Procedura : 2021/2011(INI)
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Ciclo del documento : A9-0280/2021

Testi presentati :

A9-0280/2021

Discussioni :

PV 22/11/2021 - 18
CRE 22/11/2021 - 18

Votazioni :

PV 23/11/2021 - 6
PV 24/11/2021 - 10
CRE 24/11/2021 - 10

Testi approvati :

P9_TA(2021)0468

<Date>{12/10/2021}12.10.2021</Date>
<NoDocSe>A9-0280/2021</NoDocSe>
PDF 287kWORD 103k

<TitreType>RELAZIONE</TitreType>

<Titre>su una strategia europea per le materie prime critiche</Titre>

<DocRef>(2021/2011(INI))</DocRef>


<Commission>{ITRE}Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</Commission>

Relatrice: <Depute>Hildegard Bentele

Relatori per parere (*):
Sara Matthieu, commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare
Roman Haider, commissione per il commercio internazionale

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento </Depute>

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE
 PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE
 INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO
 VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una strategia europea per le materie prime critiche

(2021/2011(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 9, 151 e 152, l'articolo 153, paragrafi 1 e 2, l'articolo 173, che concerne la politica industriale dell'UE e fa riferimento, tra l'altro, alla competitività dell'industria dell'Unione, e l'articolo 208, che ribadisce che l'UE deve tenere conto degli obiettivi della cooperazione allo sviluppo nell'attuazione delle politiche che possono avere incidenze sui paesi in via di sviluppo,

 visto il trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare l'articolo 3, paragrafo 3, che fa riferimento al mercato interno, allo sviluppo sostenibile e all'economia sociale di mercato, e l'articolo 5, paragrafo 3, che fa riferimento al principio di sussidiarietà,

 visto il protocollo n. 2 sull'applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità allegato al TUE e al TFUE,

 visto il regolamento (UE) 2020/852 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 giugno 2020, relativo all'istituzione di un quadro che favorisce gli investimenti sostenibili[1] (regolamento sulla tassonomia),

 visto il regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno 2006, relativo alle spedizioni di rifiuti[2] (regolamento sulle spedizioni di rifiuti),

 visto il regolamento (UE) 2017/821 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 maggio 2017, che stabilisce obblighi in materia di dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori dell'Unione di stagno, tantalio e tungsteno, dei loro minerali, e di oro, originari di zone di conflitto o ad alto rischio[3] (regolamento sui minerali originari di zone di conflitto),

 visto il regolamento (UE) 2016/1037 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'8 giugno 2016, relativo alla difesa contro le importazioni oggetto di sovvenzioni provenienti da paesi non membri dell'Unione europea[4] (regolamento antisovvenzioni dell'UE),

 vista la direttiva 2012/19/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 luglio 2012, sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)[5],

 vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti[6] (direttiva quadro sui rifiuti),

 vista la direttiva 2006/21/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006, relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive[7] (direttiva relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive),

 vista la direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali[8] (direttiva sulle emissioni industriali),

 vista la direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 aprile 2014, che modifica la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati[9] (direttiva sulla valutazione d'impatto ambientale),

 vista la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[10] (direttiva Uccelli),

 vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[11] (direttiva Habitat),

 vista la direttiva 2014/95/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2014, recante modifica della direttiva 2013/34/UE per quanto riguarda la comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e di informazioni sulla diversità da parte di talune imprese e di taluni gruppi di grandi dimensioni[12] (direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario),

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

 visti l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite, tra cui l'OSS 12 relativo al consumo e alla produzione responsabili e l'OSS 15 relativo alla vita sulla terra,

 visto il pilastro europeo dei diritti sociali,

 visti i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani,

 viste le linee guida dell'OCSE sul dovere di diligenza per la condotta responsabile delle imprese,

 visti gli orientamenti del 2009 per l'analisi sociale del ciclo di vita dei prodotti, del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente,

 vista la relazione speciale dell'Agenzia internazionale per l'energia (AIE) del maggio 2021, dal titolo "The Role of Critical Minerals in Clean Energy Transitions" (Il ruolo dei minerali critici nelle transizioni energetiche pulite),

 vista la relazione speciale dell'AIE del maggio 2021, dal titolo "Net zero by 2050: A Roadmap for the Global Energy Sector" (Azzeramento delle emissioni nette entro il 2050: una tabella di marcia per il settore energetico mondiale),

 visto il documento informativo dell'Agenzia europea dell'ambiente, del 13 gennaio 2021, dal titolo "Growth without economic growth" (Crescita senza crescita economica),

 vista la relazione dell'Agenzia europea dell'ambiente, del 30 agosto 2021, dal titolo "Improving the climate impact of raw materials sourcing" (Migliorare l'impatto climatico dell'approvvigionamento di materie prime),

 visto il parere del Comitato economico e sociale europeo (CESE) del 25 marzo 2021, dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità".

 viste la relazione finale della Commissione del settembre 2020, dal titolo "Studio sull'elenco dell'UE delle materie prime critiche (2020)" e le schede informative di accompagnamento sulle materie prime critiche,

 visto lo studio prospettico della Commissione, del 3 settembre 2020, dal titolo "Critical Raw Materials for Strategic Technologies and Sectors in the EU" (Materie prime critiche per le tecnologie e i settori strategici nell'UE),

 vista la relazione della Commissione del 5 novembre 2018, dal titolo "Relazione sulle materie prime essenziali e sull'economia circolare",

 vista la sua risoluzione del 10 marzo 2021 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti la dovuta diligenza e la responsabilità delle imprese[13],

 vista la sua risoluzione del 1º dicembre 2020 su una nuova strategia per le PMI europee[14],

 vista la sua risoluzione del 25 novembre 2020 su una nuova strategia industriale per l'Europa[15],

 vista la sua risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare[16],

 vista la sua risoluzione del 17 aprile 2020 sull'azione coordinata dell'UE per lottare contro la pandemia di COVID-19 e le sue conseguenze[17],

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[18],

 vista la sua risoluzione del 25 marzo 2021 su una nuova strategia UE-Africa – un partenariato per lo sviluppo sostenibile e inclusivo[19],

 vista la sua risoluzione del 27 aprile 2017 sull'attuazione della direttiva relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive[20],

 vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie, che abroga la direttiva 2006/66/CE e modifica il regolamento (UE) 2019/1020, presentata dalla Commissione il 10 dicembre 2020, (COM(2020)0798),

 vista la comunicazione della Commissione del 3 settembre 2020, dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità" (COM(2020)0474),

 vista la comunicazione della Commissione del 5 maggio 2021, dal titolo "Aggiornamento della nuova strategia industriale 2020: costruire un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa" (COM(2021)0350),

 vista la comunicazione della Commissione del 19 ottobre 2020, dal titolo "Programma di lavoro della Commissione per il 2021 – Un'Unione vitale in un mondo fragile" (COM(2020)0690),

 vista la comunicazione della Commissione del 27 maggio 2020, dal titolo "Il momento dell'Europa: riparare i danni e preparare il futuro per la prossima generazione" (COM(2020)0456),

 visti la comunicazione della Commissione dell'11 marzo 2020, dal titolo "Un nuovo piano d'azione per l'economia circolare: Per un'Europa più pulita e più competitiva" (COM(2020)0098), e il documento di lavoro dei servizi della Commissione dell'11 marzo 2020, dal titolo "Leading the way to a global circular economy: state of play and outlook" (Preparare il terreno per un'economia circolare globale: situazione attuale e prospettive) (SWD(2020)0100),

 vista la comunicazione della Commissione del 2 dicembre 2015, dal titolo "L'anello mancante – Piano d'azione dell'Unione europea per l'economia circolare" (COM(2015)0614),

 vista la comunicazione della Commissione del 10 marzo 2020, dal titolo "Una strategia per le PMI per un'Europa sostenibile e digitale" (COM(2020)0103),

 vista la comunicazione della Commissione del 18 febbraio 2021, dal titolo "Riesame della politica commerciale - Una politica commerciale aperta, sostenibile e assertiva" (COM(2021)0066),

 vista la pubblicazione dell'OCSE, del 12 febbraio 2019, dal titolo "Global Material Resources Outlook to 2060: Economic Drivers and Environmental Consequences" (Prospettive mondiali delle risorse materiali fino al 2060: fattori economici e conseguenze ambientali),

 vista la pubblicazione della Banca mondiale del 2020, dal titolo "Minerals for Climate Action: The Mineral Intensity of the Clean Energy Transition" (Minerali per l'azione per il clima: l'intensità minerale della transizione verso l'energia pulita),

 viste le conclusioni del Consiglio del 17 dicembre 2020 dal titolo "Per una ripresa circolare e verde",

 viste le conclusioni del Consiglio del 16 novembre 2020 su una ripresa che fa progredire la transizione verso un'industria europea più dinamica, resiliente e competitiva,

 viste le conclusioni del Consiglio del 28 novembre 2019 sull'economia circolare nel settore delle costruzioni,

 viste le conclusioni del Consiglio del 4 ottobre 2019 dal titolo "Maggiore circolarità - Transizione verso una società sostenibile",

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare e della commissione per il commercio internazionale,

 vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0280/2021),

A. considerando che le materie prime critiche sono all'origine della creazione del valore industriale e dunque incidono notevolmente sui settori a valle; che è strategicamente importante che l'UE riduca la propria dipendenza, salvaguardi i propri flussi e le proprie catene di valore e di approvvigionamento e sostenga, promuova e digitalizzi gli ecosistemi, giacché questa è la nuova capacità fondamentale nella concorrenza (industriale) internazionale; che una strategia globale per le materie prime critiche dovrebbe includere elevati standard ambientali e sociali;

B. considerando che la popolazione in aumento e la transizione verso economie digitali, ad alta efficienza energetica e climaticamente neutre determinano, in tutti gli scenari, un notevole aumento della domanda di materie prime critiche[21];

C. considerando che le tecnologie che richiedono materie prime critiche saranno fondamentali affinché l'UE e il mondo intero possano conseguire gli obiettivi previsti dall'accordo di Parigi;

D. considerando che una strategia globale per le materie prime critiche dovrebbe basarsi su elevati standard ambientali, sociali e in materia di diritti umani, tenendo altresì conto della scarsità di minerali in natura;

E. considerando che l'UE attualmente fornisce solo l'1 % delle materie prime per l'energia eolica, meno dell'1 % delle batterie al litio, meno dell'1 % delle celle a combustione, solo il 2 % delle materie prime per la robotica e solo l'1 % dei componenti fotovoltaici a base di silicio[22];

F. considerando che la comunicazione della Commissione sull'aggiornamento della nuova strategia industriale 2020 individua 137 prodotti e materie prime (che rappresentano il 6 % del valore complessivo delle merci importate nell'UE) impiegati in ecosistemi sensibili nei quali l'UE è in condizioni di forte dipendenza, principalmente nelle industrie ad alta intensità energetica e negli ecosistemi sanitari, nonché altri prodotti necessari a sostenere la transizione verde e digitale; che il 52 % di tali prodotti è importato dalla Repubblica popolare cinese;

G. considerando che la COVID-19 ha avuto ripercussioni negative sulle catene di approvvigionamento a livello mondiale e ha causato carenze di materie prime critiche in Europa;

H. considerando che una delle grandi sfide relative alle materie prime critiche in Europa è il riciclaggio; che il settore del riciclaggio delle materie prime critiche presenta notevoli potenzialità in termini di creazione di posti di lavoro; che, secondo le stime, il settore del riciclaggio delle batterie di trazione creerà di per sé circa 10 500 posti di lavoro nell'UE entro il 2035;

I. considerando che il riciclaggio, la sostituzione e il cambiamento dei modelli comportamentali e di consumo hanno la potenzialità di contenere la domanda di materie prime critiche;

J. considerando che, secondo le stime dell'Università delle Nazioni Unite, nel 2016 il valore totale delle materie prime secondarie nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche ammontava a circa 55 miliardi di EUR[23]; che, secondo lo stesso studio, fino al 90 % dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche a livello mondiale è collocato in discarica o commercializzato illegalmente;

K. considerando che è evidente, anche alla luce dei nuovi obblighi previsti in materia di dovuta diligenza, che sono necessarie nuove forme di approvvigionamento sostenibile e che nell'UE e nel suo vicinato è opportuno sfruttare il potenziale di approvvigionamento di materiali nel rispetto di elevati standard di sostenibilità, tenendo pienamente conto delle opzioni dell'economia circolare quali il riciclaggio, la progettazione dei prodotti, la sostituzione e l'uso ridotto dei materiali;

L. considerando che il parere del CESE del 25 marzo 2021 "sottolinea l'importanza di ampliare la definizione e il paradigma delle materie prime critiche. Tradizionalmente, per materie prime critiche si intendono le materie prime provenienti principalmente dal settore minerario. Questo è un ambito troppo ristretto e limita la crescita delle energie verdi. Oggi i materiali a base di legno possono ormai essere utilizzati in modo efficiente in un numero molto maggiore di applicazioni rispetto al passato. Dalle fibre tessili alle nuove tecnologie per batterie più leggere e più ecologiche: questo è un settore che sta progredendo con grande rapidità. La bioeconomia offre possibilità straordinarie per aumentare la resilienza dell'economia dell'UE e la stabilità geopolitica del nostro continente. L'utilizzo di materiali rinnovabili contribuirebbe contemporaneamente anche a mitigare i cambiamenti climatici, in quanto consente di contenere le emissioni da combustibili fossili, creando resilienza verde";

M.  considerando che, come sottolineato in tale parere, "nei paesi in via di sviluppo sono pochissimi gli esempi di esportazioni di materie prime che innescano uno sviluppo economico e sociale sostenibile che vada a beneficio di ampie fasce della popolazione. Anzi, la situazione è spesso associata a sfruttamento sociale e l'inquinamento ambientale, e di solito a trarre vantaggio e a essere dalla parte dei vincenti sono solo in pochi";

N. considerando che l'approvvigionamento di molte materie prime critiche è altamente concentrato al di fuori dell'Unione europea, dato che la Cina garantisce il 98 % della fornitura dell'UE di elementi delle terre rare (REE), la Turchia assicura all'UE il 98 % dell'approvvigionamento di borato e il Sud Africa assicura all'UE il 71 % dell'approvvigionamento di platino, il 92 % di iridio, l'80 % di rodio e il 93 % di rutenio[24];

O. considerando che gli scenari futuri indicano che per le batterie dei veicoli elettrici e lo stoccaggio dell'energia l'UE avrà bisogno, rispetto all'attuale livello di approvvigionamento della sua intera economia, di una quantità di litio fino a 18 volte superiore e di una quantità di cobalto fino a cinque volte superiore nel 2030 e di una quantità di litio quasi 60 volte superiore e di una quantità di cobalto 15 volte superiore nel 2050[25];

P. considerando che nell'UE sono in corso quattro progetti per l'estrazione sostenibile del litio, per un totale di due miliardi di EUR, progetti che dovrebbero essere operativi tra il 2022 e il 2024; che detti progetti dovrebbero soddisfare fino all'80 % del fabbisogno di litio dell'UE nel settore delle batterie entro il 2025, contribuendo così direttamente alla nostra autonomia strategica;

Q.  considerando che la carenza di materie prime critiche sta sollevando sempre più preoccupazioni per l'industria e per la sicurezza, in particolare a causa del previsto aumento esponenziale della produzione, specialmente della produzione di batterie, che sono essenziali per la transizione verso la produzione di energia da fonti rinnovabili;

R. considerando che l'UE deve rafforzare la propria autonomia strategica in settori chiave quali l'approvvigionamento di materie prime critiche, che è determinante anche per le sue capacità nei settori spaziale e della difesa;

S. considerando che l'UE continuerà ad avvalersi delle catene di approvvigionamento internazionali per soddisfare il proprio fabbisogno di materie prime critiche, ragion per cui anche le misure volte a rendere i mercati commerciali mondiali più trasparenti, efficaci e prevedibili svolgeranno un ruolo importante;

T. considerando che il settore delle materie prime genera circa 350 000 posti di lavoro nell'UE e che da esso dipendono oltre 30 milioni di posti di lavoro nelle industrie manifatturiere a valle[26]; che il passaggio a un'economia più circolare potrebbe comportare un aumento netto di 700 000 posti di lavoro nell'UE entro il 2030[27];

U. considerando che le attività minerarie potrebbero esporre i lavoratori a condizioni nocive e pericolose; che i diritti e la protezione dei lavoratori variano notevolmente nel mondo e nei diversi siti minerari;

V. considerando che le materie prime critiche non sono presenti in maniera separata, bensì sono mescolate con metalli di base nei minerali, e che la loro trasformazione richiede una notevole quantità di energia; che la competitività e la redditività della produzione sono pertanto condizionate dalla disponibilità di fonti di energia stabili e accessibili, nonché dall'individuazione e dallo sviluppo di metodi, procedure e tecnologie pertinenti;

W. considerando che, in una relazione dal titolo "Growth without economic growth", l'Agenzia europea dell'ambiente ha affermato che la crescita economica è strettamente legata all'aumento della produzione, del consumo e dell'uso delle risorse, con effetti negativi sulla natura, sul clima e sulla salute umana, e che gli studi attuali indicano che è improbabile che la crescita economica possa essere completamente dissociata dal suo impatto ambientale;

Sfide e opportunità

1. ritiene che un approccio integrato lungo l'intera catena del valore, dalla raccolta dei rifiuti e progettazione dei prodotti ai fini della riciclabilità fino al recupero dei materiali, sia una strategia essenziale per aumentare l'approvvigionamento di materie prime critiche; si rammarica tuttavia che la raccolta dei rifiuti e la progettazione dei prodotti presentino un basso livello di maturità tecnologica; sottolinea che per soddisfare la crescente domanda di materie prime critiche non sarà sufficiente concentrarsi unicamente sul riciclaggio; osserva che la sostituzione delle materie prime critiche, seppur con i suoi limiti in termini di efficienza dei prodotti, è un obiettivo intrinseco delle industrie interessate e dei rispettivi progetti di ricerca a causa dei prezzi elevati e della dipendenza, e può contribuire ad affrontare le sfide in materia di sufficienza delle materie prime critiche; mette in risalto la necessità di continui sforzi e sostegno a favore delle attività di ricerca e innovazione in materia di riciclaggio e sostituzione delle materie prime critiche nonché di progettazione dei prodotti;

2. sottolinea che l'approvvigionamento delle materie prime critiche è legato all'ubicazione geografica, che finora dipende fortemente dall'energia fossile, ed è esposto al rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio diretta o indiretta nonché alla concorrenza sleale; osserva che l'approvvigionamento di materie prime critiche è spesso associato a impatti ambientali potenzialmente significativi, quali la perdita di biodiversità o la contaminazione dell'aria, del suolo e dell'acqua, nonché a potenziali conflitti con le comunità locali; sottolinea la necessità di una transizione verso le energie rinnovabili nei settori estrattivo e della raffinazione; rileva pertanto la necessità di una politica industriale attiva per sostenere il settore nella sua trasformazione garantendo l'accesso a fonti di energia pulita a prezzi accessibili; prende atto delle circostanze favorevoli alle attività estrattive sostenibili e a basse emissioni nell'UE e chiede di esplorare ulteriormente le possibilità di approvvigionamento negli Stati membri ricchi di materie prime critiche;

3. avverte che la transizione dell'UE verso la neutralità climatica non dovrebbe sostituire la dipendenza dai combustibili fossili con la dipendenza dalle materie prime; sottolinea che tale transizione dovrebbe ridurre la dipendenza dell'UE dall'importazione di materie prime critiche; pone inoltre in rilievo il ruolo che l'innovazione, le nuove tecnologie, la riduzione al minimo del consumo di risorse e la manutenzione e il riutilizzo di materie prime preziose all'interno dell'UE possono svolgere nel ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche;

4. osserva che lo sviluppo e la futura diffusione su vasta scala di tecnologie, tra cui le applicazioni digitali emergenti, la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e le batterie per i veicoli elettrici e i mezzi di trasporto leggeri, accresceranno la domanda di talune materie prime critiche e di altre materie prime; chiede che si tenga conto del fatto che l'aumento delle ambizioni digitali e climatiche dei paesi incrementa la concorrenza sui mercati globali e pone un'ulteriore pressione sulla sicurezza del loro approvvigionamento in Europa;

5.  invita la Commissione a riesaminare attentamente la metodologia di valutazione della criticità entro il 2023 in vista della pubblicazione del prossimo elenco delle materie prime critiche, al fine di valutare se esso debba essere ampliato tenendo conto dell'evoluzione della situazione internazionale relativa alle materie prime critiche, degli scenari per la domanda futura di materie prime critiche e di altre materie prime nonché dei criteri sociali ed ecologici basati sui principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani e sugli OSS, allo scopo di ottenere un quadro più ampio delle condizioni di estrazione in tutto il mondo; invita inoltre la Commissione a tenere debitamente conto di tutte le esternalità ambientali connesse all'estrazione e alla trasformazione nella sua analisi del rischio di approvvigionamento; chiede altresì un ampio dibattito che coinvolga tutte le parti interessate;

6. invita la Commissione a riesaminare la metodologia di valutazione della criticità entro il 2023 in vista della pubblicazione del prossimo elenco delle materie prime critiche;

7. invita la Commissione a prestare attenzione non solo alle materie prime critiche, ma anche alla potenziale criticità di altre materie prime necessarie per catene di approvvigionamento solide, per la continuità della produzione e per la duplice transizione, e alla loro disponibilità da fonti dell'UE, tenendo inoltre conto della scarsità di minerali naturali; sottolinea che, oltre ai minerali specializzati, anche i minerali "di produzione comune" come il rame, l'elio e il nichel stanno diventando critici, dato l'aumento della loro domanda in una società climaticamente neutra;

8. chiede alla Commissione di adottare un approccio globale nel valutare le implicazioni di diverse tecnologie a basse emissioni di carbonio, rinnovabili e digitali in concorrenza per le stesse materie prime critiche e di esaminare le catene di approvvigionamento critiche anche alla luce delle esigenze dei singoli settori; sottolinea l'importanza di far sì che prevalgano il principio dell'efficienza energetica al primo posto e soluzioni a zero emissioni efficienti sotto il profilo delle risorse;

9. chiede alla Commissione di garantire che i piani nazionali per la ripresa e la resilienza nell'ambito di NextGenerationEU affrontino le sfide legate a un approvvigionamento di materie prime critiche sostenibile sotto il profilo economico, ambientale e sociale; chiede che gli Stati membri investano maggiormente nel riciclaggio delle materie prime critiche e includano requisiti, fonti di approvvigionamento e costi relativi alle materie prime critiche nei loro piani strategici per la ripresa;

10. chiede investimenti nella formazione e nella riqualificazione dei lavoratori, anche tramite il meccanismo per una transizione giusta, giacché le competenze in materia di attività mineraria possono essere trasferite al settore dello sfruttamento, della trasformazione e del riciclaggio di minerali e metalli, preferibilmente nelle stesse regioni; invita la Commissione a garantire che i rispettivi finanziamenti facciano fronte anche alle ripercussioni sociali, occupazionali e ambientali della transizione negli ex bacini minerari;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a elaborare quanto prima un importante progetto di comune interesse europeo (IPCEI) sulle materie prime critiche volto a pianificare in modo strategico e sostenibile il nostro fabbisogno ai fini della duplice transizione, che comprenda requisiti, fonti di approvvigionamento e costi (sociali, ambientali e finanziari); sottolinea che l'IPCEI dovrebbe contemplare tutte le tematiche pertinenti al fine di ridurre la criticità e la dipendenza, quali il riciclaggio, il riutilizzo, la sostituzione nonché la riduzione dell'utilizzo e dell'estrazione dei materiali; sottolinea che tali progetti dovrebbero sfruttare appieno il potenziale inutilizzato dei paesi dell'UE ricchi di materie prime critiche che dispongono di considerevoli fonti non sfruttate;

12. invita la Commissione a promuovere la ricerca e lo sviluppo e le capacità e le competenze delle piccole e medie imprese (PMI) nell'ambito delle materie prime critiche in quanto strategia di crescita per le tecnologie europee ad alto livello, come le batterie agli ioni di litio, le celle a combustibile, le turbine eoliche, i motori elettrici di trazione, la tecnologia fotovoltaica, la robotica, i droni, la stampa 3D nonché un'ampia gamma di tecnologie digitali e dispositivi medici;

13. invita la Commissione a condurre una valutazione d'impatto esaustiva, scientifica e basata su dati concreti allo scopo di determinare i volumi minimi di materie prime critiche di importanza strategica necessari per la duplice transizione;

14. osserva che, per l'UE, catene del valore affidabili e pienamente operative, che comprendano la prospezione e il riciclaggio, svolgono un ruolo fondamentale e costituiscono un presupposto indispensabile per realizzare gli obiettivi del Green Deal europeo, la strategia industriale dell'UE e la duplice transizione, nonché per garantirne la competitività industriale e la capacità di innovazione in futuro;

15. ritiene che siano indispensabili opportunità di finanziamento per la produzione, la trasformazione e il riciclaggio sostenibili di tutte le materie prime critiche elencate nella comunicazione della Commissione sulla resilienza delle materie prime critiche;

16. invita la Commissione a proporre criteri di sostenibilità basati su dati scientifici per definire ciò che costituisce un investimento sostenibile nel settore minerario ai sensi del regolamento in materia di tassonomia; sottolinea la necessità di consentire all'industria mineraria dell'UE di contribuire alla duplice transizione verde e digitale;

17. chiede che l'UE sostenga e finanzi lo sviluppo tecnologico nell'ambito delle materie prime critiche al fine di migliorare l'efficienza, la sostituzione, i processi di riciclaggio e i cicli di materiali chiusi; sottolinea, in particolare, la necessità di prevedere strumenti finanziari specifici e finanziamenti alla ricerca e all'innovazione (R&I) dedicati ai processi di riciclaggio e accoglie con favore la proposta di promuovere la ricerca e l'innovazione nel campo delle materie prime critiche nel 2021 per quanto concerne il trattamento dei rifiuti, i materiali avanzati e la sostituzione nell'ambito di Orizzonte Europa, del Fondo europeo di sviluppo regionale e di programmi nazionali di R&I; evidenzia inoltre l'importanza delle attività di R&I per aumentare la fattibilità dei processi di raffinazione, in particolare per le discariche di miniera e le miniere di piccole dimensioni; invita la Commissione a introdurre regimi di sostegno che incentivino l'innovazione a favore di nuove tecniche estrattive e di nuovi progetti minerari su piccola scala; chiede lo sviluppo di tecnologie nuove e innovative nel settore dell'estrazione sostenibile delle materie prime critiche nell'UE;

18. invita la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e le altre istituzioni dell'UE, in collaborazione con i partner internazionali, a fornire sostegno finanziario tecnico e strategico ai progetti di investimento strategici a lungo termine nell'ambito delle materie prime critiche, anche al fine di trovare nuovi strumenti di condivisione dei rischi nel settore minerario, e a promuovere e sostenere investimenti nella ricerca sull'approvvigionamento e la trasformazione sostenibili delle materie prime critiche nonché sugli impianti di raffinazione, al fine di renderli conformi alle regole dell'UE come pure ad elevate norme sociali e ambientali, garantendo in tal modo condizioni di parità;

Autonomia strategica e resilienza

19. accoglie con favore la creazione dell'alleanza europea per le materie prime e, alla luce della situazione geopolitica mondiale e delle potenziali tensioni commerciali con ricchi paesi terzi produttori, l'attenzione che attualmente rivolge alle materie prime più critiche, segnatamente gli elementi delle terre rare e i magneti, nonché agli obiettivi quantitativi di approvvigionamento interno e da paesi terzi, allo scopo di sostenere relazioni di approvvigionamento a lungo termine per una vasta gamma di grandi e piccoli produttori dell'UE e di ridurre l'attuale dipendenza da pochi paesi terzi; sottolinea il ruolo che tale alleanza può rivestire quale "riserva di investimenti" e la incoraggia a impegnarsi ulteriormente nelle valutazioni preliminari per sbloccare investimenti pubblici e privati a favore di progetti relativi alle materie prime critiche sostenibili e sottoposti a valutazione ambientale;

20. ritiene importante sviluppare ulteriormente la suddetta alleanza, principalmente per quanto concerne i materiali di grande importanza per la duplice transizione, come le materie prime critiche necessarie per lo stoccaggio e la conversione dell'energia;

21. si compiace dell'intenzione della Commissione di istituire, attraverso il futuro osservatorio sulle tecnologie critiche, un sistema di monitoraggio delle dipendenze attuali e dei rischi di future dipendenze tecnologiche e chiede una stretta cooperazione tra l'osservatorio e quanti lavorano al monitoraggio del fabbisogno di materie prime critiche;

22. deplora il fatto che la costituzione di scorte strategiche non rientri ancora nel piano d'azione e invita la Commissione a concentrarsi anche sulla garanzia degli approvvigionamenti di materie prime critiche nell'UE incoraggiando gli Stati membri a procedere alla costituzione di scorte strategiche nell'ambito di un approccio coordinato, laddove l'analisi lo ritenga opportuno; ritiene che la costituzione di scorte strategiche, unitamente ad altre misure strategiche, contribuisca a ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche; sottolinea che l'aumento della disponibilità dovrebbe andare di pari passo con una riduzione della domanda mediante l'analisi dell'intera catena del valore, dalla progettazione, al funzionamento e al fine vita;

23. ritiene che il livello di consapevolezza degli eventuali problemi di scarsità di materie prime critiche sia troppo basso e debba dunque essere migliorato; invita la Commissione ad ampliare l'alleanza europea per le materie prime al fine di rafforzare la cooperazione tra gli attori industriali lungo tutta la catena del valore, gli Stati membri, le regioni e i paesi terzi, i sindacati, la società civile, le organizzazioni di ricerca e tecnologia, gli investitori e le organizzazioni non governative dei settori economici dell'UE maggiormente colpiti dalle strozzature nell'approvvigionamento di materie prime critiche, o attraverso il quadro offerto dall'alleanza o mediante la costituzione di alleanze settoriali tra l'industria e le parti interessate; evidenzia il potenziale occupazionale dei progetti nazionali e chiede dunque la promozione di un dialogo sociale globale; sottolinea, a tal riguardo, la necessità urgente di sviluppare partenariati più stretti tra gli attori della filiera delle materie prime critiche, soprattutto nei bacini minerari, e gli utilizzatori a valle, in particolare altre alleanze industriali, come pure la necessità di una consapevolezza comune e di un impegno a garantire che le catene del valore siano sostenibili e circolari;

24. ritiene che siano necessari un maggior coordinamento e sforzi congiunti per sviluppare catene di approvvigionamento resilienti in grado di soddisfare il fabbisogno attuale e futuro di materie prime critiche per le esigenze industriali dell'UE, al fine di evitare perturbazioni della catena di approvvigionamento, ridurre la dipendenza e mantenere elevate norme sociali e ambientali; invita la Commissione a garantire che nell'UE la valutazione delle importazioni e delle esportazioni, dell'offerta e del fabbisogno mondiali di materie prime critiche, il coordinamento della costituzione di scorte e il monitoraggio dell'approvvigionamento di materie prime critiche siano attuati in maniera coerente e coesa, ad esempio mediante l'istituzione di una task force per le materie prime critiche;

25. chiede alla Commissione di diversificare le catene di approvvigionamento sia per le fonti primarie che secondarie e chiede una maggiore trasparenza in merito alle informazioni relative alle catene di approvvigionamento;

26. osserva che le crescenti tensioni tra le principali potenze hanno messo in luce vulnerabilità strategiche per l'UE, relative in particolare all'approvvigionamento di risorse essenziali, ivi comprese le materie prime critiche, e di materiali trasformati; osserva inoltre che il monitoraggio della dipendenza dai prodotti di base e la garanzia dell'accesso alle materie prime critiche possono assicurare una maggiore resilienza delle catene di approvvigionamento sostenibili; osserva che nella transizione verso un'economia circolare occorre prestare particolare attenzione alle principali catene di approvvigionamento in cui la dipendenza dell'UE dalle materie prime critiche è particolarmente elevata;

27. ribadisce il potenziale che l'uso ottimizzato di prodotti e servizi offre per l'economia circolare; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere nuovi modelli commerciali sostenibili e circolari nella nuova iniziativa in materia di prodotti sostenibili, compresi gli approcci del tipo "prodotto-come-servizio", purché consentano di risparmiare risorse e ridurre l'impatto ambientale e garantiscano la protezione dei consumatori; invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare tali approcci mediante l'introduzione di quadri normativi;

28. ritiene importante sostenere un approccio basato sull'economia circolare lungo tutta la catena del valore – dalla progettazione al recupero dei materiali – in relazione alle tecnologie fondamentali per la transizione energetica, digitale e della mobilità, come i parchi eolici, gli impianti solari, la produzione di batterie, la mobilità elettrica e le reti intelligenti; invita la Commissione ad accordare la priorità alla transizione verso un'economia circolare, riducendo la dipendenza dell'UE dalle importazioni, migliorando l'efficienza delle risorse, ottimizzando il consumo delle risorse e conservando e riutilizzando le materie prime di valore all'interno dell'UE; rammenta la richiesta, avanzata nella sua risoluzione sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare, di valutare la possibilità di proporre, sulla base di una valutazione d'impatto globale, un'etichettatura armonizzata chiara e facilmente comprensibile sulla durabilità, che potrebbe assumere la forma di un indice, e sulla riparabilità, che potrebbe assumere la forma di un punteggio di riparazione uniforme;

29. invita la Commissione a rafforzare la cooperazione con i paesi terzi in materia di approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche, in particolare con partner che condividono gli stessi principi, nonché a rafforzare il suo impegno in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC);

Chiudere i circuiti dei materiali

30. sottolinea la necessità di creare mercati delle materie prime critiche secondarie ben funzionanti al fine di garantire flussi costanti di materie prime critiche secondarie per consolidare gli ecosistemi industriali dell'UE e mantenere i posti di lavoro nel settore manifatturiero; invita, a tal proposito, la Commissione a esaminare il saldo tra le importazioni e le esportazioni di materie prime critiche secondarie nell'UE e a istituire rapidamente un osservatorio del mercato per le materie secondarie essenziali, ivi comprese le materie prime critiche; sottolinea che il trattamento delle materie prime critiche nei paesi terzi deve essere conforme alle norme dell'UE; osserva che non esiste un approccio unico e indifferenziato; sottolinea che la realizzazione di cicli di materiali puliti e sicuri è un presupposto per la creazione di un mercato credibile delle materie prime secondarie nell'UE;

31. accoglie con favore la proposta di mappare il potenziale approvvigionamento di materie prime critiche secondarie provenienti da scorte, rifiuti e dalla trasformazione di sottoprodotti dell'UE; incoraggia la Commissione a dare priorità a tale mappatura e ad effettuarla prima del previsto; incoraggia inoltre la Commissione ad estendere tale mappatura alle tecnologie attualmente disponibili utilizzate per ridurre il fabbisogno di materie prime critiche e aumentarne il riutilizzo nella catena di approvvigionamento; sottolinea la necessità di promuovere l'introduzione di strumenti collaborativi per il mercato delle materie prime critiche, come una piattaforma europea delle materie prime, che dovrebbe contemplare anche i flussi di prodotti in circolazione e i loro andamenti, al fine di valutare quali materie secondarie possano essere riciclate;

32. invita la Commissione e gli Stati membri a sfruttare il potenziale dei progetti di trasformazione secondaria mediante incentivi specifici, compresa la concessione più rapida di licenze, e a fornire incentivi per il recupero delle materie prime critiche al fine di garantire un accesso affidabile, sicuro e sostenibile alle stesse;

33. prende atto dell'importanza del riciclaggio dei rifiuti, data la presenza considerevole di materie prime critiche nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche; osserva che l'aumento dei volumi riciclati potrebbe non essere sufficiente a ridurre l'attività mineraria nel lungo periodo; osserva inoltre che la transizione verso un'economia più circolare potrebbe creare 700 000 posti di lavoro[28], in particolare posti di lavoro supplementari negli impianti di riciclaggio e nei servizi di riparazione; osserva che le attività di smontaggio e riciclaggio rappresentano un'importante opportunità per ricreare occupazione nel settore industriale nell'UE; sottolinea inoltre che lo sviluppo del riciclaggio può essere utilizzato per rispondere al fabbisogno futuro di materie prime;

34. osserva che, secondo le previsioni, la percentuale delle batterie di trazione agli ioni di litio riciclabili che vengono raccolte aumenterà notevolmente entro la metà degli anni 2030, creando così un'importante fonte di approvvigionamento secondaria;

35. osserva che, affinché i processi industriali di riciclaggio delle materie prime critiche possano essere efficaci, occorrono tuttora ingenti investimenti pubblici e privati nelle infrastrutture di cernita, pretrattamento e recupero, nell'innovazione, nella ricerca e nell'espansione delle tecnologie, come pure nelle competenze, il che creerà opportunità di lavoro che, secondo le previsioni, aumenteranno ampiamente nei prossimi decenni; invita la Commissione a fornire incentivi per il riciclaggio e il recupero delle materie prime critiche provenienti dall'attività mineraria, dai processi di trasformazione e dai flussi di rifiuti commerciali, al fine di garantire un accesso affidabile, sicuro e sostenibile a tali materie prime;

36. incoraggia la Commissione a proporre obiettivi in termini di contenuto minimo di materie prime critiche riciclate e obiettivi specifici di riciclaggio delle materie prime critiche, accompagnati da un solido quadro di monitoraggio, ispirandosi alla proposta di regolamento alle batterie e ai rifiuti di batterie, e sulla base di una valutazione d'impatto esaustiva, scientifica e fondata su dati concreti, che valuti i volumi minimi di materie prime critiche necessari per i prodotti che faciliteranno la duplice transizione, la percentuale di tale fabbisogno che potrebbe essere soddisfatta mediante il riciclaggio, in linea con le valutazioni esistenti, nonché la disponibilità delle tecnologie necessarie; osserva che gli obiettivi di riduzione relativi alle materie prime primarie non dovrebbero comportare una diminuzione della resa complessiva della materia prima al di sotto di tali volumi minimi;

37. riconosce che le aree dismesse (discariche di rifiuti industriali e dighe di trattenuta di sterili di miniera) spesso contengono scarti di materie prime critiche, di elementi delle terre rare e di altri minerali e metalli utilizzati nei prodotti tecnologici; incoraggia pertanto, ove possibile e praticabile, la documentazione, la valutazione e l'estrazione dei materiali di valore reperiti in tali aree dismesse; sottolinea la necessità di far sì che i pertinenti meccanismi di finanziamento delle attività di ricerca, sviluppo e innovazione contemplino il miglioramento delle tecnologie di raffinazione al fine di sfruttare appieno tale potenziale;

38. evidenzia che occorrono controlli più rigorosi sulle esportazioni europee di rifiuti di materie prime critiche essenziali e che è necessario stabilire condizioni di parità per gli operatori addetti al riciclaggio che rispettano le norme necessarie per un recupero sicuro ed efficiente; invita la Commissione, in occasione della revisione del regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti, a prevenire le esportazioni illegali di rifiuti contenenti materie prime critiche; chiede la definizione di requisiti che consentano l'esportazione di rifiuti contenenti materie prime critiche unicamente con la garanzia che essi saranno trasformati nel paese di destinazione a condizioni equivalenti alle norme sociali e ambientali dell'UE;

39. invita la Commissione e gli Stati membri ad intensificare gli sforzi per raccogliere e riciclare correttamente i prodotti alla fine del ciclo di vita contenenti materie prime critiche, evitando di accumularli nelle abitazioni o nelle discariche o di smaltirli negli inceneritori;

40. chiede alla Commissione di proporre misure di progettazione dei prodotti, adattate alle diverse categorie di prodotti, al fine di facilitare l'individuazione e la rimozione di parti o componenti contenenti materie prime critiche, in particolare per quanto concerne i rifiuti post-consumo, oltre a requisiti di progettazione ecocompatibile volti a migliorare significativamente la longevità, la durabilità, la riparabilità, la modularità, la riutilizzabilità e la riciclabilità dei prodotti alla fine del loro ciclo di vita fabbricati o venduti nell'UE; sottolinea che tali misure dovrebbero creare vantaggi competitivi per le imprese dell'UE, non dovrebbero imporre loro un onere finanziario sproporzionato e dovrebbero stimolare l'innovazione;

41. ritiene che la sostituzione risulti utile laddove una materia prima critica possa essere sostituita con una materia presente in abbondanza, ma presenti scarsi vantaggi qualora il sostituto stesso non sia sostenibile, lasci irrisolta la questione della natura limitata delle risorse, sia anch'esso una materia critica o possa divenire tale a causa della sostituzione; riconosce l'importanza di preservare la qualità dei prodotti e la loro redditività economica; invita la Commissione a incentivare e intensificare la ricerca e l'innovazione dei sostituti delle materie prime critiche per diversi utilizzi;

Approvvigionamento proveniente dall'UE

42. sottolinea che, sebbene la progettazione intelligente dei prodotti, il riuso dei materiali, la sostituzione con materiali riciclati e la promozione della riduzione di dell'impronta dei materiali e dei consumi possano notevolmente ridurre la domanda primaria e il loro potenziale dovrebbe essere pienamente sfruttato, è necessario un approvvigionamento responsabile e sostenibile di materie prime critiche, corredato di una valutazione d'impatto preliminare per mitigare i potenziali impatti sociali e ambientali, quando l'offerta di materie prime critiche non può essere mantenuta in maniera economicamente sostenibile attraverso le misure menzionate o porterebbe a prodotti di qualità inferiore;

43. sottolinea che l'approvvigionamento primario e secondario nell'UE è soggetto alle norme ambientali e sociali più rigorose al mondo, che devono essere adeguatamente applicate, crea migliaia di posti di lavoro altamente qualificati ed è un requisito imprescindibile per le transizioni verde e digitale; invita dunque tutti gli attori a promuovere progetti di approvvigionamento responsabili e sostenibili delle materie prime critiche nell'UE per sostenere la produzione locale e sensibilizzare sull'impronta ambientale delle importazioni di materie prime critiche provenienti da paesi terzi; ritiene che tali progetti debbano essere definiti mediante un processo aperto, trasparente e fondato su prove scientifiche, con il coinvolgimento fin dalle prime fasi di tutti i portatori di interessi e delle comunità locali pertinenti;

44. è fermamente convinto che un approvvigionamento responsabile nell'UE possa basarsi solo su un dialogo sociale efficace che promuova la salute e la sicurezza dei lavoratori, garantisca posti di lavoro e condizioni di lavoro dignitosi e tuteli i diritti dei lavoratori promuovendo la parità di genere; invita gli Stati membri a garantire che i lavoratori del settore siano protetti con adeguati dispositivi di protezione individuale;

45. prende atto dell'opportunità di sviluppare una catena del valore delle batterie responsabile e sostenibile acquistando materie prime critiche come grafite, cobalto e litio da nuove strutture nell'UE;

46. prende atto del piano della Commissione di avviare programmi di osservazione della Terra e telerilevamento per l'esplorazione delle risorse, le attività e la gestione ambientale nella fase post-chiusura; sottolinea che il controllo regolamentare durante la fase operativa può essere rafforzato attraverso l'uso di metodi di telerilevamento;

47. osserva che il riorientamento verso l'economia circolare di molti settori e servizi dell'UE richiede capacità e competenze specifiche per garantire elevate prestazioni ambientali e la sicurezza dei lavoratori e sottolinea il ruolo specifico che i pionieri, le PMI e le start-up stanno svolgendo in questa transizione; osserva inoltre che il settore minerario è sempre più automatizzato, mentre il riciclaggio e la rifabbricazione sono ancora a più alta intensità di manodopera; sottolinea l'importanza di mantenere, sviluppare e creare le pertinenti competenze e capacità nell'ambito delle tecnologie estrattive e di lavorazione e del riciclaggio e di altre tecnologie pertinenti nell'UE in relazione sia alle materie prime critiche sia ai sottoprodotti, dal momento che alcuni di essi possono essere utilizzati per la produzione di prodotti chimici altamente avanzati; osserva con rammarico che le materie prime attualmente prodotte nell'UE devono spesso essere esportate in Asia per essere raffinate, dal momento che il know-how e la tecnologia pertinenti sono andati perduti nell'UE, il che costituisce un'altra dipendenza;

48. invita la Commissione a chiedere che i flussi secondari industriali contenenti materie prime critiche siano utilizzati in modo efficace; sottolinea che, soprattutto nell'industria mineraria, sussistono grandi potenzialità per il recupero e la separazione delle terre rare;

49. prende atto dell'importante ruolo svolto dagli Stati membri nell'aumentare l'approvvigionamento interno sostenibile di materie prime critiche provenienti da fonti primarie e secondarie; invita gli Stati membri a migliorare il rispetto dei termini, la prevedibilità e la trasparenza delle procedure di autorizzazione dei progetti di prospezione e di approvvigionamento senza indebolire le norme ambientali e sociali;

50. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che l'approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche si basi su un approccio che concili in modo efficiente sia il crescente fabbisogno dell'UE di materie prime critiche ottenute in modo sostenibile sia la necessità di proteggere la natura e la biodiversità;

51. sottolinea che rendere migliori e più flessibili la prevedibilità e l'efficienza delle procedure di autorizzazione, nonché la priorità attribuita a fattori essenziali quali la competitività dell'approvvigionamento di energie rinnovabili, transitorie e a basse emissioni di carbonio, contribuiranno a sbloccare gli investimenti necessari;

52. si attende che la Commissione fornisca ulteriori dettagli sull'operatività dei progetti relativi alle materie prime critiche come modello imprenditoriale alternativo e fonte di occupazione regionale nell'industria carboniera e in altre regioni in transizione;

Diversificazione

53. esorta la Commissione a favorire le relazioni con tutti gli attuali paesi fornitori di materie prime critiche dell'Ue, a creare in modo sistematico e strategico nuovi partenariati nell'ambito delle materie prime critiche in cooperazione con i nostri alleati, laddove possibile, tenendo conto della sovranità dei paesi terzi sulle loro risorse, in modo da garantire che le materie prime critiche diventino una fonte di ricchezza per i paesi in via di sviluppo, a promuovere la partecipazione delle PMI e a fare di tale impegno una missione orizzontale delle sue politiche interne ed esterne e a presentare i risultati nel 2021; accoglie con favore i piani della Commissione per istituire partenariati internazionali forti e solidali, approvando un'agenda globale sulle materie prime, con l'obiettivo di partenariati strategici dell'UE che garantiscano sia la sicurezza dell'approvvigionamento sia vantaggi in termini di sviluppo;

54. sottolinea che, se si limiterà a rilocalizzare le emissioni di gas a effetto serra dell'UE nei suoi partner commerciali, il Green Deal europeo non avrà alcun effetto sui cambiamenti climatici; esorta pertanto l'UE a sollecitare la conclusione di accordi multilaterali applicabili sul contenimento del riscaldamento globale e l'esportazione delle sue norme ambientali, anche per quanto riguarda le attività minerarie, estrattive e di trasformazione; ritiene che l'UE dovrà sviluppare nuovi accordi commerciali e di investimento, nuovi modelli di assistenza finanziaria e tecnica e, più in generale, un nuovo approccio alla diplomazia internazionale volto a garantire condizioni di parità;

55. accoglie con favore l'impegno dell'UE a favore di un approvvigionamento responsabile e sostenibile e incoraggia la Commissione a prendere come punto di partenza lo standard per un'attività estrattiva responsabile sviluppato dall'Iniziativa per una garanzia responsabile delle attività estrattive, tenuto conto delle esigenze delle PMI; sottolinea la necessità di sostenere tale impegno mediante un sostegno tecnico concreto, il trasferimento delle conoscenze, lo sviluppo di capacità, istituzioni e quadri giuridici, il consolidamento delle istituzioni e il dialogo politico con i paesi partner; mette in risalto la necessità di politiche omogenee in relazione alle norme etiche per l'approvvigionamento di materie prime critiche; evidenzia la necessità di mobilitare più attori pubblici e privati affinché aderiscano e applichino le norme di sostenibilità;

56. accoglie con favore l'impegno pubblico della Commissione a presentare nel 2021 una proposta legislativa sul dovere di diligenza e la responsabilità delle imprese e insiste affinché tale legislazione contribuisca a far fronte alle violazioni dei diritti umani e delle norme sociali e ambientali nelle catene del valore; ricorda la sua relazione recante raccomandazioni alla Commissione concernenti la dovuta diligenza e la responsabilità delle imprese;

57. ritiene che gli accordi internazionali dovrebbero aprire la strada a un approvvigionamento più responsabile e sostenibile a livello globale; chiede di rafforzare la cooperazione al fine di sviluppare accordi internazionali volti a migliorare il monitoraggio, la notifica e l'attuazione delle restrizioni alle esportazioni di materie prime critiche, che promuovano un approvvigionamento responsabile e aumentino la circolarità in questo settore;

58. ribadisce l'appello formulato nella sua risoluzione su una nuova strategia UE-Africa al fine di garantire uno sfruttamento equo e sostenibile delle materie prime critiche in Africa; sostiene la Commissione nei suoi sforzi volti a concludere nuovi partenariati nell'ambito delle materie prime critiche con i paesi africani per rafforzare la catena del valore in Africa affinché sia più sostenibile sotto il profilo etico, ambientale e tecnologico e consentano all'UE di sostenere lo sviluppo di capacità;

59. invita la Commissione a rafforzare le attività di normazione per quanto riguarda i componenti di alta qualità connessi alle materie prime critiche nei pertinenti consessi internazionali, dato che ciò è importante per le imprese dell'UE, in particolare per le PMI;

60. chiede che si intensifichino le pratiche agricole sostenibili benefiche per una gestione sostenibile del fosforo; sottolinea le sinergie di tali pratiche con la riduzione dell'impronta climatica e dell'impronta di biodiversità;

61. chiede che la Commissione proponga norme efficaci per i sistemi di raccolta in tutta l'UE volte ad aumentare i tassi di raccolta dei rifiuti contenenti materie prime critiche; invita la Commissione a valutare, tra le altre opzioni per la responsabilità estesa del produttore, l'introduzione di sistemi di cauzione-rimborso nella legislazione sui rifiuti dell'UE, in particolare nella direttiva RAEE, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi prodotti e garantendo al contempo la compatibilità dei sistemi nei vari Stati membri, per incentivare i consumatori a portare le loro apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita, in particolare quelle di piccole dimensioni, in impianti di raccolta e riciclo dedicati, sulla base dell'esperienza positiva dei sistemi di cauzione-rimborso utilizzati per il vetro e la plastica in molti Stati membri;

62. si rammarica del fatto che il basso livello di riciclo in alcuni degli usi[29] e l'esportazione di rifiuti e scarti di alluminio[30] abbiano portato a un tasso di riciclo a fine vita (EOL-RIR) inferiore a quello che si sarebbe potuto ottenere; sottolinea che l'UE dovrebbe mirare ad attuare misure volte a raggiungere un tasso di riciclo dell'alluminio del 100 % alla fine del ciclo di vita;

63. invita la Commissione a dare priorità all'estrazione delle materie prime critiche da miniere interne esistenti, ovverosia discariche di miniera, roccia sterile, discariche e attraverso un'estrazione mineraria urbana più efficace, anziché da nuove miniere, ove ciò sia sostenibile, vale a dire se gli effetti ambientali, anche in termini di uso di energia e sostanze chimiche, sono inferiori; sottolinea che tale estrazione e il successivo recupero devono essere effettuati utilizzando le migliori tecniche disponibili, garantendo le migliori prestazioni ecologiche e la redditività economica;

64. invita la Commissione a prestare particolare attenzione alla fase post-estrattiva dei progetti minerari e alla fine del ciclo di vita delle materie prime critiche, conformemente alla gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva quadro sui rifiuti, e soprattutto quando le materie prime critiche sono anche sostanze pericolose;

65. ritiene che le autorizzazioni e le concessioni minerarie dovrebbero includere prescrizioni per il recupero e la trasformazione sicuri, efficienti e sostenibili di tutte le materie prime critiche economicamente e tecnicamente recuperabili; chiede alla Commissione di attuare con urgenza le richieste formulate dal Parlamento nella risoluzione sull'attuazione della direttiva relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive; ribadisce che il questionario attualmente utilizzato come sistema di comunicazione delle informazioni a norma dell'articolo 18 della direttiva non è adatto allo scopo e chiede alla Commissione di creare un sistema di registrazione dell'UE armonizzato, digitalizzato e trasparente, che sia basato su definizioni e criteri di trattamento armonizzati per i rifiuti minerari e che includa tutti i dati pertinenti sull'impatto ambientale, comprese le concentrazioni delle materie contenute nei rifiuti;

66. invita la Commissione a rafforzare l'applicazione e a garantire la piena attuazione dell'attuale legislazione ambientale dell'UE e a proporre modifiche alla legislazione ove necessario;

67. incoraggia una valutazione approfondita della possibilità di includere il settore minerario nell'ambito di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali dato l'elevato impatto ambientale delle attività estrattive, della dimensione mediamente elevata dei progetti minerari, delle variazioni delle norme in materia di gestione dell'inquinamento applicate ai siti minerari nell'UE e della potenziale espansione delle attività di estrazione di materie prime critiche nell'UE; suggerisce di individuare le migliori tecnologie disponibili per il recupero delle miniere, in particolare per quanto riguarda il suolo e l'acqua;

68. esorta la Commissione a riesaminare la direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale per garantire che venga effettuata una valutazione dell'impatto ambientale per i progetti minerari di tutte le dimensioni e che tali valutazioni siano eseguite da una terza parte indipendente;

69. ritiene che le emissioni connesse alle attività estrattive e le importazioni di materie prime critiche dovrebbero essere incluse nel futuro meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera;

70. ritiene che la legislazione dell'UE e le convenzioni internazionali dovrebbero impedire lo svolgimento dell'attività estrattiva nelle aree naturali protette, vale a dire i siti Natura 2000 e Ramsar, altre aree naturali designate a livello nazionale e sovranazionale (ad esempio i siti riconosciuti "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO), le aree protette delle popolazioni indigene e locali, nonché l'alto mare e l'Artide; invita pertanto la Commissione a valutare la possibilità di modificare i pertinenti articoli delle direttive Uccelli e Habitat per raggiungere tale obiettivo;

71. ricorda l'impegno della Commissione, in linea con il principio di precauzione, di garantire che non siano autorizzati l'estrazione e l'utilizzo dei minerali marini presenti nella zona internazionale dei fondali marini finché gli effetti dell'estrazione mineraria in alto mare sull'ambiente marino, sulla biodiversità e sulle attività umane in mare non saranno stati oggetto di sufficienti ricerche, i rischi non saranno stati compresi e non sarà stato dimostrato che le tecnologie e le pratiche operative non comportano danni gravi per l'ambiente e chiede al Parlamento e al Consiglio di assumersi lo stesso impegno; incoraggia la Commissione a tradurre tale impegno in azioni concrete per proteggere questi ecosistemi altamente vulnerabili;

72. invita la Commissione a valutare opzioni legislative, in linea con le Convenzioni di Espoo e di Aarhus, per garantire che le autorità locali adottino e attuino il diritto delle comunità locali a una partecipazione effettiva e inclusiva alle procedure di autorizzazione per i nuovi progetti di esplorazione ed estrazione mineraria durante tutte le fasi del progetto minerario e al momento della presentazione delle richieste di autorizzazione per l'ampliamento delle miniere esistenti, e a garantire che le comunità locali abbiano il diritto di avvalersi di meccanismi di ricorso efficaci gestiti da tribunali e organi di controllo indipendenti e liberi da qualsiasi conflitto di interessi;

73. accoglie con favore l'accento posto sulle materie prime critiche nella comunicazione della Commissione sul riesame della politica commerciale; chiede una politica commerciale assertiva che ponga l'accento sulla diversificazione e la resilienza delle catene di approvvigionamento e che dia priorità al miglioramento dei meccanismi mondiali e dell'UE per creare un ambiente commerciale favorevole all'industria dell'UE;

74. sottolinea che l'industria dell'UE deve far fronte a una concorrenza internazionale agguerrita per l'accesso alle materie prime ed è vulnerabile alle misure di restrizione delle esportazioni da parte di paesi terzi; riconosce che un aumento della domanda a livello mondiale potrebbe determinare un aumento dei prezzi e incoraggia la Commissione a presentare un'analisi su tale aspetto;

75. invita la Commissione a diversificare il più possibile le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, aumentare l'efficienza delle risorse e ridurre l'attuale dipendenza da alcuni paesi terzi sostenendo gli investimenti che coinvolgono partner dell'UE e globali e PMI nel quadro di una strategia internazionale di approvvigionamento a lungo termine; sottolinea che tale obiettivo dovrebbe essere conseguito rafforzando i partenariati e gli accordi commerciali esistenti e realizzando nuovi accordi strategici o imprese comuni UE con i paesi ricchi di risorse o altri paesi fornitori che condividono gli stessi principi, secondo priorità chiaramente definite; accoglie con favore, in tal senso, il dialogo in corso con il Canada, l'Australia e il Cile volto a rafforzare le relazioni commerciali nel settore delle materie prime critiche; invita la Commissione a rafforzare ulteriormente la cooperazione durante la prossima Conferenza UE-Stati Uniti e Giappone sui materiali critici; sottolinea la necessità di una più stretta cooperazione con i principali fornitori internazionali dei Balcani occidentali, dell'Europa orientale, dell'America latina e dell'Africa, nonché con la Cina e altri paesi in via di sviluppo nel Sud del mondo;

76. sottolinea che i futuri accordi di libero scambio e partenariato dell'UE possono fornire non solo una maggiore sicurezza dell'approvvigionamento, ma anche un quadro politico ed economico affidabile, e che essi dovrebbero prevedere disposizioni specifiche sulle materie prime critiche, come annunciato dalla Commissione nella sua strategia "Commercio per tutti", al fine di promuovere la cooperazione, garantire il rispetto degli impegni internazionali, eliminare ed evitare le restrizioni alle esportazioni e rispettare le attuali norme per gli investimenti esteri diretti prima e dopo lo stabilimento; invita la Commissione a rafforzare ulteriormente il monitoraggio e l'applicazione degli accordi di libero scambio, compresi i capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, al fine di garantire che gli impegni e le disposizioni in materia di approvvigionamento responsabile delle materie prime critiche siano definiti e rispettati dai partner commerciali e che si tenga conto delle eventuali preoccupazioni delle comunità interessate dalle attività estrattive; sottolinea che ciò dovrebbe figurare tra i compiti prioritari del responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali;

77. invita la Commissione ad avviare una discussione in seno all'OMC sui vincoli posti sull'espansione dell'economia circolare in virtù di requisiti di contenuto locale, a creare un partenariato più forte con diverse regioni del mondo, in particolare l'Africa, e a garantire che gli accordi di libero scambio riflettano gli obiettivi rafforzati dell'economia circolare;

78. chiede una più rigorosa applicazione delle norme d'origine, al fine di salvaguardare la produzione di materie prime e impedire l'elusione di tali norme nelle regioni in cui gli operatori sono soggetti a requisiti meno stringenti in materia di sostenibilità e di sovvenzioni industriali; sottolinea che qualsiasi nuova attività di approvvigionamento da parte di imprese che operano sul mercato dell'UE deve essere coerente con il regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto, le norme in materia di approvvigionamento responsabile descritte nella direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e le norme internazionali in materia di approvvigionamento responsabile delle materie prime; chiede un divieto di importazione di materie prime critiche connesse a gravi violazioni dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, come il lavoro forzato o il lavoro minorile;

79. sottolinea che il pieno funzionamento di un sistema commerciale multilaterale basato su regole è fondamentale per garantire flussi commerciali aperti e sostenibili per quanto riguarda le materie prime critiche; esprime preoccupazione per l'uso di restrizioni all'esportazione di materie prime critiche da parte di alcuni membri dell'OMC, tra cui la Cina, ed esorta tutti i membri ad astenersi dal perseguire tali politiche; invita pertanto la Commissione a ricorrere ai consessi internazionali per ridurre tali restrizioni distorsive delle esportazioni di materie prime critiche; rinnova, a tale riguardo, il suo invito alla Commissione a raddoppiare i suoi sforzi volti a completare l'ambiziosa riforma dell'OMC al fine di combattere le distorsioni del commercio internazionale e le pratiche commerciali sleali, fornire un ambiente per gli scambi internazionali stabile e prevedibile nonché garantire un'effettiva e leale concorrenza a livello mondiale;

80. si compiace della dichiarazione congiunta rilasciata in occasione dell'incontro trilaterale tra i ministri del Commercio del Giappone e degli Stati Uniti e la Commissione e appoggia la definizione proposta di sovvenzioni all'industria; accoglie con favore il fatto che la definizione vada oltre quanto definito nel'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative e il regolamento antisovvenzioni dell'Unione e offra una definizione più ampia di sovvenzione; ritiene che tali misure siano fondamentali per creare condizioni di parità a livello internazionale riguardo alle materie prime critiche in quanto le sovvenzioni all'industria, in modo particolare in Cina, costituiscono una grave minaccia per l'industria e i lavoratori dell'UE in quanto distorsive della concorrenza internazionale;

81. accoglie con favore l'iniziativa congiunta UE-USA per far fronte all'eccesso di capacità globale di acciaio e alluminio e sollecita misure tempestive e di ampio respiro per chiamare a rispondere delle loro azioni quei paesi, come la Cina, che sostengono politiche distorsive degli scambi; ricorda tuttavia alla Commissione che al momento le misure tariffarie statunitensi a norma della sezione 232 restano pienamente in vigore e che occorre risolvere la questione con urgenza;

82. concorda con la valutazione della Commissione secondo la quale il passaggio da altre valute internazionali all'euro per i pagamenti delle materie prime critiche importate nell'UE presenterebbe alcuni vantaggi, ad esempio ridurrebbe la volatilità dei prezzi e contribuirebbe a ridurre la dipendenza degli importatori dell'UE e degli esportatori di paesi terzi dai mercati dei finanziamenti in dollari statunitensi;

°

° °

83. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER L'AMBIENTE, LA SANITÀ PUBBLICA E LA SICUREZZA ALIMENTARE (30.6.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</CommissionInt>


<Titre>su una strategia europea per le materie prime critiche</Titre>

<DocRef>(2021/2011(INI))</DocRef>

Relatrice per parere: <Depute>Sara Matthieu</Depute>

(*) Procedura con le commissioni associate – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

A. considerando che si prevede che nel 2060 l'uso dei materiali a livello mondiale sarà più che raddoppiato, passando dai 79 miliardi di tonnellate del 2011 a 167 miliardi di tonnellate; che, secondo le previsioni, l'uso di metalli a livello mondiale aumenterà da 8 a 20 miliardi di tonnellate nel 2060 (+150 %); che le proiezioni della Commissione europea e dell'OCSE indicano che la transizione verso economie digitali, altamente efficienti sotto il profilo energetico e climaticamente neutre determinerà un aumento della domanda di materie prime critiche e materie prime primarie;

B. considerando che la metà delle emissioni complessive di gas a effetto serra deriva dall'estrazione e dalla trasformazione delle risorse[31] e il 2 % si deve al settore minerario[32]; che l'estrazione e la trasformazione delle risorse naturali in tutti i settori sono responsabili di oltre il 90 % della perdita di biodiversità e dello stress idrico[33]; che l'estrazione e l'uso dei metalli hanno una vasta gamma di conseguenze inquinanti, tra cui effetti tossici sugli esseri umani e sugli ecosistemi, come una cattiva qualità dell'aria, la contaminazione dei suoli, la deforestazione e la perdita di habitat[34]; che circa il 10 % dell'energia primaria mondiale è dedicata all'estrazione, al trasporto e alla raffinazione delle risorse metalliche in tutti i settori; che la quota relativa di energia primaria globale dedicata ai metalli dovrebbe aumentare del 40 % entro il 2030[35];

C. considerando che le materie prime critiche sono risorse non rinnovabili; che l'aumento dell'uso dei materiali, unito alle conseguenze ambientali della loro estrazione e trasformazione e dei rifiuti generati, potrebbe incrementare la pressione sulle basi di risorse delle nostre economie[36];

D. considerando che l'estrazione di materie prime nei fondali marini profondi mette sotto pressione la vita marina, comprese le specie e gli habitat, in tutta Europa e si aggiunge agli impatti cumulativi che riducono la resilienza complessiva degli ecosistemi marini[37]; che è improbabile che l'obiettivo di raggiungere un buono stato ambientale delle acque marine europee entro il 2020 sia stato raggiunto[38]; che a livello globale gli oceani, i mari e le risorse marine sono sempre più minacciati, degradati o distrutti dalle attività umane;

E. considerando che le operazioni di estrazione comportano numerosi rischi di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee; che tale inquinamento può causare la contaminazione o addirittura la distruzione della fauna acquatica, che può estendersi molto a valle dei siti di estrazione, che tale inquinamento ha un impatto anche sugli animali terrestri che si abbeverano dell'acqua e sulla crescita delle piante; che le popolazioni locali sono esposte alla contaminazione attraverso il consumo di acqua inquinata, così come le piante e gli animali che hanno consumato la stessa acqua;

F. considerando che l'esplorazione sismica e la trivellazione offshore generano un notevole inquinamento acustico nei mari e negli oceani e che molti animali marini sono direttamente colpiti, a volte mortalmente, da tale inquinamento acustico;

G. considerando che quantità significative di materie prime critiche vengono oggi ottenute o trasformate in paesi con norme sociali e ambientali meno severe di quelle dell'UE;

H. considerando che è necessario garantire un approvvigionamento sostenibile ed etico delle materie prime, comprese le materie prime critiche, al fine di garantire l'approvvigionamento di metalli e minerali per le tecnologie necessarie per raggiungere gli obiettivi del Green Deal;

I. considerando che solo alcuni metalli sono riciclati in maniera relativamente efficace, mentre la maggior parte, specialmente i metalli delle terre rare, non lo è; che i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) sono uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita nell'UE e che meno del 40 % dei RAEE nell'UE viene attualmente riciclato; che un aumento dell'estrazione mineraria urbana contribuirebbe a limitare la dipendenza dai fornitori stranieri e i danni arrecati all'ambiente; che, se non gestiti adeguatamente dalle imprese nella catena del valore, i RAEE comportano notevoli rischi per la salute e la sicurezza, poiché contengono un insieme complesso di materiali, alcuni dei quali sono sostanze pericolose; che spesso mancano informazioni sul potenziale di recupero e riciclaggio delle singole materie prime critiche;

J. considerando che fino al 90 % dei rifiuti elettronici del mondo è commercializzato o scaricato illegalmente[39], poiché migliaia di tonnellate di rifiuti elettronici sono dichiarati falsamente come prodotti di seconda mano; che secondo le stime ogni anno 352 474 tonnellate di rifiuti elettronici sono esportate dai paesi dell'UE verso i paesi del Sud del mondo dove le normative sociali, sanitarie e di sicurezza sono inferiori a quelle applicate nell'Unione[40];

1. ricorda che nella sua risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare ha chiesto obiettivi dell'UE vincolanti all'orizzonte 2030, al fine di ridurre in misura significativa l'impronta dei materiali e l'impronta dei consumi dell'UE e portarle, da qui al 2050, entro i limiti del pianeta, utilizzando gli indicatori che dovranno essere adottati entro la fine del 2021 come parte del quadro di monitoraggio aggiornato;

2. chiede che la Commissione includa tutte le opzioni possibili per ridurre al minimo il consumo di risorse nelle sue ipotesi di fabbisogno di materie prime critiche;

3. evidenzia la necessità di promuovere riduzioni delle impronte dei consumi e dei materiali per limitare la pressione sulle catene di approvvigionamento delle materie prime critiche; sottolinea che ciò è fondamentale anche per ridurre al minimo l'aumento della domanda di materie prime critiche da parte delle tecnologie verdi, facilitando l'attuazione del Green Deal e la transizione verso un'economia climaticamente neutra; invita la Commissione ad accordare la priorità alla transizione verso l'economia circolare, riducendo la dipendenza dell'UE dalle importazioni, migliorando l'efficienza delle risorse, ottimizzando il consumo delle risorse e conservando e riutilizzando le materie prime preziose all'interno dell'UE;

4. ritiene che la sostituzione di una materia prima critica con una materia prima non critica che offre prestazioni simili sia un modo importante per ridurre la dipendenza dalle materie prime critiche dei paesi terzi; chiede alla Commissione e agli Stati membri di garantire un sostegno e incentivi a lungo termine alla ricerca e allo sviluppo in tale ambito; sottolinea, tuttavia, i limiti della sostituzione, dal momento che essa comporta solo lo spostamento della domanda verso altri metalli, lasciando irrisolto il problema della pressione sui metalli e della natura limitata delle risorse;

5. osserva che per alcune materie prime critiche, come il fosforo, non esistono sostituti; rileva inoltre che, sebbene la fosforite figurasse già nel secondo elenco delle materie prime critiche del 2014, in quanto l'UE ne è fortemente dipendente, non è stata messa in atto alcuna misura strutturale concreta per migliorare l'efficienza dell'uso del fosforo nell'agricoltura europea, un settore che utilizza il 95 % del fosforo dell'Unione; sottolinea che il bilancio negativo del fosforo in agricoltura dovrebbe essere affrontato con un maggiore impiego di materiali riciclati a base di fosforo, anziché mediante l'approvvigionamento di fosforite e che sono necessarie ulteriori iniziative per migliorare la circolarità del fosforo; chiede che si intensifichino le pratiche agricole sostenibili benefiche per una gestione sostenibile del fosforo; sottolinea le sinergie di tali pratiche con la riduzione dell'impronta climatica e dell'impronta di biodiversità;

6. chiede alla Commissione di proporre misure di progettazione dei prodotti, adattate alle diverse categorie di prodotti, al fine di facilitare l'individuazione e la rimozione di parti o componenti contenenti materie prime critiche, in particolare dai rifiuti post-consumo, oltre a requisiti di progettazione ecocompatibile volti a migliorare significativamente la longevità, la durabilità, la riparabilità, la modularità, la riutilizzabilità e la riciclabilità dei prodotti alla fine del loro ciclo di vita fabbricati o venduti nell'UE;

7. ricorda la sua richiesta, formulata nella risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare, di un'etichettatura chiara e armonizzata, che potrebbe assumere la forma di un indice, sulla durabilità e sulla riparabilità dei prodotti; chiede alla Commissione di valutare anche l'eventuale adozione di un indice di riciclabilità analogo all'etichetta energetica dell'UE per tutti i prodotti elettrici ed elettronici fabbricati o venduti nell'UE;

8. ribadisce il potenziale che l'uso ottimizzato di prodotti e servizi offre per l'economia circolare; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere nuovi modelli di business sostenibili e circolari nella nuova iniziativa sui prodotti sostenibili, compresi approcci del tipo "prodotto-come-servizio", a condizione che risparmino risorse, riducano l'impatto ambientale e garantiscano la protezione dei consumatori; invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare tali approcci attraverso quadri normativi abilitanti;

9. chiede che la Commissione proponga norme efficaci per i sistemi di raccolta in tutta l'UE volte ad aumentare i tassi di raccolta dei rifiuti contenenti materie prime critiche; invita la Commissione a valutare, tra le altre opzioni per la responsabilità estesa del produttore, l'introduzione di sistemi di cauzione-rimborso nella legislazione sui rifiuti dell'UE, in particolare nella direttiva 2012/19/UE, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi prodotti e garantendo al contempo la compatibilità dei sistemi nei vari Stati membri, per incentivare i consumatori a portare le loro apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita, in particolare quelle di piccole dimensioni, in impianti di raccolta e riciclo dedicati, sulla base dell'esperienza positiva dei sistemi di cauzione-rimborso utilizzati per il vetro e la plastica in molti Stati membri;

10. invita la Commissione a proporre obiettivi ambiziosi in termini di contenuto riciclato minimo per le materie prime critiche e obiettivi di riciclaggio dedicati alle materie prime critiche specifici per ciascuna categoria di prodotto, accompagnati da un solido quadro di monitoraggio, ispirandosi alla proposta di regolamento relativo alle batterie e ai rifiuti di batterie (COM(2020)0798); invita la Commissione a presentare, in particolare, proposte legislative basate su una valutazione d'impatto completa per sostituire gradualmente gli obiettivi di riciclo basati sui materiali immessi di cui alla direttiva RAEE con obiettivi di riciclo basati sui risultati per diverse categorie di prodotti al fine di aumentare il recupero delle materie prime critiche dai RAEE; accoglie con favore la valutazione della Commissione in corso sui potenziali miglioramenti alle norme di riciclo dell'UE per le apparecchiature elettriche ed elettroniche al fine di aumentare il recupero e il riciclo del contenuto delle materie prime critiche;

11. chiede alla Commissione di garantire la coerenza tra la strategia per le materie prime critiche dell'UE e la strategia in materia di sostanze chimiche sostenibili, ivi comprese misure efficaci di gestione dei rischi per l'uso sicuro e il riciclo di metalli essenziali laddove la sostituzione non sia realizzabile dal punto di vista tecnico o economico;

12. chiede norme minime obbligatorie di trattamento in materia di efficienza del processo, prestazioni ambientali e sicurezza per i riparatori e i riciclatori di gruppi di prodotti essenziali che tengano conto dell'esposizione dei lavoratori ai materiali tossici e radioattivi contenuti nei RAEE; sottolinea l'importanza di dotare i lavoratori degli impianti di riparazione e riciclo di dispositivi di protezione individuale, anche nel settore delle riparazioni e del riciclo informali; ribadisce a tale riguardo la posizione del Parlamento sulla quarta proposta di modifica della direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni;

13. sottolinea che nell'elenco delle materie prime critiche 2020 è stata aggiunta la bauxite, che può essere raffinata e trasformata in alluminio; rileva che, mentre la bauxite non è riciclabile in quanto viene consumata interamente durante tutti i suoi utilizzi, l'alluminio è riciclabile all'infinito senza che la sua qualità venga compromessa; si rammarica del fatto che il basso livello di riciclo in alcuni degli usi[41] e l'esportazione di rifiuti e scarti di alluminio[42] abbiano portato a un tasso di riciclo a fine vita (EOL-RIR) inferiore a quello che si sarebbe potuto ottenere; sottolinea che l'UE dovrebbe mirare ad attuare misure volte a raggiungere un tasso di riciclo dell'alluminio del 100 % alla fine del ciclo di vita;

14. ricorda la sua richiesta formulata nella risoluzione del 10 febbraio 2021 sul nuovo piano d'azione per l'economia circolare, in merito alla revisione del regolamento sulla spedizione dei rifiuti; invita la Commissione, in sede di revisione del regolamento sulla spedizione dei rifiuti, a fissare requisiti che permettano l'esportazione dei rifiuti, in particolare quelli contenenti materie prime critiche, soltanto previa garanzia che saranno trattati secondo standard sociali e ambientali equivalenti a quelli applicati nell'UE; chiede un'applicazione e un controllo del mercato più rigorosi per prevenire le esportazioni illegali di rifiuti contenenti materie prime critiche; esorta la Commissione, nell'ambito delle prossime revisioni del regolamento sulla spedizione dei rifiuti e del regolamento sul riciclaggio delle navi, previste per il 2023, a garantire che le materie prime critiche contenute nelle navi marine in demolizione non lascino l'Unione europea sotto forma di rifiuti;

15. sottolinea l'importanza fondamentale di creare un mercato efficiente per le materie prime secondarie; invita la Commissione, a tal proposito, a istituire rapidamente un osservatorio del mercato per le principali materie secondarie, comprese le materie prime critiche;

16. sottolinea che se l'obiettivo principale della resilienza delle materie prime critiche è quello di tracciare un percorso verso una maggiore sostenibilità e sicurezza, l'ambito di applicazione dovrebbe essere esteso a tutte le materie prime, comprese quelle secondarie, che rappresentano una sezione strategicamente importante delle principali catene di valore;

17. riconosce la necessità di riqualificare i lavoratori e migliorare le loro competenze per promuovere il passaggio dalle competenze "inquinanti" a quelle "verdi"; osserva che il riorientamento verso l'economia circolare di molti settori e servizi dell'UE richiede capacità e competenze specifiche per garantire elevate prestazioni ambientali e la sicurezza dei lavoratori e sottolinea il ruolo specifico che i pionieri, le PMI e le start-up stanno svolgendo nella transizione verso un'economia circolare; invita la Commissione a riconoscere tale ruolo negli aggiornamenti della strategia industriale per l'Europa e della strategia per le PMI; chiede alla Commissione di includere i programmi di formazione e riqualificazione per l'economia circolare tra le priorità dell'agenda delle competenze e dei programmi di finanziamento dell'UE; invita la Commissione a garantire fondi sufficienti per la riqualificazione e a far fronte agli effetti sociali, occupazionali, economici e ambientali di questa transizione nelle ex aree estrattive;

18. invita la Commissione ad attuare norme rigorose in materia di comunicazione al pubblico, trasparenza e rendicontazione nelle industrie estrattive;

19. sottolinea che alle persone che hanno subito danni economici, ambientali e sanitari derivanti dalle attività di estrazione e trasformazione delle materie prime critiche dovrebbe essere garantito un accesso effettivo ai mezzi giudiziari di ricorso; ricorda, a tale riguardo, la sua risoluzione del 10 marzo 2021 recante raccomandazioni alla Commissione concernenti la dovuta diligenza e la responsabilità delle imprese; invita la Commissione a prestare particolare attenzione all'approvvigionamento responsabile dal punto di vista sociale e ambientale di tutte le materie prime critiche, dall'interno e dall'esterno dell'Europa, e alla loro tracciabilità durante tutto il loro ciclo di vita; sottolinea l'importanza di tenere conto, in tale processo, delle esigenze degli operatori a valle e delle PMI dell'UE; invita pertanto la Commissione a prestare particolare attenzione al settore minerario nella prossima legislazione obbligatoria in materia di dovere di diligenza, in considerazione del significativo impatto delle attività di estrazione sull'ambiente;

20. accoglie con favore, al riguardo, la piena applicabilità dal 1° gennaio 2021 del regolamento (UE) 2017/821 sui minerali dei conflitti; ritiene tuttavia che il regolamento dovrebbe essere più ambizioso con riferimento sia ai minerali che contempla, sia agli obblighi che impone, e invita la Commissione a rivedere il regolamento entro il 2023;

21. invita la Commissione a monitorare attentamente la sfida continua rappresentata dalle restrizioni alle esportazioni applicate dai paesi terzi e a trovare una soluzione al riguardo; invita la Commissione a monitorare anche il modo in cui i paesi terzi acquistano in blocco le materie prime critiche per l'esportazione limitando la possibilità dell'UE di diversificare l'approvvigionamento; ribadisce la necessità di sfruttare al massimo le norme commerciali vigenti, istituendo un meccanismo di monitoraggio delle restrizioni alle esportazioni di materie prime critiche come strumento politico nei negoziati bilaterali e multilaterali e promuovendo un dialogo sul loro impiego;

22. invita la Commissione a creare programmi di ricerca che contribuiscano a mitigare i rischi di approvvigionamento, dato che le materie prime critiche sono utilizzate direttamente nell'industria della difesa e aerospaziale e che il loro ruolo è fondamentale nello sviluppo di capacità di difesa essenziali;

23. invita la Commissione a tenere debitamente conto di tutte le esternalità ambientali dell'estrazione e della trasformazione nella sua analisi del rischio di approvvigionamento, al momento di stilare l'elenco delle materie prime critiche;

24. accoglie con favore l'ambizione di diventare leader mondiali nella produzione sostenibile di materie prime; sottolinea che ciò richiede coerenza tra tutte le iniziative politiche pertinenti e la legislazione dell'UE;

25. invita la Commissione e l'alleanza europea per le materie prime a dare priorità all'estrazione delle materie prime critiche da miniere interne esistenti, ovverosia discariche di miniera, roccia sterile, discariche ed estrazione mineraria urbana più efficace, anziché da nuove miniere, ove ciò sia sostenibile, vale a dire se gli effetti ambientali, anche in termini di uso di energia e sostanze chimiche, sono inferiori; sottolinea che tale estrazione e il successivo recupero devono essere effettuati utilizzando le migliori tecniche disponibili (BAT), garantendo le migliori prestazioni ecologiche e la redditività economica;

26. invita la Commissione a prestare particolare attenzione alla fase post-estrattiva dei progetti minerari e alla fine del ciclo di vita delle materie prime critiche, conformemente alla gerarchia dei rifiuti stabilita nella direttiva quadro sui rifiuti, e soprattutto quando le materie prime critiche sono anche sostanze pericolose;

27. ritiene che le autorizzazioni e le concessioni minerarie dovrebbero includere prescrizioni per il recupero e la trasformazione sicuri, efficienti e sostenibili di tutte le materie prime critiche economicamente e tecnicamente recuperabili; chiede alla Commissione di attuare con urgenza le richieste formulate dal Parlamento nella risoluzione del 27 aprile 2017 sull'attuazione della direttiva relativa alla gestione dei rifiuti delle industrie estrattive; ribadisce che il questionario attualmente utilizzato come sistema di comunicazione delle informazioni a norma dell'articolo 18 della direttiva non è adatto allo scopo e chiede alla Commissione di creare un sistema di registrazione dell'UE armonizzato, digitalizzato e trasparente, che sia basato su definizioni e criteri di trattamento armonizzati per i rifiuti minerari e che includa tutti i dati pertinenti sull'impatto ambientale, comprese le concentrazioni delle materie contenute nei rifiuti;

28. chiede alla Commissione di stabilire limiti massimi di concentrazione di zolfo e di metalli pesanti nei rifiuti, al fine di migliorare il recupero delle materie prime critiche dai rifiuti minerari e ridurre il potenziale drenaggio acido e l'inquinamento, garantendo al contempo un margine di tempo sufficiente per adattarsi a detti nuovi limiti;

29. invita la Commissione a esaminare la possibilità di incorporare nel diritto dell'Unione il nuovo standard industriale globale del programma delle Nazioni Unite per l'ambiente per la gestione sicura degli sterili delle attività estrattive e di svilupparlo ulteriormente, nonché a promuoverne l'adozione in tutte le catene del valore delle imprese che importano e utilizzano materie prime critiche e che operano nel mercato interno;

30. è del parere che, considerando che per ragioni strategiche sarebbe opportuno promuovere le materie prime critiche interne a discapito di quelle importate, alla luce degli obiettivi del Green Deal europeo e in particolare della strategia per la biodiversità e del piano d'azione "Inquinamento zero", bisognerebbe assicurare che la legislazione ambientale dell'UE garantisca che le attività estrattive nell'UE abbiano un impatto ambientale minimo e che le potenziali nuove attività estrattive in Europa necessarie per il Green Deal non si limitino a trasferire le emissioni di gas a effetto serra e l'impatto ambientale dell'UE ad altri settori dell'economia;

31. invita la Commissione a rafforzare l'applicazione e a garantire la piena attuazione dell'attuale legislazione ambientale dell'UE e a proporre modifiche alla legislazione ove necessario;

32. incoraggia una valutazione approfondita della possibilità di includere il settore minerario nell'ambito di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali alla luce dell'elevato impatto ambientale delle attività estrattive, della dimensione mediamente elevata dei progetti minerari, delle variazioni delle norme in materia di gestione dell'inquinamento applicate ai siti minerari in Europa e della potenziale espansione delle attività di estrazione di materie prime critiche in Europa; incoraggia una valutazione approfondita della possibilità di includere il settore minerario nell'ambito di applicazione della direttiva sulle emissioni industriali; suggerisce di individuare le migliori tecnologie disponibili per il recupero delle miniere, in particolare per quanto riguarda il suolo e l'acqua;

33. esorta la Commissione a riesaminare la direttiva sulla valutazione dell'impatto ambientale per garantire che venga effettuata una valutazione dell'impatto ambientale per i progetti minerari di tutte le dimensioni e che tale valutazione sia eseguita da una terza parte indipendente;

34. invita la Commissione a proporre criteri di sostenibilità rigorosi e basati su dati scientifici per definire ciò che costituisce un investimento sostenibile nel settore minerario ai sensi del regolamento sulla tassonomia; sottolinea che tutte le sovvenzioni pubbliche relative alle materie prime critiche dovrebbero rispettare il principio del "non nuocere", in linea con gli impegni del Green Deal europeo;

35. sottolinea la necessità di elaborare urgentemente i progetti di ricerca e innovazione nell'ambito di Orizzonte Europa per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti, il riciclo, il recupero e la rigenerazione, i materiali avanzati e la sostituzione, i processi per l'estrazione e la trasformazione delle materie prime critiche, anche dai residui minerari, dagli sterili e dai flussi complessi, per ridurre significativamente l'impatto ambientale e migliorare le prestazioni climatiche;

36. ritiene che le emissioni connesse alle attività estrattive e le importazioni di materie prime critiche dovrebbero essere incluse nel futuro meccanismo di adeguamento del carbonio alla frontiera;

37. ritiene che qualsiasi misura per accelerare e facilitare i progetti minerari nell'ambito dell'agenda "Legiferare meglio" non dovrebbe in alcuna circostanza essere dannosa per l'ambiente e per la protezione sociale, e dovrebbe garantire la partecipazione pubblica;

38. ritiene che la legislazione dell'UE e le convenzioni internazionali dovrebbero impedire lo svolgimento dell'attività estrattiva nelle aree naturali protette, vale a dire i siti Natura 2000 e Ramsar, altre aree naturali designate a livello nazionale e sovranazionale (ad esempio i siti riconosciuti "Patrimonio dell'Umanità" dall'UNESCO), le aree protette delle popolazioni indigene e locali, nonché l'alto mare e l'Artide; invita pertanto la Commissione a valutare la possibilità di modificare i pertinenti articoli delle direttive Uccelli e Habitat per raggiungere tale obiettivo;

39. ricorda l'impegno della Commissione, in linea con il principio di precauzione e con gli appelli del Parlamento europeo e del Consiglio, ossia non acconsentire all'estrazione e all'utilizzo dei minerali marini presenti nella zona internazionale dei fondali marini finché gli effetti dell'estrazione mineraria in alto mare sull'ambiente marino, sulla biodiversità e sulle attività umane in mare non saranno stati oggetto di sufficienti ricerche, i rischi non saranno stati compresi e non sarà stato dimostrato che le tecnologie e le pratiche operative non comportano danni gravi per l'ambiente; incoraggia la Commissione a tradurre tale impegno in azioni concrete per proteggere questi ecosistemi altamente vulnerabili;

40. invita la Commissione a valutare opzioni legislative, in linea con le Convenzioni di Espoo e di Aarhus, per garantire che le autorità locali adottino e attuino il diritto delle comunità locali a una partecipazione effettiva e inclusiva alle procedure di autorizzazione per i nuovi progetti di esplorazione ed estrazione mineraria durante tutte le fasi del progetto minerario e al momento della presentazione delle richieste di autorizzazione per l'ampliamento delle miniere esistenti, e a garantire che le comunità locali abbiano il diritto di avvalersi di meccanismi di ricorso efficaci gestiti da tribunali e organi di controllo indipendenti e liberi da qualsiasi conflitto di interessi.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

29.6.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

45

7

24

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Bartosz Arłukowicz, Margrete Auken, Simona Baldassarre, Marek Paweł Balt, Traian Băsescu, Aurélia Beigneux, Monika Beňová, Sergio Berlato, Alexander Bernhuber, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Pascal Canfin, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Nathalie Colin-Oesterlé, Esther de Lange, Christian Doleschal, Marco Dreosto, Cyrus Engerer, Eleonora Evi, Agnès Evren, Pietro Fiocchi, Andreas Glück, Catherine Griset, Jytte Guteland, Teuvo Hakkarainen, Martin Hojsík, Pär Holmgren, Jan Huitema, Yannick Jadot, Adam Jarubas, Petros Kokkalis, Ewa Kopacz, Joanna Kopcińska, Ryszard Antoni Legutko, Peter Liese, Javi López, César Luena, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Tilly Metz, Silvia Modig, Dolors Montserrat, Alessandra Moretti, Dan-Ştefan Motreanu, Ville Niinistö, Ljudmila Novak, Jutta Paulus, Stanislav Polčák, Jessica Polfjärd, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Sándor Rónai, Rob Rooken, Silvia Sardone, Christine Schneider, Günther Sidl, Ivan Vilibor Sinčić, Linea Søgaard-Lidell, Maria Spyraki, Nicolae Ştefănuță, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir, Petar Vitanov, Alexandr Vondra, Mick Wallace, Pernille Weiss, Emma Wiesner, Michal Wiezik, Tiemo Wölken, Anna Zalewska

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Manuel Bompard, Annika Bruna, Kateřina Konečná, Sara Matthieu

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

45

+

ID

Aurélia Beigneux, Annika Bruna, Catherine Griset

NI

Ivan Vilibor Sinčić

PPE

Stanislav Polčák, Michal Wiezik

Renew

Pascal Canfin, Martin Hojsík, Jan Huitema, Frédérique Ries, María Soraya Rodríguez Ramos, Nicolae Ştefănuță, Linea Søgaard-Lidell, Nils Torvalds, Véronique Trillet-Lenoir, Emma Wiesner

S&D

Marek Paweł Balt, Monika Beňová, Simona Bonafè, Delara Burkhardt, Sara Cerdas, Mohammed Chahim, Tudor Ciuhodaru, Cyrus Engerer, Jytte Guteland, Javi López, César Luena, Alessandra Moretti, Sándor Rónai, Günther Sidl, Petar Vitanov, Tiemo Wölken

The Left

Manuel Bompard, Petros Kokkalis, Kateřina Konečná, Silvia Modig, Mick Wallace

Verts/ALE

Margrete Auken, Eleonora Evi, Pär Holmgren, Yannick Jadot, Sara Matthieu, Tilly Metz, Ville Niinistö, Jutta Paulus

 

7

-

ECR

Sergio Berlato, Pietro Fiocchi, Joanna Kopcińska, Ryszard Antoni Legutko, Rob Rooken, Alexandr Vondra, Anna Zalewska

 

24

0

ID

Simona Baldassarre, Marco Dreosto, Teuvo Hakkarainen, Silvia Sardone

PPE

Bartosz Arłukowicz, Traian Băsescu, Alexander Bernhuber, Nathalie Colin-Oesterlé, Christian Doleschal, Agnès Evren, Adam Jarubas, Ewa Kopacz, Esther de Lange, Peter Liese, Fulvio Martusciello, Liudas Mažylis, Dolors Montserrat, Dan-Ştefan Motreanu, Ljudmila Novak, Jessica Polfjärd, Christine Schneider, Maria Spyraki, Pernille Weiss

Renew

Andreas Glück

 

Legenda

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER IL COMMERCIO INTERNAZIONALE (14.7.2021)

<CommissionInt>destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia</CommissionInt>


<Titre>su una strategia europea per le materie prime critiche</Titre>

<DocRef>(2021/2011(INI))</DocRef>

Relatore per parere(*): <Depute>Roman Haider</Depute>

(*) Commissione associata – articolo 57 del regolamento

 

SUGGERIMENTI

La commissione per il commercio internazionale invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

1. valuta positivamente il nuovo piano d'azione dell'UE sulle materie prime critiche, l'istituzione dell'alleanza europea per le materie prime e l'accento posto sulle materie prime critiche nella comunicazione della Commissione sul riesame della politica commerciale; chiede una politica commerciale assertiva che ponga l'accento sulla diversificazione e la resilienza delle catene di approvvigionamento e che dia priorità al miglioramento dei meccanismi mondiali e dell'UE per creare un ambiente commerciale favorevole all'industria europea;

2. sottolinea che la politica commerciale dell'UE svolge un ruolo fondamentale nel migliorare l'accesso dell'UE alle materie prime essenziali, compresi i metalli di base, i minerali industriali, gli aggregati e i materiali biotici, promuovendo nel contempo norme sostenibili, una buona governance e un approvvigionamento responsabile; prende atto che l'elenco rivisto dell'UE per il 2020 contiene 30 materie prime critiche, tra cui quattro aggiunte di recente; osserva inoltre che le crescenti tensioni tra le principali potenze hanno messo in luce vulnerabilità strategiche dell'UE, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle risorse chiave, comprese le materie prime essenziali e le materie trasformate, che sono fondamentali e necessarie per realizzare il Green Deal e garantire la trasformazione digitale dell'economia dell'UE; rileva che il monitoraggio della dipendenza dai prodotti di base e la garanzia dell'accesso alle materie prime essenziali possono garantire una maggiore resilienza delle catene di approvvigionamento sostenibili; sottolinea che tali aspetti dovrebbero figurare tra gli elementi chiave nell'attuazione dell'autonomia strategica aperta dell'Unione;

3. si compiace della pubblicazione della nuova strategia industriale aggiornata[43] e del suo invito a rafforzare l'autonomia strategica dell'Europa e i nuovi partenariati con l'industria e i partner internazionali che condividono gli stessi principi; plaude al continuo lavoro che la Commissione sta svolgendo sulle catene di approvvigionamento critiche e sottolinea l'importanza di allineare le sue diverse strategie e politiche; sottolinea i rischi nell'ambito delle catene di approvvigionamento critiche resi evidenti dalla crisi della COVID-19 e invita la Commissione ad adottare una strategia dell'UE di resilienza e sostenibilità della catena di approvvigionamento quale seguito della strategia industriale dell'Unione, individuando le catene di approvvigionamento basate sulle materie prime critiche per le quali la resilienza e la sostenibilità sarebbero rafforzate dalla diversificazione dell'approvvigionamento, dalla rilocalizzazione, ove opportuno, degli impianti di trasformazione e di estrazione e dallo stoccaggio; è favorevole a integrare le disposizioni in materia di comunicazione necessarie per tale analisi nell'ambito della direttiva relativa alla comunicazione societaria sulla sostenibilità;

4. chiede, a tale proposito, una maggiore cooperazione tra gli investitori e tutti i portatori di interessi, tra cui gli attori industriali lungo la catena del valore, gli Stati membri e le regioni, i sindacati, la società civile, le organizzazioni di ricerca e tecnologia, gli investitori e le ONG, all'interno dei settori dell'economia dell'Unione maggiormente interessati da strozzature nell'approvvigionamento di materie prime critiche, attraverso il quadro offerto dall'alleanza europea per le materie prime o formando alleanze settoriali specifiche a livello industriale e tra le parti interessate, per far fronte alle carenze nell'approvvigionamento di materie prime critiche; ritiene che tale cooperazione dovrebbe prefiggersi di analizzare le strozzature della catena di approvvigionamento, il ruolo che lo stoccaggio strategico potrebbe svolgere nell'affrontare le vulnerabilità e il finanziamento della ricerca sull'esplorazione di nuovi siti e tecnologie di approvvigionamento;

5. reputa importante ampliare la portata della strategia europea per le materie prime critiche, il cui obiettivo ultimo è tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità; sottolinea che questo sforzo teso a raggiungere una maggiore resilienza dovrebbe includere e interessare non soltanto le materie prime critiche, ma tutte le materie prime, comprese quelle secondarie, che rappresentano una componente strategica delle principali catene di valore;

6. prende atto con preoccupazione delle previsioni del 2021 dell'Agenzia internazionale per l'energia, secondo cui il fabbisogno complessivo di minerali critici del settore energetico potrebbe aumentare drasticamente di ben sei volte entro il 2040 a causa del loro uso nelle batterie, nelle tecnologie delle energie rinnovabili e nelle infrastrutture di rete[44] ed è convinto che la forte dipendenza dell'UE dalle importazioni di materie prime critiche, compresa la totale dipendenza dalle importazioni di diversi metalli speciali e terre rare, comprometta la sua autonomia strategica e i suoi obiettivi geopolitici; fa presente, in considerazione del fatto che i piani di approvvigionamento e di investimento dell'UE per molte materie prime critiche sono al di sotto di quanto necessario per soddisfare la domanda interna e che i prezzi delle materie prime critiche sono fissati a livello internazionale, che l'industria dell'UE deve affrontare una forte concorrenza internazionale nell'accesso alle materie prime ed è vulnerabile alle misure di restrizione delle esportazioni applicate da paesi terzi; riconosce che un aumento della domanda a livello mondiale potrebbe determinare un aumento dei prezzi e incoraggia la Commissione a presentare un'analisi su tale aspetto; ritiene che detta analisi dovrebbe essere integrata da un'incisiva strategia di comunicazione che illustri ai cittadini le potenziali scelte di compromesso;

7. invita pertanto la Commissione, oltre a rafforzare l'approvvigionamento interno di materie prime, a diversificare il più possibile le fonti di approvvigionamento di materie prime critiche, aumentare l'efficienza delle risorse e ridurre l'attuale dipendenza da alcuni paesi terzi sviluppando non solo le capacità di estrazione, ma anche gli impianti di trasformazione, raffinazione e riciclaggio e sostenendo gli investimenti che coinvolgono partner europei e globali e PMI nel quadro di una strategia internazionale di approvvigionamento a lungo termine; sottolinea che tale obiettivo dovrebbe essere conseguito rafforzando i partenariati e gli accordi commerciali esistenti e realizzando nuovi accordi strategici o imprese comuni UE con i paesi ricchi di risorse o altri paesi fornitori che condividono gli stessi principi, secondo priorità chiaramente definite; accoglie con favore, in tal senso, il dialogo in corso con il Canada, Australia e il Cile volto a rafforzare le relazioni commerciali nel settore delle materie prime critiche; invita la Commissione a rafforzare ulteriormente la cooperazione nel quadro della Conferenza UE-Stati Uniti e Giappone sui materiali critici; sottolinea la necessità di una più stretta cooperazione con i principali fornitori internazionali dei Balcani occidentali, dell'Europa orientale, dell'America latina e dell'Africa, nonché con la Cina e altri paesi in via di sviluppo nel Sud del mondo;

8. sottolinea che l'estrazione di materie prime in molti casi è dannosa per l'ambiente; ritiene, pertanto, che si dovrebbe rafforzare l'economia circolare dell'UE potenziando l'efficienza delle risorse, aumentando il riciclaggio delle materie prime primarie e secondarie, promuovendo le catene di approvvigionamento circolari, favorendo le catene di valore del fine vita e sostituendo le materie prime critiche o riducendone l'uso all'interno delle catene di valore laddove possibile, ad esempio attraverso alternative sintetiche; invita la Commissione, alla luce delle incertezze legate all'evoluzione della situazione geopolitica in tutto il mondo e delle potenziali tensioni commerciali con ricchi paesi terzi produttori a causa dei rischi ambientali e sociali, compresi gli attivi non recuperabili e il costo più elevato dell'azione ambientale, a concentrarsi anche sul garantire l'approvvigionamento di materie prime essenziali in Europa, istituendo scorte strategiche se l'analisi lo ritiene opportuno;

9. sottolinea che i futuri accordi di libero scambio e partenariato dell'UE possono fornire non solo una maggiore sicurezza dell'approvvigionamento, ma anche un quadro politico ed economico affidabile, e che essi dovrebbero prevedere disposizioni specifiche sulle materie prime critiche, come annunciato dalla Commissione nella sua strategia "Commercio per tutti", al fine di promuovere la cooperazione, garantire il rispetto degli impegni internazionali, eliminare ed evitare le restrizioni alle esportazioni e rispettare le attuali norme per gli investimenti esteri diretti prima e dopo lo stabilimento; invita la Commissione a rafforzare ulteriormente il monitoraggio e l'applicazione degli accordi di libero scambio, compresi i capitoli sul commercio e sullo sviluppo sostenibile, al fine di garantire che gli impegni e le disposizioni in materia di approvvigionamento responsabile delle materie prime critiche siano definiti e rispettati dai partner commerciali e che si tenga conto delle eventuali preoccupazioni delle comunità interessate dalle attività estrattive; sottolinea che ciò dovrebbe figurare tra i compiti prioritari del responsabile dell'esecuzione degli accordi commerciali;

10. invita la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e le altre istituzioni dell'UE, in cooperazione con i partner internazionali, a promuovere e sostenere gli investimenti in siti sostenibili di approvvigionamento, trasformazione e raffinazione di materie prime critiche conformi alle norme dell'UE, garantendo in tal modo parità di condizioni; invita la Commissione a rafforzare la cooperazione sull'approvvigionamento sostenibile di materie prime critiche con i paesi terzi, in particolare con partner che condividono gli stessi principi come gli Stati Uniti, nell'ambito delle politiche e degli strumenti dell'UE esistenti e futuri, comprese le politiche in materia di allargamento, vicinato, sviluppo e cooperazione, nonché nel suo impegno in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), in linea con le norme internazionali riconosciute (ad esempio quelle dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e i principi guida delle Nazioni Unite) e le iniziative industriali globali in materia di approvvigionamento responsabile; invita la Commissione ad allineare coerentemente le proprie azioni sulle materie prime alle altre iniziative dell'Unione che promuovono la sostenibilità, al fine di creare condizioni di parità e razionalizzare la regolamentazione in modo che le politiche non gravino eccessivamente sull'industria;

11. sottolinea che il rafforzamento dell'economia circolare all'interno dell'Unione e il miglioramento dei tassi di riciclaggio dell'UE per i metalli e i minerali critici necessari nell'ambito delle tecnologie verdi e digitali potrebbero aiutare l'Europa a migliorare la propria resilienza, in linea con l'aspirazione verso l'autonomia strategica aperta; osserva, a tale proposito, che nella transizione verso un'economia circolare occorre prestare particolare attenzione alle principali catene di approvvigionamento in cui la dipendenza dell'UE dalle materie prime critiche è particolarmente elevata; invita la Commissione a sostenere, nelle relazioni dell'Europa con i paesi partner, un'economia circolare globale, proponendo un'alleanza in tal senso, a presentare un accordo internazionale sulla gestione delle risorse naturali, ad avviare una discussione in seno all'OMC sui vincoli posti sull'espansione dell'economia circolare in virtù di requisiti di contenuto locale, a creare un partenariato più forte con diverse regioni del mondo, in particolare con l'Africa, e a garantire che gli accordi di libero scambio riflettano gli obiettivi rafforzati dell'economia circolare; reputa importante aumentare la disponibilità e la qualità delle materie prime secondarie, compresi i rottami ferrosi e le terre rare, al fine di migliorare la resilienza e la circolarità dell'approvvigionamento di materie prime critiche;

12. sottolinea che il commercio sostenibile e l'estrazione e l'approvvigionamento responsabili, nonché il dovere di diligenza lungo le catene di approvvigionamento, devono rimanere i capisaldi nell'attuazione del piano d'azione dell'UE sulle materie prime critiche; chiede una più rigorosa applicazione delle norme d'origine, al fine di salvaguardare la produzione di materie prime e impedire l'elusione di tali norme nelle regioni in cui gli operatori sono soggetti a requisiti meno stringenti in materia di sostenibilità e di sovvenzioni industriali; sottolinea che qualsiasi nuova attività di approvvigionamento da parte di imprese che operano sul mercato dell'UE deve rispettare il regolamento sui minerali provenienti da zone di conflitto, le norme in materia di approvvigionamento responsabile descritte nella direttiva sulla comunicazione di informazioni di carattere non finanziario e le norme internazionali in materia di approvvigionamento responsabile delle materie prime; chiede un divieto di importazione di materie prime critiche connesse a gravi violazioni dei diritti umani e dei diritti dei lavoratori, come il lavoro forzato o il lavoro minorile;

13. sottolinea la necessità di controlli più rigorosi sulle esportazioni dell'UE di flussi di rifiuti delle principali materie prime critiche, tra cui i rifiuti elettronici, le batterie e i veicoli fuori uso, come pure sui rifiuti pericolosi derivanti dall'estrazione delle risorse, allo scopo di evitare l'inquinamento causato dal riciclaggio informale nei paesi in via di sviluppo e stabilire condizioni di parità per gli operatori addetti al riciclaggio che rispettano le norme necessarie per un recupero sicuro ed efficiente; chiede che la Commissione intervenga rapidamente ed efficacemente per esaminare e rivedere il regolamento relativo alle spedizioni di rifiuti, per contrastare, mediante misure più stringenti e il rafforzamento del sistema di ispezione, le esportazioni illegali e dubbie di prodotti di scarto contenenti materie prime critiche; chiede l'introduzione di un requisito generale che assicuri che i prodotti di scarto contenenti materie prime critiche siano esportati con la garanzia di un trattamento nel paese di destinazione in condizioni equivalenti a quelle dell'UE, in modo da evitare la perdita di risorse tramite operazioni di riciclaggio informale, il che peraltro sostiene la transizione verso l'economia circolare;

14. sottolinea che il pieno funzionamento di un sistema commerciale multilaterale basato su regole è fondamentale per garantire flussi commerciali aperti e sostenibili per quanto riguarda le materie prime critiche; esprime preoccupazione per l'uso di restrizioni all'esportazione di materie prime critiche da parte di alcuni membri dell'OMC, tra cui la Cina, ed esorta tutti i membri ad astenersi dal perseguire tali politiche; invita pertanto la Commissione a ricorrere ai consessi internazionali per ridurre tali restrizioni distorsive delle esportazioni di materie prime critiche; rinnova, a tal riguardo, il suo invito alla Commissione a raddoppiare i suoi sforzi verso un'ambiziosa riforma dell'OMC al fine di combattere le distorsioni del commercio internazionale e le pratiche commerciali sleali, fornire un ambiente per gli scambi internazionali stabile e prevedibile nonché garantire un'effettiva e leale concorrenza a livello mondiale;

15. si compiace della dichiarazione congiunta rilasciata in occasione dell'incontro trilaterale tra i ministri del Commercio del Giappone e degli Stati Uniti e la Commissione e appoggia la definizione proposta di sovvenzioni all'industria; accoglie con favore il fatto che la definizione vada oltre l'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni e sulle misure compensative e il regolamento antisovvenzioni dell'Unione e offra una definizione più ampia di sovvenzione; ritiene che tali misure siano fondamentali per creare condizioni di parità a livello internazionale riguardo alle materie prime critiche in quanto le sovvenzioni all'industria, in modo particolare in Cina, costituiscono una grave minaccia per l'industria e i lavoratori dell'UE in quanto distorsive della concorrenza internazionale;

16. accoglie con favore l'iniziativa congiunta UE-USA per far fronte all'eccesso di capacità globale di acciaio e alluminio e sollecita misure tempestive e di ampio respiro per chiamare a rispondere delle loro azioni quei paesi, come la Cina, che sostengono politiche distorsive degli scambi; ricorda tuttavia alla Commissione che al momento le misure tariffarie statunitensi a norma della sezione 232 restano pienamente in vigore e che occorre risolvere la questione con urgenza;

17. concorda con la valutazione della Commissione secondo la quale il passaggio da altre valute internazionali all'euro per i pagamenti delle materie prime critiche importate nell'UE presenterebbe alcuni vantaggi, ad esempio ridurrebbe la volatilità dei prezzi e contribuirebbe a ridurre la dipendenza degli importatori dell'UE e degli esportatori di paesi terzi dai mercati dei finanziamenti in dollari statunitensi;

18. ricorda che la politica commerciale dell'Unione è costituita da impegni multilaterali e bilaterali e da misure autonome e pertanto:

 accoglie con favore l'impegno pubblico della Commissione a presentare nel 2021 una proposta legislativa sul dovere di diligenza e la responsabilità delle imprese e insiste affinché tale legislazione contribuisca a far fronte alle violazioni dei diritti umani e delle norme sociali e ambientali nelle catene del valore;

 invita la Commissione a valutare nuove soluzioni tecnologiche per migliorare la tracciabilità nelle catene globali del valore e ricorda che la tecnologia blockchain può contribuire al conseguimento di tale obiettivo;

 si compiace inoltre dei lavori preparatori in vista di un meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere compatibile con le norme dell'OMC che, una volta introdotto, contribuirà ulteriormente alla sostenibilità delle catene del valore e la creazione di condizioni di parità;

 accoglie con favore i piani della Commissione per istituire partenariati internazionali forti e solidali, approvando un'agenda globale sulle materie prime, con l'obiettivo di partenariati UE che garantiscano sia la sicurezza dell'approvvigionamento sia vantaggi in termini di sviluppo;

 invita la Commissione a garantire strumenti finanziari specifici per i fondi per la ricerca e l'innovazione incentrati sui seguenti aspetti: trattamento dei rifiuti e concreto miglioramento significativo dei materiali derivati dai rifiuti, nonché tecnologie e processi per estrarre materie prime preziose da residui minerari, sterili e flussi complessi.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

13.7.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

34

2

4

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Barry Andrews, Anna-Michelle Asimakopoulou, Tiziana Beghin, Geert Bourgeois, Saskia Bricmont, Jordi Cañas, Miroslav Číž, Arnaud Danjean, Paolo De Castro, Markéta Gregorová, Christophe Hansen, Danuta Maria Hübner, Herve Juvin, Karin Karlsbro, Maximilian Krah, Danilo Oscar Lancini, Bernd Lange, Margarida Marques, Gabriel Mato, Sara Matthieu, Carles Puigdemont i Casamajó, Samira Rafaela, Inma Rodríguez-Piñero, Massimiliano Salini, Helmut Scholz, Liesje Schreinemacher, Sven Simon, Dominik Tarczyński, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt, Marie-Pierre Vedrenne, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Jan Zahradil, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Marek Belka, Markus Buchheit, Seán Kelly, Jean-Lin Lacapelle, Manuela Ripa

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

34

+

ECR

Geert Bourgeois, Dominik Tarczyński, Jan Zahradil

ID

Markus Buchheit, Herve Juvin, Maximilian Krah, Jean-Lin Lacapelle, Danilo Oscar Lancini

NI

Tiziana Beghin, Carles Puigdemont i Casamajó

PPE

Anna-Michelle Asimakopoulou, Arnaud Danjean, Christophe Hansen, Danuta Maria Hübner, Seán Kelly, Gabriel Mato, Massimiliano Salini, Sven Simon, Jörgen Warborn, Iuliu Winkler, Juan Ignacio Zoido Álvarez

Renew

Barry Andrews, Jordi Cañas, Karin Karlsbro, Samira Rafaela, Liesje Schreinemacher

S&D

Marek Belka, Miroslav Číž, Paolo De Castro, Bernd Lange, Margarida Marques, Inma Rodríguez-Piñero, Mihai Tudose, Kathleen Van Brempt

 

2

-

Renew

Marie-Pierre Vedrenne

The Left

Helmut Scholz

 

4

0

Verts/ALE

Saskia Bricmont, Markéta Gregorová, Sara Matthieu, Manuela Ripa

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 


 

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

27.9.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

59

2

13

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nicola Beer, François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Michael Bloss, Paolo Borchia, Marc Botenga, Markus Buchheit, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Carlo Calenda, Maria da Graça Carvalho, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Josianne Cutajar, Nicola Danti, Pilar del Castillo Vera, Martina Dlabajová, Valter Flego, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Claudia Gamon, Nicolás González Casares, Christophe Grudler, András Gyürk, Henrike Hahn, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Ivars Ijabs, Romana Jerković, Eva Kaili, Izabela-Helena Kloc, Łukasz Kohut, Zdzisław Krasnodębski, Andrius Kubilius, Miapetra Kumpula-Natri, Thierry Mariani, Marisa Matias, Joëlle Mélin, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Aldo Patriciello, Mauri Pekkarinen, Mikuláš Peksa, Tsvetelina Penkova, Morten Petersen, Markus Pieper, Clara Ponsatí Obiols, Manuela Ripa, Robert Roos, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Riho Terras, Grzegorz Tobiszowski, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Marie Toussaint, Isabella Tovaglieri, Viktor Uspaskich, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Erik Bergkvist, Izaskun Bilbao Barandica, Cornelia Ernst, Valérie Hayer, Ioannis Lagos, Elena Lizzi, Jutta Paulus, Sandra Pereira, Ernő Schaller-Baross, Ivan Vilibor Sinčić, Angelika Winzig

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

59

+

ECR

Izabela-Helena Kloc, Zdzisław Krasnodębski, Robert Roos, Beata Szydło, Grzegorz Tobiszowski, Evžen Tošenovský

ID

Paolo Borchia, Markus Buchheit, Elena Lizzi, Isabella Tovaglieri

NI

András Gyürk, Clara Ponsatí Obiols, Viktor Uspaskich

PPE

François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria da Graça Carvalho, Pilar del Castillo Vera, Andrius Kubilius, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Markus Pieper, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Riho Terras, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Angelika Winzig

Renew

Nicola Beer, Izaskun Bilbao Barandica, Nicola Danti, Martina Dlabajová, Valter Flego, Claudia Gamon, Christophe Grudler, Valérie Hayer, Ivars Ijabs, Mauri Pekkarinen, Morten Petersen

S&D

Erik Bergkvist, Carlo Calenda, Josianne Cutajar, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Nicolás González Casares, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Romana Jerković, Eva Kaili, Łukasz Kohut, Miapetra Kumpula-Natri, Dan Nica, Tsvetelina Penkova, Patrizia Toia, Carlos Zorrinho

The Left

Cornelia Ernst

 

2

-

The Left

Marc Botenga, Sandra Pereira

 

13

0

ECR

Jessica Stegrud

ID

Thierry Mariani, Joëlle Mélin

The Left

Marisa Matias,

Verts/ALE

Michael Bloss, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Henrike Hahn, Ville Niinistö, Jutta Paulus, Mikuláš Peksa, Manuela Ripa, Marie Toussaint

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

[1] GU L 198 del 22.6.2020, pag. 13.

[2] GU L 190 del 12.7.2006, pag. 1.

[3] GU L 130 del 19.5.2017, pag. 1

[4] GU L 176 del 30.6.2016, pag. 55.

[5] GU L 197 del 24.7.2012, pag. 38.

[6] GU L 312 del 22.11.2008, pag. 3.

[7] GU L 102 dell’11.4.2006, pag. 15.

[8] GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.

[9] GU L 124 del 25.4.2014, pag. 1.

[10] GU L 20 del 26.1.2010, pag. 7.

[11] GU L 206 del 22.7.1992, pag. 7.

[12] GU L 330 del 15.11.2014, pag. 1.

[13] Testi approvati, P9_TA(2021)0073.

[14] Testi approvati, P9_TA(2020)0359.

[15] Testi approvati, P9_TA(2020)0321.

[16] Testi approvati, P9_TA(2021)0040.

[17] Testi approvati, P9_TA(2020)0054.

[18] Testi approvati, P9_TA(2020)0005.

[19] Testi approvati, P9_TA(2021)0108.

[20] GU C 298 del 23.8.2018, pag. 132.

[21] Banca mondiale, "Minerals for Climate Action: The Mineral Intensity of the Clean Energy Transition"; studio prospettico della Commissione; OCSE, "Global Materials Resources Outlook to 2060: Economic Drivers and Environmental Consequences".

[22] Studio prospettico della Commissione.

[23] Baldé, C.P., Forti V., Gray, V., Kuehr, R., Stegmann,P. The Global E-waste Monitor – 2017, Università delle Nazioni Unite, Unione internazionale delle telecomunicazioni e Associazione internazionale per i rifiuti solidi, Bonn/Ginevra/Vienna, 2017.

[24] Comunicazione della Commissione dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità".

[25] Comunicazione della Commissione dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità".

[26] Parere del CESE del 25 marzo 2021.

[27] Comunicazione della Commissione del 2020 dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità".

[28] Comunicazione della Commissione dal titolo "Resilienza delle materie prime critiche: tracciare un percorso verso una maggiore sicurezza e sostenibilità".

[29] Nel 2013 il tasso di riciclo a fine vita dell'alluminio utilizzato in Europa nei trasporti e negli edifici era pari a più del 90 %, mentre è stato riciclato soltanto il 60 % dell'allumino impiegato negli imballaggi.

[30] Lo studio sull'elenco delle materie prime critiche dell'UE pubblicato dalla Commissione riporta, citando uno studio di Passarini et al. del 2018, che se l'UE avesse trasformato internamente il flusso di rifiuti e scarti di alluminio esportato nel 2015, il tasso di riciclo a fine vita sarebbe aumentato al 16 %.

[31] Relazione OCSE, Global Materials Resources Outlook to 2060.

[32] Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, Industry Sector Snapshot: Mining and Metals, 2018.

[33] Gruppo internazionale delle Nazioni Unite per le risorse, Global Resources Outlook, 2019.

[34] Relazione OCSE, Global Materials Resources Outlook to 2060.

[35] Norgate, T., Jahanshahi, S., "Reducing the greenhouse gas footprint of primary metal production: Where should the focus be?", Minerals Engineering, volume 24, numero 14, novembre 2011, pagg. 1563-1570.

[36] Relazione OCSE, Global Materials Resources Outlook to 2060.

[37] Agenzia europea dell'ambiente, The European environment – State and outlook 2020.

[38] Documento di lavoro dei servizi della Commissione dal titolo "Key stages and progress up to 2019" che accompagna la relazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio sull'attuazione della direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino (direttiva 2008/56/CE), SWD(2020)0060 final.

[39] Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente "Waste Crimes, Waste Risks: Gaps and Challenges in the Waste Sector", 2015.

[40] Basel Action Network, Holes in the Circular Economy: WEEE Leakage from Europe, 2019.

[41] Nel 2013 il tasso di riciclo a fine vita dell'alluminio utilizzato in Europa nei trasporti e negli edifici era pari a più del 90 %, mentre è stato riciclato soltanto il 60 % dell'allumino impiegato negli imballaggi.

[42] Lo studio sull'elenco delle materie prime critiche dell'UE pubblicato dalla Commissione nel 2020 riporta, citando uno studio di Passarini et al. del 2018, che se l'UE avesse trasformato internamente il flusso di rifiuti e scarti di alluminio esportato nel 2015, il tasso di riciclo a fine vita sarebbe aumentato al 16 %.

[43] Comunicazione della Commissione del 5 maggio 2021 dal titolo "Aggiornamento della nuova strategia industriale 2020:

costruire un mercato unico più forte per la ripresa dell'Europa, (COM(2021)0350).

 

[44] https://www.iea.org/reports/the-role-of-critical-minerals-in-clean-energy-transitions

 

Ultimo aggiornamento: 10 novembre 2021Note legali - Informativa sulla privacy