RELAZIONE sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell'Unione europea
13.7.2020 - (2020/2070(INI))
Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
Relatore: Ciarán Cuffe
- PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
- MOTIVAZIONE
- ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
- PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
- INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
- VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell'Unione europea
Il Parlamento europeo,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 194,
– visto il pilastro europeo dei diritti sociali proclamato dal Parlamento, dal Consiglio e dalla Commissione al vertice sociale per l'occupazione equa e la crescita di Göteborg il 17 novembre 2017,
– visto l'accordo adottato in occasione della 21a conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),
– vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),
– vista la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018 dal titolo "Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773),
– vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" (COM(2020)0102),
– vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare – Per un'Europa più pulita e più competitiva" (COM(2020)0098),
viste la comunicazione della Commissione del 20 settembre 2011 dal titolo "Tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse" (COM(2011)0571) e l'impronta ecologica dei prodotti ivi annunciata,
vista la relazione speciale n. 11/2020 della Corte dei conti europea del 28 aprile 2020 dal titolo "Efficienza energetica degli edifici: permane la necessità di una maggiore attenzione al rapporto costi-benefici",
– viste le conclusioni del Consiglio europeo del 12 dicembre 2019,
– viste le conclusioni del Consiglio del 25 giugno 2019 sul futuro dei sistemi energetici nell'Unione dell'energia per garantire la transizione energetica e il raggiungimento degli obiettivi in materia di energia e clima per il 2030 e oltre,
visto il patto di Amsterdam che istituisce l'agenda urbana per l'UE, approvato il 30 maggio 2016 in occasione della riunione informale dei ministri dell'UE competenti per le questioni urbane,
vista la Carta di Lipsia sulle città europee sostenibili, adottata in occasione della riunione informale dei ministri dell'UE competenti per lo sviluppo urbano, tenutasi il 24 e 25 maggio 2007,
– vista la direttiva 2012/27/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2012, sull'efficienza energetica, quale modificata dalla direttiva (UE) 2018/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica[1],
– vista la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell'edilizia, quale modificata dalla direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica[2],
– vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[3],
visto il regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima che modifica i regolamenti (CE) n. 663/2009 e (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 94/22/CE, 98/70/CE, 2009/31/CE, 2009/73/CE, 2010/31/UE, 2012/27/UE e 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive del Consiglio 2009/119/CE e (UE) 2015/652 e che abroga il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio[4],
– vista la direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE[5],
– visto il regolamento (UE) 2019/943 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, sul mercato interno dell'energia elettrica[6],
– visto il regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio[7],
– vista la direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità[8],
– vista la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[9],
– vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[10],
– vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[11],
– vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[12],
– vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sul cambiamento climatico: visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell'accordo di Parigi[13],
– vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2018 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi nell'Unione europea: è tempo di agire![14],
– vista la sua risoluzione del 6 febbraio 2018 su un nuovo slancio all'innovazione nel settore dell'energia pulita[15],
– vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 sul tema "Verso un nuovo assetto del mercato dell'energia"[16],
– vista la sua risoluzione del 13 settembre 2016 su una strategia dell'UE in materia di riscaldamento e raffreddamento[17],
– visto l'articolo 54 del suo regolamento,
– visto il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,
– vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0134/2020),
A. considerando che nell'Unione europea circa il 40 % del consumo energetico e il 36 % delle emissioni di CO2 sono riconducibili al parco immobiliare e che la sua ristrutturazione profonda, inclusa la ristrutturazione profonda per fasi, è pertanto essenziale per conseguire l'obiettivo dell'UE di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050;
B. considerando che il settore dell'edilizia è il più importante consumatore di energia nell'UE, che il 97 % del parco immobiliare dell'UE non è efficiente dal punto di vista energetico e ogni anno solo lo 0,2 % degli edifici residenziali dell'UE è oggetto di ristrutturazioni profonde, incluse le ristrutturazioni profonde per fasi, e che oltre il 94 % degli edifici odierni sarà ancora in uso nel 2050 e la maggior parte delle abitazioni, delle scuole e degli uffici che occuperemo nel 2050 è già costruita;
C. considerando che il riscaldamento degli ambienti e la produzione di acqua calda sono responsabili di circa l'80 % dei consumi energetici delle famiglie in quanto la metà degli edifici dell'UE è dotata di caldaie individuali installate prima del 1992 e aventi un'efficienza pari o inferiore al 60 %; che il 22 % delle caldaie individuali a gas, il 34 % dei sistemi di riscaldamento elettrici diretti, il 47 % delle caldaie a gasolio e il 58 % delle caldaie a carbone sono più vecchi del loro ciclo di vita tecnico;
D. considerando che l'incremento dei tassi di ristrutturazione fino a quasi il 3 % e la ristrutturazione di 210 milioni di edifici esistenti potrebbero creare fino a 2 milioni di posti di lavoro[18] nel settore dell'edilizia, che rappresenta circa il 9 % del PIL dell'Unione e costituisce un importante elemento della strategia di ripresa dopo la crisi della COVID-19, contribuendo altresì alla realizzazione di un'economia pulita in linea con il Green Deal europeo;
E. considerando che l'Osservatorio europeo del parco immobiliare (BSO) svolge un ruolo fondamentale nel monitoraggio e nel miglioramento delle prestazioni energetiche complessive degli edifici dell'UE grazie a dati affidabili, coerenti e semplici da confrontare;
F. considerando che è possibile migliorare la qualità della vita di tutti i cittadini adottando misure volte ad aumentare l'efficienza energetica del parco immobiliare dell'UE e che pertanto la sfida principale consiste nel ridurre la pressione sulle circa 50 milioni di famiglie che si trovano in condizioni di povertà energetica nell'Unione europea riducendo le bollette energetiche e assicurando alloggi confortevoli, economicamente accessibili ed efficienti in termini energetici per tutti;
G. considerando che l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che le persone trascorrano circa il 90 % del loro tempo all'interno di edifici residenziali e non residenziali e che oltre mezzo milione di europei muoia ogni anno prematuramente a causa della scarsa qualità dell'aria interna[19]; che aprire le finestre assicura un'adeguata ventilazione e migliora la qualità dell'aria nelle abitazioni, oltre a far entrare la luce naturale diurna, rendendo così gli alloggi più salubri, il che ha acquisito un'importanza fondamentale in particolare durante l'attuale crisi della COVID-19;
H. considerando che il Parlamento europeo ha chiesto la revisione della direttiva sull'efficienza energetica (DEE) e della direttiva sull'efficienza energetica degli edifici, in linea con la crescente ambizione climatica dell'UE, e il rafforzamento della loro attuazione, mediante obiettivi nazionali vincolanti[20];
I. considerando che per garantire l'efficienza energetica del parco immobiliare e conseguire l'obiettivo dell'Unione in materia di efficienza energetica per il 2030 sono necessari oltre 282 miliardi di EUR di investimenti nella ristrutturazione del parco immobiliare europeo come pure una combinazione intelligente di attuazione rigorosa delle politiche vigenti, nuove iniziative politiche per eliminare gradualmente gli edifici con le prestazioni energetiche peggiori, meccanismi di finanziamento aggiuntivi e adeguati e investimenti in soluzioni innovative;
J. considerando che i programmi integrati di ristrutturazione (IRP) mirano a essere olistici, privilegiando l'efficienza energetica, si concentrano sugli ecosistemi di prossimità più ampi, comprendendo obiettivi di riduzione energetica elevati per i singoli edifici, si basano sulle migliori pratiche e dovrebbero essere costituiti da tre pilastri principali:
a) tipologia di costruzione e materiali da costruzione, in particolare conoscenza approfondita dell'età, dell'utilizzo e del metodo di costruzione degli edifici e del potenziale di risparmio energetico che rappresentano, come pure descrizione dei tipi di materiali da utilizzare nel corso della ristrutturazione, ivi compreso il loro impatto sul ciclo di vita;
b) fornitura di fonti energetiche sostenibili e accesso alle medesime, in particolare energie rinnovabili in loco e nelle vicinanze, ivi compresi sistemi di teleriscaldamento o teleraffreddamento o utilizzo della capacità di accumulo termico degli edifici, servizi di comunicazione vehicle-to-everything (dal veicolo all'esterno) e altre opzioni di flessibilità che consentono l'integrazione del settore;
c) benefici per le comunità/le società, in particolare l'integrazione delle comunità locali in tutti i progetti e programmi di ristrutturazione energetica al fine di affrontare questioni come la povertà energetica, l'assenza di risorse tecniche e/o finanziarie e la carenza di informazioni;
K. considerando che l'attuazione di questo approccio basato su tre pilastri garantisce che i programmi integrati di ristrutturazione siano concepiti e attuati ponendo l'accento sui benefici più ampi che possono essere offerti dalle ristrutturazioni energetiche alle persone e alle comunità, tra cui l'efficienza energetica, la resilienza ai cambiamenti climatici, la competitività industriale, la sostenibilità, l'inclusione sociale e l'accessibilità;
Quartieri e comunità
1. pone l'accento sul ruolo svolto dai quartieri e dalle comunità, come pure da altri attori quali le autorità locali e regionali e le PMI, nei programmi integrati di ristrutturazione quale approccio olistico alla ristrutturazione, con l'obiettivo di realizzare un settore edilizio altamente efficiente dal punto di vista energetico e climaticamente neutro entro il 2050 in linea con la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia;
2. chiede che le politiche edilizie e di ristrutturazione siano olistiche e inclusive, contribuiscano agli obiettivi climatici dell'UE, includano programmi integrati di ristrutturazione che integrino le catene di valore locali, i servizi sociali e l'accessibilità economica, la predisposizione degli edifici all'intelligenza, un'adeguata e salubre qualità climatica e ambientale degli ambienti interni, la mobilità e le funzioni tecniche, industriali e di efficienza energetica degli edifici e consentano la produzione e lo scambio in loco e nelle vicinanze di energie rinnovabili, la flessibilità dal lato della domanda e l'utilizzo del calore e del freddo in eccesso prodotti dalle strutture industriali nelle vicinanze, dai sistemi di trasporto locali o dalle vie navigabili, laddove ciò rappresenti un'opzione sostenibile;
3. pone l'accento sul ruolo rilevante che i cittadini svolgono nella ristrutturazione del parco immobiliare residenziale nonché sull'importanza di creare strumenti efficienti e migliori pratiche e di mettere a disposizione tutte le informazioni e conoscenze possibili a livello locale, ivi comprese le opportunità connesse alle tecnologie (ad esempio i contatori intelligenti); riconosce inoltre l'impulso impresso dalle comunità energetiche, che riuniscono i cittadini, li informano e li incoraggiano a intraprendere ristrutturazioni e/o la produzione di energie rinnovabili, e invita a elaborare un pacchetto globale di misure strategiche per ampliare tali approcci;
4. invita la Commissione a valutare l'impatto della gentrificazione e degli sfratti eseguiti nell'ambito di progetti di ristrutturazione edilizia di quartieri nonché ad esaminare le disparità di genere e la situazione dei cittadini vulnerabili; ritiene che un approccio a livello di comunità, unito a salvaguardie normative, potrebbe preservare le comunità esistenti e creare gli incentivi indispensabili per massimizzare l'efficienza energetica e mobilitare i necessari investimenti pubblici e privati; pone l'accento sulla necessità di sostenere i cittadini più vulnerabili garantendo che abbiano accesso a condizioni di vita dignitose, comfort e salute e sottolinea l'importante ruolo dell'edilizia sociale;
5. evidenzia che la proprietà degli edifici, il diritto in materia di locazione, il numero di proprietari e locatari, le opportunità di investimento, i regimi di sostegno abitativo, le condizioni meteorologiche e i sistemi energetici variano tra gli Stati membri; ritiene che una strategia basata su "un'ondata di ristrutturazioni" debba tenere conto delle diverse circostanze di ciascuno Stato membro, tra l'altro in conformità dei piani nazionali integrati per l'energia e il clima (PNEC); sottolinea in particolare che le ristrutturazioni non dovrebbero tradursi in costi di locazione insostenibili per i locatari;
6. pone l'accento sull'incidenza della povertà energetica in tutta l'Unione, che secondo le stime colpisce fino a 50 milioni di famiglie[21]; ritiene che l'ondata di ristrutturazioni e le future iniziative correlate debbano prefiggersi quale obiettivo principale di porre fine alla povertà energetica e garantire condizioni di vita salubri e sicure per tutti; plaude all'intenzione della Commissione di prestare particolare attenzione alla ristrutturazione degli immobili occupati da famiglie colpite dalla povertà energetica e pone l'accento sull'importanza di adottare misure di risparmio energetico, di promuovere abitudini di consumo efficienti dal punto di vista energetico e di favorire un cambiamento dei comportamenti; sottolinea che il settore pubblico deve essere leader in questo settore;
7. rileva il successo immediato degli sportelli unici per la ristrutturazione energetica degli edifici, che rappresentano strumenti di consulenza trasparenti e accessibili dal punto di vista del cliente che contribuiscono a promuovere l'aggregazione dei progetti e dei modelli riproducibili come pure la fornitura di informazioni sul finanziamento da parte di terzi, coordinare e accompagnare le ristrutturazioni, nonché garantire il potenziamento delle capacità dei comuni e il coinvolgimento attivo in tutto il processo di attori locali quali le comunità energetiche, le organizzazioni dei consumatori, le associazioni di imprese locali, incluse quelle del settore edile, e le cooperative immobiliari;
8. ricorda che servono sforzi a livello sia pubblico che privato per conseguire risultati concreti in termini di efficienza energetica dell'attuale parco immobiliare; sottolinea la necessità non solo di creare ma anche di sostenere i servizi di consulenza degli sportelli unici al fine di proporre continuamente sul mercato un portafoglio di progetti, ivi compresi progetti su più piccola scala; ritiene che la creazione di uno sportello unico a livello regionale o locale garantirà un migliore accesso ai meccanismi di finanziamento;
9. accoglie con favore la proposta relativa alle piattaforme aperte contenuta nel Green Deal europeo; sottolinea che tali piattaforme devono essere trasparenti, multilivello e inclusive, riunire un ampio ventaglio di soggetti interessati e consentire di ovviare alla frammentazione del settore edile; ricorda che dette piattaforme devono perseguire l'obiettivo di realizzare entro il 2050 l'efficienza energetica e la decarbonizzazione del parco immobiliare e ritiene che esse debbano essere lo strumento da utilizzare per superare gli ostacoli alle ristrutturazioni e coinvolgere i cittadini per ottenere un consenso sulla base delle esigenze delle comunità;
10. sottolinea che le piattaforme regionali dovrebbero fissare obiettivi misurabili, definire tabelle di marcia e intrattenere scambi periodici con le piattaforme esistenti per l'azione concertata della direttiva sull'efficienza energetica, della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia e della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili[22], nonché con le agenzie e gli organismi esistenti negli Stati membri per ottenere il massimo impatto; è convinto che tali piattaforme rappresentino uno strumento importante per attuare i programmi integrati di ristrutturazione degli edifici nonché per sostenere gli Stati membri nell'esecuzione delle strategie di ristrutturazione a lungo termine;
11. prende atto della nuova Carta di Lipsia, che sarà adottata durante la Presidenza tedesca, e rileva che le città svolgono un ruolo chiave nel ridurre drasticamente le emissioni di gas a effetto serra e nel migliorare l'efficienza energetica; ritiene che la ristrutturazione degli edifici contribuirà ampiamente a tali obiettivi, promuovendo nel contempo città giuste, verdi e produttive mediante quartieri resilienti; invita la Presidenza tedesca del Consiglio dell'UE, la Commissione e gli Stati membri ad assicurare che le città dispongono delle risorse di finanziamento necessarie e direttamente accessibili per le misure di ristrutturazione, in particolare alla luce della necessità della ripresa economica;
12. invita la Commissione ad adottare una politica che favorisca i programmi integrati di ristrutturazione a livello regionale e delle comunità negli Stati membri, che preveda ristrutturazioni profonde, incluse le ristrutturazioni profonde per fasi, e che tenga conto delle esigenze degli edifici in modo inclusivo e interattivo; sottolinea che è opportuno prevedere più soluzioni in materia di energie rinnovabili in loco e nelle vicinanze o esigere meccanismi di risposta alla domanda mediante i programmi integrati di ristrutturazione; invita la Commissione a intensificare i lavori sul Patto dei sindaci per il clima e l'energia e sullo strumento "City Facility" dell'UE; sottolinea inoltre, in questo contesto, l'importanza fondamentale dell'agenda urbana e del partenariato urbano;
13. invita gli Stati membri a conferire poteri alle loro amministrazioni locali nell'ottica di diffondere i programmi integrati di ristrutturazione a livello di quartieri e comunità, ponendo i cittadini al centro e garantendo l'adeguato equilibrio tra ristrutturazioni e conservazione del patrimonio storico materiale europeo (monumenti ed edifici), chiedendo alle autorità locali di riferire in merito ai risultati ottenuti come pure alle migliori prassi per la futura definizione di politiche a livello nazionale;
14. invita gli Stati membri a stabilire un quadro che consenta di ovviare alla frammentazione degli incentivi, ad esempio garantendo informazioni precise, incentivi appropriati e un'efficace applicazione delle norme[23], nonché a prestare la dovuta attenzione alle famiglie e alle comunità che vivono in condizioni di povertà energetica attraverso un quadro normativo che impedisca gli sfratti nell'ambito di progetti di ristrutturazione edilizia, ad esempio introducendo l'obbligo di riservare a tali famiglie e comunità un'opportuna percentuale della superficie degli edifici che sono stati oggetto di ristrutturazione profonda, dando la priorità agli edifici caratterizzati da un consumo energetico o uno spreco di energia maggiore al momento dell'elaborazione dei programmi integrati di ristrutturazione o prevedendo limiti agli aumenti degli affitti, a condizione che ciò non riduca la capacità di effettuare ristrutturazioni all'insegna dell'efficienza energetica;
15. invita la Commissione a istituire un servizio di sostegno per i progetti di ristrutturazione condotti dai cittadini, nonché a formulare orientamenti in materia di attuazione rivolti agli Stati membri in merito alle nozioni di quadro di sostegno e condizioni di parità per le comunità energetiche introdotte dalla direttiva sul mercato dell'energia elettrica[24] e dalla direttiva sulle energie rinnovabili, nell'ottica di assicurare una corretta attuazione e riconoscere appieno i vantaggi dei progetti energetici condotti dai cittadini;
16. invita la Commissione a creare immediatamente le piattaforme indicate nella sua comunicazione sul Green Deal europeo e a includerle quale priorità fondamentale nei programmi integrati di ristrutturazione; sottolinea che i programmi integrati di ristrutturazione dovrebbero essere accompagnati da iniziative dell'UE volte a diffondere le migliori pratiche sulla riproducibilità dei programmi, la diffusione delle capacità, l'integrazione settoriale e le salvaguardie per le comunità che versano in condizioni di povertà energetica, in linea con gli impegni assunti nel quadro della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia;
Finanziamenti
17. sottolinea che i costi di investimento iniziali, la complessità dei piani di finanziamento, la frammentazione degli incentivi (dilemma inquilino-proprietario), i tempi di recupero a medio/lungo termine, gli ostacoli normativi e amministrativi, anche per gli immobili con più proprietari, le modalità del sostegno esistente e l'assenza di un quadro politico prevedibile e a lungo termine costituiscono seri ostacoli per gli investimenti;
18. sottolinea che, nel contesto della ripresa relativa alla COVID-19 e del suo impatto sulle finanze pubbliche e private, i piani di finanziamento dovrebbero incentivare e privilegiare le ristrutturazioni profonde, anche per fasi, al fine di conseguire gli obiettivi in materia di neutralità climatica per il 2050, con incentivi adeguati e obiettivi, onde conseguire un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e decarbonizzato; ritiene che ciò sia una condizione preliminare per prendere in considerazione le ristrutturazioni degli immobili come investimenti sostenibili a lungo termine; sottolinea il ruolo degli indicatori relativi all'efficacia dei costi, compresi, a tale riguardo, i benefici collaterali;
19. sottolinea che gli Stati membri dovrebbero fornire orientamenti chiari e una rassegna delle azioni misurabili e mirate, nonché promuovere un accesso paritario ai finanziamenti, anche per i segmenti del parco immobiliare nazionale caratterizzati dalle prestazioni peggiori, per i consumatori in condizioni di povertà energetica, per l'edilizia sociale e per le famiglie confrontate ai problemi posti dalla frammentazione degli incentivi, tenendo conto al contempo dell'accessibilità economica;
20. sottolinea che i proprietari di case, in particolare quelli a basso reddito e colpiti dalla povertà energetica, le associazioni e le cooperative edilizie, i fornitori di alloggi pubblici e le autorità locali dovrebbero beneficiare di un sostegno per rendere il proprio parco immobiliare e l'ambiente edificato resilienti ai cambiamenti climatici, ad esempio tramite sovvenzioni o strumenti finanziari basati sull'addizionalità dei finanziamenti del quadro finanziario pluriennale (QFP), dei bilanci nazionali e delle risorse del settore privato;
21. ritiene che sia necessario stabilire le priorità di finanziamento per le ristrutturazioni relative all'efficienza energetica in ciascun fondo europeo pertinente, e che occorra un forte coordinamento per trovare sinergie, agevolare il finanziamento misto, aggregare i progetti e realizzare riserve di progetti, al fine di garantire l'assorbimento tempestivo dei fondi; invita gli istituti finanziari a destinare risorse significative allo sviluppo delle capacità e all'assistenza tecnica; sottolinea che al fine di garantire ristrutturazioni profonde verso un'elevata efficienza energetica e la decarbonizzazione del parco immobiliare entro il 2050 sono necessari incentivi UE per almeno 75 miliardi di EUR all'anno, oltre a finanziamenti continui e stabili a livello europeo, nazionale e regionale, e investimenti privati; invita i colegislatori a garantire i finanziamenti necessari nell'ambito del piano europeo di ripresa economica, non da ultimo per aiutare coloro che nella società che trarrebbero maggior beneficio dalle ristrutturazioni;
22. accoglie con favore le conclusioni che dimostrano l'esistenza di un premio tariffario per edifici ad alta efficienza energetica[25], il che garantisce ai proprietari di edifici un ritorno sugli investimenti, ma riconosce la necessità di ridurre i costi di alloggio, costruzione e ristrutturazione in generale;
23. sottolinea la necessità di garantire un accesso adeguato e semplice al credito e ai finanziamenti per aiutare le PMI, le comunità e le famiglie a effettuare le ristrutturazioni necessarie relative al parco immobiliare esistente;
24. accoglie con favore le possibilità di finanziamento disponibili per le ristrutturazioni degli edifici quali le sovvenzioni ambientali, gli incentivi fiscali e in materia di prestiti; riconosce il ruolo dei Fondi strutturali e d'investimento europei (fondi SIE) nel finanziamento dei progetti in materia di efficienza energetica e nella definizione dell'efficienza energetica quale obiettivo specifico per lo sviluppo regionale nel periodo 2021-2027; sottolinea il ruolo del gruppo della Banca europea per gli investimenti nel fornire prestiti, garanzie e strumenti finanziari, tra cui lo Strumento di finanziamento privato per l'efficienza energetica (PF4EE), lo strumento di garanzia Finanziamenti intelligenti per edifici intelligenti, nonché il Fondo InvestEU, consentendo anche di finanziare i progetti di ristrutturazione relativi all'edilizia sociale;
25. richiama l'attenzione sulle buone pratiche degli Stati membri, tra cui l'utilizzo delle entrate del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS), il finanziamento misto, il riconoscimento delle esigenze dei nuclei famigliari a basso reddito, l'utilizzo dei fondi regionali dell'UE come garanzie e i fondi di rotazione; sottolinea la possibilità di finanziare la formazione nei settori dell'energia rinnovabile e dell'efficienza energetica e delle risorse nel quadro del Fondo per una transizione giusta;
26. sottolinea la necessità di incrementare i tassi di assorbimento dei fondi eliminando gli ostacoli, in particolare tramite l'assistenza tecnica, criteri meno complessi e la semplificazione della combinazione con altri fondi; deplora il fatto che la dimensione dei progetti nel quadro del meccanismo di assistenza energetica europea a livello locale (ELENA) rimanga elevata e che i progetti più piccoli e quelli che riguardano le comunità necessitino di ulteriore sostegno e aggregazione; ritiene che l'EU City Facility sia un meccanismo di sostegno potenzialmente molto potente per consentire alle città di sviluppare gli IRP, e che dovrebbe essere portato avanti e fornire sostegno anche ai progetti più piccoli;
27. riconosce il ruolo importante delle sovvenzioni destinate alla ricerca e all'innovazione; ritiene necessario fornire finanziamenti costanti e stabili a favore degli IRP, sia da fonti europee che nazionali, senza interruzioni causate dalle diverse misure di pianificazione del bilancio;
28. ritiene che gli Stati membri debbano garantire che tutti gli IRP accantonino fondi per contrastare la povertà energetica, l'accessibilità e gli ostacoli tecnici e infrastrutturali per i nuclei famigliari vulnerabili e a basso reddito, consentendo loro di beneficiare di alloggi adeguati, salubri ed efficienti sul piano energetico e di rientrare nei programmi di ristrutturazione dei quartieri; chiede di elaborare e condividere le migliori pratiche con strumenti di finanziamento innovativi quali i finanziamenti e i regimi integrati, ivi compresi i prestiti ipotecari rivolti all'efficienza energetica, i prestiti nel quadro di EuroPACE e i prestiti nel quadro del progetto RenOnBill;
29. prende atto del ruolo delle autorità regionali e della Banca europea per gli investimenti nel fornire sostegno finanziario attraverso prestiti del settore pubblico che incentiveranno le banche commerciali, i fondi pensione e il settore privato, in particolare le PMI, a investire ulteriormente nella ristrutturazione degli immobili, ad esempio mediante garanzie pubbliche sui crediti e metodi di finanziamento innovativi;
30. riconosce il ruolo che nuovi modelli imprenditoriali come i contratti di rendimento energetico, le ristrutturazioni guidate dai cittadini, le comunità energetiche e le società di servizi energetici possono svolgere nelle ristrutturazioni e, in particolare, per quanto concerne il finanziamento fuori bilancio per l'edilizia sociale, le cooperative immobiliari e i parchi commerciali; sottolinea la necessità di collegare l'intensità del finanziamento al livello di efficienza energetica conseguito, come previsto dalla direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia, e suggerisce di aggiungere un premio per gli edifici a energia positiva; esorta la Commissione a emanare orientamenti attuativi sulle disposizioni pertinenti nell'ambito del pacchetto "energia pulita per tutti gli europei", in particolare per creare un quadro favorevole imponendo consultazioni periodiche per comprendere le esigenze del mercato e incoraggiare la combinazione di fondi privati e pubblici, l'uso di modelli chiari per i contratti e procedure di appalto specifiche con ulteriori chiarimenti sulla corretta contabilizzazione degli investimenti pubblici connessi all'efficienza degli edifici;
31. invita la Commissione a rivedere al rialzo gli obiettivi di efficienza energetica, come richiesto dalla direttiva sull'efficienza energetica, a partire dal rafforzamento dell'obiettivo principale per il 2030, sulla base di un'adeguata valutazione d'impatto e in modo prevedibile, e a proporre tassi minimi di ristrutturazione annui per gli edifici e misure politiche che garantiscano ristrutturazioni profonde, comprese ristrutturazioni profonde per fasi creando stimoli finanziari e pervenendo alla stabilità degli investimenti;
32. invita le istituzioni europee a garantire che i rispettivi fondi del nuovo QFP diano la priorità a importi specifici a favore dell'efficienza energetica e delle ristrutturazioni degli edifici, con condizioni e tempistiche chiare che includano l'assistenza tecnica per garantire tassi di assorbimento adeguati; sottolinea l'importanza delle garanzie dell'UE per gli investimenti, della combinazione delle fonti di finanziamento e delle componenti di sovvenzione per stimolare le ristrutturazioni residenziali ai fini dell'efficienza energetica; riconosce il ruolo e il modello di successo del Fondo europeo per gli investimenti strategici (che verrà sostituito da InvestEU); chiede di stabilire le priorità di finanziamento per l'efficienza energetica degli edifici nell'ambito della finestra relativa alle infrastrutture sostenibili di InvestEU e di destinare importi dedicati a favore dell'efficienza energetica quale obiettivo specifico per lo sviluppo regionale che deve riflettersi nei rispettivi accordi di partenariato sottoscritti dagli Stati membri con la Commissione;
33. invita la Commissione a eliminare, entro il 2021, gli ostacoli finanziari e non finanziari frapposti ai tassi di assorbimento più elevati dei fondi regionali accantonati per la ristrutturazione integrata degli edifici;
34. invita a incrementare la capacità del meccanismo ELENA e della Banca europea per gli investimenti onde offrire alle autorità locali un'assistenza finanziaria e tecnica ad hoc e diretta e fornire agli Stati membri orientamenti specifici nel contesto dei piani di ripresa relativi alla COVID-19;
35. invita la Commissione a esaminare la fattibilità di destinare le entrate dell'ETS alle azioni in materia di efficienza energetica come le ristrutturazioni degli edifici, ivi compresi meccanismi di salvaguardia contro le fluttuazioni, e la fattibilità di destinare in modo specifico a livello dell'UE una parte dei proventi della vendita all'asta; invita la Banca europea per gli investimenti e gli enti finanziari nazionali a fornire sostegno agli sviluppatori di progetti in tutto il ciclo del progetto e a stabilire una quota fissa di sovvenzioni per rendere le ristrutturazioni interessanti ed economicamente accessibili per i cittadini;
36. invita la Commissione e gli Stati membri a creare modelli flessibili per le sinergie di diversi programmi e strumenti finanziari ai fini del finanziamento dell'efficienza energetica degli edifici; chiede inoltre, in linea con la relazione della Corte dei conti europea[26], di adottare un approccio basato sull'efficacia dei costi per le ristrutturazioni relative all'efficienza energetica degli edifici; incoraggia un monitoraggio accurato dell'efficienza in termini di costi dei programmi operativi sulla base dei costi per unità risparmiata di CO2; ritiene inoltre che la Commissione debba garantire che le amministrazioni nazionali rispettino i principi di efficacia in termini di costi e di efficacia ai fini del risparmio energetico nell'assegnazione del denaro dell'UE ai progetti di ristrutturazione;
37. invita la Commissione ad agevolare ulteriormente l'uso dei partenariati pubblico-privati (PPP), tra cui il PF4EE, relativi al finanziamento intelligente e sostenibile, e ad individuare possibili progetti in materia di investimenti locali;
38. invita la Commissione a rivedere le norme UE in materia di aiuti di Stato, anche riguardo agli investimenti da parte delle piccole e medie imprese (PMI), al fine di creare un quadro favorevole per le misure di efficienza energetica e promuovere gli IRP, tra cui l'installazione o la ristrutturazione dei sistemi di teleriscaldamento mediante procedure semplificate e soglie adeguate, nonché i regimi di rottamazione per i dispositivi di riscaldamento a base di combustibili fossili e per le apparecchiature inefficienti qualora siano sostituiti da dispositivi di riscaldamento individuali o collettivi basati sulle energie rinnovabili, o il riscaldamento in eccesso; sottolinea, tuttavia, che qualsiasi revisione delle norme UE in materia di aiuti di Stato deve contribuire in primo luogo alla parità di trattamento e a una maggiore concorrenza;
Tecnologie di costruzione e materiali edili
39. sottolinea la necessità di ridurre i costi, velocizzare le tempistiche, incrementare l'efficacia, l'affidabilità e l'integrazione onde aumentare gli IRP attraverso la creazione di mercati delle ristrutturazioni aperti e competitivi e mediante elementi prefabbricati sostenibili prodotti a livello industriale, riconoscendo le potenzialità delle tecnologie esistenti nell'integrare le energie rinnovabili nei materiali edili, che possono essere utilizzati come elementi di rivestimento multifunzionale per la riqualificazione del parco immobiliare esistente e per effettuare ristrutturazioni in serie e a livello di distretto; evidenzia il ruolo della prefabbricazione non in loco dei componenti in termini di accelerazione, portata ed efficacia sotto il profilo dei costi; osserva che negli Stati membri esistono migliori pratiche in materia di ristrutturazioni degli edifici in diversi segmenti di edifici che devono ora essere riprodotte e ampliate per poter produrre risultati; sottolinea i benefici di maggiori sforzi di ricerca in questo settore;
40. evidenzia l'importanza della flessibilità nella scelta delle tecnologie utilizzate per la ristrutturazione e la costruzione; ritiene che tutte le tecnologie disponibili dovrebbero essere applicate nel contesto di un approccio orientato agli obiettivi per accelerare la decarbonizzazione del parco immobiliare; sottolinea che l'utilizzo dell'energia rinnovabile svolge un ruolo fondamentale nell'ambito di tale decarbonizzazione; evidenzia l'importanza di un teleriscaldamento e teleraffreddamento decarbonizzato con stoccaggio integrato per comunità più connesse e integrate; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere e incentivare attivamente la piena integrazione delle energie rinnovabili nel settore dell'edilizia;
41. invita la Commissione a sostenere i programmi di ricerca e sviluppo (R&S) per i materiali da costruzione efficienti e, tenendo conto della situazione sociale, chiede l'attuazione di un sistema di riscaldamento basato sulle energie rinnovabili a basso costo nelle zone rurali e remote; pone in rilievo la migliore pratica danese concernente la decarbonizzazione del calore tramite reti di teleriscaldamento di proprietà delle comunità alimentate mediante il calore solare, le pompe di calore e la biomassa;
42. sottolinea la necessità di informare i consumatori e incentivarli a sostituire le tecnologie di riscaldamento e raffreddamento obsolete e inefficienti con soluzioni moderne, altamente efficienti e rinnovabili, in particolare al momento di decidere in merito alle sostituzioni, riconoscendo nel contempo che i combustibili fossili, in particolare il gas naturale, svolgono attualmente un ruolo nei sistemi di riscaldamento degli edifici; invita la Commissione e gli Stati membri a proporre piani di rottamazione in conformità dell'economia circolare e a utilizzare l'etichettatura e la consulenza in materia di efficienza durante le ispezioni di routine per accelerare le sostituzioni; invita gli Stati membri a stabilire una tabella di marcia per la graduale eliminazione delle tecnologie di riscaldamento e raffreddamento basate su combustibili fossili nel quadro dei rispettivi piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC);
43. evidenzia la leadership europea nei sistemi fotovoltaici integrati negli edifici; suggerisce che le tecnologie per le energie rinnovabili siano riconosciute in generale come una catena di valore strategica fondamentale e propone altresì un programma europeo di energia solare sui tetti nell'ambito della prossima ondata di ristrutturazioni;
44. sottolinea l'importanza del principio dell'efficienza energetica al primo posto affinché sia integrato in tutte le misure e politiche, anche nella riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento, il raffreddamento e gli utilizzi dell'acqua calda e dell'energia per l'illuminazione e la ventilazione, prevedendo nel contempo l'elettrificazione della domanda residuale tramite energie rinnovabili combinate con pompe di calore o sistemi efficienti di teleriscaldamento e teleraffreddamento utilizzando le energie rinnovabili, nonché per quanto concerne la gestione del carico e la flessibilità;
45. sottolinea la necessità di eliminare gli ostacoli, migliorando l'accesso alla rete, compresa, tra l'altro, la necessità di armonizzare e semplificare le autorizzazioni per le PMI, e sottolinea la necessità di pianificare gli IRP al fine di realizzare sinergie, ad esempio, in materia di accessibilità degli edifici, sicurezza sismica e antincendio e mobilità elettrica (compresi i punti di pre-cablaggio e i punti di ricarica per i veicoli elettrici), migliorando la resilienza climatica degli edifici, anche attraverso la creazione di spazi, tetti e muri verdi, che migliorino la gestione delle risorse idriche e contribuiscano ad accrescere la biodiversità urbana;
46. ricorda che gli aspetti relativi alla sicurezza antincendio dovrebbero essere presi in considerazione durante la progettazione, la selezione dei materiali, la costruzione, la ristrutturazione e il funzionamento degli edifici onde migliorare la prevenzione, il rilevamento, la soppressione precoce, l'evacuazione, la compartimentazione, la resistenza strutturale e l'attività antincendio, così come le competenze pertinenti dei professionisti coinvolti in fase di progettazione, costruzione e ristrutturazione;
47. ritiene che l'efficienza energetica degli edifici debba essere salubre, accessibile economicamente, sicura e sostenibile; sottolinea l'importanza dell'energia incorporata, della sostenibilità negli edifici, dell'efficienza delle risorse, del comfort termico, di una migliore qualità dell'aria, di condizioni climatiche interne salubri, degli approcci basati sul ciclo di vita in linea con i principi dell'economia circolare e la necessità della strategia riguardo a un ambiente edificato sostenibile che adotti un approccio olistico e integrato; sottolinea, in tale contesto, l'importanza di includere elementi passivi e naturali nella progettazione degli edifici e l'enorme potenziale di sfruttamento delle superfici esterne degli edifici, trasformando l'ambiente costruito in un produttore decentrato di energia rinnovabile, preservando nel contempo il suolo e le aree paesaggistiche;
48. sottolinea la necessità di una gestione e di una riduzione adeguate dei rifiuti da costruzione e demolizione; osserva che dovrebbero essere realizzati sistemi di raccolta e ritiro e impianti di cernita per garantire una manipolazione adeguata e sicura di tutti i rifiuti di costruzione, nonché per il riciclaggio o il riutilizzo dei materiali di costruzione, per la manipolazione, la rimozione e la sostituzione in sicurezza delle sostanze pericolose nei flussi di rifiuti, al fine di proteggere la salute degli occupanti e dei lavoratori, così come l'ambiente; ritiene che debba essere istituito un sistema di etichettatura dell'economia circolare, basato su norme e criteri ambientali che colleghino i materiali alle loro potenzialità di essere reintrodotti nella catena del valore in maniera semplice e a bassa energia, tenendo conto, in particolare, del ruolo delle materie prime secondarie; osserva che l'attuale approccio della dichiarazione ambientale di prodotto deve essere ampliato e dovrebbe essere utilizzato come input per la valutazione degli edifici come il quadro "Level(s)"; invita la Commissione a proporre misure concrete su tali questioni nell'ambito del piano d'azione per l'economia circolare e della strategia per un ambiente edificato sostenibile;
49. sottolinea che le città saranno sempre più soggette a temperature più elevate in estate a causa dei cambiamenti climatici; evidenzia, inoltre, i molteplici vantaggi delle soluzioni di infrastrutture verdi che migliorano la qualità dell'aria, il comfort e la resilienza climatica, riducendo in modo sostanziale il fabbisogno energetico, contribuendo a ripristinare il ciclo dell'acqua e a sostenere la biodiversità urbana, e contribuendo nel contempo ai principi di circolarità; invita la Commissione e gli Stati membri a incentivare l'utilizzo di materiali da costruzione naturali e a basse emissioni di carbonio, la realizzazione di giardini pensili e muri verdi, superfici fredde e altre tecniche passive in occasione di importanti lavori di ristrutturazione degli edifici e della costruzione di nuovi edifici; invita la Commissione a tenere conto di tale aspetti e a promuovere l'adozione di soluzioni di infrastrutture verdi e le caratteristiche di biodiversità nell'ambito dell'iniziativa "ondata di ristrutturazioni";
50. ricorda che i materiali da costruzione sostenibili come il legno certificato sono essenziali per realizzare un parco immobiliare a basse emissioni di carbonio e duraturo e che la costruzione rappresenta un'opportunità per immagazzinare il carbonio in bioprodotti da costruzione entro i limiti della disponibilità sostenibile;
51. evidenzia l'importanza di rivedere le norme armonizzate esistenti onde affrontare le prestazioni in termini di sostenibilità dei prodotti da costruzione che dovrebbero essere coerenti con l'approccio europeo comune per il calcolo del ciclo di vita e con le norme europee esistenti, vale a dire l'EN 15978 per gli edifici e l'EN 15804 per i prodotti da costruzione; sottolinea che nella progettazione delle ristrutturazioni l'impatto energetico e climatico dell'intero ciclo di vita dell'edificio dovrebbe essere ottimizzato in linea con gli obiettivi dell'economia circolare, tenendo conto degli effetti della fabbricazione, dell'utilizzo e della progettazione sulla riciclabilità, il riciclaggio dei prodotti da costruzione e dei rifiuti e le apparecchiature necessarie per le riparazioni; invita la Commissione ad affrontare tali aspetti nell'ambito della strategia in materia di economia circolare e a rivedere entro il 2021 il regolamento (UE) n. 305/2011 che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione[27] per consentire il buon funzionamento del mercato interno di tali prodotti e ricompensare la ricerca e l'innovazione tecnologiche intese a sostenere la ristrutturazione e la costruzione di edifici ad alta efficienza energetica;
52. invita la Commissione a continuare a individuare le migliori pratiche per gli IRP, onde includervi anche gli edifici storici e del patrimonio architettonico; riconosce la specificità e la fragilità degli edifici del patrimonio architettonico e ritiene che, nella maggior parte dei casi, la protezione degli edifici e una maggiore prestazione energetica possano essere conciliate, sottolineando nel contempo che le ristrutturazioni degli edifici del patrimonio architettonico debbano sempre essere effettuare in conformità alle norme nazionali di conservazione, alla Carta di Venezia del 1964 sulla conservazione e il restauro di monumenti e insiemi architettonici, e all'architettura originale;
53. sottolinea la necessità di assicurare reali risparmi energetici tramite la verifica da parte di esperti certificati e il monitoraggio della prestazione energetica dopo la ristrutturazione, in quanto ciò garantirà ristrutturazioni di alta qualità, migliori opportunità di investimento e una maggiore efficacia in termini di costi[28];
54. invita gli Stati membri a massimizzare e a promuovere, anche nelle proprie strategie di appalto e nelle ristrutturazioni e nei progetti di costruzione finanziati pubblicamente, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei materiali, ad esempio attraverso la revisione degli obiettivi relativi agli appalti pubblici verdi[29] e mediante la razionalizzazione dell'efficienza energetica e dei criteri ambientali e sociali per le ristrutturazioni degli edifici, garantendo nel contempo condizioni di parità nelle gare d'appalto pubbliche; ricorda l'importanza dei materiali da costruzione di origine locale, al fine di preservare le tradizioni edilizie, garantire materiali meglio adatti alle condizioni climatiche di ogni regione e ridurre le emissioni e i costi di trasporto;
Norme, competenze ed edifici salubri
55. sottolinea l'importanza dei vantaggi collaterali derivanti dai requisiti di ristrutturazione introdotti a determinate soglie di intervento, in quanto tali requisiti non solo comportano risparmi energetici, ma aumentano anche il valore immobiliare e forniscono sostegno per ovviare a ostacoli come la frammentazione degli incentivi; ritiene opportuno privilegiare le ristrutturazioni profonde, comprese le ristrutturazioni profonde ottenibili per fasi successive, degli edifici con prestazioni peggiori, elaborando in particolare requisiti minimi di prestazione energetica (MEPS – Minimum Energy Performance Standards), che sono essenziali per gli investimenti nelle ristrutturazioni e dovrebbero applicarsi orizzontalmente, basandosi nel contempo sull'etichettatura energetica nazionale esistente; ritiene che tali misure vadano a beneficio degli occupanti e possano aiutare i cittadini a sottrarsi alla povertà energetica[30]; prendo atto dei bassi livelli di ristrutturazioni profonde, il cui tasso è stimato allo 0,2 %; suggerisce l'esame e l'introduzione di tassi minimi di ristrutturazione al fine di conseguire gli obiettivi in materia di neutralità climatica per il 2050;
56. sottolinea che MEPS progressivamente più rigorosi contribuiscono, laddove siano correttamente pianificati e attuati in maniera graduale, a rendere operative le strategie di ristrutturazione a lungo termine, nonché a garantire la sicurezza degli investimenti per il mercato, soprattutto se a tali requisiti si affiancano lo sviluppo delle capacità, la consulenza ad hoc, l'assistenza tecnica e il sostegno finanziario;
57. chiede un approccio più solido basato su dati concreti che, mediante l'utilizzo di dati attendibili e rafforzati, consenta di valutare accuratamente l'efficienza energetica negli edifici e le misure efficaci in termini di costi, il che favorirà condizioni paritarie per le "migliori pratiche" relative a soluzioni efficaci in termini di costi nell'UE;
58. è convinto che l'introduzione di un passaporto di ristrutturazione degli edifici, che promuova, coordini e registri i miglioramenti costanti e verifichi la profondità delle ristrutturazioni nonché la prestazione energetica, vada a vantaggio dei proprietari degli immobili, dei gestori degli edifici e dei locatari, i quali dovrebbero avere accesso a detto passaporto; sottolinea che tale passaporto di ristrutturazione dovrebbe essere uno strumento comune dell'UE adattato alle peculiarità regionali e nazionali, per affrontare le sfide poste dall'eterogeneità del parco immobiliare, nonché allineato alla vigente certificazione della prestazione energetica degli edifici;
59. pone l'accento sull'importanza di consolidare le informazioni sugli edifici in un unico strumento digitale; ritiene altresì che detto strumento dovrebbe contemplare il potenziale di circolarità dei materiali, la valutazione dei fattori di qualità dell'aria interna, anche sotto il profilo della salute e della sicurezza, come pure solidi indicatori basati sugli strumenti e sulle norme ambientali esistenti;
60. sottolinea l'importanza e il potenziale del Fondo per una transizione giusta nel contesto del piano di ripresa a seguito della crisi della COVID-19 nel garantire la formazione e la qualificazione dei lavoratori nei settori dell'edilizia e della ristrutturazione, nonché nel migliorare le competenze dei lavoratori delle regioni colpite ovvero nel riqualificarli, anche attraverso la digitalizzazione delle imprese per la transizione verso un'economia neutra in termini di emissioni di carbonio;
61. sottolinea che i progetti di ristrutturazione edilizia dovrebbero sempre portare a edifici salubri e privi di muffe, tenendo conto della qualità degli ambienti interni; evidenzia che la revisione delle norme sulla qualità dell'aria, sulle condizioni termiche e su altri aspetti di comfort e della salute connessi agli ambienti interni, comprese un'adeguata luce del giorno e la ventilazione meccanica, contribuisce alla salute e alla produttività degli utenti degli edifici e ne aumenta le prestazioni lavorative o di apprendimento, oltre a garantire notevoli risparmi in termini di benessere, riducendo così le spese pubbliche degli Stati membri e apportando vantaggi per l'economia dell'UE e tutti i suoi cittadini;
62. pone l'accento sulla necessità di garantire un adeguato livello di conoscenza in materia di manutenzione degli edifici e di utilizzo da parte degli operatori e degli occupanti, compreso un cambiamento comportamentale, al fine di sfruttare appieno i benefici associati a un aumento delle prestazioni energetiche;
63. invita la Commissione a varare un'iniziativa dell'UE per le competenze e le informazioni nel settore delle ristrutturazioni e dell'edilizia, che comprenda una dimensione di genere, nell'ottica di coinvolgere i soggetti interessati nella riqualificazione, nello sviluppo delle competenze e nel potenziamento delle capacità, prestando particolare attenzione all'occupazione, in particolare per attrarre i giovani a lavorare nel campo delle ristrutturazioni; sottolinea che per garantire la qualità, la conformità e la sicurezza gli operatori coinvolti nella fase di progettazione e costruzione/ristrutturazione devono essere in possesso di competenze e capacità adeguate, e che questo vale anche per gli intermediari quali installatori, architetti o imprenditori; invita gli Stati membri a elaborare una strategia nazionale per migliorare le competenze nel settore dell'edilizia che s'incentri sull'efficienza energetica, sulla sostenibilità e sulla circolarità dei materiali, sulle tecniche passive e sull'integrazione delle energie rinnovabili, tra cui l'autoconsumo e le soluzioni digitali, nonché a fornire sostegno specifico ai lavoratori nelle micro, piccole e medie imprese;
64. invita la Commissione a sostenere le competenze e l'innovazione per gli IRP mediante il Fondo per una transizione giusta, le azioni mirate Marie Skłodowska-Curie e il programma Erasmus+, e a istituire una missione di Orizzonte Europa sulla ristrutturazione di comunità e quartieri; invita altresì l'Agenzia esecutiva per l'istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACE) a promuovere e attuare un'alleanza strategica delle competenze per il settore dell'edilizia volta a progettare e fornire contenuti comuni di formazione per colmare i divari esistenti a livello di competenze; invita parimenti i singoli, le imprese e le organizzazioni ad avvalersi dell'iniziativa pilota di garanzia per le competenze e l'istruzione e dei regimi analoghi per la formazione, il miglioramento delle competenze e l'istruzione nei settori della ristrutturazione;
65. invita la Commissione a divulgare entro il 2022 approfondite valutazioni d'impatto delle tipologie di edifici, occupanti e proprietari e a elaborare un quadro legislativo per l'introduzione di MEPS per gli edifici esistenti, che dovranno essere progressivamente inaspriti nel tempo, in linea con l'obiettivo per il 2050; sottolinea che tali requisiti contribuirebbero a rendere operativo il percorso verso un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e decarbonizzato entro il 2050, e potrebbero assicurare al mercato visibilità e sicurezza circa la trasformazione del parco immobiliare esistente; sottolinea che i MEPS a livello nazionale dovrebbero essere accompagnati da un pacchetto globale di misure politiche che includano almeno informazioni e consulenza ad hoc per i cittadini e un adeguato sostegno finanziario;
66. invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre, entro il 2025, passaporti digitali rapidi di ristrutturazione degli edifici, che comprendano una sezione contenente informazioni sul miglioramento della qualità dell'aria negli ambienti interni e sugli edifici salubri;
67. invita la Commissione a elaborare un "calcolatore climatico dell'UE" nel quadro dell'"ondata di ristrutturazioni" che garantisca un'etichettatura accurata e di facile comprensione per i materiali, i prodotti e i servizi edili connessi alla ristrutturazione del parco immobiliare dell'UE in vista del 2050; sottolinea che tale calcolatore dovrebbe garantire condizioni di parità per gli attori fondamentali che sono parte dell'impronta dei gas a effetto serra degli IRP, o sono correlati alla stessa, nell'ambito del parco immobiliare dell'Unione e che tale "approccio olistico" darebbe spazio a effetti comportamentali positivi ad opera dei cittadini, delle industrie e delle PMI dell'UE; evidenzia che il concetto deve basarsi sui principi di economia circolare e per tutto il ciclo di vita al fine di orientare la domanda verso prodotti rispettosi del clima "realizzati in Europa", rafforzando la competitività del settore edile dell'UE; suggerisce alla Commissione di utilizzare metodi scientifici già noti per valutare le emissioni di gas a effetto serra, ad esempio ispirandosi alla sua "impronta ambientale dei prodotti";
68. chiede che la prossima revisione della direttiva sull'efficienza energetica presenti un maggior livello di ambizione agli articoli 3, 5 e 18 ed elabori un nuovo approccio alla definizione di norme edilizie conformi agli obiettivi dell'UE in materia di energia e clima in sede di revisione della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia;
69. invita la Commissione a rivedere l'impatto degli attestati di prestazione energetica (APE) in tutti gli Stati membri e a rafforzare le disposizioni esistenti; osserva che occorre migliorare l'affidabilità, la coerenza e la comparabilità degli attestati in tutta l'UE, di modo che questi ultimi possano diventare uno strumento affidabile del mercato che consenta di valutare le prestazioni e la qualità degli edifici, in particolare per il settore finanziario;
Digitalizzazione e dati affidabili
70. ritiene che la digitalizzazione sia un fattore cruciale della partecipazione attiva dei cittadini al sistema energetico attraverso la generazione distribuita, lo stoccaggio, la flessibilità e l'integrazione e l'accoppiamento settoriali; mette in evidenza il ruolo della digitalizzazione e dei dati nell'accelerare la pianificazione, l'attuazione, il controllo e il monitoraggio dei risultati dei piani di ristrutturazione, nonché ai fini di una pianificazione e una gestione più efficienti dell'energia;
71. invita la Commissione a esaminare l'affidabilità dei dati riguardanti gli edifici e la relativa assenza e a tenere conto di come l'ulteriore ricorso alla digitalizzazione possa contribuire positivamente a garantire un forte approccio basato su dati concreti in sede di adozione di politiche relative all'efficienza energetica e alle ristrutturazioni; riconosce la necessità di digitalizzare le banche dati nazionali degli attestati di prestazione energetica, i dati degli edifici e altre informazioni in materia di edilizia da mettere a disposizione nel momento in cui si presenta la domanda di passaporto digitale degli edifici e di altre applicazioni per edifici intelligenti;
72. reputa l'"Internet delle cose" un mezzo per misurare il reale impatto delle ristrutturazioni sulla prestazione energetica degli edifici nonché un elemento cruciale delle strategie di ristrutturazione efficaci in termini di costi e su vasta scala; sottolinea il potenziale ruolo che l'intelligenza artificiale integrata potrebbe svolgere nell'analisi dei dati nonché nel monitoraggio, nella gestione e nella regolazione del consumo energetico negli edifici;
73. ritiene che la digitalizzazione degli edifici e le tecnologie di costruzione siano fattori fondamentali per una maggiore efficienza energetica; invita tutti gli attori interessati a livello locale, regionale, nazionale ed europeo a prendere parte in maniera proattiva alla promozione della digitalizzazione;
74. pone l'accento sui vantaggi delle reti ad altissima capacità per le infrastrutture di comunicazione nella promozione di abitazioni intelligenti, ossia le abitazioni integrate in un ecosistema energetico digitale più ampio che permettono agli edifici di trarre vantaggio dalle funzionalità intelligenti e fornirle e consentono l'integrazione e il risparmio energetici in diversi settori dell'economia, tra cui la gestione della domanda e l'ottimizzazione dell'uso di energia all'interno dell'edificio ad esempio attraverso le apparecchiature intelligenti, le apparecchiature di domotica, le pompe di calore elettriche, lo stoccaggio delle batterie, i punti di ricarica per veicoli elettrici e i contatori intelligenti tra le altre tecnologie digitali; accoglie con favore l'obiettivo della direttiva rivista sulla prestazione energetica nell'edilizia di promuovere ulteriormente le tecnologie degli edifici intelligenti, tramite l'indicatore di predisposizione degli edifici all'intelligenza quale strumento di sostegno nella valutazione della predisposizione degli edifici all'intelligenza e nella sensibilizzazione dei proprietari e degli occupanti degli edifici in merito al valore dei sistemi di automazione e controllo degli edifici (BACS) per la prestazione complessiva degli stessi, osservando che le rispettive applicazioni a norma degli articoli 14 e 15 andrebbero ampliate;
75. sottolinea l'importanza delle reti intelligenti quale elemento fondamentale per l'integrazione efficiente delle energie rinnovabili nelle reti dell'energia elettrica e incoraggia a trovare nuove opportunità che prevedano interfacce con i gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) e i gestori dei sistemi di distribuzione (DSO) per migliorare l'efficienza energetica e i servizi di energia elettrica; sottolinea che gli edifici intelligenti connessi a nano- o micro-reti possono garantire un miglioramento della stabilità dell'approvvigionamento elettrico e della disponibilità dei sistemi di riscaldamento/raffreddamento;
76. evidenzia che il diritto all'abitazione e i diritti dei consumatori esigono salvaguardie sociali, protezione dei dati e consenso, in linea con le disposizioni del regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR); sottolinea che le soluzioni digitali fornite durante le ristrutturazioni dovrebbero essere intuitive, semplici e interoperabili, mentre la loro installazione deve essere accompagnata dalla formazione, dall'informazione e dal sostegno necessari agli occupanti; mette in evidenza il potenziale delle tecnologie digitali non invasive in tal senso;
77. invita la Commissione a valutare la necessità di rivedere i requisiti dell'infrastruttura di ricarica nella direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia; evidenzia che l'infrastruttura di ricarica intelligente è un presupposto per il potenziamento dell'elettromobilità pulita;
Ondata di ristrutturazioni
78. considera l'ondata di ristrutturazioni un'opportunità per realizzare entro il 2050 un parco immobiliare efficiente dal punto di vista energetico e climaticamente neutro, tramite un piano d'azione per gli IRP incentrato sulle comunità, soprattutto per quelle che si trovano in condizioni di povertà energetica, nonché per fornire edifici salubri, decorosi, economicamente accessibili ed efficienti in termini energetici, in cui i cittadini possano raggiungere il loro pieno potenziale, in linea con il Green Deal europeo e l'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette per il 2050; osserva che ciò può essere attuato in piena sinergia anche con la nuova strategia industriale per l'Europa, la strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale, la strategia per un'economia circolare, il meccanismo per una transizione giusta e gli strumenti per la ripresa, nonché con le strategie per rendere l'Europa pronta per l'era digitale;
79. è convinto che l'ondata di ristrutturazioni possa attenuare l'impatto della crisi della COVID-19, stimolando le economie nazionali e locali e incoraggiando, ad esempio, la creazione di posti di lavoro di elevata qualità ed essenziali nel settore delle costruzioni e delle energie rinnovabili, sostenendo i lavoratori delle micro, piccole e medie imprese (PMI), che rappresentano il 97 % del settore, e, in ultima analisi, fornendo molteplici opportunità e vari vantaggi che potrebbero essere ottenuti tramite un miglioramento dell'efficienza energetica del parco immobiliare europeo, compresi i vantaggi collaterali sul piano sociale e ambientale; sottolinea che l'ondata di ristrutturazioni può ricoprire un ruolo importante per una ripresa sostenibile e può essere un elemento centrale dei piani di ripresa dopo la pandemia di COVID-19; evidenzia pertanto che la Commissione non dovrebbe ritardare la proposta in parola e dovrebbe essere incaricata di fornire una panoramica di tutte le opzioni di finanziamento disponibili;
80. chiede un'attuazione ambiziosa del pacchetto Energia pulita; sottolinea il ruolo dei piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC) nel massimizzare le opportunità nel settore edilizio; conferma il proprio impegno a seguire da vicino l'attuazione di questa e di tutte le altre disposizioni e invita la Commissione a garantire l'applicazione delle misure incluse nella direttiva riveduta sulla prestazione energetica nell'edilizia;
81. invita la Commissione a rendere il principio "l'efficienza energetica al primo posto" centrale nel processo di ristrutturazione del parco immobiliare dell'UE in linea con il regolamento sulla governance dell'Unione dell'energia;
82. accoglie con favore le strategie di ristrutturazione a lungo termine degli Stati membri, che fissano le tappe del percorso per il 2030 e il 2040 verso il raggiungimento dell'obiettivo della neutralità climatica; esprime la propria preoccupazione per i notevoli ritardi di numerosi Stati membri nel presentare la propria strategia di ristrutturazione a lungo termine; invita tali Stati membri a cogliere l'opportunità di ottemperare agli obblighi giuridici loro incombenti in virtù della direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia e a presentare le strategie di ristrutturazione a lungo termine oggetto del ritardo; incoraggia i governi ad attuare politiche innovative per coinvolgere attivamente i cittadini nei programmi in materia di efficienza energetica; ritiene opportuno riconoscere le strategie di ristrutturazione a lungo termine quale strumento fondamentale di pianificazione, misurazione dei progressi e conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica;
83. sottolinea che è opportuno realizzare un parco immobiliare decarbonizzato e ad alta efficienza energetica riducendo in modo significativo il consumo energetico mediante l'attuazione di politiche in materia di efficienza energetica rigorose e favorevoli, soddisfacendo nel contempo le esigenze rimanenti con energia rinnovabile; sottolinea che le ristrutturazioni degli edifici dovrebbero essere integrate con sforzi più ampi volti a decarbonizzare il sistema energetico e andare di pari passo con gli investimenti, ad esempio, nelle reti energetiche urbane efficienti e nelle pompe di calore adottando un approccio sistematico/urbano che integri tutte le potenziali misure di efficienza quali il recupero del calore in eccesso; pone l'accento sulla necessità di definire azioni concrete per realizzare le potenzialità identificate per la cogenerazione e il teleriscaldamento ad alta efficienza; sottolinea che tale approccio sistemico è necessario per realizzare la transizione verso un'economia altamente efficiente sotto il profilo energetico e totalmente basata su fonti rinnovabili come pure garantire l'allineamento con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a meno di 1,5ºC;
84. accoglie con favore l'intenzione, annunciata dalla Commissione, di promuovere ristrutturazioni nelle scuole, negli ospedali e negli alloggi destinati alle persone bisognose, con particolare riferimento al parco immobiliare pubblico, che versa spesso nelle condizioni peggiori; rammenta tuttavia la sfida posta dal vasto parco immobiliare residenziale, che rappresenta il 75 % della superficie abitabile edificata nell'UE;
85. condivide l'analisi secondo cui vi sono numerosi vantaggi che accompagnano le ristrutturazioni negli edifici destinate a migliorare l'efficienza energetica, ad esempio migliore apprendimento, recupero più rapido e fine della povertà energetica per molti cittadini; mette in rilievo il miglioramento della qualità dell'aria interna ed esterna, le riduzioni delle emissioni, l'aumento dell'efficienza energetica, il miglioramento del comfort termico e la riduzione della dipendenza dalle importazioni; chiede l'inclusione sistematica di tali vantaggi negli IRP;
86. invita gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione intersettoriali, specifiche per paese e ad hoc sulle molteplici opportunità e sui vari vantaggi ottenuti grazie al miglioramento dell'efficienza energetica del parco immobiliare, nonché a fornire informazioni circa gli sportelli unici e le opportunità di finanziamento disponibili, anche a livello dell'UE;
87. invita la Commissione a sancire nella legislazione dell'UE, nuova e rivista, le misure dell'ondata di ristrutturazioni e a rivedere gli obiettivi 2030 in materia di clima ed energia nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà e di efficienza in termini di costi, per creare sinergie tra i diversi atti legislativi e per orientare detti obiettivi al conseguimento della neutralità climatica, garantendo al tempo stesso che le misure di efficienza energetica, ivi compresa la ristrutturazione degli edifici, rientrino fra le politiche fondamentali per colmare le lacune presenti negli obiettivi per il 2030; sottolinea la necessità di un sostegno finanziario per garantire l'accessibilità economica degli alloggi per i proprietari e i locatari;
88. invita la Commissione a valutare le strategie di ristrutturazione a lungo termine e a formulare raccomandazioni agli Stati membri in cui vengano messe in evidenza le lacune e le migliori pratiche esistenti; invita gli Stati membri a monitorare l'attuazione delle loro strategie di ristrutturazione a lungo termine e a rivederle ogni cinque anni, in linea con il ciclo di bilancio della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC) e la sua architettura rafforzata, per raggiungere l'obiettivo di un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e climaticamente neutro; invita gli Stati membri ad adottare le strategie di ristrutturazione a lungo termine quale strumento per dare uno stimolo economico e stabilire un percorso di ripresa, il che impone di completarle in modo ambizioso, dettagliato e urgente; invita gli Stati membri che non l'abbiano ancora fatto a presentare urgentemente le loro strategie di ristrutturazione a lungo termine;
89. invita a inserire nei pacchetti per la ripresa i settori edilizio e delle ristrutturazioni, in particolare le micro, piccole e medie imprese; chiede di dare la priorità, nel piano di incentivi economici, agli investimenti nelle ristrutturazioni degli edifici ai fini della realizzazione di un parco immobiliare ad alta efficienza energetica e basato sulle energie rinnovabili;
°
° °
90. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione a tutte le istituzioni dell'UE e agli Stati membri.
MOTIVAZIONE
Oggi più che mai i cittadini chiedono e meritano un luogo salubre e sicuro che possano chiamare casa. Investendo nell'efficienza energetica sarà possibile fornire alloggi di qualità con bollette energetiche più contenute, come pure migliorare la salute delle comunità e ridurre l'apporto dell'Europa ai cambiamenti climatici.
La presente relazione esamina il potenziale di efficienza energetica negli edifici, e nel contesto della crisi attuale suggerisce che un'ondata di ristrutturazioni europea potrebbe contribuire alla ripresa economica, creando posti di lavoro in ambito locale, sviluppando le competenze dei lavoratori e aiutando la formazione di comunità resilienti.
Gli edifici consumano circa il 40 %[31] dell'energia dell'UE e rappresentano il più importante consumatore unico di energia in Europa. Producono il 36 %[32] delle emissioni di CO2 nell'Unione europea. Quasi il 75 % del parco immobiliare è inefficiente dal punto di vista energetico, mentre ogni anno ne viene ristrutturato solo lo 0,4-1,2 %[33].
La ristrutturazione degli edifici esistenti può tradursi in notevoli risparmi energetici e potrebbe ridurre il consumo energetico totale dell'UE del 26 %[34] producendo contemporaneamente importanti vantaggi collaterali grazie ai programmi integrati di ristrutturazione (IRP). Questi benefici comprendono il miglioramento della qualità dell'aria, la riduzione delle emissioni, la fine della povertà energetica per molte persone, risparmi in termini di costi, una minore dipendenza dalle importazioni e sistemi energetici più resilienti.
La povertà energetica colpisce ogni anno milioni di europei; d'inverno 40 milioni di europei non sono in grado di riscaldare adeguatamente la propria abitazione[35] e 98 milioni di europei non riescono a tenerla adeguatamente fresca durante l'estate[36]. Ogni anno, circa sette milioni di europei ricevono avvisi di interruzione della fornitura che incidono sulla loro salute fisica e mentale[37], soprattutto nell'attuale periodo di isolamento e crisi, durante il quale le interruzioni forzate devono cessare. Investimenti mirati negli edifici con prestazioni peggiori, soprattutto nel mercato degli affitti, possono aiutare coloro che si trovano in situazioni vulnerabili o in condizioni di povertà energetica.
Gli investimenti in efficienza energetica stimolano l'economia, soprattutto i settori dell'edilizia e delle energie rinnovabili, che generano circa il 9 % del PIL europeo e da cui dipendono direttamente 18 milioni di posti di lavoro[38]. Le PMI trarrebbero vantaggio dalla crescita del mercato delle ristrutturazioni, poiché contribuiscono per oltre il 70 % al settore edile dell'UE.
Inoltre, incrementando le ristrutturazioni fino al livello necessario per ridurre dell'80 % lo spreco di energia si possono creare, a livello locale, 1,3-1,4 milioni di posti di lavoro diretti[39]. In tal modo si offrirebbe un indispensabile stimolo all'economia europea, con un effetto positivo sul morale dei cittadini dopo la crisi Covid-19.
Il quadro legislativo adottato nell'ambito del pacchetto "Energia pulita per tutti gli europei" esige un'attuazione ambiziosa a livello degli Stati membri. È necessario intensificare l'azione per realizzare il potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell'UE e raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. Al fine di migliorare la prestazione energetica degli edifici esistenti occorrono mutamenti di strategia e misure di sostegno per varare programmi integrati di ristrutturazione. Le strategie di ristrutturazione a lungo termine degli Stati membri devono triplicare i tassi di ristrutturazione attuali, concentrare l'azione sulle ristrutturazioni profonde ed eliminare le barriere normative nazionali che ostacolano gli investimenti nell'efficienza energetica.
L'efficienza energetica degli edifici può ridurre la povertà energetica e le emissioni di carbonio. Investimenti mirati possono venire in aiuto ai cittadini emarginati e vulnerabili, facilitando il raggiungimento degli attuali obiettivi climatici dell'UE.
I settori seguenti sono essenziali per riuscire a realizzare un'ondata di ristrutturazioni che migliori la vita dei cittadini e contribuisca alla qualità degli edifici nonché alla realizzazione delle ambizioni dell'UE in materia di clima:
Quartieri e comunità
Ai cittadini spetta il ruolo centrale nell'avanzata verso l'efficienza energetica. L'iniziativa della Commissione europea "Un'ondata di ristrutturazioni", di prossima adozione, si inserisce nel più ampio quadro del Green Deal europeo e può essere notevolmente rafforzata da azioni intraprese a livello nazionale e soprattutto locale. L'efficienza energetica degli edifici va a vantaggio di tutti i cittadini, e specialmente di quelli che sono a rischio di povertà energetica.
Per tradurre in realtà questi obiettivi, è necessario riprodurre in tutti gli Stati membri le migliori pratiche: per esempio, sportelli unici che forniscano informazioni, consulenze e finanziamenti e spazi ove discutere i bisogni specifici delle comunità. Tra le altre iniziative che si sono rivelate valide figurano il potenziamento delle capacità dei comuni e il coinvolgimento attivo di soggetti locali come le comunità energetiche, le cooperative immobiliari, le industrie locali e gli istituti finanziari.
A tal fine, le piattaforme proposte per le ristrutturazioni costituiscono certamente uno strumento prezioso per elaborare, a livello delle comunità locali, programmi integrati e inclusivi di ristrutturazione che sia possibile riprodurre e ampliare altrove, creando catene di valore a livello locale e regionale.
Finanziamento
Il finanziamento è un punto essenziale: per garantire un'adeguata efficienza energetica degli edifici europei entro il 2050[40], è necessaria una spesa annuale di almeno 75 miliardi di EUR per i soli incentivi finanziari dell'UE. A tal proposito, hanno registrato risultati positivi le iniziative adottate in alcuni Stati membri per finanziare le ristrutturazioni a livello locale, come Energiesprong nei Paesi Bassi, l'iniziativa New Green Savings nella Repubblica ceca e i piani di ristrutturazione del contesto urbano in Lituania.
Anche il Fondo per una transizione giusta e i pacchetti per la ripresa possono svolgere una funzione essenziale nel finanziamento dell'ondata di ristrutturazioni. Strumenti esistenti come il Fondo europeo di coesione e il Fondo europeo di sviluppo regionale devono continuare a finanziare i programmi di efficienza energetica ed energie rinnovabili.
Si può promuoverne l'adozione tramite un sostegno tecnico e organizzativo che riduca la burocrazia, oltre che raggruppando i progetti per attirare i finanziamenti. C'è spazio anche per incrementare i finanziamenti alle ristrutturazioni profonde, come prescrive la direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia.
Dopo la crisi, agli investimenti negli edifici e nelle infrastrutture pubbliche dovranno accompagnarsi investimenti nelle persone, che puntino a sviluppare le competenze degli addetti e degli operatori in vista dell'ondata di ristrutturazioni.
Tecnologie edili e materiali da costruzione
L'innovazione darà impulso all'ondata di ristrutturazioni. Le nuove iniziative adottate da imprese di servizi energetici, comunità energetiche di cittadini e aggregatori vanno a vantaggio dei consumatori. I nuovi approcci alla prefabbricazione e alle ristrutturazioni in serie riducono i costi. È necessario riprodurre e ampliare tali approcci, in modo da ridurre i costi e creare posti di lavoro.
In un contesto di ristrutturazioni integrate e per motivi di efficienza in termini di costi, sembra opportuno adottare tecnologie che garantiscano flessibilità, oltre alla possibilità di installare in loco fonti di energia rinnovabile per coprire la domanda residuale di energia, parallelamente a misure di efficienza energetica. Occorre stabilire quote fisse per le fonti di energia rinnovabile negli edifici, in linea con i potenziali individuati a norma della direttiva sulle energie rinnovabili, in modo da evitare costi e disfunzioni supplementari e realizzare un parco immobiliare climaticamente neutro.
Il nuovo piano d'azione per l'economia circolare, proposto dalla Commissione, segnala il ruolo dell'edilizia e dei materiali da costruzione, che generano più del 35 % del totale dei rifiuti nell'Unione europea. Occorre quindi integrare nella legislazione dell'UE il recupero, il riciclaggio dei materiali da costruzione, una valutazione del ciclo di vita e la considerazione dell'energia incorporata.
Requisiti e competenze
L'ondata di ristrutturazioni trae vantaggio dalle nuove competenze. Si tratta di un'opportunità per creare l'occupazione indispensabile nelle regioni e nei distretti che attraversano la transizione giusta. Occorre un'agenda europea per le competenze, che comprenda un'apposita dimensione di genere per poterne cogliere appieno tutti i benefici. Tale agenda, inoltre, dovrebbe combinare i fondi esistenti con le nuove possibilità previste dai pacchetti per la ripresa e dal Fondo per una transizione giusta.
Bisogna introdurre in tutti gli Stati membri requisiti semplificati e misure normative più chiare. I requisiti minimi di prestazione energetica sono un elemento essenziale degli sforzi di decarbonizzazione in Europa. Hanno dato buona prova nei Paesi Bassi, nel Regno Unito e in Belgio; l'introduzione di requisiti più rigorosi ha indicato la strada per la realizzazione della neutralità climatica entro il 2050 nel settore edilizio. Se vengono introdotti in occasione di soglie di intervento come il contratto d'affitto o di vendita, indicano una traiettoria nel corso del tempo per ciascun segmento dell'edificio e consentono ai responsabili politici di programmare le misure accompagnatorie, l'assistenza tecnica e il sostegno finanziario. Forniscono poi visibilità e sicurezza al mercato in merito alla trasformazione del parco immobiliare esistente; costituiscono anche una tutela per gli inquilini, contro le cattive condizioni igieniche degli edifici e le bollette energetiche elevate.
Uno studio approfondito sull'istituzione di un quadro di requisiti minimi di prestazione energetica progressivamente più rigorosi per gli edifici esistenti, a partire da quelli con la prestazione peggiore, sarebbe un utile aiuto per l'ondata di ristrutturazioni.
Per quanto riguarda la disponibilità finanziaria, l'occupazione degli edifici e le strategie di ristrutturazione, potrebbe rivelarsi necessario suddividere le ristrutturazioni in fasi. L'introduzione di un passaporto di ristrutturazione degli edifici, ossia di uno strumento che registri i miglioramenti costanti e verifichi la profondità delle ristrutturazioni nonché la prestazione energetica, va a vantaggio dei proprietari degli immobili e dei gestori degli edifici e dovrebbe diventare un requisito in tutta l'UE.
Digitalizzazione
Le tecnologie digitali possono migliorare l'efficienza energetica di un intero sistema energetico, garantendo flessibilità, integrazione settoriale e possibilità di gestire la domanda. L'emergente figura del "prosumatore", se adeguatamente gestita, può consentire ai cittadini di diventare parte della transizione energetica, cogliendo i benefici della partecipazione a progetti energetici comunitari o della flessibilità dal lato della domanda. I contatori intelligenti e le applicazioni online migliorano l'efficienza energetica e conferiscono potere ai consumatori, ma occorrono anche salvaguardie normative per tutelare il diritto all'abitazione e i diritti dei consumatori.
L'ondata di ristrutturazioni
Affinché il Green Deal europeo abbia buon esito, è necessario un quadro che orienti sia gli Stati membri che le imprese, prevedendo pure una dimensione sociale. Per contribuire alla ripresa delle industrie e dei cittadini, creare nuovi posti di lavoro e migliorare ulteriormente dopo la crisi, le politiche integrate devono prendere in considerazione gli importanti vantaggi collaterali della ristrutturazione degli edifici, come la ricostruzione delle strutture per le comunità locali e la fine della povertà energetica per molti cittadini.
Inoltre, le politiche non possono fondarsi solamente sulla condivisione delle migliori pratiche e sulla presentazione di piani d'azione, ma devono essere accompagnate da una legislazione concreta, da finanziamenti specifici e dall'indicazione degli obiettivi previsti. Per garantire la neutralità climatica del parco immobiliare dell'UE entro il 2050, è essenziale avviare subito una revisione al rialzo della legislazione in materia di clima e di energia, comprendendo i requisiti minimi di prestazione energetica e altri strumenti che conferiscano a investitori e comunità il potere di partecipare a programmi integrati di ristrutturazione.
Per portare avanti l'ondata di ristrutturazioni occorre quindi attuare in maniera completa e con spirito ambizioso il pacchetto Energia pulita, adottando altresì il principio dell'efficienza energetica al primo posto. Gli Stati membri dovrebbero riconoscere appieno, nei propri piani nazionali per l'energia e il clima, il potenziale di una maggiore efficienza energetica nel settore dell'edilizia; dovrebbero inoltre rivedere e aggiornare ogni cinque anni le proprie strategie di ristrutturazione a lungo termine. Tutto questo può contribuire a garantire che gli obiettivi vengano conseguiti in modo coerente e realistico. La mancata realizzazione di queste revisioni servirebbe solo a scaricare sulle generazioni future le responsabilità climatiche di oggi.
Il relatore ringrazia tutti coloro che hanno offerto il loro contributo alla presente relazione e guarda con fiducia alla sfida che attende l'Unione europea.
ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione della relazione, fino alla sua approvazione in commissione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:
Entità e/o persona |
Buildings Performance Institute Europe – BPIE |
SolarPower Europe |
European Alliance of Companies for Energy Efficiency in Buildings – EuroACE |
Renovate Europe |
WWF European Policy Office |
Climate Action Network – CAN Europe |
Tipperary Energy Agency |
European electrical contracting sector – EuropeOn |
Smart Energy Europe – SmartEn |
Coalition for Energy Savings |
Friends of the Earth Europe – FOEE |
RightToEnergy Coalition |
Rockwool |
European Federation of National Organisations Working with the Homeless – FEANTSA |
European Builders Confederation – EBC |
Gas Reseau Distribution de France – GRDF |
European Commission: DG ENER, DG CLIMA, DG GROW, DG REFORM |
Regulatory Assistance Project – RAP |
European Geothermal Energy Council – EGEC |
European Mineral Wool Manufacturers Association – EURIMA |
Saint Gobain |
Euroheat and Power |
European Climate Foundation – ECF |
Housing Europe |
European Alliance to Save Energy – EU-ASE |
Joint Research Centre – JRC |
European Consumer Organisation – BEUC |
European federation of renewable energy cooperatives – Rescoop |
Knauf Insulation |
Fire Safe Europe – FSEU |
Modern Building Alliance |
Energy Cities |
Covenant of Mayors |
Eurogas |
PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (29.6.2020)
destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
sulla massimizzazione del potenziale di efficienza energetica del parco immobiliare dell'UE
Relatrice per parere: Maria Spyraki
SUGGERIMENTI
La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:
A. considerando che gli edifici rappresentano il 40 % del consumo di energia e il 36 % delle emissioni di CO2 nell'UE; che oltre il 35 % degli edifici dell'UE ha più di 50 anni e il 75 % di essi è inefficiente sotto il profilo energetico e che il tasso di ristrutturazione annuo varia dall0 0,4 % all'1,2 % negli Stati membri;
B. considerando che la pandemia di COVID-19 ha messo in risalto l'importanza di un'azione dell'UE più forte e coordinata in materia di salute e ciò dovrebbe rispecchiarsi anche nella politica immobiliare;
1. accoglie con favore l'annuncio di un'ondata di ristrutturazioni nel quadro del Green Deal europeo; esorta la Commissione a presentarlo come previsto, considerando il suo enorme potenziale di stimolare l'economia reale e locale a seguito della COVID-19, nonché di generare nel contempo altri vantaggi collaterali quali il miglioramento della qualità dell'aria, la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra e dei rischi per la salute, in linea con gli obiettivi dell'Unione in materia di clima e di ambiente e con l'accordo di Parigi; accoglie con favore l'obiettivo della Commissione di raddoppiare, come minimo, il tasso annuo di ristrutturazione del parco immobiliare esistente e di adoperarsi per raggiungere il 3 %, e sottolinea l'importanza di quest'ultimo obiettivo per gli edifici pubblici; invita gli Stati membri a intensificare in modo significativo i piani di ristrutturazione su ampia scala nell'ambito dei piani nazionali per l'energia e il clima (PNEC) e le strategie di ristrutturazione a lungo termine onde conseguire un parco immobiliare decarbonizzato con edifici quasi neutri sotto il profilo energetico, in linea con l'obiettivo dell'Unione di conseguire la neutralità climatica entro il 2050; invita gli Stati membri che non l'abbiano ancora fatto a sottoporre quanto prima i loro PNEC e le loro strategie di ristrutturazione a lungo termine;
2. sottolinea che l'ondata di ristrutturazioni dovrebbe costituire un settore prioritario dei futuri piani di ripresa economica, in quanto racchiude il potenziale non solo di migliorare l'efficienza energetica, ma anche di incentivare l'economia promuovendo posti di lavoro di alta qualità nel settore dell'edilizia, delle industrie e delle PMI delle energie rinnovabili, nonché di accelerare la circolarità nel settore edilizio e la sua decarbonizzazione, affrontare la povertà energetica e fornire edifici salubri, dignitosi, economicamente accessibili e ad elevate prestazioni; invita la Commissione e gli Stati membri, nel contesto della ripresa, a garantire finanziamenti adeguati e a elaborare orientamenti chiari che illustrino in modo approfondito il modo in cui rendere la futura ondata di ristrutturazioni un successo;
3. sottolinea che le misure da adottare nell'ambito dell'iniziativa per l'ondata di ristrutturazioni dovrebbero tenere conto delle diverse circostanze proprie di ciascuno Stato membro, quali la diversità del parco immobiliare, l'assetto proprietario, le condizioni meteorologiche, i sistemi energetici e le opportunità di investimento;
4. accoglie con favore il nuovo piano d'azione per l'economia circolare della Commissione, che evidenzia che i materiali da costruzione ed edificazione generano più del 35 % del totale dei rifiuti nell'UE e impiegano circa il 50 % di tutti i materiali estratti, e sottolinea che molti materiali da costruzione sono ad alta intensità energetica e potrebbero avere un'elevata impronta di CO2; sottolinea che la diffusione di materiali da costruzione sostenibili e innovativi richiede la definizione di norme armonizzate che creino un mercato unico per tali prodotti; osserva che nella legislazione dell'UE dovrebbe essere adottato un approccio semplificato e intersettoriale per il recupero, il riciclaggio, il riutilizzo e la valutazione del ciclo di vita dei materiali edili, tenendo conto del loro impatto intrinseco, nonché della durabilità, dell'energia che incorporano, dell'efficienza delle fonti dei materiali e delle sostanze pericolose, incentivando al contempo l'utilizzo di materiali di provenienza locale; evidenzia che sono necessari una gestione e un utilizzo ottimali dell'acqua, dei rifiuti, dell'energia e delle risorse materiali lungo tutto il ciclo di vita degli edifici nuovi ed esistenti e invita la Commissione a prendere in considerazione detti aspetti nella prossima strategia per l'ambiente edificato;
5. ritiene che l'ondata di ristrutturazioni rappresenti un'opportunità per accelerare la circolarità nel settore delle costruzioni e invita, pertanto, la Commissione a proporre misure concrete nell'ambito del piano d'azione per l'economia circolare e della strategia per un ambiente edificato sostenibile; pone l'accento sulla necessità di ridurre i volumi dei rifiuti da costruzione e demolizione; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che siano posti in essere sistemi per la gestione dei rifiuti e le demolizioni, nonché per il riciclaggio o il riutilizzo dei materiali da costruzione, per manipolare, rimuovere e sostituire le sostanze pericolose presenti nei flussi di rifiuti; sottolinea l'importanza di sviluppare materiali da costruzione atossici e di intensificare la sostituzione delle sostanze pericolose al fine di proteggere la salute degli occupanti e dei lavoratori, nonché l'ambiente;
6. ritiene che la contabilizzazione delle emissioni degli edifici nel sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) necessiti innanzitutto di un'analisi più approfondita; esprime riserve circa la sua possibile efficacia sotto il profilo dei costi e il suo impatto;
7. ritiene che debba essere istituito un sistema di etichettatura dell'economia circolare basato su norme e criteri ambientali per i materiali e che debba essere collegato al potenziale di questi ultimi di essere reintrodotti nella catena del valore in maniera semplice e a bassa energia, tenendo conto, in particolare, del ruolo delle materie prime secondarie nonché delle sostanze pericolose; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza dell'imminente revisione del regolamento sui prodotti da costruzione e della consultazione a riguardo; mette in evidenza il ruolo degli appalti pubblici verdi per i prodotti sostenibili, al fine di aumentare le risorse e l'efficienza energetica; osserva che l'attuale approccio della dichiarazione ambientale di prodotto deve essere ampliato e dovrebbe essere utilizzato come input per la valutazione degli edifici come il quadro "Level(s)" sviluppato dalla Commissione;
8. sottolinea che non esiste una legislazione comune dell'UE sulla gestione dei rifiuti da costruzione e demolizione; osserva che sarebbe opportuno creare sistemi di raccolta e di ritiro e impianti di cernita per garantire che tutti i rifiuti da costruzione siano manipolati in maniera sicura e adeguata; invita la Commissione a proporre misure concrete su tali questioni nell'ambito del piano d'azione per l'economia circolare e della strategia per l'ambiente edificato sostenibile;
9. pone l'accento sulla povertà energetica in tutta l'UE che, a quanto stimato, colpisce 50 milioni di famiglie; ritiene che l'ondata di ristrutturazioni e le relative iniziative future debbano avere come obiettivi principali quello di porre fine alla povertà energetica e di garantire condizioni di vita salubri e sicure per tutti; plaude all'intenzione della Commissione di prestare particolare attenzione alla ristrutturazione degli immobili occupati da famiglie colpite dalla povertà energetica; sottolinea che il settore pubblico deve essere leader in questo settore; ritiene che l'adozione di misure di risparmio energetico e di abitudini di consumo efficienti dal punto di vista energetico possa ridurre in modo significativo la povertà energetica e contribuire ad accrescere il potenziale di miglioramento delle condizioni di salute;
10. osserva che i progetti di ristrutturazione degli edifici dovrebbero anche contribuire al miglioramento della qualità dell'aria interna, delle condizioni di salute e di sicurezza; ribadisce la sua richiesta di innalzare gli standard di qualità dell'aria in linea con gli orientamenti dell'OMS e sottolinea che essi dovrebbero contribuire anche a migliorare la qualità dell'aria negli ambienti interni nonché la qualità ambientale degli interni e il loro comfort termico e visivo;
11. sottolinea che le città saranno sempre più soggette a temperature più elevate in estate a causa dei cambiamenti climatici; evidenzia, inoltre, i molteplici vantaggi delle soluzioni di infrastrutture verdi, che possono contribuire a migliorare la qualità dell'aria, il comfort e la resilienza ai cambiamenti climatici, a ridurre in modo sostanziale i requisiti energetici nonché a ripristinare il ciclo dell'acqua e sostenere la biodiversità urbana, apportando al contempo un contributo ai principi di circolarità; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a incentivare l'utilizzo di materiali da costruzione naturali e a basse emissioni di carbonio, la realizzazione di giardini pensili e muri verdi, superfici fredde e altre tecniche passive in occasione di importanti lavori di ristrutturazione degli edifici e della costruzione di nuovi; invita la Commissione a tenere conto di tale aspetti e a promuovere l'adozione di soluzioni di infrastrutture verdi nell'ambito dell'iniziativa per la ristrutturazione;
12. riconosce il potenziale del sistema del passaporto di ristrutturazione degli edifici per migliorare l'efficienza energetica del parco immobiliare e fornire ai proprietari una tabella di marcia a lungo termine per le ristrutturazioni profonde; sottolinea l'importanza di consolidare le informazioni sugli edifici in uno strumento digitale unico al fine di superare l'attuale frammentazione del mercato; evidenzia altresì che esso dovrebbe includere il potenziale di circolarità dei materiali, la valutazione dei fattori di qualità dell'aria interna e solidi indicatori basati sugli strumenti e sulle norme ambientali esistenti; osserva il potenziale dei requisiti minimi armonizzati di rendimento energetico nel tenere conto della varietà delle circostanze locali, in particolare le condizioni climatiche; sottolinea l'importanza dei passaporti dei materiali e dello sviluppo di uno standard aperto a livello di UE per le informazioni in materia di contenuto dei prodotti da costruzione, al fine di incoraggiare l'utilizzo di materiali non tossici e riciclabili; osserva che l'economia circolare dovrebbe contribuire a rendere circolare l'utilizzo del materiale e a potenziare la capacità di riciclaggio;
13. sottolinea che i proprietari di case, in particolare quelli a basso reddito e colpiti dalla povertà energetica, le associazioni edilizie e le cooperative, i fornitori di alloggi pubblici e le autorità locali dovrebbero beneficiare di un sostegno per rendere il proprio parco immobiliare e l'ambiente edificato resilienti ai cambiamenti climatici, ad esempio tramite sovvenzioni o strumenti finanziari basati sull'addizionalità dei finanziamenti del quadro finanziario pluriennale (QFP), dei bilanci nazionali e delle risorse del settore privato;
14. sottolinea il ruolo del gruppo della Banca europea per gli investimenti nel fornire prestiti, garanzie e strumenti finanziari, quali lo Strumento di finanziamento privato per l'efficienza energetica (PF4EE) e lo strumento di garanzia "Finanziamenti intelligenti per edifici intelligenti", nonché nel quadro di InvestEU e del piano di investimenti del Green Deal europeo per finanziare iniziative e servizi di ristrutturazione in ambito edilizio su piccola scala efficaci sotto il profilo dei costi e l'aspetto sociale; sostiene lo sviluppo di piattaforme di finanziamento flessibili per fornire soluzioni complete che consentano alle banche, agli intermediari finanziari e alle società di servizi energetici locali di mettere in comune i loro investimenti al fine di mobilitare prodotti di finanziamento interessanti in materia di energie rinnovabili ed efficienza energetica; prende atto della relazione della Corte dei conti del 28 aprile 2020 sull'efficienza energetica degli edifici; deplora che la dotazione di bilancio per i progetti non tenga conto di un'analisi costi-benefici; invita pertanto gli Stati membri a prendere in considerazione gli orientamenti tecnici della Commissione in materia di finanziamento; è preoccupato dal fatto che la Commissione non sia in grado di valutare il contributo del bilancio dell'UE all'obiettivo di efficienza energetica dell'UE a causa di una carenza di monitoraggio; invita, pertanto, la Commissione ad adottare misure volte a migliorare il monitoraggio;
15. sottolinea che il successo dell'ondata di ristrutturazioni dipende dal coinvolgimento di tutti gli attori della catena del valore; sottolinea che i progetti di piccole e medie dimensioni, in particolare, necessitano di un sostegno integrativo e di assistenza tecnica per accedere ai finanziamenti; pone pertanto l'accento sull'importante ruolo degli sportelli unici nel fornire informazioni, consulenza e sviluppo di capacità a livello locale, regionale e nazionale;
16. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere ristrutturazioni profonde, anche stimolando ulteriormente gli investimenti in materia di isolamento termico e integrazione delle energie rinnovabili, promuovendo la capacità industriale per i materiali e i sistemi innovativi di costruzione attraverso i fondi per la ricerca e le competenze in modo tecnologicamente neutrale, in quanto essi contribuiscono a fornire soluzioni integrate utilizzabili per accelerare ristrutturazioni su vasta scala, nonché collegando i prestiti ipotecari per l'acquisto di edifici inefficienti esistenti a sovvenzioni per investimenti in ristrutturazioni energetiche profonde;
17. invita la prossima presidenza tedesca del Consiglio a promuovere le ristrutturazioni integrate degli edifici e i loro vantaggi collaterali unitamente alla nuova Carta di Lipsia, al fine di contribuire alla ripresa delle economie dell'UE, in particolare delle PMI, e fornire a tutti i cittadini case economicamente accessibili, accoglienti e ad alte prestazioni, nonché l'accesso alle energie rinnovabili;
18. osserva che vi è un margine limitato per verificare le caratteristiche ambientali dei prodotti immessi sul mercato comunitario, in particolare quelli provenienti da paesi terzi; ritiene pertanto necessario monitorare le catene di approvvigionamento e tenere conto, alle frontiere dell'UE, delle attuali condizioni relative all'estrazione, alla trasformazione e al trasporto dei prodotti;
19. riconosce le potenzialità del legno certificato quale pozzo di assorbimento del carbonio dal punto di vista dell'impatto climatico e quale materiale da costruzione sostenibile in sostituzione dei materiali ad alta intensità di carbonio; sottolinea che il legno, sia come materiale da costruzione che come biomassa nella produzione di energia, dovrebbe essere utilizzato soltanto nei limiti della disponibilità sostenibile;
20. sottolinea che le tecnologie digitali possono rendere più efficienti la costruzione e il funzionamento degli edifici, contribuendo così al conseguimento degli obiettivi di risparmio energetico; esorta la Commissione a sostenere l'introduzione di principi e norme comuni in materia di appalti pubblici per la digitalizzazione delle specifiche di costruzione, compresa la prestazione energetica;
21. osserva che vi sono ostacoli agli investimenti a favore delle ristrutturazioni finalizzate all'efficienza energetica, quali la frammentazione degli incentivi, i costi di investimento elevati, i tempi di ammortamento a medio/lungo termine; incoraggia la Commissione a sviluppare un quadro politico basato sul mercato per stimolare gli investimenti e le iniziative locali per l'innovazione, in particolare a seguito della crisi COVID-19 e del suo impatto sulle finanze pubbliche e private; è fermamente convinto che qualsiasi aumento dell'onere normativo o dei costi a breve termine debba essere accompagnato da incentivi finanziari a lungo termine;
22. sottolinea la necessità di offrire sostegno per la ristrutturazione degli edifici appartenenti al patrimonio culturale ai fini del miglioramento dell'efficienza energetica, rispettando i requisiti di conservazione e tutelando detti edifici;
23. osserva che gli effetti dei cambiamenti climatici e le condizioni meteorologiche estreme quali inondazioni, velocità del vento elevate e ondate di calore stanno già causando danni significativi agli edifici; sottolinea che è necessario garantire uno stretto legame tra l'adattamento e la mitigazione nel settore edilizio, creando incentivi specifici per gli investimenti che conseguono entrambi gli obiettivi;
24. riconosce il potenziale di stoccaggio dell'energia degli edifici mediante componenti costruttivi massicci.
INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE
Approvazione |
29.6.2020 |
|
Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
77 2 1 |
Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Aurelia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Malin Björk, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Miriam Dalli, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Bas Eickhout, Eleonora Evi, Agnès Evren, Fredrick Federley, Pietro Fiocchi, Catherine Griset, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Petros Kokkalis, Athanasios Konstantinou, Ewa Kopacz, Ryszard Antoni Legutko, Peter Liese, Sylvia Limmer, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ștefan Motreanu, Jutta Paulus, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Günther Sidl, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Edina Tóth, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska |
|
Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Michael Bloss, Asger Christensen, Margarita de la Pisa Carrión, Sven Giegold, Kateřina Konečná, Danilo Oscar Lancini, Ulrike Müller, Lídia Pereira, Maria Spyraki |
|
Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale |
Ciarán Cuffe |
|
VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE
77 |
+ |
PPE |
Bartosz ARŁUKOWICZ, Nathalie COLIN-OESTERLÉ, Christian DOLESCHAL, Agnès EVREN, Adam JARUBAS, Ewa KOPACZ, Esther de LANGE, Peter LIESE, Marian-Jean MARINESCU, Fulvio MARTUSCIELLO, Liudas MAŽYLIS, Dolors MONTSERRAT, Dan-Ștefan MOTREANU, Lídia PEREIRA, Stanislav POLČÁK, Jessica POLFJÄRD, Christine SCHNEIDER, Maria SPYRAKI, Edina TÓTH, Pernille WEISS, Michal WIEZIK |
S&D |
Nikos ANDROULAKIS, Marek Paweł BALT, Monika BEŇOVÁ, Simona BONAFÈ, Delara BURKHARDT, Sara CERDAS, Mohammed CHAHIM, Tudor CIUHODARU, Miriam DALLI, Jytte GUTELAND, Javi LÓPEZ, César LUENA, Alessandra MORETTI, Sándor RÓNAI, Günther SIDL, Petar VITANOV, Tiemo WÖLKEN |
RENEW |
Pascal CANFIN, Asger CHRISTENSEN, Fredrick FEDERLEY, Martin HOJSÍK, Jan HUITEMA, Ulrike MÜLLER, Frédérique RIES, María Soraya RODRÍGUEZ RAMOS, Nicolae ŞTEFĂNUȚĂ, Nils TORVALDS, Véronique TRILLET-LENOIR |
ID |
Simona BALDASSARRE, Aurelia BEIGNEUX, Marco DREOSTO, Catherine GRISET, Danilo Oscar LANCINI, Joëlle MÉLIN, Silvia SARDONE |
VERTS/ALE |
Margrete AUKEN, Michael BLOSS, Ciarán CUFFE, Bas EICKHOUT, Sven GIEGOLD, Pär HOLMGREN, Yannick JADOT, Jutta PAULUS |
ECR |
Sergio BERLATO, Margarita DE LA PISA CARRIÓN, Pietro FIOCCHI, Ryszard Antoni LEGUTKO, Alexandr VONDRA, Anna ZALEWSKA |
EUL/NGL |
Malin BJÖRK, Petros KOKKALIS, Kateřina KONEČNÁ, Silvia MODIG, Mick WALLACE |
NI |
Eleonora EVI, Athanasios KONSTANTINOU |
2 |
- |
|
ID |
Sylvia LIMMER |
|
ECR |
Rob ROOKEN |
|
1 |
0 |
ID |
Teuvo HAKKARAINEN |
Significato dei simboli utilizzati:
+ : favorevoli
- : contrari
0 : astenuti
INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
Approvazione |
6.7.2020 |
|
|
|
Esito della votazione finale |
+: –: 0: |
57 7 12 |
||
Membri titolari presenti al momento della votazione finale |
François Alfonsi, Nicola Beer, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Michael Bloss, Manuel Bompard, Paolo Borchia, Marc Botenga, Markus Buchheit, Klaus Buchner, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Carlo Calenda, Andrea Caroppo, Maria da Graça Carvalho, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Josianne Cutajar, Nicola Danti, Pilar del Castillo Vera, Martina Dlabajová, Christian Ehler, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Claudia Gamon, Jens Geier, Nicolás González Casares, Bart Groothuis, András Gyürk, Henrike Hahn, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Ivars Ijabs, Romana Jerković, Eva Kaili, Seán Kelly, Izabela-Helena Kloc, Łukasz Kohut, Zdzisław Krasnodębski, Andrius Kubilius, Miapetra Kumpula-Natri, Thierry Mariani, Marisa Matias, Eva Maydell, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Iskra Mihaylova, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Aldo Patriciello, Mauri Pekkarinen, Mikuláš Peksa, Tsvetelina Penkova, Markus Pieper, Clara Ponsatí Obiols, Jérôme Rivière, Robert Roos, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Riho Terras, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Marie Toussaint, Isabella Tovaglieri, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Carlos Zorrinho |
|||
Supplenti presenti al momento della votazione finale |
Izaskun Bilbao Barandica, Eleonora Evi, Fredrick Federley, Klemen Grošelj, Elena Kountoura, Edina Tóth |
|||
VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
57 |
+ |
EPP |
Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria Da Graça Carvalho, Pilar Del Castillo Vera, Christian Ehler, András Gyürk, Seán Kelly, Andrius Kubilius, Eva Maydell, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Markus Pieper, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Riho Terras, Edina Tóth, Henna Virkkunen, Pernille Weiss |
S&D |
Carlo Calenda, Josianne Cutajar, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Jens Geier, Nicolás González Casares, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Romana Jerković, Eva Kaili, Łukasz Kohut, Miapetra Kumpula-Natri, Dan Nica, Tsvetelina Penkova, Patrizia Toia, Carlos Zorrinho |
RENEW |
Nicola Beer, Izaskun Bilbao Barandica, Nicola Danti, Fredrick Federley, Claudia Gamon, Klemen Grošelj, Ivars Ijabs, Iskra Mihaylova, Mauri Pekkarinen |
Greens |
François Alfonsi, Michael Bloss, Klaus Buchner, Ciarán Cuffe, Henrike Hahn, Ville Niinistö, Mikuláš Peksa |
GUE |
Elena Kountoura |
NI |
Ignazio Corrao, Eleonora Evi, Clara Ponsatí Obiols |
7 |
- |
RENEW |
Bart Groothuis |
ECR |
Izabela-Helena Kloc, Zdzisław Krasnodębski, Robert Roos, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Evžen Tošenovský |
12 |
0 |
RENEW |
Martina Dlabajová |
ID |
Paolo Borchia, Markus Buchheit, Andrea Caroppo, Thierry Mariani, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Jérôme Rivière, Isabella Tovaglieri |
GUE |
Manuel Bompard, Marc Botenga, Marisa Matias |
Significato dei simboli utilizzati:
+ : favorevoli
- : contrari
0 : astenuti
- [1] GU L 328 del 21.12.2019, pag. 210.
- [2] GU L 156 del 19.6.2018, pag. 75.
- [3] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.
- [4] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 1.
- [5] GU L 158 del 14.6.2019, pag. 125.
- [6] GU L 158 del 14.6.2019, pag. 54.
- [7] GU L 88 del 4.4.2011, pag. 5.
- [8] GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.
- [9] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.
- [10] GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.
- [11] Testi approvati, P9_TA(2020)0005.
- [12] Testi approvati, P9_TA(2019)0078.
- [13] Testi approvati, P8_TA(2019)0217.
- [14] Testi approvati, P8_TA(2018)0438.
- [15] GU C 463 del 21.12.2018, pag.10.
- [16] GU C 204 del 13.6.2018, pag. 23.
- [17] GU C 204 del 13.6.2018, pag. 35.
- [18] Ürge-Vorsatz, Diana, Tirado-Herrero, Sergio, Fegyverneky, Sándor, Arena, Daniele, Butcher, Andrew e Telegdy, Almos, Employment Impacts of a Large-Scale Deep Building Energy Retrofit Programme in Hungary (Impatto in termini di occupazione di un programma su larga scala di ristrutturazione energetica profonda degli edifici in Ungheria), 2010; Janssen, Rod e Staniaszek, Dan, How Many Jobs? A Survey of the Employment Effects of Investment in Energy Efficiency of Buildings (Quanti posti di lavoro? Un'indagine sugli effetti in termini di occupazione degli investimenti a favore dell'efficienza energetica degli edifici), The Energy Efficiency Industrial Forum, 2012.
- [19]Organizzazione mondiale della sanità, Over half a million premature deaths annually in the European Region attributable to household and ambient air pollution (Ogni anno oltre mezzo milione di morti premature nella regione europea è attribuibile all'inquinamento dell'aria ambiente e dell'aria nelle abitazioni), 2018.
- [20] Risoluzione del Parlamento europeo del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo, testi approvati, P9_TA(2020)0005.
- [21] Comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640), pagina 10.
- [22] Direttiva (UE) 2018/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, che modifica la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 210); direttiva (UE) 2018/844 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2018, che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia e la direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica (GU L 156 del 19.6.2018, pag. 75); direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82).
- [23] Castellazzi, L., Bertoldi, P., Economidou, M., Overcoming the split incentive barrier in the building sector: unlocking the energy efficiency potential in the rental & multifamily sectors, (Superare l'ostacolo della frammentazione degli incentivi nel settore edilizio: sfruttare le potenzialità dell'efficienza energetica nei settori degli affitti e degli edifici multifamiliari), Lussemburgo, Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, 2017, https://publications.jrc.ec.europa.eu/repository/bitstream/JRC101251/ldna28058enn.pdf
- [24] Direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE (GU L 158 del 14.6.2019, pag. 125).
- [25] Hyland, Marie, Lyons, Ronan, Lyons, Sean, The value of domestic building energy efficiency - evidence from Ireland (Il valore dell'efficienza energetica degli edifici nazionali - riscontri dall'Irlanda) , Energy Economics , Vol. 40, 2012; Mangold, Mikael, Österbring, Magnus, Wallbaum, Holger, Thuvander, Liane, Femenias, Paula, Socio-economic impact of renovation and retrofitting of the Gothenburg building stock (Impatto socioeconomico della ristrutturazione e dell'ammodernamento del parco immobiliare di Göteborg), Energy and Buildings, Vol. 123, 2016.
- [26] Relazione speciale n. 11/2020 della Corte dei conti europea del 28 aprile 2020 dal titolo "Efficienza energetica degli edifici: permane la necessità di una maggiore attenzione al rapporto costi-benefici", https://www.eca.europa.eu/it/Pages/DocItem.aspx?did=53483.
- [27] Regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio, GU L 88 del 4.4.2011, pag. 5.
- [28] Corte dei conti europea, op. cit.
- [29] Comunicazione della Commissione del 16 luglio 2008 dal titolo "Appalti pubblici per un ambiente migliore" (COM(2008)0400).
- [30] Documento di lavoro dei servizi della Commissione – Valutazione d'impatto che accompagna il documento Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 2010/31/UE sulla prestazione energetica nell'edilizia, pagg. 95-97 (SWD(2016)0414).
- [31] Commissione europea
- [32] Commissione europea
- [33] Commissione europea
- [34] Fraunhofer ISI
- [35] EU-SILC, 2017
- [36] EU-SILC, 2012
- [37] ACER Market Monitoring Report 2015 (Relazione 2015 di monitoraggio del mercato, ACER – Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia)
- [38] Commissione europea
- [39]"How many Jobs?" (Quanti posti di lavoro?) e "Deep retrofit Hungary report" (Relazione sulle riqualificazioni profonde in Ungheria).
- [40] Secondo i calcoli dell'Istituto europeo per la prestazione energetica nell'edilizia (BPIE), la superficie abitabile degli edifici europei raggiunge all'incirca i 25 miliardi di m2. Ristrutturarne il 3 % all'anno significa ristrutturare ogni anno 750 milioni di 2. Il costo della ristrutturazione profonda oscilla fra i 300 e gli 800 EUR al m2, a seconda dei costi locali e delle condizioni dell'edificio. Una sovvenzione di 100 EUR per ogni m2 ristrutturato comporta una spesa di 75 miliardi di EUR all'anno. Spendendo 75 miliardi di EUR all'anno per il prossimo decennio sarebbe quindi possibile sostenere un tasso di ristrutturazione profonda pari al 3 %. Tale importo contribuirebbe con una percentuale compresa tra il 12 % e il 30 % agli investimenti nella ristrutturazione profonda, che a loro volta producono un risparmio energetico del 50 % almeno.