminare periodicamente le loro esigenze al fine di mantenere l'efficienza del sistema di asilo, anche predisponendo i piani di emergenza necessari, mentre l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo dovrebbe fornire agli Stati membri l'assistenza tecnica e operativa necessaria. Gli Stati membri che prevedono di non essere in grado di rispettare i termini previsti dovrebbero chiedere l'assistenza dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. In assenza di richiesta in tal senso l'Agenzia può, in base a una decisione di esecuzione della Commissione, adottare misure a sostegno di uno Stato membro se una pressione sproporzionata ne mina l'efficienza del sistema di asilo al punto da compromettere il funzionamento del sistema europeo comune di asilo. L'accesso alla procedura comune dovrebbe basarsi su una sequenza di tre fasi:

(21)  La procedura comune razionalizza i termini temporali previsti per l'accesso alla procedura da parte del richiedente, per l'esame della domanda da parte dell'autorità accertante e per l'esame delle impugnazioni in primo grado da parte delle autorità giudiziarie. Poiché un numero sproporzionato di domande simultanee può rischiare di ritardare l'accesso alla procedura e l'esame delle domande, può risultare talvolta necessaria una certa flessibilità che permetta di prorogare tali termini in via eccezionale. L'efficienza del processo implica tuttavia che la proroga in tal senso sia strettamente limitata nonché un'extrema ratio: gli Stati membri dovrebbero esaminare periodicamente le loro esigenze al fine di mantenere l'efficienza del sistema di asilo, anche predisponendo i piani di emergenza necessari, mentre l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo dovrebbe fornire agli Stati membri l'assistenza tecnica e operativa necessaria. Gli Stati membri che prevedono di non essere in grado di rispettare i termini previsti dovrebbero chiedere l'assistenza dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. In assenza di richiesta in tal senso l'Agenzia può, in base a una decisione di esecuzione della Commissione, adottare misure a sostegno di uno Stato membro se una pressione sproporzionata ne mina l'efficienza del sistema di asilo al punto da compromettere il funzionamento del sistema europeo comune di asilo. L'accesso alla procedura comune dovrebbe basarsi su una sequenza di tre fasi:

Emendamento    14

Proposta di regolamento

Considerando 22 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(22 bis)  Al fine di migliorare la comprensione dei richiedenti del funzionamento del sistema europeo comune di asilo è necessario migliorare notevolmente la comunicazione delle informazioni. Investire nella trasmissione tempestiva di informazioni accessibili a tutti i richiedenti aumenterà notevolmente la probabilità che essi comprendano, accettino e rispettino le procedure stabilite nel presente regolamento in misura maggiore rispetto alla situazione attuale. Al fine di ridurre gli obblighi amministrativi e utilizzare in modo efficace le risorse comuni, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo dovrebbe elaborare materiale informativo idoneo, in stretta collaborazione con le autorità nazionali. Nell'elaborazione di tale materiale, dovrebbe utilizzare appieno le moderne tecnologie dell'informazione. Onde fornire un'assistenza adeguata ai richiedenti asilo, dovrebbe altresì sviluppare materiale informativo audio-visivo che possa essere utilizzato a integrazione del materiale informativo scritto. L'Agenzia dell’Unione europea per l'asilo dovrebbe essere responsabile della gestione di un sito web apposito contenente informazioni sul funzionamento del sistema europeo comune di asilo per i richiedenti e i potenziali richiedenti, al fine di contrastare la fornitura di informazioni spesso scorrette da parte dei trafficanti. Il materiale informativo elaborato dall'Agenzia dell’Unione europea per l'asilo dovrebbe essere tradotto e reso disponibile in tutte le principali lingue parlate dai richiedenti asilo che arrivano in Europa.

Motivazione

L'emendamento migliora la comunicazione delle informazioni e rispecchia i suggerimenti di cui al regolamento di Dublino.

Emendamento    15

Proposta di regolamento

Considerando 23

Testo della Commissione

Emendamento

(23)  La domanda dovrebbe essere registrata non appena è chiesta la protezione. A quel momento l'autorità competente a ricevere e registrare la domanda, sia essa guardia di frontiera, forza di polizia, autorità competente per l'immigrazione o autorità responsabile dei centri di trattenimento, dovrebbe registrare la domanda e i dati personali del richiedente. L'autorità dovrebbe informare il richiedente dei suoi diritti e obblighi e delle conseguenze in cui incorrerebbe in caso di inosservanza degli obblighi. Dovrebbe essere rimesso al richiedente un documento attestante che ha fatto domanda. Il termine per la presentazione della domanda decorre dalla data di registrazione.

(23)  La domanda dovrebbe essere registrata non appena possibile e, in ogni caso, entro e non oltre tre giorni lavorativi dal momento in cui viene chiesta la protezione. A quel momento l'autorità competente a ricevere e registrare la domanda, sia essa guardia di frontiera, forza di polizia, autorità competente per l'immigrazione, altre autorità cui gli Stati membri hanno affidato detti compiti o autorità responsabile dei centri di trattenimento, dovrebbe registrare la domanda e i dati personali del richiedente. L'assenza di documentazione del richiedente non dovrebbe impedire agli Stati membri di applicare la procedura di registrazione. L'autorità dovrebbe informare il richiedente dei suoi diritti e obblighi e delle conseguenze in cui incorrerebbe in caso di inosservanza degli obblighi. Dovrebbe essere rimesso al richiedente un documento attestante che ha fatto domanda a norma del presente regolamento. Tale documento dovrebbe essere valido per un periodo di sei mesi e dovrebbe essere rinnovato automaticamente se non è stata ancora adottata una decisione definitiva sulla domanda di protezione internazionale, assicurandone la validità per il periodo in cui il richiedente ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro competente. Il termine per la presentazione della domanda decorre dalla data di registrazione.

Emendamento    16

Proposta di regolamento

Considerando 24

Testo della Commissione

Emendamento

(24)  La presentazione della domanda è l'atto che formalizza la domanda di protezione internazionale. È opportuno informare esaurientemente il richiedente delle modalità e della sede in cui presentare la domanda e dargli la possibilità effettiva di presentarla. Il richiedente è tenuto a presentare in questa fase tutti gli elementi a sua disposizione necessari a motivare e completare la domanda. Il termine entro cui completare la procedura amministrativa decorre dalla data di presentazione della domanda. A tale data dovrebbe essere rimesso al richiedente un documento che ne attesta lo status di richiedente, valido per il periodo per il quale ha diritto a rimanere nel territorio dello Stato membro competente per l'esame della domanda.

(24)  La presentazione della domanda consiste nell'atto di presentazione di tutti gli elementi pertinenti a disposizione del richiedente in conformità del [regolamento qualifiche]. Formalizza la domanda di protezione internazionale. È opportuno informare esaurientemente il richiedente delle modalità e della sede in cui presentare la domanda e dargli la possibilità effettiva di presentarla. Il richiedente è tenuto a presentare in questa fase tutti gli elementi a sua disposizione necessari a motivare la domanda. Il termine entro cui completare la procedura amministrativa decorre dalla data di presentazione della domanda.

Emendamento    17

Proposta di regolamento

Considerando 24 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(24 bis)  Le diverse categorie di richiedenti hanno diverse necessità di informazione e le informazioni, pertanto, dovranno essere fornite in modalità diverse e dovranno essere adeguate a tali necessità. È particolarmente importante garantire che i minori abbiano accesso a informazioni adatte a loro e specifiche per le loro esigenze e la loro situazione. Fornire informazioni accurate e di elevata qualità sia ai minori accompagnati che non accompagnati in un contesto adatto a loro può svolgere un ruolo fondamentale per assicurare ai minori un ambiente loro favorevole e per individuare i casi di sospetto traffico di esseri umani.

Motivazione

L'emendamento migliora la comunicazione delle informazioni e rispecchia un suggerimento di cui al regolamento di Dublino.

Emendamento    18

Proposta di regolamento

Considerando 25

Testo della Commissione

Emendamento

(25)  Il richiedente dovrebbe essere informato adeguatamente dei suoi diritti e obblighi in modo tempestivo e in una lingua che comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile. Occorre informare il richiedente delle conseguenze in cui incorrerebbe se non rispettasse gli obblighi che gli incombono, ad esempio se rifiutasse di cooperare con le autorità nazionali non fornendo gli elementi necessari per l'esame della domanda e non fornendo le impronte digitali o l'immagine del volto oppure se non presentasse la domanda entro il termine stabilito: in questi casi la domanda potrebbe infatti essere respinta considerando che il richiedente vi abbia rinunciato.

(25)  Il richiedente dovrebbe essere informato adeguatamente dei suoi diritti e obblighi al più tardi al momento della registrazione della domanda di protezione internazionale, sia per iscritto che oralmente, se del caso con il supporto di attrezzature multimediali e in una lingua che comprende in forma concisa e facilmente accessibile, utilizzando un linguaggio chiaro e semplice. Occorre informare il richiedente delle conseguenze in cui incorrerebbe se non rispettasse gli obblighi che gli incombono ai sensi del presente regolamento. Le informazioni dovrebbero essere fornite ai minori, in modo adatto alla loro età e in una lingua che comprendano, da personale adeguatamente qualificato e con la partecipazione del loro tutore.

Emendamento    19

Proposta di regolamento

Considerando 26

Testo della Commissione

Emendamento

(26)  Per essere in grado di assolvere gli obblighi impostigli dal presente regolamento, il personale delle autorità competenti a ricevere e registrare le domande dovrebbe disporre delle conoscenze adeguate e ricevere la formazione necessaria in materia di protezione internazionale, anche con l'ausilio dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Dovrebbe altresì disporre di mezzi e istruzioni atti a permettergli di svolgere efficacemente i compiti assegnatigli.

(26)  Per essere in grado di assolvere gli obblighi impostigli dal presente regolamento, il personale delle autorità competenti a ricevere e registrare le domande dovrebbe essere assunto in base alle qualifiche e all'esperienza attraverso procedure aperte, dovrebbe disporre delle conoscenze adeguate e aver ricevuto la formazione necessaria in materia di protezione internazionale, anche, ove necessario, con l'ausilio dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Dovrebbe altresì disporre di mezzi e istruzioni atti a permettergli di svolgere efficacemente i compiti assegnatigli in un modo che rispetti i diritti fondamentali.

Emendamento    20

Proposta di regolamento

Considerando 27

Testo della Commissione

Emendamento

(27)  Per agevolare l'accesso alla procedura ai valichi di frontiera e nei centri di trattenimento, è opportuno che siano rese disponibili informazioni sulla possibilità di chiedere protezione internazionale. È opportuno che sia garantita, con appositi servizi di interpretazione, la comunicazione di base necessaria per consentire alle autorità competenti di comprendere se le persone manifestino la volontà di chiedere protezione internazionale.

(27)  Per agevolare l'accesso alla procedura ai valichi di frontiera e nei centri di trattenimento, è opportuno che siano rese disponibili informazioni sulla possibilità di chiedere protezione internazionale. È opportuno che sia garantita, con appositi servizi di interpretazione, la comunicazione di base necessaria per consentire alle autorità competenti di comprendere se le persone manifestino la volontà di chiedere protezione internazionale. Ai rappresentanti legali e alle organizzazioni della società civile che prestano servizi legali o consulenza o consulenza psicologica dovrebbe sempre essere consentito di accedere ai centri di trattenimento, ai valichi di frontiera e alle zone di transito. Il personale che fornisce servizi di interpretazione dovrebbe disporre delle conoscenze adeguate e aver ricevuto la formazione necessaria in materia di protezione internazionale

Emendamento    21

Proposta di regolamento

Considerando 28

Testo della Commissione

Emendamento

(28)  È opportuno prevedere nel presente regolamento la possibilità che il richiedente presenti domanda a nome del coniuge, del partner con cui ha una relazione stabile e durevole, di adulti dipendenti e di minori. Quest'opzione consente di esaminare assieme le relative domande. Il diritto di ciascuno di chiedere protezione internazionale è garantito dal fatto che, se il richiedente non la chiede a nome del coniuge o partner, dell'adulto dipendente o del minore entro il termine stabilito per la presentazione della domanda, il coniuge o partner può ancora chiederla per proprio conto, mentre l'adulto dipendente o il minore dovrebbe essere assistito dall'autorità accertante. Se ingiustificata, la domanda separata dovrebbe tuttavia essere considerata inammissibile.

(28)  È opportuno prevedere nel presente regolamento la possibilità che il richiedente presenti domanda a nome di minori e adulti dipendenti privi di capacità di agire in giudizio. Quest'opzione consente di esaminare assieme le relative domande. Il diritto di ciascuno di chiedere protezione internazionale è garantito dal fatto che, se il richiedente non la chiede a nome dell'adulto dipendente o del minore entro il termine stabilito per la presentazione della domanda, l'adulto dipendente o il minore dovrebbe essere assistito dall'autorità accertante.

Emendamento    22

Proposta di regolamento

Considerando 29

Testo della Commissione

Emendamento

(29)  Per assicurare ai minori non accompagnati un accesso effettivo alla procedura, per ciascuno di essi dovrebbe sempre essere nominato un tutore. Il tutore dovrebbe essere una persona o il rappresentante di un'organizzazione designata per assistere e orientare il minore nella procedura allo scopo di tutelarne l'interesse superiore e il benessere generale. Ove necessario il tutore dovrebbe esercitare la capacità di agire per conto del minore. Affinché ciascun minore non accompagnato possa ricevere un sostegno effettivo, non dovrebbe essere affidato a uno stesso unico tutore un numero sproporzionato di minori non accompagnati nello stesso momento. Gli Stati membri dovrebbero nominare soggetti o persone incaricati di assistere, supervisionare e controllare i tutori nell'esecuzione delle loro funzioni. Il minore non accompagnato dovrebbe presentare domanda per proprio conto o tramite il tutore. Per salvaguardare i diritti e le garanzie procedurali di cui gode il minore non accompagnato, nel suo caso il termine per la presentazione della domanda dovrebbe decorrere dalla data in cui il tutore è nominato e ha incontrato il minore. Se il tutore non presenta domanda entro il termine stabilito, è opportuno dare al minore non accompagnato la possibilità di presentarla per proprio conto, assistito dall'autorità accertante. Il fatto che il minore non accompagnato scelga di presentare domanda per proprio conto non dovrebbe precludergli la possibilità di avere un tutore.

(29)  Per assicurare ai minori non accompagnati un accesso effettivo alla procedura, per ciascuno di essi dovrebbe sempre essere nominato un tutore. Il tutore dovrebbe essere nominato non appena possibile prima della raccolta dei dati biometrici e in ogni caso non più tardi di 24 ore dopo la presentazione della domanda. Il tutore dovrebbe essere una persona o il rappresentante di un'organizzazione designata per assistere e orientare il minore nella procedura allo scopo di tutelarne l'interesse superiore e il benessere generale. Ove necessario il tutore dovrebbe esercitare la capacità di agire per conto del minore. Affinché ciascun minore non accompagnato possa ricevere un sostegno effettivo, non dovrebbe essere affidato a uno stesso unico tutore un numero sproporzionato di minori non accompagnati nello stesso momento. In ogni caso, ai tutori non dovrebbero essere affidati più di 20 minori non accompagnati. Gli Stati membri dovrebbero nominare soggetti o persone incaricati di assistere, supervisionare e controllare, a cadenza regolare, i tutori per garantire che essi eseguano le loro funzioni in modo soddisfacente. Il minore non accompagnato dovrebbe presentare domanda per proprio conto o tramite il tutore. Per salvaguardare i diritti e le garanzie procedurali di cui gode il minore non accompagnato, nel suo caso il termine per la presentazione della domanda dovrebbe decorrere dalla data in cui il tutore è nominato e ha incontrato il minore. Se il tutore non presenta domanda entro il termine stabilito, è opportuno dare al minore non accompagnato la possibilità di presentarla per proprio conto, assistito dall'autorità accertante. Il fatto che il minore non accompagnato scelga di presentare domanda per proprio conto non dovrebbe precludergli la possibilità di avere un tutore.

Emendamento    23

Proposta di regolamento

Considerando 30

Testo della Commissione

Emendamento

(30)  A garanzia dei diritti dei richiedenti è opportuno che, per ciascuna domanda di protezione internazionale, la decisione sia assunta sulla base dei fatti, in modo obiettivo, imparziale e individuale, al termine di un esame approfondito che tenga conto di tutti gli elementi forniti dal richiedente e della sua situazione particolare. Ai fini di un esame rigoroso della domanda, l'autorità accertante dovrebbe tenere conto delle informazioni d'interesse, accurate e aggiornate, sulla situazione regnante nel paese d'origine del richiedente raccolte presso l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e da altre fonti, quali l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. L'autorità accertante dovrebbe tenere conto anche della pertinente analisi comune delle informazioni sui paesi di origine condotta dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Qualsiasi rinvio della conclusione della procedura dovrebbe rispettare integralmente gli obblighi che incombono agli Stati membri a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) e il diritto ad una buona amministrazione, ferme restando l'efficacia e l'equità della procedura prevista dal presente regolamento.

(30)  A garanzia dei diritti dei richiedenti è opportuno che, per ciascuna domanda di protezione internazionale, la decisione sia assunta sulla base dei fatti, in modo obiettivo, imparziale e individuale, al termine di un esame approfondito che tenga conto di tutti gli elementi forniti dal richiedente e della sua situazione particolare. Ai fini di un esame rigoroso della domanda, l'autorità accertante dovrebbe tenere conto delle informazioni d'interesse, accurate e aggiornate, sulla situazione regnante nel paese d'origine del richiedente raccolte presso l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e da altre fonti, quali l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati e altre organizzazioni governative e non governative. L'autorità accertante dovrebbe tenere conto anche della pertinente analisi comune delle informazioni sui paesi di origine condotta dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Qualsiasi rinvio della conclusione della procedura dovrebbe rispettare integralmente gli obblighi che incombono agli Stati membri a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) e il diritto ad una buona amministrazione, ferme restando l'efficacia e l'equità della procedura prevista dal presente regolamento.

Emendamento    24

Proposta di regolamento

Considerando 33

Testo della Commissione

Emendamento

(33)  Fatto salvo lo svolgimento di un esame adeguato e completo della domanda di protezione internazionale, è nell'interesse sia degli Stati membri sia dei richiedenti che la decisione sia assunta in tempi il più possibile brevi. Per razionalizzare la procedura di protezione internazionale è opportuno fissare una durata massima della procedura amministrativa e del primo grado d'impugnazione. In questo modo i richiedenti dovrebbero essere in grado di ottenere una decisione sulla loro domanda entro il minor tempo possibile in tutti gli Stati membri e sarebbero così assicurate la rapidità e l'efficienza della procedura.

(33)  Fatto salvo lo svolgimento di un esame adeguato e completo della domanda di protezione internazionale, è nell'interesse sia degli Stati membri sia dei richiedenti che la decisione sia assunta in tempi il più possibile brevi. Per razionalizzare la procedura di protezione internazionale è opportuno fissare una durata massima della procedura amministrativa e del primo grado d'impugnazione. In questo modo i richiedenti dovrebbero essere in grado di ottenere una decisione sulla loro domanda entro il minor tempo possibile in tutti gli Stati membri e sarebbero così assicurate la rapidità e l'efficienza della procedura. La razionalizzazione della procedura per la protezione internazionale non dovrebbe pregiudicare in alcun modo l'esame approfondito e individuale del merito delle domande.

Emendamento    25

Proposta di regolamento

Considerando 35

Testo della Commissione

Emendamento

(35)  Prima della determinazione dello Stato membro competente a norma del regolamento (UE) XXX/XXX del Parlamento europeo e del Consiglio (regolamento Dublino), il primo Stato membro in cui è presentata domanda dovrebbe esaminarne l'ammissibilità laddove un paese che non è uno Stato membro sia considerato, per il richiedente, primo paese di asilo o paese terzo sicuro. La domanda dovrebbe inoltre essere considerata inammissibile quando si tratta di domanda reiterata in assenza di nuovi elementi o risultanze rilevanti e quando la domanda separata del coniuge, partner, adulto dipendente o minore non è ritenuta giustificata.

soppresso

__________________

 

29 GU L [...] del [...], pag. [...].

 

Emendamento    26

Proposta di regolamento

Considerando 36

Testo della Commissione

Emendamento

(36)  È opportuno applicare il concetto di primo paese di asilo come motivo di inammissibilità se è ragionevolmente lecito presumere che un altro paese accorderebbe al richiedente protezione in virtù delle norme sostanziali della convenzione di Ginevra o che il richiedente vi riceverebbe una protezione sufficiente. In particolare gli Stati membri non dovrebbero esaminare nel merito la domanda se il primo paese di asilo ha riconosciuto al richiedente lo status di rifugiato o gli ha altrimenti accordato una protezione sufficiente. Gli Stati membri dovrebbero procedere in tal senso soltanto dopo avere appurato, anche se necessario o opportuno in base alle garanzie ottenute dal paese in questione, che nel paese terzo il richiedente ha beneficiato e continuerà a beneficiare di protezione in virtù della convenzione di Ginevra ovvero che vi ha altrimenti beneficiato e continuerà a beneficiare di protezione sufficiente, in particolare in termini di diritto di soggiorno legale, accesso adeguato al mercato del lavoro, strutture di accoglienza, assistenza sanitaria e istruzione, e di un diritto al ricongiungimento familiare conforme alle norme internazionali sui diritti umani.

(36)  Gli Stati membri dovrebbero mantenere la possibilità di applicare il concetto di primo paese di asilo come motivo di inammissibilità se è ragionevolmente lecito presumere che un altro paese continuerebbe ad accordare protezione nel quadro della convenzione di Ginevra del 1951. Gli Stati membri dovrebbero avere diritto ad applicare tale concetto se il primo paese di asilo ha riconosciuto al richiedente lo status di rifugiato. Gli Stati membri dovrebbero avere diritto a procedere in tal senso soltanto dopo avere appurato, anche se necessario o opportuno in base alle garanzie ottenute dal paese in questione, che il richiedente ha goduto e continuerà a godere di protezione in tale paese in virtù della convenzione di Ginevra.

Emendamento    27

Proposta di regolamento

Considerando 37

Testo della Commissione

Emendamento

(37)  È opportuno applicare il concetto di paese terzo sicuro come motivo di inammissibilità se è ragionevolmente lecito attendersi che il richiedente chieda protezione in tale paese perché ha con esso un legame, tra l'altro perché vi è transitato, e vi è motivo di ritenere che vi sarà ammesso o riammesso. Gli Stati membri dovrebbero procedere in tal senso soltanto dopo avere appurato, anche se necessario o opportuno in base alle garanzie ottenute dal paese in questione, che nel paese terzo il richiedente avrà la possibilità di ricevere protezione in virtù delle norme sostanziali della convenzione di Ginevra ovvero che vi beneficerà di protezione sufficiente, in particolare in termini di diritto di soggiorno legale, accesso adeguato al mercato del lavoro, strutture di accoglienza, assistenza sanitaria e istruzione, e di un diritto al ricongiungimento familiare conforme alle norme internazionali sui diritti umani.

(37)  Gli Stati membri possono applicare il concetto di paese terzo sicuro se è ragionevolmente lecito attendersi che il richiedente chieda protezione in tale paese perché ha con esso un legame sufficiente e vi è motivo di ritenere che vi sarà riammesso. Gli Stati membri dovrebbero procedere in tal senso soltanto dopo avere appurato, anche se necessario o opportuno in base alle garanzie ottenute dal paese in questione, che nel paese terzo il richiedente riceverà protezione in virtù della convenzione di Ginevra ovvero che vi beneficerà di protezione effettiva equivalente alla protezione accordata ai rifugiati, in particolare in termini di diritto di soggiorno legale, accesso adeguato al mercato del lavoro, strutture di accoglienza, assistenza sanitaria e istruzione, mezzi di sussistenza sufficienti a mantenere un tenore di vita adeguato, tutela della vita privata e diritto al ricongiungimento familiare conforme alle norme internazionali sui diritti umani.

Emendamento    28

Proposta di regolamento

Considerando 38

Testo della Commissione

Emendamento

(38)  Ciascuna domanda di protezione internazionale dovrebbe essere esaminata nel merito per stabilire se al richiedente sia attribuibile la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche). L'esame nel merito non è necessario qualora la domanda debba essere dichiarata inammissibile a norma del presente regolamento. Tuttavia, se da una valutazione prima facie ne risulta palese la manifesta infondatezza, la domanda può essere respinta per tale motivo senza esaminarne l'ammissibilità.

(38)  Ciascuna domanda di protezione internazionale dovrebbe essere esaminata nel merito per stabilire se al richiedente sia attribuibile la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche). L'esame nel merito non è necessario qualora la domanda debba essere dichiarata inammissibile a norma del presente regolamento.

Emendamento    29

Proposta di regolamento

Considerando 39

Testo della Commissione

Emendamento

(39)  È opportuno accelerare l'esame della domanda e completarlo entro un massimo di due mesi nei casi in cui la domanda è manifestamente infondata perché impropria, ad esempio perché il richiedente proviene da un paese di origine sicuro o fa domanda al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione di una decisione di allontanamento, o in presenza di gravi considerazioni di sicurezza nazionale o di ordine pubblico, o ancora se il richiedente non chiede protezione internazionale nello Stato membro del primo ingresso o nello Stato membro in cui soggiorna legalmente, oppure se il richiedente che, a esame della domanda in corso, ha fatto domanda in un altro Stato membro oppure si trova nel territorio di un altro Stato membro senza un titolo di soggiorno è ripreso in carico a norma del regolamento Dublino. In quest'ultimo caso non è opportuno accelerare l'esame della domanda se il richiedente è in grado di giustificare in modo circostanziato il fatto di essersi recato in un altro Stato membro senza autorizzazione, di aver fatto domanda in un altro Stato membro o di essersi altrimenti reso irreperibile alle autorità competenti, adducendo ad esempio di non essere stato informato adeguatamente e tempestivamente degli obblighi cui era tenuto. Inoltre la procedura d'esame accelerata può applicarsi ai minori non accompagnati soltanto nelle limitate situazioni previste dal presente regolamento.

(39)  È opportuno accelerare l'esame della domanda e completarlo entro un massimo di due mesi nei casi di cui al presente regolamento. Inoltre la procedura d'esame accelerata può applicarsi ai minori non accompagnati soltanto nelle limitate situazioni previste dal presente regolamento.

Emendamento    30

Proposta di regolamento

Considerando 40

Testo della Commissione

Emendamento

(40)  In molti casi la protezione internazionale è chiesta alla frontiera o nelle zone di transito dello Stato membro prima che sia presa una decisione sull'ingresso del richiedente. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di prevedere un esame dell'ammissibilità o del merito che, in circostanze ben definite, consenta di decidere su tali domande sul posto. La procedura di frontiera non dovrebbe richiedere più di quattro settimane, trascorse le quali dovrebbe essere permesso ai richiedenti di entrare nel territorio dello Stato membro. La procedura di frontiera può essere applicata nelle immediate vicinanze della frontiera o della zona di transito soltanto se un numero sproporzionato di richiedenti presenta domanda alla frontiera o in una data zona di transito. La procedura di frontiera può applicarsi ai minori non accompagnati soltanto nelle limitate situazioni previste dal presente regolamento.

(40)  In molti casi la protezione internazionale è chiesta alla frontiera o nelle zone di transito dello Stato membro prima che sia presa una decisione sull'ingresso del richiedente. Gli Stati membri dovrebbero essere in grado di prevedere un esame dell'ammissibilità o del merito che, in circostanze ben definite, consenta di decidere su tali domande sul posto. La procedura di frontiera non dovrebbe richiedere più di quattro settimane, trascorse le quali dovrebbe essere permesso ai richiedenti di entrare nel territorio dello Stato membro. La procedura di frontiera può essere applicata nelle immediate vicinanze della frontiera o della zona di transito soltanto se un numero sproporzionato di richiedenti presenta domanda alla frontiera o in una data zona di transito. La procedura di frontiera dovrebbe essere applicata solo ai minori, laddove esista un'alternativa disponibile alla detenzione del minore. Una procedura di frontiera non dovrebbe essere applicata ai minori non accompagnati.

Emendamento    31

Proposta di regolamento

Considerando 41

Testo della Commissione

Emendamento

(41)  La nozione di ordine pubblico può, tra l'altro, contemplare una condanna per aver commesso un reato grave.

(41)  La nozione di ordine pubblico può, tra l'altro, contemplare una condanna per aver commesso un reato grave. Le nozioni di sicurezza nazionale e di ordine pubblico includono altresì infrazioni gravi quali la partecipazione a un'organizzazione criminale, gli atti di terrorismo e la tratta di esseri umani.

Emendamento    32

Proposta di regolamento

Considerando 42

Testo della Commissione

Emendamento

(42)  Ammesso che il richiedente sia in grado di motivare debitamente la mancanza di documenti relativi all'ingresso o l'uso di documenti falsi, né l'uno né l'altra dovrebbero di per sé comportare un ricorso automatico alla procedura d'esame accelerata o alla procedura di frontiera.

(42)  La mancanza di documenti relativi all'ingresso o l'uso di documenti falsi non dovrebbero comportare un ricorso automatico alla procedura d'esame accelerata o alla procedura di frontiera.

Motivazione

L'assenza di documentazione di un richiedente non dovrebbe pregiudicarne la domanda di protezione internazionale.

Emendamento    33

Proposta di regolamento

Considerando 43

Testo della Commissione

Emendamento

(43)  Se il richiedente ritira la domanda esplicitamente, di propria iniziativa, o implicitamente, non adempiendo gli obblighi imposti dal presente regolamento, dal regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino) o dalla direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza), la domanda non dovrebbe essere esaminata ulteriormente e dovrebbe essere respinta per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente e qualsiasi domanda fatta successivamente in uno Stato membro dallo stesso richiedente dovrebbe essere considerata domanda reiterata. Il ritiro implicito non dovrebbe tuttavia essere automatico: dovrebbe essere data al richiedente la possibilità di mettersi in contatto con l'autorità accertante e dimostrare che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggivano al suo controllo.

(43)  Se il richiedente ritira la domanda esplicitamente di propria iniziativa, la domanda non dovrebbe essere esaminata ulteriormente e dovrebbe essere respinta per ritiro esplicito.

Emendamento    34

Proposta di regolamento

Considerando 43 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(43 bis)  Nei casi specifici previsti dal presente regolamento, ove il richiedente non adempia ai propri obblighi, l'autorità accertante dovrebbe poter interrompere temporaneamente l'esame della sua domanda di protezione internazionale. Il richiedente dovrebbe avere la possibilità di adempiere ai propri obblighi entro due mesi affinché riprenda l'esame della sua domanda. L'esame della domanda dovrebbe essere ripreso solo una volta, a meno che il richiedente non possa dimostrare che la sua inadempienza ai propri obblighi fosse dovuta a circostanze al di fuori del suo controllo. In caso contrario, la domanda dovrebbe essere respinta in quanto implicitamente ritirata.

Emendamento    35

Proposta di regolamento

Considerando 44

Testo della Commissione

Emendamento

(44)  Non è opportuno esperire una nuova procedura di esame completa quando il richiedente reitera la domanda senza presentare prove o risultanze nuove che aumentano in modo significativo la probabilità che gli possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale o che attengono ai motivi per i quali la domanda precedente è stata respinta per inammissibilità. Concluso l'esame preliminare, secondo il principio della res judicata la domanda dovrebbe essere respinta per inammissibilità o, laddove sia così manifestamente insussistente o impropria da non avere prospettive concrete di successo, per manifesta infondatezza. L'esame preliminare implica il deposito di una memoria scritta e un colloquio personale, tuttavia si può prescindere dal colloquio personale quando dalla memoria scritta risulta chiaro che la domanda non comporta nuovi elementi o risultanze rilevanti o che è manifestamente insussistente e non ha prospettive concrete di successo. In caso di domande reiterate è possibile derogare al diritto della persona di rimanere nel territorio dello Stato membro se la domanda reiterata è stata respinta per inammissibilità o manifesta infondatezza o, nel caso di seconda o ulteriore reiterazione, non appena è fatta domanda in un qualsiasi Stato membro dopo che una decisione definitiva ha respinto la domanda reiterata precedente per inammissibilità, infondatezza o manifesta infondatezza.

(44)  Non è opportuno esperire una nuova procedura di esame completa quando il richiedente reitera la domanda senza presentare prove o risultanze nuove che aumentano la probabilità che gli possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale o che attengono ai motivi per i quali la domanda precedente è stata respinta per inammissibilità. Concluso l'esame preliminare, secondo il principio della res judicata la domanda dovrebbe essere respinta per infondatezza o, laddove sia insussistente o impropria e non abbia prospettive concrete di successo, per manifesta infondatezza. L’esame preliminare implica il deposito di una memoria scritta e un colloquio personale. Si può tuttavia prescindere dal colloquio personale quando dalla memoria scritta risulta chiaro che la domanda non implica nuovi elementi o risultanze rilevanti o che è insussistente e non ha prospettive concrete di successo. In caso di domande reiterate è possibile derogare al diritto della persona di rimanere nel territorio dello Stato membro se la domanda reiterata è stata respinta per manifesta infondatezza o, nel caso di seconda o ulteriore reiterazione, non appena è fatta domanda in un qualsiasi Stato membro dopo che una decisione definitiva ha respinto la domanda reiterata precedente per infondatezza o manifesta infondatezza.

Emendamento    36

Proposta di regolamento

Considerando 45

Testo della Commissione

Emendamento

(45)  Criterio fondamentale per stabilire se la domanda di protezione internazionale sia fondata è la sicurezza del richiedente nel paese di origine. In considerazione del fatto che il regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) mira a un elevato livello di convergenza riguardo all'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, il presente regolamento stabilisce criteri comuni in base ai quali i paesi terzi siano designati paesi di origine sicuri; data la necessità di rafforzare l'applicazione del concetto di paese di origine sicuro come strumento essenziale a sostegno del rapido trattamento di domande probabilmente infondate, il presente regolamento riporta un elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

(45)  Criterio fondamentale per stabilire se la domanda di protezione internazionale sia fondata è la sicurezza del richiedente nel paese di origine. In considerazione del fatto che il regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) mira a un elevato livello di convergenza riguardo all'attribuzione, a cittadini di paesi terzi o apolidi, della qualifica di beneficiario di protezione internazionale, il presente regolamento stabilisce criteri comuni in base ai quali i paesi terzi siano designati paesi di origine sicuri e riporta un elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

Emendamento    37

Proposta di regolamento

Considerando 46

Testo della Commissione

Emendamento

(46)  L'inclusione di un paese terzo nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri non può costituire una garanzia assoluta di sicurezza per i cittadini di tale paese e non elimina pertanto la necessità di esaminare adeguatamente le singole domande di protezione internazionale. Per sua stessa natura la valutazione alla base della designazione può tener conto soltanto della situazione civile, giuridica e politica generale nel paese e del fatto che, se riconosciuti colpevoli, i responsabili di persecuzioni, torture o altre forme di punizione o trattamento inumano o degradante siano effettivamente soggetti a sanzioni. Pertanto, quando un richiedente dimostra che vi sono gravi motivi per non ritenere sicuro il paese per la sua situazione particolare, la designazione del paese come sicuro non può più applicarsi al suo caso.

(46)  L'inclusione di un paese terzo nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri non può costituire una garanzia assoluta di sicurezza per i cittadini di tale paese e non elimina pertanto la necessità di esaminare adeguatamente le singole domande di protezione internazionale. Per sua stessa natura la valutazione alla base della designazione può tener conto soltanto della situazione civile, giuridica e politica generale nel paese e del fatto che, se riconosciuti colpevoli, i responsabili di persecuzioni, torture o altre forme di punizione o trattamento inumano o degradante siano effettivamente soggetti a sanzioni. Pertanto, quando un richiedente dimostra che vi sono motivi per non ritenere sicuro il paese per la sua situazione particolare, la designazione del paese come sicuro non può più applicarsi al suo caso.

Emendamento    38

Proposta di regolamento

Considerando 47

Testo della Commissione

Emendamento

(47)  Il presente regolamento prevede la designazione di paesi terzi sicuri a livello di Unione. Un paese terzo dovrebbe essere designato paese terzo sicuro a livello di Unione mediante modifica del presente regolamento in base alle condizioni ivi stabilite, previa valutazione particolareggiata basata su dati concreti che comprenda una ricerca approfondita e una consultazione ampia con gli Stati membri e i portatori d'interesse.

soppresso

Emendamento    39

Proposta di regolamento

Considerando 48

Testo della Commissione

Emendamento

(48)  La compilazione di un elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri e di un elenco comune dell'UE di paesi terzi sicuri dovrebbe permettere di superare alcune divergenze tra gli elenchi nazionali dei paesi sicuri. Sebbene sia opportuno che gli Stati membri conservino la facoltà di applicare o introdurre norme legislative che consentano di designare a livello nazionale paesi terzi diversi da quelli designati paesi terzi sicuri a livello di Unione o da quelli che figurano nell'elenco comune dell'UE quali paesi di origine sicuri, l'istituzione di una designazione comune o la compilazione di un elenco comune dovrebbero garantire l'applicazione uniforme del concetto da parte di tutti gli Stati membri nei confronti dei richiedenti originari di paesi inclusi nell'elenco comune o che hanno un legame con un paese terzo sicuro. In tal modo si dovrebbe favorire la convergenza nell'applicazione delle procedure, contribuendo altresì a scoraggiare i movimenti secondari dei richiedenti protezione internazionale. Per questo motivo entro cinque anni dall'entrata in vigore del presente regolamento dovrebbe cessare la possibilità di usare elenchi o designazioni nazionali.

(48)  La compilazione di un elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri dovrebbe permettere di superare alcune divergenze tra gli elenchi nazionali dei paesi di origine sicuri. Sebbene sia opportuno che gli Stati membri conservino la facoltà di applicare o introdurre norme legislative che consentano di designare a livello nazionale paesi terzi quali paesi di origine sicuri, l'istituzione di un elenco comune dovrebbe garantire l'applicazione uniforme del concetto da parte di tutti gli Stati membri nei confronti dei richiedenti originari di paesi inclusi nell'elenco comune. In tal modo si dovrebbe favorire la convergenza nell'applicazione delle procedure, contribuendo altresì a scoraggiare i movimenti secondari dei richiedenti protezione internazionale. Per questo motivo entro tre anni dall'entrata in vigore del presente regolamento dovrebbe cessare la possibilità di usare elenchi nazionali di paesi di origine sicuri.

Emendamento    40

Proposta di regolamento

Considerando 48 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(48 bis)  Nel corso del periodo transitorio di tre anni, gli Stati membri dovrebbero fare in modo che gli elenchi nazionali dei paesi di origine sicuri e l’elenco comune dell'UE siano coerenti. Un paese sospeso o rimosso dall'elenco comune dell'UE non dovrebbe essere considerato paese di origine sicuro a livello nazionale.

Emendamento    41

Proposta di regolamento

Considerando 48 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(48 ter)  In vista dell'armonizzazione delle liste nazionali dei paesi di origine sicuri, durante il periodo transitorio di tre anni, gli Stati membri dovrebbero poter inviare proposte alla Commissione per aggiungere determinati paesi alla lista comune di paesi d'origine sicuri dell’UE. La Commissione dovrebbe esaminare le proposte entro sei mesi dalla loro presentazione, sulla base di una serie di fonti di informazione a sua disposizione, in particolare le relazioni del Servizio europeo per l'azione esterna, (SEAE) e le informazioni fornite dagli Stati membri, dall'Agenzia dell’Unione europea per l'Asilo, dall'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), dal Consiglio d'Europa e da altre pertinenti organizzazioni internazionali e organizzazioni non governative nazionali o internazionali. Se un paese terzo deve essere aggiunto alla lista, la Commissione dovrebbe presentare una proposta a norma della procedura legislativa ordinaria per estendere la lista comune dell'UE dei paesi di origine sicuri. La Commissione dovrebbe garantire che la presenza di un paese terzo nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri sia accompagnata da un'efficace politica dell’Unione di rimpatrio, che preveda accordi di riammissione il cui pieno rispetto determini l'erogazione degli aiuti dell’Unione ai paesi in questione.

Emendamento    42

Proposta di regolamento

Considerando 48 quater (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(48 quater)  L'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri non dovrebbe avere come obiettivo quello di ridurre il numero dei richiedenti asilo originari di paesi che presentano la duplice caratteristica di un numero significativo di domande e di un basso tasso di riconoscimento. La designazione di un paese terzo quale paese d'origine sicuro dovrebbe dipendere unicamente dall'esame della conformità della situazione di tale paese rispetto ai criteri comuni stabiliti nel presente regolamento per la designazione dei paesi d'origine sicuri.

Emendamento    43

Proposta di regolamento

Considerando 49

Testo della Commissione

Emendamento

(49)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, la situazione nei paesi terzi designati paesi terzi sicuri a livello di Unione o annoverati nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. In caso di repentino deterioramento della situazione in uno di tali paesi terzi, la Commissione dovrebbe essere in grado, adottando un atto delegato a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di sospendere la designazione del paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione o di sospendere il paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri per un periodo di tempo limitato. In tal caso la Commissione dovrebbe altresì proporre, entro tre mesi dall'adozione dell'atto delegato di sospensione, una modifica del presente regolamento volta a revocare al paese terzo la designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o a depennarlo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

(49)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, la situazione nei paesi terzi che sono annoverati nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. In caso di repentino deterioramento della situazione in uno di tali paesi terzi, la Commissione dovrebbe essere in grado, adottando un atto delegato a norma dell'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, di sospendere il paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri per un periodo di tempo limitato. In tal caso la Commissione dovrebbe altresì proporre, entro sei mesi dall'adozione dell'atto delegato di sospensione, una modifica a norma della procedura legislativa ordinaria volta a depennare tale paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

Emendamento    44

Proposta di regolamento

Considerando 51

Testo della Commissione

Emendamento

(51)  Se allo scadere della validità dell'atto delegato e delle relative proroghe non è adottato un altro atto delegato, è opportuno revocare la sospensione della designazione del paese terzo quale paese terzo sicuro a livello di Unione o la sospensione del paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. La revoca della sospensione lascia impregiudicate le eventuali proposte di modifica del presente regolamento volte a escludere il paese terzo dalla designazione o a depennarlo dall'elenco.

(51)  Se allo scadere della validità dell'atto delegato e delle relative proroghe non è adottato un altro atto delegato, è opportuno revocare la sospensione della designazione del paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. La revoca della sospensione lascia impregiudicate le eventuali proposte di modifica del presente regolamento volte a escludere il paese terzo dalla designazione o a depennarlo dall'elenco.

Emendamento    45

Proposta di regolamento

Considerando 52

Testo della Commissione

Emendamento

(52)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, la situazione nei paesi terzi cui è stata revocata la designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o che sono stati depennati dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, compreso quando uno Stato membro le notifica di ritenere in base a una valutazione circostanziata che, considerata l'evoluzione della situazione in un dato paese terzo, questo soddisfi nuovamente le condizioni previste dal presente regolamento per essere designato sicuro. In tal caso gli Stati membri possono designare a livello nazionale il paese terzo paese di origine sicuro o paese terzo sicuro soltanto se la Commissione non si oppone a tale designazione. Se reputa che siano soddisfatte le necessarie condizioni, la Commissione può proporre una modifica della designazione dei paesi terzi sicuri a livello di Unione o dell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri per aggiungervi il paese terzo.

(52)  La Commissione dovrebbe riesaminare periodicamente, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, la situazione nei paesi terzi cui è stata revocata la designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o che sono stati depennati dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine. Se un paese terzo è stato depennato dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, uno Stato membro può informare la Commissione qualora ritenga che, considerata l'evoluzione della situazione in un dato paese terzo, questo soddisfi nuovamente i criteri previsti dal presente regolamento per essere incluso nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. La Commissione dovrebbe esaminare le informazioni di questo tipo ricevute dagli Stati membri e, se del caso, presenta una proposta al Parlamento europeo e al Consiglio volta a modificare di conseguenza l'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. Qualora la Commissione decida di non presentare tale proposta, gli Stati membri dovrebbero astenersi dal designare, a livello nazionale, il paese in questione quale paese sicuro.

Emendamento    46

Proposta di regolamento

Considerando 62

Testo della Commissione

Emendamento

(62)  Per quanto riguarda la Turchia, la base giuridica per la protezione contro la persecuzione e i maltrattamenti riposa su una normativa sui diritti umani e contro le discriminazioni adeguata sotto il profilo sia sostanziale sia procedurale, compresa l'adesione a tutti i principali trattati internazionali in materia di diritti umani. Nel 2014 la Corte europea dei diritti dell'uomo ha riscontrato violazioni in 94 casi su 2 899. Nulla indica fatti di espulsione, allontanamento o estradizione di propri cittadini verso paesi terzi in cui, tra l'altro, sarebbero esposti al grave rischio di essere sottoposti alla pena di morte, alla tortura, alla persecuzione o ad altre pene o trattamenti inumani o degradanti, ovvero in cui la loro vita o libertà sarebbero minacciate a motivo della razza, della religione, della nazionalità, dell'orientamento sessuale, dell'appartenenza a un particolare gruppo sociale o delle opinioni politiche o ancora in cui sarebbero esposti al grave rischio di espulsione, allontanamento o estradizione verso un altro paese terzo. Nel 2014 gli Stati membri hanno ritenuto fondato il 23,1% (310) delle domande di asilo presentate da cittadini turchi. Uno Stato membro ha designato la Turchia paese di origine sicuro. Il Consiglio europeo ha designato la Turchia paese candidato e sono stati avviati i negoziati. All'epoca si è valutato che la Turchia soddisfaceva a sufficienza i criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen del 21 e 22 giugno 1993 relativi alla stabilità delle istituzioni che garantiscono la democrazia, allo Stato di diritto, ai diritti umani e al rispetto e alla tutela delle minoranze; la Turchia dovrà continuare a soddisfare detti criteri per diventare membro, in linea con le raccomandazioni formulate nella relazione annuale sullo stato di avanzamento.

soppresso

Emendamento    47

Proposta di regolamento

Considerando 63

Testo della Commissione

Emendamento

(63)  Riguardo alla revoca dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, e in particolare dato il riesame periodico dello status previsto dal regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), gli Stati membri dovrebbero provvedere a che i beneficiari di protezione internazionale siano debitamente informati del fatto che il loro status potrà essere riconsiderato ed abbiano la possibilità di esporre il proprio punto di vista, in una dichiarazione scritta e in un colloquio personale, entro un termine ragionevole, prima che le autorità possano assumere una decisione motivata di revoca.

(63)  Riguardo alla revoca dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, gli Stati membri dovrebbero provvedere a che i beneficiari di protezione internazionale siano debitamente informati del fatto che il loro status potrà essere riconsiderato ed abbiano la possibilità di esporre il proprio punto di vista, in una dichiarazione scritta e in un colloquio personale, entro un termine ragionevole, prima che le autorità possano assumere una decisione motivata di revoca.

Emendamento    48

Proposta di regolamento

Considerando 66

Testo della Commissione

Emendamento

(66)  Data la necessità di garantire equità nella gestione delle domande ed efficienza nella procedura comune di protezione internazionale, è opportuno fissare i termini non soltanto per la procedura amministrativa, ma anche per la fase d'impugnazione, almeno per il primo grado. Poiché i termini fissati dovrebbero fare salvo un esame adeguato e completo del ricorso, è opportuno mantenere comunque una certa flessibilità nei casi che comportano questioni complesse in fatto o in diritto.

soppresso

Emendamento    49

Proposta di regolamento

Considerando 71

Testo della Commissione

Emendamento

(71)  Per garantire condizioni uniformi di applicazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda la trasmissione di informazioni, i documenti da rimettere ai richiedenti e le misure relative ai richiedenti che necessitano di garanzie procedurali particolari, minori compresi, è opportuno conferire competenze di esecuzione alla Commissione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione33.

(71)  Per garantire condizioni uniformi di applicazione del presente regolamento, in particolare per quanto riguarda la trasmissione di informazioni, i documenti da rimettere ai richiedenti e le misure relative ai richiedenti che necessitano di garanzie procedurali specifiche, minori compresi, è opportuno conferire competenze di esecuzione alla Commissione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione33.

_________________

_________________

34 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

34 Regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell'esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione (GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13).

Motivazione

L'emendamento allinea la terminologia alla posizione del Parlamento europeo sugli altri strumenti CEAS, in particolare alla direttiva accoglienza.

Emendamento    50

Proposta di regolamento

Considerando 72

Testo della Commissione

Emendamento

(72)  Al fine di far fronte al repentino deterioramento della situazione in un paese terzo che è designato paese terzo sicuro a livello di Unione o che figura nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla sospensione della designazione del paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione o alla sospensione del paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri per un periodo di sei mesi, se in base a una valutazione circostanziata ritiene che non siano più soddisfatte le condizioni stabilite dal presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

(72)  Al fine di far fronte al repentino deterioramento della situazione in un paese terzo che figura nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente all'articolo 290 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea riguardo alla sospensione della designazione del paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri per un periodo di sei mesi, se in base a una valutazione circostanziata ritiene che non siano più soddisfatte le condizioni stabilite dal presente regolamento. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti, nel rispetto dei principi stabiliti nell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016. In particolare, al fine di garantire la parità di partecipazione alla preparazione degli atti delegati, il Parlamento europeo e il Consiglio ricevono tutti i documenti contemporaneamente agli esperti degli Stati membri, e i loro esperti hanno sistematicamente accesso alle riunioni dei gruppi di esperti della Commissione incaricati della preparazione di tali atti delegati.

