Procedura : 2020/2242(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0116/2021

Testi presentati :

A9-0116/2021

Discussioni :

PV 17/05/2021 - 14
CRE 17/05/2021 - 14

Votazioni :

PV 18/05/2021 - 13
PV 19/05/2021 - 12

Testi approvati :

P9_TA(2021)0241

<Date>{08/04/2021}8.4.2021</Date>
<NoDocSe>A9-0116/2021</NoDocSe>
PDF 312kWORD 119k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>su una strategia europea per l'idrogeno</Titre>

<DocRef>(2020/2242(INI))</DocRef>


<Commission>{ITRE}Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</Commission>

Relatore: <Depute>Jens Geier</Depute>

Relatori per parere (*):

Hildegard Bentele, Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

Georg Mayer, Commissione per i trasporti e il turismo

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una strategia europea per l'idrogeno

(2020/2242(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 194,

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

 viste la relazione speciale del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico, dell'8 ottobre 2018, dal titolo "Global Warming of 1.5°C" (Riscaldamento globale di 1,5°C) e la relazione speciale, del 25 settembre, dal titolo "The Ocean and Cryosphere in a Changing Climate" (L'oceano e la criosfera in un clima che cambia),

 viste le relazioni del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente del 2019 e del 2020 sul divario tra le esigenze di riduzione delle emissioni e le prospettive,

 vista la dichiarazione dell'OCSE del 23 febbraio 2018 sul rafforzamento delle PMI e dell'imprenditorialità per la produttività e la crescita inclusiva,

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" (COM(2020)0301),

 visto il parere del Comitato europeo delle regioni, del 1° luglio 2020, dal titolo "Verso una tabella di marcia per l'idrogeno pulito – Il contributo degli enti locali e regionali a un'Europa climaticamente neutra"[1],

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Energia per un'economia climaticamente neutra: strategia dell'UE per l'integrazione del sistema energetico" (COM(2020)0299),

 vista la comunicazione della Commissione del 19 novembre 2020 dal titolo "Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro" (COM(2020)0741),

 vista la comunicazione della Commissione del 14 ottobre 2020 sulla strategia dell'UE per ridurre le emissioni di metano (COM(2020)0663),

 vista la relazione della Commissione del 14 ottobre 2020 dal titolo "Relazione 2020 sullo stato dell'Unione dell'energia in applicazione del regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima" (COM(2020)0950),

 vista la comunicazione della Commissione del 17 settembre 2020 dal titolo "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa - Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" (COM(2020)0562),

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),

 vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" (COM(2020)0102),

 vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (direttiva sull'energia rinnovabile)[2],

 visto il regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima che modifica i regolamenti (CE) n. 663/2009 e (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 94/22/CE, 98/70/CE, 2009/31/CE, 2009/73/CE, 2010/31/UE, 2012/27/UE e 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive del Consiglio 2009/119/CE e (UE) 2015/652 e che abroga il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,[3]

 vista la direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi (direttiva sull'infrastruttura per i combustibili alternativi)[4],

 visto il regolamento (UE) n. 559/2014 del Consiglio, del 6 maggio 2014, che istituisce l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno 2"[5],

 visto il regolamento (UE) n. 347/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga la decisione n. 1364/2006/CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 713/2009, (CE) n. 714/2009 e (CE) n. 715/2009 (regolamento sulle infrastrutture energetiche transeuropee TEN-E)[6],

 visto il regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010[7], attualmente oggetto di revisione,

 vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio (direttiva ETS)[8],

 vista la sua risoluzione del 10 luglio 2020 su un approccio europeo globale allo stoccaggio dell'energia[9],

 vista la sua risoluzione, del 10 luglio 2020, sulla revisione degli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee[10],

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[11],

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[12],

 vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sul cambiamento climatico: visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell'accordo di Parigi[13],

 vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2018 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi nell'Unione europea: è tempo di agire![14],

 vista la sua risoluzione del 6 febbraio 2018 su un nuovo slancio all'innovazione nel settore dell'energia pulita[15],

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per i trasporti e il turismo,

 vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-2242/2020),

A. considerando che l'UE ha approvato l'accordo di Parigi, il Green Deal e l'obiettivo di realizzare una transizione equa ed efficiente in termini di costi che porti alla neutralità climatica entro il 2050 al più tardi;

B. considerando che la Commissione ha suggerito di innalzare l'obiettivo dell'UE di ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2030 ad almeno il 55 % rispetto ai livelli del 1990 e che il Parlamento ha approvato l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 60 % rispetto ai livelli del 1990 entro il 2030;

C. considerando che il riscaldamento globale è in larga misura dovuto ai combustibili fossili e che l'accordo di Parigi mira a contenere l'aumento della temperatura globale ben al di sotto dei 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e a proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C;

D. considerando che la transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra richiede una transizione equa e rapida, guidata dai poteri pubblici, verso un sistema energetico ampiamente basato sulle energie rinnovabili e altamente efficiente sotto il profilo delle risorse e dell'energia, che garantisca la sostenibilità e la salute, la partecipazione dei cittadini, la riduzione della povertà energetica in tutta l'UE, la sicurezza dell'approvvigionamento, l'accessibilità, anche sul piano economico, dell'energia e la competitività dei prezzi dell'energia;

E. considerando che è necessario utilizzare combustibili alternativi puliti e svilupparne le applicazioni al fine di eliminare gradualmente i combustibili fossili il prima possibile e garantire la competitività dell'industria dell'UE; che l'idrogeno rinnovabile possiede un potenziale non sfruttato per essere tale alternativa;

F. considerando che l'idrogeno può essere utilizzato come materia prima o fonte di energie nei processi industriali e chimici, nel trasporto aereo, marittimo e stradale pesante e nelle applicazioni di riscaldamento, decarbonizzando settori in cui l'elettrificazione diretta non è tecnologicamente possibile o competitiva, nonché per lo stoccaggio di energia per bilanciare il sistema energetico, ove necessario, svolgendo così un ruolo significativo nell'integrazione del sistema energetico;

G. considerando che attualmente circa il 2 % del mix energetico dell'UE è costituito da idrogeno, di cui il 95 % è prodotto utilizzando combustibili fossili, liberando 70-100 milioni di tonnellate di CO2 all'anno, mentre a livello globale rappresenta il 2,5 % delle emissioni di gas a effetto serra e meno dell'1 % dell'idrogeno attualmente prodotto è utilizzato come vettore energetico; che alcune ricerche dimostrano che le energie rinnovabili potrebbero rappresentare fino al 100 % del mix energetico dell'UE nel 2050, di cui l'idrogeno potrebbe rappresentare una quota complessiva fino al 20 %, tra il 20 % e il 50 % dell'energia utilizzata per i trasporti e tra il 5 % e il 20 % dell'energia utilizzata nell'industria;

H. considerando che l'idrogeno — di cui 120 milioni di tonnellate prodotte ogni anno a livello mondiale — è prodotto sia come sottoprodotto delle industrie chimiche e di raffinazione (70 milioni di tonnellate) sia in impianti di produzione dedicati (50 milioni di tonnellate); che la maggior parte dell'idrogeno è prodotto utilizzando combustibili fossili (il 6 % del gas naturale e il 2 % del carbone a livello globale è utilizzato per la produzione di idrogeno), di cui meno dello 0,1 % è prodotto mediante elettrolisi dell'acqua;

I. considerando che la capacità totale di produzione di idrogeno nello Spazio economico europeo (SEE) alla fine del 2018 era stimata a 11,5 milioni di tonnellate all'anno e che la capacità totale installata di elettrolizzatori nel SEE è di circa 1 GW, pari a una percentuale compresa tra l'1 e il 4 % della capacità totale di produzione di idrogeno; che la percentuale complessiva attribuibile alla produzione di idrogeno del SEE da combustibili fossili con cattura e stoccaggio del carbonio (idrogeno a basse emissioni di carbonio) si attesta intorno allo 0,7 % (esclusi i sottoprodotti);

J. considerando che il 43 % dell'idrogeno prodotto a livello mondiale è utilizzato per produrre ammoniaca, a sua volta impiegata principalmente per produrre fertilizzanti agricoli a base di ammoniaca, il 52 % è utilizzato per la raffinazione e la desulfurazione degli idrocarburi e il 5 % per la sintesi del metanolo e altri scopi;

K. considerando che attualmente il costo dell'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio è compreso tra 2,5 e 5,5 EUR/kg, mentre il costo della produzione di idrogeno di origine fossile è di circa 1,50 EUR/kg; che l'attuale mix elettrico della maggior parte degli Stati membri produrrebbe un idrogeno elettrolitico responsabile di emissioni più elevate rispetto all'idrogeno di origine fossile;

L. considerando che l'idrogeno può immagazzinare energia in grandi quantità per un lungo periodo di tempo e può quindi compensare le fluttuazioni stagionali della domanda; considerando che l'idrogeno può essere trasportato da autocarri, navi o condutture e consente pertanto di produrre energia rinnovabile dove è più efficiente e rende possibile un trasporto a lungo raggio senza mettere a dura prova la rete elettrica;

M. considerando che sarà necessaria una quota maggiore di fonti energetiche rinnovabili per decarbonizzare tutti i settori dell'economia, il che potrebbe portare a una maggiore volatilità della rete elettrica, mentre la domanda di stoccaggio dell'energia dovrà essere notevolmente aumentata per garantire l'approvvigionamento energetico;

N. considerando che alla produzione di acciaio è imputabile circa il 10 % delle emissioni dirette e indirette di gas a effetto serra a livello mondiale, che i trasporti marittimi emettono circa il 2,5 % delle emissioni di gas a effetto serra e che lo sviluppo dell'idrogeno rinnovabile potrebbe contribuire a ridurre le emissioni di tali settori;

O. considerando che al trasporto si può imputare il 27 % circa delle emissioni totali di gas a effetto serra prodotte nell'UE; che l'idrogeno ha molteplici applicazioni in tutta l'industria e nei settori dell'elettricità e dell'edilizia e offre un grande potenziale come combustibile alternativo per il settore dei trasporti, ma che le possibilità offerte dal mercato per le varie modalità di trasporto sono ancora limitate;

P. considerando che le automobili elettriche a batteria sono potenzialmente in grado di rilevare una quota significativa del mercato dei veicoli privati; che i trasporti pesanti costituiscono un settore difficile da decarbonizzare e in cui la possibilità di elettrificazione diretta è limitata a causa della ridotta efficienza in termini di costi e per ragioni tecniche; che le batterie pongono problemi pratici nei veicoli pesanti, nei treni su linee non elettrificate, sulle navi merci o negli aeromobili e che ciò creerà opportunità per altri vettori energetici come l'idrogeno, in quanto può essere stoccato in grandi quantità a bordo di un veicolo o di un'imbarcazione, consente di fare rifornimento rapidamente quando necessario e produce unicamente acqua quale prodotto di scarico;

Q. considerando che un'economia dell'idrogeno sostenibile e competitiva rappresenta un'opportunità per l'UE di rafforzare la propria economia, in particolare dopo la recessione economica dovuta alla COVID-19, in quanto potrebbe creare fino a un milione di posti di lavoro diretti di alta qualità entro il 2030 e 5,4 milioni entro il 2050, e che ciò potrebbe rappresentare un'opportunità per le regioni che attualmente dipendono fortemente dalle fonti energetiche tradizionali e saranno a rischio di povertà una volta gradualmente eliminati i combustibili fossili; che il potenziale di creazione di posti di lavoro nel settore dell'idrogeno rinnovabile è stimato pari a 10 300 posti di lavoro per ogni miliardo di EUR investito, una cifra che potrebbe essere integrata dai posti di lavoro generati nel settore dell'elettricità rinnovabile;

R. considerando che la costruzione di un mercato competitivo e sostenibile dell'idrogeno che contribuisca in modo tempestivo ed efficiente in termini di costi all'obiettivo della neutralità climatica dell'Unione per il 2050, richiede un'infrastruttura di trasmissione e distribuzione ben sviluppata per l'efficace trasporto dell'idrogeno dagli impianti di produzione alle zone di consumo in tutta l'Unione;

S. considerando che l'approccio degli Stati membri allo sviluppo degli impianti a idrogeno potrebbe variare, tenendo conto delle differenze nella struttura delle loro infrastrutture del gas esistenti, della capacità di ciascun paese di mettere a punto diverse tecnologie di produzione dell'idrogeno, del diverso potenziale di innovazione e delle differenze in termini di domanda di idrogeno da parte delle varie industrie di ogni Stato membro;

T. considerando che quasi tutti gli Stati membri hanno incluso piani per l'idrogeno nei loro piani nazionali in materia di energia e clima e 26 Stati membri abbiano firmato l'iniziativa per l'idrogeno;

U. considerando che il sistema energetico dell'Unione dovrebbe essere sostenibile dal punto di vista ambientale ed economicamente competitivo e che gli orientamenti tecnologici perseguiti dovrebbero basarsi su stime dimostrate e solide che conducano a motivazioni commerciali realizzabili con calendari prevedibili, al fine di assicurare che i loro costi non mettano a repentaglio la competitività delle industrie dell'UE né il benessere dei cittadini;

V. considerando che è opportuno prendere in considerazione perdite significative di energia durante la produzione, il trasporto, lo stoccaggio e il trattamento dell'idrogeno;

W. considerando che l'attuale quadro legislativo che disciplina il gas naturale ha offerto per decenni ai consumatori dell'UE sicurezza dell'approvvigionamento e accessibilità economica dell'energia e che pertanto potrebbe essere utilizzato come modello per favorire lo sviluppo di un futuro mercato paneuropeo dell'idrogeno rinnovabile;

1. sottolinea la necessità di mantenere e sviluppare ulteriormente la leadership tecnologica dell'UE[16] nell'idrogeno pulito attraverso un'economia dell'idrogeno competitiva e sostenibile con un mercato dell'idrogeno integrato; pone in rilievo la necessità di una strategia dell'UE per l'idrogeno che contempli l'intera catena del valore dell'idrogeno, compresi i settori della domanda e dell'offerta, e che sia allineata con gli sforzi nazionali volti a garantire la costruzione di un'infrastruttura supplementare sufficiente per la generazione di energia elettrica da fonti rinnovabili per produrre idrogeno rinnovabile e per abbatterne i costi; rileva in particolare il valore aggiunto della produzione interna dell'UE di idrogeno rinnovabile in termini di sviluppo e commercializzazione di tecnologie innovative per l'elettrolisi; sottolinea che l'economia dell'idrogeno deve essere compatibile con l'Accordo di Parigi, gli obiettivi dell'UE in materia di clima ed energia per il 2030 e il 2050, l'economia circolare, il piano d'azione per le materie prime critiche e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite;

2. accoglie con favore la strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra proposta dalla Commissione, compresa la futura revisione della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili, nonché il numero crescente di strategie e di piani di investimento per l'idrogeno elaborati dagli Stati membri; sottolinea che tali strategie devono essere allineate ai piani nazionali degli Stati membri per l'energia e il clima e chiede una loro rapida e ambiziosa attuazione; ritiene che la Commissione dovrebbe tenere conto di tali strategie nelle future proposte legislative; esorta la Commissione ad allineare il suo approccio in materia di idrogeno alla nuova strategia industriale dell'UE e a integrarlo in una politica industriale coerente, tenendo conto del fatto che la strategia per l'idrogeno non è un obiettivo in sé, ma dovrebbe essere vista nel contesto degli sforzi globali dell'UE per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, garantendo nel contempo posti di lavoro di qualità a lungo termine e contribuendo alla competitività dell'industria dell'UE;

3. sottolinea l'importanza di un sistema energetico resiliente e climaticamente neutro basato sui principi dell'efficienza energetica, dell'efficienza in termini di costi, dell'accessibilità economica e della sicurezza dell'approvvigionamento; sottolinea che la conservazione dell'energia e il principio "l'efficienza energetica al primo posto" dovrebbero prevalere, senza impedire lo sviluppo di progetti pilota e di dimostrazione innovativi; osserva che l'elettrificazione diretta da fonti rinnovabili è più efficiente sotto il profilo dei costi, delle risorse e dell'energia rispetto all'idrogeno, ma osserva altresì che, nel determinare le modalità di decarbonizzazione di un settore, occorre tenere conto di fattori quali la sicurezza dell'approvvigionamento, la fattibilità tecnica e le considerazioni relative al sistema energetico; sottolinea, a tale proposito, l'importanza del principio della neutralità tecnologica per conseguire un'Unione climaticamente neutra;

4. è convinto che l'idrogeno prodotto da fonti rinnovabili sia fondamentale per la transizione energetica dell'UE, in quanto solo l'idrogeno rinnovabile può contribuire in modo sostenibile al conseguimento della neutralità climatica a lungo termine ed evitare sia effetti di dipendenza (lock-in) sia attivi non recuperabili; prende atto con preoccupazione del fatto che l'idrogeno rinnovabile non è ancora competitivo; esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a incentivare la catena del valore e la diffusione sul mercato dell'idrogeno rinnovabile, tenendo conto del fatto che il rapporto tra prezzo e rendimento migliorerebbe gradualmente in vista dello sviluppo di metodi industriali e catene del valore;

5. riconosce gli sforzi intrapresi dalle valli dell'idrogeno in diverse regioni dell'UE per sviluppare catene del valore dell'idrogeno pulito integrate e intersettoriali; sottolinea il loro ruolo importante nell'avviare la produzione e l'applicazione di idrogeno rinnovabile al fine di sviluppare l'economia dell'idrogeno nell'UE; esorta la Commissione a prendere le mosse da tali iniziative, a sostenerne lo sviluppo e ad assistere gli attori coinvolti nella condivisione di know-how e investimenti;

6. pone in evidenza che i prodotti derivati dall'idrogeno, come i combustibili sintetici prodotti tramite energie rinnovabili, costituiscono un'alternativa a zero emissioni di carbonio ai combustibili fossili e possono pertanto contribuire in modo significativo, unitamente ad altre soluzioni di riduzione delle emissioni quali l'elettrificazione da fonti rinnovabili di elettricità, alla decarbonizzazione di un'ampia gamma di settori; sottolinea che un'applicazione intersettoriale è fondamentale per ridurre sensibilmente il prezzo di questi vettori energetici attraverso economie di scala e per garantire un adeguato volume di mercato;

Classificazione dell'idrogeno e norme

7. ritiene che una classificazione giuridica comune dei diversi tipi di idrogeno sia della massima importanza; valuta positivamente, come primo passo, la classificazione proposta dalla Commissione; segnala la necessità di giungere rapidamente a un accordo su una terminologia esaustiva, precisa, scientifica e uniforme a livello dell'UE per adeguare le definizioni giuridiche nazionali e stabilire una classificazione chiara ai fini della certezza giuridica; invita la Commissione a concludere il più rapidamente possibile il suo lavoro per approntare una siffatta terminologia, nel quadro di tutta la legislazione pertinente;

8. ritiene che la classificazione delle diverse forme di idrogeno debba essere determinata sulla base di una valutazione indipendente e basata su dati scientifici, che si discosti dall'approccio comunemente utilizzato, basato sul colore; è del parere che tale classificazione debba basarsi sulle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita nel corso dell'intero processo di produzione e trasporto dell'idrogeno, ma dovrebbe anche tenere conto di criteri di sostenibilità trasparenti e solidi, in linea con i principi dell'economia circolare, ed essere basata su medie e valori standard per categoria, come ad esempio gli obiettivi dell'uso sostenibile e della protezione delle risorse, la gestione dei rifiuti e il maggiore utilizzo di materie prime e secondarie, la prevenzione e il controllo dell'inquinamento e, infine, la protezione e il ripristino della biodiversità e degli ecosistemi;

9. osserva che esiste una discrepanza tra le diverse definizioni di idrogeno pulito utilizzate da diversi attori, come la Commissione e l'Alleanza europea per l'idrogeno pulito, che crea confusione e dovrebbe essere evitata; sottolinea, a tale proposito, che la distinzione tra idrogeno rinnovabile e idrogeno a basse emissioni di carbonio deve essere assolutamente chiarita[17]; osserva inoltre che evitare l'uso di due denominazioni per la stessa categoria di idrogeno, ovvero "rinnovabile" e "pulito", come proposto dalla Commissione, conferirebbe ulteriore chiarezza e sottolinea, a tale proposito, che la denominazione "idrogeno rinnovabile" è l'opzione più obiettiva e basata su criteri scientifici per tale categoria di idrogeno;

10. sottolinea l'urgente necessità di norme e certificazioni dell'UE e internazionali; osserva inoltre che occorre prendere in considerazione garanzie di origine conformi ai registri nazionali per garantire che l'idrogeno rinnovabile possa essere potenziato in maniera tempestiva e che i consumatori possano scegliere in modo informato soluzioni sostenibili, nonché per ridurre al minimo il rischio di investimenti non recuperabili;

11. sottolinea che il sistema di normazione deve basarsi su un approccio olistico ed essere applicabile all'idrogeno importato; invita la Commissione, nel contesto della revisione della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili, a introdurre un quadro normativo che preveda criteri di sostenibilità solidi e trasparenti per la certificazione e la tracciabilità dell'idrogeno nell'UE, tenendo conto della sua impronta in termini di gas serra in tutta la catena del valore, compresi i trasporti, anche per stimolare gli investimenti a favore di un aumento sufficiente della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; invita inoltre la Commissione a fornire, quanto prima possibile nel 2021, un quadro normativo per l'idrogeno che garantisca la normazione, la certificazione, le garanzie di origine, l'etichettatura e la commerciabilità tra gli Stati membri, nonché a usare la prossima revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) come occasione per esaminare quali cambiamenti siano necessari per sfruttare appieno le potenzialità dell'idrogeno di contribuire agli obiettivi climatici dell'UE, tenendo conto dei rischi di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio;

12. sottolinea che la classificazione dei diversi tipi di idrogeno sarebbe, tra l'altro, funzionale all'obiettivo di informare i consumatori e non è intesa a bloccare l'espansione dell'idrogeno in generale; constata che l'attuale sistema delle garanzie di origine per l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili non ha incentivato, finora, investimenti adeguati a favore di una capacità supplementare; sottolinea pertanto l'importanza di sviluppare ulteriormente orientamenti in merito alle condizioni e ai criteri, al fine di evitare il doppio conteggio delle capacità rinnovabili;

13. è fermamente convinto che l'accettazione da parte dell'opinione pubblica sia fondamentale per il successo della creazione di un'economia dell'idrogeno; sottolinea, pertanto, l'importanza del coinvolgimento dei cittadini e dei portatori di interesse e dell'elaborazione di norme tecniche e di sicurezza dell'UE in materia di idrogeno, nonché di soluzioni di alta qualità basate sull'idrogeno che rispettino tali norme; sottolinea inoltre la necessità di un aggiornamento costante dei protocolli di sicurezza nei settori della domanda con riferimento all'utilizzo dell'idrogeno; chiede pertanto che in tutta l'UE siano promossi esempi di buone prassi e una cultura della sicurezza dell'idrogeno;

Aumentare la produzione di idrogeno

14. sottolinea che, per garantire il funzionamento fluido e prevedibile del mercato interno dell'idrogeno, occorre superare gli ostacoli normativi ed è opportuno che la Commissione proponga tempestivamente un quadro normativo coerente, integrato e globale per il mercato dell'idrogeno, che dovrebbe essere allineato con altre normative pertinenti e rispettare pienamente i principi di proporzionalità, sussidiarietà e di "legiferare meglio", compreso il test PMI; sottolinea a, tale proposito, la necessità di un mercato dell'idrogeno flessibile, per consentire ai pionieri dell'innovazione di sfruttare appieno i vantaggi della produzione dell'idrogeno e a ridurne i costi, tenendo conto del fatto che il mercato dell'idrogeno non è ancora maturo e deve essere ampliato;

15. ritiene che l'assetto del mercato del gas dell'UE e il pacchetto per l'energia pulita possano fungere da base e da esempio per la regolamentazione del mercato dell'idrogeno; sottolinea che, per lo sviluppo rapido e prevedibile di una produzione di idrogeno in grado di funzionare, occorre anche una pianificazione pubblica democratica, che coinvolga i produttori, i lavoratori e i relativi sindacati, gli scienziati e le organizzazioni non governative (ONG); incoraggia altresì la Commissione e gli Stati membri ad approntare soluzioni specifiche per incrementare la produzione di idrogeno nelle regioni meno collegate o isolate, come le isole, garantendo nel contempo lo sviluppo delle relative infrastrutture, anche mediante la loro riconversione;

16. invita la Commissione a includere e valutare i requisiti giuridici necessari per un'economia dell'idrogeno sostenibile dell'UE nelle sue valutazioni d'impatto relative alla revisione della legislazione pertinente, in modo da realizzare gli obiettivi dell'UE in materia di clima, contraddistinti da una maggiore ambizione, e aumentare l'attrattiva economica dell'idrogeno pulito; esorta la Commissione a esaminare, in particolare, la revisione della direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili, della direttiva sulla tassazione dell'energia[18] e della direttiva ETS, al fine di garantire la parità di condizioni e un quadro normativo per l'idrogeno che sia adeguato alle esigenze future;

17. si compiace degli obiettivi ambiziosi della Commissione di aumentare la capacità degli elettrolizzatori e la produzione di idrogeno rinnovabile; invita la Commissione a elaborare una tabella di marcia per la realizzazione e la diffusione degli elettrolizzatori, nonché a creare partenariati a livello dell'UE onde assicurare la loro efficacia in termini di costi; esorta la Commissione e gli Stati membri a eliminare gli attuali oneri amministrativi e a incentivare l'espansione della catena del valore e la diffusione sul mercato dell'idrogeno rinnovabile al fine di renderlo tecnologicamente maturo e competitivo, fornendo stimoli finanziari e regimi di finanziamento dedicati, tra cui soluzioni innovative come ad esempio premi di riacquisto per l'immissione di idrogeno rinnovabile nella rete di distribuzione dell'idrogeno, rivedendo le norme sugli aiuti di Stato e procedendo a una revisione globale dei sistemi di tariffazione e tassazione dell'energia al fine di internalizzare i costi esterni; sottolinea che l'idrogeno rinnovabile potrebbe diventare competitivo prima del 2030, a condizione che siano posti in essere gli investimenti necessari e un quadro normativo adeguato e che le energie rinnovabili siano competitive;

18. osserva che un'economia sostenibile dell'idrogeno dovrebbe consentire il potenziamento delle capacità all'interno di un mercato energetico integrato dell'UE; riconosce che sul mercato saranno presenti diverse forme di idrogeno, come l'idrogeno rinnovabile e l'idrogeno a basse emissioni di carbonio, e sottolinea la necessità di investimenti per aumentare la produzione di energia rinnovabile in modo sufficientemente rapido da raggiungere gli obiettivi climatici e ambientali dell'UE per il 2030 e il 2050, pur riconoscendo l'idrogeno a basse emissioni di carbonio quale tecnologia ponte nel breve e medio termine; invita la Commissione a valutare approssimativamente la quantità di idrogeno a basse emissioni di carbonio necessaria ai fini della decarbonizzazione fintantoché il solo idrogeno rinnovabile non possa subentrare in tale ruolo, in quali casi e per quanto tempo; invita la Commissione e gli Stati membri a ridurre gli ostacoli normativi ed economici al fine di promuovere una rapida diffusione dell'idrogeno sul mercato; rileva inoltre la necessità di evitare lo sfruttamento non sostenibile delle risorse, le emissioni continue di metano, la dipendenza dal carbonio e gli attivi non recuperabili; sottolinea che l'uso dell'idrogeno dovrebbe contribuire al conseguimento degli obiettivi climatici dell'UE e allo sviluppo e alla diffusione in tempi rapidi dell'idrogeno rinnovabile;

19. sottolinea l'importanza di eliminare quanto prima l'idrogeno di origine fossile e di puntare sulle tecnologie più pulite in termini di sostenibilità e di emissioni di gas a effetto serra; esorta la Commissione e gli Stati membri a iniziare immediatamente a pianificare con attenzione tale transizione, in modo che la produzione di idrogeno di origine fossile inizi a diminuire rapidamente, in modo prevedibile e irreversibile, e in modo da evitare il prolungamento della durata di vita degli impianti di produzione a base fossile;

20. sottolinea il ruolo che la cattura, lo stoccaggio e l'utilizzo del carbonio (CCS/U) sicuri dal punto di vista ambientale possono svolgere per il conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo; è favorevole a un contesto strategico integrato per stimolare l'impiego di applicazioni CCS/U sicure dal punto di vista ambientale e in grado di realizzare una riduzione netta delle emissioni di gas a effetto serra, in modo da rendere l'industria pesante neutra dal punto di vista climatico, ove non esistano possibilità di riduzione diretta delle emissioni; ribadisce, tuttavia, che la strategia dell'UE di azzeramento delle emissioni nette dovrebbe privilegiare la riduzione diretta delle emissioni e gli interventi volti a conservare e potenziare i pozzi di assorbimento e le riserve naturali dell'UE; rileva inoltre, a tale proposito, la necessità di ricerca e sviluppo nel settore delle tecnologie CCS/U;

21. sottolinea che un'economia dell'idrogeno richiede notevoli quantità supplementari di energia rinnovabile a prezzi accessibili e le corrispondenti infrastrutture per la produzione di energia rinnovabile e per il suo trasporto verso i siti di produzione dell'idrogeno, come pure per il trasporto dell'idrogeno prodotto agli utenti finali; invita la Commissione e gli Stati membri ad avviare l'introduzione di una capacità supplementare di energia rinnovabile in quantità sufficiente per alimentare il processo di elettrificazione e la produzione di idrogeno rinnovabile, anche semplificando le procedure di autorizzazione, e a sviluppare partenariati transfrontalieri in funzione delle potenzialità di produzione di energia rinnovabile e idrogeno rinnovabile di cui le diverse regioni dispongono;

22. ritiene che lo sviluppo di un livello appropriato di capacità delle energie rinnovabili in proporzione alle esigenze di idrogeno rinnovabile possa contribuire a evitare il conflitto tra le capacità richieste per l'elettrificazione, gli elettrolizzatori e altre finalità e la necessità di conseguire gli obiettivi dell'UE in materia di clima; si compiace, a tal riguardo, dell'intenzione della Commissione di innalzare l'obiettivo in materia di energie rinnovabili per il 2030 e della strategia proposta dalla Commissione per le energie rinnovabili offshore;

23. chiede la revisione della direttiva sulla tassazione dell'energia; invita gli Stati membri a valutare la possibilità di ridurre le tasse e le imposte sull'energia rinnovabile in tutta l'UE, se del caso, per eliminare la doppia imposizione di tasse e imposte sull'elettricità prodotta dagli impianti a idrogeno, che costituiscono un ostacolo per l'ulteriore diffusione di tale energia, e a rafforzare gli incentivi finanziari per la produzione di energia rinnovabile, adoperandosi nel contempo per eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili e le esenzioni fiscali;

24. sottolinea che l'idrogeno rinnovabile può essere prodotto a partire da diverse fonti energetiche rinnovabili, quali l'energia eolica, solare e idraulica (compresa l'accumulazione per pompaggio); mette in evidenza le potenzialità dei siti dismessi nel fornire spazio per la produzione di energia rinnovabile; invita la Commissione, tenuto conto della strategia per le energie rinnovabili offshore recentemente pubblicata, a valutare in che modo le fonti energetiche rinnovabili offshore potrebbero aprire la strada a uno sviluppo più ampio e alla diffusione dell'idrogeno rinnovabile;

25. sottolinea la possibilità di convertire alcuni siti industriali esistenti in impianti di produzione di idrogeno rinnovabile; mette in evidenza la necessità di pianificare a livello pubblico tali riconversioni dei siti industriali con i lavoratori e i loro sindacati, offrendo la possibilità, anche ai lavoratori, di riaprire collettivamente i siti dismessi in modo legale e ordinato, ad esempio per produrre idrogeno;

26. osserva che la transizione verso un sistema energetico climaticamente neutro dovrebbe essere pianificata con attenzione, tenendo conto dei punti di partenza e delle infrastrutture attuali, che possono variare da uno Stato membro all'altro; sottolinea che gli Stati membri dovrebbero essere flessibili nell'elaborazione delle misure di sostegno, comprese le misure di aiuto di Stato, volte a sviluppare la loro economia nazionale dell'idrogeno; chiede alla Commissione, a tale proposito, di fornire maggiori informazioni sulla differenziazione e la flessibilità previste delle misure di sostegno;

