Procedura : 2019/0801(NLE)
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Ciclo del documento : A8-0144/2019

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A8-0144/2019

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PV 14/03/2019 - 11.11

Testi approvati :

P8_TA(2019)0213

RELAZIONE     
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1.3.2019
PE 636.090v02-00 A8-0144/2019

sulla raccomandazione del Consiglio relativa alla nomina di un membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea

(05940/2019 – C8-0050/2019 – 2019/0801(NLE))

Commissione per i problemi economici e monetari

Relatore: Roberto Gualtieri

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI PHILIP R. LANE
 ALLEGATO 2: RISPOSTE DI PHILIP R. LANE AL QUESTIONARIO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla raccomandazione del Consiglio relativa alla nomina di un membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea

(05940/2019 – C8-0050/2019 – 2019/0801(NLE))

(Consultazione)

Il Parlamento europeo,

–  vista la raccomandazione del Consiglio in data lunedì 11 febbraio 2019 (05940/2019)(1),

–  visto l'articolo 283, paragrafo 2, secondo comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, a norma del quale è stato consultato dal Consiglio europeo (C8-0050/2019),

–  visto il protocollo (n. 4) sullo statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea, in particolare l'articolo 11.2,

–  visto l'articolo 122 del suo regolamento,

–  vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A8-0144/2019),

A.  considerando che, con lettera del 14 febbraio 2019, il Consiglio europeo ha consultato il Parlamento sulla nomina di Philip R. Lane come membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, per un periodo di otto anni, con effetto a decorrere dal 1º giugno 2019;

B.  considerando che la commissione per gli affari economici e monetari ha valutato le qualifiche del candidato proposto, segnatamente in relazione alle condizioni di cui all'articolo 283, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e all'imperativo di indipendenza totale della BCE quale risultante dall'articolo 130 del trattato; che, nell'ambito di tale valutazione, la commissione ha ricevuto un curriculum vitae nonché le sue risposte al questionario scritto che gli era stato trasmesso;

C.  considerando che la commissione per i problemi economici e monetari ha poi proceduto, il 26 febbraio 2019, a un'audizione del candidato, nel corso della quale egli ha rilasciato una dichiarazione preliminare e ha risposto alle domande rivoltegli dai membri della commissione;

D.  considerando che, nonostante le numerose richieste del Parlamento europeo al Consiglio di affrontare la questione della mancanza di equilibrio di genere in seno al Comitato esecutivo della BCE, il Parlamento deplora che il Consiglio europeo non abbia preso seriamente tale richiesta e chiede che tale richiesta sia rispettata per la prossima nomina; considerando che le donne continuano a essere sottorappresentate nelle posizioni dirigenziali nel settore dei servizi bancari e finanziari; che tutte le istituzioni e gli organi dell'UE e nazionali dovrebbero attuare misure concrete per garantire l'equilibrio di genere;

1.  esprime parere positivo sulla raccomandazione del Consiglio di nominare Philip R. Lane membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea;

2.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al Consiglio europeo, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

(1)

Non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale.


ALLEGATO 1: CURRICULUM VITAE DI PHILIP R. LANE

CURRICULUM VITAE: PHILIP RICHARD LANE, gennaio 2019

Informazioni personali

Data di nascita:  27 agosto 1969

Cittadinanza:      Irlanda

Istruzione

Dottorato, Economia, Università di Harvard, 1995

Master, Economia, Università di Harvard, 1993

Laurea (mod) (Econ.) con lode e medaglia d'oro, Trinity College Dublino, 1991

Carriera professionale

Governatore della Banca centrale d'Irlanda, 2015-.

Professore ordinario di economia politica, Trinity College

Dublino, 2012-2015

Professore di macroeconomia internazionale, Trinity College

Dublino, 2004-2012

Professore associato di economia, Trinity College Dublino

2000-2004

Docente di economia, Trinity College Dublino, 1997-2000.

Professore assistente di economia e affari internazionali,

Columbia University, 1995-1997.

Attività professionali

Presidente, Comitato tecnico consultivo (ATC) del Comitato europeo del rischio sistemico

CERS, 2017-.

Presidente, CERS, Task force di alto livello sugli attivi sicuri del CERS, 2016-2018.

Presidente, Dipartimento per l'esame delle statistiche economiche dell'Ufficio centrale di statistica,

2016.

Presidente, Comitato scientifico consultivo (ASC) del Comitato europeo del rischio sistemico

(CERS), 2015.

Copresidente, task force congiunta "ATC-ASC-CERS" sulle questioni macroprudenziali e

il cambiamento strutturale in un contesto di tasso di interesse basso 2015.

Direttore del Programma macroeconomia e finanza internazionali, Centre for Economic Policy Research (CEPR), 2015; Ricercatore CEPR, 2002,-; Ricercatore affiliato CEPR, 1997-2001.

Presidente, Economics Association, 2012-2014.

Membro, Royal Irish Academy, 2007-.

Membro, Commissione per le politiche e le riforme economiche internazionali (CIEPR),

2012-2015.

Membro, Gruppo Bellagio, 2010-2015.

Membro, Consiglio ESRI, 2010-2016.

Fondatore, The Irish Economy Blog, 2008-.

Membro, Gruppo consultivo accademico, Consiglio di bilancio slovacco, 2013-2015.

Membro, Istituto statistico nazionale, 2009-2013.

Membro, ECB Shadow Council, Handelsblatt, 2005-2007.

Ricercatore internazionale, Istituto di economia mondiale di Kiel, 2005-.

Membro, Comitato di valutazione esterna (Banca di Finlandia 2004,

Banca centrale europea, Banca centrale irlandese 2011/2012/, Banca di Israele 2012

Consulente universitario (Attività primarie):

Banca centrale europea (2006-2007, 2014-2016); Banca dei regolamenti internazionali; Banca del Portogallo (2015); Fondo monetario internazionale (2014): Banca mondiale (2006-2007, 2011, 2014-2015); Autorità monetaria di Singapore (2013); Commissione europea (2012-2013): Federal Reserve Board (2013); Tesoro neo-zelandese (2010-2011); Asian Development Bank (2009-2011);

Commissione paritetica per le finanze e i servizi pubblici dell'Oireachtas (2010); OCSE (2009-2010) SIEPS (2009-2010); NESC (2009); ESRI-Giappone (2007-2009);

Sveriges Riksbank (2005-2006); Consiglio nazionale di competitività sulla competitività dei prezzi e dei salari (2004); Dipartimento del Taoiseach (2002).

Consulente legale occasionale; oratore occasionale in conferenze professionali.

Riconoscimenti, premi e sovvenzioni

Medaglia d'oro in scienze sociali, 2015.

Premio Bhagwati (con Gian Maria Miles-Ferretti), 2010.

Borsa di studio Lamfalussy della BCE, 2004-2005.

Premio tedesco Bernacer in Economia monetaria, 2001.

Premio Barrington 1997-1998.

Gruppo di formazione alla ricerca Harvard-MIT finanziato da FSN in

economia politica positiva, 1994-1995.

Borsa di studio John F. Kennedy Fund, 1994.

Borsa di studio post-universitaria di Harvard, 1991-1995.

Medaglia d'oro, premi Whateley e Bastable in economia,

Trinity College Dublino, 1991 Diploma di primo livello e studente di altissimo livello nella graduatoria relativa ad esami della laurea in economia.

Borsa di studio della Fondazione, Trinity College Dublino. Studente di altissimo livello nella graduatoria relativa ad esami per la borsa di studio.

Entrance Exhibition, Trinity College Dublino, 1987.

Sovvenzioni: Irish Research Council, Institute for New Economic Thinking, Fondation Banque de France, NORFACE, Royal Irish Academy

Profilo accademico

Settori principali di ricerca: macroeconomia internazionale; economia monetaria europea; globalizzazione finanziaria andamento ciclico della politica fiscale, l'economia irlandese.

Pubblicazioni: Journal of the Statistical and Social Inquiry Society of Ireland, Journal of International Economics, Pacific Economic Review, Fiscal Studies, Scandinavian Journal of Economics, International Journal of Central Banking, National Institute Economic Review, World Economics, Economic and Social Review, Open Economies Review, Journal of International Money and Finance, New Zealand Economic Papers, European Economic Review, Moneda y Credito, World Economy, Journal of Economic Perspectives, International Finance, IMF Economic Review, Nordic Economic Policy Review, American Economic Review, Journal of Money, Credit and Banking, Journal of the Japanese and International Economies, Review of Economics and Statistics, Economic Policy, ,The Economic Journal, Journal of Public Economics, NEER Macroeconomics Annual, Oxford Economic Papers, Canadian Journal of Economics, Journal of Development Economics.


ALLEGATO 2: RISPOSTE DI PHILIP R. LANE AL QUESTIONARIO

A.  Esperienze personali e professionali

1.  Potrebbe illustrare i principali aspetti delle Sue competenze professionali in ambito monetario, finanziario e commerciale e i principali aspetti della Sua esperienza a livello europeo e internazionale?

Sono stato Governatore della Banca centrale d'Irlanda dalla fine del 2015. Oltre al mio ruolo in seno al Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE), sono alla guida di un'organizzazione di circa 2000 persone che è responsabile delle funzioni delle banche centrali nazionali e che agisce in qualità di autorità nazionale competente nella vigilanza degli enti creditizi, delle imprese di assicurazione e delle imprese di investimento, essendo al contempo autorità di regolamentazione degli strumenti finanziari e dei mercati e autorità nazionale di condotta finanziaria. La Banca centrale d'Irlanda è anche l'autorità macroprudenziale nazionale, l'autorità nazionale di risoluzione e l'operatore del sistema nazionale di assicurazione dei depositi. Questo ampio mandato significa che ho avuto un coinvolgimento diretto in un'ampia gamma di questioni normative, oltre alle mie funzioni legate alle banche centrali.

Dal 1995 al 2015, sono stato un economista accademico, con una ricerca incentrata sulla globalizzazione finanziaria e sull'integrazione monetaria europea. La natura empirica e l'orientamento strategico della mia ricerca hanno generato molte collaborazioni e interazioni con le istituzioni politiche sin dalla metà degli anni '90, tra cui la BCE, la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale, l'OCSE e la Banca dei regolamenti internazionali (BRI). Nel 2001 ho avuto l'onore di essere il primo a ricevere il Premio Bernacer tedesco per "contributi straordinari all'economia monetaria europea".

Nel corso della mia carriera ho contribuito ampiamente alle implicazioni macro-finanziarie dell'Unione monetaria con tra cui una serie di articoli nel periodo 1996-1998 sulle sfide macroeconomiche affrontate dall'Irlanda nell'ambito dell'Unione monetaria, con numerosi articoli sull'impatto dell'unione monetaria sulla crescita dei flussi finanziari transfrontalieri e sugli squilibri esterni e con due importanti articoli (2006, 2012) sulla zona euro per il Journal of Economic Perspectives, la rivista programmatica dell'Associazione economica americana. L'articolo del 2006 illustrava i rischi che un periodo di turbolenza finanziaria poteva comportare per la stabilità della zona euro e indicava i tipi di intervento necessari in tale scenario.

2.  Detiene partecipazioni finanziarie in un'impresa o impegni di altra natura suscettibili di confliggere con le Sue future funzioni? Sussistono altri fattori di rilievo, personali o di altra natura, di cui il Parlamento dovrebbe tenere conto in sede di valutazione della Sua nomina?

No.

3.  Quali sarebbero gli obiettivi guida che perseguirebbe durante il suo mandato alla Banca centrale europea?

La mia ferma convinzione è che l'Unione monetaria possa fornire una solida piattaforma per la stabilità e la prosperità in Europa. Svolgendo il proprio mandato, la BCE svolge un ruolo centrale nel sostenere il successo dell'Unione monetaria. In quanto membro del Comitato esecutivo, il mio obiettivo primario sarà quello di garantire che la BCE adempia al proprio mandato, come stabilito dai trattati dell'UE. Inoltre, è di fondamentale importanza che i membri del Comitato esecutivo rafforzino la fiducia generale nella BCE in quanto istituzione che è al servizio dell'interesse pubblico europeo. Internamente, i membri del Comitato esecutivo dovrebbero mantenere una cultura organizzativa che promuova l'eccellenza e fornisca al suo personale un ambiente di lavoro gratificante.

B.  Politica monetaria della BCE

4.  Quale politica monetaria dovrebbe portare avanti la BCE nelle attuali condizioni macroeconomiche? Come vede le prestazioni della BCE per quanto riguarda la realizzazione del suo obiettivo primario di mantenere la stabilità dei prezzi?

La BCE dovrebbe condurre la sua politica monetaria nelle attuali condizioni macroeconomiche in linea con il suo mandato primario di mantenere la stabilità dei prezzi nella zona euro, come stabilito dal trattato. A livello operativo, si tratta di mantenere i tassi di inflazione ad un livello inferiore, ma prossimo, al 2 % nel medio periodo. Realizzando questo mandato, la BCE può consentire ai cittadini europei di elaborare piani economici e finanziari in un contesto monetario stabile, garantendo al contempo che le imprese e gli investitori possano concentrarsi sulla soluzione dei problemi economici fondamentali senza sottrarre risorse per gestire l'instabilità monetaria.

In linea di massima, la BCE è riuscita a rispettare il proprio mandato in materia di stabilità dei prezzi fino alla crisi finanziaria, avvalendosi dei propri strumenti convenzionali di politica monetaria. Da allora, il perseguimento di tale obiettivo ha richiesto l'adozione di misure non convenzionali. Nella mia valutazione, la strategia attuale, che riunisce: a) il tasso sui depositi negativi a meno 40 punti base; b) il programma di acquisto di attività (PAA); c) indicazioni prospettiche sui tassi di interesse e i reinvestimenti; e d) operazioni quali le operazioni mirate di rifinanziamento a lungo termine (OMRLT) — è stata efficace nel fornire l'accomodamento monetario necessario per promuovere la ripresa economica, fissare le aspettative di inflazione, eliminare il rischio di deflazione e, nel tempo, garantire che l'inflazione sia in linea con l'obiettivo della BCE.

Le decisioni relative alla ricalibrazione delle misure a dicembre 2015, marzo 2016, dicembre 2016, ottobre 2017 e dicembre 2018 si basavano sulle letture dei dati economici e finanziari in entrata (nei confronti sia della zona euro che della più ampia economia globale), nonché sulla valutazione dell'efficacia e delle limitazioni dei vari strumenti possibili di politica monetaria. Questa combinazione di analisi quantitative e l'impiego dei modelli economici necessari per valutare le diverse opzioni strategiche ha consentito al consiglio direttivo di adottare le proprie decisioni in modo rigoroso e suffragato dai dati, ben compreso anche dagli operatori di mercato. La BCE dovrebbe continuare a condurre una politica monetaria in tal senso.

5.   Come intende rispondere alle critiche nei confronti dei bassi tassi di interesse e dei loro effetti? Come valuta l'equilibrio tra gli effetti involontari della politica dei tassi di interesse della BCE e la convergenza verso il tasso d'inflazione previsto a medio termine?

La BCE cerca di mantenere la stabilità dei prezzi nel medio termine A sua volta, la stabilità dei prezzi a medio termine è una base importante per ottenere buoni risultati economici, riducendo l'incertezza che grava sulle imprese e sulle famiglie.

L'attuale pacchetto di misure è una reazione proporzionata alle condizioni post-crisi a cui ha risposto, in cui emergevano pressioni deflazionistiche mentre l'entità della crisi aveva già spinto verso il basso i tassi di interesse. È chiaramente importante sorvegliare i potenziali effetti collaterali derivanti da condizioni monetarie di accomodamento in relazione ai rischi per la stabilità finanziaria. Sono, inoltre, disponibili strumenti di politica macroprudenziale per contenere tali rischi.

In relazione all'impatto sulla distribuzione del reddito e della ricchezza, il contributo positivo dell'accomodamento monetario alla riduzione della disoccupazione (e a salari più alti) è di grande rilevanza. Inoltre, così come l'accomodamento monetario potenzia i prezzi degli attivi, vi è una compensazione durante le fasi di stretta monetaria, cosicché è importante riconoscere la differenza tra i cambiamenti temporanei e quelli permanenti della distribuzione.

6.  Qual è il Suo punto di vista sull'eterogeneità delle condizioni monetarie e dell'accesso al credito nella zona euro e il relativo impatto sull'uniformità della politica monetaria della BCE?

I tassi creditori per le famiglie e le imprese non finanziarie sono diminuiti in modo significativo dal 2014. L'eterogeneità transnazionale dei tassi creditori è notevolmente diminuita. Le condizioni di prestito continuano a migliorare: l'indagine sull'accesso ai finanziamenti delle imprese (SAFE) dimostra che le PMI hanno continuato a indicare miglioramenti nella disponibilità di fonti di finanziamento esterne, tra cui una maggiore disponibilità delle banche ad estendere il credito(1).

Queste condizioni di finanziamento più accomodanti hanno a loro volta sostenuto la ripresa della crescita dei prestiti dal 2014, ripresa che è recentemente proseguita. La crescita dei prestiti alle società non finanziarie (SNF) (4 per cento su base annua nel dicembre 2018) e alle famiglie (3.3 per cento su base annua nel dicembre 2018) riflette la trasmissione di misure di politica monetaria.(2) Anche la domanda di prestiti da parte di imprese e famiglie ha continuato ad aumentare nel quarto trimestre del 2018 e fornisce un sostegno costante alla ripresa della crescita dei prestiti.(3) Tale aumento è dovuto principalmente al basso livello generale dei tassi di interesse, delle scorte e del capitale circolante, dell'attività F&A, delle prospettive favorevoli del mercato immobiliare e della fiducia dei consumatori.

Nel complesso, negli ultimi anni la crescita modesta del finanziamento del debito, la solida crescita economica e il recupero dei processi patrimoniali, sostenuti anche dall'accomodamento della politica monetaria, hanno facilitato la necessaria riduzione della leva finanziaria del settore delle imprese a livello di eurozona. Il processo di riduzione della leva finanziaria delle società non finanziarie, tuttavia, ha subito una battuta d'arresto nel 2018, come si evince da un leggero aumento della leva finanziaria delle società non finanziarie e un elevato volume di debito continua a pesare sul settore.(4)

A livello più generale, è importante riconoscere che una politica monetaria comune non garantisce condizioni di credito identiche nella zona euro. Le condizioni del credito dipendono, piuttosto, anche dai premi di rischio locale, dal livello locale di pressione concorrenziale nel sistema finanziario nazionale e da fattori istituzionali quali la capacità del sistema giuridico di gestire prestiti problematici.

7.  Negli ultimi dieci, anni si è registrato un aumento delle disparità in termini di risultati economici tra la parte centrale e la periferia dell'UEM. Guardando al futuro, diversi Stati membri dell'UE si stanno preparando ad aderire alla zona euro. In che modo prevede di evitare ulteriori divergenze tra gli Stati membri della zona euro nel prossimo decennio, considerando che diversi Stati candidati hanno economie più deboli? Qual è lo scenario economico preferito per l'allargamento della zona euro?

Non esiste uno scenario economico specifico per l'allargamento della zona euro. Si prevede che tutti gli Stati membri dell'UE senza opt-out adotteranno l'euro prima o poi. Quando ciò avverrà dipenderà da due fattori: in primo luogo, dalle strategie nazionali di adozione dell'euro e, in secondo luogo, dalla disponibilità ad adottare l'euro, come valutato sulla base dei criteri di convergenza stabiliti nei trattati dell'UE.

La BCE e la Commissione europea valutano periodicamente i progressi compiuti da ciascuno Stato membro non appartenente alla zona euro verso il rispetto dei criteri previsti dal trattato per l'adozione dell'euro, come articolati nelle relazioni sulla convergenza. Un criterio riguarda la partecipazione di uno Stato membro, da almeno due anni, al meccanismo di cambio (ERM), l'ERM II, senza svalutazioni nei confronti dell'euro. Attualmente vi è consenso sul fatto che, per ciascuno Stato membro candidato, tale partecipazione debba essere decisa sulla base di tre fattori: in primo luogo, tenendo debitamente conto degli insegnamenti tratti dalla crisi della zona euro; in secondo luogo, prestando la dovuta attenzione al fatto che l'introduzione dell'euro comporta ora anche l'adesione all'Unione bancaria; infine, l'attuazione di tutte le misure politiche specifiche per paese che consentano un'agevole partecipazione all'ERM II e, successivamente, alla zona euro.

Inoltre, è importante riconoscere che molto è stato appreso dai cicli di forte espansione e repentina contrazione registrati durante i primi dieci anni dell'euro. In particolare, è essenziale che le politiche nazionali di bilancio e macroprudenziali contengano divergenze nei cicli finanziari nei vari paesi.

8.  Come vede la sequenza/tempistica della normalizzazione della politica monetaria della BCE, anche in considerazione del contesto internazionale? Quale prevede possa essere il risultato della nuova strategia di investimento del PAA sui mercati? In che modo inciderà sul pacchetto di strumenti monetari in caso di peggioramento delle condizioni generali?

Per quanto riguarda le future misure di politica monetaria, le nostre indicazioni prospettiche, sia per quanto riguarda i tassi strategici che il reinvestimento, sono molto chiare. La nostra politica è dipendente dai dati e dipenderà dalle prospettive in materia di inflazione. A questo proposito, il grado di accomodamento sarà determinato da quanto necessario per garantire il proseguimento di una costante convergenza dell'inflazione a livelli inferiori, ma prossimi, al 2 % nel medio termine. La nostra valutazione dell'efficacia e dell'impatto degli strumenti politici tiene conto della nostra lettura dei dati economici e finanziari nazionali e internazionali.

Il reinvestimento del consistente stock di attività rafforza la prosecuzione dell'erogazione di un sostegno finanziario significativo alla politica monetaria attraverso le nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse. Continueremo la nostra politica di reinvestimento per tutto il tempo necessario a garantire che l'inflazione continui a convergere in modo sostenibile verso il nostro obiettivo.

Disponiamo, nel nostro pacchetto di strumenti di politica monetaria, di opzioni sufficienti per reagire con lo stimolo monetario adeguato qualora fosse necessario.

9.  Come intende assicurare la trasparenza riguardo all'attuazione del programma di acquisto di attività? È d'accordo sul fatto che ci potrebbe essere più trasparenza circa l'ABSPP e il CBPP3?

Nell'elaborazione degli strumenti di politica monetaria o della strategia per la loro attuazione, dobbiamo sempre trovare un equilibrio tra efficacia e trasparenza. Nei casi dell'ABSPP e del CBPP3, la BCE è già estremamente trasparente e pubblica una notevole quantità di informazioni, tra cui: partecipazioni mensili dell'Eurosistema, acquisti netti e la suddivisione tra acquisti sul mercato primario e sul mercato secondario.

La divulgazione di dati dettagliati sui titoli detenuti nell'ambito dei vari programmi deve essere ponderata rispetto alle conseguenze negative che compromettono l'efficacia dei programmi. Per taluni programmi PPA, si prevede che siano contenute. Per questo motivo, il grado di trasparenza per il CSPP e il PSPP è attualmente molto elevato, anche considerando che i titoli acquistati nell'ambito di tali programmi sono disponibili ai fini del prestito di titoli. Per altri programmi, una divulgazione supplementare può portare gli operatori del mercato a trarre conclusioni circa le partecipazioni dell'eurosistema e portare i partecipanti ad adeguare il loro comportamento sulla base di tali informazioni. Inoltre, occorre tenere conto del fatto che la pubblicazione di ulteriori dati potrebbe falsare la concorrenza e compromettere l'integrità del mercato.

10.  Quali sono le condizioni da rispettare per gestire un aumento del tasso di interesse senza produrre effetti negativi sui soggetti sovrani e sui mercati? Quanto di questo rientra tra le competenze della BCE e dove vede la responsabilità degli Stati membri e degli operatori di mercato?

Continuiamo a prevedere che i tassi di interesse della BCE rimangano ai livelli attuali almeno per tutta l'estate del 2019 e, in ogni caso, per tutto il tempo necessario a garantire una costante e prolungata convergenza dell'inflazione a livelli inferiori ma prossimi al 2% a medio termine. È vero che le informazioni ricevute hanno continuato ad essere meno solide del previsto a causa di una domanda esterna più debole e di alcuni fattori specifici per paese e per settore. La nostra politica monetaria rimane tuttavia adeguata per due motivi. In primo luogo, condizioni di finanziamento molto favorevoli, dinamiche favorevoli del mercato del lavoro e crescita dei salari continuano a sostenere l'espansione economica in corso e quindi la fiducia nella convergenza dell'inflazione verso il nostro obiettivo. In secondo luogo, la nostra politica monetaria continua a essere estremamente accomodante grazie alle nostre indicazioni prospettiche sui tassi strategici e i reinvestimenti.

In termini di condizioni che devono essere soddisfatte, il nostro approccio è duplice. Utilizziamo una componente su base cronologica — "durante l'estate" — e abbiamo anche un elemento dipendente dalla situazione — "per tutto il tempo necessario a garantire una prolungata convergenza costante dell'inflazione".

Per quanto riguarda il ruolo degli operatori del mercato, la componente statale delle nostre indicazioni prospettiche prevede che i mercati leggano l'economia e adeguino di conseguenza le loro aspettative sui tassi. Questo aggiustamento delle aspettative sui tassi allinea i tassi di interesse di mercato con il modo in cui il mercato legge la nostra funzione di reazione. La componente statale garantisce inoltre che l'indebolimento delle prospettive si rifletta in tassi di interesse più favorevoli e, quindi, in condizioni di finanziamento più facili. Le nostre indicazioni prospettiche sui tassi sono ulteriormente rafforzate dai reinvestimenti del consistente stock di attività acquisite, in quanto abbiamo collegato l'orizzonte di reinvestimento previsto alla tempistica di innalzamento dei tassi, il che rafforza l'impatto delle nostre linee guida sulle condizioni finanziarie, in quanto le aspettative del mercato per l'orizzonte di reinvestimento evolvono in linea con le aspettative per la data di innalzamento dei tassi.

Gli Stati membri hanno responsabilità chiare, tra l'altro per quanto riguarda le politiche fiscali nazionali, la cui prudente gestione può fornire un importante fattore stabilizzante in caso di crisi, nonché il loro impegno nei confronti dell'euro e del completamento dell'UEM, che assicurano fiducia nella valuta e rendono il complesso della zona euro più resistente agli shock.

11.  A Suo parere, come può la BCE contribuire alla crescita economica e alla piena occupazione nel pieno rispetto del suo obiettivo principale, ossia mantenere la stabilità dei prezzi? A Suo avviso, quali altre misure di politica monetaria potrebbero migliorare gli effetti positivi della politica monetaria sull'economia reale? Quale ruolo svolgono le riforme strutturali negli Stati membri per le politiche monetarie e viceversa?

L'obiettivo primario dell'Eurosistema e della politica monetaria unica è il mantenimento della stabilità dei prezzi, come previsto dal trattato sul funzionamento dell'Unione europea, articolo 127, paragrafo 1. La politica monetaria può influenzare l'attività reale nel breve periodo. Mentre una cattiva attuazione della politica monetaria può danneggiare i risultati a lungo termine generando un'eccessiva volatilità, gli standard di vita a lungo termine dipendono in ultima analisi da determinanti non monetarie come la produttività.

Detto questo, il nostro mandato è quello di garantire la stabilità dei prezzi a medio termine e la durata a medio termine varia in funzione degli shock che potrebbero nel tempo colpire l'economia. Quando uno shock colpisce la domanda aggregata, in modo tale che uno shock negativo provochi sia una recessione economica che un calo dell'inflazione al di sotto dell'obiettivo, l'orizzonte è più breve e la nostra strategia ci obbliga a dare una risposta più incisiva in termini di politica monetaria Ripristinare la stabilità dei prezzi, in questo caso, contribuisce anche a colmare il divario di output. Quando lo shock colpisce l'offerta - ad esempio uno shock sui prezzi dell'energia che porta l'inflazione a superare l'obiettivo e colpisce l'output - vi è un compromesso tra inflazione e crescita. In questo caso l'orizzonte strategico a medio termine è più lungo e la nostra strategia richiede pazienza. Ne consegue che, nel calibrare la nostra risposta di politica monetaria al mutevole stato dell'economia, prendiamo in considerazione sia la crescita economica che la disoccupazione, anche se il nostro obiettivo primario è espresso solo in termini di stabilità dei prezzi.

Le politiche che stimolano l'innovazione e gli investimenti, rafforzano la resilienza economica e il potenziale di crescita dell'economia sono importanti per determinare il potenziale di crescita a lungo termine dell'economia dell'eurozona e il tasso di rendimento di lungo periodo. Come tale, esiste una chiara relazione tra il potenziale di crescita dell'economia e il livello adeguato dei tassi di interesse a medio termine.

Nell'altra direzione, l'efficace conseguimento della stabilità dei prezzi nel medio termine riduce l'incertezza e consente alle imprese e alle famiglie di effettuare gli investimenti a lungo termine necessari per massimizzare il potenziale di crescita, con il sostegno di quadri strategici adeguati alla crescita.

12.  Quali sono, a Suo avviso, i rischi associati al programma di acquisto per il settore societario (CSPP)? Ravvisa eventuali effetti distorsivi sulla concorrenza nel mercato unico? In che modo, a Suo parere, è possibile ridurre al minimo gli eventuali effetti distorsivi del CSPP?

Il CSPP ha corroborato il trasferimento delle misure di politica monetaria dell'Eurosistema all'economia reale, contribuendo ad allentare le condizioni di finanziamento per le imprese della zona euro, compresa la riduzione dei differenziali di rendimento sulle obbligazioni societarie, il miglioramento delle condizioni di offerta sul mercato primario di dette obbligazioni e, attraverso un meccanismo di sostituzione, l'aumento dei prestiti bancari alle controparti non finanziarie che non hanno accesso a finanziamenti basati su obbligazioni, tra cui le PMI.

Nel perseguire l'obiettivo di mantenere la stabilità dei prezzi, la BCE ha il compito di agire in conformità del principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, favorendo un'efficiente ripartizione delle risorse. Di conseguenza, la BCE mira ad attuare il PPA in maniera neutrale dal punto di vista del mercato e, pertanto, gli acquisti nel quadro del CSPP sono effettuati secondo un parametro di riferimento che riflette proporzionalmente il valore di mercato delle obbligazioni idonee.

Il flottante del mercato delle obbligazioni societarie rimane relativamente considerevole, il che attenua le preoccupazioni circa l'eventualità che il programma incida negativamente sul funzionamento del mercato. Le fluttuazioni dei differenziali in mercati tradizionalmente connessi risultano ampiamente costanti grazie al canale di riequilibrio del portafoglio, il che dimostra che il mercato continua a funzionare in maniera efficiente. Il monitoraggio attento e continuo delle dinamiche di mercato dovrebbe garantire la possibilità di ridurre al minimo qualsiasi potenziale effetto distorsivo.

13.  Ritiene necessario integrare l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e quali condizioni dovrebbero essere soddisfatte per garantire la conformità con il mandato della BCE e il quadro di gestione del rischio? In che modo dovrebbe agire la BCE al fine di allineare le attività che detiene con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e le disposizioni dell'accordo di Parigi sul clima?

È importante che tutte le istituzioni, pubbliche e private, riconoscano pienamente la sfida posta dai cambiamenti climatici e agiscano nell'ambito delle loro competenze e dei loro mandati per sostenere le politiche che mirano ad affrontarla. Senza intaccare il mandato di mantenimento della stabilità dei prezzi conferito alla BCE, è possibile prendere in considerazione altri obiettivi dell'Unione, compresa la protezione dell'ambiente.

La politica monetaria della BCE si basa principalmente sul mandato relativo al mantenimento della stabilità dei prezzi. L'attuazione del PAA è guidata dal principio della neutralità del mercato e non opera discriminazioni né positive né negative sulla base di criteri ambientali o di qualsivoglia altra natura. I criteri di ammissibilità per il PAA sono intenzionalmente definiti in senso ampio al fine di fornire un'ampia gamma di titoli acquistabili per garantire la massima efficacia del programma ed evitare distorsioni di specifici segmenti di mercato. Nonostante la sua politica monetaria non presenti un obiettivo ambientale esplicito, la BCE detiene una notevole quantità di obbligazioni verdi nell'ambito dei suoi programmi d'acquisto sia per il settore pubblico che per quello societario.

Inoltre, al di là del portafoglio relativo alla politica monetaria, vi è la possibilità di integrare considerazioni relative alla politica ambientale.

È apprezzabile che la BCE lo scorso anno abbia aderito alla rete per l'inverdimento del sistema finanziario. Ritengo sia particolarmente importante che le banche centrali e le autorità di vigilanza sviluppino pratiche comuni di vigilanza e macroprudenziali per rispondere ai rischi climatici e ambientali. A tale riguardo è di notevole importanza che sia sviluppata una tassonomia comune delle attività sostenibili. La recente iniziativa della Commissione europea in tal senso è pertanto da accogliere con favore, così come le proposte per rafforzare la divulgazione di informazioni sulla sostenibilità, che dovrebbero contribuire a una migliore determinazione dei prezzi dei rischi ambientali.

14.  Di recente ha tenuto una conferenza sul tema "I cambiamenti climatici e il sistema finanziario irlandese", in cui ha affermato che "le banche centrali svolgono un ruolo guida nel garantire che i cambiamenti climatici costituiscano una priorità strategica per il sistema finanziario nel suo complesso". In che modo garantirebbe che la BCE sia all'altezza di tale ruolo guida in generale e, nello specifico, in che modo cercherebbe di attenuare i rischi climatici da Lei descritti nel corso del suo intervento nel quadro del bilancio della BCE?

Le banche centrali e, più in generale, le autorità di regolamentazione rivestono un ruolo cruciale nell'individuazione dei rischi finanziari, tra cui quelli derivanti dai cambiamenti climatici. Hanno altresì il compito di fornire un quadro chiaro a sostegno del riorientamento dei flussi finanziari e di attenuare tali rischi. Un quadro politico chiaro è un presupposto indispensabile per finanziare l'ecologizzazione della nostra economia ed estendere l'uso dei criteri ambientali, sociali e legati alla governance da parte delle istituzioni pubbliche e private.

Le banche centrali possono fornire analisi e ricerche accurate su tali aspetti del cambiamento climatico. Tale ruolo rientra ampiamente nei mandati delle banche centrali, dato che i cambiamenti climatici possono influenzare il modo in cui è condotta la politica monetaria agendo sulla frequenza e sulla distribuzione degli shock economici e condizionando potenzialmente le aspettative di inflazione di medio termine: 1) gli shock climatici più frequenti possono maggiormente confondere l'analisi delle pressioni inflazionistiche a medio termine; 2) un aumento dei rischi di coda potrebbe comportare in futuro una maggiore frequenza dei casi in cui i tassi di interesse raggiungono il valore limite inferiore; e 3) le incertezze relative alla velocità e alla portata della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio possono potenzialmente influire sulle aspettative di inflazione a medio termine. La politica monetaria della BCE si basa principalmente sul mandato relativo al mantenimento della stabilità dei prezzi. Tuttavia, per quanto riguarda i portafogli di politica non monetaria, sarebbe opportuno vagliare l'integrazione dei criteri ambientali, sociali e legati alla governance.

15.  Come valuta l'attuale aumento della quota del programma di acquisto per il settore societario sul mercato primario e, allo stesso tempo, l'attuale calo della quota del programma di acquisto del settore pubblico sul mercato secondario?

La fine del PAA non significa smettere di essere accomodanti: le nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse principali della BCE, rafforzati dai reinvestimenti del considerevole stock di attività acquisite, continuano a fornire il grado di adeguamento monetario necessario per garantire una convergenza duratura dell'inflazione verso il nostro obiettivo. Nel corso della riunione svoltasi nel giugno 2018 abbiamo avviato una rotazione dei nostri strumenti di politica dal programma di acquisto di attività verso strumenti di politica monetaria più convenzionali, quali i tassi di interesse di politica monetaria e gli orientamenti per la loro probabile evoluzione futura. Tale rotazione sottolinea che i tassi di interesse di riferimento della BCE e le relative indicazioni prospettiche sulla loro probabile evoluzione costituiscono lo strumento principale per adeguare l'orientamento della politica monetaria per l'avvenire.

Ciò è rafforzato dalle nostre indicazioni prospettiche in materia di reinvestimenti, attraverso le quali è stato possibile collegare la prospettiva di reinvestimento al momento della rimozione del tasso di politica monetaria. Tali "orientamenti concatenati" rafforzano l'impatto della nostra guida sul tasso delle condizioni finanziarie, in quanto le aspettative del mercato per l'orizzonte di reinvestimento si evolveranno in linea con le aspettative per la data di rimozione dei tassi. Il flottante del mercato delle obbligazioni societarie rimane relativamente consistente, il che attenua le preoccupazioni circa l'impatto negativo del programma sul funzionamento del mercato.

16.  Qual è il Suo parere sull'erogazione del sostegno di emergenza alla liquidità (ELA)? Che cosa potrebbe essere migliorato nel processo decisionale relativo alla concessione dell'ELA?

Attualmente la responsabilità per l'erogazione dell'ELA, compresi i costi e i rischi associati da essa derivanti, si colloca a livello nazionale ricadendo sulle banche centrali nazionali interessate, in linea con la rispettiva legislazione nazionale. Il ruolo della BCE, sulla base dell'articolo 14, paragrafo 4, dello statuto del SEBC, si limita pertanto ad assicurare che le disposizioni sulla liquidità di emergenza non interferiscano con i compiti e gli obiettivi del SEBC. Guardando al futuro, il processo decisionale sulla concessione dell'ELA dovrebbe evolversi al ritmo dei progressi compiuti nella costruzione di un'unione bancaria completa.

17.  Dovremmo preoccuparci degli attuali livelli di squilibri dei saldi Target?

Da numerose analisi tecniche emerge chiaramente che l'attuale livello degli squilibri dei saldi Target rispecchia principalmente la meccanica dei programmi di acquisto di attività. L'attuazione decentrata della politica monetaria implica che gli acquisti e i reinvestimenti nel quadro del PAA vengano effettuati da tutte le banche centrali nazionali. Il più delle volte, tali acquisti sono eseguiti da controparti situate al di fuori del paese della rispettiva banca centrale nazionale. Ogni volta che i pagamenti effettuati dalle banche centrali per i titoli acquistati sono regolati a livello transfrontaliero, è possibile che siano influenzati i saldi TARGET2. Poiché gli acquisti di attività nette si sono conclusi lo scorso anno, è meno probabile che i saldi TARGET2 continuino a crescere notevolmente, anche se potrebbero rimanere elevati per un certo periodo di tempo, visto che continueremo a reinvestire i rimborsi in conto capitale in scadenza. I saldi intrasistemici costituiscono una caratteristica intrinseca di qualsivoglia unione monetaria decentrata. Nel complesso, non sono indice di un incremento delle tensioni sui mercati finanziari, di un aumento della frammentazione o di un'evoluzione insostenibile della bilancia dei pagamenti.

18.  Quali sono i rischi per la stabilità monetaria legati allo sviluppo delle valute virtuali come Bitcoin? Quale ruolo ritiene debba svolgere la BCE nell'affrontare le valute virtuali?

Mi unisco al consenso prevalente secondo cui il ruolo delle valute virtuali private è molto limitato. Più in generale, le criptovalute non pongono attualmente un rischio materiale per il sistema finanziario o la stabilità monetaria dell'UE. Tuttavia, il monitoraggio continuo delle criptovalute è necessario al fine di valutare i rischi che esse possono comportare per la stabilità finanziaria e le eventuali ripercussioni negative sull'uso dell'euro, sulla conduzione della politica monetaria e sulla sicurezza e l'efficienza delle infrastrutture di mercato e dei pagamenti.

L'innovazione tecnologica racchiude il potenziale di aumentare l'efficienza dei mercati finanziari. Purché siano mantenute condizioni di parità, sia le imprese FinTech che le banche possono beneficiare delle opportunità derivanti dall'innovazione tecnologica. In questo contesto occorre essere vigili anche a riguardo della necessità di armonizzare, onde evitare la frammentazione dovuta all'adozione di quadri normativi divergenti per il settore delle tecnologie finanziarie. Per quanto riguarda il ruolo che la BCE dovrebbe svolgere, le criptovalute potrebbero potenzialmente interessare molti aspetti del suo lavoro, per cui è giustificato un attento monitoraggio degli sviluppi per tenersi al passo con le rilevanti evoluzioni e analizzare le potenziali implicazioni per la politica monetaria e i rischi che essi possono comportare per il lineare funzionamento delle infrastrutture di mercato e dei pagamenti, nonché per la stabilità del sistema finanziario.

19.  In che modo valuta le interazioni tra sistemi di pagamento e politica monetaria? Quale dovrebbe essere il ruolo della BCE, in qualità di banca centrale di emissione, sulla sorveglianza delle CCP? Quali disposizioni giuridiche a tal riguardo dovrebbe contenere l'emendamento all'articolo 22 dello statuto del SEBC e della BCE?

La compensazione a livello centrale offre importanti vantaggi per migliorare la stabilità dei mercati finanziari. Al contempo, il ruolo centrale svolto dalle CCP rende essenziali la vigilanza normativa e il fatto che le banche centrali abbiano una funzione di rilievo. La proposta di revisione del regolamento EMIR e dello statuto è pienamente coerente con l'obiettivo di rafforzare il ruolo delle banche centrali dell'UE e di dotarle degli strumenti adeguati per monitorare e affrontare i rischi per l'adempimento dei loro mandati di politica monetaria. È altresì essenziale che le banche centrali dispongano di garanzie minime relativamente alle CCP cui potrebbero dover fornire liquidità in determinate situazioni.

Se adottato dai legislatori dell'UE, l'emendamento proposto all'articolo 22 dello statuto SEBC e della BCE consentirebbe a quest'ultima di svolgere il proprio ruolo nella gestione dei rischi che le CCP possono comportare per i suoi compiti di politica monetaria. Mantiene inoltre l'indipendenza della BCE e la sua ampia discrezionalità nel definire la portata della sua politica monetaria. Analogamente a quanto avviene per tutti i compiti espletati dalla BCE, quelli svolti nei confronti delle CCP sarebbero soggetti a pieno controllo di legittimità e la BCE sarebbe tenuta ad agire in modo proporzionale e nell'ambito delle competenze previste dal trattato.

20.  Quali sono i rischi connessi alla Brexit per la stabilità finanziaria?

È stato svolto un notevole lavoro per affrontare l'effetto "precipizio" di una Brexit senza accordo. Le autorità di regolamentazione hanno esercitato pressioni affinché si lavorasse per garantire che le imprese abbiano intrapreso le azioni legali necessarie per garantire che i clienti dell'UE continuino a essere serviti dopo il recesso del Regno Unito. La Commissione europea, dal canto suo, ha adottato diverse misure in considerazione dell'importanza del riconoscimento temporaneo delle infrastrutture di mercato con sede nel Regno Unito per i casi in cui non è possibile effettuare un passaggio ad alternative UE nel breve periodo.

Di conseguenza, ritengo che i principali rischi da associare all'impatto macrofinanziario della Brexit siano le implicazioni per il ciclo economico del Regno Unito, per il tasso di cambio euro-sterlina e per i prezzi delle attività nel Regno Unito, nonché l'impatto secondario sulle regioni dell'Unione europea più esposte all'economia britannica. Sebbene le suddette implicazioni possano risultare considerevoli a livello locale, è probabile che l'impatto macrofinanziario della Brexit a livello dell'UE-27 sia contenuto viste le dimensioni limitate del Regno Unito rispetto all'UE-27.

21.  Quale ruolo dovrebbe svolgere a Suo avviso la BCE nel contesto di un possibile rallentamento della crescita nei prossimi trimestri?

Le informazioni ricevute hanno continuato ad essere meno solide del previsto a causa di una domanda esterna più debole e di alcuni fattori specifici per paese e per settore. L'ultima valutazione del Consiglio direttivo della BCE ha rilevato che stimolare in maniera significativa la politica monetaria rimane essenziale per sostenere l'ulteriore aumento delle pressioni sui prezzi interni e l'andamento dell'inflazione complessiva sul medio termine. Ciò sarà garantito dalle nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse di riferimento della BCE, rafforzati dai reinvestimenti del consistente stock di attività acquisite. Il Consiglio direttivo ha inoltre dichiarato di essere pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, laddove necessario, per garantire che l'inflazione continui a progredire in maniera sostenuta verso l'obiettivo da esso fissato in materia. È opportuno che la risposta a un rallentamento sia completata anche da una reazione adeguata in termini di politiche di bilancio e di altre politiche di incentivi.

22.  Ritiene che la BCE possa trovarsi "a corto di munizioni" in caso di un'altra grave recessione? La BCE potrebbe, secondo Lei, sviluppare nuovi strumenti di politica monetaria non convenzionali?

Come da sempre chiarito nelle nostre comunicazioni strategiche, il Consiglio direttivo può reagire a una significativa recessione attraverso un pacchetto di misure che attinge a diversi elementi degli strumenti politici. Così come l'attuale strategia beneficia delle complementarità tra i diversi elementi attuali del pacchetto politico, l'elaborazione di una risposta adeguata a una recessione significativa può basarsi su una serie di opzioni.

23.  In che modo è possibile migliorare il quadro di governance economica e in particolare la sua attuazione? Cosa sarebbe necessario per approfondire l'UEM? Ritiene che il cosiddetto "triangolo virtuoso" ai cui vertici si collocano investimenti, riforme strutturali e riforme delle finanze pubbliche dovrebbe comprendere anche misure per bilanciare gli squilibri causati dai diversi sistemi fiscali degli Stati membri?

Negli ultimi anni, il quadro di governance dell'UEM si è evoluto sotto diversi aspetti. A un livello, si è registrato un notevole aumento della sovranità condivisa attraverso l'istituzione e lo sviluppo dell'SSM, del comitato di risoluzione unico (SRB) e del meccanismo europeo di stabilità (MES). L'equilibrio tra il metodo comunitario e gli approcci intergovernativi nella governance delle istituzioni condivise dovrebbe evolversi in linea con l'attenuazione delle asimmetrie finanziarie tra gli Stati membri e la ricostruzione della fiducia reciproca.

Per quanto riguarda l'approfondimento dell'UEM, il completamento dell'unione bancaria può contribuire in maniera incisiva al miglioramento della resilienza dell'unione monetaria, con un ulteriore potenziamento mediante l'unione dei mercati dei capitali. È chiaro inoltre che, purché sia raggiunto il consenso politico necessario per garantirne la legittimità, i meccanismi di condivisione dei rischi fiscali sarebbero utili anche per migliorare la resilienza, soprattutto in relazione ai grandi shock. Esistono molte opzioni per sviluppare tali sistemi di condivisione dei rischi fiscali in termini di implicazioni per i regimi fiscali e di previdenza sociale nazionali.

Il decentramento della politica fiscale richiede sempre compromessi in termini di regime fiscale e rilevanza per l'UEM. Ciò vale a livello regionale nei sistemi federali e a livello nazionale, sia all'interno dell'Unione europea che a livello globale. Sebbene tali tensioni esistano per la tassazione gravante sui lavoratori e sui beni e i servizi, il dibattito più acceso riguarda la tassazione delle imprese globali, soprattutto alla luce della doppia importanza dei tipi di capitale immateriale (e mobile) e della digitalizzazione, che ha portato all'aumento della quota di mercato delle imprese di prim'ordine. Questa problematica interessa diverse zone valutarie e spetta ai leader politici, e non ai funzionari delle banche centrali, trovarvi una soluzione.

24.  Qual è il Suo parere sul dibattito in corso sul persistere di elevati livelli di debito pubblico e privato nella zona euro?

È importante adottare una visione integrata dei bilanci settoriali. Ad esempio, la combinazione di una posizione sovrana altamente indebitata e di una forte posizione creditoria netta sull'estero (come nel caso del Giappone) è chiaramente diversa, in termini di profilo di rischio, da una situazione di "doppio debito" in cui sia lo Stato sovrano che la nazione sono debitori netti.

È inoltre importante riconoscere i cicli di retroazione tra i livelli del debito e i risultati della crescita. In una direzione, una velocità eccessiva di riduzione della leva finanziaria pubblica o privata può essere troppo costosa in termini di impatto negativo sui risultati macroeconomici. Tuttavia, allo stesso modo, i premi di rischio temporali e situazionali che possono essere associati all'elevato indebitamento dimostrano, soprattutto nelle fasi positive, l'importanza di ridurre in modo sostenuto i livelli di indebitamento eccessivo. Nel complesso, ciò richiede un'analisi dettagliata delle dinamiche congiunte dei livelli di indebitamento e del rendimento, al fine di garantire il raggiungimento della velocità ottimale di riduzione della leva finanziaria.

25.  Qual è la sua opinione sulle critiche mosse al quadro di riferimento per le garanzie della BCE, che non sarebbe abbastanza graduale e si baserebbe troppo sulle agenzie di rating del credito esterne? Ritiene che l'UE debba istituire un'agenzia di rating del credito pubblica per valutare talune attività?

L'Eurosistema ha l'obbligo giuridico di assicurare che le sue operazioni siano tutelate da adeguate garanzie. Pertanto, è di cruciale importanza disporre di un solido sistema di controllo dei rischi per attenuare i rischi finanziari associati alle sue operazioni. A tale riguardo, è opportuno notare che l'Eurosistema non si affida esclusivamente alle agenzie di rating del credito per valutare le garanzie che accetta nelle sue operazioni di credito, ma si basa su quattro fonti diverse: le agenzie esterne di valutazione del merito di credito; il sistema interno di valutazione del credito delle banche centrali nazionali; i sistemi basati sul rating interno (IRB) delle controparti; e gli strumenti di rating dei fornitori terzi.

A prescindere dall'identità di un'agenzia di rating del credito, la ciclicità è una caratteristica inevitabile delle valutazioni del rischio di credito: un contesto macroeconomico sfavorevole si traduce in un peggioramento delle prospettive di credito. Il rischio di valutazioni idiosincratiche da parte delle singole agenzie di rating del credito è attenuato dalla diversità dell'insieme delle agenzie di rating del credito e ciò dovrebbe essere regolarmente monitorato. Più in generale, i requisiti di idoneità delle garanzie della BCE sono sufficientemente ampi da permettere di presentare un'ampia gamma di attività, con adeguate differenze nelle riduzioni del valore.

26.  È dell'avviso che le obbligazioni greche dovrebbero, e potrebbero, essere incluse nella fase di reinvestimento del CSPP e del PSPP?

Attualmente i titoli di Stato greci non possono essere acquistati in quanto il paese non soddisfa i requisiti minimi di credito e non è più oggetto di un programma di aggiustamento. Qualora le obbligazioni greche soddisfino i criteri di idoneità mentre sono in corso gli investimenti dell'Eurosistema, si potrebbe prevedere un accumulo misurato di partecipazioni pubbliche greche.

27.  Come valuta il recente andamento del tasso di cambio USD/EUR?

Dal primo trimestre del 2018 il tasso di cambio dell'euro si è deprezzato sul dollaro USA, rispecchiando in una certa misura il miglioramento del contesto macroeconomico negli Stati Uniti e in conseguenza del ciclo di restrizione monetaria avviato dalla Federal Reserve. Nello stesso periodo, tuttavia, il tasso di cambio dell'euro è rimasto sostanzialmente stabile rispetto alle valute di altri importanti partner commerciali. Ciò significa che il deprezzamento dell'euro in termini nominali effettivi è stato molto più moderato. Nel complesso, ciò è in linea con l'idea che dal marzo 2018 l'andamento del tasso di cambio dell'euro è stato principalmente condizionato da fattori collegati agli Stati Uniti.

28.  Come valuta i risultati del G20? Qual è il Suo parere sull'attuale livello di coordinamento tra le principali banche centrali?

Il G20 è un importante forum per il dialogo multilaterale e la ricerca di soluzioni cooperative: il crescente ruolo dei paesi emergenti nell'economia globale implica che l'esistenza di un quadro istituzionale solido, inteso a riunire i governi delle principali economie avanzate ed emergenti, sia di fondamentale importanza. Gli orientamenti forniti dal G20 al consiglio per la stabilità finanziaria in relazione alle sue attività si sono rivelati importanti per garantire un approccio ampiamente condiviso alla regolamentazione finanziaria a livello globale. Come dimostrato nel periodo 2009-2010, il G20 può inoltre essere un'importante sede di elaborazione di risposte comuni nel caso di un grave shock di portata mondiale.

Le principali banche centrali mantengono salde relazioni multilaterali e bilaterali nell'ambito di organizzazioni quali la BRI, il G20, il FMI e l'OCSE. La crescente integrazione dell'economia e del sistema finanziario mondiali comporta che tutte le banche centrali debbano tenere conto delle ricadute sulle economie emergenti e avanzate determinate dalle misure di politica interna e internazionale, rimanendo al contempo concentrate sui loro singoli mandati. La letteratura scientifica suggerisce che tale approccio misto, che consiste nel prendere decisioni politiche autonome ma nel contesto di solide relazioni multilaterali, dovrebbe dimostrarsi generalmente efficace.

29.  Dovrebbe la BCE intraprendere azioni concrete intese a dare impulso all'euro come valuta internazionale?

Il ruolo internazionale dell'euro è sostenuto dal perseguimento di politiche economiche oculate all'interno della zona euro e da un'Unione economica e monetaria più profonda e completa, comprendente il completamento dell'Unione bancaria e il progresso dell'Unione dei mercati dei capitali. In tal senso, completare l'architettura dell'UEM rendendo la zona euro più resiliente contribuirà a potenziare l'attrattiva dell'uso dell'euro. Anche le iniziative dell'Eurosistema relative alle infrastrutture di mercato e ai pagamenti, che concorrono all'aumento dell'efficienza e a una maggiore integrazione del mercato finanziario nella zona euro, possono apportare un contributo positivo. Incrementare l'offerta di attività a basso rischio denominate in euro è altresì essenziale affinché gli investitori globali possano fare assegnamento sull'euro come valuta rifugio.

30.  Quanto considera realistica l'ipotesi che lo yen giapponese o il renminbi cinese minaccino la posizione dell'euro come seconda principale valuta internazionale?

In un orizzonte di lungo periodo è possibile prevedere un sistema finanziario internazionale multipolare in cui nessuna divisa gode di uno status egemonico. Considerata l'esistenza di forti fattori gravitazionali sia nel commercio di beni che nel commercio di attività, appare plausibile che una o più valute asiatiche assumano un ruolo internazionale di maggior rilievo, tanto a livello regionale quanto a livello globale. Ciò dipende dagli ulteriori progressi nello sviluppo dei sistemi finanziari nazionali dei suddetti paesi, dalla totale liberalizzazione dei conti finanziari e da regimi di politica monetaria orientati al mercato nazionale.

31.  Quali saranno i principali rischi e le principali opportunità per l'euro?

Le riforme istituzionali attuate dopo la crisi hanno migliorato la resilienza della zona euro. Nel contempo, nuovi progressi in materia di Unione bancaria e Unione dei mercati dei capitali, così come il potenziamento della condivisione dei rischi (unitamente al rafforzamento delle politiche nazionali), ne migliorerebbero ulteriormente la coerenza. Di conseguenza, soprattutto esulando da un contesto di crisi, i responsabili politici hanno l'opportunità di compiere progressi istituzionali a livello nazionale e di zona euro. Viceversa, uno dei principali fattori di rischio è rappresentato dal perseguimento di opzioni politiche alternative che aumentano la fragilità e mettono in discussione l'impegno collettivo a favore di un'area euro resiliente.

32.  Dovrebbe la BCE preoccuparsi del rischio di una potenziale" guerra monetaria" con gli Stati Uniti? Dovrebbe la BCE valutare l'adozione di una politica di comunicazione più esplicita per quanto concerne la politica del tasso di cambio dell'euro?

La zona euro e gli Stati Uniti sono ampie aree valutarie in grado di gestire strategie monetarie orientate al mercato interno, considerando i ruoli di primo piano, rispettivamente, dell'euro e del dollaro nel funzionamento delle suddette economie e dei rispettivi sistemi finanziari. Pertanto, sebbene il tasso di cambio possa costituire un importante meccanismo di trasmissione della politica monetaria, né la BCE né la Federal Reserve hanno bisogno di concentrarsi sul livello del tasso di cambio per garantire la stabilità dei prezzi. Nel contempo, profonde e rapide oscillazioni valutarie possono essere destabilizzanti, al punto che le banche centrali detengono la facoltà di intervenire sui mercati valutari in determinate circostanze.

33.  Secondo Lei, dovrebbe la BCE acquistare un numero più elevato di obbligazioni della BEI per contribuire a finanziare gli investimenti europei, in linea con gli obiettivi primari e secondari della BCE?

Le obbligazioni sovranazionali (incluse le obbligazioni della BEI) costituiscono una parte importante del mercato obbligazionario denominato in euro e l'Eurosistema detiene una quota significativa di tali obbligazioni a titolo del programma di acquisto di attività del settore pubblico (PSPP). Al tempo stesso, l'universo delle obbligazioni sovranazionali è troppo limitato per consentire a tali obbligazioni di essere l'obiettivo primario delle operazioni di mercato dell'Eurosistema e permettere dunque il conseguimento dell'obiettivo di politica monetaria del programma.

È opportuno ricordare che all'Eurosistema è fatto divieto di acquistare obbligazioni emesse dalla BEI sul mercato primario, a norma dell'articolo 123 del trattato. Tali obbligazioni possono dunque essere acquistate soltanto sul mercato secondario e purché vengano rispettati i criteri di ammissibilità, comprese le limitazioni relative alle emissioni e agli emittenti.

34.  Ritiene che i nuovi Stati membri entranti debbano soddisfare condizioni supplementari prima di diventare nuovi membri della zona euro, come aderire all'Unione bancaria tramite il meccanismo di vigilanza unico, controllare efficacemente il rischio di riciclaggio di denaro, dimostrare una simile stabilità del mercato immobiliare e controllare efficacemente la corruzione?

È fondamentale che ogni paese che intende adottare l'euro segua il percorso, le modalità e i tempi corretti, che includono la partecipazione all'ERM II senza difficoltà per almeno due anni.

Ciò detto, a seguito dell'istituzione dell'Unione bancaria, qualsiasi paese adotti l'euro entrerà al contempo a far parte anche dell'Unione bancaria. Per tale motivo gli Stati membri che intendono aderire alla zona euro dovrebbero anche essere pronti a partecipare al meccanismo di vigilanza unico e al meccanismo di risoluzione unico. Analogamente, gli Stati membri devono instaurare una stretta cooperazione con la BCE e, nell'ambito di tale processo, è richiesta una valutazione globale delle banche dei paesi da parte della vigilanza bancaria della BCE.

35.  La Federal Reserve e la Bank of Canada hanno recentemente annunciato una revisione dei rispettivi quadri di politica monetaria. A vent'anni dall'introduzione dell'euro, crede sia arrivato il momento di effettuare una simile revisione in seno alla BCE?

Come dimostrato da questi esempi, procedere a revisioni periodiche dei quadri di politica monetaria è un'idea valida. Sono sicuro che il Consiglio direttivo valuterà la questione a tempo debito.

36.  Quale ruolo prevede in futuro per le operazioni in contanti rispetto alle transazioni digitali?

Le transazioni digitali presentano evidenti e importanti vantaggi. Nel contempo, alcune questioni devono ancora essere risolte (fra cui l'equilibrio tra anonimato e tracciabilità delle transazioni digitali) prima di poter accordare piena fiducia alla transizione verso le operazioni digitali. Le banche centrali possono adattarsi a diversi gradi di digitalizzazione e la comunità mondiale delle banche centrali sta monitorando da vicino le suddette tendenze.

37.  Qual è la Sua opinione in merito alla limitazione di alcune banconote di taglio elevato?

Ho partecipato al riesame del Consiglio direttivo, tenutosi nel maggio 2016, e ne ho sostenuto la decisione relativa alla struttura dei tagli delle banconote della serie "Europa". Il Consiglio direttivo decise allora di cessare la produzione delle banconote da 500 EUR, poiché si temeva che potessero fomentare attività illecite. Ciononostante, le banconote da 500 EUR continueranno ad avere corso legale, potranno sempre essere cambiate presso le banche centrali nazionali e manterranno il loro valore.

C.  Stabilità e vigilanza nel settore finanziario

38.  Come possiamo far fronte all'elevato livello di crediti deteriorati ereditati dalla crisi e ai rischi nel flusso di crediti deteriorati? Come valuta il problema dei crediti deteriorati nei bilanci degli istituti di credito di piccole e medie dimensioni? Quali misure dovrebbero adottare la BCE e il meccanismo di vigilanza unico per garantire che tutte le banche della zona euro, e non soltanto le più grandi, dispongano di accantonamenti adeguati per i crediti deteriorati?

L'importanza di affrontare con determinazione la questione dei crediti deteriorati è evidente. Nello specifico, la mancata gestione dei crediti deteriorati aumenta la fragilità del sistema bancario nell'eventualità di una futura flessione dell'economia, al punto che è importante far fronte a tale problematica in periodi di risultati economici positivi. Le iniziative di supervisione della vigilanza bancaria della BCE hanno iniziato a dare frutti. I livelli di crediti deteriorati per le istituzioni più significative sono diminuiti da circa 7,5 % all'inizio del 2015 a 4,2 % nel terzo trimestre del 2018.(5) Gli orientamenti pubblicati dalla vigilanza bancaria della BCE nel marzo 2017 indicano che le banche dovrebbero attuare le strategie relative ai crediti deteriorati al fine di far fronte allo stock di tali crediti. Gli orientamenti si applicano a tutte le principali istituzioni della zona euro e sono stati ulteriormente integrati dall'addendum pubblicato a marzo 2018. La legislazione dell'UE volta a far fronte ai crediti deteriorati, nell'ambito del primo pilastro, rappresenta un ulteriore elemento necessario a fissare un livello minimo di accantonamento stabilito per legge e a migliorare la gestione futura dei crediti deteriorati da parte delle banche dell'Unione.

Mentre gli strumenti a disposizione delle banche di dimensioni più elevate (compresa la vendita di portafogli di crediti deteriorati a investitori non bancari) non sono ugualmente disponibili per le banche più piccole, ai fini della stabilità finanziaria l'elemento più importante sono gli stock aggregati di crediti deteriorati, perciò anche le autorità di vigilanza nazionali delle banche più piccole dovrebbero adoperarsi per garantire che tale problema sia affrontato.

39.  Come valuta l'elevata quantità di attività di livello 2 e 3 nei bilanci di molte banche? L'attuale quadro di vigilanza tiene debitamente conto di queste attività?

Il meccanismo di vigilanza unico esamina la solidità delle prassi di valutazione delle banche al fine di promuovere la consapevolezza dei rischi intrinseci e l'adozione di approcci di valutazione e gestione del rischio prudenti, mediante l'uso di diversi strumenti di vigilanza. Il meccanismo di vigilanza unico ha applicato l'intera gamma di strumenti di vigilanza a sua disposizione per garantire la solidità delle prassi di valutazione delle banche e notevoli risorse sono state destinate a tale questione dall'avvio del meccanismo di vigilanza unico, a partire dal riesame della qualità degli attivi nell'ambito della valutazione globale del 2014. L'approccio del meccanismo di vigilanza unico in merito alla valutazione del rischio di attività complesse si basa sulla combinazione di un monitoraggio potenziato, controlli approfonditi e ispezioni in loco. Tali ispezioni analizzano la solidità e l'efficacia del quadro di valutazione e dei controlli sui modelli di determinazione del prezzo utilizzati per elaborare il valore equo (fair value). Le missioni attribuiscono particolare importanza alla corretta attribuzione delle posizioni nella gerarchia del valore equo (ovvero una corretta classificazione) e comprendono la verifica di specifiche operazioni. Infine, è opportuno osservare che l'importanza relativa delle attività e delle passività della gerarchia del valore equo (1, 2 e 3 combinati) è diminuita significativamente negli ultimi anni per le banche del meccanismo di vigilanza unico.

40.  Qual è il Suo parere in merito alla regolamentazione degli enti del sistema bancario ombra? Il meccanismo di vigilanza unico dovrebbe essere incaricato di sorvegliare il sistema bancario ombra? Ravvisa lacune normative e di vigilanza che dovremmo affrontare in un futuro a breve termine? Quale dovrebbe essere il ruolo del meccanismo di vigilanza unico nel settore della tecnologia finanziaria?

Sono stati compiuti considerevoli progressi nel rafforzamento del quadro normativo e di vigilanza dell'UE per gli organismi non bancari. In particolare i quadri normativi istituiti in seguito alla crisi per la cartolarizzazione, i fondi del mercato monetario e i fondi di investimento rappresentano un elemento chiave per limitare i rischi nel settore finanziario non bancario. Nel contempo, la quota di intermediazione finanziaria non bancaria è cresciuta sia in Europa che a livello globale, con potenziali implicazioni per la stabilità finanziaria e il finanziamento dell'economia reale. Per esempio, il settore dei fondi di investimento è cresciuto rapidamente nella zona euro nel corso degli ultimi dieci anni, durante i quali il totale degli attivi detenuti è aumentato da 4 500 miliardi di EUR alla fine del 2008 a 12 200 miliardi di EUR alla fine del 2018(6). I fondi obbligazionari dell'UE hanno accresciuto la trasformazione di liquidità, assumendo ulteriore rischio di credito e di tasso di interesse. Per far fronte ai nuovi rischi emergenti derivanti dall'intermediazione finanziaria non bancaria è necessario monitorare attentamente il settore e sviluppare una serie di strumenti macroprudenziali per i fondi di investimento e la finanza non bancaria più in generale. È opportuno garantire che la regolamentazione e la vigilanza delle società di investimento complesse, interconnesse e di grandi dimensioni, che svolgono attività analoghe a quelle bancarie e potrebbero determinare rischi sistemici, siano in linea con quelle degli istituti bancari di importanza sistemica. Sarebbe auspicabile, per esempio, che il meccanismo di vigilanza unico sorvegliasse le grandi società di intermediazione finanziaria, alla luce dello stretto legame fra le attività degli intermediari e il sistema bancario.

La concorrenza da parte delle imprese di tecnologia finanziaria e degli intermediari finanziari non bancari può minare la capacità di guadagno delle banche ma può altresì offrire opportunità di diversificazione del reddito e di riduzione dei costi. Dovrebbe essere chiaro che le autorità di vigilanza (compreso il meccanismo di vigilanza unico) dovrebbero mantenere una posizione neutrale rispetto alle imprese tradizionali e alle aziende di tecnologia finanziaria, applicando gli stessi requisiti normativi a entrambi i gruppi.

41.  Qual è il Suo parere sulle possibili misure da adottare per il completamento dell'Unione bancaria con l'istituzione di un sistema europeo di garanzia dei depositi e un sostegno di bilancio, inclusa la necessaria attuazione della vigente legislazione sull'Unione bancaria e i lavori in corso per quanto riguarda la condivisione e la riduzione dei rischi?

L'accordo relativo al sostegno di bilancio comune per il Fondo di risoluzione unico è un passo importante verso un'Unione bancaria più completa. Al tempo stesso i potenziali guadagni derivanti da una piena unione bancaria possono essere conseguiti soltanto mediante un impegno comune ancora più profondo a favore della stabilità finanziaria e un sistema unico di assicurazione dei depositi. A sua volta, un grado così elevato di condivisione dei rischi procede naturalmente di pari passo con una riduzione dei rischi asimmetrici in tutti i paesi. Oltre alle misure intese a rafforzare ulteriormente la solidità del settore bancario, la sensibilità dei sistemi bancari nazionali agli emittenti sovrani nazionali rimane un ostacolo al completamento dell'unione bancaria. Un elemento per indebolire tale potenziale circolo vizioso è ridurre la propensione verso il mercato interno nei portafogli di obbligazioni sovrane detenuti dalle banche. Tale obiettivo può essere raggiunto in diversi modi, anche attraverso innovazioni quali l'agevolazione dei titoli garantiti da obbligazioni sovrane (SBBS).

42.  Quali rischi pongono i prestiti con leva finanziaria per la stabilità finanziaria?

L'espansione dei mercati dei prestiti che fanno ricorso all'effetto leva, avvenuta negli ultimi anni, è oggetto di attenti studi da parte delle banche centrali e delle autorità di regolamentazione finanziaria. Sebbene tale categoria di credito desti ovvie preoccupazioni, è altresì importante ricordare le dimensioni relativamente contenute di tale mercato e la distribuzione dei rischi tra i vari tipi di investitori finali.

43.  Quali sono secondo Lei le sfide a cui la BCE si troverebbe dinanzi se il meccanismo europeo di stabilità (MES) venisse trasformato in un Fondo monetario europeo (FME)?

L'accordo volto a rafforzare il MES e a dotarlo degli strumenti finanziari necessari a svolgere i suoi compiti è uno sviluppo positivo. Per quanto riguarda il seguito da dare alla misura, si riscontrano due principali priorità. Anzitutto, è importante che l'accordo rispetti i ruoli assegnati alle diverse istituzioni dai trattati dell'UE e dal diritto derivato, compreso il regolamento sul meccanismo di vigilanza unico. In secondo luogo, l'apertura del trattato MES rappresenta un'ottima opportunità per potenziare il quadro di governance del MES. La chiara struttura volta all'indipendenza del personale del FMI, per esempio, fornisce un buon modello da seguire per il MES. Tali fattori sono illustrati nel dettaglio in un recente parere della BCE al riguardo.(7)

44.  In che modo valuta il coinvolgimento della BCE nel quadro dei programmi di assistenza finanziaria? Quale futura evoluzione prevede per il potenziale coinvolgimento della BCE nei programmi di assistenza finanziaria e nella sorveglianza post-programma?

La BCE ha partecipato a programmi di adeguamento su richiesta degli Stati membri, al fine di integrare le competenze della Commissione. L'intervento della BCE dovrebbe essere chiaramente orientato alla stabilità finanziaria e alle questioni del settore finanziario, così come alla dimensione macroeconomica della politica di bilancio. Per quanto riguarda il mandato, è opportuno che la BCE non sia coinvolta in questioni di natura microeconomica, quali le voci delle linee di bilancio, l'elaborazione di sistemi di protezione sociale, i programmi di privatizzazione e le riforme strutturali del mercato del lavoro e del prodotto.

45.  Qual è il Suo punto di vista sulla necessità di garantire una rigorosa separazione tra politica monetaria e vigilanza bancaria e quali sono, a Suo avviso, le riforme in grado di rafforzare e favorire tale separazione?

Sostengo il principio di separazione e ritengo che stia dando risultati concreti soddisfacenti in termini di funzionamento del meccanismo di vigilanza unico. È al contempo chiaro che l'appartenenza alla medesima organizzazione comporta significativi vantaggi reciproci per le autorità di vigilanza e i funzionari delle banche centrali. Da un lato, l'esposizione alle competenze macroeconomiche del personale del sistema bancario centrale della BCE dovrebbe coadiuvare le autorità di vigilanza nella valutazione del rischio di credito; mentre dall'altro l'analisi di dati bancari aggregati aiuta i funzionari deputati alla politica monetaria a comprendere meglio il canale di trasmissione finanziaria.

46.  In che modo l'SSM e l'SRB potrebbero rafforzare la loro cooperazione?

In linea con il memorandum d'intesa, la cooperazione tra la BCE e l'SRB continua a migliorare, con scambi di informazioni periodici e ad hoc, sia per le attività quotidiane che per le situazioni di gestione delle crisi (ad esempio, le decisioni relative a enti in dissesto o a rischio di dissesto). Ho appreso che esiste una cooperazione attiva tra i consigli di amministrazione e una stretta collaborazione a livello tecnico. Con la progressiva maturazione istituzionale dell'SSM e dell'SRB, sono certo che la loro cooperazione sarà ancora più forte

47.  Cosa ne pensa dell'attuale assetto istituzionale del CERS nel quadro della BCE per quanto riguarda i risultati concreti conseguiti nella vigilanza macroprudenziale?

La politica macroprudenziale e la politica monetaria sono complementari. Grazie alla mitigazione dei rischi per la stabilità finanziaria a livello nazionale e di area geografica mediante politiche macroprudenziali, la politica monetaria può liberamente perseguire il proprio obiettivo specifico, che è il mantenimento della stabilità dei prezzi. Le procedure e gli organi decisionali del CERS (Consiglio generale) e della BCE (Consiglio direttivo) sono chiaramente distinti dal diritto dell'UE. Non vedo un conflitto di interessi rilevante tra la valutazione della stabilità finanziaria del CERS e la funzione di politica monetaria della BCE. Inoltre, date le competenze del personale della BCE, sarebbe inefficiente e costoso impedire la cooperazione e la collaborazione tra il segretariato del CERS e la BCE.

48.  Cosa ne pensa della riforma strutturale del settore bancario per quanto riguarda gli istituti "troppo grandi o interconnessi per fallire", le casse di risparmio, la questione generale della redditività del settore bancario nell'UE e la sua architettura futura al fine di soddisfare le esigenze dell'economia reale e dei finanziamenti a lungo termine?

Le banche dell'area dell'euro devono far fronte a sfide diverse, per quanto riguarda le caratteristiche sia cicliche che strutturali dei mercati in cui operano. Sebbene alcune delle sfide cicliche per la redditività delle banche si siano attenuate, alcune sfide strutturali sono ancora rilevanti e continuano a frenare le prospettive di redditività. Non esiste un'unica modifica strutturale adatta a tutti che le banche dell'area dell'euro devono effettuare per garantire che il sistema bancario soddisfi le esigenze dell'economia reale. La strategia ottimale dipenderà da molti fattori, tra cui le opportunità di risparmio dei costi, come la razionalizzazione dei canali di distribuzione, la riduzione delle spese e il miglioramento dei sistemi informatici, nonché misure volte all'espansione dei flussi di reddito basati su tariffe. Se si vogliono creare modi sostenibili per generare profitti in un contesto post-crisi è necessario reinventare molti modelli aziendali del settore bancario. L'eccesso di capacità e la frammentazione dovuta alle frontiere ostacolano in una certa misura la redditività di alcuni settori bancari della zona euro. Per il consolidamento del settore bancario sono necessari la fornitura transfrontaliera di servizi con fusioni e acquisizioni nella zona euro insieme a un ridimensionamento in un contesto di evoluzione dell'unione bancaria.

49.  Come si può affrontare con maggiore efficacia la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo nell'unione bancaria? Quale ruolo dovrebbe svolgere la BCE/l'SSM in questo contesto?

Essere implicata in operazioni di riciclaggio di denaro o di finanziamento del terrorismo può comportare un rischio significativo per una banca: in ultima analisi, ne va della sua stessa vitalità economica. Per questo motivo, la BCE, nell'ambito delle sue funzioni di vigilanza, prende molto sul serio le implicazioni prudenziali dei rischi legati al riciclaggio di denaro. Tuttavia, la BCE non è competente per l'applicazione della legislazione in materia di prevenzione dell'uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Tale compito spetta alle autorità nazionali di antiriciclaggio e contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT). Tali questioni potrebbero essere affrontate in modo più efficace grazie al ricevimento tempestivo e affidabile delle informazioni concernenti i rischi e le violazioni degli obblighi in materia di AML/CFT da parte degli enti sottoposti a vigilanza.

50.  In un recente caso riguardante la Pilatus Bank di Malta, la BCE ha dovuto affrontare ostacoli giuridici per revocare la licenza del mutuante dopo l'arresto del suo presidente a marzo negli Stati Uniti per presunti casi di riciclaggio di denaro e frode bancaria. Il ritardo sarebbe stato causato da regole poco chiare e da eccessivi poteri discrezionali delle autorità di vigilanza nazionali. Come valuta la capacità della BCE di prevenire il riciclaggio di denaro e di intervenire in modo efficace in situazioni analoghe in futuro, sulla base dei suoi attuali poteri prudenziali?

La BCE dipende interamente dalle informazioni fornite dalle autorità nazionali di AML/CFT (direttamente o indirettamente tramite le autorità nazionali di vigilanza prudenziale). Lo scopo dell'accordo tra la BCE e le autorità nazionali di vigilanza in materia di AML/CFT è di agevolare e rafforzare lo scambio di informazioni in questo settore tra le autorità partecipanti. In particolare, l'accordo specifica la procedura da seguire sia per richiedere che per fornire tali informazioni (su richiesta e di propria iniziativa), e prevede punti di contatto che i firmatari dovrebbero tenere a disposizione in qualsiasi momento.

51.  A seguito dei recenti scandali nell'UE, come ritiene che saranno presi in considerazione i rischi di riciclaggio di denaro quando la BCE valuta la stabilità finanziaria delle banche? È d'accordo con la necessità di centralizzare in un'unica agenzia la vigilanza in materia di antiriciclaggio nell'UE, consentendo nel frattempo alle autorità competenti di utilizzare i dati fiscali per scopi di antiriciclaggio?

In materia di lotta al riciclaggio di denaro occorre adottare un approccio paneuropeo. Poiché questo fenomeno assume spesso una dimensione transfrontaliera, l'efficacia del quadro attuale è limitata a quella dell'attuazione più debole a livello nazionale nei vari Stati membri. L'ultima revisione della direttiva antiriciclaggio potrebbe non essere sufficiente a garantire una cooperazione agevole e globale tra le autorità di vigilanza competenti. Si dovrebbe prendere in considerazione un maggiore livello di armonizzazione della normativa applicabile. Tuttavia, effettuare le valutazioni necessarie e proporre modi per sviluppare ulteriormente il quadro AML/CFT dell'UE è in primo luogo di competenza della Commissione europea.

52.  Rispetto alla zona euro, gli Stati Uniti hanno un settore finanziario più integrato, fondamentale per attenuare gli effetti degli shock negativi (resilienza). Ciononostante, la crisi finanziaria globale ha dimostrato che le reti finanziarie, pur resilienti, sono anche fragili: quelle stesse caratteristiche che rendono il sistema più resiliente a determinate condizioni possono rappresentare fonti significative di rischio sistemico e di instabilità in altre circostanze. Una maggiore integrazione finanziaria è sempre coerente con l'obiettivo della stabilità finanziaria? Quali dovrebbero essere gli obiettivi dell'unione dei mercati dei capitali?

Il quadro del "trilemma finanziario" mette in luce un requisito fondamentale per il successo della riconciliazione tra integrazione finanziaria e stabilità finanziaria. In particolare, occorre un quadro normativo e di vigilanza comune, oltre a banche centrali in grado di intervenire a sostegno della stabilità finanziaria durante gli episodi di crisi. La tragedia del primo decennio dell'unione monetaria è stata che la rapida espansione del credito transfrontaliero non è andata di pari passo con l'integrazione della vigilanza finanziaria. Sulla scia della crisi, abbiamo ora l'SSM e le autorità europee di vigilanza (ABE, ESMA, EIOPA) che contribuiscono a sviluppare un approccio comune alla vigilanza nel quadro giuridico comune stabilito dal CRR e dalla CRD. L'integrazione del sistema finanziario è stata accompagnata anche dall'introduzione del Comitato di risoluzione unico, del Fondo di risoluzione unico e del MES. Inoltre, l'uso attivo di politiche macroprudenziali può contribuire a sua volta a limitare i rischi potenziali per la stabilità finanziaria derivanti dall'integrazione finanziaria.

Non bisogna poi dimenticare i potenziali vantaggi dell'integrazione finanziaria. Oltre a promuovere la scala necessaria per stimolare la concorrenza e per permettere una migliore efficienza in termini di costi in quei segmenti di mercato che presentano costi fissi elevati, la diversificazione geografica è un elemento importante per isolare gli investitori e i consumatori dalle esposizioni al rischio specifiche per paese. Di conseguenza, ulteriori progressi a livello di unione bancaria e di unione dei mercati dei capitali possono migliorare la stabilità di tutti gli Stati membri.

D.  Funzionamento della BCE, responsabilità democratica e trasparenza

53.  Quale sarà il Suo approccio personale al dialogo sociale nella BCE?

Il dialogo sociale è una componente fondamentale del modello sociale europeo. A livello sia di BCE che di SEBC, è importante che vi sia un dialogo diretto tra la dirigenza e i rappresentanti del personale. Mi risulta che recentemente alla BCE sono stati fatti progressi in merito al carico di lavoro, all'orario di lavoro e alla flessibilità. Personalmente, ritengo che un impegno e un dialogo approfonditi con i rappresentanti del personale per garantire che le opinioni siano pienamente ascoltate e comprese siano elementi importanti nella costruzione di un ambiente di lavoro sostenibile e gratificante.

54.  Il Parlamento europeo svolge un ruolo importante nella responsabilità della BCE. Quali conclusioni trae dal confronto con altre giurisdizioni? (ad esempio, Congresso degli Stati Uniti/Riserva federale – Parlamento europeo/BCE – Parlamento britannico/Banca d'Inghilterra)

La contropartita dell'indipendenza è la responsabilità. Per affidare alle banche centrali un elevato livello di indipendenza, è fondamentale dimostrare che tale indipendenza è esercitata correttamente.

Il Parlamento europeo, in quanto istituzione rappresentativa dei cittadini dell'UE, svolge un ruolo fondamentale per quanto riguarda gli obblighi della BCE di rendere conto del proprio operato. Ciò avviene attraverso la presenza regolare del presidente della BCE in seno alla commissione ECON a ad altre discussioni in Aula, la presentazione della relazione annuale in commissione ECON, le risposte scritte alle domande poste dai deputati al Parlamento europeo (che sono pubblicate) e altri meccanismi. È nell'interesse della BCE rispondere in modo esauriente e con la dovuta tempestività alle domande poste dai deputati in queste varie sedi, in quanto sono domande che generalmente riflettono le preoccupazioni dell'opinione pubblica nei diversi Stati membri. Inoltre, migliorare la comprensione generale delle politiche della BCE migliora anche l'efficacia di queste politiche, che di norma dipendono dalle reazioni delle famiglie, delle imprese e degli operatori del mercato a queste misure politiche.

La BCE ha tratto insegnamenti da altre giurisdizioni (e dall'evoluzione generale nelle riflessioni in merito alla responsabilità delle istituzioni indipendenti) e ha reagito di conseguenza, modificando il suo modo di comunicare. Per esempio, la pubblicazione dei resoconti delle discussioni in seno al Consiglio direttivo consente ai deputati al Parlamento europeo, agli operatori del mercato e ai cittadini di capire meglio il nostro modo di pensare. L'elevato volume di pubblicazioni curate dalla BCE è a sua volta un elemento importante nel garantire la massima trasparenza del processo di elaborazione delle politiche, il che è ulteriormente rafforzato dalla presenza sui nuovi canali rappresentati dai media sociali.

È inoltre opportuno sottolineare che la prassi della BCE di organizzare una conferenza stampa dopo ogni regime di politica monetaria viene ora adottata anche altrove.

È altresì importante segnalare che, nell'assunzione di nuove funzioni (ad esempio, la vigilanza) è stato introdotto un nuovo quadro di responsabilità. La BCE opera in un contesto istituzionale unico e ha risposto a nuove richieste di maggiore controllo, trasparenza e responsabilità. Più in generale, sono certo che la strategia di comunicazione della BCE continuerà a evolvere nei prossimi anni.

55.  Quali misure e riforme future rafforzerebbero, a Suo avviso, la responsabilità democratica della BCE nei confronti del Parlamento europeo?

Un obiettivo fondamentale dovrebbe essere quello di garantire che l'attuale modello di dialogo tra la BCE e il Parlamento europeo (come descritto in precedenza) funzioni nel miglior modo possibile. Ad esempio, la BCE dovrebbe mostrarsi sempre aperta ai riscontri dei deputati in merito alla qualità e alla tempestività delle risposte date alle domande. La BCE dovrebbe inoltre essere aperta a nuovi tipi di dialogo, dati gli sviluppi e le innovazioni nei mezzi di comunicazione.

Durante il mio mandato di governatore della Banca centrale d'Irlanda, la responsabilità e la trasparenza sono state un elemento centrale della strategia della banca, conformemente alla nostra visione di ottenere la fiducia del pubblico e il rispetto dei nostri omologhi. La Banca centrale d'Irlanda ha addirittura vinto il premio per la trasparenza in occasione dei Central Banking Awards, come riconoscimento dei nostri standard elevati in materia di trasparenza e responsabilità. A contribuire a questo obiettivo è stato il nostro lavoro sul modo di trattare le richieste fondate sul principio della libertà di informazione, la pubblicazione dei conti della Commissione bancaria (Consiglio di amministrazione) e delle trascrizioni dei principali colloqui con i media, nonché la trasparenza su temi quali le spese di viaggio, le politiche organizzative e le tabelle retributive. Dovremmo essere sempre aperti all'apprendimento, allo sviluppo e all'innovazione.

56.  Cosa potrebbe fare concretamente la BCE per avere donne candidate alle sue posizioni di vertice in futuro e per rafforzare la diversità di genere complessiva al suo interno? Quale contributo personale intende apportare al miglioramento dell'equilibrio di genere in seno alla BCE?

La diversità di genere (in particolare ai livelli gerarchici più elevati) non è una questione che deve affrontare solo la BCE, ma anche l'Eurosistema, le banche centrali a livello mondiale e perfino le discipline di macroeconomia e finanza. Presso la Banca centrale d'Irlanda, due uomini e due donne occupano le quattro cariche strategiche di massimo livello (il governatore, due vicegovernatori, il direttore generale per la condotta finanziaria) Più in generale, il 40 % dei nostri alti dirigenti e il 46 % dei nostri capi divisione è costituito da donne. Ho modo di constatare ogni giorno il valore della diversità di genere nell'elaborazione delle politiche e nello sviluppo organizzativo.

Un principio importante nella creazione di un luogo di lavoro sostenibile e progressivo consiste nel promuovere un sano equilibrio tra vita professionale e vita privata, il che si traduce in vantaggi per entrambi i sessi, facilitando la conciliazione delle esigenze delle alte cariche e della vita familiare.

Un secondo principio importante consiste nel garantire che i criteri di promozione siano incentrati sul potenziale dei candidati, anziché sulla lunghezza del loro curriculum. Questo tipo di approccio permette di adattarsi più facilmente a percorsi professionali diversificati.

Un terzo principio è l'adozione di un approccio di portafoglio per procedere alle nomine a diversi livelli in un'organizzazione, in modo che il profilo collettivo di ciascun livello sia adeguatamente equilibrato.

57.  Quali possibili miglioramenti della responsabilità della BCE nei confronti della Corte dei conti prevede per quanto riguarda la sua efficienza operativa?

Il trattato definisce il mandato della Corte dei conti europea, che consiste nell'esaminare l'efficienza operativa della gestione della BCE. Negli ultimi anni, la BCE ha collaborato con la Corte dei conti europea, apprezzando il suo lavoro e il suo contributo all'ulteriore rafforzamento dell'efficienza operativa della gestione della BCE.

Sono aperto all'ulteriore cooperazione e impegno sulle modalità di eventuali accordi interistituzionali per la condivisione delle informazioni con la Corte dei conti europea, nell'ambito dei limiti fissati dal trattato. È nell'interesse della BCE fare in modo che la Corte dei conti sia in grado di svolgere efficacemente i propri compiti.

58.  Cosa ne pensa del fatto che in passato il Consiglio già una volta ha ignorato il parere del Parlamento in merito alla nomina di un membro del comitato?

È opportuno lasciare ai legislatori dell'UE l'elaborazione del processo di nomina dei membri del comitato esecutivo.

59.  Accetterà la Sua nomina al comitato esecutivo della BCE in caso di voto contrario del Parlamento europeo?

Sono onorato di essere nominato dal mio governo e raccomandato al Consiglio europeo dal Consiglio "Economia e finanza". Mi auguro sinceramente che il Parlamento europeo esprima a sua volta parere favorevole in merito alla raccomandazione del Consiglio.

60.  Cosa ne pensa dell'appartenenza del presidente della BCE Mario Draghi al Gruppo dei Trenta (G30)? È d'accordo con la richiesta del Mediatore europeo che il presidente della BCE ponga fine alla sua partecipazione al G30 per preservare l'integrità delle istituzioni europee nel loro complesso?

È fondamentale che i membri del comitato esecutivo della BCE si attengano ai principi di solida trasparenza e di buona governance.

La risposta della BCE alla decisione del Mediatore europeo ha ribadito che i membri dei suoi organi decisionali devono poter far parte di forum che comprendano partecipanti quali rappresentanti degli enti sottoposti a vigilanza e partecipare a riunioni correlate, quando tali riunioni sono ritenute pertinenti e utili per le banche centrali nell'adempimento dei loro mandati e a condizione che l'appartenenza al forum sia compatibile con i principi della buona governance. Concordo con questa posizione. Inoltre, accolgo con favore le recenti iniziative del G30 volte a migliorare la trasparenza pubblicando gli ordini del giorno delle sue riunioni e mediante altre misure.

(1)

Cfr. "Survey on the Access to Finance of Enterprises in the Euro Area: April to September 2018," BCE, Novembre 2018.

(2)

Cfr. "Monetary Developments in the Euro Area: December 2018," BCE, Gennaio 2019.

(3)

Cfr. "The euro area bank lending survey: Fourth quarter of 2018," BCE, Gennaio 2019.

(4)

Cfr. "Financial Stability Review, November 2018," BCE, Novembre 2018.

(5)

Si veda "Supervisory Banking Statistics: Third Quarter 2018" (Statistiche di vigilanza bancaria, terzo trimestre 2018), vigilanza bancaria della BCE, gennaio 2019.

(6)

Fonte: Statistiche relative ai bilanci dei fondi d'investimento, archivio dati statistici della BCE.

(7)

Si veda il parere della BCE (CON/2018/20).


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Nomina di un membro del comitato esecutivo della Banca centrale europea

Riferimenti

05940/2019 – C8-0050/2019 – 2019/0801(NLE)

Consultazione / Richiesta di approvazione

14.2.2019

 

 

 

Commissione competente per il merito

       Annuncio in Aula

ECON

 

 

 

 

Relatori

       Nomina

Roberto Gualtieri

11.2.2019

 

 

 

Esame in commissione

26.2.2019

 

 

 

Approvazione

26.2.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

8

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Pervenche Berès, Esther de Lange, Markus Ferber, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Sven Giegold, Roberto Gualtieri, Brian Hayes, Gunnar Hökmark, Cătălin Sorin Ivan, Petr Ježek, Othmar Karas, Wolf Klinz, Werner Langen, Bernd Lucke, Olle Ludvigsson, Ivana Maletić, Gabriel Mato, Alex Mayer, Bernard Monot, Luděk Niedermayer, Stanisław Ożóg, Ralph Packet, Dariusz Rosati, Pirkko Ruohonen-Lerner, Anne Sander, Molly Scott Cato, Pedro Silva Pereira, Peter Simon, Theodor Dumitru Stolojan, Paul Tang, Ramon Tremosa i Balcells, Ernest Urtasun, Marco Valli, Babette Winter, Sotirios Zarianopoulos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Eric Andrieu, Nessa Childers, Bas Eickhout, Sophia in 't Veld, Jeppe Kofod, Aleksejs Loskutovs, Thomas Mann, Andreas Schwab, Lieve Wierinck

Supplenti (art. 200, par. 2) presenti al momento della votazione finale

Ole Christensen, Danilo Oscar Lancini

Deposito

1.3.2019

Ultimo aggiornamento: 8 marzo 2019Note legali - Informativa sulla privacy