Procedura : 2019/2157(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0154/2020

Testi presentati :

A9-0154/2020

Discussioni :

PV 06/10/2020 - 7
CRE 06/10/2020 - 7

Votazioni :

Testi approvati :

P9_TA(2020)0257

<Date>{11/09/2020}11.9.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0154/2020</NoDocSe>
PDF 319kWORD 114k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sulla strategia forestale europea - Il cammino da seguire</Titre>

<DocRef>(2019/2157(INI))</DocRef>


<Commission>{AGRI}Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</Commission>

Relatore: <Depute>Petri Sarvamaa</Depute>

Relatrice per parere (*):
Jessica Polfjärd, commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sulla strategia forestale europea - Il cammino da seguire

(2019/2157(INI))

Il Parlamento europeo,

 viste la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640), la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 sulla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e le sue risoluzioni del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[1] e del 16 gennaio 2020 sulla 15a riunione della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15)[2],

 vista la Dichiarazione di New York sulle foreste, ratificata dall'Unione europea il 23 giugno 2014,

 vista la relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal 7 dicembre 2018 dal titolo dal titolo "Progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea - Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2018)0811),

 vista la sua risoluzione del 28 aprile 2015 sul tema "Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale"[3],

 vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle Regioni, del 23 luglio 2019, dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta", (COM(2019)0352),

 viste le conclusioni del Consiglio del 15 aprile 2019 sui progressi compiuti nell'attuazione della Strategia forestale dell'UE e su un nuovo quadro strategico per le foreste (08609/2019),

 visti il regolamento (UE) n. 1143/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive e i successivi regolamenti di applicazione che presentano aggiornamenti dell'elenco delle specie invasive, tra cui figurano anche le specie arboree[4],

 visto il parere del Comitato economico e sociale, del 30 ottobre 2019, sulla relazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni dal 7 dicembre 2018 dal titolo dal titolo "Progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea - Una nuova strategia forestale dell'UE per le foreste e il settore forestale",

 vista la valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici pubblicata dalla piattaforma intergovernativa politica e scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IBPES) il 31 maggio 2019,

 vista la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente dal titolo "The European environment – state and outlook 2020: knowledge for transition to a sustainable Europe" (L'ambiente in Europa - stato e prospettive nel 2020 - conoscenze per la transizione verso un'Europa sostenibile), pubblicata il 4 dicembre 2019;

 visto il parere del Comitato delle regioni del 10 e 11 aprile 2019 sull'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea,

 vista la revisione intermedia della strategia in materia di biodiversità per il 2020,

 vista la strategia per la bioeconomia dell'UE aggiornata,

 vista la strategia climatica per il 2050,

 viste le conclusioni del Consiglio del 29 novembre 2019 relativamente alla strategia per la bioeconomia dell'UE aggiornata[5]

 vista la comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018 dal titolo "Un pianeta pulito per tutti – Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773),

 visto il parere del Comitato delle regioni del 16 maggio 2018 sulla revisione intermedia della strategia forestale dell'UE[6],

 vista la strategia Europa 2020, ivi incluse "L'Unione dell'innovazione" e "Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse",

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia,

 vista la relazione della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A9-0154/2020),

 viste le responsabilità degli Stati membri dell'UE a norma della Convenzione sulla diversità biologica (CBD), della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCC) e della Convenzione delle Nazioni Unite contro la desertificazione (UNCCD),

A. considerando che gli impegni interni e internazionali dell'UE relativi, ad esempio, al Green Deal europeo, agli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, al protocollo di Kyoto, all'accordo di Parigi e alla creazione di una società a emissioni zero saranno impossibili da conseguire senza i benefici climatici e altri servizi ecosistemici forniti dalle foreste e dal settore forestale;

B. considerando che il trattato sul funzionamento dell'Unione europea non fa alcun riferimento a una politica forestale comune dell'UE e che la responsabilità delle foreste spetta agli Stati membri; che, tuttavia, l'UE vanta una lunga storia di contributo, attraverso le sue politiche e orientamenti, tra cui l'articolo 4 TFUE relativo all'energia, all'ambiente e all'agricoltura, alla gestione sostenibile delle foreste e alle decisioni degli Stati membri in materia di foreste;

C. considerando che le foreste e l'intera catena del valore delle foreste sono fondamentali per l'ulteriore sviluppo della bioeconomia circolare in quanto creano posti di lavoro, garantiscono benessere economico nelle zone rurali e urbane, forniscono servizi di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi, offrono benefici per la salute e proteggono la biodiversità e le prospettive delle zone montane, insulari e rurali, nonché combattono la desertificazione;

D. considerando che una ricerca di elevata qualità adeguatamente finanziata, l'innovazione, la raccolta di informazioni, il mantenimento e lo sviluppo di banche dati e la condivisione di migliori prassi e conoscenze sono di notevole importanza per il futuro delle foreste multifunzionali dell'UE e per l'intera catena del valore forestale, alla luce della crescente pressione a cui sono sottoposte e della necessità di rispondere alle diverse opportunità e alle numerose sfide che la società deve affrontare;

E. considerando che le foreste rappresentano il nostro patrimonio naturale, che va tutelato e curato, e che la corretta gestione di tale patrimonio è essenziale affinché possa prosperare ed essere fonte di biodiversità e di ricchezza a livello economico, turistico e sociale;

F. considerando che il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, nel quadro della PAC, ha fornito strumenti e risorse per sostenere il settore forestale e dovrebbe continuare a farlo nella PAC post-2020, tramite un forte accento sulla gestione sostenibile delle foreste;

G. considerando che nell'UE ci sono 16 milioni di proprietari privati di foreste, che possiedono circa il 60 % delle foreste dell'UE; che la dimensione media delle foreste di proprietà privata è pari a 13 ettari, mentre circa due terzi dei proprietari privati di foreste possiedono meno di 3 ettari di foresta;

H. considerando che le foreste gestite in maniera sostenibile sono estremamente importanti nel garantire posti di lavoro nelle zone rurali, in quanto rappresentano un beneficio per la salute umana, apportando nel contempo un contributo vitale all'ambiente e alla biodiversità;

I. considerando che le misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e di adattamento agli stessi nelle foreste sono interconnesse e che nel quadro delle strategie e dei piani di adattamento degli Stati membri i diversi aspetti devono essere bilanciati e devono essere incoraggiate le sinergie tra di essi;

J. considerando che le foreste europee e le loro condizioni differiscono e, pertanto, devono essere gestite in modo diverso, ma sempre allo scopo di migliorarne le funzioni economiche, sociali e ambientali;

K. considerando che le regioni ultraperiferiche contengono riserve molto ricche di biodiversità e che è fondamentale tutelarle;

L. considerando che la perdita di biodiversità nelle foreste ha notevoli conseguenze ambientali, economiche e sociali;

M. considerando che la qualità del suolo svolge un ruolo fondamentale nella prestazione di servizi ecosistemici come il filtraggio e la conservazione delle acque e quindi la protezione dalle inondazioni e dalla siccità, il sequestro di CO2, la biodiversità e l'aumento della biomassa; che il miglioramento della qualità del suolo, ad esempio in alcune regioni mediante la conversione delle foreste di conifere in foreste permanenti di caducifoglie, è un processo impegnativo dal punto di vista economico che impiega decenni;

N. considerando che il ruolo cruciale della gestione sostenibile delle foreste dovrebbe essere promosso presso la società europea, sempre più slegata dalle foreste e dalla silvicoltura, sottolineando i numerosi benefici che le foreste offrono dal punto di vista economico, sociale e ambientale, nonché culturale e storico;

O. considerando che, oltre al sequestro del carbonio, le foreste hanno un impatto benefico sul clima, sull'atmosfera, sulla protezione della biodiversità e sul regime fluviale e degli specchi d'acqua, proteggono il suolo dall'erosione delle acque e del vento e possiedono altre utili proprietà naturali;

P. considerando che circa il 23 % delle foreste europee rientra nei siti della rete Natura 2000, la cui percentuale in alcuni Stati membri supera il 50 %, e che circa la metà degli habitat naturali nelle zone Natura 2000 è costituita da foreste;

Q. considerando che le foreste possono essere fonti sia di prodotti forestali primari come il legno sia di preziosi prodotti secondari quali funghi, tartufi, piante aromatiche, miele e bacche, molto importanti per le attività economiche in alcune regioni dell'Unione;

R. considerando che le foreste europee possono contribuire in modo rilevante a migliorare l'ambiente, sviluppare l'economia, rispondere al fabbisogno degli Stati membri di prodotti del legno e aumentare il benessere della popolazione;

S. considerando che l'agroforestazione, definita come sistema di utilizzazione del suolo nel quale l'arboricoltura forestale è associata all'agricoltura sulla stessa superficie, rappresenta una serie di sistemi di gestione del suolo, che rafforzano la produttività generale, generano maggiore biomassa, mantengono e ripristinano i suoli e forniscono una serie di preziosi servizi ecosistemici;

T. considerando che il ruolo plurifunzionale delle foreste e il tempo considerevole che esse impiegano a costituirsi, nonché l'importanza di garantire una buona diversità delle specie rendono lo sfruttamento sostenibile, la tutela e la moltiplicazione delle risorse forestali un compito di rilevanza europea;

U. considerando che la caccia responsabile sotto il profilo sociale e ambientale svolge altresì un ruolo importante anche nelle regioni forestali e semiforestali attraverso il controllo del numero di esemplari di selvaggina o della diffusione delle malattie correlate, ad esempio la peste suina africana;

V. considerando che le foreste svolgono un ruolo cruciale nella lotta all'erosione dei suoli e anche alla desertificazione delle superfici terrestri; che dagli studi emerge che gli alberi nei parchi e nell'ambiente cittadino hanno un effetto positivo in termini di mantenimento di temperature inferiori rispetto alle zone prive di alberi;

W. considerando che nell'attuale periodo di programmazione (2014-2020) sono presenti misure nell'ambito della PAC volte ad aiutare gli attori economici a sviluppare le capacità per quanto riguarda la gestione delle foreste;

X. considerando che alcune regioni forestali sono state invase in modo massiccio da parassiti e insetti quali tarli e vari funghi; che le popolazioni naturali di boschi di castagni sono state invase in modo massiccio dalla Cryphonectria parasitica, che rappresenta una grave minaccia per la sopravvivenza di tali popolazioni, ma anche a lungo termine per le relative attività svolte dall'uomo, quali la produzione e la raccolta di castagne;

Y. considerando che i dati disponibili sulle foreste a livello dell'UE sono incompleti e variano in termini di qualità, ostacolando pertanto la capacità di coordinamento a livello dell'Unione per quanto concerne la gestione delle foreste;

Z. considerando che il disboscamento illegale è in atto anche nell'UE

Il passato — bilancio dei successi e delle sfide recenti in materia di attuazione

1. accoglie con favore la pubblicazione della relazione della Commissione dal titolo "Progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea – Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2018)0811);

2. si compiace delle azioni intraprese dagli Stati membri e dalla Commissione per rispettare gli obiettivi della strategia forestale dell'UE e del coinvolgimento del comitato permanente forestale, del gruppo di dialogo civile sulle foreste e il sughero, del gruppo di esperti sugli incendi boschivi, del gruppo di esperti sulle industrie forestali e le questioni settoriali connesse e delle pertinenti parti interessate nel piano di attuazione pluriennale del settore forestale (MAP forestale);

3. riconosce che la relazione del 2018 della Commissione sui progressi nell'attuazione dell'attuale strategia forestale dell'Unione europea afferma che la strategia si è rivelata utile quale strumento di coordinamento e che, in generale, gli "otto settori prioritari più uno" della strategia sono stati attuati con un numero relativamente limitato di impedimenti, ad eccezione delle problematiche significative da affrontare mediante la politica sulla biodiversità e le sfide attuali nei settori "Che tipo di foreste abbiamo e come stanno cambiando?", in particolare in merito alla percezione pubblica e alle informazioni sul settore forestale, e "Favorire il coordinamento e la comunicazione", segnatamente in merito alle politiche forestali;

4. sottolinea il fatto che una definizione di gestione sostenibile delle foreste è stata concordata a livello internazionale nel quadro del processo paneuropeo di FOREST EUROPE; osserva che la definizione è stata integrata nella legislazione nazionale e nei sistemi volontari, quali le certificazioni forestali, che sono in vigore negli Stati membri;

5. sottolinea che la promozione della gestione sostenibile delle foreste nell'UE, nel quadro della strategia forestale dell'Unione europea e delle misure di sviluppo rurale attuate nell'ambito della politica agricola comune (PAC), ha avuto un impatto ampiamente positivo sulle foreste, sulle condizioni forestali e sul sostentamento nelle zone rurali, nonché sulla biodiversità delle foreste nell'UE e ha migliorato i benefici per il clima offerti dal settore forestale; osserva, tuttavia, che è ancora necessario rafforzare la gestione sostenibile delle foreste in modo equilibrato, al fine di garantire che lo stato ecologico delle foreste migliori, migliorare la salute e la resilienza degli ecosistemi, assicurare che le foreste siano in grado di adattarsi meglio alle mutevoli condizioni climatiche, ridurre i rischi e gli impatti delle perturbazioni naturali e salvaguardare le opportunità per le generazioni attuali e future di gestire le foreste, ad esempio garantendo la realizzazione degli obiettivi dei proprietari di foreste e delle PMI e di migliorare la qualità delle foreste e dei terreni boschivi esistenti; ritiene che la strategia forestale dell'UE dovrebbe includere strumenti adeguati a tal proposito; sottolinea che gli Stati membri sono tenuti ad attuare una gestione sostenibile delle foreste in modo esemplare; ritiene che i modelli di gestione delle foreste dovrebbero includere la sostenibilità ecologica, sociale ed economica, definita come la gestione e l'utilizzo delle foreste e dei terreni forestali secondo modalità e tassi in grado di mantenerne la biodiversità, la produttività, la capacità di rigenerazione, la vitalità e le potenzialità di svolgere, nel presente e in futuro, le rispettive funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e mondiale, senza danneggiare altri ecosistemi; sottolinea che il riconoscimento e la salvaguardia dei diritti di proprietà sono fondamentali per conseguire un impegno a lungo termine a favore della gestione sostenibile delle foreste; sottolinea che la conservazione e la gestione sostenibile delle foreste europee sono elementi centrali del nostro benessere generale, in quanto il patrimonio forestale garantisce servizi di interesse generale in termini di attività ricreative, salute e istruzione e riconosce che la gestione sostenibile delle foreste promuove la protezione della biodiversità forestale dell'UE; chiede che siano protette le foreste primarie che presentano una struttura conservata, ricchezza di specie e una superficie adeguata ove ancora permangono; osserva che non esiste alcuna definizione di foresta vergine a livello dell'UE e invita la Commissione a introdurre tale definizione, che dovrà essere preparata dal comitato permanente forestale nel processo di elaborazione della futura strategia forestale dell'Unione europea; sottolinea che potrebbero esserci opinioni divergenti sulle capacità di assorbimento di CO2 dei diversi tipi di foreste e ritiene pertanto che la nuova strategia forestale dell'UE dovrebbe promuovere una gestione sostenibile delle foreste; deplora le pratiche insostenibili e il disboscamento illegale che hanno luogo in alcuni Stati membri nonostante il regolamento dell'UE sul legname e invita inoltre gli Stati membri ad adoperarsi maggiormente per porvi fine e inoltre a migliorare o rafforzare la legislazione nazionale ove necessario; esorta la Commissione e gli Stati membri a intervenire con urgenza in relazione a tali questioni, monitorandole attentamente e facendo rispettare le norme vigenti dell'UE, e invita la Commissione a portare avanti rapidamente le procedure d'infrazione qualora si verifichino violazioni, nonché a dare seguito ai casi di disboscamento illegale tramite tutti gli organismi competenti; invita la Commissione a ultimare senza indugio il controllo dell'adeguatezza delle norme dell'UE contro il disboscamento illegale,

6. conclude che le differenze tra gli Stati membri come pure le differenze tra le regioni all'interno degli Stati membri hanno rappresentato un fattore importante nella valutazione delle misure a livello dell'UE;

7. esprime profonda preoccupazione per il fatto che in alcune parti dell'Unione la mancata attuazione della vigente legislazione dell'UE e i sospetti di corruzione hanno condotto ad attività di disboscamento illegale e silvicoltura insostenibile; invita la Commissione e gli Stati membri a combattere la corruzione e ad attuare appieno la legislazione vigente;

Il presente – lo stato attuale delle foreste nel mondo

8. sottolinea che le foreste dell'UE, congiuntamente a quelle nei suoi territori d'oltremare e nelle regioni ultraperiferiche, sono multifunzionali e caratterizzate da una grande diversità in aspetti quali i modelli di proprietà, le dimensioni, la struttura, la biodiversità, la resilienza e le sfide; sottolinea che le foreste, in particolare le foreste miste, offrono alla società un'ampia gamma di servizi ecosistemici, compresi gli habitat per le specie, il sequestro del carbonio, le materie prime, le energie rinnovabili, il miglioramento della qualità dell'aria, l'acqua pulita, il ravvenamento delle acque sotterranee, il controllo dell'erosione e la protezione da siccità, inondazioni e valanghe, e forniscono ingredienti per i medicinali, oltre ad essere un'importante risorsa culturale e ricreativa; osserva che tali servizi ecosistemici non sembrano più essere garantiti pienamente, poiché i proprietari di foreste non possono più reinvestire in esse a causa della difficile situazione economica dovuta ai cambiamenti climatici e da altri fattori; osserva che, secondo le ultime stime, soltanto il 26 % delle specie forestali e il 15 % degli habitat forestali hanno dimostrato uno stato di conservazione soddisfacente; invita gli Stati membri a garantire la salvaguardia degli ecosistemi e, ove necessario, a sviluppare e migliorare gli orientamenti relativi ai prodotti forestali diversi dal legname;

9. prende atto dei progressi compiuti in merito alla valutazione dei servizi ecosistemici nel quadro dell'iniziativa di mappatura degli ecosistemi e dei loro servizi (MAES); sottolinea, tuttavia, che al momento non vi è alcuna remunerazione adeguata per la prestazione di servizi ecosistemici come il sequestro di CO2, la promozione della biodiversità o il miglioramento del suolo e che i silvicoltori che si concentrano sulla conversione in tal senso delle loro foreste potrebbero trovarsi attualmente a gestirle in perdita, nonostante la prestazione di servizi ecosistemici significativi; invita la Commissione e gli Stati membri a esaminare le opzioni per incentivare e retribuire in maniera adeguata i servizi ecosistemici in materia di clima, biodiversità e di altra natura al fine di consentire una conversione delle foreste economicamente sostenibile;

10. osserva che da qualche decennio le risorse forestali dell'UE sono in aumento in termini di volume e superficie forestale e che attualmente le foreste e altre aree boschive occupano circa il 43 % della superficie dell'UE, coprendo almeno 182 milioni di ettari e rappresentando il 5 % delle foreste totali, grazie all'imboschimento e alla rigenerazione naturale; fa notare che la rete Natura 2000 è costituita per metà da aree forestali (37,5 milioni di ettari) e che il 23 % di tutte le foreste in Europa si trova all'interno dei siti di Natura 2000, mentre più della metà del territorio di alcuni Stati membri è coperto da foreste e pertanto questi ultimi dipendono dalla silvicoltura; sottolinea l'importanza di migliorare la conoscenza in merito a Natura 2000 e ai relativi effetti sulla biodiversità, la gestione forestale e altri usi del suolo in tutta l'UE; rileva che il 60 % delle foreste dell'UE è di proprietà privata, con un'elevata percentuale di piccole aziende forestali (meno di 3 ettari), mentre il 40 % è di proprietà pubblica; evidenzia che oltre il 60 % delle foreste produttive nell'UE e oltre il 20 % delle foreste produttive a livello mondiale sono certificati in base alle norme volontarie di gestione sostenibile delle foreste; osserva inoltre che la percentuale di legno tondo proveniente dalle foreste certificate e trasformato dalle industrie che operano nel settore del legno a livello mondiale è superiore al 20 % e che tale percentuale raggiunge il 50 % nell'UE; sottolinea che il settore impiega nell'UE almeno 500 000 persone direttamente[7] e 2,6 milioni di persone indirettamente[8] e che, per il mantenimento di tale tasso di occupazione e la competitività a lungo termine del settore, sono necessari sforzi costanti volti ad attrarre manodopera competente e qualificata nel settore e a garantire che i lavoratori godano di un adeguato accesso all'assistenza sanitaria e sociale; osserva che tali posti di lavoro dipendono da ecosistemi forestali resilienti e ben gestiti nel lungo termine; sottolinea il ruolo fondamentale dei proprietari di foreste nell'attuazione della gestione forestale sostenibile e l'importante ruolo rivestito dalle foreste nella creazione di posti di lavoro verdi e nella crescita delle zone rurali; pone altresì in evidenza che i proprietari e i gestori di foreste dell'UE hanno una lunga tradizione ed esperienza nella gestione delle foreste multifunzionali; invita la Commissione a contemplare nella nuova strategia forestale dell'UE il necessario sostegno, anche finanziario, a favore dei proprietari di foreste; ritiene che detto sostegno debba essere subordinato all'applicazione della gestione forestale sostenibile, per assicurare investimenti continui nelle moderne tecnologie, nelle misure ambientali e climatiche volte a rafforzare il ruolo multifunzionale delle foreste, con uno strumento finanziario specifico per la gestione dei siti inclusi nella rete Natura 2000, e nella creazione di condizioni di lavoro dignitose; è del parere che tale sostegno finanziario debba essere il risultato di una solida combinazione di strumenti finanziari, finanziamenti nazionali e finanziamenti del settore privato; sottolinea l'importanza di evitare un esodo rurale e ritiene essenziale investire negli ecosistemi; accoglie con favore l'imboschimento e il rimboschimento come strumenti adeguati per accrescere la copertura delle foreste, in particolare nelle zone abbandonate non idonee alla produzione alimentare, nelle zone prossime alle aree urbane e periurbane, nonché nelle aree montane, se del caso; incoraggia le azioni dotate di sostegno finanziario per l'utilizzo del legname raccolto in quantità compatibili con una crescita forestale sostenibile e per l'aumento della copertura forestale e di altri terreni boschivi, se del caso, in particolare negli Stati membri in cui la copertura forestale è limitata, promuovendo nel contempo la tutela della copertura forestale nelle aree con funzioni ecologiche elevate all'interno degli altri Stati membri; rileva che le foreste ospitano una parte significativa della biodiversità terrestre europea;

11. osserva che la superficie forestale dell'Unione sta crescendo, tra l'altro a seguito del rimboschimento, e che le foreste commerciali gestite non solo fissano il carbonio meglio delle foreste non gestite, ma riducono anche le emissioni e i problemi causati dal deterioramento dello stato delle foreste; osserva che la gestione sostenibile delle foreste commerciali ha il migliore impatto sul clima e che i paesi che gestiscono bene le proprie foreste dovrebbero essere premiati per questo;

12. riconosce che gli investimenti pubblici e privati a lungo termine in una gestione forestale sostenibile potenziata, che attribuisca pari importanza ai vantaggi sociali, ambientali ed economici delle foreste e a meccanismi adeguati di finanziamento e compensazione, possono contribuire a garantire la capacità di resilienza e adattamento delle foreste e aiutare il settore forestale a rimanere economicamente sostenibile ed ecocompatibile, ma possono anche contribuire al conseguimento di numerosi obiettivi dell'UE, tra cui l'attuazione efficace del Green Deal europeo e la transizione verso una bioeconomia circolare e la promozione della biodiversità; sottolinea altresì la necessità di ulteriori meccanismi di finanziamento dell'UE che siano pertinenti, ben coordinati e facilmente accessibili, come gli strumenti finanziari o il sostegno della Banca europea per gli investimenti nel promuovere gli investimenti in progetti forestali, dedicando particolare attenzione alla gestione forestale sostenibile e alla prevenzione e mitigazione degli incendi boschivi, nonché i fondi strutturali e i fondi a titolo dei programmi Orizzonte, Erasmus+ e LIFE+, che potrebbero apportare un sostegno fondamentale agli investimenti e ai servizi per lo stoccaggio e il sequestro di carbonio nell'ambito della gestione sostenibile delle foreste, garantendo anche la coerenza con il Green Deal;

13. riconosce i benefici climatici fondamentali offerti dalle foreste e dal settore forestale; ribadisce la necessità di promuovere la dimensione ambientale, economica e sociale delle foreste e della gestione di queste ultime in modo equilibrato, rafforzando nel contempo i benefici climatici globali derivanti dalle foreste e dalla catena del valore delle foreste, in particolare un maggiore sequestro di CO2, lo stoccaggio del carbonio nei prodotti di legno e la sostituzione dei materiali; evidenzia la necessità di mantenere, promuovere ulteriormente e, laddove possibile, aumentare il sequestro di CO2 nelle foreste a un livello tale da consentire la gestione sostenibile di tutte le funzioni delle foreste, lo stoccaggio del carbonio in situ, anche nelle agroforeste, nel legno morto, nel suolo forestale e nei prodotti a base di legno, attraverso una gestione forestale sostenibile attiva; sottolinea che le foreste immagazzinano oltre il 10 % delle emissioni di gas a effetto serra dell'UE; pone l'accento sulla necessità di promuovere l'uso del legno come materiale da costruzione sostenibile poiché consente di avvicinarsi a un'economia più sostenibile; incoraggia la Commissione a esaminare diversi meccanismi basati sul mercato al fine di incentivare la sostituzione dei combustibili fossili con materie prime rinnovabili che offrono benefici climatici; sottolinea il ruolo fondamentale dei materiali a base di legno nella sostituzione delle alternative a base fossile e delle alternative con una maggiore impronta ambientale in settori quali l'industria edile, l'industria tessile, l'industria chimica e l'industria degli imballaggi e la necessità di tenere pienamente conto dei benefici climatici e ambientali di tale sostituzione dei materiali; pone inoltre l'accento sui vantaggi, ancora non pienamente sfruttati, derivanti dalla sostituzione dei prodotti monouso, in particolare di plastica, con prodotti sostenibili a base di legno; sottolinea che l'uso circolare dei prodotti a base di legno dovrebbe essere incrementato per migliorare l'utilizzo delle risorse sostenibili e incentivare l'efficienza delle risorse, la riduzione dei rifiuti e l'estensione del ciclo di vita del carbonio, ai fini dello sviluppo di una bioeconomia circolare sostenibile e locale;

14. plaude, per quanto concerne la sostituzione di materie prime ed energie fossili, al proseguimento delle attività di promozione di un uso più efficiente del legno, secondo il "principio dell'uso a cascata"; invita la Commissione e gli Stati membri a proseguire nell'applicazione dei criteri di sostenibilità per la biomassa nell'ambito della rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili e a utilizzare al meglio l'effetto di sostituzione, sostituendo i materiali e le energie fossili ad alta intensità di CO2; osserva, tuttavia, l'importanza di evitare inutili distorsioni del mercato per le materie prime a base di legno per quanto riguarda i regimi di sostegno alla bioenergia; richiama l'attenzione sul fatto che un aumento prevedibile del fabbisogno di legname e di biomassa deve essere accompagnato da una gestione sostenibile delle foreste; sottolinea, al riguardo, la necessità di aumentare i finanziamenti a favore della ricerca finalizzata alla sostituzione dei combustibili fossili e dei materiali basati sui combustibili fossili; osserva che i residui alla fine della catena del valore del legno possono essere utilizzati in maniera proficua sotto forma di biomassa al fine di sostituire il calore generato dai combustibili fossili, ma che il legname dovrebbe essere conservato, laddove possibile, per gli impieghi con un ciclo di vita più lungo, onde aumentare lo stoccaggio di anidride carbonica globale;

15. sottolinea gli effetti benefici delle fasce di protezione boschive in relazione sia alla salvaguardia dei terreni agricoli che all'incremento della produzione agricola; raccomanda vivamente metodi volti a incoraggiare gli agricoltori a sviluppare le fasce di protezione boschive;

16. sottolinea il ruolo chiave che gli alberi e gli arbusti fioriti svolgono negli ecosistemi naturali per l'apicoltura, nel coadiuvare il processo naturale di impollinazione e nel rafforzare il consolidamento e la protezione dei terreni degradati e/o abbandonati; esorta a includere tali alberi e arbusti nei programmi di sostegno dell'UE, tenendo conto delle caratteristiche regionali;

17. deplora il fatto che, sebbene le foreste dell'UE siano gestite secondo il principio comunemente concordato della gestione sostenibile delle foreste e la superficie forestale nell'UE sia in aumento da qualche decennio, sia stato sviluppato un approccio diverso alla gestione sostenibile delle foreste nell'ambito del regolamento 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, recentemente concordato, sull'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili e che modifica il regolamento (UE) 2019/2088 relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari[9];

18. sottolinea l'importanza di ecosistemi forestali sani e resilienti, ivi comprese la flora e la fauna, al fine di mantenere e migliorare l'erogazione dei diversi servizi ecosistemici offerti dalle foreste, come biodiversità, aria pulita, acqua, terreni sani, legno e materie prime diverse dal legno; evidenzia che gli strumenti volontari e la legislazione in vigore, quali le direttive Uccelli e Habitat dell'UE, incidono sulle decisioni di gestione del suolo e devono essere rispettati e attuati in maniera adeguata;

19. osserva che gli agricoltori e i proprietari di foreste sono attori fondamentali nelle zone rurali; accoglie con favore il riconoscimento del ruolo della silvicoltura, dell'agrosilvicoltura e delle industrie forestali all'interno del programma di sviluppo rurale della PAC per il periodo 2014-2020 e i miglioramenti introdotti attraverso il regolamento Omnibus; incoraggia a salvaguardare tale riconoscimento nella PAC per il periodo 2021-2027 e nell'attuazione del Green Deal europeo;

20. sottolinea l'idoneità e la percorribilità dell'approccio in due fasi per verificare la sostenibilità della biomassa forestale, come concordato nella rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili; osserva che ciò dovrebbe essere conseguito continuando lo sviluppo interrotto di specifici criteri di sostenibilità non basati sull'utilizzo finale da parte del comitato forestale permanente e della Commissione;

21. riconosce il ruolo delle foreste in relazione al valore ricreativo apportato e alle attività forestali offerte, quali la raccolta di prodotti forestali diversi dal legno, come funghi e bacche; prende atto delle opportunità offerte dal miglioramento dell'estrazione di biomassa come strumento di prevenzione degli incendi boschivi mediante i pascoli, sottolineando, però, che il pascolo delle specie selvatiche ha un impatto negativo sulle plantule e mettendo dunque in risalto l'esigenza di una gestione sostenibile della fauna da pascolo;

Il futuro — il ruolo cruciale svolto dalla strategia forestale dell'Unione europea per il periodo successivo al 2020 e dal Green Deal europeo nel conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi e l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile

22. accoglie con favore la recente pubblicazione del Green Deal europeo della Commissione e attende con interesse la futura strategia forestale dell'UE per il periodo successivo al 2020, che dovrebbe essere allineata al Green Deal europeo e alla strategia dell'UE per la biodiversità; ritiene inoltre che il rafforzamento della bioeconomia circolare sia un approccio essenziale per il conseguimento di una società a basse emissioni di carbonio nell'attuazione del Green Deal; sottolinea l'importanza di rafforzare ulteriormente il potenziale delle foreste al fine di raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e l'importanza dello sviluppo della bioeconomia circolare, garantendo nel contempo gli altri servizi ecosistemici, tra cui la biodiversità;

23. accoglie con favore il programma di lavoro della Commissione per il 2020 e in particolare il riconoscimento del contributo della nuova strategia forestale dell'UE alla 26a sessione della conferenza delle parti (COP26) della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici; sottolinea, a tal proposito, che in futuro le foreste non dovrebbero essere considerate l'unico tipo di serbatoio di CO2, in quanto ciò disincentiverebbe parzialmente gli altri settori a ridurre al minimo le loro emissioni; evidenzia inoltre la necessità di azioni concrete ed efficaci nelle strategie e nei piani di adattamento ai cambiamenti climatici, integrando le sinergie tra mitigazione e adattamento, che saranno fondamentali per ridurre le ripercussioni negative dei cambiamenti climatici sulle perturbazioni quali gli incendi boschivi e i relativi effetti negativi sull'economia rurale, la biodiversità e i servizi ecosistemici; sottolinea la necessità di maggiori risorse e dello sviluppo di una gestione degli incendi fondata su dati scientifici per far fronte alle ripercussioni dei cambiamenti climatici sulle foreste; osserva che, al fine di salvaguardare la biodiversità e la funzionalità delle foreste, unitamente alla necessità di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, come riconosciuto dal regolamento sull'uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura, il legno morto nelle foreste crea dei microhabitat da dipendono cui numerose specie;

24. ribadisce che le foreste e il settore forestale contribuiscono significativamente allo sviluppo di bioeconomie locali e circolari nell'UE; sottolinea il ruolo cruciale delle foreste, del settore forestale e della bioeconomia ai fini del conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e dell'obiettivo della neutralità climatica entro il 2050; sottolinea che nel 2015 la bioeconomia rappresentava un mercato il cui valore stimato ammontava a oltre 2,3 000 miliardi di EUR con 20 milioni di posti di lavoro, che rappresentavano l'8,2 % dell'occupazione totale nell'Unione; osserva che ogni euro investito nella ricerca e nell'innovazione in materia di bioeconomia, nel quadro di Orizzonte 2020, genererà circa 10 EUR di valore aggiunto; sottolinea che non sarà possibile conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di ambiente, clima e biodiversità senza foreste multifunzionali, sane e gestite in modo sostenibile, applicando una prospettiva a lungo termine, e industrie solide basate sulle foreste; pone in evidenza che in talune circostanze vi sono compromessi tra la protezione del clima e la tutela della biodiversità nel settore della bioeconomia e in particolare nella silvicoltura, che svolge un ruolo centrale nella transizione verso un'economia climaticamente neutra; esprime preoccupazione per il fatto che tale compromesso non sia stato sufficientemente affrontato nelle recenti discussioni politiche; pone l'accento sulla necessità di sviluppare un approccio coerente per riunire la tutela della biodiversità e la protezione del clima in un settore forestale e una bioeconomia fiorenti; sottolinea l'importanza di sviluppare e garantire nell'UE una bioeconomia basata sul mercato, per esempio incentivando l'innovazione e lo sviluppo di nuovi bioprodotti con una catena di approvvigionamento che utilizza in modo efficace i materiali della biomassa; ritiene che l'UE debba incoraggiare l'impiego di legname, prodotti ottenuti dall'estrazione del legno o biomassa forestale onde stimolare la produzione sostenibile e l'occupazione; invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi affinché i materiali di origine biologica, compresi i rifiuti di legno, rientrino nella catena del valore, promuovendo la progettazione ecocompatibile, rafforzando ulteriormente il riciclaggio e favorendo l'utilizzo di materie prime secondarie in legno per i prodotti prima dell'eventuale incenerimento al termine del loro ciclo di vita;

25. insiste sulla necessità di offrire un pieno e reale sostegno politico al settore forestale e sottolinea che a tal fine occorre una strategia forestale dell'UE ambiziosa, indipendente e autonoma per il periodo successivo al 2020, parallelamente ad altre strategie settoriali pertinenti; osserva che, poiché l'agrosilvicoltura può avere caratteristiche sia agricole che forestali, la strategia forestale dell'UE deve essere coordinata con l'iniziativa "dal produttore al consumatore"; chiede una nuova strategia forestale dell'Unione europea basata sull'approccio olistico alla gestione sostenibile delle foreste, che tenga conto di tutti gli aspetti economici, sociali e ambientali della catena del valore delle foreste e che garantisca la continuità del ruolo multifunzionale e multidimensionale svolto dalle foreste; sottolinea che è necessario elaborare una strategia forestale dell'UE coordinata, equilibrata, coerente e meglio integrata con la pertinente legislazione dell'Unione in materia forestale, il settore forestale, ivi comprese le persone che direttamente o indirettamente lavorano e vivono nelle foreste e all'interno del settore forestale, e i molteplici servizi che essi forniscono, dato il numero crescente di politiche nazionali e dell'UE che interessano direttamente o indirettamente le foreste e la loro gestione nell'Unione;

26. chiede alla Commissione di impegnarsi, nell'ambito dell'attuazione del fondo di sviluppo regionale, per assicurare la promozione, in particolare, di iniziative volte ad arrestare la perdita di biodiversità nelle foreste, l'impianto di specie miste e autoctone e il miglioramento della gestione delle foreste, nonché per garantire che i progetti siano attuati e i finanziamenti siano mirati;

27. ritiene che la strategia forestale dell'Unione europea debba fungere da ponte tra le politiche forestali e agroforestali nazionali e gli obiettivi dell'UE in materia di foreste e agroforeste, riconoscendo sia la necessità di rispettare le competenze nazionali sia la necessità di contribuire al conseguimento degli obiettivi più ampi dell'UE, rispondendo nel contempo in maniera coerente alle specificità sia delle foreste private sia di quelle pubbliche; chiede misure volte a garantire la stabilità e la prevedibilità a lungo termine per il settore forestale e l'intera bioeconomia;

28. sottolinea l'importanza di un processo decisionale basato su elementi concreti per quanto riguarda le politiche dell'UE relative alle foreste, al settore forestale e alle relative catene del valore; chiede che tutti gli aspetti legati alle foreste del Green Deal europeo e della strategia per la biodiversità siano coerenti in termini di ambizione con la strategia forestale dell'Unione europea per il periodo successivo al 2020, in particolare al fine di garantire che la gestione sostenibile delle foreste abbia un impatto positivo sulla società, comprese la connettività e la rappresentatività degli ecosistemi forestali, che assicuri benefici stabili e a lungo termine per il clima e l'ambiente e che contribuisca, nel contempo, al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile; sottolinea che eventuali orientamenti dell'UE relativi alla gestione sostenibile delle foreste dovrebbero essere elaborati nel quadro della strategia forestale dell'Unione europea per il periodo successivo al 2020;

29. sottolinea la necessità di prendere in considerazione i legami tra il settore forestale e altri settori, come l'agricoltura, e il loro coordinamento all'interno della bioeconomia circolare, nonché l'importanza della digitalizzazione e degli investimenti nell'istruzione, nella ricerca, nell'innovazione e nella tutela della biodiversità, che possono contribuire positivamente a trovare nuove soluzioni per la mitigazione dei cambiamenti climatici, l'adattamento agli stessi e la creazione di posti di lavoro; osserva che le foreste sono parte integrante dello sviluppo sostenibile;

30. sottolinea l'importanza per la società rurale dei sistemi agroforestali, a bassissima densità e a malapena sostenibili in termini economici, tenendo conto del fatto che il reddito annuo è integrato da altre attività, ad esempio l'allevamento di bestiame, il turismo e la caccia, che devono ricevere finanziamenti sufficienti per prevenire la desertificazione e lo sfruttamento eccessivo;

31. evidenzia che, a causa dei cambiamenti climatici e degli effetti delle attività antropiche, perturbazioni naturali come incendi, siccità, inondazioni, tempeste, infestazioni parassitarie, malattie ed erosione si verificano già oggi e avranno luogo con maggiore frequenza e intensità in futuro, causando danni alle foreste nell'UE, il che richiederà una gestione dei rischi e delle crisi adeguata ai vari scenari; sottolinea, in tale contesto, la necessità di elaborare una solida strategia forestale dell'UE per il periodo successivo al 2020, nonché misure di gestione dei rischi, come il rafforzamento della resilienza europea alle catastrofi e degli strumenti di allarme rapido, al fine di essere più preparati e di prevenire al meglio tali eventi, accrescendo la resilienza delle foreste e rendendole più resistenti al clima, per esempio mediante il potenziamento dell'attuazione di una gestione forestale sostenibile e attiva e attraverso la ricerca e l'innovazione, che renderanno possibile ottimizzare l'adattabilità delle foreste dell'Unione; ricorda che, secondo l'Agenzia europea dell'ambiente, tra le principali cause della pressione esercitata sulle foreste nell'UE figurano l'espansione delle zone urbane e i cambiamenti climatici; pone inoltre l'accento sulla necessità di offrire meccanismi di sostegno migliori e risorse e strumenti finanziari per i proprietari di foreste, affinché applichino misure di prevenzione e di ripristino delle aree interessate, come il rimboschimento dei terreni deteriorati non adatti all'agricoltura, facendo altresì ricorso a fondi speciali per far fronte alle calamità, anche attraverso interventi straordinari, come il Fondo di solidarietà dell'Unione europea; sottolinea la necessità di garantire la coerenza tra la strategia forestale dell'UE e il meccanismo di protezione civile dell'Unione europea; invita la Commissione e gli Stati membri a istituire un meccanismo di emergenza e ritiene fondamentale includere il sostegno alla silvopastorizia (pascolo boschivo) nell'ambito delle misure agroforestali e incoraggiare gli Stati membri ad attuarlo nel prossimo programma di sviluppo rurale; sottolinea la necessità di maggiori risorse, dello sviluppo di una gestione degli incendi fondata su dati scientifici e di processi decisionali che tengano conto dei fattori di rischio, prendendo in considerazione le cause socioeconomiche, climatiche e ambientali degli incendi boschivi; chiede di introdurre una componente di risposta per le sfide comuni connesse ai cambiamenti climatici;

32. invita gli Stati membri a elaborare iniziative volte a preservare e, se necessario, costituire foreste a elevato valore di conservazione con meccanismi e strumenti necessari per incentivare e, se del caso, compensare i proprietari delle foreste, in modo tale da poter accrescere le conoscenze e i dati scientifici riguardo a tali foreste, preservando nel contempo gli habitat naturali;

33. riconosce il ruolo della biodiversità nel garantire che gli ecosistemi forestali rimangano sani e resilienti; sottolinea l'importanza dei siti Natura 2000, che offrono la possibilità di fornire alla società diversi servizi ecosistemici, comprese le materie prime; osserva, tuttavia, che per gestire tali zone sono necessarie consulenza tecnica e nuove risorse finanziarie sufficienti; sottolinea che le perdite economiche causate dalle misure di protezione dovrebbero essere equamente compensate; sottolinea l'importanza dell'integrazione pragmatica della conservazione della natura nella gestione sostenibile delle foreste senza ampliare necessariamente le zone protette ed evitando ulteriori oneri amministrativi e finanziari; sostiene l'istituzione di reti create sulla base delle iniziative promosse dagli Stati membri a tal fine; invita gli attori statali o regionali a negoziare il ripopolamento delle foreste fluviali, se del caso, con parti interessate specializzate, al fine di creare habitat ricchi di biodiversità, a seguito della cui creazione saranno sviluppati servizi ecologici, ad esempio l'assorbimento di sostanze dannose che circolano attraverso le acque sotterranee; sottolinea i risultati dello studio di valutazione dell'impatto della PAC, che individuano gli ambiti in cui gli strumenti e le misure della PAC possono contribuire in maniera significativa agli obiettivi in materia di biodiversità, e invita a esaminare le modalità con cui migliorare gli strumenti esistenti; incoraggia altresì ulteriore ricerca nella relazione tra biodiversità e resilienza;

34. osserva che circa il 25 % della superficie forestale totale dell'UE fa parte della rete Natura 2000;

35. prende atto del fatto che i negoziati condotti dalla Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite e sostenuti dall'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura relativi a un accordo giuridicamente vincolante a livello paneuropeo sulle foreste sono falliti, dal momento che la Federazione russa si è ritirata dal processo negoziale; continua, tuttavia, a impegnarsi a favore di strumenti validi atti a rafforzare la gestione sostenibile delle foreste a livello paneuropeo e globale;

36. sottolinea che un crescente numero di politiche dell'UE tratta la questione delle foreste da prospettive diverse; incoraggia il completamento del processo in corso istituito dalla vigente strategia forestale dell'UE al fine di sviluppare un approccio alla sostenibilità non basato sull'utilizzo finale, con lo stretto coinvolgimento del comitato permanente forestale e degli Stati membri, sulla base dell'approccio in due fasi della rifusione della direttiva sulle energie rinnovabili; ritiene che l'approccio in due fasi potrebbe essere utilizzato in altre politiche volte a garantire i criteri di sostenibilità della biomassa forestale e la coerenza intersettoriale delle politiche dell'UE e a riconoscere il valore dei servizi ecosistemici, in particolare dei benefici climatici delle foreste, significativi per la società; prende atto, tuttavia, del fatto che nell'UE la silvicoltura opera già nel rispetto dei più elevati standard di sostenibilità; osserva che un approccio sostenibile alla biomassa forestale deve tenere conto della necessaria competitività del legno rispetto ad altre materie prime; sottolinea l'importanza e incoraggia l'utilizzo degli strumenti sviluppati dal mercato, ad esempio i sistemi di certificazione forestale in vigore, come mezzi di prova idonei a verificare la sostenibilità delle risorse forestali;

37. sottolinea la cruciale importanza, nell'attuazione della strategia forestale dell'UE, di misure forestali e agroforestali nel quadro della PAC e di altre misure forestali, nonché di assicurare condizioni di mercato eque e competitive all'interno dell'Unione per l'efficace sviluppo di una bioeconomia circolare sostenibile; rammenta la necessità di continuità e di misure forestali e agroforestali esplicite e migliorate nell'ambito della PAC 2021-2027; sottolinea che ulteriori tagli al bilancio della PAC avrebbero un effetto negativo sugli investimenti nella gestione sostenibile delle foreste e sul conseguimento degli obiettivi del settore forestale dell'UE; ritiene che la gestione sostenibile delle foreste debba essere indicata in modo chiaro nei nuovi piani strategici della PAC; sottolinea la necessità di ridurre gli oneri amministrativi nell'ambito delle misure forestali dell'UE e degli aiuti di Stato in generale, ad esempio al fine di rafforzare la promozione e la conservazione della vegetazione arborea in relazione alle politiche in materia di caratteristiche del paesaggio associate ai pagamenti a titolo del primo e del secondo pilastro, e consentendo esenzioni per categoria al fine di reagire prontamente alle sfide per le foreste; esprime preoccupazione, nel contempo, per il fatto che le misure orizzontali dei programmi di sviluppo rurale (PSR), ad esempio "Giovane agricoltore", non comprendano le attività forestali, almeno in alcuni Stati membri;

38. sottolinea i benefici dell'associazione tra pascolo e gestione delle foreste, segnatamente sulla diminuzione del rischio di incendi e sulla riduzione dei costi di conservazione delle foreste; ritiene che la ricerca e il trasferimento di conoscenze agli operatori a tale riguardo siano fondamentali; sottolinea il valore dei sistemi agroforestali estensivi tradizionali e dei servizi ecosistemici da essi erogati; invita la Commissione europea a coordinare la strategia forestale dell'UE con l'iniziativa "dal produttore al consumatore" in modo da conseguire tali obiettivi e promuovere programmi di formazione specializzata a livello dell'UE, al fine di informare gli agricoltori dei benefici e della pratica di integrare la vegetazione arborea nell'agricoltura; prende atto del basso livello di attuazione delle numerose misure nell'ambito dei regolamenti di sviluppo rurale 2014-2020 concepiti per sostenere la deliberata integrazione della vegetazione arborea nell'agricoltura; riconosce la capacità dell'agrosilvicoltura di rafforzare la produttività complessiva della biomassa in aree specifiche e sottolinea che ecosistemi misti producono una quantità superiore di biomassa e assorbono più carbonio atmosferico;

39. sottolinea che l'Unione dovrebbe assegnare fondi sufficienti alle misure per il settore forestale, in linea con le nuove aspettative di detto settore, ivi compresi gli investimenti a favore dello sviluppo delle aree forestali e del miglioramento della sostenibilità delle foreste, della manutenzione delle reti di strade forestali, della tecnologia forestale, dell'innovazione, nonché della trasformazione e dell'introduzione dei prodotti forestali;

40. invita gli Stati membri ad allineare le varie strategie e i vari piani per la gestione delle foreste affinché i rispettivi obiettivi possano essere monitorati e corretti di conseguenza a tempo debito, anziché creare mosaici amministrativi che, a loro volta, minacciano il conseguimento degli obiettivi fissati nei rispettivi documenti strategici;

41. deplora l'omissione dell'agrosilvicoltura nella proposta della PAC per il periodo di programmazione 2021-2027; ritiene fondamentale che il prossimo regolamento sulla PAC riconosca i benefici dell'agrosilvicoltura e continui a promuovere e sostenere la costituzione, la rigenerazione, il rinnovamento e la conservazione dei sistemi agroforestali; invita la Commissione a promuovere l'attuazione di misure di sostegno agroforestale da parte degli Stati membri nei loro piani strategici;

42. accoglie con favore l'iniziativa "Farm Carbon Forest" annunciata dalla Commissione, volta a premiare gli agricoltori che si impegnano in progetti intesi a ridurre le emissioni di CO2 o ad aumentarne lo stoccaggio al fine di contribuire all'obiettivo di "zero emissioni di carbonio" nel 2050 nel contesto del nuovo Green Deal;

43. sottolinea il ruolo essenziale della ricerca e dell'innovazione di alto livello nella promozione del contributo delle foreste, dell'agrosilvicoltura e del settore forestale al superamento delle sfide del nostro tempo; sottolinea l'importanza dei programmi di ricerca e innovazione dell'UE per il periodo successivo al 2020, riconosce il ruolo del comitato permanente per la ricerca agricola e osserva che la ricerca e la tecnologia hanno fatto molta strada dall'introduzione della strategia forestale nel 2013; sottolinea l'importanza di incoraggiare ulteriormente la ricerca, tra l'altro, in materia di ecosistemi forestali, biodiversità, sostituzione sostenibile di materie prime ed energie basati sui combustibili fossili, stoccaggio del carbonio, prodotti a base di legno e pratiche di gestione sostenibile delle foreste; chiede di proseguire i finanziamenti a favore della ricerca nei suoli e nel loro ruolo nella resilienza e nell'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici, nella protezione e nel rafforzamento della biodiversità, nonché nella prestazione di altri servizi ecosistemici e di effetti di sostituzione, e di raccogliere dati in merito a metodi innovativi di protezione e rafforzamento della resilienza delle foreste; osserva con preoccupazione che i dati sulle foreste primarie rimangono incompleti; evidenzia che una maggiore ricerca e maggiori finanziamenti darebbero un contributo positivo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla preservazione degli ecosistemi forestali e alla promozione della biodiversità, della crescita economica sostenibile e dell'occupazione, in particolare nelle aree rurali; prende atto della raccomandazione della Commissione secondo cui una forte capitalizzazione dell'innovazione lungo le catene del valore aiuterebbe a sostenere la competitività del settore forestale; accoglie con favore, a tale riguardo, la nuova ambizione climatica della BEI tesa a finanziare progetti in grado di favorire le opportunità per il settore forestale, che svolge un ruolo importante nella sostituzione dei materiali e delle energie fossili; elogia la ricerca e l'innovazione già intraprese in materia forestale, in particolare nel quadro dei programmi Orizzonte 2020 e LIFE+; plaude ai casi in cui i risultati contribuiscono allo sviluppo della bioeconomia sostenibile, cercando un equilibrio tra diversi aspetti della gestione sostenibile delle foreste e sottolineando il ruolo multifunzionale delle foreste; invita la Commissione a investire nella ricerca finalizzata a trovare una soluzione alla diffusione di parassiti e malattie nelle foreste e, ove necessario, a intensificare tale ricerca;

44. invita la Commissione ad adottare iniziative, di concerto con i produttori di macchine forestali, onde pervenire a una migliore progettazione ecocompatibile di tali macchine, che consenta di conciliare un elevato livello di tutela della sicurezza dei lavoratori con un impatto minimo sui terreni e le acque forestali;

45. esprime preoccupazione per la notevole diminuzione della superficie totale delle foreste che si registra a livello globale dagli anni '90; sottolinea che la deforestazione e il degrado forestale a livello globale sono problemi gravi; sottolinea che la strategia forestale dell'UE dovrebbe esercitare un'influenza nel contesto politico mondiale e dovrebbe includere l'azione e gli obiettivi esterni dell'UE volti a promuovere la gestione sostenibile delle foreste a livello mondiale, sia bilateralmente che attraverso processi multilaterali in materia di foreste, ponendo l'accento sulle misure volte ad arrestare la deforestazione a livello globale, compreso il sostegno a catene di produzione e approvvigionamento legali, sostenibili e a deforestazione zero che non comportino violazioni dei diritti umani, e a garantire la gestione sostenibile delle risorse forestali; sottolinea che dovrebbero essere sviluppate iniziative politiche per affrontare le questioni al di fuori dell'UE, ponendo l'accento sui tropici e tenendo conto, al contempo, dei diversi gradi di ambizione della politica ambientale nei diversi paesi tropicali, e sui fattori all'origine delle pratiche non sostenibili nelle foreste provenienti dall'esterno del settore; sottolinea la necessità di attuare misure di tracciabilità per le importazioni e incoraggia la Commissione e gli Stati membri a promuovere la cooperazione con i paesi terzi al fine di consolidare norme più rigorose in materia di sostenibilità; sottolinea la necessità di promuovere l'attuazione del regolamento dell'UE sul legno e il piano d'azione FLEGT (applicazione delle normative, governance e commercio nel settore forestale) al fine di consentire una migliore prevenzione dell'ingresso di legname di provenienza illegale o abbattuto illegalmente, che costituisce concorrenza sleale nei confronti del settore forestale europeo; ribadisce la necessità di sistemi di certificazione e dell'inclusione di disposizioni specifiche sulla gestione sostenibile delle foreste negli accordi commerciali; chiede un'interpretazione coerente e sistematica del sistema di dovuta diligenza di cui al regolamento UE sul legno;

46. sottolinea l'importanza dell'istruzione e di una forza lavoro qualificata e ben formata per quanto riguarda la corretta attuazione pratica della gestione sostenibile delle foreste; invita la Commissione e gli Stati membri a continuare ad attuare misure e a utilizzare gli strumenti europei esistenti come il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), il Fondo sociale europeo (FSE) e i programmi europei di formazione (ET2020) per sostenere il ricambio generazionale e compensare la carenza di forza lavoro qualificata nel settore;

47. chiede che anche negli accordi commerciali si tenga conto dell'importazione di legno di provenienza illegale e che si applichino sanzioni nel caso di comportamenti illeciti;

48. invita gli Stati membri e l'industria del legno a contribuire in maniera considerevole per assicurare che le aree sottoposte a rimboschimento siano pari a quelle deforestate;

49. sottolinea la necessità di potenziare ulteriormente il sistema di informazione forestale europeo (FISE) a livello di UE tenendo conto dei sistemi esistenti, sotto la responsabilità condivisa di tutte le pertinenti direzioni generali della Commissione competenti su diverse tematiche contemplate dal FISE; ritiene che il coordinamento di tale strumento debba essere effettuato dalla strategia forestale dell'UE; sottolinea l'importanza di fornire informazioni in tempo reale, comparative, scientificamente fondate ed equilibrate sulle risorse forestali europee, monitorando nel contempo se le foreste e le riserve naturali siano ben gestite e ben conservate, ove necessario, e mirando a prevedere l'impatto delle perturbazioni naturali causate dai cambiamenti climatici e delle relative conseguenze con indicatori ambientali socioeconomici per lo sviluppo di qualsiasi politica forestale dell'UE; osserva che gli inventari forestali nazionali rappresentano uno strumento completo di monitoraggio per la valutazione delle riserve di legno e tengono conto di considerazioni regionali; invita l'Unione europea a creare una rete di monitoraggio delle foreste europee che raccolga le informazioni a livello locale in relazione ai programmi di osservazione della Terra Copernicus;

50. accoglie con favore la tendenza alla digitalizzazione del settore e invita la Commissione a considerare l'attuazione di un meccanismo digitale per la tracciabilità del legno a livello di UE ai fini della raccolta dati, della coerenza nella trasparenza, della garanzia della parità di condizioni e della riduzione di comportamenti non concorrenziali e di azioni illecite deliberate nel commercio di legname, all'interno e al di fuori dell'UE, tramite un sistema di verifica; ritiene inoltre che tale sistema di verifica migliorerebbe la conformità, limitando e contrastando la frode finanziaria, ostacolando nel contempo le pratiche di cartello ed eliminando gli spostamenti e le operazioni logistiche di disboscamento illegale; incoraggia ulteriormente lo scambio di buone prassi con gli Stati membri che hanno già attuato tali riforme a livello nazionale;

51. sottolinea che gli Stati membri hanno la competenza e un ruolo centrale nella preparazione e nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea per il periodo successivo al 2020; invita il comitato permanente forestale della Commissione a sostenere gli Stati membri in questo compito; sottolinea l'importanza dello scambio di informazioni e del coinvolgimento parallelo delle parti interessate, come i proprietari e i gestori di foreste, nel gruppo di dialogo civile sulle foreste e il sughero, e di proseguire le riunioni periodiche, aumentando il coordinamento e le sinergie con il comitato permanente forestale; esorta la Commissione a coinvolgere il Parlamento, almeno su base annua, nell'attuazione della strategia forestale dell'UE; chiede di rafforzare il ruolo del comitato permanente forestale al fine di assicurare il coordinamento tra le parti interessate e le politiche pertinenti a livello di UE; sottolinea inoltre che gli enti locali e regionali svolgono un ruolo chiave nel rafforzamento dell'uso sostenibile delle foreste e, in particolare, dell'economia rurale; sottolinea l'importanza della cooperazione rafforzata tra gli Stati membri al fine di potenziare i benefici della nuova strategia forestale dell'UE; invita pertanto la Commissione e le direzioni generali competenti in materia forestale a lavorare in maniera strategica per assicurare la coerenza in qualsiasi lavoro in ambito forestale e rafforzare la gestione sostenibile delle foreste;

52. esorta gli Stati membri a conferire priorità al mantenimento di un elevato livello di formazione professionale nel settore della lavorazione del legno e dell'eco-edilizia, nonché a sostenere le spese e a effettuare gli investimenti pubblici necessari in tale ambito, al fine di anticipare le esigenze future della filiera europea del legno;

53. ricorda l'impegno della Commissione alla tolleranza zero per la non conformità; sottolinea che numerosi casi di infrazione attualmente avviati nei confronti degli Stati membri trattano valori indispensabili degli ecosistemi forestali europei ed esorta la Commissione ad agire con celerità in tali casi;

54. esorta la Commissione, in coordinamento con i servizi d'ispettorato del lavoro degli Stati membri, a verificare che i macchinari immessi sul mercato e utilizzati dalle imprese operanti nella filiera del legno siano conformi alla direttiva 2006/42/CE relativa alle macchine e dispongano di un sistema di cattura e aspirazione delle polveri del legno;

55. è convinto che la strategia forestale dell'UE debba promuovere e sostenere la condivisione delle migliori prassi per quanto riguarda l'attuazione della gestione sostenibile delle foreste, la formazione professionale degli operatori e dei gestori delle foreste, i risultati nel settore forestale e migliorare la cooperazione tra gli Stati membri in materia di azioni transfrontaliere e condivisione di informazioni, al fine di assicurare la crescita di foreste europee sane; sottolinea inoltre la necessità di migliorare la comunicazione in merito all'importanza della gestione sostenibile delle superfici forestali, unitamente alla possibilità di estendere, attuare e coordinare le campagne di informazione sulla natura multifunzionale delle foreste e sui molteplici benefici economici, sociali e ambientali offerti dalla gestione delle foreste a tutti i livelli pertinenti dell'UE, affinché tutti i cittadini prendano coscienza della ricchezza di tale patrimonio e della necessità di gestire, curare e sfruttare le nostre risorse per evitare conflitti sociali;

56. incoraggia gli Stati membri ad esortare le rispettive parti interessate del settore forestale a raggiungere un segmento più ampio della popolazione attraverso strumenti e programmi didattici sia per gli studenti che per le persone di altre fasce d'età, sottolineando l'importanza delle foreste sia per le attività svolte dall'uomo che per preservare la biodiversità e vari ecosistemi;

57. osserva che la digitalizzazione e le tecnologie sostenibili svolgono un ruolo fondamentale nel fornire valore aggiunto nell'ambito dell'ulteriore sviluppo del settore forestale; invita la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare il trasferimento di conoscenze e tecnologie e la condivisione delle migliori prassi, ad esempio riguardo alla gestione sostenibile e attiva delle foreste;

58. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


MOTIVAZIONE

Le foreste, la silvicoltura e il settore forestale nel suo insieme rivestono un ruolo di primo piano nell'offrire soluzioni sostenibili a molte sfide del nostro tempo. Le foreste e gli altri terreni boschivi coprono almeno il 43 % della superficie dell'UE e il settore forestale dà lavoro direttamente ad almeno 500 000 cittadini europei e indirettamente a 2,6 milioni di persone. Inoltre, il 60 % delle foreste dell'UE appartiene a proprietari privati. Le foreste europee presentano altresì un elevato grado di diversificazione in termini di dimensioni, struttura, biodiversità e approcci di gestione.

Il contesto politico mondiale è cambiato radicalmente dalla precedente strategia forestale dell'UE del 2013 e tale evoluzione influenza profondamente diverse politiche dell'Unione. Gli impegni interni e internazionali dell'Unione europea, come una società a emissioni zero, il Green Deal europeo, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, il protocollo di Kyoto, l'accordo di Parigi e altri, non potranno essere rispettati senza i benefici apportati dalle foreste e dal settore forestale in ambito climatico e senza gli altri servizi ecosistemici delle foreste.

Occorre inoltre ricordare che la politica forestale rimane principalmente di competenza degli Stati membri. Il TFUE non fa alcun riferimento a disposizioni specifiche per una politica forestale dell'UE e l'Unione contribuisce da tempo, attraverso le sue politiche, all'attuazione di una gestione sostenibile delle foreste e alle decisioni degli Stati membri in materia di foreste. Il crescente numero di politiche nazionali e dell'UE influenza direttamente o indirettamente le foreste e la loro gestione all'interno dell'Unione. Ciò determina, all'interno dell'UE, un panorama politico complesso e frammentato per le foreste e la loro gestione, che deve essere più coerente e meglio coordinata, a vantaggio di tutti i pilastri della sostenibilità.

Si rende pertanto necessaria una strategia forestale dell'UE solida, globale e indipendente per il periodo successivo al 2020. Detta strategia dovrebbe integrare un approccio olistico alla gestione sostenibile delle foreste, che si basi sulla sostenibilità economica, sociale e ambientale in modo equilibrato e che garantisca la continuità del ruolo polivalente delle foreste. La strategia forestale dell'UE dovrebbe costituire una parte integrante e indipendente del prossimo Green Deal europeo e non dovrebbe essere subordinata ad altre strategie settoriali.

La nuova strategia forestale dell'UE dovrebbe includere strumenti volti a promuoverne il ruolo di efficace mezzo di coordinamento di diverse politiche dell'UE in materia di foreste e della relativa attuazione, con modalità che tengano conto dell'intera catena del valore delle foreste. Detta strategia dovrebbe generare coerenza e sinergie con altri ambiti che influenzano il settore forestale, dovrebbe rappresentare un ponte tra le politiche settoriali dell'UE e le politiche nazionali degli Stati membri in materia di foreste e garantire che le competenze del settore forestale siano sfruttate sin dalle prime fasi dell'elaborazione delle politiche, portando così allo sviluppo di politiche forestali coerenti e uniformi. L'Unione europea, inoltre, dovrebbe plasmare attivamente il panorama politico globale adottando misure volte a fermare la deforestazione a livello globale e incoraggiando non solo il rimboschimento e l'imboschimento, ma anche la gestione sostenibile delle risorse forestali.

Le foreste, il settore forestale e la bioeconomia svolgono altresì un ruolo fondamentale nel conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e, di conseguenza, degli obiettivi dell'UE in ambito climatico, ambientale ed energetico. Raggiungere tali obiettivi sarà impossibile senza foreste sane e multifunzionali e senza una gestione sostenibile delle foreste per mezzo di industrie solide. È importante prevenire l'esodo dalle zone rurali, incoraggiare le industrie a investire in Europa e costruire ecosistemi imprenditoriali che facciano un uso sostenibile delle risorse disponibili a livello locale e offrano posti di lavoro alla popolazione locale. In tal senso la strategia forestale dell'UE dovrebbe rivestire un ruolo chiave nel garantire anche la disponibilità delle materie prime per le industrie.

Diminuire la dipendenza da materie prime ed energie fossili implicherebbe un aumento delle opportunità, soprattutto nelle aree rurali. Le foreste non dovrebbero essere considerate soltanto come pozzi di assorbimento di CO2 che permettono agli altri settori di ridurre i propri contributi a favore della diminuzione delle rispettive emissioni. Si dovrebbe sottolineare l'importanza di abbandonare una società dipendente dai combustibili fossili.

La mitigazione dei cambiamenti climatici deve essere considerata come uno degli importanti servizi che le foreste e il settore forestale offrono. Inoltre, l'adattamento ai cambiamenti climatici è diventato sempre più importante al fine di garantire adeguate misure di prevenzione delle perturbazioni naturali. Le epidemie di scolitidi, le siccità e gli incendi boschivi devono essere affrontati e prevenuti.

La dimensione ambientale, economica e sociale delle foreste e della gestione di queste ultime deve essere promossa in modo equilibrato, rafforzando nel contempo i fondamentali benefici climatici globali derivanti dalle foreste e dalla catena del valore delle foreste, in particolare una maggiore immobilizzazione di CO2, lo stoccaggio del carbonio nei prodotti a base di legno e la sostituzione di materie prime ed energie fossili. In relazione a ciò, è necessario potenziare gli sforzi nell'ambito della ricerca.

Le foreste e il settore forestale contribuiscono significativamente allo sviluppo di bioeconomie locali e circolari nell'UE. Nel 2010 la bioeconomia rappresentava un mercato il cui valore stimato ammontava a oltre 2 000 miliardi di EUR con 20 milioni di posti di lavoro, che rappresentavano il 9 % dell'occupazione totale nell'Unione. Il raggiungimento di una bioeconomia circolare deve essere favorito attraverso una rigorosa ricerca e solide politiche di innovazione. Ogni euro investito nella ricerca e nell'innovazione in materia di bioeconomia, nel quadro di Orizzonte 2020, genererà circa 10 EUR di valore aggiunto.

Occorre sottolineare l'importanza di ecosistemi forestali sani e resilienti, ivi comprese la flora e la fauna, al fine di mantenere e migliorare l'erogazione dei diversi servizi ecosistemici offerti dalle foreste, come biodiversità, aria pulita, acqua, terreni sani, legno e materie prime diverse dal legno.

I siti della rete Natura 2000, inoltre, offrono alla società numerosi servizi ecosistemici, comprese le materie prime. Tuttavia, la gestione di tali aree richiede risorse finanziarie sufficienti.

L'imboschimento e il rimboschimento sono altresì strumenti adeguati per accrescere la copertura delle foreste nell'UE, in particolare nelle zone abbandonate, nelle zone prossime alle aree urbane e periurbane, nonché nelle aree montane. È necessario porre in evidenza l'importanza delle funzioni protettive delle foreste, così come della gestione attiva e sostenibile delle stesse, in queste aree, al fine di migliorare lo stato di salute e la resilienza degli ecosistemi e di adeguare la composizione delle specie alle condizioni regionali e climatiche.

Occorre inoltre sottolineare l'importanza cruciale della politica agricola comune (PAC), del finanziamento delle misure forestali e dei programmi quadro per la ricerca in materia di mezzi di sussistenza e sviluppo della bioeconomia nelle aree rurali. Gli agricoltori e i proprietari di foreste sono attori fondamentali nelle zone rurali. Inoltre, il ruolo della silvicoltura, dell'agrosilvicoltura e delle industrie forestali all'interno del programma di sviluppo rurale della PAC per il periodo 2014-2020 riveste grande importanza. È necessario promuoverne il riconoscimento all'interno della PAC 2021-2027, così come nell'attuazione del Green Deal europeo.

Una ricerca di elevata qualità adeguatamente finanziata, l'innovazione, la raccolta di informazioni, il mantenimento e lo sviluppo di banche dati e la condivisione di migliori prassi e conoscenze hanno un ruolo chiave per il futuro delle foreste multifunzionali dell'UE e per l'intera catena del valore forestale, alla luce della crescente pressione a cui sono sottoposte e della necessità di cogliere le diverse opportunità e rispondere alle numerose sfide che la società deve affrontare.

Le foreste hanno, ad esempio, un valore ricreativo ed offrono attività quali la raccolta di prodotti forestali diversi dal legno, come funghi e bacche. Si dovrebbe porre l'accento sulle opportunità offerte dal miglioramento dell'estrazione di biomassa come strumento di prevenzione degli incendi boschivi e dall'aumento della biodiversità mediante i pascoli, sottolineando, però, che il pascolo delle specie selvatiche potrebbe avere un impatto negativo sulla sopravvivenza delle plantule.

La società europea diventa sempre più slegata dalle foreste e dalla silvicoltura, pertanto occorre promuovere l'importanza della gestione sostenibile delle foreste. Tenendo in considerazione il ruolo fondamentale di una gestione sostenibile delle foreste nell'assicurare i numerosi benefici che le foreste offrono alla società, risulta necessario informare il grande pubblico in merito alla funzione economica, sociale, ambientale, nonché culturale e storica, delle foreste e della loro gestione come parte del nostro patrimonio naturale.

Nel corso dell'elaborazione e dell'attuazione della strategia forestale dell'UE per il periodo successivo al 2020, la Commissione dovrebbe attribuire agli Stati membri un ruolo chiave attraverso il suo comitato permanente forestale e coinvolgere parallelamente le pertinenti parti interessate attraverso il gruppo di dialogo civile sulle foreste e il sughero. La Commissione dovrebbe inoltre coinvolgere il Parlamento, su base annua, nell'attuazione della strategia forestale dell'UE.

In conclusione, occorre un'ambiziosa e solida strategia forestale dell'UE per il periodo successivo al 2020, onde garantire un approccio coordinato e olistico alle foreste, al settore forestale e ai molteplici servizi che essi offrono. Grazie a soluzioni digitali all'avanguardia e a tecnologie sostenibili, le foreste e il settore forestale possono apportare un crescente contributo al clima, all'ambiente, ai cittadini e alla bioeconomia circolare. Sono necessari investimenti a lungo termine nella gestione sostenibile delle foreste, al fine di garantire che queste ultime rimangano economicamente sostenibili e diano anche un contributo significativo al conseguimento dei numerosi obiettivi dell'Unione, tra cui il Green Deal europeo e la transizione verso la bioeconomia circolare. Attrarre investimenti in ambito forestale in Europa e agevolare le interconnessioni con altri settori sono elementi da tenere in considerazione nella strategia forestale dell'UE. Inoltre, occorre sottolineare il ruolo fondamentale e il potenziale dei materiali a base di legno nella sostituzione delle alternative dipendenti da combustibili fossili in settori quali l'edilizia, l'industria tessile, i prodotti chimici e gli imballaggi. È altresì necessario un processo decisionale basato su elementi concreti per quanto riguarda le politiche dell'UE in materia di foreste.



 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (23.6.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</CommissionInt>


<Titre>sulla strategia forestale europea - Il cammino da seguire</Titre>

<DocRef>(2019/2157(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Jessica Polfjärd</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 vista la relazione sul tema "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta", attualmente oggetto di discussione in seno alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare;

A. considerando che le foreste e altri terreni boschivi sono cresciuti notevolmente nell'UE tra il 1990 e il 2015 grazie a programmi mirati e alla crescita naturale, arrivando a coprire il 43 % del territorio dell'UE, pari a 182 milioni di ettari, e rappresentando il 5 % delle foreste totali del mondo; che le aree forestali costituiscono metà della rete Natura 2000; che alcuni Stati membri, con più della metà dei loro territori coperti da foreste, dipendono dalla silvicoltura; che il 60 % delle foreste dell'UE è di proprietà privata, per lo più appartenente a piccoli proprietari che possiedono meno di 3 ettari di foresta; che le foreste ospitano una parte significativa della biodiversità terrestre dell'Europa;

B. considerando che l'Unione si è impegnata a realizzare gli obiettivi della Convenzione sulla diversità biologica di Aichi, ad esempio l'obiettivo 7, che prevede che entro il 2020 le superfici adibite all'agricoltura, all'acquacoltura e alla silvicoltura siano gestite in modo sostenibile, assicurando la conservazione della biodiversità, ma che l'Unione non è pronta a conseguirli;

C. considerando che le foreste costituiscono ecosistemi circolari fondati sul riciclo completo della materia e dei nutrienti ivi contenuti; che qualsiasi forma di gestione attiva si basa sullo sfruttamento delle risorse di tale ecosistema, il che incide inevitabilmente e negativamente sul suo funzionamento, sulla sua struttura e sulla sua biodiversità;

D. considerando che molti aspetti delle foreste e della silvicoltura sono disciplinati nel quadro della legislazione dell'UE, quali le direttive Uccelli e Habitat, la politica agricola comune (PAC), il regolamento sull'uso del suolo, il cambiamento di uso del suolo e la silvicoltura (LULUCF), la direttiva sulle energie rinnovabili e il regolamento sul legno;

E. considerando che, secondo il rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente dal titolo "The European Environment – state and outlook 2020" (L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020), le tendenze a lungo termine delle popolazioni di uccelli, compresi gli uccelli comuni delle foreste, dimostrano che l'Europa ha subito un massiccio declino della biodiversità, e la gestione intensiva delle foreste è stata identificata come uno dei fattori trainanti[10]; che, secondo la medesima relazione, l'Europa affronta sfide ambientali di portata e urgenza senza precedenti; che è necessario un intervento urgente nei prossimi dieci anni per affrontare l'allarmante tasso di perdita di biodiversità, gli effetti sempre maggiori dei cambiamenti climatici e l'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali;

F. che, a differenza delle foreste più giovani e gestite, alberi di grandi dimensioni e foreste intatte e più antiche forniscono un habitat essenziale e costituiscono stock essenziali di carbonio che, in caso di abbattimento, non potrebbero essere sostituiti per almeno 100-150 anni; che le foreste più vecchie continuano a rimuovere e immagazzinare carbonio dall'atmosfera, anche attraverso il suolo forestale; che le foreste primarie sono quasi scomparse nell'UE;

G. considerando che la relazione del 2018 della Commissione sui progressi nell'attuazione dell'attuale strategia forestale dell'Unione europea afferma che l'attuazione della politica europea in materia di biodiversità resta una sfida importante e che "le relazioni sulla conservazione degli habitat e delle specie forestali non indicano finora miglioramenti"; che per il periodo 2007-2012 gli Stati membri hanno riferito che solo il 26 % delle specie forestali e il 15 % degli habitat forestali di interesse europeo, elencati nella direttiva Habitat, erano in uno "stato di conservazione soddisfacente"; che la qualità delle foreste nell'UE è in declino da molto tempo; che il disboscamento illegale è un problema ancora irrisolto in alcuni Stati membri;

H. considerando che a norma dell'articolo 4 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), l'ambiente è un settore in cui l'Unione ha una competenza concorrente con quella dei suoi Stati membri. che, a norma dell'articolo 191 TFUE, la politica dell'Unione in materia ambientale mira, tra l'altro, a un elevato livello di tutela; che la Corte di giustizia ha stabilito che le foreste rientrano nel patrimonio naturale dell'UE e sono pertanto contemplate dall'articolo 191[11];

I. considerando che il 28 novembre 2019 il Parlamento europeo ha dichiarato un'emergenza climatica e ambientale;

J. considerando che le foreste sono parte integrante dello sviluppo sostenibile; che, al fine di contribuire ad affrontare la perdita di biodiversità e le crisi climatiche, è essenziale che le foreste siano protette, ripristinate e gestite in modo da ottimizzarne la capacità di stoccaggio del carbonio e di tutela della biodiversità; che gli ecosistemi intatti hanno maggiore capacità rispetto a quelli degradati di superare i fattori ambientali di stress, compresi i cambiamenti climatici, poiché hanno proprietà intrinseche che consentono loro di massimizzare la loro capacità di adattamento; considerando che, a differenza delle foreste più giovani e gestite, alberi di grandi dimensioni e foreste intatte e più antiche forniscono un habitat essenziale e maggiori stock di biossido di carbonio (CO2); che gli habitat forestali interconnessi e i corridoi forestali sono fondamentali per garantire la sopravvivenza di flora e fauna in pericolo;

K. considerando che le foreste e le aree forestali hanno un ruolo multifunzionale in quanto ecosistemi circolari, fondati sul pieno riciclo di materia e nutrienti, e sono cruciali per regolare il ciclo dell'acqua, anche come ritenzione idrica per prevenire inondazioni, assorbire CO2, immagazzinare carbonio, ospitare biodiversità terrestre, e fornire possibilità di svago e benessere vicine alla natura, oltre a contribuire alla crescita economica e all'occupazione nelle aree rurali e urbane, dove il settore forestale dell'UE è un importante pilastro che dà lavoro a più di 3 milioni di persone; che tali posti di lavoro dipendono da ecosistemi forestali resilienti nel lungo termine;

L. considerando che l'UE si è impegnata a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell'ONU, compreso l'obiettivo 15, che è quello di proteggere, ripristinare e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire in modo sostenibile le foreste, combattere la desertificazione, arrestare e invertire il degrado del territorio e arrestare la perdita di biodiversità;

M. considerando che le foreste contribuiscono efficacemente all'equilibrio territoriale, alla crescita economica e all'occupazione nelle zone rurali e urbane e favoriscono il mantenimento della competitività del settore forestale; che un approccio equilibrato a tutte le funzioni delle foreste è fondamentale per garantire coerenza tra le politiche forestali; che è importante porre l'accento sui continui sforzi profusi dai proprietari e dai gestori di foreste per assicurare lo sviluppo sostenibile di queste ultime e sull'importanza di migliorare ulteriormente le loro potenzialità per conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo e lo sviluppo della bioeconomia, salvaguardando nel contempo i servizi ecosistemici e la biodiversità; che i proprietari e i gestori di foreste dell'UE hanno una lunga tradizione ed esperienza nella gestione delle foreste multifunzionali; che, tuttavia, a causa delle sfide attuali, è necessaria una buona conoscenza dell'ecologia forestale, anche nell'affrontare le perturbazioni naturali;

N. considerando che sta crescendo la richiesta a livello mondiale di una natura selvatica autentica e che è aumentato in maniera significativa il sostegno pubblico a una protezione rigorosa degli ecosistemi forestali;

O. considerando che la varietà genetica delle foreste è essenziale per adattarsi alle mutevoli condizioni ambientali, quali i cambiamenti climatici, e per ripristinare la biodiversità;

P. considerando che la relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) sull'uso del suolo ha rilevato che la silvicoltura commerciale ha contribuito all'aumento delle emissioni nette di gas a effetto serra, alla perdita di ecosistemi naturali e alla riduzione di biodiversità;

Q. considerando che le foreste europee hanno un valore immenso in termini di mitigazione climatica, poiché gli ecosistemi forestali assorbono e immagazzinano circa il 10 % delle emissioni di gas serra in Europa, e vi è il potenziale per aumentare tale capacità; che le foreste forniscono anche una materia prima rinnovabile e rispettosa del clima che funge da sostituto dei materiali ad alta intensità energetica e dei combustibili fossili; che, tuttavia, il principio dell'uso a "cascata" dovrebbe essere riconosciuto e utilizzato come un modo vantaggioso per migliorare l'efficienza delle risorse nella nuova strategia forestale; che le foreste immagazzinano e assorbono circa 2,5 volte più CO2 nel suolo che nella biomassa arborea; che le foreste colpite dagli incendi e dal disboscamento hanno registrato una perdita di suolo pari al 26,6 %; che va quindi posta in evidenza l'importanza di ecosistemi forestali complessi e di foreste mature;

R. considerando che la "proforestazione" è la pratica di lasciar crescere le foreste fino a raggiungere la loro capacità ecologica massima di immagazzinare carbonio e raggiungere il loro pieno potenziale in termini di biodiversità;

S. considerando che, al fine di preservare l'intera scala della biodiversità e della funzionalità delle foreste e di rispettare la necessità di mitigazione e di adattamento ai cambiamenti climatici, poiché il regolamento LULUCF riconosce che il comparto di carbonio costituito da legno morto nelle foreste è analogo ai prodotti legnosi a lunga vita in quanto il suo carbonio non è soggetto a ossidazione istantanea e fornisce microhabitat cruciali da cui dipendono numerose specie, comprese quelle protette, è di fondamentale importanza proteggere una parte delle aree forestali da qualsiasi forma di intervento umano attivo; che sono emerse nuove opzioni di adattamento al cambiamento climatico e di mitigazione dei cambiamenti climatici, tra cui la proforestazione[12] e la silvicoltura prossima alla natura;

T. considerando che, secondo la relazione di valutazione globale dell'IPBES del 2019 sulla biodiversità e i servizi ecosistemici, la natura è in declino su scala mondiale a un ritmo senza precedenti nella storia dell'umanità e un milione di specie animali e vegetali è a rischio di estinzione;

U. considerando che la PAC è la principale fonte dei fondi dell'UE per la gestione delle foreste;

V. considerando che le piantagioni sono spesso monocolture che contengono meno biodiversità rispetto alle foreste naturali e seminaturali e sono meno resilienti ai cambiamenti climatici, portando quindi a minori perdite di carbonio dovute alle perturbazioni naturali;

W. considerando che i vari tipi di sezionamento hanno impatti diversi sulle capacità di stoccaggio dell'anidride carbonica delle foreste, sulla qualità del suolo e sullo stato di conservazione; che il taglio raso di grandi superfici è il metodo più dannoso, poiché rimuove gran parte della materia organica e delle radici dal suolo, provoca il rilascio del carbonio immagazzinato nel suolo (pari a circa 2,5 volte la quantità di carbonio immagazzinato nella biomassa degli alberi) e danneggia in maniera significativa la complessa struttura delle foreste e dei relativi ecosistemi dipendenti;

X. considerando che le sovvenzioni alla bioenergia determinano un peggioramento del rapporto tra l'utilizzo del legno come materia prima e l'utilizzo a fini energetici e, allo stesso tempo, un aumento artificiale della fornitura di biomassa[13], riducendo così la capacità delle foreste di sequestrare carbonio;

Y. considerando che i sussidi per varie fonti di energia rinnovabile contribuiscono a rilanciare il settore; che i settori dell'energia solare ed eolica e le tecnologie correlate possono sostenersi senza sovvenzioni dopo l'espansione iniziale; che ciò tuttavia non è vero per la bioenergia, che è un settore che funziona solo grazie ai sussidi;

Z. considerando che i dati disponibili sulle foreste a livello dell'UE sono incompleti e di qualità disomogenea, il che ostacola il coordinamento della gestione e della conservazione delle foreste da parte dell'UE e degli Stati membri;

AA. considerando che la deforestazione incontrollata è uno dei fattori che hanno creato la "tempesta perfetta" per la trasmissione di malattie da specie selvatiche a persone[14]

AB. considerando che l'UE ha la responsabilità di garantire che i nostri modelli di consumo e le nostre importazioni dai paesi terzi non contribuiscano alla deforestazione o al degrado forestale, né alla conversione o al degrado di altri ecosistemi naturali in altre parti del mondo;

1. accoglie con favore la decisione della Commissione di introdurre una nuova strategia forestale dell'UE; sottolinea che tale strategia deve rispettare il principio di sussidiarietà; sottolinea la necessità che la strategia forestale riconosca le competenze dell'UE in materia di protezione dell'ambiente, comprese le foreste; ricorda che, a norma dell'articolo 191 TFUE, la politica dell'Unione in materia ambientale deve contribuire, tra gli altri obiettivi, a perseguire la salvaguardia, la tutela e il miglioramento della qualità dell'ambiente e all'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali; ricorda che vari atti legislativi dell'UE riguardano le foreste e la relativa gestione; pone l'accento, a tale riguardo, sulla necessità di una strategia forestale olistica e coerente che rafforzi il ruolo multifunzionale delle foreste e del settore forestale nell'UE e che promuova i benefici di vasta portata delle foreste sotto il profilo sociale, economico e ambientale, nel pieno rispetto degli obiettivi climatici e ambientali dell'Unione; sottolinea la necessità di una chiara definizione di priorità, ove la protezione del clima e la tutela della biodiversità costituiscano obiettivi centrali e interconnessi nella nuova strategia forestale dell'UE; evidenzia l'urgente necessità di prevenire e gestire le perturbazioni naturali; sottolinea che la strategia forestale dovrebbe essere coerente con il Green Deal europeo e allineata alla strategia in materia di biodiversità per il 2030;

2. ricorda che secondo l'Agenzia europea dell'ambiente anche le foreste urbane forniscono un contributo positivo non trascurabile alla lotta contro i cambiamenti climatici e le relative conseguenze per la salute e richiama l'attenzione sulla loro funzione di area ricreativa e spazio naturale, di particolare importanza per la popolazione urbana; sottolinea che, oltre alle foreste nelle zone rurali, anche le foreste urbane e l'interazione delle foreste e degli alberi con le aree urbane e periurbane, nonché la comprensione della loro funzione per tali comunità, dovrebbero essere oggetto di valutazione, in particolare alla luce delle siccità persistenti;

3. pone l'accento sulla necessità di una strategia forestale olistica e coerente che rafforzi il ruolo multifunzionale delle foreste e la loro sostenibilità, nonché il settore forestale nell'UE, e che promuova i benefici di vasta portata delle foreste sotto il profilo ambientale, sociale, economico e culturale; evidenzia, in tale quadro, la necessità urgente e prioritaria di prevenire e gestire le perturbazioni naturali e le pressioni esistenti sulle foreste stesse, nonché di contrastare la deforestazione;

4. sottolinea che la nuova strategia forestale dovrebbe fungere da strumento politico centrale nell'UE per un efficace coordinamento delle politiche e delle iniziative relative alle foreste nell'ambito del Green Deal europeo; invita la Commissione e gli Stati membri a prendere in considerazione l'introduzione di obiettivi per la copertura forestale al fine di aumentare in modo sostenibile i livelli attuali, approvando nel contempo gli obiettivi per il 2030 sulle aree protette, comprese le foreste, e il ripristino in linea con la strategia dell'UE in materia di biodiversità e con le richieste del Parlamento[15] di ridurre la deforestazione e migliorare la qualità delle foreste e dei terreni boschivi esistenti; ritiene che la strategia forestale debba includere strumenti adeguati per conseguire tali obiettivi;

5. sottolinea che le foreste costituiscono quasi la metà della superficie totale dei siti Natura 2000 (vale a dire 37,5 milioni di ettari) e che il 23 % di tutte le foreste in Europa si trova all'interno di questi siti, ragion per cui le foreste sono di importanza cruciale[16]; sottolinea, in tale contesto, l'urgente necessità di onorare l'impegno della Commissione di adottare un approccio di tolleranza zero nei confronti del mancato rispetto della legislazione ambientale e, in particolare, di dare priorità all'effettiva applicazione della legislazione dell'UE in materia ambientale, compresi adeguati piani di gestione per i siti Natura 2000, e di valutare se sono stati stanziati fondi sufficienti per la protezione delle foreste nei siti Natura 2000, anche mediante procedure di infrazione; segnala in tal senso cinque importanti sfide legate all'attuazione di Natura 2000 nelle foreste:

1) l'equilibrio fra la conservazione della biodiversità e la produzione di legname;

2) l'integrazione della conservazione e delle richieste dei portatori di interesse locali;

3) i cambiamenti climatici;

4) la mancanza di finanziamenti;

5) i conflitti con altre politiche settoriali;

 

 chiede pertanto alla Commissione europea e agli Stati membri di:

1) rafforzare la comunicazione e la trasparenza;

2) porre in maggior rilievo la scienza della conservazione nello sviluppo delle strategie di gestione e nella risposta ai cambiamenti climatici;

3) rafforzare la partecipazione civica alla progettazione e all'attuazione delle politiche;

4) mettere in atto un'effettiva strategia di finanziamento;

5) definire una politica europea integrata di uso della terra e conservazione;

6) migliorare la conoscenza in merito all'attuazione di Natura 2000 nelle foreste e ai relativi effetti sulla biodiversità, la gestione forestale e altri usi del suolo in tutta l'UE;

6. osserva che la conservazione e la gestione sostenibile delle nostre foreste rappresentano un elemento centrale dei servizi di interesse generale e che non dovrebbero essere soggette alla legislazione sulla concorrenza; ricorda che esse garantiscono servizi di interesse generale in termini di attività ricreative, salute e istruzione;

7. osserva che occorre rafforzare tutti gli ambiti del ruolo multifunzionale delle foreste: la funzione protettiva delle foreste come habitat per innumerevoli specie animali e vegetali, la funzione economica delle foreste come fonte di legname e altre risorse e la funzione protettiva delle foreste per la flora e la fauna; sottolinea che le funzioni ecologiche, economiche e sociali delle foreste dovrebbero essere considerate congiuntamente;

8. ritiene della massima importanza semplificare l'accesso al sostegno dell'UE a favore delle foreste e ridurre la burocrazia, tenendo conto delle difficoltà incontrate dai piccoli e medi proprietari di terreni e persino da alcuni enti pubblici;

9. sottolinea che esistono opinioni divergenti sulle capacità di assorbimento di CO2 di diversi tipi di foreste e che la ricerca scientifica indica che le foreste resilienti, ricche di biodiversità e sane hanno maggiore capacità di assorbimento di CO2 rispetto alle foreste sottoposte a raccolta intensiva; chiede vivamente, pertanto, che la nuova strategia forestale promuova la gestione sostenibile delle foreste; sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri si sono impegnati ad applicare la definizione e i principi della gestione sostenibile delle foreste[17]; osserva, tuttavia, che la Commissione sta sviluppando una definizione a livello UE di gestione sostenibile delle foreste, che dovrebbe basarsi sui più elevati standard di sostenibilità, con la protezione della biodiversità e dei preziosi pozzi di assorbimento del carbonio come elementi centrali; sottolinea i benefici climatici globali derivanti dalle foreste e dalla catena del valore delle foreste, in particolare un maggiore sequestro di CO2, lo stoccaggio del carbonio e la sostituzione sostenibile di materie prime ed energie fossili; riconosce che la gestione sostenibile delle foreste deve garantire la protezione della biodiversità forestale europea; osserva che la protezione e la produzione forestali non operano necessariamente in contraddizione, ma potrebbero in alcuni casi essere compatibili tra loro e avere un risultato positivo in termini di protezione climatica;

10. sottolinea che in talune circostanze vi sono compromessi tra la protezione del clima e la tutela della biodiversità nel settore della bioeconomia, in particolare nella silvicoltura, che svolge un ruolo centrale nella transizione verso un'economia climaticamente neutra; esprime preoccupazione per il fatto che tale compromesso non sia stato sufficientemente affrontato nelle recenti discussioni politiche; invita tutti i soggetti interessati a sviluppare un approccio coerente per riunire la tutela della biodiversità e la protezione del clima in un settore forestale e una bioeconomia fiorenti;

11. osserva che, sebbene siano poche, le foreste meglio conservate, da cui non sono estratti prodotti, dovrebbero ricevere l'attenzione che meritano, poiché apportano un contributo in termini di conoscenza, salute e turismo ecologico che non si può negare alle generazioni future; sottolinea che Natura 2000, in qualità di rete europea di conservazione degli habitat ecologici, dovrebbe svolgere un ruolo cruciale nella strategia forestale europea; è del parere che Natura 2000 debba essere fondamentale per garantire la protezione e la conservazione delle foreste;

12. evidenzia il significato e l'importante ruolo delle foreste e della silvicoltura per la protezione del clima; sottolinea che la silvicoltura e i servizi forestali, così come i settori delle altre fasi di lavorazione e trasformazione, generano una notevole attività economica, in particolare nelle regioni rurali, strutturalmente svantaggiate, grazie alla loro domanda di ulteriori beni e servizi provenienti da altri settori;

13. sottolinea la necessità che gli Stati membri condividano buone pratiche in materia di gestione e pianificazione forestale; evidenzia inoltre l'importanza di definire orientamenti europei, connessi agli obiettivi prestabiliti nel Green Deal europeo, volti a fornire agli Stati membri linee guida sulla gestione, la manutenzione e la pianificazione forestale;

14. sottolinea che la protezione e la proforestazione, nonché il rimboschimento e l'imboschimento con specie arboree adeguate all'ambiente e all'ubicazione, dovrebbero essere il fulcro della futura strategia forestale dell'Unione europea; osserva che le pratiche di gestione prossime alla natura sono le più idonee a conseguire tali obiettivi;

15. sottolinea che, secondo una ricerca[18], le foreste vergini continuano ad accumulare carbonio, contrariamente all'opinione secondo cui esse sono neutre in termini di emissioni di carbonio o sono persino fonti di CO2;

16. sottolinea che nessun effetto di sostituzione dei prodotti della silvicoltura può compensare la perdita di foreste primordiali e primarie, la cui insostituibilità è riconosciuta[19], e che dovrebbero essere protette tramite strumenti giuridici e incentivi, orientati alla loro complessità, connettività e rappresentatività[20];

17. chiede una rigorosa protezione delle foreste primarie e vergini dell'UE nell'ambito della strategia forestale dell'Unione europea;

18. ricorda che circa il 60 % delle foreste dell'UE è di proprietà privata e che circa due terzi dei proprietari di foreste private possiedono meno di 3 ettari di foresta; sottolinea che tutte le misure devono tenerne debitamente conto e devono essere pertanto elaborate in modo da essere accessibili ai piccoli proprietari di foreste e da poter essere attuate nella pratica dai medesimi; ricorda che la Commissione ha riconosciuto gli oneri amministrativi e la struttura della proprietà forestale quali fattori limitanti per l'attuazione di talune misure[21];

19. ribadisce che la conservazione degli ecosistemi ricchi di carbonio, comprese le foreste, rappresenta un'opzione di risposta con effetti immediati sui cambiamenti climatici, a differenza dell'imboschimento, del rimboschimento e del ripristino che impiegano più tempo per produrre risultati[22]; chiede che le azioni strategiche nell'UE si fondino su tale principio;

20. sottolinea che il continuo declino della biodiversità ha avuto conseguenze negative per l'erogazione di molti servizi ecosistemici negli ultimi decenni; rileva che questi cali si sono verificati in parte a causa delle pratiche agricole e forestali intensive; sottolinea che il continuo declino dei servizi di regolazione può avere conseguenze dannose per la qualità della vita[23];

21. riconosce che i cambiamenti climatici stanno alterando la capacità di crescita delle foreste e aumentando la frequenza e la gravità della siccità, delle inondazioni e degli incendi, nonché promuovendo lo sviluppo di nuovi parassiti e nuove malattie che colpiscono le foreste; osserva che gli ecosistemi intatti hanno maggiore capacità di superare i fattori ambientali di stress, compresi i cambiamenti climatici, rispetto a quelli degradati, poiché hanno proprietà intrinseche che consentono loro di massimizzare la loro capacità di adattamento;

22. chiede agli Stati membri di assicurare che le foreste di superficie superiore a 10 ettari dispongano di piani di gestione forestale che includano considerazioni sullo stoccaggio del carbonio e sulla biodiversità e, se del caso, rispettino gli obiettivi di Natura 2000;

23. ricorda la lettera di oltre 700 scienziati che chiedono una revisione scientificamente valida della direttiva sulle energie rinnovabili, escludendo in particolare taluni tipi di biomassa legnosa dal computo per il raggiungimento dell'obiettivo e dell'ammissibilità a ricevere sostegno;

24. sottolinea che le piantagioni da bioenergia intensive e su ampia scala, comprese le monocolture e in particolare le piantagioni che sostituiscono le foreste naturali e i terreni agricoli di sussistenza, hanno impatti negativi sulla biodiversità;

25. pone l'accento sul ruolo che le foreste possono svolgere nella sostituzione dei materiali a base di fossili con i bioprodotti; ritiene che la nuova strategia forestale debba riflettere l'importanza del ruolo svolto dalle foreste europee e dalla bioeconomia circolare sostenibile dell'Unione europea nel raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e che debbano essere incluse misure a tal fine; sottolinea che tali misure dovrebbero sfruttare appieno il potenziale degli effetti di sostituzione; sottolinea, tuttavia, che le misure della nuova strategia forestale concernenti la bioeconomia e l'utilizzo della biomassa legnosa dovrebbero tenere debitamente conto del loro ruolo fondamentale nello stoccaggio del carbonio, nella protezione della biodiversità e nella prestazione di altri servizi ecosistemici e degli impatti sulla conservazione degli ecosistemi forestali e sul sequestro di CO2 con un impiego efficiente delle risorse;

26. rileva che nella relazione sui progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea si osserva che, nonostante le azioni intraprese finora, l'attuazione della politica europea in materia di biodiversità resta una sfida importante[24] e che le relazioni sulla conservazione degli habitat e delle specie forestali non indicano finora miglioramenti; invita la Commissione a integrare nella nuova strategia forestale, quale componente fondamentale, la protezione e il ripristino degli ecosistemi forestali e della biodiversità;

27. osserva con preoccupazione che nel 2015 il 15 % degli habitat forestali e il 26 % delle specie forestali sono risultati in stato di conservazione soddisfacente[25]; ricorda l'obiettivo 3b della strategia dell'UE sulla biodiversità, che intende apportare un miglioramento misurabile, da un lato, allo stato di conservazione delle specie e degli habitat che dipendono dalla silvicoltura o ne subiscono gli effetti e, dall'altro, all'erogazione dei relativi servizi ecosistemici; deplora che, secondo la revisione intermedia della strategia in materia di biodiversità, non siano stati compiuti progressi significativi verso la realizzazione dell'obiettivo[26];

28. sottolinea la necessità di ridurre i consumi dell'UE in generale, compresi quelli del legno e dei prodotti a base di legno, promuovendo un'economia più circolare e dando la priorità a un utilizzo più efficiente del legno, che consenta il sequestro del carbonio nel lungo termine e riduca al minimo la generazione di rifiuti;

29. è del parere che la strategia forestale dell'UE dovrebbe contribuire a invertire la tendenza a trascurare in maniera crescente le specie autoctone a favore di specie esotiche in rapida crescita, come ad esempio l'eucalipto;

30. sottolinea l'importanza dei programmi di formazione e riqualificazione professionale destinati agli specialisti nel settore della silvicoltura e riguardanti l'utilizzo di nuove tecnologie e il loro adattamento ai cambiamenti in atto, compresa la creazione di una piattaforma di comunicazione per lo scambio di buone pratiche, e ritiene importante coinvolgere i proprietari e i gestori di foreste in tale processo, incoraggiandoli a seguire pratiche di conservazione sostenibile delle foreste e di promozione della biodiversità;

31. chiede che la nuova strategia forestale contribuisca a garantire che le pratiche di gestione delle foreste evitino qualsiasi frammentazione degli ecosistemi forestali in parti più piccole, prestando particolare attenzione alle foreste primarie, poiché molte specie, compresi i mammiferi più grandi, dipendono per la propria sopravvivenza da habitat forestali interconnessi e intatti; chiede che la strategia forestale dia priorità al ricollegamento di foreste già frammentate attraverso il ripristino dei corridoi forestali adeguati alle condizioni locali e alla biodiversità;

32. è del parere che le informazioni sulle risorse forestali e sullo stato delle foreste siano essenziali per assicurare che le decisioni assunte in merito alle foreste siano il più possibile vantaggiose da un punto di vista socioeconomico ed ecologico, a tutti i livelli;

33. sottolinea la particolare importanza della regione dei Carpazi e osserva che l'adesione dell'UE alla Convenzione dei Carpazi contribuirebbe a fornire sostegno alla regione, che possiede valori naturali insostituibili nell'Europa continentale;

34. osserva con preoccupazione che, a livello dell'UE, i dati trasmessi[27] indicano che l'energia rappresenta il 48 % dell'utilizzo totale della biomassa legnosa; ribadisce che, accanto al sequestro del carbonio naturale e alla protezione della biodiversità in situ, al fine di essere coerenti con i nostri obiettivi in materia di biodiversità e clima, l'utilizzo del legno raccolto dovrebbe orientarsi verso l'impiego come materia prima;

35. sottolinea il valore e il potenziale dei sistemi agroforestali estensivi tradizionali e di nuova costituzione per la produzione agricola, la diversificazione, anche ai fini della bioeconomia, il sequestro del carbonio, la prevenzione della desertificazione e le potenzialità in termini di riduzione della pressione sugli ecosistemi forestali; si rammarica del fatto che le norme derivanti dalle riforme della PAC abbiano sistematicamente condotto al degrado dei sistemi agroforestali e in molti casi ne abbiano ostacolato il ripristino, la rigenerazione e il ringiovanimento; prende atto con preoccupazione dell'attuale estinzione su larga scala degli iconici sistemi agroforestali mediterranei ad alto valore naturale e chiede urgentemente di modificare le norme in modo da agevolare la rigenerazione e il ripristino dei sistemi agroforestali esistenti e l'istituzione di nuovi sistemi agroforestali;

36. osserva che la ricerca e la tecnologia hanno compiuto molti progressi dall'introduzione della strategia forestale nel 2013; sottolinea l'importanza di incoraggiare ulteriormente la ricerca, tra l'altro, sugli ecosistemi forestali, la biodiversità, la sostituzione sostenibile di materie prime ed energie basati sui combustibili fossili, lo stoccaggio del carbonio, i prodotti a base di legno e le pratiche di gestione sostenibile delle foreste, la silvicoltura e i bioprodotti; ritiene che i fondi UE per la ricerca debbano essere ulteriormente orientati a tal fine; invita la Commissione e gli Stati membri a finanziare anche la ricerca in merito a metodi innovativi di protezione e rafforzamento della resilienza delle foreste, come l'introduzione di specie resilienti, e a continuare a raccogliere dati al riguardo; evidenzia che una maggiore ricerca e maggiori finanziamenti darebbero un contributo positivo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, alla preservazione degli ecosistemi forestali e alla promozione della biodiversità, della crescita economica sostenibile e dell'occupazione, in particolare nelle aree rurali;

37. chiede di introdurre un sistema elettronico coordinato di tracciabilità e rintracciabilità del legname e di sostenere lo sviluppo di strumenti automatici per l'analisi della circolazione del legname e il monitoraggio in tutte le fasi della sua trasformazione e l'integrazione con i relativi sistemi pubblici e commerciali di tenuta di registri, comunicazione, rilascio di autorizzazioni e registrazione degli accordi;

38. sottolinea che le autorità locali e regionali hanno un ruolo chiave nell'assicurare la sostenibilità a lungo termine delle foreste, in quanto potrebbero contribuire all'elaborazione di piani regionali di sviluppo sostenibile, allo sviluppo di prodotti forestali a lungo ciclo di vita in grado di assorbire il carbonio e alla promozione dello spirito imprenditoriale delle PMI nel settore forestale;

39. chiede di proseguire i finanziamenti a favore della ricerca sui suoli e sul loro ruolo nella resilienza e nell'adattamento delle foreste ai cambiamenti climatici, nella protezione e nel rafforzamento della biodiversità, nonché nella prestazione di altri servizi ecosistemici;

40. ritiene essenziale preservare le risorse genetiche endemiche e selezionare gli elementi del patrimonio genetico esistente che sono maggiormente adatti alle condizioni di crescita previste per il futuro;

41. invita la Commissione e gli Stati membri a creare strumenti economici e politici che consentano a un maggior numero di foreste di crescere fino a raggiungere il proprio potenziale ecologico e di assorbire anidride carbonica;

42. sottolinea l'importanza dell'esistenza di elementi scientifici di prova in relazione alle politiche forestali dell'UE;

43. propone di aggiornare le norme di comunicazione e contabilizzazione del settore LULUCF al fine di incentivare la scelta di non intervento nella categoria contabile del suolo dei terreni forestali gestiti nelle zone ove sono presenti foreste vergini, ad esempio escludendo i rispettivi assorbimenti dalle limitazioni poste dal regolamento;

44. sottolinea l'importanza di altre attività inerenti alle foreste, segnatamente la raccolta dei prodotti forestali non legnosi, come ad esempio i funghi o le bacche, nonché il pascolo e l'apicoltura;

45. ritiene che le zone rigorosamente protette in regimi di gestione del non intervento debbano far parte della strategia forestale dell'UE e delle strategie di sviluppo locale basate sul turismo naturale a basso impatto e sulla fornitura di servizi ecosistemici non produttivi;

46. chiede alla Commissione di rispettare il principio del "non nuocere" di cui alla comunicazione sul Green Deal (COM(2019)0640) e di rivedere tutta la legislazione pertinente per riflettere i dati scientifici più recenti in relazione agli ecosistemi forestali, a diversi comparti di carbonio e al loro valore effettivo per la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi, compreso il ruolo cruciale della loro biodiversità ai fini di tale adattamento;

47. ricorda la necessità di proteggere le foreste dalle crescenti minacce e di conciliare le loro funzioni produttive e protettive, tenuto conto del fatto che si prevede che, per effetto dei cambiamenti climatici, la siccità, gli incendi, i temporali e le infestazioni di parassiti danneggeranno le foreste con maggior frequenza e in maniera più grave;

48. esprime preoccupazione per la salute e la resilienza delle foreste in molte parti d'Europa; sottolinea che la nuova strategia forestale dovrebbe tenere conto del fatto che una foresta diversificata, rispecchiando la composizione naturale per la regione, è in genere più resiliente rispetto alla monocoltura forestale; sottolinea la necessità di rafforzare e utilizzare appieno i meccanismi dell'UE volti ad affrontare le pressioni transfrontaliere esercitate sulle foreste; ricorda che, secondo l'AEA[28], le principali fonti della pressione esercitata sulle foreste nell'UE sono rappresentate da un aumento dell'uso del suolo, dall'espansione delle zone urbane e dai cambiamenti climatici; sottolinea che tali ecosistemi sono sempre più soggetti a perturbazioni naturali quali tempeste, incendi, siccità, specie invasive, parassiti, infestazioni di insetti e malattie, tutti fenomeni che aumentano la vulnerabilità ai cambiamenti climatici; invita la Commissione a favorire la creazione di una piattaforma per lo scambio delle migliori pratiche nella lotta a tal fine;

49. sottolinea che l'inquinamento atmosferico ha un impatto significativo non solo sulla salute umana ma anche sull'ambiente; invita la Commissione a esaminare gli impatti dell'inquinamento atmosferico sulle foreste e sulla biodiversità forestale nel suo prossimo piano d'azione per l'inquinamento zero;

50. accoglie con favore l'avvio, nel febbraio del 2020, del sistema di informazione forestale europeo (FISE), che fornisce un'infrastruttura europea dei dati nel settore delle foreste; invita gli Stati membri a impegnarsi appieno a favore della condivisione dei dati e della creazione di un quadro di dati armonizzato sullo stato delle foreste in Europa; invita a completare in modo tempestivo il lavoro del FISE su tutti e cinque i temi prioritari, vale a dire dati di base sulle foreste, bioeconomia, natura e biodiversità, mitigazione dei cambiamenti climatici e salute e resilienza delle foreste;

51. sottolinea che uno degli obiettivi della strategia forestale dell'UE dovrebbe essere il conseguimento di un aumento sostanziale della percentuale di specie e habitat forestali in stato di conservazione soddisfacente; chiede che la strategia comprenda misure ambiziose in tal senso;

52. riconosce che la strategia forestale dell'UE dovrebbe tenere conto dell'elevato valore economico, sociale e culturale delle foreste; rileva che diverse attività economiche relative alle foreste possono avere vari effetti negativi sugli ecosistemi forestali; sottolinea che la nuova strategia forestale dell'UE dovrebbe incoraggiare solo i tipi di attività economica che rispettano i limiti sostenibili degli ecosistemi forestali;

53. incoraggia vivamente la limitazione del metodo di raccolta del taglio raso e sostiene un maggiore utilizzo della crescita continua; riconosce che il taglio raso di una foresta rilascia la maggior parte dello stock di carbonio residuo dal terreno della zona all'atmosfera; sottolinea la necessità di promuovere metodi alternativi e meno invasivi di raccolta del legno;

54. accoglie con favore il fatto che, come annunciato nel Green Deal europeo, la nuova strategia forestale avrà come obiettivi principali l'effettivo imboschimento e la conservazione e il ripristino delle foreste; sottolinea che il potenziale di cattura del carbonio degli ecosistemi forestali continua ad aumentare di pari passo con la maturità dell'ecosistema forestale e che le foreste naturali offrono importanti benefici; sottolinea che si dovrebbe dare priorità alla protezione e al ripristino delle foreste esistenti, in particolare delle foreste vergini;

55. sottolinea la necessità che l'UE si adoperi maggiormente per porre fine alle pratiche di taglio raso e di disboscamento illegale; osserva che, nonostante il regolamento dell'UE sul legname, il disboscamento illegale è tuttora praticato in alcuni Stati membri; esorta la Commissione e gli Stati membri a intervenire con urgenza in relazione a tali questioni, monitorandole attentamente e facendo rispettare le norme vigenti dell'UE, e invita la Commissione a portare avanti rapidamente le procedure d'infrazione qualora si verifichino violazioni, nonché a dare seguito ai casi di disboscamento illegale tramite organismi quali la Procura europea (EPPO) o l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF); invita la Commissione a ultimare senza indugio il controllo dell'adeguatezza delle norme dell'UE contro il disboscamento illegale,

56. ricorda che la maggior parte delle foreste dell'UE è gestita[29], ivi compresa la maggior parte delle foreste vergini; sottolinea che per aumentare la percentuale di foreste vergini è necessaria una strategia forestale dell'UE con una pianificazione a lungo termine; invita la Commissione a proporre una strategia forestale dell'UE a lungo termine per l'aumento della percentuale delle foreste vergini;

57. invita la Commissione a esaminare le potenzialità dell'elaborazione di un quadro legislativo su un sistema di certificazione dell'UE per il legno di produzione locale, basato sulle norme più rigorose di sostenibilità;

58. rileva che vi è un margine di miglioramento nell'utilizzo dei fondi di sviluppo rurale da parte degli Stati membri, in particolare nei programmi connessi al miglioramento della biodiversità forestale; invita gli Stati membri a utilizzare le misure di sostegno disponibili per la conservazione delle foreste e della biodiversità; evidenzia altresì l'importanza di assicurare sufficienti risorse per l'attuazione della nuova strategia forestale dell'UE;

59. chiede alla Commissione di riprendere i negoziati per una convenzione internazionale giuridicamente vincolante in materia di foreste, che contribuisca alla gestione, alla conservazione e allo sviluppo sostenibile delle foreste e ne garantisca le funzioni e gli utilizzi molteplici e complementari, ivi compresa l'azione a favore del rimboschimento, dell'imboschimento e della conservazione delle foreste, tenendo conto nel contempo delle esigenze sociali, economiche, ecologiche, culturali e spirituali delle generazioni presenti e future e riconoscendo il ruolo fondamentale di tutti i tipi di foreste nel mantenere l'equilibrio e i processi ecologici, nonché sostenendo l'identità, la cultura e i diritti delle popolazioni indigene, delle loro comunità e di altre comunità e degli abitanti delle zone forestali;

60. esprime preoccupazione per la perdita di biodiversità in atto nell'Unione, un processo che la strategia forestale dell'UE deve arrestare; ricorda che la perdita di biodiversità rappresenta un problema interno per l'UE; osserva che la strategia dovrebbe proteggere gli ultimi frammenti di foreste mature nell'UE, alla luce della loro importanza come riserve di biodiversità e come modo per aumentare la resilienza delle foreste; sottolinea che la strategia dovrebbe promuovere una silvicoltura a impatto zero sul suolo e sui paesaggi;

61. osserva che, nonostante l'istituzione del sistema di informazione forestale europeo, i dati disponibili sulle foreste dell'UE, in particolare sul loro stato ecologico, sono incompleti, difficili da aggregare e non sostenuti dal telerilevamento; chiede investimenti significativi da parte della Commissione e degli Stati membri nell'ulteriore sviluppo del sistema di informazione forestale europeo e nell'attuazione di un programma paneuropeo di telerilevamento;

62. osserva che la realizzazione di un sistema di informazione unificato sulle foreste dell'UE è un impegno che si protrae da tempo e che non è stato ancora pienamente conseguito; sottolinea che per colmare le attuali carenze di dati è necessario ricercare sinergie tra le autorità e le organizzazioni competenti, che vadano al di là delle limitazioni circoscritte al progetto, ivi compresi disponibilità di dati, metodologie armonizzate e sostegno alle risorse finanziarie e in termini di capacità;

63. sottolinea che la nuova strategia forestale dovrebbe, a livello dell'UE e degli Stati membri, incentivare la crescita nella bioeconomia circolare e riconoscere che le catene del valore delle foreste sono fondamentali per conseguire tale crescita; ritiene che tale strategia debba altresì incoraggiare un ampliamento della bioeconomia circolare mediante un'ulteriore integrazione tra catene del valore delle foreste e altri settori e catene del valore che necessitano di decarbonizzazione;

64. osserva che il 90 % dei fondi dell'Unione per le foreste provengono dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR); è preoccupato per i tagli previsti al bilancio del FEASR; invita i responsabili delle politiche a evitare, se possibile, tagli al sostegno del settore forestale al fine di conformarsi agli obiettivi nel quadro del Green Deal europeo;

65. invita la Commissione a includere nella nuova strategia forestale dell'UE obiettivi vincolanti per la protezione e il ripristino degli ecosistemi forestali, in particolare le foreste europee autoctone, al fine di aumentare la credibilità internazionale dell'UE in tale ambito, tra gli altri obiettivi, e raccomanda di sostenere gli Stati membri nella protezione delle foreste europee autoctone;

66. prende atto del ruolo delle foreste nell'aumento della resilienza nei confronti degli impatti negativi dei cambiamenti climatici; rileva la necessità di azioni concrete ed efficaci nelle strategie e nei piani di adattamento ai cambiamenti climatici, che integrino le sinergie tra mitigazione e adattamento;

67. invita la Commissione ad affrontare la questione dello sviluppo delle foreste urbane nell'ambito della strategia forestale dell'UE; accoglie con favore, a tale proposito, l'inclusione di numerose città europee nel programma mondiale "Tree Cities of the World", creato dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO); invita la Commissione a promuovere la cooperazione e lo scambio di migliori pratiche tra le città europee per quanto riguarda lo sviluppo della silvicoltura urbana;

68. esprime profonda preoccupazione per il fatto che in alcune parti dell'Unione la legislazione vigente dell'UE in materia di silvicoltura non sia attuata; invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare appieno la vigente legislazione e a rafforzare l'attuazione della gestione sostenibile e attiva delle foreste;

69. osserva che l'attuazione di piani adattati di gestione delle foreste avviene a livello degli Stati membri e richiede una maggiore cooperazione tra le autorità forestali e ambientali, le ONG, le comunità locali e i proprietari di foreste;

70. invita gli Stati membri a garantire che i piani strategici nazionali nell'ambito della PAC incentivino i responsabili della gestione delle foreste a preservare, far crescere e gestire le foreste in modo sostenibile;

71. sottolinea la necessità di elaborare e introdurre piani volti a far fronte alle specie invasive che siano dotati di risorse umane, tecniche e finanziarie specifiche allo scopo;

72. chiede che negli accordi commerciali si tenga conto del principio della sostenibilità nell'ambito delle importazioni di legname e che siano previste sanzioni in caso di infrazioni;

73. osserva che le foreste costituite da alberi di varie età e varie specie che sono gestite secondo i criteri di tutela della biodiversità sono più resilienti nei confronti di impatti climatici quali incendi, siccità ed eventi meteorologici non stagionali e rappresentano dunque un importante investimento per il futuro, non solo per le comunità e la natura, ma anche per le economie forestali; ribadisce che le monocolture, che sono meno resilienti ai parassiti e alle malattie, nonché alla siccità, al vento, alle tempeste e agli incendi, non dovrebbero essere sostenute mediante fondi dell'UE;

74. sottolinea che la nuova strategia forestale può conseguire un impatto politico solo includendo le catene del valore delle foreste nella loro interezza; osserva che le catene del valore delle foreste svolgono già oggi un ruolo fondamentale per l'economia europea e saranno essenziali nella creazione di una strategia di crescita verde tramite il Green Deal europeo; sottolinea che una nuova strategia forestale deve sostenere catene del valore delle foreste dell'UE competitive e sostenibili a livello nazionale e mondiale;

75. evidenzia la funzione terapeutica delle foreste, che hanno conseguenze positive dirette per la salute umana e la qualità di vita delle persone; sottolinea che le foreste contribuiscono anche allo sviluppo socioeconomico dei territori rurali dell'Europa, compresa la distribuzione del reddito alle zone più spopolate dell'UE grazie al turismo ecologico, una delle modalità più popolari nell'industria del turismo;

76. ribadisce il suo invito[30] ad adottare politiche forestali coerenti, che combattano la perdita di biodiversità e gli effetti dei cambiamenti climatici e che portino a un aumento dei pozzi naturali dell'UE, proteggendo, conservando e rafforzando nel contempo la biodiversità;

77. invita la Commissione a contemplare nella nuova strategia forestale dell'UE il necessario sostegno, anche finanziario, a favore dei proprietari di foreste; ritiene che tale sostegno debba essere subordinato all'applicazione della gestione sostenibile delle foreste; osserva che, per assicurare investimenti continui nelle moderne tecnologie, nelle misure ambientali e climatiche volte a rafforzare il ruolo multifunzionale delle foreste, con uno strumento finanziario specifico per la gestione dei siti inclusi nella rete Natura 2000, e nella creazione di condizioni di lavoro dignitose, tale strumento finanziario dovrebbe essere il risultato di una solida combinazione di strumenti finanziari, finanziamenti nazionali e finanziamenti del settore privato; invita la Commissione a istituire e finanziare un programma europeo di imboschimento e rimboschimento che utilizzi le informazioni del sistema globale di navigazione satellitare (GNSS), inteso ad aumentare la superficie forestale, ad affrontare il degrado del suolo, a migliorare la qualità dell'aria nelle aree urbane e a garantire che le foreste mantengano la propria composizione di specie naturali;

78. si rammarica del fatto che l'attuale impiego dei piani di gestione forestale vari notevolmente tra gli Stati membri; esorta pertanto la Commissione a rafforzare l'utilizzo dei piani di gestione forestale, anche attraverso la creazione di orientamenti comuni per la loro istituzione e attuazione; invita gli Stati membri a potenziare l'utilizzo dei piani di gestione forestale e a monitorarne attentamente l'attuazione, nel rispetto dei principi di proporzionalità e di sussidiarietà; sottolinea che è necessaria una piattaforma per trovare soluzioni alle numerose sfide connesse alle foreste e alla gestione forestale a livello dell'UE; ritiene che i modelli di gestione delle foreste debbano comprendere il criterio della sostenibilità ecologica, sociale ed economica, definita come la gestione e l'utilizzo delle foreste e dei terreni forestali secondo modalità e tassi in grado di mantenerne la biodiversità, la produttività, la capacità di rigenerazione, la vitalità e le potenzialità di svolgere, nel presente e in futuro, le rispettive funzioni ecologiche, economiche e sociali a livello locale, nazionale e mondiale, senza danneggiare altri ecosistemi[31]; invita la Commissione a elaborare una definizione comune e sufficientemente dettagliata di silvicoltura prossima alla natura, sulla base delle attuali esperienze relative all'integrazione delle considerazioni in materia di biodiversità nella gestione forestale;

79. sottolinea che gli incendi boschivi sono un fenomeno ricorrente e sono sia una causa che un effetto dei cambiamenti climatici; osserva che gli effetti dei temporali, degli incendi boschivi e dei parassiti possono essere attenuati ricorrendo a una gestione delle foreste e tecniche forestali più attive e migliorate, ad esempio il pascolo e pratiche agroforestali, che dovrebbero essere sostenute nel quadro della PAC;

80. sottolinea la necessità di un'efficace conservazione e di una rigorosa protezione delle foreste primarie e vergini, tenendo conto delle loro caratteristiche uniche; osserva che non vi è alcuna definizione di foresta vergine a livello dell'UE e invita la Commissione a introdurre tale definizione nella futura strategia forestale dell'Unione europea, tenendo conto delle diverse caratteristiche delle foreste e della necessità di un'efficace conservazione, in particolare delle foreste primarie e vergini; osserva con preoccupazione che i dati sulle foreste primarie rimangono incompleti ma che, secondo le informazioni disponibili, solo il 46 % delle foreste primarie mappate in Europa gode dello status massimo di protezione, il 24 % è classificato con lo status di parco nazionale e l'11 % continua a non essere protetto[32]; invita la Commissione a proporre senza indugio una definizione globale di foreste primarie e ad adoperarsi per migliorare la raccolta di dati sulle foreste primarie;

81. sottolinea l'importanza dei difensori dell'ambiente negli sforzi comuni volti a proteggere e ripristinare le foreste dell'UE; chiede un approccio di tolleranza zero verso gli attacchi e le molestie nei loro confronti;

82. ritiene che sia necessario adottare, seppur tardivamente, misure volte all'adozione di un approccio dell'UE in materia di prevenzione delle catastrofi, cui il bilancio dell'UE dovrebbe destinare risorse finanziarie adeguate;

83. ritiene che l'istruzione svolga un ruolo essenziale ai fini della gestione sostenibile delle foreste e invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere misure di formazione incentrate sulle foreste, sia nell'UE che nei paesi terzi, prevedendo altresì l'erogazione di borse di studio e organizzando programmi accademici di scambio;

84. ricorda il suo sostegno a favore di un quadro giuridico europeo basato sull'obbligo di dovuta diligenza, per disciplinare l'accesso al mercato dell'UE in modo tale da consentirlo solo ai prodotti e alle materie prime che non contribuiscono alla deforestazione o al degrado forestale, né alla conversione o al degrado di altri ecosistemi naturali; ritiene che tale quadro debba applicarsi a tutti gli attori economici, compresi gli attori finanziari, sia a monte che a valle della catena di approvvigionamento, e debba altresì assicurare l'assenza di violazioni dei diritti umani associate; esorta la Commissione ad adottare tale proposta senza indugio;

85. invita la Commissione a rispondere alle perplessità manifestate dai professionisti del settore in relazione alla direttiva sulle energie rinnovabili, in particolare in merito alla questione della classificazione di tutti i tipi di biomassa come fonti energetiche rinnovabili, anche in relazione all'elevato livello di importazione del pellet di legno nell'UE e ai potenziali rischi comportati da tali importazioni per le foreste dei paesi terzi, e a continuare a promuovere altre forme sostenibili di energia rinnovabile;

86. sottolinea che i regimi di impianto degli alberi devono avere un ruolo accessorio rispetto al ripristino delle foreste naturali, visto che la presenza di un albero sbagliato nel luogo sbagliato può intensificare gli incendi forestali e, di fatto, rilasciare una maggiore quantità di anidride carbonica nell'atmosfera; osserva che i regimi di ripristino delle foreste devono aumentare le loro potenzialità in termini di sequestro di carbonio per onorare gli impegni climatici globali;

87. ritiene che possa essere necessario un sistema di monitoraggio delle infestazioni di parassiti nell'UE per conseguire una visione d'insieme dello stato delle foreste e dell'impatto dei parassiti sulla biodiversità forestale, dato l'impatto atteso dei cambiamenti climatici sulla distribuzione degli organismi nocivi;

88. ritiene che debbano essere adottate misure urgenti volte a prevenire l'introduzione di nuovi parassiti, di nuove malattie e dei rispettivi vettori attraverso il commercio internazionale;

89. ritiene che, alla luce della normativa sulle specie esotiche invasive e delle potenziali ripercussioni di tali specie sulle foreste, la Commissione dovrebbe proporre nuovi strumenti finanziari complementari per aiutare le aree interessate a contrastare le specie invasive, segnatamente le specie esotiche nuove e particolarmente persistenti;

90. ritiene che sia necessario prestare maggiore attenzione al problema delle malattie, come ad esempio il deperimento delle querce, che affliggono gli alberi, i quali sono in declino in tutto il mondo a causa di parassiti, malattie e cambiamenti climatici; richiama l'attenzione sul deperimento delle querce, che sta devastando le foreste di querce da sughero in Portogallo, Francia e Spagna e colpisce anche le zone di protezione speciale (ZPS) e le riserve della biosfera; ritiene che la Commissione avrebbe dovuto includere nella strategia misure efficaci e risorse specifiche per contrastare le malattie degli alberi;


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.6.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

55

13

8

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurelia Beigneux, Sergio Berlato, Alexander Bernhuber, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Miriam Dalli, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Bas Eickhout, Agnès Evren, Pietro Fiocchi, Catherine Griset, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Anja Hazekamp, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Adam Jarubas, Petros Kokkalis, Ewa Kopacz, Peter Liese, Sylvia Limmer, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Tilly Metz, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ștefan Motreanu, Ville Niinistö, Ljudmila Novak, Grace O’Sullivan, Jutta Paulus, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Linea Søgaard-Lidell, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Edina Tóth, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Margarita de la Pisa Carrión, João Ferreira, Billy Kelleher, Ulrike Müller, Piernicola Pedicini, Christel Schaldemose, Andrey Slabakov

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

55

+

GUE/NGL

Silvia Modig

NI

Piernicola Pedicini

PPE

Bartosz Arłukowicz, Traian Băsescu, Alexander Bernhuber, Nathalie Colin-Oesterlé, Christian Doleschal, Agnès Evren, Adam Jarubas, Ewa Kopacz, Esther De Lange, Peter Liese, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Dolors Montserrat, Dan-Ștefan Motreanu, Ljudmila Novak, Jessica Polfjärd, Christine Schneider, Edina Tóth, Pernille Weiss, Michal Wiezik

RENEW

Pascal Canfin, Martin Hojsík, Jan Huitema, Billy Kelleher, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Linea Sogaard-Lidell, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir

S&D

Nikos Androulakis, Marek Balt, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Miriam Dalli, Jytte Guteland, Javi López, César Luena, Alessandra Moretti, Sándor Rónai, Christel Schaldemose, Petar Vitanov, Tiemo Wölken

VERTS/ALE

Margrete Auken, Bas Eickhout, Pär Holmgren,Tilly Metz, Ville Niinistö, Grace O'sullivan, Jutta Paulus

 

13

-

ECR

Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Rob Rooken. Andrey Slabakov, Alexandr Vondra, Anna Zalewska

ID

Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Teuvo Hakkarainen, Sylvia Limmer, Luisa Regimenti, Silvia Sardone

GUE

Mick Wallace

 

8

0

ECR

Margarita De La Pisa Carrión

GUE

João Ferreira, Anja Hazekamp, Petros Kokkalis

ID

Aurelia Beigneux, Catherine Griset, Joëlle Mélin

RENEW

Ulrike Müller

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'INDUSTRIA, LA RICERCA E L'ENERGIA (3.6.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</CommissionInt>


<Titre>sulla strategia forestale europea - Il cammino da seguire</Titre>

<DocRef>(2019/2157(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Mauri Pekkarinen</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'industria, la ricerca e l'energia invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. accoglie con favore la decisione della Commissione di elaborare una nuova strategia forestale dell'UE; è del parere che la strategia forestale europea rappresenterà un elemento essenziale per il conseguimento del Green Deal europeo; sottolinea l'assenza di una specifica base giuridica per una politica forestale comune dell'UE, dato che la politica forestale è in primo luogo una competenza degli Stati membri; riconosce, tuttavia, che numerose politiche dell'Unione determinano un impatto sulle foreste e sul settore forestale e richiedono coerenza e un coordinamento intersettoriale più solido mediante la strategia forestale dell'UE; osserva che un contesto normativo coerente e stabile è un prerequisito per incoraggiare l'innovazione e gli investimenti nel settore forestale;

2. osserva che il Green Deal europeo, in quanto nuova strategia di crescita per l'UE, richiede investimenti per sostenere pienamente un'economia pulita e circolare; evidenzia il ruolo essenziale della gestione attiva e sostenibile delle foreste per il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050 e ai fini della bioeconomia circolare dell'UE; rileva, in particolare, la grande capacità delle foreste gestite di catturare l'anidride carbonica e il potenziale dei prodotti forestali di sostituire i combustibili e i materiali di origine fossile; ritiene, in tale contesto, che la strategia debba sostenere l'innovazione lungo tutta la catena del valore, anche agevolando la condivisione delle migliori prassi e fornendo un contesto normativo competitivo; sottolinea l'importante ruolo svolto dalle foreste e dalla gestione sostenibile delle stesse nell'intera catena del valore del settore forestale e della bioeconomia, segnatamente per quanto concerne la fornitura di materie prime sostenibili al settore, e nella creazione di posti di lavoro all'interno dell'Unione; evidenzia che la disponibilità di materie prime di provenienza sostenibile dovrebbe essere assicurata e promossa da un quadro politico favorevole e coerente per tutti i settori interessati;

3. sottolinea la necessità che la nuova strategia forestale si basi sui tre pilastri della sostenibilità ambientale, economica e sociale; pone l'accento sulla necessità di una strategia forestale olistica e coerente che rafforzi e sfrutti il ruolo plurifunzionale delle foreste e del settore forestale nell'UE;

4. osserva che, per quanto concerne le foreste gestite, quelle che vengono gestite in modo sostenibile tengono anche in considerazione la tutela della biodiversità e della diversità delle specie e possono dunque essere più resilienti nei confronti di impatti climatici, quali incendi, siccità ed eventi meteorologici non stagionali, e rappresentano quindi un investimento importate per il futuro, non solo per le comunità e la natura, ma anche per le economie forestali;

5. sottolinea che, secondo ricerche scientifiche, le foreste gestite in modo sostenibile hanno una maggiore capacità di assorbimento della CO2 rispetto a quelle non gestite; chiede vivamente, pertanto, che la nuova strategia forestale promuova la gestione sostenibile delle foreste, anche da parte delle PMI;

6. riconosce che la gestione sostenibile e attiva delle foreste viene promossa e sostenuta principalmente dalle PMI;

7. sottolinea che si dovrebbe prestare particolare attenzione alla creazione di occupazione nell'industria forestale, nonché ai nuovi strumenti progettati per accelerare la ripresa economica in situazioni di pandemia, come quella causata dalla Covid-19;

Industria forestale

8. osserva che le risorse forestali europee sono in aumento, grazie alla crescita naturale e all'imboschimento; rileva che, secondo l'industria del settore, le catene del valore estese delle industrie forestali, dalla silvicoltura all'industria cartaria, hanno contribuito alla creazione di quasi 4 milioni di posti di lavoro, fornendo circa l'8 % del valore aggiunto complessivo dell'UE derivante dall'industria manifatturiera; riconosce, in tale contesto, i positivi contributi economici, sociali e ambientali dell'industria forestale e ritiene che la strategia forestale debba stimolare ulteriori investimenti nell'innovazione e nel progresso tecnologico;

9. osserva che le industrie forestali europee contribuiscono alla decarbonizzazione dell'Europa sostituendo materie prime e prodotti ad alta intensità di CO2 ed energie fossili con alternative rinnovabili e sostenibili del settore forestale, quali i bioprodotti, tra cui materiali da costruzione, nuove sostanze chimiche innovative, plastiche, tessuti e materiali da imballaggio, nonché biomasse, biogas e biocarburanti prodotti in modo sostenibile, favorendo così il conseguimento degli obiettivi dell'accordo di Parigi e del Green Deal europeo;

10. chiede l'attuazione della strategia per la bioeconomia dell'UE; incoraggia l'utilizzo sostenibile del legno come materia prima ecologica; sottolinea che i prodotti a base di legno e le costruzioni in legno durevoli rappresentano un modo efficace di aumentare lo stoccaggio del carbonio e determinare un effetto di sostituzione dei gas a effetto serra; sottolinea l'importanza della disponibilità di materie prime a base di legno per l'industria forestale e la necessità di attrarre investimenti nel settore forestale dell'UE; sottolinea la necessità di accordare la priorità a un uso efficiente del legno;

11. sottolinea che i materiali a base di legno devono svolgere un ruolo fondamentale ai fini della sostituzione delle alternative a base fossile in settori quali l'industria edilizia, l'industria tessile, l'industria chimica e l'industria degli imballaggi; sottolinea che la definizione di priorità tra le alternative a base di legno deve tenere conto dell'intero ciclo di vita dei prodotti e delle loro prestazioni ambientali; sottolinea che continua a essere necessario sostenere costantemente la ricerca e l'innovazione in materia forestale attraverso la catena del valore delle foreste, includendo anche i prodotti a base di legno destinati a essere utilizzati in sostituzione di materiali fossili o ad alta intensità di carbonio;

12. invita gli Stati membri a identificare le soluzioni più rispettose del clima per la costruzione e la ristrutturazione; invita a sostenere maggiormente l'uso del legno nel settore edilizio; sollecita la Commissione a includere raccomandazioni in tal senso nel suo piano di ristrutturazione previsto per la fine dell'anno;

13. riconosce tuttavia le sfide potenzialmente derivanti dalla crescente domanda di legno per materiali ed energie rinnovabili e ai fini della bioeconomia e invita la Commissione ad affrontare tali sfide in maniera adeguata nella futura strategia, agevolando nel contempo il conseguimento della neutralità climatica entro il 2050;

14. sottolinea che il settore forestale ha bisogno innanzitutto di un quadro politico stabile a lungo termine, anziché di misure di sostegno a breve termine;

15. invita l'Unione europea a incoraggiare e garantire la reintroduzione dei materiali di origine biologica, compresi i rifiuti di legno, nella catena del valore, promuovendo la progettazione ecocompatibile e favorendo l'utilizzo di materie prime secondarie, tra cui il legno, per i prodotti, prima del loro eventuale incenerimento alla fine del ciclo di vita;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a introdurre politiche volte a promuovere bioprodotti sostenibili e riciclabili e a sostenere i bioprodotti riciclabili mediante gli appalti pubblici e il sostegno agli investimenti;

17. sottolinea che nessun effetto di sostituzione esercitato dai prodotti forestali può compensare la perdita di foreste primarie, che sono ritenute insostituibili e dovrebbero essere protette per mezzo di strumenti giuridici e incentivi;

18. è del parere che si debba accordare la priorità a un uso più efficiente del legname partendo dagli utilizzi a maggior valore aggiunto in ciascun settore industriale europeo;

Politica energetica

19. invita gli Stati membri a garantire la tempestiva e adeguata attuazione della direttiva riveduta sulle energie rinnovabili (RED II)[33], che è stata adottata nel dicembre 2018 e stabilisce solidi criteri di sostenibilità per le fonti di energie rinnovabili; osserva che, per assicurare una produzione sostenibile di biomassa, la direttiva riveduta sulle energie rinnovabili definisce criteri di sostenibilità che devono essere rispettati per conformarsi all'obiettivo dell'Unione in materia di energie rinnovabili e beneficiare di regimi di sostegno; sottolinea che i criteri armonizzati e applicabili in tutta l'Unione recentemente concordati sono essenziali per garantire un corretto funzionamento del mercato interno dell'energia e per evitare distorsioni della concorrenza;

20. ricorda che la direttiva riveduta sulle energie rinnovabili stabilisce che gli operatori dovrebbero adottare un approccio basato sui rischi per ridurre al minimo il rischio di utilizzare biomassa forestale non sostenibile per la produzione di bioenergia;

Ricerca e innovazione

21. sottolinea il ruolo essenziale della ricerca e dell'innovazione nella promozione del contributo delle foreste e del settore forestale ad affrontare le sfide del nostro tempo; ritiene che la ricerca in materia di silvicoltura e industria forestale possa potenzialmente permettere di conseguire risultati positivi in termini di mitigazione dei cambiamenti climatici, crescita delle imprese sostenibili, occupazione, mantenimento della salute delle foreste a lungo termine e protezione della biodiversità, e che debba pertanto essere incoraggiata; chiede l'adeguato finanziamento di Orizzonte Europa e il rafforzamento e la promozione dei legami nuovi e già esistenti tra ricerca, industria, silvicoltura, agroforestazione e società a tutti i livelli, mediante strumenti specifici quali i partenariati europei (ad esempio il partenariato europeo per un'Europa biocircolare e Build4People);

22. sottolinea la necessità di prendere in considerazione i legami tra il settore forestale e altri settori, nonché l'importanza della digitalizzazione e degli investimenti nella ricerca e nell'innovazione al fine di creare una simbiosi industriale;

23. sottolinea l'importanza di incoraggiare ulteriormente la ricerca nel settore forestale, osservando in particolare il ruolo delle PMI nel contribuire alla ricerca e all'innovazione sostenibili nel settore forestale;

24. pone in rilievo l'importanza dell'istruzione e di una forza lavoro competente e ben formata nel settore forestale ai fini dell'efficace attuazione pratica di una gestione sostenibile delle foreste; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a continuare ad attuare e rafforzare i pertinenti strumenti europei esistenti;

Dati – utilizzo di servizi satellitari

25. invita l'Unione europea a creare una rete di monitoraggio delle foreste europee che raccolga le informazioni a livello locale (rimboschimento, temperature, malattie parassitarie, catastrofi naturali) in relazione ai programmi di osservazione della Terra Copernicus e che sia in grado di creare previsioni affidabili in tempo reale al fine di migliorare la gestione sostenibile delle foreste; invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare l'accuratezza dei dati sulle foreste, onde consentire una condivisione diretta e confrontabile delle informazioni tra gli Stati membri;

26. chiede la creazione e l'attuazione di un sistema di monitoraggio satellitare che consenta di monitorare con precisione le foreste in tutta l'Unione europea, al fine di migliorare le allerte meteorologiche e le relazioni d'impatto, e che contribuisca agli inventari forestali nazionali; sottolinea tuttavia che ciò non dovrebbe comportare un onere amministrativo eccessivo per le imprese coinvolte, in quanto la maggior parte di esse sono PMI;

27. pone in evidenza che le foreste dell'UE hanno caratteristiche molto diverse e pertanto necessitano di approcci di gestione differenti; esprime preoccupazione per le condizioni di salute e la resilienza delle foreste in molte regioni d'Europa a causa dei cambiamenti climatici e dei focolai di parassiti e malattie nelle foreste; sottolinea la necessità di rafforzare e utilizzare appieno i meccanismi dell'UE volti a monitorare, fornire informazioni e affrontare le pressioni esercitate sulle risorse forestali risultanti dalla diffusione di specie esotiche invasive, parassiti e malattie; invita la Commissione, in tale contesto, a dedicare particolare attenzione alle zone maggiormente minacciate dai cambiamenti climatici, compresa la regione mediterranea.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.5.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

48

20

10

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

François Alfonsi, Nicola Beer, François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Michael Bloss, Manuel Bompard, Paolo Borchia, Marc Botenga, Markus Buchheit, Klaus Buchner, Martin Buschmann, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Carlo Calenda, Andrea Caroppo, Maria da Graça Carvalho, Ignazio Corrao, Josianne Cutajar, Nicola Danti, Pilar del Castillo Vera, Martina Dlabajová, Christian Ehler, Valter Flego, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Claudia Gamon, Jens Geier, Nicolás González Casares, Bart Groothuis, Christophe Grudler, András Gyürk, Henrike Hahn, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Ivars Ijabs, Romana Jerković, Eva Kaili, Seán Kelly, Izabela-Helena Kloc, Łukasz Kohut, Zdzisław Krasnodębski, Andrius Kubilius, Miapetra Kumpula-Natri, Thierry Mariani, Marisa Matias, Eva Maydell, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Iskra Mihaylova, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Aldo Patriciello, Mauri Pekkarinen, Mikuláš Peksa, Tsvetelina Penkova, Morten Petersen, Markus Pieper, Clara Ponsatí Obiols, Sira Rego, Jérôme Rivière, Robert Roos, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Grzegorz Tobiszowski, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Marie Toussaint, Isabella Tovaglieri, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Jutta Paulus, Edina Tóth

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

48

+

PPE

François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria Da Graça Carvalho, Pilar Del Castillo Vera, Christian Ehler, András Gyürk, Seán Kelly, Andrius Kubilius, Eva Maydell, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Markus Pieper, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Edina Tóth, Henna Virkkunen, Pernille Weiss

Renew

Nicola Beer, Nicola Danti, Martina Dlabajová, Valter Flego, Claudia Gamon, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Ivars Ijabs, Iskra Mihaylova, Mauri Pekkarinen, Morten Petersen

S&D

Carlo Calenda, Josianne Cutajar, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Jens Geier, Nicolás González Casares, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Romana Jerković, Eva Kaili, Łukasz Kohut, Miapetra Kumpula-Natri, Dan Nica, Tsvetelina Penkova, Patrizia Toia, Carlos Zorrinho

 

20

-

ECR

Robert Roos

GUE/NGL

Manuel Bompard, Marc Botenga, Marisa Matias, Sira Rego

ID

Markus Buchheit, Thierry Mariani, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Jérôme Rivière

NI

Martin Buschmann, Ignazio Corrao

Verts/ALE

François Alfonsi, Michael Bloss, Klaus Buchner, Henrike Hahn, Ville Niinistö, Jutta Paulus, Mikuláš Peksa, Marie Toussaint

 

10

0

ECR

Izabela-Helena Kloc, Zdzisław Krasnodębski, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Grzegorz Tobiszowski, Evžen Tošenovský

ID

Paolo Borchia, Andrea Caroppo, Isabella Tovaglieri

NI

Clara Ponsatí Obiols

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 


 

 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

7.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

36

8

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mazaly Aguilar, Clara Aguilera, Atidzhe Alieva-Veli, Álvaro Amaro, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Mara Bizzotto, Daniel Buda, Asger Christensen, Angelo Ciocca, Ivan David, Paolo De Castro, Jérémy Decerle, Salvatore De Meo, Herbert Dorfmann, Luke Ming Flanagan, Cristian Ghinea, Dino Giarrusso, Martin Häusling, Martin Hlaváček, Krzysztof Jurgiel, Jarosław Kalinowski, Elsi Katainen, Gilles Lebreton, Norbert Lins, Chris MacManus, Marlene Mortler, Ulrike Müller, Maria Noichl, Juozas Olekas, Pina Picierno, Maxette Pirbakas, Bronis Ropė, Bert-Jan Ruissen, Anne Sander, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Annie Schreijer-Pierik, Veronika Vrecionová, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Manuel Bompard, Anna Deparnay-Grunenberg, Tilly Metz, Christine Schneider, Marc Tarabella, Thomas Waitz

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

36

+

PPE

Álvaro Amaro, Daniel Buda, Salvatore De Meo, Herbert Dorfmann, Jarosław Kalinowski, Norbert Lins, Marlene Mortler, Anne Sander, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Christine Schneider, Annie Schreijer-Pierik, Juan Ignacio Zoido Álvarez

S&D

Clara Aguilera, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Paolo De Castro, Maria Noichl, Juozas Olekas, Pina Picierno, Marc Tarabella

RENEW

Atidzhe Alieva-Veli, Asger Christensen, Jérémy Decerle, Cristian Ghinea, Martin Hlaváček, Elsi Katainen, Ulrike Müller

ECR

Mazaly Aguilar, Krzysztof Jurgiel, Bert-Jan Ruissen, Veronika Vrecionová

GUE/NGL

Chris MacManus

NI

Dino Giarrusso

 

9

-

ID

Mara Bizzotto, Angelo Ciocca, Gilles Lebreton, Maxette Pirbakas

Verts/ALE

Anna Deparnay-Grunenberg, Martin Häusling, Tilly Metz, Bronis Ropė, Thomas Waitz

 

3

0

ID

Ivan David

GUE/NGL

Manuel Bompard, Luke Ming Flanagan

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

 

 

 

[1] Testi approvati, P9_TA(2020)0005.

[2] Testi approvati, P9_TA(2020)0015.

[3]GU C 346 del 21.9.2016, pag. 17.

[4]GU L 317 del 4.11.2014, pag. 35

[5] https://ec.europa.eu/knowledge4policy/publication/council-conclusions-updated-eu-bioeconomy-strategy-29-november-2019_en

[6] GU C 361 del 5.10.2018, pag. 5.

[7] Eurostat, Banca dati del settore forestale, disponibile all'indirizzo: https://ec.europa.eu/eurostat/web/forestry/data/database

[8] Scheda informativa del Parlamento europeo del maggio 2019 sull'Unione europea e le foreste.

[9] GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13.

[10] Relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente "The European Environment – State and outlook 2020" (L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020), pag. 83.

[11] Sentenza della Corte (Quinta Sezione) del 25 febbraio 1999 nelle cause riunite C-164/97 e C-165/97, Parlamento europeo contro Consiglio dell'Unione europea, ECLI:EU:C:1999:99, paragrafo 16.

[12] La proforestazione è la crescita delle foreste intatte esistenti fino al raggiungimento del loro potenziale ecologico, come definito in: Moomaw, W. R., "Intact Forests in the United States: Proforestation Mitigates Climate Change and Serves the Greatest Good" (Foreste intatte negli Stati Uniti: Il rimboschimento mitiga il cambiamento climatico ed è al servizio del bene più grande), in Frontiers in Forests and Global Change, 2019.

[13] Relazione del 2018 del Centro comune di ricerca della Commissione europea dal titolo "Biomass production, supply, uses and flows in the European Union" (Produzione, fornitura, usi e flussi di biomassa nell'Unione Europea), secondo la quale gli obiettivi in materia di energie rinnovabili fissati dall'UE hanno, di fatto, comportato un aumento del consumo di biomassa legnosa. Secondo le stime, attualmente l'utilizzo del legno a fini energetici è pari al 48 % dell'utilizzo totale, a fronte del 43 % nel 2010 e del 42 % nel 2005; la comunicazione in merito agli utilizzi energetici è probabilmente incompleta.

[14] Articolo dell'IPBES (contributo di esperti) dal titolo "COVID-19 Stimulus Measures Must Save Lives, Protect Livelihoods, and Safeguard Nature to Reduce the Risk of Future Pandemics" (COVID-19 Le misure di stimolo devono salvare vite umane, proteggere i mezzi di sussistenza e salvaguardare la natura per ridurre il rischio di future pandemie), Prof. Josef Settele, Sandra Díaz, Eduardo Brondizio e Dr Peter Daszak, 27 aprile 2020.

[15] Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2020 sulla 15a riunione della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15), Testi approvati, P9_TA(2020)0015.

[16] Agenzia europea dell'ambiente, "European Forest Ecosystems – State and Trends" (Ecosistemi forestali europei – Situazione e tendenze), 2016.

[17] Stabiliti nella risoluzione H1 di Helsinki del 1993, adottata nell'ambito di Forest Europe.

[18] Luyssaert, S., et al., "Old-growth forests as global carbon sinks" (Foreste secolari come pozzi di assorbimento del carbonio a livello globale), Nature, 2008.

[19] Comunicazione della Commissione del 23 luglio 2019 dal titolo "Intensificare l'azione dell'UE per proteggere e ripristinare le foreste del pianeta" (COM(2019)0352);

[20] Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2020 sulla 15a riunione della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15), paragrafo 52, Testi approvati, P9_TA(2020)0015.

[21] Relazione della Commissione del 7 dicembre 2018 dal titolo "Progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea – Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2018)0811), pag. 3.

[22] Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), Climate Change and Land Report - Summary for Policymakers, 2019 (Cambiamenti climatici e suolo - Sintesi per i responsabili politici).

[23] Piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) (2018): "Summary for policymakers of the regional assessment report on biodiversity and ecosystem services for Europe and Central Asia of the Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services" (Sintesi per i responsabili politici del rapporto di valutazione regionale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici per l'Europa e l'Asia centrale della Piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici), a cura di: M. Fischer, M. Rounsevell, A. Torre-Marin Rando, A. Mader, A. Church, M. Elbakidze, V. Elias, T. Hahn. P.A. Harrison, J. Hauck, B. Martín-López, I. Ring, C. Sandström, I. Sousa Pinto, P. Visconti, N.E. Zimmermann e M. Christie, Segretariato IPBES, Bonn, Germania.

[24] Relazione della Commissione del 7 dicembre 2018 dal titolo "Progressi nell'attuazione della strategia forestale dell'Unione europea – Una nuova strategia forestale dell'Unione europea: per le foreste e il settore forestale" (COM(2018)0811), pag. 3.

[25] Nota informativa dell'Agenzia europea dell'ambiente del 27 novembre 2019, "Forest dynamics in Europe and their ecological consequences" (Le dinamiche forestali in Europa e le loro conseguenze ecologiche), modificata da ultimo il 10 dicembre 2019.

[26] Relazione della Commissione del 2 ottobre 2015 sulla revisione intermedia della strategia dell'UE sulla biodiversità fino al 2020 (COM(2015)0478).

[27] Centro comune di ricerca della Commissione europea, 2018: "Biomass production, supply, uses and flows in the European Union" (Produzione, fornitura, utilizzi e flussi di biomassa nell'Unione europea).

[28] Agenzia europea dell'ambiente, "Forest dynamics in Europe and their ecological consequences" (Le dinamiche forestali in Europa e le loro conseguenze ecologiche), 27 novembre 2018.

[29] Naudts, K., Chen, Y., et al., "Europe's forest management did not mitigate climate warming" (La gestione forestale europea non ha mitigato il riscaldamento globale), in Science, 5 febbraio 2016: vol. 351, n. 6273, pagg. 597-600.

[30] Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2020 sulla 15a riunione della conferenza delle parti della convenzione sulla diversità biologica (COP15), Testi approvati, P9_TA(2020)0015.

[31] Risoluzione H1, Orientamenti generali per la gestione sostenibile delle foreste in Europa, seconda conferenza ministeriale sulla protezione delle foreste in Europa, 16-17 giugno 1993, Helsinki.

[32] Sabatini, F.M., Burrascano, S., et al., "Where are Europe's last primary forests?" (Dove sono le ultime foreste primarie d'Europa?), in Diversity and Distributions, prima pubblicazione 24 maggio 2018: vol. 24, n. 10, ottobre 2018, pagg. 1426-1439, figura 3.

[33] Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio dell'11 dicembre 2018 sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82).

Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy