Procedura : 2020/2201(INI)
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Ciclo del documento : A9-0213/2021

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A9-0213/2021

Discussioni :

PV 05/07/2021 - 21
CRE 05/07/2021 - 21

Votazioni :

PV 07/07/2021 - 2
PV 07/07/2021 - 18

Testi approvati :

P9_TA(2021)0345

<Date>{24/06/2021}24.6.2021</Date>
<NoDocSe>A9‑0213/2021</NoDocSe>
PDF 273kWORD 95k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(2020/2201(INI))</DocRef>


<Commission>{AFCO}Commissione per gli affari costituzionali</Commission>

Relatore: <Depute>Helmut Scholz</Depute>

Commissione per le petizioni (*)

Relatrice: Dolors Montserrat

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE  DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI
 POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea

(2020/2201(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto l'articolo 10, paragrafo 3 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 visto l'articolo 11 TUE,

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sulla posizione del Parlamento europeo in merito alla conferenza sul futuro dell'Europa[1],

 vista la sua risoluzione del 18 giugno 2020 sulla posizione del Parlamento europeo in merito alla conferenza sul futuro dell'Europa[2],

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 vista la posizione sotto forma di emendamenti della commissione per le petizioni,

 visti i pareri della commissione per la cultura e l'istruzione e della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

 vista la relazione della commissione per gli affari costituzionali,

A. considerando che i risultati delle elezioni europee del 2019 hanno inviato un segnale positivo, mostrando che i cittadini europei si stanno interessando sempre di più agli sviluppi a livello dell'UE e che ritengono che la legislazione dell'Unione abbia un impatto sulle loro vite quotidiane; che l'affluenza generale nel 2019 è stata pari al 50,6 %, segnando il dato più elevato dal 1994 e facendo registrare un notevole aumento rispetto alle elezioni del 2014, in occasione delle quali l'affluenza si era attestata al 42,6 %; che, sebbene nel 2019 si sia registrata un'affluenza più alta fra tutti i gruppi della popolazione, l'aumento è stato trainato dalle generazioni più giovani, con forti incrementi fra le persone di età inferiore ai 25 anni o compresa fra i 25 e i 39 anni; che, nonostante l'aumento generale dell'affluenza, persistono grandi differenze fra i singoli Stati membri;

B. considerando che dall'Eurobarometro sull'impegno civico del giugno 2020[3] è emerso che il 55 % degli intervistati considerava il voto alle elezioni europee come il modo più efficace per far sentire la propria voce ai decisori politici a livello dell'UE; che, benché vi sia l'obiettivo di migliorare continuamente il funzionamento della democrazia nell'UE, diverse indagini Eurobarometro mostrano che i cittadini non sono soddisfatti del funzionamento della democrazia; che tale percezione è non solo misurata a livello dell'UE, ma anche a livello nazionale; che una percentuale considerevole di cittadini dell'UE non si sente ascoltata e ritiene che l'UE sia un'entità lontana;

C. considerando che gli articoli 10 e 11 TUE e gli articoli 20, 21, 24, 227 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE) costituiscono il fondamento per la partecipazione dei cittadini all'elaborazione delle politiche e della legislazione dell'UE;

D. considerando che l'articolo 10, paragrafo 3 TUE stabilisce che "ogni cittadino ha il diritto di partecipare alla vita democratica dell'Unione" e che "le decisioni sono prese nella maniera il più possibile aperta e vicina ai cittadini";

E. considerando che l'articolo 11, paragrafi 1 e 2 TUE, stabilisce che le istituzioni sono tenute, tramite mezzi adeguati, a dare ai cittadini e alle associazioni rappresentative la possibilità di far conoscere e di scambiare pubblicamente le loro opinioni in tutti i settori di azione dell'Unione e a mantenere un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile;

F. considerando che l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 13 aprile 2016 sottolinea al suo paragrafo 19 che la consultazione del pubblico e dei portatori di interesse è parte integrante di un processo decisionale ben informato e del miglioramento della qualità di tale processo;

G. considerando che l'articolo 165, paragrafo 2, TFUE prevede che l'UE favorisca lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socio-educative e incoraggi la partecipazione dei giovani alla vita democratica europea;

H. considerando che i cittadini dell'UE possono adire direttamente la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) solo a determinate condizioni, al fine di far valere i propri diritti ai sensi dei trattati, compresa la Carta dei diritti fondamentali; che le elezioni democratiche del Parlamento europeo costituiscono il principale strumento dal basso per i cittadini dell'UE, mentre gli altri strumenti, vale a dire l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), le denunce al Mediatore europeo e le petizioni al Parlamento, che sono importanti mezzi supplementari all'attività parlamentare, devono essere rafforzati;

I. considerando che finora sono andate a buon fine sei ICE, fra cui, più di recente, l'iniziativa "Minority SafePack" e l'iniziativa "End the Cage Age"; che il regolamento (UE) 2019/788[4] riguardante l'iniziativa dei cittadini europei, in vigore dal gennaio 2020, ha lo scopo di rendere più facile per i cittadini invitare la Commissione a proporre atti legislativi nei settori di sua competenza e in cui l'Unione ha il potere di agire; che l'iniziativa "Minority SafePack" è stata la prima iniziativa dei cittadini europei discussa in seno al Parlamento europeo sulla base del regolamento ICE rivisto, ricevendo, nel dicembre 2020, un amplissimo sostegno dall'Aula, con un 76 % di voti favorevoli sul totale dei voti espressi; che, tuttavia, l'impatto delle ICE è basso, in parte a causa della mancanza di follow-up della Commissione;

J. considerando che le raccomandazioni del Mediatore europeo non sono giuridicamente vincolanti, ma il livello di conformità ai risultati è costantemente elevato;

K. considerando che i cittadini dell'UE e ogni persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede sociale in uno Stato membro hanno il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo a norma degli articoli 24 e 227 TFUE ogniqualvolta una materia li riguardi direttamente e rientri nel campo di attività dell'Unione;

L. considerando che le consultazioni pubbliche online svolte dalla Commissione sono principalmente rivolte a un particolare gruppo di destinatari, non ricevono un'ampia diffusione e sono spesso troppo brevi, il che significa che non raggiungono una percentuale significativa della popolazione; che nel 2019, in un riesame globale della politica di consultazione della Commissione, la Corte dei conti europea ha raccomandato alla Commissione di migliorare il suo modo di raggiungere i cittadini al fine di promuovere una maggiore partecipazione;

M. considerando che i dialoghi con i cittadini condotti dalla Commissione sono un modo per fornire informazioni ai cittadini anziché coinvolgerli in un dibattito sulla loro visione e sui cambiamenti che vorrebbero vedere nell'UE e non prevedono un meccanismo di feedback per informare i cittadini degli esiti della loro partecipazione;

N. considerando che l'attuale funzionamento degli strumenti di partecipazione esistenti, quali l'ICE, le consultazioni pubbliche e i dialoghi con i cittadini, non fornisce ai cittadini mezzi sufficienti per influenzare il processo decisionale dell'UE; che ciò è dovuto in gran parte alla mancanza di un seguito efficace nel processo decisionale a livello istituzionale;

O. considerando che la maggior parte delle forme di partecipazione sono raramente utilizzate dai singoli cittadini; che questi ultimi in larga misura ignorano gli strumenti di partecipazione esistenti e sono pertanto sottorappresentati nelle opinioni e nei dati raccolti attraverso tali strumenti; che la partecipazione dei cittadini non sostituisce la società civile organizzata;

P. considerando che gli attuali strumenti di partecipazione non ottimizzano le potenzialità della partecipazione dei cittadini e pertanto non contribuiscono sufficientemente al rafforzamento della legittimità democratica dell'UE e all'aumento del senso di appartenenza dei cittadini nei confronti di un'UE che rifletta le loro esigenze e visioni;

Q. considerando che la riforma degli strumenti di partecipazione esistenti, completata prestando particolare attenzione ai gruppi meno rappresentati della società, in particolare i giovani, e l'ulteriore sviluppo di una sfera pubblica europea possono contribuire a rafforzare la legittimità democratica dell'UE;

R. considerando che il miglioramento della partecipazione dei cittadini e della trasparenza a livello dell'UE è fondamentale per avvicinare l'Unione ai cittadini e per aumentare la loro fiducia nelle istituzioni dell'UE e realizzare un'autentica democrazia multilivello; che la mancanza di trasparenza impedisce il dibattito pubblico su qualsiasi atto legislativo; che non tutte le parti interessate hanno pari accesso alle istituzioni dell'UE o alle informazioni sul lavoro da esse svolto; che la Commissione dovrebbe intrattenere dialoghi aperti, trasparenti e regolari con i cittadini e le organizzazioni della società civile; che l'UE dovrebbe garantire che la società civile possa partecipare attivamente al dibattito pubblico e abbia la capacità di influire sul processo politico e decisionale;

S. considerando che è necessario rafforzare la dimensione europea dell'educazione civica, migliorando la comprensione che i cittadini hanno dell'UE per consentirne la partecipazione;

T. considerando che vi è una crescente necessità di corsi di educazione civica europea in tutti gli Stati membri; che in tale contesto dovrebbe essere riconosciuto il lavoro delle organizzazioni della società civile in relazione all'educazione civica e all'apprendimento e dovrebbe essere incoraggiato un approccio olistico all'educazione civica, che comprenda l'istruzione e l'apprendimento formali e informali;

U. considerando che gli attuali progetti riusciti in materia di partecipazione dei cittadini, come i "Parlamenti nazionali europei" e il dialogo dell'UE con i giovani, hanno dimostrato che i cittadini vorrebbero essere regolarmente inclusi nei processi decisionali dell'UE;

V. considerando che il Consiglio rimane un'istituzione chiusa, come confermato dall'indagine OI/2/2017/TE del Mediatore europeo relativa alla mancanza di trasparenza del Consiglio per quanto riguarda l'accesso del pubblico ai suoi documenti legislativi e al suo processo decisionale;

W. considerando che l'OCSE definisce il governo aperto come "una cultura di governance basata su pratiche e politiche pubbliche innovative e sostenibili, ispirate ai principi di trasparenza, responsabilità e partecipazione, che promuove la democrazia e la crescita inclusiva";

X. considerando che le consultazioni dei cittadini europei del 2018 condotte dagli Stati membri sul futuro dell'Europa si sono dimostrate uno strumento efficace per coinvolgere i cittadini nelle questioni relative all'UE; che la mancanza di un seguito concreto e di continuità nel processo ha fatto sì che tale sforzo di partecipazione portasse a risultati disomogenei;

Y. considerando che la Conferenza sul futuro dell'Europa dovrebbe coinvolgere il più possibile i cittadini e che potrebbe fornire una preziosa esperienza di dialogo per comprendere le reali aspettative dei cittadini circa il ruolo dell'UE e l'operato delle istituzioni;

1. sottolinea la necessità di riflettere su come l'Unione possa riuscire a coinvolgere più efficacemente i cittadini nel contesto dei fondamentali principi di democrazia rappresentativa dell'Unione; ritiene che i cittadini dovrebbero avere più voce in capitolo nei processi decisionali dell'UE, affinché questa rifletta maggiormente le opinioni dei cittadini e diventi più resiliente, democratica ed efficace; ritiene a tale riguardo che non dovrebbe essere preclusa la possibilità di una modifica del trattato, benché questa non debba essere considerata come un obiettivo in sé, e che la Conferenza sul futuro dell'Europa dovrebbe fornire l'opportunità per la creazione di un dialogo costruttivo con i cittadini su questi argomenti chiave;

2. ritiene che qualsiasi riforma dell'Unione, al fine di renderla più sociale, equa, coesa, unita, mirata, capace, sovrana e responsabile, sia rafforzata dall'impegno diretto con i cittadini attraverso meccanismi di partecipazione;

3. sottolinea che esiste una tensione implicita fra la visione di un'UE incentrata sugli Stati membri e quella di un'UE incentrata sulle proprie istituzioni che può essere superata sviluppando un approccio e una serie di strumenti rivolti alla creazione di un'Unione europea dei cittadini;

4. osserva che gli strumenti di partecipazione esistenti presentano diverse carenze e dovrebbero pertanto essere migliorati e che ne dovrebbero essere sviluppati di nuovi per rendere più accessibile, inclusiva, costruttiva ed efficace la partecipazione dei cittadini; ritiene che per agevolare la partecipazione pubblica al discorso politico più in generale e offrire ai cittadini l'opportunità di influenzare gli esiti politici, costruendo sinergie nei meccanismi esistenti, è indispensabile che il coinvolgimento dei cittadini sia strutturato in modo da rispondere alle loro aspettative; ritiene che questa agenda di partecipazione dal basso dovrebbe completare la democrazia rappresentativa all'interno dell'UE;

5. sottolinea l'importanza delle ICE come unico strumento di partecipazione a livello dell'UE dotato della capacità di innescare potenziali normative; chiede che la risposta data a tali iniziative sia rafforzata mediante l'adozione di una risoluzione parlamentare per ogni ICE che ha avuto esito positivo; osserva che la Commissione deve rispettare pienamente il suo obbligo giuridico di esporre ragioni sufficienti che spieghino la scelta di intraprendere o meno azioni rispetto a un'ICE e ritiene che tale obbligo debba essere ampliato, al fine di garantire che i cittadini abbiano un quadro preciso di cosa possono aspettarsi dall'avvio di un'ICE o dalla partecipazione a un'iniziativa di questo tipo; si rammarica del fatto che la Commissione non abbia dato seguito attraverso misure legislative alle ICE che sono andate a buon fine; ritiene che, a norma dell'articolo 15 del regolamento (UE) 2019/788 riguardante l'iniziativa dei cittadini europei, qualora la Commissione non abbia pubblicato le sue intenzioni entro i termini previsti o abbia indicato in una comunicazione che non intende intervenire in merito a un'ICE che ha soddisfatto i requisiti procedurali e che è in linea con i trattati, in particolare con i valori fondamentali dell'Unione sanciti all'articolo 2 TUE, il Parlamento potrebbe decidere, conformemente all'articolo 222 del suo regolamento, di dare seguito all'ICE con una relazione di iniziativa legislativa (INL); esorta la Commissione a impegnarsi a presentare una proposta legislativa a seguito dell'approvazione da parte del Parlamento di tale INL; propone a tal proposito di modificare l'attuale accordo quadro fra il Parlamento e la Commissione; chiede che il regolamento ICE sia modificato per incentivare la Commissione a presentare una proposta legislativa qualora l'ICE presentata soddisfi i requisiti pertinenti;

6. osserva che, sulla base della relazione della Corte dei conti europea[5], che ha riconosciuto l'efficacia delle consultazioni pubbliche della Commissione e alla luce della percezione soddisfacente da parte dei cittadini, la Commissione dovrebbe migliorare il suo processo di consultazione pubblica per promuovere una maggiore partecipazione dei cittadini e monitorare e valutare meglio i loro contributi;

7. osserva che la nozione e la pratica attuali dei dialoghi con i cittadini andrebbero potenziate e aggiornate;

8. sottolinea i vantaggi di coinvolgere i cittadini e la società civile nello sviluppo di una sfera pubblica europea e nell'integrazione della legittimità democratica dell'UE che deriva dalle sue istituzioni rappresentative e procedure democratiche;

9. sottolinea che non tutte le parti interessate, in particolare i cittadini e i gruppi della società civile, sono ugualmente attive dal punto di vista politico e aperte e influenti; ritiene pertanto che ai fini della democrazia partecipativa dell'UE sia necessario sostenere i cittadini non organizzati e promuoverne l'accesso alle opportunità elettorali e di partecipazione nell'ambito dei canali messi a disposizione dall'UE e al di fuori di essi;

10. ritiene che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE sia fondamentale per la democrazia, il buon governo e un'efficace elaborazione delle politiche; ritiene che le istituzioni dell'UE debbano mirare ai massimi standard possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; mette in evidenza che l'accesso dei cittadini ai documenti delle istituzioni europee è fondamentale per la democrazia partecipativa; invita, in particolare, il Consiglio ad aumentare la trasparenza per quanto concerne il suo processo decisionale e l'accesso ai documenti;

11. sottolinea il potenziale delle nuove tecnologie, che possono fornire nuovi strumenti per coinvolgere i cittadini, garantire un approccio dal basso efficace e offrire ai cittadini migliori possibilità per chiedere conto alle istituzioni del loro operato;

12. sottolinea che il governo aperto, che combina una maggiore trasparenza con misure di responsabilità e strumenti di partecipazione, costituisce una buona risposta al deficit democratico che deriva dalla percezione da parte dei cittadini dell'UE di non avere alcuna influenza sui processi decisionali dell'Unione;

13. accoglie con favore la creazione di un organismo responsabile delle questioni di etica quale autorità indipendente volta a promuovere la trasparenza nelle istituzioni dell'UE;

14. richiama l'attenzione sul nuovo programma "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori", che dovrebbe assicurare maggiore visibilità e impatto alle attività che contribuiscono ai dialoghi con i cittadini e al coinvolgimento di questi ultimi nelle democrazie partecipative; sottolinea che è importante garantire continuità e maggiori risorse alla sezione "cittadini" di detto programma, compresi i gemellaggi fra le città e le attività di commemorazione; accoglie con favore l'introduzione di attività volte a promuovere ulteriormente i valori europei nel quadro di tale programma, come la sensibilizzazione a una storia europea comune; chiede la rapida istituzione, nell'ambito del nuovo programma, del "Gruppo di dialogo civile";

15. ritiene importante promuovere gli scambi tra i cittadini di diversi paesi a livello europeo, nazionale, regionale e locale, in particolare attraverso reti di città e regioni e facilitando il dialogo interregionale; chiede alla Commissione di garantire finanziamenti sufficienti a tale scopo tramite la sezione "Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini" del programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori;

16. sottolinea che una migliore informazione relativa alle preoccupazioni dei cittadini aiuterà le istituzioni dell'UE nei loro sforzi per rispondere in modo attento e reattivo alle preoccupazioni stesse, garantendo canali adeguati per raggiungere i cittadini e raccogliere contributi, e fornendo un seguito adeguato nel successivo processo decisionale; chiede di migliorare i meccanismi di partecipazione per far sì che la partecipazione dei cittadini incida in maniera significativa sui processi decisionali dell'UE;

17. sottolinea la necessità di impegnarsi con i giovani, in particolare in un dibattito politico sul futuro dell'Europa, e di coinvolgerli coerentemente nei meccanismi di partecipazione e in regolari dialoghi con i cittadini, in quanto le decisioni odierne andranno a determinare il loro futuro; evidenzia la necessità di individuare nuovi mezzi di comunicazione e interazione adeguati agli interessi dei giovani;

18. elogia le consultazioni specifiche per i minori condotte dalla Commissione e sostiene la creazione, in futuro, di una piattaforma dell'UE per la partecipazione dei minori; accoglie con favore l'inclusione dei giovani nella piattaforma digitale e nei gruppi di cittadini della conferenza sul futuro dell'Europa; esorta le istituzioni dell'UE a creare modalità per garantire in futuro un impegno simile con i bambini e i giovani su base strutturale e con adeguati meccanismi di seguito;

19. sollecita una partecipazione autentica dei giovani e delle organizzazioni giovanili nella pianificazione, nell'attuazione e nella valutazione degli eventi e dei programmi; elogia gli sforzi compiuti dal dialogo dell'UE con i giovani per includere i giovani e le organizzazioni giovanili nell'elaborazione di politiche e nei processi decisionali; invita le istituzioni dell'UE a impegnarsi a compiere azioni concrete basate sui risultati del dialogo dell'UE con i giovani;

20. sottolinea la necessità di impegnarsi con gli istituti di istruzione e le organizzazioni che si occupano di educazione civica per garantire che la cittadinanza europea attiva diventi parte dei programmi di studio in tutta l'UE; invita la Commissione a offrire il suo sostegno per integrare i programmi scolastici in tutti gli Stati membri, in particolare sostenendo lo sviluppo di un curriculum comune sull'educazione civica europea e mondiale, promuovendo una migliore comprensione delle attuali istituzioni dell'UE, nonché della storia e delle culture degli Stati membri, e incoraggiando il pensiero obiettivo e critico in merito ai vantaggi dell'Unione europea; suggerisce l'inclusione, nei programmi scolastici, di moduli sul funzionamento e sulla storia dell'UE e chiede alla Commissione di proporre orientamenti per moduli di questo tipo;

21. ricorda la Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione, che i ministri dell'Istruzione dell'UE hanno adottato il 17 marzo 2015 e nella quale chiedono azioni rafforzate nel campo dell'istruzione a livello europeo, nazionale, regionale e locale, al fine di salvaguardare il pluralismo della nostra società;

22. chiede alla Commissione di lanciare un'olimpiade annuale dell'Unione europea sul funzionamento e la storia dell'UE destinata ai giovani delle scuole secondarie, delle strutture di formazione professionale e di altre strutture di istruzione, al fine di stimolare l'interesse, la partecipazione e il dibattito in relazione agli affari dell'UE; sottolinea che il programma Erasmus+ dovrebbe anche essere usato per promuovere l'educazione civica europea, in particolare fra gli studenti e i giovani; ribadisce che è necessario che la Commissione sostenga in maniera migliore i programmi sugli affari dell'UE e sugli studi a essa relativi in tutta Europa e oltre i suoi confini, sulla scia del successo del programma Erasmus+;

23. ritiene che la garanzia della partecipazione dei giovani costituisca una parte essenziale degli effetti duraturi delle iniziative di dialogo con i cittadini; sottolinea pertanto l'importanza di concentrarsi sui giovani nelle attività di apprendimento dell'UE e suggerisce di promuovere strumenti che li coinvolgano, prestando particolare attenzione ai social media, alle applicazioni mobili, ai giochi mobili, ai quiz e ad altri formati adatti ai giovani; accoglie con favore i programmi educativi tra pari, come il Parlamento europeo dei giovani e il dialogo dell'UE con i giovani, quali esempi di buone pratiche;

24. sottolinea l'importanza del mondo accademico, dei ricercatori e delle università per migliorare il livello di competenze dei cittadini sui meccanismi di partecipazione nell'UE, al fine di aumentarne la partecipazione al processo decisionale dell'UE;

25. sottolinea che efficaci dialoghi con i cittadini e una partecipazione attiva di questi ultimi sono fortemente connessi alla dimensione europea dell'educazione civica; sottolinea pertanto la necessità di potenziare la dimensione europea dell'educazione civica per consentire la partecipazione dei cittadini e mettere questi ultimi nella posizione di agire come cittadini informati e partecipare pienamente alla vita civica e sociale, sia a livello degli Stati membri che europeo, sulla base di una comprensione delle strutture e delle nozioni politiche, giuridiche, sociali ed economiche, nonché degli sviluppi globali e della sostenibilità; chiede alla Commissione di elaborare una strategia europea globale per migliorare le competenze dei cittadini riguardo all'UE e sviluppare misure di sostegno volte a garantire un uguale accesso all'educazione civica a tutte le persone che risiedono nell'UE per consentire loro di esercitare i propri diritti politici;

26. propone di istituire una rete europea per l'educazione civica intesa a offrire una piattaforma per lo scambio di migliori pratiche e conoscenze sui metodi per potenziare la dimensione europea dell'educazione civica; sottolinea la necessità di nuovi modelli e strumenti di educazione civica, come l'istituzione di un'agenzia europea per l'educazione civica;

27. sottolinea il ruolo svolto dai media nel plasmare le opinioni dei cittadini sulla politica dell'UE e sull'Unione stessa; sottolinea la necessità di sostenere un ambiente dei media indipendente e diversificato in tutta Europa, ma ritiene che bisognerebbe compiere maggiori sforzi per contrastare la disinformazione e la diffusione di informazioni inesatte sui media in relazione alle questioni dell'UE, in particolare offrendo un maggiore sostegno a progetti mediatici pan-europei e basati sui fatti;

28. sottolinea il diritto dei cittadini di avere accesso a informazioni affidabili, indipendenti e fattuali relative all'Unione europea, alle sue politiche e ai suoi processi decisionali; riconosce la necessità di stabilire un accesso diversificato a un centro di notizie europeo comune che abbia carattere neutrale, indipendente e informativo, e sia accessibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE, e di sviluppare una comunicazione proattiva con i cittadini dell'Unione; ricorda, inoltre, il valore degli strumenti mediatici esistenti; ritiene necessario affrontare concretamente la diffusione della disinformazione e della disinformazione inconsapevole, soprattutto in tempi di crisi, quando sono più che mai necessarie informazioni valide, affidabili e tempestive; sottolinea che l'indipendenza dei media è fondamentale per tali processi; chiede l'introduzione, nel funzionamento delle piattaforme online, di feedback a valle, della verifica dei fatti e della moderazione in rapporto alla disinformazione e alla disinformazione inconsapevole, che siano rispettosi dei diritti civili e della libertà di espressione; ritiene pertanto essenziale rafforzare la formazione dei giornalisti al fine di promuovere un pensiero indipendente e critico;

29. accoglie con favore l'obiettivo del piano d'azione europeo per la democrazia di migliorare la partecipazione dei cittadini ai sistemi democratici tramite un processo decisionale informato; sottolinea la necessità di garantire la partecipazione dei giovani e l'impegno civico delle persone provenienti da contesti svantaggiati nell'ambito di Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà; si compiace delle misure annunciate nel quadro del piano d'azione europeo per la democrazia volte a rafforzare la libertà dei media, la libertà di espressione e il giornalismo di qualità; attende con interesse le proposte della Commissione in relazione a strumenti pratici ed efficienti che garantiscano meglio la sicurezza dei giornalisti, che sono troppo spesso vittime di minacce e intimidazioni indebite, cosa che limita il diritto dei cittadini all'informazione; segnala con preoccupazione la mancanza di proposte specifiche che assicurino la libertà artistica e garantiscano protezione agli artisti soggetti a censura e perseguiti, e invita la Commissione a sviluppare maggiormente tale ambito nel quadro del piano d'azione europeo per la democrazia;

30. riconosce il diritto di tutti i cittadini dell'UE di chiedere alle istituzioni dell'UE e di ricevere da esse informazioni in una delle lingue ufficiali dell'Unione; sottolinea che un dialogo autentico e la partecipazione attiva e informata dei cittadini dell'UE al suo processo decisionale sono possibili solo in assenza di barriere linguistiche, e invita quindi la Commissione ad adoperarsi maggiormente per comunicare con i cittadini in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; osserva che, per rafforzare l'inclusività, la consapevolezza e la visibilità, occorre migliorare l'accessibilità dei contenuti online; suggerisce che tutti i siti web dell'UE siano di facile consultazione e disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione;

31. ricorda che la legislazione e le politiche europee sono attuate nella maggior parte dei casi dalle amministrazioni locali e regionali e che queste ultime, costituendo il livello di governo più vicino ai cittadini, sono in grado di raggiungerli più facilmente e svolgono un ruolo centrale nella loro formazione rispetto all'UE; sottolinea che un primo passo potrebbe consistere nell'aumento delle risorse assegnate agli uffici di collegamento delle istituzioni europee e nello sviluppo della loro rete territoriale in tutta Europa;

32. accoglie con favore il parere del Comitato delle regioni del 14 ottobre 2020 dal titolo "Gli enti locali e regionali nel dialogo permanente con i cittadini"; chiede l'istituzione, in aggiunta agli strumenti di partecipazione per i cittadini disponibili in tutta l'UE, di una rete di governi multilivello che funga da catena di trasmissione fra le istituzioni e i cittadini europei;

33. ribadisce la necessità di coinvolgere pienamente i cittadini nel processo decisionale dell'UE per aumentare la legittimità dell'UE e accrescere la fiducia dei cittadini nell'operato delle istituzioni; sottolinea, pertanto, l'importanza di meccanismi partecipativi permanenti per favorire ulteriormente e incoraggiare la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE e al di là dell'atto del voto e degli altri canali e strumenti esistenti; si dichiara favorevole ad attività di sensibilizzazione su tali meccanismi per massimizzarne l'impatto e l'efficacia; rimarca la necessità di tali meccanismi a livello europeo, nazionale, regionale e locale e di un adeguato coordinamento orizzontale e verticale fra le istituzioni a diversi livelli;

34. sottolinea che regolari processi di partecipazione con i cittadini potrebbero avere finalità diverse, quali il condizionamento delle priorità politiche o legislative annuali, l'elaborazione di proposte specifiche in relazione a questioni specifiche, la discussione su questioni istituzionali o le decisioni in merito alla spesa di determinate risorse pubbliche; sottolinea tuttavia che, anche se la partecipazione dei cittadini si dimostrerà fruttuosa in alcuni ambiti, è importante che i cittadini abbiano un quadro chiaro degli esiti della loro partecipazione, ivi compresi i relativi limiti, grazie a procedure di follow-up adeguate e trasparenti;

35. osserva che i meccanismi di partecipazione dei cittadini comprendono una vasta gamma di strumenti complementari, quali le assemblee e le iniziative dei cittadini, le consultazioni pubbliche, i dialoghi con i cittadini, il bilancio partecipativo, i referendum, e così via;

36. ricorda che i meccanismi di partecipazione per i cittadini dovrebbero fornire agli individui uno strumento per esprimere le proprie idee e preoccupazioni; sottolinea che essi devono essere partecipativi, inclusivi, aperti, deliberati, transnazionali, trasparenti, imparziali, responsabili, efficaci, visibili e coinvolgenti;

37. ribadisce che, per raggiungere il maggior numero possibile di persone, occorre adottare un approccio inclusivo; sottolinea che la selezione dei partecipanti dovrebbe garantire una rappresentanza equilibrata della popolazione, mediante l'uso di meccanismi di comunicazione adeguati per raggiungere un pubblico diversificato, in modo da rispecchiare pienamente la diversità sociale e territoriale; sottolinea che tutti i cittadini dovrebbero avere uguale accesso ai meccanismi di partecipazione, compresi quanti vivono in zone svantaggiate o sono meno esposti alle informazioni relative all'UE; chiede che i meccanismi di partecipazione siano estesi a tutti, compresi i cittadini di paesi terzi residenti nell'UE, nonché i cittadini dell'UE che risiedono in un altro Stato membro o in un paese terzo, ai quali dovrebbero essere offerti meccanismi alternativi adeguati alle loro esigenze;

38. sottolinea che è necessario che i cittadini abbiano accesso ai meccanismi di partecipazione nella loro lingua madre; ricorda che le barriere linguistiche allontanano le istituzioni europee dai cittadini e impediscono lo sviluppo di una democrazia europea davvero inclusiva;

39. sottolinea l'importanza di dare pieno accesso alle persone con disabilità a tutti i diversi strumenti che l'UE fornisce ai cittadini, in particolare attraverso l'interpretazione e la traduzione sistematiche nella lingua dei segni e in un linguaggio facile da leggere;

40. sottolinea che le organizzazioni della società civile, le parti sociali e altre parti interessate dovrebbero svolgere un ruolo di rilievo in tutti gli strumenti partecipativi; ritiene che siano fondamentali metodologie adeguate per sostenere la loro partecipazione; osserva che, affinché tali strumenti abbiano successo, è necessario coinvolgere il Comitato delle regioni (CdR) e il Comitato economico e sociale europeo (CESE);

41. sottolinea che, per essere efficaci, l'obiettivo, le regole e le tempistiche di qualsiasi processo di partecipazione devono essere comunicati fin dall'inizio; sottolinea che la comunicazione relativa al coinvolgimento dei cittadini deve mettere in luce il ruolo pratico di ciascun meccanismo, e che, in caso contrario, il mancato rispetto delle aspettative si rifletterà in un calo della partecipazione e, di conseguenza, in un'erosione della legittimità;

42. sottolinea la necessità di trovare un buon equilibrio tra un formato comune e pratiche nazionali differenti per la realizzazione dei dialoghi regolari con i cittadini, al fine di offrire ai cittadini un quadro europeo che racchiuda diverse tradizioni di riflessione a livello nazionale;

43. sottolinea che le tecnologie digitali dovrebbero integrare gli strumenti di partecipazione fisica e dovrebbero essere usate in particolare per incoraggiare la partecipazione fra le popolazioni che hanno difficoltà a usufruire degli strumenti di partecipazione tradizionali;

44. invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare strumenti accessibili, innovativi e inclusivi per la partecipazione e i dialoghi dei cittadini, facendo un utilizzo migliore delle tecnologie digitali per consentire a tutti i cittadini (come giovani e anziani, persone con disabilità, cittadini mobili dell'UE, persone che vivono in aree rurali o meno popolate) di svolgere un ruolo efficace nel processo decisionale dell'UE, basandosi sugli insegnamenti tratti dal modo in cui la pandemia di COVID-19 ha agito da acceleratore dell'utilizzo degli strumenti digitali; mette in evidenza il valore aggiunto di un sito web non burocratico e completo che fornisca ai cittadini informazioni su tutte le iniziative partecipative europee; sottolinea il ruolo fondamentale dei social media, in particolare per i minori; sottolinea che tali strumenti innovativi dovrebbero prefiggersi lo scopo di sostenere la democrazia rappresentativa e che dovrebbe essere garantita la trasparenza a tutti i livelli;

45. chiede verifiche dei fatti e attività di moderazione per affrontare la disinformazione nel funzionamento delle piattaforme online usate per coinvolgere i cittadini;

46. ricorda che, prima dell'avvio di qualsiasi processo di partecipazione, le istituzioni dell'UE devono impegnarsi a dar seguito ai loro risultati alla luce delle loro competenze e procedure legislative, in quanto la delusione dei cittadini deriva spesso da un mancato follow-up; sottolinea che i cittadini dovrebbero avere un'immagine chiara delle strutture di coinvolgimento e dialogo di cui possono usufruire, affinché le aspettative corrispondano alla realtà, pena il rischio di una loro disaffezione; sottolinea che qualsiasi nuovo strumento di partecipazione dovrebbe essere accompagnato da una campagna di comunicazione incisiva, con un impegno politico ad alto livello sul piano sia nazionale che dell'UE, analogamente a quanto avvenuto con l'efficace campagna elettorale condotta per le elezioni europee del 2019;

47. sottolinea che le istituzioni dell'UE devono fornire attivamente orientamenti ai partecipanti durante tutto il processo di partecipazione; evidenzia che al termine di tale processo, il relativo esito deve essere definito in modo chiaro, in modo che possa essere oggetto di una risposta obbligatoria; propone che i partecipanti ricevano un riscontro scritto su ciascuna proposta o raccomandazione in un linguaggio chiaro al termine di tali esercizi, in cui le istituzioni dell'UE chiariscano la loro intenzione di mettere in atto suddetta proposta o raccomandazione o giustifichino la loro scelta di non farlo; riconosce che vi sono sfide e difficoltà da superare per far sì che i meccanismi di partecipazione contribuiscano in maniera più significativa alla qualità democratica e, di conseguenza, a un senso di responsabilità e di identità europea;

48. sottolinea la necessità di istituire un quadro per il follow-up relativo ai dialoghi con i cittadini al fine di tenere efficacemente conto del contributo dei cittadini; propone che una parte del follow-up consista nel tradurre i risultati in relazioni d'iniziativa e audizioni pubbliche e nel coinvolgere i cittadini, tra cui i gruppi meno rappresentati della società, segnatamente i giovani, in tutte queste fasi;

49. ritiene che i processi partecipativi dei cittadini debbano rispettare il massimo livello di trasparenza possibile; osserva che la trasparenza e la disponibilità di dati aperti rafforzano la fiducia nelle istituzioni pubbliche e, di conseguenza, la loro legittimità; sottolinea che per promuovere la legittimità democratica delle istituzioni dell'UE attraverso il coinvolgimento del pubblico sono necessarie una migliore comprensione dei processi decisionali dell'UE; chiede la creazione di una norma in materia di governo aperto a livello dell'UE che possa fungere da base per altri livelli di governo;

50. propone che il sito web della Commissione "Di' la tua" diventi una risorsa unica che consenta l'accesso a tutti gli strumenti partecipativi a livello dell'UE; osserva che la pandemia di COVID-19 ha stimolato l'uso dei media digitali e dei sistemi di conferenza online e ritiene pertanto che la digitalizzazione possa offrire ulteriori opportunità per la partecipazione dei cittadini; osserva che ciò ha consentito ai cittadini di partecipare ai processi decisionali in maniera più veloce, ampia e inclusiva; ritiene che l'UE dovrebbe promuovere modi nuovi e innovativi ai fini della partecipazione dei cittadini, consentendo l'uso di tecnologie digitali che agevolino il dialogo multilingue con i cittadini; invita la Commissione ad accogliere con favore ulteriori possibilità digitali per la partecipazione dei cittadini, in tutte le lingue ufficiali dell'UE, fra cui tutorial, esempi dal passato e informazioni sulle normative pertinenti; ritiene che sarebbe opportuno prevedere disposizioni per le persone cieche, con disabilità visive o con difficoltà nella lettura di testi a stampa;

51. incoraggia l'istituzione di un forum indipendente della società civile, del mondo accademico e delle parti sociali, al fine di monitorare il processo e il relativo seguito da parte delle istituzioni dell'UE;

52. promuove la creazione di una rete di organizzazioni della società civile indipendente, basata sulla partecipazione volontaria, per riunire diverse iniziative democratiche, anche in diverse regioni, al fine di agevolare la condivisione delle informazioni e il trasferimento delle conoscenze, nonché per garantire l'utilizzo delle migliori prassi; ritiene che questo aumenterà la consapevolezza delle procedure decisionali dell'UE da parte dei cittadini, oltre a garantire a questi ultimi maggiori possibilità di influenzare la definizione delle politiche;

53. accoglie con favore la proposta dei presidenti del CESE e del CdR di istituire un gruppo di lavoro interistituzionale sulla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali dell'UE;

54. si impegna in un confronto con le altre istituzioni e parti interessate dell'UE per potenziare ulteriori canali intesi a consentire ai cittadini di dare il loro contributo, fra cui l'estensione dei dialoghi con i cittadini e l'istituzione di un meccanismo permanente per la partecipazione di questi ultimi dotato di un processo di follow-up formalmente vincolante;

55. invita la Commissione a presentare una proposta in vista di un accordo interistituzionale sul dialogo civile basato sull'articolo 11, paragrafo 2, TUE, che stabilisce che le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile;

56. rimarca l'importanza di una promozione coordinata e coerente dell'impegno civico e della partecipazione attiva a livello locale, regionale, nazionale e dell'UE; ritiene, in tale contesto, che il ruolo, le attività e l'indipendenza delle rappresentanze della Commissione europea e degli uffici di collegamento del Parlamento europeo negli Stati membri dovrebbero essere rafforzati, al fine di agevolare l'impegno civico e il dialogo diretto con i cittadini, garantire l'accesso alle informazioni e la loro diffusione, e sensibilizzare in merito all'Unione europea e alle sue politiche attraverso un uso ampio e ben coordinato degli strumenti di comunicazione per la partecipazione fisica e digitale dei cittadini;

57. sottolinea l'iniziativa nuova Bauhaus europea come una recente innovazione volta a incoraggiare e agevolare la partecipazione dei cittadini; evidenzia che tale iniziativa riunisce cittadini, esperti, imprese e istituzioni e agevola il dialogo su come rendere gli spazi di vita di domani più economici e accessibili;

58. propone l'introduzione di meccanismi di partecipazione dei cittadini per i progetti pilota, fra cui il bilancio partecipativo per consentire la definizione della spesa del bilancio dell'Unione e il crowdsourcing per permettere ai cittadini di essere coinvolti nella co-creazione delle politiche insieme ai decisori politici dell'UE;

59. sottolinea la necessità di agevolare la partecipazione dei cittadini, con un sufficiente impegno da parte delle istituzioni dell'UE, nell'elaborazione delle riforme strutturali dell'UE, attraverso la riforma del metodo della convenzione, come previsto all'articolo 48 TUE; propone che tale aspetto sia discusso nella Conferenza sul futuro dell'Europa;

60. accoglie con favore la Conferenza sul futuro dell'Europa e ritiene che essa rappresenti un'ottima opportunità per coinvolgere direttamente i cittadini in un dialogo costruttivo sul futuro dell'Europa e dare risposta alle loro domande;

61. sottolinea l'importanza di una partecipazione equilibrata delle organizzazioni della società civile, insieme ai rappresentanti delle istituzioni, alla Conferenza sul futuro dell'Europa; sottolinea la necessità di un solido follow-up sull'esito della Conferenza, che tenga i cittadini informati sulle diverse misure del processo decisionale da essa derivante e assicuri che il dialogo con i cittadini sia fruttuoso e prosegua anche dopo il termine formale della Conferenza sul futuro dell'Europa;

62. sottolinea che le agorà dei cittadini organizzate nel quadro della Conferenza sul futuro dell'Europa dovrebbero fungere da prova in vista di una futura istituzionalizzazione di tali strumenti come meccanismo permanente di partecipazione dei cittadini ai principali dibattiti;

63. prevede che la Conferenza sul futuro dell'Europa offrirà un importante contributo per l'ulteriore sviluppo della partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE e preparerà il terreno per la creazione di nuovi meccanismi permanenti per la partecipazione dei cittadini;

64. ritiene che la Conferenza sul futuro dell'Europa rappresenti un'opportunità per discutere i possibili meccanismi per la partecipazione attiva dei cittadini al processo di consultazione allo scopo di influenzare il programma di lavoro annuale della Commissione e il discorso sullo stato dell'Unione; osserva che un meccanismo di tale tipo potrebbe articolarsi su base annuale, iniziando nei primi mesi di ogni anno con agorà nazionali e regionali dei cittadini volte a stilare le priorità da discutere in un'agorà europea transnazionale dei cittadini, da concludersi in occasione della giornata dell'Europa; osserva che le priorità derivanti dall'agorà europea dei cittadini dovrebbero essere presentate alle istituzioni dell'UE per alimentare il meccanismo di consultazione che porta all'elaborazione del programma di lavoro annuale della Commissione;

65. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


MOTIVAZIONE

I motivi per coinvolgere i cittadini

 

Secondo diversi sondaggi Eurobarometro[6], una parte importante della popolazione europea non è soddisfatta del funzionamento della democrazia nell'UE e tende a non fidarsi le istituzioni dell'UE. Nonostante l'aumento dell'affluenza alle urne nel 2019, soprattutto tra i giovani, la partecipazione alle elezioni europee rimane bassa. Una percentuale considerevole di cittadini non si sente ascoltata e ritiene che l'UE sia molto lontana. Per far fronte a questa percezione di lontananza, è fondamentale coinvolgere i cittadini nei dibattiti sulle politiche dell'UE. Tali discussioni transnazionali sono essenziali per sviluppare una sfera pubblica europea e rafforzare la legittimità democratica dell'UE. Attualmente, l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), le denunce al Mediatore europeo e le petizioni al Parlamento europeo sono gli unici strumenti dal basso con cui i cittadini possono contestare le politiche o le istituzioni dell'UE. Di conseguenza, attraverso dialoghi continui con i cittadini dovrebbe essere istituito un nuovo forum pubblico per aumentare la loro influenza sul processo decisionale dell'UE.

 

Obiettivi nel dialogo con i cittadini

 

L'obiettivo della partecipazione dei cittadini è aumentare il senso di titolarità tra i cittadini nei confronti di un'UE che rifletta le loro esigenze e visioni. Gli obiettivi specifici sono:

 creare strumenti partecipativi che offrano ai singoli individui la possibilità di esprimere le proprie idee e preoccupazioni e contribuiscano in modo significativo a plasmare il futuro dell'UE;

 offrire opportunità di discussioni e deliberazioni tra i cittadini e tra i cittadini, i politici, le parti interessate e gli esperti, consentendo nel contempo una pluralità di opinioni e prospettive nonché una partecipazione equilibrata e diversificata dei cittadini;

 garantire che tutti gli strumenti partecipativi si concentrino sulle politiche dell'UE e includano scambi transnazionali di opinioni tra cittadini di diversi Stati membri;

 sviluppare meccanismi partecipativi permanenti che diventino esercitazioni regolari e frequenti e siano parte integrante del processo decisionale dell'UE.

 

Esperienza con iniziative partecipative

 

Negli ultimi anni le istituzioni dell'UE hanno intrapreso varie iniziative per dialogare con i cittadini, come la consultazione online sul futuro dell'Europa svolta dalla Commissione e l'Evento europeo per i giovani ospitato dal Parlamento a cadenza biennale. Gli organi dell'UE hanno anche organizzato consultazioni dei cittadini, come l'iniziativa di consultazione Riflettere sull'Europa condotta dal Comitato delle regioni e le consultazioni nazionali denominate "Consultazioni del CESE sul futuro dell'Europa" organizzate dal CESE. A livello nazionale, gli Stati membri hanno svolto contemporaneamente "consultazioni dei cittadini europei" nei rispettivi paesi. Altre iniziative partecipative condotte a diversi livelli di amministrazione sono analizzate in uno studio dell'EPRS pubblicato di recente[7]. Vi sono anche progetti organizzati da movimenti di cittadini, come "Parlamenti nazionali europei"[8], introdotto da "Pulse of Europe".

 

Lo sforzo più importante per la partecipazione dei cittadini a livello dell'UE è quello della Conferenza sul futuro dell'Europa, che dovrebbe diventare l'occasione per coinvolgere strettamente i cittadini in un esercizio dal basso verso l'alto, condizione importante per il suo successo. Fornirà una preziosa esperienza di dialogo con i cittadini su larga scala, da cui si dovranno trarre insegnamenti in futuro.

 

Carenze degli strumenti partecipativi esistenti

 

L'iniziativa dei cittadini europei è un importante strumento di democrazia partecipativa. Tuttavia, le valutazioni indipendenti relative all'ICE concludono che il suo impatto giuridico e politico è stato minimo[9]. Sebbene dal 2012 siano state registrate 76 ICE, solo sei di esse hanno raggiunto la soglia di un milione di firme e sono state pertanto esaminate dalla Commissione. Il fatto che non sia obbligatorio dar seguito alle ICE conclusesi positivamente è uno dei motivi alla base degli effetti limitati di questo strumento.

 

Il Mediatore europeo, che ha il compito di migliorare la protezione dei cittadini in relazione ai casi di cattiva amministrazione a livello dell'UE, contribuisce a migliorare la trasparenza e la responsabilità democratica nel processo decisionale e nell'amministrazione dell'UE. Tuttavia, il suo mandato non consiste nel rafforzare la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE. Inoltre, il ruolo del Mediatore europeo spesso non è compreso né conosciuto a livello locale e nazionale.

 

Le petizioni al Parlamento europeo sono uno strumento sempre più popolare per contestare l'applicazione del diritto dell'UE. Tuttavia, il loro impatto sull'elaborazione delle politiche nell'UE è piuttosto limitato, in quanto il loro obiettivo non è la partecipazione dei cittadini ai processi legislativi dell'UE.

 

L'articolo 11, paragrafo 3, TUE obbliga la Commissione a procedere ad ampie consultazioni delle parti interessate per garantire la coerenza e la trasparenza delle azioni dell'Unione. La Commissione organizza pertanto a consultazioni pubbliche online per consentire ai cittadini di fornire il loro feedback sulle politiche e le leggi dell'UE, che dovrebbero essere prese in considerazione nel processo decisionale. Sebbene la partecipazione sia aperta a tutti i cittadini, la Commissione di solito identifica un gruppo destinatario in base alla politica in questione, in modo che i partecipanti siano per lo più gruppi di interesse organizzati. Inoltre, la Commissione seleziona autonomamente i propri temi per le consultazioni pubbliche.

 

A norma dell'articolo 11, paragrafo 2, TUE, la Commissione conduce dialoghi con i cittadini, che riuniscono i cittadini con rappresentanti delle istituzioni e degli organi dell'UE e con politici nazionali, regionali e locali. Anche se chiunque può partecipare, questi eventi tendono ad attirare cittadini già interessati alla politica dell'UE. Poiché le riunioni consistono principalmente in domande e risposte, esse non danno luogo a un vero scambio di opinioni. Inoltre, i contributi ricevuti dai cittadini non confluiscono nel processo decisionale dell'UE. Pertanto, i dialoghi con i cittadini servono piuttosto a informare i cittadini piuttosto che a dialogare con loro in un vero e proprio dibattito che avrà un impatto sull'agenda politica dell'UE.

 

Sviluppo di meccanismi partecipativi permanenti

 

Gli strumenti di partecipazione esistenti non forniscono ai cittadini mezzi molto efficaci per influenzare il processo decisionale dell'UE e non sfruttano appieno il potenziale della partecipazione dei cittadini per rafforzare la legittimità democratica dell'UE. Al fine di sviluppare meccanismi permanenti di partecipazione dei cittadini, dovrebbe essere istituito un gruppo di lavoro interistituzionale, come suggerito dai presidenti del CdR e del CESE. Dialoghi con i cittadini tenuti regolarmente potrebbero avere finalità diverse, come la determinazione delle priorità politiche o legislative annuali, l'elaborazione di proposte concrete in relazione a questioni specifiche, la discussione continua di questioni istituzionali, come il sistema dei candidati capilista e le liste transnazionali, o la decisione sulla spesa di determinate risorse pubbliche.

 

Ciascuno di questi esercizi dovrebbe essere concepito in modo speciale per essere adattato all'obiettivo della partecipazione dei cittadini. La scelta di tale concetto o modello è particolarmente importante a livello dell'UE a causa della complessità degli affari dell'UE e della generale mancanza di conoscenze sul funzionamento e sul processo decisionale delle istituzioni dell'UE. È inoltre necessario rafforzare la dimensione europea dell'educazione civica al fine di consentire la partecipazione dei cittadini.

 

Fasi dei meccanismi partecipativi permanenti

 

Fase preparatoria

 

Per coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini occorre adottare un approccio inclusivo. La partecipazione dei cittadini dovrebbe riguardare non solo i cittadini dell'UE, ma anche i residenti dell'UE. Occorre prestare particolare attenzione al coinvolgimento dei giovani. La selezione dei partecipanti dovrebbe garantire una rappresentanza equilibrata di persone di età, genere, contesti socioeconomici ed educativi diversi, comprese le minoranze, in modo da rispecchiare pienamente la diversità delle società. I partecipanti devono provenire da diversi paesi di residenza, anche da regioni rurali e remote, nonché da paesi candidati all'adesione all'UE. Inoltre, le persone con opinioni diverse sull'UE dovrebbero essere coinvolte in tali esercitazioni.

 

Le organizzazioni della società civile dovrebbero svolgere un ruolo importante negli strumenti partecipativi, in quanto sono in grado di raggiungere tutti i tipi di cittadini, compresi i gruppi emarginati. Per il successo di tali strumenti è inoltre essenziale coinvolgere il CdR e il CESE. Inoltre, le reti e le agenzie dell'UE esistenti dovrebbero essere incluse per sensibilizzare e facilitare la partecipazione a tali esercitazioni, in particolare attraverso una Convenzione della società civile, composta da piattaforme europee di associazioni che includano piattaforme e reti nazionali.

 

Fin dall'inizio dell'elaborazione di tali meccanismi potrebbe essere utile coinvolgere i cittadini i quali potrebbero dire la loro sulla portata e la struttura del processo, nonché sul suo seguito. Soprattutto dovrebbero essere in grado di definire l'ordine del giorno e di dare priorità alle questioni da discutere. Il coinvolgimento tempestivo dei cittadini rafforza la legittimità dell'esercizio e può anche migliorare la comprensione e la conoscenza degli strumenti da parte del pubblico.

 

Per coinvolgere diversi tipi di partecipanti è necessaria una combinazione di metodi online e offline. Si dovrebbe ricorrere agli strumenti online già esistenti per la partecipazione dei cittadini. Il sito web della Commissione "Di' la tua" potrebbe diventare una risorsa unica che dà accesso a tutti gli strumenti di democrazia partecipativa. In tutta l'UE dovrebbero essere organizzati eventi personali, anche nelle zone rurali e remote.

 

Ai fini dell'efficacia dei dialoghi con i cittadini, è importante comunicare il loro scopo fin dall'inizio. Prima del loro avvio, le istituzioni dell'UE devono impegnarsi a dare seguito ai risultati della partecipazione dei cittadini al fine di evitare un senso di delusione e frustrazione alla fine del processo.

 

Fase di attuazione

 

I temi di discussione non dovrebbero essere troppo vaghi, ma semmai concentrarsi su questioni politiche specifiche. Essi devono essere coperti dalle competenze dell'UE, nel pieno rispetto dei valori dell'UE. Le discussioni dovrebbero essere strutturate chiaramente in funzione dei temi da discutere. I partecipanti dovrebbero essere assistiti da esperti, che potrebbero fornire orientamento e assistenza presentando argomenti o valutando le proposte. I dibattiti dovrebbero essere moderati in modo neutro, senza pregiudicare le discussioni. Potrebbero inoltre essere previsti cicli di discussione tra le organizzazioni della società civile che difendono punti di vista diversi su un dato argomento, prima che i cittadini deliberino ed esprimano le loro conclusioni.

 

I processi partecipativi dei cittadini devono rispettare il massimo livello possibile di trasparenza. Gli eventi dovrebbero essere trasmessi in diretta streaming, registrati e resi pubblici. I relativi documenti dovrebbero essere pubblicati in tutte le lingue ufficiali dell'UE. I dialoghi con i cittadini devono essere pubblicizzati a livello locale, nazionale e dell'UE utilizzando tutti i mezzi disponibili, analogici e digitali. Inoltre, i dialoghi con i cittadini dovrebbero avere la propria identità visiva e utilizzare un'unica piattaforma online multilingue.

 

Fase di verifica successiva

 

I risultati dei meccanismi di partecipazione devono essere definiti con precisione, in modo da poter essere oggetto di un follow-up giuridicamente vincolante. I partecipanti dovrebbero ricevere un feedback scritto al termine del processo. Le istituzioni dell'UE dovrebbero spiegare dettagliatamente quali proposte dei cittadini saranno adottate o respinte e motivare tali decisioni. Tale feedback garantisce la responsabilità delle istituzioni e la credibilità del processo.

 

Inoltre, i risultati potrebbero essere presentati ai cittadini in un contesto simile a quello dei festival della democrazia, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni dell'UE e delle organizzazioni della società civile. Una parte del follow-up potrebbe consistere nel tradurre l'esito del processo in relazioni di iniziativa o audizioni pubbliche.

 

Dovrebbe essere istituito un forum indipendente della società civile per monitorare il processo e il relativo seguito da parte delle istituzioni dell'UE. Il forum dovrebbe essere composto da organizzazioni della società civile di tutti gli Stati membri e dovrebbe essere regolarmente invitato a fornire contributi durante l'intero processo, che si concluderà con una relazione. Inoltre, dovrebbero essere messi a disposizione fondi UE sufficienti a favore di tali dialoghi.

 

Consultazioni dei cittadini sulle proposte di progetti pilota

 

Al fine di stimolare un'idea di bilancio partecipativo a livello dell'UE, si potrebbe introdurre un meccanismo di consultazione dei cittadini sui progetti pilota. I progetti pilota consentono al Parlamento, alla Commissione e al Consiglio di proporre nuove linee di bilancio al bilancio annuale dell'Unione al fine di finanziare nuove idee e progetti per i quali non esiste alcuna base legislativa (a condizione che le azioni rientrino nelle competenze dell'Unione). Il processo di consultazione dovrebbe garantire che i cittadini o la società civile possano aggiungere proposte di progetto pilota a quelle già dichiarate dalle istituzioni dell'UE.

 

 


 

 

ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE  DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione del progetto di relazione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:

 

Entità e/o persona

Citizens Take Over Europe

 

Civil Society Europe

 

Democracy International

 

European Citizens' Initiative e.V.

 

 

Comitato delle regioni (commissione CIVEX)

European Democracy Lab

 

Comitato economico e sociale europeo

 

 

European House, Ungheria

 

 

Mediatore europeo

 

 

Europe's People's Forum

 

 

Pulse of Europe

 

 

RegioParl

 

 

Values Unite

 

 

Giovani federalisti europei

 

 


 

POSIZIONE SOTTO FORMA DI EMENDAMENTI DELLA COMMISSIONE PER LE PETIZIONI (19.4.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per gli affari costituzionali</CommissionInt>


<Titre>sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(2020/2201(INI))</DocRef>

A nome della commissione per le petizioni: <Depute>Dolors Montserrat</Depute> (relatrice)

 

EMENDAMENTO

La commissione per le petizioni presenta alla commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, il seguente emendamento:

<RepeatBlock-Amend><Amend>Emendamento  <NumAm>1</NumAm>

<DocAmend>Proposta di risoluzione</DocAmend>

<Article>Considerando D</Article>

 

Proposta di risoluzione

Emendamento

D. considerando che l'impatto giuridico e politico degli unici strumenti dal basso per i cittadini dell'UE, vale a dire l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), le denunce al Mediatore europeo e le petizioni al Parlamento, è piuttosto minimo;

D. considerando che l'impatto giuridico e politico degli unici strumenti dal basso per i cittadini dell'UE, vale a dire l'iniziativa dei cittadini europei (ICE), le denunce al Mediatore europeo e le petizioni al Parlamento, deve essere potenziato;

</Amend>

</RepeatBlock-Amend>

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA CULTURA E L'ISTRUZIONE (26.4.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per gli affari costituzionali</CommissionInt>


<Titre>sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(2020/2201(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Irena Joveva</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per la cultura e l'istruzione invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che la comprensione delle istituzioni dell'UE da parte dei cittadini e la fiducia che questi ultimi ripongono in esse sono fondamentali per la democrazia, la buona governance e un'efficace elaborazione delle politiche, e rappresentano un fattore essenziale per costruire la fiducia dei cittadini nell'UE e nel suo futuro; che, per tale motivo, tutte le istituzioni dell'Unione devono adoperarsi per garantire le norme più rigorose possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità adottando misure specifiche e dedicate in tutti gli aspetti del loro lavoro, con una particolare attenzione per il processo decisionale dell'UE;

2. ricorda la "Dichiarazione sulla promozione della cittadinanza e dei valori comuni di libertà, tolleranza e non discriminazione attraverso l'istruzione", che i ministri dell'Istruzione dell'UE hanno adottato il 17 marzo 2015 e nella quale chiedono azioni rafforzate nel campo dell'istruzione a livello europeo, nazionale, regionale e locale, al fine di salvaguardare il pluralismo della nostra società;

3. sottolinea l'importanza di esaminare e individuare le attuali lacune negli strumenti di partecipazione democratica a disposizione dei cittadini, delle parti interessate e della società civile organizzata, affinché comportino un processo aperto e trasparente, basato su un approccio inclusivo, partecipativo ed equilibrato; osserva che l'apertura richiede adeguamenti pertinenti per facilitare l'accesso dei cittadini al processo decisionale dell'UE in modo orizzontale; reputa che il dialogo tra i responsabili delle politiche e la società civile dovrebbe essere organizzato in modo tale da rispecchiare pienamente la diversità delle nostre società in tutti gli Stati membri; sottolinea che tutti i cittadini dovrebbero avere uguale accesso ai loro diritti e le stesse opportunità di esercitarli, e chiede misure specifiche di inclusione nei dialoghi dei cittadini per le persone con minori opportunità, nonché per i gruppi vulnerabili ed emarginati;

4. accoglie con favore la Conferenza sul futuro dell'Europa e auspica che essa svolga un ruolo fondamentale nell'ulteriore sviluppo della partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE e apra la strada all'istituzione di un nuovo meccanismo permanente per la partecipazione dei cittadini, riformando l'attuale approccio dall'alto verso il basso per trasformarlo in un approccio dal basso verso l'alto; invita pertanto la Commissione a sviluppare metodologie di partecipazione significative e strumenti su misura che consentano un forte coinvolgimento e una profonda comprensione dei temi discussi; invita la Commissione a esplorare il potenziale della cultura, delle arti e della creatività quali strumenti per soluzioni innovative che consentano l'espressione di opinioni sul futuro dell'Europa e a sfruttare tale potenziale nel contesto della Conferenza sul futuro dell'Europa, nonché come metodo continuativo di partecipazione dei cittadini alla governance interna ed esterna dell'UE; ritiene che in occasione della Conferenza sul futuro dell'Europa si dovrebbe discutere di come rafforzare l'azione europea nei settori dell'istruzione, della cultura, dei giovani e dello sport; ricorda la propria posizione sulla Conferenza sul futuro dell'Europa e ribadisce la necessità di creare strutture di impegno per i giovani e le organizzazioni giovanili; ricorda che la Dichiarazione comune sulla Conferenza sul futuro dell'Europa prevede che la società civile sia rappresentata alla sessione plenaria della Conferenza; insiste sul fatto che la voce dei giovani, dei cittadini e della società civile sono essenziali in tutte le discussioni di tutti gli organi della Conferenza ad ogni livello;

5. accoglie con favore la creazione di un organismo responsabile delle questioni di etica quale autorità indipendente volta a promuovere la trasparenza nelle istituzioni dell'UE;

6. ribadisce la definizione di uguaglianza di cui al titolo 3 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea come uguaglianza davanti alla legge, non discriminazione, diversità, parità tra donne e uomini e diritti del minore, degli anziani e delle persone con disabilità;

7. osserva che i canali consolidati che consentono ai cittadini di dare il loro contributo al processo decisionale dell'UE, quali l'iniziativa dei cittadini europei, il diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo, il ricorso al Mediatore europeo e le consultazioni e i dialoghi pubblici, sono carenti in termini di visibilità, accessibilità e seguito dato e impediscono pertanto un'adeguata partecipazione dei cittadini; sostiene fermamente le attività di sensibilizzazione e informazione, nonché la valutazione e la razionalizzazione di tali meccanismi per massimizzarne l'impatto e l'efficacia e migliorarne l'accessibilità per i cittadini; ritiene che la mancanza di azione da parte della Commissione per dar seguito a iniziative dei cittadini europei andate a buon fine comprometta l'obiettivo di rafforzare la legittimità democratica dell'Unione attraverso una maggiore partecipazione dei cittadini alla sua vita democratica e politica;

8. ritiene che la partecipazione dei cittadini implichi lo sviluppo di una gamma di strumenti che vanno dalle consultazioni ai processi deliberativi, nonché lo sviluppo di un dialogo strutturato permanente su questioni relative all'UE con i cittadini e le organizzazioni della società civile che li rappresentano, a livello sia unionale che nazionale;

9. rimarca l'importanza di una promozione coordinata e coerente dell'impegno civico e della partecipazione attiva a livello locale, regionale, nazionale e dell'UE; ritiene, in tale contesto, che il ruolo, le attività e l'indipendenza delle rappresentanze della Commissione europea e degli uffici di collegamento del Parlamento europeo negli Stati membri dovrebbero essere rafforzati, al fine di agevolare l'impegno civico e il dialogo diretto con i cittadini, garantire l'accesso alle informazioni e la loro diffusione, e sensibilizzare in merito all'Unione europea e alle sue politiche attraverso un uso ampio e ben coordinato degli strumenti di comunicazione per la partecipazione fisica e digitale dei cittadini;

10. sottolinea che l'educazione civica e la scoperta dell'UE sono fondamentali per migliorare la democrazia europea e il futuro dell'Unione, e consentono ai suoi cittadini di compiere scelte informate e di essere parte integrante di una società democratica fondata sui valori europei condivisi della dignità umana, della libertà, della democrazia, dell'uguaglianza, dello Stato di diritto e dei diritti umani; osserva che la cittadinanza europea è un valore che dovrebbe essere promosso nei giovani e accoglie pertanto con favore iniziative e programmi di mobilità quali Erasmus+ e il Corpo europeo di solidarietà, che consentono a giovani, studenti, formatori, insegnanti e ricercatori di studiare, lavorare e vivere insieme, sperimentando e migliorando nel contempo la loro comprensione della cultura e dei valori europei; plaude alle iniziative "Ritorno a scuola" e "L'Europa a scuola" quali esempi di migliori prassi per promuovere il progetto europeo tra i giovani; invita la Commissione a fornire sostegno al fine di completare i programmi educativi e la formazione in tutti gli Stati membri, in particolare promuovendo lo sviluppo di un programma comune sull'educazione alla cittadinanza europea, migliorare l'apprendimento riguardante l'UE, promuovere, tra l'altro, una migliore comprensione del suo funzionamento, degli attuali meccanismi partecipativi unionali nonché della storia e delle culture degli Stati membri, e incoraggiare un pensiero obiettivo e critico sui vantaggi dell'Unione europea, allo scopo di aumentare la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'UE;

11. ritiene che la garanzia della partecipazione dei giovani costituisca una parte essenziale degli effetti duraturi delle iniziative di dialogo con i cittadini; sottolinea pertanto l'importanza di concentrarsi sui giovani nelle attività di apprendimento dell'UE e suggerisce di promuovere strumenti che li coinvolgano, prestando particolare attenzione ai social media, alle applicazioni mobili, ai giochi mobili, ai quiz e ad altri formati adatti ai giovani; accoglie con favore i programmi educativi tra pari, come il Parlamento europeo dei giovani e il dialogo dell'UE con i giovani, quali esempi di buone pratiche;

12. sottolinea che l'attuale crisi della COVID-19 e la transizione digitale hanno comportato l'introduzione di nuove modalità di lavoro nelle istituzioni dell'UE; chiede, pertanto, l'uso sistematico di strumenti e piattaforme online di vario tipo per un dialogo fra istituzioni dell'UE e cittadini, così come l'uso di quelli che consentono alla società civile di offrire il proprio contributo e di presentare le proprie osservazioni in merito a specifiche proposte legislative;

13. sottolinea che, affinché i cittadini siano attivamente coinvolti, è della massima importanza che le informazioni siano disponibili e accessibili nella loro lingua materna; avverte che le barriere linguistiche limitano il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini al processo politico; ritiene che la tecnologia, in particolare quella linguistica, possa contribuire a superare tali barriere linguistiche e chiede che le istituzioni dell'UE sfruttino detta tecnologia in modo da garantire che nessun cittadino sia lasciato indietro;

14. sottolinea il diritto dei cittadini di avere accesso a informazioni affidabili, indipendenti e fattuali relative all'Unione europea, alle sue politiche e ai suoi processi decisionali; riconosce la necessità di stabilire un accesso diversificato a un centro di notizie europeo comune che abbia carattere neutrale, indipendente e informativo, e sia accessibile in tutte le lingue ufficiali dell'UE, e di sviluppare una comunicazione proattiva con i cittadini dell'Unione; ricorda, inoltre, il valore degli strumenti mediatici esistenti; ritiene necessario affrontare concretamente la diffusione della disinformazione e della disinformazione inconsapevole, soprattutto in tempi di crisi, quando sono più che mai necessarie informazioni valide, affidabili e tempestive; sottolinea che l'indipendenza dei media è fondamentale per tali processi; chiede l'introduzione, nel funzionamento delle piattaforme online, di feedback a valle, della verifica dei fatti e della moderazione in rapporto alla disinformazione e alla disinformazione inconsapevole, che siano rispettosi dei diritti civili e della libertà di espressione; ritiene pertanto essenziale rafforzare la formazione dei giornalisti al fine di promuovere un pensiero indipendente e critico;

15. accoglie con favore l'obiettivo del piano d'azione europeo per la democrazia di migliorare la partecipazione dei cittadini ai sistemi democratici tramite un processo decisionale informato; sottolinea la necessità di garantire la partecipazione dei giovani e l'impegno civico delle persone provenienti da contesti svantaggiati nell'ambito di Erasmus+ e del Corpo europeo di solidarietà; si compiace delle misure annunciate nel quadro del piano d'azione europeo per la democrazia volte a rafforzare la libertà dei media, la libertà di espressione e il giornalismo di qualità; attende con interesse le proposte della Commissione in vista di strumenti pratici ed efficienti che garantiscano meglio la sicurezza dei giornalisti, che sono troppo spesso vittime di minacce e intimidazioni indebite, cosa che limita il diritto dei cittadini all'informazione; segnala con preoccupazione la mancanza di proposte specifiche che assicurino la libertà artistica e garantiscano protezione agli artisti soggetti a censura e perseguiti, e invita la Commissione a sviluppare maggiormente tale ambito nel quadro del piano d'azione europeo per la democrazia;

16. riconosce il diritto di tutti i cittadini dell'UE di chiedere alle istituzioni dell'UE e di ricevere da esse informazioni in una delle lingue ufficiali dell'Unione; sottolinea che un dialogo autentico e la partecipazione attiva e informata dei cittadini dell'UE al suo processo decisionale sono possibili solo in assenza di barriere linguistiche, e invita quindi la Commissione ad adoperarsi maggiormente per comunicare con i cittadini in tutte le lingue ufficiali dell'Unione; osserva che, per rafforzare l'inclusività, la consapevolezza e la visibilità, occorre migliorare l'accessibilità dei contenuti online; suggerisce che tutti i siti web dell'UE siano di facile consultazione e disponibili in tutte le lingue ufficiali dell'Unione;

17. sottolinea l'importanza della cultura e dell'istruzione come elementi portanti della nostra società e ne evidenzia il ruolo fondamentale nel plasmare la coscienza storica, politica e sociale dei nostri cittadini; afferma che il diritto a un'istruzione di qualità, e in particolare all'educazione civica e all'educazione alla cittadinanza, è uno dei presupposti della democrazia; ricorda che il diritto all'istruzione, alla formazione e all'apprendimento permanente è il primo principio del pilastro europeo dei diritti sociali ed è fondamentale per consentire la partecipazione dei cittadini ai processi politici e alla vita della società; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a sviluppare una strategia europea globale sull'educazione civica e l'educazione alla cittadinanza, nonché piattaforme di sostegno per promuoverne l'attuazione, concentrandosi in particolare sui valori e i principi democratici condivisi dell'UE; ritiene che questa strategia dovrebbe migliorare la comprensione da parte dei cittadini del complesso processo decisionale e delle politiche dell'UE e dovrebbe aumentare la consapevolezza dei benefici, dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza dell'UE; invita l'UE e i governi nazionali ad aumentare i loro investimenti nell'educazione civica formale, non formale e informale, nella cittadinanza attiva e nelle competenze democratiche, nonché nei programmi di formazione e sviluppo delle capacità per gli educatori;

18. invita la Commissione a presentare una proposta in vista di un accordo interistituzionale sul dialogo civile basato sull'articolo 11, paragrafo 2, TUE, che stabilisce che le istituzioni mantengono un dialogo aperto, trasparente e regolare con le associazioni rappresentative e la società civile;

19. richiama l'attenzione sul nuovo programma "Cittadini, uguaglianza, diritti e valori", che dovrebbe assicurare maggiore visibilità e impatto alle attività che contribuiscono ai dialoghi con i cittadini e al coinvolgimento di questi ultimi nelle democrazie partecipative; sottolinea che è importante garantire continuità e maggiori risorse alla sezione "cittadini" di detto programma, compresi i gemellaggi fra le città e le attività di commemorazione; accoglie con favore l'introduzione di attività volte a promuovere ulteriormente i valori europei nel quadro di tale programma, come la sensibilizzazione a una storia europea comune; chiede la rapida istituzione, nell'ambito del nuovo programma, del "Gruppo di dialogo civile".


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

26

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Asim Ademov, Ilana Cicurel, Gilbert Collard, Gianantonio Da Re, Laurence Farreng, Tomasz Frankowski, Alexis Georgoulis, Hannes Heide, Irena Joveva, Petra Kammerevert, Niyazi Kizilyürek, Ryszard Antoni Legutko, Predrag Fred Matić, Dace Melbārde, Victor Negrescu, Niklas Nienaß, Peter Pollák, Marcos Ros Sempere, Domènec Ruiz Devesa, Monica Semedo, Andrey Slabakov, Massimiliano Smeriglio, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Maria Walsh, Milan Zver

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Diana Riba i Giner, Iuliu Winkler


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

26

+

ECR

Ryszard Antoni Legutko, Dace Melbārde, Andrey Slabakov

PPE

Asim Ademov, Tomasz Frankowski, Peter Pollák, Michaela Šojdrová, Sabine Verheyen, Maria Walsh, Iuliu Winkler, Milan Zver

Renew

Ilana Cicurel, Laurence Farreng, Irena Joveva, Monica Semedo

S&D

Hannes Heide, Petra Kammerevert, Predrag Fred Matić, Victor Negrescu, Marcos Ros Sempere, Domènec Ruiz Devesa, Massimiliano Smeriglio

The Left

Alexis Georgoulis, Niyazi Kizilyürek

Verts/ALE

Niklas Nienaß, Diana Riba i Giner

 

1

-

ID

Gilbert Collard

 

1

0

ID

Gianantonio Da Re

 

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (27.5.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per gli affari costituzionali</CommissionInt>


<Titre>sui dialoghi dei cittadini e la partecipazione dei cittadini al processo decisionale dell'Unione europea</Titre>

<DocRef>(2020/2201(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Loránt Vincze</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per gli affari costituzionali, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che gli articoli 10 e 11 del trattato sull'Unione europea e gli articoli 20, 21, 24, 227 e 228 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea costituiscono il fondamento per la partecipazione dei cittadini all'elaborazione delle politiche e della legislazione dell'UE;

B. considerando che la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell'Unione costituisce un valore fondamentale di base quale riconosciuto dai trattati e uno dei prerequisiti per un'Unione democratica ben funzionante e per la promozione del controllo democratico; che una democrazia efficace dipende dal fatto che i cittadini abbiano voce in capitolo e siano ascoltati; che dovrebbe essere garantita una partecipazione significativa dei cittadini sia nella pratica che nella teoria; che, secondo un'indagine Eurobarometro sulle tendenze sociodemografiche (2007-2020)[10], soltanto il 45 % dei cittadini ritiene che la propria voce conti nell'UE;

C. considerando che il miglioramento della partecipazione dei cittadini e della trasparenza a livello dell'UE è fondamentale per avvicinare l'Unione ai cittadini e per aumentare la loro fiducia nelle istituzioni dell'UE e realizzare un'autentica democrazia multilivello; che la mancanza di trasparenza impedisce il dibattito pubblico su qualsiasi atto legislativo; che non tutte le parti interessate hanno pari accesso alle istituzioni dell'UE o alle informazioni sul lavoro da esse svolto; che la Commissione dovrebbe intrattenere dialoghi aperti, trasparenti e regolari con i cittadini e le organizzazioni della società civile; che l'UE dovrebbe garantire che la società civile possa partecipare attivamente al dibattito pubblico e abbia la capacità di influire sul processo politico e decisionale;

D. considerando che le istituzioni dell'UE e gli Stati membri dovrebbero garantire la partecipazione dei cittadini senza discriminazioni fondate su qualsiasi fattore quali il sesso, la razza, il colore, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di altro tipo, l'appartenenza a una minoranza nazionale, la proprietà, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale, in linea con l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali; che i dialoghi e i meccanismi di partecipazione dei cittadini dovrebbero rispecchiare appieno la diversità della nostra società quale fondamento per politiche migliori e per il rafforzamento della buona governance; che è necessario prestare un'attenzione particolare per garantire che tutte le voci siano ascoltate e che la partecipazione di tutti i cittadini nel processo decisionale dell'UE sia assicurata in maniera significativa, inclusiva, trasparente e accessibile;

E. considerando che la voce dei giovani è eccezionalmente importante e che il futuro dell'Europa è il loro; che l'articolo 12 della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo prevede il diritto di tutti i minori ad essere ascoltati e che il loro parere sia preso in seria considerazione tenendo conto della loro età e del loro grado di maturità, garantendo un'efficace partecipazione dei minori nei processi decisionali; che l'articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE prevede che i minori possano esprimere liberamente la propria opinione e che questa venga presa in considerazione sulle questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità;

F. considerando che le istituzioni dell'UE dovrebbero prestare particolare attenzione ai gruppi della popolazione socialmente ed economicamente svantaggiati ed esclusi che dispongono di minori opportunità di partecipare ai processi decisionali dell'UE e dovrebbero garantire la loro partecipazione alla vita pubblica e al processo decisionale, anche mediante la rimozione degli ostacoli istituzionali e strutturali all'uguaglianza, all'inclusione e alla partecipazione e mediante la promozione del ruolo di tali gruppi; che le elezioni del Parlamento europeo del 2019 hanno evidenziato la necessità di ulteriori passi avanti al fine di incrementare la partecipazione delle persone appartenenti a minoranze razziali o etniche alle elezioni europee e la loro rappresentanza come membri eletti del Parlamento europeo; che le istituzioni dell'UE dovrebbero creare le condizioni necessarie per l'effettiva partecipazione delle persone appartenenti a minoranze al processo decisionale e agli affari pubblici; che dando voce agli immigrati nella formulazione delle politiche che li riguardano direttamente si possono ottenere politiche che offrano ai migranti un servizio migliore e che ne rafforzino il senso di appartenenza alla comunità; che gli Stati membri dovrebbero prendere in considerazione la possibilità di incrementare la loro partecipazione alle pertinenti consultazioni pubbliche; che i diritti politici, compresa l'acquisizione della cittadinanza, rappresentano un motore importante per l'inclusione dei migranti[11]; che gli Stati membri hanno la competenza esclusiva per stabilire le norme in materia di accesso alla cittadinanza;

1. sottolinea la necessità di distinguere tra gli strumenti dei cittadini per garantire che i rappresentanti eletti siano chiamati a rispondere delle loro azioni, per la responsabilità, la partecipazione, il dialogo e la consultazione ed esorta le istituzioni dell'UE a migliorare ed elaborare strumenti in tutti i rispettivi ambiti; sottolinea la necessità di concedere ai cittadini europei un accesso efficace alle procedure e ai processi legislativi dell'UE e consentire loro di esprimere la propria opinione attraverso consultazioni e azioni partecipative;

2. sottolinea che i principali strumenti di influenza dei cittadini sono il suffragio universale e la democrazia rappresentativa; sottolinea che nell'UE la democrazia rappresentativa è integrata da strumenti di partecipazione trasparente e di ampio accesso; è del parere che nei processi di consultazione debba essere garantito un equilibrio tra la partecipazione dei gruppi di interesse organizzati e quella dei cittadini; sottolinea l'importanza di tenere consultazioni con le ONG per migliorare i dialoghi con i cittadini e la democrazia partecipativa;

3.  sottolinea che il grado di coinvolgimento dei cittadini nei processi della democrazia partecipativa dell'Unione e il conseguente utilizzo di strumenti sono proporzionali al livello di familiarità con le azioni e le politiche dell'UE e agli strumenti di partecipazione disponibili all'interno del sistema di governance multilivello dell'Unione; sottolinea che i cittadini europei non sono sufficientemente consapevoli dei loro diritti in quanto cittadini dell'UE, compreso il diritto di votare alle elezioni europee e locali quando esercitano il loro diritto alla mobilità; ritiene che le istituzioni dell'UE dovrebbero elaborare una strategia di sensibilizzazione sul funzionamento e sui processi decisionali dell'Unione da promuovere a livello locale, regionale e nazionale, al fine di ovviare alla mancanza di conoscenze in tale ambito; invita la Commissione ad aumentare i finanziamenti a favore dei progetti che promuovono la comprensione del funzionamento dell'UE e dei suoi valori fondamentali; sottolinea a tale proposito la necessità di garantire l'accesso ai finanziamenti da parte delle organizzazioni della società civile, anche attraverso micro-finanziamenti e processi di presentazione delle domande semplificati e adattati; raccomanda di rafforzare il ruolo dei media nel miglioramento delle conoscenze dei cittadini riguardo al funzionamento delle istituzioni dell'UE;

4. sottolinea che la partecipazione dei cittadini è un fondamentale per conseguire decisioni più democratiche e rappresentative, che costituiscono un elemento di responsabilizzazione e, quindi, una componente della buona governance a fianco della responsabilità politica; sottolinea che una democrazia funzionante prevede anche che le persone siano libere di segnalare le carenze del sistema e di suggerire miglioramenti; sottolinea che il dialogo e la partecipazione dei cittadini sono necessari per il controllo democratico;

5. rileva che l'accesso alle informazioni, la consultazione e il coinvolgimento attivo durante l'intero processo decisionale dell'UE sono elementi essenziali per conseguire una partecipazione significativa; invita le istituzioni dell'UE ad astenersi dalle forme simboliche di impegno; sottolinea l'importanza di garantire il coinvolgimento nel processo decisionale dell'UE dei soggetti interessati da una decisione, prestando particolare attenzione a garantire la partecipazione delle persone sottorappresentate in situazioni vulnerabili, e di fornire riscontri adeguati;

6. sottolinea la necessità di costruire e rafforzare l'inclusione nelle nostre società, conferendo in tal modo a tutti i cittadini il potere di esercitare i propri diritti e di svolgere un ruolo attivo nella vita democratica; invita la Commissione a promuovere la diversità e il pluralismo e a garantire che tutti i cittadini di tutte le estrazioni siano coinvolti nel processo decisionale dell'UE; ritiene che il pluralismo politico sia una parte fondamentale della democrazia, che contribuisce positivamente alla resilienza di società aperte e libere; chiede una valutazione degli strumenti e dei meccanismi esistenti e avviati per quanto concerne la diversità nella rappresentanza dei cittadini, delle organizzazioni della società civile e dei gruppi di interesse organizzati; invita la Commissione e gli Stati membri a far fronte in modo proattivo alla sottorappresentanza delle minoranze nelle istituzioni pubbliche e nella vita pubblica e politica e a sostenere una loro maggiore partecipazione;

7. sottolinea che tutti i cittadini dovrebbero avere uguale accesso ai loro diritti e le stesse opportunità di esercitarli, e chiede misure specifiche di inclusione nei dialoghi dei cittadini per le persone con minori opportunità, nonché per i gruppi vulnerabili ed emarginati; sottolinea l'importanza di raggiungere le persone che vivono in quartieri svantaggiati;

8. sottolinea la necessità di garantire una più ampia rappresentanza delle minoranze, delle persone con disabilità, dei minori e delle organizzazioni giovanili negli organismi consultivi dell'UE, quali il Comitato economico e sociale europeo (CESE);

9. sottolinea che, sebbene l'affluenza alle urne per le elezioni dell'UE sia costantemente diminuita dal 1979 al 2014, le elezioni del 2019 hanno invertito tale tendenza, registrando la maggiore affluenza alle urne per le elezioni del Parlamento europeo degli ultimi 20 anni, attestatasi al 50,66 % (il che rappresenta un aumento di otto punti percentuali rispetto al 2014); ritiene che l'interazione tra i cittadini dell'UE e i loro rappresentanti eletti al Parlamento dovrebbe essere rafforzata al fine di migliorare la partecipazione dei cittadini;

10. sottolinea che la pandemia di COVID-19 ha costretto le autorità nazionali a imporre restrizioni senza precedenti ai diritti fondamentali dei cittadini; sottolinea le sfide particolari che hanno dovuto affrontare le persone appartenenti a minoranze razziali o etniche durante la crisi della COVID-19, in particolare il rischio di un aumento del razzismo e della xenofobia, con conseguenze negative sulla loro partecipazione sociale, democratica e politica;

11. osserva con preoccupazione che i contratti sottoscritti dalla Commissione con le aziende farmaceutiche che sviluppano i vaccini contro la COVID-19 contengono sezioni e disposizioni che non sono state ancora rese pubbliche; sottolinea che tutti gli atti o i contratti ufficiali adottati o sottoscritti dalle istituzioni o organismi dell'UE o dagli Stati membri che riguardano i diritti, le libertà e/o la salute dei cittadini europei devono essere pubblici nella loro interezza;

12. evidenzia la necessità di adottare misure di sostegno volte a rafforzare l'educazione civica attraverso l'educazione alla cittadinanza formale e non formale e a sviluppare la capacità civica, al fine di migliorare nei cittadini la comprensione del processo di elaborazione delle politiche e di promuovere la partecipazione civica alle azioni dell'Unione; ritiene che a tal fine sia necessaria un'azione più forte da parte degli Stati membri e della Commissione per promuovere l'educazione alla cittadinanza dell'UE, anche sui valori dell'UE; invita la Commissione a fornire sostegno per integrare i programmi di istruzione e di formazione in tutti gli Stati membri, in particolare sostenendo lo sviluppo di un programma comune in materia di educazione civica e alla cittadinanza europea e promuovendo una cittadinanza europea attiva e partecipativa; invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare una strategia europea globale sull'educazione civica e alla cittadinanza accompagnata da piattaforme di sostegno per promuoverne l'attuazione;

13. incoraggia gli Stati membri dell'UE a includere i diritti dei minori nei loro programmi di studio in materia di educazione civica e alla cittadinanza e a promuovere l'impegno dei giovani nei processi decisionali dell'UE;

14. ritiene che la fiducia dei cittadini nelle istituzioni dell'UE sia fondamentale per la democrazia, il buon governo e un'efficace elaborazione delle politiche; ritiene che le istituzioni dell'UE debbano mirare ai massimi standard possibili in materia di trasparenza, responsabilità e integrità; mette in evidenza che l'accesso dei cittadini ai documenti delle istituzioni europee è fondamentale per la democrazia partecipativa; invita, in particolare, il Consiglio ad aumentare la trasparenza per quanto concerne il suo processo decisionale e l'accesso ai documenti;

15. accoglie con favore l'inclusione, nel programma Cittadini, uguaglianza, diritti e valori, della sezione Coinvolgimento e partecipazione dei cittadini, intesa a promuovere il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini alla vita democratica dell'Unione; sottolinea l'importanza di garantire la continuità e maggiori risorse per questa sezione anche nei futuri periodi di programmazione; chiede la rapida istituzione del "gruppo di dialogo civile" incluso in tale programma;

16. invita la Commissione a rafforzare gli strumenti esistenti di impegno con i cittadini, in particolare quelli cui si fa riferimento nei trattati; ritiene che siano necessarie misure adeguate per sensibilizzare sui diritti dei cittadini di ricorrere all'iniziativa dei cittadini europei (ICE), di presentare una denuncia al Mediatore europeo e di formulare petizioni al Parlamento europeo;

17. osserva che la ICE non ha raggiunto il suo potenziale quale strumento chiave della cittadinanza attiva e della partecipazione pubblica e ritiene che tale strumento importante manchi di visibilità, accessibilità e seguito; ritiene che il fatto che la Commissione non dia seguito a quasi tutte le iniziative dei cittadini europei andate a buon fine impedisca a tale strumento di conseguire realmente il suo l'obiettivo di rafforzare il funzionamento democratico dell'Unione attraverso la partecipazione dei cittadini alla sua vita democratica e politica; sottolinea che tale mancanza di seguito possa alla fine mettere a rischio il potenziale utilizzo di questo strumento partecipativo da parte dei cittadini europei e generare perdita di fiducia nel processo decisionale dell'UE; deplora vivamente la decisione della Commissione di respingere l'ICE intitolata "Minority SafePack", che verte sui valori fondamentali e gli obiettivi sanciti nei trattati; sottolinea a tal proposito che, tramite una risoluzione adottata in Aula, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di garantire un seguito legislativo all'ICE "Minority SafePack";

18. ritiene che l'ICE dovrebbe essere valutata al fine di individuare come migliorarne l'impatto e l'efficacia; sottolinea che il concetto di ICE è ancora ampiamente sconosciuto nell'UE[12]; sottolinea la necessità di sensibilizzare maggiormente l'opinione pubblica sull'ICE ed esorta la Commissione e gli Stati membri a massimizzare i loro sforzi di comunicazione al fine di portare l'esistenza di tale strumento all'attenzione del maggior numero possibile di cittadini e di incoraggiare la partecipazione attiva ad esso; sottolinea che sebbene un'ICE coronata da successo non si traduca automaticamente nell'introduzione di una nuova normativa, la Commissione è tenuta a tenerne debitamente conto e ad argomentare sufficientemente la sua decisione in merito;

19. sottolinea l'importanza del diritto di petizione conferito dai trattati ai cittadini e ai residenti dell'UE, che costituisce un importante strumento integrativo alla democrazia rappresentativa, consentendo loro di presentare una petizione al Parlamento europeo su una questione che rientra nei settori di attività dell'UE; sottolinea che il diritto di petizione consente ai cittadini di trasmettere informazioni alle istituzioni in merito ai problemi di attuazione sul campo e alle carenze nei singoli casi; ritiene, tuttavia, che sarebbe opportuno rafforzare il diritto di petizione; ritiene valga la pena ricordare che l'UE è spesso accusata di essere complessa e distante dai suoi cittadini; ricorda che le aspettative della maggior parte dei cittadini che presentano petizioni inerenti ai diritti loro conferiti dalla Carta sono elevate e vanno oltre il loro attuale campo di applicazione; chiede un maggiore coinvolgimento della Commissione nel processo di risposta alle petizioni, al fine di garantire che i cittadini ricevano risposte tempestive e precise alle loro richieste e denunce;

20.  ricorda che i cittadini dell'Unione hanno il diritto di rivolgersi al Mediatore europeo, che costituisce uno dei principali diritti conferiti dalla cittadinanza europea, e che il Mediatore svolge un ruolo importante nel garantire una buona amministrazione, responsabilità e trasparenza nelle istituzioni dell'UE; sottolinea che, nella sua relazione annuale 2019, il Mediatore ha indicato di ricevere regolarmente denunce riguardanti i diritti fondamentali quali l'uguaglianza, la non discriminazione e il diritto di essere ascoltati; ricorda inoltre che, secondo il Mediatore, affinché i cittadini possano esercitare il loro diritto democratico di partecipare al processo decisionale dell'UE e chiedere conto alle persone coinvolte, le deliberazioni legislative devono essere trasparenti; plaude, al riguardo, alla serie di raccomandazioni che il Mediatore europeo ha formulato al Consiglio dell'Unione europea per migliorare la trasparenza del suo processo legislativo; ribadisce che il Consiglio deve essere responsabile e trasparente al pari delle altre istituzioni;

21. sottolinea l'importanza degli organismi per la parità, delle istituzioni nazionali per i diritti umani e dei difensori civici nel rispondere alle preoccupazioni dei cittadini relative ai loro diritti; sottolinea che l'indipendenza di tali strutture dalle autorità governative è un prerequisito per consentire e proteggere il coinvolgimento significativo dei cittadini;

22. sottolinea la necessità di far fronte all'interazione tra la digitalizzazione e la democrazia e di coniugare i metodi tradizionali di coinvolgimento con le piattaforme digitali quale strumento di partecipazione per consentire ai cittadini di comprendere ed esplorare meglio il processo democratico e le modalità per contribuire meglio come membri attivi della società;

23. invita la Commissione e gli Stati membri a sviluppare strumenti accessibili, innovativi e inclusivi per la partecipazione e i dialoghi dei cittadini, facendo un utilizzo migliore delle tecnologie digitali per consentire a tutti i cittadini (come giovani e anziani, persone con disabilità, cittadini mobili dell'UE, persone che vivono in aree rurali o meno popolate) di svolgere un ruolo efficace nel processo decisionale dell'UE, basandosi sugli insegnamenti tratti dal modo in cui la pandemia di COVID-19 ha agito da acceleratore dell'utilizzo degli strumenti digitali; mette in evidenza il valore aggiunto di un sito web non burocratico e completo che fornisca ai cittadini informazioni su tutte le iniziative partecipative europee; sottolinea il ruolo fondamentale dei social media, in particolare per i minori; sottolinea che tali strumenti innovativi dovrebbero prefiggersi lo scopo di sostenere la democrazia rappresentativa e che dovrebbe essere garantita la trasparenza a tutti i livelli;

24. invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a garantire la partecipazione di una vasta gamma di persone e a introdurre le misure necessarie per ridurre la discriminazione o l'esclusione; ritiene che la partecipazione potrebbe essere rafforzata garantendo processi e strumenti di consultazione prevedibili, flessibili, adattati e multilingue; ritiene importante promuovere la partecipazione delle persone appartenenti alle minoranze a tutte le consultazioni pubbliche al fine di consentire loro di condividere le loro esperienze nonché promuovere ulteriormente la diversità in tutte le politiche; sottolinea che, affinché i cittadini siano attivamente coinvolti, è importante che le informazioni siano disponibili e accessibili nella loro lingua materna; manifesta preoccupazione per il fatto che l'impegno e la partecipazione dei cittadini al processo politico possano essere limitati dalle barriere linguistiche; incoraggia pertanto l'utilizzo delle lingue minoritarie nei processi partecipativi;

25. sottolinea l'importanza di dare pieno accesso alle persone con disabilità a tutti i diversi strumenti che l'UE fornisce ai cittadini, in particolare attraverso l'interpretazione e la traduzione sistematiche nella lingua dei segni e in un linguaggio facile da leggere;

26. sostiene l'istituzione di un dialogo strutturato con i cittadini per garantire che le loro opinioni ispirino direttamente il processo decisionale e la politica pubblica dell'UE, come proposto nel dicembre 2018 dal Comitato delle regioni e dal CESE;

27. invita la Commissione a collaborare con i partiti politici europei, con la rete europea di cooperazione in materia elettorale e con la società civile al fine di migliorare la partecipazione politica; invita la Commissione a impegnarsi in tal senso nell'ambito del piano d'azione per la democrazia europea e della sua prossima relazione sulla cittadinanza dell'UE;

28. chiede che gli Stati membri e la Commissione incoraggino la partecipazione attiva dei cittadini dell'Unione, in particolare dei giovani, alle questioni inerenti all'UE, al fine di stimolarli a contribuire allo sviluppo della società e della politica; considera la prossima conferenza sul futuro dell'Europa un'occasione puntuale per migliorare la partecipazione dei cittadini; chiede che siano garantite la trasparenza e l'inclusione nei preparativi della Conferenza, così come il pluralismo e il dibattito aperto su tutte le idee espresse, in linea con la Carta della conferenza; invita la Commissione a destinare risorse sufficienti alla promozione di un'ampia partecipazione dei giovani attraverso strumenti adeguati;

29. invita la Commissione a istituire meccanismi per il dialogo e la partecipazione su questioni rilevanti per i giovani; invita, a tal fine, la Commissione a impegnarsi insieme alle organizzazioni giovanili nel rafforzamento delle capacità, anche al fine di rendere i documenti adatti e accessibili ai giovani, per garantire una partecipazione significativa e informata;

30. sollecita una partecipazione autentica dei giovani e delle organizzazioni giovanili nella pianificazione, nell'attuazione e nella valutazione degli eventi e dei programmi; elogia gli sforzi compiuti dal dialogo dell'UE con i giovani per includere i giovani e le organizzazioni giovanili nell'elaborazione di politiche e nei processi decisionali; invita le istituzioni dell'UE a impegnarsi a compiere azioni concrete basate sui risultati del dialogo dell'UE con i giovani;

31. plaude all'impegno continuo in seno all'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa per istituzionalizzare un seggio consultivo permanente per i rappresentanti dei giovani[13];

32. invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a garantire i diritti dei minori a partecipare a tutte le questioni che li riguardano in funzione della loro età e della loro maturità, compresi i processi decisionali pubblici; sottolinea che è necessario mettere a disposizione risorse finanziarie e di altra natura sufficienti per garantire l'introduzione e il mantenimento di meccanismi sostenibili ed efficaci;

33. invita le istituzioni dell'UE e gli Stati membri ad agevolare il contatto diretto tra i minori e i responsabili delle decisioni e a fornire una formazione e un sostegno adeguati agli adulti che interagiscono con i minori; osserva che i vantaggi della partecipazione dei minori dovrebbero essere condivisi con la comunità più ampia al fine di generare un'accettazione diffusa della pratica; esorta le istituzioni dell'UE e gli Stati membri a prevedere spazi dedicati per i minori dove possano incontrarsi e partecipare ai processi decisionali; ricorda che tutti i processi dovrebbero essere completamente trasparenti e spiegati chiaramente a tutti i soggetti coinvolti e che i processi e gli spazi dovrebbero essere a misura di bambino e sicuri;

34. elogia le consultazioni specifiche per i minori condotte dalla Commissione e sostiene la creazione, in futuro, di una piattaforma dell'UE per la partecipazione dei minori; accoglie con favore l'inclusione dei giovani nella piattaforma digitale e nei gruppi di cittadini della conferenza sul futuro dell'Europa; esorta le istituzioni dell'UE a creare modalità per garantire in futuro un impegno simile con i bambini e i giovani su base strutturale e con adeguati meccanismi di seguito;

35. invita gli Stati membri a rispettare pienamente i diritti dei cittadini mobili dell'UE e a garantire che possano esercitare appieno il loro diritto di partecipare alle elezioni europee e locali, senza correre il rischio di essere privati dei loro diritti civili nei paesi di origine, e a tutelare il diritto di tutti i cittadini dell'UE di scegliere se votare per le elezioni europee nel loro Stato membro di origine o di accoglienza.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

26.5.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

13

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Malik Azmani, Katarina Barley, Pernando Barrena Arza, Nicolas Bay, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Damien Carême, Caterina Chinnici, Clare Daly, Marcel de Graaff, Anna Júlia Donáth, Lena Düpont, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Evin Incir, Sophia in ‘t Veld, Patryk Jaki, Marina Kaljurand, Assita Kanko, Fabienne Keller, Peter Kofod, Łukasz Kohut, Alice Kuhnke, Jeroen Lenaers, Juan Fernando López Aguilar, Lukas Mandl, Nuno Melo, Roberta Metsola, Nadine Morano, Javier Moreno Sánchez, Maite Pagazaurtundúa, Nicola Procaccini, Emil Radev, Paulo Rangel, Terry Reintke, Diana Riba i Giner, Ralf Seekatz, Michal Šimečka, Birgit Sippel, Sara Skyttedal, Martin Sonneborn, Tineke Strik, Ramona Strugariu, Annalisa Tardino, Tomas Tobé, Dragoş Tudorache, Milan Uhrík, Tom Vandendriessche, Bettina Vollath, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Jadwiga Wiśniewska, Elena Yoncheva, Javier Zarzalejos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tanja Fajon, Miguel Urbán Crespo, Hilde Vautmans, Loránt Vincze, Petar Vitanov

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

53

+

NI

Laura Ferrara, Martin Sonneborn

PPE

Magdalena Adamowicz, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Lena Düpont, Jeroen Lenaers, Lukas Mandl, Nuno Melo, Roberta Metsola, Emil Radev, Paulo Rangel, Ralf Seekatz, Sara Skyttedal, Tomas Tobé, Loránt Vincze, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Javier Zarzalejos

Renew

Malik Azmani, Anna Júlia Donáth, Sophia in ‘t Veld, Fabienne Keller, Maite Pagazaurtundúa, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans

S&D

Katarina Barley, Caterina Chinnici, Tanja Fajon, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Evin Incir, Marina Kaljurand, Łukasz Kohut, Juan Fernando López Aguilar, Javier Moreno Sánchez, Birgit Sippel, Petar Vitanov, Bettina Vollath, Elena Yoncheva

The Left

Pernando Barrena Arza, Clare Daly, Cornelia Ernst, Miguel Urbán Crespo

Verts/ALE

Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Damien Carême, Alice Kuhnke, Terry Reintke, Diana Riba i Giner, Tineke Strik

 

13

-

ECR

Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Patryk Jaki, Nicola Procaccini, Jadwiga Wiśniewska

ID

Nicolas Bay, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Marcel de Graaff, Peter Kofod, Annalisa Tardino, Tom Vandendriessche

NI

Milan Uhrík

 

2

0

ECR

Assita Kanko

PPE

Nadine Morano

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

15.6.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Gabriele Bischoff, Damian Boeselager, Geert Bourgeois, Fabio Massimo Castaldo, Włodzimierz Cimoszewicz, Gwendoline Delbos-Corfield, Pascal Durand, Daniel Freund, Charles Goerens, Esteban González Pons, Sandro Gozi, Brice Hortefeux, Laura Huhtasaari, Giuliano Pisapia, Paulo Rangel, Antonio Maria Rinaldi, Domènec Ruiz Devesa, Jacek Saryusz-Wolski, Helmut Scholz, Pedro Silva Pereira, Sven Simon, Antonio Tajani, Mihai Tudose, Guy Verhofstadt, Loránt Vincze, Rainer Wieland

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Gunnar Beck

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Anne-Sophie Pelletier

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

23

+

NI

Fabio Massimo Castaldo

PPE

Esteban González Pons, Brice Hortefeux, Paulo Rangel, Sven Simon, Antonio Tajani, Loránt Vincze, Rainer Wieland

Renew

Pascal Durand, Charles Goerens, Sandro Gozi, Guy Verhofstadt

S&D

Gabriele Bischoff, Włodzimierz Cimoszewicz, Giuliano Pisapia, Domènec Ruiz Devesa, Pedro Silva Pereira, Mihai Tudose

The Left

Anne Sophie Pelletier, Helmut Scholz

Verts/ALE

Damian Boeselager, Gwendoline Delbos Corfield, Daniel Freund

 

 

4

-

ECR

Geert Bourgeois, Jacek Saryusz Wolski

ID

Gunnar Beck, Laura Huhtasaari

 

 

1

0

ID

Antonio Maria Rinaldi

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

[1] Testi approvati, P9_TA(2020)0010.

[2] Testi approvati, P9_TA(2020)0153.

[4] Regolamento (UE) 2019/788 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, riguardante l'iniziativa dei cittadini europei. GU L 130 del 17.5.2019, pag. 55.

[5] Relazione speciale 14/2019 "Di' la tua!", Corte dei conti europea, settembre 2019.

[6] Cfr., ad esempio, Eurobarometro standard, EB93, 2020.

[7] The practice of democracy – A selection of civic engagement initiatives (La pratica della democrazia – Una selezione delle iniziative di impegno civico), studio EPRS, giugno 2020.

[8] https://homeparliaments.eu/it/

[11] Agenzia per i diritti fondamentali dell'UE, Together in the EU – Promoting the participation of migrants and their descendants (Insieme nell'UE: promuovere la partecipazione degli immigrati e dei loro discendenti), 2017.

Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2021Note legali - Informativa sulla privacy