Procedura : 2019/2060(DEC)
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Ciclo del documento : A9-0078/2020

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A9-0078/2020

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CRE 14/05/2020 - 17

Testi approvati :

P9_TA(2020)0120

<Date>{04/03/2020}4.3.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0078/2020</NoDocSe>
PDF 181kWORD 62k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo</Titre>

<DocRef>(2019/2060(DEC))</DocRef>


<Commission>{CONT}Commissione per il controllo dei bilanci</Commission>

Relatore: <Depute>Tomáš Zdechovský</Depute>

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

1. PROPOSTA DI DECISIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo

(2019/2060(DEC))

Il Parlamento europeo,

 visto il bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018[1],

 visti i conti annuali consolidati dell'Unione europea relativi all'esercizio 2018 (COM(2019)0316 – C9-0055/2019)[2],

 vista la relazione annuale del Comitato economico e sociale europeo sulle revisioni contabili interne effettuate nel 2018, presentata all'autorità competente per il discarico,

 vista la relazione annuale della Corte dei conti sull'esecuzione del bilancio per l'esercizio 2018, corredata delle risposte delle istituzioni[3],

 vista la dichiarazione attestante l'affidabilità dei conti nonché la legittimità e la regolarità delle relative operazioni[4] presentata dalla Corte dei conti per l'esercizio 2018, a norma dell'articolo 287 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 visti l'articolo 314, paragrafo 10, e gli articoli 317, 318 e 319 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 visto il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione e che abroga il regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002 del Consiglio[5], in particolare gli articoli 55, 99, 164, 165 e 166,

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012[6], in particolare gli articoli 118, 260, 261 e 262,

 visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0078/2020),

1. rinvia la decisione sul discarico al Segretario generale del Comitato economico e sociale europeo per l'esecuzione del bilancio del Comitato economico e sociale europeo per l'esercizio 2018;

2. esprime le sue osservazioni nella risoluzione in appresso;

3. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente decisione e la risoluzione che ne costituisce parte integrante al Comitato economico e sociale europeo, al Consiglio europeo, al Consiglio, alla Commissione e alla Corte dei conti, e di provvedere alla loro pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea (serie L).

 


 

2. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

recante le osservazioni che costituiscono parte integrante della decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo

(2019/2060(DEC))

Il Parlamento europeo,

 vista la sua decisione sul discarico per l'esecuzione del bilancio generale dell'Unione europea per l'esercizio 2018, sezione VI – Comitato economico e sociale europeo,

 vista la presentazione a porte chiuse dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento del 3 febbraio 2020 relativa all'esito di un'indagine dell'OLAF concernente il Comitato economico e sociale europeo,

 vista la relazione del Mediatore europeo sulla dignità al lavoro nelle istituzioni e agenzie dell'UE: SI/2/2018/AMF,

 visti l'articolo 100 e l'allegato V del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0078/2020),

A. considerando che, nel contesto della procedura di discarico, l'autorità di discarico intende sottolineare la particolare importanza di rafforzare ulteriormente la legittimità democratica delle istituzioni dell'Unione migliorando la trasparenza e la responsabilità e attuando il concetto di programmazione di bilancio basata sulla performance e di corretta gestione delle risorse umane;

1. valuta positivamente le conclusioni della Corte dei conti (la "Corte") secondo cui i pagamenti relativi all'esercizio chiuso al 31 dicembre 2018 riguardanti le spese amministrative del Comitato economico e sociale europeo (il "Comitato") non presentavano, nell'insieme, errori rilevanti e i sistemi di supervisione e di controllo esaminati si sono rivelati efficaci;

2. nota che, da luglio a novembre 2018, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha ricevuto, da cinque fonti diverse, accuse di molestie contro un membro di alto livello del Comitato, presidente del gruppo Datori di lavoro (gruppo I) da aprile 2013, e il 6 novembre 2018 ha deciso di avviare un'indagine;

3. nota che un caso di presunte molestie è stato segnalato nel 2018 attraverso la procedura formale (articolo 24 dello statuto del personale e articolo 12, paragrafo 1, della decisione del Comitato sulla prevenzione delle molestie); ricorda che l'indagine amministrativa è stata conclusa e che una sanzione disciplinare è stata comminata alla persona accusata; prende atto che altri tre presunti casi di molestie, in certa misura collegati tra loro, sono stati segnalati nel 2018 attraverso sette relazioni sulla denuncia delle irregolarità; prende atto che sono state lanciate due indagini amministrative e che le questioni sono state deferite all'OLAF nel gennaio 2019;

4. osserva che il 17 gennaio 2020 l'OLAF ha trasmesso la sua relazione e le sue raccomandazioni al Presidente del Comitato, come previsto nell'accordo di cooperazione tra il Comitato e l'OLAF; esprime preoccupazione per il fatto che l'OLAF abbia accertato molestie contro due membri del personale, comportamento scorretto (colpa grave) contro un membro del personale e di un membro del Comitato, e condotta scorretta contro altri membri del personale ed abbia inoltre deciso di deferire la questione alle autorità belghe;

5. deplora quanto rilevato dall'OLAF per quanto concerne le molestie psicologiche, la colpa grave e la condotta scorretta da parte del presidente del gruppo I del Comitato nei confronti dei suoi subordinati tra il 2013 e il 2018; osserva che, ai sensi del diritto belga, le molestie costituiscono un reato; nota inoltre che l'articolo 4 del Codice di condotta per i membri del Comitato sulla dignità è stato violato e che tale comportamento non è compatibile con i valori dell'Unione di rispetto e tutela della dignità umana sul posto di lavoro, come previsto dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; invita il Comitato a riferire all'autorità di discarico a tempo debito in merito al seguito dato alle raccomandazioni dell'OLAF;

6. si attende che il Comitato informi come dovuto l'autorità di discarico entro settembre 2020 sulle misure adottate per dare seguito alle raccomandazioni dell'OLAF e rettificare tali irregolarità;

7. invita il Comitato ad applicare in modo coerente l'articolo 8 del suo Codice di condotta senza alcun indugio, in particolare avviando la procedura necessaria nei confronti delle persone interessate e deferendo tempestivamente tali questioni al comitato consultivo;

8. sottolinea la sua preoccupazione per l'attuale ambiente di lavoro in seno al Comitato, in particolare nel gruppo I, e chiede al Comitato di adottare le misure necessarie per istituire un ambiente rispettoso e affidabile, necessario per il benessere personale e lo sviluppo professionale del personale; ricorda inoltre al Comitato che un ambiente di lavoro negativo causa inefficienza, stress e mancanza di produttività;

9. nota che il 22 gennaio 2020 il gruppo I ha proceduto all'elezione del suo attuale presidente quale candidato per diventare Presidente del Comitato da ottobre 2020, quando la presidenza del Comitato sarà esercitata dal gruppo I per due anni e mezzo;

10. ricorda la relazione del Mediatore europeo sulla dignità al lavoro nelle istituzioni e agenzie dell'UE (SI/2/2018/AMF), secondo cui, per quanto riguarda il personale di alto livello, le persone sono particolarmente esposte alle molestie quando vi è uno squilibrio di potere tra le parti coinvolte. Ciò può essere attenuato mediante norme più rigorose per gli alti funzionari che non sono soggetti allo statuto del personale, quali commissari, giudici, membri della Corte dei conti, membri del Comitato economico e sociale e così via. Tali misure potrebbero includere misure disciplinari aggravate, come il pensionamento obbligatorio o la revoca dei diritti pensionistici. Il personale di alto livello dovrebbe essere informato in merito a tutte le norme e politiche antimolestie all'inizio del mandato in modo esaustivo e a intervalli regolari;

11. chiede al Comitato di istituire e attuare un piano d'azione per prevenire attivamente e contrastare le molestie nell'ambiente di lavoro, sensibilizzare in merito alle molestie e promuovere una cultura di tolleranza zero in materia di molestie;

12. invita il Comitato a migliorare le misure che consentono al personale di presentare denunce formali di molestie e a organizzare formazioni periodiche per consulenti di fiducia e a istituire un gruppo di investigatori indipendenti cui il Comitato possa rivolgersi durante le indagini formali sulle molestie;

13. nota con soddisfazione gli esempi di buone prassi della politica anti-molestie della Corte, che dispone di forti misure disciplinari per i membri colpevoli, quali il pensionamento obbligatorio o il rifiuto dei diritti pensionistici, e invita il Comitato ad attuare tali esempi;

14. si rammarica, come osservazione generale, del fatto che il capitolo 10 "Amministrazione" della relazione annuale della Corte abbia un campo di applicazione e conclusioni piuttosto limitati, anche se la rubrica 5 "Amministrazione" del quadro finanziario pluriennale è considerata a basso rischio;

15. osserva che la Corte ha selezionato un campione di 45 operazioni estratto dalla rubrica 5 "Amministrazione" del QFP per tutte le istituzioni e gli organi dell'Unione; rileva che il campione è stato estratto in modo da essere rappresentativo della gamma di spese a titolo della rubrica 5, che rappresenta il 6,3 % del bilancio dell'Unione; constata che dal lavoro svolto dalla Corte risulta che le spese amministrative sono a basso rischio; ritiene tuttavia che il volume delle operazioni selezionate relativamente alle "altre istituzioni" sia insufficiente e chiede alla Corte di aumentare di almeno il 10 % il numero delle operazioni da esaminare;

16. constata che nel 2018 il bilancio del Comitato ammontava a 135 630 905 EUR rispetto a 133 807 338 EUR nel 2017, il che corrisponde a un aumento del 1,36 %; prende atto di un tasso globale di esecuzione del 98,66 % (rispetto al 96,5 % nel 2017 e al 97,2 % nel 2016);

17. accoglie con favore la gestione finanziaria complessivamente prudente e sana del Comitato nell'esercizio 2018; si compiace del fatto che il tasso di impegno per il titolo 1 "Spese relative alle persone che lavorano con il Comitato" sia stato del 98,94 % e che per il titolo 2 "Immobili, materiale e spese varie di funzionamento" sia stato del 97,97 %;

18. constata con preoccupazione che gli stanziamenti definitivi destinati alle indennità di viaggio e di soggiorno per i membri presentano un leggero aumento, fino a 20 247 625 EUR nel 2018 (rispetto a 19 819 612 EUR nel 2017 e 19 561 194 EUR nel 2016) nonostante la riduzione del numero di riunioni; prende atto che i relativi stanziamenti inutilizzati ammontano solo all'1,05 %;

19. plaude alla decisione del Comitato n. 2018/C 466/02 del 10 dicembre 2018, secondo cui ai membri del Comitato viene rimborsato, su presentazione dei documenti giustificativi, il costo effettivo dei loro biglietti di viaggio limitatamente ad un importo massimo pari alla tariffa aerea di classe "business" (di preferenza classe economica o simile) scontata; prende atto che il sistema attuale, basato sul costo effettivo, è in linea sia con la decisione del Consiglio sia con il sistema in vigore al Parlamento; nota con soddisfazione che il Comitato incoraggia soluzioni di trasporto condivise come gli autobus pubblici e il car-sharing nonché il noleggio di pullman laddove ciò si riveli la soluzione più efficiente sotto il profilo dei costi;

20. nota che nel 2018 il gruppo Bilancio del Comitato si è concentrato in particolare sulla valutazione di come controllare la spesa e migliorare le previsioni per la voce di bilancio che copre le indennità di viaggio e di soggiorno dei membri e che, di conseguenza, nell'ottobre 2018 è stata indetta una gara d'appalto per l'analisi e una proposta di miglioramento dell'attuale sistema previsionale per quanto riguarda il rimborso dei costi a esperti, delegati e membri del CESE; invita il Comitato a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito a tutti i risultati conseguiti;

21. osserva che gli stanziamenti riportati (8 204 796 EUR) dal 2018 al 2019 (rispetto a 9 232 069 EUR dal 2017 al 2018) ammontano al 6,05 % degli stanziamenti totali, il che ancora una volta è dovuto principalmente alle linee di bilancio "Membri dell'istituzione e delegati", "edifici" e "trattamento dei dati"; deplora il fatto che molti stanziamenti riportati automaticamente dal 2017 al 2018 siano stati particolarmente sovrastimati; ricorda al Comitato che è essenziale procedere a un adeguamento realistico del bilancio in funzione delle esigenze reali; ricorda che un'eccessiva sovrastima o sottostima indica una scarsa pianificazione di bilancio e comporta una pressione negativa su una gestione finanziaria sana e prudente;

22. sottolinea che il bilancio del Comitato è puramente amministrativo; nota che il Comitato ha valutato come applicare i principi del bilancio basato sulla performance solo agli stanziamenti amministrativi; plaude all'iniziativa del Comitato di cooperare con altre istituzioni per stabilire una serie di orientamenti interistituzionali sull'attuazione del bilancio basato sulla performance per le istituzioni che hanno solo spese amministrative;

23. prende atto che nel 2018 una decisione sulle norme di controllo interno è stata aggiornata, formalizzando l'esistenza di una procedura di controllo interna al Comitato, che prevede la nomina di un coordinatore del controllo interno; osserva che il Comitato ha avviato un esercizio inteso a valutare la conformità alle 16 norme di controllo interno mediante un questionario ad hoc, cui è seguita una relazione, che ha costituito la base per la decisione dell'ordinatore delegato in merito a un catalogo di misure per il 2019 inteso a migliorare ulteriormente la conformità con le norme di controllo interno; accoglie con favore le formazioni e le azioni di sensibilizzazione in corso in tale contesto;

24. prende atto che le retribuzioni rappresentano circa la metà del bilancio del Comitato; plaude all'audit interno sul versamento delle retribuzioni che è stato finalizzato nel 2018 per fornire garanzie del fatto che le procedure erano state migliorate dopo un audit eseguito nel 2010; osserva che l'audit ha rilevato che la procedura di versamento delle retribuzioni è stabile e non presenta alcun rischio indebito; prende atto del piano d'azione concordato che è già stato in parte attuato entro la fine del 2018, mentre per tutti gli altri elementi l'attuazione è prevista entro la fine del 2019;

25. osserva che nel 2018 il Comitato ha adottato un totale di 215 pareri e relazioni (rispetto a 155 del 2017); plaude agli sforzi compiuti per aumentare l'efficienza complessiva; accoglie con favore nello specifico tutti gli sforzi che, in particolare nel 2018, hanno portato ad una visione per dare forma al futuro ambiente informatico del Comitato, al fine di renderlo compatibile con una moderna amministrazione, in vista di conseguire un Comitato digitalizzato, incentrato sugli utenti e basato sui dati per i prossimi 10 anni; osserva che attualmente solo il 3 % del bilancio del Comitato è dedicato a prodotti informatici; nota che l'attuazione della strategia digitale del Comitato richiederà risorse aggiuntive;

26. riconosce che l'intelligenza artificiale (IA) cambierà il mercato del lavoro e sostituirà gran parte dei posti di lavoro attualmente esistenti; invita il Comitato a seguire da vicino la questione; sostiene il lavoro svolto dal Comitato sull'IA con la formulazione di un parere e l'organizzazione di un primo vertice delle parti interessate sull'IA nel giugno 2018 con la Commissione al fine di sottolineare l'importanza per l'Unione di garantire un'IA sicura, non affetta da distorsioni e in linea con i valori dell'Unione;

27. accoglie con favore gli sforzi compiuti dal Comitato per aumentare la protezione dei dati e la cibersicurezza del Comitato; plaude inoltre alla cooperazione con la squadra di pronto intervento informatico delle istituzioni, degli organi e delle agenzie dell'UE (CERT-UE) e alla partecipazione attiva al sottogruppo per la sicurezza del comitato interistituzionale dell'informatica (CII);

28. sottolinea che, nel 2018, è stato concluso un accordo a livello di servizi tra la Commissione e il Comitato in materia di risorse umane, inclusa la formazione, che ha aumentato la trasparenza e la prevedibilità dei costi relativi alle formazioni informatiche richieste nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2017[7]; nota tuttavia che il vantaggio di una maggiore trasparenza è in parte bilanciato da un sostanziale aumento dei prezzi praticati dalla Commissione e chiede al Comitato di analizzare la situazione insieme alla Commissione onde conseguire dei miglioramenti;

29. sottolinea che l'organigramma approvato dall'autorità di bilancio ha confermato un aumento del personale da 665 posti nel 2017 a 668 posti nel 2018 (rispetto a 727 nel 2013); riconosce che una riduzione del 5 % applicata ad un organigramma relativamente piccolo è molto più difficile da assorbire a causa della necessità di mantenere alcune funzioni chiave in termini di continuità delle attività e che tale tasso di riduzione complessivo richiede uno sforzo maggiore da parte delle istituzioni più piccole;

30. prende atto delle misure volte ad attuare la decisione sulla denuncia delle irregolarità del 2016, tra cui l'adozione di una decisione interna sui consulenti di etica; riconosce che tre membri aggiuntivi del personale sono stati selezionati nel 2018 per unirsi all'equipe attiva di consulenti qualificati; prende atto del ruolo dei consulenti volto a consigliare e assistere i membri del personale al fine di aiutarli ad adempiere ai loro obblighi nel miglior modo possibile per quanto riguarda la segnalazione di comportamenti illeciti (denuncia delle irregolarità) quali definiti nella risoluzione del Parlamento sul discarico 2016[8];

31. osserva con preoccupazione che il numero delle richieste di assistenza ai consulenti etici è aumentato da 25 nel 2017 a 42 nel 2018 e sottolinea con particolare preoccupazione che 33 di tali richieste provenivano da donne, mentre il numero di richieste da parte di uomini è rimasto stabile a nove;

32. prende atto di tutte le misure adottate per rafforzare l'efficacia della politica antimolestie, tra cui formazioni su tematiche specifiche, connessione in rete dei consulenti confidenziali e supervisione regolare da parte di un consulente esterno; nota che una revisione dell'attuale decisione sulle molestie è in corso di esame, per garantire migliori sinergie con altri regolamenti pertinenti, come quello sulla denuncia delle irregolarità; osserva il corso su etica e integrità che è obbligatorio per tutto il personale e che copre le norme di comportamento sul posto di lavoro, incluso il concetto di molestie e come affrontarle; esprime profondo rammarico per il fatto che tutte queste misure non siano riuscite ad evitare i casi correlati di molestie e a proteggere le vittime; ricorda al Comitato che una delle principali priorità di tali misure deve essere una protezione proattiva, reale e urgente (anche contro minacce, ricatti e tentativi di corruzione) delle vittime e degli informatori; invita il Comitato a rafforzare e migliorare le misure finora adottate e soprattutto a proteggere efficacemente le vittime; invita il Comitato a riferire in merito alla commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento;

 33. prende atto con soddisfazione della cooperazione tra il Comitato e l'OLAF; osserva che entrambe le istituzioni hanno firmato accordi amministrativi nel 2016 che definiscono la procedura da seguire per il trattamento dei casi di frode; nota inoltre che nel luglio 2019 il Presidente e il Segretario generale del Comitato hanno incontrato il Direttore generale dell'OLAF al fine di creare migliori sinergie e garantire un più efficiente scambio di informazioni;

34. nota che il nuovo Codice di condotta per i membri, che è allegato al nuovo regolamento del Comitato che è entrato in vigore nel marzo 2019, contiene per la prima volta sanzioni per i membri coinvolti in situazioni in cui un membro non rispetta i suoi obblighi ai sensi del Codice di condotta; si rammarica del fatto che tali sanzioni non siano abbastanza severe e non siano allineate alle raccomandazioni del Mediatore; ricorda che il ricorso ai fondi dell'Unione per difendere la reputazione istituzionale o i membri oggetto di una sentenza sfavorevole della Corte di giustizia dell'Unione europea (Corte di giustizia) o di giudici degli Stati membri costituisce un uso improprio dei fondi pubblici e ricorda che i servizi giuridici istituzionali sono utilizzati unicamente per difendere l'Istituzione, non per difendere gli interessi delle persone; chiede al Comitato di rafforzare con urgenza il Codice di condotta dei membri, in particolare per aggiungere sanzioni che possano essere più efficaci e dissuasive; nota che un comitato consultivo sulla condotta dei membri è stato istituito e fornirà ai membri che lo richiedano orientamenti sull'interpretazione e l'attuazione del Codice di condotta e, consigliando il Presidente del Comitato su eventuali misure da adottare, e su presunte violazioni del Codice di condotta; raccomanda vivamente che tutti i membri dispongano di una formazione sulle molestie, come nel caso del Parlamento dall'inizio dell'attuale legislatura;

35. ricorda che la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento ha chiesto aggiornamenti regolari del quadro di etica e integrità; plaude al fatto che, nel 2018, sono iniziati i preparativi per una campagna dal titolo "Respect@work", intesa a promuovere relazioni rispettose sul luogo di lavoro e che, tra altre azioni, confluirà in una revisione del quadro di etica e integrità nel 2019; invita il Comitato a riferire nella prossima relazione annuale di attività;

36. ricorda che il servizio giuridico del Comitato è stato notevolmente indebolito per quattro anni a partire dal marzo 2010, quando il capo del Servizio giuridico è stato destituito con effetto immediato dalle sue funzioni dopo aver denunciato gravi irregolarità e pressioni illecite da parte del Segretario generale all'epoca; ricorda inoltre che tale posizione è stata vacante per tre anni e mezzo, che il Tribunale della funzione pubblica ha condannato il Comitato per il caso di specie (sentenza F-41/10 RENV Bermejo Garde/CESE), che il Comitato ha dovuto pagare più di 100 000 EUR e che solo nel 2014 è stato nominato un nuovo capo unità del servizio giuridico e il servizio è stato rafforzato con cinque giuristi;

37. esprime profonda preoccupazione per i recenti cambiamenti che potrebbero indebolire ancora una volta il servizio giuridico del Comitato, tra cui il fatto che dal 1° gennaio 2020 esso è direttamente collegato al Segretario generale come unico servizio giuridico presso le istituzioni dell'Unione, che dal settembre 2019 ha perso uno dei suoi cinque giuristi su base permanente, che alcuni membri del personale, compreso il capo unità, sono stati inseriti nella mobilità anziché essere considerati personale specializzato come nelle altre istituzioni e che ha subito una drastica riduzione del numero di consultazioni formali;

38. tenendo conto del fatto che, fin dalla loro istituzione, le istituzioni dell'Unione si sono dotate di un servizio giuridico interno le cui funzioni principali sono la consulenza giuridica e la rappresentanza e la difesa dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea, sottolinea l'importanza di disporre di un servizio giuridico solido e indipendente, e chiede pertanto al Comitato di garantire che il proprio servizio giuridico disponga di un numero sufficiente di membri del personale per svolgere le sue funzioni e sia in grado di mantenere la sua indipendenza; chiede al Comitato di eliminare tutte le misure che potrebbero indebolirlo nell'esercizio delle sue attività e delle sue funzioni corrispondenti; ricorda altresì al Comitato l'importanza di consultare il Servizio giuridico in merito alle decisioni del Comitato, al fine di garantire che esse siano conformi alla legge ed evitare gravi errori e conseguenti procedure legali lunghe e onerose;

39. si rammarica per le pubbliche accuse a seguito della procedura di assunzione del nuovo Segretario generale del Comitato; prende atto delle argomentazioni formulate dal Segretario generale nelle risposte alle domande del Parlamento per il discarico 2018; sottolinea l'importanza di garantire la rigorosa attuazione in piena trasparenza di tutte le fasi senza alcuna eccezione lungo l'intera procedura (pubblicazione, selezione, nomina e entrata in funzione) come previsto nel regolamento interno del Comitato e nello statuto del personale, al fine di evitare rischi per la reputazione, non solo per il Comitato ma per tutte le istituzioni dell'Unione;

40. plaude agli sforzi profusi per aumentare la visibilità del Comitato, sia rafforzando le sue relazioni con i media sia ponendo l'accento sulla comunicazione online per rimuovere ulteriormente gli ostacoli relativi alla lingua e alla disabilità; sottolinea, in relazione alla comunicazione sui social media, la politica di formazione che la accompagna e le sessioni di tutoraggio ad hoc su richiesta per i membri e il personale del Comitato; nota la leggera riduzione del numero di comunicati stampa nel 2018 (circa 60 rispetto a 70 nel 2017) quale parte di una strategia intesa a sviluppare il formato delle "webstories" (narrazioni con strumenti digitali) al fine di fornire una comunicazione maggiormente incentrata sulle tematiche più importanti del Comitato; chiede al Comitato di riferire in merito alle sue esperienze a tale riguardo;

41. nota che il Comitato ha attuato un'ampia gamma di attività di comunicazione per celebrare il suo 60° anniversario nel marzo 2018; plaude al fatto che il Comitato ha ricevuto 9 419 visitatori nel 2018 (rispetto a 7 820 nel 2017) e che la tradizionale Giornata porte aperte il 5 maggio ha attratto altri 2 888 visitatori (rispetto a 2 700 nel 2017); nota che le plenarie del Comitato che sono trasmesse in streaming sono in grado di raggiungere un pubblico potenziale compreso tra i tre e gli otto milioni di persone; osserva che le interazioni globali online, come i "retweet", "mi piace" e le risposte, sono aumentate e hanno raggiunto tra le 680 e le 1 840 menzioni per plenaria;

42. osserva che gli stanziamenti per l'esternalizzazione delle traduzioni sono aumentati (20,2 %, nel 2018, leggermente al di sopra dell'obiettivo del 20 % rispetto al 17,1 % nel 2017 e al 16,61 % nel 2016) nel contesto dell'accordo di cooperazione firmato con il Parlamento e della conseguente riduzione del personale della traduzione; rileva inoltre che il costo totale delle traduzioni esternalizzate nel 2018 è stato di 4 417 613 EUR, rispetto al costo totale delle traduzioni interne che sarebbe stato pari a 7 208 710 EUR;

43. invita il Comitato a portare avanti le misure di razionalizzazione nel settore della traduzione;

44. osserva che l'accordo di cooperazione amministrativa firmato nel 2014 tra il Comitato, il Comitato delle regioni e il Parlamento è scaduto il 31 dicembre 2019; osserva che ad oggi l'accordo del 2014 non è stato rinegoziato o prorogato; è del parere che l'accordo del 2014 sia stato molto sbilanciato per il Comitato e il Comitato delle regioni (i "Comitati") che hanno trasferito in totale 60 traduttori al Parlamento (36 dal Comitato) e che, in cambio, hanno ottenuto soltanto l'uso dei servizi del Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS); rileva con preoccupazione che, di conseguenza, i Comitati hanno dovuto assumere personale contrattuale ed esternalizzare il servizio di traduzione; osserva con preoccupazione che il Parlamento, per compensare la riduzione del personale di traduzione, fornisce ai Comitati un importo supplementare (1 200 000 EUR dal 2015 al 2016) per coprire l'esternalizzazione dei servizi di traduzione, e che tale importo può essere riassegnato ad altri ambiti strategici se non viene utilizzato integralmente per esternalizzare la traduzione (il Comitato ha fatto ricorso a questa possibilità di riassegnazione negli ultimi tre anni); è del parere che tali circostanze non siano in linea con i criteri della gestione finanziaria generale prudente e sana e che dovrebbero essere riesaminate in caso di proroga del presente contratto o nell'eventualità di una negoziazione di un nuovo accordo; riconosce che da un punto di vista politico l'accordo deve essere aggiornato per affrontare le sfide odierne, come il nuovo QFP o le nuove norme in materia di politica di coesione; prende atto della buona cooperazione del Comitato al fine di promuovere la partecipazione dei cittadini alle elezioni europee del 2019;

45. prende atto del seguito dato al sondaggio condotto presso il personale del Comitato nel 2016 sui rischi psicologici sul lavoro lanciando numerose iniziative, quali seminari per la dirigenza sulla gestione delle assenze, la gestione dei conflitti e come gestire gli scarsi rendimenti; accoglie altresì con favore il sistema di tutoraggio per i nuovi colleghi e le azioni intese ad aumentare il benessere e l'impegno del personale; nota che il tasso di assenza del personale sembra aver raggiunto il suo massimo nel 2017 (5,5 %), mentre è sceso leggermente al 5,35 % nel 2018 (rispetto al 4 % nel 2015); rileva tuttavia con preoccupazione l'aumento dei congedi di malattia di lunga durata tra i capi unità del Comitato; invita la Commissione a riferire su tutti i risultati conseguiti per ridurre il tasso di assenza del personale;

46. plaude ai progressi in corso verso il conseguimento di un equilibrio geografico concernente i dirigenti del Comitato, in particolare per quanto riguarda gli Stati membri che hanno aderito all'Unione nel 2004 o dopo tale anno; nota che, per quanto riguarda l'equilibrio di genere, il Comitato ora ha una percentuale più elevata di dirigenti donne che dirigenti uomini (52 % nel 2018, 41,4 % nel 2017 e 37,5 % nel 2016); nota che l'80 % del personale che ha richiesto di lavorare a tempo parziale nel 2018 era costituito da donne anche se il diritto è lo stesso per donne e uomini; plaude al fatto che il Comitato sensibilizza regolarmente il personale sulle modalità di lavoro disponibili;

47. plaude agli sforzi del Comitato per creare un ambiente e una cultura del lavoro più diversificati e inclusivi attraverso azioni a favore delle persone con disabilità, come la messa a disposizione di un Intranet e di un sito web accessibili digitalmente per le persone con disabilità visiva, la pubblicazione di un opuscolo dal titolo "Access Able Brussels", volto a fornire tutte le informazioni necessarie per i nuovi arrivati con disabilità che si trasferiscono a Bruxelles, e l'organizzazione della conferenza Inter COPEC dedicata interamente alle questioni relative alla disabilità;

48. ricorda la necessità di sviluppare un quadro strategico per le risorse umane a lungo termine, che promuova l'equilibrio tra lavoro e vita privata, l'orientamento e lo sviluppo di carriera lungo tutto l'arco della vita, l'equilibrio di genere, il telelavoro, la non discriminazione, l'equilibrio geografico e l'assunzione e l'integrazione delle persone con disabilità;

49. riconosce che, per mezzo di un accordo di cooperazione amministrativa, i Comitati hanno definito un'ampia serie di misure per la cooperazione tra i rispettivi servizi ed hanno altresì istituito e organizzato servizi congiunti in cui le risorse sia umane sia finanziarie dei due Comitati sono messe in comune (traduzione e logistica); plaude al fatto che il servizio di audit interno dei due Comitati coopera strettamente per quanto riguarda i servizi congiunti ai sensi delle disposizioni dell'accordo di cooperazione; incoraggia il Comitato a prorogare l'accordo di cooperazione amministrativa con il Comitato delle regioni oltre il 2019;

50. accoglie con favore i risparmi annui pari a 11,8 milioni di EUR per quanto riguarda l'infrastruttura e a 0,72 milioni di EUR per quanto riguarda affitti, manutenzione, beni di consumo e personale, dovuti al fatto che i due Comitati condividono le risorse in tali settori; plaude inoltre al fatto che le economie di bilancio annuali per quanto riguarda il settore informatico dovute alla cooperazione tra i due Comitati ammontano a circa 5 milioni di EUR per entrambi i Comitati; osserva che un altro esempio di chiara sinergia attraverso la cooperazione con il Parlamento, che genera risparmi in termini di costi per il personale pari a 3,3 milioni di EUR (livelli salariali del 2016) è dato dall'utilizzo da parte dei Comitati del Servizio Ricerca del Parlamento europeo (36 posti del Comitato sono stati trasferiti all'EPRS a tal fine);

51. invita il Comitato ad analizzare ulteriormente la situazione al fine di individuare altri ambiti per servizi congiunti con il Comitato delle regioni; sottolinea che questo tipo di cooperazione interistituzionale può ridurre in modo significativo la spesa complessiva del Comitato; invita il Comitato a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito a tutti i risultati conseguiti;

52. osserva che l'accordo di cooperazione tra il Comitato e il Comitato delle regioni, firmato nel 2016, ha istituito un solido quadro giuridico per una cooperazione efficiente ed efficace a lungo termine, e dimostra altresì che i due Comitati agiscono in partenariato nel rispetto dei reciproci poteri e prerogative; osserva che l'accordo è scaduto il 31 dicembre 2019 e che si è deciso di prorogarlo di un anno, mentre viene negoziato un nuovo accordo; invita entrambi i Comitati a compiere gli sforzi necessari per concluderlo quanto prima, al fine di consentire ulteriori sinergie e risparmi;

53. ricorda che i Comitati hanno destinato ancora una volta meno del 3 % del loro bilancio totale alla tecnologia dell'informazione e che i progetti e le attrezzature in ambito informatico sono da vari anni oggetto di un sottofinanziamento strutturale; rileva con preoccupazione che, per far fronte al loro arretrato nel settore dei progetti e dei sistemi informatici, alla fine dell'anno i due Comitati continuano a utilizzare gli storni di recupero per finanziare i progetti informatici; chiede ai due Comitati di attuare quanto prima la nuova strategia digitale e il nuovo piano di spesa pluriennale riguardante le tecnologie informatiche;

54. nota che lo scambio degli edifici B 68 e TR 74 con l'edificio VMA risulterà in una mancanza di spazio per uffici e quindi nella necessità di trovare uffici aggiuntivi per ospitare circa 200 membri del personale dopo lo scambio; nota che di recente è stato istituito un gruppo di lavoro del Comitato che preparerà un'ulteriore analisi al fine di trovare soluzioni adeguate; accoglie con favore il fatto che l'amministrazione mantiene tutte le parti interessate informate mediante riunioni del personale e attraverso la gestione dei servizi interessati e prenderà in considerazione le preoccupazioni e i suggerimenti presentati;

55. nota che l'accordo tra il Comitato, il Comitato delle regioni e la Commissione per lo scambio dell'edificio VMA della Commissione con gli edifici BEL68/TRE 74 dei Comitati è stato firmato il 28 agosto 2019; osserva che lo scambio entrerà in vigore il 16 settembre 2022; nota con preoccupazione che la principale priorità individuata dalla politica immobiliare dei Comitati è la concentrazione geografica degli edifici; osserva con preoccupazione che tale scambio comporta una perdita di spazio per uffici di 10 440 m² e nota pertanto la necessità di trovare uffici aggiuntivi per ospitare circa 200 membri del personale dopo lo scambio, che non potrebbe essere interamente compensata da misure alternative a breve termine, come un'armonizzazione dell'uso degli spazi negli altri edifici e l'aumento del telelavoro, ma richiederà l'acquisto di un altro edificio adiacente per compensare tale riduzione; nota altresì la necessità di ristrutturare l'edificio VMA nel breve e medio periodo; teme le conseguenze che tale accordo avrà non solo per le finanze del Comitato ma anche per il benessere del personale interessato; si rammarica del fatto che il servizio giuridico non sia stato consultato su una questione di tale portata e importanza per il Comitato;

56. nota che è stato istituito di recente un gruppo di lavoro congiunto dei Comitati che preparerà un'ulteriore analisi al fine di trovare soluzioni adeguate; osserva che un altro gruppo di lavoro dovrà riflettere anche su nuove modalità di lavoro; sottolinea che in nessun caso il benessere del personale, le modalità di lavoro e lo spazio di lavoro dovranno subire conseguenze negative per le carenze derivanti dallo scambio di edifici; ricorda che i membri del personale dovrebbero essere consultati in materia e il loro parere dovrebbe essere preso in considerazione; invita i Comitati a informare la commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento in merito a tutti i risultati conseguiti;

57. esprime serie preoccupazioni in merito alla conferma della presenza di amianto in luoghi critici dell'edificio VMA, compresi i parcheggi; deplora profondamente che nel settembre 2019 sia stato effettuato un inventario da un contraente esterno specializzato a distanza di un mese soltanto dalla firma dell'accordo con la Commissione; deplora che l'accordo sia stato firmato senza informare tempestivamente tutte le parti interessate riguardo alla possibile presenza di amianto nell'edificio VMA; deplora altresì che i membri e il personale non siano stati informati della situazione e chiede al Comitato di porre rimedio alla situazione in modo adeguato ed efficace;

58. osserva che i Comitati hanno ricevuto un certificato di sicurezza riguardante l'amianto per l'edificio VMA nel settembre 2019 e che tale certificato specifica che l'edificio contiene amianto senza rischi per l'uso normale dell'edificio; è profondamente preoccupato per i futuri sviluppi in materia, tenendo conto in particolare del fatto che il prossimo utilizzo dell'edificio non sarà normale, ma avrà per oggetto una situazione di costruzione;

59. tenendo conto che gli effetti di un'esposizione prolungata e non sicura all'amianto sulla salute umana sono ben documentati e sono sempre fonte di preoccupazione e di allarme tra la popolazione in generale, chiede ai due Comitati di perseguire una politica di trasparenza e informazione totale e proattiva sulla gestione delle situazione prima e dopo l'effettiva occupazione dell'edificio VMA, evitando nel contempo inutili allarmismi;

60. è preoccupato per il fatto che il 19,56 % (2 835) dei pagamenti con un termine di pagamento di 30 giorni sono stati ritardati (con un termine di pagamento medio di 46,12 giorni); chiede al Comitato di intensificare gli sforzi per rispettare i termini di pagamento stabiliti nel regolamento finanziario applicabile al bilancio dell'Unione;

61. plaude al fatto che il tasso di fasce orarie inutilizzate dai servizi di interpretazione è diminuito nel corso degli ultimi anni (2,61 % nel 2018, 3,6 % nel 2017 e 4,38 % nel 2016); prende atto delle misure attuate nel corso del 2018 e incoraggia il Comitato a mantenere tale tendenza positiva verso un minor numero di cancellazioni di servizi di interpretazione;

62. apprezza l'intenzione del Comitato di migliorare ulteriormente la trasparenza e facilitare l'accesso ai documenti del Comitato, facendo seguito ad un incontro interistituzionale sulla trasparenza tenutosi a Lussemburgo il 25 settembre 2018; nota che il Comitato ha avviato un esercizio per trarre vantaggio dalle migliori prassi di altre istituzioni e organi dell'Unione, che è confluito in un piano d'azione lanciato nel 2019 e che copre tematiche quali il regolamento, il Codice di condotta per i membri, la creazione di registri per la trasparenza e l'accesso ai documenti;

63. osserva che, nel 2017, il Mediatore europeo ha pubblicato una raccomandazione concernente la presunta incapacità da parte del Comitato di garantire che un membro dichiarasse tutti gli interessi pertinenti, in seguito alla quale il Comitato ha modificato il suo regolamento al fine di riflettere le modifiche richieste dal Mediatore e il regolamento modificato è entrato in vigore il 15 marzo 2019; nota che il Mediatore è giunto alla conclusione che non vi fossero gli estremi per un caso di cattiva amministrazione nel corso di un'indagine concernente una denuncia relativa ad una procedura di selezione nel 2018;

64. osserva che le dichiarazioni di interessi del Presidente e dei Vicepresidenti del Comitato sono disponibili e accessibili sulle pagine Internet dei membri del Comitato; nota che in seguito alla modifica del regolamento, al momento della nomina i membri devono elaborare una dichiarazione di qualsiasi interesse, finanziario o di altra natura, che possa avere un impatto sul loro lavoro presso il Comitato; osserva che tali dichiarazioni sono altresì disponibili al pubblico generale sul sito web del Comitato; nota che i membri devono confermare esplicitamente la validità del contenuto di tali dichiarazioni almeno una volta all'anno e rivederle qualora vi sia un cambiamento nella loro situazione;

65. osserva che i membri non sono obbligati a dichiarare l'indirizzo dell'organizzazione o della società da cui sono remunerati; nota tuttavia che, al momento dell'entrata in servizio e nel caso di eventuali cambiamenti, i membri sono tenuti e completare e firmare una dichiarazione di interessi; osserva che venticinque membri hanno fornito all'amministrazione un indirizzo registrato in Belgio;

66. prende atto della volontà del Comitato di migliorare i suoi metodi di lavoro passando da un sistema in cui era richiesta un firma per confermare la presenza dei membri alle riunioni ad un sistema in cui sono richieste due firme, una all'inizio e una alla fine della riunione; nota che il Comitato intende studiare ulteriormente le prassi e le esperienze al Parlamento e presso altre istituzioni e organi dell'Unione per quanto riguarda il registro di presenza e valuterà le migliori prassi; chiede al Comitato di riferire in merito a eventuali risultati conseguiti nella sua prossima relazione annuale di attività;

67. prende atto del lavoro svolto dal Comitato in relazione alla decisione del Mediatore europeo nel caso 1306/2014/OV, che è consistito nel preparare orientamenti sulla gestione dei conflitti di interesse sul lavoro, al fine di fornire una guida nei casi in cui membri del personale devono svolgere mansioni che si sovrappongono nel gestire un'unica questione, il che riguarda in particolare le attività dei rappresentanti del personale;

68. accoglie con favore la politica del Comitato in relazione al fenomeno delle "porte girevoli", che prevede un follow-up delle attività esterne svolte dagli ex alti funzionari; nota che il Comitato pubblica ogni anno una relazione in proposito;

69. osserva che nel 2017 il Comitato ha istituito un gruppo incaricato di monitorare gli sviluppi in relazione alla decisione del Regno Unito di recedere dall'Unione e valutare la necessità di reazioni o posizioni del Comitato; nota che, partendo dal presupposto che il recesso del Regno Unito dall'Unione avrà luogo, un importo di 318 600 EUR è stato dedotto dal bilancio 2019 e un importo aggiuntivo di 173 062 EUR è stato dedotto dal bilancio 2020 per riflettere gli "evidenti cambiamenti" nelle spese di viaggio dei membri e nel cofinanziamento delle apparecchiature informatiche per i membri;

 70. ribadisce la necessità di razionalizzare, accelerare e migliorare la procedura di discarico; propone a tale riguardo di fissare il termine per la presentazione della relazione annuale di attività al 31 marzo dell'anno successivo all'esercizio contabile; si rammarica che tale termine non sia stato rispettato per la relazione annuale di attività 2018, come richiesto nella risoluzione sul discarico per l'esercizio 2017; accoglie con favore la disponibilità del Comitato a seguire questa buona pratica, che darebbe all'istituzione di discarico il tempo per una procedura di discarico più approfondita e realizzata in modo migliore;

71. nota che il secondo gruppo ad hoc sul futuro del Comitato incentrato su come razionalizzare gli organismi interni del Comitato ha presentato la sua relazione di follow-up alla fine del 2017; osserva che l'Ufficio di presidenza del Comitato ha deciso, nel gennaio 2018, di ridurre il numero di membri che sedevano in un numero elevato di organismi interni del Comitato e di limitare il numero delle loro riunioni tenute ogni anno; osserva che l'Ufficio di presidenza del Comitato ha deciso di ridefinire le competenze di alcune strutture del Comitato; chiede al Comitato di fornire al Parlamento chiarimenti in merito ai risparmi connessi a questa modernizzazione, al fine di aumentare la trasparenza e la responsabilità;

72. plaude agli sforzi compiuti dal Comitato per promuovere l'economia circolare con il suo parere e, in cooperazione con la Commissione, attraverso la piattaforma europea delle parti interessate per l'economia circolare raccogliendo iniziative e migliori prassi;

73. sostiene gli sforzi compiuti dal Comitato per ridurre la propria impronta ambientale; prende atto con soddisfazione di una leggera diminuzione del consumo di elettricità (3 %) e di carta (17 %) e dei rifiuti di ufficio (3 %); osserva, tuttavia, un aumento del consumo di gas (5 %) e acqua (17 %) a causa dell'installazione di un nuovo apparecchio di riscaldamento a gas e delle perdite di acqua durante i lavori di costruzione;

74. sottolinea tutto l'operato degli ultimi anni in settori quali la programmazione di bilancio basata sulla performance, il quadro etico con tutte le sue norme e procedure correlate, il miglioramento delle attività di comunicazione e l'aumento del numero di misure volte a migliorare la trasparenza; si compiace dell'importante numero di accordi interistituzionali in materia di servizi e cooperazione; sottolinea l'importanza di collaborare e condividere esperienze tra le istituzioni e gli organi europei; propone di analizzare la possibilità di procedere ad attività di rete formalizzate in diversi settori al fine di condividere le migliori pratiche ed elaborare soluzioni comuni;

75. prende atto dell'importanza del dialogo politico tra il Comitato e il Parlamento per garantire che un valido contributo del Comitato possa essere integrato nei lavori del Parlamento; ribadisce in tal senso la sua richiesta che il Comitato si adoperi al meglio per rafforzare la cooperazione politica tra le due istituzioni;


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

19.2.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

24

0

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Matteo Adinolfi, Olivier Chastel, Caterina Chinnici, Lefteris Christoforou, Ryszard Czarnecki, José Manuel Fernandes, Luke Ming Flanagan, Isabel García Muñoz, Cristian Ghinea, Monika Hohlmeier, Jean-François Jalkh, Joachim Kuhs, Tsvetelina Penkova, Sabrina Pignedoli, Michèle Rivasi, Nico Semsrott, Angelika Winzig, Lara Wolters, Tomáš Zdechovský

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Grapini, David Lega, Marian-Jean Marinescu, Mikuláš Peksa, Ramona Strugariu

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

József Szájer

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

24

+

GUE/NGL

Luke Ming Flanagan

ID

Matteo Adinolfi, Jean-François Jalkh, Joachim Kuhs

NI

Sabrina Pignedoli

PPE

Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Monika Hohlmeier, David Lega, Marian-Jean Marinescu, József Szájer, Angelika Winzig, Tomáš Zdechovský

RENEW

Olivier Chastel, Cristian Ghinea, Ramona Strugariu

S&D

Caterina Chinnici, Isabel García Muñoz, Maria Grapini, Tsvetelina Penkova, Lara Wolters

VERTS/ALE

Mikuláš Peksa, Michèle Rivasi, Nico Semsrott

 

0

-

 

 

 

1

0

ECR

Ryszard Czarnecki

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU L 57 del 28.2.2018, pag. 22.

[2] GU L 327 del 30.9.2018, pag. 1.

[3] GU C 340 dell'8.10.2019, pag. 1.

[4] GU L 340 dell'8.10.2019, pag. 9.

[5] GU L 298 del 26.10.2012, pag. 1.

[6] GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1.

[7] GU L 249 del 27.9.2019, pag. 118.

[8] GU L 248 del 3.10.2018, pag. 134.

Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2020Note legali - Informativa sulla privacy