Procedura : 2020/2260(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : A9-0271/2021

Testi presentati :

A9-0271/2021

Discussioni :

PV 18/10/2021 - 14
CRE 18/10/2021 - 14

Votazioni :

PV 19/10/2021 - 11
PV 20/10/2021 - 2

Testi approvati :

P9_TA(2021)0425

<Date>{30/09/2021}30.9.2021</Date>
<NoDocSe>A9-0271/2021</NoDocSe>
PDF 468kWORD 201k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente </Titre>

<DocRef>(2020/2260(INI))</DocRef>


<Commission>{CJ14}Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</Commission>

Relatori: <Depute>Anja Hazekamp, Herbert Dorfmann</Depute>

(Riunioni congiunte delle commissioni – articolo 58 del regolamento)

Relatore per parere (*):
Paolo De Castro, commissione per il commercio internazionale

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

EMENDAMENTI
PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 MOTIVAZIONE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA
 INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente

(2020/2260(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), e in particolare gli articoli 11, 13, 39, l'articolo 168, paragrafo 1, l'articolo 169, paragrafo 1, l'articolo 191, l'articolo 192, paragrafo 1 e l'articolo 349,

 visto il trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura del 2004,

 visto il regolamento (UE) 2019/1381 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 giugno 2019, relativo alla trasparenza e alla sostenibilità dell'analisi del rischio dell'Unione nella filiera alimentare[1],

 visto il regolamento (CE) n. 2019/6 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo ai medicinali veterinari[2],

 visti il regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativo all'immissione sul mercato dei prodotti fitosanitari[3], la direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria ai fini dell'utilizzo sostenibile dei pesticidi[4] e il regolamento (UE) n. 1185/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, relativo alle statistiche sui pesticidi[5],

 vista la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 marzo 2001, sull'emissione deliberata nell'ambiente di organismi geneticamente modificati[6],

 viste la direttiva 2000/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria in materia di acque[7]; la direttiva 2006/118/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006, sulla protezione delle acque sotterranee dall'inquinamento e dal deterioramento[8] e la direttiva del Consiglio 91/676/CEE, del 12 dicembre 1991, relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole[9],

 visti la direttiva del Consiglio 98/58/CE, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti[10], la direttiva 1999/74/CE del Consiglio, del 19 luglio 1999, che stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole[11], la direttiva 2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007, che stabilisce norme minime per la protezione dei polli allevati per la produzione di carne[12], la direttiva 2008/120/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei suini[13], la direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce le norme minime per la protezione dei vitelli[14], il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate[15], il regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento[16], il regolamento (UE) 2016/429 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, relativo alle malattie animali trasmissibili e che modifica e abroga taluni atti in materia di sanità animale ("normativa in materia di sanità animale")[17] e la direttiva 2010/63/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2010, sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici[18],

 vista la sua risoluzione del 19 giugno 2020 sulla tutela dei lavoratori frontalieri e stagionali nel contesto della crisi della COVID-19[19],

 viste la sua risoluzione del 18 dicembre 2019 sull'iniziativa dell'UE a favore degli impollinatori[20] e la sua risoluzione del 23 ottobre 2019 alla proposta di regolamento della Commissione che modifica il regolamento (UE) n. 546/2011 per quanto riguarda la valutazione dell'impatto dei prodotti fitosanitari sulle api da miele[21],

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[22],

 vista la sua risoluzione del 13 marzo 2019 su un'Europa che protegge: aria pulita per tutti[23],

 vista la risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2018 su un piano d'azione europeo "One Health" contro la resistenza antimicrobica[24],

 vista la sua risoluzione del 17 aprile 2018 sull'attuazione del 7° programma d'azione per l'ambiente[25],

 vista la sua risoluzione del 16 maggio 2017 sull'iniziativa sull'efficienza sotto il profilo delle risorse: ridurre lo spreco alimentare, migliorare la sicurezza alimentare[26],

 vista la sua risoluzione del 4 aprile 2017 sulle donne e il loro ruolo nelle zone rurali[27] e la sua risoluzione del 16 gennaio 2018 sulle donne, le pari opportunità e la giustizia climatica[28],

 vista la sua risoluzione del 7 giugno 2016 su soluzioni tecnologiche per un'agricoltura sostenibile nell'UE[29],

 vista la sua risoluzione legislativa dell'8 settembre 2015 sulla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio sulla clonazione di animali delle specie bovina, suina, ovina, caprina ed equina allevati e fatti riprodurre a fini agricoli[30],

 vista la sua risoluzione dell'11 febbraio 2015 sull'indicazione del paese di origine delle carni sull'etichetta dei prodotti alimentari trasformati[31] e la sua risoluzione del 12 maggio 2016 sull'indicazione obbligatoria del paese d'origine o del luogo di provenienza di taluni alimenti[32],

 viste le relazioni speciali della Corte dei conti europea 15/2020 del 9 luglio 2020 dal titolo "La protezione degli impollinatori selvatici nell'UE: le iniziative della Commissione non hanno dato i frutti sperati", 13/2020 del 5 giugno 2020 dal titolo "Biodiversità nei terreni agricoli: il contributo della PAC non ne ha arrestato il declino", 05/2020 del 5 febbraio 2020 dal titolo "Uso sostenibile dei prodotti fitosanitari: limitati progressi nella misurazione e nella riduzione dei rischi", 02/2019 del 15 gennaio 2019 dal titolo "Pericoli chimici negli alimenti che consumiamo: la politica dell'UE in materia di sicurezza alimentare ci protegge, ma deve far fronte ad alcune sfide", 31/2018 del 14 novembre 2018 dal titolo "Il benessere degli animali nell'UE: colmare il divario tra obiettivi ambiziosi e attuazione pratica", e 34/2016 del 17 gennaio 2017 dal titolo "Lotta allo spreco di alimenti: un'opportunità per l'UE di migliorare, sotto il profilo delle risorse, l'efficienza della filiera alimentare" e 21/2019 del 19 novembre 2019 sulla lotta alla resistenza antimicrobica,

 vista la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente dell'11 maggio 2020 dal titolo "The European environment – state and outlook 2020: knowledge for transition to a sustainable Europe" (L'ambiente in Europa – Stato e prospettive nel 2020: conoscenze per la transizione verso un'Europa sostenibile),

 visto il pilastro europeo dei diritti sociali,

 visto il parere del Comitato europeo delle regioni sulla strategia "Dal produttore al consumatore" del dicembre 2020, dal titolo "Dal produttore al consumatore (dai campi alla tavola): la dimensione locale e regionale" (NAT-VII/005),

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per lo sviluppo, della commissione per il commercio internazionale, della commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori e della commissione per la pesca,

 vista la relazione della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale (A9-0271/2021),

A. considerando che la comunicazione della Commissione sulla strategia "Dal produttore al consumatore" definisce un approccio olistico del sistema alimentare europeo, al centro del quale si pone il settore agricolo in quanto fornitore di alimenti, e riconosce l'interrelazione e la responsabilità condivisa di tutti gli attori lungo la catena di approvvigionamento per il conseguimento degli obiettivi della strategia, nonché il ruolo chiave degli agricoltori nella fornitura di beni pubblici, e anche nella lotta contro i cambiamenti climatici; che, tuttavia, la strategia deve tenere conto in misura maggiore del ruolo, dei diritti e delle responsabilità dei consumatori nonché della redditività economica a lungo termine degli agricoltori; che la strategia comporta importanti conseguenze per la produzione agricola non alimentare e che occorre tenerne pienamente conto;

B. considerando che il sistema alimentare europeo dovrebbe garantire alimenti di alta qualità e la sicurezza nutrizionale, in maniera tale da contribuire al benessere sociale e alla salute pubblica, oltre che mantenere e ristabilire la salute dell'ecosistema, rispettare i limiti del pianeta e garantire la salute e il benessere degli animali; che attualmente l'intero sistema alimentare determina una serie di impatti sul benessere e sulla salute umana e animale, nonché sull'ambiente, sul clima e sulla biodiversità, compresi la deforestazione e il degrado degli ecosistemi al di fuori dell'UE; che le modalità di produzione e di consumo di alimenti, bevande e altri prodotti agricoli devono adattarsi per garantire la coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS), l'accordo di Parigi, la Convenzione sulla biodiversità, il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura e le politiche e gli impegni dell'UE, e in generale per trovare un equilibrio coerente fra i tre pilastri della sostenibilità, compresi l'ambiente, il clima, la biodiversità, la salute pubblica, l'economia e l'accessibilità economica degli alimenti, il benessere degli animali e la sostenibilità economica per gli agricoltori, i pescatori e gli attori lungo la filiera alimentare e nelle zone rurali e costiere, e gli aspetti sociali quali ad esempio le condizioni occupazionali e di lavoro e le norme in materia di salute e sicurezza; che occorre tenere conto di altri fattori importanti quali la ricerca e l'innovazione, la politica commerciale e la politica in materia di rifiuti;

C. considerando che è necessario garantire coerenza e uniformità tra le misure previste dalla strategia "Dal produttore al consumatore" e la politica agricola comune, la politica comune della pesca, la politica commerciale, la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, la strategia dell'UE per le foreste, il piano d'azione per l'economia circolare, il piano d'azione per la bioeconomia, la normativa europea sul clima, nonché altre politiche e strategie dell'UE correlate; che occorre sottolineare che tutti gli alimenti importati dovrebbero conformarsi agli stessi standard in materia di sostenibilità e sicurezza agroalimentare applicabili nell'UE;

D. considerando che, secondo le stime della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES), entro il 2050 il 90 % dei terreni subirà alterazioni significative e che il 75 % dei terreni le ha già subite; che l'85 % delle zone umide è già andato perso[33]; che la biodiversità è fondamentale per la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, il benessere umano e lo sviluppo mondiale; che la perdita di biodiversità mette a repentaglio la produzione agricola, i sistemi alimentari e l'alimentazione a livello europeo e mondiale; che, secondo le stime, i costi economici e sociali, a livello globale, relativi al degrado del suolo vanno dai 5 500 ai 10 500 miliardi l'anno[34];

E. considerando che circa l'80 % della deforestazione mondiale è dovuta all'espansione dei terreni agricoli[35]; che la domanda dell'UE di prodotti quali olio di palma, carne, soia, cacao, mais, legname e gomma, anche in forma di servizi o prodotti trasformati, è un importante fattore di deforestazione, degrado delle foreste e del suolo, distruzione degli ecosistemi e violazione dei diritti umani associati nei paesi terzi e rappresenta circa il 10 % della quota globale di deforestazione inclusa nel consumo totale finale[36]; che la pesca non sostenibile comporta gravi conseguenze negative sulla biodiversità;

F. considerando che gli habitat seminaturali che dipendono dall'agricoltura, quali i prati, sono minacciati in modo particolare e che il loro stato di conservazione è nettamente peggiore di quello di altri tipi di habitat che non dipendono dall'agricoltura, in quanto il 45 % di essi ha uno stato valutato come "cattivo" a fronte del 31 % degli altri habitat;

G. considerando che l'uso incauto di pesticidi è una fonte significativa di inquinamento atmosferico, idrico e del suolo, e incide negativamente sulla salute umana, animale e vegetale; che è pertanto necessario intensificare gli sforzi per ridurre significativamente la dipendenza, il rischio e l'uso di pesticidi nocivi, nonché l'uso di fertilizzanti e antibiotici; che pratiche agricole sostenibili, come la corretta attuazione della difesa integrata, l'agroforestazione, l'agroecologia, l'agricoltura biologica e le tecniche agricole di precisione, possono contribuire a fornire soluzioni volte a ridurre l'uso di pesticidi a livello dell'UE e a livello mondiale e dovrebbero essere incoraggiate; che la ricerca scientifica[37] indica che l'uso di pesticidi può essere ridotto sostanzialmente senza influire negativamente sulla redditività e sulla produttività, soprattutto se accompagnato da un aumento della disponibilità di alternative sostenibili;

H. considerando che nel 2018 gli Stati membri dell'UE hanno approvato l'esportazione di oltre 81 000 tonnellate di pesticidi contenenti sostanze vietate in Europa[38]; che tali pesticidi dannosi possono presentare rischi ancora maggiori nei paesi di destinazione perché le condizioni d'uso (ad esempio le attrezzature protettive, l'irrorazione aerea) non sono sempre rigorose come nell'UE; che questi pesticidi vietati possono tornare sul mercato dell'UE sotto forma di residui negli alimenti importati; che i programmi di monitoraggio hanno dimostrato che i residui di numerosi pesticidi il cui uso è vietato nell'UE sono stati rilevati negli alimenti venduti nel mercato dell'UE, nel 4,5 % dei casi anche a livelli superiori al limite massimo di residui fissato per tali sostanze e destinato a garantire la sicurezza dei consumatori[39];

I. considerando che il sovrappeso e l'obesità sono in rapido aumento nell'UE[40], e che un adulto su due è in sovrappeso o obeso[41]; che le cause di tali disturbi sono molteplici, ma che un'alimentazione e diete poco salutari sono tra i fattori principali che portano a un'elevata prevalenza del sovrappeso e dell'obesità;

J. considerando che si stima che nel 2017 nell'UE oltre 950 000 decessi (uno su cinque) e la perdita di oltre 16 milioni di anni di vita in buona salute, principalmente a causa di malattie cardiovascolari e tumori, siano attribuibili a diete poco sane[42]; che anche l'esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino attraverso gli alimenti e gli imballaggi alimentari rappresenta una minaccia crescente per la salute pubblica[43];

K. considerando che circa la metà delle malattie zoonotiche comparse nell'essere umano a partire dal 1940 deriva da cambiamenti di uso del suolo[44]; che la salute animale è un elemento essenziale per qualsiasi sistema alimentare sostenibile e che gli impatti sulla salute animale si ripercuotono direttamente sulla sostenibilità del sistema alimentare;

L. considerando che si stima che ogni anno nell'UE siano generati 88 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari e che i costi stimati correlati siano pari a 143 miliardi di EUR[45]; che i rifiuti alimentari hanno un enorme impatto ambientale, pari a circa il 6 % delle emissioni totali di gas a effetto serra dell'UE[46]; che chi contribuisce in misura maggiore alla produzione di rifiuti alimentari nell'UE sono le famiglie (53 %) e il settore della trasformazione (19 %)[47]; che circa il 10 % dei rifiuti alimentari nell'UE è legato all'indicazione della data di consumo e a incomprensioni da parte dei consumatori su come leggere e usare il sistema di indicazione di tale data[48];

M. considerando che il volume delle vendite di antibiotici agli allevamenti europei è diminuito del 18,5 % tra il 2011 e il 2016[49], il che ha determinato una riduzione del carico di antibiotici nel settore agricolo del 35 % nel periodo 2011-2018, mentre nella maggior parte degli Stati membri il consumo di antimicrobici negli animali destinati alla produzione di alimenti è inferiore o molto inferiore a quello nell'essere umano[50]; che tuttavia sussistono grandi differenze tra gli Stati membri e che il consumo di alcuni antimicrobici è tuttora troppo elevato[51]; che la resistenza agli antimicrobici rappresenta una grave minaccia per la salute umana; che ridurre e minimizzare l'uso di antibiotici nel settore zootecnico contribuirà a rallentarne la comparsa e la diffusione;

N. considerando che già nel 2018 il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) ha pubblicato la sua relazione speciale sugli impatti del riscaldamento globale di 1,5 °C, in cui ha affermato che per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C sarebbero necessari cambiamenti rapidi, profondi e senza precedenti in tutti gli aspetti della società; che i cambiamenti climatici e la perdita di biodiversità rappresentano minacce crescenti alla sicurezza dell'approvvigionamento alimentare e ai mezzi di sussistenza, con siccità, inondazioni e incendi boschivi ricorrenti e nuovi infestanti; che i sistemi alimentari sono responsabili del 29 % delle emissioni di gas a effetto serra a livello mondiale ed esercitano un effetto profondo sul clima, sulla biodiversità, sull'acqua, sull'aria, sul suolo e sui pozzi di assorbimento del carbonio; che il settore agricolo dell'UE produce circa il 10 % delle emissioni totali di gas a effetto serra dell'UE con notevoli variazioni tra gli Stati membri, e che tra il 3 % e il 33 % delle emissioni nazionali di gas a effetto serra proviene da suddetto settore[52];

O. considerando che le emissioni di gas a effetto serra del settore agricolo europeo sono state ridotte di circa il 20 % dal 1990; che le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra del settore agricolo si sono ridotte in maniera significativa dal 2012, e in alcuni anni sono addirittura aumentate[53]; che l'agricoltura può contribuire attivamente al sequestro del carbonio aumentando i pozzi di naturali di assorbimento del carbonio attraverso l'adozione di soluzioni ispirate alla natura e basate sugli ecosistemi, come ampie rotazioni colturali, colture intercalari, permacultura, agroforestazione, silvicoltura, agroecologia e ripristino degli ecosistemi, e in particolare il ripristino delle torbiere per aumentare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio;

P. considerando che l'agricoltura è la terza fonte più importante di emissioni primarie di PM10 nell'UE, come evidenziato dall'Agenzia europea dell'ambiente; che le emissioni di ammoniaca (NH3) causate dall'agricoltura contribuiscono a episodi di alte concentrazioni di PM in tutta Europa ogni primavera, oltre che a conseguenze negative per la salute a breve e lungo termine;

Q. considerando che l'UE consuma livelli di azoto e di fosforo rispettivamente sette e tre volte superiori a quelli sostenibili ed equi per i limiti del pianeta[54];

R. considerando che sono necessarie maggiori informazioni sul ciclo di vita, nonché un tracciamento e un monitoraggio migliori delle informazioni sulla catena di approvvigionamento, per quantificare i progressi compiuti verso la riduzione dell'impatto ambientale del sistema alimentare europeo;

S. considerando che il modello europeo di settore agroalimentare multifunzionale, costituito da vari modelli agricoli e guidato da aziende agricole familiari, è una componente fondamentale dell'economia e della società dell'UE e deve garantire una produzione alimentare competitiva, di alta qualità e diversificata, la sicurezza alimentare, catene di approvvigionamento locali, buone pratiche agricole, la protezione del suolo e delle risorse idriche, elevate norme ambientali e relative al benessere degli animali e la vivacità delle zone rurali in tutta l'UE; che una politica agricola adeguatamente sostenuta promuoverà le transizioni verso catene di approvvigionamento più localizzate e pratiche agricole più sostenibili, conseguendo norme ambientali e relative al benessere degli animali più elevate;

T. considerando che è importante sottolineare il ruolo chiave svolto dalle microimprese e dalle piccole e medie imprese nel settore agroalimentare dell'UE in tutte le fasi della catena di approvvigionamento, dalla trasformazione al commercio al dettaglio, nel raggiungimento degli obiettivi della strategia;

U. considerando che il settore agricolo deve continuare a produrre alimenti sicuri e nutrienti, oltre che garantire il mantenimento e la gestione più sostenibili del territorio, il che contrasta lo spopolamento delle zone rurali; che gli agricoltori europei soddisfano le norme più rigorose a livello mondiale e forniscono alimenti di elevata qualità, non solo per i cittadini europei, ma anche per i cittadini di tutto il mondo; che il valore strategico del settore agricolo è enorme, tuttavia, nell'arco di poco più di dieci anni diversi milioni di aziende agricole hanno cessato di esistere, ovvero oltre un terzo di tutte le aziende agricole in Europa, di cui la stragrande maggioranza costituita da piccole imprese familiari;

V. considerando che la transizione dell'agricoltura europea verso pratiche più sostenibili e la circolarità richiederà investimenti sostanziali, con un accesso adeguato ai finanziamenti quale presupposto fondamentale; che la BEI si è impegnata ad aumentare la sua quota di finanziamento degli investimenti nell'azione per il clima e nella sostenibilità ambientale per raggiungere il 50 % delle sue operazioni nel 2025 e successivamente; che ciò potrebbe essere sfruttato per introdurre tecnologie che contribuiscano alle pratiche sostenibili e al rafforzamento del legame dell'agricoltura con l'economia circolare;

W. considerando che un suolo in buona salute migliora la capacità della Terra di produzione alimentare, filtraggio dell'acqua e assorbimento del carbonio, contribuendo così non solo a stabilizzare il clima ma anche a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, a ripristinare la biodiversità, a proteggere i nostri terreni agricoli e a rendere più sano il sistema alimentare; che l'agricoltura rigenerativa come approccio alla produzione alimentare e alla gestione dei terreni potrebbe mitigare tali sfide, contribuendo alla transizione verso un sistema agricolo altamente resiliente basato su un'adeguata gestione dei terreni e del suolo;

X. considerando che è importante informare pienamente i consumatori, oltre che dotarli degli strumenti necessari per compiere scelte informate; che ciò richiede la creazione di un ambiente alimentare sano e prospero che assicuri trasparenza e garantisca che la scelta sana e sostenibile sia anche una scelta agevole e conveniente per tutti, che promuova e incoraggi modelli di consumo favorevoli alla salute umana, salvaguardando al contempo l'uso sostenibile delle risorse naturali e umane e un elevato livello di benessere degli animali; che le campagne di informazione, di educazione e di sensibilizzazione di per sé non sono sufficienti per realizzare il cambiamento necessario verso scelte di consumo più sostenibili e salutari, poiché queste possono essere influenzate da aspetti quali norme e convenzioni, prezzo, convenienza, abitudini nonché dai modi in cui la scelta alimentare viene presentata; che i cittadini informati e l'istruzione possono tuttavia svolgere un ruolo importante nel conseguire gli obiettivi dell'Europa in materia di clima, biodiversità ed efficienza in termini di risorse agendo dal lato della domanda; che l'etichettatura obbligatoria del contenuto e dell'origine dei nutrienti, nonché informazioni comprensibili sul benessere degli animali e sulla sostenibilità, in linea di principio su tutti gli alimenti, e la fornitura pubblica di informazioni sui reali costi di produzione possono contribuire a guidare il consumatore verso un'alimentazione sana, sostenibile e sicura; che anche l'informazione dei consumatori dovrebbe essere adattata all'era digitale, senza lasciare indietro nessuno;

Y. considerando che la dieta mediterranea, riconosciuta dall'UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell'umanità nel 2010, è nota come dieta sana ed equilibrata, con un elevato valore nutrizionale, sociale e culturale, che si fonda sul rispetto per il territorio e la biodiversità, garantisce la conservazione e lo sviluppo di attività tradizionali e artigianali relative alla pesca, alla caccia sostenibile e all'agricoltura, e che svolge un ruolo protettivo nella prevenzione primaria e secondaria dalle principali malattie cronico-degenerative;

Z. considerando che le risorse idriche e l'agricoltura sono legate indissolubilmente e che la gestione sostenibile dell'acqua nel settore agricolo è essenziale per consentire una produzione di alimenti adeguati e di elevata qualità e per garantire la conservazione delle risorse idriche;

AA. considerando che la globalizzazione del mercato alimentare è aumentata, comportando la maggiore importanza degli accordi di libero scambio tra l'UE e i paesi terzi;

AB. considerando che occorre tener conto dei risultati ottenuti dall'attuazione delle norme ambientali attualmente in vigore;

AC. considerando che la grave situazione venutasi a creare con la pandemia causata dalla COVID-19 ha avuto un impatto su tutti gli attori della filiera agroalimentare europea, dalla produzione primaria al settore dell'HORECA;

AD. considerando che il sistema alimentare europeo ha svolto un ruolo cruciale durante la pandemia di COVID-19, dimostrando la propria resilienza in condizioni critiche, confinamenti compresi, e di rischio sanitario, grazie alla collaborazione degli agricoltori e delle loro cooperative o organizzazioni di produttori, dei lavoratori attivi lungo la catena del valore alimentare, di trasformatori, distributori e dettaglianti, finalizzata a garantire ai consumatori europei la possibilità di disporre di prodotti sicuri, a prezzi contenuti e di elevata qualità senza alcun impedimento, rispettando l'integrità del mercato interno; che il mercato interno e il sistema agricolo dell'UE hanno ampiamente e rapidamente superato le interruzioni dell'approvvigionamento durante la crisi di COVID-19, che tuttavia ha rivelato alcune vulnerabilità lungo le intricate filiere alimentari, a dimostrazione della necessità di garantire la sicurezza alimentare a lungo termine, la resilienza e catene di approvvigionamento corte; che, in tale contesto, è essenziale sottolineare il valore della sicurezza alimentare e delle catene di approvvigionamento per tutti i cittadini dell'UE nonché l'importanza di disporre di tutti gli strumenti necessari per gli agricoltori affinché possano produrre alimenti diversificati in modo sostenibile;

AE. considerando che, sebbene i diritti degli agricoltori siano stati sanciti nel 2004 dal trattato internazionale della FAO sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, le norme in materia di proprietà intellettuale si sono spesso dimostrate in contrasto con tali diritti, mettendo a rischio i metodi di semina locali, tradizionali e autoctoni;

AF. considerando che i consumatori sono sempre più preoccupati per il benessere e per la salute degli animali; che un elevato livello di benessere degli animali è importante per lo sviluppo sostenibile e ha il potenziale di rafforzare la sostenibilità economica e ambientale degli agricoltori europei, creando un nuovo mercato in cui gli agricoltori possano vendere prodotti basati su norme relative al benessere degli animali più rigorose; che la Commissione ha annunciato la valutazione e la revisione della normativa vigente in materia di benessere degli animali, compresa quella sul trasporto e sulla macellazione degli animali; che norme orizzontali per la protezione degli animali negli allevamenti, combinate con requisiti basati su dati scientifici e specie-specifici in materia di benessere degli animali per tutte le specie allevate, porterebbero notevoli benefici in termini di benessere degli animali; che, a motivo delle modifiche normative, i periodi di transizione e il sostegno a favore degli agricoltori sono essenziali per consentire un'agricoltura più sostenibile e migliorare il benessere degli animali;

AG. considerando che le indicazioni geografiche derivano dall'antichissimo patrimonio europeo e che sono il frutto dell'adattamento dell'essere umano al suo ambiente e un'espressione dell'identità dell'Unione europea;

AH. considerando che è estremamente importante affrontare le frodi alimentari e le pratiche sleali, ad esempio riconoscendo le attività fraudolente e svolgendo indagini al riguardo;

1. accoglie con favore l'ambizione e gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" come passo importante verso la realizzazione di un sistema alimentare sostenibile, equo, sano, rispettoso degli animali, più regionale, diversificato e resiliente, fondamentale ai fini del conseguimento degli obiettivi fissati nel Green Deal europeo e negli OSS; sottolinea i legami inscindibili tra persone sane, società sane, animali sani e un pianeta sano; osserva che tale strategia è essenziale per portare il sistema alimentare, compresa la produzione animale e agricola, entro i limiti del pianeta, sottolineando al tempo stesso l'importanza di ottenere un'occupazione e condizioni di lavoro dignitose, nonché pari opportunità lungo l'intera catena del valore alimentare e la necessità di conseguire un approccio politico adeguato ed equilibrato; incoraggia la Commissione a tradurre al più presto la strategia in azioni legislative e non legislative concrete, accompagnate da adeguati meccanismi di sostegno finanziario per la transizione;

Necessità di intervenire

2. ricorda che le valutazioni d'impatto sono parte integrante del processo normativo dell'UE; accoglie con favore l'annuncio della Commissione relativo alla sua intenzione di effettuare valutazioni d'impatto dettagliate, comprese consultazioni pubbliche, in linea con gli orientamenti per legiferare meglio, per qualsiasi iniziativa legislativa nell'ambito della strategia "Dal produttore al consumatore", ivi incluse quelle relative a obiettivi quantitativi efficaci[55]; sottolinea che tali valutazioni d'impatto scientifiche ex ante dovrebbero includere valide valutazioni ambientali, riguardare le tre dimensioni della sostenibilità (ambientale, economica e sociale, salute compresa) nell'ambito di un approccio olistico e sistemico e considerare gli effetti cumulativi, e dovrebbero includere i costi di una mancata azione in termini di impatto immediato e a lungo termine sulla salute umana, sull'ambiente, sulla biodiversità e sulla sostenibilità generale, nonché tenendo conto del ricambio generazionale, dei possibili compromessi tra gli obiettivi politici, della disponibilità di strumenti per realizzare gli obiettivi e dei diversi modelli agricoli negli Stati membri dell'UE; rileva l'importanza di descrivere i metodi di calcolo, le basi di riferimento e i periodi di riferimento di ogni singolo obiettivo e sottolinea la necessità di cooperazione, consultazione e collaborazione con gli Stati membri; prende atto che la prima revisione intermedia della strategia "Dal produttore al consumatore" è prevista per la metà del 2023; sottolinea la necessità che tale valutazione intermedia rifletta in modo approfondito sull'impatto cumulativo di tutte le azioni in modo olistico e sistemico, coprendo tutte le dimensioni della sostenibilità, siano esse ambientali, economiche o sociali, ivi compresa la salute;

3. accoglie con favore l'annuncio di una proposta basata su dati concreti per un quadro legislativo per sistemi alimentari sostenibili basato su dati trasparenti e che tiene conto delle più recenti conoscenze scientifiche; invita la Commissione ad avvalersi di suddetta proposta per definire una politica alimentare comune olistica, orientata al futuro, equilibrata, integrata e sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico, in cui tutti gli attori apportano il loro contributo, intesa a ridurre l'impronta ambientale e climatica del sistema alimentare dell'UE, oltre a ridurre i suoi impatti negativi sulla biodiversità e sulla salute e il benessere degli esseri umani e degli animali, al fine di rendere l'Europa il primo continente a impatto climatico zero e prossimo allo zero entro il 2050, e di rafforzarne la resilienza per garantire la sicurezza alimentare a lungo e medio termine di fronte ai cambiamenti climatici, al degrado ambientale e alla perdita di biodiversità; sottolinea la necessità di garantire la sostenibilità economica e sociale lungo tutta la filiera alimentare in quanto buone prospettive socioeconomiche e la competitività dei vari settori interessati contribuiranno al raggiungimento degli obiettivi della strategia; incoraggia l'UE a guidare una transizione globale verso la sostenibilità dal produttore al consumatore, basata sul principio di un settore agricolo multifunzionale che sia sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale (compresa la salute) ed economico, sui principi di agroecologia dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) e del diritto al cibo delle Nazioni Unite, garantendo al contempo una maggiore coerenza e coesione tra le politiche per consentire a tutti gli attori del sistema alimentare europeo di elaborare piani a lungo termine basati su obiettivi SMART (specifici, misurabili, conseguibili, pertinenti, tempestivi) realistici e trasparenti; sottolinea la necessità di una politica e di un cambiamento legislativo urgenti e coraggiosi di fronte alle prove scientifiche schiaccianti che indicano la necessità di migliorare la sostenibilità dell'attuale sistema alimentare e dei maggiori costi sostenuti a causa dell'inazione e sottolinea l'importanza dell'innovazione e delle pratiche sostenibili; suggerisce di tener conto delle rispettive basi di riferimento e dei progressi conseguiti in ogni Stato membro, nonché delle loro condizioni (regionali) peculiari, promuovendo al contempo gli scambi di competenze e di buone pratiche tra gli Stati membri; sottolinea la necessità di includere l'intera catena alimentare e delle bevande, compresa la produzione, la trasformazione, la commercializzazione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione, l'ospitalità e il commercio al dettaglio, lo smaltimento, il riciclo di materie seconde; chiede che la proposta legislativa tenga debitamente conto del benessere degli animali d'allevamento, dato che rappresenta un elemento fondamentale per la sostenibilità alimentare;

4. supporta lo sviluppo di piani strategici di politica alimentare[56], che servono a facilitare, stimolare e valorizzare le politiche alimentari nazionali, regionali e locali nuove ed esistenti, tenendo conto anche della complessa questione della povertà alimentare in Europa; sottolinea l'importanza di assicurare ricerche e fondamenti scientifici indipendenti e imparziali a tali piani e di coinvolgere portatori di interessi che rappresentano un'ampia gamma di prospettive in modo da garantire un processo legittimo e inclusivo; ribadisce la necessità di adottare un approccio trasversale alla governance al fine di garantire la coerenza tra le politiche alimentari e agricole dell'UE e quelle che influiscono su di esse, quali le politiche in materia di commercio, energia, concorrenza e clima, per rafforzare le sinergie ed evitare e gestire i compromessi; chiede pertanto un dialogo strutturato tra il Parlamento, gli Stati membri e tutti gli attori del sistema alimentare, compresi i cittadini, per cogliere tutte le opportunità offerte da tale strategia e discutere le lacune, le opportunità e le sfide nello sviluppo e nell'attuazione di una politica alimentare comune e olistica dell'UE; invita la Commissione a promuovere il dialogo sociale su una visione comune della sostenibilità e delle sue varie componenti nel percorso di presentazione della sua proposta per un quadro legislativo relativo a un sistema alimentare sostenibile, che in ultima analisi dovrà basarsi su un approccio coerente a tutti gli aspetti della sostenibilità;

5. accoglie con favore la proposta della Commissione di elaborare un piano d'emergenza per garantire l'approvvigionamento alimentare e la sicurezza alimentare, al fine di coordinare una risposta europea congiunta alle crisi che colpiscono i sistemi alimentari; insiste sulla necessità di adottare un approccio preventivo al fine di evitare reazioni di panico ed eccessive da parte dei cittadini, delle aziende o degli Stati membri; ritiene che esso offrirà una risposta adeguata alle crescenti aspettative in materia di sicurezza alimentare che devono essere gestite a livello europeo; esorta la Commissione a considerare gli aspetti riguardanti le scorte alimentari strategiche alla stregua delle scorte strategiche di petrolio nell'Unione;

6. sottolinea l'esigenza di intraprendere azioni per promuovere l'agricoltura sostenibile, ridurre l'uso dei pesticidi e i rischi ad essi associati, proteggere e ripristinare gli ecosistemi del suolo e valorizzare gli elementi paesaggistici dei terreni agricoli che favoriscono la ricostituzione delle specie e degli habitat protetti dalle direttive sulla natura, inclusi gli impollinatori e i loro habitat; rammenta che la produttività e la resilienza agricola dipendono dalla gestione sostenibile delle risorse naturali volta a garantire la sostenibilità a lungo termine dei nostri sistemi alimentari;

7. sottolinea che il buon esito della transizione verso un sistema alimentare più sostenibile è nell'interesse delle imprese, dei consumatori e degli agricoltori europei; osserva che una migliore informazione dei portatori di interessi e le politiche agricole possono contribuire alla suddetta transizione; sottolinea che la transizione ecologica nella produzione alimentare e il conseguente contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici potrebbe rivelarsi una situazione di mutuo vantaggio per i produttori primari, l'ambiente, l'economia e la società nel suo complesso, fornendo alimenti sostenibili, sicuri, sufficienti, abbordabili, sani e nutrienti, e può essere raggiunta mediante un approccio equilibrato che crei sinergie tra pratiche sostenibili e opportunità economiche; ribadisce che, per garantire un contributo proporzionato da parte del settore, l'agricoltura dovrebbe contribuire, secondo obiettivi e incentivi, all'ambizione dell'UE di azzerare le emissioni nette entro al più tardi la metà del secolo, affrontando anche le emissioni legate alla produzione e al consumo dei prodotti alimentari europei, ma generate al di fuori dell'Europa; sottolinea che la partecipazione e il supporto agli agricoltori nell'azione per il clima sono essenziali per il conseguimento degli obiettivi di mitigazione globali e degli OSS, senza compromettere la sicurezza alimentare e nutrizionale mondiale e senza lasciare indietro nessuno;

8. sottolinea la necessità di garantire la coerenza tra la strategia dal produttore al consumatore e gli obiettivi del Green Deal europeo, anche in materia di clima, biodiversità, inquinamento zero e salute; sottolinea che il mantenimento e il miglioramento della biodiversità è fondamentale per salvaguardare la sicurezza alimentare dell'UE e mondiale e che deve essere garantita la coerenza con la strategia dell'UE sulla biodiversità, compreso il contributo di Natura 2000 e delle zone marine protette a sostegno di una produzione alimentare sana, nonché la coerenza per quanto riguarda la politica agricola comune (PAC), la politica comune della pesca (PCP), le politiche commerciali dell'UE e la strategia per la bioeconomia dell'UE; sottolinea che gli OSS offrono un quadro pertinente per integrare in modo coerente e sistemico gli obiettivi ambientali, sociali ed economici e consentire l'elaborazione di politiche trasversali che riflettano meglio l'interconnessione tra ciascun obiettivo politico; ricorda che la dimensione sociale deve essere pienamente integrata in tutte le iniziative future della strategia "Dal produttore al consumatore", unitamente alle dimensioni economica e ambientale, per conseguire una tanto auspicata coerenza strategica per lo sviluppo sostenibile; insiste che tra i criteri di sostenibilità dovrebbero figurare anche il miglioramento delle condizioni di lavoro in linea con le otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), la contrattazione collettiva e la protezione sociale;

Costruire una filiera alimentare che funziona per i cittadini, i lavoratori, i produttori, i distributori e l'ambiente

9. plaude alla decisione di rivedere la direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi e gli obiettivi di riduzione per i pesticidi, le perdite di nutrienti da fonti organiche e minerali e la vendita di antibiotici ed è convinto che suddetti obiettivi siano facilmente raggiungibili ma che la loro realizzazione dipenda dalla disponibilità di alternative più sicure, efficaci ed efficienti; sottolinea l'importanza di un'ulteriore istruzione e comunicazione olistica, anche attraverso servizi di consulenza, al fine di realizzare tale trasformazione; sottolinea la necessità che questi obiettivi di riduzione siano di natura vincolante e l'importanza di perseguirli attraverso approcci olistici, preventivi e circolari come pratiche biologiche e agroecologiche, pratiche agricole innovative sostenibili, attuazione dell'agricoltura di precisione e pratiche integrate di gestione delle colture e dei parassiti, ove appropriato, nonché l'impiego di alternative sostenibili, tenendo conto del ciclo di vita; sottolinea la necessità di stabilire procedure rapide di valutazione, autorizzazione e registrazione per i pesticidi non chimici a basso rischio, garantendo al contempo che la loro valutazione sia soggetta allo stesso livello di rigore delle altre sostanze; insiste sul fatto che ciascuno Stato membro, in base alle sue caratteristiche climatiche e di produzione agricola, dovrebbe stabilire obiettivi di riduzione quantitativa validi, efficaci e con scadenze ben precise, nel quadro delle revisioni dei piani strategici della PAC e di altri strumenti politici pertinenti, con l'ambizione di ridurre a zero le emissioni agricole nel suolo, nelle acque sotterranee, nelle acque superficiali e nell'aria, in linea con l'ambizione di inquinamento zero del Green Deal, accompagnati da misure di sostegno ben definite e specifiche per coltura, che garantiscano la responsabilità e l'applicabilità a tutti i livelli e utilizzando dati indipendenti e completi per contribuire al raggiungimento di tali obiettivi, nonché il sostegno e la formazione per l'attuazione a livello di azienda agricola, e ulteriori attività di ricerca e sviluppo finalizzate a soluzioni agricole innovative e sostenibili; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri nel miglioramento dei loro sistemi di supervisione, monitoraggio e corretta applicazione delle norme sull'uso dei pesticidi e a migliorare le comunicazioni con gli utenti finali e le azioni di sensibilizzazione tra questi ultimi; ribadisce il suo invito a tradurre in legislazione gli obiettivi e i traguardi di cui sopra, anche attraverso la revisione della direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi, e invita la Commissione a chiarire come intende gestire il contributo dei singoli Stati membri agli obiettivi vincolanti dell'Unione, garantendo al contempo parità di condizioni, e a specificare le basi di riferimento per tali obiettivi, tenendo conto dei diversi punti di partenza, degli sforzi intrapresi e delle caratteristiche di ciascuno Stato membro, e identificando chiaramente le numerose alternative non sintetiche e di altro tipo già conosciute, la loro disponibilità e il loro impatto sulla redditività del settore, sui redditi degli agricoltori e sulla sicurezza alimentare, e invita la Commissione a elaborare un piano per ridurre al minimo gli apporti sintetici in agricoltura; invita la Commissione a sostenere gli Stati membri affinché rivolgano particolare attenzione alle condizioni specifiche riguardanti l'uso dei pesticidi nelle zone di protezione delle acque sotterranee, attraverso una migliore comunicazione, controlli e ispezioni;

10. sottolinea il ruolo chiave della difesa integrata nella riduzione della dipendenza dai pesticidi ed esorta gli Stati membri a garantirne l'applicazione e a valutarne e monitorarne sistematicamente l'attuazione; invita gli Stati membri a convertire i principi generali della difesa integrata in criteri pratici e misurabili al fine di verificarli a livello di azienda agricola, e invita la Commissione a garantire che gli Stati membri attuino efficacemente tali principi di difesa integrata attraverso i loro piani strategici della PAC; li esorta a includere misure e pratiche definite e mirate per ciascuna coltura, quali l'utilizzo di strisce fiorite quale base di riferimento per ridurre l'utilizzo dei pesticidi e la resistenza degli organismi nocivi; invita i dettaglianti della catena alimentare a cooperare in modo proattivo con gli agricoltori per attuare e incrementare tutte le pratiche e i metodi di difesa integrata disponibili per ogni coltura nella propria filiera e a riferire circa il proprio contributo al conseguimento di traguardi e obiettivi di riduzione quale parte delle loro relazioni ambientali, sociali e gestionali;

11. ritiene che, sebbene l'UE disponga di uno dei sistemi più rigorosi al mondo, sia il regolamento sull'approvazione dei pesticidi che la sua applicazione debbano essere migliorati; ricorda la sua risoluzione sulla procedura di autorizzazione dell'Unione per i pesticidi[57] e auspica che la Commissione e gli Stati membri rispondano a tutte le sue richieste senza ritardi, sottolinea che il quadro normativo dovrebbe incoraggiare l'innovazione e la ricerca al fine di sviluppare prodotti fitosanitari e alternative migliori e più sicuri; sottolinea che, accanto alla revisione della direttiva sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi per ridurre l'uso dei pesticidi e i rischi ad essi associati, la Commissione, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e l'Agenzia europea per i medicinali (EMA) dovrebbero altresì migliorare la valutazione del rischio ambientale dei prodotti fitosanitari, per tenere conto, tra l'altro, degli effetti dei pesticidi sulla qualità del suolo, dell'acqua e sulle fonti di acqua potabile, ivi compresi gli effetti cumulativi e sinergici; esorta la Commissione a valutare adeguatamente i progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi strategici e a migliorare gli indicatori di rischio armonizzati stabiliti nella direttiva (UE) 2019/782 della Commissione[58] per includere anche la tossicità, la persistenza e la bioaccumulazione, e a tenere conto delle zone agricole o dei volumi di sostanze attive, nonché delle modalità di utilizzo dei prodotti fitosanitari, al fine di ridurre efficacemente l'utilizzo di pesticidi sintetici e metalli pesanti nell'agricoltura convenzionale e biologica, e ad adottare criteri chiari e scientificamente fondati per ciò che costituisce un effetto inaccettabile sull'ambiente, tenendo conto dell'esposizione nella vita reale (acuta e cronica) a più prodotti fitosanitari, compresi gli effetti cumulativi e sinergici; insiste sul fatto che l'uso profilattico dei pesticidi, compreso il trattamento delle sementi con pesticidi sistemici, dovrebbe essere limitato quanto più possibile laddove rappresenti un pericolo per la salute umana o per l'ambiente; invita la Commissione a presentare la propria proposta legislativa sui dati riguardanti i pesticidi entro la metà del 2022 al più tardi;

12. invita la Commissione a garantire che le disposizioni del regolamento (CE) n. 1107/2009 siano applicate correttamente, e, così facendo, ad assicurare, tra l'altro, norme minime per la notifica delle autorizzazioni di emergenza dei pesticidi, tra cui il requisito per gli Stati membri di fornire spiegazioni complete e dettagliate e di rendere pubbliche tali notifiche; plaude al ruolo dell'EFSA nell'esame di dette deroghe;

13. chiede che nella definizione dei livelli massimi di residui (LMR) si tengano in debito conto gli effetti cumulativi e sinergici dei pesticidi, e che i criteri relativi alla salute degli animali e dei rischi ambientali siano tenuti in maggior considerazione, nella valutazione delle domande di nuovi LMR a norma dell'articolo 14 del regolamento LMR; chiede che i dati raccolti attraverso il biomonitoraggio post-commercializzazione siano utilizzati per verificare la precisione dei livelli di esposizione ai pesticidi previsti per la definizione degli LMR e dei livelli di esposizione previsti per i lavoratori agricoli, gli astanti e i consumatori, nonché gli animali di fattoria; sottolinea l'esigenza di continuare a rivolgere molta attenzione alla tutela della salute e della sicurezza degli utilizzatori nelle future iniziative legislative europee associate all'utilizzo dei pesticidi; ribadisce l'importanza di garantire che tutti gli utilizzatori ricevano dispositivi di protezione e informazioni complete e formazione sull'utilizzo dei pesticidi e sui relativi pericoli; sottolinea l'esigenza di garantire che ciascun lavoratore agricolo sia in grado di accedere alla documentazione ufficiale in cui si indica il tipo di pesticida utilizzato durante l'attività lavorativa; sottolinea che per conseguire questi obiettivi è necessaria l'ulteriore revisione della direttiva 2004/37/CE - agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro[59], della direttiva 2009/128/CE sull'utilizzo sostenibile dei pesticidi e della direttiva 98/24/CE sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro[60];

14. accoglie con favore l'impegno della Commissione di intervenire per ridurre le perdite di nutrienti di almeno il 50 % garantendo nel contempo che non si verifichi un deterioramento della fertilità del suolo; è convinto che il modo migliore per realizzare tale obiettivo sia la chiusura dei cicli dei nutrienti, il recupero e il riutilizzo dei nutrienti, oltre che incoraggiare e ricompensare la produzione di colture leguminose; insiste sulla necessità a tale scopo di iniziative legislative giuridicamente vincolanti e misure volte a consentire agli agricoltori di migliorare la gestione dei nutrienti; sottolinea l'importanza di perseguire tali obiettivi attraverso approcci olistici e circolari alla gestione dei nutrienti, come le pratiche agroecologiche e l'agricoltura intelligente, che possono offrire benefici collaterali per la qualità del suolo e la biodiversità e aiutare gli agricoltori a porre fine alla loro dipendenza dai fertilizzanti minerali e a ridurre i flussi di azoto e fosforo; sottolinea che una riduzione della fertilizzazione inefficiente e l'eliminazione graduale della fertilizzazione eccessiva dovrebbero tenere conto degli impatti climatici e ambientali dei diversi fertilizzanti, compresa la presenza di metalli pesanti; esorta gli Stati membri a proporre nei loro piani strategici misure per promuovere la gestione efficiente e la circolarità dei nutrienti, nonché a sostenere con forza la formazione per i consulenti agricoli e gli agricoltori e ad avvalersi della riforma della PAC come un'opportunità per ridurre le emissioni di ammoniaca (NH3) dal settore agricolo; sottolinea che una migliore gestione dei nutrienti presenta vantaggi sia economici che ambientali; sottolinea l'importanza dell'applicazione di tecnologie e soluzioni moderne e innovative come l'agricoltura di precisione, la fertilizzazione mirata, adattata alle esigenze delle piante, e i servizi di consulenza sul nutrimento delle piante e il sostegno alla gestione, nonché la necessità di installare a tale scopo la banda larga nelle zone rurali; ritiene che occorra sostenere modelli aziendali agricoli sostenibili per favorire il ripristino, il riciclaggio e il riutilizzo dei nutrienti da flussi di rifiuti privi di contaminanti;

15. sottolinea che, al fine di conseguire gli obiettivi di riduzione dell'uso dei pesticidi chimici e dei rischi ad essi associati, nonché la riduzione delle perdite di nutrienti, devono essere disponibili alternative più sicure per garantire la disponibilità di strumenti fitosanitari funzionanti; sottolinea, tuttavia, l'importanza dell'istruzione nel garantire la corretta applicazione delle misure preventive; chiede un aumento della ricerca e dello sviluppo di prodotti fitosanitari alternativi, fertilizzanti, varietà più resistenti che richiedono meno apporti a garanzia della stabilità delle rese e di strumenti digitali, nonché incentivi per metodi e tecnologie applicative come l'agricoltura di precisione; invita la Commissione ad accelerare e semplificare l'adozione di nuove soluzioni fitosanitarie, compresi i prodotti fitosanitari a minor impatto, come le sostanze a basso rischio o le biosoluzioni, e a introdurre una definizione e una categoria separata per le sostanze naturali nella legislazione orizzontale, nonché a impegnarsi in iniziative volte a trovare percorsi di valutazione alternativi per queste sostanze a basso rischio, basiche e presenti in natura; sottolinea inoltre che la riduzione dell'uso di pesticidi deve essere accompagnata da una maggiore disponibilità sul mercato di alternative sostenibili con un'efficacia equivalente a quella dei pesticidi chimici nel proteggere la salute delle piante al fine di evitare la proliferazione di parassiti delle piante; chiede, inoltre, l'adozione di misure tese a facilitare l'introduzione di nuove metodologie di approccio nelle valutazioni dei rischi chimici di alimenti e mangimi, riducendo il bisogno di test sugli animali e contribuendo in ultima analisi alla loro completa eliminazione;

16. sottolinea l'importanza cruciale di proteggere le api e altri impollinatori dagli effetti nocivi dei pesticidi e dalle malattie; rammenta la propria obiezione del 23 ottobre 2019[61] e ribadisce il suo invito alla Commissione a garantire che la revisione delle linee guida sulle api e i futuri atti di esecuzione non riducano le ambizioni delle precedenti linee guida in materia dell'EFSA del 2013, e si basino sulle più recenti conoscenze tecniche e scientifiche, e propone pertanto di modificare i principi uniformi, non solo per quanto riguarda la tossicità acuta per le api, ma quanto meno anche per la tossicità cronica e la tossicità larvale per le api e la tossicità acuta per i bombi; osserva che l'EFSA sta elaborando il proprio sistema di modellizzazione, ApisRAM, che sembra essere maggiormente in linea con la biologia delle api da miele rispetto a BeeHAVE e meno aperto ai conflitti di interessi; esorta la Commissione a riesaminare con urgenza le sostanze che hanno la stessa modalità di azione dei neonicotinoidi;

17. ribadisce la sua richiesta di un indicatore sugli impollinatori[62] e un obiettivo di ripristino; invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare un nuovo quadro di monitoraggio degli impollinatori a livello dell'UE con solidi regimi attuati a livello degli Stati membri, tappe intermedie, chiari obiettivi con scadenze ben precise, indicatori e traguardi; sottolinea che le attività di monitoraggio devono essere integrate nel nuovo quadro di monitoraggio e valutazione della PAC;

18. invita gli Stati membri a eseguire un monitoraggio sistematico e standardizzato in loco della biodiversità nei terreni agricoli, compresi gli impollinatori, che coinvolga professionisti, agricoltori e cittadini scienziati, e a utilizzare i dati per contribuire alla valutazione e all'attuazione delle politiche dell'UE;

19. rammenta l'importanza dell'approccio "One Health"; sottolinea che la resistenza antimicrobica costituisce una crescente minaccia transnazionale e transfrontaliera in merito alla quale un'azione coordinata a livello dell'UE può essere risolutiva; riconosce i notevoli sforzi compiuti per ridurre l'uso di antimicrobici negli animali, contribuendo allo sforzo globale per ridurre la resistenza agli antibiotici; sottolinea, tuttavia, la necessità di ridurre ulteriormente l'uso di antibiotici, anche nella produzione alimentare; accoglie con favore il piano della Commissione di ridurre del 50 % le vendite complessive di antimicrobici per animali d'allevamento e in acquacoltura entro il 2030, sottolinea che occorre tenere conto dei progressi già compiuti a livello di Stati membri; sottolinea il fatto che per conseguire questo obiettivo sono necessari obiettivi intermedi e azioni e misure chiare, ivi compresa l'applicazione delle sanzioni previste dalla legislazione dell'UE; rammenta altresì che per conseguire detto obiettivo è fondamentale attuare pratiche di allevamento animale migliori, dato che un maggiore benessere degli animali incide positivamente sulla loro salute, riducendo in tal modo il fabbisogno di farmaci; ritiene che la corretta attuazione del regolamento relativo ai medicinali veterinari[63] e il regolamento (UE) 2019/4 relativo ai mangimi medicati[64] ridurrà ulteriormente l'uso di antibiotici e invita la Commissione a controllarne l'attuazione e l'applicazione da parte degli Stati membri; sottolinea che gli antimicrobici, diversi dagli antibiotici di riserva umani, devono rimanere disponibili per uso essenziale, al fine di garantire che la salute e il benessere degli animali siano protetti in ogni momento;

20. accoglie con favore l'accento posto sulla necessità di continuare a ridurre le vendite complessive dell'UE di antibiotici nel settore dell'allevamento e dell'acquacoltura e sottolinea che le iniziative dell'UE in questo settore sono state e saranno adottate nell'ambito dell'approccio "One Health" che riconosce l'interdipendenza tra la salute e il benessere delle persone, degli animali e dell'ambiente; invita la Commissione e gli Stati membri a concentrarsi su misure supplementari per promuovere e incentivare soluzioni innovative sostenibili, in particolare su strumenti di prevenzione e trattamenti alternativi; invita a compiere sforzi per garantire norme per i prodotti di origine animale importati nell'UE equivalenti a quelle stabilite nel quadro del regolamento relativo ai medicinali veterinari; rileva la necessità, nell'ambito della revisione del regolamento sugli additivi destinati all'alimentazione animale[65], di affrontare l'uso di sostanze attualmente non classificate come antibiotici ma aventi proprietà antibiotiche in linea con l'articolo 4, paragrafo 14, del regolamento relativo ai medicinali veterinari che possono essere utilizzate nell'agricoltura animale e nell'acquacoltura per uso preventivo; richiama l'attenzione sul fatto che i lavoratori della filiera alimentare corrono il rischio di contrarre agenti patogeni antimicrobici, ad esempio quando utilizzano la tecnica del "top dressing" (dispersione superficiale sugli alimenti) nel somministrare medicinali veterinari; sottolinea la necessità di adottare misure adeguate al fine di ridurre questo grave rischio per la salute sul lavoro;

21. ricorda che l'agricoltura e la silvicoltura svolgono un ruolo importante nel far fronte all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla mitigazione dei loro effetti; evidenzia l'importanza di riconoscere e monitorare l'impatto dell'agricoltura e della produzione animale sulle emissioni di gas a effetto serra e sull'uso del suolo; sottolinea la necessità di ridurre tali emissioni, al fine di contribuire all'impegno assunto dall'UE nell'ambito dell'accordo di Parigi; sottolinea la necessità e il potenziale di mantenere, ripristinare e potenziare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio e di ridurre le emissioni agricole di anidride carbonica, metano e protossido di azoto, in particolare nei settori dei mangimi e dell'allevamento, nonché nel settore dei fertilizzanti organici e minerali, senza compromettere ulteriormente il benessere degli animali e garantendo che non vi sia alcun deterioramento della fertilità del suolo; riconosce che animali in salute richiedono meno risorse naturali e che pratiche di gestione sostenibile del bestiame possono portare a riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra; auspica misure normative e obiettivi adeguati e ad hoc per le emissioni derivanti dall'agricoltura e dal relativo uso del suolo nell'ambito del pacchetto "Pronti per il 55 %" volti a garantire la riduzione ambiziosa di tutte le emissioni di gas a effetto serra dei suddetti settori, tra l'altro affrontando la questione della densità di bestiame nell'UE e le emissioni incorporate dei mangimi e degli alimenti importati risultanti dall'uso del suolo; chiede una formula politica coerente che consenta una transizione verso pratiche più sostenibili quali una produzione zootecnica estensiva basata su pascolo nell'ambito di un sistema agricolo misto, che rispetti la capacità portante dell'ambiente locale e sostenga la biodiversità;

22. prende atto degli sviluppi promettenti nel settore degli additivi per mangimi che contribuiscono a ridurre le emissioni di gas a effetto serra e gli inquinanti dell'acqua e dell'aria derivanti dall'allevamento di bestiame; accoglie con favore, a tale riguardo, i piani della Commissione di agevolare l'immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi e chiede di elaborare programmi di ricerca pertinenti per sostenerne l'ulteriore sviluppo;

23. sottolinea che la zootecnia estensiva permanente basata su pascolo, la silvopastorizia o l'allevamento estensivo biologico, che spesso coinvolgono pascoli di elevato valore ambientale, sono elementi fondamentali del sistema alimentare europeo e dei relativi sistemi di qualità, e sono un elemento caratterizzante di molte comunità rurali tradizionali che consente loro di utilizzare in modo produttivo terreni che altrimenti sarebbero stati abbandonati; sottolinea che questa forma di produzione agricola basata sulla terra e a bassa densità può avere molteplici effetti positivi per l'ambiente e per la conservazione dei paesaggi culturali, contribuisce a proteggere le zone rurali dallo spopolamento e dall'abbandono, aiuta a mitigare i cambiamenti climatici e contribuisce a un'economia circolare e al ripristino della biodiversità, e deve pertanto essere sostenuta e incoraggiata; sottolinea che dovrebbe essere fornito sostegno alle aziende agricole che passano a forme di produzione più sostenibili e che abbandonano pratiche agricole quali l'allevamento ad alta densità e le monocolture; invita la Commissione a garantire che le sue politiche e i suoi programmi di finanziamento sostengano il tradizionale paesaggio culturale europeo, come i vigneti in pendenza e terrazzati, nonché la produzione estensiva permanente basata su pascolo a sostegno della biodiversità; osserva che le relazioni degli Stati membri a norma dell'articolo 17 della direttiva Habitat[66] evidenziano che molte formazioni erbose seminaturali si trovano in uno stato di conservazione insoddisfacente, inadeguato o cattivo e che gli impollinatori che dipendono dalle medesime sono minacciati, compromettendo i servizi di impollinazione;

24. chiede una maggiore armonizzazione del quadro giuridico per la zootecnia nell'UE, ricorrendo a indicatori comuni e scientificamente fondati del benessere degli animali e accoglie con favore l'impegno della Commissione a valutare e rivedere, ove necessario, l'attuale corpus legislativo in materia di benessere degli animali; sottolinea l'importanza di tenere conto degli ultimi progressi nella scienza in materia di benessere degli animali e di rispondere alle richieste pubbliche, politiche e di mercato di norme relative al benessere degli animali più rigorose; invita la Commissione a presentare una proposta legislativa avente l'obiettivo di eliminare gradualmente l'uso delle gabbie nell'allevamento di animali dell'UE, valutando la possibilità di un'eliminazione graduale entro il 2027; ritiene necessario che tale eliminazione graduale si basi su una valutazione d'impatto fondata su dati scientifici e che sia garantito un periodo di transizione adeguato; invita la Commissione ad adottare un approccio per specie che tenga conto e valuti le diverse caratteristiche di ciascun animale, che dovrebbe disporre di sistemi di stabulazione adeguati alle proprie esigenze specifiche, salvaguardando la salute animale e umana, garantendo la protezione dei lavoratori e garantendo un sostegno sufficiente e un periodo di transizione con l'obiettivo di mantenere la competitività degli agricoltori e degli allevatori;

25. ricorda l'importanza di un sistema di benessere degli animali di alta qualità, che comprenda il trasporto e la macellazione; sottolinea che un livello elevato di benessere degli animali è parte integrante dello sviluppo sostenibile ed è essenziale per una qualità superiore degli alimenti che favorisca un'alimentazione più sana rispondendo alle esigenze dei consumatori e contribuendo altresì alla conservazione della biodiversità; sottolinea che, nel riferirsi a un sistema alimentare sostenibile, è necessario un approccio coerente e armonizzato, che tenga conto della salute umana, dell'ambiente, della biodiversità, della salute e del benessere degli animali e del clima in modo olistico e congiunto;

26. ritiene importante avviare procedure di infrazione nei confronti degli Stati membri che non attuano e non applicano in maniera sistemica la legislazione esistente in materia di benessere degli animali e, ove necessario, per colmare le lacune legislative e stabilire norme più rigorose nella legislazione in materia di benessere degli animali; sottolinea che è essenziale che l'UE tenga conto del rispetto da parte dei paesi terzi delle norme in materia di benessere degli animali, in particolare per quanto concerne i prodotti importati;

27. sottolinea che gli animali dovrebbero subire meno sofferenza possibile quando trasportati e macellati e accoglie pertanto con favore l'intenzione di rivedere la legislazione esistente sul benessere degli animali relativamente al trasporto e alla macellazione degli animali; invita la Commissione e gli Stati membri a favorire soluzioni quali la macellazione locale, compresa la macellazione mobile, con unità di dimensioni più piccole e una migliore formazione del personale;  invita la Commissione a promuovere quante più alternative possibili al trasporto di animali vivi;

28. invita la Commissione ad attuare e applicare la legislazione dell'UE pertinente, in particolare il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate[67]; deplora l'attuale mancato rispetto della sentenza della Corte di giustizia europea secondo cui la protezione del benessere degli animali non cessa alle frontiere esterne dell'UE e i trasportatori di animali che partono dall'Unione devono pertanto rispettare le norme europee in materia di benessere degli animali anche quando lasciano l'UE, pur rilevando le difficoltà applicative dovute alla mancanza di giurisdizione nei paesi terzi;

29. ricorda che, secondo l'IPBES, il 70 % delle malattie e delle pandemie emergenti ha origine animale; esprime grande preoccupazione per l'emergere sempre più frequente di malattie zoonotiche, trasmesse all'uomo dagli animali (antropozoonosi), come la febbre Q, l'influenza aviaria e il nuovo ceppo di influenza A (H1N1); ricorda che la situazione è aggravata dai cambiamenti climatici, dal degrado ambientale, dai cambiamenti di uso del suolo, dalla deforestazione, dalla distruzione e dalle pressioni sulla biodiversità e sugli habitat naturali, dal traffico illegale di animali selvatici e dai nostri attuali sistemi di produzione e consumo alimentari; sottolinea che i sistemi di produzione animale, che comportano il confinamento di animali di un genotipo analogo in stretta vicinanza reciproca, possono aumentare la sensibilità degli animali alle malattie infettive, creando le condizioni per l'emergere e la diffusione di malattie zoonotiche[68]; invita la Commissione e gli Stati membri ad accelerare la trasformazione da tali pratiche agricole e dall'uso non sostenibile delle specie selvatiche, compreso il traffico illegale, e verso una migliore gestione della prevenzione veterinaria e della promozione di norme rigorose in materia di salute e benessere degli animali, anche con i partner commerciali, al fine di prevenire la diffusione delle malattie zoonotiche e specie invasive e di promuovere i livelli elevati di biosicurezza sviluppati nell'UE quale migliore pratica a livello globale; riconosce che la prevenzione e la preparazione alle malattie, vale a dire la disponibilità dei metodi di diagnosi, prevenzione e cura, sono fondamentali per contenere le minacce emergenti per la salute umana e animale;

30. accoglie con favore il riconoscimento da parte della Commissione dell'agricoltura biologica quale componente forte del percorso dell'UE verso sistemi alimentari più sostenibili e l'ambizione di aumentare la superficie agricola dell'UE adibita all'agricoltura biologica entro il 2030; sottolinea che la maggior parte degli Stati membri abbia già adottato obiettivi per aumentare la superficie agricola adibita alla produzione biologica; attende con interesse l'analisi del settore biologico nella valutazione d'impatto globale della strategia e sottolinea l'importanza del piano d'azione europeo sull'agricoltura biologica per promuoverne la crescita; sottolinea che lo sviluppo e la crescita del settore biologico devono essere accompagnati dallo sviluppo del mercato e della catena di approvvigionamento e da misure che stimolino la domanda di alimenti biologici e che assicurino la fiducia dei consumatori, oltre ad appalti pubblici, a incentivi fiscali e a un'ampia serie di misure di promozione, la ricerca, l'innovazione e il trasferimento di conoscenze scientifiche, contribuendo sia alla stabilità del mercato dei prodotti biologici che a un'equa remunerazione degli agricoltori;

31. accoglie con favore l'idea di migliorare, incentivare e ricompensare il sequestro naturale del carbonio nei suoli, che è già stato sviluppato in alcune aziende agricole, fornendo ulteriori vantaggi agli agricoltori per lo sviluppo e il mantenimento di buone pratiche agricole per il sequestro del carbonio, che dovrebbe portare al miglioramento dei pozzi di carbonio in tutta l'Unione europea; sottolinea che le politiche agricole e alimentari future dovrebbero agevolare la transizione verso l'agricoltura sostenibile ricompensando gli agricoltori per i benefici ambientali e climatici che forniscono; sottolinea l'importanza di soluzioni basate sulla natura come ampie rotazioni delle colture, colture intercalari, permacultura, agroecologia e ripristino degli ecosistemi, in particolare il ripristino delle torbiere per aumentare i pozzi naturali di assorbimento del carbonio; sottolinea, tuttavia, che l'agricoltura intensiva e le pratiche agricole con impatti negativi sul clima, sulla biodiversità, sul suolo, sull'acqua, sull'aria e/o sul benessere degli animali non dovrebbero ricevere finanziamenti per il clima né essere premiate; invita la Commissione a esaminare un quadro per una valida quantificazione e certificazione del carbonio che dovrebbe evitare la possibilità di false dichiarazioni note come greenwashing; invita la Commissione a presentare diverse opzioni per il sequestro del carbonio e sottolinea che i mercati del carbonio fanno parte di una serie molto più ampia di misure regolamentari e non regolamentari per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e sottolinea che i regimi di accreditamento del carbonio dovrebbero essere parte degli strumenti intesi a incentivare la realizzazione degli obiettivi climatici; chiede che le proposte siano in linea con gli obiettivi ambientali e in materia di benessere degli animali e il principio del "non nuocere" del Green Deal; è favore della promozione dell'adozione di pratiche agricole rigenerative, del miglioramento dell'accesso alle tecnologie, ai dati, alla formazione e all'informazione, nonché dell'integrazione del reddito degli agricoltori tramite il sequestro del carbonio e pagamenti ai servizi ecosistemici, aumentando quindi la loro resilienza;

32. sottolinea l'importanza di garantire la sicurezza e la diversità delle sementi e del materiale di moltiplicazione delle piante per garantire la stabilità delle rese e fornire varietà vegetali adattate alle pressioni esercitate dai cambiamenti climatici, comprese le varietà tradizionali e quelle adattate localmente e le varietà adatte alla produzione biologica e ai sistemi agricoli a basso apporto di fattori di produzione, garantendo nel contempo agli agricoltori trasparenza e libertà di scelta e l'accesso alle risorse genetiche e a nuove tecniche di selezione vegetale, al fine di contribuire a sementi sane e proteggere le piante da parassiti e malattie dannose e per aiutare gli agricoltori ad affrontare i crescenti rischi causati dai cambiamenti climatici garantendo un incentivo all'innovazione aperta tramite la tutela delle varietà vegetali;

33. solleva l'attenzione sui potenziali effetti negativi della concentrazione e della monopolizzazione nel settore delle sementi e invita la Commissione ad adottare misure per contrastarli, se necessario; sottolinea in tale contesto l'importanza dell'innovazione aperta attraverso la privativa per ritrovati vegetali e rileva con preoccupazione il ruolo negativo svolto dai brevetti ad ampio spettro nel settore delle sementi; ritiene che la produzione e l'utilizzo non commerciali delle varietà di sementi tradizionali e adattate localmente da parte dei cittadini privati e dei piccoli proprietari terrieri non debbano essere oggetto di una regolamentazione sproporzionata a livello nazionale e dell'UE; sottolinea l'importanza di preservare un mercato unico forte per il settore delle sementi dell'UE;

34. chiede un coordinamento rafforzato a livello dell'UE per favorire la conservazione e l'uso sostenibile della diversità genetica e l'istituzione di una piattaforma comune dell'UE per lo scambio di informazioni sulle risorse genetiche conservate;

35. accoglie con favore l'annuncio della revisione delle norme di commercializzazione delle varietà tradizionali e adattate localmente al fine di contribuire alla loro conservazione e al loro uso sostenibile; sottolinea la necessità di adottare misure volte a facilitare la registrazione delle varietà di sementi, anche per quanto riguarda l'agricoltura biologica, e ad agevolare l'accesso al mercato per le varietà tradizionali e adattate alle condizioni locali;

36. prende atto dello studio sullo stato delle nuove tecniche genomiche ai sensi del diritto dell'Unione e alla luce della sentenza della Corte di giustizia nella causa C-528/161a(SWD(2021)0092), e dell'annuncio della Commissione che intende avviare un'azione di politica regolamentare, compresa una valutazione d'impatto e una consultazione pubblica sulle piante derivate da determinate nuove tecniche genomiche, volte a mantenere un elevato livello di protezione della salute umana, degli animali e dell'ambiente, traendo al contempo potenziali benefici dalla scienza e dall'innovazione, in particolare per contribuire alla sostenibilità e agli obiettivi di sostenibilità del Green Deal europeo e della strategia "Dal produttore al consumatore"; sottolinea il principio di precauzione e la necessità di assicurare trasparenza e libertà di scelta agli agricoltori, ai trasformatori e ai consumatori, e sottolinea che tale azione politica dovrebbe includere valutazioni del rischio, una panoramica e una valutazione complete delle opzioni per la tracciabilità e l'etichettatura al fine di ottenere un'adeguata supervisione normativa e la fornitura di informazioni pertinenti ai consumatori, anche per i prodotti provenienti da paesi terzi, al fine di assicurare condizioni di parità;

37. ribadisce il suo invito alla Commissione a presentare con urgenza una nuova proposta legislativa sulla questione della clonazione e degli "alimenti derivati da clonazione"; insiste sul fatto che tale proposta dovrebbe includere un divieto di clonazione, un divieto di immissione sul mercato e di importazione degli animali clonati, del loro materiale riproduttivo e della relativa progenie e un divieto di immissione sul mercato e di importazione di alimenti provenienti da animali clonati e dalla relativa progenie; deplora profondamente l'assenza di azioni volte a regolamentare i cloni e la loro progenie e ribadisce che non devono essere praticati l'allevamento naturale o artificiale o procedimenti di allevamento che provochino o possano provocare agli animali in questione sofferenze o lesioni e che è necessario assicurare che gli alimenti ottenuti da animali clonati e dalla loro progenie non siano immessi nella filiera alimentare;

38. sottolinea l'importante ruolo degli agricoltori europei nel realizzare la transizione verso un sistema alimentare sostenibile e sottolinea che per raggiungere tale obiettivo devono essere messe a disposizione risorse finanziarie sufficienti; sottolinea la necessità di utilizzare, promuovere e sostenere tutti i vari metodi di produzione sostenibile, compreso il biologico, la produzione integrata e l'agroecologia, in quanto possono garantire la sostenibilità ambientale, aumentare la superficie complessiva coltivata con sistemi ecologici e offrire forti garanzie in termini di qualità, sicurezza, quantità e prezzo;

39. insiste affinché i piani strategici nazionali, che devono essere elaborati dagli Stati membri e approvati dalla Commissione nell'ambito della nuova PAC, garantiscano un adeguato sostegno finanziario a tutti gli agricoltori e silvicoltori dell'UE per rafforzare la loro competitività e il loro reddito, per garantire loro e alle loro famiglie un tenore di vita dignitoso, combattere lo spopolamento rurale e mantenere dinamiche le comunità rurali;

40. si compiace del fatto che la nuova PAC fornirà incentivi per promuovere modelli di business innovativi, digitali, ecologici, regionali e sostenibili per l'agricoltura e la produzione alimentare artigianale, in particolare attraverso la promozione delle filiere corte, ad esempio prodotti con indicazioni geografiche o denominazioni d'origine protette, nel rispetto delle regole del mercato unico e attraverso approcci che includano una logistica locale innovativa come i "green hub" e l'integrazione della produzione alimentare artigianale in altri servizi nelle zone rurali quali il turismo o la gastronomia; sottolinea che la commercializzazione dei prodotti agricoli e i partenariati svolgono un ruolo importante nella promozione di filiere sostenibili; riconosce che, qualora la produzione locale non sia disponibile, sono necessarie importazioni;

41. invita la Commissione ad approvare esclusivamente i piani strategici nazionali della PAC che dimostrino un chiaro impegno verso la sostenibilità sotto il profilo economico, ambientale e sociale e siano in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, i pertinenti obiettivi a livello dell'UE e l'accordo di Parigi;

42. chiede che tali piani tengano debitamente conto delle sfide peculiari cui devono far fronte le regioni ultraperiferiche dell'UE in termini di biodiversità, produzione agricola e approvvigionamento di prodotti alimentari e materie prime; sottolinea che un sostegno finanziario adeguato nell'ambito della PAC è fondamentale per consentire all'agricoltura dell'UE di contribuire alla transizione verso la neutralità climatica e migliorare la conservazione della biodiversità; sottolinea che misure di sostegno rafforzate, compresi programmi di formazione e servizi di consulenza, sono essenziali per consentire agli agricoltori di svolgere il proprio ruolo nel conseguimento degli obiettivi della strategia; chiede che nei piani strategici nazionali siano attuati regimi ecologici rafforzati, in linea con la posizione del Parlamento, che eviterebbe una duplicazione superflua dei controlli in materia di condizionalità;

43. sottolinea che terreni sani costituiscono un prerequisito per garantire la sicurezza della produzione di alimenti, mangimi e fibre; invita la Commissione e gli Stati membri, pertanto, a prevenire il loro ulteriore degrado a livello dell'UE; sottolinea che il suolo agricolo è una risorsa naturale primaria, il cui buono stato è fondamentale per realizzare la strategia "Dal produttore al consumatore"; sottolinea, in tale contesto, l'importanza della nuova strategia per il suolo e invita la Commissione a intraprendere azioni appropriate basate su tale strategia per trovare le necessarie soluzioni; riconosce l'essenzialità della materia organica del suolo e della biodiversità dello stesso nonché dei servizi e dei prodotti che fornisce; deplora che i suoli siano soggetti a una crescente pressione; ritiene che un solido monitoraggio a livello dell'UE degli organismi del suolo e delle tendenze del loro ritmo e volume debba essere posto in essere e mantenuto in tutti gli Stati membri;

44. riconosce l'importanza di elementi caratteristici del paesaggio con elevata diversità, che sono essenziali al fine di mantenere i servizi ecosistemici di base, ad esempio l'impollinazione o i meccanismi naturali di controllo fitosanitario, per la produzione agricola e che ne aumentano la produttività a lungo termine; accoglie con favore l'obiettivo dell'UE di destinare almeno il 10 % della superficie agricola a tal fine; ricorda i risultati della valutazione d'impatto del 20 ottobre 2011 intitolata "La PAC verso il 2020" (SEC(2011)1153) in cui si afferma che a livello delle aziende agricole non si genererebbero impatti significativi sulla produzione o sul reddito;

45. sottolinea che i terreni agricoli sono limitati e devono essere pertanto utilizzati in maniera efficiente; sottolinea la necessità di includere nella strategia modelli agricoli innovativi con una bassa impronta di uso del suolo, ad esempio l'orticoltura e l'allevamento di insetti;

46. sottolinea che la "coltivazione protetta" di frutta e verdura nelle serre moderne è un sistema di produzione alimentare altamente sostenibile, che viene utilizzato sempre più spesso e offre una serie di vantaggi; invita la Commissione a riconoscere la trasformazione in corso nel settore orticolo europeo, che consente una produzione alimentare più sostenibile e contribuisce alla sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, alla sicurezza degli alimenti, all'aumento dell'efficienza in termini di risorse e alla riduzione dei rifiuti alimentari in tutta la catena di produzione alimentare; sottolinea che, al di là di una bassa impronta di uso del suolo, l'orticoltura moderna contribuisce a diversi obiettivi della strategia, ad esempio una bassa esigenza di fattori di produzione, un uso efficiente delle risorse e una produzione di frutta e verdura prossima al punto di consumo, promuovendo pertanto le filiere più corte e la sicurezza dell'approvvigionamento; invita la Commissione a prendere in considerazione la possibilità di destinare dei fondi di investimento nelle attività di ricerca e innovazione relative a sistemi colturali protetti in serre moderne che utilizzano meno risorse per ottenere le medesime rese produttive;

47. invita la Commissione a incoraggiare i governi degli Stati membri ad ampliare o creare sistemi che consentano ai cittadini di locare e utilizzare terreni demaniali in disuso e non utilizzati per la produzione alimentare;

48. sottolinea l'importanza di utilizzare cortine agroforestali e forestali per ridurre la pressione sulle foreste naturali, contribuire a contrastare i cambiamenti climatici e aumentare la produttività, nonché le alternative all'uso dei fertilizzanti nella produzione agricola; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a elaborare, nell'ambito dei loro futuri piani strategici nazionali, strumenti che favoriscano la riforestazione e l'imboschimento e che promuovano l'agroforestazione sostenibile, compresa la silvopastorizia ove possibile; invita la Commissione a promuovere programmi di formazione specializzata a livello dell'UE, al fine di informare gli agricoltori dei benefici di integrare la vegetazione arborea nell'agricoltura; sottolinea che il ripristino e il ringiovanimento dei sistemi agroforestali esistenti, nonché la creazione di nuovi sistemi, contribuirebbe all'obiettivo dei 3 miliardi di alberi della strategia sulla biodiversità, perseguendo sia gli obiettivi in materia di biodiversità e clima che l'obiettivo della diversificazione e della circolarità;

49. sottolinea l'importanza di criteri solidi e rigorosi per la produzione di energia rinnovabile a partire dalla biomassa e invita la Commissione a elaborare criteri scientifici nel quadro della revisione della direttiva sulle energie rinnovabili;

50. rammenta che il sistema agroalimentare e ittico europeo dovrebbe garantire ai cittadini un approvvigionamento sufficiente e diversificato di alimenti sicuri, nutrienti, sani, economicamente accessibili e prodotti in modo sostenibile in qualsiasi momento e sottolinea che il miglioramento della sostenibilità economica, ambientale e sociale della produzione alimentare ne aumenterà anche la resilienza a medio e lungo termine, creerà nuove opportunità economiche e contribuirà all'uso delle materie prime di origine europea; sottolinea che una maggiore produzione locale degli alimenti può contribuire a tutti questi obiettivi, compresa la sicurezza alimentare; ricorda che nell'UE 33 milioni di persone[69] non possono permettersi un pasto di qualità ogni due giorni; sottolinea che l'accessibilità e la disponibilità degli alimenti richiedono risposte politiche adeguate e devono rimanere un elemento chiave allorquando si valuti l'aumento dei costi di produzione, compresi quelli derivanti dai cambiamenti apportati alle pratiche agricole; sottolinea la necessità di sostenere lo sviluppo delle PMI del settore dei prodotti alimentari sostenibili nelle zone rurali;

51. esorta la Commissione a integrare le questioni riguardanti l'aiuto alimentare nella strategia "Dal produttore al consumatore", dato che molti europei soffrono per la mancanza di generi alimentari, in particolare le famiglie monoparentali e gli studenti, e che tale cifra è destinata a crescere a causa delle conseguenze sociali ed economiche della pandemia; riconosce il ruolo unico delle associazioni per l'assistenza alimentare in tutta l'Unione europea che devono ricevere un migliore sostegno alla luce del numero crescente di persone che hanno bisogno di aiuto; ritiene che per aumentare la resilienza del nostro sistema alimentare si debbano consolidare i collegamenti tra le politiche alimentari e le politiche agricole ad ogni livello, da quello locale a quello europeo;

52. si compiace del fatto che il Green Deal europeo miri a garantire condizioni di vita dignitose per le persone che lavorano nel settore agricolo e della pesca e per le loro famiglie; ricorda che la dimensione sociale deve essere pienamente integrata in tutte le iniziative future della strategia, unitamente alle dimensioni economica e ambientale; sottolinea che la pandemia di COVID-19 ha gettato una nuova luce sulle difficili condizioni di vita e di lavoro e, pertanto, sottolinea l'importanza di proteggere il lavoro individuale e collettivo e i diritti sociali dei braccianti e dei lavoratori agricoli, compresi i lavoratori stagionali e mobili impiegati lungo l'intera filiera alimentare dell'UE; chiede condizioni di vita e di lavoro adeguate per tutti i lavoratori del settore, contrattazione collettiva e protezione sociale;

53. incoraggia la Commissione e gli Stati membri a considerare i terreni agricoli, le conoscenze del settore agricolo, la filiera alimentare e i suoi lavoratori come risorse strategiche ai fini della sicurezza e del benessere di tutti gli europei e ad assicurare che le condizioni di lavoro e di protezione sociale in tutta la filiera agro-alimentare, ivi compreso un adeguato controllo delle pratiche sleali nella suddetta filiera, rispettino le norme nazionali e dell'UE per tutti i lavoratori;

54. sottolinea l'importanza dei lavoratori stagionali per il buon funzionamento della filiera e chiede misure rigorose per garantire loro adeguate condizioni di vita e di lavoro; incoraggia i dettaglianti ad assumersi la responsabilità e a rispettare i criteri di sostenibilità sociale, ambientale ed economica nelle loro pratiche di acquisto;

55. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di proporre un piano di emergenza per far fronte alle crisi alimentari tenendo conto dell'esperienza acquisita durante la pandemia di COVID-19 e prevedendo misure armonizzate per garantire un corretto funzionamento del mercato interno; ritiene che la promozione di progetti alimentari territoriali che stimolano lo sviluppo di filiere alimentari corte negli Stati membri possa contribuire ad affrontare tali crisi;

56. concorda con l'osservazione secondo la quale la pandemia di COVID-19 ha evidenziato l'importanza di garantire un sistema alimentare solido, sostenibile e resiliente che funzioni in qualsiasi circostanza e sia in grado di assicurare ai consumatori europei un approvvigionamento sufficiente di alimenti locali e a prezzi accessibili; sottolinea la necessità, a tale proposito, di salvaguardare il buon funzionamento del mercato unico e in particolare la circolazione dei prodotti alimentari, anche in tempi di crisi sanitaria; sottolinea inoltre che la pandemia dovrebbe essere considerata anche un'opportunità per costruire un sistema alimentare sostenibile e resiliente, e non come una scusa per ridimensionare le ambizioni, poiché sostenibilità e salute sono questioni interconnesse;

57. sottolinea la necessità, in parte a causa delle perturbazioni delle catene di produzione globali e della maggiore volatilità dei prezzi causata dalla pandemia di COVID-19, di sviluppare un'autonomia strategica aperta per l'UE al fine di garantire l'accesso ai mercati chiave e ridurre la dipendenza dalle importazioni di beni critici come le fonti proteiche vegetali; ribadisce che i sistemi agroalimentari devono essere riconosciuti come un aspetto cruciale dell'autonomia strategica aperta dell'UE al fine di garantire una sufficiente disponibilità di alimenti sicuri e di buona qualità e mantenere catene di approvvigionamento alimentare e flussi commerciali funzionanti e resilienti durante crisi future, in linea con l'articolo 2, paragrafo 1, dell'accordo di Parigi;

58. sottolinea che il settore agroalimentare sostiene non solo gli agricoltori, ma anche le aziende a monte e a valle, assicura e crea posti di lavoro ed è la spina dorsale dell'intera industria alimentare; sottolinea, a tale riguardo, che la tutela del paesaggio culturale è la forza trainante per zone rurali attive; sottolinea l'importanza dell'artigianato tradizionale nella produzione alimentare regionale e locale e la ricca diversità culturale che ne deriva; rammenta che il mantenimento e il trasferimento delle conoscenze dell'artigianato nella produzione alimentare dovrebbero essere sostenuti anche come parte orizzontale della strategia "Dal produttore al consumatore", ad esempio includendola meglio nei programmi partecipativi di ricerca e sviluppo;

59. esprime delusione per la mancanza di rilievo e di ambizione riscontrata, con riferimento al contributo e alle potenzialità della pesca e dell'acquacoltura, nella strategia "Dal produttore al consumatore"; invita la Commissione a prestare la dovuta attenzione alla natura specifica della pesca e dell'acquacoltura in tutte le proposte legislative, le strategie e gli orientamenti; sottolinea la necessità di un approccio basato sugli ecosistemi per portare le popolazioni ittiche a livelli sostenibili e ripristinare gli ecosistemi marini e costieri, che dovrebbe concentrarsi altresì sui benefici e sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale dei settori della pesca e dell'acquacoltura;

60. sottolinea che un quadro giuridico solido e affidabile per i settori della pesca e dell'acquacoltura, che applichi in maniera coerente il principio di precauzione e allineato agli orientamenti strategici aggiornati per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura dell'Unione, dovrebbe fornire la base per sfruttare in modo sostenibile il potenziale del settore, nonché per misure più efficaci di protezione e di salute degli animali, compreso un uso ridotto di farmaci veterinari e di antibiotici, con il conseguente aumento delle popolazioni ittiche e maggiore chiarezza per quanto riguarda l'uso dello spazio e delle licenze per tutti gli usi antropogenici, ivi compresa l'acquacoltura, consentendo una maggiore prevedibilità degli investimenti senza compromettere la legislazione ambientale; sottolinea l'importanza di un meccanismo trasparente e partecipativo, in linea con la direttiva 2014/89/UE sulla pianificazione dello spazio marittimo, per un'equa ripartizione dello spazio tra tutte le parti interessate; sottolinea la necessità di rispettare pienamente le zone marine protette;

61. sottolinea che meccanismi di tracciabilità validi, che rispondano alle esigenze dei consumatori fornendo informazioni su dove, quando, come e quale pesce è stato catturato o allevato, tra cui l'etichettatura su origine e metodo di produzione e norme di sostenibilità e di benessere degli animali elevate per tutti i prodotti venduti sui mercati dell'UE, ivi compresi quelli importati dai paesi terzi, sono essenziali per garantire la trasparenza per i consumatori, il settore e le diverse amministrazioni, la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN), nonché per conseguire gli obiettivi del Green Deal e gli OSS; sottolinea, a tal fine, l'importanza di tecnologie sicure dal punto di vista informatico nello sviluppo di accurati sistemi digitali decentralizzati di tracciabilità; chiede un approccio coordinato per garantire la coerenza tra le diverse iniziative in materia, che coinvolga tutti gli attori della catena del valore; chiede misure di controllo per garantire che tutti i prodotti della pesca importati che entrano nel mercato dell'UE siano conformi alle norme sociali riconosciute a livello internazionale, come quelle stabiliti nella Convenzione dell'OIL n. 188 sul lavoro nel settore della pesca e attuate nell'UE mediante la direttiva del Consiglio (UE) 2017/159[70], per evitare che siano immessi sul mercato dell'UE prodotti della pesca catturati da navi che non rispettano le norme sociali minime;

62. rammenta gli obiettivi della PCP di garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche marine viventi, ripristinando e mantenendo le popolazioni ittiche al di sopra dei livelli di biomassa in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile, nonché di garantire la redditività delle attività di pesca e di contribuire alla fornitura di alimenti altamente nutritivi al mercato dell'UE e ridurre la dipendenza del mercato dell'UE dalle importazioni alimentari e sottolinea la necessità di migliorare la sorveglianza, il controllo e l'applicazione della PCP, compresa la piena attuazione dell'obbligo di sbarco e l'introduzione del monitoraggio elettronico di alcune navi;

63. invita la Commissione e gli Stati membri a basarsi sulle pratiche sostenibili esistenti e a facilitare, incoraggiare e fornire un sostegno adeguato per la transizione verso la pesca e l'acquacoltura a basso impatto e lo sviluppo sostenibile dei settori, compresa la pesca costiera su piccola scala, ad esempio attraverso l'applicazione di attrezzi da pesca selettivi, l'acquacoltura ecologica, compresa l'acquacoltura biologica, e soluzioni di efficienza energetica e aumentando la percentuale delle quote nazionali destinate alla pesca costiera su piccola scala; sottolinea la necessità di sostenere i pescatori e gli attori della filiera ittica, anche nelle regioni ultraperiferiche, nella transizione verso pratiche maggiormente digitali attraverso forti investimenti nella formazione, nella digitalizzazione e nella conversione in pratiche e strumenti "verdi"; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza del Fondo europeo per gli affari marittimi e l'acquacoltura (FEAMPA) nel promuovere lo sviluppo di un'economia blu sostenibile e modernizzare il settore della pesca in linea con gli obiettivi della PCP;

64. chiede che il Consiglio dell'Unione europea renda pubblici in maniera proattiva tutti i documenti connessi all'adozione dei regolamenti sui totali ammissibili di catture (TAC), in linea con la raccomandazione della Mediatrice europea nel caso 640/2019/FP;

65. sottolinea la necessità di monitorare e promuovere lo sfruttamento responsabile delle risorse alieutiche applicando nel contempo la tolleranza zero nella lotta contro la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, avvalendosi appieno degli strumenti a disposizione dell'UE in conformità del regolamento INN[71], compreso l'utilizzo di "cartellini rossi" se un paese non rispetta i requisiti dell'UE e rafforzando la politica di accordi di pesca sostenibile con paesi terzi; sottolinea che tali accordi devono rivelarsi realmente sostenibili ed essere in linea con i migliori pareri scientifici disponibili e non devono né minacciare il settore della pesca su piccola scala dei paesi terzi né compromettere la sicurezza alimentare locale;

66. esorta pertanto la Commissione e gli Stati membri a realizzare le misure giuridicamente vincolanti cui si sono impegnati nel quadro dei siti marini della rete Natura 2000 e ad adottare un approccio olistico in relazione all'ambiente marino e ad affrontare le cause profonde dell'inquinamento delle acque, tra cui i rifiuti marini e le acque reflue urbane e industriali, ponendo fine alle pratiche dannose per l'ambiente marino e la salute umana e incentivando i pescatori a raccogliere in modo sostenibile i rifiuti marittimi, evitando al contempo il consumo e le emissioni aggiuntivi di carburante, nonché le catture accessorie di animali marini e pesci e l'impatto negativo sull'ecosistema, e ad attuare misure per migliorare la qualità dell'acqua e il controllo delle malattie e per limitare la densità di allevamento nell'ambito della produzione acquicola, nell'interesse della salute umana e del benessere degli animali;

67. sottolinea il valore del lavoro delle donne e degli uomini nei settori della pesca e dell'acquacoltura e l'importante ruolo delle donne nei processi di trasformazione, valorizzazione e commercializzazione del pescato; ricorda le potenzialità dell'acquacoltura e della pesca sostenibili per creare posti di lavoro verdi e ritiene che la transizione ecologica dei sistemi alimentari, compresa la pesca, dovrebbe essere realizzata in modo da garantire redditi equi e una posizione forte lungo la catena del valore, e sottolinea a tale riguardo l'importanza della partecipazione attiva delle organizzazioni di produttori nel settore della pesca e dell'acquacoltura;

68. invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere e incoraggiare lo sviluppo di tecniche e attrezzi da pesca più sostenibili e di metodi di cattura, sbarco, trasporto e macellazione di pesci e invertebrati marini che garantiscano un maggiore benessere, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili, nonché il miglioramento delle norme sul benessere degli animali per i pesci di allevamento, al fine di ridurre lo stress e migliorare la qualità del pesce; sottolinea che l'Unione dovrebbe sostenere e incoraggiare gli investimenti in tali attrezzi, metodi e miglioramenti;

69. sottolinea il contributo della piscicoltura di stagno con le sue pratiche di gestione tradizionali al conseguimento degli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" e della strategia sulla biodiversità interconnessa; sottolinea che le zone dello stagno coltivate offrono habitat per specie rare, apportano contributi positivi al clima e alle riserve idriche, fungono da pozzi di assorbimento dei nutrienti, trattengono sedimenti e contribuiscono a una produzione sostenibile dei prodotti alimentari regionali; invita la Commissione e gli Stati membri a considerare la piscicoltura di stagno nelle misure e nei programmi pertinenti;

70. ricorda che i produttori primari si trovano in una posizione decisamente più svantaggiata in termini di reddito sia rispetto agli altri operatori lungo la filiera alimentare che rispetto al resto dell'economia; sottolinea che è essenziale rafforzare la posizione dei produttori primari nella filiera alimentare, in particolare per quanto riguarda i produttori di piccole e medie dimensioni, al fine di consentire loro di accaparrarsi una quota equa del valore aggiunto degli alimenti prodotti in modo sostenibile, anche attraverso l'incoraggiamento alla cooperazione e alle azioni collettive, avvalendosi delle possibilità previste dalle organizzazioni comuni di mercato per i prodotti dell'agricoltura, della pesca e dell'acquacoltura, compreso l'adeguamento delle norme di concorrenza;

71. sottolinea che garantire un reddito stabile ed equo ai produttori primari è fondamentale per favorire la transizione del sistema alimentare verso una maggiore sostenibilità e un'agricoltura più circolare, combattere le pratiche commerciali sleali e gestire rischi e crisi; chiede che i produttori primari di tutta l'UE siano sostenuti in questa transizione, anche attraverso l'adozione di nuove tecnologie e l'aumento dell'efficienza in termini di sistemi agricoli, gestione dei rifiuti e fornitura di fattori di produzione e imballaggi; sottolinea che i prezzi dei produttori dovrebbero coprire i costi di produzione e riflettere la sostenibilità sociale, economica e ambientale e pertanto essere in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo;

72. ritiene che debbano essere incoraggiati accordi di filiera al fine di garantire un'equa ripartizione del valore agli agricoltori e allo stesso tempo una maggiore trasparenza e tracciabilità della filiera nel suo complesso favorendo la crescita dell'occupazione giovanile nel settore;

73. accoglie con favore l'obiettivo di abbreviare le filiere; sottolinea tuttavia la realtà degli Stati membri e dei territori insulari, slegati dall'Europa continentale, che fanno fronte a questioni di isolamento e dipendenza dalle importazioni per i prodotti necessari, ad esempio i cereali per i mangimi, il che deve essere rispettato nell'attuazione di misure volte a ridurre la dipendenza dai trasporti a lunga distanza e altre misure intese ad abbreviare le filiere; sottolinea che, senza trasporti a lunga distanza di determinati prodotti alimentari, la sicurezza alimentare di tali zone slegate sarebbe compromessa;

74. osserva che le aspettative dei cittadini si stanno evolvendo e stanno innescano un cambiamento significativo nel mercato alimentare, con un conseguente aumento della domanda di prodotti alimentari locali; sottolinea l'importanza di prodotti alimentari locali, le opportunità che offrono agli agricoltori dell'UE e i notevoli contributi positivi che possono apportare al nostro ambiente; incoraggia pertanto la Commissione e gli Stati membri a promuovere attivamente lo sviluppo di strategie alimentari locali, unitamente alle iniziative in materia di filiere corte;

75. riconosce l'importanza degli alimenti biologici freschi consumati localmente, che apportano benefici alla salute dei consumatori e all'ambiente; sottolinea le grandi potenzialità per la promozione della cooperazione tra i produttori primari locali e i prestatori di servizi turistici, che potrebbe migliorare il consumo di alimenti freschi provenienti da coltivazioni locali; chiede misure di sostegno per promuovere tale cooperazione;

76. chiede di promuovere misure che consentano la lavorazione delle materie prime il più vicino possibile al loro luogo di origine, pratica che comporta una sensibile riduzione dell'impronta di carbonio e garantisce una migliore tracciabilità degli alimenti;

77. sottolinea che mentre i nuovi modelli sostenibili d'impresa sono opportunità enormi per le PMI, varie iniziative previste nel quadro della strategia potrebbero comportare l'insorgenza di notevoli oneri burocratici; accoglie con favore l'impegno assunto dalla Commissione di avvalersi degli strumenti del programma "Legiferare meglio", di valutare gli effetti sulle PMI e di adottare misure per promuovere modelli d'impresa sostenibili e circolari specificamente per le PMI, di utilizzare il fondo InvestEU per facilitare l'accesso ai finanziamenti per le PMI e di offrire soluzioni su misura per aiutarle a sviluppare nuove competenze e nuovi modelli d'impresa; esorta la Commissione e gli Stati membri a ridurre gli oneri amministrativi per i piccoli e medi operatori della filiera alimentare, attraverso misure come l'armonizzazione dei processi di registrazione e la maggiore efficienza dei permessi, delle licenze e delle approvazioni, nonché assicurando che gli organismi di regolamentazione competenti dispongano di personale adeguato, affinché i piccoli produttori alimentari immettano i loro prodotti sul mercato il più rapidamente e facilmente possibile;

78. ritiene che il bilancio assegnato per realizzare le ambizioni del Green Deal dell'UE e il meccanismo per una transizione giusta sia insufficiente ad affrontare in modo sostenibile dal punto di vista sociale le conseguenze della trasformazione prevista; chiede che il meccanismo per una transizione giusta comprenda anche le regioni agricole che potrebbero subire ripercussioni negative e sottolinea la necessità di garantire l'idoneo coinvolgimento delle parti sociali nella definizione e attuazione delle future iniziative della strategia; ricorda che la transizione a tale sistema richiederà investimenti importanti e che non può essere realizzata senza la partecipazione e il sostegno degli agricoltori europei;

79. esorta la Commissione a dare piena attuazione alla direttiva (UE) 2019/633 in materia di pratiche commerciali sleali e a monitorare attentamente il suo recepimento nel diritto nazionale; invita la Commissione a intensificare gli sforzi per rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera alimentare e a presentare proposte concrete in linea con la strategia;

80. ribadisce che la qualità differenziata nei prodotti alimentari è inaccettabile e deve essere pienamente contrastata per evitare di discriminare o indurre in errore i consumatori dell'UE; ritiene, pertanto, che la strategia "Dal produttore al consumatore" debba includere disposizioni volte a prevenire la duplicità dei criteri in materia di qualità degli alimenti e invita a tale proposito la Commissione a monitorare attentamente la situazione sul mercato e a proporre, se necessario, una normativa ad hoc; sottolinea, inoltre, l'importanza del ruolo delle associazioni dei consumatori nell'individuazione di tali pratiche ingannevoli;

81. ricorda alla Commissione la necessità di dare seguito al codice di condotta dell'UE per pratiche commerciali e di marketing responsabili, elaborando un quadro di monitoraggio per i settori alimentare e del commercio al dettaglio e prevedendo l'adozione di misure legislative qualora i progressi in termini di integrazione della sostenibilità economica, ambientale e sociale e le considerazioni legate al benessere degli animali nelle strategie aziendali si rivelassero insufficienti, promuovendo e ricompensando dunque gli sforzi dei produttori agricoli che operano in modo sostenibile e aumentando la disponibilità e l'accessibilità economica di opzioni alimentari sane e sostenibili e riducendo l'impronta ambientale complessiva del sistema alimentare e i costi sociali di un'alimentazione scorretta;

82. insiste sulla necessità che il codice di condotta dell'UE per le imprese del settore alimentare e del commercio al dettaglio si concentri su impegni che siano pertinenti per la creazione di ambienti alimentari sani e sostenibili e che siano specifici, misurabili e vincolati a scadenze precise, che siano in grado di contrastare la duplicità dei criteri nelle pratiche agroalimentari nonché incentrati sulle principali operazioni dei soggetti coinvolti;

83. sottolinea l'importanza di arrestare e affrontare il processo di consolidamento e concentrazione del settore del commercio al dettaglio di generi alimentari al fine di garantire prezzi equi per gli agricoltori e condizioni di lavoro dignitose per i lavoratori; insiste sulla necessità che gli attori a monte tengano conto dei costi della produzione agricola e che siano applicati prezzi equi a tutti gli anelli della filiera; ricorda l'importanza di aumentare la resilienza degli agricoltori nel mercato ottenendo maggiore valore dalla filiera alimentare, il che è conseguito incoraggiando la loro partecipazione per esempio alle cooperative o alle organizzazioni di produttori;

84. chiede che siano apportati miglioramenti in modo non discriminatorio alla politica di promozione dei prodotti agricoli e alimentari dell'UE, nonché ai programmi scolastici dell'UE e all'iniziativa europea Pasti sani a scuola; ritiene che tali miglioramenti dovrebbero rafforzare la produzione agricola europea di alta qualità e contribuire a una produzione e a un consumo sostenibili in linea con tale strategia, il Green Deal europeo e gli OSS; ritiene che questi miglioramenti dovrebbero concentrarsi su messaggi educativi basati sui dati scientifici disponibili, sui marchi di qualità dell'UE come il marchio biologico dell'UE e le indicazioni geografiche, sulle filiere corte, locali e regionali, su un'alimentazione e stili di vita sani e sulla promozione di un maggiore consumo di frutta e verdura nell'ambito di una dieta variata ed equilibrata e un minor apporto di zuccheri, sale e grassi con l'obiettivo di ridurre i tassi di obesità;

85. sottolinea inoltre, nel contesto del programma di promozione dell'UE, l'importanza di inverdire gli ambienti, sia interni che esterni, come soluzione naturale per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e l'inquinamento atmosferico, nonché per garantire un ambiente di vita sano e il benessere delle persone;

86. sottolinea la necessità di potenziare le campagne europee di informazione sul consumo moderato di vini, mantenendo nel contempo la promozione dei prodotti di qualità; ritiene che solo ampie campagne educative e di informazione sarebbero efficaci per combattere l'abuso di consumo e ricorda che il consumo moderato di vino rientra nella dieta mediterranea;

87. riconosce il ruolo svolto dai regimi di qualità dell'UE e dalle indicazioni geografiche europee: la denominazione di origine protetta (DOP), l'indicazione geografica protetta (IGP), l'indicazione geografica delle bevande spiritose e dei vini aromatizzati (IG) e la specialità tradizionale garantita (STG), che costituiscono ottimi esempi della definizione di standard di qualità da parte dell'UE in ambito agricolo; accoglie con favore la revisione della politica dell'UE in materia di indicazioni geografiche per consentire alle indicazioni geografiche o denominazioni d'origine protette di contribuire ulteriormente alla sostenibilità economica, sociale e ambientale delle regioni europee, apportando benefici ai produttori, ai consumatori e alla società nel complesso, mediante la produzione di prodotti di alta qualità che creano un forte legame con le regioni; sottolinea la necessità di migliorare il riconoscimento della loro autenticità tra i consumatori che non sempre distinguono le indicazioni geografiche europee da altri prodotti privi della denominazione; considera inoltre necessario ridurre gli oneri amministrativi per i piccoli produttori che desiderano aderire a tali regimi di qualità e rafforzare la protezione delle indicazioni geografiche contro l'uso improprio o l'imitazione a livello internazionale; ribadisce il ruolo importante da essi svolto nel commercio tra l'UE e i paesi partner;

88. sottolinea quanto riconosciuto all'interno della strategia, ovvero che i regimi alimentari degli europei non sono in linea con le raccomandazioni per un'alimentazione sana e che è necessario trasformare i modelli di consumo dell'intera popolazione indirizzandoli verso cibi, regimi alimentari e stili di vita più sani, compreso un aumento del consumo di prodotti vegetali e di origine vegetale sostenibili e prodotti localmente, come frutta e verdura fresca, cereali integrali e legumi, e che occorre affrontare il consumo eccessivo di carne e prodotti ultratrasformati, nonché prodotti ricchi di zuccheri, sale e grassi, a beneficio altresì dell'ambiente e del benessere degli animali e a garanzia di un'economia più resiliente; sottolinea che raccomandazioni scientifiche a livello dell'UE, compresi chiari obiettivi, per regimi alimentari sostenibili, sani e più equilibrati, tenendo conto della diversità culturale e regionale degli alimenti e dei regimi alimentari europei, nonché delle esigenze dei consumatori, aiuterebbero e incoraggerebbero i consumatori fornendo informazioni sull'impegno degli Stati membri per integrare gli aspetti legati alla sostenibilità nella consulenza dietetica nazionale; invita la Commissione a elaborare tali raccomandazioni e azioni specifiche per promuovere in modo efficace regimi alimentari sani, sostenibili e più equilibrati;

89. approva il fatto che la strategia riconosca in modo legittimo il ruolo e l'influenza dell'ambiente alimentare nel plasmare i modelli di consumo e la necessità di agevolare i consumatori nella scelta di regimi alimentari sani e sostenibili; incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio più sistematico e basato su dati concreti al fine di facilitare la creazione di ambienti alimentari sani, sostenibili ed equi anziché affidarsi esclusivamente a un codice di condotta; ribadisce l'importanza di promuovere regimi alimentari sani, più equilibrati e sostenibili migliorando l'ambiente alimentare, sensibilizzando i consumatori in merito all'impatto dei modelli di consumo, anche attraverso i canali digitali, e fornendo informazioni su regimi alimentari migliori per la salute umana e con un'impronta di carbonio e ambientale minore, ad esempio i prodotti provenienti da filiere corte e locali, che dovrebbe essere accompagnata da una serie di misure per rendere la produzione alimentare più sostenibile di default;

90. chiede una gamma completa e complementare di misure, comprese misure regolamentari e campagne di sensibilizzazione dei consumatori, per ridurre l'onere sulla salute pubblica derivante dal consumo eccessivo di alimenti altamente trasformati e di altri prodotti ricchi di sale, zuccheri e grassi; invita i principali produttori e dettaglianti di alimenti a riformulare rapidamente e seriamente gli alimenti trasformati non coperti dai sistemi di qualità dell'UE, laddove sia possibile ottenere miglioramenti verso una composizione più sana, e accoglie con favore l'intenzione della Commissione di avviare iniziative per stimolare tale riformulazione, anche fissando livelli massimi di zuccheri, grassi e sale in alcuni alimenti trasformati, ed esorta la Commissione a monitorare attentamente i progressi nel corso della riformulazione; sottolinea che tali riformulazioni dovrebbero anche cercare di ridurre al minimo i rischi per la salute posti dai miglioratori alimentari, dai residui di pesticidi e dalle sostanze chimiche nocive; invita a prestare particolare attenzione agli alimenti per bambini e ad altri alimenti per usi speciali e ad adottare un approccio normativo efficace e a livello dell'UE per far fronte all'esposizione di bambini e adolescenti alla pubblicità e alla commercializzazione di alimenti trasformati ricchi di grassi, zuccheri e sale nelle trasmissioni e nei media digitali;

91. ritiene che l'ulteriore sviluppo e l'innovazione sostenibile nel campo delle proteine vegetali e delle fonti alternative di proteine alimentari nell'UE, ad esempio gli insetti o le alghe, sia un modo efficace di affrontare molte delle sfide ambientali e climatiche con cui si misura l'agricoltura dell'UE, come anche di impedire la deforestazione, la perdita di biodiversità e il degrado degli ecosistemi in paesi terzi e di ridurre la situazione attuale di dipendenza dell'Europa riguardo all'approvvigionamento di proteine vegetali; invita la Commissione a basarsi sulla sua relazione sullo sviluppo delle proteine vegetali nell'Unione europea (COM(2018)0757) e a presentare una strategia di transizione proteica dell'UE che copra la domanda e l'offerta per sostenere e promuovere la produzione sostenibile di colture proteiche, comprese le forniture locali di mangimi e la produzione alimentare, migliorando l'autosufficienza dell'UE e riducendo gli impatti globali sull'ambiente e sul clima; sottolinea l'importanza di ridurre la dipendenza dall'importazione di colture proteiche dall'estero;

92. ribadisce il proprio invito a estendere la valutazione generica dei rischi dell'Unione a tutta la legislazione per prevenire l'esposizione dei consumatori a sostanze pericolose negli alimenti;

93. rammenta che i profili nutrizionali, attesi da lungo tempo, continuano a essere rilevanti e necessari per rispettare gli obiettivi del regolamento (CE) n. 1924/2006 relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari[72]; accoglie con favore l'annuncio di una proposta legislativa per definire profili nutrizionali; sottolinea che molti prodotti alimentari, alcuni dei quali commercializzati per i bambini, continuano a usare indicazioni nutrizionali e sulla salute nonostante abbiano elevati livelli di nutrienti preoccupanti; sottolinea che occorre elaborare una valida serie di profili nutrizionali per vietare l'uso di indicazioni nutrizionali e sulla salute su alimenti ricchi di grassi, zuccheri e/o sale; chiede che sia rivolta particolare attenzione agli alimenti per bambini e ad altri alimenti destinati a fini specifici;

94. osserva che le etichette nutrizionali sulla parte anteriore dell'imballaggio sono state riconosciute dagli organismi per la salute pubblica internazionali, quali l'Organizzazione mondiale della sanità, come strumenti chiave per aiutare i consumatori a fare scelte alimentari più informate, più equilibrate e più sane; sottolinea che il sistema di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio, coerente e complementare alle linee guida sull'alimentazione, dovrebbe aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari più sane fornendo loro informazioni comprensibili sugli alimenti che consumano; invita la Commissione a garantire che sia sviluppata un'etichetta nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio, obbligatoria e armonizzata a livello dell'UE, basata su dati scientifici validi e indipendenti e su una comprovata comprensione dei consumatori, con accesso aperto a tutti gli operatori del mercato, compresi gli operatori di piccole e medie dimensioni, tenendo conto dell'onere aggiuntivo per gli operatori e i sindacati del settore alimentare; sottolinea inoltre che, per agevolare il confronto tra i prodotti, essa dovrebbe includere un elemento interpretativo per fornire informazioni trasparenti, comparabili e armonizzate sui prodotti ed essere basata su importi di riferimento uniformi; invita la Commissione a tenere debitamente conto delle caratteristiche specifiche dei prodotti con un solo ingrediente e dei prodotti rientranti nei regimi di qualità europei (DOP, IGP, IG ecc.), in particolare l'invariabilità della loro composizione, pur sottolineando che qualsiasi considerazione in merito a potenziali esenzioni dovrebbe essere frutto di un ragionamento scientifico; chiede che sia creato un sistema digitale per rendere disponibili informazioni facoltative aggiuntive per i prodotti agroalimentari ("EU4healthyfood"), e suggerisce che queste informazioni possono essere fornite in modalità digitale tramite un codice QR ed essere reperite facilmente dal consumatore;

95. osserva che i prodotti sani, compresi gli alimenti, possono contenere ingredienti naturali o sintetici, che hanno impatti diversi sull'ambiente e sulla salute dei consumatori; chiede l'introduzione di sistemi di etichettatura obbligatori per i prodotti sani, che indichino se un ingrediente è di origine sintetica, laddove ottenuto da una sintesi chimica, in particolare nei casi in cui esista un suo equivalente naturale;

96. chiede alla Commissione di procedere a una valutazione dei cambiamenti nelle abitudini di consumo, quali l'acquisto online di prodotti alimentari;

97. accoglie con favore l'iniziativa della Commissione volta a migliorare l'etichettatura d'origine, e la sua valutazione di estenderla a una gamma più ampia di prodotti; ribadisce la sua richiesta di etichettatura d'origine obbligatoria; sottolinea che essa dovrebbe essere completa e armonizzata e riguardare tutti i prodotti alimentari, nonché le strutture di ristorazione, i ristoranti e la vendita al dettaglio, essere pienamente verificabile e tracciabile e non pregiudicare il corretto funzionamento del mercato interno; sottolinea che il regolamento sulla fornitura di informazioni sugli alimenti[73] deve essere rivisto con particolare attenzione al latte e alla carne quali ingredienti; invita la Commissione a rettificare l'attuale prassi secondo cui i prodotti i cui ingredienti primari non sono di provenienza locale o regionale possono essere commercializzati come tali se l'origine di tali ingredienti primari non locali è indicata in caratteri minuscoli e a rendere più visibile al consumatore l'origine degli ingredienti primari; invita la Commissione a proporre modifiche legislative per le norme sull'etichettatura del miele che si traducano in una migliore informazione ai consumatori e a sostenere il settore dell'apicoltura dell'UE rafforzando le ispezioni all'importazione al fine di prevenire le importazioni di miele adulterato, sottolineando al contempo che tutte le etichette del paese di origine devono essere efficacemente applicate per combattere le frodi alimentari;

98. accoglie con favore l'intenzione della Commissione europea di creare un quadro per l'etichettatura degli alimenti sostenibile e invita la Commissione a definire la metodologia e a specificare quali dimensioni della sostenibilità saranno prese in considerazione, garantendo al contempo che il nuovo sistema non sia in contrasto con i quadri ambientali esistenti, come il marchio di qualità ecologica dell'UE o il logo biologico; sottolinea che attualmente sono impiegate molte dichiarazioni ambientali e metodi pubblicitari non comprovati e persino fuorvianti e invita la Commissione a introdurre un quadro normativo che stabilisca una procedura di approvazione preliminare chiara, rapida ed efficiente per tutte le dichiarazioni e le etichette di sostenibilità; sottolinea che tale quadro tutelerebbe i consumatori dalle indicazioni di sostenibilità non veritiere, garantendo al contempo che le imprese che si impegnano realmente per rendere le loro attività più rispettose dell'ambiente siano opportunamente ricompensate per i loro sforzi; pone l'accento sulla necessità di ispezioni da parte della autorità pubbliche di controllo indipendenti per qualsiasi etichetta autorizzata apposta sui prodotti alimentari;

99. sottolinea la necessità di stabilire un'etichettatura sui prodotti di origine animale, che dovrebbe basarsi sull'identificazione del metodo di produzione e degli indicatori di benessere degli animali, e contenere il luogo di nascita, allevamento e macellazione dell'animale, e sottolinea che tali requisiti dovrebbero essere estesi ai prodotti trasformati al fine di aumentare la trasparenza, aiutare i consumatori a fare una scelta migliore e contribuire al benessere degli animali; sottolinea che la produzione e la diffusione sul mercato delle proteine vegetali dovrebbero essere meglio sostenute e chiede inoltre che sia presentata senza ulteriore indugio l'armonizzazione dei requisiti da tempo attesa in materia di etichettatura per gli alimenti vegetariani e vegani;

100. ribadisce la sua convinzione secondo cui le misure politiche per aumentare la sostenibilità del sistema alimentare non dovrebbero dipendere esclusivamente nel far ricadere sui consumatori la responsabilità di acquistare prodotti sostenibili, poiché ciò si rivela scarsamente efficace, mentre la scelta dei consumatori rappresenta un fattore importante per l'adozione di regimi alimentari più sani e prodotti in modo sostenibile; sottolinea l'importanza di una buona educazione nutrizionale e ambientale, nonché della disponibilità di informazioni pertinenti facilmente comprensibili in materia; sottolinea che l'etichettatura sulla sostenibilità dovrebbe essere basata su criteri di sostenibilità scientificamente armonizzati, dovrebbe comportare ispezioni da parte delle autorità pubbliche di controllo ove possibile e nuove misure legislative ove necessario; rileva, tuttavia, che la certificazione e l'etichettatura conferite da terzi di per sé non sono efficaci nel garantire la transizione verso una produzione e un consumo sostenibili, tuttavia possono rivelarsi strumenti complementari a tal fine; riconosce che una maggiore trasparenza grazie a metodi quali l'etichettatura è un elemento importante che può aiutare i consumatori ad adottare decisioni di acquisto più sostenibili, il che è importante per realizzare la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile, regionale e sano;

101. sottolinea che i prezzi dei prodotti alimentari devono trasmettere il giusto segnale ai consumatori; ritiene che prezzi giusti per gli alimenti, che rispecchino anche il costo reale di produzione per gli agricoltori e anche per l'ambiente e la società, siano il modo più efficiente per conseguire sistemi alimentari sostenibili ed equi nel lungo termine; si compiace, pertanto, dell'obiettivo della strategia di guidare l'industria alimentare verso pratiche che rendano facile, accessibile e conveniente per i consumatori la scelta sana e sostenibile; è favorevole a concedere agli Stati membri una maggiore flessibilità per differenziare le aliquote IVA sugli alimenti aventi impatti diversi sulla salute e sull'ambiente e consentire loro di scegliere un'aliquota IVA zero per prodotti alimentari sani e sostenibili come frutta e verdura, come già attuato in alcuni Stati membri, sebbene non sia ancora possibile per tutti[74], e un'aliquota IVA più elevata su alimenti non salutari e alimenti aventi un'elevata impronta ambientale; ricorda che la spesa delle famiglie per i prodotti alimentari varia in modo significativo tra gli Stati membri dell'UE e che in tutti gli Stati membri dovrebbe essere garantita l'accessibilità economica, garantendo al contempo un reddito equo ai produttori primari per i loro prodotti sostenibili e sani e aumentando la trasparenza e la consapevolezza dei consumatori in merito ai costi e ai profitti relativi a ciascuna fase della filiera alimentare; invita la Commissione ad avviare uno studio per quantificare, in termini economici, i costi ambientali e sociali, inclusi quelli relativi alla salute, associati alla produzione e al consumo dei prodotti alimentari più consumati nel mercato dell'UE;

102. chiede una revisione della legislazione sugli appalti pubblici al fine di introdurre o rafforzare norme minime obbligatorie per asili e scuole, altre istituzioni pubbliche e società private che forniscono servizi pubblici, al fine di incoraggiare: la produzione alimentare sostenibile, compresi cibi tradizionali e tipici con indicazioni geografiche; il consumo di prodotti locali e, ove possibile, stagionali; filiere corte, comprese le vendite dirette; norme più rigorose sul benessere degli animali e la riduzione degli sprechi alimentari e degli imballaggi in linea con i principi dell'economia circolare; chiede la promozione di regimi e modelli alimentari più sani ed equilibrati creando un ambiente alimentare che renda le scelte sane, informate e sostenibili le più facili da compiere per i consumatori; invita la Commissione a sviluppare ulteriormente strumenti di monitoraggio e di comunicazione sull'approvvigionamento alimentare sostenibile;

103. accoglie con favore l'impegno della Commissione di rivedere la legislazione dell'UE sul materiale a contatto con gli alimenti (MCA), pur deplorando l'attuale mancanza di un'azione armonizzata e propone alla Commissione di anticipare la data di pubblicazione della proposta; insiste sulla necessità di una regolamentazione completa e armonizzata di tutto il MCA, compresi i materiali e i contaminanti che non sono ancora coperti a livello dell'UE, ribadisce la necessità di basarsi sul principio di precauzione, sul principio "nessun dato, nessun mercato", su valutazioni della sicurezza basate sui più recenti dati scientifici e sul lavoro scientifico dell'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) e dell'EFSA e sottolinea che sono fondamentali un'applicazione efficace e la fornitura di migliori informazioni ai consumatori; ribadisce la sua richiesta di rivedere la legislazione sul MCA in linea con il regolamento concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH), nonché i regolamenti sulla classificazione, l'etichettatura e l'imballaggio, e di integrare, senza ulteriore indugio, specifiche disposizioni per sostituire le sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino e altre sostanze chimiche pericolose presenti negli alimenti in tutto il MCA, senza intaccare il ruolo degli imballaggi nel preservare la sicurezza o la qualità degli alimenti; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di stabilire norme per il riciclaggio sicuro dei materiali plastici a contatto con gli alimenti diversi dal PET; sottolinea al tempo stesso che dovrebbero essere applicati requisiti di sicurezza pari a quelli applicati ai materiali vergini e riciclati e che gli attori responsabili nelle catene di approvvigionamento e i consumatori finali devono poter accedere facilmente alle informazioni sull'identità e la sicurezza delle sostanze chimiche nei materiali a contatto con gli alimenti;

104. sottolinea che lo spreco e le perdite alimentari hanno enormi conseguenze ambientali, acuiscono i cambiamenti climatici e rappresentano uno spreco di risorse limitate come il suolo, l'energia e l'acqua, oltre che una perdita di reddito per gli agricoltori; ribadisce il suo invito ad adottare le misure necessarie per conseguire l'obiettivo della riduzione dei rifiuti alimentari nell'Unione del 30 % entro il 2025 e del 50 % entro il 2030 rispetto ai livelli del 2014; sottolinea che per raggiungere tale traguardo sono necessari obiettivi vincolanti in ogni fase della catena di approvvigionamento, compresa la produzione primaria, la prevendita al dettaglio e la vendita al dettaglio; invita tutti gli Stati membri a istituire e attuare programmi di prevenzione degli sprechi alimentari che integrino pienamente i principi dell'economia circolare e includano la promozione di filiere alimentari corte, che riducono il rischio di generare sprechi alimentari; sottolinea che gli obiettivi della PAC includono la prevenzione degli sprechi alimentari, sottolinea che occorre incoraggiare l'azione per ridurre gli sprechi alimentari che si verificano a livello di produzione primaria e nelle prime fasi della catena di approvvigionamento, compreso il cibo non raccolto; sottolinea l'importanza di garantire la salute degli animali, tra l'altro come mezzo per evitare perdite e sprechi alimentari alla fonte, e sottolinea che il recupero dei rifiuti alimentari di origine vegetale per l'alimentazione degli animali rappresenta una soluzione praticabile in cui non è possibile prevenire gli sprechi alimentari; sottolinea l'importanza di sensibilizzare l'opinione pubblica e fornire orientamenti su come evitare lo spreco alimentare per promuovere un cambiamento comportamentale a lungo termine dei consumatori; invita la Commissione a individuare eventuali barriere che ostacolano un'accelerazione nella riduzione dei rifiuti e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire finanziamenti adeguati per la ricerca, l'innovazione, il coinvolgimento delle parti interessate e le campagne di informazione ed educazione attraverso la creazione di fondi nazionali per lo spreco alimentare con l'obiettivo di eliminare gli sprechi;

105. sottolinea che, conformemente alla gerarchia dei rifiuti, l'accento dovrebbe essere posto sulla prevenzione dello spreco alimentare; accoglie con favore la proposta di revisione volta a chiarire le attuali norme dell'UE sull'indicazione della data di consumo al fine di evitare e di ridurre le perdite e i rifiuti alimentari; sottolinea che qualsiasi modifica delle norme sull'indicazione della data di consumo dovrebbe basarsi su dati scientifici e dovrebbe promuovere l'uso, l'espressione e la presentazione di tale indicazione da parte di tutti gli attori della filiera alimentare, compreso il settore turistico-ricettivo, e la sua comprensione da parte dei consumatori, in particolare la dicitura "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro il", senza compromettere la sicurezza o la qualità degli alimenti; sottolinea che l'indicazione armonizzata della data aiuterebbe a contrastare gli sprechi alimentari; chiede una relativa revisione delle norme in materia di distribuzione dei prodotti alimentari, con l'obiettivo di individuare ed eliminare potenziali ostacoli alla riduzione dei rifiuti, aumentare l'efficienza e stimolare la concorrenza e l'innovazione;

106. sottolinea l'importanza di combattere le frodi e le contraffazioni alimentari nel settore alimentare che inducono in errore i consumatori e distorcono la concorrenza nel mercato interno, sottolinea la necessità di affrontare con urgenza la complessa questione delle frodi alimentari, in particolare carenze di etichettatura, la sostituzione, la diluizione, l'aggiunta, l'eliminazione o la sostituzione di ingredienti con altri più economici o scadenti, trattamenti o processi chimici non approvati e documentazione falsificata, e prestando particolare attenzione alla contraffazione e al commercio illegale delle indicazioni geografiche; sottolinea l'importanza di imporre sanzioni efficaci che dovrebbero essere proporzionate al reato e invita gli Stati membri a riflettere adeguatamente tale principio nella legislazione nazionale, in linea con il regolamento relativo ai controlli ufficiali[75]; invita la Commissione a lavorare a una forza europea contro la frode alimentare per migliorare il coordinamento tra le diverse agenzie nazionali pertinenti, al fine di garantire l'applicazione delle norme alimentari dell'UE sia all'interno del suo mercato unico sia sui prodotti d'importazione;

107. esorta la Commissione a monitorare e far rispettare l'assegnazione costante di risorse adeguate per i controlli ufficiali sugli alimenti al fine di garantire che sia eseguito un numero sufficiente di controlli volti a verificare la conformità ai requisiti in materia di alimenti e mangimi, ed esorta la Commissione e gli Stati membri a rafforzare i controlli doganali per garantire il rispetto delle norme di produzione dell'UE, tra l'altro in materia di sicurezza alimentare, resistenza antimicrobica, benessere degli animali e prodotti fitosanitari, nonché evitare l'ingresso di organismi nocivi per piante e animali nell'UE; invita gli Stati membri ad applicare in modo rigoroso e coerente le disposizioni sulla tracciabilità dei prodotti di cui al regolamento sulla legislazione alimentare generale[76] lungo tutta la filiera alimentare; sottolinea che nei casi di incidenti che comportano rischi per la salute e per la sicurezza pubblica, le autorità pubbliche dovrebbero informare in modo completo, corretto e immediato i cittadini in merito ai potenziali rischi posti dai prodotti alimentari interessati, in linea con le pertinenti disposizioni del regolamento sulla legislazione alimentare;

Favorire la transizione

108. sottolinea l'importanza dei finanziamenti dell'UE per la ricerca e l'innovazione, in particolare per le PMI e i piccoli agricoltori, in quanto elementi essenziali per accelerare la transizione verso un sistema alimentare europeo più sostenibile, produttivo, diversificato, locale, sano e inclusivo; incoraggia il settore agroalimentare a utilizzare attivamente i finanziamenti ad esso destinati nell'ambito di Orizzonte Europa a tale scopo; sottolinea altresì la necessità di agevolare gli investimenti necessari per incoraggiare le pratiche sostenibili, l'economia circolare e la bioeconomia;

109. sottolinea che l'introduzione di nuove tecnologie e tecniche di agricoltura intelligente, inclusa la digitalizzazione e sistemi protetti di coltivazione, possono rivelarsi vantaggiosi per migliorare l'efficienza, l'uso delle risorse e la sostenibilità ambientale, e possono portare vantaggi economici positivi dalla produzione agricola; riconosce che l'innovazione deve restare compatibile con il ripristino e la promozione delle pratiche e delle conoscenze tradizionali, in particolare di quelle adattate alle caratteristiche agroclimatiche di ciascuna area;

110. sottolinea l'importanza di attuare le varie pratiche di lotta integrata e di fornire servizi di consulenza agricola indipendenti per garantire un trasferimento di conoscenze più ampio e inclusivo al settore agricolo; ritiene che a ciò contribuirebbe l'istituzione di un sistema per la raccolta e la diffusione di pratiche sostenibili, che si basi sui sistemi di formazione specializzata esistenti per gli agricoltori negli Stati membri, senza introdurre ulteriori oneri amministrativi per gli agricoltori negli Stati membri; invita gli Stati membri a destinare una quota sufficiente della loro assegnazione per i servizi di consulenza agricola ai servizi di consulenza e all'assistenza tecnica relativi a pratiche sostenibili che contribuiscono agli obiettivi della strategia; ritiene che, date le conoscenze e il know-how acquisiti, anche il contributo dei produttori primari su piccola scala svolgerebbe un ruolo importante nel raggiungimento di risultati concreti a livello delle singole aziende agricole;

111. sottolinea l'importanza degli istituti d'istruzione superiore nel favorire la promozione della ricerca e dell'innovazione e nel fornire consulenza sulle migliori pratiche sostenibili; riconosce il ruolo delle università nello sviluppo e nella transizione dei settori agroalimentari in regioni con caratteristiche specifiche, tra cui le regioni ultraperiferiche; accoglie con favore l'intento della strategia di aiutare le PMI di trasformazione, i piccoli dettaglianti e gli operatori del settore alimentare al fine di consentire loro di sviluppare nuove competenze, facendo attenzione nel contempo a non sottoporle a ulteriori oneri amministrativi; sottolinea l'importanza strategica degli approcci collettivi attraverso le organizzazioni di produttori e le cooperative per riunire gli agricoltori nel conseguimento dei loro obiettivi;

112. ricorda le numerose sinergie possibili tra l'agricoltura e la politica spaziale europea al fine di garantire un effettivo recupero della qualità del suolo e dell'alimentazione e per rispondere alle sfide legate all'ambiente, al clima e ai cambiamenti demografici; incoraggia la partecipazione di tutti gli Stati membri ai programmi scientifici e di ricerca e invita la Commissione ad agire per garantire che i progressi siano più equi in tutti gli Stati membri;

113. rammenta la necessità di promuovere sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo che consentano al settore di diventare più sostenibile accelerando l'innovazione e promuovendo una stretta cooperazione tra tutte le parti interessate quali agricoltori, ricercatori, consulenti, esperti e ONG, attraverso formazione di alta qualità e inclusiva e apprendimento permanente e accelerando il trasferimento di conoscenze, anche relative all'attuazione di tecniche di agricoltura integrata come la difesa integrata per ogni coltura;

114. invita gli Stati membri, in sede di progettazione e attuazione dei propri piani strategici nazionali della PAC, a sfruttare appieno le possibilità offerte dai sistemi di conoscenza e innovazione in campo agricolo; ricorda altresì la necessità di una rete d'informazione sulla sostenibilità agricola per le finalità di stabilire parametri di riferimento per le prestazioni delle aziende agricole e documentare l'adozione di pratiche agricole sostenibili, nonché consentire un'applicazione precisa e mirata degli approcci di produzione a livello di azienda agricola, anche trattando i dati raccolti e fornendo agli agricoltori e alle parti interessate un semplice accesso a informazioni pertinenti, in particolare sulle migliori pratiche; osserva che i dati sull'agricoltura e i terreni agricoli sono di interesse pubblico, ma occorre rispettare l'accesso e il controllo degli agricoltori rispetto ai loro dati agricoli;

115. sottolinea l'importanza di un accesso completo alle connessioni veloci a banda larga per facilitare l'adozione delle tecnologie agricole digitali a livello di azienda agricola e sottolinea l'importanza di sostenere gli agricoltori nell'utilizzo efficiente di tali soluzioni innovative salvaguardando la loro redditività economica; riconosce nelle organizzazioni di agricoltori interlocutori utili per sviluppare i servizi di brokeraggio informativo e volto all'innovazione; sottolinea l'importanza di Orizzonte Europa nel conseguimento degli obiettivi di ricerca e innovazione in materia di salute dei suoli e degli alimenti, il che può attrarre la prossima generazione verso il settore agricolo;

116. sottolinea il ruolo fondamentale dei sistemi di consulenza agricola indipendenti nel diffondere l'innovazione e le conoscenze, nello stimolare lo scambio di esperienze e nel promuovere dimostrazioni pratiche, e invita gli Stati membri in particolare a fornire una consulenza completa agli agricoltori sull'adozione di sistemi di produzione più sostenibili; esorta la Commissione e gli Stati membri a sostenere attivamente le iniziative dal basso verso l'alto volte ad avvicinare gli agricoltori e i cittadini lavorando a livello locale e incorporando le conoscenze locali, per adattarsi meglio alle realtà specifiche sul campo; sottolinea l'importanza di promuovere la formazione dei giovani agricoltori e imprenditori in merito all'agricoltura e ai sistemi alimentari sostenibili;

117. chiede, oltre ai sistemi di consulenza agricola, l'istituzione e la promozione di piattaforme multipartecipative che aumentino la collaborazione e mobilitino la condivisione delle conoscenze e della tecnologia, lungo tutta la filiera agricola e alimentare, per contribuire ad aumentare l'innovazione e far progredire i sistemi di produzione agricola; sottolinea inoltre l'importanza di estendere tale possibilità a tutti gli attori della filiera senza imporre ulteriori oneri amministrativi;

118. sottolinea il ruolo chiave dei giovani agricoltori nel realizzare la transizione verso un'agricoltura sostenibile e nel realizzare gli obiettivi della strategia; sottolinea che la transizione ecologica del nostro sistema alimentare rappresenta una possibilità di contribuire alla vivacità delle zone rurali; sottolinea che la PAC dovrebbe fornire un miglior sostegno ai giovani e ai nuovi agricoltori in termini di reddito, ricambio generazionale, formazione, occupazione giovanile, imprenditorialità e digitalizzazione, soprattutto nelle zone periferiche e scarsamente popolate, in modo da creare uno spazio che consenta l'inclusione e il mantenimento dei giovani nel settore agricolo, dato che potrebbero essere i primi ad adottare metodi di coltivazione innovativi e più sostenibili;

119. sottolinea che i giovani agricoltori e i potenziali nuovi arrivati del settore hanno difficoltà ad acquistare o affittare terreni e sottolinea la necessità di agevolare l'ingresso dei giovani agricoltori nel settore; sottolinea la necessità di garantire che suddetta strategia non abbia effetti negativi sulla disponibilità e sul prezzo dei terreni, con il conseguente aumento della speculazione e difficoltà aggiuntive per i giovani di accedere ai terreni;

120. osserva che la concentrazione di terreni agricoli e l'accaparramento delle terre nell'UE, incoraggiati in alcuni casi dalle politiche a livello locale, regionale, nazionale e dell'UE, possono creare difficoltà per i giovani agricoltori e i nuovi arrivati del settore alla ricerca di terreni su cui stabilire un'azienda agricola; invita la Commissione e gli Stati membri, nonché le amministrazioni regionali e locali, a porre fine a tali pratiche al fine di sostenere i giovani agricoltori e agevolare il loro ingresso nel settore agricolo;

121. ritiene, inoltre, che questa strategia sia un'opportunità per migliorare le prospettive delle donne rurali e mettere in evidenza il ruolo cruciale che svolgono, fornendo alle imprenditrici un ambiente favorevole, comprese considerazioni legali e politiche, che porti a un maggiore accesso alle informazioni, alle conoscenze e alle competenze, oltre ad agevolare l'accesso alle risorse finanziarie, portando alla creazione di più posti di lavoro nelle zone rurali;

Promuovere la transizione globale

122. rammenta la responsabilità globale dei sistemi alimentari europei e il loro ruolo chiave nella definizione di standard globali per la sicurezza alimentare, la protezione dell'ambiente, la protezione sociale e il benessere degli animali; ribadisce il suo impegno a favore della piena attuazione dei principi della coerenza delle politiche per lo sviluppo; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che tutti i prodotti alimentari e i mangimi importati nell'UE soddisfino appieno la legislazione e le rigorose norme dell'UE e a fornire assistenza allo sviluppo per sostenere i produttori primari dei paesi in via di sviluppo nel rispetto di tali norme; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di tenere conto degli impatti ambientali nelle tolleranze all'importazione richieste; ritiene necessario affrontare la questione delle emissioni incorporate risultanti dall'uso del suolo e dai cambiamenti di uso del suolo dei mangimi e degli alimenti importati;

123. invita la Commissione e gli Stati membri a mantenere un approccio olistico, dato che l'attuazione a livello dell'UE di taluni obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" non deve comportare la rilocalizzazione di parte della produzione agricola in altre regioni aventi norme meno rigorose rispetto all'UE;

124. ricorda che l'accesso al mercato dell'UE e ai suoi 450 milioni di consumatori offre ai nostri partner commerciali un forte incentivo a migliorare la loro sostenibilità, nonché le loro norme di produzione e in materia di lavoro; ritiene che il successo del Green Deal sia strettamente legato alla nostra politica commerciale;

125. accoglie con favore l'impegno assunto dalla Commissione di promuovere l'eliminazione graduale, a livello globale, dei pesticidi non più approvati nell'UE e di garantire che i pesticidi pericolosi il cui utilizzo sia stato vietato nell'Unione in conformità della pertinente legislazione non siano più esportati fuori dall'Unione, ed esorta la Commissione a presentare la sua proposte in tal senso quanto prima; ritiene che l'UE dovrebbe sostenere i paesi in via di sviluppo per aiutarli a ridurre l'uso incauto dei pesticidi e promuovere altri metodi per proteggere le piante e le risorse ittiche; sottolinea che la strategia non deve favorire le importazioni di prodotti provenienti dai paesi terzi, con un maggiore impatto ambientale e climatico; ricorda, a tale riguardo, che è quindi essenziale che i prodotti agroalimentari dei paesi terzi siano soggetti agli stessi requisiti dei prodotti europei, compresa la tolleranza zero per i residui di sostanze che soddisfano i criteri di esclusione;

126. sottolinea la necessità di alimenti sicuri e a prezzi accessibili a una popolazione mondiale di circa 10 miliardi di persone entro il 2050 nel contesto della rapida crescita demografica, dei cambiamenti climatici, della scarsità di risorse naturali e dell'evoluzione dei modelli di consumo; invita la Commissione a rafforzare la dimensione globale della strategia per garantire il diritto a un'alimentazione adeguata e ad attuare la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e di altre persone che lavorano nelle zone rurali e sottolinea che le politiche dell'UE in materia di sistemi alimentari equi, sostenibili e resilienti dovrebbero affrontare esplicitamente la disuguaglianza di genere; esorta la Commissione a fornire sostegno ai paesi in via di sviluppo affinché proteggano le loro industrie sensibili e nascenti, promuovano la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, sostengano l'attenuazione dei cambiamenti climatici a vantaggio dell'agricoltura e rispettino le norme di sostenibilità dell'UE e internazionali per l'esportazione dei loro prodotti agricoli;

127. mette in risalto la necessità che l'UE promuova i diritti umani e il diritto all'alimentazione quale principio e priorità fondamentali dei sistemi alimentari e quale elemento essenziale per trasformare i sistemi alimentari e garantire il diritto delle persone più emarginate ad accedere a un'alimentazione nutriente, e che attui la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle zone rurali;

128. pone in evidenza che, se gli standard nei paesi terzi in materia di produzione animale non sono conformi a quelli dell'UE, le importazioni di prodotti di origine animale da suddetti paesi dovrebbero essere vietate;

129. rileva con preoccupazione che diversi audit effettuati dalla DG SANTE e indagini dettagliate svolte da ONG rilevano che la completa tracciabilità dei cavalli vivi provenienti dall'Argentina destinati al mercato dell'Unione europea non è garantita, il che comporta rischi per la sicurezza alimentare, e che il benessere degli animali è compromesso; invita la Commissione a sospendere l'importazione di carne equina dai paesi in cui non siano rispettati i requisiti dell'UE applicabili in materia di tracciabilità e di benessere degli animali;

130. rammenta che gli esperimenti strutturali sugli animali che non sono indispensabili non dovrebbero trovare posto nella catena alimentare, dato che la direttiva 2010/63/UE prescrive la sostituzione e la riduzione dell'uso di animali nelle procedure; invita la Commissione e gli Stati membri a interrompere le importazioni e la produzione interna di gonadotropina del siero di cavalla gravida (PMSG), estratta dal sangue delle cavalle gravide, sistematicamente ingravidate ed esposte a raccolte di sangue, il che comporta problemi di salute e benessere;

131. invita la Commissione a presentare con urgenza una proposta per un quadro giuridico dell'UE basato sull'obbligo di dovuta diligenza orizzontale lungo tutta la catena di approvvigionamento per le imprese dell'UE e straniere che operano nel mercato unico, che garantisca catene di approvvigionamento sostenibili e investimenti privi di impatti ambientali negativi, compresa la deforestazione, il degrado forestale, la conversione e il degrado degli ecosistemi e impatti negativi sui diritti umani e sulla governance, per promuovere il buon governo e aumentare la tracciabilità e la responsabilità nelle catene di approvvigionamento globali;

132. osserva che il mercato interno dell'UE è il maggiore importatore ed esportatore mondiale di prodotti agroalimentari; è convinto che l'UE dovrebbe utilizzare tale posizione quale attore globale di rilievo per fissare il parametro di riferimento e le norme dirette internazionali per sistemi alimentari sostenibili, sulla base del rispetto dei diritti umani e del lavoro, della concorrenza leale, del principio di precauzione, della protezione dell'ambiente e del benessere degli animali in linea con le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); ritiene che la protezione delle norme in tali settori dovrebbe essere parte integrante di tutti i capitoli degli accordi commerciali e che la cooperazione multilaterale e normativa potrebbe contribuire ulteriormente al conseguimento degli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore";

133. invita la Commissione a rafforzare gli aspetti commerciali della strategia "Dal produttore al consumatore" al fine di garantire coerenza tra la politica commerciale comune, il piano d'azione sull'unione doganale, le politiche comuni in materia di agricoltura e pesca e gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore", la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e alle altre politiche pertinenti dell'UE, e a perseguire gradualmente tali obiettivi attraverso lo sviluppo di alleanze verdi efficienti in tutti i pertinenti consessi bilaterali, regionali e multilaterali, compreso il vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari del 2021, nonché attraverso un'ambiziosa revisione della propria politica commerciale, istituendo un quadro dedicato sui sistemi e i prodotti agroalimentari sostenibili per futuri accordi commerciali, segnatamente attraverso clausole di non regresso, migliorando il funzionamento delle clausole di salvaguardia e ponendo fine alle importazioni di prodotti che superano i limiti massimi di residui di prodotti fitosanitari, in conformità delle norme dell'OMC; invita inoltre la Commissione a promuovere un miglior coordinamento tra tutti i portatori di interessi pubblici e privati al fine di conseguire tali obiettivi; ritiene che l'UE dovrebbe riconfermare il mandato del comitato per la sicurezza alimentare mondiale quale piattaforma di politica internazionale per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

134. accoglie con favore l'ambizione della strategia "Dal produttore al consumatore" di garantire che i capitoli applicabili al commercio e allo sviluppo sostenibile in tutti gli accordi commerciali dell'UE siano uno strumento per garantire che le maggiori ambizioni normative proposte siano coerenti con la politica commerciale dell'UE e siano rispettate dai paesi terzi che hanno firmato accordi commerciali con l'UE; sottolinea l'importanza di potenziare l'applicabilità dei capitoli vincolanti sul commercio e lo sviluppo sostenibile negli accordi commerciali anche, in ultima istanza, attraverso meccanismi per la composizione delle controversie di tipo sanzionatorio, al fine di promuovere un approccio globale al clima e alla biodiversità, favorire una produzione agroalimentare più sostenibile, bloccare la deforestazione globale e migliorare le norme sul lavoro, in linea con le otto convenzioni fondamentali dell'OIL; suggerisce che i capitoli relativi al commercio e allo sviluppo sostenibile tengano conto anche di standard di produzione equivalenti, quali il benessere degli animali, la tracciabilità, la resistenza antimicrobica e l'uso di prodotti fitosanitari, che dovrebbero essere sistematicamente certificati da organismi indipendenti di audit e certificazione in tutte le fasi della produzione e della distribuzione, nonché tabelle di marcia con tappe intermedie soggette a valutazioni ex post; sollecita la Commissione ad offrire sostegno ai paesi in via di sviluppo affinché promuovano la sicurezza alimentare, prestando loro assistenza per l'allineamento alle norme europee in materia di sistemi agroalimentari sostenibili; si attende che il primo responsabile ad alto livello per la politica commerciale della Commissione svolga pienamente il suo ruolo di garante della corretta applicazione degli accordi in questione, affrontando le distorsioni del mercato, rafforzando l'applicazione dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile e avviando un dialogo costruttivo con i governi e le parti interessate;

135. invita l'UE ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adottare una legislazione nazionale adeguata per proteggere le risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura che sono a rischio, garantire che le comunità locali, le popolazioni indigene, gli uomini e le donne continuino a utilizzarle e gestirle e assicurare una ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dal loro utilizzo;

136. prende atto dello studio della Commissione sull'impatto economico cumulativo degli accordi commerciali dell'UE in materia di agricoltura, il quale dimostra che - sia in uno scenario conservativo che in uno ambizioso - gli effetti attesi degli accordi commerciali dell'UE fino al 2030 sono un saldo commerciale complessivamente positivo per il suo commercio agroalimentare e un aumento del valore, numeri che dimostrano che gli accordi commerciali dell'UE hanno un effetto positivo sul settore agricolo dell'UE;

137. sottolinea che l'accordo UE-Mercosur non può essere ratificato così com'è poiché, tra l'altro, né garantisce la protezione della biodiversità, in particolare in Amazzonia, né offre garanzie per quanto concerne gli standard agricoli;

138. osserva che i capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile non affrontano i possibili impatti negativi degli accordi commerciali in termini di cambiamento di uso del suolo, deforestazione o cambiamenti climatici; ritiene che le norme internazionali e dell'UE in materia di ambiente, sicurezza, benessere degli animali e aspetti sociali dovrebbero essere applicate in maniera globale in tutti i capitoli degli accordi commerciali, così che nessun'altra disposizione commerciale metta a repentaglio tali norme;

139. ricorda che gli accordi commerciali devono garantire che i soggetti coinvolti partecipino attivamente alla promozione dei principi dello sviluppo sostenibile e che le norme internazionali siano in linea con le ambizioni dell'UE in materia di clima e ambiente; ritiene inoltre che tali accordi dovrebbero tenere conto del carattere vincolante del rispetto dell'accordo di Parigi al fine di garantire una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili;

140. ricorda che l'agricoltura e la pesca sono settori vitali per lo sviluppo di attività economiche sostenibili delle regioni ultraperiferiche, e sottolinea il contributo e il valore aggiunto di tali settori, che concorrono a garantire la sicurezza alimentare e soddisfano il fabbisogno della popolazione di prodotti sufficienti, sicuri e di alta qualità; chiede che si tenga sistematicamente conto dei vincoli strutturali agronomici e commerciali delle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea durante l'attuazione della strategia "Dal produttore al consumatore" e nelle successive proposte legislative, così da consentire a tali regioni di competere in condizioni di parità e assicurare la disponibilità di soluzioni alternative realistiche ai settori agroalimentari, qualora i loro mezzi di produzione e flussi commerciali siano limitati;

141. accoglie con favore la nuova iniziativa proposta in materia di clima e commercio in seno all'OMC; sottolinea l'importanza di utilizzare tale quadro per sviluppare un sistema agroalimentare globale e sostenibile basato su norme di produzione comuni e ambiziose; esorta la Commissione ad impegnarsi proattivamente in seno all'OMC per consentire una transizione ecologica, garantire che la politica commerciale sia coerente con gli OSS, proseguire i negoziati sulla trasparenza delle scorte di derrate ai fini della sicurezza alimentare e, in particolare, prevenire situazioni in cui i prodotti agroalimentari diventino variabili di adeguamento o vittime collaterali di conflitti commerciali, continuando nel contempo a sviluppare una politica commerciale sostenibile ambiziosa e compatibile con l'OMC;

142. si compiace dei riferimenti ai pertinenti processi delle Nazioni Unite contenuti nella strategia "Dal produttore al consumatore"; sottolinea la necessità che l'UE sostenga il Comitato per la sicurezza alimentare mondiale e il suo meccanismo per la società civile che costituisce la principale piattaforma strategica multilaterale sui sistemi alimentari; invita la Commissione a promuovere una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili e la sicurezza alimentare in tutti i pertinenti consessi internazionali, compreso il vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari del 2021;

143. sottolinea l'importanza di condividere tecnologie e competenze moderne con i paesi in via di sviluppo, nonché di fornire una formazione agli agricoltori sul posto e in Europa per aiutarli ad attuare pratiche agricole innovative, poiché il settore agricolo è fondamentale ai fini della sicurezza alimentare e l'occupazione in queste regioni;

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144. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.


 

MOTIVAZIONE

Il 20 maggio 2020 la Commissione ha pubblicato la strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente, insieme alla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, come parte del suo Green Deal. Tale strategia includeva diverse valutazioni e relazioni da tempo attese sulla legislazione in materia di pesticidi e nutrizione, nonché una tabella di marcia per un "controllo di qualità" e una revisione della legislazione esistente sul benessere degli animali, inclusi il trasporto e la macellazione degli animali, al fine di garantire un livello più elevato di benessere degli animali. Le commissioni ENVI e AGRI hanno deciso di redigere congiuntamente una relazione di iniziativa sulla strategia "Dal produttore al consumatore".

 

Il relatore della commissione ENVI accoglie con favore la strategia "Dal produttore al consumatore" in quanto primo passo necessario per assicurare cibo sano per tutti e far sì che i modelli di produzione e consumo alimentare nell'UE rispettino i limiti del pianeta che ci sostiene, e sottolinea che c'è ancora molto lavoro da fare per conseguire questo obiettivo. Nel settore agricolo e alimentare è ancor più evidente il modo in cui il denaro prevale sulla vita e sui valori essenziali, laddove le economie di scala del settore minacciano di rendere la vita sulla Terra insostenibile o addirittura impossibile nel prossimo futuro.

 

Negli ultimi decenni sono state pubblicate molte relazioni relative agli impatti negativi del nostro sistema alimentare sull'ambiente e sulla salute pubblica e sono state proposte diverse soluzioni pratiche e politiche[77]. Il relatore della commissione ENVI accoglie con favore queste analisi e suggerimenti politici, di cui c'è grande bisogno, e trae particolare ispirazione dalla relazione di IPES-Food Verso una politica alimentare comune per l'Unione europea[78].

 

La produzione zootecnica industriale e le monocolture ad elevata concentrazione chimica sono causa di elevate emissioni di gas a effetto serra, degrado del suolo, inquinamento atmosferico, contaminazione delle acque, perdita di biodiversità e stanno compromettendo il benessere degli animali, mettendo a rischio gli ecosistemi critici dai quali dipende tutta la vita sulla Terra. A livello globale, i sistemi alimentari e agricoli contribuiscono fino al 30 % delle emissioni di gas a effetto serra (GHG). L'agricoltura è responsabile di circa il 90 % delle emissioni di ammoniaca dell'UE, la quale ha notevoli effetti negativi sull'ambiente naturale. Queste emissioni sono uno dei principali fattori dell'inquinamento atmosferico che causa la morte di 400 000 europei ogni anno. L'uso di pesticidi e fertilizzanti rappresenta tuttora una grave minaccia per la biodiversità (compresi gli impollinatori essenziali) e per la salute umana e deve essere drasticamente ridotto.

 

L'UE sta esternalizzando sempre più l'impronta ambientale dei suoi sistemi alimentari. Oltre il 30 % dei terreni necessari per soddisfare la domanda alimentare dell'UE si trova al di fuori dell'Europa. Ogni anno l'UE importa quasi 22 milioni di tonnellate di mangimi a base di soia, provenienti anche da paesi sudamericani, dove presumibilmente si sono verificati casi di deforestazione (responsabile del 20 % delle emissioni di CO2 mondiali), espulsione forzata della popolazione locale, avvelenamento da pesticidi e violazioni dei diritti umani nelle zone di coltura intensiva destinata all'esportazione. È stato stimato che le importazioni dell'UE rappresentino quasi un quarto del commercio mondiale di soia, manzo, cuoio e olio di palma, la cui produzione è legata al disboscamento illegale nei tropici.

 

Meno della metà della domanda europea di pesce e frutti di mare è soddisfatta dalla produzione interna: ciò significa che l'Europa ha anche un impatto molto importante sulle risorse marine mondiali. Come se non bastasse, circa il 20 % del cibo prodotto nell'UE va buttato o sprecato, con un costo pari a 143 miliardi di EUR all'anno in risorse sprecate e impatto ambientale.

 

Anche i sistemi alimentari hanno un impatto sulla salute dovuto al cambiamento dei regimi alimentari. Diete poco sane, ad elevato contenuto di sale, zuccheri, grassi e proteine animali sono uno dei maggiori fattori di rischio di malattie e mortalità in Europa, oltre che causa di quasi la metà del carico delle malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità nell'UE. Le malattie croniche, spesso legate al regime alimentare, rappresentano circa l'80 % dei costi sanitari nell'UE. Oltre la metà della popolazione europea è in sovrappeso, più del 20 % è obesa e la tendenza è in aumento. La resistenza agli antimicrobici e l'esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino attraverso gli alimenti e gli imballaggi alimentari, oltre alla contaminazione agricola delle fonti d'acqua, generano inoltre importanti esternalità connesse alla salute.

 

Le risposte proposte oggi, sia dalle politiche pubbliche sia dal settore privato, non permettono di rispondere in modo adeguato alle sfide, tanto profonde quanto interconnesse, dei nostri sistemi alimentari. Le soluzioni in atto non sono riuscite a conciliare i molteplici aspetti della sostenibilità (economici, sociali e ambientali) e spesso ne hanno privilegiato uno a scapito degli altri. Esse non hanno che rafforzato la nostra dipendenza nei confronti di un modello di produzione agricolo e alimentare altamente specializzato, industrializzato, capitalizzato, normalizzato nonché mirato esclusivamente all'esportazione: un modello che genera sistematicamente impatti negativi ed esternalità. Si è riposta fiducia nel cambiamento guidato dalla tecnologia, dal mercato e dall'industria, basato sulla capacità delle grandi aziende con catene di fornitura estese di raggiungere un gran numero di persone. Eppure, gli attuali incentivi per la conservazione delle risorse, la promozione della biodiversità, il sequestro del carbonio e la protezione della salute pubblica sono palesemente insufficienti per reindirizzare i percorsi di innovazione. Il ricorso all'autoregolamentazione in diversi anelli della filiera alimentare si è rivelato fortemente inefficace.

 

Il relatore della commissione ENVI ritiene che sia giunto il momento di adottare un approccio globale per affrontare in modo integrato le problematiche del nostro attuale sistema alimentare. È necessario un radicale cambio di rotta affinché i sistemi alimentari intraprendano la strada della sostenibilità. Le varie politiche concernenti i sistemi alimentari, tra cui l'agricoltura e il commercio, devono essere urgentemente riformate per affrontare i cambiamenti climatici, frenare la perdita di biodiversità, far calare il tasso di obesità e rendere l'agricoltura sostenibile per le prossime generazioni. La natura della sfida rende necessarie risposte di politica pubblica di ampio respiro.

 

La tendenza verso politiche alimentari più integrate può rimediare al deficit democratico dei sistemi alimentari e riequilibrare i poteri. Passando da un sistema focalizzato sull'agricoltura a uno sull'alimentazione, sarà possibile coinvolgere in modo significativo una gamma più ampia di parti interessate nell'elaborazione e nella valutazione delle politiche. Ambienti alimentari sani, con filiere dal produttore al consumatore, dovrebbero diventare un obiettivo di azione chiave, sia a livello europeo che nazionale, al fine di considerare collettivamente la produzione, la distribuzione, il commercio al dettaglio e il consumo, ed elaborare pacchetti d'intervento completi. Il ruolo dei consumatori sarà cruciale nel corso di questa necessaria transizione; occorre renderli capaci di attuare scelte sane e sostenibili, tra le altre cose attraverso un'informazione completa, indipendente e basata su dati scientifici.

 

Il cibo è un bisogno fondamentale per la nostra esistenza, oltre che un diritto umano, e la produzione alimentare merita dunque tutta la nostra attenzione. Un'agricoltura sana e sostenibile è possibile se rispettiamo la natura, ripristinando i cicli dei nutrienti e riducendo gli agenti chimici, nonché garantendo un equo pagamento dei prodotti agli agricoltori. Inoltre, i cittadini devono comprendere appieno la provenienza e i metodi di produzione del cibo e se il prezzo che pagano copre effettivamente tutti i costi di produzione e quelli legati all'ambiente. Dobbiamo garantire l'accesso alla terra, all'acqua pulita e a terreni sani e orientarci verso un'agricoltura rigenerativa, resiliente ai cambiamenti climatici, agroecologica e socialmente giusta. Il commercio dovrebbe essere al servizio dello sviluppo sostenibile, il che rende necessario ripensare le attuali modalità di importazione ed esportazione dei prodotti alimentari in tutto il mondo. Occorre inoltre riflettere criticamente sugli interessi delle grandi aziende, che pongono una minaccia per la sicurezza nutrizionale. Catene di approvvigionamento più eque, corte e pulite, così come la promozione di regimi alimentari sani e sostenibili in quantità sufficienti per tutti, che integrino i giusti incentivi per i prezzi dei prodotti alimentari, sono essenziali.

 

Secondo il relatore della commissione ENVI, il principio di precauzione e il principio del "non nuocere", la correzione delle carenze alla fonte, l'estensione della responsabilità del produttore e una reale contabilizzazione dei costi dovrebbero rappresentare i principi guida nella transizione verso un sistema alimentare sano e sostenibile. Il quadro legislativo che la Commissione ha annunciato deve definire l'agenda per un cambiamento radicale dell'intero sistema alimentare. Tutte le legislazioni e le politiche settoriali dovrebbero contribuire a questo obiettivo ed essere elaborate in modo tale che i giusti incentivi offerti agli attori della filiera alimentare li aiutino a effettuare scelte sostenibili, necessarie per garantire che le nostre modalità di produzione e consumo siano in linea con i limiti del pianeta, le linee guida per la salute e i codici morali secondo i quali intendiamo condurre le nostre vite. Le scelte alimentari sono l'arma più importante a nostra disposizione nella lotta contro i cambiamenti climatici, la povertà, la fame, le malattie, la sofferenza degli animali e la perdita di biodiversità. È giunto il momento di iniziare a usarle in modo efficace.

 

Dal punto di vista del relatore della commissione AGRI, la pubblicazione della comunicazione della Commissione sulla strategia "Dal produttore al consumatore" stabilisce il legame tra il Green Deal europeo e il sistema alimentare europeo.

 

Coniuga da un lato il settore agricolo e alimentare europeo con il suo ampio quadro giuridico, il suo importante bilancio e, soprattutto, la ricchezza di contributi al benessere quotidiano dei cittadini europei; dall'altro lato, i cambiamenti climatici, la sfida più urgente che l'umanità si trova ad affrontare, in tutti i paesi e in tutte le attività umane.

 

In termini di politiche, la politica più integrata dell'UE (politica agricola comune) e la legislazione più completa (legislazione alimentare generale) sono chiamate a contribuire al progetto più ambizioso dell'attuale mandato della Commissione europea e del Parlamento europeo e all'obiettivo più urgente dell'UE: conseguire la neutralità climatica in Europa entro il 2050.

 

Il sistema alimentare europeo è di primaria importanza per l'economia europea: oltre 47 milioni di persone in più di 15 milioni di aziende producono quasi 900 miliardi di EUR di fatturato annuo. Tutti gli attori nel settore della produzione alimentare (produttori agricoli e industria di trasformazione alimentare) rappresentano insieme il 7,5 % dell'occupazione e il 3,7 % del valore aggiunto totale dell'UE. Nel dettaglio, ciò si traduce in circa 12 milioni di aziende agricole che producono prodotti agricoli destinati alla trasformazione ad opera di circa 300 000 imprese dell'industria alimentare e delle bevande, che vendono i loro prodotti attraverso i 2,8 milioni di piccole e medie imprese (PMI) che operano principalmente nel settore della distribuzione alimentare e dei servizi alimentari e che forniscono prodotti alimentari ai 500 milioni di consumatori dell'UE.

 

Queste cifre medie, tuttavia, mascherano una grande diversità sia nella struttura della produzione che nei modelli di consumo: mentre in media un'azienda agricola dell'UE dispone di 16 ettari di terreno agricolo, il 66 % delle aziende ne ha a disposizione meno di 5 ettari e solo il 7 % ne detiene oltre 50. La spesa delle famiglie per alimenti e bevande nell'UE si attesta in media sul 14 % del reddito disponibile, mentre in Romania tale percentuale è pari al 30 % e in Austria al 9 %.

 

Tutte queste differenze, tuttavia, fanno parte di un unico sistema alimentare europeo, fondato su due principi:

 

un'agricoltura multifunzionale guidata da aziende agricole a conduzione familiare, che è capace di fornire una varietà di beni e servizi e che garantisce una produzione alimentare di qualità, buone pratiche agricole, norme ambientali elevate e zone rurali vivaci in tutta l'Unione europea;

 

il principio di precauzione che riguarda sia le risorse che le realizzazioni agricole, che consente ai responsabili decisionali di adottare misure appropriate di fronte a situazioni in cui sia scientificamente comprovata la probabilità di un pericolo per l'ambiente o per la salute umana.

 

Entrambi i principi si sono sviluppati nel tempo, subendo riforme politiche e crisi sostanziali e riflettendo nel contempo i cambiamenti demografici e i cambiamenti dei modelli di consumo.

 

La sfida derivante dai cambiamenti climatici non è l'unica che il sistema alimentare europeo sta affrontando: il deterioramento della qualità del suolo e della materia organica e la scomparsa di insetti, uccelli e mammiferi nelle aree ad agricoltura intensiva; regimi alimentari sbilanciati a causa della maggiore reperibilità di alimenti trasformati (zuccherati) ad alto consumo energetico rispetto ad alimenti sani quali frutta e verdura; la crescente pressione economica dovuta agli elevati prezzi dei terreni e alla tecnologia ad alta intensità di capitale, nonché alla concentrazione del mercato nei settori a monte e a valle.

 

Un elemento fondamentale negli sforzi volti a consentire al sistema alimentare europeo di contribuire con la sua quota al conseguimento della neutralità climatica è la coerenza delle leggi e delle politiche, che previene contraddizioni e garantisce al tempo stesso la stabilità delle norme e delle procedure, e dunque la pianificazione e gli investimenti a lungo termine, ricorrendo a un'approfondita valutazione ex ante di tutte le proposte legislative, con il coinvolgimento attivo delle parti interessate.

 

Altrettanto importante è perseguire un approccio basato sulle conoscenze e su elementi concreti nell'intero sistema alimentare, dalla formazione specializzata per gli operatori del settore alimentare ai servizi di consulenza agricola, che consenta di applicare i risultati della ricerca di base e applicata nelle situazioni di vita reale, in forma di innovazione sia sociale che tecnologica.

 

A determinare la transizione del sistema alimentare vi sono importanti fattori quali la responsabilità e le scelte del consumatore, nel caso in cui l'offerta di prodotti agricoli sostenibili e la produzione alimentare artigianale soddisfino la domanda dei consumatori in un ambiente alimentare, consentendo al consumatore di attuare una scelta consapevole in favore di prodotti sani, di qualità e locali.

 

Se da una parte il sistema alimentare europeo ha continuato a fornire prodotti sicuri, accessibili e di elevata qualità durante tutta la pandemia di COVID-19, dall'altra, la crisi ha fatto emergere la necessità di una maggiore resilienza, ovvero di una riduzione della dipendenza in termini di accesso ai mercati (di esportazione) e ai fattori di produzione (di paesi terzi), nonché di manodopera stagionale e flusso di merci all'interno del mercato unico.

 

Nel contesto della transizione, è essenziale fornire sostegno ai produttori primari e all'artigianato alimentare mediante programmi di sostegno su misura nei piani strategici nazionali della PAC, ma anche attraverso misure mirate nel quadro giuridico più ampio, comprese le norme sulla concorrenza e la lotta contro le pratiche commerciali sleali, nonché consentire flessibilità relativamente alle norme della filiera alimentare.

 

Infine, la futura PAC 2022-2027 svolge un ruolo cruciale, segnatamente nell'elaborazione e nella gestione degli obiettivi e delle misure (regimi ecologici) stabiliti nei piani strategici nazionali, consentendo a tutti gli attori del sistema alimentare europeo di intraprendere nuovi modelli di business verdi, integrando criteri di sostenibilità ambientale e sociale e garantendo contemporaneamente la redditività economica e la libertà di scelta.

 

Il relatore della commissione AGRI è fermamente convinto che concentrarsi su questi elementi fondamentali nell'approccio globale della strategia "Dal produttore al consumatore" consentirà al sistema alimentare europeo di raggiungere l'obiettivo europeo della neutralità climatica entro il 2050.


 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE (18.3.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare</CommissionInt>


<Titre>su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente</Titre>

<DocRef>(2020/2260(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Paolo De Castro </Depute>

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

 

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale e la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione i seguenti suggerimenti:

1. sottolinea che la politica commerciale dell'UE, in particolare dopo l'attuale processo di revisione, può svolgere un ruolo importante nella transizione verso sistemi agroalimentari più sostenibili e resilienti, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e del suo principio "non nuocere", dell'accordo di Parigi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, al fine di garantire il pieno allineamento con l'obiettivo di limitare il riscaldamento globale e la perdita di biodiversità;

 

2. riconosce che l'agricoltura nell'UE è responsabile dell'1% delle emissioni totali di gas a effetto serra a livello mondiale[79] e riconosce gli sforzi compiuti dal settore agricolo nell'azione per il clima; sottolinea la necessità di continuare a fornire agli agricoltori dell'UE, in particolare ai piccoli agricoltori, un sostegno adeguato per garantire il rispetto delle norme di sostenibilità, la competitività, zone rurali dinamiche, redditi dignitosi e un tenore di vita equo per la comunità agricola europea; chiede un'efficace transizione equa, anche attraverso l'impegno multilaterale e la cooperazione internazionale, verso un sistema alimentare globale sostenibile dal punto di vista ambientale, sociale ed economico che consenta condizioni di parità che non lascino indietro nessuno;

 

3. osserva che il mercato interno dell'UE è il maggiore importatore ed esportatore mondiale di prodotti agroalimentari; è convinto che l'UE dovrebbe utilizzare tale posizione quale attore globale di rilievo per fissare il parametro di riferimento e le norme dirette internazionali per sistemi alimentari sostenibili, sulla base del rispetto dei diritti umani e del lavoro, della concorrenza leale, del principio di precauzione, della protezione dell'ambiente e del benessere degli animali in linea con le norme dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC); ritiene che la protezione delle norme in tali settori dovrebbe essere parte integrante di tutti i capitoli degli accordi commerciali e che la cooperazione multilaterale e normativa potrebbe contribuire ulteriormente al conseguimento degli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore";

4. ritiene che la produzione sostenibile debba essere una caratteristica fondamentale dei prodotti agroalimentari dell'UE e degli accordi commerciali dell'UE, e dovrebbe essere ulteriormente promossa estendendo il concetto di qualità agli aspetti sociali e ambientali e garantendo che il concetto di produzione sostenibile includa l'impronta climatica e ambientale globale e il consumo di risorse per chilogrammo di prodotto, oltre alla conclamata reputazione internazionale dei prodotti agroalimentari dell'UE di essere sicuri e sani; sottolinea, in tal senso, che i regimi di qualità e le indicazioni geografiche dell'UE, unitamente ad una politica di promozione ambiziosa, orientata al mercato e globale, dovrebbero essere considerati uno strumento chiave in vista dell'obiettivo di promozione del commercio sostenibile;

5. accoglie con favore l'impegno assunto dalla Commissione di promuovere l'eliminazione graduale, a livello globale, dei pesticidi non più approvati nell'UE e di garantire che i pesticidi pericolosi il cui utilizzo sia stato vietato nell'Unione non siano più esportati fuori dall'Unione; esorta la Commissione a presentare quanto prima una proposta legislativa in merito; si compiace dell'annuncio della Commissione di rivedere le tolleranze all'importazione per le sostanze che soddisfano i "criteri di esclusione", e la esorta ad adottare una politica di tolleranza zero rispetto ai residui di tali sostanze; incoraggia la Commissione a imporre norme per evitare che lavoratori e residenti siano contaminati dall'uso di pesticidi;

6. invita la Commissione a rafforzare gli aspetti commerciali della strategia "Dal produttore al consumatore" al fine di garantire coerenza tra la politica commerciale comune, il piano d'azione sull'unione doganale, le politiche comuni in materia di agricoltura e pesca e gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore", la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e alle altre politiche pertinenti dell'UE, e a perseguire gradualmente tali obiettivi attraverso lo sviluppo di alleanze verdi efficienti in tutti i pertinenti consessi bilaterali, regionali e multilaterali, compreso il vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari del 2021, nonché attraverso un'ambiziosa revisione della propria politica commerciale, istituendo un quadro dedicato sui sistemi e i prodotti agroalimentari sostenibili per futuri accordi commerciali, segnatamente attraverso clausole di non regresso, migliorando il funzionamento delle clausole di salvaguardia e ponendo fine alle importazioni di prodotti che superano i limiti massimi di residui di prodotti fitosanitari, in conformità delle norme dell'OMC; invita inoltre la Commissione a promuovere un miglior coordinamento tra tutti i portatori di interessi pubblici e privati al fine di conseguire tali obiettivi; ritiene che l'UE dovrebbe riconfermare il mandato del comitato per la sicurezza alimentare mondiale quale piattaforma di politica internazionale per la sicurezza alimentare e la nutrizione;

7. sottolinea la necessità, in parte a causa delle perturbazioni delle catene di produzione globali e della maggiore volatilità dei prezzi causata dalla pandemia di COVID-19, di sviluppare un'autonomia strategica aperta per l'UE al fine di garantire l'accesso ai mercati chiave e ridurre la dipendenza dalle importazioni di beni critici come le fonti proteiche vegetali; ribadisce che i sistemi agroalimentari devono essere riconosciuti come un aspetto cruciale dell'autonomia strategica aperta dell'UE al fine di garantire una sufficiente disponibilità di alimenti sicuri e di buona qualità e mantenere catene di approvvigionamento alimentare e flussi commerciali funzionanti e resilienti durante crisi future, in linea con l'articolo 2, paragrafo 1, dell'accordo di Parigi;

 

8. sottolinea l'importanza di migliorare la trasparenza nella catena di approvvigionamento alimentare e della tracciabilità di tutti i processi di produzione e distribuzione, conformemente al diritto dei consumatori europei di disporre di maggiori informazioni sull'origine e sui metodi di produzione dei prodotti alimentari che consumano; osserva che strumenti digitali innovativi come blockchain e un'adeguata etichettatura obbligatoria sull'origine dei prodotti alimentari possono aumentare significativamente la trasparenza e la tracciabilità, contrastando in tal modo le frodi e i metodi di produzione illegali, nonché migliorando la fiducia dei consumatori; chiede la promozione dei mercati locali e delle catene di approvvigionamento alimentare sostenibili al fine di preservare le specificità di produzione e il carattere distintivo dei prodotti dell'UE;

9. accoglie con favore l'ambizione della strategia "Dal produttore al consumatore" di garantire che i capitoli applicabili al commercio e allo sviluppo sostenibile in tutti gli accordi commerciali dell'UE siano uno strumento per garantire che le maggiori ambizioni normative proposte siano coerenti con la politica commerciale dell'UE e siano rispettate dai paesi terzi che hanno firmato accordi commerciali con l'UE; sottolinea l'importanza di potenziare l'applicabilità dei capitoli vincolanti sul commercio e lo sviluppo sostenibile negli accordi commerciali anche, in ultima istanza, attraverso meccanismi per la composizione delle controversie di tipo sanzionatorio, al fine di promuovere un approccio globale al clima e alla biodiversità, favorire una produzione agroalimentare più sostenibile, bloccare la deforestazione globale e migliorare le norme sul lavoro, in linea con le otto convenzioni fondamentali dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL); suggerisce che i capitoli relativi al commercio e allo sviluppo sostenibile tengano conto anche di standard di produzione equivalenti, quali il benessere degli animali, la tracciabilità, la resistenza antimicrobica e l'uso di prodotti fitosanitari, che dovrebbero essere sistematicamente certificati da organismi indipendenti di audit e certificazione in tutte le fasi della produzione e della distribuzione, nonché tabelle di marcia con tappe intermedie soggette a valutazioni ex post; sollecita la Commissione ad offrire sostegno ai paesi in via di sviluppo affinché promuovano la sicurezza alimentare, prestando loro assistenza per l'allineamento alle norme europee in materia di sistemi agroalimentari sostenibili; si attende che il primo responsabile ad alto livello per la politica commerciale della Commissione svolga pienamente il suo ruolo di garante della corretta applicazione degli accordi in questione, affrontando le distorsioni del mercato, rafforzando l'applicazione dei capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile e avviando un dialogo costruttivo con i governi e le parti interessate;

10. osserva che i capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile non affrontano i possibili impatti negativi degli accordi commerciali in termini di cambiamento di uso del suolo, deforestazione o cambiamenti climatici; ritiene che le norme internazionali e dell'UE in materia di ambiente, sicurezza, benessere degli animali e aspetti sociali dovrebbero essere applicate in maniera globale in tutti i capitoli degli accordi commerciali, così che nessun'altra disposizione commerciale metta a repentaglio tali norme;

11. è convinto che la legislazione relativa ad un obbligo di diligenza orizzontale a livello dell'UE nella catena di approvvigionamento delle imprese estere e dell'Unione che operano nel mercato unico sia necessaria per conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile, promuovere il buon governo nonché rafforzare la tracciabilità e la responsabilità nelle catene globali di approvvigionamento;

12. sottolinea il rischio di porre il settore agroalimentare dell'UE in una situazione di svantaggio competitivo a causa dell'assenza di una convergenza globale delle norme e di un aumento dei costi per i consumatori; ricorda che le valutazioni d'impatto sono parte integrante del processo normativo dell'UE e che è necessario tenere conto degli effetti economici, sociali e ambientali; invita la Commissione a elaborare una valutazione d'impatto globale ex ante, scientifica e cumulativa sulla base di consultazioni pubbliche con i rappresentanti della filiera agroalimentare e altre parti interessate e a pubblicare regolarmente valutazioni di follow-up, unitamente alle basi e ai periodi di riferimento degli obiettivi previsti nella strategia "Dal produttore al consumatore", nonché misure proporzionate, un calendario adeguato per i meccanismi di adeguamento e compensazione, al fine di mantenere la competitività, la produttività e la resilienza sociale del settore agroalimentare dell'UE e impedire che la produzione agricola e la conseguente impronta ambientale siano esternalizzate e rilocalizzate in paesi terzi, garantendo in particolare la reciprocità delle norme e l'efficacia del monitoraggio dei prodotti agroalimentari e silvicoli importati nell'Unione;

13. sottolinea che un approccio coordinato e armonizzato alle pratiche di concorrenza sleale e la necessità di norme alimentari equivalenti, nel rispetto del principio di precauzione, sono di vitale importanza per garantire una fornitura ininterrotta di prodotti alimentari in tutti gli Stati membri e controlli doganali e di sicurezza efficaci ed efficienti, anche attraverso l'eliminazione delle barriere non tariffarie nei paesi terzi, delle divergenze nel livello e nella qualità dei controlli e delle differenze nelle procedure doganali e nelle politiche sanzionatorie nei punti di entrata dell'UE nell'Unione doganale; esorta la Commissione a rafforzare i controlli doganali mediante meccanismi di controllo diretti e unificati, in coordinamento con gli Stati membri e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà, al fine di prevenire frodi alimentari, adulterazioni e importazioni di prodotti che superano il limite massimo accettabile di residui di sostanze attive, in particolare sostanze che soddisfino i criteri di esclusione dell'UE, rafforzare la protezione dei diritti di proprietà intellettuale, in particolare le indicazioni geografiche, e garantire il rispetto delle norme di produzione dell'UE, quali il benessere degli animali, la resistenza antimicrobica e l'uso di prodotti fitosanitari, nonché evitare il possibile ingresso nell'UE di parassiti che affliggono piante e animali, così da garantire il più alto livello possibile di protezione sanitaria e fitosanitaria;

14. ricorda che gli accordi commerciali devono garantire che i soggetti coinvolti partecipino attivamente alla promozione dei principi dello sviluppo sostenibile e che le norme internazionali siano in linea con le ambizioni dell'UE in materia di clima e ambiente; ritiene inoltre che tali accordi dovrebbero tenere conto del carattere vincolante del rispetto dell'accordo di Parigi al fine di garantire una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili;

15. invita la Commissione a elaborare la strategia "Dal produttore al consumatore" tenendo conto del fatto che ciascun settore ha metodi di produzione diversi che sono più o meno sostenibili; invita inoltre la Commissione a sottolineare che una dieta equilibrata dovrebbe includere tutti gli alimenti;

16. ricorda che l'agricoltura e la pesca sono settori vitali per lo sviluppo di attività economiche sostenibili delle regioni ultraperiferiche, e sottolinea il contributo e il valore aggiunto di tali settori, che concorrono a garantire la sicurezza alimentare e soddisfano il fabbisogno della popolazione di prodotti sufficienti, sicuri e di alta qualità; chiede che si tenga sistematicamente conto dei vincoli strutturali agronomici e commerciali delle regioni ultraperiferiche di cui all'articolo 349 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea durante l'attuazione della strategia "Dal produttore al consumatore" e nelle successive proposte legislative, così da consentire a tali regioni di competere in condizioni di parità e assicurare la disponibilità di soluzioni alternative realistiche ai settori agroalimentari, qualora i loro mezzi di produzione e flussi commerciali siano limitati;

17. sottolinea l'importanza di garantire parità di accesso alle innovazioni tecnologiche e scientifiche, comprese le innovazioni in materia di selezione vegetale in grado di migliorare la resistenza delle varietà e di promuovere la diversità delle risorse genetiche e dei sistemi di produzione alimentare, prestando nel contempo particolare attenzione alle razze locali, nel rispetto delle norme dell'UE in materia di sicurezza alimentare e in particolare del principio di precauzione; sottolinea che la creazione di solide relazioni con i partner commerciali in materia di ricerca, sviluppo e trasferimento di conoscenze in settori quali la gestione del territorio, l'adattamento e la mitigazione dei cambiamenti climatici, l'agroecologia e catene del valore eque e resilienti potrebbe essere un fattore chiave per promuovere una produzione agroalimentare più sostenibile, salvaguardando nel contempo la produttività agricola e sostenendo la competitività dell'agricoltura dell'UE sui mercati globali; raccomanda di incentrare la cooperazione anche sui piccoli agricoltori e i produttori alimentari su piccola scala, poiché sarebbero loro a trarre i maggiori vantaggi da tale cooperazione;

18. accoglie con favore la nuova iniziativa proposta in materia di clima e commercio in seno all'OMC; sottolinea l'importanza di utilizzare tale quadro per sviluppare un sistema agroalimentare globale e sostenibile basato su norme di produzione comuni e ambiziose; esorta la Commissione ad impegnarsi proattivamente in seno all'OMC per consentire una transizione ecologica, garantire che la politica commerciale sia coerente con gli OSS, proseguire i negoziati sulla trasparenza delle scorte di derrate ai fini della sicurezza alimentare e, in particolare, prevenire situazioni in cui i prodotti agroalimentari diventino variabili di adeguamento o vittime collaterali di conflitti commerciali, continuando nel contempo a sviluppare una politica commerciale sostenibile ambiziosa e compatibile con l'OMC;

19. prende atto dello studio della Commissione sull'impatto economico cumulativo degli accordi commerciali dell'UE in materia di agricoltura, il quale dimostra che - sia in uno scenario conservativo che in uno ambizioso - gli effetti attesi degli accordi commerciali dell'UE fino al 2030 sono un saldo commerciale complessivamente positivo per il suo commercio agroalimentare e un aumento del valore, numeri che dimostrano che gli accordi commerciali dell'UE hanno un effetto positivo sul settore agricolo dell'UE;

20. chiede alla Commissione di valutare la necessità di applicare condizioni ed esenzioni specifiche per talune categorie di alimenti o prodotti alimentari, ad esempio l'olio di oliva, e per quelle incluse nelle indicazioni geografiche, per la valutazione di etichetta armonizzata recante i valori nutrizionali, in vista del loro ruolo chiave negli accordi commerciali dell'UE e della necessità di proteggere il valore locale a livello globale.

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

18.3.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

43

0

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Barry Andrews, Anna-Michelle Asimakopoulou, Tiziana Beghin, Geert Bourgeois, Saskia Bricmont, Udo Bullmann, Daniel Caspary, Miroslav Číž, Arnaud Danjean, Paolo De Castro, Emmanouil Fragkos, Raphaël Glucksmann, Markéta Gregorová, Roman Haider, Christophe Hansen, Heidi Hautala, Danuta Maria Hübner, Karin Karlsbro, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, Margarida Marques, Gabriel Mato, Sara Matthieu, Emmanuel Maurel, Carles Puigdemont i Casamajó, Samira Rafaela, Inma Rodríguez-Piñero, Massimiliano Salini, Helmut Scholz, Liesje Schreinemacher, Sven Simon, Dominik Tarczyński, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt, Marie-Pierre Vedrenne, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Jan Zahradil

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marco Campomenosi, Jérémy Decerle, Jean-Lin Lacapelle, Juan Ignacio Zoido Álvarez

 


 

 

 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

 

43

+

ECR

Geert Bourgeois, Emmanouil Fragkos, Dominik Tarczyński, Jan Zahradil

ID

Marco Campomenosi, Roman Haider, Maximilian Krah, Jean-Lin Lacapelle, Danilo Oscar Lancini

NI

Tiziana Beghin, Carles Puigdemont i Casamajó

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Daniel Caspary, Arnaud Danjean, Christophe Hansen, Danuta Maria Hübner, Gabriel Mato, Massimiliano Salini, Sven Simon, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Renew

Barry Andrews, Jérémy Decerle, Karin Karlsbro, Samira Rafaela, Liesje Schreinemacher, Marie-Pierre Vedrenne

S&D

Udo Bullmann, Miroslav Číž, Paolo De Castro, Raphaël Glucksmann, Bernd Lange, Margarida Marques, Inma Rodríguez-Piñero, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt

The Left

Emmanuel Maurel, Helmut Scholz

Verts/ALE

Saskia Bricmont, Markéta Gregorová, Heidi Hautala, Sara Matthieu

 

 

Legenda

 

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

 


 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LO SVILUPPO (23.4.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

e alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</CommissionInt>


<Titre>su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente</Titre>

<DocRef>(2020/2260(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Benoît Biteau</Depute> 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per lo sviluppo invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

A. considerando che, secondo le stime dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, in tutto il mondo si è assistito alla perdita del 75 % circa della diversità fitogenetica; che l'erosione genetica su vasta scala aumenta la vulnerabilità ai cambiamenti climatici e la prevalenza di nuovi parassiti e nuove malattie;

B. considerando che l'agricoltura e l'allevamento industriali determinano la perdita degli habitat naturali e creano le condizioni per l'emergere e il diffondersi di virus, quali il COVID-19;

C. considerando che il consolidamento del settore alimentare, anche attraverso la brevettazione, comporta la diminuzione della diversità genetica delle sementi e del bestiame;

D. considerando che, sebbene i diritti degli agricoltori siano stati sanciti nel 2004 dal trattato internazionale della FAO sulle risorse fitogenetiche per l'alimentazione e l'agricoltura, le norme in materia di proprietà intellettuale si sono spesso dimostrate in contrasto con tali diritti, mettendo a rischio i metodi di semina locali, tradizionali e autoctoni;

1. sottolinea la necessità di fornire alimenti sicuri e a prezzi accessibili a una popolazione mondiale di circa 10 miliardi di persone entro il 2050 nel contesto della rapida crescita demografica, dei cambiamenti climatici, della scarsità di risorse naturali e dell'evoluzione dei modelli di consumo; evidenzia che attualmente i sistemi alimentari non sono in grado di fornire alla popolazione mondiale alimenti diversificati e di qualità in quantità sufficiente, né permettono di far fronte alle crisi climatiche, sociali, sanitarie ed economiche; rammenta l'obiettivo di sviluppo sostenibile n. 2 delle Nazioni Unite, che mira a debellare la fame entro il 2030; è profondamente preoccupato per le stime delle Nazioni Unite secondo le quali, a causa della pandemia di COVID-19, il numero delle persone che soffrono gravemente la fame raddoppierà entro la fine del 2020; deplora il fatto che la sicurezza alimentare e nutrizionale non sia una priorità delle iniziative Team Europe; chiede un approccio uniforme e interdisciplinare all'attuazione della strategia "Dal produttore al consumatore"; ricorda che l'alimentazione è requisito essenziale per il benessere fisico e mentale, in particolare per le ragazze, i bambini e i neonati, che hanno maggiori probabilità di essere esposti a malnutrizione o denutrizione nelle zone colpite da carenze croniche di alimenti, catastrofi naturali, carestie e conflitti armati; esorta l'UE a mobilitare risorse aggiuntive e a lavorare in stretta cooperazione con i paesi partner, la società civile e le organizzazioni non governative per garantire alimenti nutrienti, sicuri, a prezzi accessibili e di alta qualità, in particolare per le persone più escluse; evidenzia che 3 miliardi di persone non possono permettersi un'alimentazione sana e che 690 milioni di persone soffrono la fame;

2. sottolinea che, mentre le perturbazioni provocate dalla COVID-19 hanno messo in luce le vulnerabilità del sistema alimentare globale, le aziende agricole a conduzione familiare e i piccoli agricoltori hanno dimostrato la loro capacità di fornire prodotti diversificati e aumentare la sostenibilità della produzione alimentare; esorta pertanto l'UE a salvaguardare i diritti dei paesi in via di sviluppo alla sovranità alimentare quale mezzo per conseguire la sicurezza nutrizionale, la riduzione della povertà, catene di approvvigionamento globali e mercati locali e regionali inclusivi, sostenibili ed equi, prestando particolare attenzione all'agricoltura familiare, allo scopo di garantire l'approvvigionamento di prodotti alimentari accessibili e a prezzi accessibili; ribadisce che una produzione alimentare sostenibile e la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare sono requisiti essenziali per la realizzazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dell'accordo di Parigi; è del parere che per conseguire tali obiettivi occorra un approccio organico che riconosca il ruolo del commercio, anche a livello locale e regionale; esprime sostegno alla riduzione della dipendenza dai pesticidi e dagli antimicrobici e alla limitazione dell'eccessiva fertilizzazione al fine di ridurre l'inquinamento dell'aria, del suolo e dell'acqua e invertire la perdita di biodiversità; chiede il sostegno della produzione e del consumo locali e dei piccoli produttori e agricoltori, in particolare le donne e i giovani, al fine di creare occupazione locale, garantire prezzi equi per i produttori e i consumatori, tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare i lavoratori migranti, e ridurre la dipendenza dei paesi dalle importazioni e la loro vulnerabilità alle fluttuazioni internazionali dei prezzi; ricorda che la capacità dell'agroecologia di conciliare le dimensioni economica, ambientale e sociale della sostenibilità è stata ampiamente riconosciuta da relazioni fondamentali, in particolare del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC), della piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) e dalla valutazione internazionale delle conoscenze agricole, della scienza e della tecnologia per lo sviluppo (IAASTD) promossa a livello globale dalla Banca mondiale e dalla FAO; mette in risalto il ruolo dell'UE quale facilitatore globale della trasformazione dei sistemi alimentari e nell'affrontare tutte le forme di malnutrizione nel settore umanitario, nell'ambito dello sviluppo e in qualsiasi contesto fragile; ritiene che la strategia "Dal produttore al consumatore" debba promuovere la transizione globale verso sistemi agroalimentari resilienti, equi e sostenibili; invita la Commissione a presentare una valutazione d'impatto esaustiva degli obiettivi previsti nella strategia del Green Deal europeo, anche per i paesi in via di sviluppo; sottolinea la necessità di consentire ai piccoli agricoltori di essere meno dipendenti da fattori di produzione esterni e di rafforzare la loro resilienza alle crisi, attraverso l'agevolazione, da parte dei paesi, della produzione, dello scambio e dell'utilizzo delle sementi prodotte in modo artigianale; esorta l'UE a garantire che le condizioni di lavoro e la protezione sociale in tutte le sue filiere alimentari siano conformi alle norme nazionali, dell'UE e internazionali applicabili a tutti i lavoratori, prestando particolare attenzione ai soggetti vulnerabili, come i lavoratori migranti;

3. si compiace della futura proposta legislativa riguardante un codice di condotta e un quadro di monitoraggio dell'UE per pratiche commerciali e di marketing responsabili nella filiera alimentare; ritiene che il codice di condotta dovrebbe stabilire solide norme sul dovere di diligenza delle imprese agroalimentari ed essere accompagnato da obiettivi vincolanti e misure volte a disincentivare la non conformità, quali sanzioni amministrative o economiche, e a garantire l'adozione di pratiche sostenibili nella catena del valore alimentare;

4. sottolinea che filiere corte e resilienti evidenziano notevoli potenzialità per affrontare le attuali carenze del sistema alimentare e ricorda che un'agricoltura rispettosa del clima comporta, tra l'altro, la riduzione della dipendenza dall'energia da combustibili fossili, compreso l'uso di pesticidi chimici e fertilizzanti; insiste sulla necessità di allineare i finanziamenti dell'UE per l'agricoltura all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, all'accordo di Parigi e alla convenzione sulla diversità biologica e sostenere gli investimenti nell'agroecologia, nell'agrosilvicoltura, nella diversificazione delle colture e nel consumo energetico; rammenta che l'espansione agricola e le pratiche di intensificazione agricola non sostenibili sono importanti cause del degrado della biodiversità in tutto il mondo, compresa l'erosione genetica delle varietà colturali e zootecniche; sottolinea l' importanza di preservare la biodiversità agricola, le razze animali e vegetali e le varietà locali, garantendo nel contempo alimenti di alta qualità, sicuri e a prezzi accessibili, nel quadro dell'approccio "One Health", per garantire alimenti nutrienti, sicuri, a prezzi accessibili e di alta qualità durante tutto l'anno, preservare la biodiversità e aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici, il che è vantaggioso per lo sviluppo dinamico dei territori e per il rafforzamento della coesione sociale attraverso la riduzione delle disuguaglianze sociali; mette in risalto, a tale proposito, il ruolo cruciale delle attività di ricerca e sviluppo nell'alimentare l'innovazione nell'agricoltura, nell'economia circolare e nei sistemi alimentari integrati, con ramificazioni positive per tutti i settori delle economie locali; ricorda che gli investimenti a favore della pesca e dell'acquacoltura sostenibili devono essere una priorità anche per l'attuazione dell'Agenda 2030, in particolare dell'obiettivo di sviluppo sostenibile 14 per conservare e sfruttare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine; mette in risalto la necessità di rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici, in particolare tra i piccoli agricoltori;

5. sottolinea che le politiche dell'UE in materia di sistemi alimentari equi, sostenibili e resilienti dovrebbero affrontare esplicitamente la disuguaglianza di genere; ricorda che la maggior parte dei piccoli agricoltori nei paesi in via di sviluppo sono donne, le quali rappresentano inoltre quasi la metà di tutti i lavoratori agricoli in tali paesi; sottolinea pertanto che la promozione di una strategia a lungo termine di conservazione, miglioramento e gestione della diversità delle risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura richiede il riconoscimento del ruolo e delle conoscenze delle donne in quanto fornitrici e produttrici di alimenti; esorta l'UE e i suoi Stati membri a sostenere il diritto delle donne all'istruzione e all'uguaglianza e ad adoperarsi, in particolare attraverso aiuti allo sviluppo, per la loro partecipazione attiva in qualità di decisori, nonché a contribuire ad affrontare le discriminazioni che subiscono, in particolare per quanto riguarda l'accesso alla terra, alle risorse produttive e ai servizi finanziari;

6. sottolinea che la strategia "Dal produttore al consumatore" dovrebbe servire a conseguire gli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello europeo e globale; invita la Commissione e gli Stati membri a istituire una piattaforma dell'UE volta a monitorare e valutare l'attuazione della strategia "Dal produttore al consumatore" e a garantire che i meccanismi multilaterali, come la FAO delle Nazioni Unite, integrino tutti gli elementi dell'approccio "Dal produttore al consumatore" nelle loro raccomandazioni strategiche;

7. osserva che l'aumento della concentrazione verticale e orizzontale nel settore agroalimentare rafforza il modello industriale alimentare e agricolo; sottolinea che, finché vi sarà un'ulteriore integrazione verticale nell'industria zootecnica, vi sarà un rischio di proliferazione delle malattie zoonotiche e di origine alimentare; ritiene che il Green Deal europeo richieda una valutazione e un monitoraggio degli impatti sociali, ambientali e sulla salute pubblica delle attività di produzione e trasformazione nel settore agroalimentare e invita la Commissione a valutare la possibilità di rivedere il diritto in materia di concorrenza per affrontare e mitigare tali impatti; chiede la diffusione delle competenze, una maggiore efficienza e innovazione nel settore agroalimentare e l'adesione al principio di precauzione da integrare in tutti i requisiti in materia di sicurezza alimentare; invita la Commissione a rafforzare la dimensione globale della strategia per garantire il diritto a un'alimentazione adeguata e ad attuare la dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e di altre persone che lavorano nelle zone rurali; sottolinea la necessità di garantire condizioni di lavoro dignitose a tutti i lavoratori e di promuovere modelli imprenditoriali alternativi basati sull'economia sociale e solidale, ad esempio regimi cooperativi favorevoli ai consumatori; invita l'UE a utilizzare i suoi programmi di cooperazione per contribuire a migliorare le condizioni di lavoro dei lavoratori agricoli in tutto il mondo e ad accrescere il reddito dei piccoli agricoltori nei paesi partner; sostiene il rafforzamento del commercio regionale, che presenta opportunità di crescita economica e diversificazione, offrendo ai consumatori prodotti alimentari a prezzi contenuti; invita l'UE a sostenere lo sviluppo di capacità in grado di contribuire agli sforzi di integrazione regionale, quali la zona continentale di libero scambio per l'Africa; si compiace che sia stato annunciato l'avvio, nel 2021 e nel 2022, di iniziative legislative volte a rafforzare la cooperazione dei produttori primari a sostegno della loro posizione all'interno della filiera alimentare; ribadisce che la legislazione non dovrebbe riguardare solo i produttori con sede nell'UE, ma tutelare anche i produttori e gli agricoltori dei paesi in via di sviluppo che lavorano con imprese europee;

8. sottolinea che gli obiettivi di sviluppo sostenibile offrono all'Unione europea un quadro costruttivo per integrare in modo coerente e sistemico i suoi obiettivi ambientali, sociali ed economici; si compiace delle iniziative intraprese dall'UE per promuovere catene del valore più eque e sostenibili, anche attraverso una normativa obbligatoria in materia di dovere di diligenza; chiede che si continuino a compiere sforzi per garantire la coerenza tra le politiche commerciali e di sviluppo dell'UE, in linea con il principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile; sottolinea che tutti gli operatori interessati del settore agroalimentare devono esercitare il dovere di diligenza lungo la filiera, in particolare istituendo pratiche responsabili ed efficaci in materia di ambiente, diritti umani e buona governance, quali i requisiti in materia di età minima e sicurezza sul lavoro;

9. ricorda che la diversità delle sementi è essenziale per rafforzare la resilienza dell'agricoltura ai cambiamenti climatici; invita l'UE a sostenere i regimi dei diritti di proprietà intellettuale atti a migliorare lo sviluppo di varietà di sementi adattate alle condizioni locali e di sementi conservate dagli agricoltori;

10. ritiene che le difficoltà nell'accesso alla terra, la carenza idrica e altre restrizioni sulla produzione alimentare rappresentino gravi ostacoli all'aumento dell'offerta e della produttività agricole; sottolinea l'importanza di avviare la transizione dei sistemi alimentari europei verso l'agroecologia, in modo da ridurre il loro impatto sui cambiamenti climatici all'interno e all'esterno dell'UE; esorta la Commissione a fornire sostegno ai paesi in via di sviluppo affinché proteggano le loro industrie sensibili e nascenti, promuovano la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare, sostengano l'attenuazione dei cambiamenti climatici a vantaggio dell'agricoltura e rispettino le norme di sostenibilità dell'UE e internazionali per l'esportazione dei loro prodotti agricoli; invita l'UE a stimolare gli investimenti nella transizione verso un'agricoltura più sostenibile nei paesi partner, ad esempio sostenendo metodi agricoli innovativi e gli impegni del settore privato; sottolinea in proposito il ruolo chiave della società civile nell'aiutare le comunità più povere e i piccoli agricoltori, dando loro la possibilità di accedere alla formazione, alle risorse, ai mercati e alle catene del valore;

11. invita l'UE ad aiutare i paesi in via di sviluppo ad adottare una legislazione nazionale adeguata per proteggere le risorse genetiche per l'alimentazione e l'agricoltura che sono a rischio, garantire che le comunità locali, le popolazioni indigene, gli uomini e le donne continuino a utilizzarle e gestirle e assicurare una ripartizione giusta ed equa dei benefici derivanti dal loro utilizzo;

12. esorta la Commissione a elaborare una strategia dell'UE per la produzione e la fornitura di proteine vegetali volta a ridurre la dipendenza dell'Europa dalle importazioni di mangimi geneticamente modificati (GM), a creare filiere alimentari più corte e a rafforzare i mercati regionali;

13. osserva che la strategia "Dal produttore al consumatore" stabilisce i principi per un settore agricolo dell'UE più pulito, privo di pesticidi e caratterizzato da una minore dipendenza dai fertilizzanti e da minori emissioni di gas a effetto serra; sottolinea che tutti gli accordi di libero scambio dell'UE devono essere coerenti con il Green Deal europeo, la strategia sulla biodiversità e la strategia "Dal produttore al consumatore", in particolare gli obiettivi di riduzione della dipendenza dell'UE da materie prime essenziali per i mangimi, come la soia coltivata su terreni disboscati, il passaggio a un'alimentazione più a base di cibi vegetali e a catene di approvvigionamento più brevi e più resilienti, nonché la necessità di aumentare l'agricoltura biologica, migliorare il benessere degli animali, invertire la perdita di biodiversità e diventare lo standard globale per la sostenibilità; esprime delusione per il fatto che la strategia "Dal produttore al consumatore" non dichiari esplicitamente che saranno applicati requisiti equivalenti agli animali e ai prodotti agroalimentari importati da paesi terzi; evidenzia che la politica commerciale dell'UE dovrebbe servire a garantire impegni ambiziosi da parte dei paesi terzi, come in materia di benessere degli animali, uso dei pesticidi e lotta contro la resistenza antimicrobica; invita la Commissione a garantire che tutti i prodotti importati nell'UE ed esportati dall'UE dai partner commerciali rispettino pienamente le norme dell'Unione in materia di benessere degli animali, uso di pesticidi e lotta contro la resistenza antimicrobica; sottolinea che la cooperazione allo sviluppo dell'UE deve aiutare gli agricoltori e i produttori locali dei paesi in via di sviluppo affinché rispettino i regolamenti e le norme pertinenti dell'Unione;

14. sottolinea che gli accordi di libero scambio dell'UE e gli accordi di partenariato economico non devono perturbare l'agricoltura locale o danneggiare i piccoli produttori e che i vantaggi che comportano devono essere equamente condivisi; rammenta la necessità di aderire al principio della coerenza delle politiche per lo sviluppo, volto a garantire che le esportazioni europee non ostacolino lo sviluppo delle produzioni locali ed emergenti; ritiene che l'UE abbia un ruolo importante da svolgere nel promuovere la convergenza verso l'alto delle norme in materia di sicurezza alimentare e benessere degli animali nei paesi partner e nel rivedere le relazioni commerciali internazionali al fine di rendere i sistemi alimentari sostenibili ed equi, con obiettivi ambientali e sociali integrati in modo globale e olistico in tutte le disposizioni degli accordi commerciali; incoraggia l'UE, in particolare, a esplorare le possibilità di rivedere l'attuale definizione di dumping dell'Organizzazione mondiale del commercio per includervi i casi in cui le sovvenzioni consentono di vendere le esportazioni a un prezzo inferiore ai costi di produzione; accoglie con favore l'impegno della Commissione a far sì che gli accordi commerciali dell'UE rispettino l'accordo di Parigi; sottolinea che, per essere applicabili, gli obiettivi ambientali negli accordi di libero scambio dell'UE devono essere chiari, misurabili e verificabili; invita l'UE ad allineare la sua politica commerciale agli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" e della strategia sulla biodiversità e all'obiettivo della neutralità in termini di emissioni di carbonio del Green Deal europeo; chiede, in particolare, che l'accesso al mercato negli accordi di libero scambio sia subordinato al rispetto di criteri in materia di processi e metodi di produzione, con riferimento alla sostenibilità ambientale e ai cambiamenti climatici; invita la Commissione a rafforzare il meccanismo di esecuzione dei capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile e a utilizzarlo come strumento per promuovere un sistema alimentare più diversificato e sostenibile, nonché a garantire che le disposizioni degli accordi di libero scambio non compromettano le norme e gli obiettivi sanciti nei capitoli sul commercio e lo sviluppo sostenibile;

15. sottolinea che gli accordi di libero scambio facilitano l'uso e la condivisione di tecnologie e competenze moderne ed efficienti, così come di pratiche agricole comuni;

16. ricorda che la strategia "Dal produttore al consumatore" mira a vietare gradualmente l'utilizzo di pesticidi pericolosi in agricoltura e a promuovere le pratiche alternative; sottolinea che l'uso di taluni pesticidi nell'agricoltura intensiva nei paesi in via di sviluppo può ripercuotersi sulla salute dei lavoratori che hanno scarso accesso alla formazione in materia di protezione fitosanitaria e assistenza sanitaria, oltre a causare danni ambientali; chiede l'erogazione di istruzione e formazione in materia di approcci fitosanitari sostenibili e la riduzione al minimo dell'esposizione a sostanze pericolose; denuncia l'ipocrisia dell'UE in materia di pesticidi, che consente l'esportazione dall'Unione di sostanze pericolose che sono vietate sul suo territorio; esige che le vigenti norme dell'UE siano modificate per eliminare tale discrepanza giuridica, in linea con la convenzione di Rotterdam del 1998 e il Green Deal europeo; ritiene che l'UE debba sostenere i paesi in via di sviluppo per aiutarli a ridurre l'uso di pesticidi e promuovere altri metodi di protezione delle piante e delle risorse alieutiche, favorire l'eliminazione graduale a livello mondiale dei pesticidi altamente pericolosi e mantenere fermo l'impegno assunto nel quadro della strategia per le sostanze chimiche per la sostenibilità di garantire che i pesticidi pericolosi vietati nell'UE non siano prodotti per l'esportazione e che i pesticidi vietati non siano autorizzati come residui nei prodotti alimentari immessi sul mercato europeo;

17. si compiace dei riferimenti ai pertinenti processi delle Nazioni Unite contenuti nella strategia "Dal produttore al consumatore"; sottolinea la necessità che l'UE sostenga il Comitato per la sicurezza alimentare mondiale e il suo meccanismo per la società civile che costituisce la principale piattaforma strategica multilaterale sui sistemi alimentari; invita la Commissione a promuovere una transizione globale verso sistemi alimentari sostenibili e la sicurezza alimentare in tutti i pertinenti consessi internazionali, compreso il vertice delle Nazioni Unite sui sistemi alimentari del 2021;

18. sottolinea l'importanza di condividere tecnologie e competenze moderne con i paesi in via di sviluppo, nonché di fornire una formazione agli agricoltori sul posto e in Europa per aiutarli ad attuare pratiche agricole innovative, poiché il settore agricolo è fondamentale ai fini della sicurezza alimentare e l'occupazione in queste regioni;

19. ricorda che devono ancora essere compiuti progressi affinché gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile diventino realmente sostenibili; sottolinea che tali accordi devono essere in linea con i migliori pareri scientifici disponibili e non devono né minacciare il settore della pesca su piccola scala dei paesi terzi né compromettere la sicurezza alimentare locale;

20. mette in risalto l'urgente necessità di rafforzare la posizione degli agricoltori nella filiera commerciale; sottolinea che una delle misure necessarie è fornire un sostegno (istituzionale e finanziario) per aiutare i produttori agricoli a organizzare strutture economiche comuni, come cooperative, organizzazioni e gruppi, che incrementino la redditività economica, la competitività e la redditività delle aziende agricole e rafforzino il processo di creazione di PMI, in particolare di microimprese nelle zone rurali, incentivando in tal modo l'imprenditorialità;

21. mette in risalto la necessità che l'UE promuova i diritti umani e il diritto all'alimentazione quale principio e priorità fondamentali dei sistemi alimentari e quale elemento essenziale per trasformare i sistemi alimentari e garantire il diritto delle persone più emarginate ad accedere a un'alimentazione nutriente; sottolinea l'importanza di introdurre misure per dare attuazione alla dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei contadini e delle altre persone che lavorano nelle zone rurali;

22. invita l'UE a prestare particolare attenzione, nella sua cooperazione con i paesi in via di sviluppo, all'intensificazione della lotta contro la deforestazione intorno alle zone costiere, segnatamente contro il disboscamento delle mangrovie che sono particolarmente colpite dall'attività agricola;

23. si rammarica che la pubblicazione di un documento così importante per il settore agroalimentare, come la strategia dal produttore al consumatore, non sia stata preceduta da un'attenta valutazione dell'impatto della sua introduzione sui singoli comparti agroalimentari nel breve, medio e lungo periodo;

24. invita la Commissione a realizzare una valutazione dell'impatto completa dei vari obiettivi e degli obiettivi di riduzione per il settore agricolo definiti nella strategia "Dal produttore al consumatore" e nella strategia sulla biodiversità;

25. ricorda che ogni anno circa il 15 % dei prodotti della pesca a livello mondiale viene catturato illegalmente; ricorda che la pesca illegale rappresenta un grave pericolo ambientale per le risorse marine mondiali e una minaccia economica e alla sicurezza per le comunità costiere, in particolare nei paesi in via di sviluppo; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza delle "alleanze verdi" che l'Unione vuole creare con i paesi in via di sviluppo per sostenere la sicurezza alimentare e garantire la conservazione della biodiversità nel quadro degli accordi commerciali;

26. ricorda che il mare è uno solo e che, grazie ai servizi che fornisce a tutta l'umanità, è un bene comune; rammenta che la parte 12 della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare conferisce agli Stati diritti sovrani sulle loro zone economiche esclusive; rammenta, tuttavia, che ciò non esonera gli Stati, e di conseguenza gli operatori nazionali del settore marittimo, dalle loro responsabilità nei confronti della conservazione degli ecosistemi marini e costieri; sottolinea, a tale riguardo, l'importanza di garantire uno sfruttamento più responsabile e sostenibile delle risorse alieutiche e il rafforzamento della lotta contro le pratiche illegali nelle acque dei paesi in via di sviluppo.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

13.4.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

1

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Anna-Michelle Asimakopoulou, Hildegard Bentele, Dominique Bilde, Udo Bullmann, Catherine Chabaud, Antoni Comín i Oliveres, Ryszard Czarnecki, Gianna Gancia, Charles Goerens, Mónica Silvana González, György Hölvényi, Rasa Juknevičienė, Pierfrancesco Majorino, Erik Marquardt, Norbert Neuser, Janina Ochojska, Jan-Christoph Oetjen, Michèle Rivasi, Christian Sagartz, Marc Tarabella, Tomas Tobé, Miguel Urbán Crespo, Chrysoula Zacharopoulou, Bernhard Zimniok

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Benoît Biteau

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

23

+

ID

Dominique Bilde, Gianna Gancia

NI

Antoni Comín i Oliveres

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Hildegard Bentele, György Hölvényi, Rasa Juknevičienė, Janina Ochojska, Christian Sagartz, Tomas Tobé

Renew

Catherine Chabaud, Charles Goerens, Jan-Christoph Oetjen, Chrysoula Zacharopoulou

S&D

Udo Bullmann, Mónica Silvana González, Pierfrancesco Majorino, Norbert Neuser, Marc Tarabella

The Left

Miguel Urbán Crespo

Verts/ALE

Benoît Biteau, Erik Marquardt, Michèle Rivasi

 

1

-

ID

Bernhard Zimniok

 

1

0

ECR

Ryszard Czarnecki

 

Legenda

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

 

 


 

 

 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL MERCATO INTERNO E LA PROTEZIONE DEI CONSUMATORI (16.4.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</CommissionInt>


<Titre>su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente</Titre>

<DocRef>(2020/2260(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Claude Gruffat</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

1. accoglie con favore l'ambizione della strategia "Dal produttore al consumatore" e il suo obiettivo di istituire un sistema alimentare sostenibile, sano e resiliente che dovrebbe offrire prodotti alimentari a prezzi contenuti e accessibili a tutti i consumatori dell'UE e che includa tutti gli attori della filiera alimentare, coprendo la produzione, il trasporto, la distribuzione, la commercializzazione e il consumo di alimenti;

2. sottolinea che è fondamentale garantire la sostenibilità ambientale, sociale ed economica di tutte le misure annunciate nella strategia, al fine di assicurare la capacità di produzione alimentare, i livelli di offerta e la disponibilità dei prodotti, come pure di mantenere la competitività di tutti gli attori del mercato unico e garantire che nessuno rimanga indietro nella transizione verso una maggiore sostenibilità del sistema alimentare; rileva, a tale proposito, che la sua attuazione deve tenere conto delle esigenze delle regioni ultraperiferiche;

3. pone l'accento sul valore aggiunto economico e sociale dell'alimentazione nell'UE, che non soltanto comporta un'offerta adeguata di prodotti alimentari sani e a prezzi accessibili ai cittadini, ma garantisce anche opportunità commerciali, occupazione e crescita;

4. fa presente che gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore" dovrebbero essere fondati su un approccio scientifico, incentrato su strumenti politici coerenti e basati su dati concreti;

5. invita la Commissione ad adottare un approccio olistico e globale e a valutare attentamente l'impatto globale a breve e lungo termine della strategia "Dal produttore al consumatore" e dei suoi obiettivi sul funzionamento del mercato unico, comprese le conseguenze per l'equilibrio tra domanda e offerta, le fluttuazioni dei prezzi, l'accessibilità economica per i consumatori, la redditività per i produttori, la competitività, le prestazioni e l'analisi dell'efficacia in termini di costi della transizione, tenendo conto, tra l'altro, delle esternalità positive e negative della produzione alimentare sostenibile;

6. concorda con l'osservazione secondo la quale la pandemia di COVID-19 ha evidenziato l'importanza di garantire un sistema alimentare solido, sostenibile e resiliente che funzioni in qualsiasi circostanza e sia in grado di assicurare ai consumatori europei un approvvigionamento sufficiente di alimenti locali e a prezzi accessibili; sottolinea la necessità, a tale proposito, di salvaguardare il buon funzionamento del mercato unico e in particolare la circolazione dei prodotti alimentari, anche in tempi di crisi sanitaria; sottolinea inoltre che la pandemia dovrebbe essere considerata anche un'opportunità per costruire un sistema alimentare sostenibile e resiliente, e non come una scusa per ridimensionare le ambizioni, poiché sostenibilità e salute sono questioni interconnesse;

7. ritiene che la promozione di un consumo alimentare sano e sostenibile richieda cambiamenti nei modelli di consumo alimentare e nella produzione, nella trasformazione e nella distribuzione dei prodotti alimentari, insieme alle conseguenze di tali cambiamenti sull'offerta e sulla domanda, sul mercato interno e sull'impronta ecologica; ricorda che questa transizione verso la sostenibilità rappresenterà un punto di svolta nel promuovere una rinnovata competitività per tutti gli attori coinvolti nella filiera alimentare dell'UE;

8. ricorda, al contempo, l'importanza di un'autosufficienza europea che soddisfi le esigenze di produzione alimentare dei cittadini dell'UE in termini di quantità e qualità;

9. ritiene che i consumatori non debbano essere i soli responsabili di questa transizione, ma che siano necessarie misure coerenti da una politica all'altra (agricoltura, commercio, ambiente, sanità, istruzione, concorrenza ecc.) e una serie di misure regolamentari complementari;

10. sottolinea che un efficace sistema alimentare europeo deve evitare sovrapposizioni e discrepanze tra le attuali politiche ambientali e alimentari dell'UE; chiede, pertanto, che la Commissione riesamini periodicamente la coerenza globale tra i diversi strumenti politici;

11. osserva che, in generale, le diete degli europei non sono in linea con le raccomandazioni per un'alimentazione sana, che non escludono alcun alimento, a condizione che sia consumato nella giusta quantità e con la giusta frequenza e sia accompagnato da un'adeguata attività fisica; sottolinea, pertanto, la necessità di un cambiamento dei modelli di consumo verso una dieta più equilibrata, con un minor numero di prodotti ultratrasformati e meno zucchero, sale e grassi; invita la Commissione a elaborare orientamenti europei in materia di regimi alimentari sani e sostenibili, destinati al contempo a informare i consumatori e ad assistere gli Stati membri nella preparazione e attuazione dei loro piani alimentari nazionali;

12. ritiene che il cambiamento della dieta non dovrebbe incidere negativamente sull'offerta e sulla scelta dei consumatori; ritiene che la scelta informata dei consumatori sia fondamentale per la transizione verso un sistema alimentare sostenibile;

13. ritiene che la promozione efficace di un consumo alimentare sano e sostenibile richieda un sostegno finanziario e un miglioramento dell'educazione, della formazione e dell'informazione in materia alimentare e nutrizionale di tutti i consumatori europei;

14. prende atto che tra gli ostacoli a una maggiore sostenibilità dell'alimentazione figurano il costo dei prodotti alimentari per i consumatori, la mancanza di conoscenze, le informazioni poco chiare e una scelta limitata di prodotti; concorda con l'obiettivo ultimo della strategia "di rendere gli alimenti più sostenibili anche i più accessibili dal punto di vista economico"; suggerisce pertanto che i prezzi debbano riflettere equamente i costi a lungo termine per i consumatori e i produttori; invita i governi, la Commissione e le parti interessate a sensibilizzare i consumatori sul fatto che un'alimentazione più sostenibile non deve necessariamente costare di più;

15. sottolinea che è della massima importanza promuovere l'impegno e la cooperazione di tutti gli attori nella filiera alimentare, nell'ambito della valutazione, attuazione e monitoraggio della presente strategia, per garantire un'efficace azione collettiva in direzione di una transizione giusta; fa presente che tale processo dovrebbe comportare una più equa ridistribuzione del valore tra tutti gli operatori della filiera alimentare, rafforzando il potere contrattuale degli agricoltori e, in particolare, migliorando le relazioni di mercato tra le imprese e i produttori di minori dimensioni e le società di vendita all'ingrosso e al dettaglio;

16. sottolinea che la strategia "Dal produttore al consumatore" deve adottare un approccio regionale più rigoroso, tenendo conto delle specificità della produzione negli Stati membri in cui sussiste il rischio che la produzione alimentare si sposti verso i paesi terzi; invita la Commissione a monitorare attentamente la delocalizzazione della produzione verso paesi terzi e a rafforzare il suo sostegno per i piccoli produttori, i sistemi alimentari regionali e, ove possibile, le filiere corte, che possono essere una fonte di prodotti freschi, sostenibili, a prezzi contenuti e di qualità per i consumatori;

17. sottolinea la necessità di sostenere i vari attori nella catena di produzione alimentare al fine di aumentare la disponibilità e l'accessibilità economica di opzioni alimentari sane e sostenibili; ritiene che la legislazione in materia di appalti pubblici europei nel settore alimentare dovrebbe agevolare l'approvvigionamento locali, di alta qualità per le istituzioni pubbliche, il che sarebbe molto positivo per i consumatori, gli agricoltori e le zone rurali; suggerisce di integrare negli appalti pubblici verdi e sostenibili criteri più flessibili per l'introduzione di prodotti locali e regionali, compresi i prodotti biologici, le specialità tradizionali garantite (STG), i prodotti a denominazione di origine protetta (DOP) e i prodotti a indicazione geografica protetta (IGP), in particolare adottando il principio chilometri zero nelle mense scolastiche; raccomanda un ulteriore sostegno alle politiche innovative nazionali e locali in materia di appalti pubblici di prodotti alimentari;

18. esorta la Commissione a incoraggiare partenariati tra gli operatori della filiera alimentare, in particolare tra gli agricoltori; sottolinea la necessità di promuovere metodi di produzione sostenibili e modelli economici circolari, come negozi con prodotti sfusi, basati sull'innovazione sociale e sull'economia sociale, ad esempio regimi cooperativi mono o multipartecipativi, operanti nell'interesse di tutti i produttori e i consumatori, e di garantire che possano funzionare e crescere in tutti gli Stati membri; sottolinea, altresì, l'importanza di promuovere le organizzazioni di produttori, le reti interprofessionali e le reti di imprese nel settore della trasformazione e della vendita al dettaglio dei prodotti alimentari, anche in particolare per le microimprese e le piccole e medie imprese, al fine di coinvolgerle in tale transizione e ridurre gli effetti negativi per coloro che si impegnano a favore di tale approccio;

19. chiede alla Commissione di effettuare una valutazione dei cambiamenti nelle abitudini di consumo, come nell'acquisto online di prodotti alimentari;

20. ricorda che il settore alimentare dell'Unione è caratterizzato da un'elevatissima presenza di piccole e medie imprese (PMI), che nonostante i loro sforzi, affrontano molti ostacoli per migliorare le loro prestazioni in termini di sostenibilità, quali una mancanza di informazioni, di accesso alle risorse finanziarie e di competenze tecniche; sottolinea la necessità di condurre consultazioni e analisi d'impatto sulle misure previste per le PMI e i sistemi cooperativi; invita pertanto la Commissione a provvedere affinché tutte le azioni della strategia "Dal produttore al consumatore" consentano una transizione che crei opportunità reali e condizioni di parità, offra sufficiente flessibilità e riduca e semplifichi ulteriormente gli oneri amministrativi superflui a carico delle micro e piccole imprese del settore alimentare, nonché delle imprese dell'economia sociale; sottolinea, a tale riguardo, che è della massima importanza offrire misure concrete per una transizione giusta, quali un ulteriore sostegno nella gestione dei finanziamenti dell'UE, migliorare lo sviluppo delle capacità ed erogare ingenti risorse per un efficace utilizzo di soluzioni innovative e digitali, al fine di rafforzare la posizione concorrenziale di tali imprese nel sistema alimentare dell'UE;

21. invita la Commissione ad agevolare l'accesso ai mercati locali dei prodotti di qualità delle microimprese;

22. sostiene l'istituzione di un quadro di governance e di un chiaro codice di condotta per le imprese alimentari e il commercio al dettaglio per quanto riguarda pratiche commerciali e di marketing responsabili, al fine di sensibilizzare le imprese sull'importanza della sostenibilità, della salute e della lotta contro gli sprechi alimentari e garantire che esse siano considerate responsabili, data la loro influenza sulla scelta dei consumatori; ritiene che sia necessaria una valutazione delle norme per ridurre la commercializzazione e la pubblicità ai bambini di alimenti e bevande ad alto contenuto di grassi, zuccheri e sale;

23. ribadisce la necessità del fatto che il codice di condotta sia accompagnato da un solido meccanismo di monitoraggio e valutazione; chiede un'equa distribuzione del valore aggiunto nella filiera alimentare;

24. sottolinea che il quadro dovrebbe tenere conto della sostenibilità ambientale, economica e sociale di tutti gli attori della catena di approvvigionamento ed esorta la Commissione, a tale riguardo, a garantire l'effettiva attuazione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali (direttiva 2005/29/CE)[80] e direttiva2019/633/CE[81];

25. ritiene opportuno che tali iniziative siano adeguatamente e correttamente definite e adattate alle dimensioni e al tipo di impresa interessata e riconoscano le migliori pratiche esistenti e gli impegni già realizzati dalle imprese europee; si compiace dei provvedimenti decisi dalla Commissione per sostenere, in particolare, l'attuazione di pratiche commerciali sostenibili da parte delle PMI e mettere a punto entrambe le iniziative con la partecipazione di tutte le parti interessate;

26. accoglie con favore l'iniziativa della Commissione volta a promuovere regimi alimentari più sani e bilanciati introducendo profili nutrizionali, accompagnati da un'etichettatura obbligatoria e armonizzata del valore nutrizionale degli alimenti sulla parte anteriore dell'imballaggio, basati su una ricerca scientifica solida, indipendente e aggiornata, che facilitino la comprensione da parte dei consumatori e consentano loro di essere correttamente informati, contribuendo nel contempo a ridurre l'incidenza delle patologie nella popolazione e a garantire una generazione in buona salute; sottolinea l'importanza di informare i consumatori e di rendere più chiare le informazioni, in particolare utilizzando uno strumento di facile comprensione, nonché tenendo conto delle esigenze dei gruppi più vulnerabili, come le persone con disabilità e gli anziani;

27. fa presente che gli Stati membri utilizzano sistemi diversi di etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore dell'imballaggio, sottolineando al contempo i vantaggi dell'etichettatura armonizzata per il funzionamento del mercato interno e per l'informazione e la comprensione dei consumatori;

28. sottolinea che il fenomeno del sovrappeso, che nell'Unione interessa circa un adulto su due, con le sue conseguenze negative sulla salute, richiede un intervento più incisivo verso regimi alimentari più bilanciati; riconosce che l'etichettatura nutrizionale sulla parte anteriore degli imballaggi degli alimenti preconfezionati è stata indicata dagli esperti internazionali in materia di salute, e in particolare dagli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità, come uno degli strumenti per aiutare i consumatori a compiere scelte alimentari informate e più sane, consentendo loro di confrontare il valore nutrizionale dei prodotti in modo tale da poter prendere decisioni di acquisto informate;

29. prende atto dell'opinione dei consumatori secondo cui l'attuale quadro normativo non consente di ottenere informazioni chiare e facilmente comprensibili sul valore nutrizionale dei prodotti e accoglie pertanto con favore l'intenzione della Commissione di valutare e proporre nuove modalità per migliorare l'etichettatura nutrizionale degli alimenti;

30. chiede alla Commissione di valutare la necessità di applicare condizioni specifiche ed esenzioni a determinate categorie o prodotti alimentari, quali l'olio d'oliva, ai prodotti tutelati dalle etichette DOP, IGP e STG, nonché ai prodotti a base di un unico ingrediente; sottolinea la necessità di misure adeguate e personalizzate per sostenere le micro, piccole e medie imprese e le imprese dell'economia sociale nell'applicazione di tale sistema di etichettatura;

31. ritiene essenziale soddisfare le continue e insistenti richieste dei consumatori, più volte riportate anche dal Parlamento europeo, di essere informati meglio sull'origine dei prodotti alimentari che acquistano, valutando l'introduzione dell'etichettatura obbligatoria del paese d'origine per taluni prodotti alimentari, compresi il miele, i prodotti ittici e gli ingredienti utilizzati nei prodotti trasformati, nel pieno rispetto dell'integrità del mercato interno e a seguito di un'adeguata valutazione d'impatto; è inoltre del parere che tale etichettatura possa essere estesa al benessere degli animali, alla sostenibilità e ai livelli di residui di antiparassitari, senza comportare un'etichettatura eccessiva che potrebbe confondere i consumatori; chiede, pertanto, alla Commissione di lavorare a tal fine in stretta collaborazione con l'Autorità europea per la sicurezza alimentare; sottolinea che i prodotti importati che non rispettano le norme ambientali o sanitarie europee mettono in pericolo la salute dei consumatori e creano una situazione di concorrenza sleale a danno dei produttori europei;

32. si compiace dell'intenzione della Commissione di mettere a punto un nuovo quadro per l'etichettatura di sostenibilità dei prodotti alimentari; invita la Commissione a definire la metodologia e a specificare quali dimensioni della sostenibilità saranno prese in considerazione;

33. sottolinea che il regolamento (UE) n. 1169/2011[82] stabilisce che quando il luogo di provenienza di un alimento è indicato e non è lo stesso di quello del suo ingrediente primario, deve essere indicato anche il luogo di provenienza di tale ingrediente primario oppure il luogo di provenienza dell'ingrediente primario deve essere indicato come diverso da quello dell'alimento; evidenzia che all'atto pratico ciò significa che i prodotti i cui ingredienti primari non sono di origine locale o regionale possono essere commercializzati come tali se l'origine di tali ingredienti primari non locali è indicata in caratteri minuscoli; fa presente che esiste uno squilibrio tra la visibilità delle prassi di commercializzazione che si avvalgono di nomi e simboli nazionali, regionali e locali per prodotti i cui ingredienti primari non sono di provenienza nazionale, regionale o locale e i requisiti di etichettatura dell'UE; ritiene che ciò sia potenzialmente fuorviante e dannoso per il diritto dei consumatori ad essere adeguatamente informati; invita la Commissione a correggere tale squilibrio;

34. si compiace dell'intenzione della Commissione di riesaminare la normativa sui materiali a contatto con gli alimenti allo scopo di migliorare la sicurezza dei consumatori e la salute pubblica;

35. si compiace dell'intenzione della Commissione di proporre obiettivi giuridicamente vincolanti per ridurre gli sprechi alimentari nell'UE; invita la Commissione inoltre a chiarire le attuali norme dell'UE sulle date di scadenza riguardo alle date indicate con le diciture "da consumarsi entro" e "da consumarsi preferibilmente entro", al fine di evitare e ridurre le perdite e gli sprechi alimentari e offrire maggiore chiarezza, coerenza e comprensione tra i consumatori; chiede a tale proposito alla Commissione di promuovere un approccio multipartecipativo per responsabilizzare i consumatori e incoraggiare l'industria alimentare ad attuare soluzioni pratiche per intensificare la lotta agli sprechi alimentari; rileva che le misure previste a tal fine e la gestione dei rifiuti non dovrebbero comportare costi sproporzionati e inutili oneri amministrativi che le imprese di minori dimensioni non siano in grado di sostenere; rileva che il Parlamento attende con interesse la base di riferimento per ridurre gli sprechi alimentari in tutta l'UE;

36. sostiene la Commissione nei suoi sforzi per combattere le frodi e le contraffazioni alimentari, che inducono in errore i consumatori e distorcono la concorrenza nel mercato interno, e ritiene essenziale rendere le sanzioni più dissuasive nei confronti degli autori delle frodi, dedicare risorse sufficienti per rafforzare l'efficacia e l'efficienza dei controlli sulla conformità della qualità dei prodotti, anche durante la pandemia, dotare le autorità competenti e le autorità doganali di risorse umane adeguate e continuare a rafforzare gli scambi di informazioni nel mercato interno; chiede una migliore applicazione del regolamento (UE) n. 1169/2011, che dovrebbe essere sostenuta da definizioni giuridiche a livello dell'UE dei concetti di "frode e crimine agroalimentare" e di "contraffazione" come pratiche ingannevoli che potrebbero essere considerate fraudolente;

37. ribadisce che la qualità differenziata nei prodotti alimentari è inaccettabile e deve essere pienamente contrastata per evitare di discriminare o indurre in errore i consumatori dell'UE; ritiene, pertanto, che la strategia "Dal produttore al consumatore" debba includere disposizioni volte a evitare un doppio standard di qualità alimentare e, a tal fine, invita la Commissione a monitorare attentamente la situazione del mercato e a proporre, ove necessario, una legislazione mirata; sottolinea, inoltre, l'importanza del ruolo delle associazioni dei consumatori nell'individuazione di tali pratiche ingannevoli;

38. sottolinea che le notevoli divergenze nei controlli dei prodotti provenienti dai paesi terzi, nelle procedure doganali e nelle politiche sanzionatorie ai punti di ingresso europei dell'unione doganale spesso non comportano soltanto distorsioni nella catena di approvvigionamento alimentare, ma anche notevoli rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori nel mercato unico; sottolinea che un approccio coordinato e armonizzato in relazione alle pratiche di concorrenza sleale e alla necessità di norme e pratiche alimentari applicate uniformemente in tutti i punti di entrata dell'UE, nel dovuto rispetto del principio di precauzione, è di vitale importanza per garantire un flusso ininterrotto di forniture di prodotti alimentari in tutti gli Stati membri, pur rispettando un elevato livello di controlli di sicurezza in grado di individuare e prevenire i rischi sanitari, fitosanitari e biologici delle importazioni dai paesi terzi;

39. insiste affinché la Commissione assicuri che i controlli doganali in tutta l'UE rispettino le stesse norme, mediante controlli armonizzati e normalizzati, in coordinamento con gli Stati membri e nel pieno rispetto del principio di sussidiarietà; esorta inoltre la Commissione a intensificare la collaborazione, a livello dell'UE e internazionale, tra le autorità competenti interessate in modo da garantire controlli armonizzati e uniformi presso tutti i punti di entrata dell'Unione e assicurare così la tracciabilità di tutti i prodotti alimentari;

40. invita la Commissione a garantire, attraverso una politica commerciale e doganale proattiva, che i prodotti alimentari importati nel mercato unico siano conformi alle rigorose norme europee in materia di sicurezza alimentare, al fine di tutelare la competitività delle imprese europee, in particolare le PMI, e l'integrità del mercato unico;

41. chiede agli Stati membri una migliore attuazione della direttiva 2005/29/CE al fine di lottare più efficacemente contro le dichiarazioni ambientali ingannevoli e non circostanziate nell'alimentazione, nonché nella conclusione di contratti a distanza nei mercati online, affinché sia più facile per i consumatori individuare i prodotti rispettosi dell'ambiente; suggerisce che ciò non discriminerebbe le imprese che hanno compiuto sforzi lodevoli in materia ambientale.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

14.4.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

40

1

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Andrus Ansip, Pablo Arias Echeverría, Alessandra Basso, Adam Bielan, Biljana Borzan, Vlad-Marius Botoş, Markus Buchheit, Anna Cavazzini, Dita Charanzová, Deirdre Clune, Carlo Fidanza, Evelyne Gebhardt, Alexandra Geese, Maria Grapini, Svenja Hahn, Virginie Joron, Eugen Jurzyca, Arba Kokalari, Marcel Kolaja, Kateřina Konečná, Jean-Lin Lacapelle, Maria-Manuel Leitão-Marques, Morten Løkkegaard, Adriana Maldonado López, Antonius Manders, Beata Mazurek, Leszek Miller, Dan-Ştefan Motreanu, Anne-Sophie Pelletier, Miroslav Radačovský, Christel Schaldemose, Andreas Schwab, Tomislav Sokol, Ivan Štefanec, Róża Thun und Hohenstein, Kim Van Sparrentak, Marion Walsmann, Marco Zullo

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Clara Aguilera, Jordi Cañas, Claude Gruffat, Sylvie Guillaume, Jiří Pospíšil, Barbara Thaler

 

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

40

+

ECR

Adam Bielan, Carlo Fidanza, Beata Mazurek

ID

Virginie Joron, Jean‑Lin Lacapelle

PPE

Pablo Arias Echeverría, Deirdre Clune, Arba Kokalari, Antonius Manders, Dan‑Ştefan Motreanu, Jiří Pospíšil, Andreas Schwab, Tomislav Sokol, Ivan Štefanec, Barbara Thaler, Róża Thun und Hohenstein, Marion Walsmann

Renew

Andrus Ansip, Vlad‑Marius Botoş, Jordi Cañas, Dita Charanzová, Svenja Hahn, Morten Løkkegaard, Marco Zullo

S&D

Clara Aguilera, Biljana Borzan, Evelyne Gebhardt, Maria Grapini, Sylvie Guillaume, Maria‑Manuel Leitão‑Marques, Adriana Maldonado López, Leszek Miller, Christel Schaldemose

The Left

Kateřina Konečná, Anne‑Sophie Pelletier

Verts/ALE

Anna Cavazzini, Alexandra Geese, Claude Gruffat, Marcel Kolaja, Kim Van Sparrentak

 

1

-

ECR

Eugen Jurzyca

 

3

0

ID

Alessandra Basso, Markus Buchheit

NI

Miroslav Radačovský

 

Legenda

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

 

 


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA (22.4.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare

e alla commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale</CommissionInt>


<Titre>su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente</Titre>

<DocRef>(2020/2260(INI))</DocRef>

Relatore per parere: <Depute>Izaskun Bilbao Barandica</Depute>

 

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e la commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, competenti per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approveranno i seguenti suggerimenti:

 vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 su "Una strategia 'Dal produttore al consumatore' per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente" (COM(2020)0381),

 vista la proposta della Commissione relativa a un regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica i regolamenti (CE) n. 1224/2009, (CE) n. 768/2005, (CE) n. 1967/2006 e (CE) n.1005/2008 del Consiglio e il regolamento (UE) 2016/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda i controlli nel settore della pesca (COM(2018)0368),

 vista la proposta della Commissione relativa a una direttiva del Consiglio recante modifica della direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le aliquote dell'imposta sul valore aggiunto (COM(2018)0020),

 visto il progetto di iniziativa della Commissione relativa a un piano di emergenza volto a garantire l'approvvigionamento alimentare e la sicurezza alimentare come previsto nell'ambito della strategia "Dal produttore e dal pescatore al consumatore" nel quadro del Green Deal europeo e, in particolare, l'impegno ivi espresso di tenere conto degli insegnamenti tratti dalle crisi passate, nonché dall'attuale pandemia di COVID-19,

 vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030: Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)380),

 vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino (direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino)[83],

 visto il regolamento (CE) n. 1224/2009 del Consiglio, del 20 novembre 2009, che istituisce un regime di controllo comunitario per garantire il rispetto delle norme della politica comune della pesca[84],

 visto il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 novembre 2012, sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari[85],

 visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca[86],

 visto il regolamento (UE) n. 1379/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura[87],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo[88],

 viste le conclusioni del Consiglio del 19 ottobre 2020 sulla strategia "Dal produttore al consumatore",

 visto il parere scientifico n. 3/2017 del gruppo ad alto livello di consulenti scientifici del meccanismo di consulenza scientifica della Commissione, del 29 novembre 2017, dal titolo "Food from the Oceans: How can more food and biomass be obtained from the oceans in a way that does not deprive future generations of their benefits?" (Alimenti provenienti dagli oceani: come ottenere più alimenti e biomassa dagli oceani senza privare le generazioni future dei loro benefici?),

 vista la sua risoluzione del 12 maggio 2016 sulla tracciabilità dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura nella ristorazione e nella vendita al dettaglio[89],

 vista la sua risoluzione del 30 maggio 2018 sull'attuazione delle misure di controllo per stabilire la conformità dei prodotti della pesca rispetto ai criteri di accesso al mercato dell'UE[90],

 vista la sua risoluzione del 29 maggio 2018 sull'ottimizzazione della catena del valore nel settore della pesca nell'UE[91],

 vista la sua posizione definita in prima lettura il 4 aprile 2019 in vista dell'adozione del regolamento (UE) del Parlamento europeo e del Consiglio relativo al Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura e che abroga il regolamento (UE) n. 508/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio[92],

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[93],

 vista la sua risoluzione del 25 novembre 2020 su una nuova strategia industriale per l'Europa[94],

A. considerando che l'obiettivo della strategia "Dal produttore al consumatore" è quello di contribuire all'agenda europea in materia di cambiamenti climatici, proteggere l'ambiente, assicurare la posizione dei prodotti nella catena del valore e promuovere il consumo di alimenti sostenibili e salutari;

B. considerando che i settori della pesca e dell'acquacoltura sono parte integrante del sistema alimentare dell'UE e che la resilienza e lo sviluppo sostenibile di quest'ultimo dipendono dal lavoro e dal contributo dei pescatori e degli acquacoltori europei, i quali svolgono un ruolo fondamentale nel sostenere la dimensione ambientale, economica e sociale delle comunità costiere e insulari e di numerose comunità interne;

C. considerando che la crisi sanitaria pubblica senza precedenti causata dalla pandemia di COVID-19 è destinata ad avere ripercussioni sugli scambi e sul mercato e ha colpito pesantemente i pescatori di tutta Europa; che, nonostante i rischi per la salute e il basso prezzo del pesce, i pescatori europei hanno continuato a lavorare e a distinguersi come lavoratori chiave, mentre la crisi ha messo in evidenza l'importanza della pesca e dell'acquacoltura nel garantire l'accesso all'alimentazione; che l'UE ha fornito una risposta a breve termine, come ad esempio un accesso più flessibile al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e l'approvazione degli aiuti di Stato, unitamente a un maggiore sostegno a lungo termine come indicato nel piano per la ripresa dell'Europa; che l'intenzione della Commissione di presentare un piano di emergenza per garantire l'approvvigionamento alimentare e la sicurezza alimentare in tutta l'UE, in tempi di crisi, è lodevole;

D. considerando che è necessario applicare le norme in materia di concorrenza e di economia sociale previste nel quadro dell'organizzazione comune dei mercati (OCM), i cui principi risalgono al 1970, e aggiornare tale quadro con programmi e strumenti finanziari specifici per fornire ai lavoratori autonomi un accesso non discriminatorio al mercato nel settore della pesca artigianale, in modo da rafforzare le organizzazioni dei suddetti lavoratori, che creano un notevole valore sociale concentrando efficacemente la commercializzazione dei loro prodotti; che tali lavoratori autonomi sono stati esclusi dal sostegno per affrontare l'emergenza della COVID-19 di cui al regolamento (UE) n. 2020/560[95], pur essendosi dimostrati molto importanti per la società durante la pandemia, e hanno dovuto far fronte a rischi per la salute in quanto settore essenziale del sistema alimentare dell'UE, come pure alle riduzioni dei prezzi dovute alla chiusura dei settori alberghiero, ristorativo e del catering (HORECA);

E. considerando che, a seconda dello Stato membro, esistono tradizioni e consuetudini diverse per quanto concerne l'alimentazione e l'utilizzo delle risorse biologiche disponibili, tra cui pesci, crostacei e molluschi; che di tale aspetto è opportuno tenere conto nell'elaborazione delle politiche, delle raccomandazioni e delle strategie che hanno un impatto sui pesci e sulle altre specie economicamente importanti o tradizionalmente utilizzate nei settori della pesca e dell'acquacoltura;

F. considerando che l'eccessivo sfruttamento e le catture accessorie di specie marine a rischio portano al degrado degli ecosistemi marino e costiero e alla perdita di biodiversità;

G. considerando che, sebbene i settori della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione dell'UE si attengano alle più rigorose norme sociali e in materia di commercializzazione, tutela dell'ambiente e sostenibilità, il riesame e l'approvazione sono necessari per garantire la sostenibilità ambientale e sociale lungo l'intera catena del valore, compresi i diritti del lavoro nonché la salute e il benessere degli animali; che tali settori forniscono prodotti ittici di alta qualità, svolgendo un ruolo fondamentale nel garantire la sicurezza alimentare e il benessere nutrizionale della popolazione; che è, pertanto, della massima importanza valutare la posizione dei settori della pesca e dell'acquacoltura nel mercato interno e le importazioni dei loro prodotti per conseguire un modello di pesca che rispecchi l'equilibrio fra le tre dimensioni chiave (ambientale, sociale ed economica) proposte nell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e nei suoi 17 obiettivi di sviluppo sostenibile;

H. considerando che le norme di commercializzazione molto rigorose applicate nell'UE, comprese le norme ambientali, sociali e di sostenibilità, si applicano solo al 75 % degli sbarchi nell'UE e a meno del 10 % delle importazioni (essendo esclusi i filetti e il pesce congelato), il che comporta il fatto che un gran numero di prodotti importati non rispetta le norme e gli standard rigorosi cui deve conformarsi il settore con sede nell'UE, creando condizioni di disparità e ponendo i produttori dell'UE in una situazione di svantaggio competitivo;

I. considerando che l'uso eccessivo di pesticidi nel settore agricolo produce effetti negativi anche sulla flora e sulla fauna acquatiche;

J. considerando che le associazioni di pescatori, come le cofradías, sono attori fondamentali nel sistema alimentare di alcuni Stati membri, nei quali operano come enti di diritto pubblico e di economia sociale senza scopo di lucro, rappresentando il settore della pesca e lavorando di concerto con la pubblica amministrazione, svolgendo non solo funzioni di interesse generale a beneficio della pesca marittima e dei lavoratori del settore della pesca, ma anche funzioni imprenditoriali e di commercializzazione dei prodotti, e offrendo altresì servizi di consulenza e gestione;

K. considerando che, nella sua relazione 2020 sullo stato della pesca e dell'acquacoltura a livello mondiale, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) riconosce il ruolo fondamentale svolto dalla pesca nella sicurezza alimentare mondiale, ricordando che la principale minaccia al contributo che tale settore offre è rappresentata dalla pesca eccessiva e che lo sfruttamento sostenibile degli stock ittici ha le potenzialità per aumentare la produttività della pesca;

L. considerando che, per ridurre gli sprechi alimentari, occorre migliorare la logistica e le infrastrutture all'interno della catena del valore in modo da ottimizzare l'uso di tutte le catture e la sostenibilità del sistema alimentare;

M. considerando che è necessario adottare un approccio olistico alle diverse strategie e politiche dell'UE correlate alla strategia "Dal produttore al consumatore";

N. considerando che la concentrazione generale del mercato e la tendenza della grande distribuzione a concludere accordi talvolta iniqui nei confronti dei produttori primari hanno un impatto negativo sulla pesca artigianale;

O. considerando che gli obiettivi della politica comune della pesca (PCP) comprendono, fra gli altri, quello di rifornire il mercato dell'UE di alimenti di elevato valore nutrizionale, ridurre la dipendenza del mercato dell'Unione dalle importazioni di alimenti e garantire ai consumatori prodotti alimentari a prezzi ragionevoli; che l'attuale pandemia ha reso ancora più evidente la necessità che l'UE sia in grado di garantire pienamente ai suoi cittadini la sicurezza alimentare e di ridurre la sua dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari provenienti da paesi terzi;

P. considerando che i prodotti della pesca e dell'acquacoltura sono una fonte importante di proteine e una componente significativa di una dieta sana; che più della metà della popolazione adulta dell'Unione è in sovrappeso, il che contribuisce a un'elevata prevalenza delle patologie legate all'alimentazione, come le malattie cardiovascolari, e comporta un aumento dei costi dell'assistenza sanitaria; che il consumo dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura nell'UE varia notevolmente da uno Stato membro all'altro;

Q. considerando che, a differenza di altre proteine animali, quella fornita dai prodotti alieutici catturati allo stato selvatico ha il più basso impatto ambientale in quanto i pesci vivono nel loro habitat naturale e, pertanto, questo tipo di produzione non richiede l'utilizzo di terra, alimentazione artificiale, risorse idriche, antibiotici o pesticidi e rappresenta quindi la migliore opzione possibile, per quanto riguarda le proteine animali, in termini di sicurezza alimentare e protezione del clima;

R. considerando che i pescatori si fanno carico di qualunque tipo di rifiuti marini mediante la raccolta – attiva o passiva – e offrono assistenza per i rifiuti prodotti da altre imbarcazioni, contribuendo così a migliorare l'ambiente marino e la sostenibilità del settore;

S. considerando che il lavoro dei pescatori e gli sforzi in atto per attuare la PCP hanno portato a miglioramenti delle popolazioni ittiche dell'UE e hanno prodotto altri risultati positivi grazie a una gestione della pesca efficiente e basata su dati scientifici, incentrata sulla sostenibilità e responsabile, volta a ridurre al minimo l'impatto della pesca commerciale sugli ecosistemi e basata su obiettivi di gestione ambiziosi e concordati a livello internazionale; che vi sono tuttora alcuni parametri ambientali che richiedono ulteriori sforzi per essere migliorati;

T. considerando che il settore della pesca contribuisce da tempo a fornire ai consumatori europei prodotti di alta qualità che soddisfano elevati standard nutrizionali e di sicurezza alimentare ed è diventato un settore leader nel mondo in termini di sostenibilità;

U. considerando che il consumo di carburante e le emissioni di CO2 derivanti dalla pesca sono diminuiti del 18 % tra il 2009 e il 2018; che, sebbene l'efficienza energetica della flotta peschereccia dell'UE – tonnellate di pesce per litro di carburante – sia aumentata nel corso degli anni grazie all'adeguamento delle nuove tecnologie e al miglioramento degli stock ittici, la pesca continuerà a incontrare difficoltà a causa dei cambiamenti climatici, di cui è vittima piuttosto che causa, come dimostrato dai numerosi fenomeni naturali come ad esempio il surriscaldamento dei mari e degli oceani, che ha avuto e continuerà ad avere un impatto estremamente negativo sulla redditività del settore;

V. considerando che, a norma del regolamento (UE) n. 1379/2013 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, è fondamentale che i consumatori siano informati, tramite campagne di commercializzazione ed educative, in merito al valore alimentare del pesce e alla grande varietà di specie disponibili, nonché in merito all'importanza della comprensione delle informazioni contenute nelle etichette; che le informazioni sul paese d'origine e la tracciabilità dei prodotti ittici sono chiaramente nell'interesse dei consumatori dell'UE, ma che la vigente legislazione dell'Unione non impone l'indicazione dell'origine del prodotto finale preparato o conservato, nonostante tale indicazione sia obbligatoria per il settore delle catture; che pertanto le informazioni sulla tracciabilità e la produzione sostenibile si perdono nella catena del valore alimentare;

1. sottolinea che la PCP e un sistema funzionante di governance dei mari d'Europa sono parte integrante del sistema alimentare e della catena di approvvigionamento dell'UE e interagiscono strettamente con i pilastri europei della salute e dell'ambiente, i quali sono al centro della strategia "Dal produttore al consumatore"; esprime, pertanto, una profonda delusione per la mancanza di rilievo e di ambizione riscontrata, con riferimento al contributo e alle potenzialità della pesca e dell'acquacoltura, nella strategia "Dal produttore al consumatore"; evidenzia che una siffatta mancanza di ambizione rende più difficile per l'Unione conseguire gli obiettivi del Green Deal europeo e avverte che avrà come risultato minori opportunità e un minor reddito per i pescatori, i produttori del settore dell'acquacoltura e i lavoratori della filiera dei prodotti ittici dell'UE; chiede che la strategia sia ampliata a una strategia "Dal produttore e dal pescatore al consumatore" e che il suo titolo sia ufficialmente riformulato in "Una strategia dal produttore e dal pescatore al consumatore per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente";

2. sottolinea che l'attuale strategia dovrebbe essere integrata con un approccio trasversale alla pesca che tenga conto della principale legislazione dell'UE in materia e degli obiettivi della strategia, tenendo in debita considerazione i tre pilastri dello sviluppo sostenibile – la società, l'economia e l'ambiente – per garantire che il futuro sistema alimentare sia più equo, più sano e più rispettoso dell'ambiente; invita vivamente la Commissione a prestare la dovuta attenzione alle specificità della pesca e dell'acquacoltura in tutte le proposte legislative, le strategie o gli orientamenti che presenterà in futuro a seguito della strategia, nonché a colmare le lacune esistenti prendendo ulteriori iniziative adeguate;

3. sottolinea l'importanza di garantire il coordinamento e il sostegno reciproco fra tutte le iniziative del Green Deal nonché fra gli obiettivi dell'Unione e degli Stati membri in relazione, tra l'altro, alla sicurezza alimentare, ai cambiamenti climatici, alle risorse naturali marine e alla gestione della pesca sostenibile;

4. riconosce che la pesca è uno dei sistemi più efficienti e più intelligenti dal punto di vista climatico che assicura alimenti sani e sostenibili garantendo nel contempo un'esistenza dignitosa ai pescatori nell'UE;

5. accoglie positivamente il riconoscimento da parte della Commissione dei lavoratori essenziali durante la pandemia di COVID-19; sottolinea che rientrano in questa categoria anche gli operatori del settore ittico e non solo quelli del settore agroalimentare; invita pertanto la Commissione a intensificare i suoi sforzi al fine di migliorare la posizione dei pescatori europei all'interno della catena del valore, rafforzando la tutela della salute e della sicurezza del loro ambiente di lavoro, garantendo loro un reddito dignitoso e proteggendo la loro libera circolazione, soprattutto in tempi di crisi;

6. pone l'accento sulla stretta relazione tra le attività di pesca e la conservazione della biodiversità ed evidenzia l'impatto negativo della pesca non sostenibile sulla biodiversità; sottolinea, comunque, che soltanto una pesca sostenibile può limitare l'impatto negativo sulle specie, gli habitat e gli ecosistemi, come pure gli effetti dei cambiamenti climatici;

7. sottolinea che, al fine di un pieno ed efficace raggiungimento degli obiettivi posti dalla strategia, è necessaria un'ampia valutazione d'impatto socioeconomica preliminare al fine di considerare tutte le possibili ripercussioni delle misure proposte sulle comunità costiere dell'UE nonché sulla produttività e sulla competitività delle sue aziende ittiche; sottolinea inoltre che la transizione verso un modello di produzione e consumo sostenibili dovrebbe avvenire in modo commensurato alle capacità d'azione del settore ittico dell'UE;

8. sottolinea che la trasposizione di principi giusti e condivisibili rischia molto spesso di creare pratiche onerose, eccessive e difficilmente applicabili da parte dei pescatori senza mai veramente raggiungere gli obiettivi che tali principi si prefiggono; evidenzia dunque la necessità che le proposte della Strategia non si traducano in un eccessivo carico finanziario o burocratico per gli operatori del settore ittico;

9. concorda con la Commissione sulla necessità di garantire che i principi chiave sanciti dal pilastro europeo dei diritti sociali siano rispettati, specialmente per quanto riguarda i lavoratori precari, stagionali e non dichiarati; sottolinea, a tal fine, la necessità di dare seguito concreto a tale esigenza attraverso una maggiore collaborazione con gli organismi di dialogo sociale dell'UE, come il Comitato di Dialogo Sociale per la Pesca Marittima, nella definizione delle iniziative legislative volte a raggiungere gli obiettivi posti dalla strategia;

10. sottolinea che la promozione di un'alimentazione sana e sostenibile nell'ambito della strategia e nonché la strategia dell'Unione contro i cambiamenti climatici dovrebbero privilegiare il consumo di prodotti della pesca e dell'acquacoltura europee, in quanto rappresentano un'importante fonte di proteine con una bassa impronta di carbonio e sono una componente essenziale di una dieta sana ed evidenzia il valore del lavoro dei pescatori e delle donne che operano nel settore della pesca e dell'acquacoltura; ricorda le potenzialità dell'acquacoltura e della pesca sostenibili per creare posti di lavoro verdi e ritiene che la transizione ecologica dei sistemi alimentari, in generale, e del sistema della pesca, in particolare, dovrebbe essere realizzata in modo da garantire redditi equi per il settore della pesca, rafforzandone la posizione nella catena del valore incoraggiando l'aggregazione in associazioni dei pescatori, cooperative, associazioni o altre organizzazioni, e attuando un monitoraggio adeguato nel quadro della direttiva (UE) 2019/633 sulle pratiche commerciali sleali[96];

11. sottolinea il basso impatto ambientale della pesca in determinati aspetti e la sana produzione alimentare del settore, dal momento che non sono coinvolti mangimi artificiali, antibiotici, fertilizzanti o pesticidi chimici; osserva che, grazie alle sue proprietà benefiche per il cuore, il consumo di pesce possiede un grande potenziale per far fronte alla situazione critica per la sanità pubblica europea per quanto riguarda l'elevata prevalenza delle malattie legate alla dieta, come quelle cardiovascolari;

12. osserva che la PCP è l'attuale quadro giuridico in materia di pesca che si prefigge di offrire un'alimentazione sana, a base di prodotti ittici e rispondente a principi di gestione della pesca sostenibili, sociali, economici e ambientali, garantire lo sfruttamento sostenibile delle risorse biologiche marine viventi e ricostituire e mantenere le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di assicurare il rendimento massimo sostenibile nonché la redditività delle attività di pesca;

13. sottolinea l'importanza del ruolo delle donne nei processi di trasformazione, valorizzazione e commercializzazione del pescato;

14. sottolinea che la pandemia in corso ha dimostrato la necessità che l'UE migliori e tuteli la sicurezza alimentare e la sovranità alimentare per ridurre la propria dipendenza dalle importazioni di prodotti alimentari provenienti dai paesi terzi; concorda con lo sviluppo di un piano di emergenza per garantire l'approvvigionamento alimentare e la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare dell'UE in caso di crisi future; ricorda l'obiettivo della PCP di contribuire all'approvvigionamento di alimenti di elevato valore nutrizionale sul mercato dell'UE e alla riduzione della dipendenza del mercato dell'UE dalle importazioni di prodotti alimentari; sottolinea, a tale proposito, la necessità di progredire verso un'integrazione intelligente dei sistemi alimentari globali, regionali e locali, promuovendo le filiere corte nella catena del valore della pesca, in modo da conseguire una migliore sicurezza alimentare, in linea con i principi del mercato unico europeo;

15. sottolinea che le strategie sulla biodiversità e dal produttore al consumatore sono due facce della stessa medaglia; chiede pertanto che siano elaborate valutazioni d'impatto che quantifichino tutti i costi degli obiettivi della Commissione in materia di biodiversità in termini di impatto della riduzione della pressione di pesca e, quindi, della produzione alimentare;

16. sottolinea che, nel perseguire gli obiettivi e le misure proposti nella strategia e nella transizione verso un sistema alimentare sostenibile, occorre prestare la dovuta attenzione alla sostenibilità economica, sociale e ambientale dei sistemi alimentari, nonché alla competitività dei settori della pesca e dell'acquacoltura europee, compreso un reddito equo per i produttori primari; sottolinea l'importanza di consultare in modo costruttivo, efficace ed equo i pescatori e i produttori del settore dell'acquacoltura e gli altri soggetti interessati che rappresentano la catena del valore su qualsiasi decisione riguardante la proposta strategia "Dal produttore e dal pescatore al consumatore";

17. invita la Commissione e le pertinenti agenzie dell'Unione, tra cui l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, a valutare se le alghe possano costituire un alimento sicuro, sano e sostenibile nell'ambito della strategia "Dal produttore al consumatore";

18. si compiace della prevista relazione della Commissione sul funzionamento della PCP, che sarà pubblicata entro il 31 dicembre 2022, che dovrà concentrarsi sui rischi derivanti dai cambiamenti climatici per la sostenibilità delle specie e all'obiettivo di conseguire il rendimento massimo sostenibile; sottolinea, tuttavia, la necessità di un approccio globale per portare gli stock ittici a livelli sostenibili e ripristinare gli ecosistemi marini e costieri, che dovrebbe anche concentrarsi sui benefici e sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale dei settori della pesca e dell'acquacoltura, compresi gli effetti delle specie esotiche invasive che minacciano determinate specie di importanza economica, compiendo sforzi concertati per ridurne l'impatto; chiede che a seguito di tale relazione siano presentate proposte e azioni legislative o non legislative per dare una migliore attuazione agli obiettivi della PCP alla luce delle nuove sfide che il settore della pesca si trova ad affrontare e colmare le lacune rivelatesi importanti;

19. sottolinea la necessità che la Commissione e gli Stati membri intraprendano le azioni necessarie a migliorare la qualità delle acque dell'UE e a evitare l'immissione di sostanze tossiche nella filiera alimentare; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio olistico in relazione all'ambiente marino e ad affrontare le cause profonde dell'inquinamento delle acque, tra cui i rifiuti marini e le acque reflue urbane e industriali, e a porre fine alle pratiche dannose per l'ambiente marino e la salute umana;

20. accoglie con favore il ruolo degli orientamenti strategici dell'UE per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura dell'UE per il periodo 2021-2030, recentemente annunciati; sottolinea il ruolo fondamentale dell'acquacoltura e la necessità del suo sviluppo quale fondamento per garantire l'autosufficienza di alimenti sani; chiede che tali orientamenti siano adottati e attuati rapidamente e sottolinea, a tale proposito, la necessità di orientamenti specifici per i molluschi e l'acquacoltura nelle acque interne al fine di fornire indicazioni per una migliore gestione e una maggiore sostenibilità, nonché maggiori finanziamenti per questi settori nell'ambito del nuovo Fondo europeo per gli affari marittimi e l'acquacoltura (FEAMPA);

21. sottolinea che l'impegno continuo sulla proposta strategia "Dal produttore e dal pescatore al consumatore" dovrebbe trarre ispirazione dalle pratiche esistenti che già rispettano gli attuali obiettivi di sostenibilità della strategia, quali, ad esempio, alcuni tipi di gestione dell'acquacoltura che offrono anche servizi ambientali e sociali, nonché basarsi su dette pratiche; invita la Commissione e gli Stati membri a facilitare, incoraggiare e fornire un sostegno adeguato per un'acquacoltura rispettosa dell'ambiente, come l'acquacoltura a basso impatto e a sistema chiuso, le alghe, i molluschi, gli stagni o i sistemi di acquacoltura multitrofica integrati quali parti importanti dell'economia circolare e che contribuiscono in modo netto alla trasformazione eccessiva di nutrienti in proteine di alta qualità;

22. esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare i piani di sviluppo sostenibile dell'acquacoltura tenendo conto dei principali ostacoli allo sviluppo delle potenzialità del settore e a riconoscere la necessità di destinare spazio all'acquacoltura attraverso un'adeguata pianificazione territoriale; sottolinea l'importanza di un meccanismo trasparente e partecipativo, in linea con la direttiva 2014/89/UE sulla pianificazione dello spazio marittimo, per un'equa ripartizione dello spazio tra tutte le parti interessate, comprese le zone di pesca e le aziende acquicole esistenti e nuove; ribadisce che lo sviluppo dell'acquacoltura richiede un quadro normativo solido, affidabile e chiaro per l'uso dello spazio e alle licenze che garantisca fiducia e sicurezza agli investimenti nel settore;

23. accoglie con favore l'intenzione di promuovere l'acquacoltura biologica e sottolinea i vantaggi economici che ne derivano per gli acquacoltori, dato il suo ampio potenziale di sviluppo e crescita inutilizzato; sottolinea che la transizione può essere assistita attraverso il FEAMPA;

24. sottolinea che nel settore dell'acquacoltura già da tempo è comune il riutilizzo di prodotti animali non utilizzati (o utilizzabili) per l'alimentazione umana; sottolinea che, in un'ottica di economia circolare, è necessario investire fortemente nella creazione di sinergie tra l'acquacoltura e gli scarti alimentari nonché nella promozione di processi virtuosi per riutilizzare gli scarti dell'acquacoltura (come le alghe) per il nutrimento dei pesci;

25. accoglie con favore l'intenzione da parte della Commissione di sostenere modelli di business verde come quelli basati sul sequestro di carbonio, al fine di rendere le filiere maggiormente sostenibili; sottolinea, a questo proposito, che determinate pratiche di acquacoltura come gli allevamenti di mitili o gli allevamenti di ostriche possono costituire un modello di successo per il futuro nell'ambito del sistema di scambio delle emissioni; invita la Commissione a investire in questo tipo di imprese verdi nell'ambito degli obiettivi posti dalla strategia;

26. accoglie con soddisfazione l'intenzione della Commissione di pubblicare orientamenti per gli appalti pubblici di alimenti sostenibili nei servizi di catering per le istituzioni e la invita a includere in detti orientamenti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura;

27. accoglie con favore l'intenzione da parte della Commissione di intraprendere azioni volte ad accelerare la diffusione sul mercato di soluzioni per l'efficienza energetica nei settori agricolo e alimentare; sottolinea, a questo proposito, che azioni di questo tipo dovrebbero riguardare anche il settore dell'acquacoltura in modo da poter dispiegare tutte le potenziali forme di produzione di energia insite in questi tipi di allevamento e favorire un sistema di produzione a consumo zero;

28. invita la Commissione e gli Stati membri ad attuare misure per migliorare la qualità dell'acqua, il controllo delle malattie e per limitare la densità di allevamento nell'ambito della produzione acquicola, nell'interesse della salute umana e del benessere degli animali;

29. sottolinea che ancora troppo spesso i prodotti biologici si collocano in una fascia di prezzo al di fuori della portata della gran parte dei consumatori europei; sottolinea dunque la necessità di giungere a stabilire un sistema di prezzatura equa a livello dell'UE per i prodotti biologici affinché essi non siano più prerogativa di pochi, ma possano costituire le basi di un'alimentazione sana per tutti;

30. accoglie con favore la volontà da parte della Commissione di prestare maggiore attenzione agli investimenti nelle tecnologie e nelle pratiche verdi e digitali, ma si rammarica della mancanza di riferimenti ai settori della pesca e dell'acquacoltura; sottolinea l'urgente necessità di sostenere i pescatori e gli attori della filiera ittica nella transizione verso pratiche maggiormente digitali attraverso forti investimenti nella formazione, nella digitalizzazione e nella conversione in pratiche e strumenti "verdi";

31. chiede che la Commissione e gli Stati membri migliorino e razionalizzino l'etichettatura, anche attraverso codici a lettura digitale, di tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura a livello dell'UE, siano essi freschi, congelati o trasformati o venduti nei ristoranti e attraverso i dettaglianti e i grossisti, al fine di garantire la tracciabilità del luogo di origine, delle specie e delle informazioni su altri aspetti, quali i metodi di produzione, comprese le importazioni da paesi terzi;

32. sottolinea la necessità di un sistema di tracciabilità alimentare nell'UE che rafforzi la sostenibilità dei settori della pesca e dell'acquacoltura e risponda alle esigenze dei consumatori fornendo informazioni su dove, quando, come e quale pesce è stato catturato o allevato, in primo luogo per migliorare la sicurezza alimentare, ma anche per consentire controlli lungo tutta la catena dei prodotti dell'UE e delle importazioni da paesi terzi e per combattere le frodi e la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN); chiede un approccio coordinato per garantire la coerenza tra le diverse iniziative in materia e per valutare i costi e i benefici delle diverse opzioni per i consumatori, i produttori e il mercato interno nel suo complesso, in linea con l'accordo interistituzionale "Legiferare meglio"[97], al fine di attuare tali obiettivi nel modo più efficiente possibile; ritiene che tale sistema dovrebbe coinvolgere tutti gli attori della catena del valore, in modo che possano collaborare tra loro, utilizzando sistemi digitali semplici e facili da usare e che non comportino costi eccessivi per gli operatori, in particolare per le piccole imprese;

33. sottolinea che meccanismi di tracciabilità validi in materia di sostenibilità per tutti i prodotti venduti sui mercati dell'UE sono essenziali per garantire la trasparenza per i consumatori, il settore e le diverse amministrazioni; accoglie con soddisfazione l'intenzione della Commissione di sostenere l'applicazione di norme relative alla fornitura di informazioni fuorvianti nel contesto della sostenibilità dei prodotti alimentari e di sviluppare un quadro dell'UE per l'etichettatura degli alimenti sostenibili e conseguire gli obiettivi del Green deal europeo e gli obiettivi di sviluppo sostenibili delle Nazioni Unite; sottolinea che tale misura rafforzerà il valore dei prodotti sostenibili e tutelerà i diritti dei consumatori; chiede alla Commissione di elaborare orientamenti sugli strumenti digitali dedicati alla fornitura di informazioni ai consumatori lungo tutti gli anelli della catena del valore, comprese le piattaforme esistenti, al fine di promuovere l'interoperabilità e migliorare l'efficienza dei sistemi esistenti;

34. chiede alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di rilasciare dichiarazioni ambientali che soddisfino solidi criteri riconosciuti a livello internazionale, come la norma n. 14024 dell'Organizzazione internazionale per la standardizzazione (ISO), che dovrebbero basarsi su una valutazione dell'intero ciclo di vita anziché su un qualsiasi aspetto della sostenibilità e dovrebbero essere attuate mantenendo al minimo gli oneri amministrativi e finanziari, in particolare per i piccoli pescatori e le PMI; sottolinea, a tal fine, che l'etichettatura deve essere oggettiva, basata su dati scientifici sostenuti da rigorose verifiche indipendenti, non discriminatoria rispetto al reale valore nutrizionale degli alimenti e in grado di fornire informazioni esaustive e specifiche sulle sostanze nutritive presenti nel prodotto sulla base delle assunzioni di riferimento del consumatore medio, senza fuorviare o influenzare le scelte di acquisto, come previsto dal regolamento (UE) n. 1169/2011[98]; pone inoltre in evidenza che anche le imprese hanno un ruolo da svolgere nel garantire che i prodotti della pesca che acquisiscono siano tracciabili fino all'origine e nel fornire tutte le informazioni di cui i consumatori hanno bisogno per compiere scelte alimentari informate, salutari e verdi;

35. esorta la Commissione, in tal senso, a introdurre l'obbligo di informare i consumatori mediante un'etichetta recante informazioni sull'origine e la tracciabilità di tutte le preparazioni e conserve di pesci e prodotti ittici, quali crostacei, molluschi e caviale, e a valutare, al fine di garantire la parità di condizioni, la necessità di rivedere il regolamento (UE) n. 1379/2013 relativo all'organizzazione comune dei mercati nel settore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura ed elaborare una proposta, se del caso;

36. pone in evidenza che una diversa regolamentazione dei prodotti provenienti dall'UE e di quelli dei paesi terzi potrebbe porre il settore europeo della pesca in una situazione di svantaggio competitivo in assenza di una convergenza globale delle norme in materia di sostenibilità; sottolinea, a tal fine, che le norme sull'etichettatura e la tracciabilità dei prodotti dell'UE dovrebbero essere applicate anche ai prodotti importati; pone altresì l'accento sulla necessità di adeguare la legislazione vigente per richiedere una dichiarazione di origine del prodotto finale per i prodotti dell'UE e dei paesi terzi combinati nelle linee di produzione;

37. sottolinea la necessità di disporre di un quadro normativo armonizzato nell'UE che sviluppi un sistema obbligatorio di etichettatura nutrizionale a livello di UE, che preveda l'apposizione delle etichette sulla parte anteriore delle confezioni e sia basato su dati scientifici indipendenti; esorta gli Stati membri a sostenere l'attuazione del futuro sistema di profilazione nutrizionale dell'Unione e a evitare di intraprendere azioni unilaterali che potrebbero ostacolare gli sforzi di armonizzazione della Commissione; chiede alla Commissione di valutare la necessità di apportare modifiche all'algoritmo usato per la creazione di detti profili nutrizionali, in modo da considerare positivamente la presenza di omega-3 e tenere conto del rapporto fra grassi saturi e insaturi nell'attribuzione dei punti di penalizzazione.

38. osserva che i prodotti a base di pesce, crostacei e molluschi possono essere tutelati tramite i regimi europei di qualità dei prodotti agricoli e alimentari; rileva che, conformemente all'articolo 32 del regolamento (UE) n. 1151/2012 e nell'intento di aumentare la visibilità dei produttori insulari, gli Stati membri possono utilizzare l'indicazione facoltativa di qualità "prodotto dell'agricoltura delle isole" anche per i prodotti a base di pesce, crostacei e molluschi; invita gli Stati membri a valutare l'introduzione di nuove denominazioni regionali per i settori della pesca e dell'acquacoltura, al fine di promuovere la visibilità dei loro produttori e dei prodotti che non sono ammissibili alla tutela nell'ambito dei regimi di qualità europei di cui al regolamento (UE) n. 1151/2012;

39. accoglie con favore l'uso obbligatorio di certificati di cattura digitali;

40. pone in evidenza la necessità di continuare a promuovere lo sfruttamento responsabile delle risorse alieutiche e di contrastare la pesca INN rafforzando la politica di accordi di pesca sostenibile con paesi terzi per le navi europee che forniscono prodotti di qualità;

41. osserva che i settori della pesca, dell'acquacoltura e della trasformazione nell'UE applicano già rigorose norme ambientali e sociali, che saranno a loro volta riviste per garantire la migliore qualità dei prodotti; ritiene pertanto fondamentale applicare il principio di reciprocità ai prodotti della pesca che entrano nel mercato dell'UE da paesi terzi e vietare i prodotti derivanti dalla pesca INN;

42. si compiace dell'approccio di tolleranza zero nei confronti della pesca INN, in ragione della portata globale di tale fenomeno e della necessità di adottare una politica di vicinato uniforme e coerente per quanto concerne la gestione della pesca, applicando integralmente il regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio sulla pesca INN (regolamento INN)[99]; sottolinea, in tal senso, che gli accordi commerciali conclusi con paesi terzi dovrebbero includere capitoli sulla pesca sostenibile coerenti con le politiche di sviluppo sostenibile dell'UE, la politica comune della pesca e le disposizioni del regolamento INN; chiede che i pescatori, le flotte e le PMI dell'Unione operanti nel settore dei prodotti ittici siano sostenute al fine di rafforzare e migliorare la loro posizione nella catena del valore; ricorda che il ricorso a contingenti tariffari autonomi deve essere limitato soltanto ai casi in cui si riscontra una carenza di offerta adeguata di prodotti ittici sul mercato dell'UE e che tali contingenti non possono essere sfruttati per esercitare pressioni sull'offerta e i prezzi dei produttori dell'Unione;

43. sottolinea che l'UE dovrebbe monitorare costantemente gli sforzi volti a contrastare la pesca INN compiuti dai paesi terzi che godono di tariffe preferenziali per i prodotti della pesca e dell'acquacoltura; evidenzia che è fondamentale che l'UE si avvalga appieno degli strumenti di cui dispone nel quadro del regolamento INN, tra cui il cosiddetto "cartellino rosso", nel caso in cui un paese a cui sono state concesse tariffe preferenziali non rispetti i requisiti dell'UE in materia di diritti del lavoro, pesca sostenibile e tracciabilità dei prodotti della pesca;

44. sottolinea la necessità di garantire la parità di condizioni per tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura commercializzati nell'UE, indipendentemente dalla loro origine; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a garantire l'attuazione degli attuali requisiti dell'UE in materia di sicurezza, igiene e qualità, comprese le norme di mercato relative a tutti i prodotti della pesca e dell'acquacoltura nel mercato interno;

45. ricorda che devono ancora essere compiuti progressi affinché gli accordi di partenariato per una pesca sostenibile diventino realmente sostenibili; sottolinea che tali accordi devono essere in linea con i migliori pareri scientifici disponibili e non devono né minacciare il settore della pesca su piccola scala dei paesi terzi né compromettere la sicurezza alimentare locale;

46. richiama l'attenzione sull'importanza di una maggiore consapevolezza dei consumatori e chiede che tutti i prodotti ittici importati immessi nel mercato dell'UE siano tenuti a rispettare le norme minime concordate a livello internazionale, così come stabilite nella Convenzione C188 dell'Organizzazione internazionale del lavoro sul lavoro nel settore della pesca e attuate all'interno dell'Unione tramite la direttiva (UE) 2017/159[100] del Consiglio, onde evitare che i cittadini europei consumino pesce senza sapere che è stato pescato da navi che non rispettano le condizioni sociali minime;

47. esorta la Commissione a redigere un elenco di beni prodotti dal lavoro minorile o dal lavoro forzato e le relazioni corrispondenti, in modo tale che i responsabili politici e le imprese dell'UE possano utilizzarli per effettuare valutazioni del rischio, esercitare la dovuta diligenza nelle catene di approvvigionamento e mettere a punto strategie per far fronte al lavoro minorile e al lavoro forzato; incoraggia la Commissione a utilizzare l'elenco come uno strumento per adottare misure nei confronti dei pescherecci non conformi e dei paesi terzi non cooperanti, analogamente a quanto previsto dal capo VII del regolamento INN, in particolare per limitare o bloccare le importazioni da pescherecci o paesi che praticano la pesca figuranti nella lista (nera) a causa di gravi violazioni del diritto del lavoro e dell'inosservanza dei diritti umani fondamentali a bordo dei pescherecci;

48. sottolinea l'importanza del nuovo FEAMPA per consentire una gestione sostenibile dei mari e degli oceani, promuovere lo sviluppo di un'economia blu sostenibile, modernizzare il settore della pesca in linea con gli obiettivi della PCP, creare nuove opportunità di occupazione e di reddito, offrire supporto alle prassi sostenibili, favorire il ricambio generazionale, anche nella pesca artigianale, il che può frenare lo spopolamento delle zone rurali e delle isole, e promuovere la partecipazione attiva delle donne, delle associazioni, tra cui le corporazioni, delle organizzazioni di produttori e del settore del commercio al dettaglio; propone, attraverso i finanziamenti del FEAMPA, di offrire incentivi economici ai pescatori, ai produttori del settore dell'acquacoltura e ai lavoratori di tutta la filiera che hanno già adottato misure per limitare la propria impronta climatica e ambientale; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di investire nella ricerca, l'innovazione e la tecnologia e sottolinea come il nuovo FEAMPA debba essere utilizzato anche per sostenere programmi e progetti di ricerca e innovazione volti a ridurre lo spreco alimentare e a promuovere un sistema alimentare sostenibile, anche mediante l'introduzione di incentivi per la trasformazione digitale del settore in tutte le fasi della catena del valore dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura; sottolinea inoltre la necessità di integrare gli attuali programmi europei di ricerca e innovazione con la strategia "Dal produttore al consumatore", la strategia per la biodiversità 2030 e il nuovo FEAMPA e di coinvolgere integralmente il settore della pesca e dell'acquacoltura e le altre parti interessate lungo la catena del valore, al fine di massimizzare le potenziali sinergie tra i diversi settori;

49. richiama l'attenzione sull'obiettivo di pesca selettiva della PCP e osserva che, a tal fine, il settore della pesca sta investendo in attrezzature selettive; sottolinea che l'Unione europea dovrebbe sostenere e incoraggiare tali investimenti;

50. evidenzia la necessità di migliorare il monitoraggio, il controllo e l'applicazione della politica comune della pesca, compresa la piena attuazione dell'obbligo di sbarco e l'introduzione del monitoraggio elettronico delle navi per migliorare la tracciabilità degli alimenti;

51. sottolinea che l'efficienza energetica delle flotte di pescherecci dell'UE è aumentata enormemente nel corso degli anni grazie all'adeguamento delle nuove tecnologie; prende atto di un miglioramento degli stock ittici, in particolare nel Mare del Nord, grazie alle rigorose norme che il settore della pesca dell'Unione è tenuto a rispettare;

52. sottolinea l'importanza della pesca costiera su piccola scala e ritiene che tale settore possa notevolmente agevolare la transizione verso una gestione sostenibile degli stock ittici; invita tutti gli Stati membri ad incrementare di conseguenza la percentuale delle quote nazionali assegnate a questo settore;

53. raccomanda alle istituzioni dell'UE e a tutti gli Stati membri di dare avvio a campagne di sensibilizzazione ed educazione efficaci, adeguatamente finanziate e di ampia portata per i consumatori, al fine di promuovere un consumo sano e sostenibile di pesce, far risaltare le proprietà e i benefici dei prodotti ittici e aiutare i consumatori a compiere scelte oculate al momento dell'acquisto di prodotti ittici freschi, anche mediante la promozione del consumo di specie ittiche meno conosciute; chiede alla Commissione e agli Stati membri di avviare iniziative volte a ridurre gli sprechi alimentari e i rifiuti provenienti dai mercati di pesce e prodotti ittici dell'UE;

54. ritiene che tutte le campagne intese a promuovere il consumo di prodotti ittici dovrebbero essere incentrate sulla sostenibilità delle pratiche impiegate per acquisirli e la leadership del settore europeo della pesca in tale ambito; sottolinea inoltre che dette campagne dovrebbero essere promosse in stretta collaborazione con le associazioni di categoria e con determinati ordini professionali, come i nutrizionisti, i medici e i pediatri, in modo da intraprendere azioni mirate ed efficaci a favore dei consumatori europei;

55. constata che la proposta di direttiva presentata dalla Commissione in merito alle aliquote dell'IVA prevede il ricorso all'imposizione indiretta per incentivare il consumo di alimenti sostenibili e salutari; invita gli Stati membri a servirsi degli strumenti esistenti a tale riguardo, tra cui aliquote IVA ridotte e appalti pubblici verdi;

56. si rammarica del fatto che all'interno della strategia non venga fatta menzione alcuna dei problemi derivanti dall'inquinamento dei mari dell'UE a causa di micro e nano plastiche, che costituisce una minaccia preoccupante per la salute dei consumatori europei; sottolinea la necessità di intensificare la ricerca e la raccolta di dati sull'impatto dei rifiuti marini, delle nano plastiche e delle microplastiche sulle risorse alieutiche e sulla salute umana, promuovendo nel contempo azioni volte a sensibilizzare i consumatori europei verso il problema dell'inquinamento da plastiche;

57. invita la Commissione a offrire sostegno finanziario e visibilità ai progetti e alle iniziative intesi ad accorciare le catene di approvvigionamento, a promuovere i sistemi alimentari locali e il consumo sostenibile di prodotti ittici e a sostenere la pesca artigianale;

58. sottolinea che, al fine di aderire pienamente al modello dell'economia circolare europeo e di conseguire gli obiettivi di riduzione dello spreco alimentare, è opportuno promuovere e favorire i comportamenti virtuosi nel settore della pesca, come il riutilizzo dei prodotti alieutici pescati che risultano inferiori alla taglia minima di riferimento per la conservazione, per i quali vige il divieto di rigetto in mare;

59. sottolinea che, per loro stessa natura, numerose considerazioni sul benessere degli animali contenute nella strategia della Commissione non si applicano al settore della pesca;

60. pone l'accento sulla necessità di definire metodi di consultazione migliori per le organizzazioni commerciali dei piccoli pescatori, onde consentire loro di partecipare ai pertinenti processi decisionali che hanno ripercussioni sui loro mezzi di sussistenza, tra cui il comitato per il dialogo sociale; sottolinea, in tal senso, l'importanza di una partecipazione equa ed equilibrata della pesca su piccola scala, poiché la rappresentanza in seno ai consigli consultivi e altri forum risulta insufficiente; pone in evidenza, in particolare, l'importanza di una rappresentanza equa e giusta in sede di attuazione di tali obblighi internazionali, quali la gestione sociale e degli ecosistemi, al fine di garantire che la loro attuazione sia possibile in tutti i segmenti della flotta;

61. si rammarica del fatto che, sebbene la strategia sottolinei giustamente il ruolo degli agricoltori come custodi del territorio, essa non accordi lo stesso riconoscimento ai pescatori europei, che dovrebbero essere considerati i custodi del mare ed essere riconosciuti come tali, nonché avere un ruolo fondamentale nel conseguimento degli obiettivi della strategia; esprime delusione, in tal senso, per il fatto che la strategia non garantisca il coinvolgimento dei rappresentanti di categoria in sede istituzionale e non favorisca un approccio dal basso verso l'alto che preveda il pieno coinvolgimento dei pescatori europei nella definizione delle norme che devono applicare; sottolinea la necessità di coinvolgere pienamente il settore della pesca onde conseguire integralmente gli obiettivi della strategia "Dal produttore al consumatore";

62. pone in evidenza la necessità di incoraggiare i pescatori su piccola scala a riunirsi in associazioni, cooperative e organizzazioni di produttori per garantire loro una migliore posizione negoziale con i fornitori del mercato e una posizione migliore e più solida lungo la filiera alimentare, al fine di garantire che percepiscano un reddito equo; sottolinea che le associazioni come le corporazioni spagnole (cofradías) dovrebbero essere riconosciute dal diritto dell'UE ed essere ammissibili a ricevere sostegno finanziario su un piano di parità con le organizzazioni di produttori; invita la Commissione ad agire in tal senso.

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

19.4.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

27

1

0

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, François-Xavier Bellamy, Izaskun Bilbao Barandica, Rosanna Conte, Rosa D’Amato, Giuseppe Ferrandino, Søren Gade, Niclas Herbst, France Jamet, Pierre Karleskind, Predrag Fred Matić, Francisco José Millán Mon, Grace O’Sullivan, Manuel Pizarro, Caroline Roose, Bert-Jan Ruissen, Annie Schreijer-Pierik, Ruža Tomašić, Peter van Dalen, Emma Wiesner

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Benoît Biteau, Manuel Bompard, Nicolás González Casares, Valentino Grant, Petros Kokkalis, Gabriel Mato, Nuno Melo

 

 


 

 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

27

+

ECR

Bert-Jan Ruissen, Ruža Tomašić

ID

Rosanna Conte, Valentino Grant, France Jamet

PPE

François-Xavier Bellamy, Peter van Dalen, Niclas Herbst, Gabriel Mato, Nuno Melo, Francisco José Millán Mon, Annie Schreijer-Pierik

Renew

Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade, Pierre Karleskind, Emma Wiesner

S&D

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, Giuseppe Ferrandino, Nicolás González Casares, Predrag Fred Matić, Manuel Pizarro

The Left

Petros Kokkalis

Verts/ALE

Benoît Biteau, Rosa D’Amato, Grace O’Sullivan, Caroline Roose

 

 

1

0

The Left

Manuel Bompard

 

Legenda

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

 

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

10.9.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

94

20

10

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Mazaly Aguilar, Clara Aguilera, Atidzhe Alieva-Veli, Álvaro Amaro, Eric Andrieu, Nikos Androulakis, Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Carmen Avram, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurélia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Alexander Bernhuber, Benoît Biteau, Mara Bizzotto, Malin Björk, Simona Bonafè, Daniel Buda, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Isabel Carvalhais, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Asger Christensen, Angelo Ciocca, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Ivan David, Paolo De Castro, Jérémy Decerle, Esther de Lange, Salvatore De Meo, Christian Doleschal, Herbert Dorfmann, Marco Dreosto, Cyrus Engerer, Eleonora Evi, Agnès Evren, Pietro Fiocchi, Luke Ming Flanagan, Andreas Glück, Catherine Griset, Francisco Guerreiro, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Martin Häusling, Anja Hazekamp, Martin Hlaváček, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Krzysztof Jurgiel, Jarosław Kalinowski, Elsi Katainen, Petros Kokkalis, Athanasios Konstantinou, Ewa Kopacz, Joanna Kopcińska, Gilles Lebreton, Peter Liese, Sylvia Limmer, Norbert Lins, Javi López, César Luena, Colm Markey, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Joëlle Mélin, Tilly Metz, Giuseppe Milazzo, Alin Mituța, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ştefan Motreanu, Ulrike Müller, Ville Niinistö, Maria Noichl, Ljudmila Novak, Juozas Olekas, Pina Picierno, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Frédérique Ries, Eugenia Rodríguez Palop, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Bronis Ropė, Bert-Jan Ruissen, Anne Sander, Silvia Sardone, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Christine Schneider, Annie Schreijer-Pierik, Ivan Vilibor Sinčić, Annalisa Tardino, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Mick Wallace, Pernille Weiss, Sarah Wiener, Emma Wiesner, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria Arena, Manuel Bompard, Peter Jahr, Cristina Maestre Martín De Almagro, Michaela Šojdrová, Susana Solís Pérez, Marc Tarabella

Supplenti (articolo 209, paragrafo 7) presenti al momento della votazione finale

Nicolas Bay

 

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

94

+

PPE

Bartosz Arłukowicz, Traian Băsescu, Alexander Bernhuber, Daniel Buda, Nathalie Colin-Oesterlé, Salvatore De Meo, Christian Doleschal, Herbert Dorfmann, Agnès Evren, Peter Jahr, Adam Jarubas, Jarosław Kalinowski, Ewa Kopacz, Peter Liese, Norbert Lins, Colm Markey, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Dan-Ştefan Motreanu, Ljudmila Novak, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Luisa Regimenti, Anne Sander, Petri Sarvamaa, Simone Schmiedtbauer, Christine Schneider, Michaela Šojdrová, Pernille Weiss, Michal Wiezik

S&D

Clara Aguilera, Eric Andrieu, Nikos Androulakis, Maria Arena, Carmen Avram, Marek Paweł Balt, Monika Beňová, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Isabel Carvalhais, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Paolo De Castro, Cyrus Engerer, Jytte Guteland, Javi López, César Luena, Cristina Maestre Martín De Almagro, Alessandra Moretti, Maria Noichl, Juozas Olekas, Pina Picierno, Sándor Rónai, Marc Tarabella, Petar Vitanov, Tiemo Wölken

Renew

Atidzhe Alieva-Veli, Pascal Canfin, Asger Christensen, Jérémy Decerle, Andreas Glück, Martin Hojsík, Jan Huitema, Elsi Katainen, Alin Mituța, Ulrike Müller, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Susana Solís Pérez, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir, Emma Wiesner

Verts/ALE

Margrete Auken, Benoît Biteau, Eleonora Evi, Francisco Guerreiro, Martin Häusling, Pär Holmgren, Yannick Jadot, Tilly Metz, Ville Niinistö, Bronis Ropė, Sarah Wiener

ID

Teuvo Hakkarainen

The Left

Malin Björk, Manuel Bompard, Luke Ming Flanagan, Anja Hazekamp, Petros Kokkalis, Silvia Modig, Eugenia Rodríguez Palop, Mick Wallace

NI

Athanasios Konstantinou

 

20

-

PPE

Álvaro Amaro

ID

Simona Baldassarre, Mara Bizzotto, Angelo Ciocca, Ivan David, Marco Dreosto, Sylvia Limmer, Silvia Sardone, Annalisa Tardino

ECR

Mazaly Aguilar, Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Krzysztof Jurgiel, Joanna Kopcińska, Giuseppe Milazzo, Rob Rooken, Bert-Jan Ruissen, Alexandr Vondra, Veronika Vrecionová, Anna Zalewska

 

10

0

PPE

Esther de Lange, Dolors Montserrat, Annie Schreijer-Pierik

Renew

Martin Hlaváček

ID

Nicolas Bay, Aurélia Beigneux, Catherine Griset, Gilles Lebreton, Joëlle Mélin

NI

Ivan Vilibor Sinčić

 

Legenda

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

[1] GU L 231 del 6.9.2019, pag. 1.

[2] GU L 4 del 7.1.2019, pag. 43.

[3] GU L 309 del 24.11.2009, pag. 1.

[4] GU L 309 del 24.11.2009, pag. 71.

[5] GU L 324 del 10.12.2009, pag. 1.

[6] GU L 106 del 17.4.2001, pag. 1.

[7] GU L 327 del 22.12.2000, pag. 1.

[8] GU L 372 del 27.12.2006, pag. 19.

[9] GU L 375 del 31.12.1991, pag. 1.

[10] GU L 221 dell'8.8.1998, pag. 23.

[11] GU L 203 del 3.8.1999, pag. 53.

[12] GU L 182 del 12.7.2007, pag. 19.

[13] GU L 47 del 18.2.2009, pag. 5.

[14] GU L 10 del 15.1.2009, pag. 7.

[15] GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1.

[16] GU L 303 del 18.11.2009, pag. 1.

[17] GU L 84 del 31.3.2016, pag. 1.

[18] GU L 276 del 20.10.2010, pag. 33.

[19] GU C 362 dell'8.9.2021, pag. 82.

[20] GU C 255 del 29.6.2021, pag. 29.

[21] GU C 202 del 28.5.2021, pag. 49.

[22] GU C 232 del 16.6.2021, pag. 28.

[23] GU C 23 del 21.1.2021, pag. 23.

[24] GU C 433 del 23.12.2019, pag. 153.

[25] GU C 390 del 18.11.2019, pag. 10.

[26] GU C 307 del 30.8.2018, pag. 25.

[27] GU C 298 del 23.8.2018, pag. 14.

[28] GU C 458 del 19.12.2018, pag. 34.

[29] GU C 86 del 6.3.2018, pag. 51.

[30] GU C 316 del 22.9.2017, pag. 278.

[31] GU C 310 del 25.8.2016, pag. 15.

[32] GU C 76 del 28.2.2018, pag. 49.

[33] IPBES, relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici, 2019.

[34] https://www.oecd.org/environment/resources/biodiversity/Executive-Summary-and-Synthesis-Biodiversity-Finance-and-the-Economic-and-Business-Case-for-Action.pdf

[35] FAO, State of the World's Forests 2016. Forests and agriculture: land-use challenges and opportunities (Situazione delle foreste mondiali 2016. Foreste e agricoltura: sfide e opportunità legate all'utilizzo del suolo), Roma, 2016. http://www.fao.org/3/a-i5588e.pdf

[36] Commissione europea, The impact of EU consumption on deforestation: Comprehensive analysis of the impact of EU consumption on deforestation. Final report. (L'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione: un'analisi completa dell'impatto dei consumi dell'UE sulla deforestazione. Relazione finale), studio finanziato dalla Commissione europea ed elaborato da VITO, International Institute for Applied Systems Analysis, HIVA - Onderzoeksinstituut voor Arbeid en Samenleving e International Union for the Conservation of Nature NL, 2013.

[37] Lechenet, M., Dessaint, F., Py, G. et al. Reducing pesticide use while preserving crop productivity and profitability on arable farms (Ridurre l'uso di pesticidi e al contempo preservare la produttività delle colture e la redditività delle aziende agricole), Nature Plants 3, 17008 (2017).

[38] https://www.publiceye.ch/en/topics/pesticides/banned-in-europe

[39] Autorità europea per la sicurezza alimentare, The 2019 European Union report on pesticide residues in food (Relazione dell'Unione europea per il 2019 sui residui di pesticidi negli alimenti), EFSA Journal, 2019. https://doi.org/10.2903/j.efsa.2021.6491

[40] Eurostat, Overweight and obesity - BMI statistics (Sovrappeso e obesità - statistiche BMI).

[41] Eurostat, Indagine europea sulla salute, Wave 2, 2013.

[42] https://ec.europa.eu/jrc/en/health-knowledge-gateway/societal-impacts/burden

[43] Muncke, J. et al., Impacts of food contact chemicals on human health: a consensus statement (Impatti delle sostanze chimiche a contatto con gli alimenti sulla salute umana: una dichiarazione di consenso) Environmental Health, 19.

[44] Keesing, F. et al., Impacts of biodiversity on the emergence and transmission of infectious diseases (Impatti della biodiversità sulla comparsa e la trasmissione di malattie infettive), Nature 468, pagg. 647-652, 2010.

[45] EU-Fusions, Estimates of European food waste levels (Stime dei livelli europei di rifiuti alimentari), relazione finale, 2016.

[46] FAO, Food wastage footprint & climate change (L'impronta ecologica degli sprechi alimentari e i cambiamenti climatici).

[47] EU-Fusions, Estimates of European food waste levels (Stime dei livelli europei di rifiuti alimentari), relazione finale, 2016.

[48] ICF, Market study on date marking and other information provided on food labels and food waste prevention, (Studio di mercato sull'indicazione della data e altre informazioni fornite sulle etichette degli alimenti e sulla prevenzione degli sprechi alimentari), relazione finale per la Commissione europea, 2018.

[49] EMA: Vendita di agenti antimicrobici veterinari in 30 paesi europei. Tendenze dal 2010 al 2016. Ottava relazione ESVAC (europa.eu).

[50] Seconda relazione congiunta ECDC/EFSA/EMA sull'analisi integrata del consumo di agenti antimicrobici e sulla comparsa di resistenza agli antimicrobici nei batteri provenienti dall'essere umano e dagli animali destinati alla produzione alimentare, 2017.

[51] Corte dei conti europea, Lotta alla resistenza antimicrobica: nonostante i progressi compiuti nel settore veterinario, permane la minaccia sanitaria per l'UE, 2019.

[52] AEA, Visualizzatore di dati sulle emissioni e gli assorbimenti di gas a effetto serra, inviati dai paesi all'UNFCCC e al meccanismo di controllo dei gas a effetto serra dell'UE, cfr. altresì IEEP 2019, Net-Zero Agriculture in 2050: How to get there (Agricoltura a zero emissioni nel 2050: come conseguirla) (IEEP_NZ2050_Agriculture_report_screen.pdf).

[53] AEA - visualizzatore di dati sui gas a effetto serra - Agenzia europea dell'ambiente (europa.eu).

[54] Relazione n. 1/2020 dell'Agenzia europea dell'ambiente.

[55] Risposte della commissaria Kyriakides all'interrogazione scritta E-000689/2021.

[56] Istituto per una politica europea dell'ambiente (IEEP) e Istituto di ecologia, documento orientativo Think2030, European food and agriculture in a new paradigm: Can global challenges like climate change be addressed through a farm to fork approach? (L'alimentazione e l'agricoltura europee in un nuovo paradigma: le sfide globali come i cambiamenti climatici possono essere affrontate attraverso un approccio dal produttore al consumatore?), 2021. https://think2030.eu/wp-content/uploads/2021/02/European-food-and-agriculture-in-a-new-paradigm-WEB.pdf

[57] Risoluzione del Parlamento europeo del 16 gennaio 2019 sulla procedura di autorizzazione dei pesticidi nell'Unione. GU C 411 del 27.11.2020, pag. 48.

[58] Direttiva (UE) 2019/782 della Commissione, del 15 maggio 2019, recante modifica della direttiva 2009/128/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda la definizione di indicatori di rischio armonizzati. GU L 127 del 16.5.2019, pag. 4.

[59] Direttiva 2004/37/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2004, sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro. GU L 158 del 30.4.2004, pag. 50.

[60] Direttiva 98/24/CE del Consiglio, del 7 aprile 1998, sulla protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori contro i rischi derivanti da agenti chimici durante il lavoro. GU L 131 del 5.5.1998, pag. 11.

[61] GU C 202 del 28.5.2021, pag. 49.

[62] In linea con l'impegno assunto nell'ambito dell'iniziativa dell'UE a favore degli impollinatori (COM(2018)0395), azione 5C https://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/species/pollinators/documents/EU_pollinators_initiative.pdf

[63] Regolamento (UE) 2019/6. GU L 4 del 7.1.2019, pag. 43.

[64] Regolamento (UE) 2019/4 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, relativo alla fabbricazione, all'immissione sul mercato e all'utilizzo di mangimi medicati, che modifica il regolamento (CE) n. 183/2005 del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 90/167/CEE del Consiglio. GU L 4 del 7.1.2019, pag. 1.

[65] Regolamento (CE) n. 1831/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 settembre 2003, sugli additivi destinati all'alimentazione animale. GU L 268 del 18.10.2003, pag. 29.

[66] Direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

[67] GU L 3 del 5.1.2005, pag. 1.

[68] Relazione del seminario dell'IPBES sulla biodiversità e sulle pandemie; EPR, The link between biodiversity loss and the increasing spread of zoonotic diseases (Il legame tra perdita di biodiversità e crescente diffusione di malattie zoonotiche); relazione HSI, The connection between animal agriculture, viral zoonoses, and global pandemics (La connessione tra allevamento animale, zoonosi virali e pandemie globali); Dhingra SM, Artois J, Dellicour S, et al. 2018. Geographical and historical patterns in the emergences of novel highly pathogenic avian influenza (HPAI) H5 and H7 viruses in poultry (Modelli geografici e storici nell'emergere di nuovi virus dell'influenza aviaria altamente patogeni (HPAI) H5 e H7 nel pollame), Frontiers in Veterinary Science 5:84. www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5996087/; Jones BA, Grace D, Kock R, et al. 2013. Zoonosis emergence linked to agricultural intensification and environmental change (Emergenza di zoonosi legata all'intensificazione agricola e ai cambiamenti ambientali), Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America 110(21):8399-404. www.pnas.org/content/110/21/8399.

[69] Eurostat, 2018.

[70] Direttiva (UE) 2017/159 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, recante attuazione dell'accordo relativo all'attuazione della Convenzione sul lavoro nel settore della pesca del 2007 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, concluso il 21 maggio 2012, tra la Confederazione generale delle cooperative agricole nell'Unione europea (Cogeca), la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti e l'Associazione delle organizzazioni nazionali delle imprese di pesca dell'Unione europea (Europêche). GU L 25 del 31.1.2017, pag. 12.

[71] Regolamento (CE) n. 1005/2008 del Consiglio, del 29 settembre 2008, che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.

[72] GU L 404 del 30.12.2006, pag. 9.

[73] Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori. GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18.

[74] Supporting the mid-term evaluation of the EU action plan on childhood obesity, The childhood obesity study (Sostenere la valutazione intermedia del piano d'azione dell'UE sull'obesità infantile, Lo studio sull'obesità infantile). consorzio EPHORT: Jolanda Boer, Jeanine Driesenaar, Anneke Blokstra, Francy Vennemann, Nikolai Pushkarev, Johan Hansen. https://op.europa.eu/en/publication-detail/-/publication/7e0320dc-ee18-11e8-b690-01aa75ed71a1/language-en

[75] Regolamento (UE) 2017/625 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2017, relativo ai controlli ufficiali e alle altre attività ufficiali effettuati per garantire l'applicazione della legislazione sugli alimenti e sui mangimi, delle norme sulla salute e sul benessere degli animali, sulla sanità delle piante nonché sui prodotti fitosanitari. GU L 95 del 7.4.2017, pag. 1.

[76] Regolamento (CE) n. 178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 28 gennaio 2002, che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare. GU L 31 del 1.2.2002, pag. 1.

[77] Ad esempio: relazione della Commissione EAT-Lancet del 2019 dal titolo Food in The Anthropocene: the EAT-Lancet Commission on Healthy Diets From Sustainable Food Systems (Il cibo nell'Antropocene: la commissione EAT-Lancet sui regimi alimentari sani da sistemi alimentari sostenibili); IPCC 2019 Relazione speciale in materia di cambiamenti climatici, desertificazione, degrado del suolo, gestione sostenibile del suolo, sicurezza alimentare e flussi dei gas serra negli ecosistemi terrestri; relazione dell'AEA 2017 Food in a green light - A systems approach to sustainable food (L'alimentazione in una prospettiva verde - Un approccio di sistema all'alimentazione sostenibile), relazioni speciali della Corte dei conti europea sulla PAC e sulle politiche in materia di biodiversità, relazione del Consiglio scientifico olandese per la politica governativa (wrr) 2014 - Towards a Food Policy (Verso una politica alimentare), e molte altre.

[78] Gruppo di esperti internazionale sui sistemi alimentari sostenibili (IPES-Food) (2019) Verso una politica alimentare comune per l'Unione europea, http://www.ipes-food.org/_img/upload/files/CFP_FullReport.pdf

[79] Agenzia europea per l'ambiente, dati estratti nel settembre 2017 (escluse le emissioni/gli assorbimenti risultanti da attività di uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e silvicoltura (LULUCF)].

 

[80] GU L 149 dell'11.6.2005, pag. 22.

[81] GU L 111 del 25.4.2019, pag. 59.

[82] GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18.

[83] GU L 164 del 25.6.2008, pag. 19.

[84] GU L 343 del 22.12.2009, pag. 1.

[85] GU L 343 del 14.12.2012, pag. 1.

[86] GU L 354 del 28.12.2013, pag. 22.

[87] GU L 354 del 28.12.2013, pag. 1.

[88] GU L 257 del 28.8.2014, pag. 135.

[89] GU C 76 del 28.2.2018, pag. 40.

[90] GU C 76 del 9.3.2020, pag. 54.

[91] GU C 76 del 9.3.2020, pag. 2.

[92] Testi approvati, P8_TA(2019)0343.

[93] Testi approvati, P9_TA(2020)0005.

[94] Testi approvati, P9_TA(2020)0321.

[95] Regolamento (UE) 2020/560 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2020, che modifica i regolamenti (UE) n. 508/2014 e (UE) n. 1379/3013 per quanto riguarda misure specifiche per attenuare l'impatto dell'epidemia di COVID-19 nel settore della pesca e dell'acquacoltura (GU L 130 del 24.4.2020, pag. 1).

[96] Direttiva (UE) 2019/633 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2019, in materia di pratiche commerciali sleali nei rapporti tra imprese nella filiera agricola e alimentare (GU L 111 del 25.4.2019, pag. 59).

[97] GU L 123 del 12.5.2016, pag. 1.

[98] Regolamento (UE) n. 1169/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 ottobre 2011, relativo alla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, GU L 304 del 22.11.2011, pag. 18.

[99] GU L 286 del 29.10.2008, pag. 1.

[100] Direttiva (UE) 2017/159 del Consiglio, del 19 dicembre 2016, recante attuazione dell'accordo relativo all'attuazione della Convenzione sul lavoro nel settore della pesca del 2007 dell'Organizzazione internazionale del lavoro, concluso il 21 maggio 2012, tra la Confederazione generale delle cooperative agricole nell'Unione europea (Cogeca), la Federazione europea dei lavoratori dei trasporti e l'Associazione delle organizzazioni nazionali delle imprese di pesca dell'Unione europea (Europêche), GU L 25 del 31.1.2017, pag. 12.

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2021Note legali - Informativa sulla privacy