Emendamento    51

Proposta di regolamento

Considerando 75

Testo della Commissione

Emendamento

(75)  L'applicazione del presente regolamento dovrebbe formare oggetto di periodiche valutazioni.

(75)  L'applicazione del presente regolamento dovrebbe formare oggetto di periodiche valutazioni, in modo particolare in relazione all'applicazione della sezione III.

Motivazione

L'emendamento è inteso a garantire la piena attuazione nella pratica delle disposizioni del presente regolamento relative all'assistenza legale gratuita per i richiedenti asilo in tutte le fasi della procedura.

Emendamento    52

Proposta di regolamento

Articolo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 3 bis

 

Disposizioni più favorevoli

 

Gli Stati membri possono introdurre o mantenere in vigore criteri più favorevoli in ordine alle procedure di riconoscimento e revoca dello status di protezione internazionale, purché tali criteri siano compatibili con il presente regolamento.

Emendamento    53

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  "richiedente": il cittadino di paese terzo o l'apolide che abbia manifestato la volontà di chiedere la protezione internazionale sulla quale non è stata ancora adottata una decisione definitiva;

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    54

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  "richiedente che necessita di garanzie procedurali particolari": il richiedente la cui capacità di godere dei diritti e adempiere gli obblighi previsti dal presente regolamento è limitata a causa di circostanze individuali;

(c)  "richiedente che necessita di garanzie procedurali specifiche": il richiedente la cui capacità di godere dei diritti e adempiere gli obblighi previsti dal presente regolamento è limitata a causa di circostanze individuali o vulnerabilità specifiche;

Emendamento    55

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis)  "apolide": una persona che nessuno Stato considera come suo cittadino nell'applicazione della sua legislazione;

Emendamento    56

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  "decisione definitiva": la decisione che stabilisce se a un cittadino di paese terzo o a un apolide è riconosciuto lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), compresa la decisione che respinge una domanda inammissibile o la decisione che respinge la domanda esplicitamente ritirata dal richiedente o alla quale questi ha rinunciato e per la quale non è più possibile alcuna procedura d'impugnazione nello Stato membro interessato;

(d)  "decisione definitiva": la decisione che stabilisce se a un cittadino di paese terzo o a un apolide è riconosciuto lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), compresa la decisione che respinge una domanda inammissibile o la decisione che respinge la domanda esplicitamente ritirata dal richiedente e per la quale non è più possibile alcuna procedura d'impugnazione nello Stato membro interessato;

Emendamento    57

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  "autorità accertante": qualsiasi organo quasi giurisdizionale o amministrativo di uno Stato membro che sia competente ad esaminare le domande di protezione internazionale e a prendere una decisione di primo grado;

(e)  "autorità accertante": qualsiasi organo giurisdizionale o amministrativo di uno Stato membro che sia competente ad esaminare le domande di protezione internazionale e a prendere una decisione di primo grado;

Emendamento    58

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  "tutore": la persona o l'organizzazione designata per assistere e rappresentare un minore non accompagnato nelle procedure previste dal presente regolamento, allo scopo di tutelarne l'interesse superiore e il benessere generale e di esercitare la capacità di agire per suo conto, ove necessario;

(f)  "tutore": la persona o l'organizzazione designata dagli organismi competenti per assistere e rappresentare un minore non accompagnato nelle procedure previste dal presente regolamento, allo scopo di tutelarne l'interesse superiore e il benessere e di esercitare la capacità di agire per suo conto, ove necessario;

Emendamento    59

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g)  "revoca della protezione internazionale": la decisione di un'autorità accertante di revocare, far cessare o rifiutare di rinnovare lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria a una determinata persona;

(g)  "revoca della protezione internazionale": la decisione di un'autorità accertante di revocare, far cessare o rifiutare di rinnovare lo status di rifugiato o lo status di protezione sussidiaria a una determinata persona, conformemente al [regolamento qualifiche];

Emendamento    60

Proposta di regolamento

Articolo 4 – paragrafo 2 – lettera i

Testo della Commissione

Emendamento

(i)  "domanda reiterata": l'ulteriore domanda di protezione internazionale fatta in un qualsiasi Stato membro dopo che è stata adottata una decisione definitiva su una domanda precedente, anche nel caso in cui la domanda sia stata respinta per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente con ritiro implicito;

(i)  "domanda reiterata": l'ulteriore domanda di protezione internazionale fatta in un qualsiasi Stato membro dopo che è stata adottata una decisione definitiva su una domanda precedente, anche nel caso in cui la domanda sia stata respinta per ritiro esplicito o implicito;

Emendamento    61

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Le seguenti autorità hanno il compito di ricevere e registrare le domande di protezione internazionale e di informare i richiedenti delle modalità e della sede in cui possono formalizzare la presentazione della domanda di protezione internazionale:

Fatto salvo il paragrafo 1, le seguenti autorità hanno il compito di ricevere e registrare le domande di protezione internazionale e di informare i richiedenti delle modalità e della sede in cui possono formalizzare la presentazione della domanda di protezione internazionale, ma non hanno in nessun caso il potere di decidere sull'ammissibilità o sul merito della domanda di protezione internazionale:

Emendamento    62

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  autorità competenti in materia di immigrazione;

(c)  autorità competenti in materia di immigrazione, purché non siano l'autorità accertante;

Emendamento    63

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  autorità responsabili dei centri di trattenimento.

(d)  autorità responsabili dei centri di trattenimento o di accoglienza.

Emendamento    64

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri possono affidare detti compiti anche a altre autorità.

Gli Stati membri possono affidare detti compiti anche a altre autorità. Qualora la domanda sia ricevuta da un'autorità non legittimata alla registrazione, tale autorità informa il richiedente delle modalità e della sede di presentazione della domanda di protezione internazionale.

Emendamento    65

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  dalle autorità di un altro Stato membro da questo incaricate di ricevere, registrare o esaminare le domande di protezione internazionale;

soppresso

Emendamento    66

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Se lo Stato membro responsabile ha richiesto l'assistenza dell'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e non vi erano esperti disponibili, lo Stato membro responsabile può chiedere l'assistenza di un altro Stato membro ai fini del ricevimento, della registrazione e dell'esame delle domande di protezione internazionale. La competenza a decidere in merito alle singole domande di protezione internazionale spetta comunque allo Stato membro responsabile.

Emendamento    67

Proposta di regolamento

Articolo 5 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Gli Stati membri provvedono a che il personale dell'autorità accertante, o di altra autorità competente a ricevere e registrare le domande di protezione internazionale a norma del paragrafo 3, disponga di conoscenze adeguate e riceva la formazione e le istruzioni necessarie per l'adempimento degli obblighi che gli incombono nell'applicazione del presente regolamento.

5.  Gli Stati membri provvedono a che il personale delle autorità competenti a norma dei paragrafi da 1 a 4 bis disponga di conoscenze adeguate e abbia ricevuto la formazione ai sensi dell'articolo 7 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento sull'Agenzia UE per l'asilo) e le istruzioni necessarie per l'adempimento degli obblighi che gli incombono nell'applicazione del presente regolamento.

Emendamento    68

Proposta di regolamento

Articolo 6 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  non ottengono informazioni dai presunti responsabili della persecuzione o del danno grave secondo modalità che rischino di rivelare direttamente a tali responsabili che il richiedente ha chiesto protezione internazionale e di mettere a repentaglio l'incolumità fisica del richiedente o delle persone che dipendono da essa o la libertà e la sicurezza dei familiari rimasti nel paese d'origine.

(b)  non ottengono informazioni dai presunti responsabili della persecuzione o del danno grave qualora ciò possa in qualsiasi modo mettere a repentaglio l'incolumità fisica del richiedente o delle persone che dipendono da essa o la libertà e la sicurezza dei familiari rimasti nel paese d'origine.

Emendamento    69

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il richiedente fa domanda nello Stato membro del primo ingresso o, se legalmente presente in uno Stato membro, fa domanda in quello Stato membro a norma dell'articolo 4 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino).

1.  Il richiedente fa domanda nello Stato membro del primo ingresso o, se legalmente presente in uno Stato membro, fa domanda in quello Stato membro conformemente al regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino).

Emendamento    70

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  comunicando i dati previsti all'articolo 27, paragrafo 1, secondo comma, lettere a) e b);

(a)  comunicando i dati previsti all'articolo 27, paragrafo 1, lettere a) e b);

Emendamento    71

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  fornendo le impronte digitali e l'immagine del volto a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Eurodac);35

(b)  fornendo i dati biometrici a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Eurodac);35

__________________

__________________

35 GU L [...] del [...], pag. [...].

35 GU L [...] del [...], pag. [...].

Emendamento    72

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  consegnando i documenti in suo possesso rilevanti ai fini dell'esame della domanda.

(d)  consentendo alle autorità competenti di esaminare e copiare i documenti in suo possesso rilevanti ai fini dell'esame della domanda.

Emendamento    73

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La domanda è respinta considerando che il richiedente vi abbia rinunciato, secondo la procedura prevista all'articolo 39, se questi rifiuta di collaborare non comunicando le informazioni necessarie per l'esame della domanda e non fornendo le impronte digitali e l'immagine del volto, dopo che le autorità competenti lo hanno adeguatamente informato degli obblighi che gl'incombono e hanno accertato che abbia effettivamente avuto la possibilità di assolverli.

3.  La domanda è respinta per ritiro implicito del richiedente, secondo la procedura prevista all'articolo 39, se questi rifiuta di collaborare non comunicando le informazioni di cui all'articolo 27, paragrafo 1, lettere a) e b), o non fornendo i dati biometrici, dopo che le autorità competenti lo hanno adeguatamente informato degli obblighi che gl'incombono e delle conseguenze che ne derivano e hanno accertato che abbia effettivamente avuto la possibilità di assolverli.

Emendamento    74

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il richiedente informa l'autorità accertante dello Stato membro nel quale è tenuto a essere presente della residenza o domicilio o numero di telefono a cui l'autorità accertante o altra autorità competente può rintracciarlo. Comunica all'autorità accertante qualsiasi cambiamento al riguardo. Il richiedente accetta di ricevere le comunicazioni alla residenza o al domicilio più recente da egli appositamente indicato, in particolare se presenta una domanda a norma dell'articolo 28.

4.  Il richiedente informa l'autorità accertante dello Stato membro nel quale è tenuto a essere presente della residenza o domicilio o numero di telefono o indirizzo e-mail a cui l'autorità accertante o altra autorità competente può rintracciarlo. Comunica all'autorità accertante qualsiasi cambiamento al riguardo. Il richiedente accetta di ricevere le comunicazioni alla residenza o al domicilio più recente da egli appositamente indicato, in particolare se presenta una domanda a norma dell'articolo 28.

Emendamento    75

Proposta di regolamento

Articolo 7 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Laddove necessario per l'esame della domanda, le autorità competenti possono disporre la perquisizione del richiedente o dei suoi effetti personali. Fatta salva qualsiasi perquisizione effettuata per motivi di sicurezza, alla perquisizione del richiedente ai sensi del presente regolamento provvede una persona dello stesso sesso nel pieno rispetto dei principi di dignità umana e di integrità fisica e psicologica.

7.  Laddove necessario per il trattamento della domanda, le autorità competenti possono disporre la perquisizione degli effetti personali del richiedente. L'autorità accertante fornisce al richiedente i motivi della perquisizione per iscritto. Ciò lascia impregiudicata qualsiasi perquisizione effettuata per motivi di sicurezza.

Emendamento    76

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante informa il richiedente, in una lingua che comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile:

L'autorità accertante informa il richiedente, in una lingua che comprende, in una forma concisa e facilmente accessibile e con un linguaggio semplice e chiaro:

Emendamento    77

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  dei diritti e obblighi che gl'incombono nel corso della procedura, compreso l'obbligo di rimanere nel territorio dello Stato membro nel quale è tenuto a essere presente a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino);

(c)  dei diritti e obblighi che gl'incombono nel corso della procedura, compresi quelli a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino);

Emendamento    78

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  dei tempi della procedura;

(e)  dei tempi della procedura, compresi gli eventuali termini che è tenuto a rispettare e i termini che sono tenute a rispettare le autorità competenti;

Emendamento    79

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e bis)  del diritto all'assistenza legale gratuita per la presentazione della domanda individuale e del diritto alla rappresentanza legale in tutte le fasi della procedura a norma della sezione III;

Emendamento    80

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 1 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

(h)  dell'esito della decisione dell'autorità accertante, della relativa motivazione, così come delle conseguenze di una decisione di rifiuto dello status di protezione internazionale e del modo in cui impugnarla.

(h)  dell'esito della decisione dell'autorità accertante, della relativa motivazione e di tutti gli elementi presi in considerazione ai fini della decisione, così come delle conseguenze di una decisione di rifiuto dello status di protezione internazionale, del modo in cui impugnarla e delle scadenze da rispettare per tale impugnazione.

Emendamento    81

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Le informazioni previste al primo comma sono comunicate in tempo utile per consentire al richiedente di esercitare i diritti garantiti dal presente regolamento e di assolvere adeguatamente gli obblighi indicati all'articolo 7.

Tutte le informazioni previste al primo comma sono comunicate in tempo utile per consentire al richiedente di esercitare i diritti garantiti dal presente regolamento e di assolvere adeguatamente gli obblighi indicati all'articolo 7. Le informazioni di cui alle lettere da a) a g) del primo comma sono fornite al richiedente al più tardi al momento della registrazione della domanda di protezione internazionale. Tali informazioni sono fornite sia per iscritto che oralmente, se del caso con il supporto di attrezzature multimediali. Le informazioni sono fornite ai minori in un modo adatto a loro, da personale adeguatamente qualificato e con il coinvolgimento del tutore.

Emendamento    82

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, in stretta collaborazione con le agenzie nazionali competenti e a integrazione del materiale informativo di cui al regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), redige materiale informativo comune contenente almeno le informazioni di cui al paragrafo 2 del presente articolo. Il materiale informativo comune è realizzato in modo da consentire agli Stati membri di completarlo con informazioni aggiuntive specifiche per ciascuno Stato membro. L'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo redige materiale informativo specifico destinato in particolare ai seguenti gruppi di destinatari:

 

(a) richiedenti adulti, rivolgendo una particolare attenzione alle donne e ai soggetti vulnerabili;

 

(b) minori non accompagnati; nonché

 

(c) minori accompagnati.

Emendamento    83

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  Ove necessario e opportuno, l'autorità accertante mette a disposizione del richiedente l'assistenza di un mediatore culturale per assisterlo nel corso della procedura e, in particolare, nel corso del colloquio personale.

Emendamento    84

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L'autorità accertante dà al richiedente la possibilità di comunicare con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o con altra organizzazione che, a norma del diritto nazionale, presta ai richiedenti assistenza o altra consulenza legale.

4.  Entro 14 giorni dalla presentazione della domanda, l'autorità accertante dà al richiedente la possibilità di comunicare con l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati o con altra organizzazione che, a norma del diritto nazionale, presta ai richiedenti assistenza o altra consulenza legale.

Emendamento    85

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  L'autorità accertante provvede a che il richiedente e, ove del caso, il suo tutore, avvocato o altro consulente legale abbiano accesso alle informazioni di cui all'articolo 33, paragrafo 2, lettera e), necessarie per l'esame della domanda e alle informazioni fornite dagli esperti di cui all'articolo 33, paragrafo 3, se l'autorità accertante ha preso in considerazione tali informazioni al fine di decidere sulla domanda.

5.  L'autorità accertante provvede a che il richiedente e, ove del caso, il suo tutore o avvocato abbiano accesso alle informazioni di cui all'articolo 33, paragrafo 2, lettere b) e c), necessarie per l'esame della domanda e alle informazioni fornite dagli esperti di cui all'articolo 33, paragrafo 3, se l'autorità accertante ha preso in considerazione tali informazioni al fine di decidere sulla domanda.

Emendamento    86

Proposta di regolamento

Articolo 8 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  L'autorità accertante comunica entro un termine ragionevole al richiedente la decisione presa sulla sua domanda. Se il richiedente è legalmente rappresentato da un tutore, avvocato o altro consulente legale, l'autorità accertante può comunicare la decisione al tutore, avvocato o consulente anziché al richiedente.

6.  L'autorità accertante comunica per iscritto entro cinque giorni lavorativi al richiedente la decisione presa sulla sua domanda. Se il richiedente è legalmente rappresentato da un tutore o avvocato, l'autorità accertante comunica la decisione al tutore o avvocato oltre che al richiedente.

Emendamento    87

Proposta di regolamento

Articolo 9 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il diritto di rimanere non dà diritto a un titolo di soggiorno né conferisce al richiedente il diritto di recarsi nel territorio di un altro Stato membro senza l'autorizzazione di cui all'articolo 6 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza).

2.  Il diritto di rimanere nel territorio di uno Stato membro non dà diritto a un titolo di soggiorno né conferisce al richiedente il diritto di recarsi nel territorio di un altro Stato membro senza l'autorizzazione di cui all'articolo 6 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza).

Emendamento    88

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Prima che l'autorità accertante decida sull'ammissibilità di una domanda di protezione internazionale, è data al richiedente la possibilità di sostenere un colloquio su tale ammissibilità.

1.  Qualora l'autorità accertante applichi la procedura di ammissibilità a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, e prima che detta autorità accertante decida sull'ammissibilità di una domanda di protezione internazionale, è concesso al richiedente il diritto di essere ascoltato in un colloquio personale su tale ammissibilità.

Emendamento    89

Proposta di regolamento

Articolo 10 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nel colloquio sull'ammissibilità è data al richiedente la possibilità di addurre motivazioni adeguate che spieghino perché i motivi di cui all'articolo 36, paragrafo 1, non si applicherebbero alla sua situazione particolare.

2.  Nel colloquio sull'ammissibilità è data al richiedente la possibilità di addurre motivazioni che spieghino perché i motivi di cui all'articolo 36, paragrafo 1, non si applicherebbero alla sua situazione particolare.

Emendamento    90

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Prima che l'autorità accertante decida sul merito di una domanda di protezione internazionale, è data al richiedente la possibilità di sostenere un colloquio sul merito della sua domanda.

1.  Prima che l'autorità accertante decida sul merito di una domanda di protezione internazionale, è concesso al richiedente il diritto di essere ascoltato in un colloquio sul merito della sua domanda. Tale colloquio sul merito può svolgersi contestualmente al colloquio sull'ammissibilità, posto che al richiedente sia stato concesso tempo sufficiente e adeguato per prepararsi e conferire con il suo avvocato.

Emendamento    91

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nel colloquio sul merito è data al richiedente una congrua possibilità di presentare gli elementi necessari a motivare la domanda ai sensi del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) e il richiedente fornisce tutti gli elementi a sua disposizione nel modo più completo possibile. Al richiedente è data la possibilità di spiegare l'eventuale assenza di elementi o le eventuali incoerenze o contraddizioni delle sue dichiarazioni.

2.  Nel colloquio sul merito è data al richiedente la possibilità di presentare gli elementi necessari a motivare la domanda ai sensi del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) e il richiedente fornisce tutti gli elementi a sua disposizione nel modo più completo possibile. Al richiedente è data la possibilità di spiegare l'eventuale assenza di elementi o le eventuali incoerenze o contraddizioni delle sue dichiarazioni.

Emendamento    92

Proposta di regolamento

Articolo 11 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La persona che conduce il colloquio sul merito di una domanda non indossa un'uniforme militare o di polizia.

soppresso

Emendamento    93

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Al richiedente è data la possibilità di sostenere un colloquio personale sulla sua domanda alle condizioni stabilite nel presente regolamento.

1.  Al richiedente è concesso il diritto di essere ascoltato in un colloquio personale sulla sua domanda alle condizioni stabilite nel presente regolamento.

Emendamento    94

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  È assicurata la presenza di un interprete così come quella dell'avvocato del richiedente, qualora quest'ultimo abbia deciso di avvalersi dell'assistenza legale o abbia richiesto l'assistenza legale gratuita conformemente all'articolo 15, paragrafo 2, lettera b).

Emendamento    95

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il colloquio personale è condotto dal personale dell'autorità accertante, che può farsi assistere da personale delle autorità di altri Stati membri di cui all'articolo 5, paragrafo 4, lettera a), o da esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di cui all'articolo 5, paragrafo 4, lettera b).

3.  Il colloquio personale è condotto dal personale dell'autorità accertante, che può farsi assistere da esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di cui all'articolo 5, paragrafo 4, o da personale delle autorità di altri Stati membri conformemente alla condizione di cui all'articolo 5, paragrafo 4 bis.

Emendamento    96

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  La persona che conduce il colloquio sull'ammissibilità o sul merito non indossa un'uniforme militare o di polizia durante tali colloqui.

Emendamento    97

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Ove risulti difficile all'atto pratico svolgere tempestivamente un colloquio personale con ciascun richiedente a causa delle domande di protezione internazionale presentate simultaneamente da un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi, l'autorità accertante può farsi assistere nello svolgimento del colloquio da personale delle autorità di altri Stati membri di cui all'articolo 5, paragrafo 4, lettera a), e da esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di cui all'articolo 5, paragrafo 4, lettera b).

4.  Ove risulti difficile all'atto pratico svolgere tempestivamente un colloquio personale con ciascun richiedente a causa delle domande di protezione internazionale presentate simultaneamente da un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi, l'autorità accertante può farsi assistere nello svolgimento del colloquio da esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di cui all'articolo 5, paragrafo 4, o da personale delle autorità di altri Stati membri conformemente alla condizione di cui all'articolo 5, paragrafo 4 bis.

Emendamento    98

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La mancanza di un colloquio personale a norma della lettera b) non incide negativamente sulla decisione dell'autorità accertante. Detta autorità dà al richiedente la possibilità effettiva di produrre ulteriori informazioni. In caso di dubbio circa lo stato del richiedente, l'autorità accertante consulta un professionista del settore medico per stabilire se il suo stato d'incapacità o d'impossibilità di sostenere il colloquio sia temporaneo o di lungo periodo.

La mancanza di un colloquio personale a norma della lettera b) non incide negativamente sulla decisione dell'autorità accertante. Detta autorità dà al richiedente la possibilità effettiva di produrre ulteriori informazioni. In caso di dubbio circa lo stato del richiedente, l'autorità accertante consulta un professionista del settore medico per stabilire se il suo stato d'incapacità o d'impossibilità di sostenere il colloquio sia temporaneo o di lungo periodo. Se, a seguito della consultazione di detto professionista del settore medico, è palese che lo stato di incapacità o di impossibilità di sostenere il colloquio del richiedente è temporaneo, l'autorità accertante rinvia il colloquio personale fino al momento in cui il richiedente è in grado di sostenerlo.

Emendamento    99

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  La persona che conduce il colloquio ha la competenza per tener conto del contesto personale e generale in cui nasce la domanda, compresi l'origine culturale, l'età, il genere, l'orientamento sessuale, l'identità di genere e la vulnerabilità del richiedente. Il personale che conduce i colloqui con i richiedenti ha altresì acquisito una conoscenza generale dei problemi che potrebbero compromettere la capacità del richiedente di sostenere il colloquio, quali indicazioni del fatto che possa essere stato torturato in passato.

6.  La persona che conduce il colloquio ha la competenza per tener conto del contesto personale e generale in cui nasce la domanda, compresi la situazione presente nel paese d'origine, l'origine culturale, l'età, il genere, l'orientamento sessuale, l'identità di genere e la vulnerabilità del richiedente. Il personale che conduce i colloqui con i richiedenti ha altresì acquisito una conoscenza generale dei problemi che potrebbero compromettere la capacità del richiedente di sostenere il colloquio, quali indicazioni del fatto che in passato possa essere stato torturato o possa essere stato vittima della tratta.

Emendamento    100

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  Il personale che conduce i colloqui con i richiedenti, compresi gli esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, ha preliminarmente ricevuto una formazione specifica comprendente gli elementi elencati all'articolo 7, paragrafo 5, del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo), tra cui in tema di diritto internazionale dei diritti umani, diritto dell'Unione in materia di asilo e norme sull'accesso alla procedura di protezione internazionale, anche in riferimento alle persone che potrebbero necessitare di garanzie procedurali particolari.

7.  Il personale che conduce i colloqui con i richiedenti, compresi gli esperti inviati dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, ha preliminarmente ricevuto una formazione specifica comprendente gli elementi elencati all'articolo 7 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo), tra cui in tema di diritto internazionale dei diritti umani, diritto dell'Unione in materia di asilo e norme sull'accesso alla procedura di protezione internazionale, anche in riferimento alle persone che potrebbero necessitare di garanzie procedurali specifiche.

Emendamento    101

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 8 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Per il colloquio personale è messo a disposizione un interprete idoneo a garantire una comunicazione appropriata fra il richiedente e la persona che conduce il colloquio. Il colloquio si svolge nella lingua prescelta dal richiedente, tranne se esiste un'altra lingua che comprende e nella quale è in grado di comunicare chiaramente.

Per il colloquio personale è messo a disposizione un interprete e, ove necessario e opportuno, un mediatore culturale idonei a garantire una comunicazione appropriata fra il richiedente e la persona che conduce il colloquio. Gli interpreti e i mediatori hanno ricevuto una formazione specifica di cui all'articolo 7, paragrafo 5, del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo) comprendente gli elementi elencati al paragrafo 6 del presente articolo. Il colloquio si svolge nella lingua prescelta dal richiedente, tranne se esiste un'altra lingua che comprende e nella quale è in grado di comunicare chiaramente.

Emendamento    102

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 8 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Su istanza del richiedente l'autorità accertante provvede a che il personale che conduce il colloquio e l'interprete siano dello stesso sesso del richiedente, nei limiti del possibile e a meno che l'autorità accertante abbia motivo di ritenere che l'istanza si basi su motivi non connessi alle difficoltà del richiedente di presentare i motivi della sua domanda in modo esauriente.

Su istanza del richiedente l'autorità accertante può provvedere a che il personale che conduce il colloquio, l'interprete e il mediatore siano dello stesso sesso del richiedente, nei limiti del possibile e a meno che l'autorità accertante abbia motivo di ritenere che l'istanza si basi su motivi non connessi alle difficoltà del richiedente di presentare i motivi della sua domanda in modo esauriente. L'interprete ha ricevuto una formazione specifica sul diritto internazionale in materia di asilo e sull'identificazione delle vittime di tratta, tortura e violenza basata sull'orientamento sessuale e sul genere.

Emendamento    103

Proposta di regolamento

Articolo 12 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9.  La mancanza di un colloquio personale non osta a che l'autorità accertante prenda una decisione sulla domanda di protezione internazionale.

9.  Fatti salvi l'articolo 10, paragrafo 1, e l'articolo 11, paragrafo 1, e a condizione che siano stati compiuti sforzi sufficienti per garantire che al richiedente sia stata data la possibilità di effettuare un colloquio personale, la mancanza di un colloquio personale, omesso a norma del paragrafo 5 del presente articolo, non osta a che l'autorità accertante prenda una decisione sulla domanda di protezione internazionale.

Emendamento    104

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'autorità accertante o altra autorità o esperto che l'assiste o che conduce il colloquio personale redige un verbale accurato e circostanziato di ogni singolo colloquio personale in cui figurino tutti gli elementi sostanziali, o una trascrizione dello stesso.

1.  L'autorità accertante o l'esperto, inviato dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di cui all'articolo 5, paragrafo 4, o dal personale delle autorità di altri Stati membri conformemente alle condizioni di cui all'articolo 5, paragrafo 4 bis, che l'assiste o che conduce il colloquio personale redige un verbale accurato e circostanziato di ogni singolo colloquio personale in cui figurino tutti gli elementi principali dello stesso. Al richiedente è fornita una copia del verbale.

Emendamento    105

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il colloquio personale è registrato mediante sistemi di registrazione sonora o audiovisiva. Il richiedente è informato in anticipo di tale registrazione.

2.  Il colloquio personale è registrato mediante sistemi di registrazione sonora. Il richiedente è informato in anticipo dell'esecuzione di tale registrazione e della sua finalità. Particolare attenzione è data alle esigenze dei richiedenti che necessitano di garanzie procedurali specifiche.

Emendamento    106

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Al richiedente è data la possibilità di formulare osservazioni o fornire chiarimenti, oralmente o per iscritto, su eventuali errori di traduzione o malintesi contenuti nel verbale o nella trascrizione, al termine del colloquio personale o entro un termine specifico prima che l'autorità accertante adotti una decisione. A tale scopo il richiedente è informato del contenuto integrale del verbale o degli elementi sostanziali della trascrizione, ove necessario con l'assistenza di un interprete. Al richiedente è quindi chiesto di confermare che il contenuto del verbale o della trascrizione riflette correttamente il colloquio personale.

3.  Al richiedente è data la possibilità di formulare osservazioni o fornire chiarimenti, oralmente o per iscritto, su eventuali errori di traduzione, malintesi o altri errori fattuali contenuti nel verbale, al termine del colloquio personale o entro un termine specifico prima che l'autorità accertante adotti una decisione. A tale scopo il richiedente è informato del contenuto integrale del verbale, ove necessario con l'assistenza di un interprete. Al richiedente è quindi chiesto di confermare che il contenuto del verbale riflette correttamente il colloquio personale. In caso di dubbi sulle affermazioni rese dal richiedente durante il colloquio personale, prevale la registrazione audio.

Emendamento    107

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Se il richiedente rifiuta di confermare che il contenuto del verbale o della trascrizione riflette correttamente il colloquio personale, le motivazioni di tale rifiuto sono registrate nella pratica che lo riguarda. Il rifiuto non osta a che l'autorità accertante adotti una decisione sulla sua domanda.

4.  Se il richiedente rifiuta di confermare che il contenuto del verbale riflette correttamente il colloquio personale, le motivazioni di tale rifiuto sono registrate nella pratica che lo riguarda. Il rifiuto non osta a che l'autorità accertante adotti una decisione sulla sua domanda.

Emendamento    108

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il richiedente e il suo avvocato o altro consulente legale hanno accesso al verbale o alla trascrizione e alla registrazione prima che l'autorità accertante adotti una decisione.

5.  Il richiedente, il suo tutore e il suo avvocato hanno accesso al verbale e alla registrazione il prima possibile dopo il colloquio e in ogni caso in tempo utile prima che l'autorità accertante adotti una decisione, anche nel caso in cui la domanda sia esaminata con procedura d'esame accelerata.

Emendamento    109

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Se la domanda è esaminata con procedura d'esame accelerata, l'autorità accertante può concedere l'accesso al verbale o alla trascrizione della registrazione contemporaneamente alla decisione.

soppresso

Emendamento    110

Proposta di regolamento

Articolo 13 – paragrafo 7

Testo della Commissione

Emendamento

7.  L'autorità competente conserva la registrazione o la trascrizione per dieci anni a decorrere dalla data della decisione definitiva. La registrazione è cancellata alla scadenza di detto periodo o, se riguarda una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

7.  L'autorità competente conserva la registrazione e il verbale per cinque anni a decorrere dalla data della decisione definitiva sulla domanda. La registrazione è cancellata alla scadenza di detto periodo o, se riguarda una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

Emendamento    111

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il richiedente ha diritto di consultare in maniera effettiva un avvocato o altro consulente legale, ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale, sugli aspetti relativi alla domanda in ciascuna fase della procedura.

1.  Non appena la domanda di protezione internazionale è stata registrata dalle autorità competenti a norma dell'articolo 27, il richiedente ha diritto di consultare in maniera effettiva un avvocato, ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale, sugli aspetti relativi alla domanda in ciascuna fase della procedura fino a quando non è stata adottata una decisione definitiva sulla domanda.

Emendamento    112

Proposta di regolamento

Articolo 14 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Fatto salvo il diritto di scegliere un avvocato o altro consulente legale a proprie spese, il richiedente può chiedere in ciascuna fase della procedura l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite a norma degli articoli da 15 a 17. Il richiedente è informato del suo diritto di richiedere in ciascuna fase della procedura l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite.

2.  Fatto salvo il diritto di scegliere un avvocato a proprie spese, il richiedente può chiedere in ciascuna fase della procedura l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite a norma degli articoli da 15 a 17. Il richiedente è informato, non appena possibile e al più tardi all'atto della registrazione della domanda conformemente agli articoli 26 e 27, del suo diritto di richiedere in ciascuna fase della procedura l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite.

Emendamento    113

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis)  l'assistenza nella preparazione della domanda, anche al momento della presentazione di una domanda conformemente all'articolo 28;

Emendamento    114

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  l'assistenza per la stesura della domanda e la preparazione del colloquio personale, se necessario anche la partecipazione al colloquio personale;

(b)  l'assistenza per la preparazione del colloquio personale e la partecipazione al colloquio personale;

Emendamento    115

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 3 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  la domanda non è considerata avere prospettive concrete di successo;

soppresso

Emendamento    116

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 3 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  si tratta di una domanda reiterata.

(c)  si tratta di una seconda o ulteriore domanda reiterata.

Emendamento    117

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il ricorso non è considerato avere prospettive concrete di successo;

soppresso

Emendamento    118

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  il ricorso o il riesame sono inquadrati dal diritto nazionale nel secondo grado d'impugnazione o in grado più elevato, compresi i riesami ulteriori delle cause o i giudizi d'appello.

(c)  il ricorso o il riesame sono inquadrati dal diritto nazionale nel secondo grado d'impugnazione o in grado più elevato, compresi i riesami ulteriori delle cause o i giudizi d'appello, e il secondo grado d'impugnazione non è considerato avere prospettive concrete di successo.

Emendamento    119

Proposta di regolamento

Articolo 15 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Se un'autorità diversa da un giudice decide di non concedere l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite perché il ricorso non è considerato avere prospettive concrete di successo, il richiedente ha diritto a un ricorso effettivo avverso la decisione dinanzi a un giudice e a tal fine ha diritto di chiedere l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite.

Se un'autorità diversa da un giudice decide di non concedere l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite, il richiedente ha diritto a un ricorso effettivo avverso la decisione dinanzi a un giudice e a tal fine ha diritto di chiedere l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite.

Emendamento    120

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  All'avvocato o altro consulente legale, ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale, che assiste o rappresenta un richiedente a norma del diritto nazionale è dato accesso alle informazioni contenute nella pratica del richiedente sulla cui base è o sarà presa una decisione.

1.  All'avvocato, ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale, che assiste o rappresenta un richiedente a norma del diritto nazionale è dato accesso alle informazioni contenute nella pratica del richiedente sulla cui base è o sarà presa una decisione.

Emendamento    121

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Con riguardo alla lettera b) l'autorità accertante dà accesso a dette informazioni o fonti in particolare all'avvocato o altro consulente legale che abbia subito un controllo di sicurezza, nella misura in cui le informazioni sono pertinenti per l'esame della domanda o per decidere della revoca della protezione internazionale.

Con riguardo alla lettera b) l'autorità accertante dà accesso a dette informazioni o fonti in particolare all'avvocato che abbia subito un controllo di sicurezza, nella misura in cui le informazioni sono pertinenti per l'esame della domanda o per decidere della revoca della protezione internazionale.

Emendamento    122

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'avvocato o altro consulente legale che assiste o rappresenta un richiedente ha accesso alle aree chiuse, quali i centri di trattenimento e le zone di transito, per conferire con il richiedente a norma della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza).

3.  L'avvocato che assiste o rappresenta un richiedente ha accesso alle aree chiuse, quali i centri di trattenimento e le zone di transito, per conferire con il richiedente a norma della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza).

Emendamento    123

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il richiedente ha facoltà di farsi accompagnare al colloquio personale da un avvocato o altro consulente legale ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale. L'avvocato o altro consulente legale ha facoltà d'intervenire durante il colloquio personale.

4.  Il richiedente ha facoltà di farsi accompagnare al colloquio personale da un avvocato ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale. L'avvocato ha facoltà d'intervenire durante il colloquio personale.

Emendamento    124

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  L'autorità accertante può richiedere la presenza del richiedente al colloquio personale, anche se questi è rappresentato a norma del diritto nazionale da un avvocato o altro consulente legale, e può chiedere al richiedente di rispondere personalmente alle domande poste.

5.  L'autorità accertante può richiedere la presenza del richiedente al colloquio personale, anche se questi è rappresentato a norma del diritto nazionale da un avvocato, e può chiedere al richiedente di rispondere personalmente alle domande poste.

Emendamento    125

Proposta di regolamento

Articolo 16 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Fatto salvo l'articolo 22, paragrafo 5, l'assenza di un avvocato o altro consulente legale non osta a che l'autorità accertante svolga un colloquio personale con il richiedente.

6.  Fatto salvo l'articolo 22, paragrafo 5, l'assenza di un avvocato non osta a che l'autorità accertante svolga un colloquio personale con il richiedente, purché quest'ultimo sia stato informato del suo diritto all'assistenza e alla rappresentanza legali, comprese quelle gratuite, se del caso, e abbia scelto di non esercitarlo.

Emendamento    126

Proposta di regolamento

Articolo 17 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'assistenza e la rappresentanza legali gratuite sono prestate da avvocati o altri consulenti legali autorizzati a norma del diritto nazionale ad assistere o rappresentare i richiedenti o da organizzazioni non governative abilitate a norma del diritto nazionale a prestare servizi di consulenza o rappresentanza.

1.  L'assistenza e la rappresentanza legali gratuite sono prestate da avvocati autorizzati a norma del diritto nazionale ad assistere o rappresentare i richiedenti o da organizzazioni non governative abilitate a norma del diritto nazionale a prestare servizi di consulenza o rappresentanza.

Emendamento    127

Proposta di regolamento

Articolo 17 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri possono prevedere norme procedurali specifiche a disciplina delle modalità di presentazione e di trattamento delle richieste di assistenza e rappresentanza legali gratuite collegate alle domande di protezione internazionale oppure applicano le norme vigenti per le richieste nazionali di analoga natura, a condizione che non rendano impossibile o eccessivamente difficoltoso l'accesso all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite.

2.  Gli Stati membri possono prevedere norme procedurali specifiche a disciplina delle modalità di presentazione e di trattamento delle richieste di assistenza e rappresentanza legali gratuite collegate alle domande di protezione internazionale. Tali norme non sono più restrittive delle norme vigenti previste dal diritto nazionale e non rendono impossibile o eccessivamente difficoltoso l'accesso all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite. Le autorità informano il richiedente di tali norme non appena possibile e in ogni caso al più tardi all'atto della registrazione della domanda conformemente all'articolo 27.

Emendamento    128

Proposta di regolamento

Articolo 17 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Gli Stati membri possono imporre limiti monetari o temporali alla prestazione di assistenza e rappresentanza legali gratuite, purché non costituiscano restrizioni arbitrarie all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite. Per quanto riguarda gli onorari e le altre spese, il trattamento concesso ai richiedenti non è meno favorevole di quello di norma riservato ai cittadini in materia di assistenza legale.

3.  Gli Stati membri possono imporre limiti monetari o temporali alla prestazione di assistenza e rappresentanza legali gratuite, purché non siano arbitrari e non costituiscano restrizioni indebite all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite. Per quanto riguarda gli onorari e le altre spese, il trattamento concesso ai richiedenti non è meno favorevole di quello di norma riservato ai cittadini in materia di assistenza legale.

Emendamento    129

Proposta di regolamento

Articolo 17 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri possono chiedere un rimborso integrale o parziale delle spese sostenute allorché vi sia un considerevole miglioramento delle condizioni finanziarie del richiedente o laddove la decisione di coprire tali prestazioni sia stata adottata in base a informazioni false fornite dal richiedente.

4.  Gli Stati membri possono chiedere al richiedente un rimborso integrale o parziale delle spese sostenute in relazione alla prestazione di assistenza e rappresentanza legale allorché vi sia un considerevole miglioramento delle condizioni finanziarie del richiedente nel corso della procedura o laddove la decisione di prestare assistenza e rappresentanza legali gratuite sia stata adottata in base a informazioni false fornite dal richiedente, posto che si possa accertare che il richiedente è in grado di sostenere i relativi costi.

Emendamento    130

Proposta di regolamento

Capo II – Sezione IV – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Garanzie particolari

Garanzie specifiche

Motivazione

L'emendamento allinea la terminologia alla posizione del Parlamento europeo sugli altri strumenti CEAS, in particolare alla direttiva accoglienza.

Emendamento    131

Proposta di regolamento

Articolo 19 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Richiedenti che necessitano di garanzie procedurali particolari

Richiedenti che necessitano di garanzie procedurali specifiche

Emendamento    132

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante valuta sistematicamente se il richiedente necessiti di garanzie procedurali particolari. La valutazione può essere integrata nelle procedure nazionali esistenti o nella valutazione di cui all'articolo 21 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza) e non deve necessariamente assumere la forma di una procedura amministrativa.

L'autorità accertante valuta sistematicamente, individualmente e il prima possibile dopo la presentazione della domanda se il richiedente necessiti di garanzie procedurali specifiche. Tale valutazione è effettuata con l'assistenza di un interprete qualificato, ove necessario. La valutazione è integrata nelle procedure nazionali esistenti o nella valutazione di cui all'articolo 21 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza) e non deve necessariamente assumere la forma di una procedura amministrativa.

Emendamento    133

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante esegue la valutazione nel rispetto dei principi generali di valutazione delle esigenze procedurali particolari previsti all'articolo 20.

L'autorità accertante esegue la valutazione nel rispetto dei principi generali di valutazione delle esigenze procedurali specifiche previsti all'articolo 20.

Emendamento    134

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Al richiedente individuato come persona che necessita di garanzie procedurali particolari è fornito un sostegno adeguato, atto a consentirgli di godere dei diritti e di assolvere gli obblighi del presente regolamento per tutta la durata della procedura di protezione internazionale.

2.  Al richiedente individuato come persona che necessita di garanzie procedurali specifiche è fornito un sostegno adeguato, atto a consentirgli di godere dei diritti e di assolvere gli obblighi del presente regolamento per tutta la durata della procedura di protezione internazionale, anche mettendo a sua disposizione un mediatore culturale, ove necessario e opportuno.

Emendamento    135

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Qualora non possa essere fornito un sostegno adeguato nell'ambito della procedura d'esame accelerata di cui all'articolo 40 o della procedura di frontiera di cui all'articolo 41, in particolare qualora l'autorità accertante ritenga che il richiedente necessiti di garanzie procedurali particolari perché ha subito torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere, l'autorità accertante non applica o cessa di applicare dette procedure al richiedente.

3.  Qualora non possa essere fornito un sostegno adeguato nell'ambito della procedura d'esame accelerata di cui all'articolo 40 o della procedura di frontiera di cui all'articolo 41, o qualora l'autorità accertante ritenga che il richiedente necessiti di garanzie procedurali specifiche, con particolare attenzione alle vittime di torture, stupri o altre forme gravi di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere, l'autorità accertante non applica o cessa di applicare dette procedure al richiedente.

Emendamento    136

Proposta di regolamento

Articolo 19 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  La Commissione può disciplinare con atti di esecuzione le modalità e le misure specifiche applicabili alla valutazione e al soddisfacimento delle esigenze procedurali particolari dei richiedenti, compresi i minori non accompagnati. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 58.

4.  La Commissione può disciplinare con atti delegati, conformemente all'articolo 59, le modalità e le misure specifiche applicabili alla valutazione e al soddisfacimento delle esigenze procedurali specifiche dei richiedenti, compresi i minori non accompagnati.

Emendamento    137

Proposta di regolamento

Articolo 20 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Principi generali di valutazione delle esigenze procedurali particolari

Principi generali di valutazione delle esigenze procedurali specifiche

Emendamento    138

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il processo di individuazione dei richiedenti con esigenze procedurali particolari è avviato, non appena è fatta domanda di protezione, dalle autorità competenti a riceverla e registrarla e, a domanda presentata, è portato avanti dall'autorità accertante.

1.  Il processo di individuazione dei richiedenti con esigenze procedurali specifiche conformemente all'articolo 19, paragrafo 1, è avviato, non appena è fatta domanda di protezione, dalle autorità competenti a riceverla e registrarla ed è completato entro 30 giorni.

Emendamento    139

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Alla registrazione della domanda il personale dell'autorità competente a riceverla e registrarla segnala se, a prima vista, il richiedente manifesta vulnerabilità deducibili da segni fisici o dalle dichiarazioni rese o dal comportamento tenuto, tali da giustificare garanzie procedurali particolari.

Alla registrazione della domanda il personale dell'autorità competente a riceverla e registrarla segnala se, a prima vista, il richiedente manifesta vulnerabilità deducibili da segni fisici o dalle dichiarazioni rese o dal comportamento tenuto, tali da giustificare garanzie procedurali specifiche.

Emendamento    140

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il fatto che il richiedente presenti, a prima vista, segni di vulnerabilità è indicato nella pratica che lo riguarda, assieme alla descrizione delle manifestazioni di vulnerabilità che potrebbero comportare la necessità di garanzie procedurali particolari.

Il fatto che il richiedente presenti, a prima vista, segni di vulnerabilità è indicato nella pratica che lo riguarda, assieme alla descrizione delle manifestazioni di vulnerabilità che potrebbero comportare la necessità di garanzie procedurali specifiche e alle osservazioni del richiedente in merito all'esigenza di beneficiare di un sostegno procedurale specifico.

Emendamento    141

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 2 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri provvedono a che il personale delle autorità di cui all'articolo 5 sia formato per individuare a prima vista nel richiedente le manifestazioni di vulnerabilità che potrebbero comportare la necessità di garanzie procedurali particolari e che riceva istruzioni a tal fine.

Gli Stati membri provvedono a che il personale delle autorità di cui all'articolo 5 sia formato per individuare a prima vista nel richiedente le manifestazioni di vulnerabilità che potrebbero comportare la necessità di garanzie procedurali specifiche e che riceva istruzioni a tal fine.

Emendamento    142

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 3 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Se vi è motivo di ritenere che il richiedente possa essere stato vittima di tortura, stupro o altra forma grave di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere e che questo possa comprometterne la capacità di partecipare efficacemente alla procedura, l'autorità accertante indirizza il richiedente verso un medico o uno psicologo perché ne esamini più approfonditamente lo stato fisico e psicologico.

Se vi è motivo di ritenere che il richiedente possa essere stato vittima di tortura, stupro o altra forma grave di violenza psicologica, fisica, sessuale o a sfondo di genere e che questo possa comprometterne la capacità di partecipare efficacemente alla procedura, l'autorità accertante indirizza il richiedente verso un medico o uno psicologo perché ne esamini più approfonditamente lo stato fisico e psicologico. In tali casi il medico o lo psicologo hanno la formazione necessaria per eseguire tali valutazioni e sono supportati da un interprete qualificato.

Emendamento    143

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante decide il tipo di sostegno procedurale particolare da prestare al richiedente tenendo conto dell'esito dell'esame medico o psicologico.

L'autorità accertante decide il tipo di sostegno procedurale specifico da prestare al richiedente tenendo conto dell'esito dell'esame medico o psicologico.

Emendamento    144

Proposta di regolamento

Articolo 20 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le autorità competenti vagliano la necessità di garanzie procedurali particolari di cui al presente articolo anche qualora emerga in una fase successiva della procedura, senza per questo dover riavviare la procedura di protezione internazionale.

4.  Le autorità competenti vagliano la necessità di garanzie procedurali specifiche di cui al presente articolo anche qualora emerga in una fase successiva della procedura, o qualora il richiedente avanzi una richiesta motivata di rivalutazione delle sue esigenze procedurali specifiche, senza per questo dover riavviare la procedura di protezione internazionale.

Emendamento    145

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 2 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante dà al minore la possibilità di sostenere un colloquio personale, anche quando la domanda è fatta per suo conto a norma dell'articolo 31, paragrafo 6, e dell'articolo 32, paragrafo 1, a meno che il colloquio non sia manifestamente contrario all'interesse superiore del minore. In tal caso l'autorità accertante motiva la decisione di non dare al minore la possibilità di sostenere un colloquio personale.

L'autorità accertante assicura il diritto del minore di essere ascoltato in un colloquio personale, anche quando la domanda è fatta per suo conto a norma dell'articolo 31, paragrafo 6, e dell'articolo 32, paragrafo 1, a meno che il colloquio non sia contrario all'interesse superiore del minore. In tal caso l'autorità accertante motiva la decisione di non concedere al minore un colloquio personale.

Emendamento    146

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 2 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il colloquio personale con il minore è condotto da una persona dotata delle necessarie conoscenze dei diritti e dei bisogni specifici dei minori, con modalità che rispettino la sensibilità del minore e siano adeguate al contesto.

