RELAZIONE sull'UE e le sfide in materia di sicurezza nella regione indo-pacifica

4.4.2022 - (2021/2232(INI))

Commissione per gli affari esteri
Relatore: David McAllister


Procedura : 2021/2232(INI)
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A9-0085/2022
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A9-0085/2022
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'UE e le sfide in materia di sicurezza nella regione indo-pacifica

(2021/2232(INI))

Il Parlamento europeo,

 vista la sua risoluzione del 16 settembre 2021 su una nuova strategia UE-Cina[1],

 vista la sua risoluzione del 1° marzo 2022 sull'aggressione russa contro l'Ucraina[2],

 vista la risoluzione ES-11/1 dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del 2 marzo 2022, che deplora l'aggressione della Russia contro l'Ucraina,

 vista la dichiarazione congiunta della Federazione russa e della Repubblica popolare cinese del 4 febbraio 2022 sull'inizio di una nuova era delle relazioni internazionali e sullo sviluppo sostenibile globale,

 visto il forum ministeriale per la cooperazione nella regione indo-pacifica del 22 febbraio 2022,

 vista la sua risoluzione del 15 dicembre 2021 sul controllo multilaterale delle armi e delle armi di distruzione di massa, e i regimi di disarmo: sfide e prospettive[3],

 vista la sua raccomandazione del 21 ottobre 2021 al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) concernente le relazioni politiche e la cooperazione tra l'Unione europea e Taiwan[4],

 vista la sua raccomandazione, del 21 ottobre 2020, al Consiglio e al VP/AR concernente la preparazione del 10° processo di revisione del trattato di non proliferazione nucleare (TNP) del 2020, il controllo degli armamenti nucleari e le opzioni di disarmo nucleare[5],

 vista la sua risoluzione, del 21 gennaio 2021, sulla connettività e le relazioni UE-Asia[6],

 vista la sua risoluzione, del 18 aprile 2018, sul progetto di decisione del Consiglio sulla conclusione, a nome dell'Unione, dell'accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra[7],

 vista la sua risoluzione, del 3 ottobre 2017, sulle relazioni politiche dell'UE con l'Associazione dei paesi del Sud Est Asiatico (ASEAN)[8],

 vista la sua raccomandazione, del 29 aprile 2021, al Consiglio, alla Commissione e al VP/AR sulle relazioni UE-India[9],

 vista la sua posizione, del 12 dicembre 2018, sul progetto di decisione del Consiglio relativa alla conclusione, a nome dell'Unione europea, dell'accordo di partenariato strategico tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e il Giappone, dall'altra[10],

 vista la sua risoluzione, del 7 ottobre 2021, sullo stato delle capacità di ciberdifesa dell'UE[11],

 viste le conclusioni del Consiglio europeo del 21 e 22 ottobre 2021,

 vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e del VP/AR, del 16 settembre 2021, relativa alla strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica (JOIN(2021)0024),

 visto l'aggiornamento del luglio 2021 della strategia della Francia per la regione indo-pacifica dal titolo "The Indo-Pacific region: a priority for France" (La regione indo-pacifica: una priorità per la Francia),

 viste le consultazioni ad alto livello UE-USA sulla regione indo-pacifica, tenutesi il 3 dicembre 2021,

 vista la comunicazione congiunta della Commissione europea e del VP/AR, del 1° dicembre 2021, dal titolo "Il Global Gateway" (JOIN(2021)0030),

 visto il 13° vertice Asia-Europa (ASEM) del 25 e 26 novembre 2021,

 visto il concetto per un approccio integrato ai cambiamenti climatici e alla sicurezza del 5 ottobre 2021,

 viste le conclusioni del Consiglio del 16 aprile 2021 su una strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica,

 visto il patto di sicurezza AUKUS del 15 settembre 2021,

 visto il comunicato rilasciato in occasione del vertice NATO tenutosi a Bruxelles il 14 giugno 2021,

 viste le conclusioni del Consiglio del 17 giugno 2020 e del 10 maggio 2021 sulla sicurezza e la difesa,

 visto il partenariato per la connettività tra l'UE e l'India concordato l'8 maggio 2021,

 vista la decisione (PESC) 2020/2188 del Consiglio, del 22 dicembre 2020, che modifica l'azione comune 2008/851/PESC relativa all'operazione militare dell'Unione europea volta a contribuire alla dissuasione, alla prevenzione e alla repressione degli atti di pirateria e delle rapine a mano armata al largo della Somalia[12],

 vista la dichiarazione ministeriale congiunta UE-ASEAN sulla connettività del 1° dicembre 2020,

 vista la strategia dei Paesi Bassi per la regione indo-pacifica del 13 novembre 2020 dal titolo "Indo-Pacific: Guidelines for strengthening Dutch and EU cooperation with partners in Asia" (Indo-Pacifico: orientamenti per il rafforzamento della cooperazione dei Paesi Bassi e dell'UE con i partner asiatici),

 vista la tabella di marcia sui cambiamenti climatici e la difesa del 9 novembre 2020,

 visti gli orientamenti politici del governo federale tedesco per la regione indo-pacifica del settembre 2020,

 visto il partenariato per la connettività sostenibile e le infrastrutture di qualità concordato tra l'UE e il Giappone del 27 settembre 2019,

 visto il contributo della Commissione e del VP/AR al Consiglio europeo del 12 marzo 2019 dal titolo "UE-Cina – Una prospettiva strategica",

 visto il piano d'azione dell'UE contro la disinformazione del 5 dicembre 2018,

 vista la decisione adottata in occasione della riunione ministeriale UE-ASEAN del 21 gennaio 2019 riguardante l'istituzione di un partenariato strategico UE-ASEAN,

 visto l'accordo di partenariato e cooperazione UE-Singapore, firmato a Bruxelles il 19 ottobre 2018,

 vista la comunicazione congiunta della Commissione e del VP/AR del 19 settembre 2018 dal titolo "Connessione Europa-Asia – Elementi essenziali per una strategia dell'UE" (JOIN(2018)0031),

 viste le conclusioni del Consiglio su una cooperazione rafforzata dell'UE in materia di sicurezza in Asia e con l'Asia, del 28 maggio 2018,

 visto il piano d'azione ASEAN-UE per il periodo 2018-2022,

 visto l'accordo di partenariato sulle relazioni e la cooperazione tra l'Unione europea e la Nuova Zelanda del 5 ottobre 2016,

 vista la proposta congiunta di decisione del Consiglio del 14 aprile 2016 relativa alla firma, a nome dell'Unione europea, e all'applicazione provvisoria dell'accordo quadro tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e l'Australia, dall'altra (JOIN(2016)0008),

 vista la strategia per la sicurezza marittima dell'Unione europea del 24 giugno 2014,

 visto l'accordo quadro del 23 gennaio 2013 tra l'Unione europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica di Corea, dall'altra,

 visto il comunicato rilasciato dai capi di Stato e di governo che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico a Bruxelles il 14 giugno 2021,

 vista la sentenza della Corte permanente di arbitrato del 12 luglio 2016 riguardante l'arbitrato sul Mar cinese meridionale (Repubblica delle Filippine / Repubblica popolare cinese),

 visto il primo vertice mai organizzato dei leader del Dialogo quadrilaterale di sicurezza (QUAD) del 24 settembre 2021, che ha riunito i leader politici di Stati Uniti, Australia, Giappone e India,

 vista la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS),

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0085/2022),

A. considerando che l'UE definisce la regione indo-pacifica come l'area che si estende dalla costa orientale dell'Africa agli Stati insulari del Pacifico; che la regione indo-pacifica è una regione eterogenea, nella quale vive il 60 % della popolazione mondiale e in cui si trovano sette membri del G20, è un attore fondamentale nella definizione dell'ordine globale internazionale ed è il contesto in cui si trovano partner sempre più importanti per l'UE sotto il profilo politico, commerciale e per la sicurezza;

B. considerando che circa il 90 % del commercio estero dell'Unione avviene via mare; che la regione indo-pacifica dispone di importanti vie navigabili di vitale importanza per l'attività commerciale dell'Unione, come lo stretto di Malacca, il Mar cinese meridionale e lo stretto di Bab el Mandeb;

C. considerando che i paesi dell'UE e della regione indo-pacifica devono far fronte a sfide sempre più simili in materia di sicurezza, nonché a sfide non tradizionali; che la prospettiva dell'UE sulla regione riflette il riconoscimento politico della necessità di assumersi maggiori responsabilità nel far fronte alle sfide mondiali in materia di sicurezza;

D. considerando che il 4 febbraio 2022, su invito del presidente Xi Jinping, è stato firmato un testo congiunto dei presidenti di Cina e Russia prima della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici invernali di Pechino; che la dichiarazione congiunta affermava, tra l'altro, che l'amicizia tra i due Stati non ha limiti e che, mediante tale dichiarazione, la Cina aderiva ufficialmente per la prima volta alla richiesta russa di porre fine all'espansione della NATO;

