RELAZIONE Verso un mercato unico più sostenibile per le imprese e i consumatori

    3.11.2020 - (2020/2021(INI))

    Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori
    Relatore: David Cormand


    Procedura : 2020/2021(INI)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    A9-0209/2020

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

    Verso un mercato unico più sostenibile per le imprese e i consumatori

    (2020/2021(INI))

    Il Parlamento europeo,

     visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare l'articolo 114,

     visti gli articoli 169, 191, 192 e 193 TFUE,

     vista la direttiva 2005/29/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 maggio 2005, relativa alle pratiche commerciali sleali delle imprese nei confronti dei consumatori nel mercato interno[1],

     vista la direttiva 2011/83/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, sui diritti dei consumatori[2],

     vista la direttiva (UE) 2019/771 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 maggio 2019, relativa a determinati aspetti dei contratti di vendita di beni[3],

     vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio del 7 giugno 2018 che istituisce il programma relativo al mercato unico, alla competitività delle imprese, comprese le piccole e medie imprese, e alle statistiche europee (COM(2018)0441),

     visto il regolamento (UE) 2019/1020 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, sulla vigilanza del mercato e sulla conformità dei prodotti[4],

     vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

     vista la comunicazione della Commissione del 19 febbraio 2020 dal titolo "Una strategia europea per i dati" (COM(2020)0066),

     vista la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2020 dal titolo "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare – Per un'Europa più pulita e più competitiva" (COM(2020)0098),

     vista la sua risoluzione del 4 luglio 2017 su una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese[5],

     vista la sua risoluzione del 13 settembre 2018 sull'attuazione del pacchetto sull'economia circolare: possibili soluzioni all'interazione tra la normativa in materia di sostanze chimiche, prodotti e rifiuti[6],

     vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[7],

     vista la pubblicazione della Commissione dell'ottobre 2018 dal titolo "Behavioural Study on Consumers' Engagement in the Circular Economy" (Studio comportamentale sulla partecipazione dei consumatori all'economia circolare),

     visto lo studio pubblicato nel 2019 dal Centro comune di ricerca dal titolo "Analysis and development of a scoring system for repair and upgrade of products" (Analisi e messa a punto di un sistema di punteggio relativo alla riparazione e all'aggiornamento dei prodotti),

     vista la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente del 4 dicembre 2019 dal titolo "L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020",

     visto lo studio elaborato nel marzo 2020 su richiesta della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori dal titolo "Promoting product longevity" (Promuovere la longevità dei prodotti),

     vista l'analisi approfondita elaborata nell'aprile 2020 su richiesta della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori dal titolo "Sustainable Consumption and Consumer Protection Legislation" (Consumo sostenibile e legislazione in materia di protezione dei consumatori),

     vista la relazione pubblicata il 18 agosto 2015 dall'Ufficio europeo delle unioni dei consumatori (BEUC) dal titolo "Durable goods: More sustainable products, better consumer rights – Consumer expectations from the EU's resource efficiency and circular economy agenda" (Beni durevoli: prodotti più sostenibili, migliori diritti dei consumatori – Aspettative dei consumatori rispetto al programma dell'UE per l'efficienza nell'uso delle risorse e l'economia circolare),

     visto l'articolo 54 del suo regolamento,

     visto il parere della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare,

     vista la relazione della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (A9-0209/2020),

    A. considerando che, di fronte alla scarsità delle risorse naturali e all'aumento dei rifiuti, è imperativo introdurre modelli sostenibili di produzione e consumo che tengano conto dei limiti del pianeta, dando la priorità a un utilizzo più efficace e sostenibile delle risorse;

    B. considerando che la crisi causata dalla pandemia di COVID-19 ha dimostrato la necessità di istituire nuovi modelli imprenditoriali più resilienti e di sostenere le imprese europee, in particolare le piccole e medie imprese (PMI), le microimprese e i lavoratori autonomi;

    C. considerando che un mercato unico sostenibile deve essere in linea con l'appello del Parlamento[8] relativo all'adozione di un Green Deal europeo ambizioso; che è pertanto essenziale sviluppare una strategia basata sulla ricerca che aumenti la durabilità, la riutilizzabilità, le possibilità di miglioramento e la riparabilità dei prodotti; che tale strategia dovrebbe contribuire alla creazione di posti di lavoro, crescita e opportunità di innovazione per le imprese europee, sostenerne la competitività a livello mondiale e garantire un elevato livello di protezione dei consumatori;

    D. considerando che una strategia comune e globale non equivale a un approccio standardizzato per tutti; che un approccio differenziato, che tenga conto delle specificità di ciascuna categoria di prodotti e di ciascun settore, come pure delle evoluzioni tecnologiche e del mercato, risulterebbe più appropriato; che l'attuazione e l'applicazione efficaci delle norme esistenti sono essenziali per un mercato unico sostenibile e ben funzionante;

    E. considerando che è fondamentale mobilitare finanziamenti sufficienti, attraverso programmi finanziari quali il programma per il mercato unico, in vista della transizione verso la neutralità climatica e l'economia circolare al fine di finanziare le attività di ricerca e sviluppo nel settore dei prodotti sostenibili, come pure le campagne di sensibilizzazione rivolte a imprese e consumatori;

    F. considerando che, secondo lo studio comportamentale pubblicato nel 2018 dalla Commissione, i consumatori sono pronti a impegnarsi per la realizzazione di un'economia circolare e hanno una probabilità tre volte maggiore di acquistare un prodotto etichettato come più durevole e riparabile, ma permangono alcuni ostacoli, tra cui l'asimmetria informativa; che per sensibilizzare i consumatori e assicurare una concorrenza equa tra le imprese sono necessarie informazioni chiare, affidabili e trasparenti sulle caratteristiche dei prodotti, tra l'altro in relazione alla durata di vita prevista e alla riparabilità; che le informazioni esistenti devono quindi essere migliorate, evitando nel contempo un sovraccarico di informazioni;

    G. considerando che la durata di vita e l'invecchiamento di un prodotto dipendono da numerosi fattori di carattere naturale e artificiale quali la composizione, la funzionalità, i costi di riparazione, i modelli di consumo e l'utilizzo; che la durata di vista prevista di un prodotto deve essere misurata sulla base di test e criteri obiettivi che rispecchino le condizioni reali di utilizzo e deve essere determinata prima dell'immissione del prodotto sul mercato;

    H. considerando che la direttiva (UE) 2019/771 deve essere sottoposta a revisione entro il 2024; che in vista di tale revisione è opportuno prendere in considerazione una serie di misure volte a creare le condizioni adatte per aumentare la durabilità dei prodotti e garantire un elevato livello di protezione dei consumatori e un contesto imprenditoriale competitivo; che la garanzia legale di due anni potrebbe non essere adeguata per tutte le categorie di prodotti con una durata di vita prevista più lunga;

    I. considerando che, in una sua precedente risoluzione[9], il Parlamento ha chiesto l'adozione di misure volte a porre rimedio al problema dell'obsolescenza programmata dei beni e dei software, tra cui una definizione comune per l'effettuazione di test e l'individuazione delle pratiche problematiche; che è necessario sviluppare una strategia comune per il mercato unico e assicurare la certezza giuridica e la fiducia per le imprese e i consumatori;

    J. considerando che la durata di vita dei software è fondamentale per quella degli apparecchi elettronici; che, vista l'accelerazione dell'obsolescenza dei software, gli apparecchi elettronici devono poter essere adattati per rimanere al passo sul mercato[10];

    K. considerando che il 79 % dei cittadini dell'UE ritiene che i produttori dovrebbero essere tenuti a semplificare la riparazione dei dispositivi digitali o la sostituzione dei loro componenti individuali[11]; che prodotti di elevata qualità rafforzano la competitività delle imprese europee;

    L. considerando che, secondo un'indagine condotta nel dicembre 2015[12], il 59 % dei consumatori non era a conoscenza del fatto che il periodo di garanzia legale nell'UE è di almeno 2 anni; che si potrebbe migliorare la conoscenza dei consumatori riguardo ai diritti di alto livello esistenti in relazione alla garanzia legale, il che contribuirebbe a un utilizzo più sostenibile dei beni;

    M. considerando che l'incremento del commercio elettronico ha comportato la necessità di un migliore controllo della conformità dei beni e dei servizi provenienti dai paesi terzi alle norme dell'UE in materia di ambiente e sicurezza, come pure ai diritti dei consumatori;

    N. considerando che un mercato unico sostenibile richiede un'efficace vigilanza del mercato per garantire l'effettiva attuazione di tali norme, e che la vigilanza del mercato e le autorità doganali svolgono un ruolo chiave a tal fine;

    O. considerando che iniziative quali incoraggiare una cultura della riparazione e del riutilizzo e rafforzare la fiducia nel mercato dei prodotti di seconda mano potrebbero offrire opportunità economiche e sociali, creare posti di lavoro nonché promuovere, in circostanze specifiche, la competitività industriale; che in alcuni casi vi sono ostacoli che impediscono ai consumatori di ricorrere alla riparazione, tra cui la mancanza di accesso ai pezzi di ricambio, l'assenza di standardizzazione e di interoperabilità e l'indisponibilità di servizi di riparazione; che tali circostanze hanno ripercussioni negative sul settore della riparazione;

    P. considerando che, secondo una relazione Eurobarometro[13], il 77 % dei cittadini dell'UE preferirebbe riparare i propri dispositivi piuttosto che sostituirli; che le imprese del settore della riparazione potrebbero rappresentare una fonte di posti di lavoro a livello locale e di competenze specifiche a livello europeo;

