<Date>{25/02/2020}25.2.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0022/2020</NoDocSe>
PDF 285kWORD 100k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sulla politica di concorrenza – relazione annuale 2019</Titre>

<DocRef>(2019/2131(INI))</DocRef>


<Commission>{ECON}Commissione per i problemi economici e monetari</Commission>

Relatrice: <Depute>Stéphanie Yon-Courtin</Depute>

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE
 LETTERA DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla politica di concorrenza – relazione annuale 2019

(2019/2131(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli da 101 a 109,

 viste le pertinenti norme, linee guida, risoluzioni, consultazioni pubbliche, comunicazioni e pubblicazioni della Commissione in materia di concorrenza,

 visti la relazione della Commissione del 15 luglio 2019 sulla politica di concorrenza 2018 (COM(2019)0339) e il documento di lavoro dei servizi della Commissione pubblicato come documento giustificativo in pari data,

 vista la sua risoluzione del 31 gennaio 2019 sulla relazione annuale sulla politica di concorrenza dell'UE[1],

 vista la lettera di missione della Presidente eletta Ursula von der Leyen a Margrethe Vestager, in data 10 settembre 2019,

 viste le risposte scritte e orali della Commissaria designata Margrethe Vestager in occasione dell'audizione dinanzi al Parlamento europeo dell'8 ottobre 2019,

 vista la comunicazione della Commissione sul recupero degli aiuti di Stato illegali e incompatibili (2019/C 247/01),

 vista la direttiva (UE) 2019/1 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che conferisce alle autorità garanti della concorrenza degli Stati membri poteri di applicazione più efficaci e che assicura il corretto funzionamento del mercato interno[2],

 visto il regolamento (UE) 2019/1150 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online[3];

 visto il parere del Comitato economico e sociale europeo dell'11 dicembre 2019 sulla relazione della Commissione, del 15 luglio 2019, relativa alla politica di concorrenza 2018,

 visto il parere del Comitato delle regioni, del 5 dicembre 2019, sulla relazione della Commissione, del 15 luglio 2019, relativa alla politica di concorrenza 2018,

 vista la relazione del 4 aprile 2019 degli esperti di alto livello della Commissione, dal titolo "La politica di concorrenza nell'era digitale",

 visti il parere preliminare del Garante europeo della protezione dei dati, del 26 marzo 2014, dal titolo "Privacy and competitiveness in the age of big data: The interplay between data protection, competition law and consumer protection in the Digital Economy" (vita privata e competitività nell'era dei megadati: l'interrelazione tra la protezione dei dati, il diritto in materia di concorrenza e la tutela dei consumatori nell'economia digitale) e il parere 8/2016 del Garante europeo della protezione dei dati, del 23 settembre 2016, dal titolo "Coherent enforcement of fundamental rights in the age of big data" (applicazione coerente dei diritti fondamentali nell'era dei megadati),

 vista la dichiarazione del Garante europeo della protezione dei dati, del 29 agosto 2018, in merito alle ripercussioni delle concentrazioni economiche sulla protezione dei dati,

 vista la lettera inviata alla Commissaria Margrethe Vestager in data 4 febbraio 2020 dai ministri dell'Economia e delle finanze di Francia, Germania, Italia e Polonia,

 vista la proposta di Francia, Germania e Polonia, del 4 luglio 2019, dal titolo "Per una politica europea della concorrenza modernizzata",

 vista la relazione del 2019 dell'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC) dal titolo "Il ruolo della politica di concorrenza nella tutela del benessere dei consumatori nell'era digitale",

 vista la decisione della Commissione del 7 gennaio 2019 di prorogare sette normative in materia di aiuti di Stato dell'UE (iniziativa di modernizzazione degli aiuti di Stato per il periodo 2014-2020) fino alla fine del 2022 e di avviare valutazioni nel frattempo,

 viste le conclusioni del Consiglio del 22 marzo e del 27 maggio 2019,

 vista la dichiarazione di 18 Stati membri in occasione della 6a riunione ministeriale "Amici dell'industria", del 18 dicembre 2018,

 vista la relazione del forum strategico per importanti progetti di comune interesse europeo, dal titolo "Strengthening Strategic Value Chains for a future-ready EU Industry" (rafforzare le catene del valore strategiche per un'industria dell'UE pronta per il futuro),

 vista la revisione in corso delle linee direttrici sulla cooperazione orizzontale,

 vista la consultazione pubblica sui regolamenti orizzontali di esenzione per categoria,

 visto il parere del Comitato economico e sociale europeo, del 12 luglio 2018, dal titolo "Towards an appropriate European legal framework for social economy enterprises" (verso un quadro giuridico europeo adeguato per le imprese dell'economia sociale) (INT/871),

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per il commercio internazionale e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale,

 vista la lettera della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori,

 vista la relazione della commissione per i problemi economici e monetari (A9-0022/2020),

A. considerando che la concorrenza e un'efficace attuazione della politica di concorrenza devono offrire benefici a tutti i cittadini dell'UE, in particolare quanti si trovano in una situazione di debolezza come consumatori, promuovendo nel contempo l'innovazione e la concorrenza leale tra le imprese che operano all'interno del mercato unico, garantendo soprattutto che le piccole e medie imprese (PMI) abbiano l'opportunità di competere in condizioni eque;

B. considerando che la politica di concorrenza deve essere adattata per affrontare le sfide digitali, ecologiche, geopolitiche, industriali e sociali e che deve risultare coerente con le priorità delineate dal Green Deal europeo e con gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, al fine di garantire la parità di condizioni in tutti i settori quale pietra angolare dell'economia sociale di mercato dell'UE, tenendo in considerazione anche le imprese dell'economia sociale;

C. considerando che la cooperazione globale in materia di applicazione delle norme sulla concorrenza contribuisce a evitare incongruenze nelle misure correttive e nei risultati delle azioni di applicazione e aiuta le imprese a ridurre i costi di conformità;

D. considerando che nei mercati digitali in rapida evoluzione la politica di concorrenza potrebbe in alcuni casi risultare eccessivamente lenta e pertanto rischiare di essere inefficace nel porre rimedio ai fallimenti sistemici del mercato e ripristinare la concorrenza; che la regolamentazione e il monitoraggio complementari ex ante potrebbero risultare vantaggiosi per garantire un controllo più efficace;

E. considerando che le autorità europee garanti della concorrenza dovrebbero essere attente a evitare un'applicazione insufficiente nei mercati digitali, così come si dimostrano prudenti in merito all'eccessiva applicazione;

F. considerando che l'obiettivo principale della politica europea di concorrenza consiste nell'evitare le distorsioni della concorrenza al fine di preservare l'integrità del mercato interno e proteggere i consumatori;

G. considerando che alcuni scandali recenti in materia di dati e talune indagini e prove hanno mostrato in che modo i dati personali sono raccolti, utilizzati e venduti a terze parti dalle piattaforme e in che modo gli operatori e le piattaforme dominanti in ambito tecnologico monitorano sistematicamente le attività online dei consumatori;

Il ruolo della politica di concorrenza nei mercati globalizzati

1. sottolinea che in un mondo globalizzato la cooperazione internazionale è essenziale per assicurare l'efficace applicazione delle norme in materia di concorrenza; invita la Commissione a rafforzare ulteriormente l'influenza della politica di concorrenza dell'UE nel mondo, in particolare proseguendo i pertinenti dialoghi e potenziando la cooperazione con USA, Cina, Giappone e altri paesi terzi, laddove possibile, mediante accordi di cooperazione di seconda generazione che consentano uno scambio di informazioni più efficace tra le autorità garanti della concorrenza; sostiene la partecipazione attiva della Commissione e delle autorità nazionali garanti della concorrenza alla rete internazionale della concorrenza; incoraggia la Commissione ad adoperarsi con costanza per l'integrazione delle norme in materia di concorrenza (riguardanti anche gli aiuti di Stato) all'interno degli accordi di libero scambio dell'UE e in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), al fine di garantire il rispetto reciproco della concorrenza leale; si rammarica dell'effetto negativo sortito sulla Commissione dalla situazione di stallo concernente l'organo di conciliazione dell'OMC;

2. invita la Commissione a sviluppare strumenti volti ad agevolare un miglior controllo degli investimenti esteri diretti in tutti gli Stati membri, ad assicurare una rapida attuazione del meccanismo per il controllo degli investimenti esteri diretti, nonché a proporre uno strumento inteso a rafforzare l'attuale meccanismo, garantendo nel contempo che l'Unione europea rimanga aperta agli investimenti esteri diretti e sia una destinazione interessante per questi ultimi; richiama l'attenzione della Commissione sul fatto che le imprese dei paesi terzi godono di un trattamento favorevole all'interno del proprio mercato nazionale, condizione che potrebbe distorcere la concorrenza al momento di investire nel mercato unico;

3. chiede alla Commissione di garantire la reciprocità con i paesi terzi negli appalti pubblici, negli aiuti di Stato e nella politica d'investimento, tenendo anche conto del dumping sociale e ambientale; rammenta la necessità di aprire i mercati degli appalti pubblici di paesi terzi per i quali ancora non si dispone di un accesso; esorta la Commissione ad adoperarsi a favore dell'accesso dei più importanti paesi terzi, come la Cina, all'accordo sugli appalti pubblici dell'OMC con un'offerta iniziale accettabile; sottolinea che qualsiasi strumento finalizzato al miglioramento dell'apertura dei mercati internazionali, come lo strumento per gli appalti internazionali dell'UE, il cui completamento è previsto entro il 2021, deve evitare ulteriori oneri burocratici e nuove distorsioni del mercato che si ripercuotono negativamente sulle imprese dell'Unione;

4. invita la Commissione a garantire una concorrenza leale tra l'Unione europea e il Regno Unito a seguito del suo recesso dall'UE, al fine di assicurare condizioni di parità ed evitare il dumping;

5. sostiene pienamente l'attuazione di importanti progetti di comune interesse europeo come l'alleanza europea per le batterie (European Battery Alliance); invita la Commissione a promuovere ulteriormente gli importanti progetti di comune interesse europeo principali in materia di tecnologie di rottura, a semplificare le pertinenti disposizioni e a ridurne i requisiti, affinché anche i progetti di ricerca industriale su scala ridotta possano essere approvati;

6. rammenta la necessità che la Commissione effettui il controllo degli aiuti di Stato in modo equo tra operatori dell'UE e operatori terzi, onde evitare asimmetrie con le imprese concorrenti estere, e dedichi maggiore attenzione alle imprese statali aventi sede all'estero che ricevono sussidi dai propri governi con modalità proibite alle imprese dell'UE in base alle norme dell'Unione che disciplinano il mercato unico; esorta la Commissione a esaminare la recente proposta del governo neerlandese e a valutare la possibilità di aggiungere un pilastro al diritto dell'UE in materia di concorrenza onde dotare la Commissione di strumenti investigativi adeguati nel caso in cui si ritenga che un'azienda adotti un comportamento "distorsivo" a causa di sovvenzioni pubbliche o generi profitti eccessivi sulla base di una posizione di mercato dominante nel proprio paese di origine, ad esempio introducendo nelle norme dell'UE in materia di appalti pubblici una verifica sugli aiuti di Stato per le aziende dei paesi terzi;

7. ribadisce la sua richiesta, rivolta alla Commissione, di valutare se il programma di acquisto di titoli societari generi possibili distorsioni della concorrenza, in particolare tra PMI e multinazionali;

8. invita la Commissione ad adottare un approccio più favorevole ad una solida politica industriale dell'UE, al fine di garantire e mantenere elevata la competitività sui mercati globali; sottolinea che la Commissione e gli Stati membri dovrebbero promuovere e sostenere i progetti di interesse strategico dell'UE ed eliminare barriere e ostacoli, onde consentire l'affermarsi di leader innovativi dell'UE in settori prioritari specifici per l'Unione, rispettando nel contempo l'applicazione indipendente delle norme sulla concorrenza, che tutelano la parità di condizioni; chiarisce che il suddetto approccio non dovrebbe nuocere agli interessi delle PMI e dei consumatori e che dovrebbe essere incentrato sulla transizione verso un'economia più sostenibile e una maggior competitività dell'industria dei dati e delle infrastrutture digitali dell'UE, quali lo sviluppo del 5G;

9. invita la Commissione a cogliere l'opportunità offerta dalla revisione delle linee guida sugli accordi di cooperazione orizzontali per creare un quadro più flessibile e aumentare la certezza del diritto per le imprese; chiede alla Commissione di comunicare in modo più tempestivo ed efficiente con i titolari di progetti di cooperazione di una certa portata e di autorizzare la possibilità di porre nuove domande nel quadro di una procedura volontaria di notifica accelerata;

10. accoglie con favore l'impegno della Commissione, espresso nella sua comunicazione del 9 dicembre 1997[4], di rivedere la sua definizione di mercato pertinente, al fine di tener conto di una visione più a lungo termine che comprenda la dimensione globale, la digitalizzazione e la potenziale concorrenza futura; invita la Commissione a continuare a basarsi su validi principi economici e giuridici nelle sue indagini, seguendo i principi di proporzionalità e giusto processo, al momento di esaminare nuove tipologie di mercati;

11. sottolinea che, in un sistema commerciale multilaterale regolamentato, che preserva il processo decisionale politico degli Stati, le condizioni di parità a livello internazionale sono fondamentali per l'Europa, ivi comprese le società europee e in particolare le PMI, nonché per i lavoratori e i consumatori europei; ritiene che ciò contribuisca a promuovere lo sviluppo economico sostenibile, garantendo un ambiente stabile e prevedibile, perseguendo una maggiore competitività e reciprocità, garantendo e creando posti di lavoro dignitosi nell'UE e nei paesi terzi e assicurando elevati standard in materia di lavoro e di ambiente, dal momento che un numero crescente di posti di lavoro dipende dalle catene globali del valore; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di aumentare la trasparenza, la sostenibilità e la responsabilità delle imprese nelle catene del valore globali e invita l'UE a considerare l'istituzione, fra le altre misure, di un quadro giuridico che preveda un obbligo di diligenza nelle catene del valore globali, quale passo necessario per conseguire tale obiettivo;

