RELAZIONE sul ruolo del Parlamento europeo e della sua diplomazia parlamentare nella politica estera e di sicurezza dell'UE

6.12.2023 - (2023/2105(INI))

Commissione per gli affari esteri
Relatore: Jordi Solé

Procedura : 2023/2105(INI)
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A9-0405/2023
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INDICE

Pagina

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

MOTIVAZIONE

ALLEGATO: ENTITÀ O PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

 



 

PROPOSTA DI RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO

sul ruolo del Parlamento europeo e della sua diplomazia parlamentare nella politica estera e di sicurezza dell'UE

(2023/2105(INI))

Il Parlamento europeo,

 visti l'articolo 14, paragrafo 1, e gli articoli 21 e 36 del trattato sull'Unione europea (TUE),

 vista la dichiarazione in data 20 luglio 2010 del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulla responsabilità politica,

 viste le conclusioni del Consiglio del 28 giugno 2016 che adottano la relazione dal titolo "Shared Vision, Common Action: A Stronger Europe – A Global Strategy for the European Union's Foreign and Security Policy" (Visione condivisa, azione comune: Un'Europa più forte – Una strategia globale per la politica estera e di sicurezza dell'Unione europea),

 vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 25 marzo 2020, dal titolo "Piano d'azione dell'UE per i diritti umani e la democrazia 2020-2024" (JOIN(2020)0005),

 vista la "Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali", adottata il 21 marzo 2022,

 vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 25 novembre 2020, dal titolo "Piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere III - Un'agenda ambiziosa per la parità di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'UE" (JOIN(2020)0017),

 vista la decisione del Consiglio 2010/427/UE, del 26 luglio 2010, che fissa l'organizzazione e il funzionamento del Servizio europeo per l'azione esterna[1],

 visto il paragrafo 34 della dichiarazione del vertice del 2023 tra l'UE e la Comunità degli Stati latinoamericani e caraibici, del 18 luglio 2023, che riconosce la diplomazia parlamentare come una dimensione importante della relazione,

 vista la sua raccomandazione del 15 marzo 2023 al Consiglio e al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza contenente un bilancio del funzionamento del SEAE e a favore di un'UE più forte a livello mondiale[2],

 vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2023 sull'attuazione della politica estera e di sicurezza comune – relazione annuale 2022[3],

 vista la sua risoluzione del 18 gennaio 2023 sull'attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune - relazione annuale 2022[4],

 vista la sua risoluzione del 12 marzo 2019 sul tema "Costruire una capacità dell'Unione in materia di prevenzione dei conflitti e di mediazione"[5],

 vista la sua decisione del 13 settembre 2023 sulle modifiche al regolamento del Parlamento al fine di rafforzare l'integrità, l'indipendenza e la responsabilità[6],

 visto l'articolo 54 del suo regolamento,

 vista la relazione della commissione per gli affari esteri (A9-0405/2023),

A. considerando che il ruolo del Parlamento di colegislatore e co-autorità di bilancio non riguarda soltanto le politiche interne dell'UE ma anche, in larga parte, l'azione esterna dell'Unione;

B. considerando che l'articolo 36 TUE impone al VP/AR di consultare regolarmente il Parlamento europeo sui principali aspetti e sulle scelte adottate nel quadro della politica estera e di sicurezza comune (PESC) e di informarlo in merito all'evoluzione di tali politiche;

C. considerando che è necessaria l'approvazione del Parlamento ai fini dell'entrata in vigore della maggior parte degli accordi internazionali; che l'articolo 218, paragrafo 10, del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea prevede che il Parlamento europeo sia "immediatamente e pienamente informato in tutte le fasi della procedura" in relazione alla negoziazione di tali accordi;

D. considerando che il Parlamento controlla e discute la conduzione degli affari esterni dell'UE, in particolare attraverso i lavori della sua commissione per gli affari esteri e delle sue due sottocommissioni per i diritti dell'uomo e per la sicurezza e la difesa, nonché tramite la commissione per il commercio internazionale e la commissione per lo sviluppo; che suddetta funzione di controllo comprende le questioni relative all'adozione, all'attuazione e alla revisione delle strategie tematiche, regionali e nazionali dell'UE e di altri documenti politici, come il piano d'azione dell'Unione europea sulla parità di genere, nonché l'assistenza finanziaria e le nomine ad alte cariche all'interno della rappresentanza esterna dell'UE;

E. considerando che il Parlamento, quale unica istituzione dell'UE direttamente eletta dai cittadini, tiene discussioni pubbliche in seduta plenaria e nelle commissioni e che adotta relazioni e risoluzioni legate alla politica estera e di sicurezza comune e alla situazione nei paesi terzi, soprattutto per quanto concerne i diritti umani, e pertanto contribuisce a sensibilizzare l'opinione pubblica e a stimolare il dibattito, sia all'interno dell'UE che nei paesi interessati; che tali relazioni e risoluzioni contribuiscono agli sviluppi normativi in tutto il mondo e sono oggetto di un attento controllo da parte di attori di paesi terzi, compresi i governi, i parlamenti e i rappresentanti della società civile e dei media, e possono generare reazioni e ripercussioni in tali paesi;

F. considerando che il Parlamento dispone di una rete unica di 45 delegazioni permanenti che mantengono e approfondiscono le relazioni con altri parlamenti di paesi, regioni e organizzazioni non appartenenti all'UE; che tali organismi costituiscono spesso la dimensione parlamentare degli accordi bilaterali dell'UE con tali paesi;

G. considerando che il ruolo del Parlamento di stabilire il bilancio annuale dell'Unione è fondamentale per il sostegno alle nazioni per le quali è più necessario superare le sfide di sviluppo a lungo termine mediante lo strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale – Europa globale e per la risposta in caso di disastro ed emergenza, in particolare tramite il rafforzamento degli aiuti umanitari;

H. considerando che la promozione della parità di genere è un obiettivo della politica esterna dell'UE; che tutti gli Stati membri dell'UE e il Parlamento europeo si sono impegnati ad attuare la risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle donne, la pace e la sicurezza;

I. considerando che il Parlamento europeo è diventato uno dei parlamenti più attivi in termini di attività diplomatica parlamentare e di risorse ad essa dedicate; che la diplomazia parlamentare contribuisce al conseguimento degli obiettivi dell'UE e alla promozione dei valori, degli interessi e delle politiche dell'UE, anche a livello multilaterale, e che, in tal modo, apporta un valore aggiunto incentivando un'azione esterna dell'UE più coerente e coesa; che la diplomazia parlamentare può migliorare la comunicazione strategica, la visibilità e l'efficacia delle decisioni e ad adottare misure nell'ambito della PESC e della politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC) dell'UE;

J. considerando che, tramite la diplomazia parlamentare, il Parlamento dialoga con leader mondiali, funzionari eletti, rappresentanti dei governi e diplomatici, istituzioni pubbliche, organizzazioni e rappresentanti della società civile, anche di popolazioni vulnerabili e a rischio, e altre parti interessate di paesi terzi e istituzioni multilaterali su base continuativa, in particolare attraverso il lavoro delle sue delegazioni e commissioni, anche attraverso l'organizzazione di audizioni l'adozione di relazioni e risoluzioni e lo svolgimento di visite nei paesi;

K. considerando che l'articolo 36 TUE incarica il vicepresidente/alto rappresentante di comparire dinanzi al Parlamento almeno due volte all'anno per riferire sulla situazione attuale in merito alla PESC/PSDC e per rispondere alle domande; che è necessario aggiornare l'accordo interistituzionale del 20 novembre 2002 tra il Parlamento europeo e il Consiglio relativo all'accesso da parte del Parlamento europeo alle informazioni sensibili del Consiglio nel settore della politica di sicurezza e di difesa[7];

L. considerando che il gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale del Parlamento, presieduto dal presidente della commissione per gli affari esteri e dal presidente della commissione per lo sviluppo, e che include deputati al Parlamento di ogni orientamento politico, supervisiona l'impegno del Parlamento a supporto della democrazia oltre i confini dell'UE, anche in termini di osservazione elettorale, mediazione e dialogo; che, attraverso il dialogo Jean Monnet per la pace e la democrazia, il Parlamento riunisce i leader politici non europei nell'intento di promuovere la comunicazione tra le parti e il raggiungimento di un consenso; che i membri del Parlamento possono agire in qualità di rappresentanti speciali e mediatori per la prevenzione dei conflitti in talune situazioni di forte tensione in tutto il mondo;

M. considerando che il Parlamento europeo assiste i parlamenti nazionali e le assemblee regionali internazionali al di là dei confini dell'UE al fine di migliorare la loro capacità istituzionale; che ha instaurato un dialogo costante con tali legislatori e scambia regolarmente le migliori pratiche;

N. considerando che il Parlamento è un osservatore elettorale riconosciuto a livello internazionale; che le delegazioni del Parlamento che si occupano di osservazione elettorale sono impegnate in missioni per l'osservazione elettorale nell'UE o in missioni per l'osservazione elettorale internazionale;

O. considerando che i gruppi politici e i singoli membri del Parlamento godono di una densa e variegata rete di contatti con i partiti politici, i parlamentari, i funzionari governativi e parti interessate del settore privato e della società civile dei paesi terzi, soprattutto quelli in fase di adesione all'UE e i paesi confinanti;

P. considerando che, oltre agli Uffici di collegamento del Parlamento europeo al di fuori dell'UE a Londra e a Washington, il Parlamento dispone di uffici antenna presso le Nazioni Unite a New York, presso l'Unione africana ad Addis Abeba e presso l'Associazione delle nazioni del Sud-Est asiatico a Giacarta, che hanno l'obiettivo di rafforzare la cooperazione parlamentare con tali organizzazioni multilaterali;

Q. considerando che l'articolo 5, paragrafo 7 della decisione del Consiglio 2010/427/UE afferma che "Le delegazioni dell'Unione hanno la capacità di rispondere alle esigenze di altre istituzioni dell'Unione, in particolare il Parlamento europeo, nei loro contatti con le organizzazioni internazionali o i paesi terzi presso cui le delegazioni sono accreditate";

Rafforzare la diplomazia parlamentare

1. si compiace del crescente ruolo del Parlamento nell'azione esterna dell'UE, che si è evoluto gradualmente in un ruolo sostanziale, combinando i suoi poteri legislativi, di bilancio e di controllo con molteplici forme di dialogo pubblico e silente con organizzazioni internazionali, paesi, società e individui esterni all'UE;

2. sottolinea il ruolo e il valore particolari della diplomazia parlamentare dell'UE per quanto concerne l'integrazione e il rafforzamento della visibilità e dell'impatto della politica estera e di sicurezza dell'UE, congiuntamente al Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE), alla Commissione e ai servizi e ai parlamenti diplomatici degli Stati membri, preservando al contempo l'autonomia del Parlamento;

3. sottolinea l'importanza della diplomazia parlamentare come strumento per raggiungere portatori di interessi diversificati nei paesi partner e nei paesi terzi, allo scopo di aumentare la consapevolezza sulla legislazione e le posizioni dell'Unione, per comprendere meglio le percezioni, gli effetti e le conseguenze di tali legislazione e posizioni su tali paesi e stringere alleanze tra pari e collaborazioni solide in un contesto internazionale sempre più complesso e multipolare;

4. deplora il fatto che, nonostante contribuisca chiaramente al conseguimento degli obiettivi di politica estera e di sicurezza dell'UE, nonché il valore aggiunto e la complementarietà della diplomazia parlamentare, il Parlamento non sia ancora pienamente riconosciuto dalla Commissione, dal Consiglio e dal SEAE quale attore a pieno titolo dell'approccio "Team Europa";

5. ritiene che il Parlamento disponga di un grande potenziale non ancora sfruttato per sviluppare ulteriormente il suo ruolo diplomatico e il suo contributo al conseguimento degli obiettivi di politica estera e di sicurezza dell'UE;

Strumenti, mezzi e valori della diplomazia parlamentare

6. sottolinea il contributo specifico, dinamico e pubblico che il Parlamento apporta alla politica estera e di sicurezza dell'UE alla lotta contro le sfide globali attraverso il lavoro delle sue commissioni che si occupano di affari esterni, incluse le sottocommissioni per i diritti dell'uomo e per la sicurezza e la difesa, e che contribuiscono alle relazioni con i paesi terzi, le organizzazioni internazionali e la società civile a livello mondiale;

7. sottolinea che le delegazioni permanenti svolgono un lavoro importante e complementare rispetto a quello delle commissioni in quanto costituiscono un consesso regolare e continuativo per il dialogo politico con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali, anche tramite organi parlamentari misti e assemblee multilaterali;

8. sottolinea che le delegazioni permanenti svolgono un ruolo chiave di collegamento tra il Parlamento e i suoi partner in tutto il mondo, facilitando l'interazione, fornendo informazioni in modo continuativo alle commissioni e agli altri organi del Parlamento, discutendo posizioni e politiche di interesse comune, nonché ascoltando i diversi partner e altre parti interessati e comunicando le loro opinioni agli organi competenti in seno al Parlamento;

9. ritiene che le missioni ufficiali del Parlamento al di fuori dell'UE costituiscano parte integrante della politica esterna dell'UE e devono essere pertanto pienamente sostenute dalle delegazioni dell'UE, nonché il più elevato livello di informazioni e sicurezza del SEAE a tal proposito; chiede che il Centro di risposta alle crisi del SEAE sia dotato di tutte le risorse necessarie; ritiene che un miglioramento del coordinamento, della pianificazione e della definizione delle priorità per le missioni tra i diversi organi del Parlamento aumenterebbero la coerenza, la credibilità e l'impatto del ruolo diplomatico del Parlamento;

10. suggerisce che gli organi competenti del Parlamento istituiscano un coordinamento interno, ad esempio redigendo periodicamente un elenco di paesi prioritari da coinvolgere, in base ai fascicoli legislativi e alle priorità geopolitiche o strategiche, partecipando a scambi di opinioni con tali paesi sui rapporti dell'UE o su questioni geopolitiche o relative a conflitti orizzontali, e favorendo sinergie tra le missioni del Parlamento all'estero, per evitare duplicazioni non necessarie, razionalizzare le risorse e migliorare la coerenza dei messaggi del Parlamento;

11. sottolinea che i parlamentari dovrebbero vantare una approfondita preparazione in materia di dimensioni dei rapporti culturali e internazionali dei paesi terzi nei quali si recano in missione internazionale, affinché possano promuovere una cultura del dialogo nel contesto di un dialogo tra le culture; invita, a tal proposito, il SEAE, in particolare la sua divisione per la comunicazione strategica e le previsioni, a sostenere pienamente le missioni ufficiali del Parlamento nei paesi terzi;

12. ritiene che il dialogo politico condotto dal Parlamento e i suoi singoli deputati con gli attori governativi, parlamentari e della società civile in tutto il mondo contribuisca a promuovere le priorità, le opinioni e i valori dell'UE sulle norme globali in settori quali i diritti umani universali e la democrazia, i diritti delle persone LGBTI, i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere, la diplomazia climatica ed energetica, la connettività, l'intelligenza artificiale e le politiche digitali e tecnologiche;

13. sottolinea l'impegno costante del Parlamento per garantire che i diritti umani, lo Stato di diritto e la democrazia siano posti al centro dell'azione esterna dell'UE e per fornire un forum essenziale in cui la voce della società civile e degli attori democratici di tutto il mondo possa essere ascoltata e amplificata; sottolinea, a tale proposito, le sue azioni a sostegno dei difensori dei diritti umani, dei parlamentari a rischio e dei giovani leader politici, nonché a sostegno della partecipazione delle donne alla vita politica e della lotta contro la disinformazione; chiede che le azioni del Parlamento siano ulteriormente sviluppate e che si dia voce a coloro i cui diritti sono a rischio nella prossima legislatura;

14. sottolinea l'importanza fondamentale delle discussioni e delle risoluzioni del Parlamento relative alle violazioni dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, che rappresentano uno dei suoi strumenti dal maggiore impatto all'estero per affrontare le problematiche relative ai diritti umani nei paesi terzi; invita, pertanto, a conferire una maggiore visibilità a tali discussioni e risoluzioni, anche nell'agenda delle sessioni plenarie, in linea con il lavoro delle commissioni e altri organi parlamentari permanenti;

15. sottolinea l'importanza e la natura unica del ruolo del Parlamento nelle missioni di osservazione elettorale e, più in generale, nei programmi di sostegno alla democrazia, come il rafforzamento della democrazia parlamentare nei paesi terzi e nelle iniziative che prevedono la mediazione, la facilitazione dello sviluppo delle capacità, la prevenzione dei conflitti, la promozione di una cultura parlamentare consensuale e democratica e la promozione dei diritti umani; invita a integrare meglio i risultati delle attività del gruppo per il sostegno alla democrazia e il coordinamento elettorale su determinati paesi e i risultati derivanti dalle missioni di osservazione elettorale dell'UE nel lavoro di commissioni e delegazioni, come pure nelle sessioni plenarie che si occupano degli stessi paesi;

16. chiede un coordinamento rafforzato con la Commissione, comprese la direzione generale della Politica europea di vicinato e dei negoziati di allargamento e la direzione generale per i Partenariati internazionali, per sostenere la democrazia parlamentare in tutto il mondo e rafforzare il sostegno istituzionale ai parlamenti; suggerisce che la rete dei parlamenti nazionali sul sostegno alla democrazia, stabilita dal Parlamento, potrebbe trasformarsi in un regolare punto di incontro istituzionale volto a coordinare le attività e a sfruttare le competenze;

17. sottolinea la necessità di pervenire a un equilibrio di genere in tutte le attività e missioni, anche a livello di rappresentanze del Parlamento, nei viaggi al di fuori dell'UE, e di ampliare le competenze in materia di uguaglianza di genere, affidandosi a esperti del settore come parte delle azioni e dei programmi di supporto del Parlamento;

Contributo del Parlamento alla politica estera e di sicurezza dell'UE

18. ritiene che la prossima legislatura e l'istituzione della futura Commissione dovrebbero rappresentare un'opportunità per rafforzare il quadro delle relazioni interistituzionali tra il Parlamento, il SEAE e la Commissione, comprese le delegazioni dell'UE, al fine di potenziare la diplomazia parlamentare e rafforzare il pacchetto di strumenti dell'UE per l'azione esterna;

19. chiede, in particolare, che il controllo del Parlamento sul lavoro svolto nell'ambito delle attività della politica estera e di sicurezza dell'UE sia rafforzato, migliorando il livello di responsabilità e la trasparenza del SEAE e dei servizi esterni della Commissione; sottolinea, in tale contesto, la necessità di aggiornare la dichiarazione del 2010 sulla responsabilità politica di ridefinire le relazioni tra il SEAE e il Parlamento;

20. invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a coinvolgere realmente il Parlamento nell'attuazione e nel controllo delle questioni di rilevanza strategica negli affari esteri dell'UE, compresa l'applicazione di misure restrittive, nonché nel controllo degli strumenti di finanziamento esterno;

21. insiste sul diritto del Parlamento all'informazione in materia di PESC a norma dell'articolo 36 TUE, compreso l'accesso tempestivo a relazioni e strategie nazionali e ad altre informazioni riservate che orientano la PESC dell'UE; sottolinea, a tal proposito, l'importanza di finalizzare quanto prima l'aggiornamento dell'accordo interistituzionale del 20 novembre 2022 tra il Parlamento europeo e il Consiglio in merito all'accesso del Parlamento europeo a informazioni sensibili del Consiglio nell'ambito della politica di sicurezza e di difesa;

22. sottolinea che la funzione di controllo e il potere del Parlamento di monitorare la negoziazione e l'attuazione degli accordi internazionali dovrebbero conferirgli un ruolo fondamentale nella definizione dell'impegno dell'Unione nei confronti dei paesi terzi e delle organizzazioni internazionali e della sua azione globale sulla scena internazionale, il che consentirebbe anche all'UE di promuovere il principio dell'integrazione di genere e la diplomazia climatica nelle relazioni internazionali; deplora a tal proposito gli accordi cosiddetti informali o ad hoc che non richiedono il consenso del Parlamento e pertanto compromettono l'autorità dello stesso come colegislatore, nonché la sua funzione di sorveglianza;

23. ritiene che gli ambasciatori dell'UE in paesi strategici e i rappresentanti speciali dell'UE dovrebbero essere confermati solo a seguito di una valutazione positiva da parte della Commissione per gli affari esteri del Parlamento;

24. invita a una partecipazione più sistematica dei presidenti delle commissioni esterne del Parlamento agli incontri e agli eventi di alto livello sulla politica estera e di sicurezza comune, compreso il Consiglio "Affari esteri"; invita alla creazione di delegazioni congiunte del SEAE, della Commissione e del Parlamento per i principali incontri multilaterali e regionali;

25. insiste sul fatto che tutti i principali documenti politici strategici adottati dalla Commissione e dal Consiglio in relazione alla conduzione della politica esterna dell'UE dovrebbero essere redatti in consultazione con il Parlamento e dovrebbero integrarvi il ruolo e il contributo del Parlamento;

26. chiede un ulteriore rafforzamento delle relazioni del Parlamento con i parlamenti nazionali degli Stati membri, che sono organismi che si trovano nella posizione ideale per fungere da collegamento con i rami esecutivi degli Stati membri; sottolinea, pertanto, che la conferenza interparlamentare per la PESC/PSDC e le conferenze interparlamentari tenute annualmente dalla sottocommissione per i diritti dell'uomo, rappresentano un consesso importante per lo scambio di informazioni e migliori prassi tra i parlamenti nazionali e il Parlamento europeo nei settori di interesse e dovrebbero essere rafforzate;

27. ritiene che il Parlamento possa svolgere un ruolo unico nell'avvicinare la politica estera dell'UE ai cittadini europei e nel rafforzare la sua legittimità democratica, in particolare dialogando con enti substatali quali i governi e i parlamenti regionali, consentendo così alla diplomazia multilevello nei rispettivi quadri giuridici e istituzionali per la politica estera dell'UE e degli Stati membri di alimentare e incrementare l'azione esterna a livello dell'UE;

28. ribadisce l'invito a sviluppare una diplomazia autonoma dell'UE fondata su una cultura diplomatica comune da una prospettiva europea e sottolinea il ruolo del Parlamento a questo proposito; ritiene che l'applicazione del progetto pilota del Parlamento sulla creazione di un'Accademia diplomatica europea, e soprattutto sulla sua struttura futura e permanente, rappresenti un concreto passo avanti a tal proposito; chiede garanzie in merito alla partecipazione permanente del Parlamento e al suo attivo coinvolgimento negli organi gestionali e di governo dell'Accademia diplomatica europea, nonché nei suoi programmi e attività di formazione;

29. è del parere che, nel contesto della regressione in materia di diritti umani e democrazia in tutto il mondo, il Parlamento abbia un ruolo specifico da svolgere nella difesa del multilateralismo basato su regole, della democrazia e dello Stato di diritto, nella promozione dei diritti umani e del pluralismo politico, nel contrastare la disinformazione e le ingerenze straniere nei paesi terzi e nell'aiutare i parlamenti democraticamente eletti a livello globale a consolidare i loro ruoli istituzionali e i loro metodi di lavoro interni attraverso programmi mirati; osserva che i deputati al Parlamento possono occuparsi di questioni più sensibili, come le violazioni dei diritti umani, rilasciare dichiarazioni pubbliche, cercare strade pubbliche o private per la comunicazione o collaborare con i partner locali quando lo spazio della diplomazia tradizionale si fa più limitato;

30. sottolinea il ruolo specifico degli organi parlamentari nell'aiutare i paesi partner e, in particolare, i paesi dell'allargamento e i potenziali paesi candidati nei Balcani occidentali e nel vicinato orientale; chiede di rafforzare il loro ruolo nel processo di adesione all'UE, considerato il ruolo fondamentale e specifico dei parlamenti nel necessario processo di riforma, tramite, tra le altre cose, il ravvicinamento normativo, il controllo e la sensibilizzazione dei cittadini; ricorda la necessità che le delegazioni dell'UE sostengano attivamente tale cooperazione interparlamentare nei paesi candidati e nei paesi candidati potenziali;

31. accoglie con favore approcci innovativi come la cooperazione tra commissione e commissione, recentemente lanciata tra il Parlamento europeo e la Verkhovna Rada ucraina, e incoraggia lo sviluppo di ulteriori iniziative in questo ambito, data l'importanza politica del processo di allargamento;

32. ribadisce il suo invito a rafforzare le capacità istituzionali dell'UE in materia di diplomazia preventiva, prevenzione dei conflitti e mediazione e ritiene che il Parlamento possa fornire competenze e un contributo sostanziale attraverso i suoi organi e le sue azioni in questo settore, anche attraverso meccanismi di allerta precoce e visite in loco;

33. sottolinea che l'ampia rete interparlamentare che il Parlamento ha sviluppato attraverso le sue delegazioni permanenti e le assemblee multilaterali rappresenta uno strumento ideale per discutere e coordinare le posizioni con i partner internazionali nei consessi multilaterali, ad esempio in relazione alle risoluzioni delle Nazioni Unite, all'integrazione della dimensione di genere, alla diplomazia climatica o alle posizioni in seno al G20, nonché per chiarire le intenzioni dell'UE nei confronti dei partner e promuovere le sue azioni; sottolinea il contributo significativo del Parlamento al lavoro dei consessi multilaterali mediante il suo coinvolgimento, tra gli altri, nel G7 e nei vertici parlamentari del G7 e nelle riunioni dell'Unione interparlamentare;

34. sottolinea il ruolo del Parlamento europeo nel promuovere a livello globale la parità di genere, compresa la lotta contro il femminicidio e la violenza di genere, e i diritti delle persone LGBTI nell'azione esterna dell'UE; sottolinea l'importanza dei parlamentari nel promuovere la sensibilità alle questioni di genere in tutti i rapporti esterni dell'UE, mediante azioni di sensibilizzazione, creazione di capacità e condivisione di buone prassi, anche, a titolo esemplificativo e non esaustivo, del valore aggiunto di garantire parlamenti equilibrati in termini di genere e una prospettiva di genere nel funzionamento degli organi parlamentari; invita il Parlamento a rafforzare ulteriormente tale dimensione della diplomazia parlamentare nelle sue interazioni con i paesi partner;

35. ritiene che, alla luce del quinto obiettivo di sviluppo sostenibile (raggiungere l'uguaglianza di genere e l'autodeterminazione di tutte le donne e ragazze), il Parlamento deve svolgere un ruolo significativo nel conseguimento degli obiettivi strategici di parità di genere;

36. sottolinea il lavoro di sensibilizzazione del Parlamento per la ratifica e l'attuazione delle pertinenti convenzioni delle Nazioni Unite e di altre convenzioni internazionali e protocolli opzionali, quali l'accordo di Parigi e la convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica;

Team Europa: il Parlamento come partner di politica estera

37. ritiene che, sebbene il Parlamento dovrebbe mantenere la sua piena autonomia nell'attuazione del suo programma di politica esterna, le visite congiunte ad hoc e le dichiarazioni del Parlamento, insieme ai rappresentanti della Commissione e del Consiglio, in relazione ai principali sviluppi nei paesi terzi, rappresentino un settore promettente per l'attuazione dell'approccio "Team Europa"; chiede, a tale proposito, l'avvio di un programma pilota interistituzionale Team Europa in un numero selezionato di paesi terzi; chiede che tale programma pilota garantisca che gli strumenti del Parlamento siano pienamente integrati in un approccio interistituzionale congiunto nei confronti dei paesi interessati;

38. denuncia la decisione di alcuni paesi, compresi quelli che hanno concluso accordi con l'UE, di vietare alle delegazioni del Parlamento e ai singoli deputati di entrare in alcuni o tutti i loro territori; denuncia le minacce e le sanzioni nei confronti dei deputati al Parlamento europeo da parte di paesi terzi; insiste affinché il Consiglio e gli Stati membri intraprendano un'azione immediata e incisiva, comprese sanzioni se ritenuto necessario, laddove gli organi del Parlamento o singoli deputati del Parlamento siano oggetto di misure restrittive di paesi terzi;

39. sottolinea che l'osservazione elettorale è il settore in cui la cooperazione tra il Parlamento e il SEAE è meglio strutturata e in cui entrambe le istituzioni conducono attività di osservazione elettorale ben integrate tra loro in vari modi;

40. ribadisce la sua richiesta di un maggiore coordinamento strategico tra le istituzioni dell'UE in relazione a singoli casi urgenti che coinvolgono difensori dei diritti umani, giornalisti, o membri di gruppi particolarmente vulnerabili; è convinto che la diplomazia parlamentare possa rivelarsi un meccanismo efficace e complementare per dialogare con i paesi terzi su tali casi; invita alla creazione di una task force interistituzionale sui difensori dei diritti umani volta a coordinare l'impegno europeo sui casi prioritari in questo ambito;

41. ribadisce la propria richiesta al VP/AR, in collaborazione con gli Stati membri e il Parlamento, di adottare un elenco annuale per concentrarsi sui paesi che rappresentano una grave preoccupazione rispetto al ginepraio di difensori dei diritti umani e attivisti per la democrazia il che, tra l'altro, aiuterebbe a coordinare la risposta pratica del Team Europa sul campo; ritiene che il Parlamento potrebbe svolgere un ruolo decisivo impiegando i propri mezzi istituzionali e di altro genere a sostegno di tale approccio mirato e congiunto;

42. esorta ciascuna delegazione dell'UE a far conoscere meglio i lavori del Parlamento che presentano un interesse per il paese ospitante, anche nella lingua locale sul suo sito web, e a mantenere un dialogo con le autorità e i gruppi della società civile locali;

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43. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.


MOTIVAZIONE

La diplomazia parlamentare viene progressivamente riconosciuta, in un mondo sempre più complesso e polarizzato, quale efficace strumento di politica estera per interagire a livello politico con diversi attori nei paesi terzi, vale a dire i parlamentari, ma anche i governi, la società civile e le organizzazioni internazionali. Il Parlamento europeo, oltre al suo ruolo di controllo sul lavoro dell'esecutivo dell'UE, è un esempio di primo piano a livello internazionale della crescente realtà della diplomazia parlamentare nell'integrare e plasmare la politica estera, ma ha ancora molte sfide per ottenere prestazioni e risultati migliori.

La presente relazione, suddivisa in quattro capitoli, fornisce una valutazione degli strumenti e degli organismi esistenti di cui il Parlamento europeo dispone per influenzare l'azione esterna dell'UE e presenta una serie di proposte per migliorare il coordinamento tra le pertinenti istituzioni dell'UE. Sottolinea l'importanza del ruolo del Parlamento nel promuovere i diritti umani e la democrazia quali elementi essenziali dell'agenda esterna dell'UE, in particolare attraverso i dibattiti, le risoluzioni e l'impegno multilivello, formale e informale con gli attori esterni. Nonostante il ruolo crescente del Parlamento nel settore della politica estera dell'UE, deve ancora essere pienamente riconosciuto come attore integrante dell'approccio "Team Europa". Per questo motivo, la relazione propone, tra le altre cose, la creazione di un programma pilota interistituzionale da avviare in un numero selezionato di paesi terzi, in cui gli strumenti del Parlamento siano pienamente integrati con quelli del SEAE, della Commissione e degli Stati membri in relazione a tali paesi.

Dal punto di vista interno del Parlamento, la relazione sottolinea la necessità di un maggiore coordinamento, proponendo di promuovere sinergie tra le molteplici missioni del Parlamento all'estero per rafforzare la coerenza dei messaggi e dell'impegno esterno. Analogamente, la relazione chiede una maggiore sincronizzazione con la Commissione nel sostenere la democrazia parlamentare in tutto il mondo.

L'attività diplomatica multilivello del Parlamento europeo dovrebbe essere vista come un'opportunità per le istituzioni dell'UE, in quanto ha la capacità unica, ad esempio, di instaurare un dialogo con diversi attori quando il ramo esecutivo dell'UE è politicamente limitato o di esprimersi su questioni sensibili ma essenziali dei diritti umani e della democrazia. 

Inoltre, affinché il Parlamento europeo possa dispiegare appieno il suo potenziale di attore diplomatico internazionale, è fondamentale completare l'aggiornamento dell'accordo interistituzionale del 20 novembre 2002 tra il Parlamento europeo e il Consiglio. Lo stesso vale per il mandato di controllo del Parlamento, in cui, al fine di migliorare il livello di responsabilità e trasparenza del SEAE e dei servizi esterni della Commissione, è necessario aggiornare la dichiarazione del 2010 sulla responsabilità politica.



 

ALLEGATO: ENTITÀ O PERSONE DA CUI IL RELATORE HA RICEVUTO CONTRIBUTI

Conformemente all'articolo 8 dell'allegato I del regolamento, il relatore dichiara di aver ricevuto, nel corso dell'elaborazione della relazione, fino alla sua approvazione in commissione, contributi dalle seguenti entità o persone:

Entità e/o persone

SEAE

 

L'elenco che precede è compilato sotto l'esclusiva responsabilità del relatore.

 


INFORMAZIONI SULL'APPROVAZIONE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

Approvazione

28.11.2023

 

 

 

Esito della votazione finale

+:

–:

0:

51

6

2

Membri titolari presenti al momento della votazione finale

Alexander Alexandrov Yordanov, Maria Arena, Petras Auštrevičius, Traian Băsescu, Fabio Massimo Castaldo, Włodzimierz Cimoszewicz, Anna Fotyga, Michael Gahler, Kinga Gál, Sunčana Glavak, Raphaël Glucksmann, Klemen Grošelj, Bernard Guetta, Márton Gyöngyösi, Sandra Kalniete, Andrius Kubilius, Jean-Lin Lacapelle, David Lega, Pedro Marques, David McAllister, Sven Mikser, Francisco José Millán Mon, Alessandra Moretti, Matjaž Nemec, Demetris Papadakis, Kostas Papadakis, Thijs Reuten, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Mounir Satouri, Andreas Schieder, Jordi Solé, Tineke Strik, Dominik Tarczyński, Hermann Tertsch, Viola von Cramon-Taubadel, Thomas Waitz, Witold Jan Waszczykowski, Charlie Weimers, Isabel Wiseler-Lima, Salima Yenbou, Tomáš Zdechovský, Bernhard Zimniok, Željana Zovko

Supplenti presenti al momento della votazione finale

Vladimír Bilčík, Jakop G. Dalunde, Loucas Fourlas, Christophe Grudler, Anja Haga, Andrey Kovatchev, Georgios Kyrtsos, María Soraya Rodríguez Ramos, Bert-Jan Ruissen, Mick Wallace, Elena Yoncheva, Milan Zver

Supplenti (art. 209, par. 7) presenti al momento della votazione finale

Clare Daly, Mónica Silvana González, Miguel Urbán Crespo

 


VOTAZIONE FINALE PER APPELLO NOMINALE IN SEDE DI COMMISSIONE COMPETENTE PER IL MERITO

51

+

ECR

Bert-Jan Ruissen, Dominik Tarczyński, Witold Jan Waszczykowski

NI

Fabio Massimo Castaldo, Márton Gyöngyösi

PPE

Alexander Alexandrov Yordanov, Traian Băsescu, Vladimír Bilčík, Loucas Fourlas, Michael Gahler, Sunčana Glavak, Anja Haga, Sandra Kalniete, Andrey Kovatchev, Andrius Kubilius, David Lega, David McAllister, Isabel Wiseler-Lima, Tomáš Zdechovský, Željana Zovko, Milan Zver

Renew

Petras Auštrevičius, Klemen Grošelj, Christophe Grudler, Bernard Guetta, Georgios Kyrtsos, María Soraya Rodríguez Ramos, Salima Yenbou

S&D

Maria Arena, Włodzimierz Cimoszewicz, Raphaël Glucksmann, Mónica Silvana González, Pedro Marques, Sven Mikser, Alessandra Moretti, Matjaž Nemec, Demetris Papadakis, Thijs Reuten, Nacho Sánchez Amor, Isabel Santos, Andreas Schieder, Elena Yoncheva

The Left

Clare Daly, Miguel Urbán Crespo, Mick Wallace

Verts/ALE

Jakop G. Dalunde, Mounir Satouri, Jordi Solé, Tineke Strik, Viola von Cramon-Taubadel, Thomas Waitz

 

6

-

ECR

Hermann Tertsch, Charlie Weimers

ID

Jean-Lin Lacapelle, Bernhard Zimniok

NI

Kinga Gál, Kostas Papadakis

 

2

0

ECR

Anna Fotyga

PPE

Francisco José Millán Mon

 

Significato dei simboli utilizzati:

+ : favorevoli

- : contrari

0 : astenuti

 

Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2024
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