Procedura : 2018/0135(CNS)
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Ciclo del documento : A9-0146/2020

Testi presentati :

A9-0146/2020

Discussioni :

PV 14/09/2020 - 19
PV 14/09/2020 - 21
CRE 14/09/2020 - 19
CRE 14/09/2020 - 21

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Testi approvati :

P9_TA(2020)0220

<Date>{03/09/2020}3.9.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0146/2020</NoDocSe>
PDF 275kWORD 101k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>     <RefProcLect>*</RefProcLect>

<Titre>sul progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(10025/2020 – C9-0215/2020 – 2018/0135(CNS))</DocRef>


<Commission>{BUDG}Commissione per i bilanci</Commission>

Relatore: <Depute>José Manuel Fernandes, Valérie Hayer</Depute>

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 LETTERA DELLA COMMISSIONE PER IL CONTROLLO DEI BILANCI
 LETTERA DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
 LETTERA DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI
 PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROGETTO DI RISOLUZIONE LEGISLATIVA DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul progetto di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea

(10025/2020 – C9-0215/2020 – 2018/0135(CNS))

(Procedura legislativa speciale – consultazione)

Il Parlamento europeo,

 visto il progetto del Consiglio (10025/2020),

 visti l'articolo 311 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea e l'articolo 106 bis del trattato che istituisce la Comunità europea dell'energia atomica, a norma dei quali è stato consultato dal Consiglio (C9-0215/2020),

 viste le sue risoluzioni del 14 marzo 2018 sul prossimo QFP: preparazione della posizione del Parlamento in merito al QFP per il periodo successivo al 2020[1] e sulla riforma del sistema di risorse proprie dell'Unione europea[2],

 vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie[3],

 vista la sua relazione interlocutoria del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – Posizione del Parlamento in vista di un accordo[4],

 vista la sua risoluzione del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini[5],

 viste le dichiarazioni della Commissione e del Consiglio del 10 ottobre 2019 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e le risorse proprie: è il momento di rispondere alle attese dei cittadini,

 vista la sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa[6],

 vista la comunicazione della Commissione dal titolo "Il bilancio dell'UE come motore del piano per la ripresa europea" (COM(2020)0442),

 viste la relazione definitiva e le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, pubblicate nel dicembre 2016 e presentate al Parlamento europeo e al Consiglio nel gennaio 2017,

 vista la sua risoluzione del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020[7],

 visto l'articolo 82 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per i bilanci (A9-0146/2020),

1. approva il progetto del Consiglio quale emendato;

2. invita il Consiglio ad informarlo qualora intenda discostarsi dal testo approvato dal Parlamento;

3. chiede al Consiglio di consultarlo nuovamente qualora intenda modificare sostanzialmente il suo progetto;

4. incarica il suo Presidente di trasmettere la posizione del Parlamento al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali.

<RepeatBlock-Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>1</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 1 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(1 bis) La presente decisione fornisce alla Commissione la base giuridica per contrarre prestiti sui mercati dei capitali al fine di finanziare le spese nel quadro del pacchetto per la ripresa Next Generation EU. I costi connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi devono essere rifinanziati dal bilancio dell'Unione entro un arco temporale predefinito in funzione delle scadenze delle obbligazioni emesse e della strategia di rimborso del debito. Tali costi non dovrebbero comportare un'indebita riduzione della spesa per i programmi o degli strumenti di investimento nell'ambito del quadro finanziario pluriennale (QFP) e non dovrebbero nemmeno causare forti aumenti dei contributi nazionali. Pertanto, al fine di migliorare la credibilità e la sostenibilità del piano di rimborso di Next Generation EU, tali costi dovrebbero essere coperti interamente dalle entrate derivanti da autentiche nuove risorse proprie. I relativi stanziamenti di spesa dovrebbero essere contabilizzati al di sopra dei massimali del QFP, come previsto dal regolamento sul QFP.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>2</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 1 ter (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(1 ter) Gli importi generati dalle nuove risorse proprie che eccedono il livello necessario per coprire gli obblighi di rimborso in un determinato anno dovrebbero rimanere nel bilancio dell'Unione come entrate generali.  Al termine del piano di rimborso, tali risorse proprie dovrebbero continuare a finanziare il bilancio dell'Unione come entrate generali. L'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie dovrebbe garantire un adeguato livello di finanziamento della spesa dell'Unione nel QFP, riducendo al contempo la predominanza dei contributi nazionali basati sull'RNL nel finanziamento del bilancio annuale dell'Unione, facendo così in modo che il bilancio dell'Unione non sia più considerato come un "gioco a somma zero" caratterizzato dalla logica del "giusto ritorno". Ciò contribuirebbe, a sua volta, a facilitare la concentrazione della spesa al livello dell'Unione sui settori prioritari e sui beni pubblici comuni, conseguendo significativi miglioramenti in termini di efficienza rispetto alla spesa nazionale.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>3</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 1 quater (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(1 quater) Le nuove categorie di risorse proprie dovrebbero essere introdotte a partire dal 2021 affinché il relativo gettito sia disponibile alla scadenza degli interessi e degli obblighi di rimborso. Le nuove risorse proprie dovrebbero essere allineate agli obiettivi delle politiche dell'Unione e dovrebbero sostenere il Green Deal europeo e il funzionamento del mercato unico, come pure gli sforzi intesi a migliorare l'efficacia della tassazione delle società e a rafforzare la lotta alla frode, all'evasione fiscale e all'elusione fiscale. Il Parlamento europeo, nella sua relazione interlocutoria sul QFP e le risorse proprie del novembre 2018, ha già espresso il proprio parere favorevole a un eventuale paniere di nuove risorse proprie che presentano queste caratteristiche; il paniere potrebbe essere ampliato per includere altre opzioni.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>4</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 5</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(5) L'attuale sistema per determinare la risorsa propria basata sull'IVA è stato ripetutamente criticato dalla Corte dei conti, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri in quanto eccessivamente complesso. Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha pertanto concluso che occorre semplificare il calcolo di tale risorsa propria.

(5) La risorsa propria basata sull'imposta sul valore aggiunto è una fonte di entrate ormai consolidata per il bilancio dell'Unione e dovrebbe continuare a rispecchiare il legame intrinseco tra i consumatori nel mercato unico e le finanze pubbliche dell'Unione. Tuttavia, l'attuale sistema per determinare la risorsa propria basata sull'IVA è stato ripetutamente criticato dalla Corte dei conti, dal Parlamento europeo e dagli Stati membri in quanto eccessivamente complesso. Occorre pertanto semplificare il calcolo di tale risorsa propria.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>5</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 6</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(6) Al fine di allineare meglio gli strumenti di finanziamento dell'Unione alle sue priorità strategiche, di tenere meglio conto del ruolo del bilancio dell'UE nel funzionamento del mercato unico, di sostenere più efficacemente gli obiettivi delle politiche dell'Unione e di ridurre i contributi basati sul reddito nazionale lordo (RNL) che gli Stati membri versano al bilancio annuale dell'Unione, il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha concluso che, nei prossimi anni, l'Unione lavorerà a una riforma del sistema delle risorse proprie e introdurrà nuove risorse proprie.

(6) Al fine di finanziare almeno i costi connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi dello strumento dell'Unione europea per la ripresa, di allineare meglio gli strumenti di finanziamento dell'Unione alle sue priorità strategiche, di tenere meglio conto del ruolo del bilancio dell'UE nel funzionamento del mercato unico, di sostenere più efficacemente gli obiettivi delle politiche dell'Unione, quali ad esempio il Green Deal europeo e la trasformazione digitale, riducendo al contempo la predominanza dei contributi basati sul reddito nazionale lordo che gli Stati membri versano annualmente al bilancio dell'Unione, è necessario introdurre nuove categorie di risorse proprie basate sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, sugli introiti a livello nazionale provenienti dal sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea e su un contributo nazionale calcolato sulla base dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati, favorendo l'economia circolare. Inoltre, a tal fine occorre introdurre nuove risorse proprie basate su un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera, pienamente compatibile con le norme dell'OMC, su un'imposta sui servizi digitali e su un'imposta sulle transazioni finanziarie, applicate preferibilmente secondo un sistema definito di comune accordo da tutti gli Stati membri, non appena saranno state create le relative condizioni giuridiche. È auspicabile che la Commissione presenti quanto prima le necessarie proposte legislative per le suddette risorse proprie e per altre potenziali nuove risorse proprie, a sostegno del Green Deal europeo e del funzionamento del mercato unico, nonché degli sforzi intesi a migliorare l'efficacia della tassazione delle società. Le potenziali nuove risorse proprie già comunicate dalla Commissione, come il prelievo per il mercato unico, dovrebbero essere valutate in modo più approfondito prima di essere presentate al Parlamento europeo e al Consiglio.