    Q. considerando che l'aumento della durata di vita di un tipo di prodotto per il quale sono in corso sostanziali miglioramenti dell'efficienza ambientale dovrebbe essere bilanciato dall'adozione di tali prodotti migliorati e non dovrebbe pertanto comportare ritardi nell'introduzione di tecnologie innovative che potrebbero generare sostanziali vantaggi ambientali;

    R. considerando che la crescente digitalizzazione sta fornendo alla società nuovi canali per la condivisione di informazioni e sta contribuendo alla realizzazione di un mercato sostenibile basato sulla responsabilità, la trasparenza, la condivisione delle informazioni e un uso più efficace delle risorse;

    S. considerando che le piattaforme online potrebbero adempiere ulteriormente alla propria responsabilità di fornire ai consumatori informazioni affidabili sui prodotti e i servizi da esse offerti;

    T. considerando che il settore digitale contribuisce all'innovazione nonché alla promozione di un'economia sostenibile; che è opportuno affrontare la questione dell'impatto ambientale della sua infrastruttura in termini di consumo di energia e di risorse; che per la realizzazione di un'economia circolare è fondamentale assicurare metodi di imballaggio e consegna più sostenibili;

    U. considerando che appalti pubblici verdi e sostenibili rappresentano uno strumento strategico che può essere utilizzato per contribuire, insieme ad altre importanti politiche, alla transizione industriale dell'Europa nonché per rafforzare la sua resilienza e la sua autonomia strategica aperta; che l'utilizzo strategico degli appalti sostenibili può apportare vantaggi sia alle imprese che ai consumatori stimolando la domanda e l'offerta di beni sostenibili e rendendo tali prodotti efficienti sotto il profilo dei costi e attraenti per i consumatori;

    V. considerando che è necessario contrastare le dichiarazioni ingannevoli in materia ambientale e far fronte alle pratiche di "verniciatura verde" ("greenwashing") con metodi efficaci, che stabiliscano tra l'altro come comprovare tali dichiarazioni;

    W. considerando che la pubblicità incide sui livelli e sui modelli di consumo; che la pubblicità potrebbe aiutare le imprese e i consumatori a effettuare scelte informate e sostenibili;

    1. accoglie con favore il nuovo piano d'azione della Commissione per l'economia circolare e la volontà dichiarata di promuovere prodotti durevoli e più facilmente riparabili, riutilizzabili e riciclabili, sostenendo nel contempo i consumatori in questa transizione;

    2. sottolinea che la strategia per un mercato unico sostenibile dovrebbe combinare in modo equo, equilibrato e proporzionato i principi della sostenibilità, della protezione dei consumatori e di un'economia sociale di mercato fortemente competitiva; evidenzia che le eventuali misure normative dovrebbero essere basate su tali principi, essere efficienti in termini di costi dal punto di vista ambientale e andare a vantaggio sia delle imprese che dei consumatori per consentire loro di intraprendere la transizione verde nel mercato interno; sottolinea che le misure normative dovrebbero creare vantaggi competitivi per le imprese europee, evitare di imporre loro oneri finanziari sproporzionati, stimolare l'innovazione, incoraggiare gli investimenti nelle tecnologie sostenibili nonché rafforzare la competitività europea e, in ultima analisi, la protezione dei consumatori; rileva che tutte le misure normative previste dovrebbero essere accompagnate da valutazioni di impatto e dovrebbero sempre tenere conto dell'evoluzione del mercato e delle esigenze dei consumatori;

    3. invita la Commissione a dare prova di una forte ambizione politica in sede di elaborazione, adozione e attuazione delle future proposte pertinenti, tra cui quella volta a mettere a disposizione dei consumatori gli strumenti idonei in vista della transizione verde e quella concernente un'iniziativa in materia di prodotti sostenibili, che dovrebbero essere pienamente in linea con gli obiettivi dell'UE in materia di clima e ambiente al fine di migliorare la circolarità delle catene del valore, l'efficienza delle risorse e l'utilizzo delle materie prime secondarie, ridurre al minimo la produzione di rifiuti e realizzare un'economia circolare priva di sostanze tossiche; pone l'accento sull'importanza della tempestiva attuazione e del rispetto degli obblighi e delle norme esistenti; esorta la Commissione a evitare ulteriori rinvii;

    4. sottolinea che un mercato unico ben funzionante rappresenta un potente strumento per le transizioni verde e digitale dell'UE, anche in relazione al suo ruolo in un'economia globalizzata; evidenzia che il completamento e l'approfondimento del mercato unico, tra l'altro attraverso l'efficace applicazione della legislazione esistente e la rimozione dei restanti ostacoli ingiustificati e sproporzionati, rappresentano una condizione essenziale per aumentare la sostenibilità della produzione e del consumo nell'UE; chiede una governance trasparente del mercato interno, unitamente a un monitoraggio più efficace e rafforzato; ritiene che il quadro giuridico di un mercato unico più sostenibile debba promuovere l'innovazione e lo sviluppo di tecnologie sostenibili, incoraggiare le imprese a effettuare la transizione verso modelli imprenditoriali più sostenibili e contribuire in tal modo a una ripresa economica sostenibile;

    5. sottolinea che il consumo sostenibile va di pari passo con la produzione sostenibile e che gli operatori economici dovrebbero essere incoraggiati a prendere in considerazione la durabilità dei prodotti e dei servizi dalla fase della progettazione fino all'immissione o alla fornitura sul mercato interno, in modo da garantire ai consumatori una scelta sicura, sostenibile, efficiente in termini di costi ed attraente; invita la Commissione a proporre misure, stabilendo una differenziazione in base alle categorie di prodotti e per i settori con un elevato impatto ambientale, al fine di migliorare la durabilità, inclusa la durata di vita prevista, la riutilizzabilità, le possibilità di miglioramento, la riparabilità e la riciclabilità dei prodotti;

    Diritti dei consumatori e lotta contro l'obsolescenza programmata

    6. invita la Commissione a mettere a punto, in consultazione con le parti interessate, una strategia di ampia portata che preveda misure che differenzino le categorie di prodotti e tengano conto delle evoluzioni tecnologiche e del mercato, al fine di sostenere le imprese e i consumatori e promuovere modelli di produzione e di consumo sostenibili; osserva che tale strategia dovrebbe includere misure volte a:

    a. specificare le informazioni precontrattuali che occorre fornire in relazione alla durata di vita prevista (che deve essere espressa in anni e/o cicli di utilizzo ed essere determinata prima dell'immissione del prodotto sul mercato attraverso una metodologia oggettiva e standardizzata, basata tra l'altro sulle condizioni reali di utilizzo, sulle differenze in termini di intensità di utilizzo e su fattori naturali) e alla riparabilità del prodotto, tenendo conto del fatto che tali informazioni dovrebbero essere fornite in modo chiaro e comprensibile per evitare di confondere i consumatori e di sovraccaricarli di informazioni, e assicurare che tali informazioni figurino tra le caratteristiche principali dei prodotti a norma delle direttive 2011/83/UE e 2005/29/CE;

    b. incoraggiare lo sviluppo e l'armonizzazione dell'etichettatura volontaria, coinvolgendo tutte le parti interessate, sulla base di norme trasparenti e basate sulla ricerca e di valutazioni di impatto che ne dimostrino la pertinenza, la proporzionalità e l'efficacia nel ridurre le ripercussioni negative sull'ambiente e proteggere i consumatori; ritiene che tale etichettatura potrebbe in particolare includere informazioni sulla durabilità e la riparabilità, ad esempio un punteggio di riparabilità, e potrebbe assumere la forma di un indice delle prestazioni ambientali, tenendo conto di diversi criteri nell'arco dell'intero ciclo di vita dei prodotti in funzione della categoria di prodotto; reputa che l'etichettatura in questione dovrebbe fornire al consumatore informazioni immediatamente visibili, chiare e facilmente comprensibili al momento dell'acquisto;

    c. rafforzare il ruolo del marchio di qualità ecologica dell'UE al fine di aumentarne l'utilizzo da parte dell'industria e sensibilizzare i consumatori;

    d. valutare quali categorie di beni siano più idonee a essere dotate di un contatore degli utilizzi sulla base di un'analisi dell'efficienza in termini ambientali e di costi, al fine di migliorare le informazioni fornite ai consumatori e la manutenzione dei prodotti, incoraggiare l'utilizzo a lungo termine degli stessi facilitandone il riutilizzo e promuovere i modelli imprenditoriali basati sul riutilizzo e sui prodotti di seconda mano;

    e. valutare, in vista della revisione della direttiva (UE) 2019/771, in che modo allineare maggiormente la durata della garanzia legale alla durata di vita prevista di una categoria di prodotti, nonché in che modo un'estensione del periodo di inversione dell'onere della prova per non conformità potrebbe aiutare i consumatori e le imprese a compiere scelte sostenibili; chiede che tale valutazione di impatto consideri i possibili effetti di queste eventuali estensioni sui prezzi, la durata di vita prevista dei prodotti, i sistemi di garanzia commerciale e i servizi di riparazione indipendenti;

    f. esaminare, in vista della revisione della direttiva (UE) 2019/771, la fattibilità di un rafforzamento della posizione dei venditori rispetto ai produttori introducendo un meccanismo di responsabilità congiunta produttore-venditore nel quadro del regime di garanzia legale;

    g. contrastare l'obsolescenza programmata considerando la possibilità di includere nell'elenco di cui all'allegato I della direttiva 2005/29/CE le pratiche aventi il solo scopo di ridurre effettivamente la durata di vita di un prodotto per aumentarne il tasso di sostituzione e limitare indebitamente la riparabilità dei prodotti, inclusi i software; sottolinea che tali pratiche dovrebbero essere chiaramente definite sulla base di una definizione oggettiva e comune, tenendo conto della valutazione di tutte le parti interessate, tra cui istituti di ricerca, consumatori, imprese e organizzazioni ambientali;

    7. sottolinea che i beni contenenti elementi digitali richiedono particolare attenzione e che, nell'ambito della revisione della direttiva (UE) 2019/771 da effettuarsi entro il 2024, occorre prendere in considerazione i seguenti aspetti:

    a. gli aggiornamenti correttivi — ossia gli aggiornamenti di sicurezza e di conformità — devono continuare per tutta la durata di vita prevista del dispositivo, a seconda della categoria di prodotto;

    b. gli aggiornamenti correttivi dovrebbero essere tenuti separati dagli aggiornamenti evolutivi, che devono essere reversibili, e nessun aggiornamento deve mai ridurre le prestazioni o la capacità di risposta dei beni;

    c. al momento dell'acquisto, il venditore deve informare il consumatore circa il periodo durante il quale è prevedibile che siano pubblicati gli aggiornamenti del software fornito al momento dell'acquisto dei beni, in modo compatibile con l'innovazione e i possibili sviluppi futuri del mercato, nonché in merito alle loro specificità e al loro impatto sulle prestazioni del dispositivo, al fine di garantire che i beni mantengano la loro conformità e la loro sicurezza;

    8. sottolinea la necessità di mezzi di ricorso semplici, efficaci e applicabili sia per i consumatori che per le imprese; ricorda che i consumatori di tutta l'UE dovrebbero essere informati in merito ai propri diritti e ai mezzi di ricorso di cui dispongono; chiede che, nell'ambito del programma per il mercato unico del quadro finanziario pluriennale (QFP), si finanzino misure volte a colmare la carenza di informazioni e a sostenere le iniziative di associazioni di consumatori, imprese e relative all'ambiente; ritiene che gli Stati membri debbano svolgere campagne di informazione intese ad aumentare la protezione e la fiducia dei consumatori, in particolare tra i gruppi vulnerabili, e invita la Commissione a fornire ai consumatori informazioni adeguate sui loro diritti attraverso lo sportello digitale unico; evidenzia che le PMI, le microimprese e i lavoratori autonomi necessitano di un sostegno specifico, tra cui finanziario, per comprendere e applicare i loro obblighi giuridici in materia di protezione dei consumatori;

    9. osserva che molti prodotti immessi sul mercato unico, in particolare quelli venduti da mercati online e importati da paesi non appartenenti all'UE, non rispettano la legislazione dell'Unione relativa ai requisiti di sicurezza e sostenibilità dei prodotti; invita la Commissione e gli Stati membri ad agire con urgenza per garantire parità di condizioni per le imprese dell'UE con concorrenti internazionali, nonché per garantire prodotti sicuri e sostenibili per i consumatori attraverso una migliore vigilanza del mercato e norme di controllo doganale equivalenti in tutta l'UE per le imprese sia tradizionali che online; ricorda che per assolvere a questo compito, le autorità di vigilanza dei mercati devono disporre di risorse finanziarie, tecniche, di informazione e umane adeguate in conformità del regolamento (UE) 2019/1020 e invita gli Stati membri a soddisfare dette esigenze e la Commissione a garantire la corretta attuazione del regolamento; sottolinea che l'interazione tra il sistema RAPEX e i mercati e le piattaforme online dovrebbe essere notevolmente potenziata;

    Strategia in materia di riparazione

    10. chiede che le seguenti informazioni sulla disponibilità dei pezzi di ricambio, sugli aggiornamenti del software e sulla riparabilità del prodotto siano messe a disposizione in modo chiaro e facilmente leggibile al momento dell'acquisto: periodo stimato di disponibilità dalla data di acquisto, prezzo medio dei pezzi di ricambio al momento dell'acquisto, tempi approssimativi raccomandati per la consegna e la riparazione, informazioni sui servizi di riparazione e manutenzione, se del caso; chiede inoltre che tali informazioni siano fornite nella documentazione relativa al prodotto unitamente a una sintesi dei guasti riscontrati con maggiore frequenza e dei modi per ripararli;

    11. invita la Commissione a istituire un "diritto alla riparazione" per i consumatori per far sì che le riparazioni divengano sistematiche, efficienti in termini di costi e allettanti, tenendo conto delle specificità delle diverse categorie di prodotti, sulla falsariga delle misure già adottate per diversi elettrodomestici nell'ambito della direttiva sulla progettazione ecocompatibile:

    a. concedendo agli operatori del settore delle riparazioni, compresi i riparatori indipendenti, e ai consumatori l'accesso gratuito alle informazioni necessarie per la riparazione e la manutenzione, comprese quelle relative agli strumenti diagnostici, ai pezzi di ricambio, ai software e agli aggiornamenti, necessarie per effettuare riparazioni e manutenzione, tenendo conto al contempo degli imperativi della sicurezza dei consumatori, lasciando impregiudicata la direttiva (UE) 2016/943;

    b. incoraggiando il processo di standardizzazione dei pezzi di ricambio nell'ottica di favorire l'interoperabilità, nel rispetto dei requisiti di sicurezza dei prodotti;

    c. fissando un periodo minimo obbligatorio per la fornitura di pezzi di ricambio che rispecchi la durata di vita prevista del prodotto dopo l'immissione sul mercato dell'unità finale, nonché termini di consegna massimi ragionevoli per categoria di prodotto, in linea con i regolamenti di esecuzione in materia di progettazione ecocompatibile adottati il 1º ottobre 2019, che dovrebbero essere estesi a una gamma più ampia di prodotti;

    d. garantendo che il prezzo di un pezzo di ricambio sia ragionevole, e quindi efficiente sotto il profilo dei costi, rispetto al prezzo dell'intero prodotto e che i riparatori indipendenti e autorizzati, nonché i consumatori, abbiano accesso ai pezzi di ricambio necessari senza ostacoli indebiti;

    e. incoraggiando la riparazione rispetto alla sostituzione mediante l'estensione delle garanzie o l'azzeramento dei periodi di garanzia per i consumatori che scelgono questa opzione in preparazione della revisione della direttiva (UE) 2019/771 e alla luce di un'analisi dell'efficienza in termini di costi sia per i consumatori che per le imprese, e garantendo che i venditori informino sempre i consumatori della possibilità di riparazione e dei relativi diritti di garanzia;

    f. vagliando in che modo si potrebbero agevolare le riparazioni mediante l'istituzione, a livello dell'UE, di una garanzia legale per le parti sostituite da un riparatore professionista quando le merci non sono più coperte da garanzia legale o commerciale in preparazione della revisione della direttiva (UE) 2019/771;

    g. incoraggiando gli Stati membri a creare incentivi, quali il "bonus per gli artigiani", che promuovano le riparazioni, in particolare dopo la fine della garanzia legale, destinati a quei consumatori che si affidano a riparatori autorizzati/indipendenti per eseguire determinati lavori di riparazione;

    Strategia globale verso un'economia del reimpiego e del riutilizzo

    12. si compiace del fatto che la Commissione stia vagliando misure vincolanti per impedire la distruzione delle merci invendute o non deperibili in modo da poterle invece riutilizzare, nonché obiettivi quantificati per il riutilizzo, anche attraverso l'introduzione di sistemi di deposito in linea con la direttiva quadro sui rifiuti e la direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio; sottolinea che sarebbe opportuno dare la priorità, nell'accesso alle discariche, a nuovi modelli imprenditoriali sostenibili e invita la Commissione e gli Stati membri a incentivare ulteriormente la gestione sostenibile dei rifiuti; pone l'accento sulla necessità di una strategia che valuti e affronti gli ostacoli giuridici alla riparazione, alla rivendita, al riutilizzo e alla donazione per garantire un uso più efficace e sostenibile delle risorse, nonché per rafforzare il mercato interno delle materie prime secondarie, lasciando impregiudicate le disposizioni del regolamento (CE) n. 1013/2006 relativo alle spedizioni di rifiuti, anche attraverso una maggiore standardizzazione;

    13. sottolinea l'importanza di rafforzare i modelli d'impresa dell'economia circolare e sostenibili, che ridurranno al minimo la distruzione dei prodotti e promuoveranno la riparazione e il riutilizzo; invita la Commissione a incoraggiare l'uso di tali modelli pur mantenendoli efficienti in termini di costi e attrattivi nonché garantendo un elevato livello di protezione dei consumatori, e a incoraggiare gli Stati membri a sensibilizzare su tali modelli attraverso campagne educative e formazioni destinate sia ai consumatori che alle imprese; sottolinea l'importanza degli investimenti nella ricerca e nello sviluppo in questo settore;

    14. evidenzia che talune imprese mettono in atto pratiche per scoraggiare le riparazioni, il che costituisce una restrizione del diritto alla riparazione e compromette le opzioni di cui i consumatori dispongono per le riparazioni; auspica un approccio equilibrato che salvaguardi il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale e assicuri un sostegno efficace ai riparatori indipendenti, al fine di promuovere la scelta dei consumatori e realizzare un mercato unico sostenibile globale;

    15. sottolinea la necessità di creare incentivi per i consumatori all'acquisto dell'usato; evidenzia che il trasferimento della garanzia in caso di rivendita di un bene ancora coperto dalla stessa potrebbe aumentare la fiducia del consumatore nel mercato dell'usato; invita la Commissione, a tale riguardo, a esaminare in che misura la garanzia del primo acquirente possa essere trasferita a ciascun acquirente aggiuntivo in caso di vendite successive, segnatamente nel contesto di un passaporto per i prodotti digitali; chiede inoltre di vagliare la necessità di rivedere la clausola di eccezione per i prodotti di seconda mano nell'ambito del regime di garanzia legale previsto dalla direttiva (UE) 2019/771 al momento della revisione della direttiva, a seguito di una valutazione d'impatto dei possibili effetti sui modelli commerciali basati sui prodotti di seconda mano e sul riutilizzo;

    16. chiede una chiara definizione dei prodotti ricondizionati e rigenerati, nonché l'introduzione su ampia scala di un sistema volontario di estensione della garanzia commerciale per tali prodotti, da incentivare al fine di integrare la garanzia legale iniziale ed evitare che i consumatori siano esposti a pratiche scorrette;

    17. sottolinea il ruolo del settore dei servizi nel migliorare l'accessibilità delle riparazioni e di altri nuovi modelli d'impresa; accoglie con favore, in particolare, la messa a punto di modelli commerciali che separino il consumo dalla proprietà fisica, in cui la funzione del prodotto è oggetto della vendita, e chiede una valutazione rigorosa dell'impatto dell'economia dell'uso e dei suoi possibili effetti di rimbalzo, nonché degli effetti per i consumatori e i loro interessi finanziari, nonché in termini di impatto ambientale; sottolinea che lo sviluppo di servizi basati su Internet, le nuove forme di commercializzazione (noleggio, leasing, "prodotto-come-servizio", ecc.) e la disponibilità di strutture di riparazione possono contribuire a prolungare la durata di vita dei prodotti e a rafforzare la consapevolezza e la fiducia dei consumatori nei loro confronti; invita la Commissione a promuovere lo sviluppo di questi nuovi modelli d'impresa attraverso un sostegno finanziario mirato nell'ambito del programma per il mercato unico e di qualsiasi altro programma pertinente del QFP;

    18. chiede lo sviluppo di campagne nazionali e di relativi meccanismi per incoraggiare i consumatori a prolungare la durata di vita dei prodotti ricorrendo alla riparazione e all'uso di beni di seconda mano e per sensibilizzare in merito al valore aggiunto delle tecnologie innovative sostenibili; chiede alla Commissione e alle autorità nazionali di fornire alle autorità competenti a livello nazionale e locale, nonché alle imprese e alle associazioni, assistenza e sostegno nello svolgimento di tali campagne di sensibilizzazione da un punto di vista sia tecnico che finanziario nell'ambito del programma per il mercato unico del QFP;

    19. invita tutte le aziende e le organizzazioni a registrarsi al sistema di ecogestione e audit dell'UE (EMAS) per migliorare le proprie prestazioni ambientali; attende fiducioso il futuro riesame della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario che dovrebbe migliorare considerevolmente la disponibilità di informazioni sulle prestazioni ambientali delle imprese;

    Una strategia digitale al servizio di un mercato sostenibile

    20. accoglie con favore l'annuncio di uno spazio comune europeo dei dati per le applicazioni circolari intelligenti e si compiace dell'ambizione della Commissione di sviluppare un "passaporto dei prodotti" digitale per migliorare la tracciabilità e l'accesso alle informazioni sulle condizioni di produzione di un prodotto, la durabilità, la composizione, il riutilizzo, la riparazione, le possibilità di smontaggio e manipolazione alla fine del ciclo di vita, tenendo conto del principio di proporzionalità e dei costi per le imprese e prestando particolare attenzione alle esigenze delle PMI, delle microimprese e dei lavoratori autonomi; chiede che tali strumenti siano sviluppati in stretta collaborazione con il settore e le parti interessate;

    21. prende atto del contributo apportato dalle tecnologie digitali in termini di innovazione e consolidamento dell'economia circolare; invita la Commissione a sviluppare norme e protocolli per l'accesso ai dati interoperabili, e il loro utilizzo, allo scopo di condividerli efficacemente tra le aziende, gli investitori e le autorità al fine di consentire nuove opportunità commerciali circolari basate sui dati; invita la Commissione e gli Stati membri a incrementare, nell'ambito del nuovo QFP, i finanziamenti a favore della ricerca e dell'innovazione nelle tecnologie sostenibili;

    22. sottolinea che il settore digitale ha un impatto ambientale significativo per quanto concerne sia la produzione di beni che la fornitura di servizi e invita la Commissione a valutare in che misura un indice di sostenibilità del digitale europeo basato su un'analisi del ciclo di vita dei prodotti possa ottimizzare la produzione e il consumo sostenibili di tecnologie digitali; sottolinea che le pratiche volte a diminuire tale impatto ambientale, come la riduzione degli imballaggi e lo sviluppo di imballaggi più sostenibili, dovrebbero far parte di una strategia per un mercato unico sostenibile;

    23. aggiunge che occorre sensibilizzare in merito alla potenziale impronta ambientale dei dati non necessari, quali applicazioni, file, video, foto e messaggi di posta elettronica indesiderati non utilizzati; invita la Commissione a valutare l'impatto delle pratiche e delle infrastrutture digitali relativamente alla loro impronta di carbonio e ambientale, nonché il loro impatto sul comportamento dei consumatori, e a prendere in considerazione misure adeguate per ridurlo;

    24. esorta la Commissione a tenere conto delle decisioni del Parlamento concernenti l'istituzione di un sistema di ricarica universale al fine di ridurre la produzione e i rifiuti elettronici;

    Necessaria transizione delle autorità pubbliche

    25. è del parere che gli appalti pubblici debbano essere posti al centro del piano di ripresa economica dell'UE, in linea con il Green Deal europeo, sostenendo gli sforzi di innovazione del settore privato e i processi di digitalizzazione degli appalti pubblici e stabilendo incentivi adeguati per promuovere la produzione e il consumo sostenibili; chiede che sia data la priorità all'incentivazione della domanda di beni e servizi ecologici con una minore impronta ambientale e alla promozione di criteri sociali e ambientali;

    26. sottolinea la necessità di garantire la diffusione degli appalti pubblici ambientali, sociali e innovativi nella transizione verso un'economia sostenibile e climaticamente neutra, introducendo criteri e obiettivi di sostenibilità negli appalti pubblici; ricorda, a tale proposito, l'impegno della Commissione ad agire attraverso misure e orientamenti specifici per settore in materia di appalti pubblici verdi, mantenendo nel contempo l'attuale quadro normativo in materia di appalti pubblici, e la invita a mostrare ambizione nel far sì che i criteri sostenibili divengano la scelta predefinita negli appalti pubblici; sottolinea l'importanza di sostenere i prodotti di seconda mano, riutilizzati, riciclati e ricondizionati e i programmi software a basso consumo energetico fissando obiettivi per gli acquisti pubblici; evidenzia i potenziali vantaggi di uno strumento per valutare la sostenibilità degli appalti pubblici e garantirne la compatibilità gli impegni climatici dell'UE e far fronte al "greenwashing";

    27. pone l'accento sul ruolo che gli appalti verdi e sociali potrebbero rivestire nell'accorciare le catene di approvvigionamento, ridurre la dipendenza da paesi terzi e promuovere la sostenibilità in settori cruciali quali la produzione di prodotti medicinali, di energia e di prodotti alimentari; chiede un'effettiva reciprocità negli appalti pubblici con i paesi terzi e un accesso adeguato agli appalti pubblici per le PMI, nonché per le imprese dell'economia sociale, mediante l'introduzione, tra l'altro, di criteri di aggiudicazione preferenziali;

    28. invita gli Stati membri ad avvalersi dei sistemi esistenti dell'UE per effettuare acquisti in modo sostenibile e chiede alla Commissione, a tale riguardo, di migliorare i propri orientamenti e di fungere da esempio pubblicando obiettivi e statistiche relativi all'impatto ambientale dei suoi acquisti; chiede inoltre che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri siano tenuti a riferire in merito ai loro appalti pubblici sostenibili, senza creare un onere amministrativo ingiustificato e nel rispetto del principio di sussidiarietà;

    Marketing e pubblicità responsabili

    29. sottolinea che i consumatori ricevono dichiarazioni fuorvianti sulle caratteristiche ambientali dei prodotti e dei servizi, sia online che offline; raccomanda pertanto che prima dell'immissione sul mercato di un prodotto o servizio sia effettuato un monitoraggio efficace delle dichiarazioni ambientali presentate dai produttori e dai distributori e che la direttiva 2005/29/CE, recentemente modificata, sia applicata mediante misure proattive per contrastare le pratiche ingannevoli; invita la Commissione a elaborare orientamenti aggiornati per l'attuazione omogenea di detta direttiva a riguardo delle dichiarazioni ambientali e a fornire orientamenti per le attività di sorveglianza del mercato;

    30. chiede l'elaborazione di orientamenti e norme chiari per le dichiarazioni e gli impegni verdi che si traducano in un rafforzamento delle certificazioni del marchio di qualità ecologica e si compiace dell'annunciata proposta legislativa sulla giustificazione delle dichiarazioni ecologiche; raccomanda di vagliare l'eventuale necessità di istituire un registro pubblico europeo che elenchi le dichiarazioni ambientali autorizzate e vietate, nonché le condizioni e le misure da adottare per valutare una dichiarazione; aggiunge che offrendo informazioni trasparenti, affidabili e accurate i consumatori avranno più fiducia nei prodotti e nei mercati, il che condurrà infine a un consumo più sostenibile;

    31. evidenzia che la pubblicità ha un effetto sui livelli e sui modelli di consumo e dovrebbe incoraggiare le imprese e i consumatori a compiere scelte sostenibili; sottolinea l'importanza di una pubblicità responsabile che rispetti le norme pubbliche in materia di ambiente e salute dei consumatori; sottolinea che l'attuale quadro normativo che affronta la pubblicità ingannevole potrebbe rafforzare la protezione dei consumatori, in particolare per talune categorie considerate vulnerabili, e incoraggiare la produzione e il consumo sostenibili;

    °

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    32. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

    MOTIVAZIONE

    INTRODUZIONE

     

    Ormai non vi è alcun dubbio: lo stile di vita europeo supera ampiamente numerosi limiti del pianeta[14] e il consumo dell'Europa dipende in larga misura da risorse estratte e utilizzate al suo esterno[15] Il settimo programma di azione per l'ambiente dell'UE[16] pone dunque come obiettivo per il 2050 "Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta". Nonostante i progressi compiuti in quest'ambito, che rappresentano un esempio a livello mondiale, la strada da percorrere è ancora lunga. Alcune relazioni statistiche mostrano che nel 2019 l'"overshoot day" europeo, ovvero il giorno in cui l'impronta ecologica del continente supera la biocapacità del pianeta, coincideva con il 10 maggio e che, se tutti gli abitanti della Terra avessero gli stessi consumi dei cittadini europei, sarebbero necessari 2,8 pianeti per soddisfare le nostre esigenze[17].

     

    La crisi della COVID-19 ha dimostrato quanto le nostre economie siano fragili e pronte a crollare dinanzi a perturbazioni improvvise.

     

    È quindi fondamentale cambiare radicalmente i nostri modelli di produzione e consumo in Europa. Il modo in cui concepiamo il mercato unico e in cui garantiamo la protezione dei consumatori è un elemento chiave per conseguire un cambiamento di paradigma in cui prevalgano la sostenibilità e la giustizia sociale.

     

    L'Unione europea ha già adottato misure in tal senso. Nel 2016 il Parlamento europeo ha approvato quasi all'unanimità la relazione "Una vita utile più lunga per i prodotti: vantaggi per consumatori e imprese" (2016/2272(INI)), dando seguito alla relazione del CESE sul medesimo argomento[18]. Nel quadro del piano d'azione sull'economia circolare, l'UE ha già annunciato talune misure volte a raggiungere un'economia più sostenibile in materia di prevenzione dei rifiuti[19] e di progettazione dei prodotti.

     

    Questi primi annunci sono promettenti e mostrano che una regolamentazione in tal senso sarebbe accolta favorevolmente sia dalle imprese che dai consumatori. Ora è il momento di concretizzare i buoni propositi per conseguire un vero cambiamento di paradigma verso un'economia resiliente e meno consumistica.

     

     

    Verso prodotti sostenibili in Europa

     

    Il nostro modello economico si basa su un sistema di consumo eccessivo, che incoraggia i produttori a promuovere una sfrenata sostituzione dei prodotti a causa della loro obsolescenza prematura.

     

    Poiché l'impatto dei nostri prodotti in termini di carbonio è in larga misura legato alla loro produzione, è fondamentale riprogettare il nostro modello produttivo e intraprendere una transizione verso prodotti realmente sostenibili. Gli smartphone ne sono un esempio lampante: l'80 % dell'impronta di carbonio dei dispositivi è generata durante la produzione e solo il 15 % dei telefoni viene raccolto e riciclato al termine della vita utile.

     

    Lo sviluppo di un'economia circolare dipenderà dalla progettazione dei prodotti. La pianificazione dei materiali e la progettazione dei prodotti determinano se tali prodotti saranno sostenibili, riparabili e facilmente smontabili e riciclabili al termine della loro vita. Se dal canto loro i consumatori sembrano essere disposti a impegnarsi in tale cambiamento, restano ancora numerosi ostacoli da superare: l'asimmetria dell'informazione, riparazioni ancora troppo costose, troppo complicate per mancanza dei pezzi di ricambio o semplicemente per mancanza di informazioni, scarsa consapevolezza dei propri diritti in caso di prodotti difettosi, eccetera.

     

    Porre fine all'obsolescenza prematura dei prodotti

     

    L'obiettivo è favorire i produttori che progettano prodotti sostenibili e, al contrario, penalizzare quanti elaborano progetti lacunosi o non sostenibili. Le misure previste comprendono una serie di strumenti che spaziano da un'informazione chiara e armonizzata per i consumatori alla lotta alle pratiche commerciali sleali, che consistono nell'accorciare deliberatamente la vita di un prodotto o nell'impedirne la riparazione. È necessario tenere conto anche del caso specifico dei prodotti digitali, impendendo l'obsolescenza dei software dei prodotti quando vengono aggiornati. La questione dell'allineamento della durata della garanzia legale di conformità alla durata di vita prevista dei prodotti resta un punto fondamentale: l'estensione della durata di vita dei prodotti deve andare di pari passo con una tutela adeguata del consumatore in caso di non conformità. Tali misure combinate devono permettere una convergenza verso l'alto della qualità dei prodotti e garantire la fiducia dei consumatori nel mercato unico europeo, attribuendo loro diritti coerenti con la qualità dichiarata dei prodotti stessi.

     

    Istituire un vero diritto alla riparazione in Europa

     

    I prodotti sostenibili devono anche essere riparabili per poter restare sul mercato il più a lungo possibile. È giunto il momento di porre fine alle pratiche che impediscono od ostacolano la riparazione dei prodotti. In media, il 70 % dei cittadini europei preferirebbe riparare i propri prodotti anziché sostituire i beni difettosi[20]. Ciononostante, attualmente i venditori favoriscono di gran lunga la sostituzione dei prodotti.

     

    Dobbiamo garantire la liberalizzazione della riparazione dei prodotti sul mercato europeo, rendendola semplice e accessibile dal punto di vista finanziario. Ciò implica non solo fornire informazioni a monte sul grado di riparabilità di un prodotto, ma anche garantire la disponibilità di pezzi di ricambio al termine della catena del valore, assicurare tempi di riparazione limitati e l'accesso alle informazioni relative alla riparazione sia per i venditori che per i riparatori indipendenti, nonché per i consumatori, al fine di incoraggiarli a riparare da soli i propri prodotti. I riparatori indipendenti, in particolare, rappresentano una rete di occupazione locale che è fondamentale sostenere. Non è accettabile che i meccanismi di tutela della proprietà intellettuale limitino la riparazione dei prodotti al progettista o al distributore. A tal fine è necessario introdurre meccanismi di sostegno, tanto logistico quanto finanziario.

     

    Desideriamo inoltre rafforzare la fiducia dei consumatori nei prodotti riparati e proponiamo l'introduzione di una garanzia sulle operazioni di riparazione dei prodotti.

     

    Verso un'economia del riutilizzo

     

    I prodotti sostenibili e riparabili sono concepiti per rimanere a lungo sul mercato ed essere scambiati. La fiducia dei consumatori nei prodotti di seconda mano deve essere accompagnata sia dalla trasparenza che fornisce garanzie sullo stato dei prodotti. Di conseguenza, legare la garanzia al prodotto e non all'acquirente permette di usufruire più a lungo della protezione di cui tali prodotti godono legalmente e di porre fine alla convinzione errata che un prodotto perda necessariamente valore quando cambia proprietario. Permettere l'estensione della garanzia in caso di ricondizionamento è un altro fattore che contribuisce a tale rafforzamento della fiducia. La distruzione prematura dei beni non è compatibile con un mercato sostenibile. I modelli economici che prevedono l'affitto di beni anziché il loro acquisto sembrano promettenti, ma devono essere oggetto di studi specifici per garantirne la percorribilità e la sostenibilità.

     

    Il digitale al servizio di un mercato sostenibile

     

    Il mondo digitale è uno strumento che ha rivoluzionato il nostro modo di comunicare, di produrre e di consumare. Oggi è necessario riappropriarsi di tale tecnologia digitale per orientarla verso un futuro digitale auspicabile in un mercato sostenibile. A tal fine, esplicitare chiaramente l'impatto ambientale e sociale della tecnologia è fondamentale per orientare gli investimenti e l'innovazione verso le soluzioni rispettose dell'ambiente e delle persone. Determinare se una tecnologia è rispettosa dell'ambiente richiederà un'analisi globale del suo ciclo di vita, partendo dall'estrazione delle materie prime fino al riutilizzo del materiale secondario e al trattamento al termine della vita utile, passando per la produzione, il trasporto e l'utilizzo. È necessario reinventare la nozione di innovazione per permettere la creazione di tecnologie digitali sostenibili.

     

    Per poter operare decisioni informate in termini di legislazione, è fondamentale avere accesso a dati attendibili per l'adozione di decisioni in ambito pubblico. L'accesso del pubblico ai dati legati ai prodotti e ai servizi è un prerequisito necessario per garantire la creazione di un'economia circolare, ma anche per reagire tempestivamente in caso di crisi, in particolare di natura sanitaria.

     

    Sfruttare gli strumenti digitali e porli al servizio di un mercato sostenibile, attraverso la creazione di una banca dati comune e di un passaporto dei prodotti, permetterà di tracciare meglio i prodotti e i loro componenti lungo la catena del valore, di condividere le informazioni tra produttori e consumatori e di potenziare la sorveglianza dei mercati.

     

    Nel caso delle tecnologie, è necessario essere particolarmente vigili nei confronti degli effetti di rimbalzo che i progressi tecnologici comportano. Ciò avviene quando l'aumento di efficacia di una tecnologia tende a rendere un prodotto o un servizio meno costoso, e dunque a tradursi in una crescita del consumo e della produzione. Questa è la ragione per cui, se non controllate, le leggi del mercato non riescono automaticamente a rendere le nostre società più sostenibili, pertanto è necessario introdurre strumenti di regolamentazione per garantire la sostenibilità e la resilienza delle nostre società.

     

    Il ruolo degli appalti pubblici

     

    Lo strumento dell'appalto pubblico è importante da diversi punti di vista. Le amministrazioni svolgono anzitutto una funzione educativa e fungono da modello. Esse rappresentano inoltre il 16 % del PIL europeo e permettono di inviare segnali forti ai mercati a favore di un cambiamento delle prassi esistenti.

     

    L'introduzione di un mercato sostenibile richiede dunque di trasformare le amministrazioni pubbliche in modelli da seguire in termini di sostenibilità dei criteri di assegnazione degli appalti pubblici, mediante l'introduzione di criteri di sostenibilità dei prodotti e di una percentuale di riutilizzo dei prodotti di seconda mano. Tale criterio di sostenibilità potrebbe inoltre prevedere di favorire catene del valore corte e prodotti più locali. Poiché a ciò si lega la dimensione sociale, gli appalti pubblici devono favorire anche le PMI. Globalmente le PMI rappresentano quasi i due terzi dell'occupazione nel settore privato non finanziario europeo, pur essendo spesso sfavorite dalle regole dei mercati pubblici.

     

    Gli appalti pubblici devono favorire quanti ottengono risultati soddisfacenti e introducono innovazioni nell'ambito della sostenibilità.

     

    Riconoscere la responsabilità della pubblicità

     

    Le imprese investono ogni anno 1 300 miliardi in comunicazioni commerciali e 600 miliardi in pubblicità a livello globale. Se storicamente la pubblicità doveva rivestire un ruolo informativo per guidare i consumatori nella scelta, oggi la sua funzione è prevalentemente di persuasione. La pubblicità non solo aumenta artificialmente il livello di consumo mondiale ma orienta anche i consumatori non verso i marchi più sostenibili e responsabili ma verso quelli che investono cifre notevoli nel marketing. Le spese pubblicitarie, inoltre, interessano principalmente un numero limitato di imprese, spesso grandi multinazionali, in quanto le PMI e le microimprese non dispongono della dotazione di bilancio necessaria per condurre simili campagne pubblicitarie.

     

    In particolare, il mercato della pubblicità online è cresciuto considerevolmente a partire dallo sviluppo di Internet. Con l'obiettivo di aumentare ulteriormente le vendite, l'esigenza di messaggi pubblicitari sempre più mirati e personalizzati ha condotto a pratiche di estrazione aggressiva dei dati personali degli utenti di internet e delle tecnologie digitali. Questo tipo di prassi porta a ciò che alcuni accademici descrivono attualmente come un capitalismo di sorveglianza. È più che mai essenziale salvaguardare i principi stabiliti nel regolamento generale sulla protezione dei dati e disciplinare le pratiche di estrazione sistematica dei dati personali da parte dell'industria pubblicitaria.

     

    In tale contesto risulta fondamentale riconoscere la responsabilità del settore della pubblicità e regolamentarne le pratiche. Sarà necessaria anzitutto una regolamentazione dei contenuti, che vieti rivendicazioni ecologiche infondate ma anche annunci pubblicitari per prodotti o servizi che arrecano danno alla salute o all'ambiente.

     

    Successivamente dovrà essere introdotta una regolamentazione delle pratiche, disciplinando l'estrazione di massa dei dati personali dei consumatori e la relativa commercializzazione, nonché restituendo agli attori sociali e ambientali una posizione equa per poter comunicare.

     

    Infine, si tratterà anche di una responsabilizzazione finanziaria, chiedendo la piena trasparenza in relazione alle spese pubblicitarie delle imprese e istituendo una tassa europea sulla pubblicità.

     

     

    CONCLUSIONE

     

    L'obiettivo della presente relazione è avviare la transizione verso una nuova fase del mercato unico in cui tutti i prodotti e i servizi siano socialmente giusti e rispettosi dell'ambiente. Un mercato con un'economia circolare e resiliente, in cui i consumatori hanno la garanzia di acquistare prodotti e servizi sicuri e accessibili e sono in grado di operare scelte informate e in cui i produttori più virtuosi possono beneficiare dei vantaggi offerti dal mercato, indipendentemente dalla loro dimensione o dal bilancio di partenza. Desideriamo restituire il potere ai consumatori e alle imprese europee virtuose per difendere un mondo socialmente ed economicamente desiderabile.

     

     


     

     

    PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (17.7.2020)

    destinato alla commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori

    Verso un mercato unico più sostenibile per le imprese e i consumatori

    (2020/2021(INI))

    Relatore per parere: Pascal Canfin

     

    SUGGERIMENTI

    La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

    1. sottolinea che il nuovo piano di ripresa dell'UE dovrebbe assicurare che i fondi europei destinati alla ripresa siano usati soltanto in modo coerente con gli obiettivi ambientali e climatici dell'Unione; invita la Commissione a definire anche gli orientamenti dell'UE per indirizzare gli Stati membri nella progettazione dei loro piani di investimento nazionali, affinché siano coerenti con il Green Deal europeo, l'accordo di Parigi e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; invita altresì la Commissione a elaborare orientamenti dell'UE sulle condizioni di inverdimento in relazione ai miliardi concessi alle grandi imprese sotto forma di aiuti di Stato a seguito della crisi della COVID-19; sottolinea che il nuovo piano di ripresa e tali orientamenti dovrebbero consentire all'UE di salvare e trasformare la sua economia (ossia far uscire l'UE dalla crisi e accelerare la transizione verso la neutralità climatica e l'economia circolare), senza lasciare nessuno indietro;

    2. invita la Commissione ad attuare le iniziative del Green Deal europeo, tra cui le azioni individuate nel piano d'azione per l'economia circolare, al fine di continuare la lotta ai cambiamenti climatici, alla perdita di biodiversità e al degrado ambientale; sottolinea l'importanza di opporsi a qualunque proposta atta a posticipare l'introduzione di norme più severe o l'ottemperanza agli obblighi già esistenti; ritiene che qualunque proposta di questo tipo dovrebbe essere oggetto di un esame critico, tenendo conto non soltanto degli interessi commerciali delle imprese interessate, ma anche degli interessi sociali più ampi, perseguendo gli obiettivi della piena occupazione e del progresso sociale;

    3. sottolinea l'importanza di accorciare le catene di approvvigionamento e di ridurre la dipendenza da paesi terzi in settori cruciali quali la produzione di prodotti medicinali, di energia e di prodotti alimentari, fra l'altro attraverso appalti pubblici verdi e sociali e restrizioni sull'importazione di beni prodotti con norme poco rigorose in materia di lavoro e ambiente;

    4. sottolinea che le prossime proposte legislative volte a promuovere un mercato unico più sostenibile per le imprese e i consumatori dovrebbero essere perfettamente in linea con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C, e non dovrebbero contribuire alla perdita di biodiversità;

    5. rammenta che l'Unione è la seconda potenza economica mondiale e la prima potenza commerciale mondiale; sottolinea che il mercato unico è uno strumento potente che deve essere utilizzato per sviluppare prodotti o tecnologie sostenibili e circolari che diventeranno il riferimento per il futuro, consentendo ai cittadini di acquistare prodotti a prezzi accessibili, più sicuri, salutari e maggiormente rispettosi del pianeta;

    6. sottolinea che la transizione alla neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e il passaggio a un'economia davvero circolare e a un mercato unico sostenibile creeranno nuove opportunità economiche e posti di lavoro e possono pertanto offrire un contributo significativo a una ripresa economica sostenibile;

    7. sottolinea che, nella transizione verso un'economia circolare e la neutralità climatica al più tardi entro il 2050, è fondamentale che la Commissione e gli Stati membri valutino in modo adeguato le esigenze occupazionali, compresi i requisiti in materia di istruzione e formazione, promuovano lo sviluppo dell'economia e si adoperino al massimo per realizzare una transizione equa e giusta;

    8. invita la Commissione e gli Stati membri a coinvolgere tutte le parti della società e i portatori di interesse, compresi i cittadini/consumatori, le organizzazioni dei consumatori e non governative, le imprese, i sindacati e i rappresentanti dei lavoratori, onde fornire loro il modo e la capacità di agire per la realizzazione di un mercato unico sostenibile;

    9. sottolinea che dovrebbero essere promossi sia la produzione che il consumo sostenibili; ritiene, a tale proposito, che l'efficienza delle risorse debba essere migliorata aumentando la circolarità delle catene del valore, riducendo il consumo di risorse, aumentando l'uso di materie prime secondarie, riducendo la produzione di rifiuti e applicando pienamente le misure stabilite dalla direttiva 2008/98/CE, compresa la riduzione del contenuto delle sostanze pericolose; sottolinea che occorre sviluppare una nuova economia che includa servizi circolari;

    10. invita gli Stati membri a investire in una pianificazione più sistematica per la progettazione di processi di produzione in cui i rifiuti provenienti da un processo e da un flusso di produzione possano essere efficientemente immessi come risorse in un altro processo di produzione;

    11. ritiene che i modelli basati sul concetto di prodotto come servizio abbiano il potenziale per aumentare la sostenibilità del mercato unico e andrebbero sviluppati ulteriormente;

    12. sottolinea che in qualità di attore di un'economia fortemente globalizzata, l'UE non può diventare un mercato sostenibile isolato se causa o contribuisce a pratiche insostenibili al di fuori dei propri confini; invita la Commissione ad adottare misure trasformative in relazione alla sostenibilità dei prodotti, delle risorse e dei servizi esportati al di fuori dell'UE, al fine di garantire la stessa circolarità e norme equivalenti in termini di sostenibilità;

    13. invita tutte le aziende e le organizzazioni a registrarsi al sistema di ecogestione e audit dell'UE (EMAS) per migliorare le proprie prestazioni ambientali; attende fiducioso il futuro riesame della direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario che dovrebbe migliorare considerevolmente la disponibilità di informazioni sulle prestazioni ambientali delle imprese;

    14. chiede l'estensione della direttiva sulla progettazione ecocompatibile al fine di assicurare che tutti i prodotti e gli imballaggi immessi sul mercato dell'Unione siano aggiornabili, riutilizzabili, riparabili ed infine riciclabili al livello più alto, in modo che il valore del materiale non si deteriori; osserva che ciò deve avvenire sulla base della responsabilità estesa del produttore;

    15. sottolinea che dovrebbero essere definiti requisiti rigorosi sulla base della dovuta diligenza, al fine di assicurare che non vengano immessi sul mercato dell'Unione prodotti che provocano il degrado dell'ambiente o violano i diritti umani;

    16. ritiene essenziale che le nostre industrie passino dall'approccio "dalla culla alla tomba" all'approccio "dalla culla alla culla" e che la sostenibilità sia rafforzata in tutte le fasi delle catene di approvvigionamento, di modo che la sostenibilità sociale e ambientale sia assicurata nel prodotto finale così come nella produzione di tutti i suoi componenti e nell'estrazione delle materie prime;

    17. ritiene fondamentale garantire che la "scelta sostenibile" sia la scelta predefinita — attraente, conveniente e accessibile — per tutti i consumatori dell'UE nel più breve tempo possibile; accoglie a tale proposito con grande favore l'intenzione della Commissione di elaborare un quadro per una politica sui prodotti sostenibili volto, fra l'altro, a rafforzare ed estendere la progettazione ecocompatibile al fine di migliorare la sostenibilità dei prodotti sulla base di requisiti da osservare prima dell'immissione sul mercato; invita la Commissione a definire requisiti di prestazione e obiettivi minimi, anche imponendo periodi minimi per la fornitura di pezzi di ricambio a seconda della categoria di prodotti e tempi massimi di consegna ragionevoli, per la progettazione, la produzione e la commercializzazione di prodotti che siano sostenibili e sicuri, adatti a molteplici utilizzi, tecnicamente durevoli e facilmente riparabili, che non contengano sostanze nocive e che, dopo essere diventati rifiuti ed essere stati preparati per il riutilizzo o il riciclo, siano adatti ad essere messi a disposizione o ad essere immessi sul mercato per favorire la corretta attuazione della gerarchia dei rifiuti; invita la Commissione anche a sostenere e sviluppare strumenti economici che conferiscano un vantaggio economico alla "scelta sostenibile";

    18. sottolinea che una vita utile più lunga per i prodotti presuppone misure volte a vietare l'obsolescenza programmata; invita la Commissione a esaminare le relazioni che indicano che prodotti come gli smartphone sono progettati deliberatamente per avere una vita utile molto breve e a promuovere misure atte a vietare tale fenomeno;

    19. sottolinea che l'azione anticipata, come indicato nella direttiva quadro sulla plastica, dovrebbe costituire la principale priorità, in conformità con la gerarchia dei rifiuti;

    20. sottolinea che i consumatori dovrebbero poter partecipare pienamente alla transizione ecologica; invita la Commissione a elaborare proposte legislative sugli strumenti necessari per conseguire tale obiettivo, tra cui il miglioramento dell'informazione sui prodotti attraverso l'etichettatura obbligatoria sulla durabilità e la riparabilità di un prodotto (durata prevista, disponibilità di pezzi di ricambio, ecc.), la definizione di durabilità e riparabilità quali caratteristiche principali di un prodotto a norma delle direttive 2011/83/UE e 2005/29/UE, il miglioramento delle metodologie di verifica delle dichiarazioni ecologiche prima che un prodotto sia immesso sul mercato, l'estensione delle garanzie giuridiche in linea con il ciclo di vita stimato di una categoria di prodotti e delle definizioni, il divieto di pratiche finalizzate a ridurre intenzionalmente la durata di vita di un prodotto, ad esempio quelle che consistono nel rendere impossibile la riparazione in fase di progettazione o nel rallentare le prestazioni dopo un aggiornamento del software (obsolescenza programmata), e il divieto di "greenwashing", aggiungendo tali pratiche all'allegato I della direttiva 2005/29;

    21. invita la Commissione a garantire il diritto delle persone nell'UE di far riparare i loro beni a un prezzo abbordabile mediante una serie di misure specifiche, quali l'obbligo di fornire informazioni al momento dell'acquisto in merito alla disponibilità e al prezzo dei pezzi di ricambio e al tempo necessario per la riparazione, a offrire a tutti i soggetti coinvolti nella riparazione, compresi i consumatori, un accesso non discriminatorio alle informazioni sulla riparazione e la manutenzione, a promuovere la standardizzazione al fine di favorire l'interoperabilità dei pezzi di ricambio, a dare la priorità alla riparazione piuttosto che alla sostituzione attraverso incentivi mirati e a sostenere i servizi di riparazione attraverso incentivi finanziari; sottolinea che tali strumenti devono essere basati su solidi criteri ambientali, che consentano ai consumatori di valutare con precisione l'impatto ambientale dei prodotti sulla base del loro ciclo di vita, della loro impronta ambientale, della loro durata di vita e della loro qualità; ribadisce tuttavia che la promozione di un consumo sostenibile rappresenta soltanto un aspetto della questione e che la transizione verso la circolarità dovrebbe iniziare dalla produzione e dalla progettazione ecocompatibile;

    22. sottolinea l'importanza di un mercato interno ben funzionante per la gestione dei rifiuti e sottolinea l'esigenza di migliorare ulteriormente le condizioni di mercato per il riciclaggio; invita a tal fine la Commissione e gli Stati membri a facilitare tale miglioramento, anche mediante proposte legislative volte ad assicurare una maggiore armonizzazione normativa;

    23. invita la Commissione ad affrontare, inoltre, in modo adeguato la questione del doppio standard qualitativo dei prodotti e ad assicurare che le persone in tutti gli Stati membri abbiano accesso ad alimenti e ad altri prodotti di qualità analoga e che godano degli stessi diritti in quanto consumatori, quali il diritto alla riparazione, indipendentemente dallo Stato membro di residenza;

    24. invita la Commissione a promuovere informazioni sui prodotti comparabili e armonizzate, compresa l'etichettatura volontaria, per i consumatori e le imprese, sulla base di dati solidi e ricerche condotte sui consumatori e consultando tutti i portatori di interesse pertinenti, evitando al contempo oneri eccessivi a carico delle PMI;

    25. chiede l'adozione di requisiti sulla progettazione ecocompatibile per la più ampia gamma di prodotti; sottolinea che i requisiti sulla progettazione ecocompatibile devono essere obbligatori e chiede l'applicazione di detti requisiti ai prodotti non energetici che hanno un significativo impatto ambientale, quali i prodotti tessili e i mobili;

    26. chiede l'introduzione e l'utilizzo di sistemi di cauzione obbligatori, come quelli introdotti per le bottiglie, che permettono di preservare la qualità del materiale quasi allo stesso livello tra un uso e quello successivo;

    27. propone lo sviluppo di norme e orientamenti chiari in materia di dichiarazioni ecologiche e impegni che si traducano in etichette ecologiche; attende con interesse la prevista proposta legislativa a sostegno delle dichiarazioni ecologiche; ritiene che offrendo trasparenza e orientamento ai consumatori attraverso informazioni accurate e affidabili e l'etichettatura ecologica, i consumatori avranno più fiducia nei prodotti e nei mercati, il che condurrà infine al consumo sostenibile;

    28. invita la Commissione a migliorare il quadro per la spedizione dei rifiuti differenziati e dei riciclati all'interno e all'esterno dell'UE in linea con la direttiva quadro sui rifiuti, allo scopo di promuovere condizioni economiche favorevoli sui mercati europei del riciclaggio e garantire un'efficace protezione ambientale in caso di spedizioni di rifiuti all'esterno dell'UE;

    29. sottolinea l'importanza di coinvolgere il settore privato, quale portatore di interesse responsabile, nella transizione verso un'economia più sostenibile e circolare; osserva che le pratiche industriali sostenibili e circolari sono fondamentali per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo e dell'accordo di Parigi;

    30. chiede il riesame della direttiva sull'etichettatura ecologica al fine di migliorare le informazioni destinate ai consumatori sulla riparabilità, disponibilità e convenienza dei pezzi di ricambio e delle opzioni fai da te;

    31. osserva che il settore privato della gestione dei rifiuti svolge un ruolo cruciale nel rafforzare l'economia circolare, rappresentando il 60 % della quota di mercato per i rifiuti domestici e il 75 % per i rifiuti industriali e commerciali; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere gli investimenti nel settore privato, e ad opera dello stesso, per incentivare ulteriormente la gestione sostenibile dei rifiuti e sostenere la domanda di riciclati e prodotti contenenti materiali riciclati;

    32. invita la Commissione a promuovere l'utilizzo di contenuti riciclati partendo dalle iniziative esistenti e incoraggiandone di nuove da parte dell'industria e dei portatori di interesse; 

    33. ritiene che la direttiva sulla progettazione ecocompatibile offre importanti possibilità non ancora sfruttate per migliore l'efficienza delle risorse; invita la Commissione a procedere in via prioritaria all'attuazione e al riesame delle misure relative ai prodotti con il maggior potenziale in termini di risparmio di energia primaria e di economia circolare; chiede che siano svolte sistematicamente analisi approfondite sul potenziale dell'economia circolare nella fase degli studi preparatori per l'estensione delle misure di progettazione ecocompatibile ad altre categorie di prodotti;

    34. sottolinea il ruolo degli appalti pubblici verdi (GPP) ai fini dell'accelerazione della transizione verso un'economia più sostenibile e circolare e l'importanza di promuovere la diffusione degli appalti pubblici verdi durante la ripresa economica dell'UE; ricorda l'impegno della Commissione a proporre ulteriori atti legislativi sugli appalti pubblici verdi e invita la Commissione a presentare una proposta ambiziosa che aumenti in modo significativo il ricorso agli appalti pubblici verdi, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, affinché in tutti gli appalti pubblici l'opzione verde sia la scelta predefinita, seguendo il principio "conformità o spiegazione", secondo il quale le eccezioni sono ammesse soltanto per motivi accettabili;

    35. osserva che le catene del valore globali devono essere diversificate attraverso le nuove norme per il commercio elettronico, la conclusione dell'accordo sui beni ambientali, che può incentivare l'uso di beni ambientali, e la riforma a livello internazionale dei diritti di proprietà intellettuale, volta a migliorare la competitività e ad assicurare una protezione più efficace e la ricompensa del lavoro creativo e dell'innovazione, in vista di un mercato unico fortemente sostenibile;

    36. sottolinea che tutti i consumatori dovrebbero avere il diritto a prodotti sicuri che non siano nocivi per l'ambiente o la salute umana; chiede una rapida ed efficace eliminazione progressiva e il divieto delle sostanze nocive utilizzate nel mercato unico; sottolinea che si tratta di un aspetto particolarmente importante quando si parla di interferenti endocrini; sottolinea che lo sviluppo di un mercato unico sostenibile deve basarsi sulla realizzazione di un'economia circolare e un ambiente non tossici in cui non siano utilizzate o riciclate sostanze pericolose;

    37. ritiene importante sensibilizzare i cittadini in merito ai diritti dei consumatori e all'importanza del consumo sostenibile di prodotti e servizi; invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare tale consapevolezza attraverso una piattaforma per lo scambio delle migliori pratiche che includa i cittadini, i rappresentanti del settore pubblico e privato, le autorità locali, il mondo accademico, le organizzazioni non governative e della società civile e le organizzazioni dei consumatori, assicurando che tutti i cittadini abbiano accesso a informazioni facilmente comprensibili ed esaustive.


    INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
    IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

    Approvazione

    16.7.2020

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    43

    6

    28

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurelia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Alexander Bernhuber, Malin Björk, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Miriam Dalli, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Bas Eickhout, Eleonora Evi, Agnès Evren, Fredrick Federley, Andreas Glück, Catherine Griset, Jytte Guteland, Anja Hazekamp, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Petros Kokkalis, Athanasios Konstantinou, Ewa Kopacz, Joanna Kopcińska, Peter Liese, Sylvia Limmer, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Tilly Metz, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ștefan Motreanu, Ville Niinistö, Ljudmila Novak, Grace O’Sullivan, Jutta Paulus, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Günther Sidl, Linea Søgaard-Lidell, Nicolae Ştefănuță, Edina Tóth, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Billy Kelleher

    Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

    Margarita de la Pisa Carrión, Veronika Vrecionová

     


    VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
    IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

    43

    +

    PPE

    Michal WIEZIK

    S&D

    Nikos ANDROULAKIS, Marek Paweł BALT, Monika BEŇOVÁ, Simona BONAFÈ, Delara BURKHARDT, Sara CERDAS, Mohammed CHAHIM, Tudor CIUHODARU, Miriam DALLI, Jytte GUTELAND, Javi LÓPEZ, César LUENA, Alessandra MORETTI, Sándor RÓNAI, Günther SIDL, Petar VITANOV, Tiemo WÖLKEN

    RENEW

    Pascal CANFIN, Fredrick FEDERLEY, Andreas GLÜCK, Martin HOJSÍK, Billy KELLEHER, Frédérique RIES, María Soraya RODRÍGUEZ RAMOS, Nicolae ŞTEFĂNUȚĂ, Linea SØGAARD-LIDELL, Véronique TRILLET-LENOIR

    Verts/ALE

    Margrete AUKEN, Bas EICKHOUT, Pär HOLMGREN, Yannick JADOT, Tilly METZ, Ville NIINISTÖ, Grace O'SULLIVAN, Jutta PAULUS

    GUE/NGL

    Malin BJÖRK, Anja HAZEKAMP, Petros KOKKALIS, Silvia MODIG, Mick WALLACE

    NI

    Eleonora EVI, Athanasios KONSTANTINOU

     

    6

    -

    ID

    Simona BALDASSARRE, Marco DREOSTO, Sylvia LIMMER, Luisa REGIMENTI, Silvia SARDONE

    ECR

    Rob ROOKEN

     

    28

    0

    PPE

    Bartosz ARŁUKOWICZ, Traian BĂSESCU, Alexander BERNHUBER, Nathalie COLIN-OESTERLÉ, Christian DOLESCHAL, Agnès EVREN, Adam JARUBAS, Ewa KOPACZ, Esther de LANGE, Peter LIESE, Fulvio MARTUSCIELLO, Liudas MAŽYLIS, Dolors MONTSERRAT, Dan-Ștefan MOTREANU, Ljudmila NOVAK, Jessica POLFJÄRD, Christine SCHNEIDER, Edina TÓTH, Pernille WEISS

    ID

    Aurelia BEIGNEUX, Catherine GRISET, Joëlle MÉLIN

    ECR

    Sergio BERLATO, Margarita DE LA PISA CARRIÓN, Joanna KOPCIŃSKA, Alexandr VONDRA, Veronika VRECIONOVÁ, Anna ZALEWSKA

     

    Significato dei simboli utilizzati:

    + : favorevoli

    - : contrari

    0 : astenuti



    INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

    Approvazione

    26.10.2020

     

     

     

    Esito della votazione finale

    +:

    –:

    0:

    20

    2

    23

    Membri titolari presenti al momento della votazione finale

    Andrus Ansip, Pablo Arias Echeverría, Alessandra Basso, Brando Benifei, Adam Bielan, Biljana Borzan, Vlad-Marius Botoş, Markus Buchheit, Dita Charanzová, Deirdre Clune, David Cormand, Carlo Fidanza, Evelyne Gebhardt, Alexandra Geese, Sandro Gozi, Maria Grapini, Svenja Hahn, Virginie Joron, Eugen Jurzyca, Arba Kokalari, Marcel Kolaja, Kateřina Konečná, Jean-Lin Lacapelle, Maria-Manuel Leitão-Marques, Morten Løkkegaard, Adriana Maldonado López, Antonius Manders, Beata Mazurek, Leszek Miller, Dan-Ştefan Motreanu, Kris Peeters, Anne-Sophie Pelletier, Miroslav Radačovský, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Ivan Štefanec, Róża Thun und Hohenstein, Kim Van Sparrentak, Marion Walsmann, Marco Zullo

    Supplenti presenti al momento della votazione finale

    Marc Angel, Pascal Arimont, Marco Campomenosi, Salvatore De Meo, Claude Gruffat

     


    VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

    20

    +

    S&D

    Marc Angel, Brando Benifei, Biljana Borzan, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, Maria-Manuel Leitão-Marques, Adriana Maldonado López, Leszek Miller, Christel Schaldemose

    RENEW

    Sandro Gozi

    ID

    Virginie Joron, Jean-Lin Lacapelle

    VERTS/ALE

    David Cormand, Alexandra Geese, Claude Gruffat, Marcel Kolaja, Kim Van Sparrentak

    GUE/NGL

    Kateřina Konečná, Anne-Sophie Pelletier

    NI

    Marco Zullo

     

    2

    -

    ECR

    Eugen Jurzyca

    NI

    Miroslav Radačovský

     

    23

    0

    PPE

    Pablo Arias Echeverría, Pascal Arimont, Deirdre Clune, Salvatore De Meo, Arba Kokalari, Antonius Manders, Dan-Ştefan Motreanu, Kris Peeters, Andreas Schwab, Ivan Štefanec, Róża Thun und Hohenstein, Marion Walsmann

    RENEW

    Andrus Ansip, Vlad-Marius Botoş, Dita Charanzová, Svenja Hahn, Morten Løkkegaard

    ID

    Alessandra Basso, Markus Buchheit, Marco Campomenosi

    ECR

    Adam Bielan, Carlo Fidanza, Beata Mazurek

     

    Significato dei simboli utilizzati:

    + : favorevoli

    - : contrari

    0 : astenuti

     

     

    Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2020
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