Proposta di risoluzione - B6-0117/2005Proposta di risoluzione
B6-0117/2005

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

16.2.2005

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Philippe Morillon, Emma Bonino, Marielle De Sarnez e Ignasi Guardans Cambó
a nome del gruppo ALDE
sulle relazioni dell'Unione europea con la regione mediterranea

Procedura : 2005/2506(RSP)
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B6-0117/2005
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B6-0117/2005
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B6‑0117/2005

Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni dell'Unione europea con la regione mediterranea

Il Parlamento europeo,

–  viste la sue precedenti risoluzioni sulla partnership euromediterranea,

–  vista la dichiarazione di Barcellona del novembre 1995,

–  vista la sua risoluzione sulla nuova politica di vicinanza dell'Europa allargata, approvata nel 2004,

–  viste le conclusioni approvate dalla Presidenza nella riunione euromediterranea dei ministri degli affari esteri svoltasi all'Aia il 29-30 novembre 2004,

–  vista la comunicazione "L'UE, il Mediterraneo ed il Medio Oriente, una partnership di lunga durata" approvata dal Consiglio nel giugno 2004,

–  vista la risoluzione 1559 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite,

–  vista la dichiarazione presidenziale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite del 15 febbraio u.s,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il processo di Barcellona ha fornito, nel corso degli ultimi dieci anni, la cornice di una fruttuosa partnership fra i paesi e i popoli di ambo le sponde del Mediterraneo e merita pertanto di essere rilanciato,

B.  rilevando che la politica europea di vicinanza è destinata a migliorare detta partnership offrendo nuovi spunti per approfondire le relazioni, intensificare il dialogo politico e coinvolgere i paesi associati nella politica dell'UE,

C.  considerando che i primi piani d'azione predisposti in tal senso con il Marocco, la Tunisia, la Giordania, Israele e l'Autorità nazionale palestinese e approvati del Consiglio impegnano l'Unione e i paesi associati in un dialogo più stretto,

D.  sottolineando che la ripresa del dialogo fra le parti coinvolte nel conflitto israelo-palestinese offre un'opportunità per risolvere in maniera globale e nel lungo periodo detta questione annettendo, in parallelo, maggior rilevanza al processo Euromed,

E.  considerando che la Commissione e la Siria hanno formalmente concluso, il 19 ottobre 2004, i negoziati per un accordo d'associazione UE-Siria mettendo pertanto un termine alla fase degli accordi bilaterali previsti dalla partnership euro-mediterranea,

F.  preoccupato per la situazione venutasi a creare nel Libano a seguito dell'assassinio di Rafic Hariri nonché per le eventuali incidenze su tutta la regione e profondamente inquieto circa il ruolo della Siria in tale vicenda,

G.  preoccupato per la revoca dell'immunità parlamentare e la detenzione di Ayman Nour, presidente del Partito al-Ghad in Egitto,

H.  prendendo atto della posizione comune del Consiglio del 14 ottobre 2004 che revoca le misure restrittive e l'embargo sulle armi contro la Libia, preparando peraltro il terreno per la piena partecipazione di detto paese al processo di Barcellona,

I.  puntualizzando che la trasformazione del Forum parlamentare euromediterraneo in Assemblea parlamentare euromediterranea (APEM), con le sue commissioni, rafforza la dimensione parlamentare del processo Euromed aumentandone pertanto la visibilità democratica,

1.  attende la valutazione globale della partnership euromediterranea che dovrebbe essere presentata ai ministri in occasione della prossima riunione ministeriale euromediterranea a Lussemburgo e chiede di essere coinvolto a tutti gli effetti in detto processo;

2.  plaude alla decisione dei ministri di fare del 2005 l'Anno del Mediterraneo e chiede che tutti gli sforzi siano compiuti affinché il processo di Barcellona sia più visibile e più democratico per tutte le parti interessate;

3.  reitera il suo appello a tutte le parti aderenti agli accordi di associazione euromediterranea affinché traducano la clausola relativa ai diritti dell'uomo in un programma d'azione teso a migliorare e valorizzare il rispetto dei diritti umani nonché a varare un meccanismo di valutazione regolare a norma dell'articolo 2 dell'accordo di associazione;

4.  invita a tale proposito la Commissione ad associarlo alla valutazione dell'attuazione dei piani d'azione;

5.  ritiene che l'iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell'uomo (IEDDH) debba svolgere un ruolo nella promozione dei valori comuni all'Unione europea e ai paesi associati; sollecita al riguardo un potenziamento della sua azione nei paesi mediterranei onde appoggiare lo sviluppo di consolidamento delle società civili e degli operatori non governativi indipendenti,

6.  condanna l'attentato che ha costato la vita a Rafic Hariri facendo altresì non poche vittime, esprime la sua profonda simpatia alla sua famiglia e a quelle di tutte le vittime; invita il governo libanese a citare in giudizio gli autori, organizzatori e mandanti di tale atto terroristico; esprime al popolo libanese il suo appoggio e lo incoraggia a superare questa tragica prova nell'unità;

7.  si dichiara vivamente preoccupato per l'annuncio dell'imminente firma dell'accordo d'associazione dell'Unione europea con la Siria, considerata la gravità della situazione per quando riguarda la democrazia, i diritti dell'uomo e il ruolo della Siria in Libano;

8.  chiede ancora una volta che cessi qualsiasi ingerenza di detto paese negli affari interni del Libano;

9.  invita la Libia ad assumere le misure e gli impegni necessari per essere partecipe della partnership euromediterranea, contribuendo così al rafforzamento del processo di Barcellona;

10.  è fermamente convinto che l'arresto di Ayman Nour oltre che essere contrario al processo di riforma politica rischia di minare gli sforzi compiuti verso una democratizzazione in Egitto;

11.  si rallegra degli ultimi sviluppi positivi relativi al conflitto mediorientale che potrebbero incidere in maniera decisiva sullo sviluppo di qualsiasi partnership Euromed e invita i partner Euromed ad adoperarsi al massimo per appoggiare la ripresa del dialogo e rendere il ruolino di marcia nuovamente credibile ed effettivo;

12.  sollecita la ripresa di un dialogo continuativo sulla sicurezza e plaude alle clausole sulla non proliferazione delle armi di distruzione di massa che figurano negli ultimi accordi e piani d'azione; invita il Consiglio ad associare più attivamente i paesi partner alla politica europea di sicurezza e difesa;

13.  ribadisce che la lotta contro il terrorismo non deve assolutamente essere condotta a scapito delle libertà civili e dei diritti dell'uomo; vede di buon occhio la crescente cooperazione in tale settore ma sollecita procedure più trasparenti e più aperte; approva, al riguardo la proposta relativa ad un codice di condotta in tale settore;

14.  sprona tutti i paesi della regione mediterranea a intensificare le reciproche relazioni dirette comprese le relazioni commerciali e, se del caso, a rimuovere qualsiasi ostacolo che potesse frapporvisi;

15.  è convinto che la firma, nel febbraio 2004, dell'Accordo di Agadir fra il Marocco, la Tunisia, l'Egitto e la Giordania che deve entrare in vigore quest'anno, costituisce un passo in avanti per quanto riguarda le relazioni economiche fra ambo le sponde del Mediterraneo e lo sviluppo di un'associazione più equilibrata; invita i paesi che non abbiano ancora aderito a detto accordo a prospettare la loro adesione a tale processo;

16.  si compiace del miglioramento rilevato e crescente in materia di esecuzione dei fondi del MEDA;

17.  prende atto dei progressi compiuti verso la creazione di un settore di libero scambio entro il 2010 nonché dell'abbozzo di una strategia per la liberalizzazione di scambi di prodotti agricoli;

18.  appoggia la proposta tesa ad installare in Mediterraneo un sistema di rilevazione e prevenzione delle calamità alla luce degli eventi verificatisi in Asia;

19.  attende con interesse la sessione inaugurale della Fondazione di Anna Lindh per il dialogo fra le culture; è convinto che la sua azione possa contribuire in maniera decisiva a promuovere la mutua comprensione e a trarre i massimi vantaggi dal nostro retaggio comune;

20.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, agli Stati membri, nonché ai governi e ai parlamenti dei paesi associati, compresa la Libia.