 </Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>6</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 7</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(7) Come primo passo dovrebbe essere introdotta una nuova categoria di risorse proprie basata su un contributo nazionale calcolato sulla base dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati. In linea con la strategia europea per la plastica, il bilancio dell'Unione può contribuire a ridurre l'inquinamento da rifiuti di imballaggio di plastica. Una risorsa propria basata su un contributo nazionale fissato in proporzione alla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro fornirà un incentivo a ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso, promuoverà il riciclaggio e darà impulso all'economia circolare. Allo stesso tempo gli Stati membri saranno liberi di adottare le misure più adeguate per conseguire tali obiettivi, conformemente al principio di sussidiarietà. Al fine di evitare effetti eccessivamente regressivi sui contributi nazionali, un meccanismo di adeguamento con una riduzione forfettaria annua dovrebbe essere applicato ai contributi degli Stati membri con un RNL pro capite nel 2017 al di sotto della media dell'UE. La riduzione dovrebbe corrispondere a 3,8 kg moltiplicati per la popolazione degli Stati membri interessati nel 2017.

(7) In linea con la strategia dell'Unione sulla plastica, il bilancio dell'Unione può contribuire a ridurre l'inquinamento da rifiuti di imballaggio di plastica e a conseguire gli obiettivi della direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio. Una risorsa propria basata su un contributo nazionale fissato in proporzione alla quantità di rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro fornirà un incentivo a ridurre il consumo di prodotti di plastica monouso, promuoverà il riciclaggio e darà impulso all'economia circolare. È auspicabile che la Commissione istituisca un metodo di calcolo semplificato come pure meccanismi efficaci di registrazione e di controllo. Allo stesso tempo gli Stati membri saranno liberi di adottare le misure più adeguate per conseguire tali obiettivi, conformemente al principio di sussidiarietà. Poiché tale contributo è destinato a costituire una risorsa propria basata sul principio "chi inquina paga", esso non dovrebbe essere soggetto ad alcun meccanismo di correzione.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>7</NumAm>

<DocAmend> Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 7 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(7 bis) L'Unione considera prioritario l'obiettivo di conseguire una riduzione delle proprie emissioni di almeno il 40 % tra il 1990 e il 2030, conformemente agli impegni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici. Il sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea è uno degli strumenti principali che sono stati creati per conseguire tale obiettivo e genera entrate grazie alla vendita all'asta delle quote di emissioni. Considerando il carattere armonizzato del sistema di scambio di quote di emissioni dell'Unione europea, come pure i finanziamenti erogati dall'Unione per promuovere gli sforzi di mitigazione e adattamento negli Stati membri, è opportuno introdurre una nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione in questo ambito. La nuova risorsa propria dovrebbe essere basata sulle quote che gli Stati membri mettono all'asta, comprese le quote da assegnare a titolo gratuito per un periodo transitorio al settore energetico. Al fine di tener conto delle disposizioni specifiche per taluni Stati membri di cui alla direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio1 bis, le quote ridistribuite a fini di solidarietà e crescita e per le interconnessioni, nonché le quote destinate al Fondo per l'innovazione e al Fondo per la modernizzazione, non dovrebbero essere prese in conto per determinare il contributo alla risorsa propria. La risorsa propria basata sul sistema di scambio di quote di emissioni dovrebbe essere definita in modo da includere le potenziali entrate addizionali derivanti dal futuro ampliamento dell'ambito di applicazione della direttiva ETS a nuovi settori o a nuove aree geografiche, garantendo al contempo la competitività dell'Unione.

 

__________________

 

1 bis Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32)

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>8</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 8</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(8) Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha preso atto che, come base per risorse proprie supplementari, nel primo semestre 2021 la Commissione presenterà proposte relative a un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera e a un prelievo sul digitale ai fini della loro introduzione al più tardi entro il 1º gennaio 2023. Il Consiglio europeo ha invitato la Commissione a presentare una proposta riveduta sul sistema di scambio delle quote di emissione, eventualmente estendendolo ai settori del trasporto aereo e marittimo. Ha concluso che nel corso del quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027 l'Unione lavorerà all'introduzione di altre risorse proprie, che potrebbero comprendere un'imposta sulle transazioni finanziarie.

(8) Le risorse proprie addizionali necessarie dovrebbero essere introdotte al più tardi entro il 2028, in conformità di un calendario giuridicamente vincolante stabilito nella presente decisione, che dovrebbe garantire che la relativa legislazione possa essere adottata in tempo utile e resa operativa affinché il gettito sia disponibile quando sarà necessario coprire i costi. La Commissione dovrebbe presentare proposte legislative a tal fine. Un accordo interistituzionale tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione europea dovrebbe stabilire modalità più dettagliate e altre disposizioni relative a tale calendario giuridicamente vincolante, quali le date di entrata in vigore o l'eventuale applicazione retroattiva di determinate nuove risorse proprie.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>9</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 8 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(8 bis) Come primo passo, il contributo basato sui rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati integrerà le risorse proprie esistenti a partire dal gennaio 2021. Inoltre, il 30 % degli introiti derivanti dalla vendita all'asta nell'ambito del sistema di scambio di quote di emissioni costituirà un'entrata generale per il bilancio dell'Unione a partire dal 2021. Come secondo passo, la Commissione presenterà le proposte necessarie per utilizzare l'imposta sulle transazioni finanziarie (FTT) come base per una risorsa propria a partire dal 2024. Nel primo semestre del 2021, la Commissione presenterà altresì proposte legislative per introdurre nuove risorse proprie basate sul meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera (CBAM) e su un prelievo sul digitale. Il relativo gettito sarà disponibile a partire dal 2023. Se il CBAM assumerà la forma di tariffe doganali addizionali sulle importazioni, sarà coperto dalla legislazione sulle risorse proprie tradizionali e non richiederà una decisione separata sulle risorse proprie. Se il CBAM assumerà la forma di un ampliamento dell'ambito di applicazione della direttiva, dovrebbe essere interamente coperto dalla risorsa propria basata sull'ETS. Come terzo passo, nell'ambito del riesame/revisione intermedi del quadro finanziario pluriennale nel primo semestre del 2024, la Commissione presenterà altre nuove proposte o procederà alla rifusione di proposte precedenti per utilizzare la base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB) come base per una risorsa propria. La legislazione dovrebbe entrare in vigore in tempo utile affinché il gettito derivante da queste nuove risorse proprie sia disponibile a partire dal 2026. Le risorse proprie basate sulle imposte non si applicheranno retroattivamente.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>10</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 9 </Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(9) Il Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 ha concluso che il sistema delle risorse proprie dovrebbe ispirarsi agli obiettivi generali di semplicità, trasparenza ed equità, tra cui la ripartizione equa degli oneri. Ha concluso inoltre che la Danimarca, i Paesi Bassi, l'Austria e la Svezia, e nel contesto del sostegno alla ripresa e alla resilienza, anche la Germania, beneficeranno di correzioni forfettarie dei loro contributi annuali basati sull'RNL per il periodo 2021-2027.

(9) È opportuno abolire gli sconti e altri meccanismi di correzione.

</Amend><AmendB>Emendamento  <NumAmB>11</NumAmB>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 9 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(9 bis) L'Unione si adopererà per l'introduzione di altre eventuali nuove risorse proprie nei prossimi anni ed entro il 2028. Qualora il Parlamento europeo o il Consiglio propongano una nuova risorsa propria, la Commissione valuterà tale proposta.

</AmendB>

<AmendB>Emendamento  <NumAmB>12</NumAmB>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 9 ter (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(9 ter) In vista delle future deliberazioni sulle modifiche dei trattati, e sfruttando lo slancio impresso dalla Conferenza sul futuro dell'Europa, è opportuno rafforzare la legittimità democratica, la rendicontabilità, la resilienza e l'allineamento delle entrate del bilancio dell'Unione ai suoi principali obiettivi politici, conferendo al Parlamento europeo competenze più ampie nel processo decisionale legislativo e un ruolo più attivo nel monitoraggio dell'attuazione del sistema delle risorse proprie e della relativa legislazione settoriale.

</AmendB>

<Amend>Emendamento  <NumAm>13</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 10</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(10) Gli Stati membri dovrebbero trattenere, a titolo di spese di riscossione, il 25 % degli importi delle risorse proprie tradizionali da essi riscosse.

(10) La trattenuta, a titolo di spese di riscossione, del 20 % degli importi riscossi dagli Stati membri per le risorse proprie tradizionali costituisce una quota elevata di risorse proprie che non viene messa a disposizione del bilancio dell'Unione. Le spese di riscossione che gli Stati membri trattengono dalle risorse proprie tradizionali dovrebbero essere riportate dal 20 %al livello originario del 10 % per allineare meglio ai costi e ai bisogni effettivi il sostegno finanziario per apparecchiature, personale e sistemi informatici delle dogane. Tale percentuale dovrebbe essere uguale per tutti gli Stati membri.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>14</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 11</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(11) Conformemente all'articolo 311, quarto comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, verrà istituito un regolamento del Consiglio che stabilisce misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione. Tali misure dovrebbero includere disposizioni di carattere tecnico e generale applicabili a tutte le categorie di risorse proprie. Esse dovrebbero includere modalità dettagliate per il calcolo e l'iscrizione in bilancio del saldo, nonché le disposizioni e gli accordi necessari per il controllo e la supervisione della riscossione delle risorse proprie.

(11) Conformemente all'articolo 311, quarto comma, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea, spetta al Consiglio stabilire le misure di esecuzione del sistema delle risorse proprie dell'Unione. Tali misure dovrebbero includere disposizioni di carattere tecnico e generale applicabili a tutte le tipologie di risorse proprie e per le quali un adeguato controllo parlamentare è particolarmente importante. Esse dovrebbero includere modalità dettagliate per stabilire l'importo delle risorse proprie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, da mettere a disposizione, comprese le aliquote di prelievo applicabili alle risorse proprie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettere da b) a e), le questioni tecniche relative al reddito nazionale lordo, le disposizioni e gli accordi necessari per il controllo e la supervisione della riscossione delle risorse proprie, comprese le norme sulle ispezioni e sui poteri dei funzionari e altri agenti autorizzati dalla Commissione a effettuare le ispezioni e gli eventuali pertinenti requisiti di rendicontazione. Tali misure dovrebbero altresì includere disposizioni pratiche per informare periodicamente gli Stati membri e il Parlamento europeo in qualità di ramo dell'autorità di bilancio sulla situazione riguardante i prestiti, la gestione del debito e la strategia di gestione dei relativi rischi, nonché il piano di rimborso.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>15</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 13</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(13) È opportuno mantenere, nell'ambito dei massimali delle risorse proprie, un margine sufficiente tale da consentire all'Unione di far fronte a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali che giungono a scadenza in un determinato anno. L'importo totale delle risorse proprie attribuite al bilancio dell'Unione per gli stanziamenti annuali di pagamento non dovrebbe superare l'1,40 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri. L'importo totale degli stanziamenti annuali di impegno non dovrebbe superare l'1,46 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.

(13) Per mantenere, nell'ambito dei massimali delle risorse proprie, un margine sufficiente tale da consentire all'Unione di far fronte a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali che giungono a scadenza in un determinato anno, è opportuno innalzare il massimale delle risorse proprie all'1,50 % della somma del reddito nazionale lordo degli Stati membri ai prezzi di mercato per gli stanziamenti di pagamento.

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>16</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 16 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(16 bis) Al solo scopo di coprire gli obblighi finanziari e le passività potenziali supplementari risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti e di garantire la sostenibilità finanziaria anche nei periodi di recessione economica, è opportuno aumentare il massimale degli stanziamenti di pagamento nella misura di 0,6 punti percentuali.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>17</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 19</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(19) È opportuno che il bilancio dell'Unione finanzi il rimborso dei prestiti contratti per fornire sostegno a fondo perduto, sostegno rimborsabile tramite strumenti finanziari o accantonamenti per garanzie di bilancio, così come i relativi interessi. I prestiti contratti che sono a loro volta erogati agli Stati membri sotto forma di prestiti dovrebbero essere rimborsati con le somme ricevute dagli Stati membri beneficiari. Occorre attribuire all'Unione e mettere a sua disposizione le risorse che, in conformità dell'articolo 310, paragrafo 4, e dell'articolo 323 TFUE, le permetteranno di far fronte, in un qualsiasi anno e in qualsiasi situazione, a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti.

(19) È opportuno che il bilancio dell'Unione finanzi, attraverso il gettito derivante da nuove risorse proprie, il rimborso dei prestiti contratti per fornire sostegno a fondo perduto, sostegno rimborsabile tramite strumenti finanziari o accantonamenti per garanzie di bilancio, così come i relativi interessi. I prestiti contratti che sono a loro volta erogati agli Stati membri sotto forma di prestiti dovrebbero essere rimborsati con le somme ricevute dagli Stati membri beneficiari. Occorre attribuire all'Unione e mettere a sua disposizione le risorse che, in conformità dell'articolo 310, paragrafo 4, e dell'articolo 323 TFUE, le permetteranno di far fronte, in un qualsiasi anno e in qualsiasi situazione, a tutti gli obblighi finanziari e passività potenziali risultanti dal potere eccezionale e temporaneo di contrarre prestiti.

</Amend>

<AmendB>Emendamento  <NumAmB>18</NumAmB>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Considerando 25</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(25) La presente decisione dovrebbe entrare in vigore solo allorché sarà stata approvata da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, quindi nel pieno rispetto della sovranità nazionale. Il Consiglio europeo del 17 - 21 luglio 2020 ha preso atto dell'intenzione degli Stati membri di procedere all'approvazione della presente decisione nel più breve tempo possibile. Data la necessità di consentire con urgenza l'assunzione di prestiti ai fini del finanziamento di misure volte a far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, la presente decisione dovrebbe entrare in vigore il primo giorno del primo mese successivo al ricevimento dell'ultima notifica relativa all'espletamento delle procedure per la sua adozione.

(25) Al fine di consentire l'avvio del processo di ratifica, la presente decisione è adottata dal Consiglio previa consultazione del Parlamento europeo. Il Parlamento europeo ha espresso l'intenzione di trasmettere in tempi rapidi il parere consultivo che è giuridicamente necessario per accelerare il processo che autorizza la Commissione ad avviare le operazioni di assunzione di prestiti per finanziare lo strumento europeo per la ripresa. La presente decisione dovrebbe entrare in vigore solo allorché sarà stata approvata da tutti gli Stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali, quindi nel pieno rispetto della sovranità nazionale, anche per quanto riguarda le nuove categorie di risorse proprie. Il Consiglio europeo del 17 - 21 luglio 2020 ha preso atto dell'intenzione degli Stati membri di procedere all'approvazione della presente decisione nel più breve tempo possibile. Data la necessità di consentire con urgenza l'assunzione di prestiti ai fini del finanziamento di misure volte a far fronte alle conseguenze della crisi COVID-19, la presente decisione dovrebbe entrare in vigore il primo giorno del primo mese successivo al ricevimento dell'ultima notifica relativa all'espletamento delle procedure per la sua adozione.

</AmendB>

<AmendB>Emendamento  <NumAmB>19</NumAmB>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c </Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

(c) dall'applicazione di un'aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati generati in ciascuno Stato membro. L'aliquota di prelievo è pari a 0,80 EUR per chilogrammo. Ad alcuni Stati membri si applica una riduzione forfettaria annua definita al quarto comma;

(c) dall'applicazione, a partire dal° 1 gennaio 2021, di un'aliquota uniforme di prelievo sul peso dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati. L'aliquota effettiva di prelievo non supera 2,00 EUR per chilogrammo;

</AmendB>

<AmendB>Emendamento  <NumAmB>20</NumAmB>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c bis (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(c bis) dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2021, di un'aliquota uniforme di prelievo sul gettito prodotto dalle quote da mettere all'asta, di cui all'articolo 10, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2003/87/CE e al valore di mercato delle quote a titolo gratuito per un periodo transitorio ai fini della modernizzazione del settore energetico, di cui all'articolo 10 quater, paragrafo 3, della medesima direttiva; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 50 %; dall'intero ricavo incrementale generato da qualsiasi futuro ampliamento dell'ambito di applicazione del sistema di scambio di quote di emissione a ulteriori settori e regioni dopo il 1° gennaio 2021;

</AmendB>

<Amend>Emendamento  <NumAm>21</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c ter (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(c ter) dalle entrate generate da un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera in conformità della proposta della Commissione [.../...] entro il 1° gennaio 2023;

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>22</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c quater (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(c quater) dalle entrate riscosse dalla tassazione dei servizi digitali, in attesa dell'adozione e dell'attuazione della direttiva del Consiglio relativa al sistema comune d'imposta sui servizi digitali applicabile ai ricavi derivanti dalla fornitura di taluni servizi digitali (COM(2018)148 final) entro il 1° gennaio 2023; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 100 %;

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>23</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c quinquies (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(c quinquies) dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2026, di un'aliquota uniforme di prelievo alla quota di reddito imponibile attribuita a ciascuno Stato membro in virtù delle norme dell'Unione sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società; l'aliquota effettiva di prelievo non supera il 6 %;

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>24</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 1 – lettera c sexies (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

(c sexies) dall'applicazione, a partire dal 1° gennaio 2024, di un'imposta sulle transazioni finanziarie da riscuotere a norma della direttiva (UE) n. […/…] del Consiglio; l'aliquota effettiva di prelievo è pari a una quota non superiore alle aliquote minime fissate nella medesima direttiva; se la direttiva sull'imposta sulle transazioni finanziarie è applicata temporaneamente nell'ambito della cooperazione rafforzata, essa non riguarda gli Stati membri che non partecipano alla cooperazione rafforzata;

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>25</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 2</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

2. Per il periodo 2021-2027, l'Austria beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 565 milioni di EUR, la Danimarca beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 377 milioni di EUR, la Germania beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 3 671 milioni di EUR, i Paesi Bassi beneficiano di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 1 921 milioni di EUR e la Svezia beneficia di una riduzione lorda del proprio contributo annuo basato sull'RNL pari a 1 069 milioni di EUR. Questi importi sono espressi a prezzi del 2020 e adeguati ai prezzi correnti applicando l'ultimo deflatore del prodotto interno lordo per l'Unione espresso in euro, fornito dalla Commissione, disponibile al momento della preparazione del progetto di bilancio. Tali riduzioni lorde sono finanziate da tutti gli Stati membri.

2. Nessuno Stato membro deve beneficiare di sconti o correzioni.

 

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>26</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 2 – paragrafo 2 bis (nuovo)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

2 bis. Entro il 1° gennaio 2021, il Parlamento europeo e il Consiglio, in stretta cooperazione con la Commissione, stabiliscono in un accordo interistituzionale le modalità dettagliate e altre disposizioni necessarie per l'applicazione di un calendario giuridicamente vincolante per l'introduzione delle nuove risorse proprie. Le entrate provenienti da queste nuove risorse proprie sono sufficienti per coprire almeno il rimborso degli oneri finanziari derivanti dalla capacità di prestito stabilita all'articolo 3 ter. Le nuove risorse proprie dovrebbero altresì garantire un adeguato livello di finanziamento della spesa dell'Unione nel QFP, riducendo al contempo la predominanza dei contributi nazionali basati sull'RNL.

 

La Commissione presenta le opportune proposte legislative a tal fine.

 

La revisione intermedia del QFP 2021-2027 sarà utilizzata, tra l'altro, per adeguare e, se necessario, adottare nuovi atti legislativi intesi a conseguire gli obiettivi di cui al presente paragrafo.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>27</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 3 – paragrafo 1</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

1.  L'importo totale delle risorse proprie attribuite all'Unione per coprire gli stanziamenti annuali di pagamento non supera l'1,40 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.

1.  L'importo totale delle risorse proprie attribuite all'Unione per coprire gli stanziamenti annuali di pagamento non supera il 50 % della somma del reddito nazionale lordo di tutti gli Stati membri.

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>28</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 3 – paragrafo 2</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

2.  L'importo totale degli stanziamenti annuali di impegno iscritti nel bilancio dell'Unione non supera l'1,46 % della somma dell'RNL di tutti gli Stati membri.

soppresso

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>29</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 3 – paragrafo 3</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

3.  È mantenuta una correlazione ordinata tra stanziamenti di impegno e stanziamenti di pagamento per garantirne la compatibilità e consentire di rispettare il massimale di cui al paragrafo 1 negli anni successivi.

soppresso

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>30</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article> Articolo 3 – paragrafo 4</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

4. Se le modifiche del regolamento (UE) n. 549/2013 comportano variazioni significative del livello di RNL, la Commissione ricalcola i massimali di cui ai paragrafi 1 e 2, incrementati in via temporanea in conformità dell'articolo 3 quater, sulla base della seguente formula:

soppresso

RNLt-2 + RNLt-1 + RNLt SEC corrente

 

x% (y %)  *_________________

 

RNLt-2 + RNLt-1 + RNLt SEC modificato

 

In questa formula, "t" è l'ultimo esercizio finanziario completo per il quale sono disponibili i dati definiti nel regolamento (UE) 2019/5165, x si riferisce al massimale delle risorse proprie per gli stanziamenti di pagamento e y al massimale delle risorse proprie per gli stanziamenti di impegno.

 

In questa formula, "SEC" è il sistema europeo dei conti nazionali e regionali nell'Unione europea.

 

___________________

 

5 Regolamento (UE) 2019/516 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, relativo all'armonizzazione del reddito nazionale lordo ai prezzi di mercato e che abroga la direttiva 89/130/CEE, Euratom del Consiglio e il regolamento (CE, Euratom) n. 1287/2003 del Consiglio (regolamento RNL) (GU L 91 del 29.3.2019, pag. 19).

 

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>31</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 3 bis – paragrafo 2 – comma 1</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

Per gli importi usati per le spese di cui al paragrafo 1, lettera b), il rimborso del capitale e il pagamento dei relativi interessi sono a carico del bilancio generale dell'Unione. Gli impegni di bilancio possono essere ripartiti in frazioni annue su più esercizi a norma dell'articolo 112, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio6.

Per gli importi usati per le spese di cui al paragrafo 1, lettera b), il rimborso del capitale e il pagamento dei relativi interessi sono a carico del gettito derivante dalle nuove risorse proprie introdotte nel bilancio generale dell'Unione. Gli impegni di bilancio possono essere ripartiti in frazioni annue su più esercizi a norma dell'articolo 112, paragrafo 2, del regolamento (UE, Euratom) 2018/1046.

_____________________

 

6 Regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012 (GU L 193 del 30.7.2018, pag. 1).  

 

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>32</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 5</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

Articolo 5

soppresso

Riporto delle eccedenze

 

L'eventuale eccedenza delle entrate dell'Unione sul totale delle spese effettive nel corso di un esercizio è riportata all'esercizio successivo.

 

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>33</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 6 – paragrafo 2</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

2.  Gli Stati membri trattengono, a titolo di spese di riscossione, il 25 % degli importi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a).

2.  Gli Stati membri trattengono, a titolo di compensazione per le spese di riscossione, il 10 % degli importi di cui all'articolo 2, paragrafo 1, lettera a).

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>34</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article>Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b bis (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

b bis) il trattamento di bilancio delle entrate derivanti da ammende in materia di concorrenza e in casi di infrazione;

</Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>35</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article> Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b ter (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

b ter) le regole per stabilire l'importo delle risorse proprie di cui all’articolo 2, paragrafo 1, da mettere a disposizione, comprese le aliquote di prelievo applicabili alle risorse proprie di cui all'articolo 2, paragrafo 1, nei limiti ivi stabiliti, come pure il calcolo dell’aliquota applicabile della risorsa propria basata sul reddito nazionale lordo;

</Amend>

<Amend>Emendamento  <NumAm>36</NumAm>

<DocAmend>Progetto di decisione</DocAmend>

<Article> Articolo 7 – paragrafo 1 – lettera b quater (nuova)</Article>

 

Progetto del Consiglio

Emendamento

 

b quater) il reddito nazionale lordo di riferimento, le disposizioni per il suo adeguamento e per il ricalcolo dei massimali relativi ai pagamenti e agli impegni in caso di variazioni significative del reddito nazionale lordo, ai fini dell'applicazione dell'articolo 2, paragrafo 1;

</Amend>

</RepeatBlock-Amend>


 

MOTIVAZIONE

I correlatori ricordano che il Parlamento europeo chiede ormai da tempo che si proceda a un'estesa riforma delle risorse proprie dell'UE. Ritengono che sia ora giunto il momento di fare un salto di qualità per quanto riguarda l'architettura del sistema delle entrate dell'UE, trentadue anni dopo l'ultima introduzione di un nuovo tipo di risorsa propria (vale a dire i contributi basati sull'RNL). Vi sono tre ordini di motivi per realizzare una riforma del sistema e in particolare per chiedere l'introduzione di nuove risorse proprie:

 

 generare fonti di entrate addizionali, preferibilmente nuove e indipendenti, per il bilancio dell'UE, al fine di facilitare il finanziamento di un quadro finanziario pluriennale più ambizioso e orientato al futuro, che possa coprire i costi delle politiche basate sui trattati ormai consolidate, le spese in nuovi settori prioritari come gli investimenti per il Green Deal europeo, nonché, almeno in parte, la carenza di fondi conseguente al recesso del Regno Unito.

 Creare benefici politici collaterali e un valore aggiunto europeo in settori quali l'inquinamento ambientale, la fissazione del prezzo del carbonio, la riduzione del divario fiscale, l'armonizzazione della tassazione delle società e l'intercettazione di altre basi imponibili mobili.

 Ridurre la predominanza della risorsa propria basata sull'RNL, rafforzando in tal modo l'autonomia delle entrate del bilancio dell'UE e superando la percezione del bilancio dell'UE come un sistema di trasferimenti fiscali.

 

I correlatori appoggiano gli sforzi intesi ad affrontare le ripercussioni economiche della crisi della COVID-19 con una massiccia mobilitazione di risorse basate sul sistema delle risorse proprie. La decisione modificata innalzerà il massimale delle risorse proprie e aumenterà in tal modo il margine di manovra fiscale dell'Unione al fine di autorizzare la Commissione a contrarre prestiti per un importo pari a 750 miliardi di EUR entro un arco temporale definito.

 

Oltre alle argomentazioni suesposte, questa iniziativa comporta anche un'altra motivazione urgente per l'introduzione di nuove risorse proprie. Questa motivazione è stata elaborata anche nella comunicazione della Commissione dal titolo "Il bilancio dell'UE come motore del piano per la ripresa europea" (COM(2020)0442). La comunicazione elabora un nuovo approccio al finanziamento del rimborso a lungo termine dei prestiti contratti a norma della decisione sulle risorse proprie, da assegnare come entrate con destinazione specifica esterne nell'ambito dello strumento per la ripresa Next Generation EU e da erogare attraverso una varietà di programmi di spesa dell'UE nuovi e già esistenti. Come è stato elaborato e difeso per la prima volta dal Parlamento nella sua risoluzione del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano per la ripresa, si prevede l'introduzione di nuove categorie di risorse proprie, il cui gettito sarebbe destinato a coprire - nel medio e lungo termine - i costi di rifinanziamento connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi per i prestiti contratti. Ciò eviterebbe un forte aumento dei contributi nazionali o una netta riduzione del livello della spesa di bilancio e degli strumenti di investimento nell'ambito del QFP. L'incidenza economica delle nuove fonti di entrate non dovrebbe ripercuotersi principalmente sui cittadini dell'UE, bensì sui responsabili dell'inquinamento a livello transfrontaliero e sulle multinazionali.

 

 

I correlatori raccomandano che il Parlamento europeo sostenga questo approccio e consideri l'introduzione di nuove risorse proprie per gli scopi summenzionati come una condizione imprescindibile per dare la propria approvazione al QFP, che fa parte del pacchetto per la ripresa. I costi connessi al rimborso dei prestiti devono essere coperti dal gettito derivante dalle nuove risorse proprie. Inoltre, i correlatori ricordano che un paniere di nuove risorse proprie deve essere introdotto a partire dal 1° gennaio 2021. Il Parlamento europeo dovrebbe insistere su termini e impegni vincolanti da parte delle istituzioni per mettere in pratica questo principio a partire dal 2021, in quanto i primi pagamenti di interessi dovranno essere effettuati già in quell'anno. Nonostante il principio di universalità, questo sistema prevedrebbe un livello minimo di entrate da generare e un profilo approssimativo delle entrate che le nuove risorse dovrebbero produrre nel periodo fino al 2058.

 

Poiché gli altri motivi per l'introduzione di autentiche risorse proprie sono tuttora validi, il loro valore aggiunto potrebbe essere aumentato.

 

Per quanto riguarda la scelta delle nuove risorse proprie proposta nel presente progetto di relazione, i correlatori si sono basati sull'ampio consenso ottenuto dalla relazione interlocutoria sul QFP e le risorse proprie del novembre 2018, in cui l'Aula ha espresso un forte sostegno a un paniere che comprende le seguenti fonti di entrate:

 le risorse proprie attuali (le risorse proprie tradizionali, in particolare i dazi doganali, la risorsa propria basata sull'IVA ma semplificata e la risorsa propria residuale basata sull'RNL);

 le nuove risorse proprie proposte dalla Commissione nel maggio 2018, vale a dire basate sulla base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società, sul sistema di scambio di quote di emissione e su un contributo nazionale calcolato sulla quantità dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati;

 altre possibili risorse proprie basate su un'imposta sulle transazioni finanziarie (anche se nel quadro della cooperazione rafforzata), sull'imposta sui servizi digitali e sul meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera).

 

La revisione della decisione sulle risorse proprie dovrebbe anche essere utilizzata per dar seguito ad alcune richieste di lunga data del Parlamento, quali il trattamento delle ammende come entrate addizionali.

 

Per quanto riguarda la procedura, la proposta modificata relativa alle risorse proprie e la costruzione giuridica dello strumento per la ripresa Next Generation EU hanno reso necessario accelerare l'adozione e la ratifica della decisione. L'adozione e la ratifica della decisione in esame consentirà l'avvio dello strumento europeo per la ripresa.

 

Oltre a stabilire e a definire le categorie delle risorse proprie, la decisione sul sistema delle risorse proprie include anche altre disposizioni importanti relative a diversi aspetti della parte delle entrate del bilancio dell'UE, segnatamente il massimale delle risorse proprie. Tale massimale, espresso in percentuale del reddito nazionale lordo dell'UE, definisce, implicitamente, un margine di manovra di bilancio che è necessario per sostenere passività addizionali (certe e contingenti) e servire come garanzia per le attività di assunzione e di erogazione di prestiti dell'UE. Il rating creditizio favorevole di cui beneficia l'UE e la sua capacità di garantire e di assumere impegni finanziari a lungo termine costituiscono una risorsa preziosa che dovrebbe essere pienamente sfruttata in momenti di fabbisogni finanziari eccezionali.

 

Per poter entrare in vigore, la decisione sulle risorse proprie deve essere approvata all'unanimità da tutti gli Stati membri. È noto che la procedura di ratifica è un processo molto lungo. Il Consiglio ha chiesto al Parlamento europeo di accelerare il processo di elaborazione del proprio parere legislativo di modo che il Consiglio possa procedere all'adozione della decisione secondo la procedura di consultazione.

 

I correlatori auspicano un processo decisionale rapido sullo strumento per la ripresa senza abbandonare o sacrificare le richieste chiave del Parlamento europeo per il prossimo periodo del quadro finanziario. I correlatori propongono di procedere senza indugio alla votazione sula relazione di modo che il Consiglio possa adottare la decisione modificata sulle risorse proprie. Al tempo stesso, il Parlamento dovrebbe insistere sulla necessità di individuare modalità vincolanti per rendere irreversibile il collegamento tra Next Generation EU e l'introduzione di nuove risorse proprie che rifinanzino il debito in uno spirito di solidarietà e siano basate su una logica di bilancio pienamente europea.


 

 

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER IL CONTROLLO DEI BILANCI

On. Johan Van Overtveldt

Presidente

Commissione per i bilanci

BRUXELLES

Oggetto: <Titre>Contributo a nome della commissione per il controllo dei bilanci sulla proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea</Titre> <DocRef>(2018/0135(CNS)</DocRef>)

Signor Presidente,

la commissione per il controllo dei bilanci (CONT) ha deciso di presentare un parere sotto forma di lettera sull'argomento summenzionato.

La commissione per il controllo dei bilanci (CONT) invita la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti.