Il colloquio personale con il minore è condotto in una lingua che comprende e con modalità che rispettino la sensibilità del minore e siano adeguate al contesto. La persona che svolge il colloquio personale è dotata delle necessarie conoscenze dei diritti e dei bisogni specifici dei minori.

Emendamento    147

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La decisione sulla domanda del minore è preparata da personale dell'autorità accertante dotato delle necessarie conoscenze dei diritti e dei bisogni specifici dei minori.

3.  La decisione sulla domanda del minore è presa dal personale dell'autorità accertante dotato delle necessarie conoscenze dei diritti e dei bisogni specifici dei minori.

Emendamento    148

Proposta di regolamento

Articolo 21 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Nel valutare l'interesse superiore del minore, l'autorità accertante garantisce il diritto del minore di essere ascoltato e tiene debito conto, in particolare, dei seguenti fattori:

 

(a) la possibilità di ricongiungimento familiare;

 

(b) il benessere e lo sviluppo sociale del minore, tenendo presenti, in particolare, il suo contesto etnico, religioso, culturale e linguistico così come l'esigenza di stabilità e continuità nell'assistenza e nelle modalità di affidamento e l'accesso alla sanità e all'istruzione del minore;

 

(c) le considerazioni in ordine all'incolumità e alla sicurezza, in particolare se sussiste il rischio che il minore sia vittima di qualsiasi forma di violenza o sfruttamento, compresa la tratta di esseri umani;

 

(d) le situazioni di vulnerabilità, compresi traumi, esigenze sanitarie specifiche e disabilità;

 

(e) l'opinione del minore, secondo la sua età e maturità;

 

(f) le informazioni fornite dal tutore nello Stato membro in cui il minore è presente; nonché

 

(g) la necessità di attribuire priorità alle decisioni riguardanti i minori.

Emendamento    149

Proposta di regolamento

Articolo 22 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Garanzie particolari per i minori non accompagnati

Garanzie specifiche per i minori non accompagnati

Emendamento    150

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Non appena possibile, e comunque non oltre cinque giorni lavorativi dalla data in cui il minore non accompagnato fa domanda, l'autorità competente nomina suo tutore una persona o un'organizzazione.

Non appena possibile prima della raccolta dei dati biometrici ai sensi dell'articolo 10, paragrafo 1 o dell'articolo 13, paragrafo 1, del regolamento (UE) XXXX/XX (regolamento Eurodac) e in ogni caso non più tardi di 24 ore dopo la presentazione della domanda, l'autorità competente nomina un tutore.

Emendamento    151

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 1 – comma 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I termini procedurali non decorrono finché non è nominato un tutore.

Emendamento    152

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'autorità accertante informa il tutore di tutti i fatti d'interesse, l'iter procedurale e i termini relativi al minore non accompagnato.

2.  L'autorità accertante informa il tutore di tutti i fatti d'interesse, l'iter procedurale e i termini relativi al minore non accompagnato. Il tutore ha accesso al contenuto dei documenti pertinenti della pratica del minore, compreso l'apposito materiale informativo per i minori non accompagnati.

Emendamento    153

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Il tutore svolge i suoi compiti in conformità del principio dell'interesse superiore del minore, è dotato della competenza necessaria e non ha precedenti accertati di reati che coinvolgono minori.

Il tutore svolge i suoi compiti in conformità del principio dell'interesse superiore del minore ed è dotato delle qualifiche, la formazione, la competenza e l'indipendenza necessarie a tal fine. I tutori ricevono periodicamente formazione e sostegno per lo svolgimento dei loro compiti e non hanno precedenti penali, in particolare per quanto riguarda i reati che coinvolgono minori. Le autorità competenti verificano regolarmente i precedenti penali dei tutori nominati al fine di identificare potenziali incompatibilità con il loro ruolo.

Emendamento    154

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 5 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Le autorità competenti non affidano a uno stesso tutore un numero sproporzionato di minori non accompagnati simultaneamente, per non impedirgli di esercitare la propria funzione in modo efficace.

Le autorità competenti non affidano a uno stesso tutore un numero sproporzionato di minori non accompagnati simultaneamente, per non impedirgli di esercitare la propria funzione in modo efficace. In ogni caso, le autorità competenti non affidano a uno stesso tutore più di 20 minori non accompagnati.

Emendamento    155

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 5 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri nominano soggetti o persone incaricati di supervisionare le prestazioni dei tutori e di controllare, a cadenza regolare, che questi svolgano i loro compiti in modo soddisfacente. Detti soggetti o persone esaminano le denunce presentate da minori non accompagnati nei confronti del loro tutore.

Gli Stati membri nominano soggetti o persone incaricati di supervisionare le prestazioni dei tutori e di controllare, a cadenza regolare, che questi svolgano i loro compiti in modo soddisfacente. Detti soggetti o persone esaminano le denunce presentate da minori non accompagnati nei confronti del loro tutore. A tale scopo, i minori non accompagnati ricevono informazioni in forma concisa, trasparente, comprensibile e facilmente accessibile, in un linguaggio chiaro e semplice sia oralmente sia in forma visiva, in modo adatto ai minori e in una lingua che comprendono, circa l'identità di detti soggetti o persone e sulle modalità di presentazione delle denunce nei confronti dei loro tutori, in condizioni di fiducia e sicurezza.

Emendamento    156

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 5 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

I soggetti o le persone responsabili valutano le prestazioni del tutore entro un mese dalla sua nomina e in seguito periodicamente.

Emendamento    157

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Il tutore informa il minore non accompagnato del significato e delle possibili conseguenze del colloquio personale e, laddove opportuno, di come prepararsi ad esso. Il tutore e, se del caso, l'avvocato o altro consulente legale ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale partecipano al colloquio e hanno la possibilità di porre domande o formulare osservazioni, nel quadro stabilito dalla persona che conduce il colloquio. L'autorità accertante può esigere la presenza del minore non accompagnato al colloquio personale, anche se è presente il tutore.

6.  Il tutore informa il minore non accompagnato del significato e delle possibili conseguenze del colloquio personale e, laddove opportuno, di come prepararsi ad esso. Il tutore e l'avvocato ammesso o autorizzato a norma del diritto nazionale partecipano al colloquio e hanno la possibilità di porre domande o formulare osservazioni, nel quadro stabilito dalla persona che conduce il colloquio. L'autorità accertante garantisce il diritto del minore di essere ascoltato attraverso un colloquio personale, anche se è presente il tutore.

Emendamento    158

Proposta di regolamento

Articolo 22 – paragrafo 6 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

6 bis.  Se non è possibile mantenere lo stesso tutore nominato dopo l'arrivo del minore non accompagnato nel territorio dell'Unione, l'autorità competente adotta, quanto prima e comunque entro cinque giorni dalla concessione della protezione internazionale, misure atte ad assicurare che il minore non accompagnato sia rappresentato da un tutore legale oppure, se necessario, da un'organizzazione incaricata della cura e del benessere dei minori o che il minore abbia qualsiasi altra forma adeguata di rappresentanza, inclusa quella basata sul diritto nazionale o su un provvedimento giudiziario.

Emendamento    159

Proposta di regolamento

Articolo 23 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Svolgono la visita medica professionisti qualificati del settore medico. Gli Stati membri possono designare i professionisti del settore medico che possono effettuare tale visita. La visita medica è pagata con fondi pubblici.

2.  Svolgono la visita medica professionisti qualificati del settore medico. Gli Stati membri possono designare i professionisti del settore medico che possono effettuare tale visita. La visita medica è gratuita per i richiedenti.

Motivazione

In alcuni Stati membri ciò non è previsto dal diritto nazionale.

Emendamento    160

Proposta di regolamento

Articolo 23 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L'esito della visita medica è comunicato al più presto all'autorità accertante, che lo valuta assieme agli altri elementi della domanda.

4.  L'esito della visita medica è comunicato al più presto all'autorità accertante e al richiedente, che lo valuta assieme agli altri elementi della domanda.

Emendamento    161

Proposta di regolamento

Articolo 24 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Visita medica del minore non accompagnato

Valutazione dell'età del minore non accompagnato

Emendamento    162

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1.  Se, sulla base delle dichiarazioni del richiedente, di prove documentali disponibili o altre indicazioni pertinenti, sussistono sono dubbi sul fatto che un minore non accompagnato sia effettivamente di età inferiore ai 18 anni, l'autorità accertante può effettuare una valutazione multidisciplinare dello sviluppo psicosociale svolta da professionisti qualificati per determinare l'età del richiedente nel quadro dell'esame di una domanda. La valutazione dell'età non si basa esclusivamente sull'aspetto fisico o sul comportamento del richiedente. I documenti disponibili sono considerati autentici fino a prova contraria e le dichiarazioni da parte dei minori devono essere prese in considerazione.

Emendamento    163

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Possono essere effettuate visite mediche per accertare l'età del minore non accompagnato nel quadro dell'esame di una domanda laddove, in base alle dichiarazioni del richiedente o altre indicazioni pertinenti, tra cui una valutazione psicosociale, emergano dubbi sul fatto che il richiedente sia effettivamente di età inferiore ai 18 anni. Se il risultato della visita medica non è risolutivo oppure se indica una fascia d'età che scende al di sotto dei 18 anni, gli Stati membri considerano il richiedente un minore.

1.  Qualora persistano dubbi sull'età del minore non accompagnato in seguito alla valutazione di cui al paragrafo -1, possono essere effettuate visite mediche come misura di ultima istanza per accertare la sua età nel quadro dell'esame di una domanda. Se il risultato della visita medica non è risolutivo oppure se indica una fascia d'età che scende al di sotto dei 18 anni, gli Stati membri considerano il richiedente un minore.

Emendamento    164

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La visita medica atta ad accertare l'età del minore non accompagnato non è effettuata senza che il minore o il suo tutore vi acconsentano.

2.  La visita medica atta ad accertare l'età del minore non accompagnato non è effettuata senza che il minore e il suo tutore vi acconsentano.

Emendamento    165

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Le visite mediche si svolgono nel pieno rispetto della dignità della persona con l'esame meno invasivo possibile ed effettuato da professionisti qualificati del settore medico, al fine di ottenere un esito il più possibile attendibile.

3.  Le visite mediche si svolgono nel pieno rispetto della dignità della persona con l'esame meno invasivo possibile ed effettuato da professionisti qualificati del settore medico e in collaborazione con un gruppo pluridisciplinare di esperti in materia di diritti, psicologia e sviluppo dei minori, in modo da ottenere un esito il più possibile attendibile. La visita medica in conformità del paragrafo 1 si basa su metodi scientificamente provati.

Emendamento    166

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Ove siano previste visite mediche per accertare l'età dei minori non accompagnati, l'autorità accertante provvede a che il minore non accompagnato sia informato, prima dell'esame della domanda di protezione internazionale e in una lingua che comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile, della possibilità che la sua età sia determinata attraverso una visita medica. Le informazioni comprendono il tipo di visita previsto e le possibili conseguenze dei risultati della visita medica ai fini dell'esame della domanda, così come la possibilità per il minore non accompagnato, o per il suo tutore, di rifiutare la visita medica e le conseguenze cui questo rifiuto lo espone.

4.  Ove siano previste visite mediche per accertare l'età dei minori non accompagnati, l'autorità accertante provvede a che il minore non accompagnato sia informato, prima dell'esame della domanda di protezione internazionale, in una lingua che comprende e con modalità a misura di minore e adatte alla sua età, della possibilità che la sua età potrebbe essere determinata attraverso una visita medica. Le informazioni comprendono il tipo di visita previsto e le possibili conseguenze dei risultati della visita medica ai fini dell'esame della domanda, ivi compreso il diritto di presentare ricorso contro la decisione relativa alla visita medica, così come la possibilità per il minore non accompagnato, o per il suo tutore, di rifiutare la visita medica e le conseguenze cui questo rifiuto lo espone. Tutti i documenti relativi alla visita medica sono inclusi nel fascicolo del richiedente.

Emendamento    167

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il rifiuto della visita medica da parte del minore non accompagnato o del suo tutore può essere considerato una presunzione soltanto relativa del fatto che il richiedente non sia un minore e non osta a che l'autorità accertante decida sulla domanda di protezione internazionale.

5.  Il rifiuto della visita medica da parte del minore non accompagnato o del suo tutore può essere considerato una presunzione soltanto relativa del fatto che il richiedente non sia un minore e non deve essere la sola ragione per respingere una domanda di protezione internazionale.

Emendamento    168

Proposta di regolamento

Articolo 24 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Ciascuno Stato membro riconosce la decisione sull'accertamento dell'età assunta da un altro Stato membro alla luce di una visita medica effettuata a norma del presente articolo e basata su metodi riconosciuti dal proprio diritto nazionale.

6.  Ciascuno Stato membro riconosce la decisione sull'accertamento dell'età assunta da un altro Stato membro se le valutazioni sono svolte nel rispetto delle norme internazionali.

Emendamento    169

Proposta di regolamento

Articolo 25 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Si ha domanda di protezione internazionale quando il cittadino di paese terzo o l'apolide manifesta la volontà di ottenere protezione internazionale agli agenti dell'autorità accertante o di altra autorità di cui all'articolo 5, paragrafo 3 o 4.

Una domanda di protezione internazionale si considera presentata quando il cittadino di paese terzo o l'apolide manifesta la volontà di ottenere protezione internazionale agli agenti dell'autorità accertante o di altra autorità di cui all'articolo 5.

Emendamento    170

Proposta di regolamento

Articolo 26 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  informa il richiedente dei suoi diritti e obblighi, previsti in particolare agli articoli 27, 28 e 31 per quanto riguarda la registrazione e la presentazione della domanda, all'articolo 7 per quanto riguarda gli obblighi che gl'incombono e le conseguenze dell'inosservanza, all'articolo 9 per quanto riguarda il diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro competente, all'articolo 8, per quanto riguarda le garanzie generali applicabili;

(a)  informa il richiedente in una lingua che comprende dei suoi diritti e obblighi, previsti in particolare agli articoli 27, 28 e 31 per quanto riguarda la registrazione e la presentazione della domanda, all'articolo 7 per quanto riguarda gli obblighi che gl'incombono e le conseguenze dell'inosservanza, all'articolo 9 per quanto riguarda il diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro competente, all'articolo 8, per quanto riguarda le garanzie generali applicabili;

Emendamento    171

Proposta di regolamento

Articolo 26 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La Commissione può precisare con atti di esecuzione il contenuto delle informazioni che devono essere comunicate al richiedente all'atto della domanda. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 58.

2.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati in conformità dell'articolo 59 specificando il contenuto delle informazioni che devono essere comunicate al richiedente all'atto della domanda.

Motivazione

La comunicazione di informazioni ai richiedenti è un loro diritto procedurale fondamentale. Data la loro importanza, occorre che i colegislatori concordino sugli atti che disciplinano in ulteriore dettaglio le informazioni che devono essere fornite ai richiedenti. Tenuto conto di ciò, in tali circostanze possono essere utilizzati soltanto atti delegati.

Emendamento    172

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  nome e cognome, data di nascita, genere, cittadinanza e altri dati personali del richiedente;

(a)  nome e cognome, data di nascita, genere e cittadinanza o stato di apolide del richiedente;

Emendamento    173

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  tipo e numero del documento d'identità o di viaggio del richiedente, se disponibile;

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    174

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

1 bis.  Se una persona afferma di non avere una cittadinanza, tale fatto deve essere chiaramente registrato in attesa di determinare pienamente se la persona è apolide, parallelamente o a seguito dell'esame della domanda di protezione internazionale. Tale determinazione è effettuata fatto salvo il primato dello status di protezione internazionale e nel pieno rispetto del principio di riservatezza.

Emendamento    175

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Ove risulti difficile all'atto pratico registrare la domanda entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è stata fatta a causa delle domande di protezione internazionale presentate simultaneamente da un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi, l'autorità dello Stato membro può prorogare il termine a dieci giorni lavorativi.

3.  Ove risulti difficile all'atto pratico registrare la domanda entro tre giorni lavorativi dalla data in cui è stata fatta a causa delle domande di protezione internazionale presentate simultaneamente da un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi, l'autorità dello Stato membro può prorogare il termine a sette giorni lavorativi.

Emendamento    176

Proposta di regolamento

Articolo 27 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Le autorità competenti conservano ciascuna serie di dati di cui al paragrafo 1 e gli eventuali altri dati pertinenti rilevati a norma del paragrafo 2 per un periodo di dieci anni a decorrere dalla data della decisione definitiva. I dati sono cancellati allo scadere di detto periodo o, se riguardano una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

4.  Le autorità competenti conservano ciascuna serie di dati di cui al paragrafo 1 e gli eventuali altri dati pertinenti rilevati a norma del paragrafo 2 per un periodo di cinque anni a decorrere dalla data della decisione definitiva sulla domanda di protezione internazionale, anche dopo tutti i livelli d'impugnazione. I dati sono cancellati allo scadere di detto periodo o, se riguardano una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

Emendamento    177

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il richiedente formalizza la presentazione della domanda di protezione internazionale entro dieci giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata registrata, a condizione che entro tale termine gliene sia data la possibilità effettiva.

1.  Il richiedente formalizza la presentazione della domanda di protezione internazionale entro quindici giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui è stata registrata o al più tardi alla data dell'appuntamento fissato di cui al paragrafo 5, a condizione che entro tale termine gliene sia data la possibilità effettiva.

Emendamento    178

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'autorità competente a ricevere e registrare le domande di protezione internazionale dà al richiedente la possibilità effettiva di presentare la domanda entro il termine di cui al paragrafo 1.

2.  L'autorità competente a ricevere e registrare le domande di protezione internazionale dà al richiedente la possibilità effettiva di presentare la domanda entro il termine di cui al paragrafo 1. In conformità dell'articolo 14, paragrafo 1, il richiedente ha diritto all'assistenza e alla rappresentanza legali per preparare la presentazione della domanda ed è informato di tale diritto, compreso quello all'assistenza e alla rappresentanza legali gratuite, a seconda dei casi. Se è richiesta l'assistenza legale gratuita, il termine per la presentazione della domanda comincia a decorrere alla data della nomina di un avvocato.

Emendamento    179

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

All'atto della presentazione della domanda il richiedente è tenuto a addurre tutti gli elementi di cui all'articolo 4, paragrafo 1, del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) necessari per motivarla. Una volta presentata la domanda, il richiedente è autorizzato a trasmettere ulteriori elementi pertinenti al relativo esame, fino all'adozione di una decisione sulla domanda nel quadro della procedura amministrativa.

All'atto della presentazione della domanda il richiedente è tenuto a addurre tutti gli elementi in suo possesso di cui all'articolo 4, paragrafo 2, del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) necessari per motivarla. Coopera con l'autorità accertante e rimane a disposizione durante l'intera procedura. Una volta presentata la domanda, il richiedente è autorizzato a trasmettere ulteriori elementi pertinenti al relativo esame, fino all'adozione di una decisione sulla domanda nel quadro della procedura amministrativa.

Emendamento    180

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 4 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità competente a ricevere e registrare le domande di protezione internazionale informa il richiedente del fatto che, dopo l'adozione della decisione sulla domanda, potrà addurre soltanto elementi nuovi rilevanti ai fini del relativo esame, dei quali non poteva essere a conoscenza in una fase precedente o che attengono a un mutamento della sua situazione.

L'autorità competente a ricevere e registrare le domande di protezione internazionale informa il richiedente del fatto che, dopo l'adozione della decisione sulla domanda, potrà addurre soltanto elementi nuovi rilevanti ai fini del relativo esame o che attengono a un mutamento della sua situazione.

Emendamento    181

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Le domande di protezione internazionale sono presentate di persona e in un luogo designato. A tal fine, alla registrazione della domanda è fissato al richiedente un appuntamento con l'autorità competente per la presentazione della domanda.

5.  Le domande di protezione internazionale sono presentate di persona e in un luogo designato. A tal fine, alla registrazione della domanda è fissato al richiedente un appuntamento con l'autorità competente per la presentazione della domanda. La data di tale appuntamento è fissata non prima di quindici giorni lavorativi a decorrere dalla data in cui la domanda è stata registrata, a meno che il richiedente non dia il suo consenso dopo aver ricevuto adeguate informazioni sull'obbligo di presentare la domanda e sul diritto all'assistenza e alla rappresentanza legali.

Emendamento    182

Proposta di regolamento

Articolo 28 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  L'autorità competente conserva i dati di cui al paragrafo 4 per dieci anni a decorrere dalla data della decisione definitiva. I dati sono cancellati allo scadere di detto periodo o, se riguardano una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

6.  L'autorità competente conserva i dati di cui al paragrafo 4 per cinque anni a decorrere dalla data della decisione definitiva sulla domanda di protezione internazionale, inclusi tutti i livelli d'impugnazione. I dati sono cancellati allo scadere di detto periodo o, se riguardano una persona che prima di tale scadenza ha acquistato la cittadinanza di uno Stato membro, non appena questo fatto giunge a conoscenza dello Stato membro.

Emendamento    183

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Le autorità dello Stato membro in cui il richiedente chiede protezione internazionale gli rimettono, alla registrazione della domanda, un documento attestante in particolare che ha fatto domanda e che può rimanere nel territorio dello Stato membro per formalizzarne la presentazione conformemente al presente regolamento.

1.  Le autorità dello Stato membro in cui il richiedente chiede protezione internazionale gli rimettono, alla registrazione della domanda, un documento a suo nome che:

Emendamento    184

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 2 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le autorità dello Stato membro in cui è presentata la domanda rimettono al richiedente, entro il termine di tre giorni lavorativi dalla formalizzazione, un documento a suo nome che:

soppresso

Emendamento    185

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 2 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  attesta che il richiedente ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro, precisando se è libero di muoversi in tutto il territorio o in una data area geografica;

(d)  attesta che il richiedente ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro affinché la sua domanda sia presentata ed esaminata come previsto dal presente regolamento, precisando se è libero di muoversi in tutto il territorio o in una data area geografica;

Emendamento    186

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  indica se il richiedente è autorizzato a svolgere un'attività lavorativa lucrativa.

soppresso

Emendamento    187

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Se, a conclusione della procedura di determinazione a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), un altro Stato membro è designato competente per l'esame della domanda, le autorità di tale Stato membro rimettono al richiedente il documento previsto al paragrafo 2 entro tre giorni lavorativi dalla data del suo trasferimento in tale Stato membro.

3.  Se, a conclusione della procedura di determinazione a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), un altro Stato membro è designato competente per l'esame della domanda, le autorità di tale Stato membro rimettono al richiedente il documento previsto al paragrafo 1 entro tre giorni lavorativi dalla data del suo trasferimento in tale Stato membro.

Emendamento    188

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  L'autorità accertante aggiorna il documento di cui al paragrafo 1 del presente articolo per certificare che è stata presentata una domanda a norma dell'articolo 28. Il documento indica la data a decorrere dalla quale il richiedente è autorizzato a svolgere un'attività lavorativa lucrativa.

Emendamento    189

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 4 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

Il documento previsto al paragrafo 2 è valido per un periodo di sei mesi ed è rinnovato secondo necessità in modo da restare valido per il periodo in cui il richiedente ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro competente.

Il documento previsto al paragrafo 1 è valido per un periodo di sei mesi ed è rinnovato automaticamente se non è stata ancora adottata una decisione definitiva sulla domanda di protezione internazionale, facendo in modo che resti valido per il periodo in cui il richiedente ha diritto di rimanere nel territorio dello Stato membro competente.

Emendamento    190

Proposta di regolamento

Articolo 29 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  La Commissione può precisare con atti di esecuzione la forma e il contenuto dei documenti che devono essere rimessi ai richiedenti alla registrazione e alla presentazione della domanda. Tali atti di esecuzione sono adottati secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 58.

5.  La Commissione precisa mediante un atto di esecuzione la forma e il contenuto del documento che deve essere rimesso ai richiedenti alla registrazione della domanda. Tale atto di esecuzione è adottato secondo la procedura d'esame di cui all'articolo 58.

Emendamento    191

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Qualora vi sia motivo di credere che cittadini di paesi terzi o apolidi nei centri di trattenimento o ai valichi di frontiera alle frontiere esterne, comprese le zone di transito, possano necessitare di protezione internazionale, le autorità competenti li informano della possibilità di chiedere protezione, in particolare quando:

1.  Le autorità competenti informano tutti i cittadini di paesi terzi o apolidi nei centri di trattenimento o ai valichi di frontiera alle frontiere esterne, comprese le zone di transito, della possibilità di chiedere protezione, in particolare quando:

Emendamento    192

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  è probabile che si tratti di un minore non accompagnato;

soppresso

Emendamento    193

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 1 – lettera a bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(a bis)  è probabile che la persona necessiti di garanzie procedurali specifiche ai sensi degli articoli 19 e 20;

Emendamento    194

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  segni evidenti indicano che la persona è affetta da disturbi mentali o di altro tipo che le impediscono di valutare la necessità di protezione internazionale;

soppresso

Emendamento    195

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Le autorità competenti provvedono a mettere a disposizione servizi di interpretazione per agevolare l'accesso alla procedura di protezione internazionale.

2.  Le autorità competenti provvedono a mettere a disposizione servizi di interpretazione e, qualora sia necessario e opportuno, di mediazione culturale per agevolare l'accesso alla procedura di protezione internazionale. Inoltre le autorità competenti prendono le misure necessarie per fornire ai minori alternative alla detenzione.

Emendamento    196

Proposta di regolamento

Articolo 30 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Gli Stati membri possono limitare l'accesso laddove necessario, a norma del diritto nazionale, per la sicurezza, l'ordine pubblico o la gestione amministrativa del valico o del centro di trattenimento, purché l'accesso non risulti seriamente limitato o non sia reso impossibile.

Gli Stati membri possono limitare l'accesso laddove necessario, a norma del diritto nazionale, per la sicurezza o l'ordine pubblico del valico o del centro di trattenimento, purché l'accesso non risulti seriamente limitato o non sia reso impossibile.

Emendamento    197

Proposta di regolamento

Articolo 31 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Domanda a nome del coniuge, partner, minore o adulto dipendente

Domanda a nome del minore o adulto dipendente

Emendamento    198

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il richiedente può presentare domanda a nome del coniuge o del partner con cui ha una relazione stabile e durevole, di minori o di adulti dipendenti incapaci di agire.

1.  Il richiedente può presentare domanda a nome di minori o di adulti dipendenti incapaci di agire.

Emendamento    199

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Il coniuge o partner di cui al paragrafo 1 è informato in privato delle conseguenze procedurali del fatto che la domanda sia presentata a suo nome e del diritto di chiedere protezione internazionale con domanda separata. Al coniuge o partner che non acconsente a che sia presentata domanda a suo nome è data la possibilità di presentarla per proprio conto.

soppresso

Emendamento    200

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Se il richiedente non presenta domanda a nome del coniuge o del partner di cui al paragrafo 1 entro il termine di dieci giorni lavorativi previsto all'articolo 28, paragrafo 1, è data al coniuge o partner la possibilità di presentare domanda per proprio conto entro un ulteriore termine di dieci giorni lavorativi a decorrere dalla scadenza del primo termine di dieci giorni lavorativi. Se il coniuge o partner non presenta domanda entro detto ulteriore termine di dieci giorni lavorativi, la domanda è respinta considerando che vi abbia rinunciato secondo la procedura prevista all'articolo 39.

soppresso

Emendamento    201

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Se il richiedente non presenta domanda a nome dell'adulto dipendente di cui al paragrafo 1 entro il termine di dieci giorni lavorativi previsto all'articolo 28, paragrafo 1, l'autorità accertante presenta domanda a nome dell'adulto dipendente se, alla luce di una valutazione specifica della sua situazione personale, ritiene che possa necessitare di protezione internazionale.

4.  Se il richiedente non presenta domanda a nome dell'adulto dipendente di cui al paragrafo 1 entro il termine di quindici giorni lavorativi previsto all'articolo 28, paragrafo 1, l'autorità accertante presenta domanda a nome dell'adulto dipendente se, alla luce di una valutazione specifica della sua situazione personale, ritiene che possa necessitare di protezione internazionale.

Emendamento    202

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Se una persona ha presentato domanda a nome del coniuge o del partner con cui ha una relazione stabile e durevole o di un adulto dipendente incapace di agire, è data a ciascuna di tali persone la possibilità di sostenere un colloquio personale.

5.  Se una persona ha presentato domanda a nome di un adulto dipendente incapace di agire, è data a tale persona la possibilità di sostenere un colloquio personale.

Emendamento    203

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Il minore ha il diritto di presentare domanda per proprio conto, se ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, oppure, nel caso di minore accompagnato, per il tramite di un adulto responsabile per lui secondo la legge o la prassi dello Stato membro interessato, compresi i genitori o altra persona che lo accudisce per legge o per consuetudine, o per il tramite di un familiare adulto o ancora, nel caso di minore non accompagnato, per il tramite di un tutore.

6.  Il minore ha il diritto di presentare domanda per proprio conto, se ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, oppure, nel caso di minore accompagnato, per il tramite di un adulto ritenuto responsabile per lui secondo la legge o la prassi dello Stato membro interessato, compresi i genitori, i servizi di protezione dei minori o altra persona che lo accudisce per legge, o per il tramite di un familiare adulto o ancora, nel caso di minore non accompagnato, per il tramite di un tutore.

Emendamento    204

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 8

Testo della Commissione

Emendamento

8.  Se l'adulto responsabile del minore accompagnato non fa domanda per sé, il minore accompagnato riceve, quando manifesta la volontà di chiedere protezione internazionale, informazioni chiare sulla possibilità di presentare domanda per proprio conto e sulla relativa procedura.

8.  Se l'adulto responsabile del minore accompagnato non fa domanda per sé, le autorità competenti informano il minore accompagnato, in modo adatto ai minori e in una lingua che comprende, della possibilità di presentare domanda per proprio conto e sulla relativa procedura e offrono al minore accompagnato la possibilità effettiva di farlo, se ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato. Se il minore non presenta la domanda entro il termine di quindici giorni lavorativi o non ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, l'autorità accertante agisce a nome del minore, tenendo in debito conto le sue opinioni e dopo aver chiesto alle autorità competenti di effettuare una valutazione dell'interesse superiore del minore.

Emendamento    205

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 9

Testo della Commissione

Emendamento

9.  Se l'adulto responsabile del minore accompagnato non presenta domanda a nome del minore entro il termine di dieci giorni lavorativi previsto all'articolo 28, paragrafo 1, il minore è informato della possibilità di presentare domanda per proprio conto e, se ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, questa possibilità gli è data entro un ulteriore termine di dieci giorni lavorativi a decorrere dalla scadenza del primo termine di dieci giorni lavorativi. Se il minore non presenta domanda per proprio conto entro detto ulteriore termine di dieci giorni lavorativi, la domanda è respinta considerando che vi abbia rinunciato secondo la procedura prevista all'articolo 39.

9.  Se l'adulto responsabile del minore accompagnato non presenta domanda a nome del minore entro il termine di quindici giorni lavorativi previsto all'articolo 28, paragrafo 1, il minore è informato, in modo adatto ai minori e in una lingua che comprende, della possibilità di presentare domanda per proprio conto e della relativa procedura e, se ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, questa possibilità effettiva gli è data entro un ulteriore termine di quindici giorni lavorativi a decorrere dalla scadenza del primo termine di quindici giorni lavorativi. Se il minore non ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato, l'autorità accertante agisce a nome del minore con il supporto delle autorità per la protezione dei minori. L'autorità accertante presenta domanda a nome del minore non accompagnato se, alla luce di una valutazione della suo interesse superiore, ritiene che necessiti di protezione internazionale.

Emendamento    206

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 9 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

9 bis.  Se l'adulto responsabile non presenta domanda a nome del minore, il minore accompagnato non presenta domanda a suo nome o se l'autorità accertante agisce in nome e per conto del minore e, a seguito della valutazione dell'interesse superiore del minore, ritiene che ciò non sia nell'interesse superiore del minore, l'autorità accertante prende le misure necessarie in conformità del diritto interno per garantire che l'interesse superiore del minore sia garantito.

Emendamento    207

Proposta di regolamento

Articolo 31 – paragrafo 10

Testo della Commissione

Emendamento

10.  Per decidere sull'ammissibilità della domanda separata presentata da un coniuge, partner o minore a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera d), la domanda di protezione internazionale è sottoposta a esame preliminare per accertare se i fatti che circondano la situazione del coniuge, del partner o del minore giustifichino una domanda separata.

soppresso

Se giustificata dai fatti che circondano la situazione del coniuge, del partner o del minore, la domanda separata è sottoposta a ulteriore esame ai fini della decisione sul merito. In caso contrario, la domanda separata è respinta per inammissibilità, senza che questo pregiudichi il regolare esame dell'eventuale domanda presentata a nome del coniuge, del partner o del minore.

 

Emendamento    208

Proposta di regolamento

Articolo 32 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il minore non accompagnato che ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato presenta domanda per proprio conto oppure il tutore la presenta a suo nome. Il tutore assiste il minore non accompagnato e lo informa adeguatamente delle modalità e della sede in cui presentare la domanda.

1.  Il minore non accompagnato che ha la capacità di agire in giudizio ai sensi del diritto nazionale dello Stato membro interessato presenta domanda per proprio conto oppure il tutore la presenta a suo nome. Fatto salvo il diritto del minore non accompagnato all'assistenza e alla rappresentanza legali in conformità degli articoli 14 e 15, il tutore assiste il minore non accompagnato e lo informa adeguatamente delle modalità e della sede in cui presentare la domanda

Emendamento    209

Proposta di regolamento

Articolo 32 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Per il minore non accompagnato il termine di dieci giorni lavorativi per la presentazione della domanda previsto all'articolo 28, paragrafo 1, decorre dalla data in cui il tutore è nominato e ha incontrato il minore. Se il tutore non presenta domanda a nome del minore non accompagnato entro detto termine di dieci giorni lavorativi, l'autorità accertante presenta domanda a nome del minore non accompagnato se, alla luce di una valutazione specifica della sua situazione personale, ritiene che possa necessitare di protezione internazionale.

2.  Per il minore non accompagnato il termine di quindici giorni lavorativi per la presentazione della domanda previsto all'articolo 28, paragrafo 1, decorre dalla data in cui il tutore è nominato e ha incontrato il minore. Se il tutore non presenta domanda a nome del minore non accompagnato entro detto termine di quindici giorni lavorativi, l'autorità accertante agisce secondo la procedura di cui all'articolo 31, paragrafi 9 e 9 bis.

Emendamento    210

Proposta di regolamento

Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  tutte le informazioni d'interesse, accurate e aggiornate sulla situazione regnante nel paese d'origine del richiedente alla data della decisione sulla domanda, comprese le disposizioni legislative e regolamentari ivi vigenti e le relative modalità di applicazione, così come qualsiasi altra informazione d'interesse raccolta presso l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, le organizzazioni internazionali per i diritti umani o altra fonte;

(b)  tutte le informazioni d'interesse, accurate e aggiornate sulla situazione regnante nel paese d'origine del richiedente alla data della decisione sulla domanda, comprese le disposizioni legislative e regolamentari ivi vigenti e le relative modalità di applicazione, così come qualsiasi altra informazione d'interesse raccolta presso l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, le organizzazioni internazionali per i diritti umani, comprese le organizzazioni per i diritti dei minori, o altra fonte;

Emendamento    211

Proposta di regolamento

Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  eventualità che le attività svolte dal richiedente dopo aver lasciato il paese di origine abbiano mirato esclusivamente o principalmente a creare le condizioni necessarie per chiedere protezione internazionale, al fine di stabilire se dette attività espongano il richiedente a persecuzione o a danno grave in caso di rientro nel paese;

soppresso

Emendamento    212

Proposta di regolamento

Articolo 33 – paragrafo 2 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  eventualità che ci si possa ragionevolmente attendere dal richiedente un ricorso alla protezione di un altro paese di cui potrebbe dichiararsi cittadino.

soppresso

Emendamento    213

Proposta di regolamento

Articolo 33 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il personale incaricato di esaminare le domande e decidere in merito ha una conoscenza sufficiente dei criteri applicabili in materia di asilo e di diritto dei rifugiati. Ha la possibilità di consultare esperti, laddove necessario, su aspetti particolari come quelli d'ordine medico, culturale, religioso, di genere o inerenti ai minori. Ove necessario può sottoporre richieste all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo conformemente all'articolo 9, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo).

3.  Il personale incaricato di esaminare le domande e decidere in merito ha una conoscenza sufficiente dei criteri applicabili in materia di asilo e di diritto dei rifugiati e ha completato la formazione necessaria di cui all'articolo 7 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo). Ha la possibilità di consultare esperti, laddove necessario, su aspetti particolari come quelli d'ordine medico, culturale, religioso, di salute mentale, di genere o inerenti ai minori Ove necessario può sottoporre richieste all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo conformemente all'articolo 9, paragrafo 2, lettera b), del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo).

Emendamento    214

Proposta di regolamento

Articolo 33 – paragrafo 5 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il richiedente abbia esigenze di accoglienza particolari ai sensi dell'articolo 20 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza) o necessiti di garanzie procedurali particolari, specialmente se si tratta di minore non accompagnato.

(b)  il richiedente abbia esigenze specifiche di accoglienza ai sensi dell'articolo 20 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza) o necessiti delle garanzie procedurali specifiche di cui agli articoli da 19 a 22 del presente regolamento, specialmente se si tratta di minore non accompagnato.

Emendamento    215

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 1 – comma 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'esame atto a stabilire l'ammissibilità della domanda a norma dell'articolo 36,paragrafo 1, non richiede più di un mese a contare dalla presentazione della domanda.

Se del caso, l'esame atto a stabilire l'ammissibilità della domanda a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, non richiede più di un mese a contare dalla presentazione della domanda. Se l'autorità accertante non stabilisce l'ammissibilità di una domanda entro un mese dalla sua presentazione, prosegue con l'esame della stessa in conformità dei paragrafi 2 e 3 e dell'articolo 37. L'autorità accertante ne dà comunicazione al richiedente.

Emendamento    216

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il termine fissato per detto esame è di dieci giorni lavorativi quando, a norma dell'articolo 3, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), lo Stato membro della prima domanda applica il concetto di primo paese di asilo o di paese terzo sicuro di cui all'articolo 36, paragrafo 1, lettere a) e b).

Il termine fissato per detto esame è di dieci giorni lavorativi quando lo Stato membro della prima domanda applica il concetto di primo paese di asilo o di paese terzo sicuro di cui all'articolo 36, paragrafo 1, lettere a) e b).

Emendamento    217

Proposta di regolamento

Articolo 34 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  L'autorità accertante può rimandare la conclusione della procedura d'esame se non è ragionevole attendersi che decida entro il termine previsto al paragrafo 2 o, per la procedura d'esame accelerata, all'articolo 40, paragrafo 4, a causa di una situazione d'incertezza nel paese di origine che si presume temporanea. In tali casi l'autorità accertante:

soppresso

(a)  riesamina la situazione del paese di origine almeno ogni due mesi;

 

(b)  comunica al richiedente, entro un termine ragionevole, le ragioni del rinvio.

 

Lo Stato membro informa entro un termine ragionevole la Commissione e l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo del rinvio delle procedure per il paese di origine in questione. In ogni caso l'autorità accertante conclude la procedura d'esame entro 15 mesi dalla presentazione della domanda.

 

Emendamento    218

Proposta di regolamento

Articolo 35 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  La decisione sulla domanda di protezione internazionale è resa per iscritto ed è comunicata al richiedente senza indebito ritardo in una lingua che comprende o che ragionevolmente si suppone a lui comprensibile.

1.  La decisione sulla domanda di protezione internazionale è resa per iscritto ed è comunicata al richiedente e al suo avvocato senza indebito ritardo, e comunque entro sette giorni dall'adozione della decisione, in una lingua che comprende.

Emendamento    219

Proposta di regolamento

Articolo 35 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Se la domanda è respinta per inammissibilità, per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente, la decisione ne indica i motivi in fatto e in diritto. Il richiedente è informato per iscritto dei mezzi d'impugnazione della decisione di rifiuto di riconoscimento della protezione internazionale, tranne se gli sono già stati comunicati altrimenti.

2.  Se la domanda è respinta per inammissibilità, per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, per ritiro esplicito o ritiro implicito, la decisione ne indica i motivi in fatto e in diritto. Il richiedente è informato per iscritto dei mezzi e dei termini temporali per l'impugnazione della decisione di rifiuto di riconoscimento della protezione internazionale.

Emendamento    220

Proposta di regolamento

Articolo 35 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  In caso di domanda presentata a nome del coniuge, del partner, di un minore o di un adulto dipendente incapace di agire e ogniqualvolta la domanda sia fondata sui medesimi motivi, l'autorità accertante può adottare un'unica decisione che contempli tutti i richiedenti, tranne qualora ciò comporti la divulgazione della situazione particolare di un richiedente che rischia di nuocere ai suoi interessi, in particolare nei casi di persecuzione per motivi di genere, orientamento sessuale, identità di genere o età. In tali casi nei confronti di quel richiedente è emessa una decisione separata.

3.  In caso di domanda presentata a nome di un minore o di un adulto dipendente incapace di agire e se tutte le domande sono fondate esattamente sui medesimi motivi, l'autorità accertante può adottare un'unica decisione che contempli tutti i richiedenti, tranne qualora ciò comporti la divulgazione della situazione particolare di un richiedente che rischia di nuocere ai suoi interessi, in particolare nei casi di persecuzione per motivi di genere, tratta di esseri umani, orientamento sessuale, identità di genere o età. In tali casi nei confronti di quel richiedente è emessa una decisione separata.

Emendamento    221

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'autorità accertante valuta l'ammissibilità della domanda conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II e respinge la domanda per inammissibilità in presenza di uno dei motivi seguenti:

1.  L'autorità accertante può valutare l'ammissibilità della domanda conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II e può respingere la domanda per inammissibilità in presenza di uno dei motivi seguenti:

Emendamento    222

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  la domanda è una domanda reiterata, qualora non siano emersi o non siano stati presentati dal richiedente nuovi elementi o risultanze rilevanti in relazione all'esame volto ad accertare se al richiedente possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale ai sensi del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) o in relazione al motivo di inammissibilità addotto in precedenza;

soppresso

Emendamento    223

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  il coniuge, il partner o il minore accompagnato presenta domanda dopo aver acconsentito a che fosse presentata una domanda a suo nome e i fatti che circondano la sua situazione non giustificano una domanda separata.

(d)  il minore accompagnato presenta domanda dopo aver acconsentito a che fosse presentata una domanda a suo nome a norma dell'articolo 31, paragrafo 6, e i fatti che circondano la sua situazione non giustificano una domanda separata.

Emendamento    224

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Il paragrafo 1, lettere a) e b), non si applica al beneficiario di protezione sussidiaria che è stato reinsediato con procedura accelerata a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento reinsediamento)36.

soppresso

__________________

 

37 GU L [...] del [...], pag. [...].

 

Emendamento    225

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Se il primo Stato membro nel quale è presentata domanda la considera ammissibile dopo averla esaminata a norma dell'articolo 3, paragrafo 3, lettera a), del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), lo Stato membro competente non è tenuto ad applicare nuovamente il paragrafo 1, lettere a) e b).

soppresso

Emendamento    226

Proposta di regolamento

Articolo 36 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  L'autorità accertante non è tenuta a pronunciarsi sull'ammissibilità della domanda se ritiene prima facie che possa essere respinta per manifesta infondatezza.

soppresso

Emendamento    227

Proposta di regolamento

Articolo 37 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'autorità accertante dichiara manifestamente infondata la domanda infondata nei casi di cui all'articolo 40, paragrafo 1, lettere a), b), c), d) ed e).

3.  L'autorità accertante può dichiarare manifestamente infondata la domanda infondata nei casi di cui all'articolo 40, paragrafo 1, lettere a), b), c), d) ed e).

Emendamento    228

Proposta di regolamento

Articolo 38 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Il richiedente può, di propria iniziativa, ritirare la domanda in qualsiasi momento della procedura.

1.  Il richiedente può, di propria iniziativa, ritirare la domanda in qualsiasi momento della procedura. L'autorità accertante garantisce che il richiedente comprenda tutte le conseguenze procedurali di tale ritiro.

Motivazione

È fondamentale che il richiedente comprenda le conseguenze (significative) di un ritiro esplicito della sua domanda.

Emendamento    229

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'autorità accertante respinge la domanda considerando che il richiedente vi abbia rinunciato quando:

1.  L'autorità accertante interrompe l'esame della domanda di protezione internazionale se:

Emendamento    230

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il coniuge, il partner o il minore non ha presentato domanda dopo che il richiedente ha omesso di presentarla a suo nome secondo il disposto dell'articolo 31, paragrafi 3 e 8;

soppresso

Emendamento    231

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  il richiedente rifiuta di collaborare, non comunicando le informazioni necessarie per l'esame della domanda e non fornendo le impronte digitali e l'immagine del volto, a norma dell'articolo 7, paragrafo 3;

(c)  il richiedente rifiuta di collaborare, non comunicando le informazioni di cui all'articolo 27, paragrafo 1, lettere a) e b), o non fornendo i propri dati biometrici, a norma dell'articolo 7, paragrafo 3;

Emendamento    232

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  il richiedente non è comparso al colloquio personale allorché vi era tenuto a norma degli articoli da 10 a 12;

(d)  il richiedente non è comparso in più occasioni al colloquio personale allorché vi era tenuto a norma degli articoli 10, 11 e 12, a meno che non possa dimostrare che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggono al suo controllo.

Emendamento    233

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  il richiedente ha abbandonato la residenza, senza informarne le autorità competenti o senza autorizzazione, secondo quanto previsto all'articolo 7, paragrafo 4;

soppresso

Emendamento    234

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  il richiedente ha violato più volte gli obblighi di comunicazione impostigli dall'articolo 7, paragrafo 5.

(f)  il richiedente ha violato più volte gli obblighi di comunicazione impostigli dall'articolo 7, paragrafo 5, a meno che non possa dimostrare che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggono al suo controllo.

Emendamento    235

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Nelle situazioni previste al paragrafo 1 l'autorità accertante sospende l'esame della domanda e invia al richiedente un avviso scritto alla residenza o domicilio di cui all'articolo 7, paragrafo 4, informandolo della sospensione e del fatto che, se non si metterà in contatto con l'autorità accertante entro un mese dalla data d'invio dell'avviso scritto, la domanda sarà respinta in via definitiva perché si considererà che vi abbia rinunciato.

2.  Nelle situazioni previste al paragrafo 1 l'autorità accertante sospende l'esame della domanda e invia al richiedente un avviso scritto alla residenza, al domicilio o all'indirizzo e-mail di cui all'articolo 7, paragrafo 4, informandolo della sospensione e del fatto che, se non rispetta gli obblighi di cui al paragrafo 1 entro due mesi dalla data d'invio dell'avviso scritto, la domanda sarà respinta in via definitiva per ritiro implicito. Se del caso, una copia è inviata al rappresentante legale.

Emendamento    236

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'autorità accertante riprende l'esame della domanda se entro detto periodo di un mese il richiedente si mette in contatto con essa e dimostra che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggono al suo controllo.

3.  L'autorità accertante riprende l'esame della domanda se entro detto periodo di due mesi il richiedente rispetta gli obblighi di cui al paragrafo 1. L'autorità accertante non riprende l'esame della domanda più di una volta conformemente al paragrafo 2, a meno che il richiedente non possa dimostrare che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggono al suo controllo. In caso contrario, la domanda è respinta per ritiro implicito.

Emendamento    237

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L'autorità accertante considera la domanda ritirata implicitamente se entro detto periodo di un mese il richiedente non si mette in contatto con essa e non dimostra che l'inosservanza degli obblighi è imputabile a circostanze che sfuggivano al suo controllo.

4.  L'autorità accertante respinge la domanda per ritiro implicito se entro detto periodo di due mesi il richiedente non si mette in contatto con essa.

Emendamento    238

Proposta di regolamento

Articolo 39 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Qualora la domanda sia ritirata implicitamente, l'autorità accertante decide se respingerla per rinuncia del richiedente oppure, se al momento del ritiro implicito ha già appurato che il richiedente non è ammissibile alla protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), per infondatezza.

5.  Qualora la domanda sia ritirata implicitamente, l'autorità accertante può decidere se respingerla, se al momento del ritiro implicito ha già appurato che il richiedente non è ammissibile alla protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), per infondatezza.

Emendamento    239

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente incoerenti e contraddittorie, palesemente false o evidentemente improbabili che contraddicono informazioni sufficientemente verificate sul paese di origine, rendendo così chiaramente non convincente la sua asserzione di avere diritto alla qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche);

(b)  il richiedente ha rilasciato dichiarazioni palesemente incoerenti e contraddittorie o palesemente false che contraddicono informazioni sufficientemente verificate sul paese di origine, rendendo così chiaramente non convincente la sua asserzione di avere diritto alla qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche);

Emendamento    240

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera d

Testo della Commissione

Emendamento

(d)  il richiedente fa domanda al solo scopo di ritardare o impedire l'esecuzione di una decisione anteriore o imminente che ne comporterebbe l'allontanamento dal territorio dello Stato membro;

(d)  il richiedente fa domanda intesa esclusivamente a ritardare, frustrare o impedire l'esecuzione di una decisione anteriore o imminente che ne comporterebbe l'allontanamento dal territorio dello Stato membro;

Emendamento    241

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  un paese terzo può essere considerato per il richiedente paese di origine sicuro ai sensi del presente regolamento;

(e)  un paese terzo può essere considerato per il richiedente paese di origine sicuro ai sensi del presente regolamento, a condizione che possa essere offerto un sostegno adeguato ai fini dell'articolo 19 nell'ambito di tale procedura;

Emendamento    242

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera f

Testo della Commissione

Emendamento

(f)  il richiedente può, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico degli Stati membri;

(f)  il richiedente può, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico degli Stati membri sulla base della procedura di cui all'articolo XXX del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino);

Emendamento    243

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 1 – lettera g

Testo della Commissione

Emendamento

(g)  il richiedente non ottempera agli obblighi impostigli dall'articolo 4, paragrafo 1, e dall'articolo 20, paragrafo 3, del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Dublino), a meno che dimostri che l'inosservanza è imputabile a circostanze che sfuggono al suo controllo;

soppressa

Emendamento    244

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – lettera h

Testo della Commissione

Emendamento

(h)  la domanda è una domanda reiterata, laddove la domanda sia così manifestamente insussistente o impropria da non avere prospettive concrete di successo.

soppressa

Emendamento    245

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L'autorità accertante può continuare l'esame nel merito a norma degli articoli 34 e 37 qualora ritenga che la domanda comporti questioni in fatto o in diritto complesse da esaminare con procedura accelerata. In tal caso o laddove risulti altrimenti impossibile decidere entro i termini previsti al paragrafo 2, il richiedente è informato del cambio di procedura.

4.  L'autorità accertante continua l'esame nel merito a norma degli articoli 34 e 37 qualora ritenga che la domanda comporti questioni in fatto o in diritto troppo complesse per essere esaminate con procedura accelerata o laddove risulti impossibile decidere entro il termine di cui al paragrafo 2 del presente articolo. In tal caso, il richiedente è informato del cambio di procedura.

Emendamento    246

Proposta di regolamento

Articolo 40 – paragrafo 5 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  il richiedente proviene da un paese terzo considerato paese di origine sicuro in base alle condizioni previste all'articolo 47;

soppressa

Emendamento    247

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  L'autorità accertante può, conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II, decidere su una domanda alla frontiera o in una zona di transito dello Stato membro limitatamente:

1.  L'autorità accertante può decidere su una domanda alla frontiera o in una zona di transito dello Stato membro conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II. Tale decisione è limitata:

Emendamento    248

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  all'ammissibilità della domanda fatta in tale luogo a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, oppure

(a)  all'ammissibilità della domanda fatta in tale luogo a norma dell'articolo 36, oppure

Emendamento    249

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Se l'arrivo di un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi che presentano domanda di protezione internazionale alla frontiera o in una zona di transito rende difficile all'atto pratico applicare il paragrafo 1 in loco, la procedura di frontiera può essere applicata anche nelle immediate vicinanze della frontiera o della zona di transito.

4.  Se l'arrivo di un numero sproporzionato di cittadini di paesi terzi o apolidi che presentano domanda di protezione internazionale alla frontiera o in una zona di transito rende difficile all'atto pratico applicare il paragrafo 1 in loco, la procedura di frontiera può essere applicata anche nelle immediate vicinanze della frontiera o della zona di transito. Anche in queste circostanze si applicano i tempi di cui al paragrafo 2.

Emendamento    250

Proposta di regolamento

Articolo 41 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  La procedura di frontiera può essere applicata ai minori non accompagnati, conformemente agli articoli da 8 a 11 della direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza), soltanto se:

5.  La procedura di frontiera può essere applicata ai minori solo qualora vi sia un'alternativa valida alla detenzione del minore. La procedura di frontiera non si applica ai minori non accompagnati, conformemente alla direttiva (UE) XXX/XXX (direttiva accoglienza).

(a)  il richiedente proviene da un paese terzo considerato paese di origine sicuro in base alle condizioni previste all'articolo 47;

 

(b)  il richiedente può, per gravi ragioni, essere considerato un pericolo per la sicurezza nazionale o l'ordine pubblico dello Stato membro o il richiedente è stato espulso con efficacia esecutiva per gravi motivi di sicurezza o di ordine pubblico a norma del diritto nazionale;

 

(c)  sussistono fondati motivi per considerare che un dato paese terzo sia un paese terzo sicuro per il richiedente in base alle condizioni previste all'articolo 45;

 

(d)  il richiedente ha indotto in errore le autorità presentando informazioni o documenti falsi od omettendo informazioni pertinenti o documenti relativi alla sua identità o alla sua cittadinanza che avrebbero potuto influenzare la decisione negativamente.

 

Si applica la lettera d) soltanto se sussistono gravi motivi per ritenere che il richiedente stia tentando di nascondere pertinenti elementi che condurrebbero probabilmente a una decisione di rifiuto della protezione internazionale e purché il richiedente abbia avuto la possibilità effettiva di giustificare in modo circostanziato il suo operato.

 

Emendamento    251

Proposta di regolamento

Articolo 42 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'autorità accertante sottopone la domanda reiterata a esame preliminare per stabilire se siano emersi o siano stati presentati dal richiedente nuovi elementi o risultanze rilevanti che aumentano in modo significativo la probabilità che al richiedente possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) o che attengono ai motivi per i quali la domanda precedente è stata respinta per inammissibilità.

2.  L'autorità accertante sottopone la domanda reiterata a esame preliminare per stabilire se siano emersi o siano stati presentati dal richiedente nuovi elementi o risultanze rilevanti che aumentano la probabilità che al richiedente possa essere attribuita la qualifica di beneficiario di protezione internazionale a norma del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche) o che attengono ai motivi per i quali la domanda precedente è stata respinta.

Emendamento    252

Proposta di regolamento

Articolo 42 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'esame preliminare implica il deposito di una memoria scritta e un colloquio personale conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II. Si può prescindere dal colloquio personale quando dalla memoria scritta risulta chiaro che la domanda non implica nuovi elementi o risultanze rilevanti o che è manifestamente insussistente e non ha prospettive concrete di successo.

3.  L'esame preliminare implica il deposito di una memoria scritta e un colloquio personale conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II. Si può prescindere dal colloquio personale quando dalla memoria scritta risulta chiaro che la domanda non implica nuovi elementi o risultanze rilevanti o che è insussistente e non ha prospettive concrete di successo.

Emendamento    253

Proposta di regolamento

Articolo 42 – paragrafo 4 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  sono emersi o sono stati presentati dal richiedente i nuovi elementi o risultanze rilevanti di cui al paragrafo 2;

(Non concerne la versione italiana)  

Emendamento    254

Proposta di regolamento

Articolo 42 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  In assenza dei presupposti per l'avvio di una nuova procedura previsti al paragrafo 4, l'autorità accertante respinge la domanda per inammissibilità o, laddove la domanda sia così manifestamente insussistente o impropria da non avere prospettive concrete di successo, per manifesta infondatezza.

5.  In assenza dei presupposti per l'avvio di una nuova procedura previsti al paragrafo 4, l'autorità accertante respinge la domanda per infondatezza o, laddove la domanda sia insussistente o impropria e da non avere prospettive concrete di successo, per manifesta infondatezza.

Emendamento    255

Proposta di regolamento

Articolo 43 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Fatto salvo il principio di "non respingimento" (non-refoulement), gli Stati membri possono prevedere un'eccezione al diritto di rimanere nel loro territorio, derogando all'articolo 54, paragrafo 1, quando:

Fatto salvo il principio di "non respingimento" (non-refoulement), gli Stati membri possono prevedere un'eccezione al diritto di rimanere nel loro territorio, quando:

Emendamento    256

Proposta di regolamento

Articolo 43 – paragrafo 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  l'autorità accertante ha respinto la domanda reiterata per inammissibilità o per manifesta infondatezza;

(a)  l'autorità accertante ha respinto la domanda reiterata per manifesta infondatezza;

Emendamento    257

Proposta di regolamento

Articolo 43 – paragrafo 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  in un qualsiasi Stato membro è fatta una seconda o ulteriore domanda reiterata dopo l'adozione di una decisione definitiva che ha respinto la domanda reiterata precedente per inammissibilità, per infondatezza o per manifesta infondatezza.

(b)  in un qualsiasi Stato membro è fatta una seconda o ulteriore domanda reiterata dopo l'adozione di una decisione definitiva che ha respinto la domanda reiterata precedente per infondatezza o per manifesta infondatezza.

Emendamento    258

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un paese terzo è considerato primo paese di asilo per il richiedente quando:

1.  Qualora un'autorità accertante applichi la procedura di ammissibilità in conformità con l'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), un paese terzo è considerato primo paese di asilo per il richiedente quando il richiedente è stato riconosciuto nel paese come rifugiato e vi abbia goduto di effettiva protezione in virtù della convenzione di Ginevra prima di entrare nell'Unione e può ancora avvalersi di tale protezione.

(a)  il richiedente vi ha goduto di protezione in virtù della convenzione di Ginevra prima di entrare nell'Unione e può ancora avvalersi di tale protezione, oppure

 

(b)  il richiedente vi ha goduto altrimenti di protezione sufficiente prima di entrare nell'Unione e può ancora avvalersi di tale protezione.

 

Emendamento    259

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  L'autorità accertante considera che il richiedente goda di protezione sufficiente a norma del paragrafo 1, lettera b), se è appurato che:

soppresso

(a)  non sussistono minacce alla sua vita ed alla sua libertà per ragioni di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un determinato gruppo sociale;

 

(b)  non sussiste il rischio di danno grave quale definito nel regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche);

 

(c)  è rispettato il principio di non-refoulement conformemente alla convenzione di Ginevra;

 

(d)  è osservato il divieto di allontanamento in violazione del diritto di non subire torture né trattamenti crudeli, inumani o degradanti sancito dal diritto internazionale;

 

(e)  vige il diritto di soggiorno legale;

 

(f)  è assicurato un accesso adeguato al mercato del lavoro, alle strutture di accoglienza, all'assistenza sanitaria e all'istruzione;

 

(g)  vige un diritto al ricongiungimento familiare conforme alle norme internazionali sui diritti umani.

 

Emendamento    260

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Prima che la domanda possa essere respinta per inammissibilità a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera a), il richiedente ha facoltà, alla presentazione della domanda e durante il colloquio sull'ammissibilità, di contestare l'applicazione del concetto di primo paese di asilo alla luce della sua situazione particolare.

3.  Il richiedente ha facoltà di contestare l'applicazione del concetto di primo paese di asilo alla luce della sua situazione particolare in ogni fase della procedura.

Emendamento    261

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Il concetto di primo paese di asilo può essere applicato ai minori non accompagnati soltanto se le autorità degli Stati membri hanno preliminarmente ricevuto dalle autorità del paese terzo la garanzia che prenderanno in carico il minore non accompagnato e che questi godrà immediatamente di una delle forme di protezione di cui al paragrafo 1.

4.  Il concetto di primo paese di asilo non si applica ai minori non accompagnati a meno che non sia accertato che sia nell'interesse superiore del minore e se le autorità degli Stati membri hanno preliminarmente ricevuto dalle autorità del paese terzo la garanzia che prenderanno in carico il minore non accompagnato e che questi godrà immediatamente di una delle forme di protezione di cui al paragrafo 1.

Emendamento    262

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 5 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  ne informa il richiedente;

(a)  ne informa il richiedente per iscritto;

Emendamento    263

Proposta di regolamento

Articolo 44 – paragrafo 6

Testo della Commissione

Emendamento

6.  Se il paese terzo non ammette né riammette il richiedente nel proprio territorio, l'autorità accertante revoca la decisione che respinge la domanda per inammissibilità e apre l'accesso alla procedura conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II e al capo III, sezione I.

6.  Se il paese terzo non riammette il richiedente nel proprio territorio, l'autorità accertante revoca la decisione che respinge la domanda per inammissibilità e apre l'accesso alla procedura conformemente ai principi fondamentali e alle garanzie previsti al capo II e al capo III, sezione I.

Emendamento    264

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

Un paese terzo è designato paese terzo sicuro se:

Qualora applichi la procedura di ammissibilità in conformità con l'articolo 36, paragrafo 1, lettera b), un'autorità accertante può applicare il concetto di paese terzo sicuro solo se ha appurato che il richiedente sarà trattato in base ai seguenti criteri:

Emendamento    265

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  non sussistono minacce alla sua vita ed alla sua libertà per ragioni di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un determinato gruppo sociale;

(a)  non sussistono minacce alla sua vita ed alla sua libertà per ragioni di razza, religione, nazionalità, opinioni politiche o appartenenza a un determinato gruppo sociale e non viene privato della libertà senza un debito processo;

Emendamento    266

Proposta di regolamento

Articolo 1 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera c bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(c bis)  non sussiste alcun rischio reale che il richiedente sia trasferito dallo Stato terzo in un altro Stato in cui non riceva protezione effettiva o corra il rischio di essere trasferito da tale Stato in qualsiasi altro Stato dove tale protezione non sarebbe disponibile;

Emendamento    267

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e

Testo della Commissione

Emendamento

(e)  esiste la possibilità di godere, secondo il caso, di protezione in virtù delle norme sostanziali della convenzione di Ginevra o di protezione sufficiente di cui all'articolo 44, paragrafo 2.

soppresso

Emendamento    268

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e bis (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e bis)  vige un diritto di soggiorno legale;

Emendamento    269

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e ter (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e ter)  è assicurato un accesso adeguato al mercato del lavoro, alle strutture di accoglienza, all'assistenza sanitaria e all'istruzione;

Emendamento    270

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e quater (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e quater)  il paese terzo tiene conto delle specifiche vulnerabilità del richiedente e ne tutela il diritto alla riservatezza;

Emendamento    271

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e quinquies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e quinquies)  la protezione effettiva resta disponibile finché non sia possibile trovare una soluzione duratura;

Emendamento    272

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e sexies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e sexies)  vige un diritto al ricongiungimento familiare conforme alle norme internazionali in materia di diritti umani;

Emendamento    273

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e septies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e septies)  il paese terzo ha avuto accesso agli strumenti internazionali per i rifugiati e agli strumenti in materia di diritti umani fondamentali e ne rispetta nella pratica i criteri;

Emendamento    274

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 1 – lettera e octies (nuova)

Testo della Commissione

Emendamento

 

(e octies)  è possibile chiedere lo status di rifugiato e, se riconosciuto quale rifugiato, di ottenere protezione in virtù della convenzione di Ginevra, ratificata e applicata senza alcuna limitazione geografica, o chiedere e ottenere protezione effettiva ai sensi delle lettere da a) a g).

Emendamento    275

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 1 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

La valutazione volta a stabilire se un paese terzo possa essere designato paese terzo sicuro a norma del presente regolamento si basa su una serie di fonti d'informazione, compresi in particolare gli Stati membri, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, il servizio europeo per l'azione esterna, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni pertinenti.

La valutazione volta a stabilire se un paese terzo possa essere designato paese terzo sicuro a norma del presente regolamento si basa su una serie di fonti d'informazione, compresi in particolare gli Stati membri, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, il servizio europeo per l'azione esterna, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni internazionali nonché organizzazioni non governative nazionali o internazionali pertinenti.

Emendamento    276

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Si applica il concetto di paese terzo sicuro:

soppresso

(a)  quando il paese terzo è stato designato paese terzo sicuro a norma dell'articolo 50;

 

(b)  quando il paese terzo è designato paese terzo sicuro a livello di Unione, oppure

 

(c)  in singoli casi relativamente a un dato richiedente.

 

Emendamento    277

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 3 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

3.  L'autorità accertante considera, previo esame individuale della domanda, che per un dato richiedente il paese terzo sia un paese terzo sicuro solo se ha appurato che gli offre condizioni di sicurezza conformi ai criteri stabiliti al paragrafo 1 e ha constatato che:

3.  L'autorità accertante può considerare, previo esame individuale della domanda, che per un dato richiedente il paese terzo sia un paese terzo sicuro solo se ha appurato che gli offre condizioni di sicurezza conformi ai criteri stabiliti al paragrafo 1 e ha constatato che:

Emendamento    278

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 3 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  il richiedente ha con il paese terzo un legame in virtù del quale sarebbe ragionevole che vi si recasse, tra l'altro perché vi è transitato in quanto geograficamente il paese terzo è vicino al suo paese di origine;

(a)  il richiedente ha con il paese terzo un legame sufficiente in virtù del quale sarebbe ragionevole che vi si recasse; ciò comporta l'esistenza di una residenza o di un soggiorno precedenti in detto paese per cui, considerate la durata e la natura della residenza e del soggiorno predetti, si può ragionevolmente prevedere che il richiedente presenti domanda di protezione in detto paese e vi sia motivo di ritenere che il richiedente vi sarà riammesso; e

Emendamento    279

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Prima che la domanda possa essere respinta per inammissibilità a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera b), il richiedente ha facoltà, alla presentazione della domanda e durante il colloquio sull'ammissibilità, di contestare l'applicazione del concetto di paese terzo sicuro alla luce della sua situazione particolare.

4.  Il richiedente ha facoltà di contestare l'applicazione del concetto di paese terzo sicuro alla luce della sua situazione particolare in ogni fase della procedura.

Emendamento    280

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  Il concetto di paese terzo sicuro può essere applicato ai minori non accompagnati soltanto se le autorità degli Stati membri hanno preliminarmente ricevuto dalle autorità del paese terzo conferma che prenderanno in carico il minore non accompagnato e che questi avrà immediatamente accesso a una delle forme di protezione di cui al paragrafo 1, lettera e).

5.  Il concetto di paese terzo sicuro non è applicato ai minori non accompagnati a meno che non si accerti che sia chiaramente nell'interesse superiore del minore e se le autorità degli Stati membri hanno preliminarmente ricevuto dalle autorità del paese terzo conferma che prenderanno in carico il minore non accompagnato e che questi avrà immediatamente accesso a una delle forme di protezione di cui al presente articolo o all'articolo 44.

Emendamento    281

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 6 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  ne informa il richiedente;

(a)  ne informa il richiedente per iscritto;

Emendamento    282

Proposta di regolamento

Articolo 45 – paragrafo 6 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  gli fornisce un documento con il quale informa le autorità del paese terzo, nella lingua di quest'ultimo, che la domanda non è stata esaminata nel merito perché è stato applicato il concetto di paese terzo sicuro.

(b)  gli fornisce un documento con il quale informa le autorità del paese terzo, nella lingua di quest'ultimo, che la domanda non è stata esaminata nel merito.

Emendamento    283

Proposta di regolamento

Articolo 46

Testo della Commissione

Emendamento

Articolo 46

soppresso

Designazione dei paesi terzi sicuri a livello di Unione

 

1.  I paesi terzi sono designati paesi terzi sicuri a livello di Unione in base alle condizioni previste all'articolo 45, paragrafo 1.

 

2.  La Commissione riesamina periodicamente la situazione nei paesi terzi designati paesi terzi sicuri a livello di Unione, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e basandosi sulle altre fonti d'informazione di cui all'articolo 45, paragrafo 1, secondo comma.

 

3.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per sospendere, alle condizioni previste all'articolo 49, la designazione di un paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione.

 

Emendamento    284

Proposta di regolamento

Articolo 47 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Un paese terzo può essere designato paese di origine sicuro a norma del presente regolamento se, sulla base della situazione giuridica, dell'applicazione della legge all'interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che non ci sono generalmente persecuzioni quali definite all'articolo 9 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), né tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante, né minaccia derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

1.  Un paese terzo può essere designato paese di origine sicuro a norma del presente regolamento se, sulla base della situazione giuridica, dell'applicazione della legge all'interno di un sistema democratico e della situazione politica generale, si può dimostrare che non ci sono persecuzioni generalizzate o abituali quali definite all'articolo 9 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), né tortura o altre forme di pena o trattamento inumano o degradante, né minaccia derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno o internazionale.

Emendamento    285

Proposta di regolamento

Articolo 47 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La valutazione volta a stabilire se un paese terzo possa essere designato paese di origine sicuro a norma del presente regolamento si basa su una serie di fonti d'informazione, compresi in particolare gli Stati membri, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, il servizio europeo per l'azione esterna, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Consiglio d'Europa e altre organizzazioni pertinenti e tiene conto dell'analisi comune delle informazioni sui paesi di origine di cui all'articolo 10 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo).

2.  La valutazione volta a stabilire se un paese terzo possa essere designato paese di origine sicuro a norma del presente regolamento si basa su una serie di fonti d'informazione, compresi in particolare gli Stati membri, l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, il servizio europeo per l'azione esterna, le delegazioni dell'Unione in tali paesi, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, il Consiglio d'Europa e organizzazioni internazionali nonché organizzazioni non governative nazionali o internazionali pertinenti e tiene conto dell'analisi comune delle informazioni sui paesi di origine di cui all'articolo 10 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento Agenzia UE per l'asilo).

Emendamento    286

Proposta di regolamento

Articolo 47 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Gli Stati membri non applicano il concetto di paese di origine sicuro nel caso di richiedenti appartenenti a una minoranza o a un gruppo di persone che continua a essere a rischio alla luce della situazione nel paese di origine interessato, sulla base delle fonti d'informazione di cui al paragrafo 2.

Emendamento    287

Proposta di regolamento

Articolo 48 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  La Commissione riesamina periodicamente la situazione nei paesi terzi annoverati nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e basandosi sulle altre fonti d'informazione di cui all'articolo 45, paragrafo 2.

2.  La Commissione riesamina costantemente la situazione nei paesi terzi annoverati nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri o che sono sospesi da tale elenco a norma dell'articolo 49. Essa riesamina costantemente, inoltre, il rispetto da parte di tali paesi delle condizioni previste per la designazione di un paese come paese di origine sicuro di cui all'articolo 47, assistita dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo e basandosi sulle altre fonti d'informazione di cui all'articolo 47, paragrafo 2. Essa tiene il Parlamento europeo informato in modo tempestivo.

Emendamento    288

Proposta di regolamento

Articolo 48 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  In occasione dei riesami periodici della situazione dei paesi terzi che figurano nell'elenco comune UE di paesi di origine sicuri e dei paesi che sono stati sospesi da tale elenco, la Commissione consulta l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. La Commissione può chiedere all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo di effettuare un riesame della situazione di tali paesi terzi al fine di accertare se i criteri di cui all'articolo 47 siano ancora rispettati.

 

In sede di riesame dell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, la Commissione consulta le organizzazioni internazionali, in particolare l'UNHCR, e le pertinenti organizzazioni della società civile o singoli individui con comprovata esperienza attinente al settore dei diritti umani e specifica per paese.

Emendamento    289

Proposta di regolamento

Articolo 48 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per sospendere, alle condizioni previste all'articolo 49, un paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

soppresso

Emendamento    290

Proposta di regolamento

Articolo 49 – titolo

Testo della Commissione

Emendamento

Sospensione e revoca della designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o sospensione e depennamento dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri

Sospensione della designazione di paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri

Emendamento    291

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo -1 (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

-1.  Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati per sospendere, alle condizioni previste al presente articolo, un paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

Emendamento    292

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  In caso di cambiamento repentino della situazione in un paese terzo che è designato paese terzo sicuro a livello di Unione o che figura nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, la Commissione esegue una valutazione circostanziata del rispetto da parte di quel paese delle condizioni di cui, rispettivamente, all'articolo 45 o all'articolo 47 e, se ritiene che tali condizioni non siano più soddisfatte, adotta un atto delegato che, per un periodo di sei mesi, sospende la designazione del paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione o sospende il paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

1.  Se un cambiamento repentino della situazione in un paese terzo che figura nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri può comportare il mancato rispetto delle condizioni per la designazione di un paese quale paese di origine sicuro, la Commissione esegue immediatamente e rapidamente una valutazione circostanziata del rispetto da parte di quel paese delle condizioni di cui all'articolo 47 e, se esse non sono più soddisfatte, adotta quanto prima, a norma dell'articolo 290 TFUE, un atto delegato che, per un periodo di sei mesi, sospende tale paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. Non appena possibile dopo essere giunta a conoscenza del cambiamento della situazione e, in ogni caso, prima di adottare l'atto delegato che sospende il paese terzo in questione dall'elenco comune dell'UE di paesi d'origine sicuri, la Commissione ne informa gli Stati membri e raccomanda loro di non applicare il concetto di paese di origine sicuro nei confronti di detto paese terzo a livello nazionale.

Emendamento    293

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 bis.  Qualora, nel corso del periodo di sospensione dall'elenco comune dell'UE dei paesi d'origine sicuri risulti che, sulla base delle fonti di informazione disponibili, il paese terzo in questione soddisfa nuovamente le condizioni di cui all'articolo 47, la Commissione, non prima di sei mesi dall'adozione della decisione di cui al paragrafo 1 del presente articolo, adotta una decisione di revoca della sospensione di tale paese dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri a norma dell'articolo 290 TFUE.

Emendamento    294

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 2 ter (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

2 ter.  L'UNHCR, le organizzazioni non governative e i singoli esperti con comprovata e pertinente esperienza attinente al settore dei diritti umani e specifica per paese possono chiedere alla Commissione di sospendere o depennare un paese dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. Tale richiesta contiene una descrizione dettagliata e aggiornata della situazione relativa ai diritti umani e delle continue violazioni dei diritti umani commesse nel paese interessato. Essa specifica inoltre il mancato rispetto dei criteri di cui all'articolo 47 che giustifica la sospensione o il depennamento di tale paese dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. Tranne laddove ritenga che la richiesta sia inammissibile, infondata o ripetitiva, la Commissione valuta le informazioni contenute nelle richieste.

Emendamento    295

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La Commissione, se ha adottato a norma del paragrafo 1 un atto delegato che ha sospeso la designazione di un paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione o ha sospeso un paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri, presenta con procedura legislativa ordinaria, entro tre mesi dalla data di adozione di detto atto delegato, una proposta di modifica del presente regolamento volta a revocare al paese terzo la designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o a depennarlo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

soppresso

Emendamento    296

Proposta di regolamento

Articolo 49 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  L'atto delegato che ha sospeso la designazione di un paese terzo come paese terzo sicuro a livello di Unione o ha sospeso un paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri cessa di produrre effetti se la Commissione non presenta detta proposta entro tre mesi dall'adozione dell'atto delegato di cui al paragrafo 1. Se detta proposta è presentata entro il termine di tre mesi, è conferito alla Commissione, sulla scorta di una valutazione circostanziata, il potere di prorogare la validità dell'atto delegato per un periodo di sei mesi, rinnovabile una sola volta.

soppresso

Emendamento    297

Proposta di regolamento

Articolo 49 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Articolo 49 bis

 

Inserimento o depennamento di un paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri

 

1. Qualora abbia adottato, a norma dell'articolo 49, paragrafo 1, un atto delegato che ha sospeso la designazione di un paese terzo come paese di origine sicuro, la Commissione presenta, entro sei mesi dalla data di adozione dell'atto delegato, secondo la procedura legislativa ordinaria, una proposta di modifica del presente regolamento volta a depennare tale paese terzo dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

 

2. Se la proposta legislativa di cui al paragrafo 1 è presentata dalla Commissione entro il termine di sei mesi di cui a detto paragrafo, è conferito alla Commissione, sulla scorta di una valutazione circostanziata, il potere di prorogare la validità dell'atto delegato per un periodo di sei mesi, rinnovabile una sola volta.

 

3. Le modifiche all'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri sono adottate secondo la procedura legislativa ordinaria. A tal fine:

 

(a) la Commissione riesamina regolarmente la situazione nei paesi terzi e l'opportunità di proporre l'inserimento di tali paesi nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

 

(b) se del caso, la Commissione elabora una proposta volta ad ampliare l'elenco comune di paesi di origine sicuri, previa valutazione circostanziata del rispetto da parte dei paesi da aggiungere all'elenco dei criteri di cui all'articolo 47; e

 

(c) le valutazioni volte ad accertare che un paese è un paese di origine sicuro ai sensi del presente articolo si basano su una gamma di fonti d'informazione, comprese in particolare le relazioni periodiche presentate dal SEAE e le informazioni fornite dagli Stati membri, dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, dall'UNHCR, dal Consiglio d'Europa e da altre organizzazioni internazionali nonché da organizzazioni non governative nazionali o internazionali pertinenti.

Emendamento    298

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Per un periodo di cinque anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento gli Stati membri possono mantenere in vigore o introdurre una normativa che, ai fini dell'esame delle domande di protezione internazionale, consente di designare a livello nazionale paesi terzi sicuri o paesi di origine sicuri diversi da quelli designati a livello di Unione o compresi nell'elenco comune dell'UE riportato nell'allegato 1.

1.  Per un periodo di tre anni a decorrere dall'entrata in vigore del presente regolamento gli Stati membri possono mantenere in vigore o introdurre una normativa che, ai fini dell'esame delle domande di protezione internazionale, consente di designare a livello nazionale paesi di origine sicuri diversi da quelli compresi nell'elenco comune dell'UE riportato nell'allegato 1. Durante tale periodo, compete agli Stati membri assicurare la coerenza tra gli elenchi nazionali di paesi di origine sicuri e l'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri. Ciò significa che:

 

(a) Gli Stati membri notificano alla Commissione ogni modifica del loro elenco nazionale.

 

(b) Gli Stati membri possono presentare proposte per l'inserimento di paesi terzi nell'elenco comune dell'UE di paesi d'origine sicuri che sono esaminate dalla Commissione entro sei mesi dalla presentazione, sulla base della gamma di fonti d'informazione a sua disposizione, segnatamente le relazioni del SEAE e le informazioni fornite dagli Stati membri, dall'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, dall'UNHCR, dal Consiglio d'Europa e da altre organizzazioni internazionali, nonché da organizzazioni non governative nazionali o internazionali pertinenti. Se decide che un paese terzo possa essere inserito nell'elenco, la Commissione presenta una proposta legislativa volta ad ampliare l'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

 

(c) Se un paese terzo è stato sospeso dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri a norma dell'articolo 49, paragrafo 1, gli Stati membri non designano, a livello nazionale, tale paese quale paese di origine sicuro. e

 

(d) Se un paese terzo è stato depennato dall'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri a norma dell'articolo 49 bis, uno Stato membro può informare la Commissione qualora ritenga che, a seguito di un cambiamento della situazione del paese terzo in questione, esso soddisfi nuovamente i criteri di cui all'articolo 47 ai fini del suo inserimento nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

 

La Commissione esamina le notifiche di cui al primo comma, lettera d) e, se del caso, presenta una proposta legislativa volta a modificare di conseguenza l’elenco comune dell’UE di paesi di origine sicuri. Qualora la Commissione decida di non presentare una proposta legislativa, gli Stati membri si astengono dal designare, a livello nazionale, il paese in questione quale paese sicuro.

Emendamento    299

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri non designano a livello nazionale paese terzo sicuro o paese di origine sicuro il paese terzo nei cui confronti è stata decretata, a norma dell'articolo 49, paragrafo 1, la sospensione della designazione di paese terzo sicuro a livello di Unione o la sospensione dall'elenco comune dell'UE riportato nell'allegato 1, né applicano ad hoc il concetto di paese terzo sicuro in relazione a un determinato richiedente.

soppresso

Emendamento    300

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  Qualora, con procedura legislativa ordinaria, un paese terzo non sia più designato paese terzo sicuro a livello di Unione o sia stato depennato dall'elenco comune dell'UE riportato nell'allegato I, uno Stato membro può notificare alla Commissione di ritenere che, considerata l'evoluzione della situazione, il paese soddisfi nuovamente le condizioni previste, rispettivamente, all'articolo 45, paragrafo 1, e all'articolo 47.

soppresso

La notifica include una valutazione circostanziata del soddisfacimento delle condizioni previste, rispettivamente, all'articolo 45, paragrafo 1, e all'articolo 47 da parte del paese, corredata dell'illustrazione della specifica evoluzione che permette al paese di soddisfare nuovamente dette condizioni.

 

Lo Stato membro notificante può designare a livello nazionale il paese terzo paese terzo sicuro o paese di origine sicuro soltanto se la Commissione non vi si oppone.

 

Emendamento    301

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 4

Testo della Commissione

Emendamento

4.  Gli Stati membri notificano alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, immediatamente dopo la designazione, i paesi terzi che sono stati designati paesi terzi sicuri o paesi di origine sicuri a livello nazionale. A cadenza annuale gli Stati membri informano la Commissione e l'Agenzia degli altri paesi terzi sicuri per i quali il concetto è applicato ad hoc in relazione a determinati richiedenti.

4.  Gli Stati membri notificano alla Commissione e all'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo, immediatamente dopo la designazione, i paesi terzi che sono stati designati paesi di origine sicuri a livello nazionale.

Emendamento    302

Proposta di regolamento

Articolo 50 – paragrafo 4 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

4 bis.  Entro ... [inserire la data: tre anni dopo l'entrata in vigore del presente regolamento], solo un paese terzo inserito nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri quale stabilito dal presente regolamento è considerato un paese di origine sicuro.

Emendamento    303

Proposta di regolamento

Articolo 51 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

L'autorità accertante avvia l'esame per revocare la protezione internazionale a una data persona qualora emergano nuovi elementi o risultanze indicativi della presenza di motivi per riconsiderare la validità della protezione internazionale riconosciutale, in particolare nei casi di cui agli articoli 15 e 21 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche).

L'autorità accertante può avviare l'esame per revocare la protezione internazionale a una data persona nei casi di cui agli articoli 15 e 21 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche).

Motivazione

I motivi per una possibile revoca dello status sono illustrati nel regolamento qualifiche e lì dovrebbero restare. La formulazione è stata allineata al testo sul regolamento qualifiche approvato dal Parlamento.

Emendamento    304

Proposta di regolamento

Articolo 52 – paragrafo 1 – parte introduttiva

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Se l'autorità competente prende in considerazione l'ipotesi di revocare la protezione internazionale a un cittadino di paese terzo o a un apolide, compreso nel contesto del riesame periodico dello status previsto agli articoli 15 e 21 del regolamento (UE) XXX/XXX (regolamento qualifiche), la persona gode, in particolare, delle garanzie seguenti:

1.  Se l'autorità competente prende in considerazione l'ipotesi di revocare la protezione internazionale a un cittadino di paese terzo o a un apolide, la persona gode, in particolare, delle garanzie seguenti:

Emendamento    305

Proposta di regolamento

Articolo 52 – paragrafo 3

Testo della Commissione

Emendamento

3.  La decisione dell'autorità competente di revocare la protezione internazionale è resa per iscritto. La decisione specifica i motivi de jure e de facto e le informazioni sulle modalità per l'impugnazione della decisione sono comunicate per iscritto.

3.  La decisione dell'autorità competente di revocare la protezione internazionale è resa per iscritto senza indebito ritardo e in ogni caso entro sette giorni dall'adozione della decisione. La decisione specifica i motivi de jure e de facto. Le informazioni sulle modalità per l'impugnazione della decisione, inclusi i termini pertinenti, sono comunicate per iscritto.

Motivazione

La formulazione è allineata a quella dell'articolo 35, paragrafo 2, sulla notifica ai richiedenti della decisione adottata in merito alla loro domanda. La stessa formulazione dovrebbe essere utilizzata per le decisioni adottate sulla revoca della protezione internazionale.

Emendamento    306

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 1 – lettera a – punto ii

Testo della Commissione

Emendamento

ii)  che respinge la domanda per infondatezza o per manifesta infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, di cui all'articolo 37, paragrafi 2 e 3, o all'articolo 42, paragrafo 4;

ii)  che respinge la domanda per infondatezza o per manifesta infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, di cui all'articolo 37, paragrafi 2 e 3, o all'articolo 42, paragrafo 5;

Emendamento    307

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 1 – lettera a – punto iii

Testo della Commissione

Emendamento

iii)  che respinge la domanda per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente, di cui agli articoli 38 e 39;

iii)  che respinge la domanda per ritiro esplicito o implicito del richiedente, di cui agli articoli 38 e 39;

Emendamento    308

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 3 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Il richiedente può addurre soltanto elementi nuovi rilevanti ai fini dell'esame della sua domanda dei quali non poteva essere a conoscenza in una fase precedente o che attengono a un mutamento della sua situazione.

Il richiedente può addurre tutti gli elementi nuovi rilevanti ai fini dell'esame della sua domanda.

Emendamento    309

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 3 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

3 bis.  Il richiedente ha diritto a un'udienza dinanzi a un giudice dell'impugnazione di primo grado.

Emendamento    310

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 1 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  entro una settimana nel caso della decisione che respinge una domanda reiterata per inammissibilità o per manifesta infondatezza;

(a)  entro 15 giorni lavorativi dal ricevimento della notifica di tale decisione nel caso della decisione che respinge una domanda reiterata per infondatezza o per manifesta infondatezza o, nel caso della decisione che respinge una domanda per inammissibilità o per ritiro esplicito, oppure nel caso della decisione che respinge la domanda per infondatezza o per manifesta infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, adottata con procedura d'esame accelerata o con procedura di frontiera, o quando il richiedente è trattenuto;

Emendamento    311

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 1 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  entro due settimane nel caso della decisione che respinge la domanda per inammissibilità, nel caso della decisione che respinge la domanda per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente oppure nel caso della decisione che respinge la domanda per infondatezza o per manifesta infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, adottata con procedura d'esame accelerata o con procedura di frontiera o mentre il richiedente era in stato di trattenimento;

soppresso

Emendamento    312

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 1 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  entro un mese nel caso della decisione che respinge la domanda per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria non adottata con procedura d'esame accelerata, oppure nel caso della decisione di revoca della protezione internazionale.

(c)  entro 20 giorni lavorativi nel caso della decisione che respinge la domanda per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria non adottata con procedura d'esame accelerata, oppure nel caso della decisione di revoca della protezione internazionale.

Emendamento    313

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 1 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri possono prorogare i termini previsti al presente paragrafo se lo rendono necessarie le circostanze specifiche della domanda.

Emendamento    314

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 2

Testo della Commissione

Emendamento

Ai fini della lettera b), gli Stati membri possono disporre il riesame d'ufficio delle decisioni adottate con procedura di frontiera.

Gli Stati membri possono disporre il riesame d'ufficio delle decisioni adottate con procedura di frontiera o delle decisioni emanate quando il richiedente è trattenuto.

Emendamento    315

Proposta di regolamento

Articolo 53 – paragrafo 6 – comma 3

Testo della Commissione

Emendamento

I termini previsti al presente paragrafo decorrono dalla data in cui la decisione dell'autorità accertante è notificata al richiedente o dalla data in cui è nominato l'avvocato o il consulente legale del richiedente che ha chiesto l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite.

Il termine previsto al presente paragrafo decorre dalla data in cui la decisione dell'autorità accertante è notificata al richiedente. Se il richiedente ha chiesto l'assistenza e la rappresentanza legali gratuite ai sensi dell'articolo 14, paragrafo 1 e dell'articolo 15, paragrafo 1, tale termine decorre dalla data in cui è nominato l'avvocato, qualora tale data sia successiva alla data della notifica della decisione.

Emendamento    316

Proposta di regolamento

Articolo 54 – paragrafo 2 – lettera a

Testo della Commissione

Emendamento

(a)  decisione che considera la domanda manifestamente infondata o che la respinge per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria nei casi oggetto di procedura d'esame accelerata o di procedura di frontiera;

(a)  decisione che considera la domanda manifestamente infondata ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria nei casi oggetto di procedura d'esame accelerata o di procedura di frontiera;

Emendamento    317

Proposta di regolamento

Articolo 54 – paragrafo 2 – lettera b

Testo della Commissione

Emendamento

(b)  decisione che respinge la domanda per inammissibilità a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, lettere a) e c);

(b)  decisione che respinge la domanda per inammissibilità a norma dell'articolo 36, paragrafo 1, lettera a);

Emendamento    318

Proposta di regolamento

Articolo 54 – paragrafo 2 – lettera c

Testo della Commissione

Emendamento

(c)  decisione che respinge la domanda per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente a norma, rispettivamente, dell'articolo 38 o dell'articolo 39.

(c)  decisione che respinge la domanda per ritiro esplicito del richiedente a norma dell'articolo 38.

Emendamento    319

Proposta di regolamento

Articolo 55 – paragrafo 1

Testo della Commissione

Emendamento

1.  Fatto salvo un esame adeguato e completo del ricorso, il giudice decide sul primo grado d'impugnazione entro i seguenti termini a decorrere dalla data di impugnazione:

Fatto salvo un esame adeguato e completo del ricorso, il giudice decide sul primo grado d'impugnazione entro un termine ragionevole a decorrere dalla data di impugnazione.

(a)  entro sei mesi nel caso della decisione che respinge la domanda per infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria non adottata con procedura d'esame accelerata, oppure nel caso della decisione di revoca della protezione internazionale;

 

(b)  entro due mesi nel caso della decisione che respinge la domanda per inammissibilità, nel caso della decisione che respinge la domanda per ritiro esplicito o per rinuncia del richiedente oppure per infondatezza o per manifesta infondatezza ai fini dello status di rifugiato o dello status di protezione sussidiaria, adottata con procedura d'esame accelerata o con procedura di frontiera o mentre il richiedente era in stato di trattenimento;

 

(c)  entro un mese nel caso della decisione che respinge una domanda reiterata per inammissibilità o per manifesta infondatezza.

 

Emendamento    320

Proposta di regolamento

Articolo 55 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  I termini previsti al paragrafo 1 possono essere prorogati di ulteriori tre mesi nei casi che comportano questioni complesse in fatto o in diritto.

soppresso

Emendamento    321

Proposta di regolamento

Articolo 57 – paragrafo 2

Testo della Commissione

Emendamento

2.  Gli Stati membri, in collegamento con la Commissione, adottano ogni misura idonea a instaurare una cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti.

2.  Gli Stati membri, in collegamento con la Commissione, adottano ogni misura idonea a instaurare una cooperazione diretta e lo scambio di informazioni tra le autorità competenti nonché tra le autorità competenti e l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

Motivazione

Occorre rafforzare la cooperazione anche con l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo.

Emendamento    322

Proposta di regolamento

Articolo 59 – paragrafo 5

Testo della Commissione

Emendamento

5.  L'atto delegato e le relative proroghe entrano in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di un mese dalla data in cui l'atto è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.

5.  L'atto delegato e le relative proroghe entrano in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui l'atto è stato loro notificato o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo che il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni.

Motivazione

È essenziale che il Parlamento e il Consiglio abbiano a disposizione tempo sufficiente per valutare il contenuto di un atto delegato prima che entri in vigore. Un termine di un mese non consente al Parlamento di impiegare tutte le sue procedure interne per opporsi a un atto delegato e non è pertanto idoneo. Due mesi è il termine minimo che dovrebbe essere concesso ai colegislatori.

Emendamento    323

Proposta di regolamento

Articolo 60 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Gli Stati membri riferiscono periodicamente alla Commissione riguardo all'attuazione e all'applicazione della sezione III.

Motivazione

L'emendamento è inteso a garantire la piena attuazione nella pratica delle disposizioni del presente regolamento relative all'assistenza legale gratuita per i richiedenti asilo in tutte le fasi della procedura.

Emendamento    324

Proposta di regolamento

Articolo 60 – comma 2 bis (nuovo)

Testo della Commissione

Emendamento

 

Nel quadro della sua relazione, la Commissione riferisce in merito alla metodologia impiegata per valutare la situazione nei paesi terzi che figurano nell'elenco comune dell'UE di paesi terzi sicuri di origine o la potenziale inclusione di tali paesi nell'elenco o la loro sospensione. Essa riferisce inoltre in merito all'attuazione delle garanzie procedurali nei confronti dei richiedenti protezione internazionale provenienti da un paese che figura nell'elenco comune dell'UE di paesi di origine sicuri.

Emendamento    325

Proposta di regolamento

Allegato I – riga 7

Testo della Commissione

Emendamento

Turchia

soppresso

(1)

GU C 75 del 10.3.2017, pag. 97.

(2)

GU C 207 del 30.6.2017, pag. 67.


PARERE DI MINORANZA

a norma dell'articolo 52 bis, paragrafo 4 del regolamento

Monika Hohlmeier

Sono favorevole a criteri comuni in materia di procedure di asilo, ma non ho dato il mio sostegno alla relazione. Non condivido, tra l’altro, i seguenti aspetti:

1. La concessione del patrocinio gratuito a partire dal procedimento amministrativo non è fattibile in termini di risorse umane e finanziarie.

2. Il finanziamento di interpreti che dispongano di una specifica formazione in materia di diritto internazionale, diritto d'asilo e genere non è realizzabile in termini di risorse umane e finanziarie. Vari Stati membri riescono a stento a trovare interpreti per varie lingue.

3. Le autorità devono accertare l’età dei minori non accompagnati con approcci adattati per i bambini e i giovani, in caso di dubbio sull’età, soprattutto fra i 14 e i 18 anni, si rende necessaria una visita medica/psicologica. Una visita solo in ultima istanza non è sufficiente.

4. Gli obblighi di cooperazione dei richiedenti asilo devono includere, all'atto della registrazione, la piena divulgazione alle autorità di informazioni complete sul proprio conto. Essi devono essere tenuti a fornire, tra l'altro, documenti di identità con numero e registrazione dei dati biometrici, onde poter prevenire l'abuso delle doppie domande, dei benefici sociali, le frodi in materia di identità e agevolare l'identificazione di potenziali terroristi.

5. Le domande di richiedenti provenienti da paesi d'origine o terzi sicuri devono essere esaminate in base a procedure uniformi in materia di ammissibilità ed essere respinte in caso di inammissibilità.

6.Sono favorevole all'introduzione di un elenco dell'UE di paesi terzi e di paesi di origine sicuri, con la contestuale possibilità però che gli Stati membri concludano accordi più rigorosi con paesi terzi.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Procedura comune di protezione internazionale nell’Unione

Riferimenti

COM(2016)0467 – C8-0321/2016 – 2016/0224(COD)

Presentazione della proposta al PE

13.7.2016

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

LIBE

12.9.2016

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

AFET

12.9.2016

EMPL

12.9.2016

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

AFET

27.10.2016

EMPL

1.9.2016

 

 

Relatori

       Nomina

Laura Ferrara

5.9.2016

 

 

 

Esame in commissione

30.5.2017

11.7.2017

25.4.2018

 

Approvazione

25.4.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

12

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Jan Philipp Albrecht, Heinz K. Becker, Malin Björk, Michał Boni, Caterina Chinnici, Daniel Dalton, Rachida Dati, Cornelia Ernst, Tanja Fajon, Laura Ferrara, Kinga Gál, Ana Gomes, Nathalie Griesbeck, Sylvie Guillaume, Monika Hohlmeier, Sophia in ‘t Veld, Eva Joly, Barbara Kudrycka, Juan Fernando López Aguilar, Monica Macovei, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Ivari Padar, Soraya Post, Judith Sargentini, Birgit Sippel, Branislav Škripek, Csaba Sógor, Helga Stevens, Traian Ungureanu, Marie-Christine Vergiat, Josef Weidenholzer, Cecilia Wikström, Kristina Winberg, Tomáš Zdechovský, Auke Zijlstra

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Ignazio Corrao, Gérard Deprez, Maria Grapini, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Jean Lambert, Jeroen Lenaers, Angelika Mlinar, Siôn Simon, Barbara Spinelli, Elissavet Vozemberg-Vrionidi

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Michael Detjen, André Elissen, Arndt Kohn, Annie Schreijer-Pierik, Giancarlo Scotta’, Marco Valli, Marco Zullo

Deposito

22.5.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

36

+

ALDE

Gérard Deprez, Nathalie Griesbeck, Sophia in 't Veld, Angelika Mlinar, Cecilia Wikström

ECR

Monica Macovei

EFDD

Ignazio Corrao, Laura Ferrara, Marco Valli, Marco Zullo

PPE

Asim Ademov, Michał Boni, Carlos Coelho, Anna Maria Corazza Bildt, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Barbara Kudrycka, Jeroen Lenaers, Annie Schreijer-Pierik, Elissavet Vozemberg-Vrionidi

S&D

Caterina Chinnici, Michael Detjen, Tanja Fajon, Ana Gomes, Maria Grapini, Arndt Kohn, Juan Fernando López Aguilar, Claude Moraes, Péter Niedermüller, Ivari Padar, Siôn Simon, Birgit Sippel, Josef Weidenholzer

VERTS/ALE

Jan Philipp Albrecht, Eva Joly, Jean Lambert, Judith Sargentini

12

-

ECR

Daniel Dalton, Branislav Škripek, Helga Stevens

EFDD

Kristina Winberg

ENF

André Elissen, Giancarlo Scotta', Auke Zijlstra

GUE/NGL

Malin Björk, Cornelia Ernst, Barbara Spinelli, Marie-Christine Vergiat

PPE

Kinga Gál

8

0

PPE

Heinz K. Becker, Rachida Dati, Monika Hohlmeier, Csaba Sógor, Traian Ungureanu, Tomáš Zdechovský

S&D

Sylvie Guillaume, Soraya Post

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy