Procedura : 2020/2041(INI)
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Ciclo del documento : A9-0017/2021

Testi presentati :

A9-0017/2021

Discussioni :

PV 24/03/2021 - 25
CRE 24/03/2021 - 25

Votazioni :

PV 25/03/2021 - 10
PV 25/03/2021 - 17
CRE 25/03/2021 - 17

Testi approvati :

P9_TA(2021)0108

<Date>{11/02/2021}11.2.2021</Date>
<NoDocSe>A9-0017/2021</NoDocSe>
PDF 430kWORD 176k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>su una nuova strategia UE-Africa – un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo</Titre>

<DocRef>(2020/2041(INI))</DocRef>


<Commission>{DEVE}Commissione per lo sviluppo</Commission>

Relatrice: <Depute>Chrysoula Zacharopoulou</Depute>

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 POSIZIONE DI MINORANZA
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una nuova strategia UE-Africa – un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo

(2020/2041(INI))

Il Parlamento europeo,

 visti l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea (TUE) e l'articolo 208 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),

 visti il vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile del 25, 26 e 27 settembre 2015 e il documento conclusivo adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 25 settembre 2015, dal titolo "Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development" (Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile), nonché i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS),

 visto il Programma di azione di Addis Abeba del 2015 sul finanziamento dello sviluppo,

 visto il nuovo consenso europeo in materia di sviluppo, dal titolo "Il nostro mondo, la nostra dignità, il nostro futuro", firmato il 7 giugno 2017,

 visto l'accordo di Parigi sui cambiamenti climatici del 2015,

 vista l'agenda 2063 dell'Unione africana (UA), adottata il 31 gennaio 2015 in occasione della 24a sessione ordinaria dell'Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana tenutasi ad Addis Abeba,

 vista la strategia comune UE-Africa, adottata a Lisbona il 9 dicembre 2007,

 vista la dichiarazione di Abidjan e le conclusioni del quarto vertice sulla gioventù Africa-Europa, adottate l'11 ottobre 2017,

 viste le conclusioni del quinto vertice tra l'Unione africana e l'Unione europea, tenutosi ad Abidjan il 29 e 30 novembre 2017,

 vista la comunicazione della Commissione, del 12 settembre 2018, riguardante una nuova alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili: far avanzare allo stadio successivo il nostro partenariato per gli investimenti e l'occupazione (COM(2018)0643),

 viste le conclusioni delle quattro task force sull'economia digitale, l'energia, i trasporti e l'agricoltura, istituite nel quadro della nuova alleanza,

 visto il comunicato congiunto della 10a riunione del collegio dei commissari della Commissione europea e della Commissione dell'Unione africana, del 27 febbraio 2020,

 viste la comunicazione congiunta della Commissione europea e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 9 marzo 2020, dal titolo "Verso una strategia globale per l'Africa" (JOIN(2020)0004) e le conclusioni del Consiglio in materia, del 30 giugno 2020,

 visti la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e il protocollo di Maputo,

 vista la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea,

 vista la Convenzione internazionale sui diritti del fanciullo, del 20 novembre 1989,

 visto il piano d'azione dell'Unione europea per i diritti umani e la democrazia 2020‑2024,

 vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, del 13 dicembre 2006,

 vista la strategia europea sulla disabilità 2010-2020 e la rinnovata agenda europea sui diritti delle persone con disabilità 2020-2030,

 vista la strategia dell'Unione africana per l'uguaglianza fra gli uomini e le donne e per l'emancipazione femminile nel periodo 2018-2028, adottata nel luglio 2016,

 visto il piano d'azione sulla parità di genere (GAP II) dal titolo "Parità di genere ed emancipazione femminile: trasformare la vita delle donne e delle ragazze attraverso le relazioni esterne dell'UE 2016-2020",

 visto l'accordo che istituisce l'area continentale di libero scambio africana (AfCFTA),

 viste la relazione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, pubblicata nel 2019, dal titolo "The State of the World's Biodiversity for Food and Agriculture" (Lo stato della biodiversità mondiale per l'alimentazione e l'agricoltura) e la sua relazione del 2016 "The State of the World's Forests 2020" (Lo stato delle foreste nel mondo),

 vista la relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici della piattaforma intergovernativa politica e scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) del maggio 2019,

 visto il quadro di riferimento Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015‑2030, adottato dalle Nazioni Unite il 18 marzo 2015,

 viste le relazioni speciali del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) sul riscaldamento globale di 1,5 °C, sui cambiamenti climatici e suoli, nonché sull'oceano e la criosfera in un clima che cambia,

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

 vista la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, pubblicata il 20 maggio 2020,

 vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei piccoli coltivatori e di altre persone che lavorano nelle zone rurali,

 vista la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di dichiarare il periodo 2019-2028 il decennio dell'agricoltura familiare,

 visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 2 maggio 2017 dal titolo "Digital4Development: mainstreaming digital technologies and services into EU Development Policy" (Digital4Development: integrazione delle tecnologie e dei servizi digitali nella politica di sviluppo dell'UE) (SWD(2017)0157),

 visto il patto globale delle Nazioni Unite sui rifugiati, adottato il 17 dicembre 2018,

 visto il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare, adottato dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 19 dicembre 2018,

 vista la convenzione dell'Unione africana per la protezione e l'assistenza degli sfollati interni in Africa (convenzione di Kampala),

 visto il decennio internazionale per le persone di origine africana (2015‑2024) proclamato dalle Nazioni Unite, in particolare il pilastro "Riconoscimento",

 vista la comunicazione della Commissione, del 15 maggio 2013, dal titolo "Capacitare le autorità locali dei paesi partner per una migliore governance e risultati più concreti in termini di sviluppo" (COM(2013)0280),

 vista la relazione annuale 2019 del Consiglio dell'Unione europea al Consiglio europeo sugli obiettivi dell'UE in materia di aiuti allo sviluppo,

 vista la sua risoluzione del 24 ottobre 2017 sulla strategia UE-Africa: un impulso per lo sviluppo[1],

 vista la sua risoluzione del 6 ottobre 2015 sul ruolo delle autorità locali dei paesi in via di sviluppo nella cooperazione allo sviluppo[2],

 vista la sua risoluzione del 13 novembre 2018 sul tema "Digitalizzazione al servizio dello sviluppo: ridurre la povertà per mezzo della tecnologia"[3],

 vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulle proteste contro il razzismo a seguito della morte di George Floyd[4],

 vista la sua risoluzione legislativa del 27 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale[5],

 viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni tra l'Unione europea e gli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP), in particolare quelle del 4 ottobre 2016, del 14 giugno 2018 e del 28 novembre 2019[6],

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per gli affari esteri, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni, della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e della commissione per la cultura e l'istruzione,

 vista la relazione della commissione per lo sviluppo (A9-0017/2021),

A. considerando che il prossimo vertice UE-UA dovrebbe imprimere nuovo slancio al partenariato e far emergere una strategia comune, accompagnata da un'azione concreta per quanto riguarda le nostre sfide e opportunità comuni, in linea con gli impegni internazionali assunti nell'ambito dell'Agenda 2030 e dell'accordo di Parigi;

B. considerando che è indispensabile che i paesi investano maggiormente nella raccolta sistematica di dati disaggregati accurati e comparabili per conoscere la natura e la dislocazione delle intersezionalità, per determinare come affrontarle e per analizzare se i risultati delle azioni intraprese nell'ambito di questa strategia hanno un impatto positivo su tutti, anche sui paesi più arretrati; che, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 17.18, i dati dovrebbero essere disaggregati per reddito, genere, età, razza, etnicità, stato migratorio, disabilità e ubicazione geografica;

C. considerando che gli interessi e le priorità dell'Africa, in particolare nel contesto dell'Agenda 2063, devono svolgere un ruolo centrale nel ridefinire le nostre relazioni;

D. considerando che l'Africa ospita la più giovane popolazione a livello mondiale e alcuni degli Stati più fragili al mondo; che ogni mese circa un milione di africani accede al mercato del lavoro;

E. considerando che il valore aggiunto dell'UE nel suo partenariato con l'Africa dipenderà dalla capacità dell'Unione di coniugare un dialogo intercontinentale con un approccio adeguato al contesto, che contempli le varie specificità locali e regionali, le sensibilità dei paesi partner e le strutture sociali esistenti, nonché dal suo desiderio di costruire con l'Africa una visione a lungo termine, basata su valori condivisi, interessi reciproci e un rinnovato impegno a favore del multilateralismo;

F. considerando che l'accesso a condizioni di vita e di lavoro dignitose a livello locale è essenziale per attenuare la tendenza alla migrazione;

G. considerando che nel 2018 le materie prime rappresentavano il 49 % delle importazioni totali dell'UE dall'Africa; che il settore estrattivo è il più valido catalizzatore di investimenti diretti esteri in Africa;

H. considerando che la sicurezza, lo Stato di diritto e la buona governance sono requisiti indispensabili per la crescita economica e gli investimenti; che la crescita economica e gli investimenti devono essere sostenibili e andare di pari passo con la lotta alla disuguaglianza attraverso politiche di ridistribuzione, il rafforzamento del capitale umano, l'equità, la partecipazione politica, sistemi di sicurezza sociale e misure volte ad attuare gli OSS;

I. considerando che la pace e la sicurezza sono prerequisiti essenziali per conseguire uno sviluppo sostenibile a lungo termine, favorendo la stabilizzazione e istituzioni forti a livello locale, regionale e nazionale, oltre che necessari per migliorare le condizioni di vita e per realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile;

J. considerando che il consolidamento dello Stato è una priorità negli Stati africani politicamente fragili e deboli sul fronte amministrativo, il che implica lo sviluppo delle loro capacità fiscali;

K. considerando che 94 milioni di bambini sotto i cinque anni non sono mai stati registrati all'anagrafe nell'Africa subsahariana, cifra che ammonta a 51 milioni nell'Africa orientale e meridionale e a 43 milioni nell'Africa occidentale e centrale; che il diritto al riconoscimento come persona di fronte alla legge è un passo fondamentale per garantire una protezione permanente ed è un prerequisito per l'esercizio di tutti gli altri diritti; che un certificato di nascita è la prova dell'identità giuridica di una persona, scongiura il rischio di apolidia e consente al portatore di cercare protezione dalla violenza e dallo sfruttamento;

L. considerando che la parità di genere deve essere una priorità per il futuro partenariato UE-Africa e deve pertanto essere integrata nell'intera strategia UE-Africa; che le donne e i giovani spesso incontrano ostacoli nel conseguimento del loro pieno potenziale, il che si riflette in un aumento del numero dei casi di violenza sessuale e di genere, di infezioni da HIV, di gravidanze indesiderate, di abbandono scolastico e nell'accesso limitato ai finanziamenti e all'imprenditorialità;

M. considerando che in Africa 390 milioni di persone vivono attualmente al di sotto della soglia di povertà, in un contesto caratterizzato dalla mancanza di inclusione che fomenta le disuguaglianze; che la pandemia di COVID-19 ha aggravato la vulnerabilità dell'Africa legata alla scarsa diversificazione economica, a bassi livelli di mobilitazione delle risorse interne, flussi finanziari illeciti, all'elevata dipendenza dall'esportazione di materie prime e alla volatilità dei prezzi delle stesse; che la nuova crisi economica derivante dalla pandemia di COVID-19 rischia di esacerbare le disuguaglianze e la povertà, le cui conseguenze immediate hanno già importanti ripercussioni, in particolare in termini di insicurezza alimentare, perdite di reddito, di rimesse e di mezzi di sussistenza, nonché di un'incombente crisi del debito;

N. considerando che la COVID-19 ha evidenziato le lacune dei sistemi sanitari e alimentari e l'urgente necessità di creare sistemi sanitari e alimentari incentrati sulle persone, universali e resilienti, che siano fondati sui diritti umani; che, a causa dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità, tali crisi potrebbero moltiplicarsi nei decenni a venire; che la pandemia minaccia di bloccare o addirittura di ribaltare i progressi delle tre principali epidemie esistenti, vale a dire l'HIV, la tubercolosi e la malaria, rendendo necessaria l'adozione di approcci integrati innovativi, nonché il coinvolgimento delle comunità colpite e l'emancipazione della società civile, in modo da raggiungere quanti necessitano di servizi d'emergenza;

O. considerando che i contatti tra i due continenti devono essere incoraggiati a tutti i livelli e tra tutti i settori della società;

P. considerando che il Consiglio per la pace e la sicurezza dell'UA ha definito i cambiamenti climatici una seria minaccia alla sicurezza nel 2019;

Q. considerando che il continente africano risente particolarmente degli effetti negativi dei cambiamenti climatici e delle diverse fonti di inquinamento atmosferico, del suolo e delle acque; che gli investimenti di cui l'Africa necessita sono principalmente legati all'adattamento alle crisi climatiche, mentre la comunicazione congiunta del 9 marzo 2020 si concentra sulla mitigazione dei cambiamenti climatici; che un'efficace alleanza Africa‑Europa contro i cambiamenti climatici potrebbe divenire un nuovo volano per la diplomazia globale in materia di clima;

R. considerando che il 20 dicembre 2017 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione mediante la quale ha proclamato il 2019-2028 decennio dell'agricoltura familiare;

S. considerando che le percentuali di accesso all'energia nell'Africa subsahariana sono le più basse al mondo; che solo circa la metà della sua popolazione dispone di elettricità e solo un terzo di soluzioni pulite per la cottura; che circa 600 milioni di persone non hanno elettricità e 890 milioni cucinano con i combustibili tradizionali;

T. considerando che anche i finanziamenti privati sono cruciali per offrire opzioni rinnovabili decentrate; che gli investimenti privati, le energie rinnovabili decentrate e i modelli di impresa su misura per i crediti al consumo (ad esempio attraverso il pay‑as‑you‑go e i trasferimenti di denaro tramite telefono cellulare) hanno il potenziale di facilitare l'accesso all'energia in vaste zone dell'Africa, specialmente nell'Africa subsahariana, dove le percentuali di accesso all'energia sono le più basse al mondo;

U. considerando che la salvaguardia, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale e dei settori culturali e creativi possono stimolare l'occupazione, emancipare i giovani e le donne e contribuire a una società resiliente e tollerante che rispetti le differenze culturali e riduca le disuguaglianze, riavvicinando le diverse comunità;

Verso una strategia per l'Africa ridimensionata

1. accoglie con favore la comunicazione congiunta del 9 marzo 2020 dal titolo "Verso una strategia globale per l'Africa" e la ritiene un passo avanti verso un vero e proprio partenariato geopolitico; sottolinea che l'Europa e l'Africa sono situate in stretta prossimità geografica, hanno forti legami storici, culturali e socio-economici che sono sempre più accentuati dall'aumento delle sfide e degli interessi strategici condivisi; sottolinea che l'UE e suoi Stati membri sono il principale partner dell'Africa sotto ogni aspetto in termini di commercio, investimenti, aiuto pubblico allo sviluppo (APS), assistenza umanitaria e sicurezza;

2. ricorda che l'Africa ospita oltre un miliardo di abitanti; che, secondo le stime, più della metà della crescita demografica mondiale entro il 2050 avverrà in Africa e che sei delle dieci economie a più rapida crescita del mondo sono africane; sottolinea che le relazioni dell'UE con l'Africa sono estremamente importanti per il futuro di entrambi i continenti, la cui prosperità è strettamente collegata; evidenzia che lo sviluppo umano, la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e l'eradicazione della povertà devono continuare a rappresentare il fulcro delle relazioni UE-Africa;

3. rinnova il suo invito a realizzare un vero partenariato "da continente a continente" tra l'Unione europea e l'Unione africana; sottolinea che il prossimo vertice UE-UA previsto per il 2021 dovrebbe gettare le basi per un partenariato reciprocamente vantaggioso che rifletta gli interessi di entrambe le parti e consolidi gli stretti legami che uniscono i due continenti;

4. chiede la costruzione di un autentico partenariato tra pari basato sul diritto internazionale e su convenzioni, accordi e norme internazionali ed esorta entrambe le parti ad andare oltre il rapporto donatore-beneficiario; sottolinea l'importanza della concertazione con i nostri partner africani, inclusa la società civile e la diaspora africane, e la chiara definizione del quadro di attuazione e delle responsabilità di ciascun partner sulla base di una chiara valutazione dell'attuazione dei precedenti accordi congiunti;

5. osserva che il potenziale dell'Africa attira sempre più l'interesse di molti attori sulla scena mondiale ed esprime preoccupazione poiché diverse zone dell'Africa sono diventate un nuovo terreno di competizione per le grandi potenze; sottolinea che l'UE è tra i primi ad aiutare il continente africano, mentre le politiche distruttive attuate da altri attori arrecano danni alle nazioni africane, con conseguenze negative anche per l'UE; evidenzia che l'UE, nelle sue relazioni politiche ed economiche con i paesi terzi, è motivata essenzialmente dalla promozione dei diritti fondamentali e dal sostegno alle istituzioni democratiche e alla responsabilità democratica; ritiene che attori terzi, tra cui la Cina, perseguano altri obiettivi che talvolta destano preoccupazioni; sottolinea che il nostro obiettivo è quello di rafforzare la resilienza e l'indipendenza dei nostri partner africani; esprime pertanto rammarico per il fatto che le azioni di altri attori, in particolare Cina e Russia, perseguano i propri interessi geopolitici e si concentrino su un crescente unilateralismo; sottolinea che i loro benefici vanno a scapito della sovranità dei paesi africani e della sicurezza europea; invita l'UE a coordinarsi con ciascun paese realmente interessato a uno sviluppo prospero e positivo a lungo termine del continente africano sulla base del pieno rispetto dei diritti umani, della libertà e responsabilità dei media, di una governance trasparente e reattiva e della lotta alla corruzione, elementi essenziali per garantire un ambiente politico, sociale ed economico in Africa che sia stabile e inclusivo; invita l'UE a elaborare una risposta strategica e a lungo termine all'iniziativa cinese Belt and Road, che dovrebbe ispirarsi ai nostri valori condivisi nonché alle priorità e alle esigenze espresse dai nostri vicini africani; sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri devono divenire fonte di stabilità e affidabilità nella regione; ritiene che l'Unione europea debba svolgere un ruolo geopolitico più preminente in Africa e instaurare relazioni che tengano conto del bene comune;

6. ritiene che sia necessario rafforzare il ruolo dei paesi nordafricani nel partenariato e promuovere la cooperazione trilaterale al fine di dare nuovo slancio alla cooperazione nord-sud e sud-sud e di rafforzare la coerenza dell'approccio continentale;

7. invita il partenariato a tenere conto delle nuove priorità dei paesi africani derivanti dalla comparsa della pandemia di COVID-19; sostiene la risposta dell'UE alla crisi tramite l'approccio "Team Europe" e la ritiene un segno primario e tangibile di solidarietà globale e di valori europei;

8. sottolinea che gli effetti dannosi della crisi COVID-19 devono coinvolgere entrambi i continenti in un partenariato che tenga pienamente conto delle conseguenze della crisi stessa e che consenta una ripresa sostenibile e inclusiva incentrata sullo sviluppo umano, in particolare sull'istruzione e su sistemi sanitari più efficienti per prevenire, individuare e far fronte alle nuove pandemie emergenti e accelerare la risposta a quelle esistenti, nonché sull'uguaglianza di genere, sulla crescita sostenibile, su transizioni più rapide, comprese la transizione ecologica e quella digitale, e sulla buona governance;

9. ricorda l'impegno della comunità internazionale a conseguire i 17 OSS nel rispetto dei principi dell'Agenda 2030; ritiene che il partenariato UE-Africa avrà un'influenza decisiva sul rispetto di tale impegno e dovrebbe basarsi su un approccio strategico trasversale che integri tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile e ne riconosca le interconnessioni;

10. rammenta che, insieme, l'UA e l'UE sono investite di un peso politico di 81 paesi e sottolinea l'importanza del partenariato all'interno del sistema multilaterale; invita entrambe le parti a rafforzare la cooperazione nei consessi multilaterali e chiede uno stretto coordinamento inclusivo e sistematico prima di ogni grande evento in termini di governance globale;

11. ricorda il ruolo fondamentale che l'Unione Africana e gli Stati africani svolgono nelle organizzazioni multilaterali, in particolare le Nazioni Unite, dove gli Stati africani rappresentano il 28 % dei membri; sottolinea che l'obiettivo dell'UE di rafforzare l'ordine basato sulle regole internazionali e il sistema multilaterale comporta il sostegno a una maggiore equità e uguaglianza di rappresentanza dell'Africa negli organi di governance mondiali; invita l'UE, in particolare, a sostenere la richiesta dell'Africa di allargare il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in modo da includere una rappresentanza permanente per il continente;

12. sottolinea che l'UE esercita la propria influenza grazie alle sue regioni ultraperiferiche, sia nell'Oceano Atlantico che nell'Oceano Indiano, e che tali regioni ultraperiferiche sono storicamente, economicamente e culturalmente legate a diversi paesi africani; chiede pertanto una migliore integrazione delle regioni ultraperiferiche nel loro contesto regionale e una maggiore cooperazione con i paesi africani sulle questioni condivise, in particolare in materia di ambiente e migrazione;

13. sottolinea la necessità di concretizzare gli insegnamenti tratti dalla strategia comune Africa-UE e di garantire la piena coerenza e la piena complementarità tra la nuova strategia e il "pilastro africano" del futuro accordo post-Cotonou nonché altre politiche dell'UE in vigore ai fini di una maggiore coerenza nella politica di sviluppo dell'UE; rammenta la necessità di assicurare che il partenariato da continente a continente sia attuato tenendo conto dei contesti locali, nazionali e regionali e delle esigenze specifiche;

14. è del parere che un partenariato olistico da continente a continente dovrebbe anche consentire un'ulteriore regionalizzazione; ribadisce il costante sostegno dell'UE all'integrazione regionale (in un contesto in cui la pandemia di COVID-19 ha messo in luce la vulnerabilità della catena di approvvigionamento globale) e alle organizzazioni regionali in Africa; è del parere che l'UE debba mantenere approcci flessibili da paese a paese e a livello subregionale che ne misurino l'impegno e il sostegno in linea con le esigenze e le circostanze specifiche di ciascun paese nelle cinque regioni dell'Africa; chiede un aggiornamento delle varie politiche regionali dell'UE nei confronti delle subregioni africane; si rammarica del fatto che, trascorsi 25 anni dall'avvio del cosiddetto processo di Barcellona, la costruzione di uno spazio di prosperità condivisa, di stabilità e libertà con gli Stati mediterranei del vicinato meridionale sia lungi dall'essere conclusa;

15. sottolinea l'importanza dell'UA per quanto concerne l'integrazione del continente africano, in particolare rispetto alla necessità di dare impulso al commercio intra-africano; pone in evidenza che tale integrazione dovrebbe essere chiaramente definita e basata sulle esigenze delle società africane; rammenta che un partenariato saldo richiede non solo un'Unione europea solida, ma anche una forte Unione africana; invita l'UE a sostenere gli sforzi di integrazione a livello regionale e continentale nonché l'istituzionalizzazione e il rafforzamento dell'Unione africana, riducendone la dipendenza dai finanziamenti esterni, migliorando la sua struttura di governance, condividendo le migliori pratiche e fornendo assistenza tecnica e finanziaria; accoglie con favore la proposta di un programma panafricano nel contesto del nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), onde affrontare le sfide del continente africano nel suo complesso;

16. accoglie con grande favore i segnali inviati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, che mira a rendere le relazioni con l'Africa un elemento centrale del suo mandato; si compiace delle recenti visite dei leader delle istituzioni dell'UE ad Addis Abeba; chiede che tali contatti siano rafforzati e resi più regolari al massimo livello politico; è del parere che discorsi periodici congiunti dei leader dell'Unione africana e dell'Unione europea aumenterebbero la visibilità del nostro partenariato e la consapevolezza del pubblico su tale aspetto nei rispettivi media nazionali, dimostrando anche l'importanza attribuita a detto partenariato nei programmi politici di entrambi i continenti; ritiene che tali dichiarazioni dovrebbero consentire di rendere conto dell'attuazione del partenariato, dell'inclusione delle parti interessate nel processo e dei progressi in materia di obiettivi di sviluppo sostenibile, nonché di discutere delle principali questioni che interessano entrambi i continenti;

17. sottolinea la necessità di coinvolgere la società civile africana ed europea, comprese le ONG, le autorità locali, il settore privato, la diaspora, i deputati di entrambe le regioni, i giovani, le minoranze e le comunità religiose, nella definizione e nella valutazione delle strategie nuove ed esistenti, al fine di creare un partenariato inclusivo, incentrato sulle persone e accessibile per tutti;

18. sottolinea che gli sforzi profusi dall'UE per coinvolgere la società civile devono essere trasparenti e offrire le opportunità, le risorse finanziarie e il quadro necessari a consentire la partecipazione dei rappresentanti della società civile a tutti i livelli, compresi gli attori locali e di base; pone in evidenza che, al fine di creare un partenariato incentrato sulle persone, è fondamentale non solo l'impegno della società civile, ma anche quello dell'UE nella lotta contro tutte le forme di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e intolleranza correlata, all'interno e all'esterno dei suoi confini;

19. chiede un monitoraggio sistematico, trasparente e basato su dati concreti da parte di tutti i soggetti interessati, tra cui la società civile e le comunità europee e africane, le autorità locali e i parlamenti nazionali, dell'attuazione della strategia e del rispetto dei principi di coerenza delle politiche per lo sviluppo e di coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile;

20. richiama l'attenzione sull'importanza della diplomazia parlamentare e reputa che le assemblee parlamentari, quali l'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE e il parlamento panafricano, rivestano un ruolo fondamentale nel rafforzamento del dialogo politico tra l'UE e l'Africa; sottolinea il ruolo del Parlamento europeo nel monitoraggio e nella supervisione dell'effettiva attuazione del partenariato; rammenta le numerose riunioni parlamentari e missioni condotte dal Parlamento e chiede un rafforzamento della dimensione parlamentare delle relazioni UE-UA attraverso missioni periodiche atte a consentire l'incontro e lo scambio di opinioni tra le principali commissioni parlamentari e le controparti africane;

21. ritiene che il ruolo delle diaspore sia fondamentale per costruire ponti e promuovere la comprensione reciproca tra i due continenti attraverso il trasferimento di conoscenze, gli investimenti e le rimesse, e che l'UE dovrebbe permettere il coinvolgimento delle diaspore nell'elaborazione delle politiche, promuovendo strutture che garantiscano la partecipazione dei gruppi della diaspora alle questioni sociali e politiche; invita la Commissione a riflettere sul modo migliore di collaborare con la diaspora nell'ambito della strategia globale con l'Africa, sfruttando altresì le sinergie tra strumenti di finanziamento interni ed esterni nell'affrontare le sfide comuni;

22. ricorda che le rimesse della diaspora sono essenziali per le economie locali; avverte che la Banca mondiale prevede una riduzione dei flussi di rimesse verso l'Africa pari a circa il 20 % nel 2020 a causa della crisi della COVID-19, in particolare nei paesi meno sviluppati, dove le rimesse rappresentano una fonte di reddito vitale per le famiglie povere; invita pertanto i paesi africani e dell'UE ad adoperarsi per limitare i costi delle rimesse a meno del 3 % entro il 2030, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 10.c;

23. ricorda che il successo del partenariato dipenderà dalle dotazioni finanziarie ad esso destinate; chiede un considerevole sforzo per sostenere l'Africa nell'ambito del futuro NDICI, sottolineando nel contempo che l'Unione europea continua ad essere il principale donatore per l'Africa; deplora il fatto che molti Stati membri non siano riusciti a conseguire l'obiettivo di destinare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo all'Ufficio per gli affari del disarmo delle Nazioni Unite e che alcuni di essi abbiano addirittura diminuito i loro contributi all'aiuto allo sviluppo;

24. sottolinea che, affinché le relazioni UE-Africa abbandonino la dinamica donatore-beneficiario e consentano ai paesi africani di progredire verso uno sviluppo sostenibile, il quadro di partenariato rinnovato deve prevedere azioni concrete volte a sostenere una più ampia mobilitazione delle risorse interne nei paesi africani, come il sostegno alla lotta contro la corruzione e la creazione di sistemi fiscali equi ed efficaci, nonché la lotta all'elusione e all'evasione fiscali;

25. chiede che la cooperazione allo sviluppo disponga di maggiori risorse nel bilancio dell'UE, finanziato da nuove risorse proprie, compresa un'imposta sulle transazioni finanziarie;

26. ricorda che, in conformità del principio della titolarità nazionale, le politiche e i programmi di sviluppo possono avere successo solo se sono guidati dai paesi in via di sviluppo e risultano adeguati alle situazioni e alle esigenze specifiche del paese; sottolinea la necessità di collaborare con la società civile e le comunità locali in questo senso per garantire di far fronte alle esigenze e alle vulnerabilità delle persone;

27. chiede l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio e la piena trasparenza e responsabilità in materia di finanziamenti dell'UE;

28. esorta a garantire che gli aiuti dell'UE non prolunghino i conflitti e non facilitino il comportamento predatorio dei regimi autocratici, che sono alla radice di molti dei problemi socioeconomici e dei conflitti politici dell'Africa; sottolinea che occorre perseguire gli interessi comuni e la cooperazione in modo coerente con il diritto internazionale, i valori fondamentali dell'UE e l'obiettivo di sostenere la democrazia, la buona governance e i diritti umani;

29. invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad adottare un approccio più coerente e unificato nelle relazioni con il continente africano e a coordinare obbligatoriamente le loro politiche, concentrando i loro sforzi sulla creazione di quadri per le opportunità economiche e l'occupazione;

30. ritiene che il partenariato dovrebbe coinvolgere tutti i 27 paesi dell'UE e i 55 paesi dell'UA; chiede il pieno coinvolgimento di tutti gli Stati membri dell'Unione, al fine di accrescere la visibilità e promuovere il valore del partenariato tra i cittadini europei e i paesi partner, consentendo così una migliore comunicazione delle azioni e delle ambizioni comuni;

Partner per lo sviluppo umano ed economico

31. esorta a porre lo sviluppo umano al centro della strategia, garantendo che nessuno sia lasciato indietro, ad attribuire la priorità alla lotta contro la povertà, le disuguaglianze e la discriminazione e a garantire la democrazia, lo Stato di diritto, la buona governance e i diritti umani per tutti, con particolare attenzione alle popolazioni più emarginate e vulnerabili; sottolinea che sarebbe opportuno rendere prioritari anche l'accesso ai servizi sociali di base, quali l'alimentazione e i servizi idrici e igienico-sanitari, a sistemi sanitari e a un'istruzione di qualità e alla protezione sociale, nonché la tutela dell'ambiente;

32. è del parere che sia fondamentale garantire condizioni di lavoro dignitose, rafforzare i diritti sociali, migliorare il dialogo sociale e sul lavoro, porre fine al lavoro minorile e al lavoro forzato e migliorare le condizioni di salute e sicurezza sul luogo di lavoro;

33. sottolinea con fermezza l'importante ruolo di istituzioni, autorità e infrastrutture statali funzionanti e ritiene che la loro assenza possa costituire un notevole ostacolo allo sviluppo, alla pace e al progresso; sottolinea che la sicurezza, la stabilità e, in ultima istanza, la prosperità e lo sviluppo sostenibile saranno conseguiti nelle regioni interessate solo se verrà perseguita una strategia onnicomprensiva; richiama l'attenzione sull'importanza delle riforme democratiche, della buona governance e del consolidamento dello Stato per lo sviluppo sostenibile; pone in evidenza che la promozione dello Stato di diritto, la lotta alla corruzione e il sostegno dell'accesso alla giustizia contribuirebbero in modo significativo alla realizzazione dei diritti fondamentali dei cittadini in entrambi i continenti;

34. sottolinea che, mentre alcuni paesi continuano lottare contro la corruzione, l'assenza di una buona governance e di libertà sociali e politiche, molti paesi hanno iniziato la transizione verso le riforme e la democrazia; ricorda che i paesi in transizione sono particolarmente vulnerabili e dovrebbero poter contare sull'UE quando chiedono sostegno; chiede pertanto di fornire un sostegno e un'assistenza ben coordinati a tali paesi per costruire Stati e società più resilienti, affinché le aspirazioni per un cambiamento positivo espresse dai loro popoli siano mantenute e sostenute; suggerisce al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) di istituire gruppi di contatto speciali ad hoc per razionalizzare e facilitare il sostegno a livello di UE verso i singoli paesi in transizione; è del parere che occorrano maggiori sforzi per promuovere sistemi politici multipartitici e inclusivi nonché una governance responsabile e democratica in Africa, soprattutto negli Stati fragili, agevolando i gruppi di lavoro cittadini-governo e il controllo parlamentare, anche attraverso l'utilizzo di piattaforme tecnologiche, per raccogliere i contributi dei cittadini sulle questioni politiche e promuovere le migliori pratiche attraverso scambi tra pari, in modo da migliorare la responsabilità e la reattività del governo, il che è fondamentale per realizzare uno sviluppo sostenibile, affrontare le sfide globali e ridurre il rischio di diffusione dell'instabilità;

35. sottolinea l'importanza di appoggiare elezioni libere, eque e competitive e processi elettorali credibili; sostiene il coordinamento tra l'UE e l'UA per quanto riguarda le missioni di osservazione elettorale e l'assistenza nel migliorare la capacità dell'UA di svolgere attività di osservazione elettorale a lungo termine, rendendole conformi alle norme internazionali, e la cooperazione bilaterale con i rispettivi paesi e le loro società civili, nel tentativo di pervenire a elezioni inclusive, trasparenti e credibili in Africa; richiama pertanto l'attenzione sulle numerose missioni di osservazione elettorale svolte dall'UE, che godono di un forte sostegno da parte del Parlamento; incoraggia l'UE, le ONG europee, i partiti politici e la società civile a cooperare strettamente con gli omologhi africani, ivi compresi i funzionari pubblici, al fine di dare vita a un dialogo politico sostanziale attraverso l'elaborazione di politiche tematiche, promuovere pratiche consolidate di governance democratica, migliorare la rappresentanza e l'inclusione delle popolazioni emarginate e favorire una partecipazione significativa della società civile e dei cittadini alla vita pubblica a tutti i livelli;

36. si compiace degli sforzi compiuti per rafforzare i meccanismi di titolarità africana e le normative in materia di protezione dei diritti umani, come la Carta africana per i diritti dell'uomo e dei popoli e i suoi protocolli, la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, la Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e la Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli; apprezza il fatto che tali meccanismi e normative continuino ad assistere i partner africani nell'adeguamento dei loro strumenti e meccanismi per i diritti umani ai principi, alle leggi e alle norme riconosciuti a livello internazionale;

37. ricorda l'importanza del ruolo della Corte penale internazionale (CPI) nella lotta all'impunità e nel sostegno ai valori di pace, sicurezza, uguaglianza, equità, giustizia e compensazione; chiede all'UE e agli Stati africani di continuare a sostenere lo statuto di Roma e la CPI; chiede a tutti gli Stati africani che ancora non l'abbiano fatto di firmare e ratificare lo statuto di Roma;

38. sottolinea l'importanza di considerare preminente l'interesse superiore del minore e di promuovere il diritto a un'infanzia serena e al benessere di tutti i bambini; chiede di dedicare urgentemente attenzione alle condizioni di difficoltà ed emarginazione dei minori, in particolare nell'Africa sub-sahariana e in diverse altre zone di conflitto o di povertà estrema, che troppo spesso si vedono negare i diritti fondamentali come l'accesso all'istruzione e alle cure sanitarie di base e, più in generale, il diritto all'infanzia; chiede pertanto la piena attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo;

39. sottolinea che la popolazione africana è raddoppiata negli ultimi 30 anni e che ci si attende che tale sostenuta crescita demografica prosegua nei prossimi decenni; sottolinea pertanto l'importanza di elaborare una strategia congiunta UA-UE che ponga i bambini e i giovani al centro del partenariato e che tenga conto delle conclusioni del vertice 2017 sulla gioventù;

40. sottolinea che il modo migliore per emancipare i giovani è quello di sviluppare e promuovere le loro opportunità di crescita, in particolare attraverso le opportunità di lavoro e imprenditorialità, come anche la possibilità di partecipare ai processi democratici e al processo decisionale; ritiene che questa strategia dovrebbe, in particolare, rafforzare le opportunità di scambio e di volontariato per i giovani, incentrando i contatti e i progetti proposti sui 17 obiettivi di sviluppo sostenibile;

41. invita le istituzioni dell'Unione europea e dell'Unione africana a creare opportunità di tirocinio per i giovani europei all'interno dell'Unione africana e per i giovani africani all'interno dell'Unione europea, al fine di formarli sui rispettivi processi d'integrazione;

42. invita l'UE a promuovere l'accesso universale di tutti i giovani, nel rispetto delle loro diversità, comprese le ragazze adolescenti e le ragazze con disabilità, a servizi sanitari adeguati ai giovani, tra cui i servizi relativi alla salute sessuale e riproduttiva e all'HIV, che siano equi, accessibili, economicamente abbordabili e basati sulle esigenze, anche in contesti umanitari e di conflitto;

43. indica che la mancanza di registri di stato civile affidabili in alcuni Stati africani priva molti cittadini di un'esistenza legale ufficiale e, di conseguenza, dei loro diritti civili, della partecipazione ai processi democratici e del diritto di voto; sottolinea che tale carenza comporta la mancanza di statistiche demografiche attendibili e pertinenti;

44. sottolinea l'importanza di investire in iniziative concrete dell'UE intese a rafforzare i sistemi nazionali africani di registrazione dello stato civile, rendendoli accessibili e garantendone la confidenzialità, e a sostenere i governi africani nell'investire in soluzioni tecnologiche sicure e innovative per agevolare la registrazione delle nascite, in linea con l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 16.9;

45. ritiene che la parità di genere e l'emancipazione di donne e ragazze debbano risultare prioritarie ed essere integrate nel partenariato; esorta pertanto i suoi omologhi a promuovere attivamente il ruolo delle donne nell'economia e nella società e il loro contributo alle stesse, riconoscendone i diritti civili e giuridici, tra cui il diritto di proprietà e il diritto di partecipare a diversi settori economici e politici; accoglie con favore l'ampliamento della rappresentanza femminile in alcune nazioni africane; osserva, tuttavia, che le donne continuano a essere scarsamente rappresentate in diversi paesi del continente africano; sottolinea che il rispetto dei diritti umani delle donne e la loro piena realizzazione costituiscono le fondamenta di una società democratica; ritiene pertanto che tali diritti e obiettivi fondamentali debbano essere conseguiti al fine di costruire una società realmente democratica;

46. chiede che il GAP III recentemente introdotto intensifichi gli sforzi per porre fine, in particolare, alla violenza di genere, alle mutilazioni genitali femminili e ai matrimoni forzati; invita la Commissione a garantire sinergie tra il partenariato UE-Africa e il GAP III onde raggiungere la parità di genere; chiede che il partenariato UE-Africa ponga l'accento sulla partecipazione delle donne ai processi decisionali; chiede una tabella di marcia comune in relazione agli obiettivi da raggiungere nell'ambito dei diritti delle donne;

47. sottolinea che l'educazione sessuale completa, in particolare, è fondamentale per favorire la parità di genere, trasformare le norme di genere dannose e prevenire la violenza sessuale, domestica e di genere, così come le gravidanze non desiderate e le infezioni da HIV;

48. sottolinea che l'accesso alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, così come il rispetto degli stessi, sono una componente fondamentale del partenariato UE-Africa; constata l'urgente necessità di affrontare il fatto che le conseguenze della crisi del coronavirus hanno ulteriormente limitato l'accesso ai servizi e all'educazione in materia di salute sessuale e riproduttiva e hanno aggravato il problema della discriminazione e della violenza contro le donne e le ragazze; invita la Commissione a dare priorità alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti nel nuovo partenariato UE-Africa e a impegnarsi a favore della promozione, protezione e realizzazione del diritto di ogni individuo ad avere il pieno controllo e a decidere liberamente e responsabilmente in merito alle questioni relative alla propria sessualità, alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, senza discriminazioni, coercizioni e violenze;

49. osserva che le persone con disabilità subiscono ancora diverse forme di discriminazione; chiede che i diritti delle persone con disabilità in Africa siano integrati nella strategia e in tutti gli strumenti finanziari mobilitati e chiede che le persone con disabilità partecipino attivamente alla società e siano sistematicamente coinvolte nell'elaborazione e nell'attuazione di strategie finalizzate a promuovere la loro inclusione, in particolare per quanto concerne l'istruzione, l'imprenditorialità e la trasformazione digitale; ritiene che ciò possa avvenire solo grazie a un significativo impegno delle organizzazioni della società civile, comprese le organizzazioni di persone con disabilità;

50. esprime preoccupazione per le persistenti violenze e discriminazioni nei confronti delle persone LGBTI, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle cure sanitarie, e invita entrambi i continenti a intensificare gli sforzi per proteggere i loro diritti;

51. ricorda il ruolo fondamentale della società civile, comprese le ONG locali, e della libertà di espressione per garantire il corretto funzionamento delle democrazie; rammenta la necessità di riconoscere e promuovere i molteplici ruoli e i contributi delle organizzazioni della società civile; invita entrambi i continenti a garantire un quadro che consenta la partecipazione delle organizzazioni della società civile all'elaborazione e alla valutazione delle politiche a diversi livelli decisionali;

52. sottolinea il ruolo fondamentale svolto da un settore dei media e della stampa libero e dinamico, e ricorda che esso è indispensabile per garantire un pubblico ben informato in grado di definire le proprie priorità e per aumentare la resilienza contro le notizie false; incoraggia i continui sforzi africani nel settore della libertà dei media e del sostegno ai giornalisti e sottolinea che una stampa libera assume un ruolo importante nella lotta alla corruzione e nella supervisione e responsabilità delle autorità pubbliche;

53. ricorda che la salute è una condizione necessaria per lo sviluppo umano e che il diritto alla salute è un diritto fondamentale; sottolinea che la natura multidimensionale della salute dovrebbe essere pienamente affrontata; richiama l'attenzione sull'importanza di un ambiente sicuro per la tutela della salute umana e sul fatto che l'approccio "One Health" dovrebbe essere integrato nel futuro partenariato;

54. sottolinea la necessità di costruire un autentico partenariato nel settore della salute volto a rafforzare i sistemi sanitari valorizzando il ruolo delle comunità; pone in evidenza che lo sviluppo delle capacità dei paesi deve essere alla base della promozione dell'accesso universale a un'assistenza sanitaria adeguata, accessibile e a prezzi abbordabili per tutti, rafforzando l'erogazione pubblica di servizi sanitari;

55. sottolinea altresì che questo partenariato dovrebbe essere incentrato sulla ricerca e lo sviluppo globali in ambito sanitario e sull'ampliamento della collaborazione UE-Africa in materia di ricerca e innovazione sanitarie, stimolando quindi congiuntamente la capacità di produzione locale di prodotti sanitari, attrezzature sanitarie e medicinali in Africa e in Europa; esorta l'UE, a tal fine, a sostenere i paesi africani, in particolare i paesi meno sviluppati, nell'efficace attuazione della flessibilità volta a tutelare la salute pubblica e prevista dall'accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio, come le licenze obbligatorie e le importazioni parallele; incoraggia la creazione di reti tra le comunità scientifiche africane ed europee e gli scambi di competenze ed esperienze, sottolineando altresì la necessità di superare il problema della contraffazione di medicinali;

56. sottolinea che l'accesso ai servizi idrici e igienico-sanitari è un prerequisito essenziale per qualsiasi misura volta a migliorare la salute pubblica e a contrastare la trasmissione di malattie, e che esso dovrebbe costituire un elemento fondamentale della cooperazione UE-Africa; insiste sulla necessità di intensificare gli sforzi nel settore della gestione e della governance delle risorse idriche, della costruzione di infrastrutture, nonché della promozione dell'igiene e dell'educazione alla stessa; chiede miglioramenti mirati dell'accesso a tali servizi, in particolare per le popolazioni più vulnerabili e soggette a discriminazioni;

57. sottolinea i benefici per la salute derivanti dal mantenimento delle vaccinazioni standard in età infantile e invita a potenziare ulteriormente i programmi di vaccinazione; sottolinea che la crisi del coronavirus ha portato alla luce la necessità di garantire l'accesso ai vaccini e alle cure e invita entrambi i continenti a cooperare strettamente per assicurare che tutti possano trarne beneficio;

58. esprime preoccupazione per l'emergere di un crescente numero di crisi interconnesse, che siano di natura sanitaria, alimentare, ambientale o di sicurezza, di cui si prevede un peggioramento a causa dei cambiamenti climatici e della perdita di biodiversità; attira pertanto l'attenzione sull'importanza di rafforzare in modo globale la resilienza delle popolazioni e degli ecosistemi nonché la prevenzione, la preparazione, la sorveglianza, la gestione e le capacità di risposta in relazione alle crisi intersettoriali nell'ambito della futura strategia e della strategia combinata di risposta futura alle pandemie globali; chiede una riflessione più approfondita sui modelli di protezione sociale, il reddito universale e la formalizzazione dell'economia informale e sottolinea l'importanza di promuovere il lavoro dignitoso e il dialogo sociale; incoraggia il sostegno a favore dell'accesso all'istruzione, alla formazione e all'occupazione nelle situazioni di fragilità, crisi e crisi di lunga durata in quanto elemento fondamentale per garantire la stabilità e il sostentamento;

59. sottolinea che l'istruzione inclusiva, accessibile e di qualità è un diritto fondamentale e rappresenta in particolare un prerequisito per la protezione dei minori e l'emancipazione delle ragazze, anche nelle situazioni di emergenza;

60. ricorda che l'Africa ha una delle popolazioni giovani più grandi al mondo, il che rappresenta una sfida enorme in termini di istruzione ma anche una risorsa per il futuro sviluppo del continente; rammenta l'importanza dell'istruzione nel plasmare il ruolo che i cittadini svolgeranno nella società e nel promuovere una crescita economica sostenibile e la creazione di posti di lavoro; sottolinea che l'analfabetismo e la mancanza di un'istruzione di qualità e di professionisti qualificati rappresentano un ostacolo allo sviluppo sostenibile; evidenzia che l'istruzione per tutti è una questione orizzontale e olistica che riguarda ogni dimensione degli OSS; pone l'accento sull'importanza dell'OSS n. 4.1, che mira a garantire un ciclo completo di insegnamento primario e secondario di una durata di 12 anni gratuito e di qualità per tutti;

61. ritiene che l'istruzione debba essere una priorità dell'aiuto allo sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati, nonché un pilastro fondamentale del partenariato Africa-UE; chiede che il nuovo partenariato dia priorità alla formazione degli insegnanti e al rafforzamento delle strutture didattiche, in particolare nei paesi fragili e colpiti da conflitti; chiede azioni volte a combattere l'abbandono scolastico, soprattutto nelle zone rurali, in particolare garantendo la disponibilità di mense scolastiche e servizi igienici adeguati; sollecita la promozione della formazione professionale; invita gli Stati a investire massicciamente nelle infrastrutture e nella digitalizzazione per consentire al maggior numero di bambini delle zone sia rurali che urbane di accedere al sistema scolastico;

62. pone l'accento sulla necessità di far fronte agli ostacoli che le ragazze incontrano nell'accedere a un'istruzione e a una formazione di qualità, sicura e inclusiva a tutti i livelli e in tutti i contesti, inclusi i conflitti e le crisi umanitarie; sottolinea che assicurare un'istruzione "inclusiva" significa garantire il pieno rispetto del diritto di tutti i minori alla parità di accesso all'istruzione, indipendentemente dal genere, dalla condizione socioeconomica, dal contesto culturale e dalla religione, prestando particolare attenzione alle comunità emarginate e ai minori con disabilità;

63. richiama l'attenzione sulla necessità di rafforzare i legami tra l'istruzione, lo sviluppo delle capacità e l'occupazione nell'ottica di consentire la piena partecipazione dei giovani al mercato del lavoro, in particolare integrando nei programmi didattici le competenze digitali e verdi; sottolinea che l'istruzione e la formazione tecnica e professionale (TVET) di qualità svolgono un ruolo chiave per l'occupazione giovanile e dovrebbero essere incoraggiate; chiede di sostenere il dialogo con il settore privato per favorire l'allineamento della formazione alle esigenze del mercato del lavoro;

64. invita a istituire reti tra le università africane ed europee e ad accelerare lo scambio di conoscenze; chiede una maggiore mobilità nord-sud e sud-nord nei settori della formazione professionale, delle borse di studio e dei programmi di scambio accademico tra i giovani dell'Africa e dell'UE attraverso, ad esempio, Erasmus ed Erasmus per giovani imprenditori, allo scopo di aiutare i nuovi imprenditori ad acquisire le necessarie competenze per la gestione d'impresa;

65. esprime rammarico per il fatto che la comunicazione della Commissione trascuri la dimensione della politica culturale estera e il promettente potenziale offerto da un'approfondita collaborazione culturale tra l'Europa e l'Africa; ricorda l'importanza del dialogo culturale tra l'Europa e l'Africa e rileva che le relazioni culturali e il dialogo interculturale possono contribuire a rafforzare la fiducia e a promuovere un senso di appartenenza condiviso all'interno di un partenariato; chiede che sia assicurato il coordinamento tra le rappresentanze diplomatiche e consolari degli Stati membri, le delegazioni dell'UE e i portatori di interessi europei e locali, nonché con la rete degli Istituti di cultura nazionali dell'Unione europea, nell'attuare progetti comuni e azioni congiunte nei paesi terzi sulla base dei principi delle relazioni culturali, che si fondano sul consolidamento della fiducia e della comprensione reciproche mediante il dialogo tra i popoli di Europa e Africa;

66. rammenta che la cooperazione culturale all'interno dell'UE e con i paesi partner promuove un ordine mondiale basato sul mantenimento della pace e sulla lotta all'estremismo e alla radicalizzazione attraverso il dialogo interculturale e interreligioso in materia di democrazia, Stato di diritto, libertà di espressione, diritti umani e valori fondamentali;

67. sottolinea l'importanza di promuovere il patrimonio, l'identità culturale, la storia e l'arte dell'Africa; chiede la restituzione dei beni culturali ai paesi africani e la creazione delle condizioni per la restituzione permanente del patrimonio africano all'Africa; invita l'UE e l'Africa a stabilire una "cultura della memoria" che consenta a entrambi i continenti di identificare i retaggi del dominio coloniale nelle relazioni attuali e di negoziare misure appropriate per contrastarli;

68. rammenta la ricca diversità linguistica del continente africano; invita l'Unione europea e gli Stati membri a preservarla nelle loro relazioni future; ribadisce la necessità di lavorare in stretta collaborazione con l'UNESCO per garantire la conservazione della diversità culturale e linguistica e trovare un terreno comune per la cooperazione;

Partner per una crescita sostenibile e inclusiva

69. sottolinea che l'Unione europea ha importanti legami economici con gli Stati africani e che tali legami dovrebbero essere ulteriormente rafforzati in futuro al fine di garantire una trasformazione produttiva della regione e lo sviluppo della resilienza; osserva che la Cina ha intensificato la sua presenza in Africa, mentre gli Stati membri dell'UE hanno mostrato solo un interesse molto selettivo per gli scambi commerciali con gli Stati africani e gli investimenti negli stessi, motivo per cui il volume degli scambi tra l'Unione e la maggior parte degli Stati africani rimane relativamente ridotto; sottolinea che l'UE necessita di una base completamente nuova per il suo partenariato economico con l'Africa, il che significa che deve giungere a una nuova realtà in cui l'UE e l'Africa sviluppino un partenariato sostenibile reciprocamente vantaggioso, riorganizzando le relazioni economiche e commerciali in modo da indirizzarle verso la solidarietà e la cooperazione, nonché garantendo il commercio equo ed etico; sottolinea che il presupposto di questo partenariato è un ulteriore sviluppo sostenibile sostanziale in tutti gli Stati africani; evidenzia, in tale contesto, la necessità di fornire investimenti e un sostegno mirato e di rispettare la coerenza delle politiche per lo sviluppo;

70. ribadisce che l'Africa, in quanto continente ricco di risorse e dotato di economie dinamiche e in fase di sviluppo con elevati livelli di crescita, una classe media in espansione e una popolazione giovane e creativa, offre molte opportunità e ha dimostrato in numerose occasioni che il progresso economico e lo sviluppo sono possibili;

71. pone l'accento sull'importanza di tener conto di tutte le cause strutturali e dei fattori esterni che generano insicurezza e povertà in Africa, affrontando le cause profonde dei conflitti, della fame, dei cambiamenti climatici, delle disuguaglianze, della mancanza di servizi di base e dei modelli agricoli inadeguati, promuovendo soluzioni politiche e inclusive ai conflitti e attuando un approccio globale incentrato sull'attenuazione delle sofferenze delle fasce più vulnerabili della popolazione;

72. evidenzia l'importanza di aumentare la produzione interna e le capacità produttive, il che contribuirebbe a ridurre la dipendenza dalle importazioni dall'estero; sottolinea che l'Africa necessita di una trasformazione industriale e infrastrutturale, che sarà realizzabile solo attraverso grandi investimenti sostenibili in cui le modalità pubblico-privato rappresentino un'opzione valida per promuovere lo sviluppo; osserva che il Fondo europeo per lo sviluppo sostenibile (EFSD) dovrebbe finanziare gli investimenti che promuovono uno sviluppo economico e sociale inclusivo e sostenibile, basato sull'accessibilità e sulla progettazione universale per tutti, riconoscendone nel contempo i limiti nei paesi meno sviluppati;

73. sottolinea che gli investimenti del settore privato dovrebbero andare a vantaggio del mercato e della popolazione locali ed essere rivolti a chi ha scarso accesso ai finanziamenti, garantendo l'inclusione finanziaria dei gruppi emarginati, ad esempio mediante investimenti diretti alle micro, piccole e medie imprese locali e ai modelli d'impresa dell'economia sociale, in particolare le imprese a conduzione familiare;

74. auspica efficaci meccanismi di monitoraggio e valutazione per garantire il rispetto di tali obiettivi; sottolinea che il rafforzamento della società civile, e quindi l'inclusione di una controparte sociale nelle strutture di investimento, è un aspetto essenziale delle politiche attuate dall'UE verso e con i paesi africani;

75. ricorda le conclusioni della recente relazione di valutazione sull'EFSD, secondo cui non vi sono prove del potenziale di sviluppo, dell'addizionalità e della titolarità nazionale dei meccanismi di finanziamento combinato;

76. accoglie con favore l'iniziativa concernente il Patto del G20 con l'Africa, lanciata nel 2017 per promuovere gli investimenti privati in Africa, inclusi quelli nel settore delle infrastrutture, e ritiene che si tratti di una piattaforma adeguata per portare avanti programmi di riforma completi, coordinati e specifici per paese; si compiace del fatto che finora 12 paesi africani abbiano aderito all'iniziativa;

77. sottolinea che gli scambi e la cooperazione economica UE-Africa dovrebbero attribuire la priorità all'integrazione regionale nel continente africano; invita l'Unione a rafforzare il proprio sostegno a favore delle strategie africane in materia di integrazione e a garantire la coerenza di tale sostegno ai vari livelli (continentale, regionale e nazionale) a cui viene attuato;

78. invita la Commissione a sostenere l'Africa nel realizzare le sue ambizioni per quanto concerne una zona continentale di libero scambio; accoglie con favore la creazione della zona continentale di libero scambio (ZCLS) per l'Africa e ne sottolinea l'enorme potenziale quale strumento per promuovere il commercio intra-africano e l'integrazione regionale e migliorare l'accesso dell'Africa ai mercati globali; sottolinea che la ZCLS dovrebbe garantire un'integrazione che vada a vantaggio di tutte le popolazioni africane, comprese quelle più emarginate; ricorda che esistono differenze di sviluppo tra i paesi africani di cui occorre tenere conto per non aumentare le disuguaglianze; ritiene che il sostegno dell'UE alla ZCLS debba concentrarsi sull'elaborazione dei quadri normativi onde evitare una "corsa al ribasso" in termini di norme sociali e ambientali; ritiene che la ZCLS e gli attuali sforzi di integrazione regionale offrano una buona opportunità per riequilibrare il regime di investimenti internazionali affinché esso diventi responsabile ed equo e consenta di favorire lo sviluppo sostenibile;

79. evidenzia che è necessario creare e diversificare le catene del valore intracontinentali in Africa per generare maggiore valore aggiunto all'interno degli stessi Stati africani; sottolinea la necessità di attuare l'assistenza tecnica per la cooperazione frontaliera e altre questioni tecniche ai fini dello sviluppo della catena del valore regionale; osserva che esistono tuttora notevoli ostacoli agli scambi a causa della prevalenza delle barriere tariffarie e di altro tipo, nonché di infrastrutture carenti e di elevati costi di transazione; pone pertanto l'accento sulla necessità di investire in misura significativa nelle infrastrutture di trasporto per agevolare il commercio intra-africano;

80. sottolinea che l'UE e l'Unione africana condividono un interesse comune riguardo a un sistema commerciale multilaterale stabile e regolamentato incentrato sull'Organizzazione mondiale del commercio (OMC);

81. ricorda che una delle principali sfide per i paesi in via di sviluppo è quella di risalire lungo la catena globale del valore tramite la diversificazione economica; invita l'UE ad astenersi dall'adottare una politica commerciale che vieti in generale ai paesi africani di imporre tasse sulle esportazioni di materie prime, nella misura in cui ciò sia compatibile con l'OMC;

82. ricorda che un commercio libero ed equo con il continente africano è fondamentale per promuovere lo sviluppo sostenibile e la riduzione della povertà; invita la Commissione a coinvolgere la società civile a tutti i livelli del dialogo politico, in particolare in fase di preparazione, monitoraggio e valutazione degli accordi commerciali; evidenzia che gli accordi di partenariato economico (APE) e il sistema di preferenze generalizzate (SPG) sono strumenti importanti delle relazioni commerciali tra l'UE e l'Africa; esorta tuttavia la Commissione a riconoscere le opinioni divergenti sugli APE e a trovare soluzioni concrete per rispondere alle preoccupazioni dei paesi africani, in particolare per quanto concerne le loro priorità in termini di creazione di catene del valore regionali e promozione del commercio intra-africano; ribadisce la sua richiesta relativa alla realizzazione di un'analisi approfondita sull'impatto degli APE;

83. invita a includere sistematicamente, in tutti gli APE in fase di negoziazione e futuri, meccanismi vincolanti e applicabili per l'attuazione dei capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile concernenti le norme in materia di diritti umani, lavoro e ambiente, sottolineando nel contempo che gli accordi devono essere coerenti con le politiche di sviluppo e gli OSS, specialmente per quanto concerne il loro impatto sulla deforestazione, sui cambiamenti climatici e sulla perdita di biodiversità;

84. osserva che i paesi africani, sebbene costituiscano oltre il 50 % dei beneficiari del sistema di preferenze generalizzate, rappresentano meno del 5 % delle importazioni SPG dell'UE; invita la Commissione a fornire assistenza agli attori economici dei paesi beneficiari per quanto concerne tra l'altro il rispetto delle norme di origine e il superamento degli ostacoli tecnici; deplora che il sistema di preferenze generalizzate non abbia finora contribuito alla diversificazione economica dei paesi beneficiari africani; rinnova il suo invito alla Commissione a valutare la possibilità di ampliare l'elenco dei prodotti che rientrano nel regolamento SPG;

85. invita la Commissione, alla luce del crescente rischio documentato di diffusione di agenti patogeni zoonotici in Africa, a promuovere nei paesi africani norme più rigorose in termini di misure sanitarie e fitosanitarie e di benessere degli animali attraverso la cooperazione e il dialogo a livello normativo;

86. rileva che gli investimenti privati e i partenariati pubblico-privato sono essenziali per la realizzazione degli OSS e per lo sviluppo del settore privato locale e devono essere compatibili con i diritti umani, le norme in materia di lavoro dignitoso e ambiente, gli obiettivi climatici internazionali e la transizione verde, e che dovrebbero in via prioritaria soddisfare le esigenze di finanziamento delle piccolissime imprese e delle PMI; accoglie con favore, in tale ottica, gli sforzi compiuti dalla Commissione per rendere l'"Alleanza Africa-Europa" un pilastro centrale delle relazioni economiche tra i due continenti;

87. osserva che le PMI e le imprese a conduzione familiare svolgono un ruolo importante per lo sviluppo delle economie locali; rileva che le PMI costituiscono un volano essenziale per la creazione di posti di lavoro e rappresentano il 95 % delle imprese in Africa; ritiene che la strategia debba conferire priorità all'imprenditorialità e all'accesso ai finanziamenti, creando al contempo un ambiente imprenditoriale affidabile; reputa inoltre che il sostegno al settore privato locale sarà determinante nella ripresa post COVID-19; prende atto delle opportunità offerte dall'Agenzia esecutiva per le piccole e le medie imprese (EASME) dell'UE nel promuovere la cooperazione tra le imprese e favorire le joint venture con le imprese africane, il che aumenterebbe non solo la visibilità delle opportunità commerciali, ma promuoverebbe altresì l'accesso indispensabile ai finanziamenti e alle tecnologie attraverso il trasferimento di know-how;

88. sottolinea che un partenariato Africa-UE relativo al settore privato dovrebbe includere disposizioni efficaci in materia di finanza responsabile; ricorda che devono ancora essere compiuti notevoli progressi per evitare abusi da parte delle imprese e sottolinea pertanto che nell'ambito del partenariato UE-Africa si dovrebbe individuare chiaramente quale importante priorità il rispetto dei principi della responsabilità sociale delle imprese, dei diritti umani e della dovuta diligenza ambientale;

89. sottolinea che le imprese europee sono responsabili delle loro catene di approvvigionamento; invita la Commissione a presentare una proposta legislativa ambiziosa sugli obblighi vincolanti di dovuta diligenza in materia di diritti umani, diritti sociali e ambiente per le imprese dell'UE; esorta la Commissione a garantire, nell'elaborazione di tali proposte, che esse si applichino all'intera catena di approvvigionamento e corrispondano agli orientamenti dell'OCSE in materia di responsabilità sociale e diritti umani negli scambi commerciali, che siano compatibili con le norme dell'OMC e che, dopo un'attenta valutazione, risultino funzionali e applicabili a tutti gli operatori del mercato, comprese le PMI, e comprendano disposizioni che consentano l'accesso alla giustizia per le parti lese;

90. sottolinea che gli investimenti privati mobilitati dovrebbero aggiungersi, e non sostituirsi, all'impegno dei paesi sviluppati ad assegnare lo 0,7 % del reddito nazionale lordo (RNL) all'aiuto pubblico allo sviluppo (APS), riservando lo 0,15-0,2 % dell'RNL ai paesi meno sviluppati;

91. è del parere che la strategia UE-Africa debba includere altresì misure volte ad assistere i paesi africani nella conversione della loro ricchezza di risorse minerarie in risultati reali in termini di sviluppo e chiede una revisione dell'efficacia delle misure esistenti, anche per quanto concerne il discutibile sfruttamento dell'Africa da parte di Cina e Russia; invita la Commissione e i partner africani dell'UE ad attuare correttamente le misure previste dal regolamento sui minerali originari di zone di conflitto[7] e a pubblicare senza indugio l'elenco delle imprese al di fuori dell'UE che non soddisfano i requisiti stabiliti dal regolamento; sottolinea i punti di forza dell'Europa (ossia trasparenza, alta qualità dei beni e dei servizi e governance democratica) ed è convinto che l'attrattiva di questi valori fondamentali rappresenti un'alternativa convincente ai modelli autoritari;

92. osserva l'importanza di attuare la African Mining Vision (Prospettiva africana in materia di sfruttamento minerario) adottata nel 2009 dai capi di Stato e di governo africani per garantire uno sfruttamento trasparente, equo e ottimale delle risorse minerarie;

93. rammenta che il settore estrattivo svolge un ruolo importante nelle economie di numerosi paesi africani ed è associato a un'interdipendenza ineguale in termini di risorse con l'Europa, cui si dovrebbe porre rimedio affrontando la questione dei flussi illeciti in uscita di gettito fiscale e royalties nel settore estrattivo attraverso la direttiva sulla trasparenza[8] e la direttiva contabile[9];

94. manifesta preoccupazione per il numero crescente di cause di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) avviate nei confronti degli Stati africani, in particolare da parte di imprese europee; invita i governi e le imprese dell'UE ad astenersi dall'utilizzare l'ISDS e a porre fine alle numerose cause ISDS avviate nei confronti di paesi africani;

95. ritiene che questo partenariato debba sostenere l'imprenditoria femminile e giovanile nelle zone rurali e urbane e che a tal fine sia essenziale promuovere la parità di accesso alle risorse economiche e produttive, come i servizi finanziari e i diritti fondiari; chiede lo sviluppo di scambi tra le imprenditrici africane ed europee attraverso piattaforme che consentano la creazione di reti, lo scambio di esperienze e lo sviluppo di progetti comuni;

96. ricorda che la posizione delle donne può essere rafforzata includendo negli accordi commerciali norme rigorose in materia di genere e commercio; invita a tale riguardo la Commissione ad assistere l'Unione africana nell'attuazione della strategia sulla parità di genere e l'emancipazione femminile e ad attuare misure che contribuiscano al conseguimento della parità di genere nei suoi accordi commerciali con i paesi africani;

97. sottolinea che l'Africa deve far fronte a enormi restrizioni di bilancio nel contrastare le conseguenze socioeconomiche della pandemia; ricorda che alcuni paesi africani spendono di più per il rimborso del debito che per i servizi sanitari; ritiene necessario esaminare in dettaglio la possibilità di alleviare gli oneri insostenibili del debito che comportano gravi perdite in termini di servizi pubblici e misure previdenziali; prende atto dell'annuncio del G20 relativo a una moratoria temporanea sul rimborso del debito per i paesi in via di sviluppo più deboli, che rappresenta un primo passo nella giusta direzione; ribadisce l'invito rivolto ai creditori privati a partecipare all'iniziativa a condizioni paragonabili e incoraggia il G20, il Fondo monetario internazionale (FMI) e la Banca mondiale, nonché le banche multilaterali di sviluppo, ad andare oltre in termini di alleviamento del debito e a esplorare ulteriormente le opzioni in termini di sospensione dei pagamenti del servizio del debito; chiede, più in generale, la creazione di un meccanismo multilaterale di rinegoziazione del debito per far fronte sia all'impatto della crisi sia alle necessità di finanziamento dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; sottolinea la necessità di collegare le misure di alleviamento del debito con un'ulteriore mobilitazione dell'APS nonché di dare la priorità ai finanziamenti basati sulle sovvenzioni come opzione standard, in particolare per i paesi meno sviluppati;

98. pone l'accento sull'importanza di sostenere i paesi africani nel rafforzare la loro capacità di mobilitare risorse interne al fine di aumentare gli investimenti nei servizi pubblici di base; ricorda che i flussi finanziari illeciti rappresentano il doppio dell'APS ricevuto dai paesi africani, per un totale di circa 50 miliardi di USD all'anno, e hanno un impatto drammatico sullo sviluppo e sulla governance del continente; invita l'UE a sostenere ulteriormente i partner africani nel miglioramento della governance, nella lotta alla corruzione, nell'aumento della trasparenza dei loro sistemi finanziari e fiscali e nella creazione di adeguati meccanismi di regolamentazione e monitoraggio;

99. raccomanda che l'UE e l'UA assicurino una migliore attuazione e applicazione degli strumenti esistenti di lotta alla corruzione nazionali e internazionali avvalendosi delle nuove tecnologie e dei servizi digitali; invita l'UE ad adottare un rigoroso quadro normativo in materia di corruzione;

Partner per un patto verde UA-UE

100. ricorda che i paesi africani e le loro popolazioni sono particolarmente colpiti dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici; rammenta che, secondo il Centro per la ricerca sull'epidemiologia dei disastri (CRED), nel 2019 quasi 16,6 milioni di africani sono stati colpiti da eventi meteorologici estremi, un aumento del 195 % rispetto al 2018; sottolinea la necessità di porre la protezione del clima e dell'ambiente al centro del partenariato, in linea con l'impegno dell'UE nei confronti dell'accordo di Parigi e della Convenzione sulla diversità biologica; ricorda di aver chiesto che il 45 % della dotazione del futuro NDICI sia dedicato a questi obiettivi;

101. esprime preoccupazione per il modo in cui i cambiamenti climatici potrebbero invertire lo sviluppo umano e compromettere le prospettive di sviluppo dei paesi africani fragili e a basso reddito e sottolinea che si tratta di un fattore di rischio di destabilizzazione, violenza e conflitto; sottolinea che l'UE dovrebbe offrire un sostegno finanziario e tecnico concreto, prevedibile, responsabile e a lungo termine ai paesi africani per rafforzare in egual misura le loro strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici (attraverso progetti incentrati sull'agricoltura sostenibile, l'adattamento basato sugli ecosistemi e città sostenibili), con particolare attenzione alla prevenzione del rischio di catastrofi e alle comunità svantaggiate;

102. sottolinea il ruolo fondamentale della diplomazia dell'acqua, dato che a causa dei cambiamenti climatici l'acqua rischia di diventare una risorsa sempre più scarsa; sottolinea la necessità di una più efficace diplomazia climatica, che promuova i legami tra politica climatica nazionale, estera e internazionale;

103. chiede il sostegno dell'UE per aiutare i paesi africani ad attuare e accrescere l'ambizione dei loro contributi determinati a livello nazionale nel contesto dell'accordo di Parigi e del quadro di Sendai, garantendo loro finanziamenti adeguati per l'adattamento, la mitigazione, le perdite e i danni, nonché le loro strategie e piani d'azione nazionali in materia di biodiversità; sottolinea che, affinché tale sostegno sia efficace, il futuro partenariato UE-Africa per la transizione deve basarsi sul principio delle responsabilità comuni ma differenziate e sulla coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile, garantendo nel contempo una transizione verde che sia giusta e inclusiva;

104. sottolinea che un cambiamento di modello nei paesi africani, fondato su soluzioni basate sulla natura, dovrebbe essere incoraggiato da strategie di adattamento; chiede che sia promossa la partecipazione inclusiva delle parti interessate anche allo sviluppo e all'attuazione dei contributi stabiliti a livello nazionale, ai piani nazionali di adattamento e ai piani nazionali di investimento agricolo;

105. sottolinea la prospettiva e le esigenze uniche dei piccoli Stati insulari in via di sviluppo (SIDS) per quanto riguarda la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici;

106. insiste inoltre sulla necessità di includere una dimensione di genere nell'azione per il clima, date le particolari conseguenze dei cambiamenti climatici e del degrado ambientale per le donne e le ragazze; invita i partner africani ed europei a dare maggiore risalto, nel futuro partenariato UE-Africa, al ruolo che le donne possono svolgere nel guidare le loro comunità verso pratiche più sostenibili e nel partecipare al processo decisionale sulla mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici;

107. chiede la rapida attuazione di una "diplomazia del patto verde", con la creazione di una task force sulla dimensione esterna del Green Deal europeo, che dovrebbe formulare raccomandazioni per un patto verde UA-UE, coinvolgendo le autorità locali e le organizzazioni della società civile, nell'ambito di un approccio multilivello e multipartecipativo; ritiene che questo patto dovrebbe sostenere, in particolare, l'adozione di quadri normativi che consentano la transizione verso economie verdi, lo sviluppo dell'economia circolare e la creazione di posti di lavoro nei settori sostenibili;

108. sottolinea l'importanza della cooperazione regionale e della cooperazione attraverso l'assistenza tecnica, lo scambio di informazioni e di buone pratiche; insiste sull'importanza di comunicare meglio i futuri rischi climatici e di catastrofi e di promuovere il trasferimento legale di tecnologie rispettose del clima; invita l'UE, a tal fine, a promuovere l'adozione di una dichiarazione sui diritti di proprietà intellettuale e sui cambiamenti climatici, analoga alla dichiarazione di Doha del 2001 sull'accordo TRIPS e la salute pubblica;

109. sottolinea la necessità di politiche e progetti di innovazione sostenibile che consentano agli Stati africani di compiere un salto di qualità rispetto alle tecnologie più datate e inquinanti con l'obiettivo specifico della sostenibilità ecologica e sociale e invita, a tale riguardo, a studiare in che modo il salto di qualità possa contribuire a tali obiettivi negli Stati africani;

110. ricorda che l'Africa ospita una biodiversità eccezionale; esprime profonda preoccupazione per l'eccessivo sfruttamento delle risorse naturali e l'impatto della riduzione della biodiversità sui livelli di resilienza; esprime particolare preoccupazione per il fatto che in Africa il ritmo della deforestazione stia accelerando; ricorda che la distruzione delle foreste tropicali africane comporta una perdita irreversibile di biodiversità e dei pozzi di assorbimento del carbonio nonché la distruzione delle abitazioni e degli stili di vita delle comunità indigene che vivono nelle foreste; ricorda che le foreste contribuiscono in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi climatici, proteggono la biodiversità e prevengono la desertificazione e l'estrema erosione del suolo;

111. chiede che si tenga conto del legame tra salute pubblica e biodiversità, in linea con l'approccio "One Health"; accoglie con favore l'annuncio dell'iniziativa NaturAfrica, che punta a proteggere la fauna selvatica e gli ecosistemi, e la revisione del piano d'azione contro il traffico illegale di specie selvatiche; sottolinea che l'iniziativa NaturAfrica dovrebbe essere realizzata in consultazione con tutte le parti interessate, con particolare attenzione ai diritti delle comunità locali, delle popolazioni indigene e delle donne; ritiene che suddetta iniziativa dovrebbe sostenere i governi africani e le popolazioni locali nell'affrontare i principali fattori di perdita di biodiversità e di degrado ambientale in modo olistico e sistematico, anche offrendo sostegno per la buona gestione di reti di zone protette; esorta l'UE e l'Africa a riconoscere e a tutelare i diritti delle popolazioni indigene alla proprietà e al controllo consuetudinario delle loro terre e delle loro risorse naturali, come stabilito nella dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni e nella Convenzione n. 169 dell'Organizzazione internazionale del lavoro e a rispettare il principio del consenso libero, previo e informato;

112. chiede che siano stanziate risorse adeguate per attuare le raccomandazioni degli studi della Commissione del 2015 dal titolo "Larger than elephants: Inputs for an EU strategic approach to wildlife conservation in Africa" (Oltre gli elefanti: elementi di un approccio strategico dell'UE alla conservazione della fauna selvatica in Africa) e "Study on the interaction between security and wildlife conservation in Sub-Saharan Africa" (Studio sulle interazioni tra sicurezza e conservazione della fauna selvatica nell'Africa subsahariana);

113. ritiene che gli sforzi di conservazione, in particolare delle foreste, della fauna selvatica e degli ecosistemi marini e costieri, debbano essere intensificati attraverso quadri normativi, risorse sufficienti e dati scientifici accompagnati da azioni di ripristino e di gestione degli ecosistemi; invita l'UE e l'Africa a svolgere un ruolo guida nella conclusione di un ambizioso accordo globale, in occasione della 15a Conferenza delle parti della Convenzione sulla diversità biologica;

114. ricorda che gli oceani sono la principale fonte di proteine; ricorda l'importanza di adoperarsi per una migliore governance degli oceani, anche per quanto riguarda lo sviluppo della pesca e dell'acquacoltura sostenibili e di un'economia blu, che sono vettori di sviluppo; sottolinea che la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata deve essere una priorità, al fine di limitare l'impatto ambientale e preservare la sostenibilità degli stock ittici nonché il reddito dei pescatori;

115. chiede espressamente alla Commissione di monitorare espressamente le attività legate alla pesca industriale che possono rappresentare una minaccia per l'approvvigionamento delle popolazioni locali che utilizzano le risorse ittiche tradizionali, ma rischiano anche di sbilanciare il buono stato ecologico degli stock ittici;

116. ricorda che l'Africa è la regione meno elettrificata del mondo e sottolinea che l'accesso all'energia non è uniforme nel continente africano; osserva che l'accesso a un'energia a prezzi accessibili, affidabile, sostenibile e moderna è uno strumento essenziale per lo sviluppo economico e sociale, anche nelle zone rurali; chiede che sia valorizzato il potenziale del continente africano per quanto riguarda la produzione di energie rinnovabili;

117. incoraggia pertanto l'UE e gli Stati membri a promuovere e rafforzare la cooperazione con i partner africani nei settori dell'energia e del clima in conformità agli obiettivi del Green Deal; incoraggia la Commissione a elaborare un piano ambizioso per l'attuazione di un partenariato per l'energia sostenibile e ricorda a tal fine che le energie rinnovabili e l'efficienza energetica sono elementi cruciali per colmare il divario di accesso all'energia nel continente africano, garantendo al tempo stesso la necessaria riduzione delle emissioni di biossido di carbonio; invita l'UE e i rispettivi paesi africani ad avvalersi delle possibilità offerte da partenariati energetici reciprocamente vantaggiosi per la produzione di idrogeno a partire da fonti di energia rinnovabili;

118. sottolinea l'importanza di convogliare gli investimenti verso un'economia senza emissioni di carbonio sviluppando fonti di energia rinnovabili e facilitando il trasferimento di tecnologie, compresa la produzione decentrata di energia, tecnologie su piccola scala per la produzione di energia rinnovabile ed energia solare che soddisfino la domanda locale di energia, anche per quanto riguarda le infrastrutture e la connettività;

119. sottolinea che l'urbanizzazione del continente africano rappresenta un'opportunità per ripensare la pianificazione urbana e introdurre soluzioni sostenibili per le città, e che tale aspetto dovrebbe essere oggetto di un dialogo più intenso con gli enti locali e regionali e di cooperazione e di scambio di migliori pratiche tra i due continenti, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture verdi, gli approcci basati sugli ecosistemi, la gestione dei rifiuti e i sistemi igienico-sanitari, e con sforzi particolari per coinvolgere i giovani e i gruppi emarginati; invita a sostenere lo sviluppo di trasporti urbani sostenibili finalizzati a una maggiore inclusione delle comunità e all'accessibilità, comprese le scuole e i centri medici;

Partner per un'agricoltura sostenibile e resiliente

120. sottolinea l'importanza cruciale del settore agroalimentare nell'economia africana e per la creazione di opportunità di lavoro dignitose e sostenibili nelle zone rurali; sottolinea che ciò riguarda nella maggior parte dei casi le piccole proprietà e le aziende agricole a conduzione familiare; rileva l'importanza di promuovere e potenziare misure e strumenti volti a sostenere una maggiore qualità e diversificazione dei prodotti e la modernizzazione sostenibile delle pratiche agricole, nonché condizioni di lavoro sicure e disposizioni volte a rafforzare la resilienza degli agricoltori; ritiene che lo sviluppo di un settore agricolo sostenibile e delle zone rurali debba essere al centro delle relazioni UE-Africa;

121. si compiace che il nuovo partenariato UE-Africa sostenga lo sviluppo di pratiche agricole rispettose dell'ambiente; ricorda che la capacità dell'agroecologia di conciliare le dimensioni economica, ambientale e sociale della sostenibilità è stata riconosciuta da importanti relazioni dell'IPCC e dell'IPBES nonché dalla valutazione globale dell'agricoltura condotta dalla Banca mondiale e dalla FAO (IAASTD); sottolinea l'importanza di promuovere l'agroecologia, l'agroforestazione, la produzione locale e sistemi alimentari sostenibili incentrati sulla messa a punto di catene di approvvigionamento brevi nel quadro delle politiche nazionali, ma anche dei forum internazionali, al fine di garantire la sicurezza alimentare e nutrizionale per tutti nonché aumentare la produttività del settore agricolo in modo sostenibile, nonché la sua resilienza dinanzi ai cambiamenti climatici;

122. invita l'UE a tener conto delle conclusioni della Task Force per l'Africa rurale sulla necessità di investimenti nelle catene alimentari africane, con particolare attenzione alle materie prime a valore aggiunto; e invita l'UE e gli Stati membri a collaborare attivamente con i partner africani per creare sinergie tra la strategia UE-Africa e le politiche del Green Deal, in particolare la dimensione esterna della strategia "dal campo alla tavola";

123. sottolinea che l'uso dei pesticidi nell'agricoltura intensiva in Africa, oltre a causare danni ambientali, può incidere sulla salute dei lavoratori che hanno un accesso molto limitato alla formazione in materia di protezione fitosanitaria e all'assistenza sanitaria; chiede l'introduzione di misure per l'istruzione e la formazione in materia di approcci fitosanitari sostenibili e di alternative ai pesticidi nonché la massima riduzione dell'esposizione a sostanze pericolose; denuncia il fatto che l'UE applica due pesi e due misure per quanto riguarda i pesticidi, consentendo l'esportazione di sostanze pericolose vietate nell'UE verso i paesi africani e altri paesi terzi; chiede pertanto la modifica delle vigenti norme dell'UE al fine di eliminare tale incoerenza giuridica, in linea con la Convenzione di Rotterdam del 1998 e il Green Deal;

124. è seriamente preoccupato per l'elevata dipendenza degli Stati africani dalle importazioni alimentari, soprattutto dall'Unione europea, in particolare laddove tali importazioni sono costituite da prodotti sovvenzionati il cui basso prezzo rappresenta una concorrenza dannosa per l'agricoltura su piccola scala in Africa;

125. manifesta preoccupazione per l'esportazione, sostenuta dalla politica agricola comune, di latte in polvere europeo verso l'Africa occidentale, considerato che la triplicazione delle esportazioni registrata da quando l'UE ha revocato le sue quote latte nel 2015 ha prodotto conseguenze disastrose per i pastori e gli agricoltori locali che non sono in grado di competere; invita la Commissione a elaborare soluzioni con i governi e le parti interessate africane;

126 ricorda che la fame e l'insicurezza alimentare sono nuovamente in aumento in tutto il mondo e continueranno ad aumentare se non saranno adottate misure tempestive, e che l'Africa è molto lontana dal raggiungere l'obiettivo di azzerare la fame (OSS 2) nel 2030; ricorda che la fine della malnutrizione in tutte le sue forme e l'OSS n. 2 dovrebbero essere considerati prioritari nel nuovo partenariato, con particolare attenzione alle persone che si trovano nelle situazioni più vulnerabili;

127 sottolinea che la COVID-19 e la conseguente crisi economica e chiusura delle frontiere, le infestazioni di locuste e la desertificazione hanno peggiorato la già difficile situazione della sicurezza alimentare in Africa e hanno messo in luce le vulnerabilità del sistema alimentare globale; sottolinea le potenzialità dei mercati locali e regionali per affrontare le attuali carenze del sistema alimentare;

128. chiede che in via prioritaria il partenariato UE-Africa concentri i propri sforzi nel settore dell'agricoltura sulla salvaguardia del diritto dei paesi africani alla sovranità alimentare e sul rafforzamento della loro sicurezza alimentare, nonché sul rafforzamento della loro capacità di soddisfare le esigenze nutrizionali delle loro popolazioni;

129. ricorda l'importanza della trasformazione rurale e del rafforzamento delle catene del valore locali, regionali e trasparenti per consentire la creazione di occupazione sostenibile, evitare violazioni dei diritti umani e mitigare i cambiamenti climatici; sottolinea la necessità di sostenere i giovani e le donne, in particolare attraverso la formazione, l'accesso al credito e ai mercati; invita a coinvolgerli nella formulazione delle politiche agricole a di sostenere l'azione collettiva attraverso le organizzazioni dei piccoli produttori;

130. sottolinea il ruolo essenziale delle donne africane delle zone rurali nelle economie agricole e rurali in tutto il continente africano, in particolare per quanto riguarda la sicurezza alimentare; ricorda che quasi la metà del lavoro agricolo in Africa è svolto da donne, le quali sono per lo più piccole agricoltrici o agricoltrici di sussistenza e non dispongono del necessario accesso alle informazioni, al credito, alla terra, alle risorse o alla tecnologia; incoraggia l'avanzamento dei diritti di successione per le donne e le ragazze e invita l'UE a sostenere i paesi partner, in particolare per quanto riguarda il loro riconoscimento del pieno diritto delle donne ai diritti fondiari;

131. sottolinea che le donne che lavorano nell'agricoltura di sussistenza devono affrontare ulteriori ostacoli alla tutela della sovranità alimentare a causa della rigorosa protezione di cui le nuove varietà vegetali godono negli accordi commerciali grazie alla Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (Convenzione UPOV);

132. ricorda l'importanza di sostenere le piccole aziende agricole e la pastorizia e altri sistemi di produzione alimentare locale e/o tradizionale al fine di rafforzare la loro resilienza e sostenere il loro contributo alla sicurezza alimentare, alla gestione sostenibile delle risorse e alla conservazione della biodiversità;

133. chiede che siano affrontare le tensioni sociali tra le popolazioni agricole sedentarie e le comunità pastorali nomadi, specialmente nelle regioni in cui i conflitti etno-religiosi si sovrappongono;

134. sottolinea l'importanza della ricerca e dell'innovazione per incoraggiare pratiche agricole sostenibili ed ecosistemi agricoli e sistemi alimentari produttivi nelle terre aride; chiede a questo proposito una maggiore fiducia nel contributo che le conoscenze tradizionali della popolazione africana possono apportare a una transizione giusta, specialmente per quel che riguarda le pratiche agricole, la pesca e la tutela delle foreste, responsabilizzando così le popolazioni africane e le comunità locali;

135. incoraggia lo scambio di conoscenze e migliori pratiche tra gli agricoltori europei e africani, in particolare i contatti tra giovani agricoltori, donne e rappresentanti delle comunità rurali sui metodi di produzione sostenibili e la protezione della biodiversità anche in ambito associativo;

136. sostiene la proposta della task force per l'Africa rurale di istituire un programma di gemellaggio fra Europa e Africa che colleghi organismi del settore agricolo degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner africani con l'obiettivo di condividere buone prassi sostenibili e promuovere le relazioni fra partner simili e fortemente impegnati;

137 sottolinea l'importanza di integrare nel partenariato UE-Africa la protezione e la promozione del diritto delle comunità locali di accedere e controllare le risorse naturali, come i terreni e l'acqua; denuncia l'ampiezza dell'accaparramento dei terreni in Africa; evidenzia che tale pratica brutale è incompatibile con qualsiasi obiettivo di sovranità alimentare e mette a repentaglio la sopravvivenza delle comunità rurali africane; sottolinea l'importanza di avviare un processo inclusivo con l'obiettivo di garantire l'effettiva partecipazione delle organizzazioni della società civile e delle comunità locali allo sviluppo, all'attuazione e al monitoraggio delle politiche e delle azioni relative all'accaparramento dei terreni; chiede che tutti i progetti che promuovono la tutela dei diritti fondiari, anche nel commercio, rispettino gli orientamenti volontari sulla governance responsabile della terra, della pesca e delle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale (Voluntary Guidelines on the Responsible Governance on Tenure, VGGT) e che siano introdotte misure atte a garantire che detti progetti non mettano a repentaglio i diritti fondiari dei piccoli agricoltori;

138. si rammarica del fatto che non venga riconosciuta l'importanza strategica dei pascoli, che coprono circa il 43 % del suolo africano e rappresentano pertanto importanti pozzi di assorbimento del carbonio; chiede alla Commissione di sviluppare, insieme alle comunità e ai portatori di interessi locali, una strategia volta a ottimizzare tale potenziale mediante una gestione sostenibile dei pascoli, ad esempio quella praticata dai pastori;

139. osserva che i diritti di pascolo e i terreni per il pascolo di proprietà collettiva, ad esempio, si configurano come diritti d'uso della terra tradizionali basati sul diritto consuetudinario e non su diritti di proprietà sanciti per iscritto; sottolinea tuttavia l'importanza essenziale di proteggere tali diritti consuetudinari per le popolazioni rurali;

Partner nel rendere la digitalizzazione una leva per l'inclusione e lo sviluppo

140. sottolinea che la trasformazione digitale rappresenta un'enorme leva di sviluppo per l'accesso all'istruzione, alla formazione, all'occupazione e alla sanità, nonché per la modernizzazione del settore agricolo, la capacità del settore pubblico di fornire servizi digitali quali l'identificazione elettronica, la sanità elettronica o l'eGovernment e la partecipazione al processo decisionale politico, i diritti umani e la libertà di espressione, ma può anche comportare il rischio di minare la democrazia, compromettere i diritti civili e umani e aumentare le disuguaglianze; sottolinea che la trasformazione digitale deve sostenere un accesso a Internet a prezzi accessibili, equo e inclusivo, nonché l'utilizzo e la creazione di servizi di tecnologia digitale che rispettino le pertinenti norme e orientamenti internazionali e nazionali;

141. sottolinea che occorre tenere debitamente conto del divario digitale; sottolinea la necessità di considerare prioritario l'accesso alla connettività Internet per la maggior parte delle comunità africane emarginate, onde evitare il sorgere di un enorme divario tra la popolazione rurale e quella urbana; reputa necessario colmare il divario digitale di genere al fine di guidare una trasformazione digitale realmente inclusiva; incoraggia le donne e le ragazze a sviluppare le loro potenzialità per quanto riguarda le nuove tecnologie;

142. ricorda l'impatto negativo che la violenza online contro le donne e le ragazze e l'incitamento all'odio sessista, il bullismo online, la xenofobia, la disinformazione e la stigmatizzazione possono avere sull'inclusione sociale e invita i partner africani ed europei ad affrontare tali questioni nell'ambito del partenariato UE-Africa; sottolinea la necessità di garantire che l'istruzione e l'alfabetizzazione digitale siano olistiche e includano competenze trasversali come il pensiero critico e la comprensione interculturale;

143. sottolinea che la produzione di rifiuti elettronici a livello mondiale pone problemi per l'attuazione dell'Agenda 2030, in particolare per quanto riguarda la salute e l'ambiente; invita l'UE e l'Africa a intensificare i loro sforzi per sviluppare investimenti responsabili, in modo da contribuire a ridurre al minimo la produzione di rifiuti elettronici, prevenire lo scarico illegale e il trattamento improprio dei rifiuti elettronici, promuovere l'uso efficiente delle risorse e il riciclaggio nonché creare posti di lavoro nei settori della riqualificazione e del riciclaggio;

144. sostiene la digitalizzazione e la modernizzazione dell'amministrazione pubblica degli Stati africani, segnatamente allo scopo di sviluppare registri di stato civile affidabili, fornire documenti di identità sicuri e favorire lo scambio di dati; sottolinea che tutti i dati scambiati devono essere soggetti alle pertinenti leggi sulla protezione dei dati personali e di tutela della vita privata; invita l'UE a lavorare in sinergia con le nazioni africane nell'ottica di elaborare norme globali per la protezione dei dati che, a loro volta, contribuiranno a combattere la criminalità e a rafforzare reciprocamente le economie;

145. sottolinea che l'innovazione contribuisce al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e alla transizione verde; evidenzia che il partenariato dovrebbe favorire la ricerca e l'innovazione nonché l'accessibilità e la fruibilità dei servizi digitali, al fine di promuovere la coesione e l'inclusione sociale; ricorda, tuttavia, che la transizione digitale non può avvenire senza l'accesso all'energia e che l'irregolarità dell'approvvigionamento energetico nelle zone rurali costituisce un ostacolo significativo all'accesso ai servizi digitali;

146. sottolinea che la crisi della COVID-19 ha provocato un'accelerazione della trasformazione digitale in Africa; saluta con favore l'impegno dell'UA a costruire un mercato unico digitale; invita l'UE a sostenere la creazione di un'industria digitale africana e di un quadro normativo adeguato per sviluppare il commercio online e la protezione dei dati sulla base delle norme più rigorose esistenti fornendo assistenza tecnica, incentivando gli investimenti nelle infrastrutture digitali e nell'imprenditorialità e rafforzando i partenariati con i portatori di interessi governativi, economici, del mondo accademico e scientifico e della società civile;

147. sottolinea che, secondo la relazione 2019 delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, rimangono molte sfide da affrontare per la realizzazione degli OSS, in particolare in Africa, in termini di accesso all'alimentazione, all'energia, all'acqua e ai servizi igienico-sanitari, all'istruzione e alla salute; ritiene che l'assistenza finanziaria e gli investimenti debbano mirare principalmente al soddisfacimento di quei bisogni umani fondamentali che rimangono un prerequisito per eliminare la povertà e per compiere progressi in termini di benessere umano, soprattutto in un momento in cui le risorse pubbliche sono sempre più limitate da richieste concorrenti, come la salute e l'istruzione;

148. sottolinea l'importanza di raccogliere dati disaggregati accurati e comparabili e analisi statistiche, nel rispetto dei diritti alla protezione dei dati e alla vita privata, per poter prendere decisioni informate, in particolare nei settori dell'agricoltura, della gestione delle risorse naturali e della governance nonché della salute a livello nazionale e decentrato;

149. sottolinea la necessità di trarre vantaggio dalla trasformazione digitale per incoraggiare gli scambi tra i due continenti, in particolare tra i giovani e la società civile, mediante piattaforme;

150. invita l'UE e i paesi africani a intensificare gli sforzi congiunti per garantire che l'economia digitale sia sostenibile sul piano sociale e ambientale, nonché per contribuire al raggiungimento dell'obiettivo di stabilire norme fiscali moderne, eque ed efficienti per l'economia digitale;

Partner per una mobilità e una migrazione reciprocamente vantaggiose

151. riconosce il ruolo svolto dalle complesse sfide e opportunità derivanti dai movimenti migratori sia in Europa che in Africa per la prosperità e lo sviluppo di entrambi i continenti e sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione in tale ambito; ricorda che negli ultimi anni la questione migratoria ha dominato le relazioni Africa-UE e che ciò può avere avuto un effetto negativo sulla percezione reciproca dei due continenti; sottolinea che la migrazione rappresenta uno strumento di reciproco sviluppo sostenibile per entrambe le regioni;

152. ricorda che fino all'80 % di tutti i migranti internazionali provenienti da paesi africani si spostano all'interno del continente africano; rileva che i paesi africani ospitano gran parte del totale dei rifugiati e degli sfollati interni di tutto il mondo, la cui situazione, già vulnerabile, è stata ulteriormente aggravata dalla crisi della COVID-19; chiede una condivisione delle responsabilità a livello globale per i rifugiati;

153. è del parere che occorra porre l'accento sulla dimensione umana della migrazione e prestare una particolare attenzione ai gruppi più svantaggiati di migranti; chiede l'adozione di un partenariato UE-Africa in materia di migrazione e mobilità che ponga al centro la dignità umana dei rifugiati e dei migranti e che sia fondato sui principi di solidarietà, responsabilità condivisa e rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, unionale e nazionale nonché sul diritto in materia di rifugiati;

154. ricorda che occorre intraprendere azioni specifiche per salvaguardare i migranti dal pericolo di morte, scomparsa e separazione familiare e per prevenire le violazioni dei loro diritti, tra cui azioni atte a difendere il principio del non respingimento e l'interesse superiore del minore;

155. sottolinea la necessità di affrontare, attraverso finanziamenti adeguati, le cause profonde della migrazione irregolare e degli sfollamenti forzati, quali l'instabilità politica, la povertà, la mancanza di sicurezza, anche sul versante dell'approvvigionamento alimentare, la violenza e gli effetti negativi dei cambiamenti climatici;

156. ritiene che il successo del partenariato dipenderà dal sostanziale rafforzamento delle opportunità di mobilità tra le varie componenti della società africana e di quella europea e che il partenariato dovrebbe essere concepito in modo sostenibile, per creare un afflusso piuttosto che una fuga di cervelli; ritiene che una politica dei visti più aperta e un aumento dei finanziamenti destinati al programma Erasmus+ contribuirebbero utilmente al conseguimento di tale obiettivo;

157. sottolinea l'importanza di definire una vera politica di migrazione circolare che consenta ai lavoratori qualificati e non di beneficiare di uno scambio di conoscenze professionali e della mobilità tra l'UE e l'Africa, facilitando il ritorno delle persone ai paesi di origine; reputa opportuno privilegiare le domande ricevibili di permessi di lavoro nell'UE provenienti dai paesi di origine e di transito (ad esempio attraverso le ambasciate o per via elettronica) al fine di dissuadere i migranti dal ricorrere a percorsi di migrazione irregolare e alleggerire la pressione esercitata sui sistemi di asilo e di migrazione;

158. ricorda che la mobilità dei lavoratori può costituire una delle risposte alle sfide demografiche, come pure alle carenze e agli squilibri del mercato del lavoro, cui l'UE deve far fronte; chiede lo sviluppo di canali di migrazione sicuri e legali e la promozione di un approccio più armonizzato, completo e a lungo termine alla migrazione legata al lavoro a livello europeo, sulla base di un approccio di partenariato che possa recare beneficio a entrambi i partner nel lungo termine; sottolinea l'importanza di rafforzare il dialogo Africa-UE in materia di migrazione e mobilità e il partenariato Africa-UE in materia di migrazione, mobilità e occupazione;

159. condanna con forza il traffico e la tratta di esseri umani; chiede di intensificare gli sforzi per rintracciare e combattere le reti criminali di trafficanti e ricerca la cooperazione con i paesi africani in tale lotta; auspica a tal proposito uno sforzo globale e multidisciplinare e un coordinamento a tutti i livelli in cooperazione con i governi locali, compresa la cooperazione internazionale tra le forze dell'ordine; ritiene che la lotta contro i responsabili del traffico e della tratta di esseri umani debba essere condotta congiuntamente dalle due parti e con il sostegno di Europol, tra gli altri;

160. esorta l'UE e le nazioni africane a collaborare alla realizzazione di una campagna d'informazione efficace e di ampia portata sui rischi e sui pericoli legati alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti, in modo da evitare che le persone mettano in pericolo la propria vita per entrare irregolarmente nell'UE;

161. sottolinea che occorre un impegno coerente dell'UE per garantire che la cooperazione nella lotta alla migrazione irregolare o nella gestione integrata delle frontiere non abbia ripercussioni negative sui quadri esistenti in materia di mobilità regionale nel continente africano o sui diritti umani; ricorda che qualsiasi partenariato in materia di migrazione e mobilità deve tener conto dei due patti globali in materia di migrazione e di rifugiati (il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare e il patto globale sui rifugiati);

162. ritiene che la frammentazione delle normative nazionali in materia di migrazione per motivi di lavoro nell'UE, unitamente alla complessità e al carattere altamente burocratico delle procedure, costituisca un deterrente al ricorso ai canali di migrazione legale verso l'Unione; raccomanda l'introduzione di una procedura di candidatura europea armonizzata e non burocratica nel quadro del partenariato UE-Africa;

163. ribadisce che occorre istituire operazioni specifiche e congiunte di ricerca e soccorso civile a livello europeo per porre fine alla perdita di vite umane in mare;

164. invita l'UE a intensificare i suoi impegni in materia di reinsediamento e gli altri canali legali per le persone bisognose di protezione internazionale, nonché a rafforzare altrettanto i propri impegni politici e finanziari per sostenere i partner africani nello sviluppo di approcci sostenibili per i rifugiati, gli sfollati interni e gli apolidi, in particolare cooperando con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e altre agenzie delle Nazioni Unite, in modo da rafforzare la cooperazione allo sviluppo e fornire assistenza diretta alle organizzazioni umanitarie nelle vicinanze delle zone abbandonate dai rifugiati;

165. raccomanda l'armonizzazione dei meccanismi regionali per la protezione degli sfollati per calamità e cambiamenti climatici, in linea con l'Agenda per la protezione degli sfollati transfrontalieri nel contesto dei disastri e cambiamenti climatici, la Piattaforma sugli sfollamenti dovuti a calamità e la Convenzione di Kampala;

166. sottolinea la necessità di garantire procedure di asilo eque e accessibili per le persone che necessitano di protezione internazionale sia nell'Unione europea che nei paesi africani, come pure di rispettare il principio di non respingimento in linea con il diritto internazionale e dell'UE; ritiene che qualsiasi accordo stipulato con i paesi di origine e di transito debba garantire la piena protezione delle vite umane, della dignità e dei diritti umani;

167. sottolinea l'importanza di garantire l'efficacia, l'equità e il giusto processo nella politica di rimpatrio, nel rilascio di lasciapassare consolari e nella conclusione di accordi di riammissione, privilegiando il rimpatrio volontario e garantendo la piena protezione e il totale rispetto dei diritti e della dignità delle persone; chiede un forte impegno dell'UE nelle fasi precedenti e successive al rimpatrio per facilitare un reinserimento sostenibile dei rimpatriati;

168. incoraggia la costante cooperazione con l'OIM e altre agenzie delle Nazioni Unite per fornire un ulteriore sostegno ai rifugiati e agli sfollati interni;

169. osserva che nel mandato di negoziato dell'UE relativo all'accordo post-Cotonou si sono moltiplicati i riferimenti alla migrazione, in particolare per quanto riguarda il contenimento della migrazione irregolare, mentre invece il mandato di negoziato relativo all'accordo ACP pone l'accento sull'eliminazione della povertà, la promozione della migrazione legale, l'importanza dei flussi di rimesse, la necessità che i rimpatri e le riammissioni siano volontari e l'esclusione del ricorso all'aiuto allo sviluppo per negoziare controlli restrittivi alle frontiere; chiede alla Commissione di tenere conto delle priorità dei paesi africani in materia di migrazione per creare un vero "partenariato tra pari";

Partner per la sicurezza

170. osserva che la risoluzione dei conflitti di lunga durata richiede l'adozione di azioni comuni da parte degli attori umanitari e dello sviluppo e dei partner con un livello elevato di legittimità e credibilità a livello locale; invita pertanto l'UE a promuovere, nella sua risposta, un approccio basato sul nesso tra azione umanitaria e sviluppo, ponendo l'accento su una forte titolarità locale;

171. si compiace del fatto che l'UE ritenga la pace e la sicurezza in Africa una condizione chiave per lo sviluppo sostenibile e che l'Unione sia impegnata a "garantire all'Africa un maggiore sostegno in collaborazione con la comunità internazionale"; condivide il parere secondo cui la questione della sicurezza in Africa è di grande importanza per lo sviluppo del continente con il sostegno di organizzazioni regionali e internazionali, mentre gli Stati africani sono in primo luogo garanti della propria sicurezza; invita pertanto l'UE a proseguire gli sforzi per cooperare con i partner africani nell'ulteriore sviluppo di un'architettura africana di pace e sicurezza (APSA) per raggiungere la pace e la stabilità a lungo termine e superare le crisi e i conflitti nel continente attraverso un approccio integrato che si avvalga di tutti gli strumenti disponibili, compreso il sostegno allo sviluppo delle capacità africane di sicurezza e di difesa e alle relative operazioni militari, alle missioni civili e ai progetti di consolidamento della pace e di smilitarizzazione, nel rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale e dell'indipendenza e sovranità dei paesi africani, nonché con il sostegno alle iniziative dell'UA, alle organizzazioni regionali come l'ECOWAS e il G5 Sahel; incoraggia gli Stati membri a prendere parte alle missioni e alle operazioni dell'UE e plaude agli sforzi bilaterali volti a contribuire alla stabilità e alla pace; esorta in tal senso il Consiglio ad approvare immediatamente lo strumento europeo per la pace al fine di fornire un'assistenza più completa ai partner africani nelle regioni colpite dai conflitti; pone l'accento sull'importanza della cooperazione multilaterale e, in particolare, trilaterale tra l'UA, l'UE e le Nazioni Unite nell'ambito della sicurezza locale, regionale e internazionale, nonché sul ruolo degli attori della società civile negli sforzi di mantenimento e consolidamento della pace; ricorda, in tale ottica, che la riforma del settore della sicurezza, la riforma della giustizia, la buona governance, la responsabilità democratica e la protezione dei civili costituiscono una condizione preliminare affinché le popolazioni ripongano fiducia nei loro governi e nelle forze di sicurezza; sottolinea inoltre il nesso civile-militare e la necessità di razionalizzare meglio entrambe le componenti delle missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); è a favore dell'approccio sempre più proattivo adottato dalle organizzazioni di sicurezza cooperative regionali ai fini della completa operatività dell'APSA, che mette a disposizione dell'Unione africana e delle organizzazioni regionali gli strumenti necessari a prevenire, gestire e risolvere i conflitti; elogia, in particolare, iniziative come il G5 Sahel, visto il suo ruolo sempre più centrale nelle azioni decisive intraprese dalle nazioni africane per garantire la pace e la sicurezza nel loro vicinato, e invita la Commissione e gli Stati membri ad accrescere il sostegno politico, finanziario, operativo e logistico al G5 Sahel; sottolinea che, per garantire livelli di sicurezza e di sviluppo appropriati, i paesi africani devono disporre di adeguate capacità in tutti i settori essenziali, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza e la difesa; invita l'UE a coordinare le iniziative di sviluppo e sicurezza in cui è coinvolta nel continente africano, nell'ambito di una strategia integrata che includa la buona governance, la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e l'uguaglianza di genere, prestando una particolare attenzione alle regioni in cui le vulnerabilità e le tensioni sono più marcate; plaude alla cooperazione instaurata tra l'Unione europea e l'Africa nella lotta al terrorismo e ai gruppi armati, conformemente al diritto internazionale; chiede, nel contesto delle politiche di lotta al terrorismo, l'istituzione di processi decisionali più trasparenti, una maggiore aderenza a un approccio basato sui diritti umani e un maggiore impegno con le comunità interessate dalle suddette misure;

172. sottolinea il ruolo importante svolto dal Sahel sotto il profilo strategico e della sicurezza; esprime, in quest'ottica, il suo pieno appoggio alla creazione, nel 2014, del G5 Sahel, come anche alla forza congiunta del G5 (G5 Force Conjointe), istituita nel 2017 per contrastare le minacce per la sicurezza nella regione;

173. sottolinea l'urgente necessità che l'UE affronti l'inasprirsi dell'insurrezione terroristica nel Mozambico settentrionale, che ha già causato più di 1 000 morti e costretto circa 200 000 persone ad abbandonare le proprie case, e che minaccia seriamente di diffondersi anche alla regione dell'Africa australe; esorta il VP/AR a offrire il sostegno dell'UE al Mozambico e ai suoi cittadini; sottolinea che la mancanza di una risposta dell'UE può indurre altri attori internazionali ad assumere il ruolo guida cui l'UE ambisce nel continente;

174. esprime preoccupazione per il fatto che il Botswana, il Ghana, l'Uganda e lo Zimbabwe figurino nella lista nera aggiornata dell'UE dei paesi che presentano carenze strategiche nei loro regimi antiriciclaggio e di contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT) e invita i paesi summenzionati ad adottare immediatamente le misure necessarie per conformarsi ai requisiti della legislazione prevista e per attuarla (ovvero il regolamento delegato (UE) 2020/855 della Commissione, del 7 maggio 2020[10]); si compiace del fatto che l'Etiopia e la Tunisia, dopo aver intrapreso una serie di riforme, siano state depennate dalla lista nera;

175. sottolinea che i mandati della missione della PSDC sono completi e mirano, tra l'altro, a promuovere la riforma del settore della sicurezza, a portare avanti la riforma della giustizia, a rafforzare la formazione militare e di polizia nonché a favorire la vigilanza; sottolinea l'urgente necessità di migliorare la politica di comunicazione delle missioni PSDC e la pianificazione strategica globale dell'UE al fine di aumentare la visibilità delle azioni dell'UE e del suo obiettivo di salvaguardare la sicurezza e il benessere delle popolazioni africane;

176. sottolinea il ruolo speciale delle entità religiose in Africa che svolgono regolarmente attività di mediazione durante i conflitti, con le quali occorre dialogare e cooperare, in special modo nelle zone di conflitto, dato che il dialogo interreligioso può contribuire alla pace e alla riconciliazione;

177. prende atto che la comunicazione congiunta mira a rafforzare il sostegno dell'UE agli sforzi di pace in Africa attraverso una forma di cooperazione più strutturata e strategica, incentrata sulle regioni africane in cui le tensioni sono più marcate, e chiede che sia data la priorità a strategie specifiche nelle zone di conflitto; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a continuare la condivisione di responsabilità con le organizzazioni e i partner internazionali, compresi gli alleati e gli Stati africani che rappresentano alleati affidabili contro il terrorismo, come il Kenya, il Marocco, la Nigeria, il Ghana e l'Etiopia; invita al consolidamento delle relazioni dell'UE con questi Stati cardine; invita l'UE a continuare ad assistere i partner africani nello sviluppo di capacità delle loro istituzioni e forze di sicurezza, in modo da fornire ai loro cittadini servizi di sicurezza e di contrasto efficaci e sostenibili, anche attraverso lo strumento europeo per la pace e le sue missioni PSDC, e invita l'UE a concentrare l'attenzione su un approccio integrato ai conflitti e alle crisi che agisca in tutte le fasi del ciclo di un conflitto, a partire dalla prevenzione fino alla risposta, per arrivare alla gestione e risoluzione dei conflitti;

178. sottolinea che l'obiettivo del sostegno dell'UE al settore della sicurezza africana è quello di incoraggiare la titolarità africana in materia di sicurezza e di difesa; ritiene che l'Unione africana e gli Stati africani siano attori chiave con i quali l'UE è significativamente impegnata per raggiungere di concerto obiettivi in materia di sviluppo sostenibile e sicurezza umana; accoglie con grande favore, a tal proposito, i piani dell'Unione africana di inviare 3 000 soldati a sostegno del G5 Sahel, e lo interpreta come un segnale del fatto che l'UA e l'UE stanno in effetti perseguendo obiettivi di sicurezza analoghi, basati su obiettivi e responsabilità condivisi; si compiace, a tal proposito, delle osservazioni formulate dal VP/AR Borrell al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 28 maggio 2020, quando ha parlato di "trovare soluzioni africane ai problemi africani";

179. ribadisce il proprio sostegno alle missioni di pace delle Nazioni Unite nel continente africano e invita i principali attori, in particolare gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Cina e il Regno Unito, a unirsi agli sforzi profusi dall'UE per mediare e promuovere la cooperazione e la pace sostenibile in tutto il continente africano; ribadisce a tale riguardo la volontà dell'UE di apportare un maggiore sostegno alle missioni delle Nazioni Unite e di migliorare il coordinamento tra le diverse missioni delle Nazioni Unite e dell'UE;

180. si compiace del calo decisivo nella pirateria al largo delle coste dell'Africa orientale e occidentale registrato a seguito degli sforzi di sicurezza marittima internazionale profusi, che fungono da precedente per la cooperazione di sicurezza europea, africana e transatlantica;

181. ritiene importante che l'UE continui ad adoperarsi per costruire Stati e società più resilienti attraverso lo sviluppo delle capacità e le riforme del settore della sicurezza, nonché attraverso lo strumento europeo per la pace e le sue missioni PSDC, e si concentri su un approccio integrato ai conflitti e alle crisi che agisca in tutte le fasi del ciclo di un conflitto;

182. ricorda la minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata transnazionale, dai disordini civili e dalla criminalità interna per gli Stati fragili e post-bellici, che lottano per garantire la sicurezza necessaria ai cittadini; sottolinea, in quest'ottica, l'importanza di una forza di polizia nazionale e regionale ben addestrata; osserva, tuttavia, che le forze di polizia spesso non dispongono di una formazione e di attrezzature adeguate e, soprattutto, non sempre hanno un legame adeguato con la popolazione locale o godono della sua fiducia; sottolinea pertanto l'importanza di rafforzare e costruire strutture professionali di polizia e chiede, tra l'altro, un maggiore sostegno sul piano concettuale, logistico e amministrativo nei confronti del meccanismo di cooperazione di polizia dell'Unione africana creato nel 2014 ad Algeri; ritiene che la cooperazione in questo settore contribuirà anche a promuovere la capacità delle missioni di mantenimento della pace e a incentivare la componente di polizia dell'APSA;

183. osserva che il mondo dell'informazione in Africa sta subendo una crescente influenza da parte degli avversari dell'UE sulla scena globale; invita, a tale proposito, il SEAE e la Commissione ad affrontare attivamente il problema della mancanza di una voce europea all'interno delle società africane e a contrastare le narrazioni false, promuovendo in maniera più efficace l'approccio europeo e i valori democratici presso il popolo africano; osserva che ciò richiede una migliore comunicazione strategica incentrata sulle regioni e sui paesi chiave, come pure l'istituzione di un'unità speciale responsabile di tali azioni che operi in stretta collaborazione con le delegazioni dell'UE;

184. sottolinea i pericoli della proliferazione delle armi illecite di piccolo calibro e rammenta che tali armi non dichiarate e per lo più detenute illegalmente non solo minacciano la sicurezza e la protezione delle comunità, ma sono utilizzate anche da pericolose reti criminali transnazionali coinvolte in varie forme di traffico, tra cui il traffico di armi, esseri umani e droghe illegali;

185. sollecita la prosecuzione delle riunioni consultive congiunte e annuali del Comitato politico e di sicurezza dell'Unione europea e del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, con l'obiettivo di ampliare la portata della cooperazione attraverso visite congiunte sul campo, sessioni congiunte, lo sviluppo di una comprensione comune e di analisi condivise sulle situazioni di crisi, nonché con l'obiettivo di vagliare le possibilità di un'azione congiunta in fase precoce come soluzione ottimale per stabilire un partenariato strategico attuabile;

186. ricorda che l'Africa ospita il più alto numero di operazioni di sostegno alla pace al mondo, alle quali apporta il maggiore contributo in termini di truppe e polizia; sottolinea la necessità di adattare le operazioni di sostegno alla pace in tutta l'Africa alla nuova realtà della COVID-19, in modo da proteggere adeguatamente sia i cittadini che il personale delle suddette operazioni; rileva la necessità di garantire un finanziamento adeguato per le suddette missioni, in considerazione del timore di un'imminente crisi economica e di una riduzione dei finanziamenti disponibili;

187. invita l'UE ad assicurare che le missioni PSDC siano pianificate in modo efficace, responsabile e solido, con operazioni efficienti e mandati più forti, legati a una sostanziale volontà politica, il cui obiettivo sia risolvere i conflitti anziché congelarli;

188. incoraggia il SEAE ad essere più presente, per mezzo di delegazioni dell'UE, in tutto il continente, in particolare nei principali Stati membri dell'UA, in modo da favorire ulteriormente le relazioni bilaterali e regionali dell'UE e garantire uno scambio adeguato con i pertinenti portatori di interessi; sottolinea che questi stretti legami rappresentano la base per garantire partenariati globali adeguati e ben strutturati nonché risposte ad hoc; invita il SEAE a migliorare significativamente la sua strategia in materia di media e comunicazione, non solo come strumento di sensibilizzazione in merito agli sforzi profusi dall'UE nelle rispettive regioni, ma anche per accrescere la consapevolezza e il sostegno tra i cittadini dell'UE ai fini di una maggiore cooperazione UE-Africa;

189. ricorda l'importanza di coordinare la strategia UE-Africa con le Nazioni Unite, la NATO, l'OSCE e altri paesi che condividono gli stessi orientamenti, come gli Stati Uniti d'America, il Canada, il Regno Unito, l'Australia e il Giappone.

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190. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


MOTIVAZIONE

Un partenariato rinnovato in un mondo in crisi 

L'Africa si rivela agli occhi del mondo. Terra di sfide, ma soprattutto di opportunità, l'Africa ha davanti a sé un ventaglio sempre più ampio di potenziali partner. L'Europa, il suo alleato storico, deve ora rinnovare il proprio approccio, ma anche la propria narrazione, se vuole essere in grado di far fronte alle grandi trasformazioni che questo continente di 1,3 miliardi di abitanti sta vivendo. 

Il processo è in corso: le recenti visite del Presidente del Consiglio europeo, della Presidente della Commissione europea e di una nutrita delegazione di Commissari europei alla sede dell'Unione africana testimoniano la volontà di riconoscere tutta l'importanza del partenariato con l'Africa nell'agenda politica europea. È in atto una revisione totale delle nostre relazioni.

Se la natura e l'ampiezza delle conseguenze della pandemia di COVID-19 sono ancora sconosciute, è chiaro più che mai che esse avranno un impatto su tale processo. La pandemia ci ha rivelato la nostra interconnessione e la nostra comune vulnerabilità. Pur rimanendo fedeli alle priorità dei due continenti, le nostre relazioni dovranno adeguarsi alle nuove esigenze di un mondo post-COVID-19.

Il parere degli africani e degli europei è unanime: la crisi che stiamo vivendo deve stimolarci a gettare le basi per un rilancio incentrato sullo sviluppo umano e sull'accelerazione della transizione verde e di quella digitale. Inclusione e solidarietà saranno le parole d'ordine di questo rilancio: la lotta contro le disuguaglianze deve divenirne un elemento trasversale. Gli investimenti e la crescita economica dovranno integrarsi in un quadro più ampio, incentrato principalmente sullo sviluppo sostenibile delle nostre società e su una migliore ridistribuzione della ricchezza creata. Per tutte queste ragioni, dovremo avanzare insieme e dotarci di strategie concertate e obiettivi concreti.

A cominciare da quella che è la condizione essenziale per lo sviluppo umano: la salute. La salute deve essere posta al centro della nostra relazione, con la protezione sociale come priorità assoluta. Sulla scia della crisi della COVID-19, la cooperazione tra i nostri due continenti dovrà essere rafforzata al fine di migliorare la salute delle popolazioni e le nostre capacità di anticipare le future crisi sanitarie.

Inoltre, l'impatto della COVID-19 in Africa rischia di aumentare ulteriormente le disuguaglianze e di far precipitare intere popolazioni nella povertà. Saranno pertanto le conseguenze sociali della crisi, ma anche il suo impatto sull'economia, sulla produzione agricola e sulla sicurezza alimentare, nonché sulla situazione della sicurezza, a dover essere debitamente tenuti in considerazione; tali fattori dovrebbero inoltre stimolare i due continenti a rafforzare la loro cooperazione in questi settori chiave.

Più in generale, è quindi la resilienza delle società alle varie crisi che dovrà essere al centro dell'attenzione. La riflessione sui modelli di protezione sociale dovrà pertanto essere intensificata, in particolare per quanto riguarda un reddito di base universale.

La relatrice desidera inoltre sottolineare l'importanza dell'invito congiunto di 18 leader africani ed europei a favore di una moratoria sul servizio del debito.

Nonostante l'attuale crisi sanitaria, la crisi ambientale deve rimanere fra le priorità all'agenda politica. L'Africa non è la causa del cambiamento climatico, ma è una delle sue prime vittime. L'Europa, in quanto garante dell'accordo di Parigi, deve sostenerla nella transizione verso un'economia verde e incoraggiare lo sviluppo del suo potenziale di produzione di energie rinnovabili e di un'agricoltura sostenibile. Sebbene le sfide e le opportunità legate al clima siano diverse nei i due continenti, l'Africa e l'Europa devono collaborare nella transizione verde incoraggiando l'innovazione, il trasferimento di tecnologie e la condivisione delle esperienze.

L'altra dimensione della crisi ambientale è quella della biodiversità. L'Africa ospita ecosistemi eccezionali, ma la perdita di biodiversità è un problema drammatico e irreversibile. Al di là dell'impatto diretto sulla fauna e la flora, la distruzione della biodiversità, compresa la biodiversità marina, comporta problemi di sicurezza e di governance, ma anche minacce per la salute umana. Di fronte all'emergenza, i nostri continenti devono pertanto sostenere l'adozione di un quadro globale capace di unire gli sforzi di tutti per preservare la biodiversità del nostro pianeta.

Siamo partner in un mondo in crisi e abbiamo l'enorme responsabilità di plasmare il mondo di domani. Tale obiettivo sarà conseguito grazie alla diplomazia verde e alla conclusione di un "Green Deal" tra Africa e UE per il clima e la biodiversità.

Il rilancio incentrato sullo sviluppo umano passerà innanzitutto attraverso l'istruzione, la gioventù e l'occupazione. La formazione, un prerequisito per l'emancipazione e l'occupabilità dei giovani, dovrà adeguarsi ai cambiamenti che le nostre società stanno vivendo. In particolare, i settori verdi e la rivoluzione digitale ci impongono di cambiare passo nel settore della ricerca e dell'innovazione. I nostri continenti devono poter contare su giovani con un alto grado di istruzione per costruire società sostenibili e inclusive. 

Un altro pilastro dello sviluppo umano è la parità di genere. In Africa, come in Europa, la lotta alle discriminazioni e alla violenza nei confronti delle donne e delle ragazze è una lotta permanente. Nessuna società può svilupparsi, fintantoché persistono le violazioni dei loro diritti e gli ostacoli alla loro emancipazione. Per quanto riguarda l'accesso all'istruzione, alla terra e al credito, i nostri continenti devono impegnarsi a garantire che le donne e le ragazze godano finalmente di pari opportunità rispetto agli uomini e ai ragazzi. L'Africa e l'Europa dovranno concordare una tabella di marcia concreta per raggiungere tale obiettivo.

La promozione di società più inclusive e più eque richiederà una cooperazione rafforzata in materia di governance e diritti umani. I valori devono costituire la spina dorsale del nostro partenariato: senza di essi, nessuna delle summenzionate sfide potrà essere colta. In Africa e in Europa c'è ancora troppa discriminazione, che rovina la vita delle persone e spezza la coesione sociale. Le popolazioni più vulnerabili e più emarginate dovranno essere sostenute, affinché tutti possano vivere dignitosamente. Poiché un giorno saranno i giovani a guidare le nostre società, dobbiamo offrire nuove opportunità ai giovani africani ed europei per scambiarsi idee ed esperienze sui temi della governance e dei diritti umani, ad esempio attraverso piattaforme virtuali.

A tale proposito, la relatrice desidera ricordare l'importanza della digitalizzazione quale strumento di progresso, di inclusione e di sviluppo. Il ruolo della digitalizzazione come strumento al servizio dello sviluppo umano è particolarmente evidente nel continente africano. Nel corso dell'epidemia di COVID-19 vi è stata un'impennata negli scambi via Internet e sebbene le frontiere fossero chiuse, non sono mai state così permeabili grazie alla digitalizzazione. La trasformazione digitale rivela molti talenti, spazza via gli ostacoli e alimenta straordinarie potenzialità di innovazione in Africa. Se non vuole essere superata, l'Europa deve impegnarsi con l'Africa in tutti i settori dove il digitale possa aumentare il benessere delle persone, in particolare nella sanità, nell'istruzione, nella governance, nella transizione verde e nell'inclusione finanziaria, ad esempio mediante i pagamenti tramite dispositivi mobili.

Infine, la forza del nostro partenariato rinnovato dovrà permetterci di aumentare la visibilità e la coerenza della nostra azione sulla scena internazionale. Dieci anni ci separano dalla scadenza dell'Agenda 2030 e dei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, e nonostante l'azione multilaterale sia sottoposta a forti pressioni, è più che mai necessario unire le nostre forze.

Un partenariato che unisce i continenti e i popoli

Solo un processo inclusivo che contempli le fasi di elaborazione, attuazione e valutazione della strategia consentirà a tutti i soggetti interessati di partecipare effettivamente al processo in entrambi i continenti. Per attribuire il pieno significato alla parola "partenariato", l'Europa deve sviluppare questa strategia con l'Africa e non per l'Africa.

Il prossimo vertice Africa-UE dovrebbe pertanto consentire a entrambi i continenti di definire le proprie priorità comuni e, in tale processo, la visione africana dovrà trovare tutto lo spazio che merita.

Sarà quindi necessario concretizzare, giorno dopo giorno, l'idea di un partenariato tra pari, con progetti concreti che rispondano alle esigenze delle popolazioni. Il successo del nostro partenariato dipenderà da un quadro preciso di attuazione, con una chiara ripartizione delle responsabilità, e da una valutazione continua da parte dei soggetti interessati.

La comunicazione congiunta della Commissione europea e del Servizio europeo per l'azione esterna, pubblicata il 9 marzo 2020, avvia il processo gettando le basi per una riflessione che dovrà essere quanto più possibile inclusiva

La presente relazione ha tratto ispirazione e motivazione da numerosi sopralluoghi, per far sì che rispecchiasse le realtà dell'Africa. La relatrice si è recata in diversi paesi africani e ha parlato con le persone, per capire quali fossero le loro aspettative e per poter dar loro voce. La relatrice ha chiesto ai portatori di interessi africani come vedono il ruolo dell'Europa e che cosa i nostri popoli abbiano da offrirsi vicendevolmente.

Sono stati consultati capi di Stato, ministri, autorità pubbliche, la società civile, giovani, donne, il mondo accademico, gruppi di riflessione, attori dello sviluppo, il settore privato, rappresentanti dell'Unione africana, le Nazioni Unite nonché le delegazioni dell'UE. Lungi dal voler promuovere un'idea europea del partenariato, il filo conduttore delle consultazioni è stata la visione africana

Dopo numerose visite ricche di scambi in Togo, Marocco ed Etiopia, l'epidemia di coronavirus ha interrotto lo svolgimento delle altre visite previste. La relatrice ha pertanto proseguito le consultazioni attraverso videoconferenze con numerosi interlocutori in Sud Africa, Nigeria, Ruanda, Senegal e Kenya. Questi otto paesi erano stati selezionati per rispecchiare la diversità dell'Africa.

Da tutti i colloqui è emerso con evidenza che l'Europa rimane il principale alleato dell'Africa. I nostri partner africani hanno espresso la volontà di costruire un'alleanza sempre più solida con il nostro continente, per garantire la pace, la stabilità e la prosperità in entrambi i continenti.

Un partenariato inclusivo e aperto che riconosca l'Africa in tutta la sua diversità

Già da diversi anni la nostra relazione con l'Africa è troppo spesso ridotta al problema della migrazione, al punto da escludere i vari altri aspetti del nostro partenariato. Certo, è necessario affrontare la questione della migrazione, ma la relatrice ha preferito concentrarsi su altre questioni chiave che rappresentano la ricchezza della nostra relazione con il continente africano.

Al centro della presente relazione vi sono, dunque, il ruolo del nostro partenariato sulla scena internazionale, lo sviluppo umano, la lotta contro le disuguaglianze, l'emancipazione delle donne e dei giovani, la trasformazione digitale, l'agricoltura sostenibile e la transizione verde. Saranno queste tematiche a definire il dialogo, di importanza vitale, tra le diverse componenti della società africana e di quella europea.

L'Africa, in tutta la sua diversità e la sua volontà di realizzare le potenzialità che i suoi giovani, le sue donne, i suoi talenti rappresentano, avrà un impatto decisivo sul futuro del mondo. L'Europa l'ha capito bene: l'Africa è un alleato di prim'ordine, un partner determinante. 

Ma se l'Europa tende la mano al continente africano, essa deve rivolgersi anche agli europei, in particolare alle giovani generazioni, e stimolare il loro entusiasmo per conoscere, ma soprattutto capire l'Africa e riconoscere il nostro destino comune. Oltre ai vertici e alle riunioni al più alto livello politico, saranno gli scambi tra le persone, in particolare i giovani, le donne, la società civile, gli imprenditori, gli agricoltori, il personale accademico, gli scienziati, i medici e gli artisti, ad apportare energia vitale alla nostra relazione rinnovata.

Questo partenariato globale deve innanzitutto concentrarsi sulle persone e promuovere sempre più la comprensione reciproca. Questa sarà la chiave di un futuro condiviso.


 

POSIZIONE DI MINORANZA

Bernhard Zimniok

La strategia dell'UE per l'Africa deve essere respinta: la Commissione non ha effettuato alcuna analisi delle conseguenze della strategia per l'Europa in relazione all'immigrazione massiccia proveniente dall'Africa; la strategia si basa su una narrazione errata; in sede di elaborazione della strategia, la Commissione non ha incontrato i rappresentanti delle comunità locali in seno agli Stati membri, ma principalmente rappresentanti del vasto settore economico legato all'immigrazione, organizzazioni internazionali e rappresentanti africani. La Commissione dichiara che la strategia è un documento politico e che pertanto non può, di per sé, agevolare la migrazione; questo, nonostante il fatto che l'obiettivo della strategia sia quello di spianare la strada all'immigrazione di massa dall'Africa all'Europa, sulla base dell'affermazione errata secondo cui la storia e il futuro dell'Europa e dell'Africa sono interconnessi. Inoltre, la presente relazione non tratta il controllo della strategia; infine, non è stato consultato un numero rappresentativo di organizzazioni locali negli Stati membri. La strategia contiene i capisaldi del patto sulla migrazione delle Nazioni Unite, che non tutti gli Stati membri hanno accettato; pertanto, la strategia è invalidata dalle sue stesse proposte. Con una prospettiva iniziale di 60-70 milioni di persone in arrivo dall'Africa (contando solo gli adulti), questa strategia non costituirà una politica per rafforzare le nazioni europee, bensì per cancellarle dalle carte geografiche, come pure dalla storia.


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI ESTERI (23.9.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per lo sviluppo</CommissionInt>


<Titre>su una nuova strategia UE-Africa - un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo</Titre>

<DocRef>(2020/2041(INI))</DocRef>

Relatrice per parere (*): <Depute>Anna Fotyga</Depute>

 (*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per gli affari esteri invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. accoglie con favore la comunicazione congiunta della Commissione e del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR), del 9 marzo 2020, dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa" e la ritiene un passo avanti verso un vero e proprio partenariato geopolitico; sottolinea che l'Europa e l'Africa sono situate in stretta prossimità geografica, hanno forti legami forti storici, culturali e socio-economici che sono sempre più accentuati dall'aumento delle numerose sfide e dei numerosi interessi strategici condivisi, che spaziano dalla promozione dei diritti umani e della democrazia al riscatto delle comunità dalla povertà, garantendo condizioni di vita dignitose e assicurando opportunità economiche, lo sviluppo sostenibile o la buona governance, passando per le potenzialità offerte dalla migrazione in termini di significative opportunità di lavoro e di sviluppo, il rafforzamento delle relazioni commerciali e di investimento, la sicurezza, la risposta al terrorismo, come pure la lotta alla criminalità organizzata e alla tratta di esseri umani, la riforma delle istituzioni multilaterali e del commercio globale, l'ambiente, la sicurezza alimentare, l'accesso all'acqua, la crescita demografica, l'urbanizzazione, le questioni energetiche, la promozione della sanità pubblica, l'accesso all'assistenza sanitaria e i cambiamenti climatici; sottolinea che le relazioni dell'UE con l'Africa sono estremamente importanti per il futuro di entrambi i continenti, la cui prosperità è strettamente collegata, il che richiede un approccio olistico a livello di continente africano in grado di conciliare questi aspetti divergenti in una strategia globale coerente, misurata in termini di risultati, monitorata e valutata su base continuativa; chiede una maggiore coerenza tra le politiche dell'UE, un'assegnazione delle risorse dell'UE orientata ai risultati e una rinnovata alleanza politica, che non deve esclusivamente risolversi nella tradizionale cooperazione allo sviluppo e umanitaria, al fine di elevare veramente il nostro partenariato al suo pieno potenziale;

2. rammenta che, secondo il Centro per la ricerca sull'epidemiologia dei disastri (CRED), nel 2019 quasi 16,6 milioni di africani sono stati colpiti da eventi meteorologici estremi, il 195 % in più rispetto al 2018, e che i disastri naturali hanno un impatto negativo sulle vite, sui mezzi di sostentamento, sulle abitazioni e sugli ecosistemi, oltre che sulla macroeconomia;

3. sottolinea che il partenariato UE-Unione africana (UA) può avere esiti positivi solo se si configura come un reale partenariato tra pari, ovvero più equilibrato, più equo e costruttivo, fondato sulla propria responsabilità e solidarietà e su una visione comune per il nostro futuro; rinnova dunque il suo invito a realizzare un vero partenariato "da continente a continente" tra l'Unione europea e l'Unione africana; ricorda che l'Africa è il nostro vicino più prossimo, popolato da oltre un miliardo di abitanti, che, secondo le stime, più della metà della crescita demografica mondiale entro il 2050 avverrà in Africa e che sei delle dieci economie a più rapida crescita del mondo sono africane; sottolinea che l'UE e suoi Stati membri sono il principale partner dell'Africa sotto ogni aspetto in termini di investimenti, commercio, aiuto allo sviluppo, assistenza umanitaria e sicurezza; osserva tuttavia che questa crescente cooperazione deve ancora tradursi in una comprensione condivisa o in un partenariato strategico praticabile, in linea con gli interessi comuni, il potenziale di crescita, la prossimità geografica e i legami secolari tra due continenti; sottolinea che il processo di sviluppo sostenibile nel continente africano è di fondamentale importanza per la prosperità, la stabilità e la sicurezza sia dell'UE che dell'Africa, che sono condizioni essenziali per lo sviluppo economico e sociale degli africani, come identificato negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite; sottolinea che l'UE deve essere fiduciosa nel creare un approccio innovativo e moderno alla sua politica per l'Africa sulla base di una chiara comprensione delle responsabilità e dei rispettivi e reciproci interessi, che avvalori la completezza e la maturità delle loro relazioni; è fermamente convinto che il nostro partenariato debba basarsi su posizioni e priorità chiare identificate dai nostri partner africani e, in quest'ottica, ritiene che il prossimo sesto vertice tra l'Unione africana e l'UE, previsto per questo autunno, offra al giusto momento l'opportunità di ascoltare i partner africani, di scambiare richieste e proposte reciproche e di definire obiettivi comuni per integrarli nella nuova strategia congiunta reciprocamente vantaggiosa che riflette gli interessi di entrambe le parti e consolida gli stretti legami che uniscono i due continenti;

4. evidenzia l'urgente necessità di rafforzare le sinergie e la coerenza tra tutti i quadri giuridici e politici su cui si basano le relazioni UE-Africa per renderle più efficaci e sostenibili, con un partenariato a lungo termine, pluridimensionale e multisettoriale più forte, che dovrebbe anche tradursi in una più stretta cooperazione politica basata su uguaglianza, fiducia, rispetto reciproco, solidarietà, sovranità, valori condivisi e su una visione comune per il nostro futuro; sottolinea, a tale proposito, l'importanza dei diritti umani, della democrazia, della pace e della sicurezza, nonché della buona governance, dello sviluppo sostenibile, dello Stato di diritto, di elezioni libere ed eque, di transizioni di potere pacifiche e basate sul diritto nei paesi africani e dell'uguaglianza di genere quali basi necessarie per un partenariato UE-Africa sostenibile, inclusivo e reciprocamente vantaggioso; sottolinea che un forte partenariato UE-Africa necessita di una forte Unione africana; evidenzia l'importante ruolo svolto dall'UE nell'aiutare l'Unione africana a esercitare il suo mandato in modo più efficace, nel consolidare la pace e la sicurezza in tutto il continente nonché nel guidare il progresso dell'integrazione continentale e l'istituzionalizzazione dell'Unione africana, compreso il parlamento panafricano, attraverso la condivisione delle migliori pratiche e l'assistenza tecnica e finanziaria; accoglie con favore la proposta di un programma panafricano nel contesto del nuovo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale (NDICI), che affronti le sfide del continente africano nel suo complesso;

5. ribadisce il suo sostegno all'Africa nei principali processi di integrazione a livello regionale, continentale e internazionale e rileva che l'Europa e l'Africa condividono l'interesse di cooperare sul multilateralismo e sulle sfide comuni, che possono essere affrontate efficacemente solo insieme; sottolinea la necessità di superare le divergenze, laddove presenti, segnatamente in settori di grande importanza strategica, come il rispetto delle norme e delle prassi internazionali in materia di commercio, diritti umani, giustizia sociale, uguaglianza di genere, sviluppo sostenibile e la posizione in seno alle organizzazioni internazionali; è del parere che un partenariato olistico da continente a continente dovrebbe anche consentire un'ulteriore regionalizzazione; ribadisce il suo costante sostegno all'integrazione regionale e alle organizzazioni regionali, quali ECOWAS (Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale), CEMAC (Comunità economica e monetaria dell'Africa centrale), EAC (Comunità dell'Africa orientale), SADC (Comunità di sviluppo dell'Africa australe), IGAD (Autorità intergovernativa per lo sviluppo) ed ECCAS (Comunità economica degli Stati dell'Africa centrale), nonché la ICGLR (Conferenza internazionale sulla regione dei Grandi Laghi); è del parere che l'UE debba mantenere approcci flessibili da paese a paese e a livello subregionale che ne misurino l'impegno e il sostegno in linea con le esigenze e le circostanze specifiche di ciascun paese all'interno delle cinque regioni dell'Africa; chiede un aggiornamento delle varie politiche regionali dell'UE nei confronti delle subregioni africane, tra cui il Nord Africa, il Golfo di Guinea, il Sahel, i Grandi Laghi e il Corno d'Africa; si rammarica del fatto che, trascorsi 25 anni dall'avvio del cosiddetto processo di Barcellona, la costruzione di uno spazio di prosperità condivisa, di stabilità e libertà con gli Stati mediterranei del vicinato meridionale sia lungi dall'essere conclusa;

6. osserva l'importanza di attuare la African Mining Vision (Prospettiva africana in materia di sfruttamento minerario) adottata nel 2009 dai capi di Stato e di governo africani per garantire uno sfruttamento trasparente, equo e ottimale delle risorse minerarie;

7. ricorda il ruolo fondamentale che l'Unione Africana e gli Stati africani svolgono nelle organizzazioni multilaterali, come in particolare le Nazioni Unite, dove gli Stati africani rappresentano il 28 % dei membri, e sottolinea quindi l'importanza di approfondire ulteriormente le nostre relazioni politiche al fine di riformare gli organi decisionali multilaterali per renderli più giusti e rappresentativi, aspetto indispensabile per trovare soluzioni alle nostre comuni sfide globali;

8. si compiace dei cinque partenariati inclusi nella nuova strategia proposta; ritiene inoltre che questa debba essere aggiornata affinché tenga conto delle esigenze sanitarie ed economiche dell'Africa per far fronte alla crisi COVID-19; chiede un impegno forte, coerente e costante dell'UE a favore della sicurezza, della stabilità e dello sviluppo dell'Africa, anche promuovendo la transizione verde e l'accesso all'energia, la trasformazione digitale, la crescita sostenibile e l'occupazione, la pace e la governance, nonché un approccio equilibrato e globale alla migrazione e alla mobilità; riconosce che sono stati compiuti sforzi per includere le voci e gli interessi dei nostri partner africani, ma rileva anche che alcune voci hanno espresso disappunto per una percepita mancanza di comunicazione con alcuni partner africani prima della pubblicazione della strategia; sottolinea, tuttavia, la necessità di definire chiaramente le modalità di attuazione della nuova strategia e di indicare le competenze destinate ai vari attori dell'UE; sottolinea l'importanza delle relazioni future con l'Africa e il fatto che richiedono un ampio coinvolgimento delle società civili di entrambi i continenti; chiede una maggiore partecipazione a tutti i livelli, comprese le organizzazioni non governative (ONG), le imprese, il mondo accademico, i gruppi di riflessione, le istituzioni culturali e religiose, i sindacati e altri; accoglie con grande favore i segnali inviati dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, mirati a rendere le relazioni con l'Africa un elemento centrale del suo mandato; si compiace, a tale riguardo, del fatto che la prima visita della nuova presidente della Commissione sia stata in Africa e auspica incontri e contatti ad alto livello con maggiore frequenza; ritiene che tali incontri personali ai massimi livelli siano di importanza fondamentale, poiché non solo favoriscono i legami personali, ma sensibilizzano anche l'opinione pubblica sul partenariato nei rispettivi media nazionali; auspica pertanto un'ulteriore intensificazione dei suddetti incontri e scambi ad alto livello, compresi i forum e gli incontri delle imprese e della società civile; deplora che la comunicazione non esponga chiare proposte di approcci coordinati tra l'UE e l'UA mediante cui le sfide comuni potrebbero essere affrontate in maniera congiunta nei sistemi multilaterali (ad esempio, le Nazioni Unite); sottolinea che il VP/AR e le missioni dell'UE nelle capitali di tutto il continente africano dovrebbero essere più attive nel presentare gli obiettivi politici dell'UE; incoraggia i gruppi di riflessione e il mondo accademico europei a cooperare più attivamente con i loro omologhi africani; sottolinea la necessità di adottare, nel quadro del partenariato Africa-UE, un approccio coordinato e globale, sia tra l'UE e l'UA, che tra l'UE e i suoi Stati membri, come previsto dall'articolo 210 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea; invita l'UE a intensificare questa prospettiva comune in vista del prossimo vertice UE-Africa previsto per il 2020;

9. osserva che il potenziale dell'Africa attira sempre più l'interesse di molti attori sulla scena mondiale ed esprime preoccupazione poiché diverse zone dell'Africa sono diventate un nuovo terreno di competizione per le grandi potenze; sottolinea che l'UE è tra i primi ad aiutare il continente africano, mentre le politiche distruttive attuate da altri attori arrecano danni alle nazioni africane, con conseguenze negative anche per l'UE; sottolinea che l'UE, nelle sue relazioni politiche ed economiche con i paesi terzi, è motivata essenzialmente dalla promozione dei diritti fondamentali e dal sostegno alle istituzioni democratiche e alla responsabilità democratica; ritiene che attori terzi, tra cui la Cina, perseguano altri obiettivi che talvolta destano preoccupazioni; sottolinea che il nostro obiettivo è quello di rafforzare la resilienza e l'indipendenza dei nostri partner africani; esprime pertanto rammarico per il fatto che le azioni di altri attori, in particolare Cina e Russia, perseguano i propri interessi geopolitici e si concentrino su un crescente multilateralismo; sottolinea che i loro benefici vanno a scapito della sovranità dei paesi africani e della sicurezza europea; invita l'UE a coordinarsi con ciascun paese realmente interessato a uno sviluppo prospero e positivo a lungo termine del continente africano sulla base del pieno rispetto dei diritti umani, della libertà e responsabilità dei media, di una governance trasparente e reattiva e della lotta alla corruzione, elementi essenziali per garantire un ambiente politico, sociale ed economico in Africa che sia stabile e inclusivo; invita l'UE a elaborare una risposta strategica e a lungo termine all'iniziativa cinese Belt and Road, che dovrebbe ispirarsi ai nostri valori condivisi nonché alle priorità e alle esigenze espresse dai nostri vicini africani; sottolinea che l'UE e i suoi Stati membri devono divenire fonte di stabilità e affidabilità nella regione; ritiene che l'Unione europea debba svolgere un ruolo geopolitico più preminente in Africa e stabilire relazioni che tengano conto del bene comune;

10. è del parere che la strategia UE-Africa debba includere altresì misure volte ad assistere i paesi africani nella conversione della loro ricchezza di risorse minerarie in un reale sviluppo e chiede la revisione dell'efficacia delle misure esistenti, anche per quanto concerne il discutibile sfruttamento da parte di Cina e Russia; invita la Commissione e i partner africani ad attuare correttamente le misure previste dal regolamento sui minerali originari di zone di conflitto[11] e a pubblicare senza indugio l'elenco delle imprese al di fuori dell'UE che non soddisfano i requisiti stabiliti dal regolamento; sottolinea i punti di forza dell'Europa (ossia trasparenza, alta qualità dei beni e dei servizi e governance democratica) e confida nel fatto che l'appello a questi valori fondamentali sia una valida alternativa ai modelli autoritari;

11. rammenta che il settore estrattivo svolge un ruolo importante nelle economie di numerosi paesi africani ed è soggetto a un'ineguale interdipendenza delle risorse con l'Europa, cui si dovrebbe porre rimedio affrontando la questione dei flussi illeciti in uscita del gettito fiscale e di royalties nel settore estrattivo attraverso la direttiva sulla trasparenza e la direttiva contabile[12];

12. si compiace del fatto che l'UE ritenga la pace e la sicurezza in Africa una condizione chiave per lo sviluppo sostenibile e che l'Unione sia impegnata a "garantire all'Africa un maggiore sostegno in collaborazione con la comunità internazionale"; condivide il parere secondo cui la questione della sicurezza in Africa è di grande importanza per lo sviluppo del continente, sostenuto da organizzazioni regionali e internazionali, mentre gli Stati africani sono i principali garanti della propria sicurezza; invita pertanto l'UE a proseguire gli sforzi per cooperare con i partner africani nell'ulteriore sviluppo di un'architettura africana di pace e sicurezza (APSA) per raggiungere la pace e la stabilità a lungo termine e superare le crisi e i conflitti nel continente attraverso un approccio integrato che si avvalga di tutti gli strumenti disponibili, compreso il sostegno allo sviluppo delle capacità africane di sicurezza e di difesa e alle loro operazioni militari, alle missioni civili, ai progetti di consolidamento della pace e di smilitarizzazione, al rispetto dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale e all'indipendenza e sovranità dei paesi africani, nonché il sostegno alle iniziative dell'UA, alle organizzazioni regionali come l'ECOWAS e il G5 Sahel; incoraggia gli Stati membri a prender parte alle missioni e alle operazioni dell'UE e plaude agli sforzi bilaterali volti a contribuire alla stabilità e alla pace; esorta in tal senso il Consiglio ad approvare immediatamente lo strumento europeo per la pace al fine di fornire un'assistenza più completa ai partner africani nelle regioni colpite dai conflitti; pone l'accento sull'importanza della cooperazione multilaterale e in particolare trilaterale tra l'UA, l'UE e le Nazioni Unite nell'ambito della sicurezza locale, regionale e internazionale, nonché del ruolo degli attori della società civile nel mantenimento e nel consolidamento della pace; ricorda, in tale ottica, che la riforma del settore della sicurezza, la riforma della giustizia, la buona governance, la responsabilità democratica e la protezione dei civili sono una condizione preliminare per conquistare la fiducia delle popolazioni nei loro governi e nelle loro forze di sicurezza; sottolinea inoltre il nesso civile-militare e la necessità di migliorare la semplificazione di entrambe le componenti delle missioni della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); è a favore dell'approccio sempre più proattivo adottato dalle organizzazioni di sicurezza cooperative regionali ai fini della completa operatività dell'architettura africana di pace e di sicurezza (APSA), che mette a disposizione dell'Unione africana e delle organizzazioni regionali gli strumenti atti a prevenire, gestire e risolvere i conflitti; si compiace in particolare di iniziative quali il G5 Sahel, considerato il suo ruolo sempre più indispensabile nell'intraprendere azioni decisive finalizzate a garantire la pace e la sicurezza delle nazioni africane nel loro vicinato, e invita la Commissione e gli Stati membri ad accrescere il sostegno politico, finanziario, operativo e logistico al G5 Sahel; sottolinea che, per garantire livelli di sicurezza e di sviluppo appropriati, i paesi africani devono disporre di adeguate capacità in tutti i settori essenziali, soprattutto per quel che riguarda la sicurezza e la difesa; invita l'Unione europea a coordinare le iniziative di sviluppo e sicurezza in cui è coinvolta nel continente africano, nell'ambito di una strategia integrata che includa la buona governance, la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e l'uguaglianza di genere, prestando particolare attenzione alle regioni in cui le vulnerabilità e le tensioni sono più marcate; plaude alla cooperazione instaurata tra l'Unione europea e l'Africa nella lotta al terrorismo e ai gruppi armati conformemente al diritto internazionale; chiede, nel contesto delle politiche di lotta al terrorismo, l'istituzione di processi decisionali più trasparenti, una maggiore aderenza a un approccio basato sui diritti umani e un maggiore impegno con le comunità interessate dalle suddette misure;

13. sottolinea il ruolo fondamentale svolto dal Sahel sotto il profilo strategico e della sicurezza; esprime, in quest'ottica, il suo pieno appoggio alla fondazione del G5 Sahel nel 2014 come anche alla forza congiunta del G5 (G5 Force Conjointe), creata nel 2017 per contrastare le minacce alla sicurezza nella regione;

14. sottolinea che i mandati della missione della PSDC sono globali e mirano, tra l'altro, a promuovere la riforma del settore della sicurezza, a portare avanti la riforma della giustizia, a rafforzare la formazione militare e di polizia nonché a favorire la vigilanza; sottolinea l'urgente necessità di migliorare la politica di comunicazione delle missioni PSDC e la pianificazione strategica globale dell'UE, al fine di aumentare la visibilità delle azioni dell'UE e il suo obiettivo di salvaguardare la sicurezza e il benessere delle popolazioni africane;

15. sottolinea il ruolo speciale delle entità religiose in Africa che svolgono regolarmente attività di mediazione durante i conflitti, con le quali occorre dialogare e cooperare, in special modo nelle zone di conflitto, dato che il dialogo interreligioso può contribuire alla pace e alla riconciliazione;

16. prende atto che la comunicazione mira a rafforzare il sostegno dell'UE agli sforzi di pace in Africa attraverso una forma di cooperazione più strutturata e strategica, che ponga al centro le regioni africane in cui le tensioni sono più marcate, e chiede che le strategie specifiche nelle regioni in conflitto siano considerate prioritarie; incoraggia l'UE e i suoi Stati membri a proseguire la ripartizione degli oneri con le organizzazioni e i partner internazionali, ivi compresi gli alleati e gli Stati africani che fungono da alleati affidabili contro il terrorismo, come il Kenya, il Marocco, la Nigeria, il Ghana e l'Etiopia; invita a consolidare le relazioni dell'UE con questi Stati cardine; invita l'UE ad assistere ulteriormente i partner africani nel rafforzare le capacità delle loro istituzioni e forze di sicurezza, onde fornire ai loro cittadini servizi di sicurezza e di applicazione della legge efficaci e sostenibili, anche attraverso lo strumento europeo per la pace e le sue missioni PSDC, e invita l'Unione europea a concentrare l'attenzione su un approccio integrato ai conflitti e alle crisi, e ad agire in tutte le fasi del ciclo dei conflitti, a partire dalla prevenzione, fino alla gestione e alla risoluzione dei conflitti;

17. sottolinea che l'obiettivo del sostegno dell'UE nel settore della sicurezza africana è incoraggiare la titolarità africana in materia di sicurezza e di difesa; ritiene che l'Unione africana e gli Stati africani siano attori fondamentali con cui l'UE è impegnata in maniera significativa al fine di conseguire congiuntamente lo sviluppo sostenibile e la sicurezza umana; accoglie con grande favore, a tal proposito, i piani dell'Unione africana di inviare 3 000 soldati a sostegno del G5 Sahel, e lo interpreta come un segnale del fatto che l'UA e l'UE stanno in effetti perseguendo obiettivi di sicurezza analoghi, basati su obiettivi e responsabilità condivisi; accoglie con favore, a tal proposito, le osservazioni formulate dal VP/AR Borrell al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 28 maggio 2020, quando ha parlato di "trovare soluzioni africane ai problemi africani";

18. ribadisce il proprio sostegno alle missioni di pace delle Nazioni Unite nel continente africano e invita i principali attori, in particolare gli Stati Uniti d'America, la Russia, la Cina e il Regno Unito, a unirsi agli sforzi profusi dall'UE per mediare e promuovere la cooperazione e la pace sostenibile in tutto il continente africano; ribadisce a tale riguardo la volontà dell'UE di apportare maggior sostegno alle missioni delle Nazioni Unite e di migliorare il coordinamento tra le diverse missioni delle Nazioni Unite e dell'UE;

19. ricorda l'importanza del ruolo della Corte penale internazionale (CPI) nella lotta all'impunità e nel sostegno ai valori di pace, sicurezza, uguaglianza, equità, giustizia e compensazione; chiede all'UE e agli Stati africani di continuare a sostenere lo statuto di Roma e la CPI; chiede a tutti gli Stati africani che ancora non l'abbiano fatto di firmare e ratificare lo statuto di Roma;

20. sottolinea la necessità e l'urgenza per l'UE di affrontare l'inasprirsi dell'insurrezione terroristica nel Mozambico settentrionale, che ha già causato oltre 1 000 morti e costretto circa 200 000 persone a fuggire dalle proprie abitazioni, e che rappresenta una grave minaccia anche per la regione dell'Africa australe; esorta il VP/AR a offrire il sostegno dell'UE al Mozambico e ai suoi cittadini; sottolinea che una mancata reazione da parte dell'UE può indurre altri attori internazionali ad assumere il ruolo guida che l'Unione intende svolgere nel continente;

21. sottolinea che le conseguenze socio-economiche della COVID-19 potrebbero avere un pesante impatto sugli Stati africani e ribadisce dunque il suo invito a fornire un maggior sostegno nel settore sanitario a tutti gli Stati africani che lo abbiano richiesto; sostiene fermamente la forte risposta dell'UE alla crisi su una dimensione esterna tramite l'approccio "Team Europe" e la ritiene un segno tangibile di solidarietà globale e di valori europei; è preoccupato per la diffusa mancanza di dispositivi medici nel settore sanitario in Africa, che mette a rischio la salute degli operatori sanitari e dei pazienti, in particolare in caso di epidemie virali; invita l'UE e i suoi Stati membri a trovare il modo di assistere i paesi africani con forniture mediche ove possibile;

22. chiede un maggiore sostegno dell'UE a favore dell'Africa in materia di giustizia e trasparenza fiscale, gestione e riduzione del debito, segnatamente nei casi di debito detestabile, nonché di sostenibilità del debito, quale chiaro messaggio di solidarietà nel corso della pandemia di COVID-19; ritiene che si tratterebbe di un passo significativo verso la costituzione di un "partenariato tra pari", come dichiarato dalla Commissione, superando così il rapporto donatore-beneficiario che da tempo caratterizza le relazioni UE-Africa; accoglie con grande favore l'annuncio del G20 di sospendere tutti i pagamenti del debito per i paesi più poveri del mondo fino alla fine del 2020;

23. sottolinea che l'aiuto allo sviluppo è fondamentale per la diversificazione delle economie dei paesi africani e per far fronte all'attuale crisi economica e sociale; invita l'UE e i suoi Stati membri a incrementare il sostegno finanziario e gli aiuti umanitari per rispondere alle urgenti necessità delle popolazioni; chiede che gli aiuti dell'UE e degli Stati membri siano garantiti in forma di sovvenzioni e non di prestiti per non aumentare l'onere del debito; deplora che molti Stati membri non siano riusciti a conseguire l'obiettivo dello 0,7 % del reddito nazionale lordo e che alcuni abbiano addirittura diminuito i loro contributi all'aiuto allo sviluppo;

24. ribadisce che l'Africa, quale continente ricco di risorse, dotato di economie dinamiche e in via di sviluppo con elevati livelli di crescita, una classe media in crescita e una popolazione giovane e creativa, è un continente denso di opportunità, che in numerose occasioni ha dimostrato possibilità di progresso economico e di sviluppo; sottolinea l'importanza di un potenziamento continuo delle infrastrutture digitali dell'Africa nel processo di digitalizzazione e di garantire una connettività e un accesso a Internet adeguati in tutto il continente, sia nelle zone rurali che nelle aree urbane; sottolinea che l'economia digitale in Africa offre non solo opportunità per la creazione di più numerosi posti di lavoro e dati da cui estrarre informazioni pratiche, bensì anche la base per la promozione dei diritti umani, per accelerare l'accesso a servizi di base di qualità, per migliorare la trasparenza e la responsabilità dei governi e per rafforzare la democrazia; auspica una cooperazione continua, rafforzata, sistematica e reciprocamente vantaggiosa con gli Stati africani in materia di digitalizzazione, tecnologie e soluzioni innovative a tutti i livelli della società, compresi l'e-governance, il commercio elettronico, le competenze digitali e la cibersicurezza, in linea con l'approccio del digitale per lo sviluppo (D4D); invita l'UE a lavorare a stretto contatto con i partner africani per garantire la sicurezza, la resilienza e la deterrenza contro la criminalità informatica, per prevenire che Internet sia sfruttato a fini terroristici e di estremismo violento;

25. sottolinea il fatto che l'Africa è colpita in misura sproporzionata dagli impatti negativi dei cambiamenti climatici; osserva che è nostra responsabilità comune introdurre misure per contrastare i cambiamenti climatici attraverso la promozione di investimenti a prova di clima, l'adattamento, l'accesso decentrato alle energie rinnovabili e la mitigazione del clima nel continente africano; sottolinea l'importanza dei cambiamenti climatici come moltiplicatore di rischio per i conflitti, la siccità, la carestia e le migrazioni in Africa e nel resto del mondo; chiede che la strategia UE-Africa affronti esplicitamente il tema della migrazione climatica; sottolinea il ruolo cruciale della diplomazia dell'acqua, dal momento che, a causa dei cambiamenti climatici, l'acqua rischia di diventare una risorsa sempre più scarsa, e invita, in tale contesto, l'Etiopia, l'Egitto e il Sudan a raggiungere una soluzione pacifica e reciprocamente vantaggiosa per quanto riguarda il completamento della Grande diga del rinascimento etiope; accoglie con favore la mediazione degli Stati Uniti e della Banca mondiale in tale ambito e invita l'UA e l'UE a fare tutto il possibile per agevolare una soluzione costruttiva; sottolinea la necessità di una più efficace diplomazia climatica, che promuova i legami tra politica climatica nazionale, estera e internazionale; incoraggia un maggiore impegno per superare il paradosso che l'Africa, nonostante disponga di fonti energetiche sostenibili in abbondanza, si affida ancora in larga misura alle fonti di energia tradizionali, che contribuiscono ai cambiamenti climatici e non sono inclusive, in quanto gran parte dei nuclei familiari africani continua a soffrire di povertà energetica; incoraggia pertanto i paesi africani a sbloccare l'enorme potenziale di crescita e di occupazione dei loro settori energetici e invita gli investitori privati a impegnarsi in progetti innovativi;

26. esprime preoccupazione per il fatto che Botswana, Ghana, Uganda e Zimbabwe siano inclusi nella lista nera aggiornata dell'UE dei paesi che presentano carenze strategiche nei loro regimi antiriciclaggio e di contrasto del finanziamento del terrorismo (AML/CFT) e invita i paesi citati ad adottare immediatamente le misure necessarie per conformarsi alla legislazione prevista e ad attuarla (ovvero il regolamento delegato (UE) 2020/855 della Commissione[13]); si compiace del fatto che Etiopia e Tunisia, dopo aver intrapreso una serie di riforme, siano state rimosse dalla lista nera;

27. ribadisce che uno sviluppo economico sostenibile a lungo termine e la conseguente creazione di posti di lavoro dignitosi e ben retribuiti, in particolare per i giovani, è il prerequisito per lo sviluppo e il prosperare dei cittadini africani e in definitiva per il conseguimento della stabilità politica, della democrazia e di maggiori diritti civili e umani; accoglie con favore, in tale ottica, gli sforzi compiuti dalla Commissione per rendere l'"Alleanza Africa-Europa" un pilastro centrale delle relazioni economiche tra i due continenti; rileva la necessità di riforme economiche strutturali e l'importanza di progredire nella produzione interna e nelle capacità produttive, che contribuirebbero a ridurre la dipendenza dalle importazioni dall'estero; ricorda la necessità che l'UE rafforzi il sostegno alle piccole e medie imprese (PMI) e segnala le opportunità offerte dall'Agenzia esecutiva dell'UE per le piccole e le medie imprese (EASME) per promuovere la cooperazione tra le imprese e favorire le joint venture con le imprese africane, il che aumenterebbe non solo la visibilità delle opportunità commerciali, ma promuoverebbe altresì l'accesso indispensabile ai finanziamenti e alle tecnologie attraverso il trasferimento di know-how; sottolinea inoltre l'esigenza di migliorare i regimi di tutela degli investimenti per facilitare e incoraggiare ulteriori investimenti; invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad agire come un attore più coerente e unificato nei confronti del continente africano e a progredire nel coordinamento interno per meglio definire una comune via futura; sottolinea, in tale contesto, la necessità di elaborare una strategia coerente e onnicomprensiva nei confronti dell'Africa, che deve basarsi sugli sforzi africani ed europei esistenti, e che sia incentrata sulla creazione di opportunità economiche e di posti di lavoro; esorta l'UE a portare avanti il suo sostegno nei confronti del processo di integrazione in Africa attraverso l'UA, in particolare sostenendo l'attuazione della zona continentale di libero scambio per l'Africa (AfCFTA); riconosce le ambizioni delle nazioni africane volte a superare le sfide esistenti e accoglie con estremo favore l'entrata in vigore dell'AfCFTA, in quanto strumento che consente alle nazioni africane di sviluppare pienamente il proprio potenziale, aumentando in tal modo la loro autonomia e resilienza nei confronti delle pressioni esterne; sottolinea il suo enorme potenziale economico e politico per il futuro del commercio africano e globale; incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad ampliare la loro massima assistenza attraverso la condivisione delle migliori pratiche sulla base delle esperienze acquisite nell'UE, al fine di contribuire alla positiva attuazione dell'AfCFTA non appena la situazione sanitaria lo consentirà; è del parere che un mercato unico africano e un mercato unico digitale africano costituirebbero un valore aggiunto netto in termini economici, politici e culturali, e rileva inoltre la necessità di investire in misura significativa nelle infrastrutture di trasporto per agevolare gli scambi all'interno dell'Africa; sottolinea che la nuova strategia UE-Africa dovrebbe promuovere scambi equi ed etici nonché norme in materia di lavoro e ambiente;

28. sottolinea con fermezza l'importante ruolo di istituzioni, autorità e infrastrutture statali funzionanti e ritiene che la loro assenza possa costituire un notevole ostacolo allo sviluppo, alla pace e al progresso; sottolinea l'importanza di salvaguardare la sicurezza alimentare e la lotta contro la malnutrizione, in particolare nell'agricoltura su piccola scala, ed evidenzia l'importanza della trasformazione agricola multisettoriale e dello sviluppo rurale in tutti i paesi e le regioni dell'Africa, il che condurrebbe alla creazione di posti di lavoro e al decentramento delle comunità dalle grandi aree urbane; sottolinea la necessità di creare opportunità economiche e posti di lavoro, che è di fondamentale importanza ricordando le tendenze demografiche nel continente africano; sottolinea, in tale contesto, l'impatto positivo del piano per gli investimenti esterni dell'UE, avviato nel 2017 dall'ex Presidente della Commissione Juncker, ed esprime il suo forte sostegno nei confronti dell'Alleanza Africa-Europa per gli investimenti e l'occupazione sostenibili, in seguito istituita;

29. riconosce le complesse sfide e opportunità che i movimenti migratori presentano sia in Europa che in Africa per la prosperità e lo sviluppo di entrambi i continenti e sottolinea la necessità di rafforzare la loro cooperazione sulla base del rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale, dei principi di cooperazione, solidarietà, equilibrio e della responsabilità condivisa; sottolinea che lo sviluppo africano si basa sulle capacità della sua popolazione e che la migrazione non dovrebbe pertanto condurre alla fuga di cervelli; sottolinea l'importanza di elaborare una strategia a lungo termine per contrastare le reti di passatori e trafficanti di esseri umani al fine di impedire la migrazione irregolare dai paesi africani verso l'UE e di rafforzare il dialogo UE-Africa in materia di migrazione e mobilità (MMD) e il partenariato Africa-UE in materia di migrazione, mobilità e occupazione (MME); ritiene tuttavia che entrambi i partner dovrebbero concentrarsi maggiormente anche sulle cause profonde della migrazione utilizzando in modo più efficace gli strumenti esistenti in materia di cooperazione allo sviluppo; osserva che 36 tra i più fragili paesi al mondo si trovano in Africa, spesso indeboliti dai conflitti, mentre il continente ospita 390 milioni di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà; sottolinea che la mancanza di progressi economici nella regione, la debolezza della governance, l'instabilità, la violazione dei diritti umani, la corruzione, l'assenza dello Stato di diritto e l'impunità, la disuguaglianza, la disoccupazione, la crescita demografica in alcuni dei paesi più poveri e più sottosviluppati, unitamente agli effetti dei cambiamenti climatici e ambientali e a fattori quali i conflitti violenti, la radicalizzazione e la proliferazione della criminalità organizzata, condurranno inevitabilmente a una serie di nuove sfide che, se non verranno affrontate immediatamente, possono sfociare in sfollamenti forzati e movimenti migratori misti, sia all'interno del continente africano che verso l'Europa, il che potrebbe generare scenari estremamente impegnativi per i paesi africani, per l'Unione europea e i suoi Stati membri; ricorda che, contrariamente alla convinzione comune, la migrazione intraregionale continua a superare la migrazione extraregionale nel continente africano e riconosce che i paesi africani ospitano una parte consistente del numero totale di rifugiati e sfollati interni a livello mondiale; sottolinea pertanto la necessità di elaborare una strategia condivisa a lungo termine e di rafforzare la cooperazione in tutti i settori, il che evidenzia la necessità di combattere il traffico di esseri umani e le rotte della migrazione irregolare stabilendo opportunità di reinsediamento; osserva che l'Africa e l'Europa condividono interessi e responsabilità in tema di migrazione e mobilità, e sottolinea che la gestione della migrazione richiede soluzioni globali basate sui principi di cooperazione, solidarietà, equilibrio e condivisione della responsabilità nonché sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale e mantiene un approccio sostenibile per affrontare gli sfollamenti forzati e i movimenti di rifugiati; invita la Commissione e il Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) a intraprendere azioni specifiche volte a proteggere i migranti dalla morte, dalla scomparsa, dalla separazione familiare e dalla violazione dei loro diritti; ritiene tuttavia che entrambi i partner debbano anche concentrarsi maggiormente sulle cause profonde della povertà e delle disuguaglianze nonché sull'uso efficace degli strumenti di cooperazione allo sviluppo; chiede che siano messi in atto meccanismi efficaci per poter controllare scrupolosamente la destinazione finale degli strumenti di finanziamento esterno e valutare i progetti che hanno ricevuto finanziamenti; incoraggia la costante cooperazione con l'Organizzazione internazionale per le migrazioni e le altre agenzie delle Nazioni Unite per fornire ulteriore sostegno ai rifugiati e agli sfollati interni;

30. sottolinea con fermezza l'importante ruolo di istituzioni, autorità e infrastrutture statali funzionanti e ritiene che la loro assenza possa costituire un notevole ostacolo allo sviluppo, alla pace e al progresso; sottolinea che la sicurezza, la stabilità e, in ultima analisi, la prosperità e lo sviluppo sostenibile saranno conseguiti solo nelle regioni interessate se viene perseguita una strategia onnicomprensiva; ricorda, in tale ottica, che la riforma del settore della sicurezza, la riforma della giustizia, la buona governance, la responsabilità democratica e la protezione dei civili sono una condizione preliminare per conquistare la fiducia delle popolazioni nei loro governi e nelle loro forze di sicurezza; sottolinea che mentre alcuni paesi in Africa continuano lottare contro la corruzione, l'assenza di una buona governance e di libertà sociali e politiche, molti paesi hanno iniziato la transizione verso le riforme e la democrazia; plaude, in quest'ottica, al popolo sudanese in particolare per il suo coraggio e la sua audacia; ricorda che i paesi in transizione sono particolarmente vulnerabili e dovrebbero poter contare sull'UE quando chiedono sostegno; chiede pertanto un sostegno e un'assistenza ben coordinati a favore di tali paesi per realizzare Stati e società più resilienti, affinché le aspirazioni verso un cambiamento positivo espresse dai loro popoli siano mantenute e sostenute; suggerisce la creazione da parte del VP/AR di speciali gruppi di contatto ad hoc per razionalizzare e agevolare il sostegno a livello dell'UE a beneficio dei singoli paesi in fase di transizione; è del parere che occorrano maggiori sforzi per promuovere sistemi politici multipartitici e inclusivi nonché una governance responsabile e democratica in Africa, soprattutto negli Stati fragili, agevolando i gruppi di lavoro cittadini-governo e il controllo parlamentare, anche attraverso l'utilizzo di piattaforme tecnologiche, per raccogliere i contributi dei cittadini sulle questioni politiche e promuovere le migliori pratiche attraverso scambi tra pari in modo da migliorare la responsabilità e la reattività del governo, il che è fondamentale per realizzare uno sviluppo sostenibile, affrontare le sfide globali e ridurre il rischio di diffusione dell'instabilità; sottolinea l'importanza di includere i principi di trasparenza e di buona governance nella strategia UE-Africa e nella sua pianificazione, attuazione e valutazione;

31. accoglie con favore l'iniziativa riguardo al Patto del G20 con l'Africa, lanciata nel 2017 per promuovere gli investimenti privati in Africa, anche quelli destinati alle infrastrutture, e la ritiene una base adeguata per portare avanti programmi di riforma completi, coordinati e specifici per paese; si compiace del fatto che finora abbiano aderito all'iniziativa 12 paesi africani: Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Guinea, Marocco, Ruanda, Senegal, Togo e Tunisia;

32. accoglie con favore il decisivo calo della pirateria al largo delle coste dell'Africa orientale e occidentale come conseguenza degli sforzi internazionali per la sicurezza marittima che costituiscono un precedente per la cooperazione europea, africana e transatlantica in materia di sicurezza;

33. ritiene importante che l'UE continui ad adoperarsi per formare Stati e società più resilienti attraverso lo sviluppo di capacità e le riforme del settore della sicurezza, anche attraverso lo strumento europeo per la pace e le sue missioni PSDC, e si concentri su un approccio integrato al conflitto e alle crisi, agendo in tutte le fasi del ciclo dei conflitti;

34. è del parere che l'UE dovrebbe compiere maggiori sforzi riguardo al rafforzamento dello Stato di diritto, alla riforma dei sistemi giudiziari e alla gestione delle finanze pubbliche; sottolinea che istituzioni responsabili contribuiscono a promuovere una crescita economica più equa e sostenuta che aiuta a contrastare i flussi finanziari illeciti, le forme gravi di criminalità organizzata e la cultura dell'impunità; rileva l'importanza del sostegno e della cooperazione dell'UE con i paesi africani nella lotta contro la corruzione; ricorda che i flussi finanziari illeciti costituiscono un serio problema per i paesi in via di sviluppo e che in Africa essi ammontano secondo le stime a 50 miliardi di USD, ovvero il doppio dell'importo destinato agli aiuti pubblici allo sviluppo; sottolinea che la relazione del gruppo ad alto livello delle Nazioni Unite sui flussi finanziari illeciti provenienti dall'Africa ha valutato che le attività commerciali rappresentano il 65 % di tali flussi; invita l'UE ad adottare un quadro normativo in materia di corruzione, diritti umani obbligatori e dovuta diligenza in campo ambientale, nonché sulla responsabilità aziendale per le imprese dell'UE che investono e operano in Africa;

35. sottolinea l'importanza di appoggiare elezioni libere, eque e competitive e processi elettorali credibili; sostiene il coordinamento tra l'UE e l'UA per quanto riguarda le missioni di osservazione elettorale e l'assistenza nel migliorare la capacità dell'UA di svolgere attività di osservazione elettorale a lungo termine, rendendole conformi alle norme internazionali, e la cooperazione bilaterale con i rispettivi paesi e le loro società civili, nel tentativo di realizzare elezioni inclusive, trasparenti e credibili in Africa; sottolinea pertanto le numerose missioni di osservazione elettorale svolte dall'UE e che godono di un forte sostegno da parte del Parlamento; incoraggia l'UE, le ONG europee, i partiti politici e la società civili a cooperare strettamente con le controparti africane, ivi compresi i funzionari pubblici, al fine di dare vita a un dialogo politico sostanziale attraverso l'elaborazione di politiche tematiche, promuovere pratiche consolidate di governance democratica, migliorare la rappresentanza e l'inclusione delle popolazioni emarginate, e promuovere una partecipazione significativa della società civile e dei cittadini alla vita pubblica a tutti i livelli;

36. chiede all'UA, all'Unione europea e ai loro Stati membri di garantire una più salda cooperazione nell'ambito della promozione e della protezione dei diritti umani, dei difensori dei diritti umani e della società civile, e di offrire un sostegno politico e finanziario completo ai rispettivi meccanismi per i diritti umani; ritiene che l'impegno congiunto sulla scena mondiale per rafforzare l'ordine multilaterale basato su regole richieda valori condivisi e il rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali; è del parere che istituzioni democratiche stabili, elezioni libere ed eque e l'istruzione siano tutti prerequisiti dello sviluppo e debbano figurare al centro della cooperazione UE-Africa; sottolinea che la società civile deve essere inclusiva al fine di rappresentare tutte le minoranze ed esprime profonda preoccupazione per il fatto che i loro diritti, comprese le persone LGBTIQ, non siano in gran parte tutelati in tutto il continente; ritiene che la cooperazione intercontinentale tra l'UE e l'Africa possa contribuire notevolmente alla lotta contro la xenofobia e il fondamentalismo e alla stabilizzazione della regione mediterranea; sottolinea il ruolo cruciale svolto dalla società civile e dai difensori dei diritti umani nel rafforzare la democrazia, la pace, lo Stato di diritto e la protezione dei diritti umani in entrambi i continenti; insiste sulla necessità di rafforzare la partecipazione della società civile nel partenariato Africa-UE favorendo il potenziamento delle sue capacità e la protezione; invita l'Unione europea a sostenere iniziative concrete volte a rafforzare le organizzazioni della società civile e i diritti umani; sottolinea il ruolo fondamentale di un settore dei media e della stampa libero e dinamico, e ricorda che esso è fondamentale per garantire che il pubblico sia ben informato e in grado di definire le proprie priorità; evidenzia che un settore dei media e della stampa libero e dinamico aumenta la resilienza contro le notizie false; invita l'UE a impegnarsi più attivamente con l'Africa nell'ambito del sostegno a favore della libertà di espressione, del pluralismo dei media e della sicurezza dei giornalisti; sottolinea che una stampa libera assume un ruolo importante nella lotta alla corruzione e per quanto concerne la supervisione e responsabilità delle autorità pubbliche; evidenzia l'importanza di inserire clausole giuridicamente vincolanti in materia di diritti umani negli accordi internazionali dell'UE con il continente africano, prevedendo un meccanismo di consultazione chiaro e preciso sul modello dell'articolo 96 dell'accordo di Cotonou; accoglie con favore, a tale riguardo, l'inclusione di una siffatta clausola negli accordi di libero scambio di nuova generazione;

37. sottolinea che il futuro dell'Africa è nelle mani delle sue giovani generazioni; invita l'UE a sostenere, nell'ambito della sua rinnovata strategia UE-Africa, iniziative concrete per l'emancipazione dei giovani e delle donne, e a garantire il loro coinvolgimento attivo nei processi decisionali della vita civile e politica; sottolinea che lo sviluppo dell'Africa dipende dall'inclusività dell'istruzione e che occorre procedere ad affrontare le disuguaglianze in materia di istruzione e aumentare gli investimenti nelle politiche e nei programmi scolastici e sanitari per lo sviluppo dell'infanzia e della gioventù; evidenzia che la cooperazione UE-Africa deve contemplare un'adeguata componente in materia di società civile e non può pertanto prevedere un approccio dall'alto verso il basso e chiede in questo campo maggiori sforzi per incentivare le relazioni interpersonali, soprattutto tra i giovani; sottolinea a tale riguardo l'importante impatto positivo a lungo termine del programma Erasmus+; ricorda che il patrimonio di giovani talenti in Africa può raggiungere il suo potenziale solo se l'Africa e i suoi partner investono nell'istruzione e nell'innovazione; sottolinea che la buona governance e uno sviluppo positivo sono presupposti indispensabili per conseguire tale obiettivo e invita l'UE a collegare gli aiuti allo sviluppo a livelli di istruzione più elevati e all'emancipazione femminile; esprime rammarico per il fatto che la comunicazione della Commissione trascuri la dimensione della politica culturale estera e il promettente potenziale offerto da un'approfondita collaborazione culturale tra l'Europa e l'Africa; esorta pertanto la Commissione e il SEAE ad attribuire la priorità a tale settore promuovendo e finanziando partenariati bicontinentali tra istituzioni e individui; sollecita pertanto la Commissione a proporre un'iniziativa globale UE-Africa per riflettere sulle intricate storie coloniali e a indagare sui casi di appropriazione illecita vagliando misure di rimpatrio e restituzione dei manufatti culturali di origine africana;

38. ricorda la minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata transnazionale, dai disordini civili e dalla criminalità interna per gli Stati fragili e post-bellici, che lottano per fornire la necessaria sicurezza ai loro cittadini; sottolinea in quest'ottica l'importanza di una forza di polizia nazionale e regionale ben addestrata; osserva, tuttavia, che le forze di polizia spesso non dispongono di una formazione e di attrezzature adeguate e, soprattutto, non sempre hanno un legame adeguato con la popolazione locale e la fiducia di quest'ultima; sottolinea pertanto l'importanza di rafforzare e costruire strutture professionali di polizia e chiede, tra l'altro, un maggiore sostegno concettuale, logistico e amministrativo nei confronti del meccanismo africano per la cooperazione di polizia ad Algeri, avviato nel 2014; ritiene che la cooperazione in questo settore contribuirà anche a promuovere la capacità delle missioni di mantenimento della pace e a incentivare la componente di polizia dell'APSA;

39. osserva che la sfera dell'informazione in Africa è sempre più influenzata dai nostri avversari globali; invita a tale proposito il SEAE e la Commissione ad affrontare attivamente il problema della mancanza di una voce europea all'interno delle società africane e a contrastare le notizie false promuovendo in maniera più efficace l'approccio europeo e i valori democratici nei confronti del popolo africano; osserva che ciò richiederebbe una migliore comunicazione strategica incentrata sulle regioni e sui paesi chiave oltre a richiedere l'istituzione di un'unità speciale responsabile di tali azioni che operi in stretta collaborazione con le delegazioni dell'UE;

40. sottolinea i pericoli della proliferazione delle armi illecite di piccolo calibro e rammenta che tali armi non dichiarate e per lo più detenute illegalmente non solo minacciano la sicurezza e la protezione delle comunità ma sono utilizzate anche da pericolose reti criminali transnazionali coinvolte in varie forme di traffico, anche di armi, esseri umani e droghe illegali;

41. sollecita la prosecuzione delle riunioni consultive congiunte e annuali del comitato politico e di sicurezza dell'Unione europea e del consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, con l'obiettivo di ampliare la portata della cooperazione includendo visite congiunte sul campo e sessioni congiunte, favorire una comprensione comune ed elaborare analisi condivise sulle situazioni di crisi, nonché vagliare le possibilità di un'azione congiunta tempestiva quale soluzione ottimale per stabilire un partenariato strategico attuabile;

42. ricorda che l'Africa ospita il più alto numero di operazioni di sostegno alla pace al mondo e apporta il maggior contributo in termini di truppe e polizia; sottolinea la necessità di adattare le operazioni di sostegno alla pace in tutta l'Africa alla nuova realtà della COVID-19 al fine di proteggere adeguatamente i cittadini e il personale delle suddette operazioni; rileva la necessità di garantire un finanziamento adeguato per le missioni, in considerazione del timore di un'imminente crisi economica e di una riduzione dei finanziamenti disponibili;

43. invita ad assicurare che le missioni PSDC siano pianificate in modo efficace, responsabile e solido prevedendo operazioni efficienti e mandati più forti legati a una sostanziale volontà politica al fine di risolvere i conflitti anziché congelarli;

44. sottolinea l'importanza della diplomazia parlamentare e in quest'ottica ricorda le numerose riunioni e missioni parlamentari svolte dal Parlamento, in particolare gli incontri regolari tra il Parlamento europeo e il Parlamento panafricano; chiede pertanto un rafforzamento della dimensione parlamentare nelle relazioni UE-UA e chiede che siano organizzati regolarmente, su base annuale, incontri e scambi tra le missioni delle principali commissioni del Parlamento europeo e le loro controparti africane;

45. esorta a far sì che gli aiuti dell'UE non prolunghino i conflitti o non facilitino il comportamento predatorio dei regimi autocratici, che sono alla radice di molti dei problemi socioeconomici e dei conflitti politici dell'Africa; sottolinea che occorre perseguire gli interessi comuni e la cooperazione in linea con il diritto internazionale, i valori fondamentali dell'UE e gli obiettivi di sostegno alla democrazia, alla buona governance e ai diritti umani;

46. si compiace degli sforzi compiuti volti a rafforzare i meccanismi di titolarità africana e i regolamenti in materia di protezione dei diritti umani come la Carta africana per i diritti dell'uomo e dei popoli e i suoi protocolli, la Carta africana sulla democrazia, le elezioni e il buon governo, la Commissione africana dei diritti dell'uomo e dei popoli e la Corte africana dei diritti dell'uomo e dei popoli; apprezza il fatto che tali meccanismi e regolamenti continuino ad assistere i partner africani nell'adeguamento dei loro strumenti e meccanismi per i diritti umani ai principi, alle leggi e alle norme riconosciuti a livello internazionale;

47. ritiene che una maggiore partecipazione delle donne alla vita pubblica, compresa la politica, sia fondamentale per una società egualitaria e inclusiva; sottolinea l'importanza degli sforzi congiunti UE-Africa per migliorare le politiche e la legislazione su questioni quali l'accesso all'istruzione per le ragazze e l'interruzione del matrimonio infantile, la cessazione della mutilazione genitale femminile, la garanzia dei diritti economici, politici e sociali e la partecipazione delle donne in tutti i settori della società, i processi decisionali, gli sforzi di costruzione e mantenimento della pace, ponendo fine alla violenza psicologica, fisica e sessuale, compreso lo stupro coniugale, e a qualsiasi altra forma di abuso; ricorda che promuovere l'uguaglianza di genere è uno dei modi più efficaci per favorire una crescita inclusiva, ridurre la povertà e incentivare la pace; incoraggia un maggiore sostegno nei confronti dell'emancipazione economica delle donne africane attraverso l'istruzione, il trasferimento di competenze, l'accesso ai finanziamenti e all'assistenza nella creazione di imprese e l'accesso alla terra; accoglie con favore l'incremento della rappresentanza femminile in alcune nazioni africane; osserva, tuttavia, che le donne continuano a essere scarsamente rappresentate in diversi paesi del continente africano; sottolinea che il rispetto e la piena realizzazione dei diritti umani delle donne costituiscono le fondamenta di una società democratica; ritiene pertanto che tali diritti e obiettivi fondamentali debbano essere conseguiti al fine di costruire una società realmente democratica; sottolinea che la disparità di genere nell'istruzione rimane un grave problema in Africa, in particolare nelle comunità emarginate, ed evidenzia la necessità di offrire un accesso adeguato all'istruzione, ai programmi di acquisizione di competenze e a opportunità concrete per le ragazze e le donne;

48. incoraggia il SEAE ad essere più presente con le delegazioni dell'UE in tutto il continente, in particolare nei principali Stati membri dell'UA, al fine di favorire ulteriormente le nostre relazioni bilaterali e regionali e garantire un adeguato scambio con le parti interessate; sottolinea che questi stretti legami rappresentano la base per garantire partenariati globali adeguati e ben strutturati nonché risposte ad hoc; invita il SEAE a migliorare significativamente la sua strategia in materia di media e comunicazione, non solo come strumento di sensibilizzazione in merito agli sforzi profusi dall'UE nelle rispettive regioni, ma anche per accrescere la consapevolezza e il sostegno tra i cittadini dell'UE ai fini di una maggiore cooperazione UE-Africa;

49. sottolinea che occorre favorire il passaggio da una relazione UE-Africa orientata allo sviluppo a una relazione che miri a porre le nazioni africane su un piano di carità la quale sia caratterizzata da relazioni commerciali ambiziose al fine di elevare gli standard africani; sottolinea che l'UE dovrebbe aiutare le nazioni africane a progredire verso l'autosufficienza; ritiene che migliorare i legami economici con l'Africa sia vitale per salvaguardare l'indipendenza economica degli Stati africani;

50. incoraggia i leader africani a scegliere progetti di investimento stranieri di alta qualità, trasparenti, inclusivi e sostenibili, e sostiene l'accesso a opportunità di finanziamento che offrano valide alternative alle iniziative esterne a guida statale;

51. ricorda l'importanza di coordinare la strategia UE-Africa con le Nazioni Unite, la NATO, l'OSCE e altri paesi che condividono gli stessi orientamenti come gli Stati Uniti d'America, il Canada, il Regno Unito, l'Australia e il Giappone.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

21.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

55

6

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alviina Alametsä, Alexander Alexandrov Yordanov, Maria Arena, Petras Auštrevičius, Traian Băsescu, Anna Bonfrisco, Reinhard Bütikofer, Fabio Massimo Castaldo, Włodzimierz Cimoszewicz, Katalin Cseh, Tanja Fajon, Anna Fotyga, Michael Gahler, Sunčana Glavak, Raphaël Glucksmann, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Márton Gyöngyösi, Sandra Kalniete, Dietmar Köster, Andrius Kubilius, Ilhan Kyuchyuk, David Lega, Miriam Lexmann, Nathalie Loiseau, Antonio López-Istúriz White, Lukas Mandl, Thierry Mariani, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Sven Mikser, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Gheorghe-Vlad Nistor, Urmas Paet, Demetris Papadakis, Kostas Papadakis, Tonino Picula, Manu Pineda, Kati Piri, Giuliano Pisapia, Jérôme Rivière, María Soraya Rodríguez Ramos, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Andreas Schieder, Radosław Sikorski, Jordi Solé, Sergei Stanishev, Tineke Strik, Hermann Tertsch, Harald Vilimsky, Idoia Villanueva Ruiz, Viola Von Cramon-Taubadel, Thomas Waitz, Charlie Weimers, Isabel Wiseler-Lima, Salima Yenbou, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Özlem Demirel, Angel Dzhambazki, Assita Kanko, Arba Kokalari, Dragoş Tudorache, Mick Wallace, Elena Yoncheva, Marco Zanni

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

55

+

ECR

Angel Dzhambazki, Anna Fotyga, Assita Kanko, Hermann Tertsch

NI

Fabio Massimo Castaldo, Márton Gyöngyösi

PPE

Alexander Alexandrov Yordanov, Traian Băsescu, Michael Gahler, Sunčana Glavak, Sandra Kalniete, Arba Kokalari, Andrius Kubilius, David Lega, Miriam Lexmann, Antonio López-Istúriz White, Lukas Mandl, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Francisco José Millán Mon, Gheorghe-Vlad Nistor, Radosław Sikorski, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko

RENEW

Petras Auštrevičius, Katalin Cseh, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Javier Nart, Urmas Paet, María Soraya Rodríguez Ramos, Dragoş Tudorache

S&D

Maria Arena, Włodzimierz Cimoszewicz, Tanja Fajon, Raphaël Glucksmann, Sven Mikser, Demetris Papadakis, Tonino Picula, Kati Piri, Giuliano Pisapia, Isabel Santos, Andreas Schieder, Sergei Stanishev, Nacho Sánchez Amor, Elena Yoncheva

VERTS/ALE

Alviina Alametsä, Reinhard Bütikofer, Jordi Solé, Tineke Strik, Viola Von Cramon-Taubadel, Thomas Waitz, Salima Yenbou

6

GUE/NGL

Özlem Demirel, Manu Pineda

ID

Thierry Mariani, Jérôme Rivière, Harald Vilimsky

NI

Kostas Papadakis

6

0

ECR

Charlie Weimers

GUE/NGL

Idoia Villanueva Ruiz, Mick Wallace

ID

Anna Bonfrisco, Marco Zanni

S&D

Dietmar Köster

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AGRICOLTURA E LO SVILUPPO RURALE (8.9.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per lo sviluppo</CommissionInt>


<Titre>su una nuova strategia UE-Africa - un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo</Titre>

<DocRef>(2020/2041(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Manuel Bompard</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento e al Consiglio, dal titolo "Verso una strategia globale per i rapporti con l'Africa", del 9 marzo 2020, (JOIN(2020)0004),

 vista la relazione della task force per l'Africa rurale del 7 marzo 2019,

 vista la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei piccoli coltivatori e di altre persone che lavorano nelle zone rurali,

 vista la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di dichiarare il periodo 2019-2028 come il decennio dell'agricoltura familiare,

 vista la Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030,

1. si compiace del fatto che il nuovo partenariato UE-Africa sostiene lo sviluppo di pratiche agricole rispettose dell'ambiente e l'integrazione delle questioni relative alla biodiversità; esprime tuttavia preoccupazione per l'elevata dipendenza degli Stati africani dalle importazioni alimentari; ricorda, a tal riguardo, la necessità di assicurare la coerenza delle politiche agricole e commerciali europee a favore dello sviluppo sostenibile, garantendo lo svolgimento di valutazioni d'impatto delle stesse sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, i diritti umani e i diritti dei piccoli agricoltori e delle altre popolazioni che vivono nelle zone rurali; sostiene lo sviluppo di opportunità commerciali fra i continenti, includendo al contempo la protezione e la salvaguardia dei prodotti agricoli sensibili onde consentire alle regioni di accrescere e ampliare il proprio potenziale produttivo; sottolinea che gli accordi commerciali devono rispettare il principio del commercio equo, a beneficio delle realtà agricole locali e, al contempo, assicurare la disponibilità di alimenti prodotti in modo sostenibile; invita la Commissione ad assicurarsi che gli accordi commerciali non destabilizzino le realtà agricole locali, non rechino danno ai piccoli agricoltori e non accrescano la dipendenza alimentare del continente africano;

2. invita l'UE a intensificare la cooperazione tra i due continenti in maniera sostenibile, includendo le competenze e i partenariati in materia di ricerca e innovazione e lo scambio di migliori pratiche nel settore agricolo; sottolinea l'importanza cruciale del settore agricolo e alimentare per l'economia e le società sia dell'Africa che dell'UE; ritiene che lo sviluppo di un settore agricolo sostenibile e delle zone rurali rappresenti la pietra angolare del potenziale di creazione di posti di lavoro e dello sviluppo sostenibile in Africa e dovrebbe pertanto essere al centro della cooperazione fra l'UE e l'Africa; invita l'UE a sviluppare una posizione strategica concreta per promuovere ulteriormente la gestione sostenibile dell'economia delle risorse naturali con catene del valore sostenibili e migliorare la cooperazione tra l'UE e l'Africa, ponendo l'accento sulla definizione di un futuro a impatto climatico zero, al fine di creare un ambiente favorevole a investimenti sostenibili e più resilienti ai cambiamenti climatici, a una maggiore creazione di valore locale e all'occupazione locale; ritiene che l'UE debba sviluppare considerevolmente la cooperazione con l'Africa in termini di pratiche di sviluppo rurale e agro-ecologiche, quale pilastro della sostenibilità ecologica, sociale ed economica, a vantaggio dei piccoli agricoltori e delle comunità, rendendoli più autosufficienti e facendo sì che l'agricoltura africana diventi più resiliente ai cambiamenti climatici; invita l'UE e gli Stati membri a collaborare attivamente con i partner africani per creare sinergie tra la strategia UE-Africa, le politiche del Green Deal, in particolare la dimensione esterna della strategia "Dal produttore al consumatore", e le politiche commerciali, ad allinearle alla politica di sviluppo e agli impegni a favore della coerenza delle politiche per lo sviluppo (CPS), e a integrarle con azioni concrete, in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile, che sostengano attivamente la transizione verso sistemi agroalimentari sostenibili, attribuendo particolare attenzione allo sviluppo delle filiere corte, alla produzione, alla distribuzione e al consumo a livello locale, e apportando in tal modo benefici per le persone, la natura e l'economia;

3. sottolinea che il settore agro-alimentare in Africa è cruciale per la creazione di opportunità di lavoro dignitose e sostenibili nelle zone rurali; pone l'accento sul fatto che una consistente quota della forza lavoro africana, in particolare donne e giovani, dipende dalla produzione agricola a fini alimentari e dai settori della trasformazione e della distribuzione alimentare per la propria sussistenza, il proprio reddito e l'occupazione diretta; sottolinea che ciò riguarda nella maggior parte dei casi le piccole proprietà e le aziende agricole a conduzione familiare; rileva l'importanza di promuovere e potenziare misure e strumenti volti a sostenere una maggiore qualità e diversificazione dei prodotti e la modernizzazione delle pratiche agricole, nonché condizioni di lavoro sicure e disposizioni volte a rafforzare la resilienza degli agricoltori, in particolare delle donne e dei giovani; chiede alla Commissione di garantire che il partenariato UE-Africa apporti benefici a entrambi i continenti in termini di opportunità di mercato, scambio di conoscenze, catene del valore eque, nonché accesso e sostegno alla mitigazione del clima e agli strumenti e alle misure di adattamento; chiede che il partenariato UE-Africa rivolga una particolare attenzione allo sviluppo agricolo e rurale al fine di promuovere la stabilità economica e la qualità della vita nelle zone rurali;

4. sottolinea che l'uso dei pesticidi nell'agricoltura intensiva in Africa, oltre a causare danni ambientali, incide sulla salute dei lavoratori che hanno un accesso molto limitato alla formazione in materia di protezione fitosanitaria e all'assistenza sanitaria; chiede l'introduzione di misure per l'istruzione e la formazione in materia di approcci fitosanitari sostenibili e di alternative ai pesticidi nonché la massima riduzione dell'esposizione a sostanze pericolose; denuncia il fatto che l'UE applica due pesi e due misure per quanto riguarda i pesticidi, consentendo l'esportazione di sostanze pericolose vietate nell'UE verso i paesi africani e altri paesi terzi; chiede pertanto la modifica delle vigenti norme dell'UE al fine di eliminare tale incoerenza giuridica, in linea con la Convenzione di Rotterdam del 1998 e il Green Deal;

5. sottolinea il contributo essenziale apportato dalle ragazze e dalle donne alle economie agricole e rurali in tutto il continente africano; ricorda che quasi la metà del lavoro agricolo in Africa è svolto da donne, le quali sono per lo più piccole agricoltrici o agricoltrici di sussistenza e non dispongono del necessario accesso alle informazioni, al credito e alla terra; ritiene pertanto fondamentale sostenere e promuovere l'emancipazione femminile in Africa; invita l'UE ad aiutare i paesi partner, nello specifico, a migliorare le proprie leggi sulla proprietà fondiaria, riconoscendo il diritto universale delle donne a essere proprietarie a pieno titolo di terreni;

6. è particolarmente preoccupato per il fatto che la deforestazione stia avanzando in Africa, dove ad esempio nel marzo 2020 il bacino del Congo era la seconda regione più disboscata al mondo, con un'area deforestata più che doppia rispetto agli anni precedenti; ricorda che la distruzione delle foreste tropicali africane è una perdita irreversibile per la biodiversità e la capacità di sequestro del carbonio nel suolo nonché per gli habitat e gli stili di vita delle comunità indigene che vivono nelle foreste; invita la Commissione a presentare senza indugio una proposta relativa a un quadro giuridico europeo vincolante sulla dovuta diligenza, sulla base della guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per la condotta d'impresa responsabile; invita le imprese europee a individuare, prevenire e segnalare violazioni dei diritti umani e ambientali nelle catene di approvvigionamento mondiali, comprese le catene di subappalto, relativamente a tutti gli attori economici in tutti i settori, in particolare quelli considerati ad alto rischio nei paesi in via di sviluppo, quali i settori delle materie prime, del cacao, del caffè e della silvicoltura; chiede che negli accordi commerciali con gli Stati africani siano inserite disposizioni vincolanti; esorta l'UE a collaborare con i governi e gli attori globali attraverso accordi di partenariato, allo scopo di promuovere un approccio uniforme a livello globale per sviluppare piani d'azione comuni volti a proteggere e migliorare la gestione delle foreste, delle acque e degli ecosistemi marini, nel quadro dell'accordo di Parigi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile;

7. ricorda che le foreste contribuiscono in maniera significativa al raggiungimento degli obiettivi climatici, proteggono la biodiversità e prevengono la desertificazione e l'estrema erosione del suolo; sottolinea che gli sforzi comuni dell'UE e dell'Africa dovrebbero sostenere lo sviluppo di un'agricoltura e di una silvicoltura resilienti ai cambiamenti climatici, uno sviluppo rurale sostenibile e sistemi alimentari sicuri, che sono fondamentali per l'eliminazione della povertà, della fame e della malnutrizione; sottolinea l'importanza di garantire la complementarità tra agricoltura, conservazione della flora e della fauna selvatiche e della biodiversità, e insiste sulla necessità di promuovere pratiche agricole sostenibili, come l'agroforestazione, in luogo di pratiche monocolturali che impoveriscono i suoli e la biodiversità, utilizzano più terreni e nuocciono all'offerta di alimenti nelle comunità locali; sottolinea l'esistenza di programmi di conservazione che coinvolgono agricoltori che affittano il proprio terreno allo scopo di proteggere la flora e la fauna selvatiche, forniscono posti di lavoro in loco e garantiscono una migliore convivenza con le specie selvatiche; accoglie con favore, a tale proposito, l'iniziativa NaturAfrica, che mira a proteggere la fauna selvatica e gli ecosistemi offrendo nel contempo opportunità in settori verdi per le popolazioni locali;

8. sottolinea che l'Unione europea dovrebbe garantire l'applicazione degli stessi standard elevati in materia di sicurezza e sostenibilità nella produzione alimentare sia a livello di prodotto che a livello di procedimento produttivo, in particolare alla luce della maggiore ambizione della strategia "Dal produttore al consumatore" e della strategia sulla biodiversità per il 2030;

9. si rammarica del fatto che non venga riconosciuta l'importanza strategica dei pascoli, che coprono circa il 43 % del suolo africano e rappresentano pertanto importanti pozzi di assorbimento del carbonio; chiede alla Commissione di sviluppare, insieme alle comunità e ai portatori di interessi locali, una strategia volta a ottimizzare tale potenziale mediante una gestione sostenibile dei pascoli, ad esempio da parte dei pastori;

10. denuncia il fatto che l'accaparramento dei terreni è diffuso in Africa; evidenzia che tale pratica brutale è incompatibile con qualsiasi obiettivo di sovranità alimentare e mette a repentaglio la sopravvivenza delle comunità rurali africane; sottolinea che il continente africano, in cui si dovrebbe registrare una notevole crescita demografica con un aumento della popolazione previsto fino a 2,5 miliardi di persone entro il 2050, rimane la regione maggiormente colpita dalla malnutrizione; ricorda che l'accesso alla terra è indispensabile per garantire la sicurezza alimentare; sottolinea che l'aumento della concentrazione di terre spesso conduce a un incremento degli sfollamenti, mentre lo sfruttamento delle materie prime in Africa aggrava i conflitti esistenti o ne crea di nuovi, causando di conseguenza, oltre all'originaria appropriazione dei terreni, lo sfruttamento e l'oppressione della popolazione locale; chiede che sia elaborata una strategia agricola a lungo termine per promuovere la sicurezza alimentare africana e che le autorità nazionali, regionali e locali consolidino i diritti fondiari e adottino principi per migliorare la governance fondiaria; sottolinea la necessità di avviare un processo inclusivo relativo allo sviluppo, all'attuazione e al monitoraggio delle politiche e delle azioni riguardanti l'accaparramento dei terreni, garantendo l'effettiva partecipazione degli attori locali e delle organizzazioni della società civile; chiede che tutti i progetti che promuovono la tutela dei diritti fondiari, anche nel commercio, rispettino gli orientamenti volontari sulla governance responsabile della terra, della pesca e delle foreste nel contesto della sicurezza alimentare nazionale (Voluntary Guidelines on the Responsible Governance on Tenure, VGGT) e che siano introdotte misure a garanzia che detti progetti non mettano a repentaglio i diritti fondiari dei piccoli agricoltori;

11. osserva che i diritti di pascolo e i terreni per il pascolo di proprietà collettiva, ad esempio, si configurano come diritti d'uso della terra tradizionali basati sul diritto consuetudinario e non su diritti di proprietà sanciti per iscritto; sottolinea tuttavia l'importanza essenziale di proteggere tali diritti consuetudinari per la popolazione rurale;

12. esorta gli Stati membri e l'UE ad aumentare considerevolmente l'importo degli aiuti pubblici allo sviluppo assegnati ai paesi africani per obiettivi di sviluppo sociale, economico e ambientale e per la ricerca e la formazione nel settore agricolo, tenendo conto in particolare della conservazione della biodiversità e delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, al fine di assistere gli agricoltori africani nei loro sforzi volti al necessario adattamento alla crisi climatica; chiede che l'agro-ecologia sia riconosciuta come base per i sistemi agricoli e alimentari sostenibili e che siano sviluppate infrastrutture e catene del valore migliori per gli agricoltori locali; pone altresì l'accento sulle possibilità di partenariati con il settore privato e sul loro potenziale per il conseguimento di tali obiettivi; osserva che tali partenariati con gli attori privati devono essere soggetti a precisi criteri di selezione, al monitoraggio pubblico, a processi di valutazione e a meccanismi di denuncia indipendenti; sottolinea inoltre che il sostegno al settore privato dovrebbe essere subordinato al rispetto dei diritti umani e al riconoscimento del diritto all'alimentazione; sostiene che dovrebbero essere esclusi gli aiuti vincolati che promuovono l'accesso a tali finanziamenti da parte delle imprese europee; sottolinea che il nuovo partenariato UE-Africa è tenuto a riconoscere i molteplici ruoli e contributi degli attori locali e delle organizzazioni della società civile e, pertanto, la necessità di coinvolgerli a tutti i livelli del dialogo politico e strategico, nonché nella preparazione, nel monitoraggio e nella valutazione dei piani di attuazione; ricorda che il cambiamento in Africa si ottiene al meglio quando una buona governance e una distribuzione trasparente dei fondi per gli aiuti vengono premiati e gli abusi puniti;

13. sostiene la proposta della task force per l'Africa rurale di istituire un programma di gemellaggio fra Europa e Africa che colleghi organismi del settore agricolo degli Stati membri dell'UE e dei paesi partner africani, quali, fra le altre, organizzazioni e cooperative di agricoltori, organizzazioni di agricoltrici e di giovani agricoltori, con l'obiettivo di condividere buone prassi e promuovere le relazioni fra partner simili e fortemente impegnati; sottolinea che, nel 2018, la task force congiunta UE-Africa per l'Africa rurale ha elaborato un elenco di misure volte ad aumentare la produzione alimentare dell'Africa, e che tale elenco continua a costituire una solida base per il partenariato UE-Africa; sottolinea l'importante ruolo che le organizzazioni di agricoltori e le cooperative africane possono svolgere nel migliorare il potere contrattuale degli agricoltori e il loro reddito, agevolare l'accesso alle attrezzature e ai servizi e ridurre i rischi associati alla commercializzazione dei prodotti; è del parere che lo scambio di esperienze tra le organizzazioni europee e quelle africane apporterebbe benefici reciproci;

14. incoraggia le organizzazioni agricole professionali africane ed europee a cooperare per promuovere il rispettivo ruolo nel rispondere alle sfide comuni legate alla sostenibilità agricola e a sviluppare scambi di prassi relativamente all'organizzazione delle catene del valore e della produzione;

15. caldeggia che il partenariato UE-Africa concentri i suoi sforzi nel settore dell'agricoltura, in via prioritaria, sulla salvaguardia del diritto alla sovranità alimentare degli Stati africani, incrementi la loro sicurezza alimentare e la loro capacità di soddisfare il fabbisogno nutrizionale delle loro popolazioni (segnatamente per quanto riguarda le proteine), promuova un'agricoltura locale, su piccola scala, a conduzione familiare e agro-ecologica che garantisca a tutti la sicurezza alimentare e nutrizionale e ne incrementi la resilienza alle crisi climatiche, ponendo l'accento su una produzione alimentare sana e sostenibile e sul benessere sociale ed economico degli agricoltori; chiede che gli accordi di cooperazione dell'Unione europea ridiano priorità al sostegno a uno sviluppo agricolo sostenibile e rendano gli agricoltori dei paesi terzi autonomi; sottolinea pertanto l'importanza di creare mercati regionali e locali in Africa al fine di rendere più resilienti le reti di distribuzione locali e la sicurezza alimentare; ricorda che porre fine alla malnutrizione in tutte le sue forme e l'OSS n. 2 ("Fame zero") devono essere considerati obiettivi prioritari nel quadro del nuovo partenariato; evidenzia che la creazione di sistemi agroalimentari sicuri e sostenibili dovrebbe essere promossa attraverso politiche agricole regionali, pratiche agricole rispettose dell'ambiente, la produzione locale, aree rurali incontaminate, la protezione della biodiversità e delle risorse naturali, nonché l'introduzione di norme sanitarie e fitosanitarie; osserva che, in termini sia di costi di produzione sostenuti dagli agricoltori che di spesa pubblica per la politica agricola, la conservazione e lo scambio di varietà di sementi locali è il modo più economico, rapido ed efficace per adattare le varietà ai cambiamenti climatici, evitando in tal modo la dipendenza dai fattori di produzione e garantendo l'autonomia degli agricoltori e una maggiore sicurezza alimentare;

16. sottolinea il rischio che alcune eccedenze agricole, come il latte in polvere, originatesi durante la crisi della COVID-19, siano esportate nei paesi meno sviluppati, andando a competere con le produzioni locali e causando danni collaterali ai produttori; chiede pertanto alla Commissione di riflettere su una strategia di smaltimento delle scorte per evitare ripercussioni negative sulle piccole aziende agricole locali dei paesi poveri;

17. sottolinea che le donne che lavorano nell'agricoltura di sussistenza devono affrontare ulteriori ostacoli alla tutela della sovranità alimentare a causa della rigorosa protezione di cui le nuove varietà vegetali godono negli accordi commerciali grazie alla Convenzione internazionale per la protezione dei ritrovati vegetali (Convenzione UPOV).


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

7.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

1

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mazaly Aguilar, Clara Aguilera, Atidzhe Alieva-Veli, Álvaro Amaro, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Mara Bizzotto, Daniel Buda, Asger Christensen, Angelo Ciocca, Ivan David, Paolo De Castro, Jérémy Decerle, Salvatore De Meo, Herbert Dorfmann, Luke Ming Flanagan, Cristian Ghinea, Dino Giarrusso, Martin Häusling, Martin Hlaváček, Krzysztof Jurgiel, Jarosław Kalinowski, Elsi Katainen, Gilles Lebreton, Norbert Lins, Chris MacManus, Marlene Mortler, Ulrike Müller, Maria Noichl, Juozas Olekas, Pina Picierno, Maxette Pirbakas, Bronis Ropė, Bert-Jan Ruissen, Anne Sander, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Annie Schreijer-Pierik, Veronika Vrecionová, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Manuel Bompard, Anna Deparnay-Grunenberg, Tilly Metz, Christine Schneider, Marc Tarabella, Thomas Waitz

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

43

+

PPE

Álvaro Amaro, Daniel Buda, Salvatore De Meo, Herbert Dorfmann, Jarosław Kalinowski, Norbert Lins, Marlene Mortler, Anne Sander, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Christine Schneider, Annie Schreijer-Pierik, Juan Ignacio Zoido Álvarez

S&D

Clara Aguilera, Eric Andrieu, Attila Ara-Kovács, Carmen Avram, Adrian-Dragoş Benea, Paolo De Castro, Maria Noichl, Juozas Olekas, Pina Picierno, Marc Tarabella

Renew

Atidzhe Alieva-Veli, Asger Christensen, Jérémy Decerle, Cristian Ghinea, Martin Hlaváček, Elsi Katainen, Ulrike Müller

Verts/ALE

Anna Deparnay-Grunenberg, Martin Häusling, Tilly Metz, Bronis Ropė, Thomas Waitz

ECR

Mazaly Aguilar, Krzysztof Jurgiel, Bert-Jan Ruissen, Veronika Vrecionová

GUE/NGL

Manuel Bompard, Luke Ming Flanagan, Chris MacManus

NI

Dino Giarrusso

 

1

-

ID

Ivan David

 

4

0

ID

Mara Bizzotto, Angelo Ciocca, Gilles Lebreton, Maxette Pirbakas

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE (4.9.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per lo sviluppo</CommissionInt>


<Titre>su una nuova strategia UE-Africa - un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo</Titre>

<DocRef>(2020/2041(INI))</DocRef>

Relatore per parere (*): <Depute>Joachim Schuster</Depute>

 

 (*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che il futuro partenariato tra l'Unione europea e l'Unione africana dovrebbe basarsi su valori condivisi nel rispetto dei diritti umani e della buona governance; sottolinea che un'Africa forte è nell'interesse dell'Unione europea e che l'UE deve pertanto elaborare, insieme ai partner africani, piani ambiziosi e adeguati per la crescita e lo sviluppo dell'Africa, che diversifichino l'economia nel continente e incrementino il commercio all'interno dell'Africa;

2. sottolinea che l'UE, insieme ai suoi Stati membri, è il principale partner dell'Africa in termini di commercio, investimenti, aiuto pubblico allo sviluppo (APS) e sicurezza;

3. sottolinea che, sebbene il continente africano ospiti una serie di paesi dinamici a medio reddito, il suo sviluppo economico è ancora relativamente debole rispetto ad altre parti del mondo; sottolinea che molti paesi africani si troveranno pertanto ad affrontare sfide pressoché insormontabili legate alla crisi COVID-19 e agli effetti dei cambiamenti climatici, tra cui gli enormi cambiamenti demografici caratterizzati da una migrazione dovuta al clima, all'economia e ai conflitti, nonché altre sfide, quali la grave perdita di biodiversità e il commercio illegale di armi; sottolinea che la situazione economica in molti paesi africani causata, tra l'altro, da un crollo della domanda e da uno shock dell'offerta a livello continentale ha ostacolato il contenimento della COVID-19; sottolinea che la crisi avrà probabilmente effetti disastrosi sui sistemi sanitari del continente, già sotto pressione; sottolinea che è necessario che l'UE sostenga i paesi africani nello sviluppo di economie e programmi sociali resilienti, nonché dei loro sistemi sanitari e di istruzione; ritiene, pertanto, che gli effetti della pandemia, sia nel breve che lungo termine, debbano essere incorporati nella strategia UE-Africa;

4. sottolinea l'importanza di relazioni commerciali ecologicamente e socialmente sostenibili con il continente africano; sottolinea che le società europee sono responsabili delle loro catene di approvvigionamento; invita la Commissione a procedere con una proposta legislativa ambiziosa sugli obblighi di dovuta diligenza sui diritti umani, sui diritti sociali e sull'ambiente per le società dell'UE; esorta la Commissione a garantire, nell'elaborazione di tali proposte, che esse si applichino all'intera catena di approvvigionamento e corrispondano agli orientamenti dell'OCSE in materia di responsabilità sociale e diritti umani negli scambi commerciali, che siano compatibili con le norme dell'OMC e che, dopo un'attenta valutazione, risultino funzionali e applicabili a tutti gli operatori sul mercato, comprese le PMI, e comprendano disposizioni che consentono alle parti lese l'accesso alla giustizia; sottolinea, in tale contesto, che nel breve termine l'UE deve fornire misure di aiuto immediato, come l'approvvigionamento di test e di attrezzature di laboratorio e l'agevolazione dell'esportazione di dispositivi medici e dispositivi di protezione personale, che dovranno essere seguite da misure di prevenzione della pandemia attraverso lo sviluppo di un'infrastruttura di laboratori, il finanziamento di misure nell'ambito della formazione medica, campagne di informazione e piani nazionali di risposta alle pandemie; sottolinea che l'impatto economico del confinamento sarà profondo nel continente africano, date le dimensioni del settore informale; sottolinea che l'obiettivo a lungo termine del partenariato tra l'UE e l'Africa deve essere la resilienza delle economie africane, nonché un'autonomia economica in grado di consentire l'indipendenza dagli aiuti e dall'indebitamento, che dovrebbe avere come effetto secondario la crescente resilienza del settore sanitario;

5. accoglie con favore l'annuncio del G20 relativo a una moratoria temporanea sul rimborso del debito per i paesi in via di sviluppo più deboli; osserva, tuttavia, che questa riduzione del debito rappresenta soltanto un terzo della prevista perdita fiscale a breve termine; ribadisce che le riduzioni e le cancellazioni del debito non sono menzionate nell'attuale versione della strategia per l'Africa, pur essendo importanti palliativi nella crisi COVID-19 e costituendo una misura necessaria al di là della pandemia, dal momento che contribuiranno ad ampliare lo spazio per l'azione politica dei paesi africani, attualmente occupato dal rimborso del debito; invita pertanto la Commissione, i donatori internazionali e gli Stati membri a compiere un passo ulteriore e a prendere in considerazione un'estensione della moratoria sia in termini di durata che di ambito, che consenta ai paesi africani di contrastare l'impatto a medio e lungo termine della COVID-19; manifesta preoccupazione per la mancanza di un'azione concertata contro i flussi finanziari illeciti, pari a dodici volte l'importo annuale dell'APS, e invita le autorità africane ed europee a contrastare i fenomeni finanziari illeciti, tra cui la fuga di capitali, i meccanismi di elusione fiscale e la perdita di reddito nazionale dovuta alla riduzione tariffaria; ribadisce l'invito rivolto ai creditori privati a partecipare all'iniziativa a condizioni paragonabili e incoraggia il G20, l'FMI e la Banca mondiale, nonché le banche multilaterali di sviluppo, ad andare oltre in termini di riduzione del debito e a esplorare ulteriormente le opzioni in termini di sospensione dei pagamenti del servizio del debito per garantire, tra l'altro, che sia possibile provvedere ai bisogni umani fondamentali dei cittadini; invita gli Stati membri dell'UE a rispettare l'impegno di lunga data e ripetuto di destinare lo 0,7 % del PIL all'APS;

6. sottolinea che l'Unione europea ha ancora importanti legami economici con gli Stati africani e che tali legami dovrebbero essere ulteriormente rafforzati in futuro al fine di garantire una trasformazione produttiva della regione e lo sviluppo della resilienza; osserva che la Cina ha intensificato la sua presenza in Africa, mentre gli Stati membri dell'UE hanno mostrato solo interessi molto selettivi per gli scambi commerciali con gli Stati africani e gli investimenti negli stessi, motivo per cui il volume commerciale tra l'UE e la maggior parte degli Stati africani rimane relativamente ridotto; sottolinea che l'UE necessita di una base completamente nuova per il suo partenariato economico con l'Africa, il che significa che deve giungere a una nuova realtà in cui l'UE e l'Africa sviluppino un partenariato sostenibile reciprocamente vantaggioso, riorganizzando le relazioni economiche e commerciali in modo da indirizzarle verso la solidarietà e la cooperazione, nonché garantendo il commercio equo ed etico; sottolinea che il presupposto di questo partenariato è un ulteriore sviluppo sostenibile sostanziale in tutti gli Stati africani; evidenzia, in tale contesto, la necessità di fornire investimenti e un sostegno mirato e di rispettare la coerenza delle politiche per lo sviluppo;

7. evidenzia che il ruolo di molti Stati africani nella divisione internazionale del lavoro e nelle catene di approvvigionamento globali internazionali è debole a causa, tra l'altro, della bassa produttività, che è anche un'eredità del passato, nonché a causa della mancanza di investimenti mirati e di una forza lavoro qualificata e del fatto che lo sviluppo sostenibile non viene promosso fintantoché gli Stati africani continuano a esportare materie prime e alcuni prodotti agricoli non trasformati, mentre l'UE esporta beni manifatturieri, servizi e sovracapacità agricole; insiste affinché l'UE metta a punto una strategia che assista le nazioni africane nella creazione e nella diversificazione delle catene del valore intracontinentali e riduca gli ostacoli esistenti al commercio, affinché sia generato un maggiore valore aggiunto all'interno degli stessi Stati africani mediante investimenti mirati nel miglioramento delle infrastrutture e nello sviluppo di un approvvigionamento energetico sostenibile, nonché attraverso un trattamento speciale e differenziato; sottolinea che gli investimenti diretti europei dovrebbero altresì sostenere il miglioramento delle infrastrutture regionali; invita la Commissione a facilitare, attraverso i canali a sua disposizione, lo sviluppo di catene del valore regionali, dato che il commercio intraregionale nel continente africano rimane marginale e lascia molte opportunità non sfruttate, pur rappresentando una condizione essenziale per lo sviluppo sostenibile e l'indipendenza economica a lungo termine;

8. osserva che i paesi africani, sebbene costituiscano oltre il 50 % dei beneficiari del sistema di preferenze generalizzate (SPG), rappresentano solo meno del 5 % delle importazioni SPG dell'UE; invita la Commissione ad assistere gli attori dei paesi beneficiari, anche in relazione al rispetto delle norme di origine e agli ostacoli tecnici; deplora che l'SPG non abbia finora contribuito alla diversificazione economica dei paesi beneficiari africani; rinnova il suo invito alla Commissione a valutare la possibilità di ampliare l'elenco dei prodotti che rientrano nel regolamento SPG;

9. sottolinea che l'UE e l'Unione africana condividono un interesse comune per un sistema commerciale multilaterale stabile e regolamentato incentrato sull'Organizzazione mondiale del commercio (OMC);

10. invita la Commissione a rivedere opportunamente le sue priorità stabilite nella comunicazione intitolata "Verso una strategia globale per l'Africa" in vista del vertice UE-UA programmato e al fine di affrontare le cause profonde delle debolezze economiche, sociali e sanitarie nelle regioni e nei paesi africani, a seguito dell'attuale crisi sanitaria ed economica, ma anche per quanto concerne il rischio di minacce imminenti alla sicurezza alimentare; osserva che è necessario che il piano comune per la ripresa economica e la rinnovata strategia UE-Africa rimangano conformi agli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) e all'accordo di Parigi; invita la Commissione a valutare la possibilità di consentire temporaneamente ai paesi africani di imporre tasse sulle esportazioni delle materie prime per attutire gli impatti delle molteplici crisi e preparare la ripresa;

11. invita la Commissione a sostenere l'Africa nel conseguimento delle sue ambizioni per una zona continentale di libero scambio, apportando i necessari adeguamenti per attuare gli accordi di partenariato economico (APE) affinché possano costituire un elemento costitutivo di questo progetto endogeno e autodeterminato, fornendo supporto tecnico al fine di realizzare gli adeguamenti fiscali necessari per l'abolizione dei dazi doganali e contribuendo ad attuare sistemi fiscali resilienti in grado di affrontare il problema dell'evasione fiscale e di ridurre la dipendenza delle rimesse; sottolinea la necessità di attuare l'assistenza tecnica per la cooperazione frontaliera e altre questioni tecniche ai fini dello sviluppo della catena del valore regionale; ricorda l'importanza di una zona di scambi integrata per l'Africa che faciliti il commercio internazionale e lo sviluppo inclusivo;

12. evidenzia che gli APE e l'SPG sono strumenti importanti delle relazioni commerciali tra l'UE e l'Africa; sottolinea che, finora, l'attuazione degli APE non si è tradotta nei progressi auspicati in termini di sostegno all'integrazione regionale, di assistenza tecnica, di rafforzamento delle capacità di cooperazione frontaliera, di gestione delle conoscenze e dei dati e di cooperazione al fine di migliorare il clima degli investimenti e rafforzare la buona governance; chiede alla Commissione, in via prioritaria, di aumentare la velocità di attuazione di questi aspetti essenziali; invita la Commissione ad assistere ulteriormente i paesi africani in questi settori senza subordinare completamente tale assistenza all'attuazione degli APE; invita a includere sistematicamente meccanismi vincolanti e applicabili per l'attuazione dei capitoli sugli scambi e lo sviluppo sostenibile concernenti le norme in materia di diritti umani, lavoro e ambiente in tutti gli APE attualmente negoziati e futuri, sottolineando nel contempo che gli accordi devono essere coerenti con le politiche di sviluppo e gli OSS, specialmente per quanto concerne il loro impatto sulla deforestazione, sui cambiamenti climatici e sulla perdita di biodiversità; insiste sulla necessità di sostenere l'integrazione delle economie africane su scala regionale al fine di renderle più forti a livello internazionale;

13. invoca una proposta concreta che stabilisca iniziative comuni in materia di approvvigionamento di energie rinnovabili nel continente africano e la promozione dell'innovazione orientata in tal senso, compresi sia un piano concreto finalizzato a finanziare pubblicamente tali iniziative sia un piano su come conseguire una più stretta cooperazione in relazione al futuro uso comune delle energie rinnovabili che ne derivano, procedendo al contempo all'eliminazione graduale di tutti gli investimenti nei progetti relativi ai combustibili fossili; ribadisce che lo sviluppo sostenibile senza un accesso generalizzato all'energia non è possibile e incoraggia la Commissione a elaborare un piano ambizioso per attuare questo partenariato per l'energia sostenibile; sottolinea in tale contesto l'importanza fondamentale di conseguire gli obiettivi stabiliti dall'accordo di Parigi sul clima; chiede di ricorrere alla condivisione di brevetti e al trasferimento tecnologico per la risoluzione della virulenta crisi sanitaria, rispettando i diritti di proprietà intellettuale nel quadro della dichiarazione OMC-TRIPS del 2003 sulla salute pubblica; invita la Commissione a rendere il conseguimento degli OSS un principio guida in tutte le sue politiche relative al continente africano; esorta inoltre la Commissione a tenere pienamente conto di tali obiettivi in fase di negoziazione dell'accordo post-Cotonou, al fine di garantire un commercio equilibrato, libero ed equo con il continente africano;

14. pone l'accento sulla necessità di investimenti cospicui, possibilmente sotto forma di partenariati di investimento in settori chiave per quanto riguarda le infrastrutture, nella sostenibilità del settore agricolo e nell'approvvigionamento energetico globale da fonti rinnovabili, rafforzando al contempo i settori della sanità pubblica e dell'istruzione pubblica, le infrastrutture e l'approvvigionamento di acqua pulita, le infrastrutture dei trasporti e dell'energia ed escludendoli da qualsiasi privatizzazione; sottolinea la necessità di politiche e progetti di innovazione sostenibile che consentano di compiere un salto di qualità con l'obiettivo specifico della sostenibilità ecologica e sociale e invita, a tale riguardo, a studiare in che modo il salto di qualità possa contribuire a tali obiettivi negli Stati africani; sottolinea che l'UE deve perseguire investimenti pubblici nello sviluppo di infrastrutture generali, e in particolare transfrontaliere, al fine di facilitare il commercio regionale e quindi la diversificazione delle catene del valore; evidenzia che la promozione degli investimenti diretti esteri, tra gli altri programmi nell'ambito del piano per gli investimenti esterni, dovrebbe essere legata all'imprenditoria locale, prestando particolare attenzione al rafforzamento delle capacità delle PMI, all'attività dei piccoli agricoltori, al settore dei servizi locali e all'industria manifatturiera locale, nonché a progetti di innovazione sostenibile, al fine di facilitare la diversificazione delle catene del valore nel continente e creare nuove opportunità di lavoro dignitoso, evitando al contempo nuove dipendenze;

15. sottolinea il ruolo fondamentale della trasformazione digitale e della digitalizzazione per lo sviluppo sostenibile e la resilienza delle società, che è risultato particolarmente evidente nell'attuale situazione globale innescata dalla crisi COVID-19; auspica una cooperazione continua, rafforzata, sistematica e reciprocamente vantaggiosa con gli Stati africani in materia di digitalizzazione e tecnologie e soluzioni innovative a tutti i livelli della società, compresi l'e-governance, il commercio elettronico, le competenze digitali e la cibersicurezza, in linea con l'approccio della digitalizzazione per lo sviluppo (D4D);

16. manifesta preoccupazione per il fatto che, come riferito dal Forum della società civile Africa-UE, lo spazio per la società civile si sia ridotto e la sua visibilità rimanga debole; sottolinea che il rafforzamento della società civile, e quindi l'inclusione di una controparte sociale nelle strutture di investimento, è un aspetto essenziale delle politiche attuate dall'UE verso e con i paesi africani; invita, pertanto, la Commissione a coinvolgere la società civile a tutti i livelli del dialogo politico, in particolare in fase di preparazione, monitoraggio e valutazione degli accordi commerciali; chiede che la società civile abbia un ruolo di maggior rilievo nel sistema di aiuto al commercio;

17. riconosce il ruolo fondamentale delle donne e delle ragazze nella crescita e nello sviluppo sostenibili; sottolinea che l'emancipazione delle donne e delle ragazze deve essere integrata nel corso dell'intera attuazione della strategia UE-Africa; sottolinea che l'indipendenza economica delle donne deve essere favorita dalla promozione dell'imprenditoria femminile; ricorda che la posizione delle donne può essere rafforzata mediante norme rigorose in materia di genere e commercio negli accordi commerciali; invita, al riguardo, la Commissione ad assistere l'Unione africana nell'attuazione della più recente strategia sulla parità di genere e l'emancipazione femminile e ad attuare misure che contribuiscano al conseguimento della parità di genere nei suoi accordi commerciali con i paesi africani; chiede di introdurre una chiara prospettiva di genere al fine di rispondere agli impatti diversificati della crisi e della ripresa, nonché ai diversi ruoli e oneri di uomini e donne nell'attuale crisi;

18. sottolinea che il continente africano ha la popolazione più giovane del mondo e invita pertanto la Commissione a integrare concretamente gli interessi dei bambini e dei giovani nel piano di attuazione della strategia per l'Africa e a garantire che vengano effettuati investimenti ingenti nello sviluppo delle competenze dei giovani, considerato il loro ruolo fondamentale nell'ulteriore sviluppo di strategie per un futuro sostenibile dal punto di vista ecologico, sociale ed economico del loro continente; invita la Commissione ad assistere i giovani africani attraverso programmi educativi specifici nell'ambito, ad esempio, di Erasmus+ e ad aumentare la mobilità scolastica e professionale mediante una strategia dedicata in cooperazione con l'Unione africana, il settore privato e le istituzioni finanziarie (ad esempio mettendo a disposizione il microcredito per le start-up), allo scopo di migliorare le opportunità economiche e commerciali;

19. sottolinea l'importanza di sostenere la capacità dei paesi africani di ampliare la mobilitazione delle risorse interne, al fine di aumentare gli investimenti nei servizi pubblici di base universali; invita l'UE a sostenere i paesi africani contrastando i flussi finanziari illeciti e l'evasione fiscale delle società e delle multinazionali dell'UE e a garantire il pagamento delle tasse laddove sono generati i profitti e il valore economico reale, al fine di arrestare l'erosione della base imponibile e il trasferimento degli utili;

20. manifesta preoccupazione per l'esportazione, sostenuta dalla PAC, di latte in polvere europeo verso l'Africa occidentale, considerato che la triplicazione delle esportazioni registrata da quando l'UE ha revocato le quote latte nel 2015 ha prodotto conseguenze disastrose per i pastori e gli agricoltori locali che non sono in grado di competere; invita la Commissione a elaborare soluzioni con i governi e le parti interessate africane;

21. manifesta preoccupazione per il numero crescente di cause di risoluzione delle controversie investitore-Stato (ISDS) avviate nei confronti degli Stati africani, in particolare da parte di imprese europee; invita i governi e le imprese dell'UE ad astenersi dall'utilizzare l'ISDS e a porre fine alle numerose cause ISDS avviate nei confronti di paesi africani;

22. invita la Commissione a elaborare soluzioni con i governi e le parti interessate africane e ad attuare le raccomandazioni della task force per l'Africa rurale (TFRA); ritiene che investimenti stabili e una forza lavoro, anche femminile, per lo sviluppo di una catena alimentare africana per i circuiti regionali, di proprietà africana, potrebbero contribuire nel modo più efficace ad aumentare la salute e il benessere degli africani;

23. sottolinea che l'Africa, e in particolare l'Africa sub-sahariana, avrà la più alta crescita demografica a livello mondiale nei prossimi decenni; invita l'UE, a tal proposito, a seguire le conclusioni della TFRA sulla necessità di investimenti nelle catene alimentari africane, con particolare attenzione alle materie prime a valore aggiunto;

24. sottolinea che, insieme, l'UE e i suoi Stati membri rimangono i principali donatori in Africa, con il 31 % del totale degli aiuti; ricorda l'importanza di un cambiamento di paradigma nella politica di sviluppo europea verso riforme strutturali orientate al mercato e la buona governance;

25. invita la Commissione, alla luce del crescente rischio documentato di diffusione di agenti patogeni zoonotici in Africa, a promuovere nei paesi africani norme più rigorose in termini di misure sanitarie e fitosanitarie e di benessere degli animali attraverso il dialogo e la cooperazione normativa.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

3.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

33

2

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Barry Andrews, Anna-Michelle Asimakopoulou, Tiziana Beghin, Geert Bourgeois, Saskia Bricmont, Udo Bullmann, Jordi Cañas, Daniel Caspary, Anna Cavazzini, Miroslav Číž, Arnaud Danjean, Paolo De Castro, Emmanouil Fragkos, Raphaël Glucksmann, Markéta Gregorová, Enikő Győri, Roman Haider, Heidi Hautala, Danuta Maria Hübner, Herve Juvin, Karin Karlsbro, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, Margarida Marques, Gabriel Mato, Emmanuel Maurel, Maxette Pirbakas, Carles Puigdemont i Casamajó, Samira Rafaela, Inma Rodríguez-Piñero, Massimiliano Salini, Helmut Scholz, Liesje Schreinemacher, Sven Simon, Dominik Tarczyński, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt, Marie-Pierre Vedrenne, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

33

+

GUE/NGL

Emmanuel Maurel, Helmut Scholz

NI

Tiziana Beghin, Carles Puigdemont i Casamajó

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Daniel Caspary, Arnaud Danjean, Enikő Győri, Danuta Maria Hübner, Gabriel Mato, Massimiliano Salini, Sven Simon, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler

RENEW

Barry Andrews, Jordi Cañas, Karin Karlsbro, Samira Rafaela, Liesje Schreinemacher, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Udo Bullmann, Miroslav Číž, Paolo De Castro, Raphaël Glucksmann, Bernd Lange, Margarida Marques, Inma Rodríguez-Piñero, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt

VERTS/ALE

Saskia Bricmont, Anna Cavazzini, Markéta Gregorová, Heidi Hautala

 

2

-

ECR

Emmanouil Fragkos, Dominik Tarczyński

 

7

0

ID

Roman Haider, Herve Juvin, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Maxette Pirbakas

ECR

Geert Bourgeois, Jan Zahradil

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (23.9.2020)

<CommissionInt>destinato alla commissione per lo sviluppo</CommissionInt>


<Titre>su una nuova strategia UE-Africa – un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo</Titre>

<DocRef>(2020/2041(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Juan Fernando López Aguilar</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per lo sviluppo, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. pone l'accento sull'urgente necessità di un partenariato più forte, di lungo termine, equo, ambizioso, sostenibile e pluridimensionale, basato sul dialogo politico, la cotitolarità, la solidarietà e la fiducia reciproca, al fine di affrontare le sfide comuni e conseguire gli obiettivi condivisi;

2. ricorda i legami particolarmente stretti tra l'Unione europea (UE) e l'Africa, nonché l'importante contributo dell'Unione agli aiuti allo sviluppo[14] e al funzionamento armonioso dell'Unione africana (UA)[15]; rileva che l'UE è il maggiore donatore di aiuti allo sviluppo e umanitari del mondo; ricorda che, se da un lato l'UE è il principale investitore e finanziatore per lo sviluppo in Africa, al quale l'Unione e i suoi Stati membri destinano ogni anno quasi 20 miliardi di euro, dall'altro lato l'Africa subsahariana continua a essere la regione del mondo con il più basso indice di sviluppo umano; rammenta l'importanza della migrazione intra-regionale in Africa; incoraggia a concludere i progetti più importanti per lo sviluppo del continente africano, come la lotta alla corruzione, la digitalizzazione, lo sviluppo sostenibile, il rafforzamento dello Stato di diritto, la protezione delle minoranze e dei più vulnerabili, in particolare i bambini, la parità di genere e le pari opportunità per tutti;

3 sottolinea che la povertà nel continente africano continua a essere uno dei fattori principali alla base della migrazione; ritiene che l'UE possa utilizzare i propri strumenti in modo migliore e più efficiente, ad esempio il fondo fiduciario UE-Africa, e che potrebbe aumentare i finanziamenti del programma Erasmus+ per l'istruzione dei giovani;

4. mette in risalto i cruciali contributi culturali ed economici che la diaspora africana ha apportato all'UE nonché l'importanza delle rimesse per lo sviluppo dei paesi africani e la loro ripresa a seguito di crisi;

5. ricorda che, in conformità del principio della titolarità nazionale, le politiche e i programmi di sviluppo possono avere successo solo se guidati dai paesi in via di sviluppo, adeguandoli alle situazioni e alle esigenze specifiche del paese; sottolinea la necessità di collaborare con la società civile e le comunità locali in questo senso per garantire di far fronte alle esigenze e alle vulnerabilità delle persone;

6. invita l'UE e i suoi Stati membri a porre il rispetto e la promozione dei diritti umani al centro della nuova strategia UE-Africa; sottolinea altresì l'importanza della democrazia, dell'uguaglianza, della solidarietà, dei diritti delle donne e delle minoranze, della buona governance nelle relazioni UE-Africa, segnatamente mediante il consolidamento dei legami e il sostegno alla società civile nei paesi africani, nonché del clima, dell'ambiente e della biodiversità, quali basi necessarie per un partenariato UE-Africa sostenibile, inclusivo e reciprocamente vantaggioso;

7. sottolinea in particolare la necessità di porre i diritti umani dei rifugiati e dei migranti al centro del suo partenariato con l'Africa in materia migrazione e chiede di porre fine alla criminalizzazione di migranti e rifugiati;

8. rammenta che è fondamentale definire il partenariato strategico con l'Africa rafforzando i legami stabiliti con l'UA e ampliando la cooperazione regionale e il dialogo trilaterale tra l'UE, l'UA e le Nazioni Unite;

9. chiede che siano compiuti maggiori sforzi per combattere la corruzione, che costituisce un grave ostacolo allo sviluppo efficace e impedisce ai popoli africani di beneficiare appieno dei vantaggi tangibili delle politiche congiunte dell'UE e dell'UA;

10. chiede l'istituzione di un meccanismo di monitoraggio e la piena trasparenza e responsabilità in materia di finanziamenti dell'UE;

11. raccomanda all'UE e all'UA una migliore attuazione e applicazione degli strumenti esistenti di lotta alla corruzione, nazionali e internazionali, e raccomanda altresì l'impiego delle nuove tecnologie e dei servizi digitali; invita l'UE ad adottare un rigoroso quadro normativo in materia di corruzione;

12. ricorda che i flussi finanziari illeciti costituiscono un serio problema per i paesi in via di sviluppo; propone di rafforzare il trasferimento di fondi europei ai beneficiari diretti attraverso le organizzazioni internazionali in loco;

13. sottolinea l'importanza di includere nella nuova strategia azioni concrete intese a conferire ai gruppi di migranti e di diaspore la facoltà di contribuire alla definizione, all'attuazione e al monitoraggio della nuova strategia; pone l'accento sulla necessità di coinvolgere maggiormente la società civile dell'UE e dell'Africa, comprese le ONG, nella definizione della strategia e nel monitoraggio della relativa attuazione; evidenzia il ruolo centrale svolto dalla società civile in tutto il mondo nel sostenere la democrazia e nel consolidare il dialogo politico;

14. ritiene necessario instaurare un dialogo tra l'UE, l'UA e gli Stati africani sulla questione della migrazione, che è di primaria importanza sul lungo termine nel quadro delle relazioni UE-Africa;

15. è dell'avviso che occorre sviluppare una forte cooperazione nel settore della migrazione, che sia fondata sui principi di solidarietà, responsabilità condivisa e rispetto dei diritti umani; sottolinea l'importanza di garantire l'efficacia, l'equità e il giusto processo nel rilascio di lasciapassare consolari e nella conclusione di accordi per la riammissione, privilegiando il rimpatrio volontario e garantendo la piena protezione e il totale rispetto dei diritti e della dignità delle persone;

16. chiede che il rimpatrio e la reintegrazione sostenibili siano accompagnati da politiche valide e a lungo termine che sostengano i rimpatriati e gestiscano le questioni strutturali nei paesi di origine, tra cui la presenza di strutture economiche sostenibili ed eque, la buona governance e lo Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani e della parità di genere;

17. sottolinea che il 17 % della popolazione mondiale, ovvero 1,3 miliardi di persone, vive attualmente in Africa; osserva che secondo le previsioni, entro il 2050, la popolazione dell'Africa subsahariana dovrebbe raddoppiare e che oltre la metà della crescita demografica mondiale avrà luogo in Africa[16]; ricorda che fino all'80 % di tutti i migranti internazionali provenienti da paesi africani si muove all'interno del continente africano, contribuendo allo sviluppo, alla prosperità e all'integrazione dell'Africa;

18. sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale per combattere la tratta di esseri umani; auspica a tal proposito uno sforzo globale e multidisciplinare e un coordinamento a tutti i livelli in cooperazione con i governi locali, compresa la cooperazione internazionale tra le forze dell'ordine; ritiene che la lotta contro i passatori e i trafficanti di esseri umani debba essere condotta congiuntamente con entrambe le parti e con il sostegno, tra l'altro, di Europol;

19. esorta l'UE e le nazioni africane a collaborare per la realizzazione di una campagna d'informazione efficace e di ampia portata sui rischi e sui pericoli legati alla tratta di esseri umani e al traffico di migranti, nell'intento di evitare che le persone mettano in pericolo la propria vita per entrare irregolarmente nell'UE;

20. indica che la mancanza di registri di stato civile affidabili in alcuni Stati africani priva molti cittadini di un'esistenza legale e, di conseguenza, dei loro diritti civili, dell'accesso all'espressione democratica e del diritto di voto; sottolinea che tale carenza comporta una mancanza di affidabilità e di pertinenza delle statistiche demografiche;

21. sottolinea la necessità di garantire procedure di asilo eque e accessibili per le persone che necessitano di protezione internazionale sia nell'UE che nei paesi africani; invita l'UE a fornire assistenza diretta e indiretta ai migranti e ai rifugiati in prossimità dei luoghi da cui sono fuggiti;

22. rileva che i paesi africani ospitano gran parte del totale dei rifugiati e degli sfollati interni di tutto il mondo, la cui già vulnerabile situazione è stata ulteriormente aggravata dalla crisi della COVID-19; auspica una condivisione globale delle responsabilità per i rifugiati, in linea con il patto globale sui rifugiati, anche attraverso un maggiore sostegno finanziario, il reinsediamento e la creazione di corridoi umanitari e il rilascio di visti umanitari;

23. rammenta la pressante necessità di realizzare percorsi sicuri e legali per le persone che necessitano di protezione, nonché di agevolare il rilascio dei visti di lavoro a tutti i livelli di competenze per l'accesso all'UE, con misure di protezione sociale equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell'UE; invita l'UE e i suoi Stati membri ad aumentare il loro contributo alle esigenze globali di reinsediamento e ad agevolare il ricongiungimento familiare dei cittadini di paesi terzi;

24. invita l'UE e i paesi africani a incrementare i canali di migrazione sicura e regolare tra l'Europa e l'Africa, nonché la mobilità regolare nel continente africano, in modo tale da ridurre le violazioni dei diritti umani e le morti dei migranti su tragitti migratori pericolosi e ottimizzare i benefici della migrazione, in linea con il patto globale per una migrazione sicura, ordinata e regolare; invita, in tale contesto, la Commissione a monitorare e a garantire che la cooperazione in materia di gestione della migrazione non incida sulla mobilità intra-africana;

25. ribadisce che occorre istituire operazioni specifiche e congiunte di ricerca e soccorso civile a livello europeo per porre fine alla perdita di vite umane in mare;

26. sottolinea l'importanza di definire una vera politica di migrazione circolare che consenta ai lavoratori qualificati e non di beneficiare di uno scambio di conoscenze professionali e della mobilità tra l'UE e l'Africa, e che offra alle persone la possibilità di rientrare nei loro paesi d'origine, promuovendo in tal modo l'"afflusso di cervelli"; ricorda che il problema della fuga dei cervelli deve essere affrontato con la massima attenzione per definire con l'Africa un vero partenariato strategico sostenibile; raccomanda di privilegiare le domande di permessi di lavoro ammissibili dai paesi di origine e di transito verso l'UE (ad esempio, attraverso le ambasciate o online) al fine di dissuadere i migranti dal ricorrere a tragitti di migrazione irregolare e alleviare l'onere che grava sul sistema di asilo;

27. ritiene che la frammentazione delle normative nazionali in materia di migrazione per motivi di lavoro nell'Unione, nonché la complessità e il carattere fortemente burocratico delle procedure, scoraggino l'uso dei canali di migrazione legale verso l'Unione; raccomanda l'introduzione di una procedura di candidatura europea armonizzata e non burocratica nel quadro del partenariato UE-Africa;

28. sostiene la digitalizzazione e la modernizzazione dell'amministrazione pubblica degli Stati africani, segnatamente allo scopo di sviluppare registri di stato civile affidabili, fornire documenti di identità sicuri e favorire lo scambio di dati; sottolinea che tutti i dati scambiati devono essere soggetti alle pertinenti leggi sulla protezione dei dati personali e di tutela della vita privata; invita l'UE a lavorare in sinergia con le nazioni africane nell'ottica di elaborare norme globali per la protezione dei dati che, a loro volta, contribuiranno a combattere la criminalità e a rafforzare reciprocamente le economie;

29. sottolinea i rischi legati a un uso improprio di questi sistemi da parte dei governi nel perseguire gli oppositori o i difensori dei diritti umani; ribadisce che tali dati non devono essere trasferiti a paesi terzi, compresi l'UE e i suoi Stati membri, in qualsiasi altro contesto che esuli da qualsivoglia accordo internazionale;

30. prende atto dell'enfasi posta sull'economia digitale nella nuova strategia UE-Africa; sottolinea che l'epidemia della COVID-19 dimostra le vulnerabilità dell'Africa legate, tra le altre cause, alla scarsa diversificazione economica, all'elevata dipendenza dall'esportazione di materie prime, alla mancanza di copertura sanitaria universale e alla mancanza di accesso universale all'energia, all'acqua e alle strutture igienico-sanitarie; si interroga, alla luce di quanto sopra, sulla definizione di queste priorità nell'ambito della strategia UE-Africa; ribadisce che, soprattutto in un contesto di ristrettezze finanziarie, lo sviluppo delle tecnologie digitali non dovrebbe prevalere sulle sfide più urgenti per l'Africa, anche in termini di soddisfacimento dei bisogni umani fondamentali, come l'accesso all'elettricità, all'istruzione e alle strutture igienico-sanitarie; sostiene un'agenda per la digitalizzazione del partenariato UE-Africa che garantisca la parità di accesso, l'uso e la creazione delle tecnologie digitali, allo scopo di colmare il divario digitale, compreso il divario digitale di genere;

31. rammenta che la lotta contro il terrorismo rappresenta una priorità comune; invita l'UE a continuare ad adoperarsi e a fornire un'assistenza più completa ai partner africani nelle regioni colpite dal terrorismo;

32. accoglie con favore la costante crescita economica dell'Africa e osserva che le nazioni africane sono poli di innovazione, imprenditorialità e di piccole e medie imprese, il che dovrebbe consentire loro di garantire un futuro dignitoso ai giovani, il principale motore dello sviluppo del continente[17], di scoraggiare così la partenza dei minori non accompagnati, e di cooperare per la riammissione degli ammissibili al rimpatrio; invita pertanto a investire considerevolmente nello sviluppo umano delle giovani generazioni, garantendo l'accesso ai diritti, tra cui l'istruzione, l'alimentazione nutriente, l'assistenza sanitaria, compresi i servizi connessi alla salute sessuale e riproduttiva e ai relativi diritti, e il rispetto dei diritti umani;

33. sottolinea l'importanza di definire solide politiche per la parità di accesso a un'istruzione di qualità, sviluppare programmi di acquisizione delle competenze inclusivi per tutti i bambini e creare opportunità intersettoriali ai fini del progresso sociale e della crescita economica; sottolinea che tali azioni sono fondamentali per affrancare le persone e i giovani dalla povertà;

34. accoglie con favore gli sforzi compiuti da alcuni leader africani per sviluppare e promuovere una legislazione il cui fine sia combattere la violenza sessuale e domestica, le molestie sessuali, il matrimonio infantile, lo stupro coniugale e qualsiasi tipo di abuso, e sottolinea la necessità di una maggiore cooperazione; sottolinea che l'emancipazione di donne e ragazze, oltre che la loro protezione dalla tratta di esseri umani, dalla violenza e dallo sfruttamento, devono essere una priorità nel quadro della cooperazione con le nazioni africane; osserva che a tale scopo possono essere utili lo scambio di buone pratiche e iniziative specifiche dell'UE in materia di istruzione e salute per le donne e le ragazze; sottolinea che garantire l'uguaglianza, i diritti fondamentali e la libertà delle donne e delle ragazze è essenziale per combattere la criminalità e rafforzare l'economia africana;

35. sottolinea che occorre integrare la prospettiva di genere nell'intera strategia, accompagnandola con misure specifiche e una specifica dotazione di bilancio per i diritti delle donne, che coinvolga le organizzazioni giovanili, femministe e femminili; sottolinea che la strategia deve garantire la salute sessuale e riproduttiva e i relativi diritti, nonché la protezione e la promozione dei diritti LGBTI;

36. ricorda che è opportuno intraprendere azioni specifiche atte a salvaguardare i migranti da rischi di morte, scomparsa, separazione familiare e dalle violazioni dei loro diritti, tra cui il principio del non respingimento e l'interesse superiore del bambino;

37. sottolinea l'importanza dei partenariati economici tra le imprese europee e africane, segnatamente le PMI, per moltiplicare le opportunità economiche in entrambi i continenti;

38. chiede che si tenga conto degli interessi e della sicurezza sia degli africani che degli europei, anche attraverso la partecipazione diretta delle organizzazioni della società civile al processo della strategia UE-Africa; riconosce gli stretti legami tra resilienza, sicurezza, pace e governance; sottolinea l'importanza di concentrarsi sulla sicurezza umana, affrontando le cause alla radice dei conflitti e garantendo che qualsiasi impegno dell'UE tenga conto delle situazioni di conflitto e si basi sulle esigenze e sulle iniziative delle popolazioni locali, in particolare le iniziative della società civile per la pace e la democrazia;

39. pone l'accento sulla necessità di attribuire priorità ai sistemi sanitari pubblici di entrambe le parti per garantire l'accesso universale ai servizi sanitari, compresa la ricerca e lo sviluppo della salute globale.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

22.9.2020

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

47

13

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Malik Azmani, Katarina Barley, Pernando Barrena Arza, Pietro Bartolo, Nicolas Bay, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Damien Carême, Anna Júlia Donáth, Lena Düpont, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Andrzej Halicki, Balázs Hidvéghi, Evin Incir, Sophia in ‘t Veld, Lívia Járóka, Marina Kaljurand, Assita Kanko, Fabienne Keller, Peter Kofod, Moritz Körner, Alice Kuhnke, Jeroen Lenaers, Juan Fernando López Aguilar, Nuno Melo, Roberta Metsola, Nadine Morano, Javier Moreno Sánchez, Maite Pagazaurtundúa, Nicola Procaccini, Paulo Rangel, Diana Riba i Giner, Ralf Seekatz, Michal Šimečka, Birgit Sippel, Sylwia Spurek, Tineke Strik, Ramona Strugariu, Annalisa Tardino, Tomas Tobé, Dragoş Tudorache, Milan Uhrík, Tom Vandendriessche, Bettina Vollath, Jadwiga Wiśniewska, Elena Yoncheva

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Delara Burkhardt, Gwendoline Delbos-Corfield, Kostas Papadakis, Kris Peeters, Anne-Sophie Pelletier, Sira Rego, Rob Rooken, Paul Tang, Tomáš Zdechovský

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Isabel Benjumea Benjumea

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

47

+

PPE

Magdalena Adamowicz, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Lena Düpont, Andrzej Halicki, Lívia Járóka, Jeroen Lenaers, Nuno Melo, Roberta Metsola, Kris Peeters, Paulo Rangel, Ralf Seekatz, Tomas Tobé, Tomáš Zdechovský

S&D

Katarina Barley, Pietro Bartolo, Delara Burkhardt, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Evin Incir, Marina Kaljurand, Juan Fernando López Aguilar, Javier Moreno Sánchez, Birgit Sippel, Sylwia Spurek, Paul Tang, Bettina Vollath, Elena Yoncheva

RENEW

Anna Júlia Donáth, Sophia In ‘T Veld, Fabienne Keller, Moritz Körner, Maite Pagazaurtundúa, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache

VERTS/ALE

Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Damien Carême, Gwendoline Delbos-Corfield, Alice Kuhnke, Diana Riba I Giner, Tineke Strik

ECR

Joachim Stanisław Brudziński, Assita Kanko, Jadwiga Wiśniewska

NI

Laura Ferrara

 

13

-

PPE

Balázs Hidvéghi, Nadine Morano

ID

Nicolas Bay, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Peter Kofod, Annalisa Tardino, Tom Vandendriessche

ECR

Jorge Buxadé Villalba, Nicola Procaccini, Rob Rooken

NI

Kostas Papadakis, Milan Uhrík

 

7

0

PPE

Isabel Benjumea Benjumea, Vladimír Bilčík

RENEW

Malik Azmani

GUE/NGL

Pernando Barrena Arza, Cornelia Ernst, Anne-Sophie Pelletier, Sira Rego

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

27.1.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

2

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Anna-Michelle Asimakopoulou, Hildegard Bentele, Dominique Bilde, Udo Bullmann, Catherine Chabaud, Antoni Comín i Oliveres, Gianna Gancia, Charles Goerens, Mónica Silvana González, Pierrette Herzberger-Fofana, György Hölvényi, Rasa Juknevičienė, Beata Kempa, Erik Marquardt, Norbert Neuser, Janina Ochojska, Jan-Christoph Oetjen, Michèle Rivasi, Christian Sagartz, Marc Tarabella, Tomas Tobé, Miguel Urbán Crespo, Chrysoula Zacharopoulou, Bernhard Zimniok

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Patrizia Toia

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

NI

Antoni Comín i Oliveres

PPE

Anna‑Michelle Asimakopoulou, Hildegard Bentele, György Hölvényi, Rasa Juknevičienė, Janina Ochojska, Christian Sagartz, Tomas Tobé

RENEW

Catherine Chabaud, Charles Goerens, Jan‑Christoph Oetjen, Chrysoula Zacharopoulou

S&D

Udo Bullmann, Mónica Silvana González, Norbert Neuser, Marc Tarabella, Patrizia Toia

VERTS/ALE

Pierrette Herzberger‑Fofana, Erik Marquardt, Michèle Rivasi

 

2

-

ID

Dominique Bilde, Bernhard Zimniok

 

3

0

ECR

Beata Kempa

ID

Gianna Gancia

The Left

Miguel Urbán Crespo

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU C 356 del 4.10.2018, pag. 66.

[2] GU C 349 del 17.10.2017, pag. 11.

[3] GU C 363 del 28.10.2020, pag. 27.

[4] Testi approvati, P9_TA(2020)0173.

[5] Testi approvati, P8_TA(2019)0298.

[6] Rispettivamente GU C 215 del 19.6.2019, pag. 2, GU C 28 del 27.1.2020, pag. 15, e testi approvati, P9_TA(2019)0084.

[7] Regolamento (UE) 2017/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio (GU L 130 del 19.5.2017, pag. 1).

[8] Direttiva 2013/50/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2013 (GU L 294 del 6.11.2013, pag. 29).

[9] Direttiva 2013/34/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 giugno 2013, relativa ai bilanci d’esercizio, ai bilanci consolidati e alle relative relazioni di talune tipologie di imprese (GU L 182 del 29.6.2013, pag. 19).

[10] GU L 195 del 19.6.2020, pag. 1.

[11] GU L 130 del 19.5.2017, pag. 1.

[12] GU L 294 del 6.11.2013, pag. 13.

[13] GU L 195 del 19.6.2020, pag. 1.

[14] 19,6 miliardi di euro, pari al 46 % del totale (2018). https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/qanda_20_375

[15] 327 milioni di dollari, pari al 42 % del suo bilancio, E-003478/2018, https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-8-2018-003478-ASW_EN.html.

[17] Il 62 % della popolazione dell'Africa subsahariana è di età inferiore ai 25 anni (2019) https://population.un.org/wpp/Publications/Files/WPP2019_Highlights.pdf

Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2021Note legali - Informativa sulla privacy