A nome della commissione CONT, Le sarei molto grata se potesse provvedere affinché la risoluzione del Parlamento tenga conto della posizione e delle considerazioni della commissione CONT sui punti in appresso.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

(f.to) Monika Hohlmeier

 

 

SUGGERIMENTI

1. accoglie con favore la proposta modificata di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea, presentata dalla Commissione, nel quadro del suo piano di ripresa per l'Europa inteso a contrastare l'impatto della pandemia di coronavirus; ritiene che la portata delle conseguenze di tale pandemia richieda una risposta e risorse straordinarie da parte dell'UE per integrare l'impiego di risorse di bilancio nazionali;

2. si compiace, in modo particolare, del cambio di paradigma proposto, che autorizza in via eccezionale la Commissione europea a contrarre prestiti sui mercati finanziari fino a 750 miliardi di EUR; appoggia altresì l'aumento temporaneo dei massimali delle risorse proprie quale condizione necessaria per definire la futura strategia di assunzione dei prestiti, in particolare attraverso la generazione di passività ripartite su vari quadri finanziari, creando in tal modo un margine che garantirà la capacità dell'Unione di rimborsare i prestiti contratti sui mercati dei capitali al più tardi a partire dal 2028; chiede che i costi connessi al rimborso del capitale e al pagamento dei relativi interessi siano rifinanziati dal bilancio dell'Unione al di sopra dei massimali del QFP; sottolinea che il metodo dei rimborsi deve essere trasparente, comprensibile e verificabile; sottolinea che i rimborsi dovrebbero essere effettuati attraverso un sistema sostenibile e trasparente di nuove risorse proprie dell'UE e dovrebbero essere coperti interamente dalle entrate derivanti da autentiche nuove risorse proprie dell'UE, al fine di garantire la credibilità e la fattibilità del piano di rimborso;  ritiene che, se possibile, i rimborsi dovrebbero iniziare già prima del 2028, in funzione della ripresa economica dell'UE, al fine di evitare un onere inutile per le prossime generazioni e futuri tagli al bilancio dell'UE dovuti ai rimborsi; ribadisce nuovamente che il Parlamento europeo non darà la propria approvazione al QFP 2021-2027 senza un accordo sulla riforma del sistema delle risorse proprie dell'UE, ivi compresa l'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie;

3. sottolinea altresì che, in considerazione del loro consistente volume finanziario, la registrazione delle entrate derivanti dai prestiti contratti dall'UE nel bilancio quali entrate con destinazione specifica esterne dovrebbe essere attentamente controllata dalla Corte dei conti e dal Parlamento nel quadro della procedura di discarico; sottolinea che l'entità di queste attività di assunzione di prestiti richiede maggiori competenze professionali e capacità amministrative ai fini di efficienti operazioni di assunzione di prestiti e di rimborso, un quadro specifico di gestione dei rischi e di controllo per garantire l'attendibilità dei documenti contabili e una valutazione accurata delle passività; sottolinea, tuttavia, che il controllo dei costi di gestione deve essere rigorosamente sorvegliato; chiede che la relazione sui progressi realizzati per quanto riguarda il piano di prestito sia trasmessa all'autorità di controllo del bilancio affinché possa essere debitamente esaminata nel quadro della procedura di discarico;

4. ritiene che la necessità di garantire la credibilità e la sostenibilità della capacità di rimborso dello strumento europeo per la ripresa rafforzi la richiesta di lunga data del Parlamento di introdurre nuove entrate ambiziose e solide a livello di UE a partire dal 1° gennaio 2021, in particolare assicurando risorse proprie stabili, efficienti e autenticamente europee, al fine di mantenere la sostenibilità del modello dell'Unione di cooperazione tra gli Stati membri nonché di rafforzare e sviluppare ulteriormente il processo di integrazione europea, gli obiettivi politici dell'Unione e un elevato livello di investimenti;

5. accoglie con favore le tre nuove categorie di risorse proprie proposte, che includono una quota della base imponibile consolidata comune per l'imposta sulle società (CCCTB), una quota del 20 % delle entrate generate dal sistema di scambio di quote di emissione dell'UE e un contributo nazionale calcolato sulla base del volume dei rifiuti di imballaggio di plastica non riciclati in ciascuno Stato membro, al fine di giungere a un bilancio dell'UE autosufficiente nel medio termine; invita la Commissione a presentare le relative proposte legislative per introdurre gradualmente queste nuove risorse proprie secondo un calendario giuridicamente vincolante, nonché un'analisi approfondita della loro aliquota e dei metodi di riscossione, con una stima dei relativi costi di riscossione, garantendo nel contempo la loro rendicontabilità; sottolinea altresì che la futura imposta sul digitale non dovrebbe diventare un onere per le PMI e che le norme che disciplinano tale imposta dovrebbero essere il più chiare e semplici possibile, non burocratiche e consentire un'agevole applicazione nella pratica;

6. ricorda l'importanza di utilizzare le risorse proprie per conseguire gli obiettivi politici dell'Unione europea, in particolare per affrontare le sfide globali del cambiamento climatico, dell'equità sociale e della digitalizzazione;

7. constata, tuttavia, che la proposta della Commissione non include una valutazione d'impatto in conformità degli orientamenti per legiferare meglio, sebbene l'impatto economico, ambientale e sociale dell'azione dell'UE sarà probabilmente significativo; chiede alla Commissione di fornire ulteriori informazioni sui dati statistici che saranno utilizzati per calcolare e riscuotere le nuove risorse proprie; ritiene che la disponibilità di tali informazioni sia della massima importanza al fine di consentire una pista di controllo completa e la rendicontabilità; chiede che tale valutazione d'impatto o le informazioni supplementari da fornire analizzino in particolare l'impatto delle nuove risorse proprie sulle PMI;

8. ricorda, in tale contesto, che il sistema di risorse proprie proposto non dovrebbe aggravare l'onere fiscale complessivo per i contribuenti dell'UE, che esso dovrebbe impedire che l'onere del finanziamento della ripresa ricada sui più vulnerabili e che dovrebbe portare a una riduzione proporzionale del contributo degli Stati membri al bilancio dell'UE; è del parere che la quota di nuove autentiche risorse proprie debba svolgere un ruolo significativo nella parte delle entrate del bilancio dell'UE e garantire la promozione di un mercato interno equo;

9. ribadisce altresì la necessità di migliorare ulteriormente la gestione delle attuali entrate dell'UE, in particolare attraverso un'attuazione semplificata della risorsa propria basata sull'IVA e l'attenuazione delle disparità tra i controlli doganali, al fine di ridurre il rischio di errori, irregolarità e frodi ai danni delle risorse proprie e degli interessi finanziari dell'UE;

10. richiama l'attenzione sulla richiesta che le future entrate generate dall'attuazione delle politiche dell'UE e dall'applicazione dei regolamenti dell'UE debbano confluire per principio nel bilancio dell'UE, in quanto costituiscono un'autentica fonte di entrate dell'UE;

11. ribadisce l'importanza di porre fine all'attuale sistema di correzioni e sconti quanto prima e in ogni caso non oltre la proposta della Commissione di sopprimere gradualmente tutti gli sconti entro il 2025, il che porterà a una struttura più semplice, più equa, democraticamente responsabile e più trasparente del sistema delle risorse proprie; sottolinea che il sistema e la ripartizione dei futuri sconti dovrebbero essere resi trasparenti e verificabili; ribadisce la sua posizione relativa ai costi di riscossione dei dazi doganali, che dovrebbero essere fissati al 10 %, ossia al loro tasso originale;

12. ritiene che il sistema di finanziamento dell'UE proposto rimarrà generalmente complesso e dovrebbe essere soggetto a un maggiore livello di controllo democratico e di rendicontabilità a livello di UE; chiede, a tal fine e nel quadro della revisione dei trattati dell'UE, una modifica dell'articolo 311 TFUE, con l'obiettivo di rafforzare il ruolo del Parlamento nel processo decisionale per l'adozione delle prossime decisioni relativi alle risorse proprie.


 

 

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE

GR/av

D(2020) 22163

 

On. Johan Van Overtveldt

Presidente

Commissione per i bilanci

BRUXELLES

 

 


Oggetto: <Titre>Parere sul sistema delle risorse proprie dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(2018/0135(CNS))</DocRef>

Signor Presidente,

dato il calendario estremamente serrato in commissione BUDG, la commissione ENVI non riuscirà a votare in tempo utile il suo progetto di parere sul sistema delle risorse proprie dell'UE. Pertanto, in qualità di presidente della commissione ENVI e unitamente alla relatrice della commissione ENVI sulla proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea, on. Esther de Lange, mi pregio di trasmetterLe il contributo della nostra commissione sotto forma di paragrafi di risoluzione, auspicando che la commissione da Lei presieduta vorrà prenderli in considerazione:

 

1. insiste sul fatto che lo strumento Next Generation EU deve essere accompagnato da un piano di rimborso credibile, da avviare già durante il prossimo QFP, se la situazione economica lo consentirà, mediante la creazione di autentiche nuove risorse proprie dell'Unione, per evitare che il rimborso incida negativamente sulle future generazioni o sui futuri QFP; ritiene inoltre che nuove risorse proprie nel contesto del quadro finanziario pluriennale (QFP) 2021-2027 rappresentino un'opportunità per conferire maggiore sostenibilità e trasparenza al versante delle entrate del bilancio dell'Unione, rendere l'Unione più autonoma e, in ultima analisi, sfruttare meglio il potere del bilancio dell'Unione di produrre cambiamenti;

 

2. ribadisce dunque che la riforma e l'introduzione di nuove risorse proprie a partire dal 2021 costituiscono condizioni preliminari per l'approvazione del QFP da parte del Parlamento;

 

3. chiede l'introduzione, a partire dal 2021, di un paniere di nuove risorse proprie che siano pienamente allineate alle politiche dell'Unione in materia, tra l'altro, di ambiente, sanità e clima, e sollecita un rapido accordo su una disposizione giuridicamente vincolante e un calendario per l'introduzione nel prossimo QFP di risorse proprie aggiuntive;

 

4. ribadisce la sua posizione a favore di nuove risorse proprie, in particolare quelle che contribuiscono agli obiettivi dell'Unione in materia di ambiente, sanità e clima, segnatamente una percentuale significativa dei proventi del sistema europeo di scambio delle quote di emissione, un contributo relativo alla plastica e un meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera;

 

5. rinnova il suo sostegno alla proposta di una risorsa propria basata sui rifiuti di imballaggi di plastica non riciclati; sottolinea che attraverso il suo effetto di indirizzo occorre dare la priorità alla prevenzione della produzione di rifiuti, in linea con la gerarchia dei rifiuti; chiede l'istituzione di efficaci meccanismi di registrazione e controllo e un chiarimento del metodo di calcolo;

 

6. rinnova la sua richiesta che una quota significativa di un sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) ampliato sia considerata una risorsa propria al fine di sostenere i progetti dell'Unione, come l'energia rinnovabile, lo stoccaggio e le interconnessioni, nonché gli investimenti in innovazioni pionieristiche a basse emissioni di carbonio nel settore industriale, che sono in linea con l'accordo di Parigi e con gli obiettivi dell'Unione in materia di clima ed energia, in particolare con l'obiettivo del raggiungimento della neutralità climatica nel 2050; ritiene che ciò non dovrebbe essere in contrasto con le risorse nazionali destinate alle politiche sul clima e l'energia (dal momento che nella direttiva ETS (direttiva 2003/87/CE) il 50 % dei proventi del sistema è destinato a tale scopo); 

 

7. ritiene che, in mancanza di misure internazionali armonizzate in materia di tassazione del cherosene, a livello di Unione sia opportuno valutare, quale potenziale risorsa propria, un contributo nel settore dell'aviazione basato sul tenore di carbonio, onde fornire ulteriori incentivi alla ricerca, allo sviluppo e agli investimenti in aeromobili e carburanti più efficienti e a basse emissioni di carbonio e limitare l'aumento delle emissioni generate dal settore dell'aviazione, garantendo nel contempo condizioni di parità nel comparto dei trasporti;

 

8. invita la Commissione a presentare nel 2021 una proposta di meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera quale nuova risorsa propria per il bilancio dell'Unione, in vista dell'introduzione di tale meccanismo il 1° gennaio 2023, in modo assolutamente compatibile con le norme dell'OMC, al fine di garantire condizioni di parità nel commercio internazionale e ridurre le emissioni e il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio internalizzando nel contempo i costi esterni negativi delle merci importate;

 

9. insiste sul fatto che il gettito derivante dalle nuove risorse proprie dovrebbe essere destinato alla copertura dei costi del rimborso dei prestiti contratti nel quadro dello strumento New Generation EU; ritiene che gli importi generati da tali nuove risorse proprie che eccedono il livello necessario per coprire gli obblighi di rimborso dovrebbero confluire nel bilancio dell'Unione per finanziare le priorità dell'Unione;

 

10. valuta positivamente la proposta della Commissione quale primo passo per un aumento immediato e permanente del massimale delle risorse proprie al fine di rispondere alle esigenze del QFP e di tenere conto delle previste conseguenze della Brexit, nonché quale ulteriore innalzamento temporaneo del massimale al 2 % del reddito nazionale lordo dell'UE, necessario per far fronte al fabbisogno legato al dispositivo per la ripresa e la resilienza, farsi carico della passività collegata all'assunzione dei prestiti e tener conto del previsto calo dell'RNL dopo la recessione causata dalla crisi.

Ho inviato una lettera analoga agli onn. José Manuel FERNANDES and Valérie HAYER, correlatori della commissione BUDG sul sistema delle risorse proprie dell'Unione europea.

 

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

(f.to) Pascal Canfin

 


 

 

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI

On. Johan Van Overtveldt

Presidente

Commissione per i bilanci

BRUXELLES

Oggetto: <Titre>Parere sulla proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell'Unione europea</Titre> <DocRef>(COM(2018)0325 – C8-0201/2018 – 2018/0135(CNS))</DocRef>

Signor Presidente,

nel quadro della procedura in oggetto la commissione per gli affari costituzionali è stata incaricata di sottoporre un parere alla Sua commissione. Nella riunione del 14 luglio 2020, ha deciso di esprimere tale parere sotto forma di lettera.

La commissione per gli affari costituzionali ha esaminato la questione nelle riunioni del 14 luglio 2020 e del 27 agosto 2020. Nell'ultima riunione indicata[8] ha deciso di invitare la commissione per i bilanci, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i suggerimenti in appresso.

Voglia gradire, signor Presidente, i sensi della mia più profonda stima.

(f.to) Antonio Tajani

 

 

SUGGERIMENTI

1. ribadisce la propria posizione secondo cui l'attuale sistema delle risorse proprie è estremamente complesso, discriminatorio, opaco e incomprensibile per i cittadini; sottolinea che una riforma completa di tale sistema è essenziale per aumentare le entrate disponibili, la prevedibilità, l'efficienza, la chiarezza e l'equità;

 

2. ribadisce la necessità di introdurre in tempi rapidi nuove autentiche risorse proprie, in linea con la posizione del Parlamento europeo[9] e con le raccomandazioni del gruppo ad alto livello sulle risorse proprie, al fine di dotare l'Unione di un bilancio solido, incentrato sull'interesse europeo comune, in grado di affrontare le sfide del nostro tempo – in particolare di contribuire al finanziamento della ripresa economica a seguito della crisi della COVID-19 e di compensare i costi addizionali derivanti dal programma "Next Generation EU" –, di superare la logica del "giusto ritorno" e di conseguire i risultati che contano per i cittadini europei; ricorda che l'obbligo giuridico di dotare il bilancio dell'UE di autentiche risorse proprie scaturisce direttamente dai trattati dell'UE; sottolinea che le nuove risorse proprie dovrebbero essere allineate agli obiettivi strategici dell'Unione e trattate indipendentemente dal volume del bilancio;

 

3. ritiene che, sebbene il contributo basato sull'RNL abbia finora costituito una fonte di entrate affidabile e stabile per il bilancio dell'UE fin dalla sua introduzione nel 1988, la sua graduale trasformazione da risorsa residua a componente predominante del bilancio dell'UE non rispetta pianamente lo spirito dei trattati, in base ai quali l'Unione si dota dei mezzi necessari per conseguire i suoi obiettivi e per portare a compimento le sue politiche e il bilancio è finanziato integralmente tramite risorse proprie; sottolinea che i negoziati sul volume dei contributi nazionali sono stati finora guidati principalmente da considerazioni politiche e finanziarie e non dalla necessità di definire un bilancio che risponda ai fabbisogni individuati e agli impegni, e che questa situazione ha favorito la percezione errata e perniciosa secondo cui i contributi al bilancio dell'UE sono semplici trasferimenti tra contributori netti e beneficiari netti e non contributi necessari per beneficiare dei vantaggi offerti dall'UE; è pertanto del parere che l'introduzione di nuove autentiche risorse proprie dovrebbe progressivamente sostituire i contributi basati sull'RNL;

 

4. rinnova la richiesta di eliminare quanto prima tutti gli sconti e i meccanismi correttivi di bilancio, al fine di garantire la parità di trattamento tra gli Stati membri; ricorda, a tale riguardo, che la relazione Monti sul futuro finanziamento dell'UE sottolinea che gli sconti e le correzioni di bilancio rendono il bilancio dell'UE regressivo, in quanto gli Stati membri più ricchi che beneficiano di sconti contribuiscono in misura minore al bilancio dell'UE, in termini di percentuale dell'RNL, rispetto agli Stati membri più poveri; ritiene che il motivo storico della loro esistenza sia venuto meno con il recesso del Regno Unito dall'UE; esprime pertanto la propria delusione per il fatto che nelle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 tali sconti e correzioni siano stati mantenuti e in alcuni casi addirittura aumentati;

 

