RELAZIONE sullo stato di avanzamento dell'attuazione della politica comune della pesca e le prospettive future

13.11.2023 - (2021/2169(INI))

Commissione per la pesca
Relatore: Gabriel Mato


Procedura : 2021/2169(INI)
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A9-0357/2023
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INDICE

Pagina

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

MOTIVAZIONE

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 



PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sullo stato di avanzamento dell'attuazione della politica comune della pesca e le prospettive future

(2021/2169(INI))

Il Parlamento europeo,

 visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), in particolare gli articoli 3, 4, 5, 11, 13, 38, 39, 43 e 349,

 visto il regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 dicembre 2013, relativo alla politica comune della pesca (PCP)[1],

 vista la direttiva 2014/89/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che istituisce un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo (direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo)[2],

 vista la sua risoluzione del 22 novembre 2012 sulla pesca costiera su piccola scala, la pesca artigianale e la riforma della politica comune della pesca[3],

 vista la sua risoluzione del 21 gennaio 2021 dal titolo "Più pesce nei mari? Misure per promuovere la ricostituzione degli stock al di sopra del rendimento massimo sostenibile (MSY), comprese le zone di ricostituzione degli stock ittici e le aree marine protette"[4],

 vista la sua risoluzione del 18 maggio 2021 sul conseguimento degli obiettivi dell'obbligo di sbarco a norma dell'articolo 15 della politica comune della pesca[5],

 vista la sua risoluzione del 9 giugno 2021 sulla "strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita"[6],

 vista la sua risoluzione del 16 settembre 2021 su "Pescatori per il futuro: attrarre una nuova generazione di lavoratori verso l'industria ittica e creare occupazione nelle comunità costiere"[7],

 vista la sua risoluzione del 20 ottobre 2021 su una strategia "Dal produttore al consumatore" per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell'ambiente[8],

 vista la sua risoluzione del 5 aprile 2022 sul futuro della pesca nella Manica, nel Mare del Nord, nel Mare d'Irlanda e nell'Oceano Atlantico alla luce del recesso del Regno Unito dall'UE[9],

 vista la sua risoluzione del 7 giugno 2022 sull'applicazione dell'articolo 17 del regolamento sulla politica comune della pesca[10],

 vista la sua risoluzione del 19 gennaio 2023 sulla situazione della pesca artigianale nell'UE e le prospettive future[11],

 vista la risoluzione del Consiglio, del 3 novembre 1976, concernente taluni aspetti esterni dell'istituzione nella Comunità, a decorrere dal 1º gennaio 1977[12], di una zona di pesca che si estende fino a 200 miglia (risoluzione dell'Aia del 1976), in particolare il suo allegato VII,

 vista la comunicazione della Commissione, del 10 ottobre 2007, dal titolo "Una politica marittima integrata per l'Unione europea" (COM(2007)0575),

 vista la comunicazione della Commissione, del 20 maggio 2020, dal titolo "Strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 – Riportare la natura nella nostra vita",

 vista la comunicazione della Commissione, del 21 febbraio 2023, dal titolo "La politica comune della pesca, oggi e domani: un patto per la pesca e gli oceani per una gestione delle attività alieutiche sostenibile, innovativa, inclusiva e basata su dati scientifici"(COM(2023)0103),

 vista la relazione del Comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), del 26 settembre 2019, dal titolo "Social data in the EU fisheries sector" (Dati sociali nel settore della pesca dell'UE) (CSTEP 19-03),

 vista la relazione del CSTEP, del 10 dicembre 2020, dal titolo "Social dimension of the CFP" (La dimensione sociale della politica comune della pesca (CSTEP 20-14)),

 visto lo studio della commissione per la pesca del luglio 2021 dal titolo "Impacts of the COVID-19 pandemic on EU fisheries and aquaculture" (Impatti della pandemia di COVID-19 sulla pesca e l'acquacoltura dell'UE),

 vista la relazione del CSTEP dell'8 dicembre 2021 dal titolo "The 2021 Annual Economic Report on the EU Fishing Fleet (STECF 21-08)" (La relazione economica annuale 2021 sulla flotta peschereccia dell'UE (CSTEP 21-08)),

 visto il documento di economia marittima n. 8/2020 della Commissione, del 9 marzo 2021, dal titolo "The EU fishing fleet 2020: Trends and economic results (La flotta peschereccia dell'UE nel 2020: tendenze e risultati economici)", prodotto dalla direzione generale degli Affari marittimi e della pesca della Commissione,

 vista la relazione dell'Agenzia esecutiva europea per il clima, l'infrastruttura e l'ambiente della Commissione europea, del 7 ottobre 2022, dal titolo "Climate change and the common fisheries policy"[13] (I cambiamenti climatici e la politica comune della pesca),

 vista la relazione del 2017 della Banca mondiale dal titolo "The Sunken Billions revisited – Progress and challenges in global marine fisheries" (I miliardi sommersi: progressi e sfide per la pesca marittima a livello mondiale),

 visto il parere del Consiglio per la pesca della Galizia, dell'8 febbraio 2022, sulla revisione della politica comune della pesca,

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per la pesca (A9-0357/2023),

A. considerando che il Parlamento ha già espresso il proprio parere su diverse caratteristiche specifiche della politica comune della pesca (PCP) e che la presente relazione si basa su relazioni settoriali precedenti e offre una valutazione complessiva del funzionamento della PCP e una riflessione sulle prospettive future, in particolare concentrandosi principalmente sulla conservazione delle risorse biologiche marine e sulla gestione delle attività di pesca nell'ambito della PCP;

B. considerando che l'articolo 39 TFUE stabilisce che la PCP, in tutti i suoi ambiti, soprattutto in relazione alla conservazione delle risorse biologiche marine, deve, tra le altre cose, assicurare un tenore di vita equo alla popolazione dei pescatori e garantire la disponibilità degli approvvigionamenti (sicurezza alimentare); che l'articolo 11 TFUE stabilisce inoltre che "le esigenze connesse con la tutela dell'ambiente devono essere integrate nella definizione e nell'attuazione delle politiche e azioni dell'Unione, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile";

C. considerando che la PCP mira a garantire che "le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine e siano gestite in modo coerente con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico, sociale e occupazionale"; che la PCP contempla anche l'obiettivo di "contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare" e fa riferimento a obiettivi quali quelli di applicare "alla gestione della pesca l'approccio basato sugli ecosistemi al fine di garantire che le attività di pesca abbiano un impatto negativo ridotto al minimo sugli ecosistemi marini", di contribuire a "offrire un equo tenore di vita a coloro che dipendono dalle attività di pesca, tenendo conto della pesca costiera e degli aspetti socioeconomici" e di promuovere "le attività di pesca costiera, tenendo conto degli aspetti socioeconomici";

D. considerando che il conseguimento dell'obiettivo di conservazione degli stock sfruttati e, in generale, degli obiettivi ambientali della PCP, non sarebbe sufficiente a sancire il successo di tale politica;

E. considerando che è opportuno mantenere un equilibrio tra i tre pilastri della sostenibilità e colmare le lacune della dimensione sociale della PCP;

F. considerando che la PCP deve anche contribuire all'approvvigionamento di prodotti alimentari sostenibili al mercato dell'Unione e a ridurre la dipendenza di tale mercato dalle importazioni alimentari;

G. considerando che la sicurezza alimentare è uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS); che le proteine del pesce hanno uno straordinario valore strategico, essenziale per la sicurezza alimentare; che la pesca di cattura è uno dei sistemi a minore impatto per la produzione di proteine animali;

H. considerando che la Commissione ha individuato come obiettivo strategico la necessità di aumentare la produzione di alimenti provenienti dagli oceani; che una relazione del 2017 del gruppo scientifico ad alto livello, nominato dall'allora commissario Karmenu Vella, raccomanda di integrare un paradigma di coltura e cattura responsabili, con riguardo agli "alimenti provenienti dagli oceani", nelle agende politiche generali a livello dell'Unione e dei sistemi mondiali;

I. considerando che la pesca dell'UE rappresenta un settore strategico per l'Unione, che genera direttamente o indirettamente un numero considerevole di posti di lavoro nelle zone costiere e di pesca, aiuta a garantire la sicurezza alimentare e a preservare la sostenibilità dell'economia, associando l'occupazione e i mezzi di sussistenza della popolazione al territorio e alla salvaguardia delle tradizioni culturali;

J. considerando che la pesca crea posti di lavoro sia in mare che sulla terraferma; che alcune regioni dipendono dagli sbarchi che avvengono a livello locale per garantire la redditività di molte imprese e mantenere vive le comunità costiere;

K. considerando che i produttori di alimenti di origine acquatica e le industrie correlate svolgono un ruolo fondamentale per la società e per le comunità che sostengono;

L. considerando che la pesca offre un contributo indispensabile alla sicurezza alimentare dell'Unione;

M. considerando che gli obiettivi volti a garantire l'approvvigionamento alimentare tramite la pesca dell'UE e ad assicurare un tenore di vita equo dovrebbero svolgere un ruolo di maggiore prominenza nell'ambito del processo decisionale;

N. considerando che un settore europeo della pesca in buona salute è fondamentale per ridurre la dipendenza da paesi terzi, come la Cina, per quanto riguarda l'approvvigionamento alimentare dell'UE;

O. considerando che gli oceani devono essere riconosciuti come un bene comune dell'umanità nell'ambito dei negoziati internazionali sotto l'egida delle Nazioni Unite;

P. considerando che l'Unione europea deve promuovere gli obiettivi della PCP a livello internazionale, stabilendo condizioni di concorrenza eque e cooperando con paesi terzi e organizzazioni internazionali al fine di migliorare il rispetto delle norme internazionali, ivi comprese le misure in materia di lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, sulla base delle migliori conoscenze scientifiche disponibili;

Q. considerando che è necessario definire una politica di gestione delle risorse alieutiche che difenda l'accesso collettivo a tali risorse, che si basi principalmente sui loro aspetti biologici e che si traduca in un sistema di cogestione della pesca che tenga conto delle condizioni specifiche delle risorse alieutiche e delle rispettive aree marine, con l'effettiva partecipazione degli operatori del settore;

R. considerando che nella sua comunicazione dal titolo "La politica comune della pesca, oggi e domani: un patto per la pesca e gli oceani per una gestione delle attività alieutiche sostenibile, innovativa, inclusiva e basata su dati scientifici", la Commissione propone di migliorare l'attuazione della PCP, non di rivedere tale politica;

S. considerando che in sede di adozione dei piani pluriennali regionali successivi a partire dal 2016, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno deciso di imporre il ricorso a livelli di mortalità per pesca basati sul rendimento massimo sostenibile (maximum sustainable yield, MSY) soltanto per i principali stock bersaglio; che tali piani prevedono inoltre una maggiore e necessaria flessibilità nell'ambito di tali livelli di mortalità di riferimento, in particolare per tenere conto delle interazioni tra gli stock e le attività di pesca (effetti delle specie a contingente limitante); che nel piano pluriennale per il Mediterraneo occidentale il legislatore ha peraltro deciso di rinviare al 2025 il termine per l'applicazione dei livelli di mortalità per pesca basati sull'MSY;

T. considerando che gli scienziati riconoscono che il conseguimento contemporaneo dell'MSY per tutti gli stock è, all'atto pratico, impossibile;

U. considerando che la salute degli stock ittici varia a seconda delle acque dell'Unione;

V. considerando che le misure di gestione della pesca adottate nell'ambito della PCP stanno dando i loro frutti, dal momento che il numero di stock ittici sfruttati a livelli sostenibili è in aumento, consentendo rendimenti maggiori per gli stock che erano sovrasfruttati;

W. considerando che l'UE non ha rispettato il termine del 2020 per ottenere il tasso di sfruttamento dell'MSY per tutti gli stock ittici; che, tuttavia, sono stati compiuti notevoli progressi verso il conseguimento dell'obiettivo dell'MSY, in particolare nell'Atlantico nordorientale e nel Mar Baltico, dove nel 2020 il 99 % degli sbarchi gestiti esclusivamente dall'UE e per i quali erano disponibili pareri scientifici erano "stock gestiti in modo sostenibile";

X. considerando che l'UE si è impegnata a rispettare l'Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che comprende l'OSS 14, ossia "conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile";

Y. considerando che la revisione della PCP del 2013 ha determinato un importante cambiamento di paradigma in decenni di gestione della pesca, imponendo che tutte le catture, in particolare quelle di specie fuori quota o di pesci sotto taglia, siano tenute a bordo dei pescherecci e sbarcate; che tuttavia tale strumento, concepito per contribuire all'attuazione dell'obiettivo della progressiva eliminazione dei rigetti delle catture accidentali nella pesca, sembra essere divenuto un obiettivo in sé;

Z. considerando che l'obbligo di sbarco rende non remunerative molte attività di pesca multispecifica, in particolare per il fatto che i pescatori sono tenuti a smistare e immagazzinare a bordo pesci di scarso valore o non commercializzabili, il che aumenta il lavoro, riduce il tempo di riposo e limita lo spazio di magazzinaggio a bordo dei pescherecci; che l'obbligo di sbarco rischia inoltre di determinare un sottoutilizzo delle legittime possibilità di pesca per taluni stock, dal momento che i pescherecci devono interrompere qualsiasi attività di pesca una volta esaurita la loro quota per uno stock (specie a contingente limitante);

AA. considerando che il livello di catture accidentali è molto variabile in base alle diverse attività di pesca; che l'attuazione delle diverse flessibilità previste dall'articolo 15 del regolamento di base della PCP ha comportato numerose, complesse, mutevoli e incontrollabili serie di deroghe all'obbligo di sbarco;

AB. considerando che le politiche più efficaci in termini di riduzione ed eliminazione dei rigetti in tutto il mondo sono state attuate tramite approcci graduali, in cui la politica si è evoluta traendo ispirazione dalle esperienze acquisite;

AC. considerando che, per una pesca sostenibile che garantisca anche buone rese, sono necessarie nuove tecniche con attrezzi da pesca selettivi;

AD. considerando che la PCP e il regolamento sulle misure tecniche procedono di pari passo e che, pertanto, per agevolare l'autorizzazione di attrezzi innovativi, è necessaria anche una revisione di tale regolamento;

AE. considerando che il numero di totali ammissibili di catture (TAC) dovrebbe essere adeguato a quanto necessario per gestire le attività di pesca nel loro complesso; che il Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) ha indicato che un certo numero di TAC potrebbe essere eliminato dal sistema dell'UE senza compromettere la gestione globale delle risorse ittiche[14];

AF. considerando che il principio di stabilità relativa, introdotto per la prima volta nel regolamento di base della PCP del 1983 e attuato nel regolamento sui TAC e sui contingenti del 1983, ha fissato una chiave di ripartizione dei TAC per Stato membro sulla base dei principi di assegnazione delle catture storiche (1973-1978), conformemente alle preferenze dell'Aia del 1976;

AG. considerando che la stabilità relativa è di grande importanza per la prevedibilità e la continuità della flotta peschereccia nell'Unione europea;

AH. considerando che la Brexit ha inciso sulla distribuzione dei diritti di pesca nell'Unione europea e ha avuto un impatto socioeconomico;

AI. considerando che l'UE è tenuta a rispettare gli obiettivi dell'accordo di Parigi per contrastare i cambiamenti climatici e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050, nonché per rispettare gli impegni presi in seno all'Organizzazione marittima internazionale (IMO), creando al contempo posti di lavoro e crescita sostenibile secondo modalità che non rappresentino una minaccia per la produzione e la sicurezza alimentari;

AJ. considerando che, sebbene la pesca non sia l'attività che genera il maggior numero di incidenti, tra tutte le navi adibite alla navigazione marittima i pescherecci sono quelli coinvolti più di frequente; che nel 2018 è stato registrato un aumento del 40 % del numero di incidenti che hanno coinvolto pescherecci rispetto all'anno precedente;

AK. considerando che, ciononostante, tale tendenza ha registrato un calo, e che la maggior parte degli incidenti è dovuta a fattori umani (62,4 %), seguiti da guasti dei sistemi/delle attrezzature (23,2 % degli incidenti) come seconda causa più comune; che i tre fattori più frequentemente segnalati che contribuiscono agli incidenti legati all'azione umana a bordo dei pescherecci sono la mancanza di consapevolezza in materia di sicurezza, la mancanza di conoscenze e l'impiego di modalità di lavoro inadeguate da parte del personale di bordo; che tutti questi fattori non possono essere considerati separatamente dalla redditività del settore della pesca, che deve essere garantita per poter intraprendere ulteriori investimenti in condizioni di lavoro sicure;

AL. considerando che ogni anno, nel settore della pesca a livello mondiale, muoiono 32 000 persone, senza contare le migliaia di vittime di incidenti; che, come anche evidenziato dalle organizzazioni di categoria, negli ultimi anni si è assistito a un preoccupante aumento delle malattie professionali correlate a chi svolge questo lavoro così faticoso;

AM. considerando che la pesca è un lavoro gravoso, che comporta rischi seri per la salute e l'incolumità di chi lo svolge; che l'Organizzazione internazionale del lavoro ha riconosciuto questo problema in una convenzione che risale al 2007 e ha chiesto ai paesi che l'hanno ratificata di garantire condizioni di lavoro sicure e salubri in questo settore; che il benessere dei lavoratori a bordo dei pescherecci è essenziale per il futuro del settore;

AN. considerando che è opportuno sottolineare che le attività di pesca marittima svolgono un ruolo importante nel miglioramento del tenore di vita delle comunità di pescatori;

AO. considerando che il Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura (FEAMPA) offre un sostegno finanziario per progredire verso una pesca più sostenibile, compreso il sostegno volto ad aumentare l'efficienza energetica dei pescherecci o a promuovere un'innovazione che produca attrezzi da pesca a impatto ridotto;

AP. considerando che tale sostegno non è tuttavia sufficiente; che le restrizioni sulla capacità di pesca e gli scarsi margini di cui dispongono taluni Stati membri all'interno dei loro massimali nazionali non consentono di migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro e di vita a bordo dei pescherecci; che i nuovi sistemi di propulsione a zero emissioni di carbonio richiedono più spazio a bordo rispetto ai motori e ai serbatoi di carburante tradizionali;

AQ. considerando che il regolamento di base della PCP prevede che i piani pluriennali debbano essere adottati in via prioritaria; che tale approccio ha indubbiamente contribuito a una migliore gestione delle risorse e a una relativa certezza per il settore;

AR. considerando che alcuni stock si muovono all'interno di aree marine che rientrano nell'ambito di applicazione di piani pluriennali regionali diversi, per cui è necessario adottare misure coerenti per tutto il loro areale di distribuzione;

AS. considerando che la PCP non è ancora pienamente attuata e che alcune delle sue misure, quali l'istituzione di riserve di ricostituzione degli stock ittici, non sono state utilizzate;

AT. considerando che la regionalizzazione offre un'opportunità unica per evitare la microgestione da parte di Bruxelles e per adeguare il processo decisionale alle specificità regionali e locali, alle strutture tradizionali (come le "cofradías") e a particolari attività (come la pesca a piedi e la raccolta dei molluschi);

AU. considerando che la consultazione e il coinvolgimento tempestivi ed efficaci dei settori interessati sono fondamentali per una legislazione valida, funzionale, equa, ben accetta ed efficace, nonché per la sua attuazione e il suo rispetto; che in tal senso il ruolo dei consigli consultivi è essenziale e la loro attività di consulenza è di importanza cruciale nell'ambito del processo decisionale;

AV. considerando che i consigli consultivi hanno il potenziale di trasformarsi in organi di fondamentale importanza nell'ambito della gestione o della cogestione basate sui risultati;

AW. considerando che la Commissione pubblica periodicamente analisi ex post sulla situazione economica delle flotte pescherecce dell'UE, ma che le sue iniziative riguardanti strategie o normative in materia di gestione della pesca sono spesso prive di un'adeguata valutazione socioeconomica ex ante;

AX. considerando che la scienza, l'esperienza dei pescatori e valutazioni d'impatto complete garantiscono una base obiettiva per il processo decisionale e che le decisioni basate su di esse sono più solide e vengono accettate più facilmente dai settori interessati;

AY. considerando che la pesca e l'acquacoltura sono settori economici relativamente piccoli, ma strategici a causa del loro ruolo in termini socioeconomici e di sicurezza alimentare, come dimostrato nel corso della pandemia di COVID-19 e dei recenti sviluppi geopolitici internazionali;

AZ. considerando che la strategia dell'UE sulla biodiversità per il 2030 contempla l'obiettivo di ridurre gli effetti negativi delle attività di pesca ed estrattive su specie e habitat marini sensibili, compresi i fondali marini, al fine di raggiungere un buono stato ecologico;

BA. considerando che gli obiettivi della strategia dell'UE sulla biodiversità comprendono la riduzione delle catture accessorie di specie a un livello che ne consenta la ricostituzione e la conservazione;

BB. considerando che nel mercato interno si stanno già commercializzando prodotti puramente vegetali per i quali si utilizza la denominazione commerciale di "pesce" o di varie specie di pesci;

BC. considerando che i pescatori su piccola scala e artigianali e il settore della molluschicoltura svolgono un ruolo strategico per quanto riguarda la disponibilità dell'approvvigionamento alimentare e svolgono un ruolo socioeconomico vitale in molte comunità costiere;

BD. considerando che la pesca su piccola scala, compresa quella artigianale, presenta caratteristiche e sfide specifiche;

BE. considerando che la PCP e i regolamenti da essa derivanti potrebbero non tenere conto in modo adeguato delle caratteristiche specifiche della pesca su piccola scala e artigianale e in tali casi potrebbero non essere in grado di fornire una risposta corretta, adeguata o necessaria a molti dei problemi cui deve attualmente far fronte la pesca su piccola scala;

BF. considerando che le attività marittime professionali in generale, in particolare la pesca, sono considerate ad alto rischio e pericolose e che l'85 % delle imbarcazioni dell'UE è costituito da piccoli pescherecci costieri (di lunghezza totale inferiore a 12 metri), che sono pertanto esposti a rischi ancora maggiori a causa delle eventuali condizioni meteorologiche avverse e della loro attività in prossimità della costa;

BG. considerando che, inoltre, sui piccoli pescherecci costieri è più difficile allestire spazi di protezione e migliorare le condizioni di lavoro, anche a causa dei rischi derivanti dall'invecchiamento di una parte significativa della flotta;

BH. considerando che, inoltre, le recenti sfide quali la Brexit, la pandemia di COVID-19 e la guerra di aggressione russa contro l'Ucraina hanno avuto gravi ripercussioni, in particolare, sulla pesca su piccola scala;

BI. considerando che il regolamento FEAMPA definisce la "piccola pesca costiera" come le attività di pesca praticate da pescherecci nei mari e nelle acque interne di lunghezza fuori tutto inferiore a 12 metri che non utilizzano attrezzi trainati e anche praticate da pescatori a piedi, compresi i pescatori di molluschi; che questa è l'unica definizione di piccola pesca costiera esistente nella legislazione dell'UE;

BJ. considerando che in diversi Stati membri e consessi internazionali le caratteristiche distintive della pesca su piccola scala vanno oltre la definizione del FEAMPA, in quanto sono applicati una serie di criteri aggiuntivi riguardanti, tra l'altro, gli attrezzi consentiti, la lunghezza massima del peschereccio, la potenza del motore, la durata massima delle bordate di pesca, la distanza dal porto in cui i pescherecci possono operare, l'area operativa, il tempo massimo di viaggio consentito e la proprietà del peschereccio;

BK. considerando che spetta al Consiglio stabilire le possibilità di pesca, che sono poi assegnate agli Stati membri seguendo il principio della stabilità relativa; che, conformemente al principio di sussidiarietà, gli Stati membri sono responsabili della ripartizione delle possibilità di pesca alle diverse flotte;

BL. considerando che, conformemente all'articolo 17 della PCP, in sede di assegnazione delle possibilità di pesca a loro disposizione, gli Stati membri utilizzano criteri trasparenti e oggettivi anche di tipo ambientale, sociale ed economico e si adoperano per prevedere incentivi per i pescherecci che impiegano attrezzi da pesca selettivi o che utilizzano tecniche di pesca caratterizzate da un ridotto impatto ambientale;

BM. considerando che possono esistere notevoli differenze tra i settori nei diversi paesi, ragion per cui non è auspicabile un approccio unico "valido per tutti";

BN. considerando che, secondo l'ultima valutazione del CSTEP sulla dimensione sociale della PCP, solo 16 dei 23 Stati membri costieri hanno risposto alla richiesta della Commissione di informarla circa il metodo di ripartizione utilizzato; che molte di queste risposte erano di scarsa utilità in quanto contenevano soltanto descrizioni generali della flotta peschereccia nazionale o semplicemente evidenziavano le loro assegnazioni previste senza delineare i "criteri trasparenti e oggettivi";

BO. considerando che in varie occasioni il Parlamento ha invitato la Commissione e gli Stati membri a prevedere misure di sostegno specifiche per il settore della pesca costiera su piccola scala;

BP. considerando che il FEAMPA fornisce un sostegno finanziario ai giovani pescatori che avviano attività di pesca, mentre non vi è alcuna garanzia successiva per l'acquisizione di possibilità di pesca;

BQ. considerando che le organizzazioni di produttori svolgono un ruolo chiave nell'attuazione e nell'applicazione degli obiettivi della PCP e dell'OCM nel settore della pesca e dell'acquacoltura;

BR. considerando che anche altre strutture tradizionali, come le corporazioni, sono attori chiave nei sistemi alimentari di alcuni Stati membri, in cui operano come soggetti dell'economia sociale senza scopo di lucro che rappresentano il settore della pesca, in particolare la flotta costiera su piccola scala e i pescatori di molluschi, svolgendo funzioni di co-governance a vantaggio della pesca marittima e dei lavoratori del settore della pesca, nonché svolgendo compiti connessi alle imprese, come la commercializzazione dei prodotti e la fornitura di servizi di consulenza e gestione;

BS. considerando che la percezione da parte dell'opinione pubblica del settore della pesca è ancora caratterizzata da stereotipi negativi riguardanti l'impatto delle attività di pesca sulla vita marina, nonostante gli sforzi e i risultati positivi del settore e la sua costante disponibilità a migliorare la sostenibilità della pesca; che tale percezione negativa influenza i modelli di consumo dei prodotti ittici e l'attrattiva dei posti di lavoro in un settore, come quello ittico dell'UE, che si confronta inoltre con un'enorme sfida in termini di ricambio generazionale;

BT. considerando che il ricambio generazionale dipende dall'attrattiva del settore e che le nuove generazioni aspirano a lavorare in settori sostenibili e redditizi;

BU. considerando che la pesca è universalmente considerata una professione rischiosa, a cui si aggiungono la natura faticosa del lavoro sui pescherecci e l'imprevedibilità dei redditi; che tali fattori contribuiscono sensibilmente al disinteresse dei giovani per la professione, mettendo così a repentaglio il ricambio generazionale nel settore della pesca e il futuro del settore nel suo complesso;

BV. considerando che il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro e della sicurezza dei pescatori è un obiettivo sociale generale, essenziale per attrarre i giovani e conseguire il ricambio generazionale;

BW. considerando che i giovani che desiderano avviare una propria attività in qualità di pescatori incontrano notevoli ostacoli;

BX. considerando che gli strumenti della PCP che possono contribuire a migliorare l'attrattiva della pesca e dell'acquacoltura come professione sono insufficienti;

BY. considerando che la PCP non fa alcun riferimento alle principali preoccupazioni della nostra società, quali i cambiamenti climatici, la Brexit, il Green Deal, la crisi energetica, né affronta l'impatto sulla sicurezza alimentare del crescente numero di aree marine protette, l'espansione dei siti offshore per le energie rinnovabili e la transizione energetica;

BZ. considerando che, ciononostante, la maggior parte degli Stati membri e dei partner economici dell'UE nel settore della pesca fa spesso riferimento all'insicurezza del reddito delle attività di pesca in alcuni segmenti, fattore che contribuisce alla mancanza di interesse dei giovani nei confronti della pesca, tendenza accentuatasi negli ultimi anni e che rende ancora più difficile il mantenimento di attività colpite dalla perdita di posti di lavoro nelle comunità costiere;

CA. considerando che, ciononostante, la maggior parte degli Stati membri e dei partner economici dell'UE nel settore della pesca fa spesso riferimento alla mancanza di interesse dei giovani nei confronti della pesca, fatto constatato per la prima volta almeno vent'anni fa e che comporta ulteriori difficoltà nel settore nel suo complesso, aggravando i problemi sociali delle comunità costiere sia nell'Europa continentale che nelle regioni d'oltremare;

CB. considerando che un numero considerevole di persone che operano nel settore della pesca è costituito da donne e che la maggior parte è impiegata in attività a terra, spesso informalmente, a sostegno delle attività marittime, in particolare nel caso della pesca su piccola scala; che, nonostante il significativo contributo che le donne apportano al settore, il loro ruolo non è ancora adeguatamente riconosciuto;

CC. considerando che la lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN) contribuisce a garantire parità di condizioni per una concorrenza leale tra l'Unione e alcune flotte straniere con norme sociali e ambientali meno rigorose che potrebbero compromettere la competitività dei produttori dell'UE quando vendono i loro prodotti sul mercato dell'UE; che, tuttavia, una normativa contro la pesca INN non può, da sola, garantire condizioni di parità;

CD. considerando che la difesa e la promozione del modello di sostenibilità dell'Unione sono perfettamente compatibili con la difesa dei settori dell'UE e dovrebbero andare di pari passo con la difesa degli interessi di questi ultimi;

CE. considerando che le società miste con capitali dell'UE svolgono un ruolo nella diffusione dei valori e degli obiettivi di sostenibilità della PCP, nonché un ruolo importante nella cooperazione allo sviluppo con i paesi terzi, contribuendo a migliorare l'economia, le condizioni di lavoro e la sicurezza alimentare dei paesi in cui sono stabilite;

CF. considerando che la pesca ha svolto un ruolo molto importante nella campagna referendaria del 2016 sull'uscita del Regno Unito dall'UE;

CG. considerando che gli aumenti dei contingenti tariffari autonomi per i filetti di tonno hanno recato vantaggi all'industria cinese, che non fornisce informazioni sulla tracciabilità e beneficia di sovvenzioni;

CH. considerando che le regioni ultraperiferiche (RUP) si confrontano con sfide specifiche legate alla loro grande distanza, alla topografia, alle dimensioni ridotte dei loro mercati e al clima, come indicato all'articolo 349 TFUE; che la PCP non tiene adeguatamente conto delle caratteristiche specifiche della pesca nelle RUP;

CI. considerando che la pesca artigianale nelle RUP è un importante propulsore economico, una fonte di sovranità alimentare e un'attività tradizionale che fa parte della cultura di questi territori, che crea posti di lavoro in mare e nel settore della trasformazione e contribuisce al dinamismo dell'industria turistica, che è un importante motore economico di tali regioni;

CJ. considerando che, al fine di garantire la sopravvivenza del settore della pesca nelle RUP e nel rispetto dei principi del trattamento differenziato per le piccole isole e i territori di cui all'OSS 14, dovrebbe essere possibile sostenere, sulla base dell'articolo 349 TFUE, il rinnovo dei pescherecci artigianali delle RUP che sbarcano tutte le loro catture nei porti di tali regioni e contribuiscono allo sviluppo sostenibile a livello locale;

CK. considerando che gli indicatori per stabilire se la capacità di pesca sia in equilibrio con le possibilità di pesca disponibili non sono adeguati alle caratteristiche delle flotte locali delle RUP;

CL. considerando che le caratteristiche specifiche e i vincoli strutturali permanenti delle RUP devono essere riconosciuti e presi in considerazione; che il settore della pesca svolge un ruolo importante per la situazione socioeconomica, l'occupazione e la promozione della coesione economica e sociale di tali regioni e che l'economia blu sostenibile presenta un potenziale di crescita dell'occupazione; che la situazione geografica pone le regioni ultraperiferiche in una posizione privilegiata per la sorveglianza e il controllo delle zone costiere e oceaniche, aspetto cui si dovrebbe fare ricorso nel contesto degli sforzi dell'Unione volti a contrastare la pesca INN;

CM. considerando che i cambiamenti climatici rappresentano una sfida importante per la conservazione delle risorse acquatiche e per il futuro dei mezzi di sussistenza degli operatori che dipendono dalla pesca;

CN. considerando che i pescatori sono vittime dei cambiamenti climatici;

CO. considerando che i cambiamenti climatici hanno un impatto diretto e significativo sulle specie marine alterandone abbondanza, diversità, distribuzione e modelli migratori e influendo sulla loro alimentazione, sul loro sviluppo e sulla loro riproduzione, nonché sulle relazioni tra le specie; che tali cambiamenti si ripercuotono sulla PCP e sulla gestione delle acque dell'UE;

CP. considerando che la resilienza e la buona salute degli ecosistemi marini sono essenziali sia per la regolazione del clima che per la conservazione degli stock ittici;

CQ. considerando che la conservazione e la rigenerazione degli ecosistemi di carbonio blu sono essenziali per la resilienza delle comunità costiere e del settore della pesca;

Obiettivi generali della PCP

1. ricorda che la PCP deve garantire che le attività di pesca e di acquacoltura siano sostenibili dal punto di vista ambientale nel lungo termine e siano gestite in modo coerente con gli obiettivi consistenti nel conseguire vantaggi a livello economico, sociale e occupazionale e nel contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare; ricorda inoltre che l'articolo 39 TFUE stabilisce che la PCP deve garantire la sicurezza degli approvvigionamenti e assicurare un tenore di vita equo alle comunità della pesca e dell'acquacoltura;

2. si rammarica del fatto che, dal 2014, l'attuazione della PCP non abbia tenuto sufficientemente conto degli aspetti socioeconomici, della disponibilità dell'approvvigionamento alimentare o dell'approccio ecosistemico, tutti elementi necessari per garantire una gestione sostenibile degli stock;

3. ritiene che i conseguenti impatti negativi sul settore della pesca siano stati aggravati dall'insorgere di nuove sfide senza precedenti che non potevano essere previste nel 2012, quando la PCP è stata concepita, come la Brexit, la pandemia di COVID-19 e la crisi energetica; evidenzia il grave impatto della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, che sta avendo effetti negativi in settori quali la sicurezza marittima, con conseguenti interruzioni delle attività di pesca, in particolare nel Mar Nero, a causa di mine galleggianti alla deriva, e portando a una perdita di biodiversità, che si riflette in particolare nell'allarmante aumento della mortalità dei cetacei del Mar Nero;

4. accoglie con favore la rapida adozione da parte dell'UE di misure volte a sostenere e alleviare il settore in tempi difficili; evidenzia, tuttavia, che gli effetti cumulativi di tale situazione hanno portato numerose flotte sull'orlo del collasso e hanno compromesso la redditività di migliaia di imprese al punto da metterne a repentaglio la stessa sopravvivenza, con effetti potenzialmente devastanti sull'occupazione e sulla coesione sociale nelle zone costiere;

5. sottolinea che l'attuazione della PCP dovrà adattarsi alla sfida della lotta ai cambiamenti climatici, in virtù della quale l'UE si è impegnata a conseguire la neutralità climatica entro il 2050;

6. ritiene pertanto che la PCP debba continuare a essere attuata e, ove necessario, riformata e adattata di conseguenza;

7. sottolinea che i prodotti ittici sono una fonte proteica di elevata qualità e una componente essenziale di una dieta sana, la cui impronta di carbonio è generalmente inferiore a quella dei prodotti alimentari derivati dalla terra; prende atto pertanto del valore strategico dei prodotti ittici nel contesto del Green Deal europeo e nel contribuire a diversi OSS, quali l'OSS 2 "Sconfiggere la fame", l'OSS 3 "Salute e benessere", l'OSS 12 "Consumo e produzione responsabili", l'OSS 13 "Azioni per combattere i cambiamenti climatici" e l'OSS 14 "Vita sott'acqua";

8. ritiene che la PCP debba rispettare allo stesso modo tutti gli obiettivi politici; sottolinea la necessità di mantenere un equilibrio tra i tre pilastri della sostenibilità della PCP; sostiene pertanto il consolidamento, l'eliminazione delle lacune e il rafforzamento delle ambizioni nelle dimensioni socioeconomica e di sicurezza alimentare della PCP, nonché la piena applicazione di un approccio basato sugli ecosistemi e il raggiungimento di condizioni di parità nella sua dimensione internazionale;

9. è del parere che tra gli obiettivi di una politica della pesca dovrebbero figurare la garanzia dell'approvvigionamento di risorse ittiche per i cittadini, nel quadro di una garanzia di sicurezza e sovranità alimentari, lo sviluppo delle comunità costiere, la promozione e l'incoraggiamento del riconoscimento sociale delle professioni legate alla pesca, nonché la promozione dell'occupazione e il miglioramento delle condizioni di vita dei pescatori;

10. invita la Commissione, a tal fine, a condurre sistematicamente valutazioni d'impatto ex ante ed ex post complete, comprese analisi socioeconomiche, prima di proporre qualsiasi strategia o legislazione o di adottare qualsiasi decisione strategica, prevedendo la consultazione di tutti i portatori di interessi coinvolti nel settore della pesca;

11. osserva che, mentre il regolamento di base della PCP mette in evidenza gli obiettivi ambientali, socioeconomici e di sicurezza alimentare della strategia, il regolamento (UE) 2016/2336 relativo agli stock di acque profonde riguarda esclusivamente gli aspetti ambientali; è del parere che in futuro tutti i regolamenti subordinati al regolamento di base dovrebbero integrare pienamente gli aspetti socioeconomici e di sicurezza alimentare;

12. invita la Commissione e il Consiglio a dare maggior valore, in sede di definizione delle politiche, all'importanza della pesca nel contribuire alla sicurezza alimentare fornendo prodotti ittici di alta qualità, soprattutto in situazioni di crisi come la pandemia di COVID-19, nonché nel contribuire alla struttura economica e sociale e al patrimonio culturale, turistico e gastronomico delle comunità costiere e insulari d'Europa;

13. sottolinea il ruolo strategico dei pescatori e degli acquacoltori nella catena del valore alimentare e nella sicurezza alimentare, nonché il ruolo delle donne, in quanto pescatrici, comandanti di pescherecci, riparatrici di reti, assistenti a terra e confezionatrici, ecc., e la necessità che tale ruolo sia riconosciuto;

14. ricorda che tutti i mari e gli oceani sono un bene comune globale e che le risorse marine sono una risorsa pubblica naturale, che la pesca e la relativa gestione sono attività basate su tali risorse e appartengono al nostro patrimonio comune, e che tali risorse dovrebbero essere gestite sulla base di pareri scientifici affidabili in modo da garantire i massimi benefici a lungo termine per tutta la società;

15. ritiene che il massimale degli aiuti de minimis applicabile alle imprese di trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura debba essere allineato allo stesso regime per le imprese di trasformazione dei prodotti agricoli, al fine di garantire la coerenza e la sicurezza alimentare; accoglie pertanto con favore le modifiche adottate dalla Commissione al regime de minimis a tale riguardo;

Rendimento massimo sostenibile (MSY)

16. ricorda che la PCP mira, tra l'altro, a "garantire che lo sfruttamento delle risorse biologiche marine vive ricostituisca e mantenga le popolazioni delle specie pescate al di sopra dei livelli in grado di produrre il rendimento massimo sostenibile" e che "il tasso di sfruttamento del rendimento massimo sostenibile deve essere ottenuto [...] al più tardi entro il 2020 per tutti gli stock" ed entro il 2025 per gli stock oggetto del piano di gestione per gli stock demersali nel Mar Mediterraneo occidentale; evidenzia tuttavia che per le attività di pesca multispecifiche è impossibile applicare una gestione delle specie sulla base del modello dell'MSY, anche nel caso di attività di pesca scientificamente note e documentate;

17. ritiene che l'introduzione dell'MSY come punto di riferimento per la gestione della pesca abbia contribuito a migliorare lo stato generale degli stock ittici; ricorda che negli anni di applicazione della PCP il settore della pesca ha compiuto sforzi considerevoli per ridurre la pressione di pesca al punto che nel 2020, nell'Atlantico nordorientale, il tasso complessivo di mortalità per pesca (F/FMSY) è stato inferiore a uno;

18. sottolinea che è fondamentale proseguire e accelerare i lavori di ricostituzione e mantenimento degli stock ittici al di sopra dei livelli di MSY, in particolare nel Mediterraneo, dove l'F/FMSY rimane al di sopra di uno, garantendo nel contempo la produzione di livelli massimi sostenibili di prodotti ittici, al fine di garantire la disponibilità di approvvigionamento alimentare e rendimenti sociali ed economici positivi per i pescatori e le comunità costiere;

19. ritiene, a tale proposito, che l'obiettivo dell'MSY debba essere attuato alla luce della realtà pratica e tenendo conto delle dimensioni socioeconomiche, della proporzionalità e della sicurezza alimentare sancite dal trattato e dal codice di condotta dell'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO);

20. ritiene inoltre che l'MSY debba essere sviluppato nell'ambito di un modello ecosistemico che comprenda tutti i fattori che incidono sullo stato degli stock, comprese le interazioni tra le specie, il riscaldamento globale e l'inquinamento, onde evitare di attribuire la responsabilità del depauperamento degli stock esclusivamente al settore della pesca;

21. invita la Commissione, a seguito di un'ampia consultazione dei portatori di interessi, a esaminare la possibilità di introdurre obiettivi di gestione della pesca che garantiscano l'ottimizzazione dei livelli degli stock ittici e delle prestazioni socioeconomiche delle flotte;

22. invita a tale proposito gli Stati membri che desiderano avviare progetti, compresi altri tipi di misure di gestione, come il rendimento economico massimo, se del caso, ad avviare consultazioni per stabilire dove tali progetti sperimentali possano essere condotti al meglio;

Obbligo di sbarco e riduzione delle catture accidentali

23. ribadisce le opinioni espresse nella sua risoluzione del 18 maggio 2021 sull'obbligo di sbarco; ricorda che un certo numero di catture accidentali o accessorie è inevitabile, in particolare nella pesca multispecifica, in quanto i pesci possono essere danneggiati o non vendibili, sotto taglia o idonei al consumo umano ma la cui vendita è vietata, ecc.; ricorda inoltre che, nonostante gli sforzi e la collaborazione in corso da parte di tutti i portatori di interessi, l'obbligo di sbarco non può essere attuato correttamente se non si pone rimedio ad alcune carenze, come la mancanza di capacità di stoccaggio a bordo o di impianti di raccolta nei porti, e se non si applicano in modo adeguato le esenzioni; sottolinea che tali carenze ostacolano la corretta attuazione, il che si traduce in una raccolta insufficiente di dati sugli stock e rende difficile stimare accuratamente le catture, ostacolando in tal modo stime scientifiche affidabili degli stock ittici;

24. evidenzia che l'obbligo di sbarco non è un obiettivo in sé, bensì uno strumento per ridurre al minimo le catture accidentali; sottolinea a tale proposito che, grazie alla maggiore selettività raggiunta negli ultimi anni, si è registrata una notevole riduzione delle catture accessorie accidentali; evidenzia che tale riduzione è il risultato degli sforzi compiuti dai pescatori in collaborazione con la comunità scientifica, con conoscenze applicate a sostegno dello sviluppo di tecniche e attrezzi di pesca più selettivi; sottolinea pertanto che occorre concentrare maggiori sforzi sul finanziamento dello sviluppo e della diffusione di attrezzi da pesca che contribuiscano alla selettività e a una migliore raccolta dei dati;

25. ricorda che il Parlamento ha chiesto alla Commissione di valutare l'attuazione dell'obbligo di sbarco, compresa una valutazione dell'impatto socioeconomico dell'obbligo di sbarco che deve essere effettuato per tutte le attività di pesca, comprese quelle su piccola scala;

26. ritiene inoltre quanto segue:

 l'attuale obbligo di sbarco dovrebbe essere applicato in modo pragmatico, tenendo conto delle caratteristiche specifiche di ciascuna attività di pesca; è importante tenere conto dell'esperienza dei pescatori su quando e dove pescare per evitare catture accidentali, valorizzando i loro sforzi per migliorare la selettività;

 è opportuno incoraggiare gli scambi di contingenti tra Stati membri e tra organizzazioni di produttori, attraverso riserve comuni di contingenti, nonché la selettività tecnica e spaziotemporale;

 occorre riconoscere l'importanza di mantenere le esenzioni esistenti dall'obbligo di sbarco, basate sui migliori pareri scientifici disponibili, nonché di ridurre gli oneri amministrativi nell'attuazione dell'obbligo di sbarco; la Commissione dovrebbe tenerne conto in sede di riesame;

 l'applicazione dell'obbligo di sbarco, compreso il suo ambito di applicazione, dovrebbe essere riesaminata in modo da limitare i problemi delle specie a contingente limitante e delle deroghe complesse;

 l'obbligo di sbarco dovrebbe essere efficacemente controllato e applicato e, al contempo, reso più attraente per migliorare la titolarità da parte degli operatori e quindi il rispetto delle norme, in particolare attraverso incentivi, ad esempio per incoraggiare l'utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale al fine di migliorare la selettività e l'identificazione delle specie, nonché apportare miglioramenti e adeguamenti idonei ai porti europei; invita gli Stati membri a sfruttare appieno le possibilità e il sostegno offerti dal FEAMPA a tal fine;

27. insiste sul fatto che l'obiettivo di ridurre al minimo le catture accidentali non può essere conseguito in misura sufficiente attraverso l'obbligo di sbarco e dovrebbe essere conseguito principalmente mediante l'utilizzo di misure tecniche e sostenuto da una migliore documentazione delle catture, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili; invita la Commissione a valutare altre alternative per ridurre al minimo le catture accidentali, nonché a proporre azioni volte a migliorare il funzionamento dell'obbligo di sbarco, continuando nel contempo a cercare diverse modalità di attuazione dell'obbligo di sbarco e a sviluppare attrezzi più selettivi;

Misure di conservazione

Possibilità di pesca

28. ricorda che i TAC e i contingenti rappresentano il modo più diretto di gestire la mortalità per pesca, ma che i TAC per singolo stock possono essere problematici nella pesca multispecifica (a causa dell'effetto di contingente limitante);

29. evidenzia la necessità di migliorare i pareri scientifici relativi alla pesca multispecifica anche alla luce degli effetti dei cambiamenti climatici sugli oceani, nonché di prendere in considerazione la composizione delle catture e lo spostamento delle specie, dovuto ai cambiamenti climatici, in sede di fissazione dei TAC;

30. sottolinea che nelle attività di pesca soggette a gestione dei contingenti il problema delle specie a contingente limitante può comportare l'interruzione delle operazioni di pesca prima della fine della stagione, con implicazioni economiche potenzialmente significative per i pescatori; invita la Commissione e gli Stati membri a utilizzare le attuali possibilità della PCP, come gli scambi di contingenti o le flessibilità interannuali e interspecie, sottolineando a tale proposito che un buon sistema di quote dovrebbe includere un discreto grado di flessibilità, in quanto consentirebbe ai pescatori che necessitano di contingenti supplementari per una specie a contingente limitante e ai pescatori che dispongono di contingenti di giungere a un risultato reciprocamente vantaggioso;

31. invita la Commissione e il Consiglio a valutare la possibilità di fissare TAC per periodi annuali o semestrali, in particolare per i principali stock bersaglio, sempre sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili, al fine di garantire maggiore prevedibilità e certezza a lungo termine ai pescatori e in linea con il principio dell'MSY; invita la Commissione e il Consiglio a cercare i migliori pareri scientifici disponibili sulla possibilità di eliminare i TAC per taluni stock, garantendo nel contempo che lo stock interessato rimanga entro limiti biologici di sicurezza a breve e medio termine;

32. sottolinea che la stabilità relativa, stabilita quattro decenni fa, è ampiamente accettata quale strumento essenziale per garantire prevedibilità e continuità a lungo termine nella condivisione degli stock ittici tra i paesi;

 

Gestione delle flotte

33. mette in risalto che, malgrado gli sforzi compiuti a livello internazionale e dell'UE per migliorare le condizioni di sicurezza a bordo dei pescherecci, sono ancora presenti lacune, ad esempio per via del fatto che le convenzioni internazionali che definiscono le norme e i sistemi di protezione delle navi e delle persone a bordo si applicano principalmente alle imbarcazioni di maggiori dimensioni;

34. ribadisce che le condizioni di lavoro e di vita a bordo non possono essere considerate come distinte dalle condizioni di sicurezza; è del parere che buone condizioni di lavoro e di vita sulle navi, come pure un'adeguata modernizzazione delle stesse, abbiano effetti positivi sulla sicurezza e sul riposo dei pescatori; ritiene che tali aspetti si ripercuotano direttamente sulla sicurezza a bordo, dato che un'ampia percentuale di sinistri e incidenti sui pescherecci continua a essere connessa a errori umani, dovuti a mancanza di conoscenze e formazione o a stanchezza;

35. esorta la Commissione e gli Stati membri a garantire i massimi livelli di sicurezza a bordo delle imbarcazioni, a prescindere dalle loro dimensioni; incoraggia il settore ad attuare le migliori condizioni possibili sotto il profilo della sicurezza a bordo;

36. insiste sul fatto che, alla luce delle possibilità attualmente offerte dal FEAMPA per sostenere la salute, la sicurezza, le condizioni di lavoro e l'efficienza energetica a bordo dei pescherecci, l'attuale utilizzo della stazza lorda quale criterio per misurare la capacità di pesca nell'UE potrebbe ostacolare il miglioramento dell'efficienza energetica, della sicurezza e del comfort delle imbarcazioni, in quanto limita le possibilità di sostituirle e modernizzarle o di aumentare lo spazio, pur non incrementando la loro capacità di pesca effettiva; sottolinea che ciò, a sua volta, intralcia il miglioramento delle suddette caratteristiche, che in ultima analisi promuoverebbe l'occupazione, lo sviluppo delle comunità costiere e l'attrattiva del settore, in particolare per i giovani e le donne;

37. prende atto della comunicazione della Commissione sulla transizione energetica nel settore della pesca e dell'acquacoltura dell'UE[15], la quale mira a garantire che il settore della pesca contribuisca all'obiettivo di conseguire la neutralità climatica nell'UE nel 2050 e nel contempo ad assicurare che la pesca nell'UE sia sostenibile sul piano sociale, economico e ambientale; sottolinea che tale transizione deve fare i conti con una serie di ostacoli, quali la definizione e i limiti attuali della capacità di pesca; ricorda che, in generale, i motori a idrogeno e ad ammoniaca o i motori elettrici sono più pesanti e più grandi rispetto ai motori diesel equivalenti e che, pertanto, la loro installazione a bordo richiede una maggiore stazza lorda, senza contare la penuria di tecnologie adeguate, i loro costi elevati e la mancanza di attività di ricerca e sviluppo specificamente incentrate sui settori della pesca e dell'acquacoltura; deplora che tali ostacoli non siano affrontati nella comunicazione della Commissione;

38. invita la Commissione a proporre misure per rispondere alla necessità di agevolare la decarbonizzazione del settore della pesca, risolvere il problema dell'invecchiamento dei pescherecci e migliorare la sicurezza e le condizioni di lavoro; ritiene che tali misure potrebbero eventualmente comprendere:

- il pieno utilizzo della stazza lorda disponibile entro i limiti di capacità nazionali;

- la ridefinizione della capacità di pesca, ad esempio escludendo dal calcolo la stazza relativa all'ambito sociale e della sicurezza;

- l'incremento dei limiti della capacità di pesca in termini di stazza lorda e potenza del motore, senza aumentare la capacità dei pescherecci di catturare pesce;

39. invita la Commissione e gli Stati membri a facilitare l'accesso dei professionisti del settore ai finanziamenti del FEAMPA;

40. invita inoltre la Commissione e gli Stati membri ad accelerare la ricerca e lo sviluppo, adeguare la politica in materia di aiuti di Stato e, in sinergia con il FEAMPA, fornire finanziamenti adeguati e sufficienti, così da consentire al settore di conseguire la decarbonizzazione della flotta dell'UE entro i tempi ristretti richiesti dal Green Deal europeo e da altri obblighi correlati;

41. invita altresì la Commissione a rivedere il FEAMPA, in linea con l'accordo dell'OMC sulle sovvenzioni alla pesca, adottato il 17 giugno 2022 in occasione della 12a conferenza ministeriale (MC12), al fine di raggiungere la neutralità carbonica; chiede che sia possibile finanziare nuove imbarcazioni, nei limiti del rispetto degli accordi internazionali di pesca;

42. chiede inoltre lo sviluppo di un'assistenza economica alla transizione per portare avanti la decarbonizzazione in modo da coinvolgere tutti i segmenti di flotta; insiste affinché tale assistenza sia impiegata anche per la sostituzione della flotta attuale, estremamente datata, con pescherecci nuovi e più efficienti, sicuri, tecnologicamente innovativi e spaziosi, che contribuiscano a migliorare l'attrattiva del settore e promuovano il ricambio generazionale;

43. invita la Commissione e gli Stati membri a integrare i finanziamenti del FEAMPA, ad esempio attraverso il Fondo per una transizione giusta, RePower EU e Orizzonte Europa, al fine di agevolare la decarbonizzazione, finanziare la ricerca e promuovere una transizione ecologica giusta che non lasci indietro nessuno;

44. esorta la Commissione e gli Stati membri a collaborare per sostenere la ricerca e consentire lo sviluppo di attrezzature e tecniche innovative per la pesca selettiva che contribuiscano a ridurre sostanzialmente le emissioni di CO2 e il consumo di carburante;

Piani pluriennali regionali

45. riconosce il ruolo essenziale dei piani pluriennali come quadri principali per la gestione regionale della pesca a lungo termine, sulla base dei migliori pareri scientifici, tecnici ed economici disponibili, ma deplora che essi non abbiano espresso il loro pieno potenziale;

46. invita la Commissione a valutare l'efficacia dell'attuazione dei piani pluriennali esistenti al fine di garantirne la pertinenza rispetto al conseguimento degli obiettivi della PCP; osserva che tali piani dovrebbero essere aggiornati e migliorati, ove necessario, per tenere conto delle considerazioni socioeconomiche e dell'evolvere delle condizioni;

47. invita la Commissione a valutare, in coordinamento con altri partner della zona, vale a dire i paesi terzi e le pertinenti organizzazioni regionali di gestione della pesca (ORGP), se possano essere proposti piani pluriennali, simili a quelli in vigore in altri bacini marittimi, per le restanti acque dell'UE, in particolare il Mediterraneo orientale e il Mar Nero, e in che modo tali piani possano integrare gli strumenti di gestione esistenti in tali bacini marittimi e possano interagire con essi;

48. pone l'accento sulla necessità di creare sinergie tra i piani pluriennali regionali e l'attuazione delle politiche marittime a livello di bacino;

49. ritiene indispensabile che tutte le autorità locali e regionali competenti per la gestione della pesca, come pure i consigli consultivi, che hanno un ruolo fondamentale a tale riguardo, siano pienamente coinvolti nella definizione, nello sviluppo e nell'attuazione dei piani pluriennali in linea con la PCP;

50. sottolinea che la pesca è il settore più dipendente da stock ed ecosistemi marini in salute, produttivi e resilienti e che tali ecosistemi sono altresì intaccati dai molti altri usi e dalle molte altre attività che si svolgono nell'ambiente marino, come il trasporto marittimo e il turismo, lo sviluppo urbano e costiero, lo sfruttamento delle materie prime e delle fonti energetiche, compresa l'estrazione dai fondali marini, oltre a risentire degli effetti dell'inquinamento marino e dei cambiamenti climatici; sottolinea pertanto la necessità di migliorare l'attuazione dell'approccio basato sugli ecosistemi a livello regionale, nazionale ed europeo e il ruolo cruciale dei piani pluriennali e degli altri strumenti di gestione in tale ottica;

51. pone in risalto la necessità di misure coerenti di gestione della pesca per gli stock che si spostano in regioni disciplinate da piani pluriennali diversi ma anche in regioni non disciplinate da alcun piano pluriennale;

Governance

52. raccomanda vivamente, data l'importanza strategica della pesca e dell'acquacoltura come fonte di alimenti sani, proteici e di alta qualità, che tale politica ottenga l'ulteriore riconoscimento strategico che merita in seno alla Commissione e che i servizi competenti della Commissione siano dotati di un numero adeguato di esperti nel settore della pesca e dell'acquacoltura;

53. chiede che, nelle future composizioni del collegio dei commissari, vi sia un commissario dedicato esclusivamente alla pesca, all'acquacoltura e agli affari marittimi;

54. sottolinea l'importanza che la Commissione inserisca informazioni sufficientemente dettagliate nelle relazioni annuali di cui all'articolo 50 della PCP, in modo da consentire il monitoraggio e la valutazione efficaci dell'attuazione della PCP da parte della Commissione; invita inoltre la Commissione, in sede di revisione della PCP, a modificare l'articolo 49 al fine di stabilire un termine di dieci anni dopo la revisione e successivamente ogni cinque anni per riferire al Parlamento europeo e al Consiglio;

55. invita la Commissione ad assicurare un maggior sostegno agli Stati membri nell'attuare gli obiettivi della PCP e nel garantire il loro rispetto e la conformità con gli stessi; evidenzia l'importanza della trasparenza nella gestione delle risorse ittiche da parte della Commissione e degli Stati membri; sottolinea che la trasparenza nella gestione è un elemento chiave per raggiungere un elevato livello di fiducia da parte dei cittadini dell'UE e mantenere una buona reputazione per il settore della pesca dell'Unione europea;

56. propone alla Commissione e al Consiglio di far sì che il Parlamento europeo ottenga lo status di osservatore, garantendo la piena rappresentanza politica, nell'ambito dei negoziati annuali sulle possibilità di pesca;

Regionalizzazione e coinvolgimento dei portatori di interessi

57. sottolinea l'importanza di rafforzare la regionalizzazione nella PCP, consentendo alle regioni e alle autorità locali di partecipare maggiormente all'elaborazione, allo sviluppo e alla valutazione dei programmi operativi nazionali nel settore della pesca e, più in generale, nella gestione della pesca, sfruttando appieno le possibilità esistenti nell'ambito della PCP;

58. sottolinea l'importanza di tenere conto delle specificità regionali, applicando nel contempo un approccio armonizzato alla gestione della pesca in tutta l'UE; incoraggia gli Stati membri a intensificare la cooperazione all'interno dei gruppi regionali, insieme ai pertinenti portatori di interessi, ai consigli consultivi e alle autorità locali e regionali, conformemente all'articolo 18 del regolamento di base della PCP, al fine di elaborare misure regionali di conservazione attraverso raccomandazioni comuni che siano più adatte alle specificità dei singoli bacini marittimi;

59. sottolinea il ruolo fondamentale dei consigli consultivi nel rafforzare la cooperazione con i portatori di interessi e nel garantire la loro partecipazione adeguata ed equa al processo decisionale dell'UE;

60. sottolinea inoltre che i consigli consultivi sono essenziali per mettere esperienza e conoscenze a disposizione della Commissione europea e degli Stati membri, nonché per presentare raccomandazioni su questioni relative alla gestione della pesca e agli aspetti socioeconomici e di conservazione della pesca e dell'acquacoltura e per illustrare i problemi del settore e degli altri portatori di interessi, al fine di sostenere e migliorare la legislazione;

61. sottolinea che i consigli consultivi svolgono anche un ruolo cruciale nel contesto della regionalizzazione;

62. chiede alla Commissione di coinvolgere maggiormente i portatori di interessi regionali e i consigli consultivi nell'ambito dei negoziati e delle consultazioni con i paesi terzi, in particolare con il Regno Unito e la Norvegia; fa presente che la Commissione ha la responsabilità di organizzare i negoziati con i paesi terzi in modo da consentire interazioni e scambi diretti tra i portatori di interessi di entrambe le parti;

63. sostiene la composizione dei consigli consultivi, con una rappresentanza maggioritaria di operatori socioeconomici rispetto ad altri gruppi di interesse;

64. pone l'accento sull'importanza di una partecipazione attiva dei portatori di interessi e di un buon clima di lavoro basato sul rispetto, sull'inclusione di tutti i pareri dei diversi gruppi di portatori di interessi, sull'imparzialità dei segretariati, sulla rotazione dei presidenti e su valutazioni delle prestazioni effettuate esternamente, periodicamente e in modo indipendenti;

65. sottolinea l'importanza di coinvolgere i consigli consultivi nell'attività del Parlamento europeo e propone pertanto uno scambio regolare tra i rappresentanti dei consigli consultivi e le pertinenti commissioni del Parlamento europeo;

66. deplora il monitoraggio e la trasparenza insufficienti riguardo al modo in cui il parere dei consigli consultivi è preso in considerazione nel processo decisionale; invita la Commissione a elaborare una procedura che consenta ai consigli consultivi di avere una visuale più chiara circa l'esito delle loro raccomandazioni, ad esempio valutando l'introduzione di una relazione annuale e inserendo spiegazioni in proposte specifiche della Commissione, ad esempio nei considerando dei pertinenti atti legislativi, sul modo in cui le raccomandazioni dei consigli consultivi sono state prese in considerazione;

67. invita la Commissione a partecipare sistematicamente e attivamente alle riunioni dei consigli consultivi e a comunicare meglio il valore del loro parere e invita gli Stati membri a sostenere adeguatamente il funzionamento dei consigli consultivi;

68. ritiene che la cogestione costituisca un modello partecipativo e di responsabilità condivisa, basato su un approccio dal basso verso l'alto, trasparente, proattivo e democratico, che aiuta a generare una maggiore condivisione delle conoscenze per la gestione della pesca, nel quadro di una cultura della responsabilità, istituendo una rete di fiducia e contribuendo a ridurre le conflittualità e superare gli ostacoli al fine di attuare le innovazioni e le misure necessarie per la gestione della pesca, nonché per la creazione, l'attuazione e la gestione delle aree marine protette, dove si è rivelato molto efficace;

69. accoglie con favore la proposta della Commissione, annunciata nella sua comunicazione dal titolo "La politica comune della pesca oggi e domani", di realizzare, tra la primavera 2023 e l'estate 2024, un progetto prospettico di tipo partecipativo a livello dell'UE sui "Pescatori del futuro", basato su interviste sul campo;

Decisioni basate su dati scientifici e valutazioni d'impatto

70. invita la Commissione a basare tutte le sue iniziative politiche e legislative (compresi gli atti di esecuzione che stabiliscono restrizioni alla pesca) sui migliori pareri scientifici, tecnici ed economici disponibili (comprese le conoscenze empiriche dei pescatori), sulla consultazione e sul coinvolgimento del settore della pesca e degli altri portatori di interessi pertinenti nonché su valutazioni preliminari dell'impatto socioeconomico utilizzando strumenti innovativi quali quelli sviluppati nell'ambito del progetto CABFishMan, che analizza gli impatti delle attività di pesca sulle zone costiere;

71. invita gli Stati membri a incrementare le proprie risorse umane e materiali e a metterle in condizione di intraprendere campagne e progetti scientifici idonei, in modo da acquisire un'adeguata conoscenza delle specie oggetto di politiche di conservazione;

72. chiede che il FEAMPA offra un sostegno efficace a favore di tecniche di pesca più selettive e meno dannose per le flotte pescherecce dell'UE e, in particolare, che sostenga i pescatori maggiormente colpiti dalle restrizioni, sulla base di valutazioni d'impatto scientifiche sull'utilizzo di tecniche di pesca specifiche; esorta la Commissione a promuovere il concetto scientifico di "pêchécologie" (ecologia della pesca), che mira a conciliare le misure di conservazione e l'uso sostenibile delle risorse biologiche dei mari;

73. ritiene che i consigli consultivi dovrebbero avere la possibilità di contribuire alle richieste di parere della Commissione al Consiglio internazionale per l'esplorazione del mare (CIEM) e al comitato scientifico, tecnico ed economico per la pesca (CSTEP), al fine di promuovere una più stretta collaborazione tra scienziati e portatori di interessi;

74. invita la Commissione a informare sistematicamente il Parlamento europeo in merito a tali richieste, in particolare riguardo alle modalità di conseguimento degli obiettivi della PCP;

L'integrazione della pesca in un contesto strategico più ampio

75. sottolinea la necessità di garantire che la pesca e l'acquacoltura occupino un posto equo rispetto ad altri settori nell'elaborazione delle politiche e nella pianificazione territoriale; ricorda la necessità di stabilire un migliore equilibrio tra le varie attività economiche che fanno capo all'economia blu al fine di ridurre ed evitare le conflittualità e promuovere sinergie, con particolare riferimento alle infrastrutture per le energie marine rinnovabili[16], attraverso la direttiva sulla pianificazione dello spazio marittimo[17]; fa presente che ciò impone una partecipazione ampia e inclusiva dei portatori di interessi;

76. ricorda che le esigenze di tutela ambientale devono essere integrate nella PCP al fine di promuovere lo sviluppo sostenibile, in linea con il TFUE;

77. pone in risalto l'impossibilità di gestire la pesca come politica a sé stante e invita la Commissione ad attuare la PCP in sinergia con tutte le politiche pubbliche dell'UE connesse all'idrosfera, tenendo conto di tutte le sfide associate alle aree marittime europee;

78. sottolinea che, in particolare, la PCP deve essere coerente con la legislazione ambientale dell'UE, in particolare con l'obiettivo di conseguire un buono stato ecologico, come stabilito nella direttiva quadro sulla strategia per l'ambiente marino[18], e deve essere attuata rispettando allo stesso modo i tre pilastri della sostenibilità;

79. sottolinea la necessità che le altre politiche e strategie dell'UE tengano sufficientemente conto della PCP e siano coerenti con essa;

80. rileva la necessità di un approccio olistico, che garantisca un adeguato sostegno ai settori della pesca e dell'acquacoltura nell'attuazione di misure volte a migliorare le condizioni dell'ambiente marino;

81. ricorda che l'articolo 13 TFUE prevede che, nella formulazione e nell'attuazione delle politiche dell'Unione nel settore della pesca, l'UE e gli Stati membri tengano pienamente conto delle esigenze in materia di benessere degli animali, rispettando nel contempo le disposizioni legislative o amministrative e le consuetudini degli Stati membri;

82. invita la Commissione ad aumentare ulteriormente le conoscenze scientifiche sul benessere degli animali acquatici d'allevamento e a tenere conto di tale ricerca nei futuri sviluppi delle politiche nel settore dell'acquacoltura; sottolinea che eventuali sviluppi futuri sul fronte delle politiche dovrebbero tenere conto anche della fattibilità pratica nella gestione dell'acquacoltura, non dovrebbero comportare ulteriori oneri economici e operativi per gli operatori e le attività e dovrebbero altresì tenere conto della necessità di garantire condizioni di parità a livello internazionale;

83. ritiene che la commercializzazione di prodotti puramente vegetali utilizzando la denominazione commerciale di "pesce" o di specie di pesci possa indurre in confusione il consumatore al momento dell'acquisto; afferma che la denominazione commerciale di "pesce" o di specie di pesci debba essere riservata, nel mercato interno, ai prodotti della pesca o dell'acquacoltura di origine animale;

84. chiede alla Commissione di rivedere, aggiornare e dotare di contenuto normativo il concetto di "zona fortemente dipendente dalla pesca", così che tale riconoscimento consenta di accordare un trattamento differenziato volto a tutelare l'attività di pesca in tali zone attraverso una ripartizione preferenziale dei contingenti di pesca; condivide l'opinione secondo cui fra gli elementi distintivi di un concetto aggiornato di "zona fortemente dipendente dalla pesca" rientrino la produzione di proteine animali di qualità, il contributo alla sicurezza alimentare o l'ottenimento di un elevato valore aggiunto sulle catture e altri prodotti ittici, nonché l'importanza sociale dell'attività;

Pesca su piccola scala

85. osserva che alcuni aspetti della PCP potrebbero non tenere adeguatamente conto del settore della pesca su piccola scala e che è imperativo tutelarne il ruolo socioeconomico vitale in molte comunità costiere e il ruolo strategico per la disponibilità degli approvvigionamenti alimentari;

86. ritiene che la PCP debba tenere sufficientemente conto della diversità, delle specificità e dei problemi dei settori della pesca su piccola scala e della molluschicoltura;

87. richiama l'attenzione sulla necessità di un maggiore coinvolgimento e di una più ampia partecipazione degli operatori della pesca su piccola scala nella gestione, nella definizione e nell'attuazione delle politiche della pesca, come pure nei consigli consultivi;

88. ritiene che una revisione della PCP debba includere una definizione comune, ampia e adeguata di pesca su piccola scala, artigianale e costiera; pone l'accento sul fatto che tale definizione dovrebbe essere pragmatica, misurabile e chiara; sottolinea inoltre che tale definizione dovrebbe derivare da un'adeguata valutazione che tenga conto delle caratteristiche e dei criteri specifici del segmento, anziché concentrarsi unicamente sulla lunghezza dei pescherecci, al fine di giungere a una definizione di pesca su piccola scala che rifletta meglio la realtà del segmento;

89. invita la Commissione, insieme ai consigli consultivi, a proporre una definizione armonizzata da inserire in una revisione del regolamento di base della PCP in modo da contemplare tutta la legislazione dell'UE in materia di pesca, se del caso; ritiene che le varie modifiche indicate sopra non dovrebbero incidere sull'attuazione del FEAMPA nel periodo di bilancio in corso;

Assegnazione dei contingenti

90. sottolinea che, a norma dell'articolo 17, nell'assegnare le possibilità di pesca alle proprie flotte, gli Stati membri devono utilizzare criteri trasparenti e oggettivi, compresi quelli di natura ambientale, sociale ed economica; pone l'accento sul fatto che spetta agli Stati membri determinare i criteri da utilizzare per l'assegnazione delle possibilità di pesca;

91. accoglie con favore il fatto che gli attuali metodi di assegnazione basati in larga misura su diritti storici offrano un certo livello di stabilità economica nel settore della pesca, il che può essere una condizione che consente agli operatori di innovare e adottare tecniche più sostenibili;

92. sottolinea che un sistema di possibilità di pesca facilmente accessibile, unitamente a trasparenza nell'assegnazione e nell'applicazione pratica, consente un migliore controllo, condizioni di parità, uguali opportunità per tutte le parti interessate come pure maggiore prevedibilità, stabilità e certezza giuridica per i pescatori;

93. deplora la mancanza di trasparenza per quanto riguarda la distribuzione delle possibilità di pesca in alcuni Stati membri e chiede che i criteri siano resi pubblici, in linea con la legislazione applicabile in materia di protezione dei dati;

94. ritiene che i metodi di assegnazione dovrebbero essere messi a punto e applicati con il coinvolgimento delle comunità di pescatori, delle autorità regionali e degli altri pertinenti portatori di interessi, garantendo che tutti i segmenti di flotta, le organizzazioni dei produttori e quelle dei lavoratori siano equamente rappresentati, sulla base dei migliori pareri scientifici disponibili, e che dovrebbero includere garanzie quali periodi di preavviso per consentire ai pescatori di adattarsi qualora gli Stati membri decidano di modificare il proprio metodo di assegnazione;

95. esorta il Consiglio, nell'assegnare le possibilità di pesca, a tenere conto delle peculiarità e delle esigenze di ciascun segmento di flotta, compreso quello su piccola scala;

96. ricorda il ruolo dell'articolo 17 della PCP quale strumento per incentivare la pesca su piccola scala e a basso impatto e che spetta agli Stati membri avvalersi delle possibilità da essa offerte, quali incentivi per utilizzare attrezzi da pesca più selettivi o tecniche di pesca con un minor consumo di energia o un minore impatto sugli habitat;

97. osserva che la Commissione avvierà discussioni tra gli Stati membri e i portatori di interessi in vista dell'elaborazione di un vademecum sulla ripartizione delle possibilità di pesca, al fine di migliorare la trasparenza, promuovere pratiche di pesca sostenibili in tutta l'UE e sostenere la pesca costiera e su piccola scala;

Organizzazioni di produttori e corporazioni

98. sottolinea il ruolo delle organizzazioni di produttori nel promuovere la sostenibilità, nel contribuire alla disponibilità dell'approvvigionamento alimentare e nel rafforzare la crescita e l'occupazione nei settori della pesca e dell'acquacoltura attraverso, tra le altre cose:

- la gestione e l'attuazione di azioni collettive;

- il collegamento di produttori, primi acquirenti e consumatori nella catena di approvvigionamento;

- la promozione di prodotti della pesca redditizi e sostenibili presso i consumatori attraverso la partecipazione a sistemi di certificazione;

- la promozione del rispetto del regolamento sulla pesca, il sostegno alla tracciabilità e il miglioramento della trasparenza e della qualità dei dati nelle dichiarazioni di cattura al fine di combattere la pesca INN;

- la distribuzione e la gestione, in alcuni Stati membri, dei contingenti di pesca;

99. osserva, inoltre, che in molti Stati membri sono relativamente pochi i pescatori su piccola scala che appartengono a organizzazioni di produttori e ancora meno i pescatori su piccola scala che hanno proprie organizzazioni dedicate, il che ne limita la capacità di sfruttare questo canale per accedere ai contingenti di pesca; incoraggia, pertanto, la Commissione e gli Stati membri ad agevolare e incoraggiare la creazione di organizzazioni dei produttori per i piccoli pescatori e su iniziativa degli stessi;

100. sottolinea che le associazioni di pescatori, come le corporazioni, che perseguono i principali obiettivi di un'organizzazione di produttori nell'ambito dell'organizzazione comune dei mercati[19], dovrebbero essere ammissibili a ricevere aiuti finanziari su un piano di parità con le organizzazioni di produttori attualmente riconosciute; insiste, a tale proposito, affinché gli Stati membri interessati, la Commissione e le corporazioni valutino di concerto le opzioni e le soluzioni pertinenti;

Ricambio generazionale e ruolo delle donne

101. sottolinea che le norme della PCP sono tra le più rigorose a livello mondiale e offrono un contribuito importante alla sostenibilità ambientale, economica e sociale e che, sebbene vi sia ancora un ampio margine di miglioramento, i progressi compiuti negli ultimi decenni dimostrano che cosa è possibile fare per contribuire ulteriormente, da un lato, alla sostenibilità degli stock ittici e degli habitat e, dall'altro, all'aumento del reddito dei pescatori e degli armatori; evidenzia che la promozione di norme rigorose in materia di sostenibilità ambientale, economica e sociale del settore della pesca è essenziale, insieme ad altri fattori, per attrarre una nuova generazione di pescatori e fornire al settore una stabilità di lungo periodo;

102. osserva che le persone in Europa, in particolare le generazioni più giovani, si preoccupano sempre più della tutela dell'ambiente; sottolinea l'importanza di una gestione sostenibile della pesca per attrarre giovani pescatori; chiede, a tale proposito, la promozione della pesca a basso impatto;

103. invita, inoltre, la Commissione ad assicurare che parte dei contributi finanziari nel quadro dell'accordo di partenariato per una pesca sostenibile sia assegnata anche, ove possibile, al miglioramento dell'integrazione dei giovani e delle donne nei settori della pesca e dell'acquacoltura, al ripristino dell'ambiente marino e al miglioramento delle conoscenze sullo stato del clima e dell'ambiente marino;

104. mette in risalto la necessità di attrarre i giovani non solo verso le attività di pesca in mare, ma anche verso la gestione delle imprese di pesca e l'acquacoltura, in modo da garantire un ricambio generazionale nell'intero settore degli alimenti acquatici;

105. sottolinea che il ricambio generazionale è importante per contrastare le sfide demografiche cui devono far fronte, in particolare, le zone costiere e le zone rurali circostanti e contribuirà a preservare il loro patrimonio culturale;

106. si compiace del fatto che il FEAMPA 2021-2027 fornisce assistenza e sostegno ai giovani pescatori che acquistano per la prima volta un peschereccio o un'impresa di pesca; invita, a tale proposito, la Commissione e gli Stati membri a promuovere il ricambio generazionale sostenendo le persone che desiderano avviare una carriera nel settore della pesca e rimuovendo gli ostacoli, ad esempio affrontando gli elevati costi dell'avvio di un'impresa, l'instabilità del reddito, la disuguaglianza di genere e la mancanza di stabilità della carriera;

107. invita la Commissione, in cooperazione con gli Stati membri, a prevedere nuove misure e chiede al settore di adottare misure che stimolino l'inclusione dei giovani e delle donne a tutti i livelli del settore e che promuovano meglio il ricambio generazionale, in particolare rendendo tutti i posti di lavoro nella catena del valore della pesca e dell'acquacoltura più attraenti, più sicuri e meglio retribuiti;

108. sottolinea l'importanza di garantire un'informazione e una formazione adeguate, in particolare per i giovani, al fine di garantire la condivisione delle conoscenze, in particolare per quanto riguarda il contributo della pesca alle questioni di sostenibilità; ritiene che ciò sia importante per garantire sia la loro situazione personale, contribuendo a migliorare il loro reddito, sia, per estensione, la coesione delle loro comunità locali, in particolare nelle regioni costiere più isolate, con minori opportunità di lavoro;

109. sottolinea che il ricambio generazionale deve tenere conto degli obiettivi del Green Deal europeo e della necessità di garantire la transizione digitale anche in un'economia blu sostenibile; ritiene, tuttavia, che il ricambio generazionale non debba condurre a uno scontro tra generazioni e dovrebbe includere pescatori di tutte le età, garantendo una transizione verde e digitale equilibrata, in modo da assicurare che il patrimonio esperienziale non vada perduto; chiede inoltre maggiori opportunità di mobilità e occupazione in tutta l'UE, senza difficoltà o restrizioni in materia di riconoscimento delle competenze e della formazione dei pescatori;

110. riconosce il ruolo importante delle donne nel sostegno logistico e amministrativo ai pescherecci, nonché nella commercializzazione e nella trasformazione del pesce; sottolinea, tuttavia, che tale ruolo è spesso trascurato o scarsamente visibile, in particolare in qualità di pescatrici o comandanti di pescherecci, come pure il loro ruolo nella scienza;

111. invita pertanto la Commissione ad avviare iniziative volte a riconoscere il lavoro delle donne nel settore della pesca e a rafforzare la visibilità del loro ruolo, sia favorendo la loro integrazione nei suoi vari ambiti, sia sostenendo una migliore rappresentanza delle donne in tutte le organizzazioni ed entità rappresentative, e a garantire la parità di retribuzione tra i generi;

112. ricorda che la strategia per la parità di genere 2020-2025 prevede che i pertinenti fondi dell'UE sostengano azioni, quali il FEAMPA, volte a promuovere l'equilibrio tra vita professionale e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, promuovano investimenti in strutture di assistenza, sostengano l'imprenditorialità femminile e contrastino la segregazione di genere;

113. invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi per garantire che tutti i programmi e le azioni volti ad attirare i giovani verso il settore della pesca realizzati nell'ambito della PCP contribuiscano al conseguimento della parità di genere;

Dimensione esterna della PCP e governance degli oceani

114. invita la Commissione a profondere ulteriori sforzi per la promozione della PCP quale modello strategico per la governance degli oceani, utilizzando la posizione dell'UE nell'ambito delle organizzazioni regionali di gestione della pesca, degli accordi di libero scambio e degli accordi di partenariato per una pesca sostenibile e, più in generale, nei consessi internazionali; sottolinea che ciò sarà essenziale al fine di garantire condizioni di parità agli operatori dell'UE e difendere gli interessi dei settori della pesca e dell'acquacoltura dell'Unione a livello mondiale;

115. invita la Commissione a monitorare la distribuzione dei contributi finanziari dell'UE, garantendo che siano destinati ai settori della pesca e dell'acquacoltura;

116. chiede di rafforzare il ruolo delle ORGP e invita la Commissione a proporre un quadro generale per i mandati negoziali per la partecipazione a tali organizzazioni; invita inoltre la Commissione a garantire il coinvolgimento del Parlamento nelle prime fasi dell'elaborazione delle misure e delle raccomandazioni da adottare in seno alle ORGP, in modo da non compromettere la posizione negoziale dell'UE;

117. ritiene che non dovrebbero esistere zone oceaniche e risorse alieutiche pertinenti che non siano coperte dalle ORGP competenti; chiede alla Commissione di promuovere, in seno ai consessi internazionali, la creazione di nuove ORGP, ove necessario, nonché l'adeguamento di quelle esistenti, al fine di migliorare la protezione degli stock ittici e la gestione sostenibile delle risorse alieutiche nonché difendere le attività sostenibili dei pescherecci che operano in tali zone;

118. sottolinea che gli APPS con i paesi terzi offrono vantaggi reciproci sia all'UE che ai paesi partner; evidenzia che gli APPS recenti contemplano clausole sui diritti umani e tengono conto delle esigenze delle popolazioni locali;

119. ritiene indispensabile che la Commissione rispetti pienamente tutti gli aspetti del diritto internazionale quando interviene nell'ambito della dimensione esterna della PCP;

120. invita la Commissione a garantire che gli obiettivi della PCP siano pienamente integrati nella posizione dell'UE in tutte le sedi internazionali in materia di ambiente, come la Convenzione sulla diversità biologica (CBD) o la Convenzione sul commercio internazionale delle specie di flora e di fauna selvatiche minacciate di estinzione (CITES), dove vengono discusse le questioni relative alle risorse biologiche marine;

Importazioni, commercio e pesca illegale, non regolamentata e non dichiarata

121. ritiene che i prodotti alimentari di origine acquatica importati debbano essere soggetti a rigorose procedure di controllo e certificazione, al fine di garantire che provengano da una pesca sostenibile, nonché a norme sanitarie, ambientali e sociali rigorose quanto quelle applicate ai prodotti dell'UE; ritiene che ciò debba essere previsto mediante clausole specifiche nei nuovi accordi commerciali negoziati dall'UE;

122. ricorda che un sistema di tracciabilità dei prodotti alimentari acquatici freschi, congelati e trasformati importati nell'Unione, compresi i filetti di tonno importati nel quadro del regime dei contingenti tariffari autonomi, è essenziale, al fine di soddisfare le aspettative dei consumatori fornendo informazioni volte a migliorare la sicurezza alimentare e a consentire il controllo delle importazioni provenienti dai paesi terzi, congiuntamente a misure per contrastare la pesca INN; chiede un approccio più armonizzato all'interno dell'Unione in relazione all'attuazione della legislazione dell'UE in materia di IUU;

123. ricorda che l'Unione rappresenta il mercato più importante e interessante per quanto riguarda le importazioni di prodotti della pesca e dell'acquacoltura; chiede che questa posizione di forza commerciale sia sfruttata come leva per tutelare gli interessi dei consumatori dell'UE nella promozione di norme rigorose e dei settori dell'UE, per evitare che i partner violino gli accordi o si sottraggano agli impegni presi e per favorire condizioni di concorrenza eque a livello internazionale, con particolare riferimento alle norme sociali, economiche e ambientali;

124. si compiace del fatto che l'accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione tra l'Unione europea e il Regno Unito includa un nesso diretto tra le disposizioni commerciali e le disposizioni in materia di pesca; chiede alla Commissione e al Consiglio di provvedere affinché anche i negoziati sulla pesca con il Regno Unito e con altri paesi che si affacciano sull'Atlantico nordorientale siano legati alle questioni relative al commercio e all'accesso al mercato unico dell'Unione;

125. sottolinea l'importanza della politica di tolleranza zero dell'UE nei confronti della pesca INN, alla luce del fatto che essa continua a essere un fenomeno a livello internazionale, che comprende esempi che vanno dalla mancanza di trasparenza sulle operazioni di pesca illegali alla schiavitù moderna, come nel caso di alcune navi cinesi, e deplora che i prodotti ittici non autorizzati continuino a essere venduti su diversi mercati dell'UE;

126. ricorda che la Commissione e gli Stati membri devono intensificare gli sforzi per combattere la pesca INN e far sì che il consumo di prodotti ittici nell'UE non contribuisca a tale attività;

127. invita la Commissione a rafforzare il ruolo dell'EFCA per contrastare la pesca INN;

128. chiede che tutti gli accordi di libero scambio con i paesi terzi includano una sezione dedicata alla lotta alla pesca INN;

Regioni ultraperiferiche

129. ritiene che alcuni aspetti della PCP non rispondano in misura sufficiente alle esigenze specifiche delle regioni ultraperiferiche; invita la Commissione e gli Stati membri interessati ad affrontare tale situazione sulla base dell'articolo 349 TFUE e attraverso un approccio regionalizzato, come sancito dalla PCP, e, ove necessario, ad apportare gli adeguamenti necessari;

130. sottolinea le caratteristiche specifiche dei settori della pesca e dell'acquacoltura nelle regioni ultraperiferiche; invita la Commissione a proporre un programma di soluzioni specifiche per ovviare alla lontananza e all'insularità (POSEI) per la pesca e l'acquacoltura, simile a quello dell'agricoltura;

131. sottolinea che il sostegno dell'UE e nazionale al rinnovo delle flotte artigianali è di vitale importanza per tali regioni; invita la Commissione, in particolare, ad adeguare i suoi orientamenti per l'analisi dell'equilibrio tra la capacità di pesca e le possibilità di pesca (COM(2014)0545) alle caratteristiche delle regioni ultraperiferiche;

132. sottolinea l'importanza di condurre studi solidi per valutare le risorse biologiche marine in tutte le acque dell'Unione e, in particolare, nelle regioni ultraperiferiche;

133. insiste sulla necessità di sostenere metodi di pesca selettivi, come i dispositivi ancorati di concentrazione del pesce utilizzati dalle flotte artigianali nelle regioni ultraperiferiche, a condizione che tali dispositivi contribuiscano alla pesca sostenibile e selettiva;

134. sottolinea la necessità di fornire le risorse necessarie per migliorare le conoscenze scientifiche delle zone economiche esclusive delle regioni ultraperiferiche;

Cambiamenti climatici e altre sfide future

135. sottolinea che la mitigazione dei cambiamenti climatici e l'adattamento agli stessi sono sfide fondamentali che non sono adeguatamente affrontate dall'attuale PCP;

136. sottolinea che gli sforzi compiuti dal settore della pesca per migliorare la sostenibilità degli stock e impegnarsi a mantenerli in buone condizioni una volta raggiunto un buono stato saranno privi di significato se non si affronterà il problema dei cambiamenti climatici;

137. sottolinea con forza la necessità che la ricerca scientifica si concentri maggiormente sulle interazioni tra i cambiamenti ambientali dovuti ai cambiamenti climatici e gli stock ittici, al fine di evitare di attribuire la responsabilità del depauperamento degli stock esclusivamente al settore della pesca;

138. sottolinea che i pescatori e il resto della filiera dei prodotti ittici non sono la causa dei cambiamenti climatici, ma piuttosto le loro vittime;

139. ritiene che il settore dell'acquacoltura sia in grado di fornire un contributo coerente ai servizi ecosistemici per la società e che l'acquacoltura di stagno, l'alghicoltura e la molluschicoltura possano contribuire alla decarbonizzazione dell'economia dell'UE e alla mitigazione dei cambiamenti climatici; sottolinea, tuttavia, che il sequestro di carbonio tramite l'alghicoltura e la molluschicoltura è limitato e dipende dal metodo di produzione e dall'uso al momento della raccolta dei prodotti; invita gli Stati membri a promuovere filiere corte efficienti, ove opportuno, al fine di contribuire alla lotta ai cambiamenti climatici;

140. sottolinea che talune pratiche acquicole, come gli allevamenti di mitili o di ostriche e la policoltura in stagni, possono costituire modelli di successo per i futuri sistemi di crediti di emissioni nel quadro della legislazione dell'UE in materia di clima; invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere questo tipo di attività verdi;

141. invita gli Stati membri a continuare a incoraggiare la promozione dell'alghicoltura e ad agevolare l'impiego e lo sviluppo delle alghe come alimento e mangime; sottolinea che vi è un potenziale non sfruttato per quanto concerne l'alghicoltura in termini di creazione di nuovi posti di lavoro e di fornitura di servizi ecosistemici e alimenti e mangimi più rispettosi dell'ambiente;

142. invita la Commissione, all'atto della revisione della politica comune della pesca, a tenere conto del fatto che negli ultimi dieci anni le caratteristiche degli oceani (temperatura, densità, salinità, saturazione di ossigeno ecc.) sono cambiate;

143. sottolinea la necessità di ecosistemi più resilienti grazie ad aree marine protette collegate e gestite in modo efficace, come base per settori economici della pesca resilienti e redditizi;

144. sottolinea che, per quanto riguarda la pesca, la resilienza ai cambiamenti climatici si ottiene attraverso la diversificazione delle zone di pesca e delle specie bersaglio;

145. incoraggia la Commissione e gli Stati membri ad aumentare le risorse umane e finanziarie destinate alle scienze della pesca connesse ai cambiamenti climatici e la decarbonizzazione della flotta, al fine di analizzare l'impatto dei cambiamenti climatici sullo stato delle attività di pesca e sull'ambiente in cui vengono realizzate;

146. chiede di introdurre innovazioni nel monitoraggio dell'impatto dei cambiamenti climatici sugli stock nel quadro di una stretta collaborazione tra la comunità scientifica e i portatori di interessi, al fine di aumentare la reattività e mettere a punto adeguati strumenti di gestione;

147. invita la Commissione a progettare strumenti e adeguati finanziamenti per i settori colpiti dai cambiamenti climatici;

148. invita la Commissione, nell'ottica di promuovere l'economia circolare nel settore della pesca, a mettere in atto, per i pescherecci che siano in condizioni di farlo, programmi europei di raccolta dei rifiuti marini nei periodi in cui non vi sia possibilità di uscire a pescare, che possano costituire per tali pescherecci un'integrazione del reddito derivante dalla loro attività;

149. invita la Commissione e gli Stati membri ad affrontare e monitorare tutte le disposizioni della PCP che non sono state attuate;

Pesca ricreativa

150. pone l'accento sull'urgenza e la necessità di migliorare la raccolta dei dati provenienti dalle catture della pesca ricreativa; esorta la Commissione e gli Stati membri a includere nel quadro dell'Unione europea per la raccolta di dati[20] istituito dal regolamento (UE) 2017/1004 tutte le specie soggette a TAC e contingenti, oltre a quelle incluse nei piani di gestione pluriennale e soggette all'obbligo di sbarco;

151. sottolinea la necessità di disporre di dati per valutare l'impatto delle attività di pesca ricreativa dell'UE sull'ecosistema marino e le risorse biologiche marine delle acque dell'UE, ivi compresi dati sulle catture accessorie, segnatamente per quanto riguarda le specie protette dal diritto internazionale o dell'Unione, dati sugli impatti delle attività di pesca ricreativa sugli habitat marini, incluse le aree marine vulnerabili, e dati sugli impatti delle attività di pesca sulle reti trofiche;

152. sottolinea che la pesca ricreativa potrebbe avere un impatto significativo sugli stock ittici; accoglie con favore i progressi realizzati nella revisione del regolamento sul controllo della pesca e invita gli Stati membri a provvedere affinché la pesca ricreativa sia effettuata in maniera compatibile con gli obiettivi della PCP;

Acquacoltura

153. ricorda l'importanza dell'acquacoltura per garantire la sicurezza alimentare a lungo termine e contribuire a soddisfare la crescente domanda mondiale di alimenti di origine acquatica, nonché il suo contributo alla creazione di crescita e occupazione per i cittadini dell'Unione, alla maggiore tutela degli ecosistemi e della biodiversità e alla partecipazione a una gestione più circolare delle risorse;

154. sottolinea che i prodotti ittici d'allevamento, in quanto fonte di proteine per alimenti, hanno un'impronta di carbonio inferiore e richiedono un utilizzo minimo di risorse naturali rispetto ad altri allevamenti terrestri e sono chiamati a svolgere un ruolo importante nel contribuire alla costruzione di un sistema alimentare sostenibile;

155. riconosce il ruolo degli orientamenti strategici e dei piani strategici nazionali pluriennali per lo sviluppo di un'acquacoltura sostenibile e resiliente;

156. si rammarica del fatto che, dal 2014, l'acquacoltura dell'Unione si trovi in una situazione di stallo e che siano stati compiuti progressi limitati nella riduzione degli oneri amministrativi e nell'integrazione dell'acquacoltura nella pianificazione dello spazio marittimo, costiero e delle zone interne;

157. sottolinea che l'acquacoltura europea è ben lontana dal raggiungere la sua piena capacità e che il tasso di dipendenza dalle importazioni dell'UE è molto elevato, dato che quasi il 75 % di tutti i prodotti ittici consumati nell'Unione è importato da paesi terzi;

158. invita la Commissione e gli Stati membri a promuovere la crescita dell'acquacoltura a basso impatto ambientale, che comprende non solo i molluschi e le alghe, ma anche la piscicoltura marina e di acqua dolce, anziché promuovere la crescita dell'acquacoltura a basso livello trofico; sottolinea, in particolare, l'importanza della produzione piscicola nell'approvvigionamento del mercato dell'UE, data l'entità del tonnellaggio importato (94 % nel 2021);

159. ricorda che i grandi paesi terzi produttori continuano a promuovere fortemente la crescita della loro piscicoltura e che l'UE è il loro principale mercato di esportazione;

160. invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere attivamente l'attuazione degli orientamenti strategici rivisti e dei piani nazionali pluriennali e a promuoverne la sostenibilità a lungo termine, concentrandosi non soltanto sulla sostenibilità ambientale, ma anche sulla sostenibilità economica e sociale dell'acquacoltura dell'UE;

161. si rammarica del fatto che l'attuale politica commerciale dell'Unione non garantisca condizioni di parità tra i produttori dell'UE e quelli dei paesi terzi, in modo da consentire al settore dell'acquacoltura di ottenere risultati economici sostenibili e di contribuire, in cambio, allo sviluppo sociale ed economico delle regioni dell'Unione;

162. ricorda l'importanza dell'acquacoltura per garantire la sicurezza alimentare a lungo termine e contribuire a soddisfare la crescente domanda mondiale di alimenti di origine acquatica, nonché il suo contributo alla promozione della crescita e alla creazione di occupazione per i cittadini dell'Unione, a una migliore conservazione degli ecosistemi e della biodiversità e a una gestione più circolare delle risorse; si rammarica del fatto che, dal 2014, l'acquacoltura dell'Unione si trovi in una situazione di stallo e che siano stati compiuti progressi limitati nella riduzione degli oneri amministrativi e nell'integrazione dell'acquacoltura nella pianificazione dello spazio marittimo, costiero e delle zone interne; sottolinea che l'acquacoltura dell'UE è lontana dal raggiungere la sua piena capacità e che il 75 % dei prodotti ittici consumati nell'Unione è allevato in impianti fuori dall'Unione stessa; chiede alla Commissione di sostenere attivamente l'applicazione degli orientamenti strategici rivisti e dei piani nazionali, e di promuoverne la sostenibilità ambientale, economica e sociale a lungo termine;

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163. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.



 

MOTIVAZIONE

Nel 2009 la Commissione ha pubblicato un Libro verde con una visione dell'aspetto futuro della politica comune della pesca (PCP). Ciò ha aperto il dibattito per una riforma, che è stata adottata nel 2013.

L'attuale Commissione dovrebbe presentare una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio sul funzionamento della PCP entro il 31 dicembre 2022. Dovrebbe valutare la politica comune della pesca entro il 2022 per individuare le modalità con cui affrontare le questioni non sufficientemente trattate nella politica attuale, quali la dimensione sociale, l'adattamento al clima e gli oceani puliti, e riflettere sul suo futuro sviluppo.

Il presente progetto di relazione mira a fornire orientamenti politici su qualsiasi futura revisione della PCP. Pur non fornendo tutte le risposte, pone alcune domande sull'attuazione dell'attuale PCP, sull'eventuale pertinenza degli attuali obiettivi e strumenti della PCP per affrontare le sfide attuali e future e sull'opportunità di riformare, rivedere, adattare o migliorare alcuni aspetti.

La Commissione ha sempre avuto una solida visione critica della strategia e questo è stato il motore principale del cambiamento strategico. La Commissione dovrebbe continuare a promuovere il miglioramento delle politiche quando e ove necessario.

A causa dei vincoli relativi alla lunghezza della relazione, non è stato possibile trattare ogni singolo aspetto della PCP contemplato dal regolamento di base (UE) n. 1380/2013 della PCP. È stato necessario operare una scelta.

La relazione si concentra pertanto principalmente sulla conservazione degli stock ittici e sulla gestione della pesca, basandosi anche su relazioni specifiche già adottate negli ultimi anni relative a questioni quali il rendimento massimo sostenibile, l'obbligo di sbarco, l'attuazione dell'articolo 17 della PCP o sul tema "Pescatori per il futuro". Tuttavia, le misure tecniche non sono sviluppate in considerazione del suo nuovo quadro legislativo piuttosto recente.

La relazione non riguarda l'acquacoltura (che è stata recentemente oggetto di una risoluzione specifica del Parlamento europeo) né la commercializzazione e la trasformazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura (nel quadro di un regolamento specifico adottato parallelamente al regolamento di base). Non affronta altre dimensioni fondamentali, come il pilastro strutturale della PCP (nell'ambito del regolamento FEAMP), il controllo (attualmente in fase di negoziati interistituzionali) o gli effetti della Brexit sulla pesca dell'UE nell'Atlantico nord-orientale (anch'essa trattata in una recente risoluzione).

Posizione del relatore

Senza entrare in misure specifiche che devono essere riviste, la futura PCP necessita di un cambiamento di paradigma da obiettivi rigidi e irrealistici a obiettivi pragmatici e raggiungibili.

Nel corso dell'ultimo decennio (2010-2020) abbiamo osservato un cambiamento radicale, passando da una totale mancanza di obiettivi chiaramente definiti per la gestione della pesca a obiettivi "politici" rigidi fissati in modo affrettato nel 2013 (anno dell'ultima riforma della PCP), consapevoli del fatto che nessuno aveva in quel momento tutte le risposte alle domande sui loro effetti e sulla loro attuazione pratica e lasciando che l'esperienza ne testasse la capacità di produrre o meno risultati. Il problema è che ancora oggi non solo gli obiettivi concordati nel 2013 non sono raggiunti entro i termini stabiliti, ma scopriamo che alcuni sono impossibili da conseguire e altri sono estremamente difficili da mettere in pratica.

Gli scienziati riconoscono che è praticamente impossibile sfruttare tutti gli stock ittici di un ecosistema marino al rendimento massimo sostenibile (MSY), che abbiamo fissato come obiettivo entro il 2020. Tutti gli stock, soprattutto in un'attività di pesca in cui sono catturate varie specie, non possono essere pescati simultaneamente a livelli di MSY. Anche l'obiettivo di attuare l'obbligo di sbarcare tutte le catture entro il 2019, sebbene sembri semplice come concetto, crea ancora oggi enormi difficoltà. Il rendimento massimo sostenibile dovrebbe essere attuato alla luce della realtà pratica e tenendo conto delle dimensioni socioeconomiche, della proporzionalità e della sicurezza alimentare.

Il risultato è la sfiducia dei pescatori nei confronti dei politici, in quanto le misure adottate sono inadeguate e prive di una solida base scientifica, la sfiducia da parte della società, che ritiene che l'UE non sia riuscita a realizzare quanto concordato, ma anche l'indignazione nei confronti dei pescatori in quanto considerati non conformi alla legge.

La credibilità dell'UE è messa in discussione. Sono necessari obiettivi realistici e realizzabili. È necessario tenere conto dei pescatori. Nella futura PCP occorre ripristinare e promuovere l'immagine del nobile e difficile mestiere dei pescatori, in particolare dei pescatori dell'UE, che fornisce ai consumatori alimenti sani, di alta qualità e sostenibili.

Gli attuali obiettivi della PCP sono troppo incentrati su considerazioni ambientali. Sebbene nessuno dubiti che stock ittici sani e la protezione della biodiversità siano una condizione indispensabile per un settore della pesca economicamente redditizio, non si dovrebbe perdere di vista il fatto che l'obiettivo della PCP non è semplicemente quello di disporre di risorse alieutiche più abbondanti, o meno sovrasfruttate, ma anche - o principalmente - quello di raggiungere livelli massimi sostenibili di produzione di prodotti ittici, al fine di garantire la sicurezza alimentare e un ritorno sociale ed economico positivo per i pescatori e le comunità costiere. Pertanto la politica della pesca e quella ambientale devono essere allineate, ma gli obiettivi ambientali non possono prevalere sugli obiettivi della PCP.

La buona governance, la consultazione tempestiva e l'effettivo coinvolgimento dei portatori di interessi nel processo decisionale sono elementi essenziali per una strategia efficace.

In tale contesto, garantire condizioni di parità con alcune flotte straniere con standard sociali e ambientali bassi che pescano nelle stesse zone insieme agli operatori dell'UE e commercializzano i loro prodotti sul mercato dell'UE è fondamentale per la competitività delle flotte e dei produttori nel settore dell'acquacoltura dell'UE.

Parallelamente dobbiamo garantire che l'UE difenda gli interessi dei suoi settori della pesca a livello mondiale nel contesto della sua azione sulla governance degli oceani. La difesa e la promozione del modello di sostenibilità dell'UE sono perfettamente compatibili e dovrebbero andare di pari passo con la difesa degli interessi dei settori dell'UE.

I settori della pesca e dell'acquacoltura dell'UE e l'intera catena del valore dei prodotti ittici sono attori strategici per il loro ruolo sociale di fornire alimenti sani e di alta qualità ai consumatori. Dobbiamo dare loro il posto che meritano e inserirli più in generale al vertice dell'agenda politica dell'UE.

Infine, le regioni ultraperiferiche presentano vincoli ed esigenze specifiche, come previsto dall'articolo 349 TFUE. La PCP dovrebbe tenere conto delle loro caratteristiche ed esigenze specifiche e adattarsi a queste ultime.

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

24.10.2023

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

16

4

1

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Clara Aguilera, François-Xavier Bellamy, Izaskun Bilbao Barandica, Isabel Carvalhais, Rosanna Conte, Francisco Guerreiro, Anja Haga, Ladislav Ilčić, France Jamet, Pierre Karleskind, Colm Markey, Predrag Fred Matić, Caroline Roose, Bert-Jan Ruissen, Marc Tarabella

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Maria da Graça Carvalho, Martin Hlaváček, Ska Keller, Gabriel Mato

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Camilla Laureti, Maria-Manuel Leitão-Marques

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

16

+

ECR

Ladislav Ilčić, Bert-Jan Ruissen

NI

Marc Tarabella

PPE

François-Xavier Bellamy, Maria da Graça Carvalho, Anja Haga, Colm Markey, Gabriel Mato

Renew

Izaskun Bilbao Barandica, Martin Hlaváček, Pierre Karleskind

S&D

Clara Aguilera, Isabel Carvalhais, Camilla Laureti, Maria-Manuel Leitão-Marques, Predrag Fred Matić

 

4

-

ID

Rosanna Conte

Verts/ALE

Francisco Guerreiro, Ska Keller, Caroline Roose

 

1

0

ID

France Jamet

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

 

Ultimo aggiornamento: 29 novembre 2023
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