RELAZIONE sull'impegno per un'acquacoltura sostenibile e competitiva nell'UE: la strada da seguire

19.7.2022 - (2021/2189(INI))

Commissione per la pesca
Relatrice: Clara Aguilera


Procedura : 2021/2189(INI)
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A9-0215/2022
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A9-0215/2022
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sull'impegno per un'acquacoltura sostenibile e competitiva nell'UE: la strada da seguire

(2021/2189(INI))

Il Parlamento europeo,

 vista la comunicazione della Commissione del 12 maggio 2021 sugli orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021‑2030 (COM(2021)0236),

 vista la comunicazione della Commissione del 25 marzo 2021 relativa a un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica (COM(2021)0141),

 viste la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020, dal titolo "Una strategia 'Dal produttore al consumatore' per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente" (COM (2020)0381), e la sua risoluzione del 20 ottobre 2021[1] al riguardo,

 viste la comunicazione della Commissione del 20 maggio 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita" (COM (2020)0380), e la sua risoluzione del 9 giugno 2021[2] al riguardo,

 viste la comunicazione della Commissione dell'11 dicembre 2019, dal titolo "Il Green Deal europeo" (COM(2019)0640), e la sua risoluzione del 15 gennaio 2020[3] al riguardo,

 visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca, che modifica i regolamenti (CE) n. 1954/2003 e (CE) n. 1224/2009 del Consiglio e che abroga i regolamenti (CE) n. 2371/2002 e (CE) n. 639/2004 del Consiglio, nonché la decisione 2004/585/CE del Consiglio[4],

 visto il regolamento (UE) 2021/1139 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 luglio 2021, che istituisce il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura e che modifica il regolamento (UE) 2017/1004[5],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo[6],

 vista la direttiva 2009/147/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 30 novembre 2009, concernente la conservazione degli uccelli selvatici[7] (la "direttiva Uccelli"),

 visto il regolamento (CE) n. 1099/2009 del Consiglio, del 24 settembre 2009, relativo alla protezione degli animali durante l'abbattimento[8],

 visto il regolamento (CE) n. 1/2005 del Consiglio, del 22 dicembre 2004, sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate[9],

 vista la direttiva 98/58/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998, riguardante la protezione degli animali negli allevamenti[10],

 visto il parere del Comitato economico e sociale europeo del 22 settembre 2021 sugli orientamenti strategici per lo sviluppo sostenibile dell'acquacoltura nell'UE,

 visto il progetto di parere del Comitato delle regioni dell'1, 2 e 3 dicembre 2021 sull'economia blu sostenibile e l'acquacoltura,

 visto il parere del Comitato delle regioni del 17 dicembre 2015 sul futuro dell'acquacoltura europea,

 vista la strategia 2030 della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO) per una pesca e un'acquacoltura sostenibili nel Mediterraneo e nel Mar Nero,

 vista la valutazione intermedia del metodo di coordinamento aperto per l'acquacoltura dell'UE[11],

 vista l'indagine speciale Eurobarometro 515 del 2021 sulle abitudini dei consumatori dell'UE per quanto riguarda i prodotti della pesca e dell'acquacoltura,

 visto lo studio richiesto dalla commissione per la pesca (PECH) sugli impatti della pandemia di COVID-19 sulla pesca e l'acquacoltura dell'UE, pubblicato il 7 luglio 2021,

 vista la sua risoluzione del 12 giugno 2018, dal titolo "Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo: situazione attuale e sfide future"[12],

 vista la sua risoluzione del 4 dicembre 2008 sull'elaborazione di un "Piano europeo di gestione della popolazione di cormorani" al fine di ridurre il loro impatto crescente sulle risorse ittiche, la pesca e l'acquacoltura[13],

 visti gli articoli 3, 4, 38 e 43 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea,

 visto il trattato sull'Unione europea (TUE),

 visto l'articolo 54 del regolamento,

 vista la relazione della commissione per la pesca (A9-0215/2022),

A. considerando che la politica comune della pesca stabilisce che l'acquacoltura dovrebbe contribuire a preservare il potenziale di produzione alimentare su base sostenibile in tutta l'Unione al fine di garantire la sicurezza alimentare a lungo termine, compresi l'approvvigionamento alimentare, la crescita e l'occupazione per i cittadini dell'Unione, e contribuire a far fronte alla crescente domanda mondiale di alimenti acquatici; che la politica comune della pesca dovrebbe tenere pienamente conto degli aspetti legati alla salute e al benessere degli animali nonché alla sicurezza degli alimenti e dei mangimi; che è fondamentale ridurre l'onere amministrativo e attuare il diritto dell'Unione in maniera più efficace, in modo da rispondere meglio alle esigenze dei portatori di interessi;

B. considerando che i settori della molluschicoltura e dell'acquacoltura rivestono un ruolo importante e prezioso nell'UE in termini economici, sociali e ambientali e contribuiscono a migliorare la qualità della vita nelle zone costiere e interne dell'Unione e nelle regioni ultraperiferiche;

C. considerando che la sicurezza alimentare e i mezzi di sostentamento forniti da tali settori sono di fondamentale importanza in molte regioni costiere, fluviali, insulari, interne e lagunari;

D. considerando che il Green Deal europeo, la strategia sulla biodiversità e la strategia "Dal produttore al consumatore" mirano a realizzare un'Europa neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050 e a rendere i sistemi alimentari equi, sani e rispettosi dell'ambiente in tutta l'Unione; che l'acquacoltura può fornire alimenti sani con un'impronta climatica e ambientale inferiore a quella dell'agricoltura terrestre non acquatica;

E. considerando che la dichiarazione della FAO per una pesca e un'acquacoltura sostenibili riconosce che l'acquacoltura è stata la produzione alimentare mondiale in più rapida crescita negli ultimi cinque decenni, che è responsabile del raddoppio del consumo globale pro capite di pesce dal 1960 e che fornisce sempre più cibo e mezzi di sussistenza a una popolazione in crescita;

F. considerando che gli orientamenti strategici dell'UE per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva, la dichiarazione di Shanghai della FAO del settembre 2021 sull'acquacoltura per l'alimentazione e lo sviluppo sostenibile e il codice sanitario per gli animali acquatici dell'Organizzazione mondiale per la salute animale del 2021 definiscono obiettivi in materia di benessere degli animali nell'ambito dell'acquacoltura a sostegno di produttori e consumatori;

G. considerando che, secondo i dati più recenti (2018), la produzione acquicola dell'Unione rappresenta solo l'1,15 % della produzione mondiale[14];

H. considerando che per avviare o ampliare un'impresa di acquacoltura nell'UE occorrono vari permessi e autorizzazioni e che tale procedura è generalmente lenta, complessa e talvolta carente in termini di certezza giuridica e prevedibilità economica; che questa situazione ostacola lo sviluppo del settore, scoraggia gli investimenti delle imprese e genera costi eccessivi per il settore, oltre a favorire le importazioni da paesi terzi;

I. considerando che la relazione della FAO del 2020 sulla situazione della pesca e dell'acquacoltura a livello mondiale indica che, su scala globale, la percentuale di donne sul totale della forza lavoro nel settore acquicolo (19 %) è maggiore rispetto a quella presente nel settore della pesca (12 %) e che, nel complesso, le donne svolgono un ruolo cruciale lungo l'intera catena del valore del pesce e dell'acquacoltura e forniscono manodopera in relazione sia alle pratiche commerciali generali, sia alle pratiche artigianali; che, in generale, il settore dell'acquacoltura impiega direttamente più di 74 000 persone nell'UE in oltre 12 000 imprese[15];

J. considerando che un prodotto ittico su quattro consumato in Europa proviene dall'acquacoltura; che, tra il 2018 e il 2019, il consumo apparente pro capite di prodotti di allevamento ha registrato un aumento del 2 %; che, calcolando che nel 2019 l'autosufficienza dell'UE per il pesce e i prodotti ittici era pari al 41,2 %, solo il 10 % del consumo di prodotti ittici dell'UE proviene dall'acquacoltura dell'UE, il che rappresenta meno del 2 % della produzione globale;

K. considerando che quasi il 70 % della produzione acquicola dell'UE è concentrata in quattro Stati membri (Spagna, Francia, Italia e Grecia) e che la maggior parte della produzione è costituita da mitili, trote, pangasi, ostriche, perchie, carpe e vongole; che vi è tuttora un considerevole potenziale di ulteriore crescita e diversificazione in termini di paesi produttori e di specie allevate;

L. considerando che, nonostante nel 2021 quasi due terzi degli europei consumavano prodotti della pesca e dell'acquacoltura in casa almeno una volta al mese, tale dato rappresenta un andamento decrescente rispetto al 2018; che, nel 2021, la preferenza dei consumatori era divisa tra prodotti selvatici e prodotti di allevamento, in un contesto in cui circa un terzo preferiva i prodotti selvatici, un terzo preferiva i prodotti di allevamento e una percentuale analoga non mostrava alcuna preferenza;

M. considerando che alcune stime iniziali indicano una riduzione del 17 % del volume delle vendite e del 18 % delle entrate complessive, con un impatto particolarmente negativo sul settore dei frutti di mare;

N. considerando che la produzione di frutti di mare nell'Unione consiste principalmente di molluschi, in particolare mitili, ostriche e vongole, ed è generalmente un'attività di acquacoltura tradizionale, a carattere familiare e ad alta intensità di manodopera, pienamente integrata nel paesaggio locale;

O. considerando che la strategia 2030 della Commissione generale per la pesca nel Mediterraneo per una pesca e un'acquacoltura sostenibili nel Mediterraneo e nel Mar Nero specifica che la produzione acquicola deve soddisfare la domanda, crescere in modo sostenibile, sfruttare l'innovazione, la digitalizzazione e la condivisione delle conoscenze e migliorare la sua attrattiva per gli investimenti; che tale strategia indica inoltre che, ai fini del conseguimento della sostenibilità, è cruciale monitorare e ridurre l'impronta ambientale del settore, affrontare i cambiamenti climatici e l'inquinamento e assicurare la salute e il benessere degli animali;

P. considerando che la relazione economica 2020 del comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca sul settore dell'acquacoltura dell'UE indica che quasi l'80 % di tutte le imprese acquicole nell'UE è composto da microimprese con meno di 10 dipendenti;

Q. considerando che la valutazione intermedia del metodo di coordinamento aperto ha concluso che gli Stati membri dovrebbero adoperarsi maggiormente per far crescere il settore dell'acquacoltura dell'UE migliorando la sua resilienza e competitività e garantendo in particolare l'accesso allo spazio e all'acqua e un quadro normativo e amministrativo trasparente ed efficiente;

R. considerando che, nonostante il potenziale del settore, lo sviluppo dell'acquacoltura nelle regioni ultraperiferiche registra tuttora un grave ritardo;

S. considerando che la relazione del settembre 2021 dell'Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura sulla farina di pesce e l'olio di pesce indica che la maggior parte della farina di pesce nei mangimi per l'acquacoltura è consumata in Asia e che nel 2019 il 34 % della farina di pesce è stato utilizzato in Cina, il 35 % in altri paesi asiatici e il 9 % in Europa; che ogni anno sono catturate 20 milioni di tonnellate di pesce selvatico per scopi alimentari non umani; che nei mercati mondiali dell'alimentazione animale vi è una crescente concorrenza per la farina di pesce tra produttori acquicoli e allevatori di bestiame; che l'aumento dei prezzi dei mangimi accresce la necessità di un ulteriore sviluppo di mangimi alternativi nonché dell'efficienza degli alimenti per animali per garantire la redditività dei prodotti acquicoli di valore elevato;

T. considerando che il documento tecnico della FAO sulla pesca e l'acquacoltura, del 19 febbraio 2019, dal titolo "A third assessment of global marine fisheries discards" (Terza valutazione dei rigetti in mare a livello mondiale) indica che i rigetti ammontano complessivamente a 9,1 milioni di tonnellate, il che rappresenta il 10,8 % delle catture medie annue tra il 2010 e il 2014;

U. considerando che la relazione sull'acquacoltura biologica dell'UE dell'Osservatorio europeo del mercato della pesca e dell'acquacoltura del maggio 2017 indica che la produzione di acquacoltura biologica sta aumentando notevolmente in alcuni Stati membri, mentre altri sono ancora nelle prime fasi di sviluppo di tale metodo di produzione;

V. considerando che l'acquacoltura è particolarmente sensibile agli eventi meteorologici estremi nelle aree fluviali e costiere che si verificano con una frequenza sempre maggiore a causa del riscaldamento globale, tra cui siccità, inondazioni, tempeste e ondate, che causano gravi danni alle infrastrutture acquicole e alle specie coltivate;

W. considerando che la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo, richiede che tutti gli Stati membri costieri trasmettano alla Commissione piani nazionali di gestione dello spazio marittimo "quanto più rapidamente possibile e comunque non oltre il 31 marzo 2021";

X. considerando che le regioni ultraperiferiche sono particolarmente esposte a climi instabili e a gravi eventi meteorologici, che possono mettere a repentaglio il potenziale del settore in tali regioni;

Y. considerando che la popolazione di cormorani ha registrato un massiccio aumento; che tale aumento provoca gravi danni a numerosi settori marittimi, tra cui l'acquacoltura;

Z. considerando che nella sua risoluzione sull'elaborazione di un "Piano europeo di gestione della popolazione di cormorani" al fine di ridurre il loro impatto crescente sulle risorse ittiche, la pesca e l'acquacoltura, adottata 13 anni fa, il Parlamento proponeva diverse possibili azioni per risolvere i problemi che i cormorani continuano a porre;

AA. considerando che la sua risoluzione dal titolo "Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo" sottolinea l'importanza, tra molte altre azioni, di ridurre al minimo l'impatto crescente dei cormorani sull'acquacoltura;

AB. considerando che gli operatori del settore dell'acquacoltura e della pesca possono ottenere una compensazione finanziaria per le perdite risultanti dall'interazione dei cormorani con le attività di pesca;

AC. considerando che l'aumento dei costi dell'energia elettrica e del gas graverà sull'intero comparto dell'acquacoltura in Europa e che si prospetta una situazione ancora peggiore a causa dell'aumento dei costi di produzione e dell'incertezza commerciale dovuta anche alla crisi della pandemia di COVID-19;

AD. considerando che i principali produttori di pesce e di prodotti ittici nella zona di vicinato dell'UE prevedono di raddoppiare la loro produzione acquicola entro il 2030 rispetto ai livelli del 2020, il che potrebbe accrescere la pressione sulla produzione dell'Unione;

AE. considerando che non tutti gli Stati membri tengono conto in misura sufficiente del potenziale dello sviluppo dell'acquacoltura o dei suoi possibili effetti socioeconomici e ambientali;

AF. considerando che il consumo annuo di prodotti ittici pro capite nell'UE differisce notevolmente, variando tra circa 6 e 60 kg; che la domanda di prodotti dell'acquacoltura nell'UE potrebbe pertanto aumentare nel prossimo futuro;

AG. considerando che molte imprese stanno avendo difficoltà a mantenere le loro quote di mercato, in ambito sia nazionale che estero;

AH. considerando che, secondo i dati più recenti forniti da Eurostat e dalla FAO, nel 2019 circa il 76 % del pesce consumato nell'UE era selvatico e il 24 % era di allevamento;

AI. considerando che, su un totale di 1 382 prodotti a indicazione geografica protetta (IGP), solo 62 prodotti sono registrati nella classe 1.7 — Pesci, molluschi, crostacei freschi e prodotti derivati; che per altri 14 prodotti è in corso la procedura per il riconoscimento di tale indicazione; che il registro delle specialità tradizionali garantite (STG) contiene solo quattro prodotti nella suddetta classe; che alcune registrazioni effettuate con successo riguardano prodotti dell'acquacoltura;

AJ. considerando che i fondi dell'UE destinati alla pesca (Fondo europeo per la pesca (FEP), Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP) e Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA)) hanno fornito sostegno finanziario al settore dell'acquacoltura dell'UE;

AK. considerando che i pesci fuggiti dalle aziende acquicole possono provocare alterazioni genetiche nelle popolazioni selvatiche;

Contributo dell'acquacoltura al Green Deal europeo

1. accoglie con favore la comunicazione della Commissione sugli orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021-2030; ritiene che tali orientamenti siano completi, solidi e idonei a promuovere un'acquacoltura sostenibile e competitiva dell'UE, con un'attenzione a lungo termine alla sostenibilità del settore dell'acquacoltura e al suo contributo al Green Deal europeo; deplora, tuttavia, il fatto che essi siano fortemente incentrati sugli aspetti ambientali e puntualizza che devono presentare una maggiore ambizione al fine di incentivare la produzione sostenibile e lo sviluppo di un settore dell'acquacoltura dell'UE realmente competitivo e vitale; ritiene che sia importante definire obiettivi quantitativi relativi alla crescita del settore nel quadro degli orientamenti, alla stregua degli obiettivi ambientali definiti dalla strategia sulla biodiversità, dalla strategia "Dal produttore al consumatore" e da altre strategie correlate al Green Deal; esorta gli Stati membri e il consiglio consultivo per l'acquacoltura ad attuare le azioni raccomandate negli orientamenti; invita la Commissione a monitorare regolarmente l'attuazione di tali raccomandazioni e a riferire di conseguenza al Parlamento;

2. sottolinea l'importanza di un'attuazione corretta e coordinata degli orientamenti da parte degli Stati membri al fine di raggiungere i loro obiettivi; pone in evidenza l'importanza del ruolo svolto dalla Commissione nel fornire assistenza e nel coordinare l'attuazione da parte degli Stati membri, al fine di garantire condizioni di parità per gli acquacoltori dell'UE; incoraggia la Commissione a seguire costantemente l'attuazione di tali orientamenti e di altri atti giuridici che riguardano l'acquacoltura, quali il regolamento relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici[16] e, se del caso, a presentare modifiche a tale regolamento, e potenzialmente ad altri atti, in modo da affrontare gli ostacoli che impediscono la realizzazione degli obiettivi dell'UE relativi alla produzione biologica, come quelli definiti nella strategia "Dal produttore al consumatore";

3. pone in evidenza il potenziale dei contributi del settore dell'acquacoltura al conseguimento degli obiettivi del Green Deal europeo e sottolinea la necessità di garantire la sostenibilità e la resilienza a lungo termine del settore, in particolare alla luce della crisi COVID-19; ritiene che la transizione verso un sistema alimentare sostenibile in Europa debba trarre vantaggio dal potenziale non sfruttato nel settore dell'acquacoltura, dal momento che può costituire una componente importante e anche più considerevole dell'economia circolare e in quanto contributore netto alla trasformazione dei nutrienti in eccesso in proteine di alta qualità;

4. sottolinea che l'acquacoltura dell'UE soddisfa elevati standard in termini di qualità dei prodotti e salute degli animali, ma vi è ancora margine di miglioramento per quanto riguarda aspetti quali la diversificazione, la competitività e le prestazioni ambientali; osserva che un'acquacoltura a impatto ridotto (quale l'acquacoltura a bassi livelli trofici, multitrofica e biologica) e i servizi ambientali derivanti dall'acquacoltura, se ulteriormente sviluppati, possono fornire un considerevole contributo al Green Deal europeo, alla strategia "Dal produttore al consumatore" e all'economia blu sostenibile[17];

5. rileva che l'acquacoltura dovrebbe contribuire all'approvvigionamento alimentare e alla sicurezza alimentare riequilibrando il divario ittico, dal momento che l'UE importa il 70 % di tutti gli alimenti di origine acquatica che consuma, e ciò genera un disavanzo commerciale annuo di 21 miliardi di EUR (nel 2019); ritiene che l'acquacoltura abbia un notevole potenziale di sviluppo e crescita che va rafforzato, pur rimanendo entro i limiti ecologici, in modo che possa fornire prodotti alimentari sostenibili e di qualità, ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di alimenti acquatici e creare più posti di lavoro e altre opportunità socioeconomiche, in particolare nelle regioni costiere ma anche nelle zone rurali; invita la Commissione e gli Stati membri a fornire un quadro giuridico solido, affidabile, prevedibile, razionalizzato e favorevole alle imprese e a utilizzare appieno le risorse finanziarie disponibili del FEAMPA, essendo questo lo strumento di finanziamento appositamente dedicato agli obiettivi della gestione della pesca e dell'acquacoltura dell'UE; esorta gli Stati membri a stanziare fondi sufficienti nell'ambito del dispositivo per la ripresa e la resilienza al fine di sostenere l'innovazione, la sostenibilità e la resilienza del settore dell'acquacoltura dell'UE;

6. evidenzia che l'acquacoltura è stata sviluppata come necessità sociale per garantire un approvvigionamento costante di alimenti acquatici freschi in stagioni e regioni in cui la pesca di cattura non riesce a soddisfare tale bisogno, adempiendo in tal modo a uno dei più importanti ruoli per la società, vale a dire la fornitura di alimenti sani e freschi principalmente destinati al mercato locale e regionale; pone pertanto in rilievo il fatto che l'espansione dell'acquacoltura in Europa è strettamente connessa a pratiche culturali tradizionali che sono più o meno caratteristiche delle diverse parti del continente;

7. sottolinea l'importanza di statistiche e dati precisi riguardo ai prodotti acquicoli, soprattutto in relazione a consumo, importazioni ed esportazioni, al fine di garantire il raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi definiti per il settore; chiede che un più elevato numero di dati sia reso disponibile e accessibile a tale riguardo;

8. evidenzia che lo squilibrio della bilancia commerciale dell'Unione dei prodotti di origine acquatica non è accettabile, né da un punto di vista economico (per il disavanzo commerciale che ne deriva), né da un punto di vista sociale (per le opportunità occupazionali che non vengono sfruttate);

9. sottolinea che i progressi compiuti verso il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal europeo devono essere in linea con la finalità di garantire la sicurezza alimentare nei paesi terzi;

10. sostiene l'istituzione del nuovo meccanismo di assistenza all'acquacoltura dell'UE quale strumento innovativo per aiutare la Commissione, gli Stati membri, le autorità regionali, l'industria e gli altri portatori di interessi a sviluppare ulteriori orientamenti e consolidare le migliori pratiche in diversi settori pertinenti; ritiene che tutti i portatori di interessi, tra cui il Parlamento, dovrebbero essere coinvolti nella creazione di tale meccanismo, in particolare tutti i membri del consiglio consultivo per l'acquacoltura, conformemente all'articolo 11 TUE, che riconosce la democrazia partecipativa quale principio democratico fondamentale; chiede l'instaurazione di un dialogo costruttivo con la società civile;

11. sottolinea che il potenziale di crescita del settore dell'acquacoltura dell'UE deve essere sviluppato in modo sostenibile, tenendo conto di tutti e tre i pilastri della sostenibilità: economico, sociale e ambientale; evidenzia la necessità di disporre di un settore interessante e orientato al mercato, anche per i nuovi acquacoltori, dotato di un quadro giuridico per attrarre gli investimenti delle imprese, creare e mantenere buone condizioni di lavoro, proteggere l'ambiente utilizzando fonti sostenibili per i mangimi e migliorando la salute acquatica, il benessere degli animali e la biosicurezza, nonché ridurre l'uso degli antimicrobici conformemente ai migliori pareri scientifici disponibili, promuovendo pratiche responsabili e prudenti, in linea con la strategia "Dal produttore al consumatore";

12. ritiene che il settore dell'acquacoltura sia in grado di fornire un contributo coerente ai servizi ecosistemici per la società e che l'acquacoltura in stagni e la coltura di alghe e molluschi possano contribuire alla decarbonizzazione dell'economia dell'UE e alla mitigazione dei cambiamenti climatici; sottolinea, tuttavia, che il sequestro di carbonio attraverso la coltura di alghe e molluschi è limitato e dipende dal metodo di produzione e dall'uso al momento della raccolta dei prodotti; sostiene le azioni proposte in materia di cambiamenti climatici, ma sottolinea la necessità di una metodologia comune per misurare l'impronta di carbonio delle singole aziende acquicole e chiede una valutazione d'impatto per tutte le misure proposte, compreso il loro impatto sui singoli settori dell'acquacoltura; invita gli Stati membri a promuovere catene di approvvigionamento brevi ed efficienti, ove opportuno, al fine di contribuire a contrastare i cambiamenti climatici;

13. ritiene necessario investire su larga scala attraverso misure di mitigazione e adattamento per prevenire e ridurre l'impatto di catastrofi ed eventi meteorologici estremi sul settore della pesca e dell'acquacoltura, al fine di rafforzare ecosistemi acquatici produttivi e resilienti e mantenere benefici per i consumatori e il benessere degli animali;

14. sottolinea che l'attuazione degli orientamenti strategici dovrebbe prestare maggiore attenzione alle microimprese e alle piccole imprese acquicole e alle loro esigenze specifiche;

15. esorta la Commissione a sostenere l'istituzione di corsi di formazione professionale per il settore dell'acquacoltura, fornendo risorse tecniche e finanziarie, al fine di attirare i giovani e consentire ai pescatori di riqualificarsi, il che contribuirà a creare posti di lavoro nelle regioni costiere e insulari che sono tradizionalmente più dipendenti dalle attività di pesca;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a facilitare, incoraggiare e sostenere adeguatamente un'acquacoltura che sia rispettosa dell'ambiente, come l'acquacoltura biologica, l'acquacoltura a circuito chiuso, la coltura di alghe e molluschi, la piscicoltura in stagni e i sistemi di acquacoltura multitrofica integrata e acquaponica;

17. è del parere che occorra fornire supporto allo sviluppo di sistemi acquaponici, che sono i sistemi di produzione a ciclo chiuso sulla terraferma che combinano la produzione acquicola con la produzione agricola, laddove quest'ultima utilizza sostanza organica nelle acque, riducendo in tal modo gli effetti dell'inquinamento causato da un eccesso di materia organica;

18. ritiene che l'acquacoltura d'acqua dolce sia molto importante in numerose regioni rurali d'Europa e che fornisca non solo alimenti di alta qualità e posti di lavoro, ma anche servizi ecosistemici interessanti; invita la Commissione a generalizzare l'uso del termine "alimenti di origine acquatica", che è un'espressione più completa e inclusiva e non esclude i piscicoltori di acqua dolce;

19. sottolinea che, per l'acquacoltura d'acqua dolce in particolare, anche i predatori e la siccità costituiscono una sfida che si riflette nella quantità, taglia e qualità del pesce di allevamento e, in ultima analisi, producono un impatto negativo sulla redditività del settore;

20. ribadisce la necessità di un sistema di tracciabilità alimentare nell'UE che rafforzi la sostenibilità del settore dell'acquacoltura e risponda alle richieste dei consumatori fornendo informazioni su quali sono i pesci o alimenti acquatici allevati e dove, quando e come lo sono, innanzitutto per migliorare la sicurezza alimentare, ma anche per consentire controlli lungo l'intera catena dei prodotti sia dell'UE che importati da paesi terzi e per combattere le frodi; ritiene che tale sistema dovrebbe coinvolgere tutti gli attori della catena del valore, in modo che possano collaborare tra loro utilizzando sistemi digitali, l'intelligenza artificiale e altre innovazioni tecnologiche;

21. sottolinea la valutazione positiva dei consumatori europei nei confronti delle denominazioni di qualità, ivi comprese le denominazioni di origine e le indicazioni geografiche protette; chiede alla Commissione e agli Stati membri di promuovere l'uso di tali indicazioni per quei prodotti dell'acquacoltura che soddisfano le qualità e i requisiti necessari previsti dal regolamento dell'UE sui regimi di qualità, come il Mexillón de Galicia DOP;

22. accoglie con favore l'intenzione della Commissione di sostenere modelli imprenditoriali verdi, come quelli basati sul sequestro di carbonio, al fine di rendere le catene di approvvigionamento più sostenibili; sottolinea, a tale proposito, che determinate pratiche acquicole, come gli allevamenti di mitili o di ostriche e la policoltura in stagni, possono costituire modelli di successo per i futuri sistemi di crediti di emissioni nel contesto della legislazione dell'UE in materia di clima; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere questo tipo di imprese "verdi" alla luce degli obiettivi della strategia;

23. evidenzia l'importanza di applicare norme e interventi basati su dati concreti per migliorare il benessere dei pesci durante la loro cura nonché durante il trasporto e l'abbattimento, ivi incluso mantenendo la qualità dell'acqua entro limiti che garantiscano il benessere e la protezione dell'ambiente, come modo per ridurre la prevalenza e la diffusione di malattie e ridurre ulteriormente la necessità di utilizzare antibiotici, che ad ogni modo dovrebbe essere ulteriormente ridotta; invita a prestare particolare attenzione ai metodi di alimentazione al fine di controllare i livelli di materia organica, sia nei circuiti aperti che in quelli chiusi, con l'obiettivo di mantenere e migliorare le buone pratiche ambientali; sottolinea l'importanza di continuare a migliorare i metodi di allevamento in linea con le conoscenze scientifiche più aggiornate disponibili, al fine di conseguire il benessere degli animali, che contribuisce a risultati ambientali migliori, alla resilienza ai cambiamenti climatici e all'ottimizzazione dell'uso delle risorse;

24. ribadisce che, per loro stessa natura, numerose raccomandazioni sul benessere degli animali non sono applicabili ai settori della pesca e dell'acquacoltura;

25. invita gli Stati membri a continuare a incoraggiare la promozione dell'alghicoltura e a facilitare l'uso e lo sviluppo delle alghe come alimenti e mangimi, anche rendendo possibili processi di autorizzazione più semplici, senza trascurare altre specie di acquacoltura; sottolinea che vi è un potenziale non sfruttato per quanto concerne l'alghicoltura in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e di fornitura di servizi ecosistemici e alimenti e mangimi più rispettosi dell'ambiente; ritiene che una migliore gestione delle popolazioni di alghe potrebbe in una certa misura essere un modo efficace, oltre alla loro coltura, per contribuire a combattere l'eutrofizzazione ed eliminare l'eccesso di azoto e fosforo dalle acque, nonché l'eccesso di carbonio se le alghe permangono nell'acqua per depositarsi sul fondale marino; accoglie con favore l'intenzione della Commissione di presentare un'iniziativa specifica per sostenere il consumo di alghe nell'UE; osserva che una migliore protezione delle popolazioni di alghe marine potrebbe fornire servizi ecosistemici, fungere da pozzo di assorbimento del carbonio e contribuire al miglioramento della biodiversità;

26. plaude al ruolo delle donne nelle catene del valore dell'acquacoltura e chiede di conseguenza che siano loro garantite condizioni di lavoro dignitose e che venga rispettato il principio della parità di retribuzione per lo stesso lavoro o per lavoro di pari valore; ritiene inoltre che la loro visibilità e rappresentanza nelle strutture e nei processi decisionali dovrebbero essere potenziate;

Principali ostacoli all'acquacoltura nell'Unione e possibili soluzioni

27. esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare piani nazionali di sviluppo sostenibile dell'acquacoltura tenendo conto dei principali ostacoli allo sviluppo delle potenzialità del settore e a riconoscere la necessità di destinare spazio all'acquacoltura attraverso un'adeguata pianificazione territoriale; sottolinea l'importanza di un meccanismo trasparente e partecipativo, in linea con la direttiva 2014/89/UE sulla pianificazione dello spazio marittimo, per assegnare lo spazio in modo equo a tutti i portatori di interessi, ivi comprese zone di pesca e aziende acquicole esistenti e nuove e aree marine protette, nonché zone di restrizione della pesca; si rammarica che alcuni Stati membri non abbiano ancora presentato alla Commissione i loro piani nazionali di gestione dello spazio marittimo nonostante il termine previsto dalla direttiva, e li esorta a presentare i loro piani quanto prima;

28. sostiene l'obiettivo della Commissione di avviare campagne di promozione volte a incentivare il consumo di prodotti acquicoli dell'UE e a porre in evidenza l'acquacoltura dell'UE, e di promuovere ulteriormente lo sviluppo sostenibile di quest'ultima; sottolinea, a tale riguardo, che è necessario garantire informazioni complete e di facile accesso ai consumatori, anche per quanto riguarda diete sane, vantaggi ambientali e altri parametri relativi alla sostenibilità, come l'impatto climatico;

29. ritiene che i siti di produzione acquicola progettati e creati in acque libere non dovrebbero coincidere o entrare in conflitto con le zone di pesca; è inoltre del parere che il settore della pesca e i relativi operatori e rappresentanti dovrebbero essere pienamente coinvolti in tale processo;

30. sottolinea che la produzione di acquacoltura dell'UE rimane altamente concentrata in termini di Stati membri e specie di allevamento, per cui vi è un considerevole potenziale di diversificazione;

31. evidenzia che la pianificazione dello spazio è uno degli strumenti fondamentali per la creazione dei presupposti per lo sviluppo a lungo termine dell'acquacoltura e dovrebbe assicurare siti adeguati per la pianificazione dell'acquacoltura, tenendo conto delle altre attività nelle zone interessate;

32. ribadisce che lo sviluppo dell'acquacoltura richiede un quadro normativo solido, affidabile, chiaro e semplice dal punto di vista amministrativo per l'uso dello spazio e le licenze, creando un clima di fiducia e sicurezza per gli investimenti nel settore; sottolinea che la pianificazione dello spazio dovrebbe tradursi in un piano efficace e flessibile che tenga conto della continua mutevolezza degli ambienti marini e di acqua dolce in cui si inserisce l'acquacoltura e che una zonizzazione eccessivamente restrittiva potrebbe scoraggiare gli investimenti e lo sviluppo;

33. evidenzia l'importanza della certezza giuridica e della prevedibilità degli investimenti per la crescita sostenibile del settore dell'acquacoltura nell'Unione; sottolinea che tutte le misure adottate dalle diverse autorità pubbliche degli Stati membri devono contribuire alla semplificazione dei termini e delle procedure amministrative, affinché le pubbliche amministrazioni adempiano ai propri obblighi, risolvano tempestivamente le questioni ed evitino inutili ritardi nelle procedure di autorizzazione o concessione; respinge la retroattività in relazione alla riduzione della durata delle concessioni o delle loro proroghe e invita gli Stati membri a tutelare la fiducia e le legittime aspettative dei concessionari;

34. sottolinea che, in termini di concessione delle licenze e di pianificazione, la complessità burocratica e i ritardi esistenti comportano costi aggiuntivi per i potenziali investitori; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire procedure di concessione delle licenze chiare e trasparenti al fine di stimolare gli investitori;

35. pone in evidenza la necessità di continuare ad applicare il metodo di coordinamento aperto al fine di conseguire il coordinamento con le amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali che hanno competenze nel settore dell'acquacoltura; ritiene che tale coordinamento sia assolutamente necessario per razionalizzare la legislazione nazionale e fornire orientamenti sul quadro normativo applicabile al settore; invita la Commissione a rendere pubbliche le raccomandazioni specifiche per paese al fine di orientare gli Stati membri in merito allo sviluppo dell'acquacoltura nell'UE;

36. invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un migliore coordinamento per quanto concerne le competenze condivise dell'UE e il coordinamento tra le autorità locali, regionali e nazionali;

37. sottolinea l'importanza di disporre di ingredienti sostenibili destinati ai mangimi per l'acquacoltura nell'Unione; ritiene che l'acquacoltura potrebbe colmare il divario ittico solo a condizione che tutte le specie allevate forniscano un guadagno netto di proteina di pesce, il che significa che l'acquacoltura non deve rimuovere dagli oceani e da altri corpi idrici per il proprio fabbisogno di mangimi una quantità di pesce selvatico superiore a quella che produce; evidenzia che, a livello globale, un'ampia percentuale di pesci utilizzata per produrre farina e olio di pesce viene catturata nelle zone economiche esclusive dei paesi in via di sviluppo; sottolinea la necessità di promuovere proteine e oli marini ecologicamente sostenibili da utilizzare come mangimi sotto forma di sottoprodotti e rifilature, altre proteine e soluzioni innovative, come farina di insetti e microalghe, e di sostituire parzialmente le proteine e gli oli marini con alternative non marine prodotte in modo sostenibile; invita la Commissione e gli Stati membri a investire in ricerca e innovazione al fine di promuovere una transizione verso fonti di proteine nuove e sostenibili e chiede alla Commissione di valutare la necessità di modifiche legislative al riguardo; esorta la Commissione e gli Stati membri a promuovere pratiche sostenibili e ad aumentare, nei mangimi, la percentuale di farina di pesce e olio di pesce certificati in modo indipendente in base a sistemi di certificazione ambientale e sociale credibili e indipendenti che utilizzano criteri di valutazione a basso indice trofico e il codice di condotta della FAO;

38. riconosce che attualmente non è possibile fornire all'acquacoltura una quantità sufficiente di farina di pesce e olio di pesce solo mediante scarti e sottoprodotti dell'industria della pesca, in parte a causa della crescente domanda sul mercato delle farine di pesce; invita la Commissione e gli Stati membri a garantire una produzione sostenibile di farina di pesce e olio di pesce e a intensificare congiuntamente gli sforzi in materia di ricerca e innovazione per risolvere il problema relativo all'aumento della domanda sul mercato delle farine di pesce sviluppando alternative sostenibili;

39. è preoccupato circa il numero crescente di stabilimenti di produzione di farina di pesce e olio di pesce lungo la costa africana occidentale, gestiti principalmente da società cinesi la cui produzione non sostenibile sta provocando problemi che minacciano l'esistenza della pesca regionale e artigianale, e invita pertanto la Commissione a garantire che negli impianti di acquacoltura nell'UE non vengano utilizzati mangimi derivanti da tale produzione;

40. invita la Commissione a ricorrere ai sistemi digitali e all'intelligenza artificiale per migliorare la tracciabilità e la sostenibilità dei prodotti dell'acquacoltura e ad estendere la tracciabilità ai mangimi utilizzati;

41. si rivolge alla Commissione affinché riconosca l'importanza di condurre campagne di comunicazione a livello dell'UE sull'acquacoltura sostenibile dell'UE e l'importanza della produzione con fondi in gestione diretta, in linea con gli obiettivi degli orientamenti strategici; invita gli Stati membri e la Commissione a includere in tutti i programmi operativi, in linea con gli obiettivi degli orientamenti strategici, l'organizzazione di campagne di informazione e comunicazione su specifici sottosettori del settore dell'acquacoltura sostenibile dell'UE;

42. esorta la Commissione, nell'ambito della politica di promozione agricola dell'UE, a incentivare programmi che consentano di promuovere in modo specifico e individuale i prodotti dell'acquacoltura; sottolinea l'importanza di sfruttare l'attuale riesame della politica di promozione agricola per dare maggiore rilievo alla promozione dei prodotti dell'acquacoltura sostenibile e incoraggia la Commissione a usare la politica di promozione agricola dell'UE a sostegno dei settori e degli operatori che contribuiscono intrinsecamente al raggiungimento degli obiettivi del Green Deal o che guidano la transizione verso il conseguimento di questi ultimi;

43. plaude alla qualità del lavoro svolto dall'Osservatorio europeo del mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura (EUMOFA); invita la Commissione a concedere all'EUMOFA un finanziamento aggiuntivo mirato al fine di tradurre le relazioni dell'Osservatorio in tutte le lingue ufficiali dell'UE, dato che esse sono spesso disponibili solo in una lingua o in non più di cinque lingue ufficiali dell'Unione; ritiene che tali informazioni aiuteranno il settore dell'acquacoltura a ottenere dati aggiornati e di alta qualità al fine di migliorare le sue prestazioni di marketing;

44. esorta la Commissione e gli Stati membri ad accrescere in misura sostanziale i fondi per la ricerca e l'innovazione nel settore dell'acquacoltura (sia marina che di acqua dolce), in particolare per nuovi settori di conoscenza quali lo studio del microbioma o il monitoraggio scientifico dei servizi ambientali legati all'acquacoltura; invita gli Stati membri a fornire o aumentare i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo nel settore dell'acquacoltura e a potenziare il trasferimento di conoscenze scientifiche al settore e ad altri portatori di interessi;

45. invita gli Stati membri e le rispettive amministrazioni a garantire che il potenziale dei regimi relativi ai prodotti agricoli e alla qualità alimentare venga sfruttato più ampiamente per i prodotti dell'acquacoltura; rammenta la possibilità di istituire regimi di qualità regionali o nazionali che possano aiutare i produttori ad accrescere la loro visibilità e, quindi, le loro prestazioni di marketing e il loro reddito;

46. sottolinea che le conoscenze e l'innovazione (tra cui l'uso della tecnologia digitale) sono determinanti per raggiungere gli altri obiettivi definiti per il settore dell'acquacoltura dell'UE e che Orizzonte Europa, il programma quadro dell'UE per la ricerca e l'innovazione, rappresenta una notevole opportunità per progredire in questo ambito;

47. esorta la Commissione a migliorare e raccogliere informazioni relative al potenziale del settore dell'acquacoltura nelle regioni ultraperiferiche, attraverso studi di fattibilità e riscontri, e a fornire un sostegno specifico alle start-up che intendono operare in tale settore nelle suddette regioni;

48. esprime il suo massimo sostegno a favore dell'innovazione e del progresso per quanto riguarda l'allevamento di nuove specie di acquacoltura;

49. prende atto del fatto che un settore dell'acquacoltura innovativo richiede altresì lo sviluppo di competenze adeguate acquisite attraverso la promozione di programmi di studio e conoscenze specializzati sull'acquacoltura (ad esempio studi veterinari specializzati sui pesci e formazione sulla salute dei pesci per gli operatori del settore dell'acquacoltura), nonché una formazione permanente per gli agricoltori incentrata su approcci innovativi per il settore dell'acquacoltura;

50. invita la Commissione ad adoperarsi ulteriormente per garantire condizioni di parità all'acquacoltura dell'UE rispetto ai produttori di paesi terzi attraverso la revisione degli accordi commerciali internazionali e l'eventuale conclusione di nuovi accordi in futuro per quanto riguarda le importazioni di prodotti che non soddisfano gli stessi requisiti in materia di accesso al mercato, sostenibilità ambientale e sociale o benessere dei pesci applicabili ai prodotti dell'UE, ivi incluso provvedendo a un aggiornamento delle norme ai fini di una migliore attuazione dell'etichettatura degli alimenti acquatici; ritiene che, in casi specifici quali l'etichettatura del caviale, dovrebbe essere rivisto il quadro giuridico in materia di informazione dei consumatori; invita la Commissione a valutare, mediante una valutazione di impatto, l'inclusione dei settori dell'acquacoltura sostenibile nel meccanismo dell'UE di adeguamento del carbonio alle frontiere, al fine di incentivare le industrie europee e i partner commerciali dell'UE a decarbonizzare le loro industrie in modo da attuare misure che contribuiscano in modo positivo a ridurre le emissioni di gas a effetto serra, così da conseguire l'azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra, e di sostenere di conseguenza le politiche climatiche dell'UE e globali a favore della neutralità in termini di gas a effetto serra, senza essere nel contempo discriminanti o costituire una restrizione dissimulata al commercio internazionale;

51. rammenta le opportunità di cui dispone il settore per incrementare gli scambi commerciali dei prodotti dell'acquacoltura, in particolare nei paesi e nelle regioni in cui il consumo di tali prodotti è ridotto;

52. invita la Commissione e gli Stati membri, per quanto riguarda il benessere dei pesci, a sostenere le conoscenze scientifiche e promuovere le migliori pratiche acquicole in tale ambito nonché a incentivare la creazione di centri di riferimento dell'UE in materia; sottolinea che disporre di buone pratiche in materia di benessere degli animali è la migliore misura preventiva per ridurre la necessità di medicinali e garantire la salute e il benessere dei pesci; incoraggia un ulteriore ricorso alle tecnologie e all'innovazione per affrontare le malattie in modo più mirato, riducendo la quantità di medicinali necessaria; evidenzia la necessità di migliorare la disponibilità di medicinali veterinari, ove necessario, per il settore dell'acquacoltura;  raccomanda alla Commissione di elaborare proposte legislative sulla base delle più recenti conoscenze scientifiche in merito alle esigenze dei pesci e di altri animali acquatici e ai metodi di trasporto, al fine di ridurre al minimo le loro sofferenze durante il trasporto; sottolinea che le nuove disposizioni dovrebbero fornire una lista di controllo dettagliata per la pianificazione e la preparazione precedenti al trasporto, come pure istruzioni specifiche riguardanti i parametri di qualità dell'acqua, la densità, il trattamento durante il carico e lo scarico nonché i controlli successivi al trasporto relativi al benessere degli animali; invita la Commissione a garantire che gli orientamenti che pubblica siano aggiornati in base ai dati scientifici più recenti e conformi al regolamento (CE) n. 1/2005, e chiede la definizione di requisiti specifici per gli spostamenti a carattere commerciale dei pesci; sottolinea inoltre che dovrebbero essere fornite una formazione e una certificazione specifiche per quanto riguarda il trasporto dei pesci;

54. sostiene l'aumento della capacità di osservare, modellare e prevedere di Copernicus e della rete europea di osservazione e di dati dell'ambiente marino per poter meglio anticipare le conseguenze degli eventi meteorologici estremi sia sulla terraferma che in mare, ai quali gli impianti di acquacoltura sono particolarmente sensibili;

55. sottolinea l'importanza di una formazione adeguata per le autorità competenti e gli agricoltori su come limitare l'impatto ambientale delle pratiche di acquacoltura e garantire il rispetto di requisiti elevati in termini di benessere e salute degli animali;

56. invita la Commissione a elaborare una proposta relativa a un grande piano dell'UE per la gestione dei cormorani in grado di affrontare in maniera adeguata e definitiva il problema che affligge da anni il settore dell'acquacoltura, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili e dell'esperienza e delle prassi già messe alla prova in alcuni Stati membri; chiede che il piano sia definito in modo da mitigare e controllare efficacemente il loro impatto sulle aziende acquicole, al fine di ridurre la loro incidenza economica, ambientale e sociale sulla produzione e la biodiversità; evidenzia che il piano dovrebbe includere un elenco di misure ammissibile relative a soluzioni di coesistenza preventiva e indennizzo adeguato per le perdite e misure finanziate con fondi dell'UE o nazionali; insiste sulla centralità di un sostegno finanziario a favore di attività ricerca ad hoc volte a trovare e testare misure preventive, come pure sulla necessità di consentire un adeguato monitoraggio, tra cui la registrazione e l'analisi degli effetti delle misure adottate; invita gli Stati membri ad attuare tali misure su una base caso per caso locale e a riferire ogni anno alla Commissione sull'attuazione del piano, ivi compreso per quanto riguarda l'efficacia delle misure selezionate; chiede che ogni cinque anni la Commissione valuti il grande piano dell'UE per la gestione dei cormorani e riferisca al Parlamento; esorta la Commissione a elaborare immediatamente un documento di orientamento su come applicare le deroghe di cui all'articolo 9 della direttiva Uccelli, nonché a valutare la necessità di modificare la legislazione vigente laddove le misure preventive si siano dimostrate insufficienti e l'impatto finanziario e sociale non consenta soluzioni di coesistenza, sulla base dei migliori pareri scientifici;

57. invita la Commissione e gli Stati membri a semplificare le procedure di concessione, come pure a profondere ulteriori sforzi e a fornire l'assistenza supplementare necessaria per consentire agli utenti del FEAMPA di accedere ai finanziamenti;

Acquacoltura biologica

58. accoglie con favore la comunicazione della Commissione su un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica e le 23 azioni incluse nel suo allegato; sottolinea che l'acquacoltura biologica deve svolgere un ruolo chiave nella crescita prevista del settore acquicolo, dato il suo ampio potenziale di sviluppo non sfruttato, in linea con la transizione verso un sistema alimentare sostenibile in Europa, che dovrebbe ricevere assistenza attraverso il FEAMPA;

59. concorda sul fatto che l'acquacoltura biologica abbia del potenziale, ma pone in evidenza le differenze nella produzione dell'acquacoltura biologica tra i vari Stati membri;

60. condivide l'obiettivo di un aumento significativo dell'acquacoltura biologica entro il 2030 senza fissare alcuna percentuale concreta nel piano, dato che si tratta di un settore relativamente nuovo e la sua crescita è difficilmente pronosticabile; incoraggia tuttavia gli Stati membri a definire obiettivi, se del caso, tenendo conto delle loro conoscenze riguardo alle specificità locali e regioni e agli sviluppi del mercato; sottolinea che, sebbene negli ultimi anni l'acquacoltura biologica dell'UE abbia registrato un aumento dell'allevamento di talune specie e in alcuni paesi (tra cui il salmone in Irlanda e i mitili in Danimarca e Irlanda), la domanda di acquacoltura biologica dell'UE è incerta e, inoltre, i suoi risultati economici non sono ancora sufficienti in alcune zone;

61. ritiene che l'acquacoltura sostenibile, in generale, e l'acquacoltura biologica, in particolare, svolgeranno un ruolo chiave nel soddisfare l'ambizione dell'UE di un'Europa neutra in termini di emissioni di carbonio entro il 2050, riducendo le emissioni di gas a effetto serra e contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, apportando nel contempo benefici aggiuntivi per l'ambiente e la biodiversità;

62. evidenzia che l'acquacoltura sostenibile, in generale, e l'acquacoltura biologica, in particolare, possono contribuire a soddisfare la domanda dei consumatori di prodotti alimentari diversificati e di alta qualità, creati nel rispetto dell'ambiente e garantendo il benessere dei pesci, colmando in tal modo il divario tra domanda e offerta di prodotti della pesca nell'UE e alleggerendo la pressione sugli stock selvatici;

63. invita la Commissione e gli Stati membri, nel quadro dei piani nazionali di sviluppo sostenibile dell'acquacoltura, ad analizzare i principali ostacoli allo sviluppo dell'acquacoltura biologica e a proporre misure adeguate; esorta inoltre gli Stati membri a includere, sulla base di una valutazione d'impatto ex ante, un aumento dell'acquacoltura biologica tra gli obiettivi dei loro piani strategici pluriennali per l'acquacoltura riveduti; ritiene che il FEAMPA dovrebbe essere utilizzato per promuovere pratiche di acquacoltura sostenibili, segnatamente la produzione biologica, e fornire sostegno durante il periodo di conversione, in modo da creare condizioni di parità rispetto agli altri produttori biologici;

64. sottolinea la necessità di un maggiore sostegno alla ricerca e all'innovazione in materia di fonti alternative di nutrienti, trattamenti, allevamento e benessere degli animali nell'acquacoltura; ritiene necessario incentivare gli investimenti in sistemi di policoltura e acquacoltura multitrofica adattati e promuovere gli incubatoi e le attività di crescita per il novellame biologico; accoglie con favore il metodo di coordinamento aperto per lo scambio delle migliori pratiche e l'innovazione nell'acquacoltura biologica;

65. sottolinea che l'innovazione, in particolare per quanto riguarda i diversi tipi di acquacoltura, ha registrato sviluppi da quando è stato adottato il regolamento relativo alla produzione biologica e all'etichettatura dei prodotti biologici; evidenzia, a tale riguardo, che determinate disposizioni, come quelle in materia di riproduzione, non sono adatte ai nuovi metodi di acquacoltura innovativi e sostenibili che sono stati sviluppati; esorta la Commissione a esaminare tale regolamento alla luce di ciò e a proporre le necessarie modifiche;

66. invita la Commissione ad analizzare in che modo le norme per l'acquacoltura biologica sono interpretate, attuate e monitorate in ciascuno Stato membro; esorta la Commissione a pubblicare orientamenti per gli Stati membri, gli organismi di certificazione e gli acquacoltori, al fine di ridurre l'eterogeneità nell'attuazione del regolamento sulla produzione biologica, sulla base delle conclusioni di tale analisi;

67. esorta la Commissione a valutare la possibilità di autorizzare nuovamente l'uso del 30 % della razione giornaliera di farina di pesce e olio di pesce ricavati da sottoprodotti dell'acquacoltura non biologica o da scarti di pesce catturato per il consumo umano proveniente da prodotti della pesca sostenibili dell'UE, per un periodo transitorio di cinque anni per tutti i nuovi operatori nel settore dell'acquacoltura biologica, visto il suo impatto positivo sull'economia circolare e come misura di sostegno necessaria alla luce della scarsa disponibilità e dei prezzi elevati dei mangimi biologici; invita la Commissione a considerare anche l'uso di specie (che in Europa potrebbero non essere generate in modo naturale) per le quali viene effettuata la riproduzione indotta, utilizzando estratti ipofisari, specie che sono usate nelle pratiche di policoltura, al fine di utilizzare altre nicchie trofiche dell'ambiente di coltura, contribuendo in tal modo alla cattura del carbonio, mitigando l'eutrofizzazione, aumentando la produttività complessiva degli stagni e riducendo il carico nutritivo della piscicoltura;

68. sottolinea la necessità di garantire condizioni di parità tra i produttori biologici dell'UE in tutta l'Unione, anche per quanto riguarda i prodotti biologici importati, prevedendo le stesse norme, fornendo lo stesso sostegno e armonizzando il trattamento delle patologie nell'acquacoltura e nell'allevamento biologici;

69. rammenta che risoluzione del Parlamento dal titolo "Verso un settore europeo dell'acquacoltura sostenibile e competitivo: situazione attuale e sfide future" propone 92 azioni volte a sbloccare il potenziale dell'acquacoltura dell'UE: semplificando le procedure amministrative; garantendo equità nell'interazione con altri settori; promuovendo la competitività dell'acquacoltura dell'UE dentro e fuori i confini dell'Unione; migliorando le informazioni fornite ai consumatori; garantendo il benessere degli animali e la disponibilità di prodotti veterinari; perseguendo una migliore comunicazione e migliori campagne promozionali; sostenendo la ricerca e l'innovazione; promuovendo la formazione e l'occupazione; migliorando la sostenibilità del settore dell'acquacoltura nell'UE; garantendo un adeguato livello di finanziamento attraverso il FEAMP e altri fondi strutturali; e raggiungendo una simbiosi armoniosa con la pesca; esorta la Commissione a lavorare a stretto contatto con gli Stati membri al fine di attuare tali azioni;

70. rileva che il confronto tra pesca estrattiva e acquacoltura non ha alcun senso in un contesto come quello attuale, in cui la domanda di prodotti ittici è in aumento mentre la pressione sulle riserve di pesci selvatici si sta gradualmente riducendo nell'Unione, e afferma che tali attività sono complementari;

71. sottolinea che la cooperazione tra l'acquacoltura, da un lato, e le attività conserviere e di trasformazione, dall'altro, può generare un notevole valore aggiunto per i prodotti del settore acquicolo a condizione che tale cooperazione avvenga in forma sinergica, promuovendo entrambe le attività;

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72. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e ai consigli consultivi in materia di politica comune della pesca.


 

MOTIVAZIONE

Secondo la relazione della FAO State of World Aquaculture 2020 (Stato dell'acquacoltura mondiale 2020), nel 2018 la produzione mondiale dell'acquacoltura, comprese le piante acquatiche, è stata di 114,5 milioni di tonnellate, per un valore stimato di 263 miliardi di USD. La produzione era costituita da animali acquatici di allevamento, piante acquatiche e prodotti non alimentari. La regione Asia-Pacifico rimane il principale produttore, con solo quattro dei quindici principali paesi produttori al di fuori della regione (Brasile, Cile, Egitto e Norvegia). A livello mondiale, l'acquacoltura fornisce attualmente oltre il 50 % dei pesci destinati al consumo umano. L'offerta alimentare mondiale e il consumo apparente pro capite di pesce e di prodotti ittici continuano ad aumentare più rapidamente della crescita della popolazione umana.

Nel 2018 la produzione acquicola dell'UE ammontava a 1,32 milioni di tonnellate, per un valore totale di 4,80 miliardi di EUR, vale a dire una diminuzione del volume del 4 % o di 50.330 tonnellate e una diminuzione di valore del 5 % o di 348 milioni di EUR rispetto al 2017, un'inversione della tendenza al rialzo osservata nei quattro anni precedenti. Rispetto ai 10 anni precedenti, la produzione è cresciuta del 3 %, con un aumento inferiore a 40.000 tonnellate, mentre il valore ha un subito un incremento di un notevole 36 % in termini reali, il che equivale a un aumento di quasi 1,30 miliardi di EUR.

L'incremento del valore dell'acquacoltura dell'UE nel decennio 2009-2018 è dovuto all'aumento della produzione di specie di alto valore, come il salmone, la spigola e il tonno rosso, associato alla forte crescita dei prezzi di alcune specie principali, quali il salmone, la spigola, l'orata, l'ostrica e la vongola, secondo la relazione EUMOFA del 2020 Il mercato ittico dell'UE. Gli aumenti di prezzo avrebbero potuto essere riconducibili a un incremento della domanda, oltre ad altri fattori, quali la maggiore qualità dei prodotti, compresi quelli biologici, e una diminuzione dell'offerta dovuta all'elevata mortalità di alcune specie, come le ostriche. Si dovrebbe inoltre considerare che l'aumento di volume negli ultimi dieci anni, pari al 3 %, ha rappresentato una variazione minore, dovuta a problemi di concessione delle licenze e a conflitti di interesse in termini di pianificazione territoriale. Questo lieve aumento di volume, associato alla crescita della domanda, ha contribuito a un incremento dei prezzi.

Il Green Deal europeo è al centro dell'agenda politica dell'UE. Il suo obiettivo primario è un'Europa sostenibile e climaticamente neutra entro il 2050, che funga da veicolo per gli investimenti e la crescita. Le strategie sulla biodiversità e dal produttore al consumatore evidenziano che è fondamentale gestire la transizione verso un sistema alimentare più sostenibile, in particolare rafforzando gli sforzi per affrontare i cambiamenti climatici, proteggere l'ambiente e preservare la biodiversità. La comunità degli acquacoltori ha un ruolo essenziale da svolgere nel conseguimento di tali obiettivi.

Il 12 maggio 2021 la Commissione ha pubblicato la comunicazione COM(2021) 236 final sugli orientamenti strategici per un'acquacoltura dell'UE più sostenibile e competitiva per il periodo 2021‐2030. Il presente documento fornisce un approccio strategico e a lungo termine per la crescita sostenibile dell'acquacoltura dell'UE, che è particolarmente importante dopo la crisi della COVID-19. Sulla base degli orientamenti strategici, gli Stati membri dell'UE riesamineranno i loro piani strategici nazionali pluriennali con il sostegno del Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA).

La relatrice ritiene che tali orientamenti siano completi, solidi e idonei a promuovere un'acquacoltura sostenibile e competitiva dell'UE, con un'attenzione a lungo termine alla sostenibilità del settore dell'acquacoltura e al suo contributo al Green Deal europeo. La transizione verso un sistema alimentare sostenibile in Europa deve includere il settore dell'acquacoltura quale componente importante dell'economia circolare e quale contributore netto alla trasformazione dei nutrienti in eccesso in proteine di alta qualità.

Nonostante i progressi compiuti grazie al metodo di coordinamento aperto stabilito dal regolamento sulla politica comune della pesca e ai finanziamenti dell'UE, il settore dell'acquacoltura è ancora lungi dal raggiungere il suo pieno potenziale in termini di crescita e soddisfare la crescente domanda di prodotti ittici più sostenibili. L'UE importa oltre il 70 % dei prodotti ittici che consuma. I prodotti dell'acquacoltura (comprese le importazioni) rappresentano complessivamente il 25 % del consumo di prodotti ittici nell'UE, mentre i prodotti dell'acquacoltura dell'UE rappresentano solo il 10 % del consumo dell'UE. L'acquacoltura dell'UE rappresenta meno del 2 % della produzione acquicola mondiale.

Il potenziale di crescita del settore sarà sviluppato solo in un quadro giuridico prevedibile, razionalizzato e favorevole alle imprese, che tenga conto di tutti e tre i pilastri della sostenibilità: economico, sociale e ambientale, il che consentirà di fornire prodotti alimentari sostenibili e di qualità, ridurre la nostra dipendenza dalle importazioni di alimenti acquatici e creare più posti di lavoro, soprattutto nelle regioni costiere, secondo la relatrice.

Il nuovo meccanismo di assistenza all'acquacoltura dell'UE è uno strumento innovativo per aiutare la Commissione, gli Stati membri, l'industria e le altre parti interessate a sviluppare ulteriori orientamenti e consolidare le migliori pratiche nei diversi settori interessati. La relatrice ritiene che la chiave per il successo di questo strumento risieda nel coinvolgimento di tutte le parti interessate nella sua creazione, in particolare tutti i membri del consiglio consultivo per l'acquacoltura.

La relatrice sostiene che il settore dell'acquacoltura possa fornire un contributo coerente ai servizi ecosistemici per la società e che in particolare la coltura di alghe e molluschi possa contribuire a decarbonizzare l'economia dell'UE e a mitigare i cambiamenti climatici. L'acquacoltura d'acqua dolce è molto importante in numerose regioni rurali europee. A tale riguardo, anche la tracciabilità degli alimenti, i modelli imprenditoriali verdi e il benessere dei pesci sono fattori importanti da prendere in considerazione.

I piani nazionali di gestione della pesca dovrebbero tenere conto dei principali ostacoli allo sviluppo del potenziale del settore e riconoscere la necessità di assegnare spazio all'acquacoltura attraverso un'adeguata pianificazione territoriale, che si traduca in un piano efficace e flessibile che tenga conto dell'ambiente marino e di acqua dolce in continua evoluzione in cui opera l'acquacoltura. Inoltre, una zonizzazione eccessivamente restrittiva potrebbe scoraggiare gli investimenti e lo sviluppo. Secondo la relatrice, è assolutamente necessario il coordinamento con le amministrazioni pubbliche nazionali, regionali e locali aventi competenze nello sviluppo dell'acquacoltura per razionalizzare la legislazione nazionale e fornire orientamenti sul quadro normativo applicabile al settore.

A parere della relatrice, l'uso di mangimi prodotti con ingredienti sostenibili nell'acquacoltura dell'Unione è uno degli elementi chiave per il suo pieno contributo al Green Deal europeo. L'acquacoltura deve utilizzare proteine e oli marini ecologicamente sostenibili, sottoprodotti e rifilature, proteine animali terrestri e soluzioni innovative come la farina di insetti e le microalghe, come pure la parziale sostituzione delle proteine e degli oli marini con alternative non marine.

Secondo la relatrice, un altro elemento cruciale per il successo dell'espansione del settore dell'acquacoltura è l'organizzazione di campagne di comunicazione a livello dell'UE sul settore e la produzione dell'acquacoltura dell'UE con fondi in gestione diretta, oltre ad altre campagne di informazione e comunicazione incluse in tutti i programmi operativi in linea con gli obiettivi degli orientamenti strategici, su settori specifici dell'acquacoltura dell'UE.

Da molti anni i cormorani hanno un impatto economico e sociale sull'acquacoltura. È giunto il momento di stabilire misure permanenti per affrontare questo problema. La relatrice ritiene che la soluzione potrebbe essere l'inclusione del cormorano comune Phalacrocorax carbo sinensis nell'allegato II, parte A, della direttiva 2009/147/CE Uccelli, un elenco di specie che possono essere cacciate a norma della legislazione nazionale.

Il 25 marzo 2021 la Commissione ha adottato la comunicazione COM (2021) 141 final su un piano d'azione per lo sviluppo della produzione biologica, che prevede 23 azioni per stimolare la domanda e garantire la fiducia dei consumatori, stimolare la riconversione e rafforzare l'intera catena del valore, nonché migliorare il contributo dell'agricoltura alla sostenibilità.

La relatrice ritiene che i nuovi piani d'azione (2021-2027) che gli Stati membri presenteranno dovrebbero tenere conto delle sfide che il settore dell'acquacoltura biologica si trova ad affrontare. L'acquacoltura biologica deve svolgere un ruolo chiave nella crescita prevedibile del settore acquicolo, dato il suo ampio potenziale di sviluppo non sfruttato, in linea con la transizione verso un sistema alimentare sostenibile in Europa, e che dovrebbe ricevere assistenza attraverso il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA).

Sebbene negli ultimi anni l'acquacoltura biologica dell'UE abbia registrato un aumento per alcune specie e alcuni paesi (salmone irlandese e mitili in Danimarca e Irlanda), il settore è relativamente nuovo e la domanda di acquacoltura biologica è incerta. I consumatori dell'UE considerano i pesci selvatici più naturali e sani dei prodotti dell'acquacoltura biologica. Infine, è importante sottolineare che i risultati economici dell'acquacoltura biologica non sono ancora sufficienti in alcuni settori.

La ricerca e l'innovazione sono un pilastro importante per fornire soluzioni basate sulla conoscenza ai principali ostacoli che il settore si trova ad affrontare. I settori principali su cui la relatrice invita a soffermarsi sono le fonti alternative di nutrienti, trattamenti, allevamento e benessere degli animali nell'acquacoltura. Inoltre, è necessario incentivare gli investimenti in sistemi di policoltura e acquacoltura multitrofica adattati e promuovere gli incubatoi e le attività di crescita per il novellame biologico. In tal senso, il metodo di coordinamento aperto per lo scambio di buone pratiche e l'innovazione in materia di acquacoltura biologica, proposto dalla Commissione, potrebbe essere la piattaforma su cui trovare soluzioni.

La relatrice ritiene che la pubblicazione di alcuni orientamenti per tutti i soggetti coinvolti nell'acquacoltura biologica (Stati membri, organismi di certificazione e piscicoltori) potrebbe contribuire ad armonizzare l'attuazione delle norme in materia di agricoltura biologica nell'UE. Le misure e i controlli dovrebbero essere gli stessi in tutti gli Stati membri al fine di garantire parità di condizioni.

Alla luce della mancanza di mangimi biologici, la relatrice propone di autorizzare nuovamente l'uso del 30 % della razione giornaliera di farina di pesce e olio di pesce ricavati da sottoprodotti dell'acquacoltura non biologica o da scarti di pesce catturato per il consumo umano proveniente da prodotti della pesca sostenibili dell'UE, per un periodo transitorio di cinque anni per tutti i nuovi operatori nel settore dell'acquacoltura biologica, visto il suo impatto positivo sull'economia circolare e come misura di sostegno necessaria.


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

12.7.2022

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

20

5

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, Izaskun Bilbao Barandica, Isabel Carvalhais, Rosanna Conte, Rosa D’Amato, Søren Gade, Anja Hazekamp, Niclas Herbst, Jan Huitema, Ladislav Ilčić, France Jamet, Pierre Karleskind, Predrag Fred Matić, Francisco José Millán Mon, João Pimenta Lopes, Manuel Pizarro, Caroline Roose, Bert-Jan Ruissen, Annie Schreijer-Pierik, Peter van Dalen, Theodoros Zagorakis

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Benoît Biteau, Cláudia Monteiro de Aguiar

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Agnès Evren, Claude Gruffat

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

20

+

ECR

Ladislav Ilčić, Bert‑Jan Ruissen

ID

Rosanna Conte, France Jamet

PPE

Agnès Evren, Niclas Herbst, Francisco José Millán Mon, Cláudia Monteiro de Aguiar, Annie Schreijer‑Pierik, Theodoros Zagorakis, Peter van Dalen

RENEW

Izaskun Bilbao Barandica, Søren Gade. Jan Huitema, Pierre Karleskind

S&D

Clara Aguilera, Pietro Bartolo, Isabel Carvalhais, Predrag Fred Matić, Manuel Pizarro

 

5

-

The LEFT

Anja Hazekamp

VERTS/ALE

Benoît Biteau, Rosa D'Amato, Claude Gruffat, Caroline Roose

 

1

0

The LEFT

João Pimenta Lopes

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

Ultimo aggiornamento: 31 agosto 2022
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