Procedura : 2010/0310M(NLE)
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Ciclo del documento : A8-0224/2018

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A8-0224/2018

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Votazioni :

PV 04/07/2018 - 6.6

Testi approvati :

P8_TA(2018)0286

RELAZIONE     
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26.6.2018
PE 619.389v02-00 A8-0224/2018

sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell'Iraq, dall'altra

(10209/1/2012 – C8-0038/2018 – 2010/0310M(NLE))

Commissione per gli affari esteri

Relatore: Tokia Saïfi

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE della commissione per lo sviluppo
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione di un accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell'Iraq, dall'altra

(10209/1/2012 – C8-0038/2018 – 2010/0310M(NLE))

Il Parlamento europeo,

–  visto il progetto di decisione del Consiglio (10209/1/2012),

–  visto l'accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica dell'Iraq, dall'altra(1),

–  vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 91, dell'articolo 100, dell'articolo 207, dell'articolo 209 e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (C8-0038/2018),

–  vista la sua risoluzione del 17 gennaio 2013 sull'accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e l'Iraq(2),

–  vista la comunicazione congiunta del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) e della Commissione che presenta alcuni elementi per una strategia dell'Unione nei confronti dell'Iraq, adottata il 8 gennaio 2018,

–  viste le conclusioni del Consiglio del 22 gennaio 2018 che stabiliscono una nuova strategia nei confronti dell'Iraq,

–  visto il programma indicativo pluriennale per l'Iraq (2014-2017) della Commissione,

–  vista la sua risoluzione del 4 febbraio 2016 sullo sterminio sistematico delle minoranze religiose da parte del cosiddetto "ISIS/Daesh"(3),

–  vista la sua risoluzione del 27 ottobre 2016 sulla situazione nell'Iraq del nord/Mosul(4),

–  viste le risoluzioni 2367 (2017) e 2379 (2017) approvate del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 14 luglio 2017 e il 21 settembre 2017,

–  vista la sua risoluzione legislativa del ... sul progetto di decisione,

–  visto l'articolo 99, paragrafo 2, del suo regolamento,

–  visti la relazione della commissione per gli affari esteri e il parere della commissione per lo sviluppo (A8-0224/2018),

A.  considerando che l'Europa e l'Iraq sono legati da millenni di reciproche influenze culturali e da una storia comune;

B.  considerando che l'Iraq è stato devastato da decenni di regime dittatoriale di Saddam Hussein, che ha avviato guerre di aggressione contro l'Iran nel 1980 e contro il Kuwait nel 1990, da sanzioni paralizzanti e dal conflitto interno a seguito dell'invasione capeggiata dagli Stati Uniti del 2003, ivi compresi la violenza settaria e il secessionismo curdo, nonché il terrorismo jihadista del Daesh; che tutti questi fattori dimostrano l'entità delle sfide che l'Iraq si trova ad affrontare mentre si adopera per conseguire progressi ai fini di una migliore governance, del progresso economico e della riconciliazione nazionale;

C.  considerando che l'Unione ha ribadito il proprio impegno a costruire un solido partenariato con l'Iraq, sulla base dell'accordo di partenariato e cooperazione, e a sostenere le autorità irachene nella transizione verso la democrazia e nel processo di ricostruzione, affrontando nel contempo le cause profonde dell'instabilità politica, economica e sociale; che, secondo le stime, gli sforzi di ricostruzione potrebbero arrivare a costare 88 miliardi di USD;

D.  considerando che agli Stati membri dell'UE coinvolti nella guerra del 2003, e all'UE nel suo complesso, incombe la particolare responsabilità di assistere la popolazione irachena e di sostenere gli sforzi per raggiungere la pace e la stabilità nel paese;

E.  considerando che si sono svolte elezioni parlamentari il 12 maggio 2018; che in una regione afflitta dal consolidamento di regimi e prassi di stampo autoritario, l'Iraq offre uno dei pochi esempi di ambiente politico competitivo, caratterizzato da un sistema multipartitico e da mezzi di comunicazione relativamente liberi; che le forze politiche del paese sembrano rendersi conto della necessità di formare alleanze intersettarie al fine di rafforzare la legittimità e la stabilità del sistema; che elezioni autentiche e competitive sono di fondamentale importanza per il consolidamento democratico dell'Iraq; che la piena partecipazione di tutte le parti della società irachena costituirà un passo importante verso una democrazia inclusiva e un sentimento condiviso di nazione;

F.  considerando che è necessario un miglioramento significativo della situazione in materia di sicurezza, al fine di promuovere la stabilizzazione, la riconciliazione, la governance inclusiva e il progresso economico e sociale del paese, sia a livello nazionale che locale; che per giungere alla riconciliazione occorre che tutte le parti si assumano la responsabilità dei crimini commessi; che l'UE sostiene la riforma del settore della sicurezza in Iraq attraverso la missione consultiva dell'Unione; che la missione di assistenza delle Nazioni Unite per l'Iraq (UNAMI) è presente nel paese dal 2003 e ha svolto attività importanti per la promozione di un dialogo politico inclusivo e della riconciliazione nazionale; che la NATO prosegue la sua iniziativa per il rafforzamento delle capacità in Iraq, che è incentrata sulla lotta agli ordigni esplosivi improvvisati, la bonifica degli ordigni esplosivi, lo sminamento, la pianificazione civile-militare, la manutenzione delle attrezzature di epoca sovietica, la medicina militare e la riforma degli organismi di sicurezza iracheni;

G.  considerando che l'Iraq deve far fronte a sfide di governance riguardanti la creazione di una capacità istituzionale e amministrativa e il consolidamento dello Stato di diritto, l'applicazione della legge e il rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle donne e i diritti di tutte le minoranze etnico-religiose;

H.  considerando che è importante lottare contro la disoccupazione e l'esclusione sociale, in particolare tra i giovani, onde evitare che si radicalizzino e diventino quindi facili reclute per organizzazioni terroristiche o altri gruppi della criminalità organizzata;

I.  considerando che il servizio antiterrorismo iracheno, che ha avuto il ruolo principale nella liberazione di Mosul, ha subito gravi perdite e deve ricevere un riconoscimento e un sostegno adeguati al fine di migliorare le sue capacità di reclutamento, in modo tale che la forza riacquisti dimensioni adeguate e sostenibili;

J.  considerando che le autorità irachene dovrebbero utilizzare i proventi petroliferi del paese come un'opportunità e uno strumento per realizzare una ricostruzione sociale ed economica sostenibile a vantaggio dell'intera società irachena, anziché distribuire tali proventi secondo una logica clientelare; che importanti giacimenti di petrolio si trovano all'interno della regione autonoma del Kurdistan iracheno; che è necessario normalizzare le relazioni tra il governo centrale di Baghdad e il governo regionale curdo della regione autonoma del Kurdistan iracheno, in linea con le disposizioni sancite dalla costituzione;

K.  considerando che l'Iraq è un mosaico di comunità spesso in competizione per il potere e il controllo delle risorse nazionali; che migliaia di cittadini iracheni, anche appartenenti a comunità minoritarie, e in particolare donne e ragazze, sono stati sterminati o ridotti in schiavitù in modo disumano dal Daesh con atti che costituiscono crimini di guerra e crimini contro l'umanità; che i gruppi terroristici ed estremisti possono ancora sfruttare facilmente le tensioni intersettarie e locali; che, nel 2003, in Iraq vivevano oltre 1,5 cittadini iracheni cristiani (caldei, siriaci, assiri e altre minoranze cristiane) e che essi costituiscono un'antica popolazione autoctona molto esposta alle persecuzioni e all'esilio; che milioni di cittadini iracheni, compresi cristiani, sono stati costretti a fuggire dalle violenze, lasciando definitivamente il proprio paese o spostandosi all'interno delle frontiere; che i curdi costituiscono un'importante minoranza della popolazione dell'Iraq e che la maggior parte di loro vive nella regione autonoma del Kurdistan iracheno;

L.  considerando che il Daesh, al-Qaeda e le organizzazioni terroristiche di vedute simili si ispirano alla versione estremista del salafismo/wahhabismo; che, nonostante la sconfitta subita dal Daesh a livello militare e territoriale, è ancora necessario contrastare la minaccia di tale ideologia tramite una migliore governance, l'istruzione, la prestazione di servizi, gli sforzi di deradicalizzazione e la piena inclusione della comunità sunnita nel processo politico iracheno;

M.  considerando che ad oggi, in un paese di 26 milioni di abitanti, 11 milioni di persone necessitano di aiuti umanitari, oltre 3 milioni di iracheni sono sfollati interni, molti dei quali ospitati nella regione autonoma del Kurdistan iracheno, e vi sono 246 000 rifugiati provenienti dalla Siria; che il sostegno economico agli sfollati interni per ricostituire i loro mezzi di sussistenza è essenziale per il loro ritorno;

N.  considerando che la sconfitta territoriale del Daesh è il risultato degli sforzi delle forze armate irachene, sostenute dalla coalizione internazionale contro il Daesh, e delle diverse Unità di mobilitazione popolare, dei peshmerga e delle altre forze alleate; che, nonostante la sconfitta territoriale del Daesh in Iraq, la minaccia jihadista persiste e mette a repentaglio il consolidamento della stabilità e della sicurezza nel paese, soprattutto lungo il confine siriano; che per la ricostruzione del paese e l'integrazione della società irachena è necessario superare le differenze basate su criteri religiosi, sciogliendo le Unità di mobilitazione popolare e integrandone i membri secondo le necessità dello Stato, un'azione senza la quale non sarà possibile realizzare uno Stato funzionale basato sulla democrazia e sul pluralismo; che nel 2016 il Parlamento iracheno ha approvato una legge che nella pratica ha reso l'insieme delle milizie un elemento permanente delle forze di sicurezza irachene; che uno Stato iracheno unito, pluralista e democratico è una condizione necessaria per la stabilità e lo sviluppo del paese e dei suoi cittadini;

1.  si compiace della conclusione di un accordo di partenariato e di cooperazione (APC) tra l'Unione europea e l'Iraq; chiede di sfruttare appieno i meccanismi da esso previsti per approfondire i legami tra l'Unione e l'Iraq;

2.  sottolinea che l'APC è uno strumento essenziale per l'attuazione della strategia dell'Unione per l'Iraq e per il rafforzamento della nostra cooperazione a favore della ricostruzione, della stabilizzazione e della riconciliazione a livello nazionale e locale nel paese, in presenza di una strategia a lungo termine; pone l'accento sull'importanza della titolarità irachena nel processo di costruzione di uno Stato democratico, federale e pluralista basato sul rispetto dei diritti umani e sullo Stato di diritto;

3.  si compiace dell'organizzazione della Conferenza internazionale per la ricostruzione dell'Iraq svoltasi in Kuwait il 12 febbraio 2018; invita l'Unione e i suoi Stati membri a onorare i propri impegni finanziari e in materia di assistenza tecnica;

4.  accoglie con favore l'impegno dell'UE a fornire un sostegno più a lungo termine al paese e il fatto che abbia scelto l'Iraq quale paese pilota per affrontare meglio e rendere operativo il nesso fra assistenza umanitaria e sviluppo, al fine di promuovere il passaggio dall'assistenza umanitaria alla ricostruzione e alla stabilizzazione a più lungo termine; ricorda che la crisi irachena costituisce un'emergenza di livello 3 delle Nazioni Unite e che 11 milioni di persone necessitano di assistenza; esorta pertanto l'UE e i suoi Stati membri a intensificare in primo luogo i loro sforzi per risolvere con urgenza i problemi umanitari e i bisogni umani di base, in particolare per quanto riguarda gli oltre 3 milioni di sfollati interni;

5.  sottolinea che la povertà è diffusa nel paese e che, sebbene l'Iraq sia un paese a reddito medio-alto, anni di violenza, conflitti e settarismo hanno notevolmente indebolito i progressi sul fronte dello sviluppo; invita l'UE a concentrare l'assistenza allo sviluppo, attraverso progetti mirati, sui gruppi più vulnerabili e le persone che ne hanno più bisogno, vale a dire donne e bambini, giovani, sfollati interni e rifugiati;

Le priorità dell'azione dell'Unione europea in Iraq

6.  esorta l'Unione e i suoi Stati membri a mantenere gli aiuti umanitari che forniscono attualmente per aiutare e proteggere tutti gli iracheni colpiti dai conflitti, utilizzando tali aiuti come strumento per contribuire a consolidare la governance, la democrazia e lo Stato di diritto; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare un controllo capillare dell'assistenza finanziaria da essi fornita per garantire che raggiunga chi ne ha bisogno; sottolinea che tutti i cittadini iracheni hanno il diritto legale di ottenere la documentazione di stato civile e di accedere agli aiuti senza alcuna discriminazione;

7.  invita l'Unione a intensificare la sua cooperazione per favorire la stabilizzazione e la sicurezza delle zone recentemente liberate e consentire il rientro sicuro, consapevole, volontario e dignitoso degli sfollati interni; invita l'Unione a continuare a sostenere le autorità irachene al fine di garantire processi elettorali democratici, e ad assistere l'alta commissione elettorale indipendente irachena nei suoi sforzi per consentire agli sfollati interni di votare alle elezioni; incoraggia l'Unione a fornire assistenza tecnica per il rafforzamento delle capacità irachene nelle attività di sminamento e nell'eliminazione dei pericoli di esplosione delle zone liberate; invita il governo iracheno ad adoperarsi per accelerare le procedure di registrazione delle organizzazioni di sminamento;

8.  esorta l'Unione e gli Stati membri a fornire quanto prima un'assistenza finanziaria a favore della ricostruzione delle infrastrutture prioritarie e del ripristino dei servizi pubblici di prima necessità quali l'accesso all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, all'energia elettrica, all'istruzione e all'assistenza sanitaria, al fine di garantire un tenore di vita minimo alla popolazione, aumentare il sostegno alla società civile e dare priorità ai finanziamenti a favore di progetti a sostegno di attori che promuovono la responsabilità e il cambiamento democratico; invita gli Stati membri dell'UE a sostenere un processo di pianificazione della ricostruzione urbana che consenta di coinvolgere i cittadini nei processi decisionali concernenti la ricostruzione, onde garantire l'inclusività nell'ambito della pianificazione e del recupero urbani, con l'obiettivo di migliorare la fiducia tra i cittadini e lo Stato; esorta la Commissione a garantire che i fondi erogati per la ricostruzione siano distribuiti in modo uniforme tra le comunità che ne hanno bisogno, a prescindere dall'identità etnica o religiosa dei beneficiari, e che siano convogliati attraverso agenzie di Stato legittime, anziché tramite attori substatali; ritiene che l'assistenza finanziaria potrebbe anche essere introdotta e distribuita agli imprenditori e alle imprese locali in modo da garantire l'apporto di capitali alle piccole e medie imprese;

9.  invita l'Unione a fare tutto il possibile per incoraggiare il proseguimento di un dialogo attivo e costruttivo tra il governo centrale e le autorità della regione del Kurdistan iracheno, in particolare dopo il referendum tenutosi nel settembre 2017 in Kurdistan, al fine di istituire relazioni stabili che soddisfino le due parti, promuovendo un processo decisionale inclusivo al più alto livello e nel pieno rispetto della diversità del paese e dei diritti di tutte le componenti della società irachena, nonché dei principi della Costituzione irachena, dell'unità, della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Iraq; sottolinea la necessità di risolvere la questione della demarcazione dei confini tra la regione curda e il resto dell'Iraq attraverso il dialogo, con il sostegno delle Nazioni Unite; ritiene che l'Iraq e il governo regionale autonomo del Kurdistan debbano poter beneficiare delle esportazioni di petrolio senza interferenze esterne; invita inoltre l'Unione a favorire una maggiore cooperazione tra le autorità federali e locali al fine di ricostruire concretamente il paese e conseguire una stabilità a lungo termine e una coesistenza pacifica; sottolinea l'impellente necessità per la regione del Kurdistan iracheno di attuare le necessarie riforme politiche ed economiche, combattere la corruzione, consentire l'emergere di nuovi partiti ben funzionanti e garantire elezioni autentiche e competitive per il parlamento regionale nel 2018;

10.  ritiene che, durante la transizione dall'assistenza di emergenza allo sviluppo, i settori prioritari per l'assistenza allo sviluppo siano un approccio a lungo termine, la stabilizzazione, le riforme e i miglioramenti nel campo della buona governance e della responsabilità, l'istruzione e lo sviluppo delle competenze, l'accesso a opportunità di sostentamento e la fornitura dei servizi sanitari e sociali di base; sottolinea inoltre l'importanza di riforme per il miglioramento dell'equilibrio di genere e la rappresentanza femminile nella vita politica del paese; attende con interesse di ricevere proposte concrete sulle azioni previste in risposta a tali esigenze ed esorta la Commissione a fornire prove dei risultati e degli impatti conseguiti nel quadro del programma indicativo pluriennale 2014-2017;

11.  esprime la sua preoccupazione per la notevole frammentazione della società irachena; invita l'Unione, in coordinamento con l'UNAMI e le autorità irachene, a sostenere pienamente le attività della commissione di riconciliazione nazionale intese a promuovere il processo di riconciliazione tra le comunità, garantire il rispetto della diversità irachena e promuovere una governance inclusiva e rappresentativa, a livello nazionale e locale, che contribuisca al rafforzamento di un senso comune di cittadinanza irachena; osserva che la necessità di prevenire i conflitti e di affrontare le sfide in materia di sicurezza, nonché il bisogno di iniziative di riconciliazione, mediazione e dialogo, rendono necessario un aumento significativo dei fondi disponibili per tali iniziative, principalmente ricorrendo allo strumento inteso a contribuire alla stabilità e alla pace (IcSP); accoglie con favore le raccomandazioni che i leader religiosi iracheni hanno rivolto al governo iracheno, chiedendo di istituire un consiglio di alti ecclesiastici e studiosi in Iraq, di inviare al parlamento iracheno la richiesta di sostenere una legge che renda perseguibili come reati i discorsi religiosi estremisti che incitano all'odio e alla violenza e punisca coloro che li incoraggiano, di rivedere i programmi scolastici e di porre l'accento sulla riconciliazione e sulla cittadinanza nazionale, e non sull'identità settaria;

12.  incoraggia la comunità internazionale e l'UE a fornire sostegno per preservare la diversità delle identità etniche, culturali e religiose in Iraq; chiede di esaminare modi, nell'ambito della costituzione irachena, per riconoscere, proteggere e rafforzare l'autogoverno locale delle minoranze etniche e religiose che vivono nelle zone caratterizzate storicamente dalla loro forte presenza e dalla convivenza pacifica con le altre comunità, come, ad esempio nei monti Sinjar (yazidi) e nelle pianure di Ninive (caldei, siriani, assiri); invita le autorità irachene a consentire a curdi, cristiani e yazidi di ritornare alle loro zone di residenza originarie e a garantire che ciò avvenga in condizioni di sicurezza;

Dialogo politico

13.  esorta l'Unione a rafforzare il suo dialogo politico con le autorità irachene per promuovere il rispetto dei diritti umani, il rafforzamento delle istituzioni democratiche attraverso un maggiore rispetto dei principi dello Stato di diritto, una buona governance e un sistema giudiziario efficiente; chiede, in tale contesto, di fare dell'abolizione della pena di morte una priorità di tale dialogo e invita le autorità irachene ad applicare immediatamente una moratoria sulla pena di morte;

14.  ricorda la necessità di sostenere lo sviluppo della società civile irachena e la sua piena rappresentanza politica e partecipazione ai vari processi di riforma; ritiene che occorra prestare particolare attenzione alla rappresentanza delle donne, dei giovani e delle persone appartenenti a tutte le componenti etniche e religiose della società irachena, tra cui cristiani, musulmani sciiti e sunniti, yazidi e mandei, shabaki, curdi, turkmeni e altri ancora, le cui esigenze devono essere affrontate; sottolinea al contempo la necessità di dare la priorità alla formazione di una classe politica inclusiva e non settaria, rappresentativa di tutte le componenti che costituiscono la società irachena;

15.  chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri, tenuto conto dell'acquis europeo in materia di lotta contro la corruzione, di avviare con le autorità irachene programmi di cooperazione giudiziaria e di scambio di buone pratiche e strumenti efficaci per lottare concretamente contro la corruzione diffusa assicurando così una distribuzione equa della ricchezza del paese; sottolinea l'importanza dell'Unione nel fornire consulenze al governo iracheno sui temi di sicurezza e governance per garantire la stabilità dell'Iraq;

16.  elogia il contributo delle forze armate irachene alla lotta mondiale contro l'organizzazione terroristica Daesh; continua a fornire sostegno alle azioni globali di lotta contro il terrorismo condotte dalla coalizione internazionale contro il Daesh, che continua a rappresentare una minaccia notevole, nonostante i recenti successi militari nella lotta contro l'organizzazione, assicurando al contempo il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani; riconosce che la lotta al terrorismo in Iraq è fortemente influenzata dalle situazioni che circondano il paese, come la guerra in Siria; invita l'Unione ad avviare un dialogo sulle questioni connesse alla lotta contro il terrorismo, al fine di riformare la legge antiterrorismo e rafforzare la capacità del paese di far fronte alle minacce terroristiche, e a collaborare con le autorità irachene per combattere l'impunità per i reati nei confronti di qualsiasi gruppo, sia esso etnico, religioso o di altra natura, comprese le minoranze in ogni loro forma; riconosce la necessità di affrontare le cause profonde del terrorismo al fine di poterlo combattere;

17.  invita l'Unione a incoraggiare le autorità irachene a dotarsi di una strategia nazionale per contrastare i crimini commessi dal Daesh e ad aderire allo Statuto di Roma della Corte penale internazionale (CPI), accettando volontariamente la competenza della CPI a indagare in modo trasparente ed equo e a garantire l'assunzione di responsabilità per le violazioni dei diritti umani, i crimini di guerra e i crimini contro l'umanità commessi dal Daesh; sottolinea la necessità di un'azione penale credibile nei confronti dei responsabili dei crimini commessi dal Daesh, che preveda la significativa partecipazione delle vittime e la creazione di un casellario giudiziario completo per tali reati; esprime al contempo preoccupazione per il fatto che un campo di applicazione troppo ampio per tali azioni penali possa portare a ulteriori ingiustizie, ostacolando la futura riconciliazione e reintegrazione delle comunità;

18.  sottolinea che occorre disporre di ampie competenze in materia di media e libertà di espressione al momento di formare gli operatori dei media locali nel settore del giornalismo di pace;

19.  invita l'UE ad assumersi la responsabilità per i cittadini dell'UE che si sono recati in Iraq per prendere parte ai crimini commessi dal Daesh e che dovrebbero essere soggetti allo Stato di diritto e sottoposti a processo; invita a istituire procedure chiare tra l'Iraq e i rispettivi Stati membri dell'UE in materia di rimpatrio e responsabilità giuridica delle persone interessate;

20.  invita la Commissione a sostenere una riforma del sistema giudiziario, in particolare per quanto riguarda la giustizia di transizione, al fine di garantire il rispetto delle norme internazionali in materia di giusto processo, di processi equi e di indipendenza e imparzialità della giustizia, onde assicurare l'assunzione di responsabilità all'interno delle strutture governative; invita inoltre l'UE a collaborare con le autorità irachene per combattere l'impunità per tutte le forme di reato nei confronti di qualsiasi gruppo, sia esso etnico, religioso o di altra natura, comprese le minoranze in ogni loro forma;

21.  invita le autorità irachene a dare priorità all'uguaglianza di genere e all'eliminazione di ogni forma di violenza e di discriminazione nei confronti delle donne e delle ragazze, compresa la violenza di genere; sottolinea a tale riguardo l'importanza di abolire la legge che dispensa l'imputato dall'azione penale in caso di stupro, violenza sessuale, violenza sessuale su minore, sequestro di persona o atti simili, se lo stupratore sposa la vittima dello stupro;

22.  invita l'Unione a favorire buone e costruttive relazioni tra l'Iraq e i suoi vicini e a promuovere il proprio ruolo nel contribuire alla pace regionale; sottolinea che l'Iraq intrattiene relazioni significative con gli Stati Uniti e l'Iran e che recentemente ha migliorato anche le sue relazioni con l'Arabia Saudita, il che potrebbe rendere il paese un punto focale degli sforzi regionali volti ad allentare le tensioni; invita tutte le parti coinvolte ad attuare il paragrafo 8 della risoluzione 598 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in cui si chiede un accordo di sicurezza regionale tra gli Stati costieri del Golfo Persico;

23.  invita l'Unione a collaborare con le autorità irachene nell'elaborazione di una strategia nazionale per la protezione e l'esumazione delle fosse comuni intesa a salvaguardare le fosse comuni nelle zone di recenti conflitti, allo scopo di esumare e sottoporre ad autopsia i resti umani ivi sepolti, per dare degna sepoltura ai resti delle vittime o per riconsegnarli alle famiglie e per acquisire prove e procedere alle indagini e alle azioni penali per i presunti crimini contro l'umanità; chiede inoltre un intervento da parte dell'UE e degli Stati membri per istituire con urgenza un gruppo di esperti incaricati di raccogliere tutte le prove di qualsiasi reato internazionale in corso, incluso il genocidio, in qualunque luogo sia commesso, in preparazione per i procedimenti giudiziari internazionali nei confronti dei responsabili;

24.  chiede di istituire a livello mondiale una giornata annuale di commemorazione delle vittime delle atrocità di stampo terroristico commesse dal Daesh, da al-Qaeda e da altre organizzazioni terroristiche simili;

Cooperazione settoriale

25.  sottolinea che il processo di ricostruzione e di stabilizzazione deve essere accompagnato da politiche coerenti in materia di sviluppo economico e sociale che vadano a beneficio di tutti gli iracheni in modo sostenibile e inclusivo; invita l'Unione a collaborare pienamente con le autorità irachene al fine non solo di ovviare agli squilibri economici e di bilancio, ma anche di promuovere una crescita economica sostenibile e inclusiva, in grado di creare occupazione, in particolare per i giovani, oltre a istituire un quadro per il commercio e a creare un contesto favorevole per gli investimenti; invita l'UE a incoraggiare e sostenere l'Iraq affinché offra ai giovani che non hanno potuto ricevere un'istruzione formale in quanto vittime di sfollamenti forzati ad opera del Daesh l'opportunità di accedere a programmi di istruzione formale che forniscano loro conoscenze e competenze per migliorare le loro possibilità di ottenere un lavoro;

26.  invita l'Unione a incoraggiare e a sostenere l'Iraq nella diversificazione dell'economia;

27.  è preoccupato per l'elevato tasso di abbandono scolastico fra gli studenti di entrambi i sessi delle scuole irachene (come denunciato dalle organizzazioni della società civile, stando alle quali il 60 % di coloro che si erano iscritti alle scuole primarie nel 2015 ha in seguito abbandonato gli studi); sottolinea che alti livelli di alfabetizzazione sono fondamentali per costruire una pace positiva nei contesti colpiti da conflitti;

28.  invita l'Unione a incrementare la cooperazione nei settori dell'istruzione e a favore di una riforma dell'istruzione, al fine di garantire l'accesso a un'istruzione di qualità a tutti i livelli e per tutti, soprattutto per i minori; riconosce il problema del mancato accesso all'istruzione delle ragazze a causa delle consuetudini, della percezione nella società, della povertà e della sicurezza; invita l'UE a promuovere la sensibilizzazione sull'istruzione delle ragazze e a collaborare con il governo iracheno per migliorare la situazione, in quanto ciò è essenziale per migliorare la loro qualità di vita;

29.  invita l'Unione a creare opportunità di cooperazione nel settore della scienza e della ricerca, con particolare riferimento alla collaborazione e ai partenariati a livello universitario, soprattutto per quanto riguarda Erasmus+ e le opportunità di scambio nel settore dell'insegnamento e della ricerca;

30.  invita l'UE a intraprendere e rafforzare la cooperazione in campo culturale al fine di proteggere, preservare e ricostruire il patrimonio artistico-culturale iracheno;

31.  si compiace dell'avvio, su richiesta delle autorità irachene e nel quadro della strategia irachena di sicurezza, di una missione volta a sostenere la riforma del settore della sicurezza in Iraq (EUAM Iraq); auspica che essa consenta di rafforzare le istituzioni pubbliche e di formare una forza di polizia imparziale e inclusiva; sottolinea che la riforma del settore della sicurezza in Iraq è una sfida importante che dovrebbe essere sostenuta dall'ONU; sottolinea la necessità di incoraggiare la smobilitazione delle milizie e il reinserimento dei combattenti nel quadro di un progetto più ampio di riforma del settore della sicurezza e mediante programmi di reinserimento su misura, ove necessario;

32.  invita l'Unione europea a fornire maggiore assistenza tecnica alle autorità irachene per la sana gestione delle risorse naturali, il miglioramento della riscossione delle imposte e la diminuzione dei flussi finanziari illeciti, con l'obiettivo di garantire che l'Iraq sarà in grado di finanziare il proprio sviluppo nazionale a medio termine e di ridurre le ineguaglianze tra i suoi abitanti e le sue regioni; sottolinea la necessità di informare attivamente il settore privato e gli investitori, al fine di migliorare la sensibilità ai conflitti e il loro contributo al processo di costruzione della pace e allo sviluppo sostenibile.

33.  invita l'Unione a stabilire con l'Iraq, nel quadro previsto dall'APC, un dialogo in materia di migrazione in tutti i suoi aspetti e ad adottare un approccio basato sui diritti umani per affrontare la migrazione, tenendo presente la necessità di trovare soluzioni a lungo termine, efficaci e praticabili, a beneficio dei cittadini sia dell'Unione che dell'Iraq;

34.  sottolinea che l'Iraq è un partner potenzialmente importante per garantire la ricostruzione delle infrastrutture connesse all'energia e una maggiore diversificazione delle fonti di energia e delle fonti di approvvigionamento per l'UE; invita pertanto l'UE a sostenere l'Iraq nella transizione energetica e a cooperare con l'Iraq nella creazione di progetti comuni e nello scambio di buone prassi e know-how nei settori fondamentali dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili, dell'ambiente e della gestione efficiente delle risorse, comprese le risorse idriche, allo scopo, tra l'altro, di accelerare l'attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

35.  ricorda che le donne e le ragazze sono colpite in modo sproporzionato dai conflitti e dagli estremismi e che sono più vulnerabili alla violenza e agli abusi, tra cui la violenza sessuale, la tortura, il traffico di esseri umani, la schiavitù e i matrimoni precoci; sottolinea la necessità di affrontare le specifiche esigenze umanitarie e di sviluppo di donne e ragazze, in particolare nelle comunità sfollate; invita l'UE a promuovere ulteriormente l'uguaglianza tra donne e uomini e l'emancipazione femminile attraverso i suoi sforzi a favore dello sviluppo e a sottolineare il ruolo delle donne nella ripresa e nella costruzione della pace nel paese;

36.  insiste sulla necessità di investire nel settore agricolo iracheno, considerato l'alto potenziale occupazionale e l'importanza del ripopolamento di aree rurali sempre meno popolate a causa dei conflitti;

37.  loda l'impegno risoluto dell'Iraq di aderire all'Organizzazione mondiale del commercio e chiede alla Commissione di assistere le autorità irachene nei loro sforzi intesi a tornare a far parte della realtà economica e commerciale mondiale;

Relazioni interistituzionali

38.  insiste affinché tutta l'assistenza fornita dall'Unione sia soggetta all'osservanza rigorosa dei principi del rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto e sia accompagnata da un processo di valutazione costante, dei cui risultati il Parlamento europeo deve essere debitamente informato a norma dell'articolo 113 dell'accordo di partenariato e di cooperazione;

39.  si impegna a istituire, con il Parlamento iracheno, una commissione parlamentare di cooperazione, come previsto dall'APC, affinché possa avviare le proprie attività, compreso il monitoraggio dell'attuazione dei progetti di cooperazione tra l'Iraq e l'Unione;

40.  auspica che il suo gruppo di sostegno alla democrazia e coordinamento elettorale (DEG) includa l'Iraq nel suo elenco di paesi prioritari per il 2019 e si impegni nello sviluppo di programmi di rafforzamento delle capacità del parlamento iracheno; esorta la Commissione a sostenere tali programmi;

°

°  °

41.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Presidente del Consiglio europeo, al Presidente della Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al governo e al Consiglio dei rappresentanti della Repubblica dell'Iraq.

(1)

GU L 204 del 31.7.2012, pag. 20.

(2)

GU C 440 del 30.12.2015, pag. 83.

(3)

GU C 35 del 31.1.2018, pag. 77.

(4)

GU C 215 del 19.6.2018, pag. 194.


PARERE della commissione per lo sviluppo (23.5.2018)

destinato alla commissione per gli affari esteri

sull'accordo di partenariato e di cooperazione tra l'UE e la Repubblica dell'Iraq

(2010/0310M(NLE))

Relatore per parere: Paavo Väyrynen

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per gli affari esteri, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1.  accoglie con favore l'impegno dell'UE a fornire un sostegno più a lungo termine al paese e il fatto che abbia scelto l'Iraq quale paese pilota per affrontare meglio e rendere operativo il nesso fra assistenza umanitaria e sviluppo, al fine di promuovere il passaggio dall'assistenza umanitaria alla ricostruzione e alla stabilizzazione a più lungo termine; ricorda che la crisi irachena costituisce un'emergenza di livello 3 delle Nazioni Unite e che 11 milioni di persone necessitano di assistenza; esorta pertanto l'UE e gli Stati membri ad aumentare in primo luogo i loro sforzi per risolvere con urgenza i problemi umanitari e i bisogni umani di base, in particolare per quanto riguarda gli oltre 3 milioni di sfollati interni;

2.  esorta l'UE a mantenere l'impegno all'assistenza di emergenza nel paese ricordando che sono oltre 3 milioni gli sfollati interni al paese, di cui oltre 1,6 milioni vivono in condizioni sanitarie ed igieniche critiche; sottolinea inoltre che circa la metà degli sfollati interni sono minori e che, tra questi, 600 000 non hanno ricevuto nessun tipo di istruzione;

3.  sottolinea che la povertà è diffusa nel paese e che, pur trattandosi di un paese a reddito medio-alto, anni di violenza, conflitti e settarismo hanno notevolmente indebolito i progressi sul fronte dello sviluppo; invita l'UE a concentrare l'assistenza allo sviluppo, attraverso progetti mirati, sui gruppi più vulnerabili e le persone che ne hanno più bisogno, vale a dire donne e bambini, giovani, sfollati e rifugiati;

4.  sottolinea che lo stato di diritto, i diritti umani e l'accesso alla giustizia rimangono sfide importanti e che l'Iraq si colloca tra i posti più bassi nell'indice di trasparenza; insiste affinché l'UE dia priorità all'attuazione di riforme politiche ed economiche volte a rafforzare le capacità istituzionali e a consolidare la democrazia;

5.  insiste sul fatto che dovrebbe essere sostenuta una crescita sostenibile e inclusiva in base alle priorità di sviluppo nazionale irachene;

6.  osserva che le dinamiche e i processi sociali e politici in Iraq sono fortemente dominati dagli uomini e caratterizzati dall'eccessiva influenza dei capi religiosi; deplora che ciò si traduca spesso nell'esclusione delle donne e dei gruppi laici dalle interazioni sociali;

7.  ritiene che, durante la transizione dall'assistenza di emergenza a quella allo sviluppo, i settori prioritari siano un approccio a lungo termine, la stabilizzazione, le riforme e i miglioramenti nel campo della buona governance e della responsabilità, l'istruzione e lo sviluppo delle competenze, l'accesso a opportunità di sostentamento e la fornitura dei servizi sanitari e sociali di base; sottolinea inoltre l'importanza di riforme per il miglioramento dell'equilibrio di genere e la rappresentanza femminile nella vita politica del paese; attende con interesse di ricevere proposte concrete sulle azioni previste in risposta a tali esigenze ed esorta la Commissione a fornire prove dei risultati e degli impatti conseguiti nel quadro del programma indicativo pluriennale 2014-2017;

8.  insiste sulla necessità di sostenere l'Iraq in un percorso di diversificazione sostenibile dell'economia per consentire il distacco da sfruttamento ed esportazione di materie prime come il petrolio greggio che nel 2016 rappresentava il 46,8 % delle esportazioni del paese;

9.  sottolinea che il deterioramento dell'ambiente e delle infrastrutture, siccità ripetute e la desertificazione hanno avuto un forte impatto sulle popolazioni rurali e aumentato l'insicurezza alimentare e la carenza di acqua, in particolare per gli sfollati; invita l'UE a collaborare strettamente con le autorità irachene per un utilizzo e una gestione delle risorse naturali più efficienti ed equi;

10.  è preoccupato per l'elevato tasso di abbandono scolastico fra gli studenti di entrambi i sessi delle scuole irachene (come denunciato dalle organizzazioni della società civile, stando alle quali il 60 % di coloro che si erano iscritti alle scuole primarie nel 2015 ha da allora abbandonato gli studi); sottolinea che alti livelli di alfabetizzazione sono fondamentali per costruire una pace positiva nei contesti colpiti da conflitti;

11.  invita l'UE a fornire programmi di formazione sulla pace e la prevenzione dell'estremismo violento nonché campagne di disarmo per fermare la proliferazione di armi di piccole dimensioni e leggere in Iraq;

12.  sottolinea l'importanza di promuovere la consapevolezza individuale dei diritti umani al fine di incoraggiare l'armonia tra le comunità e scoraggiare le milizie a reclutare i giovani, che sono vulnerabili alla violenza o all'estremismo;

13.  sottolinea la necessità di ampie competenze in materia di media e libertà di espressione, quando viene impartita la formazione degli operatori dei media locali nel settore del giornalismo di pace;

14.  insiste sul fatto che la fornitura di aiuto umanitario e di assistenza allo sviluppo deve essere basata sui bisogni ed essere imparziale, al fine di sostenere un efficace processo di stabilizzazione e di ricostruzione, compreso il ritorno sicuro delle minoranze religiose e dei gruppi etnici alle loro case; sottolinea che gli attori esterni, tra cui l'Unione europea, devono attenuare in modo attivo il rischio che l'assistenza sia strumentalizzata da attori politici interni o che essa sia assegnata in modo da discriminare o da privilegiare gruppi specifici;

15.  invita l'UE a garantire che i suoi finanziamenti siano investiti in progetti che aiutino la popolazione irachena e che venga fornito sostegno adeguato ai comuni per l'erogazione dei servizi essenziali e lo sviluppo della governance a livello locale, in modo da garantire alla popolazione condizioni di vita minime; invita inoltre l’UE ad assicurare il coordinamento fra le autorità centrali e le autorità comunali locali al fine di individuare le priorità di investimento e di rafforzare il sostegno alla società civile, in particolare per i difensori dei diritti umani; invita in particolare a dare priorità al finanziamento di progetti che sostengano soggetti promotori della responsabilità e del cambiamento democratico, che promuovono il dialogo a livello locale e meccanismi di risoluzione dei conflitti, coinvolgendo in particolare i giovani;

16.  esprime profonda preoccupazione per il fatto che la corruzione in Iraq sia diffusa e praticata a più livelli e che non sembra esservi una strategia chiara per affrontarla;

17.  sottolinea che si percepisce una carenza di giustizia e l'esistenza di un doppio standard nel sistema giudiziario iracheno; osserva che le istituzioni giudiziarie irachene non sembrano intraprendere le azioni necessarie per perseguire i responsabili di violazioni dei diritti umani e altri criminali;

18.  rileva che la riforma del settore della sicurezza in Iraq è una sfida importante che dovrebbe essere sostenuta dall'ONU e dall'UE; sottolinea la necessità di impegnarsi nella smobilitazione delle milizie e nella reintegrazione dei combattenti nell'ambito della riforma del settore della sicurezza;

19.  invita l'Unione europea a fornire maggiore assistenza tecnica alle autorità irachene per una sana gestione delle risorse naturali, il miglioramento della riscossione delle imposte e la diminuzione dei flussi finanziari illeciti, con l'obiettivo di garantire che l'Iraq sarà in grado di finanziare il proprio sviluppo nazionale a medio termine e di ridurre le ineguaglianze tra i suoi abitanti e le sue regioni; sottolinea la necessità di informare attivamente il settore privato e gli investitori, al fine di migliorare la sensibilità ai conflitti e il loro contributo al processo di costruzione della pace e allo sviluppo sostenibile.

20.  invita l'UE a investire nella ripresa e nello sviluppo dell'economia locale, in particolare aumentando il suo sostegno all'imprenditorialità, alle PMI e alla formazione professionale, promuovendo investimenti in settori prioritari quali l'energia e l'agricoltura e incoraggiando i partenariati pubblico-privato; ritiene che la creazione di un ambiente positivo con incentivi per lo sviluppo del settore privato consentirà non solo di affrontare la disoccupazione giovanile nel paese, ma contribuirà anche a creare opportunità per il ritorno post-conflitto degli sfollati e dei rifugiati;

21.  ricorda che le donne e le ragazze sono colpite in modo sproporzionato dai conflitti e dagli estremismi e che sono più vulnerabili alla violenza e agli abusi, tra cui la violenza sessuale, la tortura, il traffico di esseri umani, la schiavitù e i matrimoni precoci; sottolinea la necessità di affrontare le specifiche esigenze umanitarie e di sviluppo di donne, ragazze e bambine, in particolare nelle comunità sfollate; invita l'UE a promuovere ulteriormente l'uguaglianza tra donne e uomini e l'emancipazione femminile attraverso i suoi sforzi a favore dello sviluppo e a sottolineare il ruolo delle donne nella ripresa e nella costruzione della pace nel paese;

22.  invita l'UE a rafforzare il suo coinvolgimento con gli attori della società civile irachena; sottolinea la necessità di un approccio sensibile alle tematiche di genere nel processo di stabilizzazione e ricostruzione al fine di includere le donne in maniera efficace;

23.  sottolinea che la lotta contro il terrorismo non deve essere limitata alle azioni repressive, ma essere coerente con il rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, al fine di evitare un'ulteriore o rinnovata radicalizzazione; invita gli operatori nel settore politico, dello sviluppo, della sicurezza e gli altri soggetti sociali ad analizzare in modo approfondito e ad affrontare con coerenza i fattori che promuovono la radicalizzazione, l'estremismo violento e il reclutamento terroristico.

24.  incoraggia l'impegno delle organizzazioni della società civile (OSC) nei processi di disarmo, smobilitazione e reintegrazione in Iraq;

25.  invita l'UE ad attuare programmi che consentano alle persone di partecipare ai processi decisionali locali e a rafforzare la trasparenza e la responsabilità delle istituzioni;

26.  insiste sulla necessità di investire nel settore agricolo iracheno, considerato l'alto potenziale occupazionale e l'importanza del ripopolamento di aree rurali sempre meno popolate a causa dei conflitti.

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Accordo di partenariato e cooperazione tra l’UE e l’Iraq

Riferimenti

2010/0310M(NLE)

Commissione competente per il merito

 

AFET

 

 

 

 

Relatore per parere

       Nomina

Paavo Väyrynen

12.4.2018

Esame in commissione

24.4.2018

 

 

 

Approvazione

16.5.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

21

2

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Beatriz Becerra Basterrechea, Ignazio Corrao, Mireille D’Ornano, Doru-Claudian Frunzulică, Charles Goerens, Maria Heubuch, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Stelios Kouloglou, Arne Lietz, Linda McAvan, Norbert Neuser, Cristian Dan Preda, Lola Sánchez Caldentey, Jean-Luc Schaffhauser, Elly Schlein, Paavo Väyrynen, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Joachim Zeller, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Cécile Kashetu Kyenge, Juan Fernando López Aguilar

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

21

+

ALDE

Beatriz Becerra Basterrechea, Charles Goerens, Paavo Väyrynen

EFDD

Ignazio Corrao, Mireille D’Ornano

ENF

Jean-Luc Schaffhauser

PPE

Andor Deli, Teresa Jiménez-Becerril Barrio, Cristian Dan Preda, Bogdan Brunon Wenta, Anna Záborská, Joachim Zeller, Željana Zovko

S&D

Doru-Claudian Frunzulică, Cécile Kashetu Kyenge, Arne Lietz, Juan Fernando López Aguilar, Linda McAvan, Norbert Neuser, Elly Schlein

VERTS/ALE

Maria Heubuch

2

-

GUE/NGL

Stelios Kouloglou, Lola Sánchez Caldentey

0

0

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Accordo di partenariato e cooperazione tra l’UE e l’Iraq

Riferimenti

2010/0310M(NLE)

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

AFET

 

 

 

 

Commissioni competenti per parere

       Annuncio in Aula

DEVE

 

INTA

 

 

 

Pareri non espressi

       Decisione

INTA

23.4.2018

 

 

 

Relatori

       Nomina

Tokia Saïfi

4.12.2017

 

 

 

Esame in commissione

23.4.2018

 

 

 

Approvazione

20.6.2018

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

51

3

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Michèle Alliot-Marie, Francisco Assis, Petras Auštrevičius, Amjad Bashir, Bas Belder, Goffredo Maria Bettini, Mario Borghezio, Victor Boştinaru, James Carver, Fabio Massimo Castaldo, Aymeric Chauprade, Javier Couso Permuy, Arnaud Danjean, Georgios Epitideios, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Michael Gahler, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Wajid Khan, Eduard Kukan, Arne Lietz, Barbara Lochbihler, Sabine Lösing, Andrejs Mamikins, Ramona Nicole Mănescu, David McAllister, Tamás Meszerics, Francisco José Millán Mon, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Alojz Peterle, Cristian Dan Preda, Michel Reimon, Sofia Sakorafa, Jean-Luc Schaffhauser, Alyn Smith, Jordi Solé, Dobromir Sośnierz, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica, Charles Tannock, Miguel Urbán Crespo, Ivo Vajgl, Elena Valenciano, Hilde Vautmans

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Andrea Bocskor, Reinhard Bütikofer, Neena Gill, Ana Gomes, Andrzej Grzyb, Takis Hadjigeorgiou, Jo Leinen, Urmas Paet, Tokia Saïfi, Mirja Vehkaperä, Željana Zovko

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Birgit Collin-Langen, Monika Smolková

Deposito

26.6.2018


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALEIN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

51

+

ALDE

Petras Auštrevičius, Urmas Paet, Ivo Vajgl, Hilde Vautmans, Mirja Vehkaperä

ECR

Amjad Bashir, Bas Belder, Charles Tannock

EFDD

Fabio Massimo Castaldo, Aymeric Chauprade

PPE

Asim Ademov, Michèle Alliot-Marie, Andrea Bocskor, Birgit Collin-Langen, Arnaud Danjean, Michael Gahler, Andrzej Grzyb, Sandra Kalniete, Tunne Kelam, Eduard Kukan, David McAllister, Francisco José Millán Mon, Ramona Nicole Mănescu, Alojz Peterle, Cristian Dan Preda, Tokia Saïfi, Željana Zovko, Jaromír Štětina, Dubravka Šuica

S&D

Francisco Assis, Goffredo Maria Bettini, Victor Boştinaru, Knut Fleckenstein, Eugen Freund, Neena Gill, Ana Gomes, Wajid Khan, Jo Leinen, Arne Lietz, Andrejs Mamikins, Clare Moody, Pier Antonio Panzeri, Ioan Mircea Paşcu, Monika Smolková, Elena Valenciano

VERTS/ALE

Reinhard Bütikofer, Barbara Lochbihler, Tamás Meszerics, Michel Reimon, Alyn Smith, Jordi Solé

3

-

ENF

Jean-Luc Schaffhauser

NI

Georgios Epitideios, Dobromir Sośnierz

7

0

ENF

Mario Borghezio

GUE/NGL

Javier Couso Permuy, Takis Hadjigeorgiou, Sabine Lösing, Sofia Sakorafa, Miguel Urbán Crespo

NI

James Carver

Significato dei simboli utilizzati:

+  :  favorevoli

-  :  contrari

0  :  astenuti

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2018Avvertenza legale - Informativa sulla privacy