E. considerando che, secondo i media, in occasione del vertice del 4 febbraio alcuni funzionari cinesi hanno chiesto ad alti funzionari russi di non invadere l'Ucraina prima della fine dei Giochi olimpici invernali di Pechino; che ciò significherebbe che i funzionari cinesi di alto livello avevano, in una certa misura, conoscenza diretta delle intenzioni o dei piani bellici della Russia prima dell'inizio dell'aggressione il 24 febbraio;

F. considerando che, in risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina, iniziata con un'invasione militare il 24 febbraio 2022, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, il 2 marzo 2022, la risoluzione ES-11/1, in cui deplora l'aggressione della Russia contro l'Ucraina, con 141 voti favorevoli, 5 contrari, 35 astenuti e 12 paesi non votanti; che nessun paese della regione indo-pacifica ha votato contro la risoluzione e solo Cina, India, Madagascar, Mozambico, Laos, Sud Africa, Sri Lanka, Tanzania e Vietnam si sono astenuti sul testo finale;

G. considerando che la comunicazione congiunta relativa a una strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica, adottata di recente e fondata su un impegno di principio con una prospettiva a lungo termine, riflette una profonda e necessaria evoluzione della percezione dell'UE dei propri interessi, opportunità e sfide nella regione indo-pacifica, nonché la sua ambizione di svolgere un ruolo maggiore nel sostenere i propri valori e interessi in questa area di crescente importanza geopolitica ed economica; che la promozione di un'architettura di sicurezza regionale aperta, stabile e basata su regole e la creazione di relazioni forti, legami commerciali sostenibili e la cooperazione in materia di sicurezza con le organizzazioni regionali e i paesi della regione indo-pacifica sono elementi chiave della strategia; che il forum ministeriale per la cooperazione nella regione indo-pacifica del 22 febbraio 2022 ha riunito i ministri degli esteri degli Stati membri dell'UE e di circa 30 paesi della regione indo-pacifica e che l'UE e i suoi Stati membri hanno sottolineato, durante la riunione, il loro sostegno a un impegno maggiore e a lungo termine in tale area, mediante azioni concrete e rafforzando il dialogo sulla sicurezza e la difesa e le relazioni bilaterali con i partner della regione;

H. considerando che la comunicazione congiunta "Il Global Gateway" mira a mobilitare fino a 300 miliardi di EUR di investimenti per promuovere collegamenti intelligenti, puliti e sicuri nei settori digitale, dell'energia e dei trasporti e per rafforzare i sistemi sanitari, di istruzione e di ricerca in tutto il mondo;

I. considerando che in anni recenti le dinamiche della regione, e in particolare quelle derivanti dalla Repubblica popolare cinese, hanno condotto a forti tensioni e competizione geopolitiche, che si rispecchiano nell'aumento delle spese militari, delle capacità militari e in una retorica più aggressiva e che minaccia pertanto l'ordine internazionale basato su regole; che nella regione indo-pacifica si è quindi venuto a creare un nuovo centro di concorrenza mondiale e regionale; che non esiste né un sistema regionale di sicurezza sovraordinato, né un meccanismo volto a rafforzare la fiducia, che possa attenuare le minacce e le tensioni associate; che tali dinamiche costituiscono una grave minaccia per la stabilità e la sicurezza nella regione e nella comunità globale, con un impatto diretto sugli interessi strategici dell'UE quale importante partner economico e politico dei paesi della regione; che la lotta ideologica fra autoritarismo e democrazia nella regione ha il potenziale per influenzare i risultati di lotte equivalenti a livello mondiale, anche in prossimità dell'Unione europea; che una regione indo-pacifica stabile e pacifica basata sul rispetto del diritto internazionale è fondamentale per salvaguardare la sicurezza e gli interessi dell'UE; che affrontare le cause profonde dell'instabilità, come la povertà, l'ingiustizia sociale e le violazioni dei diritti umani, è una condizione preliminare per garantire la pace e la sicurezza nella regione indo-pacifica; che l'UE sostiene la sicurezza umana, la pace, il diritto internazionale e i diritti umani;

J. considerando che l'UE è il principale investitore estero e fornitore di assistenza allo sviluppo nella regione indo-pacifica; che l'UE è un importante partner commerciale e ha già siglato, e sta negoziando, accordi di libero scambio con paesi della regione; che l'UE può già contare su un'ampia rete di partenariati e accordi con numerosi paesi, quali Giappone, Repubblica di Corea, Australia, India, Nuova Zelanda, Vietnam e Singapore, e organizzazioni regionali come l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN) e l'Organizzazione degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (OSACP); che l'UE è presente nella regione attraverso la Francia, suo Stato membro, in particolare attraverso i dipartimenti francesi d'oltremare della Riunione e Mayotte e le terre australi e antartiche francesi nell'Oceano Indiano e la Nuova Caledonia nell'Oceano Pacifico, nonché attraverso le collettività territoriali francesi d'oltremare della Polinesia francese e le isole Wallis e Futuna; che tali regioni francesi ospitano circa 1,6 milioni di cittadini dell'UE, compresi 7 000 membri del personale militare; che, di conseguenza, l'UE è un attore permanente nella regione indo-pacifica;

K. considerando che più della metà dei pescherecci mondiali opera nel Mar cinese meridionale e che da solo rappresenta circa il 12 % della pesca mondiale; che l'Unione ha concluso vari accordi di partenariato per una pesca sostenibile con paesi della regione indo-pacifica (Stati federati di Micronesia, Isole Cook, Isole Salomone, Kiribati, Madagascar, Mauritius, Mozambico e Seychelles) e che la flotta peschereccia dell'Unione è presente sia nell'Oceano Indiano che nell'Oceano Pacifico; che l'UE è membro attivo di diverse organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP) nella regione indo-pacifica (la Commissione per il tonno dell'Oceano Indiano, le parti dell'accordo di pesca per l'Oceano Indiano meridionale, la Commissione per la pesca nel Pacifico centro-occidentale e ORGP del Pacifico meridionale); che la domanda di adesione dell'Unione alla Commissione per la pesca nel Pacifico settentrionale è stata accettata il 25 febbraio 2021 e svolge dialoghi ad alto livello sulle questioni relative agli oceani e alla pesca con Australia, Indonesia, Giappone e Nuova Zelanda; che l'UE ha firmato un accordo di partenariato oceanico con la Cina; che svolge inoltre dialoghi e gruppi di lavoro sulla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata con Corea, Thailandia e Taiwan;

L. considerando che garantire la stabilità e la libertà di navigazione nelle acque indo-pacifiche è fondamentale per la sostenibilità e la pace globali e regionali e al fine di garantire gli interessi strategici dell'UE; che l'UE è coinvolta nel sostegno alla sicurezza marittima regionale attraverso l'operazione EUNAVFOR Atalanta della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC); che i partner della regione indo-pacifica hanno accolto con favore l'operazione Atalanta e l'accento da essa posto alla prevenzione della pirateria e delle rapine a mano armata, nonché al controllo del traffico di armi e droga; che l'UE e i suoi Stati membri si sono impegnati ad aumentare la loro presenza navale permanente nella regione, fra l'altro attraverso il concetto delle presenze marittime coordinate;

M. considerando che la Francia dispone di capacità militari di stanza permanente nella zona dell'Asia-Pacifico; che potrebbe rivelarsi utile condurre una riflessione sulle modalità che potrebbero consentire, ove necessario, di utilizzare questi posizionamenti francesi permanenti, in particolare attraverso le Forze armate della Polinesia francese (FAPF) e le Forze armate della Nuova Caledonia (FANC), nel contesto di potenziali schieramenti europei;

N. considerando che il rapido potenziamento militare della Cina, il suo comportamento sempre più assertivo ed espansionista nella regione indo-pacifica, le sue attività militari nello stretto di Taiwan e nel Mar cinese orientale e meridionale, comprese le azioni per ostacolare la libertà di navigazione attuate dalla guardia costiera cinese e la milizia marittima, stanno aumentando le tensioni nella regione indo-pacifica, così come le deliberate e ripetute violazioni della zona di identificazione della difesa aerea di Taiwan, le azioni per porre fine all'indipendenza e all'autonomia di Hong Kong, le capacità militari al confine sino-indiano, la retorica sempre più aggressiva, la disinformazione manipolativa e le campagne mediatiche; invita l'UE a preparare una strategia basata sulla realtà sul campo che le consenta di reagire in caso di necessità; avverte del pericolo di un'accelerazione della corsa agli armamenti nella regione;

O. considerando che l'assertività della Cina nella regione non si limita all'ambito militare, ma si è concretizzata anche mediante pratiche commerciali aggressive basate sulla coercizione diplomatica e politiche bellicose della diplomazia del debito; che l'espansione economica e finanziaria della Cina nella regione indo-pacifica e in Europa comporta investimenti in infrastrutture critiche; che la Cina sta cercando di ottenere un'influenza politica attraverso i suoi interessi economici; che la crisi della COVID-19 ha dimostrato l'importanza di catene di approvvigionamento affidabili e legami economici più equilibrati con la Cina;

P. considerando che il 12 luglio 2016, in una sentenza storica, la Corte permanente di arbitrato ha stabilito che non c'erano prove a testimonianza del fatto che la Cina abbia esercitato storicamente un controllo esclusivo sui territori che rivendica nel Mar cinese meridionale; che la Cina ha ignorato tale sentenza e, fra l'altro, ha creato basi militari su isole artificiali;

Q. considerando che la Cina si è mostrata poco trasparente e riluttante ad avviare negoziati in merito alla sua potenziale partecipazione a strumenti multilaterali di controllo degli armamenti, il che le ha permesso di accumulare senza ostacoli un grande arsenale di missili balistici a raggio intermedio tecnologicamente avanzati, come i Dong-Feng 26;

R. considerando che la trasformazione digitale sta avendo un impatto crescente sulla struttura del sistema internazionale; che la definizione di norme internazionali e le innovazioni rivoluzionarie nelle tecnologie di frontiera come l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, il 5G e il 6G sono di importanza strategica per l'UE e il suo futuro digitale e che vi è una crescente competizione globale per la supremazia tecnologica, che coinvolge la Cina in modo significativo;

S. considerando che la crisi climatica sta avendo un impatto sul sistema internazionale, in cui ha il potenziale per esacerbare le tensioni geopolitiche; che l'azione esterna dell'UE deve integrare sempre più i cambiamenti climatici e il degrado ambientale quali moltiplicatori di rischio per la sicurezza e deve adattare di conseguenza le proprie strategie e procedure e i propri concetti, anche nella regione indo-pacifica;

T. considerando che il 15 dicembre 1995 gli Stati membri dell'ASEAN hanno firmato il Trattato per la denuclearizzazione del Sud-est asiatico, come impegno a preservare la regione del Sud-est asiatico come una regione priva di armi nucleari e altre armi di distruzione di massa;

La risposta dell'UE alle sfide in materia di sicurezza nella regione indo-pacifica

1. accoglie con favore la comunicazione congiunta su una strategia dell'UE per la cooperazione nella regione indo-pacifica recentemente adottata; riconosce il valore aggiunto della strategia quale base dell'approccio unitario dell'UE nei confronti della regione ed elogia la natura inclusiva e multidimensionale della strategia e l'inclusione della sicurezza e della difesa nei sette ambiti prioritari d'intervento; invita l'UE a utilizzare la strategia come strumento per incrementare in modo efficace la propria presenza e influenza nella regione, rafforzando i legami strategici e intensificando il dialogo inclusivo e la cooperazione sulle questioni di sicurezza e difesa con i paesi e le organizzazioni della regione che condividono i nostri stessi principi; è dell'avviso che un maggiore impegno basato sui valori da parte dell'UE nella regione contribuirebbe alla sicurezza e alla prosperità regionali e aiuterebbe a superare le tensioni regionali e a creare relazioni più equilibrate tra gli attori della regione; rammenta che la strategia è un progetto di Team Europa e che gli accordi bilaterali dovrebbero promuovere l'approccio dell'UE, nonché la capacità dell'UE di proporre risposte comuni alle sfide in materia di sicurezza; sottolinea che il mantenimento della pace, della stabilità e della libertà di navigazione nella regione indo-pacifica continua a rivestire un'importanza cruciale per l'UE e i suoi Stati membri;

2. sottolinea che la regione indo-pacifica è molto diversificata e che non è possibile applicare un approccio unico per tutti i paesi; apprezza l'approccio olistico e l'agenda positiva presentati nella strategia dell'UE e sottolinea la necessità che la strategia si adatti costantemente all'equilibrio di poteri in rapida evoluzione, pur rimanendo saldamente ancorata ai valori, ai principi e alle norme europei, in particolare l'articolo 21 del trattato sull'Unione europea, che dovrebbe fungere da quadro normativo per l'impegno dell'UE nella regione indo-pacifica; sottolinea l'importanza del nesso tra sicurezza, sviluppo e azione umanitaria;

3. sottolinea che l'aggressione russa illegale e non provocata contro l'Ucraina, iniziata il 24 febbraio, avrà un impatto profondo e duraturo sulle relazioni internazionali; sottolinea che l'UE deve pertanto consolidare ulteriormente i suoi impegni internazionali, compreso, in particolare, quello nell'area strategica fondamentale della regione indo-pacifica; esprime forte preoccupazione, pur riconoscendo il rapporto più stretto tra Russia e Cina, come dimostrato, tra l'altro, dalla dichiarazione congiunta del 4 febbraio, per la mancanza di una chiara condanna da parte del governo cinese di questa guerra illegale, che viola tutte le norme e le leggi internazionali e che ha già portato alla morte di migliaia di militari e migliaia di civili innocenti; invita fermamente il governo cinese ad assumersi le proprie responsabilità come membro permanente del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e non solo a condannare questa palese violazione da parte della Federazione russa, ma anche a utilizzare i suoi stretti contatti con il presidente russo per esortarlo a cessare immediatamente questa violenta aggressione, ritirare tutte le truppe dal territorio ucraino e rispettare pienamente l'indipendenza dell'Ucraina e la volontà del suo popolo di vivere in pace e libertà;

4. accoglie con favore il forte sostegno espresso dai paesi della regione indo-pacifica in occasione del voto del 2 marzo dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione ES-11/1 che deplora l'aggressione della Russia contro l'Ucraina; ricorda che nessun paese della regione ha votato contro la risoluzione; ritiene che ciò costituisca un messaggio molto forte del sostegno generale al diritto internazionale, alla pace e alla cooperazione internazionale nella regione; si rammarica tuttavia che, insieme alla Cina, India, Madagascar, Mozambico, Laos, Sud Africa, Sri Lanka, Tanzania e Vietnam abbiano deciso di astenersi dal voto sul testo finale; incoraggia tali paesi a non chiudere gli occhi di fronte alla realtà in Ucraina, alla palese violazione del diritto internazionale e alle terribili sofferenze e uccisioni di civili innocenti, e a rivedere pertanto le loro posizioni e unirsi alla stragrande maggioranza della comunità internazionale nel condannare chiaramente l'aggressione e unire gli sforzi internazionali per lavorare per la pace in Ucraina e proteggere civili innocenti;

5. sottolinea la necessità di garantire l'unità dell'UE come prerequisito per realizzare l'ambizione dell'UE di una sovranità strategica aperta in un contesto caratterizzato dalla recente aggressione russa contro l'Ucraina, dall'aumento delle minacce multiformi e della concorrenza tra le potenze, in particolare Stati Uniti, Russia e Cina; esorta a una maggiore unità in seno al Consiglio dell'Unione europea sull'adozione di misure per affrontare la politica antidemocratica e il comportamento aggressivo della Cina, che mette in pericolo la sovranità dei suoi vicini e la stabilità della regione indo-pacifica; ricorda che l'approccio unificato dell'UE deve essere sostenuto da una politica estera e di sicurezza pragmatica, basata su principi e sui valori, che cerchi di cooperare con i partner, se possibile, e di agire da sola, se necessario, al fine di perseguire la solidarietà strategica e la sovranità dell'Unione e accompagnata da strumenti credibili di politica estera, nonché mediante una riforma del suo processo decisionale, in particolare attraverso il passaggio al voto a maggioranza qualificata, che faciliterebbe una risposta rapida a gravi sfide in materia di sicurezza e realizzerebbe pace, sicurezza umana, sviluppo sostenibile e democrazia; sottolinea che il crescente impegno degli Stati Uniti nella regione indo-pacifica ha implicazioni per la sicurezza europea e ribadisce pertanto la necessità di un'Unione europea della difesa adeguata; sottolinea che, al fine di collaborare con i partner della regione indo-pacifica, e tenendo conto dell'aggressione russa contro l'Ucraina, l'UE deve rafforzare la propria autonomia strategica per essere un partner globale efficace; sostiene, pertanto, l'ambizione di creare una capacità di dispiegamento rapido;

6. sottolinea la determinazione dell'UE a promuovere un'architettura di sicurezza regionale aperta, stabile e basata su regole, che si basi sul rispetto della democrazia, dello Stato di diritto, dei diritti umani e del diritto internazionale e includa vie di comunicazione marittime sicure, il rafforzamento delle capacità e una maggiore presenza navale, conformemente al quadro istituito dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (UNCLOS); invita l'UE a portare avanti proficue relazioni bilaterali con i partner della regione, compresi i paesi dell'Africa indo-pacifica, e a lavorare anche a stretto contatto con altre democrazie liberali e alleati storici, come la NATO, gli Stati Uniti e il Regno Unito, soprattutto nel contesto dell'aggressione russa contro l'Ucraina e una Cina sempre più assertiva e aggressiva, al fine di affrontare meglio le sfide comuni alla sicurezza regionale e globale; sottolinea la necessità di promuovere l'obiettivo comune di sostenibilità e prosperità e di rafforzare il multilateralismo tramite le Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali; rammenta che il mancato rispetto o la violazione esplicita di tali valori e principi avrebbero ripercussioni negative sugli interessi vitali economici e di sicurezza dell'UE, nonché sulla sua partecipazione ai partenariati bilaterali e regionali, comportando eventualmente sanzioni;

7. esorta l'UE a sfruttare pienamente la propria posizione e la propria reputazione in quanto attore globale credibile, affidabile e autonomo per la pace nel contesto di una crescente competizione geopolitica tra le potenze globali e regionali nella regione indo-pacifica; rammenta che il valore aggiunto dell'impegno dell'UE nella regione indo-pacifica è dato dall'ampio ventaglio di misure di assistenza in ambito civile e militare, compresi contributi non militari ben strutturati; ricorda che l'UE ha una vasta rete di sedi diplomatiche che facilitano il dialogo, la mediazione, la prevenzione e la risoluzione dei conflitti, il controllo degli armamenti, il disarmo, la non proliferazione e la denuclearizzazione, nonché l'offerta di soluzioni e competenze giuridiche nel campo del multilateralismo e nella creazione di misure di rafforzamento della fiducia e misure volte a combattere la corruzione, che possono essere condivise anche con i partner che agiscono in buona fede; ritiene necessario rafforzare la rete diplomatica e consolare degli Stati membri nella regione e difendere i valori e gli interessi dell'UE e dei suoi Stati membri; invita l'UE a vincolare maggiormente i propri contributi ai paesi della regione e unire più saldamente gli sforzi diplomatici ai propri valori e interessi; invita l'UE a intensificare gli sforzi di comunicazione sulla strategia indo-pacifica e a coinvolgere i paesi partner nel processo di attuazione al fine di rafforzare le relazioni di sicurezza e contribuire al conseguimento degli obiettivi inclusi nella strategia;

8. incoraggia l'UE a rafforzare il suo impegno con i suoi partner nella regione indo-pacifica per l'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza, nonché delle risoluzioni 2250, 2419 e 2535 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite su giovani, pace e sicurezza, con stanziamenti di bilancio adeguati per un'attuazione efficace; sottolinea l'importanza e il positivo valore aggiunto della partecipazione delle donne al mantenimento e alla costruzione della pace, compresi i negoziati e le missioni;

Sovranità strategica fondata sul multilateralismo e l'ordine internazionale basato su regole

9. sottolinea la propria preoccupazione, in particolare nel contesto della palese recente violazione del diritto internazionale e dell'aggressione contro l'Ucraina da parte della Russia, in merito al fatto che, se non correttamente mediate e gestite, le attuali tensioni e controversie nella regione costituiscono una minaccia per la sicurezza, la pace e la stabilità globali, nonché per la comunicazione libera e aperta in ambito marittimo, aereo, spaziale e informatico, essenziale per la pace e per mantenere le rotte commerciali regionali e globali; incoraggia i servizi competenti del servizio europeo per l'azione esterna ad analizzare l'impatto dell'aggressione russa contro l'Ucraina sulla politica indo-pacifica dell'UE, nonché le possibili conseguenze di un conflitto regionale sugli interessi economici e di sicurezza dell'UE, valutando nel contempo il modo in cui l'UE potrebbe rispondere al deterioramento della situazione della sicurezza nella regione indo-pacifica; ribadisce il ruolo stabilizzatore che l'UE potrebbe svolgere nella regione;

10. esprime profonda preoccupazione per il rapido sviluppo delle capacità militari della Cina, compreso il lancio di prova di un missile ipersonico, scoperto di recente, e per il suo atteggiamento sempre più assertivo volto, fra l'altro, a rafforzare le rivendicazioni territoriali nel Mar cinese orientale e meridionale; osserva che i punti caldi per la sicurezza e le questioni irrisolte, come il programma nucleare della Repubblica popolare democratica di Corea, il recente stallo tra Cina e India in relazione a questioni di confine, la repressione della democrazia a Hong Kong e Macao, il mancato rispetto da parte della Cina degli obblighi previsti dal diritto nazionale e internazionale del rispetto dei diritti umani, compresi i diritti delle minoranze in Xinjiang, Tibet e Mongolia interna, e le minacce poste dalla Cina all'integrità territoriale di Taiwan, concretizzate attraverso azioni militari, indeboliscono ulteriormente la sicurezza e stabilità regionale; condanna la diplomazia cinese delle intimidazioni e delle campagne di disinformazione manipolativa; esprime inoltre preoccupazione per la maggiore presenza della Cina in altre arene strategiche, come l'Oceano Indiano, la regione del Pacifico meridionale e dell'Oceania e il Mar Arabico;

11. ricorda che le frammentazioni passate hanno indebolito la capacità dell'UE di assumere una posizione comune nei confronti della Cina; sottolinea che l'approccio dell'UE nei confronti della Cina deve essere unificato, pragmatico, diversificato e basato sui principi, compresa la cooperazione su questioni di interesse comune con un impatto globale come la lotta ai cambiamenti climatici, sulla base dei diritti umani e del diritto internazionale, competendo con la Cina quando si tratta di fornire alternative economiche, politiche e strategiche ai paesi terzi e affrontando ed eventualmente sanzionando la Cina su questioni in cui le nostre rispettive opinioni divergono sostanzialmente, ad esempio nel proteggere i valori dell'UE come il rispetto della democrazia e dei diritti umani e nel denunciare le aggressioni violente contro i paesi indipendenti e condannando gli autori di tali violazioni, compresi i responsabili dell'uccisione di civili innocenti mediante atti di guerra, come la comunità internazionale può attualmente testimoniare nelle azioni della Russia in Ucraina;

12. plaude al nuovo e tempestivo dialogo UE-USA sulla Cina e all'avvio delle consultazioni UE-USA sulla regione indo-pacifica e invita ad adottare un approccio coordinato per approfondire la cooperazione in materia di sicurezza, anche mediante un dialogo parlamentare transatlantico, per il rafforzamento delle istituzioni multilaterali e organizzazioni regionali, la promozione della democrazia e il miglioramento della resilienza democratica nella regione indo-pacifica e oltre; accoglie con favore l'intenzione degli Stati Uniti di rafforzare la stabilità, la resilienza e la sicurezza della regione; accoglie con grande favore la forte unità della comunità transatlantica nel rispondere all'aggressione della Russia contro l'Ucraina, considerandolo un segnale molto forte per il mondo intero del nostro impegno a rispettare i nostri valori e della nostra volontà di difenderli se messi alla prova;

13. prende atto della recente conclusione del patto trilaterale sulla sicurezza AUKUS; deplora la mancanza di consultazioni preliminari in tale processo e ribadisce la sua solidarietà con la Francia; è fermamente convinto che relazioni forti tra l'UE e l'Australia, basate su una fiducia e una consultazione reciproche, siano importanti per la stabilità della regione e che queste dovrebbero essere ulteriormente rafforzate e non indebolite dalla conclusione del patto AUKUS; considera l'AUKUS e il QUAD elementi importanti dell'architettura di sicurezza regionale e sottolinea che una sicurezza regionale efficace richiede un dialogo aperto e inclusivo che coinvolga gli attori regionali, extraregionali e internazionali interessati; invita pertanto il VP/AR a esaminare con i partner interessati le possibilità di avviare un dialogo permanente con l'AUKUS e una rappresentanza alle riunioni dei membri del QUAD anche in settori non militari come i cambiamenti climatici, la tecnologia, la salute e il commercio, al fine di allineare gli sforzi e rafforzare le sinergie tra le nostre rispettive strategie sulla regione indo-pacifica; sottolinea la necessità di sviluppare e rafforzare ulteriormente il quadro di cooperazione UE-Regno Unito, compresa la politica estera e di sicurezza; prende atto della mancanza di interesse finora espressa dal Regno Unito in tal senso;

14. sottolinea il ruolo fondamentale che la connettività svolge nelle relazioni geopolitiche dell'UE e dei suoi Stati membri e accoglie con favore la comunicazione congiunta della Commissione e del VP/AR sulla strategia Global Gateway presentata nel dicembre 2021, volta ad aumentare la cooperazione sostenibile con Stati che condividono i nostri stessi principi e utilizzare il potere di persuasione per promuovere i valori europei e garantire partenariati solidi e durevoli; ritiene che tale iniziativa potrebbe essere un'alternativa interessante alla strategia cinese in materia di connettività per i partner dell'UE nella regione indo-pacifica e oltre; sottolinea l'importanza della cooperazione in materia di connettività affinché l'UE e la regione indo-pacifica affrontino con successo le nuove sfide in materia di sicurezza, tra cui la sicurezza informatica, la connettività digitale e le infrastrutture critiche, e ritiene che ciò dovrebbe includere anche sforzi per garantire la sicurezza delle infrastrutture Internet globali, compresi i cavi sottomarini; sottolinea l'importanza del rafforzamento della sicurezza climatica e dello sviluppo sostenibile attraverso gli investimenti in materia di connettività; chiede una rapida attuazione di tale strategia nella regione indo-pacifica, anche attraverso la realizzazione di progetti concreti e visibili;

15. ritiene che la bussola strategica dell'UE dovrebbe considerare la regione indo-pacifica come una regione di interesse strategico fondamentale per l'UE, individuando nel contempo anche una serie di obiettivi concreti da conseguire nella regione e le capacità necessarie per conseguirli, basati sulla valutazione congiunta delle minacce; evidenzia che per essere un attore credibile per la sicurezza nella regione e a livello internazionale, l'UE ha bisogno di aumentare ulteriormente gli sforzi congiunti nello sviluppo delle capacità, soprattutto in campo marittimo, concentrandosi nel contempo su progetti di rilevanza strategica; raccomanda che la cooperazione UE-NATO sulle sfide di sicurezza relative alla regione indo-pacifica sia tenuta sufficientemente in conto durante lo sviluppo della bussola strategica dell'UE;

Rafforzamento dei partenariati con le organizzazioni regionali e i paesi democratici della regione

16. ribadisce che il rafforzamento dei partenariati esistenti con gli attori regionali e la creazione di nuovi costituiscono elementi fondamentali della strategia; sottolinea che l'azione unificata tra l'UE e i suoi alleati tradizionali nella regione è fondamentale per raggiungere la stabilità; accoglie con favore il fatto che l'UE intenda intensificare i dialoghi con i partner in materia di sicurezza e difesa, anche per quanto riguarda lotta al terrorismo, sicurezza informatica, non proliferazione e disarmo, rafforzamento delle capacità, minacce ibride, sicurezza marittima e lotta all'interferenza e alla disinformazione, in particolare mediante la condivisione delle migliori pratiche, miglioramento della comunicazione strategica e raccolta di prove al fine di migliorare l'attribuzione collettiva e le sanzioni, rafforzare la sicurezza climatica e la risposta alle crisi e garantire un'efficace risposta multilaterale alla crisi della COVID-19 e alle future crisi sanitarie globali, oltre ai dialoghi in materia di sicurezza spaziale e marittima; accoglie inoltre con favore il fatto che l'UE dispieghi consulenti militari presso le delegazioni dell'UE nella regione, come ha fatto in Cina e Indonesia;

17. pone l'accento sulla duratura cooperazione tra l'UE e l'ASEAN in materia di sicurezza e difesa e accoglie con favore la recente trasformazione delle relazioni bilaterali in partenariato strategico; ribadisce il forte impegno a sostegno della centralità e dell'architettura multilaterale inclusiva dell'ASEAN; invita l'UE a consolidare e ampliare la propria presenza nella regione rafforzando la cooperazione con l'ASEAN e i suoi membri; invita l'UE e l'ASEAN a coinvolgere l'UE nella riunione dei ministri della difesa dell'ASEAN Plus e nel vertice dell'Asia orientale; sottolinea il ruolo fondamentale della diplomazia parlamentare nel rafforzamento della democrazia e nella promozione dei diritti umani nella regione e incoraggia pertanto l'istituzione di un'Assemblea parlamentare UE-ASEAN e scambi parlamentari più numerosi e regolari con la regione, anche in occasione del vertice del 45° anniversario a Bruxelles nel 2022; sottolinea che l'UE dovrebbe valutare la possibilità di impegnarsi in misure di rafforzamento delle capacità con l'ASEAN in settori quali la prevenzione dei conflitti civili, la mediazione, il consolidamento della pace e la riconciliazione, anche cooperando con altri partner regionali su tali misure;

18. accoglie con favore lo stretto coordinamento con Australia, Giappone, Repubblica di Corea e Nuova Zelanda in risposta alla guerra russa contro l'Ucraina e accoglie con favore lo stretto allineamento tra l'UE e questi quattro paesi quando si tratta di sanzionare Russia e Bielorussia per le loro azioni illegali e disumane; accoglie con favore il rafforzamento del dialogo tra la NATO e i quattro partner dell'Asia-Pacifico, ossia Australia, Giappone, Repubblica di Corea e Nuova Zelanda, al fine di affrontare questioni di sicurezza trasversali e sfide globali e migliorare la conoscenza reciproca degli sviluppi nell'ambito della sicurezza nelle regioni euro-atlantica e indo-pacifica, in particolare le riunioni di ambasciatori tra il Consiglio del Nord Atlantico (NAC) della NATO e questi quattro paesi dell'Asia-Pacifico, comunemente chiamato il formato "NAC+4"; chiede che l'UE sviluppi un dialogo simile con i quattro partner dell'Asia-Pacifico; sottolinea che le aree prioritarie di cooperazione con i partner dovrebbero concentrarsi sul rafforzamento delle capacità, sulle minacce ibride, sulla non proliferazione e sulla risposta alle crisi, sulla difesa informatica, sulla preparazione civile e sull'agenda delle Nazioni Unite su donne, pace e sicurezza; esorta la NATO a sfruttare il processo di riflessione 2030 per rafforzare la cooperazione con i suoi partner al fine di difendere i valori condivisi, consolidare la democrazia nella regione, rafforzare la resilienza e sostenere l'ordine internazionale basato su regole, garantendo nel contempo maggiore coerenza tra le politiche sulla Cina, nel pieno rispetto dell'autonomia di decisione e azione dell'Unione europea;

19. accoglie con favore il progetto per una cooperazione rafforzata dell'UE in materia di sicurezza in Asia e con l'Asia e, per sostenerne l'attuazione, incoraggia scambi regolari e viaggi di studio per ufficiali militari al fine di facilitare la comprensione reciproca e promuovere un approccio strategico comune;

20. ribadisce l'importanza del partenariato strategico ben consolidato tra l'UE e il Giappone e sottolinea il nostro partenariato nei settori della sicurezza, della difesa e della connettività; accoglie con grande favore la partecipazione del Giappone agli sforzi internazionali contro la pirateria nel Golfo di Aden, conducendo esercitazioni congiunte con l'operazione EUNAVFOR Atalanta; invita entrambi i partner a intensificare la cooperazione nel settore della sicurezza marittima e a sviluppare ulteriormente la PSDC in settori quali l'intelligence, lo sviluppo di capacità e la sicurezza informatica; accoglie con favore la stretta cooperazione e l'allineamento del Giappone con l'UE e gli Stati Uniti nella risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina e l'imposizione di sanzioni in risposta a tale palese violazione del diritto internazionale;

21. invita l'UE a rafforzare ulteriormente il suo partenariato strategico con l'India; accoglie pertanto con favore gli impegni assunti dall'UE e dall'India nel settore della sicurezza e della difesa e il recente avvio del dialogo sulla sicurezza marittima; invita entrambe le parti a rafforzare ulteriormente la cooperazione operativa in mare, anche attraverso esercitazioni navali congiunte e scali portuali e azioni tese a proteggere e promuovere le linee di comunicazione marittime, anche come parte del partenariato in materia di connettività UE-India istituito recentemente; invita inoltre l'UE e l'India a migliorare il coordinamento e gli scambi reciproci per approfondire la conoscenza del dominio marittimo nella regione indo-pacifica; ribadisce che la stabilizzazione dell'Asia centrale e meridionale dovrebbe essere un obiettivo primario della cooperazione UE-India; deplora la mancanza di una chiara condanna da parte del governo indiano della guerra illegale della Russia contro l'Ucraina e invita il governo indiano a rivedere la sua posizione alla luce delle violazioni chiaramente dimostrate del diritto internazionale da parte della Russia; invita l'India, in quanto più grande democrazia del mondo, a non restare inerte mentre l'Ucraina, una delle più grandi democrazie europee, viene brutalmente attaccata e invita il governo indiano a esprimersi contro l'uccisione di civili innocenti e le azioni revisioniste e brutali perpetrate da Vladimir Putin;

22. sottolinea che il rapporto tra l'Unione europea e l'Australia ha profonde radici storiche e legami umani e si basa su valori e principi comuni, quali la pace, la sicurezza e il rispetto della democrazia, dei diritti umani, dell'uguaglianza di genere e dello Stato di diritto, incluso il diritto internazionale; plaude agli sviluppi positivi della cooperazione UE-Australia in materia di sicurezza e difesa nel corso degli ultimi dieci anni e alla partecipazione dell'Australia alle operazioni di gestione delle crisi dell'UE; esorta entrambi i partner a migliorare ulteriormente il coordinamento e le sinergie al fine di promuovere la sicurezza e la stabilità nella regione indo-pacifica, anche in relazione alla libertà di navigazione, e a impegnarsi in discussioni tese a individuare aree di interesse comune per la futura cooperazione in materia di sicurezza e difesa; osserva, tuttavia, che la fiducia reciproca è stata inficiata dalla mancanza di consultazioni e informazioni sull'accordo AUKUS; esprime l'auspicio, in futuro, di una buona cooperazione reciproca in materia di difesa; accoglie con favore la stretta cooperazione e l'allineamento dell'Australia con l'UE e gli Stati Uniti nella risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina e l'imposizione di sanzioni in risposta a tale palese violazione del diritto internazionale;

23. accoglie con favore la buona cooperazione tra l'UE e la Repubblica di Corea, anche nel settore della sicurezza e della difesa, e avverte che le attività nucleari della Repubblica popolare democratica di Corea rappresentano una grave minaccia per la pace e la sicurezza internazionali e per gli sforzi di disarmo e non proliferazione; sottolinea il ruolo cruciale svolto dalla Repubblica di Corea a sostegno degli sforzi per lo smantellamento completo, verificabile e irreversibile dei programmi nucleari e di missili balistici della Repubblica popolare democratica di Corea; invita il VP/AR e gli Stati membri a sfruttare la loro credibilità e le loro conoscenze per contribuire efficacemente a tali sforzi, anche sostenendo una dichiarazione di fine guerra in stretto coordinamento con i nostri partner internazionali; esorta la Repubblica popolare democratica di Corea a firmare e ratificare rapidamente il trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT) e a tornare a rispettare il trattato di non proliferazione nucleare; sottolinea che la cooperazione tra l'UE e la Repubblica di Corea in materia di sicurezza informatica si è rivelata uno strumento efficace per contrastare gli attacchi informatici originati dalla Repubblica popolare democratica di Corea e da altri paesi della regione; invita l'UE e la Repubblica di Corea a intensificare gli sforzi per combattere la criminalità informatica e creare infrastrutture resilienti; invita l'UE e la Repubblica di Corea ad approfondire la loro cooperazione in materia di politica e tecnologia spaziali; accoglie con favore la stretta cooperazione e l'allineamento della Repubblica di Corea con l'UE e gli Stati Uniti nella reazione alla guerra della Russia contro l'Ucraina e l'imposizione di sanzioni in risposta a questa palese violazione del diritto internazionale;

24. ritiene che Taiwan sia un partner fondamentale e un alleato democratico nella regione indo-pacifica e sostiene fermamente il suo percorso democratico; sottolinea lo stretto sostegno e amicizia dell'UE con Taiwan e, anche alla luce della guerra russa contro l'Ucraina, confuta fermamente qualsiasi tentativo della propaganda cinese di tracciare somiglianze tra la guerra russa in Ucraina e la situazione generale della sicurezza di Taiwan, poiché tali situazioni differiscono in modo significativo, sia storicamente che relativamente al ruolo di Taiwan nel contesto regionale e globale; accoglie con favore il ruolo positivo svolto da Taiwan per la promozione della pace e della sicurezza nella regione indo-pacifica e in particolare nello stretto di Taiwan; sottolinea la necessità di un coordinamento più stretto con i partner che condividono i nostri stessi principi per mantenere la pace e la stabilità nello stretto di Taiwan; ribadisce che le relazioni tra Cina e Taiwan dovrebbero essere sviluppate in modo costruttivo attraverso dialoghi, senza coercizione o tattiche destabilizzanti da entrambe le parti; sottolinea la sua opposizione a qualsiasi azione unilaterale che possa minare lo status quo dello stretto di Taiwan e ribadisce che qualsiasi modifica alle relazioni tra le due sponde dello stretto non deve essere imposta contro la volontà dei cittadini di Taiwan; invita l'UE a rafforzare il partenariato esistente con Taiwan in modo da promuovere valori comuni come la democrazia, i diritti umani, lo Stato di diritto e il buon governo nella regione indo-pacifica, lavorare insieme su temi quali linee di comunicazione marittime sicure e spazio aereo aperto e sicuro e impegnarsi in sforzi congiunti per affrontare i cambiamenti climatici; sostiene una più stretta cooperazione tra le agenzie europee e taiwanesi pertinenti, le ONG e i gruppi di riflessione e ribadisce il sostegno alla partecipazione di Taiwan come membro osservatore nelle organizzazioni internazionali, compresa l'Organizzazione mondiale della sanità; accoglie con favore la stretta cooperazione e l'allineamento di Taiwan con l'UE e gli Stati Uniti nella risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina e l'imposizione di sanzioni in risposta a tale palese violazione del diritto internazionale;

25. accoglie con favore il ruolo positivo che la Nuova Zelanda svolge in materia di pace e sicurezza regionali; plaude alla forte focalizzazione dell'accordo di partenariato UE-Nuova Zelanda sulle relazioni e la cooperazione in materia di lotta alla proliferazione delle armi di distruzione di massa e commercio illecito di armi leggere e di piccolo calibro, anche nell'affrontare l'indebolimento della resilienza economica, il che rappresenta un fattore di rischio fondamentale per la sicurezza; elogia il contributo della Nuova Zelanda alle missioni dell'UE come l'operazione EUNAVFOR Atalanta; accoglie con favore la decisione presa di recente dal comitato congiunto di valutare ulteriori opportunità per rafforzare la cooperazione nella regione indo-pacifica, in particolare nei settori della sicurezza marittima, e di intensificare gli scambi in materia di lotta al terrorismo, all'estremismo violento e ai contenuti terroristici online, nonché alle ingerenze straniere e alla disinformazione; attende con interesse di lavorare insieme per difendere il diritto internazionale nella regione; accoglie con favore la stretta cooperazione e l'allineamento della Nuova Zelanda con l'UE e gli Stati Uniti nella risposta alla guerra della Russia contro l'Ucraina e l'imposizione di sanzioni in risposta a tale palese violazione del diritto internazionale;

26. chiede all'UE di rafforzare la cooperazione con gli Stati del Pacifico sia attraverso il Forum delle isole del Pacifico che con il nuovo accordo concluso tra l'UE e l'OSACP; suggerisce di includere la nuova assemblea parlamentare UE-OSACP e in particolare la relativa assemblea parlamentare regionale UE-Pacifico nella strategia dell'UE sulla regione indo-pacifica;

27. pone in evidenza l'importante contributo dei partner della regione indo-pacifica alle missioni e operazioni PSDC dell'UE, e il loro possibile potenziamento, attraverso accordi quadro di partecipazione con Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea e Vietnam e invita a concludere ulteriori accordi analoghi con i paesi partner democratici; sostiene gli sforzi dei partner della regione indo-pacifica per sviluppare la propria capacità di mantenimento della pace;

28. esorta l'UE a invitare i partner indo-pacifici che condividono i nostri stessi principi a partecipare a progetti selezionati di cooperazione strutturata permanente, a condizione che la partecipazione di paesi terzi sia eccezionale e decisa caso per caso sulla base di una serie concordata di condizioni politiche, sostanziali e giuridiche; sottolinea che tale cooperazione potrebbe essere nell'interesse strategico dell'UE, tra l'altro quando si tratta di fornire competenze tecniche o capacità aggiuntive, e potrebbe migliorare l'interoperabilità e la coerenza, in particolare nel caso di partner strategici come le democrazie della regione indo-pacifica;

Libertà dei beni collettivi globali: la base fondamentale per le relazioni UE-Indo-Pacifico

La dimensione della sicurezza marittima

29. sottolinea che la sicurezza marittima e la libertà di navigazione, che devono essere garantite conformemente al diritto internazionale e, in particolare, alla UNCLOS, rientrano tra le principali sfide nella regione indo-pacifica; richiede una maggiore azione esterna dell'UE, in particolare gli sforzi diplomatici, per rafforzare la cooperazione marittima con i paesi della regione indo-pacifica; invita tutti gli Stati che non l'hanno fatto a ratificare rapidamente l'UNCLOS; accoglierebbe con favore anche l'introduzione di quadri sistematici e coordinati, compresi esercitazioni navali congiunte, scali portuali e sforzi contro la pirateria, che consentirebbero di migliorare la diplomazia navale e contribuirebbero alla sicurezza marittima regionale;

30. invita l'UE e gli Stati membri a rafforzare le proprie capacità marittime nella regione in maniera coordinata e autonoma, anche valutando modi per garantire una presenza navale europea permanente e credibile nell'Oceano Indiano; sottolinea l'esigenza di rafforzare la capacità dell'UE in qualità di garante di una sicurezza marittima effettiva e sottolinea la necessità di discutere e individuare le sfide più rilevanti e urgenti che possono essere realisticamente affrontate con l'aiuto dell'UE in stretta cooperazione con i partner della regione, compresa la protezione delle sue navi e dei suoi equipaggi; evidenzia che la Francia è l'unico Stato membro con una presenza militare permanente nell'Oceano Indiano; accoglie con favore il fatto che Paesi Bassi e Germania abbiano inviato fregate nella regione; sottolinea che in futuro potrebbero essere eseguite e saranno necessarie più missioni navali, comprese le missioni a livello dell'UE, inserite in un approccio coordinato e globale volto alla sicurezza regionale; plaude alle esercitazioni navali congiunte che EUNAVFOR Atalanta ha finora condotto insieme a Giappone, Repubblica di Corea, India, Vietnam, Oman e Gibuti e incoraggia il rafforzamento di tali esercitazioni congiunte; sottolinea che EUNAVFOR Atalanta ha un importante ruolo di diplomazia navale da svolgere; accoglie con favore il suo forte contributo alla sicurezza regionale nell'Oceano Indiano, in particolare proteggendo con successo le navi del Programma alimentare mondiale e arginando la pirateria, e plaude alle sinergie create con EUCAP Somalia ed EUTM Somalia; elogia inoltre la cooperazione con la Nuova Zelanda e la marina militare statunitense e il lavoro svolto congiuntamente con l'operazione Ocean Shield della NATO e con l'operazione AGENOR, la componente militare dell'iniziativa di sensibilizzazione alla situazione marittima nello stretto di Hormuz (EMASOH) a guida europea; invita gli Stati membri costieri a potenziare le proprie capacità militari navali al fine di rafforzare la presenza e la visibilità dell'UE nel settore marittimo mondiale e invita l'UE ad ampliare l'ambito geografico dell'EUNAVFOR Atalanta nell'Oceano Indiano; invita gli Stati membri che hanno già aumentato la loro presenza navale nella regione indo-pacifica a coordinare il loro approccio nei forum dell'UE; plaude a tale riguardo alla recente decisione del Consiglio "Affari esteri" di avviare l'attuazione del concetto di presenze marittime coordinate nell'Oceano Indiano nord-occidentale istituendo una zona marittima di interesse che copra la zona marittima dallo stretto di Hormuz al tropico meridionale e dal Mar Rosso settentrionale verso l'Oceano Indiano centrale, basandosi sul patrimonio individuale degli Stati membri; richiede forti sinergie con EUNAVFOR Atalanta; accoglie con favore il rapido lancio di EUTM Mozambico;

31. ricorda che un'efficace sicurezza marittima richiede una visione più ampia della stabilità marittima, che tenga conto dei problemi a terra della corruzione, dello Stato di diritto, delle cause profonde della pesca illegale, delle droghe illegali, del traffico di armi e di esseri umani, della pirateria, nonché dell'impatto ambientale delle attività marittime commerciali e industriali, compresa l'estrazione di risorse di combustibili fossili; invita l'UE ad affrontare tali problemi parallelamente alle misure di sicurezza marittima più tradizionali;

32. accoglie con favore le attività navali congiunte e invita l'UE e i partner della regione indo-pacifica a rafforzare ulteriormente i quadri di cooperazione marittima esistenti; invita l'UE a valutare con i suoi partner la necessità di istituire un sistema di monitoraggio delle violazioni del diritto marittimo internazionale nella regione indo-pacifica; sottolinea il valore aggiunto per l'UE derivante dalla partecipazione ai forum di cooperazione regionale, quali il dialogo ad alto livello UE-ASEAN sulla cooperazione in materia di sicurezza marittima, il Meeting Asia-Europa e il Forum regionale dell'ASEAN;

33. invita l'UE a integrare la propria presenza marittima con programmi di rafforzamento delle capacità destinati a partner che condividono i nostri stessi principi, anche attraverso la continua attuazione dei progetti CRIMARIO I e II nel quadro del programma UE per le rotte marittime a rischio ed estendendo la cooperazione ad azioni di promozione della conoscenza e condivisione delle informazioni riguardanti il settore marittimo; esorta l'UE a valutare l'opportunità di estendere la dimensione geografica del progetto CRIMARIO al Pacifico meridionale;

34. sottolinea il fatto che la gestione della pesca è un aspetto rilevante dell'ambiente marittimo; esorta l'Unione a continuare a promuovere la governance degli oceani nella regione e la gestione sostenibile delle risorse marine attraverso l'attuazione di accordi di collaborazione nel settore della pesca sostenibile e la sua partecipazione alle organizzazioni regionali di gestione della pesca; invita l'UE a rafforzare la sua cooperazione con partner internazionali che condividono i nostri stessi principi per combattere lo sfruttamento eccessivo della pesca, l'eccesso di capacità e la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata nella regione indo-pacifica e a inserire sistematicamente la gestione della pesca nell'agenda dei dialoghi sulla sicurezza marittima con i suoi partner indo-pacifici; esorta l'Unione a continuare a promuovere il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei pescatori nella regione indo-pacifica, conformemente alle convenzioni e ad altre normative dell'Organizzazione internazionale del lavoro; chiede altresì alla Commissione di prestare particolare attenzione agli aspetti di sicurezza e di difesa nel prossimo aggiornamento della sua comunicazione sulla governance internazionale degli oceani, previsto per il 2022;

La dimensione tecnologica, informatica, aerea e spaziale

35. sottolinea l'importanza delle informazioni e della sicurezza informatica quali elementi dell'infrastruttura critica dell'economia globale e per la protezione delle democrazie dalla disinformazione e dagli attacchi malevoli; accoglie con favore gli sforzi dell'UE volti a rafforzare ulteriormente la cooperazione sulla criminalità informatica e il rafforzamento delle capacità di resilienza informatica per i partner nella regione; invita l'UE e i partner indo-pacifici a rafforzare la cooperazione nella lotta contro le minacce ibride, comprese le campagne di disinformazione; sottolinea la necessità che l'UE si coordini con partner indo-pacifici che condividono i nostri stessi principi sull'attribuzione collettiva e sui meccanismi volti a condividere prove e informazioni che servano da base per l'imposizione di sanzioni informatiche; invita l'UE e la NATO ad allineare le rispettive strategie volte a fornire risposte adeguate agli attacchi informatici provenienti dalla regione; invita il Consiglio e la Commissione ad affrontare la sfida della disinformazione in modo simile alla disinformazione proveniente dall'area orientale dell'UE; propone di istituire un polo indipendente di comunicazione strategica dell'UE per la regione indo-pacifica con personale e risorse dedicati inserito in una delegazione dell'UE nella regione;

36. accoglie con favore la cooperazione avviata tra l'UE e numerosi partner della regione indo-pacifica nel settore della sicurezza informatica e della difesa; chiede all'UE di accelerare la creazione di una rete per la diplomazia informatica tesa a promuovere le norme e i quadri giuridici in materia di sicurezza informatica nella regione; invita l'UE e i paesi della regione indo-pacifica che condividono i nostri stessi principi a promuovere uno spazio informatico basato su regole, libero, aperto e sicuro e a rafforzare la regolamentazione internazionale della sfera cibernetica, anche attraverso la convenzione di Budapest, e a promuovere iniziative nel quadro delle Nazioni Unite;

37. esorta l'UE a sviluppare partenariati regionali e globali con i produttori democratici regionali di tecnologie critiche con l'ambizione di lavorare verso un'alleanza globale di democrazie tecnologiche per l'istituzione di norme e standard equi, aperti e orientati ai valori relativi a un uso delle tecnologie basato su regole, etico e antropocentrico, che rispetti la vita privata dei singoli utenti, in particolare per quanto riguarda l'intelligenza artificiale e la governance di Internet; chiede una stretta cooperazione e coordinamento tra l'UE e i paesi indo-pacifici nella risposta e nella mitigazione delle possibili tensioni sulle catene di approvvigionamento globali a seguito delle sanzioni internazionali contro le imprese e i settori economici russi; chiede una cooperazione rafforzata con i partner democratici della regione indo-pacifica nell'elaborazione di norme globali sull'uso militare dell'intelligenza artificiale e un divieto globale di sistemi di armi completamente autonomi; chiede un approccio strategico coordinato a livello europeo nei confronti della regione, al fine di garantire le forniture di tecnologie e materiali critici e rafforzare la capacità di produzione dei partner democratici; chiede requisiti rigorosi, sia politici che tecnici, per l'acquisto di tali tecnologie da Stati non democratici della regione come la Cina;

38. chiede un accesso paritario e libero allo spazio aereo sulla base del pieno rispetto del diritto internazionale; sostiene l'impegno a favore della circolazione aperta e libera attraverso iniziative quali l'accordo globale sul trasporto aereo tra l'UE e l'ASEAN;

39. sottolinea la crescente importanza della dimensione spaziale della cooperazione e della sicurezza internazionale; esprime preoccupazione per l'aumento dello sviluppo e della proliferazione delle armi spaziali, incrementando il pericolo di una corsa agli armamenti; sottolinea la necessità di rafforzare la cooperazione e il dialogo regionali e globali sulle questioni spaziali, anche attraverso l'Ufficio delle Nazioni Unite per le questioni spaziali, come mezzo per allentare le tensioni e prevenire l'utilizzo dello spazio a scopo bellico; invita l'UE ad approfondire il successo della cooperazione in materia di politica e tecnologia spaziali con la Repubblica di Corea e il Giappone e ad avviare la cooperazione in materia di competenze e tecnologia spaziali con altri partner regionali;

Sfide non tradizionali in materia di sicurezza

40. pone in evidenza che la lotta contro l'estremismo violento e la propaganda è nell'interesse comune dell'UE e dei paesi della regione indo-pacifica, nonché della comunità internazionale; invita l'UE a sviluppare un progetto di prevenzione dell'estremismo violento e lotta allo stesso, comprese le azioni volte a rafforzare la resilienza all'estremismo violento, come una piattaforma unificata per contrastare l'estremismo nella regione indo-pacifica; invita l'UE e i partner indo-pacifici che condividono i nostri stessi principi a rafforzare la cooperazione tra i servizi di intelligence antiterrorismo, anche intensificando gli scambi accademici; sottolinea la necessità di promuovere ulteriormente la cooperazione tra Europol e Aseanopol, nonché tra Europol e le autorità nazionali di contrasto, al fine di agevolare lo scambio di buone prassi e competenze in diversi settori di particolare interesse, quali la lotta al terrorismo, la lotta alla criminalità transnazionale, la tratta di esseri umani e il traffico di armi illegali e migranti; ricorda che la tratta di esseri umani rimane una sfida nell'intera regione indo-pacifica; invita l'UE a sostenere i partner regionali nella lotta contro la tratta di esseri umani e a sostenerli nell'attuazione del protocollo delle Nazioni Unite contro la tratta di esseri umani e delle iniziative regionali come la Convenzione dell'ASEAN contro la tratta di esseri umani, in particolare di donne e bambini;

41. chiede un maggiore impegno con i paesi indo-pacifici nell'affrontare le sfide alla sicurezza provenienti dall'Afghanistan dopo l'acquisizione del potere dei talebani, compresi il terrorismo e il traffico di droga e di esseri umani, affrontando nel contempo la crisi umanitaria e le minacce alla sicurezza umana;

42. evidenzia che il rischio di proliferazione di armi nucleari e la rapida crescita e diffusione di nuove capacità nucleari tecnologicamente avanzate e tecnologie missilistiche nella regione indo-pacifica rimangono motivo di grave preoccupazione per la sicurezza regionale e globale; esprime profonda preoccupazione per i continui ostacoli al disarmo e all'architettura di controllo degli armamenti; esorta l'UE e i paesi partner che condividono i nostri stessi principi ad approfondire la cooperazione in materia di nucleare, sicurezza e non proliferazione delle armi nucleari, chimiche e biologiche e a sostenere l'attuazione e l'universalizzazione del trattato sul commercio degli armamenti nella regione indo-pacifica; invita l'UE a coordinarsi con partner che condividono i nostri stessi principi per impegnarsi in un'intensa diplomazia con la Cina, tenendo conto della modernizzazione in corso del suo arsenale nucleare, compresi i missili ipersonici a capacità nucleare, al fine di raggiungere un nuovo regime universale di controllo degli armamenti, e un'efficace architettura di disarmo e non proliferazione, in particolare per quanto riguarda un possibile successore del trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio e del nuovo trattato di riduzione degli armamenti strategici, in scadenza nel 2026, al fine di tutelare l'UE e gli interessi di sicurezza internazionale; chiede che siano mantenuti e preservati i trattati e gli strumenti internazionali vigenti in materia di disarmo e non proliferazione; invita gli Stati al di fuori del quadro del trattato di non proliferazione delle armi nucleari in possesso di armi nucleari ad astenersi dalla proliferazione di qualsiasi tecnologia nucleare di tipo militare e ad aderire al trattato; elogia l'iniziativa dei centri di eccellenza dell'UE per la mitigazione del rischio chimico, biologico, radiologico e nucleare, finanziata nell'ambito dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, e invita il servizio europeo per l'azione esterna a continuare ad approfondire la formazione e il rafforzamento delle capacità dei nostri partner indo-pacifici; sostiene il Trattato per la denuclearizzazione del Sud-est asiatico, in quanto regione libera da armi nucleari e altre armi di distruzione di massa, e in particolare l'obiettivo di promuovere il disarmo nucleare;

43. ricorda che la regione indo-pacifica è altamente esposta ai cambiamenti climatici, comportando gravi rischi per la sicurezza nella regione; incoraggia i partner dell'UE nella regione indo-pacifica a intensificare le azioni per la lotta ai cambiamenti climatici in linea con gli obiettivi dell'accordo di Parigi ed esorta l'UE a sostenere detti partner nella riduzione delle emissioni e nell'attuazione delle misure di mitigazione dei cambiamenti climatici e ad aumentare le loro capacità di valutazione, anticipazione e gestione dei rischi per la sicurezza climatica; invita l'UE a inserire i rischi per la sicurezza legati al clima in cima all'agenda della cooperazione strategica UE-regione indo-pacifica e ad attuare pienamente la tabella di marcia dell'UE in materia di difesa e clima nel suo impegno nella regione;

44. accoglie con favore il piano dell'UE di rafforzare il suo impegno con la regione indo-pacifica in materia di assistenza umanitaria e capacità di soccorso in caso di catastrofe; invita l'UE e i suoi partner della regione indo-pacifica a rendere prioritarie la prevenzione delle catastrofi e la resilienza e ad accelerare l'attuazione del quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030;

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45. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al servizio europeo per l'azione esterna e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

22.3.2022

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

56

8

12

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alviina Alametsä, Alexander Alexandrov Yordanov, François Alfonsi, Maria Arena, Petras Auštrevičius, Traian Băsescu, Malin Björk, Anna Bonfrisco, Reinhard Bütikofer, Fabio Massimo Castaldo, Susanna Ceccardi, Włodzimierz Cimoszewicz, Katalin Cseh, Tanja Fajon, Anna Fotyga, Michael Gahler, Giorgos Georgiou, Sunčana Glavak, Raphaël Glucksmann, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Márton Gyöngyösi, Sandra Kalniete, Karol Karski, Peter Kofod, Dietmar Köster, Andrius Kubilius, Ilhan Kyuchyuk, Jean-Lin Lacapelle, David Lega, Miriam Lexmann, Nathalie Loiseau, Leopoldo López Gil, Antonio López-Istúriz White, Jaak Madison, Claudiu Manda, Lukas Mandl, Thierry Mariani, Pedro Marques, David McAllister, Vangelis Meimarakis, Sven Mikser, Francisco José Millán Mon, Javier Nart, Gheorghe-Vlad Nistor, Urmas Paet, Demetris Papadakis, Kostas Papadakis, Tonino Picula, Manu Pineda, Giuliano Pisapia, Thijs Reuten, María Soraya Rodríguez Ramos, Isabel Santos, Jacek Saryusz-Wolski, Andreas Schieder, Radosław Sikorski, Jordi Solé, Sergei Stanishev, Tineke Strik, Dominik Tarczyński, Hermann Tertsch, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans, Harald Vilimsky, Idoia Villanueva Ruiz, Viola Von Cramon-Taubadel, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers, Isabel Wiseler-Lima, Bernhard Zimniok, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Özlem Demirel, Andrey Kovatchev, Katrin Langensiepen, Javi López

 


 

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

56

+

ID

Anna Bonfrisco, Susanna Ceccardi

NI

Fabio Massimo Castaldo, Márton Gyöngyösi

PPE

Alexander Alexandrov Yordanov, Traian Băsescu, Michael Gahler, Sunčana Glavak, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev, Andrius Kubilius, David Lega, Miriam Lexmann, Leopoldo López Gil, Antonio López-Istúriz White, David McAllister, Lukas Mandl, Vangelis Meimarakis, Francisco José Millán Mon, Gheorghe-Vlad Nistor, Radosław Sikorski, Isabel Wiseler-Lima, Željana Zovko

Renew

Petras Auštrevičius, Katalin Cseh, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Ilhan Kyuchyuk, Nathalie Loiseau, Javier Nart, Urmas Paet, María Soraya Rodríguez Ramos, Dragoş Tudorache, Hilde Vautmans

S&D

Maria Arena, Włodzimierz Cimoszewicz, Tanja Fajon, Raphaël Glucksmann, Javi López, Claudiu Manda, Pedro Marques, Sven Mikser, Demetris Papadakis, Tonino Picula, Giuliano Pisapia, Thijs Reuten, Isabel Santos, Andreas Schieder, Sergei Stanishev

Verts/ALE

Alviina Alametsä, François Alfonsi, Reinhard Bütikofer, Katrin Langensiepen, Jordi Solé, Tineke Strik, Viola Von Cramon-Taubadel

 

8

-

ID

Jean-Lin Lacapelle, Thierry Mariani, Bernhard Zimniok

NI

Kostas Papadakis

The Left

Özlem Demirel, Giorgos Georgiou, Manu Pineda, Idoia Villanueva Ruiz

 

12

0

ECR

Anna Fotyga, Karol Karski, Jacek Saryusz-Wolski, Dominik Tarczyński, Hermann Tertsch, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers

ID

Peter Kofod, Jaak Madison, Harald Vilimsky

S&D

Dietmar Köster

The Left

Malin Björk

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astensioni

 

 

Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2022
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