12. invita la Commissione, alla luce del crescente dibattito, a riconciliare le regole dell'UE in materia di concorrenza, la politica industriale e il commercio internazionale, che devono andare di pari passo con la sostenibilità e il rispetto dell'ambiente; sottolinea l'esigenza specifica di finanziamenti per la ricerca, quale base dell'innovazione e dello sviluppo delle imprese europee ed elemento fondamentale per potenziare il commercio e la competitività;

13. sottolinea che le PMI svolgono un ruolo fondamentale nel commercio internazionale, in quanto si stima che rappresentino il 30 % delle esportazioni di beni dell'UE nel resto del mondo[5]; ritiene che il mercato interno continui a essere di gran lunga il mercato più importante per le PMI; ricorda che, al fine di aiutare le PMI a far fronte alle importanti sfide legate all'ingresso in nuovi mercati e di consentire loro di competere sulla base dei propri meriti, la politica commerciale e di concorrenza dell'UE dovrebbe contribuire a creare un'economia diversificata e un ambiente commerciale favorevole alle PMI e che ciò dovrebbe comprendere la possibilità di modernizzare la definizione europea di PMI tenendo conto, in particolare, di criteri qualitativi;

14. sostiene pienamente gli sforzi della Commissione nel contesto dell'attuale riforma dell'OMC, estesa anche al suo organo di appello e volta ad aggiornare e a rendere efficacemente applicabili le norme multilaterali sui sussidi o le iniziative settoriali, al fine di affrontare adeguatamente la questione dei sussidi a livello internazionale, con particolare riferimento ai sussidi industriali, alle imprese statali e ai trasferimenti forzati di tecnologia, e a intervenire per contrastare le politiche e le pratiche dei paesi terzi non orientate al mercato; invita la Commissione a coinvolgere pienamente il Parlamento e gli Stati membri in tale settore;

15. sottolinea che l'effettiva applicazione delle disposizioni in materia di sviluppo sostenibile degli accordi commerciali è importante per garantire una concorrenza leale e norme ambientali e sociali; si compiace, in tale prospettiva, dell'introduzione di criteri ambientali e sociali nella riforma delle misure antisovvenzioni e antidumping; ritiene che l'eventuale inserimento di norme fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) precise e azionabili in giudizio a norma del diritto dell'OMC possa essere esaminato anche nel contesto dell'attuale riforma dell'OMC, al fine di contribuire a creare condizioni di parità a livello globale;

16. accoglie con favore, in tale contesto, i negoziati plurilaterali in corso presso l'OMC sul commercio elettronico e chiede di adottare un pacchetto di norme ambizioso e completo, in grado di affrontare gli ostacoli agli scambi digitali, garantire che le imprese possano competere in tutto il mondo in condizioni di parità e accrescere la fiducia dei consumatori nell'ambiente online, senza pregiudicare le norme europee in materia di protezione dei dati; sottolinea che l'UE dovrebbe assumere un ruolo guida in questi negoziati internazionali, con strette consultazioni che coinvolgano il Parlamento europeo, gli Stati membri e le parti interessate, compresa la società civile;

17. ritiene che l'accesso al mercato interno dell'UE debba essere subordinato alla conformità alle norme sanitarie, fitosanitarie e ambientali; invita la Commissione ad assicurare che la politica commerciale e di concorrenza dell'UE non pregiudichi il rispetto delle norme sociali ed ecologiche dell'UE o comprometta l'elaborazione di norme più ambiziose;

18. accoglie con favore la modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale e la messa a punto di nuovi strumenti per proteggere le imprese europee dalla concorrenza sleale derivante dalle differenze nelle norme sociali e ambientali con i paesi terzi; pone in evidenza, tuttavia, l'esistenza di incongruenze tra questi strumenti di difesa e la politica commerciale dell'UE, con particolare riferimento alla firma, da parte della Commissione, di un accordo di libero scambio con il Giappone, sebbene quest'ultimo non abbia ratificato due delle otto convenzioni dell'ILO; invita la Commissione a verificare se gli strumenti di difesa commerciale siano coerenti con la politica commerciale dell'UE, e segnatamente con gli accordi di libero scambio;

19. invita la Commissione ad analizzare ed esaminare adeguatamente i mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi con cui ha sottoscritto, o sta negoziando, un accordo di libero scambio, al fine di negoziare le migliori condizioni di accesso per le società europee;

20. invita la Commissione a coordinare le necessarie azioni delle direzioni generali interessate (DG Commercio e DG Concorrenza) per assicurare che le norme in materia di concorrenza e la relativa attuazione garantiscano una concorrenza leale per le società europee nei mercati dei paesi terzi e viceversa;

21. invita la Commissione a prestare particolare attenzione al ruolo della normazione internazionale per la concorrenza leale; insiste affinché l'UE rafforzi il suo approccio multilaterale alla normazione, in particolare nel quadro dell'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO) e della Commissione elettrotecnica internazionale (CEI); mette in guardia contro la nazionalizzazione degli approcci di normazione, in particolare nell'ambito dell'iniziativa cinese "Nuova via della seta" e di altre strategie volte ad aumentare la connettività; invita la Commissione a istituire un coordinatore ad alto livello per la politica di normazione in tale contesto;

22. sottolinea l'importanza di integrare una prospettiva di genere a livello sia multilaterale che bilaterale, includendo capitoli in materia di genere negli accordi commerciali ed elaborando misure sensibili alla dimensione di genere, ossia assicurando che le valutazioni d'impatto ex ante ed ex post comprendano l'impatto di genere della politica e degli accordi commerciali dell'UE, al fine di stimolare la concorrenza e promuovere una crescita economica inclusiva;

Adattare la concorrenza all'era digitale

23. invita la Commissione a rivedere le regole sulle concentrazioni e sulle acquisizioni e a rafforzare le misure antitrust tenendo conto degli effetti del potere di mercato e della rete associati ai dati sia personali che finanziari; chiede alla Commissione, in particolare, di considerare il controllo di tali dati come un indicatore dell'esistenza del potere di mercato nel quadro dei suoi orientamenti sull'articolo 102 TFUE; invita la Commissione a trarre insegnamento dalla fusione tra Facebook e WhatsApp e ad adattare di conseguenza i suoi criteri; propone pertanto che tutte le concentrazioni che avvengono all'interno del mercato di tali dati siano soggette a una dichiarazione informale preventiva;

24. invita la Commissione a rivedere il concetto di "abuso di posizione dominante" e la dottrina relativa alle "infrastrutture essenziali" per assicurare che siano adeguati allo scopo perseguito nell'era digitale; suggerisce un'analisi più ampia del potere di mercato in relazione agli effetti dei conglomerati e dei "gatekeeper" (ovvero del controllo degli accessi) allo scopo di contrastare l'abuso della posizione dominante dei principali operatori e la mancanza di interoperabilità; invita la Commissione a effettuare una consultazione delle parti interessate per riflettere l'andamento dell'economia digitale, ivi compresa la sua natura multilaterale;

25. invita la Commissione a considerare la possibilità di rivedere le soglie utilizzate ai fini del controllo delle concentrazioni, onde includere fattori quali il numero dei consumatori interessati e il valore delle operazioni connesse nell'ambito della sua attuale valutazione del regolamento sulle concentrazioni[6];

26. invita la Commissione a valutare livelli più elevati di concentrazione dovuti alla proprietà orizzontale da parte di grandi società di gestione patrimoniale nel quadro della sua attuale analisi del regolamento sulle concentrazioni e a considerare la possibilità, a tale riguardo, di fornire orientamenti sul ricorso agli articoli 101 e 102 TFUE;

27. osserva che in vari mercati specifici dei dati finanziari (ad esempio scambi azionari, rating e indici di riferimento) la concentrazione oligopolistica può portare ad abusi di posizione dominante da parte dei fornitori nei confronti degli investitori e dei consumatori di dati finanziari; invita la Commissione a intraprendere un'azione risoluta contro tali abusi di posizione dominante, che compromettono la fluidità dei mercati finanziari e si pongono in contrasto con gli interessi dello sviluppo sostenibile;

28. sottolinea che, sebbene numerose start-up siano create nella speranza di un'acquisizione da parte di una società più grande, l'acquisizione delle start-up da parte di operatori dominanti, tra cui le grandi società e piattaforme tecnologiche, potrebbe soffocare l'innovazione e minacciare la sovranità; invita la Commissione e le autorità nazionali garanti della concorrenza a esaminare le acquisizioni di questo tipo e le relative ripercussioni sulla concorrenza, con particolare riferimento alle cosiddette "acquisizioni killer", così come definite nella sua relazione di esperti ad alto livello, del 4 aprile 2019, dal titolo "La politica di concorrenza nell'era digitale"; invita la Commissione a condurre uno studio sull'inversione dell'onere della prova, conformemente alla legge sulla digitalizzazione della normativa tedesca sulla concorrenza ("GWB-Digitalisierungsgesetz"), pubblicata nell'ottobre 2009;

29. chiede alla Commissione di valutare in che modo sia possibile imporre regimi di accesso ai dati più rigorosi, ivi compresa l'interoperabilità dei dati, in particolare laddove l'accesso ai dati apra mercati secondari di servizi complementari o qualora i dati siano limitati ad aziende dominanti;

30. sottolinea che alcuni soggetti, beneficiando del doppio status di piattaforma e fornitore, abusano della loro posizione per imporre condizioni sleali ai concorrenti, siano essi attivi online od offline; invita la Commissione a esaminare la questione della cosiddetta "auto-preferenza" (self-preferencing) e ad applicare le norme necessarie e servirsi degli strumenti richiesti in relazione alle entità che adottano l'auto-preferenza; chiede alla Commissione di valutare la possibilità di imporre obblighi di regolamentazione ex ante laddove il diritto in materia di concorrenza non sia sufficiente ad assicurare la contendibilità in tali mercati, evitando così l'esclusione dei concorrenti e garantendo che le strozzature emergenti non siano perpetuate dalla monopolizzazione dell'innovazione futura;

31. osserva che la Commissione sta riflettendo sulla necessità di una regolamentazione ex ante mirata relativa alle specifiche questioni sistemiche che potrebbero insorgere nei mercati digitali; chiede alla Commissione, pertanto, di introdurre un dispositivo centralizzato di controllo ex ante dei mercati (tenendo conto nel contempo dei risultati di una valutazione d'impatto), al fine di dotare le autorità di regolamentazione e le autorità garanti della concorrenza, a livello nazionale e di UE, dei mezzi necessari per raccogliere i dati in forma anonima, onde poter meglio rilevare i fallimenti del mercato in tempo utile e, se del caso, predisporre una regolamentazione mirata laddove tali pratiche diventino sistemiche;

32. invita la Commissione, a tal fine, a individuare i principali operatori digitali e a stabilire una serie di indicatori per definirne la natura "sistemica"; sottolinea che potrebbero essere presi in considerazione i seguenti indicatori, ovvero l'abuso delle pratiche di talune reti di grandi dimensioni, il controllo di un volume significativo di dati non replicabili, una situazione inevitabile su un mercato multiforme o la capacità dell'operatore di definire esso stesso le regole di mercato;

33. richiama l'attenzione della Commissione sulle acquisizioni da parte di monopoli esteri di operatori digitali di dati, tra cui dati sanitari, finanziari e relativi all'istruzione, e sui rischi in termini di protezione della vita privata, che si estendono ben oltre gli effetti anticoncorrenziali dannosi di tale tipo di operazioni; chiede alla Commissione di tenere in considerazione detti aspetti in relazione alla prossima strategia europea per i dati e di esaminare l'utilizzo trasversale dei dati, ovvero i casi in cui i dati provenienti da un servizio sono utilizzati per espandere l'offerta delle piattaforme a nuovi servizi;

34. invita la Commissione a elaborare orientamenti sulle migliori pratiche dell'UE in materia di etica dei dati affinché le aziende e le imprese possano applicare tali linee guida al loro modello aziendale; sottolinea che tali orientamenti etici in materia di dati sarebbero complementari alle norme relative alla protezione dei dati e accrescerebbero la sicurezza e la fiducia dei consumatori; propone che tali orientamenti dell'UE sull'etica dei dati comprendano i seguenti principi fondamentali:

a) trasparenza

- il consumatore è pienamente informato in merito a quali dati sono utilizzati e all'esattezza di tali dati e li gestisce in maniera congiunta;

- il consumatore è informato in merito alla condivisione dei dati da parte dell'impresa con le autorità pubbliche o i partner commerciali;

b) sicurezza dei dati

- i consumatori devono essere rassicurati in merito alla sicurezza dei dati conservati, di conseguenza è necessario accordare la priorità alla cooperazione trasversale sulla sicurezza dei dati;

- clausola sul divieto di vendere i dati a terzi;

35. sottolinea che, sebbene le piattaforme di intermediazione rivestano un ruolo di primo piano nell'accesso dei consumatori ai servizi online, alcune di esse abusano della loro posizione privilegiata agendo da "gatekeeper" (ovvero controllando gli accessi), anche in ecosistemi chiusi e mercati elettronici; chiede alla Commissione di prestare esplicita attenzione, nella sua politica di concorrenza, a tali "gatekeeper" e di concludere le indagini in corso quanto prima;

36. esorta la Commissione ad aumentare la libertà di scelta dei consumatori e a rafforzare il ruolo della rete dei centri europei dei consumatori (ECC-Net) in linea con la direttiva ECN+[7], al fine di istituire un'adeguata autorità dell'UE per i consumatori; rileva, in tale contesto, che la politica in materia di concorrenza non consiste soltanto nel garantire prezzi equi ai consumatori ma anche nel fornire qualità, varietà e innovazione;

37. sottolinea che è nell'interesse dell'Unione europea disporre di sistemi di pagamento paneuropei; invita la Commissione a sostenere iniziative che rispettino tale obiettivo, riconoscendo che il loro successo è subordinato sia alla natura innovativa del sistema per i consumatori e le imprese che alla fattibilità del suo modello economico;

Efficacia degli strumenti della politica di concorrenza

38. sottolinea che le ammende possono ripercuotersi sulla reputazione delle società sanzionate; fa tuttavia notare che anche se sono inflitte pesanti ammende, esse spesso non sono sufficienti a costituire un deterrente e possono, in ultima analisi, essere fatte ricadere sui consumatori; invita la Commissione a ricorrere anche a rimedi comportamentali e, se necessario, a rimedi strutturali alternativi al fine di assicurare pienamente l'efficacia della politica di concorrenza dell'Unione europea; sottolinea che l'azione inibitoria dovrebbe essere molto più rigorosa nei rimedi futuri;

39. ricorda che l'abuso di potere di mercato può aver luogo anche quando i prodotti o i servizi sono forniti gratuitamente; ritiene che l'inoltro di dati privati a terzi per finalità di marketing o commerciali sia frequentemente effettuato senza un adeguato consenso del consumatore, dal momento che spesso non sono fornite alternative alla condivisione dei dati; ritiene che nell'economia digitale la concentrazione dei dati in un numero esiguo di aziende provochi fallimenti del mercato, eccessiva percezione di rendite e blocco di nuovi operatori;

40. ricorda che il mercato dei motori di ricerca online è particolarmente importante per garantire condizioni concorrenziali all'interno del mercato unico digitale; rileva con rammarico che un motore di ricerca che detiene circa il 92 % della quota del mercato dei motori di ricerca online nella maggior parte degli Stati membri è diventato un "guardiano" di Internet; chiede che i contributi forniti da tutti i soggetti interessati nei nove anni passati di storia dell'antitrust siano utilizzati per valutare con urgenza se i rimedi proposti siano effettivamente vantaggiosi per i consumatori, gli utenti di Internet e le imprese online sul lungo periodo; invita la Commissione a prendere in considerazione una proposta volta a separare i motori di ricerca, come indicato nella risoluzione del Parlamento del 27 novembre 2014 sul sostegno ai diritti dei consumatori nel mercato unico digitale[8], dai loro servizi commerciali per porre fine alla situazione attuale, azione che potrebbe rivelarsi un potenziale strumento a lungo termine per conseguire una concorrenza leale ed efficace nel mercato digitale europeo;

41. pone l'accento sulla lentezza delle indagini antitrust, come nel caso "Google Shopping", rispetto alla velocità con cui evolvono i mercati digitali; evidenzia gli effetti negativi derivanti da questa situazione nonché i rischi finanziari e strutturali cui sono esposti alcuni attori qualora avviino procedure lunghe e costose; sottolinea la necessità di rispettare il diritto a un giusto processo, invita tuttavia la Commissione a impiegare procedure accelerate in materia di antitrust e a elaborare nuovi incentivi, come il programma di trattamento favorevole, per far sì che le società cooperino maggiormente nell'individuazione dei cartelli in tutta l'Unione;

42. sottolinea la necessità di valutare periodicamente la possibilità di ricorrere a misure provvisorie per fermare pratiche in grado di compromettere gravemente la concorrenza; invita la Commissione a rendere meno rigidi i criteri relativi a tali misure, nel rispetto delle garanzie dello Stato di diritto, onde evitare danni irreversibili; invita la Commissione a rivedere la comunicazione concernente le misure correttive (2008/C 267/01)[9] tenendo conto degli sviluppi e dell'evoluzione del settore digitale nel corso degli ultimi anni;

43. accoglie con favore i continui sforzi profusi dalla Commissione per far fronte al comportamento abusivo da parte di grandi piattaforme; invita la Commissione a riesaminare i casi in cui i rimedi offerti sono stati chiaramente inefficaci ai fini del ripristino della concorrenza sul mercato, come nel caso di "Google Shopping"; sottolinea che, in assenza di rimedi comportamentali mirati ed efficaci nonché preventivamente testati con l'impresa interessata, può essere necessaria una separazione strutturale completa dei servizi di ricerca generali da quelli specializzati, compresa la ricerca locale; sottolinea che, rispetto a quelli strutturali, i rimedi comportamentali potrebbero offrire una soluzione efficiente in termini di tempo, riducendo la possibilità che i concorrenti siano costretti a uscire dal mercato durante discussioni prolungate sulla cessione;

44. evidenzia la necessità che la Commissione assegni di risorse adeguate per poter applicare efficacemente le norme dell'UE in materia di concorrenza; rileva la necessità di assicurare competenze specifiche soprattutto su questioni di crescente rilievo, quali le posizioni dominanti delle piattaforme online o l'intelligenza artificiale;

45. invita la Commissione a formulare orientamenti sull'interpretazione del concetto di "ostacolo significativo ad una concorrenza effettiva" quale figurante nel regolamento sulle concentrazioni, affinché nei casi di concentrazione la Commissione non solo esamini i prezzi, la produzione e l'innovazione, ma presti attenzione anche ai costi sociali e ambientali di tali operazioni alla luce dei principi del TFUE, prestando particolare attenzione alla protezione dell'ambiente;

46. invita la Commissione a informarsi sul nuovo servizio di conto corrente che sarà fornito ai consumatori da alcune delle maggiori società tecnologiche al mondo nei prossimi anni; esorta la Commissione a concentrarsi in modo particolare sul loro ingresso in questo nuovo mercato finanziario digitale e sull'enorme quantità di dati che raccoglieranno dai consumatori, nonché sul potenziale utilizzo di tali dati;

Norme in materia di concorrenza a sostegno del Green Deal europeo

47. sostiene il riesame da parte della Commissione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato in tutti i settori pertinenti, come quello dei trasporti, compreso il trasporto aereo e marittimo, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, applicando il principio della transizione giusta e riconoscendo il ruolo complementare dei governi degli Stati membri nel sostenere gli investimenti nella decarbonizzazione e nell'energia pulita, assicurando nel contempo condizioni di parità e l'assenza di squilibri di mercato; invita la Commissione a esaminare, nel quadro della revisione della direttiva sulla tassazione dei prodotti energetici[10], se le attuali esenzioni fiscali creino condizioni di concorrenza sleale tra i settori;

48. sottolinea la necessità che la Commissione impedisca potenziali effetti negativi, come l'impiego da parte di grandi società degli aiuti pubblici concessi per l'"inverdimento" dei loro modelli imprenditoriali per obiettivi diversi quali il rafforzamento della loro posizione dominante in un determinato settore;

49. invita la Commissione a fornire ulteriori orientamenti e un quadro che favorisca maggiori investimenti nell'efficienza energetica e nella ristrutturazione degli edifici, nonché nel ripotenziamento, nei progetti ibridi e nello stoccaggio dell'energia;

50. sottolinea, a tale riguardo, che perché il Green Deal europeo abbia successo, i produttori europei di prodotti e servizi sostenibili devono trarne dei vantaggi e non devono essere esposti alla concorrenza sleale delle imprese nei paesi terzi;

51. osserva che il Green Deal europeo deve garantire la coerenza politica tra l'agricoltura, l'azione per il clima, l'ambiente e il commercio;

Politiche settoriali

52. invita la Commissione a fare un ricorso più sistematico alle indagini nei settori che sono essenziali per la vita quotidiana dei cittadini, come la sanità, la mobilità, la pubblicità online, l'energia, il turismo, compreso il monitoraggio dei massimali tariffari delle piattaforme di alloggi online, la cultura, i servizi finanziari e di pagamento nonché i mezzi di comunicazione, nell'era digitale, mantenendo al contempo gli elevati standard dell'Unione;

53. invita la Commissione a prendere atto della presenza di monopoli e oligopoli nazionali quale possibile segnale dell'esistenza di debolezze nel mercato unico o di ostacoli alla concorrenza leale;

54. chiede che la Commissione effettui uno studio preliminare sulla concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione in Europa, anche nel contesto dell'acquisizione da parte di imprese multinazionali di fornitori di media europei;

55. ribadisce che la tassazione è talvolta utilizzata per concedere aiuti di Stato indiretti, creando disparità di condizioni nel mercato interno; invita la Commissione ad aggiornare i suoi orientamenti esistenti sulla nozione di aiuti di Stato per assicurare che gli Stati membri non concedano aiuti di Stato sotto forma di vantaggio fiscale; deplora l'abuso dei ruling fiscali e accoglie favorevolmente le recenti sentenze del Tribunale che confermano che l'esame da parte della Commissione di un ruling fiscale dal punto di vista degli aiuti di Stato non costituisce un'armonizzazione fiscale; osserva che le decisioni della Commissione sono spesso impugnate dinanzi a un'autorità giudiziaria e devono essere pertanto preparate accuratamente; insiste affinché la Commissione abbia accesso alle informazioni scambiate tra le autorità fiscali degli Stati membri in modo da poter individuare meglio le violazioni delle norme in materia di concorrenza; chiede l'adozione della proposta relativa alla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) e la rendicontazione pubblica paese per paese;

56. invita la Commissione a esaminare la possibilità di sanzionare i paesi che violano le norme in materia di aiuti di Stato;

57. invita la Commissione a esaminare rapidamente le discrepanze tra le norme sugli aiuti di Stato nel settore degli aiuti alla liquidazione e il regime di risoluzione ai sensi della direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche[11], nonché a rivedere di conseguenza la propria comunicazione del 30 luglio 2013 sul settore bancario[12], anche alla luce dei recenti casi, tenendo conto della necessità di tutelare i contribuenti;

58. chiede alla Commissione di esaminare attentamente i casi nel settore bancario che potrebbero avere effetti sulla concorrenza in taluni Stati membri in cui sono applicati ai consumatori elevati tassi di interesse[13] e vi è una mancanza di trasparenza per quanto concerne i prestiti, potenzialmente a causa della concentrazione della proprietà nel settore bancario,che potrebbe comportare pratiche di vendita ingannevoli dei mutui ipotecari;

59. invita la Commissione a verificare ogni anno se i requisiti per l'applicazione dell'articolo 107, paragrafo 3, lettera b), TFUE nel settore finanziario siano ancora rispettati;

60. invita inoltre la Commissione a seguire l'esempio dell'autorità garante per la concorrenza e il mercato del Regno Unito al fine di condurre un esame approfondito e proporre ulteriori misure per affrontare il quasi monopolio delle quattro maggiori società contabili responsabili dell'audit delle principali società quotate; evidenzia, a tale riguardo, le raccomandazioni dell'autorità garante per la concorrenza e il mercato del Regno Unito, che suggerisce una separazione dei servizi di revisione contabile da quelli di consulenza, nonché l'istituzione della revisione congiunta obbligatoria per consentire ad altre aziende oltre alle quattro maggiori di sviluppare le capacità necessarie per sottoporre ad audit le principali società;

61. invita la Commissione a garantire una concorrenza leale e una maggiore trasparenza nelle pratiche commerciali delle piattaforme offline, compresi i supermercati e gli ipermercati, in modo da garantire che i produttori dell'UE ricevano condizioni e prezzi equi per i loro prodotti; invita la Commissione a proseguire la sua analisi approfondita sulla portata e sugli effetti delle alleanze di acquisto, in relazione alle strategie sia tariffarie sia non tariffarie, sul funzionamento economico della filiera agricola e alimentare, prendendo in particolare considerazione gli effetti sui piccoli fornitori e sui piccoli agricoltori; si rammarica che la vendita sottocosto non figuri nell'elenco della pratiche vietate a livello dell'UE; sottolinea che la strategia Farm to Fork (dal produttore al consumatore) e il diritto dell'UE in materia di concorrenza devono riconoscere il contributo importante apportato dai produttori primari alla fornitura di prodotti alimentari di elevata qualità e di beni pubblici alla società;

62. chiede un'applicazione più chiara, flessibile e prevedibile delle regole di concorrenza ai produttori e alle organizzazioni di produttori al fine di incrementare la certezza del diritto; invita pertanto la Commissione a valutare l'attuazione e a chiarire le disposizioni del regolamento recante organizzazione comune dei mercati agricoli (regolamento OCM unica)[14], in particolare per quanto riguarda le deroghe alle norme in materia di concorrenza concesse per taluni accordi e pratiche di associazioni di agricoltori; incoraggia una maggiore creazione di organizzazioni di produttori quale mezzo per consentire agli agricoltori di rafforzare la loro posizione, negoziare efficacemente i prezzi e affrontare gli squilibri di potere tra agricoltori e fabbriche;

63. invita la Commissione ad esentare dal regime di aiuti di Stato le disposizioni fiscali introdotte in modo specifico dagli Stati membri per incoraggiare gli agricoltori a realizzare risparmi precauzionali volontari al fine di affrontare meglio i crescenti rischi climatici e sanitari nonché le crisi economiche; plaude alla conclusione della revisione del regolamento de minimis[15], che aiuterà gli agricoltori ad affrontare le sfide climatiche, prevenendo nel contempo eventuali distorsioni del mercato; evidenzia il particolare bisogno di orientamenti chiari per il settore agricolo, in considerazione dei requisiti ambientali e di sostenibilità; accoglie con favore il controllo dell'adeguatezza attualmente in corso sul pacchetto per la modernizzazione degli aiuti di Stato del 2012 e la revisione in corso del regolamento agricolo di esenzione per categoria[16];