27. pone l'accento sulla notevole quantità di risorse naturali, come l'acqua, necessarie per la produzione di idrogeno e sui problemi che possono sorgere nelle regioni europee in cui l'acqua scarseggia; sottolinea l'importanza di aumentare l'efficienza delle risorse, di ridurre al minimo l'impatto sull'approvvigionamento idrico regionale, di garantire un'attenta gestione delle risorse e dell'uso del suolo per la produzione di idrogeno e di evitare qualsiasi contaminazione dell'acqua, dell'aria o del suolo, deforestazione o perdita di biodiversità imputabile alla catena di produzione legata all'idrogeno;

Coinvolgimento dei cittadini

28. sottolinea che l'impegno dei cittadini svolgerà un ruolo importante nell'attuazione di una transizione energetica equa, efficace, partecipativa e inclusiva; sottolinea pertanto l'importanza dell'inclusione di tutti gli attori nei costi e benefici in un sistema integrato;

29. sottolinea che le comunità di energia rinnovabile possono essere coinvolte nella produzione di idrogeno; ricorda l'obbligo di prevedere un quadro favorevole conformemente alla direttiva relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica[19] e chiede che tali comunità beneficino dei medesimi vantaggi riservati ad altri attori;

30. sottolinea che, al fine di garantire il corretto funzionamento del mercato dell'idrogeno nell'UE, sono necessarie persone dotate di competenze specialistiche, in particolare per quanto riguarda la sicurezza; sottolinea la necessità di un solido sistema di formazione professionale pubblico e gratuito; invita la Commissione ad adottare un piano d'azione volto a guidare gli Stati membri nello sviluppo e nel mantenimento di programmi di formazione dedicati rivolti a lavoratori, ingegneri, tecnici e al grande pubblico, e a creare programmi di insegnamento multidisciplinari per economisti, scienziati e studenti; sottolinea che le pari opportunità nel settore dell'idrogeno devono essere maggiormente promosse, e chiede l'avvio di un'iniziativa dell'UE incentrata sull'occupazione, la formazione e lo sviluppo delle donne al fine di identificare e rimuovere gli ostacoli nonché di creare reti e modelli;

31. deplora che le strategie di formazione, miglioramento delle competenze e riqualificazione professionale e una transizione giusta per conseguire una forza lavoro preparata in materia di idrogeno non abbiano finora svolto alcun ruolo nella strategia dell'UE per l'idrogeno; sottolinea l'importanza di preservare e sfruttare le potenzialità dei lavoratori con competenze tecniche impiegati nelle industrie esistenti e ricorda il diritto dei lavoratori di essere formati e di migliorare le proprie competenze professionali durante l'orario di lavoro con la garanzia del proprio salario;

32. invita la Commissione a produrre dati sulle possibili ripercussioni, opportunità e sfide associate alla trasformazione dell'industria e del settore dei trasporti e dell'energia in relazione a un maggiore utilizzo dell'idrogeno; invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare strategie di trasformazione settoriale a tale riguardo, in collaborazione con l'industria e i sindacati; suggerisce l'avvio di un partenariato dell'UE per le competenze sull'idrogeno nell'ambito del patto per le competenze;

Infrastrutture per l'idrogeno

33. sottolinea l'urgente necessità di sviluppare infrastrutture per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto dell'idrogeno, di incentivare lo sviluppo di capacità adeguate e di sviluppare parallelamente la domanda e l'offerta; mette inoltre in evidenza l'importanza di sviluppare reti di idrogeno ad accesso non discriminatorio; rileva i vantaggi in termini di sinergie derivanti dalla combinazione della produzione e delle infrastruttura dell'idrogeno con altri aspetti di sistemi flessibili e multi-energia, come il recupero del calore di scarto dell'elettrolisi per il teleriscaldamento; si compiace della proposta della Commissione di modificare il regolamento RTE-E; valuta positivamente l'inclusione dell'idrogeno come categoria specifica di infrastrutture energetiche e osserva che gli impianti per l'idrogeno possono essere di nuova costruzione o convertiti dal gas naturale, o una combinazione di entrambi; prende inoltre atto del nuovo sistema di governance proposto per la pianificazione delle infrastrutture, al quale partecipano gli operatori dell'idrogeno;

34. osserva che, parallelamente all'attenzione accordata ai poli industriali nella prima fase, è opportuno cominciare a predisporre la pianificazione, la regolamentazione e lo sviluppo di infrastrutture per il trasporto dell'idrogeno su lunghe distanze e per lo stoccaggio, nonché un adeguato sostegno finanziario per tali infrastrutture, al fine di garantire la diffusione dell'idrogeno in molti settori; si compiace, a tale proposito, della futura inclusione delle infrastrutture per l'idrogeno nei piani dell'UE, come i piani decennali di sviluppo della rete;

35. sottolinea l'importanza di infrastrutture future trasparenti, inclusive e scientificamente fondate e di una pianificazione integrata delle reti, con la guida di organismi pubblici come l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione fra i regolatori nazionali dell'energia (ACER) e la partecipazione delle parti interessate e degli organismi scientifici; propone, a tale riguardo, di calcolare i costi e i benefici dell'ubicazione delle infrastrutture di produzione, trasporto e stoccaggio di idrogeno rinnovabile e di esaminare la necessità di costruirne di nuove, al fine di evitare attivi non recuperabili, avere un impatto positivo sui mezzi di sussistenza e sugli ecosistemi e ridurre al minimo i costi per i consumatori, tenendo conto delle loro esigenze specifiche; sottolinea i vantaggi finanziari di collocare gli impianti di produzione dell'idrogeno in prossimità dei siti di produzione di energia rinnovabile o nello stesso sito degli impianti di consumo, in particolare per i piccoli consumatori e i poli industriali, e di collegare diversi settori della domanda; sottolinea altresì l'importanza della cooperazione transfrontaliera tra le regioni e gli Stati membri al fine di sostenere progetti che migliorino la sicurezza dell'approvvigionamento attraverso la costruzione di una struttura portante per l'idrogeno all'interno dell'UE, che dovrebbe garantire l'interconnessione e l'interoperabilità tra gli Stati membri;

36. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a effettuare una valutazione scientifica della possibilità di convertire i gasdotti esistenti al trasporto di idrogeno puro e allo stoccaggio sotterraneo di idrogeno, tenendo conto di vari fattori, come un'analisi costi-benefici, sia dal punto di vista tecnico-economico che normativo, l'integrazione globale del sistema e l'efficienza sotto il profilo dei costi a lungo termine; osserva che la conversione delle infrastrutture del gas già esistenti o in fase di sviluppo situate in un luogo appropriato potrebbe ottimizzare l'efficienza in termini di costi, ridurre al minimo l'utilizzo del suolo e delle risorse e i costi di investimento, nonché l'impatto sociale; sottolinea che la conversione delle infrastrutture del gas può essere rilevante per l'utilizzo dell'idrogeno nei settori prioritari delle industrie ad alta intensità di emissioni, compresi i collegamenti tra i siti industriali e i nodi di trasporti multimodali, tenendo presente la necessità di trasportare l'idrogeno attraverso i mezzi più efficienti; esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire che qualsiasi possibile futura infrastruttura del gas sia compatibile con l'idrogeno puro; invita la Commissione a verificare dove è attualmente utilizzata la miscelazione di idrogeno e a valutare scientificamente la sua domanda per soddisfare le esigenze industriali comprovate di idrogeno, nonché i suoi vantaggi e svantaggi, al fine di identificare le necessità delle infrastrutture evitando nel contempo gli attivi non recuperabili;

37. sottolinea la necessità di regolamentare le infrastrutture per l'idrogeno, in particolare per quanto riguarda il funzionamento e la connessione alla rete energetica, nonché di mantenere la disaggregazione quale principio guida per la progettazione dei mercati dell'idrogeno, tenendo conto del fatto che il mercato dell'idrogeno deve ancora essere sviluppato; pone l'accento sul fatto che la disaggregazione svolge un ruolo chiave nel garantire che nuovi prodotti innovativi siano immessi sul mercato dell'energia nella maniera più efficiente sotto il profilo dei costi; osserva che qualsiasi deroga a questo principio normativo a medio termine comporterebbe un costo inutilmente elevato per i consumatori finali; invita la Commissione e gli Stati membri a definire orientamenti chiari sulla proprietà dei gasdotti nuovi e riconvertiti, al fine di garantire la sicurezza della pianificazione;

38. sottolinea il ruolo strategicamente essenziale dei porti marittimi e interni multimodali quali poli di innovazione per l'importazione, la produzione, lo stoccaggio, la fornitura e l'utilizzo dell'idrogeno; sottolinea la necessità di spazi e investimenti nelle infrastrutture portuali al fine di promuovere l'utilizzo di nuove tecnologie a basse e a zero emissioni sulle coste nazionali e nei porti e di creare una catena del valore industriale per l'idrogeno lungo i corridoi di trasporto multimodali;

Domanda di idrogeno

39. riconosce che la domanda di idrogeno dovrebbe incentrarsi sui settori per i quali l'utilizzo dell'idrogeno è sul punto di diventare competitivo, o che non possono attualmente essere decarbonizzati attraverso altre soluzioni tecnologiche; concorda con la Commissione sul fatto che i principali mercati per la domanda di idrogeno sono l'industria e i trasporti aerei, marittimi e pesanti; ritiene che, per tali settori, occorra stabilire a livello dell'UE tabelle di marcia relative allo sviluppo della domanda, agli investimenti e alle necessità di ricerca, sulla base di studi scientifici indipendenti e in cooperazione con le parti sociali, tenendo conto delle situazioni specifiche degli Stati membri e delle differenze regionali per quanto riguarda la diffusione dell'idrogeno, la maturità tecnologica e le infrastrutture;

40. accoglie con favore l'esame da parte della Commissione di varie opzioni in materia di incentivi sul versante della domanda; concorda con la Commissione sul fatto che si potrebbero prendere in considerazione, per un periodo transitorio, politiche incentrate sulla domanda e incentivi chiari per l'applicazione e l'uso dell'idrogeno nei settori di consumo finali volti a stimolare la domanda di idrogeno – ad esempio, quote per l'utilizzo di idrogeno rinnovabile in un numero limitato di settori specifici, garanzie della Banca europea per gli investimenti per ridurre il rischio iniziale dei co-investimenti fino a quando non siano competitivi sotto il profilo dei costi, e strumenti finanziari, tra cui i contratti per differenza sul carbonio per progetti che utilizzano idrogeno rinnovabile o a basse emissioni di carbonio – al fine di promuovere la decarbonizzazione attraverso l'idrogeno laddove ciò sia essenziale per preservare la competitività degli utilizzatori finali; rileva la necessità di garantire che la compensazione rimanga proporzionata e di evitare la duplicazione delle sovvenzioni sia per la produzione che per l'uso, la creazione di bisogni artificiali e indebite distorsioni del mercato; chiede il rapido sviluppo di un programma pilota per i contratti per differenza sul carbonio, in particolare per l'acciaio pulito; sottolinea che gli appalti pubblici per soluzioni sostenibili, come l'acciaio verde per la costruzione o la ristrutturazione, possono altresì contribuire a una domanda concreta e prevedibile; sottolinea che le politiche incentrate sulla domanda dovrebbero essere coerenti con altre misure strategiche e soggette a un'approfondita valutazione d'impatto per evitare qualsiasi effetto negativo sulle industrie ad alto consumo di energia esposte alla concorrenza internazionale;

41. osserva che alcuni quadri normativi vigenti ostacolano l'uso dell'idrogeno; incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad adeguare tali quadri normativi al fine di stimolare la domanda di idrogeno ed eliminare i disincentivi, come le incertezze giuridiche;

42. esorta la Commissione a promuovere i mercati di riferimento per le tecnologie a idrogeno rinnovabile e il loro utilizzo per la produzione neutra dal punto di vista climatico, in particolare nell'industria siderurgica, del cemento e chimica, nell'ambito dell'aggiornamento e dell'attuazione della nuova strategia industriale per l'Europa; invita la Commissione a valutare la possibilità di riconoscere l'acciaio prodotto con idrogeno rinnovabile come un contributo positivo al conseguimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per l'intero parco veicoli; esorta la Commissione a presentare tempestivamente una strategia dell'UE per l'acciaio pulito, che dovrebbe prestare un'adeguata attenzione all'uso dell'idrogeno rinnovabile;

43. ricorda che il settore dei trasporti è responsabile di un quarto delle emissioni di CO2 dell'UE ed è l'unico settore in cui le emissioni non sono state ridotte rispetto allo scenario di riferimento del 1990; sottolinea le potenzialità dell'idrogeno come uno degli strumenti per la riduzione delle emissioni di CO2 nei trasporti, in particolare quando una completa elettrificazione è più difficile o non è ancora possibile; sottolinea che la realizzazione di infrastrutture di rifornimento è necessaria per promuovere l'uso dell'idrogeno nel settore dei trasporti; sottolinea, a tale proposito, l'importanza di rivedere il regolamento sulla rete transeuropea dei trasporti (TEN-T)[20] e la direttiva sull'infrastruttura per i combustibili alternativi al fine di garantire la disponibilità di stazioni di rifornimento per l'idrogeno accessibili a tutti in tutta l' UE, includendo obiettivi concreti di integrazione delle infrastrutture per l'idrogeno nei sistemi di trasporto; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di potenziare le infrastrutture per il rifornimento di idrogeno nell'ambito della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente e di rivedere la direttiva sull'infrastruttura per i combustibili alternativi; sottolinea inoltre la necessità di creare sinergie tra le reti TEN-T, e TEN-E e le strategie per i combustibili alternativi, che portino a una realizzazione graduale di stazioni di rifornimento di idrogeno accompagnate dai requisiti tecnici essenziali e da norme armonizzate basate su una valutazione del rischio;

44. sottolinea che le caratteristiche dell'idrogeno lo rendono idoneo a sostituire i combustibili fossili e a ridurre le emissioni di gas a effetto serra per talune tipologie di trasporto; sottolinea che l'uso dell'idrogeno in forma pura o sotto forma di combustibile sintetico o biocherosene costituisce un fattore chiave per la sostituzione del cherosene fossile nel trasporto aereo; sottolinea inoltre che l'idrogeno, in misura limitata, è già utilizzato nel settore dei trasporti, in particolare nel trasporto su strada, nel trasporto pubblico e in segmenti specifici del settore ferroviario, soprattutto laddove l'elettrificazione della linea non è economicamente fattibile; evidenzia che è necessaria una legislazione più rigorosa per incentivare l'uso di combustibili a emissioni zero nonché altre tecnologie pulite, tra cui l'idrogeno rinnovabile, e, quando saranno pienamente disponibili, per iniziare eventualmente a utilizzarli nei veicoli pesanti e nel trasporto aereo e marittimo;

45. invita la Commissione ad aumentare la ricerca e gli investimenti nell'ambito della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente e a valutare se la direttiva sulle energie rinnovabili debba essere rivista al fine di garantire parità di condizioni per tutte le soluzioni in materia di energie rinnovabili nei trasporti;

Ricerca, sviluppo, innovazione e finanziamento

46. sottolinea l'importanza della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione lungo l'intera catena del valore e dello svolgimento di progetti dimostrativi su scala industriale, compresi i progetti pilota, e della loro diffusione sul mercato, per rendere competitivo ed economicamente accessibile l'idrogeno rinnovabile e per completare l'integrazione del sistema energetico, garantendo nel contempo l'equilibrio geografico con un'attenzione particolare alle regioni ad alta intensità di carbonio; invita la Commissione a stimolare gli sforzi di ricerca e innovazione per l'attuazione di progetti ad alto impatto su larga scala, al fine di garantire il trasferimento di tecnologie lungo l'intera catena del valore dell'idrogeno; accoglie con favore, a tale proposito, l'apertura nelle città dell'Unione di laboratori per la mobilità volti a promuovere esperimenti in relazione ai trasporti pubblici sostenibili in virtù dell'uso di combustibili alternativi ed esorta a includere l'idrogeno tra i combustibili da utilizzare nel quadro di detti esperimenti;

47. sottolinea che è necessario investire somme ingenti per sviluppare e aumentare la capacità di produzione di idrogeno rinnovabile, renderlo competitivo e promuovere soluzioni legate all'idrogeno che sono spesso ancora nelle prime fasi di sviluppo, il che richiederebbe altresì una riduzione dei rischi degli investimenti nell'idrogeno rinnovabile, ad esempio attraverso i contratti per differenza; sottolinea che i programmi e gli strumenti di finanziamento dell'Unione come il dispositivo per la ripresa e la resilienza, Orizzonte Europa, il meccanismo per collegare l'Europa, InvestEU, compreso il nuovo ambito di intervento relativo agli investimenti dell'UE strategici, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il Fondo di coesione, il Fondo per una transizione giusta e il Fondo per l'innovazione ETS svolgono un ruolo chiave nel promuovere lo sviluppo coeso di un'economia dell'idrogeno nell'UE; sottolinea inoltre l'importante ruolo dei partenariati pubblico-privato locali e regionali nello stimolare lo sviluppo e la diffusione dell'idrogeno;

48. sottolinea la necessità di garantire che vi siano sinergie tra tutti i fondi di investimento, i programmi e gli strumenti finanziari disponibili onde assicurare la cooperazione tra il settore pubblico e privato per investimenti in un'ampia gamma di progetti; osserva con preoccupazione la diminuzione degli investimenti in ricerca e innovazione nel settore delle tecnologie per l'energia pulita, come dimostrato dalla relazione 2020 sullo stato dell'Unione dell'energia;

49. invita la Commissione a sviluppare una strategia di investimento coordinata per le energie rinnovabili e l'idrogeno, allineata alle strategie nazionali di ricerca e innovazione, tenendo conto dei diversi punti di partenza degli Stati membri;

50. invita la Commissione a porre l'accento sul ruolo significativo delle PMI in tale strategia; sottolinea la necessità di includere salvaguardie normative e di garantire l'accesso a risorse finanziarie e di innovazione, come incubatori e progetti di ricerca comuni, affinché le start-up e le PMI possano affermarsi nell'industria dell'idrogeno; invita la Commissione a garantire la parità di accesso al mercato nonché l'agevolazione dell'ingresso nel mercato per tali imprese e a promuovere la loro partecipazione, ad esempio scegliendole in modo proattivo per partecipare a tavole rotonde e includendole nei processi di consultazione pubblica; invita la Commissione a procedere a una stima delle esigenze delle PMI e dei costi per la decarbonizzazione dei loro processi produttivi e dell'approvvigionamento energetico attraverso l'idrogeno, nonché a monitorare i progressi da esse compiuti attraverso appropriati indicatori chiave di prestazione al fine di contribuire al processo decisionale fondato su fatti comprovati;

51. sottolinea che l'Unione è leader nella produzione di elettrolizzatori e deve mantenere e portare avanti questo vantaggio competitivo; ritiene che gli sforzi dell'Unione in materia di ricerca e sviluppo dovrebbero concentrarsi su un'ampia gamma di nuove possibili fonti rinnovabili di idrogeno e tecnologie, come ad esempio l'idrogeno ottenuto dalla fotosintesi, dalle alghe o dagli elettrolizzatori ad acqua marina, al fine di aumentare i livelli di maturità tecnologica;

52. plaude all'Alleanza europea per l'idrogeno pulito (l'Alleanza), ad altre iniziative e associazioni in materia di idrogeno rinnovabile, al Forum europeo sull'idrogeno e agli importanti progetti di interesse comune europeo (IPCEI) quali strumenti importanti per rafforzare gli investimenti nell'idrogeno rinnovabile; incoraggia gli Stati membri, la Commissione e gli operatori economici a sfruttare rapidamente il potenziale degli IPCEI al fine di sostenere progetti rilevanti per l'economia dell'idrogeno dell'UE; chiede un approccio pragmatico per agevolare l'approvazione di tali progetti; accoglie altresì con favore il piano della Commissione di rivedere gli orientamenti in materia di aiuti di Stato per la protezione ambientale e l'energia al fine di facilitare la produzione di idrogeno e la sua rapida diffusione sul mercato;

53. incoraggia l'Alleanza a elaborare, in cooperazione con l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno" (FCH), un programma in materia di investimenti e una riserva di progetti in grado di garantire quanto prima l'attuazione degli obiettivi in materia di idrogeno; sottolinea che l'alleanza dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo dell'idrogeno rinnovabile e impegnarsi chiaramente in favore della realizzazione degli obiettivi climatici dell'UE per il 2030 e il 2050; sottolinea che l'alleanza dovrebbe altresì garantire una rappresentanza equilibrata di tutte le parti interessate dell'UE, compresi i produttori di energia rinnovabile, la comunità scientifica, gli esperti indipendenti, i gruppi di riflessione, le ONG ambientali e le parti sociali; sottolinea che la procedura decisionale dell'Alleanza dovrebbe essere migliorata per quanto riguarda la trasparenza e l'inclusività e che tale processo dovrebbe essere guidato dalla Commissione e sostenuto da un organismo indipendente di esperti scientifici, e mirare a definire le modalità di transizione e fornire orientamenti per le esigenze in termini di idrogeno; prende atto degli attuali ritardi nell'attuazione del lavoro dell'Alleanza ed esorta la Commissione ad accelerare il processo;

54. accoglie con favore il rinnovo dell'impresa comune FCH nell'ambito di Orizzonte Europa; sottolinea l'importanza del suo lavoro e chiede alla Commissione di utilizzarla come centro di competenza per l'idrogeno e di dotarla di risorse finanziarie sufficienti per svolgere il proprio ruolo nel conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo; sottolinea che l'impresa comune FCH dovrebbe promuovere le attività di ricerca e sviluppo in tutta la catena del valore per garantire un utilizzo efficiente in termini di costi dei finanziamenti per l'idrogeno e un migliore coordinamento; evidenzia che essa dovrebbe realizzare sinergie con le imprese comuni nel settore dei trasporti al fine di promuovere un'adeguata integrazione tra la tecnologia dell'idrogeno e le infrastrutture e i servizi di trasporto; invita la Commissione a sfruttare l'esperienza acquisita attraverso l'impresa comune FCH e a incentivare ulteriori ricerche sulle tecnologie energetiche delle celle a combustibile e dell'idrogeno;

55. chiede alla Commissione di considerare la possibile inclusione della diffusione dell'idrogeno tra gli obiettivi generali del partenariato per la ricerca e l'innovazione nell'area mediterranea (PRIMA) in linea con le priorità di Orizzonte Europa, al fine di rafforzare le capacità di ricerca e innovazione e sviluppare conoscenze e soluzioni innovative comuni in tutta la regione interessata del Mediterraneo;

Cooperazione internazionale in materia di idrogeno

56. sottolinea che il ruolo di guida dell'UE nella produzione di tecnologie per l'idrogeno offre l'opportunità di promuovere la leadership industriale e l'innovazione dell'UE a livello globale, rafforzando nel contempo il ruolo dell'Unione come leader mondiale in materia di clima; sottolinea che si dovrebbe conferire priorità alla costruzione nell'UE di una catena di approvvigionamento di idrogeno al fine di promuovere i vantaggi "del primo arrivato", la competitività industriale e la sicurezza dell'approvvigionamento energetico; sottolinea, a tale proposito, l'obiettivo di aumentare la produzione interna di idrogeno, pur riconoscendo che gli Stati membri possono anche, in funzione delle loro esigenze, valutare la possibilità di importare energia, idrogeno e pre-prodotti dell'idrogeno dalle regioni limitrofe e dai paesi terzi, per far fronte alla crescente domanda interna di idrogeno;

57. invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad avviare un dialogo aperto e costruttivo al fine di instaurare una cooperazione e partenariati reciprocamente vantaggiosi con le regioni vicine, quali l'Africa settentrionale, il Medio Oriente e i paesi del partenariato orientale, salvaguardando gli interessi strategici dell'UE e la sicurezza energetica sia dell'UE che dei suoi partner; sottolinea che tale cooperazione sarebbe utile per creare nuovi mercati tecnologici puliti attraverso il trasferimento di conoscenze, per migliorare la transizione verso le energie rinnovabili e per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; sottolinea la necessità di evitare la delocalizzazione dell'impatto ambientale, comprese le emissioni di gas a effetto serra, e qualsiasi ritardo nella decarbonizzazione della rete elettrica nei paesi terzi;

58. sottolinea che la cooperazione internazionale nel campo dell'idrogeno con i paesi terzi, in particolare con il Regno Unito, lo Spazio economico europeo, la Comunità dell'energia e gli Stati Uniti, stabilita sulla base di norme e principi reciprocamente rispettati quali l'accesso di terzi alla rete, la separazione proprietaria, la trasparenza e tariffe non discriminatorie, dovrebbe essere ulteriormente sviluppata al fine di rafforzare il mercato interno e la sicurezza energetica; sottolinea che si dovrebbe evitare la cooperazione con i paesi terzi soggetti a misure restrittive da parte dell'UE, come le sanzioni economiche, e con quelli che non garantiscono il rispetto delle norme di sicurezza e ambientali e dei requisiti in materia di trasparenza, o qualora tale cooperazione comprometta la sicurezza dell'UE e degli Stati membri;

59. sottolinea che l'UE dovrebbe promuovere le proprie norme e i propri criteri di sostenibilità in materia di idrogeno a livello internazionale; chiede a tale proposito l'elaborazione di norme internazionali e la fissazione di definizioni e metodologie comuni per definire le emissioni complessive di ciascuna unità di idrogeno prodotta, nonché criteri di sostenibilità internazionali quale prerequisito di qualsiasi importazione di idrogeno o dei pre-prodotti dell'idrogeno; sottolinea che, al fine di evitare qualsiasi rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, tutte le importazioni di idrogeno dovrebbero essere certificate allo stesso modo dell'idrogeno prodotto nell'Unione, compresi la produzione e il trasporto, e dovrebbero essere coerenti con il futuro meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell'Unione europea; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a investire nelle infrastrutture necessarie e nella trasformazione delle infrastrutture esistenti presso i porti e i collegamenti transfrontalieri per l'importazione di idrogeno rinnovabile; incoraggia la Commissione a promuovere il ruolo dell'euro quale valuta di riferimento nel commercio internazionale dell'idrogeno;

60. ritiene che l'idrogeno dovrebbe diventare un elemento della cooperazione internazionale dell'UE, anche nel quadro dei lavori dell'Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA), della cooperazione in materia di ricerca, della diplomazia climatica ed energetica e della politica europea di vicinato;

Il ruolo dell'idrogeno in un sistema energetico integrato

61. sottolinea la necessità di un sistema energetico integrato al fine di raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050 e di conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi; plaude, in tale contesto, all'inclusione dell'idrogeno nella strategia della Commissione per l'integrazione del sistema energetico; ritiene che l'integrazione dei settori e dei vettori energetici nonché la pianificazione coerente delle reti di elettricità, calore, gas e idrogeno siano vantaggiose ai fini della sostenibilità, della transizione energetica e del buon funzionamento del mercato dell'idrogeno e dell'energia; reputa necessario concentrare maggiormente l'attenzione su progetti innovativi che combinino la produzione e il recupero di elettricità, idrogeno e calore;

62. osserva che lo sviluppo dell'economia dell'idrogeno può contribuire a ridurre gli squilibri nel sistema energetico nel suo insieme; ribadisce che l'idrogeno può svolgere un ruolo fondamentale in termini di stoccaggio dell'energia per bilanciare le fluttuazioni della domanda e dell'offerta di energia rinnovabile; sottolinea pertanto che occorre pianificare lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto e stoccaggio dell'idrogeno, anticipando la necessità di sviluppare impianti di produzione di energia al fine di garantire l'ottimizzazione tecnica ed economica;

63. evidenzia la necessità di una strategia ambiziosa e tempestiva per lo stoccaggio dell'energia tramite l'uso dell'idrogeno nell'ambito di soluzioni industriali e di mobilità innovative; osserva, tuttavia, che l'utilizzo dell'idrogeno per lo stoccaggio di energia non è ancora competitivo a causa degli elevati costi di produzione e che le perdite di energia associate allo stoccaggio di energia mediante idrogeno sono attualmente stimate intorno al 60 % nella cosiddetta efficienza di andata e ritorno; ribadisce dunque la necessità di ridurre i costi per la produzione di idrogeno rinnovabile e di promuovere condizioni di parità per le soluzioni di flessibilità e bilanciamento in tutto il sistema energetico; incoraggia pertanto la Commissione ad analizzare opzioni e capacità per lo stoccaggio dell'idrogeno; osserva che lo stoccaggio dell'idrogeno potrebbe essere soggetto a regimi normativi contrastanti, con particolare riferimento a quelli relativi allo stoccaggio del gas e dell'energia elettrica, e sottolinea pertanto la necessità di chiarire anche tale aspetto nella pertinente legislazione;

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64. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione a tutte le istituzioni dell'UE e agli Stati membri.



 

MOTIVAZIONE

 

L'Unione europea ha approvato l'accordo di Parigi e si è impegnata con il Green Deal europeo a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 attraverso una transizione giusta. Questa transizione implica la decarbonizzazione di tutti i settori economici, compresi i settori energetici e i settori difficili da decarbonizzare. La transizione verso un sistema energetico pulito deve garantire la sicurezza dell'approvvigionamento e l'accessibilità economica dell'energia.

 

L'idrogeno prodotto attraverso l'elettrolisi con l'elettricità derivante da fonti energetiche rinnovabili è un'alternativa pulita ai combustibili fossili e può essere utilizzato per diversi scopi (compreso come materia prima per i processi industriali, le celle a combustibile e lo stoccaggio di energia) e pertanto può dare un contributo prezioso a questa transizione. L'idrogeno può inoltre contribuire a decarbonizzare i settori difficili da decarbonizzare in cui l'elettrificazione diretta non è ancora possibile o conveniente. Tuttavia, esso rappresenta soltanto una piccola parte del mix energetico europeo e il 95 % della produzione europea di idrogeno è attualmente basata sui combustibili fossili[21]. Inoltre, l'idrogeno pulito non è ancora competitivo con l'idrogeno di origine fossile e con l'idrogeno a basse emissioni di carbonio[22].

 

Di conseguenza, l'UE deve sviluppare un'economia dell'idrogeno sostenibile che miri a rendere competitivo l'idrogeno pulito quanto prima. Un'economia dell'idrogeno di successo con una leadership tecnologica europea potrebbe aiutare l'UE a rafforzare la propria economia e a creare posti di lavoro adeguati alle esigenze future, soprattutto in seguito alla recessione economica dovuta alla pandemia di COVID-19. A tal fine, è necessaria una strategia per l'idrogeno che contempli l'intera catena del valore dell'idrogeno, includa i settori della domanda e dell'offerta e sia coordinata con gli sforzi nazionali. La Commissione europea ha fatto un primo passo in questa direzione adottando "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" nel luglio 2020. La presente relazione mira ad analizzare le esigenze politiche, economiche e tecnologiche per un'economia dell'idrogeno sostenibile nell'UE, integrando così la strategia proposta dalla Commissione.

 

Il relatore sottolinea che l'idrogeno non è la soluzione miracolosa alla decarbonizzazione. Dovrebbe invece prevalere il "principio dell'efficienza energetica al primo posto" e l'elettrificazione diretta dovrebbe essere considerata l'opzione preferibile per la decarbonizzazione, laddove tecnologicamente ed economicamente possibile, in quanto può essere più efficiente in termini di costi e di energia in ragione delle perdite di efficienza nella produzione di idrogeno.

 

L'UE deve basare la propria economia dell'idrogeno sull'idrogeno pulito, dal momento che soltanto l'idrogeno pulito è sostenibile nel lungo termine. Al fine di aumentare la produzione di idrogeno e creare un'economia dell'idrogeno pulito abbastanza velocemente da conseguire gli obiettivi climatici europei, l'idrogeno a basse emissioni di carbonio può svolgere un ruolo di transizione, in quanto l'idrogeno pulito non è ancora sufficientemente abbondante e competitivo. La Commissione dovrebbe valutare quale quantità di tale idrogeno sarebbe necessaria e per quanto tempo lo sarebbe durante questa fase di transizione. È importante che l'idrogeno di origine fossile venga gradualmente eliminato quanto prima.

 

Classificazione dell'idrogeno e norme

 

Il relatore ritiene che, per definire i diversi tipi di idrogeno, sia necessario un sistema unico di classificazione europeo. La classificazione proposta dalla Commissione, basata sul contenuto di carbonio dell'idrogeno e che si allontana dall'approccio basato sul colore comunemente usato, sembra essere una buona soluzione. Tuttavia, sarebbe opportuno evitare denominazioni diverse per lo stesso tipo di idrogeno, come idrogeno "rinnovabile" e "pulito", e

 

dovremmo inoltre essere in grado di identificare chiaramente l'idrogeno pulito. A tal fine, il relatore suggerisce lo sviluppo di norme e di un sistema europeo di certificazione e di etichettatura basati su un'analisi scientifica indipendente delle emissioni durante il ciclo di vita della produzione di idrogeno. Poiché che la produzione di idrogeno pulito si basa sull'elettricità rinnovabile, sono altresì necessarie garanzie di origine relative a quest'ultima. Questi elementi sono importanti affinché i consumatori di idrogeno possano investire consapevolmente in soluzioni basate sull'idrogeno pulito.

 

L'accettazione pubblica è fondamentale per sviluppare un'economia dell'idrogeno sostenibile. Al fine di aumentare l'accettazione pubblica, è fondamentale coinvolgere i cittadini e le parti interessate nell'economia dell'idrogeno. È altresì necessario garantire che l'UE disponga delle più elevate norme di sicurezza e tecniche per l'idrogeno e applichi soltanto soluzioni basate sull'idrogeno che rispettano tali norme. A tale riguardo, il relatore elogia il lavoro sulla sicurezza già svolto dall'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno", che potrebbe fungere da centro di competenza per l'idrogeno per la Commissione europea.

 

Aumentare la produzione di idrogeno

 

È necessario agire ora per aumentare la produzione di idrogeno pulito in Europa. La Commissione ha presentato nella sua strategia obiettivi ambiziosi per incrementare la produzione di idrogeno pulito attraverso l'aumento della capacità degli elettrolizzatori di idrogeno rinnovabile. Per conseguire questi obiettivi e creare un mercato dell'idrogeno pulito funzionante e prevedibile che attragga gli investimenti, è necessario superare le barriere normative e attuare un quadro normativo completo del mercato dell'idrogeno. Il quadro normativo del mercato del gas, in ragione delle caratteristiche comuni dell'idrogeno e del gas, così come il pacchetto per l'energia pulita, in ragione del suo approccio olistico nei confronti della revisione del funzionamento del mercato dell'energia, potrebbero fungere da modello per tale quadro normativo.

 

Per produrre idrogeno pulito, sono necessarie quantità significative di elettricità rinnovabile. Pertanto, al fine di aumentare la produzione di idrogeno pulito, l'UE deve creare una produzione di energia rinnovabile aggiuntiva sufficiente. Ciò va di pari passo con la fornitura delle infrastrutture necessarie per trasportare l'energia rinnovabile ai siti di produzione dell'idrogeno. In quanto vi sono ancora lacune nelle infrastrutture per le energie rinnovabili all'interno dell'UE, la Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire che le infrastrutture mancanti siano fornite quanto prima. Inoltre, dal momento che l'elettricità rinnovabile è responsabile di una parte significativa dei costi di produzione dell'idrogeno pulito, è importante, al fine di conseguire l'obiettivo della competitività, ridurre i costi abolendo tasse e imposte sull'elettricità rinnovabile.

 

Infrastrutture dell'idrogeno

 

Il relatore rileva la mancanza di infrastrutture dell'idrogeno nell'UE. L'UE dovrebbe evitare il dilemma "dell'uovo e della gallina" se debba prima esserci l'infrastruttura, gli impianti di produzione o la domanda dell'idrogeno. È necessario sviluppare fin da subito tutti gli elementi. L'UE dovrebbe incentivare lo sviluppo delle infrastrutture, ad esempio rivedendo il regolamento TEN-E. Il relatore concorda con l'approccio della Commissione di iniziare a pianificare fin da subito l'infrastruttura di trasporto portante e a medio raggio per sviluppare il prima possibile un vero e proprio mercato interno dell'idrogeno.

 

Siccome la creazione di un'economia dell'idrogeno richiederà ingenti investimenti, l'economicità è importante. L'esistente infrastruttura del gas potrebbe essere riconvertita per l'utilizzo dell'idrogeno puro, riducendo al minimo i costi di investimento e i costi di trasmissione attualizzati. Pertanto, questa possibilità dovrebbe essere valutata a livello europeo e nazionale.

 

Domanda di idrogeno

 

Il versante della domanda è un aspetto fondamentale per lo sviluppo di un mercato dell'idrogeno pulito, dato che un'elevata domanda può accelerare la diffusione sul mercato dell'idrogeno pulito e può inoltre contribuire alla decarbonizzazione. Tuttavia, perché la domanda aumenti, l'idrogeno pulito deve diventare un'opportunità economica interessante. Gli investimenti nell'idrogeno pulito devono essere più attraenti rispetto agli investimenti nelle soluzioni basate sull'energia fossile. Soltanto così l'UE sarebbe in grado di evitare di rimanere vincolata al carbonio. Pertanto, l'uso dell'idrogeno pulito e, per un periodo transitorio, dell'idrogeno a basse emissioni di carbonio dovrebbe concentrarsi sui settori per i quali l'uso dell'idrogeno è competitivo, o quasi, o che non possono attualmente essere decarbonizzati con altri mezzi.

 

Al fine di avere un migliore controllo dell'idrogeno pulito e a basse emissioni di carbonio necessario, il relatore propone di elaborare tabelle di marcia settoriali che definiscano lo sviluppo della domanda di idrogeno e le esigenze di investimento e di ricerca da parte dei settori della domanda. Queste tabelle di marcia dovrebbero essere elaborate a livello europeo in stretta collaborazione tra le parti interessate e le istituzioni europee.

 

Nella sua strategia, la Commissione afferma l'importanza delle politiche volte a sostenere e sviluppare la domanda. A causa dell'attuale mancanza di competitività dell'idrogeno pulito, sarebbe effettivamente opportuno considerare di mettere in atto politiche che prevedano, ad esempio, le quote per l'utilizzo dell'idrogeno pulito nei settori interessati. Sarebbe altresì opportuno tenere in considerazione le misure innovative quali i contratti per differenza sul carbonio. La Commissione, tuttavia, deve precisare in che modo tali misure potrebbero essere finanziate e attuate.

 


Ricerca, sviluppo, innovazione e finanziamento

 

Per ridurre i costi dell'idrogeno pulito e a fini di ottimizzazione, sono necessari ricerca, sviluppo e innovazione lungo l'intera catena del valore dell'idrogeno pulito. Sono altresì necessari progetti dimostrativi su scala industriale per rendere possibile l'attuazione di soluzioni basate sull'idrogeno nei settori della domanda. L'UE deve garantire il pieno coinvolgimento delle PMI, dal momento che alcune di esse possono fornire soluzioni innovative e altre potrebbero disporre di risorse limitate per beneficiare di soluzioni basate sull'idrogeno pulito per la loro decarbonizzazione. È altresì necessario assicurarsi che i lavoratori siano dotati di adeguate conoscenze in materia di tecnologie dell'idrogeno pulito per garantire la loro sicurezza.

 

Il relatore sottolinea l'elevato fabbisogno di investimenti per creare un'economia dell'idrogeno pulito. I programmi europei possono svolgere un ruolo importante nel contribuire a finanziare progetti in materia di idrogeno pulito e per attrarre ulteriori investimenti pubblici e privati. In particolare, Orizzonte Europa, il meccanismo per collegare l'Europa, InvestEU e il Fondo per l'innovazione ETS possono promuovere un'economia dell'idrogeno pulito. È fondamentale che tali programmi siano dotati di risorse finanziarie sufficienti. Il relatore deplora, pertanto, i tagli finanziari effettuati dal Consiglio rispetto alla proposta della Commissione.

 

Oltre a questi programmi, l'Alleanza europea per l'idrogeno pulito e gli importanti progetti di interesse comune europeo (IPCEI) possono contribuire a finanziare l'economia dell'idrogeno. L'Alleanza, sulla base dell'insieme delle sue competenze, dovrebbe contribuire a individuare progetti concreti e promettenti ed esigenze di investimento definendo una riserva di progetti e un programma in materia di investimenti. Inoltre, una revisione degli orientamenti in materia di aiuti di Stato dovrebbe prevedere la creazione di un capitolo sulle tecnologie dell'idrogeno pulito, in modo che gli orientamenti possano sostenere e non ostacolare lo sviluppo dell'idrogeno pulito. Considerando l'abbondanza di programmi europei che possono contribuire a finanziare l'idrogeno pulito, è inoltre essenziale che l'UE sviluppi una strategia di investimento coordinata che consenta ai progetti di ricevere finanziamenti da parte di diversi programmi e che garantisca che essi si integrino reciprocamente.

 

Cooperazione internazionale in materia di idrogeno

 

Il relatore ritiene che la sola produzione europea di idrogeno pulito potrebbe non essere sufficiente a soddisfare la domanda europea, in quanto alcuni settori necessiteranno di grandi quantità ai fini della decarbonizzazione. L'UE dovrebbe, pertanto, avviare una cooperazione in materia di produzione di idrogeno pulito con le regioni limitrofe, come i Balcani o il Nord Africa, ai fini dell'importazione. Dovrebbe garantire che tale cooperazione sia vantaggiosa per le regioni cooperanti in termini di lotta contro i cambiamenti climatici e di conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e di sviluppo economico sostenibile.

 

L'idrogeno pulito dovrebbe anche diventare parte integrante della cooperazione internazionale dell'UE in generale, compresa la diplomazia del clima, per scambiare migliori pratiche e promuovere le norme europee in materia di idrogeno.

 

Il ruolo dell'idrogeno in un sistema energetico integrato

 

Infine, il relatore sottolinea l'importanza di un sistema energetico integrato per promuovere l'energia rinnovabile e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. A tal fine, sarebbe opportuno coordinare le reti del gas, dell'elettricità e dell'idrogeno. L'idrogeno pulito può svolgere in tal senso un ruolo chiave in termini di stoccaggio dell'energia per bilanciare la domanda e l'offerta intermittente di energia rinnovabile. Questa soluzione non è ancora competitiva e l'UE necessita di ulteriori investimenti a tal fine. Il relatore accoglie con favore l'allineamento delle strategie di integrazione del sistema energetico e dell'idrogeno.


ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione del progetto di relazione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

Amprion

Bundesverband der Energie- und Wasserwirtschaft

Bundesverband Deutscher Industrie

Bundesverband Energiespeicher

Cefic

CEPS Energy Climate House

Deutsche Industrie- und Handelskammer

Deutsche Umwelthilfe

E3G

EnBW

Energy Storage Association

ENTSO-E

E.on

Eurogas

Commissione europea

Comitato europeo delle regioni

Europex

Istituto universitario europeo

Impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno"

Hydrogen Europe

Iberdrola

Associazione internazionale dei produttori di petrolio e gas

Agenzia internazionale per l'energia

Oersted

Open Grid Europe

RWE

Sandbag

Siemens

STEAG

TenneT

Trasporti e ambiente

Uniper

Vattenfall

Verband der Chemischen Industrie

Verbund

Weltenergierat Deutschland

WindEurope

Wirtschaftsvereinigung Stahl

Zero Emissions Platform

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (28.1.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</CommissionInt>


<Titre>su una strategia europea per l'idrogeno</Titre>

<DocRef>(2020/2242(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Hildegard Bentele</Depute>

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che l'obiettivo dell'accordo di Parigi è contenere l'aumento della temperatura media del pianeta ben al di sotto di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali e continuare gli sforzi intrapresi per limitare l'aumento della temperatura a 1,5 °C rispetto ai livelli preindustriali;

1. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di far sì che l'Unione europea sia una regione leader a livello mondiale in materia di idrogeno e nella definizione di norme al riguardo; sottolinea che l'idrogeno è uno strumento importante per decarbonizzare il sistema energetico, i processi industriali ad alta intensità di carbonio e parti del sistema di trasporti nella transizione volta a conseguire gli obiettivi climatici aggiornati dell'Unione per il 2030 e l'obiettivo della neutralità climatica dell'Unione entro il 2050, come stabilito nella proposta di una legge europea sul clima (COM/2020/0080) al fine di raggiungere gli obiettivi dell'accordo di Parigi; osserva che una strategia ambiziosa può generare fino a un milione di posti di lavoro e 150 miliardi di EUR di entrate annue entro il 2030, riducendo nel contempo le emissioni annue di CO2 di circa 560 Mt entro il 2050[23], a seconda delle tecnologie utilizzate, e dovrebbe mirare a realizzare vantaggi per tutti gli Stati membri promuovendo un'Unione dell'idrogeno;

2. deplora l'attuale molteplicità e mancanza di chiarezza dei termini utilizzati per definire diversi tipi di idrogeno; invita pertanto la Commissione a introdurre una terminologia esaustiva nonché norme e criteri a livello europeo per la certificazione dell'idrogeno sulla base di valutazioni delle emissioni durante il ciclo di vita, poiché ciò è fondamentale per garantire la trasparenza in merito all'impronta di carbonio dell'UE e alle origini dell'idrogeno e costituisce la base per qualsiasi investimento futuro; ritiene che tale terminologia debba inserirsi in un solido quadro internazionale al fine di evitare un'etichettatura erronea o il doppio conteggio degli effetti ambientali;

3. osserva che l'idrogeno può essere prodotto mediante una serie di processi diversi; sottolinea l'importanza di un chiaro impegno a favore di una rapida transizione verso l'idrogeno rinnovabile, nella quale l'idrogeno a basse emissioni di carbonio può svolgere un ruolo di ponte riducendo in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra durante il ciclo di vita ed evitando futuri effetti di dipendenza (lock-in) onde conseguire l'obiettivo della neutralità climatica dell'Unione entro il 2050, garantendo nel contempo la neutralità tecnologica e un approccio intersettoriale per massimizzare gli effetti di scala e ridurre i costi delle diverse applicazioni; osserva che il costo dell'idrogeno rinnovabile è attualmente fino a tre volte più elevato di quello dell'idrogeno di origine fossile; osserva che gli studi indicano che i costi per la produzione di idrogeno da fonti rinnovabili potrebbero diminuire in modo significativo[24] e divenire pari a quelli dell'idrogeno di origine fossile entro il 2030 nelle regioni che dispongono di fonti di energia rinnovabile a basso costo; sottolinea che gli investimenti sono importanti per migliorare la competitività dei costi dell'idrogeno rinnovabile rispetto a quelli dell'idrogeno di origine fossile; si compiace del fatto che Next Generation EU metta in evidenza l'idrogeno quale priorità di investimento e invita la Commissione a elaborare altresì una tabella di marcia per la diffusione e il potenziamento degli elettrolizzatori nonché a creare partenariati a livello dell'UE onde assicurare la loro efficacia in termini di costi nei principali settori di utilizzo dell'idrogeno; sottolinea, in tal contesto, l'importanza di consentire la flessibilità di utilizzare vari percorsi di produzione, comprese tecnologie innovative come la pirolisi e il trattamento dei rifiuti residui, che garantiscano un uso efficiente delle risorse e rispettino pienamente la gerarchia dei rifiuti; osserva il ruolo dei sistemi ecologici di cattura e stoccaggio del carbonio nel conseguire la neutralità climatica dell'industria pesante, laddove non siano disponibili possibilità di riduzione diretta delle emissioni;

4. ritiene che, per realizzare la transizione volta a conseguire gli obiettivi climatici aggiornati dell'Unione per il 2030 e l'obiettivo della neutralità climatica dell'Unione entro il 2050, l'idrogeno di origine fossile dovrebbe essere gradualmente eliminato e sostituito;

5. invita la Commissione, gli Stati membri e l'industria ad aumentare la capacità supplementare di energia elettrica da fonti rinnovabili al fine di evitare una concorrenza controproducente tra gli elettrolizzatori per la produzione di idrogeno e altri usi diretti dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, nonché di assicurare una riduzione complessiva delle emissioni di gas a effetto serra; evidenzia la necessità di incentivare meglio l'uso dell'energia rinnovabile in eccesso per la produzione di idrogeno, nonché la necessità di garantire la trasparenza per quanto riguarda la certificazione dell'origine dell'idrogeno generato dall'energia elettrica e le emissioni prodotte durante il ciclo di vita; osserva, in particolare, le potenzialità dell'energia rinnovabile offshore e dei sistemi a circuito chiuso in loco che combinano la produzione di energie rinnovabili in prossimità di siti industriali e siti di distribuzione di idrogeno rinnovabile, in quanto gran parte della domanda riguarderà l'idrogeno puro (come materia prima industriale o come vettore energetico in processi ad alte temperature, come la produzione di acciaio); invita la Commissione a esaminare le potenzialità della produzione di idrogeno da parte delle comunità produttrici/consumatrici di energia rinnovabile al fine di rafforzare il decentramento e la partecipazione dei cittadini alla transizione energetica; sottolinea inoltre la necessità di continuare a investire nella ricerca riguardante nuove possibili fonti rinnovabili di idrogeno, come ad esempio l'idrogeno ottenuto dalla fotosintesi, dalle alghe o dagli elettrolizzatori ad acqua marina;

6. sottolinea che saranno necessari un quadro normativo affidabile e incentivi provvisori nel corso di un periodo di transizione, onde garantire condizioni di parità, eliminare gli ostacoli normativi indesiderati e superflui e incrementare l'idrogeno rinnovabile, affidando un ruolo di ponte all'idrogeno a basse emissioni di carbonio, che riduce in misura significativa le emissioni di gas a effetto serra durante il ciclo di vita ed evita futuri effetti di dipendenza;

7. sottolinea che un'adeguata fissazione del prezzo della CO2 e un adeguato finanziamento sono fattori essenziali per sviluppare appieno le potenzialità dell'idrogeno rinnovabile in maniera efficace in termini di costi; invita la Commissione ad avvalersi della prossima revisione del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE per esaminare quali modifiche sia necessario apportarvi onde consentire all'idrogeno di realizzare tutte le sue potenzialità per conseguire i nostri obiettivi climatici, tenendo conto nel contempo dei rischi della rilocalizzazione delle emissioni di carbonio; chiede un sostegno coerente e coordinato a livello europeo per consentire ai produttori e agli utenti di avviare una produzione di idrogeno prevedibile e caratterizzata dalla sicurezza a lungo termine; invita, a tale proposito, la Commissione a prendere in considerazione lo sviluppo di strumenti innovativi, quali i contratti per differenza sul carbonio, che coprono la differenza di costo derivante dall'abbandono dell'idrogeno di origine fossile, obiettivi di uso finale per settori specifici o garanzie della Banca europea per gli investimenti finalizzate a ridurre il rischio iniziale dei coinvestimenti fino a quando non siano competitivi in termini di costi, nonché un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere; osserva che per consentire tale sostegno mirato occorre adeguare di conseguenza anche la direttiva sulle energie rinnovabili[25] e la disciplina in materia di aiuti di Stato a favore dell'energia e dell'ambiente;

8. accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di rivedere la tassazione dei prodotti energetici dell'UE; invita la Commissione ad adottare le misure necessarie in conformità dei trattati, a integrare adeguatamente i costi esterni nei prezzi di consumo dei combustibili fossili e a garantire la competitività in termini di costi dell'idrogeno generato dall'energia elettrica nonché la parità di condizioni tra i vettori energetici onde agevolare l'integrazione settoriale e la decarbonizzazione;

9. sottolinea l'importanza del principio "l'efficienza energetica al primo posto"; ritiene che l'idrogeno sia un complemento importante e necessario all'elettrificazione diretta e fornisca valore aggiunto quale vettore per lo stoccaggio dell'energia rinnovabile e per la decarbonizzazione dei settori che hanno difficoltà a ridurre le emissioni, nei quali l'elettrificazione diretta non è la scelta ottimale tenendo conto dell'efficienza in termini di costi e di energia, delle possibilità tecnologiche e delle condizioni regionali nel breve e medio termine;

10. sottolinea che l'idrogeno, in quanto vettore energetico, può consentire la transizione verso le energie rinnovabili attraverso lo stoccaggio dell'energia e l'integrazione settoriale, poiché è in grado di apportare equilibrio e garantire flessibilità e sicurezza dell'approvvigionamento nella rete elettrica e può contribuire, in determinati casi, a decarbonizzare la produzione di calore; rileva le potenzialità di utilizzo delle infrastrutture esistenti per la trasmissione dell'idrogeno; chiede pertanto alla Commissione di aggiornare e armonizzare, nel breve termine, le normative sulla miscelazione dell'idrogeno, garantendo nel contempo che ciò non comporti una dipendenza dal gas fossile miscelato con l'idrogeno, come pure, ove opportuno e a seguito di un'approfondita valutazione d'impatto dei piani infrastrutturali, delle possibilità tecniche, dei possibili punti di iniezione e dei cluster della domanda, nonché tenendo conto dei costi e dei benefici corrispondenti e delle possibilità di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, di sostenere l'ammodernamento e la riconversione graduali delle reti esistenti e di investire prudentemente nello sviluppo delle reti di idrogeno mancanti, comprese le infrastrutture transnazionali, onde agevolare la creazione di una rete comune europea dell'idrogeno;

11. sottolinea le potenzialità dell'idrogeno ai fini della decarbonizzazione delle industrie ad alta intensità energetica nonché la sua importanza in quanto materia prima industriale; osserva, tuttavia, che nell'UE fino al 95 % dell'idrogeno utilizzato attualmente nell'industria è di origine fossile; è fermamente convinto che occorra dare la priorità all'introduzione dell'idrogeno rinnovabile per decarbonizzare tali applicazioni attuali dell'idrogeno, riconoscendo al contempo il ruolo di ponte svolto dall'idrogeno a basse emissioni di carbonio e chiedendo un approccio globale per evitare un'ulteriore dipendenza dall'idrogeno di origine fossile; chiede pertanto un aumento significativo della ricerca, degli investimenti e degli scambi di conoscenze, in particolare in materia di idrogeno rinnovabile e innovativo nell'ambito di applicazioni industriali a un livello di maturità tecnologica inferiore, anche mediante una semplificazione dell'accesso ai finanziamenti per i progetti di ricerca, gli attori di dimensioni più ridotte e le start-up, e chiede che le norme in materia di aiuti di Stato consentano un sostegno mirato;

12. ricorda che il settore dei trasporti è responsabile di un quarto delle emissioni di CO2 dell'Unione europea ed è l'unico settore in cui le emissioni non sono state ridotte rispetto allo scenario di riferimento del 1990; sottolinea le potenzialità dell'idrogeno quale strumento che contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 nell'ambito dei modi di trasporto, in particolare nei casi in cui conseguire una piena elettrificazione è più difficile o non è ancora possibile; sottolinea che l'idrogeno in forma pura o sotto forma di cherosene sintetico o biocherosene costituisce un fattore chiave per la sostituzione del cherosene fossile nel trasporto aereo; evidenzia le notevoli potenzialità dell'idrogeno per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti marittimi su medie e lunghe distanze e segnala, al contempo, i vantaggi dell'ammoniaca verde su lunghe distanze; evidenzia il ruolo dell'idrogeno nella decarbonizzazione a medio termine di determinati veicoli pesanti, in particolare i veicoli a lunga percorrenza, gli autobus e i macchinari agricoli o per l'edilizia; osserva che gli autoveicoli a idrogeno potrebbero inoltre integrare gli autoveicoli elettrici a batteria; evidenzia altresì le potenzialità dell'idrogeno in quanto vettore energetico nel settore ferroviario, per sostituire il carburante diesel ove l'elettrificazione dei binari non sia economicamente fattibile, e accoglie con favore il buon utilizzo e la produzione in serie di treni a idrogeno in diversi Stati membri;

13. invita la Commissione ad aumentare la ricerca e gli investimenti in tal senso nell'ambito della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente; prende atto della volontà relativamente forte di pagare per combustibili puliti nell'ambito delle varie tipologie di mobilità e dei vari modi di trasporto; invita la Commissione a valutare se la direttiva sulle energie rinnovabili debba essere rivista al fine di garantire parità di condizioni con altre energie rinnovabili, nonché ad accelerare lo sviluppo di una rete di rifornimento di idrogeno a livello dell'UE nell'ambito della prossima revisione della direttiva sulle infrastrutture per i combustibili alternativi[26];

14. osserva che l'elevata domanda futura di energia rinnovabile e idrogeno a costi competitivi a livello dell'Unione sarà probabilmente superiore al potenziale dell'Europa[27]; invita la Commissione a valutare meglio il potenziale di produzione e di consumo di idrogeno rinnovabile nell'UE; sottolinea che nel tempo l'idrogeno rinnovabile potrebbe essere ottenuto in maniera efficiente sotto il profilo dei costi anche dall'esterno dell'Europa e ricorda, a tal proposito, il ruolo strategico dei porti; chiede pertanto l'istituzione di nuovi partenariati energetici e l'interconnettività con i paesi vicini, tenendo conto del fatto che i nuovi partenariati, specialmente quelli conclusi con i paesi africani, potrebbero costituire un'opportunità vantaggiosa per tutti, purché le strategie siano in linea con gli interessi economici, sociali e ambientali dei paesi partner nonché con le loro preoccupazioni e i loro obiettivi di decarbonizzazione, non pregiudichino la sicurezza energetica dei paesi partner e dell'Unione né i diritti umani o i mezzi di sussistenza sostenibili delle comunità e contribuiscano alla condivisione del know-how;

15. invita la Commissione e gli Stati membri a far sì che lo sviluppo della rete elettrica e le attività di ricerca e sviluppo in materia di idrogeno rinnovabile nonché le infrastrutture compatibili con l'idrogeno siano una priorità di spesa fondamentale nell'ambito dei piani per la ripresa e la resilienza, dei piani per una transizione giusta, dei programmi InvestEU e Orizzonte Europa, delle reti transeuropee dell'energia (TEN-E) e della rete transeuropea di trasporto (TEN-T) nonché dei Fondi strutturali e d'investimento europei e del Fondo per l'innovazione dell'ETS; riconosce al contempo il ruolo di ponte svolto dall'idrogeno a basse emissioni di carbonio, che riduce in misura significativa le emissioni di gas a effetto serra durante il ciclo di vita ed evita futuri effetti di dipendenza; sottolinea che occorre eliminare gradualmente le sovvenzioni per l'idrogeno di origine fossile; sottolinea che le piccole e medie imprese (PMI) nell'Unione dovrebbero avere accesso ad appositi strumenti di sostegno, tenendo conto del ruolo significativo che svolgono nella ricerca e innovazione in materia di idrogeno; invita la Commissione a esaminare ulteriormente le sinergie tra TEN-T e TEN-E per ottimizzare la produzione, l'uso e il trasporto dell'idrogeno; sottolinea la rilevanza di progetti importanti di interesse comune europeo per consentire la cooperazione a livello dell'UE in materia di investimenti e progetti e collegare gli attori a tutti i livelli incoraggiandoli a condividere il know-how e a riunire le conoscenze al fine di progredire verso una catena del valore dell'idrogeno europea solida e interconnessa; sottolinea inoltre l'importanza di applicare il principio "non arrecare un danno significativo" per garantire che la realizzazione delle infrastrutture sostenga i percorsi di decarbonizzazione più efficienti in termini di costi;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare strategie di trasformazione settoriale a tale riguardo, unitamente alle parti sociali; pone in risalto la necessità di promuovere la formazione e l'apprendimento dei lavoratori qualificati nei settori interessati, nonché dei futuri professionisti; invita la Commissione a raccogliere dati sulle possibili ripercussioni, opportunità e sfide associate alla trasformazione dell'industria, dei trasporti e dell'energia verso la diffusione dell'idrogeno; evidenzia l'opportunità che l'idrogeno rappresenta per le regioni attualmente in fase di transizione verso la decarbonizzazione; sottolinea che la strategia per l'idrogeno, coerentemente al Fondo per una transizione giusta e al dispositivo per la ripresa e la resilienza, dovrebbe esaminare le possibilità di accesso ai finanziamenti per le infrastrutture per l'idrogeno rinnovabile in tali regioni;

17. ritiene che, date le proprietà specifiche dell'idrogeno, quali le dimensioni molecolari, la bassa densità e l'elevata infiammabilità, è estremamente importante disporre di rigorose norme di sicurezza in materia di produzione, trasporto e stoccaggio, onde ridurre al minimo i rischi di catastrofi naturali o provocate dall'uomo e promuovere l'accettazione dell'idrogeno da parte dell'opinione pubblica; chiede pertanto che in tutta l'Unione siano promossi esempi di buone prassi e una cultura della sicurezza dell'idrogeno;

18. chiede di compiere sforzi per valutare e migliorare l'uso delle risorse nella produzione di idrogeno, in linea con l'economia circolare, in particolare per quanto riguarda l'utilizzo delle materie prime per gli elettrolizzatori e l'uso delle risorse idriche; insiste sull'importanza di investire nella ricerca e nell'innovazione per sviluppare tecniche affidabili di riciclaggio e smantellamento nonché infrastrutture per i materiali preziosi e scarsi contenuti nelle celle a idrogeno nell'Unione europea; ricorda che tale industria è indispensabile per assicurare un utilizzo ecologico dell'idrogeno rinnovabile e per affermare la leadership europea nell'ambito della transizione energetica; sottolinea inoltre la necessità di ridurre al minimo l'impatto della produzione di idrogeno per elettrolisi sull'approvvigionamento idrico regionale, in particolare garantendo un'attenta pianificazione territoriale nell'ambito della creazione di impianti per la produzione di idrogeno rinnovabile, come pure di evitare qualsiasi contaminazione dell'acqua, dell'aria o del suolo, deforestazione o perdita di biodiversità imputabile alla catena di produzione legata all'idrogeno;

19. sottolinea l'importanza delle campagne di comunicazione rivolte sia all'industria che alla società per spiegare i vantaggi economici e ambientali futuri della trasformazione energetica dell'idrogeno;

20. osserva che attualmente solo lo 0,1 % dell'energia a idrogeno a livello mondiale proviene da fonti energetiche rinnovabili e che, pertanto, la produzione di idrogeno è ancora responsabile dell'emissione di 830 milioni di tonnellate annue di CO2 a livello mondiale;

21. accoglie con favore gli sforzi profusi dai produttori di acciaio europei per passare dai combustibili fossili all'idrogeno verde al fine di produrre acciaio senza combustibili fossili;

22. sostiene le misure volte a coordinare gli sforzi delle diverse parti interessate, al fine di creare un approccio comune tra i responsabili politici, l'industria e gli investitori;

23. accoglie con favore l'Alleanza europea per l'idrogeno pulito quale strumento di coordinamento della diffusione dell'idrogeno pulito in tutta l'UE con un investimento complessivo previsto compreso tra 180 e 470 miliardi di EUR entro il 2050 e osserva che l'UE può assumere un ruolo di guida nel settore dell'idrogeno pulito; chiede investimenti strategici a favore della produzione e dell'utilizzo di idrogeno pulito, della creazione di una rete di infrastrutture nonché della ricerca e innovazione; sostiene pertanto gli sforzi compiuti dall'Alleanza per creare una riserva fattibile di progetti in materia di idrogeno rinnovabile ammissibili al finanziamento, che possono fungere da modello per partenariati pubblico-privati;

24. sottolinea l'importanza dell'attuazione della strategia a livello nazionale e regionale al fine di garantire il pieno utilizzo di tutte le normative nazionali coerenti, come pure delle opportunità di cooperazione interregionale;

25. si compiace che quasi tutti gli Stati membri abbiano incluso piani per l'idrogeno pulito nei loro piani nazionali in materia di energia e clima e 26 Stati membri abbiano firmato l'iniziativa per l'idrogeno;

26. chiede la creazione di un quadro per la condivisione delle relazioni sui progressi e delle migliori pratiche tra gli Stati, al fine di garantire l'attuazione delle tecnologie più efficaci, anche in termini di costi, nonché una cooperazione fruttuosa e un utilizzo comune delle risorse;

27. esorta la Commissione a favorire l'individuazione e la promozione delle zone dell'Unione considerate come cluster o poli dell'idrogeno; chiede di destinare un sostegno particolare a tali ambienti per garantire che essi siano in grado di agire in quanto forza trainante per l'attuazione della strategia europea per l'idrogeno; sottolinea l'importanza di attribuire un ruolo di guida al partenariato European Hydrogen Valleys, quale portatore di interessi fondamentale per l'organizzazione e il trasferimento delle conoscenze fra i cluster europei;

28. sottolinea le potenzialità della produzione decentrata di idrogeno per la creazione di posti di lavoro e di valore nelle zone rurali; invita la Commissione e gli Stati membri a valutare la predisposizione di incentivi per la creazione di cluster dell'idrogeno a livello locale e regionale nei programmi pertinenti;

29. chiede di garantire la trasparenza e di includere la società civile e scientifica in tutti gli organi di coordinamento e pianificazione, in particolare nell'Alleanza europea per l'idrogeno pulito.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

27.1.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

60

16

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurelia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Malin Björk, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Bas Eickhout, Cyrus Engerer, Eleonora Evi, Agnès Evren, Pietro Fiocchi, Andreas Glück, Catherine Griset, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Karin Karlsbro, Petros Kokkalis, Ewa Kopacz, Joanna Kopcińska, Peter Liese, Sylvia Limmer, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Tilly Metz, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ştefan Motreanu, Ville Niinistö, Ljudmila Novak, Grace O’Sullivan, Jutta Paulus, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Günther Sidl, Linea Søgaard-Lidell, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Edina Tóth, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Hildegard Bentele, Manuel Bompard

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Veronika Vrecionová

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

60

+

PPE

Bartosz Arłukowicz, Traian Băsescu, Hildegard Bentele, Nathalie Colin-Oesterlé, Christian Doleschal, Agnès Evren, Adam Jarubas, Ewa Kopacz, Esther de Lange, Peter Liese, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Dolors Montserrat, Dan-Ştefan Motreanu, Ljudmila Novak, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Christine Schneider, Edina Tóth, Pernille Weiss, Michal Wiezik

S&D

Nikos Androulakis, Marek Paweł Balt, Monika Beňová, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Cyrus Engerer, Jytte Guteland, Javi López, César Luena, Alessandra Moretti, Sándor Rónai, Günther Sidl, Petar Vitanov, Tiemo Wölken

Renew

Andreas Glück, Jan Huitema, Karin Karlsbro, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Nicolae Ştefănuță, Linea Søgaard-Lidell, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir

ID

Simona Baldassarre, Aurelia Beigneux, Marco Dreosto, Catherine Griset, Joëlle Mélin, Luisa Regimenti, Silvia Sardone

ECR

Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Joanna Kopcińska, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Anna Zalewska

 

16

-

ID

Teuvo Hakkarainen, Sylvia Limmer

Verts/ALE

Margrete Auken, Bas Eickhout, Eleonora Evi, Pär Holmgren, Yannick Jadot, Tilly Metz, Ville Niinistö, Grace O’Sullivan, Jutta Paulus

ECR

Rob Rooken

The Left

Manuel Bompard, Petros Kokkalis, Silvia Modig, Mick Wallace

 

3

0

Renew

Pascal Canfin, Martin Hojsík

The Left

Malin Björk

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO (25.2.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</CommissionInt>


<Titre>su una strategia europea per l'idrogeno</Titre>

<DocRef>(2020/2242(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Georg Mayer</Depute>

 

 

 

 

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" (COM(2020)0301),

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa - Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" (COM(2020)0562),

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),

 vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020 dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" (COM(2020)0102),

 vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[28],

 vista la direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi[29],

A. considerando che il settore dei trasporti deve decarbonizzarsi entro il 2050, ma che ciò non sarà facile e che ciascuna modalità di trasporto ha le proprie specificità settoriali, come pure sfide e requisiti speciali;

B. considerando che i trasporti sono responsabili di circa il 27 % delle emissioni totali di gas a effetto serra dell'UE e che l'idrogeno ha molteplici applicazioni in tutta l'industria e nei settori dell'elettricità e dell'edilizia e offre un grande potenziale come combustibile alternativo per il settore dei trasporti, ma che le possibilità offerte dal mercato per le varie modalità di trasporto sono ancora limitate;

C. considerando che le automobili elettriche a batterie sono potenzialmente in grado di assicurarsi una quota significativa del mercato di veicoli privati; che i trasporti pesanti costituiscono un settore difficile da decarbonizzare e un settore in cui l'elettrificazione diretta è limitata a causa della ridotta efficienza in termini di costi e per ragioni tecniche; che le batterie pongono problemi pratici in settori quali quelli che utilizzano veicoli pesanti, treni su linee non elettrificate, navi merci o aeromobili e che ciò creerà opportunità per altri vettori energetici come l'idrogeno che consentirebbe di stoccare grandi quantità di energia a bordo di un veicolo o di un'imbarcazione, di fare rifornimento rapidamente quando necessario e di produrre unicamente acqua pura quale prodotto di scarico;

D. considerando che l'elettrificazione diretta da fonti rinnovabili è l'opzione preferita per decarbonizzare i trasporti e raggiungere i nostri obiettivi climatici, rispettando al contempo i principi dell'"efficienza energetica al primo posto" e della neutralità tecnologica, e che l'idrogeno dovrebbe essere utilizzato principalmente per contribuire a ridurre le emissioni in settori difficili da decarbonizzare, come nel trasporto terrestre pesante, nel settore aereo e marittimo;

E. considerando che la domanda di idrogeno dovrebbe essere stimolata al fine di integrare gradualmente nuove applicazioni e consentire all'Unione europea di diventare un attore mondiale di primo piano nel campo dell'idrogeno e della definizione delle norme in materia; che una strategia ambiziosa può assicurare i vantaggi dell'idrogeno per tutti gli Stati membri promuovendo un'Unione dell'idrogeno e può generare fino a un milione di posti di lavoro e 150 miliardi di EUR di entrate annue entro il 2030, riducendo nel contempo le emissioni annue di CO2 di circa 560 megatonnellate entro il 2050;

F. considerando che nel 2018 la Commissione ha previsto che la quota dell'idrogeno rappresenterà il 13-14 % del mix energetico dell'Unione entro il 2050[30];

G. considerando che le nuove tecnologie e le innovazioni devono evolversi e che sono pertanto necessari investimenti sostanziali per aumentare la produzione e la distribuzione, il che porterebbe a economie di scala, mentre la competitività del settore dei trasporti dell'UE deve essere salvaguardata;

H. considerando che norme europee rigorose in materia di sicurezza e classificazione per la produzione, il trasporto, lo stoccaggio e l'utilizzo dell'idrogeno dovrebbero essere elaborate, garantite e basate su criteri di costo-efficacia e su ricerche scientifiche indipendenti;

I. considerando che, tuttavia, in termini di sviluppo delle infrastrutture dell'idrogeno, l'idrogeno a basse emissioni di carbonio può svolgere un ruolo complementare al fine di conseguire gli obiettivi climatici dell'Unione;

J. considerando che la disponibilità di ulteriori infrastrutture energetiche da fonti rinnovabili è una condizione essenziale per l'introduzione e lo sviluppo dell'uso dell'idrogeno nel settore dei trasporti;

K. considerando che l'impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno" (FCH) dovrà realizzare sinergie con le imprese comuni nel settore dei trasporti al fine di promuovere un'adeguata integrazione tra la tecnologia dell'idrogeno e le infrastrutture e i servizi di trasporto; considerando che l'attenzione dovrebbe essere rivolta alla creazione di catene di approvvigionamento dell'idrogeno europee attraverso sforzi congiunti volti a realizzare un vero e proprio sistema energetico dell'idrogeno interconnesso ed europeo, in modo che l'Europa sia meno dipendente dalle fonti energetiche di fornitori di paesi terzi e diventi un leader mondiale sul mercato dell'idrogeno;

Trasporti stradali

1. sottolinea l'ampio potenziale di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nel trasporto stradale attraverso il trasferimento modale, l'efficienza e l'elettrificazione diretta, in particolare per le autovetture e gli autobus; osserva che per quanto riguarda il trasporto su strada, dato l'attuale stato dello sviluppo tecnologico, l'attenzione dovrebbe essere rivolta principalmente a una maggiore diffusione dei veicoli elettrici, sottolinea, tuttavia, che poiché nel prossimo futuro non tutti i trasporti su strada saranno elettrificabili, le applicazioni a idrogeno offrono opzioni interessanti per i segmenti del sistema di trasporto in cui è difficile conseguire la riduzione di CO2 e in cui l'elettrificazione su larga scala è praticamente impossibile, come il trasporto pesante su strada a lungo raggio; sottolinea inoltre la notevole particolarità dell'idrogeno in termini di tempo di ricarica (rapida) e autonomia (paragonabile ai veicoli a combustione interna);

2. sottolinea la necessità di mantenere e sviluppare ulteriormente la leadership tecnologica europea nell'idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio attraverso un'economia dell'idrogeno competitiva e sostenibile; accoglie con favore l'apertura, nelle città europee, di laboratori per la mobilità volti a promuovere esperimenti sostenibili in relazione ai trasporti pubblici in virtù dell'uso di combustibili alternativi ed esorta a includere l'idrogeno nelle opzioni da utilizzare nel quadro di detti esperimenti; osserva che l'effetto combinato di un costo eccessivo di tutti i veicoli stradali a idrogeno e l'assenza di un'infrastruttura di trasporto e di una rete di distribuzione dell'idrogeno adeguate con un numero sufficiente di stazioni di rifornimento ne ostacolano lo sviluppo di massa;

3. sottolinea che i trasporti urbani offrono un interessante banco di prova per esperimenti che affrontino le principali sfide tecnologiche per questo tipo di energia alternativa nel settore dei trasporti, tenendo conto della disponibilità di punti di ricarica, dello stoccaggio e delle opportunità di rifornimento rapido; sottolinea, in tale contesto, l'importante ruolo dei partenariati pubblico-privato locali e regionali al fine di stimolare lo sviluppo e la diffusione dell'idrogeno;

4. sottolinea che la produzione di idrogeno non è un obiettivo fine a se stesso ma deve portare a una riduzione delle emissioni; chiede una strategia armonizzata dell'UE per lo sviluppo di infrastrutture e l'uso dell'idrogeno nei veicoli pesanti; evidenzia che per realizzare l'accelerazione di mercato necessaria per fornire a tali settori alternative efficienti in termini di costi, accessibili e climaticamente neutre ai combustibili fossili, è essenziale una vasta applicazione di prodotti derivati dall'idrogeno;

5. sottolinea che, in linea con il principio "l'efficienza energetica al primo posto" e il Green Deal, è necessario un livello di ambizione superiore in termini di energie rinnovabili ed efficienza energetica, onde assicurare la transizione verde nel rispetto del mix energetico degli Stati membri e dei rispettivi punti di partenza; ricorda che la prossima revisione della direttiva sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi dovrà includere obiettivi concreti in termini di integrazione delle infrastrutture dell'idrogeno nei sistemi di trasporto;

Aviazione

6. sottolinea l'importanza di promuovere le imprese dell'UE e di monitorarne i progressi al fine di sviluppare un'ampia gamma di tecnologie, tra cui l'idrogeno, per consentire un approccio globale verso un'aviazione più pulita, dalle piccole e medie imprese agli aeromobili di grandi dimensioni;

7. sottolinea che l'elettrificazione diretta e l'uso di batterie per gli aerei ibridi e/o completamente elettrici potrebbero essere idonei per gli aeromobili e gli aerogiri di piccole dimensioni, sebbene ciò ponga problemi pratici per il trasporto di merci e passeggeri su lunghe distanze, in quanto non è possibile caricare le batterie in misura sufficiente o caricare a bordo il numero di batterie necessario, il che rende l'idrogeno una delle opzioni più promettenti per la decarbonizzazione del settore dell'aviazione per i voli a lungo raggio;

8. sottolinea la possibilità di esplorare l'integrazione dei motori elettrici e/o ibridi e delle celle a combustibile negli aerei e che, nel breve-medio termine, l'idrogeno potrebbe essere utilizzato come base per il combustibile sintetico per l'aviazione, che potrebbe essere utilizzato come combustibile "drop-in" negli aeromobili esistenti, mentre a lungo termine si potrebbe prevedere l'uso diretto dell'idrogeno attraverso celle a combustibile alimentate a idrogeno o motori a reazione a idrogeno, a seguito delle innovazioni dei motori e dei sistemi degli aeromobili;

9. invita la Commissione a fornire incentivi al settore affinché utilizzi combustibili alternativi e sintetici, nonché altre tecnologie pulite, e, una volta pienamente disponibili, a introdurre eventualmente un obbligo di miscelazione nel settore dell'aviazione al fine di rafforzare la leadership tecnologica dell'Europa e la sua competitività internazionale;

Trasporto marittimo e vie navigabili interne

10. sostiene la diffusione dell'idrogeno, di combustibili a idrogeno e di celle a combustibile per la navigazione interna, i trasporti marittimi a corto raggio e d'altura, laddove l'elettrificazione diretta risulti difficile; sottolinea il ruolo strategicamente essenziale dei porti marittimi e interni multimodali quali poli di innovazione per l'importazione, la produzione, lo stoccaggio, la fornitura e l'utilizzo dell'idrogeno, e sottolinea che le soluzioni basate sull'idrogeno rinnovabile rivestono particolare importanza per le isole e le regioni ultraperiferiche;

11. rammenta l'importanza dei combustibili di transizione per i modi di trasporto in cui l'idrogeno non costituisce ancora una soluzione competitiva in termini di costi; sottolinea, a tal proposito, il potenziale del gas naturale liquefatto (GNL) e del gas naturale compresso (GNC) quale soluzione transitoria, evitando nel contempo la dipendenza dai combustili fossili e gli attivi non recuperabili;

12. sottolinea la necessità di spazio e di investimenti nelle infrastrutture portuali al fine di promuovere l'uso di nuove tecnologie a basse e a zero emissioni sulle coste nazionali e nei porti, al fine di agevolare lo sviluppo dell'economia dell'idrogeno e creare una catena del valore industriale per l'idrogeno lungo i corridoi di trasporto multimodali;

13. incoraggia la Commissione a rimuovere gli ostacoli e a fornire i finanziamenti necessari per garantire parità di condizioni tra i vettori energetici al fine di sostenere la decarbonizzazione;

14. invita la Commissione a presentare un quadro complessivo basato sul rischio per la sicurezza dei trasporti in tutta Europa; sottolinea, a titolo esemplificativo, che il quadro per la sicurezza dei trasporti marittimi e della navigazione interna dovrebbe includere procedure standardizzate di rifornimento per le navi e a terra, lo stoccaggio e la ventilazione a bordo, le procedure per la manipolazione sicura e la gestione delle situazioni di emergenza e la formazione del personale che lavora con l'idrogeno;

15. rammenta l'importanza dei combustibili di transizione per i modi di trasporto in cui l'idrogeno non costituisce ancora una soluzione competitiva in termini di costi; sottolinea, a tal proposito, il potenziale del gas naturale liquefatto quale soluzione transitoria per ridurre le emissioni di gas a effetto serra nel settore dei trasporti per vie di navigazione interna e del trasporto marittimo, dato che un numero crescente di navi è alimentato a GNL, che emette meno CO2, NOx e particolato rispetto ai convenzionali combustibili per uso marittimo; pone altresì in evidenza che, a medio e lungo termine, le navi attualmente operanti con GNLe le infrastrutture per la distribuzione utilizzate per il GNL potrebbero essere convertite per l'utilizzo del biogas e saranno pertanto essenziali per il passaggio al bio-GNL quale combustibile per uso marittimo; sottolinea perciò l'importanza di investire in possibili combustibili a zero emissioni, come l'idrogeno, e in combustibili a basse emissioni di carbonio, nel rispetto della neutralità tecnologica;

Trasporti ferroviari

16. osserva che il 46 % della rete ferroviaria principale è ancora servito da tecnologia diesel, ma che il settore ferroviario europeo sta sviluppando soluzioni innovative per contribuire in modo sostanziale alla decarbonizzazione del trasporto terrestre;

17. sottolinea, a tal proposito, la possibilità di utilizzare treni elettrici a batteria e a celle a combustibile alimentate a idrogeno e locomotive a diesel ammodernate nei segmenti di rete ferroviaria in cui realizzare l'elettrificazione diretta è troppo costoso o non idoneo o dove la frequenza di servizio è troppo ridotta per assicurare l'efficacia in termini di costi, come nelle piccole linee regionali;

18. sottolinea che l'industria ferroviaria europea è all'avanguardia dell'innovazione per quanto riguarda i treni alimentati a idrogeno; osserva che tale materiale rotabile rappresenta un'ottima alternativa alla costosa elettrificazione delle piccole linee regionali sia per il trasporto merci che per i passeggeri e sottolinea che l'utilizzo di idrogeno pulito, dove l'elettrificazione diretta non è possibile, consente di rendere il trasporto ferroviario pienamente neutro dal punto di vista ambientale;

R&I: l'elaborazione di norme di sicurezza

19. rammenta che esistono diversi strumenti e fonti di finanziamento dell'UE che possono sostenere l'investimento nell'idrogeno come InvestEU, il nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza, il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo di coesione, la nuova iniziativa REACT-EU e il prossimo meccanismo per collegare l'Europa (MCE); sottolinea che le possibilità offerte dal meccanismo per una transizione giusta andrebbero ulteriormente valutate a sostegno degli investimenti nell'idrogeno; invita la Commissione a valutare le sinergie tra i diversi programmi dell'UE;

20. evidenzia la necessità di dare priorità agli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo, poiché le soluzioni legate all'idrogeno nei trasporti sono ancora nelle prime fasi di sviluppo; sottolinea che sono necessari ulteriori sforzi di ricerca e innovazione lungo l'intera catena del valore dell'idrogeno per individuare soluzioni multimodali, in particolare per quanto riguarda l'aumento dell'efficienza energetica e la riduzione dei costi, al fine di ampliare e migliorare l'uso dell'idrogeno; sottolinea la necessità di una ricerca pre-normativa, che comprenda anche gli aspetti relativi alla sicurezza oltre ai piani di impiego e alle tabelle di marcia, garantendo in tal modo norme migliori e standardizzate, la sicurezza degli approvvigionamenti e livelli elevati di sostenibilità;

21. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di procedere con la revisione del quadro sugli aiuti di Stato, inclusi gli orientamenti per gli aiuti di Stato per la protezione dell'ambiente e l'energia, prevista nel 2021;

22. sostiene l'Alleanza europea per l'idrogeno pulito, l'Alleanza per l'idrogeno rinnovabile e gli importanti progetti di comune interesse europeo (IPCEI); ricorda che l'impresa comune FCH garantisce collaborazioni sinergiche con le imprese comuni dell'UE e con tutte le parti interessate coinvolte nello sviluppo delle applicazioni dell'idrogeno;

23. sottolinea che, in linea con la dimensione esterna del Green Deal europeo, l'UE e gli Stati membri dovrebbero promuovere attivamente nuove opportunità di cooperazione in relazione all'idrogeno pulito e istituire rapidamente partenariati strategici con i paesi e le regioni vicini, contribuendo in tal modo a ridefinire i nostri partenariati globali nel campo dell'energia, promuovere le norme e i regolamenti dell'UE e tutelare gli interessi strategici dell'Europa;

24. sottolinea l'importanza di fornire sostegno alla ricerca, seguendo un approccio neutrale dal punto di vista tecnologico basato sulle emissioni di gas a effetto serra prodotte durante il ciclo di vita e criteri di sostenibilità scientificamente fondati, al fine di accelerare la transizione alla nuova generazione di sistemi di trasporto decarbonizzati;

25. ritiene che sia estremamente importante coinvolgere le industrie e dotare i lavoratori di adeguate conoscenze in materia di idrogeno; sottolinea che la dimensione della sicurezza deve sempre essere prioritaria;

26. accoglie con favore la tabella di marcia 2021-2025 della Banca per il clima della BEI e la possibilità di ottenere la consulenza e l'assistenza tecnica dei poli di consulenza della Banca europea per gli investimenti (BEI) e nel quadro di Orizzonte Europa; sottolinea, in tale contesto, che andrebbe rivolta particolare attenzione alla mobilitazione di investimenti per l'impiego dell'idrogeno nei trasporti;

Raccomandazioni

27. rileva l'importanza del coordinamento ai fini del conseguimento di elevati standard di sicurezza per le infrastrutture di trasporto e invita la Commissione a chiarire ed evidenziare le sinergie tra il meccanismo per collegare l'Europa — Energia e il meccanismo per collegare l'Europa — Trasporti; insiste sulla creazione di sinergie tra le reti TEN-T e TEN-E e sull'elaborazione di strategie per i combustibili alternativi volte a promuovere la realizzazione graduale di stazioni di rifornimento di idrogeno adatte a tutti i veicoli e di altri combustibili alternativi lungo i corridoi di trasporto e in luoghi strategici come i porti marittimi e interni, gli aeroporti e le stazioni ferroviarie, ove possibile realizzate in zone con infrastrutture multicombustibile già esistenti e accompagnate da requisiti tecnici essenziali previste e norme armonizzate basate sulle valutazioni dei rischi;

28. chiede l'integrazione delle diverse fonti di finanziamento dell'UE, combinando il cofinanziamento diretto nel quadro dell'MCE con il FESR e il fondo di coesione, utilizzando nel contempo appieno i finanziamenti privati disponibili al fine di assicurare un'integrazione adeguata tra la rete TEN-T, l'infrastruttura per l'idrogeno e i sistemi e servizi di trasporto a livello regionale e locale.

29. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di potenziare le infrastrutture per il rifornimento di idrogeno nell'ambito della strategia per una mobilità sostenibile e intelligente e della revisione della direttiva sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi;

30. osserva che la strategia per l'idrogeno non si pronuncia sul ruolo significativo che le piccole e medie imprese (PMI) svolgono nelle catene del valore dell'energia e dei trasporti dell'Unione europea; invita la Commissione a facilitare l'accesso alla ricerca e alla finanza e a monitorare i progressi delle PMI attraverso appropriati indicatori chiave di prestazione al fine di contribuire al processo decisionale fondato su fatti comprovati; sottolinea che gli strumenti specifici di sostegno all'idrogeno devono essere accessibili alle PMI nell'Unione;

31. sottolinea che la valutazione dei benefici ambientali dell'idrogeno in termini di emissioni di gas a effetto serra dovrebbe essere legata a un'analisi precisa dell'intero ciclo, dalla produzione all'utilizzo; invita la Commissione a raccogliere tali dati per i diversi tipi di idrogeno;

32. accoglie con favore l'iniziativa della Commissione di rivedere la tassazione dei prodotti energetici dell'UE; invita la Commissione e il Consiglio a garantire condizioni di parità tra i vettori energetici al fine di agevolare l'integrazione del settore, nel pieno rispetto delle competenze degli Stati membri in materia di politica fiscale e senza interferire con queste ultime;

33. rammenta l'obiettivo del 14 % di energia rinnovabile fissato per i fornitori di carburante nella direttiva sulla promozione delle energie rinnovabili II (RED II); sottolinea che l'applicazione e l'utilizzo dell'idrogeno nel settore dei trasporti contribuisce alle soluzioni per l'azzeramento delle emissioni; invita la Commissione a chiarire quanto prima il ruolo dell'idrogeno nella direttiva RED II, in particolare per quanto riguarda i requisiti di certificazione e la possibile applicazione dei coefficienti moltiplicatori, in quanto costituiscono la base per gli investimenti futuri.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

25.2.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

37

5

6

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Andris Ameriks, José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Marco Campomenosi, Massimo Casanova, Ciarán Cuffe, Jakop G. Dalunde, Andor Deli, Karima Delli, Anna Deparnay-Grunenberg, Ismail Ertug, Gheorghe Falcă, Giuseppe Ferrandino, João Ferreira, Mario Furore, Søren Gade, Isabel García Muñoz, Jens Gieseke, Elsi Katainen, Elena Kountoura, Julie Lechanteux, Bogusław Liberadzki, Peter Lundgren, Benoît Lutgen, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Marian-Jean Marinescu, Tilly Metz, Giuseppe Milazzo, Cláudia Monteiro de Aguiar, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Philippe Olivier, Rovana Plumb, Dominique Riquet, Dorien Rookmaker, Massimiliano Salini, Sven Schulze, Vera Tax, Barbara Thaler, István Ujhelyi, Petar Vitanov, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Lucia Vuolo, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clare Daly, Carlo Fidanza, Marianne Vind

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

37

+

ECR

Peter Lundgren

ID

Marco Campomenosi, Massimo Casanova, Julie Lechanteux, Philippe Olivier, Lucia Vuolo

NI

Mario Furore, Dorien Rookmaker

PPE

Magdalena Adamowicz, Andor Deli, Gheorghe Falcă, Jens Gieseke, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Benoît Lutgen, Marian-Jean Marinescu, Giuseppe Milazzo, Cláudia Monteiro de Aguiar, Massimiliano Salini, Sven Schulze, Barbara Thaler, Elissavet Vozemberg-Vrionidi

Renew

José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade, Elsi Katainen, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Dominique Riquet

S&D

Andris Ameriks, Giuseppe Ferrandino, Isabel García Muñoz, Bogusław Liberadzki, Rovana Plumb, Vera Tax, István Ujhelyi, Marianne Vind, Petar Vitanov

 

5

-

Verts/ALE

Ciarán Cuffe, Jakop G. Dalunde, Karima Delli, Anna Deparnay-Grunenberg, Tilly Metz

 

6

0

ECR

Carlo Fidanza, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

The Left

Clare Daly, João Ferreira, Elena Kountoura

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

18.3.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

46

25

5

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nicola Beer, François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Michael Bloss, Manuel Bompard, Paolo Borchia, Markus Buchheit, Martin Buschmann, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Carlo Calenda, Andrea Caroppo, Maria da Graça Carvalho, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Josianne Cutajar, Nicola Danti, Pilar del Castillo Vera, Martina Dlabajová, Christian Ehler, Valter Flego, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Claudia Gamon, Jens Geier, Nicolás González Casares, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Henrike Hahn, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Ivars Ijabs, Romana Jerković, Eva Kaili, Seán Kelly, Izabela-Helena Kloc, Zdzisław Krasnodębski, Andrius Kubilius, Miapetra Kumpula-Natri, Thierry Mariani, Eva Maydell, Joëlle Mélin, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Aldo Patriciello, Mauri Pekkarinen, Mikuláš Peksa, Tsvetelina Penkova, Clara Ponsatí Obiols, Sira Rego, Robert Roos, Maria Spyraki, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Riho Terras, Grzegorz Tobiszowski, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Marie Toussaint, Isabella Tovaglieri, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Matteo Adinolfi, Andrus Ansip, Damien Carême, Jakop G. Dalunde, Cyrus Engerer, Cornelia Ernst, Elena Kountoura, Elena Lizzi, Marian-Jean Marinescu, Sven Schulze, Nils Torvalds

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

46

+

PPE

François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria da Graça Carvalho, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Seán Kelly, Andrius Kubilius, Marian-Jean Marinescu, Eva Maydell, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Sven Schulze, Maria Spyraki, Riho Terras, Henna Virkkunen, Pernille Weiss

S&D

Carlo Calenda, Josianne Cutajar, Cyrus Engerer, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Jens Geier, Nicolás González Casares, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Romana Jerković, Eva Kaili, Miapetra Kumpula-Natri, Dan Nica, Tsvetelina Penkova, Patrizia Toia, Carlos Zorrinho

RENEW

Andrus Ansip, Nicola Beer, Nicola Danti, Valter Flego, Claudia Gamon, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Ivars Ijabs, Mauri Pekkarinen, Nils Torvalds

 

25

-

ID

Matteo Adinolfi, Paolo Borchia, Markus Buchheit, Elena Lizzi, Thierry Mariani, Joëlle Mélin, Isabella Tovaglieri

Verts/ALE

Michael Bloss, Damien Carême, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Jakop G. Dalunde, Henrike Hahn, Ville Niinistö, Mikuláš Peksa, Marie Toussaint

ECR

Izabela-Helena Kloc, Zdzisław Krasnodębski, Robert Roos, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Grzegorz Tobiszowski, Evžen Tošenovský

NI

Andrea Caroppo, Clara Ponsatí Obiols

 

5

0

RENEW

Martina Dlabajová

The Left

Manuel Bompard, Cornelia Ernst, Elena Kountoura, Sira Rego

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] GU C 324 dell'1.10.2020, pag. 41.

[2] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.

[3] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 1.

[4] GU L 307 del 28.10.2014, pag. 1.

[5] GU L 169 del 7.6.2014, pag. 108.

[6] GU L 115 del 25.4.2013, pag. 39.

[7] GU L 348 del 20.12.2013, pag. 129.

[8] GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.

[9] Testi approvati, P9_TA(2020)0198.

[10] Testi approvati, P9_TA(2020)0199.

[11] Testi approvati, P9_TA(2020)0005.

[12] Testi approvati, P9_TA(2019)0078.

[13] GU C 23 del 21.1.2021, pag. 116.

[14] GU C 345 del 16.10.2020, pag. 80.

[15] GU C 463 dell'21.12.2018, pag. 10.

[16] Secondo la Commissione, il termine "idrogeno pulito" si riferisce all'idrogeno prodotto attraverso l'elettrolisi dell'acqua e con l'elettricità derivante da fonti rinnovabili. Può essere prodotto anche mediante il reforming del biogas o la conversione biochimica della biomassa, se conforme ai requisiti di sostenibilità.

[17] Secondo la Commissione, l'"idrogeno a basse emissioni di carbonio" comprende l'idrogeno di origine fossile con cattura del carbonio e l'idrogeno elettrolitico, che nell'intero ciclo di vita determinano emissioni di gas serra notevolmente inferiori rispetto all'idrogeno prodotto con i metodi esistenti.

 

[18] Direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell'elettricità (GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51).

[19] Direttiva (UE) 2019/944 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 giugno 2019, relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che modifica la direttiva 2012/27/UE (GU L 158 del 14.6.2019, pag. 125).

 

[20] Regolamento (UE) n. 1315/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, sugli orientamenti dell'Unione per lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti e che abroga la decisione n. 661/2010/UE (GU L 348 del 20.12.2013, pag. 1).

[21] Commissione europea: Hydrogen generation in Europe: Overview of key costs and benefits" (La produzione di idrogeno in Europa: sintesi dei principali costi e benefici), luglio 2020

 https://op.europa.eu/it/publication-detail/-/publication/7e4afa7d-d077-11ea-adf7-01aa75ed71a1

[22] In questa relazione, il relatore utilizza per i diversi tipi di idrogeno la terminologia proposta dalla Commissione nella comunicazione dal titolo "Strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra".

[23] Impresa comune "Celle a combustibile e idrogeno" (2019), Hydrogen Roadmap Europe (Tabella di marcia per l'idrogeno in Europa).

[24] Agenzia internazionale per l'energia (2019): The future of hydrogen (Il futuro dell'idrogeno); Commissione europea (2020): Strategia per l'idrogeno; EPRS (2020): Path to Hydrogen Competitiveness (Percorso verso la competitività dell'idrogeno).

[25] Direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82).

[26] Direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi (GU L 307 del 28.10.2014, pag. 1).

[27] Hydrogen for Climate Action (2020). Green Hydrogen for a European Green Deal. A 2x40 GW Initiative (Idrogeno verde per un Green Deal europeo. Iniziativa 2x40 GW); Impresa comune FCH (2019). Hydrogen Roadmap Europe (Tabella di marcia per l'idrogeno in Europa).

[28] GU L 328 del 21.12.2018, pag. 82.

[29] GU L 307 del 28.10.2014, pag. 1.

[30] Comunicazione della Commissione del 28 novembre 2018 dal titolo "Un pianeta pulito per tutti - Visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra" (COM(2018)0773).

Ultimo aggiornamento: 23 aprile 2021Note legali - Informativa sulla privacy