Procedura : 2020/2044(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0230/2020

Testi presentati :

A9-0230/2020

Discussioni :

PV 17/12/2020 - 7
CRE 17/12/2020 - 7

Votazioni :

PV 17/12/2020 - 9
PV 17/12/2020 - 15

Testi approvati :

P9_TA(2020)0383

<Date>{23/11/2020}23.11.2020</Date>
<NoDocSe>A9-0230/2020</NoDocSe>
PDF 287kWORD 153k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2019</Titre>

<DocRef>(2020/2044(INI))</DocRef>


<Commission>{PETI}Commissione per le petizioni</Commission>

Relatore: <Depute>Kosma Złotowski</Depute>

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni nel corso del 2019

(2020/2044(INI))

Il Parlamento europeo,

 viste le sue precedenti risoluzioni sui risultati delle deliberazioni della commissione per le petizioni,

 visti gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 visti gli articoli 24 e 227 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), che riflettono l'importanza che il trattato attribuisce al diritto dei cittadini e dei residenti dell'UE di richiamare l'attenzione del Parlamento sulle loro preoccupazioni,

 visto l'articolo 228 TFUE sul ruolo e le funzioni del Mediatore europeo,

 visto l'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, relativo al diritto di petizione al Parlamento europeo,

 viste le disposizioni del TFUE concernenti la procedura di infrazione, in particolare gli articoli 258 e 260,

 visti l'articolo 54 e l'articolo 227, paragrafo 7, del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per le petizioni (A9-0230/2020),

A. considerando che a seguito delle elezioni europee, che si sono tenute dal 23 al 26 maggio 2019, e alla costituzione del nuovo Parlamento il 2 luglio 2019, la commissione per le petizioni ha tenuto la sua riunione costitutiva il 10 luglio 2019;

B. considerando che nel 2019 il Parlamento ha ricevuto 1 357 petizioni, con un aumento dell'11,23 % rispetto alle 1 220 petizioni presentate nel 2018, il che rivela che nonostante il periodo di sospensione dei lavori per le elezioni europee, i cittadini e i residenti dell'UE hanno continuato a esercitare il loro diritto di petizione;

C. considerando che nel 2019 il numero di utenti del portale web per le petizioni del Parlamento che hanno sostenuto una o più petizioni è cresciuto rispetto al 2018 e ha raggiunto la cifra complessiva di 28 075; che il numero totale di click a sostegno delle petizioni è stato di 31 679;

D. considerando che delle petizioni presentate nel 2019, 41 erano co-firmate da uno o più cittadini, 8 da più di 100 cittadini e 3 da più di 10 000 cittadini;

E. considerando che il numero di petizioni è rimasto esiguo rispetto alla popolazione totale dell'UE; che il numero complessivo delle petizioni ricevute indica che occorrono maggiori sforzi e misure adeguate per sensibilizzare i cittadini in merito al diritto di petizione; che, nell'esercitare il diritto di petizione, i cittadini si aspettano che le istituzioni dell'UE apportino un valore aggiunto nella risoluzione dei loro problemi;

F. considerando che delle 1 357 petizioni presentate nel 2019, 938 sono state dichiarate ricevibili, 406 sono state dichiarate irricevibili e 13 sono state ritirate; che la percentuale relativamente alta (30 %) di petizioni irricevibili nel 2019 rivela che esiste ancora una diffusa mancanza di chiarezza in merito ai campi di attività dell'UE; che, a tal proposito, è necessario affrontare questo problema mediante campagne di informazione volte a chiarire le competenze dell'Unione e la procedura per la presentazione delle petizioni al Parlamento europeo;

G. considerando che i criteri di ricevibilità delle petizioni, che figurano all'articolo 227 TFUE e all'articolo 226 del regolamento del Parlamento europeo, prevedono che le petizioni debbano essere presentate da cittadini o residenti dell'UE e riguardare materie che rientrano nel campo di attività dell'Unione europea e che concernono direttamente i loro autori;

H. considerando che il diritto di inviare una petizione al Parlamento europeo è uno dei diritti fondamentali dei cittadini dell'UE; che il diritto di petizione offre ai cittadini e ai residenti dell'UE un meccanismo aperto, democratico e trasparente per rivolgersi direttamente ai loro rappresentanti eletti e costituisce pertanto un elemento importante della partecipazione attiva dei cittadini ai campi di attività dell'UE;

I. considerando che una governance democratica basata sulla trasparenza, la protezione efficace dei diritti fondamentali e l'inclusione delle richieste dei cittadini dell'UE nell'agenda politica dell'UE sono necessarie per aumentare la partecipazione diretta dei cittadini e migliorare la qualità del processo decisionale dell'UE; che una governance democratica e trasparente dovrebbe inoltre essere considerata una pietra angolare per rafforzare l'efficacia e la vicinanza ai cittadini del lavoro della commissione per le petizioni;

J. considerando che il diritto di petizione dovrebbe migliorare la prontezza di risposta del Parlamento alle denunce e alle preoccupazioni relative al rispetto dei diritti fondamentali dell'UE e alla conformità alla legislazione dell'UE negli Stati membri; che le petizioni costituiscono, tra l'altro, una fonte molto utile di informazione sui casi di scorretta applicazione o violazione del diritto dell'UE; che le petizioni consentono al Parlamento e alle altre istituzioni dell'UE di valutare il recepimento e l'applicazione del diritto dell'UE e il suo impatto sui cittadini e sui residenti dell'UE e di individuare le lacune e le incoerenze del diritto dell'UE che minano l'obiettivo di garantire la piena tutela dei diritti fondamentali dei cittadini;

K. considerando che i cittadini solitamente si rivolgono alla commissione per le petizioni in ultima istanza, quando ritengono che altri organi e altre istituzioni non siano in grado di risolvere le questioni che li preoccupano;

L. considerando che da tempo il Parlamento svolge un ruolo di primo piano nello sviluppo del processo di petizione a livello internazionale e ha il processo di petizione più aperto e trasparente in Europa, che consente la partecipazione dei firmatari alle sue attività;

M. considerando che ogni petizione è esaminata con attenzione dalla commissione per le petizioni; che ciascun firmatario ha il diritto di ricevere, entro un termine ragionevole, una risposta e informazioni in merito alla decisione sulla ricevibilità e al seguito dato dalla commissione per le petizioni nella sua lingua o nella lingua utilizzata nella petizione;

N. considerando che le attività della commissione per le petizioni si basano sulle informazioni e sui contributi forniti dai firmatari; che le informazioni fornite dai firmatari, insieme alle competenze della Commissione, degli Stati membri e di altri organismi, sono essenziali per il lavoro della commissione per le petizioni; che le petizioni ricevibili spesso forniscono preziosi contributi all'attività di altre commissioni parlamentari e intergruppi;

O. considerando che una quantità considerevole di petizioni è discussa pubblicamente nelle riunioni della commissione per le petizioni; che i firmatari sono spesso invitati a presentare le proprie petizioni e partecipare pienamente alla discussione, contribuendo così in maniera attiva al lavoro della commissione; che nel 2019 la commissione per le petizioni ha tenuto 9 riunioni ordinarie, durante le quali sono state discusse 250 petizioni alla presenza di 239 firmatari, mentre 126 firmatari hanno partecipato attivamente prendendo la parola; che il ruolo della commissione nel rendere effettivi i diritti dei cittadini europei contribuisce in maniera importante a rafforzare l'immagine e l'autorità del Parlamento;

P. considerando che i principali temi delle petizioni presentate nel 2019 riguardavano l'ambiente (in particolare preoccupazioni legate all'inquinamento, alla tutela e salvaguardia e alla gestione dei rifiuti), i diritti fondamentali (in particolare i diritti dei minori, i diritti di voto e i diritti dei cittadini dell'UE, segnatamente nel contesto della Brexit), gli affari costituzionali (in particolare questioni relative alle elezioni europee e al recesso del Regno Unito dall'UE), la salute (in particolare questioni relative all'assistenza sanitaria e agli effetti di sostanze pericolose e tossiche), i trasporti (segnatamente i diritti dei passeggeri aerei e ferroviari, i collegamenti transnazionali e le modifiche stagionali agli orari), il mercato interno (in particolare questioni relative ai diritti dei consumatori e alla libera circolazione delle persone), l'occupazione (in particolare, l'accesso al mercato del lavoro e i contratti precari) e la cultura e l'istruzione (in particolare, l'accesso all'istruzione dei minori con disabilità o il bullismo nelle scuole), oltre a molti altri campi di attività;

Q. considerando che il 73,9 % delle petizioni ricevute (1 003 petizioni) nel 2019 è stato presentato tramite il portale web delle petizioni del Parlamento, rispetto al 70,7 % (863 petizioni) nel 2018;

R. considerando che nel 2019 il portale web delle petizioni è stato ulteriormente sviluppato in una versione caratterizzata da progettazione web reattiva (RWD), conforme alle nuove caratteristiche del sito web del Parlamento europeo (Europarl); che pertanto è diventato più facile da usare e più accessibile ai cittadini, i quali possono ora utilizzarlo su qualsiasi dispositivo, e che è stato ottimizzato per l'applicazione della norma europea EN 301 549; che è inoltre parzialmente conforme alla norma sul livello AA delle linee guida per l'accessibilità ai contenuti del web (WCAG) 2.1.; che la nuova informativa sulla privacy è stata caricata in tutte le versioni linguistiche nei modelli di e-mail e nella pagina di registrazione ed è stato attivato un captcha audio per la registrazione degli account degli utenti; che il portale web delle petizioni e ePetition sono stati ulteriormente integrati attraverso il miglioramento del loro meccanismo di sincronizzazione; che è stato gestito con successo un numero elevato di richieste di assistenza individuale;

S. considerando che è opportuno sottolineare che, a causa del periodo di sospensione dei lavori per le elezioni europee, nel corso del 2019 non si sono svolte missioni d'informazione riguardo a petizioni oggetto d'indagine; che la commissione ha eseguito le valutazioni sul seguito dato a numerose precedenti missioni d'informazione e ha adottato le relazioni relative a due missioni svoltesi nel 2018; che per il 2020 sono state programmate alcune missioni d'informazione;

T. considerando che la commissione per le petizioni ritiene l'iniziativa dei cittadini europei un importante strumento di democrazia partecipativa, che consente ai cittadini di partecipare attivamente alla definizione delle politiche e delle normative europee; che vi è stata una mancanza di comunicazione efficace in merito all'iniziativa dei cittadini europei;

U. considerando che i media svolgono un ruolo fondamentale in qualsiasi sistema democratico e conferiscono maggiore trasparenza ai processi della commissione per le petizioni; che una stampa di qualità è un elemento essenziale per l'intera Unione europea; che alcuni media europei fanno confusione riguardo al ruolo e ai poteri della commissione per le petizioni;

V. considerando che, ai sensi del regolamento interno, la commissione per le petizioni è responsabile delle relazioni con il Mediatore europeo, il quale esamina le denunce di cattiva amministrazione all'interno delle istituzioni e degli organi dell'Unione europea; che nel 2019 la commissione per le petizioni ha svolto un ruolo essenziale nell'organizzazione dell'elezione del Mediatore europeo tenendo un'audizione pubblica dei candidati, ai sensi dell'articolo 231 del regolamento; che il 18 dicembre 2019 Emily O'Reilly è stata rieletta Mediatrice europea per la legislatura 2019-2024;

W. considerando che la risoluzione del Parlamento del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio dell'UE[1] ha espresso sostegno al Mediatore nella sua indagine e ha esortato il Consiglio ad adottare tutte le misure necessarie ad attuare quanto prima le raccomandazioni del Mediatore; che il Consiglio non ha risposto né al Mediatore né alla risoluzione del Parlamento e non ha intrapreso alcuna azione per la sua attuazione;

X. considerando che nel 2019 le relazioni tra la commissione per le petizioni e il Mediatore europeo si sono ulteriormente rafforzate, come dimostrato dalla partecipazione attiva del Mediatore alle riunioni della commissione; che in seguito alla risoluzione del Parlamento del 12 febbraio 2019 sulla revisione dello statuto del Mediatore europeo[2], Emily O'Reilly ha partecipato alla riunione della commissione del 2 aprile 2019 per uno scambio di opinioni sulle sue nuove prerogative proposte e ha presentato la sua relazione annuale per il 2018 alla riunione della commissione per le petizioni del 4 settembre 2019;

Y. considerando che la commissione per le petizioni è membro della rete europea dei mediatori, la quale comprende altresì il Mediatore europeo, i difensori civici nazionali e regionali e istituzioni simili degli Stati membri, dei paesi candidati e di altri paesi dello Spazio economico europeo, e mira a promuovere lo scambio di informazioni sul diritto e sulle politiche dell'UE e a condividere le migliori prassi;

Z. considerando che le attività della rete delle petizioni dovrebbero essere migliorate garantendo una cooperazione più efficace fra le commissioni che si occupano delle petizioni; che la rete delle petizioni dovrebbe rafforzare il dialogo e la collaborazione con la Commissione e le altre istituzioni dell'UE per garantire che le questioni sollevate dai cittadini nelle petizioni siano affrontate e risolte in maniera adeguata;

AA. considerando che, nei suoi orientamenti politici per la Commissione europea 2019-2024, la Presidente von der Leyen si è impegnata a rispondere con un atto legislativo alle risoluzioni del Parlamento in conformità dell'articolo 225 TFUE, al fine di conferire al Parlamento un ruolo più incisivo nell'ambito dell'iniziativa legislativa dell'UE; che la commissione per le petizioni dovrebbe svolgere un ruolo strategico nel creare un collegamento diretto fra il diritto di iniziativa legislativa del Parlamento e le questioni sollevate dai cittadini attraverso le petizioni;

1. ricorda che la commissione per le petizioni, in quanto unica commissione che comunica direttamente con i cittadini, deve rafforzare il suo ruolo fondamentale nel difendere e promuovere i diritti dei cittadini e dei residenti dell'UE, nell'ambito delle sue competenze, garantendo che le preoccupazioni e le denunce dei firmatari siano prese in esame tempestivamente e risolte, attraverso un processo di petizione aperto, democratico, agile e trasparente e una cooperazione e un dialogo rafforzati con le altre istituzioni dell'UE e le autorità nazionali, regionali e locali, e astenendosi dal dare risposte tendenziose o politicizzate ai firmatari;

2. si rammarica del fatto che i firmatari non comprendano ancora sufficientemente i motivi in base ai quali una petizione è dichiarata irricevibile; sottolinea l'importanza di una campagna di informazione e un dibattito pubblico costanti riguardanti gli ambiti di attività dell'Unione, al fine di sensibilizzare l'opinione pubblica in merito al diritto di petizione al Parlamento europeo, fornendo informazioni più chiare e dettagliate sui poteri dell'UE; sottolinea la necessità di adottare con urgenza tutte le misure necessarie per mettere in atto una governance dell'UE democratica basata sulla trasparenza, su una migliore tutela dei diritti fondamentali e sulla partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali dell'UE; ritiene essenziale trovare il modo per promuovere maggiormente il diritto di petizione, sensibilizzando al contempo l'opinione pubblica in tal senso; propone di intensificare le campagne di informazione nell'Unione europea per garantire che i cittadini dell'UE acquisiscano una migliore conoscenza delle sue competenze e per chiarire la percezione del ruolo della commissione per le petizioni presso l'opinione pubblica;

3. chiede un servizio stampa e comunicazione più attivo e una presenza più dinamica sui social media, al fine di migliorare la visibilità del lavoro della commissione e di aumentare la sua capacità di risposta alle preoccupazioni dell'opinione pubblica e ai dibattiti dell'UE, evidenziando anche i casi e le storie di successo in cui una questione sollevata da un firmatario è stata risolta con il sostegno della commissione per le petizioni;

4. propone di organizzare campagne ed eventi di sensibilizzazione rivolti ai giornalisti e ai media per evitare la diffusione di informazioni imprecise e migliorare pertanto la relazione fra la commissione per le petizioni e i media; sottolinea che i media svolgono un ruolo fondamentale nell'informare i cittadini europei in merito al lavoro quotidiano della commissione per le petizioni e possono contribuire, tramite le loro attività, a migliorare le conoscenze dei cittadini europei riguardo al lavoro della commissione per le petizioni; sottolinea che è compito dell'UE incentivare la messa a disposizione dei cittadini europei di informazioni accurate;

5. mette in risalto l'opportunità che le petizioni offrono al Parlamento europeo e alle altre istituzioni dell'UE di mantenere un dialogo diretto con i cittadini dell'Unione e i residenti legali che sono interessati dall'applicazione scorretta o da violazioni del diritto dell'UE oppure da incoerenze nella legislazione dell'UE, e di risolvere i problemi che sono stati individuati; accoglie quindi con favore il fatto che le petizioni siano la porta d'ingresso dei cittadini nelle istituzioni europee; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione tra la commissione per le petizioni e le commissioni competenti, le istituzioni dell'UE e le autorità nazionali, regionali e locali sulle indagini o le proposte relative all'attuazione e al rispetto del diritto dell'UE;

6. ritiene che, al fine di garantire che le petizioni siano inoltrate alle autorità pertinenti e competenti, sia necessario migliorare la cooperazione con i parlamenti nazionali, i governi degli Stati membri, le pertinenti istituzioni nazionali e i difensori civici;

7. ricorda che le petizioni apportano un contributo prezioso al ruolo della Commissione di custode dei trattati; ribadisce che una buona cooperazione tra la commissione per le petizioni e la Commissione è fondamentale e che nel trattamento delle petizioni sono essenziali risposte più rapide da parte della Commissione; accoglie con favore, a tale riguardo, l'impegno assunto dal vicepresidente della Commissione per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, Maroš Šefčovič, durante la sua audizione in qualità di commissario designato, di migliorare ulteriormente la gestione delle petizioni da parte della Commissione e di garantire la presentazione di risposte accurate entro il termine di tre mesi; ribadisce il suo invito alla Commissione ad assicurare la trasparenza e l'accesso ai documenti nel quadro delle procedure EU Pilot in relazione alle petizioni ricevute e delle procedure EU Pilot e di infrazione già concluse;

8. chiede alla Commissione di impegnarsi a collaborare più attivamente con la commissione per le petizioni onde garantire che i cittadini che presentano petizioni ricevano una risposta precisa alle loro richieste e denunce relative all'applicazione del diritto dell'UE;

9. ritiene che la Commissione non dovrebbe attribuire al solo firmatario di una petizione la responsabilità di agire nel caso in cui si individui un problema di applicazione o di violazione del diritto dell'UE; ritiene che la Commissione debba verificare se le autorità nazionali stanno prendendo provvedimenti per risolvere il problema menzionato nella petizione e debba essere pronta a intervenire in caso di inefficacia delle azioni delle autorità nazionali;

10. sottolinea che la trasparenza e l'accesso del pubblico ai documenti di tutte le istituzioni dell'UE, compreso il Consiglio, dovrebbe costituire la regola, al fine di assicurare i più alti livelli di tutela dei diritti democratici dei cittadini; osserva che il vigente regolamento (CE) n. 1049/2001[3] non riflette più la situazione attuale; chiede alla Commissione di presentare una proposta di rifusione del regolamento del 2001, al fine di rafforzare la trasparenza e l'obbligo di rendere conto tramite la promozione di una buona prassi amministrativa;

11. osserva che la commissione per le petizioni riceve spesso denunce di violazioni dello Stato di diritto da parte di talune autorità; ricorda che garantire l'applicazione effettiva, equa e uniforme del diritto dell'Unione europea è fondamentale per la difesa dello Stato di diritto, che è uno dei valori fondanti dell'Unione e dei suoi Stati membri, come stabilito all'articolo 2 TUE; chiede alla Commissione, nel rispetto del principio di sussidiarietà, di rispettare gli impegni assunti nella sua comunicazione del 17 luglio 2019 dal titolo "Rafforzare lo Stato di diritto nell'Unione: Programma d'azione" (COM(2019)0343), al fine di promuovere una cultura di rispetto dello Stato di diritto, rafforzare la cooperazione con le autorità nazionali e garantire una risposta comune efficace alle attuali minacce all'interno dell'Unione;

12. esorta la Commissione ad adottare misure per garantire che l'interpretazione del campo di applicazione dell'articolo 51 sia quanto più coerente e ampia possibile; ricorda che le aspettative della maggior parte dei cittadini che presentano petizioni inerenti ai diritti loro conferiti dalla Carta sono elevate e vanno oltre il loro attuale campo di applicazione;

13. ritiene che la cooperazione con le altre commissioni del Parlamento sia essenziale per il trattamento esaustivo delle petizioni; rileva che nel 2019 sono state trasmesse ad altre commissioni 65 petizioni per parere e 351 per informazione e che la commissione ha ricevuto da altre commissioni 38 pareri e 9 conferme che le petizioni sono state tenute in considerazione nel loro lavoro; rileva altresì che nel 2018 sono state trasmesse ad altre commissioni 47 petizioni per parere e 660 per informazione e che la commissione ha ricevuto da altre commissioni 30 pareri e 38 conferme che le petizioni sono state tenute in considerazione nel loro lavoro; ricorda che i firmatari sono informati delle decisioni di richiedere pareri ad altre commissioni per il trattamento delle loro petizioni; sottolinea pertanto l'importanza del contributo delle altre commissioni nel consentire al Parlamento di rispondere più rapidamente ed efficientemente alle preoccupazioni dei cittadini;

14. reputa che la rete delle petizioni sia uno strumento utile per aumentare la consapevolezza in merito alle questioni sollevate nelle petizioni e facilitare il trattamento delle petizioni nelle altre commissioni alle quali queste sono trasmesse per parere o per conoscenza; osserva che occorre garantire un seguito adeguato delle petizioni nell'attività parlamentare e legislativa; sottolinea che la rete delle petizioni potrebbe essere considerata uno strumento strategico per promuovere il diritto di iniziativa legislativa del Parlamento europeo sancito dall'articolo 225 TFUE, affrontando le lacune e le incoerenze del diritto dell'UE messe in luce nelle petizioni per garantire la piena tutela dei diritti dei cittadini; è convinto che le riunioni regolari della rete per le petizioni siano essenziali per rafforzare la cooperazione tra le commissioni parlamentari attraverso lo scambio di informazioni e la condivisione delle migliori pratiche tra i membri della rete; sottolinea che un legame più stretto fra le commissioni può anche migliorare l'efficacia nella pianificazione delle audizioni e degli studi parlamentari sugli stessi argomenti; è favorevole all'elaborazione di un meccanismo che consenta alla commissione per le petizioni di essere direttamente coinvolta nel processo legislativo;

15. richiama l'attenzione sulle principali relazioni annuali approvate dalla commissione per le petizioni nel 2019, segnatamente la relazione annuale sulle attività della commissione per le petizioni nel 2018[4] e la relazione annuale sul lavoro del Mediatore europeo nel 2018[5];

16. osserva che la commissione per le petizioni ha espresso il suo parere su questioni importanti sollevate nelle petizioni attraverso il contributo apportato a relazioni parlamentari e legislative, in particolare sull'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nel quadro istituzionale dell'UE[6] e sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE[7];

17. sottolinea che molte petizioni hanno condotto a un'azione legislativa o politica, non solo tramite relazioni o proposte di risoluzione, ma anche mediante pronunce pregiudiziali o procedure d'infrazione;

18. prende atto del fatto che l'ambiente è stato il principale motivo di preoccupazione per i firmatari nel 2019; ricorda, a tale proposito, la proposta di risoluzione ai sensi dell'articolo 227, paragrafo 2, sulla gestione dei rifiuti, adottata il 21 marzo 2019 dalla commissione per le petizioni e il 4 aprile 2019 dall'Aula[8]; sottolinea che la gestione dei rifiuti è una delle principali sfide socioeconomiche e ambientali a livello mondiale e ribadisce il suo invito a massimizzare la prevenzione, il riutilizzo, la raccolta differenziata e il riciclaggio al fine di stimolare la transizione verso un'economia circolare; ribadisce il suo invito alla Commissione a sfruttare appieno il potenziale del sistema di segnalazione preventiva, come stabilito nelle direttive rivedute sui rifiuti; richiama l'attenzione sulla relazione della missione d'informazione in Valledora (Italia), approvata l'11 aprile 2019, e chiede alle autorità nazionali, regionali e locali competenti di garantire l'attuazione piena e coerente di tutte le raccomandazioni ivi contenute;

19. richiama l'attenzione sull'audizione relativa alla negazione dei cambiamenti climatici, che la commissione per le petizioni ha tenuto il 21 marzo 2019 insieme alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare; ritiene che la commissione per le petizioni debba continuare a contrastare il negazionismo dei cambiamenti climatici, anche promuovendo l'adozione di sanzioni efficaci e dissuasive nei confronti dei gruppi d'interesse che esercitano pressioni sulle istituzioni dell'UE le cui attività sono direttamente o indirettamente connesse al negazionismo dei cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza fondamentale di garantire che il lavoro futuro della commissione per le petizioni rivolga un'attenzione specifica ai cambiamenti climatici, al fine di rafforzare le attività complessive delle istituzioni dell'UE volte ad attuare in maniera coerente il Green Deal europeo e l'accordo di Parigi;

20. ricorda gli studi dal titolo "Cross-border nuclear safety, liability and cooperation in the European Union" (Sicurezza nucleare transfrontaliera, responsabilità e cooperazione nell'Unione europea) e "Endocrine Disruptors: From Scientific Evidence to Human Health Protection" (Gli interferenti endocrini: dalle prove scientifiche alla protezione della salute), che la commissione per le petizioni ha commissionato per dare seguito a un numero significativo di petizioni che manifestavano preoccupazioni riguardo a tali questioni e che sono stati presentati in occasione delle sue riunioni del 20 febbraio 2019 e del 2 aprile 2019; deplora che le norme ambientali non siano sempre correttamente attuate negli Stati membri, come indicato in numerose petizioni; sottolinea l'importanza di rispondere alle aspettative dei cittadini dell'UE sulla tutela dell'ambiente ed esorta pertanto la Commissione a garantire, insieme agli Stati membri, la corretta attuazione delle normativa dell'UE in quest'ambito; è convinto che la Commissione debba intensificare le sue attività per garantire che le valutazioni ambientali effettuate dagli Stati membri per l'autorizzazione di progetti infrastrutturali, in relazione ai quali i firmatari delle petizioni hanno messo in luce gravi rischi per la salute umana e l'ambiente, siano basate su analisi accurate ed esaustive, in piena conformità del diritto dell'UE;

21. esprime profonda preoccupazione per i gravi danni alla salute riscontrati dai cittadini che vivono in zone in cui sono prodotte grandi quantità di sostanze cancerogene, con gli effetti negativi peggiori registrati fra i bambini; è fermamente convinto del fatto che la Commissione debba utilizzare appieno e applicare in maniera coerente le disposizioni di cui all'allegato XIV del regolamento (CE) n. 1907/2006 (REACH) in relazione alle sostanze soggette ad autorizzazione poiché cancerogene, persistenti e bioaccumulabili, garantendone la sostituzione con sostanze alternative non tossiche, anche promuovendo processi industriali a tal fine;

22. richiama l'attenzione sul numero elevato di petizioni sulla Brexit presentate nel 2019, che nella maggior parte dei casi chiedevano di tutelare i diritti dei cittadini dell'UE prima e dopo il recesso del Regno Unito; accoglie con favore l'eccellente lavoro svolto dalla commissione per le petizioni, che, dando voce alle preoccupazioni manifestate da tali firmatari, ha contribuito a garantire che i diritti dei cittadini restassero una delle priorità principali del Parlamento durante i negoziati per la Brexit; sottolinea che, in vista dell'incertezza di una Brexit senza accordo, molti cittadini, sia dell'UE che del Regno Unito, si sono rivolti alla commissione per le petizioni perché temono che i loro diritti vengano messi in pericolo a causa dell'assenza di un accordo; osserva che, per preservare i diritti di cui godono i cittadini dell'UE che risiedono in uno Stato membro diverso dal proprio, può essere utile disporre di una legislazione adeguata nel caso in cui tale Stato membro muti il suo status nei confronti dell'UE;

23. ricorda il ruolo specifico di protezione svolto dalla commissione per le petizioni in seno all'UE nel contesto della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità; ricorda l'importante lavoro in corso della commissione riguardo alle petizioni relative a questioni legate alla disabilità; osserva che nel 2019 il numero di petizioni sulla disabilità è diminuito rispetto all'anno precedente; rileva, tuttavia, che l'accessibilità e la discriminazione restano tra le principali sfide affrontate dalle persone con disabilità; ricorda che nel 2019 la commissione per le petizioni ha rivolto un'attenzione particolare alla discussione di petizioni sull'istruzione inclusiva per i bambini disabili; chiede una nuova agenda delle competenze, che dovrà essere collocata in una posizione del tutto centrale in Europa, e proposte concrete su come promuovere l'inclusività e facilitare il riconoscimento e la portabilità delle competenze all'interno dell'Europa;

24. accoglie con favore il fatto che nel 2019 la commissione per le petizioni ha affrontato le preoccupazioni sollevate dai cittadini in numerose petizioni relative alla trasparenza e alla responsabilità delle istituzioni dell'UE; ricorda, a tale proposito, che in occasione della sua riunione del 2 aprile 2019, la commissione ha ospitato un seminario sui conflitti di interesse: integrità, responsabilità e trasparenza nelle istituzioni e agenzie dell'UE, che ha preso in esame i risultati conseguiti in relazione ai conflitti di interesse, all'integrità, alla responsabilità, alla trasparenza, ai codici di condotta e alle cosiddette "porte girevoli" nelle istituzioni e agenzie dell'Unione; rammenta l'importante contributo apportato al dibattito dalla Mediatrice europea, che ha pronunciato l'intervento di apertura sui risultati conseguiti e le sfide per le istituzioni dell'UE;

25. chiede la rapida approvazione di riforme giuridiche volte ad affrontare la mancanza di trasparenza del processo decisionale dell'UE, i conflitti di interessi e tutte le questioni etiche a livello dell'UE che interessano il processo legislativo in relazione alle questioni sollevate dai cittadini tramite le petizioni;

26. richiama l'attenzione sul sostegno di maggioranza dato dall'Aula alla risoluzione del Parlamento del 17 gennaio 2019 sull'indagine strategica OI/2/2017 del Mediatore europeo sulla trasparenza delle discussioni legislative negli organi preparatori del Consiglio UE[9]; ricorda che il Consiglio, in qualità di colegislatore, è un'istituzione indispensabile per i cittadini dell'Unione; si rammarica del fatto che numerose discussioni e riunioni del Consiglio si svolgano ancora a porte chiuse; invita il Consiglio a mettere in atto una politica di maggiore trasparenza per migliorare la fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni pubbliche; incoraggia il Consiglio a pubblicizzare più ampiamente alcuni incontri e documenti per instaurare una migliore comunicazione con i cittadini europei e i parlamenti nazionali;

27. prende atto dell'esito dell'audizione pubblica organizzata dalla commissione per le petizioni il 12 novembre 2019 sulla legge statunitense sugli adempimenti fiscali dei conti esteri (FATCA, Foreign Account Tax Compliance Act) e il relativo impatto extraterritoriale sui cittadini dell'UE; deplora che la Commissione e il Consiglio sembrino attribuire più importanza alle relazioni internazionali con gli Stati Uniti che ai diritti e agli interessi dei cittadini dell'UE, in particolare nel caso della legge FATCA, e invita le due istituzioni ad assumersi le proprie responsabilità e a intervenire rapidamente e in maniera significativa a sostegno dei cittadini interessati, come chiesto dal Parlamento nella risoluzione del 5 luglio 2018 sugli effetti negativi della normativa statunitense Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) sui cittadini dell'UE e in particolare sugli "americani casuali"[10];

28. ricorda l'importante attività in corso della commissione per le petizioni mirante a garantire la tutela del benessere degli animali nell'UE, come dimostrato dal numero significativo di petizioni su tale argomento discusse nelle sue riunioni nel 2019; reputa fondamentale il lancio di una nuova strategia dell'UE sul benessere degli animali per colmare tutte le lacune esistenti e garantire una tutela piena ed effettiva del benessere degli animali attraverso un quadro legislativo chiaro ed esaustivo che sia pienamente in linea con i requisiti dell'articolo 13 TFUE; richiama l'attenzione sull'audizione pubblica sulla rivalutazione della popolazione dei lupi nell'UE, che la commissione per le petizioni ha tenuto il 5 dicembre 2019 insieme alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e in associazione con la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, al fine di dare voce alle preoccupazioni dei cittadini riguardo al quadro giuridico a tutela dei lupi e all'impatto della popolazione di lupi e di altri grandi carnivori, come l'orso bruno, sull'ambiente e le comunità rurali; sottolinea che nel quadro della direttiva Habitat i grandi carnivori sono specie protette nella maggior parte degli Stati membri; invita gli Stati membri a utilizzare in maniera migliore gli strumenti previsti dall'attuale legislazione dell'UE per affrontare eventuali conflitti legati alla conservazione dei grandi carnivori protetti; invita la Commissione a presentare quanto prima un orientamento dell'UE aggiornato sulle norme in materia di protezione delle specie, al fine di conseguire una coesistenza soddisfacente fra le persone e i grandi carnivori nelle aree interessate;

29. ritiene fondamentale che i cittadini possano partecipare direttamente all'avvio di proposte legislative; sottolinea che l'iniziativa dei cittadini europei è uno strumento fondamentale per la cittadinanza attiva e la partecipazione pubblica; accoglie con favore l'adozione, il 17 aprile 2019, delle nuove norme per  l'iniziativa dei cittadini europei, che apportano numerosi miglioramenti strutturali e tecnici mirati a rendere lo strumento più facile da usare e più accessibile e a facilitare una maggiore partecipazione dei cittadini dell'UE al processo legislativo nell'Unione; rileva un numero significativo di nuove iniziative dei cittadini europei registrate dalla Commissione nel 2019, il che indica che i cittadini stanno cogliendo l'opportunità di avvalersi di strumenti partecipativi per far sentire la loro voce nei processi di definizione delle politiche e delle leggi; chiede più campagne di informazione sul ruolo dell'iniziativa dei cittadini europei, al fine di promuovere l'uso di tale risorsa da parte dei cittadini europei; si rammarica che finora la maggior parte delle iniziative dei cittadini europei con esito positivo non si sia conclusa con una proposta legislativa della Commissione; esorta la Commissione ad approcciarsi alle iniziative dei cittadini europei nel modo più aperto e reattivo possibile per rendere tale strumento un vero successo della democrazia partecipativa europea agli occhi dei cittadini; invita pertanto la Commissione ad avviare una proposta legislativa sulla base di iniziative dei cittadini europei  dall'esito positivo sostenute dal Parlamento europeo;

30. ricorda che le relazioni con il Mediatore europeo figurano tra le competenze conferite alla commissione per le petizioni dal regolamento del Parlamento europeo; accoglie con favore la fruttuosa collaborazione del Parlamento con il Mediatore europeo nonché la sua partecipazione alla rete europea dei difensori civici; sottolinea gli eccellenti rapporti esistenti tra il Mediatore europeo e la commissione per le petizioni; prende atto del ruolo essenziale svolto dalla commissione per le petizioni nel garantire che le audizioni pubbliche dei candidati nel quadro della procedura di elezione del Mediatore europeo nel 2019 fossero condotte in modo trasparente ed efficace;

31. apprezza i contributi regolari del Mediatore europeo alle attività della commissione per le petizioni nell'arco dell'intero anno; è fermamente convinto che le istituzioni, gli organi e le agenzie dell'Unione debbano garantire un seguito coerente ed efficace alle raccomandazioni del Mediatore;

32. ricorda che il portale web delle petizioni è uno strumento essenziale per garantire un processo di petizione efficace, trasparente e senza ostacoli; accoglie con favore, a tale riguardo, il suo allineamento alle caratteristiche del sito web del Parlamento europeo (Europarl); ricorda che, dalla fine del 2017, documenti quali ordini del giorno, verbali e comunicazioni della commissione per le petizioni sono stati automaticamente caricati sul portale, fornendo ai cittadini un portale più reattivo, trasparente e accessibile; sottolinea che è necessario continuare a compiere sforzi per rendere il portare più accessibile alle persone con disabilità, compresi gli sviluppi che consentono ai firmatari di presentare petizioni nelle lingue dei segni nazionali dell'UE, al fine di garantire che tutti i cittadini dell'Unione possano esercitare il loro diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo, quale stabilito agli articoli 20 e 24 TFUE e all'articolo 44 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; suggerisce di garantire al portale delle petizioni sul sito web del Parlamento europeo una maggiore visibilità; è dell'avviso che il diritto di petizione sia direttamente legato alle attività dell'istituzione e che meriti una collocazione visibile e facilmente accessibile sul sito web del Parlamento europeo; chiede di indagare su come prevenire l'uso di identità false o rubate;

33. sottolinea che, sebbene il numero di sostenitori di una o più petizioni sia aumentato rispetto al 2018, sul portale web delle petizioni del Parlamento europeo alcuni firmatari continuano a incontrare difficoltà tecniche nell'esprimere il sostegno a diverse petizioni;

34. sottolinea che lo strumento ePetition è una banca dati importante per il funzionamento della commissione per le petizioni, ma chiede di migliorarne e modernizzarne l'interfaccia per renderla di più semplice utilizzo e più accessibile;

35. si congratula con la segreteria della commissione per le petizioni per la sua efficienza e grande accuratezza nel trattare le petizioni conformemente agli orientamenti forniti dalla commissione e al ciclo di vita delle petizioni nell'amministrazione del Parlamento europeo;

36. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione della commissione per le petizioni al Consiglio, alla Commissione, al Mediatore europeo, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle commissioni per le petizioni degli Stati membri e ai difensori civici nazionali o analoghi organi competenti.

 


MOTIVAZIONE

In conformità dell'articolo 227, paragrafo 7, del regolamento del Parlamento europeo, la commissione per le petizioni riferisce con periodicità annuale sui risultati delle proprie deliberazioni. La presente relazione intende fornire una panoramica completa dell'attività svolta dalla commissione per le petizioni nel 2019 e contiene un'analisi statistica delle petizioni ricevute e trattate nonché un inventario di altre attività parlamentari come l'adozione di relazioni e pareri, l'organizzazione di audizioni e i rapporti della commissione con le altre istituzioni dell'UE. Vale la pena ricordare che l'attività principale della commissione per le petizioni deriva dal diritto di inviare una petizione al Parlamento europeo esercitato dai cittadini e dai residenti dell'UE a norma dell'articolo 227 del TFUE e non è direttamente collegata al programma di lavoro della Commissione europea.

 

Il 2019 è stato un anno importante per la democrazia europea, in quanto i cittadini dell'UE sono stati chiamati a rinnovare la composizione del Parlamento europeo. Il 23-26 maggio 2019, più di 200.000.000 di persone in 28 paesi dell'UE si sono recate alle urne per eleggere i deputati al Parlamento europeo. A seguito delle elezioni europee, a cui ha partecipato il 51 % degli elettori - ovvero l'affluenza più elevata da 20 anni a questa parte - per scegliere i propri rappresentanti, il nuovo Parlamento ha tenuto la sua sessione costitutiva il 2 luglio 2019.

 

La commissione per le petizioni ha tenuto la sua riunione costitutiva il 10 luglio 2019 e ha eletto Dolors Montserrat come presidente, Tatjana Ždanoka come prima vicepresidente, Yana Toom come seconda vicepresidente, Ryszard Czarnecki come terzo vicepresidente e Cristina Maestre Martín de Almagro come quarta vicepresidente.

 

Per consentire l'organizzazione delle elezioni europee si è avuto un periodo di sospensione dei lavori dal 19 aprile al 1° luglio 2019, durante il quale le attività parlamentari sono state interrotte. Ciò spiega il numero ridotto di relazioni, pareri, risoluzioni e audizioni che sono stati adottati e si sono svolte nel 2019. I cittadini e i residenti dell'UE, al contrario, hanno continuato a esercitare il diritto di petizione durante il periodo di sospensione dei lavori, come dimostrato dal flusso continuo di petizioni registrato nel 2019, che è cresciuto notevolmente rispetto ai due anni precedenti.

 

Analisi statistica delle petizioni ricevute nel 2019 rispetto al 2018

 

Secondo le statistiche, nel 2019 il Parlamento europeo ha ricevuto 1 357 petizioni, un dato che indica un aumento dell'11,23 % rispetto alle 1 220 petizioni pervenute nel 2018.

 

Gli utenti del portale web delle petizioni hanno la possibilità di sostenere le petizioni. Nel 2019, 28 075 utenti sono intervenuti come sostenitori. Nel 2018, 4 893 utenti del portale hanno sostenuto una o più petizioni rispetto ai 15 540 utenti del 2017 e ai 6 132 del 2016. Con l'eccezione del 2018, le statistiche mostrano un aumento costante del numero di utenti che sostengono petizioni nel portale web.

 

Nel 2019, 41 petizioni sono state co-firmate da uno o più cittadini, 8 da più di 100 cittadini e 3 da più di 10 000 cittadini. Nel 2018, 41 petizioni sono state co-firmate da uno o più cittadini, 14 da più di 100 cittadini, 5 da più di 10 000 cittadini e 2 da più di 100 000 cittadini.

 

 

 

 

Modalità di presentazione delle petizioni

Nel 2019, quasi 3/4 delle petizioni sono state presentate tramite il portale web delle petizioni, mentre 1/4 è stata presentata tramite posta. Le cifre riportate nelle due tabelle evidenziano che nel 2019, il numero di petizioni presentate attraverso il portale web delle petizioni è cresciuto del 3,2 % rispetto al 2018.

 

2019

 

2018

Modalità di presentazione delle petizioni

Numero di petizioni

%

Portale delle petizioni

1003

73,9

Lettera

354

26,1

Modalità di presentazione delle petizioni

Numero di petizioni

%

Portale delle petizioni

863

70,7

Lettera

357

29,3

 

 


Stato delle petizioni per anno civile[11]

La seguente tabella illustra lo stato delle petizioni nel periodo compreso tra il 2003 e il 2019. Si può notare che nel 2019 la maggior parte delle petizioni è stata archiviata entro un anno da quando è stata ricevuta ed esaminata dalla commissione. Sulla base del confronto con i dati sullo stato delle petizioni inseriti nelle relazioni annuali dal 2010 al 2018, si può concludere che la maggior parte delle petizioni è stata archiviata entro un anno da quanto è stata ricevuta ed esaminata. Percentuali molto piccole (dallo 0,3 % al 13,7 %) di petizioni ricevute tra il 2004 e il 2015 restano aperte. La maggior parte di queste petizioni aperte è legata a questioni ambientali e a procedure d'infrazione in atto dinanzi alla Corte di giustizia dell'Unione europea o a questioni che i membri della commissione vogliono seguire da vicino.

 

Stato delle petizioni

Anno

Numero di petizioni

Procedura aperta

Procedura archiviata

2019

1 357

508

37,4 %

849

62,6 %

2018

1 220

313

25,7 %

907

74,3 %

2017

1 271

260

20,5 %

1 011

79,5 %

2016

1 569

482

30,7 %

1 087

69,3 %

2015

1 431

196

13,7 %

1 235

86,3 %

2014

2 715

232

8,5 %

2 483

91,5 %

2013

2 891

309

10,7 %

2 582

89,3 %

2012

1 986

128

6,4 %

1 858

93,6 %

2011

1 414

73

5,2 %

1 341

94,8 %

2010

1 656

38

2,3 %

1 618

97,7 %

2009

1 924

14

0,7 %

1 910

99,3 %

2008

1 886

19

1,0 %

1 867

99,0 %

2007

1 506

25

1,7 %

1 481

98,3 %

2006

1 021

5

0,5 %

1 016

99,5 %

2005

1 016

3

0,3 %

1 013

99,7 %

2004

1 002

3

0,3 %

999

99,7 %

2003

1 315

0

0 %

1 315

100,0 %

 


Esito delle petizioni[12]

 


 

2019

Esito delle petizioni

Numero

%

Dichiarate ricevibili e archiviate

430

31,6 %

Dichiarate ricevibili e aperte

508

37,4 %

Irricevibili

406

29,9 %

Ritirate

13

0,9 %

Inviate alla CE per parere

537

47,4 %

Inviate ad altri organismi per parere

42

3,7 %

Inviate ad altri organismi per informazione

554

48,9 %

2018

Esito delle petizioni

Numero

%

Dichiarate ricevibili e archiviate

475

38,9 %

Dichiarate ricevibili e aperte

313

25,6 %

Irricevibili

409

33,5 %

Ritirate

23

1,8 %

Inviate alla CE per parere

555

34,9 %

Inviate ad altri organismi per parere

29

1,8 %

Inviate ad altri organismi per informazione

1 002

63,1 %


Le tabelle mostrano che la percentuale di petizioni dichiarate irricevibili nel 2019 è lievemente inferiore rispetto alla percentuale del 2018. Inferiore è anche la percentuale di petizioni ricevibili che nel 2019 sono state archiviate immediatamente fornendo informazioni al firmatario (31,6 % rispetto al 38,9 % del 2018). Ne consegue che un maggior numero di petizioni (37,4 %) è stato tenuto aperto nel 2019 rispetto al 2018, quando le petizioni rimaste aperte erano state il 25,6 %.

È inoltre opportuno sottolineare che nel 2019 quasi la metà delle petizioni ricevibili è stata inviata alla Commissione per parere, con un aumento del 12,5 % rispetto al 2018.

Infine, la percentuale di petizioni inviate ad altri organismi per parere è stata lievemente superiore nel 2019, mentre il numero di petizioni inviate ad altri organismi per informazione è diminuito del 14,2 %.

Numero di petizioni per paese

Le due tabelle in appresso illustrano in numeri e in termini percentuali i cambiamenti registrati nelle petizioni per paese di provenienza, dal 2019 al 2018. Un gran numero di petizioni trasmesse nel 2019 e nel 2018 riguarda l'UE. Ciò significa che le suddette petizioni sollevano questioni che riguardano l'intera UE o chiedono misure comuni da attuare in tutta l'Unione. Le petizioni relative all'UE possono anche riguardare uno o più Stati membri e sono pertanto registrate nell'ambito sia dell'UE sia dello Stato o degli Stati membri interessato/i. Questo spiega come mai la somma delle petizioni relative all'UE e di quelle che riguardano solo gli Stati membri sia superiore al numero complessivo di petizioni presentate nel 2019 e nel 2018.

Vale la pena sottolineare, inoltre, che i nove paesi maggiormente interessati dalle petizioni sono gli stessi nel 2019 e nel 2018. Il loro ordine, tuttavia, è cambiato notevolmente. Mentre la maggioranza delle petizioni trasmesse nel 2019 riguarda la Germania, il numero di petizioni relative alla Spagna e all'Italia è diminuito rispettivamente del 3,6 % e del 3,5 % rispetto al 2018.

Un'altra differenza notevole riguarda il Regno Unito. Le petizioni relative al Regno Unito sono aumentate, nel 2019, del 3,2 % rispetto al 2018. Alcuni cambiamenti hanno inoltre riguardato la parte inferiore dell'elenco. Mentre nel 2019 Estonia, Slovenia e Lettonia sono stati i paesi meno interessati, nel 2018 erano Malta, Estonia e Finlandia.

Infine, la proporzione di petizioni relative a paesi non appartenenti all'UE è aumentata lievemente nel 2019.

 


 

 


2019

Paese interessato

Petizioni

%

Unione europea

599

34,6

Germania

203

11,7

Spagna

164

9,5

Italia

103

5,9

Regno Unito

90

5,2

Romania

80

4,6

Bulgaria

52

3,0

Polonia

51

  2,9

Grecia

46

2,7

Francia

40

2,3

Altri paesi UE

218

12,6

Paesi non appartenenti all'UE

86

5,0

 

 

 

 

 

2018

Paese interessato

Petizioni

%

Unione europea

473

30,1

Spagna

206

13,1

Germania

172

11,0

Italia

147

9,4

Grecia

69

4,4

Polonia

63

4,0

Francia

51

3,2

Romania

51

3,2

Bulgaria

42

2,7

Regno Unito

32

2,0

Altri paesi UE

200

13,0

Paesi non appartenenti all'UE

62

3,9

 

 

 

 

 


 

 

 

Lingua delle petizioni

Nel 2019 e nel 2018, le petizioni sono state presentate in 22 delle lingue ufficiali dell'Unione europea. Mentre nel 2017 e nel 2016 la maggior parte delle petizioni è stata presentata in inglese, il tedesco è diventato la lingua più utilizzata nel 2019 e nel 2018. Le tabelle mostrano inoltre che il tedesco, l'inglese, lo spagnolo e l'italiano sono state le lingue utilizzate per quasi 3/4 (71,8 %-71 %) delle petizioni ricevute in entrambi gli anni. Lo slovacco, il lettone e lo sloveno sono state le lingue meno utilizzate nel 2019, mentre nel 2018 lo sono state lo svedese, lo sloveno e il maltese.

 


2019

Lingua della petizione

Numero di petizioni

%

Tedesco

337

24,8

Inglese

331

24,4

Spagnolo

183

13,5

Italiano

123

9,1

Rumeno

60

4,4

Polacco

56

4,1

Francese

53

3,9

Altre

214

15,8

Totale

1 357

100

 

2018

Lingua della petizione

Numero di petizioni

%

Tedesco

275

22,5

Inglese

217

17,8

Spagnolo

204

16,7

Italiano

171

14,0

Greco

63

5,2

Francese

61

5,0

Polacco

61

5,0

Altre

168

13,8

Totale

1 220

100


 

 

Nazionalità dei firmatari

Per quanto concerne la nazionalità dei firmatari, le petizioni presentate da cittadini tedeschi rappresentano il numero più elevato in entrambi gli anni, con un aumento del 3 % nel 2019. Per contro, il numero di firmatari spagnoli e italiani nel 2019 è diminuito rispettivamente del 2,5 % e del 4,3% rispetto al 2018. Le tabelle di seguito evidenziano inoltre un aumento del 3,7 % nel numero di petizioni presentate da cittadini britannici nel 2019. Sempre nel 2019, 54 petizioni su 88 presentate da cittadini britannici hanno sollevato questioni relative alla Brexit.


 

2019

Nazionalità principale del firmatario

Numero di petizioni

%

Germania

345

25,4

Spagna

201

14,8

Italia

139

10,2

Romania

97

7,1

Regno Unito

88

6,5

Polonia

72

5,3

Grecia

55

4,0

Bulgaria

52

3,8

Francia

51

3,8

Altre nazionalità UE

231

17,1

Nazionalità extra-UE

28

2,0

2018

Nazionalità principale del firmatario

Numero di petizioni

%

Germania

274

22,4

Spagna

212

17,3

Italia

177

14,5

Polonia

73

6,0

Grecia

71

5,8

Romania

61

5,0

Francia

57

4,7

Bulgaria

44

3,6

Regno Unito

34

2,8

Altre nazionalità UE

193

15,9

Nazionalità extra-UE

26

2,0



 

Principali temi delle petizioni

Le tabelle in appresso riportano i dieci temi principali delle petizioni. Dalle tabelle si può concludere che i principali ambiti di preoccupazione per i firmatari nel 2019 e nel 2018 sono stati l'ambiente, i diritti fondamentali e la giustizia. Mentre il numero di petizioni sui diritti fondamentali registra la stessa percentuale, nel 2019 le petizioni relative all'ambiente e alla giustizia sono aumentate rispettivamente dell'1,9% e del 2,3 %. Per contro, le petizioni relative al mercato interno e alle questioni legate alla salute sono diminuite lievemente nel 2019, rispettivamente dell'1,9 % e dello 0,7 %.

Tra gli altri temi, nel 2019 la commissione ha ricevuto un numero elevato di petizioni (98) relative a questioni costituzionali rispetto alle 62 petizioni ricevute nel 2018 sullo stesso tema. Nell'ambito di questa categoria, i firmatari hanno manifestato le loro preoccupazioni riguardo a una serie di questioni di diritto costituzionale dell'UE, come il recesso del Regno Unito dall'UE, la cittadinanza dell'Unione europea e alcuni aspetti del funzionamento delle istituzioni dell'Unione europea. Per quanto concerne più specificamente la Brexit, le petizioni che nel 2019 hanno sollevato interrogativi riguardo a quest'ultima e alle sue conseguenze sono state 73.

È opportuno ricordare, infine, che nel 2019 si sono tenute le elezioni europee, il che spiega perché nel 2019 il numero di petizioni sui diritti di voto e le elezioni sia stato superiore (49) rispetto al 2018, quando sono state registrate 13 petizioni relative a tale tema.


 

 

 


 

 

2019

 

2018

Primi 10 temi delle petizioni

Numero di petizioni

%

Ambiente

252

12,2

Diritti fondamentali

189

9,2

Giustizia

184

8,9

Sanità

97

4,7

Trasporti

90

4,4

Mercato interno

89

4,3

Occupazione

79

3,8

Cultura e istruzione

62

3,0

Affari sociali

45

2,2

Proprietà e restituzione

33

1,6

Primi 10 temi delle petizioni

Numero di petizioni

%

Ambiente

199

10,3

Diritti fondamentali

186

9,6

Giustizia

129

6,6

Mercato interno

120

6,2

Sanità

104

5,4

Occupazione

89

4,6

Trasporti

88

4,5

Affari sociali

61

3,1

Cultura e istruzione

49

2,5

Proprietà e restituzione

39

2,0

 

 


 

   

 

Portale web delle petizioni

Il portale web delle petizioni, realizzato alla fine del 2014, è stato ulteriormente migliorato per renderlo più facile da usare e più accessibile ai cittadini. Nel 2019 sono stati apportati importanti miglioramenti tecnici. Innanzi tutto, il portale è stato sviluppato in una versione caratterizzata da progettazione web reattiva (RWD), conforme e in linea con le nuove caratteristiche del sito web del Parlamento europeo (Europarl). Il portale è quindi diventato più reattivo e può essere utilizzato su qualsiasi dispositivo. In secondo luogo, la nuova informativa sulla privacy è stata caricata in tutte le versioni linguistiche nei modelli di e-mail e nella pagina di registrazione ed è stato attivato un captcha audio per la registrazione degli account degli utenti. Infine, il portale web delle petizioni ed ePetition sono stati ulteriormente integrati attraverso il miglioramento del loro meccanismo di sincronizzazione. L'accessibilità del portale web delle petizioni per i firmatari con disabilità deve però essere ancora migliorata.

 

Relazioni con la Commissione

La Commissione continua ad essere il partner naturale della commissione per le petizioni nel trattamento delle petizioni, in qualità di istituzione dell'UE responsabile dell'attuazione e del rispetto del diritto dell'Unione. La commissione per le petizioni e la Commissione hanno creato e costantemente consolidato un rapporto di cooperazione di lunga data. Il principale punto di contatto nella Commissione è il Segretariato generale, che coordina la distribuzione delle petizioni ai pertinenti servizi della Commissione e trasmette le risposte della Commissione alla segreteria della commissione per le petizioni. Sebbene la Commissione abbia intensificato gli sforzi per fornire risposte tempestive, la commissione per le petizioni ritiene che il processo di gestione delle petizioni da parte della Commissione possa essere ulteriormente migliorato. La commissione per le petizioni, inoltre, ribadisce le richieste di aggiornamenti regolari sugli sviluppi nelle procedure d'infrazione e sull'accesso tempestivo ai pertinenti documenti della Commissione sulle infrazioni e sulle procedure EU Pilot che si riferiscono a petizioni aperte.

A seguito delle elezioni europee e della costituzione del nuovo Parlamento, i commissari designati sono intervenuti dinanzi alle commissioni parlamentari secondo le loro prevedibili competenze e hanno partecipato ad audizioni per consentire ai neoeletti deputati europei di valutare le loro competenze e l'idoneità ai rispettivi incarichi. A tale riguardo, la commissione per le petizioni ha partecipato, il 30 settembre 2019, all'audizione del vicepresidente designato per le Relazioni interistituzionali e le prospettive strategiche, Maroš Šefčovič, in qualità di commissione associata. Durante l'audizione, Šefčovič si è impegnato a migliorare la gestione delle petizioni da parte della Commissione. Più specificamente, si è assunto l'impegno di collaborare strettamente con la commissione per le petizioni e di partecipare alla sua presentazione della relazione annuale. Ha promesso, inoltre, di incoraggiare la partecipazione dei commissari responsabili al dibattito dei temi sollevati in un numero significativo di petizioni. Infine, si è impegnato a fare tutto il possibile per presentare risposte accurate entro un termine di tre mesi.

Nella sua interrogazione scritta inviata prima dell'audizione, la commissione per le petizioni ha ribadito le sue preoccupazioni riguardo alla pratica della Commissione di rinviare un numero elevato di firmatari ad altri organismi a livello nazionale, regionale o locale e ha messo in discussione la compatibilità di tale approccio con la responsabilità di esecuzione della Commissione. Nel riconoscere che le petizioni apportano un prezioso contributo al ruolo di custode dei trattati della Commissione, il vicepresidente della Commissione ha fatto riferimento al nuovo approccio strategico della Commissione riguardo alla politica di esecuzione, annunciato nella sua comunicazione del 2016 dal titolo "Diritto dell'Unione europea: risultati migliori attraverso una migliore applicazione", che mira a individuare le violazioni più importanti del diritto dell'UE che influiscono sugli interessi dei cittadini e delle imprese.

 

Relazioni con il Consiglio

I membri del Segretariato del Consiglio hanno partecipato occasionalmente alle riunioni della commissione per le petizioni e la partecipazione del Consiglio ai dibattiti è stata molto limitata. A tale proposito, la commissione ritiene che una cooperazione più attiva con gli Stati membri sarebbe necessaria a sbloccare le petizioni che richiedono risposte e reazioni tempestive da parte delle autorità nazionali. Ciononostante, la commissione per le petizioni prende atto degli sforzi compiuti da alcuni Stati membri per contribuire attivamente alla discussione sulle rispettive petizioni nelle riunioni di commissione. È opportuno ricordare, al riguardo, la partecipazione della rappresentanza permanente della Bulgaria alla discussione sulla petizione n. 0527/2018 sull'impatto dell'autostrada Struma sul canyon di Kresna e sulla relativa regione in Bulgaria in occasione della riunione della commissione per le petizioni del 2 dicembre 2019.

Relazioni con il servizio europeo per l'azione esterna

 

La commissione per le petizioni e il servizio europeo per l'azione esterna hanno instaurato una cooperazione costruttiva. La commissione per le petizioni ha chiesto al servizio europeo per l'azione estera di condividere la sua esperienza per il trattamento di numerose petizioni con una dimensione esterna, compreso il seguito dato alla raccomandazione inserita nella relazione sulla missione d'informazione svoltasi a Famagosta, Cipro (7-8.05.2018).

 

Relazioni con il Mediatore europeo

La commissione per le petizioni intrattiene ottime relazioni di lavoro con l'ufficio del Mediatore europeo. Nel 2019, la Mediatrice europea, Emily O'Reilly, è intervenuta dinanzi alla commissione per le petizioni in varie occasioni.

Il 2 aprile 2019, la commissione per le petizioni ha avuto uno scambio di opinioni con Emily O'Reilly sulle sue nuove prerogative proposte. La Mediatrice europea è stata invitata a esprimere la propria opinione sulla risoluzione del Parlamento europeo del 12 febbraio 2019 sulla revisione dello statuto del Mediatore europeo. La signora O'Reilly ha manifestato il proprio sostegno alla necessità di allineare lo statuto del Mediatore europeo al trattato di Lisbona, sottolineando allo stesso tempo i seguenti elementi essenziali dell'ufficio del Mediatore: - indipendenza; - forti poteri di indagine; - la necessità di maggiori risorse - un sostegno trasversale dei partiti presenti nel Parlamento europeo.

La Mediatrice europea ha inoltre pronunciato l'intervento di apertura sul tema Risultati conseguiti e sfide per le istituzioni dell'UE al seminario sui conflitti di interesse: integrità, responsabilità e trasparenza nelle istituzioni e agenzie dell'UE, che si è svolto in occasione della riunione della commissione per le petizioni del 2 aprile 2019.

Ha altresì presentato la sua relazione annuale 2018 alla riunione della commissione per le petizioni del 4 settembre 2019.

Infine, il 18 dicembre 2019 Emily O'Reilly è stata rieletta all'incarico di Mediatore europeo per la legislatura 2019-2024 con l'appoggio di 320 deputati europei in un voto segreto svoltosi durante la sessione plenaria. L'elezione del nuovo Mediatore europeo si è tenuta dopo un'audizione pubblica dei candidati da parte della commissione per le petizioni. Il 3 dicembre 2019, la commissione ha ascoltato i seguenti cinque candidati ammissibili: Giuseppe Fortunato, Julia Laffranque, Nils Muižnieks, Emily O'Reilly e Cecilia Wikström. Come seguito delle audizioni, la commissione per le petizioni ha inviato una lettera al Presidente del Parlamento europeo confermando che le audizioni erano state effettuate e che il Parlamento poteva procedere all'elezione del Mediatore europeo durante la sessione plenaria di dicembre a Strasburgo, conformemente alle disposizioni dell'articolo 231 del regolamento del Parlamento europeo. Durante l'audizione pubblica della commissione per le petizioni del 3 dicembre, Emily O'Reilly si è impegnata a continuare a lavorare per rendere l'amministrazione dell'UE un modello per l'intera Unione, mettendo i cittadini e i loro diritti al centro delle sue azioni.

In occasione della sua riunione del 12 novembre 2019, la commissione per le petizioni ha adottato a larga maggioranza la relazione sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018. La relazione ha messo in evidenza il lavoro del Mediatore e ha elogiato il suo dialogo essenziale e fruttuoso con la commissione per le petizioni, che rappresenta un sistema efficace per rispondere alle richieste di orientamenti e aiuto da parte dei cittadini.

Missioni d'informazione

Nel 2019 non si sono svolte missioni d'informazione a causa del periodo di sospensione dei lavori per le elezioni europee. La commissione per le petizioni, tuttavia, ha eseguito una valutazione sul seguito dato a numerose precedenti missioni d'informazione e ha adottato le relazioni relative a due missioni svoltesi nel 2018:

 Il 21 gennaio 2019, la commissione ha discusso il seguito dato alle raccomandazioni della missione d'informazione in Galizia, nel 2013, alla presenza dei firmatari.

 Il 21 febbraio 2019, la commissione ha discusso il seguito dato alle missioni d'informazione a Londra (5-6.11.2015) e in Slovacchia (22-23.09.2016). Alla presenza dei firmatari, ha inoltre discusso il seguito dato alle missioni d'informazione presso i fiumi Ebro e Tago (8-10.02.2016) e in Svezia (20-21.02.2017).

 Il 21 marzo 2019, la commissione ha adottato la relazione sulla missione d'informazione presso il Parco nazionale di Doñana, in Andalusia, Spagna (19-21.09.2018) raccomandando di interrompere i progetti di stoccaggio, prospezione ed estrazione del gas in tale Parco, sulla base del "principio di precauzione".

 L'11 aprile 2019, la commissione ha adottato la relazione sulla missione d'informazione in Valledora, Piemonte, Italia (17-18.12.2018).

 Il 2 dicembre 2019, la commissione ha discusso il seguito dato alle raccomandazioni della missione d'informazione a Famagosta, Cipro (7-8.05.2018), alla presenza dei firmatari.

 

Audizioni pubbliche

Nel 2019 la commissione per le petizioni ha organizzato tre audizioni pubbliche, in parte congiuntamente con altre commissioni parlamentari. Le audizioni pubbliche hanno trattato una vasta gamma di tematiche sollevate nelle petizioni.

 Il 21 marzo 2019, la commissione per le petizioni ha tenuto un'audizione pubblica congiunta insieme alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare sul tema della negazione dei cambiamenti climatici. L'audizione di basava sulla petizione n. 0900/2016, presentata a nome di Food & Water Europe e corredata di 732 firme di firmatari di tutta l'UE. La petizione chiedeva di intervenire contro una società petrolifera multinazionale in merito alla sua presunta negazione dei cambiamenti climatici. In tale contesto, l'audizione ha preso in esame il tema della negazione dei cambiamenti climatici sotto diversi punti di vista e ha esaminato le tecniche di comunicazione utilizzate in politica o da imprese private e altri attori della società per indurre in errore l'opinione pubblica in merito agli effetti negativi di alcune attività industriali o politiche climatiche. I membri hanno evidenziato il ruolo di primo piano assunto dall'UE sulla scena mondiale nel dibattito sui cambiamenti climatici e hanno sottolineato la necessità di intervenire rapidamente in merito alla questione.

 Il 12 novembre 2019, la commissione per le petizioni ha tenuto un'audizione sul tema della normativa statunitense Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA) e il suo impatto extraterritoriale sui cittadini dell'UE. Nel 2016, la commissione per le petizioni ha ricevuto la petizione n. 1088/2016 sulla presunta violazione dei diritti dell'UE e gli effetti extraterritoriali delle leggi statunitensi nell'Unione relativi alla normativa statunitense "Foreign Account Tax Compliance Act (FATCA)", la legge sulla tassazione dei patrimoni detenuti all'estero di soggetti fiscalmente residenti negli Stati Uniti. Lo scopo dell'audizione era facilitare lo scambio di opinioni tra le varie parti interessate e discutere soluzioni alle problematiche affrontate dai cittadini dell'UE interessati dalla legge FATCA. L'audizione è stata divisa in due gruppi, uno relativo ai servizi finanziari e l'altro relativo agli effetti indiretti della legge FATCA sui cittadini dell'UE, con un'enfasi particolare sui potenziali conflitti tra il diritto degli Stati Uniti e le norme europee in materia di protezione dei dati. Come seguito dell'audizione, i membri hanno deciso di scrivere alla presidenza finlandese del Consiglio e alla Commissione europea, invitandole a intervenire a sostegno dei cittadini interessati.

  Il 5 dicembre 2019, la commissione per le petizioni e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, in associazione con la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, ha tenuto un'audizione pubblica congiunta sul tema della rivalutazione della popolazione dei lupi nell'UE. L'audizione aveva lo scopo di ottenere una migliore comprensione dello stato della popolazione dei lupi nell'UE ed eventualmente di valutare possibili modifiche all'attuale gestione della popolazione dei lupi in Europa sulla base delle preoccupazioni manifestate da numerose petizioni. È stata rivolta un'attenzione particolare all'analisi della popolazione dei lupi nell'UE, al quadro giuridico per la salvaguardia del lupo e all'impatto della popolazione dei lupi sull'ambiente e sulle comunità rurali, al fine di presentare conclusioni e raccomandazioni per i decisori politici e le parti interessate.

 

Problematiche principali

 Questioni ambientali

Nel 2019, la commissione per le petizioni ha rivolto la massima attenzione alle preoccupazioni dei cittadini riguardo alla tutela dell'ambiente e ai cambiamenti climatici, che sono stati discussi in ogni riunione, molto spesso alla presenza dei firmatari. La commissione ha affrontato i seguenti temi principali: gestione dei rifiuti, tutela e salvaguardia, plastica, inquinamento dell'acqua e dell'atmosfera, energia nucleare e impatto delle attività minerarie di estrazione sull'ambiente. Il 20 febbraio 2019, la commissione ha preso in esame numerose petizioni sull'energia nucleare che manifestavano forti preoccupazioni riguardo alla sicurezza delle centrali nucleari, agli effetti transfrontalieri e alle differenze tra i regimi di responsabilità negli Stati membri. Per eseguire una valutazione basata su elementi di prova, la commissione ha commissionato e ascoltato un aggiornamento dello studio dal titolo Cross-border nuclear safety, liability and cooperation in the European Union (Sicurezza nucleare transfrontaliera, responsabilità e cooperazione nell'Unione europea). Successivamente, il 21 marzo 2019, la commissione per le petizioni ha tenuto un'audizione sul tema della negazione dei cambiamenti climatici. Per dare un seguito alle petizioni sull'esposizione a sostanze pericolose, inoltre, la commissione ha commissionato uno studio dal titolo Endocrine Disruptors: From Scientific Evidence to Human Health Protection (Gli interferenti endocrini: dalle prove scientifiche alla protezione della salute), che è stato presentato alla sua riunione del 2 aprile 2019. Infine, la gestione dei rifiuti è rimasta un tema ricorrente nel 2019, determinando l'adozione, il 21 marzo 2019, di una breve proposta di risoluzione sulla gestione dei rifiuti. La risoluzione sottolinea che la gestione dei rifiuti è una delle principali sfide socioeconomiche e ambientali a livello mondiale e chiede con vigore una riduzione della produzione di rifiuti e uno stimolo al riutilizzo e al riciclaggio. Si sofferma in particolare sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla prevenzione dei rifiuti in quanto principale priorità dell'UE nonché sull'attuazione della normativa sui rifiuti da parte degli Stati membri.


 Diritti fondamentali e affari costituzionali

Nel 2019, la commissione per le petizioni ha discusso numerose petizioni sui diritti fondamentali, compresa la tutela degli informatori, i diritti dei minori e la condizione di senza dimora. Il 21 gennaio 2019, inoltre, la commissione ha adottato un parere per la commissione per gli affari costituzionali sull'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nel quadro istituzionale dell'UE.

Per quanto concerne più specificamente le questioni costituzionali, in varie petizioni i cittadini hanno manifestato le loro preoccupazioni riguardo alla trasparenza e alla responsabilità delle istituzioni dell'UE. Per affrontare tali problematiche, il 2 aprile 2019 la commissione ha richiesto e ospitato un seminario sui conflitti di interesse: integrità, responsabilità e trasparenza nelle istituzioni e agenzie dell'UE, organizzato dal Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali. Il seminario ha preso in esame i risultati conseguiti riguardo ai conflitti di interesse nelle istituzioni e agenzie dell'UE nonché relativamente all'integrità, alla responsabilità, alla trasparenza, ai codici di condotta e alle cosiddette "porte girevoli", discutendo anche delle sfide per il futuro.

 Brexit

Nel 2019 è stato registrato un numero elevato (73) di nuove petizioni sulla Brexit. La commissione per le petizioni ha continuato a esaminare e a discutere, nel 2019, in varie occasioni, l'impatto della Brexit sui diritti dei cittadini. Nella sua riunione del 2 ottobre 2019, in particolare, la commissione ha organizzato uno scambio di opinioni con il gruppo direttivo sulla Brexit del Parlamento europeo. I membri del gruppo hanno fornito un aggiornamento sullo stato di avanzamento dei negoziati con il Regno Unito sui diritti dei cittadini nel quadro dell'accordo di recesso e hanno sottolineato le carenze e le sfide di uno scenario "senza accordo". Come seguito dello scambio di opinioni, i membri della commissione PETI hanno anche discusso varie petizioni sulla Brexit, rivolgendo particolare attenzione ai diritti dei cittadini dopo il recesso del Regno Unito dall'UE. La commissione per le petizioni ha deciso di continuare a monitorare gli sviluppi nella fase precedente alla scadenza della Brexit nonché l'attuazione del regime per la residenza permanente dei cittadini dell'UE (EU Settlement Scheme) da parte del Regno Unito.

 Benessere degli animali

Nel 2019, le preoccupazioni dei cittadini riguardo al benessere degli animali sono rimaste in primo piano negli ordini del giorno della commissione. La commissione ha discusso numerose petizioni relative a diverse questioni, compresa la protezione degli animali randagi e delle api mellifere nell'UE. Il 2 ottobre 2019, in particolare, ha discusso una serie di petizioni sulla tutela degli animali durante il trasporto e sulla messa al bando degli esperimenti sugli animali. Come seguito, la commissione per le petizioni ha deciso di tenere aperte queste petizioni e di chiedere alla Commissione una valutazione aggiornata. L'11 novembre 2019, la commissione ha discusso una petizione presentata a nome dell'Animal Welfare Foundation, in cui si chiedeva il divieto di importare dal Sud America gonadotropina serica da fattrici gravide, in seguito a indagini che hanno evidenziato un trattamento inumano delle fattrici nelle fattorie del sangue di Uruguay e Argentina. La commissione per le petizioni ha deciso di chiedere alla Commissione informazioni sull'argomento nell'ambito del nuovo accordo commerciale UE-Mercosur, richiedendo un parere sia all'Organizzazione mondiale per la salute animale sia all'Organizzazione mondiale del commercio. Infine, il 5 dicembre 2019, la commissione per le petizioni e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, in associazione con la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, hanno tenuto un'audizione pubblica congiunta sul tema della rivalutazione della popolazione dei lupi nell'UE.

 Questioni relative alla disabilità

La commissione per le petizioni svolge uno specifico ruolo di protezione per quanto riguarda il rispetto della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (UNCRPD) nelle attività politiche e legislative a livello dell'UE. Nell'ambito di questa responsabilità, la commissione si occupa di trattare petizioni sulle questioni relative alla disabilità. Sebbene il numero di petizioni sulla disabilità si sia quasi dimezzato nel 2019 rispetto all'anno precedente (12 nel 2019 e 23 nel 2018), la commissione ha continuato a prendere in esame petizioni sulla disabilità che rivelano che le sfide principali restano la mobilità, la discriminazione e l'accesso all'istruzione. La commissione ha discusso, ad esempio, numerose petizioni sull'istruzione inclusiva per i bambini disabili. La commissione, inoltre, ha ricevuto varie petizioni di cittadini che segnalavano le difficoltà che le persone con disabilità affrontano nella vita quotidiana, anche nei trasporti pubblici. In seguito al dibattito sulla petizione n. 0535/2017 relativa alla mobilità delle persone con disabilità nell'Unione europea, la commissione per le petizioni ha deciso di rivolgersi a tutti gli Stati membri dell'Unione chiedendo loro di fornire una panoramica delle azioni concrete intraprese da ciascuno Stato membro (o che intende intraprendere) per un'attuazione effettiva della Convenzione UNCRPD. La commissione ha accolto con favore le risposte inviate dalla maggior parte degli Stati membri durante il 2019. Infine, è opportuno ricordare che alla sua riunione del 12 novembre 2019, la commissione ha appoggiato la decisione dei coordinatori di inviare una lettera al Presidente del Parlamento europeo per sensibilizzarlo riguardo alla petizione n. 1056/2016 sulla presentazione di petizioni nelle lingue dei segni nazionali utilizzate nell'UE.

 Relazioni e pareri adottati

Il 21 gennaio 2019 la commissione per le petizioni ha adottato un parere per la commissione per gli affari costituzionali sull'attuazione della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea nel quadro istituzionale dell'UE (2017/2089(INI)).

 

Il 22 gennaio 2019 la commissione ha adottato la sua risoluzione sulle deliberazioni della commissione per le petizioni nel 2018 (2018/2280(INI)).

 

Il 20 febbraio 2019 la commissione ha adottato un parere per la commissione per i trasporti e il turismo una proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alla soppressione dei cambi stagionali dell'ora e che abroga la direttiva 2000/84/CE (COM(2018)0639 – C8 0408/2018 – 2018/0332(COD)).

 

Il 21 marzo 2019 la commissione ha adottato una proposta di risoluzione sulla gestione dei rifiuti (2019/2557(RSP)).

 

Il 12 novembre 2019 la commissione ha adottato una relazione sulla relazione annuale concernente le attività del Mediatore europeo nel 2018 (2019/2134(INI)) La relazione ha messo in evidenza il lavoro del Mediatore e ha elogiato il suo dialogo essenziale e fruttuoso con la commissione per le petizioni, che rappresenta un sistema efficace per rispondere alle richieste di orientamenti e aiuto da parte dei cittadini. La relazione, inoltre, sottolinea che le indagini in materia di trasparenza e responsabilità continuano a essere la stragrande maggioranza dei casi gestiti dal Mediatore nel 2018.

 

 Studi

 

Nel 2019 la commissione ha ascoltato le presentazioni dei seguenti studi commissionati dal Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali dietro sua richiesta:

 

- "Quality Differences in Consumer Products in the EU Legislation" (Differenze qualitative nei prodotti di consumo nella normativa dell'UE), presentato il 22 gennaio 2019;

 

- "Cross-border nuclear safety, liability and cooperation in the European Union" (Sicurezza nucleare transfrontaliera, responsabilità e cooperazione nell'Unione europea), presentato il 20 febbraio 2019;

 

- "Endocrine Disruptors: From Scientific Evidence to Human Health Protection (Gli interferenti endocrini: dalle prove scientifiche alla protezione della salute), presentato il 2 aprile 2019;

 

- "Food Labelling for Consumers – EU Law, Regulation and Policy Options" (Etichettatura dei prodotti alimentari per i consumatori: normativa, regolamentazione e opzioni politiche nell'UE), presentato l'11 aprile 2019;

 

Nel luglio 2019 il Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali ha pubblicato, su richiesta della commissione per le petizioni, un'analisi approfondita dal titolo Risultati conseguiti dalla commissione per le petizioni durante la legislatura 2014-2019 e sfide per il futuro, che è stata distribuita ai membri della commissione al termine della riunione costitutiva.


 Seminari

 

Il 2 aprile 2019 la commissione ha ospitato un seminario sui conflitti di interesse: integrità, responsabilità e trasparenza nelle istituzioni e agenzie dell'UE, organizzato dal Dipartimento tematico Diritti dei cittadini e affari costituzionali dietro sua richiesta. Il seminario ha preso in esame i risultati conseguiti durante la legislatura riguardo ai conflitti di interesse nelle istituzioni e agenzie dell'UE nonché relativamente all'integrità, alla responsabilità, alla trasparenza, ai codici di condotta e alle cosiddette "porte girevoli", discutendo anche delle sfide per il futuro. La petizione n. 0224/2018 sulla nomina del Segretario generale della Commissione europea è stata oggetto di discussione nell'ambito del seminario sui conflitti di interesse.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

10.11.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alex Agius Saliba, Andris Ameriks, Marc Angel, Andrus Ansip, Margrete Auken, Jordan Bardella, Alexander Bernhuber, Markus Buchheit, Eleonora Evi, Agnès Evren, Gheorghe Falcă, Emmanouil Fragkos, Mario Furore, Gianna Gancia, Ibán García Del Blanco, Radan Kanev, Stelios Kympouropoulos, Cristina Maestre Martín De Almagro, Dolors Montserrat, Ulrike Müller, Sira Rego, Frédérique Ries, Alfred Sant, Monica Semedo, Yana Toom, Loránt Vincze, Stefania Zambelli, Tatjana Ždanoka, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pernando Barrena Arza, Ioan-Rareş Bogdan, Diana Riba i Giner, Rainer Wieland

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

33

+

EPP

Alexander Bernhuber, Ioan-Rareş Bogdan, Agnès Evren, Gheorghe Falcă, Radan Kanev, Stelios Kympouropoulos, Dolors Montserrat, Loránt Vincze, Rainer Wieland,

 

S&D

Alex Agius Saliba, Andris Ameriks, Marc Angel, Ibán García Del Blanco, Cristina Maestre Martín De Almagro, Alfred Sant,

RENEW

Andrus Ansip, Ulrike Müller, Frédérique Ries, Monica Semedo, Yana Toom,

ID

Jordan Bardella, Markus Buchheit, Gianna Gancia, Stefania Zambelli,

Verts/ALE

Margrete Auken, Diana Riba i Giner, Tatjana Ždanoka,

ECR

Emmanouil Fragkos, Kosma Złotowski,

GUE/NGL

Pernando Barrena Arza, Sira Rego,

NI

Eleonora Evi, Mario Furore,

 

0

-

-

-

 

0

0

-

-

 

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] Testi approvati, P8_TA(2019)0045.

[2] Testi approvati, P8_TA(2019)0080.

[3] Regolamento (CE) n. 1049/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 maggio 2001, relativo all’accesso del pubblico ai documenti del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione (GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43).

[4] Relazione adottata il 22 gennaio 2019.

[5] Relazione adottata il 12 novembre 2019.

[6] Parere approvato il 21 gennaio 2019.

[7] Parere approvato il 20 febbraio 2019.

[8] Testi approvati, P8_TA(2019)0338.

[9] Testi approvati, P8_TA(2019)0045.

[10] GU C 118 dell'8.4.2020, pag. 141.

[11] Le statistiche sullo stato delle petizioni sono state scaricate il 18 maggio 2020.

[12] Le statistiche sull'esito delle petizioni sono state scaricate il 18 maggio 2020.

Ultimo aggiornamento: 4 dicembre 2020Note legali - Informativa sulla privacy