64. invita la Commissione a valutare l'attuazione e a chiarire il campo di applicazione dell'articolo 209 del regolamento OCM unica, in particolare per quanto riguarda le deroghe alle norme in materia di concorrenza concesse per taluni accordi e pratiche di associazioni di agricoltori, al fine di garantire una maggiore chiarezza e una maggiore certezza giuridica alle parti interessate, in fase di attuazione di tale articolo, e una maggiore flessibilità alla Commissione nell'attuazione dello stesso;

65. riconosce il ruolo svolto dalle organizzazioni interprofessionali nella filiera in qualità di piattaforme per il dialogo, la ricerca e lo sviluppo, le migliori pratiche e la trasparenza di mercato;

66. chiede che il ruolo delle organizzazioni interprofessionali sia rafforzato al fine di promuovere relazioni più equilibrate nella filiera alimentare ed è favorevole all'estensione della clausola di ripartizione del valore a tutti gli operatori anziché soltanto al primo acquirente, in linea con il progetto di relazione approvato nell'aprile 2019 dalla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento sulla nuova organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli nel quadro della prossima riforma della politica agricola comune (PAC);

67. chiede che sia prevista una deroga esplicita e automatica all'articolo 101 TFUE a norma dell'articolo 210 del regolamento OCM unica, inserita nel quadro dei principi di necessità e di proporzionalità, affinché le organizzazioni interprofessionali agricole possano svolgere i compiti loro assegnati dal regolamento OCM unica, allo scopo di concorrere agli obiettivi di cui all'articolo 39 TFUE;

68. invita la Commissione a garantire che le disposizioni dell'articolo 222 del regolamento OCM unica siano attivate rapidamente per far fronte a gravi squilibri di mercato;

69. plaude al successo delle misure di gestione dell'offerta introdotte per i formaggi e i prosciutti di qualità su richiesta delle organizzazioni di produttori, delle organizzazioni interprofessionali e dei gruppi di produttori; chiede che le disposizioni del regolamento OCM unica che autorizzano l'introduzione di norme di controllo dell'offerta siano estese a tutti i prodotti che beneficiano di una denominazione di origine protetta (DOP) o di un'indicazione geografica protetta (IGP), al fine di ottenere un migliore equilibrio tra domanda e offerta;

70. chiede alla Commissione di avviare un dialogo con tutte le pertinenti parti interessate sul funzionamento della filiera agricola e alimentare e di adeguare la politica di concorrenza dell'UE agli ultimi sviluppi del contesto commerciale;

71. accoglie con favore l'adozione della direttiva (UE) 2019/633, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare[17], che costituisce un primo passo importante per garantire l'equità tra gli operatori e per porre rimedio agli squilibri di potere all'interno della filiera alimentare; esorta gli Stati membri a recepire la direttiva senza indugio e invita la Commissione a monitorare attentamente i progressi relativi al suo recepimento e a promuovere la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri; incoraggia gli Stati membri a indicare ulteriori pratiche sleali come vietate e stabilire norme più rigide;

72. ricorda che è avvenuta una significativa ristrutturazione orizzontale e verticale che ha condotto a un ulteriore consolidamento nei settori, già concentrati, delle sementi, dell'agrochimica, dei fertilizzanti, della genetica animale e delle macchine agricole, nonché nei settori della trasformazione e del dettaglio; invita la Commissione, in fase di vaglio di fusioni in tali settori, a considerare le conseguenze al di là dei prezzi al consumo; sottolinea che la valutazione esaustiva e olistica dell'impatto a livello di azienda agricola delle fusioni e delle acquisizioni tra i fornitori agricoli, compresi i produttori di prodotti fitosanitari, deve tutelare gli interessi degli agricoltori e dei cittadini dell'UE nonché dell'ambiente;

73. ritiene essenziale che la Commissione continui a monitorare attentamente il mercato dell'UE degli antiparassitari, delle sementi e dei tratti agronomici, così come l'impatto della digitalizzazione sul settore agricolo;

74. esorta la Commissione a istituire una piattaforma permanente d'informazione a livello di UE sugli strumenti di gestione dei rischi a sostegno degli agricoltori, per aiutarli ad affrontare i rischi dovuti alle incertezze del clima, alla volatilità del mercato e di altra natura, dove le parti interessate possano scambiare le migliori pratiche, come indicato nella sua comunicazione sul futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura del novembre 2017;

75. sottolinea che le grandi disparità nei pagamenti diretti ostacolano iniziative sostenibili degli agricoltori a favore del clima e dell'ambiente e distorcono la concorrenza nell'UE; rammenta l'impegno assunto dal Consiglio europeo il 7-8 febbraio 2013 di armonizzare i pagamenti in tutta l'UE entro il 2013;

76. richiama l'attenzione sul crescente numero di proteste degli agricoltori e osserva che l'impatto cumulativo degli accordi di libero scambio (ALS) sul settore agroalimentare dell'UE è una delle loro preoccupazioni; si chiede se gli accordi di libero scambio mettano i produttori agroalimentari dell'UE in una posizione di svantaggio competitivo, date le differenze con le norme sociali, sanitarie, lavorative, ambientali e di benessere degli animali nei paesi terzi; invita pertanto la Commissione a presentare, il prima possibile, la sua ultima relazione sull'impatto cumulativo degli accordi commerciali attuali e futuri e chiede l'applicazione dei principi di reciprocità e di conformità per ciò che riguarda i prodotti agricoli e la tutela dei settori vulnerabili nel quadro degli attuali e futuri negoziati commerciali, garantendo che siano effettuate tutte le necessarie ispezioni;

77. accoglie con favore la proposta di regolamento sul programma per il mercato unico e, più specificatamente, le azioni nella filiera agricola e alimentare ivi sostenute, come le misure veterinarie e fitosanitarie volte ad affrontare la crisi relativa alla salute di piante e animali; esorta il Consiglio e il Parlamento a concludere celermente i negoziati e ad approvare il regolamento;

78. sottolinea l'importanza di conclusioni puntuali sulle due proposte di regolamento transitorio presentate dalla Commissione, al fine di evitare ritardi e complicazioni che potrebbero causare l'instabilità dei mercati;

79. ritiene essenziale mantenere all'interno della DG AGRI tutte le competenze connesse all'applicazione degli articoli 209 e 210 del regolamento OCM unica e relative agli aiuti di Stato per lo sviluppo dei settori agricolo e forestale e delle zone rurali, garantendo in tal modo le competenze necessarie per affrontare e coordinare le questioni in tale ambito, il che è necessario data la natura specifica di tali settori ed è pienamente coerente con gli obiettivi e il sostegno previsti nel quadro della PAC;

80. invita la Commissione a continuare a prestare particolare attenzione alla fornitura di servizi di interesse economico generale in sede di applicazione delle norme UE in materia di aiuti di Stato, specialmente nel contesto delle regioni isolate, remote o periferiche e delle isole dell'Unione; rileva talune difficoltà nell'applicazione delle norme del pacchetto Almunia a determinati servizi di interesse economico generale, come nel caso del settore postale, le cui missioni di servizio pubblico possono, a norma del diritto dell'Unione, essere definite e organizzate a livello nazionale;

81. ricorda la necessità di una tabella di marcia per aiuti di Stato più mirati, in particolare per la fornitura di servizi di interesse economico generale, tra cui energia, trasporti e telecomunicazioni;

82. ribadisce il suo invito a identificare le regioni carbonifere come zone assistite a norma dell'articolo 107, paragrafo 3, lettere a) e c), TFUE e ad adattare le norme dell'UE in materia di aiuti di Stato a tali regioni speciali in modo da consentire l'adozione di misure volte a far fronte a una ristrutturazione; ribadisce che le imprese carbonifere e gli operatori delle centrali a carbone che hanno ricevuto e tuttora ricevono un sostegno pubblico per l'estrazione e la combustione del carbone non devono essere soggetti a un trattamento privilegiato in termini di aiuti di Stato, anche per quanto riguarda le tradizionali attività in materia di responsabilità delle imprese, ad esempio il ripristino delle acque sotterranee, la riqualificazione del paesaggio o altre attività connesse alla bonifica dei siti; invita la Commissione a fornire chiari orientamenti e a garantire la condizionalità in linea con gli impegni dell'UE in materia di clima;

83. si compiace che la Commissione abbia incluso nella sua revisione mirata del regolamento generale di esenzione per categoria[18] l'estensione di tale regime ai progetti di cooperazione territoriale europea (definiti anche Interreg);

84. esprime preoccupazione per il trattamento asimmetrico delle operazioni finanziate dall'UE a seconda che esse siano sostenute a livello dell'Unione da risorse della politica di coesione o da altri fondi o programmi dell'UE come Orizzonte 2020/Orizzonte Europa o EFSI2.0/InvestEU come proposto dalla Commissione nella sua revisione del regolamento generale di esenzione per categoria; ritiene che sia opportuno mantenere condizioni di parità per progetti analoghi per natura ma diversi nelle fonti di finanziamento, poiché ciò favorirebbe taluni regimi di finanziamento escludendone al contempo altri;

Maggiore attenzione ai cittadini attraverso il Parlamento

85. chiede, senza modifiche del trattato, il ricorso regolare alla procedura legislativa ordinaria nella politica di concorrenza, in analogia alla procedura per la direttiva sulle azioni di risarcimento dei danni per violazione delle norme antitrust[19] e la direttiva REC+;

86. invita la Commissione a riferire periodicamente al Parlamento in merito all'attuazione e al monitoraggio degli accordi di cooperazione in materia di concorrenza nonché al controllo degli investimenti esteri diretti; esorta la Commissione a mantenere standard di trasparenza elevati;

87. auspica di svolgere un ruolo maggiormente incisivo nella definizione e nell'elaborazione del quadro generale per la politica di concorrenza; osserva che il Parlamento dovrebbe essere maggiormente coinvolto nell'attività dei gruppi di lavoro e dei gruppi di esperti, come la rete internazionale della concorrenza (RIC), in qualità di osservatore per acquisire una migliore conoscenza della materia e per essere aggiornato sugli sviluppi ai fini di una migliore preparazione per svolgere il proprio ruolo di colegislatore; invita la Commissione a coinvolgere in modo particolare il Parlamento in sede di definizione degli strumenti normativi non vincolanti come le comunicazioni e gli orientamenti;

88.  invita la Commissione a organizzare forum multisettoriali e interistituzionali che coinvolgano l'industria, le autorità nazionali di regolamentazione, ivi comprese le autorità di protezione dei dati, le associazioni dei consumatori e altri soggetti interessati al fine di "decompartimentare" la politica di concorrenza;

89. sottolinea che l'attuale modulo di denuncia per i casi di aiuti di Stato chiede molti dettagli specifici circa il momento in cui sono stati concessi gli aiuti di Stato, di cui i cittadini comuni potrebbero non essere a conoscenza; invita pertanto la Commissione a semplificare il modulo di denuncia, al fine di offrire ai cittadini comuni la possibilità di trasmettere le denunce;

90. nota con rammarico l'assenza di informazioni fornite nel corso dell'indagine da parte della Commissione delle denunce presentate; invita la Commissione a fornire al denunciante una conferma dell'avvenuta ricezione nonché una notifica dell'avvio dell'indagine, ivi compresa una previsione della durata dell'indagine;

91. ricorda l'importanza del coordinamento con le autorità nazionali garanti della concorrenza e invita la Commissione a presentare al Parlamento una valutazione dell'attuazione della direttiva REC+; ricorda che all'allegato della direttiva REC+ la Commissione ha individuato "misure provvisorie" quale "strumento chiave per le autorità garanti della concorrenza per garantire che la concorrenza non sia danneggiata mentre è in corso un'indagine"; ricorda la necessità di stabilire se vi sia il modo di semplificare l'adozione delle misure provvisorie nel quadro della rete europea della concorrenza entro due anni dalla data di recepimento della direttiva al fine di consentire alle autorità garanti della concorrenza di far fronte in maniera più efficace agli sviluppi nei mercati in rapida evoluzione;

92.  segnala che l'indipendenza politica delle autorità garanti della concorrenza è di estrema importanza per assicurare l'imparzialità e la credibilità della politica di concorrenza; riconosce che per impedire la distorsione della concorrenza è necessario un controllo pubblico delle attività di lobby in tutte le istituzioni dell'UE; ribadisce pertanto il suo invito a rafforzare il registro per la trasparenza dell'UE; insiste affinché vi sia uno scambio più regolare con la Commissione, in linea con l'accordo interistituzionale con il Parlamento; invita la vicepresidente esecutiva responsabile per la concorrenza a mantenere stretti contatti con la commissione ECON e con il suo gruppo di lavoro sulla concorrenza, che rappresenta una sede adeguata per avviare un dialogo più regolare;

93. ricorda l'impegno assunto dalla vicepresidente esecutiva della Commissione per un'Europa pronta per l'era digitale durante la sua audizione di conferma dell'8 ottobre 2019 di mantenere strettamente separati la sua politica digitale e i portafogli della concorrenza;

94. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali e alle autorità nazionali garanti della concorrenza.


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE (15.1.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per i problemi economici e monetari</CommissionInt>


<Titre>sulla politica di concorrenza - relazione annuale 2019</Titre>

<DocRef>(2019/2131(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Enikő Győri</Depute>

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che, in un sistema commerciale multilaterale regolamentato, che preserva il processo decisionale politico degli Stati, le condizioni di parità a livello internazionale sono fondamentali per l'Europa, ivi comprese le società europee e in particolare le PMI, nonché per i lavoratori e i consumatori europei; ritiene che esso contribuisca a promuovere lo sviluppo economico sostenibile, garantendo un ambiente stabile e prevedibile, perseguendo una maggiore competitività e reciprocità, garantendo e creando posti di lavoro dignitosi nell'UE e nei paesi terzi e assicurando elevati standard in materia di lavoro e di ambiente, dal momento che un numero crescente di posti di lavoro dipende dalle catene globali del valore; sottolinea, in tale contesto, la necessità di aumentare la trasparenza, la sostenibilità e la responsabilità delle imprese nelle catene del valore globali e invita l'UE a considerare l'istituzione, fra le altre misure, di un quadro giuridico che preveda un obbligo di diligenza nelle catene del valore globali, quale passo necessario per conseguire tale obiettivo;

2. invita la Commissione, alla luce del crescente dibattito, a riconciliare le regole dell'UE in materia di concorrenza, la politica industriale e il commercio internazionale, che devono andare di pari passo con la sostenibilità e il rispetto dell'ambiente; sottolinea le esigenze specifiche di finanziamento della ricerca, quale base dell'innovazione e dello sviluppo delle nostre imprese e industrie ed elemento fondamentale per potenziare la competitività;

3. sottolinea che le PMI svolgono un ruolo vitale nel commercio internazionale, rappresentando il 30% delle esportazioni di beni dell'UE nel resto del mondo[20]; ritiene che il mercato interno continui a essere di gran lunga il mercato più importante per le PMI; ricorda che, al fine di aiutare le PMI a far fronte alle sfide maggiori legate all'ingresso in nuovi mercati e di consentir loro di competere sulla base dei loro meriti, la politica commerciale e di concorrenza dell'UE dovrebbe contribuire a creare un ambiente commerciale diversificato e favorevole alle PMI e che ciò dovrebbe comprendere la possibilità di modernizzare la definizione europea di PMI tenendo conto, in particolare, di criteri qualitativi;

4. sottolinea che la politica di concorrenza dell'UE dovrebbe promuovere una concorrenza leale e condizioni di scambio reciproche nel mercato interno e a livello globale, con l'ulteriore obiettivo di rafforzare gli sforzi dell'industria per contribuire anche all'innovazione e a una transizione equa verso un'economia dell'UE neutra dal punto di vista climatico; ribadisce che le regole di concorrenza dell'UE si applicano a tutti i soggetti attivi sul mercato interno; chiede pertanto che le pratiche commerciali sleali siano affrontate in modo efficace attraverso un approccio più coordinato, assertivo e integrativo, utilizzando appieno gli strumenti esistenti e rafforzati in settori quali la concorrenza, il commercio, la difesa e gli appalti, sviluppando politiche e strumenti nuovi ed efficaci e affrontando gli effetti sul mercato interno delle distorsioni sui mercati internazionali, come la proprietà e le sovvenzioni dei paesi stranieri, in particolare nei casi in cui sono coinvolti finanziamenti dell'UE; esorta a rafforzare lo strumento antisovvenzioni includendo un meccanismo di controllo delle sovvenzioni;

5. invita la Commissione, in tale contesto, anche a valutare se sia opportuno modernizzare o aggiornare l'interpretazione di norme mirate in materia di concorrenza, senza ostacolare la concorrenza sui mercati rilevanti nell'UE, riformando anche gli orientamenti sugli aiuti di Stato e includendo le sovvenzioni statali e la proprietà pubblica, come criteri nelle direttive dell'UE in materia di appalti pubblici, al fine di salvaguardare la redditività a lungo termine della base industriale europea e a vantaggio dei consumatori europei; accoglie con favore, in tale contesto, l'intenzione della nuova Commissione di rafforzare il meccanismo di controllo degli investimenti diretti esteri, dopo aver maturato sufficiente esperienza  con la normativa vigente;

6. sottolinea la necessità di ridurre le asimmetrie che persistono nei mercati internazionali degli appalti pubblici e invita la Commissione a conseguire un'apertura ambiziosa dei mercati esteri alle società dell'UE, segnatamente le PMI; accoglie con favore la ripresa delle discussioni sullo strumento dell'UE per gli appalti internazionali e ne chiede l'adozione entro il 2020, al fine di garantire reciprocità laddove i partner commerciali limitano l'accesso al loro mercato degli appalti;

7. invita inoltre la Commissione a rafforzare ulteriormente la cooperazione globale in materia di concorrenza, ivi compreso un dialogo pertinente con gli Stati Uniti, il Giappone e altri partner; invita la Commissione a garantire condizioni di parità a livello internazionale e a concordare norme e procedure comuni attraverso accordi commerciali bilaterali e forum internazionali quali l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD), l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), l'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL) e la Banca mondiale; chiede alla Commissione di essere attiva nel rafforzare la Rete internazionale della concorrenza (ICN) e sottolinea l'importanza di una cooperazione efficace con le autorità nazionali garanti della concorrenza dei paesi terzi, al fine di aumentare l'efficacia di indagini specifiche;

8. sostiene pienamente gli sforzi della Commissione nel contesto dell'attuale riforma dell'OMC, anche del suo organo di appello, volta ad aggiornare e a rendere efficacemente applicabili le norme multilaterali sui sussidi, o iniziative settoriali tese ad affrontare adeguatamente la questione dei sussidi a livello internazionale, con particolare riferimento ai sussidi industriali, alle imprese statali e ai trasferimenti forzati di tecnologia, e a intervenire per contrastare le politiche e le pratiche dei paesi terzi non orientate al mercato; invita la Commissione a coinvolgere pienamente il Parlamento europeo e gli Stati membri in tale settore;

9. accoglie con favore la presenza di specifici capitoli sulla concorrenza negli accordi bilaterali commerciali e di investimento recentemente conclusi e invita la Commissione a continuare a negoziare disposizioni in materia di concorrenza e di aiuti di Stato, che siano moderne, ambiziose e applicabili in tutti i futuri accordi commerciali, nel quadro di una politica commerciale dell'UE olistica e ambiziosa;

10. sottolinea che l'effettiva applicazione delle disposizioni in materia di sviluppo sostenibile degli accordi commerciali è importante per garantire una concorrenza leale e norme ambientali e sociali; si compiace, in tale prospettiva, dell'introduzione di criteri ambientali e sociali nella riforma delle misure antisovvenzioni e antidumping; ritiene che l'eventuale inserimento di norme fondamentali dell'ILO precise e azionabili in giudizio a norma del diritto dell'OMC possa essere esaminato nel contesto dell'attuale riforma dell'OMC, al fine di contribuire a creare condizioni di parità a livello globale anche a tale riguardo.

11. invita la Commissione a garantire che le regole di concorrenza siano compatibili con l'economia mondiale in rapida evoluzione e garantiscano al meglio gli interessi dei consumatori europei, tenendo pienamente conto dell'impatto della digitalizzazione dell'economia sul funzionamento dei mercati globali; invita la Commissione ad affrontare il potenziale del commercio elettronico mondiale aumentando la concorrenza all'interno dei mercati al dettaglio, ampliando la scelta dei consumatori e incidendo sulla distribuzione dei prodotti e i posti di lavoro; riconosce che le piattaforme online costituiscono fattori determinanti del commercio digitale, ma sottolinea, in particolare, che l'emergere dell'economia digitale ha causato un'eccessiva concentrazione di mercato e di potere; sottolinea la necessità di concentrarsi su questioni fondamentali quali l'accesso ai dati e la loro portabilità, il ruolo e la presenza di piattaforme nei mercati e la neutralità tecnologica;

12. accoglie con favore, in tale contesto, i negoziati plurilaterali in corso all'OMC sul commercio elettronico e chiede di adottare un insieme di norme ambizioso e completo, in grado di affrontare gli ostacoli agli scambi digitali, garantire che le imprese possano competere in tutto il mondo in condizioni di parità e aumentare la fiducia dei consumatori nell'ambiente online, senza pregiudicare le norme europee in materia di protezione dei dati; sottolinea che l'UE dovrebbe assumere un ruolo guida in questi negoziati internazionali, con strette consultazioni che coinvolgano il Parlamento europeo, gli Stati membri e le parti interessate, compresa la società civile;

13. invita la Commissione ad analizzare ed esaminare adeguatamente i mercati degli appalti pubblici dei paesi terzi con cui ha sottoscritto, o sta negoziando, un accordo di libero scambio, al fine di negoziare le migliori condizioni di accesso per le società europee;

14. invita la Commissione a coordinare la necessaria azione delle direzioni generali interessate, DG Commercio e DG Concorrenza, per assicurare che le norme in materia di concorrenza e la relativa attuazione garantiscano una concorrenza leale per le società europee nei mercati dei paesi terzi e viceversa.

15. invita la Commissione a prestare particolare attenzione al ruolo della normazione internazionale per la concorrenza leale; insiste affinché l'UE rafforzi il suo approccio multilaterale alla normazione, in particolare nel quadro dell'ISO e della CEI; mette in guardia contro la nazionalizzazione degli approcci di normazione, in particolare nell'ambito dell'iniziativa cinese "Nuova via della seta" e di altre strategie tese ad aumentare la connettività; invita la Commissione a istituire un coordinatore ad alto livello per la politica di normazione in tale contesto.

16. sottolinea l'importanza di integrare una prospettiva di genere a livello sia multilaterale che bilaterale, includendo capitoli in materia di genere negli accordi commerciali ed elaborando misure sensibili alla dimensione di genere, ossia assicurando che le valutazioni d'impatto ex ante ed ex post comprendano l'impatto di genere della politica e degli accordi commerciali dell'UE, al fine di stimolare la concorrenza e promuovere una crescita economica inclusiva.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.1.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

35

3

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Anna-Michelle Asimakopoulou, Tiziana Beghin, Geert Bourgeois, Jordi Cañas, Anna Cavazzini, Ellie Chowns, Miroslav Číž, Arnaud Danjean, Nicola Danti, Emmanouil Fragkos, Barbara Ann Gibson, Markéta Gregorová, Enikő Győri, Roman Haider, Christophe Hansen, Heidi Hautala, Danuta Maria Hübner, Karin Karlsbro, Jude Kirton-Darling, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, Emmanuel Maurel, Samira Rafaela, Luisa Regimenti, Inma Rodríguez-Piñero, Massimiliano Salini, Helmut Scholz, Liesje Schreinemacher, Sven Simon, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt, Marie-Pierre Vedrenne, Jörgen Warborn, James Wells, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Angelika Winzig

 



 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

35

+

ECR

Geert Bourgeois, Emmanouil Fragkos, Jan Zahradil

ID

Roman Haider, Danilo Oscar Lancini, Luisa Regimenti

NI

Tiziana Beghin

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Arnaud Danjean, Enikő Győri, Christophe Hansen, Danuta Maria Hübner, Massimiliano Salini, Sven Simon, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Angelika Winzig

RENEW

Jordi Cañas, Barbara Ann Gibson, Karin Karlsbro, Samira Rafaela, Liesje Schreinemacher, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Nikos Androulakis, Miroslav Číž, Nicola Danti, Jude Kirton-Darling, Bernd Lange, Inma Rodríguez-Piñero, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt

VERTS/ALE

Anna Cavazzini, Ellie Chowns, Markéta Gregorová, Heidi Hautala

 

3

-

GUE/NGL

Emmanuel Maurel, Helmut Scholz

NI

James Wells

 

1

0

ID

Maximilian Krah

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (28.1.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per i problemi economici e monetari</CommissionInt>


<Titre>sulla politica di concorrenza - relazione annuale 2019</Titre>

<DocRef>(2019/2131(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Isabel Carvalhais</Depute>

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'articolo 42 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) dispone che le regole di concorrenza sono applicabili alla produzione e al commercio dei prodotti agricoli soltanto nella misura determinata dal Parlamento e dal Consiglio e tenendo conto degli obiettivi della politica agricola comune (PAC) enunciati all'articolo 39 TFUE;

B. considerando che l'articolo 39 TFUE stabilisce tra gli obiettivi della PAC la garanzia di un equo tenore di vita per la comunità agricola, in particolare aumentando il reddito individuale delle persone che lavorano nel settore agricolo;

C. considerando che la Corte di giustizia ha confermato, nella sua sentenza del 14 novembre 2017[21] (causa "invidia"), il primato della PAC rispetto alle regole di concorrenza; che la Corte ha stabilito che le pratiche relative a una concertazione sui prezzi o sui quantitativi immessi sul mercato o allo scambio di informazioni strategiche possono sottrarsi al divieto di accordi, decisioni e pratiche concordate di cui all'articolo 101, paragrafo 1, TFUE, se sono concordate tra i membri della stessa organizzazione di produttori (OP) o della stessa associazione di organizzazioni di produttori (AOP) riconosciuta da uno Stato membro e sono strettamente necessarie per il perseguimento di uno o più degli obiettivi assegnati a tali organizzazioni, nel rispetto della legislazione dell'UE;

D. considerando che il regolamento (UE) 2017/2393[22] ("regolamento Omnibus") contiene alcune deroghe all'applicazione dell'articolo 101 TFUE, stabilendo, in particolare, che le attività collettive delle OP e delle AOP sono necessarie al fine di conseguire gli obiettivi della PAC, quali definiti all'articolo 39 TFUE, purché le attività congiunte siano realmente eseguite e contribuiscano effettivamente al miglioramento della competitività degli agricoltori; che, di conseguenza, le attività quali la pianificazione della produzione e la negoziazione contrattuale sono esentate dall'applicazione dell'articolo 101 TFUE;

E. considerando che la natura specifica e le caratteristiche strutturali del settore agricolo dell'UE, composto principalmente da aziende piccole sotto il profilo economico, si traduce in una produzione frammentata in sfide e difficoltà per gli agricoltori nell'adattarsi ai cambiamenti e alle richieste dei mercati; che ciò contrasta con l'elevata concentrazione registrata da altri operatori della filiera alimentare, comportando gravi svantaggi in termini di potere negoziale, e dovrebbe essere tenuto in considerazione in sede di applicazione delle regole di concorrenza da parte della Commissione europea e delle autorità nazionali competenti;

F. considerando che la futura PAC dovrebbe concentrarsi sul sostegno alle piccole aziende agricole e alle aziende a conduzione familiare, garantendo al tempo stesso l'attuazione di pratiche agricole sostenibili; che tali obiettivi possono essere raggiunti solo adottando un approccio uniforme in tutte le politiche dell'UE, compresa la politica di concorrenza;

G. considerando che l'imprevedibilità delle catastrofi naturali e delle condizioni di produzione, come le condizioni climatiche avverse e l'insorgenza di malattie, renderanno probabilmente il mercato dei prodotti agricoli ancora più volatile ed esposto al rischio di crisi, indebolendo ulteriormente la posizione contrattuale degli agricoltori nei confronti degli acquirenti; che, a tal proposito, l'accesso a misure eccezionali che mirano a preservare la stabilità del mercato è molto importante;

H. considerando che la cooperazione tra gli agricoltori svolge un ruolo essenziale nel rafforzare la loro posizione nella filiera alimentare, contribuisce agli obiettivi della PAC e aiuta gli agricoltori a rispondere alle crescenti richieste della società; che molti agricoltori dell'UE non possono ancora beneficiare dell'adesione alle organizzazioni di produttori, il che rende la loro posizione all'interno della filiera alimentare altamente vulnerabile e ne diminuisce il potere contrattuale; che è pertanto necessario rafforzare le OP, anche attraverso il consolidamento, così come le AOP;

I. considerando che la competitività degli agricoltori dell'UE dipende in larga misura dal corretto ed equo funzionamento del mercato interno, nonché da una chiara interpretazione e applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato e di politica della concorrenza che si applicano a tutti gli operatori della filiera agroalimentare e, in particolare, alle OP, alle AOP e ad altre forme di cooperazione fra produttori nel settore agricolo;

J. considerando che le pratiche abusive e la crescente tendenza di consolidamento nei settori dei fattori produttivi e della vendita al dettaglio della filiera agricola e alimentare distorcono la concorrenza e l'innovazione, ripercuotendosi pertanto direttamente e indirettamente sia sui produttori che sui consumatori;

K. considerando che le tecnologie digitali possono sostenere gli agricoltori europei nel fornire cibo sicuro, sostenibile e di qualità e contribuire a ridurre l'impatto ambientale dell'agricoltura, migliorare le condizioni di lavoro per gli agricoltori e aumentare l'attrattività della vita rurale, in particolare per le giovani generazioni; che il settore privato è meno incentivato a investire nella fornitura di banda larga in queste aree;

1. invita la Commissione a tener conto concretamente della priorità degli obiettivi della PAC rispetto a quelli della politica di concorrenza, come sancito dalla Corte di giustizia, attraverso un'applicazione più flessibile, chiara e prevedibile delle regole di concorrenza ai produttori e alle OP;

2. sottolinea che, in ragione della sua natura specifica e dei lunghi cicli di produzione, l'agricoltura non può essere confrontata a nessuna altra attività per quanto riguarda l'elasticità dell'offerta e che pertanto la logica del mercato non può essere applicata al settore agricolo nello stesso modo in cui è applicata agli altri settori;

3. accoglie con favore lo studio condotto nel 2018 per conto della Commissione sulle OP e sulle loro attività nei settori dell'olio d'oliva, delle carni bovine e dei seminativi, che ribadisce l'importanza di tali organizzazioni e delle loro associazioni nel rafforzamento della posizione dei produttori primari nella filiera alimentare e nel contribuire positivamente agli obiettivi della PAC stabiliti all'articolo 39 TFUE; prende atto delle conclusioni dello studio secondo cui vi sono complessivamente cinque volte più OP/AOP non riconosciute rispetto a quelle formalmente riconosciute e che la mancanza di sostegno da parte del governo rappresenta una sfida per la costituzione delle OP e delle AOP; deplora che le OP non siano sviluppate in egual misura in tutti gli Stati membri e chiede l'eliminazione degli ostacoli rimanenti nel processo di riconoscimento nonché la garanzia della certezza del diritto; invita la Commissione, a tale proposito, a sensibilizzare l'opinione pubblica in merito ai vantaggi derivanti dal riconoscimento delle organizzazioni di produttori a norma del regolamento n. 1308/2013[23] recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli (regolamento OCM unica) e incoraggia una maggiore creazione di OP quale mezzo, tra l'altro, per consentire agli agricoltori di rafforzare la loro posizione, negoziare efficacemente i prezzi e affrontare gli squilibri di potere tra agricoltori e fabbriche;

4. ritiene essenziale chiarire le disposizioni che disciplinano le OP, le AOP e le organizzazioni interprofessionali nel regolamento OCM unica nel contesto dell'attuale riforma della PAC, in particolare per quanto riguarda la politica di concorrenza, spingendosi oltre i progressi compiuti dal regolamento Omnibus, e in linea con la sentenza della Corte di giustizia nella causa invidia, garantendo così una maggiore certezza giuridica e migliorando la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare;

5. invita la Commissione a valutare l'attuazione e a chiarire il campo di applicazione dell'articolo 209 del regolamento OCM unica, in particolare per quanto riguarda le deroghe alle norme in materia di concorrenza concesse per taluni accordi e pratiche di associazioni di agricoltori, al fine di garantire una maggiore chiarezza e una maggiore certezza giuridica alle parti interessate, in fase di attuazione di tale articolo, e una maggiore flessibilità alla Commissione nell'attuazione dello stesso;

6. accoglie con favore lo studio condotto per conto della Commissione sulle modalità migliori per la costituzione delle OP, lo svolgimento delle loro attività e il sostegno nei loro confronti, che riconosce il contributo delle OP e delle AOP allo sviluppo economico, tecnico o sociale dei loro membri, con potenziali effetti benefici indiretti sugli agricoltori che non aderiscono alle OP e con esternalità positive per gli altri operatori della filiera alimentare; sottolinea la necessità di garantire la certezza giuridica per le OP, in particolare per quanto riguarda i criteri di riconoscimento e le attività;

7. riconosce il ruolo svolto dalle organizzazioni interprofessionali nella filiera in qualità di piattaforme per il dialogo, la ricerca e lo sviluppo, le migliori pratiche e la trasparenza di mercato;

8. chiede che il ruolo delle organizzazioni interprofessionali sia rafforzato al fine di promuovere relazioni più equilibrate nella filiera alimentare ed è favorevole all'estensione della clausola di ripartizione del valore a tutti gli operatori anziché soltanto al primo acquirente, in linea con il progetto di relazione approvato nell'aprile 2019 dalla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento sulla nuova organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli nel quadro della prossima riforma della PAC;

9. chiede che sia prevista una deroga esplicita e automatica all'articolo 101 TFUE a norma dell'articolo 210 del regolamento OCM unica, inserita nel quadro dei principi di necessità e di proporzionalità, affinché le organizzazioni interprofessionali agricole possano svolgere i compiti loro assegnati dal regolamento OCM unica, allo scopo di concorrere agli obiettivi di cui all'articolo 39 TFUE;

10. invita la Commissione a garantire che le disposizioni dell'articolo 222 del regolamento OCM unica siano attivate rapidamente per far fronte a gravi squilibri di mercato;

11. plaude al successo delle misure di gestione dell'offerta introdotte per i formaggi e i prosciutti di qualità su richiesta delle OP, delle organizzazioni interprofessionali e dei gruppi di produttori; chiede che le disposizioni del regolamento OCM unica che autorizzano l'introduzione di norme di controllo dell'offerta siano estese a tutti i prodotti che beneficiano di una denominazione di origine protetta (DOP) o di un'indicazione geografica protetta (IGP), al fine di ottenere un migliore equilibrio tra domanda e offerta;

12. chiede alla Commissione di avviare un dialogo con tutte le pertinenti parti interessate sul funzionamento della filiera agricola e alimentare e di adeguare la politica di concorrenza dell'UE agli ultimi sviluppi del contesto commerciale;

13. accoglie con favore l'adozione della direttiva (UE) 2019/633, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare[24], che costituisce un primo passo importante per garantire l'equità tra gli operatori e per porre rimedio agli squilibri di potere all'interno della filiera alimentare; esorta gli Stati membri a recepire la direttiva senza indugio e invita la Commissione a monitorare attentamente i progressi relativi al suo recepimento e a promuovere la condivisione delle migliori pratiche tra gli Stati membri; incoraggia gli Stati membri a indicare ulteriore pratiche sleali come vietate o stabilire norme più rigide;

14. deplora tuttavia che l'ambito di applicazione della direttiva sulle pratiche sleali nella filiera agricola e alimentare non includa tutti i fornitori, dato che esclude i fornitori diversi dalle PMI, e si rammarica inoltre che la vendita sottocosto non figuri nell'elenco delle pratiche vietate a livello dell'UE;

15. esprime preoccupazione per l'insostenibile pressione al ribasso sui prezzi alimentari causata dall'eccessivo potere dei trasformatori o degli acquirenti a valle della filiera agricola e alimentare; esorta la Commissione a rivedere il suo approccio di valutazione degli abusi di posizione dominante sul mercato, includendovi i casi che impongono una pressione al ribasso insostenibile sui prezzi alimentari, indipendentemente dall'aumento dei prezzi al consumo che ne derivi; ritiene che un interesse dei consumatori più ampio includa il sostegno a favore di un reddito equo per gli agricoltori garantendo loro una giusta parte del valore della filiera agricola e alimentare, al fine di ottenere un settore agricolo sostenibile dal punto di vista economico e ambientale;

16. ribadisce che il sostegno della PAC è concepito, tra l'altro, per garantire la sostenibilità delle aziende agricole e incoraggiare gli agricoltori a produrre alimenti di qualità a prezzi ragionevoli; esprime la sua preoccupazione per la sempre più ampia disparità tra il prezzo di produzione e il prezzo di vendita nel settore alimentare; invita la Commissione a individuare e attuare misure di mercato efficaci che riducano tale divario e stabiliscano una correlazione equilibrata e sostenibile tra i due;

17. riconosce il possibile ruolo svolto dalle alleanze di acquirenti nella creazione di efficienze economiche nella filiera agricola e alimentare; sottolinea tuttavia che l'attuale mancanza di informazioni non permette di valutare gli effetti economici di tali alleanze di acquisto sul funzionamento della filiera, in particolare su possibili allineamenti strategici, che possono portare a una riduzione della concorrenza e a margini più ristretti per gli investimenti e l'innovazione; invita la Commissione a proseguire la sua analisi approfondita sulla portata e sugli effetti delle alleanze di acquisto sul funzionamento economico della filiera agricola e alimentare, in particolare per gli agricoltori, i piccoli produttori e fornitori e le PMI;

18. si compiace della pubblicazione del regolamento (UE) 2019/1150 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online[25]; prende atto dell'apertura, da parte della Commissione, di un'indagine antitrust formale per valutare l'utilizzo fatto da Amazon dei dati sensibili dei dettaglianti indipendenti e i possibili abusi del suo duplice ruolo di rivenditore e piattaforma commerciale, ed esprime la sua preoccupazione per possibili paralleli con le piattaforme europee di supermercati; pone in evidenza che un eventuale trattamento differenziato o discriminatorio tra i propri marchi e altri prodotti al dettaglio potrebbe falsare la concorrenza sul mercato e ridurre l'innovazione e l'offerta di prodotti ai consumatori; sottolinea che la Commissione e le autorità nazionali responsabili della concorrenza devono svolgere il proprio ruolo per garantire che non insorgano tali situazioni;

19. accoglie con favore la pubblicazione della relazione della Commissione sull'applicazione delle norme in materia di concorrenza nel settore agricolo; osserva che una parte considerevole delle violazioni del diritto in materia di concorrenza nel settore agricolo è commessa dai trasformatori dei prodotti agricoli, mentre le denunce sono esposte per la maggior parte dagli agricoltori; chiede che la Commissione vigili efficacemente le imprese che operano nel mercato della trasformazione alimentare;

20. ricorda che è avvenuta una significativa ristrutturazione verticale e orizzontale che ha portato a un ulteriore consolidamento nei settori, già concentrati, delle sementi, dell'agrochimica, dei fertilizzanti, della genetica animale e delle macchine agricole, nonché nei settori della trasformazione e del dettaglio; invita la Commissione, in fase di vaglio di fusioni in tale settore, a considerare le conseguenze al di là dei prezzi al consumo; sottolinea che la valutazione esaustiva e olistica dell'impatto a livello di azienda agricola delle fusioni e delle acquisizioni tra i fornitori agricoli, compresi i produttori di prodotti fitosanitari, devono tutelare gli interessi degli agricoltori e dei cittadini dell'UE nonché dell'ambiente;

21. ritiene essenziale che la Commissione continui a monitorare attentamente il mercato dell'UE degli antiparassitari, delle sementi e dei tratti agronomici, così come l'impatto della digitalizzazione del settore agricolo;

22. è del parere che occorra tenere pienamente conto dei costi di produzione al momento della fissazione dei prezzi nei contratti tra i produttori e i dettaglianti/trasformatori e che i prezzi dovrebbero anche garantire un reddito equo per gli agricoltori; sottolinea la necessità di una maggiore trasparenza del mercato per contribuire a una trasmissione dei prezzi più equa nella filiera; invita la Commissione a migliorare i dati dell'Osservatorio del mercato sui volumi, i prezzi e i margini, in particolare nel settore del biologico; invita la Commissione a sviluppare indicatori sui costi e i margini di produzione, che possano poi fungere da punto di riferimento nei contratti per tenere meglio in considerazione il costo di produzione e la retribuzione; chiede alla Commissione di garantire orientamenti chiari sulla ripartizione del valore lungo la filiera per consentire la trasmissione dei prezzi a livelli equi sia per il consumatore che per il produttore;

23. esorta la Commissione a istituire una piattaforma permanente d'informazione a livello di UE sugli strumenti di gestione dei rischi a sostegno degli agricoltori, per aiutarli ad affrontare i rischi dovuti alle incertezze del clima, alla volatilità del mercato e di altra natura, dove le parti interessate possano scambiare le migliori pratiche, come indicato nella sua comunicazione sul futuro dell'alimentazione e dell'agricoltura del novembre 2017;

24. sottolinea che le grandi disparità nei pagamenti diretti ostacolano iniziative sostenibili degli agricoltori a favore del clima e dell'ambiente e distorcono la concorrenza nell'UE; rammenta l'impegno assunto dal Consiglio europeo il 7-8 febbraio 2013 di armonizzare i pagamenti in tutta l'UE entro il 2013;

25. richiama l'attenzione sul crescente numero di proteste degli agricoltori e osserva che l'impatto cumulativo degli accordi di libero scambio (ALS) sul settore agroalimentare dell'UE è una delle loro preoccupazioni; si chiede se gli accordi di libero scambio mettano i produttori agroalimentari dell'UE in una posizione di svantaggio competitivo, date le differenze con le norme sociali, sanitarie, lavorative, ambientali e di benessere degli animali nei paesi terzi; invita pertanto la Commissione a presentare, il prima possibile, la sua ultima relazione sull'impatto cumulativo degli accordi commerciali attuali e futuri e chiede l'applicazione dei principi di reciprocità e di conformità per ciò che riguarda i prodotti agricoli e la tutela dei settori vulnerabili nel quadro degli attuali e futuri negoziati commerciali, garantendo che siano effettuate tutte le necessarie ispezioni;

26. ritiene necessario rispondere alla domanda pubblica di sistemi alimentari più sostenibili nella politica della concorrenza al fine di integrare in modo migliore il valore dei beni pubblici nella determinazione dei prezzi dei prodotti alimentari, tenendo conto delle preoccupazioni sociali, ambientali e di benessere degli animali; invita la Commissione a chiarire per i produttori e le autorità nazionali garanti della concorrenza le condizioni alle quali gli operatori di uno stesso settore possono concludere accordi miranti a migliorare la sostenibilità della filiera senza violare il diritto della concorrenza, riconoscendo in tal modo il contributo degli accordi sulla sostenibilità al miglioramento della produzione a vantaggio dei consumatori e della società nel suo complesso, in particolare nel contesto dell'attuale revisione dei regolamenti di esenzione per categoria relativi agli accordi orizzontali e delle relative linee guida; ritiene che orientamenti chiari siano particolarmente pertinenti per il settore agricolo, date le sfide ambientali che tale settore deve affrontare e i requisiti di sostenibilità che deve soddisfare;

27. osserva che il Green Deal europeo deve garantire la coerenza tra le politiche in materia di agricoltura, azione per il clima, ambiente e commercio;

28. sottolinea che la strategia Farm to Fork (F2F - dal produttore al consumatore) e il diritto dell'UE in materia di concorrenza devono riconoscere il contributo importante apportato dai produttori primari alla fornitura di prodotti alimentari di elevata qualità e di beni pubblici alla società, per il quale adesso non sono sufficientemente ricompensati, e devono mirare a conseguire la sostenibilità lungo l'intera filiera agricola e alimentare; osserva che la strategia F2F richiederebbe un approccio uniforme che coinvolga tutte le politiche dell'UE, tuteli la concorrenza leale e garantisca condizioni di parità per tutte le imprese, e che dovrebbe tenere conto dell'impatto dei cambiamenti climatici sul funzionamento e la sostenibilità della filiera agricola e alimentare e sulla sicurezza alimentare;

29. accoglie con favore il controllo dell'adeguatezza attualmente in corso sul pacchetto per la modernizzazione degli aiuti di Stato del 2012 e, più nello specifico, la revisione in corso del regolamento agricolo di esenzione per categoria e degli orientamenti dell'Unione europea per gli aiuti di Stato nei settori agricolo e forestale e nelle aree rurali, la cui applicazione cesserà il 31 dicembre 2020;

30. ritiene che i finanziamenti pubblici siano essenziali a garantire la diffusione delle reti a banda larga nelle zone rurali e remote; invita la Commissione a promuovere e sostenere i responsabili delle decisioni nel settore pubblico affinché vaglino attentamente le possibilità di sostegno pubblico sulla base degli orientamenti dell'Unione europea per l'applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato in relazione allo sviluppo rapido di reti a banda larga, al fine di velocizzare e facilitare la diffusione dell'infrastruttura della banda larga e garantire che le zone rurali non siano lasciate indietro;

31. invita la Commissione ad esentare dal regime di aiuti di Stato le disposizioni fiscali specifiche nel settore agricolo adottate dagli Stati membri per incoraggiare gli agricoltori a realizzare risparmi precauzionali volontari al fine di affrontare meglio i crescenti rischi climatici e sanitari e le crisi economiche;

32. plaude alla conclusione della revisione del regolamento agricolo de minimis; sottolinea che l'aumento dell'importo massimo di aiuto per singola impresa e del massimale nazionale, unitamente all'applicazione di un limite settoriale, aiuterà le imprese ad affrontare le sfide climatiche, prevenendo nel contempo eventuali distorsioni del mercato;

33. accoglie con favore la proposta di regolamento sul programma per il mercato unico e, più specificatamente, le azioni nella filiera agricola e alimentare ivi sostenute, come le misure veterinarie e fitosanitarie volte ad affrontare la crisi relativa alla salute di piante e animali; esorta il Consiglio e il Parlamento a concludere celermente i negoziati e ad approvare il regolamento;

34. sottolinea l'importanza di conclusioni puntuali sulle due proposte di regolamento transitorio presentate dalla Commissione, al fine di evitare ritardi e complicazioni che potrebbero causare l'instabilità dei mercati;

35. ritiene essenziale mantenere all'interno della DG AGRI tutte le competenze connesse all'applicazione degli articoli 209 e 210 del regolamento OCM unica e relative agli aiuti di Stato per lo sviluppo dei settori agricolo e forestale e delle zone rurali, garantendo in tal modo le competenze necessarie per affrontare e coordinare le questioni in tale ambito, il che è necessario per affrontare la natura specifica di tali settori e garantire la piena coerenza con gli obiettivi e il sostegno previsti nel quadro della PAC. 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.1.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mazaly Aguilar, Clara Aguilera, Álvaro Amaro, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Benoît Biteau, Mara Bizzotto, Daniel Buda, Isabel Carvalhais, Asger Christensen, Angelo Ciocca, Ivan David, Paolo De Castro, Jérémy Decerle, Herbert Dorfmann, Luke Ming Flanagan, Dino Giarrusso, Martin Häusling, Martin Hlaváček, Krzysztof Jurgiel, Jarosław Kalinowski, Gilles Lebreton, Norbert Lins, Mairead McGuinness, Marlene Mortler, Ulrike Müller, Juozas Olekas, Pina Picierno, Maxette Pirbakas, Sheila Ritchie, Bronis Ropė, Bert-Jan Ruissen, Anne Sander, Simone Schmiedtbauer, Annie Schreijer-Pierik, Veronika Vrecionová, Sarah Wiener, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Atidzhe Alieva-Veli, Franc Bogovič, Balázs Hidvéghi, Pär Holmgren, Peter Jahr, Petros Kokkalis, Zbigniew Kuźmiuk, Ivan Vilibor Sinčić, Massimiliano Smeriglio

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

45

+

ECR

Mazaly Aguilar, Krzysztof Jurgiel, Bert-Jan Ruissen, Veronika Vrecionová

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan, Petros Kokkalis

ID

Mara Bizzotto, Angelo Ciocca, Ivan David, Gilles Lebreton, Maxette Pirbakas

NI

Dino Giarrusso

PPE

Álvaro Amaro, Franc Bogovič, Daniel Buda, Herbert Dorfmann, Balázs Hidvéghi, Peter Jahr, Norbert Lins, Mairead McGuinness, Marlene Mortler, Anne Sander, Simone Schmiedtbauer, Juan Ignacio Zoido Álvarez

RENEW

Atidzhe Alieva-Veli, Asger Christensen, Jérémy Decerle, Martin Hlaváček, Elsi Katainen, Ulrike Müller, Sheila Ritchie

S&D

Clara Aguilera, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Isabel Carvalhais, Paolo De Castro, Juozas Olekas, Massimiliano Smeriglio

VERTS/ALE

Benoît Biteau, Martin Häusling, Pär Holmgren, Bronis Ropė, Sarah Wiener

 

0

-

 

 

 

0

0

 

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

 

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI

On. Irene Tinagli

Presidente

Commissione per i problemi economici e monetari

SPINELLI 15G306

BRUXELLES

Oggetto: <Titre>Parere sulla politica di concorrenza - relazione annuale 2019</Titre> <DocRef>(2019/2131(INI))</DocRef>

Signora Presidente,

nel quadro della procedura in oggetto la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori è stata incaricata di sottoporre un parere alla Sua commissione sotto forma di lettera.

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori ha esaminato la questione nella riunione del 23 gennaio 2020. In tale riunione[26] ha deciso di invitare la commissione per i problemi economici e monetari, competente per il merito, a includere nella sua relazione i suggerimenti in appresso.

La commissione desidera inoltre esprimere forte preoccupazione per quanto riguarda un punto del progetto di relazione ECON, ossia il paragrafo 14, che propone l'istituzione di un'autorità europea per la tutela dei consumatori. L'emendamento 199, presentato in seno alla commissione ECON, aggiunge che tale organismo dovrebbe "comprendere la rete di cooperazione per la tutela dei consumatori".

La commissione IMCO desidera sottolineare che, in primo luogo, come osservazione generale, la questione della tutela dei consumatori è una competenza esclusiva della commissione IMCO e, in quanto tale, non dovrebbe figurare nella relazione della commissione ECON, che dovrebbe occuparsi di questioni di sua esclusiva competenza. A tale proposito, desidero ricordare che il regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori (regolamento (UE) 2017/2394) era un fascicolo per il quale la commissione IMCO era competente e in cui la commissione ECON non ha svolto alcun ruolo. In secondo luogo, il punto esula anche dall'ambito di applicazione per quanto riguarda la relazione annuale sulla concorrenza, su cui si basa l'attuale procedura. Di conseguenza, La invito a dichiarare irricevibile il paragrafo 14 del progetto di relazione e tutti i relativi emendamenti, incluso l'emendamento 199.

La ringrazio per l'attenzione e confido nella Sua comprensione e cooperazione su questo importante aspetto.

Voglia gradire, signora Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

(f.to) Petra De Sutter MD, PhD

Presidente

 

 

 

 

 

CC: - Antonio TAJANI, presidente della Conferenza dei presidenti di commissione

 


SUGGERIMENTI

I. Mercato interno

 

1. Ricorda che la politica di concorrenza svolge un ruolo fondamentale nel mercato interno e che gli obiettivi fondamentali del diritto della concorrenza sono intrinsecamente legati al conseguimento del completamento del mercato interno, vale a dire prevenire la distorsione della concorrenza, creare condizioni eque e paritarie per tutti i partecipanti al mercato per competere in base al merito, promuovere la crescita di imprese innovative, raggiungere un elevato livello di benessere dei consumatori e consentire ai consumatori di scegliere tra diversi fornitori al fine di ottenere le migliori offerte in termini di qualità e di rapporto qualità/prezzo; ritiene che le PMI potrebbero trarre beneficio da una rigorosa applicazione delle norme in materia di concorrenza, in particolare nel mondo digitale;

 

2. accoglie con favore i controlli dell'adeguatezza della legislazione in corso da parte della Commissione e il futuro riesame completo degli orientamenti della Commissione in materia di diritto e politica della concorrenza, come annunciato dal nuovo Commissario nel corso della sua audizione di conferma; attende con interesse, in tale contesto, l'esito della revisione in corso del regolamento di esenzione verticale per categoria e degli orientamenti in materia di restrizioni verticali atteso entro il 2022; invita la Commissione a rafforzare e accelerare le prassi di applicazione delle norme in materia di concorrenza nel contesto di mercati in rapida evoluzione; sottolinea la necessità che la politica di concorrenza e le decisioni della Commissione e degli Stati membri in materia siano pienamente indipendenti da altre politiche e decisioni; sottolinea che è tale indipendenza che determina il peso e il valore delle decisioni in materia di concorrenza e ne garantisce il rispetto da parte sia delle imprese sia dei governi; accoglie con favore il ricorso, da parte della Commissione, agli articoli 114 e 103 TFUE in materia di fascicoli legislativi relativi alla politica della concorrenza in passato e chiede un ricorso sistematico alla procedura legislativa ordinaria per le future proposte legislative in materia di concorrenza;

 

3. osserva che in un'economia sempre più globalizzata, è importante riconoscere potenziali distorsioni della concorrenza nel mercato interno derivanti da imprese di paesi terzi che beneficiano di un finanziamento statale, sotto forma di aiuti di Stato o sovvenzioni; invita a tale riguardo la Commissione ad adottare misure appropriate per garantire un accesso equo al mercato;

 

4. sottolinea tuttavia che le decisioni in materia di politica della concorrenza non dovrebbero essere utilizzate come una forma di misura protezionistica o barriera non tariffaria al commercio, ma dovrebbero, tra le altre cose, garantire la proporzionalità e il giusto processo e analizzare la concorrenza caso per caso all'interno del mercato unico, cercando nel contempo di porre rimedio ai fallimenti del mercato;

 

5. sottolinea che il settore dei servizi rappresenta la quota principale dell'economia dell'UE, ma che l'ulteriore sviluppo dei servizi nel mercato interno è ostacolato dalla legislazione nazionale nuova ed esistente, che limita la concorrenza tra le imprese e la scelta dei consumatori; si rammarica del fatto che alcune norme di regolamentazione locali continuino a concentrarsi sulla protezione dei rispettivi mercati dalla concorrenza leale;

 

6. ricorda che, per lottare efficacemente contro le pratiche anticoncorrenziali, occorre tener conto di tutti gli aspetti della concorrenza sleale;

 

II. Mercato unico digitale

 

7. sottolinea che la Commissione e le autorità garanti della concorrenza degli Stati membri devono tenere il passo con le nuove sfide dell'era digitale in termini di priorità di esecuzione, capacità di esecuzione e valutazione dei danni per i consumatori;

 

8. accoglie con favore le indagini della Commissione relative a talune pratiche anticoncorrenziali da parte di imprese che operano sui mercati digitali; incoraggia la Commissione a chiudere quanto prima le procedure in corso e a perseguire una politica di applicazione proattiva ed efficace delle norme in materia di concorrenza, al fine di contrastare l'abuso di posizioni dominanti e favorire in tal modo l'innovazione e i modelli imprenditoriali innovativi, nonché consentire ai consumatori di cogliere tutte le opportunità offerte da un mercato unico digitale pienamente funzionante;

 

9. nota che, per quanto riguarda il mercato unico digitale e il modo in cui la digitalizzazione influisce sulla concorrenza, la regolamentazione del mercato e la politica della concorrenza sono intrinsecamente complementari, come sottolineato nella relazione degli esperti di alto livello della Commissione intitolata "La politica di concorrenza per l'era digitale", dal momento che il diritto primario dell'Unione – di cui agli articoli da 101 a 109 TFUE – può fungere da "regime di base" efficace per adottare una legislazione mirata intesa a lottare contro le prassi distorsive della concorrenza nei mercati digitali, basata su un'analisi approfondita caso per caso dei pertinenti mercati e dei fallimenti del mercato;

 

10. ricorda che, durante l'ottava legislatura, la regolamentazione dei mercati digitali ha costituito il lavoro fondamentale della commissione IMCO; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di un attento riesame della direttiva sul commercio elettronico, in particolare alla luce dell'impegno della Commissione a proporre una legge sui servizi digitali;

 

Dati

 

11. ricorda il ruolo centrale dei dati nell'economia digitale globale; richiama l'attenzione sulla comparsa di soggetti del mercato digitale che controllano volumi di dati sempre più grandi; sottolinea che la comparabilità dei dati è un elemento essenziale nell'economia reale, dato che rappresenta una fonte di grande influenza e potere economico; esorta la Commissione a contrastare le prassi di mercato ingiustificate e gli ostacoli normativi nazionali che determinano una monopolizzazione della raccolta di dati e restrizioni al flusso e all'accesso ai dati; invita la Commissione a sostenere i dati aperti e un accesso equo ai dati per tutte le imprese, in particolare le PMI e le start-up, al fine di promuovere un ambiente digitale competitivo che dia luogo a maggiore innovazione, prodotti di migliore qualità e migliori servizi per i consumatori;

 

Piatteforme

 

12. evidenzia che le piatteforme online consentono a milioni di aziende, tra cui molte PMI europee, di sfruttare i vantaggi del commercio elettronico; ritiene che, al fine di creare condizioni di concorrenza eque, è necessario perseguire una politica di regolamentazione che includa proposte legislative mirate e settoriali, onde eliminare gli squilibri che consentono agli operatori di mercato di abusare della loro posizione, salvaguardando nel contempo i valori europei; sottolinea, a tale proposito, che qualsiasi nuovo obbligo normativo in materia di piatteforme deve essere soggetto al principio di proporzionalità e non deve dar luogo a oneri normativi ingiustificati per le imprese, che potrebbero frenare l'innovazione e la concorrenza;

 

13. sottolinea l'importanza di proseguire il dibattito normativo su meccanismi adeguati per difendere l'integrità del mercato europeo in risposta al conseguimento di posizioni dominanti da parte di un numero limitato di piatteforme online grazie a effetti di rete e dinamiche di tipo "winner-take-all"; esprime preoccupazione per la crescente tendenza al conferimento involontario di poteri di regolamentazione a tali piatteforme, grazie alle attuali lacune normative; invita la Commissione a ricorrere a tutti gli strumenti a sua disposizione per lottare contro i tipi emergenti di pratiche anticoncorrenziali adottate dalle piatteforme dominanti, come l'uso abusivo del "self-preferencing", e a garantire che il regolamento che promuove equità e trasparenza per gli utenti commerciali dei servizi di intermediazione online (2019/1150) sia rispettato da tutti gli attori del mercato; si oppone agli effetti di lock-in negativi che le pratiche anticoncorrenziali hanno sulla scelta dei consumatori nonché sull'accesso al mercato;

 

Rimedi

 

14. accoglie con favore la recente adozione di misure provvisorie da parte della Commissione nel settore della microelettronica; deplora, tuttavia, la riluttanza della Commissione ad applicare misure provvisorie nel settore digitale e chiede alla Commissione di valutare il suo ricorso a misure provvisorie nonché ad altri rimedi strutturali e comportamentali, oltre alle sanzioni, nel valutare se gli operatori possono bloccare l'accesso al mercato, limitare la scelta dei consumatori e i flussi di informazione e manipolare il comportamento degli utenti, al fine di evitare distorsioni della concorrenza in grado di danneggiare le imprese europee, in particolare le PMI, e il conseguente pregiudizio per i consumatori;

 

Geoblocco

 

15. in seguito all'adozione del regolamento (UE) 2018/302 sul blocco geografico, invita la Commissione a continuare a monitorare attivamente tutti i potenziali problemi di concorrenza relativi a geoblocchi ingiustificati e ad altre restrizioni alle vendite online; incoraggia la Commissione a perseguire una visione ambiziosa per affrontare la discriminazione online nei confronti dei consumatori, basandosi su norme armonizzate in materia di tutela dei consumatori; invita la Commissione ad adottare un approccio lungimirante e favorevole al consumatore nell'ambito del processo di revisione del regolamento sul blocco geografico, previsto per marzo 2020;

 

III. Benessere dei consumatori

 

16. sottolinea con soddisfazione che la Commissione persegue un approccio basato sugli effetti nelle sue pratiche di esecuzione, incentrato sul benessere dei consumatori e sulla prevenzione dei danni subiti dai consumatori quale aspetto essenziale della politica di concorrenza; plaude ad un'interpretazione più ampia dei concetti di beneficio per il consumatore e danno per il consumatore, specie nei mercati digitali, incluso il nuovo approccio che consiste nel considerare la protezione dei dati un criterio di qualità al momento della valutazione dell'impatto delle fusioni sul benessere dei consumatori; osserva che le fusioni non sono intrinsecamente negative per i consumatori e possono portare a innovazioni e migliori prodotti, ma sottolinea che il benessere dei consumatori deve essere fondamentale;

 

17. sottolinea che, a tale proposito, la protezione dei consumatori deve rimanere un obiettivo politico centrale sia delle attuali pratiche di esecuzione sia di qualsiasi legislazione settoriale futura, specie nel settore digitale; plaude all'affermazione contenuta nella relazione degli esperti di alto livello, secondo cui la norma relativa al benessere dei consumatori deve essere adattata all'era digitale per quanto riguarda i requisiti di prova, al momento della valutazione di strategie aggressive utilizzate da piatteforme dominanti per ridurre la pressione concorrenziale, senza alcun adeguato vantaggio dimostrabile per i consumatori; ricorda che una concorrenza leale deve, in ultima analisi, garantire un livello elevato di tutela e scelta dei consumatori.

 

 


 

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

18.2.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

28

5

18

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Carmen Avram, Gunnar Beck, Isabel Benjumea Benjumea, Stefan Berger, Gilles Boyer, Francesca Donato, Derk Jan Eppink, Engin Eroglu, Markus Ferber, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Frances Fitzgerald, Luis Garicano, Sven Giegold, Claude Gruffat, Enikő Győri, Eero Heinäluoma, Danuta Maria Hübner, Stasys Jakeliūnas, Herve Juvin, Othmar Karas, Billy Kelleher, Ondřej Kovařík, Aurore Lalucq, Philippe Lamberts, Aušra Maldeikienė, Pedro Marques, Costas Mavrides, Siegfried Mureşan, Piernicola Pedicini, Lídia Pereira, Sirpa Pietikäinen, Antonio Maria Rinaldi, Alfred Sant, Martin Schirdewan, Joachim Schuster, Ralf Seekatz, Pedro Silva Pereira, Paul Tang, Stéphanie Yon-Courtin

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Manon Aubry, Karima Delli, Niels Fuglsang, Maximilian Krah, Andreas Schwab, Stéphane Séjourné, Jessica Stegrud, Antonio Tajani

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Michael Bloss, Łukasz Kohut, Lefteris Nikolaou-Alavanos

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

28

+

ID

Francesca Donato, Herve Juvin, Antonio Maria Rinaldi

RENEW

Gilles Boyer, Engin Eroglu, Luis Garicano, Ondřej Kovařík, Stéphane Séjourné, Stéphanie Yon-Courtin

S&D

Carmen Avram, Jonás Fernández, Giuseppe Ferrandino, Niels Fuglsang, Eero Heinäluoma, Łukasz Kohut, Aurore Lalucq, Pedro Marques, Costas Mavrides, Alfred Sant, Joachim Schuster, Pedro Silva Pereira, Paul Tang

VERTS/ALE

Michael Bloss, Karima Delli, Sven Giegold, Claude Gruffat, Stasys Jakeliūnas, Philippe Lamberts

 

5

-

ECR

Derk Jan Eppink, Jessica Stegrud

ID

Gunnar Beck, Maximilian Krah

NI

Lefteris Nikolaou-Alavanos

 

18

0

GUE/NGL

Manon Aubry, Martin Schirdewan

NI

Piernicola Pedicini

PPE

Isabel Benjumea Benjumea, Stefan Berger, Markus Ferber, Frances Fitzgerald, Enikő Győri, Danuta Maria Hübner, Othmar Karas, Aušra Maldeikienė, Siegfried Mureşan, Lídia Pereira, Sirpa Pietikäinen, Andreas Schwab, Ralf Seekatz, Antonio Tajani

RENEW

Billy Kelleher

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

 

[1] Testi approvati, P8_TA(2019)0062.

[2] GU L 11 del 14.1.2019, pag. 3.

[3] GU L 186 dell'11.7.2019, pag. 57.

[4] GU C 372 del 9.12.1997, pag. 5.

[6] GU L 24 del 29.1.2004, pag. 1.

[7] GU L 11 del 14.1.2019, pag. 13.

[8] GU C 289 del 9.8.2016, pag. 65.

[9] GU C 267 del 22.10.2008, pag. 1.

[10] GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.

[11] GU L 173 del 12.6.2014, pag. 190.

[12] GU C 216 del 30.7.2013, pag. 1.

[14] GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

[15] GU L 352 del 24.12.2013, pag. 1.

[16] GU C 213 dell'8.9.2009, pag. 9.

[17] GU L 111 del 25.4.2019, pag. 59.

[18] GU L 187 del 26.6.2014, pag. 1.

[19] GU L 349 del 5.12.2014, pag. 1.

[21] Sentenza della Corte di giustizia del 14 novembre 2017, President de l'Autorité de la concurrence/Association des producteurs vendeurs d'endives (APVE) e altri.

[22] GU L 350 del 29.12.2017, pag. 15.

[23] GU L 347 del 20.12.2013, pag. 671.

[24] GU L 111 del 25.4.2019, pag. 59.

[25] GU L 186 del 11.7.2019, pag. 57.

[26] Erano presenti al momento della votazione finale: Petra De Sutter (presidente, relatore per parere), Pierre Karleskind (vicepresidente), Maria Grapini (vicepresidente), Róża Thun und Hohenstein (vicepresidente), Maria Manuel Leitão Marques (vicepresidente), Adam Bielan, Carlo Fidanza, Eugen Jurzyca, Beata Mazurek, Marco Zullo, Pablo Arias Echeverría, Andrey Kovatchev, Antonius Manders, Dan-Ştefan Motreanu, Kris Peeters, Andreas Schwab, Tomislav Sokol, Ivan Štefanec, Edina Tóth, Marion Walsmann, Andrus Ansip, Vlad-Marius Botoş, Dita Charanzová, Dinesh Dhamija, Svenja Hahn, Morten Løkkegaard, Anne-Sophie Pelletier, Martin Schirdewan, Alessandra Basso, Lars Patrick Berg, Hynek Blaško, Virginie Joron, Alex Agius Saliba, Brando Benifei, Biljana Borzan, Evelyne Gebhardt, Adriana Maldonado López, Leszek Miller, Christel Schaldemose, Rasmus Andresen, Anna Cavazzini, Alexandra Geese, Marcel Kolaja.

Ultimo aggiornamento: 6 marzo 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy