RELAZIONE su una strategia europea per le energie rinnovabili offshore

6.12.2021 - 2021/2012(ΙΝΙ)

Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia
Relatore: Morten Petersen


Procedura : 2021/2012(INI)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
A9-0339/2021

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

su una strategia europea per le energie rinnovabili offshore

(2021/2012(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 194,

 vista la direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità e che modifica la direttiva 96/61/CE del Consiglio[1],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo[2],

 vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[3] ("direttiva sulle energie rinnovabili"),

 visto il regolamento (UE) n. 347/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 aprile 2013, sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga la decisione n. 1364/2006/CE e che modifica i regolamenti (CE) n. 713/2009, (CE) n. 714/2009 e (CE) n. 715/2009[4] (regolamento TEN-E),

 visto il regolamento (UE) n. 1316/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, che istituisce il meccanismo per collegare l'Europa e che modifica il regolamento (UE) n. 913/2010 e che abroga i regolamenti (CE) n. 680/2007 e (CE) n. 67/2010[5], attualmente oggetto di revisione,

 visto il regolamento (UE) 2018/1999 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima che modifica i regolamenti (CE) n. 663/2009 e (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive 94/22/CE, 98/70/CE, 2009/31/CE, 2009/73/CE, 2010/31/UE, 2012/27/UE e 2013/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive del Consiglio 2009/119/CE e (UE) 2015/652 e che abroga il regolamento (UE) n. 525/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio[6],

 vista la sua risoluzione del 6 febbraio 2018 su un nuovo slancio all'innovazione nel settore dell'energia pulita[7],

 vista la sua risoluzione del 14 marzo 2019 sul cambiamento climatico: visione strategica europea a lungo termine per un'economia prospera, moderna, competitiva e climaticamente neutra in conformità dell'accordo di Parigi[8],

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[9],

 vista la sua risoluzione del 10 luglio 2020 su un approccio europeo globale allo stoccaggio dell'energia[10],

 vista la sua risoluzione del 25 novembre 2020 su una nuova strategia industriale per l'Europa[11],

 vista la sua risoluzione del 19 maggio 2021 su una strategia europea per l'idrogeno[12],

 vista la sua risoluzione del 19 maggio 2021 su una strategia europea per l'integrazione del sistema energetico[13],

 vista la sua risoluzione sull'impatto provocato sul settore della pesca dagli impianti eolici offshore e da altri sistemi energetici rinnovabili[14],

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 sul Green Deal europeo (COM(2019)0640),

 vista la comunicazione della Commissione, del 10 marzo 2020, dal titolo "Una nuova strategia industriale per l'Europa" (COM(2020)0102),

 vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 intitolata "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita"(COM (2020) 0380) e la relativa risoluzione del 9 giugno 2021con lo stesso titolo[15],

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" (COM(2020)0301),

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Energia per un'economia climaticamente neutra: strategia dell'UE per l'integrazione del sistema energetico" (COM(2020)0299),

 vista la comunicazione della Commissione del 17 settembre 2020 dal titolo "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa – Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" (COM(2020)0562),

 vista la relazione della Commissione del 14 ottobre 2020 dal titolo "Relazione 2020 sullo stato dell'Unione dell'energia in applicazione del regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima" (COM(2020)0950),

 vista la comunicazione della Commissione del 19 novembre 2020 dal titolo "Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro" (COM(2020)0741),

 vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/2013, presentata dalla Commissione il 15 dicembre 2020, (COM(2020)0824),

 viste la relazione n. 3/2015 dell'Agenzia europea dell'ambiente, del 1º ottobre 2015, dal titolo "Marine protected areas in Europe's seas – an overview and perspectives for the future" (Zone marine protette nei mari d'Europa – una panoramica e prospettive per il futuro) e la sua nota informativa del 6 ottobre 2020 dal titolo "Management effectiveness in the EU's Natura 2000 network of protected areas" (Efficacia della gestione nella rete di aree protette Natura 2000 dell'UE),

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 visti i pareri della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per la pesca,

 vista la relazione della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (A9-0339/2021),

A. considerando che l'UE ha ratificato l'accordo di Parigi nonché il Green Deal europeo e la legge europea sul clima di recente adozione, che stabiliscono un obiettivo dell'UE di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55 % entro il 2030, onde conseguire l'obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 al più tardi, oltre ad obiettivi complementari al fine di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici globali;

B. considerando che la transizione verso un'economia a zero emissioni nette di gas a effetto serra, altamente efficiente sotto il profilo energetico e fortemente basata sulle rinnovabili richiede una transizione rapida verso l'energia pulita che garantisca la sostenibilità, la sicurezza dell'approvvigionamento e l'accessibilità economica dell'energia, come pure la necessaria infrastruttura energetica;

C. considerando che, in virtù del significativo calo dei prezzi, l'energia elettrica rinnovabile offshore è divenuta una delle fonti energetiche con il prezzo più competitivo, con una diminuzione del costo medio ponderato e livellato globale della produzione di energia derivante dall'eolico offshore pari al 48 % fra il 2010 e il 2020, periodo nel quale tali valori sono passati da 0,14 EUR a 0,071 EUR per kWh, e quindi costituisce un elemento fondamentale nella transizione verde, aprendo la strada a un'economia moderna, efficiente in termini di utilizzo delle risorse e competitiva, nonché uno dei pilastri più importanti per il conseguimento degli ambiziosi obiettivi climatici dell'UE; che l'energia rinnovabile offshore ha la capacità di utilizzare enormi fonti di energia per proteggere le famiglie dalla povertà energetica;

D. considerando che la strategia dell'UE per le energie rinnovabili offshore dovrebbe tenere conto delle diverse caratteristiche geografiche dei bacini marittimi dell'UE, che rendono difficile sviluppare un approccio universale;

E. considerando che quello della produzione di energia rinnovabile offshore dell'UE è un settore leader sul piano tecnologico, che dispone di un notevole potenziale per stimolare l'economia dell'UE sostenendo la crescita della produzione di energia pulita in Europa e in tutto il mondo;

F. considerando che l'importo totale disponibile per i programmi di ricerca e sviluppo (R&S) dell'UE per l'energia eolica offshore negli ultimi dieci anni è stato di 496 milioni di EUR; che gli investimenti pubblici nelle attività di R&S nella catena del valore dell'energia eolica hanno già svolto un ruolo fondamentale nel consentire lo sviluppo del settore; che, secondo le stime, gli investimenti necessari per portare avanti la diffusione su vasta scala di energia rinnovabile offshore entro il 2050 ammontano a quasi 800 miliardi di EUR, di cui circa due terzi per finanziare l'infrastruttura di rete correlata e circa un terzo per la produzione offshore di energia; che il piano per la ripresa NextGenerationEU offre un'opportunità unica di mobilitare importi consistenti di capitali pubblici in aggiunta agli investimenti privati;

G. considerando che le competenze e le qualifiche dei lavoratori sono fondamentali per il successo della strategia per le energie rinnovabili offshore;

H. considerando che i porti dell'UE svolgono un ruolo cruciale nel garantire che l'energia eolica offshore sia efficiente sotto il profilo dei costi e fungono da punti di accesso per lo sviluppo locale nelle comunità costiere;

I. considerando che il Mare del Nord è attualmente la regione leader nel mondo per quanto riguarda la capacità installata di energia eolica offshore; considerando che altri bacini marittimi europei come l'Atlantico, il Mediterraneo, il Mar Baltico e il Mar Nero sono località promettenti per intensificare la produzione e la diffusione dell'energia eolica offshore nell'UE; che gli Stati membri occidentali dell'UE che si affacciano sull'Atlantico hanno un elevato potenziale naturale sia per l'energia eolica prodotta da turbine offshore fissate al fondale sia per quella prodotta da turbine offshore galleggianti; che gli Stati membri meridionali dell'UE che si affacciano sul Mediterraneo hanno un elevato potenziale per l'energia eolica prodotta prevalentemente da turbine galleggianti; che gli Stati membri dell'UE che si affacciano sul Baltico hanno un elevato potenziale naturale per l'energia eolica prodotta da turbine offshore fissate al fondale; che gli Stati membri orientali dell'UE che si affacciano sul Mar Nero hanno un grande potenziale sia per l'energia eolica prodotta da turbine offshore fissate al fondale sia per quella prodotta da turbine offshore galleggianti;

J. considerando che è necessario condurre ulteriori studi in merito all'impatto delle diverse tecnologie e infrastrutture per le energie rinnovabili offshore sugli ecosistemi marini, la biodiversità marina e le aree marine protette;

K. considerando che la transizione verso un'economia climaticamente neutra dovrebbe essere accompagnata dal ripristino della natura, senza compromettere gli attuali obiettivi in materia di natura della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e senza lasciare indietro nessuno, come stabilito nel Green Deal europeo; che la transizione energetica dovrebbe essere equa e inclusiva;

L. considerando che i progetti riguardanti le energie rinnovabili offshore e le loro valutazioni di impatto ambientale devono seguire l'approccio della gerarchia della mitigazione; che, quando le possibilità di evitare le ripercussioni sono inesistenti o molto ridotte, si dovrebbero adottare e attuare efficacemente misure di riduzione durante tutte le fasi, dalla scelta del sito, fino allo sfruttamento e allo smantellamento; che tali misure di mitigazione comprendono quelle contro il rumore subacqueo indicate nelle valutazioni di impatto ambientale;

M. considerando che la Commissione dovrebbe valutare la fattibilità di istituire un importante progetto di collegamento degli elettrolizzatori;

N. considerando che esiste la possibilità di beneficiare della compatibilità tra i requisiti in materia di spazio marittimo per garantire una maggiore conformità delle energie rinnovabili offshore alla strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030; che i parchi eolici offshore possono apportare benefici alla biodiversità marina se progettati e costruiti in modo sostenibile; che una forte espansione della produzione di energia eolica offshore richiede un approccio intelligente per garantire la sua coesistenza con le attività già in corso nelle aree interessate e per arrecare il minor danno possibile all'ambiente; che l'inquinamento acustico derivante dalla costruzione e dal funzionamento di impianti eolici, e soprattutto dal trasporto marittimo, ha un impatto sull'ecosistema marino e dovrebbe essere affrontato nella legislazione ambientale; che il coinvolgimento dei promotori di progetti riguardanti le energie rinnovabili fin dalle fasi iniziali contribuirà senza dubbio alla ripartizione corretta dello spazio marittimo; che la ripartizione dello spazio dovrebbe essere il risultato di una pianificazione congiunta dello spazio marittimo e di una gestione integrata delle zone costiere che vada oltre i confini nazionali; che i rendimenti dell'energia eolica offshore in termini di elettricità superano quelli delle turbine onshore e hanno maggiori probabilità di essere accettati da coloro che vivono nelle vicinanze;

O. considerando che, nelle zone rigorosamente protette dell'UE, designate come tali nel quadro della strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030, non dovrebbe essere consentita nessuna attività umana, compresa l'energia rinnovabile;

P. considerando che la strategia mira a fornire un quadro a lungo termine che promuova una coesistenza sana tra gli impianti offshore e gli altri usi dello spazio marittimo, contribuisca alla protezione dell'ambiente e consenta alle comunità di pescatori di prosperare;

Q. considerando che una transizione giusta dei lavoratori del settore del petrolio e del gas offshore verso il settore delle energie rinnovabili offshore dovrebbe essere sostenuta migliorando il riconoscimento delle loro competenze e qualifiche; che è importante mantenere i più elevati standard sociali e ambientali;

R. considerando che la diffusione delle energie rinnovabili offshore dipende dagli sforzi del settore pubblico e di quello privato; che le imprese pubbliche possono svolgere un ruolo accanto alle imprese private nel settore delle energie rinnovabili offshore; che la revisione delle norme in materia di aiuti di Stato e appalti pubblici dovrebbe fornire maggiore flessibilità nell'attuazione della transizione verde, compresi i progetti riguardanti le energie rinnovabili offshore;

1. ritiene che lottare contro i cambiamenti climatici con la diffusione dell'energia offshore è essenziale per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi e sostenere l'impegno dell'UE a conseguire l'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra al più tardi entro il 2050, in linea con i più recenti dati scientifici, come confermato nel Green Deal europeo e nel piano per la ripresa NextGenerationEU; sottolinea che un'economia a emissioni zero richiede la diffusione dell'energia rinnovabile su una scala senza precedenti; sottolinea che molti Stati membri sono in ritardo nella diffusione delle necessarie energie rinnovabili e delle relative infrastrutture; evidenzia altresì che tutti gli Stati membri dovrebbero adoperarsi al massimo per sfruttare appieno il loro potenziale in termini di energie rinnovabili; sottolinea che l'UE non sarà in grado di rispettare i suoi impegni in materia di clima se non saranno adottate ulteriori azioni per accelerare la diffusione dell'energia offshore;

2. invita la Commissione a fare delle energie rinnovabili offshore, insieme ad altre tecnologie energetiche pertinenti, una componente centrale del sistema energetico dell'UE entro il 2050;

3. sottolinea che i risparmi energetici, l'efficienza energetica e l'energia rinnovabile sono tra i fattori determinanti per il conseguimento di un'economia a zero emissioni nette; ricorda l'impegno assunto dall'Unione a favore del principio "l'efficienza energetica al primo posto" e sottolinea l'importanza di attuare tale principio in tutte le normative e le iniziative pertinenti;

4. sottolinea che gli obiettivi di produzione energetica associati alle energie rinnovabili offshore in tutti i bacini marittimi dell'UE sono pari ad almeno 60 GW entro il 2030 e 340 GW entro il 2050, come indicato nella comunicazione COM(2020)0741 della Commissione; ricorda che, secondo la valutazione di impatto della Commissione che accompagna la comunicazione COM(2020)0562[16], per intraprendere un percorso competitivo in termini di costi verso una riduzione del 55 % delle emissioni entro il 2030 la capacità installata dell'energia eolica offshore dovrebbe essere compresa fra i 70 e i 79 GW; invita gli Stati membri e i settori pubblico e privato a superare l'obiettivo di riduzione del 55 % entro il 2030; esorta la Commissione a rivedere le norme in materia di appalti pubblici e aiuti di Stato per garantire una transizione competitiva sotto il profilo dei costi, sostenuta da un mercato ben funzionante che promuova la diffusione dell'energia eolica offshore; osserva che esistono zone con un potenziale ampiamente inesplorato in termini di energie rinnovabili offshore, come le regioni dell'Atlantico, del Mediterraneo, del Mar Baltico e del Mar Nero; sottolinea che la decisione di trovare spazio per questa capacità aggiuntiva di energie rinnovabili offshore entro il 2030 riveste un'importanza fondamentale e dovrebbe essere considerata una priorità ed essere individuata nell'UE prima del 2023/2024 in modo da consentire la realizzazione delle strutture entro il 2030; evidenzia che la competitività dell'energia eolica offshore e dell'energia oceanica quali fonti energetiche continuerà a crescere e che i prezzi continueranno a diminuire di pari passo con l'ulteriore sviluppo e diffusione; sottolinea che l'energia rinnovabile offshore è una fonte di energia praticabile e che un sistema energetico sostenibile e affidabile deve combinare le energie rinnovabili offshore con altre tecnologie energetiche, opportunità di stoccaggio e un consumo energetico flessibile;

5. ritiene che le energie rinnovabili offshore debbano essere sostenibili lungo l'intera catena del valore e avere un impatto negativo limitato sull'ambiente e sulla coesione economica, sociale e territoriale; ricorda la promessa del Green Deal europeo di non lasciare indietro nessuno; sottolinea che il benessere delle persone dovrebbe essere al centro della transizione verde;

6. prende atto del vantaggio competitivo delle imprese e delle tecnologie dell'UE nel settore delle energie rinnovabili offshore; invita la Commissione a garantire che l'UE mantenga la leadership tecnologica, trattenga i talenti e fornisca energia sostenibile, sicura e a prezzi accessibili, tenendo conto nel contempo dei potenziali impatti sull'ambiente marino, compresi quelli connessi ai cambiamenti climatici; sottolinea l'importanza di mantenere tale vantaggio competitivo; sottolinea il potenziale di crescita significativa del settore e il suo contributo all'economia dell'UE, comprese le esportazioni di tecnologie e sistemi; sottolinea l'importanza di sostenere gli investimenti nelle attività di R&S e di basarsi su un sistema industriale innovativo per le tecnologie delle energie rinnovabili offshore, attraverso la collaborazione transfrontaliera e il partenariato nel contesto di Orizzonte Europa, per promuovere e sostenere solide catene del valore europee, che sono fondamentali per le transizioni gemelle, garantendo al contempo la rapida diffusione delle innovazioni sviluppate in tale settore; sottolinea l'importanza di posti di lavoro industriali di alta qualità per agevolare una transizione giusta;

7. sottolinea la necessità di mantenere una catena di approvvigionamento pulita, competitiva e sostenibile per le energie rinnovabili offshore nell'Unione europea; evidenzia pertanto che è necessario che i fornitori applichino i più elevati standard sanitari, ambientali, di sicurezza e di qualità, in conformità della certificazione e delle norme europee, determinati in un processo di dialogo con tutte le parti interessate pertinenti; sottolinea altresì la necessità di ridurre al minimo i costi di trasporto lungo la catena di approvvigionamento; ritiene che gli appalti pubblici dovrebbero tenere conto di tali elementi;

8. sottolinea che la diffusione delle energie rinnovabili offshore rappresenta un'opportunità ideale affinché le regioni ultraperiferiche e le isole decarbonizzino il proprio mix energetico e riducano drasticamente la propria dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili; chiede che sia rafforzata l'iniziativa "Energia pulita per le isole dell'UE", con un forte accento sulle energie rinnovabili offshore; ricorda che le isole sono particolarmente colpite dall'innalzamento del livello dei mari;

9. invita la Commissione a condurre quanto prima una valutazione di impatto che chiarisca gli effetti economici e socioeconomici delle energie rinnovabili offshore, prestando particolare attenzione ai posti di lavoro esistenti e alla creazione di nuovi impieghi grazie al raggiungimento di 300-450 GW di capacità entro il 2050;

10. esorta le autorità locali competenti a valutare iniziative che stimolino le economie locali, posti di lavoro sostenibili locali e le attività economiche attraverso la diffusione delle energie rinnovabili offshore; chiede l'identificazione di sinergie fra i settori che possono sostenere al meglio la duplice transizione verde e digitale e contribuire a una ripresa economica a prova di futuro, parallelamente allo sviluppo di sinergie con le azioni che consentono il conseguimento di un'economia blu sostenibile;

Infrastrutture e reti

Investimenti nelle infrastrutture

11. evidenzia l'urgenza di migliorare e ampliare le infrastrutture esistenti, ferme restando la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 e la normativa dell'UE sulla natura, per consentire un maggiore uso di energia elettrica da fonti rinnovabili; deplora il fatto che diversi Stati membri non abbiano ancora raggiunto il loro obiettivo di interconnessione elettrica pari al 10 % entro il 2020 e invita la Commissione e gli Stati membri a garantire infrastrutture adeguate, come le linee di trasmissione, per l'integrazione e il trasporto dell'energia elettrica offshore prodotta a partire dalle energie rinnovabili offshore; rammenta l'obiettivo di interconnessione elettrica del 15 % fissato dall'UE per il 2030, definito all'articolo 2 del regolamento (UE) 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia e dell'azione per il clima; invita la Commissione a presentare una proposta che possa accelerare il conseguimento dell'obiettivo di interconnessione; ritiene che l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero elaborare accordi in materia di infrastrutture energetiche offshore con le regioni geografiche limitrofe;

12. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un'infrastruttura adeguata nell'UE al fine di assicurare una diffusione delle energie rinnovabili offshore efficace sotto il profilo dei costi;

13. sottolinea l'importanza di garantire uno sviluppo sostenibile e responsabile del settore delle energie rinnovabili offshore, tenendo conto del ruolo importante del trasporto marittimo e dei porti marittimi; evidenzia che lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore dovrebbe tenere conto della necessità di corsie e di corridoi di accesso marittimo sicuri e di zone di ancoraggio per la navigazione, nonché dello sviluppo futuro di corsie di accesso marittimo ai porti; sottolinea l'importanza di porti marittimi moderni, sostenibili e innovativi per l'assemblaggio, la produzione e la manutenzione delle apparecchiature legate alle energie rinnovabili offshore, nonché i notevoli investimenti necessari per ammodernare le infrastrutture portuali, compresi i terminali di trasporto, e le navi per poter fornire tali servizi; pone in rilievo il ruolo dei porti marittimi quali punti di approdo onshore per l'energia rinnovabile generata offshore e la logistica associata e quali poli strategici per le energie rinnovabili per la connessione alla rete elettrica offshore e gli interconnettori transfrontalieri;

14. segnala che l'accesso alle energie rinnovabili offshore contribuirà altresì all'ecologizzazione dei porti, anche in termini di fornitura di energia elettrica a terra per le navi ormeggiate e il loro sviluppo come cluster industriali circolari; sottolinea che i piani degli Stati membri per la gestione dello spazio marittimo dovrebbero essere compatibili con le tendenze future, compresi i nuovi flussi di traffico, le nuove rotte di navigazione e le maggiori dimensioni delle navi, e dovrebbero garantire la coesistenza delle infrastrutture energetiche offshore con le rotte dei trasporti marittimi, l'industria della pesca, i sistemi di separazione del traffico, le zone di ancoraggio, l'accesso e le attività delle navi e lo sviluppo portuale; è fermamente convinto che sia necessario garantire alle navi che transitano nei pressi delle infrastrutture delle energie rinnovabili offshore i più elevati livelli di sicurezza, compresa una copertura sufficiente dei servizi di assistenza al traffico marittimo e la fornitura di navi per il soccorso in caso di emergenza nella zona;

15. accoglie con favore la proposta della Commissione di revisione del regolamento TEN-E, che mira a conseguire l'obiettivo del Green Deal europeo e ad adattare la normativa all'obiettivo di 1,5 °C, come pure l'attenzione rivolta alle esigenze e alle priorità del settore delle energie rinnovabili offshore; evidenzia che lo sviluppo di impianti eolici offshore ibridi e radiali che siano sostenibili ed efficienti per la produzione, l'interconnessione e la trasmissione richiede sforzi pubblici e privati lungimiranti in termini di progettazione e investimenti; crede fermamente che i quadri normativi dovrebbero agevolare gli investimenti ex ante; sottolinea la necessità di garantire il coordinamento e l'allineamento fra i piani di sviluppo delle reti onshore e offshore, anche individuando punti di approdo per i collegamenti offshore e l'utilizzo delle reti onshore; esorta gli Stati membri ad accelerare la realizzazione della necessaria infrastruttura di rete per agevolare la transizione verde, nell'ambito della quale l'elettrificazione riveste un ruolo fondamentale; riconosce che gli ingenti investimenti realizzati, spesso mobilitati in contemporanea, renderanno necessaria una pianificazione attenta e precisa;

16. sottolinea l'importanza di definire e di concordare congiuntamente una cooperazione sulla quantità di energie rinnovabili offshore da produrre in ciascun bacino marittimo da parte degli Stati membri nel 2030, 2040 e 2050, nell'ottica di garantire la sicurezza degli investimenti e il conseguimento degli obiettivi energetici e climatici;

17. riconosce il potenziale delle energie rinnovabili offshore in tutti i bacini marittimi europei e invita la Commissione e gli Stati membri a compiere ulteriori progressi nelle tecnologie fondamentali che sfrutteranno tale energia;

18. accoglie con particolare favore l'impegno della Commissione in relazione alla strategia volta a facilitare il dialogo sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale dell'energia rinnovabile offshore e a promuovere una "comunità di pratiche" in cui tutte le parti interessate, tra cui l'industria, le ONG, i pescatori e gli scienziati, possano scambiare opinioni, condividere esperienze e lavorare a progetti comuni in una fase precoce;

19. riconosce i potenziali vantaggi offerti dalla combinazione degli impianti di produzione offshore e le installazioni di trasmissione nelle gare d'appalto; invita la Commissione e gli Stati membri ad analizzare le sfide possibili e potenziali di questo approccio globale in relazione agli appalti e a valutarne l'applicabilità a diversi sistemi; evidenzia che tale analisi deve tenere conto delle possibili problematiche per quanto riguarda la garanzia di incentivi e la pianificazione ottimale delle reti di trasmissione offshore e onshore;

20. rammenta che la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili offshore offre altresì l'opportunità di produrre idrogeno rinnovabile, come indicato nelle comunicazioni della Commissione COM(2020)0741, COM(2020)0299 e COM(2020)0301;

21. prende atto della complementarità intrinseca fra le diverse tecnologie delle energie rinnovabili in termini di condivisione delle infrastrutture, sinergie fra le catene di approvvigionamento e maggiore affidabilità della produzione di energia aggregata;

22. sottolinea la necessità di investimenti nelle infrastrutture per sostenere l'espansione del settore delle energie rinnovabili offshore, in particolare di investimenti nei porti affinché essi possano accogliere turbine e componenti di dimensioni di dimensioni maggiori, offrire attività di gestione e manutenzione (comprese strutture di formazione) e costruire centri di smantellamento e produzione per gli impianti eolici offshore galleggianti e fissati al fondale; evidenzia che le energie rinnovabili offshore diventeranno fondamentali per la sicurezza dell'approvvigionamento energetico e che occorre adottare le misure necessarie per proteggere le infrastrutture dagli attacchi informatici;

Collaborazione degli Stati membri

23. indica che la collaborazione degli Stati membri è fondamentale per massimizzare l'uso efficiente delle risorse energetiche offshore tenendo conto delle specificità di ciascuna zona; pone in rilievo l'importanza della cooperazione energetica nel Mare del Nord e la necessità di includere nuovamente il Regno Unito; osserva che l'attuale quadro giuridico andrebbe migliorato per agevolare in misura sufficiente tale collaborazione; è fermamente convinto che il mancato rafforzamento della collaborazione tra gli Stati membri e i paesi terzi interconnessi ostacolerà la diffusione dell'energia offshore; esorta la Commissione e gli Stati membri a intraprendere senza ulteriore indugio le azioni necessarie; incoraggia gli Stati membri a coordinare e a presentare immediatamente piani per lo sviluppo offshore;

24. sottolinea che sarebbe opportuno promuovere la cooperazione regionale a livello di bacino marittimo fra gli Stati membri e gli Stati limitrofi mediante una pianificazione congiunta, rimuovendo gli ostacoli normativi e creando mappe di utilizzo dello spazio marittimo regionale che siano accessibili a tutte le parti interessate e regolarmente riviste attraverso un quadro comune di monitoraggio;

25. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di coordinarsi con gli Stati membri per sostenere la produzione di almeno 100 MW di energia del moto ondoso e delle maree entro il 2025 e di almeno 1 GW entro il 2030;

26. si compiace della proposta di regolamento della Commissione sugli orientamenti per le infrastrutture energetiche transeuropee e che abroga il regolamento (UE) n. 347/20131, e sostiene la creazione di un punto di contatto unico per ciascun corridoio prioritario di rete offshore, che dovrebbe facilitare il coordinamento fra gli Stati membri e la procedura autorizzativa dei progetti per le energie rinnovabili offshore di interesse comune;

Teleriscaldamento e teleraffrescamento

27. osserva che l'energia elettrica e il riscaldamento e il raffrescamento diretti prodotti utilizzando energie rinnovabili offshore possono contribuire a rendere più ecologici tutti gli usi finali dell'energia elettrica, come le pompe di calore, determinando una riduzione e infine l'azzeramento delle emissioni di gas a effetto serra; evidenzia la possibile integrazione delle energie rinnovabili offshore nel teleriscaldamento mediante l'energia elettrica pulita e le pompe di calore;

28. invita la Commissione ad analizzare le migliori pratiche provenienti dai mercati di teleriscaldamento e teleraffrescamento maturi nell'interesse dei mercati emergenti; evidenzia che gli Stati membri sono in grado di incrementare la capacità di stoccaggio di riscaldamento e raffrescamento e, pertanto, di incoraggiare la diffusione delle principali energie rinnovabili offshore fluttuanti; sottolinea che la mancanza di dati e l'assenza di un collegamento con le strategie di ristrutturazione degli edifici a livello comunale stanno rallentando l'ulteriore integrazione delle fonti di energia rinnovabili nei mercati del teleriscaldamento e del teleraffrescamento;

29. sottolinea il ruolo che le autorità locali e nazionali svolgono nella pianificazione strategica del riscaldamento e del raffrescamento e nel sostegno agli operatori del teleriscaldamento o del teleraffrescamento rendendo gli investimenti privi di rischi e agevolando l'accesso ai finanziamenti diretti del settore pubblico;

Ricerca e sviluppo

30. è fermamente convinto che l'UE e gli Stati membri dovrebbero sostenere la ricerca in materia di interconnettori multifunzione e il loro sviluppo; sottolinea la necessità di creare un quadro a lungo termine per gli interconnettori multifunzione che possa integrare efficacemente i mercati offshore e onshore; invita la Commissione a sostenere i produttori di diverse attrezzature nello sviluppo di uno standard comune che garantisca la compatibilità e l'interoperabilità tra gli interconnettori; sottolinea che le nuove tecnologie, come gli interconnettori multifunzione, devono essere progettate, testate, verificate e rese prive di rischi per accelerarne l'ingresso sul mercato; chiede la creazione di condizioni quadro adeguate per garantire un rapido sviluppo di tali tecnologie;

31. esorta la Commissione, gli Stati membri e il settore privato a incrementare gli investimenti a favore della ricerca e dello sviluppo in ambiti quali la progettazione di energie rinnovabili offshore circolari che tengano conto della natura, nonché in tecnologie per il riciclo e lo smantellamento degli impianti per le energie rinnovabili offshore;

32. sottolinea che il settore delle energie rinnovabili offshore dell'UE dipende dall'importazione di materie prime e componenti per la produzione e che la catena di approvvigionamento di tali materiali dovrebbe essere protetta; ribadisce che è necessario che i fornitori applichino i più elevati standard sanitari, ambientali, di sicurezza e di qualità, in conformità della certificazione e delle norme europee;

33. è fermamente convinto che l'UE e gli Stati membri dovrebbero sostenere la ricerca e lo sviluppo in materia di parchi eolici, impianti per la produzione di energia dal moto ondoso e dalle maree e centrali elettriche galleggianti, che possano essere adeguati alle diverse condizioni del fondale marino in Europa; sottolinea inoltre, a tale riguardo, la necessità di sostenere la ricerca, lo sviluppo, l'ampliamento e la commercializzazione della decarbonizzazione dell'intera catena del valore delle energie rinnovabili offshore, delle tecnologie che utilizzano fonti di energia rinnovabili, come l'energia eolica offshore, per decarbonizzare altri settori e dell'accoppiamento dei settori;

34. sottolinea la necessità di sfruttare le energie rinnovabili offshore nelle acque profonde; evidenzia che le tecnologie galleggianti consentono di accedere a velocità del vento più elevate e costanti che possono anche ridurre al minimo l'impatto ambientale delle turbine e ridurre la pressione associata alla pianificazione costiera; invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere attività di ricerca, sviluppo, monitoraggio e innovazione in relazione a tecnologie come le piattaforme galleggianti; sottolinea che questa è un'ottima opportunità per l'UE di diventare un leader mondiale nelle tecnologie delle energie rinnovabili offshore che saranno fondamentali per la decarbonizzazione;

35. reputa essenziale disporre di segmenti importanti delle catene del valore delle energie rinnovabili in Europa per conseguire gli obiettivi climatici dell'UE e offrire vantaggi economici significativi ai residenti; chiede misure adeguate per sostenere il ruolo dei contenuti europei locali nella catena di approvvigionamento e nella normativa concernenti la strategia in materia di energia rinnovabili;

36. accoglie con favore il fatto che la Commissione e la Banca europea per gli investimenti si siano impegnate a collaborare con altre istituzioni finanziarie per sostenere investimenti strategici e ad alto rischio nelle energie offshore attraverso InvestEU, garantendo nel contempo che l'UE rimanga un leader tecnologico;

37. invita la Commissione e gli Stati membri, nel contesto del Green Deal europeo, a fare un uso migliore dei fondi dell'Unione per sostenere lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore nei territori ultraperiferici e nelle isole, così da ridurre in modo efficiente la loro dipendenza dai combustibili fossili;

38. evidenzia che l'espansione delle energie rinnovabili offshore richiederà una manodopera altamente specializzata e qualificata e invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare le misure necessarie per prevenire una penuria di lavoratori qualificati, garantendo condizioni di lavoro attraenti che tengano conto di aspetti quali la salute e la sicurezza; sostiene l'ambizione della Commissione di assistere le autorità nazionali e regionali competenti nella creazione e nello svolgimento di programmi di istruzione e formazione specifici sulle energie rinnovabili offshore ed evidenzia la necessità di sviluppare un pool di competenze nel settore delle energie rinnovabili offshore; invita la Commissione a inserire il settore delle energie rinnovabili offshore nella sua prossima agenda europea per le competenze al fine di aiutare le persone, le multinazionali e le PMI a sviluppare le competenze necessarie per detto settore; sottolinea l'importanza dell'occupazione femminile nell'ambiente altamente tecnico del settore delle energie offshore;

39. ritiene che durante l'intero ciclo del progetto sia fondamentale progettare, sviluppare e diffondere le energie rinnovabili offshore in maniera circolare e rinnovabile; sottolinea in particolare che la notevole quantità di metalli e minerali necessaria per sostenere la crescita delle tecnologie rinnovabili deve essere reperita in modo responsabile e circolare;

40. pone in evidenza l'opportunità significativa di produrre idrogeno rinnovabile offshore, che può contribuire a un più ampio sviluppo del mercato dell'idrogeno rinnovabile; invita la Commissione a valutare in che modo le fonti di energia rinnovabili offshore possano aprire la strada allo sviluppo della produzione di idrogeno rinnovabile;

41. sottolinea l'importanza degli investimenti pubblici e privati nel settore delle energie rinnovabili offshore per la diffusione su vasta scala delle relative tecnologie; ribadisce l'appello rivolto alla Commissione ad adattare Orizzonte Europa allo sviluppo, alla diffusione e alla commercializzazione di tecnologie e innovazioni all'avanguardia nell'Unione per colmare le lacune fra l'innovazione e la diffusione sul mercato offrendo finanziamenti del rischio per le tecnologie alle fasi iniziali e i progetti dimostrativi e sviluppando catene del valore precoci volte a sostenere lo sviluppo delle infrastrutture di ricerca, anche con l'obiettivo di ridurre i divari esistenti fra gli Stati membri;

42. evidenzia che le competenze rafforzate in materia di energie rinnovabili offshore e le conoscenze specifiche del settore sono risorse che possono essere esportate nei paesi terzi e che possono dunque sostenere l'esportazione di servizi dell'UE e contribuire ad attenuare i cambiamenti climatici a livello globale;

Autorizzazioni e piani di gestione dello spazio marittimo

Semplificazione del rilascio delle autorizzazioni

 

43. sottolinea che per conseguire gli obiettivi per il 2030 e il 2050 è necessario accelerare la diffusione delle energie rinnovabili offshore; sottolinea che occorre una gestione più sostenibile dello spazio marittimo e delle coste per sfruttare appieno il potenziale delle energie rinnovabili offshore; è fermamente convinto che un processo adeguato di pianificazione dello spazio marittimo debba essere accompagnato da un solido approccio in materia di partecipazione pubblica, affinché i punti di vista di tutte le parti interessate e delle comunità costiere siano presi in considerazione; osserva che l'enorme interesse per le energie rinnovabili offshore comporterà un numero crescente di domande di autorizzazione; invita gli Stati membri a semplificare con urgenza le procedure pertinenti e a coordinare i loro sforzi; incoraggia gli Stati membri ad accettare i punti di contatto unici;

44. prende atto dell'attuale lentezza nel lancio dei progetti riguardanti le energie rinnovabili offshore e dell'urgenza di accelerarlo per conseguire gli obiettivi per il 2030 e il 2050; osserva che la semplificazione delle procedure e delle norme tecniche degli Stati membri agevolerà una più rapida implementazione; invita gli Stati membri a istituire un processo trasparente e a prendere in considerazione l'introduzione di limiti temporali per il rilascio delle autorizzazioni, comprese le valutazioni e gli studi ambientali e le consultazioni delle parti interessate necessari, nonché a introdurre limiti temporali per l'autorizzazione quando sia stata presentata la documentazione completa, con un termine per l'adozione della decisione; sottolinea l'importanza di abbreviare le procedure ove necessario e di adottare misure per garantire il rispetto dei termini;

45. sottolinea l'importanza e il potenziale di una pre-approvazione dell'autorizzazione dei siti di sviluppo di impianti offshore, nonché dell'installazione delle linee di collegamento e trasmissione al fine di eliminare l'incertezza in merito ai progetti e ridurre i tempi di realizzazione;

46. ritiene che sia fondamentale creare un ampio consenso pubblico in merito ai progetti riguardanti le energie rinnovabili offshore, coinvolgendo gli attori locali per aumentare l'accettazione pubblica dell'energia eolica offshore e delle grandi infrastrutture che richiede; chiede una partecipazione trasparente e significativa delle comunità costiere, comprese quelle situate nelle regioni più periferiche e nelle isole, e delle altre parti interessate ai progetti; sottolinea l'importanza di accrescere la fiducia del pubblico nella capacità delle energie rinnovabili di garantire l'indipendenza energetica e approvvigionamenti energetici sicuri; incoraggia la Commissione e gli Stati membri a creare sportelli unici con informazioni semplificate sulle possibilità di finanziamento di progetti dimostrativi riguardanti tecnologie d'avanguardia in materia di energie rinnovabili offshore;

Allineamento dei piani di gestione dello spazio marittimo e dei piani energetici e climatici nazionali

47. osserva che lo spazio totale necessario per garantire che la capacità eolica offshore dei mari settentrionali soddisfi gli obiettivi per il 2050 dovrebbe essere del 2,8 %; è fermamente convinto che la partecipazione dei promotori delle energie rinnovabili offshore a uno stadio precoce del processo contribuirà a una ripartizione corretta dello spazio marittimo; sottolinea che la ripartizione dello spazio dovrebbe essere il risultato di una pianificazione congiunta dello spazio marittimo e di una gestione integrata delle zone costiere che vada oltre i confini nazionali; chiede un processo trasparente e che i piani regionali di gestione dello spazio marittimo siano accessibili al fine di agevolare un approccio precoce e inclusivo per tutte le parti interessate;

48. richiama l'attenzione sulle raccomandazioni del progetto relativo al multiuso nei mari europei finanziato da Orizzonte 2020, che prende in esame le opportunità del multiuso nei mari europei in cinque bacini marittimi dell'UE; ricorda che lo sviluppo sostenibile degli oceani non può più dipendere da una gestione monosettoriale, ma richiede un approccio più olistico e integrato, e che il multiuso non si limita alla condivisione dello "stesso" spazio marittimo, ma dovrebbe comprendere l'uso congiunto delle infrastrutture e di altre risorse e attività congiunte;

49. sottolinea l'urgenza di garantire uno spazio sufficiente per lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore e ritiene che le esigenze del multiuso dovrebbero essere agevolate e incentivate proattivamente attraverso organismi pubblici di regolamentazione e i rispettivi programmi di sostegno, che vadano ben oltre le semplici soluzioni di pianificazione dello spazio; osserva che, nell'elaborazione dei rispettivi piani di gestione dello spazio marittimo, gli Stati membri sono stati invitati a perseguire non solo i migliori dati disponibili e un'ampia partecipazione pubblica, ma anche opportunità di co-ubicazione delle attività marittime;

50. osserva che a norma del regolamento (UE) 2018/1999, gli Stati membri erano tenuti a presentare i loro piani nazionali per l'energia e il clima entro il 31 dicembre 2019 e devono presentare relazioni sullo stato di attuazione ogni due anni; rammenta che a norma della direttiva (UE) 2014/89, gli Stati membri dovevano elaborare piani per la gestione dello spazio marittimo entro il 31 marzo 2021; deplora il fatto che non tutti gli Stati membri abbiano finora presentato i loro piani di gestione dello spazio marittimo ed esorta la Commissione ad agire; sottolinea il rischio di incompatibilità tra i piani nazionali per l'energia e il clima e i piani per la gestione dello spazio marittimo per quanto concerne la ripartizione dello spazio; sottolinea la necessità di allineare urgentemente la direttiva sui piani per la gestione dello spazio marittimo e il regolamento sui piani nazionali per l'energia e il clima, nonché altre normative europee pertinenti; esorta gli Stati membri a coordinare e a definire immediatamente piani per lo sviluppo offshore per il 2030 e dopo il 2030;

51. si compiace a tale riguardo dell'obiettivo della strategia di fornire un quadro a lungo termine che promuova una coesistenza sana tra le infrastrutture offshore e gli altri usi dello spazio marittimo e che contribuisca alla protezione dell'ambiente;

52. invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio completo e olistico in relazione al ciclo di vita nel pianificare e implementare una capacità da 300 GW a 450 GW di energia rinnovabile offshore entro il 2050;

53. chiede alla Commissione di analizzare gli effetti dello smantellamento degli impianti offshore e di adottare, se necessario, una strategia dell'UE per lo smantellamento sostenibile delle infrastrutture offshore al fine di ridurre al minimo gli effetti economici, ambientali e di sicurezza; sottolinea che tale strategia dovrebbe comprendere lo smantellamento delle infrastrutture esistenti e le attività di smantellamento future; sottolinea che un futuro quadro giuridico a livello dell'UE sarà necessario solo se l'analisi in questione metterà in luce lacune significative nel quadro e negli strumenti giuridici attualmente in vigore negli Stati membri dell'UE; esorta la Commissione a istituire un quadro di monitoraggio semplice che possa garantire una comunicazione trasparente ed efficace in merito ai progressi compiuti nella diffusione delle energie rinnovabili offshore, mostrando se gli Stati membri sono sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi di capacità GW stabiliti per il 2030 e il 2050; ritiene che la Commissione dovrebbe riferire al Parlamento, in linea con gli obblighi di comunicazione previsti dalla direttiva sulle energie rinnovabili, se la diffusione di queste ultime stia avvenendo nelle tempistiche stabilite;

54. chiede di imporre entro il 2025 il divieto a livello dell'UE di smaltire in discarica le pale delle turbine eoliche smantellate, al fine di garantire la circolarità, ridurre al minimo gli effetti ambientali negativi sul suolo e gli oceani e aumentare il livello di protezione del suolo;

Assetto del mercato

55. sottolinea che la diffusione delle energie rinnovabili offshore dipende dall'attuazione adeguata di regole di mercato ben concepite e da un quadro normativo stabile, data la lunga durata di tali investimenti; sottolinea che il costo dell'energia eolica offshore è drasticamente diminuito negli ultimi venti anni e invita di conseguenza la Commissione e gli Stati membri a garantire le migliori condizioni quadro possibili per uno sviluppo dell'energia eolica offshore orientato al mercato; sottolinea che senza l'eliminazione quanto più rapida possibile dei combustibili fossili e delle sovvenzioni a loro favore e senza un aumento considerevole della produzione di energia eolica offshore, la realizzazione degli obiettivi relativi alle fonti energetiche rinnovabili e la limitazione del riscaldamento globale a meno di 1,5 °C entro la fine del secolo saranno impossibili;

56. chiede che la valutazione della ripartizione dei costi e dei benefici tra la generazione e la trasmissione dell'energia rinnovabile offshore sia sostenibile e praticabile dal punto di vista socioeconomico, garantendo incentivi adeguati e un quadro normativo stabile per i promotori; sottolinea che l'incertezza riguardante la ripartizione dei costi e dei benefici ha un effetto deterrente per le imprese nell'avvio di progetti riguardanti le energie rinnovabili; invita la Commissione ad accelerare la pubblicazione di orientamenti dell'UE sulla condivisione dei costi e dei benefici dei progetti ibridi offshore;

57. sottolinea che gli attuali strumenti di finanziamento dell'UE, come il meccanismo per collegare l'Europa, possono contribuire a mobilitare i finanziamenti necessari per promuovere soluzioni transfrontaliere in materia di energie rinnovabili e progetti congiunti all'interno dell'UE; osserva che il meccanismo per collegare l'Europa può essere utilizzato per identificare potenziali siti di sviluppo delle energie offshore e finanziare gli studi e i lavori di costruzione necessari per progetti che coinvolgono due o più Stati membri dell'UE;

58. chiede alla Commissione di incoraggiare gli Stati membri, se del caso, a includere progetti riguardanti le energie rinnovabili offshore nei loro piani nazionali per la ripresa e la resilienza e negli altri programmi nazionali finanziati con i fondi dell'UE;

59. chiede una revisione dell'attuale quadro normativo che disciplina i mercati dell'energia elettrica nell'UE al fine di agevolare la diffusione delle energie rinnovabili offshore ed eliminare ostacoli artificiosi al commercio, i prezzi fissi, le sovvenzioni e altri meccanismi di distorsione del mercato che impediscono l'ulteriore integrazione positiva delle energie rinnovabili offshore; invita la Commissione e gli Stati membri ad analizzare con attenzione la possibilità di creare apposite zone di offerta offshore e ad analizzare le zone di offerta esistenti e la loro idoneità per l'integrazione della crescente capacità delle energie rinnovabili offshore; chiede alla Commissione di identificare gli attuali meccanismi normativi che promuovono efficacemente l'integrazione delle energie rinnovabili offshore in un mercato energetico ben funzionante nel quadro di un modello adeguato alle esigenze future comprendente l'agevolazione di progetti ibridi e di nuove forme di collaborazione; invita la Commissione a prendere in esame migliori condizioni per lo sviluppo dei progetti ibridi al fine di garantire una migliore e più rapida attuazione dei progetti ibridi riguardanti le energie rinnovabili offshore e condizioni più flessibili per stimolare l'innovazione, comprese nuove categorie di attivi, in particolare per i parchi eolici offshore collegati a interconnettori per due o più mercati; riconosce che le tariffe dovrebbero tenere conto dei rischi legati al fatto di essere fra i primi nel settore industriale a investire nella messa a punto di una nuova tecnologia;

60. sottolinea la necessità di un assetto di mercato interamente compatibile con le energie rinnovabili offshore, compresa la necessità di garantire una configurazione ottimale delle zone di offerta delle energie rinnovabili offshore; ritiene che le infrastrutture delle energie rinnovabili offshore a livello della trasmissione dovrebbero essere regolamentate sulla base di norme non vincolanti, con una separazione dei ruoli e delle responsabilità chiaramente definita in termini di responsabilità dei sistemi, accesso di terzi e trasparenza di tariffe e condizioni, contribuendo in tal modo al mercato unico e all'Unione dell'energia;

61. riconosce che ai fini della transizione all'energia pulita è necessario tenere conto della sostenibilità e dell'impronta di carbonio dell'intera catena del valore nello sfruttamento delle energie rinnovabili offshore e di altre tecnologie energetiche; sottolinea che le procedure di appalto per le energie offshore dovrebbero prevedere criteri di sostenibilità;

62. riconosce che l'idrogeno rinnovabile svolgerà un ruolo fondamentale nel percorso dell'UE verso la neutralità carbonica entro il 2050; sottolinea che le energie rinnovabili offshore, data la grande portata del progetto e la loro elevata capacità, svolgeranno un ruolo essenziale per accelerare la produzione di idrogeno rinnovabile; ritiene che sia necessario sostenere la ricerca e lo sviluppo per incentivare l'industria ad adottare l'idrogeno rinnovabile sul mercato attraverso grandi progetti commerciali, creando in tal modo una domanda concreta e sostenibile in settori in cui la riduzione delle emissioni è difficile da realizzare;

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63. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.


MOTIVAZIONE

L'UE può conseguire i propri obiettivi in materia di clima e tenere fede alle promesse fatte ai cittadini europei soltanto attraverso l'integrazione delle energie rinnovabili offshore nei nostri sistemi energetici su una scala molto più vasta e a una velocità decisamente maggiore di quanto non sia avvenuto finora. Il relatore ritiene che l'energia rinnovabile offshore sia un elemento fondamentale nella transizione verde europea. Superando i 60 GW di capacità delle energie rinnovabili offshore entro il 2030 abbiamo la possibilità di assicurare una fonte di energia pulita, economica e stabile quale fondamento per la transizione verde.

L'UE deve realizzare una serie di revisioni e iniziative estremamente ambiziose nel quadro del pacchetto relativo al Green Deal. Per ottenere la capacità necessaria, l'offerta di energie rinnovabili offshore può e dovrebbe essere integrata in tutte le normative dell'UE pertinenti. È necessaria una revisione al rialzo degli obiettivi della direttiva sull'energia rinnovabile, nonché della struttura di governance associata e dei trasferimenti statistici.

Il piano per la transizione verde dell'UE pone diverse sfide a cui l'energia rinnovabile offshore può dare una risposta. Gli sforzi di elettrificazione dell'UE e la strategia per l'idrogeno richiedono abbondante energia elettrica pulita ed economica. La decarbonizzazione dei trasporti pesanti e dell'aviazione necessita dello stoccaggio chimico (power-to-x), che dipende a sua volta dall'offerta di energia elettrica conveniente. Con l'ausilio delle pompe di calore, le energie rinnovabili offrono l'opportunità di decarbonizzare il sistema di teleriscaldamento. Le energie rinnovabili offshore rappresentano un elemento fondamentale nell'allontanamento dai combustibili fossili e di conseguenza nell'assicurare il rispetto degli impegni comuni assunti nel quadro dell'accordo di Parigi.

Tuttavia, l'attuale percentuale di installazioni rinnovabili offshore nell'UE supera di poco i 2 GW all'anno. La velocità d'installazione deve essere quadruplicata se intendiamo ottenere una capacità di almeno 300 GW entro il 2050. Il conseguimento di un obiettivo tanto ambizioso è naturalmente irto di difficoltà. Pur avendo compiuto importanti progressi nella giusta direzione, è chiaro che le azioni che ci hanno condotto alla situazione attuale non saranno sufficienti per essere dove auspicato nel 2030. Il relatore ritiene necessario intraprendere azioni rapide e immediate. Se gli sforzi non saranno intensificati, non si otterranno i risultati desiderati. Va ribadito un senso di urgenza, nel modo in cui realizziamo le infrastrutture per le energie rinnovabili offshore ma anche per tutte le decisioni che riguardano la transizione verde.

Le imprese europee sono leader mondiali nel settore delle energie rinnovabili offshore, un settore che offre ottime prospettive in termini di creazione di posti di lavoro, crescita ed esportazioni. Tale posizione di forza deve essere mantenuta e ulteriormente rafforzata alla luce della crescente domanda di energia pulita a livello globale. Il mantenimento della leadership europea nel settore delle energie rinnovabili e nelle relative catene di approvvigionamento offre importanti prospettive in termini di politica industriale. Una politica industriale per l'energia pulita europea assertiva dovrebbe poggiare sull'intensificazione degli sforzi nell'ambito della ricerca e sviluppo, su centri sperimentali e sullo scambio delle migliori pratiche all'interno dell'UE.

Condizioni di mercato

L'UE deve garantire un quadro stabile, fondato sul mercato, in grado di garantire la certezza giuridica e chiarezza per gli investitori. I promotori dei progetti, gli investitori privati, i fondi pensionistici e gli istituti finanziari necessitano di chiarezza, coerenza e prevedibilità anche per quanto riguarda gli aspetti normativi per la ripartizione dei proventi tra i promotori dei progetti e i gestori dei sistemi di trasmissione. La diversità di pratiche attuate nell'UE costituisce un ostacolo per la diffusione delle energie rinnovabili offshore ed è per questo motivo che è necessario semplificare ulteriormente e armonizzare le procedure e i processi. Il futuro assetto del mercato dell'energia elettrica dovrà promuovere e tenere in considerazione i futuri sviluppi offshore, ivi compresi i progetti ibridi, e gli effetti sui mercati dell'energia elettrica in tutta l'UE dovrebbero essere analizzati con attenzione.

Infrastrutture

Sono necessari ingenti investimenti nelle reti offshore ma anche onshore. Il progetto di strategia della Commissione europea prevede investimenti nell'ordine di 530 miliardi di EUR al fine di aggiornare e ammodernare l'infrastruttura delle reti europee[17]. La scala di tali investimenti non ha precedenti ed è un aspetto di cui tenere conto nei pertinenti atti legislativi e strumenti finanziari. Il relatore è fermamente convinto che la revisione del regolamento TEN-E dovrebbe tenere in considerazione tale aspetto e facilitare nel contempo il tanto necessario accoppiamento dei settori, integrando le energie rinnovabili offshore nella produzione e nello sviluppo dell'idrogeno verde, delle tecnologie power-to-x, dello stoccaggio e del teleriscaldamento. I piani decennali di sviluppo delle reti dovrebbero essere rivisti di conseguenza. L'integrazione transfrontaliera delle energie rinnovabili offshore nei sistemi di teleriscaldamento offre ottime prospettive per la riduzione del consumo di combustibili fossili per il riscaldamento.

Procedure di autorizzazione

Attualmente le procedure di rilascio delle autorizzazioni per i parchi eolici offshore variano da uno Stato membro all'altro e creano inutili ostacoli burocratici invece di semplificare il processo. Con le procedure attuali, taluni progetti avviati nel corso dei prossimi due anni non si concluderanno prima del 2030. Tenuto conto del già lungo processo di realizzazione dei progetti per le energie rinnovabili offshore, la mancata semplificazione delle procedure di rilascio delle autorizzazioni ci impedirà di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Gli Stati membri presentano i loro piani di gestione dello spazio marittimo senza garantire necessariamente il coordinamento con i rispettivi piani nazionali per l'energia e il clima. La semplificazione di tali processi è un presupposto essenziale per diffondere le rinnovabili offshore alla velocità auspicata e andrebbe in tal senso prevista la revisione della direttiva sulla gestione dello spazio marittimo.

Lo sviluppo e la generazione dell'energia rinnovabile pulita deve avere la priorità. In caso contrario, sarà impossibile conseguire gli obiettivi climatici. La produzione di energia rinnovabile pulita è talmente prioritaria che un nuovo approccio deve prendere in considerazione la possibilità di rovesciare l'onere della prova e il principio di precauzione, favorendo la diffusione delle energie rinnovabili offshore, anche a discapito di autorizzazioni e licenze. Sarà necessario prendere in considerazione e attuare autorizzazioni cumulative e procedure accelerate, nonché l'introduzione di misure specifiche limitate nel tempo e per un periodo fisso per le domande e le autorizzazioni, in modo che i promotori dei progetti possano proseguire senza attendere le autorizzazioni e le differenti pratiche adottate nei vari Stati membri. Si potrebbe considerare l'adozione di un regolamento per il rilascio delle autorizzazioni valido in tutta l'Unione, in modo da semplificare la valutazione d'impatto e l'armonizzazione degli approcci nazionali. L'individuazione di aree offshore designate a livello di UE potrebbe agevolare l'accesso e velocizzare il rilascio delle autorizzazioni.

L'UE ha meno di 10 anni per realizzare un sistema di energie rinnovabili offshore che abbia dimensioni comparabili alla capacità attualmente installata in Belgio, Lussemburgo e Paesi Bassi considerati congiuntamente. Entro il 2050 dovrà avere una capacità paragonabile a quella attuale di Germania, Svezia e Norvegia. È questa la sfida comune che dobbiamo affrontare e non c'è tempo da perdere. Più le cose rimangono come sono, più difficile sarà ottenere i risultati auspicati.


 

ALLEGATO: ELENCO DELLE ENTITÀ O DELLE PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

L'elenco in appresso è compilato su base puramente volontaria, sotto l'esclusiva responsabilità del relatore. Nel corso dell'elaborazione della relazione, fino alla sua approvazione in commissione, il relatore ha ricevuto contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persona

ACER

Andel

BirdLife

Camera di commercio danese

Agenzia danese per l'energia (Dansk Energi)

Confederazione dell'industria danese (Dansk Industri)

Autorità marittima danese (Søfartsstyrelsen)

Associazione delle compagnie di navigazione danesi (Danske Rederier)

Società danese per la conservazione della natura (Danmarks Naturfredningsforening)

EDF

EDF Renewables

Energinet

REGST dell'energia elettrica

Equinor

Eurelectrics

European Energy

Floating Power Plant

General Electric

Greenpeace/CAN Europe

Hitachi ABB Power Grids

Hydrogen Europe

Norlys

Consiglio consultivo per il Mare del Nord

Ocean Energy Europe

Offshore Wind Foundations Alliance

Ørsted

State of Green

Stiesdal

UK National Grid

Vattenfall

Vestas Wind Systems

WindDenmark

WindEurope

WWF

 


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER I TRASPORTI E IL TURISMO (30.6.2021)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

su una strategia europea per le energie rinnovabili offshore

(2021/2012(INI))

Relatore per parere: Marian-Jean Marinescu

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per i trasporti e il turismo invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 viste la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 intitolata "Il Green Deal europeo" (COM(2019) 0640) e la corrispondente risoluzione del Parlamento del 15 gennaio 2020[18],

 visto l'accordo adottato in occasione della 21a Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21) tenutasi a Parigi il 12 dicembre 2015 (l'accordo di Parigi),

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[19],

 vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030: Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)380),

 vista la comunicazione della Commissione del 19 novembre 2020 dal titolo "Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro" (COM(2020)0741),

 vista la direttiva (UE) 2018/2001 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2018, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili[20],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo[21],

 visto l'accordo politico tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell'11 marzo 2021 sul meccanismo per collegare l'Europa 2021-2027,

 viste la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 intitolata "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" (COM(2020)0301) e la corrispondente risoluzione del Parlamento del 19 maggio 2021[22],

 vista la direttiva 2014/94/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 ottobre 2014 sulla realizzazione di un'infrastruttura per i combustibili alternativi[23], che sarà rivista a breve,

 vista la comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2020 dal titolo "Strategia per una mobilità sostenibile e intelligente: mettere i trasporti europei sulla buona strada per il futuro" (COM(2020)0789),

 vista la competenza della commissione per i trasporti e il turismo del Parlamento europeo nell'ambito della programmazione marittima e della politica marittima integrata,

1. accoglie con favore l'ambizione della Commissione di raggiungere una capacità di energia rinnovabile offshore di 340 GW entro il 2050, quale elemento fondamentale per una decarbonizzazione efficace dei settori dei trasporti e del turismo; sottolinea che, poiché la capacità offshore di energia rinnovabile dell'UE-27 si attesta attualmente a poco più di 12 GW, occorre accelerare drasticamente la costruzione di siti di energia rinnovabile offshore e individuare quanto prima lo spazio necessario affinché la costruzione avvenga in tempo utile in vista di tale obiettivo; ritiene che l'espansione considerevole della produzione, dello stoccaggio e della distribuzione dell'energia rinnovabile offshore a prezzi accessibili e la sua completa connessione e integrazione nella rete energetica rappresentino un presupposto indispensabile per la diffusione su vasta scala della mobilità elettrica e dei carburanti puliti e rinnovabili per i trasporti, quali l'idrogeno e l'ammoniaca in particolare; sottolinea pertanto la necessità di un quadro giuridico europeo generale e di un piano di investimenti dell'UE che garantiscano la certezza a tutte le parti interessate e aumentino ulteriormente la competitività e, ove necessario, la maturità tecnologica del settore, pienamente in linea con la strategia dell'UE sull'idrogeno e il previsto forte aumento della domanda di idrogeno proveniente in particolare dal settore dei trasporti; invita in particolare gli Stati membri ad aumentare e agevolare rapidamente e considerevolmente i loro investimenti pubblici e privati orientati al mercato nelle energie rinnovabili offshore e a cogliere in particolare l'opportunità offerta dal dispositivo per la ripresa e la resilienza a tal proposito;

2. sottolinea l'importanza di questa massiccia espansione delle energie rinnovabili offshore per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi e sostenere l'impegno dell'UE a favore dell'obiettivo di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra al più tardi entro il 2050, in linea con i più recenti dati scientifici, come confermato nel Green Deal europeo e nel piano per la ripresa; sottolinea che il risparmio energetico, l'efficienza energetica e le energie rinnovabili sono tra i mezzi fondamentali per il conseguimento di un'economia a zero emissioni nette e dovrebbero essere attuate in qualsiasi pianificazione della domanda e dell'offerta di energia; sottolinea, pertanto, che è necessaria una gestione più sostenibile dello spazio marittimo e delle coste per mettere a frutto il potenziale delle energie rinnovabili offshore;

3. sottolinea l'importanza di porti marittimi moderni, sostenibili e innovativi per l'assemblaggio, la produzione e la manutenzione di apparecchiature per le energie rinnovabili offshore e i notevoli investimenti necessari per ammodernare le infrastrutture portuali, compresi i terminali di trasporto e le navi per fornire tali servizi; sottolinea il ruolo dei porti marittimi quali punti di approdo onshore per l'energia rinnovabile generata offshore e la logistica associata e quali poli strategici per le energie rinnovabili per la connessione alla rete elettrica offshore e gli interconnettori transfrontalieri, nonché per l'elettrolisi e l'importazione, la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione dell'idrogeno, dell'ammoniaca e di altri combustibili puliti alternativi; sottolinea la necessità di agevolare l'accesso agli strumenti finanziari, in particolare nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza e del meccanismo per collegare l'Europa (CEF2), in modo da facilitare l'adeguamento delle infrastrutture portuali a questi nuovi requisiti e rafforzare le sinergie tra le reti TEN-T e TEN-E; sottolinea che l'accesso alle energie rinnovabili offshore contribuirà anche all'ecologizzazione dei porti, anche in termini di fornitura di energia elettrica a terra per le navi ormeggiate e il loro sviluppo come cluster industriali circolari;

4. sottolinea le opportunità che le energie rinnovabili offshore possono offrire alle regioni costiere, sia aumentando la sostenibilità energetica dei soggiorni turistici sia bilanciando gli effetti economici stagionali, fornendo posti di lavoro stabili e prevedibili e crescita nelle industrie offshore locali rinnovabili e nelle piccole e medie imprese (PMI) tutto l'anno; sottolinea le relative opportunità per lo sviluppo socioeconomico di tali regioni e per la creazione di comunità locali offshore di energia circolare; sottolinea la necessità di un dialogo strutturato, che coinvolga le autorità locali, e di una transizione equa verso le energie rinnovabili offshore, compresa una formazione adeguata per preparare la forza lavoro alle nuove sfide;

5. sottolinea che la maggior parte delle regioni ultraperiferiche e le isole sono ancora fortemente dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili, pur avendo opportunità e spesso particolari potenzialità geografiche per sfruttare le energie rinnovabili; ricorda che le isole sono particolarmente colpite dall'innalzamento del livello del mare; invita la Commissione e gli Stati membri, in stretta cooperazione con le autorità regionali e locali, ad accordare un'attenzione particolare allo sviluppo di progetti pilota relativi alle energie rinnovabili offshore e a progetti su scala commerciale in tali territori, accordando particolare attenzione alle loro necessità in termini di trasporti e al settore del turismo; ricorda l'enorme potenziale naturale dell'energia eolica offshore e il buon potenziale naturale dell'energia del moto ondoso e delle maree nell'Atlantico e nelle sue regioni ultraperiferiche; chiede che sia rafforzata l'iniziativa "Energia pulita per le isole dell'UE", con un forte accento sulle energie rinnovabili offshore;

6. ricorda che la necessità di un ulteriore sviluppo delle energie rinnovabili offshore si applica a tutti i bacini marittimi d'Europa e che le zone con un potenziale rinnovabile offshore ampiamente inutilizzato, come il Mar Mediterraneo, il Mar Baltico e il Mar Nero, richiedono particolare attenzione, anche attraverso il finanziamento della ricerca e dello sviluppo nel campo delle tecnologie innovative, quali l'energia eolica offshore galleggiante, l'energia solare e l'energia del moto ondoso e delle maree nonché la produzione di idrogeno verde offshore, affinché gli adeguamenti tecnologici necessari siano sperimentati nel breve termine e poi ampliati, mentre le zone più all'avanguardia, come il Mare del Nord, devono continuare a sviluppare e difendere la loro posizione di primo piano a livello mondiale per il bene dell'Europa nel suo complesso; ritiene che l'Unione europea debba fare tutto il possibile per garantire il mantenimento della sua posizione di leader nel settore dell'energia eolica;

7. evidenzia che la ricerca e gli investimenti nelle tecnologie di stoccaggio efficaci per l'energia eolica offshore devono essere accelerati per risolvere il problema della dipendenza dalle condizioni meteorologiche e aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento della rete elettrica alla luce del massiccio aumento della produzione di energia elettrica necessario per conseguire la transizione climatica;

8. accoglie con favore la proposta della Commissione di elaborare quadri per la diffusione delle energie rinnovabili offshore e per la pianificazione della rete per bacino marittimo, coinvolgendo diversi paesi dell'UE e consentendo sinergie con gli interconnettori esistenti o previsti e la connessione delle reti offshore nazionali; invita la Commissione ad agevolare lo sviluppo di valutazioni d'impatto complete per bacino marittimo al fine di valutare e individuare l'ubicazione di aree marine adeguate, l'impatto sulla biodiversità marina, l'ambiente e l'attività turistica, il costo e la capacità di produzione delle apparecchiature e il costo dell'infrastruttura di rete;

9. sottolinea che, sebbene gli investitori debbano sostenere il rischio di mercato, nei mercati in cui l'adozione di energie rinnovabili offshore è in una fase iniziale, come il Mediterraneo, il rischio elevato e gli scarsi proventi possono essere compensati attraverso meccanismi di sostegno, quali il dispositivo per la ripresa e la resilienza e il prossimo MCE2, al fine di garantire che gli investimenti in progetti di energia rinnovabile offshore si realizzino nel breve/medio termine e che questi progetti vengano ampliati nel medio/lungo termine; evidenzia l'importanza di sforzi coerenti e coordinati nelle strategie di investimento nazionali e dell'UE al fine di garantire la cooperazione tra settore pubblico e privato, facilitando la produzione, l'installazione e la commercializzazione di tecnologie innovative;

10. sottolinea l'importanza della cooperazione energetica nei mari del Nord (NSEC) per la pianificazione congiunta dello spazio marittimo e la gestione integrata delle zone costiere che vada oltre i confini nazionali, e sottolinea la necessità di includere ancora una volta il Regno Unito; invita la Commissione e gli Stati membri ad ampliare gli sforzi di ricerca, sviluppo e innovazione in relazione ai parchi eolici galleggianti e alle sfide in materia di trasporti associate alla loro costruzione e manutenzione e a valutare la fattibilità di istituire un importante progetto di interesse comune europeo (IPCEI) nel caso di un progetto su larga scala;

11. ritiene che l'Unione e i suoi Stati membri dovrebbero elaborare accordi geostrategici in materia di infrastrutture energetiche offshore con le regioni geografiche limitrofe, in particolare i Balcani occidentali e i bacini del Mediterraneo meridionale e orientale;

12. sottolinea che per limitare gli effetti devastanti del riscaldamento globale sugli ecosistemi acquatici marini, l'aumento della temperatura delle acque, l'acidificazione degli oceani, i cambiamenti nel flusso dell'acqua, la perdita di habitat delle specie ittiche nonché la riduzione della produttività delle specie marine e d'acqua dolce, è essenziale lottare contro i cambiamenti climatici, anche tramite la diffusione dell'energia offshore; sottolinea che il fabbisogno in forte aumento di energie rinnovabili offshore nei settori dei trasporti e del turismo può essere soddisfatto nel pieno rispetto degli obiettivi della strategia dell'UE sulla biodiversità, in quanto, ad esempio, si stima che l'espansione necessaria dell'industria eolica offshore per conseguire l'obiettivo climatico per il 2030 richieda meno del 3 % dello spazio marittimo europeo; riconosce gli effetti potenzialmente nocivi dell'energia eolica offshore sull'ambiente marino; evidenzia, tuttavia, che se progettati e realizzati in modo razionale, i parchi eolici offshore possono altresì apportare benefici alla biodiversità marina dopo la loro costruzione; ricorda, pertanto, che una forte espansione della produzione di energia eolica offshore richiede un approccio intelligente per garantire la sua coesistenza con le attività già in corso nelle aree interessate e per garantire che sia arrecato il minor danno possibile all'ambiente;

13. ricorda l'importanza della corretta applicazione della direttiva 2014/89/UE del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo; sottolinea che la pianificazione deve prevedere una visione a lungo termine che concili le energie rinnovabili offshore con altre attività, come la pesca, in modo tale che tutti partecipino allo sviluppo sostenibile dello spazio marittimo europeo, tenendo conto della protezione della biodiversità e di altre risorse marine; ritiene che, per quanto riguarda il ruolo cruciale del trasporto marittimo e dei porti marittimi, lo sviluppo delle energie rinnovabili offshore dovrebbe tenere conto della necessità di corridoi e corsie di accesso marittimo sicuri nonché di canali di navigazione e zone di ancoraggio intorno ai porti; sottolinea, pertanto, la necessità di consultare precocemente gli enti di gestione dei porti e le parti interessate competenti e di dare la priorità a una cooperazione bilaterale e multilaterale in materia di pianificazione dello spazio marittimo tra gli Stati membri al fine di garantire la sicurezza e il funzionamento continuo della navigazione; invita la Commissione a elaborare linee guida per la sicurezza della navigazione nei parchi eolici offshore e delle navi da costruzione, in collaborazione con l'Agenzia europea per la sicurezza marittima; osserva con preoccupazione che diversi Stati membri non avevano elaborato i loro piani di gestione dello spazio marittimo entro il termine del 31 marzo 2021 stabilito nella direttiva 2014/89/UE e incoraggia la Commissione a verificarne l'allineamento con i piani nazionali per l'energia e il clima, in particolare con le disposizioni relative allo sviluppo dell'energia offshore.


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

28.6.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

41

3

3

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Magdalena Adamowicz, Andris Ameriks, José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Paolo Borchia, Marco Campomenosi, Ciarán Cuffe, Johan Danielsson, Karima Delli, Gheorghe Falcă, Giuseppe Ferrandino, Mario Furore, Søren Gade, Isabel García Muñoz, Jens Gieseke, Elsi Katainen, Kateřina Konečná, Elena Kountoura, Julie Lechanteux, Benoît Lutgen, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Marian-Jean Marinescu, Tilly Metz, Cláudia Monteiro de Aguiar, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Philippe Olivier, Rovana Plumb, Tomasz Piotr Poręba, Dominique Riquet, Dorien Rookmaker, Massimiliano Salini, Sven Schulze, Barbara Thaler, István Ujhelyi, Marianne Vind, Henna Virkkunen, Petar Vitanov, Elissavet Vozemberg-Vrionidi, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Pablo Arias Echeverría, Angel Dzhambazki, Maria Grapini, Roman Haider, Jutta Paulus, Kathleen Van Brempt

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

41

+

ECR

Angel Dzhambazki, Tomasz Piotr Poręba, Roberts Zīle, Kosma Złotowski

NI

Mario Furore

PPE

Magdalena Adamowicz, Pablo Arias Echeverría, Gheorghe Falcă, Jens Gieseke, Elżbieta Katarzyna Łukacijewska, Benoît Lutgen, Marian-Jean Marinescu, Cláudia Monteiro de Aguiar, Massimiliano Salini, Sven Schulze, Barbara Thaler, Henna Virkkunen, Elissavet Vozemberg-Vrionidi

Renew

José Ramón Bauzá Díaz, Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade, Elsi Katainen, Caroline Nagtegaal, Jan-Christoph Oetjen, Dominique Riquet

S&D

Andris Ameriks, Johan Danielsson, Giuseppe Ferrandino, Isabel García Muñoz, Maria Grapini, Rovana Plumb, István Ujhelyi, Kathleen Van Brempt, Marianne Vind, Petar Vitanov

The Left

Kateřina Konečná, Elena Kountoura

Verts/ALE

Ciarán Cuffe, Karima Delli, Tilly Metz, Jutta Paulus

 

3

-

ID

Julie Lechanteux, Philippe Olivier

NI

Dorien Rookmaker

 

3

0

ID

Paolo Borchia, Marco Campomenosi, Roman Haider

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


 

 

PARERE DELLA COMMISSIONE PER LA PESCA (21.6.2021)

destinato alla commissione per l'industria, la ricerca e l'energia

su una strategia europea per le energie rinnovabili offshore

(2021/2012(INI))

Relatrice per parere: Catherine Chabaud

 

 

SUGGERIMENTI

La commissione per la pesca invita la commissione per l'industria, la ricerca e l'energia, competente per il merito, a includere nella proposta di risoluzione che approverà i seguenti suggerimenti:

 viste la comunicazione della Commissione, del 21 novembre 2011, dal titolo "Sviluppare una strategia marittima per la regione dell'Oceano Atlantico" (COM(2011)0782) e la successiva comunicazione della Commissione, del 23 luglio 2020, dal titolo "Un nuovo approccio alla strategia marittima atlantica - Piano d'azione per l'Atlantico 2.0" (COM(2020)0329),

 vista la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019 dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640),

 vista la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020 dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 - Riportare la natura nella nostra vita" (COM(2020)0380),

 viste le raccomandazioni della Commissione del maggio 2020 relative alle interazioni positive tra parchi eolici offshore e pesca,

 vista la relazione della Commissione sull'economia blu 2020 dell'11 giugno 2020,

 vista la comunicazione della Commissione dell'8 luglio 2020 dal titolo "Una strategia per l'idrogeno per un'Europa climaticamente neutra" (COM(2020)0301),

 vista la comunicazione della Commissione del 17 settembre 2020 dal titolo "Un traguardo climatico 2030 più ambizioso per l'Europa – Investire in un futuro a impatto climatico zero nell'interesse dei cittadini" (COM(2020)0562),

 vista la comunicazione della Commissione del 19 novembre 2020 su una "Strategia dell'UE per sfruttare il potenziale delle energie rinnovabili offshore per un futuro climaticamente neutro" (COM(2020)0741),

 vista la direttiva 2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l'azione comunitaria nel campo della politica per l'ambiente marino ("direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino")[24],

 vista la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[25],

 vista la direttiva (UE) 92/43/CEE del Consiglio, del 21 maggio 1992, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche[26],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo[27],

 visto l'obiettivo della strategia dell'UE per l'idrogeno di raggiungere i 40 GW di capacità di elettrolisi basata sulle energie rinnovabili nell'UE entro il 2030,

 visti la convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC), il protocollo di Kyoto all'UNFCCC e l'accordo di Parigi,

 vista la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica,

 vista la relazione di valutazione globale sulla biodiversità e i servizi ecosistemici pubblicata dalla piattaforma intergovernativa di politica scientifica per la biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) il 31 maggio 2019,

 viste la relazione speciale del gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC) dal titolo "Riscaldamento globale di 1,5 °C", la sua quinta relazione di valutazione (AR5) e la relativa relazione di sintesi, la sua relazione speciale in materia di cambiamenti climatici e suolo e la sua relazione speciale sull'oceano e la criosfera in un clima che cambia,

 visto lo studio del novembre 2020, richiesto dalla commissione per la pesca, sull'impatto dell'uso dell'energia eolica offshore e di altre energie rinnovabili marine sulla pesca europea,

  vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2018 sulla governance internazionale degli oceani: un'agenda per il futuro dei nostri oceani nel contesto degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS) per il 2030[28],

 vista la sua risoluzione del 28 novembre 2019 sull'emergenza climatica e ambientale[29],

 vista la sua risoluzione del 15 gennaio 2020 sul Green Deal europeo[30],

 vista la sua risoluzione sull'impatto provocato sul settore della pesca dagli impianti eolici offshore e da altri sistemi energetici rinnovabili (2019/2158(INI)),

1. rammenta l'obiettivo dell'UE di conseguire la neutralità climatica al più tardi entro il 2050; sottolinea l'accordo raggiunto tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla legge europea sul clima, che fissa per il 2030 un obiettivo di riduzione delle emissioni di almeno il 55 % rispetto al 1990, garantendo nel contempo che le riduzioni effettive raggiungano almeno quasi il 57 %, con l'obiettivo di fornire la giusta quota dell'UE all'attuazione dell'accordo di Parigi, in particolare al suo obiettivo di proseguire gli sforzi per limitare l'aumento della temperatura globale a 1,5 ºC rispetto ai livelli preindustriali; mette in evidenza l'importanza della transizione verso l'energia pulita che ridurrà al minimo l'importazione di combustibili fossili, genererà occupazione, svilupperà le comunità e migliorerà il tenore di vita di tutti i cittadini dell'UE, contribuendo alla ripresa post COVID-19;

2. sottolinea che le energie rinnovabili sono fondamentali per la decarbonizzazione e che il suo utilizzo deve essere considerato per tutti i bacini marittimi europei in modo coordinato tenendo in considerazione tutti e tre i pilastri della sostenibilità; prende atto dell'ambizione della Commissione di raggiungere una capacità di energia rinnovabile offshore di 340 GW entro il 2050; osserva a tal proposito il diritto degli Stati membri di decidere la struttura del proprio mix energetico conformemente all'articolo 194, paragrafo 2, del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE);

3. ricorda che le energie rinnovabili offshore hanno un impatto sociale, economico e spaziale sulla pesca e l'acquacoltura, nonché sugli ecosistemi e la biodiversità, ad esempio a causa della delocalizzazione delle zone di pesca, dell'inquinamento acustico subacqueo o dei rischi di collisione; chiede pertanto la creazione di reti, un dialogo obbligatorio e la cooperazione continua ed efficace con i pescatori, gli acquacoltori e le loro organizzazioni in una fase precoce per garantire una coesistenza equa e adeguata delle attività attraverso la partecipazione effettiva, segnatamente nelle zone per gli impianti e l'infrastruttura della rete e nelle zone di sicurezza, facendo tesoro dell'esperienza maturata e con lo scambio delle migliori pratiche, al fine di garantire l'accettazione;

4. sottolinea la necessità di condurre un'adeguata valutazione dell'impatto economico, socioeconomico e socioculturale e di tenere conto degli ecosistemi e delle specificità locali, prima dell'attuazione di un progetto, con un approccio di gestione integrato tramite la pianificazione dello spazio marino; raccomanda la definizione di orientamenti trasparenti in relazione alle modalità per attenuare il potenziale di conflitto, anche tramite misure di mitigazione e diverse forme di indennizzi, nonché la creazione di condizioni di parità tra la pesca e le energie rinnovabili offshore; accoglie con favore, a tal proposito, l'iniziativa della Commissione e la esorta a condurre ulteriori analisi sulle interazioni tra le energie rinnovabili offshore e le altre attività marittime;

5. sottolinea la necessità di evitare impatti negativi a lungo termine causati da dispositivi offshore per le energie rinnovabili sull'ambiente marino, sugli ecosistemi, sugli stock ittici e sulla biodiversità, compresa la migrazione internazionale degli uccelli e, di conseguenza, sulle attività di pesca nel loro intero ciclo di vita, dalla costruzione al funzionamento e allo smantellamento, in particolare gli impatti sulle correnti marine e aeree, la generazione di onde, l'ampiezza delle maree, il trasporto di sedimenti, il rumore infrasonico causato dalle pale rotanti, che potrebbe allontanare i pesci e i mammiferi marini, i campi elettromagnetici dei cavi sottomarini e il rumore subacqueo dei piloni; sottolinea pertanto l'importanza di studi dettagliati per valutare tali impatti dei dispositivi esistenti per lo sfruttamento delle energie rinnovabili offshore;

6. accoglie con favore l'impegno della Commissione nella strategia volta a facilitare il dialogo sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale dell'energia rinnovabile offshore e a promuovere una "comunità di pratiche" in cui tutte le parti interessate, tra cui l'industria, le ONG, i pescatori e gli scienziati, possano scambiare opinioni, condividere esperienze e lavorare a progetti comuni in una fase precoce;

7. invita gli Stati membri e la Commissione europea ad agevolare i regimi di produzione di energia di natura comunitaria che consentono alle comunità e alle cooperative costiere, inclusi i pescatori, di generare la loro elettricità e reinvestire i profitti nella comunità;

8. osserva che i pescatori artigianali saranno particolarmente interessati da cambiamenti quali la distribuzione spaziale e la disponibilità di specie marine sfruttate a fini commerciali, la chiusura delle zone di pesca per motivi di sicurezza o cambiamenti imposti alle attività o ai metodi di pesca, in quanto possono non disporre della capacità di trasferirsi in altre zone di pesca né di modificare il proprio metodo di pesca, soprattutto se i parchi eolici offshore sono situati in acque territoriali (che si estendono fino a 12 miglia nautiche dalla costa);

9. sottolinea che il principio di precauzione, in conformità dell'articolo 191, paragrafo 2, TFUE, dovrebbe applicarsi qualora le decisioni debbano essere prese prima che siano disponibili le conoscenze o le informazioni richieste;

10. sottolinea che l'energia rinnovabile offshore dovrebbe essere sviluppata attraverso un approccio basato sui vantaggi collaterali, in seguito a una valutazione approfondita che assicuri vantaggi per i pescatori e le comunità locali; sottolinea che con tale approccio ogni attività trae vantaggio dall'altra, compresi, ad esempio, i benefici per la  preservazione della biodiversità marina e degli stock ittici attraverso l'effetto scogliera e l'effetto riserva, per le conoscenze oceanografiche attraverso la raccolta di dati mediante sensori installati sulle infrastrutture e per la creazione di posti di lavoro a livello locale, compresi lo sviluppo e l'ammodernamento dei porti, in particolare i porti di pesca, il che significa che l'intera comunità ne trae vantaggio, dai cittadini, pescatori e  comunità locali fino alle industrie e agli scienziati; ritiene, a tal proposito, che occorra promuovere l'impatto positivo delle infrastrutture e sottolinea che occorre dare la priorità al conseguimento di opzioni di co-ubicazione, il che è della massima importanza per conseguire una situazione vantaggiosa sia per la pesca sostenibile che per il settore dell'energia offshore;

11. invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare continuamente il coinvolgimento di tutte le parti interessate, ivi compresi i pescatori, e a migliorare la cooperazione transfrontaliera, anche con il Regno Unito, in materia di pianificazione dello spazio marittimo, al momento di sviluppare, rivedere e attuare i piani degli Stati membri; sottolinea a tal proposito la necessità di trovare soluzioni a problemi comuni, integrare la connessione alla rete elettrica e imparare dalle migliori pratiche; sottolinea che un'adeguata pianificazione dello spazio è fondamentale per evitare un aumento dei conflitti territoriali nelle acque europee, come suggerito dall'analisi delle sovrapposizioni spaziali; invita gli Stati membri, a tal proposito, a tener conto della necessità di garantire che siano evitati gli effetti negativi degli impianti di energie rinnovabili offshore sull'ambiente e sulla coesione socioeconomica e territoriale, soprattutto nelle regioni dipendenti dalla pesca; raccomanda pertanto che siano installati lontano dalle zone di pesca;

12. invita tutti gli Stati membri ad applicare un approccio ecosistemico alla pianificazione dello spazio marittimo secondo quanto stabilito nell'articolo 1, paragrafo 3, della direttiva 2008/56/CE e nell'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 2014/89/UE al fine di garantire che la pressione collettiva di tutte le attività sia mantenuta entro livelli compatibili con il conseguimento di un buono stato ecologico contribuendo nel contempo all'uso sostenibile dei beni e dei servizi marini; accoglie con favore, a tal proposito, l'obiettivo della strategia di fornire un quadro a lungo termine che promuova una coesistenza sana tra gli impianti offshore e gli altri usi dello spazio marittimo, che contribuisca alla protezione dell'ambiente e che consenta alle comunità di pescatori di prosperare;

13. esorta gli Stati membri a designare specifiche zone di pesca storiche e tradizionali dei pescatori locali quali zone che devono restare libere dalle rinnovabili offshore;

14. sottolinea che l'energia rinnovabile offshore potrebbe essere utilizzata nelle zone marine protette, con comitati di gestione che sono composti da soggetti interessati, tra cui settori economici quali la pesca, nonché scienziati, ONG, comunità locali e pubbliche amministrazioni, e che facilitano la cooperazione e il dialogo, se in linea con gli obiettivi di conservazione in conformità della legislazione e degli orientamenti dell'UE applicabili in materia di tutela della natura, al fine di ridurre l'impatto sulla pesca;

15. ricorda che l'energia eolica offshore è una delle tecnologie più avanzate, ma che anche altre tecnologie con un impatto inferiore sulla pesca e sull'acquacoltura sono promettenti e talvolta sono già disponibili, anche se ancora non utilizzate su larga scala, quali l'energia termica, l'energia del moto ondoso e delle maree, l'idrogeno rinnovabile, i biocarburanti ricavati da alghe ecc., e possono essere più adeguate in alcuni territori in cui si svolge la pesca;

16. incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio ambizioso per lo sviluppo di parchi eolici galleggianti offshore, che presentano potenzialità di sviluppo in zone di acque profonde, il che estende la zona utilizzabile per lo sviluppo dell'energia eolica e riduce al contempo la visibilità dalla costa come pure l'impatto durante la costruzione;

17. mette in evidenza a tal proposito il potenziale dell'idrogeno rinnovabile, in combinazione con i sistemi di energia rinnovabile, come indicato nell'obiettivo della strategia dell'UE per l'idrogeno di raggiungere 40 GW di capacità di elettrolisi basata sulle energie rinnovabili entro il 2030;

18. chiede un sostegno supplementare per la ricerca e lo sviluppo al fine di accelerare la diffusione di diverse tecnologie offshore per le energie rinnovabili e incoraggia un ulteriore monitoraggio dell'impatto sull'ambiente, le analisi scientifiche e lo scambio di dati, dal momento che si stanno sviluppando costantemente nuove politiche, nuovi risultati e nuove tecnologie;

19. sottolinea che il mix energetico delle regioni ultraperiferiche e delle isole è fortemente dipendente dalle importazioni di combustibili fossili, nonostante esse abbiano le opportunità per sfruttare le energie rinnovabili; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri, nell'attuazione del Green Deal europeo, a prestare particolare attenzione e a dedicare finanziamenti specifici all'installazione degli impianti di energia rinnovabile offshore in questi territori, così da minimizzare la dipendenza dai combustibili fossili; chiede che le caratteristiche specifiche delle isole siano tenute in considerazione nello stilare progetti che possono essere finanziati;

20. invita la Commissione e gli Stati membri ad agevolare la formazione e l'istruzione sulle rinnovabili offshore per le comunità costiere, le regioni ultraperiferiche e le isole dell'UE in via prioritaria, al fine di garantire una transizione equa per le comunità e i settori maggiormente colpiti dai cambiamenti climatici;

21. sottolinea che è necessaria una visione onnicomprensiva e a lungo termine per valutare l'impatto delle energie rinnovabili offshore su altre attività, quali la pesca, le comunità locali e gli ecosistemi; chiede, per tali progetti, un approccio basato sull'economia circolare e sul ciclo di vita; ritiene essenziale che a tale scopo siano effettuate valutazioni sulle infrastrutture prima dell'esecuzione dei progetti, al fine di promuovere una progettazione ecocompatibile attraverso design e materiali specifici delle infrastrutture che possano favorire lo sviluppo della biodiversità locale e disporre di piani per la fine del progetto, ad esempio attraverso l'utilizzo di metodi di riciclaggio o il mantenimento dell'infrastruttura come scogliera artificiale, assicurando che siano presi in considerazione tutti gli effetti sostenibili a lungo termine e che siano rispettati i principi dell'economia circolare;

22. invita la Commissione europea a portare avanti le dovute valutazioni di impatto e tenere costantemente informato il Parlamento.

 


INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

Approvazione

16.6.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

23

3

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, François-Xavier Bellamy, Izaskun Bilbao Barandica, Isabel Carvalhais, Maria da Graça Carvalho, Rosanna Conte, Rosa D’Amato, Giuseppe Ferrandino, João Ferreira, Søren Gade, Francisco Guerreiro, Niclas Herbst, France Jamet, Pierre Karleskind, Predrag Fred Matić, Francisco José Millán Mon, Grace O’Sullivan, Manuel Pizarro, Caroline Roose, Bert-Jan Ruissen, Annie Schreijer-Pierik, Peter van Dalen, Emma Wiesner, Theodoros Zagorakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Manuel Bompard, Raffaele Stancanelli, Annalisa Tardino

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE
IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER PARERE

23

+

PPE

François-Xavier Bellamy, Maria da Graça Carvalho, Niclas Herbst, Francisco José Millán Mon, Annie Schreijer-Pierik, Theodoros Zagorakis, Peter van Dalen

Renew

Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade, Pierre Karleskind, Emma Wiesner

S&D

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, Isabel Carvalhais, Giuseppe Ferrandino, Predrag Fred Matić, Manuel Pizarro

The Left

Manuel Bompard, João Ferreira

Verts/ALE

Rosa D’Amato, Francisco Guerreiro, Grace O’Sullivan, Caroline Roose

 

3

-

ECR

Bert-Jan Ruissen, Raffaele Stancanelli

ID

France Jamet

 

2

0

ID

Rosanna Conte, Annalisa Tardino

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 


 

 

INFORMAZIONI SULL’APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

30.11.2021

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

57

10

7

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Nicola Beer, François-Xavier Bellamy, Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Michael Bloss, Manuel Bompard, Paolo Borchia, Marc Botenga, Markus Buchheit, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria da Graça Carvalho, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Josianne Cutajar, Nicola Danti, Pilar del Castillo Vera, Martina Dlabajová, Christian Ehler, Valter Flego, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Claudia Gamon, Jens Geier, Nicolás González Casares, Bart Groothuis, Christophe Grudler, András Gyürk, Henrike Hahn, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Ivars Ijabs, Romana Jerković, Eva Kaili, Seán Kelly, Izabela-Helena Kloc, Łukasz Kohut, Andrius Kubilius, Thierry Mariani, Eva Maydell, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Iskra Mihaylova, Dan Nica, Angelika Niebler, Ville Niinistö, Aldo Patriciello, Mauri Pekkarinen, Mikuláš Peksa, Tsvetelina Penkova, Morten Petersen, Markus Pieper, Clara Ponsatí Obiols, Jérôme Rivière, Robert Roos, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Jessica Stegrud, Beata Szydło, Riho Terras, Grzegorz Tobiszowski, Patrizia Toia, Evžen Tošenovský, Marie Toussaint, Isabella Tovaglieri, Viktor Uspaskich, Henna Virkkunen, Pernille Weiss, Carlos Zorrinho

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Cornelia Ernst, Jutta Paulus, Ernő Schaller-Baross, Jordi Solé

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

57

+

NI

András Gyürk, Clara Ponsatí Obiols, Ernő Schaller-Baross, Viktor Uspaskich

PPE

Hildegard Bentele, Tom Berendsen, Vasile Blaga, Cristian-Silviu Buşoi, Jerzy Buzek, Maria da Graça Carvalho, Pilar del Castillo Vera, Christian Ehler, Seán Kelly, Andrius Kubilius, Eva Maydell, Angelika Niebler, Aldo Patriciello, Markus Pieper, Sara Skyttedal, Maria Spyraki, Riho Terras, Henna Virkkunen, Pernille Weiss

Renew

Nicola Beer, Nicola Danti, Martina Dlabajová, Valter Flego, Claudia Gamon, Bart Groothuis, Christophe Grudler, Ivars Ijabs, Iskra Mihaylova, Mauri Pekkarinen, Morten Petersen

S&D

Josianne Cutajar, Niels Fuglsang, Lina Gálvez Muñoz, Jens Geier, Nicolás González Casares, Robert Hajšel, Ivo Hristov, Romana Jerković, Eva Kaili, Łukasz Kohut, Dan Nica, Tsvetelina Penkova, Patrizia Toia, Carlos Zorrinho

Verts/ALE

Michael Bloss, Ignazio Corrao, Ciarán Cuffe, Henrike Hahn, Ville Niinistö, Jutta Paulus, Mikuláš Peksa, Jordi Solé, Marie Toussaint

 

10

-

ECR

Robert Roos, Jessica Stegrud

ID

Paolo Borchia, Markus Buchheit, Thierry Mariani, Georg Mayer, Joëlle Mélin, Jérôme Rivière, Isabella Tovaglieri

PPE

François-Xavier Bellamy

 

7

0

ECR

Izabela-Helena Kloc, Beata Szydło, Grzegorz Tobiszowski, Evžen Tošenovský

The Left

Manuel Bompard, Marc Botenga, Cornelia Ernst

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2022
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