5. accoglie con favore la proposta modificata della Commissione, del 27 maggio 2020, intesa ad autorizzare la Commissione a contrarre prestiti sui mercati dei capitali per un importo pari a 750 miliardi di EUR a prezzi 2018 e a trasferire tali fondi ai programmi dell'Unione in conformità dello strumento dell'Unione europea per la ripresa (Next Generation EU), per far fronte alle conseguenze della crisi della COVID-19; mette in evidenza i vantaggi della creazione di una capacità finanziaria addizionale al livello dell'Unione, che sia immediatamente disponibile attraverso tale meccanismo di assunzione di prestiti, il cui rimborso dovrà essere effettuato a titolo del bilancio dell'UE e mediante l'introduzione di nuove autentiche risorse proprie a tal fine; accoglie positivamente la proposta della Commissione di aumentare il massimale delle risorse proprie all'1,4 % dell'RNL e di fissare temporaneamente tale massimale al 2,0 % dell'RNL per far fronte agli impegni collegati alle obbligazioni a sostegno della ripresa; ritiene, tuttavia, che l'aumento temporaneo del massimale delle risorse proprie dovrebbe rimanere disponibile anche successivamente, non solo per far fronte ai fabbisogni del Quadro finanziario pluriennale e del Fondo per la ripresa e per tener conto della prevista diminuzione dell'RNL a seguito della recessione causata dalla crisi della COVID-19, ma anche per consentire all'UE di disporre di un bilancio più consistente per poter realizzare le sue ambizioni politiche;

 

6. ricorda la propria posizione secondo cui l'introduzione di un paniere di nuove risorse proprie entro la fine del QFP 2021-2027 dovrebbe mirare a coprire almeno i costi relativi allo strumento per la ripresa "Next Generation EU" (capitale e interessi), al fine di garantire la credibilità e la sostenibilità del piano di rimborso dello strumento;

 

7. ritiene che il meccanismo proposto, che comporta l'"assunzione di prestiti destinati a spese" e il ricorso alle entrate con destinazione specifica, rispetti i principi del pareggio e della disciplina di bilancio e l'integrità delle risorse proprie quali definiti all'articolo 310, 311 e 323 TFUE;

 

8. sottolinea che il nuovo meccanismo deve essere soggetto alla procedura di codecisione parlamentare appropriata e alla rendicontabilità nei confronti del Parlamento europeo, nonché alla massima trasparenza possibile; invita inoltre il Consiglio ad associare strettamente il Parlamento e a cooperare con esso in tutte le fasi della procedura di adozione della decisione relativa al sistema delle risorse proprie; sottolinea che ciò deve valere per le decisioni sulla fissazione delle priorità e dei fondi da destinare a tutti gli strumenti finanziari attraverso le entrate con destinazione specifica esterne nell'ambito del programma "Next Generation EU";

 

9. propone di sfruttare l'impulso creato dalla Conferenza sul futuro dell'Europa per discutere dell'opportunità di modificare i trattati al fine di garantire che siano il Parlamento e il Consiglio, deliberando a maggioranza, a stabilire le disposizioni relative alle risorse proprie dell'Unione, sulla base di autentiche risorse proprie, indipendenti dai bilanci nazionali, nonché per esaminare in che modo si potrebbe riformare la procedura di approvazione da parte degli Stati membri in questo caso e in che modo si potrebbe meglio iscrivere nei trattati il concetto di un paniere di autentiche risorse proprie; ritiene che ciò permetterebbe di garantire sia la permanenza che l'efficacia del sistema di risorse proprie e di aprire la strada a una vera e propria politica di bilancio europea, migliorando così il funzionamento e la resilienza dell'Unione europea.


 

PROCEDURA DELLA COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Titolo

Proposta di decisione del Consiglio relativa al sistema delle risorse proprie dell’Unione europea

Riferimenti

10025/2020 – C9-0215/2020 – COM(2018)0325 – C8-0201/2018 – 2018/0135(CNS)

Consultazione del PE

22.5.2018

 

 

 

Commissione competente per il merito

 Annuncio in Aula

BUDG

31.5.2018

 

 

 

Commissioni competenti per parere

 Annuncio in Aula

INTA

31.5.2018

CONT

31.5.2018

ECON

31.5.2018

ENVI

31.5.2018

 

AGRI

31.5.2018

AFCO

31.5.2018

 

 

Pareri non espressi

 Decisione

INTA

18.7.2019

ECON

22.7.2019

AGRI

7.7.2020

 

Relatori

 Nomina

José Manuel Fernandes

10.10.2019

Valérie Hayer

10.10.2019

 

 

Esame in commissione

13.7.2020

 

 

 

Approvazione

1.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

5

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Rasmus Andresen, Clotilde Armand, Robert Biedroń, Anna Bonfrisco, Olivier Chastel, Lefteris Christoforou, David Cormand, Paolo De Castro, José Manuel Fernandes, Eider Gardiazabal Rubial, Alexandra Geese, Valentino Grant, Elisabetta Gualmini, Francisco Guerreiro, Valérie Hayer, Eero Heinäluoma, Niclas Herbst, Monika Hohlmeier, Mislav Kolakušić, Moritz Körner, Joachim Kuhs, Zbigniew Kuźmiuk, Hélène Laporte, Pierre Larrouturou, Janusz Lewandowski, Margarida Marques, Siegfried Mureşan, Victor Negrescu, Andrey Novakov, Jan Olbrycht, Dimitrios Papadimoulis, Karlo Ressler, Bogdan Rzońca, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Nils Ušakovs, Johan Van Overtveldt, Rainer Wieland, Angelika Winzig

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Petros Kokkalis

Deposito

3.9.2020

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

33

+

ECR

Johan Van Overtveldt

GUE(NGL

Petros Kokkalis, Dimitrios Papadimoulis

NI

Mislav Kolakušić

PPE

Lefteris Christoforou, José Manuel Fernandes, Niclas Herbst, Monika Hohlmeier, Janusz Lewandowski, Siegfried Mureşan, Andrey Novakov, Jan Olbrycht, Karlo Ressler, Rainer Wieland, Angelika Winzig

Renew

Clotilde Armand, Olivier Chastel, Valérie Hayer, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds

S&D

Robert Biedroń, Paolo De Castro, Eider Gardiazabal Rubial, Elisabetta Gualmini, Eero Heinäluoma, Pierre Larrouturou, Margarida Marques, Victor Negrescu, Nils Ušakovs

Verts/ALE

Rasmus Andresen, David Cormand, Alexandra Geese, Francisco Guerreiro

 

5

-

ID

Anna Bonfrisco, Valentino Grant, Joachim Kuhs, Hélène Laporte

Renew

Moritz Körner

 

2

0

ECR

Zbigniew Kuźmiuk, Bogdan Rzońca

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1]  GU C 162 del 10.5.2019, pag. 51.

[2]  GU C 162 del 10.5.2019, pag. 71.

[3]  Testi approvati, P8_TA(2018)0226.

[4]  Testi approvati, P8_TA(2018)0449.

[5]  Testi approvati, P9_TA(2019)0032.

[6]  Testi approvati, P9_TA(2020)0124.

[7]  Testi approvati, P9_TA(2020)0206.

[8] Erano presenti al momento della votazione finale: Antonio Tajani (presidente), Gabriele Bischoff (vicepresidente), Charles Goerens (vicepresidente), Giuliano Pisapia (vicepresidente), Sandro Gozi (relatore per parere), Alexander Alexandrov Yordanov (in sostituzione di Brice Hortefeux), Gerolf Annemans, Gunnar Beck (in sostituzione di Antonio Maria Rinaldi), Damian Boeselager, Geert Bourgeois, Fabio Massimo Castaldo, Leila Chaibi, Włodzimierz Cimoszewicz, Gwendoline Delbos-Corfield, Pascal Durand, Esteban González Pons, Laura Huhtasaari, Niklas Nienaß (in sostituzione di Daniel Freund), Paulo Rangel, Domènec Ruiz Devesa, Jacek Saryusz-Wolski, Helmut Scholz, Pedro Silva Pereira, László Trócsányi, Mihai Tudose, Guy Verhofstadt, Loránt Vincze, Rainer Wieland.

[9] Risoluzione del Parlamento europeo del 14 novembre 2018 sul quadro finanziario pluriennale per il periodo 2021-2027 – posizione del Parlamento in vista di un accordo (COM(2018)0322 – C8-0000/2018 – 2018/0166R(APP)), P8_TA(2018)0449.

Risoluzione del Parlamento europeo del 15 maggio 2020 sul nuovo quadro finanziario pluriennale, le risorse proprie e il piano di ripresa (2020/2631(RSP)), P9_TA(2020)0124 e risoluzione del Parlamento europeo del 23 luglio 2020 sulle conclusioni della riunione straordinaria del Consiglio europeo del 17-21 luglio 2020 (2020/2732(RSP), P9_TA(2020)0206.

Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy