Procedura : 2019/2099(DEC)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0049/2020

Testi presentati :

A9-0049/2020

Discussioni :

Votazioni :

Testi approvati :

P9_TA(2020)0098

<Date>{03/03/2020}3.3.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0049/2020</NoDocSe>
PDF 181kWORD 56k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per il progetto ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2018</Titre>

<DocRef>(2019/2099(DEC))</DocRef>


<Commission>{CONT}Commissione per il controllo dei bilanci</Commission>

Relatore: <Depute>Ryszard Antoni Legutko</Depute>

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per il progetto ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2018

(2019/2099(DEC))

Il Parlamento europeo,

 visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2018,

 vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni[1],

 vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni[2] presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sullo scarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0065/2019),

 visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

 visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio[3], in particolare l'articolo 208,

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012[4], in particolare l’articolo 70,

 vista la decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi[5], in particolare l'articolo 5,

 visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio[6],

 visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio[7],

 visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0049/2020),

1. concede il discarico al direttore dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune per l'esercizio 2018;

2. esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al direttore dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).


 

2. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla chiusura dei conti dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio finanziario 2018

(2019/2099(DEC))

Il Parlamento europeo,

 visti i conti annuali definitivi dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione relativi all'esercizio 2018,

 vista la relazione annuale della Corte dei conti sulle imprese comuni dell'UE per l'esercizio finanziario 2018, corredata delle risposte delle imprese comuni[8],

 vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni[9] presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 vista la raccomandazione del Consiglio, del 18 febbraio 2020, sullo scarico da dare all'impresa comune per l'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018 (05763/2019 – C9-0065/2019),

 visto l'articolo 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 visto l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica,

 visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio[10], in particolare l'articolo 208,

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012[11], in particolare l’articolo 70,

 vista la decisione 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi[12], in particolare l'articolo 5,

 visto il regolamento delegato (UE) n. 1271/2013 della Commissione, del 30 settembre 2013, che stabilisce il regolamento finanziario quadro degli organismi di cui all'articolo 208 del regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio[13],

 visto il regolamento delegato (UE) 2019/715 della Commissione, del 18 dicembre 2018, relativo al regolamento finanziario quadro degli organismi istituiti in virtù del TFUE e del trattato Euratom, di cui all'articolo 70 del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio[14],

 visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0049/2020),

1. approva la chiusura dei conti dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2018;

2. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione al direttore dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).


3. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2018

(2019/2099(DEC))

Il Parlamento europeo,

 vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio dell'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione per l'esercizio 2018,

 visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0049/2020),

A. considerando che l'impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione ("l'impresa comune") è stata istituita nel marzo 2007 per un periodo di 35 anni mediante la decisione del Consiglio 2007/198/Euratom[15];

B. considerando che i membri dell'impresa comune sono l'Euratom, rappresentata dalla Commissione, gli Stati membri dell'Euratom nonché i paesi terzi che hanno concluso con l'Euratom un accordo di cooperazione nel settore della fusione nucleare controllata;

C. considerando che gli obiettivi dell'impresa comune sono di apportare il contributo dell'Unione al progetto internazionale dell'energia da fusione ITER, attuare l'accordo sull'approccio allargato tra l'Euratom e il Giappone e preparare la costruzione di un reattore a fusione dimostrativo;

D. considerando che l'impresa comune ha iniziato a operare autonomamente nel marzo 2008;

Aspetti generali

1. osserva che la relazione della Corte dei conti (la "Corte") sui conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 (la "relazione della Corte") reputa che i conti annuali dell'impresa comune presentino fedelmente, sotto tutti gli aspetti rilevanti, la posizione finanziaria della stessa al 31 dicembre 2018, e che i risultati delle sue operazioni, i flussi di cassa e le variazioni dell'attivo netto per l'esercizio chiuso in tale data siano conformi alle sue regole finanziarie e alle norme contabili adottate dal contabile della Commissione;

2. riconosce che le operazioni su cui sono basati i conti annuali dell'impresa comune per l'esercizio 2018 sono, sotto tutti gli aspetti rilevanti, legittimi e regolari;

3. sottolinea che l'impresa comune ha ricalcolato il proprio contributo alla fase di costruzione del progetto portandolo a 12 000 000 000 EUR, il che rappresenta un aumento rispetto alla somma di 6 600 000 000 EUR approvata dal Consiglio nel 2010; rileva che tale cifra non include una riserva per imprevisti, nonostante la Commissione abbia suggerito che sarebbe appropriato prevedere imprevisti di durata massima pari a 24 mesi in termini di calendario e al 10-20 % in termini di dotazione di bilancio;

4. osserva che nel novembre 2016 il consiglio dell'Organizzazione ITER (il "consiglio ITER") ha approvato un nuovo scenario di riferimento; rileva che il nuovo scenario di riferimento ITER stima che nel 2025 sarà conseguito il "primo plasma" e sarà avviata la fase operativa, mentre nel 2035 sarà completata la fase di costruzione; osserva tuttavia che il precedente scenario di riferimento per il 2010 stimava che la fase di costruzione sarebbe stata completata nel 2020; rileva ciononostante che il nuovo scenario di riferimento è da considerarsi la prima data di realizzazione tecnicamente possibile;

5. sottolinea che nel marzo 2017 il Regno Unito ha notificato al Consiglio europeo la propria intenzione di recedere dall'Unione e da Euratom; rileva con preoccupazione che ciò potrebbe comportare conseguenze per le attività post-2020 dell'impresa comune e del progetto ITER;

6. si compiace del fatto che nell'aprile 2018 il Consiglio abbia incaricato la Commissione di approvare il nuovo scenario di riferimento ITER a nome di Euratom e ha reiterato il suo impegno a rendere disponibili le risorse entro i limiti del prossimo quadro finanziario pluriennale (QFP), fatti salvi gli eventuali negoziati successivi inerenti il QFP che definiranno i dettagli del finanziamento futuro[16];

7. sottolinea che, oltre alla fase di costruzione, l'impresa comune dovrà contribuire alla fase operativa di ITER dopo il 2035 e alle successive fasi di disattivazione e smantellamento; prende atto del fatto che i contributi alle fasi di disattivazione e smantellamento sono stati stimati a 95 540 000 EUR e a 180 200 000 EUR; rileva inoltre che il progetto ITER continuerà ad operare fino alla data di termine dell'accordo ITER, fissata al 2042, e fino ad allora l'Unione continuerà a contribuire ai costi del progetto ITER; osserva che tali costi aggiuntivi comprendono l'ultimo anno di contributi in contanti per la fase operativa e per la fase di smantellamento, nonché i costi complessivi della fase di disattivazione;

8. rileva che permane il rischio di ulteriori incrementi di costi e ritardi nell'attuazione dei progetti rispetto all'attuale scenario di riferimento approvato, sebbene siano stati presi provvedimenti positivi per migliorare la gestione e il controllo del contributo dell'impresa comune alla fase di costruzione del progetto; invita l'impresa comune a non superare l'attuale scenario di riferimento approvato per i costi totali del progetto;

9. osserva che un'efficace comunicazione è una componente essenziale dei progetti di successo finanziati dall'UE; reputa importante aumentare la visibilità dei risultati dell'impresa comune e diffondere informazioni sul valore aggiunto apportato; invita l'impresa comune a perseguire una politica di comunicazione proattiva, diffondendo al pubblico i risultati della sua ricerca, ad esempio attraverso i media sociali o altri mezzi di informazione, sensibilizzando in tal modo i cittadini sull'impatto del sostegno dell'Unione, con particolare riferimento alla diffusione sul mercato;

10. chiede alla Corte di valutare la solidità e l'affidabilità della metodologia per il calcolo e la valutazione dei contributi in natura; 

Gestione finanziaria e di bilancio

11. osserva che la dotazione finanziaria definitiva 2018 disponibile per l'esecuzione comprendeva stanziamenti di impegno per 706 230 231 EUR e stanziamenti di pagamento per 847 366 988 EUR; rileva che i tassi di utilizzo per gli stanziamenti d'impegno e di pagamento sono stati rispettivamente del 98,4 % e del 96,1 % (rispetto al 99,9 % e al 96,3% del 2017);

12. si rammarica che, a causa di carenze nel processo di pianificazione del bilancio nel 2017, gli stanziamenti di pagamento definitivi necessari per il 2017 e il 2018 abbiano superato quelli previsti nel bilancio iniziale; osserva che gli stanziamenti di pagamento supplementari necessari all'impresa comune ammontavano a 160 700 000 EUR, ossia il 25 % in più rispetto al bilancio iniziale; prende atto della risposta dell'impresa comune, con la quale quest'ultima si dichiara grata all'Euratom per il contributo aggiuntivo al bilancio 2018 e segnala altresì che la mancanza di stanziamenti di pagamento non avrebbe né avuto conseguenze né posto rischi, in quanto sono stati versati all'organizzazione ITER 137 000 000 EUR a titolo di anticipo sul contributo in contanti del 2019; rileva che il sistema di previsione dei pagamenti è stato totalmente riprogettato e integrato nel nuovo strumento di gestione finanziaria e che detto sistema, insieme alla nuova struttura organizzativa, garantisce la realizzazione di una corretta pianificazione di bilancio ed è già stato utilizzato per determinare le entrate di bilancio del 2019;

13. si compiace del fatto che, dei 706 200 000 EUR disponibili per gli stanziamenti d'impegno, il 98,4 % è stato eseguito mediante impegni singoli diretti (rispetto al 96,5 % nel 2017);

14. constata che nel 2018 il risultato dell'esecuzione del bilancio ammontava a 1 316 734 EUR (rispetto ai 17 236 192 EUR nel 2017);

15. osserva che nel 2018 l'impresa comune ha effettuato un pagamento di regolarizzazione pari a 1 000 000 EUR di pagamenti autorizzati e verificati relativi alle spese di viaggio del personale, trasferendo tale somma dal bilancio amministrativo al bilancio operativo; osserva tuttavia che detto pagamento di regolarizzazione non ha rispettato il principio di bilancio della specializzazione; prende atto della risposta fornita dall'impresa comune, secondo la quale il pagamento di regolarizzazione, messo a punto per un importo globale e voci indifferenziate, non si è rivelato lo strumento ottimale per l'assegnazione delle spese, data la mancanza di trasparenza ivi percepita; si attende tuttavia che i miglioramenti conseguiti nel corso del 2019 dal dipartimento commerciale dell'impresa comune nel corso del 2019 siano confermati dalla Corte nella sua relazione annuale per il 2019;

16. osserva che nel 2018 l'impresa comune ha conseguito sei delle tappe intermedie fissate dal consiglio ITER insieme al consiglio di direzione per quell'anno, con un indice delle prestazioni programmato del 93 %, rispetto al 91 % nel 2017, al 70 % nel 2016 e al 75 % nel 2015; prende altresì atto della dichiarazione rilasciata dall'organizzazione ITER nel dicembre 2018, con la quale essa ha confermato il completamento del 60 % del totale dei lavori di costruzione previsti per il primo plasma del 2025 (rispetto al 50 % nel 2017);

Prestazione

17. rileva che dalla relazione della Corte si evince che la decisione presa dal direttore di cambiare la sede di un alto dirigente, assunto di recente, da Barcellona a Cadarache non era corredata della documentazione adatta a giustificare i costi salariali aggiuntivi dovuti al diverso coefficiente correttore; si compiace del fatto che l'impresa comune, nella risposta fornita, riconosce che la modifica della sede di lavoro non è stata documentata in modo adeguato, giacché la scelta spettava all'autorità che ha il potere di nomina; osserva che l'impresa comune in quel momento affrontava alcuni rischi per il progetto relativo alle bobine di campo poloidale che necessitavano dell'intervento di un alto dirigente; rileva che il direttore ha pertanto deciso di chiedere al candidato prescelto di iniziare immediatamente a Cadarache e di dedicarsi completamente alla crisi riguardante il campo poloidale;

18. rileva con soddisfazione che l'impresa comune ha attuato il sistema di gestione del grado di realizzazione delle attività preferendolo a quello di crediti ITER per monitorare i progressi del progetto alla luce della proposta del gruppo ad hoc, e che i risultati ottenuti sono regolarmente comunicati;

19. prende atto dei progressi compiuti nella costruzione di ITER a riguardo del completamento dell'enorme bioscudo che circonda la fossa del Tokamak e l'installazione delle prime componenti del complesso del Tokamak;

Prevenzione e gestione dei conflitti di interesse e trasparenza

20. osserva che nel 2017 il consiglio di direzione dell'impresa comune ha continuato ad attuare la componente della strategia antifrode relativa agli appalti pubblici; osserva che l'impresa comune ha adottato una lista di controllo sulla base dei propri indicatori di rischio per le frodi negli appalti (ossia segnalazioni), sviluppati internamente e considerati un prerequisito per lo sviluppo dello strumento informatico antifrode; riconosce che il responsabile in materia di antifrode ed etica ha continuato a coordinare l'attuazione della strategia antifrode dell'impresa comune in stretta cooperazione con tutte le unità interessate e rileva con soddisfazione che alla fine del 2018 è stato avviato un gruppo di lavoro incaricato di continuare a elaborare la strategia antifrode;

Personale e modalità di reclutamento

21. osserva che la Corte ha riscontrato significative carenze relative all'assunzione di personale dirigenziale con responsabilità strategiche; prende atto del fatto che l'impresa comune, nella sua risposta, ha dichiarato che a seguito delle conclusioni della Corte e con l'aiuto del metodo "6 Sigma" per analizzare, identificare e attuare i miglioramenti, ha ulteriormente rafforzato il suo processo di selezione e ha adottato misure supplementari ancora in vigore; chiede all'impresa comune di evitare eventuali irregolarità e carenze in futuro;

22. osserva che, alla fine del 2018, la tabella dell'organico dell'impresa comune contava 162 donne e 284 uomini, con una prevalenza di uomini nella maggior parte dei posti in tre delle cinque categorie di personale e con oltre il 50 % degli agenti contrattuali e degli assistenti funzionari appartenenti al sesso femminile; osserva altresì che tra i membri del personale dell'impresa comune sono rappresentati 22 Stati membri, che la maggior parte dei membri dell'organico proviene da tre Stati membri e che altri quattro Stati membri sono rappresentati da un membro del personale ciascuno; esorta l'impresa comune a conseguire una rappresentanza geografica equilibrata, pur riconoscendo che ciò dipende dai candidati ai posti vacanti o da coloro che rispondono agli inviti a manifestare interesse;

Controllo interno

23. osserva che l'impresa comune non ha operato un costante monitoraggio delle dichiarazioni di interessi degli alti dirigenti; rileva con soddisfazione che l'impresa comune ha elaborato e diffuso alcuni documenti relativi alla gestione delle dichiarazioni generali di interesse di tutti i dirigenti, in conformità dell'articolo 13 del suo regolamento sul conflitto di interessi; osserva altresì che nel gennaio 2019 il responsabile in materia di etica ha effettuato una presentazione sull'argomento a tutti i dirigenti;

24. osserva che il 25 gennaio 2018 il Tribunale con la sua sentenza ha annullato i risultati della procedura di selezione e le decisioni relative alla nomina di candidati idonei presenti nell'elenco di riserva; osserva che, sebbene le conclusioni dell'Avvocato generale del 29 gennaio 2019 sostenessero il ricorso presentato dall'impresa comune dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea ("Corte di giustizia) nell'aprile 2018 e suggerissero alla Corte di giustizia di invalidare la sentenza del Tribunale in merito all'annullamento delle decisioni di nomina dei candidati idonei ma non dell'elenco di riserva, la Corte di giustizia ha confermato la sentenza del Tribunale[17]; chiede all'impresa comune di rispettare le norme della procedura di selezione al fine di evitare eventuali contestazioni e controversie future;

25. osserva che, a motivo di importanti carenze nelle strategie di comunicazione interna, non è stata garantita la diffusione di informazioni adeguate sui costi stimati della fase di smantellamento all'interno dell'organizzazione e, pertanto, l'impresa comune non ha indicato alcun accantonamento per questa passività nei conti dell'esercizio precedente, il cui importo è stimato a 85 200 000 EUR; accoglie tuttavia con favore la risposta dell'impresa comune, secondo la quale tali carenze sono già state colmate mediante due azioni: l'alta dirigenza trasmette al contabile tutte le informazioni pertinenti e il processo interno "PM-76 Conti annuali - apertura/chiusura dell'esercizio finanziario" è stato aggiornato nel maggio 2019;

Procedure di appalto e sovvenzioni relative alle attività operative

26. osserva che nel corso del 2018 sono state avviate 55 procedure di appalto relative ad attività operative e sono stati firmati 69 contratti di appalto relativi ad attività operative, mentre è stata avviata una procedura di sovvenzione e ne sono state firmate due.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.2.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

15

6

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Matteo Adinolfi, Caterina Chinnici, Lefteris Christoforou, Ryszard Czarnecki, Luke Ming Flanagan, Daniel Freund, Isabel García Muñoz, Cristian Ghinea, Monika Hohlmeier, Jean-François Jalkh, Joachim Kuhs, Sabrina Pignedoli, Michèle Rivasi, Angelika Winzig, Lara Wolters, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Katalin Cseh, Maria Grapini, David Lega, Mikuláš Peksa, Ramona Strugariu

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

József Szájer

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

15

+

ECR

Ryszard Czarnecki

ID

Jean-François Jalkh

PPE

Lefteris Christoforou, Monika Hohlmeier, David Lega, József Szájer, Angelika Winzig, Tomáš Zdechovský

RENEW

Katalin Cseh, Cristian Ghinea, Ramona Strugariu

S&D

Caterina Chinnici, Isabel García Muñoz, Maria Grapini, Lara Wolters

 

6

-

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

ID

Matteo Adinolfi, Joachim Kuhs

NI

Sabrina Pignedoli

VERTS/ALE

Daniel Freund, Michèle Rivasi

 

1

0

VERTS/ALE

Mikuláš Peksa

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU L 426 del 18.12.2019, pag. 1.

[2] GU L 426 del 18.12.2019, pag. 24.

[3] GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

[4] GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.

[5] GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58.

[6] GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

[7] GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.

[8] GU L 426 del 18.12.2019, pag. 1.

[9] GU L 426 del 18.12.2019, pag. 24.

[10] GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

[11] GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.

[12] GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58.

[13] GU L 328 del 7.12.2013, pag. 42.

[14] GU L 122 del 10.5.2019, pag. 1.

[15] Decisione n. 2007/198/Euratom del Consiglio, del 27 marzo 2007, che istituisce l'Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell'energia da fusione e le conferisce dei vantaggi (GU L 90 del 30.3.2007, pag. 58).

[16] Consiglio dell'Unione europea 7881/18, conclusioni adottate il 12 aprile 2018.

[17]  Sentenza della Corte di giustizia dell'8 maggio 2019, Impresa comune europea per ITER e lo sviluppo dell’energia da fusione/ Yosu Galocha, C-243/18 P ECLI:EU:C:2019:378.

Ultimo aggiornamento: 16 aprile 2020Avvertenza legale - Informativa sulla privacy