Procedura : 2018/0358M(NLE)
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Ciclo del documento : A9-0014/2020

Testi presentati :

A9-0014/2020

Discussioni :

PV 11/02/2020 - 4
CRE 11/02/2020 - 4

Votazioni :

PV 12/02/2020 - 11.4
Dichiarazioni di voto

Testi approvati :

P9_TA(2020)0029

<Date>{27/01/2020}27.1.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0014/2020</NoDocSe>
PDF 188kWORD 71k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>recante una proposta di risoluzione non legislativa sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra</Titre>

<DocRef>(05931/2019 – C9-0020/2019 – 2018/0358M(NLE))</DocRef>


<Commission>{INTA}Commissione per il commercio internazionale</Commission>

Relatore: <Depute>Geert Bourgeois</Depute>

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE NON LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra

(05931/2019 – C9-0020/2019 – 2018/0358M(NLE))

Il Parlamento europeo,

 visto il progetto di decisione del Consiglio (05931/2019),

 visto il proposto accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra (05932/2019),

 vista la richiesta di approvazione presentata dal Consiglio a norma dell'articolo 207, paragrafo 4, e dell'articolo 218, paragrafo 6, secondo comma, lettera a), punto v), del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) (C9-0020/2019),

 viste le direttive di negoziato del 23 aprile 2007 per un accordo di libero scambio (ALS) con gli Stati membri dell'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN), che sono state integrate nell'ottobre 2013 al fine di includere la protezione degli investimenti,

 vista la decisione del Consiglio del 22 dicembre 2009 di avviare negoziati bilaterali per accordi di libero scambio con i singoli Stati membri dell'ASEAN,

 visto l'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione (APC) tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra, firmato a Bruxelles il 27 giugno 2012 ed entrato in vigore nell'ottobre 2016[1],

 vista la sua risoluzione del 6 aprile 2011 sulla futura politica europea in materia di investimenti internazionali[2],

 visto il regolamento (UE) n. 1219/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2012, che stabilisce disposizioni transitorie per gli accordi bilaterali conclusi tra Stati membri e paesi terzi in materia di investimenti[3],

 vista la sua risoluzione del 28 giugno 2016 su una nuova strategia innovativa e orientata al futuro sul commercio e gli investimenti[4],

 vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2015 dal titolo "Commercio per tutti: verso una politica commerciale e di investimento più responsabile" (COM(2015)0497),

 visto il parere della Corte di giustizia dell'Unione europea del 16 maggio 2017 nel procedimento 2/15[5], emesso ai sensi dell'articolo 218, paragrafo 11, TFUE, richiesto dalla Commissione il 10 luglio 2015,

 vista la sua risoluzione del 9 giugno 2016 sul Vietnam[6],

 vista la sua risoluzione del 14 dicembre 2017 sulla libertà di espressione in Vietnam, in particolare il caso di Nguyen Van Hoa[7],

 vista la sua risoluzione del 15 novembre 2018 sul Vietnam, in particolare la situazione dei prigionieri politici[8],

 vista la decisione della Mediatrice europea, del 26 febbraio 2016, nel caso 1409/2014/MHZ sulla mancata esecuzione da parte della Commissione europea di una valutazione d'impatto sui diritti umani prima della conclusione dell'accordo di libero scambio UE-Vietnam[9],

 vista la sua risoluzione del 4 ottobre 2018 sul contributo dell'UE a uno strumento vincolante delle Nazioni Unite sulle società transnazionali con riferimento ai diritti umani[10],

 viste le norme della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL) in materia di trasparenza nell'arbitrato tra investitore e Stato basato sui trattati[11],

 visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare il suo titolo V sull'azione esterna dell'Unione,

 viste le conclusioni del Consiglio sul lavoro minorile, del 20 giugno 2016, che hanno invitato la Commissione a continuare a esplorare modalità per utilizzare in modo più efficiente gli strumenti commerciali dell'Unione europea, tra cui gli accordi di libero scambio, al fine di contrastare il lavoro minorile,

 viste le conclusioni del Consiglio del 20 giugno 2016 su imprese e diritti umani, che hanno stabilito che "l'UE riconosce che il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese e la sua integrazione nelle catene di valore e di approvvigionamento e nelle operazioni delle imprese sono indispensabili per lo sviluppo sostenibile e il conseguimento degli SDG" e che "tutti i partenariati volti all'attuazione degli SDG dovrebbero basarsi sul rispetto dei diritti umani e sulla condotta responsabile delle imprese" e hanno altresì incoraggiato "le imprese dell'UE a istituire meccanismi di reclamo a livello operativo o a creare iniziative congiunte in materia di reclamo tra imprese",

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare la parte quinta, titoli I, II e V, e in particolare l'articolo 207, in combinato disposto con l'articolo 218, paragrafo 6, lettera a), punto v),

 vista la sua risoluzione legislativa del …[12] sulla proposta di decisione del Consiglio,

 visto l'articolo 105, paragrafo 2, del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per gli affari esteri e della commissione per lo sviluppo,

 vista la relazione della commissione per il commercio internazionale (A9-0014/2020),

A. considerando che l'UE è il principale destinatario e la principale fonte di investimenti esteri diretti (IED) al mondo;

B. considerando che l'UE si colloca al quinto posto su 80 investitori esteri diretti in Vietnam;

C. considerando che il Vietnam è un'economia dinamica, che vanta la classe media in più rapida crescita dell'ASEAN ed è caratterizza da una forza lavoro giovane e dinamica, da un alto tasso di alfabetizzazione, da un elevato livello di istruzione, da salari relativamente bassi, da una buona connettività e da una posizione centrale all'interno dell'ASEAN;

D. considerando che le esigenze del Vietnam in termini di infrastrutture e investimenti superano di gran lunga i fondi pubblici attualmente disponibili;

E. considerando che, nel 2017, il Vietnam ha ricevuto IED per un valore pari all'8 % del suo PIL, ossia più del doppio del tasso percepito da economie di scala simile nella regione;

F. considerando che il notevole miglioramento, verificatosi in Vietnam nel corso degli ultimi decenni, del contesto commerciale, imprenditoriale e relativo agli investimenti è accolto favorevolmente;

G. considerando che attualmente sono in vigore più di 3 000 trattati internazionali di investimento e che gli Stati membri dell'UE sono parti di circa 1 400 trattati;

H. considerando che, dopo l'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'UE e Singapore, il presente accordo rappresenta il secondo accordo dedicato esclusivamente alla protezione degli investimenti concluso tra l'UE e un paese terzo, a seguito di discussioni tra le istituzioni sulla nuova architettura degli ALS dell'UE, sulla base del parere 2/15 della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) del 16 maggio 2017, che servirà come punto di riferimento per i futuri impegni dell'UE con i suoi partner commerciali;

I. considerando che l'accordo annullerà e sostituirà i vigenti trattati bilaterali in materia di investimenti tra 21 Stati membri dell'UE e il Vietnam, che non comprendevano il nuovo approccio dell'UE in materia di protezione degli investimenti e il relativo meccanismo di attuazione, il sistema giurisdizionale pubblico per gli investimenti (ICS);

J. considerando che l'ICS è stato integrato nell'accordo CETA già ultimato, ratificato dal Parlamento il 15 febbraio 2017 e in attesa della ratifica da parte di diversi Stati membri, e che sostituisce così il sistema di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS);

K. considerando che il 30 aprile 2019 la Corte di giustizia dell'Unione europea ha stabilito che il meccanismo di risoluzione delle controversie tra investitori e Stati previsto dal CETA è compatibile con il diritto dell'UE[13];

L. considerando che le parti si sono impegnate a istituire un tribunale multilaterale per gli investimenti, iniziativa sostenuta attivamente e con continuità dal Parlamento;

M. considerando che il 20 marzo 2018 il Consiglio ha adottato le direttive di negoziato che autorizzano la Commissione a negoziare, a nome dell'UE, una convenzione che istituisce un tribunale multilaterale per gli investimenti; che dette direttive di negoziato sono state rese pubbliche;

1. accoglie con favore il nuovo approccio dell'UE in materia di protezione degli investimenti e il relativo meccanismo di attuazione (ICS), che ha riformato l'ISDS e migliora la qualità degli approcci individuali dei trattati bilaterali in materia di investimenti conclusi dagli Stati membri dell'UE; sottolinea il fatto che l'ICS rappresenta un meccanismo di risoluzione delle controversie in materia di investimenti moderno, innovativo e riformato per quanto concerne le carenze procedurali dell'ISDS; osserva, inoltre, che si tratta di un cambiamento significativo nel livello di protezione sostanziale concesso agli investitori e nel modo in cui vengono risolte le controversie investitore-Stato; esprime preoccupazione per il fatto che l'ambito di applicazione si estenda poco oltre la mera non discriminazione tra investitori nazionali ed esteri; ricorda che l'istituzione di un tribunale multilaterale per gli investimenti indipendente offrirebbe maggiore certezza giuridica a tutte le parti; accoglie con favore il solido impegno del Vietnam a favore del sistema commerciale multilaterale disciplinato da regole;

2. osserva che l'accordo garantirà un elevato livello di protezione degli investimenti e di certezza giuridica, salvaguardando al contempo il diritto delle parti di regolamentare e perseguire i legittimi obiettivi di politica pubblica, come la sanità pubblica, i servizi pubblici e la tutela dell'ambiente; evidenzia che l'accordo garantirà anche la trasparenza e la responsabilità; invita la Commissione a tenere ulteriormente conto della lotta ai cambiamenti climatici e del rispetto dell'accordo di Parigi nella tutela del diritto delle parti a legiferare, come avvenuto con il CETA; insiste sulla necessità di monitorare e riferire regolarmente al Parlamento europeo in merito all'utilizzo di tale disposizione da parte degli investitori europei;

3. sottolinea che l'accordo garantisce che gli investitori dell'UE in Vietnam ricevano un trattamento giusto ed equo, il che costituisce uno standard di tutela più elevato rispetto al trattamento riservato agli investitori nazionali; osserva che l'accordo protegge adeguatamente gli investitori dell'UE da un'espropriazione illegittima; ritiene che ciò dovrebbe andare di pari passo con la responsabilità per gli investitori di esercitare la dovuta diligenza per quanto concerne le prassi aziendali sostenibili, nel rispetto delle convenzioni internazionali sui diritti umani e sul lavoro, nonché delle norme ambientali;

4. sottolinea che lo sviluppo economico e il multilateralismo sono strumenti importanti per migliorare la vita delle persone; fa notare che uno degli obiettivi dell'accordo sulla protezione degli investimenti (API) è quello di rafforzare le relazioni economiche, commerciali e di investimento tra l'Unione europea e il Vietnam conformemente all'obiettivo di uno sviluppo sostenibile, e di promuovere il commercio e gli investimenti nel pieno rispetto degli accordi e delle norme internazionalmente riconosciuti in materia di diritti umani, ambiente e lavoro;

5. ricorda che il Vietnam è un paese in via di sviluppo; evidenzia che, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l'OSS 1 sull'eliminazione della povertà, l'OSS 8 sul lavoro dignitoso e l'OSS 10 relativo alla riduzione delle disuguaglianze, gli investimenti devono contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità, sostenere l'economia locale e rispettare pienamente la normativa nazionale, compresi i requisiti fiscali;

6. ricorda che l'ICS prevede l'istituzione di un tribunale permanente di primo grado per gli investimenti e di un tribunale di appello, i cui membri dovranno possedere qualifiche comparabili a quelle dei giudici della Corte internazionale di giustizia e dovranno dimostrare di possedere competenze in materia di diritto internazionale pubblico e non solo di diritto commerciale, oltre a soddisfare rigorose norme di indipendenza, imparzialità, integrità e di comportamento etico attraverso un codice di condotta vincolante inteso a prevenire conflitti di interesse diretti o indiretti; sottolinea che la Corte di giustizia dell'Unione europea ritiene che l'ICS rispetti pienamente il diritto dell'UE, come espresso nel suo parere 1/17;

7. accoglie con favore norme in materia di trasparenza applicabili ai procedimenti dinanzi ai tribunali, comprendenti le disposizioni che garantiscono che i documenti relativi alle cause siano accessibili al pubblico, che le udienze si tengano in pubblico e che le parti interessate siano autorizzate a presentare osservazioni; ritiene che una maggiore trasparenza contribuirà a infondere ai cittadini fiducia nel sistema, nonché a garantire che i tribunali per gli investimenti tengano effettivamente conto di tutti gli aspetti in materia di diritti umani e sviluppo sostenibile; accoglie inoltre con favore la chiarezza circa i motivi in base ai quali un investitore può presentare richiesta di impugnazione, il che garantisce un processo più trasparente ed equo;

8. sottolinea che soggetti terzi, quali le organizzazioni del lavoro e dell'ambiente, possono contribuire alla definizione di un ICS mediante note a titolo di amicus curiae;

9. sottolinea che il "forum shopping" (ricerca del foro più vantaggioso) non sarà possibile e che saranno evitate procedure multiple e parallele;

10. ricorda che l'accordo rappresenta un miglioramento rispetto alle disposizioni in materia di protezione degli investimenti nell'ambito del CETA, in quanto integra disposizioni relative agli obblighi per gli ex giudici, un codice di condotta per prevenire i conflitti di interessi e un tribunale d'appello pienamente operativo al momento della sua conclusione;

11. ritiene che l'istituzione di un tribunale d'appello potrebbe migliorare la qualità e la coerenza delle decisioni rispetto alla situazione attuale;

12. osserva che l'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'UE e il Vietnam non contiene un capitolo distinto sul commercio e lo sviluppo sostenibile (CSS), poiché quest'ultimo si applica all'accesso al mercato degli investimenti in virtù dell'accordo di libero scambio UE-Vietnam; sottolinea che l'accordo sulla protezione degli investimenti contiene altresì una disposizione che istituisce un collegamento istituzionale e giuridico con l'accordo quadro globale di partenariato e cooperazione (APC), nonché, nel suo preambolo, riferimenti precisi ai valori e ai principi in materia di commercio e di sviluppo sostenibile, come sancito dall'accordo di libero scambio UE-Vietnam, e alla Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, garantendo in tal modo che i diritti umani occupino un posto centrale nella relazione UE-Vietnam; sottolinea la necessità che le parti e gli investitori rispettino tutte le pertinenti norme e tutti i pertinenti obblighi internazionali in materia di diritti umani; sottolinea le responsabilità degli investitori, come indicato nelle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e nei principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; sottolinea inoltre che le disposizioni dell'accordo sulla protezione degli investimenti e dell'accordo di libero scambio tra UE e Vietnam devono essere attuate in modo complementare, in particolare per quanto riguarda i diritti umani, ambientali e sociali e lo sviluppo sostenibile, quando esse sono applicate a norma del diritto delle parti di legiferare; sottolinea inoltre la necessità di garantire la coerenza con gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);

13. sottolinea l'importanza di tendenze realmente positive in termini di diritti umani ai fini di una rapida ratifica del presente accordo e invita le autorità vietnamite a delineare misure concrete per migliorare la situazione, in quanto segnale del loro impegno; rinnova le sue richieste relative alla riforma della legislazione penale, all'uso della pena di morte, ai prigionieri politici e alle libertà fondamentali; esorta le parti a servirsi pienamente degli accordi al fine di migliorare la situazione dei diritti umani in Vietnam e sottolinea l'importanza di un ambizioso dialogo in materia di diritti umani tra l'UE e il Vietnam; evidenzia che l'articolo 1 dell'APC contiene una clausola standard sui diritti umani che può attivare misure adeguate, compresa, in ultima istanza, la sospensione immediata dell'APC e, per estensione, dell'API, o di elementi dello stesso;

14. ribadisce che l'articolo 35 dell'APC e l'articolo 13 dell'ALS, abbinati a un sistema di valutazioni periodiche, forniscono gli strumenti per affrontare le questioni in materia di diritti umani legate all'attuazione dell'API ma devono essere accompagnati dal controllo da parte dell'UE e dei suoi Stati membri nonché di un meccanismo indipendente di monitoraggio e di denuncia, che fornisca ai cittadini e alle parti interessate coinvolti un efficace mezzo di ricorso e uno strumento per far fronte alle potenziali conseguenze negative per i diritti umani;

15. esprime preoccupazione in merito all'attuazione della nuova legge sulla sicurezza informatica, segnatamente per quanto riguarda la localizzazione o gli obblighi di informativa, la sorveglianza e il controllo online e le misure per la protezione dei dati personali, che non sono compatibili con l'agenda commerciale dell'UE per la liberalizzazione e basata su valori; accoglie con favore la volontà di impegnarsi per un dialogo intenso, compreso l'impegno del presidente dell'Assemblea nazionale del Vietnam di includere entrambi i parlamenti nella discussione e nella deliberazione dei decreti attuativi; invita le autorità vietnamite ad adottare misure concrete e plaude all'assistenza dell'UE in tal senso;

16. ricorda che l'articolo 8 TFUE sancisce che "nelle sue azioni l'Unione mira ad eliminare le ineguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne"; accoglie con favore il fatto che sia il Vietnam che l'UE abbiano firmato la dichiarazione di Buenos Aires dell'OMC sulle donne e sul commercio e invita le parti a rafforzare il proprio impegno in materia di genere e di scambi commerciali nel quadro del presente accordo; chiede un miglioramento delle condizioni delle donne affinché possano trarre beneficio da tale accordo, anche attraverso lo sviluppo delle capacità delle donne sul lavoro e nelle imprese, la promozione della rappresentanza femminile nel processo decisionale e nelle posizioni di autorità, nonché il miglioramento dell'accesso, della partecipazione e della leadership femminili negli ambiti della scienza, della tecnologia e dell'innovazione;

17. chiede all'UE e al Vietnam di collaborare al fine di elaborare un piano d'azione per la lotta contro il lavoro minorile, che comprenda il necessario quadro per le imprese;

18. accoglie con favore la decisione del Consiglio di rendere pubbliche le direttive di negoziato del 20 marzo 2018 sul tribunale multilaterale per gli investimenti e invita il Consiglio a rendere pubbliche tutte le precedenti direttive di negoziato sugli accordi in materia di scambi e investimenti;

19. sottolinea il fatto che l'accordo sostituirà i 21 trattati di investimento bilaterali esistenti tra gli Stati membri dell'UE e il Vietnam; ritiene che ciò costituisca un passo importante per aumentare la legittimità e l'accettazione del regime degli investimenti internazionali;

20. invita la Commissione ad adottare misure di accompagnamento per le piccole e medie imprese (PMI) al fine di rendere il presente accordo trasparente e accessibile; incoraggia la Commissione a proseguire i suoi lavori volti a rendere l'ICS più accessibile alle PMI; sottolinea il potenziale di crescita e i significativi benefici messi in questo modo a disposizione delle PMI europee, le quali sono di vitale interesse per la prosperità e l'innovazione europee;

21. sottolinea l'importanza che l'API potrebbe avere nel contribuire al miglioramento del tenore di vita, promuovere la prosperità e la stabilità e favorire l'avanzamento dello Stato di diritto, della buona governance, dello sviluppo sostenibile e del rispetto dei diritti umani in Vietnam, consentendo al contempo all'Unione di promuovere i suoi obiettivi di pace e stabilità nella regione; sottolinea che la tutela inequivocabile di tali valori universali è una condizione di qualsiasi accordo tra l'UE e un paese terzo;

22. ritiene che l'approvazione dell'accordo in oggetto proteggerà con forza gli investitori di entrambe le parti e i loro investimenti, salvaguardando nel contempo il diritto dei governi a legiferare, e creerà maggiori opportunità per lo sviluppo di un commercio libero ed equo tra l'UE e il Vietnam; invita gli Stati membri a ratificare rapidamente l'accordo al fine di garantire che tutte le parti interessate possano trarre vantaggio da esso il prima possibile, alla luce degli sforzi compiuti dal Vietnam per migliorare la situazione dei diritti civili e del lavoro conformemente agli impegni assunti;

23. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, al Servizio europeo per l'azione esterna, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al parlamento della Repubblica socialista del Vietnam.


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI (5.12.2019)

<CommissionInt>destinato alla commissione per il commercio internazionale</CommissionInt>


<Titre>sulla proposta di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra</Titre>

<DocRef>(2018/0358M(NLE))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Isabel Wiseler-Lima</Depute>

 

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che lo sviluppo economico e il multilateralismo sono strumenti importanti per migliorare la vita delle persone; fa notare che uno degli obiettivi dell'accordo sulla protezione degli investimenti (API) è quello di rafforzare le relazioni economiche, commerciali e di investimento tra l'Unione europea e il Vietnam conformemente all'obiettivo di uno sviluppo sostenibile, e di promuovere il commercio e gli investimenti nel pieno rispetto degli accordi e delle norme internazionalmente riconosciuti in materia di diritti umani, ambiente e lavoro;

2. si rammarica che la Commissione non abbia effettuato una valutazione d'impatto sui diritti umani in relazione all'API tra l'UE e il Vietnam, il che contrasta con la decisione della Mediatrice europea del 2015 nonché con il piano d'azione dell'Unione europea per i diritti umani e la democrazia; invita la Commissione a effettuare immediatamente una valutazione d'impatto sui diritti umani; evidenzia che la Commissione si è altresì impegnata a svolgere una valutazione ex post dell'impatto economico, sociale e ambientale;

3. accoglie favorevolmente il dialogo politico rafforzato tra l'UE e il Vietnam e la possibilità di far fronte ai problemi in materia di diritti umani nel quadro dei meccanismi istituzionali stabiliti a norma dell'articolo 35 dell'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) e dell'articolo 13 dell'accordo di libero scambio (ALS); ribadisce che tali articoli, abbinati a un sistema di valutazioni periodiche, forniscono gli strumenti per affrontare le questioni in materia di diritti umani legate all'attuazione dell'API ma devono essere accompagnati dal controllo da parte dell'UE e dei suoi Stati membri nonché di un meccanismo indipendente di monitoraggio e di denuncia, che fornisca ai cittadini e alle parti interessate coinvolti un efficace mezzo di ricorso e uno strumento per far fronte alle potenziali conseguenze negative per i diritti umani; rileva che, sebbene una parte possa adottare unilateralmente le misure del caso qualora ritenga che l'altra parte abbia violato in modo sostanziale l'APC, tali misure sono totalmente a discrezione delle parti e sono state utilizzate solamente in circostanze molto eccezionali;

4. sottolinea che a norma del titolo VI dell'APC le parti convengono di cooperare nella promozione e tutela dei diritti umani, nonché nei settori della parità di genere, dei cambiamenti climatici, della migrazione, della salute, dell'istruzione e della formazione, degli affari socioeconomici e nell'ambito di una riforma della pubblica amministrazione per garantire che gli elevati standard e valori promossi dall'UE trovino riscontro nelle prossime riforme in Vietnam, anche tramite l'attuazione degli strumenti internazionali sui diritti umani cui il paese ha aderito; osserva con preoccupazione che, dall'entrata in vigore dell'APC, la situazione dei diritti umani è peggiorata;

5. sottolinea la necessità che le parti e gli investitori rispettino tutte le pertinenti norme e tutti i pertinenti obblighi internazionali in materia di diritti umani; pone l'accento sulle responsabilità degli investitori conformemente alle linee guida dell'OCSE destinate alle imprese multinazionali e ai principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani; ricorda che le imprese sono tenute a rispettare le norme internazionali in materia di diritti umani e ambiente; chiede all'UE e al Vietnam di collaborare al fine di elaborare un piano d'azione per la lotta contro il lavoro minorile, che comprenda il necessario quadro per le imprese;

6. sostiene pienamente un impegno costante, autentico e orientato ai risultati in materia di diritti umani tra l'UE e il Vietnam, anche nel quadro del dialogo bilaterale sui diritti umani e di altri incontri ad alto livello di rilievo per gli investimenti bilaterali; chiede il rafforzamento del dialogo annuale sui diritti umani UE-Vietnam con il coinvolgimento delle organizzazioni indipendenti della società civile locale e dei difensori dei diritti umani; sottolinea, a tale riguardo, che la Commissione e il SEAE devono prestare particolare attenzione al fatto che la società civile indipendente è stata duramente repressa e opera in buona parte in segreto per timore di persecuzioni e ritorsioni; deplora che in almeno due occasioni il Vietnam abbia disposto il trattenimento di attivisti appena prima dell'avvio dei dialoghi; insiste sull'importanza di sollevare singoli casi e seguire l'evolversi della loro situazione nel corso di detti dialoghi; deplora l'assenza di risultati tangibili dopo vari cicli di dialogo sui diritti umani tra l'UE e il Vietnam; chiede che le informazioni ricevute dalle pertinenti organizzazioni internazionali siano prese in considerazione durante i suddetti dialoghi, che dovrebbero essere basati su risultati concreti;

7. sottolinea l'importanza che l'API potrebbe avere nel contribuire al miglioramento del tenore di vita, promuovere la prosperità e la stabilità e favorire l'avanzamento dello Stato di diritto, della buona governance, dello sviluppo sostenibile e del rispetto dei diritti umani in Vietnam, consentendo al contempo all'Unione di promuovere i suoi obiettivi di pace e stabilità nella regione; sottolinea che la tutela inequivocabile di tali valori universali è una condizione di qualsiasi accordo tra l'UE e un paese terzo; è preoccupato per la mancanza di obblighi imposti in materia di diritti umani a carico degli investitori;

8. osserva che la giurisprudenza relativa al Sistema giurisdizionale per gli investimenti (ICS) dovrebbe garantire il rispetto delle norme in materia di diritti umani; rileva che i costi elevati associati alle procedure dell'ICS potrebbero ridurre l'accesso alla giustizia e ai mezzi di ricorso per i cittadini colpiti; si rammarica che la società civile possa avere un accesso e una capacità limitati di partecipazione alle cause perché mancano disposizioni con le quali è garantita la partecipazione di Amici curiae;

9. raccomanda al Parlamento di dare la sua approvazione all'accordo solo se le raccomandazioni della presente risoluzione sono applicate giuridicamente e con efficacia.


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra

Riferimenti

2018/0358M(NLE)

Commissione competente per il merito

 

INTA

 

 

 

 

Parere espresso da

 Annuncio in Aula

AFET

24.10.2019

Relatore(trice) per parere

 Nomina

Isabel Wiseler-Lima

30.9.2019

Esame in commissione

14.10.2019

2.12.2019

 

 

Approvazione

4.12.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

8

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alexander Alexandrov Yordanov, Maria Arena, Traian Băsescu, Phil Bennion, Fabio Massimo Castaldo, Susanna Ceccardi, Włodzimierz Cimoszewicz, Gina Dowding, Tanja Fajon, Michael Gahler, Giorgos Georgiou, Raphaël Glucksmann, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Márton Gyöngyösi, Sandra Kalniete, Andrius Kubilius, Ilhan Kyuchyuk, David Lega, Nathalie Loiseau, Jaak Madison, Thierry Mariani, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Sven Mikser, Javier Nart, Urmas Paet, Demetris Papadakis, Tonino Picula, Manu Pineda, Kati Piri, Diana Riba i Giner, Catherine Rowett, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Jacek Saryusz-Wolski, Radosław Sikorski, Sergei Stanishev, Hermann Tertsch, Idoia Villanueva Ruiz, Viola Von Cramon-Taubadel, Irina Von Wiese, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers, Isabel Wiseler-Lima

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Andrea Cozzolino, Arnaud Danjean, Loucas Fourlas, Jytte Guteland, Andrzej Halicki, Martin Horwood, Katrin Langensiepen, Hannah Neumann, Juozas Olekas, Kris Peeters, Bert-Jan Ruissen, Mick Wallace, Javier Zarzalejos, Bernhard Zimniok

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Heidi Hautala, Gilles Lebreton, Geoffrey Van Orden

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

48

+

ID

Bernhard Zimniok

NI

Fabio Massimo Castaldo, Márton Gyöngyösi

PPE

Alexander Alexandrov Yordanov, Traian Băsescu, Arnaud Danjean, Loucas Fourlas, Michael Gahler, Andrzej Halicki, Sandra Kalniete, Andrius Kubilius, David Lega, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Kris Peeters, Radosław Sikorski, Isabel Wiseler-Lima, Javier Zarzalejos

RENEW

Phil Bennion, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Martin Horwood, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Javier Nart, Urmas Paet, Irina Von Wiese

S&D

Maria Arena, Włodzimierz Cimoszewicz, Andrea Cozzolino, Tanja Fajon, Raphaël Glucksmann, Jytte Guteland, Sven Mikser, Juozas Olekas, Demetris Papadakis, Tonino Picula, Kati Piri, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Sergei Stanishev

VERTS/ALE

Gina Dowding, Heidi Hautala, Katrin Langensiepen, Hannah Neumann, Diana Riba i Giner, Catherine Rowett, Viola Von Cramon-Taubadel

 

8

-

ECR

Bert-Jan Ruissen, Jacek Saryusz-Wolski, Hermann Tertsch, Geoffrey Van Orden, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers

GUE/NGL

Manu Pineda, Mick Wallace

 

6

0

GUE/NGL

Giorgos Georgiou, Idoia Villanueva Ruiz

ID

Susanna Ceccardi, Gilles Lebreton, Jaak Madison, Thierry Mariani

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO (3.12.2019)

<CommissionInt>destinato alla commissione per il commercio internazionale </CommissionInt>


<Titre>sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra</Titre>

<DocRef>(2018/0358M(NLE))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Tomas Tobé</Depute>

 

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per il commercio internazionale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. ricorda che il Vietnam è un paese in via di sviluppo; evidenzia che, al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile, in particolare l'OSS 1 sull'eliminazione della povertà, l'OSS 8 sul lavoro dignitoso e l'OSS 10 relativo alla riduzione delle disuguaglianze, gli investimenti devono contribuire alla creazione di posti di lavoro di qualità, sostenere l'economia locale e rispettare pienamente la normativa nazionale, compresi i requisiti fiscali;

2. accoglie con favore l'impegno dimostrato dalle Parti dell'accordo sulla protezione degli investimenti (IPA) UE-Vietnam a rafforzare il contributo del commercio e degli investimenti a favore dell'obiettivo dello sviluppo sostenibile nelle sue dimensioni economica, sociale e ambientale; riconosce che il sistema giurisdizionale per gli investimenti rappresenta un miglioramento rispetto ai trattati bilaterali di investimento esistenti tra 21 Stati membri dell'UE e il Vietnam per ciò che riguarda l'indipendenza dei giudici;

3.  ribadisce con la massima fermezza possibile che le Parti dell'IPA e gli investitori protetti da tale accordo devono rispettare tutte le norme e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani, oltre a quelli derivanti dalle leggi nazionali;

4.  plaude all'utilizzo delle regole di trasparenza della Commissione delle Nazioni Unite per il diritto commerciale internazionale (UNCITRAL) al fine della risoluzione delle controversie; sottolinea che la tutela delle decisioni legittime inerenti alle politiche pubbliche e il diritto di legiferare non devono essere ostacolati dagli investitori; insiste sulla necessità di monitorare e riferire regolarmente al Parlamento europeo in merito all'utilizzo di tale disposizione da parte degli investitori europei;

5. osserva che i meccanismi di protezione garantiti agli investitori potrebbero eventualmente aumentare più rapidamente rispetto all'evoluzione delle responsabilità degli stessi investitori, poiché l'IPA garantisce agli investitori stranieri diritti applicabili mediante la clausola compromissoria, ma non prevede un meccanismo di sanzione per il mancato rispetto delle norme sociali e ambientali; ribadisce la necessità di garantire, nell'IPA, un giusto equilibrio tra i diritti e i doveri degli investitori, in termini di standard aziendali, sociali, e in generale relativi ai diritti umani, e ambientali; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di istituire un meccanismo indipendente di monitoraggio e di denuncia a cui possano fare ricorso le popolazioni interessate e che abbia l'autorità di adottare decisioni vincolanti per quanto riguarda il potenziale impatto negativo degli accordi commerciali e di investimento; sottolinea che è necessario che il Parlamento europeo sia regolarmente informato delle attività di tale meccanismo di controllo per quanto riguarda le denunce relative agli investitori con sede in uno Stato membro;

6.  invita le Parti a tenere conto dei principi e degli strumenti concordati a livello internazionale, quali le linee guida dell'OCSE per le imprese multinazionali, i principi guida delle Nazioni Unite in materia di imprese e diritti umani e i principi delle Nazioni Unite per l'investimento responsabile;

7. ricorda che le disposizioni sia dell'accordo sulla protezione degli investimenti che dell'accordo di libero scambio UE-Vietnam devono essere attuati in modo complementare, in particolare per quanto riguarda i diritti umani, i diritti ambientali e sociali e lo sviluppo sostenibile; sottolinea inoltre la necessità di garantire la coerenza con gli obiettivi di cooperazione allo sviluppo di cui all'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE).


PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Titolo

Accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra

Riferimenti

2018/0358M(NLE)

Commissione competente per il merito

 

INTA

 

 

 

 

Parere espresso da

 Annuncio in Aula

DEVE

24.10.2019

Relatore(trice) per parere

 Nomina

Tomas Tobé

4.9.2019

Esame in commissione

5.9.2019

8.10.2019

 

 

Approvazione

3.12.2019

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

17

7

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Hildegard Bentele, Dominique Bilde, Charles Goerens, Mónica Silvana González, Pierrette Herzberger-Fofana, György Hölvényi, Martin Horwood, Rasa Juknevičienė, Beata Kempa, Pierfrancesco Majorino, Lukas Mandl, Norbert Neuser, Michèle Rivasi, Louis Stedman-Bryce, Marc Tarabella, Tomas Tobé, Miguel Urbán Crespo, Chrysoula Zacharopoulou, Bernhard Zimniok

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Alessandra Basso, Stéphane Bijoux, Marlene Mortler, Caroline Roose, Patrizia Toia

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

17

+

ECR

Beata Kempa

ID

Bernhard Zimniok

PPE

Hildegard Bentele, György Hölvényi, Rasa Juknevičienė, Lukas Mandl, Marlene Mortler, Tomas Tobé

RENEW

Stéphane Bijoux, Charles Goerens, Martin Horwood, Chrysoula Zacharopoulou

S&D

Mónica Silvana González, Pierfrancesco Majorino, Norbert Neuser, Marc Tarabella, Patrizia Toia

 

7

-

GUE/NGL

Miguel Urbán Crespo

ID

Alessandra Basso, Dominique Bilde

NI

Louis Stedman-Bryce

VERTS/ALE

Pierrette Herzberger-Fofana, Michèle Rivasi, Caroline Roose

 

0

0

 

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 


 

 

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Accordo sulla protezione degli investimenti tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica socialista del Vietnam, dall'altra

Riferimenti

2018/0358M(NLE)

Consultazione / Richiesta di approvazione

17.1.2019

 

 

 

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

INTA

24.10.2019

 

 

 

Commissioni competenti per parere

 Annuncio in Aula

AFET

24.10.2019

DEVE

24.10.2019

 

 

Relatori

 Nomina

Geert Bourgeois

23.9.2019

 

 

 

Relatori sostituiti

Jan Zahradil

Esame in commissione

2.10.2019

6.11.2019

3.12.2019

 

Approvazione

21.1.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

7

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Anna-Michelle Asimakopoulou, Tiziana Beghin, Geert Bourgeois, Anna Cavazzini, Ellie Chowns, Miroslav Číž, Arnaud Danjean, Nicola Danti, Emmanouil Fragkos, Barbara Ann Gibson, Enikő Győri, Roman Haider, Christophe Hansen, Heidi Hautala, Danuta Maria Hübner, Karin Karlsbro, Jude Kirton-Darling, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, Emmanuel Maurel, Samira Rafaela, Luisa Regimenti, Inma Rodríguez-Piñero, Massimiliano Salini, Helmut Scholz, Liesje Schreinemacher, Sven Simon, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt, Marie-Pierre Vedrenne, Jörgen Warborn, James Wells, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Saskia Bricmont, Angelika Winzig

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Jordi Cañas

Deposito

27.1.2020

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

27

+

ECR

Geert Bourgeois, Emmanouil Fragkos, Jan Zahradil

ID

Maximilian Krah

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Arnaud Danjean, Enikő Győri, Christophe Hansen, Danuta Maria Hübner, Massimiliano Salini, Sven Simon, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Angelika Winzig

RENEW

Jordi Cañas, Barbara Ann Gibson, Karin Karlsbro, Samira Rafaela, Liesje Schreinemacher, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Nikos Androulakis, Miroslav Číž, Nicola Danti, Bernd Lange, Inma Rodríguez-Piñero, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt

 

7

-

GUE/NGL

Emmanuel Maurel, Helmut Scholz

S&D

Jude Kirton-Darling

VERTS/ALE

Saskia Bricmont, Anna Cavazzini, Ellie Chowns, Heidi Hautala

 

5

0

ID

Roman Haider, Danilo Oscar Lancini, Luisa Regimenti

NI

Tiziana Beghin, James Wells

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU L 329 del 3.12.2016, pag. 8.

[2] GU C 296E del 2.10.2012, pag. 34.

[3] GU L 351 del 20.12.2012, pag. 40.

[4] GU C 101 del 16.3.2018, pag. 30.

[5] Parere della Corte di giustizia del 16 maggio 2017, 2/15, ECLI:EU:C:2017:376.

[6] GU C 86 del 6.3.2018, pag. 122.

[7] GU C 369 dell'11.10.2018, pag. 73.

[8] Testi approvati, P8_TA(2018)0459.

[10] GU C 11 del 13.1.2020, pag. 36.

[12] Testi approvati, P8_TA(0000)0000.

[13] Parere della Corte di giustizia del 30 aprile 2019, 1/17.

Ultimo aggiornamento: 7 febbraio 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy