PROPOSTA DI RISOLUZIONE sul libro bianco sul futuro della difesa europea
5.3.2025 - (2025/2565(RSP))
a norma dell'articolo 136, paragrafo 2, del regolamento
Rasa Juknevičienė, Nicolás Pascual de la Parte, Riho Terras, Michael Gahler, David McAllister, Sebastião Bugalho, Andrzej Halicki
a nome del gruppo PPE
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B10-0146/2025
B10‑0146/2025
Risoluzione del Parlamento europeo sul libro bianco sul futuro della difesa europea
Il Parlamento europeo,
– visto il trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE),
– visto il titolo V del trattato sull'Unione europea (TUE), in particolare il capo 2, sezione 2, recante disposizioni sulla politica di sicurezza e di difesa comune (PSDC),
– vista la dichiarazione di Versailles adottata l'11 marzo 2022 in occasione della riunione informale dei capi di Stato e di governo,
– vista la Bussola strategica per la sicurezza e la difesa – Per un'Unione europea che protegge i suoi cittadini, i suoi valori e i suoi interessi e contribuisce alla pace e alla sicurezza internazionali, approvata dal Consiglio il 21 marzo 2022 e dal Consiglio europeo il 24 marzo 2022,
– viste le strategie di sicurezza nazionali degli Stati membri,
– visto il patto sulla dimensione civile della PSDC – Verso missioni civili più efficaci, approvato dal Consiglio il 22 maggio 2023,
– vista la decisione (PESC) 2022/1968 del Consiglio del 17 ottobre 2022 relativa a una missione di assistenza militare dell'Unione europea a sostegno dell'Ucraina (EUMAM Ucraina)[1],
– vista la decisione (PESC) 2024/890 del Consiglio, del 18 marzo 2024, che modifica la decisione (PESC) 2021/509, che istituisce uno strumento europeo per la pace[2],
– visto il regolamento (UE) 2019/452 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 marzo 2019, che istituisce un quadro per il controllo degli investimenti esteri diretti nell'Unione[3],
– visto il regolamento (UE) 2021/697 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile 2021, che istituisce il Fondo europeo per la difesa e abroga il regolamento (UE) 2018/1092[4],
– visto il regolamento (UE) 2023/1525 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 luglio 2023, sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP)[5],
– visto il regolamento (UE) 2023/2418 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 ottobre 2023, sull'istituzione di uno strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA)[6],
– visto il regolamento (UE) 2024/1252 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell'11 aprile 2024, che istituisce un quadro atto a garantire un approvvigionamento sicuro e sostenibile di materie prime critiche e che modifica i regolamenti (UE) n. 168/2013, (UE) 2018/858, (UE) 2018/1724 e (UE) 2019/1020[7],
– vista la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che stabilisce misure intese a rafforzare la solidarietà e le capacità dell'Unione di rilevamento delle minacce e degli incidenti di cibersicurezza, e di preparazione e risposta agli stessi (COM(2023)0209), presentata dalla Commissione il 18 aprile 2023,
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 21 febbraio 2025, su un piano d'azione dell'UE per la sicurezza dei cavi (JOIN(2025)0009),
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 marzo 2023, su una strategia dell'Unione europea per la sicurezza e la difesa (JOIN(2023)0009),
– vista la raccomandazione (UE) 2023/2113 della Commissione, del 3 ottobre 2023, relativa ai settori tecnologici critici per la sicurezza economica dell'UE ai fini di un'ulteriore valutazione dei rischi con gli Stati membri[8],
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 novembre 2022, dal titolo "Piano d'azione sulla mobilità militare 2.0" (JOIN(2022)0048),
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 18 maggio 2022, sull'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa e sulle prospettive di percorso (JOIN(2022)0024),
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 10 marzo 2023, sull'aggiornamento della strategia per la sicurezza marittima dell'UE e del relativo piano d'azione "Una strategia rafforzata per la sicurezza marittima dell'UE per far fronte all'evoluzione delle minacce marittime" (JOIN(2023)0008),
– vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, in data 5 marzo 2024, dal titolo "Una nuova strategia industriale europea per il settore della difesa: conseguire la prontezza dell'UE attraverso un'industria europea della difesa reattiva e resiliente" (JOIN(2024)0010),
– vista la relazione dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, del 20 giugno 2024, dal titolo "Common Foreign and Security Policy Report – Our priorities in 2024" (Relazione sulla politica estera e di sicurezza comune – Le nostre priorità per il 2024),
– visti gli orientamenti politici per la prossima Commissione europea 2024-2029 dal titolo "La scelta dell'Europa", presentati da Ursula von der Leyen e pubblicati il 18 luglio 2024,
– vista la relazione di Enrico Letta dal titolo "Much more than a Market" (Molto più di un mercato), pubblicata nell'aprile 2024, e in particolare la sezione "Promoting peace and enhancing security: towards a Common Market for the defence industry" (Promuovere la pace e rafforzare la sicurezza: verso un mercato comune per l'industria della difesa),
– vista la relazione di Mario Draghi, del 9 settembre 2024, sul futuro della competitività europea e in particolare il capitolo 4 sull'aumento della sicurezza e la riduzione delle dipendenze,
– vista la relazione di Sauli Niinistö del 30 ottobre 2024 dal titolo "Safer Together: Strengthening Europe's Civilian and Military Preparedness and Readiness" (Più sicuri insieme: rafforzare la preparazione e la prontezza dell'Europa nel settore civile e militare),
– visto il trattato del Nord Atlantico del 1949,
– vista la dichiarazione del vertice di Madrid adottata dai capi di Stato e di governo della NATO in occasione della riunione del Consiglio del Nord Atlantico tenutasi a Madrid il 29 giugno 2022,
– visti il Concetto strategico della NATO per il 2022 e il comunicato del vertice NATO a Vilnius pubblicato dai capi di Stato e di governo della NATO in occasione del Consiglio del Nord Atlantico tenutosi a Vilnius l'11 luglio 2023,
– viste le dichiarazioni congiunte sulla cooperazione UE-NATO firmate l'8 luglio 2016, il 10 luglio 2018 e il 10 gennaio 2023,
– vista la nona relazione sullo stato dei lavori relativi all'attuazione dell'insieme comune di proposte approvato dai Consigli dell'UE e della NATO il 6 dicembre 2016 e il 5 dicembre 2017, presentata congiuntamente dal vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e dal Segretario generale della NATO ai Consigli dell'UE e della NATO il 13 giugno 2024,
– vista la dichiarazione del vertice di Washington rilasciata dai capi di Stato e di governo della NATO che hanno partecipato alla riunione del Consiglio del Nord Atlantico tenutasi a Washington il 10 luglio 2024,
– visto il piano per la vittoria dell'Ucraina presentato dal Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky al Consiglio europeo il 17 ottobre 2024,
– visti i discorsi e le dichiarazioni formulati in occasione della conferenza di Monaco sulla sicurezza del 14 e 16 febbraio 2025,
– viste le dichiarazioni rilasciate in occasione della riunione dei leader sull'Ucraina, tenutasi a Londra il 2 marzo 2025,
– vista la temporanea interruzione di tutti gli aiuti militari statunitensi all'Ucraina,
– vista la dichiarazione della presidente della Commissione, del 4 marzo 2025, sul pacchetto sulla difesa, il piano per riarmare l'Europa,
– visto l'articolo 55 del suo regolamento,
A. considerando che negli ultimi anni la situazione della sicurezza in Europa ha subito un deterioramento senza precedenti; che vi è un'intesa comune sul fatto che l'Europa deve essere in grado di affrontare efficacemente le sfide connesse alla sicurezza europea e di raggiungere uno stato di prontezza alla difesa;
B. considerando che la guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina ha rappresentato un momento spartiacque nella storia europea; che la guerra di aggressione di Putin contro l'Ucraina è ampiamente riconosciuta come un attacco all'assetto di pace europeo istituito dopo la seconda guerra mondiale e all'assetto mondiale nel suo complesso;
C. considerando che, nonostante i segnali e gli avvertimenti precedenti, molti paesi non hanno adottato le necessarie misure di difesa; che l'obiettivo di destinare il 2 % del prodotto interno lordo (PIL) alla spesa per la difesa concordato nel 2014 dai membri della NATO non è stato ancora raggiunto da tutti i membri della NATO appartenenti all'UE; che il divario tra l'obiettivo del 2 % e la spesa per la difesa effettiva da parte degli Stati membri dell'UE ammonta a 1 770 miliardi di EUR nel periodo 2006-2022[9]; che nel 2024 si prevedeva che 16 Stati membri dell'UE che sono anche alleati della NATO avrebbero superato l'orientamento della NATO del 2 % da destinare alla spesa per la difesa, mentre nel 2023 tali Stati erano solo nove;
D. considerando che, a seguito di tali carenze di investimenti, numerose relazioni, in particolare l'analisi delle carenze di investimenti nel settore della difesa del maggio 2022, hanno rilevato una preoccupante carenza di capacità nella difesa europea;
E. considerando che la relazione Draghi ha posto l'accento sulla necessità di fondi pari a 500 miliardi di EUR da investire nella difesa europea per il prossimo decennio, ha messo in risalto una combinazione di debolezze strutturali che incidono sulla competitività della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB) e ha individuato una realtà frammentata, investimenti pubblici per la difesa insufficienti e un accesso limitato ai finanziamenti quali ostacoli per una EDTIB all'altezza della situazione; che la politica di prestito della Banca europea per gli investimenti (BEI) esclude il finanziamento di munizioni e armi, nonché di attrezzature o infrastrutture destinate esclusivamente a usi militari e di polizia;
F. considerando che la relazione Niinistö pone l'accento sul fatto che l'UE e i suoi Stati membri non sono ancora del tutto preparati per gli scenari di crisi intersettoriali o multidimensionali più gravi, soprattutto in considerazione dell'ulteriore deterioramento del contesto all'esterno dell'UE; che la relazione insiste sul fatto che l'UE e i suoi Stati membri hanno bisogno di tale preparazione per lanciare un segnale ai potenziali avversari e fare capire loro che non riusciranno a prevalere sull'UE; che la relazione deplora il fatto che l'UE non dispone di un piano comune in caso di aggressione armata ed evidenzia che l'UE deve ripensare il modo in cui definisce la propria sicurezza;
G. considerando che i continui sforzi di armamento della Russia e la sua cooperazione con altre potenze autoritarie in materia di armamenti, che sorpassano ampiamente le scorte e le capacità di produzione europee, rappresentano la minaccia più grave e senza precedenti per la pace mondiale, nonché per la sicurezza e il territorio dell'UE e dei suoi Stati membri; che il regime russo sta rafforzando i suoi legami in particolare con le leadership autocratiche di Cina, Iran e Corea del Nord per conseguire i suoi obiettivi;
H. considerando che l'UE si trova altresì ad affrontare la gamma più diversificata e complessa di minacce non militari dalla sua creazione, aggravate dalla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina, tra cui la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte di attori stranieri, attacchi informatici, attacchi contro infrastrutture sottomarine, pressioni economiche, ricatti alimentari ed energetici, la strumentalizzazione della migrazione e ingerenze politiche sovversive; che l'UE dovrebbe prendere sul serio questo tipo di minacce nelle sue politiche in materia di difesa e sicurezza;
I. considerando che le recenti azioni e dichiarazioni dell'amministrazione statunitense hanno ulteriormente accresciuto le preoccupazioni circa la futura posizione degli Stati Uniti nei confronti della Russia, della NATO e della sicurezza dell'Europa;
J. considerando che il contesto di sicurezza dell'UE si è deteriorato non solo nell'Europa orientale, ma anche nei paesi del partenariato per il vicinato meridionale dell'UE e oltre;
K. considerando che l'impatto disastroso delle guerre passate o in corso, l'instabilità, l'insicurezza, la povertà e i cambiamenti climatici nella regione del Sahel, nell'Africa nordorientale e in Libia pongono seri rischi per la sicurezza dell'UE e i suoi interessi economici e commerciali; che l'instabilità e l'insicurezza nel vicinato meridionale e nella regione del Sahel sono strettamente connesse alla gestione delle frontiere esterne dell'UE e alla mitigazione della migrazione illegale e continuano a rappresentare una sfida in tali ambiti;
L. considerando che la sicurezza europea è legata alla stabilità nel continente africano e che la crescente presenza di attori non europei è indice della mancanza di un impegno sufficiente nella regione in ambito diplomatico e di sicurezza per contrastare efficacemente le sfide e proteggere i suoi interessi strategici;
M. considerando che il Mar Nero è passato dall'avere un ruolo secondario all'essere un teatro militare principale per l'UE e la NATO e che, insieme al Mar Baltico, è diventato una regione strategica cruciale per la sicurezza europea nel contrastare la minaccia russa;
N. considerando che la regione artica sta diventando sempre più importante in termini di sviluppo economico e trasporti e nel contempo si trova ad affrontare sfide legate ai cambiamenti climatici e alla militarizzazione, nonché sfide derivanti dalla crescente concorrenza geopolitica e dalla migrazione;
O. considerando che la Cina, spinta dall'ambizione di diventare una superpotenza globale, sta erodendo l'ordine internazionale basato su regole, perseguendo politiche estere sempre più assertive e ostili in ambito economico e di concorrenza ed esportando beni a duplice uso utilizzati dalla Russia sul campo di battaglia contro l'Ucraina, minacciando in tal modo gli interessi europei; che la Cina sta inoltre investendo somme ingenti nelle sue forze armate, sta sfruttando il suo potere economico per reprimere le critiche a livello mondiale e sta cercando di affermarsi come potenza dominante nella regione indo-pacifica; che la Cina, intensificando le sue azioni conflittuali, aggressive e intimidatorie contro alcuni dei suoi vicini, in particolare nello stretto di Taiwan e nel Mar cinese meridionale, rappresenta un rischio per la sicurezza regionale e globale come pure per gli interessi economici dell'UE; che la Cina promuove da molti anni una narrazione alternativa, mettendo in discussione i diritti umani, i valori democratici e i mercati aperti nelle sedi multilaterali e internazionali; che la crescente influenza della Cina nelle organizzazioni internazionali ha impedito di compiere progressi positivi e ha escluso ulteriormente Taiwan da una partecipazione legittima e significativa a tali organizzazioni;
P. considerando che nel 2023 il Parlamento e il Consiglio hanno concluso accordi sullo strumento per il rafforzamento dell'industria europea della difesa mediante appalti comuni (EDIRPA) e sulla legge sul sostegno alla produzione di munizioni (ASAP), che mirano a incoraggiare l'acquisto congiunto di prodotti per la difesa, a potenziare la capacità produttiva dell'industria europea della difesa e a ricostituire le scorte esaurite, a titolo di misure di emergenza a breve termine;
Q. considerando che nel 2024 la Commissione ha proposto l'istituzione di una strategia per l'industria europea della difesa (EDIS) e di un programma per l'industria europea della difesa (EDIP) che affrontino, in particolare, il miglioramento delle capacità di difesa dell'UE e la governance, la sicurezza dell'approvvigionamento e l'integrazione della base industriale e tecnologica di difesa ucraina (DTIB) nell'EDTIB, la base equivalente dell'UE;
R. considerando che la costruzione di capacità di difesa e il loro adattamento alle esigenze militari richiedono una cultura strategica comune ma anche una percezione e una valutazione condivise della minaccia come pure l'elaborazione di soluzioni da tradurre in una dottrina e in concetti;
S. considerando che, alla luce delle suddette sfide e analisi, la presidente della Commissione europea ha incaricato il commissario per la Difesa e lo spazio e l'alta rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza di elaborare un libro bianco sul futuro della difesa europea, che sarà pubblicato il 19 marzo 2025;
1. ritiene che il libro bianco sul futuro della difesa europea debba proporre ai membri del Consiglio europeo misure e opzioni concrete affinché si possano compiere, nel più breve tempo possibile, sforzi realmente innovativi e necessari, capaci di rispondere alle seguenti esigenze impellenti: aumentare con urgenza e in modo sostanziale le capacità di difesa, superare la frammentazione del mercato europeo dell'industria della difesa, rafforzare la capacità dell'EDTIB, individuare e attuare tempestivamente soluzioni pragmatiche per fare fronte alle notevoli esigenze di finanziamento, approfondire la cooperazione UE-NATO attraverso un solido pilastro europeo in seno alla NATO e garantire un aumento del nostro sostegno militare all'Ucraina e ad altri paesi vicini che condividono i nostri valori europei;
2. invita il presidente del Consiglio António Costa a convocare immediatamente il Consiglio europeo, sulla base delle conclusioni del libro bianco, affinché i leader dell'UE possano concordare decisioni immediate e di ampia portata per attuare l'Unione europea della difesa conformemente all'articolo 42, paragrafo 2, TUE e approfondire le misure individuate nel libro bianco; esorta il Consiglio e la Commissione a individuare priorità chiare e concrete a breve, medio e lungo termine, con un calendario di azioni corrispondente;
3. ribadisce i suoi precedenti inviti a prendere sul serio la minaccia diretta e indiretta di un attacco russo contro l'UE e a prepararsi urgentemente e senza ulteriori indugi a fare tutto il possibile per migliorare le capacità militari europee al fine di garantire che l'Europa sia pronta ad affrontare le eventualità militari più estreme; chiede pertanto che l'analisi delle minacce della bussola strategica dell'UE sia aggiornata e convertita in una valutazione delle minacce e che le misure indicate nella bussola siano adattate di conseguenza, al fine di rispecchiare l'entità delle minacce nel contesto specifico;
4. è fermamente convinto che gli europei debbano assumersi maggiori responsabilità in seno alla NATO, specie per quanto riguarda la garanzia della sicurezza nel continente europeo, e sottolinea pertanto che un pilastro europeo forte e solido in seno alla NATO è il modo migliore per promuovere la nostra sicurezza transatlantica e garantire la sicurezza di tutti gli europei; ricorda che un vero partenariato transatlantico implica responsabilità condivise, sforzi congiunti e un'equa ripartizione degli oneri;
5. sottolinea l'importanza di trarre insegnamenti dall'esperienza dell'Ucraina nella lotta contro l'aggressione russa e chiede misure immediate per rafforzare la sicurezza e la difesa del confine nord-orientale dell'UE con la Russia e la Bielorussia istituendo una linea di difesa globale e resiliente nei settori terrestre, aereo e marittimo per contrastare le minacce militari e ibride; pone l'accento sulla necessità di coordinare e integrare gli sforzi nazionali attraverso gli strumenti normativi e finanziari dell'UE per accelerare l'attuazione;
6. sottolinea che l'Europa continua a stare fermamente al fianco dell'Ucraina mentre combatte coraggiosamente per il nostro stile di vita europeo e ricorda la sua convinzione circa il fatto che sui campi di battaglia ucraini sarà deciso il futuro dell'Europa; ribadisce pertanto che l'UE sosterrà l'Ucraina per tutto il tempo necessario affinché vinca questa guerra, in quanto una resa forzata da parte dell'Ucraina e l'accettazione di un trattato di "pace" dettato da Putin potrebbero spingere la Russia ad accelerare i tempi per spostare la sua aggressione verso l'UE o la NATO; esorta pertanto l'UE a sviluppare una "strategia per l'Ucraina", che definisca obiettivi chiari per sostenere le capacità di difesa dell'Ucraina e l'integrazione della DTIB ucraina nell'EDTIB, e a trovare le risorse necessarie per attuare tale strategia, sostenendo nel contempo le attività dell'industria europea della difesa in Ucraina al fine di aumentare la produzione locale e rafforzare la cooperazione tra le imprese del settore della difesa ucraine e quelle dell'UE; sottolinea che tale strategia per l'Ucraina deve essere parte integrante di una strategia di "difesa europea"; invita gli Stati membri dell'UE a destinare almeno lo 0,25 % del loro PIL agli aiuti militari per l'Ucraina;
7. sottolinea la necessità di un approccio olistico alla sicurezza europea, che garantisca che tutte le politiche dell'UE integrino le dimensioni della difesa e della sicurezza, con il sostegno di strumenti normativi e finanziari;
8. ritiene che l'UE dovrebbe sviluppare piani di emergenza per la cooperazione economica al fine di prepararsi al sostegno reciproco in caso di crisi di sicurezza su vasta scala e dovrebbe approfondire i dialoghi industriali in materia di economia e difesa in relazione agli allarmi tempestivi di minacce concrete, ibride e informatiche, al fine di promuovere la pianificazione del sostegno reciproco, la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza marittima e sottomarina e altre forme di cooperazione industriale più approfondita nel settore della difesa; chiede, in cooperazione con la NATO, una risposta rafforzata alla guerra ibrida della Russia volta a destabilizzare non solo l'Ucraina ma l'intero continente europeo;
Eliminazione delle carenze in termini di capacità
9. sottolinea la necessità di affrontare con urgenza le lacune in termini di attrezzature e munizioni militari basandosi sul successo dei programmi EDIRPA e ASAP e di finalizzare rapidamente l'EDIP in modo che, attraverso appalti comuni, le nostre capacità comuni europee e ucraine siano potenziate e le nostre scorte di attrezzature e munizioni fondamentali per la difesa siano ricostituite; accoglie con favore il potenziale dell'EDIP di migliorare le capacità di difesa dell'UE e dei suoi Stati membri, di rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento e di migliorare l'efficacia e la coerenza degli sforzi dell'UE attraverso nuove strutture di governance; sottolinea che la dotazione finanziaria dell'EDIP sarà ben al di sotto delle ambizioni stabilite nell'EDIP e chiede pertanto di individuare immediatamente ulteriori fonti di finanziamento e di includere la possibilità di riassegnazioni nell'ambito dell'attuale quadro finanziario pluriennale (QFP), in particolare per quanto riguarda i progetti europei di interesse comune nel settore della difesa e lo strumento di sostegno all'Ucraina che attualmente non dispone di alcun finanziamento; sottolinea, per quanto riguarda la valutazione della minaccia di un possibile attacco russo sul territorio dell'UE e della NATO nei prossimi anni, l'urgente necessità di attuare rapidamente l'EDIP e di fornire finanziamenti aggiuntivi e sostanziali per gli sforzi congiunti di difesa europea prima del prossimo QFP;
10. chiede che sia affrontata senza indugio la necessità di un aumento significativo della disponibilità di facilitatori strategici nei settori aereo, marittimo, sottomarino, spaziale e informatico;
11. suggerisce di accordare priorità ai progetti della cooperazione strutturata permanente (PESCO) e del Fondo europeo per la difesa (FED) di successo in funzione delle carenze di capacità note e di garantire finanziamenti sufficienti per i progetti che si sono dimostrati efficaci; chiede la chiusura dei progetti PESCO che non producono risultati e/o non forniscono un valore aggiunto nell'eliminazione delle carenze di capacità e/o nella prontezza europea alla difesa; sottolinea, alla luce della dotazione finanziaria limitata del FED, che la duplicazione degli sforzi, in particolare in settori relativi a capacità cruciali quali l'intercettore ipersonico o i futuri principali sistemi di carri armati (che rappresentano uno spreco di denaro dei contribuenti dell'UE), prolungherà gli sforzi di sviluppo e aumenterà quindi la probabilità che tali capacità siano acquisite dagli Stati Uniti, compromettendo in tal modo l'ambizione stabilita nell'EDIS;
12. chiede di razionalizzare l'architettura del pacchetto di strumenti industriali dell'UE nel settore della difesa, dal momento che maggiori risorse finanziarie da sole non garantiranno il successo, dal momento che è ancora più importante che tali risorse siano spese in modo più efficiente ed efficace;
13. sottolinea la necessità di garantire la coerenza dei risultati tra il piano di sviluppo delle capacità (CDP) dell'UE e la revisione coordinata annuale sulla difesa e gli obiettivi di capacità della NATO, al fine di promuovere la complementarità ed evitare duplicazioni disfunzionali; chiede l'elaborazione di un piano d'azione concreto, che comprenda un calendario chiaro per ciascuna priorità, in linea sia con il CDP sia con il processo di pianificazione della difesa della NATO;
14. accoglie con favore la proposta di progetti europei di interesse comune nel settore della difesa per lo sviluppo di capacità comuni che vadano oltre i mezzi finanziari di un singolo Stato membro, quali uno scudo aereo europeo, l'accesso autonomo allo spazio e la sorveglianza dello spazio, le capacità di trasporto e comunicazione, le infrastrutture digitali sovrane, le infrastrutture cloud sovrane, le capacità di attacco di precisione a lungo raggio e la difesa aerea integrata, nonché i complessi mezzi di protezione marittimi e sottomarini; sottolinea che gli sforzi dell'UE in materia di difesa missilistica devono essere allineati e integrati con il sostegno della NATO all'iniziativa "European Sky Shield", guidata dagli Stati membri dell'UE; sottolinea la necessità di garantire finanziamenti adeguati, da istituire ben prima del 2028, al fine di ottenere risultati per quanto riguarda le analisi delle minacce di un possibile attacco russo contro il territorio dell'UE e della NATO nei prossimi anni;
15. chiede l'istituzione di strategie di risposta rapida specifiche dell'UE per la protezione delle infrastrutture sottomarine che operano in linea con la NATO, mantenendo nel contempo l'autonomia dell'UE; incoraggia gli investimenti in sistemi avanzati di rilevamento e sorveglianza per il monitoraggio delle infrastrutture subacquee;
16. invita l'UE ad accelerare ulteriormente l'attuazione della mobilità militare; è del parere che l'UE debba passare dalla "mobilità" alla "logistica militare"; sottolinea la necessità di investimenti significativi nelle infrastrutture di mobilità militare per migliorare le capacità di trasporto aereo di merci e le capacità in quanto a campi, le infrastrutture per i combustibili mediante depositi, porti, piattaforme di trasporto aereo, marittimo e ferroviario, linee ferroviarie, vie navigabili, strade, ponti e poli logistici; sottolinea che ciò deve avvenire in collaborazione con la NATO mediante l'elaborazione di un piano strategico per lo sviluppo della mobilità;
17. sottolinea la necessità di concordare rapidamente ulteriori forze militari comuni europee, dato che la capacità di dispiegamento rapido (RDC) concepita come strumento di gestione delle crisi fornisce solo una capacità europea limitata di reagire e sostenere gli sforzi della NATO in caso di aggressione russa contro il territorio dell'UE e della NATO; raccomanda pertanto di rilanciare l'obiettivo primario di Helsinki del 1999 e di estendere gradualmente la capacità di dispiegamento rapido alla creazione, in ultima analisi, di un corpo europeo di 60 000 truppe, che dovrebbe far parte di una struttura permanente dell'UE ed essere altresì integrato nel modello di forza della NATO;
18. raccomanda l'istituzione di un regime di sicurezza dell'approvvigionamento, che comprenda scorte strategiche congiunte di materie prime e parti critiche, al fine di garantire la disponibilità delle materie prime e dei componenti necessari per la produzione di prodotti per la difesa e consentire di accelerare e abbreviare i cicli di produzione;
Promozione della base industriale e tecnologica di difesa europea (EDTIB).
19. chiede un aumento significativo degli appalti comuni da parte degli Stati membri dell'UE per le attrezzature e le capacità di difesa europee necessarie; invita gli Stati membri ad aggregare la domanda acquistando congiuntamente attrezzature per la difesa, con la possibilità di conferire alla Commissione un mandato per l'acquisizione per loro conto, garantendo idealmente un orizzonte di pianificazione a lungo termine per l'EDTIB, migliorando in tal modo le capacità di produzione dell'EDTIB e l'interoperabilità delle forze armate europee e utilizzando in modo efficiente il denaro dei contribuenti attraverso economie di scala;
20. sottolinea l'eccellente successo del primo strumento di appalto congiunto dell'UE, l'EDIRPA, che incentiva gli appalti congiunti da parte degli Stati membri; ritiene che sia necessario mantenere meccanismi simili all'EDIRPA e all'ASAP, aumentando nel contempo la quota di finanziamenti per gli appalti comuni rispetto alle misure di sostegno alla ricerca e allo sviluppo;
21. ritiene che lo sviluppo della capacità congiunta dell'UE dovrebbe basarsi sull'analisi dei rischi fornita nelle valutazioni delle minacce e sull'impatto dei progetti sull'attenuazione dei rischi comuni per la sicurezza dell'UE;
22. ritiene che sia necessario effettuare analisi sistematiche degli insegnamenti tratti dalla guerra in Ucraina dal punto di vista dell'utilizzo della tecnologia, come pure analisi della necessità delle norme dell'UE e della NATO tenendo conto della loro incidenza sul costo della tecnologia e dei prodotti e dell'efficacia d'uso di tali tecnologie e prodotti;
23. sottolinea che l'EDIP deve agevolare attivamente la partecipazione delle piccole e medie imprese e dei nuovi operatori del mercato attraverso un accesso semplificato ai finanziamenti, la riduzione degli ostacoli normativi e meccanismi di sostegno specifici per l'espansione delle operazioni; sottolinea che l'EDIP dovrebbe essere concepito come un primo passo verso una maggiore sovranità europea nella produzione nel settore della difesa;
24. sottolinea la necessità di sostenere lo sviluppo di catene del valore paneuropee nella cooperazione dell'UE in materia di difesa coinvolgendo imprese di tutta l'UE nella produzione di materiali di difesa e distribuendo impianti di produzione in tutta l'UE al fine di migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento, aumentare l'attrattiva della cooperazione dell'UE in materia di difesa e, soprattutto, rafforzare la resilienza della rete di approvvigionamento, riducendo in tal modo la nostra vulnerabilità in caso di attacco armato;
25. chiede la revisione e l'adeguamento della legislazione attuale e futura per quanto riguarda gli effetti negativi sull'EDTIB, in particolare per quanto riguarda le capacità di produzione e la sicurezza dell'approvvigionamento; chiede una mappatura estesa, in collaborazione con l'EDTIB, per individuare tutti gli ostacoli orizzontali nella legislazione vigente; chiede l'elaborazione di un piano d'azione dettagliato per risolvere i problemi il più rapidamente possibile; sottolinea la necessità di rivedere, semplificare e armonizzare l'attuale quadro per le licenze di esportazione e le licenze di trasferimento intra-UE, nonché per la certificazione incrociata delle attrezzature, quale una delle priorità per promuovere una migliore cooperazione all'interno del mercato e tra gli Stati membri;
26. sottolinea con forza la necessità di aumentare in modo significativo i nostri investimenti nelle tecnologie e nelle strutture emergenti e rivoluzionarie nel settore della difesa, prestando attenzione a non disperdere le nostre risorse in troppi progetti, tra cui la ciberdifesa, lo spazio extra-atmosferico, le risorse di protezione sottomarine complesse, i nuovi materiali e la produzione, l'intelligenza artificiale, il calcolo quantistico, il cloud computing e le infrastrutture cloud sovrane, il calcolo ad alte prestazioni, l'Internet delle cose, la robotica, la biotecnologia e le nanotecnologie;
27. invita la Commissione a sfruttare appieno il potenziale a duplice uso delle tecnologie spaziali, considerando lo spazio sia come un nuovo settore operativo sia come un fattore essenziale per le operazioni multisettoriali; sottolinea che l'UE presenta attualmente un divario sostanziale in termini di capacità spaziali rispetto ai suoi principali concorrenti e sottolinea che, al fine di colmare tale divario nelle tecnologie spaziali, i progetti faro già esistenti (ad esempio Copernicus e Galileo) dovrebbero essere potenziati per le applicazioni nel settore della difesa; suggerisce inoltre che l'UE persegua con urgenza lo sviluppo della sua costellazione IRIS2, unitamente allo sviluppo di ulteriori progetti comuni dell'UE, ad esempio per la conoscenza del settore spaziale e le applicazioni spaziali per l'allarme rapido contro i missili;
28. ricorda le crescenti minacce della guerra informatica e sottolinea la necessità che l'UE istituisca un centro di coordinamento dell'UE in materia di ciberdifesa per monitorare, individuare e rispondere alle minacce informatiche in tempo reale;
29. sottolinea l'importanza del coinvolgimento di altri attori industriali che non svolgono attività legate al settore della difesa in qualità di potenziali partner nell'espansione della produzione, ove necessario;
30. invita l'UE a promuovere una maggiore collaborazione tra le nostre forze armate, il mondo accademico, le industrie e gli investitori;
Garanzia di fonti di finanziamento pragmatiche
31. invita la Commissione a presentare una proposta legislativa contenente un impegno vincolante per gli Stati membri a raggiungere una soglia minima del 3 % del loro PIL per la spesa per la difesa entro il 2026, con la necessità di aumentarla ulteriormente al 4 % entro il 2028 e di stanziare almeno lo 0,5 % del loro PIL a favore della difesa comune dell'UE; sottolinea che, alla luce dei tre decenni di investimenti insufficienti, l'attuale minaccia per l'UE richiede investimenti nel settore della difesa molto più elevati, sottolineando nel contempo che il bilancio dell'UE può solo integrare, ma non può mai sostituire, gli sforzi degli Stati membri a tale riguardo; sottolinea che gli investimenti nazionali nel settore della difesa da parte degli Stati membri continueranno a fungere da spina dorsale della prontezza alla difesa, mentre i finanziamenti dell'UE e il suo ruolo nell'armonizzazione e nella razionalizzazione dei processi possono avere un impatto importante nel rafforzare e moltiplicare tali sforzi; invita l'UE e i suoi Stati membri a definire e concordare modalità e mezzi specifici per realizzare un sostanziale aumento a breve, medio e lungo termine degli investimenti pubblici e privati nei settori della difesa e della sicurezza a livello europeo e nazionale;
32. accoglie con favore l'annuncio della Commissione sul piano "Rearm Europe";
33. plaude alla proposta della Commissione di attivare la "clausola di salvaguardia nazionale" del Patto di stabilità e crescita;
34. accoglie con favore la proposta della Commissione relativa a un nuovo strumento che fornisce 150 miliardi di EUR in prestiti agli Stati membri per investimenti congiunti nel settore della difesa;
35. accoglie con favore l'annuncio da parte della Commissione della sua intenzione di destinare maggiori fondi agli investimenti nel settore della difesa, inclusa la possibilità di utilizzare i programmi della politica di coesione;
36. chiede che sia esplorato un sistema di obbligazioni europee per la difesa per il finanziamento anticipato di investimenti militari su larga scala, garantendo lo sviluppo urgente delle capacità; chiede criteri di assegnazione chiari che diano priorità allo sviluppo congiunto delle capacità, alla ricerca e all'innovazione e alle infrastrutture di mobilità militare; chiede, analogamente, di valutare la possibilità di fare ricorso ai "coronabond" inutilizzati per gli strumenti di difesa;
37. sottolinea il ruolo dei partenariati pubblico-privato che sono essenziali per finanziare gli investimenti nel settore della difesa; propone pertanto uno strumento specifico dell'UE che incentivi gli investimenti privati nel settore della difesa, seguendo l'esempio di InvestEU;
38. accoglie con favore l'annuncio da parte della Commissione della sua intenzione di adottare misure per mobilitare capitali privati accelerando l'Unione del risparmio e degli investimenti e attraverso la BEI; chiede una revisione urgente della politica di prestito della BEI e una flessibilità immediata per eliminare le attuali restrizioni al finanziamento di munizioni, armi e attrezzature o infrastrutture destinate all'uso militare; sottolinea che questa riforma fondamentale è necessaria per liberare un notevole potenziale di investimento per il settore europeo della difesa e per promuovere strumenti di condivisione del rischio al fine di agevolare i prestiti delle banche commerciali al settore; esorta la BEI ad adottare le misure necessarie per agevolare gli investimenti privati nel settore della difesa, garantendo che il panorama finanziario sostenga le crescenti esigenze dell'industria;
39. chiede una revisione della legislazione e della tassonomia passate e nuove per garantire che siano ottimali per far progredire la nostra industria europea della difesa;
40. ritiene che i criteri ambientali, sociali e di governance e le norme in materia di tassonomia e la loro interpretazione da parte delle agenzie di rating costituiscano un ostacolo alla garanzia di un aumento dei finanziamenti pubblici per la difesa e invita pertanto la Commissione ad affrontare la questione, tra le altre cose, adattando il regolamento relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari[10] al fine di escludere esplicitamente una classificazione dell'industria della difesa come dannosa per la società o la sostenibilità;
Sostegno all'innovazione
41. chiede l'istituzione di un'agenzia dell'UE, ispirata all'Agenzia statunitense per i progetti di ricerca avanza nel settore della difesa, nell'ambito dell'Agenzia europea per la difesa, che dovrebbe essere l'unica responsabile del sostegno alla ricerca nel campo delle tecnologie emergenti e di rottura, dotata di una quantità adeguata di capitale di rischio; sottolinea la necessità di ampliare i finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo al fine di garantire la partecipazione di tutti gli Stati membri attraverso la creazione di "poli" specializzati;
42. ritiene che sia necessario aumentare i finanziamenti per i programmi di ricerca accademica al fine di cooperare con l'industria della difesa per garantire una ricerca approfondita a lungo termine nel settore della difesa;
Completamento del mercato comune della difesa
43. esorta gli Stati membri a non invocare più l'articolo 346 TFUE allo scopo di evitare l'applicazione della direttiva sugli appalti pubblici[11], compromettendo in tal modo il mercato comune della difesa; invita la Commissione a colmare tale lacuna avviando immediatamente una revisione di tale direttiva, nonché della direttiva sui trasferimenti intracomunitari[12], prevista per il secondo semestre del 2025, e a procedere quanto prima alla rifusione di entrambe le normative al fine di rafforzare il mercato comune della difesa, nonché di introdurre flessibilità per quanto riguarda le situazioni di crisi come quelle che si trovano attualmente ad affrontare;
44. chiede la trasposizione delle norme della NATO nella legislazione dell'UE al fine di agevolare l'interoperabilità delle forze armate europee, rafforzando nel contempo la nostra capacità di negoziare tali norme in seno alla NATO e di imporre l'applicazione coerente di tali norme nella pratica;
45. esorta a istituire un sistema europeo comune di certificazione dei sistemi d'arma e ad andare oltre l'attuale sistema di certificazione nazionale al fine di accelerare l'introduzione di tali sistemi nelle forze armate degli Stati membri;
Promozione di una governance efficace
46. deplora la mancanza di coesione e di efficacia delle strutture e degli strumenti di difesa dell'UE dovuta alla mancanza di un legame istituzionale tra il Consiglio e la Commissione, che non solo limita in modo significativo il valore aggiunto e l'efficacia della cooperazione nel quadro dell'UE, ma si traduce anche in un utilizzo inefficace del denaro dei contribuenti;
47. chiede l'istituzione di un Consiglio permanente dei ministri della Difesa dell'UE;
48. suggerisce che il commissario per la Difesa e lo spazio diventi capo dell'Agenzia europea per la difesa e sia nominato coordinatore per i progetti PESCO mediante la rifusione delle rispettive decisioni del Consiglio;
49. incoraggia la creazione di un "consiglio per la prontezza nel settore della difesa", come proposto nell'EDIP, guidato dal commissario per la Difesa, che dovrebbe riunirsi frequentemente in diverse configurazioni, ad esempio con la partecipazione dei ministri della Difesa dell'UE, dei direttori nazionali degli appalti e dei rappresentanti dell'industria;
50. ritiene che il commissario per la Difesa dovrebbe esercitare la supervisione sul comitato militare dell'UE, sullo Stato maggiore dell'UE e sulle operazioni militari;
51. suggerisce che i finanziamenti per la PESCO e l'Agenzia europea per la difesa siano trasferiti nel bilancio comune dell'UE;
52. sottolinea la necessità di un controllo parlamentare rafforzato ed efficace nel settore della difesa, data la sua importanza e gli effetti su altri settori dell'aumento degli investimenti nella difesa; chiede pertanto l'istituzione di un accordo interistituzionale che garantisca l'accesso del Parlamento alle informazioni classificate e la fornitura di infrastrutture fisiche a tal fine, consentendo che le riunioni di commissione si svolgano secondo la classificazione "EU restricted" o con una classificazione di sicurezza ancora più elevata;
Promozione della complementarità UE-NATO
53. chiede un autentico partenariato strategico tra l'UE e la NATO, nel pieno rispetto dei principi guida di cooperazione concordati, nonché dell'autonomia decisionale di entrambe le organizzazioni, e sottolinea che soltanto insieme possiamo garantire la nostra sicurezza e prosperità a lungo termine;
54. sottolinea la necessità di un accordo sullo scambio di informazioni classificate tra l'UE e la NATO;
55. chiede l'istituzione di una conferenza congiunta periodica sugli armamenti tra l'UE e la NATO al fine di coordinare e allineare gli sforzi per quanto riguarda lo sviluppo delle capacità;
56. ricorda la necessità di garantire frequenti riunioni e vertici UE-NATO a livello politico e di esperti, in modo inclusivo, non discriminatorio e reciproco;
57. invita l'UE a rafforzare il dialogo strutturato con la NATO sull'industria della difesa al fine di rafforzare la cooperazione in settori chiave quali l'interoperabilità e la standardizzazione;
Promozione della cooperazione con partner di paesi terzi
58. ricorda che non esiste alcuna alternativa a una cooperazione transatlantica forte e sostenibile e ritiene pertanto che occorra compiere ogni sforzo possibile per promuovere la cooperazione transatlantica in tutti i settori militari e della difesa, ricordando nel contempo la necessità di promuovere la difesa europea e di sviluppare la nostra sovranità;
59. sottolinea la necessità di rafforzare il nostro partenariato con i paesi che condividono gli stessi principi, in particolare quelli europei, come il Regno Unito e la Norvegia; chiede un ampio patto di sicurezza tra l'UE e il Regno Unito, che contempli anche temi chiave quali l'energia, la migrazione e i minerali critici; sottolinea il valore aggiunto della promozione delle nostre relazioni con partner globali quali gli Stati Uniti, il Giappone e l'Australia;
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60. incarica la sua Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri dell'UE e dei paesi membri della NATO.
- [1] GU L 270 del 18.10.2022, pag. 85, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2022/1968/oj.
- [2] GU L, 2024/890 del 19.3.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/dec/2024/890/oj.
- [3] GU L 79I del 21.3.2019, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/452/oj.
- [4] GU L 170 del 12.5.2021, pag. 149, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2021/697/oj.
- [5] GU L 185 del 24.7.2023, pag. 7, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/1525/oj.
- [6] GU L, 2023/2418 del 26.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2023/2418/oj.
- [7] GU L, 2024/1252 del 3.5.2024, ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2024/1252/oj.
- [8] GU L, 2023/2113 dell'11.10.2023, ELI: http://data.europa.eu/eli/reco/2023/2113/oj.
- [9] Documento di lavoro dei servizi della Commissione per un programma per l'industria europea della difesa e un quadro di misure per garantire la disponibilità e l'approvvigionamento tempestivi di prodotti per la difesa che accompagna la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, presentata dalla Commissione, che istituisce il programma per l'industria europea della difesa e un quadro di misure per garantire la disponibilità e l'approvvigionamento tempestivi di prodotti per la difesa ("EDIP") (C(2024) 4822).
- [10] Regolamento (UE) 2019/2088 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 novembre 2019, relativo all'informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (GU L 317 del 9.12.2019, pag. 1; ELI: http://data.europa.eu/eli/reg/2019/2088/oj).
- [11] Direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l'aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori, e recante modifica delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE (GU L 216 del 20.8.2009, pag. 76, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/81/oj).
- [12] Direttiva 2009/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 6 maggio 2009, che semplifica le modalità e le condizioni dei trasferimenti all’interno delle Comunità di prodotti per la difesa (GU L 146 del 10.6.2009, pag. 1, ELI: http://data.europa.eu/eli/dir/2009/43/oj).