RELAZIONE sull'elaborazione di orientamenti per l'applicazione del regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione

1.7.2021 - (2021/2071(INI))

Commissione per i bilanci
Commissione per il controllo dei bilanci
Relatori: Eider Gardiazabal Rubial, Petri Sarvamaa
(Procedura con le commissioni congiunte – articolo 58 del regolamento)
Relatore per parere (*):
Terry Reintke, commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni
(*) Commissione associata – articolo 57 del regolamento


Procedura : 2021/2071(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A9-0226/2021


PR_INI


INDICE

Pagina

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO



PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'elaborazione di orientamenti per l'applicazione del regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione

(2021/2071(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2020, relativo a un regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione[1] (di seguito il "regolamento"),

 visti gli articoli 2 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 vista la sua risoluzione del 10 giugno 2021 sulla situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea e applicazione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092 relativo al regime di condizionalità[2],

 vista la sua risoluzione del 17 dicembre 2020 sul quadro finanziario pluriennale 2021-2027, l'accordo interistituzionale, lo strumento dell'Unione europea per la ripresa e il regolamento sullo Stato di diritto[3],

 vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'applicazione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092, il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto[4],

 vista la comunicazione della Commissione del 30 settembre 2020 dal titolo "Relazione sullo Stato di diritto 2020 – La situazione dello Stato di diritto nell'Unione europea" (COM(2020)0580),

 vista la proposta motivata di decisione del Consiglio presentata dalla Commissione il 20 dicembre 2017 sulla constatazione dell'esistenza di un evidente rischio di violazione grave dello Stato di diritto da parte della Repubblica di Polonia, formulata conformemente all'articolo 7, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea (COM(2017)0835),

 visto il regolamento (UE, Euratom) 2018/1046 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 luglio 2018, che stabilisce le regole finanziarie applicabili al bilancio generale dell'Unione, che modifica i regolamenti (UE) n. 1296/2013, (UE) n. 1301/2013, (UE) n. 1303/2013, (UE) n. 1304/2013, (UE) n. 1309/2013, (UE) n. 1316/2013, (UE) n. 223/2014, (UE) n. 283/2014 e la decisione n. 541/2014/UE e abroga il regolamento (UE, Euratom) n. 966/2012[5] (il "regolamento finanziario"),

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 viste le deliberazioni congiunte della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci a norma dell'articolo 58 del regolamento,

 visto il parere della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni,

 vista la lettera della commissione per gli affari costituzionali,

 vista la relazione della commissione per i bilanci e della commissione per il controllo dei bilanci (A9-0226/2021),

A. considerando che il meccanismo di condizionalità stabilito dal regolamento faceva parte dell'accordo politico globale sul quadro finanziario pluriennale (QFP) per il periodo 2021-2027, sullo strumento per la ripresa Next Generation EU e sulla decisione sulle risorse proprie[6] e non dovrebbe essere ritardato nella sua applicazione, in particolare per quanto riguarda l'applicazione dei suddetti strumenti;

B. considerando che il volume del QFP 2021-2027 e di Next Generation EU rappresenta per l'UE, sotto il profilo storico, un bilancio senza precedenti che mira a sostenere la ripresa economica e sociale dell'UE a seguito delle conseguenze della pandemia di COVID-19 e richiede pertanto, più che mai, la tempestiva e corretta applicazione dei principi di sana gestione finanziaria, nonché la tutela degli interessi finanziari dell'UE;

C. considerando che, secondo il regolamento, il rispetto dello Stato di diritto è un presupposto essenziale per il rispetto dei principi di sana gestione finanziaria;

D. considerando che il regolamento è entrato in vigore il 1º gennaio 2021 ed è obbligatorio in tutti i suoi elementi nonché direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri a partire da tale data per tutti i pagamenti effettuati a decorrere dall'entrata in vigore del regolamento;

E. considerando che la Commissione ha deciso di rispettare le conclusioni non vincolanti del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020 e ha dichiarato che elaborerà orientamenti per l'applicazione del regolamento;

F. considerando che, nella sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'applicazione del regolamento, il Parlamento ha chiesto alla Commissione di adottare gli orientamenti entro il 1º giugno 2021 e previa consultazione del Parlamento;

G. considerando che il tema "Valori e diritti, Stato di diritto, sicurezza" sarà discusso in occasione della Conferenza sul futuro dell'Europa, in modo da consentire una riflessione approfondita sugli strumenti dell'Unione atti a monitorare, prevenire e contrastare le violazioni dei valori dell'UE, compreso lo Stato di diritto;

1. si rammarica della decisione della Commissione di elaborare orientamenti per l'applicazione del regolamento; ribadisce ancora una volta che il testo del regolamento è chiaro e non richiede alcuna interpretazione aggiuntiva ai fini dell'applicazione e che i colegislatori non hanno delegato alla Commissione alcun potere in tal senso; prende atto del progetto di testo degli orientamenti che la Commissione ha trasmesso al Parlamento e agli Stati membri;

2. sottolinea che gli orientamenti non sono giuridicamente vincolanti; esprime delusione per il fatto che la Commissione si sta discostando dalla sua prassi abituale che consiste nell'elaborare orientamenti per l'applicazione di un atto giuridico solo nei casi in cui l'effettiva attuazione dell'atto in un determinato periodo di tempo evidenzi la necessità di orientamenti; sottolinea che il processo di elaborazione di orientamenti non deve in alcun caso ritardare ulteriormente l'applicazione del regolamento;

3. ricorda che gli orientamenti non possono modificare, ampliare o restringere il testo del regolamento; sottolinea che, al fine di apportare un valore, gli orientamenti devono chiarire le modalità di applicazione pratica delle disposizioni legislative del regolamento e, pertanto, delineare tempestivamente la procedura, le definizioni e la metodologia che la Commissione intende applicare;

4. esprime profondo rammarico per il fatto che la Commissione non abbia rispettato il termine fissato dal Parlamento per adempiere ai propri obblighi a norma del regolamento entro il 1º giugno 2021, anche per quanto riguarda l'elaborazione degli orientamenti; si compiace che il 23 giugno 2021 il Presidente del Parlamento abbia invitato la Commissione a intervenire, sulla base dell'articolo 265 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), affinché adempia ai suoi obblighi e garantisca la piena e immediata applicazione del regolamento;

5. ritiene che la Commissione non abbia utilizzato in modo efficiente il tempo trascorso dall'entrata in vigore del regolamento; esorta la Commissione a evitare ulteriori ritardi nell'applicazione del regolamento e a indagare rapidamente e approfonditamente sulle potenziali violazioni dei principi dello Stato di diritto in uno Stato membro che compromettono o rischiano seriamente di compromettere in modo sufficientemente diretto la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela degli interessi finanziari dell'Unione; ribadisce che la situazione in alcuni Stati membri giustifica già un'azione immediata ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento mediante una notifica scritta a tali Stati membri e informandone il Parlamento;

6. ricorda che gli orientamenti politici della Commissione per il periodo 2019-2024 affermano che non possiamo scendere a compromessi nella difesa dei nostri valori fondamentali e che sarà garantito il ricorso all'intero pacchetto di strumenti dell'Unione a livello dell'UE; ricorda che la Commissione esercita le sue responsabilità "in piena indipendenza" e che i suoi membri "non sollecitano né accettano istruzioni da alcun governo" conformemente a quanto stabilito all'articolo 17, paragrafo 3, TUE e all'articolo 245 TFUE; ricorda, inoltre, che, conformemente all'articolo 17, paragrafo 8, TUE, la Commissione "è responsabile dinanzi al Parlamento europeo";

7. chiede che la Commissione riferisca al Parlamento periodicamente e in modo proattivo, almeno due volte l'anno, sui casi oggetto di indagine, siano essi nuovi o in corso, iniziando al più presto con i primi casi; invita la Commissione a cominciare a riferire al Parlamento sui primi casi oggetto di indagine al più tardi entro ottobre 2021;

8. si impegna a controllare da vicino l'attuazione del regolamento ogniqualvolta sorgano preoccupazioni relative a potenziali violazioni dei principi dello Stato di diritto negli Stati membri, rientranti nel suo ambito di applicazione; si adopera per organizzare sessioni periodiche di controllo dell'attuazione del regolamento in seno alle commissioni competenti, sotto la guida dei relatori; invita la Commissione a rispondere tempestivamente al controllo delle commissioni competenti fornendo informazioni esaustive;

Violazioni dei principi dello Stato di diritto

9. evidenzia che il regolamento si applica sia alle singole violazioni dei principi dello Stato di diritto sia alle violazioni "sistemiche" diffuse o dovute a pratiche od omissioni ricorrenti da parte delle autorità pubbliche oppure a misure generali adottate da tali autorità;

10. invita la Commissione a chiarire negli orientamenti che le violazioni dello Stato di diritto in uno Stato membro dovute a decisioni o eventi verificatisi prima del 1º gennaio 2021 rientrano ancora nell'ambito di applicazione del regolamento fintanto che i loro effetti sono in corso;

11. richiama in particolare l'attenzione sull'elenco delle pratiche od omissioni indicative di violazioni dei principi dello Stato di diritto di cui all'articolo 3 del regolamento; sollecita la Commissione a indagare sui potenziali casi di violazioni, negli Stati membri, figuranti in detto elenco, sottolineando nel contempo che possono risultare pertinenti anche altre pratiche od omissioni da parte delle autorità pubbliche; osserva che la relazione 2020 della Commissione sullo Stato di diritto contiene già indicazioni di violazioni in diversi Stati membri, che possono essere pertinenti per l'attivazione del regolamento;

12. sottolinea che i tipi di condotta delle entità degli Stati membri pertinenti ai fini dell'applicazione del regime di condizionalità di cui all'articolo 4 del regolamento non escludono la potenziale pertinenza di altre situazioni o condotte di autorità rilevanti per la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o per la tutela dei suoi interessi finanziari;

13. sottolinea l'importanza della cooperazione tra le istituzioni dell'UE, gli Stati membri, l'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e la Procura europea (EPPO); ricorda che una cooperazione inefficace o intempestiva con l'EPPO e l'OLAF può giustificare un'azione nel quadro del regolamento; sottolinea che, nel caso dell'EPPO, una cooperazione efficace e tempestiva comporta non solo l'obbligo per le autorità nazionali di assistere e sostenere attivamente le indagini e le azioni penali dell'EPPO, ma anche l'obbligo per il governo nazionale di garantire che i suoi procuratori europei e delegati siano nominati in modo tempestivo e imparziale; è altresì del parere che la sistematica mancanza di seguito dato alle raccomandazioni dell'OLAF possa costituire un'omissione ai sensi del regolamento;

14. ricorda che l'individuazione di violazioni dei principi dello Stato di diritto richiede una valutazione qualitativa obiettiva, imparziale, equa e approfondita da parte della Commissione, che dovrebbe tenere conto delle pertinenti informazioni provenienti da fonti disponibili e da istituzioni riconosciute, comprese le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea e di tribunali nazionali e internazionali competenti come la Corte europea dei diritti dell'uomo, le relazioni della Corte dei conti, la relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto e il quadro di valutazione della giustizia dell'UE, le relazioni dell'OLAF e dell'EPPO, se del caso, nonché delle conclusioni e raccomandazioni delle organizzazioni e reti internazionali pertinenti, compresi organi del Consiglio d'Europa come il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia, in particolare il suo elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto, e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia; invita la Commissione a fornire informazioni sul modo in cui intende raccogliere, analizzare e valutare tali informazioni al momento della costituzione dei fascicoli;

15. ritiene, in particolare, che la relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto, in quanto valutazione qualitativa obiettiva, imparziale ed equa delle violazioni dei principi dello Stato di diritto, costituisca una fonte essenziale di informazioni per la valutazione della Commissione nel quadro del regolamento; invita la Commissione a includere nella sua relazione annuale sullo Stato di diritto una sezione dedicata ai casi in cui le violazioni dello Stato di diritto in uno Stato membro potrebbero compromettere o rischiare seriamente di compromettere in modo sufficientemente diretto la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela dei suoi interessi finanziari, e a chiarire negli orientamenti in che modo la relazione annuale sarà utilizzata sistematicamente per la valutazione della Commissione nel quadro del regolamento;

16. invita la Commissione a definire un sistema chiaro, preciso e di facile utilizzo per la presentazione delle denunce e a fissare i termini per le risposte della Commissione alle stesse; sottolinea che la società civile, comprese le ONG indipendenti e i cittadini, nonché il giornalismo e i media d'inchiesta che si basano sui fatti, sono in prima linea nell'individuare potenziali violazioni dello Stato di diritto a livello locale e nazionale, e dovrebbero pertanto essere coinvolti nella relativa segnalazione; ricorda la necessità di applicare il regolamento in modo tale da garantire la protezione delle persone che segnalano le violazioni del diritto dell'Unione, in linea con i principi stabiliti dalla direttiva (UE) 2019/1937[7];

17. ricorda che sono adottate misure nel quadro del regolamento qualora le violazioni dei principi dello Stato di diritto in uno Stato membro compromettano o rischino seriamente di compromettere in modo sufficientemente diretto la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela dei suoi interessi finanziari; sottolinea che ciò implica un approccio globale, proattivo e basato sul rischio da parte della Commissione, per salvaguardare la spesa dell'Unione anche prima che vengano eseguiti i pagamenti effettivi;

18. ricorda che l'ambito di applicazione del regolamento copre le attività di tutte le entità governative, comprese le organizzazioni degli Stati membri costituite come organismo di diritto pubblico o come organismo di diritto privato cui è stata affidata una missione di servizio pubblico, come stabilito nel regolamento finanziario; sottolinea che qualsiasi modifica del tipo di governance di un'entità cui è affidata una missione di servizio pubblico in uno Stato membro non può esonerare tale entità dall'obbligo di rispettare il regolamento;

Protezione del bilancio dell'Unione

19. mette in evidenza la chiara correlazione tra rispetto dello Stato di diritto ed esecuzione efficiente del bilancio dell'Unione in conformità dei principi di sana gestione finanziaria: economia, efficienza ed efficacia, come stabilito nel regolamento finanziario; ricorda che, conformemente all'articolo 5 del regolamento, "[l]a Commissione verifica se è stato rispettato il diritto applicabile e, se necessario, adotta tutte le opportune misure per proteggere il bilancio dell'Unione, in conformità della normativa settoriale e finanziaria";

20. ricorda che il regolamento fornisce una definizione chiara di Stato di diritto, il quale va inteso tenendo conto di altri valori e principi dell'Unione, tra cui i diritti fondamentali e la non discriminazione; è del parere che le persistenti violazioni della democrazia e dei diritti fondamentali, compresa la discriminazione di Stato nei confronti delle minoranze e gli attacchi alla libertà dei media e alla libertà di associazione e di riunione, abbiano un impatto sui progetti che gli Stati membri decidono di finanziare con fondi dell'Unione e possano quindi avere un effetto sufficientemente diretto sulla protezione degli interessi finanziari dell'Unione; invita la Commissione a tenere conto di ciò nei suoi orientamenti;

21. ricorda che le misure previste dal regolamento sono necessarie in particolare, ma non solo, nei casi in cui altre procedure stabilite nel regolamento finanziario, nel regolamento recante disposizioni comuni e nell'altra legislazione settoriale non consentirebbero una protezione più efficace del bilancio dell'Unione; sottolinea che ciò non significa che il regolamento debba essere considerato una "extrema ratio", quanto piuttosto che, per tutelare gli interessi finanziari dell'Unione, la Commissione può utilizzare un'ampia gamma di procedure, incluso il regolamento, da scegliere caso per caso e da utilizzare se necessario in parallelo, in funzione della loro efficienza ed efficacia; invita la Commissione a stabilire il modus operandi e le norme tecniche e procedurali che utilizzerà per scegliere gli strumenti da applicare;

22. evidenzia che il regolamento copre tutti i fondi dell'Unione e si applica alle violazioni "sistemiche" nonché ai casi di grave rischio per la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela degli interessi finanziari dell'Unione, che possono essere difficili da affrontare mediante altre procedure dell'Unione che si applicano solo a specifici programmi di spesa e riguardano effetti sul bilancio già verificatisi; sottolinea che il regolamento è l'unico testo legislativo dell'Unione europea che istituisce un collegamento tra il rispetto dello Stato di diritto e il bilancio dell'Unione; ritiene pertanto che le sue disposizioni, uniche nel loro genere, debbano essere pienamente applicate per garantire la protezione complementare dello Stato di diritto, oltre che delle finanze dell'Unione europea;

23. sottolinea che le violazioni "sistemiche" ad esempio quelle che incidono sul funzionamento del sistema giudiziario, sull'indipendenza dei giudici e della magistratura o sulla neutralità delle autorità pubbliche, sul corretto funzionamento delle entità incaricate della prevenzione e della lotta contro la corruzione, la frode, l'evasione fiscale e i conflitto di interessi, o che violano il principio di non regressione[8], hanno in generale un impatto sufficientemente diretto sulla correttezza della gestione, della spesa e del controllo dei fondi dell'Unione; invita la Commissione a chiarire i criteri per determinare le misure in caso di violazioni sistemiche;

Adozione delle misure

24. ricorda che gli articoli 6 e 7 del regolamento stabiliscono tutte le fasi e fissano un calendario preciso per l'adozione e la revoca delle misure previste dal regolamento; sottolinea che la procedura di adozione e revoca delle misure rispetta i principi di obiettività, non discriminazione e parità di trattamento degli Stati membri e deve essere condotta secondo un approccio imparziale e basato su elementi di prova;

25. osserva che l'articolo 6, paragrafo 4, del regolamento prevede la possibilità che la Commissione richieda informazioni supplementari per effettuare la propria valutazione, sia prima sia dopo aver trasmesso la notifica scritta; sottolinea che le richieste prima della trasmissione della notifica scritta dovrebbero essere eccezionali e puntuali, in modo da non pregiudicare il preciso calendario previsto dal regolamento per l'adozione delle misure;

26. rammenta che il Consiglio è tenuto a deliberare su qualsiasi proposta della Commissione di adottare misure appropriate a norma del regolamento entro un termine di un mese, prorogabile al massimo di altri due mesi in circostanze eccezionali; ritiene che la Commissione dovrebbe garantire che tali scadenze siano pienamente rispettate ai fini della tempestiva adozione delle decisioni; invita la Commissione a indicare come garantirà un approccio armonizzato e l'applicazione coerente della condizionalità di bilancio in tutte le sue direzioni generali;

27. ritiene che la trasparenza sia essenziale per promuovere la fiducia degli Stati membri e dei cittadini nel meccanismo di condizionalità; sottolinea che la valutazione delle violazioni isolate o sistemiche dei principi dello Stato di diritto richiede un trattamento imparziale, equo e obiettivo degli Stati membri, che preveda indagini imparziali e basate su elementi concreti; segnala che ogni fase della procedura del regolamento dovrebbe pertanto essere affrontata in modo del tutto trasparente; invita la Commissione a definire le norme e i principi di trasparenza che applicherà al momento di attivare il meccanismo di condizionalità;

28. ricorda che le misure adottate a norma del regolamento dovrebbero essere proporzionate, alla luce dell'impatto effettivo o potenziale sulla sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o sugli interessi finanziari dell'Unione, tenendo conto della natura, della durata, della gravità e della portata delle violazioni dei principi dello Stato di diritto; ritiene che, in generale, la gravità di tale impatto rispecchierà la gravità delle violazioni;

Protezione dei destinatari finali e dei beneficiari

29. ricorda che, ai sensi del regolamento, è essenziale tutelare adeguatamente i legittimi interessi dei destinatari finali e dei beneficiari;

30. rammenta che, a meno che la decisione che adotta le misure non disponga diversamente, l'imposizione di misure appropriate a norma del regolamento non pregiudica gli obblighi degli Stati membri nei confronti dei legittimi destinatari finali o beneficiari, compreso l'obbligo di effettuare pagamenti;

31. sottolinea che in casi quali corruzione grave, nepotismo, frode sistemica, legami illegittimi con partiti politici e conflitti di interessi, e in particolare nei casi individuati dal sistema di individuazione precoce e di esclusione (EDES) stabilito nel regolamento finanziario o oggetto di indagine da parte dell'OLAF o dell'EPPO, la Commissione dovrebbe valutare attentamente, caso per caso, se i pagamenti ai destinatari e beneficiari debbano continuare o meno;

32. invita la Commissione ad attuare l'articolo 5, paragrafo 4, del regolamento e a istituire rapidamente un sito web o un portale Internet con informazioni e orientamenti per i destinatari finali o i beneficiari corredato di strumenti adeguati, come ad esempio un modulo di denuncia semplice, di facile uso e strutturato, per consentire loro di informare la Commissione in merito a qualsiasi violazione dell'obbligo giuridico di continuare a effettuare pagamenti dopo l'adozione di misure a norma del regolamento; invita la Commissione a illustrare in che modo attuerà un meccanismo di denuncia efficiente ed efficace per i richiedenti, i destinatari e i beneficiari;

33. sottolinea che, nell'ambito della gestione concorrente, non si può ritenere che le misure previste dal regolamento incidano sulla disponibilità di finanziamenti per i pagamenti dei crediti legittimi dei beneficiari; ricorda altresì che gli Stati membri interessati dalle misure devono riferire periodicamente alla Commissione in merito al rispetto dei loro obblighi nei confronti dei destinatari finali o dei beneficiari;

34. invita la Commissione ad analizzare tutte le informazioni a sua disposizione, anche utilizzando strumenti di tracciatura digitale, e a fare tutto il possibile per garantire che qualsiasi importo legittimamente dovuto da enti governativi o Stati membri sia effettivamente versato ai destinatari finali o ai beneficiari, il che può comportare rettifiche finanziarie attraverso la riduzione del sostegno dell'Unione ai programmi in linea con le norme settoriali e finanziarie applicabili;

35. chiede che la Commissione includa i suggerimenti del Parlamento nella versione definitiva degli orientamenti.

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36. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LE LIBERTÀ CIVILI, LA GIUSTIZIA E GLI AFFARI INTERNI (29.6.2021)

destinato alla commissione per i bilanci e alla commissione per il controllo dei bilanci

sull'elaborazione di orientamenti per l'applicazione del regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione

(2021/2071(INI))

Relatrice per parere (*) : Terry Reintke

(*) Commissione associata – articolo 57 del regolamento

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni invita la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

1. si rammarica delle conclusioni del Consiglio europeo del 10 e 11 dicembre 2020 sul regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto e ritiene che esse siano in contrasto con gli articoli 15 e 17 TUE e con l'articolo 288 TFUE in quanto introducono un'inutile incertezza giuridica; si rammarica che la Commissione abbia deciso di non proporre misure a norma del regolamento fino a quando avrà messo a punto orientamenti, la cui finalizzazione è soggetta alla pronuncia della sentenza della Corte di giustizia in merito al ricorso di annullamento introdotto da Ungheria e Polonia; ricorda che i ricorsi proposti alla Corte di giustizia non hanno effetto sospensivo conformemente ai trattati;

2. sottolinea che le misure a norma del regolamento sono necessarie in particolare nei casi in cui le altre procedure previste dalla legislazione dell'Unione non consentano una protezione più efficiente del bilancio dell'Unione; ricorda che in alcuni Stati membri si stanno verificando violazioni gravi, permanenti e sistematiche dei valori elencati all'articolo 2 TUE, alle quali non viene data una risposta adeguata e che pregiudicano gli interessi finanziari dell'UE; ricorda che la Commissione dovrebbe altresì avvalersi pienamente di tutto il pacchetto di strumenti in materia di Stato di diritto, comprese le procedure di infrazione di cui all'articolo 258 TFUE e le procedure di cui all'articolo 7 TUE;

3. ribadisce che il regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, quale adottato dai colegislatori, non prevede la messa a punto di orientamenti e che pertanto la sua efficacia giuridica, a decorrere dal 1° gennaio 2021, non può essere subordinata all'adozione di tali orientamenti; si rammarica del ritardo nell'applicazione del regolamento dovuto all'elaborazione degli orientamenti da parte della Commissione;

4. osserva che, dopo che la Commissione ha deciso di elaborare orientamenti, il Parlamento, nella sua risoluzione del 25 marzo 2021 sull'applicazione del regolamento (UE, Euratom) 2020/2092, il meccanismo di condizionalità dello Stato di diritto, ha chiesto alla Commissione di presentare tali orientamenti al più tardi entro il 1° giugno 2021; si rammarica che la Commissione abbia presentato il progetto di orientamenti sull'applicazione del regolamento con due settimane di ritardo; è del parere che il progetto di orientamenti, nella sua versione attuale, si limiti a riprendere le disposizioni del regolamento, apporti un valore aggiunto scarso o nullo e non contenga informazioni supplementari che possano contribuire a una corretta applicazione del regolamento; conclude pertanto che gli orientamenti della Commissione fanno parte della sua tattica dilatoria per quanto riguarda l'applicazione del regolamento; ritiene che, con il pretesto di evitare un potenziale annullamento delle misure adottate a norma del regolamento da parte della Corte di giustizia, la Commissione non stia affrontando la regressione e le violazioni della democrazia, dei diritti fondamentali e dello Stato di diritto negli Stati membri e non stia rispondendo alle aspettative per quanto riguarda l'attivazione di tale strumento; ritiene che la Commissione dovrebbe informare tutte le commissioni parlamentari competenti che operano nel settore dello Stato di diritto, con cadenza trimestrale, sui nuovi casi e sui casi già oggetto di indagini;

5. deplora il tempo perso dalla Commissione dopo l'entrata in vigore del regolamento; esorta la Commissione a procedere tempestivamente senza ulteriori ritardi all'applicazione del regolamento e a indagare rapidamente e approfonditamente sulle potenziali violazioni isolate o sistemiche dei principi dello Stato di diritto in uno Stato membro che compromettono o rischiano seriamente di compromettere in modo sufficientemente diretto la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela degli interessi finanziari dell'Unione; ribadisce che la situazione in alcuni Stati membri giustifica già un'indagine immediata a norma del regolamento e l'avvio della procedura a norma dell'articolo 6, paragrafo 1, del regolamento;

6. accoglie con favore l'invito ad agire rivolto alla Commissione dal suo Presidente il 23 giugno 2021; è fermamente convinto che il Parlamento debba proseguire con i necessari preparativi a norma dell'articolo 265 TFUE nei confronti della Commissione; è dal parere che l'inazione o la lentezza dell'azione da parte della Commissione sia un segnale politico forte non solo nei confronti delle istituzioni europee e degli Stati membri ma anche dei cittadini europei;

7. ricorda che gli orientamenti non devono modificare, ampliare o restringere un regolamento e che essi devono rispettare le intenzioni dei colegislatori; sottolinea che i legislatori non hanno previsto che la Commissione adottasse orientamenti, atti di esecuzione o esecutivi per chiarire le condizioni di applicazione del regolamento; sottolinea che lo scopo degli orientamenti consiste nel delineare la procedura, le definizioni e la metodologia dell'applicazione concreta da parte della Commissione; chiede alla Commissione di evitare definizioni rigorose o esaustive dei concetti, in quanto ciò sarebbe in contraddizione con il regolamento; ritiene che l'interpretazione di concetti astratti sia un processo dinamico che non può essere predefinito in un unico documento; ritiene che gli orientamenti dovrebbero rispettare pienamente l'interpretazione dei concetti pertinenti da parte della Corte di giustizia dell'Unione europea e della Commissione di Venezia; sottolinea l'obbligo di garantire la disponibilità dei finanziamenti dell'UE per i destinatari finali, in linea con il regolamento; invita la Commissione a confermare che le violazioni dello Stato di diritto in uno Stato membro derivanti da decisioni o eventi verificatisi prima del 1º gennaio 2021 rientrano nel campo di applicazione del regolamento fintanto che i loro effetti sono ancora in corso;

8. ricorda che, in conformità del regolamento, in sede di valutazione di eventuali violazioni dello Stato di diritto da parte di uno Stato membro, la Commissione tiene conto delle pertinenti informazioni provenienti dalle fonti disponibili e da enti riconosciuti, comprese le sentenze della Corte di giustizia dell'Unione europea, le relazioni della Corte dei conti, la relazione sullo Stato di diritto e il quadro di valutazione UE della giustizia elaborati annualmente dalla Commissione, le relazioni dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) e della Procura europea (EPPO), se del caso, nonché delle conclusioni e raccomandazioni delle organizzazioni e reti internazionali pertinenti, compresi gli organi del Consiglio d'Europa come il Gruppo di Stati contro la corruzione (GRECO) del Consiglio d'Europa e la Commissione di Venezia, in particolare il suo elenco di criteri per la valutazione dello Stato di diritto, e le reti europee delle Corti supreme e dei Consigli di giustizia;

9. ritiene che la relazione annuale della Commissione sullo Stato di diritto sia intesa a garantire una valutazione qualitativa obiettiva, imparziale ed equa delle violazioni dei principi dello Stato di diritto e costituisca un'importante fonte complementare ai fini del regolamento; è convinto che le conclusioni delle relazioni annuali, laddove evidenzino violazioni isolate o sistemiche dello Stato di diritto che compromettono o rischiano seriamente di compromettere la sana gestione finanziaria del bilancio dell'Unione o la tutela degli interessi finanziari dell'Unione in modo sufficientemente diretto, dovrebbero essere direttamente collegate all'attivazione del meccanismo di condizionalità; chiede alla Commissione di includere nella sua relazione annuale sullo Stato di diritto una sezione specifica recante un'analisi di tali casi; invita la Commissione a definire chiaramente una metodologia per creare un legame chiaro e diretto, ove opportuno, tra le relazioni annuali e il meccanismo di condizionalità;

10. sottolinea che la società civile indipendente, comprese le ONG, e i cittadini sono in prima linea nell'individuare potenziali violazioni dello Stato di diritto a livello locale e nazionale e dovrebbero pertanto essere coinvolti nella loro segnalazione; invita la Commissione a istituire, mediante gli orientamenti, uno sportello unico online efficiente, di facile utilizzo e facilmente accessibile dove i cittadini e la società civile possono segnalare sia i casi di frode e corruzione relativi ai fondi dell'UE sia le violazioni isolate o sistemiche nel loro Stato membro, garantendo la confidenzialità e conducendo, ove ritenuto pertinente dai suoi servizi, a ulteriori indagini da parte dell'OLAF, dell'EPPO o della Commissione, in linea con la direttiva sulla protezione degli informatori;

11. ricorda che il regolamento fornisce una definizione dello Stato di diritto, che stabilisce chiaramente che essa deve essere intesa in relazione agli altri valori e principi sanciti dall'articolo 2 TUE, compresi i diritti fondamentali quali la non discriminazione; è del parere che la discriminazione sostenuta dallo Stato nei confronti delle minoranze abbia un impatto diretto sui progetti per i quali gli Stati membri decidono o meno di spendere i fondi dell'UE e incida pertanto direttamente sugli interessi finanziari dell'Unione;

12. ritiene che la trasparenza sia essenziale per promuovere la fiducia degli Stati membri e dei cittadini nel meccanismo di condizionalità; sottolinea che la valutazione delle violazioni isolate o sistemiche dello Stato di diritto richiede un trattamento imparziale, equo e obiettivo degli Stati membri, che preveda indagini imparziali e basate su elementi concreti; sottolinea che ogni fase della procedura del regolamento dovrebbe pertanto essere adottata in modo pienamente trasparente; invita quindi la Commissione a definire le norme e i principi di trasparenza che applicherà al momento di attivare il meccanismo di condizionalità;

13. chiede alla Commissione di includere i suggerimenti del Parlamento nella versione definitiva degli orientamenti.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

29.6.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

52

12

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Konstantinos Arvanitis, Malik Azmani, Katarina Barley, Pernando Barrena Arza, Pietro Bartolo, Nicolas Bay, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Damien Carême, Caterina Chinnici, Marcel de Graaff, Anna Júlia Donáth, Lena Düpont, Cornelia Ernst, Laura Ferrara, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Andrzej Halicki, Evin Incir, Sophia in ‘t Veld, Patryk Jaki, Marina Kaljurand, Fabienne Keller, Peter Kofod, Łukasz Kohut, Moritz Körner, Alice Kuhnke, Jeroen Lenaers, Juan Fernando López Aguilar, Lukas Mandl, Roberta Metsola, Nadine Morano, Maite Pagazaurtundúa, Nicola Procaccini, Emil Radev, Terry Reintke, Diana Riba i Giner, Ralf Seekatz, Michal Šimečka, Birgit Sippel, Sara Skyttedal, Martin Sonneborn, Tineke Strik, Ramona Strugariu, Annalisa Tardino, Tomas Tobé, Dragoş Tudorache, Milan Uhrík, Tom Vandendriessche, Bettina Vollath, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Jadwiga Wiśniewska, Elena Yoncheva, Javier Zarzalejos

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Tanja Fajon, Miguel Urbán Crespo

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

52

+

NI

Laura Ferrara, Martin Sonneborn

PPE

Magdalena Adamowicz, Vladimír Bilčík, Vasile Blaga, Ioan-Rareş Bogdan, Lena Düpont, Andrzej Halicki, Jeroen Lenaers, Lukas Mandl, Roberta Metsola, Emil Radev, Paulo Rangel, Ralf Seekatz, Sara Skyttedal, Tomas Tobé, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Javier Zarzalejos

Renew

Malik Azmani, Anna Júlia Donáth, Sophia in ‘t Veld, Fabienne Keller, Moritz Körner, Maite Pagazaurtundúa, Michal Šimečka, Ramona Strugariu, Dragoş Tudorache

S&D

Katarina Barley, Pietro Bartolo, Caterina Chinnici, Tanja Fajon, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Evin Incir, Marina Kaljurand, Łukasz Kohut, Juan Fernando López Aguilar, Javier Moreno Sánchez, Birgit Sippel, Bettina Vollath, Elena Yoncheva

The Left

Konstantinos Arvanitis, Pernando Barrena Arza, Cornelia Ernst, Miguel Urbán Crespo

Verts/ALE

Patrick Breyer, Saskia Bricmont, Damien Carême, Alice Kuhnke, Terry Reintke, Diana Riba i Giner, Tineke Strik

 

12

-

ECR

Joachim Stanisław Brudziński, Jorge Buxadé Villalba, Patryk Jaki, Nicola Procaccini, Jadwiga Wiśniewska

ID

Nicolas Bay, Nicolaus Fest, Jean-Paul Garraud, Marcel de Graaff, Annalisa Tardino, Tom Vandendriessche

NI

Milan Uhrík

 

2

0

ID

Peter Kofod

PPE

Nadine Morano

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 


 

 

LETTERA DELLA COMMISSIONE PER GLI AFFARI COSTITUZIONALI

 

On. Johan Van Overtveldt

Presidente

Commissione per i bilanci

BRUXELLES

On. Monika Hohlmeier

Presidente

Commissione per il controllo dei bilanci

BRUXELLES

Oggetto: Parere sull'elaborazione di orientamenti per l'applicazione del regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione (2021/2071(INI))

Signori Presidenti,

nel quadro della procedura in oggetto la commissione per gli affari costituzionali è stata incaricata di sottoporre un parere alle Vostre commissioni. Nella riunione del 15 giugno 2021, ha deciso di esprimere tale parere sotto forma di lettera.

La commissione per gli affari costituzionali ha esaminato la questione nella riunione del 22 giugno 2021. In quest'ultima riunione[9] ha deciso di invitare la commissione per i bilanci e la commissione per il controllo dei bilanci (CJ13), competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i suggerimenti in appresso.

Vogliate gradire, signori Presidenti, i sensi della mia più profonda stima.

Antonio Tajani


SUGGERIMENTI

1. si compiace dell'entrata in vigore, dal 1° gennaio 2021, del regolamento sulla tutela del bilancio dell'Unione in caso di carenze generalizzate riguardanti lo Stato di diritto negli Stati membri (il "regolamento") e ribadisce che esso è vincolante, nella sua interezza, per tutti gli stanziamenti d'impegno e di pagamento in tutti gli Stati membri e per le istituzioni dell'UE, ivi compreso Next Generation EU; ritiene pertanto che gli orientamenti per l'applicazione del regime generale di condizionalità per la protezione del bilancio dell'Unione siano superflui e rischino altresì di restringere l'ambito di applicazione del regolamento;

 

2. si rammarica del fatto che la Commissione non si sia ancora avvalsa di questo strumento, nonostante le numerose violazioni dello Stato di diritto accertate nella prima relazione sullo Stato di diritto 2020 della Commissione, violazioni che si ripercuotono sulla sana gestione finanziaria del bilancio; rammenta che la Commissione è vincolata dai trattati a garantire la corretta applicazione del diritto dell'UE; chiede pertanto alla Commissione di applicare il regolamento pienamente e proattivamente senza indugio in relazione a tutti i fondi e i programmi dell'UE;

 

3. ricorda che, conformemente all'articolo 15, paragrafo 1, TUE, il Consiglio europeo non esercita funzioni legislative; ritiene pertanto che qualsiasi dichiarazione politica del Consiglio europeo non possa essere considerata un'interpretazione della legislazione in quanto l'interpretazione è di competenza della Corte di giustizia dell'Unione europea;

 

4. invita la Commissione, pur ricordando che la relazione annuale sullo Stato di diritto è uno strumento separato e complementare al regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto, a utilizzare i risultati della relazione annuale nella sua valutazione ai fini del regolamento;

 

5. si compiace del fatto che "i diritti e i valori europei, tra cui lo Stato di diritto" costituiscano uno dei temi di discussione della Conferenza sul futuro dell'Europa; invita la Conferenza ad avviare una discussione e una riflessione approfondite sull'efficacia degli strumenti esistenti dell'UE per monitorare, prevenire e affrontare le violazioni dei valori dell'Unione e a presentare proposte concrete per rafforzare tali strumenti dell'UE.


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 

53

+

NI

Sabrina Pignedoli

PPE

Lefteris Christoforou, Herbert Dorfmann, José Manuel Fernandes, Niclas Herbst, Monika Hohlmeier, Adam Jarubas, Georgios Kyrtsos, Janusz Lewandowski, Marian-Jean Marinescu, Siegfried Mureşan, Andrey Novakov, Karlo Ressler, Petri Sarvamaa, Rainer Wieland, Michal Wiezik, Angelika Winzig, Tomáš Zdechovský

Renew

Olivier Chastel, Katalin Cseh, Pascal Durand, Vlad Gheorghe, Valérie Hayer, Pierre Karleskind, Moritz Körner, Alin Mituța, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds

S&D

Caterina Chinnici, Corina Crețu, Paolo De Castro, Isabel García Muñoz, Eider Gardiazabal Rubial, Elisabetta Gualmini, Eero Heinäluoma, Pierre Larrouturou, Claudiu Manda, Margarida Marques, Victor Negrescu, Tsvetelina Penkova, Nils Ušakovs, Lara Wolters

The Left

Luke Ming Flanagan, Silvia Modig, Younous Omarjee, Dimitrios Papadimoulis

Verts/ALE

Rasmus Andresen, David Cormand, Daniel Freund, Alexandra Geese, Francisco Guerreiro, Mikuláš Peksa, Viola Von Cramon-Taubadel

 

11

-

ECR

Ryszard Czarnecki, Zbigniew Kuźmiuk, Elżbieta Rafalska, Bogdan Rzońca, Vincenzo Sofo

ID

Matteo Adinolfi, Valentino Grant, Jean-François Jalkh, Joachim Kuhs, Hélène Laporte, Jörg Meuthen

 

2

0

ID

Anna Bonfrisco

NI

Mislav Kolakušić

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

1.7.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

53

11

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Matteo Adinolfi, Rasmus Andresen, Anna Bonfrisco, Olivier Chastel, Caterina Chinnici, Lefteris Christoforou, David Cormand, Corina Crețu, Ryszard Czarnecki, Paolo De Castro, José Manuel Fernandes, Luke Ming Flanagan, Daniel Freund, Isabel García Muñoz, Eider Gardiazabal Rubial, Alexandra Geese, Vlad Gheorghe, Valentino Grant, Elisabetta Gualmini, Francisco Guerreiro, Valérie Hayer, Eero Heinäluoma, Niclas Herbst, Monika Hohlmeier, Jean-François Jalkh, Pierre Karleskind, Mislav Kolakušić, Moritz Körner, Joachim Kuhs, Zbigniew Kuźmiuk, Hélène Laporte, Pierre Larrouturou, Janusz Lewandowski, Claudiu Manda, Margarida Marques, Alin Mituța, Silvia Modig, Siegfried Mureşan, Victor Negrescu, Andrey Novakov, Younous Omarjee, Dimitrios Papadimoulis, Tsvetelina Penkova, Sabrina Pignedoli, Karlo Ressler, Bogdan Rzońca, Petri Sarvamaa, Vincenzo Sofo, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Nils Ušakovs, Rainer Wieland, Michal Wiezik, Angelika Winzig, Lara Wolters, Tomáš Zdechovský

Supplenti titolari presenti al momento della votazione finale

Katalin Cseh, Herbert Dorfmann, Pascal Durand, Adam Jarubas, Georgios Kyrtsos, Marian-Jean Marinescu, Jörg Meuthen, Mikuláš Peksa, Elżbieta Rafalska, Viola Von Cramon-Taubadel

 

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 5 luglio 2021
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